UniCredit si conferma Main Partner dell’Arena Opera Festival per le stagioni 2025 e 2026

Al via nuove iniziative a favore dell’inclusione e dell’occupazione giovanile

Una partnership che guarda alle nuove generazioni. Fondazione Arena di Verona e UniCredit annunciano la riconferma dell’intervento di supporto della banca, in qualità di Main Partner, a fianco dell’Opera Festival per il biennio 2025-2026. E svelano due nuovi progetti per favorire l’inclusione e l’occupazione giovanile.

L’annuncio arriva nella Giornata Mondiale del Teatro e segna la prosecuzione di una collaborazione consolidata, avviata più di trent’anni fa, nel 1994, tra due grandi istituzioni capaci di esprimere, nei rispettivi ambiti, un’eccellenza nazionale con una forte vocazione internazionale.

Una partnership con cui UniCredit intende ribadire il proprio sostegno alla Città di Verona e una nuova, concreta, testimonianza del proprio impegno sulla cultura come leva strategica per lo sviluppo sociale ed economico del territorio e del capitale umano dei suoi abitanti.

Un’attenzione che ha portato nel recente passato a un’erogazione congiunta di 14 milioni di euro da parte di UniCredit e Fondazione Cariverona che ha reso possibile un ampio intervento di restauro, i cui lavori stanno terminando proprio in queste settimane, sull’Anfiteatro romano che ospita il Festival, uno dei simboli del patrimonio artistico italiano conosciuto in tutto il mondo.

La collaborazione siglata tra le parti si arricchisce tuttavia di nuovi contenuti, con un focus particolare sulle giovani generazioni.  Due le iniziative messe in cantiere per quest’anno da UniCredit:

Il supporto al progetto di formazione e crescita professionale ‘U Are Invited’ realizzato da Fondazione Arena di Verona in collaborazione con “Teach For Italy” – ente del terzo settore che opera per rafforzare la scuola pubblica italiana partendo dai contesti dove le sfide legate alla povertà educativa sono maggiori. Un’iniziativa per offrire un’opportunità di crescita per ragazzi e ragazze che frequentano Istituti tecnici e Centri di formazione professionale del territorio: grazie al progetto possono conoscere alcune professioni dell’ambito dell’arte e dello spettacolo in cui mettersi in gioco e professionalizzarsi per il loro futuro. Un’occasione per Fondazione Arena per valorizzare il ruolo e la professionalità delle maestranze del teatro, mestieri tecnici che sono ingranaggi essenziali per la realizzazione degli spettacoli. Un progetto pilota avviato in queste settimane che coinvolgerà le scuole di Verona e provincia. Un gruppo di venti studenti, questa mattina, al Filarmonico ha incontrato gli elettricisti di Fondazione Arena e ha potuto approfondire il loro ruolo all’interno della macchina teatrale. Nelle giornate del 26 e 28 marzo, invece, in programma l’incontro tra altri due gruppi di ragazzi con il reparto sartoria, con lezioni di formazione sia a scuola che nei laboratori di via Gelmetto.

L’attivazione, a partire dall’edizione 2026 del Festival Lirico dell’Arena di Verona, della nuova tariffa «U30» che offrirà ai giovani di età inferiore ai 30 anni ben trenta serate a soli 30 euro in posti di platea con l’obiettivo di avvicinare i ragazzi al mondo della musica lirica creando così una nuova leva di pubblico.

Confermata la possibilità per la vasta rete internazionale di clienti e dipendenti della banca di poter usufruire di tariffe speciali per l’acquisto dei biglietti del Festival lirico.

Damiano Tommasi, Sindaco di Verona e Presidente di Fondazione Arena di Verona: “Le relazioni di lungo corso per mantenersi solide hanno bisogno di essere rivitalizzate e motivate. Ecco l’importanza del rilancio di questa partnership trentennale.  C’è la voglia e il desiderio di essere protagonisti insieme e di guardare al futuro, al nuovo pubblico. Ecco perché si stanno sperimentando nuovi allestimenti, nuovi spettacoli, alimentando da un lato il sistema culturale e dall’altro il coinvolgimento del territorio e dei giovani. Un investimento sul futuro dell’Arena e della città”.

Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena di Verona: “Da oltre trent’anni UniCredit sostiene l’Arena di Verona e il suo Opera Festival, un rapporto lungimirante e proficuo che ora guarda al futuro, investendo in nuove sinergie tra il mondo del teatro e quello della scuola e dei giovani. Fondazione Arena è alla continua ricerca di idee e talenti, vuole essere una fucina di professionalità non solo artistiche ma anche tecniche. E vuole parlare alle nuove generazioni. Ringrazio pertanto la Banca per aver creduto in questa partnership e averla voluta rinnovare per il prossimo biennio”.

Remo Taricani, Deputy Head di UniCredit Italia: “Siamo orgogliosi di rinnovare la collaborazione con la Fondazione Arena, simbolo di Verona, confermando il nostro impegno verso un territorio in cui UniCredit affonda le sue radici. Attraverso questa partnership, vogliamo continuare a sostenere l’Opera Festival dell’Arena di Verona, una delle eccellenze del nostro Paese, e promuovere la cultura come leva strategica per lo sviluppo sociale, economico e del capitale umano, soprattutto a partire dai più giovani.”

Francesco Iannella, Regional Manager Nord Est di UniCredit: “La storica partnership UniCredit-Fondazione Arena quest’anno è stata ampiamente rinnovata e rinvigorita, puntando su progettualità focalizzate sui giovani, sia sul fronte dell’Education e dell’inserimento lavorativo, che su quello della fruizione culturale”.

Andrea Compagnucci, Marketing Principal Consultant di Fondazione Arena di Verona: “UniCredit accompagna la crescita di Fondazione Arena e del Festival non solo grazie alle risorse economiche ma grazie ad un know-how trasversale. Dopo il focus degli scorsi anni sull’empowerment femminile, l’attenzione oggi si accende sui giovani e i talenti del futuro. Ci sono tanti lavori tecnici in un teatro, sconosciuti ai ragazzi. Questo progetto con Teach For Italy mette in connessione l’esigenza di formare nuovo personale con il desiderio degli studenti di scegliere la propria strada”.

Eleonora Dutto, Responsabile Sviluppo in Teach For Italy: “UniCredit Foundation ha abbracciato la mission della nostra rete internazionale e da tre anni supporta in 6 paesi europei Partner del network il contrasto alle disuguaglianze educative e il rafforzamento della scuola pubblica. Siamo orgogliosi ora di poter collaborare con Fondazione Arena, mettendo a disposizione il nostro know how. Crediamo che per consentire ad ogni studente di avere le stesse opportunità, indipendentemente dal luogo in cui nasce e cresce, sia necessario un impegno sistemico e trasversale, che coinvolga diversi attori soprattutto il mondo della cultura”.

Marta Ugolini, Assessora alla Cultura del Comune di Verona: “Grazie a questa collaborazione, si produce un impatto sociale oltre che economico e culturale. Si migliorano le condizioni di vita delle persone, dei giovani e si combatte la povertà educativa, facendo conoscere i diversi mestieri del teatro e aprendo nuovi orizzonti professionali. Ringraziamo UniCredit per la costante attenzione al territorio e per il sostegno con cui, attraverso Art Bonus, ha consentito un restauro incredibile dell’Arena, un’operazione straordinaria”.

Debutto al Teatro di San Carlo per Simone Lamsma, sul podio Constantin Trinks

Teatro di San Carlo

Venerdì 28 marzo 2025, ore 19:00

Il prossimo appuntamento della Stagione di Concerti 2024-25 al Teatro di San Carlo, venerdì 28 marzo alle ore 19:00,vede il ritorno di Constantin Trinks sul podio del Lirico partenopeo.

Segna il concerto un nuovo debutto: sarà per la prima volta a Napoli la violinista olandese Simone Lamsma che, con l’Orchestra del Teatro di San Carlo, eseguirà il “Concerto in re maggiore”, op. 61 di Ludwig van Beethoven. Nella seconda parte, la “Sinfonia n. 4 in fa minore”, op. 36 di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

Lirismo e cantabilità segnano il “Concerto in re maggiore per violino e orchestra” che Beethoven compone nel 1806. La dedica è a Stephan von Breuning, suo caro amico, ma la partitura autografa reca una particolare scritta: “Concerto par Clemenza pour Clement”. È riferita a Franz Clement, il virtuoso primo interprete di un’opera che riscosse successo solo anni più tardi. Nel 1844 un altro prodigio dello strumento, Johann Joachim, si rende protagonista di uno straordinario concerto a Londra sotto la direzione di Felix Mendelssohn, segnando così la riscoperta di quest’opera.

È anche la “Sinfonia n. 4” di Čajkovskij a conoscere alterne vicende legate al favore di pubblico. La prima esecuzione avviene a Mosca nel 1878 sotto la direzione di Nikolaj Rubinstein, ma tiepido è il riscontro dei presenti. Tra questi, vi è Nadežda von Meck, la mecenate che sostiene Čajkovskij, e che chiede al compositore ragione dei contenuti della Sinfonia. La risposta ripercorre l’intenzione programmatica che anima l’opera: “Il germe dell’intera Sinfonia è il Fato, quella forza fatale che ostacola l’impulso alla felicità”. E ancora “la malinconia che prende la sera” nel secondo movimento, gli “arabeschi capricciosi” del terzo e, infine, nel quarto, l’invito a “lasciarsi trascinare dalla meraviglia della gioia altrui” per godere dei loro momenti di felicità.

Tra i più importanti direttori wagneriani del nostro tempo e richiestissimo per le sue interpretazioni sinfoniche, Constantin Trinks vanta una notevole esperienza. È regolarmente ospite della Bayerische Staatsoper e ha diretto, tra le altre, la Philharmonisches Staatsorchester Hamburg, la Filarmonica Arturo Toscanini, la George Enescu Philharmonic Orchestra, la Dresdner Philharmonie, la Vancouver Symphony Orchestra, il Mozarteum di Salisburgo, l’Orchestre de Chambre de Paris, la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks e la Münchner Philharmoniker.

Acclamata per il suo suono «raffinato, espressivo e intenso» (“Cleveland Plain Dealer”), Simone Lamsma è considerata una delle musiciste più sorprendenti nel panorama della musica classica. Con un vasto repertorio, è stata ospite di molte delle principali orchestre in tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Giappone, collaborando con direttori d’orchestra quali Antonio Pappano, Yannick Nézet-Séguin, Vladimir Jurowskij, Vasilij Petrenko, Juraj Valčuha, Edward Gardner, Kent Nagano, Jukka-Pekka Saraste, James Gaffigan, Sir Mark Elder e Andris Poga.

Concerto Sinfonico

28 Marzo 2025

Constantin Trinks

Direttore | Constantin Trinks Violino | Simone Lamsma♭

Programma Ludwig Van Beethoven, Concerto per violino in re maggiore, op. 61 Piotr I. Tchaikovsky, Sinfonia n. 4 in fa minore, op. 36

Orchestra del Teatro di San Carlo

♭ debutto al Teatro di San Carlo

Teatro di San Carlo | CREMISI venerdì 28 marzo 2025, ore 19:00 – S/P – CREMISI – VII

Durata: 2 ore circa, con intervallo

Omaggio a Maurice Ravel con il pianista Benedetto Lupo

Sabato 29 marzo concerto proposto dall’Accademia di Studi pianistici Antonio Ricci di Udine

Prosegue la Stagione musicale dell’Accademia di studi pianistici “Antonio Ricci” di Udine. Sabato 29 marzo alle ore 18.00 è infatti atteso l’arrivo di un autentico fuoriclasse del pianoforte, Benedetto Lupo, fra i più acclamati interpreti di oggi.

Docente all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, Benedetto Lupo si esibirà nella sede dell’Università degli Studi di Udine – Palazzo Antonini conducendo il pubblico attraverso alcune delle pagine più suggestive di Maurice Ravel – di cui nel 2025 si celebrano i centocinquant’anni dalla nascita – rivelandone la raffinatezza, il virtuosismo e la profondità della sua scrittura pianistica.

Il repertorio proposto da Benedetto Lupo esplora il lirismo e la maestria timbrica di Ravel, dall’evocativo À la manière de Borodine (Valse) al delicato Menuet sur le nom d’Haydn, dal tocco nostalgico della Pavane pour une infante défunte all’eleganza barocca di Le Tombeau de Couperin, passando per le raffinate sfumature delle Valses Nobles et Sentimentales.

Considerato dalla critica uno dei pianisti più raffinati e versatili della sua generazione, Benedetto Lupo si è imposto all’attenzione internazionale vincendo nel 1989, primo italiano nella storia, il prestigioso Concorso Internazionale Van Cliburn. La sua carriera lo ha portato a collaborare con le più rinomate orchestre del mondo, tra cui Philadelphia Orchestra, Boston Symphony, Chicago Symphony, London Philharmonic e Gewandhaus Orchester di Lipsia, sotto la direzione di maestri del calibro di Kent Nagano, Vladimir Jurowski e Juanjo Mena.

Presente nelle più importanti sale da concerto e festival internazionali – dalla Philharmonie di Berlino alla Wigmore Hall di Londra, dal Teatro alla Scala di Milano al Festival Pianistico Internazionale di Bergamo e Brescia – Benedetto Lupo è oggi una delle voci più autorevoli nell’interpretazione della musica francese, come confermano i suoi acclamati recital monografici dedicati a Debussy e Ravel.

Oltre alle registrazioni per numerose radiotelevisioni europee e statunitensi, ha inciso per TELDEC, BMG, VAI, NUOVA ERA, nonché l’integrale delle composizioni per pianoforte e orchestra di Schumann per la ARTS. Nel 2005 è uscita una nuova incisione del Concerto Soirée di Nino Rota per Harmonia Mundi che ha ottenuto numerosi premi internazionali, tra i quali il “Diapason d’Or”. Pianista dal vasto repertorio, ha al suo attivo anche un’importante attività cameristica e didattica; tiene masterclass presso importanti istituzioni internazionali, è spesso invitato nelle giurie di prestigiosi concorsi pianistici internazionali e, dall’anno accademico 2013/2014, è titolare della cattedra di pianoforte nell’ambito dei corsi di perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, istituzione della quale, dal dicembre 2015, è Accademico effettivo.

Info e biglietteria

I biglietti per il recital sono in vendita all’Angolo della Musica di Viale Leonardo da Vinci a Udine e nella sede dell’evento a partire da 45 minuti prima del concerto.

Tutte le iniziative dell’Accademia di studi pianistici “Antonio Ricci” sono realizzate con il sostegno di: Ministero della Cultura, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Università degli Studi di Udine, Fondazione Friuli e Banca di Cividale-Gruppo Sparkasse.

Per qualsiasi informazione: accademiaricci@virgilio.it

sabato 29 marzo 2025 – ore 18.00

Università degli Studi di Udine – Palazzo Antonini

BENEDETTO LUPO pianoforte

Maurice Ravel

Á la manière de…
– Borodine Valse
– 
Chabrier Paraphrase sur un air de Gounod (Faust, 1ème acte)

Valses Nobles et Sentimentales

Menuet sur le nom d’Haydn

Menuet antique

Sonatine

Pavane pour une infante défunte

Le Tombeau de Couperin

IL CONCERTO PER I 100 ANNI DI BERIO, PROGRAMMATO AD APRILE, POSTICIPATO AL 2 E 3 MAGGIO

Con Folks Songs and Dances, canzoni dal mondo, danze e brani ungheresi di Bartók e Kodály eseguite dall’Orchestra areniana diretta dal maestro Ráth

venerdì 2 maggio ore 20.00

sabato 3 maggio ore 17.00

Teatro Filarmonico di Veron

Tra i numerosi e importanti anniversari del 2025, Fondazione Arena ricorda il grande compositore del secondo Novecento italiano, Luciano Berio (1925-2003), a cent’anni dalla nascita. Dopo aver proposto nella scorsa stagione l’iconico Rendering, in cui Berio dialoga con frammenti sinfonici incompiuti di Schubert, Fondazione Arena lo omaggia con Folk songs, un viaggio nei canti popolari di diversi paesi nati da suggestioni originali, storie e tradizioni di quattro regioni d’Italia, di Stati Uniti, Armenia, Francia, Spagna, Azerbaigian, racchiusi in un unico ciclo del 1964 per voce e orchestra.

Il concerto, che doveva tenersi l’11 e 12 aprile, è stato riprogrammato per il 2 e 3 maggio. Biglietti e carnet sono in vendita, mentre biglietti già emessi e abbonamenti per l’11 e 12 aprile sono già validi rispettivamente per l’ingresso al concerto di venerdì 2 e sabato 3 maggio: non sarà quindi necessario cambiare il proprio biglietto/abbonamento e i posti acquistati in origine sono confermati. Qualora i possessori di biglietto o abbonamento non possano assistere al concerto nelle nuove date, sarà possibile chiedere il rimborso del biglietto/rateo dell’abbonamento, entro e non oltre il 4 aprile, seguendo le indicazioni contenute nel modulo da compilare al link: https://form.jotform.com/250652971434358. Per ulteriori informazioni: info@arenadiverona.it

Sul podio il maestro ungherese György Györiványi Ráth, già applaudito a Verona, alla guida dell’Orchestra di Fondazione Arena in un programma che unisce il folk magiaro alla musica sinfonica del Novecento. Per Berio – autore, docente, direttore, pioniere della musica elettronica, eclettico sperimentatore e fondatore di istituzioni quali il Juilliard Ensemble, lo Studio di fonologia musicale Rai, il centro di ricerca Tempo Reale – Fondazione Arena propone Folk songs, scritti per Cathy Berberian, prima interprete e voce dell’avanguardia musicale, a Verona affidati al mezzosoprano Corinna Scheurle, per la prima esecuzione al Teatro Filarmonico.

Nel brillante programma anche le Danze di Galanta di Zoltán Kodály (1882-1967): dal nome del luogo d’infanzia del compositore ed etnomusicologo, che le dedicò sei brani dai ritmi e colori popolareschi, ormai famosi in sala da concerto, che combinano sapientemente temi tzigani e raffinata orchestrazione. Pochi mesi li separano dalla Musica per archi, percussioni e celesta del conterraneo Béla Bartók, al centro dell’impaginato: un’esplorazione delle potenzialità sonore dell’orchestra, di cui sono isolate due sezioni, dal risultato unico, che affascinò anche il regista Stanley Kubrick, tanto da includerle nelle scene più ipnotiche e tese della sua celebre pellicola Shining.

Una ricorrenza riguarda lo stesso Bartók (1881-1945): ad 80 anni dalla sua scomparsa, Fondazione Arena propone anche le caleidoscopiche musiche complete del Mandarino miracoloso, in programma già il 28 e 29 marzo, accanto alla prima italiana di Brink di Donnacha Dennehy e al Terzo concerto per pianoforte e orchestra di Rachmaninov, il titanico Rach 3, con Mikhail Pletnev e la direzione di Ryan McAdams.

Il programma ha una durata di 65 minuti circa, con un intervallo.

È possibile acquistare carnet e biglietti singoli per ogni data del Teatro Filarmonico al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni concerto, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

Per le iniziative di Arena Young, il mondo della scuola potrà accedere alla prima di venerdì 2 maggio a tariffe agevolate e con uno speciale preludio introduttivo.  

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA

Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO

Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo

Tel 045 8002880

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 8005151

www.arena.it

Punti vendita TicketOne.it

informazioni

Ufficio Stampa Fondazione Arena di Verona

Via Roma 7/D, 37121 Verona

tel. (+39) 045 805.1861-1905-1891-1939

ufficio.stampa@arenadiverona.itwww.arena.it

Venerdì 28 marzo 2025 l’ultimo appuntamento sinfonico in calendario prima dell’avvio dell’87º Festival del Maggio Musicale Fiorentino. 

Sul podio della Sala Grande il direttore emerito a vita Zubin Mehta;

in programma le musiche di Wolfgang Amadeus Mozart e Gustav Mahler.

Solista nell’esecuzione del brano di Mozart, al clarinetto, Edoardo Di Cicco.

Il concerto sarà trasmesso in differita su Rai Radio 3

Ultimo tappa in calendario prima dell’avvio dell’87º Festival del Maggio. 

Venerdì 28 marzo, alle ore 20, il direttore emerito a vita Zubin Mehta torna sul podio della Sala Grande alla guida dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino per un importante appuntamento sinfonico. In apertura il “Concerto in la maggiore per clarinetto e orchestra K. 622” di Wolfgang Amadeus Mozart, solista al clarinetto Edoardo Di Cicco; chiude la serata la celebre Sinfonia n. 1 in re maggiore, conosciuta con il nome di Titan, di Gustav Mahler.

Il maestro Mehta e l’Orchestra del Maggio sono inoltre impegnati il sabato 29 marzo 2025 alle ore 17:30 a Orvieto, nell’ambito del progetto “Omaggio all’Umbria”, per il tradizionale Concerto di Pasqua. Il concerto dal maggio sarà trasmesso in differita su Rai Radio 3 e il concerto da Orvieto sarà trasmesso su Rai 1 il Venerdì Santo dopo la Via Crucis e su Rai 5 nei giorni successivi la messa in onda.

Il maestro Zubin Mehta dirige quindi l’ultimo concerto sinfonico prima che si alzi il sipario sull’87esima edizione del Festival del Maggio, e sarà lui a dirigere il primo concerto sinfonico corale del Festival il 18 aprile con la monumentale “Messa da Requiem” di Giuseppe Verdi. Il maestro poi durante il Festival dirigerà Aida, di Giuseppe Verdi – in scena dal 19 giugno al 1º luglio 2025 – e chiuderà la programmazione sinfonica del Festival con il concerto del 21 giugno.

 L’appuntamento del 28 marzo si apre con il “Concerto in la maggiore per clarinetto e orchestra K. 622” di Wolfgang Amadeus Mozart, composto nell’autunno del 1791: il dedicatario era l’amico clarinettista Anton Stadler, grande virtuoso dello strumento. Il clarinetto era uno strumento particolarmente amato dal genio di Salisburgo per via del suo timbro morbido, e nel Concerto KV 622 è affiancato da un’orchestra dalle sonorità cameristiche (dunque senza oboi, trombe e timpani) che lascia ampio spazio agli interventi del solista mettendone in risalto la versatilità e l’espressività nei vari registri. Il solista è Edoardo Di Cicco, primo clarinetto dell’Orchestra del Maggio. 

In chiusura una delle più celebri composizioni di Gustav Mahler, la Sinfonia n. 1 in re maggiore, conosciuta con il nome di Titano: la sua scrittura impegnò Mahler per gran parte della carriera, dai primi abbozzi del 1884 fino agli ultimi e definitivi ritocchi nel 1909. Composizione dalla genesi travagliata, segnata da continui ripensamenti e revisioni, venne eseguita in tre versioni diverse nel corso degli anni. Nella prima esecuzione a Budapest nel 1888 la presentò come poema sinfonico; cinque anni dopo nell’esecuzione di Amburgo la rinominò “Titano, poema sinfonico in forma di sinfonia”, ispirandosi a un romanzo di Jean Paul. Infine, nella versione di Berlino del 1896 cancellò ogni titolo e ogni didascalia nominandola definitivamente Sinfonia n. 1 in re maggiore.

Il programma:

Wolfgang Amadeus Mozart

Concerto in la maggiore per clarinetto e orchestra K. 622

Dopo aver trascorso alcune settimane a Praga per l’allestimento de La clemenza di Tito, Mozart torna a Vienna e il 7 ottobre del 1791 congeda il Concerto in la maggiore per clarinetto e orchestra KV 622. Il dedicatario è l’amico clarinettista e fratello massone Anton Stadler, grande virtuoso dello strumento. Non era la prima volta che Mozart componeva pensando alle straordinarie doti interpretative di Stadler, per il quale aveva già realizzato il Trio K. 498, il Quintetto con clarinetto K. 581, nonché alcuni interventi concertanti ne La Clemenza di Tito. Strumento particolarmente amato da Mozart per il timbro morbido e vellutato, il clarinetto è affiancato nel Concerto KV 622 da un’orchestra dalle sonorità cameristiche (mancano oboi, trombe e timpani) che lascia ampio spazio agli interventi del solista mettendone in risalto la versatilità e l’espressività nei vari registri. Nei tre canonici movimenti in cui è articolato il Concerto – Allegro, Adagio, Rondò – Mozart sfrutta tutte le risorse timbriche dello strumento, dalle impennate melodiche dei movimenti estremi ai momenti di sublime lirismo dell’Adagio centrale.

Gustav Mahler

Sinfonia n. 1 in re maggiore, Titano

La prima delle sue nove Sinfonie impegnò Mahler per gran parte della carriera, dai primi abbozzi del 1884, fino agli ultimi e definitivi ritocchi nel 1909. Composizione dalla genesi travagliata, segnata da continui ripensamenti e revisioni, la Sinfonia n.1 venne eseguita in tre versioni diverse nel corso degli anni. Il dubbio su quale forma dare al suo primo lavoro sinfonico assillò a lungo Mahler, incerto se seguire la via della musica assoluta o della musica a programma, le due tendenze del suo tempo. Nella prima esecuzione a Budapest nel 1888 la presentò come poema sinfonico, senza però dare precise indicazioni sul suo contenuto programmatico; cinque anni dopo nell’esecuzione di Amburgo la rinominò “Titano, poema sinfonico in forma di sinfonia”, ispirandosi a un romanzo di Jean Paul. Infine, nella versione di Berlino del 1896 cancellò ogni titolo e ogni didascalia nominandola definitivamente Sinfonia n. 1 in re maggioretemendo che i contenuti extramusicali potessero essere sopravvalutati e fraintesi dal pubblico. Tra i cambiamenti più radicali occorsi negli anni figurano anche la riduzione da cinque a quattro movimenti e l’ampliamento dell’organico orchestrale. Ma nonostante la rimozione di ogni riferimento testuale la sinfonia tradisce le sue radici primigenie nell’abbondanza di elementi cari alla poetica mahleriana: la memoria musicale della propria infanzia (ritmi di marce militari, squilli di trombe, melodie di sapore popolare), il rapporto privilegiato con la letteratura romantica nelle autocitazioni dei coevi Lieder eines fahrenden Gesellen, la contemplazione dell’immensità della Natura, il sentimento di estraneità dell’uomo dinanzi al mistero della vita; il tutto racchiuso tra momenti di sospensione, disperazione e trionfo finale.

La locandina:

WOLFGANG AMADEUS MOZART

Concerto in la maggiore K. 622 per clarinetto e orchestra 

Allegro/Adagio/Rondò: Allegro

GUSTAV MAHLER

Sinfonia n. 1 in re maggiore, Titano

Langsam. Schleppend. Wie ein Naturlaut. 

Im Anfang sehr gemächlich, belebtes Zeitmas / 

Blumine: Andante / Kräftig bewegt, 

doch nicht zu schnell. Trio (Recht gemächlich/ 

Feierlich und gemessen, ohne zu schleppen / 

Stürmisch bewegt

Direttore Zubin Mehta

Clarinetto Edoardo Di Cicco

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

Il concerto è preceduto dalla guida all’ascolto tenuta da Katiuscia Manetta nel Foyer di Galleria della Sala Grande. È riservata ai possessori del biglietto e si svolge 45 minuti prima dell’inizio dello spettacolo (durata: 30 minuti circa).

Prezzi:

Solo ascolto: 10€

Visibilità limitata: 15€

Galleria: 20€

Palchi: 30€

Platea 4: 40€ 

Platea 3: 50€ 

Platea 2: 60€ 

Platea 1: 70€

Durata complessiva 2 ore circa, intervallo compreso

TCBO: RICCARDO FRIZZA SUL PODIO DEL MANZONI PER LA “QUINTA” DI MAHLER E I “SEI LIEDER GIOVANILI” DI SCHÖNBERG TRASCRITTI DA SOLBIATI

Solista il mezzosoprano Monica Bacelli

Venerdì 28 marzo alle 20.30 all’Auditorium Manzoni

Architettura possente quella della Sinfonia n. 5 in do diesis minore di Gustav Mahler, pagina tra le più impegnative del repertorio sinfonico, che segna il ritorno di Riccardo Frizza sul podio dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna dopo l’inaugurazione di stagione con La fanciulla del West di Puccini lo scorso gennaio. Nel concerto in programma all’Auditorium Manzoni venerdì 28 marzo alle 20.30, il Direttore artistico e musicale del Donizetti Opera Festival accosta a questo lavoro i Sei Lieder giovanili di un altro compositore austriaco, Arnold Schönberg, nella trascrizione di Alessandro Solbiati e con solista il mezzosoprano Monica Bacelli.

Scritta da Mahler tra il 1901 e il 1902, dopo aver superato un grave problema di salute, e sottoposta a continue revisioni fino agli ultimi mesi della sua vita, la “Quinta” fu eseguita per la prima volta a Colonia nel 1904sotto la direzione dello stesso autore. Suddivisa in tre blocchi di cinque movimenti complessivi, legati grazie a richiami tematici, quest’opera segnò una svolta nel linguaggio poetico mahleriano. Ad amplificare la notorietà della sinfonia ha contribuito anche il grande schermo, a partire dall’impiego che Luchino Visconti fece dell’Adagietto in “Morte a Venezia” e fino al recente film “Tár”, con protagonista Cate Blanchett nei panni di una direttrice d’orchestra ossessionata proprio da questa partitura.

Vengono proposti nella trascrizione per voce femminile e orchestra realizzata nel 2012 da Alessandro Solbiati – già presentata a Bologna nel 2013 per il progetto “The Schoenberg Experience” con solista Natascha Petrinsky e direttore Philipp von Steinaecker – i Sei Lieder giovanili, selezionati tra i trentadue Lieder senza numero d’opera originariamente scritti per voce e pianoforte da Schönberg tra il 1893 e il 1899. Solista è il mezzosoprano Monica Bacelli, vincitrice del “Premio Abbiati”, riconosciuta interprete del teatro musicale contemporaneo, che ha collaborato anche con Luciano Berio e con compagini di primo piano come i Berliner Philharmoniker e la Filarmonica della Scala.

Dopo questo appuntamento, Riccardo Frizza sarà nuovamente ospite del TCBO per Un ballo in maschera di Verdi, in scena al Nouveau dal 13 al 19 aprile con la regia di Daniele Menghini.

I biglietti – da 10 a 40 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale (Largo Respighi), dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18 e il sabato dalle 11 alle 15; il giorno del concerto presso l’Auditorium Manzoni da 1 ora prima fino a 15 minuti dopo l’inizio dello spettacolo. 

Per ogni concerto della Stagione Sinfonica 2025 prosegue “Note a margine”, una rassegna di incontri con il pubblico che si tengono circa 30 minuti prima dell’inizio del concerto presso il foyer del bar dell’Auditorium Manzoni. 

Info: https://www.tcbo.it/eventi/stagione-sinfonica-2025-riccardo-frizza-direttore/

L’IMMAGINIFICO E SURREALE MATRIMONIO AL CONVENTO FIRMATO DA MICHIELETTO AL MUSIKTHEATER AN DER WIEN 

Visioni fantastiche e trasformazioni d’identità per l’opera di Prokof’ev diretta da Dmitry Matvienko, dal 26 marzo al 9 aprile a Vienna 

«Ho voluto esaltare l’aspetto surreale del Matrimonio al convento. È un’opera comica che racconta il viaggio del protagonista dentro un mondo fantastico. Cerchiamo quindi di renderlo ancora più efficace cambiando le dimensioni dello spazio, giocando con la trasformazione dei costumi e delle identità, e creando delle visioni che portino la narrazione su un piano immaginifico». Così Damiano Michieletto racconta la sua nuova produzione del Matrimonio al convento di Sergej Prokof’ev, in scena al MusikTheater an der Wien della capitale austriaca da mercoledì 26 marzo con repliche fino al 9 aprile. 

Il regista veneto torna per la quinta volta nel teatro viennese dove ha messo in scena il Trittico di Puccini nel 2012, Idomeneo di Mozart nel 2013, Otello di Rossini nel 2016 e A Midsummer Night’s Dream (Sogno di una notte di mezza estate) di Britten nel 2018. Sempre a Vienna, ma alla Staatsoper, Michieletto ha portato nel 2024 con grande successo anche Animal Farm di Alexander Raskatov, dal romanzo di George Orwell. 

Accanto a lui sono impegnati Paolo Fantin per la scenografia, Klaus Bruns per i costumi, Alessandro Carletti per il light design, Erika Rombaldoni che firma gli interventi coreografici e Kai Weßler che cura la drammaturgia. Dmitry Matvienko dirige l’ORF Radio-Symphonieorchester Wien e l’Arnold Schoenberg Chor istruito da Erwin Ortner. 

Sul palco sono protagonisti Evgeny Akimov (Don Gerolamo), Petr Sokolov (Don Ferdinando), Stacey Alleaume (Luisa), Elena Maximova (La governante), Vladimir Dmitruk (Don Antonio), Anna Goryachova (Clara), Valery Gilmanov (Mendoza), Zoltan Nagy (Don Carlos), Sorin Coliban (Padre Agostino), Iurie Ciobanu (Padre Elixir), David Babayants (Padre Chartreuse), Mischa Schelomianski (Padre Benedettino) e Valentino Blasina (Lopez). 

Opera lirico-comica in quattro atti e nove quadri, Matrimonio al convento è stata scritta su libretto di Prokof’ev stesso e di sua moglie Mira Mendelson, tratto dalla commedia The Duenna di Richard Brinsley Sheridan, già soggetto di una ballad-opera Settecentesca di grande successo di Thomas Linley. Completata nel 1940, in pieno terrore staliniano, fu rappresentata solo in forma privata nel 1941 al teatro Stanislavskij di Mosca. Lo scoppio della guerra ostacolò la prima vera e propria che si ebbe solo nel 1946, dopo una revisione della partitura nel 1943, al Teatro Kirov di Leningrado. Ambientata a Siviglia nel XVIII secolo, la vicenda si svolge in un contesto di intrighi amorosi tipici della tradizione comico Settecentesca, cui Prokof’ev affianca una forte componente lirica.  

Per informazioni: https://www.theater-wien.at/en/events/season2024-25/1316/Die-Verlobung-im-Kloster 


Matrimonio al convento 
Opera lirico-comica in 4 atti 
Musica di Sergej Prokof’ev 
Libretto di Sergej Prokof’ev e Mira Mendelson 
 
Dmitry Matvienko direttore 
Damiano Michieletto regia 
Paolo Fantin scenografia 
Klaus Bruns costumi 
Alessandro Carletti light designer 
Erika Rombaldoni coreografia 
Kai Weßler drammaturgia 
 
ORF Radio-Symphonieorchester Wien 
Arnold Schoenberg Chor 
Erwin Ortner maestro del coro 
 
Evgeny Akimov Don Gerolamo 
Petr Sokolov Don Ferdinando 
Stacey Alleaume Luisa 
Elena Maximova La governante 
Vladimir Dmitruk Don Antonio 
Anna Goryachova Clara 
Valery Gilmanov Mendoza 
Zoltan Nagy Don Carlos 
Sorin Coliban Padre Agostino 
Iurie Ciobanu Padre Elixir 
David Babayants Padre Chartreuse 

Mischa Schelomianski Padre Benedettino  

Valentino Blasina Lopez 
 
MusikTheater an der Wien 
Mercoledì 26 marzo 2025, ore 19.00 
Venerdì 28 marzo 2025, ore 19.00 
Lunedì 31 marzo 2025, ore 19.00 
Mercoledì 2 aprile 2025, ore 19.00 
Sabato 5 aprile 2025, ore 19.00 
Lunedì 7 aprile 2025, ore 19.00 
Mercoledì 9 aprile 2025, ore 19.00 

87esimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino “MAGGIO APERTO”

La programmazione che arricchisce e completa l’87 edizione del Festival del Maggio Musicale Fiorentino

Carlo Fuortes: “Le istituzioni con le quali collaboriamo testimoniano la grande ricchezza della musica espressa da Firenze e dalla Toscana”

I biglietti per gli appuntamenti di “Maggio aperto” sono in vendita a partire dal 26 marzo 2025 alle ore 10

Il Teatro del Maggio, con la rinnovata collaborazione di alcune tra le più importanti istituzioni musicali fiorentine e toscane, annuncia la programmazione che completa l’87esima edizione del Festival del Maggio. A partire dal 30 aprile e fino al 12 giugno un ciclo di eventi che compongono “Maggio aperto”,  fino alle soglie della stagione estiva del Teatro. Una serie di collaborazioni che andranno a illuminare non solo la Sala grande e l’Auditorium Zubin Mehta, ma anche la Sala Orchestra del Teatro che già negli scorsi anni ha aperto le sue porte al pubblico che ne ha così potuto apprezzare la formidabile acustica e struttura.

“Il Festival del Maggio ha da sempre rappresentato la massima offerta musicale di Firenze per qualità di proposte e per la molteplicità dell’offerta. La forte vicinanza al Maggio e lo spirito di collaborazione delle istituzioni musicali fiorentine e toscane si rinnova con entusiasmo reciproco – dice il sovrintendente Carlo Fuortes – nel programma di “Maggio aperto” che oggi presentiamo. Sono particolarmente felice che tutti gli spazi del nostro Teatro – la Sala grande, l’Auditorium Mehta e la Sala Orchestra  – si aprano a queste prestigiose istituzioni, che ringrazio per aver voluto partecipare e collaborare a questo Festival. L’Orchestra Regionale della Toscana, gli Amici della Musica di Firenze,  l’Accademia Bartolomeo Cristofori, l’Istituto Giovanni Battista Lulli, la Scuola di Musica di FiesoleTempo RealeGamo, il Conservatorio Cherubini, la Banda Polverosa, l’ Homme Armè e l’Accademia Chigiana di Siena si riuniscono per testimoniare con noi la grande ricchezza della musica espressa da Firenze e dalla Toscana che arricchisce il nostro territorio in un dialogo continuo tra tradizione e innovazione.”

Se queste istituzioni compongono adesso il calendario del “Maggio aperto”, nella programmazione già annunciata lo scorso settembre erano già presenti nel calendario del Festival la storica e feconda collaborazione con “Gli Amici della Musica Firenze” per l’atteso concerto pianistico di Vladimir Sokolov del 16 giugno e con l’ORT, Orchestra regionale Toscana che con il direttore Diego Ceretta eseguirà il “War Requiem” di Britten il 3 maggio schierando assieme all’ORT, l’Orchestra e il Coro del Maggio.

L’avvio di “Maggio aperto” è affidato all’Accademia del Fortepiano “Bartolomeo Cristofori” con la quale è previsto, a partire dal 30 aprile, un ciclo di concerti al fortepiano con altre tre date in calendario ossia il 7, il 14 e il 22 maggio; i quattro spettacoli sono previsti in Sala Orchestra. Si alterneranno altrettanti protagonisti al fortepiano: il 30 aprile Ingrid Fliter; il 7 maggio Giulio Biddau e il 14 maggio Yoko Kikuchi. Chiude appuntamenti il concerto di Jin Ju del 22 maggio. La Sala Mehta ospita l’Istituto Giovanni Battista Lulli con il ritorno del maestro Federico Maria Sardelli al Maggio; l’appuntamento è per il 4 maggio. Si torna in Sala Orchestra per un interessante recital – in calendario il 13 maggio – con protagonisti Marina Comparato e, al pianoforte, Gianni Fabbrini con la proposta di un concerto dedicato a Luigi Gordigiani, il cosiddetto “Schubert italiano”. Il 18 maggio è in programma, in Sala Mehta, il concerto della Banda La Polverosa, che torna al Maggio dopo il festoso spettacolo del marzo 2024. Altre due cooperazioni portano il pubblico nella Sala Orchestra del Teatro: il concerto con il G.A.M.O, il Gruppo Aperto Musica Oggi, del 21 maggio e quello di Tempo Reale pianificato per il 4 giugno.

Il 7 giugno è il turno della serata insieme all’Accademia Chigiana – in Sala Mehta – per un concerto dedicato al grande Luigi Dallapiccola, in occasione del 50º anniversario della sua scomparsa che mette in programma i “Canti di prigionia” e una nuova commissione affidata a Filippo Perocco.

La serata che rinnova la collaborazione con il Conservatorio Luigi Cherubini, fra i più antichi e prestigiosi d’Italia, è in calendario l’ 11 giugno in Sala Orchestra con due concerti, il primo alle 19 e il secondo alle 21 , seguita il giorno dopo dal doppio concerto ancora alle ore 19 e alle ore 21 insieme alla Scuola di Musica di Fiesole, sempre nella Sala Orchestra del Teatro. All’ Orchestra dei Ragazzi della Scuola di Musica di Fiesole è affidato il concerto riservato per le scuole in programma il 20 maggio alle ore 10.30. Il concerto fa parte del progetto della Fondazione CR Firenze  con l’Ufficio Scolastico Regionale Toscana e il Maggio Fiorentino per avvicinare gratuitamente gli studenti al mondo della musica classica e al Teatro del Maggio.

Il 13 giugno la Sala Mehta è invece palcoscenico dell’ultimo appuntamento di “Maggio aperto”: in programma il concerto dell’ensemble L’Homme Armé.

“Maggio aperto”, il calendario:

(I programmi degli appuntamenti di “Maggio aperto” sono consultabili sul sito del Maggio (www.maggiofiorentino.com)

30 aprile (Ingrid Fliter); 7 maggio (Giulio Biddau); 14 maggio (Yoko Kikuchi); 22 maggio (Jin Ju, Attilia Kiyoko Cernitori)

I concerti sono alle ore 20

Sala Orchestra

Accademia del Fortepiano “Bartolomeo Cristofori”

(3 maggio 2025, ore 20

Sala Zubin Mehta

ORT, Orchestra e Coro del Maggio |Diego Ceretta)

4 maggio 2025, ore 20

Sala Zubin Mehta

Istituto Giovanni Battista Lulli | Federico Maria Sardelli

13 maggio 2025, ore 20

Sala Orchestra

Recital: Marina Comparato, mezzosoprano | Gianni Fabbrini, pianoforte

18 maggio 2025, ore 18 e alle ore 21

Sala Zubin Mehta

Banda “La Polverosa”

20 maggio 2025 ore 10.30 (riservato alle scuole)

Sala Zubin Mehta

Orchestra dei ragazzi della Scuola di Musica di Fiesole |Antonino Siringo

21 maggio 2025, ore 20

Sala Orchestra

G.A.M.O

4 giugno 2025, ore 20

Sala Orchestra

Tempo Reale

7 giugno 2025, ore 20

Sala Zubin Mehta

In occasione dei 50 anni dalla morte di Luigi Dallapiccola

Accademia Chigiana

11 giugno 2025 ore 19 e 21

Sala Orchestra

Conservatorio Luigi Cherubini

12 giugno 2025 ore 19 e ore 21

Sala Orchestra

Scuola di Musica di Fiesole

13 giugno 2025, ore 20

Sala Zubin Mehta

L’Homme armé

(16 giugno 2025, ore 20

Sala Zubin Mehta

Vladimir Sokolov, pianista

Amici della Musica Firenze)

GRANDE ATTESA PER IL RACH 3 AL TEATRO FILARMONICO

Con Pletnev al pianoforte, McAdams dirige l’Orchestra di Fondazione Arena in un ricco programma comprendente un omaggio a Bartók e ai mille colori del Mandarino meraviglioso e la prima italiana del contemporaneo Brink

RACH 3 McAdams Pletnev

 3° concerto

venerdì 28 marzo ore 20.00

sabato 29 marzo ore 17.00

Teatro Filarmonico di Verona

Prosegue la Stagione Sinfonica 2025 di Fondazione Arena, con prestigiosi interpreti del panorama internazionale e un repertorio che celebra importanti anniversari. A 80 anni dalla scomparsa di Béla Bartók (1881-1945), venerdì 28 marzo alle 20 e sabato 29 marzo alle 21, al Teatro Filarmonico vengono proposte le caleidoscopiche musiche complete del Mandarino meraviglioso, capolavoro espressionista del 1926 originariamente destinato alla danza, accanto alla prima italiana di Brink del contemporaneo Donnacha Dennehy (irlandese, classe 1970), breve brano sinfonico di grande intensità composto durante la pandemia e qui in prima esecuzione assoluta per l’Italia.

La seconda parte del programma è tutta dedicata al Terzo concerto per pianoforte e orchestra di Sergej Rachmaninov (1873-1943), il titanico Rach 3, scritto nel 1909 in America ma con il cuore volto alla madrepatria russa, condensato di nostalgia e virtuosismo, con il maestro Mikhail Pletnev alla tastiera e la direzione di Ryan McAdams, già applaudito sul podio del Teatro Filarmonico per la prima italiana del Requiem di Andrew Lloyd Webber pochi mesi fa. L’Orchestra di Fondazione Arena è a pieni ranghi, con oltre ottanta professori schierati sul palcoscenico del Teatro Filarmonico di Verona. Per l’occasione, entrambi gli appuntamenti vedono una platea pressoché esaurita ma sono ancora disponibili posti in galleria e, nel giorno stesso di ogni spettacolo, alcuni posti di palco.

Il programma ha una durata di 80 minuti circa, con un intervallo. È possibile acquistare carnet e biglietti singoli per ogni data del Teatro Filarmonico al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni concerto, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

BCC Veneta si conferma main sponsor della Stagione Artistica di Fondazione Arena di Verona al Teatro Filarmonico.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo

ZAPPA, BERIO, ADAMS, GRISEY E CASTIGLIONI: IL VIAGGIO DI TREVIÑO PER RAI NUOVAMUSICA

Giovedì 27 marzo alle 20.30 a Torino, su Radio3 e in streaming su raicultura.it,

con Francesco D’Orazio solista per Berio

«Tutto il materiale qui contenuto ha esclusivamente lo scopo di divertirvi e non deve essere confuso con nessuna forma di espressione artistica». Così Frank Zappa descrive provocatoriamente il suo album del 1984 “A perfect stranger”, il cui progetto nasce dall’omonimo brano commissionatogli da Pierre Boulez, che ne diresse anche l’esecuzione in fase di registrazione. È proprio A perfect stranger di Zappa il pezzo attorno al quale ruota il programma del concerto del ciclo Rai Nuova Musica, che l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai propone giovedì 27 marzo alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini”, con trasmissione in diretta su Radio3 e in live streaming sul portale di Rai Cultura.

Centrale nell’economia della serata è anche l’omaggio a Luciano Berio nel centenario della nascita, con il suo Corale per violino, archi e due corni, del 1981, affidato al violinista Francesco D’Orazio, frequente ospite dell’Orchestra Rai, con la quale ha anche inciso due cd dedicati a Michael Nyman e a Ivan Fedele. «In Corale – scrive Luciano Berio – un’orchestra d’archi e due corni sviluppano ed espandono certi aspetti, sia espliciti che impliciti, della mia Sequenza VIII per violino (1976). Mentre le altre Sequenze sviluppano all’estremo una gamma limitata di caratteri strumentali, Sequenza VIII, e perciò anche Corale, presentano una visione più globale e largamente storica dello strumento. Nel comporre questo lavoro – conclude Berio – ho voluto rendere un omaggio personale al violino, che considero ancora uno degli strumenti più complessi e sottili che vi siano».

Il programma è completato da Modulations, scritto nel 1976 e tratto dal quarto ciclo Espaces acoustiques dell’ideatore della musica spettrale Gérard Grisey, e dal brano Sarabanda, tratto da Altisonanza, un ciclo per orchestra scritto tra il 1990 e il 1992 da Nicolò Castiglioni, che evoca astrattamente, senza cercare di imitarla, la danza barocca.

In chiusura Guide to strange places per orchestra di John Adams, eseguito per la prima volta al Concertgebouw di Amsterdam nel 2021 e proposto per la prima volta dall’Orchestra Rai a Torino. Un brano dai colori sfavillanti, «si potrebbe persino dire fauve», scrive Adams, che prosegue «avevo in mente alcuni compositori come Berlioz, Mussorgsky o persino un pezzo come L’apprendista stregone, pezzi molto colorati e un po’ fantastique».

Protagonista della serata, sul podio, è Robert Treviño : Direttore ospite principale della compagine Rai, Direttore musicale dell’Orchestra Nazionale Basca e Consulente artistico dell’Orchestra Sinfonica di Malmö. Di origini messicane, Trevino è cresciuto a Fort Worth, in Texas, e si è imposto all’attenzione internazionale al Teatro Bol’šoj di Mosca nel 2013, sostituendo Vassily Sinaisky sul podio del Don Carlo di Verdi. Da allora è invitato regolarmente dalle orchestre prestigiose in America – dalla Cincinnati Symphony alla Philadelphia Orchestra – e all’estero – dai Münchner Philharmoniker alla London Symphony Orchestra. Cresciuto sotto l’egida di Michael Tilson Thomas e Seiji Ozawa, ha sviluppato una particolare sensibilità per il repertorio mitteleuropeo. Con l’Orchestra della Rai nell’autunno 2021 è stato protagonista di una brillante tournée in Germania che ha toccato Francoforte, Colonia e Amburgo.

I biglietti per il concerto di Rai NuovaMusica sono proposti al prezzo unico di 5 euro per tutti e 3 euro per gli under 35 e sono in vendita online sul sito dell’OSN Rai oltre che presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino.

Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it

L’ORCHESTRA NAZIONALE DEI CONSERVATORI IN CONCERTO AL TEATRO MASSIMO, DIRETTA DA ENRICO PAGANO,MUSICHE DI WEBER, WAGNER E SCHUMANN 

Il nuovo appuntamento della stagione sinfonica del Teatro Massimo venerdì 27 marzo alle 20.30, ospita l’Orchestra Nazionale dei Conservatori, con un concerto dedicato all’Ottocento tedesco e musiche di Carl Maria von WeberRichard Wagner e Robert Schumann. A dirigerlo è il giovanissimo direttore Enrico Pagano, classe 1995, diplomato giovanissimo in direzione d’orchestra, violoncello e composizione, inserito dalla rivista Forbes nella lista dei 100 Under 30 destinati a cambiare l’Italia. L’Orchestra Nazionale dei Conservatori rappresenta il mondo dei Conservatori italiani, luogo di formazione per eccellenza dei musicisti, ed è formata da studenti provenienti da tutte le Istituzioni sparse nel nostro Paese, scelti attraverso severe audizioni. Il concerto nasce dalla collaborazione con il Ministero dell’Università e della ricerca e con il Conservatorio di Musica di Latina ed è promosso e coordinato dal Ministero dell’università e della ricerca – Segretariato Generale, in collaborazione con i Conservatori di Musica Italiani.

Il programma prende le mosse dall’Ouverture del Der Freischütz il Franco cacciatore di Carl Maria von Weber, manifesto dell’opera musicale romantica, che racconta la leggenda del guardiaboschi che viene a patti con le potenze infernali per migliorare la propria condizione, variante del tema faustiano. Si prosegue con l’Idillio di Sigfrido di Richard Wagner, l’opera del 1870 concepita da Wagner come regalo di compleanno per la moglie Cosima dopo la nascita del loro figlio Siegfried. Chiude il programma la Sinfonia n. 4 in Re minore, capolavoro romantico di Robert Schumann. Composta nel 1841 e accolta da un esito insoddisfacente la sinfonia venne rimaneggiata nel 1851 ed eseguita finalmente con grande successo. Il titolo di Fantasia sinfonica datole inizialmente rivela l’intenzione di Schumann di andare oltre la forma sinfonica tradizionale, perché non soltanto i vari movimenti si saldano l’uno all’altro senza interruzione ma i temi principali ritornano lungo tutta la partitura.

Enrico Pagano Diplomato giovanissimo in direzione d’orchestra, violoncello e composizione, Enrico Pagano (Roma, 1995) è direttore artistico dell’Orchestra da Camera Canova (da lui fondata a 19 anni). Direttore in residenza e Consigliere artistico dell’Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma. Ha diretto presso le più importanti Istituzioni musicali collaborando con artisti come Alessandro Baricco, Gloria Campaner, Daniela Barcellona, Luca Micheletti, Roberto Frontali, Ruth Iniesta, Simone Zanchini, etc. e come direttore ospite ha collaborato con il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro Verdi di Trieste, il Festival della Valle d’Itria, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino, il Reate Festival, e il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per citarne solo alcuni. A maggio 2021, edito da Sony Music, è uscito il suo primo album dedicato alla riscoperta di Giovanni Paisiello, cui ha fatto seguito nel 2022 il secondo dedicato a Beethoven, nominato agli International Classical Music Awards (ICMA). Nel marzo 2021 la rivista Forbes lo ha inserito nella lista dei 100 Under 30 destinati a cambiare l’Italia.

Biglietti: da 15 a 30 euro

Info: https://www.teatromassimo.it/event/pagano-weber-wagner-schumann/

Alla Reggia di Monza continua la rassegna Musique Royale: jazz, operina buffa e percussioni contemporanee dal 29 marzo al 4 aprile

I protagonisti dei prossimi appuntamenti saranno il pianista Édouard Ferlet, la clavicembalista Violaine Cochard, l’Orchestra Canova, il soprano Maria Eleonora Caminada, il baritono Giacomo Nanni e il Chigiana Percussion Ensemble

Dopo gli eventi sold-out dello scorso febbraio entra nel vivo la seconda edizione della rassegna Musique Royale, ciclo di appuntamenti a misura di grandi e bambini (tra cui concerti di jazz e musica classica e spettacoli ancheper i più piccini) organizzati nei meravigliosi spazi della Reggia di Monza dall’associazione culturale Musicamorfosi e dall’Orchestra Canova, con il contributo di Regione Lombardia, del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, il supporto di Acinque e Banco Desio, il sostegno di Fondazione Cariplo e Fondazione della Comunità di Monza e Brianza e il patrocinio del Comune di Monza. Il tutto in collaborazione con l’iniziativa Monza Music Meetings, il festival che ritorna ad abitare Monza dal 22 marzo al 7 aprile.

A cavallo tra il mese di marzo e quello di aprile sono tre gli appuntamenti in agenda: sabato 29 marzo, la Sala degli Specchi della Villa Reale di Monza (doppio set alle ore 19 e 21; ingresso 10 euro; prevendita on line su www.mailticket.it/evento/46403/pizzicato—non-pizzicato-ore-19-00 e www.mailticket.it/evento/46404/pizzicato-non-pizzicato–ore-21-00) ospiterà l’evento intitolato “Pizzicato non pizzicato”, ovvero un concerto jazz in bilico tra due strumenti che è rarissimo se non impossibile veder suonare insieme: i protagonisti saranno due musicisti francesi di notevole talento quali il pianista jazz Édouard Ferlet e la clavicembalista Violaine Cochard. Con i loro strumenti “gemelli ma diversi”, in un accostamento insolito e audace tra corde pizzicate e corde percosse, Ferlet e Cochard dialogheranno intorno alla musica di Bach, Satie, Rameau, Bartók (ma non solo), tra partiture originali e personalissime improvvisazioni, dando vita a una performance brillante e seducente.

Il giorno successivo, domenica 30 marzo, sempre nella Sala degli Specchi (ore 16 e ore 18, ingresso 10 euro; prevendita on line su www.mailticket.it/evento/46396/livietta-e-tracollo-ore-16-00 e www.mailticket.it/evento/46402/livietta-e-tracollo-ore-18-00) andrà in scena “Livietta e Tracollo”, operina buffa di Giovanni Battista Pergolesi, probabilmente il più importante esempio di commedia dell’arte in musica, che continua a divertire il pubblico di ogni età a quasi tre secoli dalla prima esecuzione.

La vicenda ruota attorno alle maldestre imprese truffaldine di Tracollo che, da pessimo ladro qual è, tenta invano di imbrogliare Livietta. L’uomo si presenta sempre camuffato, ma viene puntualmente smascherato dall’astuta ragazza. Tuttavia, i due finiscono per giurarsi eterno amore.

I protagonisti saranno il soprano Maria Eleonora Caminada, il baritono Giacomo Nanni e l’Orchestra Canova (i direttori artistici Enrico Pagano e Saul Beretta cureranno l’introduzione all’ascolto). In collaborazione con l’associazione culturale Novaluna, lo spettacolo sarà replicato per gli studenti dell’Istituto A. Mapelli il 2 aprile (alle ore 10 e 12).

Infine, venerdì 4 aprile riflettori puntati sul Chigiana Percussion Ensemble, gruppo a dimensione variabile dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena diretto da Antonio Caggiano e composto in questa occasione da Giulio Ancarani, Francesco Conforti, Roberto Iemma e Matteo Lelii (ore 19 e 21, ingresso 10 euro): la Sala degli Specchi sarà riempita da un numero impressionante di percussioni per un programma di musica travolgente a cavallo tra Glass e Cage, Takemitsu, Wolfe e Ligeti, Sollima, Freedman, Samuel e Reich.

Maggiori info: www.musicamorfosi.it/musique-royale; reggiadimonza.it

TORNANO AI POMERIGGI MUSICALI PER L’80a STAGIONE 2025/2026 IL CELEBRE DIRETTORE DONATO RENZETTI E IL VIOLINISTA GIUSEPPE GIBBONI


Il giovane vincitore del Premio Paganini sarà impegnato nel Concerto di Čajkovskij, quindi l’Idillio di Sigfrido di Wagner e la Sinfonia “Classica” di Prokof’ev
 
 
Milano, Teatro Dal Verme
giovedì 27 marzo 2025, ore 10 (in anteprima) e ore 20
sabato 29 marzo 2025, ore 17
 
Importanti ritorni nell’80a stagione concertistica 2024/2025 dei Pomeriggi Musicali “80 anni suonati”: giovedì 27 (ore 10 e ore 20) e sabato 29 marzo (ore 17) al Teatro Dal Verme di Milano torna attesissimo sul podio Donato Renzetti – illustre maestro della scuola italiana di direzione – insieme al giovane violinista Giuseppe Gibboni, che nel 2021, ha conquistato il 56º Premio Paganini di Genova, primo italiano dopo 24 anni.
 
In programma tre pagine celebri del repertorio, scritte nell’arco di cinquant’anni, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento: il Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35 di Pëtr Il’ič Čajkovskij (1878), l’Idillio di Sigfrido di Richard Wagner (1870) e la Sinfonia n. 1 in Re maggiore op. 25 “Classica” di Sergej Prokof’ev (1918).
 
Il Concerto per violino di Čajkovskij, composto nel 1878, – tra le pagine più amate nelle sale da concerto – si apre con una nota di serenità e freschezza, derivata dalla riacquistata felicità creativa del compositore che, pochi giorni prima dell’inizio della sua stesura, nel marzo 1878, rivela di essere stato colpito dalla Symphonie espagnole di Lalo. Nelle note di sala, Raffaele Mellace ricorda che «quello di Čajkovskij è il primo concerto per violino d’un compositore russo insediatosi stabilmente in repertorio anticipando la proliferazione novecentesca, di cui darà due splendidi esempi, […] Sergej Prokof’ev». Caratterizzato dalla qualità eccezionalmente melodica e cantabile il brano da ampio spazio al virtuosismo del solista sebbene richieda un’esecuzione “con molta dolcezza” per rendere piena giustizia alla sua intensa liricità e al dialogo raffinato tra solista e orchestra.
L’Idillio di Sigfrido affonda le sue radici in una vicenda personale di Richard Wagner. Il brano, che trae ispirazione dall’amore maturo del compositore per Cosima – figlia di Liszt, nata il 6 giugno 1869 e sposata con Wagner nel 1870 – le fu donato dopo un concerto familiare nella villa di Tribschen, organizzato nella mattina di Natale dello stesso anno, 33° compleanno della donna. La partitura, inizialmente battezzata “Idyll” e pubblicata nel 1878, si sviluppa in forma sonata e integra temi tratti da un quartetto d’archi abbozzato nel 1864 (poi transitati nell’omonima seconda giornata del Ring), conferendo alla composizione una dimensione intimamente personale e di profonda espressività.
La Sinfonia “Classica” di Sergej Prokof’ev, scritta tra il 1916 e il 1918, fu presentata per la prima volta il 21 aprile 1918 a Pietrogrado. Pur essendo stata concepita in un periodo di grandi sconvolgimenti politici, la composizione non trasuda il dramma della rivoluzione, bensì si distingue per l’orientamento neoclassico che richiama il sereno orizzonte espressivo di Haydn. Il movimento d’apertura, in forma sonata, si sviluppa in un Allegro frizzante, seguito da un Larghetto elegante e da una Gavotte danzante, per giungere infine a un Finale vivace e travolgente, che sottolinea la capacità del giovane compositore di fondere tradizione e innovazione.
 
 
Milano, Teatro Dal Verme
giovedì 27 marzo 2025, ore 20
sabato 29 marzo 2025, ore 17
 
violino Giuseppe Gibboni
direttore Donato Renzetti
Orchestra I Pomeriggi Musicali
 
Pëtr Il’ič Čajkovskij
(Votkinsk 1840 – San Pietroburgo 1893)
Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35
 
Richard Wagner
(Lipsia 1813 – Venezia 1883)
Idillio di Sigfrido
 
Sergej Prokof’ev
(Soncivka 1891 – Mosca 1953)
Sinfonia n. 1 in Re maggiore op. 25 “Classica”
 
 
Donato Renzetti direttore
Tra i più celebri direttori d’orchestra della scuola italiana, dal 2021 è Direttore Emerito del Teatro Carlo Felice di Genova. Nel 1980 ha vinto il Concorso “Guido Cantelli” e da allora ha diretto alcune tra le più importanti orchestre internazionali, nei più famosi teatri del mondo, oltre che in tutti i maggiori teatri italiani. È stato ospite di festival quali Glyndebourne, Macerata, Spoleto, Pesaro, Parma. Dedito al repertorio del Novecento storico, nel  2019 ha debuttato con la Filarmonica di Helsinki presentando per la prima volta in Finlandia la Seconda Sinfonia di Casella riproposta nel 2023 a Bucarest. La sua discografia comprende numerose registrazioni di opere e pagine sinfoniche; tra le più recenti l’integrale delle Ouverture di Rossini per Decca (2018), due opere rare di Respighi (La bella dormiente e La campana sommersa per Naxos) con i complessi del Teatro Lirico di Cagliari e la prima edizione audiovisiva dell’opera di Bellini Bianca e Fernando (Carlo Felice di Genova, Dynamic 2022). È stato Direttore Principale dell’Orchestra Internazionale d’Italia, Direttore Principale dell’Orchestra Regionale Toscana, Direttore Principale Ospite del Teatro Nacional de São Carlos a Lisbona e Direttore Artistico e Principale dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana, oltre che Direttore Musicale del Macerata Opera Festival. Dal 2015 è anche Direttore Musicale della Filarmonica Gioachino Rossini. Per 30 anni ha insegnato direzione d’orchestra presso l’Accademia Musicale Pescarese. Dal 2019 ha iniziato un nuovo progetto didattico dedicato alla direzione d’orchestra presso l’Alta Scuola di Perfezionamento di Saluzzo.
 
Giuseppe Gibboni violino
Nato nel 2001, inizia gli studi a 3 anni con il padre ed è ammesso per meriti straordinari al conservatorio Martucci di Salerno a 6 anni, diplomandosi a 15 con lode e menzione d’Onore. Ha quindi frequentato l’Accademia Stauffer di Cremona perfezionandosi con Salvatore Accardo, l’Accademia Perosi di Biella con Pavel Berman e ha ottenuto il Diploma d’Onore dell’Accademia Chigiana; ha completato gli studi con Pierre Amoyal al Mozarteum di Salisburgo. Vincitore di numerosi concorsi, da studente nel 2016 aveva vinto il concorso “Prodigi – La musica è vita” trasmesso da RAI 1. Nel 2021 ha conquistato il 56º Premio Paganini di Genova (primo italiano dopo 24 anni), ottenendo anche il premio speciale per la miglior esecuzione del concerto di Paganini, il premio speciale per il maggior riconoscimento da parte del pubblico e il premio speciale per la miglior interpretazione dei Capricci di Paganini. Ospite delle principali istituzioni musicali, ha debuttato il Concerto di Čajkovskij con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Lorenzo Viotti. Inoltre ha suonato con la chitarrista Carlotta Dalia su invito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel Palazzo del Quirinale a Roma. Recentemente ha debuttato con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Mehta a Firenze, negli Stati Uniti con la Detroit Symphony Orchestra diretta da Bignamini e con l’Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli diretta da Ettinger. Dal 2024 Giuseppe Gibboni suona un violino Luiz Amorim 2024 – copy of Guarneri del Gesù Stauffer 1734.
 
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I concerti della 80a Stagione sono programmati come sempre al Teatro Dal Verme il giovedì alle ore 10 e alle ore 20; il sabato alle ore 17.
 
80a stagione 2024/2025.
I biglietti per i singoli concerti hanno un costo da 11 a 20 euro (intero) e da 9 a 16 euro (ridotto).
La riduzione è valida per gli under 30, per gli over 60, gruppi, associazioni ed enti convenzionati.
 
 
Biglietteria TicketOne – Teatro Dal Verme
via San Giovanni sul Muro, 2 – 20121, Milano
Tel. +39 02 87 905 – www.ipomeriggi.it
 
La biglietteria del Teatro Dal Verme è aperta da martedì a sabato ore 10-18
biglietteria@ipomeriggi.it / Te. +39 02 87905 201
 
Acquista online www.ipomeriggi.it/acquista /  www.ticketone.it

Il 28-29 marzo, per la Stagione concertistica 2024-2025 del Teatro Lirico di Cagliari, Alessandro Bonato dirige “La Monacella della fontana” di Giuseppe Mulè,

Venerdì 28 marzo alle 20.30 (turno A) e sabato 29 marzo alle 19 (turno B) è in programma il nono appuntamento della Stagione concertistica 2024-2025 del Teatro Lirico di Cagliari che prevede l’importante debutto a Cagliari di Alessandro Bonato (Verona, 1995), giovane direttore dal curriculum già denso di prestigiose collaborazioni internazionali (Musikverein di Vienna in primis) che, alla guida di Orchestra e Coro del Teatro Lirico, dirige, in forma di concerto, La Monacella della fontana, raro atto unico composto da Giuseppe Mulè nel 1920 ed eseguito, per la prima volta, al Teatro Verdi di Trieste il 17 febbraio 1923.

Nel ruolo di solisti si esibiscono: Chiara Mogini (La Monacella, contralto), Renata Campanella (Marù, soprano), Pavel Kolgatin (Pedru, tenore), Barbara Crisponi (La madre, soprano). Il maestro del coro è Giovanni Andreoli.

A Cagliari l’unica edizione dell’opera risale al 2 marzo 1934 al Teatro Civico, con Licia Albanese, stella del Metropolitan di New York, eccellente protagonista nel ruolo di Marù, insieme a Olga Jacchia (La Monacella), Arturo Ferrara (Pedru), Caliari (La madre), mentre il direttore è Tullio Berrettoni. L’esecuzione, in forma scenica, è abbinata con Cavalleria rusticana di Mascagni.

La Monacella della fontana, nella credenza popolare siciliana, è una figura soprannaturale e la leggenda della sua esistenza era un tempo diffusa in gran parte dell’Isola, ma soprattutto nella zona dei Monti Iblei (Chiaramonte, Modica). Ella sta a guardia dei tesori che giacciono lungo il corso dei fiumi e delle sorgenti. Infatti le fonti d’acqua hanno spesso grande fama per presunte proprietà taumaturgiche o propiziatorie e sono abitate, secondo credenze o tradizioni centenarie, da esseri soprannaturali come le ninfe (divinità di tutte le acque correnti e di tutte le sorgenti) o come la Monacella che si presenta nelle sembianze di una fanciulla, sempre molto pallida.

Questa strana creatura porta il soggolo (striscia di tela che avvolge il collo e fascia il viso, ricongiungendosi sulla sommità del capo) come le monache e indossa tre vesti: una tutta nera che è la più corta, sovrapposta sia alla seconda che è color turchese che alla terza, di colore giallo che è la più lunga. La Monacella appare sempre in compagnia di un cane, portando in dono un canestro colmo di fiori e monete d’oro. Si manifesta tre volte all’anno, in tre martedì successivi di giugno e si dilegua tuffandosi nella fontana, dove si discioglie nell’acqua. La Monacella offre danaro alle persone che incontra, ma in cambio pretende che essi si immergano insieme a lei nella sorgente. Non sparisce se ci segna con la croce (prova evidente che non appartiene alla classe dei demoni) ma non ama medaglie benedette, rosari o immagini sante.

Questa inquietante leggenda siciliana ha quindi ispirato Giuseppe Mulè (Termini Imerese, 1885 – Roma, 1951) nel comporre appunto La Monacella della fontana. L’opera musicale è ambientata nella campagna assolata e riarsa dal sole di Monreale, dove il popolo soffre la siccità e la carestia e dove sboccia l’amore tra Marù (soprano) e Pedru (tenore). La Monacella (contralto), nel corso del rito per la Madonna del Carmine, compirà il miracolo di far crescere le messi.

Nel 1922 la Commissione nominata dal Ministero della Pubblica Istruzione, composta da Francesco Cilea, Pietro Mascagni, Giacomo Puccini e Nicola d’Atri, assegnò per La Monacella della fontana a Giuseppe Mulè il premio di Lire 25.000 (pari a € 25.000 di oggi) Il musicista acquistò in seguito una villetta a Fregene in una strada che oggi si chiama proprio “Via della Monacella”.

Questa in breve la trama dell’opera. Nelle campagne attorno a Monreale i contadini sono intenti a mietere il grano. Il raccolto è misero a causa della siccità che flagella la regione. Le loro preghiere si levano al cielo e, a esaudirle, sembra giungere una Monacella che esce dalla fontana. La prima in cui s’imbatte è la giovane Marù che canta della sua storia d’amore. Diffidente, quella rifiuta le monete d’oro che la Monacella le offre, così come la prospettiva di seguirla nelle cavità del monte per ricevere smisurate ricchezze con le quali potersi sposare. All’approssimarsi di Pedru, fidanzato di Marù, lo spirito scompare, rinnovando la promessa di ricchezza. Il giovane trova così l’amata in uno stato catatonico che dichiara di aver visto la Monacella della fonte prometterle una smisurata ricchezza. All’invocazione d’aiuto, accorrono la madre di Marù e gli altri contadini. La ragazza afferma che il suo racconto è vero. La madre e Pedru cercano di farla ragionare, ma la folla, agognante un miglioramento delle condizioni di vita, la trascina via per abbigliarla decorosamente e trasportarla in processione fino alla fontana. La madre della ragazza si dispera, mentre Pedru promette di salvarla, in particolare dopo aver ascoltato il canto della Monacella che, ritornata, promette ricchezza ma anche morte con essa. All’arrivo del corteo, fa la sua apparizione la Monacella. Ma una forza misteriosa trattiene la ragazza: è il medaglione della Madonna che invano Pedru cerca di non farle togliere. Ma la massa è inarrestabile e così la ragazza segue infine lo spirito. Mentre lugubri rintocchi di campana si susseguono, la fontana sprofonda e grano e papaveri riempiono i campi. La folla grida al miracolo e alla santità di Marù.

Lo spettacolo ha una durata complessiva di 70 minuti circa e non prevede l’intervallo.

I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.

È possibile acquistare da martedì 17 settembre 2024 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione concertistica; lo stesso servizio è disponibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

Prezzi biglietti: platea € 35 (settore giallo), € 30 (settore rosso), € 25 (settore blu); I loggia € 30 (settore giallo), € 25 (settore rosso), € 20 (settore blu); II loggia € 10 (settore unico).

Ai giovani under 35 ed ai disabili sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

Venerdì 28 marzo alle 11 è prevista, come ormai consuetudine, l’Anteprima Giovani, aperta alle scuole che potranno assistere, dalla I loggia, alla prova generale del concerto serale. (prezzi: posto unico € 3; informazioni e prenotazioni: Servizio promozione culturale, telefono 0704082326; scuola@teatroliricodicagliari.it).

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, mercoledì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio. È chiusa, invece, i giorni festivi e i lunedì successivi alle domeniche di spettacolo.Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it

Anna Bolena di Gaetano Donizetti in scena al Teatro La Fenice da dove manca dal 1857

Va in scena Anna Bolena di Gaetano Donizetti, e per la Fenice sarà una sorta di debutto di epoca moderna, poiché l’ultimo allestimento veneziano risale al 1857.

Vi si misurerà Pier Luigi Pizzi per regia, scene e costumi, affiancato dal light designer Oscar Frosio, e con Renato Balsadonna alla testa di Orchestra e Coro del Teatro La Fenice e di un cast composto per le parti principali da Lidia Fridman al debutto nel ruolo della protagonista; Alex Esposito nelle vesti di Enrico VIII, Enea Scala in quelle di Lord Riccardo Percy e Carmela Remigio in quelle di Giovanna Seymour. Completano il cast William Corrò che sarà Lord Rochefort; Manuela Custer, Smeton; e Luigi Morassi, il signor Hervey.

Cinque le recite in programma al Teatro La Fenice, nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2024-2025: il 28, 30 marzo, 1, 4 e 6 aprile 2025. La replica di martedì 1 aprile ore 19.00 sarà trasmessa in diretta radiofonica da Rai Radio3.

            L’opera rappresenta il primo traguardo del Donizetti serio, un punto di svolta nella sua produzione e senz’altro uno degli apici dell’opera romantica in generale. Tragedia lirica in due atti, su libretto di Felice Romani ispirato principalmente al dramma Henri VIII di Marie-Joseph Blaise de Chénier, notevole sotto il profilo stilistico e per lo spessore drammatico e narrativo, questa partitura consentì all’autore bergamasco di pervenire a un linguaggio maturo, capace di tratteggiare nei particolari più minuti la sottile e complessa psicologia della protagonista – una capacità analitica, che si approfondirà nella Lucia – e di imporsi con la sua valenza espressiva in particolare nella scena conclusiva, che segna la rinuncia definitiva al finale lieto, in linea con la sensibilità romantica.

Donizetti compose l’opera di getto, in soli trenta giorni, per Giuditta Pasta e il tenore Giovanni Battista Rubini, due vere e proprie leggende del melodramma di inizio Ottocento. Al suo debutto al Teatro Carcano di Milano il 26 dicembre 1830, Anna Bolena ottenne uno straordinario successo, ma in seguito uscì gradualmente dal repertorio fino a quando, nel 1957 al Teatro alla Scala, Maria Callas, diretta da Gianandrea Gavazzeni, ne consacrò una vera e propria renaissance grazie a una memorabile interpretazione.

         «Anna Bolena dà inizio alla maturità artistica di Donizetti – dichiara il direttore d’orchestra Renato Balsadonna – in quanto il compositore cerca di affrancarsi dallo stile dominante in voga, quello di Rossini, ossia da una consuetudine che privilegiava il rispetto di certe convenzioni formali a discapito dell’espressione dei sentimenti, cifra che invece diverrà costitutiva del periodo romantico. Ci sono molti aspetti – i dettagli melodici, la ricerca della continuità, le proporzioni della forma e dell’equilibrio, e quindi anche della rottura di questo equilibrio, questioni legate alle cabalette – che determinano una rottura con la tradizione appena precedente, quella che lo stesso Donizetti aveva seguito con deferenza fino a quel periodo con tutte le opere composte per Napoli. Siamo sostanzialmente di fronte a un nuovo linguaggio, in cui lo stile maturo di Donizetti si manifesta chiaramente».      

         Pier Luigi Pizzi, che si cimenta per la prima volta con questo titolo nella veste di regista, scenografo e costumista, illustra così la sia visione di Anna Bolena: «Questo capolavoro di Donizetti appartiene al gruppo di opere che definirei ‘di cantanti’. In esse tutto quello che succede è pretestuoso, ed è principalmente un’occasione per far esplodere il belcanto, dove l’ambientazione serve a orientare il pubblico perché sappia dove ci troviamo e ai personaggi perché non siano lasciati nel vuoto. Una scenografia impattante, dopo la prima impressione, lo spettatore se la dimentica, e bada solo a quello che accade. Soprattutto in casi come questo è quindi importante trovare il giusto clima drammatico e poi lasciar agire gli interpreti. È un lavoro che si focalizza proprio sulla resa e sull’interpretazione dei cantanti e sulla creazione, da parte loro, di personaggi credibili. E anche affinché diventino in qualche modo universali e il pubblico possa riconoscersi in loro. Questa è una delle regole importanti del teatro: consegnare agli spettatori qualcosa che li tocchi direttamente e all’interno. Dico sempre che se si riesce a fare in modo che chi viene a teatro esca dalla sala con un’emozione, con un motivo di riflessione, allora è una partita vinta. Se no avrà assistito, nel migliore dei casi, a un bello spettacolo, si sarà magari divertito e dopo dieci minuti avrà dimenticato tutto. Lo spettacolo sarà spoglio, asciutto, ma non minimalista. Oggi è questo l’obiettivo che mi interessa maggiormente, facendo questo

mestiere».

            Anna Bolena andrà in scena al Teatro La Fenice con sopratitoli in italiano e in inglese. Ecco il dettaglio delle recite, con orari e turni di abbonamento: venerdì 28 marzo 2025 ore 19.00 (turno A); domenica 30 marzo ore 15.30 (turno B); martedì 1 aprile ore 19.00 (turno D); venerdì 4 aprile ore 19.00 (turno E); domenica 6 aprile ore 15.30 (turno C).

“Zitti zitti, piano piano” arriva la carica dei 100.000 Il Teatro di San Carlo ed Europa InCanto portano in scena “Il Barbiere di Siviglia”

Da oggi le strade di Napoli invase da migliaia di piccoli e grandi cantori con dress code rigorosamente legato a “Il barbiere di Siviglia” di Gioachino Rossini: ha preso ufficialmente il via al Teatro di San Carlo il progetto Europa InCanto, un’iniziativa straordinaria che coinvolge ogni giorno oltre 6.000 studenti delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria, insieme alle loro famiglie.

Nei prossimi tre giorni, saranno circa 20.000 i giovani partecipanti che avranno l’opportunità di vivere un’esperienza immersiva nel mondo dell’opera, grazie a una versione coinvolgente e innovativa de “Il barbiere di Siviglia”.

A fine percorso, previsto con il termine dell’anno scolastico, circa 100.000 si saranno avvicinati al grande patrimonio musicale culturale del nostro Paese.

Il progetto, nato con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni al teatro musicale, si distingue per il suo approccio interattivo e didattico: i giovani spettatori non saranno semplici fruitori, ma protagonisti attivi dello spettacolo, grazie a un percorso che li ha preparati, nei mesi precedenti, a cantare e partecipare all’opera in modo diretto.

A rendere ancora più speciale questa produzione sono le scene di Fabio Marroncelli e i costumi di Giusi Giustino, realizzati presso le storiche Officine del Teatro di San Carlo, eccellenza artigianale che da secoli contribuisce a rendere magiche le rappresentazioni del Massimo napoletano.

“Europa InCanto è un progetto meraviglioso che dimostra quanto l’opera possa parlare anche alle nuove generazioni, emozionando e coinvolgendo i più giovani in un viaggio straordinario attraverso la musica, il teatro e la creatività. Vedere migliaia di studenti e le loro famiglie riempire il San Carlo è un segnale di quanto la cultura sia ancora oggi un potente strumento di crescita e condivisione” – ha dichiarato il Direttore Generale Emmanuela Spedaliere.

“Debutto di giovani solisti e orchestra under-35 di Europa InCanto, che accompagnano le nuove generazioni ad amare l’opera lirica – così dichiara il direttore d’orchestra Germano Neri – Un percorso iniziato ad ottobre con tutti i docenti delle scuole delle regioni Campania, Basilicata, Puglia, Molise, Lazio, nostri amplificatori della formazione di un metodo innovativo e tecnologico.”

Il Teatro di San Carlo continua così la sua missione di diffusione dell’arte e della musica tra i più giovani, confermandosi non solo un’istituzione di eccellenza nel panorama lirico internazionale, ma anche un punto di riferimento per la formazione culturale delle nuove generazioni.

Scuola InCanto / Il barbiere di Siviglia

progetto didattico a cura di Europa InCanto

Maestro concertatore e direttore | Germano Neri
Regia | Germano Neri
Scene | Fabio Marroncelli
Costumi | Giusi Giustino

Orchestra Europa InCanto
Nuova produzione di Europa InCanto

L’ARENA DI VERONA TORNA A PRAGA, CULLA MUSICALE D’EUROPA, DOPO VENT’ANNI E ANNUNCIA AUDIZIONI APERTE PER I CANTANTI DI TUTTO IL MONDO

Gasdia: “Siamo alla ricerca di nuovi e giovani talenti. Tutti gli artisti possono scriverci e sostenere un’audizione privata in ogni momento dell’anno”

All’Istituto Italiano di Cultura di Praga, il più antico del mondo, anche l’Ambasciatore Marsili

Una serata da tutto esaurito. Quasi 150 persone, mercoledì sera, hanno affollato la Cappella barocca dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga, il più antico del mondo, per non perdere il ritorno di Fondazione Arena di Verona nella capitale ceca, dopo oltre 20 anni dall’ultimo evento. Accolta dall’Ambasciatore d’Italia a Praga Mauro Marsili e dalla Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura Marialuisa Pappalardo, il Sovrintendente Cecilia Gasdia, davanti ad un pubblico di artisti, direttori d’orchestra, oltre che di tour operator e giornalisti di settore, ha annunciato la possibilità per tutti i cantanti del mondo di sostenere un’audizione privata all’Arena di Verona, fucina di grandi talenti.

“In questi ultimi anni sono stati tantissimi i giovani che hanno cantato e debuttato all’Arena di Verona – afferma il Sovrintendente Cecilia Gasdia –. Siamo sempre alla ricerca di nuovi talenti, di tutte le età, per questo lanciamo un invito a tutti gli artisti: coloro che desiderassero sostenere un’audizione privata, possono scriverci via mail in ogni momento dell’anno e, in base alla provenienza e alle disponibilità, verrà fissato loro un appuntamento. Diamo spazio a tutti, con un occhio di riguardo per i giovani che hanno bisogno di fare esperienza al fianco di grandi artisti. Occasioni che possono cambiare il loro futuro professionale, che li aiutano a formarsi. Ringraziamo l’Istituto Italiano di Cultura di Praga e l’Ambasciata per questa serata, è stata un’emozione tornare qui dove ho cantato tante volte negli anni ‘80 e ‘90”.

Il ritorno della Fondazione Arena di Verona a Praga è stato fortemente voluto dall’’Ambasciata e dall’Istituto Italiano di Cultura, non solo per presentare un’eccellenza italiana del settore, ma anche per rimarcare la passione per la musica e lo spettacolo che unisce l’Italia e la Repubblica Ceca – dichiara l’Ambasciatore d’Italia Mauro Marsili -. Lo straordinario programma del 2025 presentato dagli illustri rappresentanti della Fondazione, le magistrali interpretazioni dei solisti accompagnati al piano da Cecilia Gasdia e l’accoglienza trionfale del pubblico in sala sono la migliore testimonianza di una scelta vincente che ha contribuito a promuovere il genio creativo e la capacità di stupire degli italiani”.

“La bellezza del nostro lavoro è che, spesso, ci regala momenti di pura magia: sentire la nostra Cappella barocca risuonare con la musica di Puccini e Verdi, e al pianoforte la straordinaria Cecilia Gasdia, è stato uno di questi – commenta la Direttrice dell’Istituto, Marialuisa Pappalardo -. Come il nostro Istituto, che nel 2022 ha compiuto 100 anni, il Festival Lirico Areniano vanta una storia centenaria, dedicata alla musica, per un pubblico italiano e internazionale. Il segreto di questa longevità consiste in una proposta artistica sempre di assoluta eccellenza, uno scenario unico al mondo e una capacità di rinnovarsi che, unendo la tradizione ad uno sguardo contemporaneo, si rivolge  e include le giovani generazioni, perchè la passione per la musica deve essere accesa e costantemente nutrita”. 

“La musica è un linguaggio universale, per questo nelle capitali culturali del mondo, l’Arena di Verona riscuote grande interesse ed entusiasmo, micce che innescano nuove idee, opportunità artistiche e commerciali – chiude il Vicedirettore artistico Stefano Trespidi -. Il nostro sogno è disegnare una road map dei prossimi due anni che ci permetta di realizzare nei Paesi stranieri masterclass e audizioni, diventando un punto di riferimento e una continua opportunità di crescita e carriera per gli artisti. L’Arena è un palcoscenico unico al mondo, potersi esibire davanti a diecimila persone a sera è un banco di prova ma anche un trampolino di lancio”.


Da Verona a Praga. Durante la serata, dopo la presentazione del 102° Arena Opera Festival, i solisti Gilda Fiume (Soprano), Gianluca Terranova (Tenore) e Leon Kim (Baritono) hanno eseguito alcune delle più celebri arie di Verdi e Puccini, tratte dalle opere Rigoletto, Aida, La Traviata e Turandot. Ad accompagnarli Cecilia Gasdia al pianoforte, un Petrof recentemente restaurato, sottoposto a un lavoro di revisione della meccanica, ed inaugurato pochi giorni fa. Un gioiello all’interno della Cappella barocca dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga, consacrata il 3 luglio 1617 dall’arcivescovo Jan Lohelius alla Vergine Maria e a San Carlo Borromeo. Annoverata tra gli esempi del primo barocco praghese, la chiesa si articola in un’unica navata, con nicchie laterali, coperta da una volta a botte affrescata. Nella volta ancora oggi si possono ammirare rari affreschi monocromi con una delle prime raffigurazioni di San Carlo accanto a Sant’Ambrogio. Nell’abside campeggia una pala raffigurante San Carlo Borromeo adorato dagli orfani, dipinta nel 1839 da Václav Ignác Leopold Markovský. Oggi è uno spazio per eventi, concerti ed esposizioni, alle pareti in questi giorni, infatti, la mostra fotografica “Gabriele Basilico. Roma”.

L’evento è stato organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Praga e dalla Fondazione Arena di Verona, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Praga, la Regione Veneto, la Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca (CAMIC) e l’ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, con il supporto di Sartori di Verona presente con i suoi vini. 

Domenica 23 marzo 2025 alle ore 17, in Sala Zubin Mehta, Afanasy Chupin e Antonino Siringo sul podio alla guida, rispettivamente, dell’Orchestra Giovanile Italiana e dell’Orchestra dei Ragazzi.

In programma le musiche di Ludwig van Beethoven; Igor Stravinskij e Sergej Prokof’ev.

Fondazione CR Firenze ha messo a disposizione degli allievi della Scuola di Musica di Fiesole 500 biglietti gratuiti con l’obiettivo di aiutare la crescita di nuovo pubblico e al contempo garantire un’alta partecipazione degli studenti

Domenica 23 marzo 2025 alle ore 17 si accendono le luci della Sala Zubin Mehta per il concerto con protagoniste l’Orchestra Giovanile Italiana – che da poco ha festeggiato i 40 anni di attività con l’esibizione, la scorsa estate, proprio in Sala Mehta – e l’Orchestra dei Ragazzi, due importanti realtà della Scuola di Musica di Fiesole.

Sul podio, rispettivamente alla guida dell’Orchestra Giovanile Italianae dell’Orchestra dei Ragazzii maestri Afanasy Chupin, al suo debutto al Maggio, e Antonino Siringo, di ritorno nel volgere di pochi mesi dopo il concerto di capodanno dello scorso 1º gennaio. 

Il pomeriggio sinfonico si apre con l’esecuzione dell’ouverture di Fidelio – l’unico capolavoro operistico di Ludwig van Beethoven – eseguita nell’arrangiamento di Merle J. Isaac dall’Orchestra dei Ragazzi con Antonino Siringo alla loro testa.

Con l’Orchestra Giovanile Italiana Afanasy Chupin sul podio il concerto prosegue con l’esecuzione di Petruška, Burlesque in 4 scene per grande orchestra firmata da Igor Stravinskij e della Suite n. 2 op. 64 tratta dal celeberrimo Romeo e Giulietta di Sergej Prokof’ev.

Afanasy Chupin ha iniziato a suonare il violino all’età di 3 anni e ad esibirsi con un’orchestra sinfonica ad appena 5 anni. Nel 2002, con il sostegno del Lions Club, ha eseguito i suoi primi concerti da solista in Europa. Nel 2004, dopo aver vinto alcune competizioni internazionali, è stato invitato da Teodor Currentzis a unirsi al nuovo ensemble musicAeterna come primo violino,

Fra il 2004 e il 2006 e fra il 2011 e il 2022 è stato ospite di festival prestigiosi come il Salzburger Festspiele, il Festival di Aix-en-Provence e il Lucerne Festival. Come direttore assistente e spalla d’orchestra ha preso parte a produzioni operistiche del Teatro Bol’šoj di Mosca e a produzioni, fra gli altri, di Robert Wilson, Romeo Castellucci e Peter Sellars. Dal 2022 Chupin si è stabilito a Parigi ed è spesso primo violino ospite di prestigiose compagini quali la Mahler Chamber Orchestra, Budapest Festival Orchestra, Camerata Salzburg, l’Orchestre de Chambre de Paris e l’Opera Liceu. La sua esperienza include collaborazioni con molti musicisti tra cui Cecilia Bartoli, Patricia Kopatchinskaja, Alexander Melnikov, Andras Schiff, Anna Prohaska e Nicolas Altstaedt.

Antonino Siringo si è diplomato in pianoforte al Conservatorio di Firenze. 

Completa la sua formazione con i corsi dell’Orchestra Giovanile Italiana a Fiesole, le lezioni di Joaquín Achúcarro all’Accademia Chigiana ed i seminari di Siena Jazz con Stefano Battaglia, Franco D’Andrea e  Bruno Tommaso. Con l’Ensemble Contemporaneo dell’OGI prende parte ai concerti di Musica&Cultura mentre con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai collabora all’incisione di opere di Sciarrino e Solbiati e a molte produzioni sotto la guida di celebri direttori quali Lawrence Foster, Rafael Frühbeck de Burgos, Myung-Whun Chung e Gianandrea Noseda.

Commentando l’iniziativa per i 500 biglietti gratuiti messi a disposizione per gli allievi della Scuola di Musica di Fiesole, il Direttore Generale di Fondazione CR Firenze Gabriele Gori ha commentato: “La Fondazione CR Firenze sostiene la Scuola di Musica di Fiesole dal 2000 perché crediamo sia importante sostenere la formazione musicale dei giovani. Questo concerto offre ai musicisti dell’Orchestra Giovanile la possibilità di fare un’esperienza di crescita professionale d’eccellenza grazie alla collaborazione con il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Due realtà che riteniamo sia fondamentale dialoghino in uno scambio reciproco di stimoli nel territorio. Abbiamo messo a disposizione gratuitamente i biglietti per i ragazzi della scuola con l’intento di favorire questo legame avvicinando il teatro alle giovani generazioni”.

Orchestra Giovanile Italiana

L’Orchestra Giovanile Italiana, ideata da Piero Farulli nella Scuola di Musica di Fiesole, contribuisce dal 1984 in maniera determinante alla vita musicale del Paese con oltre mille musicisti occupati stabilmente nelle orchestre europee. Tenuta a battesimo da Riccardo Muti, l’Orchestra è stata invitata in alcuni fra i più prestigiosi luoghi della musica internazionale e diretta tra gli altri da Claudio Abbado, Roberto Abbado, Luciano Berio, Daniele Gatti, Carlo Maria Giulini, Zubin Mehta, Riccardo Muti e Giuseppe Sinopoli.Nel marzo 2014 è stata invitata a Salisburgo per La clemenza di Tito con il cast vocale del Mozarteum e nel 2016 ha partecipato al Festival MiTo. Il 1° giugno 2019 ha tenuto il concerto al Quirinale per la Festa della Repubblica su invito del Presidente Sergio Mattarella. Dal 2016 al 2020 ha partecipato al corso chigiano di direzione di Daniele Gatti, che ha anche diretto l’OGI nel Concerto di Capodanno 2019 a Firenze. Ospite abituale di numerose istituzioni concertistiche, ha inaugurato più volte il Festival dei Due Mondi di Spoleto, con le prime esecuzioni di quattro lavori di Silvia Colasanti. Tra i successi più recenti il concerto allo Young Euroclassic Festival alla Konzerthaus di Berlino (agosto 2022) e la tournée con Martha Argerich all’interno del Peace Orchestra Project, conclusa alla Cité de la Musique di Parigi (settembre 2023).

Orchestra dei Ragazzi

L’Orchestra dei Ragazzi ha nelle proprie file elementi giovanissimi. La disciplina del far musica insieme è la base su cui poggia il lavoro di questo ensemble, con l’obiettivo di un corretto sviluppo artistico e umano. Insieme all’Orchestra Galilei e all’Orchestra Giovanile Italiana, ogni anno offre alla città di Firenze il suo augurio musicale la mattina di Capodanno. Su invito di Luciano Berio ha partecipato nel 2002 alla giornata inaugurale dell’Auditorium-Parco della Musica di Roma; con Salvatore Accardo ha inaugurato la stagione 2011-2012 dell’Accademia Filarmonica Romana. L’Orchestra dei Ragazzi è stata invitata agli Incontri Musicali della Fondazione William Walton (Ischia) e al Festival Musica d’Estate a Bardonecchia, a I Suoni delle Dolomiti e al Festival delle Orchestre Giovanili di Murcia (Spagna). Nel 2016 l’Orchestra dei Ragazzi ha vinto il “World Orchestra Festival”, organizzato dai Wiener Philharmoniker nella capitale austriaca. Direttore – docente è Antonino Siringo, coadiuvato da Leonardo Matucci e Petru Horvath per la preparazione degli archi e da Antonio Sicoli e Luigi Daniele Cantafio per fiati e percussioni. L’attività dell’orchestra è resa possibile dal sostegno della Fondazione CR Firenze.

La locandina:

LUDWIG VAN BEETHOVEN 

Fidelio, Ouverture

(arrangiamento di Merle J.Isaac)

Direttore Antonino Siringo

Orchestra dei Ragazzi

IGOR STRAVINSKIJ

Petruška (1947)

Burlesque in 4 scene per grande orchestra

Scena I: La fiera dell’ultimo giorno di CarnevaleDanza russa

Scena II: Petruška

Scena III: Il MoroValzer

Scena IV: La fiera dell’ultimo giorno di Carnevale

(e la morte di Petruška)

Danza delle nutriciContadino con orso ammaestrato

Zingare e venditore ambulanteDanza dei vetturini

Scena delle maschere. La rissa (Il Moro e Petruška).

Morte di PetruškaLa polizia e il Ciarlatano

Apparizione del fantasma di Petruška.

SERGEJ PROKOF’EV

Romeo e Giulietta, Suite n. 2 op. 64 ter 

Montecchi e Capuleti

Andante. Allegro pesante

La giovane Giulietta (Vivace. Andante dolente) / 

Padre Lorenzo (Andante espressivo) /

Danza (Vivo) / Romeo e Giulietta Prima della separazione

(Lento. Andante. Adagio. Andante) /

Danza delle ragazze delle Antille (Andante con eleganza) / 

Romeo alla tomba di Giulietta (Adagio funebre)

Direttore Afanasy Chupin

Orchestra Giovanile Italiana

Prezzi:

Posto unico 20€

Durata complessiva 1 ora e 55 minuti circa (con intervallo)

Il debutto di Constantinos Carydis e Truls Mørk al Teatro di San Carlo

In una conferenza stampa precedente, presso il Salone degli Specchi del Teatro di San Carlo, c’era stato il saluto di commiato del Sovrintendente Stéphane Lissner, alla fine del suo mandato.

Constantinos Carydis (* 1974 in Athen, Griechische Dirigent) leitet das Mahler Chamber Orchestra am 05. September 2010 in der Philharmonie Köln

La Stagione di Concerti 2024-25 prosegue con un duplice debutto al Teatro di San Carlo: sabato 22 marzo, alle ore 19:00, il direttore Constantinos Carydis e il violoncello solista Truls Mørk saranno protagonisti insieme all’Orchestra del Lirico di Napoli.

Eseguiranno il “Concerto n. 1 per violoncello e orchestra”, op. 107 di Dmitrij Šostakovič. Nella seconda parte la “Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore” op. 97 di Robert Schumann, nota come “Renana”.

Šostakovičcompose il “Concerto n. 1”, op. 107 in soli quaranta giorni nel 1959. Lo dedicò al violoncellista Mstislav Rostropovič, che lo eseguì per la prima volta il 4 ottobre dello stesso anno nella Sala Grande della Filarmonica di Leningrado (oggi San Pietroburgo), sotto la direzione di Evgenij Mravinskij.

Risale quasi a un secolo precedente, invece, la Sinfonian. 3 in mi bemolle maggiore”, op. 97 composta tra il 2 novembre e il 9 dicembre 1850 da Schumann. Cronologicamente lʼultima delle quattro composte, venne eseguita per la prima volta presso il Neues Theater di Düsseldorf il 6 febbraio 1851 con esito entusiastico, e pubblicata lo stesso anno dallʼeditore Simrock di Bonn.

Constantinos Carydis ha già collaborato, tra le altre, con orchestre del calibro dei Wiener Philharmoniker, Berliner Philharmoniker, WDR Sinfonieorchester Köln, Deutsche Symphonie-Orchester Berlin, Münchner Philharmoniker, Orchestra dellʼAccademia Nazionale di Santa Cecilia, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Mahler Chamber Orchestra. In campo operistico, Constantinos Carydis collabora con istituzioni quali la Bayerische Staatsoper e lʼOpera di Francoforte, la Royal Opera House, la Wiener Staatsoper, la Staatsoper di Berlino, lʼOpéra de Lyon e con i più importanti festival, tra cui il Festspiele di Salisburgo.

Truls Mørk si esibisce con le orchestre più illustri, tra cui lʼOrchestre de Paris, i Berliner Philharmoniker, i Wiener Philharmoniker, i Münchner Philharmoniker, la London Philharmonic e la Gewandhausorchester di Lipsia. In Nord America si è esibito con la New York Philharmonic, le Orchestre di Filadelfia e Cleveland, la Boston Symphony Orchestra e la Los Angeles Philharmonic. Ha collaborato con direttori del calibro di Esa- Pekka Salonen, David Zinman, Manfred Honeck, Gustavo Dudamel, Sir Simon Rattle, Kent Nagano, Yannick Nézet- Séguin e Christoph Eschenbach, tra i molti.

Concerto Sinfonico

22 Marzo 2025

Constantinos Carydis

Direttore | Constantinos Carydis
Violoncello | Truls Mørk

Programma
Dmitrij Šostakovič
Concerto per violoncello e orchestra n. 1, op. 107
Robert SchumannSinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore “Renana”, Op. 97

Orchestra del Teatro di San Carlo

♭ debutto al Teatro di San Carlo

Teatro di San Carlo | CREMISI
sabato 22 marzo 2025, ore 19:00 – S/P – CREMISI – VII

Durata: 1 ora e 40 minuti circa, con intervallo

Die Liebe der Danae al Teatro Carlo Felice

Mitologia gaia in tre atti di Richard Strauss

libretto di Joseph Gregor

Domenica 6 aprile 2025, ore 20.00

Da domenica 6 aprile 2025 sarà in scena – in prima rappresentazione italiana della versione originale con complessi artistici italianiDie Liebe der Danae (L’amore di Danae), mitologia gaia in tre atti di Richard Strauss su libretto di Joseph Gregor.

Dopo il successo di A Midsummer Night’s Dream, titolo inaugurale della Stagione 2023-2024, Laurence Dale cura la regia del nuovo allestimento della Fondazione Teatro Carlo Felice, con le scene e i costumi di Gary McCann, le coreografie di Carmine De Amicis e le luci di John Bishop. Coreografo e regista collaboratore Carmine De Amicis, costumista collaboratore Gabriella Ingram. Orchestra, Coro e Tecnici dell’Opera Carlo Felice. Maestro del Coro Claudio Marino Moretti. Balletto Fondazione Formazione Danza e Spettacolo “For Dance” ETS. Con i danzatori Daniele Bracciale, Luca Cappai, Simone Cristofori e Giuseppe Sanniu, i mimi Erika Melli e Roberto Pierantoni e il mimo acrobata Davide Riminucci.

A dare vita ai protagonisti dell’opera: Scott Hendricks (Jupiter), Timothy Oliver (Merkur), Tuomas Katajala (Pollux), Angela Meade (Danae), Valentina Farcas (Xanthe), John Matthew Myers (Midas), Albert Memeti (Erste König), Eamonn Mulhall (Zweite König), Nicolas Legoux (Dritte König), John Paul Huckle (Vierte König), Anna Graf (Semele), Agnieszka Adamczak (Europa), Hagar Sharvit (Alkmene), Valentina Stadler (Leda), Domenico Apollonio, Bernardo Pellegrini, Davide Canepa, Luca Romano, Andrea Scannerini (Vier Wächter) e Valeria Saladino (Eine Stimme).

Lo spettacolo sarà in replica mercoledì 9 aprile 2025 alle ore 20.00 (turno B), domenica 13 aprile 2025 alle ore 15.00 (turno C) e mercoledì 16 aprile 2025 alle ore 20.00 (turno L).

La Fondazione Teatro Carlo Felice ha ricevuto ieri la seguente comunicazione di Fabio Luisi – direttore onorario dell’Opera Carlo Felice, direttore musicale della Dallas Symphony Orchestra, direttore principale della Danish National Symphony, direttore emerito dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e direttore principale della NHK Symphony Orchestra di Tokyo – a cui era stata affidata la direzione dell’opera:

«Con grande dispiacere devo rinunciare per improvvisi e gravi motivi familiari all’impegno della direzione musicale dell’opera Die Liebe der Danae in programma al mio amato Teatro Carlo Felice di Genova. Questa decisione, riguardante un prestigioso progetto di cui mi ero fatto forte testimone, e per il quale avevo trovato completo consenso e coraggioso appoggio da parte del Teatro, mi addolora, ma è purtroppo necessario. Confidando nella comprensione del Teatro e delle sue maestranze, dell’Orchestra, del Coro, dei Maestri, dei Tecnici e degli Amministrativi, rimango con gli auguri più sinceri per un sereno svolgimento di prove e recite di questa splendida opera».

Il Sovrintendente esprime al Maestro Luisi la sua vicinanza e quella di tutto il Teatro, unitamente a un particolare ringraziamento a Michael Zlabinger per aver accettato di dirigere l’intera produzione.

Die Liebe der Danae (L’amore di Danae), di Richard Strauss, è una mitologia gaia in tre atti composta nel 1940. Circa vent’anni prima, il poeta e drammaturgo Hugo von Hofmannsthal aveva proposto al compositore un canovaccio dal titolo Danae, o il matrimonio di convenienza, che però era stato accantonato in favore di altri progetti. Quando Strauss decise di realizzare l’opera, affidò la bozza di Hofmannsthal al librettista Joseph Gregor. Die Liebe der Danae venne allestita per la prima volta in forma privata nel 1944, mentre la prima rappresentazione pubblica si tenne nel 1952 a Salisburgo. La trama è tratta dalla tradizione greca, e vede protagonisti Danae, Mida e Giove in un intreccio di inganni, amore e desiderio. Anche se inizialmente Danae cerca solo di sfuggire alla condizione di povertà, si innamorerà sinceramente di Mida e nonostante l’ira di Giove riuscirà a far trionfare il proprio amore. Con una scrittura raffinata ed elegante, fatta di frasi morbide e suadenti e di timbri travolgenti, Strauss crea un racconto musicale vibrante di tensione.

Commenta Fabio Luisi: «Sono felicissimo di presentare per la prima volta in Italia l’ultima opera di Richard Strauss, L’amore di Danae, che rappresenta in un certo senso un testamento spirituale e drammaturgico del compositore bavarese. Sempre oscillando, come nei suoi capolavori Arianna a Nasso e La donna senz’ombra fra mitologia e mito, fra commedia e rappresentazione sacra, fra buffo e tragico, Strauss dipinge un poliedrico ed a tratti spietato ritratto delle passioni e delle debolezze umane, con un linguaggio musicale complesso e maturo. Ringrazio l’Opera Carlo Felice per il coraggio nel voler produrre questo progetto».

Laurence Dale: «L’anno scorso ho avuto un’esperienza meravigliosa con la regia di A Midsummer Night’s Dream di Benjamin Britten all’Opera Carlo Felice Genova. Non c’è complimento più grande che essere nuovamente invitato, e sono molto felice di tornare a Genova per lavorare insieme ai colleghi e agli amici del Teatro a un progetto per me ancora più difficile. Si tratta di Die Liebe der Danae, penultima opera di Richard Strauss. Anche questa volta abbiamo un meraviglioso direttore musicale, Fabio Luisi, esperto in questo repertorio, che conosco da molto tempo e con il quale sono molto contento di lavorare per la prima volta. Per questa produzione molto complessa sul piano vocale abbiamo inoltre gli interpreti più adatti. Die Liebe der Danae è una commedia, caso raro per Strauss se pensiamo a Salome o Elektra, è quindi una bella un’opportunità per realizzare una commedia con una musica di grande ricchezza e invenzione. La protagonista dell’opera è la principessa Danae, della quale Giove è sinceramente innamorato. Danae adora l’oro, così Giove finge di essere Mida, che può trasformare tutto in oro. Danae dovrà scegliere tra il vero amore e la ricchezza, e alla fine troverà l’amore. Non vedo l’ora di tornare a Genova!»

Biografie

Michael Zlabinger si è formato alla Hochschule di Lucerna e all’Università per la musica e le arti interpretative di Vienna, perfezionandosi con Bernard Haitink e Pierre Boulez. La collaborazione con direttori del calibro di Fabio Luisi, Ingo Metzmacher, Kent Nagano e Ralf Weikert gli ha permesso di lavorare come assistente musicale, tra le altre, con Berliner Philharmoniker, al DSO Berlin per Jakobsleiter di Schönberg, alla DR SymfoniOrkestret di Copenaghen, all’Opera di Stato della Baviera, all’Opera di Amburgo e all’Opera di Vienna. Con il suo debutto al Teatro Real di Madrid nel maggio del 2018 con Die Soldaten di Zimmermann è passato alla storia come il più giovane direttore d’orchestra ad aver diretto tale opera, questa che può essere considerata una pietra miliare nella carriera del maestro è da considerarsi come un continuum nella sua costante dedizione allo studio dell’opera del secolo XX.  Nella stagione 2021-22 ha diretto The Lighthouse di Peter Maxwell Davies alla Wiener Kammeroper dopo aver diretto in qualità di ospite il Pierrot lunaire di Arnold Schönberg all’Holland Festival 2021. Si è inoltre esibito come ospite anche presso la Münchner Rundfunkorchester. Ulteriori ingaggi lo portano ad una serie di concerti con la Festival Philharmonie Westfalen e al Festival international d’art lyrique d’Aix-en-Provence per una neoproduzione di Salome. Nel gennaio 2022 ha debuttato al Theater an der Wien con la Tosca di Giacomo Puccini. A partire da maggio 2022 è  direttore musicale della Festival Philharmonie Westfalen.

Laurence Dale, dopo 20 anni di carriera internazionale come tenore lirico, è stato invitato da Peter Brook a dirigere la sua prima opera, La tragédie de Carmen. Durante la sua carriera ha creato allestimenti d’opera in tutta Europa e negli Stati Uniti, tra di essi La cambiale di matrimonio per il Rossini Opera Festival e la Royal Opera House di Muscat, Ariadne auf Naxos all’Opéra de Monte Carlo e alla Royal Opéra de Wallonie, Les Huguenots e Un ballo in maschera a Metz, Aida e I Capuleti e i Montecchi in Sud Africa, La clemenza di Tito per lo Staatstheater Oldenburg, Die Fledermaus per l’Opera Nazionale di Oslo, Il barbiere di Siviglia e Ariadne auf Naxos per la Nederlandse Reisopera (miglior produzione operistica dell’anno 2016 nei Paesi Bassi). All’Opera Carlo Felice Genova ha curato la regia di A Midsummer Night’s Dream, titolo inaugurale della Stagione 2023-24. Tra gli impegni recenti, la ripresa della sua produzione di Liegi di Simon Boccanegra per l’Opera Philadelphia, Sarrasine per Göttingen e una nuova produzione di Le Siège de Corinthe per la Nederlandse Reisopera.

Biglietti

I settore: da 70,00 a 100,00 euro

II settore: da 55,00 a 80,00 euro

III settore: da 45,00 a 60,00 euro

IV settore: da 40,00 50,00 euro

V settore: da 30,00 a 35,00 euro

Under 30*: 25,00 euro

Under 18*: 15,00 euro

*tutti i settoriPer ulteriori informazioni: www.operacarlofelicegenova.it