ALL’ARENA DI VERONA, SU UN UNICO PALCOSCENICO, I PIÙ GRANDI ARTISTI INTERNAZIONALI.

SVELATI I CAST DELL’OPERA FESTIVAL 2026

Il ritorno delle star e di grandi direttori, molti attesi debutti fra stelle affermate e talenti emergenti. Dal 12 giugno al 12 settembre, 50 serate di spettacolo tra opera, danza e musica dal vivo

Il 103° Opera Festival all’Arena di Verona annuncia i suoi interpreti. Oltre 80 fra direttori e cantanti, tra attesi debutti e richiestissimi ritorni, per 6 produzioni d’opera e altrettante serate-evento. Ben 50 appuntamenti di opera, balletto e grande musica dal vivo. Su un unico palcoscenico, in tre mesi, si esibiranno i migliori artisti della scena internazionale, che torneranno in Arena anche per debuttare in nuovi ruoli: solo per citarne alcuni, Anna Netrebko, Lisette Oropesa, Rosa Feola, Anna Pirozzi, Maria José Siri, Mariangela Sicilia, Aleksandra Kurzak, Eleonora Buratto, Maria Agresta, Marta Torbidoni, Clémentine Margaine, Yusif Eyvazov, René Barbera, Gregory Kunde, Brian Jagde, Roberto Alagna, Amartuvshin Enkhbat, Luca Salsi, Ludovic Tézier, Michele Pertusi, Christian Van Horn, Alexander Vinogradov e molti altri. Nel 2026, molti gli esordi di artisti già affermati e giovani voci tra i migliori talenti emergenti, tra cui Annalisa Stroppa, Carolina López Moreno, Adam Smith, Mihai Damian, Martina Russomanno, Mariano Buccino, SeokJong Baek, Alexander Roslavets, Ankhbayar Enkhbold, Francesca Pia Vitale, Enkeleda Kamani, Carlo Vistoli. L’alternanza dei diversi cast renderà ogni sera un’imperdibile prima sotto le stelle del più grande e antico Opera Festival del mondo.

I DIRETTORI. Sul podio della nuova Traviata che inaugurerà il Festival, il maestro Michele Spotti, applaudito in Arena sin dal debutto nel 2024, Direttore musicale dell’Opera e dell’Orchestra Filarmonica di Marsiglia, designato Direttore ospite principale alla Deutsche Oper di Berlino e “Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres” per il Ministero della Cultura francese, tra le più alte onorificenze conferite a personalità che si distinguono per la creazione e la diffusione artistica. Il Maestro Spotti tornerà sul podio anche per le prime sei recita di Nabucco. Accanto a lui, si confermeranno direttori affermati, come Daniel Oren (per Aida nell’allestimento Poda), Francesco Ivan Ciampa (ultime tre recite de La Traviata), Andrea Battistoni, Direttore Musicale del Teatro Regio di Torino, della Tokyo Philharmonic e di Opera Australia, al ritorno nella sua Verona per dirigere Turandot, e Francesco Ommassini (in Aida secondo Zeffirelli) ma faranno il loro atteso esordio anche maestri italiani apprezzati nel mondo da pubblico e critica, in particolare nel repertorio operistico italiano, come Sebastiano Rolli (ultime quattro serate di Nabucco) e Francesco Lanzillotta (La Bohème) senza dimenticare l’acclamato maestro statunitense James Conlon, direttore dell’Opera di Los Angeles, già direttore dell’Opéra di Parigi, di Colonia e dell’Orchestra Nazionale Rai, per la prima volta alla guida dei complessi artistici areniani a pieni ranghi per i Carmina Burana di Orff.

LA TRAVIATA. Ad aprire l’estate areniana sarà la nuova produzione de La Traviata di Verdi, con una doppia serata il 12 e 13 giugno, e ben undici repliche fino alla serata conclusiva del Festival 2026, il 12 settembre. Il titolo più amato e rappresentato al mondo, nonché la storia d’amore più celebre dell’Opera, avrà come protagonista la giovane Martina Russomanno (12 e 20 giugno, 5 e 9 luglio), esordiente in Arena forte di diversi premi a diverse competizioni internazionali, cui si avvicenderanno due soprani già applauditi in Arena come Violetta Valéry, quali Gilda Fiume (13, 27 giugno) e Rosa Feola (dal 6 agosto). Veri beniamini areniani saranno nei panni dell’amato Alfredo: Yusif Eyvazov (per la prima volta in questo ruolo in Arena), Galeano Salas, Francesco Meli, René Barbera e il tenore Adam Smith, al suo esordio in Anfiteatro. Così come sono ben noti i richiestissimi baritoni che si avvicenderanno come Germont padre: Amartuvshin Enkhbat, Youngjun Park, Ludovic Tézier, Luca Salsi e il giovane Mihai Damian, fresco vincitore di Operalia 2025, al suo debutto in Arena. Direzione di Michele Spotti e Francesco Ivan Ciampa.

AIDA “di cristallo”. Il Festival proseguirà con altri cinque titoli d’opera, tra cui due diverse produzioni di Aida. La regina dell’Arena tornerà nell’allestimento “di cristallo” firmato da Stefano Poda, in scena per sei rappresentazioni dal 19 giugno al 24 luglio 2026. Qui antico Egitto, arte contemporanea e alta moda convivono in un luminoso rito collettivo. Con la direzione dell’esperto Daniel Oren, protagonista sarà Maria José Siri, cui si alternerà per un’unica data Alessandra Di Giorgio, esordiente a Verona. Due Radames di riferimento saranno Yusif Eyvazov e Gregory Kunde, così come le Amneris di Agnieszka Rehlis e Clémentine Margaine, gli Amonasro di Amartuvshin Enkhbat e Youngjun Park e i bassi Alexander Vinogradov e Simon Lim quali Ramfis.

NABUCCO. Il dramma lirico di Verdi tornerà nell’allestimento a cura di Stefano Poda, per dieci rappresentazioni dal 26 giugno al 9 settembre, sul podio Michele Spotti e Sebastiano Rolli alla prima direzione areniana. L’umanità corale di Verdi raccontata come un conflitto di opposti destinati a ricongiungersi in un tutt’uno universale. Effetti di luce dal costume alle immense gradinate dell’Arena faranno da sfondo alle grandi voci di Amartuvshin Enkhbat (26 giugno e 4 luglio), Ludovic Tézier (12 luglio), Youngjun Park (18 e 23 luglio e 8 agosto) e Luca Salsi (1 agosto e ultime recite). Nell’impegnativo ruolo di Abigaille, dilaniata tra amore e ambizione, sarà Maria José Siri, in alternanza con Olga Maslova (23 luglio e 28 agosto) e Marta Torbidoni (8 e 20 agosto). Annalisa Stroppa debutterà in Arena in un ruolo scenico completo, come Fenena insieme ad Anna Werle, mentre i tenori Galeano Salas, Francesco Meli e Paolo Lardizzone si alterneranno come Ismaele. Irripetibile la parata di grandi bassi che si alterneranno come Zaccaria: Roberto Tagliavini alla prima, quindi Simon Lim, Alexander Vinogradov, Christian Van Horn e Michele Pertusi.

LA BOHÈME.  Non solo Verdi per il Festival 2026: a 130 anni dalla prima assoluta andrà in scena La Bohème di Puccini nell’allestimento curato da Alfonso Signorini con le scene di Juan Guillermo Nova, per quattro sere dal 3 al 25 luglio. “L’opera perfetta” che forse come nessun’altra ha raccontato l’amicizia, l’amore, la quintessenza della giovinezza, vedrà protagoniste le acclamate Eleonora Buratto (3 e 11 luglio) e Carolina López Moreno (17 e 25 luglio) come Mimì, accanto al Rodolfo di Yusif Eyvazov. Gli amici Marcello, Colline e Schaunard saranno Mihai Damian, Alexander Roslavets e Jan Antem. Esordienti entrambi in Anfiteatro i soprani nel ruolo della frizzante Musetta: Francesca Pia Vitale ed Enkeleda Kamani. Sul podio dell’Orchestra di Fondazione Arena debutta il maestro Francesco Lanzillotta.

AIDA (Zeffirelli). Seconda produzione dedicata all’opera più rappresentativa del Festival areniano sin dal 1913, Aida di Verdi tornerà per sette recite nell’allestimento immaginato da Franco Zeffirelli dal 30 luglio al 10 settembre, in un Egitto dorato e pervaso di pietre multicolori e tessuti preziosi. Con la direzione di Francesco Ommassini, per tre sere la titolare sarà Aleksandra Kurzak, affiancata dall’esordiente SeokJong Baek (30 luglio) e dal compagno d’arte e di vita Roberto Alagna (9 e 23 agosto). Maria José Siri tornerà come Aida per altre due recite, così come Yusif Eyvazov e Paolo Lardizzone come Radames, mentre Clémentine Margaine sarà unica Amneris. Il 30 agosto cast stellare con Anna Netrebko nei panni di Aida e Ludovic Tézier che sarà Amonasro (in tutte le altre date interpretato da Youngjun Park). Ad Alexander Vinogradov e Simon Lim, come gran sacerdote Ramfis si avvicenderanno i bassi Christian Van Horn e Gianluca Buratto.

TURANDOT. Il capolavoro di Giacomo Puccini, completato da Franco Alfano, festeggerà 100 anni dalla prima esecuzione, postuma, nel 1926. Turandot tornerà dal 7 agosto all’11 settembre per sei serate nell’allestimento da fiaba di Zeffirelli (spettacolo record di incassi nella storia areniana) con i costumi del premio Oscar Emi Wada. Nei panni della principessa di ghiaccio Anna Pirozzi e Lise Lindstrom (21 e 27 agosto): cuori destinati a sciogliersi con i Calaf di Brian Jagde e Yusif Eyvazov. Liù di primo piano saranno quelle di Mariangela Sicilia (7 agosto), Lisette Oropesa (debutto nel ruolo, 14, 21 e 27 agosto) e Maria Agresta (3 e 11 settembre) mentre Roberto Tagliavini e Michele Pertusi si alterneranno come Timur. Sul podio tornerà Andrea Battistoni, maestro veronese dall’affermata carriera in tre continenti.

Come sempre, per tutti gli spettacoli in cartellone, grande cura è riservata ai ruoli di fianco, che anche nell’estate 2026 annoverano alcuni fra i più richiesti artisti a livello internazionale, accanto a giovani talentuosi al loro esordio in Arena, come il basso Mariano Buccino e il baritono Ankhbayar Enkhbold. Tra i principali interpreti Carlo Bosi, Nicolò Ceriani, Gezim Myshketa, Gabriele Sagona, Francesca Maionchi, Matteo Macchioni, Riccardo Rados, Elisabetta Zizzo, Elena Borin, Clarissa Leonardi, Saverio Fiore, Abramo Rosalen, Gianfranco Montresor.

SERATE EVENTO. Torna l’atteso appuntamento di Roberto Bolle and friends in un’unica imperdibile data coprodotta con ARTEDANZAsrl il 21 luglio. Tra i programmi musicali più amati delle ultime stagioni, confermato il grande organico sinfonico-corale dispiegato dai Carmina Burana di Orff al centro dell’Arena il 13 agosto con un nuovo eccezionale cast, che schiera Erin Morley, Mihai Damian e il contraltista Carlo Vistoli al suo esordio areniano, diretto dal Maestro James Conlon, anch’egli per la prima volta in Anfiteatro. Infine, due innovative serate evento: il nuovo concerto immersivo Paganini Paradise debutta in prima assoluta il 18 agosto e si aggiunge alle Quattro stagioni in Viva Vivaldi, con l’Orchestra di Fondazione Arena e spettacolari proiezioni tridimensionali firmate da Balich Wonder Studio il 19 agosto.

A fine agosto i riflettori si accenderanno, per due serate, su un secondo palcoscenico: al Teatro Romano di Verona, il 25 e 26 agosto, andrà in scena l’acclamata produzione del balletto Zorba il greco.

I biglietti sono già in vendita su www.arena.it, sui canali social, nelle Biglietterie dell’Arena e nel circuito Vivaticket, nuovo gestore del servizio biglietteria.

NOVITÀ 2026. Il Festival sempre più accessibile, con la creazione per la prima volta di un’Area Family. Le famiglie con bambini dagli 0 ai 14 anni potranno acquistare, per alcune serate, il settore di tribuna dedicato, con un biglietto simbolico da 2,50 euro per i minori e un biglietto a tariffa speciale di 68 euro (anziché 125 o 135 euro) per gli adulti accompagnatori, fino ad un massimo di 6 biglietti totali. Il settore dedicato alle famiglie sarà dotato di servizi speciali come ingresso e uscita agevoli, spazi passeggini, bagni nelle vicinanze, adiacenza al palcoscenico. Per gli Under30: grazie a Unicredit saranno disponibili biglietti di platea a 30 euro per tutti i giovani con meno di 30 anni. Una novità che vuole incentivare la partecipazione dei giovani alle serate d’Opera e ai Gala. La tariffa U30 è una delle iniziative del progetto ‘U Are Invited’ realizzato da Fondazione Arena in collaborazione con Unicredit, con l’obiettivo di avvicinare i ragazzi al mondo dell’opera e supportarne la crescita personale e professionale. Infine, per il pubblico di tutte le età, le due date di Paganini Paradise e Viva Vivaldi, tra le più innovative nel ricco programma del 103° Arena di Verona Opera Festival, se acquistate assieme daranno diritto a una promozione del 30%.

L’Orchestra del Teatro La Fenice in trasferta a Barcellona per il Concerto di Capodanno del Gran Teatre del Liceu

Un unico ensemble sinfonico composto alle Orchestre della Fenice e del Liceu

suonerà sotto la direzione di Riccardo Frizza

I due Teatri ‘gemelli’ nella tragedia dell’incendio che li ha devastati negli anni Novanta – il 29 gennaio 1996 il Teatro La Fenice, il 31 gennaio 1994 il Liceu di Barcellona – e nella straordinaria opera di ricostruzione e rinascita

Subito dopo il Concerto di Capodanno, l’Orchestra del Teatro La Fenice sarà impegnata in una trasferta di grande prestigio: domenica 4 gennaio 2026 ore 18.00, la compagine veneziana sarà infatti a Barcellona per la prima edizione del Concerto di Capodanno del Gran Teatre del Liceu, e condividerà il palcoscenico catalano con l’Orchestra del Liceu, sotto la direzione di Riccardo Frizza, per creare un ponte sonoro ed emotivo tra due istituzioni storiche unite dalla stessa passione per l’opera e il suo linguaggio universale.

Questo ‘gemellaggio’ artistico tra la Fenice e il Liceu – due teatri lirici emblematici di Barcellona e Venezia, città bagnate dal Mediterraneo – vuole simboleggiare infatti anche la resilienza condivisa dopo la sventura dell’incendio che li ha devastati negli anni Novanta. Due teatri con più di un secolo e mezzo di storia che oggi uniscono le forze in un dialogo musicale pieno di complicità e proiezione verso il futuro.

Il direttore d’orchestra Riccardo Frizza, noto per la sua eleganza gestuale e la sua profonda conoscenza del repertorio italiano, sarà l’anima di questo progetto e guiderà un unico ensemble sinfonico composto dalle due orchestre in un programma che farà risplendere la ricchezza del bel canto, la solennità del repertorio sinfonico e lo spirito luminoso caratteristico di questo periodo dell’anno.

Il concerto vedrà la partecipazione speciale di due figure eccezionali: Saioa Hernández e Xabier Anduaga, grandi voci che incarnano la nuova generazione del canto lirico internazionale. Hernández, dotata di una voce ampia e di grande drammaticità, capace di elevare ogni frase con un’intensità davvero teatrale, ha conquistato i palcoscenici più prestigiosi d’Europa. Anduaga, dal canto suo, è uno dei tenori più ammirati della sua generazione, dotato di una linea vocale luminosa, un fraseggio raffinato e un’energia scenica che lo rendono un artista magnetico.

Sotto la bacchetta ispirata di Riccardo Frizza, gli artisti interpreteranno un programma che celebra l’unione, la memoria e il futuro di due istituzioni gemelle, con l’esecuzione di sinfonie, ouverture e intermezzi orchestrali tratti dal repertorio lirico, pagine che saranno di sicura presa sul pubblico: dalla sinfonia della Semiramide di Gioachino Rossini, l’ultima opera che il pesarese compose espressamente per i palcoscenici italiani e che debuttò proprio al Teatro la Fenice di Venezia il 3 febbraio 1823, alla sinfonia della Norma di Bellini, forse il titolo più popolare dei dieci composti dal catanese, che debuttò invece alla Scala di Milano nel 1831; dall’impetuosa Tregenda dall’opera di esordio di Giacomo Puccini, Le Villi (Milano, Teatro dal Verme, 1884) all’ouverture dal Fledermaus (Il pipistrello), la più celebre operetta di Johann Strauss, che debuttò il 5 aprile 1874 al Theater an der Wien di Vienna; dalla Barcarola che apre l’atto ‘veneziano’ dei Contes d’Hoffmann di Jacques Offenbach – composta nel 1880 e presentata al pubblico dell’Opéra-Comique di Parigi solo dopo la scomparsa dell’autore, nel 1881 – all’ouverture del Don Pasquale, capolavoro di comicità di Gaetano Donizetti, composto per il Théâtre-Italien di Parigi nel 1843; dall’intermezzo di Cavalleria rusticana (Opera di Roma, 1890) di Pietro Mascagni fino alla splendida Sinfonia dai Vespri siciliani di Giuseppe Verdi, grand opéra scritto dal bussetano per l’Opéra di Parigi, dove debuttò nel giugno del 1855.

Saranno emozionanti anche i momenti solistici della serata: il soprano Saioa Hernández interpreterà Lady Macbeth nell’aria «Vieni! T’affretta!…» con la brillante cabaletta «Or tutti sorgete» dal Macbeth di Verdi (Firenze, Teatro della Pergola, 1847) e poi «La mamma morta», l’aria tratta dal terzo quadro dell’Andrea Chénier di Umberto Giordano (Milano, Scala, 1896), nella quale la protagonista femminile, Maddalena di Coigny, racconta come sua madre morì proteggendola durante i tumulti della Rivoluzione francese. Il tenore Xabier Anduaga si misurerà con l’avvincente ‘aria dei nove do di petto’ dalla Fille du régiment di Donizetti, «Ah! Mes amis, quel jour de fête», cavallo di battaglia dei migliori tenori; e poi un’incursione nel repertorio spagnolo, con la romanza «No puede ser» dal secondo atto della zarzuela La tabernera del puerto di Pablo Sorozábal. Insieme, i sue solisti si esibiranno infine del duetto «Lucia perdona… Sulla tomba che rinserra», finale del primo atto della Lucia di Lammermoor di Donizetti (Napoli, San Carlo, 1835).

Saioa Hernández

È una delle voci più richieste dai principali teatri e orchestre di tutto il mondo, tra cui il Teatro alla Scala di Milano, la Wiener Staatsoper, l’Opéra di Parigi, la Bayerische Staatsoper, la Berliner Staatsoper, Covent Garden, il Gran Teatre del Liceu, il Teatro Real di Madrid e la Filarmonica di Berlino. Ha instaurato un legame speciale con il pubblico del Liceu grazie alle sue interpretazioni esemplari in alcuni dei titoli più importanti del suo repertorio. Uno dei grandi eventi della stagione sarà il suo ritorno nel ruolo protagonista della Gioconda di Ponchielli nel febbraio 2026, ruolo con cui ha debuttato al Gran Teatre del Liceu nella stagione 2018-2019. Da allora ha conquistato il pubblico del Liceu interpretando Leonora nel Trovatore di Verdi (2022-2023) e Amelia in Un ballo in maschera di Verdi (2023-2024), e ha incantato il pubblico del Liceu la scorsa stagione nei panni di Donna Leonora nella Forza del destino di Verdi e nel ruolo protagonista di Madama Butterfly. È stata insignita della Medaglia d’Oro al Merito nelle Belle Arti nel 2021 e ha ricevuto l’Oscar Lirico come Miglior Soprano dell’Anno 2021. Nel 2022 ha vinto il I Premio Talía delle Arti Sceniche 2023 come Miglior Interprete Lirica Femminile. Inoltre, ha ricevuto anche il Premio del Teatro Real 2023 e ha vinto prestigiosi premi di canto come il Manuel Ausensi, il Jaume Aragall e il Vincenzo Bellini.

Xabier Anduaga

La carriera di Xabier Anduaga, uno dei tenori di maggiore proiezione internazionale del momento, è stata acclamata nei teatri lirici più prestigiosi del mondo, tra cui il Metropolitan Opera di New York, l’Opéra di Parigi, l’Opera di Roma, la Staatsoper di Berlino, la Royal Opera House di Covent Garden e lo stesso Gran Teatre del Liceu di Barcellona. La stagione 2025-2026 sarà caratterizzata dal suo attesissimo debutto nel ruolo principale di Werther al Gran Teatre del Liceu nel maggio 2026. Al Liceu, il pubblico ha potuto apprezzare il virtuosismo di Anduaga anche nel ruolo di Alfredo Germont nella Traviata di Verdi e al fianco di Nadine Sierra nel ruolo di Elvino nella Sonnambula di Bellini. In precedenza, ha interpretato il ruolo di Ernesto in Don Pasquale di Donizetti e ha debuttato al Liceu nel recital Del dolor a la esperanza, entrambe le esibizioni durante la stagione 2020-2021. Oltre alla sua impressionante presenza scenica, Anduaga ha ricevuto, tra gli altri riconoscimenti, l’International Opera Award 2021 come miglior giovane cantante, il Premio Ópera XXI 2021 come miglior giovane, il Premi Ópera Actual 2021 e il Premio El ojo crítico di RNE.

I Concerti d’inverno a sostegno di Medici senza Frontiere

Durante le festività natalizie la Fondazione Ravello – presieduta da Alessio Vlad, con la direzione generale di Maurizio Pietrantonio e la direzione artistica di Lucio Gregoretti – propone due appuntamenti di grande prestigio che segneranno la riapertura dell’Auditorium Oscar Niemeyer alla musica.

Il primo è in programma lunedì 29 dicembre alle ore 21 e vedrà protagonista uno dei nomi più amati della scena musicale e teatrale italiana: Massimo Ranieri, che torna a Ravello con lo spettacolo Tutti i sogni ancora in volo, ispirato all’omonimo programma televisivo e concepito come omaggio al varietà di una volta.

Il secondo appuntamento è il tradizionale e atteso Concerto di Capodanno, in calendario giovedì 1° gennaio 2026 alle ore 18. Sul podio il direttore spagnolo Jordi Bernàcer, applaudito nei principali teatri europei, alla guida dell’Orchestra Filarmonica di Benevento. Accanto a lui, due interpreti tra i più richiesti della scena operistica internazionale: il soprano Maria Kokareva e il baritono Amartuvshin Enkhbat, protagonista verdiano acclamato sui palcoscenici di tutto il mondo.

Per volontà della Governance della Fondazione Ravello il ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto a sostegno di Medici Senza Frontiere.

L’organizzazione umanitaria non governativa, attiva dal 1971, fornisce soccorso sanitario e assistenza alle popolazioni che vivono in contesti in cui il diritto alle cure non è garantito. Nel 2025 Medici Senza Frontiere opera in 75 Paesi con oltre 65.000 operatori, tra personale impiegato e volontari, coordinati da sei centri operativi con sede in Belgio, Francia, Svizzera, Paesi Bassi, Spagna e Costa d’Avorio, oltre a numerose sezioni partner impegnate nella gestione diretta dei progetti, nella raccolta fondi, nel reclutamento del personale umanitario e nelle attività di informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

I biglietti sono disponibili online su www.ravellofestival.com, su www.etes.it e, nei giorni degli spettacoli (29 dicembre e 1° gennaio), presso il botteghino dell’Auditorium a partire da tre ore prima dell’inizio.

Per informazioni: boxoffice@ravellofestival.com.

LA VITA È UN VALZER: IL 31 DICEMBRE AL GIOVANNI DA UDINE È DI SCENA LA STRAUSS FESTIVAL ORCHESTER WIEN

Può il 31 dicembre portare via con sé il vecchio anno senza le effervescenti note di un valzer o di una celebre aria d’operetta? Certamente no e per questo, nel solco di una piacevole consuetudine ormai più che ventennale, il 31 dicembre con inizio alle ore 18.00 il Teatro Nuovo Giovanni da Udine ospiterà la storica Strauss Festival Orchester Wien, una delle compagini più affermate nell’esecuzione del repertorio viennese e protagonista di una tradizione musicale gioiosa e spensierata che non ha uguali al mondo.

Per l’occasione, il podio sarà della direttrice d’orchestra Shira Epstein, che condurrà suonando il violino, mentre nel ruolo di solista spiccherà il soprano Milena Arsovska. Spumeggiante, affascinante, magica, la Strauss Festival Orchester Wien saluterà con il suo incontrastato brio l’arrivo del 2026 offrendo al pubblico un programma incentrato su alcune delle più belle composizioni di Johann Strauss figlio, di cui ricorrono i 200 anni dalla nascita.

La Strauss Festival Orchester Wien dedica i suoi concerti all’interpretazione storicamente autentica della musica viennese dal periodo classico fino alla dinastia degli Strauss e ai maestri dell’Operetta. La fedeltà stilistica, la bellezza del suono, la gioia del far musica, lo charme viennese sono le caratteristiche dei suoi concerti. Fondatore e direttore artistico dell’orchestra, costituitasi nel 1978, è Peter Guth, considerato uno dei massimi specialisti della musica di Johann Strauss. L’orchestra è costantemente impegnata in concerti in tutto il mondo, con inviti a festival internazionali, trasmissioni televisive e radiofoniche; dal 2001 è la tradizionale protagonista del concerto di San Silvestro al Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

Milena Arsovska, dopo la brillante conclusione degli studi musicali all’Università di Skopje, si è perfezionata all’Università di Musica e Arte di Vienna. Vincitrice di numerosi premi in concorsi internazionali, ha studiato con Mariella Devia, Krassimira Stoyanova, Claudia Visca, Doreen DeFeis e Ilko Natchev. Si esibisce regolarmente con la Wiener Mozart Orchestra nella Sala d‘Oro del Musikverein; ha collaborato con la Salon Orchestra di Vienna nella tournée 2021 in Giappone e tiene regolarmente concerti con la Schloß Schönbrunn Orchestra nel bellissimo Belvedere di Schönbrunn. La sua carriera, avviata in giovanissima età all‘Opera Nazionale Macedone, l’ha vista impegnata nei ruoli principali delle opere in cartellone nei teatri Deutsche National Theater Weimar, National Moravian-Silesian Theater Ostrava, National Theater Prague, Theater Magdeburg e Göthe Theater Bad Lauchstädt, Theater an der Wien, Theater Akzent (Vienna), Macedonian Opera Theater. È anche brillante interprete di ruoli d’operetta in molti festival internazionali, quali l‘Operetta festival Herbsttage Blindenmarkt e il Sommertraum-festival am Semmering. Nel corso della sua carriera ha collaborato con direttori di fama internazionale quali Claudio Abbado, Krill Petrenko, Rani Calderon, Jan Latham-Koenig, Cornelius Meister, Kirill Karabits, Daniel Raiskin, Yeruham Scharovsky, Michael Balke ed Erwin Ortner.

La violinista israeliana Shira Epstein ha studiato presso il Conservatorio di Tel Aviv, per poi proseguire i suoi studi alla Purcell School of Music di Londra e al Royal College of Music nella classe di Felix Andrievsky. Ha partecipato a numerose masterclass, tra cui quelle con Itzhak Perlman, Zakhar Bron, Vadim Guzman, Shlomo Mintz e Ivry Gitlis; nel 2009 è stata ammessa alla Musik und Kunst Privatuniversität di Vienna, dove ha studiato con Anton Sorokow e Dominika Falger e ha conseguito nel 2015 la laurea con lode. Durante la sua formazione ha vinto diverse borse di studio e premi, tra cui quelli della Philharmonia Orchestra Fund London, della Barenboim-Said Foundation e il primo premio al concorso “Sevenoaks Young Musician of the Year”. Ha debuttato con la West-Eastern Divan Orchestra diretta da Daniel Barenboim e è stata primo violino della Gustav Mahler Jugendorchester. Più volte scritturata dalla Wiener Staatsoper e dalla Filarmonica di Vienna, è stata impegnata, tra il 2015 e il 2022, come primo violino principale alla Volksoper di Vienna. Oltre a primo violino e Konzertmeisterin della Strauss Festival Orchestra, Shira Epstein ricopre da diversi anni anche i ruoli di direttore artistico e di primo violino della Vienna Imperial Orchestra.

Info e biglietteria

Durante le festività la biglietteria del Teatro sarà aperta il 23, 30 e 31 dicembre dalle 16.00 alle 19.00. Dal 24 al 27 dicembre e dal 1 al 6 gennaio compresi: sportelli chiusi. La biglietteria del Teatro sarà aperta anche a partire da 90 minuti prima di ogni spettacolo/concerto.

Acquisti sempre possibili online dal sito www.teatroudine.it e sulla piattaforma Vivaticket.it (https://teatroudine.vivaticket.it/ )

Teatro Nuovo Giovanni da Udine

mercoledì 31 dicembre 2025 – ore 18.00

STRAUSS FESTIVAL ORCHESTER WIEN
La vita è un Valzer

Milena Arsovska soprano

Shira Epstein violino e direttore

musiche di Johann Strauss figlio a 200 anni dalla nascita

Gli appuntamenti per la fine e l’inizio dell’anno al Teatro Massimo.

Dal debutto di “OPERA NICA – L’elisir d’amore” ai tradizionali Concerti di Capodanno

Il Teatro Massimo di Palermo saluta il vecchio anno e accoglie il 2026 con un ricco calendario di appuntamenti che vedranno protagonisti i giovani talenti delle formazioni giovanili, l’Orchestra, il Coro e grandi solisti internazionali, tra il Foyer e la Sala Grande. Si comincia con un progetto innovativo, “Opera Nica – L’elisir d’amore”, nato dalla collaborazione tra il Teatro Massimo e il Teatro Ditirammu. Uno spettacolo e un format teatrale e musicale ideato per avvicinare le nuove generazioni al mondo della lirica. Il debutto è affidato al capolavoro di Gaetano Donizetti, che sarà presentato nel Foyer del Teatro Massimo dal 28 al 30 dicembre (ore 20:30) e, in replica, il 3 gennaio (ore 16:30 ) e il 4 gennaio (ore 18:00). Ne sono protagonisti i bambini e i ragazzi della Massimo Toys Orchestra e del Ditirammu Lab con la direzione musicale del Maestro Michele De Luca e la regia di Elisa Parrinello, che cura anche la drammaturgia e i movimenti scenici con la collaborazione di Carlo Di Vita. Attraverso un linguaggio coinvolgente, l’opera viene proposta in una versione ridotta che unisce la sensibilità contemporanea alla tradizione dei cantastorie siciliani. La narrazione fonde l’arte del cunto e delle danze popolari a testi e musiche liberamente ispirati alla partitura originale, grazie agli arrangiamenti di Antonio Guido Vella Adamo, creando un ponte creativo tra la cultura folk e la musica colta.

Saranno sempre le formazioni musicali giovanili del Teatro Massimo ad inaugurare in musica il nuovo anno con il concerto “The sound of tomorrow – New Year’s Celebration” (1 gennaio ore 11:00) in Sala Grande. Sul podio ancora una volta Michele De Luca alla guida di un organico imponente composto dalla Kids e dalla Youth Orchestra, dalle soliste della Cantoria e dal Coro di voci bianche guidati dal Maestro del Coro Salvatore Punturo e dal Maestro della Cantoria Giuseppe Ricotta. Assistente musicale Vincenzo Alioto. Il concerto vedrà inoltre la partecipazione straordinaria dei solisti dell’Accademia lirica diretta da Pietro Ballo. Il programma riserverà grande spazio al repertorio viennese senza trascurare i grandi titoli della tradizione italiana e francese, come La bohème di Puccini e Carmen di Bizet, per una messa in scena corale capace di coniugare innovazione e memoria storica.

Sempre l’1 gennaio alle ore 18:00 è la volta del tradizionale e amatissimo Concerto di Capodanno, che vede protagonisti l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo, quest’ultimo diretto da Salvatore Punturo. Sul podio salirà Lorenzo Passerini, direttore d’orchestra tra i più dinamici e apprezzati della sua generazione, ospite regolare dei principali teatri internazionali. Ad affiancarlo, due stelle del panorama lirico mondiale: il soprano armeno Juliana Grigoryan, che torna al Teatro Massimo dopo il successo dello scorso anno come Liù in Turandot, acclamata per la sua voce cristallina e vincitrice del prestigioso concorso Operalia, e il tenore messicano-americano Galeano Salas, solista di punta della Bayerische Staatsoper già applaudito nei più grandi ruoli del repertorio romantico e recentemente al Teatro Massimo come Nemorino nell’Elisir d’amore. Il programma offre alcune tra le pagine più amate di Verdi (La forza del destinoNabuccoRigoletto), Puccini (La BohèmeManon Lescaut), Donizetti e Ponchielli, per concludersi con le atmosfere viennesi di Johann Strauss e la celebre Marcia di Radetzky.

Biglietti: “Opera Nica” 15 € (intero); 12 € (ridotto). Concerto di Capodanno (ore 11:00): da 16 a 35 €. Concerto di Capodanno (ore 18:00): da 40 a 110 €.

Sardinia meets Qatar: il canto dei due mari

Straordinario Concerto di fine anno 2025 al Teatro Lirico di Cagliari

Mercoledì 31 dicembre alle 18 appuntamento davvero imperdibile al Teatro Lirico di Cagliari con il Concerto di fine anno 2025: una serata di grande musica che rientra in un nuovo e prestigioso progetto culturale intitolato Sardinia meets Qatar: il canto dei due mari.

L’obiettivo è non solo proporre un concerto capace di valorizzare l’identità culturale sarda, ma anche inaugurare una nuova stagione di relazioni culturali e istituzionali con il Qatar, partner strategico per progetti di cooperazione futura.

Sardinia meets Qatar: il canto dei due mari, inquadrato nell’ambito delle politiche di valorizzazione culturale e di promozione internazionale del territorio della Fondazione cagliaritana, prevede la partecipazione congiunta di Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari, diretti dal cagliaritano Giovanni Pasini che, trasferitosi in Qatar, è prima viola della Qatar Philharmonic Orchestra e dirige i principali complessi orchestrali e corali del paese, di artisti sardi di riconosciuta fama internazionale, come la violinista cagliaritana Anna Tifu e il sassofonista nuorese Gavino Murgia, e di musicisti e solisti provenienti dal Qatar, creando un contesto unico di dialogo interculturale tra Mediterraneo e Golfo Arabo-Persico.

In particolare, si segnala la presenza della compositrice e produttrice qatarina Dana Al Fardan che, accompagnata da un ensemble di percussioni tradizionali legate al mondo dei pescatori di perle, sancisce un simbolico e concreto incontro tra due culture insulari accomunate da antiche tradizioni musicali e marittime.

Il Teatro Lirico di Cagliari, di cui la Regione Autonoma della Sardegna è socio fondatore insieme al Comune di Cagliari e al Ministero della Cultura, svolge un ruolo di servizio pubblico volto alla diffusione, promozione e formazione culturale. Tale missione si concretizza non solo tramite l’attività artistica ordinaria, ma anche attraverso iniziative che generano valore sociale e culturale per l’intera collettività.

Il Progetto Sardinia meets Qatar si inserisce dunque in tale contesto per soddisfare l’esigenza di rafforzare il ruolo della Sardegna come punto di riferimento culturale nel Mediterraneo, promuovendo forme innovative di cooperazione internazionale, di promozione della coesione sociale, inclusione ed innovazione.

Il Concerto di fine anno 2025 rappresenta quindi il primo appuntamento ufficiale della nuova collaborazione culturale tra la Regione Autonoma della Sardegna e lo Stato del Qatar, paese con il quale sono in corso significative interlocuzioni istituzionali nel settore turistico, culturale e dei trasporti.

Protagonisti della serata sono, oltre ai due complessi artistici stabili del Teatro Lirico di Cagliari, affermati artisti, solisti e musicisti quali: Giovanni Pasini(direttore), Riccardo Pinna(maestro del coro), Dana Al Fardan(compositrice e cantautrice), Anna Tifu(violino), Gavino Murgia(sassofono), Marcello Peghin(chitarra), Daniele Russo(batteria), Francesco Savoretti(percussioni), Peppe Frana(oud), Ensemble di percussioni “Fijiri” del Qatar, Alice Marras(voce), Maria Sciola(pietre sonore), Andrea Granitzio(pietre sonore e pianoforte).

Il programma musicale (vedi locandina) è equamente diviso tra gli affascinanti suoni della tradizione sarda e le atmosfere arabeggianti di quella del Qatar.

Il Progetto Sardinia meets Qatar non è dunque soltanto un evento artistico, ma un progetto culturale e diplomatico di alto valore strategico, capace di posizionare la Sardegna al centro di una nuova rete di scambi internazionali, di elevare la qualità dell’offerta culturale regionale e di contribuire alla crescita del comparto turistico e creativo.

La rilevanza internazionale del Progetto Sardinia meets Qatar apre nuove opportunità di collaborazione con partner stranieri, istituzioni culturali, enti di promozione e operatori economici. Favorisce inoltre la creazione di ponti stabili fra la Sardegna e il Qatar, con potenziali sviluppi nel turismo, nell’export culturale, nella circuitazione artistica e nella formazione.

Il Concerto di fine anno 2025 diventa così il primo tassello di una strategia più ampia di scambio culturale e commerciale, capace di generare reciproci benefici. La Sardegna potrà presentarsi come terra di cultura, tradizioni millenarie e innovazione artistica; il Qatar come Paese aperto al dialogo e alla valorizzazione delle diversità culturali.

Al termine del concerto, nel foyer di platea, il pubblico è invitato ad un brindisi al nuovo anno con tutti gli artisti.

Il Concerto di fine anno 2025 è stato realizzato grazie al fondamentale patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna e con la collaborazione della Fondazione Sciola per la concessione delle Pietre sonore e dell’associazione “Musica è Cultura”.

Prezzi biglietti: € 30 (platea), € 25 (I loggia) € 15 (II loggia).

Lo spettacolo, che non prevede intervallo, ha una durata complessiva di 1 ora e 15 minuti circa.

I biglietti per lo spettacolo si possono acquistare da sabato 13 dicembre 2025; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, giovedì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio, unicamente per operazioni legate allo spettacolo stesso. È chiusa, invece, i giorni festivi e i lunedì successivi alle domeniche di spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Servizio promozione culturale: educational@tldc.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.

ORCHESTRA E CORO DI FONDAZIONE ARENA NEL CONCERTO DI SAN SILVESTRO AL TEATRO FILARMONICO

Mercoledì 31 dicembre alle 19.30 Francesco Ommassini dirige i complessi artistici di Fondazione Arena in un brillante programma che chiude la Stagione Artistica 2025 al Teatro Filarmonico: in programma Musorgskij, Čajkovskij, Brahms, Lehár e Strauss jr, con la partecipazione di Lina Johnson.   

L’Orchestra e il Coro di Fondazione Arena di Verona festeggiano con il pubblico la veglia di Capodanno al Teatro Filarmonico. Con la direzione di Francesco Ommassini e la partecipazione del soprano Lina Johnson, il programma spazia da spettacolari brani orchestrali come Lo Schiaccianoci, classico natalizio per eccellenza, a un’antologia ricca e inedita di piccoli e grandi capolavori viennesi. Un impaginato che intreccia il lascito di Johann Strauss figlio, il re del valzer di cui ricorre il 200° anniversario, e del dorato mondo dei suoi contemporanei. A Verona risuonerà una Vienna galante e brillante, omaggiata dai valzer corali dell’amico Brahms (eseguiti nella sua stessa, rarissima, orchestrazione) e culminante nell’operetta Il Pipistrello. A suggellare il concerto, il celebre Danubio blu nella versione originale per coro. Teatro già sold-out, ultimi posti nei palchetti in vendita il giorno stesso.

Un veglione a ritmo di valzer, e non solo, con l’Orchestra e il Coro di Fondazione Arena. Mercoledì 31 dicembre, per concludere degnamente la Stagione Artistica 2025, nonché il 50° anniversario della riapertura all’opera del ricostruito Teatro Filarmonico, il programma esplorerà la danza sinfonico-corale nelle sue forme più alte e diverse del secondo Ottocento: dal sabba vertiginoso della Notte sul Monte Calvo di Musorgskij nella brillante orchestrazione di Rimskij-Korsakov, alla fantasia natalizia e fiabesca della Suite dallo Schiaccianoci di Čajkovskij, fino alla Vienna aurea del valzer di Strauss junior (dal Pipistrello al bel Danubio blu) e del suo amico e ammiratore Brahms.

Tra grandi classici da concerto e amatissimi brani dal mondo dell’operetta -compresa Giuditta di Lehár- Fondazione Arena saluta il 2025 con un impaginato originale e una gustosa anticipazione della Stagione 2026: al centro della serata, infatti, i nove Liebesliederwalzer che Johannes Brahms strumentò personalmente dalle sue due fortunatissime raccolte per quartetto vocale e pianoforte, previsti nella stagione da camera dell’anno venturo nella forma originaria. Mercoledì 31 saranno eseguiti per la prima volta dal Coro di Fondazione Arena, preparato da Roberto Gabbiani, e dall’Orchestra guidata da Francesco Ommassini, più volte applaudito sul podio del teatro veronese e reduce dal debutto in Arena proprio lo scorso Festival. Al suo esordio a Verona, nei brani solistici sarà impegnata anche Lina Johnson, soprano norvegese dall’eclettico repertorio che spazia dal barocco alla contemporaneità. La durata complessiva prevista del Concerto di San Silvestro è di due ore circa, compreso un intervallo.

L’atteso appuntamento vede già il Teatro Filarmonico da tempo esaurito in ogni ordine di posto. Eventuali disponibilità nei palchetti saranno acquistabili il giorno stesso del concerto fino ad esaurimento disponibilità sul sito https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico e alle biglietterie dell’Arena – sia in quella centrale di via Dietro Anfiteatro sia nella nuova sede di via Roma.

Nel frattempo è online il programma della Stagione 2026, con sette titoli tra opera e balletto e otto appuntamenti sinfonici in doppia data: è ancora possibile abbonarsi o personalizzare la propria esperienza 2026 al Teatro Filarmonico con speciali carnet e biglietti per ogni spettacolo.

Michele Mariotti – al debutto in Fenice – dirige i Concerti di Capodanno 2025-2026

Solisti il soprano Rosa Feola e il tenore Jonathan Tetelman

La diretta televisiva su Rai1 a partire dalle ore 12.20

La Fondazione Teatro la Fenice annuncia il tradizionale e attesissimo appuntamento con iConcerti di Capodanno 2025-2026 al Teatro La Fenice.

Nella conferenza stampa di presentazione che si è svolta oggi, 29 dicembre 2025, nelle Sale Apollinee del Teatro veneziano, a illustrare alla stampa il prestigioso evento giunto alla sua ventitreesima edizione sono stati gli organizzatori – Francesca Nesler, coordinatrice dell’offerta musicale per Rai Cultura, Nicola Colabianchi sovrintendente e direttore artistico della Fondazione Teatro La Fenice, e Andrea Erri, direttore generale della Fondazione Teatro La Fenice – insieme con gli artisti che saranno protagonisti dei concerti: il direttore Michele Mariotti, una delle bacchette più acclamate del panorama attuale, attualmente Direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma, che debutta proprio in questa occasione nel massimo palcoscenico veneziano alla testa diOrchestra e Coro del Teatro La Fenice;e le due eccezionali voci soliste: il soprano Rosa Feola – graditissimo ritorno dopo la sua apparizione nei Concerti di Capodanno 2021 e 2017 – e il tenore Jonathan Tetelman, anche lui impegnato per la prima volta alla Fenice.

Tra gli artisti coinvolti non può mancare inoltre una menzione ad Alfonso Caiani,maestro del Coro del Teatro La Fenice, e poi a Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel che, insieme al corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, danzeranno le coreografie di Diego Tortelli, indossando costumi di scena creati da Laura Biagiotti. Le coreografie – registrate al Museo di Palazzo Grimani e negli spazi della Biennale Architettura – saranno trasmesse in occasione della diretta televisiva di Rai1. Ecco il dettaglio delle quattro repliche dei Concerti di Capodanno in Fenice: lunedì 29 dicembre 2025 ore 20.00; martedì 30 dicembre ore 17.00; mercoledì 31 dicembre ore 16.00; giovedì 1 gennaio 2026 ore 11.15.

Come di consueto il programma musicale si comporrà di due parti, che quest’anno saranno entrambe dedicate al melodramma: l’impaginato proporrà infatti una carrellata di ouverture, intermezzi, arie e passi corali dal repertorio operistico più amato, che si concluderà come da tradizione con «Va, pensiero, sull’ali dorate» dal Nabucco di Giuseppe Verdi e con il brindisi «Libiam ne’ lieti calici» dalla Traviata di Verdi.

Questa seconda parte del programma sarà trasmessa da Rai Cultura in diretta televisiva su Rai1 alle ore 12.20 del giorno di Capodanno e sarà poi riproposta in differita su Rai5 alle ore 21.20 e poi di nuovo sempre su Rai5 mercoledì 3 gennaio 2026 ore 8.00, mentre il concerto di giovedì 1 gennaio 2026 sarà trasmesso in versione integrale su Rai Radio3 sempre giovedì 1 gennaio 2026 alle ore 20.30.

Ecco il dettaglio del programma musicale. Nella prima parte Michele Mariotti dirigerà l’Orchestra del Teatro La Fenice nell’esecuzione di sinfonie e intermezzi orchestrali tratti dal repertorio lirico, pagine che saranno di sicura presa sul pubblico: dalla sinfonia della Semiramide di Gioachino Rossini a quella dalla Norma di Bellini; dall’intermezzo del   di Pietro Mascagni all’impetuosa Tregenda dalla prima opera pucciniana, Le Villi; dalla sinfonia del Don Pasquale di Gaetano Donizetti alla Sinfonia dai Vespri siciliani di Giuseppe Verdi. La seconda parte vedrà impegnati anche i solisti, il soprano Rosa Feola e il tenore Jonathan Tetelman, insieme con il Coro del Teatro La Fenice istruito da Alfonso Caiani: sarà infatti la compagine veneziana ad aprire la seconda parte della serata con l’interpretazione del coro «Feste! Pane! Feste!» dalla Gioconda di Amilcare Ponchielli, con Emanuele Pedrini interprete di Barnaba; mentre dopo la Barcarola dal Silvano di Mascagni, i solisti si esibiranno in due emozionanti brani di bravura: Rosa Feola eseguirà «Sombre forêt», l’aria di Matilde dal secondo atto del Guglielmo Tell di Rossini; Jonathan Tetelman canterà invece «Cielo e mar», l’aria di Enzo Grimaldo sempre dalla Gioconda di Ponchielli. Seguiranno due numeri tratti dalla Butterfly di Giacomo Puccini: il suggestivo ‘coro a bocca chiusa’ e il ‘romantico’ duetto di Mimì e Rodolfo «O soave fanciulla». L’intermezzo di Cavalleria rusticana di Mascagni introdurrà al gran finale del programma con brani che non hanno forse bisogno di alcuna presentazione: «Nessun dorma» dalla Turandot di Puccini, «Casta diva» dalla Norma di Bellini; e poi «Va, pensiero, sull’ali dorate» dal Nabucco di Verdi; infine il brindisi «Libiam ne’ lieti calici» dalla Traviata di Verdi.

I biglietti per i Concerti di Capodanno in Fenice (da € 25,00 a € 500,00) sono acquistabili nella biglietteria del Teatro La Fenice e nei punti vendita Eventi Venezia Unica, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.

L’evento è realizzato dalla Fenice in coproduzione con Rai Cultura, in collaborazione con Regione del Veneto, arte e wdr. E con il contributo di Forno Bonomi. Main partner Intesa Sanpaolo.

Michele Mariotti

È direttore musicale dell’Opera di Roma dal 2022. Insignito del xxxvi Premio Abbiati come miglior direttore d’orchestra, è ospite dei principali teatri e festival italiani e internazionali. Fra questi, Scala, Opéra di Parigi, Wiener Staatsoper, Royal Opera House Covent Garden, Bayerische Staatsoper, Deutsche Oper di Berlino, Salzburg Festival, Rossini Opera Festival, Metropolitan di New York, San Carlo di Napoli, Festival Verdi di Parma, Opera di Amsterdam, Lyric Opera di Chicago, Opera di Los Angeles, Festival di Wexford, Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, Teatro Real di Madrid. È salito sul podio dell’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, dell’Orchestre National de France, dei Münchner Symphoniker, dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della rai, della Danish National Symphony Orchestra, dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dei Bamberger Symphoniker, della Royal Philharmonic Orchestra, della Nederlands Philharmonisch Orkest, della Gürzenich Orchester Köln,della Filarmonica della Scala, della rté National Symphony Orchestra, della swr Symphonieorchester, della Tokyo Symphony Orchestra solo per citarne alcune. Collabora con registi di spicco come Martone, McVicar, Dante, Livermore, Michieletto, Carsen, Stone, Mayer, Fritsch, Andrews, Kratzer, Erath, Guth, Warner, Castellucci. Dal 2008 è stato direttore principale e poi direttore musicale fino al 2018 del Comunale di Bologna, teatro in cui ha diretto numerosi concerti sinfonici e decine di produzioni operistiche, fra cui La bohème con la regia di Graham Vick, che ha vinto il premio Abbiati come miglior spettacolo del 2018. Ha guidato inoltre l’Orchestra e il Coro del Comunale di Bologna in tournée in varie città italiane e a Tokyo, a Mosca, a Parigi. Più recentemente ha diretto alla Wiener Staatsoper Il barbiere di Siviglia e Norma, al Festival d’Aix-en-Provence Moïse et Pharaon, al San Carlo di Napoli Maometto ii di Rossini e Otello di Verdi che ha portato anche al Festival d’Aix-en-Provence, Macbeth al Palau de les Arts Reina Sofia di Valencia, La bohème all’Opera di Parigi, Guillaume Tell alla Scala, Ermione al Rossini Opera Festival (xliv Premio Abbiati) e Dialogues des Carmélites, Aida, Mefistofele, Tosca, Peter Grimes, Simon Boccanegra all’Opera di Roma, alle Terme di Caracalla, West Side Story, e una tournée in Giappone con il Coro e l’Orchestra del Teatro romano. Nella stagione presente è impegnato in concerti sinfonici in Italia e in Europa, sul podio dell’Orchestra Nazionale della rai, della Filarmonica George Enescu, della Filarmonica della Scala, dell’Orchestra Haydn, e al Maggio Musicale Fiorentino e Teatro San Carlo. Oltre all’attività all’Opera di Roma, dirige Aida all’Opéra di Parigi con la regia di Shirin Neshat e Luisa Miller a Vienna con la regia di Philipp Grigorian. Ha concluso gli studi umanistici e si è diplomato in composizione al Conservatorio Rossini della sua città, Pesaro, dove ha anche studiato Direzione d’orchestra sotto la guida di Manlio Benzi. Contemporaneamente si è diplomato in Direzione d’orchestra presso l’Accademia Musicale Pescarese con Donato Renzetti.

TCBO: È DEDICATO A BEETHOVEN “GIOIA”, IL NUOVO CICLO DI CONCERTI DOMENICALI PER LE FAMIGLIE

Protagonisti giovani talenti del podio vincitori di concorsi internazionali e le Prime parti dell’Orchestra della Fondazione lirico-sinfonica felsinea

Primo appuntamento il 4 gennaio alle ore 11 presso l’Auditorium Manzoni con Julio García Vico ed Emanuele Benfenati 

È con la musica di Beethoven e di Mozart che si inaugura il 2026 del Teatro Comunale di Bolognadomenica 4 gennaio alle ore 11, presso l’Auditorium Manzoni, la Sinfonia n. 1 in do maggiore, op. 21 del grande compositore tedesco e il Concerto per violino e orchestra n. 3 in sol maggiore, K.216 del genio di Salisburgo sono al centro del primo concerto dell’inedita rassegna “Gioia. Domenica con Beethoven. L’iniziativa, pensata per le famiglie e articolata in 8 appuntamenti in programma la domenica mattina fino al 13 dicembre, è un ciclo monografico incentrato sulle pagine di Beethoven, tra ouverture e sinfonie – tutte tranne la Nona che viene presentata nel concerto conclusivo della Stagione Sinfonica –, e che vuole valorizzare principalmente giovani direttori vincitori di concorsi prestigiosi. Protagonista di questo appuntamento è Julio García Vico, al suo debutto bolognese, accanto al Primo violino di spalla dell’Orchestra della Fondazione lirico-sinfonica felsinea Emanuele Benfenati, impegnato come solista nel concerto mozartiano.

Vincitore del XVI Concorso “Donatella Flick” della London Symphony Orchestra e del Deutscher Dirigentenpreis 2019, Vico – direttore spagnolo classe 1992 – è già salito sul podio di orchestre come l’irlandese RTÉ National Symphony Orchestra, i Münchner Symphoniker e la spagnola Orchestra Sinfonica della RTVE. È stato inoltre Direttore Assistente della London Symphony Orchestra (LSO), lavorando anche con artisti del calibro di Sir Simon Rattle, Sir John Eliot Gardiner, Sir Antonio Pappano, Barbara Hannigan, e assistente di Nicola Luisotti al Teatro Real di Madrid. Primo violino di spalla del Teatro Comunale di Bologna dal 1989, Emanuele Benfenati ha suonato in complessi cameristici e sinfonici tra cui I Filarmonici del Teatro Comunale di Bologna in veste di Primo violino solista e concertatore, I Virtuosi Italiani, l’Orchestra da Camera de I Solisti Veneti, e ha realizzato registrazioni discografiche per etichette come “Decca Record”, “Tactus” e “Dynamic”.

La rassegna “Gioia”. Domenica con Beethoven è realizzata con il supporto di Rekeep. «Sosteniamo con convinzione questa nuova rassegna sinfonica dedicata a Beethoven – dice Claudio Levorato, Presidente esecutivo di Rekeep S.p.A. – un progetto che coniuga qualità artistica e attenzione verso nuovi pubblici e che rappresenta un primo tassello del progetto, studiato dalla Fondazione e dalla nuova Sovrintendente, per rafforzare il legame tra il teatro e la comunità. La musica di Beethoven, patrimonio universale, rappresenta un punto di partenza ideale per avvicinare sempre più persone alla musica classica. Come azienda, siamo lieti di contribuire a un progetto che valorizza la cultura come elemento di crescita e partecipazione».

I biglietti – da 1 a 10 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket  e presso la biglietteria del Teatro Comunale (Largo Respighi), dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18 e il sabato dalle 11 alle 15; il giorno del concerto presso l’Auditorium Manzoni da 1 ora prima fino a 15 minuti dopo l’inizio dello spettacolo.

Nell’ottica di avvicinare il pubblico più giovane – e non solo – alla musica classica, ogni concerto sarà introdotto dal divulgatore e influencer culturale Martino Ruggero Dondi.

RICCARDO MUTI E L’ORCHESTRA GIOVANILE CHERUBINI PORTANO LA GRANDE MUSICA IN LUOGHI SIMBOLO D’ITALIA

Sabato 18 luglio all’Anfiteatro degli Scavi di Pompei, lunedì 20 luglio in Piazza Napoleone a Lucca nel contesto del Lucca Summer Festival e mercoledì 22 luglio al Foro Boario di Ostuni

Insieme agli studenti dei Conservatori italiani

Pompei, Lucca, Ostuni. 

Riccardo Muti porta la sua Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, insieme agli studenti dei Conservatori italiani, in tre città simbolo della storia e della cultura nazionale per un progetto che mette al centro i giovani musicisti e il valore della musica come patrimonio condiviso.

Sabato 18 luglio all’Anfiteatro degli Scavi di Pompei, lunedì 20 luglio in Piazza Napoleone a Lucca nel contesto del Lucca Summer Festival e mercoledì 22 luglio al Foro Boario di Ostuni, il progetto prende forma con la volontà di affidare la grande tradizione musicale del Paese alle nuove generazioni e inserirla in spazi che ne rappresentano in modo emblematico l’identità. 

Il programma musicale riflette pienamente questo percorso. Riccardo Muti ha scelto, infatti, di portare fuori dai teatri il grande repertorio sinfonico-operistico italiano: Giuseppe Verdi apre e chiude idealmente i concerti con le ouverture dal Nabucco e dalla Forza del destino. Al centro si collocano gli Intermezzi da Manon Lescaut di Giacomo Puccini, da Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e da Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, affiancati dall’Ouverture del Guglielmo Tell di Gioachino Rossini e da Contemplazione di Alfredo Catalani, insieme alla suite dal Gattopardo di Nino Rota.

«Il mio invito è rivolto all’Italia più bella, perché riempia i suoi luoghi storici e li viva attraverso la cultura», afferma Riccardo Muti. «Ho voluto che i musicisti della mia Orchestra Giovanile Luigi Cherubini lavorassero fianco a fianco con gli studenti dei Conservatori, senza distinzioni, perché la musica si impara soprattutto condividendo. Suonare insieme significa ascoltarsi, rispettarsi, assumersi una responsabilità comune. Abbiamo scelto pagine di compositori che hanno dato all’Italia una voce riconoscibile nel mondo. Verdi, Puccini, Rossini, Mascagni, Leoncavallo, Rota, Catalani non sono soltanto grandi nomi della nostra storia musicale: sono parte di una civiltà che ha saputo esprimere bellezza, pensiero e profondità. Questa musica ci ricorda che l’Italia ha avuto, e può continuare ad avere, un ruolo fondamentale nella costruzione di una coscienza culturale condivisa. La cultura non deve essere riservata a pochi, ma appartiene a tutti. I giovani sono i primi depositari di questo patrimonio e hanno il compito di custodirlo con serietà e passione. Credere nella musica, oggi, significa credere nel futuro del nostro Paese».

Con l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, fondata nel 2004, Riccardo Muti ha costruito nel tempo un’esperienza unica nel panorama musicale internazionale, in cui il rigore dello studio si accompagna a una profonda attenzione al valore umano ed educativo della musica. L’incontro con gli studenti dei Conservatori rafforza questa visione, trasformando il lavoro orchestrale in uno spazio di trasmissione diretta del sapere e dell’etica musicale.


I biglietti saranno disponibili a partire da venerdì 19 dicembre alle ore 11.00 su ticketone.it.

ZORBA IL GRECO, UN SUCCESSO SENZA TEMPO NEL 2026 DUE IMPERDIBILI SERATE AL TEATRO ROMANO DI VERONA

Il 25 e 26 agosto, Fondazione Arena riporta a Verona il capolavoro di Theodorakis, nel programma del 103° Arena di Verona Opera Festival

Un appuntamento fisso che torna di anno in anno. Zorba il greco sarà al Teatro Romano di Verona anche durante l’estate 2026. Dopo la singola serata sold-out del 2023, la doppia data del 2024 e le quattro repliche del 2025, torna uno dei balletti più amati di sempre, grazie alla collaborazione con il Comune di Verona. Il capolavoro di Theodorakis sarà in scena il 25 e 26 agosto 2026 per il 103° Arena di Verona Opera Festival.

Un successo che si rinnova di anno in anno, iniziato nell’agosto 1988, con la prima mondiale, all’Arena di Verona. Zorba il greco, allora al suo debutto con le coreografie di Lorca Massine e le musiche di Mikis Theodorakis, infiammò l’Anfiteatro con le sue danze e il suo inno alla vita. Il compositore stesso era sul podio a dirigere Orchestra e Coro areniani, mentre il ballo era impegnato con solisti del calibro di Vladimir Vasiliev e Gheorghe Iancu, sullo sfondo di assolate miniere e villaggi greci di un bianco abbagliante. Il successo fu travolgente e replicato nel 1990, immortalato dalle telecamere. Da allora, Zorba ha intrapreso un cammino internazionale, raggiungendo 35 paesi diversi e milioni di spettatori dal vivo, tornando a Verona nel 2002 per una ripresa al Teatro Filarmonico e al Romano. E poi dal 2023, a 35 anni dalla prima mondiale, in una nuova produzione è tornato sul palcoscenico scaligero, replicando i sold-out e le innumerevoli richieste di bis, concessi dal cast che negli anni ha visto alternarsi primi ballerini da tutto il mondo, protagonisti sul palcoscenico del Teatro Romano assieme al Ballo di Fondazione Arena.

Le due date 2026 sono in vendita da oggi sul sito www.arena.it, alle biglietterie dell’Arena di Verona e sul circuito Vivaticket.

Mikis Theodorakis (1925-2021) è stato compositore e figura di riferimento politica, civile e culturale della Grecia contemporanea: incarcerato dalla dittatura dei colonnelli, a lungo bandito, è stato poi parlamentare e ministro. Prolifico creatore di sinfonie, canzoni, opere, balletti, è diventato celebre firmando colonne sonore per registi come Cacoyannis, Litvak, Powell, Costa-Gavras, Lumet. Il suo Zorba a Verona fu anche simbolo di una nuova era legata alla fine della cortina di ferro. Ancora oggi, questo balletto in due atti tratto dal romanzo di Nikos Kazantzakis rappresenta un inno alla vita, alla scoperta dell’altro, al superamento del lutto, alla forza interiore. Sviluppando i temi della colonna sonora scritta per il film omonimo del ‘64 con Anthony Quinn e Irene Papas, Theodorakis creò un balletto interamente nuovo che fu coreografato da Lorca Massine, lo stesso che ne ha supervisionato la nuova produzione che dal 2023 ha conquistato il pubblico internazionale al Teatro Romano di Verona.

Zorba il greco si inserisce nel ricco calendario del 103° Arena di Verona Opera Festival che, dal 12 giugno al 12 settembre 2026, animerà l’Anfiteatro con 52 grandi serate di opera, concerti e danza.

GIULIO CILONA SUL PODIO DELL’ORCHESTRA RAI PER IL TRADIZIONALE CONCERTO DI NATALE

Dall’Oratorio di Natale di Bach alla Pastorale di Beethoven, grandi capolavori per il consueto appuntamento natalizio

Solisti le prime trombe dell’OSN Rai Marco Braito e Roberto Rossi e il soprano Francesca Aspromonte

Ha fatto registrare il tutto esaurito il Concerto di Natale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, in programma per una data unica e fuori abbonamento martedì 23 dicembre alle ore 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino. Sul podio sale Giulio Cilona, talentuosa bacchetta non ancora trentenne, chiamato a sostituire Ottavio Dantone, costretto a rinunciare al concerto per un’indisposizione. Il direttore d’orchestra belga-americano, che siederà anche al clavicembalo nei brani che prevedono lo strumento, torna alla guida della compagine Rai per la terza volta in un anno, dopo il Concerto di Carnevale e le due date con il pianista Tom Borrow ad aprile scorso. Cilona è attualmente Kapellmeister alla Deutsche Oper di Berlino, incarico che ricopre fin da giovanissimo. L’appuntamento natalizio è trasmesso in diretta su Radio3 e in live streaming su raicultura.it.

La serata si apre con il Concerto in re maggiore per due trombe, archi e basso continuo RV 537 di Antonio Vivaldi, con protagoniste le prime trombe dell’OSN Rai Marco Braito e Roberto Rossi. Unico concerto per tromba scritto dal musicista veneziano, torna sui leggii dell’orchestra Rai dopo quarantacinque anni: la sua ultima esecuzione risale al 1980. 

A seguire, è proposta la Pastorale dall’Oratorio di Natale BWV 248 di Johann Sebastian Bach, uno dei più grandi capolavori dedicati alla celebrazione della nascita di Gesù.

Di Wolfgang Amadeus Mozart è poi eseguito il Mottetto in fa maggiore per soprano e orchestra Exsultate, Jubilate, con solista il soprano Francesca Aspromonte, che sale per la prima volta sul palco dell’Auditorium Rai. Suddiviso in quattro movimenti, il brano fu composto nel 1773 per il cantante castrato Venanzio Rauzzini: più che per il carattere religioso, l’Exsultate si distingue per la raffinatezza della linea vocale e l’inventiva della parte strumentale. 

Chiude infine il programma la Sinfonia n. 6 in fa maggiore op. 68, detta “Pastorale”, di Ludwig van Beethoven. Ultimata nel 1808 e diretta per la prima volta dall’autore nel dicembre di quell’anno al Theater an der Wien di Vienna, questa sinfonia segna un momento di trasfigurazione idilliaca nell’esistenza del genio beethoveniano, sempre scosso dall’intensità del sentire e del soffrire. 

I biglietti per il concerto sono esauriti. Eventuali titoli di ingresso dovuti a rinunce saranno messi in vendita un’ora prima delle due serate. Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it.

A Natale regala “Fenice Gift card o carnet danza”

A Natale regala Fenice! La Fondazione Teatro La Fenice di Venezia propone al suo pubblico un’idea regalo ideale per gli amanti della musica e del balletto e per chi vuole ‘contagiare’ con la sua passione familiari e amici: una Gift Card per spettacoli lirici, sinfonici o di danza in programma al Teatro La Fenice e al Teatro Malibran fino al 31 ottobre 2026. La carta regalo sarà disponibile in tre tagli, da 50 €, da 110 € oppure da 190 €, sarà  acquistabile e convertibile esclusivamente online. La Gift Card potrà essere utilizzata per uno o più acquisti sino all’esaurimento del suo valore.

            Inoltre, per gli appassionati di balletto, la Fenice mette a disposizione un’altra idea regalo perfetta: il Carnet Danza composto da quattro spettacoli che, da febbraio a ottobre 2026, in Fenice e al Malibran, comprenderà grandi classici, creazioni moderne e lavori di autori contemporanei. Questa speciale sottoscrizione – in vendita al costo di 200 € – prevede posti nel settore di platea e date a scelta dell’acquirente. Ecco i quattro titoli in programma: Lo schiaccianoci verrà proposto in una nuova versione realizzata dal coreografo canadese Wayne Eagling in collaborazione con Tamás Solymosi. L’interpretazione sarà affidata a étoiles, primi ballerini, solisti e corpo di ballo dell’Opera Nazionale di Budapest, per la quale la coreografia è stata specificamente ideata. La musica sarà eseguita dal vivo, dall’orchestra del Teatro La Fenice sotto la direzione di Gábor Hontvári. Altro evento ballettistico di grandissimo prestigio, sarà quello che vedrà protagonista la Martha Graham Dance Company, che giungerà a Venezia per celebrare i cento anni della sua fondazione. Seguiranno due spettacoli di danza che affrontano da diversi punti di vista l’atroce attualità della guerra. Nel primo dei due appuntamenti, debutterà a Venezia l’Hamburger Kammerballett, compagnia di danza composta da ballerini professionisti con formazione classica, nata nel 2022 con l’obiettivo di sostenere i danzatori ucraini rifugiati in Germania. E poi Dear Son, il ritratto di una famiglia scossa dalla perdita di un figlio partito per la guerra: una coreografia di Sasha Riva e Simone Repele su musiche di autori vari.

            Sorprendi chi ami con un dono unico e raffinato: un accesso esclusivo al mondo dell’opera, del balletto e della musica classica. Le gift card potranno essere acquistate on line www.teatrolafenice.it , mentre i carnet Danza potranno essere sottoscritti nella biglietteria del Teatro la Fenice e nelle biglietterie Venezia Unica di Piazzale Roma, Tronchetto, Mestre Piazzale Cialdini. Via e-mail:ticketing@velaspa.com. Biglietteria telefonica Ticketing Vela: 041 2722699. Per info abbonati@teatrolafenice.org

Il programma della 47a edizione del Rossini Opera Festival 

Il nuovo Siège de Corinthe di Livermore e il ritorno di due spettacoli-simbolo firmati Ponnelle e Michieletto

La 47a edizione del Rossini Opera Festival si terrà a Pesaro dall’11 al 23 agosto 2026. Inaugurerà il Festival un nuovo allestimento di Le Siège de Corinthe, diretto da Carlo Rizzi e messo in scena da Davide Livermore. Due le riprese di spettacoli-simbolo della storia del Festival: L’occasione fa il ladro, unica ma indimenticabile presenza al ROF di Jean-Pierre Ponnelle, uno dei maestri della regia lirica del Novecento, diretta da Alessandro Bonato; La scala di seta, messa in scena da Damiano Michieletto, uno dei più significativi registi contemporanei che proprio a Pesaro si è rivelato avviando la propria carriera internazionale, diretta da Iván López-Reynoso. Torna anche Il viaggio a Reims nella ormai storica versione ideata da Emilio Sagi per il ROF 2001 e interpretata dagli allievi dell’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda”. 

Nel programma concertistico figurano il concerto Flórez 30, che celebra il trentennale del debutto di Juan Diego Flórez al ROF, i classici Concerti di Belcanto, il ritorno di Rossinimania ed infine lo Stabat Mater diretto da Domingo Hindoyan, che chiuderà l’edizione 2026. 

Il Festival sarà inaugurato l’11 agosto all’Auditorium Scavolini da Le Siège de Corinthe, con Carlo Rizzi alla guida dell’Orchestra del Comunale di Bologna e del Coro del Teatro Ventidio Basso. Nel cast, Adrian Sâmpetrean (Mahomet), Matteo Roma (Cléomène), Vasilisa Berzhanskaya (Pamyra), Maxim Mironov (Néoclès), Simón Orfila (Hièros), Tianxuefei Sun (Adraste), Giuseppe De Luca (Omar) e Anna-Doris Capitelli (Ismène). Il regista Davide Livermore firmerà anche le scene assieme ad Eleonora Peronetti e Paolo Gep Cucco, mentre i costumi saranno ideati da Gianluca Falaschi e le luci da Nicolas Bovey. Le tre repliche si terranno il 14, 17 e 21 agosto. 

Seguirà il 12 agosto al Teatro Rossini la prima di L’occasione fa il ladro,  che vedrà Alessandro Bonato alla guida dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini. Lo spettacolo di Jean-Pierre Ponnelle, proposto per la prima volta al ROF 1987, sarà ripreso da Sonja Frisell, con le luci di Fabio Rossi. Nella compagnia di canto figurano Manuel Amati (Don Eusebio), Damiana Mizzi (Berenice), Dave Monaco (Conte Alberto), Matteo Mancini (Don Parmenione), Martiniana Antonie (Ernestina) e Giuseppe Toia (Martino). Le altre recite si terranno il 15, 18 e 20 agosto.

Sempre al Teatro Rossini, il 13 agosto, sarà la volta della Scala di seta. Iván López-Reynoso dirigerà l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. L’allestimento di Damiano Michieletto, con scene e costumi di Paolo Fantin e luci di Alessandro Carletti, è andato in scena per la prima volta al ROF nel 2009 e la prossima estate sarà ripreso da Eleonora Gravagnola. Nel cast, Enrico Iviglia (Dormont), Hasmik Torosyan (Giulia), Mara Gaudenzi (Lucilla), Alasdair Kent (Dorvil), Iurii Samoilov (Blansac) e Paolo Bordogna (Germano). Le repliche sono in calendario il 16, 19 e 22 agosto. 

La quarta opera in programma è Il viaggio a Reims dei giovani cantanti dell’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda”, in programma al Teatro Rossini il 16 e 19 agosto nella messinscena ideata da Emilio Sagi e ripresa da Matteo Anselmi, con i costumi di Pepa Ojanguren e le luci di Fabio Rossi. Il cast sarà diretto da Sieva Borzak, sul podio della Filarmonica Gioachino Rossini. 

Tra i concerti spicca Flórez 30, in programma all’Auditorium Scavolini il 18 agosto. Guillermo García Calvo dirigerà l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e il Coro del Teatro Ventidio Basso. 

Al Teatro Rossini si terranno quattro Concerti di Belcanto, affidati a Matteo Mancini e Giuseppe Toia (14 agosto), Dave Monaco (17 agosto), Adrian Sâmpetrean (20 agosto) e Simón Orfila (22 agosto).
Sempre al Teatro Rossini torna il 15 agosto anche l’appuntamento con Rossinimania: ne sarà protagonista il chitarrista Eugenio Della Chiara con un concerto intitolato Rossini à Paris.

Il ROF 2026 si chiuderà il 23 agosto all’Auditorium Scavolini con l’esecuzione dello Stabat Mater. Domingo Hindoyan dirigerà l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e il Coro del Teatro Ventidio Basso, nonché un cast composto da Vasilisa Berzhanskaya, Anna-Doris Capitelli, Dmitry Korchak e Adrian Sâmpetrean. 

Il programma della Stagione 2025-2026 delle Formazioni musicali giovanili del Teatro Massimo di Palermo

Un anno di concerti, grandi classici e sperimentazione nel segno della crescita artistica e dell’apertura alla città

Un percorso artistico di formazione e crescita che coinvolge centinaia di giovani talenti musicali e si apre alla Città con un calendario fitto di appuntamenti tra Sala Grande, Sala ONU, il Foyer e vari luoghi del territorio. È la nuova stagione 2025-2026 di concerti e attività delle Formazioni musicali giovanili della Fondazione Teatro Massimo di Palermo. Ne sono protagonisti i ragazzi della Massimo Youth Orchestra, della Massimo Kids Orchestra, il Coro di voci bianche e la Cantoria del Teatro Massimo. A guidarli il Maestro Michele De Luca, e i maestri del Coro di voci bianche e della Cantoria, Salvatore Punturo e Giuseppe Ricotta. E con il fondamentale supporto dei tutors, tutti professori dell’Orchestra del Teatro Massimo. Il programma, già avviato a novembre, proseguirà fino a settembre 2026, offrendo una grande varietà di proposte e valorizzando sia piccoli ensemble cameristici che ampie formazioni orchestrali in cui i bambini e i ragazzi potranno mettere in gioco le abilità acquisite.

«Le Formazioni musicali giovanili della Fondazione Teatro Massimo rappresentano un patrimonio prezioso per la città di Palermo – dichiara il Presidente della Fondazione e Sindaco di PalermoRoberto Lagalla. «La loro presenza diffusa sul territorio dimostra come la crescita e la formazione dei giovani talenti possano procedere di pari passo con l’arricchimento della vita culturale cittadina. Mentre studiano, si formano e maturano artisticamente, questi ragazzi contribuiscono in modo concreto e continuo ad animare teatri, sale e luoghi simbolici della città, rendendo la musica un’esperienza viva e condivisa. È importante sottolineare con chiarezza che l’attività delle formazioni giovanili non sottrae spazio né risorse all’Orchestra e al Coro del Teatro Massimo, ma al contrario si integra e si affianca ad essa, rafforzando complessivamente il ruolo della Fondazione come motore culturale, educativo e sociale. Investire nei giovani significa investire nel futuro culturale di Palermo, senza rinunciare all’eccellenza e al valore dell’Orchestra stabile, che resta un pilastro imprescindibile della nostra identità artistica».

«Da giovane ho fatto un sogno: un teatro senza pareti, aperto a tutti, attraversato dalla musica, abitato dai suoni e dagli strumenti, vivo come una città – aggiunge il Sovrintendente Marco Betta. Quel sogno via via prende forma grazie alle attività dei lavoratori e degli artisti della Fondazione Teatro Massimo e anche grazie alle Formazioni Giovanili del Teatro Massimo, perché questi giovani, giorno dopo giorno, con lo studio, l’ascolto, la disciplina e l’immaginazione danno un grande contributo. Inaugurare un nuovo percorso delle orchestre e dei cori giovanili significa investire nel futuro del Teatro e insieme nel futuro della comunità. Non si tratta soltanto di percorsi di eccellenza, ma di presìdi culturali permanenti, capaci di abbattere le barriere tra il Teatro e la città. Vedere ragazze e ragazzi confrontarsi con repertori che vanno da Mozart a Piazzolla, affiancati dai tutor dell’Orchestra del Teatro Massimo, conferma una visione precisa: un teatro che forma talenti e genera coesione sociale, che dialoga con le grandi istituzioni internazionali e allo stesso tempo si radica nel tessuto urbano, rendendo la musica un patrimonio condiviso, accessibile e vivo per tutti».

«Educare i giovani alla musica e alla bellezza è una priorità strategica – dice il direttore esecutivo Ettore Artioli. La Fondazione Teatro Massimo, seguendo la volontà dei propri Soci, si impegna attivamente per la valorizzazione sociale e culturale del territorio. Il nostro obiettivo è proiettare i ragazzi verso un futuro solido: queste formazioni non sono solo un’esperienza artistica, ma una finestra concreta sul domani. È un percorso che coltiva emozioni e, allo stesso tempo, traccia rotte professionali, preparando i giovani talenti alle sfide e ai successi del loro futuro lavorativo».

«Siamo molto fieri di essere un Teatro che investe con così tanta energia nel futuro di questi ragazzi – aggiunge il direttore artistico Alvise Casellati. Il loro straordinario talento ha trovato un riconoscimento prestigioso nella recente esibizione davanti al Presidente della Repubblica, un momento che ha confermato la qualità del percorso fatto finora. Il futuro della musica è inimmaginabile senza le nuove generazioni: oggi festeggiamo il loro valore e la passione con cui entrano nella grande famiglia del Teatro che si allarga sempre di più. Vedere crescere artisticamente questi giovani significa accogliere un’energia nuova che rende il nostro Teatro un luogo sempre vivo e capace di rinnovarsi».

«Le Formazioni Giovanili della Fondazione rappresentano oggi uno dei più importanti laboratori artistici e formativi dedicati alle nuove generazioni” – afferma il Maestro Michele De Luca, che è coordinatore e direttore delle formazioni giovanili orchestrali. “Attraverso orchestre, cori, ensemble e progetti educativi, sosteniamo la crescita dei giovani talenti del territorio, offrendo loro esperienze e spazi di espressione di altissimo profilo. Molti dei ragazzi che hanno fatto parte delle nostre formazioni giovanili sono oggi professionisti affermati e fanno parte di alcune tra le più importanti orchestre, come l’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, del Teatro San Carlo di Napoli, dell’Orchestra Cherubini del Maestro Riccardo Muti e qualcuno anche dell’Orchestra della Fondazione Teatro Massimo di Palermo. Il nostro impegno spazia dalla formazione continua alla partecipazione alla vita culturale della città, fino a progetti di inclusione sociale e collaborazioni nazionali e internazionali».

I grandi appuntamenti in Sala Grande
Tra gli appuntamenti più attesi spicca il tradizionale Concerto di Capodanno (1 gennaio, ore 11.00), dal titolo The sound of tomorrow – New Year’s Celebration. Sul podio Michele De Luca guiderà un organico imponente composto dalla Kids e dalla Youth Orchestra, dalle soliste della Cantoria, dal Coro di voci bianche, e con la partecipazione straordinaria dei solisti dell’Accademia lirica diretta da Pietro Ballo. Il programma riserverà grande spazio al repertorio viennese senza trascurare grandi titoli del repertorio italiano e francese come La bohème di Puccini e Carmen di Bizet.

Sempre in Sala grande, il 19 febbraio, ore 20.30, sarà la volta di Mozart, Yoshimatsu, Beethoven: Il sacro, il moderno, l’eroico” con la Massimo Youth Orchestra e la CantoriaIn programma il Mozart sacro della Missa Brevis K 275, il giapponese Takashi Yoshimatsu con il suo concerto per sassofono e orchestra, Cyberbird, affidato al giovanissimo talento della Youth Orchestra Alessandro Laura. Chiude il programma la monumentale Quinta Sinfonia di Beethoven.

Nuovo appuntamento il 14 aprile alle 20.30 per “Riflessi del tempo” con il Coro di voci bianche, la Cantoria e la Massimo Youth Orchestra, direttore Michele De Luca, e il Concerto per clarinetto di Aaron Copland, affidato al clarinetto solista del giovane Antonio Nogara, e la Contemporary Mass n. 2 – “Miserere Nobis” di Giuseppe Ricotta.

Altro evento di rilievo il 4 giugno alle 20.30 in Sala grande per il concerto Stagioni: la Massimo Youth Orchestra diretta da Michele De Luca avrà come solista ospite il violinista Salvatore Grecospalla dell’Orchestra del Teatro Massimo, per un programma che accosterà le Quattro stagioni di Antonio Vivaldi alle Estaciones Portueñas di Astor Piazzolla, in un viaggio tra secoli e continenti.

Ultimo appuntamento in Sala grande, il 26 settembre alle 20.30, per “La voix et l’âme”, che chiude la stagione con la Cantoria e il Coro di voci bianche diretti da Salvatore Punturo e Giuseppe Ricotta e la Massimo Youth Orchestra diretta da Michele De Luca, giovane solista al violino Denise De Luca. Programma interamente francese, con musiche di Poulenc, Fauré e, in particolare, Poème op. 25 per violino e orchestra di Ernest Chausson.

“Opera Nica” per far scoprire l’opera lirica ai più giovani (Foyer e Sala ONU)
Tra le novità più significative della stagione spicca “Opera Nica“, un progetto che ripropone la collaborazione tra il Teatro Massimo e il Teatro Ditirammu, con la drammaturgia e la regia di Elisa Parrinello e i piccoli interpreti della Massimo Toys Orchestra e del Ditirammu Lab. Il progetto fonde narrazione scenica ed esecuzione musicale con un linguaggio accessibile e coinvolgente volto a far scoprire l’opera lirica a un pubblico giovane trasponendo i grandi titoli d’opera in chiave folk e contemporanea. Si comincia con L’elisir d’amore di Donizetti (28-30 dicembre ore 20:30 e in replica 3-4 gennaio ore 16:30 e ore 18:00) e si prosegue in primavera in Sala ONU con Il barbiere di Siviglia di Rossini (18-19 aprile ore 19:00 e 9-10 maggio ore 19:00 e ore 11:00). In scena le bambine, i bambini e gli adolescenti guidati e supportati dai tutor e dai professori dell’Orchestra del Teatro Massimo, reinterpretano l’opera lirica arricchendo la narrazione con cunti, danze popolari e una messa in scena contemporanea, in grado di coniugare tradizione e innovazione.

Musica da camera (Sala ONU e Foyer)
Tanti gli appuntamenti con i piccoli ensemble cameristici come Ars Sonora con formazioni che spaziano dai clarinetti (7 dicembre) agli archi (11 gennaio) o come Dialoghi di Corde (11 aprile) con la Massimo Youth Orchestra; e altre corde, ma quelle delle arpe, con Una magica risonanza (12 aprile), il recital con un accattivante programma eseguito dalle arpiste di Kids e Youth Orchestra.

Appuntamenti tematici (Sala ONU)
San Valentino sarà celebrato con Arie d’amore (14-15 febbraio) in Sala ONU dalla Cantoria diretta da Giuseppe Ricotta, accompagnata dalla Massimo Youth Orchestra, per le più belle e famose arie d’opera dedicate all’amore e alla passione. Così come la Festa della Donna, 7 e 8 marzo nel Foyer del Teatro, con “Incanto di donna” sempre con la Cantoria che farà un omaggio alle grandi protagoniste e interpreti musicali femminili. Sabato 28 febbraio alle 19:00 e domenica 1 marzo alle 11:00, in Sala ONU, spazio al Barocco con “L’eco del Tempo” un viaggio musicale tra secoli e stiliCon la direzione di Michele De Luca, la Youth Orchestra affronta musiche del repertorio barocco, tra cui il palermitano Alessandro Scarlatti.

Per i più piccoli (Sala ONU)
Carnevale (6-8 febbraio) andrà in scena la fiaba musicale I tre piccoli porcellini su musica di Salvatore Nogara e testo di Claudio Antonio Di Domenico, con la Massimo Toys Orchestra diretta da Michele De Luca, un appuntamento per interessare e attrarre anche i più piccoli. Mentre domenica 22 febbraio, alle 11:00, sempre in Sala ONU è la volta di “Beat and drum!”! un laboratorio interattivo rivolto ai giovani dai 6 ai 13 anni con l’Ensemble di Percussioni di Kids e Youth Orchestra diretti da Rosario Barretta che offriranno un’immersione nel mondo degli strumenti a percussione. Il 26 aprile 2026 alle 11.00 il maestro Salvatore Punturo dirige “Dreams come true”, un appuntamento con il Coro di voci bianche e musiche che spaziano da Fauré al repertorio contemporaneo di autori che hanno scritto appositamente per il Coro di voci bianche, come Alberto Maniaci e Giuseppe Ricotta.

L’anniversario dell’inaugurazione del Teatro Massimo (Foyer)
Il 16 e 17 maggio alle 20:30, con il concerto “Ottoni all’opera”, l’Ensemble di Ottoni e Percussioni della Youth Orchestra diretto da Michele De Luca ricorderà il 129° anniversario dell’inaugurazione del Teatro Massimo, avvenuta con grande sfarzo il 16 maggio 1897 con la prima esecuzione a Palermo di Falstaff di Verdi. In programma musiche di Mozart, Rossini, Bellini, Verdi e Puccini.

Il Massimo per la Città
Oltre alla stagione concertistica, le Formazioni giovanili della Fondazione, in collaborazione con il Comune di Palermo, sono impegnate nel progetto “Il Massimo per la Città”. Il progetto mira a portare la musica nei 25 quartieri della Città di Palermo, con una particolare attenzione per le periferie e per i luoghi non tradizionalmente deputati alla fruizione concertistica, rafforzando il legame con il territorio. La programmazione prevede esibizioni e concerti di piccole formazioni giovanili; recital di solisti accompagnati al pianoforte, con programmi calibrati sulle esigenze di spazi raccolti e pubblici variegati.

Le collaborazioni istituzionali
Sul piano nazionale e internazionale, si consolidano le collaborazioni con prestigiose istituzioni come l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, che garantisce ai giovani musicisti l’accesso a scambi formativi e masterclass di eccellenza, e si aggiunge il rapporto con la Malta Youth Orchestra, volto a creare un asse culturale stabile nel Mediterraneo e nuove opportunità di crescita professionale e umana per i giovani artisti.

Le attività della Massimo Kids Orchestra e della Massimo Youth Orchestra sono realizzate anche con il sostegno di Cassa Depositi e Prestiti (CDP).

Info e biglietti: www.teatromassimo.it

BAMBINI E FAMIGLIE AL TEATRO FILARMONICO. MARIONETTE E OMBRE RACCONTANO IL NOTTURNO… CON BRIO!

Sabato 20 dicembre alle 15.30 in Sala Filarmonica. Biglietti a 5 e 10 euro


Se il teatro, i suoi spazi e mestieri fossero svelati al pubblico? E se a farlo fossero ombre e burattini? Sabato 20 dicembre, alle ore 15.30, in Sala Filarmonica, torna Musica in famiglia, la rassegna per grandi e piccini. Fondazione Arena di Verona porta in scena Il Notturno… con brio! uno spettacolo leggero e divertente ma ricco di profondità ed emozioni. Biglietti a tariffe speciali: 5 euro per under14, 10 euro per over14 e adulti.

Laura Landi e Margherita Fantoni, in un’azione a due livelli, danno vita a diversi personaggi tra cui il presentatore del teatro, che cerca di impedire lo svolgimento dello spettacolo, il comico pasticcione e il protagonista Orlando, che incontra a teatro diversi personaggi imparando a sconfiggere così la sua grande paura. Le parti si alternano fino a trovare il punto di contatto tra comico e tragico, fra tradizione e contemporaneità, con pantomime musicali. Il Notturno…con brio! è uno spettacolo per bambini dai 3 anni che, come le più belle fiabe, racconta e insegna allo stesso tempo.

La rassegna Musica in famiglia proseguirà nei prossimi mesi, sempre il sabato pomeriggio, e vedrà in scena: il 14 gennaio l’inedito Mozart e Salieri GOT TALENT, che all’interno del Festival Mozart a Verona 2026 farà scoprire al pubblico i due compositori in una divertente sfida musicale; il 7 febbraio lo spettacolo DiVERDIamoci condurrà gli spettatori in un viaggio nel tempo a casa di Verdi, in cerca di ispirazione per la sua nuova opera. Il 28 febbraio si esibiranno in concerto i giovani solisti del Conservatorio E. F. Dall’Abaco di Verona, il 7 marzo le arpe e un grande libro illustreranno la fiaba di Mignolina, mentre il 18 aprile tornerà il format Opera in giallo con un’indagine interattiva sui delitti dell’opera Pagliacci.

I biglietti a tariffa speciale possono essere acquistati alle Biglietterie di Fondazione Arena (via Roma e via Dietro Anfiteatro), sul sito www.arena.it, sui canali social. Posti per Il Notturno… con brio! di sabato 20 dicembre alle 15.30 acquistabili anche al link https://shop.arena.it/ticketshop/webticket/eventlist.

BRINDISI: IL TEMPO DEL NATALE CON PIU’ APPUNTAMENTI MUSICALI

Si comincia sabato 20, con La Confraternita de’ Musici”

C’è un repertorio che, più di altri, sa restituire il senso del tempo natalizio attraverso la misura e l’ascolto. È da questa consapevolezza che prende forma “I Concerti per la Notte di Natale”, con “La Confraternita de’ Musici”, orchestra barocca diretta da Cosimo Prontera, in programma sabato 27 dicembre alle ore 19 al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi. Accanto all’ensemble, i solisti Raffaele Tiseo (viola d’amore) e Paolo Faldi (oboe), protagonisti di un dialogo costante con l’orchestra. Presenta la serata il giornalista Antonio Celeste. I biglietti, al posto unico di 3 euro, sono disponibili presso la biglietteria del Teatro. Info T. 0831 562554 e 347 0604118. Al termine del concerto, degustazione di vini delle cantine “Vignuolo” e “Otri del Salento”, con la partecipazione del Cav. Antonio Giaimis e della dott.ssa Daniela Curti, degustatrice ufficiale AIS, seguita dall’assaggio dei panettoni “Il Pastorello” della Pasticceria Emalu.

Iniziativa cofinanziata da Coesione Italia 21-27 Puglia, Unione Europea, Repubblica Italiana, Regione Puglia e Pugliapromozione. Linea di Intervento 03.02 
Turismo e ospitalità – Riposizionamento competitivo e promozione delle destinazioni turistiche”.

Il concerto è inserito nel cartellone “Brindisi a Natale 2025”, organizzato dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi con il sostegno del Comune di Brindisi, e offre al pubblico un percorso che attraversa il Seicento e il primo Settecento europeo, nel cuore della tradizione barocca legata al Natale e al suo immaginario musicale. Il concerto interpreta il tempo dell’attesa e della preparazione: come scrive Rainer Maria Rilke«il futuro entra in noi molto prima che accada»,e anche l’ascolto diventa una forma di apertura.

Il concerto si apre con la Sinfonia dall’oratorio “Santa Genoviefa” di Leonardo Leo, ispirata alla leggenda medievale di Genoveffa di Brabante, ingiustamente accusata e riabilitata dopo anni di esilio. In tre movimenti – AllegroAndantePresto – il brano evoca la tensione e il riscatto della protagonista. È una pagina che apre il concerto con un forte senso narrativo restituendo al pubblico l’intreccio di sofferenza e rivelazione.

Segue il Concerto in la minore per flauto a becco e archi di Domenico Sarro, articolato in quattro movimenti, in cui il dialogo tra solista e orchestra alterna momenti di intimità lirica a passaggi di maggiore brillantezza. Una pagina che restituisce la misura e l’eleganza di un autore oggi sempre più riscoperto, capace di una comunicatività immediata pur nella raffinatezza della scrittura.

Perno simbolico del concerto è il celebre Concerto grosso op. VI n. 8 “fatto per la Notte di Natale” di Arcangelo Corelli, autentico archetipo della tradizione natalizia strumentale. La successione dei movimenti conduce naturalmente alla Pastorale conclusiva, pagina di sospensione e raccoglimento che da secoli accompagna l’ascolto del Natale, fissandone un modello espressivo destinato a influenzare intere generazioni di compositori.

Il percorso prosegue con il Concerto per oboe e violino in do minore BWV 1060R di Johann Sebastian Bach, pagina che nasce da una composizione del “quinto evangelista” oggi perduta ma ricostruita a partire da una versione successiva. L’intreccio tra le due parti solistiche crea un dialogo continuo, sostenuto da una scrittura chiara e rigorosa. Segue il Concerto per viola d’amore in re maggiore RV 392 di Antonio Vivaldi, un’affascinante composizione che spicca per l’uso della viola d’amore, strumento ricco di corde che creano un suono etereo e risonante, tipico dello stile virtuoso e contrastante del “Prete Rosso”. A completare il programma, due pagine della tradizione francese introducono elementi di teatralità e colore: la “Marche pour la cérémonie des Turcs” di Jean-Baptiste Lully, composto per la commedia-balletto di Molière, “Le Bourgeois gentilhomme” (“Il borghese gentiluomo”) del 1670, e “Les Sauvages” di Jean-Philippe Rameau, parte dell’opéra-ballet “Les Indes Galantes”, nata dalla visione di ambasciatori nativi americani i quali si esibirono in una danza tradizionale davanti al Re Luigi XV lasciando un segno nell’immaginario del musicista.

ORCHESTRA BAROCCA “LA CONFRATERNITA DE’ MUSICI”

Cosimo Prontera
, direzione al cembalo
Raffaele Tiseo, violino principale e viola d’amore
Lorenzo Marquez
Lola Ottoni, violini primi
Federico ValerioCristiano BrunellaChiara Di Giorgio, violini secondi
Pasquale Lepore, viola
Fabio De LeonardisCristiano Rodilosso, violoncello
Angelo Verbena, contrabbasso
Simone Colavecchi, tiorba e chitarra barocca
Paolo Faldi, oboe e flauto a becco
Camillo Fasulo
, percussioni

Domenica 21 dicembre alle 20.30 nella Basilica Cattedrale di Brindisi, il concerto di Natale a cura dell’Associazione RUAHart Artistic Worship.

L’iniziativa costruisce un percorso musicale e narrativo attorno a una nozione di bellezza accessibile, legata ai gesti e alle decisioni che incidono nella vita di ogni giorno. In questa ottica, la musica diventa spazio di ascolto capace di accompagnare una riflessione comune senza sovrastrutture. Il programma attraversa musica leggera e cantautorale, repertori natalizi e religiosi, alternando i brani a testi ispirati alla ricerca della bellezza nelle piccole cose. Le letture richiamano testimonianze contemporanee di uomini e donne che, attraverso scelte ordinarie, riescono a generare attenzione, cura e senso di responsabilità.

Il concerto si inserisce nel cartellone di iniziative culturali e di spettacolo Brindisi a Natale 2025”, organizzato dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi con il sostegno del Comune di Brindisi, ed è dedicato all’AIDO, l’Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule. Un riferimento a una forma di bellezza che si traduce nel dono e nella tutela della vita. La serata sarà accessibile anche a distanza grazie alla diretta streaming sui canali social di RUAHart Artistic Worship, consentendo una partecipazione più ampia. Un appuntamento che affida alla musica e alla parola il compito di tenere insieme ascolto, consapevolezza e impegno civile, in un tempo dell’anno tradizionalmente dedicato alla riflessione e alla comunità.

Lunedì 22 dicembre, Brindisi ospita “Christmas in Piano”, appuntamento musicale diffuso che prende forma nel centro cittadino e accompagna il pubblico nel tempo che precede il Natale.

La proposta è pensata per portare la musica nelle strade e nelle piazze del centro restituendo centralità all’ascolto dal vivo.

Dalle ore 18.30 alle 20.30, due pianoforti illuminati a lume di candela diventano punti di riferimento stabili lungo il percorso urbano. Le postazioni individuate sono corso Umberto, angolo via Conserva, e piazza Vittoria, luoghi facilmente accessibili e naturalmente attraversati, scelti per favorire una fruizione spontanea e continua. In queste fasce orarie si alternano al pianoforte giovani interpreti provenienti da tutta la provincia di Brindisi, pianisti emergenti che portano in scena programmi costruiti per dialogare con lo spazio aperto e con un pubblico diversificato.

La formula è semplice e chiara: brevi esecuzioni, rotazione degli interpreti, attenzione ai tempi e all’equilibrio sonoro. La luce delle candele concorre a definire un clima raccolto mentre la musica accompagna il passaggio, la sosta, l’ascolto occasionale o più prolungato. Il pianoforte diventa così uno strumento di relazione tra chi suona e chi ascolta, senza mediazioni, dentro un contesto urbano che resta vivo e attraversabile.

A partire dalle ore 20.30, in piazza Vittoria, la serata prosegue con il “Concerto di Natale”, momento conclusivo che riunisce i protagonisti della serata in un unico momento musicale. Sul palco si esibiscono Primo Michele Maggio, Fabio Masi, Andrea De Nuzzo, Tonino Spluga, Pietro Maggio, Silvia Valenti, Alessia Musto, Grace Braglia, Pietro Di Stefano, Francesca Catanzaro e Ivan Quintavalle, dando forma a un programma corale che mette insieme sensibilità, percorsi e generazioni diverse. Il concerto segna un passaggio naturale rispetto alle esecuzioni diffuse del pomeriggio mantenendo lo stesso registro di misura e attenzione all’ascolto.

“Christmas in Piano” è una proposta dell’Associazione Artistico Musicale Futuro Musica, che da anni lavora sul territorio con un’attenzione specifica alla formazione e alla valorizzazione dei giovani musicisti, ed è inserita nel cartellone di iniziative culturali e di spettacolo “Brindisi a Natale 2025”, organizzato dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi con il sostegno del Comune di Brindisi. L’iniziativa offre ai pianisti la possibilità di confrontarsi con spazi non convenzionali e con un pubblico ampio, e alla città un’occasione di incontro con la musica dal vivo in un periodo particolarmente sentito. La serata è pensata come un racconto continuo, senza cesure nette tra un momento e l’altro, in cui la musica accompagna il tempo urbano e ne segue il ritmo. Il pianoforte, strumento centrale, diventa il filo conduttore di un’esperienza costruita con attenzione alla qualità delle esecuzioni.

“Christmas in Piano” restituisce così un’immagine precisa: giovani musicisti al centro, spazi cittadini abitati dal suono, un pubblico libero di avvicinarsi, fermarsi, ascoltare. Un modo diretto e concreto di attraversare il Natale affidando alla musica il compito di segnare il tempo e di dare senso alla presenza.

Il Concerto di Natale 2025 del Teatro alla Scala sarà diretto da Lorenzo Viotti

Per il Concerto di Natale alla Scala, un programma francese

che accosta Gounod a Poulenc, con l’Orchestra e il Coro diretti da Lorenzo Viotti

Il Concerto di Natale del Teatro alla Scala è in programma per sabato 20 dicembre alle ore 20, quando sul palco del Piermarini Lorenzo Viotti, alla testa dell’Orchestra e del Coro del Teatro alla Scala, propone un impaginato tutto francese che accosta la suite per orchestra da Les Animaux modèles di Francis Poulenc alla Messe solennelle de SainteCécile per soli, coro, orchestra e organo obbligato di Charles Gounod, che vede protagonisti Krassimira Stoyanova (soprano), Julien Behr (tenore) e Markus Eiche (basso). Alberto Malazzi è il Maestro del Coro del Teatro alla Scala.

Il Concerto sarà trasmesso in diretta radiofonica da Rai Radio3 e sarà trasmesso mercoledì 24 dicembre alle ore 10:45 su Rai1.

Lorenzo Viotti torna sul podio della Scala, dove ha diretto Roméo et Juliette, Thaïs e Simon Boccanegra, oltre a diversi concerti con i complessi scaligeri e con la Filarmonica. Una carriera che si conferma sfolgorante di stagione in stagione, dal momento che nel 2025-2026 il maestro debutta, sul fronte del repertorio sinfonico, con la Los Angeles Philharmonic e i Wiener Philharmoniker, oltre all’Orchestre National de France e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, confermandosi al contempo eccellente interprete del repertorio operistico, di recente con Faust al Palau de les Arts di Valencia e Die Fledermaus all’Opera di Zurigo; e a giugno tornerà alla Staatsoper di Vienna per il Trittico.

Per il Concerto di Natale 2025 alla Scala, Viotti propone la suite orchestrale tratta da Les Animaux modèles, ultimo balletto composto da Francis Poulenc rappresentato per la prima volta nel 1942 e ispirato alla raccolta di poesie del 1920 “Les Animaux et ses hommes, les hommes et ses Animaux” di Paul Éluard. Un lavoro che tratta i temi dalle favole di Jean de La Fontaine, e all’interno del quale Poulenc personifica gli animali e li fa interagire in scene di vario carattere, dall’ironico al commovente, nello scenario di un paesino rurale della Borgogna del XVIII secolo.

La suite orchestrale è articolata in sei parti e propone una scrittura altamente evocativa in cui le immagini suggerite dai titoli prendono forma dinnanzi all’ascoltatore: Le Petit jour, l’inizio della giornata, con cui i contadini escono dalla casa di Arnolfo e raggiungono silenziosi i campi; Le Lion amoureux, la storia di un leone innamorato di una pastorella, con un tragico epilogo; L’Homme entre deux âges et ses deux maîtresses, brano gioioso che evoca due vedove che corteggiano un uomo che vorrebbe sposarsi; La Mort et le Bucheron, la tetra storia di uno spaccalegna che ripercorre la sua vita e va incontro alla morte; Les Deux Coqs, che vede protagonisti due galli che si contendono una gallina in uno scontro all’ultimo sangue; Le Repas de midi, con cui i contadini tornano dai campi e si rifocillano a tavola.

Fa da contraltare a questo splendido lavoro sinfonico la Messe solennelle de SainteCécile per soli, coro, orchestra e organo obbligato di Charles Gounod,eseguita per la prima voltanel1855. In questa magnifica pagina di musica sacra il compositore sceglie di tenersi lontano dal modello teatrale della musica liturgica, facendo esplicito riferimento all’antico gregoriano (la Messa si apre con un motivo di tre note, Crux fidelis, risalente agli innarî medievali). “Ho voluto restituire alla musica sacra la dignità della preghiera, lo splendore del mistero e la chiarezza della fede”, affermò Gounod stesso. Fatto che si intercetta nella sobrietà della condotta armonica e in una scrittura che non potrebbe essere più limpida, pur non rinunciando alla commozione del sentimento individuale. Una partitura che colpì profondamente i compositori coevi, primo su tutti Camille Saint-Saëns, che della Messe ebbe a dire: “La comparsa della Messa di Santa Cecilia nella chiesa di Saint-Eustache provocò una sorta di stupore, di smarrimento. Quella semplicità, quella grandezza, quella luce serena che si levava sul mondo musicale come un’aurora mettevano a disagio molte persone […]. Eppure, i raggi luminosi sgorgavano a fiotti da quella Messa di Santa Cecilia. All’inizio si rimase abbagliati, poi affascinati, poi conquistati”.

Il Barbiere di Siviglia atteso al Teatro Nuovo Giovanni da Udine

La nuova produzione del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste con la regia, le scene e i costumi di Pier Luigi Pizzi, fa il pieno di pubblico anche a Udine dopo il grande successo ottenuto al suo debutto nel capoluogo giuliano. L’ottimo cast artistico – capeggiato da Alessandro Luongo, Annalisa Stroppa e Marco Ciaponi – il Coro e l’Orchestra dell’ente lirico triestino saranno diretti da Enrico Calesso

Dopo il successo di pubblico e di critica ottenuti in occasione del recentissimo debutto nel capoluogo giuliano,Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, nuova produzione del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, approda al Teatro Nuovo Giovanni da Udine e fa subito sold out. Venerdì 19 dicembre con inizio alle ore 10.00 oltre mille studenti seguiranno la prova generalecon il medesimo cast vocale, l’orchestra in buca, i costumi e le scene che il pubblico potrà ascoltare ed ammirare l’indomani, sabato 20 dicembre, quando alle ore 20.00 il dramma comico rossiniano andrà in scena in una sala esaurita in ogni ordine di posto. A firmare la regia, le scene e i costumi è un maestro della regia internazionale,Pier Luigi Pizzi affiancato dal suostaff creativo guidato da Massimo Pizzi Gasparon Contarini.

Lo spettacolo, che fa parte della Stagione 2025/2026 del Teatro Nuovo Giovanni da Udine realizzata anche con il sostegno di Fondazione Friuli ed è il primo appuntamento dedicato alla Lirica della Stagione di Opera, Operetta e Danza firmata dalla direttrice artistica Fiorenza Cedolins, sarà preceduto sabato 20 dicembre 2025 alle17.30 da una conferenza di approfondimento dal titolo Bravo Figaro! a cura di Pol Avinyó, storico della musica e divulgatore musicale (ingresso gratuito con prenotazione consigliata).

Composto su libretto di Cesare Sterbini, a sua volta tratto dall’omonima commedia di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais, Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini debuttò al Teatro Argentina di Roma il 20 febbraio 1816. Prima di questa versione però la storia ricorda un altro celebre “barbiere”, firmato da Giovanni Paisiello e andato in scena 34 anni prima con grande fortuna.  Il fatto che un giovane compositore, qual era Rossini all’epoca, a soli ventitré anni osasse “sfidare” il suo predecessore sembrò ai limiti del tollerabile per gli appassionati del genere; così, quando il Barbiere rossiniano andò in scena, fu un fiasco clamoroso. La colpa fu del pubblico di parte che boicottò lo spettacolo per vendicare l’oltraggio inflitto a Paisiello, ma Il tempo seppe dare ragione al genio di Pesaro e allo splendore della sua partitura dalla quale scaturisce, ad ogni nuova rappresentazione, la freschezza di una comicità assolutamente brillante e sempre attualissima. Doti che, accanto alla compattezza del cast e a una regia fedele alle finezze e alle sfumature del testo originale di Beaumarchais, ritroveremo pienamente anche in questa nuova produzione.

L’eccellente il cast, l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste saranno diretti da Enrico Calesso, reduce dal successo della prima mondiale di Fedeli d’Amore di Giorgio Battistelli per Go! 2025 Nova Gorica – Gorizia Capitale europea della Cultura e dagli appuntamenti tutti sold out della fortunatissima stagione sinfonica dell’ente lirico triestino.

Sul palco, in una cornice scenografica di grande raffinatezza, si muove un cast vocale di indubbio peso internazionale, ma sempre prevalentemente composto da giovani artisti. Nel ruolo di Figaro troveremo il baritono Alessandro Luongo che a seguire si esibirà a Dallas e alla prestigiosa Rai di Torino; l’affermato mezzosoprano Annalisa Stroppa, applauditissimane La Cenerentola di due stagioni fa, sarà Rosina. In scena inoltre gli ottimi Marco Ciaponi (il conte di Almaviva), Marco Filippo Romano (Bartolo), Abramo Rosalen (Basilio), Anna Maria Chiuri (Berta).

Teatro Nuovo Giovanni da Udine

via Trento, 4 – 33100 UDINE

IL BARBIERE DI SIVIGLIA

di Gioachino Rossini

Dramma comico in due atti su libretto di Cesare Sterbini
dalla commedia omonima di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais

Maestro Concertatore e Direttore ENRICO CALESSO

Regia, scene e costumi PIER LUIGI PIZZI

Regista assistente e lighting designer MASSIMO PIZZI GASPARON CONTARINI

Assistente alle scene SERENA ROCCO

Assistente ai costumi LORENA MARIN

Maestro del Coro PAOLO LONGO

NUOVO ALLESTIMENTO DELLA FONDAZIONE TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE

Personaggi e interpreti

Figaro Alessandro Luongo

Rosina Annalisa Stroppa

Il Conte D’Almaviva Marco Ciaponi

Bartolo Marco Filippo Romano

Basilio Abramo Rosalen

Berta Anna Maria Chiuri

Fiorello William Corrò

Ambrogio Armando De Ceccon

Un Ufficiale Armando Badia

Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

AL NUOVO TEATRO VERDI DI BRINDISI IL TRADIZIONALE CONCERTO DI CAPODANNO

Più di un’ora di musica per dare il benvenuto al 2026. Giovedì 1 gennaio 2026, alle ore 18, al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, il concerto per il nuovo anno rafforza un legame chiaro con la tradizione: “Capodanno a Vienna” prende ispirazione dal classico primo gennaio dei Wiener Philharmoniker, ma ne rilegge la forma e il senso. Protagonista della serata è Diego Trivellini, che affida l’intero impianto orchestrale a un solo interprete e a un solo strumento, la fisarmonica. Conduce la serata la giornalista Paola Zanoni, che accompagna l’ascolto con brevi interventi di contestualizzazione, aneddoti e riferimenti offrendo al pubblico strumenti di lettura attraverso un equilibrio costante tra parola e musica. I biglietti, al posto unico di 3 euro, sono disponibili presso il botteghino del Nuovo Teatro Verdi, aperto dal lunedì al venerdì, esclusi i festivi, dalle ore 11 alle 13 e dalle 17.30 alle 19.30. Il giorno del concerto, ore 11-13 e 16.30-18.

Il maestro Diego Trivellini porta in scena uno strumento progettato appositamente per lui: una fisarmonica digitale in grado di riprodurre 101 strumenti, concepita per ricreare la complessità di un’orchestra sinfonica completa. Il programma si fonda su una trasposizione rigorosa delle orchestrazioni originali, attenta alla struttura, alle dinamiche e ai colori del repertorio.

Il programma è strutturato come una panoramica ampia del repertorio tradizionalmente associato al Concerto di Capodanno, con un impianto che alterna musica sinfonica, musica per il cinema e pagine operistiche. I valzer e le polke della famiglia Strauss segnano il collegamento diretto con il modello viennese del primo gennaio. Il percorso si apre con alcuni dei titoli più eseguiti di Johann Strauss e Johann Strauss II, a partire dal valzer “Sul bel Danubio blu”, affiancato da polke come la “Tritsch-Tratsch-Polka” e “Auf der Jagd”, che concorrono a definire il carattere del tradizionale appuntamento.

Accanto al repertorio viennese, il programma comprende una selezione di musiche per il cinema da Ennio MorriconeNicola Piovani e Nino Rota, presentate in forma concertistica. I brani – da “Nuovo Cinema Paradiso” alla suite di “The Mission”, dal ciclo dedicato al “Mito del Western” al tema de “La vita è bella”, fino a “”, uno dei vertici del sodalizio tra Nino Rota e Federico Fellini – mantengono intatte forza evocativa, identità musicale e immediatezza. Partiture che hanno saputo conquistare vita autonoma nei programmi da concerto.

Il repertorio operistico italiano è affidato a musiche di Giuseppe Verdi e Gioachino Rossini, scelte tra i titoli più celebri del melodramma. Il programma attraversa “La Traviata, “Rigoletto, “Aida e “Nabucco, con brani come “Libiamo ne’ lieti calici”, “La donna è mobile”, la “Marcia egizia” e il coro “Va, pensiero”, insieme alla fanfara dall’ouverture del “Guglielmo Tell. Pagine pensate per il teatro ma capaci di vivere pienamente e con senso anche in forma concertistica.

Completano il percorso musicale alcuni titoli del repertorio francese e britannico, tra cui il preludio dalla “Carmen” di Georges Bizet, il “Can Can” da “Orfeo all’inferno di Jacques Offenbach e la “Colonel Bogey March” di Frederick Joseph Ricketts. La disposizione dei brani privilegia varietà e alternanza dei caratteri dando forma a un concerto costruito per un ascolto coinvolto e familiare.

Nel suo insieme, “Capodanno a Vienna” apre l’anno nuovo con un concerto che punta sulla qualità dell’esecuzione, sulla chiarezza delle scelte musicali e su un’idea forte e originale: concentrare un’intera orchestra in un solo strumento, senza effetti aggiunti. Un progetto che restituisce al concerto d’inizio anno il suo valore di rito collettivo, fondato per intero sull’ascolto e sulla presenza.

Il programma del concerto è così articolato:

Richard StraussCosì parlò Zarathustra

Nicola PiovaniLa vita è bella

Ennio MorriconeNuovo Cinema ParadisoIl mito del Western (Il buono, il brutto e il cattivo; C’era una volta il West; Giù la testa; L’estasi dell’oro), The Mission (Suite)

Nino Rota

Frederick Joseph RickettsColonel Bogey March

Giuseppe VerdiLa Traviata: Preludio atto I BrindisiRigolettoLa donna è mobileAidaMarcia egiziaNabuccoVa, pensiero

Georges BizetCarmen: Preludio

Jacques OffenbachOrfeo all’infernoCan Can

Gioachino RossiniGuglielmo Tell: Fanfara dall’Ouverture

Johann StraussSul bel Danubio bluTritsch-Tratsch-Polka

Johann Strauss IIAuf der Jagd

Johann StraussRadetzky March