CAVALLERIA RUSTICANAOPERA CUNTATARivive sulla scalinata monumentale del Teatro Massimo

l’opera di Mascagni nel “cunto” di Salvo Piparo

2 luglio 2025 ore 21:15 

Palermo 30 giugno 2025 –  L’Estate del Teatro Massimo presenta il 2 luglio alle ore 21:15sulla scalinata monumentale una lettura inedita e contemporanea della “Cavalleria rusticana” di Pietro Mascagni. Autore, interprete e regista di questo speciale appuntamento realizzato in collaborazione con l’Associazione Kleis, è Salvo Piparo, che farà rivivere l’opera attraverso la forza e l’immediatezza del cunto” siciliano. Con il suo ritmo incalzante, Piparo rievocherà una storia di morte e di passione, partendo anche da ricordi vissuti da bambino in prima persona. In particolare ricorda il set di Francis Ford Coppola che proprio sulla scalinata del Teatro Massimo nel 1989 girava alcune scene indimenticabili de Il padrino – Parte III, con Al Pacino, Andy García e Sofia Coppola, mentre in Teatro si rappresentava proprio Cavalleria rusticana.
Piparo racconta l’opera con il ritmo incalzante del cunto, decifrandola attraverso l’attualità e toccando trasversalmente temi come la violenza, gli alterchi e gli sgarbi subiti, ancora presenti tra i vicoli della città e nelle cronache. I suoi ricordi personali si intrecciano all’attualità dell’opera, capace di narrare ancora vicende del nostro tempo.
In scena anche sette giovani narratori – Martina Saladino, Benedetta Vitale, Monica Scibona, Paolo Cacciatore, Claudia Calì, Giuseppe Portaluri – interpretano il popolo a cui è affidata la coscienza dei fatti, le contraddizioni delle gesta e la rivalsa della giustizia. Mentre sulla scalinata verranno proiettate immagini di repertorio degli allestimenti storici di Cavalleria Rusticana al Teatro Massimo. Completa il cast artistico l’aiuto regista Salvo Damiano.

SALVO PIPARO. Appassionato ricercatore di tradizioni popolari, rievoca la storia attraverso la tecnica del cuntu. Ha messo in scena testi di Salvo Licata ed è autore di numerosi spettacoli quali CrollalanzaShakespeare era siciliano, una produzione sul 150° della venuta di Garibaldi in Sicilia Focuranni, rappresentata in occasione della inaugurazione del Museo della Mafia a Salemi in omaggio al Presidente Giorgio Napolitano. Testimonial ufficiale per Unicef, da anni è impegnato con la sua attività teatrale nella lotta contro il pizzo. Tra i successi più recenti: Pallonate scritto e diretto da Ficarra & Picone e Buttanissima Sicilia tratto dall’omonimo libro di Pietrangelo Buttafuoco. E’ stato ambasciatore per il Mediterraneo all’Expo con oltre cinque spettacoli e show cooking messi in scena insieme al fratello, lo Chef Francesco Piparo, che partecipa alla trasmissione Rai La Prova del Cuoco condotto da Antonella Clerici. E’ stato l’attore narrante della trasmissione di Rai 3 Amori Criminali condotto da Barbara De Rossi. Ospite della stagione estiva dei Teatri di Pietra, per il Festival Dionisiache di Segesta, ha superato il record di presenze dell’intera stagione con Shakespeare in brexit. Al Teatro Biondo Stabile di Palermo ha presentato con grande successo C’era e c’era Giuseppe Schiera. È un appassionato interprete della voce del popolo che nelle sue rappresentazioni ritorna ad essere espressione autentica della saggezza più profonda dei grandi pensatori di strada, maestri indiscussi dell’arte del saper vivere attraverso la lente dell’ironia e dell’audace sopravvivenza, tra comicità e crudo realismo.

PER LA PRIMA VOLTA AL TCBO “CANDIDE” DI LEONARD BERNSTEIN

Il nuovo allestimento dell’operetta comica, coprodotta con il Teatro Verdi di Trieste, è firmatoda Renato Zanella per regia e coreografia e vede la direzione di Kevin Rhodes

Dal 4 all’8 luglio al Comunale Nouveau

«Candide è, prima di tutto, un viaggio. Un percorso di formazione e insieme di follia, un’esplorazione dei paradossi umani attraverso il filtro della satira, della musica e del teatro». Queste le parole del regista e coreografo veronese Renato Zanella sull’operetta comica in due atti di Leonard Bernstein dal romanzo di Voltaire – in scena al Comunale di Bologna per la prima volta nella storia del Teatro – che firma un nuovo allestimento di Candide ispirato allo spirito dissacrante dei Monty Python e all’inquietudine filosofica di The Truman Show. Lo spettacolo, co-prodotto con il Teatro Verdi di Trieste dove ha debuttato lo scorso 13 giugno, è in programma al Comunale Nouveau da venerdì 4 luglio alle 20.00 (e in replica fino a martedì 8 luglio) con la direzione dell’americano Kevin Rhodes.

«Leonard Bernstein definì Candide la sua ‘lettera d’amore musicale all’Europa’, – commenta il direttore d’orchestra – un’affermazione tipicamente bernsteiniana su un’opera scritta in origine per il palcoscenico di Broadway. Dico ‘tipicamente’ perché Bernstein cercava sempre di rompere le convenzioni e, come il suo celebre idolo Gustav Mahler, amava mescolare forme e stili per creare qualcosa di nuovo ed eclettico. Ma chiariamolo subito: Candide non è un musical di Broadway. È piuttosto un’operetta, o un Singspiel».

Per Rhodes e Zanella, che nel 2025 celebrano 30 anni di sodalizio artistico nato a metà degli anni Novanta alla Wiener Staatsoper, dove l’uno era il direttore principale del balletto e l’altro il direttore del corpo di ballo e coreografo principale, è la prima collaborazione con il TCBO. Rhodes ha collaborato con rinomate compagnie di danza di istituzioni come La Scala di Milano, l’Opéra di Parigi, la Staatsoper Unter den Linden di Berlino e con il New York City Ballet; Zanella è direttore artistico del Balletto presso la SNG Opera e Balletto di Lubiana, dopo aver lavorato anche con il Balletto dell’Opera Nazionale Greca, l’Arena di Verona e il Balletto Nazionale di Bucarest, e dal 2009 cura anche la regia di opere liriche.

«Ho immaginato la vicenda all’interno di una fantomatica Università della Vestfalia – racconta il regista – in quella terra che nel libretto viene descritta come poco evoluta e abitata da gente che parla una lingua incomprensibile, trasportando la narrazione in un contesto accademico surreale. È un luogo di studio e di apprendimento, ma anche uno spazio di sperimentazione, un microcosmo popolato da professori, studenti e figure in continuo mutamento, che riflettono i temi centrali dell’opera: la corruzione, il potere, i dogmi religiosi e politici, l’assurdità della guerra». Le scene dello spettacolo sono di Mauro Tinti, i costumi di Danilo Coppola, le luci di Paolo Liaci.

Attualissimi i temi dell’operetta, che vede alternarsi nel cast nelle diverse date i tenori Marco Miglietta ed Enrico Casari nel ruolo del titolo; i soprani Tetiana Zhuravel e Francesca Benitez come Cunegonde, i baritoni Bruno Taddia e Valdis Jansons nei panni di Voltaire/Dott. Pangloss/Martin/Cacambo. Completano il cast Madelyn Renée e Benedetta Mazzetto (The old lady/Baroness), Felix Kemp e Michele Patti (Maximilian/The Captain/Tsar Ivan), quindi David Astorga e Raffaele Feo come The Governor/Vanderdendur/Ragotski/Baron Thunder-Ten-Tronck/Grand Inquisitor, Aloisa Aisemberg ed Eleonora Filipponi come Paquette/Lisbon woman, Saverio Pugliese come Inquisitor I/Charles Edward/Father Bernardo/First Jesuit, Yuri Guerra come Lisbon men/Informer 1/Inquisitor II/Croupier/First Officer/Sailor Act 1/Sailor Act 2/Waiter/Waitress, Giulio Iermini come Informer 2/Inquisitor III/King Stanislaus/Second Officer/Re Eldorado, Xin Zhang come Sultan Achmet/Crook/Cardinal Archbishop/Señor, Zhibin Zhang come Hermann Augustus/Don Issachar/James the Baptist/Señor. L’Orchestra e il Coro – preparato da Gea Garatti Ansini – sono quelli del Teatro Comunale di Bologna.

È un viaggio tra mille vicissitudini quello che intraprende il protagonista Candide nel capolavoro di Bernstein, originariamente su libretto di Lillian Hellman e liriche di Richard Wilbur, con aggiunte di John Latouche e Dorothy Parker, per la sua prima assoluta nel 1956 a Broadway accolta con freddezza. Il successo arrivò dopo numerosi ritocchi, che portarono nel 1973 all’apprezzato adattamento su libretto di Hugh Wheeler, cui seguirono ulteriori aggiustamenti fino alla “versione finale rivista” del 1989. L’esilio da casa, la guerra, le calamità naturali, l’omicidio, la corruzione, sono solo alcuni degli ostacoli che il giovane affronta in un obbligato viaggio intorno al mondo che lo costringe a perdere progressivamente la sua ingenuità e ottimismo, che sposava l’idea di Gottfried Wilhelm von Leibniz sul “migliore dei mondi possibili”. Nella lettura di Zanella sono Pangloss e Cunegonde a progettare questa forzata maturazione del protagonista, sottolineata da Bernstein con una musica che, secondo il regista, si distingue per il suo timing; in scena ci sono anche otto ballerini, cornice costante del racconto.

La versione di Candide eseguita a Bologna è la “scozzese” del 1988, su libretto di Hugh Wheeler, testi di Richard Wilbur e liriche supplementari di Stephen Sondheim, John Latouche, Dorothy Parker, Lillian Hellman e Leonard Bernstein, eseguita per la prima volta il 17 maggio di quell’anno al Theater Royal di Glasgow (con Bernstein in sala): dirigeva John Mauceri e la regia era di Jonathan Miller e di John Wells. Questa versione, con alcune modifiche, venne poi ripresa dallo stesso Bernstein al Barbican Centre di Londra in forma di concerto con la London Symphony Orchestra nel dicembre del 1989 e incisa dalla Deutsche Grammophon.

Presenting partner di Candide è Alfasigma.

Le recite saranno precedute – circa 45 minuti prima dell’inizio – da una breve presentazione dell’opera nel Foyer del Comunale Nouveau.

I biglietti – da 15 a 90 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4/a) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.

IL TEATRO DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO ANNUNCIA LA STAGIONE 2026E L’88ESIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL

Sei le tipologie di abbonamento offerte al pubblico; i rinnovi possono essere effettuati
a partire dal 7 luglio.

I nuovi abbonamenti sono in vendita a partire dal 15 luglio. I biglietti per i singoli spettacoli sono in vendita a partire dall’8 settembre.

Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino annuncia la prossima stagione 2026 e l’88esima edizione del Festival Maggio Musicale: dodici titoli d’opera – in un arco temporale dal barocco al contemporaneo, con una nuova commissione –  2 cicli sinfonici diretti dal Direttore musicale Daniele Gatti, numerosi concerti sinfonici e sinfonico-corali con le numerose presenze di Zubin Mehta che nel 2026 festeggerà i suoi 90 anni, due balletti e gli spettacoli per le famiglie e le scuole.

ToscaPagliacci in dittico con Cavalleria RusticanaIl castello di Barbablù in dittico con
La voix humaineThe Death of Klinghoffer – titolo inaugurale del Festival –
Un ballo in mascheraGiulio CesareWozzeckRomanzo criminaleSimon Boccanegra
Les contes dHoffmann sono i titoli d’opera che compongono la stagione lirica e il Festival.

“Dodici titoli, dodici mondi. La nuova stagione d’opera del Maggio Musicale Fiorentino – dice il sovrintendente Carlo Fuortes – è un viaggio nel tempo, nella società e nell’anima umana. Un intreccio forte di storie che parlano di tutti noi: amori impossibili, solitudini, violenze, rivolte, sogni infranti e desideri che resistono. L’opera, qui, non è solo patrimonio da custodire: è materia viva, che brucia ed emoziona.

Un ballo in mascheraSimon BoccanegraToscaI racconti di Hoffmann: titoli amati, carichi di tradizione e bellezza ma anche di inquietudini che parlano del presente. Il doppio binomio verista Pagliacci/Cavalleria Rusticana riporta in scena un teatro crudo, passionale, dove ogni gesto è vita o morte. E poi Giulio Cesare di Händel: il barocco come specchio del potere, della seduzione e dell’ambiguità. Ma è nella frattura, e forse nell’azzardo – continua Fuortes – che il cartellone del 2026 trova la sua voce più forte. Con The Death of Klinghoffer di John Adams, titolo di forte impatto politico e civile, l’opera si apre al mondo e alle sue ferite ancora aperte. Wozzeck di Berg scava nella follia, nel disagio, nel linguaggio frammentato del nostro tempo. La voce umana di Poulenc e Il castello di Barbablù di Bartok raccontano, ciascuno a modo suo, il dolore muto e la distanza tra le persone. Il presente entra in scena con forza grazie a Romanzo criminale, nuova commissione del Maggio e di Musica per Roma, dall’omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo, che cura il libretto e con la musica di Nicola Piovani. Una storia italiana, cruda e affascinante, che diventa teatro musicale per la prima volta: un ponte tra il linguaggio del cinema, del noir e la forza evocativa della musica dal vivo.”

I direttori impegnati sul podio in questo “viaggio tra mito e realtà” sono 
Michele GambaRiccardo FrizzaMartin RajnaLawrence Renes
Emmanuel TjeknavorianGianluca CapuanoThomas GuggeisNicola Piovani
James Conlon Kent Nagano. Nomi, alcuni, di nuove affermazioni della direzione d’orchestra, giovani talenti che già oggi segnano comunque il futuro della musica, accanto a direttori acclamati e più acclarati del podio internazionale, capaci di rinnovare la grande tradizione operistica con autorevolezza e sensibilità. A rendere questa stagione un grande affresco scenico contribuisce un parterre di registi tra i più interessanti e visionari del panorama internazionale: Robert CarsenClaus GuthDeborah WarnerValentina Carrasco
Àlex Ollé (La Fura dels Baus), Davide LivermoreMassimo Popolizio e Laurent Pelly
La regia della nuova produzione di The Death of Klinghoffer sarà a cura di Luca Guadagnino. “Le loro letture porteranno in scena mondi estetici diversi ma certamente di grande interesse ed emozione, tra classicità reinventata, radicalità visiva, precisione psicologica e impatto cinematografico” commenta il sovrintendente.

Il versante sinfonico e sinfonico corale mette in cartellone il ciclo dedicato alle nove sinfonie di Ludwig van Beethoven e il ciclo dedicato a Felix Mendelssohn che sono affidati a Daniele Gatti, Direttore musicale del Maggio, ruolo che assumerà ufficialmente a partire dal Festival. “Gatti offrirà al pubblico – continua Fuortes – due percorsi sinfonici di grande respiro: l’integrale delle Sinfonie di Beethoven, vera colonna vertebrale della musica occidentale, e un ciclo dedicato a Felix Mendelssohn, con tutte le sinfonie e l’oratorio Elias, restituendo la pienezza spirituale e intellettuale di un autore ancora poco esplorato nei teatri d’opera italiani; e qui mi fa particolare piacere di ricordare oltre alla nostra smagliante Orchestra uno dei protagonisti di questi cicli, presente in tre concerti, in quasi tutte le opere, e in molti dei concerti della stagione: il mirabile Coro del Maggio, diretto da Lorenzo Fratini”.

Nel corso della stagione concertistica, molto ricca, con decine di appuntamenti sono previsti i più grandi direttori d’orchestra della scena internazionale a partire da Zubin Mehta, direttore onorario a vita del Maggio, che proporrà ben cinque programmi musicali tra cui un concerto particolarmente simbolico che il maestro dirigerà il 29 aprile, proprio nel giorno del suo 90esimo compleanno che ha deciso di festeggiare al Maggio e a Firenze.  Sul podio del nostro teatro saliranno Myung-Whun ChungPhilippe Jordan (con Beatrice Rana al pianoforte), Gianandrea NosedaTeodor Currentzis alla guida della musicAeterna Orchestra, Michele Mariotti (con Andrea Lucchesini al pianoforte), Daniele Rustioni
Diego Ceretta (con Benedetto Lupo al pianoforte e l’Orchestra della Toscana), 
Thomas Guggeis, Tomàs Netopil, Dmitry Sinkovski, Aziz Shokhakimov (con 
Alexandra Dovgan al pianoforte), Christophe Rousset. Inoltre i recital di canto di 
Jessica Pratt (sul podio Christopher Franklin), Asmik Grigorian (al pianoforte 
Lukas Geniušas),  Francesco Meli e Luca Salsi (al pianoforte Nelson Calzi); due concerti con la voce di Drusilla Foer (sul podio per il primo Salvatore Percacciolo e Timothy Brock nel secondo), e il concerto di Natale del 6 dicembre con il Coro di Voci bianche dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino diretto da Sara Matteucci.



Due gli spettacoli di balletto: Zakharova &Repin in Pas de deux for toes and fingers e il ritorno, sempre attesissimo, di Roberto Bolle; gli appuntamenti di “C’è musica e Musica” giunto alla terza edizione dedicati alle famiglie e le scuole con 6 appuntamenti (4 alla domenica e 2 di sabato) lo spettacolo di Venti lucenti firmato da Manu Lalli, La danza delle maschere, che sarà ispirato al “Ballo in maschera” opera in programmazione nel corso della Stagione 2026.

Ivor Bolton dirige musiche di Stravinskij e Mendelssohn

venerdì 27 e domenica 29 giugno al Teatro La Fenice

Pulcinella di Stravinskij e la Scozzese di Mendelssohn: sono i due brani in programma nel prossimo appuntamento della Stagione Sinfonica, che vedrà protagonista Ivor Bolton alla testa dell’Orchestra del Teatro La Fenice. Il maestro britannico, tra i più ricercati del panorama attuale, dirigerà Pulcinella di Igor Stravinskij, affiancato dalle voci soliste del soprano Francesca Aspromonte, del tenore Juan Sancho e del basso Luca Tittoto; e la Sinfonia n. 3 in la minore op. 56 Scozzese di Felix Mendelssohn Bartholdy. Due le repliche in programma al Teatro La Fenice, nell’ambito della Stagione Sinfonica 2024-2025: venerdì 27 giugno 2025 ore 20.00 (turno S) e domenica 29 giugno ore 17.00 (turno U).

                            Il programma della serata si aprirà con lo straniato neoclassicismo di Igor Stravinskij, e in

particolare con l’esecuzione di Pulcinella, il «balletto in un atto per piccola orchestra con tre voci soliste su musiche di Giovani Battista Pergolesi» che il russo compose tra il 1919 e il 1920 su invito di Sergej Diaghilev. Questi aveva infatti ritrovato pagine manoscritte settecentesche realizzate dal musicista marchigiano o a lui attribuite e chiese a Stravinskij di rielaborale per una nuova creazione coreografica. L’impresario dei Balletti russi coinvolse nel progetto anche Leonide Massine per le coreografie e Pablo Picasso per scene, costumi e sipario. Sebbene la collaborazione tra i tre artisti non sia stata tra le più semplici, Stravinskij riuscì a portare a termine la partitura a Biarritz il 20 aprile 1920 e la prima rappresentazione del balletto ispirato alla maschera napoletana si svolse all’Opéra di Parigi il 15 maggio 1920 sotto la direzione orchestrale di Ernest Ansermet.

                        Seguirà la Sinfonia n. 3 in la minore op. 56 Scozzese di Felix Mendelssohn Bartholdy (1908-

1847). Così come per la successiva Italiana, anche questa composizione nacque da un viaggio di formazione: il compositore nel 1829 aveva infatti visitato l’Inghilterra e la Scozia e fu dall’esperienza di quell’orizzonte romantico settentrionale e ossianico che prese le mosse la Scozzese. La definitiva stesura della composizione arrivò dopo tredici anni di lunga elaborazione: i primi abbozzi della partitura risalgono al suo soggiorno romano del 1831, pressoché simultaneamente allo schizzo della Sinfonia Italiana, ma quell’abbozzo rimase nel cassetto. L’ambiente romano rendeva incapace il compositore «di ritornare indietro coi sentimenti nel brumoso paesaggio scozzese». Quel germe seminato dal viaggio scozzese del 1829 avrebbe dovuto aspettare oltre un decennio per essere completamente sviluppato; tanto che la Sinfonia Scozzese rimase l’ultimo dei cinque lavori sinfonici del compositore. Sarà infatti ripresa solamente nel 1841, in un momento di intensissima attività, conclusa nel gennaio 1842 e finalmente eseguita nell’estate successiva alla Società Filarmonica di Londra, sotto la direzione dello stesso autore e con dedica alla regina Vittoria.

                             Per approfondire la conoscenza della partitura, è in programma il consueto appuntamento

introduttivo: il concerto di venerdì 27 giugno 2025 sarà infatti preceduto da un incontro a ingresso libero con il musicologo Roberto Mori, che dalle ore 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice. I biglietti per il concerto (da € 15,00 a € 90,00) sono acquistabili nella biglietteria del Teatro La Fenice e nei punti vendita Eventi Venezia Unica, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.

Ivor Bolton

È uno dei più rinomati direttori nel repertorio classico e barocco: la sua versatilità è in ogni caso senza confini. Ha registrato un’acclamata serie di Sinfonie di Bruckner con la Mozarteumorchester Salzburg, di cui è stato direttore principale per dodici anni. Inoltre, ha diretto Billy Budd di Britten al Teatro Real di Madrid e alla Royal Opera House – Covent Garden, ricevendo il premio alla miglior produzione di «Opernwelt». Con la Sinfonieorchester Basel, di cui è stato direttore principale a partire dal 2016, ha registrato una serie di composizioni di Gabriel Fauré. A Madrid ricopre la posizione di direttore musicale dal 2015. Oltre a questi ruoli, è direttore onorario della Mozarteumorchester Salzburg, con la quale appare ogni anno al Salzburg Festival e in tour, e direttore principale della Dresden Festival Orchestra. Stabilisce una stretta relazione con la Bayerische Staatsoper, dove dal 1994 ha diretto una vasta serie di nuove produzioni, tra cui in particolare opere di Monteverdi, Händel e Mozart. Si è aggiudicato il prestigioso Bayerische Theaterpreis per il suo eccellente lavoro a Monaco. Nel 2024 è stato dichiarato Commander of the British Empire a Buckingham Palace per i suoi eccezionali servigi alla musica. Durante il periodo come direttore musicale dell’English Touring Opera e della Glyndebourne Touring Opera, si è esibito in rinomate sedi quali Maggio Musicale Fiorentino, Opéra National de Paris, Royal Opera House – Covent Garden, English National Opera, così come nei teatri d’opera di Bologna, Bruxelles, Amsterdam, Lisbona, Sydney, Berlino, Amburgo e Genova. In ambito concertistico, è stato direttore principale della Scottish Chamber Orchestra e apprezzato ospite ai bbc Proms e al Lincoln Center di New York, tra gli altri, e ha lavorato con ensemble come Tonhalle Orchestra Zurich, Concertgebouworkest Amsterdam, Orchestre de Paris, Rotterdams Philharmonisch Orkest, Gürzenich Orchester Köln, Wiener Symphoniker e Freiburg Baroque Orchestra. Tra i successi della scorsa stagione, Medée e Orlando al Teatro Real di Madrid, Entführung aus dem Serail e Idomeneo alla Bavarian State Opera di Monaco, concerti con Gürzenich Orchester Köln, Brucknerorchester Linz, Ne#therlands Philharmonic Orchestra, Mozartwoche e Salzburg Festival. Nella stagione corrente è impegnato in Theodora e Mitridate ancora a Madrid e nelle Nozze di Figaro alla Wienerstaatsoper, oltre alle sue attività a Basilea e Dresda. Sul versante concertistico, è impegnato con Gürzenich Orchester Köln, Maggio Musicale Fiorentino, in una data al Royal Danish Theater di Copenaghen ed esibizioni con Tonkünstler Orchester Niederösterreich, Belgium National Orchestra e hr Frankfurt, cui si aggiunge la costante collaborazione con Mozartwoche e Salzburg Festival.

Onegin di John Cranko al Teatro di San Carlo fino a giovedì 3 luglio

La Stagione di Danza 2024-2025 del Teatro di San Carlo prosegue con Onegin, il dramma in danza ispirato al romanzo in versi di Aleksandr Puškin, nella versione di John Cranko.

La supervisione coreografica è di Reid Anderson-Graefe, già Direttore dello Stuttgart Ballet che ne custodisce l’eredità artistica, affiancato da Jane Bourne per la messa in scena. L’allestimento vede le scene e i costumi di Elisabeth Dalton riprodotti da Steen Bjarke, anche light designer, e Diana Eckmann.

Le musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij, rielaborate da Kurt-Heinz Stolze, verranno eseguite dall’Orchestra del Teatro di San Carlo diretta da Martin Yates.

Prima rappresentazione in calendario giovedì 26 giugno alle ore 20:00. Onegin sarà in scena per sei repliche, fino a giovedì 3 luglio.

Impegnati Étoiles, Solisti e Corpo di Ballo del Lirico di Napoli, sotto la direzione di Clotilde Vayer.

I protagonisti, Onegin e Tatjana, vedranno l’alternarsi di tre coppie: Danilo Notaro e Claudia D’Antonio danzeranno il 26 giugno e il 3 luglio.

Per le recite del 27 giugno e del 1 luglio, interpreteranno i due ruoli Alessandro Staiano e Anna Chiara Amirante.

Stanislao Capissi e Luisa Ieluzzi, infine, saranno sul palcoscenico il 29 giugno e il 2 luglio.

Creato nel 1965 per lo Stuttgart Ballet, Onegin rappresenta uno dei vertici del balletto narrativo del Novecento. È con straordinaria potenza espressiva che Cranko porta in scena la vicenda di Onegin, un giovane aristocratico annoiato dalla vita, che troppo tardi comprende la profondità del suo amore per Tatjana. Nella storia del Teatro di San Carlo, il balletto ha visto poche rappresentazioni. È approdato per la prima volta al Lirico di Napoli nel 1995, con Alessandra Ferri e Patrizia Manieri in coppia con Rex Harrington e Ivan Goliandin. Ha conosciuto solo una seconda messa in scena, nel 2007, con protagonisti Giovanna Spalice e Giuseppe Picone in alternanza con Elena Tentschikowa e Ivan Gil-Ortega.

DANZA

Dal 26 Giugno al 03 Luglio

Onegin

Balletto in tre atti di John Cranko basato sul romanzo di Alexander Pushkin Musica di K.H. Stolze da P.I. Tchaikovsky

Scene e Costumi | Elisabeth Dalton Riprodotti da Steen Bjarke e Diana Eckmann Light design| Steen Bjarke Messa in scena | Jane Bourne Supervisione di Reid Anderson-Graefe Copyright: Reid Andreson-Graefe

Direttore | Martin Yates

Orchestra, Étoiles, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo Direttore del Balletto | Clotilde Vayer

Teatro di San Carlo | CREMISI giovedì 26 giugno 2025, ore 20:00 – A – CREMISI – IV venerdì 27 giugno 2025, ore 20:00 – B – CREMISI – V domenica 29 giugno 2025, ore 17:00 – F – CREMISI – IV martedì 1 luglio 2025, ore 20:00 – C/D – CREMISI – V mercoledì 2 luglio 2025, ore 20:00 – F.A. – CREMISI – V giovedì 3 luglio 2025, ore 20:00 – F.A. – CREMISI – V

L’ARENA DI VERONA SI “TINGE” DI VERDI; DOPO LA PRIMA SOLD-OUT DE LA TRAVIATA, FINE SETTIMANA CON NABUCCO E AIDA.

Grandi voci e nuovi debutti nei cast del fine settimana al 102° Opera Festival areniano. La Traviata debutta venerdì 27 giugno alle 21.30 con la direttrice Speranza Scappucci e un cast di stelle: Amartuvshin Enkhbat, Galeano Salas e, per la prima volta in Arena, Angel Blue, in un Anfiteatro sold-out. Sabato 28 torna in scena Nabucco, nuova produzione che ha inaugurato il Festival 2025 con le telecamere di Rai Cultura. Domenica 29 Daniel Oren guida i complessi artistici areniani e un nuovo cast in Aida nell’allestimento di Stefano Poda.

LA TRAVIATA. Prima volta sul podio di un’opera lirica in Arena, Speranza Scappucci dirige un’attesa prima volta areniana anche per il soprano statunitense Angel Blue, nei panni della protagonista Violetta Valéry. Accanto a lei, il tenore Galeano Salas sarà l’amato Alfredo e, ad osteggiarne l’unione, il di lui padre Germont sarà interpretato da Amartuvshin Enkhbat, baritono titolare dell’inaugurazione 2025. Con loro, nei ruoli di fianco, in scena Sofia Koberidze, Carlo Bosi, Francesca Maionchi, Jan Antem, Gabriele Sagona, Giorgi Manoshvili, Hidenori Inoue e Alessandro Caro, anche questi ultimi al loro esordio nel Festival. Lo spettacolo è l’elegante Traviata fine ‘800 interamente firmata da Hugo De Ana, che torna sull’immenso palcoscenico a nove anni dall’ultima ripresa, con le coreografie di Leda Lojodice tra colossali cornici e simbolici specchi. Disponibili solo gli ultimi posti a visibilità laterale, repliche il 5, 11, 19, 25 luglio e 2 agosto.

NABUCCO. Sabato 28, sempre alle 21.30, torna in scena l’opera corale per eccellenza, quella che lanciò la carriera di Verdi: dramma romantico di ispirazione biblica, nel nuovo allestimento di Stefano Poda diventa viaggio dei singoli personaggi e dell’umanità intera simboleggiata dal coro, dal conflitto alla riconciliazione. Lo spettacolo, che è stato ripreso da Rai Cultura in collaborazione con il Ministero della Cultura, ha già raggiunto oltre 600 mila spettatori dal vivo e in tv, e vede un nuovo protagonista in un cast che riconferma gli interpreti del weekend inaugurale. Per la prima volta in Arena, Nabucco sarà il giovane baritono Youngjun Park, insieme ad Anna Pirozzi (Abigaille), Roberto Tagliavini (Zaccaria), e ai colleghi Galeano Salas (Ismaele), Francesca di Sauro (Fenena), Matteo Macchioni (Abdallo), Daniela Cappiello (Anna), Gabriele Sagona (Gran Sacerdote di Belo). Sul podio Pinchas Steinberg, che con questo titolo ha fatto il suo atteso ritorno in Arena. Con 400 artisti fra Ballo, mimi e figuranti, centrale è il Coro preparato da Roberto Gabbiani. Repliche fino al 5 settembre.

AIDA. A chiudere il fine settimana interamente dedicato a Verdi, l’opera regina dell’Anfiteatro dal 1913: Aida, forse come nessun’altra opera, sa conciliare dimensione spettacolare e privata, riti collettivi e amori sussurrati. Domenica 29 giugno alle 21.30 torna in scena nell’allestimento, definito ‘di cristallo’ per le superfici trasparenti e gli inediti giochi di luce, curato in ogni aspetto da Stefano Poda, che fonde in scena una personale unione di antica simbologia egizia e alta moda contemporanea. Nel ruolo del titolo si riconferma Maria José Siri, mentre debuttano Luciano Ganci come Radames e Anna Maria Chiuri come Amneris. Ai bassi Simon Lim (Re) e Alexander Vinogradov (Ramfis), si unisce Youngjun Park quale Amonasro, re nemico e padre di Aida. Completano il cast Carlo Bosi e Francesca Maionchi. I complessi artistici e tecnici areniani vedono impegnato anche il Ballo, coordinato da Gaetano Bouy Petrosino, e sono diretti dall’esperto Daniel Oren.

I biglietti per tutte le date sono già in vendita su arena.it, sui canali social dell’Arena di Verona, su Ticketone e alla Biglietteria Centrale dell’Arena. Speciali riduzioni sono riservate agli under 30 e agli over 65.

L’Arena di Verona Opera Festival 2025 conta sul sostegno di numerosi sponsor, in primis UniCredit, che vanta una longevità di collaborazione di oltre 25 anni, e poi Calzedonia, Pastificio Rana, Volkswagen Group Italia, DB Bahn, Forno Bonomi, Numia, RTL 102.5, Genny, che ha firmato le divise del personale adibito all’accoglienza del pubblico, e Müller, che sostiene i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Tra gli official partner marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, Metinvest, SABA Italia, SDG Group, Sartori di Verona, Palazzo Maffei e Mantova Village. Così come Calvisius Arena Foyer, ManPower Group e Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e Ferroli. Oltre a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana dell’omonimo pastificio e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse, con il Gruppo Editoriale Athesis, media partner.

(Crediti fotografici: Ennevi Foto / Fondazione Arena di Verona)

ALLA BASILICA DI MASSENZIO : DA EPISODIO BIBLICO A TRAGEDIA QUOTIDIANA CONTEMPORANEA

LA RESURREZIONE DI HÄNDEL

FIRMATA DA ILARIA LANZINO, CHE DEBUTTA IN ITALIA

Dal 1° luglio alla Basilica di Massenzio per il Caracalla Festival 2025

con George Petrou sul podio dell’Orchestra Nazionale Barocca e

Sara Blanch, Ana Maria Labin, Teresa Iervolino, Charles Workman e Giorgio Caoduro nel cast

«È la storia di una famiglia contemporanea in lutto per la perdita improvvisa di un figlio. La morte di Gesù quindi, non è presentata come un evento biblico e sacro, ma come una tragedia umana legata alla vita quotidiana di un gruppo familiare, i cui membri reagiscono in modi diversi ma con atteggiamenti simili a quelli dei personaggi dell’oratorio».

Così la regista Ilaria Lanzino racconta la sua messinscena de La Resurrezione di Georg Friedrich Händel, in programma da martedì 1° luglio alle 21 alla Basilica di Massenzio, nel Foro Romano. È il primo degli appuntamenti di teatro musicale del Caracalla Festival 2025 ideato da Damiano Michieletto per il Teatro dell’Opera di Roma.

«Ho creato la figura del padre – prosegue la regista – che, come San Giovanni nell’originale, incarna la fiducia nella resurrezione e dunque supera il lutto grazie alla fede; della madre, che come Maddalena è travolta dalla disperazione senza fede; e della nonna, che come Cleofe è sospesa tra le due posizioni. Ho anche voluto mettere in discussione la rigida contrapposizione tra bene e male, che nell’opera originale è rappresentata schematicamente dalle figure dell’Angelo e di Lucifero. Quest’ultimo, come Maddalena, è una figura emarginata, piena di dolore e risentimento, tendente a ciò che viene considerato peccato, imperfetta e per questo simbolo della fragilità umana. Anche per questi personaggi smarriti l’amore eterno trova uno spazio, una forma di resurrezione e di perdono. In questo viaggio alla ricerca della fede – conclude Lanzino – si tenta di rispondere alla domanda: c’è una Resurrezione? Può la fede salvarci dal dolore del lutto e dalla perdita di senso di fronte alla morte?».

Al suo debutto assoluto in Italia, la regista, nata a Pisa, arriva dopo anni di formazione e di lavoro all’estero, soprattutto in Germania, dove si è distinta per le interpretazioni audaci di opere come Nabucco di Verdi a Düsseldorf, dove ebrei e babilonesi intonano uniti il coro ‘Va pensiero’, e Lucia di Lammermoor di Donizetti a Norimberga, dove la protagonista diventa un uomo, Luca, in lotta con la famiglia perché innamorato di un coetaneo. Recente il suo successo al Theater an der Wien di Vienna con l’Ambleto di Francesco Gasparini, restituito attraverso una tagliente analisi psicologica dei rapporti tra i personaggi e un approccio cinematografico. Per La Resurrezione le sue fonti di ispirazione sono state i film Antichrist di Lars von Trier, La stanza del figlio di Nanni Moretti, The Broken Circle Breakdown di Felix van Groeningen e So Long, My Son di Wang Xiaoshuai. In questo nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma, Ilaria Lanzino è affiancata da Dirk Becker per le scene, da Annette Braun per i costumi e da Marco Filibeck per le luci.

Händel era proprio a Roma nel 1708 quando ricevette la commissione di un grande oratorio sacro per la Pasqua da parte del marchese Francesco Maria Marescotti Ruspoli, all’epoca suo mecenate. La Resurrezione fu eseguita per la prima volta a Palazzo Bonelli ai Santissimi Apostoli l’8 aprile 1708, già in forma scenica. Il tema affrontato è altamente simbolico: l’azione si svolge tra il Venerdì Santo e la Pasqua, e alterna gli scontri tra Lucifero e l’Angelo con le profonde meditazioni di Maria Maddalena, Maria di Cleofe e San Giovanni Evangelista. Una lotta tra la fede e la sua assenza, tra l’entusiasmo e il cinismo nell’esistenza di oggi.

La direzione musicale è affidata a uno specialista del repertorio barocco come George Petrou, anche lui al primo impegno con la Fondazione capitolina. Petrou dirige l’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori, un progetto sostenuto dal Ministero dell’Università e della ricerca in collaborazione con Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo.

Protagonisti sul palco sono Sara Blanch (Angelo), Ana Maria Labin (Maddalena), Teresa Iervolino (Cleofe), Charles Workman (San Giovanni) e Giorgio Caoduro (Lucifero). Lo spettacolo è replicato il 2, 4 e 5 luglio, sempre alle ore 21.00.

L’ORCHESTRA RAI PER SAN GIOVANNI A TORINO

Nel giorno del Patrono della città, martedì 24 giugno, all’Auditorium Rai

Dirige Robert Treviño con il mezzosoprano Justina Gringytė

L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai si unisce ai festeggiamenti del Patrono della città di TorinoSan Giovanni, con un concerto straordinario in programma martedì 24 giugno, alle ore 18.00, all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini”. Sul podio sale Robert Treviño che, insieme al mezzosoprano Justina Gringytė, propone celebri brani da opere di Verdi e li affianca a pagine favolistiche e descrittive, come Una notte sul Monte Calvo di Musorgskij e Belkis, regina di Saba di Ottorino Respighi. Treviño e Gringytė tornano sul palco dell’OSN Rai dopo avervi interpretato, il 13 e il 14 marzo scorso, i Folk Songs di Luciano Berio per il centenario dalla nascita del compositore. La serata di martedì 24 giugno è registrata da Rai Radio3, che la trasmetterà in data da destinarsi.

Ad aprire il concerto l’Ouverture da I vespri sicilianiel’aria di Cuniza dal secondo atto dell’Oberto, conte di San Bonifacio, affiancata all’aria di Azucena da Il trovatore “Condotta ell’era in ceppi”, entrambe di Verdi. Si prosegue con L’apprendista stregone di Paul Dukas, poema sinfonico ispirato all’omonima ballata di Goethe e scelto, nel 1940, per accompagnare il cortometraggio con protagonista Topolino inserito nel film Fantasia. Si torna a Verdi con l’aria della principessa di Eboli dal Don Carlo “O don fatale”. A chiudere la serata, invece, due lavori sinfonici, Una notte sul Monte Calvo di Musorgskij, eseguito nella versione rielaborata e orchestrata da Rimskij-Korsakov, e la suite dal balletto Belkis, regina di Saba di Ottorino Respighi. Il primo è un poema sinfonico che descrive musicalmente un sabba di streghe sul Monte Calvo durante la notte di San Giovanni. Il secondo è una suite che Respighi trasse dall’omonimo balletto per cui compose la musica nel 1931, e che metteva in scena il viaggio compiuto nel deserto dalla figura biblica della Regina di Saba, desiderosa di mettere alla prova la saggezza del Re Salomone.

Justina Gringytė è ospite regolare di teatri come l’Opéra de Paris, la Royal Opera House di Londra, il Teatro Real di Madrid e il Teatro Bol’šoj di Mosca, ed è stata premiata come giovane cantante dell’anno agli International Opera Awards nel 2015. Robert Treviño, Direttore musicale dell’Orchestra Nazionale Basca e Consulente artistico dell’Orchestra Sinfonica di Malmö. è cresciuto a Fort Worth, in Texas, e si è imposto all’attenzione internazionale al Teatro Bol’šoj di Mosca nel 2013, sostituendo Vassily Sinaisky sul podio del Don Carlo di Verdi. Da allora è invitato regolarmente dalle orchestre più prestigiose in America – dalla Cincinnati Symphony alla Philadelphia Orchestra – e all’estero – dai Münchner Philharmoniker alla London Symphony Orchestra. Con l’Orchestra della Rai nell’autunno 2021 è stato protagonista di una brillante tournée in Germania che ha toccato Francoforte, Colonia e Amburgo.

I biglietti per il concerto, al costo di 5 euro ciascuno, sono in vendita presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino e online sul sito dell’OSN Rai. Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it.

Daniel Oren sul podio del Ravenna Festival

23 GIUGNO

ore 18 Biblioteca Classense, Chiostro Grande

Il tradizionale appuntamento sulla Via Sancti Romualdi è con il fisico e inventore Federico Faggin, per una conversazione su Corpo, mente e spirito rivisti.

24 GIUGNO

ore 21.30 MAR Museo d’arte della Città di Ravenna

Il Signum Saxophone Quartet spazia da Grieg e Barber a Gershwin e Piazzolla, fino al giovanissimo compositore vietnamita-americano Viet Cuong.

24 GIUGNO

ore 21.30 Cervia, Arena dello Stadio dei Pini

Il Trebbo in musica

Dardust è in scena con il suo nuovo progetto Urban Impressionism, una sinfonia matura e imponente, in cui gli archi e il pianoforte accolgono le frizioni dell’elettronica.

dal 25 GIUGNO

al 13 LUGLIO

tranne lunedì e giovedì

ore 20 Palazzo Malagola

Si completa il trittico di Don Chisciotte ad ardere, che Marco Martinelli ed Ermanna Montanari di Albe/Ravenna Teatro hanno dedicato al caposaldo del canone letterario occidentale.

25 GIUGNO

ore 21.30 Cervia, Arena dello Stadio dei Pini

Il Trebbo in musica

Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello, assi del jazz italiano, ci offrono un ritratto di Pino Daniele, scomparso dieci anni fa, con Il cielo è pieno di stelle.

26 GIUGNO

ore 21 Teatro Alighieri

La cantautrice americana Cat Power riporta invece in scena lo storico concerto di Bob Dylan “della Royal Albert Hall” del 1966, che scosse le fondamenta della musica folk.

26 GIUGNO

ore 21 Pala De André

Zubin Mehta sul podio dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino per il Concerto op. 61 di Beethoven, con solista Amira Abouzahra, e Ein Heldenleben di Richard Strauss.

27 GIUGNO

ore 21 Basilica Metropolitana

Cantare amantis est

Un Concerto del Giubileo con l’Orchestra Cherubini diretta da Hossein Pishkar – in programma, anche una nuova composizione commissionata per l’occasione a Leonardo Marino.

Buio d’inferno e la dolce sinfonia di Paradiso

Un viaggio tra musica e parole

prossimi appuntamenti: 24 e 26 giugno alle 17 alla Domus dei Tappeti di Pietra

OPERA IN CONCERTO : Le voci di Desirée Rancatore e Marco Ciaponi per un viaggio tra i capolavori del melodramma italiano

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo il maestro Alberto Maniaci

24 giugno 2025 ore 21.00 Sala Grande

Opera in Concerto è un raffinato percorso tra alcune delle pagine più celebri ed emozionanti del melodramma italiano dell’Ottocento, con alcune arie di ascolto più raro. Ne sono protagonisti, martedì 

24 giugno alle 21.00 nella 

Sala Grande del Teatro Massimo, due artisti i grande sensibilità, acclamati a livello internazionale: 

Desirée Rancatore, soprano 

Marco Ciaponi, tenore  

Alberto Maniaci, sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo

Il concerto rende omaggio a quattro giganti della musica italiana: Gioachino Rossini, Gaetano Donizetti, Vincenzo Bellini eGiuseppe Verdi. Maestri che, pur con stili e sensibilità diverse, hanno plasmato il canto lirico italiano, riconosciuto dall’UNESCO nel 2023 come “patrimonio immateriale dell’umanità”.Il programma si apre con la Sinfonia da L’inganno felice di Rossini, una farsa giovanile che anticipa i successivi capolavori del compositore e proseguirà con intense arie verdiane come “Lunge da lei… De’ miei bollenti spiriti” da La Traviata, e la straziante “Ah, la paterna mano” dal Macbeth, in cui Macduff canta il suo dolore per la perdita dei figli. Non mancheranno i celebri crescendi rossiniani, e la scena del temporale dal Barbiere di Siviglia, e le melodie belliniane con l’iconica “Casta Diva” da NormaDonizetti sarà presente con pagine celebri da L’Elisir d’amore, tra cui il secondo duetto tra Nemorino e Adina, e l’aria della protagonista di Linda di Chamounix, brano di grande virtuosismo vocale. In chiusura il Preludio dal primo atto de La Traviata, immergendo il pubblico nell’atmosfera drammatica di una delle opere più amate di Verdi e il duetto finale tra Arturo ed Elvira da I Puritani di Vincenzo Bellini.

 Infohttps://www.teatromassimo.it/event/opera-in-concerto-maniaci/Biglietti: da 10 a 25 euro

Alberto Maniaci (Palermo, 1987), è pianista, compositore e direttore d’orchestra. Diplomato con lode in Pianoforte, Composizione e Direzione d’orchestra al Conservatorio “A. Scarlatti” di Palermo. Allievo di Piero Bellugi, Ennio Nicotra, Carmelo Caruso e Marco Betta, nel 2016 è stato l’unico italiano selezionato da Riccardo Muti per la sua Music Academy. Vincitore del Premio delle Arti 2012 e del terzo premio al Concorso “Luigi Mancinelli”, ha diretto orchestre come la Verdi di Milano, I Pomeriggi Musicali, Orchestra del Teatro Massimo, Orchestra Sinfonica Siciliana, Filarmonia Veneta, tra le altre. Ha fondato l’Orchestra Mediterranea con la quale ha svolto numerose tournée. Le sue musiche sono edite da Kelidon, Undici07 e Wicky. È titolare di cattedra presso il Conservatorio “A. Toscanini” di Ribera e docente a contratto di Direzione d’orchestra al Conservatorio “A. Scarlatti” di Palermo.

Desirée Rancatore, nata a Palermo, si è formata in violino, pianoforte e poi in canto sotto la guida della madre Maria Argento, perfezionandosi a Roma con Margaret Baker Genovesi. Debutta giovanissima al Festival di Salisburgo ne Le nozze di Figaro, per poi esibirsi in Italia nel 1997 al Teatro Regio di Parma con L’Arlesiana di Cilea. Da allora si afferma come uno dei più apprezzati soprani di coloratura della sua generazione. Ha cantato nei principali teatri e festival del mondo, tra cui Teatro alla Scala, Fenice di Venezia, Teatro Massimo di Palermo, Covent Garden, Wiener Staatsoper, San Francisco Opera, Opéra de Paris, Teatro Real di Madrid, Liceu di Barcellona. Collabora regolarmente con importanti direttori come Muti, Maazel, Chung, Haitink, Conlon, Mariotti, e registi come Pizzi, Michieletto, Vick, Carsen. Nel 2004 è Semele ne L’Europa riconosciuta di Salieri per la riapertura della Scala, diretta da Riccardo Muti. Nel 2018 riceve il Premio Bellini d’Oro al Teatro Massimo Bellini di Catania.

Marco Ciaponi Nato a Barga (Lucca) nel 1989, si forma con Rebecca Berg e si perfeziona con Cinzia Forte. Vincitore del Premio Zarzuela al Concorso Operalia 2017, ottiene anche il Secondo Premio al Concorso Internazionale Renata Tebaldi di San Marino, il Primo Premio al Concorso Flaviano Labò di Piacenza (2015) e al Concorso Internazionale “Voci Verdiane” di Busseto. Debutta nel 2014 come Nemorino ne L’elisir d’amore al Teatro Municipale di Piacenza sotto la direzione di Stefano Ranzani e sotto la guida di Leo Nucci. Da allora è ospite di importanti teatri internazionali: canta Alfredo nella Traviata alla Deutsche Oper di Berlino, alla Semperoper di Dresda, alla Komische Oper di Berlino, all’Opera di Lipsia, al Macerata Opera Festival e al Teatro Comunale di Bologna; interpreta Elvino ne La sonnambula a Dresda, Düsseldorf, Avignone, Limoges e Ancona; Tonio nella Fille du régiment alla Wiener Staatsoper e al Teatro Lirico di Cagliari; Don Ottavio in Don Giovanni a Parma, Trieste e Colonia. Il suo repertorio comprende anche il Duca di Mantova (Rigoletto), Fenton (Falstaff), Ernesto (Don Pasquale), Rinuccio (Gianni Schicchi), Tebaldo (I Capuleti e i Montecchi), Ferrando (Così fan tutte), Prunier (La Rondine) e Beppe (Pagliacci). Ha collaborato con direttori e registi rinomati in produzioni nei teatri più prestigiosi, tra cui Teatro alla Scala, Dutch National Opera, Bol’šoj, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Verdi di Trieste, Teatro Petruzzelli di Bari e Teatro Filarmonico di Verona.

PROGRAMMA

Gioachino Rossini (Pesaro, 1792 – Passy, 1868) Sinfonia da L’inganno felice
Giuseppe Verdi (Le Roncole, 1813 – Milano, 1901) “Lunge da lei… De’ miei bollenti spiriti” da La traviata
Gaetano Donizetti (Bergamo, 1797-1848) “Caro elisir, sei mio… Esulti pur la barbara” da L’elisir d’amore
Gioachino Rossini Temporale da Il barbiere di Siviglia
Vincenzo Bellini (Catania, 1801 – Parigi, 1835) “Casta Diva… Ah! Bello a me ritorna” da Norma
Giuseppe Verdi “Parigi, o cara” da La traviata
Gioachino Rossini Sinfonia da La scala di seta
Giuseppe Verdi “O figli… Ah, la paterna mano” da Macbeth
Gaetano Donizetti “Una parola, o Adina… Chiedi all’aura lusinghiera” da L’elisir d’amore
Giuseppe Verdi Preludio Atto I da La traviata 
Gaetano Donizetti“O luce di quest’anima” da Linda di Chamounix
Vincenzo Bellini “Vieni fra queste braccia” da I puritani