Il campiello di Ermanno Wolf-Ferrari al Teatro Carlo Felice di Genova

Un affresco corale ispirato a Goldoni e alla Venezia del Settecento

Sul podio Francesco Ommassini per una produzione con la regia di Federico Bertolani che arriva da Verona e che sarà proposta anche agli studenti

Nell’ampio cast di interpreti anche il giovane soprano genovese Benedetta Torre

Genova, Teatro Carlo Felice
Il campiello 13-15-18 marzo 2026
Introduzione all’ascolto Sala Paganini da 45’ prima dell’inizio di ogni recita

Il campiello: a day in the Goldoni’s world!
17 marzo 2026, ore 11 – Per gli studenti delle scuole primarie e secondarie di I grado
 

La stagione 2025-2026 del Teatro Carlo Felice di Genova salpa verso la Venezia goldoniana del Settecento e prosegue con un titolo raro e prezioso del Novecento musicale italiano: Il campiello di Ermanno Wolf-Ferrari, in scena venerdì 13 marzo alle ore 20.00 (Turno A), domenica 15 marzo alle ore 15.00 (Turno C) e mercoledì 18 marzo alle ore 20.00 (Turno B).

L’opera, su libretto di Mario Ghisalberti dalla commedia omonima di Carlo Goldoni, viene proposta nell’allestimento della Fondazione Arena di Verona, con la regia di Federico Bertolani, le scene di Giulio Magnetto, i costumi di Manuel Pedretti e le luci di Claudio Schmid; assistente alla regia Barbara Pessina. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice salirà Francesco Ommassini; il Coro del Teatro Carlo Felice è preparato da Patrizia Priarone. Ampio il cast degli interpreti vocali con Bianca Tognocchi (Gasparina), Leonardo Cortellazzi (Dona Cate Panciana), Gilda Fiume (Luçieta), Saverio Fiore (Dona Pasqua Polegana), Benedetta Torre (Gnese), Paola Gardina (Orsola), Matteo Mezzaro (Zorzeto), Gabriele Sagona (Anzoleto), Biagio Pizzuti (Il Cavaliere Astolfi), Marco Camastra (Fabrizio Dei Ritorti).

Sarà invece in scena martedì 17 marzo alle ore 11 Il campiello: a day in the Goldoni’s world! il nuovo spettacolo di “Opera Faro”, sezione del nuovo progetto Education “Un mare di musica… felice!” che presenta agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado una versione pensata per loro di un’opera in cartellone. Sul medesimo impianto scenico, con la regia di Federico Bertolani e gli interpreti del cast, gli oltre mille studenti previsti – già preparati a scuola dai docenti e dal team Education coordinato da Elisa Moretto – saranno coinvolti anche con azioni performative e un coro per seguire meglio lo svolgimento della drammaturgia (info e prenotazioni educatuon@carlofelice.it).

«Portare Il campiello al Teatro Carlo Felice – dichiara il sovrintendente Michele Galli – significa accogliere nel nostro cartellone un titolo poco eseguito che ci fa scoprire una Venezia musicale non da cartolina, uno scorcio di comunità settecentesca fatta di relazioni e anche di conflitti che hanno origine nel teatro immortale di Goldoni. In una città come Genova, che con Venezia condivide una storia marinara e una forte identità urbana, questo titolo assume un significato particolare: racconta una collettività che si riconosce nel proprio spazio, come accade intorno al nostro Teatro. Wolf-Ferrari restituisce con misura e raffinatezza il respiro corale di Goldoni e lo fa con una scrittura che unisce chiarezza e profondità. È un’opera rara che merita di essere riscoperta e che si inserisce nel percorso della nostra Stagione, attenta tanto ai grandi capolavori del repertorio quanto ai titoli meno frequentati».

Composta nel 1936 e rappresentata per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano, Il campiello appartiene al cosiddetto “ciclo goldoniano” di Wolf-Ferrari, compositore veneziano nato nel 1876 da padre tedesco e madre italiana. La sua formazione – divisa tra Venezia e Monaco di Baviera – ne segna profondamente lo stile, in equilibrio tra chiarezza formale e raffinatezza armonica, tra nostalgia settecentesca e sensibilità novecentesca. Goldoni fu per Wolf-Ferrari un riferimento costante, quasi un legame identitario. Non si tratta di un semplice recupero filologico: Il campiello è una reinvenzione musicale di quel microcosmo popolare che anima la commedia goldoniana, depurata dagli aspetti più marcatamente sociali e concentrata su un affresco corale di vita quotidiana.

La vicenda si svolge nel Settecento, in una piccola piazza veneziana – un campiello appunto –, tra gelosie, corteggiamenti, schermaglie e piccoli conflitti domestici. Al centro, la giovane Gasparina, desiderosa di emanciparsi dal ristretto orizzonte del campiello, e il Cavaliere Astolfi, forestiero affascinante e un po’ avventato. Attorno a loro si muove una comunità intera: madri vedove, fidanzati gelosi, venditori ambulanti, pettegolezzi e improvvise riconciliazioni. È un teatro d’insieme dove protagonista è il gruppo.

Dal punto di vista musicale, Wolf-Ferrari recupera il modello dell’opera buffa settecentesca – grandi finali d’atto, intrecci serrati, alternanza di sezioni contrastanti – ma lo rilegge con una scrittura orchestrale attentissima al colore. Il breve preludio introduce una “tinta” malinconica con una melodia sospesa che tornerà ciclicamente fino all’“addio a Venezia” conclusivo. Questo motivo, che non appartiene a un singolo personaggio ma all’insieme, diventa simbolo della città stessa, presenza evocata con nostalgia e discrezione. La scrittura vocale privilegia un declamato fluido, modellato sulle inflessioni della parola, in cui il dialetto convive con l’italiano secondo la distinzione sociale propria della commedia goldoniana. L’orchestra struttura l’azione, sottolinea ingressi e uscite, caratterizza i personaggi attraverso motivi ricorrenti e contrasti timbrici. Ne emerge un’opera in cui la vitalità scenica si intreccia a un sottile velo di malinconia: sotto la leggerezza dei dialoghi affiora una consapevolezza del tempo che passa, del distacco, della memoria. Il momento conclusivo, in cui Gasparina saluta Venezia prima di partire, assume un valore emblematico: il campiello diventa metafora di un’origine da cui ci si allontana per crescere, ma che resta come “fondamenta” della memoria.

Nel contesto della Stagione 2025-2026, dedicata ai “Naviganti”, Il campiello offre una declinazione particolare del tema: non la traversata epica o metafisica ma la dimensione quotidiana di chi vive in una comunità affacciata sull’acqua, in una città che è da sempre crocevia di partenze e ritorni.

L’allestimento della Fondazione Arena di Verona, che lo ha messo in scena al Teatro Filarmonico nel 2024, restituisce l’atmosfera settecentesca, evitando ogni eccesso oleografico. La regia di Federico Bertolani lavora sui rapporti tra i personaggi, mettendo in evidenza la dimensione comunitaria del racconto. Le scene di Giulio Magnetto delineano uno spazio unitario, luogo di incontro e di conflitto; i costumi di Manuel Pedretti evocano con eleganza la Venezia dell’epoca; le luci di Claudio Schmid accompagnano le diverse ore del giorno, dal chiarore mattutino fino alla festa serale.

Anche per Il campiello il Teatro Carlo Felice propone un percorso di divulgazione con le introduzioni all’ascolto di circa 30 minuti che gli spettatori delle singole recite potranno seguire in Sala Paganini, da 45 minuti prima dell’inizio, a cura degli allievi del Conservatorio “Niccolò Paganini” con il coordinamento di Federico Pupo direttore artistico del Carlo Felice.

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venerdì 13 marzo 2026, ore 20 Turno A
domenica 15 marzo 2026, ore 15 Turno C
mercoledì 18 marzo 2026, ore 20 Turno B

Il campiello

Commedia lirica in tre atti
Musica di Ermanno Wolf-Ferrari
Libretto di Mario Ghisalberti dalla commedia omonima di Carlo Goldoni

Prima rappresentazione Milano, Teatro alla Scala, 11 febbraio 1936

Direttore Francesco Ommassini
Regia Federico Bertolani
Scene Giulio Magnetto
Costumi Manuel Pedretti
Luci Claudio Schmid
Assistente alla regia Barbara Pessina

Gasparina Bianca Tognocchi
Dona Cate Panciana Leonardo Cortellazzi
Luçieta Gilda Fiume
Dona Pasqua Polegana Saverio Fiore
Gnese Benedetta Torre
Orsola Paola Gardina
Zorzeto Matteo Mezzaro
Anzoleto Gabriele Sagona
Il Cavaliere Astolfi Biagio Pizzuti
Fabrizio dei Ritorti Marco Camastra

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice di Genova
Maestra del Coro Patrizia Priarone

Allestimento della Fondazione Arena di Verona
 

Costo dei biglietti
Biglietti da 15 a 100 euro / riduzioni Under18 – Over60 e disabili
Per le attività del 22 gennaio > (Biglietti per persone con +75% di disabilità e relativi accompagnatori): Palchi e fila 32: € 30 – Secondo settore: € 37,50

Biglietterie
Teatro Carlo Felice Galleria Cardinal Siri 6 – 16121 Genova
Apertura da lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 19.00.
Per gli spettacoli serali o i concerti la domenica mattina l’apertura è un’ora prima dell’inizio e la chiusura 15 minuti dopo l’inizio. Per gli spettacoli pomeridiani o serali di domenica l’apertura è due ore prima dell’inizio e la chiusura 15 minuti dopo l’inizio.

Biglietteria on-line vivaticket.com (biglietto@printhome)

Informazioni Teatro Carlo Felice
Telefono +39 010 5381.433 oppure +39 010 5381.399 e-mail: biglietteria@carlofelice.it

DON GIOVANNI, IL CAPOLAVORO DI MOZART INAUGURA LA STAGIONE 2026 DEL TEATRO FILARMONICO

Domenica 18 gennaio, un cast di giovani e affermati artisti debutta al Teatro Filarmonico con Orchestra, Coro e Tecnici di Fondazione Arena, con la direzione di Francesco Lanzillotta e la regia di Enrico Stinchelli.

Conferenze, film, visite guidate: molte iniziative collaterali all’interno del Festival Mozart a Verona 2026

Giovedì 15 gennaio alle 18, nella Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica di Verona, l’opera verrà presentata al pubblico in un incontro gratuito con la musicologa e critica Carla Moreni

DON GIOVANNI

di Wolfgang Amadeus Mozart

domenica 18 gennaio ore 15.30

mercoledì 21 gennaio ore 19.00

venerdì 23 gennaio ore 20.00

domenica 25 gennaio ore 15.30

Teatro Filarmonico di Verona

Il protagonista più seducente e maledetto della musica riconquista il Teatro Filarmonico, inaugurando la Stagione d’Opera e Balletto 2026 di Fondazione Arena. Don Giovanni, capolavoro di Mozart e della storia del melodramma, debutta domenica 18 gennaio, alle ore 15.30, con un cast internazionale giovane e di prestigio e la direzione di Francesco Lanzillotta. Orchestra, Coro e Tecnici areniani portano in scena l’allestimento firmato da Enrico Stinchelli con i costumi del premiato Maurizio Millenotti e il visual design di Ezio Antonelli. Repliche mercoledì 21 gennaio alle 19, venerdì 23 alle 20, domenica 25 alle 15.30.

Dal Seicento ad oggi, il mito di Don Giovanni affascina l’umanità: il seduttore incallito, l’uomo incessantemente in movimento alla ricerca della vita è, al pari di Faust, il personaggio che arriva a sfidare i limiti dell’umano e del divino. Ma più di tutte le pièce teatrali, di tutti i racconti, i romanzi e i film prodotti in più di quattro secoli, l’opera di Mozart è riuscita a immortalare questa figura sfuggente e beffarda, demoniaca e accattivante, grazie ad una musica tanto vorticosa quanto ammaliante, dolce ed infernale. Don Giovanni è un “dramma giocoso” in cui convivono gli espedienti dell’opera buffa italiana e inaspettati abissi tragici: il protagonista non teme la morte, la causa e ne ride, fino a sfidarla. La profondità e la dualità dell’opera si manifestano sin dalla sinfonia iniziale, che conduce gli ascoltatori dal dramma alla commedia fino all’apertura di sipario. Inseguimenti, travestimenti, seduzioni, inganni, smascheramenti, duetti amorosi e scontri mortali: in poco meno di tre ore di musica e teatro, Mozart ha creato un universo di personaggi che gravitano intorno al memorabile protagonista del titolo. Un classico che ad ogni ascolto e visione interroga il pubblico, suggerendo sempre nuovi orizzonti.

Per rendere giustizia a Don Giovanni occorrono artisti pronti alle sfide sceniche tanto a quelle musicali, come sono quelli del cast in scena a Verona per l’inaugurazione 2026. Nel ruolo del titolo debutta al Teatro Filarmonico il giovane baritono Christian Federici, già vincitore dei Concorsi internazionali di Spoleto e “Toti Dal Monte”, recentemente apprezzato su diversi palcoscenici proprio come Don Giovanni, accanto all’esperto Leporello di Paolo Bordogna. Donna Anna sarà interpretata da Gilda Fiume mentre Donna Elvira da Marta Torbidoni, entrambe voci areniane e soprani internazionalmente affermati. Nel ruolo di Don Ottavio si alterneranno due tenori: l’applaudito Edgardo Rocha (18 e 21 gennaio) e Leonardo Sánchez, esordiente a Verona (23 e 25 gennaio). Debutta al Teatro Filarmonico anche il soprano Emma Fekete come Zerlina accanto allo sposo Masetto interpretato dal giovane basso Alessandro Abis. Completa il cast Ramaz Chikviladze come Commendatore, colui che, ucciso da Don Giovanni, tornerà dalle tenebre sfidato dall’impavido protagonista.

A dirigere l’Orchestra di Fondazione Arena il Maestro Francesco Lanzillotta, applaudito a Verona e nei maggiori teatri internazionali, nonché prossimo al debutto in Anfiteatro. Il Coro, diretto da Roberto Gabbiani, è in scena con diversi mimi e giovanissimi figuranti provenienti dal nuovo Coro di voci bianche di Fondazione Arena di Verona. I Tecnici portano in scena lo spettacolo insieme tradizionale e tecnologico, narrativo e meta teatrale di Enrico Stinchelli, che firma regia e impianto scenico insieme al visual design di Ezio Antonelli e alle luci di Paolo Mazzon. I fedeli e sontuosi costumi settecenteschi dai mille colori sono quelli disegnati dal premiato Maurizio Millenotti.

Sono intervenuti alla conferenza stampa di presentazione dell’opera e delle iniziative collaterali Stefano Trespidi, Vicedirettore Artistico di Fondazione Arena, Pietro Trincanato, Consigliere del Comune di Verona, il regista Enrico Stinchelli, il Maestro del Coro di Fondazione Arena Roberto Gabbiani, il Segretario Artistico Francesco Ommassini, Michele Magnabosco, Direttore Artistico del Festival Mozart a Verona e Luca Cenzato, Responsabile Servizio Marketing Istituzionale, Sviluppo Territori e Relazioni Istituzionali BCC Veneta.

Don Giovannie i suoi numerosi eventi collaterali si inseriscono nella ricca programmazione del Festival Mozart a Verona che da sette anni, ogni gennaio, celebra in varie forme e sedi il passaggio dell’allora giovanissimo genio di Salisburgo nella città scaligera nel 1770. Dopo la prima di domenica 18 gennaio, Don Giovanni replica mercoledì 21, venerdì 23 e domenica 25 gennaio.

La Stagione d’Opera e Balletto 2026 comprende altri quattro titoli operistici e due balletti, con prime assolute per Verona: è ancora possibile acquistare abbonamenti, nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alle Biglietterie dell’Arena e nella rete Vivaticket.

INCONTRO DI APPROFONDIMENTO APERTO AL PUBBLICO

Per tutta la Stagione d’Opera e Balletto 2026 si confermano gli incontri gratuiti di approfondimento, in collaborazione con Accademia Filarmonica di Verona: Don Giovanni sarà presentato al pubblico giovedì 15 gennaio alle 18 nella prestigiosa Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica (via Mutilati 4) dalla critica e musicologa Carla Moreni. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

MUSICA E CINEMA: IL FILM DI LOSEY

Sabato 17 gennaio, alle ore 18, Fondazione Arena inaugura una nuova rassegna per il 2026, Musica e Cinema: il sabato precedente le prime d’Opera e Balletto, il Teatro Filarmonico diventa una sala cinematografica d’eccezione con pellicole in lingua originale ispirate ai soggetti in scena. Si comincia con Don Giovanni del regista Joseph Losey (1979), celebre film in cui l’opera di Mozart rivive nei luoghi palladiani con un cast di stelle (Raimondi, Te Kanawa, van Dam, Berganza, diretti da Maazel) e un’eleganza senza tempo premiata da diversi César e David di Donatello. Biglietti da 3 a 5 euro.

APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI

Con Don Giovanni prende il via anche la programmazione 2026 di Arena Young: spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie. L’opera debutta infatti con l’Anteprima riservata a studenti e giovani, già sold-outvenerdì 16 gennaio alle ore 16, preceduta da una presentazione dedicata.

Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà assistere alle rappresentazioni infrasettimanali al Filarmonico partecipando al Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana, mercoledì 21 gennaio alle ore 18 e venerdì 23 gennaio alle ore 19.

Info e prenotazioni: Ufficio Didattica Cultura e Formazione scuola@arenadiverona.it – tel. 045 80519.33/.84

LE SALE DELLA MUSICA: VISITE GUIDATE

Sabato 17 gennaio prende il via Le Sale della Musica, un calendario di visite guidate per approfondire storia, curiosità e dietro le quinte del Teatro Filarmonico ma anche per conoscere le professionalità che lavorano in teatro e l’attività di messa in scena di opere e concerti. Tutte le giornate di visita (dieci appuntamenti fino a dicembre, sempre il sabato mattina) avranno un primo turno alle ore 10.30 e un secondo turno alle ore 12. Il percorso, che varierà ogni volta in base agli spettacoli in produzione, durerà un’ora circa ed è aperto a gruppi fino ad un massimo di 20 persone. Per partecipare, è possibile riservare il proprio posto con un biglietto intero di 5 euro o ridotto a 3 euro per le fasce Under30/Over65.

L’OPERA, GLI AUTORI E LA TRAMA

Mozart (1756-1791) scrisse Il dissoluto punito o sia il Don Giovanni per la compagnia italiana del Teatro degli Stati di Praga nel 1787, sull’onda dell’enorme successo che la sua ultima creazione, Le Nozze di Figaro, riscuoteva più che nella capitale dell’Impero asburgico. Librettista il medesimo collaboratore delle acclamate Nozze, Lorenzo Da Ponte (1749-1838), figura poliedrica e a suo modo dongiovannesca, che attinse alle ben note creazioni di Tirso de Molina e Molière e soprattutto alla più recente opera ispirata allo stesso soggetto di Gazzaniga su testo di Bertati. La varietà di metro e situazioni e la profondità psicologica dei personaggi sono qui però ineguagliati, per la piena maturità di librettista e compositore, destinati a realizzare insieme un terzo capolavoro operistico in Così fan tutte (1790). Sfide drammaturgiche e sperimentazioni musicali senza precedenti (come la compresenza di tre orchestre impegnate in contemporanea in tre danze diverse). Don Giovanni ebbe subito successo ma, alla prima ripresa dell’opera a Vienna, cadde dopo solo quindici serate. Lì il compositore aveva acconsentito ad alcune sostanziali modifiche, compreso il taglio del lieto fine dopo la scomparsa del protagonista negli inferi, aprendo la strada a nuovi enigmi nella storia interpretativa dell’opera, tuttora aperti.

La trama in breve. Dopo la celebre Ouverture, il sipario si apre su una notte sivigliana. Il servo Leporello è stanco di fare la guardia mentre il suo insaziabile padrone Don Giovanni si intrattiene con donne di “ogni grado, forma, età”. Ma questa volta il seduttore è in fuga da Donna Anna e dal di lei padre, il vecchio Commendatore che lo sfida a duello e ha la peggio. Leporello è sconvolto ma può solo fare da scudo al padrone mettendo la “ex” Donna Elvira di fronte all’interminabile catalogo di sedotte e abbandonate. Nel frattempo Don Giovanni irrompe alla festa contadina dei neosposi Zerlina e Masetto, allontanando lui e seducendo lei, ma i suoi piani sono guastati dalle due donne precedenti in cerca di vendetta, aiutate da Don Ottavio, promesso di Donna Anna. Nella festa a cui tutti sono invitati, il nobile status di Don Giovanni non riesce più a fornire alibi ai suoi delitti. Dopo ulteriori inganni, serenate e violenze, in fuga con Leporello, il dissoluto padrone si rifugia casualmente in un cimitero dove trova la statua del Commendatore ucciso in duello. Entrambi vedono la statua muoversi ma Don Giovanni non ne ha paura: la invita anzi a cena. E a cena si giocherà il destino del protagonista, sospeso tra un’ultima redenzione e gli inferi.

BIGLIETTERIE ARENA DI VERONA

Via Dietro Anfiteatro 6/b 

Aperta da lunedì a venerdì (10.30 – 16.00)

sabato (09.15 – 12.45)

chiusa la domenica

Via Roma 1 

Aperta martedì, giovedì e sabato (10.00 – 18.00)

mercoledì e venerdì (13.00 – 20.00)

domenica (12.00 – 15.30)

chiusa il lunedì

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 8005151

www.arena.it

Rete vendita Vivaticket

ORCHESTRA E CORO DI FONDAZIONE ARENA NEL CONCERTO DI SAN SILVESTRO AL TEATRO FILARMONICO

Mercoledì 31 dicembre alle 19.30 Francesco Ommassini dirige i complessi artistici di Fondazione Arena in un brillante programma che chiude la Stagione Artistica 2025 al Teatro Filarmonico: in programma Musorgskij, Čajkovskij, Brahms, Lehár e Strauss jr, con la partecipazione di Lina Johnson.   

L’Orchestra e il Coro di Fondazione Arena di Verona festeggiano con il pubblico la veglia di Capodanno al Teatro Filarmonico. Con la direzione di Francesco Ommassini e la partecipazione del soprano Lina Johnson, il programma spazia da spettacolari brani orchestrali come Lo Schiaccianoci, classico natalizio per eccellenza, a un’antologia ricca e inedita di piccoli e grandi capolavori viennesi. Un impaginato che intreccia il lascito di Johann Strauss figlio, il re del valzer di cui ricorre il 200° anniversario, e del dorato mondo dei suoi contemporanei. A Verona risuonerà una Vienna galante e brillante, omaggiata dai valzer corali dell’amico Brahms (eseguiti nella sua stessa, rarissima, orchestrazione) e culminante nell’operetta Il Pipistrello. A suggellare il concerto, il celebre Danubio blu nella versione originale per coro. Teatro già sold-out, ultimi posti nei palchetti in vendita il giorno stesso.

Un veglione a ritmo di valzer, e non solo, con l’Orchestra e il Coro di Fondazione Arena. Mercoledì 31 dicembre, per concludere degnamente la Stagione Artistica 2025, nonché il 50° anniversario della riapertura all’opera del ricostruito Teatro Filarmonico, il programma esplorerà la danza sinfonico-corale nelle sue forme più alte e diverse del secondo Ottocento: dal sabba vertiginoso della Notte sul Monte Calvo di Musorgskij nella brillante orchestrazione di Rimskij-Korsakov, alla fantasia natalizia e fiabesca della Suite dallo Schiaccianoci di Čajkovskij, fino alla Vienna aurea del valzer di Strauss junior (dal Pipistrello al bel Danubio blu) e del suo amico e ammiratore Brahms.

Tra grandi classici da concerto e amatissimi brani dal mondo dell’operetta -compresa Giuditta di Lehár- Fondazione Arena saluta il 2025 con un impaginato originale e una gustosa anticipazione della Stagione 2026: al centro della serata, infatti, i nove Liebesliederwalzer che Johannes Brahms strumentò personalmente dalle sue due fortunatissime raccolte per quartetto vocale e pianoforte, previsti nella stagione da camera dell’anno venturo nella forma originaria. Mercoledì 31 saranno eseguiti per la prima volta dal Coro di Fondazione Arena, preparato da Roberto Gabbiani, e dall’Orchestra guidata da Francesco Ommassini, più volte applaudito sul podio del teatro veronese e reduce dal debutto in Arena proprio lo scorso Festival. Al suo esordio a Verona, nei brani solistici sarà impegnata anche Lina Johnson, soprano norvegese dall’eclettico repertorio che spazia dal barocco alla contemporaneità. La durata complessiva prevista del Concerto di San Silvestro è di due ore circa, compreso un intervallo.

L’atteso appuntamento vede già il Teatro Filarmonico da tempo esaurito in ogni ordine di posto. Eventuali disponibilità nei palchetti saranno acquistabili il giorno stesso del concerto fino ad esaurimento disponibilità sul sito https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico e alle biglietterie dell’Arena – sia in quella centrale di via Dietro Anfiteatro sia nella nuova sede di via Roma.

Nel frattempo è online il programma della Stagione 2026, con sette titoli tra opera e balletto e otto appuntamenti sinfonici in doppia data: è ancora possibile abbonarsi o personalizzare la propria esperienza 2026 al Teatro Filarmonico con speciali carnet e biglietti per ogni spettacolo.

FONDAZIONE ARENA DI VERONA AL TEATRO FILARMONICO : PRESENTATA LA STAGIONE ARTISTICA 2026

Da gennaio a dicembre 5 titoli d’opera, 2 balletti, 8 programmi sinfonici con artisti di prestigio internazionale

Tournée per i complessi artistici e tecnici nei teatri del Veneto, al Regio di Parma e in Australia

Sarà un anno intenso, ricco di sfide. Fondazione Arena di Verona ha presentato, ieri sera, la Stagione Artistica 2026 al Teatro Filarmonico: ben 42 serate di spettacolo tra opera, danza e concerti sinfonici, a cui si sommeranno le prove aperte alle scuole, gli spettacoli per giovani e famiglie, i corsi per Voci Bianche e numerosi appuntamenti fuori sede, dalle recite di Aida in Australia alla tournée dei concerti sinfonici nelle città del Veneto.

Un anno speciale durante il quale Verona sarà al centro dell’attenzione internazionale, da un lato per la prima trasferta di un intero teatro d’opera dall’altra parte del mondo, in Terra Australe, dall’altro per le cerimonie Olimpiche in Arena. Proprio in virtù delle importanti collaborazioni e presenze dall’Italia e dall’estero nella città scaligera, la stagione 2026 proporrà un calendario strutturato e diversi palcoscenici.

La Stagione d’Opera e Balletto vede in calendario 7 produzioni: 5 titoli d’opera e 2 balletti. Dal 18 al 25 gennaio, mese mozartiano, grazie al consolidato Festival Mozart a Verona, tornerà in scena Don Giovanni del genio di Salisburgo nell’allestimento di Fondazione Arena. In febbraio il sipario si alzerà eccezionalmente sul palcoscenico del Teatro Ristori per una nuova produzione barocca: L’Olimpiade di Vivaldi, dal 23 febbraio al 1° marzo, proprio nei giorni delle grandi cerimonie olimpiche, sarà in scena nella produzione del Théâtre des Champs-Élysées, con un’anteprima speciale il 21 febbraio su invito. Dal 22 al 29 marzo i complessi artistici e tecnici areniani torneranno al Teatro Filarmonico per Falstaff, estremo capolavoro di Verdi, proposto ad un anno di distanza dalla messa in scena dell’omonimo titolo di Salieri; lo spettacolo proviene dal Teatro Regio di Parma.

Come sempre il sipario del Filarmonico si chiuderà durante i mesi estivi e l’opera tornerà in scena, dal 25 ottobre al 1° novembre, con Amelia al ballo di Menotti, per la prima volta in Teatro, preceduta dal balletto stravinskiano Jeu de cartes, in una nuova produzione di Fondazione Arena di Verona. Un dittico inedito a Verona. Dal 22 al 29 novembre sarà la volta de La Bohème pucciniana, nella più recente produzione veronese. Dal 13 al 31 dicembre tornerà Il Lago dei cigni che lo scorso anno ha conquistato il pubblico con 6 serate da tutto esaurito e che nel 2026 è atteso anche sul palcoscenico del Teatro Regio di Parma. Confermati anche per il 2026 gli incontri di approfondimento realizzati in collaborazione con l’Accademia Filarmonica di Verona: i giovedì prima della prima, alle 18, in Sala Veranda, musicologi e giornalisti racconteranno l’opera in scena. Carla Moreni, Alberto Mattioli, Giovanni Gavazzeni, Giuliano Danieli, Fabio Sartorelli e Valentina Bonelli dialogheranno con il pubblico approfondendo trame, curiosità e aneddoti dei diversi titoli d’opera e balletto. Gli appuntamenti saranno ad ingresso gratuito.

A seguito dei grandi avvenimenti che coinvolgeranno Verona e Fondazione Arena nei primi mesi del 2026, la Stagione Sinfonica si avvierà in primavera con 8 appuntamenti sinfonici in abbonamento, ciascuno in doppia data, cui – in molti casi – si aggiungerà una terza replica in diverse città del Veneto (Rovigo, Treviso, Schio, Vicenza). I programmi spazieranno dal Settecento alla contemporaneità, con un focus particolare sul repertorio tardoromantico e sul Novecento storico, senza trascurare nuove commissioni in prima assoluta. Proseguiranno inoltre le integrali sinfoniche di grandi compositori avviate in questi ultimi anni (come Mahler, Bartók, Brahms). Nella programmazione si confermeranno due caratteristiche portanti che hanno riscosso grande interesse nel pubblico: i grandi lavori sinfonico-corali (Rossini, per la prima volta con orchestra, e Beethoven, debutto nel titolo per le forze areniane) e la presenza di eccellenti solisti e direttori di fama mondiale in dialogo con i complessi artistici e tecnici di Fondazione Arena.

Tra gli artisti attesi – molti dei quali al debutto al Teatro Filarmonico – in ordine di programmazione: i direttori Francesco Lanzillotta, Giulio Prandi, Giuseppe Grazioli, Francesco Ommassini, Gianna Fratta, Patrick Lange, Sebastiano Rolli, Oleg Caetani, Ramón Tebar, Lü Jia, Wolfram Christ, Alpesh Chauhan, Dmitri Jurowski; i registi Enrico Stinchelli, Emmanuel Daumas, Jacopo Spirei, Filippo Tonon, Stefano Trespidi; i concertisti InMo Yang, Johannes Moser, Marc Bouchkov, Aleksandr Malofeev, Sergej Nakarjakov, e grandi solisti della scena lirica internazionale accanto a giovani talenti emergenti. 

Per l’Opera e il Balletto, si confermano i consueti 4 turni di abbonamento (prime della domenica alle 15.30, repliche di domenica alle 15.30, mercoledì sera alle 19 e venerdì sera alle 20), così come i 2 turni per la Sinfonica (venerdì sera alle 20 e sabato pomeriggio alle 17). Fondazione Arena offrirà anche diversi carnet a prezzi speciali (da 3 per l’Opera, da 2 per il Balletto, da 3 per la Sinfonica) utilizzabili per più ingressi la stessa sera oppure su diverse date, e la formula mista Venerdì in platea, che permetterà di esplorare la proposta artistica 2026 con 3 opere e 4 concerti. È possibile rinnovare il proprio abbonamento dal 14 ottobre al 16 novembre nelle biglietterie dell’Arena di Verona: sia quella centrale in via Dietro Anfiteatro, sia in quella di Roma 1 all’ingresso di Sala Filarmonica. Dal 18 novembre sarà possibile acquistare nuovi abbonamenti e carnet, mentre il 25 novembre inizierà la vendita dei singoli biglietti per ogni data anche sul sito www.arena.it.

Molte attività collaterali avviate nell’ultimo biennio torneranno in forma ancora più ricca e articolata, solo per citarne alcune: la rassegna da camera Musei in Musica e la stagione Arena Young che si intreccerà a Opera, Balletto e Sinfonica. Nuove iniziative saranno annunciate prossimamente, tutte volte a fare del Teatro Filarmonico una vera casa e un punto di riferimento per tutti i cittadini veronesi e gli appassionati da ogni parte d’Italia e del mondo.

La presentazione delle Stagioni 2026 si è tenuta ieri sera nel foyer del Teatro Filarmonico, nel corso di un evento musicale aperto agli abbonati e a tutto il pubblico. Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena, e lo scrittore e critico Alberto Mattioli hanno illustrato in anteprima i programmi e i cast di opere, spettacoli e concerti della prossima stagione, con Stefano Trespidi, Vicedirettore Artistico di Fondazione Arena e Francesco Ommassini, Segretario artistico. Presente anche il Consigliere comunale Pietro Trincanato. Durante il pomeriggio, sono state eseguite dal vivo le pagine d’opera più belle dai titoli del cartellone 2026, con le voci di Eleonora Bellocci, Marco Ciaponi, Carmela Remigio, Carlo Lepore, Michele Patti, accompagnate al pianoforte dalla stessa Cecilia Gasdia.

La programmazione artistica del Teatro Filarmonico è resa possibile anche grazie al sostegno del main sponsor BCC Veneta, rappresentato da Luca Cenzato, Responsabile Servizio Marketing Istituzionale Sviluppo Territori e Relazioni Istituzionali.

Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena di Verona: “Annunciamo la Stagione Artistica 2026 alla vigilia di un evento che rappresenta bene gli obiettivi di Fondazione Arena, Pazzi per l’opera. Cioè essere vicini alla città e al pubblico, condividendo con passione l’immenso patrimonio di musica e arte, divulgando, commuovendo, divertendo. Il Teatro Filarmonico vuole essere sempre più casa per tutti, luogo di produzione di spettacoli, di crescita dei complessi artistici e tecnici, di incontro e scoperta per ognuno, senza timore o soggezione”.

Pietro Trincanato, Consigliere comunale: “La nuova programmazione è ricca e articolata, capace di coniugare titoli di grande richiamo con proposte meno consuete, pensate per il pubblico cittadino che rappresenta il cuore di questa stagione, ma anche per attrarre spettatori da fuori Verona. Siamo grati alla Fondazione per la collaborazione dimostrata verso la città e il Comune, anche in vista delle Olimpiadi, con la scelta di trasferire temporaneamente al Teatro Ristori uno degli allestimenti di quest’anno. Crediamo davvero che il lavoro svolto sul Teatro Filarmonico possa sempre più affiancarsi ai grandi successi di pubblico e di critica dell’Arena, contribuendo a fare di Verona una capitale della cultura e della musica”.

Stefano Trespidi, Vicedirettore artistico di Fondazione Arena di Verona: “Una stagione invernale sempre più ricercata e ricca di titoli e iniziative che si intersecano con i grandi eventi della città. Siamo davvero orgogliosi di annunciare una programmazione che, come avevamo promesso, punta sulla danza, tornerà infatti Il lago dei cigni e avremo un secondo balletto con Jeu de cartes. Stiamo lavorando a un cartellone parallelo, una sorta di Filarmonico off, che coinvolgerà diversi spazi cittadini e che sveleremo a breve”.

Alberto Mattioli, giornalista e scrittore: “Le stagioni si valutano non solo dai titoli e da chi li interpreta, ma dalla visione e dal progetto artistici che esprimono. Quella 2026 del Filarmonico di Verona è in perfetto equilibrio fra titoli popolari e altri più rari, fra le conferme e le riscoperte. Fra queste ultime, segnalo “L’Olimpiade” di Vivaldi sul celeberrimo libretto di Metastasio, omaggio all’estetica barocca e a un compositore legato alla storia del Filarmonico, e “Amelia al ballo” di Menotti, musicista novecentesco eclettico e coltissimo, raffinato ed efficace che purtroppo ha poco posto nei cartelloni, almeno in quelli italiani. Due scelte coraggiose (Menotti insieme a quel gioiello dello Stravinsky neoclassico che è “Jeu des cartes”) che si affiancano a capolavori conosciuti e riconosciuti come “Don Giovanni”, “Falstaff”, “La Bohème” e “Il lago dei cigni”.

Flavio Piva, Presidente di BCC Veneta: “Confermiamo con grande soddisfazione, anche per la Stagione Artistica 2026, il proseguimento della collaborazione avviata nel 2023 tra BCC Veneta e Fondazione Arena a sostegno del Teatro Filarmonico nell’ambito di un più ampio impegno della nostra banca a favore dell’arte, della cultura e del sociale. Sosterremo il Teatro Filarmonico e la Fondazione Arena anche durante l’anno olimpico, in cui Verona sarà protagonista e impegnata a rafforzare la propria affermata vocazione internazionale. Il Teatro Filarmonico, con la sua programmazione artistica di eccellenza nazionale e sempre più riconosciuta a livello internazionale, come dimostra la futura trasferta in Terra Australe, rappresenta un valore aggiunto per la città, per i nostri territori e, indirettamente, per la Banca e la nostra Base Sociale. Questo contributo favorisce lo sviluppo locale attraverso l’arte, la musica e la cultura, con ricadute significative sull’intero indotto economico, in particolare nei settori chiave del turismo e dell’accoglienza. Rimane per noi di significativo interesse – prosegue Piva – l’attenzione che il Teatro Filarmonico e Fondazione Arena dedicano all’interno del loro palinsesto alle scuole, ai giovani e alle famiglie. A tali realtà, alle imprese locali e agli stakeholder coinvolti, BCC Veneta intende garantire un sostegno sempre più incisivo ricordando che, attraverso il nostro modello di servizio policentrico e decentrato, siamo fortemente impegnati a preservare la nostra distintività di “fare ed essere banca di relazione”, di comunità e prossimità, basata sul confronto e sul dialogo. La crescita costante che BCC Veneta ha registrato sin dalla sua nascita, conferma che questa rappresenta non solo una scelta naturale per una BCC, ma anche la soluzione più efficace in termini di risultati. In questo contesto di grande collaborazione, ci prepariamo a vivere anche nel 2026 l’esperienza unica che la Fondazione Arena, insieme al Teatro Filarmonico, saprà certamente offrire a tutti noi”.

FONDAZIONE ARENA OMAGGIA SALIERI NEL 200° ANNIVERSARIO CON L’ORATORIO LA PASSIONE DI CRISTO

Orchestra e Coro di Fondazione Arena, con quattro solisti d’eccezione, danno vita alla trasposizione più intensa dei versi dell’azione sacra di Metastasio. Sul podio il Maestro Francesco Ommassini.

Debutto al Teatro Filarmonico, Venerdì Santo alle 19; replica straordinaria sabato a Legnago

SALIERI LA PASSIONE Ommassini

 Concerto straordinario

venerdì 18 aprile ore 19.00

Teatro Filarmonico di Verona

sabato 19 aprile ore 17.00

Teatro Salieri di Legnago

Per il tradizionale concerto sinfonico-corale che precede la Pasqua, Fondazione Arena di Verona presenta l’oratorio La Passione di Gesù Cristo, che debutta sul palcoscenico del Teatro Filarmonico venerdì 18 aprile alle 19. Un concerto straordinario che celebra il 200° anniversario di Antonio Salieri (1750-1825), nato a Legnago e divenuto riferimento per la sua epoca, compositore di corte a Vienna e insegnante di una nuova generazione di compositori, tra cui Beethoven, Cherubini e Schubert. I complessi artistici di Fondazione Arena si cimentano con l’oratorio per la prima volta in edizione critica aggiornata con nuovi materiali venuti alla luce dalla Hofkapelle di Vienna. La Passione di Gesù Cristo è opera di rara esecuzione ma molto ammirata già dalla sua creazione, avvenuta quando il compositore era solo ventiseienne. 

Com’era prassi, il libretto dell’azione sacra del celebre Pietro Metastasio, poeta imperiale, è stato messo in musica nel tempo da oltre settanta compositori diversi, anche dopo il legnaghese: all’epoca della prima, si narra che lo stesso Metastasio dichiarasse all’imperatore asburgico Giuseppe II che, fra tutte le intonazioni, quella di Salieri fosse la più drammatica.

L’Orchestra di Fondazione Arena e il Coro preparato dal Maestro Roberto Gabbiani, saranno diretti dal Maestro Francesco Ommassini.

Solisti, nei panni di Pietro, Giovanni Maddalena e Giuseppe d’Arimatea, quattro voci d’eccezione dalla scena lirica internazionale, alcune all’esordio sul palcoscenico del Teatro Filarmonico: il soprano Sara Blanch, il contralto Paola Gardina, il tenore Santiago Ballerini, il basso Roberto Lorenzi.

Il concerto straordinario, fuori abbonamento, avrà una durata di 90 minuti circa senza intervallo. Biglietti in vendita al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni concerto, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

BCC Veneta si conferma main sponsor della Stagione Artistica di Fondazione Arena di Verona al Teatro Filarmonico.

La replica del concerto del 19 aprile 2025, ore 17:00 si terrà presso il Teatro Salieri di Legnago e sarà ad ingresso libero.

La Stagione Sinfonica di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico riprende dopo Pasqua con un importante anniversario del 2025, quello di Luciano Berio, a cent’anni dalla nascita, protagonista del doppio appuntamento del 2 e 3 maggio. In programma i Folk songs, affidati al mezzosoprano Corinna Scheurle, per la prima esecuzione al Filarmonico, le Danze di Galanta di Zoltán Kodály (1882-1967) e un altro capoalvoro del Novecento, la Musica per archi, percussioni e celesta di Bartók. Sul podio il maestro Marco Alibrando. 

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo

Tel. 045 8002880

biglietteria@arenadiverona.it

Call center +39 045 8005151

www.arena.it 

Punti vendita TicketOne.it

GALA LIRICO DI PRIMAVERA AL TEATRO FILARMONICO DI VERONA

Il 9 marzo evento speciale fuori abbonamento in collaborazione con Verona Lirica : Concerto straordinario di Fondazione Arena

Italia e Francia si confrontano nelle grandi opere di Verdi, Mozart, Bellini, Saint-Saëns, Cilea, Leoncavallo, Puccini. Francesco Ommassini dirige l’Orchestra di Fondazione Arena di Verona

Arie, duetti e sinfonie da Norma, Simon Boccanegra, Il Trovatore, Don Carlo, La Bohème, Pagliacci, I Vespri siciliani, Samson et Dalila, Don Giovanni, Adriana Lecouvreur

Francesco Ommassini Direttore

Rebeka Lokar, Carmen Topciu, Ivan Defabiani, Adriano Gramigni Solisti

Orchestra di Fondazione Arena di Verona

Domenica 9 marzo ore 16.00

TEATRO FILARMONICO DI VERONA

Per i 50 anni d’opera e grande musica nel ricostruito Teatro Filarmonico, Fondazione Arena di Verona, in collaborazione con l’associazione musicale Verona Lirica, annuncia un concerto straordinario fuori abbonamento, domenica 9 marzo alle 16, con grandi voci tra artiste affermate e talenti emergenti: il soprano Rebeka Lokar, il mezzosoprano Carmen Topciu, il tenore Ivan Defabiani, basso Adriano Gramigni.

Sul palcoscenico del Filarmonico, l’Orchestra di Fondazione Arena, diretta dal maestro Francesco Ommassini, sarà impegnata in un programma originale di pagine grandiose e poco frequenti che vanno dal Belcanto al Novecento. Un sottile fil-rouge italo-francese collega i brani delle diverse opere, dall’antica Gallia immaginata da Bellini per Norma, a quella del Settecento creata da Cilea per la sua Adriana Lecouvreur, attrice realmente esistita. Non mancherà Parigi, quella raccontata dai giovani della Bohème, nonché sede reale dei grand-opéra italiani nati in francese e solo successivamente tradotti, come I Vespri siciliani e Don Carlo, entrambi di Verdi. Nel programma anche l’opera in francese, con la sensuale e biblica storia di Samson et Dalila, e arie e duetti da Simon Boccanegrall Trovatore, Pagliacci Don Giovanni, rispettivamente cittadini del mare e del mondo. 

I biglietti per posti numerati sono già in vendita a 10 euro (platea e palchi) e 5 euro (gallerie) sul sito www.arena.it e in Biglietteria.

IL QUARTETTO DI MESSIAEN PER IL GIORNO DELLA MEMORIA

Concerto gratuito di Fondazione Arena in Sala Filarmonica

Lunedì 27 gennaio, ore 15.30

In occasione del Giorno della Memoria, lunedì 27 gennaio, alle 15.30, in Sala Filarmonica (via Roma 1), Fondazione Arena di Verona propone alla città il concerto da camera Quatuor pour la fin du temps di Olivier Messiaen, eseguito da prime parti dell’Orchestra areniana con il Maestro Andrea Dindo al pianoforte e preceduto dalla proiezione di un estratto del documentario “The Lady in number 6” (2013), in lingua inglese originale con sottotitoli in italiano.

Ad introdurre il concerto sarà un intervento della Presidente della comunità ebraica di Verona, Anna Maria Trenti Kaufman.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Il Quartetto per la fine del tempo fu scritto dall’autore nel campo di concentramento di Görlitz nell’inverno 1940-41 e lì lo eseguì con altri tre musicisti compagni di prigionia, che ne determinarono l’organico. Un’opera sperimentale e profonda, che riecheggia l’Apocalisse ma umanamente anela alla libertà e all’eternità.

Il concerto gratuito, della durata complessiva di un’ora circa, sarà aperto dall’estratto di “The Lady in number 6: Music Saved My Life”, vincitore del Premio Oscar 2014 come miglior cortometraggio documentario, sulla vera storia di Alice Herz-Sommer, pianista sopravvissuta all’Olocausto.

L’evento rientra nel programma ufficiale delle celebrazioni cittadine per il Giorno della Memoria, alla cui presentazione in Sala Arazzi ha partecipato Francesco Ommassini, Segretario artistico di Fondazione Arena di Verona: «Per il secondo anno consecutivo – spiega il Maestro Ommassini – siamo lieti di proporre un evento speciale dedicato al Giorno della Memoria, all’interno delle celebrazioni ufficiali della città di Verona. Il Teatro è casa dei veronesi e così i suoi spazi, come la Sala Filarmonica: per questo abbiamo voluto mantenere l’ingresso gratuito. Eseguiremo il brano più importante composto in un campo di concentramento, una composizione intensa e commovente, abbinandola ad una proiezione video altrettanto significativa».

FALSTAFF, L’OPERA RITROVATA DI SALIERI FESTEGGIA I 50 ANNI DEL TEATRO FILARMONICO

La commedia di Shakespeare musicata da Salieri va in scena a Verona in una nuova produzione firmata da Paolo Valerio con Orchestra, Coro e Tecnici areniani e un cast di giovani artisti diretti da Francesco Ommassini.

Il titolo, lo stesso scelto per la riapertura postbellica del Teatro Filarmonico proprio 50 anni fa, è presentato per la prima volta in edizione critica Ricordi e celebra i 200 anni dalla scomparsa del compositore legnaghese

Giovedì 16 gennaio alle 18, in Sala Filarmonica, l’opera viene presentata al pubblico in un incontro gratuito con la musicologa e docente Elena Biggi Parodi, curatrice dell’edizione critica

FALSTAFF

ossia Le tre burle ·   di Antonio Salieri

domenica 19 gennaio ore 15.30

mercoledì 22 gennaio ore 19.00

venerdì 24 gennaio ore 20.00

domenica 26 gennaio ore 15.30

Teatro Filarmonico di Verona

Fondazione Arena di Verona celebra 50 anni d’opera al Teatro Filarmonico riproponendo, a distanza di mezzo secolo, il titolo che inaugurò la prima Stagione artistica nel 1975, ma con uno spettacolo tutto nuovo e in edizione critica. Domenica 19 gennaio alle 15.30 si alza il sipario su Falstaff ossia Le tre burle, opera comica di Antonio Salieri,nato a Legnago e divenuto compositore alla corte imperiale di Vienna. Una gemma del teatro musicale da riscoprire, grazie alla regia dell’esperto shakespeariano Paolo Valerio, con scene di Ezio Antonelli e luci di Claudio Schmid, in una lettura settecentesca e frizzante, con un cast di giovani talentuosi e i complessi artistici di Fondazione Arena diretti da Francesco Ommassini. Repliche mercoledì 22 gennaio alle 19, venerdì 24 alle 20, domenica 26 alle 15.30.

Dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, Verona dovette attendere la ricostruzione del Teatro, per mano dell’Accademia Filarmonica, prima di rivedere l’opera sul principale palcoscenico al coperto della città. Era il 1975 e, per i 150 anni dalla morte di Salieri, andò in scena Falstaff: inaugurazione lirica del Teatro e vera e propria riscoperta, che fece circolare l’allestimento in numerose città, prima di tornare a Verona nel 1981. Da allora molti passi avanti si sono fatti nella rivalutazione di Salieri e della sua arte, liberi dalla leggendaria rivalità col coevo Mozart, immortalata in prosa da Puškin e al cinema da Amadeus. Cinquant’anni dopo, per il bicentenario salieriano, Falstaff va in scena per la prima volta in edizione critica, prodotta da Fondazione Arena, edita da Casa Ricordi e a cura di Elena Biggi Parodi, musicologa, titolare della cattedra di Storia e storiografia della musica al Conservatorio di Parma e critico musicale cui si deve la riscoperta di numerosi scritti del compositore, del quale ha già pubblicato il catalogo completo delle opere.

Salieri, nato nel 1750 da commercianti di Legnago, da sempre votato alla musica, fu notato a Venezia da Florian Leopold Gassmann, compositore alla corte degli Asburgo, che lo portò con sé come allievo a Vienna. Qui il giovane veronese conquistò anche la fiducia dell’Imperatore, che lo nominò Hofkapellmeister dopo il suo maestro. In questo ruolo amministrò fino alla morte (esattamente duecento anni fa) il patrimonio musicale di corte, i musicisti, le esecuzioni e il repertorio, fornendo in prima persona nuove composizioni in ogni genere, tra cui serenate, sinfonie, concerti, inni, messe, opere serie e buffe. A Vienna Salieri fu anche un ricercato insegnante: fra i suoi allievi, che spesso citarono il proprio maestro con dediche o variazioni di temi dalle sue opere, si annoverano Beethoven, Cherubini, Czerny, Hummel, Liszt, Meyerbeer, Schubert. 

Falstaff fu scritta nel 1799 per il Teatro di Porta Carinzia (sede di storici debutti da Mozart a Offenbach, passando per Beethoven, Chopin e Donizetti), su libretto di Carlo Prospero Defranceschi. È un’opera fra le più mature tra le circa quaranta firmate da Salieri. Partendo dalla celebre commedia shakespeariana Le allegre comari di Windsor, il compositore condensa abilmente i numerosi personaggi in poche essenziali figure, conservando la trama dell’originale e combinandole con le esigenze convenzionali dei ruoli dell’epoca. Il risultato è originale e la commedia procede speditamente con un’estremamente moderna successione di scene e numeri musicali in continuità, includendo tutte e tre le burle di Shakespeare (ridotte invece a due dal più celebre Falstaff verdiano del 1893). Un successo per l’opera italiana buffa anche in terra viennese, che Salieri omaggiò con una aria in lingua tedesca, spiritosamente inserita nell’azione.

Protagonista è il nobile decaduto sir John Falstaff, carattere larger-than-life, a caccia di piaceri culinari e sostegni economici. Sir John tenta di sedurre due donne sposate, le quali, a dispetto dei rispettivi mariti, ordiscono tre finti appuntamenti per Falstaff, umiliandolo in pubblico altrettante volte. Partendo dall’indomita energia del protagonista, Casanova nello spirito, ma meno nel fisico, il regista Paolo Valerio ha curato una cornice veneziana e rococò, l’ambiente libertino per eccellenza ed epoca della scrittura dell’opera comica. Questo mondo rivive con le scene e il projection design di Ezio Antonelli, le luci di Claudio Schmid e un affiatato cast di giovani talenti dell’opera: nel ruolo del titolo, Giulio Mastrototaro “insidia” Gilda Fiume, mrs. Ford, e Laura Verrecchia, mrs. Slender, ad insaputa dei mariti (dalle parti altrettanto esigenti vocalmente) di Marco Ciaponi e Michele Patti. Completano il cast la cameriera Betty di Eleonora Bellocci e il servitore Bardolf di Romano Dal Zovo. L’inarrestabile azione scenica è resa ancor più vivace dai numerosi mimi coordinati da Daniela Schiavone. L’Orchestra di Fondazione Arena e il Coro preparato da Roberto Gabbiani sono diretti dal maestro veneziano Francesco Ommassini. L’opera è inserita nel programma di Mozart a Verona 2025, Festival diffuso in tutta la città.

Falstaff inaugura la Stagione Lirica 2025, ricca di capolavori rari e titoli in prima esecuzione assoluta al Teatro Filarmonico: è ancora possibile acquistare abbonamenti, nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni recita, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

FALSTAFF

Falstaff, ossia Le tre burle. Opera comica in due atti di Antonio Salieri

Libretto di Carlo Prospero Defranceschi dalla commedia Le Allegre comari di Windsor di William Shakespeare

Prima esecuzione dell’edizione critica a cura di Elena Biggi Parodi, Casa Ricordi, Milano

Direttore Francesco Ommassini

Regia e costumi Paolo Valerio

Assistente alla regia Giulia Bonghi

Scene e projection desgin Ezio Antonelli

Assistenti a scene e projection design Matteo Semprini, Livio Savini

Lui Claudio Schmid

Movimenti mimici Daniela Schiavone

Domenica 19 gennaio ore 15.30 turno A

Mercoledì 22 gennaio ore 19.00 turno C

Venerdì 24 gennaio ore 20.00 turno D

Domenica 26 gennaio ore 15.30 turno B

                    INTERPRETI:
Sir John FALSTAFF, cavaliere attempato

                                            in disordine per la cattiva condotta          Giulio Mastrototaro

                  Mrs. Ford, donna d’allegro umore, moglie di       Gilda Fiume

    Mr. Ford, ricco negoziante, marito geloso, e compare di       Marco Ciaponi

           Mr. Slender, ricco mercante e marito indolente di       Michele Patti

              Mrs. Slender, donna d’umore piuttosto brusco       Laura Verrecchia

                                   Bardolf, servitore di sir Falstaff       Romano Dal Zovo

                                       Betty, cameriera di Ms. Ford       Eleonora Bellocci

                                                                     Mimi       Jessica Aiello, Francesca Benedetti, Francesco Saverio Cifaldi,

                                                                                                              Maria Novelle Della Martira, Elisabetta Di Chiara,

                                                                                                              Matilde Ferrari, Giampaolo Gobbi, Paolo Lupo, Matteo Vignati,

                                                                                                              Alessandra Odoardi, Francesco Pacelli, Daniele Palumbo

Orchestra, Coro e Tecnici di Fondazione Arena di Verona

Maestro del Coro Roberto Gabbiani

Direttore Allestimenti Scenici Michele Olcese

Clavicembalo / basso continuo Federico Brunello

Nuova produzione di Fondazione Arena

Omaggio all’evento inaugurale del 1975

All’interno del Festival Mozart a Verona 2025

Tempi di spettacolo

Atto I 80’ circa · intervallo · Atto II 70’ circa

INCONTRO DI APPROFONDIMENTO APERTO AL PUBBLICO

Nuova stagione e nuova sede per gli incontri gratuiti di approfondimento, in collaborazione con Accademia Filarmonica di Verona: Falstaff sarà presentato al pubblico giovedì 16 gennaio alle 18 nella prestigiosa Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica (via Mutilati 4) dalla curatrice dell’edizione critica Elena Biggi Parodi. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI

Con Falstaff prende il via anche la programmazione 2025 di Arena Young: spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie. L’opera debutta infatti con l’Anteprima riservata a studenti e giovani,venerdì 17 gennaio alle ore 16, preceduto da una presentazione dedicata.

Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà assistere alle rappresentazioni infrasettimanali al Filarmonico partecipando al Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana, mercoledì 22 gennaio alle ore 18 e venerdì 24 gennaio alle ore 19.

Info e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole scuola@arenadiverona.it – tel. 045 8051933.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA

Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO

Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo

Tel 045 8002880

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 8005151

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Ermanno Wolf-Ferrari protagonista assoluto al Teatro Lirico di Cagliari, il 23-24 febbraio, per la Stagione concertistica 2024

Venerdì 23 febbraio alle 20.30 (turno A) e sabato 24 febbraio alle 19 (turno B) è in programma il terzo appuntamento della Stagione concertistica 2024 del Teatro Lirico di Cagliari che prevede uno stimolante e insolito concerto sinfonico-corale interamente dedicato a Ermanno Wolf-Ferrari, nell’esibizione dell’Orchestra del Teatro Lirico, guidata da Francesco Ommassini, giovane direttore veneziano, specialista del repertorio del primo Ottocento che ritorna a Cagliari dopo il suo debutto nell’ottobre 2016 con La pietra del paragone di Rossini e, in seguito, con Don Pasquale di Donizetti nel maggio 2021. I ruoli solistici sono affidati al soprano Gilda Fiume (Contessa Susanna), al baritono Biagio Pizzuti (Conte Gil) e al mimo cagliaritanoPaolo Corda (Sante).

Il programma musicale prevede infatti: I gioielli della Madonna: suite; Il segreto di Susanna, intermezzo in un atto – esecuzione in forma semiscenica di Ermanno Wolf-Ferrari.

Ermanno Wolf-Ferrari (Venezia, 1876-1948) si avvicina al Verismo musicale in un’unica composizione, I gioielli della Madonna, opera in tre atti eseguita a Berlino il 23 dicembre 1911 che poca fortuna ha in Italia e che trae il soggetto da episodi realmente accaduti di vita napoletana.

Il segreto di Susanna, intermezzo in un atto su libretto di Enrico Golisciani che viene rappresentato, per la prima volta, il 4 dicembre 1909 al Nationaltheater di Monaco di Baviera, racconta la vicenda del conte Gil e di sua moglie Susanna. Il conte, sentendo uno strano odore di tabacco in casa è convinto che la giovane consorte lo tradisca con un fumatore, ma alla fine si scoprirà che la tabagista clandestina è proprio lei.

Mentre la Suite da I gioielli della Madonna non è mai stata eseguita a Cagliari, la prima e ultima esecuzione in forma scenica a Cagliari di Il segreto di Susanna risale al 27-29 marzo 1958 al Teatro Massimo (Dora Gatta soprano, Sesto Bruscantini baritono, Orchestra dell’Istituzione dei Concerti e del Teatro Lirico di Cagliari, Ettore Gracis direttore, Enrico Frigerio regia), in abbinamento a Una domanda di matrimonio di Luciano Chailly e Il malato immaginario di Jacopo Napoli.

Lo spettacolo ha una durata complessiva di 1 ora circa e non prevede l’intervallo.

I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.

Da lunedì 8 gennaio 2024 si possono acquistare i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione concertistica; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

Prezzi biglietti: platea € 35 (settore giallo), € 30 (settore rosso), € 25 (settore blu); I loggia € 30 (settore giallo), € 25 (settore rosso), € 20 (settore blu); II loggia € 10 (settore unico).

Ai giovani under 35 ed ai disabili sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

Venerdì 23 febbraio alle 11 è prevista, come ormai consuetudine, l’Anteprima Giovani, aperta alle scuole che potranno assistere, dalla I loggia, alla prova generale del concerto serale. (prezzi: posto unico € 3; informazioni e prenotazioni: Servizio promozione culturale, telefono 0704082326; scuola@teatroliricodicagliari.it).

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, mercoledì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Servizio promozione culturale scuola@teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.

Paolo Corda – Mimo

Mimo ed esperto del movimento, si è diplomato in Danza, Coreografia e Analisi del movimento al prestigioso “Laban Centre” di Londra, città dove ha lavorato con la compagnia “Shinsha” del coreografo James D’Silva. In seguito lavora a Cagliari con il Balletto di Cagliari, con l’Associazione Asmed in qualità di coreografo e con varie compagnie locali di teatro. Collabora con il Teatro Lirico di Cagliari, da oltre vent’anni, in ruoli di danzatore, mimo e figurante. Negli anni ha lavorato con prestigiosi registi, tra i quali: Dario Fo, Luca Ronconi ed Eimuntas Nekrosius.

Gilda Fiume – Soprano

Nata a Sarno, terminata la maturità classica si diploma in canto nel 2009 al Conservatorio di Musica di Salerno con il massimo dei voti e lode e si perfeziona poi, nel biennio successivo, all’Accademia di Santa Cecilia sotto la guida di Renata Scotto. Dal 2014 è allieva di Mariella Devia. Puro soprano lirico di coloratura, dopo essersi classificata in numerosi concorsi internazionali ed aver partecipato ad alcune masterclass, debutta come Leonora in Il Trovatore al Teatro Donizetti di Bergamo. Seguono Lucia in Lucia di Lammermoor al San Carlo di Napoli, al Regio di Parma e al Lirico di Cagliari; Amina in La sonnambula al Filarmonico di Verona ed al Bellini di Catania; la protagonista in Maria de Rudenz al Festival di Wexford; Donna Anna in Don Giovanni a Sassari e a Bergamo dove è stata anche Eleonora in Torquato Tasso per il Donizetti Festival; la protagonista in Norma diretta da Daniel Oren e Violetta in La Traviata a Salerno. Ha collaborato con artisti quali: Gianni Amelio, Henning Brockhaus, Denis Krief, Daniel Oren, Pierpaolo Pacini e Stefano Ranzani. Tra i suoi recenti e prossimi impegni figurano: Violetta in La Traviata a Treviso e a Trieste, un concerto “Tema Oriente” alla ROH di Muscat e un Gala Lirico alla Fenice, Lucia di Lammermoor e il debutto come Gilda in Rigoletto al Verdi di Salerno entrambe dirette da Daniel Oren, ancora Lucia di Lammermoor al Seoul Art Center, Gilda al Regio di Torino, il debutto come Marie in La fille du régiment a Salerno, Donna Anna a La Coruña, concerti con la Fondazione Arena di Verona, Lucia di Lammermoor a Modena e Rimini, La Traviata al Regio di Torino dove tornerà per il debutto in Norma, il debutto negli Stati Uniti come Violetta con la Boston Symphony Orchestra, La sonnambula e La Traviata a Cagliari, Micaela in Carmen all’Arena di Verona, 7 Deaths of Maria Callas al Liceu di Barcellona, ancora Norma al Carlo Felice, Contessa in Le nozze di Figaro al Filarmonico, Lucia di Lammermoor al Comunale di Bologna.

Francesco Ommassini – Direttore

Nato a Venezia, ha compiuto gli studi musicali di violino e composizione nella sua città diplomandosi con il massimo dei voti e la lode. Dopo essersi perfezionato nelle maggiori accademie internazionali (Hochschule di Vienna, Accademia Chigiana di Siena, Scuola di Musica di Fiesole) ha presto intrapreso una brillante carriera concertistica che lo ha portato ad esibirsi nelle più prestigiose sale da concerto e per i maggiori festival internazionali (Musikverein di Vienna, Lincoln Center di New York, Sydney Opera House, Philarmonie a Berlino, Festival di Salisburgo, Mostly Mozart). Dal 1996 ha ricoperto il ruolo di primo violino dei secondi nell’Orchestra della Fondazione Arena di Verona; l’essere parte di uno dei più̀ importanti teatri lirici al mondo e il contatto e la collaborazione con i maggiori direttori del nostro tempo hanno stimolato il desiderio di affrontare lo studio della direzione d’orchestra; tra questi, l’incontro con Donato Renzetti, con il quale ha studiato diplomandosi all’Accademia Musicale Pescarese. Dal suo debutto nel 2012 al Teatro di Ferrara con Rigoletto, la sua carriera lo ha portato ad esibirsi sia in campo lirico che sinfonico in importanti teatri e festival quali: San Carlo di Napoli per Orfeo ed Euridice di Gluck (con dvd Rai) e Zenobia in Palmira di Paisiello (con cd Bongiovanni live), Fenice di Venezia con Il signor Bruschino, Regio di Torino con Don Checco di De Giosa, Teatro Lirico di Cagliari con La pietra del paragone e Don Pasquale, Filarmonico di Verona con La sonnambula, Il viaggio a Reims, Madama Butterfly, Rigoletto, Così fan tutte, Le nozze di Figaro, La Gioconda, OperaLombardia con La scala di seta. Per le stagioni sinfoniche si è esibito al Bellini di Catania, con l’Orchestra Verdi di Milano, per il Festival Il Settembre dell’Accademia a Verona, per il Luglio Musicale Trapanese e con l’Orchestra Filarmonica del Comunale di Bologna. Tra le recenti esibizioni ed i futuri impegni si ricordano: La Gioconda nel circuito di OperaLombardia, La Traviata al Seoul Arts Center, un concerto sinfonico alla Sala Grande del Conservatorio Čajkovskij di Mosca con la Russian State Orchestra e solisti del Bolshoi per il Festival Rostropovich, una nuova produzione di Il campiello al Filarmonico di Verona. Dal 2014 al 2018 è stato Direttore Musicale dell’Orchestra Regionale del Veneto “Filarmonia Veneta”. Dal 2019 è Direttore d’orchestra residente della Fondazione Arena di Verona.

Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari

È stata fondata nel 1933 e ha consolidato, negli anni, un fecondo rapporto con i maggiori direttori italiani, tra cui Tullio Serafin, Vittorio Gui, Antonino Votto, Guido Cantelli, Franco Ferrara, Franco Capuana, Willy Ferrero, e con compositori quali Ottorino Respighi, Ildebrando Pizzetti, Ermanno Wolf Ferrari, Riccardo Zandonai, Alfredo Casella. Risalgono agli anni ‘50-’60 le apparizioni sul podio di Lorin Maazel, Lovro von Matacic, Claudio Abbado, Sergiu Celibidache, Riccardo Muti, e le collaborazioni con Gioconda De Vito, Leonid Kogan, Henryk Szering, Andrés Navarra, Dino Ciani, Maria Tipo, Nikita Magaloff, Wilhem Kempff, Martha Argerich. In questi ultimi anni l’Orchestra ha collaborato, tra gli altri, con direttori come Lorin Maazel, Georges Prêtre, Emmanuel Krivine, Mstislav Rostropovich, Ton Koopman, Iván Fischer, Frans Brüggen, Carlo Maria Giulini, Gennadi Rozhdestvensky, Rafael Frühbeck de Burgos, Neville Marriner, Christopher Hogwood, Hartmut Haenchen e con solisti come Martha Argerich, Aldo Ciccolini, Kim Kashkashian, Viktoria Mullova, Misha Maisky, Truls Mørk, Sabine Meyer, Yuri Bashmet, Salvatore Accardo. Dal 1999 al 2005 Gérard Korsten ha ricoperto il ruolo di direttore musicale e ha, fra l’altro, diretto in prima esecuzione nazionale, Die ägyptische Helena di Richard Strauss, Euryanthe di Weber e A Village Romeo and Juliet di Delius, mentre nella stagione 2007-2008 George Pehlivanian è stato direttore ospite principale. Negli ultimi anni l’Orchestra ha collaborato regolarmente con Lorin Maazel, compiendo nel 1999 una tournée in Europa ed eseguendo con successo una serie di concerti. Nel 2002 ha rappresentato l’Italia nella rassegna “Italienische Nacht”, organizzata dalla Bayerischer Rundfunk al Gasteig di Monaco di Baviera e trasmessa in diretta dalla radio bavarese. Nel 2005 ha suonato in un concerto in onore del Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi. Nel 2010 ha partecipato al 98° Festival di Wiesbaden con Lucia di Lammermoor per la direzione di Stefano Ranzani e la regia di Denis Krief, riscuotendo un grande successo. Recentemente, nell’ambito di un progetto di internazionalizzazione del Teatro Lirico di Cagliari, realizzato e promosso in collaborazione con l’Unione Europea, il Governo Italiano e la Regione Sardegna, l’Orchestra è stata invitata dalla New York City Opera per l’esecuzione di La campana sommersa di Respighi, ricevendo il plauso del pubblico e della critica. Negli ultimi anni, anche nell’ambito della rassegna “Cinque passi nel Novecento”, ha eseguito, in prima assoluta, composizioni per orchestra che il Teatro Lirico di Cagliari ha commissionato a compositori come Sylvano Bussotti, Giorgio Tedde, Azio Corghi, Fabio Nieder, Alberto Colla, Carlo Boccadoro, Franco Oppo, Francesco Antonioni, Ivan Fedele, Michele Dall’Ongaro, Filippo Del Corno, Vittorio Testa, Sergio Rendine, Orazio Sciortino. Per la casa discografica Dynamic ha inciso opere in prima esecuzione in Italia, quali: Die Feen di Wagner, Dalibor di Smetana, (premiate, rispettivamente, da “Musica e Dischi” quale miglior disco operistico italiano del 1997, e da “Opéra International” col “Timbre de Platine” – gennaio 2001), Čerevički e Opričnik di Čajkovskij, Die ägyptische Helena di Richard Strauss, Euryanthe di Weber, Alfonso und Estrella di Schubert, Hans Heiling di Marschner, Chérubin di Massenet, Lucia di Lammermoor di Donizetti. Ha inciso, inoltre, Goyescas di Granados e La vida breve di De Falla, La Passione secondo Giovanni di Bach, La sonnambula di Bellini, I Shardana di Porrino per la Dynamic, Don Pasquale per Rai Trade e La leggenda della città invisibile di Kitež e della fanciulla Fevronija di Rimskij-Korsakov per Naxos. Per la Rai ha registrato, nel 1998, La Bohème trasmessa in tutto il mondo.

Biagio Pizzuti – Baritono

Nato a Salerno nel 1987, ha iniziato gli studi di pianoforte a 8 anni, laureandosi in pianoforte e canto con il massimo dei voti al Conservatorio di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno; si è anche laureato in Farmacia all’Università degli Studi di Salerno. Si è specializzato con Rolando Panerai, Renato Bruson e Alessandro Corbelli e ha frequentato l’Accademia di Santa Cecilia di Roma sotto la guida di Renata Scotto. Ha vinto: il 64º Concorso As.Li.Co., ottenendo il debutto come Dulcamara in L’elisir d’amore nei teatri dell’As.Li.Co.; il Concorso Internazionale di Spoleto debuttando in Gianni Schicchi; il 47º Concorso Toti dal Monte a Treviso, ottenendo il ruolo di Enrico in Lucia di Lammermoor di Donizetti. Tra gli impegni recenti e futuri spiccano il debutto come Filippo in Beatrice di Tenda al Festival della Valle d’Itria, L’elisir d’amore al Glyndbourne Festival, Il Turco in Italia all’Opéra Royal de Wallonie, La Bohème al Teatro Petruzzelli di Bari e al Teatro Regio di Torino, Don Giovanni al Teatro Valli di Reggio Emilia, Don Pasquale al New National Theater di Tokyo, L’elisir d’amore al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Lucia di Lammermoor al Teatro Mario del Monaco di Treviso.

Stagione concertistica 2024

venerdì 23 febbraio, ore 20.30 – turno A

sabato 24 febbraio, ore 19 – turno B

Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Francesco Ommassini

Contessa Susanna Gilda Fiume soprano

Conte Gil Biagio Pizzuti baritono

Sante Paolo Corda mimo

Ermanno Wolf-Ferrari

I gioielli della Madonna: suite

Il segreto di Susanna, intermezzo in un atto – esecuzione in forma semiscenica

(1 ora circa)