LA PETITE MESSE SOLENNELLE DI ROSSINI INAUGURA LA STAGIONE SINFONICA 2026 AL TEATRO FILARMONICO

La prima venerdì 3 aprile eccezionalmente alle 19; replica sabato 4 aprile alle 17

Venerdì 3 e sabato 4 aprile, il testamento musicale del cigno di Pesaro per la prima volta a Verona nella forma sinfonica definitiva approntata dallo stesso autore. Sul palcoscenico, Orchestra e Coro di Fondazione Arena, con un cast internazionale diretto da Sebastiano Rolli

Rossini PETITE MESSE SOLENNELLE

Rolli – Berzhanskaya, Werle, Monaco, Pertusi

venerdì 3 aprile ore 19.00

sabato 4 aprile ore 17.00

Teatro Filarmonico di Verona

Dopo i primi titoli d’opera, venerdì 3 aprile inaugura la Stagione Sinfonica 2026 di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico. Orchestra, Coro e quattro solisti d’eccezione sono schierati per un concerto che presenta un capolavoro noto in veste inedita per Verona: la Petite Messe solennelle, ultima grande opera di Rossini, nella versione orchestrata da lui stesso, che però non riuscì ad ascoltare. Inizio alle ore 19 e replica sabato 4 aprile alle 17. E poi, ogni fine settimana fino a fine maggio, un programma sinfonico diverso con grandi interpreti di oggi.

Sebastiano Rolli, apprezzato direttore in ambito lirico e sinfonico, nonché profondo conoscitore della prassi esecutiva dell’Ottocento, torna a Verona per affrontare l’ultima opera di Rossini. Non un melodramma (l’ultimo, Guillaume Tell, fu scritto quasi quarant’anni prima) ma il più ricco e complesso di quelli che il compositore chiamava i suoi “peccati di vecchiaia”, quattordici album di musica per pianoforte e da camera. La Messe solennelle che vide la luce nel 1864 era anche “Petite” perché destinata ad un organico ridotto, da salotto: dodici voci, solisti compresi, due pianoforti e un armonium. Ma, spinto dall’entusiasmo delle reazioni, presto Rossini si convinse a provvedere egli stesso alla strumentazione per grande orchestra, prima che lo facessero altri autori meno attenti di lui all’equilibrio tra voci e strumenti. La prima esecuzione della Petite Messe solennelle nella nuova veste avvenne a Parigi, dove il Maestro da abitava da decenni, ma nel 1869 egli non era già più e la première divenne un commosso omaggio postumo a uno dei talenti più rivoluzionari della musica del XIX secolo.

Nella storia di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico di Verona, la Petite Messe solennelle è già stata eseguita cinque volte tra il 1981 e il 2018 ma sempre nella stesura originaria “da camera”: venerdì 3 e sabato 4 aprile verrà eseguita per la prima volta nella versione ultima di Rossini con grandi organici. Il Maestro Rolli dirigerà l’Orchestra di Fondazione, il Coro preparato da Roberto Gabbiani e un quartetto di solisti tra i più apprezzati interpreti del Belcanto di oggi: il soprano Vasilisa Berzhanskaya, il mezzosoprano Anna Werle, il tenore Dave Monaco e il basso Michele Pertusi.

La prima di venerdì avrà luogo eccezionalmente alle 19, per permettere lo svolgimento della Via crucis “Chiamata alla pace”, in piazza Bra, a cui parteciperà anche il Coro di Voci Bianche di Fondazione Arena. La replica sarà sabato 4 aprile, alle 17.

Si tratta del primo appuntamento della Stagione Sinfonica 2026: sono altri sette gli appuntamenti in doppia data tra aprile, maggio e novembre, con richiesti direttori e solisti di fama internazionale, alle prese con grandi classici del repertorio dall’Ottocento ad oggi, diverse prime esecuzioni per Verona e prime assolute commissionate da Fondazione Arena: è ancora possibile acquistare abbonamenti, nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alle Biglietterie dell’Arena e nella rete Vivaticket.

APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI. La programmazione 2026 di Arena Young riguarda anche l’intera Stagione Sinfonica. Ogni venerdì, per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà assistere ai concerti a tariffe agevolate, partecipando al Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena. Informazioni e prenotazioni: Ufficio Didattica Cultura e Formazione scuola@arenadiverona.it – tel. 0458051933

LE SALE DELLA MUSICA: VISITE GUIDATE. Sabato 4 aprile tornano anche Le Sale della Musica, un calendario di visite guidate per approfondire storia, curiosità e dietro le quinte del Teatro Filarmonico ma anche conoscere le professionalità che lavorano in teatro e l’attività di messinscena di opere e concerti. Tutte le giornate di visita (dieci appuntamenti fino a dicembre, di sabato mattina) avranno un primo turno alle ore 10.30 e un secondo turno alle ore 12. Il percorso varierà ogni volta in base agli spettacoli in produzione, durerà un’ora circa ed è aperto a gruppi fino a 20 persone. È possibile riservare il proprio posto con un biglietto intero di 5 euro o ridotto a 3 euro per le fasce Under30/Over65. arena.it

BIGLIETTERIE ARENA DI VERONA

Via Dietro Anfiteatro 6/b – Aperta da lunedì a venerdì (10.30 – 16.00)

                                                sabato (09.15 – 12.45)

                                                chiusa la domenica

Via Roma 1 – Aperta martedì, giovedì e sabato (10.00 – 18.00)

                                                mercoledì e venerdì (13.00 – 20.00)

                                                domenica (12.00 – 15.30)

                                                chiusa il lunedì

FALSTAFF, L’ULTIMO CAPOLAVORO DI VERDI IN SCENA AL TEATRO FILARMONICO

La commedia lirica tratta da Shakespeare torna a Verona dopo 15 anni. Quattro recite dal 22 al 29 marzo

Domenica 22 marzo la prima nello spettacolo brillante e pop di Jacopo Spirei. Orchestra e Coro di Fondazione Arena sono diretti da Giuseppe Grazioli

Sabato 21 marzo alle 18, per la rassegna Musica e Cinema, Shakespeare in Love, il film da 7 premi Oscar al Teatro Filarmonico

Giovedì 19 marzo alle 18, nella Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica, l’opera verrà presentata al pubblico in un incontro gratuito con lo scrittore e critico Giovanni Gavazzeni

FALSTAFF

di Giuseppe Verdi

domenica 22 marzo ore 15.30

mercoledì 25 marzo ore 19.00

venerdì 27 marzo ore 20.00

domenica 29 marzo ore 15.30

Teatro Filarmonico di Verona

Verdi, gran padre del melodramma italiano, chiuse la carriera a 80 anni con un sorriso: nella spassosa commedia lirica Falstaff, i versi di Boito e la musica di un Verdi più brillante che mai fanno rivivere il leggendario mattatore creato da Shakespeare con le allegre comari di Windsor. Tra i titoli più raffinati del repertorio, l’opera torna al Teatro Filarmonico di Verona dopo quindici anni domenica 22 marzo alle 15.30 nell’allestimento dinamico e “british” del Regio di Parma con la regia di Jacopo Spirei. Dieci artisti compongono il cast alle prese con i virtuosismi linguistici e vocali di Falstaff, guidati dal baritono buffo Marco Filippo Romano, al debutto nel ruolo. I complessi artistici e tecnici areniani sono guidati dal maestro Giuseppe Grazioli. Dopo la prima, repliche il 25, 27, 29 marzo.

Dopo una carriera costellata di successi, all’età di 80 anni, Giuseppe Verdi (1813-1901) sorprese il mondo con una commedia: un sorriso saggio, a tratti malinconico, ma sempre brillante, a suggellare un’eterna giovinezza. Correva l’anno 1893 e alla Scala, appena una settimana dopo la Manon Lescaut torinese dell’astro nascente Puccini, il pubblico scopriva Falstaff, commedia lirica che mette in scena Le allegre comari di Windsor di William Shakespeare. Sorgente inesauribile di melodie, teatro in musica puro con orchestra multicolore e ritmo indiavolato, battute indimenticabili e parodie (anche di Verdi stesso), l’opera si avvalse del libretto dotto e vario di Arrigo Boito (1842-1918) che, oltre alla vicenda (uno “spin-off” dedicato al leggendario Falstaff su richiesta, pare, della stessa regina Elisabetta) ricostruisce la grandezza del protagonista da diversi passi di Enrico IV, dramma storico in due parti in cui Falstaff, con tutta la sua eccentricità e i suoi umanissimi difetti, è il buffo mentore del futuro re d’Inghilterra.

Verdi unì in quest’opera il suo amore per la drammaturgia e i personaggi shakespeariani, l’esperienza di una vita da uomo di teatro, la raffinatezza di un letterato quale Boito (già librettista dell’acclamato Otello) e la rivincita personale sull’unica opera buffa, la giovanile Un giorno di regno, che fece fiasco senza appello nel 1840. Partendo da una “fuga buffa”, Verdi piegò con ironia secoli di forme e tradizioni musicali, con la certezza finale che “ride ben chi ride la risata final”, che “tutto nel mondo è burla” e che tutti gli uomini sono “gabbati”. Ne nacque Falstaff, commedia originalissima, vivace come nessuna, ispirazione per molti dei compositori a venire per la commedia in musica e il teatro “di conversazione”. Un’opera pioneristica per la scena musicale italiana del 1893, il cui successo iniziale fu più di stima che per convinta comprensione, ma che conquistò il pubblico col tempo, grazie ad interpreti divenuti leggendari come Stabile, Valdengo, Gobbi, Taddei, Bruson, Raimondi e, più recentemente, Maestri, e grazie ai massimi direttori di sempre, tra cui vale la pena ricordare la dedizione di Toscanini, Karajan, Giulini, Bernstein, Solti, Abbado e Muti. A Verona, negli ultimi cinquant’anni di attività del Teatro Filarmonico con i complessi artistici e tecnici di Fondazione Arena, Falstaff è andato in scena quattro volte (1983, 1997, 2005 e 2011) confrontandosi più che altrove con l’omonima opera di Salieri (di un secolo precedente) a cui è legata la rinascita del Teatro stesso. Nei prestigiosi cast alternatisi nella città scaligera, vale la pena ricordare il protagonismo di Renato Bruson e Michele Pertusi, anche immortalati in edizioni discografiche esemplari, nonché il debutto come regista lirico di Luca Guadagnino.

Nel solco della migliore tradizione vocale italiana si inserisce il ritorno di Falstaff al Teatro Filarmonico, dopo quindici anni dall’ultima produzione: titolare sarà Marco Filippo Romano, al debutto nel ruolo di Falstaff. Le allegre comari di Windsor annoverano i soprani Marta Mari come Alice Ford, Vittoriana De Amicis come Nannetta sua figlia, Marianna Mappa come Meg Page e il mezzosoprano Anna Maria Chiuri come Mrs Quickly. Nei panni di Ford, marito geloso vittima tanto del protagonista quanto dell’astuzia di Alice, il baritono Luca Micheletti, recentemente diretto da Riccardo Muti come Macbeth, altro protagonista di Verdi-Shakespeare, mentre come Fenton, innamorato di Nannetta, torna il tenore Marco Ciaponi. Completano il cast: Blagoj Nacoski come Dottor Cajus, Matteo Macchioni e Mariano Buccino nei panni dei seguaci di Falstaff, Bardolfo e Pistola. Torna sul podio veronese il maestro Giuseppe Grazioli, per dirigere gli artisti solisti, l’Orchestra di Fondazione Arena e il Coro preparato da Roberto Gabbiani. L’allestimento in scena a Verona proviene dal Teatro Regio di Parma, dove è stato applaudito nel 2017 e nel 2025 al Festival Verdi, e unisce la verve della drammaturgia originale a un tocco britannico e pop contemporaneo per un ritmo sempre al passo col brillante dono della musica di Verdi: regista è il premiato Jacopo Spirei, alla sua prima regia al Teatro Filarmonico, con le scene di Nikoalus Webern, i costumi di Silvia Aymonino e le luci di Fiammetta Baldiserri.

Dopo la prima di domenica 22 marzo, Falstaaff replica mercoledì 25 alle 19, venerdì 27 alle 20 e domenica 29 marzo alle 15.30.

La Stagione d’Opera e Balletto 2026 comprende altri tre titoli operistici e due balletti, con prime assolute per Verona: è ancora possibile acquistare abbonamenti, nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alle Biglietterie dell’Arena e nella rete Vivaticket.

INCONTRO DI APPROFONDIMENTO APERTO AL PUBBLICO

Per tutta la Stagione d’Opera e Balletto 2026 si confermano gli incontri gratuiti di approfondimento, in collaborazione con Accademia Filarmonica di Verona, i giovedì precedenti le prime. Falstaff sarà presentato al pubblico giovedì 19 marzo alle 18 nella prestigiosa Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica (via Mutilati 4) dal giornalista, critico e scrittore Giovanni Gavazzeni. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

MUSICA E CINEMA: SHAKESPEARE IN LOVE

Sabato 21 marzo, alle ore 18, il Teatro Filarmonico si trasforma in una sala cinematografica: per la rassegna 2026, Musica e Cinema, il sabato precedente le prime d’Opera e Balletto, Fondazione Arena di Verona proietta film e cult d’eccezione con pellicole in lingua originale ispirate ai soggetti in scena. Falstaff, personaggio tra i più emblematici di tutta la creazione del Bardo inglese, offre lo spunto per Shakespeare in Love. Il film del 1998, diretto da John Madden, narra l’amore dello scrittore William Shakespeare nato durante la preparazione di Romeo e Giulietta per una nobildonna, Lady Violet. Shakespeare in Love è stato insignito di 3 BAFTA, 3 Golden Globe e ben 7 premi Oscar su 13 nomination, tra cui miglior film, migliori costumi, miglior colonna sonora e miglior sceneggiatura (di Tom Stoppard e Marc Norman). Cast stellare: Joseph Fiennes, Gwyneth Paltrow, Judi Dench (entrambe vincitrici dell’Oscar per questa pellicola), Geoffrey Rush, Rupert Everett, Colin Firth, Ben Affleck. Biglietti a 5 euro in vendita online e alle Biglietterie di via Dietro Anfiteatro e via Roma.

APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI

Con Falstaff prosegue la programmazione 2026 di Arena Young: spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie. L’opera debutta infatti con l’Anteprima riservata a studenti e giovani, già sold-outvenerdì 20 marzo alle ore 16, preceduta da una presentazione dedicata.

Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà assistere alle rappresentazioni infrasettimanali al Filarmonico partecipando al Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana, mercoledì 25 marzo alle ore 18 e venerdì 27 marzo alle ore 19.

Info e prenotazioni: Ufficio Didattica Cultura e Formazione scuola@arenadiverona.it – tel. 045 80519.33/.84

LA TRAMA IN BREVE

Il nobile decaduto sir John Falstaff, dedito ai piaceri della vita ma senza più un soldo, tenta la fortuna col proposito di sedurre (e derubare) due ricche dame sposate di Windsor. Egli però non sa che Alice Ford e Meg Page sono amiche: con la brillante vicina Quickly e Nannetta, figlia di Alice, le donne scoprono la truffa delle lettere d’amore identiche e ordiscono una burla ai danni di Falstaff, fingendo di cedere alle sue profferte. Nel frattempo, Bardolfo e Pistola, pentiti scagnozzi di sir John, ne rivelano i piani al signor Ford, con l’aiuto del giovane Fenton e del dottor Cajus (entrambi pretendenti di Nannetta). Ford si presenta da Falstaff sotto mentite spoglie per metterlo alla prova, ignaro del piano già messo in atto dalle allegre comari: scoperto l’appuntamento alle sue spalle, si sentirà tradito e tornerà furioso a casa con tutto il vicinato. È solo la prima delle sventure di Falstaff, che sarà protagonista di un gran finale in una notte davvero “magica” nel bosco di Windsor.

DON GIOVANNI, IL CAPOLAVORO DI MOZART INAUGURA LA STAGIONE 2026 DEL TEATRO FILARMONICO

Domenica 18 gennaio, un cast di giovani e affermati artisti debutta al Teatro Filarmonico con Orchestra, Coro e Tecnici di Fondazione Arena, con la direzione di Francesco Lanzillotta e la regia di Enrico Stinchelli.

Conferenze, film, visite guidate: molte iniziative collaterali all’interno del Festival Mozart a Verona 2026

Giovedì 15 gennaio alle 18, nella Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica di Verona, l’opera verrà presentata al pubblico in un incontro gratuito con la musicologa e critica Carla Moreni

DON GIOVANNI

di Wolfgang Amadeus Mozart

domenica 18 gennaio ore 15.30

mercoledì 21 gennaio ore 19.00

venerdì 23 gennaio ore 20.00

domenica 25 gennaio ore 15.30

Teatro Filarmonico di Verona

Il protagonista più seducente e maledetto della musica riconquista il Teatro Filarmonico, inaugurando la Stagione d’Opera e Balletto 2026 di Fondazione Arena. Don Giovanni, capolavoro di Mozart e della storia del melodramma, debutta domenica 18 gennaio, alle ore 15.30, con un cast internazionale giovane e di prestigio e la direzione di Francesco Lanzillotta. Orchestra, Coro e Tecnici areniani portano in scena l’allestimento firmato da Enrico Stinchelli con i costumi del premiato Maurizio Millenotti e il visual design di Ezio Antonelli. Repliche mercoledì 21 gennaio alle 19, venerdì 23 alle 20, domenica 25 alle 15.30.

Dal Seicento ad oggi, il mito di Don Giovanni affascina l’umanità: il seduttore incallito, l’uomo incessantemente in movimento alla ricerca della vita è, al pari di Faust, il personaggio che arriva a sfidare i limiti dell’umano e del divino. Ma più di tutte le pièce teatrali, di tutti i racconti, i romanzi e i film prodotti in più di quattro secoli, l’opera di Mozart è riuscita a immortalare questa figura sfuggente e beffarda, demoniaca e accattivante, grazie ad una musica tanto vorticosa quanto ammaliante, dolce ed infernale. Don Giovanni è un “dramma giocoso” in cui convivono gli espedienti dell’opera buffa italiana e inaspettati abissi tragici: il protagonista non teme la morte, la causa e ne ride, fino a sfidarla. La profondità e la dualità dell’opera si manifestano sin dalla sinfonia iniziale, che conduce gli ascoltatori dal dramma alla commedia fino all’apertura di sipario. Inseguimenti, travestimenti, seduzioni, inganni, smascheramenti, duetti amorosi e scontri mortali: in poco meno di tre ore di musica e teatro, Mozart ha creato un universo di personaggi che gravitano intorno al memorabile protagonista del titolo. Un classico che ad ogni ascolto e visione interroga il pubblico, suggerendo sempre nuovi orizzonti.

Per rendere giustizia a Don Giovanni occorrono artisti pronti alle sfide sceniche tanto a quelle musicali, come sono quelli del cast in scena a Verona per l’inaugurazione 2026. Nel ruolo del titolo debutta al Teatro Filarmonico il giovane baritono Christian Federici, già vincitore dei Concorsi internazionali di Spoleto e “Toti Dal Monte”, recentemente apprezzato su diversi palcoscenici proprio come Don Giovanni, accanto all’esperto Leporello di Paolo Bordogna. Donna Anna sarà interpretata da Gilda Fiume mentre Donna Elvira da Marta Torbidoni, entrambe voci areniane e soprani internazionalmente affermati. Nel ruolo di Don Ottavio si alterneranno due tenori: l’applaudito Edgardo Rocha (18 e 21 gennaio) e Leonardo Sánchez, esordiente a Verona (23 e 25 gennaio). Debutta al Teatro Filarmonico anche il soprano Emma Fekete come Zerlina accanto allo sposo Masetto interpretato dal giovane basso Alessandro Abis. Completa il cast Ramaz Chikviladze come Commendatore, colui che, ucciso da Don Giovanni, tornerà dalle tenebre sfidato dall’impavido protagonista.

A dirigere l’Orchestra di Fondazione Arena il Maestro Francesco Lanzillotta, applaudito a Verona e nei maggiori teatri internazionali, nonché prossimo al debutto in Anfiteatro. Il Coro, diretto da Roberto Gabbiani, è in scena con diversi mimi e giovanissimi figuranti provenienti dal nuovo Coro di voci bianche di Fondazione Arena di Verona. I Tecnici portano in scena lo spettacolo insieme tradizionale e tecnologico, narrativo e meta teatrale di Enrico Stinchelli, che firma regia e impianto scenico insieme al visual design di Ezio Antonelli e alle luci di Paolo Mazzon. I fedeli e sontuosi costumi settecenteschi dai mille colori sono quelli disegnati dal premiato Maurizio Millenotti.

Sono intervenuti alla conferenza stampa di presentazione dell’opera e delle iniziative collaterali Stefano Trespidi, Vicedirettore Artistico di Fondazione Arena, Pietro Trincanato, Consigliere del Comune di Verona, il regista Enrico Stinchelli, il Maestro del Coro di Fondazione Arena Roberto Gabbiani, il Segretario Artistico Francesco Ommassini, Michele Magnabosco, Direttore Artistico del Festival Mozart a Verona e Luca Cenzato, Responsabile Servizio Marketing Istituzionale, Sviluppo Territori e Relazioni Istituzionali BCC Veneta.

Don Giovannie i suoi numerosi eventi collaterali si inseriscono nella ricca programmazione del Festival Mozart a Verona che da sette anni, ogni gennaio, celebra in varie forme e sedi il passaggio dell’allora giovanissimo genio di Salisburgo nella città scaligera nel 1770. Dopo la prima di domenica 18 gennaio, Don Giovanni replica mercoledì 21, venerdì 23 e domenica 25 gennaio.

La Stagione d’Opera e Balletto 2026 comprende altri quattro titoli operistici e due balletti, con prime assolute per Verona: è ancora possibile acquistare abbonamenti, nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alle Biglietterie dell’Arena e nella rete Vivaticket.

INCONTRO DI APPROFONDIMENTO APERTO AL PUBBLICO

Per tutta la Stagione d’Opera e Balletto 2026 si confermano gli incontri gratuiti di approfondimento, in collaborazione con Accademia Filarmonica di Verona: Don Giovanni sarà presentato al pubblico giovedì 15 gennaio alle 18 nella prestigiosa Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica (via Mutilati 4) dalla critica e musicologa Carla Moreni. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

MUSICA E CINEMA: IL FILM DI LOSEY

Sabato 17 gennaio, alle ore 18, Fondazione Arena inaugura una nuova rassegna per il 2026, Musica e Cinema: il sabato precedente le prime d’Opera e Balletto, il Teatro Filarmonico diventa una sala cinematografica d’eccezione con pellicole in lingua originale ispirate ai soggetti in scena. Si comincia con Don Giovanni del regista Joseph Losey (1979), celebre film in cui l’opera di Mozart rivive nei luoghi palladiani con un cast di stelle (Raimondi, Te Kanawa, van Dam, Berganza, diretti da Maazel) e un’eleganza senza tempo premiata da diversi César e David di Donatello. Biglietti da 3 a 5 euro.

APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI

Con Don Giovanni prende il via anche la programmazione 2026 di Arena Young: spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie. L’opera debutta infatti con l’Anteprima riservata a studenti e giovani, già sold-outvenerdì 16 gennaio alle ore 16, preceduta da una presentazione dedicata.

Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà assistere alle rappresentazioni infrasettimanali al Filarmonico partecipando al Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana, mercoledì 21 gennaio alle ore 18 e venerdì 23 gennaio alle ore 19.

Info e prenotazioni: Ufficio Didattica Cultura e Formazione scuola@arenadiverona.it – tel. 045 80519.33/.84

LE SALE DELLA MUSICA: VISITE GUIDATE

Sabato 17 gennaio prende il via Le Sale della Musica, un calendario di visite guidate per approfondire storia, curiosità e dietro le quinte del Teatro Filarmonico ma anche per conoscere le professionalità che lavorano in teatro e l’attività di messa in scena di opere e concerti. Tutte le giornate di visita (dieci appuntamenti fino a dicembre, sempre il sabato mattina) avranno un primo turno alle ore 10.30 e un secondo turno alle ore 12. Il percorso, che varierà ogni volta in base agli spettacoli in produzione, durerà un’ora circa ed è aperto a gruppi fino ad un massimo di 20 persone. Per partecipare, è possibile riservare il proprio posto con un biglietto intero di 5 euro o ridotto a 3 euro per le fasce Under30/Over65.

L’OPERA, GLI AUTORI E LA TRAMA

Mozart (1756-1791) scrisse Il dissoluto punito o sia il Don Giovanni per la compagnia italiana del Teatro degli Stati di Praga nel 1787, sull’onda dell’enorme successo che la sua ultima creazione, Le Nozze di Figaro, riscuoteva più che nella capitale dell’Impero asburgico. Librettista il medesimo collaboratore delle acclamate Nozze, Lorenzo Da Ponte (1749-1838), figura poliedrica e a suo modo dongiovannesca, che attinse alle ben note creazioni di Tirso de Molina e Molière e soprattutto alla più recente opera ispirata allo stesso soggetto di Gazzaniga su testo di Bertati. La varietà di metro e situazioni e la profondità psicologica dei personaggi sono qui però ineguagliati, per la piena maturità di librettista e compositore, destinati a realizzare insieme un terzo capolavoro operistico in Così fan tutte (1790). Sfide drammaturgiche e sperimentazioni musicali senza precedenti (come la compresenza di tre orchestre impegnate in contemporanea in tre danze diverse). Don Giovanni ebbe subito successo ma, alla prima ripresa dell’opera a Vienna, cadde dopo solo quindici serate. Lì il compositore aveva acconsentito ad alcune sostanziali modifiche, compreso il taglio del lieto fine dopo la scomparsa del protagonista negli inferi, aprendo la strada a nuovi enigmi nella storia interpretativa dell’opera, tuttora aperti.

La trama in breve. Dopo la celebre Ouverture, il sipario si apre su una notte sivigliana. Il servo Leporello è stanco di fare la guardia mentre il suo insaziabile padrone Don Giovanni si intrattiene con donne di “ogni grado, forma, età”. Ma questa volta il seduttore è in fuga da Donna Anna e dal di lei padre, il vecchio Commendatore che lo sfida a duello e ha la peggio. Leporello è sconvolto ma può solo fare da scudo al padrone mettendo la “ex” Donna Elvira di fronte all’interminabile catalogo di sedotte e abbandonate. Nel frattempo Don Giovanni irrompe alla festa contadina dei neosposi Zerlina e Masetto, allontanando lui e seducendo lei, ma i suoi piani sono guastati dalle due donne precedenti in cerca di vendetta, aiutate da Don Ottavio, promesso di Donna Anna. Nella festa a cui tutti sono invitati, il nobile status di Don Giovanni non riesce più a fornire alibi ai suoi delitti. Dopo ulteriori inganni, serenate e violenze, in fuga con Leporello, il dissoluto padrone si rifugia casualmente in un cimitero dove trova la statua del Commendatore ucciso in duello. Entrambi vedono la statua muoversi ma Don Giovanni non ne ha paura: la invita anzi a cena. E a cena si giocherà il destino del protagonista, sospeso tra un’ultima redenzione e gli inferi.

BIGLIETTERIE ARENA DI VERONA

Via Dietro Anfiteatro 6/b 

Aperta da lunedì a venerdì (10.30 – 16.00)

sabato (09.15 – 12.45)

chiusa la domenica

Via Roma 1 

Aperta martedì, giovedì e sabato (10.00 – 18.00)

mercoledì e venerdì (13.00 – 20.00)

domenica (12.00 – 15.30)

chiusa il lunedì

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 8005151

www.arena.it

Rete vendita Vivaticket

IL TURCO IN ITALIA IN SCENA FINO AL 23 NOVEMBRE AL TEATRO FILARMONICO

Il vivace dramma buffo, accolto con calore alla prima di ieri, replicherà mercoledì 19 novembre alle 19, venerdì 21 alle 20 e domenica 23 alle 15.30. Uno spettacolo movimentato e colorato che rivela tutta la modernità della commedia umana musicata da Rossini.

E sabato 22 recita pomeridiana in forma ridotta per bambini e famiglie.

IL TURCO IN ITALIA

di Gioachino Rossini

mercoledì 19 novembre ore 19.00

venerdì 21 novembre ore 20.00

domenica 23 novembre ore 15.30

Teatro Filarmonico di Verona

È finita un’attesa lunga oltre duecento anni. Ieri, Il Turco in Italia ha conquistato il Filarmonico, teatro affollato e attento per la prima messa in scena scaligera del dramma buffo di Rossini, diretto per l’occasione da Lü Jia. Lo spettacolo di Roberto Catalano ha schierato un cast di raffinati belcantisti e attori spigliati, Orchestra, Coro e Tecnici di Fondazione Arena. Oltre alle repliche del 19, 21 e 23 novembre, anche una recita straordinaria in forma ridotta e adattata per bambini e famiglie il 22 novembre.

Il “dramma buffo” di Felice Romani per la musica di Gioachino Rossini, vide la luce alla Scala di Milano nel 1814, quando il compositore aveva solo 22 anni, mescolando con originalità i temi dell’opera comica italiana, la modernità della commedia borghese e del meta-teatro. Un Poeta cerca ispirazione per il suo nuovo dramma e la trova nei buffi personaggi che incontra: Geronio, marito rassegnato e credulone, la sua giovane moglie Fiorilla, “capricciosa ma onesta” perennemente in cerca di novità e ammiratori. Tra questi l’invadente ma innocuo Narciso e il seducente Selim, principe turco in cerca di svago dopo amori tormentati in patria. Fiorilla e Selim si invaghiscono l’una dell’altro ma vicinissimi a loro sono Zaida e Albazar, approdati a Napoli come il Turco, decisi a trovarlo e ripristinare l’ordine. E succederà: Fiorilla si pentirà e si riunirà a Geronio, così come Zaida a Selim, ma solo dopo inseguimenti ed equivoci, e una curiosa festa in maschera in cui nessuno riconosce più l’altro. Il Turco in Italia è forse la più mozartiana delle commedie di Rossini: libertini e turcherie vi acquisiscono uno spessore umano così moderno da sembrare più cinico che giocoso. L’opera sarebbe stata recuperata solo a metà ‘900, prima di altri titoli del belcanto e della Rossini Renaissance, da Gavazzeni, Maria Callas, Zeffirelli. L’edizione critica è solo del 1998: in questa forma Il Turco in Italia ha debuttato domenica a Verona a distanza di oltre 200 anni dalle sue uniche apparizioni in città (1817 e 1822). 

Per dare vita a questi personaggi rossiniani servono attori impegnati e raffinati belcantisti, caratteristiche del cast guidato dal basso Carlo Lepore, già protagonista rossiniano nelle ultime produzioni veronesi, qui nel ruolo del titolo, il principe Selim. La volubile Donna Fiorilla è l’applaudito soprano Sara Blanch, il marito tradito l’esperto baritono Fabio Previati, il di lei spasimante Narciso il tenore Dave Monaco (tra i più recenti vincitori del concorso Operalia), Zaida è il soprano Marianna Mappa, Albazar il tenore Matteo Macchioni, mentre il poeta Prosdocimo è il giovane baritono Michele Patti. Sul podio, alla guida dell’Orchestra di Fondazione Arena e del Coro preparato da Roberto Gabbiani, torna al Teatro Filarmonico il Maestro Lü Jia, già direttore musicale a Verona. L’allestimento è firmato dal regista Roberto Catalano con scene di Guido Buganza, costumi di Ilaria Ariemme, luci di Oscar Frosio, coprodotto dai teatri di Rovigo, Ravenna, Jesi, Novara, Rimini, Pisa. Qui lo sfondo napoletano e l’orientalismo sono meno rilevanti dell’approfondimento psicologico dei personaggi: figure contemporanee, portate dal contesto consumistico –pur buffo e colorato– a trattare le persone intorno a loro come oggetti sostituibili, per (ri)scoprire solo alla fine l’autenticità e l’unicità dell’amore vero. L’opera replica mercoledì 19 novembre alle 19, venerdì 21 alle 21 e domenica 23 novembre alle 15.30, con una durata di 3 ore circa, compreso un intervallo. Una replica straordinaria in forma ridotta a 70 minuti e adattata per un pubblico di bimbi e famiglie, andrà in scena sabato 22 novembre alle 15.30 con lo stesso cast e il soprano Vittoriana De Amicis nella parte di Fiorilla.

Il Turco in Italia è il penultimo titolo della Stagione Lirica 2025, ricca di capolavori rari e prime esecuzioni al Teatro Filarmonico: è ancora possibile acquistare i biglietti sul sito https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alle biglietterie dell’Arena – sia in quella centrale di via Dietro Anfiteatro sia nella nuova sede di via Roma. È inoltre già possibile abbonarsi alle nuove stagioni 2026. BCC Veneta si conferma main sponsor della Stagione Artistica di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico.

APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI La programmazione 2025 di Arena Young comprende spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie. Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà partecipare alla rappresentazione di venerdì 21 novembre alle 19 al Filarmonico con uno speciale Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana. Info e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole scuola@arenadiverona.it – tel. 045 8051933.

LE VILLI DI PUCCINI IN SCENA AL TEATRO FILARMONICO IL 29, 31 OTTOBRE ED IL 2 NOVEMBRE

La leggenda della Foresta nera, fra amore, tradimento, rimorso e vendetta, rivive nello spettacolo di Maestrini. Cadario dirige Orchestra e Coro di Fondazione Arena e giovani interpreti affermati

LE VILLI di Giacomo Puccini

mercoledì 29 ottobre ore 19.00

venerdì 31 ottobre ore 20.00

domenica 2 novembre ore 15.30

Teatro Filarmonico di Verona

Mercoledì 29, venerdì 31 ottobre e domenica 2 novembre va in scena l’opera Le Villi, l’esordio di Puccini, per la prima volta al Teatro Filarmonico di Verona. Un lavoro di breve durata ma grande ambizione, in cui il compositore venticinquenne, appena diplomato, tentò di fondere in maniera originale la tradizione italiana e le innovazioni europee in una favola dark ispirata alla mitologia slava e celtica. Scritta nel 1883 per il concorso bandito da Sonzogno, Le Villi non vinse ma meritò ugualmente un debutto scenico – con grande successo – e un contratto del giovane autore con l’editore Ricordi.

Le Villi del titolo sono spiriti dei boschi, ninfe di delicata bellezza che costringono gli amanti infedeli a danzare fino alla morte. Il soggetto del librettista Fontana si ispira alla novella di Karr e al celebre balletto Giselle, ma è qui sviluppato in una parabola di delitto e castigo, in cui si sente l’impronta scapigliata dell’epoca, il gusto per il mistero, l’orrore e il tenebroso, trattato però con l’appassionata vena melodica che renderà immortale Puccini presso il grande pubblico di ogni epoca.

Dopo il successo della prima, di domenica 26 ottobre, con un Filarmonico gremito, Le Villi torna in scena mercoledì 29 ottobre alle 19, venerdì 31 ottobre alle 20 e domenica 2 novembre alle 15.30. L’allestimento proveniente dal Teatro Regio di Torino è firmato dal regista Pier Francesco Maestrini con scene di Juan Guillermo Nova, costumi di Luca Dall’Alpi, luci di Bruno Ciulli e movimenti curati da Michele Cosentino. Nel cast giovani artisti dalla carriera internazionale applauditi nelle ultime stagioni veronesi: l’innamorata Anna è interpretata dal soprano Sara Cortolezzis, suo padre Guglielmo dal baritono Gezim Myshketa, mentre Roberto, amante infedele e tormentato, è il tenore Galeano Salas.

Fondamentale in quest’opera il respiro sinfonico, affidato all’Orchestra di Fondazione Arena diretta dal Maestro Alessandro Cadario, con il Coro preparato da Roberto Gabbiani.

Con Le Villi prosegue la Stagione Lirica 2025, ricca di capolavori rari e titoli in prima esecuzione assoluta al Teatro Filarmonico. Biglietti e carnet sono in vendita sul sito https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico e alle biglietterie di via Dietro Anfiteatro e via Roma. Già aperta la campagna abbonamenti per il 2026, in queste settimane è possibile procedere con i rinnovi per le nuove stagioni d’Opera e Balletto e Sinfonica.

BCC Veneta è main sponsor della Stagione Artistica 2025 e 2026 di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico.

APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI

Arena Young comprende anche nel 2025 spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie. Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà partecipare alle rappresentazioni infrasettimanali al Filarmonico partecipando al Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana, mercoledì 29 ottobre alle ore 18. Info e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole, mail scuola@arenadiverona.it – tel. 045 8051933.

FONDAZIONE ARENA OMAGGIA SALIERI NEL 200° ANNIVERSARIO CON L’ORATORIO LA PASSIONE DI CRISTO

Orchestra e Coro di Fondazione Arena, con quattro solisti d’eccezione, danno vita alla trasposizione più intensa dei versi dell’azione sacra di Metastasio. Sul podio il Maestro Francesco Ommassini.

Debutto al Teatro Filarmonico, Venerdì Santo alle 19; replica straordinaria sabato a Legnago

SALIERI LA PASSIONE Ommassini

 Concerto straordinario

venerdì 18 aprile ore 19.00

Teatro Filarmonico di Verona

sabato 19 aprile ore 17.00

Teatro Salieri di Legnago

Per il tradizionale concerto sinfonico-corale che precede la Pasqua, Fondazione Arena di Verona presenta l’oratorio La Passione di Gesù Cristo, che debutta sul palcoscenico del Teatro Filarmonico venerdì 18 aprile alle 19. Un concerto straordinario che celebra il 200° anniversario di Antonio Salieri (1750-1825), nato a Legnago e divenuto riferimento per la sua epoca, compositore di corte a Vienna e insegnante di una nuova generazione di compositori, tra cui Beethoven, Cherubini e Schubert. I complessi artistici di Fondazione Arena si cimentano con l’oratorio per la prima volta in edizione critica aggiornata con nuovi materiali venuti alla luce dalla Hofkapelle di Vienna. La Passione di Gesù Cristo è opera di rara esecuzione ma molto ammirata già dalla sua creazione, avvenuta quando il compositore era solo ventiseienne. 

Com’era prassi, il libretto dell’azione sacra del celebre Pietro Metastasio, poeta imperiale, è stato messo in musica nel tempo da oltre settanta compositori diversi, anche dopo il legnaghese: all’epoca della prima, si narra che lo stesso Metastasio dichiarasse all’imperatore asburgico Giuseppe II che, fra tutte le intonazioni, quella di Salieri fosse la più drammatica.

L’Orchestra di Fondazione Arena e il Coro preparato dal Maestro Roberto Gabbiani, saranno diretti dal Maestro Francesco Ommassini.

Solisti, nei panni di Pietro, Giovanni Maddalena e Giuseppe d’Arimatea, quattro voci d’eccezione dalla scena lirica internazionale, alcune all’esordio sul palcoscenico del Teatro Filarmonico: il soprano Sara Blanch, il contralto Paola Gardina, il tenore Santiago Ballerini, il basso Roberto Lorenzi.

Il concerto straordinario, fuori abbonamento, avrà una durata di 90 minuti circa senza intervallo. Biglietti in vendita al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni concerto, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

BCC Veneta si conferma main sponsor della Stagione Artistica di Fondazione Arena di Verona al Teatro Filarmonico.

La replica del concerto del 19 aprile 2025, ore 17:00 si terrà presso il Teatro Salieri di Legnago e sarà ad ingresso libero.

La Stagione Sinfonica di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico riprende dopo Pasqua con un importante anniversario del 2025, quello di Luciano Berio, a cent’anni dalla nascita, protagonista del doppio appuntamento del 2 e 3 maggio. In programma i Folk songs, affidati al mezzosoprano Corinna Scheurle, per la prima esecuzione al Filarmonico, le Danze di Galanta di Zoltán Kodály (1882-1967) e un altro capoalvoro del Novecento, la Musica per archi, percussioni e celesta di Bartók. Sul podio il maestro Marco Alibrando. 

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo

Tel. 045 8002880

biglietteria@arenadiverona.it

Call center +39 045 8005151

www.arena.it 

Punti vendita TicketOne.it

LA WALLY, CAPOLAVORO DI CATALANI, IN SCENA AL TEATRO FILARMONICO DOPO OLTRE UN SECOLO

Un’intensa storia d’amore e conflitti tra le nevi delle Alpi, per grandi voci e un’orchestrazione raffinatissima: nello spettacolo di Nicola Berloffa, diversi debutti con i complessi artistici areniani diretti da Antonio Pirolli

Giovedì 13 febbraio alle 18, nella Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica, La Wally viene presentata al pubblico in un incontro gratuito con il giornalista e critico Giovanni Gavazzeni

LA WALLY

di Alfredo Catalani

domenica 16 febbraio ore 15.30

mercoledì 19 febbraio ore 19.00

venerdì 21 febbraio ore 20.00

domenica 23 febbraio ore 15.30

Teatro Filarmonico di Verona

La Wally, capolavoro operistico di Alfredo Catalani del 1892, torna a Verona dopo oltre un secolo. Domenica 16 febbraio, alle ore 15.30, al Teatro Filarmonico va in scena una rarità. L’opera, prediletta da Toscanini, Mahler e Renata Tebaldi, richiede voci impavide e una grande orchestra in grado di dipingere una vicenda di forti emozioni all’ombra delle Alpi tirolesi, fra amori contrastati e paesaggi nevosi. L’allestimento del regista Nicola Berloffa per i teatri emiliani arriva a Verona con le scene di Fabio Cherstich, i costumi di Valeria Donata Bettella e le luci di Valerio Tiberi, per interpreti quali Carlo Ventre, Youngjun Park, Eleonora Bellocci, Gabriele Sagona, Marianna Mappa, Romano Dal Zovo. Nel ruolo della protagonista si alternano Eunhee Maggio e Monica Zanettin. Alla guida di Orchestra e Coro di Fondazione Arena, il direttore Antonio Pirolli, già applaudito anche in Arena. Repliche mercoledì 19 febbraio alle 19, venerdì 21 alle 20, domenica 23 alle 15.30.

La Wally è l’ultima e più compiuta opera dello sfortunato ma talentuoso Alfredo Catalani, lucchese come Puccini e di lui quasi coetaneo: formatosi tra la Parigi di fine ‘800 e i salotti scapigliati di Milano, conquistò la fiducia dell’editore Ricordi e la stima di molti contemporanei. Maestro nel creare paesaggi sonori e raffinate elegie strumentali, affidò al librettista Luigi Illica la riduzione di un romanzo di forti passioni di Wilhelmine von Hillern, che sarebbe diventato La Wally, data alla Scala nel 1892 con buon successo. Ma nell’arco di pochi mesi sarebbero arrivati il primo capolavoro maturo di Puccini, quello estremo di Verdi, la concorrenza dei primi astri del Verismo, schiacciando molte opere nuove fin quasi all’oblio. Nel 1893 Catalani sarebbe morto di tisi, appena trentanovenne. Amico e sostenitore, Arturo Toscanini, massimo direttore d’orchestra, con il collega-rivale Gustav Mahler condivideva l’ammirazione per quest’opera (tanto da chiamare due figli Wally e Walter). Opera di grandi voci e orchestre duttili, è stata soggetto di uno dei primi film sonori italiani (1932) e cavallo di battaglia di artiste quali Maria Caniglia, Gina Cigna e Renata Tebaldi, prima di sparire quasi completamente dalle scene italiane. Ma almeno un’aria è rimasta scolpita nella storia e interpretata da primedonne di ogni tempo, quel Ebben ne andrò lontana in cui il velluto di un’orchestra che ricrea le montagne innevate avvolge la volontà di ferro di Wally, disposta all’esilio pur di non piegarsi a un matrimonio combinato.

La storia si svolge nel villaggio tirolese di Sölden: Gellner vorrebbe sposare Wally e si accorda col di lei padre, Stromminger. Ma il cuore di Wally batte in realtà per Hagenbach e, se non potrà sposare chi ama, sceglierà piuttosto l’esilio. Un anno dopo, torna in paese dopo la morte del padre: nella taverna di Afra, che nel frattempo si è fidanzata proprio con Hagenbach, viene da lui ingannata e derisa di fronte a tutti, nella danza del bacio. Umiliata e offesa, Wally per vendetta si promette all’odiato Gellner, in cambio della morte di Hagenbach. Un delitto di cui si pente appena in tempo: in tale situazione estrema, anche Hagenbach capisce di corrispondere l’amore di lei. Ma su di loro incombe sempre la montagna, con le sue tempeste e le pericolose valanghe. Tra le modernità drammaturgiche e tecniche de La Wally c’è anche la creazione di due scene in contemporanea, uno split-screen cinematografico che mostra interno ed esterno, tormenti privati e celebrazioni pubbliche. 

La produzione in scena al Teatro Filarmonico dal 16 al 23 febbraio riprende lo spettacolo di Nicola Berloffa ideato per Piacenza, Modena, Reggio Emilia e Lucca, che nel 2017 andò a colmare un silenzio di trent’anni dall’ultima messinscena italiana. A Verona l’ultima volta de La Wally fu addirittura nel 1920: le quattro rappresentazioni sono un’occasione imperdibile per ogni appassionato d’opera e curioso, per scoprire un capolavoro del teatro musicale di fine ‘800 ingiustamente dimenticato. Tra le ragioni della rarità del titolo vi è sicuramente l’impegno richiesto alle voci principali: protagonista sarà il soprano coreano Eunhee Maggio (16, 19, 23/2), cui si alterna Monica Zanettin il 21/2. Non da meno la parte del tenore, che è l’areniano Carlo Ventre nei panni di Hagenbach, e del rivale baritono, che è Youngjun Park quale Gellner. Il padre di Wally, Strimminger, è il basso Gabriele Sagona, anch’egli più volte applaudito a Verona, così come Marianna Mappa quale Afra, Eleonora Bellocci nel ruolo en-travesti del giovane amico Walter, eccezionalità musicale per l’epoca, e Romano Dal Zovo quale Pedone. Fondamentale in quest’opera è l’apporto dell’Orchestra di Fondazione Arena che, con il Coro preparato da Roberto Gabbiani, è chiamata a dipingere emozioni e paesaggi con varietà dinamica e timbrica sconosciute a molti coevi di Catalani. Sul podio dirige il maestro romano Antonio Pirolli,apprezzato anche a Verona tanto in Anfiteatro quanto al Filarmonico per l’ampio repertorio sinfonico e operistico.  

La Wally è il secondo titolo della Stagione Lirica 2025, ricca di capolavori rari e titoli in prima esecuzione assoluta al Teatro Filarmonico: è ancora possibile acquistare nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni recita, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

La Stagione artistica 2025 punta a coinvolgere la città e le diverse realtà associative nella programmazione celebrativa dedicata ai 50 anni del Teatro Filarmonico. Vista l’ambientazione e il tema predominante della montagna entro cui si sviluppano le vicende in scena, Fondazione Arena ha pensato, quindi, di riservare agli iscritti CAI e agli abbonati del Film Festival della Lessinia uno speciale biglietto d’ingresso a 15 euro per le repliche di mercoledì 19 febbraio, ore 19, e di venerdì 21 febbraio, ore 20. Gli interessati, presentando la tessera associativa in biglietteria, avranno accesso alla scontistica riservata.

BCC Veneta si conferma main sponsor della Stagione Artistica 2025 di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico.

INCONTRO DI APPROFONDIMENTO APERTO AL PUBBLICO

Dopo il successo del primo appuntamento nella nuova sede, torna l’incontro gratuito di approfondimento, che precede la messa in scena di ogni opera in cartellone, con i grandi nomi della critica musicale nazionale. In collaborazione con l’Accademia Filarmonica di Verona, giovedì 13 febbraio alle 18 nella prestigiosa Sala Veranda (via Mutilati 4), il giornalista e critico musicale Giovanni Gavazzeni, anche autore del programma di sala, presenterà La Wally, offrendo al pubblico una lettura e una introduzione all’opera. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI

La programmazione 2025 di Arena Young comprende spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie, a cominciare dall’Anteprima riservata a studenti e giovani che potranno assistere alla prova generale di venerdì 14 febbraio alle ore 16, preceduta da una presentazione dedicata alle ore 14.30.

Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà partecipare alle rappresentazioni infrasettimanali al Filarmonico partecipando al Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana, mercoledì 19 febbraio alle ore 18 e venerdì 21 febbraio alle ore 19.

Info e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole scuola@arenadiverona.it – tel. 045 8051933.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA

Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO

Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo

Tel 045 8002880

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 8005151

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Punti vendita TicketOne.it

LA WALLY, CAPOLAVORO DI CATALANI, IN SCENA AL TEATRO FILARMONICO DOPO OLTRE UN SECOLO

Per la prima volta a Verona dal 1920, quattro recite dal 16 al 23 febbraio

Un’intensa storia d’amore e conflitti tra le nevi delle Alpi, per grandi voci e un’orchestrazione raffinatissima: nello spettacolo di Nicola Berloffa, diversi debutti con i complessi artistici areniani diretti da Antonio Pirolli

Giovedì 13 febbraio alle 18, nella Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica, La Wally viene presentata al pubblico in un incontro gratuito con il giornalista e critico Giovanni Gavazzeni.

La Wally, capolavoro operistico di Alfredo Catalani del 1892, torna a Verona dopo oltre un secolo. Domenica 16 febbraio, alle ore 15.30, al Teatro Filarmonico va in scena una rarità. L’opera, prediletta da Toscanini, Mahler e Renata Tebaldi, richiede voci impavide e una grande orchestra in grado di dipingere una vicenda di forti emozioni all’ombra delle Alpi tirolesi, fra amori contrastati e paesaggi nevosi. L’allestimento del regista Nicola Berloffa per i teatri emiliani arriva a Verona con le scene di Fabio Cherstich, i costumi di Valeria Donata Bettella e le luci di Valerio Tiberi, per interpreti quali Carlo Ventre, Youngjun Park, Eleonora Bellocci, Gabriele Sagona, Marianna Mappa, Romano Dal Zovo. Nel ruolo della protagonista si alternano Eunhee Maggio e Monica Zanettin. Alla guida di Orchestra e Coro di Fondazione Arena, il direttore Antonio Pirolli, già applaudito anche in Arena. Repliche mercoledì 19 febbraio alle 19, venerdì 21 alle 20, domenica 23 alle 15.30.

La Wally è l’ultima e più compiuta opera dello sfortunato ma talentuoso Alfredo Catalani, lucchese come Puccini e di lui quasi coetaneo: formatosi tra la Parigi di fine ‘800 e i salotti scapigliati di Milano, conquistò la fiducia dell’editore Ricordi e la stima di molti contemporanei. Maestro nel creare paesaggi sonori e raffinate elegie strumentali, affidò al librettista Luigi Illica la riduzione di un romanzo di forti passioni di Wilhelmine von Hillern, che sarebbe diventato La Wally, data alla Scala nel 1892 con buon successo. Ma nell’arco di pochi mesi sarebbero arrivati il primo capolavoro maturo di Puccini, quello estremo di Verdi, la concorrenza dei primi astri del Verismo, schiacciando molte opere nuove fin quasi all’oblio. Nel 1893 Catalani sarebbe morto di tisi, appena trentanovenne. Amico e sostenitore, Arturo Toscanini, massimo direttore d’orchestra, con il collega-rivale Gustav Mahler condivideva l’ammirazione per quest’opera (tanto da chiamare due figli Wally e Walter).

Opera di grandi voci e orchestre duttili, è stata soggetto di uno dei primi film sonori italiani (1932) e cavallo di battaglia di artiste quali Maria Caniglia, Gina Cigna e Renata Tebaldi, prima di sparire quasi completamente dalle scene italiane. Ma almeno un’aria è rimasta scolpita nella storia e interpretata da primedonne di ogni tempo, quel Ebben ne andrò lontana in cui il velluto di un’orchestra che ricrea le montagne innevate avvolge la volontà di ferro di Wally, disposta all’esilio pur di non piegarsi a un matrimonio combinato.

La storia si svolge nel villaggio tirolese di Sölden: Gellner vorrebbe sposare Wally e si accorda col di lei padre, Stromminger. Ma il cuore di Wally batte in realtà per Hagenbach e, se non potrà sposare chi ama, sceglierà piuttosto l’esilio. Un anno dopo, torna in paese dopo la morte del padre: nella taverna di Afra, che nel frattempo si è fidanzata proprio con Hagenbach, viene da lui ingannata e derisa di fronte a tutti, nella danza del bacio. Umiliata e offesa, Wally per vendetta si promette all’odiato Gellner, in cambio della morte di Hagenbach. Un delitto di cui si pente appena in tempo: in tale situazione estrema, anche Hagenbach capisce di corrispondere l’amore di lei. Ma su di loro incombe sempre la montagna, con le sue tempeste e le pericolose valanghe. Tra le modernità drammaturgiche e tecniche de La Wally c’è anche la creazione di due scene in contemporanea, uno split-screen cinematografico che mostra interno ed esterno, tormenti privati e celebrazioni pubbliche.

La produzione in scena al Teatro Filarmonico dal 16 al 23 febbraio riprende lo spettacolo di Nicola Berloffa ideato per Piacenza, Modena, Reggio Emilia e Lucca, che nel 2017 andò a colmare un silenzio di trent’anni dall’ultima messinscena italiana. A Verona l’ultima volta de La Wally fu addirittura nel 1920: le quattro rappresentazioni sono un’occasione imperdibile per ogni appassionato d’opera e curioso, per scoprire un capolavoro del teatro musicale di fine ‘800 ingiustamente dimenticato. Tra le ragioni della rarità del titolo vi è sicuramente l’impegno richiesto alle voci principali: protagonista sarà il soprano coreano Eunhee Maggio (16, 19, 23/2), cui si alterna Monica Zanettin il 21/2.

Non da meno la parte del tenore, che è l’areniano Carlo Ventre nei panni di Hagenbach, e del rivale baritono, che è Youngjun Park quale Gellner. Il padre di Wally, Strimminger, è il basso Gabriele Sagona, anch’egli più volte applaudito a Verona, così come Marianna Mappa quale Afra, Eleonora Bellocci nel ruolo en-travesti del giovane amico Walter, eccezionalità musicale per l’epoca, e Romano Dal Zovo quale Pedone.

Fondamentale in quest’opera è l’apporto dell’Orchestra di Fondazione Arena che, con il Coro preparato da Roberto Gabbiani, è chiamata a dipingere emozioni e paesaggi con varietà dinamica e timbrica sconosciute a molti coevi di Catalani.

Sul podio dirige il maestro romano Antonio Pirolli, apprezzato anche a Verona tanto in Anfiteatro quanto al Filarmonico per l’ampio repertorio sinfonico e operistico. 

La Wally è il secondo titolo della Stagione Lirica 2025, ricca di capolavori rari e titoli in prima esecuzione assoluta al Teatro Filarmonico: è ancora possibile acquistare nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni recita, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

La Stagione artistica 2025 punta a coinvolgere la città e le diverse realtà associative nella programmazione celebrativa dedicata ai 50 anni del Teatro Filarmonico. Vista l’ambientazione e il tema predominante della montagna entro cui si sviluppano le vicende in scena, Fondazione Arena ha pensato, quindi, di riservare agli iscritti CAI e agli abbonati del Film Festival della Lessinia uno speciale biglietto d’ingresso a 15 euro per le repliche di mercoledì 19 febbraio, ore 19, e di venerdì 21 febbraio, ore 20. Gli interessati, presentando la tessera associativa in biglietteria, avranno accesso alla scontistica riservata.

BCC Veneta si conferma main sponsor della Stagione Artistica 2025 di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico.

INCONTRO DI APPROFONDIMENTO APERTO AL PUBBLICO

Dopo il successo del primo appuntamento nella nuova sede, torna l’incontro gratuito di approfondimento, che precede la messa in scena di ogni opera in cartellone, con i grandi nomi della critica musicale nazionale. In collaborazione con l’Accademia Filarmonica di Verona, giovedì 13 febbraio alle 18 nella prestigiosa Sala Veranda (via Mutilati 4), il giornalista e critico musicale Giovanni Gavazzeni, anche autore del programma di sala, presenterà La Wally, offrendo al pubblico una lettura e una introduzione all’opera. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI

La programmazione 2025 di Arena Young comprende spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie, a cominciare dall’Anteprima riservata a studenti e giovani che potranno assistere alla prova generale di venerdì 14 febbraio alle ore 16, preceduta da una presentazione dedicata alle ore 14.30.

Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà partecipare alle rappresentazioni infrasettimanali al Filarmonico partecipando al Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana, mercoledì 19 febbraio alle ore 18 e venerdì 21 febbraio alle ore 19.

Info e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole scuola@arenadiverona.it – tel. 045 8051933.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo

Tel. 045 8002880

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ECLETTICO E SPETTACOLARE, AL FILARMONICO LA PRIMA ITALIANA DEL REQUIEM DI ANDREW LLOYD WEBBER

Orchestra e Coro di Fondazione Arena a pieni ranghi con le voci bianche di A.LI.VE. diretti dal giovane maestro americano Ryan McAdams

Venerdì 19 e sabato 20 aprile, un programma imperdibile tra classico e pop, con Gilda Fiume ed Enea Scala solisti d’eccezione. Apre il concerto l’affascinante Isola dei morti di Rachmaninov

Venerdì 19 aprile ore 20

Sabato 20 aprile ore 17

Lloyd Webber Requiem McAdams

Teatro Filarmonico di Verona

Per la prima volta in Italia, l’esecuzione integrale del grande Requiem di Andrew Lloyd Webber, maestro contemporaneo, autore dei musical più celebri degli ultimi cinquant’anni, tra cui Jesus Christ Superstar, Evita, Cats, The Phantom of the Opera, Sunset Boulevard. Capace di unire sapientemente musica classica e pop, il rock e le sperimentazioni colte del ‘900, questa Messa, scritta esattamente quarant’anni fa, fu dedicata da Lloyd Webber alla memoria del padre, il compositore inglese William, scomparso nel 1982. Il grandioso organico richiesto comprende l’orchestra sinfonica a pieni ranghi, cui si aggiungono batteria, diverse percussioni, organo e sintetizzatori, e l’ideale unione di coro e voci bianche. Tutte queste forze saranno sul palcoscenico del Teatro Filarmonico venerdì 19 aprile, alle 20, e sabato 20 aprile, alle 17. Il giovane direttore statunitense Ryan McAdams debutterà alla testa di Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona con il soprano Gilda Fiume e il tenore Enea Scala, belcantisti italiani apprezzati nel mondo. Con loro in scena anche il coro di voci bianche A.LI.VE. preparato da Paolo Facincani, da cui proviene anche il giovanissimo solista Lorenzo Pigozzo, atteso nella pagina più celebre del Requiem, l’etereo “Pie Jesu”.

Ad aprire il programma sarà un’altra prima esecuzione per gli organici veronesi: il poema sinfonico L’Isola dei morti di Sergej Rachmaninov, brano del 1909 di intensità tardo-romantica, ispirato al celebre quadro simbolista di Böcklin. Il grande russo offre qui un viaggio soprannaturale, ondeggiante fra ritmi inusuali, temi incombenti, come quello del celebre Dies Irae, e sensuali melodie degli archi. Il concerto avrà una durata di 70 minuti circa. Biglietti, abbonamenti e carnet sono disponibili al link www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni concerto, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

La primavera sinfonica proseguirà con l’integrale delle sinfonie e concerti di Brahms: il 3 e il 4 maggio la Terza sinfonia diretta da Franz Schottky sarà abbinata al Secondo concerto per pianoforte e orchestra con Pietro De Maria, quindi Il 10 e l’11 maggio Eckehard Stier dirigerà la Quarta sinfonia e il Primo concerto per pianoforte e orchestra con Lilya Zilberstein. Infine il 17 e il 18 maggio Hansjorg Albrecht dirigerà un concerto tutto Richard Strauss, con i poemi sinfonici Don Juan e Vita d’eroe e il Primo concerto per corno, solista Paolo Armato.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo

Tel 045 8002880

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 8005151

www.arena.it

Punti vendita TicketOne.it

venerdì 19 aprile ore 20.00

Sabato 20 aprile ore 17.00

Lloyd Webber Requiem McAdams

Sergej Rachmaninov

L’Isola dei morti poema sinfonico op. 29

Andrew Lloyd Webber

Requiem per soli, coro e orchestra

Direttore Ryan McAdams

Soprano Gilda Fiume

Tenore Enea Scala

Voce bianca Lorenzo Pigozzo

Coro di Voci bianche A.Li.Ve. diretto da Paolo Facincani

Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona

Maestro del Coro Roberto Gabbiani

Ultimo concerto sinfonico 2023 di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico, sia venerdì 1 che sabato 2 dicembre

VIAGGIO IN TRE SECOLI DI MUSICA VOCALE CON ORCHESTRA E CORO DI FONDAZIONE ARENA

Venerdì 1 e sabato 2 dicembre la giovane direttrice Valentina Peleggi debutta a Verona in un programma raffinato che esplora le sonorità del sacro, dal ‘600 inglese al toccante Requiem di Fauré

12° Concerto

Musiche di Purcell, Saint-Saëns, Poulenc e Fauré

Valentina Peleggi Direttore (nella foto)

Francesca Maionchi Soprano

Damiano Salerno Baritono

Venerdì 1 dicembre ore 20.00

Sabato 2 dicembre ore 17.00

Teatro Filarmonico di Verona

Prima dell’atteso Concerto di San Silvestro fuori abbonamento, Fondazione Arena conclude la propria Stagione Sinfonica 2023 questo fine settimana, con il Coro preparato dal Maestro Roberto Gabbiani protagonista, accanto all’Orchestra, di un originale viaggio musicale che accosta diversi stili ed epoche nel segno dell’ispirazione sacra. Sul podio debutta la giovane Valentina Peleggi, “rising star 2018” per BBC Music Magazine, direttrice premiata e apprezzata da pubblico e critica, già forte di incarichi stabili in Stati Uniti e Brasile, per la prima volta a Verona.

Questo 12° concerto sinfonico debutta venerdì 1 dicembre alle 20 e replica sabato 2 dicembre alle 17, nel giorno esatto del centenario di Maria Callas, cui la serata sarà dedicata. La durata prevista è di 80 minuti circa compreso un intervallo. Nel frattempo, l’intera Stagione Artistica 2024 è stata annunciata ed è già in vendita, con un ricco programma di opera, balletto, musica sinfonica e cameristica. È possibile abbonarsi abbonamenti o scegliere un proprio nuovo carnet al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico 

Il concerto comprenderà diverse prime esecuzioni al Teatro Filarmonico: di suggestione forte e senza tempo i primi cinque minuti, in cui un rullo di timpani introdurrà la solenne marcia composta nel 1695 da Henry Purcell per i funerali di Maria II d’Inghilterra, e quindi la corale Canzona per ottoni. Una pace arcaica e solenne è anche quella descritta dagli archi nei sette minuti del brano seguente, altra autentica rarità, il Preludio da Le Déluge, oratorio del 1876 con cuiCamille Saint-Saëns raccontò il diluvio universale: un omaggio al passato attraverso la forma della fuga, conclusa da una elegante elegia del violino solista. Sul palcoscenico salirà quindi Il Coro femminile per le Litanie alla Madonna nera, dedicate da Francis Poulenc nel 1936 alla statua lignea della Vergine conservata nel roccioso borgo medievale di Rocamadour in Occitania, meta di pellegrinaggio dal XII secolo. Sarà eseguita la versione orchestrale del 1947 che, in dieci minuti circa, conserva il fascino arcaico della melodia di Poulenc e i colori soffusi di una raffinata tavolozza strumentale novecentesca e francese. La pagina più celebre coronerà il programma: il delicato Requiem scritto da Gabriel Fauré tra il 1887 e il 1900 rappresenta la visione più serena e conciliante fra le molte composizioni dedicate alla commemorazione dei defunti, e tra le poche prive delle immagini sul giorno del giudizio, espunte in favore di preghiere più raccolte invocanti la pace eterna. Per i quaranta minuti finali, che omaggiano l’autore a cent’anni dalla scomparsa, ai complessi artistici della Fondazione si uniranno le voci soliste del soprano Francesca Maionchi e del baritono Damiano Salerno, applauditi anche in Arena.

Fondazione Arena di Verona desidera ringraziare BCC di Verona e Vicenza e Metinvest – Saving Lives per il sostegno alle attività della Stagione Artistica 2023 al Teatro Filarmonico in qualità di main sponsor.

Novità: il Preludio raddoppia e offre un’introduzione all’ascolto prima di ogni concerto. La rassegnaRitorno a teatro riprende anche per la Stagione Sinfonica, fra le diverse iniziative di Arena Young rivolte a studenti e personale di scuole, università, accademie. In questo percorso di avvicinamento alla musica sinfonica, il mondo della Scuola potrà assistere agli spettacoli del Teatro Filarmonico con l’opportunità di partecipare ad un Preludio nella prestigiosa Sala Maffeiana un’ora prima dell’inizio a cura della Fondazione. Per il 12° concerto è possibile prenotare sia il Preludio di venerdì 1 dicembre alle 19 sia quello di sabato 2 dicembre alle 16. Per informazioni e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole scuola@arenadiverona.it – tel 045 8051933

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Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

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Aperta due ore prima dello spettacolo

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LE OPERE DI PONCHIELLI E PUCCINI, Il PARLATORE ETERNO ED IL TABARRO IN SCENA AL FILARMONICO FINO A DOMENICA 26 NOVEMBRE

Successo alla prima per il cast internazionale diretto da Gianna Fratta nei due spettacoli firmati da Trespidi, Gavazzeni e Maranghi

Il Parlatore eterno di Amilcare Ponchielli

Il Tabarro di Giacomo Puccini

Mercoledì 22 novembre ore 19.00

Venerdì 24 novembre ore 20.00

Domenica 26 novembre ore 15.30

Teatro Filarmonico di Verona

Dopo il debutto di domenica scorsa, tornano in scena Il Parlatore eterno e Il Tabarro.  Le due rarità, nate in streaming, replicano mercoledì 22 novembre, alle ore 19, venerdì 24, alle ore 20, e domenica 26 alle 15.30. Tra risate e lacrime. L’avvincente Tabarro pucciniano, storia verista di passione e delitto, è preceduto infatti dal breve “scherzo” per il buffo mattatore protagonista de Il Parlatore eterno di Ponchielli.

Un dittico insolito, proposto per la trasmissione in streaming nella primavera 2021, che va finalmente in scena con il pubblico in sala: mai visto a Verona era Il Parlatore eterno (1873), la prima delle due opere, unico esperimento buffo di Amilcare Ponchielli, altrimenti celebre per La Gioconda. Quasi altrettanto rara è la seconda opera, il drammatico Il Tabarro (1913-16), primo dei tre atti unici di Puccini, che al Filarmonico vanta un solo precedente, ventitré anni fa. Con gli altri due titoli del Trittico recentemente allestiti a Verona, Gianni Schicchi e Suor Angelica, Fondazione Arena prosegue il cammino verso l’integrale pucciniana, accostando le opere del maestro lucchese a titoli inediti.

A dominare la brillante mezzora di Ponchielli è il baritono Biagio Pizzuti, nei panni del protagonista Lelio Cinguetta, adorabile logorroico pronto alla fatidica proposta. Attorno a lui l’amata Susetta è Grazia Montanari, servitù e gendarmi sono impersonati da Maurizio Pantò, Francesca Cucuzza, Sonia Bianchetti, Salvatore Schiano Di Cola e Francesco Azzolini. Lo spettacolo, tra velocipedi e buffi duelli, allude all’epoca di composizione ed è firmato da Stefano Trespidi, con scene di Filippo Tonon e luci di Paolo Mazzon.

Dopo l’intervallo, tramonti lividi e tinte noir invadono la scena per Il Tabarro: sul barcone che lentamente trasporta carichi lungo la Senna, scricchiola l’unione fra Michele (il baritono Gevorg Hakobyan) e Giorgetta (il soprano Alessandra Di Giorgio al debutto veronese). Dopo lutti e incomprensioni, il cuore di lei batte per Luigi (il tenore Samuele Simoncini) che lavora proprio per Michele: una storia di passione, speranze e incontri clandestini, in un’atmosfera ad alto tasso di tensione ed erotismo. Il significato del titolo è rivelato a fine vicenda, la più verista di Puccini, rapida e cinematografica. I ruoli di fianco sono affidati a Rossana Rinaldi (la Frugola), Davide Procaccini e Saverio Fiore (il Talpa e il Tinca), e alle voci di Matteo Macchioni, Grazia Montanari, Dario Righetti. Lo spettacolo vede alla regia Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi, con le scene impostate al realismo di Leila Fteita, i costumi di Silvia Bonetti e le luci di Paolo Mazzon.

ROBERTO GABBIANI NOMINATO MAESTRO DEL CORO DI FONDAZIONE ARENA DI VERONA FINO AL 2027.

Il maestro Roberto Gabbiani è stato nominato maestro del Coro di Fondazione Arena di Verona fino alla fine del 2027. Dopo i felici esiti di pubblico e critica del primo periodo di collaborazione con i complessi artistici areniani, coinciso con il 100° Opera Festival 2023, rimarrà legato a Fondazione Arena per altri quattro anni comprendenti anche le stagioni liriche e sinfoniche al Teatro Filarmonico di Verona, con un ampio repertorio dal Rinascimento alla contemporaneità.

Nato a Prato, Roberto Gabbiani si è diplomato in Pianoforte e Composizione presso il Conservatorio Cherubini di Firenze, città dove ha costruito un duraturo legame con il Maggio Musicale Fiorentino, prima come maestro collaboratore, quindi come maestro del coro su nomina dell’allora direttore Riccardo Muti. Nel 1990 lascia Firenze per il Teatro alla Scala di Milano, dove è rimasto fino al 2002 sempre a fianco del M° Muti, che lo inviterà anche al Teatro dell’Opera di Roma dal 2010. In queste istituzioni, oltre alle produzioni liriche con i più grandi direttori, solisti e registi degli ultimi cinquant’anni, affronta tutte le più importanti pagine sinfonico-corali del repertorio e vi affianca annualmente l’esecuzione di nuovi brani in prima assoluta, spesso su commissione. Il prestigioso curriculum, premiato e documento anche in numerose registrazioni discografiche e video, comprende altri incarichi stabili, come quello dal 2002 al 2006 alla guida del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia su invito di Luciano Berio con una nuova programmazione dedicata alla polifonia corale, o il periodo al Regio di Torino con Gianandrea Noseda dal 2008 al 2010. Appassionato di musica corale, ricercatore e giurato in importanti concorsi nazionali e internazionali, è spesso invitato anche all’estero da numerose istituzioni quali Radio France e la città di Tokyo.

Il Sovrintendente Cecilia Gasdia, la cui carriera si è più volte intrecciata a quella del M° Gabbiani tanto a Firenze quanto a Milano, esprime a nome di Fondazione Arena la più profonda soddisfazione per il nuovo percorso intrapreso assieme con fiducia ed entusiasmo, definito dallo stesso Maestro “una nuova primavera musicale” che “si apre per percorrere insieme strade di cultura, vitalità e spiritualità”.