La commedia lirica tratta da Shakespeare torna a Verona dopo 15 anni. Quattro recite dal 22 al 29 marzo
Domenica 22 marzo la prima nello spettacolo brillante e pop di Jacopo Spirei. Orchestra e Coro di Fondazione Arena sono diretti da Giuseppe Grazioli
Sabato 21 marzo alle 18, per la rassegna Musica e Cinema, Shakespeare in Love, il film da 7 premi Oscar al Teatro Filarmonico
Giovedì 19 marzo alle 18, nella Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica, l’opera verrà presentata al pubblico in un incontro gratuito con lo scrittore e critico Giovanni Gavazzeni
FALSTAFF
di Giuseppe Verdi
domenica 22 marzo ore 15.30
mercoledì 25 marzo ore 19.00
venerdì 27 marzo ore 20.00
domenica 29 marzo ore 15.30
Teatro Filarmonico di Verona
Verdi, gran padre del melodramma italiano, chiuse la carriera a 80 anni con un sorriso: nella spassosa commedia lirica Falstaff, i versi di Boito e la musica di un Verdi più brillante che mai fanno rivivere il leggendario mattatore creato da Shakespeare con le allegre comari di Windsor. Tra i titoli più raffinati del repertorio, l’opera torna al Teatro Filarmonico di Verona dopo quindici anni domenica 22 marzo alle 15.30 nell’allestimento dinamico e “british” del Regio di Parma con la regia di Jacopo Spirei. Dieci artisti compongono il cast alle prese con i virtuosismi linguistici e vocali di Falstaff, guidati dal baritono buffo Marco Filippo Romano, al debutto nel ruolo. I complessi artistici e tecnici areniani sono guidati dal maestro Giuseppe Grazioli. Dopo la prima, repliche il 25, 27, 29 marzo.
Dopo una carriera costellata di successi, all’età di 80 anni, Giuseppe Verdi (1813-1901) sorprese il mondo con una commedia: un sorriso saggio, a tratti malinconico, ma sempre brillante, a suggellare un’eterna giovinezza. Correva l’anno 1893 e alla Scala, appena una settimana dopo la Manon Lescaut torinese dell’astro nascente Puccini, il pubblico scopriva Falstaff, commedia lirica che mette in scena Le allegre comari di Windsor di William Shakespeare. Sorgente inesauribile di melodie, teatro in musica puro con orchestra multicolore e ritmo indiavolato, battute indimenticabili e parodie (anche di Verdi stesso), l’opera si avvalse del libretto dotto e vario di Arrigo Boito (1842-1918) che, oltre alla vicenda (uno “spin-off” dedicato al leggendario Falstaff su richiesta, pare, della stessa regina Elisabetta) ricostruisce la grandezza del protagonista da diversi passi di Enrico IV, dramma storico in due parti in cui Falstaff, con tutta la sua eccentricità e i suoi umanissimi difetti, è il buffo mentore del futuro re d’Inghilterra.
Verdi unì in quest’opera il suo amore per la drammaturgia e i personaggi shakespeariani, l’esperienza di una vita da uomo di teatro, la raffinatezza di un letterato quale Boito (già librettista dell’acclamato Otello) e larivincita personale sull’unica opera buffa, la giovanile Un giorno di regno, che fece fiasco senza appello nel 1840. Partendo da una “fuga buffa”, Verdi piegò con ironia secoli di forme e tradizioni musicali, con la certezza finale che “ride ben chi ride la risata final”, che “tutto nel mondo è burla” e che tutti gli uomini sono “gabbati”. Ne nacque Falstaff, commedia originalissima, vivace come nessuna, ispirazione per molti dei compositori a venire per la commedia in musica e il teatro “di conversazione”. Un’opera pioneristica per la scena musicale italiana del 1893, il cui successo iniziale fu più di stima che per convinta comprensione, ma che conquistò il pubblico col tempo, grazie ad interpreti divenuti leggendari come Stabile, Valdengo, Gobbi, Taddei, Bruson, Raimondi e, più recentemente, Maestri, e grazie ai massimi direttori di sempre, tra cui vale la pena ricordare la dedizione di Toscanini, Karajan, Giulini, Bernstein, Solti, Abbado e Muti. A Verona, negli ultimi cinquant’anni di attività del Teatro Filarmonico con i complessi artistici e tecnici di Fondazione Arena, Falstaff è andato in scena quattro volte (1983, 1997, 2005 e 2011) confrontandosi più che altrove con l’omonima opera di Salieri (di un secolo precedente) a cui è legata la rinascita del Teatro stesso. Nei prestigiosi cast alternatisi nella città scaligera, vale la pena ricordare il protagonismo di Renato Bruson e Michele Pertusi, anche immortalati in edizioni discografiche esemplari, nonché il debutto come regista lirico di Luca Guadagnino.
Nel solco della migliore tradizione vocale italiana si inserisce il ritorno di Falstaff al Teatro Filarmonico, dopo quindici anni dall’ultima produzione: titolare sarà Marco Filippo Romano, al debutto nel ruolo di Falstaff. Le allegre comari di Windsor annoverano i soprani Marta Mari come Alice Ford, VittorianaDeAmicis come Nannetta sua figlia, Marianna Mappa come Meg Page e il mezzosoprano AnnaMariaChiuri come Mrs Quickly. Nei panni di Ford, marito geloso vittima tanto del protagonista quanto dell’astuzia di Alice, il baritono Luca Micheletti, recentemente diretto da Riccardo Muti come Macbeth, altro protagonista di Verdi-Shakespeare, mentre come Fenton, innamorato di Nannetta, torna il tenore MarcoCiaponi. Completano il cast: Blagoj Nacoski come Dottor Cajus, Matteo Macchioni e Mariano Buccino nei panni dei seguaci di Falstaff, Bardolfo e Pistola. Torna sul podio veronese il maestro Giuseppe Grazioli, per dirigere gli artisti solisti, l’Orchestra di Fondazione Arena e il Coro preparato da Roberto Gabbiani. L’allestimento in scena a Verona proviene dal Teatro Regio di Parma, dove è stato applaudito nel 2017 e nel 2025 al Festival Verdi, e unisce la verve della drammaturgia originale a un tocco britannico e pop contemporaneo per un ritmo sempre al passo col brillante dono della musica di Verdi: regista è il premiato Jacopo Spirei, alla sua prima regia al Teatro Filarmonico, con le scene di Nikoalus Webern, i costumi di Silvia Aymonino e le luci di Fiammetta Baldiserri.
Dopo la prima di domenica 22 marzo, Falstaaff replicamercoledì 25 alle 19, venerdì 27 alle 20 e domenica 29 marzo alle 15.30.
La Stagione d’Opera e Balletto 2026 comprende altri tre titoli operistici e due balletti, con prime assolute per Verona: è ancora possibile acquistare abbonamenti, nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alle Biglietterie dell’Arena e nella rete Vivaticket.
INCONTRO DI APPROFONDIMENTO APERTO AL PUBBLICO
Per tutta la Stagione d’Opera e Balletto 2026 si confermano gli incontri gratuiti di approfondimento, in collaborazione con Accademia Filarmonica di Verona, i giovedì precedenti le prime. Falstaff sarà presentato al pubblico giovedì 19 marzo alle 18 nella prestigiosa Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica (via Mutilati 4) dal giornalista, critico e scrittore Giovanni Gavazzeni. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
MUSICA E CINEMA: SHAKESPEARE IN LOVE
Sabato 21 marzo, alle ore 18, il Teatro Filarmonico si trasforma in una sala cinematografica: per la rassegna 2026, Musica e Cinema, il sabato precedente le prime d’Opera e Balletto, Fondazione Arena di Verona proietta film e cult d’eccezione con pellicole in lingua originale ispirate ai soggetti in scena. Falstaff, personaggio tra i più emblematici di tutta la creazione del Bardo inglese, offre lo spunto per Shakespeare in Love. Il film del 1998, diretto da John Madden, narra l’amore dello scrittore William Shakespeare nato durante la preparazione di Romeo e Giulietta per una nobildonna, Lady Violet. Shakespeare in Love è stato insignito di 3 BAFTA, 3 Golden Globe e ben 7 premi Oscar su 13 nomination, tra cui miglior film, migliori costumi, miglior colonna sonora e miglior sceneggiatura (di Tom Stoppard e Marc Norman). Cast stellare: Joseph Fiennes, Gwyneth Paltrow, Judi Dench (entrambe vincitrici dell’Oscar per questa pellicola), Geoffrey Rush, Rupert Everett, Colin Firth, Ben Affleck. Biglietti a 5 euro in vendita online e alle Biglietterie di via Dietro Anfiteatro e via Roma.
APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI
Con Falstaff prosegue la programmazione 2026 di Arena Young: spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie. L’opera debutta infatti con l’Anteprima riservata a studenti e giovani, già sold-outvenerdì 20 marzo alle ore 16, preceduta da una presentazione dedicata.
Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà assistere alle rappresentazioni infrasettimanali al Filarmonico partecipando al Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana, mercoledì 25 marzo alle ore 18 e venerdì 27 marzo alle ore 19.
Info e prenotazioni: Ufficio Didattica Cultura e Formazione scuola@arenadiverona.it – tel. 045 80519.33/.84
LA TRAMA IN BREVE
Il nobile decaduto sir John Falstaff, dedito ai piaceri della vita ma senza più un soldo, tenta la fortuna col proposito di sedurre (e derubare) due ricche dame sposate di Windsor. Egli però non sa che Alice Ford e Meg Page sono amiche: con la brillante vicina Quickly e Nannetta, figlia di Alice, le donne scoprono la truffa delle lettere d’amore identiche e ordiscono una burla ai danni di Falstaff, fingendo di cedere alle sue profferte. Nel frattempo, Bardolfo e Pistola, pentiti scagnozzi di sir John, ne rivelano i piani al signor Ford, con l’aiuto del giovane Fenton e del dottor Cajus (entrambi pretendenti di Nannetta). Ford si presenta da Falstaff sotto mentite spoglie per metterlo alla prova, ignaro del piano già messo in atto dalle allegre comari: scoperto l’appuntamento alle sue spalle, si sentirà tradito e tornerà furioso a casa con tutto il vicinato. È solo la prima delle sventure di Falstaff, che sarà protagonista di un gran finale in una notte davvero “magica” nel bosco di Windsor.
A distanza di pochi giorni dalla fine delle recite de “La bohème” torna in scena nella Sala Grande un altro grande capolavoro di Giacomo Puccini, “Tosca”.
Sul podio, alla guida dell’Orchestra, del Coro del Maggio e del Coro di voci bianche dell’Accademia del Maggio, il maestro Michele Gamba; l’allestimento è la ripresa di quello andato in scena nel maggio del 2024 con la regia firmata da Massimo Popolizio.
In scena, nelle parti principali, Chiara Isotton e Marta Mari (recite del 15 e 17 gennaio) interpretano Floria Tosca; Vincenzo Costanzo e Bror Magnus Tødenes (recite del 15 e 17 gennaio) vestono i panni di Mario Cavaradossi e Alexey Markov e Claudio Sgura (recite del 15 e 17 gennaio) sono Scarpia.
Altre cinque le recite in programma: il 13, il 15, il 16 gennaio alle ore 20, il 17 gennaio alle ore 17 e il 18 gennaio alle ore 15:30.
Allestimento del Maggio Musicale Fiorentino
L’opera, in programma domenica 11 gennaio 2026 alle ore 17 in Sala Grande, torna nell’applaudito e apprezzato allestimento firmato dalla regia di Massimo Popolizio, andato in scena nel corso dell’86esimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino.
Sono altre cinque le recite in locandina: il 13, il 15, il 16 gennaio alle ore 20, il 17 gennaio alle ore 17 e il 18 gennaio alle ore 15:30.
Sul podio dell’Orchestra, del Coro del Maggio e del Coro di voci bianche dell’Accademia del Maggio il maestro Michele Gamba, di ritorno in Teatro dopo le recite de Il barbiere di Siviglia rossiniano dell’ottobre del 2020. Le scene sono di Margherita Palli; i costumi di Silvia Aymonino e le luci di Pasquale Mari.
Il maestro del Coro del Maggio è Lorenzo Fratini; la Maestra del Coro di voci bianche è Sara Matteucci.
Andata in scena per 17 volte nel corso delle stagioni del Teatro, di cui l’ultima nel maggio del 2024, Toscaè fra i più celebri titoli operistici di sempre. Il soggetto dell’opera – che Puccini iniziò a comporre nella primavera del 1896, a pochi mesi dal debutto de La bohème – è basato sul dramma di La Tosca di Victorien Sardou, che il compositore ebbe modo di vedere a Milano nel 1889, interpretato dalla grande Sarah Bernhardt. Puccini si era appassionato molto a quel soggetto, ingegnandosi per trasformarlo in opera e, dopo averne discusso con Giulio Ricordi e aver ottenuto l’autorizzazione da Sardou, vi si mise a lavoro, affidando il libretto – dopo Bohème – nuovamente a Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. L’opera debuttò il 14 gennaio del 1900 al Teatro Costanzi di Roma entrando fin da subito nel repertorio dei maggiori teatri lirici del mondo. In scena un cast di grande talento formato da Chiara Isotton – al suo debutto sulle scene del Maggio e fra le più apprezzate interpreti dei nostri giorni – che interpreta Floria Tosca, fra le parti che recentemente hanno caratterizzato la sua carriera e da lei interpretata più volte negli ultimi anni su alcuni dei più prestigiosi palcoscenici nazionali e internazionali fra cui il Teatro alla Scala, il Teatro la Fenice, l’Opera di Francoforte, l’Opera di Tokyo e il Metropolitan di New York. Il soprano tornerà inoltre in Teatro nel volgere di pochi mesi, in occasione del verdiano Un ballo in maschera, in cartellone il prossimo maggio nell’ambito della 88esima edizione del Festival del Maggio Musicale Fiorentino.
Marta Mari, veste i panni della protagonista della vicenda nelle recite del 15 e 17 gennaio.
Nella parte di Mario Cavaradossi, Vincenzo Costanzo e Bror Magnus Tødenes (recite del 15 e 17 gennaio).
Vincenzo Costanzo – fra i più talentuosi giovani interpreti pucciniani che torna sulle scene del Maggio dopo l’apprezzata esibizione come Pinkerton nella Madama Butterfly dell’autunno del 2024 – ha già dato voce a Cavaradossi proprio in occasione della Tosca firmata dalla regia di Massimo Popolizio andata in scena nel 86º Festival del Maggio. Alexey Markov – anche lui di ritorno sulle scene fiorentine dopo le recite della Tosca dell’86esimo Festival del Maggio – veste nuovamente i panni dell’antagonista della vicenda, il barone Scarpia. Nelle recite del 15 e 17 gennaio Scarpia è interpretato da Claudio Sgura.
Mattia Denti è Cesare Angelotti; Matteo Torcaso interpreta il ruolo de Il sagrestano; Oronzo D’Urso è Spoletta e Huigang Liu è Sciarrone.
Chiudono il cast lirico Carlo Cigni nel ruolo di Un carceriere; nella parte del Pastore si alterneranno nelle 6 recite: Angelique Becherucci (recite del 11 e 16 gennaio), Dalia Spinelli (recite del 13 e 17 gennaio) e Spartaco Scaffei (recite del 15 e 18 gennaio).
Parlando della sua interpretazione dell’opera, nell’intervista per il libretto di sala il maestro Michele Gamba ha sottolineato gli aspetti che più di tutti caratterizzano il capolavoro pucciniano: “In un’opera come Tosca, così eseguita e amata, ritroviamo sempre qualcosa che avevamo trascurato o dato per scontato: i colori impressionisti dei flauti in Recondita armonia o il contesto armonico gregoriano delle scene a Sant’Andrea della Valle. In un affresco musicale così perfetto e complesso non esiste un unico ‘punto di fuga’ che richiama l’attenzione dell’ascoltatore, ma una molteplicità di dettagli che si fondono in un ascolto che non può mai rimanere passivo o compiaciuto. Puccini è un compositore pienamente novecentesco: le rielaborazioni, i ripensamenti sono frutto di attente considerazioni correlate all’efficacia drammaturgica e tematica. È importante ripercorrere le fasi creative del compositore che hanno portato al risultato finale, ma credo che per Puccini le versioni definitive giunte a noi fossero quelle che lo soddisfacevano in pieno. Proprio la vicinanza storica della produzione pucciniana ci consente di guardare alla tradizione e alla consuetudine esecutiva con maggiore aderenza al dettame stilistico e di gusto: le testimonianze discografiche di Toscanini e gli appunti di Ricci sono ovviamente una fonte di primaria importanza, insieme ad altre tramandateci dagli interpreti vocali stessi. Inoltre in Tosca l’aspetto teatrale e quello musicale si fondono in una matrice compositiva pienamente matura. Se in Bohème abbiamo sentito i colori della caligine parigina e in Turandot sentiremo lo squarcio di una scrittura che si è aperta alle avanguardie europee degli anni ’20, è in Tosca che – secondo me – il compositore si esprime con la consapevolezza di un aver sviluppato appieno un linguaggio proprio e inconfondibile”.
Lo spettacolo riprende quello andato in scena – accolto con calore da pubblico e critica – nel maggio del 2024 firmato dalla regia di Massimo Popolizio. In occasione del debutto fiorentino della sua messinscena, il celebre attore e regista aveva sottolineato i tratti più caratteristici della sua interpretazione del capolavoro di Puccini, da lui immaginata e ‘trasportata’ nella Roma che sfuma dagli anni ’20 agli anni ’30 del XX secolo, dando così un altro punto di vista sulla vicenda per valorizzarne al meglio i temi stessi: “Insieme a Margherita Palli ci siamo posti come obiettivo quello di ricreare una maestosità romana che invece di guardare – soprattutto per quanto riguarda le scene che vedremo – allo splendore barocco dei luoghi originari dove si svolge l’opera prende come riferimento la ‘maestosità moderna’ che si respira nel quartiere dell’EUR di Roma. Voglio però sottolineare che non ho cercato di avventurarmi in situazioni o soluzioni registiche strane, ma solo trovare un altro punto di vista per valorizzare al meglio i temi stessi dell’opera. Per esempio, durante il Te Deum, quello che vedremo sono dei ragazzini di periferia – come l’EUR, appunto – le signore che indossano il vestito migliore per l’occasione, suore con l’abito collegiale, insomma: non vedremo costumi o oggetti scenici di enorme impatto visivo anche poiché questo lavoro di ‘pulizia’ verso il quale ci siamo orientati rende quasi più sacro quanto vediamo scorrere sul palcoscenico. Come riferimento abbiamo preso un grande film di Bernardo Bertolucci, Il conformista, nel quale si respira in modo deciso l’aria della Roma, un’aria che noi cerchiamo di ‘portare in scena’ qui al Maggio con questo nuovo allestimento di Tosca. Nella nostra visione la Roma nella quale si muovono i protagonisti è certo elegante, ma anche estremamente violenta: uno dei pilastri di quest’opera infatti è Scarpia, che non solo è un uomo violento, ma anche profondamente sadico. Anche scenicamente questo è sottolineato dagli oggetti collezionati da quest’uomo, oggetti macabri e orrorifici: nel secondo atto vedremo per esempio una libreria dove sono conservati animali e bestie impagliate.
Dunque ciò che abbiamo cercato di pensare e mettere in scena è una trasposizione temporale in una Roma bellissima e violenta che non muta però la sostanza del racconto e, soprattutto, non cambia quelli che sono i rapporti fra i protagonisti in scena”.
Sempre in occasione della messinscena dello spettacolo del 2024 il maestro del Coro del Maggio Lorenzo Fratini aveva sottolineato l’importanza di uno dei momenti più famosi dell’opera e di tutta la produzione lirica pucciniana, il celeberrimo Te Deum che chiude il I atto: “Puccini ebbe questa geniale intuizione di far terminare il primo atto con questo Te Deum, che è il canto di massima gioia nella liturgia cattolica: questo coro gioioso, difatti, si staglia con quelle che sono le parole pronunciate in contemporanea da Scarpia, che sono di tutt’altri intenti. La peculiarità di questo momento sono relative al fatto che la prima parte del coro non è cantata, bensì declamata, quindi Puccini introduce in un’opera una parte propria del testo della liturgia; l’altra grande particolarità è data dal Coro che canta all’unisono: non c’è un accompagnamento, se non quello dei tromboni che accompagnano le ultime note del primo atto, che infine riprendono il tema di Scarpia”.
L’opera:
Il 14 gennaio del 1900 al Teatro Costanzi di Roma debutta Tosca, opera in tre atti di Giacomo Puccini su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa. La fonte è il dramma storico La Tosca di Victorien Sardou, scritto nel 1887 appositamente per l’attrice Sarah Bernhardt. Puccini si era infiammato per quel soggetto dopo aver assistito a una recita teatrale e fece di tutto per trasformarlo in opera. Tuttavia, l’editore Ricordi affidò inizialmente il progetto a un altro compositore, Alberto Franchetti, salvo poi rimetterlo nelle mani di Puccini nel 1895. Per realizzare il libretto di Tosca viene confermato il tandem Illica-Giacosa, già collaudato con successo ne La bohème. Ma i lavori procedono a rilento e con numerose lagnanze da parte dei librettisti. Entrambi ritengono il dramma di Sardou inadatto alla trasposizione operistica per i troppi avvenimenti che prendono il sopravvento sulla poesia. Puccini, invece, dal canto suo non se ne preoccupa e seguendo solo il suo intuito musicale nel 1899 firma quello che di lì a breve diventerà un altro suo grande capolavoro. Tosca è dunque un’opera d’azione dove la tensione non si allenta mai e in cui il discorso musicale deve necessariamente procedere senza sosta, salvo rare eccezioni. Questo induce il compositore lucchese ad adottare una tecnica narrativa costruita su una fitta rete di motivi brevi e ricorrenti – spesso combinati tra loro – per commentare il frenetico svolgersi della vicenda. I protagonisti Floria Tosca, primadonna al quadrato, passionale e volitiva, e il suo amante Mario Cavaradossi, pittore dalle simpatie liberali e anticlericale convinto, sono ostacolati dal barone Scarpia, capo della polizia borbonica a servizio del papato. Animato da torbide passioni e da un’innata malvagità, il barone, come un sadico burattinaio, determina l’andamento degli eventi dall’inizio alla fine. Feroce persecutore di Mario prima e di Tosca poi (fino a quando non viene assassinato dalla donna dopo un tentativo di violenza su quest’ultima), Scarpia continua ad aleggiare come un fantasma in orchestra anche da morto con la ripetizione del suo tema minaccioso costruito sul tritono, l’intervallo sinistro che da secoli in musica è associato al Male. Ma l’atmosfera drammatica della storia, che prevede tre morti violente in scena (un accoltellamento, una fucilazione e un suicidio), è accentuata ulteriormente da Puccini anche attraverso una scrittura orchestrale carica di dissonanze e tensioni, che anticipano l’estetica espressionista, e una vocalità spesso esasperata e spinta al limite.
La locandina:
TOSCA
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Melodramma in tre atti
Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa
dal dramma La Tosca di Victorien Sardou
Edizione: Edwin F. Kalmus&Co. Inc., Boca Raton, Florida
Allestimento del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Maestro concertatore e direttoreMichele Gamba
RegiaMassimo Popolizio
SceneMargherita Palli
CostumiSilvia Aymonino
Luci Pasquale Mari
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Coro di voci bianche dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino
Maestro del Coro Lorenzo Fratini
Maestra del Coro di voci bianche dell’AccademiaSara Matteucci
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Floria ToscaChiara Isotton/Marta Mari (15, 17/01)
Mario CavaradossiVincenzo Costanzo/Bror Magnus Tødenes (15, 17/01)
Prima parte: 50 minuti | Intervallo: 30 minuti | Seconda parte: 45 minuti | Intervallo: 30 minuti | Terza parte: 30 minuti
Durata complessiva: 3 ore e 5 minuti circa
Per il ciclo d’incontri Parlando d’opera mercoledì 7 gennaio 2026 alle ore 16.30, nel Foyer di Galleria della Sala Grande è in programma “Tosca come un film”. Drammaturgia, azione e visione nell’opera di Puccini” a cura di Andrea Balestri. Si esibiranno il soprano Alessia Battini, accompagnata al violino da Alessandro Leo e al pianoforte da Elisabetta Sepe. Musiche di Giacomo Puccini.
Gli spettacoli sono preceduti dalle guide all’ascolto. Sono tenute nel Foyer della Sala Grande l’11, il 13, il 15 e il 16 gennaio da Katiuscia Manetta e il 17 e 18 gennaio da Marco Cosci.
Venerdì 28 giugno alle 20.30 (turno A), per la Stagione lirica e di balletto 2024 del Teatro Lirico di Cagliari, va in scena il quinto ed ultimo appuntamento: Madama Butterfly, tragedia giapponese in tre atti su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, dal racconto Madame Butterfly di John Luther Long e dal dramma Madame Butterfly di David Belasco, su musica di Giacomo Puccini (Lucca, 1858 – Bruxelles, 1924).
La Stagione lirica e di balletto si conclude quindi nei mesi estivi, a favore del pubblico di abbonati e dei numerosissimi turisti presenti nell’Isola, con un gradito ritorno, a distanza di tre anni dall’ultima rappresentazione (marzo 2021, in diretta televisiva e in streaming durante il lockdown) e sei dall’ultima con il pubblico in sala.
È il secondo dei due omaggi, dopo Tosca, che il Teatro Lirico di Cagliari rivolge alla memoria del maestro Giacomo Puccini, in occasione del Centenario della sua scomparsa.
L’affascinante allestimento originale arriva dal Teatro alla Scala (dove è andato in scena, per la prima volta, nel dicembre 1985/gennaio 1986 e poi fino al 2006-2007 per altre sei volte) ed attualmente è di proprietà del Teatro Lirico di Cagliari: si tratta di una messinscena di essenziale semplicità, con precisi riferimenti storici della tradizione nipponica, moderna, sobria e nel totale rispetto del dettato pucciniano che a Cagliari è firmata per la regia daDaniela Zedda da un’idea di Keita Asari, illustre regista cinematografico e teatrale nipponico (Tokyo, 1933-2018), per le scene da Ichiro Takada, per i costumi da Hanae Mori, ripresi da Marco Nateri, per le luci da Marco Filibeck, riprese da Andrea Ledda e per la coreografia da Luigia Frattaroli.
L’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico sono guidati da Gianluca Martinenghi (Milano, 1968), bacchetta che ha affiancato alla direzione d’orchestra, anche importanti studi in musicologia e numerosi incarichi direttivi, al suo debutto a Cagliari.
Il maestro del coro è Giovanni Andreoli.
Protagonisti dell’opera sono due cast di straordinario spessore, formati da giovani ed affermati cantanti che si alternano nelle recite quali: Monica Zanettin (28-30-3-5-7)/Marta Mari (29-2-4-6) (Madama Butterfly – Cio-Cio-San); Agostina Smimmero (28-30-3-5-7)/Emilia Rukavina (29-2-4-6) (Suzuki); Elisa Pais (Kate Pinkerton); Carlo Ventre (28-30-3-5-7)/Ragaa Eldin (29-2-4-6) (F. B. Pinkerton); Alberto Gazale (28-30-3-5-7)/Carlos Almaguer (29-2-4-6) (Sharpless); Cristian Collìa (28-30-3-4-5)/Andrea Schifaudo (29-2-6-7) (Goro); Orlando Polidoro (Il principe Yamadori); Cristian Saitta (Lo zio Bonzo); Alessandro Frabotta (Il Commissario imperiale/L’Ufficiale del registro); David Ceraulo Mancosu/Christian Serra (Dolore).
Rappresentata per la prima volta a Milano, al Teatro alla Scala, il 17 febbraio 1904, l’opera è ambientata a Nagasaki ed è incentrata sul personaggio di Butterfly, giovanissima geisha sedotta dal tenente americano Pinkerton, da lui abbandonata e infine suicida. Madama Butterfly può essere definita un monodramma in cui la musica analizza la storia interiore dell’unica protagonista, dall’ingenuità iniziale ai primi sospetti sul proprio destino, fino al terzo atto in cui domina assoluta sulla scena. Siamo davanti al dramma psicologico di una donna all’ombra della quale si muovono tutti gli altri personaggi, l’ancella Suzuki con delicata partecipazione, le pallide figure di Pinkerton e Sharpless e le macchiette di Goro e Yamadori. Attento all’atmosfera esotica del dramma, Puccini ricorse a ritmi e motivi giapponesi liberamente reinventati, nel massimo sforzo di ricostruzione ambientale di quell’estremo Oriente che, alla fine dell’Ottocento, aveva sostituito, nella moda letteraria e teatrale, le turcherie in voga nel Settecento ed in età rossiniana.
L’opera, della durata complessiva di 2 ore e 30 minuti circa compreso un intervallo, viene rappresentata ovviamente in lingua italiana e il pubblico, come ormai tradizione al Teatro Lirico di Cagliari, ha anche l’ausilio dei sopratitoli che, scorrendo sull’arco scenico del boccascena, favoriscono la comprensione del libretto.
Madama Butterfly viene replicata: sabato 29 giugno alle 19 (turno G); domenica 30 giugno alle 17 (turno D); martedì 2 luglio alle 20.30 (fuori abbonamento); mercoledì 3 luglio alle 20.30 (turno B); giovedì 4 luglio alle 19 (turno F); venerdì 5 luglio alle 20.30 (turno C); sabato 6 luglio alle 17 (turno I); domenica 7 luglio alle 17 (turno E).
Stagione lirica e di balletto 2024
venerdì 28 giugno, ore 20.30 – turno A
sabato 29 giugno, ore 19 – turno G
domenica 30 giugno, ore 17 – turno D
martedì 2 luglio, ore 20.30 – fuori abbonamento
mercoledì 3 luglio, ore 20.30 – turno B
giovedì 4 luglio, ore 19 – turno F
venerdì 5 luglio, ore 20.30 – turno C
sabato 6 luglio, ore 17 – turno I
domenica 7 luglio, ore 17 – turno E
Centenario pucciniano
Madama Butterfly
tragedia giapponese in tre atti
libretto Luigi Illica e Giuseppe Giacosa
dal racconto Madame Butterfly di John Luther Long e dal dramma Madame Butterfly di David Belasco
musicaGiacomo Puccini
editore proprietario: Universal Music Publishing Ricordi s.r.l., Milano
allestimento originale del Teatro alla Scala, di proprietà del Teatro Lirico di Cagliari
I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.
Prezzi biglietti: platea da € 75,00 a € 50,00 (settore giallo), da € 60,00 a € 40,00 (settore rosso), da € 50,00 a € 30,00 (settore blu); I loggia da € 55,00 a € 40,00 (settore giallo), da € 45,00 a € 30,00 (settore rosso), da € 40,00 a € 25,00 (settore blu); II loggia da € 35,00 a € 25,00 (settore giallo), da € 25,00 a € 20,00 (settore rosso), da € 20,00 a € 15,00 (settore blu).
Ai giovani under 35 ed ai disabili sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.
Il Teatro Lirico di Cagliari continua ad offrire la possibilità, al variegato e multiforme pubblico di giovani e giovanissimi studenti di tutte le scuole sarde di qualsiasi ordine e grado, di avvicinarsi ancora una volta o, in alcuni casi, per la prima volta all’affascinante mondo del teatro musicale a condizioni davvero vantaggiose ed agevolate.
Anche in occasione di questo spettacolo, sono a disposizione biglietti, al prezzo promozionale di € 5, per tutte le scuole della Sardegna, compresi i conservatori e le università.
La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, mercoledì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio.
Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.com. Servizio promozione culturalescuola@teatroliricodicagliari.it.
La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.
Venerdì 17 novembre alle 20.30 (turno A), per la Stagione lirica e di balletto 2023 del Teatro Lirico di Cagliari, va in scena il settimo appuntamento con l’opera: Mefistofele, opera in un prologo, quattro atti e un epilogo su libretto e musica di Arrigo Boito che ritorna a Cagliari dopo 62 anni (l’ultima edizione fu all’Anfiteatro Romano nell’agosto 1961).
Ecco quindi un’altra preziosa rarità musicale (per Cagliari) che, senza dubbio, rende la Stagione lirica e di balletto 2023 del Teatro Lirico di Cagliari una delle più complete ed accattivanti, come novità proposte e sforzi artistici compiuti, degli ultimi anni, e che propone al pubblico la figura di Arrigo Boito, insigne compositore, librettista e letterato che aderì al movimento della Scapigliatura e che firmò soltanto due opere liriche: Mefistofele appunto, una fra le più note e amate nel secolo scorso e che oggi merita una giusta riscoperta, e Nerone che inaugurerà il 9 febbraio la Stagione lirica e di balletto 2024. Un’occasione unica per il pubblico cagliaritano che potrà, in soli quattro mesi (novembre 2023/febbraio 2024), ascoltare entrambe le opere ed apprezzare i due nuovi allestimenti scenici, in un immaginario viaggio fra il grandioso dramma musicale di matrice letteraria (Faust di Goethe) e il monumentale affresco storico dai tratti spiccatamente decadentistici.
Mefistofele viene dunque rappresentato in un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari che si avvale della regia di Juan Guillermo Nova (Jerez de La Frontera/Spagna, 1968), che firma anche scene e video e che il pubblico ha già potuto apprezzare in La campana sommersa (2016), Rigoletto (2018) e Tosca (2019). I costumi sono di Cristina Aceti, le luci di Jean Paul Carradori, i video di Giuseppe Cangemi, la coreografia di Michele Cosentino e i movimenti scenici di Daniela Zedda.
A dirigere l’Orchestra, il Coro del Teatro Lirico ed il Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari è stato invitato nuovamente, dopo il successo di Pagliacci (febbraio 2020) purtroppo interrotti a causa dell’inizio della pandemia da Covid-19, il maestro Lü Jia (Shanghai, 1964), direttore artistico e musicale del NCPA (National Centre for the Performing Arts) di Pechino. Il maestro del coro è Giovanni Andreoli. Il maestro del coro di voci bianche è Francesco Marceddu.
L’opera si avvale di cantanti prestigiosi quali: Rafał Siwek (17-19-22-24-26)/Peter Martinčič(18-21-23-24-25) (Mefistofele), Marco Berti (17-19-22-24-26)/Antonello Palombi (18-21-23-24-25)(Faust), Latonia Moore (17-19-22-24-26)/Marta Mari (18-21-23-24-25)(Margherita), Guadalupe Barrientos (17-19-22-24-26)/Maria Cristina Bellantuono (18-21-23-24-25)(Marta), Fabio Serani(Wagner), Karine Babajanyan(Elena), Maria Cristina Bellantuono (17-19-22-24-26)/Guadalupe Barrientos (18-21-23-24-25)(Pantalis), Cristiano Olivieri(Nerèo).
Con Mefistofele (5 marzo 1868, Teatro alla Scala di Milano), del quale ha composto musica e libretto, Arrigo Boito (Padova, 1842 – Milano, 1918) intende presentare un’opera d’arte «totale», risultato della perfetta fusione tra le «arti sorelle». Provocatoriamente distante dall’orizzonte di attesa del pubblico, il melodramma subisce un clamoroso fiasco. Il 4 ottobre 1875 Boito ripropone Mefistofele al Teatro Comunale di Bologna (ed è questa la versione proposta oggi a Cagliari): si tratta di un’opera completamente diversa che, allontanandosi dal modello di Goethe, si muove verso quello verdiano. È un modo, per il giovane poeta, di reinserirsi nel solco di quella tradizione operistica che egli stesso aveva cercato di infrangere e rinnovare.
L’opera, della durata complessiva di 2 ore e 50 minuti circa compresi due intervalli, viene ovviamente rappresentata in lingua italiana e il pubblico, come ormai tradizione al Teatro Lirico di Cagliari, ha anche l’ausilio dei sopratitoli che, scorrendo sull’arco scenico del boccascena, favoriscono la comprensione del libretto.
Mefistofele viene replicato: sabato 18 novembre alle 19 (turno G); domenica 19 novembre alle 17 (turno D); mercoledì 22 novembre alle 20.30 (turno B); giovedì 23 novembre alle 19 (turno F); venerdì 24 novembre alle 20.30 (turno C); sabato 25 novembre alle 17 (turno I); domenica 26 novembre alle 17 (turno E).
Le due recite per le scuole (Ragazzi all’opera!) che prevedono l’esecuzione in forma ridotta dell’opera della durata complessiva di 60 minuti circa, sono: martedì 21 novembre e venerdì 24 novembre alle 11. Nel ruolo di narratore si esibisce il comico cagliaritano Massimiliano Medda.
I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.
Da sottolineare la possibilità di acquistare da martedì 7 febbraio 2023 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione lirica e di balletto; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it, con il quale si potrà ricevere, nella propria e-mail, il biglietto nel formato elettronico.
Prezzi biglietti: platea da € 75,00 a € 50,00 (settore giallo), da € 60,00 a € 40,00 (settore rosso), da € 50,00 a € 30,00 (settore blu); I loggia da € 55,00 a € 40,00 (settore giallo), da € 45,00 a € 30,00 (settore rosso), da € 40,00 a € 25,00 (settore blu); II loggia da € 35,00 a € 25,00 (settore giallo), da € 25,00 a € 20,00 (settore rosso), da € 20,00 a € 15,00 (settore blu).
Ai giovani under 35 ed ai disabili sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.
Sono previste, inoltre, per tutti gli spettacoli della Stagione 2023 (concertistica, lirica e balletto), tre distinte riduzioni, sempre sull’acquisto di biglietti, del 30% (residenti delle province di Oristano, Nuoro e Sassari), del 20% (residenti della provincia del Sud Sardegna) e del 50% (residenti nelle isole di San Pietro e La Maddalena).
È consentito l’uso dei voucher (Stagione concertistica 2020 – Stagione lirica e di balletto 2020) per il pagamento dei biglietti (dietro presentazione degli stessi voucher). Si invita ad utilizzare il pagamento elettronico (carte di credito e bancomat), soprattutto per un’eventuale differenza da integrare (se il voucher fosse di importo inferiore al prezzo del biglietto).
Il Teatro Lirico di Cagliari continua ad offrire la possibilità, al variegato e multiforme pubblico di giovani e giovanissimi studenti di tutte le scuole sarde di qualsiasi ordine e grado, di avvicinarsi ancora una volta o, in alcuni casi, per la prima volta all’affascinante mondo del teatro musicale a condizioni davvero vantaggiose ed agevolate.
Anche in occasione di questo spettacolo, sono a disposizione biglietti, al prezzo promozionale di € 5, per tutte le scuole della Sardegna, compresi i conservatori e le università.
La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, mercoledì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio.
La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.
La Stagioni concertistica, lirica e di balletto 2024 del Teatro Lirico di Cagliari, sono state presentate questa mattina, nella Media Factory, dal Sovrintendente Nicola Colabianchi e dall’Assessore all’innovazione tecnologica, ambiente e politiche del mare del Comune di Cagliari Alessandro Guarracino:
“La Stagione lirica e di balletto 2024 vuole essere un sentito e rispettoso omaggio del Teatro Lirico di Cagliari all’arte immensa che ci ha lasciato il maestro Giacomo Puccini, in occasione del centenario della sua scomparsa.
Ecco quindi che due fra i suoi popolarissimi capolavori sono il fulcro della nostra rassegna musicale, anche se la stessa viene inaugurata, come consuetudine, da un titolo raro che quest’anno è il monumentale Nerone di Arrigo Boito che vedeva la luce proprio nello stesso 1924.
A queste opere si aggiungono un allestimento coloratissimo e spassosissimo dell’Italiana rossiniana e La fille mal gardée uno dei balletti classici di più rara esecuzione.
La Stagione concertistica 2024 prevede 5 concerti sinfonico-corali, 3 sinfonici e 4 cameristici con dei graditissimi debutti a Cagliari ed altrettanto graditi ritorni sul nostro palcoscenico e con dei programmi musicali talvolta ricercati talaltra popolari ma mai banali.
Entrambe le Stagioni dureranno, solo per quest’anno, da gennaio/febbraio fino a luglio, dal momento che, a partire dalla successiva (2024-2025), queste seguiranno una diversa calendarizzazione iniziando in settembre/ottobre per concludersi nella primavera inoltrata dell’anno seguente. Questo per uniformarci agli altri teatri nazionali ed internazionali ed avere con loro un rapporto artistico e cronologico omogeneo.
Un “anno zero” importante, quindi, per la nostra Fondazione, per i suoi lavoratori, ma soprattutto per l’affezionato pubblico che invito al sostegno, alla presenza e al consueto calore per un reciproco scambio di emozioni.” Nicola Colabianchi
Venerdì 9 febbraio alle 20.30 si alza il sipario sulla Stagione lirica e di balletto 2024 del Teatro Lirico di Cagliari. Una stagione sempre molto attesa dal numeroso pubblico che anche quest’anno assume un valore aggiunto e un carattere di ripresa ancora più importanti e che, nonostante la breve durata, propone un ricco cartellone di opere e balletti. Nello specifico sono previste quattro opere ed un balletto per gli otto turni di abbonamento (oltre alle recite mattutine rivolte a scuole e famiglie), a dimostrazione della continua crescita della produzione e delle alzate di sipario. I titoli delle quattro opere, di cui una nuova produzione del Teatro Lirico di Cagliari, sono: Nerone, Tosca, L’Italiana in Algeri, Madama Butterfly e il classico La fille mal gardée per il balletto.
Anche la Stagione 2024 è tesa a valorizzare la grande Opera italiana con tre fra i più significativi compositori dell’Ottocento e Novecento: Rossini, Puccini e Boito. Un cartellone di equilibrio tra la musica di repertorio e quella più “nascosta” e sconosciuta, alla quale il Teatro Lirico di Cagliari pone sempre molta attenzione nel rendersi attivo nella sua promozione culturale e non solo nella sua tutela e salvaguardia. La novità assoluta riguarda la figura di Arrigo Boito, insigne compositore, librettista e letterato che aderì al movimento della Scapigliatura e firmò soltanto due opere liriche: Mefistofele, una fra le più note e amate nel secolo scorso e che oggi merita una giusta riscoperta, e Nerone. Un’occasione unica per il pubblico cagliaritano che potrà, in soli quattro mesi (novembre 2023/febbraio 2024), ascoltare entrambe le opere ed apprezzare i due nuovi allestimenti scenici, in un immaginario viaggio fra il grandioso dramma musicale di matrice letteraria (Faust di Goethe) e il monumentale affresco storico dai tratti spiccatamente decadentistici.
Dopo le inaugurazioni dedicate alla musica del Novecento italiano (La campana sommersa nel 2016 e La bella dormente nel 2017, entrambe di Respighi, Turandot di Busoni nel 2018, Palla de’ Mozzi di Marinuzzi nel 2020, Cecilia di Refice nel 2022, Gloria di Cilea nel 2023), la Stagione 2024 vede un’altra preziosa rarità musicale questa volta di Arrigo Boito (Padova, 1842 – Milano, 1918) che viene eseguita per la prima volta in Sardegna: Nerone, tragedia in quattro atti, su libretto proprio. La seconda ed ultima opera composta da Arrigo Boito che la lasciò incompiuta e che viene completata da Antonio Smareglia e Vincenzo Tommasini, viene rappresentata per la prima volta il 1° maggio 1924 al Teatro alla Scala di Milano (direttore Arturo Toscanini), ed ottiene, per l’epoca, uno straordinario successo (“il più grande evento artistico dell’anno” scrissero all’epoca), anche se presto uscirà dal repertorio dei teatri ed è ormai raramente eseguita (l’ultima esecuzione in Italia risale al 1975 all’Auditorium Rai di Torino, diretta da Gianandrea Gavazzeni).
Nerone viene rappresentato dal 9 al 18 febbraio, in un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari. Sul podio c’è il maestro Francesco Cilluffo (Torino, 1979), direttore e compositore, tra i giovani musicisti italiani più seguiti dalla critica, già applaudito a Cagliari nel febbraio 2023, in occasione dell’inaugurazione della Stagione lirica con Gloria, mentre la regia è firmata da Fabio Ceresa (Rivolta d’Adda, 1981), apprezzato librettista e regista al suo debutto a Cagliari, e che, fra l’altro, ha curato, nel 2015, il libretto per La Ciociara di Marco Tutino, eseguita al Teatro Lirico di Cagliari nel 2017.
Nel ruolo dell’imperatore romano protagonista dell’opera si alternano Amadi Lagha e Konstantin Kipiani, mentre in quello di Simon Mago cantano Franco Vassallo e Abramo Rosalen e in quello di AsteriaValentina Boi e Rachele Stanisci.
Cinquantasei anni trascorsero tra il primo segnale del progetto Nerone (una lettera di Boito al fratello Camillo del 19 aprile 1862) e la morte del suo autore, che lasciò l’opera incompleta nell’orchestrazione. Un enorme arco di tempo, che probabilmente non ha eguali nella storia dell’opera e che la dice lunga sui problemi e sulle incertezze che caratterizzarono il Boito post-Mefistofele. In questi cinquantasei anni Boito mise a punto un’impressionante mole di materiale preparatorio (abbozzi musicali, appunti e iconografia su scene e costumi, schede su personaggi e situazioni drammatiche, taccuini di lessico e metrica e persino un intero trattato di armonia concepito ad hoc), utilizzando fra l’altro, in maniera capillare, un’amplissima bibliografia, che va dai più importanti storici latini (Tacito, Svetonio) fino agli studiosi del suo tempo (Renan, Mommsen). L’opera, progettata originariamente in cinque atti, fu ridotta a quattro negli anni Dieci, dopo la pubblicazione della tragedia in versi (1901), nella quale è presente anche il quinto atto. Al completamento dell’orchestrazione lavorarono Tommasini e Smareglia, sotto la supervisione di Toscanini, che fu anche il direttore della prima rappresentazione. Lo sfarzosissimo allestimento del Nerone, con le scene e i costumi disegnati da Lodovico Pogliaghi seguendo le minuziose indicazioni lasciate da Boito stesso, fu uno dei massimi esiti della scenotecnica scaligera del primo Novecento.
Il secondo appuntamento con l’opera, in scena dal 15 al 24 marzo, è con Tosca, melodramma in tre atti su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, tratto dal dramma La Tosca di Victorien Sardou, e musica di Giacomo Puccini (Lucca, 1858 – Bruxelles, 1924), assente da Cagliari dal 2019.
È il primo dei due omaggi che il Teatro Lirico di Cagliari rivolge alla memoria del maestro Puccini, in occasione del Centenario della sua scomparsa.
Si tratta della ripresa di un coinvolgente allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, la cui regia è curata dal fiorentino Pier Francesco Maestrini che, a Cagliari, ha firmato Turandot di Puccini (con le scene di Pinuccio Sciola), La campana sommersa di Respighi, Rigoletto di Verdi e, appunto nel marzo 2019, Tosca.
La direzione musicale è affidata a Beatrice Venezi (Lucca, 1990), una delle giovani rivelazioni della scena internazionale che ritorna a Cagliari dopo l’enorme successo di pubblico ottenuto lo scorso maggio/giugno con La Traviata. A lei spetta il compito di dirigere l’Orchestra, il Coro del Teatro Lirico di Cagliari e il Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari nel capolavoro del geniale compositore toscano.
Il cast d’interpreti è composto da: Veronika Dzhioeva (Floria Tosca); Murat Karahan (Mario Cavaradossi); Dalibor Jenis/Ivan Inverardi (Il barone Scarpia).
Un gradito ritorno per il pubblico cagliaritano del celeberrimo ed amatissimo melodramma di Giacomo Puccini, la cui prima rappresentazione ebbe luogo al Teatro Costanzi di Roma il 14 gennaio 1900: l’opera è ricca di effetti scenici a tinte forti, di particolari realistici, di passioni elementari espresse da motivi energici e melodie impetuose, ed è indubbiamente tra le più rappresentative e popolari del repertorio verista. Accanto ai due protagonisti, Tosca e Cavaradossi, si delinea la figura di Scarpia, motore del dramma, prima grande parte scritta da Puccini per una voce baritonale.
La vicenda, ambientata a Roma nel giugno 1800, si sviluppa, nell’arco di una sola giornata, in tre celebri ed affascinanti monumenti: la Basilica di Sant’Andrea della Valle (atto I), Palazzo Farnese (atto II) e Castel Sant’Angelo (atto III). L’amore passionale e sincero che unisce Floria Tosca, celebre cantante, a Mario Cavaradossi, pittore d’idee liberali, viene usato dal barone Scarpia, capo della polizia, a suo favore («L’uno al capestro, l’altra fra le mie braccia…», atto I). Si innesca, così, un dramma della gelosia e dell’inganno che, irrimediabilmente, condurrà al tragico epilogo: Scarpia, dopo aver firmato la condanna a morte di Cavaradossi, viene pugnalato da Tosca che, dopo aver assistito alla finta/vera fucilazione dell’amante, si lancia da Castel Sant’Angelo.
Dal 3 al 12 maggio, ritorna, dopo ventisette anni (l’ultima edizione risale al 1997), uno dei capolavori buffi più popolari e amati: L’Italiana in Algeri, dramma giocoso in due atti su libretto di Angelo Anelli e musica di Gioachino Rossini (Pesaro, 1792 – Parigi, 1868). L’allestimento, del 2009, arriva dal Teatro Regio di Torino, ed è firmato, per la regia, da Vittorio Borrelli (Torino, 1959), acuto interprete soprattutto del Cigno di Pesaro, il compositore che più ha diretto durante la sua carriera.
Il cast vede, quali raffinati ed espressivi protagonisti: Teresa Iervolino/Anna-Doris Capitelli (Isabella), Maharram Huseynov (Mustafà), Bogdan Mihai/Chuan Wang (Lindoro), Giulio Mastrototaro/Vincenzo Taormina (Taddeo).
Certamente graditissimo sarà il ritorno sul podio di Jan Latham-Koenig (Regno Unito, 1953), che diresse una sola volta a Cagliari, all’Auditorium del Conservatorio, nell’aprile 1988. Maestro di levatura internazionale dalla carriera stellare ed ampia che comprende un repertorio vastissimo di musica sinfonica e lirica, oltre 50 registrazioni, la direzione delle maggiori orchestre mondiali, la fondazione di nuovi complessi e la direzione artistica di prestigiosi teatri quali, attualmente, il Colòn di Buenos Aires.
Se la manciata di giorni che Gioachino Rossini, poco più che ventenne, impiegò per comporre L’Italiana in Algeri è forse una leggenda teatrale, certo è che il ritmo vivacissimo della musica che scandisce e sottolinea le divertenti trovate drammaturgiche, insieme alla modernità del tema, fece subito entrare l’opera nel mito. Quasi certamente tratta da una storia vera, l’opera è un concentrato di vitalità, un gioioso ingranaggio musicale.
Il Bey Mustafà è stanco della moglie Elvira e vorrebbe ripudiarla dandola in sposa allo schiavo Lindoro: vuole prendere nel suo harem una donna italiana piena di carattere, e chi meglio dell’affascinante Isabella, appena naufragata sulle coste algerine? Ma il carattere vivace della donna, in realtà fidanzata di Lindoro, è davvero forte e indipendente, e Isabella saprà prendere per il naso tutti i suoi spasimanti in un gioco degli equivoci in cui alla fine trionfano l’intelligenza femminile e la fedeltà coniugale.
Un ammiratore d’eccezione come Stendhal definì il dramma giocoso «una follia organizzata e completa: la perfezione del genere buffo», e infatti il suo successo è ininterrotto dal 22 maggio 1813 a oggi: dal suo debutto, al Teatro San Benedetto di Venezia, l’opera non è mai uscita dal repertorio ed è oggi uno dei titoli rossiniani più rappresentati al mondo.
La Stagione lirica e di balletto riprende, dal 21 al 26 maggio (sette recite), con il ritorno della grande danza classica d’autore con un titolo tanto raro quanto coinvolgente che viene eseguito per la seconda volta a Cagliari (la prima fu nell’estate 1986 all’Anfiteatro Romano), nonostante la sua lunga ed articolata storia pluricentenaria: La fille mal gardée, balletto in due atti su musica di Peter Ludwig Hertel (Berlino, 1817-1899), nell’interpretazione del Corpo di Ballo e dei Solisti dell’Accademia Ucraina di Balletto e con la coreografia di Egor Scepaciov.
La fille mal gardée ha subìto nel tempo le più inimmaginabili modifiche nel titolo, nei nomi dei personaggi, nella coreografia e nella musica. Fu rappresentato la prima volta a Bordeaux nel 1789. È un’incantevole commedia che fa sorridere ed è proprio questo l’intento di tutti gli allievi dell’Accademia coinvolti nei vari ruoli sulle coreografie di Egor Scepaciov, direttore artistico dell’Accademia Ucraina di Balletto, in una versione appositamente creata per la tournée italiana.
La Stagione lirica e di balletto si conclude nei mesi estivi, a favore del pubblico di abbonati e dei numerosissimi turisti presenti nell’Isola, con un gradito ritorno, a distanza di tre anni dall’ultima rappresentazione (marzo 2021, in diretta televisiva e in streaming durante il lockdown) e sei dall’ultima con il pubblico in sala.
Si tratta di uno dei melodrammi più celebri, amati e popolari della storia della musica: Madama Butterfly, tragedia giapponese in tre atti su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, dal racconto Madame Butterfly di John Luther Long e dal dramma Madame Butterfly di David Belasco, su musica di Giacomo Puccini che viene rappresentato dal 28 giugno al 7 luglio per nove serate, di cui 8 in abbonamento e 1 fuori abbonamento.
L’affascinante allestimento originale arriva dal Teatro alla Scala (dove è andato in scena, per la prima volta, nel dicembre 1985/gennaio 1986 e poi fino al 2006-2007 per altre sei volte) ed attualmente è di proprietà del Teatro Lirico di Cagliari: si tratta di una messinscena di essenziale semplicità, con precisi riferimenti storici della tradizione nipponica, moderna, sobria e nel totale rispetto del dettato pucciniano che a Cagliari è firmata per la regia daDaniela Zedda da un’idea di Keita Asari, illustre regista cinematografico e teatrale nipponico (Tokyo, 1933-2018).
L’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico saranno guidati da Gianluca Martinenghi (Milano, 1968), bacchetta che ha affiancato alla direzione d’orchestra, anche importanti studi in musicologia e numerosi incarichi direttivi (attualmente è il Segretario artistico del Teatro Regio di Torino).
Nei quattro ruoli principali si alternano i cantanti: Marta Mari (Madama Butterfly – Cio-Cio-San); Carlo Ventre/Ragaa Eldin (F. B. Pinkerton); Devid Cecconi (Sharpless); Agostina Smimmero/Emilia Rukavina (Suzuki).
Rappresentata per la prima volta a Milano, al Teatro alla Scala, il 17 febbraio 1904, l’opera è ambientata a Nagasaki ed è incentrata sul personaggio di Butterfly, giovanissima geisha sedotta dal tenente americano Pinkerton, da lui abbandonata e infine suicida. Madama Butterfly può essere definita un monodramma in cui la musica analizza la storia interiore dell’unica protagonista, dall’ingenuità iniziale ai primi sospetti sul proprio destino, fino al terzo atto in cui domina assoluta sulla scena. Siamo davanti al dramma psicologico di una donna all’ombra della quale si muovono tutti gli altri personaggi, l’ancella Suzuki con delicata partecipazione, le pallide figure di Pinkerton e Sharpless e le macchiette di Goro e Yamadori. Attento all’atmosfera esotica del dramma, Puccini ricorse a ritmi e motivi giapponesi liberamente reinventati, nel massimo sforzo di ricostruzione ambientale di quell’estremo Oriente che, alla fine dell’Ottocento, aveva sostituito, nella moda letteraria e teatrale, le turcherie in voga nel Settecento ed in età rossiniana.
Tutti gli spettacoli vengono eseguiti dall’Orchestra e dal Coro, diretto da Giovanni Andreoli, del Teatro Lirico di Cagliari.
Stagione lirica e di balletto 2024
venerdì 9 febbraio, ore 20.30 – turno A
sabato 10 febbraio, ore 19 – turno G
domenica 11 febbraio, ore 17 – turno D
martedì 13 febbraio, ore 11 – Ragazzi all’opera!
mercoledì 14 febbraio, ore 20.30 – turno B
giovedì 15 febbraio, ore 19 – turno F
venerdì 16 febbraio, ore 11 – Ragazzi all’opera!
venerdì 16 febbraio, ore 20.30 – turno C
sabato 17 febbraio, ore 17 – turno I
domenica 18 febbraio, ore 17 – turno E
Nerone
tragedia in quattro atti
libretto e musicaArrigo Boito
personaggi e interpreti principali
Nerone Amadi Lagha/Konstantin Kipiani
Simon Mago Franco Vassallo/Abramo Rosalen
Asteria Valentina Boi/Rachele Stanisci
Rubria Deniz Uzun/Mariangela Marini
Fanuel Roberto Frontali/Leon Kim
Tigellino Dongho Kim/Alessandro Abis
maestro concertatore e direttore Francesco Cilluffo
Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari
maestro del coro Giovanni Andreoli
regia Fabio Ceresa
nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari
venerdì 15 marzo, ore 20.30 – turno A
sabato 16 marzo, ore 19 – turno G
domenica 17 marzo, ore 17 – turno D
martedì 19 marzo, ore 11 – Ragazzi all’opera!
mercoledì 20 marzo, ore 20.30 – turno B
giovedì 21 marzo, ore 19 – turno F
venerdì 22 marzo, ore 11 – Ragazzi all’opera!
venerdì 22 marzo, ore 20.30 – turno C
sabato 23 marzo, ore 17 – turno I
domenica 24 marzo, ore 17 – turno E
Centenario pucciniano
Tosca
melodramma in tre atti
libretto Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, dal dramma La Tosca di Victorien Sardou
musicaGiacomo Puccini
personaggi e interpreti principali
Floria Tosca Veronika Dzhioeva
Mario Cavaradossi Murat Karahan
Il barone Scarpia Dalibor Jenis/Ivan Inverardi
maestro concertatore e direttore Beatrice Venezi
Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari
Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari
maestro del coro Giovanni Andreoli
maestro del coro di voci bianche Francesco Marceddu
regia Pier Francesco Maestrini
allestimento del Teatro Lirico di Cagliari
venerdì 3 maggio, ore 20.30 – turno A
sabato 4 maggio, ore 19 – turno G
domenica 5 maggio, ore 17 – turno D
martedì 7 maggio, ore 11 – Ragazzi all’opera!
mercoledì 8 maggio, ore 20.30 – turno B
giovedì 9 maggio, ore 19 – turno F
venerdì 10 maggio, ore 11 – Ragazzi all’opera!
venerdì 10 maggio, ore 20.30 – turno C
sabato 11 maggio, ore 17 – turno I
domenica 12 maggio, ore 17 – turno E
L’Italiana in Algeri
dramma giocoso in due atti
libretto Angelo Anelli
musicaGioachino Rossini
personaggi e interpreti principali
Isabella Teresa Iervolino/Anna-Doris Capitelli
Mustafà Maharram Huseynov
Lindoro Bogdan Mihai/Chuan Wang
Taddeo Giulio Mastrototaro/Vincenzo Taormina
maestro concertatore e direttore Jan Latham-Koenig
Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari
maestro del coro Giovanni Andreoli
regia Vittorio Borrelli
allestimento del Teatro Regio di Torino
martedì 21 maggio, ore 20.30 – turno A
mercoledì 22 maggio, ore 20.30 – turno B
giovedì 23 maggio, ore 19 – turno F
venerdì 24 maggio, ore 20.30 – turno C
sabato 25 maggio, ore 15.30 – turno E
sabato 25 maggio, ore 20.30 – turno G
domenica 26 maggio, ore 17 – turno D
La fille mal gardée
balletto in due atti
coreografia Egor Scepaciov
musica Peter Ludwig Hertel
Corpo di Ballo e Solisti dell’Accademia Ucraina di Balletto
Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari
venerdì 28 giugno, ore 20.30 – turno A
sabato 29 giugno, ore 19 – turno G
domenica 30 giugno, ore 17 – turno D
martedì 2 luglio, ore 20.30 – fuori abbonamento
mercoledì 3 luglio, ore 20.30 – turno B
giovedì 4 luglio, ore 19 – turno F
venerdì 5 luglio, ore 20.30 – turno C
sabato 6 luglio, ore 19 – turno I
domenica 7 luglio, ore 17 – turno E
Centenario pucciniano
Madama Butterfly
tragedia giapponese in tre atti
libretto Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, dal racconto Madame Butterfly di John Luther Long e dal dramma Madame Butterfly di David Belasco
musicaGiacomo Puccini
personaggi e interpreti principali
Madama Butterfly (Cio-Cio-San) Marta Mari
F. B. Pinkerton Carlo Ventre/Ragaa Eldin
Sharpless Devid Cecconi
Suzuki Agostina Smimmero/Emilia Rukavina
maestro concertatore e direttore Gianluca Martinenghi
Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari
maestro del coro Giovanni Andreoli
regia Daniela Zedda, da un’idea di Keita Asari
allestimento originale del Teatro alla Scala, di proprietà del Teatro Lirico di Cagliari
La Biglietteria del Teatro Lirico di Cagliari
I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.
La Stagione lirica e di balletto 2024 prevede sette turni di abbonamento (A, B, C, D, E, F, G), per cinque spettacoli ciascuno (quattro serate di lirica e il balletto) e l’ottavo turno I per quattro opere liriche (tutte tranne il balletto).
La campagna abbonamenti per la Stagione lirica e di balletto si apre giovedì 9 novembre 2023 con le conferme e variazioni su posti disponibili possibili fino a sabato 20 gennaio 2024. I nuovi abbonamenti saranno in vendita da giovedì 9 novembre 2023 fino a domenica 24 marzo 2024 (termine ultimo per abbonarsi ad un numero ridotto di spettacoli).
Da sottolineare, inoltre, la possibilità di acquistare da martedì 6 febbraio 2024 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione lirica e di balletto; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.
Ai giovani under 35 ed ai disabili sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.
La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, mercoledì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio.
La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it