Da Venerdì 15 marzo, al Teatro Carlo Felice : Beatrice di Tenda

Tragedia lirica in due atti di Vincenzo Bellini su libretto di Felice Romani
Venerdì 15 marzo 2024, ore 20.

Beatrice di Tenda, tragedia lirica in due atti di Vincenzo Bellini su libretto di Felice Romani – il sesto titolo della Stagione Lirica 2023-2024 dell’Opera Carlo Felice – sarà in scena venerdì 15 marzo alle ore 20.00 (Turno A). Tornerà sul podio Riccardo Minasi, direttore musicale del Teatro, per la regia di Italo Nunziata, assistente alla regia Danilo Rubeca, e con le scene di Emanuele Sinisi, i costumi di Alessio Rosati, e le luci di Valerio Tiberi. Orchestra, coro e tecnici dell’Opera Carlo Felice. Maestro del Coro Claudio Marino Moretti. Il nuovo allestimento è stato realizzato dalla Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova in coproduzione con la Fondazione Teatro La Fenice di Venezia e in occasione del progetto “Genova capitale del Medioevo 2024”.

Beatrice di Tenda sarà in replica domenica 17 marzo alle ore 15.00 (Turno C), martedì 19 marzo alle ore 20.00 (Turno L) e venerdì 22 marzo alle ore 20.00 (Turno B).

Il cast si compone di Mattia Olivieri (Filippo Maria Visconti), Angela Meade (Beatrice di Tenda), Carmela Remigio (Agnese del Maino), Francesco Demuro (Orombello), Manuel Pierattelli (Anichino) e Giuliano Petouchoff (Rizzardo del Maino).

Beatrice di Tenda è il penultimo melodramma di Vincenzo Bellini, composto in soli due mesi all’inizio del 1833 su libretto di Felice Romani. Il debutto avvenne al Teatro La Fenice di Venezia durante il Carnevale dello stesso anno, con il celebre soprano Giuditta Pasta a vestire i panni della protagonista. Beatrice di Tenda è l’unico dramma storico nel catalogo belliniano, e si ispira a una vicenda di cronaca accaduta nel 1418 presso il Castello di Binasco, vicino a Milano. La figura di Beatrice, eroina pura e simbolo di virtù, era particolarmente adatta all’espressione melodrammatica di Bellini, che al suo personaggio dedicò alcune tra le arie più toccanti e ispirate. La natura stessa dell’intreccio, dove trovano posto contrasti, tensioni, desideri e implacabili forme di risolutezza, permise al compositore, nel pieno della propria maturità artistica, di esprimersi attraverso una scrittura intensa e ricca di sottili sfumature.

Commenta Riccardo Minasi: «Quest’anno è una grande gioia per me, ma soprattutto un onore, avere l’opportunità di dirigere questa produzione del dramma storico Beatrice di Tenda: è il terzo titolo con il quale ho l’opportunità di misurarmi con il genio compositivo di Vincenzo Bellini e un’occasione splendida dopo l’importante esperienza vissuta sempre qui al Teatro Carlo Felice, l’anno scorso, in occasione della messa in scena di Norma. Nelle prossime settimane, assieme alle straordinarie compagini del Coro e dell’Orchestra del Carlo Felice ed un cast d’eccellenza, ci accingeremo ad affrontare la messa a punto di una partitura di rara bellezza ed egual valore rispetto a titoli più noti. Vincenzo  Bellini è un compositore a cui sono molto legato. La grande cura per il significato espressivo della musica legato alla parola, elemento cardine dell’estetica delle sue opere, rappresenta ogni volta una nuova sfida nel costante tentativo di porre un’attenzione particolare proprio a questo aspetto, per restituire fedelmente al pubblico le intenzioni della sua musica. Un ringraziamento speciale è rivolto alla Sovrintendenza e alla Direzione Artistica del Carlo Felice per questa ennesima opportunità nel cammino comune intrapreso nell’ultimo anno e mezzo».

La regia di Italo Nunziata mette in luce le implicazioni narrative e psicologiche che definiscono i personaggi: «Tutto è già successo, tutto è avvenuto prima. All’aprirsi del sipario di Beatrice di Tenda, ci troviamo di fronte immediatamente ad un presente del quale avvertiamo la tragicità, in una atmosfera cupa e pesante di ambientazione “gotica”. La sensazione di uno spazio chiuso, dove però sentimenti e passioni possono dominare incontrastati fino quasi ad annullare ogni altra forma di volontà, guidati ad un destino ineluttabile. […] In accordo con lo scenografo Emanuele Sinisi, abbiamo coinvolto nel progetto scenografico, per la prima e l’ultima immagine dello spettacolo, l’artista fotografo finlandese Ola Kolehmainen, che si occupa di spazio, luce e colore attorno all’architettura storica. Insieme a questo, l’utilizzo di dagherrotipi o vecchie foto consunte dal tempo e dal ricordo. Immagini inserite all’interno di una sorta di spazio/agone dove i protagonisti sono quasi costretti ad affrontarsi all’interno del loro dramma, circondati da alcune pareti di specchio che stanno perdendo la loro argentatura di fondo come mangiati dal tempo e dall’incuria, da fondali/pareti anche essi in decadimento e forati da squarci o da rotture che sembrano ormai insanabili. I cambi di scena avvengono senza soluzione di continuità a sottolineare l’ineluttabilità della vicenda. Così come per le scene, in accordo con il costumista Alessio Rosati, anche per i costumi abbiamo trasportato il racconto agli ultimi anni del diciannovesimo secolo, ultimo ed estenuato baluardo di una vita di corte e di regole e comportamenti precisi con i quale relazionarsi all’interno di quel mondo. Abiti come involucri destinatati a “vestire” di apparenza, a rilevare intenzioni, a dimostrare il potere e al tempo stesso la fragilità umana, severi nelle loro leggi ferree e integrati totalmente nel meccanismo sociale».

Dichiara il Sovrintendente: «Beatrice di Tenda di Bellini su libretto del genovese Felice Romani torna in scena al Teatro Carlo Felice a quarant’anni di distanza dall’ultima rappresentazione a Genova. Una lunga attesa per un’opera imperdibile e di rara esecuzione, che ha visto le compagini artistiche e tecniche del Teatro fortemente impegnate e motivate, dopo i grandi successi di Madama Butterfly e Idomeneo. Si tratta di una nuova coproduzione tra il nostro Teatro e il Teatro La Fenice di Venezia con la direzione musicale di Riccardo Minasi. Italo Nunziata firma la regia di questo nuovo progetto che vede ancora impegnato il Carlo Felice nella sistematica collaborazione con altre istituzioni musicali nazionali ed internazionali, quali il Teatro Alla Scala di Milano, il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, la Royal Opera House di Muscat, il Teatro Nazionale di Zagabria, etc. In parallelo con la Stagione d’opera proseguono con successo le programmazioni della Stagione Sinfonica e di Liguria Musica, insieme con le attività dell’Accademia di Canto ed il ciclo della musica vocale da camera».

Jessica Nicolini, coordinatrice delle politiche culturali di Regione Liguria, commenta: «Un nuovo grande appuntamento con il nostro Teatro Carlo Felice, pronto a portare sul palcoscenico l’opera di Vincenzo Bellini, padre del melodramma romantico italiano, Beatrice di Tenda, la penultima opera della produzione belliniana. Amore, tradimenti, odi e grandi emozioni con le grandi scene che vedono protagonisti la moglie del Duca di Milano, Beatrice, condannata a morte insieme al suo amante. Un dramma storico risalente al 1418, segno di un grande rinnovamento del Teatro che ha saputo, in questi anni, aprirsi a un pubblico giovane come non l’avevamo mai visto, grazie alla sua generosità e a una programmazione mai banale, oltre che alla presenza dei talentuosi professori d’orchestra e dei suoi artisti. Non dimentichiamo inoltre che proprio nel 2024 si celebreranno i 174 anni di storia dell’orchestra che per la prima volta in Italia è stata diretta con la bacchetta da Angelo Mariani. Una curiosità per un luogo che merita tutto il nostro appoggio, anche per i continui riconoscimenti che sta ricevendo a livello anche internazionale. È infatti reduce del successo in Oman alla Royal Opera House di Muscat del Sogno di una notte di mezza estate. Non è un caso infatti che Regione ed io personalmente come coordinatrice delle politiche culturali abbia voluto recentemente consegnare la Croce di San Giorgio al grande tenore genovese Francesco Meli, uno dei più noti a livello internazionale, la massima onorificenza che la Regione tributa a cittadini che si siano distinti per particolari meriti di carattere culturale, sociale o morale. Un riconoscimento a cui è seguito un concerto aperto alla città che ha visto la partecipazione di tantissimi giovani. Un grande segno di vita per il pianeta lirico che ha saputo aprirsi anche ai giovanissimi grazie a una programmazione innovativa. Tante attività a tutte le latitudini, che vedranno ad esempio il Teatro pronto a sbarcare a New York nel mese di ottobre per sempre nuove emozionanti avventure sotto il segno della musica e dei talent».

I giovani violinisti della Massimo Youth Orchestra con Desirée Rancatore in Bahrain per il Concerto “Tribute to Maestro Giacomo Puccini” organizzato dall’Ambasciata d’Italia a Manama

L’Ambasciata d’Italia a Manama, in collaborazione con la Bahrain Authority for Culture and Antiquities (BACA), ha organizzato il concerto “Tribute to Maestro Puccini” in occasione del centenario dalla morte del grande compositore italiano.
Il concerto si è svolto martedì 27 febbraio presso il Teatro Nazionale del Bahrein nell’ambito dello “Spring of Culture Festival”, una delle più ricche e partecipate rassegne culturali annuali del Bahrein. La serata di musica ha registrato il tutto esaurito e ha visto la partecipazione del Presidente del BACA, lo sceicco Khalifa bin Ahmed bin Abdulla Al Khalifa e di numerosi rappresentanti delle istituzioni governative bahreinite, oltre a una gremita presenza della società civile e di appassionati di repertorio musicale italiano, tra cui gli studenti del Centro di Lingua e Cultura italiana “Grazia Deledda” e giovanissimi musicisti locali.
Protagonisti indiscussi del concerto gli artisti italiani: il soprano Desirée Rancatore, il tenore Davide Tuscano, il pianista Jacopo Salvatori e i violinisti della Massimo Youth Orchestra Riccardo Gaspare Di Prima, Alessio Leonardo Calabrò e Germano Maniscalco. L’omaggio al grande compositore toscano ha visto l’esecuzione di arie e duetti tratti dalle sue opere più celebri, quali La bohème, Turandot, Tosca, Madama Butterfly e Gianni Schicchi.
 
Al termine del concerto, l’Ambasciatrice Paola Amadei ha dichiarato: “Il canto lirico italiano è stato inserito nel 2023 nella lista UNESCO del patrimonio immateriale dell’umanità ed è motivo di grande orgoglio. Sono lieta di aver presentato un concerto di tale livello per promuovere la conoscenza del canto lirico italiano rendendo omaggio, al contempo, ad uno dei più importanti compositori italiani di sempre, il Maestro Giacomo Puccini, in occasione del centenario dalla sua morte. Il successo riscontrato nel pubblico locale e la standing ovation al termine del concerto hanno testimoniato non solo il grande talento degli artisti italiani ma anche l’apprezzamento dei bahreiniti per il ricchissimo patrimonio culturale del nostro Paese.”

La grandiosa Terza Sinfonia di Gustav Mahler per il ritorno sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo del direttore Ingo Metzmacher.

Contralto solista sarà Sara Mingardo, con il Coro femminile e il Coro di voci bianche del Teatro Massimo diretti da Salvatore Punturo.

Il nuovo appuntamento della stagione dei concerti sabato 2 marzo alle 20:30, vedrà l’atteso ritorno del direttore tedesco Ingo Metzmacher con uno dei massimi capolavori sinfonici del Novecento, la Terza Sinfonia di Gustav Mahler. Insieme a lui vi sarà il contralto Sara Mingardo, interprete del Lied del quarto movimento “O Mensch! Gib Acht!” e, con il Coro femminile e il Coro di voci bianche del Teatro Massimo diretti da Salvatore Punturo, del quinto, “Es sungen drei Engel”.

Sinfonia imponente, sia per i sei movimenti che la compongono che per l’organico impiegato, che vede ad esempio ben otto corni, la Terza appartiene alle prime sinfonie di Mahler, quelle che attingono, come già diversi dei sui Lieder, alla raccolta di canzoni popolari Des Knaben Wunderhorn (Il corno magico del fanciullo) compilata a inizio Ottocento da Achim von Arnim e Clemens Brentano. Il primo movimento, che da solo costituisce la prima parte della Sinfonia, rappresentava secondo il programma inizialmente stilato da Mahler e poi non pubblicato il primo gradino di un percorso di ascesi che conduceva dalla Natura fino ai gradi più elevati dell’esistenza. Il secondo movimento è un minuetto che si trasforma presto in valzer, il terzo uno Scherzo dove risuona nostalgica una canzone intonata dal posthorn, il corno postale che ricorre di frequente nella poesia e nei Lieder tedeschi. Per il quarto movimento Mahler fa ricorso a una pagina da Also Sprach Zarathustra (Così parlò Zarathustra) di Friedrich Nietzsche, affidando le intense meditazioni intorno al concetto di “profondità” alla voce del contralto. L’intervento nel quinto movimento del Coro di voci bianche porta una nota di freschezza e conferma la Terza Sinfonia come un trattato sulla Gioia: uno dei titoli che Mahler aveva considerato e poi scartato era stato appunto, sempre ispirandosi a Nietzsche, La gaia scienza. L’ultimo movimento infine, controbilanciando il primo, è un lungo Adagio che esprime l’aspirazione all’eternità.

Ingo Metzmacher, tra i più importanti direttori tedeschi, si è dedicato in modo particolare alla musica del XX e XXI secolo. Fin dall’inizio della sua carriera il suo obiettivo è stato quello di “fare suonare il nuovo come familiare e il familiare come nuovo”. È stato direttore musicale dell’Opera di Stato di Amburgo (posizione già tenuta da Mahler) dal 1997 al 2005, direttore principale dell’Opera Nazionale Olandese di Amsterdam, nonché direttore principale e direttore artistico della Deutsches Symphonie-Orchester di Berlino dal 2007 al 2010. Dal 2016 è direttore artistico del KunstFestSpiele Herrenhausen. È spesso ospite di importanti orchestre come i Wiener Philharmoniker, la Cleveland Orchestra, la Gewandhausorchester, la Vienna

Symphony Orchestra e l’Ensemble Modern, oltre che di teatri d’opera e festival come l’Opera di Stato di Vienna, l’Opéra National de Paris, il Teatro alla Scala di Milano, il Festival di Salisburgo e il Festival d’Aix-en-Provence.

Sara Mingardo, tra i pochissimi veri contralti di oggi, è un’interprete molto ricercata e apprezzata, con un vasto repertorio che va da Pergolesi a Respighi, passando per Bach, Beethoven, Brahms, Dvořak e Mahler. Il suo repertorio operistico comprende opere di Gluck, Monteverdi, Händel, Vivaldi, Rossini, Verdi, Cavalli, Mozart, Donizetti, Schumann e Berlioz. Particolarmente intensa e proficua è stata la collaborazione con Claudio Abbado.

Biglietti da 15 a 30 € – Info: https://www.teatromassimo.it/event/ingo-metzmacher/

Venerdì 1 marzo alle 11:00 le prove del concerto sono aperte al pubblico. Studenti 4 €; Intero 10 €

Ivor Bolton dirige due concerti al Teatro La Fenice, venerdì 1 e domenica 3 marzo : musiche di Cherubini, Haydn e Mozart

Ivor Bolton dirige l’Orchestra del Teatro La Fenice nel prossimo concerto della Stagione Sinfonica 2023-2024 della Fondazione Teatro La Fenice, in programma al Teatro La Fenice venerdì 1 marzo 2024 ore 20.00 (turno S) e domenica 3 marzo 2024 ore 17.00 (turno U). Considerato uno dei più illustri direttori d’orchestra nel campo del repertorio barocco e classico, Bolton proporrà un programma in due parti: nella prima verrà eseguita l’ouverture dalla Lodoïska di Luigi Cherubini e la Sinfonia n. 95 in do minore Hob.I:95 di Franz Joseph Haydn; nella seconda il Requiem in re minore per soli, coro e orchestra KV 626 di Wolfgang Amadeus Mozart, che sarà interpretato dalle voci soliste del soprano Valentina Farcas, del mezzosoprano Cecilia Molinari, del tenore Mauro Peter e del basso Milan Siljanov.

Il 18 luglio 1791 la Salle Feydeau accoglie la prima della comédie héroïque in tre atti Lodoïska di Luigi Cherubini (1760-1842). Il librettista Claude-François Fillette-Loraux prese ispirazione da un episodio di Les amours du chevalier de Faublas, ciclo di romanzi di successo pubblicati fra il 1787 e il 1790 da Jean-Baptiste Louvet de Couvray. L’opera, ambientata in Polonia, ha per protagonista la giovane Lodoïska, figlia di un nobile polacco, che il padre ha affidato all’amico barone Dourlinski per impedirne le nozze con l’aborrito conte Floreski. L’opera si inserisce dunque nel fecondo filone dell’opéra à sauvetage, popolarissimo negli anni attorno alla Rivoluzione francese: la trama è costruita attorno al salvataggio (spesso fortunoso) del o della protagonista come in Richard Coeur-de Lion di André Grétry del 1784 e più tardi in Fidelio di Ludwig van Beethoven, grande ammiratore di Cherubini, che proprio assistendo a una rappresentazione di Lodoïska a Vienna avrebbe avuto l’idea di comporre la sua unica opera. L’ouverture di Lodoïska, poco affine al modello italiano delle sinfonie d’opera di inizio Ottocento, testimonia della capacità di Cherubini di pensare alle proprie opere in una dimensione sinfonica. Un critico d’eccezione come Richard Wagner nel saggio del 1841 Über die Ouvertüre scrisse: «le ouverture [di Cherubini] sono schizzi poetici dell’idea principale del dramma, colta nei suoi tratti più ampi e riprodotta musicalmente in unità, concisione e distinzione». Definizione che calza perfettamente anche all’ouverture di Lodoïska.

La Sinfonia n. 95 in do minore Hob.I:95 di Franz Joseph Haydn (1732-1809) fa parte del primo gruppo delle dodici Sinfonie ‘londinesi’ o Sinfonie ‘Salomon’, cioè quelle che di Franz Joseph Haydn compose fra il 1791 e il 1795 in occasione delle due tournée in Inghilterra invitato dall’impresario e violinista John Peter Salomon, organizzatore di una fortunata stagione di concerti. Terza di questo gruppo di sinfonie – ma probabilmente la seconda a essere compiuta dopo la n. 96 – la n. 95 risale al 1791 e la prima esecuzione avvenne nell’aprile dello stesso anno presso le Hanover Square Rooms nell’ambito dei concerti in abbonamento organizzati da Salomon. L’organico è simile a quello delle altre sinfonie londinesi, che, oltre agli archi, prevede un flauto, due oboi, due fagotti, due corni, due trombe e timpani. E come anche in altre sinfonie del primo gruppo delle ‘londinesi’, sono numerosi i passaggi solistici pensati per mettere in mostra le qualità tecniche delle prime parti dell’orchestra di Salomon e molto apprezzati dal pubblico. Questa sinfonia, tuttavia, presenta anche delle caratteristiche che la differenziano dalle altre composte per Solomon sotto vari aspetti: è l’unica in tonalità minore ed è l’unica che non inizia con un’introduzione lenta.

Composto a Vienna nel 1791 ma rimasto incompiuto per la prematura morte, il 5 dicembre, del musicista trentacinquenne, il Requiem fu commissionato a Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) dal conte Walsegg, un nobile viennese che voleva ‘acquistare’ la pagina in forma anonima dal compositore per poi presentarla come un suo proprio lavoro in omaggio alla moglie appena defunta. Mozart, che da alcuni anni non si era più dedicato alla musica sacra, accettò senza indugi l’incarico e senza sospettare che le sue condizioni di salute non gli avrebbero permesso di portarlo a termine, trasformando il suo ultimo atto creativo in una drammatica riflessione sulla morte vicina. Completato dall’allievo Franz Xaver Süssmayr – che probabilmente aveva potuto raccogliere alcune idee e appunti del maestro – il Requiem è l’estremo capolavoro del salisburghese.

In occasione del concerto di Ivor Bolton, si rinnoverà il consueto appuntamento con le conferenze di approfondimento della Stagione Sinfonica: il concerto di venerdì 1 marzo 2024 sarà infatti preceduto da un incontro a ingresso libero con il musicologo Roberto Mori, che dalle 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice. 

I biglietti per i concerti (da € 15,00 a € 130,00) sono acquistabili nella biglietteria del Teatro La Fenice e nei punti vendita Eventi Venezia Unica, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it

Main partner della Stagione è Intesa Sanpaolo.

Ivor Bolton

È uno dei più autorevoli direttori del repertorio classico e barocco. La sua versatilità, comunque, è senza confini. Ha registrato una serie acclamata dalla critica di sinfonie di Bruckner con la Mozarteumorchester Salzburg, di cui è stato direttore principale per dodici anni. Ha inoltre diretto Billy Budd di Benjamin Britten, che ha ottenuto il premio come migliore spettacolo da «Opernwelt», al Teatro Real di Madrid e alla Royal Opera House Covent Garden. Con la Sinfonieorchester Basel, di cui è stato direttore principale dal 2016, ha registrato una serie di composizioni di Gabriel Fauré. A Madrid ha ottenuto il ruolo di direttore musicale dal 2015. In aggiunta alle sue principali cariche è Conductor Laureate della Mozarteumorchester Salzburg, con la quale compare annualmente al Salzburg Festival e in tournée, e direttore principale della Dresden Festival Orchestra. Ha sviluppato una forte collaborazione con la Bayerische Staatsoper, dove ha diretto una vasta gamma di nuove produzioni, in particolare per opere di Monteverdi, Händel e Mozart, a partire dal 1994.

Ha vinto il prestigioso Bayerische Theaterpreis peril suo straordinario lavoro a Monaco. Dal tempo in cui era direttore musicale dell’English Touring Opera e della Glyndebourne Touring Opera, si è esibito in numerosi e prestigiosi teatri d’opera, tra cui Maggio Musicale Fiorentino, Opéra National de Paris, Royal Opera House Covent Garden, English National Opera, così come nei teatri di Bologna, Bruxelles, Amsterdam, Lisbona, Sydney, Berlino, Amburgo e Genova. In concerto è stato direttore principale della Scottish Chamber Orchestra e un gradito ospite dei bbc Proms e del Lincoln Center di New York, tra gli altri, e ha lavorato inoltre con la Tonhalle Orchestra Zurich, la Concertgebouworkest Amsterdam, l’Orchestre de Paris, la Rotterdams Philharmonisch Orkest, la Gürzenich Orchester Köln, le Mozartwoche, laVienna Symphony Orchestra e la Freiburg Baroque Orchestra. Successi delle passate stagioni includono Le nozze di Figaro e Achille in Sciro al Teatro Real di Madrid, Der wunderbare Mandarin / Herzog Blaubart’s Burg a Basilea così come concerti con la Slovac Philharmonic Orchestra, una tournée a Parigi con la Dresden Festspielorchester, la sua direzione dell’apertura delle giornate barocche internazionali di Melk e il ritorno ai Mozartwoche, al Salzburg Festival e alla Musikverein di Vienna.

TCBO: TRA ŠOSTAKOVIČ E PROKOF’EV CON PIETARI INKINEN ED ETTORE PAGANO

Giovedì 29 febbraio alle 20.30 all’Auditorium Manzoni

Segna il gradito ritorno della bacchetta finlandese Pietari Inkinen, Direttore principale della Deutsche Radio Philharmonie e Direttore musicale della KBS Symphony Orchestra di Seoul, e del giovanissimo violoncellista Ettore Pagano, vincitore del  XVIII Concorso internazionale “Chačaturjan” di Yerevan, il concerto della Stagione Sinfonica 2024 del Teatro Comunale di Bologna in programma giovedì 29 febbraio alle 20.30 all’Auditorium Manzoni.

La serata accosta due celebri pagine di due grandi compositori russi come il Concerto n. 1 per violoncello e orchestra in mi bemolle maggiore op. 107 di Dmítrij Šostakóvič – interpretato da Pagano – e la Quinta Sinfonia in si bemolle maggiore op. 100 di Sergej Prokof’ev. Stando alle parole del leggendario violoncellista Mstislav Rostropovič, dedicatario del Concerto n. 1 e solista della prima esecuzione assoluta avvenuta a Leningrado nel 1959, per la scrittura di questo lavoro Šostakóvič fu «ispirato dalla Sinfonia concertante [in mi minore per violoncello e orchestra op. 125 (1952)] di Sergej Prokof’ev. Amava quel lavoro appassionatamente: aveva suonato così tante volte il disco che il giradischi emetteva una specie di fischio quando lo suonava». Allo stesso modo pare che Prokof’ev abbia guardato al sinfonismo di Šostakóvič (e forse proprio alla sua “Quinta”) per la stesura della Sinfonia n. 5 nel 1944 a Ivanovo, nella casa messa a disposizione dall’Unione dei Compositori Sovietici: lì soggiornava anche lo stesso Šostakóvič, che fu probabilmente tra i primi – insieme al collega Chačaturjan – ad ascoltare la sinfonia di Prokof’ev nella versione per pianoforte.

Dal 2013 a oggi, a Pagano è stato assegnato il primo premio assoluto in oltre 40 concorsi nazionali e internazionali, tra cui – oltre al già citato “Chačaturjan” del 2022 – quello al “Johannes Brahms” di Portschach e all’ “Anna Kull” a Graz nel 2020, e al concorso “Giovani musicisti” indetto dalla Filarmonica della Scala di Milano nel 2019. 

Nuovamente sul podio dell’Orchestra del TCBO, Inkinen ha diretto alcune delle compagini europee più rinomate, dalla Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam alla Gewandhausorchester di Lipsia, dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia all’Orchestre Philharmonique de Radio France.

Main Partner della Stagione Sinfonica 2024 del Teatro Comunale di Bologna è Intesa Sanpaolo, grazie al cui sostegno saranno inoltre aperte gratuitamente alle scuole gran parte delle prove generali dei concerti.

I biglietti – da 10 a 40 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale (Largo Respighi), dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18 e il sabato dalle 11 alle 15; il giorno del concerto presso l’Auditorium Manzoni da 1 ora prima fino a 15 minuti dopo l’inizio dello spettacolo. 

Per ogni concerto della Stagione Sinfonica 2024 prosegue “Note a margine”, una rassegna di incontri con il pubblico che si tengono circa 30 minuti prima dell’inizio del concerto presso il foyer del bar dell’Auditorium Manzoni. 

STAGIONE SINFONICA 2024 DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA   Giovedì̀ 29 febbraio ore 20.30 Auditorium Manzoni    Pietari Inkinen direttore Ettore Pagano violoncello   Orchestra del Teatro Comunale di Bologna    Dmitrij Šostakovič Concerto per violoncello e orchestra n. 1 in mi bemolle maggiore op. 107   Sergej Prokof’ev Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore op. 100

Info: https://www.tcbo.it/eventi/stagione-sinfonica-2024-pietari-inkinen/
L’ENIGMA DI SALOME SECONDO BARRIE KOSKY ALL’OPERA DI ROMA

Il regista australiano torna al Costanzi con un’intensa rivisitazione del dramma di Strauss diretto da Marc Albrecht

Prima giovedì 7 marzo in diretta su Radio3 Rai. Repliche fino al 16 marzo

Torna all’Opera di Roma, dopo il successo del Flauto magico messo in scena al Costanzi nel 2018, il regista australiano Barrie Kosky, conteso dai principali festival e teatri del mondo e vincitore nel 2023 del Premio Abbiati della critica italiana. Dal 7 al 16 marzo Kosky propone il capolavoro di Richard Strauss Salome, tratto da Oscar Wilde, in un allestimento già apprezzato a Francoforte nel 2020, che si interroga su chi sia la fanciulla di Galilea. La sua identità sfuggente sembra piuttosto definirsi attraverso lo sguardo degli altri personaggi, tutti immersi nel buio di un’inquietante scatola nera, illuminata di tanto in tanto da coni di luce.

Sul podio sale uno degli interpreti straussiani più riconosciuti: Marc Albrecht. La temibile parte di Salome è affidata a Lise Lindström, al debutto sul palco dell’Opera di Roma. Scene e costumi sono a firma di Katrin Lea Tag, mentre le luci di Joachim Klein.

Ispirato dalla tragedia di Wilde, in cui convergono sensualità e ascetismo religioso, Richard Strauss compone questo dramma in un unico atto nel 1905, elaborando lui stesso il libretto sulla base della traduzione tedesca di Hedwig Lachmann. Il compositore estremizza il conflitto tra Salome e Jochanaan – la principessa chiede la testa del profeta al suo patrigno Erode perché il suo amore è rimasto insoddisfatto – arricchendo il linguaggio con un’intensità fino ad allora inedita. Barrie Kosky sceglie di raccontare la storia interamente dal punto di vista di Salome, purificando il dramma dai suoi tratti esotici e biblici per esaltare la lettura psicologica della protagonista.

«In questo allestimento tutto l’intreccio viene mostrato dalla prospettiva di Salome, non c’è spazio per un angolo visuale maschile – dice Barrie KoskyNoi la concepiamo come una donna indipendente. La sua è una figura complessa e non del tutto definita. È una vergine, ma potrebbe avere tanto 15 quanto 50 anni. Si tratta di un dettaglio importante, perché in realtà non sappiamo chi sia questa donna-bambina. Per noi è chiaro che si tratta dell’unico personaggio in scena che dice sempre la verità. La sua radicalità e la sua provocazione nascono proprio dal fatto che dice esattamente ciò che vuole, pensa e sente, senza mai mentire. Ai miei occhi non è un personaggio mostruoso, ma affascinante. E questo si rispecchia nella musica, che è musica d’amore, la più bella musica d’amore possibile».

Direttore generale e artistico della Komische Oper di Berlino dal 2012 al 2022 e in precedenza co-direttore artistico dello Schauspielhaus di Vienna, Barrie Kosky è uno dei più innovativi registi della scena contemporanea. Il suo Flauto magico (Komische Oper, co-diretto con il gruppo teatrale 1927) è stato visto da oltre 350 mila spettatori in tre continenti; le sue regie allestite al Festival di Salisburgo, al Festival di Bayreuth e di Aix-en-Provence, all’Opéra National di Parigi, alla Los Angeles Opera e alla Royal Opera House di Londra (ha inaugurato la stagione in corso con Das Rheingold di Wagner). Il suo repertorio include incursioni nell’operetta e nel teatro musicale – specialmente degli anni di Weimar – oltre a titoli come West Side Story, Moses und Aron, Les contes d’Hoffmann, Káťa Kabanová, Les dialogues des Carmélites. Tra i riconoscimenti ottenuti vi sono un Olivier Award per la migliore nuova produzione operistica per Castor et Pollux (English National Opera), e i premi come miglior regista e miglior compagnia d’opera (con la Komische Oper) agli International Opera Awards 2014 e 2015.

Sul podio del Costanzi Marc Albrecht, esperto direttore del repertorio tardo romantico tedesco-austriaco, da Wagner e Strauss a Zemlinsky, Schreker e Korngold. Ospite regolare delle principali orchestre e dei più importanti teatri d’opera europei – ha collaborato con i Berliner Philharmoniker, i Wiener Symphoniker e la Royal Opera House di Londra – è stato Direttore Principale della Nationale Opera di Amsterdam, Direttore Musicale dello Staatstheater di Darmstadt e Direttore Artistico e Direttore Principale dell’Orchestre Philharmonique di Strasburgo. Con quest’ultima, ha inciso numerosi dischi per l’etichetta discografica Pentatone, tra i quali i Poemi sinfonici di Strauss e musiche di Korngold e Berg. Il suo lavoro ha ottenuto diversi riconoscimenti: OPUS KLASSIK lo ha nominato “Direttore dell’anno” per Die Seejungfrau (La sirenetta) di Zemlinsky con la Netherlands Philharmonic (Pentatone) e ha inserito Das Wunder der Heliane di Korngold alla Deutsche Oper di Berlino (Naxos) nella categoria “Best Opera Recording of the 20th/21st century”.

Nel ruolo della protagonista sale per la prima volta sul palco dell’Opera di Roma il soprano americano Lise Lindström, la cui interpretazione di Salome all’Opera Australia nel 2018 le è valso un secondo Premio Helpmann come miglior interprete femminile in un’opera. Come principessa di Giudea ha calcato i palchi della Wiener Staatsoper, della San Diego Opera e della Dallas Opera. Jochanaan è invece il basso-baritono Nicholas Brownlee, che ha già interpretato la parte nell’allestimento di Kosky all’Oper Frankfurt e che è entrato a far parte dell’ensemble del teatro tedesco nel 2020. Ad interpretare Erode è il tenore John Daszak che, dopo il suo debutto nel ruolo nell’acclamata messa in scena di Salome di David McVicar alla Royal Opera House, ha continuato a riscuotere grandi consensi nel ruolo in nuove produzioni al Festival di Salisburgo, al Festival d’Aix-en-Provence e all’Opéra di Parigi. Il mezzosoprano Katarina Dalayman è invece Erodiade. Narraboth è interpretato da Joel Prieto, mentre i cinque giudei sono Michael J. Scott, Christopher Lemmings, Marcello Nardis, Eduardo Niave – dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program dell’Opera di Roma – ed Edwin Kaye. I due nazareni sono Nicola Straniero – anche lui di “Fabbrica” Young Artist Program – e Zachary Altman, che interpreta anche uno dei due soldati insieme ad Edwin Kaye. Completano il cast Karina Kherunts (Un paggio di Erodiade), Alessandro Guerzoni e Daniele Massimi che si alternano nel ruolo dell’uomo di Cappadocia e Giuseppe Ruggiero (Uno schiavo).

La prima rappresentazione, in diretta su Radio3 Rai, è prevista per giovedì 7 marzo alle ore 20.00. Repliche domenica 10 marzo ore 16.30, martedì 12 marzo ore 20.00, giovedì 14 marzo ore 20.00 e sabato 16 marzo ore 18.00. L’anteprima giovani è in programma martedì 5 marzo alle 19.00.

Biglietti in vendita sul sito https://www.operaroma.it/ e al botteghino

Info: https://www.operaroma.it/spettacoli/salome/

S|CONFINAMENTI – STAGIONE 2023/2024 DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Salome

Musica di Richard Strauss

Opera in un atto

Dal dramma di Oscar Wilde

Prima rappresentazione assoluta: Hofoper, Dresda, 9 dicembre 1905

Prima rappresentazione al Teatro Costanzi: 9 marzo 1908

DIRETTORE Marc Albrecht

REGIA Barrie Kosky

SCENE E COSTUMI Katrin Lea Tag

LUCI Joachim Klein

DRAMMATURGIA Zsolt Horpácsy

PERSONAGGI E INTERPRETI

ERODE John Daszak

ERODIADE Katarina Dalayman

SALOME Lise Lindström

JOCHANAAN Nicholas Brownlee

NARRABOTH Joel Prieto

UN PAGGIO DI ERODIADE Karina Kherunts

PRIMO EBREO Michael J. Scott

SECONDO EBREO Christopher Lemmings

TERZO EBREO Marcello Nardis

QUARTO EBREO Eduardo Niave*

QUINTO EBREO Edwin Kaye

PRIMO NAZARENO Zachary Altman

SECONDO NAZARENO Nicola Straniero*

PRIMO SOLDATO Zachary Altman

SECONDO SOLDATO Edwin Kaye

UN UOMO DI CAPPADOCIA Alessandro Guerzoni / Daniele Massimi 10, 14 marzo

UNO SCHIAVO Giuseppe Ruggiero

*dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma

ORCHESTRA DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

ALLESTIMENTO OPER FRANKFURT 

TEATRO COSTANZI

PRIMA RAPPRESENTAZIONE giovedì 7 marzo ore 20.00 in diretta su Radio3 Rai

REPLICHE

domenica 10 marzo ore 16.30

martedì 12 marzo ore 20.00

giovedì 14 marzo ore 20.00

sabato 16 marzo ore 18.00

ANTEPRIMA GIOVANI martedì 5 marzo ore 19.00

KRZYSZTOF URBAŃSKI TORNA SUL PODIO DELL’ORCHESTRA RAI ALL’AUDITORIUM A.TOSCANINI DI TORINO

Con lui Marie-Ange Nguci per il Concerto per la mano sinistra di Ravel 

Giovedì 29 febbraio a Torino, su Radio3 e in streaming su raicultura.it. Replica venerdì 1 marzo

Dopo il successo del suo debutto a inizio febbraio, torna sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai Krzysztof Urbański, protagonista del concerto in programma giovedì 29 febbraio alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, con collegamento in diretta su Radio3 Rai e in live streaming sul portale di Rai Cultura. Replica venerdì 1° marzo alle ore 20.

Ospite di orchestre tra le più prestigiose come i Berliner Philharmoniker, la Staatskapelle Dresden, la Gewandhausorchester Leipzig, la London Symphony Orchestra oltre alle grandi compagini americane, Urbański è direttore principale dell’Orchestra Sinfonica di Berna. Nel corso della carriera è stato a capo dell’Orchestra Sinfonica di Indianapolis e della Trondheim Symphony, oltre che direttore ospite principale della Tokyo Symphony, della NDR Elbphilharmonie Orchestra e dell’Orchestra della Svizzera italiana.

Già nel suo primo concerto con l’OSN Rai il direttore polacco aveva aperto il programma con un brano contemporaneo, proposto per la prima volta a Torino: Orawa per orchestra d’archi, di Wojciech Kilar. Anche questo suo secondo impegno parte dalla musica di oggi, con la prima esecuzione italiana di The Shining One per pianoforte e orchestra di Guillaume Connesson, uno dei compositori francesi più eseguiti al mondo: vincitore di due Victoires de la Musique, nel 2015 e nel 2019, e del Grand Prix de la Sacem nel 2012. Commissionato dalla Royal Scottish National Orchestra, il brano ha debuttato il 28 marzo 2009 alla Glasgow Royal Concert Hall con Jean-Yves Thibaudet al pianoforte e la Royal Scottish National Orchestra diretta da Stephane Deneve.

A interpretarlo a Torino insieme a Urbański è chiamata la pianista franco-albanese Marie-Ange Nguci, che ha debuttato con la compagine Rai esattamente un anno fa, nel febbraio 2023. Nguci ha suonato in sale come il Musikverein di Vienna, il Concertgebouw di Amsterdam, la Suntory Hall di Tokyo, la Tonhalle di Zurigo, ma anche all’Opera House di Sydney e di Oslo, e in festival come quelli di La Roque d’Anthéron e di La Grange de Meslay.

Oltre al brano in prima italiana di Connesson, Nguci propone una delle più celebri e originali composizioni del repertorio pianistico: il Concerto per la mano sinistra per pianoforte e orchestra di Maurice Ravel.

Commissionato dal pianista Paul Wittgenstein – fratello del grande filosofo Ludwig – che perse il braccio destro sul fronte durante la Prima Guerra Mondiale, il brano fu scritto da Ravel tra il 1929 e il 1930 seguendo le evidenti restrizioni che la commissione imponeva. “Il timore delle difficoltà non è mai tanto vivo quanto il piacere di misurarsi con loro e, se possibile, vincerle” disse il compositore a proposito del lavoro. Dal canto suo Wittgenstein non fu mai fedele alla partitura, sulla quale intervenne con improvvisazioni e modifiche personali deplorate da Ravel.

Chiude la serata la Sinfonia n. 5 in re minore op. 47 di Dmitrij Šostakovič, scritta nel 1937 all’indomani degli attacchi della censura di regime contro le tendenze formalistiche dell’opera Una Lady Macbeth del Distretto di Mcensk. Con il proposito di attenuare la sua immagine di artista pericolosamente al di fuori degli schemi del realismo socialista, Šostakovič ritirò la Quarta Sinfonia che aveva scritto nel frattempo e presentò la Quinta in occasione del ventesimo anniversario della Rivoluzione d’ottobre. Grazie a un linguaggio solo in apparenza semplificato e ottimistico, il brano gli procurò un immediato riscatto senza intaccare la sua personalità autoriale.

I biglietti per il concerto, da 9 a 30 euro, sono in vendita online sul sito dell’OSN Rai e presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino. Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it.

Il debutto a Cagliari di Elisabetta Maschio in Cinema & Musica: celebri colonne sonore e canzoni, il 1°-2 marzo, per la Stagione concertistica 2024

Venerdì 1 marzo alle 20.30 (turno A) e sabato 2 marzo alle 19 (turno B) è in programma il quarto appuntamento della Stagione concertistica 2024 del Teatro Lirico di Cagliari che prevede una serata davvero imperdibile, dal titolo Cinema & Musica, dedicata a celeberrime colonne sonore e famose canzoni scritte per film, con il debutto, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Teatro Lirico di Cagliari, di Elisabetta Maschio (Montebelluna, 1964), già Direttrice artistica, dal 1995 al 1997, dell’Ente Concerti “Marialisa de Carolis” di Sassari. La cantante Anna Farronato, anch’ella al debutto a Cagliari, è la voce solista, mentre il maestro del coro è Giovanni Andreoli.

Il programma musicale nel dettaglio prevede: Jurassic Park di John Williams; Marco Polo: medley (arrangiamento Mike Applebaum), Saharan Dream (arrangiamento Mike Applebaum), The Mission (arrangiamento Mike Applebaum) di Ennio Morricone; Harry Potter: medley (arrangiamento Mike Applebaum) di John Williams; Gladiator Suite (arrangiamento Mike Applebaum) di Hans Zimmer; Nuovo cinema Paradiso (arrangiamento Mike Applebaum) di Ennio Morricone; May it Be (arrangiamento Mike Applebaum) di Enya/Roma Ryan; La strada: medley (arrangiamento Mike Applebaum) di Nino Rota; C’era una volta il West (arrangiamento Mike Applebaum) di Ennio Morricone; Star Wars: Sala del trono, Schindler’s List, Star Wars: Marcia imperiale di John Williams; Think (arrangiamento Mike Applebaum) di Aretha Franklin; Circle of Life (arrangiamento Mike Applebaum) di Elton John.

Lo spettacolo ha una durata complessiva di 1 ora e 15 minuti circa compreso l’intervallo.

I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.

Da lunedì 8 gennaio 2024 si possono acquistare i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione concertistica; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

Prezzi biglietti: platea € 35 (settore giallo), € 30 (settore rosso), € 25 (settore blu); I loggia € 30 (settore giallo), € 25 (settore rosso), € 20 (settore blu); II loggia € 10 (settore unico).

Ai giovani under 35 ed ai disabili sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

Venerdì 1 marzo alle 11 è prevista, come ormai consuetudine, l’Anteprima Giovani, aperta alle scuole che potranno assistere, dalla I loggia, alla prova generale del concerto serale. (prezzi: posto unico € 3; informazioni e prenotazioni: Servizio promozione culturale, telefono 0704082326; scuola@teatroliricodicagliari.it).

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, mercoledì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Servizio promozione culturale scuola@teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.

Elisabetta Maschio – Direttrice

Si diploma in pianoforte al Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano sotto la guida di Riccardo Risaliti. Intraprende la carriera di maestro sostituto con Laurence Foster a Parigi e svolge poi questa attività in vari teatri in Italia e all’estero: Macerata Festival, Comunale di Bologna, Regio di Torino, Festival di Salisburgo. Compie gli studi di direzione d’orchestra prima con Edoardo Muller e poi con Gustav Kuhn di cui è assistente dal 1989 al 1992. Debutta nel 1991 alla guida dell’Orchestra della Staatsoper di Budapest dirigendo Il Trovatore di Verdi e da allora frequenta il repertorio lirico con regolarità. Ha un notevole successo personale con la direzione di Madama Butterfly allo Sferisterio di Macerata nel luglio 1991.

È stata ospite di vari teatri in Italia e all’estero quali: Comunale di Bologna, Comunale di Modena, Politeama Greco di Lecce, Valli di Reggio Emilia, Olimpico di Vicenza, Filarmonico di Verona, Sistina di Roma, Auditorium “Pollini” di Padova, Nazionale di Praga, Festival di Erl. Ha diretto il repertorio operistico e sinfonico anche a Madrid, Budapest, Lima, Città del Messico, Praga, Bilbao, Seoul, Buenos Aires, Pechino. Ha diretto orchestre quali: I Virtuosi di Santa Cecilia, Orchestra da Camera di Padova, Orchestra da Camera di Bologna, Sinfonica di San Remo, “Haydn” di Bolzano e Trento, Arena di Verona e Teatro Verdi di Trieste, Orchestra Sinfonica Siciliana, Filarmonica Marchigiana, Filarmonia Veneta, Filarmonica di Seoul, Orchestra della Staatsoper di Budapest, Salzburg Chamber Soloists, Orchestra dell’Opera di Toulon. Ha diretto solisti quali: Anna Caterina Antonacci, Ghena Dimitrova, Francesca Patanè, Giorgio Merighi, Renato Bruson, Roberto Servile, Bruno Praticò, Vincenzo La Scola, Alida Ferrarini, Dimitra Theodossiou, Andrea Bocelli (con cui ha inciso alcuni brani del suo primo LP), Benedetto Lupo, Pavel Berman, Georgy Kovalev, Thomas Demenga, Lucero Tena, Yasuko Hayashj, Leonidas Kavakos. Ha accompagnato anche spettacoli di balletto con étoiles internazionali quali: Luciana Savignano, Xiomara Reyes, Lola Greco, Alessandro Molin, Marco Pierin. Nelle produzioni liriche ha collaborato con i registi Mauro Bolognini, Paolo Miccichè, Daniele Abbado, Lorenzo Mariani, Beppe De Tomasi, Filippo Crivelli, Enzo Dara. Dal 1995 al 1997 ricopre il ruolo di Direttore artistico dell’Ente Concerti “Marialisa de Carolis” di Sassari. Durante il biennio 1996-1997 è Direttore artistico e stabile dell’Orchestra dell’Amministrazione Provinciale di Lecce (I.C.O.), presso la quale si occupa di tutta la programmazione e della direzione del 50% dei concerti. Sempre a Lecce si occupa della programmazione lirica della Stagione 1997 per il Politeama Greco. È Presidente e Direttore generale dell’Associazione Musikdrama fondata nel 1998.

È ideatrice e Direttore artistico della rassegna internazionale giovanile “Gioie Musicali – incontri asolani juniores” dal 2005 a oggi. Dal 2021 è Presidente della Fondazione Teatro di Montebelluna. Ricopre la cattedra di Esercitazioni orchestrali al Conservatorio Statale di Musica “Francesco Venezze” di Rovigo. Ha fondato nel 2002 l’Orchestra giovanile “La Réjouissance” che raccoglie circa 100 giovani musicisti di tutta la Regione Veneto e anche di altre regioni e che si è già esibita in molti teatri importanti in Italia e ha partecipato a festival internazionali. Ha ottenuto vari riconoscimenti dalla Regione Veneto (Targa leone del Veneto), dal Rotary club (donna nelle professioni) e per tre volte la medaglia del Presidente della Repubblica per il Festival internazionale “Gioie Musicali”. Ha vinto il Premio Thomas Schippers 2019 per la direzione d’orchestra, I edizione insignito dal Menotti Art Festival di Spoleto. Ha registrato per la RCA un cd di arie antiche e del belcanto italiano in veste di pianista accompagnatrice, mentre, in qualità di direttore d’orchestra, ha inciso per “Bongiovanni” delle musiche inedite di Leo e Porpora. Per la Sugar incide il primo disco di Bocelli “Il mare calmo della sera”. Dal 1997 al 2007 incide, per “Kicco Classic”, i cd di Falstaff di Verdi dal vivo, Don Giovanni di Mozart, Il fanatico in berlina di Paisiello, l’ultimo recital dal vivo di Ghena Dimitrova e uno con Francesca Patané e Renato Bruson. Per “Kicco Classic” incide i dvd di Cavalleria rusticana e Pagliacci con Giuseppe Giacomini, Carmen e Cin Ci La. Ha promosso e prodotto, con l’Associazione Musikdrama e l’Orchestra la Réjouissance, il dvd Rockquiem di Mozart/Wurz.

Anna Farronato – Voce

Cantante e pianista, consegue nel 2022 il Diploma di II livello in Canto Jazz col massimo dei voti al Conservatorio di Musica “Arrigo Pedrollo” di Vicenza. Attualmente studia recitazione e Musical Theatre all’Accademia del Musical di Castrocaro – Drama School di Fabiola Ricci. Ha studiato direzione corale con Petra Grassi e Manolo da Rold all’Accademia Aerco di Parma, canto jazz con Pete Churchill al Royal Conservatoire de Bruxelles e con Francesca Bertazzo al Conservatorio di Musica “Agostino Steffani” di Castelfranco Veneto, dove nel 2018 ha conseguito il Diploma di I livello in Canto Jazz con il massimo dei voti. Ha studiato pianoforte con Alessandro Gallina e pianoforte jazz con Paolo Vianello. Si è esibita nel 2023 come performer negli spettacoli Dieci giorni in manicomio e Viaggio intorno al Magico Mondo di Oz con la regia di Fabiola Ricci. Si è esibita con i suoi progetti Wicked Jazz, Songs of Broadway e Broadway, Baby! in Italia, Finlandia e Belgio. Ha interpretato il ruolo di Maria Maddalena in Jesus Christ Superstar in forma di concerto diretto da Elisabetta Maschio con regia di Daniele Deplano (2023). Fanno parte della sua produzione discografica l’album progressive rock “MAD FELLAZ II”(2016), presentato lo stesso anno al “Progressivamente Free Festival”di Roma, “Rockquiem by La Rejouissance”(2019) e il quarto volume della raccolta “The Vocal Jazz Serie”,pubblicato a suo nome e registrato con il pianista Massimo Faraò (2021).

Giovanni Andreoli – Maestro del coro

Originario di Brescia, studia pianoforte, composizione, flauto, percussioni, musica corale e direzione di coro. Inizia molto giovane l’attività in teatro, dapprima come maestro suggeritore, poi come maestro di sala e quindi come responsabile della preparazione musicale delle compagnie di canto. Già maestro sostituto in importanti teatri italiani e festival lirici, tra cui Rossini Opera Festival di Pesaro, Maggio Musicale Fiorentino e Festival Puccini di Torre del Lago, è stato Maestro del coro in importanti istituzioni musicali italiane fra cui: Rai di Milano, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Carlo Felice di Genova, Arena di Verona. Durante la sua carriera collabora assiduamente con la Biennale Musica di Venezia, curando la preparazione di composizioni, presentate in prima mondiale, di autori contemporanei come Adriano Guarnieri, Luis De Pablo, Aldo Clementi, Giacomo Manzoni e Luigi Nono.

Negli anni 1997-1998 viene invitato al Teatro Municipal de São Paulo (Brasile), dove dirige Messa dell’incoronazione di Mozart, Nelson Messe di Haydn e Petite Messe solennelle di Rossini; a Rejkjavik per dirigere L’elisir d’amore di Donizetti, al Festival di Orvieto con i complessi del Teatro La Fenice di Venezia per l’esecuzione della Via Crucis di Liszt e a Granada, sempre con La Fenice di Venezia, per Carmina Burana di Orff. È stato invitato, dal Festival Klangbogen Wien, a dirigere Otello di Rossini al Theater an der Wien con l’Orchestra Sinfonica di Varsavia. Dopo l’impegno come Maestro del coro alla Fenice di Venezia (1994-2001), è stato: Direttore artistico del Teatro Grande di Brescia (1994-2005); Maestro del coro al Teatro Carlo Felice di Genova (2001-2004); Maestro Titular del Coro al Teatro Nacional São Carlos di Lisbona (2004-2008); Direttore Principale della Orquestra Sinfonica da Op- Companhia Portuguesa de Opera (2004-2008); Maestro del coro alla Fondazione Arena di Verona (2010-2011); Maestro Titular del Coro al Teatro São Carlos di Lisbona (2011-luglio 2020).

97a Stagione dei Concerti dell’Accademia Tadini di Lovere (Bg) dal 10 febbraio al 6 aprile 2024

La lirica da camera tra l’Ottocento e il Novecento con il baritono Alessandro Corbelli e la pianista Elisabetta Sepe venerdì 8 marzo all’Accademia Tadini di Lovere (Bg)

I protagonisti del quarto appuntamento della 97a edizione della Stagione dei Concerti, organizzata dall’Accademia Tadini di Lovere, saranno il baritono Alessandro Corbelli e la pianista Elisabetta Sepe, che venerdì 8 marzo(ore 21; ingresso 15-20 euro) presenteranno un raffinato programma, tra Lied, Canzoni e Sonetti, dedicato alla lirica da camera composta tra l’Ottocento e il Novecento. Il programma di sala prevede l’esecuzione di opere di Schubert (An die Musik op. 88 n. 4, testo di Schober, Heidenröslein op. 3 n. 3 da Goethe, Die Forelle op. 32 da Schubart), Schumann (da Myrthen op. 25 e da Dichterliebe op. 48, versi di Heine), Fauré (Nell op. 18 n. 1 da De Lisle e Après un rêve op.7 n.1 da Bussine), Ravel (Trois Chansons de Don Quichotte à Dulcinée su testi di Paul Morand: Chanson romanesque; Chanson épique; Chanson à boire), Liszt (Tre Sonetti del Petrarca: Pace non trovo; Benedetto sia ‘l giorno; I’ vidi in terra angelici costumi), Pizzetti (La vita fugge da Petrarca e I pastori da D’Annunzio) e Tosti (Visione e L’alba separa dalla luce l’ombra, due liriche di D’Annunzio).

Torinese, classe 1952, Alessandro Corbelli ha studiato canto con Giuseppe Valdengo e Claude Thiolas e si è presto affermato come esponente di spicco nei ruoli di baritono lirico e nel repertorio comico-brillante di Mozart, Rossini e Donizetti. È molto apprezzato per la sua capacità di tenere la scena con grande personalità, divertendo il pubblico quando è impegnato nel repertorio comico-brillante e commuovendolo nei passaggi più toccanti. Conosciuto per le sue interpretazioni di Falstaff e di Gianni Schicchi, Corbelli ha trionfato nei ruoli di Sharpless nella Madama Butterfly, Michonnet nell’Adriana Lecouvreur e Marquis in Linda di Chamounix. Premiato con riconoscimenti prestigiosi come l’Abbiati (a Milano nel 1993), il Rossini d’Oro (a Pesaro nel 2003) e l’Oscar per la Lirica (nel 2017 a Verona), si è esibito nei più prestigiosi teatri e nelle più importanti istituzioni del mondo, dalla Scala di Milano al Metropolitan Opera di New York, dal Covent Garden di Londra all’Opéra di Parigi fino alla Staatsoper di Vienna, solo per citarne alcuni.

A dividere con lui il palco sarà l’affermata pianista fiorentina Elisabetta Sepe. Dopo aver studiato con Lucia Passaglia e Riccardo Risaliti e, a Parigi, con Jacqueline Bourgès-Mounoury, la musicista toscana si è dedicata a un’intensa attività concertistica, in Italia e all’estero, come solista, con orchestra e in gruppi cameristici. Dal 1999 al 2015 è stata Maestro Collaboratore di Sala presso il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino-Opera di Firenze, dove ha lavorato con importanti direttori, fra i quali ricordiamo Zubin Mehta, Seji Ozawa, Daniel Oren e Roberto Abbado, celebri cantanti (Eva Mei, Mariella Devia, Elizabeth Norberg-Schulz, Barbara Frittoli, Anna Caterina Antonacci, Daniela Barcellona, Sonia Ganassi, Laura Polverelli, Raúl Giménez, Francesco Meli, Ambrogio Maestri, Alessandro Corbelli) e registi quali Luca Ronconi, Graham Vick, Federico Tiezzi, Fabio Sparvoli, Ferzan Özpetek e Daniele Abbado.

Dopo l’esibizione di Alessandro Corbelli ed Elisabetta Sepe, la Stagione dei Concerti proseguirà con altri due imperdibili appuntamenti: sabato 23 marzo andrà in scena lo spettacolo Concerto d’amore in versi, protagonisti l’attore Fabio Testi, uno dei volti più noti del cinema italiano, il flautista Stefano Maffizzoni e il chitarrista Andrea Candeli. I tre artisti si cimenteranno in un suggestivo viaggio poetico-musicale sull’Amore, proponendo alcune delle più belle poesie del Novecento e celebri composizioni di Piazzolla, Morricone, Ibert e Piovani, ma non solo.

Infine, per l’evento di chiusura della 97a edizione, sabato 6 aprile è in programma un concerto che vuole celebrare idealmente il connubio fra la musica classica e il jazz: “Picnic Suite” è il titolo dell’omaggio al compositore francese Claude Bolling proposto da due solisti di fama internazionale, il flautista Giuseppe Nova e il chitarrista Claudio Piastra, accompagnati da tre jazzisti di vaglia quali il pianista Simone Pagani, il contrabbassista Luca Garlaschelli e il batterista Massimo Melillo.

97a Stagione dei Concerti – Dal 10 febbraio al 6 aprile 2024

Sabato 10 febbraio

“88 tasti: tra bianco e nero”

Andreas Frölich (pianoforte)

Musiche di Mozart, Chopin, Bach e Piazzolla.

Sabato 24 febbraio

Jazz, Poetry and So

Giovanni Fontana (poesie), Umberto Petrin (pianoforte)

In collaborazione con “Le 2 Rive del Jazz”.

Venerdì 1 marzo

“Il canto magico del violino”

Davide Alogna (violino), Giuseppe Gullotta  (pianoforte)

Musiche di Mozart, Rossini, Paganini, Brahms, Saint-Saëns.

Venerdì 8 marzo

“Le grandi voci”

Alessandro Corbelli (baritono), Elisabetta Sepe (pianoforte)

Musiche di Schubert, Schumann, Musorgskij, Fauré, Ravel, Liszt, Pizzetti, Tosti.

Sabato 23 marzo

“Concerto d’amore in versi”

Fabio Testi (voce recitante), Stefano Maffizzoni (flauto), Andrea Candeli (chitarra)

Musiche e testi di Piovani, Machado, Lorca, Piazzolla, Ibert, Morricone, Neruda, Merini, Prévert, Vicente.

Sabato 6 aprile

“Picnic Suite”

I classici incontrano il Jazz

Giuseppe Nova (flauto), Claudio Piastra (chitarra), Simone Pagani (pianoforte), Luca Garlaschelli (contrabbasso), Massimo Melillo (batteria)

Musiche di Claude Bolling.

Tutti i concerti inizieranno alle ore 21 nel Salone dei Concerti di Palazzo Tadini, in via Tadini 40, Lovere (Bg).

Ingressi singoli: 20 euro (suggerita prenotazione in segreteria o all’ingresso del museo).

Ingressi singoli ridotti: 15 euro per i giovani fino 27 anni e per gli over 65.

Ingresso gratuito fino a 18 anni.

I biglietti per i singoli concerti saranno in vendita secondo disponibilità anche la sera del concerto.

Info: www.accademiatadini.it; email: associazione@accademiatadini.it – Tel: +39 340 2503902

EMMANUEL PAHUD, TREVOR PINNOCK, JONATHAN MANSON AL TEATRO REGIO DI PARMA IL PROSSIMO 3 MARZO

Teatro Regio di Parmadomenica 3 marzo 2024, ore 20.30

Prima data italiana del tour 2024 per i tre virtuosi, che interpretano  pagine di Johann Sebastian Bach e Georg Philipp Telemann per il terzo appuntamento della Stagione Concertistica 2024 realizzata da Società dei Concerti di Parma.

Tre grandi interpreti internazionali in un programma interamente dedicato al barocco tedesco: per la loro prima data italiana del tour 2024, Emmanuel Pahud al flauto, Trevor Pinnock al clavicembalo, Jonathan Manson al violoncello sono i protagonisti domenica 3 marzo 2024, ore 20.30 al Teatro Regio di Parma per il terzo appuntamento della Stagione Concertistica 2024 realizzata da Società dei Concerti di Parma.

Il programma ci immerge in un viaggio nel barocco tedesco tra ‘600 e ‘700, alternando sonate, suite e fantasie di Johann Sebastian Bach e Georg Philipp Telemann. Protagonista delle tre sonate di Bach in programma (due con basso continuo, BWV 1034 e BWV 1035, e una con clavicembalo obbligato, BWV 1030) è il flauto traverso, strumento molto in voga all’inizio del Settecento, al quale il compositore dedicò diversi lavori, affascinato dalle sue potenzialità espressive e dinamiche. Ancora il flauto protagonista con la Fantasia in fa diesis minore di Telemann, mentre completano il programma due capisaldi del repertorio bachiano: la Fantasia cromatica e fuga in fa diesis minore BWV 903 per clavicembalo e la celebre Suite in sol maggiore BWV 1007 per violoncello solo.

Un’occasione unica, dunque, per ascoltare questo affascinante repertorio eseguito da tre virtuosi eccezionali: un sodalizio artistico di lunga data che si affianca a straordinarie carriere individuali, dense di importanti progetti musicali e prestigiose collaborazioni.

Primo flauto dei Berliner Philharmoniker dall’età di ventidue anni, Emmanuel Pahud è rinomato in tutto il mondo per la sua prodigiosa carriera. Vastissimo il suo repertorio, che spazia dal barocco a nuovi lavori appositamente commissionati, con oltre 40 incisioni discografiche all’attivo: la sua collaborazione con EMI/Warner Classics, di cui è artista esclusivo, si sta rivelando come il più significativo contributo alla musica per flauto finora registrata. Jonathan Manson vanta un’intensa carriera sia al violoncello che alla viola da gamba. Per dieci anni è stato primo violoncello dell’Orchestra Barocca di Amsterdam, con cui ha eseguito e registrato più di 150 cantate di Bach.

Tra le tante collaborazioni, si segnala quella con Yo-Yo Ma, con cui ha inciso il Concerto per due violoncelli di Vivaldi. È stato tra i fondatori dell’ensemble di viole Phantasm, che ha effettuato tournée in tutto il mondo e ha inciso più di venti registrazioni pluripremiate. Rinomato in tutto il mondo come clavicembalista e direttore d’orchestra, Trevor Pinnock, con la sua lunga carriera, è riconosciuto come pioniere di un vero e proprio revival della musica antica. Ha fondato l’English Concert, di cui è stato direttore artistico dal 1972 al 2003, celebre per le sue innovative esecuzioni su strumenti d’epoca. Le sue incisioni di Corelli, Bach, Händel, Scarlatti, Rameau, Haydn, Mozart, Poulenc sono considerate un punto di riferimento nell’interpretazione del repertorio per clavicembalo.

Se la danza parla delle tragedie dell’oggi

Madina di Fabio Vacchi e Mauro Bigonzetti torna in scena da mercoledì 28 per sei serate

quasi esaurite con Roberto Bolle e Antonella Albano in palcoscenico e Michele Gamba sul podio.

Una lucida denuncia dei meccanismi della violenza durante l’occupazione russa della Cecenia.

Compositore e direttore ne parleranno sabato 2 marzo in un incontro presso la Scuola di lingua e cultura italiana della Comunità di Sant’Egidio

Torna alla Scala da mercoledì 28 febbraio Madina, il titolo di Fabio Vacchi e Mauro Bigonzetti che dopo la sospensione della prima nel 2020 era stato presentato, nel teatro ancora a ranghi ridotti a causa della pandemia, nell’ottobre 2021 e trova finalmente la sala completa. Sarà l’occasione per tutto il pubblico delle sei serate (quasi esaurite) per confrontarsi con questa pagina di teatro, musica e danza creata a partire dal romanzo La ragazza che non voleva morire di Emmanuelle de Villepin, autrice del libretto, che costituisce un esperimento straordinario se non unico: usare il linguaggio coreografico per affrontare con appassionata lucidità i nodi più dolorosi e controversi dello scenario internazionale, dall’occupazione al terrorismo e ai diritti delle donne. A pochi anni di distanza dalla sua concezione Madina risulta ancora più attuale in un panorama in cui la brutalità della guerra e dell’estremismo invade il nostro quotidiano, tanto da spingere gli autori a ripristinare i riferimenti diretti alla cronaca espunti dalla prima versione: la vicenda inizia nella Grozny occupata dai russi e si conclude a Parigi.

Il compositore Fabio Vacchi e il direttore d’orchestra Michele Gamba parleranno della capacità di musica e danza di testimoniare il presente affrontandone la complessità in un incontro con Milena Santerini della Comunità di Sant’Egidio, docente dell’Università Cattolica di Milano e vicepresidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano.

L’incontro, moderato dalla giornalista Chiara Pelizzoni, si svolgerà sabato 2 marzo presso la Scuola di lingua e cultura italiana della Comunità di Sant’Egidio, in via degli Olivetani, 3 (ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili).

Dramma dell’occupazione, diritto all’autodeterminazione della donna, estremismo religioso ma anche sopravvivenza degli affetti e della volontà di vivere si intrecciano in questa storia che ricalca fatti realmente avvenuti: nel corso della guerra in Cecenia la giovane orfana Madina viene stuprata dai soldati russi; la sua amica, Zarema, dopo aver subito la stessa sorte viene assassinata. La violenza, vissuta dalla famiglia e dalla stessa vittima come un disonore, è l’inizio del tragico processo con cui lo zio Kamzan, attraverso una brutale segregazione e l’uso di stupefacenti, annulla la volontà di Madina fino a spingerla ad accettare di immolarsi come kamikaze in un attentato suicida a Parigi. In questo scenario di fanatismo e degrado il padre di Kamzan, l’ottantenne Sultan, è l’unica voce di umanità che chiede inutilmente al figlio di risparmiare la vita della giovane e al suo rifiuto lo maledice. Pronta a farsi esplodere in un caffè di Parigi, Madina all’ultimo istante getta la cintura esplosiva rifiutando di uccidere e morire ma finisce ugualmente sotto processo per la morte dell’artificiere incaricato di disinnescare l’ordigno. Il giornalista Louis de Monfalcon, dapprima scettico sulla possibilità di trattare la vicenda, cambia atteggiamento dopo aver conosciuto Olga, la zia russa di Madina. Insieme si impegnano per salvarla ma la ragazza sarà comunque condannata a vent’anni di carcere.

FRANCESCA DEGO OMAGGIA BUSONI NEL CENTENARIO DELLA SCOMPARSA CON IL SUO NUOVO DISCO CHANDOS  

Registrato con la BBC Symphony Orchestra diretta da Dalia Stasevska, sarà pubblicato il 1° marzo e contiene inoltre il Concerto per violino di Brahms  

A novembre in uscita per l’etichetta discografica londinese anche le Sonate per violino di Busoni incise dalla violinista italo-americana  

È dedicato a Johannes Brahms ea Ferruccio Busoni, scomparso cent’anni fa, il nuovo disco Chandos di Francesca Dego, il suo sesto per l’etichetta discografica londinese, in uscita venerdì 1° marzo 2024. Accanto alla violinista è protagonista la bacchetta finlandese di origini ucraine Dalia Stasevska, sul podio della BBC Symphony Orchestra di cui è la Direttrice ospite principale.

Per la prima volta i due concerti per violino dei due grandi compositori vengono incisi da due donne.  

«Poter registrare il Concerto per violino di Brahms è un sogno e una pietra miliare per ogni violinista, e in particolare per me – dice Francesca Dego. Questo brano è stato fonte di ispirazione sul palco e fuori dal palco da quando l’ho suonato per la prima volta all’età di 15 anni. Ho letto interviste a grandi pedagoghi e musicisti del passato nelle quali si dice che non bisognerebbe toccare questo concerto prima di avere quarant’anni e la barba! Quindi forse è stato coraggioso, o avventato, studiarlo così giovane, ma sicuramente mi ha salvata dal timore reverenziale per la musica, che può essere paralizzante. Uno dei motivi per cui mi sono innamorata del Concerto per violino di Busoni – commenta ancora la violinista – è il fatto che sia permeato dello spirito del capolavoro di Brahms, le cui allusioni emergono a volte come omaggio diretto e a volte come spettro inevitabile. Mi sento privilegiata ad aver potuto esplorare questo repertorio in compagnia di una direttrice d’orchestra eccezionale come Dalia Stasevska e della straordinaria BBC Symphony Orchestra». 

I due concerti per violino in re maggiore accostati nell’album sono strettamente intrecciati: Busoni scrisse il suo nel 1896-97 per Henri Petri, violinista olandese allievo di Joseph Joachim, l’amico intimo a cui Brahms dedicò nel 1878 il suo concerto. Busoni compose inoltre, nel 1913, una cadenza per il primo movimento del Concerto di Brahms – scelta da Francesca Dego per questa incisione – che utilizza linee e soluzioni tecniche simili a quelle del lavoro brahmsiano. Anche le vite dei due compositori furono legate: nonostante il loro rapporto personale e professionale sia stato complesso, Brahms aiutò a far decollare la carriera del giovane Busoni e quest’ultimo – in segno di stima e riconoscenza verso la musica del compositore tedesco – suonò al funerale di Brahms proprio il suo Concerto n. 1 per pianoforte op. 15.  

Il 5 e 6 marzo all’Auditorium di Bolzano e di Trento, Francesca Dego suonerà il Concerto di Busoni con l’Orchestra Haydn diretta da Markus Stenz.  

L’omaggio della violinista italo-americana e dell’etichetta Chandos al compositore toscano, nel centenario della morte, proseguirà con l’uscita a novembre delle sue Sonate per violino.

Accanto a Dego al pianoforte Francesca Leonardi.

Thomas Guggeis debutta alla Scala con “Die Entführung aus dem Serail”

Il trentunenne Direttore dell’Opera di Francoforte, già assistente di Daniel Barenboim, ripropone l’opera di Mozart nel leggendario allestimento di Strehler nato a Salisburgo nel 1965.

Jessica Pratt è Konstanze, Daniel Behle Belmonte, Jasmine Delfs Blonde e Peter Rose è Osmin.

La rappresentazione del 3 marzo sarà trasmessa in diretta su LaScalaTv.

Debutta alla Scala nella ripresa di Die Entführung aus dem Serail (6 rappresentazioni dal 25 febbraio al 10 marzo; ultimi posti disponibili) il trentunenne Direttore principale dell’Opera di Francoforte Thomas Guggeis, già assistente di Daniel Barenboim alla Staatsoper di Berlino e apprezzato anche in città, dove è stato più volte ospite della Sinfonica di Milano. L’ultima apparizione scaligera del titolo risale al 2017, sul podio Zubin Mehta che aveva battezzato la produzione al Festival di Salisburgo nel 1965 quando aveva 29 anni.

Con la presenza di Guggeis si completa il progetto di valorizzazione delle nuove leve direttoriali nella Stagione d’opera della Scala, con la compresenza di tre Maestri tra i 30 e i 40 anni: in questi giorni sono al Piermarini anche Lorenzo Viotti, 33 anni, impegnato nelle ultime rappresentazioni di Simon Boccanegra e in tre serate per la Stagione Sinfonica, e il milanese Michele Gamba, anche lui già assistente di Barenboim a Berlino, che dopo il successo di Médée prova la ripresa di Madina di Fabio Vacchi (in scena dal 28) ma è impegnato anche in un concerto da camera con gli strumentisti scaligeri il 25.

Ogni anno la Scala ripropone uno dei suoi spettacoli storici: quest’anno è la volta del leggendario allestimento di Die Entführung aus dem Serail presentato da Giorgio Strehler e dallo scenografo Luciano Damiani nel 1965 al Festival di Salisburgo con la direzione di Zubin Mehta e riproposto nello stesso Festival per otto volte e alla Scala nel 1972, 1978, nel 1994 con Wolfgang Sawallisch e nel 2017 con Zubin Mehta sul podio. La regia è ripresa da Laura Galmarini con le luci di Marco Filibeck e i movimenti mimici di Marco Merlini.

Opera (o meglio Singspiel) pirotecnica e spettacolare, Die Entführung richiede acrobazie vocali a tutti gli interpreti, a cominciare dalla protagonista che alla Scala è la vertiginosa Jessica Pratt, che ha recentemente interpretato Konstanze a Bilbao, dopo aver ripreso all’Opéra de Wallonie l’impresa di cantare tutte le parti nei Contes d’Hoffmann. Il suo prossimo impegno in Italia sarà Bianca e Falliero al Rossini Opera Festival. Belmonte è Daniel Behle, tenore e compositoreche sarà impegnato a fianco di Cecilia Bartoli a Salisburgo nella Clemenza di Tito diretta da Gianluca Capuano. Jasmine Delfs è Blonde, Michael Laurenz Pedrillo e Peter Rose Osmin. La parte recitata di Selim è affidata a Sven-Eric Bechtolf

25, 29 febbraio; 3, 5, 8, 10 marzo 2024

Wolfgang Amadeus Mozart

DIE ENTFÜHRUNG AUS DEM SERAIL

Singspiel in tre atti

Libretto di Christoph Friedrich Bretzner
rielaborato da Johann Gottlieb Stephanie il Giovane

Produzione Teatro alla Scala

Direttore THOMAS GUGGEIS

Regia GIORGIO STREHLER

ripresa da Laura Galmarini

Scene e costumi luciano damiani

Luci marco filibeck

Movimenti mimici Marco Merlini

Personaggi e interpreti

Selim                                       Sven-Eric Bechtolf

Konstanze                              Jessica Pratt

Blonde                                    Jasmin Delfs

Belmonte                                Daniel Behle

Pedrillo                                   Michael Laurenz

Osmin                                     Peter Rose

Servo muto                             Marco Merlini

Orchestra e Coro del Teatro alla Scala

Maestro del Coro Giorgio Martano

Date:

Domenica 25 febbraio 2024 ore 20 ~ Turno Prime Opera

Giovedì 29 febbraio 2024 ore 20 ~ Turno A

Domenica 3 marzo 2024 ore 20 ~ Turno D

Martedì 5 marzo 2024 ore 20 ~ Turno B

Venerdì 8 marzo 2024 ore 20 ~ Turno C

Domenica 10 marzo 2024 ore 14.30 ~ Fuori Abbonamento

Prezzi:da 250 a 30 euro

Infotel 02 72 00 37 44

www.teatroallascala.org

Gli incontri nel Ridotto e la diretta su LaScalaTv

Martedì 20 febbraio alle ore 18 nel Ridotto dei Palchi Cesare Fertonani conduce l’incontro con ascolti e video “Nel vortice dell’azione” per la serie Prima delle Prime, organizzata in collaborazione con gli Amici della Scala.

Un’ora prima dell’inizio di ogni recita, presso il Ridotto dei Palchi si terrà una conferenza introduttiva all’opera tenuta da Franco Pulcini.

La rappresentazione del 3 marzo sarà trasmessa in diretta su LaScalaTv (dalle ore 19.45); come di consueto, nell’intervallo artisti ed esperti saranno intervistati da Mario Acampa. Dopo la diretta il video resterà disponibile on demand fino al 10 marzo 2024.

Con Die Entführung aus dem Serail la Scala presenta i nuovi servizi inclusivi

Da questa Stagione il Teatro offre nuovi servizi dedicati alle persone con disabilità

su 4 spettacoli, tre d’opera e uno di balletto: audiodescrizione, sottotitoli per persone sorde,

libretto accessibile, video in lingua dei segni e visita al palcoscenico.

La prima rappresentazione interessata è il 10 marzo con la pomeridiana del Singspiel mozartiano.

Il Teatro alla Scala ha intrapreso un percorso per offrire le migliori condizioni di accesso a tutto il suo pubblico, creando nuovi servizi dedicati alle persone con disabilità. Il progetto, fortemente voluto dal Sovrintendente Dominique Meyer e in via di sviluppo in collaborazione con l’Università di Macerata e a stretto contatto con le associazioni che rappresentano i soggetti interessati, vede l’avvio delle prime iniziative con la produzione di materiali dedicati relativi a tre spettacoli d’opera e uno di balletto nella Stagione 2023/2024 e servizi dedicati in occasione di una data particolare di ciascuna delle quattro produzioni.

Il primo spettacolo interessato è Die Entführung aus dem Serail e in particolare la recita di domenica 10 marzo alle 14:30.

Sul sito del Teatro sono disponibili un video di presentazione con sottotitoli, voce, e traduzione in lingua dei segni italiana e un libro di sala accessibile con testi in versione a contrasto inverso e caratteri ingrandibili, traduzione in lingua dei segni italiana e audio descrizione delle immagini

(https://www.teatroallascala.org/it/stagione/biglietteria/la-scala-per-tutti/accessibilita/materiali.html).

Oltre che per gli spettatori che verranno in Teatro, i materiali sono intesi come supporto didattico per gli alunni con disabilità: appena inseriti hanno già registrato più di 2.500 interazioni.  

Per lo spettacolo sono riservati posti in palco con sottotitoli per persone con disabilità uditiva e audiodescrizione per persone con disabilità visiva. Due ore prima dell’inizio di ciascuna delle rappresentazioni viene organizzata una visita al palcoscenico pensata e strutturata sulle necessità delle persone con disabilità: per le persone con disabilità uditiva è previsto il servizio di interpretazione in lingua dei segni, ove richiesto.

Il servizio sarà attivato anche per Cavalleria rusticana e Pagliacci (servizi per persone con disabilità uditiva il 26 aprile alle 20; per persone con disabilità visiva il 28 aprile alle 14:30), Don Pasquale (servizi per persone con disabilità uditiva il 31 maggio; per persone con disabilità visiva il 4 giugno, sempre alle 20) e La Dame aux Camélias (servizi per persone con disabilità uditiva l’11 ottobre; per persone con disabilità visiva il 16 ottobre, sempre alle 20). I materiali per il balletto, curati da Francesca Pedroni, sono un’assoluta novità.

Per prenotare e per informazioni è possibile scrivere a teatroaccessibile@fondazionelascala.it

Le prenotazioni si raccolgono fino a un mese prima della data di ogni rappresentazione. 

Per la realizzazione del progetto di accessibilità si ringraziano

la Fondazione Milano per la Scala e i Signori Dominic e Sue Rossi

TCBO: LA CONTEMPORANEITÀ RACCONTATA DA PAOLO GIORDANO E MARINO SINIBALDI PER “LE ARMONIE DELL’ARTE”

Protagonista anche il FontanaMIX ensemble, diretto da Francesco La Licata

Interpretazione visiva dei brani musicali realizzata con il contributo delle opere di Giovanni Ozzola

Al via lunedì 26 febbraio alle 20.30 allAuditorium Manzoni il primo dei 5 incontri-spettacolo della rassegna

 
Cosa significa «essere contemporanei» oggi, per un artista, per un musicista, per uno scrittore? È ancora una sfida sensata? Ed è ancora possibile vincerla, in un presente di trasformazione rapidissima del linguaggio, della tecnologia, della sensibilità, dei confini interiori e geografici e – visto l’evolversi dell’intelligenza artificiale – della nozione stessa di «realtà»? Da questi interrogativi prendono le mosse lo scrittore Paolo Giordano e il giornalista e autore radiofonico Marino Sinibaldi per affrontare il primo appuntamento della nuova rassegna Le Armonie dellArte” dedicato alla Contemporaneità”, in programma lunedì 26 febbraio alle 20.30 allAuditorium Manzoni.

Protagonista accanto alle parole è la musica del Novecento e di oggi, interpretata dal FontanaMIX ensemble – composto da Gaia Mattiuzzi, voce, Lavinia Guillari, flauto, Marco Ignoti, clarinetti, Valentino Corvino, violino e live-electronics, Sebastiano Severi, violoncello, Pietro Agosti, contrabbasso, Walter Zanetti, chitarre, e Stefano Malferrari, pianoforte – diretto da Francesco La Licata. L’ensemble bolognese spazierà da O King, per voce, flauto, clarinetto, violino, violoncello, pianoforte di Luciano Berio a Le rovine del capitalismo, melologo su lettura di Paolo Giordano per live-electronics di Valentino Corvino, passando per Fratres per violino, pianoforte e percussioni di Arvo Pärt, Artikulation per nastro magnetico (versione in quadrifonia) di György Ligeti, Death speaks (estratti) per voce, violino, chitarra elettrica, pianoforte di David Lang e Concerto for six per clarinetto basso, violoncello, contrabbasso, chitarra elettrica, pianoforte e percussioni di Tan Dun.

Questo primo incontro vedrà la collaborazione dell’artista Giovanni Ozzola, affermato interprete con Galleria Continua della scena internazionale, le cui opere ”leggeranno” visivamente, accompagnandolo, il repertorio musicale. 

Dopo questo appuntamento, la rassegna proseguirà nel viaggio a ritroso nel tempo – dai giorni nostri al Seicento – alla ricerca delle segrete corrispondenze tra la produzione musicale sinfonica e cameristica e le diverse espressioni culturali coeve nelle varie epoche. Il 23 marzo sarà la volta delle “Avanguardie” con Vittorio Lingiardi, Gregorio Botta e il FontanaMIX ensemble; il 19 giugno del “Romanticismo” con Melania Mazzucco, Stefano Salis e l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna; il 18 ottobre dell’ “Illuminismo” con Piergiorgio Odifreddi, Armando Massarenti e l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna; infine il 4 novembre del “Barocco” con Cristina Acidini, Marco Carminati e la Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna.

“Le Armonie dell’Arte” è una coproduzione tra Teatro Comunale di Bologna e Innovio, realizzata grazie al supporto di Illumia, PwC Italia e dei Centri di Consulenza Finanziaria di Bologna – Allianz Bank Financial Advisors.  

La rassegna è curata da Barbara Abbondanza, con la direzione artistica di Valentino Corvino e il coordinamento editoriale di Giovanni Carlo Federico Villa. 

Biglietti a 10 euro (Under30), 15 euro (Ridotto abbonati opera, sinfonica e danza) e 20 euro (intero) per il Settore 1 e a 10 euro (Under30 e Ridotto abbonati opera, sinfonica e danza) e 15 euro (intero) per il Settore 2, in vendita online sul sito del TCBO e sulla piattaforma TicketSms e presso la biglietteria del Teatro Comunale (Largo Respighi),  dal martedì al venerdì  dalle 12 alle 18 e il  sabato dalle 11 alle 15; il giorno dello spettacolo presso l’Auditorium Manzoni da 1 ora prima fino a 15 minuti dopo l’inizio. Inoltre è possibile acquistare un carnet, al costo di 40 euro (ridotto Under30), 60 euro (ridotto abbonati opera, sinfonica e danza) e 80 euro (intero).

Info: https://www.tcbo.it/armonie-dellarte/ https://www.tcbo.it/eventi/le-armonie-dellarte-la-contemporaneita/ 

Nel “Salotto musicale di Nevile Reid” Riccardo Zamuner ed Emanuele Delucchi

Domenica secondo appuntamento della rassegna musicale “Il salotto musicale di Nevile Reid” organizzata dalla Fondazione Ravello e dedicata alle giovani e più qualificate leve dell’odierno concertismo e non solo.

Protagonisti della matinée ospitata nell’Auditorium di Villa Rufolo del 25 febbraio (ore 11.30) il duo violino-pianoforte, composto da Riccardo Zamuner ed Emanuele Delucchi, con un programma comprendente la Ciaccona di Vitali, la Sonata n.3 per violino e pianoforte, op.45 di Grieg, la Meditation op.42 n.1 di Cajkovskij e Tzigane di Ravel.

A fare da fil rouge, il virtuosismo dei due giovani ma già affermati interpreti, declinato nelle sue diverse forme, violinistico, pianistico e cameristico. Zamuner, classe 1997, come il pianista Miki Lubrano Lavadera, è un giovane musicista formatosi al Conservatorio Statale di Musica “San Pietro a Majella di Napoli”; Delucchi, classe 1987, ligure di nascita, vive e lavora a Milano. Si è formato con Canzio Bucciarelli, Riccardo Risaliti e Davide Cabassi, diplomandosi in pianoforte e composizione. Tiene recital solistici, con orchestra e in formazioni cameristiche in Italia e all’estero, compone, insegna e tiene lezioni di storia della Musica.

L’accesso alla matinée è gratuito per il pubblico residente e previo pagamento del solo biglietto d’ingresso a Villa Rufolo per i non residenti.

www.ravellofestival.com

Domenica 25 febbraio

Auditorium di Villa Rufolo, ore 11.30 

Riccardo Zamuner, violino

Emanuele Delucchi, pianoforte

Biglietto di ingresso alla villa

Programma

Tomaso Antonio Vitali

Ciaccona

Edvard Grieg

Sonata n.3 per violino e pianoforte, op.45

Petr Ilic Cajkovskij

Meditation op.42 n.1

Maurice Ravel

Tzigane

Venerdì 23 e sabato 24 febbraio – ore 20 – in sala Mehta, il maestro Min Chung alla guida dell’Orchestra e del Coro del Maggio in un concerto sinfonico corale con composizioni di Brahms e Mendelssohn.

A distanza di pochi giorni dai due concerti diretti da Hankyeol Yoon la Stagione Invernale del Maggio propone il successivo concerto sinfonico corale e un nuovo debutto fiorentino: venerdì 23 e sabato 24 febbraio il maestro Min Chung, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Maggio, per un concerto che mette in cartellone la Rapsodia n. 53 e il Gesang der Parzen (Canto delle Parche) di Johannes Brahms e la celebre Sinfonia n. 3, la Scozzese, di Felix Mendelssohn-Bartholdy. Voce solista nella corso Rapsodia di Brahms uno dei talenti che frequentano l’Accademia del Maggio, il contralto  Danbi Lee. Il maestro del Coro del Maggio è Lorenzo Fratini.

In attesa del prossimo debutto al Maggio di Vitali Alekseenok previsto il 29 marzo, un altro concerto e un altro debutto a poca distanza da quello avvenuto con il concerto di Hankyeol Yoon, accolto con grande calore da pubblico e critica che ha inoltre segnato il suo esordio in Italia, in una programmazione che ha visto e vedrà – oltre ai concerti tenuti dal direttore principale Daniele Gatti – protagonisti sul podio della Sala Mehta quattro giovani direttori di grande prospettiva e talento, con una brillante carriera e successi a livello internazionale. Il maestro Min Chung, figlio di Myung-Whun Chung, si è formato a Parigi dove ha studiato contrabbasso, violino e pianoforte; nel corso della sua carriera ha già guidato importanti ensemble come l’Orchestra Nazionale Sinfonica della RAI, i Wiener Kammerorchester, l’ Orchestra Haydn di Bolzano e la Filarmonica di Tokyo. Parlando dei concerti di venerdì e sabato, il maestro Chung si è detto emozionato di salire per la prima volta sul podio del Maggio: “Essere per la prima volta, nel corso della mia carriera, sul podio del Teatro del Maggio alla guida di un’Orchestra così prestigiosa è davvero una grande emozione e un grande onore. Sono felice anche per il lavoro che stiamo facendo insieme a Danbi Lee dell’Accademia del Maggio, protagonista durante la Rapsodia di Brahms; è davvero un talento di grande prospettiva.

È inoltre la prima volta che affronto le due composizioni di Johannes Brahms; entrandoci in contatto, per me sono stati una vera scoperta, il loro studio mi ha permesso di apprezzarli moltissimo e di esserne affascinato. I concerti si chiudono poi con la Scozzese di Felix Mendelssohn: anche questa composizione mi ha sempre colpito, così come, sempre di Mendelssohn, l’Italiana: era un compositore davvero straordinario, così come era straordinaria la sua capacità di entrare in contatto con la cultura dei luoghi che ha visitato nel corso della sua vita, e ciò lo si può capire da questa sinfonia che in modo assolutamente perfetto riesce a rendere in musica lo spirito scozzese.”

In apertura alla serata dunque la Rapsodia n. 53 per contralto, coro maschile e orchestra di Johannes Brahms, scritta nel 1869 in seguito al matrimonio di Julia, una delle figlie di Robert e Clara Schumann: il contenuto del brano si basa su di un frammento della Harzreise im Winter (Viaggio invernale nello Harz) di Johann Wolfgang von Goethe. Anche il testo di Goethe aveva un contenuto autobiografico e soprattutto esistenziale, nel quale Brahms si rispecchiava pienamente.

Segue un’altra composizione di Brahms, il Gesang der Parzen (Canto delle Parche) op. 89, composta dall’autore intorno alla metà del 1882: anche in questo caso la fonte letteraria fu un lavoro di Goethe, ossia i versi che chiudono il quarto atto di Ifigenia in Tauride, e Brahms fu probabilmente ispirato da l’ammirazione che egli nutriva per attrice drammatica Charlotte Welter, una grande protagonista del dramma di Goethe.

Chiude la serata una delle composizioni più note di Felix Mendelssohn-Bartholdy, la Sinfonia n. 3 in la minore op. 56, la celebre Scozzese: fu ispirata mentre Mendelssohn si trovava in Scozia durante un viaggio ma fu conclusa oltre dieci anni dopo, all’alba del 1841, fu dedicata alla Regina Vittoria e venne presentata al pubblico per la prima volta a Lipsia nel marzo del 1842.

Il concerto:

Rapsodia op. 53 per contralto, coro maschile e orchestra

La Rapsodia per contralto, coro maschile e orchestra op. 53 fu composta da Brahms nell’estate del 1869. Il testo scelto è tratto da un poema di Goethe intitolato Harzeise im Winter (Viaggio d’inverno nello Harz) che descrive la solitudine di un misantropo deluso dall’amore. Il solo balsamo capace di lenire il cuore amareggiato e indurito dell’uomo è la musica, che viene invocata come conforto divino. Nonostante l’articolazione in tre sezioni la avvicini alla struttura di una scena d’opera, la Rapsodia si caratterizza invece per una scrittura sobria, nitida, lontana da ogni orpello. Il tono fosco e solenne dell’orchestra che apre la sezione iniziale prepara il campo all’ingresso della voce solista nel recitativo. Il ritmo instabile e gli incisi drammatici del contralto danno veste sonora alla disperazione dell’uomo nella sezione centrale, mentre nella parte conclusiva l’invocazione finale del contralto, sorretta dalle voci maschili del coro, si apre in un canto più disteso e intenso. Prima interprete della Rapsodia fu la celeberrima cantante Pauline Garcia Viardot, che la eseguì a Jena il 3 marzo del 1870.

Gesang der Parzen op. 89(Canto delle Parche)per coro e orchestra 

Nel ritiro estivo di Ischl vide la luce nel 1882 Gesang der Parzen op. 89, l’ultimo lavoro per coro e orchestra di Brahms. Il compositore scelse ancora una volta l’amato Goethe, i cui testi avevano arricchito la sua copiosa produzione vocale nel corso degli anni. L’episodio scelto per Il canto delle Parche è tratto dal IV atto dell’Ifigenia in Tauride erisulta particolarmente affine alla tematica del destino ineluttabile già sperimentata anni prima nelSchicksalslied. Nella tragedia di Goethe Ifigenia ricorda in un monologo il canto delle Parche, arcano ammonimento a non voler eguagliare o sfidare gli dèi, che capricciosamente decidono la sorte degli uomini. E il contrasto tra l’umanità sofferente e vittima di un destino immutabile e il serafico distacco delle divinità si fa marcato nella trasposizione musicale. L’apertura è icastica nell’incedere minaccioso dell’orchestra; i colori scelti da Brahms sono cupi, tra i timbri più gravi dell’orchestra spiccano anche quelli di tuba e controfagotto, mentre le voci maschili e femminili, spesso contrapposte, si muovono prevalentemente in omofonia conferendo al canto un’aura antica.

Sinfonia n. 3 in la minore op. 56, Scozzese

Nel luglio del 1829 Felix Mendelssohn visitò la Scozia durante il suo primo soggiorno in terra britannica. L’allora ventenne musicista rimase particolarmente colpito da quei paesaggi e dalla visita delle rovine della cappella dove fu incoronata Maria Stuarda; in quel momento si fece largo nella sua mente una prima idea musicale che avrebbe successivamente dato vita alla Sinfonia in la minore op. 56, detta appunto ‘Scozzese’.Tuttavia passarono più di dieci anni da quella iniziale folgorazione e Mendelssohn poté riprendere in mano il progetto della Sinfonia in la minore solo nel 1841. Eseguita a Lipsia il 3 marzo dell’anno successivo, la sinfonia ‘Scozzese’ si attesta come lavoro della piena maturità stilistica del compositore, essendo anche l’ultimo suo lavoro sinfonico nonostante il numero di pubblicazione differisca dalla cronologia. I quattro movimenti tradizionali si susseguono qui senza soluzione di continuità, incorniciati da un’introduzione e da un epilogo. In apertura è un Andante malinconico ed evocativo a proiettare l’ascoltatore nel clima emotivo della sinfonia, dove Mendelssohn alterna momenti epici e lirici con la consueta grazia ed eleganza di scrittura. Più che mai ispirata è poi l’invenzione melodica; basti pensare al motivo affidato al clarinetto che apre il secondo movimento, modellato su una scala di tradizione folclorica, al canto nostalgico dei violini accompagnato dal pizzicato degli archi nel terzo movimento, fino al vivacissimo ed eroico tema del finale.

La locandina:

JOHANNES BRAHMS

Rapsodia op. 53 per contralto, coro maschile e orchestra

su testo diJohann Wolfgang von Goethe daViaggio invernale nello Harz 

Adagio / Poco Andante / Adagio 

Gesang der Parzen op. 89(Canto delle Parche)per coro e orchestra 

su testo di Johann Wolfgang von Goethe daIfigenia in Tauride

FELIX MENDELSSOHN-BARTHOLDY
Sinfonia n. 3 in la minore op. 56, Scozzese
Andante con moto. Allegro un poco agitato / Vivace non troppo / Adagio / 
Allegro vivacissimo. Allegro maestoso assai

Direttore Min Chung

Contralto Danbi Lee

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino 

Maestro del Coro Lorenzo Fratini

Prezzi:

Settore D: 20€; Settore C: 35€; Settore B: 50€; Settore A: 70€

Domenica 25 febbraio alle 11, Michele Gamba da camera, al Ridotto dei Palchi, aspettando Madina

Dopo il successo di Médée il direttore milanese, impegnato nelle prove dell’opera-balletto di Fabio Vacchi, si unisce ai Professori scaligeri anche in uno dei concerti della domenica mattina nel Ridotto dei Palchi

Tra la direzione di un’opera della fine del ‘700 (Médée di Cherubini) e quella di un balletto contemporaneo (o meglio teatro-danza, Madina di Fabio Vacchi), domenica 25 febbraio alle 11 Michele Gamba si unisce in veste di pianista ad alcuni musicisti dell’Orchestra scaligera e al mezzosoprano Julija Samsonova in un concerto di musica da camera nel Ridotto dei Palchi.

I violini Olga Zakharova e Indro Borreani, la viola Giuseppe Russo Rossi, il violoncello Gianluca Muzzolon e il contrabbasso Giorgio Magistroni eseguono il Quartetto in Fa maggiore di Maurice Ravel, La Bonne Chanson di Gabriel Fauré per voce, pianoforte e quintetto d’archi e il poemetto lirico di Ottorino Respighi Tramonto per mezzosoprano e quintetto d’archi.

Non è la prima volta che Gamba si dedica al “fare musica insieme” con i Professori scaligeri: nel marzo 2023 aveva partecipato a un altro concerto da camera nel Ridotto, interamente dedicato a musiche di Mozart.

Dopo il successo personale ottenuto con la prima volta alla Scala di Médée di Cherubini in versione originale francese e a livello internazionale dal riconoscimento del New York Times che ha incoronato l’Elisir d’amore da lui diretto al Metropolitan “Best Performance of the Year” per il 2023, Gamba è attualmente impegnato nelle prove di Madina, il “teatro-danza” frutto della collaborazione tra il compositore Fabio Vacchi e il coreografo Mauro Bigonzetti, in scena dal 28 febbraio. Gamba aveva diretto la prima assoluta del pezzo di Vacchi nell’ottobre 2021, testimonianza di un impegno nel campo della musica contemporanea che si riflette anche nella presenza costante nei cartelloni di Milano Musica.

Dopo l’avventuroso debutto nel 2016 con le sostituzioni nei Due Foscari e nelle Nozze di Figaro Michele Gamba è tornato alla Scala con L’elisir d’amore e la prima assoluta di Madina di Fabio Vacchi nel 2021. Nel 2020 ha partecipato alla Serata inaugurale “…a riveder le stelle” e lo scorso 1 dicembre ha diretto anche il concerto della Scala alla Dubai Opera in occasione di Cop28, ma è salito più volte sul palcoscenico scaligero anche come pianista nei recital di Francesco Meli nel 2017 e di Markus Werba nel 2021 e nel 2023 (con Winterreise). Tra le presenze internazionali di Gamba sono da ricordare Die Zauberflöte a Dresda, Linda di Chamounix al Maggio, Le nozze di Figaro ad Amburgo, La bohème e La sonnambula a Stoccarda, Macbeth a Tolosa, Idomeneo e Le nozze di Figaro a Tel Aviv Opera, Rigoletto all’Opera di Roma e alla Deutsche Oper di Berlino, Aida a Torino. Recenti i successi negli Stati Uniti: dopo l’apertura della stagione della Washington National Operacon Il trovatore, ha debuttato al Metropolitan con L’elisir d’amore.

Musica da camera 2023/2024

Domenica 25 febbraio 2024 ~ ore 11

Ridotto dei Palchi del Teatro alla Scala

Olga Zakharova, Indro Borreani, violini

Giuseppe Russo Rossi, viola

Gianluca Muzzolon, violoncello

Giorgio Magistroni, contrabbasso

Julija Samsonova, mezzosoprano

Michele Gamba, pianoforte

Maurice Ravel

Quartetto in Fa magg. per archi

Gabriel Fauré

La Bonne Chanson op. 61

per voce, pianoforte e quintetto d’archi

Ottorino Respighi

Il tramonto

Poemetto lirico per mezzosoprano e quartetto d’archi P. 101

Prezzo: euro 20

Tel. 02 72 00 37 44

www.teatroallascala.org

Chauhan dirige al Teatro La Fenice il 23, 24 e 25 febbraio l’Ottava Sinfonia di Anton Bruckner in occasione dei 200 anni dalla nascita del compositore

La Fenice è giovane: la replica del concerto di sabato 24 febbraio 2024 ore 20.00 sarà riservata agli under35  con biglietti a 10,00 €

Alpesh Chauhan ritorna alla testa dell’Orchestra del Teatro La Fenice per festeggiare Anton Bruckner in occasione del duecentesimo anniversario della nascita. Il maestro nativo di Birmingham, nominato ‘Newcomer of the Year’ agli International Opera Awards del 2021 e premiato nel 2022 dall’Associazione Nazionale Critici Musicali come miglior direttore per i concerti italiani nel 2021, dirigerà in particolare l’ultimo lavoro sinfonico compiuto del compositore austriaco, l’Ottava Sinfonia in do minore. Tre saranno le repliche del concerto al Teatro La Fenice: alle due tradizionali ‘recite’ dedicate agli abbonati della Stagione Sinfonica 2023-2024 e al pubblico – in programma venerdì 23 febbraio 2024 ore 20.00 (turno S) e domenica 25 febbraio 2024 ore 17.00 (turno U) – sarà infatti accostata una terza recita riservata agli under35 al prezzo super-agevolato di 10,00 €, in scena sabato 24 febbraio 2024 ore 20.00.

L’iniziativa under35 si inserisce nel contesto dell’ormai consolidato progetto La Fenice è giovane,realizzato dal Teatro veneziano in collaborazione con McArthurGlen Noventa di Piave Designer Outlet. E per rendere l’esperienza del teatro ancora più speciale, prima dell’inizio del concerto, a partire dalle 18.30, sarà possibile per il giovane pubblico accedere alle Sale Apollinee di Campo San Fantin per gustare un brindisi offerto da Bellussi Valdobbiadene, in un foyer reso frizzante dalla presenza di un fotografo che accoglierà i giovani spettatori offrendo loro una polaroid come ricordo.

L’Ottava è l’ultima Sinfonia che Anton Bruckner (1824-1896) poté portare a compimento. Come per la maggior parte delle opere del compositore di Ansfelden, anche a questo lavoro si ricollega un’ingente mole di schizzi, partiture e copie di partiture controllate dall’autore, che non sempre permette di ricostruire chiaramente la cronologia interna delle singole fasi di lavorazione. Certo è che una prima versione fu composta fra il giugno-luglio 1884 e il 10 agosto 1887 (versione 1887): sappiamo che Bruckner approntò una partitura completa in vista di un’esecuzione che avrebbe dovuto tenere a battesimo, a Monaco, Hermann Levi e che la inviò al direttore nel settembre del 1887. Levi si rifiutò tuttavia di dirigere l’opera e Bruckner incominciò a lavorare, già nell’ottobre seguente, a una nuova versione della Sinfonia. Questa, nota come ‘versione 1890’, fu revisionata fra l’ottobre del 1887 e il 10 marzo del 1890 e fu eseguita per la prima volta il 18 dicembre 1890 a Vienna, nella Musikvereinssaal, con i Wiener Philharmoniker diretti da Hans Richter e con dedica al Kaiser Franz Joseph I.

            In concomitanza con il concerto diretto da Chauhan, si rinnoveranno gli incontri di approfondimento sui programmi musicali: la prima di venerdì 23 febbraio 2024 sarà infatti preceduta da una conferenza con il musicologo Roberto Mori, che dalle ore 19.20 illustrerà le musiche di Beethoven e Strauss nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.

            I biglietti per il concerto – da € 15,00 a € 90,00, ridotto abbonati da € 15,00 a € 60,00, under35 (24 febbraio) € 10,00 – sono acquistabili nella biglietteria del Teatro La Fenice e nei punti vendita Eventi Venezia Unica, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it. Main partner Intesa Sanpaolo.

Alpesh Chauhan

Ricopre la carica di direttore ospite principale della Düsseldorfer Symphoniker Orchestra, di direttore associato della bbc Scottish Symphony Orchestra e di direttore musicale della Birmingham Opera Company. A giugno 2023 viene pubblicato il suo album di debutto con la bbc Scottish Symphony Orchestra, dedicato ad alcune delle più belle pagine orchestrali di Čajkovskij, tra cui Francesca da Rimini, Il Voevoda e La tempesta. Recenti impegni includono collaborazioni con la Los Angeles Philharmonic, le Orchestre Sinfoniche di Seattle e Houston, la Deutsches Symphonie-Orchester di Berlino, la Oslo Philharmonic, le orchestre sinfoniche di Hallé e Atlanta, la National Symphony Orchestra di Washington, le orchestre di Melbourne e Anversa, l’Orchestra Sinfonica dell’India, la London Symphony Orchestra e la Philharmonic Orchestra, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, la bbc Symphony orchestra, l’Orchestre National de Lille e l’Orchestra Sinfonica di Malmö; oltre a numerosi progetti sinfonici con la bbc Scottish Symphony Orchestra e la Düsseldorfer Symphoniker, collabora regolarmente con importanti solisti quali Nicola Benedetti, Karen Cargill, Colin Currie, Veronika Eberle, James Ehnes, Pablo Ferrández, Alban Gerhardt, Ilya Gringolts, Benjamin Grosvenor, Hilary Hahn, Sir Stephen Hough, Leila Josefowicz, Pavel Kolesnikov, Johannes Moser, Beatrice Rana ed Arcadi Volodos.

Nel 2015, dopo l’eccezionale debutto con la Filarmonica Arturo Toscanini di Parma, ne diventa subito il direttore principale in carica fino al 2022. Con la Filarmonica ha eseguito e registrato gran parte del principale repertorio sinfonico, tra cui il ciclo completo delle Sinfonie di Brahms. Oltre al Rheingold, recentemente acclamato dalla critica, ha diretto importanti opere, tra cui Lady Macbeth of Mtsensk di Šostakovič, West Side Story e una produzione di Turandot al Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia. Nel 2015 ha diretto l’orchestra nel video della acclamata serie inglese bbc Ten Pieces, che ha avuto il merito di portare il mondo della musica classica nelle scuole secondarie di tutto il Regno Unito, ricevendo per questo il prestigioso premio Bafta. Nato a Birmingham, ha studiato violoncello con Eduardo Vassallo al Royal Northern College of Music di Manchester, per poi proseguire con il prestigioso Master in direzione d’orchestra. Ha studiato anche con Stanislaw Skrowaczewski ed è stato guidato dai mentori Andris Nelsons e Edward Gardner nel suo incarico di assistente direttore della City of Birmingham Symphony Orchestra 2014-2016. Viene nominato ‘Newcomer of the Year’ agli International Opera Awards del 2021 e nel 2022 viene premiato dall’Associazione Nazionale Critici Musicali come miglior direttore per i concerti italiani nel 2021. Nel gennaio 2022 ha ricevuto il titolo onorifico di obe (Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico) per i servizi alle arti.