ROBERTO BOLLE A FIRENZE E MILANO IN CARAVAGGIO

FINALMENTE PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA LO STRAORDINARIO BALLETTO di Mauro Bigonzetti

CHE DEBUTTO’ IN GERMANIA NEL 2008

 SARA’ il 9, 10 e 11 MAGGIO 2025 AL TEATRO DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO

E DAL 15 AL 21 MAGGIO AL TAM TEATRO ARCIMBOLDI DI MILANO

Finalmente, per la prima volta in Italia, lo straordinario balletto Caravaggio di Mauro Bigonzetti, atteso come evento speciale il 9, 10, 11 maggio 2025 al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino – all’interno dell’87° edizione dell’omonimo Festival – e subito dopo – dal 15 al 21 maggio – al TAM Teatro Arcimboldi di Milano.

Promotore del progetto nonché interprete protagonista di Caravaggio è l’Étoile scaligera Roberto Bolle, ambasciatore della cultura italiana nel mondo e portavoce della diffusione del balletto come forma d’arte accessibile e dedicata a tutti. Accanto a lui, alcuni tra i migliori danzatori solisti di caratura internazionale, insieme ad un corpo di ballo creato per l’occasione tramite audizione, che comprenderà circa 30 giovani ballerini liberi professionisti.

Un progetto, quindi, tutto italiano – creato nel 2008 per lo Staatsballett Berlin diretto da Vladimir Malakhov – pensato da Bigonzetti, acclamato coreografo italiano del panorama contemporaneo, su musica del compositore e direttore d’orchestra Bruno Moretti, che ha dato una nuova orchestrazione sinfonica a brani di Claudio Monteverdi tratti dall’Orfeo – dal Combattimento di Tancredi e Clorinda, dall’Incoronazione di Poppea e dal Settimo libro dei madrigali.

L’opera è potente e memorabile e si ispira alle opere del pittore italiano Caravaggio, Michelangelo Merisi (1571-1610), di cui Bigonzetti mette in risalto la complessità della figura, celebrandone gli aspetti che compongono l’uomo e l’artista. Da un lato il suo travagliato mondo interiore, mosso da un animo particolarmente inquieto, e dall’altro il racconto attraverso l’espressione della sua arte. Caravaggio, seguendo l’interrelazione di questi due aspetti, diventa pertanto un balletto psicologico e drammatico, che dal punto di vista drammaturgico ha le sue “note” ricorrenti nel solo, nei duetti, terzetti e quartetti, inframmezzati da scene corali che allentano la tensione e imprimono il moto a un’azione sostanzialmente incentrata sull’io caravaggesco. Grazie all’essenziale arredo scenografico e disegno luci, sapientemente creati da Carlo Cerri, l’unione tra i due mondi si ramifica, esaltando il pensiero coreografico e valorizzando il movimento dei corpi.

Il balletto Caravaggio, coreografia di Mauro Bigonzetti,è una produzione in collaborazione tra la Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e ARTEDANZASRL, con il supporto del Ministero della Cultura e il contributo di Intesa Sanpaolo.

Per informazioni e prenotazioni:

PER FIRENZE:

Biglietti in vendita presso la Biglietteria del Teatro del Maggio e sul sito a questo indirizzo: https://www.maggiofiorentino.com/events/roberto-bolle-caravaggio-festival-del-maggio-2025

PER MILANO:

Biglietti in vendita su Ticketone.it e sul sito di www.teatroarcimboldi.it 

Torna Maria Agresta al Teatro di San Carlo

Sul podio Dan Ettinger

Sabato 30 novembre, ore 19:00

Torna Maria Agresta al Teatro di San Carlo per il prossimo appuntamento della Stagione Sinfonica 24/25, sabato 30 novembre alle ore 19:00. Il soprano sarà protagonista insieme al Direttore Musicale Dan Ettinger, sul podio alla guida dell’Orchestra del Teatro di San Carlo.

Intriso di profonda spiritualità, il programma proposto apre con i Vier letze Liederper soprano e orchestra di Richard Strauss. Nella seconda parte, segue la Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore di Anton Bruckner.

L’ultimo capolavoro di Richard Strauss, un intenso commiato all’arte e alla vita: Primavera, Settembre, Andando a dormire e Al tramonto sono i Quattro ultimi Lieder (Vier letzte Lieder)che compongono il ciclo nato non per volontà del compositore. La genesi dell’opera, con la sequenza oggi nota, si riconduce all’edizione Boosey & Hawkes del 1950, curata da Ernest Roth. La sua composizione, invece, si lega a un commovente aneddoto di vita familiare. Fu il figlio Franz che passò al padre una raccolta di poesie di Herman Hesse: la composizione rappresentava la sola risposta al declino delle condizioni fisiche di Richard. L’ultimo Lied, il simbolico Al tramonto, è il solo su testo di Joseph von Eichendorff.

Ricorre, nel 2024, il duecentesimo anniversario della nascita di Anton Bruckner: definì “Fantastica”, la sua Quinta Sinfonia, senza però attribuirle un vero soprannome formale. Eppure, intorno a essa, sono fioriti numerosi appellativi: tra gli altri, “Cattolica”, “Sinfonia della Fede”, “Sinfonia dei pizzicati” e, ancora, “Tragica”. Fu composta tra il 1875 e il 1878 e la prima esecuzione avvenne a Graz, presso il Thalia Theater, solo nel 1894: fu l’allievo Franz Schalk a dirigere una versione che, però, presentava alcune modifiche rispetto all’originale. “Un capolavoro contrappuntistico”, come la definì Bruckner, la Sinfonia si articola in quattro movimenti, cui si antepone un’Introduzione lenta.

Dan Ettinger è uno dei direttori d’orchestra più richiesti a livello internazionale della sua generazione. Direttore musicale del Teatro San Carlo dalla Stagione 2022-23, dirige nei più importanti teatri d’opera del mondo come la Metropolitan Opera di New York, la Washington National Opera, la Royal Opera House – Covent Garden di Londra, l’Opéra National de Paris, il New National Theatre di Tokyo, l’Opernhaus di Zurigo, il Festival di Salisburgo e le Opere di Stato di Vienna e di Monaco di Baviera.

Maria Agresta vince nel 2014 il Premio Franco Abbiati. Fin dal primo grande successo, nel 2011 con il debutto ne I vespri siciliani, calca i palcoscenici più prestigiosi: Teatro alla Scala, Arena di Verona, Teatro dell’Opera, Teatro La Fenice, Teatro San Carlo, Royal Opera House, Bayerische Staatsoper, Semperoper di Dresda, Opéra Bastille. Collabora con direttori quali Riccardo Muti, Daniel Barenboim, Zubin Mehta, Antonio Pappano, Gianandrea Noseda, Nicola Luisotti, Michele Mariotti.

Stagione 24/25

30 Novembre 2024

Dan Ettinger / Maria Agresta

Direttore | Dan Ettinger
Soprano | Maria Agresta

Programma
Richard Strauss, Vier letzte Lieder per soprano e orchestra
Anton Bruckner, 
Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore, WAB 105

Orchestra del Teatro di San Carlo

Teatro di San Carlo | CREMISI
sabato 30 novembre 2024, ore 19:00 – S/P – CREMISI – VII

Durata: 2 ore e 5 minuti circa, con intervallo

Andrea Battistoni è il nuovo Direttore musicale del Teatro Regio di Torino


Un talento internazionale, una nuova energia per il Regio

Il Teatro Regio di Torino è lieto di annunciare la nomina di Andrea Battistoni a Direttore musicale, un momento fondamentale per il Teatro e il suo futuro. Battistoni, figura di spicco nel panorama musicale internazionale, entrerà in carica ufficialmente dal 1° gennaio 2025, con un mandato che abbraccerà le prossime due Stagioni.

Stefano Lo Russo, Presidente della Fondazione Teatro Regio e Sindaco della Città di Torino commenta: «Annunciamo con piacere la nomina di Andrea Battistoni, cui diamo il benvenuto, come Direttore musicale del Teatro Regio. Siamo certi che la sua presenza e la sua guida non potranno che rafforzare la capacità del Regio di rinnovarsi e sperimentare attraverso un’offerta artistica di grande qualità, consolidando il percorso che lo sta riportando a essere punto di riferimento nel panorama culturale nazionale e internazionale. Siamo certi che il nuovo Direttore, che ha già un legame di collaborazione consolidato con il nostro Teatro, proseguirà nel cammino intrapreso verso una proposta culturale trasversale e inclusiva, aperta a tutte e a tutti».

Il Sovrintendente Mathieu Jouvin afferma: «La nomina di Andrea Battistoni a Direttore musicale del Teatro Regio rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di rilancio intrapreso oltre due anni fa, con l’obiettivo di riportare il nostro Teatro al livello artistico che gli compete: il più alto. Siamo orgogliosi di accogliere un artista così giovane e già straordinariamente affermato, il cui talento e visione musicale sapranno arricchire la nostra proposta artistica e rafforzare il ruolo del Regio come punto di riferimento nel panorama lirico internazionale. La costante disponibilità di Andrea ad avvicinare la musica classica a un pubblico sempre più ampio, rendendola accessibile e coinvolgente, rispecchia un obiettivo fondamentale per la direzione del Teatro. È proprio questa sintonia di intenti che ha reso naturale e convinta la scelta di Andrea Battistoni come nuovo Direttore musicale e sono certo che, insieme, potremo costruire un percorso entusiasmante per il nostro pubblico e per il Teatro stesso».

Il Direttore artistico Cristiano Sandri aggiunge: «La scelta di Andrea Battistoni come Direttore musicale riflette pienamente la nostra volontà di tracciare un nuovo percorso per il Teatro Regio. Il Maestro è un direttore di straordinaria preparazione e sensibilità musicale, profondamente legato al nostro Teatro, che conosce bene. La sua capacità di unire l’esplorazione del grande repertorio italiano a nuove sperimentazioni rappresenta un valore aggiunto per il nostro progetto artistico. Naturalmente la nomina di un Direttore musicale costituisce una tappa cruciale per un teatro in quanto significa offrire all’orchestra e al coro una guida artistica di riferimento. Lo accogliamo con grande entusiasmo».

Andrea Battistoni: «Sono profondamente onorato ed emozionato di essere stato chiamato a ricoprire il ruolo di Direttore Musicale del Teatro Regio di Torino. È per me un privilegio e una grande responsabilità poter contribuire alla storia di una delle Istituzioni musicali più prestigiose a livello internazionale. Ringrazio vivamente il Sovrintendente Jouvin ed il Direttore Artistico Sandri per la fiducia accordatami. Mi impegnerò al massimo per onorare questa nomina, con spirito di servizio e dedizione nei confronti delle maestranze artistiche che sono un patrimonio inestimabile di talento e professionalità e che tutto il mondo ci invidia. Insieme, cercheremo di costruire un percorso che metta sempre più in luce le loro preziose e straordinarie qualità in modo da offrire al pubblico torinese ed internazionale un’esperienza artistica sempre più ricca e coinvolgente».

Un percorso di collaborazione già avviato

Andrea Battistoni ha costruito un rapporto profondo con i complessi artistici del Teatro Regio, segnato da appuntamenti significativi sia in Italia sia all’estero. Dopo il debutto nel 2011 con il Concerto per la Festa della Repubblica in piazza San Carlo, ha diretto L’elisir d’amore di Donizetti, in teatro e al Festival di Wiesbaden nel 2014, portando il nome del Regio in una prestigiosa manifestazione internazionale. Tra i suoi ritorni a Torino, spiccano La bohème nell’ambito del progetto The Best of Italian Opera per EXPO 2015, fino al dittico con La giara di Casella e Cavalleria rusticana di Mascagni con la regia di Gabriele Lavia nel 2019. Più recentemente, nel gennaio 2023, ha diretto la Messa da Requiem di Verdi e, a ottobre, La bohème, opera con cui il Regio ha inaugurato le celebrazioni pucciniane. Queste tappe hanno costruito e consolidato il suo rapporto con il Teatro e i suoi organici artistici, ponendo basi solide e condivise per la scelta del suo nuovo incarico.

Un incarico di grande respiro

Il maestro Battistoni dirigerà almeno due produzioni liriche per ogni Stagione, oltre a diversi concerti. In linea con la Direzione del Teatro, il maestro interpreterà sia opere del grande repertorio italiano, di cui è profondo conoscitore, sia titoli meno frequentati e da riscoprire, con l’intento di rinnovare e ampliare le prospettive artistiche del Regio. Il primo impegno sul podio del Regio sarà con Andrea Chénier di Umberto Giordano, in scena dal 18 al 29 giugno. L’opera vede il ritorno di artisti di grande statura vocale e interpretativa come Gregory Kunde, Maria Agresta e Franco Vassallo, ed è proposta in un nuovo spettacolare allestimento firmato da Giancarlo del Monaco. Ancor prima, il Direttore musicale sarà già coinvolto nelle procedure di concorso per i professori d’orchestra. Uno dei punti cardine del suo mandato sarà inoltre la divulgazione culturale, con un’attenzione particolare verso i giovani. Andrea Battistoni, già autore del libro Non è musica per vecchi, si impegnerà a rendere la musica classica e la lirica sempre più accessibili e amate da un pubblico ampio e intergenerazionale: «per innamorarsi della sinfonica, appassionarsi a quei meravigliosi romanzi cantati che sono le opere liriche, entrare nella vita dell’orchestra e svelare i segreti che hanno ispirato i grandi compositori».

Un talento riconosciuto a livello internazionale

Andrea Battistoni, nato a Verona nel 1987, si è imposto come uno dei direttori più preparati e versatili della sua generazione. A soli 27 anni è stato il più giovane direttore a debuttare sul podio del Teatro alla Scala, un record che ha segnato la sua precoce affermazione nel panorama musicale internazionale. Dirige regolarmente alla Deutsche Oper di Berlino e al Teatro dell’Opera di Sydney; a luglio di quest’anno ha debuttato con successo al Covent Garden di Londra con Tosca ed è atteso con grande interesse per il debutto all’Opéra di Parigi, dove dirigerà Rigoletto a maggio 2025. Tra gli incarichi della sua carriera, ricordiamo il ruolo di Primo Direttore Ospite del Teatro Regio di Parma, ricoperto dal 2010 al 2013, e quello di Direttore Principale del Teatro Carlo Felice di Genova, che ha svolto dal 2013 al 2019. Un altro traguardo di rilievo è stato l’importante sodalizio artistico con la Tokyo Philharmonic Orchestra, che pochi mesi dopo l’inizio della collaborazione lo ha nominato Chief Conductor per numerose stagioni, ruolo che occupa un posto di primo piano nella sua carriera attuale. Oltre a un’intensa attività nei principali teatri e con le orchestre sinfoniche più prestigiose del mondo, Battistoni si distingue anche come compositore. Questa sera, 29 novembre, l’Opéra Royal de Wallonie-Liège presenterà in prima mondiale Pucciniana, cantata per soprano, tenore, coro e orchestra, commissionata al maestro Battistoni. L’opera, concepita come un dialogo musicale articolato in cinque tableaux, rende omaggio al genio di Giacomo Puccini.

Un legame simbolico con Puccini

La nomina di Andrea Battistoni viene annunciata in una data di forte valore simbolico: il 29 novembre 2024, 100° anniversario della scomparsa di Giacomo Puccini. Questa ricorrenza chiude idealmente un anno di celebrazioni dedicate al grande compositore, iniziate con lo stesso maestro Battistoni alla conduzione della Bohème e concluse oggi con la sua nomina, dunque con l’inizio di una nuova fase per il Teatro Regio.

Impegno e qualità artistica

Con rigore e passione, Battistoni affronta ogni progetto con uno studio accurato e una preparazione meticolosa, dimostrando una straordinaria dedizione alla musica. Questo approccio rappresenta un valore prezioso, che contribuirà a costruire un percorso di crescita condiviso. Con la sua energia, visione artistica e impegno verso il futuro, Andrea Battistoni si prepara a guidare l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio verso nuove sfide, rafforzandone il ruolo di eccellenza musicale e culturale a livello internazionale.

Il Teatro Regio di Torino, insieme ai suoi artisti, lavoratori e pubblico, rivolge ad Andrea Battistoni i migliori auguri per un percorso ricco di successi e soddisfazioni nel suo nuovo incarico di Direttore musicale. Con entusiasmo e fiducia, tutto il Regio lo accoglie in questa nuova e stimolante avventura artistica.

Per tutte le informazioni e gli aggiornamenti: www.teatroregio.torino.it.

LA NUOVA PRODUZIONE DE LA VEDOVA ALLEGRA DELLA COMPAGNIA CORRADO ABBATI INAUGURA DICEMBRE AL REGIO DI PARMA

Corrado Abbati porta in scena l’operetta di Franz Lehár con le coreografie di Francesco Frola eseguite dal Balletto di Parma e Alberto Orlandi sul podio dell’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta

Teatro Regio di Parma

mercoledì 4 dicembre 2024, ore 20.00

sabato 7 dicembre 2024, ore 17.00

In occasione del Black Friday

biglietti con riduzione dal 20% al 50%

nella giornata del 29 novembre

su alcuni appuntamenti di Dicembre al Regio

Dicembre al Regio inaugura mercoledì 4 dicembre 2024, ore 20.00 (replica sabato 7 dicembre 2024, ore 17.00) con La vedova allegra, operetta in tre atti di Franz Lehár su libretto di Victor Léon e Leo Stein dalla commedia L’Attaché d’ambassade di Henri Meilhac, portata in scena dalla Compagnia di Corrado Abbati, che ne firma la traduzione, l’adattamento e la regia, con Mariska Bordoni, Fabrizio Macciantelli, Antonella Degasperi, Gianmarco Durante, Federico Bonghi, Matteo Bartoli, Claudia Bonazzi, Claudio Ferretti, Matteo Catalini, Corrado Abbati.

Alberto Orlandi dirige l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta e il Balletto di Parma esegue le coreografie di Francesco Frola, nel nuovo allestimento scenico di Inscena Art Design.

“Partendo dal termine ‘leggerezza’ dato da Italo Calvino nel primo capitolo delle Lezioni Americane e cioè ‘leggerezza come reazione al peso del vivere’ e conscio che nell’immaginario collettivo il termine ‘operetta’ è unito al termine ‘sorriso’, il mio intento, in questa edizione de La vedova allegra, – scrive Corrado Abbati nelle note di regia – è stato quello di non negare, per chissà quale dotta purezza (o pesantezza) intellettuale, ciò che è la caratteristica tipica dell’operetta: la voglia di emozioni rassicuranti. Tutti, fin da subito, sanno che si finirà felici e contenti! Il mio lavoro è stato, quindi, quello di creare uno spettacolo capace di suscitare allegria, com’era d’altronde nelle intenzioni dell’autore che ha disseminato La vedova allegra di tanti spunti su un canovaccio diplomatico dove non si nascondono desideri segreti e interessi erotici o politici che vengono risolti a ritmo di valzer, ma anche di can-can”.

Dicembre al Regio proseguirà venerdì 6 dicembre, ore 20.30, con Puccini Dance Circus Opera, per coro di corpi e strumenti; domenica 15 dicembre, ore 17.00, con Christmas Gym La festa delle medaglie olimpiche della ginnastica azzurra; venerdì 20 dicembre, ore 20.30, con Pianse ed amò per tutti recital lirico benefico con Luca Salsi e Michele Pertusi in favore dell’Ospedale dei bambini di Parma “Pietro Barilla; sabato 28 dicembre, ore 20.30, e domenica 29 dicembre, ore 15.30, con Lo Schiaccianocidel Balletto Nazionale Armeno; mercoledì 1 gennaio, ore 18.00, con il Concerto di Capodanno della Società dei Concerti di Parma.

BIGLIETTERIA

Biglietti da 15 a 40 euro. I biglietti per tutti gli spettacoli sono disponibili presso la biglietteria del Teatro Regio di Parma e online su teatroregioparma.it. L’acquisto online non comporta alcuna commissione di servizio. Per informazioni Strada Giuseppe Garibaldi, 16/A – 43121 Parma Tel. +39 0521 203999 – biglietteria@teatroregioparma.it

BLACK FRIDAY

In occasione del Black Friday, biglietti con riduzione dal 20% al 50% in vendita presso la biglietteria del Teatro Regio di Parma e online su teatroregioparma.it  solo venerdì 29 novembre 2024 per i seguenti spettacoli: La vedova allegra Compagnia Corrado Abbati, Puccini Dance Circus Opera Compagnia blucinQue, Christmas Gym La festa delle medaglie olimpiche della ginnastica azzurra, Lo Schiaccianoci Balletto Nazionale Armeno.

 MICHELE MARIOTTI E SERGIO RUBINI INSIEME PER LEOPARDI ALL’OPERA DI ROMA 

Musica e poesia si incontrano in un concerto dedicato al poeta dell’Infinito.

Tra i brani in programma, i Kindertotenlieder di Mahler e la Sinfonia Eroica di Beethoven 

Domenica 8 dicembre ore 20.00

Il concerto è trasmesso in diretta su Radio3 Rai 

Le malinconie, le speranze e le disillusioni di Giacomo Leopardi incontrano la musica di alcuni tra i più grandi compositori. Dopo aver diretto il Simon BoccanegraMichele Mariotti torna sul podio del Costanzi domenica 8 dicembre, alle ore 20.00, per il suo primo concerto della Stagione 2024/25, trasmesso in diretta su Radio3 Rai. 

Per l’occasione, il Direttore musicale della Fondazione Capitolina ha ideato un programma incentrato su Giacomo Leopardi, in cui brani di Schubert, Mahler e Beethoven saranno intervallati dalla lettura di alcuni testi del poeta, recitati dal vivo per l’occasione da Sergio Rubini, per la prima volta sul palco dell’Opera di Roma. Una partecipazione straordinaria, quella dell’attore e regista, che anticipa la messa in onda su Rai1 della miniserie evento in due puntate, da lui diretta, dal titolo Leopardi – Il poeta dell’infinito, prevista per il 7 e 8 gennaio 2025. Riflessioni tratte dallo Zibaldone, dai Canti e dalle Operette morali di Leopardi si alternano dunque all’esecuzione dell’Entr’acte n. 3 di Schubert dal dramma Rosamunde, al ciclo dei Kindertotenlieder di Mahler (baritono solista è Markus Werba) e alla Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55 Eroica di Beethoven. Prima del concerto, sarà proiettato su uno schermo un estratto dalla miniserie diretta da Rubini. 

«Volevo costruire un programma capace di dialogare con una serie di letture e di racconti tratti dagli scritti di Leopardi, – racconta Michele Mariotti – cercando di trovare corrispondenze ed echi di certi temi poetici nella musica della sua epoca, come in Schubert e Beethoven, o in autori come Mahler, che pur lontani nel tempo sembrano condividere la sua sensibilità e la sua visione del mondo. Ad esempio Schubert, come Leopardi, viene ancora oggi spesso considerato come un compositore languido, melanconico, mentre era un uomo con una forza interiore incredibile. Mahler condivide invece con il poeta un immenso amore per la vita, che si lega al contempo a una lucida e terribile consapevolezza della tragedia insita nella stessa». 

«Così come ho lavorato con i miei sceneggiatori alla serie televisiva, insieme al maestro Mariotti, che ha voluto questa serata di dialogo tra musica e poesia, ho scelto di raccontare un Leopardi diverso da quello tramandato da una tradizione a volte schematica. – dice Sergio Rubini – Leopardi non era un uomo fragile e triste, schiacciato dalla gobba e ingrigito dalla malinconia. Il suo pessimismo era piuttosto il riflesso di un immenso amore per la vita che lo portava a difendere la libertà, la bellezza, la dignità dell’essere umano contro il potere schiacciante del mondo e della Natura – temi di fronte ai quali il sempre giovane recanatese si rapporta con la forza e il coraggio di un titano. Nel tentativo di far emergere questi aspetti, ho voluto legare alcune riflessioni dello Zibaldone a una serie di letture poetiche tratte dai Canti – alcuni molto noti, come Il passero solitario e Le ricordanze, e altri meno conosciuti, penso a Il sogno -, nonché al racconto a braccio di una delle Operette morali, dove emerge un Leopardi sorprendentemente brillante e spietatamente comico. Il pensiero leopardiano, frutto di un’infaticabile e appassionata indagine sull’animo umano, inviso ai conformisti e incompreso dai suoi contemporanei, risuona straordinariamente attuale per noi uomini del Duemila grazie alla visionarietà di uno dei nostri massimi poeti, patrimonio della storia del nostro Paese, da considerarsi vera e propria icona pop». 

La proposta sinfonica della Stagione 2024/25 dell’Opera di Roma prosegue sabato 22 marzo 2025, con Mariotti che propone Ein deutsches Requiem di Brahms, affiancato dal soprano Carolina López Moreno e dal baritono Derek Welton. Il 28 aprile, invece, il Costanzi ospita l’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori che, diretta da Ignazio Maria Schifani, propone La gloria di primavera di Alessandro Scarlatti in occasione dei trecento anni della morte del compositore. Un progetto del Ministero dell’Università e Ricerca in collaborazione con il Conservatorio di Palermo. Il 10 maggio 2025, James Conlon dirige la Sinfonia n. 5 in re minore op. 47 di Šostakovič e la Sinfonia n. 5 in do minore op. 67 di Beethoven. La programmazione sinfonica si chiude il 26 settembre 2025, con il debutto di Diego Ceretta all’Opera di Roma con il Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 77 di Brahms – violino solista Marc Bouchkov – e la Sinfonia n. 7 in re minore op. 70 di Dvořák.

Ph. Fabrizio Sansoni

IL TEATRO DELL’OPERA SI RINNOVA 

Diversi gli interventi di ammodernamento con cui il Costanzi si è presentato al pubblico all’inaugurazione del 27 novembre.

Completamente ristrutturato lo shop

Inaugurata stasera con il Simon Boccanegra di Verdi la nuova Stagione dell’Opera di Roma che, oltre a un calendario sempre più ricco di opere, balletti e concerti, presenta con l’occasione anche un restyling dei suoi principali ambienti. Il pubblico è stato accolto all’ingresso da un nuovo ed elegante shop, completamente ristrutturato nella forma, con una nuova scaffalatura bianca a muro e l’installazione di luci a led. Ridisegnate anche le livree delle maschere del Teatro. Rifatta la tinteggiatura degli ambienti interni, mentre il pavimento del foyer ha subìto lavori di livellamento e lucidatura generale. Il rinnovamento ha interessato anche la moquette del quarto piano, a livello dei posti di Galleria. La ristrutturazione è intervenuta poi per rinnovare alcuni dei servizi. Grazie ad Acea, inoltre, una nuova illuminazione fa risplendere il gruppo scultoreo bronzeo di Luigi Scirocchi, raffigurante le Muse, e la facciata principale esterna del Teatro. Sempre all’esterno del Costanzi, infine, è stato posizionato un grande schermo che trasmetterà, durante il giorno, locandine e trailer degli spettacoli in cartellone.

ph-Fabrizio-Sansoni

TCBO: KORNGOLD CON GIL SHAHAM, UNA NOVITÀ DI GUARNIERI E LA “PATETICA” DI ČAJKOVSKIJ. DIRIGE LYNIV

Sabato 30 novembre alle 20.30, Auditorium Manzoni

È il grande violinista statunitense vincitore di un Grammy Award Gil Shaham il solista del Concerto per violino e orchestra in re maggiore di Erich Wolfgang Korngold, in programma per la Stagione Sinfonica 2024 del Teatro Comunale di Bologna. Accanto a lui sul podio all’Auditorium Manzoni, sabato 30 novembre alle 20.30, la Direttrice musicale Oksana Lyniv, che propone anche in prima esecuzione assoluta il brano “In una notte stellata”, VI concerto per sola orchestra commissionato dall’Accademia Filarmonica di Bologna ad Adriano Guarnieri, e la Sesta Sinfonia detta “Patetica” di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

All’età di dieci anni, Shaham debuttò con l’Orchestra Sinfonica di Gerusalemme e poco dopo suonò per la prima volta con l’Orchestra Filarmonica di Israele diretta da Zubin Mehta. Oggi, a 53 anni, è uno dei violinisti più apprezzati del nostro tempo, ospite di compagini come i Berliner Philharmoniker e la Chicago Symphony Orchestra; suona lo Stradivari “Countess Polignac” del 1699. Il Concerto per violino op. 35 di Korngold nacque nel 1945 alla fine della Seconda guerra mondiale: il compositore austriaco, esiliato in California a causa delle persecuzioni naziste, aveva infatti giurato che avrebbe composto solo colonne sonore – che peraltro gli valsero due premi Oscar – finché Hitler sarebbe rimasto al potere. Il critico dell’epoca del «New York Times», Olin Downes, liquidò il lavoro come “Hollywood concerto”, ma in realtà le prime due esecuzioni con solista Jascha Heifetz – quella del 15 febbraio 1947 con l’orchestra Sinfonica di Saint Louis diretta da Vladimir Golschmann e quella del 30 marzo dello stesso anno con la Filarmonica di New York diretta da Efrem Kurtz – ebbero grande successo.

Recentemente insignita del “Bayerischer Verfassungsorden” (Ordine della Costituzione Bavarese), per i suoi “straordinari meriti artistici” nel campo della musica classica e anche per la sua attenzione nel promuovere la musica contemporanea, e del “Kulturpreis Bayern 2024”, Oksana Lyniv apre il concerto bolognese con una pagina nuova, “In una notte stellata”, che Guarnieri ha composto tra il 2022 e 2023 lasciandosi ispirare dal cosmo e dalla sua passione per l’astronomia, facendo una riflessione in musica che tende al “tempo sospeso”. «Non mi interesso ai dati tecnici, strettamente matematici o astrofisici – dice l’autore – ma voglio vivere intensamente la bellezza del cielo, la bellezza dell’infinito che ci proietta verso ciò che è misterico, universale in senso spirituale». 

Chiude la serata la celebre Sinfonia n. 6 in si minore op. 74 “Patetica”. Ultimo lavoro di Čajkovskij, che morì nove giorni dopo averne diretto la prima esecuzione il 28 ottobre 1893 a San Pietroburgo, fu dedicato al nipote Vladimir Davydov al quale il compositore confidò di avere in mente per la sinfonia un “programma” che però non fu mai svelato.

Main Partner della Stagione Sinfonica 2024 del Teatro Comunale di Bologna è Intesa Sanpaolo, grazie al cui sostegno sono inoltre aperte gratuitamente alle scuole gran parte delle prove generali dei concerti.

I biglietti – da 10 a 40 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale (Largo Respighi, 1), dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18 e il sabato dalle 11 alle 15; il giorno del concerto presso l’Auditorium Manzoni da 1 ora prima fino a 15 minuti dopo l’inizio dello spettacolo. 

Per ogni concerto della Stagione Sinfonica 2024 prosegue “Note a margine”, una rassegna di incontri con il pubblico che si tengono circa 30 minuti prima dell’inizio del concerto presso il foyer del bar dell’Auditorium Manzoni. 

Info: https://www.tcbo.it/eventi/stagione-sinfonica-2024-lyniv-shaham/

Foto di Andrea Ranzi

STAGIONE SINFONICA 2024 DEL TCBO

Sabato 30 novembre ore 20.30, Auditorium Manzoni

Oksana Lyniv direttrice

Gil Shaham violino

Orchestra del Teatro Comunale di Bologna

Adriano Guernieri

In una notte stellata. VI Concerto per sola orchestra

Erich Wolfgang Korngold

Concerto per violino e orchestra in Re maggiore op. 35

Moderato nobile

Romanza: Andante

Finale: Allegro assai vivace

Pëtr Il’ič Čajkovskij

Sinfonia n. 6 in Si minore op. 74, “Patetica”

Adagio. Allegro non troppo

Allegro con grazia

Allegro molto vivace

Adagio lamentoso. Andante

ULTIMO CONCERTO DELLA STAGIONE SINFONICA 2024 AL TEATRO FILARMONICO  

Venerdì 29 e sabato 30 novembre, l’Orchestra areniana esegue due capolavori della sinfonia diretta da Wolfram Christ, già prima viola dei Berliner, con la voce del soprano Mojca Erdmann

La Stagione Sinfonica 2024 di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico si chiude quest’anno con un doppio appuntamento dedicato a due pietre miliari della sinfonia: da un lato gli abissi romantici dell’Ottava di Schubert, nota come Incompiuta, dall’altro la Quarta di Mahler, detta La Vita celestiale dal titolo del lied cantato dal soprano, a compimento di un viaggio dalle gioie e inquietudini terrene al paradiso immaginato dai fanciulli.

Formazione completa per l’Orchestra di Fondazione Arena che più volte ha eseguito Schubert ma, in quasi cinquant’anni al Filarmonico, ha affrontato la Quarta mahleriana solo in due occasioni. Doppio debutto per il direttore Wolfram Christ e la solista Mojca Erdmann, lui direttore già noto anche come prima viola sia dei Berliner Philharmoniker che dell’orchestra all-star di Lucerna voluta da Claudio Abbado, lei soprano lirico affermato a livello internazionale in un repertorio che spazia dal barocco al contemporaneo coi massimi direttori di oggi. L’imperdibile appuntamento è venerdì 29 novembre alle 20 e sabato 30 novembre alle 17. Questa seconda data rientra nel programma del Festival Internazionale di Musica del Veneto.

Il concerto, decimo e ultimo appuntamento del cartellone che ha visto BCC Veneta main sponsor della Stagione Artistica 2024 al Teatro Filarmonico, avrà una durata di 80 minuti circa più un intervallo.

Il programma del 10° concerto del 29 e 30 novembre

È del 1822 il manoscritto dell’Ottava sinfonia di Franz Schubert, solo due movimenti sui quattro previsti dalla forma classica. Un terzo fu abbozzato ma non completato e, ufficialmente, nessun finale fu mai intrapreso. Finita nel cassetto di un amico, ne uscì solo quarant’anni dopo, postuma, per essere eseguita la prima volta a Vienna nel 1865. Con la sua apertura cupa e misteriosa in si minore, rappresenta un unicum affascinante, accanto alle inquietudini romantiche di Beethoven, Schumann ma anche di successivi maestri, come Mahler. La composta elegia del secondo movimento in Mi maggiore pare già completare il percorso sotteso alla sinfonia, come l’altra faccia di una stessa medaglia. Se solo Schubert fosse sopravvissuto ai suoi 31 anni, avrebbe forse sviluppato questo capolavoro, che tuttavia rimane tale anche nella (o forse proprio per la) forma che conosciamo.

Gustav Mahler, direttore d’orchestra di successo da fine ‘800, deve molto allo Schubert di Lieder e Ländler: indaffaratissimo all’Opera imperiale e con la già celebre Filarmonica, poteva comporre solo d’estate. I suoi cicli liederistici influenzarono le prime sinfonie: la Seconda, la Terza e la Quarta (completata nel 1900) contengono testi già musicati, dalla raccolta Il Corno magico del fanciullo di Brentano. I canti giungono a coronamento di percorsi sinfonici che non hanno un programma dichiarato ma che sono ben percepibili dal pubblico. La Quarta sinfonia in Sol maggiore si apre con un primo tempo festoso e fanciullesco che richiama i modelli classici; le ombre emergono nei sinistri valzer dello Scherzo, guidati da un violino solista “scordato” per espressa volontà dell’autore. Languido, sognante, lacerante è il tempo lento, prima di giungere ai cancelli del cielo del Lied finale, in un paradiso molto terreno e familiare, immaginato da un bimbo che conosce la fame e la miseria: il suo canto, affidato al soprano, descrive i santi come buoni vicini, in una festa dove regnano abbondanza e serenità. Una tenerezza indimenticabile e struggente.    

Nel 2025 si celebrerà il 50° anniversario dalla riapertura del Teatro Filarmonico. Saranno dieci gli appuntamenti sinfonici, tutti in doppia data, più due concerti straordinari, con programmi da Mozart a Berio, passando per i grandi classici di Beethoven, Chopin, Mahler, Rachmaninov, Prokof’ev, con prime esecuzioni e anniversari dedicati a Salieri, Ravel, Bartók e Šostakovič. I migliori interpreti internazionali e le bacchette emergenti saranno protagonisti a Verona con l’Orchestra e il Coro di Fondazione Arena. In vendita i nuovi abbonamenti alla Stagione Sinfonica e ai sei titoli della Stagione d’Opera, così come speciali carnet e singoli biglietti.

Già in vendita abbonamenti, carnet e biglietti singoli per la nuova Stagione Sinfonica 2025

Filarmonico 2025: nuovi abbonamenti, carnet e biglietti

Biglietti da 10 a 26 euro, con tariffe speciali under30, disponibili al link www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni concerto, alla Biglietteria del Filarmonico in via Mutilati.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA

Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO

Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo

Tel. 045 8002880

biglietteria@arenadiverona.it

Call center +39 045 8005151

www.arena.it

Punti vendita TicketOne.it

Kolja Blacher torna a dirigere l’Orchestra dell’Opera Carlo Felice con Wiener Klassik

Wiener Klassik

Musiche di Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig van Beethoven

Direttore e solista Kolja Blacher

Orchestra dell’Opera Carlo Felice Genova

Giovedì 28 novembre 2024 ore 21.00

Teatro Romualdo Marenco, Novi Ligure

Venerdì 29 novembre 2024 ore 21.00

Teatro degli Impavidi, Sarzana

Sabato 30 novembre 2024 ore 21.00

Chiesa di Sant’Anna, Rapallo

Dopo il successo del concerto del 3 luglio 2024 per il Paganini Genova Festival, Kolja Blacher tornerà a dirigere l’Orchestra dell’Opera Carlo Felice con Wiener Klassik nell’ambito della rassegna Liguria Musica. Il concerto si terrà giovedì 28 novembre alle ore 21.00 al Teatro Romualdo Marenco di Novi Ligure; venerdì 29 novembre alle ore 21.00 al Teatro degli Impavidi di Sarzana; e sabato 30 novembre alle ore 21.00 alla Chiesa di Sant’Anna di Rapallo.

Il programma di Wiener Klassik racconta il classicismo viennese attraverso i brani di due dei suoi massimi esponenti: Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig van Beethoven. In apertura il Concerto per violino e orchestra n. 5 in la maggiore, composto da Mozart nel 1775, che vedrà Kolja Blacher – violinista acclamato in tutto il mondo, esibitosi con le più importanti orchestre europee fra cui i  Berliner Philharmoniker, la Lucerne Festival Orchestra e l’Orchestra dell’Accademia  di Santa Cecilia – nella doppia veste di solista e direttore. A seguire, la Sinfonia n. 1 in do maggiore di Beethoven, primo grande lavoro sinfonico del compositore realizzato nel 1800 e ispirato allo stile di Haydn e Mozart.

Biografie

Kolja Blacher ha studiato alla Juilliard School of Music con Dorothy DeLay e con Sandor Vegh a Salisburgo. Si è esibito come solista in tutto il mondo, con le più importanti orchestre europee fra cui anche i  Berliner Philharmoniker, la Lucerne Festival Orchestra e l’Orchestra dell’Accademia  di Santa Cecilia .  Ha lavorato con direttori tra cui Kirill Petrenko, Vladimir Jurowski, Dimitri Kitajenko, Mariss Jansons, Matthias Pintscher, Markus Stenz, Simone Young e Asher Fisch. Il repertorio di Blacher comprende opere per violino solo da Bach a Berio, il repertorio di base classico-romantico e di musica contemporanea per violino e orchestra (comprese opere di Magnus Lindberg, Kurt Weill, Hans Werner Henze e Bernd Alois Zimmermann). Negli ultimi cinque anni i concerti “Play-Conduct” sono diventati il nuovo fulcro dell’attività artistica di Blacher. Ha lavorato regolarmente con la Melbourne Symphony Orchestra, la Taiwan Philharmonic Orchestra, la Stuttgart Chamber Orchestra, la Jerusalem Symphony Orchestra e l’Orchestra della Komische Oper di Berlino. Come direttore dirigerà tutti i concerti dell’Orchestra da Camera dell’Orchestra Sinfonica di Milano “Giuseppe Verdi” per le prossime Stagioni e con la Tallinn Chamber Orchestra è direttore solista residente nella stagione 2023/2024. Collabora regolarmente come direttore e solista anche con la Nordic Chamber Orchestra (Svezia), la Norrlands Opera (Svezia), la South Denmark Philharmonic, la Staatsphilharmonie Rheinland Pfalz e molte altre orchestre. Blacher ha registrato CD di grande successo (Diapason d’Or) in collaborazione con Claudio Abbado, con il quale ha mantenuto stretti legami fin dai tempi della Filarmonica di Berlino e della Lucerne Festival Orchestra. Il suo album con il Concerto per violino di Schönberg (con Markus Stenz e la Gürzenich-Orchester Köln) è stato pubblicato nell’autunno 2013. È stato professore alla Hochschule für Musik und Theater di Amburgo prima di tornare nella sua città natale, Berlino, dove insegna alla Hochschule für Musik “Hanns Eisler”. Suona un violino Guarneri del Gesù del 1730, generosamente prestatogli dalla signora Kimiko Powers.

La storia dell’Orchestra dell’Opera Carlo Felice inizia nei primi anni del ‘900; l’attività sinfonica e operistica è da allora continuativa. Con un repertorio che spazia dal Seicento alla musica contemporanea, la compagine si distingue per produttività e versatilità. Sul podio si avvicendano direttori di rilevanza internazionale, per citarne solo alcuni: Victor De Sabata, Igor Stravinsky, Franco Capuana, Sergiu Celibidache, Hermann Scherchen, Claudio Abbado, Alceo Galliera, Carlo Maria Giulini, Riccardo Muti, Georges Prêtre, Mstislav Rostropovič, Gianandrea Gavazzeni, Daniel Oren, Antonio Pappano, Christian Thielemann, Daniele Gatti, Gennadij Roždestvenskij, Bruno Campanella, Zubin Mehta, Nello Santi, Sir Neville Marriner, Kyrill Petrenko, Hartmut Haenchen, Vladimir Fedoseev, Andrea Battistoni, Fabio Luisi (Direttore onorario), Donato Renzetti (Direttore emerito). Dal 2022 Riccardo Minasi è il Direttore musicale. Numerose sono le incisioni registrate al Teatro Carlo Felice, in particolare di produzioni liriche, per etichette quali Deutsche Grammophon, Decca, Sony, TDK, Rai-Trade, Nuova Era Records, Arthaus Musik, Dynamic, Bongiovanni, Denon/Nippon Columbia e BMG-Ricordi. L’alto livello artistico consolidato negli anni le consente di prendere parte a manifestazioni di grande prestigio quali il Festival dei Due Mondi di Spoleto, il Ravello Festival, il Festival di musica sacra Anima Mundi di Pisa, e d’esibirsi in importanti sedi nazionali e internazionali quali il Parco della Musica di Roma, il Teatro degli Arcimboldi di Milano, l’Auditorium della Conciliazione di Roma, il Teatro dal Verme di Milano, la Royal Opera House di Muscat, la Astana Opera, il Mariinsky Concert Hall, la Basilica di S. Francesco ad Assisi.

Biglietti

28/11 – Teatro Romualdo Marenco, Novi Ligure

Intero 10,00 euro

Ridotto 5,00 euro

Biglietti in vendita al Teatro Romualdo Marenco giovedì 28 novembre 2024 a partire dalle ore 18.00 sino a 15 minuti dopo l’inizio del concerto


29/11 – Teatro degli Impavidi, Sarzana

Intero 10,00 euro

Ridotto 5,00 euro

Biglietti in vendita al Teatro degli Impavidi nei seguenti orari:

Lun 9.30-13.00

Mar 9.30-13.00

Mer 9.30-13.00

Gio 9.30-13.00 e 16.00-19.00

Ven 9.30-13.00

Sab 9.30-13.00

Dom chiuso

e sulla piattaforma Vivaticket

30/11 – Chiesa di Sant’Anna, Rapallo

Ingresso libero sino ad esaurimento dei posti

Per ulteriori informazioni: www.operacarlofelicegenova.it

“Puccini racconta Puccini” al Teatro del Maggio Fiorentino, per il centenario della morte del grande musicista

Venerdì 29 novembre 2024, nel giorno del centenario della morte di Giacomo Puccini, il Teatro del Maggio dedica al grande compositore una serata interamente volta alle sue musiche.

Sul podio della Sala Grande, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Maggio, Francesco Lanzillotta.
La drammaturgia è curata da Alberto Mattioli; il baritono Alfonso Antoniozzi interpreta Giacomo Puccini.

Venerdì 29 novembre 2024, alle ore 20, il Teatro del Maggio dedica a Giacomo Puccini una serata speciale interamente volta alle sue composizioni nel giorno che segna i 100 anni dalla sua morte, avvenuta a Bruxelles il 29 novembre del 1924.

Sul podio della Sala Grande, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Maggio, il maestro Francesco Lanzillotta, che sarà poi di ritorno in Teatro nel volgere di poche settimane per il dittico Mavra/Gianni Schicchi in cartellone – sempre in Sala Grande – dal 15 al 22 dicembre prossimo.
La drammaturgia dello spettacolo è curata dal musicologo e scrittore Alberto Mattioli; il baritono Alfonso Antoniozzi interpreta Giacomo Puccini stesso.
Il maestro del Coro del Maggio è Lorenzo Fratini.

In locandina un programma interamente dedicato alle musiche di Puccini che comprende sia alcuni estratti dalle sue più celebri opere sia alcune pagine sinfoniche di rara esecuzione: il concerto si apre con Crisantemi, un brano giovanile che, come raccontato dal compositore stesso in una lettera del febbraio 1890 al fratello minore Michele, Puccini scrisse “in una notte, per la morte di Amedeo d’Aosta”, avvenuta il 18 gennaio precedente.
Il concerto continua con il Preludio a orchestra in mi minore: fu completato nell’ agosto del 1876, a Lucca; ‘riscoperto’ a partire dagli anni settanta del XX secolo, il Preludio è rapidamente entrato nei repertori sinfonici, con la direzione di maestri prestigiosi.
Il Preludio sinfonico in la maggiore, che segue, fu composto nell’estate del 1882 come saggio al Conservatorio di Milano e – sempre al Conservatorio – fu eseguito per la prima volta il 15 luglio dello stesso anno.
Il programma continua con il Capriccio sinfonico, che venne eseguito per la prima volta dall’Orchestra del Conservatorio di Milano nel luglio 1883: non solo ebbe un grandissimo successo di pubblico e di critica, ma “rivelò” Puccini alla Milano intellettuale, colta e scapigliata. Il grande successo del Capriccio fu una delle ragioni per cui fu organizzata un’esecuzione privata delle Willis, che nel volgere di breve tempo diventerà Le Villi, opera-ballo in due atti su libretto di Ferdinando Fontana, composta nel secondo semestre del 1883 e rappresentata per la prima volta il 31 maggio 1884 al “Teatro dal Verme” di Milano e da cui è preso l’estratto che segue in locandina, ossia Tregenda. Il felice esito conseguito da Le Villi indusse l’editore Giulio Ricordi a commissionare a Puccini una seconda opera: la scelta ricadde su Edgar, su libretto del poeta scapigliato Ferdinando Fontana e liberamente ispirato al dramma in versi di Alfred de Musset “La coupe et les lèvres”: la composizione durò ben quattro anni e il nuovo lavoro vide la luce nell’aprile del 1889 alla Scala di Milano.

Proprio da Edgar è estratto il Preludio del III atto, che precede in cartellone due fra i più celebri estratti da altrettante delle opere più famose del catalogo pucciniano: prima l’Intermezzo del III atto della Manon Lescaut, ispirata al romanzo dell’abate Antoine François Prévost “Storia del cavaliere Des Grieux e di Manon Lescaut” e composta fra l’estate del 1889 e l’ottobre del 1892; poi il celeberrimo Coro a bocca chiusa, tratto dal II atto di Madama Butterfly.

L’Intermezzo di Suor Angelica, la seconda opera del Trittico pucciniano, precede il pezzo conclusivo del concerto, ossia l’Inno a Roma: fu composto da Puccini ma soltanto nella versione per canto e piano  fra mille dubbi e fatiche; addirittura il compositore stesso confessò all’amico Guido Vandini: “Sto impazzendo a fare l’Inno a Roma!”. Nonostante questo la prima esecuzione ebbe luogo allo stadio Nazionale di Roma nel giugno 1919, alla presenza di Umberto, principe di Piemonte, e delle sue sorelle Jolanda e Mafalda, dove ottenne un grandissimo successo.

Il concerto:

Per raccontare Puccini è forse meglio lasciare la parola a lui e ai suoi contemporanei, creando una drammaturgia immaginaria ma basata su fatti e parole “veri” dove, davvero, Puccini racconta Puccini. Già, ma quale Puccini? La sua vita privata e soprattutto sentimentale viene scandagliata con una passione che va dall’acribia accademica degli studiosi all’accanimento gossipparo di chi cerca sempre nuovi amori del tenero Giacomo. Indispensabile, certo, perché l’uomo e l’artista sono inscindibili. E tuttavia per questa occasione inevitabilmente celebrativa ma, si spera, non retorica, si è tentata invece la strada di un ritratto artistico che, com’è ovvio, non è e non potrà mai essere completo, perché la grandezza dell’arte pucciniana sarà sempre maggiore della nostra capacità di raccontarla (e talora, come si vedrà, anche di capirla). Ma si è almeno cercato di ricostruire la parabola creativa di un compositore, alla fine, sempre così inquieto e così insoddisfatto di sé, partendo dai primi tentativi e fermandoci alle soglie dell’incompiuta (ma incompiuta, in realtà, perché il suo rebus drammaturgico era davvero insolubile) Turandot terminale. Evitando l’agiografia, e anzi dando anche conto di dubbi, ripensamenti, critiche, giudizi ingenerosi altrui ma anche propri; e cercando di evidenziare, magari, anche qualche aspetto meno noto, come il giovanile ma accanito wagnerismo di Puccini.

(dal testo di Alberto Mattioli, pubblicato nel libretto di sala)

La locandina:

GIACOMO PUCCINI
Crisantemi
Preludio a orchestra
Preludio sinfonico
Capriccio sinfonico
Preludio a orchestra
Da Le Villi: Tregenda
Da Edgar: Preludio atto III
Da Manon Lescaut: Intermezzo atto III
Da Madama Butterfly: Coro a bocca chiusa
Da Suor Angelica: Intermezzo
Inno a Roma per coro e orchestra

Direttore
Francesco Lanzillotta

Alberto Mattioli, drammaturgia
Alfonso Antoniozzi, voce narrante come Giacomo Puccini

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Direttore del Coro Lorenzo Fratini

Prezzi:

Solo ascolto: 10€
Visibilità limitata: 15€
Galleria: 20€
Palchi: 30€
Platea 4: 40€
Platea 3: 50€
Platea 2: 60€
Platea 1: 70€

Durata complessiva 1 ora e 30 minuti circa

La Scala celebra con Chailly il centenario pucciniano

Il 29 novembre, a 100 anni esatti dalla scomparsa del compositore,

il Direttore Musicale dirige un’antologia di pagine giovanili e capolavori.

Solisti Anna Netrebko, Mariangela Sicilia e Jonas Kaufmann.

Venerdì 29 novembre, a 100 anni esatti dalla scomparsa di Giacomo Puccini (Lucca, 22 dicembre 1858 – Bruxelles, 29 novembre 1924), il Teatro alla Scala ricorda il grande compositore con un concerto diretto da Riccardo Chailly, solisti Anna Netrebko, Mariangela Sicilia e Jonas Kaufmann. Il programma ripercorre i passi giovanili dal Preludio Sinfonico composto nel 1882 per l’esame finale di composizione al Conservatorio di Milano all’intermezzo di Madama Butterfly, che ebbe la sua contrastatissima prima assoluta alla Scala nel 1904. All’interno di questo arco temporale si collocano il Requiem per voci, viola e organo (alla Scala Simonide Braconi e Lorenzo Bonoldi) che fu composto nel 1901 per il quarto anniversario della morte di Verdi e Crisantemi, elegia per quartetto d’archi (qui in versione orchestrale) scritta nel 1890 in morte di Amedeo d’Aosta, ed estratti dalle prime prove teatrali. Da Edgar, andato in scena alla Scala nel 1889 e sottoposto poi a una complessa serie di revisioni, si ascoltano il Preludio all’Atto III e il Requiem Aeternam per soprano (Mariangela Sicilia), coro e coro di voci bianche. Di alcuni anni precedente è Le Villi, debutto operistico di Puccini che vide la luce al Teatro Dal Verme nel 1884, dal quale si esegue l’Intermezzo sinfonico La tregenda. Conclude il programma l’atto IV del primo grande successo d’autore: Manon Lescaut, andata in scena nel 1893 al Teatro Regio di Torino.

Gli interpreti

Il concerto, cui partecipano il Coro del Teatro alla Scala diretto da Alberto Malazzi e il Coro di Voci Bianche dell’Accademia diretto da Bruno Casoni, vede la partecipazione di tre interpreti pucciniani di riferimento. Anna Netrebko, impegnata in questi giorni nelle prove della Forza del destino che il prossimo 7 dicembre inaugurerà la Stagione, è stata impegnata recentemente nella Bohème a Montecarlo e alla Scala è stata Floria Tosca nell’edizione diretta da Chailly il 7 dicembre 2019; Jonas Kaufmann ha da poco pubblicato l’album di duetti “Puccini Love Affairs” (Sony) e nel 2015 è stato protagonista alla Scala di un omaggio al compositore con la Filarmonica diretta da Jochen Rieder, su cui è stato girato un documentario con la regia di Brian Large; infine Mariangela Sicilia (attesa alla Scala anche il 21 dicembre nella Petite messe solennelle natalizia diretta da Daniele Gatti) è un’autentica scoperta di quest’anno pucciniano. Nello scorso aprile è stata applauditissima come Magda nella Rondine diretta alla Scala da Chailly, ma in questi mesi ha cantato anche Mimì nella Bohème al Maggio Fiorentino e al Festival di Macerata e Liù in Turandot all’Arena di Verona.

Puccini, La Scala, Chailly

Puccini è per Riccardo Chailly uno degli autori di riferimento, una passione artistica che percorre mezzo secolo di carriera. Dalla Turandot di San Francisco del 1977 in cui il Maestro ventiquattrenne dirigeva Montserrat Caballé e Luciano Pavarotti, Puccini è stato oggetto di esecuzioni e registrazioni continue, inclusi i pezzi più rari eseguiti tra l’altro nella serie di concerti realizzati con la Filarmonica tra il 2004 e il 2008 tra Lucca, Torre del Lago e la Scala, dove Chailly porta per la prima volta il finale di Turandot composto da Luciano Berio. In disco sono da ricordare Manon Lescaut con Te Kanawa, Carreras e i complessi di Bologna nel 1998; La bohème con Gheorghiu, Alagna e la Scala nel 1999; le Discoveries con l’allora Orchestra Verdi nel 2004 e il CD di musica orchestrale realizzato con RSO Berlin nel 2006. Il video registra Tosca con Malfitano, Margison, Terfel e il Concertgebouw nel 2007, La bohème di Valencia del 2012 e due versioni del Trittico: prima nel 2000 con il Concertgebouw e quindi quella scaligera del 2009. 

Al Piermarini Chailly esordisce come direttore pucciniano nel 1996 con Madama Butterfly con la regia di Keita Asari; nel 2008 segue il Trittico con la regia di Luca Ronconi. Da Direttore Musicale progetta un ciclo di opere da eseguirsi alla luce delle ricerche musicologiche più aggiornate, liberando Puccini dai puccinismi e da una tradizione esecutiva deteriore e documentando le peripezie del processo creativo d’autore. Dopo la Turandot con il finale Berio e la regia di Lehnhoff eseguita per l’apertura di Expo nel 2015, nel 2016 va in scena La fanciulla del West con la regia di Robert Carsen e l’orchestrazione originale di Puccini senza le varianti inserite da Toscanini per il Metropolitan. Il 7 dicembre 2016 Chailly inaugura la Stagione facendo conoscere alla Scala con la regia di Alvis Hermanis la prima versione di Madama Butterfly il cui debutto era stato accolto da una gazzarra che sarebbe rimasta tra i grandi dolori della vita del compositore. Anche di Manon Lescaut nel marzo 2019 viene presentata la prima versione torinese, con una versione del finale del primo atto di particolare complessità e audacia sperimentale. Infine, il 7 dicembre 2019 Tosca torna alla Scala con la regia di Davide Livermore nella prima versione eseguita a Roma nel 1900, che differisce da quella corrente per una serie di dettagli, tra i quali spiccano le note conclusive dell’opera. La rondine dell’aprile 2024 è l’occasione per mettere alla prova del palcoscenico nella regia di Irina Brook l’edizione critica di Ditlev Rindom, fresca di stampa (Ricordi 2023). Lo spettatore ha trovato talvolta versioni convincenti, spesso modificate da Puccini in un secondo momento sotto la spinta di fattori esterni, talvolta al contrario primi tentativi poi saggiamente corretti. In ogni caso, ricorda il musicologo Robert Parker autore di molte delle edizioni critiche, “ascoltare [questi momenti] come erano stati inizialmente concepiti, e come – in un universo diverso – sarebbero potuti rimanere, ci incoraggia a ripensare al modo in cui l’opera pucciniana è venuta alla luce; a ripensare al modo in cui noi la conosciamo e la amiamo”.

Prezzi: da 180 a 30 euro

Infotel 02 72 00 37 44

www.teatroallascala.org

Venerdì 29 novembre 2024 ~ ore 20

Nel centenario della scomparsa di Giacomo Puccini

Orchestra e Coro del Teatro alla Scala

Coro di Voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala

Riccardo Chailly, direttore

Anna Netrebko, soprano

Mariangela Sicilia, soprano

Jonas Kaufmann, tenore

GIACOMO PUCCINI

Preludio Sinfonico

Requiem

per coro a tre voci miste, viola e organo

Simonide Braconi, viola

Lorenzo Bonoldi, organo

Crisantemi

versione per orchestra d’archi

da Madama Butterfly

Atto III, Intermezzo

da Edgar

Atto III, Preludio

da Edgar

Requiem aeternam

per soprano, coro, orchestra e coro di voci bianche

da Le villi

“La tregenda”, intermezzo sinfonico, parte seconda

da Manon Lescaut

Intermezzo

Atto IV

Alberto Malazzi, maestro del Coro

Bruno Casoni, maestro del Coro di Voci bianche

 RICHARD JONES INAUGURA LA STAGIONE DELL’OPERA DI ROMA CON SIMON BOCCANEGRA DIRETTO DA MARIOTTI

 Protagonisti Luca Salsi, Eleonora Buratto, 

Michele Pertusi e Stefan Pop 

Dal 27 novembre al 5 dicembre al Teatro Costanzi

In occasione dello spettacolo esce il nuovo numero della rivista di attualità “Calibano” dedicato al potere 

È il grande regista inglese Richard Jones a firmare lo spettacolo che il 27 novembre inaugura la Stagione 2024/25 dell’Opera di Roma: Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi. La nuova produzione, che segna il ritorno al Costanzi del regista dopo i successi de La dama di picche e Káťa Kabanová, vede impegnato sul podio il direttore musicale della Fondazione Capitolina Michele Mariotti. Protagonisti Luca Salsi nel ruolo del titolo, Eleonora Buratto come Maria Boccanegra, Michele Pertusi nella parte del nobile Jacopo Fiesco, Stefan Pop nelle vesti di Gabriele Adorno, Gevorg Hakobyan come Paolo Albiani. A firmare scene e costumi è Antony McDonald, mentre le luci sono di Adam Silverman. Coreografa per i movimenti mimici è Sarah Kate Fahie e maestro d’armi è Renzo Musumeci GrecoOrchestra e Coro, diretto da Ciro Visco, sono del Teatro dell’Opera di Roma. La serata inaugurale del 27 novembre è trasmessa da Rai Cultura in prima serata su Rai5 alle 21.15 e in diretta su Radio3 Rai alle 18.00. Repliche fino al 5 dicembre. 

Intrighi politici e scontri di classe, passioni irrisolte e bramosie di potere. La storia del primo doge di Genova, Simon Boccanegra, è per Verdi un dramma sulla crisi di un sistema politico, e sul tormento di un uomo diviso tra l’amore per la figlia e il compimento dei propri doveri istituzionali. Una tragedia in cui il mare, cornice onnipresente nell’opera, è sia sfondo di una Genova in tumulto sia riflesso dell’animo inquieto dei protagonisti. Verdi tornò sulla partitura più di vent’anni dopo l’insuccesso di una prima versione, rappresentata a La Fenice di Venezia nel 1857, in un momento di svolta delle proprie concezioni drammaturgiche.  

A interpretare la storia di Simon Boccanegra in questa nuova produzione per l’Opera di Roma è chiamato Richard Jones. Pluripremiato regista britannico – ha vinto nove Olivier Awards e due South Bank Show Awards – Jones lavora da più di trent’anni per i palcoscenici di tutto il mondo. Oltre a mettere in scena spettacoli nei principali teatri londinesi (Royal Opera House, English National Opera, National Theatre, Royal Shakespeare Company e Young Vic), ha collaborato con il MET di New York, i festival di Glyndebourne, Aix-en-Provence e Bregenz, l’Opéra di Parigi, Scala di Milano e, ancora negli Stati Uniti, per Broadway, il New York Public Theatre e il Park Avenue Armory Theatre. Nominato Regista dell’anno dalla rivista Opernwelt Magazine per il suo Giulio Cesare alla Bayerische Staatsoper di Monaco, è inoltre dal 2015 Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico. Tra le produzioni premiate con gli Olivier Awards si ricordano Alcina (Royal Opera House), Hänsel und Gretel (Welsh National Opera) e Lady Macbeth del distretto di Mtsensk (Royal Opera House). Torna al Costanzi dopo aver messo in scena nel 2022 Kat’a Kabanova di Janáček, spettacolo vincitore di un South Bank Show Award. 

Sul podio sale invece il direttore musicale dell’Opera di Roma Michele Mariotti, che ha diretto il suo primo Simon Boccanegra nel 2007, a soli 28 anni, per l’apertura della stagione del Teatro Comunale di Bologna. Nel 2021, è tornato ad eseguire il titolo in forma di concerto, sempre con la stessa orchestra, al Festival Verdi di Parma. 

«Nel Simon Boccanegra di Verdi, amore e potere si trovano crudelmente schierati l’uno contro l’altro. – dice Mariotti – Da una parte la musica esprime un’atmosfera liquida, scura e inafferrabile proprio come gli intrighi del potere, dall’altra, per mezzo del canto isolato di un fagotto o delle oscillazioni cromatiche degli archi, ci commuove. Nel finale del primo atto, ad esempio, Verdi delinea un quadro di inaudita violenza: uno scontro tra patrizi e plebei che sarà interrotto solamente dal pianto del doge che va gridando ‘pace’ e ‘amore’. Ma in un mondo così bieco non c’è posto né per l’amore né per la pace, se non quella che Simon Boccanegra troverà nell’ultimo abbraccio con il mare, che diventerà così la sua tomba».

Premio Abbiati 2017 come Miglior Direttore d’orchestra, Mariotti è ospite regolare dei principali teatri italiani e internazionali, come la Wiener Staatsoper, la Royal Opera House, la Deutsche Oper Berlin, il Festival di Salisburgo e il MET di New York. Nella stagione 2024/25 della Fondazione Capitolina dirigerà la prima delle tre riprese di Tosca firmate da Alessandro Talevi per i 125 anni del capolavoro pucciniano (14 e 16 gennaio 2025), il dittico Suor Angelica/Il prigioniero (23 aprile – 2 maggio 2025), lo Stabat Mater per la regia di Romeo Castellucci (26 – 31 ottobre 2025) e due concerti sinfonici (8 dicembre 2024 e 22 marzo 2025). 

Protagonista sul palco nel ruolo del titolo il baritono Luca Salsi, già apprezzato Simon Boccanegra al Festival di Salisburgo nel 2019 e più recentemente alla Scala di Milano. Interprete di riferimento del repertorio verdiano, ha cantato nei principali teatri al mondo, tra i quali il MET di New York, la Royal Opera House e la Wiener Staatsoper. Torna al Costanzi dopo aver interpretato Michele ne Il Tabarro diretto da Mariotti nel 2022. Accanto a lui, nel ruolo di Maria Boccanegra, il soprano Eleonora Buratto, insignita del Premio Abbiati 2021 come Miglior Cantante e applauditissima Madama Butterfly nella Stagione 2022/23 dell’Opera di Roma. Al Costanzi ha già interpretato la figlia del doge nel 2012, ruolo che poi ha portato nel 2014 in tournée con l’Opera di Roma al Bunka Kaikan di Tokyo, entrambe lo volte sotto la direzione di Riccardo Muti. A cantare Jacopo Fiesco è invece il basso Michele Pertusi che, in questa veste, è già salito sui palchi di Vienna, Torino, Bologna e Parma. Il tenore Stefan Pop è invece Gabriele Adorno. Vincitore di due premi Operalia e di un Oscar della Lirica Young Generation, Pop torna sul palco della Fondazione Capitolina dopo aver cantato nel Requiem di Verdi diretto da Mariotti a febbraio 2023. Nei panni del filatore d’oro Paolo Albiani canta il baritono Gevorg Hakobyan, mentre il popolano Pietro è incarnato dal basso Luciano Leoni

Nelle repliche del 29 novembre, 1 e 4 dicembre, Simon Boccanegra è invece interpretato dal baritono Claudio Sgura, apprezzatissimo Scarpia nella recente produzione di Tosca al Caracalla Festival e di cui tornerà a rivestire i panni, a maggio all’Opera di Roma, nella ripresa di Alessandro Talevi; Maria Boccanegra da Maria Motolygina, soprano al suo debutto con la Fondazione Capitolina; Jacopo Fiesco da Riccardo Zanellato; Gabriele Adorno da Anthony Ciaramitaro, che torna all’Opera di Roma dopo aver interpretato Faust nel Mefistofele che ha inaugurato la Stagione 2023/24.  

La prima rappresentazione è prevista per mercoledì 27 novembre alle ore 18.00. Repliche venerdì 29 novembre (ore 20.00), sabato 30 novembre (ore 18.00), domenica 1 dicembre (ore 16.30), martedì 3 dicembre (ore 20.00), mercoledì 4 dicembre (ore 20.00), giovedì 5 dicembre (ore 20.00). Anteprima giovani domenica 24 novembre (ore 16.30).

In occasione dello spettacolo inaugurale esce il quinto numero di “Calibano”, la rivista di attualità culturale dell’Opera di Roma realizzata in collaborazione con effequ che, pubblicata ogni quattro mesi, trae ispirazione dalle opere in cartellone per riflettere sul mondo di oggi. Il nuovo numero collega Simon Boccanegra al tema del potere e si interroga, con contributi che spaziano dalla nonviolenza politica all’antispecismo, dagli algoritmi alla seduzione dell’immagine televisiva, sulle molteplici forme che oggi questo assume. Tra le firme di questo numero Giancarlo De Cataldo, autore di una testimonianza sul potere visto dall’esperienza di un magistrato, e Andrea Tarabbia (Premio Campiello 2019), presente per l’occasione con un racconto inedito. È in programma una presentazione in anteprima dello spettacolo inaugurale e del nuovo numero della rivista venerdì 22 novembre, alle ore 17.30, in Sala Grigia al Costanzi ad ingresso libero. Intervengono il direttore musicale della Fondazione Capitolina Michele Mariotti, la giornalista Donata Columbro, il musicologo Giuliano Danieli e il direttore di “Calibano” Paolo Cairoli.  

Biglietti in vendita sul sito https://www.operaroma.it/ e al botteghino

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

VOLTI DEL POTERE | STAGIONE 2024/25 DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Simon Boccanegra

musica di Giuseppe Verdi

melodramma in un prologo e tre atti

libretto di Francesco Maria Piave e Arrigo Boito

TITOLO INAUGURALE  

DIRETTORE MICHELE MARIOTTI  

REGIA RICHARD JONES  

MAESTRO DEL CORO CIRO VISCO  

SCENE E COSTUMI ANTONY MCDONALD  

LUCI ADAM SILVERMAN  

COREOGRAFIA PER I MOVIMENTI MIMICI SARAH KATE FAHIE

MAESTRO D’ARMI RENZO MUSUMECI GRECO 

PERSONAGGI INTERPRETI  

SIMON BOCCANEGRA LUCA SALSI / CLAUDIO SGURA 29 NOV, 1, 4 DIC  

MARIA BOCCANEGRA (AMELIA) ELEONORA BURATTO MARIA MOTOLYGINA 29 NOV, 1, 4 DIC  

JACOPO FIESCO MICHELE PERTUSI / RICCARDO ZANELLATO 29 NOV, 1, 4 DIC  

GABRIELE ADORNO STEFAN POP / ANTHONY CIARAMITARO 29 NOV, 1, 4 DIC  

PAOLO ALBIANI GEVORG HAKOBYAN  

PIETRO LUCIANO LEONI  

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA  

NUOVO ALLESTIMENTO TEATRO DELL’OPERA DI ROMA  

TEATRO COSTANZI

ANTEPRIMA GIOVANI domenica 24 novembre ore 16.30

PRIMA RAPPRESENTAZIONE MERCOLEDÌ 27 NOVEMBRE ORE 18.00 (turno a)

Trasmessa da RaiCultura in prima serata su Rai5 alle 21.15 e in diretta su Radio3 Rai alle 18.00.

REPLICHE

venerdì 29 novembre ore 20.00 

sabato 30 novembre ore 18.00 (turno d)

domenica 1 dicembre ore 16.30 (turno e)

martedì 3 dicembre ore 20.00 (turno b)

mercoledì 4 dicembre ore 20.00 

giovedì 5 dicembre ore 20.00 (turno c)

Foto di Fabrizio Sansoni

Il Monumento Fieschi a Genova

Un viaggio tra arte e memoria

Melologo scritto, diretto e interpretato da Pino Petruzzelli

Musiche di Philip Glass

Pianoforte Valentina Messa

Video Lorenzo Zeppa

In collaborazione con Museo Diocesano di Genova e Teatro Ipotesi

Da giovedì 28 novembre a martedì 3 dicembre 2024
teatro Auditorium Eugenio Montale

Da giovedì 28 novembre (ore 10.30 e ore 20.00) sarà in scena al Teatro Auditorium Eugenio Montale Il Monumento Fieschi a Genova, un viaggio tra arte e memoria, un melologo scritto, diretto e interpretato da Pino Petruzzelli con musiche da Metamorphosis e dai Piano Etudes di Philip Glass interpretate da Valentina Messa al pianoforte e con i video di Lorenzo Zeppa. Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con il Museo Diocesano di Genova e con il Teatro Ipotesi.

Il Monumento Fieschi a Genova sarà in replica venerdì 29 novembre (ore 10.30 e ore 20.00), sabato 30 novembre (ore 20.00) e martedì 3 dicembre (ore 10.30 e ore 20.00).

In occasione dello spettacolo, il Museo Diocesano ha organizzato visite guidate al Monumento nei giorni di giovedì 28, venerdì 29, sabato 30 e lunedì 1 dicembre, alle ore 16.00; biglietto ingresso Museo e visita Euro 12.00. Per le scuole, ingresso e visita euro 5.00.

Il Cardinale Luca Fieschi (Genova, 1270 – Avignone 1336) fu una figura di spicco nella Genova di inizio ‘300. Dopo la morte, avvenuta ad Avignone, le sue spoglie vennero riportate a Genova per essere sepolte nella Cattedrale di San Lorenzo, dove era stato commissionato per lui un imponente monumento funerario. Nei secoli a seguire diversi eventi portarono al danneggiamento e alla ricollocazione di varie parti del monumento all’interno del Duomo. Molti frammenti furono ritrovati durante i restauri di San Lorenzo tra fine XIX e inizio XX secolo e poi portati al Museo di Sant’Agostino dove nel 1937 circa Orlando Grosso si occupò di studiarne la composizione originale. Il recente riallestimento è stato realizzato dal Museo Diocesano, diretto da Paola Martini, su progetto museografico di Giovanni Tortelli (Studio Tortelli e Frassoni, Brescia) e con la consulenza scientifica di Clario Di Fabio e Francesca Girelli (Università di Genova). Lo spettacolo di Pino Petruzzelli racconta tutto ciò che non riusciamo a vedere dinanzi al riallestimento di un monumento la cui unica testimonianza risale al 1600: «Siamo di fronte a una delle più magnifiche e superbe sepolture che fussero in Italia». Tra parole e musica si ripercorre la storia del monumento con l’obiettivo di far rivivere il sogno di chi ha lavorato con dedizione per riportarne alla luce la bellezza.

Oggi è possibile ammirare il Monumento Fieschi al Museo Diocesano di Genova.

«L’Opera Carlo Felice – dichiara il Sovrintendente Claudio Orazi – inaugura una nuova collaborazione con il Museo Diocesano nel solco della cooperazione integrata con le istituzioni culturali della città. In questa nuova produzione del Teatro, parole e musica si combinano per meditare attorno ad uno dei monumenti simbolo della città di Genova».

Commenta Pino Petruzzelli: «Questo mio ultimo lavoro è un viaggio tra storia e arte. A volte ci chiediamo “perché l’arte e perché la storia?” Per me l’arte è una scienza segreta sempre pronta a farci capire chi siamo e chi sono le persone che ci circondano. La storia invece è un poema che racconta il domani e ci mostra tutte le volte in cui credevamo di vedere, ma in realtà non abbiamo visto».

«Il Monumento Fieschi a Genova si propone come un’esperienza unica che unisce teatro, musica e videoproiezioni per raccontare la storia di una figura importante della Genova medievale – commenta Francesca Corso, Assessore al Marketing territoriale del Comune – Pino Petruzzelli, nel ruolo di autore e regista, ci regala un viaggio emozionante tra la bellezza del monumento funerario dedicato al Cardinale Luca Fieschi, i suoi processi di conservazione e il suo significato storico. Ringrazio il Teatro Carlo Felice e il Museo Diocesano, che hanno unito le forze per preservare e valorizzare questo patrimonio artistico e storico della nostra città».

Biglietti

Intero 10,00 euro

Ridotto 5,00 euro

Per ulteriori informazioni: www.operacarlofelicegenova.it

Biografie

Pino Petruzzelli è stato per 12 anni drammaturgo, regista e attore del Teatro Nazionale di Genova e per 2 anni della Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse. È docente di scrittura scenica all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma. I suoi libri sono pubblicati da Chiarelettere e Ares. Ha diretto fra gli altri Laura Marinoni e Mauro Pirovano. È direttore artistico del Progetto “Liguria delle Arti”, del Festival “Tigullio a Teatro” e della “Casa del Pensiero” in collaborazione con l’Università degli Studi di Genova.

Valentina Messa, vincitrice di varie borse di studio e premiata in numerosi concorsi nazionali e internazionali, tiene concerti dall’età di tredici anni in prestigiose sale per diverse società concertistiche, e ha suonato come solista con l’Orchestra di Padova e del Veneto, la Filarmonica di Udine, l’Orchestra Classica Belvedere e la Philarmonische Orchester der Stadt Trier. Svolge intensa attività cameristica in varie formazioni, è membro stabile di Eutopia Ensemble, gruppo dedito alla musica d’oggi, ed è membro del comitato artistico del Festival Le Strade del Suono.

Lorenzo Zeppa si occupa di promozione e valorizzazione del patrimonio culturale attraverso progetti in cui gli strumenti digitali aiutano ad avvicinare le tematiche dell’arte e della storia dell’arte al grande pubblico. Oggi sta sviluppando progetti di ricerca e prototipi con importanti atenei come Sapienza, Vanvitelli e Teramo. Tra le produzioni video legate al mondo culturale vanno ricordati i video promozionali dei Palazzi dei Rolli, Ianua Genova nel Medioevo, Cristoforo Colombo: l’Uomo, il Viaggio, il Mito, La Sacra di San Michele, Roma Secret Baroque, Napoli Digital Tales ed il Museo di Anatomia Patologica di Roma.

Biglietterie

TEATRO CARLO FELICE
Galleria Cardinale Siri 6
16121 Genova
Telefono +39 010 5381.433
oppure +39 010 5381.399
e-mail: biglietteria@carlofelice.it

Apertura da lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 19.00

Per gli spettacoli serali l’apertura è un’ora prima dell’inizio e la chiusura 15 minuti dopo l’inizio.
Per gli spettacoli pomeridiani o serali di domenica l’apertura è due ore prima dell’inizio e la chiusura 15 minuti dopo l’inizio.

TEATRO DELLA GIOVENTÙ
Via Cesarea 16
16121 Genova
Telefono +39 010 5381.433

Consultare sul sito gli orari di apertura

BIGLIETTERIA ONLINE

Paybylink
Il servizio è attivo dal lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 19.00 al numero +39.010.53.81.433.

Vivaticket

Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 19.00 e sabato dalle ore 8.00 alle ore 14.00.

Call Center: dall’Italia 892.234, dall’estero: +39.041.2719035
Per gli acquisti effettuati sulla piattaforma Vivaticket, la commissione sul valore nominale del biglietti degli spettacoli organizzati dalla Fondazione Teatro Carlo Felice è di 2 euro fissi per ogni biglietto o abbonamento di ogni ordine e tipo.

Gruppi
Per i gruppi è attivo l’indirizzo gruppi@vivaticket.com a cui rivolgersi per la prenotazione e l’acquisto di biglietti per la nostra stagione artistica.

Venerdì 22 novembre La traviata di Giuseppe Verdi torna in scena a Venezia nello storico allestimento che inaugurò la prima Stagione della Fenice ricostruita

regia di Robert Carsen ripresa da Christophe Gayral

e direzione musicale di Diego Matheuz

Sarà un momento di grande suggestione quello che vedrà il ritorno sulle scene del Teatro La Fenice della Traviata di Giuseppe Verdi nello storico allestimento – divenuto ormai un simbolo del Teatro veneziano – che nel novembre 2004, esattamente vent’anni fa, inaugurò la prima Stagione lirica della Fenice ricostruita dopo il disastroso incendio del 1996.

Ispirata al dramma in abiti contemporanei di Alexandre Dumas fils, presentato a Parigi nel 1852, La traviata sarà proposta in quell’incisivo allestimento – anch’esso in abiti contemporanei – del regista canadese Robert Carsen, con le scene e i costumi di Patrick Kinmonth, la coreografia di Philippe Giraudeau e il light design di Robert Carsen e Peter Van Praet.

La regia sarà ripresa da Christophe Gayral. Alla testa di Orchestra e Coro del Teatro La Fenice un graditissimo ritorno, quello di Diego Matheuz, che guiderà un cast composto per i ruoli principali da Marina Monzò, che debutta nel ruolo di Violetta, Francesco Demuro e Nicola Alaimo.

Quattro le recite in programma al Teatro La Fenice, nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2024-2025: il 22, 24, 27 e 30 novembre 2024.

            «Quando questo allestimento della Traviata debuttò alla Fenice – racconta il sovrintendente e direttore artistico Fortunato Ortombina – lavoravo alla Scala e non ero ancora approdato in laguna. Venni appositamente da Milano a vederla, e ricordo che ebbe un effetto dirompente, divise il pubblico e ricevette anche diversi fischi. Passato qualche anno, il Teatro la ripropose, ma anche allora il successo fu inferiore alle aspettative. Quando fui nominato direttore artistico, alla fine del 2007, l’allora sovrintendente mi chiese di pensare a una Traviata diversa. Prima di archiviare uno spettacolo del genere, però, domandai che mi lasciassero fare un ultimo tentativo, coinvolgendo un direttore che credesse a quel progetto, per me meraviglioso. Conoscevo già Myung-Whun Chung, e fu proprio a lui che proposi di riprendere lo spettacolo, perché a mio parere era l’unico in grado di ridargli la vita che meritava. Era il settembre del 2009, fu un trionfo e la nostra Traviata grazie al grande Maestro coreano riprese vita, come dimostra il fatto che gode ancora di ottima salute, tanto da essere ormai considerata un must del teatro d’opera e perciò inserita, anni dopo, tra i dieci migliori spettacoli lirici al mondo da un prestigioso sito culturale francese. Non è un caso, tra l’altro, che la stagione che festeggia il ventennale della riapertura all’opera della Fenice veda ancora Chung sul podio, impegnato questa volta in Otello, mentre il capolavoro verdiano è nelle mani esperte di un direttore come Diego Matheuz. Insomma, questa Traviata è stata lo spettacolo che ci ha più accompagnati per tutti questi anni e ha maggiormente caratterizzato il nuovo corso della Fenice. Ha indubbiamente saputo reggere il tempo e ci ha incoraggiati a ripresentare anche altri fortunati allestimenti a ogni nuova stagione. È la dimostrazione del fatto che bisogna avere il coraggio di rischiare».

La traviata fu composta da Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave per la rappresentazione del 6 marzo 1853 al Teatro La Fenice di Venezia. Terza opera della cosiddetta ‘trilogia popolare’ (con Rigoletto e Il trovatore), è delle tre la più intimista, quella in cui lo scavo psicologico della protagonista appare più ricco di sfumature, con un esito praticamente senza eguali nell’intera vicenda del teatro musicale italiano. Nonostante sia oggi ritenuta l’Opera per antonomasia, La traviata non esordì felicemente; si direbbe che il fiuto di Verdi l’avesse previsto quando, tramite Piave, fece le sue rimostranze alla Presidenza del Teatro, quasi come una valutazione profetica: «Sia pure la Salvini e compagni, ma io dichiaro che nel caso si dia l’opera, non ne spero niente sull’esito, che anzi farà un fiasco completo, e così avranno sagrificati gli interessi dell’impresa (che in fine potrà dire mea culpa), la mia riputazione, ed una forte somma del proprietario dell’opera. Amen». L’opera venne nuovamente ripresa a Venezia, il 6 maggio 1854 al Teatro San Benedetto, e fu un successo enorme. Il trionfo era certo dovuto anche a un cast più appropriato, ma Verdi, nel cantar vittoria, sminuì le modifiche apportate alla prima versione, che invece non solo vi furono, ma ebbero un’importanza superiore a quella loro attribuita dall’autore. L’intreccio drammaturgico presenta diversi ingredienti tipici della librettistica ottocentesca: amore come legame che supera ogni limite imposto dalle regole della convenienza sociale; preminenza del valore irrazionale del legame di sangue (la famiglia) su qualsiasi altro. Vi sono tuttavia anche forti elementi di novità: innanzitutto il fatto che si tratta di una vicenda derivata dalla cronaca contemporanea, laddove la librettistica predilige il più delle volte ambientazioni lontane nel tempo e nello spazio, quando non addirittura mitiche. Marie Duplessis – archetipo reale di Violetta – fu una delle più celebri prostitute del tempo, direttamente conosciuta da Alexandre Dumas figlio, che la consegnò a futura memoria col nome di Marguerite Gautier nel romanzo La Dame aux camélias (1848), e ne fu anche l’amante. L’anno successivo lo scrittore trasse dal romanzo un dramma, che andò in scena nel 1852, e l’anno dopo fu la volta di Verdi: raramente l’attualità è entrata tanto velocemente fra le quinte del teatro d’opera. È significativo che, mosso alla ricerca di nuove soluzioni drammaturgico-musicali, Verdi abbia insistito perché fosse mantenuta l’ambientazione contemporanea. Il palcoscenico di Venezia, quello stesso che aveva accolto favorevolmente un soggetto radicalmente innovativo come Rigoletto, era probabilmente l’unico possibile per una simile operazione; inoltre nella stessa stagione sarebbe stato rappresentato in laguna il dramma di Dumas. Per molti particolari della partitura Verdi esplorò una grande varietà di soluzioni formali, spingendosi non di rado oltre i mezzi compositivi ereditati dalla tradizione ottocentesca italiana; ed anche quando si volse all’assimilazione di modelli formali preesistenti, egli li seppe piegare al proprio fine. Il preludio, che con enfasi indica lo scioglimento tragico, condiziona la ricezione simbolica della vicenda: si ha quasi l’impressione che la brillante vita salottiera di Violetta venga rivissuta dalla moribonda nel terz’atto, come ricordo di una felicità impossibile. Verdi innalzò alla statura d’eroina tragica la protagonista di un fatto di cronaca, grazie ai mezzi della musica: torna in mente l’affermazione di Proust, secondo cui «Verdi ha dato a La dame aux camélias lo stile, che le mancava nel dramma di Dumas».

Nel cast di questa ripresa della Traviata, accanto al soprano Marina Monzò, che debutta nel ruolo di Violetta, al tenore Francesco Demuro interprete di Alfredo Germont e al baritono Nicola Alaimo interprete di Giorgio Germont, si esibiranno Loriana Castellano (Flora Bervoix), Barbara Massaro (Annina), Roberto Covatta (Gastone), Armando Gabba (barone Douphol), Rocco Cavalluzzi (dottor Grenvil) e Matteo Ferrara (marchese d’Obigny). Gli artisti del Coro del Teatro La Fenice Salvatore De Benedetto e Cosimo D’Adamo; Nicola Nalesso ed Emanuele Pedrini; Enzo Borghetti e Antonio Dovigo si alterneranno rispettivamente nei ruoli di Giuseppe, del domestico di Flora e del commissionario. Maestro del Coro Alfonso Caiani.

In scena anche i ballerini Lorena Calabrò, Samira Cogliandro, Matilde Cortivo, Aurora Dal Maso, Rosalia Moscato, Giulia Mostacchi, Andrea Carlotta Pelaia, Kevin Bhoyroo, Gianluca D’Aniello, Giulio Galimberti, Andrea Mazzurco, Valerio Palladino, Ilario Marco Russo, Francesco Scalas. Maestro ripetitore Margherita Longato.

La traviata sarà proposta nella versione definitiva del 1854, con sopratitoli in italiano e in inglese. Ecco il dettaglio delle recite: venerdì 22 novembre 2024 ore 19.00; domenica 24 novembre ore 15.30; mercoledì 27 novembre ore 19.00; sabato 30 novembre ore 19.00.

FONDAZIONE ARENA PER LA PRIMA VOLTA A MUMBAI E BANGKOK.

GRANDE SUCCESSO PER LE TAPPE CONCLUSIVE DEL TOUR INTERNAZIONALE 2024

Un motore che non conosce sosta. Si è chiuso in Asia il tour di promozione internazionale 2024 di Fondazione Arena di Verona. Una ventina le città visitate nel corso dell’ultimo anno, oltre tremila i portatori d’interesse incontrati nel mondo tra autorità, rappresentanti delle istituzioni italiane all’estero, tour operator, imprenditori e giornalisti di settore.

Parigi, Madrid, Sofia e Monaco, così come Los Angeles, Toronto e Washington, per arrivare fino all’estremo Oriente a Seoul, Mumbai e Bangkok. Un anno di eventi nel mondo targati Fondazione Arena. Obiettivo far conoscere l’Opera lirica quale eccellenza del Made in Italy, aprire nuovi flussi turistici e avviare relazioni internazionali.

“Siamo venuti a gettare un seme e torniamo a casa con moltissime adesioni per la prossima estate – sottolinea Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena di Verona -. È stato un anno importante per l’Arena, e questi due eventi in Asia costituiscono la perfetta conclusione di un tour internazionale che ci ha portati in tutto il mondo. Sia l’India che la Thailandia amano molto la musica, speriamo che l’Opera lirica possa trovare il giusto spazio e riconoscimento. Abbiamo trovato due platee entusiaste e questo ci fa ben sperare. Continueremo a fare sempre meglio per l’Arena e per Verona”.

“Sono state due serate preziose per entrare in contatto con la società di questi Paesi – dichiara Stefano Trespidi, Vicedirettore artistico di Fondazione Arena –. È incredibile come persone che non conoscono il ‘prodotto’ opera lirica rimangano ammaliate dai nostri luoghi e dalla nostra arte, tanto da proporci immediatamente sinergie e progetti. Torniamo a casa con contatti, relazioni e nuove idee. Bisogna pensare fuori dai limiti, queste tappe ci aprono a nuove strade, nuove strategie e nuovi mercati”.

Ad eseguire alcune delle più belle arie di Verdi e Puccini i soprani Eleonora Bellocci e Caterina Marchesini, il tenore Galeano Salas e il baritono Giulio Mastrototaro, accompagnati al pianoforte dal Sovrintendente di Fondazione Arena Cecilia Gasdia.

THAILANDIA. Una sala gremita, con un pubblico entusiasta che non si è tirato indietro nemmeno quando i cantanti hanno coinvolto gli ospiti in uno dei brani del programma musicale. Con tanto di selfie e foto a fine concerto. La Yamaha Music Hall di Bangkok era affollata per la presentazione del 102° Arena di Verona Opera Festival, organizzata dall’Ambasciatore d’Italia a Bangkok Paolo Dionisi. Presente il direttore d’orchestra thailandese Akkrawat Payr Srinarong. E poi, per siglare il connubio che nel 2025 unirà Verona e la Thailandia, con il mondiale di Muay Thai, il presidente del WBC Muay Thai Thanapol Bhakdibhumi e il responsabile italiano del WBC Muay Thai Italy Max Baggio.

“Fondazione Arena ha segnato un solco e creato grande entusiasmo – afferma Paolo Dionisi, Ambasciatore d’Italia a Bangkok -, speriamo tutti di riaverla qui in Thailandia l’anno prossimo per il Festival di Bangkok. Il Bel Canto è uno splendido strumento di politica internazionale e di diplomazia, un orgoglio tutto italiano. Così come lo è lo sport. L’anno prossimo Verona ospiterà il Muay Thai World Festival 2025, a dimostrazione del grande affetto che i thailandesi hanno per l’Italia. E l’Arena può esserne l’emblema”.

INDIA. Grande successo anche per la serata a Mumbai che ha visto insieme, sul palcoscenico della Royal Opera House, le maggiori istituzioni italiane presenti nella metropoli indiana. Attorno a Fondazione Arena di Verona, rappresentata dal Sovrintendente Cecilia Gasdia e dal Vicedirettore artistico Stefano Trespidi, c’erano il Console generale d’Italia a Mumbai Walter Ferrara, il Presidente della Camera di Commercio Italia India Alessandro Giuliani, assieme al Direttore e rappresentante di Enit Claudio Maffioletti e la Direttrice dell’Istituto italiano di Cultura a Mumbai Francesca Amendola. Oltre un centinaio gli imprenditori, tour operator e stakeholder indiani presenti. Dall’Italia, Luca Romano, CFO di Bauli, Gruppo che già sostiene l’Arena con il progetto di fundraising 67 Colonne e presente in India con una sede a Baramati. Tra gli ospiti anche l’attrice indiana Eshanya Maheshwari.

“Sono davvero felice di essere presente a questa serata che celebra, qui a Mumbai, l’Arena di Verona e il Canto lirico, eccellenze italiane – sottolinea Walter Ferrara, Console generale d’Italia a Mumbai -. In India c’è un grandissimo amore per l’Italia e per la musica che, soprattutto all’estero, vengono viste come una cosa sola, un legame indissolubile. Sono certo che gli indiani svilupperanno un interesse sempre maggiore per l’Opera. Il successo di questa serata ne è una bellissima testimonianza”.

“Business e cultura viaggiano di pari passo, anzi è proprio la cultura che può trainare l’indotto sia economico che sociale di un Paese – spiega Alessandro Giuliani, Presidente della Camera di Commercio Italiana in India -. Sia in Italia che in India l’arte ha un peso fortissimo e, come abbiamo visto questa sera, crea ponti e nuovi interessi. Questa tappa del tour internazionale dell’Arena di Verona qui a Mumbai, in un momento in cui i turisti indiani stanno ‘invadendo’ l’Italia, è strategica e un grande segno di vicinanza”.

“Il nostro Gruppo, pur operando sul mercato internazionale, è profondamente legato al territorio scaligero – conclude Luca Romano, CFO Gruppo Bauli -, per questo siamo orgogliosi di sostenere Fondazione Arena, istituzione culturale e simbolo di Verona nel mondo. Ci accomuna un percorso di oltre un secolo, una storia di eccellenza. Abbinare il nome Bauli a quello dell’Arena ci dà la possibilità di stabilire un livello di premiumness e di valore del brand sul mercato globale, una bellissima opportunità, frutto di una sinergia territoriale”. 

IL DEBUTTO DEI GIOVANI TALENTI GIUSEPPE MENGOLI, PREMIO MAHLER A BAMBERG, E BRUCE LIU, PREMIO CHOPIN A VARSAVIA, CON L’ORCHESTRA RAI

Accanto a loro anche il soprano Leonor Bonilla per la Quarta Sinfonia di Mahler

Giovedì 21 novembre a Torino, su Radio3 e in streaming su raicultura.it. Replica venerdì 22 novembre

Vincitore del Primo Premio nell’edizione del 2023 del “Concorso Mahler” dell’Orchestra Sinfonica di Bamberg, debutta sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai Giuseppe Mengoli, protagonista del concerto in programma giovedì 21 novembre alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino. La serata è trasmessa in diretta su Radio3 e in live streaming sul portale di Rai Cultura, ed è replicata venerdì 22 novembre alle 20.

Classe 1993, Mengoli ha iniziato la sua carriera di direttore d’orchestra nel 2018, debuttando con la Gustav Mahler Jugend Orchester a Bad Schandau. Figlio di musicisti, è stato anche primo violino della Gustav Mahler Jugendorchester e della Filarmonica Toscanini, oltre che violinista di fila in compagini come la Konzerthaus Orchester e la Rundfunk Sinfonieorchester di Berlino. Ha anche studiato percussioni, pianoforte, tromba e musica jazz. È inoltre compositore e arrangiatore.

Accanto a lui debutta un altro giovane musicista: il pianista ventisettenne Bruce Liu, vincitore del primo premio al XVIII Concorso Pianistico Chopin di Varsavia nel 2021. Nato a Parigi da genitori cinesi, è cresciuto in Canada, a Montréal, intriso di culture diverse. La sua ispirazione artistica è stata influenzata tanto dalla cultura europea quanto dalla tradizione cinese, senza trascurare il dinamismo e l’apertura tipici del Nord America. Ha già suonato nei principali festival e con le più prestigiose orchestre del mondo, diretto da musicisti come Myung-Whun Chung, Paavo Järvi, Fabio Luisi e Yannick Nézet-Séguin. Registra in esclusiva per Deutsche Grammophon e ha ricevuto il premio “Giovane talento dell’anno” di Opus Klassik 2024 per il suo album di debutto “Waves”.

In apertura di serata Giuseppe Mengoli e Bruce Liu propongono uno dei capisaldi della letteratura pianistica: il Concerto n. 5 in mi bemolle maggiore op. 73 di Ludwig van Beethoven. Composto nel 1809 ed eseguito per la prima volta il 28 novembre 1811 al Gewandhaus di Lipsia, dove riscosse un enorme successo, il Concerto fu soprannominato “Imperatore” dall’editore Johann Baptist Cramer che, dopo la morte di Beethoven, aggiunse in partitura l’epiteto probabilmente per evidenziare la natura solenne del brano o ispirandosi all’occupazione di Vienna da parte delle truppe di Napoleone Bonaparte.

Nella seconda parte del concerto invece Mengoli interpreta la Sinfonia n. 4 in sol maggiore di Gustav Mahler: un autentico banco di prova per l’orchestra e per il direttore, chiamato a misurarsi con le diverse sfumature dell’animo del compositore boemo, compresa una certa dose di humor, quella del Lied conclusivo Das himmlische Leben (La vita celestiale), tratto dalla raccolta popolare Il corno magico del fanciullo e affidato alla voce del soprano Leonor Bonilla, al suo debutto con la compagine Rai.

I biglietti, da 9 a 30 euro, sono in vendita presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino e online sul sito dell’OSN Rai. Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it.

I “KING’S SINGERS” AL TEATRO VERDI DI BRINDISI : UN VIAGGIO TRA SECOLI DI MUSICA

La stagione del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi comincia sabato 23 novembre alle ore 20.30 con il primo appuntamento della sezione “in Winter” del “Barocco Festival Leonardo Leo”, la rassegna di musica antica organizzata dalla Città di San Vito dei Normanni con il Comune di Brindisi, il Ministero della Cultura e la Regione Puglia. In programma, quale unica tappa per il Sud Italia e per la prima volta a Brindisi, il concerto dei “The King’s Singers”, uno dei più acclamati gruppi vocali a cappella a livello mondiale. Biglietti disponibili sul portale vivaticket.com e presso il botteghino del Nuovo Teatro Verdi, dal lunedì al venerdì, ore 11-13 e 16.30- 18.30. I prezzi dei biglietti sono pensati per garantire accessibilità, in linea con la politica adottata nelle precedenti produzioni del Barocco Festival 2024: 12 euro per il primo settore, 10 euro per il secondo e 8 euro per la galleria. Info: 347 0604118 e 0831 562554.

La serata vedrà la partecipazione della cantina “Otri del Salento”, che offrirà una selezione dei suoi vini premiati nel 2024. A completare l’esperienza, sarà offerto il “Pastorello”, un panettone d’autore dedicato a Leonardo Leo, frutto della collaborazione tra la produzione del Festival e la pasticceria “Emalu”. Un’occasione in cui cultura e sapori si incontrano dando vita a un’esperienza che esprime l’arte in tutte le sue forme.

Quattrocento anni fa, nel 1623, l’Inghilterra perse due tra i suoi più grandi compositori: William Byrd e Thomas Weelkes. Il programma celebra il doppio anniversario mettendo al centro le personalità audaci di due giganti della musica elisabettiana. Byrd e Weelkes, pur accomunati dall’anno della loro scomparsa, percorsero cammini distinti ma complementari nella storia della musica inglese. Byrd, figura longeva e influente, segna l’apice della produzione rinascimentale inglese con una vasta opera che attraversa il sacro e il profano. Weelkes, compositore di una generazione più giovane, si distinse come uno dei più brillanti creatori di madrigali, portando innovazione e vitalità in un genere che conquistò il pubblico inglese. La sua opera, ricca di inventiva e sensibilità, esprime la pienezza della vita attraverso un’ampia gamma di emozioni e tecniche musicali.

Presentato nello stile unico della originalissima formazione, quello del Verdi di Brindisi è un concerto pieno di bellezza, drammaticità e narrazione. Il programma, costruito con la cura tipica dei “King’s Singers”, intreccia brani celebri dei due compositori con opere meno conosciute, alcune delle quali mai registrate prima e raramente eseguite dal vivo. La capacità dei “King’s Singers” di raccontare storie attraverso la musica fa sì che lo spettatore non si limiti a sentire ma riesca a percepire lo spirito dei compositori, vivendo un’esperienza immersiva e unica. In un’epoca in cui il mondo della musica antica si rinnova e si conforma al tempo presente, la cifra del sestetto sottolinea l’importanza di mantenere vivo il dialogo tra le epoche. La seconda parte del concerto offrirà un repertorio “cross over” a conferma della versatilità dei “King’s Singers” nel passare dalla musica rinascimentale ai brani moderni attraverso un continuum musicale che sorprende e coinvolge.

Jonathan Howard (basso), Christopher Bruerton (baritono), Julian Gregory (tenore), Patrick Dunachie (controtenore), Nick Ashby (baritono) e Edward Button (controtenore), sono gli attuali coristi, ultimi di una lunga serie di voci che si è alternata dal 1968 ad oggi sotto il nome di “King’s Singers”. Nel corso dei decenni il sestetto inglese si è esibito nei maggiori auditorium e teatri del mondo, includendo le più importanti cattedrali europee e statunitensi, fino allo Shea Stadium di Hollywood. Hanno inoltre collaborato con importanti personalità del panorama musicale mondiale (tra i quali Paul McCartney, Bruce Johnston, Evelyn Glennie, Plácido Domingo e Barbara Hendricks) e con le maggiori orchestre del mondo. I due Grammy Awards, i 175.000 followers, la vastissima discografia, che conta più di 150 titoli, assieme alle molte citazioni e alle eccezionali recensioni comparse in varie pubblicazioni, hanno valso l’inserimento nella Hall of Fame della prestigiosa rivista inglese Gramophone.

L’Inaugurazione Stagione 2024/2025 al Teatro Regio di Torino con “Le nozze di Figaro”

Equivoci, travestimenti e colpi di scena nell’opera più divertente e umana di Mozart 
Per la prima volta in Italia, l’allestimento di Emilio Sagi
Debutto sul podio del Regio per il direttore d’orchestra Leonardo Sini

Teatro Regio, sabato 23 novembre 2024 ore 19

L’inaugurazione della Stagione d’Opera e di Balletto 2024/2025 del Regio è sabato 23 novembre alle ore 19 con Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart. L’allestimento, classico ed elegante, appare per la prima volta in Italia ed è firmato dal regista spagnolo Emilio Sagi. Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Regio debutta il maestro Leonardo Sini, il Coro del Regio è istruito da Ulisse Trabacchin. I protagonisti sono artisti carismatici e affermati: Vito Priante e Monica Conesa sono il Conte e la Contessa, Giorgio Caoduro è Figaro, Giulia Semenzato Susanna e Josè Maria Lo Monaco Cherubino. La produzione è realizzata con il sostegno di Italgas, Socio Sostenitore del Teatro Regio che rafforza il suo impegno sul fronte culturale, contribuendo a promuovere l’eccellenza artistica e a valorizzare il patrimonio musicale italiano.

L’Anteprima Giovani dell’opera – dedicata al pubblico under 30 – è giovedì 21 novembre alle ore 19.30, seguono la Prima, sabato 23 novembre alle ore 19, e sei recite fino al 1° dicembre. 

La “folle journée” per inaugurare la Stagione della Meglio gioventù
Primo grande capolavoro della coppia Mozart-Da Ponte, ispirato alla commedia La folle Journée, ou Le Mariage de Figaro di BeaumarchaisLe nozze di Figaro inaugura la Stagione 2024/2025 del Teatro Regio, intitolata La meglio gioventù. L’opera segue i preparativi per il matrimonio di Figaro e Susanna, in servizio presso i Conti di Almaviva, con la giovane cameriera insidiata dal Conte. I due servitori uniranno le forze con la nobil donna per sventare i piani del Conte, in una trama ricca di divertenti colpi di scena. La musica di Mozart racconta magistralmente la psicologia dei personaggi e le emozioni degli innamorati, mettendo al centro, con la complicità del librettista Da Ponte, il riscatto delle giovani generazioni — nella ribellione di Figaro e Susanna e nella pura ingenuità di Cherubino, l’adolescente simbolo dell’impulso amoroso senza freni — inserendosi dunque come punto di partenza ideale de La meglio gioventù.

Sponsor, coproduzioni e partnership
L’allestimento – per la prima volta in Italia – è del Teatro Regio di Torino e si basa sulla produzione originale del Teatro Real di Madrid (2009) in coproduzione con Asociación Bilbaína de Amigos de la Ópera (A.B.A.O.).

Va in scena grazie al sostegno di Italgas, Socio Sostenitore del Teatro Regio: «Italgas è orgogliosa di ricoprire il ruolo di Socio Sostenitore del Teatro Regio di Torino, una città che riveste un significato profondo nella storia della Società, dove è nata nel 1837 e che l’ha vista crescere fino a diventare il più importante operatore della distribuzione del gas in Europa. La collaborazione tra Italgas e il Teatro Regio incarna un legame che si rafforza anno dopo anno nella consapevolezza di contribuire a promuovere e valorizzare l’importante offerta culturale di questa straordinaria città».

Torino e il Teatro Regio si confermano protagonisti della scena culturale, alternando due eventi di spicco: il 22 novembre il Teatro ospiterà l’inaugurazione del Torino Film Festival, collocata tra l’Anteprima Giovani e l’apertura della Stagione d’Opera e di Balletto 2024/2025. Questo connubio tra opera e cinema, già messo in luce con la trilogia Manon, testimonia la stretta collaborazione tra il Regio e il Museo Nazionale del Cinema, valorizzando il dialogo tra le due istituzioni e le rispettive arti.

Regia e direzione d’orchestra
Nato da una famiglia di cantanti, laureato in filosofia e letteratura all’Università̀ di Oviedo e formatosi in musicologia a Londra, il regista spagnolo Emilio Sagi è noto per il suo lavoro nel mondo dell’opera. Con una lunga carriera che abbraccia decenni, Sagi è riconosciuto per i suoi allestimenti innovativi e visivamente ricchi, spesso caratterizzati da un forte senso di realismo e una profonda attenzione ai dettagli storici e culturali. Ha diretto produzioni in teatri di fama internazionale ed è apprezzato per la sua capacità di coniugare tradizione e modernità, mettendo in risalto le sfumature emotive e psicologiche dei personaggi. Il suo spettacolo si avvale delle scene di Daniel Bianco, dei costumi di Renata Schussheim, delle luci di Eduardo Bravo, riprese da Vladi Spigarolo, della coreografia di Nuria CastejónMatteo Anselmi è assistente alla regia. 

Nelle parole del regista, «in questo allestimento, Siviglia è un personaggio in più. Le nozze di Figaro è per me una commedia degli equivoci carica di erotismo, di amori e disamori, di intrecci e infedeltà. Ciò non impedisce che vi sia lo spirito della Rivoluzione e la critica al regime assolutista, anch’essi presenti. Mi sembra fondamentale che l’azione si svolga a Siviglia, perché per gli uomini del XVIII secolo era un luogo esotico, che permetteva agli autori dell’opera di trasmettere quell’aria inebriante che emana l’opera. E credo che nell’opera di Mozart, con una musica così vitale, l’atmosfera sivigliana sia davvero affascinante. Nelle Nozze di Figaro Mozart attribuisce un ruolo simbolico alle danze, con il minuetto rappresentante l’aristocrazia e il fandango, più popolare e sensuale. L’atmosfera del fandango, vista come estremamente erotica all’epoca, mi ha spinto a creare un allestimento molto realistico, perché è proprio il realismo che rende l’opera moderna.  Trovo molto rivelatore che questi personaggi, così ricchi di sfumature, vivano nell’ambiente che sia il compositore sia il librettista Da Ponte hanno inventato per loro». 

Grande disciplina e gesto armonioso fanno di Leonardo Sini, nato a Sassari nel 1990, un giovane e talentuoso direttore d’orchestra italiano, riconosciuto per la sua energia e sensibilità musicale. Vincitore nel dicembre 2017 del Primo Premio Assoluto del prestigioso Concorso “Maestro Solti” di Budapest, ha rapidamente guadagnato visibilità nel panorama musicale internazionale. Ha diretto orchestre di fama mondiale e si è esibito in importanti teatri e festival. La sua versatilità spazia dal repertorio sinfonico all’opera lirica, dove è apprezzato per la precisione, il dinamismo e la capacità di trasmettere forti emozioni al pubblico. Ha raccontato di ispirarsi a maestri quali Thomas Schippers e Antonio Pappano. Nel tempo libero, ama il gioco degli scacchi, la coltivazione dei bonsai, ha una grande passione per l’arte della cucina e il vino: «Quando sono in giro per il mondo, amo moltissimo affinare la mia passione per la cucina e per il vino cercando sempre di scoprire nuovi sapori, nuovi ingredienti, nuovi prodotti enogastronomici di qualità che mi aiutano a comprendere meglio la cultura di un determinato Paese. É affascinante vedere come il vino e il cibo siano molto simili alla musica e, per certi aspetti, siano accomunati dal fatto che l’elaborazione e l’interpretazione di una persona possano influenzarne la natura e creare dei veri e propri capolavori!». 

I protagonisti
Il Conte d’Almaviva è Vito Priante, baritono apprezzato per la sua versatilità e presenza scenica. Specialista nel repertorio belcantistico e mozartiano, ha calcato i palcoscenici dei maggiori teatri d’opera del mondo. Torna al Teatro Regio dopo il grande successo nel Don Giovanni di Mozart diretto dal Maestro Riccardo Muti. La Contessa d’Almaviva è Monica Conesa giovanissimo soprano cubano-americano di grande talento, che debutta al Teatro Regio. Conesa, nota per la sua voce potente e per la sua straordinaria interpretazione del repertorio operistico, ha dimostrato una tecnica impeccabile e una forte presenza scenica. Veste i panni di Figaro Giorgio Caoduro che è stato il più giovane dei “magnifici tre baritoni” dell’Accademia Rossiniana 2000, che vedeva sfilare fra gli allievi anche Nicola Alaimo e Luca Salsi. Da allora la sua carriera si è sviluppata a livello internazionale come uno dei punti di riferimento nel repertorio belcantista, torna al Regio dopo L’elisir d’amore del 2021. Giulia Semenzato, soprano particolarmente apprezzata nel repertorio barocco e mozartiano, si è formata al Conservatorio di Venezia e alla Schola Cantorum di Basilea. Da studentessa, ricorda di aver lavorato come ragazza alla pari in un palazzo veneziano, vivendo la quotidianità fatta di aneddoti e racconti da “commedia goldoniana” confluita poi nella sua interpretazione del personaggio di Susanna. Il giovane paggio Cherubino – uno dei personaggi più amati dell’opera mozartiana – è interpretato da Josè Maria Lo Monaco mezzosoprano dalla vocalità calda e agile, ideale per un ruolo en travesti che richiede leggerezza, espressività e un carattere giocoso e ambiguo.

Nei ruoli dei protagonisti si alternano: Jarrett Ott (il conte d’Almaviva), Kirsten MacKinnon (la contessa d’Almaviva), Christian Federici (Figaro), Martina Russomanno (Susanna), Siphokazi Molteno (Cherubino). Il cast si completa con: Chiara Tirotta (Marcellina), Andrea Concetti/ Giovanni Romeo (Bartolo), Juan José Medina (Basilio), Cristiano Olivieri (Don Curzio), Janusz Nosek (Antonio), Albina Tonkikh (Barbarina), Eugenia Braynova/Caterina Borruso (Prima contadina) e Daniela Valdenassi/Ivana Cravero (Seconda contadina). Molteno, Medina, Nosek, Tonkikh sono Artisti del Regio Ensemble

Biglietti e Informazioni
I biglietti per Le nozze di Figaro sono in vendita alla Biglietteria del Teatro Regio e on line 

Biglietteria del Teatro Regio – Piazza Castello 215 – Torino
Tel. 011.8815.241 – 011.8815.242 – biglietteria@teatroregio.torino.it 
Orario di apertura: da lunedì a sabato ore 11-19; domenica ore 10.30-15.30; un’ora prima degli spettacoli

Per tutte le informazioni e gli aggiornamenti: www.teatroregio.torino.it

L’omaggio a Frank Sinatra del Ravello Festival all’Opéra di Monte Carlo

L’Omaggio a Frank Sinatra, prodotto dal Ravello Festival e andato in scena a chiusura del Festival 2023, sarà riproposto a Monte Carlo il prossimo 2 dicembre 2024.

Gli stessi interpreti, Vittorio Grigolo, la Filarmonica Giuseppe Verdi di Salerno, la Salerno Jazz Orchestra diretti da Demo Morselli, si esibiranno sul palcoscenico del Teatro dell’Opera di Monte Carlo che ha come direttore artistico Cecilia Bartoli.

È motivo di grande soddisfazione – dichiara il Presidente della Fondazione Ravello Alessio Vladvedere che uno spettacolo concepito, prodotto e realizzato a Ravello possa portarne nel mondo il nome confermando la vocazione internazionale del suo Festival.

Il debutto scaligero di Alexandre Kantorow

Il vincitore della Medaglia d’oro e del Gran Prix al Concorso Čajkovskij 2019

conclude il Ciclo dei Grandi Pianisti 2024 con un recital

Martedì 19 novembre debutta alla Scala in conclusione del ciclo Grandi Pianisti del 2024 Alexandre Kantorow, artista francese nato nel 1997 e balzato all’attenzione internazionale con la folgorante vittoria al Premio Čajkovskij di Varsavia nel 2019: a 22 anni Kantorow vinse sia la Medaglia d’Oro sia il Grand Prix.  Alla Scala porta un programma composito in cui compaiono alcuni degli autori con cui si è conquistato il riconoscimento di critica e pubblico.

Il concerto si apre con la Rapsodia in si minore di Brahms (il suo Brahms per l’etichetta BIS, con cui incide in esclusiva, gli è valso un Diapason d’or; la prestigiosa rivista Gramophone ha da poco pubblicato un’intervista sul suo rapporto con il compositore per proseguire con Chasse-Neige, l’ultimo degli Etudes d’exécution transcendante e la Vallée d’Obermann dagli Années de pélerinage, première année: Suisse (Fanfare Magazine ha scritto: “Alexandre è la reincarnazione di Liszt. Non ho mai sentito nessuno suonare questi pezzi, tanto meno suonare il pianoforte come lui”). Nella seconda parte Kantorow esegue la Rapsodia op.1 di Bartók e la Sonata n.1 di Rachmaninov (inclusa nel suo acclamato album “À la russe”) per concludere tornando a Brahms con la trascrizione per la mano sinistra della Ciaccona in re minore di Bach.

Il ciclo dei recital per pianoforte 2025 ospita Nikolai Lugansky (26 gennaio), Mitsuko Uchida (9 marzo), Igor Levit (6 aprile) e Jan Lisiecki (28 maggio). 

Alexandre Kantorow,nato a Clermont-Ferrand in una famiglia di musicisti, ha studiato con Pierre-Alain Volondat, Igor Lazko, Frank Braley e Rena Shereshevskaya. Nel 2019, a ventidue anni, è stato il primo pianista francese a vincere la Medaglia d’oro al Concorso Čajkovskij di Mosca, ottenendo anche il Grand Prix, che è stato attribuito solo tre volte nella storia del Concorso. Nel 2024 ha ricevuto il prestigioso Gilmore Artist Award, che viene assegnato ogni quattro anni.

Dopo il debutto a sedici anni con la Sinfonia Varsovia al festival La Folle Journée de Nantes, ha tenuto concerti con le più importanti orchestre del mondo, tra cui la Pittsburgh Symphony Orchestra diretta da Manfred Honeck, la Royal Philharmonic Orchestra e Vasily Petrenko, l’Orchestra del Teatro Mariinskij e Valery Gergiev e l’Orchestra Festival di Budapest e Iván Fischer, e ha svolto tournée internazionali con la Hong Kong Philharmonic Orchestra diretta da Jaap van Zweden e con l’Orchestre National de France e Cristian Măcelaru. Tiene recital nelle sale da concerto più prestigiose, tra cui la Carnegie Hall di New York, il Concertgebouw di Amsterdam, il Konzerthaus di Vienna, la Philharmonie di Parigi, il Bozar a Bruxelles, la Queen Elizabeth Hall e la Wigmore Hall a Londra. È ospite regolare dei più importanti festival internazionali, tra cui il Festival de La Roque-d’Antheron, quello di Verbier, il Ravinia Festival e il Klavier-Festival Ruhr. I suoi principali impegni per la Stagione 2024-2025 comprendono i debutti con la Los Angeles Philharmonic Orchestra, con l’Orchestre Metropolitain di Montreal e Yannick Nézet-Séguin e con l’Orchestra della Svizzera Italiana e Jérémie Rhorer, nonché una tournée europea con i Münchner Philharmoniker e Tugan Sokhiev.

Eseguirà i Concerti n. 1 e n. 2 di Brahms con l’Orchestre Philharmonique de Radio France diretta da John Eliot Gardiner e debutterà in Cina, con concerti a Pechino e Shanghai come parte della sua tournée in Asia. Appassionato camerista, quest’anno collaborerà con Janine Jansen e Gautier Capuçon.

Nel 2022 ha ottenuto due Diapason d’Or per i suoi CD dedicati a Brahms e a Saint-Saëns; quest’ultimo album con i Concerti n. 1 e n. 2 completa l’integrale dei Concerti per pianoforte e orchestra di Saint-Saëns incisi con la Tapiola Sinfonietta sotto la direzione del padre Jean-Jacques Kantorow. In precedenza, il suo album con i Concerti n. 3, n. 4 e n. 5 e quello con brani di Brahms, Bartók e Liszt avevano ottenuto sia il Diapason d’Or sia lo Choc di Classica. Borsista della Fondation Safran e della Fondation Banque Populaire, nel 2020 e nel 2024 ha ottenuto il primo premio alle Victoires de la Musique Classique nella categoria “Solista strumentale dell’anno”. Dal 2022 è direttore artistico del Festival Les Rencontres Musicales de Nîmes, insieme alla violinista Liya Petrova e al violoncellista Aurélien Pascal.

Nel 2022 è stato nominato Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres e nel 2024 Chevalier de l’Ordre National du Mérite. In luglio si e esibito all’aperto sotto la pioggia durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Parigi.

Martedì 19 novembre 2024 ore 20

Teatro alla Scala

Grandi pianisti alla Scala

ALEXANDRE KANTOROW

Johannes Brahms

Rapsodia in si min. op. 79 n. 1

Franz Liszt

da 12 EtudeS d’exécution transcendante S. 139

n. 12 Chasse Neige

da Années de pèlerinage, première année: Suisse S. 160

n. 6 Vallée d’Obermann

Béla Bartók

Rapsodia op. 1 Sz. 26

Sergej Rachmaninov

Sonata n. 1 in re min. op. 28

Johann Sebastian Bach / Johannes Brahms

Ciaccona in re min. per la mano sinistra

Prezzi: da 110 a 18 euro

Infotel 02 72 00 37 44

www.teatroallascala.org