Tosca di Giacomo Puccini torna attesissima al Teatro Carlo Felice di Genova

Passione, potere e tragedia in uno allestimento ispirato alla prima romana del 1900 con le scene e i costumi di Hohenstein

Nel personaggio ideato da Sardou si alternano Anastasia Bartoli, Carmen Giannattasio e Valentina Boi, con accanto Giorgio Berrugi e Carlo Ventre come Cavaradossi

Sul podio Giuseppe Finzi e regia di Alessandro Talevi ripresa da Anna Maria Bruzzese

Genova, Teatro Carlo Felice

Tosca 10-11-12 aprile / 17-18-19 aprile 2026

Introduzione all’ascolto Sala Paganini da 45’ prima dell’inizio di ogni recita

È l’opera-simbolo del Novecento, avendo debuttato a Roma il 14 gennaio del nuovo secolo: Tosca di Giacomo Puccini torna in scena attesissima al Teatro Carlo Felice per la Stagione 2025-2026 da venerdì 10 aprile, per due weekend.

Il capolavoro del compositore toscano sarà proposto in un allestimento del Teatro dell’Opera di Roma ispirato ai bozzetti originali delle scene e ai figurini dei costumi firmati da Adolf Hohenstein per la prima rappresentazione del 1900, frutto di un attento lavoro di ricostruzione compiuto dai laboratori di scene e sartoria del Teatro della Capitale circa dieci anni fa, che è stato inoltre proposto in una importante ripresa televisiva RAI lo scorso mese di novembre. La regia è firmata da Alessandro Talevi, ripresa da Anna Maria Bruzzese, le luci sono di Vinicio Cheli. Il lavoro restituisce il fascino della tradizione pittorica del teatro all’italiana, attraverso scenografie dipinte, prospettive architettoniche e una cura minuziosa dei dettagli che superano l’intento restaurativo per farsi rilettura consapevole della tradizione, in dialogo con lo sguardo contemporaneo per valorizzare di forme del patrimonio storico tipiche del teatro musicale. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice salirà Giuseppe Finzi, alla guida anche del Coro e del Coro di voci bianche della Fondazione, preparati rispettivamente da Claudio Marino Moretti e Gino Tanasini.

Il cast riunisce interpreti di rilievo internazionale: nel personaggio del titolo si alterneranno Anastasia Bartoli (10 e 12 aprile), Carmen Giannattasio (17 e 19 aprile) e Valentina Boi (11 e 18 aprile); Mario Cavaradossi avrà la voce di Giorgio Berrugi (10, 12, 17 e 19 aprile) e Carlo Ventre (11 e 18 aprile), mentre il barone Scarpia sarà interpretato da Lucas Meachem (10, 12, 17 e 19 aprile) e Ivan Inverardi (11 e 18 aprile). Completano il cast, tra gli altri, Luca Tittoto e John Paul Huckle (Angelotti), Fabio Maria Capitanucci (Sagrestano), Manuel Pierattelli (Spoletta), Franco Cerri (Sciarrone) e Loris Purpura e Roberto Conti (Carceriere).

Questo il calendario delle recite: venerdì 10 aprile (ore 20, Turno A), sabato 11 aprile (ore 20 FA2), domenica 12 aprile (ore 15 Turno C), venerdì 17 aprile (ore 20 Turno B), sabato 18 aprile (ore 17 FA2) e domenica 19 aprile (ore 15 Turno F).

«Tosca – dichiara il Sovrintendente Michele Galli – è uno dei titoli che meglio rappresentano la forza del teatro musicale nel suo rapporto diretto con il pubblico. È un’opera che unisce temi politici, grandi sentimenti, ideali e profondità, capace di parlare a tutti con un linguaggio teatrale potentissimo. Riproporla oggi in un allestimento che guarda alle sue origini, significa valorizzare la storia del teatro italiano e al tempo stesso restituire al pubblico un’esperienza autentica. È anche simbolo del percorso che il Teatro Carlo Felice sta portando avanti: coniugare grande repertorio, qualità artistica e attenzione alla memoria, mantenendo vivo il dialogo con il presente e con le nuove generazioni».

La regia si concentra dunque sulla dimensione psicologica dei personaggi, mettendo in luce la complessità delle relazioni e la sottile ambiguità che attraversa il dramma, al di là della sua apparente immediatezza. «Esiste un livello di dettaglio, un sottotesto e un’ambiguità sofisticata nella scrittura delle scene centrali di Tosca che è paragonabile alla finezza di opere come Pelléas et Mélisande», osserva il regista Alessandro Talevi. «Il duetto degli amanti nell’atto primo con il suo mix di chimica erotica, sospetto e bugie bianche; il terrificante metodo di pressione psicologica di Scarpia e la sua capacità di passare immediatamente da gentiluomo a psicopatico nel suo incontro con Tosca nell’atto secondo; la vaga ed evanescente scena finale tra Tosca e Cavaradossi sicuramente più fedele alla realtà di un epico duetto d’amore, che alcuni dei detrattori di Puccini si aspettavano nel 1900. La sfida per un regista di Tosca è rivelare queste sottigliezze drammatiche a un cast di cantanti in continuo cambiamento, i quali spesso hanno interpretato quel ruolo centinaia di volte in altre produzioni, per non parlare del pubblico che potrebbe aver visto tante di quelle recite! […] Ciascun cantante porta il proprio talento drammatico e la propria esperienza, nonché particolari qualità vocali e abilità tecniche. Per questo trovo molto utile riportare i cantanti al testo, alle motivazioni che stanno dietro alla sapiente architettura pucciniana, così da riscoprire la sincerità e la ragione di ogni azione drammatica in scena».

Ambientata nella Roma del giugno 1800, Tosca racconta una vicenda che si consuma nell’arco di poche ore, tra passioni amorose, intrighi politici e violenza. La cantante Floria Tosca, il pittore Mario Cavaradossi e il capo della polizia Scarpia sono i protagonisti di un dramma serrato, in cui il potere si intreccia con il desiderio e l’amore si trasforma in ossessione. La vicenda si apre nella chiesa di Sant’Andrea della Valle, prosegue nel Palazzo Farnese e si conclude tragicamente a Castel Sant’Angelo, in un susseguirsi di scene rapide e quasi cinematografiche che rappresentano uno degli elementi più visionari e profetici dell’opera. Fin dalla sua prima rappresentazione del 14 gennaio 1900, al Teatro Costanzi di Roma, Tosca si impose come opera capace di intercettare il clima storico e culturale del tempo: una società attraversata da tensioni politiche e sociali oltre che da una nuova sensibilità teatrale, più diretta e realistica.

Dal punto di vista musicale, Tosca segna una tappa fondamentale nello sviluppo del linguaggio pucciniano. La scrittura si fa essenziale, incisiva, costruita su una continua aderenza tra parola e musica, con un uso raffinato del leitmotiv e una forte caratterizzazione dei personaggi attraverso il colore orchestrale. La tensione drammatica attraversa tutta la partitura, culminando in alcune delle pagine più celebri dell’opera lirica: “Recondita armonia”, “Vissi d’arte”, “E lucevan le stelle”. Ma è l’intero tessuto musicale a restituire la complessità dei rapporti tra i protagonisti, in un continuo gioco tra verità e menzogna, desiderio e potere, in cui ogni dettaglio contribuisce alla narrazione.

In occasione della messa in scena di Tosca, torna anche Navigare Insieme, il nuovo progetto di accessibilità, pensato per rendere l’esperienza dell’opera lirica ancora più aperta, inclusiva e condivisa. “Navigare Insieme” nasce dalla volontà di riconoscere il diritto di tutte le persone a partecipare pienamente alla vita culturale, rafforzando il ruolo del Carlo Felice come luogo accogliente e accessibile da parte di tutta la comunità. L’iniziativa si rivolge in particolare alle principali aree di disabilità – motorie, sensoriali, intellettive e alle neurodivergenze – e si fonda su un percorso di co-progettazione con le associazioni del territorio, coinvolte fin dalle prime fasi come interlocutori attivi nella definizione dei bisogni e delle soluzioni.

Per Tosca saranno attivati alcuni servizi di accessibilità testati a gennaio con Il trovatore, tra cui mappe tattili e contenuti audio sul sito operacarlofelice.it per persone cieche e ipovedenti; audiodescrizione dello spettacolo tramite sistemi digitali in fase di test; traduzione in LIS e sottotitoli per persone sorde e ipoudenti; schede dell’opera in linguaggio Easy to Read; percorsi multisensoriali pre-spettacolo e possibilità di accesso anticipato al Teatro, per favorire un’esperienza più autonoma e consapevole.

Per la recita di sabato 18 aprile sono in corso le prenotazioni per due gruppi di persone sorde, ipoudenti, cieche e ipovedenti che, un’ora prima dello spettacolo, potranno partecipare a un’attività condivisa di presentazione dell’opera e della produzione. Durante la rappresentazione, due interpreti LIS – Jenny Costa e Titta Arpe – si alterneranno raccontando dal vivo l’opera al pubblico con disabilità uditive.

«Sono davvero felice ed entusiasta che il progetto prosegua con una nuova opera» – racconta Noemi Zerbone, ideatrice del progetto di accessibilità per la realtà della disabilità visiva e referente della formazione per il Consiglio regionale UICI Liguria – «Abbiamo lavorato con passione e impegno a questo progetto, rendendo accessibile a tutte le persone con disabilità visiva un’opera straordinaria come Tosca. Ci siamo concentrati su diversi aspetti, ragionando su un progetto di più ampio respiro, che non si soffermasse solo sull’opera stessa. Le persone con disabilità visiva, infatti, saranno accolte da personale formato, avranno la possibilità di toccare con mano gli oggetti e i costumi di scena, di fruire di numerosi contenuti accessibili pubblicati sul sito del teatro e, infine, potranno godere dello spettacolo attraverso un’audiodescrizione dal vivo, che consentirà loro di non perdersi nulla di ciò che accadrà sul palcoscenico. Questo, per noi, è motivo di grande orgoglio e credo che possa essere uno stimolo per molte altre realtà, sia del mondo dello spettacolo sia di altri settori».

Con questo progetto, la Fondazione Teatro Carlo Felice conferma quindi il proprio impegno verso una cittadinanza culturale inclusiva, nella convinzione che l’accessibilità non sia un servizio aggiuntivo, ma una dimensione essenziale della qualità artistica e civile del teatro contemporaneo.

Sempre per Tosca il Teatro Carlo Felice porta avanti il consueto percorso di divulgazione articolato nei consueti due incontri di presentazione al Teatro Auditorium Eugenio Montale (già avvenuti) e poi non mancano le introduzioni all’ascolto di circa 30 minuti che gli spettatori delle singole recite potranno seguire in Sala Paganini, da 45 minuti prima dell’inizio, a cura degli allievi del Conservatorio “Niccolò Paganini” con il coordinamento di Federico Pupo direttore artistico del Carlo Felice.

venerdì 10 aprile 2026, ore 20 Turno A

sabato 11 aprile 2026, ore 20 Turno FA2

domenica 12 aprile 2026, ore 15 Turno C

venerdì 17 aprile 2026, ore 20 Turno B

sabato 18 aprile 2026, ore 17 Turno FA2

domenica 19 aprile 2026, ore 15 Turno F

TOSCA

Melodramma in tre atti

Musica di Giacomo Puccini

Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica dal dramma omonimo di Victorien Sardou

Direttore Giuseppe Finzi

Regia Alessandro Talevi ripresa da Anna Maria Bruzzese

Scene e costumi Adolf Hohenstein

Luci Vinicio Cheli

Floria Tosca Anastasia Bartoli (10, 12) / Carmen Giannattasio (17, 19) / Valentina Boi (11, 18)

Mario Cavaradossi Giorgio Berrugi (10, 12, 17, 19) / Carlo Ventre (11, 18)

Il Barone Scarpia Lucas Meachem (10, 12, 17, 19) / Ivan Inverardi (11, 18)

Cesare Angelotti LucaTittoto (10, 12, 17, 19) / John Paul Huckle (11, 18)

Il Sagrestano Fabio Maria Capitanucci

Spoletta Manuel Pierattelli

Sciarrone Franco Cerri

Un carceriere Loris Purpura (10, 12, 17, 19) / Roberto Conti (11, 18)

Un pastorello Angelica Battarino / Maria Guano / Zeno Gregorio Nigido

Orchestra, Coro, Coro di voci bianche della Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova

Maestro del coro Claudio Marino Moretti

Maestro del coro di voci bianche Gino Tanasini

Allestimento del Teatro dell’Opera di Roma

Costo dei biglietti

Biglietti da 15 a 100 euro / riduzioni Under18 – Over60 e disabili

Per le attività del 18 aprile (Biglietti per persone con +75% di disabilità e relativi accompagnatori): Palchi e fila 32: € 30 – Secondo settore: € 37,50

Biglietterie

Teatro Carlo Felice Galleria Cardinal Siri 6 – 16121 Genova

Apertura da lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 19.00.

Per gli spettacoli serali o i concerti la domenica mattina l’apertura è un’ora prima dell’inizio e la chiusura 15 minuti

dopo l’inizio.

Per gli spettacoli pomeridiani o serali di domenica l’apertura è due ore prima dell’inizio e la chiusura

15 minuti dopo l’inizio.

Teatro Della Gioventù Via Cesarea 16 – 16121 Genova

Consultare il sito per i periodi e gli orari di apertura

Biglietteria on-line vivaticket.com (biglietto@printhome)

Informazioni Teatro Carlo Felice

Telefono +39 010 5381.433 oppure +39 010 5381.399 e-mail: biglietteria@carlofelice.it

LA WALLY, CAPOLAVORO DI CATALANI, IN SCENA AL TEATRO FILARMONICO DOPO OLTRE UN SECOLO

Un’intensa storia d’amore e conflitti tra le nevi delle Alpi, per grandi voci e un’orchestrazione raffinatissima: nello spettacolo di Nicola Berloffa, diversi debutti con i complessi artistici areniani diretti da Antonio Pirolli

Giovedì 13 febbraio alle 18, nella Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica, La Wally viene presentata al pubblico in un incontro gratuito con il giornalista e critico Giovanni Gavazzeni

LA WALLY

di Alfredo Catalani

domenica 16 febbraio ore 15.30

mercoledì 19 febbraio ore 19.00

venerdì 21 febbraio ore 20.00

domenica 23 febbraio ore 15.30

Teatro Filarmonico di Verona

La Wally, capolavoro operistico di Alfredo Catalani del 1892, torna a Verona dopo oltre un secolo. Domenica 16 febbraio, alle ore 15.30, al Teatro Filarmonico va in scena una rarità. L’opera, prediletta da Toscanini, Mahler e Renata Tebaldi, richiede voci impavide e una grande orchestra in grado di dipingere una vicenda di forti emozioni all’ombra delle Alpi tirolesi, fra amori contrastati e paesaggi nevosi. L’allestimento del regista Nicola Berloffa per i teatri emiliani arriva a Verona con le scene di Fabio Cherstich, i costumi di Valeria Donata Bettella e le luci di Valerio Tiberi, per interpreti quali Carlo Ventre, Youngjun Park, Eleonora Bellocci, Gabriele Sagona, Marianna Mappa, Romano Dal Zovo. Nel ruolo della protagonista si alternano Eunhee Maggio e Monica Zanettin. Alla guida di Orchestra e Coro di Fondazione Arena, il direttore Antonio Pirolli, già applaudito anche in Arena. Repliche mercoledì 19 febbraio alle 19, venerdì 21 alle 20, domenica 23 alle 15.30.

La Wally è l’ultima e più compiuta opera dello sfortunato ma talentuoso Alfredo Catalani, lucchese come Puccini e di lui quasi coetaneo: formatosi tra la Parigi di fine ‘800 e i salotti scapigliati di Milano, conquistò la fiducia dell’editore Ricordi e la stima di molti contemporanei. Maestro nel creare paesaggi sonori e raffinate elegie strumentali, affidò al librettista Luigi Illica la riduzione di un romanzo di forti passioni di Wilhelmine von Hillern, che sarebbe diventato La Wally, data alla Scala nel 1892 con buon successo. Ma nell’arco di pochi mesi sarebbero arrivati il primo capolavoro maturo di Puccini, quello estremo di Verdi, la concorrenza dei primi astri del Verismo, schiacciando molte opere nuove fin quasi all’oblio. Nel 1893 Catalani sarebbe morto di tisi, appena trentanovenne. Amico e sostenitore, Arturo Toscanini, massimo direttore d’orchestra, con il collega-rivale Gustav Mahler condivideva l’ammirazione per quest’opera (tanto da chiamare due figli Wally e Walter). Opera di grandi voci e orchestre duttili, è stata soggetto di uno dei primi film sonori italiani (1932) e cavallo di battaglia di artiste quali Maria Caniglia, Gina Cigna e Renata Tebaldi, prima di sparire quasi completamente dalle scene italiane. Ma almeno un’aria è rimasta scolpita nella storia e interpretata da primedonne di ogni tempo, quel Ebben ne andrò lontana in cui il velluto di un’orchestra che ricrea le montagne innevate avvolge la volontà di ferro di Wally, disposta all’esilio pur di non piegarsi a un matrimonio combinato.

La storia si svolge nel villaggio tirolese di Sölden: Gellner vorrebbe sposare Wally e si accorda col di lei padre, Stromminger. Ma il cuore di Wally batte in realtà per Hagenbach e, se non potrà sposare chi ama, sceglierà piuttosto l’esilio. Un anno dopo, torna in paese dopo la morte del padre: nella taverna di Afra, che nel frattempo si è fidanzata proprio con Hagenbach, viene da lui ingannata e derisa di fronte a tutti, nella danza del bacio. Umiliata e offesa, Wally per vendetta si promette all’odiato Gellner, in cambio della morte di Hagenbach. Un delitto di cui si pente appena in tempo: in tale situazione estrema, anche Hagenbach capisce di corrispondere l’amore di lei. Ma su di loro incombe sempre la montagna, con le sue tempeste e le pericolose valanghe. Tra le modernità drammaturgiche e tecniche de La Wally c’è anche la creazione di due scene in contemporanea, uno split-screen cinematografico che mostra interno ed esterno, tormenti privati e celebrazioni pubbliche. 

La produzione in scena al Teatro Filarmonico dal 16 al 23 febbraio riprende lo spettacolo di Nicola Berloffa ideato per Piacenza, Modena, Reggio Emilia e Lucca, che nel 2017 andò a colmare un silenzio di trent’anni dall’ultima messinscena italiana. A Verona l’ultima volta de La Wally fu addirittura nel 1920: le quattro rappresentazioni sono un’occasione imperdibile per ogni appassionato d’opera e curioso, per scoprire un capolavoro del teatro musicale di fine ‘800 ingiustamente dimenticato. Tra le ragioni della rarità del titolo vi è sicuramente l’impegno richiesto alle voci principali: protagonista sarà il soprano coreano Eunhee Maggio (16, 19, 23/2), cui si alterna Monica Zanettin il 21/2. Non da meno la parte del tenore, che è l’areniano Carlo Ventre nei panni di Hagenbach, e del rivale baritono, che è Youngjun Park quale Gellner. Il padre di Wally, Strimminger, è il basso Gabriele Sagona, anch’egli più volte applaudito a Verona, così come Marianna Mappa quale Afra, Eleonora Bellocci nel ruolo en-travesti del giovane amico Walter, eccezionalità musicale per l’epoca, e Romano Dal Zovo quale Pedone. Fondamentale in quest’opera è l’apporto dell’Orchestra di Fondazione Arena che, con il Coro preparato da Roberto Gabbiani, è chiamata a dipingere emozioni e paesaggi con varietà dinamica e timbrica sconosciute a molti coevi di Catalani. Sul podio dirige il maestro romano Antonio Pirolli,apprezzato anche a Verona tanto in Anfiteatro quanto al Filarmonico per l’ampio repertorio sinfonico e operistico.  

La Wally è il secondo titolo della Stagione Lirica 2025, ricca di capolavori rari e titoli in prima esecuzione assoluta al Teatro Filarmonico: è ancora possibile acquistare nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni recita, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

La Stagione artistica 2025 punta a coinvolgere la città e le diverse realtà associative nella programmazione celebrativa dedicata ai 50 anni del Teatro Filarmonico. Vista l’ambientazione e il tema predominante della montagna entro cui si sviluppano le vicende in scena, Fondazione Arena ha pensato, quindi, di riservare agli iscritti CAI e agli abbonati del Film Festival della Lessinia uno speciale biglietto d’ingresso a 15 euro per le repliche di mercoledì 19 febbraio, ore 19, e di venerdì 21 febbraio, ore 20. Gli interessati, presentando la tessera associativa in biglietteria, avranno accesso alla scontistica riservata.

BCC Veneta si conferma main sponsor della Stagione Artistica 2025 di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico.

INCONTRO DI APPROFONDIMENTO APERTO AL PUBBLICO

Dopo il successo del primo appuntamento nella nuova sede, torna l’incontro gratuito di approfondimento, che precede la messa in scena di ogni opera in cartellone, con i grandi nomi della critica musicale nazionale. In collaborazione con l’Accademia Filarmonica di Verona, giovedì 13 febbraio alle 18 nella prestigiosa Sala Veranda (via Mutilati 4), il giornalista e critico musicale Giovanni Gavazzeni, anche autore del programma di sala, presenterà La Wally, offrendo al pubblico una lettura e una introduzione all’opera. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI

La programmazione 2025 di Arena Young comprende spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie, a cominciare dall’Anteprima riservata a studenti e giovani che potranno assistere alla prova generale di venerdì 14 febbraio alle ore 16, preceduta da una presentazione dedicata alle ore 14.30.

Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà partecipare alle rappresentazioni infrasettimanali al Filarmonico partecipando al Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana, mercoledì 19 febbraio alle ore 18 e venerdì 21 febbraio alle ore 19.

Info e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole scuola@arenadiverona.it – tel. 045 8051933.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA

Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO

Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo

Tel 045 8002880

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 8005151

www.arena.it

Punti vendita TicketOne.it

LA WALLY, CAPOLAVORO DI CATALANI, IN SCENA AL TEATRO FILARMONICO DOPO OLTRE UN SECOLO

Per la prima volta a Verona dal 1920, quattro recite dal 16 al 23 febbraio

Un’intensa storia d’amore e conflitti tra le nevi delle Alpi, per grandi voci e un’orchestrazione raffinatissima: nello spettacolo di Nicola Berloffa, diversi debutti con i complessi artistici areniani diretti da Antonio Pirolli

Giovedì 13 febbraio alle 18, nella Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica, La Wally viene presentata al pubblico in un incontro gratuito con il giornalista e critico Giovanni Gavazzeni.

La Wally, capolavoro operistico di Alfredo Catalani del 1892, torna a Verona dopo oltre un secolo. Domenica 16 febbraio, alle ore 15.30, al Teatro Filarmonico va in scena una rarità. L’opera, prediletta da Toscanini, Mahler e Renata Tebaldi, richiede voci impavide e una grande orchestra in grado di dipingere una vicenda di forti emozioni all’ombra delle Alpi tirolesi, fra amori contrastati e paesaggi nevosi. L’allestimento del regista Nicola Berloffa per i teatri emiliani arriva a Verona con le scene di Fabio Cherstich, i costumi di Valeria Donata Bettella e le luci di Valerio Tiberi, per interpreti quali Carlo Ventre, Youngjun Park, Eleonora Bellocci, Gabriele Sagona, Marianna Mappa, Romano Dal Zovo. Nel ruolo della protagonista si alternano Eunhee Maggio e Monica Zanettin. Alla guida di Orchestra e Coro di Fondazione Arena, il direttore Antonio Pirolli, già applaudito anche in Arena. Repliche mercoledì 19 febbraio alle 19, venerdì 21 alle 20, domenica 23 alle 15.30.

La Wally è l’ultima e più compiuta opera dello sfortunato ma talentuoso Alfredo Catalani, lucchese come Puccini e di lui quasi coetaneo: formatosi tra la Parigi di fine ‘800 e i salotti scapigliati di Milano, conquistò la fiducia dell’editore Ricordi e la stima di molti contemporanei. Maestro nel creare paesaggi sonori e raffinate elegie strumentali, affidò al librettista Luigi Illica la riduzione di un romanzo di forti passioni di Wilhelmine von Hillern, che sarebbe diventato La Wally, data alla Scala nel 1892 con buon successo. Ma nell’arco di pochi mesi sarebbero arrivati il primo capolavoro maturo di Puccini, quello estremo di Verdi, la concorrenza dei primi astri del Verismo, schiacciando molte opere nuove fin quasi all’oblio. Nel 1893 Catalani sarebbe morto di tisi, appena trentanovenne. Amico e sostenitore, Arturo Toscanini, massimo direttore d’orchestra, con il collega-rivale Gustav Mahler condivideva l’ammirazione per quest’opera (tanto da chiamare due figli Wally e Walter).

Opera di grandi voci e orchestre duttili, è stata soggetto di uno dei primi film sonori italiani (1932) e cavallo di battaglia di artiste quali Maria Caniglia, Gina Cigna e Renata Tebaldi, prima di sparire quasi completamente dalle scene italiane. Ma almeno un’aria è rimasta scolpita nella storia e interpretata da primedonne di ogni tempo, quel Ebben ne andrò lontana in cui il velluto di un’orchestra che ricrea le montagne innevate avvolge la volontà di ferro di Wally, disposta all’esilio pur di non piegarsi a un matrimonio combinato.

La storia si svolge nel villaggio tirolese di Sölden: Gellner vorrebbe sposare Wally e si accorda col di lei padre, Stromminger. Ma il cuore di Wally batte in realtà per Hagenbach e, se non potrà sposare chi ama, sceglierà piuttosto l’esilio. Un anno dopo, torna in paese dopo la morte del padre: nella taverna di Afra, che nel frattempo si è fidanzata proprio con Hagenbach, viene da lui ingannata e derisa di fronte a tutti, nella danza del bacio. Umiliata e offesa, Wally per vendetta si promette all’odiato Gellner, in cambio della morte di Hagenbach. Un delitto di cui si pente appena in tempo: in tale situazione estrema, anche Hagenbach capisce di corrispondere l’amore di lei. Ma su di loro incombe sempre la montagna, con le sue tempeste e le pericolose valanghe. Tra le modernità drammaturgiche e tecniche de La Wally c’è anche la creazione di due scene in contemporanea, uno split-screen cinematografico che mostra interno ed esterno, tormenti privati e celebrazioni pubbliche.

La produzione in scena al Teatro Filarmonico dal 16 al 23 febbraio riprende lo spettacolo di Nicola Berloffa ideato per Piacenza, Modena, Reggio Emilia e Lucca, che nel 2017 andò a colmare un silenzio di trent’anni dall’ultima messinscena italiana. A Verona l’ultima volta de La Wally fu addirittura nel 1920: le quattro rappresentazioni sono un’occasione imperdibile per ogni appassionato d’opera e curioso, per scoprire un capolavoro del teatro musicale di fine ‘800 ingiustamente dimenticato. Tra le ragioni della rarità del titolo vi è sicuramente l’impegno richiesto alle voci principali: protagonista sarà il soprano coreano Eunhee Maggio (16, 19, 23/2), cui si alterna Monica Zanettin il 21/2.

Non da meno la parte del tenore, che è l’areniano Carlo Ventre nei panni di Hagenbach, e del rivale baritono, che è Youngjun Park quale Gellner. Il padre di Wally, Strimminger, è il basso Gabriele Sagona, anch’egli più volte applaudito a Verona, così come Marianna Mappa quale Afra, Eleonora Bellocci nel ruolo en-travesti del giovane amico Walter, eccezionalità musicale per l’epoca, e Romano Dal Zovo quale Pedone.

Fondamentale in quest’opera è l’apporto dell’Orchestra di Fondazione Arena che, con il Coro preparato da Roberto Gabbiani, è chiamata a dipingere emozioni e paesaggi con varietà dinamica e timbrica sconosciute a molti coevi di Catalani.

Sul podio dirige il maestro romano Antonio Pirolli, apprezzato anche a Verona tanto in Anfiteatro quanto al Filarmonico per l’ampio repertorio sinfonico e operistico. 

La Wally è il secondo titolo della Stagione Lirica 2025, ricca di capolavori rari e titoli in prima esecuzione assoluta al Teatro Filarmonico: è ancora possibile acquistare nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni recita, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

La Stagione artistica 2025 punta a coinvolgere la città e le diverse realtà associative nella programmazione celebrativa dedicata ai 50 anni del Teatro Filarmonico. Vista l’ambientazione e il tema predominante della montagna entro cui si sviluppano le vicende in scena, Fondazione Arena ha pensato, quindi, di riservare agli iscritti CAI e agli abbonati del Film Festival della Lessinia uno speciale biglietto d’ingresso a 15 euro per le repliche di mercoledì 19 febbraio, ore 19, e di venerdì 21 febbraio, ore 20. Gli interessati, presentando la tessera associativa in biglietteria, avranno accesso alla scontistica riservata.

BCC Veneta si conferma main sponsor della Stagione Artistica 2025 di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico.

INCONTRO DI APPROFONDIMENTO APERTO AL PUBBLICO

Dopo il successo del primo appuntamento nella nuova sede, torna l’incontro gratuito di approfondimento, che precede la messa in scena di ogni opera in cartellone, con i grandi nomi della critica musicale nazionale. In collaborazione con l’Accademia Filarmonica di Verona, giovedì 13 febbraio alle 18 nella prestigiosa Sala Veranda (via Mutilati 4), il giornalista e critico musicale Giovanni Gavazzeni, anche autore del programma di sala, presenterà La Wally, offrendo al pubblico una lettura e una introduzione all’opera. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI

La programmazione 2025 di Arena Young comprende spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie, a cominciare dall’Anteprima riservata a studenti e giovani che potranno assistere alla prova generale di venerdì 14 febbraio alle ore 16, preceduta da una presentazione dedicata alle ore 14.30.

Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà partecipare alle rappresentazioni infrasettimanali al Filarmonico partecipando al Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana, mercoledì 19 febbraio alle ore 18 e venerdì 21 febbraio alle ore 19.

Info e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole scuola@arenadiverona.it – tel. 045 8051933.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo

Tel. 045 8002880

biglietteria@arenadiverona.it

Call center +39 045 8005151

www.arena.it

Punti vendita TicketOne.it

Madama Butterfly, capolavoro di Giacomo Puccini, va in scena in un affascinante allestimento e chiude la Stagione lirica e di balletto 2024

Venerdì 28 giugno alle 20.30 (turno A), per la Stagione lirica e di balletto 2024 del Teatro Lirico di Cagliari, va in scena il quinto ed ultimo appuntamento: Madama Butterfly, tragedia giapponese in tre atti su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, dal racconto Madame Butterfly di John Luther Long e dal dramma Madame Butterfly di David Belasco, su musica di Giacomo Puccini (Lucca, 1858 – Bruxelles, 1924).

La Stagione lirica e di balletto si conclude quindi nei mesi estivi, a favore del pubblico di abbonati e dei numerosissimi turisti presenti nell’Isola, con un gradito ritorno, a distanza di tre anni dall’ultima rappresentazione (marzo 2021, in diretta televisiva e in streaming durante il lockdown) e sei dall’ultima con il pubblico in sala.

È il secondo dei due omaggi, dopo Tosca, che il Teatro Lirico di Cagliari rivolge alla memoria del maestro Giacomo Puccini, in occasione del Centenario della sua scomparsa.

L’affascinante allestimento originale arriva dal Teatro alla Scala (dove è andato in scena, per la prima volta, nel dicembre 1985/gennaio 1986 e poi fino al 2006-2007 per altre sei volte) ed attualmente è di proprietà del Teatro Lirico di Cagliari: si tratta di una messinscena di essenziale semplicità, con precisi riferimenti storici della tradizione nipponica, moderna, sobria e nel totale rispetto del dettato pucciniano che a Cagliari è firmata per la regia da Daniela Zedda da un’idea di Keita Asari, illustre regista cinematografico e teatrale nipponico (Tokyo, 1933-2018), per le scene da Ichiro Takada, per i costumi da Hanae Mori, ripresi da Marco Nateri, per le luci da Marco Filibeck, riprese da Andrea Ledda e per la coreografia da Luigia Frattaroli.

L’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico sono guidati da Gianluca Martinenghi (Milano, 1968), bacchetta che ha affiancato alla direzione d’orchestra, anche importanti studi in musicologia e numerosi incarichi direttivi, al suo debutto a Cagliari.

Il maestro del coro è Giovanni Andreoli.

Protagonisti dell’opera sono due cast di straordinario spessore, formati da giovani ed affermati cantanti che si alternano nelle recite quali: Monica Zanettin (28-30-3-5-7)/Marta Mari (29-2-4-6) (Madama ButterflyCio-Cio-San); Agostina Smimmero (28-30-3-5-7)/Emilia Rukavina (29-2-4-6) (Suzuki); Elisa Pais (Kate Pinkerton); Carlo Ventre (28-30-3-5-7)/Ragaa Eldin (29-2-4-6) (F. B. Pinkerton); Alberto Gazale (28-30-3-5-7)/Carlos Almaguer (29-2-4-6) (Sharpless); Cristian Collìa (28-30-3-4-5)/Andrea Schifaudo (29-2-6-7) (Goro); Orlando Polidoro (Il principe Yamadori); Cristian Saitta (Lo zio Bonzo); Alessandro Frabotta (Il Commissario imperiale/L’Ufficiale del registro); David Ceraulo Mancosu/Christian Serra (Dolore).

Rappresentata per la prima volta a Milano, al Teatro alla Scala, il 17 febbraio 1904, l’opera è ambientata a Nagasaki ed è incentrata sul personaggio di Butterfly, giovanissima geisha sedotta dal tenente americano Pinkerton, da lui abbandonata e infine suicida. Madama Butterfly può essere definita un monodramma in cui la musica analizza la storia interiore dell’unica protagonista, dall’ingenuità iniziale ai primi sospetti sul proprio destino, fino al terzo atto in cui domina assoluta sulla scena. Siamo davanti al dramma psicologico di una donna all’ombra della quale si muovono tutti gli altri personaggi, l’ancella Suzuki con delicata partecipazione, le pallide figure di Pinkerton e Sharpless e le macchiette di Goro e Yamadori. Attento all’atmosfera esotica del dramma, Puccini ricorse a ritmi e motivi giapponesi liberamente reinventati, nel massimo sforzo di ricostruzione ambientale di quell’estremo Oriente che, alla fine dell’Ottocento, aveva sostituito, nella moda letteraria e teatrale, le turcherie in voga nel Settecento ed in età rossiniana.

L’opera, della durata complessiva di 2 ore e 30 minuti circa compreso un intervallo, viene rappresentata ovviamente in lingua italiana e il pubblico, come ormai tradizione al Teatro Lirico di Cagliari, ha anche l’ausilio dei sopratitoli che, scorrendo sull’arco scenico del boccascena, favoriscono la comprensione del libretto.

Madama Butterfly viene replicata: sabato 29 giugno alle 19 (turno G); domenica 30 giugno alle 17 (turno D); martedì 2 luglio alle 20.30 (fuori abbonamento); mercoledì 3 luglio alle 20.30 (turno B); giovedì 4 luglio alle 19 (turno F); venerdì 5 luglio alle 20.30 (turno C); sabato 6 luglio alle 17 (turno I); domenica 7 luglio alle 17 (turno E).

Stagione lirica e di balletto 2024

venerdì 28 giugno, ore 20.30 – turno A

sabato 29 giugno, ore 19 – turno G

domenica 30 giugno, ore 17 – turno D

martedì 2 luglio, ore 20.30 – fuori abbonamento

mercoledì 3 luglio, ore 20.30 – turno B

giovedì 4 luglio, ore 19 – turno F

venerdì 5 luglio, ore 20.30 – turno C

sabato 6 luglio, ore 17 – turno I

domenica 7 luglio, ore 17 – turno E

Centenario pucciniano

Madama Butterfly

tragedia giapponese in tre atti

libretto Luigi Illica e Giuseppe Giacosa

dal racconto Madame Butterfly di John Luther Long e dal dramma Madame Butterfly di David Belasco

musica Giacomo Puccini

editore proprietario: Universal Music Publishing Ricordi s.r.l., Milano

personaggi e interpreti

Madama Butterfly (Cio-Cio-San) Monica Zanettin (28-30-3-5-7)/Marta Mari (29-2-4-6) soprano

Suzuki Agostina Smimmero (28-30-3-5-7)/Emilia Rukavina (29-2-4-6) mezzosoprano

Kate Pinkerton Elisa Pais mezzosoprano

F. B. Pinkerton Carlo Ventre (28-30-3-5-7)/Ragaa Eldin (29-2-4-6) tenore

Sharpless Alberto Gazale (28-30-3-5-7)/Carlos Almaguer (29-2-4-6) baritono

Goro Cristian Collìa (28-30-3-4-5)/Andrea Schifaudo (29-2-6-7) tenore

Il principe Yamadori Orlando Polidoro tenore

Lo zio Bonzo Cristian Saitta basso

Il Commissario imperiale/L’Ufficiale del registro Alessandro Frabotta basso

Dolore David Ceraulo Mancosu/Christian Serra mimo

maestro concertatore e direttore Gianluca Martinenghi

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

maestro del coro Giovanni Andreoli

regia Daniela Zedda, da un’idea di Keita Asari

scene Ichiro Takada

costumi Hanae Mori, ripresi da Marco Nateri

luci Marco Filibeck, riprese da Andrea Ledda

coreografia Luigia Frattaroli

allestimento originale del Teatro alla Scala, di proprietà del Teatro Lirico di Cagliari

I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.

Prezzi biglietti: platea da € 75,00 a € 50,00 (settore giallo), da € 60,00 a € 40,00 (settore rosso), da € 50,00 a € 30,00 (settore blu); I loggia da € 55,00 a € 40,00 (settore giallo), da € 45,00 a € 30,00 (settore rosso), da € 40,00 a € 25,00 (settore blu); II loggia da € 35,00 a € 25,00 (settore giallo), da € 25,00 a € 20,00 (settore rosso), da € 20,00 a € 15,00 (settore blu).

Ai giovani under 35 ed ai disabili sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

Il Teatro Lirico di Cagliari continua ad offrire la possibilità, al variegato e multiforme pubblico di giovani e giovanissimi studenti di tutte le scuole sarde di qualsiasi ordine e grado, di avvicinarsi ancora una volta o, in alcuni casi, per la prima volta all’affascinante mondo del teatro musicale a condizioni davvero vantaggiose ed agevolate.

Anche in occasione di questo spettacolo, sono a disposizione biglietti, al prezzo promozionale di € 5, per tutte le scuole della Sardegna, compresi i conservatori e le università.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, mercoledì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio.

Per informazioni:

Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it.

Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.com. Servizio promozione culturale scuola@teatroliricodicagliari.it.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.

Boito, Puccini, Rossini, Hertel: ecco la Stagione lirica e di balletto 2024 del Teatro Lirico di Cagliari

La Stagioni concertistica, lirica e di balletto 2024 del Teatro Lirico di Cagliari, sono state presentate questa mattina, nella Media Factory, dal Sovrintendente Nicola Colabianchi e dall’Assessore all’innovazione tecnologica, ambiente e politiche del mare del Comune di Cagliari Alessandro Guarracino:

La Stagione lirica e di balletto 2024 vuole essere un sentito e rispettoso omaggio del Teatro Lirico di Cagliari all’arte immensa che ci ha lasciato il maestro Giacomo Puccini, in occasione del centenario della sua scomparsa.

Ecco quindi che due fra i suoi popolarissimi capolavori sono il fulcro della nostra rassegna musicale, anche se la stessa viene inaugurata, come consuetudine, da un titolo raro che quest’anno è il monumentale Nerone di Arrigo Boito che vedeva la luce proprio nello stesso 1924.

A queste opere si aggiungono un allestimento coloratissimo e spassosissimo dell’Italiana rossiniana e La fille mal gardée uno dei balletti classici di più rara esecuzione.

La Stagione concertistica 2024 prevede 5 concerti sinfonico-corali, 3 sinfonici e 4 cameristici con dei graditissimi debutti a Cagliari ed altrettanto graditi ritorni sul nostro palcoscenico e con dei programmi musicali talvolta ricercati talaltra popolari ma mai banali.

Entrambe le Stagioni dureranno, solo per quest’anno, da gennaio/febbraio fino a luglio, dal momento che, a partire dalla successiva (2024-2025), queste seguiranno una diversa calendarizzazione iniziando in settembre/ottobre per concludersi nella primavera inoltrata dell’anno seguente. Questo per uniformarci agli altri teatri nazionali ed internazionali ed avere con loro un rapporto artistico e cronologico omogeneo.

Un “anno zero” importante, quindi, per la nostra Fondazione, per i suoi lavoratori, ma soprattutto per l’affezionato pubblico che invito al sostegno, alla presenza e al consueto calore per un reciproco scambio di emozioni.” Nicola Colabianchi

Venerdì 9 febbraio alle 20.30 si alza il sipario sulla Stagione lirica e di balletto 2024 del Teatro Lirico di Cagliari. Una stagione sempre molto attesa dal numeroso pubblico che anche quest’anno assume un valore aggiunto e un carattere di ripresa ancora più importanti e che, nonostante la breve durata, propone un ricco cartellone di opere e balletti. Nello specifico sono previste quattro opere ed un balletto per gli otto turni di abbonamento (oltre alle recite mattutine rivolte a scuole e famiglie), a dimostrazione della continua crescita della produzione e delle alzate di sipario. I titoli delle quattro opere, di cui una nuova produzione del Teatro Lirico di Cagliari, sono: Nerone, Tosca, L’Italiana in Algeri, Madama Butterfly e il classico La fille mal gardée per il balletto.

Anche la Stagione 2024 è tesa a valorizzare la grande Opera italiana con tre fra i più significativi compositori dell’Ottocento e Novecento: Rossini, Puccini e Boito. Un cartellone di equilibrio tra la musica di repertorio e quella più “nascosta” e sconosciuta, alla quale il Teatro Lirico di Cagliari pone sempre molta attenzione nel rendersi attivo nella sua promozione culturale e non solo nella sua tutela e salvaguardia. La novità assoluta riguarda la figura di Arrigo Boito, insigne compositore, librettista e letterato che aderì al movimento della Scapigliatura e firmò soltanto due opere liriche: Mefistofele, una fra le più note e amate nel secolo scorso e che oggi merita una giusta riscoperta, e Nerone. Un’occasione unica per il pubblico cagliaritano che potrà, in soli quattro mesi (novembre 2023/febbraio 2024), ascoltare entrambe le opere ed apprezzare i due nuovi allestimenti scenici, in un immaginario viaggio fra il grandioso dramma musicale di matrice letteraria (Faust di Goethe) e il monumentale affresco storico dai tratti spiccatamente decadentistici.

Dopo le inaugurazioni dedicate alla musica del Novecento italiano (La campana sommersa nel 2016 e La bella dormente nel 2017, entrambe di Respighi, Turandot di Busoni nel 2018, Palla de’ Mozzi di Marinuzzi nel 2020, Cecilia di Refice nel 2022, Gloria di Cilea nel 2023), la Stagione 2024 vede un’altra preziosa rarità musicale questa volta di Arrigo Boito (Padova, 1842 – Milano, 1918) che viene eseguita per la prima volta in Sardegna: Nerone, tragedia in quattro atti, su libretto proprio. La seconda ed ultima opera composta da Arrigo Boito che la lasciò incompiuta e che viene completata da Antonio Smareglia e Vincenzo Tommasini, viene rappresentata per la prima volta il 1° maggio 1924 al Teatro alla Scala di Milano (direttore Arturo Toscanini), ed ottiene, per l’epoca, uno straordinario successo (“il più grande evento artistico dell’anno” scrissero all’epoca), anche se presto uscirà dal repertorio dei teatri ed è ormai raramente eseguita (l’ultima esecuzione in Italia risale al 1975 all’Auditorium Rai di Torino, diretta da Gianandrea Gavazzeni).

Nerone viene rappresentato dal 9 al 18 febbraio, in un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari. Sul podio c’è il maestro Francesco Cilluffo (Torino, 1979), direttore e compositore, tra i giovani musicisti italiani più seguiti dalla critica, già applaudito a Cagliari nel febbraio 2023, in occasione dell’inaugurazione della Stagione lirica con Gloria, mentre la regia è firmata da Fabio Ceresa (Rivolta d’Adda, 1981), apprezzato librettista e regista al suo debutto a Cagliari, e che, fra l’altro, ha curato, nel 2015, il libretto per La Ciociara di Marco Tutino, eseguita al Teatro Lirico di Cagliari nel 2017.

Nel ruolo dell’imperatore romano protagonista dell’opera si alternano Amadi Lagha e Konstantin Kipiani, mentre in quello di Simon Mago cantano Franco Vassallo e Abramo Rosalen e in quello di Asteria Valentina Boi e Rachele Stanisci.

Cinquantasei anni trascorsero tra il primo segnale del progetto Nerone (una lettera di Boito al fratello Camillo del 19 aprile 1862) e la morte del suo autore, che lasciò l’opera incompleta nell’orchestrazione. Un enorme arco di tempo, che probabilmente non ha eguali nella storia dell’opera e che la dice lunga sui problemi e sulle incertezze che caratterizzarono il Boito post-Mefistofele. In questi cinquantasei anni Boito mise a punto un’impressionante mole di materiale preparatorio (abbozzi musicali, appunti e iconografia su scene e costumi, schede su personaggi e situazioni drammatiche, taccuini di lessico e metrica e persino un intero trattato di armonia concepito ad hoc), utilizzando fra l’altro, in maniera capillare, un’amplissima bibliografia, che va dai più importanti storici latini (Tacito, Svetonio) fino agli studiosi del suo tempo (Renan, Mommsen). L’opera, progettata originariamente in cinque atti, fu ridotta a quattro negli anni Dieci, dopo la pubblicazione della tragedia in versi (1901), nella quale è presente anche il quinto atto. Al completamento dell’orchestrazione lavorarono Tommasini e Smareglia, sotto la supervisione di Toscanini, che fu anche il direttore della prima rappresentazione. Lo sfarzosissimo allestimento del Nerone, con le scene e i costumi disegnati da Lodovico Pogliaghi seguendo le minuziose indicazioni lasciate da Boito stesso, fu uno dei massimi esiti della scenotecnica scaligera del primo Novecento.

Il secondo appuntamento con l’opera, in scena dal 15 al 24 marzo, è con Tosca, melodramma in tre atti su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, tratto dal dramma La Tosca di Victorien Sardou, e musica di Giacomo Puccini (Lucca, 1858 – Bruxelles, 1924), assente da Cagliari dal 2019.

È il primo dei due omaggi che il Teatro Lirico di Cagliari rivolge alla memoria del maestro Puccini, in occasione del Centenario della sua scomparsa.

Si tratta della ripresa di un coinvolgente allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, la cui regia è curata dal fiorentino Pier Francesco Maestrini che, a Cagliari, ha firmato Turandot di Puccini (con le scene di Pinuccio Sciola), La campana sommersa di Respighi, Rigoletto di Verdi e, appunto nel marzo 2019, Tosca.

La direzione musicale è affidata a Beatrice Venezi (Lucca, 1990), una delle giovani rivelazioni della scena internazionale che ritorna a Cagliari dopo l’enorme successo di pubblico ottenuto lo scorso maggio/giugno con La Traviata. A lei spetta il compito di dirigere l’Orchestra, il Coro del Teatro Lirico di Cagliari e il Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari nel capolavoro del geniale compositore toscano.

Il cast d’interpreti è composto da: Veronika Dzhioeva (Floria Tosca); Murat Karahan (Mario Cavaradossi); Dalibor Jenis/Ivan Inverardi (Il barone Scarpia).

Un gradito ritorno per il pubblico cagliaritano del celeberrimo ed amatissimo melodramma di Giacomo Puccini, la cui prima rappresentazione ebbe luogo al Teatro Costanzi di Roma il 14 gennaio 1900: l’opera è ricca di effetti scenici a tinte forti, di particolari realistici, di passioni elementari espresse da motivi energici e melodie impetuose, ed è indubbiamente tra le più rappresentative e popolari del repertorio verista. Accanto ai due protagonisti, Tosca e Cavaradossi, si delinea la figura di Scarpia, motore del dramma, prima grande parte scritta da Puccini per una voce baritonale.

La vicenda, ambientata a Roma nel giugno 1800, si sviluppa, nell’arco di una sola giornata, in tre celebri ed affascinanti monumenti: la Basilica di Sant’Andrea della Valle (atto I), Palazzo Farnese (atto II) e Castel Sant’Angelo (atto III). L’amore passionale e sincero che unisce Floria Tosca, celebre cantante, a Mario Cavaradossi, pittore d’idee liberali, viene usato dal barone Scarpia, capo della polizia, a suo favore («L’uno al capestro, l’altra fra le mie braccia…», atto I). Si innesca, così, un dramma della gelosia e dell’inganno che, irrimediabilmente, condurrà al tragico epilogo: Scarpia, dopo aver firmato la condanna a morte di Cavaradossi, viene pugnalato da Tosca che, dopo aver assistito alla finta/vera fucilazione dell’amante, si lancia da Castel Sant’Angelo.

Dal 3 al 12 maggio, ritorna, dopo ventisette anni (l’ultima edizione risale al 1997), uno dei capolavori buffi più popolari e amati: L’Italiana in Algeri, dramma giocoso in due atti su libretto di Angelo Anelli e musica di Gioachino Rossini (Pesaro, 1792 – Parigi, 1868). L’allestimento, del 2009, arriva dal Teatro Regio di Torino, ed è firmato, per la regia, da Vittorio Borrelli (Torino, 1959), acuto interprete soprattutto del Cigno di Pesaro, il compositore che più ha diretto durante la sua carriera.

Il cast vede, quali raffinati ed espressivi protagonisti: Teresa Iervolino/Anna-Doris Capitelli (Isabella), Maharram Huseynov (Mustafà), Bogdan Mihai/Chuan Wang (Lindoro), Giulio Mastrototaro/Vincenzo Taormina (Taddeo).

Certamente graditissimo sarà il ritorno sul podio di Jan Latham-Koenig (Regno Unito, 1953), che diresse una sola volta a Cagliari, all’Auditorium del Conservatorio, nell’aprile 1988. Maestro di levatura internazionale dalla carriera stellare ed ampia che comprende un repertorio vastissimo di musica sinfonica e lirica, oltre 50 registrazioni, la direzione delle maggiori orchestre mondiali, la fondazione di nuovi complessi e la direzione artistica di prestigiosi teatri quali, attualmente, il Colòn di Buenos Aires.

Se la manciata di giorni che Gioachino Rossini, poco più che ventenne, impiegò per comporre L’Italiana in Algeri è forse una leggenda teatrale, certo è che il ritmo vivacissimo della musica che scandisce e sottolinea le divertenti trovate drammaturgiche, insieme alla modernità del tema, fece subito entrare l’opera nel mito. Quasi certamente tratta da una storia vera, l’opera è un concentrato di vitalità, un gioioso ingranaggio musicale.

Il Bey Mustafà è stanco della moglie Elvira e vorrebbe ripudiarla dandola in sposa allo schiavo Lindoro: vuole prendere nel suo harem una donna italiana piena di carattere, e chi meglio dell’affascinante Isabella, appena naufragata sulle coste algerine? Ma il carattere vivace della donna, in realtà fidanzata di Lindoro, è davvero forte e indipendente, e Isabella saprà prendere per il naso tutti i suoi spasimanti in un gioco degli equivoci in cui alla fine trionfano l’intelligenza femminile e la fedeltà coniugale.

Un ammiratore d’eccezione come Stendhal definì il dramma giocoso «una follia organizzata e completa: la perfezione del genere buffo», e infatti il suo successo è ininterrotto dal 22 maggio 1813 a oggi: dal suo debutto, al Teatro San Benedetto di Venezia, l’opera non è mai uscita dal repertorio ed è oggi uno dei titoli rossiniani più rappresentati al mondo.

La Stagione lirica e di balletto riprende, dal 21 al 26 maggio (sette recite), con il ritorno della grande danza classica d’autore con un titolo tanto raro quanto coinvolgente che viene eseguito per la seconda volta a Cagliari (la prima fu nell’estate 1986 all’Anfiteatro Romano), nonostante la sua lunga ed articolata storia pluricentenaria: La fille mal gardée, balletto in due atti su musica di Peter Ludwig Hertel (Berlino, 1817-1899), nell’interpretazione del Corpo di Ballo e dei Solisti dell’Accademia Ucraina di Balletto e con la coreografia di Egor Scepaciov.

La fille mal gardée ha subìto nel tempo le più inimmaginabili modifiche nel titolo, nei nomi dei personaggi, nella coreografia e nella musica. Fu rappresentato la prima volta a Bordeaux nel 1789. È un’incantevole commedia che fa sorridere ed è proprio questo l’intento di tutti gli allievi dell’Accademia coinvolti nei vari ruoli sulle coreografie di Egor Scepaciov, direttore artistico dell’Accademia Ucraina di Balletto, in una versione appositamente creata per la tournée italiana.

La Stagione lirica e di balletto si conclude nei mesi estivi, a favore del pubblico di abbonati e dei numerosissimi turisti presenti nell’Isola, con un gradito ritorno, a distanza di tre anni dall’ultima rappresentazione (marzo 2021, in diretta televisiva e in streaming durante il lockdown) e sei dall’ultima con il pubblico in sala.

Si tratta di uno dei melodrammi più celebri, amati e popolari della storia della musica: Madama Butterfly, tragedia giapponese in tre atti su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, dal racconto Madame Butterfly di John Luther Long e dal dramma Madame Butterfly di David Belasco, su musica di Giacomo Puccini che viene rappresentato dal 28 giugno al 7 luglio per nove serate, di cui 8 in abbonamento e 1 fuori abbonamento.

L’affascinante allestimento originale arriva dal Teatro alla Scala (dove è andato in scena, per la prima volta, nel dicembre 1985/gennaio 1986 e poi fino al 2006-2007 per altre sei volte) ed attualmente è di proprietà del Teatro Lirico di Cagliari: si tratta di una messinscena di essenziale semplicità, con precisi riferimenti storici della tradizione nipponica, moderna, sobria e nel totale rispetto del dettato pucciniano che a Cagliari è firmata per la regia da Daniela Zedda da un’idea di Keita Asari, illustre regista cinematografico e teatrale nipponico (Tokyo, 1933-2018).

L’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico saranno guidati da Gianluca Martinenghi (Milano, 1968), bacchetta che ha affiancato alla direzione d’orchestra, anche importanti studi in musicologia e numerosi incarichi direttivi (attualmente è il Segretario artistico del Teatro Regio di Torino).

Nei quattro ruoli principali si alternano i cantanti: Marta Mari (Madama ButterflyCio-Cio-San); Carlo Ventre/Ragaa Eldin (F. B. Pinkerton); Devid Cecconi (Sharpless); Agostina Smimmero/Emilia Rukavina (Suzuki).

Rappresentata per la prima volta a Milano, al Teatro alla Scala, il 17 febbraio 1904, l’opera è ambientata a Nagasaki ed è incentrata sul personaggio di Butterfly, giovanissima geisha sedotta dal tenente americano Pinkerton, da lui abbandonata e infine suicida. Madama Butterfly può essere definita un monodramma in cui la musica analizza la storia interiore dell’unica protagonista, dall’ingenuità iniziale ai primi sospetti sul proprio destino, fino al terzo atto in cui domina assoluta sulla scena. Siamo davanti al dramma psicologico di una donna all’ombra della quale si muovono tutti gli altri personaggi, l’ancella Suzuki con delicata partecipazione, le pallide figure di Pinkerton e Sharpless e le macchiette di Goro e Yamadori. Attento all’atmosfera esotica del dramma, Puccini ricorse a ritmi e motivi giapponesi liberamente reinventati, nel massimo sforzo di ricostruzione ambientale di quell’estremo Oriente che, alla fine dell’Ottocento, aveva sostituito, nella moda letteraria e teatrale, le turcherie in voga nel Settecento ed in età rossiniana.

Tutti gli spettacoli vengono eseguiti dall’Orchestra e dal Coro, diretto da Giovanni Andreoli, del Teatro Lirico di Cagliari.

Stagione lirica e di balletto 2024

venerdì 9 febbraio, ore 20.30 – turno A

sabato 10 febbraio, ore 19 – turno G

domenica 11 febbraio, ore 17 – turno D

martedì 13 febbraio, ore 11 – Ragazzi all’opera!

mercoledì 14 febbraio, ore 20.30 – turno B

giovedì 15 febbraio, ore 19 – turno F

venerdì 16 febbraio, ore 11 – Ragazzi all’opera!

venerdì 16 febbraio, ore 20.30 – turno C

sabato 17 febbraio, ore 17 – turno I

domenica 18 febbraio, ore 17 – turno E

Nerone

tragedia in quattro atti

libretto e musica Arrigo Boito

personaggi e interpreti principali

Nerone Amadi Lagha/Konstantin Kipiani

Simon Mago Franco Vassallo/Abramo Rosalen

Asteria Valentina Boi/Rachele Stanisci

Rubria Deniz Uzun/Mariangela Marini

Fanuel Roberto Frontali/Leon Kim

Tigellino Dongho Kim/Alessandro Abis

maestro concertatore e direttore Francesco Cilluffo

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

maestro del coro Giovanni Andreoli

regia Fabio Ceresa

nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari

venerdì 15 marzo, ore 20.30 – turno A

sabato 16 marzo, ore 19 – turno G

domenica 17 marzo, ore 17 – turno D

martedì 19 marzo, ore 11 – Ragazzi all’opera!

mercoledì 20 marzo, ore 20.30 – turno B

giovedì 21 marzo, ore 19 – turno F

venerdì 22 marzo, ore 11 – Ragazzi all’opera!

venerdì 22 marzo, ore 20.30 – turno C

sabato 23 marzo, ore 17 – turno I

domenica 24 marzo, ore 17 – turno E

Centenario pucciniano

Tosca

melodramma in tre atti

libretto Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, dal dramma La Tosca di Victorien Sardou

musica Giacomo Puccini

personaggi e interpreti principali

Floria Tosca Veronika Dzhioeva

Mario Cavaradossi Murat Karahan

Il barone Scarpia Dalibor Jenis/Ivan Inverardi

maestro concertatore e direttore Beatrice Venezi

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari

maestro del coro Giovanni Andreoli

maestro del coro di voci bianche Francesco Marceddu

regia Pier Francesco Maestrini

allestimento del Teatro Lirico di Cagliari

venerdì 3 maggio, ore 20.30 – turno A

sabato 4 maggio, ore 19 – turno G

domenica 5 maggio, ore 17 – turno D

martedì 7 maggio, ore 11 – Ragazzi all’opera!

mercoledì 8 maggio, ore 20.30 – turno B

giovedì 9 maggio, ore 19 – turno F

venerdì 10 maggio, ore 11 – Ragazzi all’opera!

venerdì 10 maggio, ore 20.30 – turno C

sabato 11 maggio, ore 17 – turno I

domenica 12 maggio, ore 17 – turno E

L’Italiana in Algeri

dramma giocoso in due atti

libretto Angelo Anelli

musica Gioachino Rossini

personaggi e interpreti principali

Isabella Teresa Iervolino/Anna-Doris Capitelli

Mustafà Maharram Huseynov

Lindoro Bogdan Mihai/Chuan Wang

Taddeo Giulio Mastrototaro/Vincenzo Taormina

maestro concertatore e direttore Jan Latham-Koenig

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

maestro del coro Giovanni Andreoli

regia Vittorio Borrelli

allestimento del Teatro Regio di Torino

martedì 21 maggio, ore 20.30 – turno A

mercoledì 22 maggio, ore 20.30 – turno B

giovedì 23 maggio, ore 19 – turno F

venerdì 24 maggio, ore 20.30 – turno C

sabato 25 maggio, ore 15.30 – turno E

sabato 25 maggio, ore 20.30 – turno G

domenica 26 maggio, ore 17 – turno D

La fille mal gardée

balletto in due atti

coreografia Egor Scepaciov

musica Peter Ludwig Hertel

Corpo di Ballo e Solisti dell’Accademia Ucraina di Balletto

Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari

venerdì 28 giugno, ore 20.30 – turno A

sabato 29 giugno, ore 19 – turno G

domenica 30 giugno, ore 17 – turno D

martedì 2 luglio, ore 20.30 – fuori abbonamento

mercoledì 3 luglio, ore 20.30 – turno B

giovedì 4 luglio, ore 19 – turno F

venerdì 5 luglio, ore 20.30 – turno C

sabato 6 luglio, ore 19 – turno I

domenica 7 luglio, ore 17 – turno E

Centenario pucciniano

Madama Butterfly

tragedia giapponese in tre atti

libretto Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, dal racconto Madame Butterfly di John Luther Long e dal dramma Madame Butterfly di David Belasco

musica Giacomo Puccini

personaggi e interpreti principali

Madama Butterfly (Cio-Cio-San) Marta Mari

F. B. Pinkerton Carlo Ventre/Ragaa Eldin

Sharpless Devid Cecconi

Suzuki Agostina Smimmero/Emilia Rukavina

maestro concertatore e direttore Gianluca Martinenghi

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

maestro del coro Giovanni Andreoli

regia Daniela Zedda, da un’idea di Keita Asari

allestimento originale del Teatro alla Scala, di proprietà del Teatro Lirico di Cagliari

La Biglietteria del Teatro Lirico di Cagliari

I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.

La Stagione lirica e di balletto 2024 prevede sette turni di abbonamento (A, B, C, D, E, F, G), per cinque spettacoli ciascuno (quattro serate di lirica e il balletto) e l’ottavo turno I per quattro opere liriche (tutte tranne il balletto).

La campagna abbonamenti per la Stagione lirica e di balletto si apre giovedì 9 novembre 2023 con le conferme e variazioni su posti disponibili possibili fino a sabato 20 gennaio 2024. I nuovi abbonamenti saranno in vendita da giovedì 9 novembre 2023 fino a domenica 24 marzo 2024 (termine ultimo per abbonarsi ad un numero ridotto di spettacoli).

Da sottolineare, inoltre, la possibilità di acquistare da martedì 6 febbraio 2024 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione lirica e di balletto; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

Ai giovani under 35 ed ai disabili sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, mercoledì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.com.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it

prezzi

Stagione lirica e di balletto 2024

 turno Aturni B, C, Dturni E, F, Gturno I
settoreabbonamento 5 spettacolibigliettoabbonamento 5 spettacolibigliettoabbonamento 5 spettacolibigliettoabbonamento 4 spettacolibiglietto
 plateaplateaplateaplatea
giallo€ 190,00€ 75,00€ 170,00€ 75,00€ 155,00€ 50,00€ 125,00€ 50,00
rosso€ 165,00€ 60,00€ 160,00€ 60,00€ 135,00€ 40,00€ 110,00€ 40,00
blu€ 145,00€ 50,00€ 140,00€ 50,00€ 115,00€ 30,00€ 90,00€ 30,00
 I loggiaI loggiaI loggiaI loggia
giallo€ 160,00€ 55,00€ 140,00€ 55,00€ 115,00€ 40,00€ 95,00€ 40,00
rosso€ 135,00€ 45,00€ 125,00€ 45,00€ 105,00€ 30,00€ 85,00€ 30,00
blu€ 115,00€ 40,00€ 110,00€ 40,00€ 90,00€ 25,00€ 70,00€ 25,00
 II loggiaII loggiaII loggiaII loggia
giallo€ 100,00€ 35,00€ 90,00€ 35,00€ 85,00€ 25,00€ 70,00€ 25,00
rosso€ 85,00€ 25,00€ 75,00€ 25,00€ 70,00€ 20,00€ 55,00€ 20,00
blu€ 65,00€ 20,00€ 60,00€ 20,00€ 55,00€ 15,00€ 45,00€ 15,00