AL VIA LA VENDITA DEI BIGLIETTI PER IL CARACALLA FESTIVAL 2025

Dal 29 giugno al 7 agosto gli spettacoli a Caracalla e Basilica di Massenzio

Dal 3 giugno i concerti pop

Sabato 1° febbraio si apre la vendita dei biglietti per il Caracalla Festival 2025, “Tra sacro e umano”. Dal 29 giugno al 7 agosto opera, musica sacra, musical, danza, concerti e incontri in una speciale stagione estiva della Fondazione Capitolina.

Affidato a Damiano Michieletto, uno dei più apprezzati registi di oggi, il programma è tanto innovativo quanto capace di dialogare con l’enorme eterogeneità di pubblico che un anno come quello giubilare porta nella capitale. Tante le novità in programma, a partire dalle sedi del Festival: alle tradizionali Terme di Caracalla infatti, per la prima volta viene affiancata la Basilica di Massenzio.

Quattro le nuove produzioni: La Resurrezione di Händel, La traviata di Verdi, Don Giovanni di Mozart e West Side Story di Bernstein, tutte affidate a nomi della “nuovelle vague” della regia operistica internazionale come Ilaria Lanzino, Sláva Daubnerová, Vasily Barkhatov e lo stesso Damiano Michieletto. Per West Side Story poi, sale sul podio il Direttore musicale dell’Opera di Roma Michele Mariotti. La danza vede il Corpo di Ballo del Teatro, diretto da Eleonora Abbagnato, impegnato in una serata con due grandi classici contemporanei: il Bolero di Ravel firmato da Maurice Béjart e Le Sacre du printemps di Stravinskij con la celeberrima coreografia di Pina Bausch, per la prima volta realizzata da una compagnia di balletto italiana. A queste si affianca l’immancabile serata Roberto Bolle and Friends. Chiude il cartellone La Pasión según San Marcos del compositore argentino Osvaldo Golijov, creata nel 2000 per l’anniversario bachiano che, oltre a un successo planetario, vanta due incisioni e una nomination ai Grammy Awards. Variegata anche l’offerta di musica pop che precede il cartellone curato da Damiano Michieletto e inizia già da martedì 3 giugno, con nomi quali Fiorella Mannoia, Alessandra Amoroso, Giorgia, Antonello Venditti e Giovanni Allevi.

Biglietti da 20 a 145 euro in vendita da sabato 1° febbraio presso il botteghino del Teatro dell’Opera di Roma (dalle 10.00) e su Ticketone (dalle 12.00).

Per la creazione del Caracalla Festival 2025 si rinnova la collaborazione dell’Opera di Roma con la Soprintendenza Speciale di Roma cui si aggiunge quest’anno quella con il Parco Archeologico del Colosseo.

ph-Yasuko-Kageyama

Al Teatro La Fenice nell’ambito del Carnevale di Venezia : Rigoletto di Giuseppe Verdi, regia di Damiano Michieletto, direttore Daniele Callegari

Nel cast Luca Salsi, Ivan Ayon Rivas e Maria Grazia Schiavo

E al termine della replica di San Valentino sarà possibile partecipare su prenotazione ad

una cena romantica nelle Sale Apollinee

Rigoletto di Giuseppe Verdi torna in sena al Teatro La Fenice nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2024-2025. Questo amatissimo titolo del grande repertorio sarà ripreso in laguna nell’allestimento che Damiano Michieletto realizzò nel 2017 per l’Opera Nazionale di Amsterdam, poi presentato a Venezia nel settembre 2021 in un regime anti-covid segnato dal distanziamento sociale e da limitazioni di capienza: viene ora finalmente riproposto affinché un pubblico ancora più vasto ne possa godere.

In questa suggestiva messinscena, il regista veneziano, coadiuvato dallo scenografo Paolo Fantin, dal costumista Agostino Cavalca, dal light designer Alessandro Carletti e dal video designer Roland Horvath, ambienta la tragica azione in un manicomio, dove il buffone di corte è stato rinchiuso dopo essere impazzito di dolore per aver involontariamente provocato la morte della figlia. Sul podio dell’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice ci sarà uno specialista del repertorio quale è Daniele Callegari, che guiderà un cast composto da tre interpreti principali di grandissimo richiamo: Luca Salsi in alternanza con Dalibor Janis nel ruolo del titolo; Ivan Ayon Rivas in alternanza con Davide Giusti nel ruolo del duca di Mantova; e Maria Grazia Schiavo in alternanza con Lucrezia Drei nel ruolo di Gilda.

Lo spettacolo sarà in scena al Teatro La Fenice il 7, 9, 11, 14, 16, 19, 23, 25 e 28 febbraio 2025.

            L’opera va in scena nel contesto delle manifestazioni per il Carnevale di Venezia 2025. Inoltre, in concomitanza della replica che cade nel giorno di San Valentino, il 14 febbraio 2025, la Fenice propone, al termine dello spettacolo, una cena romantica per gli innamorati nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice per informazioni e prenotazioni, info@festifenice.it, telefono 041 786672.

Rigoletto esordì al Teatro La Fenice l’11 marzo 1851. Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave tratto dal dramma storico di Victor Hugo Le Roi s’amuse, l’opera giunse sulla scena dopo una serie di vicissitudini legate alle interdizioni della censura, che riteneva inaccettabile il ruolo negativo attribuito a un sovrano, indecoroso il soggetto ed empia la maledizione. Ma Verdi era entusiasta della pièce di Hugo – «è il più gran soggetto e forse il più gran dramma de’ tempi moderni. Tribolet è creazione degna di Shakespeare!» – e riuscì a portare in scena il lavoro incontrando subito il favore del pubblico, anche se non quello della critica, disorientata dall’eccentricità del testo.

Prima opera della cosiddetta ‘trilogia popolare’ con Il trovatore e La traviata, l’opera segna una svolta nell’evoluzione artistica di Verdi; lo stesso personaggio di Rigoletto, buffone ma triste, rancoroso e provocatore ma dolorosamente afflitto, dipinto da Verdi in tutto lo spessore tragico della sua condizione umana, rappresenta una vistosa eccezione in un panorama operistico che distingueva con molto maggior rigore fra misera abiezione e immacolata virtù. Proprio dalla necessità di potenziare la caratterizzazione del personaggio principale muove il rinnovamento operato dalla drammaturgia verdiana intorno a convenzioni radicate: «Cortigiani, vil razza dannata» è l’esempio memorabile che sancisce la nascita di una nuova voce per il melodramma italiano, quella ‘spinta’ del baritono verdiano, dal potente declamato.

«Al centro di questo progetto sta il rapporto tra un padre e una figlia – spiega il regista Damiano Michieletto –. Di tutti gli elementi che si possono sottolineare in una lettura registica di Rigoletto, quello che ho scelto come motore di tutta la storia è la maledizione, che è anche il titolo originale dell’opera e viene ripetutamente evocata fino alla fine. La maledizione si collega al fatto che Rigoletto scopre di essere responsabile della morte della figlia. Il piano che lui ha ordito per uccidere il duca gli si ritorce contro e provoca la morte della sua amata Gilda. Quindi lui si sente colpevole di aver distrutto l’unica cosa preziosa che aveva nella sua vita. Mi sono chiesto che reazione può provocare in un uomo una tragedia come questa. In più l’uomo in questione vive in una condizione di estrema solitudine, non ha parenti né amici, ha solo questa figlia sulla quale riversa tutte le sue attenzioni in maniera morbosa. La consapevolezza di essere causa della sua morte produce in lui la perdita di qualsiasi possibilità di tornare a essere quello che era prima, alla vita precedente, che peraltro lui odiava con tutto se stesso. Odiava il duca, così come detestava la sua condizione di idiota o buffone che dir si voglia. E dunque provoca in lui la follia: rivive tutta la storia come una sorta di lungo flashback. L’impostazione dunque è questa: tutta la vicenda è vista dal punto di vista di Rigoletto, che ricorda con l’ossessione di una mente malata questa tragedia di cui si sente responsabile. Non riesce a liberarsi del senso di colpa che lo opprime e perde ogni contatto con la realtà diventando per così dire il buffone di se stesso. È come se, pur respirando ancora, non fosse più vivo ma solo il fantasma di quello che era stato».

«Il tema della maledizione ricorre con insistenza – commenta il direttore d’orchestra Daniele Callegari – e lo si avverte durante tutto il percorso che conduce al finale. Insiste sul ‘pedale’ di do. Tutti coloro che vi hanno a che fare presentano una scrittura scura, a cominciare da Monterone, che la introduce e che guarda caso è un basso. Ma è la tinta predominante di Rigoletto a essere scura, è sufficiente pensare al duetto tra Sparafucile e il protagonista. La mia intenzione, vista anche l’impostazione forte e marcata della regia di Damiano Michieletto, è di darne una lettura moderna e contemporanea. Se ci si basa, come io faccio abitualmente quando dirigo un’opera di Verdi, sul materiale dell’edizione critica, fuoriesce maggiormente la verità verdiana, e ci si discosta dalle puntature di tradizione».

Nel cast di Rigoletto alla Fenice figureranno Luca Salsi in alternanza con Dalibor Janis nel ruolo del titolo; Ivan Ayon Rivas in alternanza con Davide Giusti nel ruolo del duca di Mantova; e Maria Grazia Schiavo in alternanza con Lucrezia Drei nel ruolo di Gilda. Mattia Denti sarà Sparafucile; Marina Comparato, Maddalena; Carlotta Vichi, Giovanna; Gianfranco Montresor, il conte di Monterone; Armando Gabba, Marullo; Roberto Covatta, Matteo Borsa; Matteo Ferrara e Rosanna Lo Greco, il conte e la contessa di Ceprano.

Maestro del Coro Alfonso Caiani. Regia ripresa da Eleonora Gravagnola.

Ecco il dettaglio delle recite con orari e turni di abbonamento:

venerdì 7 febbraio 2025 ore 19.00 (turno A);

domenica 9 febbraio ore 15.30 (turno B);

martedì 11 febbraio ore 19.00 (turno D);

venerdì 14 febbraio ore 19.00;

domenica 16 febbraio ore 15.30 (turno C);

mercoledì 19 febbraio ore 19.00;

domenica 23 febbraio ore 15.30;

martedì 25 febbraio ore 19.00 (turno E);

venerdì 28 febbraio ore 19.00.

UniCredit rinnova il sostegno al Teatro di San Carlo per la Stagione 2024-2025

Con l’art bonus UniCredit rinnova il sostegno delle Officine San Carlo per le attività sociali

31 gennaio 2025 – La Fondazione Teatro di San Carlo è orgogliosa di annunciare la riconferma di UniCredit a sostegno del Teatro di San Carlo per la Stagione 2024-2025. Questa collaborazione, ormai consolidata, continua a rappresentare un esempio virtuoso di come il settore bancario possa contribuire alla promozione culturale, al rilancio territoriale e alla formazione delle nuove generazioni attraverso l’arte e la cultura. 

Un impegno concreto per i giovani e il territorio

Il sostegno di UniCredit è stato fondamentale per la realizzazione di numerose iniziative che hanno valorizzato il Teatro di San Carlo e le Officine San Carlo come poli di innovazione, formazione e inclusione culturale. Grazie a questa partnership, negli ultimi anni è stato possibile: 

coinvolgere i giovani attraverso progetti didattici e laboratori pratici presso le Officine San Carlo, un luogo che unisce tradizione e innovazione nella formazione dei futuri professionisti del teatro;

– promuovere i mestieri del teatro, offrendo esperienze immersive e percorsi di apprendimento che spaziano dalla scenografia alla musica, fino alle luci e ai costumi;

valorizzare il patrimonio storico e artistico del Teatro di San Carlo attraverso visite guidate e attività divulgative, che hanno permesso a studenti e appassionati di immergersi nella storia di uno dei simboli della cultura italiana;

supportare le grandi produzioni artistiche, contribuendo alla realizzazione di spettacoli che hanno posizionato il Teatro di San Carlo come un punto di riferimento della scena internazionale.

Sempre più positivo il bilancio delle Officine San Carlo con dati in costante crescita. Nel 2024 le 20 Officine attivate hanno registrato circa 1.000  iscritti: un anno da record che si inserisce in piena continuità con i risultati conseguiti dal 2022 al 2024. In questo triennio le 60 Officine attivate hanno coinvolto circa 1500 partecipanti (età media 18/30), 100 dei quali, ad oggi, hanno trovato inserimento nel mondo del lavoro. Le 30 produzioni artistiche realizzate nell’ambito del progetto hanno coinvolto oltre 10.000 spettatori.

Arte e cultura sono certamente fra i tratti distintivi dell’identità italiana, oltreché volano di sviluppo socio-economico delle comunità” dichiara Annalisa Areni, Head of Client Strategies di UniCredit Italia. “Siamo orgogliosi, pertanto, di confermare il nostro impegno a supporto del Teatro di San Carlo, simbolo della città di Napoli e prestigioso emblema del patrimonio artistico del nostro Paese. In qualità di Main Sponsor, anche per il 2025, UniCredit sosterrà la stagione teatrale del lirico partenopeo, contribuendo ad imprimere ulteriore slancio alle attività di rigenerazione urbana e sociale promosse dalle Officine San Carlo. Proprio grazie a queste attività, il Teatro San Carlo riesce nella meravigliosa impresa di rendere le arti uno strumento di crescita e coesione sociale, sfruttando appieno il potenziale del territorio. Un territorio a cui, come UniCredit, siamo storicamente legati ed al quale continueremo a riservare grande attenzione”.

“Sono molto orgoglioso che, dopo la scorsa Stagione artistica, si rinnovi anche la collaborazione tra il Teatro San Carlo e UniCredit per la nuova appena iniziata. Un gesto concreto per sostenere sul nostro territorio l’arte e il talento proiettando il Teatro San Carlo sempre più nello scenario nazionale e internazionale come merita. UniCredit si è mostrata sensibile a progetti di inclusione sociale e formazione professionale, non solo supportando programmi ad hoc per i giovani talenti delle Officine San Carlo, ma anche promuovendo con impegno e dedizione attività volte alla valorizzazione culturale del Teatro stesso. Investire nei giovani significa generare speranza, creare competenze e favorire l’inclusività. Investire nella bellezza, nell’arte e nelle eccellenze diventa dunque l’unica via percorribile per coniugare il rispetto della tradizione e della storicità di un’istituzione con la necessità di innovazione e sperimentazione, generando reale valore aggiunto per l’intera collettività”. Così il sindaco di Napoli e presidente della Fondazione Teatro di San Carlo, Gaetano Manfredi.

Il Sovrintendente Stéphane Lissner dichiara: “Sostenere il Teatro di San Carlo significa investire nel futuro, nella cultura e nei giovani. Il nostro impegno si basa sulla convinzione che il teatro non sia solo uno spazio di rappresentazione artistica, ma un laboratorio di idee, di opportunità e di crescita per il territorio. La Stagione 2024-2025 sarà l’occasione per continuare a costruire insieme nuovi progetti che uniscano tradizione e innovazione, rafforzando il legame tra il San Carlo e la comunità”.

La Direttrice Generale Emmanuela Spedaliere afferma: “è con estrema gratitudine che rivolgiamo i nostri ringraziamenti a UniCredit per il suo prezioso sostegno. Il Teatro di San Carlo e le Officine San Carlo rappresentano un esempio straordinario di come il sostegno alla cultura possa diventare motore di crescita e innovazione. È nostro desiderio ringraziare tutte le persone che lavorano ogni giorno per mantenere vivo questo patrimonio e per creare nuove opportunità per il territorio e le future generazioni”.

Per la prossima Stagione, il sostegno di UniCredit permetterà di: 

ampliare l’offerta formativa delle Officine San Carlo, coinvolgendo un numero ancora maggiore di giovani nei progetti educativi;

– garantire un programma artistico di altissimo livello, in grado di attrarre talenti internazionali e valorizzare quelli italiani;

– continuare a promuovere il Teatro di San Carlo come simbolo di eccellenza culturale, non solo per Napoli ma per l’intero panorama internazionale. 

Berio 100, omaggio al padre della musica del Novecento. Un progetto del Teatro Nuovo Giovanni da Udine, articolato in tre concerti, nel centenario della nascita dell’artista

Il 5 febbraio saranno ospiti del teatro udinese l’Orchestra di Padova e del Veneto e Francesco D’Orazio al violino diretti da Marco Angius; il 26 marzo ascolteremo Andrea Bacchetti al pianoforte e il 16 aprile Francesco D’Orazio (violino), Claudio Pasceri (violoncello), Teodoro Anzellotti (fisarmonica) e Alice Rossi (soprano). Introduce e dialoga con gli artisti Andrea Penna, conduttore radiofonico e giornalista.

Udine, 30 gennaio 2025 – Chi era Luciano Berio? Perché è annoverato tra i padri della musica del Novecento? Cosa c’entra con i Beatles e perché Paul Mc Cartney voleva conoscerlo? Cosa successe quando incontrò Milva e perché su Spotify 11 milioni di persone ascoltano i suoi Encores for Piano?

Nel centenario della nascita, il Teatro Nuovo Giovanni da Udine dedica a Luciano Berio una rassegna di tre appuntamenti musicali: tre concerti eseguiti da chi ha lavorato con lui e ha portato le sue partiture in giro per il mondo, in un percorso trasversale fra musica, interviste e testimonianze audio e video. Introduce e dialoga con gli artisti Andrea Penna, conduttore radiofonico e giornalista.

“Sono passati cento anni dalla nascita di Luciano Berio, un tempo che ci regala una buona prospettiva nell’affrontare oggi il suo pensiero creativo – spiega il direttore artistico Musica del Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Paolo Cascio -. Padre della musica del Novecento, ha saputo abbattere le barriere tra i generi musicali, insegnandoci a non avere pregiudizi gerarchici tra alta e bassa cultura. L’esperienza elettronica, l’estetica e il concetto di opera aperta oppure l’approccio post-moderno: questo e molto altro è stato Luciano Berio la cui musica, scrisse Sanguineti, è il desiderio dei desideri”.

Nato a Oneglia il 24 ottobre 1925, Luciano Berio vive da protagonista i fermenti culturali del Novecento: al conservatorio di Milano studia con il compositore Giorgio Federico Ghedini, negli Stati Uniti entra in stretto contatto con le avanguardie d’oltreoceano, in Germania frequenta i corsi di Darmstadt e conosce Pierre Boulez, György Sándor Ligeti, Karlheinz Stockhausen. Tocca la dodecafonia, l’elettronica, l’opera, la musica da camera e la grande orchestra e in ogni suo atto creativo lascia il segno. “Cercare di definire la musica è un po’ come cercare di definire la poesia – disse Berio – si tratta di un’operazione felicemente impossibile. La musica è tutto quello che si ascolta con l’intenzione di ascoltare musica!”.

IL PROGRAMMA

Apre la serie di tre appuntamenti, mercoledì 5 febbraio, l’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Marco Angius, con Francesco D’Orazio al violino. In programma la Variazione sull’aria di Papageno “Ein Madchen oder Weibchen”, Corale, su Sequenza VIIIper violino, due corni e archi e Rendering per orchestra.

Si prosegue quindi mercoledì 26 marzo con Andrea Bacchetti al pianoforte, che eseguirà musiche di Luciano Berio, Johann Sebastian Bach, Ferruccio Busoni, Domenico Cimarosa, Domenico Scarlatti, Wolfgang Amadeus Mozart, Franz Schubert, Franz Liszt, Claude Debussy, Filippo Del Corno, Heitor Villa-Lobos.

Chiudono la rassegna, mercoledì 16 aprile, Francesco D’Orazio (violino), Claudio Pasceri (violoncello), Teodoro Anzellotti (fisarmonica)e il soprano Alice Rossi che eseguiranno le Sequenze VIII, XIV XIII III di Luciano Berio e musiche di Jean-Philippe Rameau, Johann Sebastian Bach, Béla Bartók, John Cage, Niccolò Castiglioni.

Informazioni e biglietteria

La biglietteria del Teatro in via Trento 4 a Udine è aperta dal martedì al sabato (escluso festivi) dalle 16.00 alle 19.00 e a partire da 90 minuti prima di ogni rappresentazione.

Infopoint in via Rialto 2/b a Udine attivo per la vendita di biglietti e abbonamenti dal martedì al venerdì (escluso festivi) dalle 10.00 alle 12.30.

Acquisti online su vivaticket.it. Per informazioni: tel. 0432 248418 (dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00). biglietteria@teatroudine.it  www.teatroudine.it

NUOVO TEATRO VERDI: AL VIA LA PRIMA EDIZIONE DI “VERDI IN ROCK”

È stata presentata questa mattina nella Sala Giunta di Palazzo di Città a Brindisi “Verdi in Rock”, la prima edizione di una rassegna organizzata dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi e dedicata alla musica rock con la partecipazione delle scuole musicali della città di Brindisi.

All’incontro hanno partecipato il componente del Cda della Fondazione, Gianluca Bozzetti, e il direttore artistico del Nuovo Teatro Verdi, Carmelo Grassi, oltre ai rappresentanti delle scuole musicali protagoniste.

Sei appuntamenti mensili scandiranno un viaggio musicale capace di unire comunità, passione e talento in un unico grande palco. Il biglietto costa 10 euro.

È previsto anche l’abbonamento all’intera rassegna, al costo di 48 euro. Tutti i concerti sono in programma alle ore 20.30. I biglietti sono disponibili online sul portale Vivaticket e presso il botteghino del teatro, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 11 alle 13 e dalle 16.30 alle 18.30. Info T. 0831 562554 e botteghino@nuovoteatroverdi.com

Ogni appuntamento sarà curato da una scuola musicale di Brindisi, che porterà sul palco la propria visione del rock, rendendo il Nuovo Teatro Verdi lo scenario di un’esperienza collettiva. Uno spazio dedicato al talento delle giovani generazioni attraverso un repertorio che spazia dai grandi classici alle contaminazioni più contemporanee, e insieme un’esperienza unica che esalta il rock nella sua essenza più autentica.

«Verdi in Rock – ha detto Gianluca Bozzettiè un’opportunità straordinaria per le giovani generazioni di musicisti di mettersi alla prova e per il pubblico di scoprire la vitalità delle scuole musicali di Brindisi. Il rock è energia, racconto, ribellione e innovazione: questa rassegna è il punto d’incontro tra la tradizione di un genere intramontabile e la spinta fresca e appassionata di chi oggi ne racconta l’eredità. Il Nuovo Teatro Verdi diventa una casa per la musica suonata, per l’interpretazione autentica e per il talento che cresce e si afferma».

«Con questa rassegna – ha concluso Carmelo Grassivogliamo offrire un palcoscenico alle scuole di musica di Brindisi dando loro la possibilità di raccontare il rock attraverso le proprie sensibilità e interpretazioni. Verdi in Rock è un progetto che nasce dalla collaborazione tra le realtà musicali del territorio e che punta a consolidare il legame tra il teatro e i giovani musicisti. Ogni appuntamento permetterà di scoprire nuove sonorità, rivisitare grandi classici e mostrare la straordinaria versatilità di un genere che continua a evolversi e a emozionare».

Si comincia mercoledì 19 febbraio con “Donne in Rock”, concerto curato dall’associazione culturale Performer. Sul palco tre voci femminili interpretano in chiave acustica alcuni dei più iconici brani della storia del rock, da Janis Joplin e Patti Smith ai Beatles e Cindy Lauper. I brani, riarrangiati con sensibilità e potenza espressiva, offrono un percorso musicale che mette in luce l’anima più intima e rivoluzionaria del rock. Il pubblico potrà vivere un’esperienza emozionante, resa ancora più intensa dall’atmosfera raccolta del teatro.

Mercoledì 5 marzo la MAB Music Academy Brindisi propone “Billboard 80”, un viaggio nella musica rock degli anni Ottanta, epoca di eccessi e rivoluzioni musicali. Il programma spazia dai Pink Floyd ai Guns N’ Roses, passando per Metallica e Prince, e racconta il decennio come una stagione di innovazione sonora e culturale. Lo spettacolo esplora le origini del rock di quegli anni passando per le sue evoluzioni e contaminazioni con altri generi e mostrando come il rock abbia saputo adattarsi ai cambiamenti tecnologici e culturali, lasciando un segno indelebile nella musica moderna.

Mercoledì 9 aprile è la volta della scuola di musica “Girolamo Frescobaldi” con “Over the Rock”, un progetto che esplora il rock attraverso l’improvvisazione. I laboratori “Fresh Percussion”, “Pop Rock Lab” e “Jazz-Rock Impro” permettono ai giovani musicisti di esprimere la loro creatività fondendo tradizione e modernità in performance cariche di energia. Il concerto diventa un viaggio che parte dalle radici del rock per spingersi oltre i suoi confini sperimentando nuovi linguaggi e stili e dimostrando la versatilità e la forza espressiva di questo genere musicale.

Mercoledì 30 aprile la scuola Music Planet presenta “Brindisi City Rockers”, un omaggio al rock classico che abbraccia decenni di musica leggendaria. La serata si apre con Planet Drum, gruppo di percussioni che reinterpreta brani storici come “Smoke on the Water” e “We Will Rock You”. Segue una big band composta da allievi e maestri che dà vita a una performance vibrante e trascinante. L’energia della serata si amplifica attraverso un repertorio che spazia dai Led Zeppelin ai Queen passando per i Foo Fighters e offrendo un’esperienza unica in cui la potenza del rock diventa protagonista assoluta.

Mercoledì 7 maggio la scuola Futuro Musica rende omaggio ai grandi tastieristi del rock con “Key[s] of Rock” esplorando sei decenni di innovazione musicale. Da Ray Manzarek dei Doors a Richard Wright dei Pink Floyd, fino a Jordan Rudess dei Dream Theater, il concerto esalta il ruolo fondamentale delle tastiere nella definizione delle sonorità del rock. Attraverso brani che mescolano tradizione e sperimentazione, il pubblico potrà immergersi in un viaggio unico che dedica un tributo a quegli artisti che, con il loro stile inconfondibile, hanno trasformato le tastiere in uno strumento centrale del rock.

La rassegna si conclude mercoledì 21 maggio con “Schools of Rock”, un evento corale che unisce tutte le scuole musicali partecipanti. Sul palco si esibiscono i maestri in un concerto che sottolinea la potenza del rock come linguaggio universale e il suo valore aggregante per la comunità brindisina. L’evento finale, improntato alla collaborazione e alla condivisione, trasforma ogni singola esibizione in un grande momento collettivo capace di coinvolgere il pubblico in un crescendo di emozioni e di energia.

Franco Fagioli debutta al Teatro di San Carlo Omaggio a Velluti, l’ultimo castrato

Sul podio George Petrou

Teatro di San Carlo

Giovedì 30 gennaio, ore 20:00

Franco Fagioli è il protagonista del recital di giovedì 30 gennaio alle ore 20:00.

Il nuovo appuntamento della Stagione Sinfonica 2024-25 al Teatro di San Carlo, che prosegue la rassegna dedicata alle grandi voci della lirica contemporanea, rappresenta l’unica data italiana che anticipa il disco “The Last Castrato: Arias for Velluti”,in uscita il 28 febbraio per Château de Versailles Spectacles.

Il recital segna il debutto a Napoli anche per George Petrou, sul podio per dirigere l’Orchestra del Teatro di San Carlo.

Il programma omaggia il repertorio dell’ultimo dei grandi castrati, Giovanni Battista Velluti (1780 – 1861). In apertura e in chiusura vi è Gioachino Rossini, di cui si proporranno le Sinfoniedal Tancredi e dall’Aureliano in Palmira, insieme alla Scena, Aria e Cabaletta di Arsace: «Dolci silvestri orrori … Ah! Che sento…  Non lasciarmi in tal momento». È di Johann Simon Mayr l’ulteriore Sinfonia in locandina, tratta da La Lodoiska. Dall’Andronico di Saverio Mercadante si propone, invece, la Cavatina del protagonista dell’opera: «Dove m’aggiro… Era felice un dì… Sì bel contento in giubilo». Figurano, anche, compositori meno noti, ma meritevoli di essere riscoperti. Dall’Attila di Paolo Bonfichi si ascolterà la Scena e cavatina di Lotario: «Qual mi circonda e agghiaccia …Dolenti e care immagini … Vedrai quest’anima». Due, invece, le proposte per Giuseppe Nicolini: dal Traiano in Dacia, l’Aria di Decebalo «Ah se mi lasci o cara» e, dal Carlo Magno, la Scena e rondò di Vitekindo: «Ecco, o numi compiuto… Ah quando cesserà… Lo sdegno io non pavento». L’ultima Sinfonia in programma è di Nikolaos Mantzaros, trattadall’Ulisse agli Elisi.

Franco Fagioli è il controtenore virtuoso più celebre del nostro tempo. Rinomato tanto per la sua maestria quanto per la bellezza della sua voce, che spazia su tre ottave con magistrale tecnica, è il primo controtenore a firmare un contratto esclusivo con Deutsche Grammophon. Rinomato concertista, è presente ai Festival di Halle, Ludwigsburg, Innsbruck e Salisburgo, e collabora regolarmente con direttori quali Rinaldo Alessandrini, Alan Curtis, Gabriel Garrido, Nikolaus Harnoncourt, René Jacobs, José Manuel Quintana, Marc Minkowski, Riccardo Muti e Christophe Rousset.

Il direttore d’orchestra George Petrou, candidato ai Grammy e vincitore dell’Echo Klassik, è il nuovo Direttore Artistico del Festival internazionale Händel-Festspiele di Göttingen ed è Direttore Artistico dell’Orchestra Armonia Atenea. Tra i maggiori specialisti del repertorio barocco, è stato ospite di importanti teatri d’opera e festival. Tra questi, si citano l’Opéra de Nice, il Theater an der Wien, la Korea National Opera, il Théâtre des Champs-Élysées, l’Opéra Royal di Versailles, i BBC Proms, il ROF di Pesaro, i festival handeliani di Halle e Karlsruhe. Dirige regolarmente alcuni dei più noti ensemble su strumenti d’epoca come Il Pοmo d’Oro, Concerto Köln, B’Rock, la Lira d’Orfeo.

PER LA PRIMA VOLTA AL TCBO LA BACCHETTA DI ALVISE CASELLATI E LA CHITARRA DI XUEFEI YANG

In programma pagine di Dvořák e Campogrande

Domenica 2 febbraio alle 17.30, Auditorium Manzoni

Accosta due composizioni tardo-romantiche di Antonín Dvořák come la celebre Sinfonia n.9 “Dal nuovo mondo” e l’Ouverture da concerto Karneval a una pagina di oggi come il Concerto allegro per chitarra e orchestra di Nicola Campogrande, compositore in residenza del Teatro Comunale di Bologna, il programma del secondo appuntamento della Stagione Sinfonica 2025 della fondazione lirico-sinfonica felsinea. Sul podio, domenica 2 febbraio alle 17.30 all’Auditorium Manzoni, debutta Alvise Casellati, già ospite della Fenice di Venezia, del San Carlo di Napoli, del Maggio Musicale Fiorentino e dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, nonché ideatore e Direttore musicale di “Opera Italiana is in the Air”.

È un debutto anche per la solista Xuefei Yang, impegnata nel Concerto allegro di Campogrande proposto in prima italiana, acclamata come pioniera della musica.

E’ stata infatti tra le prime chitarriste cinesi ad avviare da Pechino una carriera mondiale dopo la rivoluzione culturale, un periodo in cui gli strumenti e la musica dell’Occidente erano banditi in Cina, e ad oggi ha tenuto concerti in oltre 50 paesi.Il compositore torinese commenta così il suo lavoro per chitarra e orchestra, eseguito per la prima volta nel 2023 ad Alicante, con solista Anabel Montesinos e direttore Josep Vincent: «Scrivere il Concerto allegro è stata una sfida meravigliosa. Ho voluto aggiungere la mia partitura a quelle che hanno fatto quella Storia – avevo in mente capolavori irraggiungibili come il Concierto de Aranjuez o la Fantasía para un gentilhombre di Rodrigo, o il delizioso primo concerto di Castelnuovo-Tedesco – e così, come sempre, ho cercato di trovare una via nuova che proseguisse dalla tradizione dalla quale veniamo; ma ho anche cercato l’energia, la potenza che la chitarra esprime quando è usata nel jazz, nel pop, nel rock, nel blues».

Appartengono all’ultimo periodo compositivo di Dvořák le due pagine proposte da Casellati. L’Ouverture Karneval del 1891 fu presentata nel corso dei concerti di saluto in Boemia e Moravia prima della partenza del compositore per New York, dove aveva assunto la carica di direttore del Conservatorio. E proprio mentre si trovava nella città americana, nel 1893 Dvořák scrisse la sua ultima sinfonia, la Nona, cosiddetta “Dal nuovo mondo”; pietra miliare del sinfonismo, acclamata fin dalla sua prima esecuzione alla Carnegie Hall. Il lavoro è ispirato alla musica popolare del nuovo continente e l’autore attinse con grande interesse dai canti degli afroamericani e dalle melodie e dai ritmi dei Nativi.

Main Partner della Stagione Sinfonica 2025 del Teatro Comunale di Bologna è Intesa Sanpaolo, grazie al cui sostegno sono inoltre aperte gratuitamente alle scuole gran parte delle prove generali dei concerti.

I biglietti – da 10 a 40 euro –sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale (Largo Respighi, 1), dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18 e il sabato dalle 11 alle 15; il giorno del concerto presso l’Auditorium Manzoni da 1 ora prima fino a 15 minuti dopo l’inizio dello spettacolo. 

Per ogni concerto della Stagione Sinfonica 2025 prosegue “Note a margine”, una rassegna di incontri con il pubblico che si tengono circa 30 minuti prima dell’inizio del concerto presso il foyer del bar dell’Auditorium Manzoni. 

STEFANO BOLLANI IN CONCERTO AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO il 3 – 4 marzo 2025, ore 21:00

PIANO SOLO TOUR

Stefano Bollani, pianista e compositore italiano tra più apprezzati, sarà al Teatro Massimo di Palermo, con la sua nuova tournée Piano Solo Tourlunedì 3 e martedì 4 marzo alle ore 21:00. Due appuntamenti imperdibili per ascoltare dal vivo il talento di un musicista capace di creare ogni volta un evento unico. Le sue performance, governate dall’estro del momento, spaziano fra i generi e le epoche più diverse, dalla musica classica al jazz, dal pop ai ritmi sudamericani, da Poulenc a Lucio Dalla passando per Frank Zappa, in un grande gioco musicale dove a condurre sono l’improvvisazione e creatività. Unico punto fermo: la grande empatia che riesce a instaurare con il pubblico, ogni volta chiamato a comporre insieme all’artista il programma della serata con le proprie imprevedibili richieste. I biglietti per assistere ai concerti (da 15 a 60 euro) saranno in vendita al Teatro Massimo e sul sito di Ticketone a partire da martedì 4 febbraio per gli abbonati del Teatro Massimo e dal 6 febbraio per tutti.

STEFANO BOLLANI (Milano, 1972) all’età di sei anni comincia a studiare pianoforte ed esordisce professionalmente a quindici anni. La sua musica è un enorme gioco da re-inventare, da solo o con i partners più diversi, cercando stimoli nella musica del passato e del presente, improvvisando a fianco di grandi artisti come il suo nobile mentore Enrico Rava, Chick Corea, Richard Galliano, Bill Frisell, Lee Konitz, Paul Motian, Pat Metheny, incidendo per le etichette di jazz più prestigiose quali ECM, Label Bleu e ACT records. Collabora con orchestre sinfoniche come la Gewandhaus di Leipzig, la Scala di Milano e l’Orchestre National de Paris suonando musiche dei suoi prediletti Gershwin, Ravel e Poulenc con direttori come Riccardo Chailly, Krjstian Jarvi, Daniel Harding, Zubin Mehta, Anthony Pappano. Ha un forte legame con il Brasile. Ha registrato due dischi a Rio de Janeiro (Carioca, 2007, e Que bom, 2018) e ha avuto modo di collaborare con molti artisti brasiliani tra cui Hamilton de Holanda, Caetano Veloso e Chico Buarque. Scrive libri (tra cui il romanzo La sindrome di Brontolo) o inventa spettacoli teatrali come Primo Piano, con la Banda Osiris o La regina dada, scritto e interpretato insieme a sua moglie Valentina Cenni. In radio, insieme a David Riondino, ha dato vita al Dottor Djembè, onnisciente musicologo che ha sparso semi di ironia e sarcasmo per svariati anni dai microfoni di RadioRai3. In tv, dopo l’ esperienza alla corte del grande Renzo Arbore, ha condotto programmi-jam session di parole e musica (Sostiene Bollani su Rai3 e L’ importante è avere un piano su Rai1). Dal 2021, su Rai3, conduce insieme a Valentina Cenni Via dei matti numero zero, una striscia quotidiana pre-serale dedicata alla musica giunta alla quarta edizione. Al festival del cinema di Venezia 2022 è stato insignito del prestigioso premio della critica Soundtrack Stars Award per la sua attività di compositore per i film, premiata anche con un Nastro d’argento nel 2021 (per Carosello Carosone) e con il David di Donatello nel 2023 (per Il pataffio).

I concerti sono organizzati in collaborazione con Angeli Musicanti Fest e Ponderosa. 

In scena Die Walküre con Simone Young e Alexander Soddy sul podio della Scala e la regia di David McVicar

Un allestimento di grande impatto per la Giornata più attesa del Ring wagneriano.

Nel cast Klaus Florian Vogt è Siegmund, Elza van den Heever Sieglinde, Camilla Nylund Brünnhilde, Michael Volle Wotan, Okka von der Damerau Fricka e Günther Groissböck Hunding.

Diretta su LaScalaTv il 12 febbraio; dal 29 gennaio partono le prelazioni per l’intero ciclo nel 2026.

Dopo il Prologo, ovvero Das Rheingold andato in scena lo scorso ottobre, va in scena al Teatro alla Scala dal 5 al 23 febbraio Die Walküreper la regia di David McVicar, con scene dello stesso McVicar insieme a Hannah Postlethwaite e costumi di Emma Kingsbury.

Il cast schiera alcune delle voci wagneriane più autorevoli del nostro tempo: Siegmund è Klaus Florian Vogt, Sieglinde Elza van den Heever, Wotan Michael Volle, Brünnhilde Camilla Nylund, Fricka Okka von der Damerau.

Simone Young dirigerà le rappresentazioni del 5, 9 e 12 febbraio e Alexander Soddy quelle del 15, 20 e 23. Si rinnova così il sodalizio tra i due Maestri inaugurato in occasione del Rheingold e che proseguirà fino al 2026, quando dirigeranno ciascuno un ciclo completo della Tetralogia. Entrambi pianisti di formazione (come Daniel Barenboim di cui Simone Young è stata assistente, mentre Soddy è stato assistente della Young) i due artisti condividono la stessa visione complessiva del ciclo, radicata nella tradizione di Bayreuth dove Simone Young ha diretto il Ring nell’estate del 2024 con grande successo (è stata premiata come “Best Conductor” agli International Opera Award 2024) e dove tornerà nell’estate 2025. A partire da queste radici condivise si sviluppano due letture musicali distinte ma in continuo dialogo.

Nuovo capitolo per la lettura registica di David McVicar, che aveva presentato Das Rheingold come uno shakespeariano prologo in tono di commedia e assume ora il tono alto della tragedia introducendo l’amore di Siegmund e Sieglinde, il concepimento di Siegfried, la vendetta di Hunding propiziata da Fricka, la disobbedienza di Brünnhilde e l’incantesimo e addio di Wotan in una scena grandiosa e magica, di straordinario effetto spettacolare. Il mito torna protagonista in una lettura che convoglia i temi del legame con la Natura e delle forze distruttive che anche nella nostra epoca tornano a manifestarsi nella concezione del Ring come grande rappresentazione unitaria del mondo e dell’umanità.

DIE WALKÜRE di Richard Wagner

Prima giornata in tre atti

di DER RING DES NIBELUNGEN

Libretto di Richard Wagner

5, 9, 12, 15, 20, 23 febbraio 2025

Nuova produzione Teatro alla Scala

Direttrice (5, 9, 12 feb.) SIMONE YOUNG

Direttore (15, 20, 23 feb.) ALEXANDER SODDY

Regia DAVID MCVICAR

Scene David McVicar e hannah postlethwaite

Costumi emma kingsbury

Luci david finn

Video e proiezioni katy tucker

Coreografia gareth mole

Maestro arti marziali/prestazioni circensi david greeves

Orchestra del Teatro alla Scala

Personaggi e interpreti

Siegmund                               Klaus Florian Vogt

Hunding                                 Günther Groissböck

Wotan                                     Michael Volle

Sieglinde                                 Elza van den Heever

Fricka                                     Okka von der Damerau

Brünnhilde                             Camilla Nylund

Gerhilde                                 Caroline Wenborne

Helmwige                               Kathleen O’Mara

Ortlinde                                  Olga Bezsmertna

Waltraute                               Stephanie Houtzeel

Roßweiße                               Eva Vogel

Siegrune                                 Virginie Verrez

Grimgerde                              Eglė Wyss

Schwertleite                           Freya Apffelstaedt

Date:

Mercoledì 5 febbraio 2025 ore 18 ~ Turno Prime Opera

Domenica 9 febbraio 2025 ore 14.30 ~ Turno C

Mercoledì 12 febbraio 2025 ore 18 ~ Turno A

Sabato 15 febbraio 2025 ore 18 ~ Turno D

Giovedì 20 febbraio 2025 ore 18 ~ Turno B

Domenica 23 febbraio 2025 ore 14.30 ~ Fuori Abb.

Prezzi:

da 300 a 36 euro

Infotel 02 72 00 37 44

www.teatroallascala.org

Un’ora prima dell’inizio di ogni recita, presso il Ridotto dei Palchi,

si terrà una conferenza introduttiva all’opera tenuta da Liana Püschel

LaScalaTv

La rappresentazione del 12 febbraio sarà trasmessa in live streaming sulla piattaforma LaScalaTv.

Dopo la diretta, il video resterà disponibile on demand fino al 19 febbraio 2025.

Le presentazioni

L’opera sarà presentata al pubblico martedì 28 febbraio alle ore 18 nel Ridotto dei Palchi in un incontro con ascolti al pianoforte dal titolo “La tragedia dei Wälsidi” a cura della professoressa Elisabetta Fava nell’ambito del ciclo “Prima delle Prime” organizzato in collaborazione con gli Amici della Scala.

Un’ora prima dell’inizio di ogni rappresentazione, presso il Ridotto dei Palchi “A. Toscanini”, si terrà una conferenza introduttiva all’opera tenuta da Liana Püschel.

Il Ring per i più giovani

La prova antegenerale del 30 gennaio sarà aperta agli studenti nell’ambito del progetto triennale di inclusione, avviato in collaborazione con la Fondazione Monte di Lombardia, che punta a promuovere l’accessibilità e l’inclusione culturale per i giovani, tema cui la Fondazione sta dedicando particolare attenzione. Questo programma ambizioso avrà una durata di tre anni e si pone come obiettivo il coinvolgimento nelle attività del Teatro di circa 25.000 ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 18 anni.

Verso il Ring del 2026

Sono aperte dal 29 febbraio le prelazioni per gli abbonati e per i sostenitori del Teatro per l’acquisto dell’intera Tetralogia, che verrà ripetuta due volte nel 2026, nel 150° anniversario della prima esecuzione completa a Bayreuth nel 1876.   Simone Young dirigerà il primo ciclo nei giorni 1, 3, 5, 7 marzo, mentre Alexander Soddy salirà sul podio il 10, 11, 13 e 15 marzo 2026.

A partire dal 23 aprile 2025 saranno disponibili gli abbonamenti ai cicli, anche in una formula Premium che comprende attività culturali e servizi di accoglienza dedicati, mentre i singoli biglietti saranno in vendita dal 6 novembre 2025. 

Il Teatro alla Scala ringrazia Milano per la Scala per il sostegno.

Il Ring al Teatro alla Scala

La Scala, che nel corso dell’800 accoglie con diffidenza e ritardo le opere di Wagner (la prima, malissimo ricevuta, è Lohengrin nel 1873, due anni dopo Bologna), diviene nel ‘900 un punto di riferimento musicale e scenico per questo repertorio grazie innanzitutto al fervore wagneriano di Arturo Toscanini.  

Toscanini debutta al Piermarini nel 1898 dirigendo i Meistersinger e nei suoi anni di direzione del Teatro torna a Wagner con regolarità. Nel 1923 affida la messa in scena di Tristan und Isolde a Adolphe Appia: la prima regia “moderna” alla Scala.

Dopo di lui è Victor de Sabata a garantire esecuzioni wagneriane di riferimento, insieme a una squadra di direttori cresciuti in questa musica: Siegfried Wagner, Franz von Hösslin, Wilhelm Furtwängler, Clemens Krauss, Herbert von Karajan.

Nel ‘900 la Scala allestisce la Tetralogia con assiduità: nel 1927, 1928 e 1931 dirige Ettore Panizza, nel 1930 Siegfried Wagner, nel 1938 Clemens Krauss, nel 1943 Franz von Hösslin, nel 1949-50 Wilhelm Furtwängler, nel 1962-63 André Cluytens.

Nel 1974 Die Walküre nell’allestimento innovativo di Luca Ronconi con le scene di Pier Luigi Pizzi dovrebbe inaugurare un nuovo ciclo, che però si ferma alla seconda giornata per le incomprensioni con il direttore Wolfgang Sawallisch e viene realizzato dal Maggio Musicale Fiorentino.

Il 7 dicembre 1994 Riccardo Muti intraprende con Die Walküre, regia di André Engel, un nuovo ciclo, che prosegue con Yannis Kokkos. Infine, Daniel Barenboim presenta la sua Tetralogia tra il 2010 e il 2013, bicentenario della nascita del compositore, con la regia di Guy Cassiers.

Era dalla versione diretta da Cluytens nel 1963 che le quattro Giornate non venivano eseguite di seguito nella stessa Stagione, come avverrà anche nel 2026 con due cicli completi.

Foto di Brescia e Amisano

Acquaprofonda di Giovanni Sollima al Teatro Malibran

L’opera ‘civica’ contemporanea,

dedicata al pubblico di tutte le età,

torna in scena al Malibran

Acquaprofonda di Giovanni Sollima tornerà in scena al Teatro Malibran nel contesto della programmazione Education dedicata al pubblico delle scuole, dei giovani e delle famiglie e nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2024-2025 della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia. Opera ‘civica’ contemporanea per tutte le età, vincitrice del Filippo Siebaneck al Premio Abbiati 2022, Acquaprofonda si basa su un libretto di Giancarlo De Cataldo e ritrae con grande originalità uno dei temi più rilevanti del nostro tempo, l’inquinamento delle acque. Sarà proposta nell’allestimento AsLiCo con la regia di Luis Ernesto Doñas, le scene di Chiara La Ferlita, i costumi di Elisa Cobello e il light design di Camilla Piccioni, e con l’Orchestra 1813 del Teatro Sociale di Como diretta da Eric Eade Foster. L’opera è stata commissionata da AsLiCo in coproduzione con Teatro dell’Opera di Roma; Civic Opera domani – XXV edizione speciale. Cinque le recite in programma al Teatro Malibran: quelle di giovedì 30 e venerdì 31 gennaio 2025, in doppia replica alle ore 9.30 e alle ore 12.00 sono riservate alle scuole, mentre la replica di sabato 1 febbraio 2025 ore 15.30 è fuori abbonamento e aperta al tutto il pubblico.

Acquaprofonda è un’opera contemporanea per ragazzi, adatta al pubblico di tutte l’età, che ritrae in modo unico uno dei temi più rilevanti del nostro tempo: l’inquinamento delle acque. La trama trasmette in maniera immediata riflessioni di grande attualità. Una spiaggia, un’umile casetta, un’imponente fabbrica: la quotidianità della vita della protagonista della nostra storia, Serena, di suo padre, il guardiano, e di padron Bu, il proprietario della fabbrica, viene sconvolta dall’arrivo di una gigantesca creatura marina. Grazie all’aiuto del vecchio marinaio, Serena saprà convincere il padre ad agire correttamente, e aiuterà la balena a liberarsi dalla tanta plastica nella pancia, rimettendo a padron Bu i rifiuti inquinanti della sua attività.

Nel cast del nuovo allestimento veneziano figurano Federica  Livi nel ruolo di Serena, Benedetta Mazzetto nel doppio ruolo della balena e della madre; Vincenzo Spinelli in quello del guardiano; Francesco Auriemma in quello del vecchio marinaio; Marco Tomasoni in quello di padron Bu; Luisa Bertoli, Claudio Giovani, Antonella Petillo e Giorgio Zobel interpreteranno i pesciolini e i seguaci di padron Bu.

Per informazioni www.teatrolafenice.it

IL GIOVANE PATRICK HAHN DEBUTTA SUL PODIO DELL’ORCHESTRA RAI

Giovedì 30 gennaio a Torino, su Radio3 e in streaming su raicultura.it, con il violoncellista Truls Mørk come solista

Ha meno di trent’anni ed è il più giovane “Generalmusikdirektor” della Germania, a capo dell’Orchestra Sinfonica e dell’Opera di Wuppertal. È anche Direttore ospite principale dell’Orchestra della Radio di Monaco e della Royal Scottish National Orchestra. È il direttore d’orchestra, pianista e compositore austriaco Patrick Hahn, che giovedì 30 gennaio alle 20.30 debutta con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini”, in diretta su Radio3 e in live streaming sul portale di Rai Cultura. Replica venerdì 31 gennaio alle 20.

Nato il 7 luglio 1995 a Graz, già assistente di Kirill Petrenko, ha diretto orchestre come quella del Concertgebouw di Amsterdam, la Sinfonica di Bamberg, la Filarmonica di Dresda. Ma è anche attivo come compositore – ha uno stretto rapporto con il Klangforum di Vienna e nel 2008 ha scritto la sua prima opera Die Frittatensuppe – e pianista – ha suonato con l’Orchestra del Mozarteum di Salisburgo e al Musikverein di Vienna. Oltre al suo lavoro nell’ambito della musica colta, Hahn nutre un vivo interesse sia per le canzoni da cabaret del compositore e scrittore satirico austriaco Georg Kreisler, sia per la musica jazz: ha ricevuto premi come pianista in festival jazz come quello di Chicago e l’“Outstanding Soloist Award” dall’Università del Wisconsin-La Crosse come miglior pianista jazz nell’ambito del 37° Jazz Festival annuale.

Il concerto, tutto all’insegna della musica russa, si apre con il primo lavoro orchestrale di Dmitrij Šostakovič: lo Scherzo n. 2 in mi bemolle maggiore per orchestra op. 7, eseguito per la prima volta dall’Orchestra Rai a Torino. La pagina, scritta tra il 1923 e il 1924, quando il compositore aveva diciassette anni e si guadagnava da vivere con il cinema, suonando il pianoforte per accompagnare i film muti, è caratterizzata da una vena divertente e irriverente: ricorda da vicino la musica di un film di quegli anni.

Segue un altro lavoro di Šostakovič: ilConcerto n. 2 per violoncello in sol maggiore op. 126, scritto nel 1966 ed eseguito lo stesso anno dal dedicatario Mstislav Rostropovič nella Sala Grande del Conservatorio di Mosca, in occasione delle manifestazioni per il sessantesimo compleanno del compositore. A interpretarlo è chiamato il violoncellista Truls Mørk, abituale solista con orchestre come i Berliner Philharmoniker, i Wiener Philharmoniker, l’Orchestra del Concertgebouw, Philharmonia e London Philharmonic Orchestra, la Gewandhausorchester di Lipsia e tutte le principali orchestre americane.

Chiude la serata uno dei capolavori della letteratura musicale del Novecento: il balletto Petruška di Igor’ Stravinskij, proposto nell’ultima versione, del 1947. Capolavoro giovanile scritto per i Ballets Russes di Djagilev e rappresentato a Parigi nel 1911, è ispirato alla vicenda colorita e grottesca di una marionetta dotata di sentimenti umani. Nata per la danza – il cui linguaggio ha contribuito a rivoluzionare – Petruška è entrata ben presto a far parte del grande repertorio sinfonico.

I biglietti, da 9 a 30 euro, sono in vendita presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino e online sul sito dell’OSN Rai. Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it.

Vincenzo Borghetti presenta La Gioconda di Amilcare Ponchielli al Teatro Carmen Melis

Venerdì 31 gennaio, alle 17, nel Teatro Carmen Melis, ridotto del Teatro Lirico di Cagliari, il musicologo Vincenzo Borghetti presenta La Gioconda di Amilcare Ponchielli, in un incontro con il pubblico. Il melodramma in quattro atti va in scena venerdì 7 febbraio alle 20.30 (turno A), quale quarto titolo della Stagione lirica e di balletto 2024-2025 del Teatro Lirico di Cagliari.

L’ingresso alla presentazione è libero.

Vincenzo Borghetti

Si è addottorato all’Università di Pavia-Cremona, con una dissertazione sulle rielaborazioni della chanson «Fors seulement» di Johannes Ockeghem. Ha pubblicato studi sulla musica rinascimentale e sull’opera del primo Novecento; sta curando l’edizione critica di Elisabetta regina d’Inghilterra di Gioachino Rossini. Nel 2007-2008 è stato borsista del The Harvard University Center for Renaissance Italian Studies – Villa I Tatti. Dal 2008 è ricercatore all’Università degli Studi di Verona.

La Gioconda viene replicata: sabato 8 febbraio alle 19 (turno G); domenica 9 febbraio alle 17 (turno D); mercoledì 12 febbraio alle 20.30 (turno B); giovedì 13 febbraio alle 19 (turno F); venerdì 14 febbraio alle 20.30 (turno C); sabato 15 febbraio alle 17 (turno I); domenica 16 febbraio alle 17 (turno E).

Le due recite per le scuole che prevedono l’esecuzione in forma ridotta dell’opera della durata complessiva di 60 minuti circa, sono: martedì 11 e venerdì 14 febbraio sempre alle 11. Nel ruolo di narratore l’attore cagliaritano Simeone Latini.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, mercoledì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio. È chiusa, invece, i giorni festivi e i lunedì successivi alle domeniche di spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.com.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.

LA GRANDE MESSA DI MOZART INAUGURA LA STAGIONE SINFONICA 2025 AL TEATRO FILARMONICO

Il maestro Enrico Onofri dirige il capolavoro sacro di Mozart con l’Orchestra e il Coro di Fondazione Arena e i solisti Gilda Fiume, Arianna Vendittelli, Krystian Adam e Adolfo Corrado

Ad aprire il programma, in prima esecuzione al Filarmonico, la Sinfonia 39 di Michael Haydn

MOZART GRANDE MESSA Onofri

 1° concerto

venerdì 31 gennaio ore 20.00

sabato 1° febbraio ore 17.00

Teatro Filarmonico di Verona

Una grande festa sinfonico-corale per i 50 anni del ritrovato Teatro Filarmonico. Dopo l’opera, venerdì 31 gennaio alle 20, inaugura anche la Stagione Sinfonica 2025 di Fondazione Arena. Orchestra e Coro areniani, diretti da Enrico Onofri, eseguono la Grande Messa in do minore, capolavoro sacro del genio di Salisburgo, con quartetto vocale d’eccezione, preceduta dalla rara Sinfonia 39 del contemporaneo Michael Haydn. Replica sabato 1° febbraio alle 17. Biglietti e abbonamenti disponibili. 

Verona, nel mese di gennaio, risuona della musica di Mozart e, quest’anno, ‘incontra’ altri due importanti anniversari: il bicentenario della morte di Salieri e i cinquant’anni della riapertura del Teatro Filarmonico. E se, come nel 1975, al compositore di Legnago è spettato inaugurare la Stagione Lirica col suo Falstaff, al genio di Salisburgo è dedicato il primo concerto della Stagione Sinfonica 2025 di Fondazione Arena.

In programma la sua composizione sacra più ambiziosa, la Messa in do minore K 427, detta Grosse Messe, iniziata nel 1782 senza committente – caso unico per l’epoca e l’autore – dedicata a Constanze, da poco sua moglie, e pensata per il ritorno a Salisburgo, l’ultimo di Mozart, dalla famiglia e dall’Arcivescovo dal cui servizio era fuggito. Fu eseguita durante una funzione religiosa nel 1783, unita a brani di altre messe, e poi rimasta nel cassetto per due anni, quando fu adattata per Vienna nell’oratorio Davide Penitente. La musica originale scritta per questa Messa rimase incompiuta – destino condiviso col celebre Requiem, che però circola oggi completato da amici e allievi – con metà sezione del Credo e priva di Agnus Dei. Caduta nell’oblio, questa Messa fu scoperta e pubblicata postuma nel 1840 e solo nell’ultimo mezzo secolo è entrata stabilmente in repertorio, conquistando le sale da concerto. In essa convivono l’omaggio alla tradizione passata delle messe solenni, per contrappunto, proporzioni e austerità di Bach, Händel, e degli italiani del ‘700, e a una tenera, luminosa cantabilità, in particolare nelle pagine destinate alla sposa Constanze, soprano della prima salisburghese. Il poliedrico maestro Enrico Onfori, nella più recente edizione critica di Ulrich Leisinger (2019), dirige l’Orchestra di Fondazione Arena, il Coro diretto da Roberto Gabbiani e quattro affermati solisti, tra cui i soprani Gilda Fiume, protagonista di diverse prime veronesi tra cui il recente Falstaff salieriano, Arianna Vendittelli, apprezzata belcantista al debutto al Filarmonico, come il tenore polacco Krystiam Adam, specialista del repertorio, e il basso Adolfo Corrado, vincitore di numerosi concorsi internazionali, tra cui il BBC Cardiff Singer of the World 2023.

L’Orchestra areniana aprirà il concerto, della durata complessiva di 70 minuti circa e senza intervallo, con una prima esecuzione al Filarmonico in un originale accostamento: la Sinfonia n. 39 in Do maggiore di Michael Haydn, fratello del più celebre Franz Joseph, contemporaneo e apprezzato amico dello stesso Mozart. I tre movimenti della Sinfonia, dal tono festoso e dall’ampio organico, furono molto probabilmente di ispirazione per l’ultima sinfonia mozartiana “Jupiter”, con cui condivide la brillante tonalità d’impianto.

Il concerto è inserito nel programma di Mozart a Verona 2025, Festival diffuso in tutta la città, ed è il primo della Stagione Sinfonica 2025 di Fondazione Arena, comprendente 10 appuntamenti in abbonamento e 2 concerti straordinari. La programmazione abbraccerà oltre tre secoli di musica, importanti anniversari di grandi compositori come Šostakovič, Ravel, Salieri, Bartók, eseguiti da giovani di talento, solisti e direttori di prestigio internazionale.

È ancora possibile acquistare abbonamenti, nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni concerto, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

BCC Veneta rinnova il suo legame con Fondazione Arena di Verona anche per il 2025, confermandosi main sponsor della Stagione Artistica del Teatro Filarmonico.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA

Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO

Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo

Tel 045 8002880

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 8005151

www.arena.it

Punti vendita TicketOne.it

La Fenice celebra la Giornata della Memoria con una cerimonia cittadina e un reading musicale dedicato alla storia dell’orchestra femminile di Auschwitz

La Fenice celebra il Giorno della Memoria 2025, in ricordo delle vittime delle persecuzioni e dello sterminio nazista, con un evento di riflessione e musica che si svolgerà domenica 26 gennaio 2025 a partire dalle ore 10.00 nella sala grande del Teatro di Campo San Fantin. Nella prima parte dell’evento si svolgerà una cerimonia cittadina nella quale si succederanno gli interventi istituzionali del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro; di Dario Calimani, presidente della Comunità Ebraica di Venezia; e di Andrea Erri, direttore generale della Fondazione Teatro La Fenice. Seguirà il Concerto per conchiglia e orchestra: un reading musicale dedicato alla storia dell’orchestra femminile di Auschwitz, raccontata attraverso le voci di otto musiciste che ne hanno fatto parte.

L’orchestra femminile di Auschwitz fu costituita per ordine delle SS naziste nel 1943, all’interno del campo di sterminio di Auschwitz II – Birkenau, e divenne una sorta di piccola comunità. Il complesso era composto in gran parte da giovani prigioniere ebree e slave, di varie nazionalità. Nel reading musicale, le tre interpreti Claudia Bianchi al violino, Isabella Condini alla viola e Nausicaa Bono al violoncello eseguiranno alcuni dei brani che facevano parte del repertorio dell’orchestra: il Minuetto dal Trio in si bemolle maggiore op. 47 n. 3 G109 di Luigi Boccherini; Le cygne dal Carneval des animaux R125 di Camille Saint-Saëns; l’Andante dal Trio in sol maggiore n. 2 Hob.IV:2 di Franz Joseph Haydn; la Pizzicato Polka di Johann Strauss figlio; la Danza ungherese in sol minore n. 5 WoO1 di Johannes Brahms; il Trio per archi in si bemolle maggiore n. 1 D471 di Franz Schubert; infine l’Adagio non troppo dal Concerto per violoncello in si bemolle maggiore n. 9 G482 di Luigi Boccherini. Le letture, tratte dal volume Eravamo il suono (ed. Lapis) di Matteo Corradini – vincitore del Premio Andersen 2024 – saranno affidate alla voce dell’autore.

L’evento è realizzato in collaborazione con il Comune di Venezia, con la Presidenza del Consiglio della Città di Venezia e con il comitato Il giorno della Memoria. 27 gennaio. Ingresso su invito.

Domenica 26 gennaio 2025 alle ore 11, in Sala Mehta, “Lorenzo Baglioni racconta Mozart”. 

In cartellone un’ampia selezione di alcune delle più celebri composizioni di Wolfgang Amadeus Mozart raccontate da Lorenzo Baglioni. 

In cartellone un’ampia selezione di alcune delle più celebri composizioni di Wolfgang Amadeus Mozart raccontate da Lorenzo Baglioni. 

Salvatore Percacciolo sul podio dell’Orchestra del Maggio,

Solisti il soprano Nikoletta Hertsak e il baritono Gonzalo Godoy Sepúlveda. 

Il pubblico potrà accedere direttamente dalla Caffetteria del Teatro (apertura ore 9.30) e, esibendo il titolo d’ingresso, riceverà una contromarca per la prima colazione, inclusa nel biglietto.

Continuano gli appuntamenti del ciclo “C’è musica & musica 2.0”, l’iniziativa originale e briosa per avvicinare il pubblico al teatro e al fascino delle sue rappresentazioni.

Domenica 26 gennaio alle ore 11 – in Sala Zubin Mehta – torna in scena Lorenzo Baglioni, già fra gli acclamati protagonisti dello scorso ciclo di C’è musica & musica.  Cantante, autore, presentatore e attore, ex docente di matematica, col format delle canzoni didattiche (Bella, Prof! – Sony Music, Ripassongs – RTI) nel 2018 arriva sul palco di Sanremo con la canzone Il Congiuntivo. Ha condotto inoltre numerosi programmi per la TV quali Lo Zecchino d’oroL’Isola degli EroiBella, Prof!Un Palco per Due su Rai 2 e ha scritto sette libri editi da Mondadori e Rai Libri. Da dieci anni produce contenuti per il web, che ad oggi contano oltre 300 milioni di visualizzazioni.

Sul podio, alla guida dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, il maestro Salvatore Percacciolo, al suo debutto al Maggio. Direttore d’orchestra e pianista, è stato nominato Erste Kapellmeister dal Nationaltheater di Mannheim dove ha diretto numerose opere di Rossini, Mozart, Puccini e Verdi. Nel 2021 ha inaugurato la stagione d’opera del Teatro Massimo Bellini di Catania con Il barbiere di Siviglia di Rossini. Ha diretto la Rundfunk Sinfonieorchester di Berlino e gli Heidelberger Sinfoniker.

Voci soliste Nikoletta Hertsak Gonzalo Godoy Sepúlveda, talenti dell’Accademia del Maggio.

Il programma della mattinata prevede una selezione di brani e arie di Wolfgang Amadeus Mozart, raccontate in modo frizzante da Lorenzo Baglioni; tra esse la celeberrima Ouverture de “Le nozze di Figaro”, Eine kleine Nachtmusik, il duetto Papageno/Papagena tratto da Die Zauberflöte (Il flauto magico) e molti altri estratti dalle composizioni del genio di Salisburgo.

Grazie alla collaborazione con Unicoop Firenze è allestita, in uno spazio adiacente alla zona del bar del Foyer, una zona dedicata ai giovanissimi, con i prodotti di cancelleria della linea ecologica “ViviVerde Coop” che mette a disposizione dei ragazzi materiali per la scrittura e il disegno.

La locandina:

26 gennaio 2025, ore 11

“Lorenzo Baglioni racconta Mozart”

Eine kleine Nachtmusik 

Serenata in sol maggiore K. 525 

1° movimento: Allegro 

Da Le nozze di Figaro Ouverture

Sinfonia in sol minore K. 183 

1° movimento: Allegro 

Sinfonia in sol minore K. 550 

1° movimento: Allegro

Da Le nozze di Figaro
Non più andrai farfallone amoroso

Da Die Zauberflöte, Die Hölle Rache 

Duetto Papageno/Papagena

Dalla Sonata per pianoforte in la maggiore K. 331 

3° movimento: Allegretto Alla turca 

(Orchestrazione di Joshua Choe)

Direttore Salvatore Percacciolo

Narratore Lorenzo Baglioni

Soprano Nikoletta Hertsak

Baritono Gonzalo Godoy Sepúlveda

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

Prezzi:

Under 18: 5€

Adulti: 15€

Durata dello spettacolo 1 ora circa

Domenica 26 gennaio 2025 ~ ore 20 : recital di NIKOLAI LUGANSKY

Riprendono nella Stagione 2024-2025 gli appuntamenti del ciclo “Grandi pianisti alla Scala”. Domenica 26 gennaio alle ore 20 è protagonista il pianista russo Nikolai Lugansky, al suo primo recital solistico alla Scala dopo un’assenza di dieci anni. La cronologia scaligera ricorda suoi concerti con l’Orchestra e il Coro del Teatro Bol’soj e Alexander Vedernikov, la Filarmonica di San Pietroburgo e Yuri Temirkanov, la Filarmonica della Scala e Marc Albrecht.

Artista stimato per il perfetto equilibrio tra virtuosismo tecnico e sensibilità espressiva, versatile a ogni stile e repertorio, Lugansky propone in questo concerto un percorso tra il lirismo intimista di Mendelssohn, la potenza drammatica di Beethoven e la grandiosità wagneriana.

Il programma si apre con sei tra i Lieder ohne Worte di Felix Mendelssohn Bartholdy, un ciclo di brani lirici e virtuosistici che esprimono la raffinata delicatezza e la naturale cantabilità caratteristiche del compositore tedesco. Segue la Sonata n. 17 in re min. op. 31 di Ludwig van Beethoven, un’opera che esplora tensioni emotive e dinamiche contrastanti, con un’alternanza di atmosfere tempestose e momenti di profonda introspezione.  La seconda parte del concerto si concentra su Richard Wagner, con una serie di trascrizioni pianistiche firmate dallo stesso Lugansky: Quattro scene da Götterdämmerung (Duetto d’amore tra Brunilde e Sigfrido, Viaggio di Sigfrido sul Reno, Marcia funebre e Sacrificio di Brunilde). Il concerto si conclude con la trascrizione lisztiana per pianoforte di «Isoldes Liebestod»da Tristan und Isolde, brano intriso di struggente lirismo.

Il ciclo “Grandi pianisti alla Scala” prevede in questa Stagione altri tre appuntamenti: il 9 marzo con Mitsuko Uchida (Beethoven e Schubert); il 6 aprile con Igor Levit (Bach, Brahms, Beethoven) e il 28 maggio con Jan Lisiecki (preludi di Chopin, Bach, Rachmaninov, Szymanowsky, Messiaen, Górecki).

Prezzi: da 110 a 20 euro

Infotel 02 72 00 37 44

www.teatroallascala.org

Nikolai Lugansky

Nato a Mosca, ha studiato al Conservatorio “P. I. Čajkovskij” sotto la guida di Tat’jana Kestner e in seguito con Tat’jana Nikolajeva e Sergej Dorenskij. Ha vinto numerosi premi in importanti concorsi, quali l’Internationaler Johann-Sebastian-Bach-Wettbewerb di Lipsia (1988), l’Internationaler Mozartwettbewerb di Salisburgo (1992) e il Concorso Čajkovskij di Mosca (1994).

Collabora regolarmente con direttori d’orchestra del calibro di Kent Nagano, Jurij Temirkanov, Manfred Honeck, Gianandrea Noseda, Stanislav Kochanovsky, Vasilij Petrenko e con orchestre prestigiose come i Berliner Philharmoniker, la London Symphony Orchestra, la Netherlands Philharmonic Orchestra, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, la Filarmonica di Oslo, l’Orchestra Sinfonica della Radio Svedese e l’Orquesta Nacional de España. È spesso invitato a esibirsi in festival di richiamo come quelli di Aspen, Tanglewood e Verbier. Nell’ambito della musica da camera, collabora con musicisti come Gautier Capuçon, Alexander Kniazev, Mischa Maisky e Leonidas Kavakos.

Nel 2023, in occasione del 150° anniversario della nascita di Rachmaninov, Lugansky ha dedicato al compositore cicli monografici al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi e alla Wigmore Hall di Londra e si è esibito in prestigiose sedi europee quali il Konzerthaus di Vienna e quello di Berlino, il Bozar di Bruxelles, il Rudolfinum di Praga e il Royal Concertgebouw di Amsterdam.

Nella Stagione 2024-2025 suonerà, tra l’altro, con la NHK Symphony Orchestra di Tokyo, la NDR Radiophilharmonie di Hannover, la Brussels Philharmonic, l’Orchestre Philharmonique de Radio France e la Philharmonia Orchestra di Londra; inoltre porterà il suo programma di trascrizioni wagneriane, dopo la tappa scaligera, al Théâtre des Champs-Élysées, al Konzerthaus di Vienna, alla Wigmore Hall, alla Tonhalle di Zurigo, a Lione e a Lisbona. Tornerà in Corea, in Colombia, in Brasile e negli Stati Uniti, con una tournée di recital in varie città, tra cui Aspen, Washington e Kansas City.

Vanta una ricca e premiata discografia, che comprende, tra l’altro, gli album Rachmaninov: 24 Preludes (2018), César Franck, Préludes, Fugues & Chorals (2020, Diapason d’Or), Rachmaninov: Études-Tableaux (Choc di “Classica” 2023 e Editor’s Choice di “Gramophone”), Sonate n. 1 e n. 2 di Rachmaninov (Diapason d’Or) e un CD di Concerti di Grieg e Prokof’ev con Kent Nagano e la Deutsches Symphonie-Orchester Berlin.

Il suo ultimo CD, dedicato alle trascrizioni per pianoforte di brani di Richard Wagner, ha vinto il Premio Abbiati del Disco 2024.

Felix Mendelssohn Bartholdy

Lieder ohne Worte

op. 19 n. 1 in mi magg.
op. 38 n. 6 in la bem. magg. «Duetto»
op. 67 n. 4 in do magg. «La filatrice»
op. 67 n. 6 in mi magg. «Ninna nanna»
op. 67 n. 2 in fa diesis min.
op. 85 n. 4 in re magg.

Ludwig van Beethoven

Sonata n. 17 in re min. op. 31 n. 2 «La tempesta»

Richard Wagner

Quattro scene da Götterdämmerung

Duetto d’amore tra Brunilde e Sigfrido

Viaggio di Sigfrido sul Reno

Marcia funebre

Sacrificio di Brunilde

(trascrizione di Nikolai Lugansky)

da Tristan und Isolde – «Isoldes Liebestod»

(trascrizione di Franz Liszt, S. 447

RICCARDO FRIZZA RACCONTA IL SUO FESTIVAL DONIZETTI OPERA PER IL TRIENNIO 2025-2027: LA PAROLA CHIAVE È “EVOLUZIONE”

Il Maestro Riccardo Frizza, direttore d’orchestra di fama internazionale, già direttore musicale del Donizetti Opera dal 2017, nominato anche direttore artistico della manifestazione il 4 dicembre scorso dal CdA della Fondazione Teatro Donizetti, annuncia la sua visione del festival per il triennio 2025-2027. Sotto il segno della parola “evoluzione”, il M° Frizza intende proseguire il percorso intrapreso negli ultimi anni con una visione innovativa, che coniuga continuità e futuro.Se la manifestazione in precedenza ha inaugurato il suo format rinnovando la programmazione artistica e invadendo la città con la figura di Donizetti quale illustre bergamasco, ora si mira a un’evoluzione che riporti al centro il Gaetano Donizetti compositore, protagonista assoluto, accompagnato da un progetto culturale che ambisce a consolidare la posizione del festival tra i grandi eventi internazionali.Sei le linee guida fondamentali che indirizzeranno la manifestazione nei prossimi tre anni, a partire da internazionalità e alta qualità artistica, per un festival senza confini. Il Donizetti Opera, infatti, intende rafforzare e ampliare la sua dimensione internazionale, puntando ancora di più sulla qualità artistica e sulla ricerca musicologica, per collocarsi tra i grandi eventi del panorama culturale mondiale. Produzioni di altissimo livello e un dialogo attivo con il pubblico oltre confine faranno del festival un punto di riferimento per gli appassionati e gli esperti del settore, ma anche per i neofiti e i curiosi che vorranno avvicinarsi al corpus del celebre compositore bergamasco, attirati dagli eventi collaterali alla programmazione artistica.

Secondo obiettivo strategico la costruzione di ponti tra culture, grazie a gemellaggi e coproduzioni. Il festival si vuole porre come un luogo d’incontro tra culture e tradizioni diverse: in quest’ottica le coproduzioni diventano veri e propri gemellaggi che coinvolgono il Teatro e la città. Uniscono comunità, intrecciano storie, stimolano nuove letture e visioni, e creano una contaminazione artistica e culturale che abbatte le barriere e le diversità, per una manifestazione profondamente inclusiva.

Terzo punto focale fare di Bergamo la culla della Voce, grazie a progetti rinnovati e nuove proposte che abbracciano diverse arti e discipline. Partendo dalla tradizione belcantistica donizettiana, si celebra la voce in tutte le sue forme, come simbolo contemporaneo di eccellenza e creatività.

Quarto obiettivo la costruzione di una Rete Donizetti: il festival andrà a consolidare il concetto, che si è fatto strada in questi anni, di “Bergamo Città di Donizetti”, puntando a un’ulteriore valorizzazione del Centro Studi della Fondazione e alla costruzione di una rete che renda Bergamo epicentro del patrimonio donizettiano per stimolare un dialogo a livello mondiale.Quindi, sul versante educazione e formazione, le iniziative vedranno il Donizetti Opera per le Life Skills: il festival rinnova il suo impegno verso le nuove generazioni, integrando nei percorsi formativi le Life Skills, così come riconosciute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità quali comportamenti positivi nelle aree emotive, cognitive e relazionali, che permettono all’individuo di far fronte efficacemente alle sfide quotidiane, sia in termini personali che relazionali e sociali. I programmi educational, pensati per bambini e ragazzi, in collaborazione con le scuole e gli istituti di ogni ordine e grado, connettono sogni, aspettative, sfide e visioni delle nuove generazioni con il linguaggio universale della musica, al fine di guidarle all’ascolto di sé e della propria voce come espressione della propria vocazione.

Ultimo punto, a completamento della strategia, la riflessione che vede il territorio nel Teatro e il Teatro per il territorio. Il Teatro Donizetti, con il suo prestigioso festival, si fa sempre più cuore pulsante della Bergamo creativa e diventa la “Casa della Città”. Un luogo vivo e accessibile, anche oltre le rappresentazioni, non solo per i turisti ma per tutta la comunità. A questo si lega un dialogo sempre più stretto e biunivoco con il fervido terzo settore cittadino e il tessuto produttivo del territorio, invitato a riflettere sul concetto di leadership armonica.«C’è molto della visione della nostra Amministrazione nel progetto del nuovo direttore artistico Riccardo Frizza per il Donizetti Opera 2025-2027: apertura, inclusività e attrattività. Un progetto volto a rafforzare l’internazionalizzazione e rilanciare il grande compositore Gaetano Donizetti, proiettando Bergamo nel mondo sulle note della sua musica.
La cultura, lo abbiamo sempre detto, è motore di crescita, è risorsa dinamica per costruire opportunità. Il progetto del direttore Frizza va in questa direzione, tessendo reti di collaborazione e progettazione con altre città, Paesi e le loro culture, valorizzando l’impegno musicologico e il belcanto, investendo nell’educazione delle nuove generazioni e lavorando per avvicinare sempre più l’opera alle persone, non solo al pubblico appassionato. L’opera lirica, infatti, è un’arte profondamente universale, che parla a tutti, al di là delle competenze tecniche o delle conoscenze specifiche, capace da sempre di raccontare le passioni, i sentimenti e le storie che appartengono a ogni essere umano.
Anche chi non è un “addetto ai lavori” può entrare nel mondo dell’opera, perché essa non richiede di essere esperti per emozionarsi di fronte a una voce potente, una melodia struggente o una messa in scena che stupisce e talvolta interroga. È un linguaggio immediato, che attraversa il tempo e i confini, e che continua a parlare a tutti coloro che vogliono lasciarsi coinvolgere.


Ci aspettiamo, quindi, molto da questa nuova fase e siamo certi che sarà un ulteriore passo per l’affermazione di Bergamo come città di cultura ed “evoluzione”», dichiara Elena Carnevali, Sindaca del Comune di Bergamo.«Della programmazione proposta da Riccardo Frizza, apprezzo particolarmente il termine evoluzione: partire da basi solide per passare a una successiva fase di maturazione, crescere contando su una identità forte e strutturata. È in linea con quello che auspicavamo per questa nuova fase della Fondazione Teatro Donizetti. Il Donizetti Opera avrà una vocazione sempre più internazionale, portando nuove e inedite collaborazioni della nostra città con altre comunità nazionali ed europee e generando nuova linfa anche nella produzione artistica cittadina. Il tema delle alleanze è altrettanto stimolante, soprattutto con altre istituzioni importanti della città, così ricche in ambiti e discipline diversi. Un’alleanza che si potrà esprimere nello sviluppo del tema della “Voce”, filo rosso della produzione donizettiana, e soprattutto nella valorizzazione delle Life Skills, un modo nuovo e originale di calare la musica nella vita quotidiana, con quella consueta attenzione alle giovani generazioni che la Fondazione già esprime da tempo», afferma Sergio Gandi, Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo.

«La visione del M° Riccardo Frizza, già stimato direttore musicale e oggi anche direttore artistico del Donizetti Opera in cui riponiamo piena fiducia, è stata favorevolmente accolta e condivisa dal Consiglio d’Amministrazione della Fondazione, che ne ha colto l’innovazione nella continuità. Questo progetto non solo celebra la centralità della figura di Donizetti, ma conferma la prospettiva di un festival indirizzato verso un futuro sempre più internazionale. Siamo certi che, con la sua guida, il Donizetti Opera raggiungerà traguardi straordinari, consolidando Bergamo come capitale della voce e del belcanto, e punto di riferimento musicale nel mondo», prosegue Giorgio Berta, Presidente della Fondazione Teatro Donizetti.

«Con la parola “evoluzione” vogliamo consolidare il ruolo di un festival che non si pone solo quale evento artistico di alto livello, ma anche come motore di crescita culturale, sociale ed economica per Bergamo. La nostra città, sede dei più alti studi donizettiani, merita un maggior riconoscimento internazionale per la sua capacità di approfondire, stimolare, innovare e innovarsi partendo dalla tradizione. Questo triennio vedrà, quindi, l’attenzione rivolta alla costituzione di reti e gemellaggi, in cui il dialogo con nuove realtà internazionali porterà la città e il suo Teatro quale esempio di eccellenza e innovazione», aggiunge Massimo Boffelli, Direttore generale della Fondazione.

«Dopo la rivoluzione, di cui sono stato parte attiva negli anni scorsi, che ha radicato il festival nel tessuto della città di Bergamo, ora vogliamo guardare avanti, rafforzando le fondamenta costruite e immaginando un futuro di crescita dal respiro internazionale. Immagino un festival che evolve senza perdere la sua identità, che sperimenta e si consolida partendo dalla tradizione e forte delle sue radici, come la figura di Gianandrea Gavazzeni, padre della cosiddetta “Donizetti Renaissance”, con uno sguardo sempre più aperto al mondo», conclude il M° Riccardo Frizza.Con questa visione ambiziosa il direttore artistico Riccardo Frizza, coadiuvato da Marco Vinco nel ruolo di coordinatore della programmazione e dal rinnovato team del Donizetti Opera, si prepara a scrivere un nuovo capitolo nella storia culturale di Bergamo e del suo Teatro, per una manifestazione che, oltre all’autunno, animi tutto l’anno e che sia appuntamento imperdibile per il pubblico di tutto il mondo.

Otello in scena al Teatro Massimo di Palermo con la regia di Mario Martone, la direzione di Jader Bignamini e tre grandi protagonisti

Dramma d’amore e morte, tratto dalla tragedia omonima di William Shakespeare, l’Otello di Giuseppe Verdi su libretto di Arrigo Boito, debutta venerdì 24 gennaio alle 20:00 al Teatro Massimo di Palermo, in un allestimento realizzato in coproduzione con il Teatro San Carlo di Napoli e la regia di Mario Martone. La penultima opera di Verdi, composta nel 1887, torna al Massimo dopo 11 anni dall’ultima messa in scena, con un grande cast che schiera il tenore Yusif Eyvazov nel ruolo del femminicida Otello, e in quello di Jago il baritono Nicola Alaimo, che torna finalmente a interpretare il ruolo del malvagio assoluto, artefice della furibonda gelosia di Otello; la giovane Desdemona ingiustamente accusata di tradimento è invece il soprano Barno Ismatullaeva, mentre Cassio è il tenore Riccardo Rados. Ad alternarsi nelle repliche del 25 e 29 gennaio, con gli stessi ruoli, saranno Mikheil Sheshaberidze (Otello), Maria Motolygina (Desdemona), Devid Cecconi (Jago) e Rosolino Claudio Cardile (Cassio). Completano il cast Irene Savignano (Emilia), Andrea Schifaudo (Roderigo), Adriano Gramigni (Lodovico), Italo Proferisce (Montano / L’araldo).

Sul podio dell’Orchestra, il maestro Jader Bignamini, direttore dalla carriera internazionale in costante ascesa, sia in ambito operistico che sinfonico, e direttore musicale della Detroit Symphony Orchestra. Coro e Coro di voci bianche del Teatro Massimo sono diretti dal Maestro Salvatore PunturoRegista collaboratore dell’allestimento è Raffaele Di Florio. Le scene sono firmate da Margherita Palli, i costumi da Ortensia De Francesco, i video da Alessandro Papa, le luci disegnate da Pasquale MariAssistente alle scene Valentina Dellavia; assistente ai costumi Marianna Carbone. Repliche fino al 30 gennaio.

Opera della maturità, Otello, dramma lirico in quattro atti, è composto da Verdi nel 1887, a 74 anni, dopo Aida e prima di Falstaff, su libretto del giovane poeta e musicista Arrigo Boito. Il loro sodalizio artistico porterà a una straordinaria interpretazione del dramma shakespeariano, tragedia dell’amore e della passione che tormenta e uccide, ieri come oggi. La messa in scena di Mario Martone trasferisce la vicenda, che nel libretto è ambientata a Cipro alla fine del quindicesimo secolo, nel presente, tra i soldati di un esercito occidentale in medioriente. “Il tempo che passa – scrive Mario Martone nelle note di regia – ci rivela che nessun progresso ferma la spinta brutale di troppi uomini nell’aggredire le donne che dicono di amare fino ad ammazzarle. E questo è un tema, e che tema, dell’Otello di Verdi. Per provare a farlo risaltare il più possibile ho spostato l’azione nel nostro tempo. Ho mantenuto la struttura narrativa dell’opera … Totale fedeltà, dunque. Ma trattandosi di un esercito contemporaneo anche le donne sono soldati, e lo è Desdemona, che viene rappresentata come una soldatessa valorosa e amata. Dunque anche lei è odiata da Jago, e vista immediatamente attraverso lo sguardo che fa di una donna libera “una vil cortigiana” … Nel provare questo spettacolo tante cose sono venute in luce, fino alla canzone del salice, che lega Desdemona, sua madre che gliela cantava, Barbara di cui si racconta e Emilia che ascolta il canto in una sola stretta, e questa stretta parla chiaramente di una condizione femminile per tanti versi immutata dai tempi di VerdiLa sensibilità di Verdi per le figure femminili – prosegue Martone – la sua capacità di empatizzare con la loro sofferenza e di denunciare la società che le produce, fa anche di Desdemona una creazione unica. Oltre a rivelare, una volta di più, quanto potente sia lo scandaglio che Verdi sprofonda nelle nostre coscienze, ancora oggi”.

I PROTAGONISTI

Yusif Eyvazov (Otello) Tenore drammatico, con una grande carriera internazionale, è stato recentemente nominato direttore dell’Azerbaijan State Academic Opera and Ballet Theater, nel suo paese d’origine, dove gli è stato conferito anche il titolo di “Artista del Popolo dell’Azerbaijan”. Calca i palcoscenici di tutti i più prestigiosi teatri d’opera del mondo. Il suono unico della sua voce, descritto come “metallico, stentoreo e marcatamente italiano” (Los Angeles Times), e una presenza scenica eccezionale gli hanno permesso di affiancare alla carriera operistica frequenti esibizioni in concerto.

Barno Ismatullaeva (Desdemona) Nata ad Andijan in Uzbekistan, dove ha studiato e vinto numerosi concorsi, tra i quali la “Competizione dell’Opera“ 2014 a Tashkent. Nell’estate 2022 ha fatto il suo debutto sulla scena del Festival di Bregenz, con il nuovo allestimento di Madama Butterfly di Puccini, con la regia di Andreas Homoki e la direzione musicale di Enrique Mazzola. Tra i suoi recenti e futuri impegni sulle scene liriche ricordiamo Norma alla Staatsoper di Amburgo, Madama Butterfly al Teatro Real Madrid, al Teatro Regio di Torino (regia di Damiano Michieletto), al Teatro Massimo Palermo, all’Opera di Lipsia e al Festival Granda in Lima, oltre ad Elisabetta in Roberto Devereux all’Opera di Amsterdam ed Elisabetta in Maria Stuarda alla Staatsoper di Amburgo.

Nicola Alaimo (Jago) Vincitore del Premio Abbiati 2016, è uno degli interpreti più apprezzati e versatili dell’attuale panorama musicale internazionale, ospite abituale dei teatri più importanti al mondo. Ha collaborato con alcuni dei maggiori direttori d’orchestra, come Maurizio Benini, Bruno Campanella, Gianluigi Gelmetti, Daniele Gatti, James Levine, Michele Mariotti, Zubin Mehta, Riccardo Muti, Evelino Pidò, Jean Christophe Spinosi e John Eliot Gardiner. Tra gli impegni più recenti, una tournée de La CenerentolaIl Turco in Italia e un Gala rossiniano al fianco di Cecilia Bartoli e diretto da Gianluca Capuano; un trionfale Falstaff con John Eliot Gardiner a Firenze e con Myung Whun Chung a Venezia, il suo iconico Melitone ne La forza del Destino a Parigi; l’acclamato Il barbiere di Siviglia (Figaro) a Salisburgo e Monte Carlo; La Cenerentola a Zurigo; L’esule di Roma al Barbican Center di Londra per Opera Rara e Nabucco a Ginevra; Il barbiere di Siviglia all’Arena di Verona; Le Comte Ory a Bologna; L’italiana in Algeri a Zurigo; Don Pasquale a Torino, Gianni Schicchi a Montecarlo; Roberto Devereux a Ginevra; L’equivoco stravagante e Il viaggio a Reims (versione concerto) al ROF di Pesaro; Il barbiere di Siviglia all’Arena di Verona.

Dopo la prima di venerdì 24 gennaio alle 20:00, Otello sarà in scena sabato 25 gennaio alle 18:30 (Turno Opera); domenica 26 gennaio, ore 17:30 (Turno D); martedì 28 gennaio, ore 18:30 (Turno C); mercoledì 29 gennaio, ore 18:30 (Turno Scuola); giovedì 30 gennaio, ore 18:30 (Turno B).

Domenica 26 gennaio, alle ore 17:30, durante lo svolgimento dell’opera, torna in Sala degli Stemmi l’appuntamento con il laboratorio “Bambini all’opera”, a cura di Radici. Piccolo Museo della Natura, per avvicinare i più piccoli in modo creativo al mondo del teatro musicale. Testi e narrazioni di Francesca Cosentino, animazioni teatrali di Marcella Vaccarino, illustrazioni di Giuseppe Lo Bocchiaro.

Durata: 3 ore circa (4 atti e un intervallo) Info:https://www.teatromassimo.it/event/otello/

Biglietti: da 20 a 165 euro

IL QUARTETTO DI MESSIAEN PER IL GIORNO DELLA MEMORIA

Concerto gratuito di Fondazione Arena in Sala Filarmonica

Lunedì 27 gennaio, ore 15.30

In occasione del Giorno della Memoria, lunedì 27 gennaio, alle 15.30, in Sala Filarmonica (via Roma 1), Fondazione Arena di Verona propone alla città il concerto da camera Quatuor pour la fin du temps di Olivier Messiaen, eseguito da prime parti dell’Orchestra areniana con il Maestro Andrea Dindo al pianoforte e preceduto dalla proiezione di un estratto del documentario “The Lady in number 6” (2013), in lingua inglese originale con sottotitoli in italiano.

Ad introdurre il concerto sarà un intervento della Presidente della comunità ebraica di Verona, Anna Maria Trenti Kaufman.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Il Quartetto per la fine del tempo fu scritto dall’autore nel campo di concentramento di Görlitz nell’inverno 1940-41 e lì lo eseguì con altri tre musicisti compagni di prigionia, che ne determinarono l’organico. Un’opera sperimentale e profonda, che riecheggia l’Apocalisse ma umanamente anela alla libertà e all’eternità.

Il concerto gratuito, della durata complessiva di un’ora circa, sarà aperto dall’estratto di “The Lady in number 6: Music Saved My Life”, vincitore del Premio Oscar 2014 come miglior cortometraggio documentario, sulla vera storia di Alice Herz-Sommer, pianista sopravvissuta all’Olocausto.

L’evento rientra nel programma ufficiale delle celebrazioni cittadine per il Giorno della Memoria, alla cui presentazione in Sala Arazzi ha partecipato Francesco Ommassini, Segretario artistico di Fondazione Arena di Verona: «Per il secondo anno consecutivo – spiega il Maestro Ommassini – siamo lieti di proporre un evento speciale dedicato al Giorno della Memoria, all’interno delle celebrazioni ufficiali della città di Verona. Il Teatro è casa dei veronesi e così i suoi spazi, come la Sala Filarmonica: per questo abbiamo voluto mantenere l’ingresso gratuito. Eseguiremo il brano più importante composto in un campo di concentramento, una composizione intensa e commovente, abbinandola ad una proiezione video altrettanto significativa».

Andrea Chénier al Teatro Carlo Felice, giovedì 6 febbraio 2025, ore 20.00

Dramma storico in quattro quadri di Umberto Giordano su libretto di Luigi Illica

Sabato 8 febbraio 2025, ore 20.00

Racconti sinfonici

Musiche di Arnold Schönberg e Nikolaj Rimskij-Korsakov

Venerdì 14 febbraio 2025, ore 20.00

Brahms e Šostakovič

Musiche di Johannes Brahms e Dmitrij Šostakovič

Nel mese di febbraio 2025 Donato Renzetti, Direttore emerito dell’Opera Carlo Felice, tornerà sul podio del Teatro genovese per dirigere Andrea Chénier, sesto titolo della Stagione Lirica 24-25, e i concerti Racconti sinfonici e Brahms e Šostakovič nell’ambito della Stagione Sinfonica.

Andrea Chénier

Andrea Chénier, dramma storico in quattro quadri di Umberto Giordano su libretto di Luigi Illica, sarà in scena da giovedì 6 febbraio alle ore 20.00 (turno A). Con la direzione di Donato Renzetti, la regia di Pier Francesco Maestrini, le scene e i video di Nicolás Boni, i costumi di Stefania Scaraggi, la coreografia di Silvia Giordano e le luci di Daniele Naldi. Allestimento della Fondazione Teatro Comunale di Bologna e dell’Opéra Garnier de Monte-Carlo. Orchestra, Coro e Tecnici dell’Opera Carlo Felice. Maestro del Coro Claudio Marino Moretti. Balletto Fondazione Formazione Danza e Spettacolo “For Dance” ETS.

Il cast si compone di Fabio Sartori (Andrea Chénier), Amartuvshin Enkhbat / Stefano Meo (Carlo Gérard), Maria Josè Siri (Maddalena di Coigny), Cristina Melis (La mulatta Bersi), Siranush Khachatryan (La contessa di Coigny), Manuela Custer (Madelon), Nicolò Ceriani (Roucher), Matteo Peirone (Fléville), Marco Camastra (Fouquier Tinville), Luciano Roberti (Mathieu), Didier Pieri (Un incredibile), Gianluca Sorrentino (L’abate), Franco Rios Castro (Il maestro di casa), Angelo Parisi (Dumas), Andrea Porta (Schmidt).

Lo spettacolo sarà in replica domenica 9 gennaio alle ore 15.00 (turno C), mercoledì 12 alle ore 20.00 (turno B) e sabato 15 alle ore 15.00 (turno F).

Andrea Chénier, dramma composto nel 1896 su libretto di Luigi Illica, è stato il primo grande successo di Umberto Giordano. L’azione si svolge nei pressi di Parigi al tempo della Rivoluzione francese. Gli ideali costituzionalisti del protagonista sono in contrasto con lo stile di vita corrotto della nobiltà parigina, e durante il Regime del Terrore il poeta verrà perseguitato e giustiziato per la sua appartenenza politica. Sullo sfondo dei tragici avvenimenti storici, si sviluppa una storia d’amore con Maddalena, figlia della Contessa di Coigny. Andrea e Maddalena rimarranno insieme fino all’ultimo istante.

Commenta Donato Renzetti: «Dobbiamo ringraziare Luigi Illica per l’idea dell’opera, originale e avvincente, ispirata dalla vita del poeta francese André Chénier, rivoluzionario ghigliottinato a Parigi nel 1794. Qui, come in Fedora, Giordano raggiunse le più alte vette della sua inventiva musicale e, come accadde per altri compositori che seguirono l’esempio di Giuseppe Verdi, sviluppò musicalmente la rapidità dell’azione scenica. Se dopo 120 anni lo Chénier di Giordano viene rappresentato assiduamente in tutti i teatri del mondo è proprio perché custodisce segreti che superano in qualche modo la collocazione dell’opera nel filone del Verismo, c’è qualcosa in più! Il ritmo incalzante con il quale si alternano sonorità e piani visivi rendono estrema la drammatizzazione così come la cura dettagliata dei personaggi comporta passaggi immediati, dal monologo alla romanza, dal duetto alle scene corali. Tutto questo rende evidente la fascinazione che Giordano subì dalla cura dei riferimenti storici e reali su cui Illica creò il libretto».

L’allestimento, realizzato nel 2022 per il Teatro Comunale di Bologna e ripreso a gennaio 2023 all’Opéra Garnier di Montecarlo, vede la regia di Pier Francesco Maestrini: «Andrea Chénier è un titolo al quale sono molto legato poiché è stata per me l’ultima opera come assistente di mio padre che ha avuto la possibilità di dirigere i più importanti interpreti della storia di questo ruolo. Inoltre, posso dirmi fortunato di avere avuto io stesso l’opportunità di metterla in scena con i più grandi artisti del mio tempo, da Giacomini a Kunde fino ad adesso, con Fabio Sartori e Maria Josè Siri. Probabilmente, almeno per me, si tratta della sola opera in cui è quasi impossibile prescindere dal contesto, un contesto che non si limita a fare da sfondo a una storia d’amore: la rivoluzione è tanto protagonista quanto lo sono gli interpreti e ne condiziona le vite, costringendo tutti i personaggi ad adattarsi drasticamente a un cambiamento troppo repentino e radicale pur di sopravvivere».

Racconti sinfonici – Brahms e Šostakovič

Sabato 8 febbraio alle ore 20.00, nel concerto Racconti Sinfonici, Donato Renzetti sarà alla direzione dell’Orchestra dell’Opera Carlo Felice e del soprano Francesca Paola Geretto – attiva sia in ambito operistico sia in ambito concertistico in Italia e in Europa presso prestigiose Istituzioni e vincitrice del Premio Wagner 2017. Il programma musicale prevede l’esecuzione dei Sei Lieder per voce e orchestra op. 8 di Arnold Schönberg e di Shéhérazade, suite sinfonica di Nikolaj Rimskij-Korsakov.

Schönberg compose i Sei Lieder su testi di Heinrich Hart tra il 1904 e il 1905, la prima esecuzione si sarebbe tenuta solo in seguito, nel 1914, a Praga. Il compositore, non ancora approdato a soluzioni armoniche avanguardistiche come dodecafonia e serialismo, affrontava un momento fondamentale del proprio percorso artistico in cui si ravvisano nell’articolato linguaggio musicale, ancora tonale, le prime tensioni verso nuove prospettive. La suite sinfonica Shéhérazade di Rimskij-Korsakov risale al 1888 e si articola in quattro parti: Il mare e la nave di Sinbad, Il racconto del principe Kalender, Il giovane principe e la giovane principessa e Festa a Bagdad. Il mare. Il naufragio. Con una scrittura caratteristica e profondamente legata alla tradizione russa tardo-romantica, il compositore realizza una composizione ispirata ed evocativa in cui i temi musicali ricorrenti di Shéhérazade e del Sultano fanno da tramite tra i diversi episodi da Le mille e una notte.

Venerdì 14 febbraio alle ore 20.00 sarà la volta del concerto Brahms e Šostakovič, con la direzione di Donato Renzetti, l’Orchestra dell’Opera Carlo Felice e il pianista Michele Campanella – concertista attivo in Europa, Asia e Stati Uniti tra i cui riconoscimenti si ricordano la Medaglia d’oro della Liszt Society of United States of America, l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana e la Laurea Honoris Causa in Discipline della Musica e dello Spettacolo, Storia e Teoria, per meriti culturali e artistici dell’Università Federico II di Napoli. In programma il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in si bemolle maggiore op. 83 di Johannes Brahms e la Sinfonia n. 1 in fa minore op. 10 di Dmitrij Šostakovič.

Brahms cominciò a lavorare al suo Secondo Concerto per pianoforte e orchestra nel 1878, per terminare la composizione nel 1881 in vista della prima esecuzione che si sarebbe tenuta il 9 novembre di quell’anno a Budapest. La lunga lavorazione si risolse in un Concerto singolarmente ampio, di notevole densità e articolazione sono sia la scrittura orchestrale sia quella pianistica. L’esperienza nella composizione per pianoforte, maturata da Brahms soprattutto nei suoi primi anni di attività, si coniuga in questo Concerto all’intensa pratica sinfonica, proprio in quegli anni il compositore era impegnato nella realizzazione delle sue quattro Sinfonie. Šostakovič compose la sua Prima Sinfonia nel 1925, come ultimo esame per il diploma in Composizione al Conservatorio di San Pietroburgo. L’anno successivo la composizione venne eseguita per la prima volta a Leningrado con la direzione di Nikolaj Malko. Nonostante si tratti del primo lavoro sinfonico di uno Šostakovič appena diciannovenne, il linguaggio musicale è già personale e definito da originali scelte timbriche e ritmiche, tra momenti dal brillante guizzo ironico e altri di maggior dolcezza e lirismo.

Biografie

Donato Renzetti è uno dei più stimati direttori d’orchestra della scuola italiana. Ha diretto molte delle più prestigiose orchestre, tra cui la London Sinfonietta, la London Philharmonic, la Philharmonia Orchestra, la English Chamber Orchestra, la DSO Berlin, la Tokyo Philharmonic, l’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, tutta la RAI Orchestre, la Dallas Symphony, la Belgian Radio and Television Orchestra a Bruxelles, l’Orchestre National du Capitol de Toulouse e l’Orchestre National de Lyon. Direttore principale dell’Orchestra Regionale Toscana dal 1987 al 1992, dal 2004 al 2007 è stato anche direttore principale ospite del Teatro Real de Sao Carlos e direttore artistico e musicale dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana dal 2007 al 2013. Nel 2015 è stato nominato direttore della Filarmonica Gioachino Rossini. Per 30 anni ha insegnato direzione d’orchestra all’Accademia Musicale Pescarese. Nel 2019 trasferisce la sua attività didattica all’Alta Scuola di Perfezionamento di Saluzzo, in collaborazione con la Filarmonica Teatro Regio Torino. Dal 2022 è Direttore emerito dell’Opera Carlo Felice Genova.

Pier Francesco Maestrini, nato a Firenze, inizia la sua carriera di regista nel 1993 con Il barbiere di Siviglia di Rossini presso la Tokyo Japan Opera Foundation. Da allora ha diretto oltre 150 produzioni operistiche in tutto il mondo. Nell’ultimo decennio il suo lavoro si è distinto per l’interazione tra l’azione scenica dal vivo degli interpreti e scenografie virtuali o immagini animate in movimento. Da ricordare in quella direzione, le sue produzioni de La campana sommersa di Respighi, per il Teatro Lirico di Cagliari(2016), riproposta al Jazz at Lincoln Center Hall della New York City Opera, disponibile su Dvd della Naxos; la sua versione futuristica di Un ballo in maschera, coproduzione del Theater Kiel col Theatro Municipal de Rio de Janeiro (2018) e il suo Rigoletto, coproduzione del Teatro Lirico di Cagliari(2018), Opera Hong Kong(2019) e Teatro Regio di Parma(2021).

Biglietti

Andrea Chénier

I settore: da 70,00 a 100,00 euro

II settore: da 55,00 a 80,00 euro

III settore: da 45,00 a 60,00 euro

IV settore: da 40,00 50,00 euro

V settore: da 30,00 a 35,00 euro

Under 30*: 25,00 euro

Under 18*: 15,00 euro

*tutti i settori

Racconti sinfonici – Brahms e Šostakovič

I settore 35,00 euro

II settore 30,00 euro

Under 30* 15,00 euro

Under 18*10,00 euro

*tutti i settori

Per ulteriori informazioni: www.operacarlofelicegenova.it

Biglietterie

TEATRO CARLO FELICE
Galleria Cardinale Siri 6
16121 Genova
Telefono +39 010 5381.433
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e-mail: biglietteria@carlofelice.it

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Per gli spettacoli serali l’apertura è un’ora prima dell’inizio e la chiusura 15 minuti dopo l’inizio.
Per gli spettacoli pomeridiani o serali di domenica l’apertura è due ore prima dell’inizio e la chiusura 15 minuti dopo l’inizio.

TEATRO DELLA GIOVENTÙ
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16121 Genova
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Gruppi
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