“VIVA VIVALDI: PER LA PRIMA VOLTA UN GRANDE CONCERTO IMMERSIVO CON PROIEZIONI TRIDIMENSIONALI PER CELEBRARE LE QUATTRO STAGIONI DI VIVALDI

THE FOUR SEASONS IMMERSIVE CONCERT” IL 28 AGOSTO ALL’ARENA DI VERONA

Uno spettacolo di FONDAZIONE ARENA DI VERONA in collaborazione con BALICH WONDER STUDIO

Il violinista Giovanni Andrea Zanon e l’Orchestra dell’Arena di Verona

nel nuovo spettacolo del creative director Marco Balich

In occasione dei 300 anni dalla pubblicazione de “Le quattro stagioni” di Antonio Vivaldi, Fondazione Arena di Verona e Balich Wonder Studio svelano il rivoluzionario spettacolo “Viva Vivaldi. The Four Seasons Immersive Concert” che si terrà all’Arena di Verona il 28 agosto.

Da un lato la sacralità della musica con Fondazione Arena di Verona, nota in tutto il mondo per la qualità delle sue produzioni. Dall’altro l’avanguardia della tecnologia di Balich Wonder Studio leader nel live entertainment e accreditato in tutto il mondo per le Cerimonie Olimpiche, da Rio 2016 a Fifa Qatar 2022.

Dal vivo una rilettura immaginifica de “Le quattro stagioni” che affascinerà anche le nuove generazioni. E proprio ai giovani sarà riservata la speciale promozione under 30: biglietto a 28 euro in tutti i settori. Le prevendite sono aperte da oggi, venerdì 29 marzo, sul sito www.arena.it e nel circuito TicketOne.

Ideato da Marco Balich e coprodotto da Fondazione Arena di Verona, lo spettacolo porta sulla scena la magica alchimia fra l’orchestra di 29 elementi, rigorosamente fedele alla partitura originale di Vivaldi, e il linguaggio contemporaneo della tecnologia immersiva applicata ai codici della musica classica. Lo show vedrà la presenza del giovane Giovanni Andrea Zanon, violinista e stella del panorama musicale, vincitore dei più prestigiosi concorsi internazionali, assieme ai professori d’Orchestra dell’Arena di Verona.

La grande musica classica sarà accompagnata da uno show visionario e multisensoriale che segna un approccio completamente nuovo alla tradizione. Un flusso straordinario di immagini tridimensionali di altissima tecnologia che celebrerà la meraviglia della natura attraverso la partitura de “Le quattro stagioni”.

Dopo Giudizio Universale, lo show su Michelangelo e la Cappella Sistina, Marco Balich, in collaborazione con Fondazione Arena, disegna ora un viaggio ne “Le quattro stagioni”, un’ode al Pianeta Terra, una riflessione profonda sul tempo che scorre e la vita che rinasce. Ispirato dalla maestosità dell’anfiteatro romano e dalle note travolgenti del compositore veneziano, Balich crea visioni che danzano sulla platea e catturano il pubblico per portarlo in una dimensione emozionante.

Cecilia Gasdia, Sovrintendente Fondazione Arena di Verona spiega: “Creiamo nuove occasioni di altissimo livello per avvicinare i giovani alla musica classica. Per la prima volta, questa tecnologia approderà in un teatro all’aperto, un unicum che merita il debutto in Arena”.

Marco Balich, Creative Director dello spettacolo aggiunge: “Questo show rivoluzionario rappresenta una sfida per me e il nostro team: ispirare i giovani e le nuove generazioni ad una riflessione potente sulla natura, il tempo e la bellezza del nostro mondo e renderli fieri e consapevoli del nostro patrimonio artistico e culturale”.

Lo Stabat Mater di Pergolesi nel Sabato Santo della Città della musica

La Fondazione Ravello celebra le festività pasquali con un concerto che, nel pomeriggio del Sabato Santo (30 marzo), si terrà nella Chiesa di San Giovanni del Toro.

Alle 17.30 l’Insieme Strumentale di Roma eseguirà lo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi.

A dirigere il concerto il violinista e violista Giorgio Sasso, leader dell’ensemble nato nel 1990 come ente promotore della diffusione, della ricerca e dell’esecuzione del repertorio di musica occidentale dei secoli XVII e XVIII.

Lo Stabat Mater è una delle pagine più sublimi di tutta la storia della musica sacra, composta da Pergolesi solo qualche mese prima della morte. La sofferenza, il rendersi conto della fragilità̀ della vita umana, fecero elaborare al Maestro una pagina struggente, meravigliosa, che tratteggia il dolore più terribile che un essere umano possa provare, quello di una madre che assiste alla morte del proprio figlio. Con Pergolesi il mistero di Dio s’incarna nell’uomo e nella sua fragilità̀ e facendo ciò̀, il compositore jesino fu uno dei primi ad applicare in modo esemplare quella figura retorica al centro di buona parte della musica barocca, descritta nella cosiddetta “teoria degli affetti”.

Questo Stabat Mater prevede, come da tradizione, l’uso dei soli archi con il basso continuo e la presenza delle sole voci del soprano e del contralto, che si alternano nella serie di duetti e arie solistiche.

A Ravello le voci saranno quelle di Minni Diodati e Federica Moi.

Il soprano Minni Diodato è vincitore di numerosi premi e concorsi e dopo una lunga collaborazione con Antonio Florio e la Cappella della Pietà de’ Turchini, ha debuttato in diverse opere e di recente è stata la voce lirica della protagonista femminile nella fortunata serie tv “Il Commissario Ricciardi”, interpretando classici della canzone napoletana.

Il contralto Federica Moi è stata solista con l’Associazione Musica Viva di Cagliari e dal 2014 si esibisce in occasione di tutte le rassegne dell’associazione. Dal 2017 fa parte della formazione artistica Musicamore’s Artist, composta da giovani cantanti lirici con lo scopo di diffondere la musica lirica, da camera e d’operetta in sedi non convenzionali ed a scopo sociale. Voce molto apprezzata, dal 2019 ad oggi, è stata più volte solista in produzioni in Italia e all’estero.

A completare la formazione Teresa Ceccato al violino; Gabriele Politi alla viola; Luca Peverini al violoncello; Luca Cola al contrabbasso e Salvatore Carchiolo al cembalo.

L’ingresso al concerto è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. www.ravellofestival.com

Sabato 30 marzo

Chiesa di San Giovanni del Toro, ore 17.30

STABAT MATER

Giovanni Battista Pergolesi

Insieme strumentale di Roma

Giorgio Sasso, violino e direzione

Teresa Ceccato, violino

Gabriele Politi, viola

Luca Peverini, violoncello

Luca Cola, contrabbasso

Salvatore Carchiolo, cembalo

Minni Diodato soprano; Federica Moi contralto

Produzione Progetto Sonora Impresa Sociale srl

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili

Sabato 30 marzo alle 20:30, Gabriele Ferro sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo

Gabriele Ferro sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo dirige sabato 30 marzo alle 20:30 il capolavoro di Gioachino Rossini Stabat Mater con un cast di raffinati interpreti.

Direttore musicale onorario della Fondazione Teatro Massimo Gabriele Ferro, torna sul podio dell’Orchestra il 30 marzo alle 20:30 per dirigere un’opera di intensa spiritualità come lo Stabat Mater di Gioachino Rossini per soli, coro e orchestra, in occasione del sabato santo che precede la Pasqua. Il cast dei solisti è composto dal soprano di origini boliviane e albanesi Carolina López Moreno, dal mezzosoprano russo Vasilisa Berzhanskaya, dal tenore Francesco Demuro e dal basso Luca Tittoto, raffinati interpreti delle opere rossiniane.

Orchestra e Coro del Teatro Massimo. Dirige il Coro il Maestro Salvatore Punturo.

Composto sul celebre testo duecentesco attribuito a Jacopone da Todi, l’oratorio appartiene all’ultimo periodo creativo del grande musicista pesarese. Dopo averne composto una prima versione a quattro mani con Giuseppe Tadolini nel 1832, su commissione di un prelato spagnolo, Rossini riprende dopo dieci anni il lavoro alla partitura, la rivede e la completa da solo e presenta questa versione finale nel 1842 al Théâtre Italien di Parigi e pochi mesi dopo a Bologna, con la direzione di Gaetano Donizetti. In entrambi i casi fu un clamoroso trionfo, pur dividendo il pubblico che vide nello Stabat Mater una profonda trasformazione del genere religioso per i suoi numerosi tratti operistici. L’oratorio descrive il dolore straziante della Madonna ai piedi della croce di fronte alla morte del figlio e non si può non vedere un legame tra la scelta di musicare il famosissimo testo di Jacopone da Todi dedicato alla Madre per eccellenza e il lutto per la morte della madre Anna che segnò profondamente Rossini. Nella versione definitiva della partitura Rossini divise il testo in dieci movimenti che esprimono in successione: il compianto della Vergine sotto la croce, il compianto di Cristo, l’immedesimazione nel dolore di Cristo, la preghiera alla Vergine perché interceda nel giorno del giudizio.

Accademico di Santa Cecilia e docente di Direzione alla Scuola di Musica di Fiesole Gabriele Ferro è stato direttore stabile dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, direttore principale dell’Orchestra Rai di Roma, Generalmusikdirektor dello Staatstheater di Stoccarda, direttore musicale del San Carlo di Napoli e direttore principale (2001-2006) e dal 2014 al 2019 direttore musicale del Teatro Massimo di Palermo, del quale ora è direttore onorario a vita. Ha diretto in prima mondiale opere di Berio, Clementi, Maderna, Stockhausen, Ligeti, Nono e ha collaborato con i più importanti teatri e festival internazionali (Fenice di Venezia, Scala di Milano, Opera di Roma, Comunale di Firenze, Bastille e Châtelet di Parigi, Muziektheater di Amsterdam, Grand Théâtre di Ginevra, Bayerische Staatsoper, Chicago Opera, San Francisco Opera, Los Angeles Opera, Opera di Tel Aviv, Deutsche Oper di Berlino, Teatro Real di Madrid, Covent Garden ROH di Londra, Wiener Festwochen, Rossini Opera Festival, Maggio Musicale Fiorentino e Biennale di Venezia). Per Elektra a Napoli ha ricevuto il Premio Abbiati.

Dal 14 al 21 aprile tornerà a dirigere l’Orchestra del Teatro Massimo per l’atteso ritorno dell’opera Les pêcheurs de perlesdi Georges Bizet nell’allestimentodell’Opéra National du Capitole de Toulousecon regia e coreografia di Thomas Lebrun riprese e adattate da Angelo Smimmo.

Biglietti: da 15 a 30 euro. Info: https://www.teatromassimo.it/event/stabat-mater-gabriele-ferro/

I “MOTI” DI MITO SETTEMBREMUSICA PER IL PRIMO FESTIVAL FIRMATO DA GIORGIO BATTISTELLI

Milan e Torino uniscono tifosi di calcio e appassionati di musica; si commemorano gli “Invincibili” a 75 anni dalla tragedia di Superga Stefano Massini porta due nuovi melologhi sulle storiche aziende Campari e Martini & Rossi In Piazza San Carlo: inaugurazione con la Nona di Beethoven; Ludovico Einaudi; Giovanni Sollima con i 100 cellos, il melologo di Toni Servillo per celebrare Puccini a Torino e Milano dal 6 al 22 settembre 2024

Un Festival per raggiungere tutti, ovunque.

Un Festival pensato proprio per gli spazi che ha a disposizione. Un Festival che non è solo una vetrina di ciò che accade oggi nella musica italiana e internazionale, ma che interpreta in modo creativo la contemporaneità, connettendo in modo insolito mondi apparentemente distanti. MITO SettembreMusica 2024 non è quindi solo la rassegna di Milano e Torino, ma diventa un Festival che valorizza l’unicità delle due città. Unici e non replicabili sono anche gli appuntamenti della diciottesima edizione – in programma dal 6 al 22 settembre a Torino e Milano, con dedica alla memoria di Anna Gastel – ideati dal nuovo Direttore artistico Giorgio Battistelli: «Il Festival quest’anno propone eventi fortemente diversificati fra i due poli tra i quali si svolge, per mettere in moto gli spettatori e creare quanto più possibile un “pubblico di MITO”, con uno scambio più stretto fra le due città».

È Piazza San Carlo a Torino il palcoscenico dell’inaugurazione, venerdì 6 settembre alle 21, con la monumentale Nona Sinfonia di Beethoven diretta dal giovane Michele Spotti, Direttore musicale dell’Opera e della Filarmonica di Marsiglia, qui alla guida dei complessi del Teatro Regio di Torino.

Oltre che al centro del concerto di apertura, Beethoven sarà una figura che attraversa, illumina e lega con un filo invisibile tutta la programmazione del Festival, come uno specchio del passato per riflettere sul presente. Si apre invece al Teatro alla Scala il cartellone milanese, domenica 8 settembre alle 18, con la Filarmonica della Scala e Riccardo Chailly sul podio, in un programma che include due figure fondamentali della musica del secondo dopoguerra, Luciano Berio e Wolfgang Rihm, accostate a Maurice Ravel.

Gioco di parole con MITO, il titolo “MOTI” non è il solo tema di quest’anno: “MITOlogie
orchestrali”; “Ascoltare con gli occhi”; “Artistiche imprese”; “Puccini, la musica, il mondo”;
“Musica su due piedi” sono le cinque isole tematiche attraverso le quali si snoda il cartellone
2024, «tutte abitate da creazioni contemporanee – spiega Battistelli – che spesso sono accostate a
grandi classici nei concerti sinfonici o concepite (e commissionate) per progetti specialmente
sviluppati per MITO. L’attenzione speciale riservata alla musica del presente, imperativo morale per
un festival che si voglia pensare come contemporaneo, vuole anche riannodare un filo con il
SettembreMusica delle origini attraverso le monografie dedicate a grandi figure di compositori
contemporanei».
“Musica su due piedi” vede il tifoso di calcio seduto accanto all’appassionato di musica, per creare
un cortocircuito tra la dimensione sportiva e quella della musica contemporanea. Protagoniste due
leggendarie squadre calcistiche come il Milan e il Torino. In particolare, a 75 anni dalla
tragedia di Superga che il 4 maggio 1949 vide scomparire il Grande Torino, MITO
commemora la squadra degli “Invincibili” con un progetto musicale molto simbolico. “Musica
su due piedi” vuole essere un omaggio alla cultura calcistica espressa dalle due città: le serate di
Milano e Torino si rivolgono a diverse tipologie di spettatori, ampliando il potenziale bacino di
appassionati di musica d’arte con un pubblico di tifosi. Questo “quasi melodramma” dedicato alle
grandi squadre delle due città è uno spettacolo della memoria, con immagini di repertorio e musiche
create per l’occasione dai compositori Fabio Vacchi e Carlo Crivelli.


Per la serata “Un’ora distoria e gloria del Milan e dei tifosi rossoneri” le composizioni di Vacchi saranno eseguite dall’Orchestra Sinfonica e dal Coro Sinfonico di Milano diretti da Diego Ceretta, lunedì 9
settembre alle ore 20 all’Auditorium di Milano. Le musiche di Crivelli per la serata “Un’ora di
storia e gloria del Torino e dei tifosi granata” saranno interpretate dall’Orchestra Sinfonica
Nazionale della Rai e dal Coro Maghini diretti da Enrico Pagano, venerdì 20 settembre alle 20
all’Auditorium “Giovanni Agnelli” del Lingotto. Per entrambe le serate l’utilizzo del prezioso
materiale d’archivio è stato reso possibile grazie alla collaborazione con Teche Rai.

“Artistiche imprese” è il progetto inedito affidato a Stefano Massini, che sceglie per i suoi due
nuovi melologhi le storiche aziende di Torino e Milano Martini & Rossi e Campari, e propone una
riflessione su quale impatto queste abbiano avuto e continuino ad avere sulle città e sui cittadini.
«Le vicende delle due aziende si prestano a comporre un quadro appassionante e inedito del nostro
evolverci nel tempo, a cavallo fra i secoli – dice il Direttore artistico. A fare da sfondo le due
capitali industriali del Nord italiano, motore di sviluppo sociale ma anche culturale in senso ampio
per l’intero Paese». La voce del drammaturgo toscano dialogherà con un ensemble jazz, a Torino
sabato 7 settembre alle ore 17 al Teatro Carignano e a Milano domenica 8 settembre alle ore 21 al
Teatro Dal Verme.
In “Ascoltare con gli occhi” è centrale l’aspetto visivo della musica: sono concerti che spaziano
dal Barocco alla Contemporanea e abitano spazi insoliti ai confini del teatro o della performance.

Il torinese Ludovico Einaudi sarà protagonista sabato 7 settembre alle 21 di In a Time Lapse
Reimagined in Piazza San Carlo a Torino con un grande concerto per la sua città. Lo stesso
palcoscenico accoglierà, domenica 8 settembre alle 21, anche i 100 cellos guidati dall’estro di
Giovanni Sollima e di Enrico Melozzi. All’interno del percorso “Ascoltare con gli occhi” sono
anche presentate in prima italiana Ishjärta di Lisa Streich e no Concerto di Simon Steen-Andersen,
con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Robert Treviño, e la partecipazione
della pianista Rei Nakamura e dell’attore Vinicio Marchioni; e ancora – sempre con l’Orchestra
Rai diretta da Vimbayi Kaziboni – A House Of Call del tedesco Heiner Goebbels, ciclo di
invocazioni, preghiere, poesie e canzoni per grande orchestra con registrazioni di suoni e voci
provenienti da tutto il mondo; in prima italiana anche Erdenmarsch di Fabio Nieder con la
Percussion Orchestra e lo Schlagquartett Köln diretti da Peter Rundel. Lo spazio insolito ma
suggestivo di Le Roi Music Hall di Torino e l’antica Chiesa di Santa Maria Rossa in Crescenzago a
Milano, sono invece lo scenario dei concerti di musica barocca che vedono protagonista il grande
specialista di questo genere Ottavio Dantone, insieme al contralto Delphine Galou.
Con “Puccini, la musica e il mondo” non manca l’omaggio al grande compositore nel centesimo
anniversario della scomparsa, accostando la sua poetica e le sue tecniche compositive a quelle di
autori contemporanei e coevi. Composizioni di Erich Wolfgang Korngold, Alexander Zemlinsky,
Richard Strauss e Béla Bartók, ma anche di Franco Alfano, Giorgio Federico Ghedini e Alfredo
Casella abbozzano un affresco sonoro di un’epoca a cavallo di due secoli dalla quale il grande
lucchese trasse la linfa per le sue composizioni. All’interno di questa area tematica, Toni Servillo
porta il melologo “Puccini, Puccini che cosa vuoi da me” su testo di Giuseppe Montesano, insieme
all’Orchestra I Pomeriggi Musicali diretta da Gianna Fratta, giovedì 19 settembre alle 20
all’Auditorium del Lingotto. Oltre 200 bambini delle scuole di Milano e Torino e circa 30
studenti dei Conservatori sono, inoltre, coinvolti nel progetto educativo La principessa di gelo,
costruito attorno alla Turandot pucciniana, mercoledì 18 settembre a Torino e domenica 22
settembre a Milano.
Per il tema “MITOlogie orchestrali” sono ospiti di MITO grandi compagini: oltre alle già citate
Filarmonica della Scala e Orchestra del Teatro Regio, che aprono i cartelloni delle due città,
l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia guidata da Gianandrea Noseda
interpreta Con brio di Jörg Widmann, il Concerto per due pianoforti K.365 di Mozart con Jan
Lisiecki e Francesco Piemontesi e la Quinta di Beethoven, domenica 15 settembre a Milano.
Noseda è anche sul podio della Filarmonica TRT, martedì 10 settembre all’Auditorium Rai, in un
programma che comprende Lyric for strings di George Walker, i frammenti sinfonici dalla Donna
serpente di Casella e la Settima Sinfonia di Beethoven. Inoltre, gli attesi appuntamenti con
l’Orchestra e il Coro dell’Opera di Lione, diretti da Daniele Rustioni, confermano la volontà di
MITO di aprirsi all’internazionalità. A Milano il 13 e a Torino il 14 settembre.
Infine, rilievo particolare nella programmazione è dato a giovani interpreti italiani, molti già
affermati a livello internazionale, sollecitati in proposte musicali inconsuete e spesso aperte alla

lingua del presente. «Con loro e grazie a loro si metteranno in moto i diversi eventi del Festival»,
conclude Giorgio Battistelli.
«MITO ci dimostra come la cultura non sia da considerarsi statica, monolitica, ma una serie di
realtà e di possibilità in movimento – dicono i Sindaci della Città di Torino e Milano Stefano Lo
Russo e Giuseppe Sala. In questo quadro la musica è il veicolo ideale: una forma d’arte capace di
parlare a tutte e tutti, senza distinzione, in grado di essere trasversale alle generazioni e di
oltrepassare i confini, facendosi punto di unione e incontro».
MITO SettembreMusica è un progetto delle Città di Torino e Milano, con il contributo del
Ministero della Cultura, realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino e dalla Fondazione I
Pomeriggi Musicali, con il sostegno – sin dalla prima edizione – del Partner Intesa Sanpaolo,
della Fondazione Compagnia di San Paolo, degli sponsor Iren e Pirelli, e ancora dello sponsor
tecnico Xori Group, con il contributo di Fondazione CRT e del supporter Nova Coop. Intesa
Sanpaolo, oltre a essere Presenting Partner dei tre concerti torinesi in Piazza San Carlo e del
concerto inaugurale con la Filarmonica della Scala a Milano, ospita nell’Auditorium del proprio
grattacielo a Torino due concerti: il primo mercoledì 11 settembre, dedicato a liriche di Franco
Alfano, e il secondo lunedì 16 settembre, con Harawi per voce e pianoforte di Olivier Messiaen.
La Rai – con Rai Cultura, Rai 5 e Radio3 – e il quotidiano La Stampa sono Media partner del
Festival.

www.mitosettembremusica.it

SABURO TESHIGAWARA E RIHOKO SATO A PARMADANZA CON TRISTAN AND ISOLDE

Per la prima volta al Teatro Regio, il coreografo giapponese porta in scena la sua rilettura poetica e visionaria di una delle più celebri storie d’amore di tutti i tempi,

sulle musiche dell’opera di Richard Wagner.

Teatro Regio di Parma

sabato 6 aprile 2024, ore 20.30

Per la prima volta a Parmadanza e al Teatro Regio di Parma, sabato 6 aprile 2024, ore 20.30, Saburo Teshigawara, insieme a Rihoko Sato, porta in scena Tristan and Isolde, sua creazione del 2016 ispirata a una delle storie d’amore più struggenti di tutti i tempi, resa immortale nel 1859 dall’opera omonima di Richard Wagner. Lo spettacolo è realizzato con il supporto di Agency for Cultural Affairs of Japan.

Il coreografo giapponese, Leone d’Oro alla carriera nel 2022, trasforma questo amore irrealizzabile e le sue tragiche conseguenze in un movimento unico per due interpreti. Anche se la musica di Wagner è parte integrante dello spettacolo, Teshigawara riporta la vicenda tragica a una dimensione più essenziale, mettendo in scena il dolore di questo difficile amore, alimentato dalla sete di un desiderio che non può essere soddisfatto e che alla fine può trovare pace soltanto nella morte.

Incarnando questi infelici amanti, i due danzatori diventano messaggeri di un’esperienza sensoriale altrimenti indicibile, capaci di una comprensione esclusivamente affettiva in cui il corpo diventa prolungamento e mediatore in un percorso di luci e movimenti.

LA DANZA DIETRO LE QUINTE

Per La danza dietro le quinte, ciclo di incontri a cura di Valentina a Bonelli, Saburo Teshigawara regala al pubblico di ParmaDanza la rara occasione di scoprire il metodo artistico di un maestro del nostro tempo. Giovedì 4 aprile, alle ore 17.00, in Sala di scenografia (ingresso libero, prenotazione obbligatoria scrivendo a parmadanza@teatroregioparma.it), , il raffinato ed eclettico coreografo insieme alla danzatrice musa Rihoko Sato, ci guida in una dimostrazione delle tecniche che gli permettono di danzare con virtuosismo leggiadro e potente, con stile unico e inimitabile. All’incontro i partecipanti possono sperimentare di persona, con piccoli e semplici movimenti, la filosofia del gesto dell’artista giapponese.

Per La danza dietro le quinte i due artisti offrono al pubblico una dimostrazione per raccontare il loro particolare metodo di lavoro sul movimento.

Teatro Regio di Parma, Sala Scenografia

giovedì 4 aprile, ore 17.00, ingresso libero

Info e prenotazioni: parmadanza@teatroregioparma.it

BIGLIETTERIA DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Biglietti da €10,00 a €50,00 (riduzioni under30 e allievi scuole di danza  da €8,00 a €40). Strada Giuseppe Garibaldi, 16/A 43121 Parma Tel. +39 0521 203999 biglietteria@teatroregioparma.it

ORARI DI APERTURA da martedì a sabato dalle 10.00 alle 13.00, il mercoledì e il venerdì dalle 16.00 alle 18.00 e un’ora e mezza prima dello spettacolo. In caso di spettacolo nei giorni di chiusura, da un’ora e mezza precedente lo spettacolo. Chiuso il lunedì, la domenica e i giorni festivi.

Saburo Teshigawara (Tokyo, 1953) è riconosciuto come uno dei maggiori coreografi contemporanei a livello internazionale. Artista completo e poliedrico, è pittore, disegnatore, autore di installazioni e film. La sua carriera inizia nel 1981 a Tokyo: dopo aver studiato arti plastiche e balletto classico, nel 1985 con Key Miyata fonda KARAS, iniziando così a creare oltre che per sé stesso anche per altri artisti e compagnie internazionali tra le quali il Ballet National de l’Opéra de Paris. Nella sua concezione, la danza rappresenta l’elemento centrale di un’esperienza visiva e sensoriale più ampia. Nel 2013 ha inaugurato il proprio spazio creativo “KARAS APPARATUS” nel quartiere Ogikubo di Tokyo. I suoi lavori hanno ottenuto diversi premi prestigiosi in Giappone e nel mondo, tra i quali il Bessie Award (The New York Dance and Performance Awards) nel 2007. Nel 2017 è stato nominato Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres dal Ministero della Cultura francese.

Rihoko Sato ha studiato ginnastica in Inghilterra e negli Stati Uniti, dove ha vissuto fino all’età di 15 anni. Dopo aver partecipato ai seminari di KARAS nel 1995, è entrata a far parte della compagnia nel 1996. Da allora, si è esibita in tutte le coreografie per l’intera compagnia e lavora anche come assistente artistica di Saburo Teshigawara in tutte le sue attività creative. È acclamata a livello internazionale come una delle figure principali nelle opere di Teshigawara. Ha ricevuto il Best Dancer Award ai Les Étoiles de Ballet2000 Awards nel 2005 a Cannes, in Francia, il premio Japan Dance Forum per il 2007, la 40° edizione del Premio Positano “Leonide Massine” per la Danza 2012 e, più recentemente, il Japan dance critic new face award (2016) e il The Minister of Education, Culture, Sports, Science and Technology’s Art Encouragement Prize [of dance] (2018).

TCBO: L’OMAGGIO A BRUCKNER PROSEGUE CON LA SESTA SINFONIA DIRETTA DA HARTMUT HAENCHEN

Completano il programma i Drei Orchesterstücke” op. 6 di Alban Berg

Venerdì 29 marzo alle 20.30 all’Auditorium Manzoni

Dopo aver diretto la Terza nel 2022 e la Settima nel 2023, il direttore d’orchestra tedesco Hartmut Haenchen prosegue a Bologna l’esplorazione del corpus sinfonico di Anton Bruckner proponendo – nel bicentenario della nascita – la sua Sinfonia n. 6 in la maggiore WAB 106 (Cahis 12). “La più sfacciata, ma anche la più sincera” delle sinfonie del grande compositore austriaco tardo-romantico, per dirla con le stesse parole dell’autore, è in programma all’Auditorium Manzoni venerdì 29 marzo alle 20.30 per la Stagione Sinfonica 2024 del Teatro Comunale. A completare la serata i Drei Orchesterstücke op. 6 di Alban Berg.

Fu Gustav Mahler a dirigere a Vienna la prima esecuzione della Sesta di Bruckner nel 1899, dopo che il compositore l’aveva scritta a più riprese tra il 1879 e il 1881. Anche se delle sue nove sinfonie la n. 6 è senz’altro una delle più trascurate, tra gli illustri interpreti che ne tessero le lodi ci fu il direttore d’orchestra Gianandrea Gavazzeni, che l’aveva definita “intima e teologale, fantastica e solare”. Celebre è l’Adagio in fa minore, pagina orchestrale tra le più ispirate di Bruckner.

Sono ancora di un compositore austriaco, ovvero Alban Berg, personalità di spicco del primo Novecento musicale ed esponente della cosiddetta “Seconda scuola di Vienna”, i Tre pezzi per orchestra – Präludium, Reigen e Marsch – scritti tra il 1913 e il 1915 con dedica adArnold Schönberg, maestro di Berg, per il suo quarantesimo compleanno. Era stato proprio Schönberg a suggerire al suo allievo di evitare di scrivere una sinfonia ricalcando il modello dell’ “adorato” Mahler, ma di concentrarsi sulla forma dei “pezzi per orchestra”, così come lui stesso aveva fatto nel 1909 coi i “Fünf Orchesterstücke”.

Nato a Dresda nel 1943 e cresciuto nella ex Germania dell’Est, Haenchen ha consolidato le sue esperienze musicali non soltanto con le orchestre della DDR ma, malgrado le severe restrizioni del regime, anche con celebri orchestre occidentali, compresa quella dei Berliner Philharmoniker e del Concertgebouw di Amsterdam. Dal suo paese natale, nel 1986 si è trasferito in Olanda, dove è stato il Direttore principale delle Orchestre Filarmonica e da Camera dei Paesi Bassi e il Direttore musicale dell’Opera Nazionale Olandese. Da ricordare la sua presenza al Festival di Bayreuth e in Italia i concerti con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.

Main Partner della Stagione Sinfonica 2024 del Teatro Comunale di Bologna è Intesa Sanpaolo, grazie al cui sostegno saranno inoltre aperte gratuitamente alle scuole gran parte delle prove generali dei concerti.

I biglietti – da 10 a 40 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale (Largo Respighi), dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18 e il sabato dalle 11 alle 15; il giorno del concerto presso l’Auditorium Manzoni da 1 ora prima fino a 15 minuti dopo l’inizio dello spettacolo. 

Per ogni concerto della Stagione Sinfonica 2024 prosegue “Note a margine”, una rassegna di incontri con il pubblico che si tengono circa 30 minuti prima dell’inizio del concerto presso il foyer del bar dell’Auditorium Manzoni. 

Info: https://www.tcbo.it/eventi/stagione-sinfonica-2024-hartmut-haenchen/

Riccardo Chailly apre con La rondine le celebrazioni per il centenario di Giacomo Puccini alla Scala

Il Maestro prosegue il suo ciclo sulle opere pucciniane alla Scala con una nuova produzione affidata per la regia a Irina Brook con Mariangela Sicilia e Matteo Lippi protagonisti.

Lo spettacolo sarà ripreso dalle telecamere di Rai Cultura e trasmesso in differita da Rai5. Radio3 trasmetterà in diretta la prima rappresentazione il 4.

Il Centenario pucciniano è per Riccardo Chailly e per il Teatro alla Scala la continuazione di un progetto che si sviluppa da anni: riportare alle scene le opere del compositore secondo criteri esecutivi credibili e aggiornati come è ormai prassi per autori come Rossini e Verdi, esplorando genesi, varianti e ripensamenti e offrendo a chi ascolta un ritratto capace di restituire la complessità dell’artista. La Rondine va in scena alla Scala per sei rappresentazioni dal 4 al 20 aprile con la regia di Irina Brook, scene e costumi di Patrick Kinmonth e un cast composto da alcuni dei giovani artisti italiani in più rapida ascesa: Mariangela Sicilia (Magda), Matteo Lippi (Ruggero), Rosalia Cid (Lisette), Giovanni Sala (Prunier) e il ritorno di Pietro Spagnoli (Rambaldo).

L’opera sarà eseguita secondo la recentissima edizione critica a cura di Ditlev Rindom (Ricordi 2023), che ha potuto avvalersi per la prima volta dell’autografo pucciniano, creduto a lungo perduto e resosi disponibile soltanto in anni recenti.

Lo spettacolo sarà ripreso dalle telecamere di Rai Cultura e trasmesso in differita da Rai5.

Radio3 trasmetterà la prima rappresentazione in diretta il 4 aprile poi in differita sul circuito Euroradio.

Un’ora prima dell’inizio di ogni recita, presso il Ridotto dei Palchi, si potrà seguire una conferenza introduttiva all’opera tenuta da Elisabetta Fava.

L’opera

“La più elegante, la più raffinata partitura di Puccini” secondo Victor de Sabata, La rondine non rientra fra i titoli più eseguiti del compositore, anche se in questi mesi sono numerosi i teatri internazionali che l’hanno inserita in cartellone sotto il doppio pungolo del centenario e della pubblicazione dell’edizione critica. Un saggio antidoto all’onnipresenza delle opere più note e regolarmente programmate.

La genesi della partitura contribuisce a spiegarne l’originalità: all’inizio degli anni ‘10 Puccini era confortato dal trionfo della Fanciulla del West al Metropolitan, ma in difficoltà con il suo editore dopo la morte nel 1912 di Giulio Ricordi, cui succedeva il figlio Tito II, con cui i rapporti non erano altrettanto buoni.

Il compositore guarda  ancora all’estero e accetta la commissione del Carltheater di Vienna, un lavoro di carattere leggero su libretto di Heinz Reichert e Alfred Willner: nelle intenzioni di Puccini non esattamente un’operetta, piuttosto una commedia intrecciata su ritmi di valzer, simile per alcuni versi al Rosenkavalier (1911) di Strauss con cui condivide anche il tema della maturità emotiva e della rinuncia femminile. Le incertezze sul libretto, poi affidato a Giuseppe Adami, e soprattutto lo scoppio della Prima guerra mondiale che vedeva Italia e Austria su fronti opposti, portano alla rottura del contratto con Vienna: La rondine viene battezzata nel 1917 a Montecarlo con la direzione di Gino Marinuzzi, che dirigerà anche la prima scaligera nel 1940.

L’unica ripresa al Piermarini risale al 1994 grazie alla cultura e sensibilità di Gianandrea Gavazzeni.

Nelle parole di Riccardo Chailly, intervistato da Elisabetta Fava per la Rivista del Teatro, “La struttura è complessa, studiata nei minimi dettagli, ma all’ascolto suona estremamente naturale; tutto è superato dalla fluidità del canto, della melodia e dall’orchestrazione. Ma la forza delle individuazioni, la fluidità dei dialoghi, la modernità dei tratti danno un fascino tutto particolare a questa singolare commedia che gioca col passato e col presente, e fonde fra loro tanti stili senza per questo perdere di vista la sua organicità”. Nella tela sonora della Rondine dominano certo i valzer, ma intrecciati con sbalorditiva naturalezza con altre danze, tra cui il quick step, il tango, la polka e lo slow fox, e un intero panorama di citazioni e autocitazioni, non solo Strauss (Richard e Johann) ma il mondo delle Valses nobles et sentimentales di Ravel e le nuove prospettive aperte da Stravinskij.

Nono appuntamento del ciclo

Prima delle prime”

Stagione 2023/2024

Amici della Scala – Teatro alla Scala

LA RONDINE

di Giacomo Puccini

Libretto di Giuseppe Adami

Nuova Produzione Teatro alla Scala

Teatro alla Scala – Ridotto dei Palchi “A. Toscanini”

Mercoledì 27 marzo 2024 – ore 18

Nel dicembre del 1910 La fanciulla del West debutta al Metropolitan di New York ricevendo un’accoglienza trionfale che per Puccini ha il sapore di una consacrazione internazionale; eppure, di lì a poco, negli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale, per il compositore s’apre un periodo burrascoso. A portar scompiglio nella sua vita non saranno (come potrebbe venir da pensare) il precipitar degli eventi, l’intensificarsi delle tensioni che in pochi anni cruciali condurranno allo scoppio del conflitto (perlomeno, non ancora) ma eventi e tensioni ben più prossimi. Nel 1912 muore infatti Giulio Ricordi; al dolore per la perdita dell’amico, fidato consigliere e benefattore, per Puccini s’aggiunge il cruccio di vedere la casa editrice passar sotto la guida del figlio del «sor Giulio», Tito. Tra i due non corre buon sangue: Tito ritiene che Puccini sia un compositore ormai superato; Puccini, da parte sua, ritiene Tito – ribattezzato poco amichevolmente Tifo – un imbecille.

Così, nel 1913, la commissione di un’operetta per il Carltheater di Vienna si presenta a Puccini come una ghiotta opportunità per tagliare i rapporti con l’editore. Il compositore accetta la proposta con un certo entusiasmo, destinato però a sgonfiarsi alla lettura dello scenario. «Il soggetto non mi va assolutamente. È la solita operetta sciatta e banale», commenta. Per poi dichiarare: «io, operetta non la farò mai: opera comica sì: vedi Rosenkavalier, ma più divertente e più organica». Tuttavia, Puccini è intenzionato ad andare avanti. Incarica della trasformazione da operetta a opera tout court Giuseppe Adami, futuro librettista del Tabarro e, con Renato Simoni, di Turandot: sebbene la sua collaborazione col maestro lucchese sia recente, e non abbia ancora prodotto frutti concreti, il letterato si dimostra assai abile a entrare in sintonia con la sensibilità teatrale pucciniana.

La composizione del dramma, che nel frattempo ha assunto il titolo La rondine ed è stato accordato all’editore Sonzogno, si protrae tra l’estate del 1914 e quella del 1916, e – ora sì – l’influenza dell’«inutile strage» non manca di farsi sentire. Intanto, sull’aspetto organizzativo e, per così dire, diplomatico dell’allestimento, che dall’originaria destinazione viennese sarà prudentemente trasferito all’Opéra di Monte Carlo, in territorio neutrale, da cui La rondine spiccherà il volo il 27 marzo 1917. E poi, forse, anche sullo spirito stesso che anima la composizione, che se non è un’operetta, nemmeno si può definire opera comica: sospesa com’è tra leggerezza e – se non tragedia – disillusione, in un clima dolceamaro di nostalgia fin de siècle e nel rimpianto per una giovinezza irrimediabilmente trascorsa, irrecuperabile.

La rondine è uno dei titoli pucciniani meno frequentati, pur vantando una partitura miracolosa per il senso del colore e il nitore virtuosistico della scrittura. Gli spettatori del Teatro alla Scala potranno apprezzarla in una nuova produzione affidata alla direzione di Riccardo Chailly e alla regia di Irina Brook, con la presenza, nelle vesti dei protagonisti, di Mariangela Sicilia, Matteo Lippi e Giovanni Sala.

Luca Rossetto Casel

Nell’incontro “Piacevole, limpida […], con motivi di valzer e arie briose e seducenti” parla della Rondine Fabio Sartorelli, accademico e musicista italiano, vice presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, con la partecipazione del M° Riccardo Chailly.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti

Supporto per l’ospitalità Ariosto Social Club

Via dei Giardini, 18 – 20121 Milano   Tel. 02.783. 479 – fax. 02.7601. 3856 info@amicidellascala.it

Grande successo per la tournée del Corpo di Ballo della Scala a Hong Kong e Shanghai

12.000 persone hanno salutato la Compagnia

alla sua prima trasferta intercontinentale dal 2020

Dodicimila persone, in teatri praticamente sold out su tutte le recite, hanno salutato il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, alla sua prima tournée intercontinentale dal 2020, tornando in Cina a sei anni dall’ultima visita. Con otto rappresentazioni, due programmi, 120 persone coinvolte fra ballerini, tecnici, maestranze e staff, il Balletto scaligero si è esibito dal 15 al 17 marzo  al Grand Theatre dell’Hong Kong Cultural Centre, con Le Corsaire di Manuel Legris, uno dei più recenti ingressi nel repertorio scaligero,creata nel 2016 e approdata per la prima volta alla Scala lo scorso anno, e ora con la Scala alla sua prima trasferta, all’interno dell’Hong Kong Arts Festival, alla sua 52.ma edizione, e dal 21 al 24 marzo al Grand Theatre di Shanghai, nell’ambito della sua 25 Anniversary Season con Giselle nell’indimenticabile coreografia di Coralli-Perrot, con lo storico allestimento scaligero di Aleksandr Benois, nella ripresa di Yvette Chauviré.

La Compagnia mancava da Hong Kong da dieci anni, e da Shanghai da sei; tanti i cast che si sono alternati nelle rappresentazioni, con primi ballerini attesissimi perché già applauditi nelle precedenti trasferte e con la nuova generazione di artisti che mai prima d’ora si era esibita in Cina. Prima volta anche per Manuel Legris come direttore del Balletto scaligero, ma un atteso ritorno in Teatri che lo avevano visto protagonista in scena in passato, e per questo invitato in iniziative di incontro – un dibattito moderato da Grace Lang, Programme Director dell’Hong Kong Arts Festival, all’interno della 11.ma edizione del HKAF Distinguished Cultural Leadership Series, con una platea di addetti ai lavori e a Shanghai in un incontro con il pubblico moderato da LI Jiaobo (già primo ballerino del Balletto di Hong Kong) e trasmessa in live streaming sul canale TikTok cinese del Grand Theatre. Iniziative collaterali che hanno visto a Hong Kong anche una masterclass, tenuta da Antonino Sutera Maître de Ballet della Compagnia scaligera e a Shanghai l’apertura di una prova di scena di Giselle a un pubblico di scuole di danza e appassionati.

Appassionati che in entrambi i teatri hanno seguito le recite con applausi scroscianti e acclamazioni, assistendo anche a più di una recita, con attenzione e competenza, aspettando gli artisti all’uscita per innumerevoli autografi, moltissimi giovani, famiglie con bambini e anche tanti italiani, soprattutto a Shanghai, dove si trova la comunità italiana più grande di tutta l’Asia.

Grandissima accoglienza anche da parte delle istituzioni italiane: questa tournée infatti ha visto la fattiva collaborazione del Teatro alla Scala con le rappresentanze diplomatiche italiane operanti in Cina, e in modo particolare con l’Ambasciata d’Italia nella Repubblica Popolare Cinese, i Consolati Generali e gli Istituti Italiani di Cultura delle due città visitate, nell’ottica di un rafforzato approccio alle relazioni culturali internazionali. L’Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Popolare Cinese Massimo Ambrosetti ha voluto essere presente sia alla prima recita a Hong Kong che alla prima di Shanghai; a Hong Kong hanno assistito agli spettacoli e incontrato la Compagnia anche il Console Generale d’Italia Carmelo Ficarra, la Vice Console Generale Antonietta Cornacchia e la Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura Alice Fratarcangeli; a Shanghai il Vice Console Generale d’Italia Rocco Carlo Genchi, il Direttore dell’istituto Italiano di Cultura Francesco D’Arelli e la Console Generale d’Italia Tiziana D’Angelo, intervenuta anche alla conferenza stampa indetta dal Grand Theatre, accanto a Zhang Xiaoding, General Manager of Shanghai Grand Theatre, André Comploi coordinatore artistico e capo delegazione di questa tournée, il direttore del Ballo Manuel Legris, e i protagonisti della recita di apertura Nicoletta Manni e Timofej Andrjashenko alla presenza di oltre 40 giornalisti e media.

La tournée è stata anche l’occasione per una collaborazione e incontro con gli artisti locali: per l’esecuzione musicale, sotto la direzione di Valery Ovsyanikov, la Hankyung arte Philharmonic per la partitura di Le Corsaire a Hong Kong e la Shanghai Opera House Orchestra per Giselle a Shanghai; e per i giovani allievi della Jean M. Wong School of Ballet di Hong Kong coinvolti in diversi momenti di Le Corsaire, tra cui l’evocativo Jardin Animé.

Nelle recite di Le Corsaire sono stati protagonisti Nicoletta Manni poi Alice Mariani (nel ruolo di Medora), Timofej Andrijashenko e Mattia Semperboni (Conrad), Martina Arduino e Maria Celeste Losa (Gulnare), Marco Agostino e Nicola Del Freo (Lankedem), Claudio Coviello, Rinaldo Venuti e Domenico Di Cristo (Birbanto); Linda Giubelli e Alessandra Vassallo (Zulmea), Gabriele Corrado e Edoardo Caporaletti (il Pascià Seyd). Nel ruolo delle tre Odalische Agnese Di Clemente, Gaia Andreanò, Camilla Cerulli in alternanza con Linda Giubelli, Benedetta Montefiore, Caterina Bianchi.

Giselle ha visto in scena Nicoletta Manni con Timofej Andrijashenko poi Martina Arduino con Nicola Del Freo e Vittoria Valerio con Claudio Coviello nei ruoli di Giselle e Albrecht.  Accanto a loro Maria Celeste Losa poi Alice Mariani (nel ruolo di Myrtha), Marco Agostino, Christian Fagetti, Massimo Garon (Hilarion) mentre il passo a due dei contadini è stato affidato a Agnese Di Clemente con Mattia Semperboni poi con Edward Cooper, Linda Giubelli con Navrin Turnbull, Camilla Cerulli con Alessandro Paoloni.

Un ritorno atteso dunque e un rinnovato ponte che porterà nel prossimo futuro a nuovi step che avvicineranno ulteriormente il pubblico cinese alle produzioni scaligere: a breve le traduzioni dei libretti delle opere sui display in Scala saranno disponibili anche in cinese, mentre è in fase di finalizzazione una collaborazione con Tencent per aprire anche agli appassionati cinesi i contenuti della nostra piattaforma ScalaTV.

Riccardo Muti torna sul palco del Ravenna Festival con la sua Orchestra Giovanile Luigi Cherubini

Dopo il concerto di apertura con i Wiener Philharmoniker (11 maggio), Riccardo Muti sarà sul podio della sua Orchestra Giovanile Luigi Cherubini in altri due appuntamenti.

In occasione del centenario della morte di Ferruccio Busoni, Muti ne dirige la Turandot Suite op. 41; il programma si completa con brani di Schubert, Catalani e Mozart, con Simone Nicoletta solista nel Concerto in la maggiore K 622 (9 giugno).

In memoria di coloro che hanno perso la vita nel Mediterraneo per il sogno di una vita migliore, il concerto dell’Amicizia ha invece per cuore lo Stabat Mater che Giovanni Sollima ha composto su versi di Filippo Arriva in antico dialetto siciliano.

Sul palco anche il Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini”, le donne di Coro a Coro dirette da Rachele Andrioli, il controtenore Nicolò Balducci e Lina Gervasi al theremin. Il programma si apre con la Sinfonia n. 4 “Tragica” di Schubert (7 luglio).

Tra gli ospiti anche due direttori per la prima volta al Festival.

Alla guida della Gustav Mahler Jugendorchester, Kirill Petrenko celebra Anton Bruckner nel bicentenario della nascita, con la sua Sinfonia n. 5 (2 giugno).

Sir Simon Rattle dirige invece la Chamber Orchestra of Europe, in un programma che scorre lungo le stagioni artistiche della Mitteleuropa: da Schubert a Dvořák, da Mahler a Bartók (28 giugno).

L’elegante chiostro della Loggetta Lombardesca accoglie due quintetti nati in seno a grandi orchestre: i Philharmonic Five, solisti dei Wiener (29 giugno), e il Chicago Symphony Brass Quintet (4 luglio). La Loggetta sarà cornice anche dell’omaggio a Byron e al suo legame con Ravenna, per il bicentenario della morte del poeta inglese, con il tenore Ian Bostridge, Julius Drake al pianoforte e i testi di Byron affidati a Lucasta Miller (27 giugno).

Tra i pianisti ospiti Filippo Gorini, che si divide fra Schubert e il compositore ungherese György Kurtág (16 maggio), David Fray, in quest’occasione accanto al violinista Renaud Capuçon per Beethoven e Schubert (18 maggio) e Michele Campanella con il Quartetto Indaco per Schubert e Martucci (28 maggio).

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Venerdì 29 marzo 2024 alle ore 20 l’ultimo appuntamento sinfonico-corale della Stagione Invernale.

Sul podio della Sala Mehta, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Maggio, il maestro Vitali Alekseenok. 

In programma le composizioni di Johann Sebastian Bach e Gioachino Rossini.

Solisti, Nikoleta Kapetanidou, Aleksandra Meteleva, Dave Monaco e Alessandro Abis.

Il 29 marzo alle 20 in sala Mehta, il maestro Vitali Alekseenok – al suo debutto fiorentino – alla guida dell’Orchestra e del Coro del Maggio sale sul podioper il concerto sinfonico-corale che chiude la Stagione Invernale del Teatro. In programma,  “Ricercata”, Fuga a 6 voci da Musikalisches Opfer di Johann Sebastian Bach (orchestrazione di Anton Webern) e il celebre Stabat Mater di Gioachino Rossini.

Solisti, nella composizione sacra rossiniana, il soprano Nikoleta Kapetanidou e il tenore Dave Monaco artisti che si sono formati all’Accademia del Maggio, il contralto Aleksandra Meteleva, talento che attualmente la frequenta e il basso Alessandro Abis.

Il maestro del Coro del Maggio è Lorenzo Fratini.

Vitali Alekseenok, al suo debutto fiorentino, completa il gruppo dei quattro giovani e luminosi direttori  che il Maggio ha deciso di affiancare al direttore principale Daniele Gatti nel corso della Stagione Invernale: Nikolas Nägele, che ha diretto il Peer Gynt in forma concertante e Hankyeol Yoon e Min Chung che hanno diretto due concerti sinfonici corali, tutti e tre accolti con grande calore dal pubblico della Sala Mehta, dalla stampa e la critica. Il maestro Alekseenok ha vinto nel 2021 il prestigioso “Concorso Arturo Toscanini per direttori d’orchestra” di Parma, dove ha ricevuto anche il “Premio del pubblico” e quello per la migliore esecuzione in un atto d’opera verdiana (Macbeth). Dal novembre 2022 Alekseenok è Kapellmeister alla Deutsche Oper am Rhein di Düsseldorf – Duisburg, dove dirige riprese di TurandotToscaHänsel und Gretel e Die Zauberflöte, nonché una nuova prodizione de Le Sacre du Printemps e composizioni di Igor Stravinskij e Richard Strauss. Recentemente ha debuttato al Teatro alla Scala con la première mondiale dell’opera Il piccolo principe di Pierangelo Valtinoni.

Il concerto si apre dunque con  Ricercata, Fuga a 6 voci da Musikalisches Opfer BMW 1079 di Johann Sebastian Bach nell’orchestrazione di Anton Webern che costituisce quasi un’appropriazione compiuta dal musicista relativamente alla musica di Bach; la tecnica peculiare di questa strumentazione si collega alla tecnica compositiva di Webern: la Musikalisches Opfer appartiene all’ultimo periodo di vita di Bach, quando l’autore, conscio dell’inattualità delle proprie scelte rispetto all’affermazione del nuovo stile galante, andava sempre più concentrando la propria attenzione sulle potenzialità della scienza contrappuntistica. 

Il programma in locandina si completa con una delle più celebri composizioni di Gioachino Rossini, lo Stabat mater. Dopo essersi ritirato dall’attività teatrale, nell’inverno del 1831 Rossini si recò in viaggio in Spagna dove incontrò l’arcidiacono Manuel Fernández Varela, al quale promise una sua composizione in segno di amicizia. Varela non se lo fece ripetere e gli chiese addirittura uno Stabat Mater. Dopo quasi un anno di impegni e indecisioni, con il supporto di Giovanni Tadolini, direttore al Théâtre Italien di Parigi, Rossini consegnò all’arcidiacono la partitura di vaste dimensioni e per un grande organico con soli, coro e orchestra, facendosi promettere di conservarla senza mai eseguirla. Ma, una volta morto il prelato, i suoi eredi misero all’asta i suoi beni, Stabat Mater rossiniano incluso. Spaventato dall’idea che un giorno qualcuno potesse attribuire a lui i numeri musicali in parte composti da Tadolini, si tutelò firmando immediatamente un contratto per la pubblicazione dello Stabat Mater in versione completa e revisionata da lui stesso, che andò in scena per la prima volta a Parigi nel gennaio del 1842.  In marzo fu eseguita per la prima volta in Italia, nell’Aula Magna dell’Archiginnasio di Bologna con la direzione di Gaetano Donizetti.

La locandina:

JOHANN SEBASTIAN BACH 

Fuga (Ricercata) a 6 voci dal Musikalisches Opfer BWV 1079 per orchestra 

GIOACHINO ROSSINI

Stabat Mater per soli, coro a 4 voci miste e orchestra 

su testo attribuito a Jacopone da Todi 

Stabat Mater/Cuius animam/Quis est homo/Pro peccatis/Eja Mater/ Sancta Mater/Fac ut portem/Inflammatus/Quando corpus/Amen 

Soprano Nikoleta Kapetanidou

Contralto Aleksandra Meteleva

Tenore Dave Monaco

Basso Alessandro Abis

 Direttore Vitali Alekseenok

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino 

Maestro del Coro Lorenzo Fratini

Prezzi:

 Settore D: 20€; Settore C: 35€; Settore B: 50€; Settore A: 70€

Myung-Whun Chung dirige il Requiem di Giuseppe Verdi in occasione dei 150 anni dalla prima esecuzione assoluta

Myung-Whun Chung sarà di nuovo protagonista nell’ambito della Stagione Sinfonica 2023-2024 della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia. Giovedì 28 marzo 2024 ore 20.00, in replica venerdì 29 marzo 2024 ore 20.00, il maestro sudcoreano dirigerà la Messa da Requiem per soli, coro e orchestra di Giuseppe Verdi, monumentale composizione di musica sacra di cui ricorre nel 2024 il centocinquantesimo anniversario della prima esecuzione assoluta. Insieme all’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice – quest’ultimo istruito da Alfonso Caiani – saranno impegnate le voci soliste del soprano Angela Meade, del mezzosoprano Annalisa Stroppa, del tenore Fabio Sartori e del basso Riccardo Zanellato. La prima di giovedì 28 marzo 2024 ore 20.00 sarà trasmessa in diretta radiofonica su Rai Radio3.

Il programma musicale del concerto inaugurale propone una delle pagine più affascinanti del repertorio sacro, considerata a buon ragione il monumento sinfonico-corale più importante del repertorio italiano. L’idea di comporre una Messa da Requiem interessò Giuseppe Verdi fin dal 1868, anno della morte di Gioachino Rossini: fu in quel momento che il compositore propose all’editore Ricordi di farsi da intermediario nella creazione di una composizione funebre di carattere collettivo, coinvolgendo i maggiori musicisti del tempo per tributare un omaggio al più illustre rappresentante della tradizione musicale italiana. Verdi compose allora il «Libera me», ma il progetto a più mani della ‘Messa per Rossini’ naufragò e il compositore dovette temporaneamente rinunciare al desiderio di completare la sua composizione sacra. L’occasione per tornarvi giunse al bussetano qualche anno più tardi, quando a morire fu un’altra figura centrale della cultura nazionale, lo scrittore Alessandro Manzoni, verso il quale Verdi provava una grandissima ammirazione. Il Requiem vide così la luce nel 1874 e il 22 maggio, nel primo anniversario della scomparsa dell’autore dei Promessi sposi, poté debuttare nella Chiesa di San Marco a Milano sotto la direzione dello stesso Verdi.

Come di consueto, il concerto di giovedì 28 marzo sarà preceduto da un incontro a ingresso libero con il musicologo Roberto Mori, che dalle 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.

I biglietti per il concerto (da € 15,00 a € 130,00; ridotto abbonati da € 15,00 a € 90,00) sono acquistabili nei punti vendita Eventi Venezia Unica, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it. Il concerto di giovedì 28 marzo rientra nell’ambito del progetto «La Fenice per la città»; quella di venerdì 29 marzo in «La Fenice per la città metropolitana», iniziative realizzate in collaborazione con la Municipalità e con la Città metropolitana di Venezia dedicate ai residenti nel comune e nel territorio della città metropolitana di Venezia. 

Myung-Whun Chung

Nato in Corea, inizia l’attività musicale come pianista, debuttando all’età di sette anni, a ventun anni vince il secondo premio al Concorso Pianistico Čajkovskij di Mosca. Frequenta negli USA i corsi di perfezionamento al Mannes College e successivamente alla Juilliard School di New York, nel 1979 diviene assistente di Carlo Maria Giulini alla Los Angeles Philharmonic dove nel 1981 è nominato direttore associato. Dal 1984 al 1990 è direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Saarbrüken, dal 1987 al 1992 direttore principale invitato del Teatro Comunale di Firenze, tra il 1989 e il 1994 direttore musicale dell’Opéra de Paris-Bastille e, dal 1997 al 2005, direttore principale dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma. 

Nel 1995 fonda la Asia Philharmonic, formata dai migliori musicisti di otto Paesi asiatici. Nel 2005 è nominato direttore musicale della Seoul Philharmonic Orchestra e nel 2016 direttore musicale onorario della Tokyo Philharmopnic Orchestra. Dal 2011 è direttore ospite principale della Dresden Staatskapelle. Dal 2000 al 2015 è stato direttore musicale dell’Orchestre Philharmonique de Radio France, di cui dal 2016 è direttore onorario. Nel 2023 è stato nominato direttore emerito della Filarmonica della Scala .Ha diretto molte delle orchestre più prestigiose del mondo, fra cui i Berliner e i Wiener Philharmoniker, il Concertgebouw di Amsterdam, le principali orchestre di Londra e di Parigi, l’Orchestra Filarmonica della Scala, la Bayerische Rundfunk, le orchestre sinfoniche di Boston e di Chicago, l’Orchestra della Metropolitan Opera di New York, la New York Philharmonic Orchestra e le orchestre sinfoniche di Cleveland e di Philadelphia. In Italia gli sono stati conferiti il Premio Abbiati e il Premio Toscanini. In Francia nel 1991 è stato nominato artista dell’anno dal Sindacato professionale della critica drammatica e musicale francese e nel 1992 il Governo francese gli ha assegnato la Légion d’Honneur. Nel 1995 e di nuovo nel 2002 ha avuto il Premio Victoire de la Musique. Nel 2011 gli è stato conferito il titolo di Commadeur dans l’ordre des Arts et Lettres dal ministro della Cultura francese.

Nel luglio 2013 la Città di Venezia gli ha consegnato le chiavi della città per il suo impegno verso il Teatro la Fenice e la vita musicale della città e il Teatro La Fenice gli ha conferito il premio Una vita nella musica. Nel 2017 è stato nominato Commendatore dell’Ordine della Stella d’Italia per il suo contributo alla cultura italiana e il 1 giugno 2022 il presidente della Repubblica Italiana gli ha consegnato l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2015 l’Associazione della critica musicale italiana gli ha assegnato il Premio Abbiati per Simon Boccanegra di Verdi (rappresentata al Teatro La Fenice di Venezia) e per l’attività sinfonica con l’Accademia di Santa Cecilia e con l’Orchestra Filarmonica della Scala. Attualmente è direttore onorario di Tokyo Philharmonic Orchestra, di Staatskapelle Dresden, di Orchestre Philharmonique de Radio France. Parallelamente alla sua attività musicale è impegnato in iniziative di carattere umanitario e di diffusione della musica classica tra le giovani generazioni, nonché di salvaguardia dell’ambiente. Ambasciatore del Programma delle Nazioni Unite per il Controllo internazionale della droga (UNDCP), nel 1995 è stato nominato Uomo dell’anno dall’UNESCO e l’anno successivo il governo della Corea gli ha conferito il Kumkuan, il più importante riconoscimento in campo culturale, per il suo contributo alla vita musicale coreana.

È attualmente ambasciatore onorario per la Cultura della Corea del Sud, il primo nella storia del governo del suo Paese. Chung e i musicisti dell’Orchestra Philharmonique de Radio France sono stati nominati nel 2007 ambasciatori dell’UNICEF e nel 2008 ha ricevuto l’incarico di Goodwill Ambassador dall’UNICEF come riconoscimento per il suo impegno a favore dell’infanzia. Nel 2012 Myung-Whun Chung è riuscito a riunire, per la prima volta per un concerto alla Salle Pleyel a Parigi, la Unhasu Orchestra della Corea del Nord e la Orchestre Philharmonique de Radio France. 

IL CONCERTO DI PASQUA DI OROZCO- ESTRADA CON L’ORCHESTRA RAI

Venerdì 29 marzo alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini di Torino, in prima serata su Rai5 alle 21.15 e in diretta su Radio3 

Il Direttore principale dell’OSN impegnato anche in una giornata di prove con gli studenti del Conservatorio di Torino

Una masterclass con gli studenti di direzione d’orchestra e con i giovani musicisti del Conservatorio di Torino. Una lettura con l’Orchestra della Rai di alcuni brani scritti dagli studenti di composizione dello stesso istituto. Un concerto dedicato alla Pasqua con lo Stabat Mater di Pergolesi, la “Pastorale”di Beethoven e la “sua” Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Sono gli impegni di Andrés Orozco-Estrada a Torino nella Settimana Santa, che culmineranno proprio con il Concerto di Pasqua, in serata unica e fuori abbonamento venerdì 29 marzo alle 20.30all’Auditorium Rai Arturo Toscanini, proposto da Rai Cultura di prima serata su Rai5 alle 21.15, oltre che in diretta su Radio3.

Nato a Medellín, in Colombia, nel 1977, Andrés Orozco-Estrada ha debuttato con l’OSN nel maggio 2022, e nell’ottobre 2023 ha iniziato la sua collaborazione come Direttore principale della compagine. È stato a capo di formazioni come l’Orchestra della Radio di Francoforte, i Wiener Symphoniker e la Houston Symphony. Dalla stagione 2025/2026 diventerà Generalmusikdirektor della Città di Colonia, prendendo le redini della Gürzenich Orchestra e dell’Opera della città tedesca, una delle più importanti metropoli culturali europee. Dirige abitualmente orchestre come i Wiener e i Berliner Philharmoniker, la Staatskapelle di Dresda, la Gewandhausorchester di Lipsia e quella del Concertgebouw di Amsterdam.

Grande comunicatore, dal temperamento spontaneamente vicino al pubblico e ai giovani, nel pomeriggio di martedì 26 marzo Orozco-Estrada lavorerà come di consueto con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai all’Auditorium Rai di Torino ma con un programma inedito: sui leggii ci saranno infatti le parti di alcuni brani scritti dagli studenti di composizione del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino, che saranno quindi provate da una grande orchestra e dal suo Direttore principale.

A seguire Orozco-Estrada si sposterà in piazza Bodoni, in Conservatorio, per salire su un podio molto speciale: quello dell’orchestra dei giovani musicisti dell’istituzione di alta formazione, per lavorare con loro e tenere una masterclass dedicata agli studenti dei corsi di direzione d’orchestra. 

Tutto questo tra le prove canoniche del Concerto di Pasqua, che si terrà Venerdì Santo e che vede in programma una delle pagine più intense e rappresentative del dolore della Vergine per la morte di Cristo: lo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi per soprano, contralto, archi e basso continuo. Composta probabilmente su commissione della laica confraternita napoletana dei Cavalieri della Vergine dei Dolori di San Luigi a Palazzo proprio per la liturgia della Settimana Santa, la cantata fu completata nel Monastero di Pozzuoli negli ultimi giorni di vita di Pergolesi, che morì di tubercolosi il 16 marzo del 1736, a soli 26 anni. 

A interpretare la pagina sono chiamate le voci del soprano Giuliana Gianfaldoni (foto in alto) e del contralto Cecilia Molinari (foto in basso) : due tra le più apprezzate belcantiste della nuova generazione.

Completa il programma la Sinfonia n. 6 in fa maggiore op. 68, detta “Pastorale”, di Ludwig van Beethoven. Ultimata nel 1808 e diretta per la prima volta dall’autore nel dicembre di quell’anno al Theater an der Wien di Vienna, la sinfonia segna un momento di trasfigurazione idilliaca nell’esistenza del genio beethoveniano, sempre scosso dall’intensità del sentire e del soffrire. «Più espressione del sentimento che pittura», il brano prende le distanze dal descrittivismo musicale, elevando l’intima comunione con la natura campestre a senso di religioso stupore e di rapita ammirazione dell’uomo di fronte alla bellezza del creato.

I biglietti per il concerto, fuori abbonamento, sono proposti a 10 e a 15 euro e sono in vendita online sul sito dell’OSN Rai e presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino. Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it.

Il 29-30 marzo, il debutto a Cagliari di Enrico Fagone e Massimiliano Pitocco, per la Stagione concertistica 2024

Venerdì 29 marzo alle 20.30 (turno A) e sabato 30 marzo alle 19 (turno B) è in programma il sesto appuntamento della Stagione concertistica 2024 del Teatro Lirico di Cagliari che prevede il debutto a Cagliari di Enrico Fagone (Broni/Pavia, 1979), poliedrico musicista, affermato contrabbassista e raffinato direttore dal curriculum internazionale che dirige l’Orchestra del Teatro Lirico e, in qualità di solista al bandonéon, Massimiliano Pitocco (Spoltore/Pescara, 1969), anch’egli al suo debutto a Cagliari.

Il programma musicale prevede: Danzón n. 2 di Arturo Márquez; Aconcagua: concerto per bandonéon e orchestra di Astor Piazzolla; Variaciones concertantes op. 23 ed Estancia: suite op. 8 di Alberto Ginastera.

Lo spettacolo ha una durata complessiva di 1 ora e 20 minuti circa compreso l’intervallo.

I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.

Da lunedì 8 gennaio 2024 si possono acquistare i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione concertistica; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

Prezzi biglietti: platea € 35 (settore giallo), € 30 (settore rosso), € 25 (settore blu); I loggia € 30 (settore giallo), € 25 (settore rosso), € 20 (settore blu); II loggia € 10 (settore unico).

Ai giovani under 35 ed ai disabili sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

Venerdì 29 marzo alle 11 è prevista, come ormai consuetudine, l’Anteprima Giovani, aperta alle scuole che potranno assistere, dalla I loggia, alla prova generale del concerto serale. (prezzi: posto unico € 3; informazioni e prenotazioni: Servizio promozione culturale, telefono 0704082326; scuola@teatroliricodicagliari.it).

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, mercoledì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Servizio promozione culturale scuola@teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.

Enrico Fagone – Direttore

Unico Direttore d’orchestra italiano nominato ai Grammy Awards 2023 di Los Angeles per la sezione della musica classica, è stato definito dalla stampa specializzata uno dei Direttori più promettenti a livello internazionale e malgrado la giovane età “la qualità e la vastità delle sue esperienze musicali (che vanno dai Grammy Awards alla Juilliard School di New York) sono lì a sostenere questa affermazione.” Direttore Musicale e Direttore Artistico della Long Island Concert Orchestra di New York, è regolarmente invitato a dirigere orchestre quali: London Symphony Orchestra, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino, Orchestra Sinfonica di Milano, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra Filarmonica Marchigiana, Orchestra Sinfonica di Stato Ungherese, Orchestra di Padova e del Veneto, I Virtuosi Italiani, Mendelssohn Chamber Orchestra, Savaria Simphony Orchestra, Orchestra del Teatro Nazionale serbo, FOI Orchestra dell’Opera Italiana (Festival Verdi, Teatro Regio di Parma). Il suo debutto del gennaio 2019 alla guida dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, con la celebre pianista Martha Argerich in qualità di solista, ha riscosso grandi consensi di pubblico e critica ed è stato trasmesso da Rai5 (attualmente visibile su RaiPlay). Attivo anche in ambito operistico, ha diretto l’opera Così fan tutte di Mozart alla Kammeroper di Monaco di Baviera e, nel 2019, è stato invitato a dirigere il Concerto di Gala “Fuoco di Gioia” al Festival Verdi di Parma, condividendo il palco con cantanti quali Michele Pertusi, Fiorenza Cedolins, Anna Maria Chiuri, Vladimir Stoyanov. Nella Stagione 2024-2025 lo attendono debutti sul podio di importanti istituzioni musicali quali: Teatro Carlo Felice di Genova, Teatro Petruzzelli di Bari, Orchestra della Svizzera italiana, Royal Opera Festival di Cracovia, Belcanto Opera Festival di Bad Wildbad. Nel 2024 è inoltre previsto il ritorno alla London Symphony Orchestra per un’altra produzione discografica con un programma interamente dedicato a Sergej Rachmaninov. Diplomato in contrabbasso, ha deciso di dedicarsi allo studio di Direzione d’orchestra alla Scuola Civica “Claudio Abbado” di Milano e con Daniele Agiman all’Accademia di Parma per il repertorio operistico, completando il percorso formativo con il leggendario Jorma Panula a Helsinki, che lo ha stimolato a intraprendere la carriera. Parallelamente ha approfondito gli studi in composizione con Jorge Bosso e Ivo Antognini. Durante il suo percorso di studi ha anche avuto modo di approfondire la tecnica del grande didatta di direzione d’orchestra russo ll’ja Musin attraverso i suoi allievi Alim Shack e Semyon Bychkov, del quale ha seguito delle produzioni in Spagna e Repubblica Ceca. Sempre alla ricerca “del nuovo”, collabora a stretto contatto con compositori, stimolando nuove creazioni e, oltre a proporre i grandi compositori del passato, Enrico Fagone cerca di valorizzarne alcuni italiani poco eseguiti ma di indiscusso valore come Muzio Clementi, Giuseppe Martucci, Aldo Finzi e, chiaramente, Giovanni Bottesini, a cui è profondamente legato data la sua carica di Direttore Artistico del Concorso Bottesini, perché è proprio attraverso lo studio di Bottesini, l’approfondimento dei manoscritti verdiani e la frequentazione assidua dei teatri di Busseto e Parma che è approdato alla direzione orchestrale. Nel repertorio sinfonico Enrico Fagone presta particolare cura alla prassi dell’epoca nel tentativo di avvicinarsi – quando possibile e a seconda delle realtà con cui collabora – al concetto di esecuzione “storicamente informata”, in particolare nel repertorio classico-presto romantico con compositori quali Haydn, Mozart, Beethoven, Brahms. Ha registrato per le etichette discografiche EMI, Deutsche Grammophon, Warner, Stradivarius e Da Vinci e, fra le incisioni discografiche di recente uscita, la sua ultima fatica discografica ha riscosso una particolare attenzione da parte della critica musicale: “ASPIRE”, edito da Musica Solis, lo vede alla guida della London Symphony Orchestra.

Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari

È stata fondata nel 1933 e ha consolidato, negli anni, un fecondo rapporto con i maggiori direttori italiani, tra cui Tullio Serafin, Vittorio Gui, Antonino Votto, Guido Cantelli, Franco Ferrara, Franco Capuana, Willy Ferrero, e con compositori quali Ottorino Respighi, Ildebrando Pizzetti, Ermanno Wolf Ferrari, Riccardo Zandonai, Alfredo Casella. Risalgono agli anni ‘50-’60 le apparizioni sul podio di Lorin Maazel, Lovro von Matacic, Claudio Abbado, Sergiu Celibidache, Riccardo Muti, e le collaborazioni con Gioconda De Vito, Leonid Kogan, Henryk Szering, Andrés Navarra, Dino Ciani, Maria Tipo, Nikita Magaloff, Wilhem Kempff, Martha Argerich. In questi ultimi anni l’Orchestra ha collaborato, tra gli altri, con direttori come Lorin Maazel, Georges Prêtre, Emmanuel Krivine, Mstislav Rostropovich, Ton Koopman, Iván Fischer, Frans Brüggen, Carlo Maria Giulini, Gennadi Rozhdestvensky, Rafael Frühbeck de Burgos, Neville Marriner, Christopher Hogwood, Hartmut Haenchen e con solisti come Martha Argerich, Aldo Ciccolini, Kim Kashkashian, Viktoria Mullova, Misha Maisky, Truls Mørk, Sabine Meyer, Yuri Bashmet, Salvatore Accardo. Dal 1999 al 2005 Gérard Korsten ha ricoperto il ruolo di direttore musicale e ha, fra l’altro, diretto in prima esecuzione nazionale, Die ägyptische Helena di Richard Strauss, Euryanthe di Weber e A Village Romeo and Juliet di Delius, mentre nella stagione 2007-2008 George Pehlivanian è stato direttore ospite principale. Negli ultimi anni l’Orchestra ha collaborato regolarmente con Lorin Maazel, compiendo nel 1999 una tournée in Europa ed eseguendo con successo una serie di concerti. Nel 2002 ha rappresentato l’Italia nella rassegna “Italienische Nacht”, organizzata dalla Bayerischer Rundfunk al Gasteig di Monaco di Baviera e trasmessa in diretta dalla radio bavarese. Nel 2005 ha suonato in un concerto in onore del Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi. Nel 2010 ha partecipato al 98° Festival di Wiesbaden con Lucia di Lammermoor per la direzione di Stefano Ranzani e la regia di Denis Krief, riscuotendo un grande successo. Recentemente, nell’ambito di un progetto di internazionalizzazione del Teatro Lirico di Cagliari, realizzato e promosso in collaborazione con l’Unione Europea, il Governo Italiano e la Regione Sardegna, l’Orchestra è stata invitata dalla New York City Opera per l’esecuzione di La campana sommersa di Respighi, ricevendo il plauso del pubblico e della critica. Negli ultimi anni, anche nell’ambito della rassegna “Cinque passi nel Novecento”, ha eseguito, in prima assoluta, composizioni per orchestra che il Teatro Lirico di Cagliari ha commissionato a compositori come Sylvano Bussotti, Giorgio Tedde, Azio Corghi, Fabio Nieder, Alberto Colla, Carlo Boccadoro, Franco Oppo, Francesco Antonioni, Ivan Fedele, Michele Dall’Ongaro, Filippo Del Corno, Vittorio Testa, Sergio Rendine, Orazio Sciortino. Per la casa discografica Dynamic ha inciso opere in prima esecuzione in Italia, quali: Die Feen di Wagner, Dalibor di Smetana, (premiate, rispettivamente, da “Musica e Dischi” quale miglior disco operistico italiano del 1997, e da “Opéra International” col “Timbre de Platine” – gennaio 2001), Čerevički e Opričnik di Čajkovskij, Die ägyptische Helena di Richard Strauss, Euryanthe di Weber, Alfonso und Estrella di Schubert, Hans Heiling di Marschner, Chérubin di Massenet, Lucia di Lammermoor di Donizetti. Ha inciso, inoltre, Goyescas di Granados e La vida breve di De Falla, La Passione secondo Giovanni di Bach, La sonnambula di Bellini, I Shardana di Porrino per la Dynamic, Don Pasquale per Rai Trade e La leggenda della città invisibile di Kitež e della fanciulla Fevronija di Rimskij-Korsakov per Naxos. Per la Rai ha registrato, nel 1998, La Bohème trasmessa in tutto il mondo.

Massimiliano Pitocco – Bandonéon Nato nel 1969, insegna dal 2004 Bayan al Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma e dal 2018 al Conservatorio di Musica “Gaetano Braga” di Teramo. Ritenuto un riferimento per il movimento della fisarmonica classica a livello internazionale, si è diplomato a Parigi nel 1992 con Max Bonnay al Conservatorio Nazionale Superiore. Ma Massimiliano Pitocco è anche organista: infatti arricchisce il suo valore concertistico e didattico studiando con Ton Koopman, Roth, Lionel Rogg e Michael Radulescu e studia anche “Fuga” e “Composizione” con Edgar Alandia. Ma a Massimiliano Pitocco va riconosciuto anche il merito di essere stato il primo bandoneonista italiano e a far conoscere il repertorio di Astor Piazzolla: infatti ha registrato in prima europea la sua opera-tango Maria de Buenos Aires. Oltre che con Milva, Massimiliano Pitocco ha collaborato con Luis Bacalov, Ennio Morricone, Ivan Fedele, Sylvano Bussotti, Gidon Kremer, Nicola Piovani, Vinicio Capossela, Rocco Papaleo, Michele Placido, Pino Quartullo, Enzo Decaro, Alessandro Haber. La sua alacre attività concertistica lo ha portato nei teatri di: Monaco, Francoforte, Concertgebouw di Amsterdam, Bruxelles, Amburgo, Lisbona, Belgrado, Vienna, Parigi, Lione, Lussemburgo, Budapest, Konzerthaus di Berlino, Tonhalle di Zurigo e Lucerna, Città del Messico, Sydney, Tokyo, Yokohama, San Paolo in Brasile, ma anche ovviamente nei maggiori teatri italiani come: Parco della Musica a Roma, Goldoni di Venezia, Bellini di Napoli, Politeama di Lecce, Verdi di Trieste, Pergola di Firenze, Sala Verdi di Milano, Massimo e Biondi di Palermo, Piccinni di Bari, Comunale di Bologna. Nel 2018 viene insignito a Montecitorio della Menzione d’onore del Premio “100 Eccellenze Italiane

Stagione concertistica 2024

venerdì 29 marzo, ore 20.30 – turno A

sabato 30 marzo, ore 19 – turno B

Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Enrico Fagone

bandonéon Massimiliano Pitocco

Arturo Márquez

Danzón n. 2

(10 minuti circa)

Astor Piazzolla

Aconcagua: concerto per bandonéon e orchestra

(20 minuti circa)

intervallo

Alberto Ginastera

Variaciones concertantes op. 23

(23 minuti circa)

Estancia: suite op. 8

(12 minuti circa)

Martedì 26 marzo, ore 19.00, al Teatro San Carlo, il Concerto di Pasqua con Maria Agresta e Freddie De Tommaso.

SUL PODIO DAN ETTINGHER

Maria Agresta e Freddie De Tommaso sono i protagonisti del Concerto di Pasqua del Teatro di San Carlo in programma martedì 26 marzo alle 19.

Sul podio, alla guida dell’Orchestra del Massimo napoletano, il direttore musicale Dan Ettinger.

Una scelta di arie e ouverture omaggia l’opera del XIX secolo ripercorrendo l’intero arco del secolo romantico per spingersi, poi, fino ai primi anni del Novecento. L’Italia ha un posto di primo piano con autori come Rossini, Verdi e Ponchielli, Mascagni e Puccini. Le ouverture de La forza del destino e del Guglielmo Tell incontrano il celebre intermezzo da Cavalleria rusticana. E ancora si susseguono arie da Aida e La Gioconda, Tosca, La bohème e Madama Butterfly. Non mancano le incursioni nella tradizione operistica francese con la Carmen di Georges Bizet e Samson et Dalila di Camille Saint-Saëns.

Dan Ettinger, direttore musicale del Teatro San Carlo dalla Stagione 2022-23 dirige nei più importanti teatri d’opera del mondo come la Metropolitan Opera di New York, la Washington National Opera, la Royal Opera House, l’Opéra National de Paris, il New National Theatre di Tokyo, l’Opernhaus di Zurigo, il Festival di Salisburgo e le Opere di Stato di Vienna e di Monaco di Baviera.

Maria Agresta vince nel 2014 il Premio Franco Abbiati. Fin dal primo grande successo, nel 2011 con il debutto ne I vespri siciliani, calca i palcoscenici più prestigiosi: Teatro alla Scala, Arena di Verona, Teatro dell’Opera, Teatro La Fenice, Teatro San Carlo, Royal Opera House, Bayerische Staatsoper, Semperoper di Dresda, Opéra Bastille. Collabora con direttori quali Riccardo Muti, Daniel Barenboim, Zubin Mehta, Antonio Pappano, Gianandrea Noseda, Nicola Luisotti, Michele Mariotti.

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Freddie De Tommaso raggiunge la notorietà nel 2021 quando dà voce a Cavaradossi nella produzione di Tosca della Royal Opera House, il più giovane tenore di sempre a interpretare questo ruolo nella storia del Covent Garden. Nella corrente stagione ha debuttato al Teatro di San Carlo, dopo aver esordito, tra gli altri, al Teatro La Fenice, Teatro alla Scala, Arena di Verona, Gran Teatre del Liceu, Dutch National Opera, Bayerische Staatsoper, Wiener Staatsoper. Il suo primo album Passione vince il BBC Music Magazine Award per il miglior esordiente.

Teatro di San Carlo
martedì 26 marzo 2024 ore 19:00

CONCERTO DI PASQUA

Direttore | Dan Ettinger
Soprano | Maria Agresta
Tenore | Freddie De Tommaso

Programma
Giuseppe Verdi, Ouverture da La forza del destino
Giuseppe Verdi, “Celeste Aida”, da Aida
Giacomo Puccini, “Si, mi chiamano Mimì”, da La bohème
Giacomo Puccini, “O soave fanciulla”, da La bohème
Camille Saint-Saëns, Bacchanale, da Samson et Dalila 

Gioachino Rossini, Ouverture da Guglielmo Tell
Amilcare Ponchielli, “Cielo e mar!”, da La Gioconda
Giacomo Puccini, “Un bel dì, vedremo”, da Madama Butterfly
Georges Bizet, “La fleur que tu m’avais jetée”, da Carmen
Pietro Mascagni, Intermezzo da Cavalleria rusticana
Giacomo Puccini, “Vissi d’arte” da Tosca
Giacomo Puccini, “Mario! Mario! Mario!” “Son qui!” – “Mia gelosa!”, da Tosca

Orchestra del Teatro di San Carlo

Il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, ha firmato oggi il decreto di nomina del dottor Carlo Fuortes a Sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino.

Auguro buon lavoro al Sovrintendente Fuortes, che con il suo mandato è chiamato a rilanciare una delle maggiori istituzioni culturali della Nazione, risanata grazie all’opera del commissario straordinario Onofrio Cutaia cui rendo merito, e a dare lustro alla sua vocazione internazionale”, ha dichiarato il Ministro Sangiuliano.

Sono felice e onorato di poter contribuire nel ruolo di Sovrintendente alla grande storia di questo Teatro – ha affermato Fuortes – che dal 1933 arricchisce il patrimonio musicale del nostro Paese. Il Maggio Musicale Fiorentino è una delle più prestigiose tra le istituzioni che rappresentano l’eccellenza culturale italiana nel mondo. Ringrazio per questo incarico il Ministro Sangiuliano, il presidente del Teatro e sindaco di Firenze Dario Nardella e tutti i componenti del Consiglio di Indirizzo per la fiducia confluita sul mio nome. Estendo il mio ringraziamento ai soci della Fondazione, il Ministero della Cultura, la Regione Toscana, il Comune di Firenze, la Città Metropolitana e i soci privati, la Fondazione Cassa di risparmio di Firenze e Intesa Sanpaolo, ricordando il fondamentale contributo che hanno dato nell’ultimo anno per il risanamento della Fondazione. A questo proposito desidero ringraziare anche il commissario Onofrio Cutaia per l’importante lavoro di risanamento svolto dopo il gravissimo dissesto della gestione precedente. Sono consapevole delle responsabilità che mi attendono e dei compiti che questo incarico comporta. Sebbene sia troppo presto per annunciare programmi, mi impegnerò a lavorare per un nuovo progetto culturale e artistico, che possa confermare il ruolo straordinario di questo grande teatro, attraverso l’eccellenza artistica della programmazione ma anche grazie alla sua sostenibilità operativa, economica e finanziaria. So di poter contare su due compagnie artistiche, l’Orchestra e il Coro, di assoluto valore internazionale; sulla guida di Daniele Gatti, direttore principale al quale sono legato personalmente e professionalmente, e del maestro Zubin Mehta, direttore emerito, uno dei più grandi direttori di tutti i tempi”.

A fianco dell’Orchestra e del Coro, so di poter fare affidamento su tutte le persone che fanno parte del Maggio, dai tecnici dei vari settori, agli amministrativi che sono impegnati quotidianamente nel loro lavoro con competenza e professionalità. Tutto ciò mi convince delle enormi potenzialità del Maggio Musicale Fiorentino e mi permette di dire che la mia non è una scommessa, ma una certezza che darà ottimi frutti, degni della storia del Maggio”, ha aggiunto Fuortes.

Il sindaco di Firenze Dario Nardella, presidente della Fondazione del Maggio ha espresso la sua soddisfazione: “La nomina di Carlo Fuortes a sovrintendente del Teatro del Maggio è una bellissima notizia che finalmente chiude una fase molto difficile e dolorosa e apre nuova fase di futuro, rilancio e ottimismo. Ringrazio il Ministro per aver valorizzato la leale cooperazione tra tutte le istituzioni, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina e Bernabò Bocca, presidente di Fondazione Cr Firenze.  C’è stato un grande gioco di squadra che ha messo al centro l’interesse del Teatro del Maggio con i suoi lavoratori e il suo prestigio artistico. Fuortes è una figura con indubbia esperienza grazie al lavoro svolto con risultati eccellenti al Teatro dell’Opera di Roma e alla direzione della Rai oltre ad altre istituzioni culturali. Lo conosco peraltro molto bene, fin da quando ha iniziato il suo lavoro alla direzione del Parco della Musica di Roma e da allora non ci siamo mai persi di vista.

Con il Consiglio d’Indirizzo nel suo nuovo assetto e con il nuovo Sovrintendente, si gettano le basi per un rilancio della Fondazione alla vigilia dell’apertura del Festival senza trascurare l’importanza del consolidamento economico-finanziario di questa istituzione. Sono felicissimo di concludere il mio mandato con questo successo, dopo mesi molto difficili. Non abbiamo mai smesso di credere nella forza del Teatro e la leale collaborazione da tutti i soci ci dimostra che quando si guarda all’interesse generale si possono conseguire risultati importanti”.

Al momento della firma, avvenuta oggi a Roma, al Ministero della Cultura, insieme al Ministro Sangiuliano e al Sovrintendente Fuortes, erano presenti il Vice Presidente del Maggio Musicale Fiorentino notaio Gennaro Galdo, il Capo di Gabinetto Francesco Gilioli, il Capo Segreteria Tecnica Emanuele Merlino e il Direttore generale Spettacolo Antonio Parente.

TRITTICO CONTEMPORANEO ALL’OPERA DI ROMA

Due prime italiane, Windgames e Playlist, e la prima assoluta di Women

Patrick de Bana, Juliano Nunes e William Forsythe sono i coreografi che firmano il Trittico Contemporaneo, dal 23 al 29 marzo al Teatro dell’Opera di Roma. La formula è un appuntamento fisso, coraggiosamente voluto da Eleonora Abbagnato, per ampliare e rinforzare il lavoro dei ballerini. Così nel cartellone, accanto ai grandi classici, si trovano titoli e creazioni di autori che entrano per la prima volta nel repertorio del Corpo di Ballo dell’Opera di Roma. Nel programma del Trittico ci sono due prime italiane, Windgames di De Bana e Playlist (Track 1, 2) dell’iconico Forsythe, e una prima assoluta, Women di Nunes.

La serata si apre con Windgames di Patrick de Bana sulle musiche del Concerto per violino e orchestra op. 35 di Čajkovskij. “Opera multinazionale”, come ama definirla l’autore, è stata creata in più fasi e ha unito artisti in tutto il mondo: al primo movimento del Concerto, coreografato nel 2013 con il Wiener Staatsballett, De Bana ha aggiunto il secondo nel 2017 allo Shangai Ballet e infine il terzo nel 2021 con il Tokyo City Ballet. Dopo il Bunka Kaikan e il Colón di Buenos Aires il balletto completo arriva per la prima volta in Italia, e segna il debutto del coreografo tedesco al Costanzi. Windgames nasce dall’ammirazione di De Bana per i Ballets Russes di Diaghilev e per Vaslav Nijinsky, suo idolo assoluto. In un velato omaggio a quest’epoca di grande creatività e di personaggi leggendari che hanno segnato la modernità, il balletto offre allo spettatore un viaggio tra passato e presente. Dell’originale linguaggio coreografico sono interpreti le étoiles Rebecca Bianchi e Alessio Rezza, i primi ballerini Federica Maine, Claudio Cocino e Michele Satriano, i solisti e il Corpo di Ballo.

Al centro della serata una prima assoluta: la nuova creazione del brasiliano Juliano Nunes. Il giovane coreografo, al suo debutto a Roma, è stato invitato dalla direttrice Eleonora Abbagnato a creare un balletto dedicato alle donne in un momento di particolare attenzione, tanto alla violenza di cui sono vittime quanto ai traguardi raggiunti con le loro lotte. Nunes ha lavorato con 24 danzatrici su 24 minuti di musica. «Women è un pezzo astratto – spiega il coreografo –. Non ha una trama ma racconta molte storie. Le donne hanno la capacità di farlo in un modo così onesto attraverso il loro modo di muoversi. Celestiali e allo stesso tempo piene di energia, per me sono un’ispirazione costante. Non ho cercato una storia che dovessero interpretare. Ho cercato di capire chi erano per farle parlare con la propria “voce”, non solo attraverso la mia». Sulle quattro composizioni di Ezio Bosso scelte per questo balletto si susseguono assoli, quartetti, ensemble. A chiudere un duetto che vede protagoniste le étoiles Alessandra Amato e Rebecca Bianchi.

Il gran finale è affidato a Playlist (Track 1, 2) di William Forsythe, icona della danza che negli oltre 50 anni di carriera ha riorientato il balletto classico verso la dinamica del XXI secolo. Playlist è stata la sua prima creazione per un corpo di ballo inglese, l’English National Ballet (2018). Nata originariamente per 12 danzatori, l’ha successivamente ripresa aggiungendo nuovi brani, proprio come in una playlist personale, e portando sul palcoscenico 30 ballerini. È un lavoro sperimentale, un gioco di equilibrio tra dinamica e musicalità in cui ha saputo accostare classicismo e atletismo con i ritmi della musica new-soul e house. All’Opera di Roma arriva in prima italiana Playlist (Track 1, 2), la versione originale per 12 danzatori, tra cui l’étoile Alessio Rezza e i primi ballerini Claudio Cocino e Michele Satriano. La tecnica richiede agli interpreti un’energia tale da travolgere il pubblico con un senso di libertà, spensieratezza e coinvolgimento. Un ruolo fondamentale è giocato dalle musiche, dal groove ascendente di Surely Shorty di Peven Everett e dal remix house di Jax Jones su Impossible di Lion Babe.

Patrick de Bana è nato ad Amburgo da madre tedesca e padre nigeriano. Si è formato alla scuola dell’Hamburg Ballett ed è stato principal dancer del Bèjart Ballet Lausanne e della Compañía Nacional de Danza in Spagna. Nel 2003 ha fondato la propria compagnia, Nafas Dance Company. Ha creato e collaborato con stelle della danza in tutto il mondo: Echoes of Eternity (Shangai 2015), Marie-Antoinette (2016, Wiener Staatsballett), Rain Before it Falls con Zakharova (Bol’šoj 2016,), Lost Heaven con Ganio e Moreau, Silk/Ochiba con Legris e Smirnova (Tokyo 2019), gli assoli Medea, per Laura Hecquet e Your black eyes per Bolle (2022), Minotaur (Bol’šoj 2022), Notre Dame de Paris (Liaoning Ballet e NCPA di Pechino, 2023).

Juliano Nunes è nato in Brasile, a Rio de Janeiro nel 1990. Ha studiato all’Akademie des Tanzes a Mannheim. Dopo aver danzato con Badisches Staatstheater Karlsruhe, Theater Hagen, Gauthier Dance, Leipzig Ballet, è attualmente all’Opera Ballet Vlaanderen di Anversa. Ha lavorato con coreografi quali Naharin, Kylián, Van Manen, Cherkaoui, Forsythe e Kahn. Ha creato pezzi per Marie-Agnès Gillot, Svetlana Lunkina ed Evan Mckie, per Royal Ballet di Londra, Acosta Danza, Pennsylvania Ballet, Atlanta Ballet, Mariinskij, Opernhaus Zürich, Ballets Jazz Montréal, Staatstheater Hannover, Origen Festival Cultural, San Carlo di Napoli e per la serie Netflix Tiny Pretty Things. Ha firmato Mirros of Life per Up & Coming Choreographers (NDT 2, 2019), A new creation for Evan McKie and Shale Wagman (2019) e Synergy (2021) entrambe a Orsolina28.

William Forsythe è cresciuto a New York. Dopo gli studi in Florida ha iniziato a danzare con Joffrey Ballet e poi con Stuttgarter Ballett di cui è diventato Resident Choreographer (1976). Nel 1984 inizia l’incarico ventennale come direttore del Ballett Frankfurt. Dopo la chiusura, nel 2004, fonda The Forsythe Company (2005-2015). Sono recenti le creazioni per altre compagnie quali Opéra di Parigi, English National Ballet, Boston Ballet, Sadler’s Wells Theater, Scala di Milano. Leone d’Oro alla Biennale di Venezia (2010), ha vinto quattro “Bessie” Award a New York e tre Laurence Olivier Award a Londra.

Dopo la prima del Trittico Contemporaneo, sabato 23 marzo (ore 20), lo spettacolo torna in scena domenica 24 (ore 16.30), martedì 26 (ore 20), mercoledì 27 (ore 20), giovedì 28 (ore 20) e venerdì 29 marzo (ore 18). Musiche su base registrata; le musiche di Windgames sono eseguite dall’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Carlo Donadio, con Vincenzo Bolognese violino solista.

Biglietti in vendita sul sito https://www.operaroma.it/ e al botteghino

Info: https://www.operaroma.it/spettacoli/trittico-contemporaneo/

Concerti in Villa: omaggio a Dante. Lunedì 25 marzo 2024, alle ore 19.30, a Villa de Claricini Donrpacher di Bottenicco di Moimacco (UD)

Concerti in Villa: omaggio a Dante con Suoni di tenebra e luce di Valter Sivilotti

Nella giornata dedicata al Sommo Poeta, la Fondazione de Claricini Dornpacher e l’Accademia di Studi pianistici Antonio Ricci propongono l’ascolto dell’opera ispirata alle tre cantiche della Divina Commedia e interpretata dal Vesta Ensemble

La Fondazione de Claricini Dornpacher festeggia il Dantedì – giornata nazionale dedicata al Sommo Poeta – con un appuntamento musicale speciale realizzato in collaborazione con l’Accademia di Studi pianistici Antonio Ricci.

Lunedì 25 marzo alle 19.30 la storica dimora di Bottenicco di Moimacco, alle porte di Cividale, ospiterà infatti Suoni di tenebra e luce – Parole del passato per una lettura dell’oggi, opera musicale di Valter Sivilotti ispirata alle tre cantiche della Divina Commedia, con testi selezionati da Annamaria Domini. L’esecuzione è affidata al quartetto Vesta Ensemble formato da Riccardo Ricobello (voce recitante), Alessandro Ricobello (violoncello), Piero Ricobello (clarinetto e clarinetto basso) e Annamaria Domini (pianoforte).

In Suoni di tenebra e luce vengono ripresi in particolare quei versi della Divina Commedia che fanno riferimento alla musica e al canto per raccontare il viaggio interiore di Dante dall’oscurità alla Luce, viaggio che ha attraversato i secoli per arrivare anche a noi con tutta l’attualità del suo messaggio.

Valter Sivilotti ha ricreato con la musica i paesaggi acustici delle tre cantiche utilizzando tre registri musicali molto diversi fra loro.

L’Inferno è dominato dal linguaggio della musica contemporanea, fatto per lo più di rumori e aggregati sonori volutamente disorganizzati che lacerano l’atmosfera tumultuosa, vorticosa e plumbea che in quei luoghi regna incontrastata.

Nel Purgatorio – il regno più terreno dei tre, dove ritorna la luce, l’alternarsi del giorno e della notte e dove tutto ricorda la vita reale – la musica diventa invece preghiera collettiva, fatta di continue citazioni di salmi, antifone e inni sacri. Il canto delle anime costituisce una modalità della penitenza necessaria per raggiungere la purificazione dei peccati commessi in vita, una salvifica penitenza corale: esse viaggiano dalle tenebre alla luce, dal vespro all’alba spinte dal potere miracoloso dei loro sacri canti.

Nel Paradiso, universo etereo di luce, pace e movimenti armoniosi, la musica è prodotta dalle anime che lo abitano, che cantano e danzano. Il tessuto armonico dell’opera si arricchisce così di suoni che si presentano in polifoniche e suggestive atmosfere, facendo da contrappunto ideale ai versi danteschi.

Per ulteriori Informazioni e prenotazioni: visit.declaricini.it oppure 0432 733234

TEATRO ESAURITO IL 24 MARZO PER IL RECITAL DI ROSA FEOLA, TRASMESSO ANCHE IN DIRETTA SU LASCALATV

Domenica 24 marzo 2024 ~ ore 20

Teatro alla Scala

Recital di Canto 2023/24

ROSA FEOLA

Soprano

FABIO CENTANNI

pianoforte

Musiche di Mozart, Rossini, Donizetti, Martucci, Debussy, Respighi

Domenica 24 marzo (ore 20) torna alla Scala il soprano Rosa Feola per un recital dedicato al belcanto con incursioni nel repertorio francese e mozartiano. La accompagna al pianoforte Fabio Centanni.

La prima parte del programma presenta la triade di canzonette La regata veneziana di Rossini, seguite da tre liriche di Martucci su testi di Carducci e dai Quattro rispetti toscani di Respighi, per concludersi con due brani di Debussy. La seconda parte del concerto è invece dedicata all’opera con le grandi arie da Don GiovanniSemiramide Lucia di Lammermoor.

Il recital sarà trasmesso in diretta su LaScalaTv e resterà disponibile on demand fino al 31 marzo 2024.

Alla Scala Rosa Feola ha debuttato nel 2017 come Ninetta nella Gazza ladra diretta da Chailly, tornandovi nel 2018 per Don Pasquale, nel 2019 per L’elisir d’amore (Adina), nel 2020per Il turco in Italia (Fiorilla) e nel 2021 come Susannanelle Nozze di Figaro. Hainoltre partecipato alla serata inaugurale della Stagione scaligera2020-2021, … a riveder le stelle, diretta da Riccardo Chailly e trasmessa in mondovisione.        

Nata a San Nicola La Strada (Caserta), Rosa Feola si è diplomata al Conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno, perfezionandosi poi all’Opera Studio dell’Accademia di Santa Cecilia sotto la guida di Renata Scotto. Nel 2009 ha debuttato nel ruolo di Corinna nel Viaggio a Reims diretto da Kent Nagano all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e l’anno successivo si è imposta all’attenzione internazionale vincendo il Concorso Operalia di Plácido Domingo, tenutosi alla Scala. Agli esordi dell’attività ha interpretato Ines nei Due Figaro di Mercadante al Festival di Ravenna, al Festival di Salisburgo, al Teatro Real di Madrid e al Teatro Colón di Buenos Aires con la direzione di Riccardo Muti, con il quale mantiene una lunga collaborazione. Sempre con Muti è stata Susanna nelle Nozze di Figaro in tournée in Giapponecon i Wiener Philharmoniker; con Muti e la Chicago Symphony Orchestra ha fatto il suo debutto americano nei Carmina Burana di Orff al Millennium Park di Chicago e alla Carnegie Hall di New York.

Tra i suoi impegni più recenti, Liù nella Turandot al San Carlo di Napoli, Juliette nel Roméo et Juliette a Washington, Violetta nella Traviata alla Fenice di Venezia, Gilda nel Rigoletto all’Arena di Verona e al Metropolitan di New York, la Messa in do minore di Mozart all’Accademia di Santa Cecilia, Norina nel Don Pasquale ad Amburgo, ancora Liù all’Opera di Zurigo dove ha interpretato, oltre ad altri ruoli, anche Giulietta ne I Capuleti e i Montecchi.

Nel 2021 ha partecipato a Il suono della bellezza, “viaggio musicale” frutto di una collaborazione tra l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Daniele Gatti e la Galleria Borghese. Sempre per l’Opera di Roma è stata Gilda nel film-opera Rigoletto, ripreso dalla Rai al Circo Massimo con la direzione di Daniele Gatti e la regia di Damiano Michieletto.

Nel 2017 e nel 2021 ha partecipato ai Concerti di Capodanno del Teatro La Fenice di Venezia, diretti rispettivamente da Fabio Luisi e Daniel Harding. Nel 2015 ha inciso il suo primo CD, Musica e poesia. Nel 2018 ha registrato lo Stabat Mater di Rossini con la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks diretta da Howard Arman. Del 2021 è il DVD della Missa solemnis di Beethoven eseguita al Festival di Salisburgo con i Wiener Philharmoniker diretti da Riccardo Muti.

Fabio Centanni è nato a Roma e si è diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia nel 1992. Alla sua formazione hanno contribuito numerosi insegnanti, tra cui Sergio Perticaroli, Pavel Gililov, Michele Campanella, Franco Scala, Piernarciso Masi, Félix Ayo, Germaine Mounier, con i quali ha studiato presso l’Accademia Chigiana di Siena, la Sommerakademie del Mozarteum di Salisburgo, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Accademia Internazionale di Imola “Incontri col Maestro” e l’Accademia Musicale Pescarese. Dal 2001 al 2015 ha lavorato come pianista accompagnatore presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Dal 2006 al 2017 è stato pianista e collaboratore didattico di Renata Scotto al Santa Cecilia Opera Studio (2006-2015), al Renata Scotto Opera Program a Naples in Florida e in una masterclass all’Ópera de La Coruña (2017).

Dall’aprile 2006 all’aprile 2008 ha lavorato come maestro collaboratore presso la Deutsche Oper am Rhein di Düsseldorf-Duisburg, preparando numerose produzioni (L’elisir d’amore, Der fliegende Holländer, L’amore delle tre melarance, Falstaff, Otello, Tosca, Giulio Cesare, Carmina Burana, Lucia di Lammermoor, Faust, Un ballo in maschera, La bohème) ed esibendosi in diversi concerti. Nel dicembre 2012 ha lavorato presso il Grand Théâtre di Ginevra, accompagnando la produzione di Richard III di Giorgio Battistelli.

Ha svolto attività di vocal coach e docente presso diverse università e istituzioni internazionali, tra cui Estúdio Voce di Rio de Janeiro (2011-2017), Universidade Federal do Belo Horizonte (2016), Universidade Federal do Estado do Rio de Janeiro (2015), Casa da Cultura Brasília (2015), Conservatorio di Beirut (2013), Università Antonina di Beirut e Conservatorio di Sydney (2014).

Nel 2020 ha conseguito la Laurea magistrale in Musicologia presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Attualmente è docente del corso di Musica da camera presso il Conservatorio “Pierluigi da Palestrina” di Cagliari.

Wolfgang Amadeus Mozart

da Don Giovanni 
Don Ottavio, son morta!… Or sai chi l’onore

Haiyang Guo, tenore*

*Allievo dell’Accademia Teatro alla Scala

Gioachino Rossini

da Semiramide 
Bel raggio lusinghier

Gioachino Rossini

da Péchés de Vieillesse

Petit Caprice (Style Offenbach)


Gaetano Donizetti

da Lucia di Lammermoor 
Regnava nel silenzio

Prezzi: da 60 a 14 euro
Infotel 02 72 00 37 44

www.teatroallascala.org

Il recital sarà trasmesso in diretta su LaScalaTv

Teatro alla Scala, lunedì 25 marzo 2024 ~ ore 20, per Orchestre ospiti 2023/24 Coro ed orchestra del COLLEGIUM VOCALE GENT

COLLEGIUM VOCALE GENT

coro e orchestra

PHILIPPE HERREWEGHE

direttore

Johann Sebastian Bach

Matthäus-Passion BWV 244

Julian Prégardien, Evangelista,tenore

Florian Boesch, Gesù, basso

Dorothee Mields, Grace Davidson, soprani

Hugh Cutting, William Shelton, controtenori

Hugo Hymas, Benedict Hymas, tenori

Konstantin Krimmel, Dingle Yandell, bassi

Prezzi: da 110 a 18 euro

Infotel 02 72 00 37 44

www.teatroallascala.org

Registra il “tutto esaurito” il ritorno alla Scala della Passione secondo Matteo di Bach, lunedì 25 marzo, all’inizio della Settimana Santa, dopo dodici anni dall’ultima esecuzione scaligera.

La eseguono i complessi del Collegium Vocale Gent, che si esibiscono per la prima volta al Piermarini, diretti da Philippe Herreweghe.

Fondato nel 1970 a Gand su iniziativa del Maestro Herreweghe, il Collegium Vocale Gent è stato uno dei primi ensemble a utilizzare nuove idee sulla pratica esecutiva barocca nella musica vocale. La musica barocca tedesca – in particolare le opere vocali di Johann Sebastian Bach – è il suo fiore all’occhiello. Nel corso dei suoi oltre cinquant’anni di attività, l’ensemble ha eseguito fino a diciassette concerti consecutivi della Passione secondo Matteo.  

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Matthäus-Passion

Johann Sebastian Bach era Cantor a Lipsia da quattro anni e aveva già proposto un’ampia messe di musica. Eppure la Passione secondo Matteo presentava elementi di discontinuità. Innanzitutto, c’era un librettista, Christian Friedrich Henrici (detto Picander), che avrebbe firmato i testi di tante cantate bachiane. Poi, si coinvolgeva un organico doppio: doppio coro (oltre a quello dei soprani) e doppia orchestra animavano le celebrazioni alla Thomaskirche per quel Venerdì Santo. Persino le dimensioni della Passione erano “doppie”: oltre due ore e mezzo di musica durante le quali l’Evangelista ripercorreva le ultime ore di Cristo, dal Getsemani alla deposizione.

Per l’ascoltatore tanta grandiosità fu evidente sin dalla colossale architettura polifonica su cui si costruiva il corale d’apertura “Kommt, ihr Töchter, helft mir klagen”. Qui Bach combinava il verso di un corale luterano intonato dai soprani, con l’intervento dei credenti e delle Figlie di Sion. I corali, infatti, costituirono l’ossatura della Passione, ove compaiono sia nella loro forma a quattro parti, sia come interpolazioni di arie, o come cantus firmus di più ampi movimenti concertanti. Ma come già capitava nella Passione secondo Giovanni, anche qui Bach impegnò il coro anche per dar voce alle turbae, che intervengono violentemente nella narrazione insieme alle altre dramatis personae. Tra loro, Pietro, Giuda, i sacerdoti, Ponzio Pilato con la moglie, i testimoni, le ancelle e lo stesso Gesù, che però interviene sempre “incoronato” dalla voce dei violini. Si aggiungono gli ariosi e le arie, perle meditative che secondo un principio di azione/reazione fanno da contraltare alla narrazione di un Vangelo, quello di Matteo, che di per sé offre un’immagine estremamente umana di Gesù, che vediamo qui soffrire come uomo più che come figlio di Dio.

Ammirazione e timore hanno caratterizzato la storia di questi (quasi) tre secoli di Passione secondo Matteo. Mendelssohn per primo la ripropose nel 1829 a Berlino, ma vi tagliò buona parte dei recitativi. Busoni progettava portarla in scena nel 1921, ma avrebbe eliminato le arie, che “arrestano l’azione in modo indebito”. Lo stesso Teatro alla Scala ospitò solo due volte la Passione secondo Matteo: nel 1985, in una controversa messa in scena con la regia di Jurij Ljubimov e nel 2012, con Ruben Jais e la Filarmonica della Scala. Forse aveva ragione Hans Werner Henze, quando – riferendosi a Pier Paolo Pasolini – affermava che la Passione secondo Matteo, nella sua grandiosità, “perdona noi poveri diavoli e ci promette una nuova felicità, piange per noi con tutta l’anima”.

Maria Borghesi

Docente di Storia della musica al Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza

e Vicepresidente di JSBach.it – Società Bachiana Italiana

PHILIPPE HERREWEGHE

Nato a Gand, ha frequentato l’Università e il Conservatorio di Musica della sua città, studiando pianoforte con Marcel Gazelle. Ancora studente ha iniziato a dirigere e nel 1970 ha fondato il Collegium Vocale Gent. È stato invitato da Nikolaus Harnoncourt e Gustav Leonhardt, che avevano notato il suo lavoro innovativo, a partecipare alle loro registrazioni delle Cantate complete di Johann Sebastian Bach. Il suo approccio energico e autentico alla musica barocca è stato presto riconosciuto e apprezzato. Nel 1977 ha fondato a Parigi l’ensemble La Chapelle Royale. Dal 1982 al 2002 è stato direttore artistico delle Académies Musicales di Saintes. In questo periodo ha fondato diverse formazioni, con le quali ha realizzato interpretazioni storicamente appropriate e ben ponderate del repertorio che va dal Rinascimento alla musica contemporanea: tra queste, l’Ensemble Vocal Européen, specializzato in polifonia rinascimentale, e l’Orchestre des Champs-Élysées, fondata nel 1991 con l’obiettivo di eseguire il repertorio preromantico e romantico su strumenti originali. Dal 2009, con il Collegium Vocale Gent, lavora attivamente allo sviluppo di un grande coro sinfonico a livello europeo. Dal 2001 è direttore artistico dell’Accademia delle Crete Senesi, dal 2017 conosciuta come Festival Collegium Vocale Crete Senesi in Toscana.

Herreweghe è alla continua ricerca di nuove sfide musicali ed è stato molto attivo nell’esecuzione del grande repertorio sinfonico, da Beethoven a Stravinskij. Dal 1997 è legato all’Orchestra Sinfonica di Anversa come direttore sia principale sia ospite. È anche molto richiesto come direttore ospite da orchestre quali il Royal Concertgebouw di Amsterdam, il Gewandhaus di Lipsia, la Scottish Chamber Orchestra di Edimburgo e la Tonhalle Orchester di Zurigo. Nelle prossime stagioni ha in programma progetti con la Staatkapelle Dresden, i Wiener Symphoniker, la Kammerorchester di Basilea e la Cleveland Orchestra.

Nel corso degli anni ha realizzato 135 registrazioni con questi diversi ensemble; tra i suoi album di maggior successo, Lagrime di San Pietro di Orlando di Lasso, la Matthäus-Passion di Bach, l’integrale delle Sinfonie di Beethoven e Schumann, il ciclo di Lieder Des Knaben Wunderhorn di Mahler, la Sinfonia n. 5 di Bruckner, Pierrot lunaire di Schönberg e la Symphonie de Psaumes di Stravinskij. Le sue incisioni più recenti comprendono l’oratorio Christus am Ölberge di Beethoven, la Prima e la Terza Sinfonia di Schumann e Herz und Mund und Tat und Leben, un nuovo volume di cantate di Bach.

Ha ricevuto numerosi premi europei per il suo impegno artistico. Nel 1990 la stampa musicale europea lo ha nominato “Personalità musicale dell’anno”. Philippe Herreweghe e il Collegium Vocale Gent sono stati nominati “Ambasciatori culturali delle Fiandre” nel 1993. Nel 1994 il maestro è stato nominato Officier des Arts et Lettres dal governo belga e nel 1997 ha ricevuto un dottorato onorario dall’Università Cattolica di Lovanio. Nel 2003 è diventato Chevalier de la Légion d’Honneur e nel 2010 la Città di Lipsia gli ha conferito la Bach-Medaille per il suo grande servizio come interprete di Bach. Nel 2017 ha ricevuto un dottorato honoris causa dall’Università di Gand e nel 2021 gli è stato conferito il prestigioso Ultima, premio alla carriera per meriti culturali attribuito dal governo fiammingo.

Collegium Vocale Gent

Nel 2020 l’ensemble, fondato nel 1970 su iniziativa di Philippe Herreweghe insieme a un gruppo di compagni di studi all’Università di Gand, ha festeggiato il suo cinquantesimo anniversario. È stato uno dei primi ensemble a utilizzare nuove idee sulla pratica esecutiva barocca nella musica vocale. Il suo approccio autentico e orientato al testo gli ha conferito il suono pulito con cui ha ottenuto fama mondiale, esibendosi nelle principali sale da concerto e festival musicali in Europa, negli Stati Uniti, in Russia, Sud America, Giappone, Hong Kong e Australia. Dal 2017 l’ensemble gestisce il festival estivo Collegium Vocale Crete Senesi in Toscana.

Il suo ampio repertorio comprende una vasta gamma di brani di diversi periodi stilistici. Il suo più grande punto di forza è la capacità di dar vita a formazioni sempre differenti in base ai singoli progetti. Ad esempio, la musica del Rinascimento è eseguita da un piccolo gruppo di solisti; la musica barocca tedesca, in particolare le opere vocali di Johann Sebastian Bach, è il suo fiore all’occhiello. Un’altra specialità dell’ensemble è il repertorio dell’oratorio romantico, moderno e contemporaneo, eseguito con un coro sinfonico che comprende fino a ottanta cantanti.

Oltre a esibirsi con la propria orchestra, il Collegium Vocale Gent si esibisce con diversi ensemble strumentali storicamente informati, tra cui l’Orchestre des Champs-Élysées, la Freiburger Barockorchester e l’Akademie für Alte Musik Berlin. Collabora anche con importanti orchestre sinfoniche quali la Sinfonica di Anversa, l’Orchestra del Royal Concertgebouw di Amsterdam, la Budapest Festival Orchestra, la Staatskapelle Dresden e la Chamber Orchestra of Europe, con direttori del calibro di Ivor Bolton, Marcus Creed, Reindert de Leeuw, Iván Fischer, René Jacobs, Yannick Nézet-Séguin, Kaspars Putniņš, Jos van Immerseel, Paul van Nevel e James Wood.

Sotto la direzione di Philippe Herreweghe, l’ensemble ha realizzato più di cento registrazioni con musiche vocali di Bach, Beethoven, Brahms, Dvořák, Gesualdo e Haydn. Gli ultimi CD usciti comprendono Anima dolorosa, il quarto libro dei Madrigali di Claudio Monteverdi, l’oratorio Christus am Ölberge di Beethoven e Herz und Mund und Tat und Leben, un nuovo volume di cantate di Bach.

L’ensemble gode del sostegno finanziario della Comunità fiamminga, della Città di Gand e della Lotteria Nazionale del Belgio.

www.collegiumvocale.com

POÈME DE L’AMOUR ET DE LA MER – DON QUICHOTTE À DULCINÉE

DON QUICHOTTE

Musiche di Ernest Chausson, Maurice Ravel e Jacques Ibert

Cantanti e pianisti dell’Accademia di alto perfezionamento per cantanti lirici

dell’Opera Carlo Felice Genova

Teatro della Gioventù

Sabato 23 marzo 2024, ore 16.00

Il trittico Poème de l’amour et de la merDon Quichotte à DulcinéeDon Quichotte sarà in scena sabato 23 marzo alle ore 16.00, in replica domenica 24 marzo alle ore 16.00. Poème de l’amour et de la mer è un poema cantato per mezzosoprano e pianoforte di Ernest Chausson, composto tra il 1882 e il 1892 su testi dall’omonimo poema di matrice romantico-simbolista dello scrittore Maurice Bouchor. Suddiviso in due sezioni: La fleur des eaux e La mort de l’amour separate da un interludio, il poema si caratterizza per la forte impronta melodica e lirica.

Interpreti vocali saranno Giulia Alletto e Greta Carlino, al pianoforte Giuseppe Ottaviani.

Don Quichotte à Dulcinée, di Maurice Ravel, è un poema cantato per baritono e orchestra suddiviso in tre canzoni – Chanson romanesque, Chanson épique e Chanson à boire – composto tra il 1932 e il 1933. I testi di Paul Morand sono tre dediche che Don Chisciotte rivolge all’amata Dulcinea. Sul piano musicale, la ricerca di Ravel approfondisce la musica popolare iberica, della quale elabora ritmi e motivi.

Con i baritoni Gianpiero Delle GrazieWillingerd Gimenez e i pianisti Mattia Torriglia e Giuseppe Ottaviani. Don Quichotte, di Jacques Ibert, è una raccolta di quattro canzoni (Chanson du départ, Chanson à Dulcinée, Chanson du Duc e Chanson de la mort)composta nel 1933 per l’omonimo film musicale di Georg Wilhelm Pabst. I testi sono di Pierre de Ronsard e Alexandre Arnoux.

Anche in questo caso, protagonista è l’eroe di Cervantes, che si rivolge alla sua amata e al fedele Sancho Panza. Interpreti vocali saranno i bassi Antonino Arcilesi e Davide Sabatino, con Mattia Torriglia e Giuseppe Ottaviani al pianoforte.

L’Accademia di alto perfezionamento e inserimento professionale per cantanti lirici dell’Opera Carlo Felice Genova, nata nel 2020, rappresenta il punto di congiunzione tra la fine del percorso accademico dei giovani cantanti e il loro inserimento nel difficile mondo del Teatro musicale. La direzione artistica è affidata a Francesco Meli che ha fatto tesoro della sua esperienza teatrale, definendo le linee guida dell’insegnamento che vertono su lezioni individuali quotidiane di tecnica, interpretazione vocale e teatrale. I ragazzi, dopo una pubblica selezione e attraverso un’esperienza immersiva di studio di oltre tre mesi, sono pronti al grande debutto sul palcoscenico dell’Opera Carlo Felice. La Direzione del Teatro, infatti, programma ogni anno l’ultimo titolo della stagione, attribuendo tutti i ruoli di un’opera lirica ai talenti dell’Accademia. In questo percorso di studio, con il coordinamento di Serena Gamberoni e sotto la direzione musicale di Davide Cavalli, i giovani cantanti partecipano alle masterclass tenute ogni anno dai più grandi nomi di riferimento del panorama lirico internazionale come Leo Nucci, Michele Pertusi, Elisabeth Norberg Schulz, Riccardo Zanellato, Rosa Feola, Chris Merritt, Roberto de Candia. Nella Stagione 2023-2024 l’Accademia giunge alla sua quarta edizione.

Biglietti

Intero: 10,00 euro

Under 30: 5,00 euro

Per ulteriori informazioni: www.operacarlofelicegenova.it

Orari di apertura della Biglietteria al Teatro della Gioventù

Per gli spettacoli con inizio alle ore 11.00, apertura dalle ore 10.00 alle ore 12.30
Per gli spettacoli con inizio alle ore 20.00, apertura dalle ore 18.00 alle ore 20.30
Per gli spettacoli con inizio alle ore 16.00, apertura dalle ore 14.00 alle ore 16.30
Per gli spettacoli in replica alle ore 16.00 e alle ore 20.00, apertura dalle ore 14.00 alle ore 20.30

Biglietteria del Teatro Carlo Felice

Galleria Cardinale Siri, 6
16121 GENOVA
Telefono +39 010 5381.433-399
e-mail: biglietteria@carlofelice.it

Per i gruppi è attivo l’indirizzo gruppi@vivaticket.com a cui rivolgersi per le prenotazioni e l’acquisto di biglietti della nostra Stagione.

Orari

Da lunedì al sabato, dalle ore 9.30 alle ore 19.00.
Spettacoli serali: apertura un’ora prima dell’inizio, chiusura 15 minuti dopo l’inizio.
Spettacoli pomeridiani o serali di domenica: apertura due ore prima dell’inizio, chiusura 15 minuti dopo l’inizio.