TCBO:IL SECONDO OMAGGIO A PUCCINI CON TOSCA NELLA LETTURA DI OKSANA LYNIV

Torna lo spettacolo con la regia di Giovanni Scandella, già proposto nella scorsa stagione a Bologna e in Giappone, che vede ancora protagonisti accanto alla Direttrice musicale Carmen Giannattasio e Roberto Aronica

E dopo questo appuntamento la produzione fa tappa anche a Wiesbaden

In scena al Comunale Nouveau dal 26 al 30 aprile

Dopo l’inaugurazione di Stagione con Manon Lescaut, il Teatro Comunale di Bologna e la Direttrice musicale Oksana Lyniv tornano ad omaggiare Giacomo Puccini nel centenario della scomparsa con un caposaldo del teatro musicale italiano come Tosca, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. L’allestimento con la regia di Giovanni Scandella la scorsa estate ha debuttato al Nouveau, poi è volato in Giappone in autunno per la tournée, ora va in scena nuovamente sul palcoscenico bolognese da venerdì 26 aprile alle 20.00 (repliche fino al 30 aprile) e infine il 16 e 17 maggio farà tappa all’Hessisches Staatstheater di Wiesbaden per l’Internationale Maifestspiele. Sul podio in tutte queste occasioni Oksana Lyniv, che torna a dirigere l’Orchestra e il Coro felsinei dopo il recente debutto al Metropolitan di New York in un altro titolo pucciniano: Turandot.

Sul palco del Comunale Nouveau sono protagonisti il soprano Carmen Giannattasio nel ruolo della celebre cantante Floria Tosca, il tenore Roberto Aronica nei panni del pittore Mario Cavaradossi e il baritono Gabriele Viviani nella veste del terribile barone Vitellio Scarpia, capo della polizia. Nella recita del 27 aprile il ruolo del titolo sarà invece interpretato dal soprano Valentina Boi, che debutta nella Stagione del teatro bolognese. Completano la compagine vocale Christian Barone come Cesare Angelotti e Carceriere, Paolo Maria Orecchia come Sagrestano, Paolo Antognetti nella parte di Spoletta e Nicolò Ceriani in quella di Sciarrone. 

La recita del 30 aprile sarà diretta da Serhii Nesteruk. Il Coro del TCBO è istruito da Gea Garatti Ansini, mentre quello di Voci Bianche è preparato da Alhambra Superchi. Le scene sono ideate da Manuela Gasperoni, i costumi da Stefania Scaraggi e le luci da Daniele Naldi.

Raccontando il lavoro fatto sullo spettacolo, Scandella ricorda come Tosca sia «un esempio perfetto di commistione tra orrido, crudeltà e sintomi di modernità. L’operazione di Puccini – dice il regista – è estremamente intelligente da un punto di vista teatral-musicale: quegli elementi anche così grezzi diventano reali e necessari. Nella trasformazione melodrammatica diventano quasi “personaggi” volti a una teatralizzazione del dramma e lontani dal testo di Sardou. Quello che Puccini modifica e trasforma è nello svestire i personaggi di ogni pomposità creando genialmente una sorta di atmosfera dove è il personaggio a reinventare l’ambiente, alleggerendo allo stesso tempo l’azione scenica e portando l’opera dai cinque ai tre atti. Ecco la cornice da cui ho preso spunto». 

Presenting partner è Illumia. «Illumia conferma con grande piacere il proprio sostegno anche per il 2024 alla Fondazione Teatro Comunale di Bologna, come Partner dell’opera Tosca, in questi giorni in scena al Comunale Nouveau. Con il supporto al Teatro Comunale lavoriamo anno dopo anno per ricordare a noi stessi l’importanza del perseguire il bello in tutte le sue forme, andando alla ricerca di un’energia culturale che vogliamo contribuire a mantenere viva nei nostri territori». 

I biglietti – da 20 a 120 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4/a) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.

Info: www.tcbo.it / https://www.tcbo.it/eventi/tosca2024/

Giuseppe Mengoli dirige l’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo per il concerto in programma domenica 28 aprile alle 20:30

Uno dei concerti romantici per violino più amati, quello di Felix Mendelssohn, e la Settima Sinfonia di Anton Bruckner, in programma al Teatro Massimo il 28 aprile con l’Orchestra del Teatro diretta da Giuseppe Mengoli.

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Solista, il violinista prodigio Daniel Lozakovich (in foto)che per il concerto di Mendelssohn suona uno Stradivari del 1713.

Sarà Giuseppe Mengoli, giovane e già premiato vincitore del concorso Mahler 2023 a dirigere l’Orchestra del Teatro per il concerto in programma domenica 28 aprile alle 20:30 al Teatro Massimo di Palermo. Mengoli salirà sul podio al posto del direttore musicale Omer Meir Wellber che ha dovuto rinunciare per motivi di salute ma che sarà presto di ritorno al Teatro Massimo per dirigere a maggio “Tristan und Isolde”. Il concerto mantiene il programma previsto e propone due composizioni create entrambe a Lipsia, a quarant’anni esatti l’una dall’altra: il Concerto per violino e orchestra di Felix Mendelssohn e la Sinfonia n. 7 di Anton Bruckner.

Il Concerto per violino e orchestra in mi minore op. 64 di Felix Mendelssohn fu scritto nel 1845 dal compositore mentre era direttore dell’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia per l’amico Ferdinand David, primo violino dell’orchestra. Si tratta di uno dei più amati tra i concerti per violino, con la sua foga trascinante e il grande virtuosismo per la parte del solista. I tre movimenti si succedono senza soluzione di continuità, passando dall’Allegro appassionato iniziale all’Andante in Do maggiore per concludere con esuberante leggerezza nel Finale.

Interprete solista sarà il giovane violinista prodigio Daniel Lozakovich, nato a Stoccolma da padre bielorusso e madre kirghisa, che a soli 22 anni vanta già un impressionante elenco di concerti con i più importanti direttori nelle sale più prestigiose e incanta sia la critica che il pubblico. Suona un violino Stradivari “ex-Sansy” del 1713 messogli a disposizione dalla LVMH/ Moet Hennessy Louis Vuitton.

La serata prosegue con la Sinfonia n. 7 in Mi maggiore di Anton Bruckner, composta nel 1886, primo grande successo del compositore austriaco; la prima esecuzione a Lipsia fu seguita da numerose riprese in tutta Europa. La Sinfonia è legata al Te Deum che Bruckner compose in quegli stessi anni e ne utilizza un tema nel secondo movimento, dedicato al ricordo di Richard Wagner, che era morto proprio mentre Bruckner lavorava all’Adagio. Dei quattro movimenti, i primi due sono i più lunghi ed articolati, mentre lo Scherzo e il Finale hanno un carattere più leggero; in particolare il quarto movimento è il più breve tra i Finali delle sinfonie di Bruckner.

Giuseppe Mengoli ha iniziato la carriera di direttore d’orchestra a seguito del suo lavoro come primo violino in orchestre giovanili e professionali fin dall’età di 19 anni. Da allora ha lavorato con Oleg Caetani, Daniel Barenboim, Christoph König, John Axelrod e con orchestre come la Real Orquesta Sinfonica de Sevilla, Teatro dell’Opera di Oslo, Orchestra Sinfonica LaVerdi e Royal Opera House Covent Garden. Nel 2018 ha debuttato come direttore con la Gustav Mahler Jugend Orchester a Bad Schandau ed è stato anche primo violino della GMJO. Vincitore di numerosi concorsi internazionali come violinista, oltre al violino ha studiato anche percussioni, pianoforte, tromba oltre che Jazz ed è compositore e arrangiatore. Biglietti: da 15 a 30 euro

A PARIGI FONDAZIONE ARENA DI VERONA ‘ANTICIPA’ L’OPERA FESTIVAL 2024-2025 E SVELA LE TAPPE DEL TOUR AMERICANO

Ovazione per il concerto ospitato all’Ambasciata d’Italia a Parigi,

organizzato da Enit assieme a Regione Veneto e Destination Verona&Garda

Una serata di Gala, ai piedi della Tour Eiffel. Ieri sera, Fondazione Arena di Verona era ospite dell’Ambasciata d’Italia a Parigi dove ha presentato le stagioni 2024 e 2025 dell’Arena Opera Festival. E, durante la prestigiosa occasione, ha svelato il tour americano di maggio che vedrà il Canto lirico in Italia approdare oltreoceano tra Stati Uniti e Canada. Fondazione Arena di Verona, infatti, sarà a Los Angeles giovedì 9 maggio, per un evento all’Istituto Italiano di Cultura, per poi volare a Toronto il 13 maggio, grazie alla collaborazione con ITA Airways, e a Washington D.C. il 15 maggio all’Ambasciata d’Italia.

L’inserimento della Pratica del Canto lirico in Italia nel patrimonio immateriale dell’UNESCO, traguardo che sarà celebrato in Arena il prossimo 7 giugno, ha acceso i riflettori mondiali. E ha arricchito di nuove date il tour promozionale internazionale di Fondazione Arena di Verona, supportato da ENIT Italia, Ente Nazionale Italiano per il Turismo.

Ad accogliere il Sovrintendente Cecilia Gasdia, ieri sera a Parigi nella sala del Teatro Siciliano, l’Ambasciatrice d’Italia in Francia Emanuela D’Alessandro. Presenti anche Liborio Stellino, Rappresentante Permanente d’Italia presso UNESCO, e Luca Caputo, Direttore generale della Destination Verona&Garda Foundation, partner di Fondazione Arena per questa tappa.

A fare da padrone la musica e l’arte, con alcune anticipazioni della prossima estate. Nel corso della serataisoprani Yeajin Jeon e Sara Cortolezzis, il tenore Galeano Salas, il baritono Youngjun Park, accompagnati al pianoforte dal Sovrintendente Gasdia, hanno eseguitoarie e duetti da Aida, Rigoletto, La Bohème, Tosca e Turandot. Un omaggio all’anno pucciniano e al 101° Arena di Verona Opera Festival che inaugurerà tra meno di 50 giorni.

“È un anno sensazionale per l’Opera – ha detto Cecilia Gasdia, Sovrintendente della Fondazione Arena -, l’attenzione è altissima in tutto il mondo e sono numerose le realtà internazionali che ci ospitano per far conoscere il Festival areniano, simbolo per eccellenza della Pratica del Canto lirico in Italia. Questi eventi ci permettono di incontrare un pubblico poliedrico e di intercettare l’interesse di chi non è mai stato in Arena, così come di costruire relazioni internazionali per il futuro dell’Opera. Ringraziamo tutte le Istituzioni perché è solo grazie ad un lavoro sinergico che riusciamo a far conoscere la nostra arte e la nostra musica e ad attrarre spettatori da ogni continente”.

L’Ambasciatrice Emanuela D’Alessandro ha ricordato come “il Festival Areniano, ospitato in uno dei luoghi più iconici del nostro Paese, è una vera eccellenza italiana, un evento di assoluto prestigio internazionale e un appuntamento da non mancare nel calendario culturale italiano, e non solo per gli appassionati di opera, grazie alla tradizione di divulgazione e inclusione propria di questa grande istituzione culturale e artistica”.

Nell’estate 2023, il 56% del pubblico areniano era straniero. Sui 402 mila spettatori complessivi, 226 mila circa provenivano dall’estero, in particolare da Germania, Regno Unito, Austria, Svizzera, Francia e Stati Uniti.

A chiudere la serata, organizzata da Fondazione Arena in collaborazione con Enit Italia, Regione del Veneto e Destination Verona&Garda Foundation, alcune delle eccellenze enogastronomiche italiane, tra cui il Consorzio di tutela dell’Aceto Balsamico di Modena.

AMBASCIATA D’ITALIA A PARIGI. Il palazzo che ospita l’Ambasciata d’Italia, noto come Hôtel de La Rochefoucauld-Doudeauville o Hôtel de Boisgelin, è uno dei più belli e caratteristici hôtel particulier di Parigi. Fu costruito tra il 1732 e il 1733 ma il suo aspetto attuale in stile Luigi XVI è il frutto dei numerosi interventi dei successivi proprietari e locatari. Uno degli ambienti più particolari dell’edificio è il Teatro Siciliano, che ha ospitato la presentazione della Fondazione Arena di Verona, i cui rivestimenti in legno di stile rococò provengono dal Palazzo Butera alla Marina di Palermo. La sala è finemente decorata in una continua armonia di verde, giallo e oro, e sulle sue pareti sono raffigurati personaggi della mitologia e della commedia dell’arte, nonché figure esotiche e della moda del XVII secolo.

Gli appuntamenti de “Il salotto musicale di Nevile Reid” di aprile si chiudono con il duo Maddaluno

La chiusura della programmazione di aprile de “Il salotto musicale di Nevile Reid”, rassegna organizzata dalla Fondazione Ravello, domenica 28 aprile (ore 11.30) nell’Auditorium di Villa Rufolo, sarà affidata a Mario e Federico Maddaluno. Il duo chitarra e mandolino è formato da padre e figlio accomunati dalla grande passione per la musica: Federico infatti, classe 1999, nei primissimi anni di vita inizia gli studi musicali proprio sotto la guida del padre, M° Mario Maddaluno, prima di passare agli studi specifici per il mandolino con il M° Nunzio Reina e di conquistare l’ammissione al Conservatorio San Pietro a Majella nella classe di mandolino del M° Fabio Menditto, dove si diploma appena diciottenne con il massimo dei voti e la lode. Nel 2016, il talento del giovane Maddaluno ottiene un importante successo nella partecipazione alle fasi finali del Concorso Internazionale “TIM” a Torino (dove la giuria ha considerato le interpretazioni “Al massimo della professionalità nella dinamica, nel fraseggio e nella tecnica”) e risultando unico italiano ed unico solista di strumento a corde approdato alle semifinali.

Esperienza e talento uniti in un concerto che proporrà al pubblico della Città della Musica un nutrito e vario repertorio di musiche, da Calace, Munier e Marucelli fino a Mozart, Rossini, Gioviale e Piazzolla.

L’accesso al concerto è gratuito, fino ad esaurimento dei posti disponibili, per il pubblico residente e, previo pagamento del solo biglietto d’ingresso a Villa Rufolo, per i non residenti. www.ravellofestival.com

Domenica 28 aprile

Auditorium di Villa Rufolo, ore 11.30

Federico Maddaluno, mandolino

Mario Maddaluno, chitarra

Programma

Raffaele Calace (1863 – 1934)

X Preludio (mandolino solo)

Carlo Munier (1859 – 1911)

Love Song (mandolino solo) 

Enrico Marucelli (1873 – 1901)

Valzer Fantastico

Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791)

Marcia Turca (arr. C.Munier)

Giovanni Gioviale (1885 – 1949)

Viale Fiorito

Serate Primaverili

Gioachino Rossini (1792 – 1868)

La Danza 

Astor Piazzolla (1921 – 1992)

Oblivion 

Carlo Munier

Capriccio Spagnuolo op.276

QUATTRO TOURNÉE INTERNAZIONALI PER IL CORPO DI BALLO DELL’OPERA DI ROMA

Atteso il ritorno di Eleonora Abbagnato e della Compagnia a Parigi

Seguono tre debutti assoluti tra l’Europa e gli Emirati Arabi Uniti

Parigi in aprile, Dubai in maggio, Barcellona in luglio e Liegi in novembre: sono le quattro destinazioni che la Fondazione Capitolina raggiungerà nelle altrettante tournée internazionali in programma nel 2024. Dopo il successo di Orchestra e Coro in Giappone lo scorso settembre, tocca ora a étoiles, primi ballerini, solisti e Corpo di Ballo dell’Opera di Roma, diretti da Eleonora Abbagnato, portare l’eccellenza italiana in Europa e negli Emirati Arabi Uniti.

La prima tappa, Parigi, riconferma il profondo legame che la direttrice ha con la capitale francese, dove è stata la prima italiana a ottenere il titolo di étoile. Per il suo ritorno sulle scene parigine, al Palais des Congrès, Eleonora Abbagnato danza con Friedemann Vogel e la compagnia in abiti firmati da Maria Grazia Chiuri, Christian Dior Couture (Les deux nuits 26, 27 e 28 aprile) ed è attesa anche per l’incontro con il pubblico presso l’Istituto Italiano di cultura a Parigi (24 aprile, ore 19). Le successive destinazioni delle tournée segnano tre debutti assoluti per il Teatro capitolino: alla Dubai Opera (Les deux nuits 25 e 26 maggio), al Gran Teatre del Liceu di Barcellona (Il lago dei cigni 19, 20, 21, 22 e 23 luglio) e all’Opéra Royal De Wallonie di Liegi (Giselle 14, 15, 16 e 17 novembre).

«Non è un caso che io abbia nominato Eleonora Abbagnato alla presidenza del Consiglio Superiore dello Spettacolo – dice il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano –: ne conosco il valore e la straordinaria capacità artistica. Le tournée che stanno per essere intraprese dall’Opera di Roma sottolineano il prestigio delle nostre fondazioni lirico-sinfoniche e della danza italiana. Sono sicuro che saranno un grande successo».

«Sono orgoglioso di come la Compagnia di danza del Teatro dell’Opera di Roma, sotto la guida di Eleonora Abbagnato, abbia raggiunto ormai un livello di eccellenza nel panorama mondiale. La danza è una disciplina difficile e bellissima che rappresenta uno dei fiori all’occhiello della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma Capitale. Ma la danza è anche poesia, capace di procurare emozioni parlando senza parole e offrendo bellezza allo spettatore attraverso l’armonia e l’eleganza della gestualità – dichiara il Sindaco di Roma e Presidente della Fondazione, Roberto Gualtieri –. Il livello di eccellenza del Corpo di Ballo dell’Opera di Roma inoltre non rappresenta solo un incontro con l’arte ma è una grande occasione per la scoperta di nuovi talenti. E queste nuove tournée internazionali sono una ulteriore occasione per metterli in mostra e un riconoscimento del livello di professionalità raggiunto».

«Le quattro tournée internazionali in Francia, Emirati Arabi Uniti, Spagna e Belgio nel 2024 – dichiara il Sovrintendente Francesco Giambronesono forse l’aspetto più visibile delle energie che stiamo dedicando al nostro Corpo di Ballo, a conferma dell’importanza e della centralità che la danza ha nel progetto del nostro Teatro. Torniamo a Parigi dopo lo straordinario successo dello scorso anno con una nuova proposta di danza contemporanea. E poi, nel corso dell’anno, andremo al Liceu di Barcellona e a Liegi con un classico del balletto romantico, dimostrando la grande duttilità della Compagnia che oggi è una realtà versatile, completa, aperta ai diversi linguaggi e in grado di portare alta la bandiera della danza italiana nel mondo. A questo si aggiunge il rilancio ormai consolidato della nostra Scuola di Ballo che è oggi una fucina di talenti, anch’essa affidata alle cure di Eleonora Abbagnato che la sta facendo crescere giorno dopo giorno insieme al Corpo di Ballo. Nel momento in cui finalmente si registra nel Paese una nuova attenzione nei confronti del balletto e della danza, il nostro Teatro si conferma istituzione che ha sempre coltivato con cura e a livello di eccellenza l’arte coreutica».

La tournée inizia con Les deux nuits, il dittico che affianca Nuit Romaine di Angelin Preljocaj e Nuit Dansée di Giorgio Mancini (una prima assoluta). Un programma dal respiro contemporaneo adatto ai due moderni palcoscenici su cui è atteso: quello del Grand Amphithéâtre del Palais des Congrès di Parigi (26, 27 e 28 aprile) e quello della Dubai Opera (25 e 26 maggio). Nell’iconica sede parigina, da oltre quarant’anni riferimento per gli eventi internazionali, la compagnia torna dopo il successo del 2023 con il tutto esaurito a ogni replica nella platea da 3700 spettatori. Sul palcoscenico della Dubai Opera, il principale centro per le arti performative degli Emirati Arabi Uniti inaugurato nel 2016, si tratta invece di un debutto assoluto per la Fondazione Capitolina. L’edificio, situato accanto al più alto grattacielo al mondo, il Burj Khalifa, nel centralissimo quartiere di Downtown Dubai, è un capolavoro di design contemporaneo.

La terza tappa ci porta in Spagna per cinque sere, il 19, 20, 21, 22 e 23 luglio, sul palcoscenico del Gran Teatre del Liceu per Il lago dei cigni di Čajkovskj. Il grande classico del repertorio è stato scelto per il debutto dell’Opera di Roma nel teatro attivo più antico di Barcellona e il più capiente tra quelli d’opera in Europa, con la sua sala all’italiana da quasi 3.000 posti. L’imponente balletto, che vede impegnati 70 ballerini (42 donne e 28 uomini), è proposto nella versione creata da Benjamin Pech nel 2018, con scene e costumi di Aldo Buti. Le musiche sono eseguite dall’Orquesta del Gran Teatre del Liceu diretta da Koen Kessels.

Le tournée si concludono in Belgio, con il debutto dell’Opera di Roma all’Opéra Royal de Wallonie di Liegi dove il 14, 15, 16 e 17 novembre va in scena il capolavoro firmato da Carla Fracci nel 2004, Giselle, con costumi e scene di Anna Anni. Il balletto, già portato con successo in Oman nel 2023, saprà incantare il pubblico della Vallonia. Lo storico Teatro di Liegi, che ha visto la posa della prima pietra nel 1818, si presenta oggi con una magnifica sala che mantiene lo splendore del passato, in stile italiano con 1000 posti a sedere, e una macchina scenica tra le più moderne al mondo. L’Orchestra dell’Opéra Royal de Wallonie è diretta da Alessandro Cadario.

Tutti gli spettacoli sono allestimenti del Teatro dell’Opera di Roma.

S|CONFINAMENTI – STAGIONE 2023/2024

TOURNEE 2024 DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

PALAIS DES CONGRÈS, PARIGI

prima rappresentazione venerdì 26 aprile, ore 20

repliche

sabato 27 aprile, ore 15 e ore 20

domenica 28 aprile, ore 16

DUBAI OPERA, DOWNTOWN DUBAI

prima rappresentazione sabato 25 maggio, ore 20

replica domenica 26 maggio, ore 19.30

Les deux nuits

Nuit dansée

Musiche Philip Glass

COREOGRAFIA Giorgio Mancini

COSTUMI Maria Grazia Chiuri, Christian Dior Couture

SCENE Andrea Miglio

LUCI Stefano Laselva

Nuit romaine

Musiche Antonio Vivaldi, Georg Friedrich Händel, Johann Sebastian Bach, Gioachino Rossini, Ludwig Van Beethoven, Franz Schubert, Richard Wagner, Daft Punk

COREOGRAFIA Angelin Preljocaj

COSTUMI Maria Grazia Chiuri, Christian Dior Couture

SCENE Andrea Miglio

LUCI Eric Soyer

RIPRESE DA Jean-Laurent Napiwocka

INTERPRETI PRINCIPALI

Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel

INTERPRETI

Alessandra Amato, Rebecca Bianchi, Alessio Rezza

Federica Maine, Claudio Cocino, Michele Satriano

ÉTOILES, PRIMI BALLERINI, SOLISTI E CORPO DI BALLO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

ALLESTIMENTO TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

MUSICHE SU BASE REGISTRATA

GRAN TEATRE DEL LICEU, BARCELLONA

prima rappresentazione venerdì 19 luglio, ore 19.30

repliche

sabato 20 luglio, ore 19

domenica 21 luglio, ore 18

lunedì 22 luglio, ore 19.30

martedì 23 luglio, ore 19.30

Il lago dei cigni

Musiche Pëtr Il’ič Čajkovskij

DIRETTORE Koen Kessels

COREOGRAFIA Benjamin Pech

SCENE e COSTUMI Aldo Buti

LUCI Vinicio Cheli

INTERPRETI PRINCIPALI

Odette Rebecca Bianchi / Alessandra Amato

Principe Siegfried Alessio Rezza / Claudio Cocino

ÉTOILES, PRIMI BALLERINI, SOLISTI E CORPO DI BALLO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

ORQUESTA DEL GRAN TEATRE DEL LICEU

ALLESTIMENTO TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

OPÉRA ROYAL DE WALLONIE, LIEGI

prima rappresentazione giovedì 14 novembre, ore 20

repliche

venerdì 15 novembre, ore 20

sabato 16 novembre ore 15 e ore 20

domenica 17 novembre ore 15

Giselle

Musica Adolphe Adam

DIRETTORE Alessandro Cadario

COREOGRAFIA Carla Fracci

DA Jean Coralli, Jules Perrot, Marius Petipa, Anton Dolin

SCENE e COSTUMI Anna Anni

LUCI Jean-Michel Desirée

INTERPRETI

Giselle                   Rebecca Bianchi

Myrtha                  Federica Maine / Alessandra Amato

Albrecht                Alessio Rezza / Michele Satriano

ÉTOILES, PRIMI BALLERINI, SOLISTI E CORPO DI BALLO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

ORCHESTRE DE L’OPÉRA ROYAL DE WALLONIE

ALLESTIMENTO TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Domenica 28 aprile al Teatro Malibran i migliori allievi dell’istituto in concerto con l’Orchestra del Teatro La Fenice diretta da Damiano Binetti

La Fenice e Conservatorio

Torna Fenice e Conservatorio, l’iniziativa congiunta della Fondazione Teatro La Fenice e del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia che offre ai migliori allievi dell’istituto di formazione musicale la possibilità di esibirsi in veste solistica con l’Orchestra del Teatro La Fenice guidata da Damiano Binetti. Protagonisti di questa diciannovesima edizione saranno il chitarrista Ludovico Perenzin, che si misurerà con il Concerto per chitarra e piccola orchestra di Heitor Villa-Lobos; il saxofonista Samuele Molinari che eseguirà il Concertino da camera per saxofono e piccola orchestra di Jacques Ibert; e i pianisti Mattias Antonio Glavinic e Maya Oganyan che interpreteranno due brani celeberrimi, rispettivamente il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in fa minore op. 21 di Frédéric Chopin e il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in do minore op. 18 di Sergej Rachmaninov. L’appuntamento è per domenica 28 aprile 2024 alle ore 20.00 al Teatro Malibran.

«Anche quest’anno si rinnova l’impegno, giunto ormai alla diciannovesima edizione, con il tradizionale concerto dei solisti del Conservatorio Benedetto Marcello con l’Orchestra del Teatro La Fenice – ha dichiarato Roberto Gottipavero, direttore del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia – momento colmo di significati per la nostra Istituzione, che vede la possibilità di realizzare il desiderio più ambito dai nostri studenti meritevoli. I giovani solisti della serata, studenti dei corsi accademici o neo-diplomati che hanno superato la prova di selezione interna, provengono dalle Scuole di Chitarra, Saxofono e Pianoforte, e si esibiranno con brani più o meno noti del repertorio solistico per i loro strumenti sul palcoscenico del Teatro Malibran. Nell’affrontare le indubbie difficoltà tecniche e musicali di questi concerti avranno la fortuna di essere sostenuti dalla prestigiosa Orchestra del Teatro La Fenice, confrontandosi direttamente con la palpabile emozione che caratterizza questo atteso appuntamento. Una collaborazione, quella delle due principali istituzioni musicali della città, che ci onora profondamente e che vede l’attuale sovrintendenza sempre particolarmente sensibile alle diverse proposte del Conservatorio di realizzare assieme manifestazioni musicali, seminari, opere e concerti da camera, grazie a un consolidato spirito di reciproca fiducia e proficua cooperazione».

I biglietti per il concerto (intero da € 10,00 a € 30,00; ridotto da € 10,00 a € 20,00) sono acquistabili nei punti vendita Eventi Venezia Unica; tramite biglietteria telefonica (041 2722699), biglietteria online (www.teatrolafenice.it).

Damiano Binetti

Classe 1968, ha studiato canto al Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari sotto la guida di Anna Maria Balboni e Direzione d’orchestra all’ Accademia di Arti e Musica (HAMU) di Praga, dove ha studiato sotto la guida di Frantisek Vajnar, Radomil Eliska, Josef Kuchynka e Jiri Belohlavek. Si è imposto all’attenzione della critica e del pubblico nel 1994, quando gli è stato assegnato all’unanimità l‘incarico di leader musicale dei Madrigalisti di Praga. L’anno successivo è stato nominato direttore principale dell’Orchestra da Camera Mozart di Praga, incarico che ha mantenuto fino al 2006. Nel 1996 è stato invitato a dirigere al Festival Tibor Varga in Svizzera, la prima di molte occasioni. Nello stesso anno dirige al Festival di Wallonie in Belgio. Dal 2003 diviene direttore artistico del Teatro dell’Opera Slesiana di Opava. Nel 1998, alla guida dei Madrigalisti di Praga, ha ricevuto il Premio Ivan Lukacic come migliore interpretazione al Festival delle Serate Musicali Barocche di Varazdin, in Croazia. Come direttore principale e direttore musicale della Mozart Chamber Orchestra di Praga, ha eseguito un vasto repertorio mozartiano nelle più prestigiose sale da concerto a Praga: la sala Dvořák al Rudolfinum e la sala Smetana dell’Obecni Dum. Ha collaborato con Suk Orchestra, Hradec Kralove Philarmonic, Dvořák Symphony Orchestra, Marienbad Symphony Orchestra, Czech Radio Symphony, Orchestra di Padova e del Veneto, Symphony Orchestra Prague, Slovak Filarmonic Orchestra in Kosice, Czech National Orchestra, Malta National Philarmonia, Czech Chamber Philharmonia, Fihlarmonia Podkarpacka di Rzezsow, Orchestra Sinfonica Siciliana, Janáček Filharmonia di Ostrava, Krakowska Fihlarmonie, Orchestra Magna Grecia di Taranto, Filarmonica di Brno, Shanghaji Symphony Orchestra, Elbe Philharmonie di Amburgo, Orchestra Sinfonica di Vigo. Attualmente svolge l’attività di direttore d’orchestra in Repubblica Ceca e all’estero, alternando anche attività pedagogiche a livello universitario. Nel 2023 gli è stata affidata dal Conservatorio di musica Benedetto Marcello di Venezia la classe di esercitazioni orchestrali e direzione d’orchestra.

‘SEMPRE LIBERA’ È IL NUOVO PODCAST DI FONDAZIONE ARENA SULL’EMPOWERMENT FEMMINILE REALIZZATO DA ONEPODCAST CON UNICREDIT

Florencia Di Stefano Abichain e Daniela Farnese danno voce alle protagoniste dell’Opera per alzare i riflettori su indipendenza, finanza, impresa e carriera delle donne italiane

Ribelli, sfacciate, disobbedienti e soprattuttolibere, sono le ragazze dell’Opera. Fondazione Arena di Verona presenta un nuovo progetto editoriale che accende i riflettori sull’empowerment femminile e il gender gapÈ online il primo episodio del nuovo podcast ‘Sempre libera.

Ragazze all’Opera’, cinque puntate da quindici minuti realizzate da OnePodcast, top player del settore in Italia, per Fondazione Arena, con il sostegno di Unicredit. Una produzione corale nata dal comune impegno sulle tematiche artistiche, culturali e di emancipazione femminile. Un progetto che si inserisce nelle politiche sociali di Fondazione Arena e della Banca main partner da oltre 30 anni. 

Violetta Valéry, Carmen, Aida, Rosina e Tosca: i personaggi femminili più incredibili dell’Opera ‘parlano’ alle donne del ventunesimo secolo. La speaker Florencia Di Stefano Abichain e la scrittrice Daniela Farnese, in una chiacchierata tra amiche, si lasciano ispirare dalle grandi eroine del Festival areniano per affrontare sogni, traguardi e realizzazione personale. Così come indipendenza economica, carriera, impresa e finanza.

Il progetto è stato presentato a Milano, al Fuorisalone della Design Week 2024. Occasione è stato il talk ‘I Personaggi Femminili dell’Opera’ che si è tenuto a Palazzo Borromei, sede Unicredit che ha ospitato l’installazione realizzata con i costumi femminili dell’Aida ‘di cristallo’, produzione che ha inaugurato nel 2023 il centesimo Festival. Presenti il Sovrintendente di Fondazione Arena Cecilia Gasdia, unica donna alla guida di una Fondazione lirico sinfonica, le autrici e conduttrici del podcast Florencia Di Stefano Abichain e Daniela Farnese, oltre al regista Stefano Poda, autore dei costumi in mostra dedicati all’esaltazione della figura femminile. 

“Ringraziamo Unicredit che ci ha stimolati per la realizzazione di questo progetto editoriale che racconta le donne dell’Opera per parlare alle donne di oggi – spiega il Sovrintendente di Fondazione Arena Cecilia Gasdia -. Ascoltando questi podcast ci troviamo a scoprire quanto sono attuali e quanto hanno da dirci le eroine dell’Opera che la musica, linguaggio universale, ha portato fino a noi attraverso i secoli. Parlare di tematiche come l’indipendenza economica e sociale, la carriera, il lavoro è alzare i riflettori e portare avanti la riflessione nazionale e, speriamo, il cambiamento”.

Quindici minuti in cui arie e parole si fondono, tra un gong e l’altro, per raccontate trame e curiosità dell’Opera, così come notizie di attualità con numeri e dati statistici. Un viaggio nell’universo femminile, con un particolare accento sui concetti di indipendenza e autoaffermazione, e sui dati di cronaca che sottolineano come il ‘gender gap’ sia un tema ancora troppo ricorrente. Oggi nelle realtà delle donne italiane come ieri per le protagoniste dell’Opera. E così, cinque eroine si trasformano in ragazze, amiche, colleghe, vicine di casa, sorelle, amanti. Fortissime, indipendenti, libere.

Il primo episodio è dedicato a Violetta Valéry, protagonista de La Traviata e si può già ascoltare al link https://www.youtube.com/watch?v=VMnTV-QejUY.

Violetta ha meno di 45 anni ed è senza marito, una criticità per l’epoca. Usa i suoi risparmi per mantenere Alfredo che è in rotta con la famiglia. E parla al 40% delle donne italiane over45 che non gode di risparmi personali, affrontando il tema dei piani assicurativi per il futuro. Carmen, invece, donna libera che non ha paura di rischiare, a costo della sua stessa vita, affronta i temi della carriera e del fare impresa; Rosina, controllata da un tutore che gestisce le sue finanze, alza la voce sull’indipendenza economica perché, ancora oggi, in Italia una donna su 5 non ha un conto corrente personale; Aida che è forte e sicura di sé, ma allo stesso tempo segnata dalle scelte prese dagli uomini della sua vita, si rivolge al 35% delle donne che non si informa e non prende decisioni sugli investimenti. E, infine, Tosca, donna di successo, che si compra la famosa casetta ascosa nel verde, parla al 90% delle italiane che ritiene di avere una scarsa conoscenza delle tematiche finanziarie.

Disponibili su OnePodcast ma anche su Spotify, Amazon Music, You Podcast e su tutte le piattaforme che permettono l’ascolto gratuito di contenuti audio, le prossime puntate usciranno ogni due settimane nei giovedì 2, 16, 30 maggio e 13 giugno.

Florencia Di Stefano-Abichain, argentina d’origine, veronese di adozione, classe 1988, dopo una carriera come digital manager, è oggi content creator, speaker, autrice, host di eventi, conduttrice radiofonica e televisiva, autrice, conduttrice di podcast e narratrice di audiolibri.

Daniela Farnese, scrittrice, grande appassionata di Opera, e blogger. È autrice di podcast e di numerosi romanzi che hanno scalato le classifiche nazionali. Opinionista televisiva.

LA LOS ANGELES NOIR DI JOHN ADAMS PER RAI NUOVAMUSICA

Mercoledì 24 aprile con Robert Treviño e Alessandro Taverna 

John Adams, Esa-Pekka Salonen e Carlo Boccadoro. Tre grandi compositori di oggi per tre brani proposti per la prima volta dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai a Torino. Mercoledì 24 aprile alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini”, in diretta su Radio3 e in live streaming su raicultura.it, un nuovo appuntamento della rassegna Rai NuovaMusica con il Direttore ospite principale della compagine Rai Robert Treviño sul podio.

Il trentanovenne direttore d’orchestra di origini messicane è cresciuto a Fort Worth, in Texas. È Direttore musicale dell’Orchestra Nazionale Basca e Consulente artistico dell’Orchestra Sinfonica di Malmö. Si è imposto all’attenzione internazionale al Teatro Bol’šoj di Mosca nel 2013, sostituendo Vassily Sinaisky sul podio del Don Carlo di Verdi. Da allora è invitato regolarmente dalle orchestre prestigiose in America – dalla Cincinnati Symphony alla Philadelphia Orchestra – e all’estero – dai Münchner Philharmoniker alla London Symphony Orchestra. Cresciuto sotto l’egida di Michael Tilson Thomas e Seiji Ozawa, ha sviluppato una particolare sensibilità per il repertorio mitteleuropeo. Con l’Orchestra della Rai, nell’autunno 2021, Treviño è stato protagonista di una brillante tournée in Germania che ha toccato Francoforte, Colonia e Amburgo.

La serata si apre con Helix, un brano per orchestra scritto nel 2005 da Esa-Pekka Salonen (1958) ed eseguito per la prima volta ai BBC Proms di Londra. «La forma di Helix può essere descritta come una spirale o una bobina – dice Salonen, uno dei compositori e direttori d’orchestra più apprezzati di oggi. Il processo compositivoè fondamentalmente quello di un accelerando di nove minuti. Il tempo diventa sempre più rapido, ma i valori delle note delle frasi diventano corrispondentemente sempre più lunghi. Cambia quindi solo il rapporto del materiale con l’impulso, non necessariamente l’impressione generale di velocità. Da qui la metafora della spirale: il materiale musicale, che consiste essenzialmente di due frasi diverse, viene spinto attraverso cerchi concentrici sempre più stretti, finché la musica raggiunge un punto in cui deve fermarsi, perché non ha più nessun posto dove andare».

Si prosegue con il Concerto per pianoforte e orchestra Alla memoria di Edward “Duke” Ellington, scritto nel 2016 da Carlo Boccadoro (1963), che fu eseguito per la prima volta nel 2017 alla Scala di Milano con la Filarmonica del Teatro diretta da Riccardo Chailly. A interpretarlo in veste di solista è chiamato Alessandro Taverna, che ha già affrontato il lavoro al Petruzzelli di Bari nel 2021. L’esplicita matrice jazzistica, in omaggio a Duke Ellington, si esplicita senza alcuna citazione o riferimento diretto all’autore, ma richiamando in generale la grande tradizione pianistica del rag time e del blues, con esiti spesso di grande virtuosismo per l’interprete. Taverna è ospite frequente dell’OSN Rai. Il pianista veneziano conquistò Lorin Maazel durante un recital a New York ed è stato l’ultimo solista a suonare con il grande direttore a pochi mesi dalla scomparsa. Si è affermato a livello internazionale dopo aver vinto il Concorso di Leeds nel 2009. Da allora ha collaborato con orchestre quali la Filarmonica della Scala, i Münchner Philharmoniker, la Royal Philharmonic Orchestra. Nel 2012, per i suoi meriti artistici, è stato insignito dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano del “Premio Sinopoli”.

In chiusura di serata City Noir per orchestra, scritto nel 2009 da John Adams (1947) ed eseguito per la prima volta nel 2009 dalla Los Angeles Philharmonic diretta da Gustavo Dudamel. «È una sinfonia ispirata all’atmosfera e allo stato d’animo dei film ‘noir’ di Los Angeles – dice John Adams – in particolare quelli prodotti tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Cinquanta. Il mio lavoro è un omaggio non necessariamente alla musica da film di quel periodo, ma piuttosto all’estetica generale dell’epoca. Questa sinfonia diventa la terza parte di un trittico di opere orchestrali che hanno come tema l’esperienza californiana, il suo paesaggio e la sua cultura. I due precedenti sono The Dharma at Big Sur e El Dorado».

I biglietti per i concerti di Rai NuovaMusica – in vendita online sul sito dell’OSN Rai e presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino – sono proposti al prezzo unico di 5 euro per tutti e 3 euro per gli under 35. L’ingresso è gratuito per gli abbonati alla Stagione Sinfonica 2023/2024, previa prenotazione del posto in biglietteria e salvo disponibilità. Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it.

BRINDISI, TALENTI AL PIANOFORTE: CONCORSO “NINO ROTA” 2024

Dal 25 al 28 aprile la kermesse pianistica dedicata al Maestro Nino Rota organizzata dal Rotary Club Brindisi Valesio

Quattro giorni di grande musica organizzati dal Rotary Club Brindisi Valesio per la seconda edizione del concorso pianistico internazionale dedicato al grande Maestro Nino Rota. Dal 25 al 28 aprile giovani talentuosi musicisti, provenienti da tutto il mondo, di età compresa tra 6 e 26 anni, si esibiranno davanti alla prestigiosa giuria presieduta dal Maestro Hubert Stupper e composta dal vicepresidente Antonio Salvemini, Robert Andres dalla Croazia-Portogallo, Pasquale Iannone, Bartosz Zurakowski dalla Polonia anche nella veste di direttore d’orchestra, Anna Ferrer dalla Spagna e Silvana Libardo.

«Il concorso – spiega l’avvocato Vittorio Piceci, presidente del Club Rotary Valesio e del comitato organizzatore – si propone di incentivare il confronto tra giovani talenti provenienti da diversi Paesi del mondo, costituisce al contempo una significativa opportunità di promozione culturale del nostro territorio; in linea con quelli che sono i valori e le finalità del club Rotary che ha messo in campo tutte la proprie risorse organizzative, capacità e competenze per riportare a Brindisi un evento di respiro internazionale che coinvolgesse soprattutto le giovani generazioni». Il concorso, con la direzione artistica della professoressa Silvana Libardo, rappresenta un ‘unicum’ nel panorama dei concorsi per giovani talenti «In quanto – spiega la stessa Libardooltre a promuovere la cultura e la letteratura pianistica offre, ai partecipanti la possibilità di esibirsi con l’orchestra, esperienza di grande crescita formativa, artistica e culturale».

Le audizioni del concorso si svolgeranno presso l’ex Convento Santa Chiara nei giorni 25, 26 e 27 aprile con le sessioni di prova, per concludersi nella giornata di domenica 28 aprile nel Nuovo Teatro Verdi. Nel corso della mattinata si svolgerà la prova finale dei due concerti di Mozart per pianoforte e orchestra, diretta dal Maestro Zurakowski, eseguiti dai due candidati già selezionati dalla commissione; mentre a partire dalle ore 19.30, sul prestigioso palcoscenico avranno luogo il concerto di gala, la premiazione e la performance del vincitore del premio ‘Mozart’. Per il concerto è possibile prenotare gratuitamente il proprio posto al link rebrand.ly/GranGala.

Al termine della kermesse, il presidente onorario, governatore emerito del distretto 2120 Puglia-Basilicata del Rotary International, Sergio Sernia, il governatore in carica del distretto 2120, Vincenzo Sassanelli, e altre autorità rotariane e civili presenti in platea, consegneranno ai pianisti vincitori nelle varie categorie le numerose borse di studio per un complessivo montepremi di diecimila euro. Il programma completo dell’evento sul sito www.concorsopianisticoninorota.com.

A Martina Franca (TA) dal 17 luglio – 6 agosto 2024 il 50° FESTIVAL DELLA VALLE D’ITRIA

Oggi la presentazione della 50ma edizione del Festival della Valle d’Itria al Piccolo di Milano

Il 17 luglio si inaugura il Festival della Valle d’Itria

nell’edizione che festeggia i suoi primi 50 anni.

Fino al 6 agosto opere, concerti, incontri, tavole rotonde, teatro, proiezioni e una mostra per lo storico festival di Martina Franca.

Fra rarità, riscoperte e titoli più noti,

dal richiamo internazionale.

Il Festival della Valle d’Itria di Martina Franca tocca il traguardo della cinquantesima edizione con un calendario di 21 giorni ricco di eventi, dal 17 luglio al 6 agosto 2024. Con tre titoli d’opera, concerti, incontri, spettacoli di prosa, giornate di studio, una mostra e la proiezione di un documentario inedito, per un totale di trenta appuntamenti, il festival, fra le più antiche manifestazioni estive dedicate all’opera e alla musica vocale, la prima del Mezzogiorno, festeggia mezzo secolo di storia. Una storia fatta di riscoperte e novità, eccellenza della cultura italiana nel mondo, che fin dagli esordi ha richiamato l’attenzione di un pubblico internazionale.

Firmato dal direttore artistico Sebastian F. Schwarz e organizzato dalla Fondazione Paolo Grassi, avrà come cornice alcuni luoghi simbolo di Martina Franca – il Palazzo Ducale, il Teatro Verdi, i chiostri di San Domenico e del Carmine, la Basilica barocca di San Martino –, nonché le piazze e le vivaci contrade, insieme alle più belle masserie, fra gli uliveti secolari del territorio pugliese.

Nel 2024 il Festival della Valle d’Itria festeggia, insieme ad artisti, pubblico e cittadini locali, la sua 50ª edizione – ha dichiarato Sebastian F. Schwarz –. Traguardo forse sognato, ma sicuramente mai seriamente contemplato dagli illustri fondatori nel 1975. Invece, la tenacia di chi ci ha creduto, la competenza e la dedizione di chi ci ha lavorato, il coraggio e la qualità delle scelte e delle prestazioni artistiche, l’attrattività di un territorio ‘baciato dagli Dei’ e la curiosità del nostro pubblico – tutto ciò ha contribuito non solo alla sopravvivenza, ma alla crescita del festival e alla popolarità del territorio della Valle d’Itria”.

È stato un percorso lungo e, a tratti, tortuoso – ha poi proseguito Michele Punzi presidente della Fondazione Paolo Grassi –. Ma le difficoltà e gli ostacoli, insieme ai successi e ai riconoscimenti, hanno reso il nostro Festival forte, libero e coraggioso! La passione, la serietà e l’onestà che hanno caratterizzato l’operato di chi in 50 anni ha scritto le pagine di questa storia, ora consentono a noi di camminare su gambe forti verso un futuro che immaginiamo ricco di sfide entusiasmanti!

“Il festival quest’anno è molto importante – ha ricordato il maestro Fabio Luisi direttore musicale del Festival, in un videomessaggio trasmesso in conferenza stampa – , è una specie di ritorno alle origini, doppiamente importante per me perché ho la possibilità di esordire nella ‘Norma’ di Bellini (uno dei miei compositori preferiti), un’opera che ha una storia importante nel percorso del nostro Festival. Auguro al Festival un successo che ritengo essere garantito e spero di vedervi presto a Martina Franca”.

“Per noi e per la nostra Città – ha detto Gianfranco Palmisano sindaco di Martina Franca – questa edizione del Festival è un appuntamento con la storia. È un traguardo importantissimo per questa rassegna lirica prestigiosa e apprezzata a livello internazionale, nata col determinante e prezioso apporto di Paolo Grassi il cui nome ci lega al Piccolo Teatro di Milano uno dei luoghi simbolo della cultura italiana.

Con il nostro territorio c’è un legame molto forte, consolidato negli anni, in quanto il Festival ha contribuito in maniera determinante a far conoscere Martina e le sue bellezze”.

Il Festival di Martina Franca è uno dei più importanti Festival di musica colta d’Europa che si è imposto per scelte inusuali e coraggiose – ha poi concluso Roberto Venneri segretario generale della Presidenza della Regione Puglia – . Negli ultimi 8 anni in particolare, grazie alla rinnovata partnership con la Regione Puglia e a una dotazione finanziaria più adeguata, ha ‘invaso’ altri spazi e luoghi non canonici, a partire dalle masserie e periferie, allargando sempre di più il suo importante progetto formativo, in una prospettiva aperta a nuove sperimentazioni e contaminazioni”.

LE OPERE

Tre i titoli in programma, tre diversi stili musicali, dal barocco al Belcanto fino al Novecento, un arco temporale di oltre due secoli per riaffermare quell’attenzione che da sempre il festival ha nutrito per il canto lirico: sono Norma di Vincenzo Bellini, Ariodante di Georg Friedrich Händel, Aladino e la lampada magica di Nino Rota.

Nello storico cortile del Palazzo Ducale, l’inaugurazione spetta mercoledì 17 luglio (repliche 21, 28 luglio e 2 agosto, ore 21) a una nuova produzione di Norma (1831) diVincenzo Bellini, con la direzione di Fabio Luisi, direttore musicale del Festival, fra le bacchette più autorevoli nel panorama musicale internazionale, alla guida dell’Orchestra e Coro della Teatro Petruzzelli di Bari (Maestro del coro Marco Medved).

Il grande titolo, capolavoro del compositore catanese, che nel 1977 portò alla ribalta internazionale il giovane Festival della Valle d’Itria, torna a Martina Franca nell’edizione critica di Casa Ricordi, in cui i ruoli di Norma e Adalgisa sono affidati a due soprani, riportando l’esecuzione all’originale volontà del compositore, come nello storico allestimento martinese degli anni Settanta. Debuttano nei ruoli delle due donne i soprani Jacquelyn Wagner (Norma) e Valentina Farcas (Adalgisa); Pollione è il tenore Airam Hernandez, Oroveso il basso Simon Lim,Clotilde il mezzosoprano Saori Sugiyama, Flavio il tenore Zachary McCulloch. La regia è affidata alla tedesca Nicola Raab, dalla consolidata esperienza internazionale in campo lirico, scene e costumi di Leila Fteita, già premio Abbiati 2022 per l’allestimento de Il Giocatore alla 48ª edizione del Festival.

L’attenzione e la riscoperta del repertorio barocco, da sempre fiore all’occhiello del Festival, quest’anno verterà su Ariodante (1735) di Georg Friedrich Händel, in occasione dei 550 anni della nascita di Ludovico Ariosto, il cui Orlando furioso è fonte di ispirazione dell’opera handeliana. Protagonisti, al Teatro Verdi il 22 luglio (repliche il 25 e 29 luglio, ore 21), l’ensemble Modo Antiquo diretto dal suo fondatore Federico Maria Sardelli (al terzo e ultimo anno di residenza artistica al Festival), e alcuni fra i migliori interpreti specializzati in questo repertorio: Cecilia Molinari (Ariodante), Teresa Iervolino (Polinesso), Francesca Lombardi Mazzulli (Ginevra), Biagio Pizzuti (Re di Scozia), Theodora Raftis (Dalinda), Manuel Amati (Lurcanio), Manuel Caputo (Odoardo). Regia, scene e costumi sono del consolidato team artistico Torsten Fischer (regia), Herbert Schäfer (drammaturgia e scenografia) e Vasilis Triantafillopoulos (costumi).

Il 27 luglio (repliche il 30 luglio, 1 e 4 agosto, ore 21) a Palazzo Ducale il Festival omaggia Nino Rota con il nuovo allestimento di Aladino e la lampada magica “fiaba lirica” del 1968 del compositore che scelse la Puglia come terra d’adozione, e di cui il Festival ha già allestito nelle edizioni passate Il cappello di paglia di Firenze e Napoli milionaria. Francesco Lanzilotta, fra i più brillanti direttori della sua generazione, apprezzato nei maggiori teatri europei e italiani, dirige l’Orchestra e Coro del Teatro Petruzzelli di Bari. Firma la regia l’argentina Rita Cosentino artista presente nei principali palcoscenici teatrali, scene e costumi di Leila Fteita. Nei ruoli principali il tenore Marco Ciaponi (Aladino), il soprano Claudia Urru (La Principessa Badr-al-Budùr), il basso Marco Filippo Romano (Mago e Re) e il baritono Alexandr Ilvakhin (Il genio dell’anello). A loro si affianca il Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi (direttore Angela Lacarbonara), giovane realtà nata da un progetto che coinvolge le scuole del territorio, occasione per avvicinare i ragazzi al mondo della lirica e al Festival. Di rara esecuzione, l’opera viene proposta nella versione integrale.

OPERE

17 · 21 · 28 LUGLIO / 2 AGOSTO · ore 21

PALAZZO DUCALE, MARTINA FRANCA

NORMA

di Vincenzo Bellini

Tragedia lirica in due atti su libretto di Felice Romani

Edizione Ricordi, a cura di Roger Parker

Direttore Fabio Luisi

Regia Nicola Raab

Scene e costumi Leila Fteita

Norma Jacquelyn Wagner

Adalgisa Valentina Farcas

Pollione Airam Hernández

Oroveso Simon Lim

Clotilde Saori Sugiyama

Flavio Zachary McCulloch

Orchestra e Coro del Teatro Petruzzelli di Bari

Marco Medved, Maestro del coro

22 · 25 · 29 LUGLIO · ore 21

TEATRO VERDI, MARTINA FRANCA

ARIODANTE

di Georg Friedrich Händel

Dramma per musica in tre atti

Libretto anonimo ispirato ad Antonio Salvi, da “Orlando Furioso” di Lodovico Ariosto

Nuova edizione critica a cura di Bernardo Ticci per il Festival della Valle d’Itria

Direttore Federico Maria Sardelli

Regia Torsten Fischer

Scene Herbert Schäfer

Costumi Vasilis Triantafillopoulos

Ariodante Cecilia Molinari

Ginevra Francesca Lombardi Mazzulli

Polinesso Teresa Iervolino

Re di Scozia Biagio Pizzuti

Lurcanio Manuel Amati

Dalinda Theodora Raftis

Odoardo Manuel Caputo

Orchestra Barocca Modo Antiquo

27 · 30 LUGLIO / 1 · 4 AGOSTO · ore 21

PALAZZO DUCALE MARTINA FRANCA

ALADINO E LA LAMPADA MAGICA

di Nino Rota

Fiaba lirica in 3 atti e 11 quadri su libretto di Vinci Verginelli

Versione originale, Edizione Schott

Direttore Francesco Lanzillotta

Regia Rita Cosentino

Scene e costumi Leila Fteita

Aladino Marco Ciaponi

Il Mago Maghrebino/ Il Re Marco Filippo Romano

La Principessa Badr-al-Badur Claudia Urru

La Madre di Aladino Eleonora Filipponi

Il Genio dell’Anello Aleksandr Ilvakhin

Il Gran Ministro Rocco Cavalluzzi

L’orafo Omar Cepparolli

Il primo compagno di Aladino Pepe Hannan

Il secondo compagno di Aladino Davide Zaccherini

Il terzo compagno di Aladino Zachary McCulloch

Un’ancella di Badr-al-Badur Anastasia Churakova

Il Genio della lampada Giovanni Accardi

Orchestra e Coro del Teatro Petruzzelli di Bari

Marco Medved, Maestro del coro

Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi

Angela Lacarbonara, Maestro del coro

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CONCERTI

IL CANTO DEGLI ULIVI

18 LUGLIO · ore 21

Leonardo Trulli Resort, Locorotondo

L’ARTE DEL LIED – IL LIED D’ARTE

Artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”

20 LUGLIO · ore 21

Masseria Mangiato, Martina Franca

Teresa Iervolino, mezzosoprano

Andrea del Bianco, pianoforte

Musiche di Mercadante, Rossini, Donizetti, Berlioz, Bizet, Saint-Saëns

31 LUGLIO · ore 21

Masseria Palesi Martina Franca

SER[EN]ATA NAPOLETANA

Artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”

5 AGOSTO · ore 21

[luogo da definire]

Irina Vylegzhanina, violoncello

Liubov Gromoglasova, pianoforte

Musiche di Cilea, Rossini, Martucci

LEZIONE D’OPERA

del M° Fabio Luisi

19 LUGLIO · ore 21

Chiostro di San Domenico, Martina Franca

Ettore Papadia, pianoforte

Artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”

CONCERTI DEL SORBETTO

20 LUGLIO · ore 17

Chiostro di San Domenico, Martina Franca

UN INCONTRO CON MOZART

27 LUGLIO · ore 17

Chiostro di San Domenico, Martina Franca

UN TOCCO DI BAROCCO

3 AGOSTO · ore 17

Chiostro del Carmine, Martina Franca

ASSAGGI ROSSINIANI

CONCERTO PER LO SPIRITO

26 LUGLIO · ore 21

Basilica San Martino, Martina Franca

Direttore Federico Maria Sardelli

Orchestra Barocca Modo Antiquo

Musiche di Vivaldi, Sardelli

CONCERTO DELLA BANDA MUSICALE

DELL’ESERCITO ITALIANO

31 LUGLIO · ore 21

Palazzo Ducale, Martina Franca

Banda Musicale dell’Esercito Italiano

Direttore Filippo Cangiamila

Musiche di Lacerenza, Morlacchi, Musorgskij, Morricone

CONCERTO

IX SINFONIA

di Ludwig van Beethoven

3 AGOSTO · ore 21

Palazzo Ducale, Martina Franca

Direttore Riccardo Frizza

Jacquelyn Wagner, soprano

Miriana Lacarbonara, mezzosoprano

Ladislav Elgr, tenore

Simon Lim, basso

Orchestra e Coro del Teatro Petruzzelli di Bari

Marco Medved, Maestro del coro

OMAGGIO AI 50 ANNI

6 AGOSTO · ore 21

Palazzo Ducale, Martina Franca

Orchestra ICO della Magna Grecia

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DOCUMENTARIO / TEATRO

Documentario

L’UTOPIA DELLA VALLE

50 anni di Festival della Valle d’Itria

23 LUGLIO · ore 21

[luogo da definire], Martina Franca

un film di Leo Muscato 

scritto con Massimo Bernardini Laura Perini 

consulente musicale Carla Moreni

Produzione Fondazione Paolo Grassi

Con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Puglia, Comune di Martina Franca

Teatro

IL GIARDINO DELLE CILIEGIE

24 LUGLIO · ore 21

Teatro Verdi, Martina Franca

Adattamento e regia Francesco Micheli

Traduzione Fausto Malcovati

con Alessio Calciolari, Gianluca Di Lauro, Sax Nicosia, Stefano Orlandi, Lorenzo Piccolo, Ulisse Romanò

Scene Clara Storti, Selena Zanrosso

Costumi Giada Masi

Luci Giulia Pastore

Produzione Nina’s Drag Queens

in collaborazione con Atir Teatro Ringhiera e Accademia di Belle Arti di Brera

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APPROFONDIMENTI

GIORNATE DI STUDIO

IL PUNTO SU NINO ROTA

27 LUGLIO · ore 10 – 13

Auditorium della Fondazione Paolo Grassi, Martina Franca

in occasione dei 30 anni dell’Associazione Docenti Universitari Italiani di Musica (ADUIM)

in collaborazione con Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”,

Università degli Studi della Basilicata e Università del Salento

Interventi di

Luca Aversano, Dinko Fabris, Angela Annese, Roberto Calabretto,

Daniela Castaldo, Vania Cauzillo, Antonio Florio, Michela Grossi,

Lorenzo Mattei, Pierfranco Moliterni, Nicola Scardicchio.

Presentazione del volume

“Prove d’orchestra. Il punto su Nino Rota compositore del nostro tempo”,

a cura di Dinko Fabris e Michela Grossi, Cafagna Editore

COMICITÀ E MUSICA NEL LUNGO SETTECENTO

29 LUGLIO · ore 9.30 – 13 / 15.30 – 18.30

Auditorium della Fondazione Paolo Grassi, Martina Franca

in collaborazione con Fondazione Pietà de’ Turchini, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Università del Salento

Interventi di

Dinko Fabris, Paola De Simone, Paolo De Matteis, Lucio Tufano, Samuele Lo Cascio, Davide Pulvirenti, Valeria La Grotta, Giovanni Panizzo, Paologiovanni Maione, Lorenzo Mattei, Stefano Aresi, Federico Maria Sardelli, Teresa Iervolino, Mariano Bauduin, Arturo Cirillo

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ARTE

HOPERAPERTA

presenta la mostra

MIMESIS

Forma Immagine

21 GIUGNO / 20 AGOSTO

Sale nobili di Palazzo Ducale, Martina Franca

a cura di

Patrizia Catalano e Maurizio Barberis

in collaborazione con

New York Institute of Technology, New York

The School of Architecture & Design

Fondazione Paolo Grassi

Gli artisti in mostra:

Maurizio Barberis, Armando Bruno, Dorian X, Fadhil Fadhil con il New York Institute of Technology, Alfonso Femia, Duccio Grassi, Federica Marangoni, Alessandro Melis, Daniele Menichini e Nicolas Turchi, Steve Piccolo, Odilia Prisco, Elena Salmistraro, Studio Spagnulo and Partners, Alberto Vannetti, Carmelo Zappulla

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IN ORBITA

IL FESTIVAL TRA PIAZZE E CONTRADE

“C’ERA UNA VOLTA… GIULIA, LA VESTALE”

MARTINA FRANCA · ore 21

9 LUGLIO Contrada San Paolo

11 LUGLIO Contrada Capitolo

13 LUGLIO Quartiere don Bosco

Rielaborazione musicale da “La Vestale” di Gaspare Spontini

A cura di Gianluca Piombo

Nuova drammaturgia di Lorenzo Giossi

Direttore e pianista Gianluca Piombo

Regia Lorenzo Giossi

Giulia Sabrina Sanza

Licinio Davide Zaccherini

Cinna/Sommo Sacerdote Aleksandr Ilvakhin

In coproduzione con la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi

con il contributo di BCC Locorotondo

CALENDARIO

LUGLIO

9 martedì ore 21 – IN ORBITA* – C/DA San Paolo, Martina Franca

11 giovedì ore 21 – IN ORBITA* – C/DA Capitolo, Martina Franca

13 sabato ore 21 – IN ORBITA* – Quartiere Don Bosco, Martina Franca

17 mercoledì ore 21 – NORMA – Palazzo Ducale

18 giovedì ore 21 – IL CANTO DEGLI ULIVI – Leonardo Trulli Resort, Locorotondo

19 venerdì ore 21 – LEZIONE D’OPERA – Chiostro San Domenico

20 sabato ore 17 – CONCERTI DEL SORBETTO – Chiostro San Domenico

20 sabato ore 21 – IL CANTO DEGLI ULIVI – Masseria Mangiato, Martina Franca

21 domenica ore 21 – NORMA – Palazzo Ducale

22 lunedì ore 21 – ARIODANTE – Teatro Verdi

23 martedì ore 21 – L’UTOPIA DELLA VALLE* – [luogo da definire], Martina Franca

24 mercoledì ore 21 – IL GIARDINO DELLE CILIEGIE – Teatro Verdi

25 giovedì ore 21 – ARIODANTE Teatro Verdi

26 venerdì ore 21 – CONCERTO PER LO SPIRITO** – Basilica San Martino

27 sabato ore 10 – IL PUNTO SU NINO ROTA – Auditorium della Fondazione Paolo Grassi 

27 sabato ore 17 – CONCERTI DEL SORBETTO – Chiostro San Domenico

27 sabato ore 21 – ALADINO E LA LAMPADA MAGICA – Palazzo Ducale

28 domenica ore 21- NORMA Palazzo Ducale

29 lunedì ore 9.30-15.30 – COMICITÀ E MUSICA NEL LUNGO SETTECENTO – Auditorium della Fondazione Paolo Grassi

29 lunedì ore 21 – ARIODANTE – Teatro Verdi

30 martedì ore 21 – ALADINO E LA LAMPADA MAGICA – Palazzo Ducale

31 mercoledì ore 21 – CONCERTO DELLA BANDA DELL’ESERCITO** – Palazzo Ducale

31 mercoledì ore 21 – IL CANTO DEGLI ULIVI – Masseria Palesi, Martina Franca

AGOSTO

1 giovedì ore 21 – ALADINO E LA LAMPADA MAGICA – Palazzo Ducale

2 venerdì ore 21 – NORMA – Palazzo Ducale

3 sabato ore 17 – CONCERTI DEL SORBETTO – Chiostro del Carmine

3 sabato ore 21 – CONCERTO, IX SINFONIA DI BEETHOVEN – Palazzo Ducale

4 domenica ore 21 – ALADINO E LA LAMPADA MAGICA – Palazzo Ducale

5 lunedì ore 21 – IL CANTO DEGLI ULIVI – [luogo da definire]

6 martedì ore 21 – CONCERTO – Palazzo Ducale

Dal 21 giugno al 20 agosto presso le Sale nobili di Palazzo Ducale, la mostra MIMES. Forma immagine

*ingresso gratuito / free entry

** ingresso gratuito su prenotazione / free entry with reservation

Programma del festival su www.festivaldellavalleditria.it Info: tel. +39 080 4805100, info@festivaldellavalleditria.it

I CONCERTI E GLI INCONTRI

Il Festival si arricchisce, come di consueto, di un nutrito numero di concerti di musica da camera e liederistica, musica sacra, barocca, sinfonica e incontri con gli artisti, dislocati in alcuni dei luoghi più suggestivi del territorio.

L’imponente Basilica di San Martino di Martina Franca, “monumento messaggero di cultura di pace” per l’Unesco, ospita il 26 luglio (ore 21) il Concerto per lo spirito del complesso barocco Modo Antiquo diretto da Federico Maria Sardelli con musiche di Vivaldi e dello stesso Sardelli.

Torna al festival la Banda dell’Esercito Italiano, diretta da Filippo Cangiamila, nel concerto a Palazzo Ducale il 31 luglio (ore 21), con trascrizioni per banda di musiche ben note, da Musorgskij a Morricone.

Patrimonio Unesco, capolavoro di tutti i tempi, simbolo di fratellanza, unità, pace, gioia, la Nona Sinfonia di Beethoven compie quest’anno 200 anni. Il Festival della Valle d’Itria la propone il 3 agosto (ore 21) a Palazzo Ducale, affidandola all’esecuzione dell’Orchestra e Coro del Teatro Petruzzelli di Bari diretti da Riccardo Frizza. Voci soliste Jacquelyn Wagner (soprano), Miriana Lacarbonara (mezzosoprano), Ladislav Elgr (tenore), Simon Lim (basso).

Quattro i concerti del Canto degli ulivi in alcune fra le più belle masserie del territorio, esempi splendidi di architettura barocca. Il Leonardo Trulli Resort a Locorotondo (18 luglio, ore 21) e la Masseria Palesi di Martina Franca (31 luglio, ore 21) ospitano le più promettenti voci dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”. Ancora in località Martina Franca, la Masseria Mangiato (20 luglio, ore 21) accoglie il concerto del mezzosoprano Teresa Iervolino accompagnata al pianoforte da Andrea del Bianco, mentre una quarta masseria (in via di definizione, 5 agosto, ore 21) il duo formato da Irina Vylegzhanina (violoncello) e Liubov Gromoglasova (pianoforte).

Nelle cornici storiche del Chiostro di San Domenico e del Chiostro del Carmine di Martina Franca, tre gli appuntamenti con i Concerti del sorbetto, il 20, 27 luglio e 3 agosto (ore 17): il pubblico avrà l’occasione di ascoltare giovani e talentuosi interpreti, e degustare, al termine del concerto, un fresco sorbetto.

Finale con il concerto dell’Orchestra della Magna Grecia a Palazzo Ducale il 6 agosto (ore 21) per un concerto Omaggio ai 50 anni del Festival.

Da non perdere la serie degli incontri con gli artisti e le presentazioni alle opere che verranno programmate a ridosso delle prime. Fra questi si segnala la Lezione d’opera del maestro Fabio Luisi il 19 luglio al Chiostro San Domenico (ore 21), che si avvarrà delle giovani voci dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”, accompagnati al pianoforte da Ettore Papadia.

LE NINA’S DRAG QUEENS

Il Festival si apre poi alla prosa, irriverente e ironica, delle Drag Queen, figure eclettiche, personaggi multiformi, vere e proprie maschere post-moderne. La compagnia milanese Nina’s Drag Queens arriva a Martina Franca con lo spettacolo Il giardino delle ciliegie, al Teatro Verdi il 24 luglio (ore 21). Il regista Francesco Micheli mette in scena il capolavoro di Cechov, opera teatrale di grande coralità, un affresco femminile vario e affascinante, in una nuova, originale versione, che si avvale delle scene di Clara Storti e Selena Zanrosso, dei costumi di Giada Masi e delle luci di Giulia Pastore.

IL DOCUMENTARIO

L’utopia della Valle, questo il titolo scelto per il documentario del regista Leo Muscato, di Martina Franca, scritto con Massimo Bernardini e Laura Perini, ripercorre la storia di 50 anni di Festival. Prodotto dalla Fondazione Paolo Grassi, il filmato, che verrà proiettato il 23 luglio (ore 21) e in altri momenti del festival, raccoglie le voci storiche della Fondazione, nonché i racconti di cantanti, registi, direttori artistici, giornalisti, scrittori e maestranze che hanno visto crescere e prender forma l’idea di un festival unico nel suo genere, nato grazie alla tenacia e alla passione di figure illuminate – Paolo Grassi, Alessandro Caroli e, su tutti, Franco Punzi, anima instancabile del festival per quasi mezzo secolo, di cui il documentario regala una preziosa e commovente testimonianza.

LE GIORNATE DI STUDIO

Durante il Festival verranno approfonditi alcuni argomenti di carattere musicologico, con giornate di studio all’Auditorium della Fondazione Paolo Grassi che richiameranno studiosi e musicisti a confronto, grazie anche alla collaborazione con Università italiane e Fondazioni. In occasione di Aladino e la lampada magica, il 27 luglio si terrà Il punto su Nino Rota, giornata realizzata per i 30 anni dell’Associazione Docenti Universitari Italiani di Musica, coordinata da Dinko Fabris, mentre il 29 luglio si discuterà di Comicità e musica nel lungo Settecento, approfondendo un repertorio da sempre caro al Festival della Valle d’Itria, cui si devono, di quel secolo, riscoperte e rarità.

IN ORBITA. IL FESTIVAL TRA PIAZZE E CONTRADE

Fra le ricorrenze del 2024, i 250 anni della nascita di Gaspare Spontini vengono omaggiati con una versione “pocket”, e per un pubblico più giovane, della Vestale, celebre tragédie-lyrique del compositore marchigiano che girerà nelle contrade di Martina Franca nei giorni 9, 11, 13 luglio (ore 21) portando la lirica in luoghi meno usuali. Grazie alla rielaborazione musicale di Gianluca Piombo, la regia e drammaturgia di Lorenzo Giossi, l’opera viene proposta in una versione agile dal titolo C’era una volta… Giulia, la Vestale, con tre cantanti (Sabrina Sanza, Aleksandr Ilvakhin, Davide Zaccherini) e un pianoforte. Lo spettacolo è in coproduzione con la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi.

HOPERAPERTA

Dopo l’esposizione alla Milano Design Week 2024, le Sale nobili di Palazzo Ducale ospiteranno grazie alla nuova partnership fra Fondazione Paolo Grassi e il progetto multidisciplinare HoperAperta, la mostra “Mimesis. Forma Immagine” curata da Patrizia Catalano e Maurizio Barberis. Dal 21 giugno al 20 agosto saranno esposte opere di diversi artisti e architetti italiani e di alcuni laureandi del New York Institute of Tecnology.

Il 50° Festival della Valle d’Itria è organizzato da Fondazione Paolo Grassi con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Puglia, Comune di Martina Franca, Puglia Promozione, Provincia di Taranto, Comune di Cisternino in collaborazione con Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”, European Festivals Association, Opera Europa, ItaliaFestival, Cidim

Stagione d’Opera e di Balletto 2023-24 del Regio di Torino : Der fliegende Holländer (L’Olandese volante)

Sul podio Nathalie Stutzmann, la direttrice prediletta del Festival di Bayreuth
Sacrificio e redenzione nell’opera di Richard Wagner
Teatro Regio, dal 17 al 26 maggio 2

Der fliegende Holländer (L’Olandese volante) segna il ritorno in cartellone di un titolo di Richard Wagner e della amatissima direttrice Nathalie Stutzmann sul podio dell’Orchestra e Coro Teatro Regio e del Coro Maghini. L’opera va in scena da venerdì 17 a domenica 26 maggio nell’allestimento onirico e affascinante di Willy Decker. Il Coro del Regio è istruito, come di consueto, da Ulisse Trabacchin.

L’Olandese ha la voce ricca, sicura e raffinata del baritono americano Brian Mulligan; nel ruolo di Senta il soprano sudafricano Johanni von Oostrum; il tenore americano Robert Watson è il cacciatore Erik. Il cast prevede inoltre: Gidon Saks (Daland), Annely Peebo (Mary) e Krystian Adam (il timoniere di Daland).

Nathalie Stutzmann che ha incantato il pubblico del Regio nel concerto diretto a novembre, questa estate tornerà al Festival Wagner di Bayreuth dopo il sensazionale Tannhäuser della scorsa edizione, salutato con una standing ovation e grazie al quale ha vinto il prestigioso Oper! Award 2024 come Miglior Direttore d’orchestra. Carisma, energia, determinazione e straordinarie doti interpretative hanno fatto sì che Stutzmann, dopo una carriera da contralto, si sia affermata a livello mondiale come direttrice d’orchestra. Attualmente è la Direttrice musicale dell’Atlanta Symphony Orchestra e la seconda donna nella storia a dirigere una grande orchestra americana. È anche Direttore ospite principale della Philadelphia Orchestra. Stutzmann è considerata una delle personalità musicali più importanti del nostro tempo. Di recente ha collaborato con la Filarmonica di Monaco, la New York Philharmonic, la Helsinki Philharmonic Orchestra, l’Orchestre de Paris e la London Symphony Orchestra. Il suo repertorio spazia dal romanticismo mitteleuropeo e russo: Beethoven, Schumann, Brahms, Dvořák, Čajkovskij, Wagner, Mahler, Bruckner e Strauss, fino al repertorio francese del XIX secolo e all’Impressionismo. Sir Simon Rattle ha detto di lei: «tanto amore, intensità e pura tecnica: abbiamo bisogno di più direttori d’orchestra come lei».

La regia creata da Willy Decker per l’Opéra national di Parigi nel 2000 e presentato al Regio nel 2012, si gioca sulle assenze e sulle suggestioni: in scena compaiono pochi elementi (corde, alcune sedie) e soprattutto una gigantesca porta bianca che rappresenta un confine tra dimensioni diverse. Tutto è essenziale e fortemente evocativo, come lo stesso regista spiegò in un’intervista all’indomani del primo allestimento: «Così come nel teatro non si può rappresentare il mare vero, in tutta la sua infinità, allo stesso modo non si può far comparire un vero vascello; l’Olandese deve restare un’immagine, un racconto, una ballata (…) Infatti la tempesta che tuona nella musica di Wagner non può essere mostrata, sulla scena, se non negli individui». Wolfgang Gussmann ha creato le scene e i costumi, contraddistinti entrambi da una grande essenzialità e Hans Tölstede ha disegnato le luci.

L’Olandese volante è considerato il primo dramma musicale maturo di Wagner in quanto, pur scontando l’evidente influenza del grand-opéra francese, presenta diversi elementi nuovi che anticipano la sua produzione successiva: compaiono i primi leitmotiv relativi a personaggi e sentimenti, ed emerge la tendenza a fondere i numeri chiusi, ancora riconoscibili, in scene più ampie e continue, soprattutto in corrispondenza con gli episodi di natura fantastica. Oltre al modello francese, evidente negli aspetti più spettacolari e nelle scene di massa, Wagner tenne presente anche la tradizione italiana.

Era l’estate del 1839 quando Wagner, incalzato dai suoi numerosi creditori, salpò per Londra a bordo del mercantile Thetis; il viaggio fu ricco di difficoltà e di imprevisti, ma anche di interessanti impressioni sonore: nella sua autobiografia Mein Leben, del 1870, il compositore racconta che il richiamo dei marinai che ammainavano le vele durante una tempesta tra i fiordi norvegesi gli diede lo spunto iniziale per L’Olandese volante. Benché la presunta ispirazione autobiografica sia solo in parte vera, è indiscutibile che egli abbia trattato con libertà la sua fonte letteraria, il romanzo di Heinrich Heine dalle memorie del signor von Schnabelewopski, identificandosi con il tormentato e perseguitato protagonista e introducendo due temi fondamentali della sua poetica: la maledizione e la redenzione attraverso la donna. In principio Wagner concepì l’opera in prospettiva di una realizzazione all’Opéra di Parigi: molto realisticamente il musicista, giovane e semi sconosciuto, propose al teatro un libretto per un’opera in un solo atto; il soggetto fu accettato, ma fu assegnato a un altro musicista, Pierre-Louis Dietsch, che scrisse Le Vaisseau fantôme. Wagner, deluso, rimaneggiò l’opera suddividendola in tre atti e cambiando l’ambientazione e i nomi dei personaggi per proporla al teatro di Dresda, dove effettivamente fu messa in scena nel 1843.

Per sottolineare l’aspetto leggendario della vicenda, Wagner ambientò il suo dramma in un’epoca indeterminata. L’opera inizia con forti tinte marinaresche; lungo le coste del Mare del Nord, una tempesta ha trascinato a riva due personaggi molto diversi fra loro: il primo è uno schietto e ingenuo marinaio norvegese, Daland, l’altro è un olandese pallido, al comando di un vascello carico di tesori ma dall’aspetto funesto. L’Olandese, avendo maledetto Dio, è costretto da lunghissimi anni a vagare per i mari: solo l’amore fedele di una donna riuscirà a cambiare il suo destino. Quando i due uomini si incrociano, l’Olandese scopre che Daland ha una figlia e gli offre i suoi tesori in cambio della mano di lei; il marinaio accetta e lo conduce dalla giovane Senta. La figlia di Daland è però promessa in sposa a Erik; tuttavia intuisce di essere destinata a un altro uomo, il protagonista di una cupa leggenda che la ossessiona. Appena Senta e l’Olandese s’incontrano, capiscono di essere destinati l’una all’altro, ma Erik vuole impedire il legame e raggiunge la ragazza per ricordarle il suo precedente impegno. Vedendoli insieme, l’Olandese dubita della fedeltà di Senta e decide di rompere il fidanzamento, svelando la propria identità, fino ad allora sconosciuta. La fanciulla capisce che il suo presentimento si è avverato: l’uomo è il protagonista della leggenda e lei è la donna scelta per salvarlo perciò, mentre egli si accinge a salpare, Senta si getta in mare dichiarandogli la sua innocenza. Il sacrificio non è vano, perché la nave dell’Olandese s’inabissa, liberando l’uomo dalla dannazione eterna.

L’Anteprima Giovani, riservata agli Under 30, è in programma mercoledì 15 maggio alle ore 20. L’opera sarà presentata mercoledì 8 maggio al Piccolo Regio Puccini alle ore 18, nella conferenza-concerto a ingresso libero condotta da Susanna Franchi.

BIGLIETTERIA E INFORMAZIONI

I biglietti per L’Olandese volante sono in vendita alla Biglietteria del Teatro Regio

e on line su www.teatroregio.torino.it

Biglietteria del Teatro Regio

Piazza Castello 215 – Torino | Tel. 011.8815.241 – 011.8815.242 |  biglietteria@teatroregio.torino.it

Orario di apertura: da lunedì a sabato ore 11-19; domenica: ore 10.30-15.30;

un’ora prima degli spettacoli

Per tutte le informazioni e gli aggiornamenti: www.teatroregio.torino.it

Domenica 21 aprile, ore 18.00, i Violoncelli del Teatro di San Carlo per la Stagione di Musica da Camera

I Violoncelli del Teatro di San Carlo sono i protagonisti del prossimo concerto della Stagione di Musica da Camera, in calendario domenica 21 aprile alle ore 18.00. La formazione comprende i Professori d’Orchestra Pierluigi Sanarica, Alberto Senatore, Lorenzo Ceriani, Silvano Fusco, Fabio Centurione, Alida Dell’Acqua, Nicola Babini e Leone Calza.

Si aggiunge il soprano Maria Knihnytska, allieva dell’Accademia del Teatro di San Carlo.

In apertura il Das Orgelbüchlein di Johann Sebastian Bach, da cui si propone Ich ruf’ zu dir, Herr Jesu Christ, BWV 639. Irrompe poi il Novecento di Walther Aeschbacher, avverso alle sperimentazioni d’avanguardia, con il primo movimento (Frisch, sehr bestimmt) dalla Suite in do maggiore per quattro violoncelli, op. 44.  Incursioni nel tardo Ottocento si interpongono in un programma che guarda alla prima metà del XX secolo: l’Andante cantabile dal Quartetto n. 1 in re maggiore per archi, op. 11 di Pëtr Il’ič Čajkovskij; San Francesco parla alle tortore, op. 27 n. 3 di Luigi Forino; la Serenata in mi minore per orchestra d’archi, op. 20 di Edward Elgar. Chiudono Vocalise, op. 34 n. 14 di Sergej Rachmaninov e le Bachianas Brasileiras n. 5 di Heitor Villa-Lobos.

/Musica da Camera

21 Aprile 2024

I Violoncelli del Teatro di San Carlo

Violoncelli ♮♮| Pierluigi Sanarica, Alberto Senatore, Lorenzo Ceriani, Silvano Fusco, Fabio Centurione, Alida Dell’acqua, Nicola Babini, Leone Calza

Soprano | Maria Knihnytska #

♮♮ Professori d’Orchestra del Teatro di San Carlo
# allievo Accademia Teatro di San Carlo

Programma

Johann S. Bach, “Ich ruf’ zu dir, Herr Jesu Christ”, da Das Orgelbüchlein n. 41, BWV 639

Walther Aeschbacher, Frisch, sehr bestimmt dalla Suite in do maggiore per quattro violoncelli, op. 44 

Pëtr Il’ič Čajkovskij, Andante cantabile dal Quartetto n. 1 in re maggiore per archi, op. 11

Luigi Forino, “San Francesco parla alle tortore”, Preghiera in sol maggiore, op. 27 n. 3

Edward Elgar, Serenata in minore per orchestra d’archi, op. 20

Sergeij S. Rachmaninov, ‘Vocalise’, op. 34 n. 14

Heitor Villa Lobos, ’Bachianas Brasileiras‘ n. 5 per soprano e orchestra di violoncelli

Teatro di San Carlo | MUSICA DA CAMERA
domenica 21 aprile 2024, ore 18:00 – MUSICA DA CAMERA – IX

Durata: 1 ora circa, senza intervallo

Sabato 20 aprile 2024 – ore 11.00 ed alle ore 14.30 : IL PICCOLO SPAZZACAMINO

Opera per bambini tratta da Let’s Make an Opera

Libretto di Eric Crozier, traduzione italiana di Franca Alfei e Pietro Santi

Musica di BENJAMIN BRITTEN

Solisti dell’Accademia di perfezionamento per cantanti lirici del Teatro alla Scala

Coro di Voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala

Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala

Maestri collaboratori dell’Accademia Teatro alla Scala

Direttore Bruno Casoni

Regia Lorenza Cantini ripresa da Maria Paola Oreglia

Scene Angelo Sala

Costumi Cinzia Rosselli

Luci Marco Filibeck

BIGLIETTI:

da € 36 a € 24

Infotel 02 72 00 37 44

www.teatroallascala.org

Daniele Carnini presenta L’Italiana in Algeri di Gioachino Rossini, al Teatro Carmen Melis

Venerdì 26 aprile, alle 17, nel nuovo Teatro Carmen Melis, ridotto del Teatro Lirico di Cagliari, il musicologo e compositore Daniele Carnini, al suo debutto a Cagliari in qualità di divulgatore, presenta L’Italiana in Algeri di Gioachino Rossini, in un incontro con il pubblico.

L’opera va in scena, venerdì 3 maggio alle 20.30 (turno A), quale terzo titolo della Stagione lirica e di balletto 2024 del Teatro Lirico di Cagliari.

L’ingresso alla presentazione è libero.

Daniele Carnini

Nato a Roma, ha perseguito contemporaneamente la carriera di compositore e di storico della musica. In entrambi i rami si è prevalentemente occupato di teatro in musica: è autore di cinque opere e una cantata, tutte dedicate a temi di grande impegno civile e politico e salutate da successo di pubblico e critica. Nel frattempo si è laureato presso l’Università «La Sapienza» di Roma con Pierluigi Petrobelli e addottorato a Pavia-Cremona sotto la guida di Fabrizio Della Seta con una dissertazione sull’opera italiana del primo Ottocento, periodo di cui è un riconosciuto specialista e su cui verte la gran parte delle sue numerose pubblicazioni. Dal 2012 lavora alla Fondazione Rossini di Pesaro, di cui è direttore editoriale. Ha curato l’edizione critica della prima opera di Rossini (Demetrio e Polibio) e, con Will Crutchfield, di Aureliano in Palmira. Oltre a Rossini ha anche curato l’edizione di Didone abbandonata (versione di Vienna 1749) di Niccolò Jommelli per ETS. È regolarmente invitato a convegni internazionali, ha tenuto seminari in molte università italiane, ed affianca all’attività di studioso un cospicuo impegno volto alla divulgazione, in specie legata alla figura di Rossini e al suo tempo, sia nei teatri di tutta Italia che in radio e in televisione.

L’Italiana in Algeri viene replicata: sabato 4 maggio alle 19 (turno G); domenica 5 maggio alle 17 (turno D); mercoledì 8 maggio alle 20.30 (turno B); giovedì 9 maggio alle 19 (turno F); venerdì 10 maggio alle 20.30 (turno C); sabato 11 maggio alle 17 (turno I); domenica 12 maggio alle 17 (turno E).

Le recite per le scuole che prevedono l’esecuzione in forma ridotta dell’opera della durata complessiva di 60 minuti circa, sono: martedì 7 maggio alle 11 e venerdì 10 maggio alle 11.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, mercoledì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.com.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.

Domenica 21 aprile, a palazzo Maffei, settimo concerto da camera per “MUSEO IN MUSICA”

Un secolo di sonate e variazioni per fiati dal Barocco a Beethoven, con i professori d’Orchestra di Fondazione Arena

Settimo concerto di Museo in Musica, domenica 21 aprile alle 11, ultimo appuntamento nella sede di Palazzo Maffei Casa Museo. Un altro preannunciato sold-out per la nuova rassegna di Fondazione Arena di Verona che a maggio si sposterà in Sala Maffeiana per l’evento conclusivo.

Domenica 21 aprile, in programma brani del ‘700 di Händel, C. P. E. Bach, Lotti, Zelenka e Beethoven per oboi, corno inglese, fagotto e basso continuo -realizzato con clavicembalo e contrabbasso- con i professori dell’Orchestra di Fondazione Arena, impegnata in questi giorni anche nel Requiem di Lloyd Webber al Teatro Filarmonico.

Un sottile filo collega i brani di musica da camera di cinque diversi compositori, dalla fine del ‘600 agli ultimi anni del ‘700: un secolo di musica ‘dalle corti ai salotti’ intesa quale luogo di incontro, confronto, civiltà, nonché occasione di divertimento e sperimentazione timbrica all’interno di forme convenzionali, peraltro di origini italiane. Se si può definire barocco il veneziano Antonio Lotti (1667-1740) e la sua teatrale Qadro-Sonata “Echo”, come pure le Trio-Sonate per due oboi di Georg Friedrich Händel (1685-1759) e Jan Dismas Zelenka (1679-1745), fondamentale per la definizione canonica di forma concertante classica è l’esperienza di Carl Philipp Emanuel Bach (1714-1788, illustre figlio del più celebre Kantor J. S. Bach) presente in programma con una Pastorale in la minore per medesimo organico. Un’ultima incursione nel ‘700 dalla Vienna in età aurea post-teresiana: lontano ancora dai tormenti romantici a lui comunemente associati, Beethoven (1770-1827), poco più che ventenne, scrisse diverse variazioni su motivi allora in voga per i più svariati organici, tra cui quelle per oboi e corno inglese sul famosissimo duetto Là ci darem la mano dal mozartiano Don Giovanni.

Come di consueto, abbinata al biglietto dello spettacolo è la visita alla collezione Carlon, nelle prestigiose sale che si affacciano su piazza Erbe.

Gli ultimissimi biglietti sono in vendita sul sito www.arena.it, alla biglietteria dell’Arena e, direttamente domenica mattina, a Palazzo Maffei.

La data è acquistabile con un biglietto singolo a 15 euro (ridotto under30 a 10 euro) che vale per l’ingresso al concerto (alle ore 11) abbinato a una visita libera a Palazzo Maffei Casa Museo, da effettuarsi nello stesso giorno, prima dello spettacolo (alle ore 10).

Museo in Musica, forte del successo raccolto in sette appuntamenti a Palazzo Maffei Casa Museo, cambierà eccezionalmente sede per l’ultimo concerto. Domenica 5 maggio, in Sala Maffeiana (ingresso da piazza Bra), il quartetto di tromboni di Fondazione Arena eseguirà brani e trascrizioni dal Rinascimento alla musica americana contemporanea.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA

Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Apertada lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 8005151

www.arena.it

Punti vendita TicketOne.it

Domenica 21 aprile 2024 alle ore 20, sul podio del Teatro del Maggio, Zubin Metha dirigerà Turandot

Domenica 21 aprile 2024 alle ore 20, nell’anno del centenario di Giacomo Puccini, torna sulle scene del Teatro del Maggio “Turandot”, con la direzione del direttore emerito Zubin Mehta e nello storico allestimento firmato dalla regia di Zhang Yimou, ripresa da Stefania Grazioli.

Sul podio, nei ruoli principali, Olga Maslova nella parte della principessa Turandot; SeokJong Baek è Calaf; Valeria Sepe è Liu; Simon Lim è Timur e Carlo Bosi interpreta Altoum.

La recita del 21 aprile sarà trasmessa in diretta su Rai Radio 3

 Nel foyer della sala grande del Teatro del Maggio è allestita una mostra dedicata a Giacomo Puccini e agli allestimenti delle sue opere al Maggio. Grazie alla Fondazione Cerratelli saranno anche esposti quattro costumi originali della Turandot disegnati da Umberto Brunelleschi nel 1940

La grande ruota panoramica al parco delle Cascine per sottolineare l’inaugurazione operistica porta al centro della struttura il logo del Festival

 Si informa il gentile pubblico che sono esauriti i biglietti per tutte e cinque le recite dello spettacolo previste in cartellone

Dopo il grande successo del concerto inaugurale del 13 aprile, che ha visto alzarsi il sipario sull’86ºFestival del Maggio Musicale Fiorentino in una Sala Mehta esaurita in ogni ordine di posto, prende avvio la programmazione lirica del Festival, che – nell’anno che segna i 100 anni dalla morte del grande Giacomo Puccini – presenta una delle più amate opere del compositore lucchese, Turandot.

L’opera, che Puccini non ebbe modo di concludere e che fu terminata da Franco Alfano, trova sul podio della Sala Grande, domenica 21 aprile alle ore 20, alla guida dell’Orchestra, del Coro e del Coro di Voci Bianche dell’Accademia del Maggioil direttore emerito a vita Zubin Mehta che, nel corso della sua carriera, ha reso Turandot una delle opere senz’altro più significative del suo repertorio.

Cinque le recite complessive, già tutte completamente esaurite in ogni ordine di posto: 21, 24, 30 aprile e 3 maggio alle ore 20 e il 27 aprile alle ore 15:30.

L’allestimento, proprio del Maggio, è forse uno degli spettacoli che più hanno segnato la storia operistica recente del Teatro ed è firmato dalla regia – ripresa da Stefania Grazioli – di Zhang Yimou, uno fra i più influenti cineasti cinesi dell’ultimo mezzo secolo e per tre volte candidato agli Oscar.

Sul palcoscenico, a formare il cast vocale dello spettacolo, Olga Maslova e Eunhee Maggio (recita del 3 maggio) nella parte della principessa Turandot; SeokJong Baek e Ivan Magrì (recite del 27 e 30 aprile) interpretano Calaf; Valeria Sepe è Liù; Simon Lim è Timur mentre Carlo Bosi interpreta Altoum. Lodovico Filippo RavizzaLorenzo Martelli e Oronzo D’Urso sono rispettivamente Ping, Pang e Pong mentre Qianming Dou interpreta Un Mandarino. Chiudono il cast tre artisti del Coro del Maggio: Davide Ciarrocchi nel ruolo de Il principino di Persia, Thalida Marina Fogarasi Anastassiya Kozhukharova come le due Ancelle di Turandot. Protagonista inoltre in scena il Nuovo BallettO di ToscanA.

Il maestro del Coro del Maggio è Lorenzo Fratini.

La maestra del Coro di Voci Bianche dell’Accademia del Maggio è Sara Matteucci.

La prima recita sarà trasmessa in diretta radiofonica da Rai Radio3. Nel foyer della sala grande del Teatro del Maggio è allestita una mostra dedicata a Giacomo Puccini e agli allestimenti delle sue opere al Maggio. Grazie alla Fondazione Cerratelli saranno anche esposti i costumi originali della Turandot disegnati da Umberto Brunelleschi nel 1940

Fra i più amati e proposti titoli pucciniani di sempre, Turandot – a partire dal 1929 –  è andata in scena per undici volte durante la storia del Teatro, tra cui l’allestimento (sempre basato sulla regia di Zhang Yimou) in forma semi-scenica dell’autunno del 2012 che dunque rende queste recite il vero e proprio ‘debutto’ nella Sala Grande della magnificente regia firmata dal grande cineasta cinese, proposta per un totale di quattro volte nel corso delle stagioni del Maggio. L’opera – che si basa sulla fiaba scenica Turandotte di Carlo Gozzi, a suo volta ispirata dalla raccolta arabo-persiana Les Milles et un jour –come detto, non venne portata a termine da Puccini che stava ancora lavorando al finale quando morì a Bruxelles il 29 novembre del 1924, le ultime scene di Turandot furono dunque completate da Franco Alfano; poco più di un anno dopo, il 25 aprile del 1926, si tenne al Teatro alla Scala la prima dell’opera diretta da Arturo Toscanini che proprio di concerto ad Alfano aveva contribuito a completare il finale.

Protagonista della vicenda, naturalmente, la principessa Turandot, che – come sottolineato dal sovrintendente Carlo Fuortes – è una delle tre grandi eroine intorno alle quali si concentrerà la programmazione lirica dell’86ºFestival del Maggio: “Protagoniste assolute della programmazione operistica del Festival saranno tre donne e – proprio in occasione dei cento anni dalla morte di Giacomo Puccini –   avremo due grandi eroine pucciniane, Tosca e Turandot, in mezzo a loro ci sarà Jeanne Dark in una nuova opera contemporanea di Fabio Vacchi”.

Queste tre grandi donne sono inoltre le figure centrali del manifesto del Festival, realizzato da Francesca Banchelli in collaborazione con il Museo Novecento  nel quale Turandot, Giovanna d’Arco e Tosca sono rappresentate come un’immagine trinitaria degli archetipi femminili, con una forte predominanza di colori accesi e luci forti, come per una vera e propria scena teatrale.

Sul podio, a dare il via alla programmazione lirica dell’86ª edizione del Festival del Maggio, il suo direttore emerito a vita Zubin Mehta, il quale ha fatto dell’opera di Puccini una delle punte di diamante del suo repertorio, affrontandola innumerevoli volte dal vivo e registrandola in disco a più riprese, a partire dalla sua prima incisione dell’opera, avvenuta nel 1966, sino ad arrivare pochi anni dopo a quella che da molti critici è considerato il disco di riferimento, ossia l’edizione del 1972 con protagonisti Joan Sutherland, Luciano Pavarotti e Montserrat Caballé. 

Fu proprio il maestro Mehta a volere Zhang Yimou per l’edizione fiorentina del 1997 di Turandot, la prima da lui diretta al Maggio e che ebbe fin da subito, come detto, uno straordinario successo. Un successo tale da essere portata l’anno successivo, dopo lunghe trattative, in Cina, nella leggendaria Città Proibita di Pechino – fino ad allora mai concessa per spettacoli dal vivo –  dove l’opera di Puccini si ambienta e dove Zubin Mehta diresse l’Orchestra e il Coro del Maggio in nove memorabili serate consecutive davanti a oltre 4000 persone per ogni singola recita, segnando una delle tappe più importanti della storia del Maggio. Da ricordare inoltre il grande successo dell’opera in occasione delle tournée a Tokyo nel 2001 e 2006, sempre nell’allestimento di Zhang Yimou con la direzione di Zubin Mehta.

Nell’intervista rilasciata per il libretto di sala del 1997, il maestro Mehta evidenziò di come il finale di Alfano (che verrà eseguito per questa produzione) fosse in realtà necessario da un punto di vista drammaturgico: “So bene che molti critici hanno analizzato a fondo il problema del finale di Turandot, formulando varie ipotesi. Noi eseguiremo il finale tradizionale, quello composto da Alfano sulla scorta delle indicazioni lasciate da Puccini. Anche perché dal punto di vista drammaturgico un finale è necessario e spiego perché: una volta, dirigendo quest’opera alla Scala l’ho interrotta dove l’aveva lasciata Puccini, dopo la morte di Liù e mi sono accorto che questa scelta sposta troppo il peso drammatico dell’azione sulla giovane schiava a scapito della figura della terribile principessa. Musicalmente parlando, in Turandot, come già in Fanciulla del West, Puccini risente dell’influsso della musica impressionista, soprattutto di Ravel, e ha delle pagine – penso alla scena fra Ping, Pong e Pang – armonicamente straordinarie e nuove, ma non è prudente dire che l’ultimo lavoro pucciniano segni l’inizio di una nuova era nel campo dell’opera”. Il maestro Mehta si soffermò poi su quello che fu il lavoro svolto in parallelo con Zhang Yimou: “Sono molto felice di aver lavorato con questo grande uomo di cinema, che per la prima volta affronta il palcoscenico della lirica. Ci siamo visti molte volte e abbiamo trovato un perfetto punto di intesa. Anche le scene e i costumi sono bellissimi e riproducono, finalmente, una Cina vera e reale. Così come la regia si rifarà a movimenti tradizionali, eppure familiari ai cinesi dei nostri giorni.”

Sul palcoscenico, nel ruolo della glaciale principessa Turandot, Olga Maslova, al suo debutto assoluto sulle scene del Maggio e che da poco ha interpretato il ruolo della protagonista al Mariinsky Theatre di San Pietroburgo: parlando del personaggio e di quelli che sono i tratti che lo caratterizzano, Olga Maslova ha inoltre sottolineato la sua gioia nel prendere parte a questa storica produzione: “È per me motivo di grande orgoglio essere qui a inaugurare l’86ºFestival del Maggio Musicale Fiorentino con questa splendida ripresa dello spettacolo di Zhang Yimou, insieme al maestro Mehta e agli splendidi Orchestra e Coro del Maggio. La produzione è meravigliosa, dalle scene ai costumi, che sono magnifici in ogni loro aspetto. Il mio personaggio è senz’altro marcato da grosse sfumature di rabbia: un cuore ricoperto di ghiaccio che però attende qualcuno che possa davvero scioglierlo. Vista da un’altra prospettiva, la principessa Turandot è una donna che soffre, non riuscendo a vivere realmente la sua vita ed è stato per me molto intrigante esplorare questo aspetto, per poter capire in quale momento essa smette di essere gelida per entrare più a contatto con il suo lato emotivo”.

Calaf è invece interpretato da SeokJong Baek (Ivan Magrì nelle recite del 27 e 30 aprile), anche lui da poco protagonista nel medesimo ruolo, con grande successo di pubblico e critica, nelle recite di Turandot delle scorse settimane andate in scena al Metropolitan di New York. Liù, la giovane schiava di Timur – l’anziano e cieco padre di Calaf, interpretato da Simon Lim – è interpretata da Valeria Sepe, che torna sulle scene del Maggio dopo le recite di Pagliacci del settembre 2019 e che nel corso della sua carriera ha interpretato la parte numerose volte, sempre raccogliendo entusiastici consensi di pubblico e critica, dalle recite al Massimo di Palermo del 2019 fino alle più recenti produzioni a Tokyo e Hong Kong. Carlo Bosi, che nelle recite in forma semi-scenica del 2012 aveva interpretato Pang, da voce all’Imperatore Altoum, il padre di Turandot. 

Importante anche la partecipazione degli artisti dell’Accademia del Maggio, con Eunhee Maggio che vestirà i panni della protagonista nella recita del 3 maggio; Lodovico Filippo RavizzaLorenzo Martelli e Oronzo D’Urso che danno voce rispettivamente al Gran Cancelliere Ping, al Gran Provveditore Pang e al Gran Cuciniere Pong e Qianming Dou, da poco fra i protagonisti de La bohéme andata in scena lo scorso novembre e che veste i panni di Un Mandarino. 

Completano il cast vocale tre artisti del Coro del Maggio: Davide Ciarrocchi nel ruolo de Il principino di Persia e Thalida Marina Fogarasi Anastassiya Kozhukharova come le due Ancelle di Turandot.

La Turandot di Zhang Yimou

Protagonista di assoluto rilievo nella storia del cinema orientale e internazionale negli ultimi decenni, Zhang Yimou è fra i più importanti cineasti della cosiddetta quinta generazione del cinema cinese, ossia quel gruppo di registi che fra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta permise, in pochi anni, l’affermazione del cinema del loro paese sul piano internazionale. 

Il suo straordinario allestimento di Turandot – che segnò inoltre il suo esordio nel mondo dell’opera – debuttò al Teatro Comunale, con la direzione di Zubin Mehta, il 5 giugno del 1997 raccogliendo fin da subito un enorme successo di pubblico e di critica; anche le scene e i costumi ideati da Gao Guangjian, Zeng Li, Huang Haiwei, Wang Yin furono al centro degli elogi; i costumi in particolare hanno numeri quasi da produzione hollywoodiana, essendo formati da 1892 pezzi complessivi.

Parlando del lavoro svolto e del suo impatto con l’opera di Puccini nell’intervista rilasciata per il libretto di sala del 1997, Zhang Yimou ha sottolineato di come il libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni sia veramente marcato da tratti profondamente cinesi: “Quando ho accettato di mettere in scena quest’opera al Maggio ho adottato un approccio multiplo: mi sono immerso nell’ascolto della musica pucciniana, ho studiato il libretto, ho visto in video molte edizioni di Turandot e ho assistito alla produzione andata in scena a Pechino nel ’96.

Proprio in riferimento al libretto, se ad un primo approccio mi è sembrato che l’ambientazione cinese fosse solo uno sfondo esteriore, in seguito, approfondendo lo studio, mi sono accorto che c’è una base reale; prendiamo, ad esempio, il personaggio di Liù: nella letteratura cinese, una donna che si sacrifica per amore, che subisce violenze dal “potere” è un elemento ricorrente e tradizionale, una figura comune. Un tipo di donna che si avvicina ad alcune protagoniste anche dei miei film. Questo dimostra che il libretto di Turandot ha dei tratti profondamente cinesi. Per quello che riguardi i personaggi, ad esempio il dualismo che si crea fra la principessa Turandot e la schiava Liù, io ho tentato di riequilibrare questo rapporto, per cui non c’è una sola protagonista. C’è questo antagonismo fra una vincitrice ed una perdente, fra una donna di potere e una schiava, ma c’è anche un legame significativo: la domanda d’amore di Turandot trova risposta nel sacrificio di Liù. Per questo motivo la principessa, nella mia visione, è molto turbata dal suicidio della giovane schiava ed ho risolto questa scena con un gesto teatrale, che non voglio rivelare, ma che avvicina le due donne, così da riequilibrare, appunto, il loro rapporto.

Nel mettere in scena questa produzione, ho studiato per otto mesi, cercando quasi un centinaio di soluzioni diverse. Poi ho deciso, insieme ai miei collaboratori, di realizzare questa Turandot come una ‘vera’ opera cinese, diversa dunque dalla tradizione interpretativa cui è abituato il pubblico italiano. Ma poiché l’opera cinese ha un’antica tradizione, adottando questa soluzioni tutto per me è divenuto più chiaro, più facile e pieno di significato: per noi non è tanto importante ciò che vediamo, ma esprimere l’essenza e la poesia che è propria di ogni vera arte, in Oriente come in Occidente, e dunque superare il dato oggettivo. Così ho immaginato il finale dell’opera: come un momento di unione fra cultura occidentale ed orientale, attraverso una sorta di teatro nel teatro, che vedrà svolgersi contemporaneamente alla scena conclusiva di Turandot la rappresentazione di altre otto opere cinesi. Ed il punto di contatto è dato proprio dall’universalità dei sentimenti, mentre il messaggio che vorrei lanciare è un messaggio di speranza in un mondo migliore, in una cultura comune”.

In questa occasione, la regia dell’opera è ripresa da Stefania Grazioli che da poche settimane riportato in scena un’altra produzione storica del Maggio, il Don Pasquale di Jonathan Miller diretto da Daniele Gatti: “Sono davvero felice di poter riprendere e portare sul palcoscenico della Sala Grande la regia di Zhang Yimou: farlo è stata davvero una sfida, riuscire a coordinare – nei movimenti in scena – circa 200 persone è davvero molto impegnativo. Anche da un punto di vista scenico, il regista ha lavorato molto su una gestualità ‘orientale’ dei personaggi, con un approccio registico quasi minimalista per quello che riguarda le movenze di chi è in scena: per noi che magari siamo abituati a regie più ‘occidentali’ e dinamiche è stato davvero molto intrigante confrontarci con questo tipo di lettura”.

L’opera:

C’era una volta una principessa dal cuore duro come una pietra che metteva alla prova i propri spasimanti con un trio di enigmi da risolvere. Solo l’uomo capace di rispondere esattamente ai tre indovinelli avrebbe conquistato la principessa Turandot, ma nessuno era mai riuscito nell’impresa e ogni tentativo fallito era punito con la pena capitale. L’arrivo in incognito del principe Calaf, che prontamente scioglie i tre enigmi, scombina le carte in tavola: Turandot è costretta alle nozze ma il valoroso principe non vuole costringerla a onorare il dovere impostole dal padre e le offre la possibilità di recedere solo se scoprirà la sua identità prima dell’alba. L’antica fiaba dell’algida principessa cinese risaliva a una raccolta di canti popolari mediorientali, Les Mille et un jours, tradotti nel 1710 dall’orientalista François Pétis de la Croix a cui aveva attinto Carlo Gozzi per la sua Turandot, “fiaba teatrale” rappresentata a Venezia nel 1762. Il soggetto fu proposto a Puccini nell’inverno del 1919 dai librettisti Giuseppe Adami e Renato Simoni e il progetto prese vita nella primavera dell’anno seguente. Dopo l’iniziale entusiasmo, Puccini visse però numerosi momenti di scoraggiamento e pensò in più occasioni di abbandonare l’impresa. Nel corso di quattro anni di lavoro intenso e travagliato il compositore aveva completato i primi due atti e ultimato la scena della morte di Liù nel terzo atto. Sul duetto successivo, in cui Turandot cede all’amore di Calaf dopo un lungo bacio che scioglie ogni sua riserva e la trasforma completamente, Puccini aveva a lungo meditato chiedendo ai suoi librettisti ben cinque versioni diverse, senza esserne tuttavia mai soddisfatto. Il mutamento repentino e quasi metafisico della crudele Turandot dopo quanto accaduto fino al fatidico momento del bacio pareva a Puccini uno scoglio insormontabile e le sue ultime energie, prima della morte il 29 novembre del 1924, furono spese nel trovare una soluzione convincente a quel momento così cruciale prima del finale. Dopo la morte del Maestro, Tito Ricordi decise di affidare a un compositore il completamento del Duetto e del Quadro conclusivo; la scelta ricadde su Franco Alfano, che ultimò il capolavoro pucciniano nel gennaio del 1926 lavorando sugli abbozzi rimasti. Turandot debuttò il 25 aprile 1926 al Teatro alla Scala diretta da Arturo Toscanini che in quella serata rimasta nella storia si rifiutò di proseguire dopo le ultime battute vergate da Puccini deponendo la bacchetta sulle ultime note del corteo funebre di Liù. Con la morte del compositore lucchese si chiudeva l’epoca gloriosa del melodramma italiano e la sua ultima creazione rimasta incompiuta ne simboleggiò la fine o, per alcuni, il nuovo corso del teatro musicale. Nella sua Turandot Puccini ricreò le affascinanti sonorità esotiche ricorrendo a melodie cinesi originali e a impasti timbrici particolari, in cui gli strumenti idiofoni (campanelli, campane tubolari, celesta, xilofono, glockenspiel,) giocano un ruolo fondamentale. Tra le voci spiccano quelle dei due protagonisti, tra i ruoli più impervi del teatro pucciniano: Turandot, dotata di una voce da tiranna e chiamata a coprire salti vertiginosi dal registro grave all’acuto, e Calaf, principe valoroso che conquista il cuore della principessa cinese a suon di romanze piene di slancio lirico.

Presentazione del Corridoio Puccini nel Foyer del Maggio:

In occasione della prima della Turandot di Giacomo Puccini del 21 aprile 2024 il Teatro del Maggio, in collaborazione con il suo Archivio Storico, presenta – similmente a quanto avvenuto lo scorso anno con l’inaugurazione dei corridoi dedicati a Maria Callas e Franco Zeffirelli – un nuovo allestimento nel corridoio destro che fiancheggia la Sala Grande del Teatro. Una nuova serie di pannelli dedicata, nell’anno del centenario, proprio a Giacomo Puccini e all’intenso legame fra il Maggio e la musica del grande compositore lucchese. 

Il rapporto tra Giacomo Puccini ed il Maggio Musicale Fiorentino è talmente intimo che esso nasce prima ancora dello stesso festival. Infatti già nell’aprile 1929 – ben quattro anni prima del varo del Maggio – l’Orchestra Stabile Fiorentina diede il via ad una prima, pionieristica, stagione d’opera. Titolo di apertura: Turandot. Prendeva così avvio uno strettissimo legame nel segno del compositore lucchese che nell’arco di quasi un secolo ha visto più di 600 recite in oltre 160 spettacoli. 

Una storia che qui si vuole rievocare attraverso alcune delle più celebri messinscene fiorentine: dalla iconica Turandot firmata da Umberto Brunelleschi per la VI edizione del festival (1940), sino a La Rondine andata in scena nel 2017 con la regia di Denis Krief. Frammenti, istantanee, momenti tratti da spettacoli spesso divenuti leggendari e che hanno contribuito a contrassegnare la storia dell’interpretazione pucciniana a Firenze e non solo.

La locandina:

TURANDOT

Dramma lirico in tre atti e cinque quadri

Libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni da Carlo Gozzi

(Il finale dell’opera è stato completato da Franco Alfano)

Edizione: Casa Ricordi, Milano

Allestimento storico del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

La principessa Turandot Olga Maslova / Eunhee Kim (3 /05)

L’Imperatore Altoum Carlo Bosi

Timur Simon Lim

Calaf (Principe ignoto) SeokJong Baek / Ivan Magrì (27, 30 / 04)

Liù Valeria Sepe

Ping Lodovico Filippo Ravizza

Pong Lorenzo Martelli

Pang Oronzo D’Urso

Un mandarino Qianming Dou

Il Principe di Persia Davide Ciarrocchi

Prima ancella Thalida Marina Fogarasi

Seconda ancella Anastassiya Kozhukharova

Maestro concertatore e direttore ZUBIN MEHTA

Regia ZHANG YIMOU

Regia ripresa da Stefania Grazioli

Scene e costumi Gao Guangjian, Zeng Li, Huang Haiwei, Wang Yin

Coreografia Chen Weiya

ripresa da Damiana Pizzuti – Nuovo BallettO di ToscanA

Luci Valerio Tiberi

ORCHESTRA E CORO DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO

Maestro del Coro Lorenzo Fratini

CORO DI VOCI BIANCHE DELL’ACCADEMIA DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO

Maestra del Coro di voci bianche Sara Matteucci

Nuovo BallettO di ToscanA

Danzatori:  Benedetta Balducci, Carolina Braus, Elena Cerasa, Daniela d’Errico, Mariacarla Ferro, Sofia Galeotti, Ariana Gravilura,

Rebecca Intermite, Melissa Rosi, Sofia Indovino, Beatrice Ranieri, Valeria Strati, Elena Tassi, Tommaso Magno

Assistenti regia:  Sandro Pacini, Alessandra Giuntini

Movimenti scenici dei figuranti speciali Elena Barsotti

Figuranti speciali:  Ylenia Ambrosino, Lisa Baldi, Elena Barsotti, Ilaria Brandaglia, Cristina Cavalli, Sabrina Cerrone,

Deborah Di Noto Marrella, Giulia Mostacchi, Roberta Raimondi, Livia Risso, Roberto Andrioli, Davide Arena, Andrea Baldassarri,

Gabriele Barbetti, Mauro Barbiero, Lorenzo Braus, Rosario Campisi, Fabrizio Casagrande, Alessandro Ciardini, Leonardo Cirri, Lucio Colzani,

Egidio Egidi, Nicola Fania, Luca Ferrigato, Stefano Francasi, Gioele Gaggio, Edoardo Groppler, Andrea Landi, Sandro Mabellini,

Federico Macchi, Guido Mazzoni, Mauro Milone, Francesco Pacelli, Leonardo Paoli, Federico Raffaelli, Dario Tamiazzo, Simone Ticci,

Federico Vazzola, Beniamino Zannoni

Durata:

Prima parte: 33 minuti – Intervallo: 30 minuti – Seconda parte: 45 minuti – Intervallo: 25 minuti – Terza parte: 50 minuti 

Durata complessiva: 3 ore circa

Kent Nagano dirige lunedì 22 aprile al teatro La Fenice l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento

In programma Haydn e Beethoven

L’Orchestra Haydn e Bolzano e Trento, sotto la prestigiosa direzione musicale di Kent Nagano, è la compagine ospite della Stagione Sinfonica 2023-2024 della Fondazione Teatro La Fenice. Si esibirà al Teatro La Fenice lunedì 22 aprile 2024 ore 20.00, fuori abbonamento, proponendo un programma dedicato al classicismo, con pagine di Franz Joseph Haydn e Ludwig van Beethoven. In particolare, il maestro statunitense dirigerà uno dei capolavori del periodo londinese di Haydn, la Sinfonia concertante in si bemolle maggiore H.I:105; mentre del compositore di Bonn sarà eseguita la Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 36.

Stimolato dal confronto con l’esigente (e pagante) pubblico londinese, Franz Joseph Haydn (1732-1809) scrisse una serie di capolavori, che, pur nella loro diversità, formano un insieme organico e rappresentano un vertice assoluto nella storia della sinfonia. Le sinfonie londinesi sono il punto d’arrivo delle incessanti e spesso audaci sperimentazioni da lui condotte in oltre trent’anni di lavoro nel campo della sinfonia, durante i quali aveva trasformato la gracile sinfonia della metà Settecento in un organismo musicale ampio, equilibrato e solido, chiaramente definito nelle linee fondamentali ma allo stesso tempo talmente elastico da poter accogliere agevolmente le idee e le innovazioni dei maggiori compositori dei due secoli successivi. La Sinfonia concertante in si bemolle maggiore H.I:105 fu eseguita per la prima volta il 9 marzo 1792 in uno dei i concerti organizzati dall’impresario Johann Peter Solomon a Londra. Haydn utilizza quattro strumenti solisti, violino, violoncello, oboe e fagotto, e li combina in modi sempre diversi: tutti e quattro insieme, uno alla volta, la coppia degli archi contrapposta ai due fiati, i due strumenti acuti contrapposti ai due bassi, violino e fagotto contrapposti a oboe e violoncello e così via. All’avvicinarsi della conclusione, i solisti hanno tutta per loro un’ampia cadenza (scritta per esteso da Haydn e non lasciata all’improvvisazione come nei concerti solistici) prima che un gioioso e vigoroso tutti suggelli la composizione.

Ludwig van Beethoven (1770-1827) iniziò a comporre la sua Seconda Sinfonia in re maggiore op. 36 intorno al 1800, vi si dedicò con maggiore impegno dall’ottobre 1801 al maggio 1802, per poi completare il lavoro nell’estate della villeggiatura di Heiligenstadt (a quei tempi piccolo centro a nord di Vienna). Dedicata al fraterno amico Carl von Lichnowsky, dopo varie esecuzioni in forma privata in qualche dimora del principe, ogni volta occasione per cambiamenti e ritocchi da parte del compositore, debuttò in pubblico al Theater an der Wien il 5 aprile 1803, in un concerto dal programma interamente dedicato alla musica di Beethoven. Nonostante sia pervasa di energia e serenità, l’opera nacque in uno dei momenti più scoraggianti dell’esistenza del compositore: proprio in quegli anni infatti cominciò a manifestarsi la fase acuta della sua sordità con la conseguente decisione di abbandonare la carriera concertistica. I contemporanei, colpiti degli elementi di novità rispetto alle loro abitudini di ascolto, ne riconobbero inevitabilmente «la potenza del genio che in quest’opera colossale – si legge in una recensione del prestigioso l’«Allgemeine Musikalische Zeitung» del 1805 – si palesa nella ricchezza dei pensieri nuovi, nel trattamento del tutto originale e nella profondità della dottrina».

I biglietti per il concerto (da € 15,00 a € 130,00, ridotto abbonati da € 15,00 a € 90,00) sono acquistabili nella biglietteria del Teatro La Fenice e nei punti vendita Eventi Venezia Unica, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it

Main partner della Stagione è Intesa Sanpaolo.

Kent Nagano

È considerato uno dei più prestigiosi direttori dei nostri giorni, sia nel repertorio operistico che in quello sinfonico. Dal settembre 2015 è stato direttore musicale generale della Statsoper Hamburg e direttore principale della Philharmoniker Hamburg. Inoltre, è stato impegnato come direttore artistico del Ring project con Concerto Köln e la Dresden Festival Orchestra, e come patron dell’Herrenchiemsee Festival. Quest’anno è stato nominato direttore onorario della Philharmonic State Orchestra, nel 2021 dell’Orchestre Symphonique de Montréal, nel 2019 di Concerto Köln, e nel 2006 della Deutsches Symphonie-Orchester di Berlino. Nell’ottobre 2019, insieme a Mari Kodama, ha esteso le loro registrazioni dell’opera di Beethoven con il Concerto per pianoforte e orchestra n. 0 in mi bemolle maggiore r WoO 4, una composizione giovanile quasi sconosciuta del musicista di Bonn, assieme al suo Rondo per piano e orchestra WoO 6 con la Deutsches Symphonie-Orchester di Berlino. L’edizione completa dei concerti per pianoforte di Beethoven è stata realizzata dalla Berlin Classics label. Per celebrare il suo settantesimo compleanno, nel 2021, è stato realizzato un cofanetto di cd con musiche di Olivier Messiaen per la br Klassik label. Nel settembre 2021, ha pubblicato il suo secondo libro per Berlin Verlag, 10 Lessons of my Life. Nel 2015 Erwarte Sie Wunder! è stato pubblicato ancora da Berlin Verlag, e poi tradotto in inglese dalla Canadian McGill-Queen’s University Press con il titolo di Classical Music – Expect the Unexpected e nel 2015 in francese con il titolo di Sonnez, merveilles! per le Éditions du Boréal.

Orchestra Haydn di Bolzano e Trento

Si è costituita nel 1960 per iniziativa dei Comuni e delle Province di Bolzano e di Trento. Il suo repertorio spazia dal barocco ai contemporanei; in più occasioni autori come Luigi Nono, Luciano Berio, Franco Donatoni, Ivan Fedele, Stefano Gervasoni, Ney Rosauro, Matteo D’Amico, Giovanni Sollima le hanno affidato loro lavori in prima esecuzione assoluta. Ha stretto rapporti con Johannes Maria Staud, Roberto David Rusconi e Matteo Franceschini quali artisti in residence. L’Orchestra è apparsa in Austria (a Bregenz, a Erl, al Mozarteum di Salisburgo e al Musikverein di Vienna), Germania, Giappone (a Osaka e alla Suntory Hall di Tokio), Italia (al Maggio Musicale Fiorentino, alla Sagra Musicale Umbra di Perugia, al Rossini Opera Festival di Pesaro, ad Anima Mundi di Pisa, a MiTo SettembreMusica di Torino e alla Biennale Musica di Venezia), nei Paesi Bassi, negli Stati Uniti d’America, in Svizzera e in Ungheria. Sul suo podio sono saliti, fra gli altri, Claudio Abbado, Rinaldo Alessandrini, Riccardo Chailly, Ottavio Dantone, Carlo Maria Giulini, Eliahu Inbal, Stanislav Kochanovsky, Alain Lombard, Jesús López-Cobos, Peter Maag, Michele Mariotti, Sir Neville Marriner, Riccardo Muti, Kent Nagano, Daniel Oren, José Serebrier, Sir Jeffrey Tate, Juraj Valčuha, Lorenzo Viotti e Alberto Zedda. Ha ospitato nei suoi concerti solisti come Salvatore Accardo, Claudio Arrau, Jean-Efflam Bavouzet, Alfred Brendel, Mischa Maisky, Maria Tipo, Alexander Toradze, Uto Ughi e Arkadi Volodos. Dopo il fondatore Antonio Pedrotti si sono succeduti come direttori stabili Hermann Michael, Alun Francis, Christian Mandeal e Ola Rudner. Dal 2022 Ottavio Dantone è il nuovo direttore principale dell’Orchestra; dal 2024 ne sarà il direttore musicale. Dopo la quasi trentennale guida di Andrea Mascagni, alla direzione artistica si sono avvicendati Hubert Stuppner, Gustav Kuhn, Daniele Spini e Giorgio Battistelli (dal 2021).

Maria Agresta protagonista di Omaggio a Napoli

Sul podio Maurizio Agostini

Sabato 20 aprile, ore 19.00

Domenica 21 aprile, ore 20.30

Maria Agresta torna al Teatro di San Carlocon Omaggio a Napoli, il prossimo appuntamento della Stagione di Concerti.

Sabato 20 aprile alle ore 19:00, in replica domenica 21 alle ore 20:30, il soprano verrà accompagnato dall’Orchestra del Teatro di San Carlo, diretta da Maurizio Agostini.

Il concerto celebra lo straordinario patrimonio di canzoni napoletane attraversando cinquant’anni di storia, da Era de maggio fino a Passione.

In locandina si susseguono le celebri Voce e’ notte e Core ‘ngrato, I’ te vurria vasa’e Maria Mari’, Furturella, Bammenella e Silenzio cantatore. Torna a Surriento, Santa Lucia luntana e ‘O paese d’ ‘o sole raccontano il viscerale legame con la terra d’origine, le prime pervase di profonda malinconia, l’ultima dalla gioia del ritorno.

Non mancano, infine, i brani intorno a cui si è costruita, e ancora oggi si stringe, l’identità di Napoli, e non solo: O surdato ‘nnammuratoe ‘O sole mio.

Maria Agresta vince nel 2014 il Premio Franco Abbiati. Fin dal primo grande successo, nel 2011 con il debutto ne I vespri siciliani, calca i palcoscenici più prestigiosi: Teatro alla Scala, Arena di Verona, Teatro dell’Opera, Teatro La Fenice, Teatro San Carlo, Royal Opera House, Bayerische Staatsoper, Semperoper di Dresda, Opéra Bastille. Collabora con direttori quali Riccardo Muti, Daniel Barenboim, Zubin Mehta, Antonio Pappano, Gianandrea Noseda, Nicola Luisotti, Michele Mariotti.

Maurizio Agostini dirige numerose produzioni per il Teatro di San Carlo. Oltre all’Orchestra del Massimo napoletano, che porta in tournée a Dubai e a Praga, dirige in vari concerti sinfonici l’Arturo Toscanini di Parma, la Filarmonica del Friuli Venezia Giulia e, tra i solisti, Sarah Chang, Mischa Maisky e Ivano Battiston. Prolifico compositore, è autore di brani di musica strumentale, sacra e di scena nonché opere liriche.

/ Concerto

20 e 21 Aprile 2024

Maria Agresta
Omaggio a Napoli

Direttore | Maurizio Agostini
Soprano | Maria Agresta

Programma

E. A . Mario, Santa Lucia luntana

Edoardo Nicolardi e Ernesto de Curtis, Voce ‘e notte

Eduardo Di Capua/Vincenzo Russo, I’ te vurria vasà

Salvatore Cardillo/Riccardo Cordiferro, Core n’grato

Salvatore Gambardella Pasquale Cinquegrana, Furturella

Mario Pasquale Costa/Salvatore Di Giacomo, Era de maggio

Eduardo Di Capua/Vincenzo Russo, Maria Marì

Raffaele Viviani, Bammenella

Ernesto Tagliaferri/Nicola Valente e Libero Bovio, Passione

Enrico Cannio/Aniello Califano, ‘O surdato ’nnammurato

Gaetano Lama/Libero Bovio, Silenzio cantatore

Ernesto de Curtis/Giambattista De Curtis, Torna a Surriento

Vincenzo D’Annibale/Libero Bovio, ‘O paese d’ ‘o sole

Eduardo Di Capua/Alfredo Mazzucchi/ Giovanni Capurro, ‘O sole mio

Orchestra del Teatro di San Carlo

Teatro di San Carlo | CREMISI
sabato 20 aprile 2024, ore 19:00 – S/P – CREMISI – VII
domenica 21 aprile 2024, ore 20:30 – CREMISI – VII

Durata: 1 ora e 10 minuti circa, senza intervallo

Daniele Gatti dirige la Nona Sinfonia di Mahler

Tutto esaurito per il Maestro milanese sul podio della Filarmonica della Scala

il 22, 24 e 27 aprile nell’ambito della Stagione Sinfonica del Teatro,

ma l’ultimo concerto sarà visibile anche sulla piattaforma LaScalaTv.

Proprio con questa pagina Gatti aveva debuttato con la Filarmonica nel 2006.

Lunedì 22 aprile (repliche mercoledì 24 e sabato 27) Daniele Gatti dirige la Sinfonia n° 9 di Gustav Mahler nell’ambito della Stagione Sinfonica del Teatro alla Scala. I tre concerti sono prossimi al tutto esaurito ma la serata del 27 sarà trasmessa in diretta sulla piattaforma LaScalaTv.

Il Maestro milanese è il nuovo Direttore principale della Staatskapelle di Dresda. Ad agosto inaugurerà la stagione dell’Orchestra sassone con la quale sarà poi in tournée anche in Italia. A settembre aprirà inoltre la stagione dei Wiener Philharmoniker al Musikverein di Vienna e sarà in tournée con loro nelle principali città europee. È Direttore principale del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e Consulente artistico della Mahler Chamber Orchestra. Nell’estate 2025 tornerà al Festival di Bayreuth per la nuova produzione dei Meistersinger von Nürnberg. Alla Scala Daniele Gatti, il cui nome è stato proposto dal Consiglio di amministrazione per la Direzione Musicale del Teatro dalla Stagione 2026/2027, ha debuttato alla Scala nel 1989 con L’occasione fa il ladro di Gioachino Rossini cui hanno fatto seguito Tancredi, sempre di Rossini, nel 1993, Lohengrin di Wagner nel 2007, Wozzeck di Berg nel 2008, Don Carlo di Verdi per l’inaugurazione della Stagione 2008/2009, Lulu di Berg nel 2010, La traviata di Verdi per l’inaugurazione della Stagione 2013/2014, Falstaff nel 2015 e Die Meistersinger von Nürnberg nel 2017, oltre a numerosi concerti in sede e in tournée. 

Gatti e Mahler alla Scala

Proprio con la Nona, accostata all’Incantesimo del Venerdì Santo dal Parsifal di Wagner, Gatti aveva debuttato sul podio della Filarmonica nel 2006, primo esempio di una predilezione mahleriana che sarebbe stata ribadita, dalla Sesta nel 2008, dai 5 Lieder con la Mahler Chamber e Matthias Goerne per il concerto celebrativo dei 150 anni della Società del Quartetto nel 2013, dalla Seconda “Resurrezione” nel 2017, dalla Quarta con l’Orchestra di Santa Cecilia e Chen Reiss nel 2021, dalla Terza con Elīna Garanča nel 2022 e dalla Prima l’anno scorso con la Gustav Mahler Jugendorchester.

La Stagione Sinfonica

La Stagione Sinfonica presenta importanti direttori e produzioni che spesso prevedono il coinvolgimento del Coro diretto da Alberto Malazzi: dopo l’apertura con il Direttore Musicale Riccardo Chailly che ha diretto i Quattro pezzi sacri di Verdi, lo scorso gennaio Ingo Metzmacher ha ricordato Luigi Nono nel centenario della nascita con Como una ola di fuerza y luz e in febbraio Lorenzo Viotti ha accostato Rimskij-Korsakov, Ravel e Rachmaninov. La Stagione prosegue con Riccardo Chailly dal 27 maggio con un programma dedicato alla Seconda Scuola di Vienna, mentre Thomas Guggeis dirigerà dal 29 giugno il Requiem di Mozart e dal 13 settembre di nuovo Chailly i maestosi Gurre-Lieder di Arnold Schönberg.

Stagione Sinfonica 2023/2024

Lunedì 22 aprile 2024 ore 20 – turno A

Mercoledì 24 aprile 2024 ore 20 – turno B

Sabato 27 aprile 2024 ore 20 – turno C

FILARMONICA DELLA SCALA

DANIELE GATTI, direttore

Gustav Mahler
Sinfonia n. 9 in re magg.

Prezzi: da 110 a 18 euro

Infotel 02 72 00 37 44

Lo Stabat Mater di Alessandro Scarlatti e Giovanni Battista Pergolesi al Teatro Massimo di Palermo

Il pathos e la bellezza degli Stabat Mater di Alessandro Scarlatti e Giovanni Battista
Pergolesi nel concerto dell’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori Italiani in
programma al Teatro Massimo di Palermo. Sul podio il Maestro Ignazio Maria Schifani.
Si rinnova la collaborazione tra la Fondazione Teatro Massimo e il Conservatorio “A. Scarlatti”
di Palermo con il concerto in programma sabato 20 aprile alle 20:30 in Sala Grande che vede
protagonista l’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori Italiani diretta dal Maestro
Ignazio Maria Schifani e le voci soliste del soprano Gabriella Costa e del mezzosoprano
Marianna Pizzolato.

Ad impegnare gli interpreti è l’emozione e il pathos degli Stabat Mater di
Alessandro Scarlatti e Giovanni Battista Pergolesi composti nel 1725 l’uno, e nel 1736 l’altro,
sul celebre testo medievale di Jacopone da Todi. Le due composizioni sono intimamente legate
tra loro per essere state commissionate dalla stessa congregazione religiosa napoletana ed essere
state eseguite durante la Quaresima: lo Stabat di Scarlatti fino al 1735 e dal 1736 quello di
Pergolesi. Il concerto al Teatro Massimo prevede la loro esecuzione in successione, permettendo
di cogliere rimandi e differenze tra il più grande autore di una generazione, Alessandro Scarlatti,
e colui che lo avrebbe sicuramente sostituito, Giovanni Battista Pergolesi, se non fosse morto a
soli 26 anni.

Lo Stabat Mater di Alessandro Scarlatti risponde alle esigenze tipiche della musica
barocca di alternanza tra brani di carattere mesto e allegro, e quindi vi sono anche brani di
andamento più vivace; lo Stabat di Pergolesi, completato, si dice, poche ore prima della sua
morte, sorprende con una musica dolcissima, traboccante pathos, scritta in una prospettiva tutta
nuova e mantiene intatto il suo successo anche a quasi trecento anni di distanza.


Sul podio dell’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori dirige Ignazio Maria Schifani, direttore e
interprete tra i più apprezzati del repertorio della musica antica, perfezionatosi in clavicembalo,
organo storico e nella prassi del basso continuo. Ha diretto e suonato per importanti istituzioni e
festival di musica antica in Europa, Stati Uniti, America del Sud e per i più grandi enti lirici, dal
Teatro alla Scala, all’Opéra di Parigi, al Teatro Real di Madrid, tra gli altri. Le voci soliste sono
quelle del soprano Gabriella Costa, artista dalla carriera internazionale, apprezzata per il suo
vasto repertorio che spazia dal barocco all’opera contemporanea e ottocentesca; e quella del
mezzosoprano Marianna Pizzolato, cantante rossiniana acclamata in tutti i maggiori teatri
d’opera nonché rinomata e amata interprete anche del repertorio barocco.

L’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori Italiani è stata fondata a Palermo nel 2016 ed è
coordinata da Daniele Ficola, che è stato direttore del Conservatorio Alessandro Scarlatti di
Palermo fino a ottobre 2023. Affronta repertori che spaziano dalla musica profana a quella sacra
del barocco europeo di grandi autori come di alcuni compositori meno noti, con rare se non
prime esecuzioni. L’Orchestra ha una intensa attività concertistica, ed è regolarmente invitata a
festival e stagioni musicali ed è stata guidata da direttori di grande prestigio tra i quali Enrico
Onofri, Rinaldo Alessandrini, Enrico Gatti, Alessandro Quarta e Toni Florio. L’Orchestra
Nazionale Barocca dei Conservatori è un progetto sostenuto dal Ministero dell’Università e della
Ricerca, Segretariato generale.
Biglietti: da 15 a 30 euro Info: https://www.teatromassimo.it/event/orchestra-nazionale-barocca
dei-conservatori-2/