Teatro di San Carlo, nove minuti di applausi per la prima del Falstaff

Nove minuti di applausi per la prima del “Falstaff” di Giuseppe Verdi, appena conclusa al Teatro di San Carlo, con la direzione di Marco Armiliato e la regia di Laurent Pelly, per la prima volta al Lirico di Napoli. Lo spettacolo è una coproduzione del Teatro Real di Madrid con La Monnaie / De Munt, Opéra National de Bordeaux e Tokyo Nikikai Opera Foundation. Quattro le repliche fino a martedì 24 febbraio.

Luca Salsi ha interpretato il ruolo del titolo, accanto Ernesto Petti in quello di Ford e Maria Agresta come Alice. Ha debuttato il ruolo di Mrs. Quickly Anita RachvelishviliCaterina Piva è stata Mrs. Meg Page. Protagonisti della vicenda amorosa, che coinvolge Fenton e Nannetta, sono stati Francesco Demuro e Désirée Giove, allieva dell’Accademia del Teatro di San Carlo. In scena anche Gregory Bonfatti (Dottor Cajus), Enrico Casari (Bardolfo) e Piotr Micinski (Pistola).

Falstaff di Giuseppe Verdi in scena al Teatro di San Carlo


Regia di Laurent Pelly, al suo debutto a Napoli

Sul podio Marco Armiliato, nel cast vocale Luca Salsi e Francesco Demuro,

Maria Agresta e Anita Rachvelishvili

Prima rappresentazione domenica 15 febbraio 2026, repliche fino al 24

Il prossimo appuntamento della Stagione d’Opera 2025-2026 del Teatro di San Carlo di Napoli segna il ritorno di “Falstaff”, ultimo capolavoro di Giuseppe Verdi su libretto di Arrigo Boito, dopo dieci anni di assenza dall’ultima rappresentazione al Massimo partenopeo. L’opera andrà in scena a partire da domenica 15 febbraio 2026 (ore 17:00) per un totale di cinque recite, fino a martedì 24 febbraio.

L’allestimento, presentato per la prima volta in Italia, nasce da una coproduzione internazionale che coinvolge il Teatro Real di Madrid con La Monnaie / De Munt di Bruxelles, l’Opéra National de Bordeaux e la Tokyo Nikikai Opera Foundation.

Sul podio Marco Armiliato, che dirige l’Orchestra eil Coro del Teatro di San Carlo, quest’ultimo preparato da Fabrizio Cassi. La regia è affidata a Laurent Pelly, che firma anche i costumi, al debutto al Lirico di Napoli. Le scene sono di Barbara de Limburg, le luci di Joël Adam.

Nel ruolo del protagonista, Sir John Falstaff è Luca Salsi. Accanto a lui Ford, interpretato da Ernesto Petti, e la moglie Alice, cui dà voce Maria Agresta. Con Alice agiscono Mrs. Quickly e Mrs. Meg Page, affidate rispettivamente ad Anita Rachvelishvili e Caterina Piva. La vicenda amorosa vede Francesco Demuro nel ruolo di Fenton, innamorato di Nannetta, a cui darà voce e volto Désirée Giove, allieva dell’Accademia del Teatro di San Carlo. Completano il cast Gregory Bonfatti come Dottor Cajus ed Enrico Casari e Piotr Micinski, Bardolfo e Pistola.

La prima assoluta del “Falstaff” risale al 9 febbraio 1893 al Teatro alla Scala, l’anno successivo al San Carl. Dal marzo 1894 si contano 14 allestimenti, di cui 8 scelti per inaugurare la Stagione. Grandi voci si sono susseguite nella storia di questo titolo a Napoli: Giuseppe Taddei, Anna Moffo, Ebe Stignani, Tito Gobbi, Renata Tebaldi, Mirella Freni, Fedora Barbieri, Agostino Lazzari, Renato Capecchi e Ambrogio Maestri. Tra i registi, invece, si segnalano Ciro Scafa, Vittorio Viviani, Carlo Maestrini, Roberto De Simone e Luca Ronconi, per l’ultima ripresa nel 2016, l’anno in cui ricorrevano i 400 anni dalla morte di Shakespeare.

Alla conferenza stampa di presentazione, oggi al San Carlo, sono intervenuti il Sovrintendente e Direttore Artistico Fulvio Adamo Macciardi, il Coordinatore Area Artistica e Casting Director Ilias Tzempetonidis,il direttore d’orchestra Marco Armiliato e i protagonisti del cast vocale.

Io non cerco di fare la trasposizione storica, ma piuttosto di suggerire un passato vicino. I personaggi potrebbero essere contemporanei. Mi sembra interessante distinguere due mondi opposti, quello del protagonista e quello dei Ford e delle allegre comari. Più che di un’attualizzazione, si tratta di un confronto tra i sostenitori di un certo perbenismo – incarnato dalle quattro comari e da Ford – e Falstaff. La vita regolata, senza sorpresa né ambizione, dei borghesi è animata dalla presenza dell’eroe, che li fa uscire dalla noia”, ha dichiarato Laurent Pelly.

Stagione 25/26

Dal 15 febbraio al 24 febbraio

Falstaff

Commedia lirica in tre atti
Libretto di Arrigo Boito
Musica di Giuseppe Verdi

Direttore | Marco Armiliato
Regia | Laurent Pelly
Scene | Barbara de Limburg
Costumi | Laurent Pelly
Luci | Joël Adam

Interpreti
Sir John Falstaff | Luca Salsi
Ford | Ernesto Petti
Fenton | Francesco Demuro
Dott. Cajus | Gregory Bonfatti
Bardolfo | Enrico Casari
Pistola | Piotr Micinski
Mrs. Alice Ford | Maria Agresta
Nannetta | Désirée Giove #
Mrs. Quickly | Anita Rachvelishvili
Mrs. Meg Page | Caterina Piva

Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo
Maestro del Coro | Fabrizio Cassi

Produzione Teatro Real Madrid in coproduzione con La Monnaie/De Munt, Opéra National de Bordeaux e Tokyo Nikikai Opera Foundation

#Ex-allievo Accademia del Teatro di San Carlo

Teatro di San Carlo | CREMISI
domenica 15 febbraio 2026, ore 17:00 – A – CREMISI – II
martedì 17 febbraio 2026, ore 20:00 – C/D – CREMISI – III
giovedì 19 febbraio 2026, ore 19:00 – B – CREMISI – III
domenica 22 febbraio 2026, ore 17:00 – F – CREMISI – II
martedì 24 febbraio 2026, ore 20:00 – F.A. – CREMISI – III

Opera in italiano con sovratitoli in italiano e inglese
Durata: 3 ore circa, con intervallo

LA STELLA PUCCINIANA CAROLINA LÓPEZ MORENO ACCENDE LA BOHÈME IMPRESSIONISTA DI LIVERMORE

Dal 14 al 25 gennaio 2026 al Teatro dell’Opera di Roma

in coproduzione con il Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia

La prima di mercoledì 14, ore 20, è trasmessa in diretta su Radio3 Rai

È un’esperienza immersiva quella pensata per La bohème di Giacomo Puccini dal regista Davide Livermore, autore anche di scene, costumi e luci. Un gioco straordinario di tecnologia reso possibile grazie al videomapping di D-Wok di cui, da oltre dieci anni, il regista torinese si avvale per modificare profondamente l’estetica dell’opera, usando strumenti tecnologici e superfici come elementi sensibili per raccontare. L’allestimento, dopo le rappresentazioni all’aperto, alle Terme di Caracalla (2014 e 2015) e al Circo Massimo (2021), dove la digital art è stata protagonista, torna all’Opera di Roma e indiretta su Radio3 Rai il 14 gennaio (ore 20), ripensato per lo spazio intimo del Teatro Costanzi. «Bohème non si studia, la si sa – dichiarava Livermore già nel 2014 –; ed è semplicemente perfetta, tanto perfetta da essere quasi una non-opera, una sorta di neo proto sceneggiatura cinematografica. Azioni ed emozioni vengono descritte con una precisione assoluta. Come raccontare questa storia oggi? Facendo Puccini, assecondando la sua miracolosa partitura fino in fondo. E così – concludeva – questo allestimento ci porta nel 1896, nella contemporaneità della scrittura pucciniana, immergendoci nell’arte visiva contemporanea alla prima rappresentazione di Bohème. Nell’atelier di Marcello, che diventa sintesi di tutta l’esperienza pittorica della Parigi fin de siècle, le pitture amplificano il racconto degli affetti in musica».

Sul podio dell’Orchestra dell’Opera di Roma torna Jader Bignamini che di Bohème dice «non è nostalgia. È vita allo stato puro: piena, disordinata, improvvisa. A Roma – anticipa il direttore – questa produzione sarà un’occasione per restituire al pubblico il cuore pulsante dell’opera: la semplicità delle emozioni che diventano universali, tra sogni mai realizzati e affetti che resistono oltre la fine». Alla bacchetta di Alessandro Palumbo è affidata la replica del 21 gennaio.

A dar voce al gruppo di giovani bohémiens protagonisti della vicenda narrata nel libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, da Scènes de la vie de bohème di Henri Murger e Théodore Barrière, sono chiamati diversi cast che si alternano nelle undici recite dal 14 al 25 gennaio. A vestire i panni di Mimì è l’interprete pucciniana del momento, Carolina López Moreno (14, 17, 20, 22, 25) reduce dai successi in questo ruolo oltre che, come Suor Angelica, (Festival di Edimburgo e BBC Proms 2025), Cio-Cio-San in Madama Butterfly (Maggio Musicale Fiorentino 2024), Magda ne La rondine (Barbican Hall, Londra 2024). Nel ruolo di Mimì sono chiamate anche Maria Agresta (15, 18, 24) e Roberta Mantegna (16, 21, 23). Saimir Pirgu (14, 17, 20, 22, 25) torna all’Opera di Roma, dove ha già interpretato i ruoli pucciniani di Pinkerton (Circo Massimo 2021) e Cavaradossi (Caracalla 2024), ma mai quello di Rodolfo. Nei panni del poeta cantano anche Francesco Demuro (15,18, 24) e René Barbera (16, 21, 23). Il pittore Marcello è interpretato da Nicola Alaimo (14, 17, 18, 20, 22), Vittorio Prato (15, 16, 21, 23, 24) e Biagio Pizzuti (25); quest’ultimo è anche Schaunard (15, 16, 18, 21, 23), in alternanza con Alessio Arduini (14, 17, 20, 22, 24, 25). Musetta è interpretata da Desirée Rancatore (14, 17, 18, 20, 22, 25) ed Elisa Balbo (15, 16, 21, 23, 24), il filosofo Colline da William Thomas (14, 17, 18, 20, 22, 25) e Manuel Fuentes (15, 16, 21, 23, 24), Benoît e Alcindoro da Matteo Peirone.

In scena in tutti gli spettacoli il Coro del Teatro dell’Opera di Roma diretto da Ciro Visco, con la partecipazione della Scuola di Canto Corale (Maestro Alberto de Sanctis).

Dopo la ‘prima’ di mercoledì 14 gennaio (ore 20.00), anche in diretta su Radio3 Rai, La bohème di Puccini firmata da Davide Livermore torna in scena giovedì 15 (ore 20.00), venerdì 16 (ore 20.00), sabato 17 (ore 18.00), domenica 18 (ore 16.30), martedì 20 (ore 20.00), mercoledì 21 (ore 20.00), giovedì 22 (ore 20.00), venerdì 23 (ore 20.00), sabato 24 (ore 18.00) e domenica 25 gennaio (ore 16.30).

DOPPIO SOGNO – STAGIONE 2025/2026 DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

La bohème

Musica di Giacomo Puccini

Scene liriche in quattro quadri

Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa dScènes de la vie de bohème di Henri Murger e Théodore Barrière

Direttore Jader Bignamini e Alessandro Palumbo (21 gennaio)

Regia, scene, costumi, luci Davide Livermore

Maestro del Coro Ciro Visco

Video D-Wok

PERSONAGGI e INTERPRETI

Rodolfo

Saimir Pirgu 14, 17, 20, 22, 25/ Francesco Demuro 15, 18, 24 René Barbera 16, 21, 23

Schaunard

Alessio Arduini 14, 17, 20, 22, 24, 25 / Biagio Pizzuti 15, 16, 18, 21, 23

Mimì

Carolina López Moreno 14, 17, 20, 22, 25 / Maria Agresta 15, 18, 24 / Roberta Mantegna 16, 21, 23

Marcello

Nicola Alaimo 14, 17, 18, 20, 22 / Vittorio Prato 15, 16, 21, 23, 24 / Biagio Pizzuti 25

Colline

William Thomas 14, 17, 18, 20, 22, 25 / Manuel Fuentes 15, 16, 21, 23, 24

Musetta

Desirée Rancatore 14, 17, 18, 20, 22, 25/ Elisa Balbo 15, 16, 21, 23, 24

Benoît/Alcindoro

Matteo Peirone

Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma

con la partecipazione della Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera (maestro Alberto de Sanctis)

Allestimento Teatro dell’Opera di Roma

in collaborazione con Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia

TEATRO COSTANZI

prima rappresentazione mercoledì 14 gennaio, ore 20.00, in diretta su Radio3 Rai

repliche

giovedì 15 gennaio, ore 20.00

venerdì 16 gennaio, ore 20.00

sabato 17 gennaio ore 18.00

domenica 18 gennaio, ore 16.30

martedì 20 gennaio, ore 20.00

mercoledì 21 gennaio, ore 20.00

giovedì 22 gennaio, ore 20.00

venerdì 23 gennaio, ore 20.00

sabato 24 gennaio, ore 18.00

domenica 25 gennaio ore 16.30

Partenope di Morricone in prima rappresentazione assoluta al Teatro di San Carlo

Vanessa Beecroft firma una regia inedita per l’unica opera lirica

scritta da Ennio Morricone pubblicata da SZ Sugar

Venerdì 12 e domenica 14 dicembre in chiusura delle celebrazioni di “Napoli Millenaria” promosse dal Comune di Napoli con la partnership di Napoli 2500

A trent’anni dalla sua composizione, l’unica opera lirica di Ennio Morricone vede la luce per la prima volta al Teatro di San Carlo, nella Stagione 2025/2026 presentata sotto il segno di “Be Luminous”Partenope. Musica per la sirena di Napoli, su libretto di Guido Barbieri e Sandro Cappelletto, sarà in scena per due date, venerdì 12 dicembre alle ore 20:00 domenica 14 alle 17:00. L’appuntamento è la punta di diamante delle celebrazioni promosse dal Comune di Napoli con la partnership di Napoli 2500 per i 2500 anni dalla fondazione della città.

Partenope, pubblicata dalla casa editrice SZ Sugar, restituisce alla scena un capitolo poco conosciuto ma fondamentale del percorso creativo di Morricone. La nuova produzione del Teatro di San Carlo è affidata alla visione contemporanea di Vanessa Beecroft che, per il Massimo partenopeo, firma una regia inedita e cura l’intero progetto visivo con Daniela Ciancio, per i costumi, e con Danilo Rubeca, per la coreografia, impegnato anche come regista collaboratore. Sul podio Riccardo Frizza, alla guida di Orchestra e Coro del Lirico di Napoli, quest’ultimo preparato da Fabrizio Cassi

La storia del mito fondativo della città vede in scena due Partenope, Jessica Pratt Maria AgrestaFrancesco Demuro interpreta Melanio, mentre Désirée Giove, già allieva dell’Accademia del Teatro di San Carlo, è Persefone. La voce narrante è quella di Mimmo Borrelli.

L’opera, definita “da camera” dato il cast vocale contenuto, venne composta nel 1995 su libretto di Sandro Cappelletto e Guido Barbieri ma, per una serie di circostanze, non vide mai la luce. L’orchestrazione alterna strumenti antichi e moderni – dai flauti dolci alle percussioni napoletane, dalle arpe alle tube – creando un impasto sonoro in cui si mescolano il respiro arcaico del mito e la voce contemporanea della città. Nel racconto, la sirena Partenope attraversa la metamorfosi, la perdita e la rinascita fino a divenire figura cosmica e fondatrice, emblema di libertà e sacrificio. 

Stagione 25/26

Dal 12 Dicembre al 14 Dicembre

Partenope

Opera in un atto
Musica di Ennio Morricone
Libretto di Guido Barbieri e Sandro Cappelletto

Direttore | Riccardo Frizza
Regia | Vanessa Beecroft
Costumi | Daniela Ciancio per Vanessa Beecroft
Coreografia | Danilo Rubeca per Vanessa Beecroft


Interpreti
Partenope 1 | Jessica Pratt
Partenope 2 | Maria Agresta
Persefone | Désirée Giove#
Melanio | Francesco Demuro
Narratore | Mimmo Borrelli

Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo
Maestro del Coro | Fabrizio Cassi

Nuova produzione del Teatro di San Carlo

#Ex Allievo Accademia del Teatro di San Carlo

Prima Rappresentazione Assoluta
Vanessa Beecroft firma una regia inedita per “Partenope” al Teatro di San Carlo

Teatro di San Carlo | BLU
venerdì 12 dicembre 2025, ore 20:00 – TAGLIANDO A – C/D – BLU – III
domenica 14 dicembre 2025, ore 17:00 – TAGLIANDO B – F – BLU – III

Opera in italiano con sovratitoli in italiano e inglese

Be Luminous : La Stagione 2025/2026 del Teatro di San Carlo

Tredici titoli operistici, quattro balletti, diciotto concerti, quattro recital del Festival pianistico e undici appuntamenti della rassegna di Musica da Camera per 120 alzate di sipario: la Stagione 2025-2026 del Teatro di San Carlo si presenta sotto il segno di “Be Luminous”.

L’Inaugurazione, sabato 6 dicembre 2025, scrive una nuova pagina di storia: prima rappresentazione al Lirico di Napoli per Medea di Luigi Cherubini con Sondra Radvanovsky nel ruolo del titolo. Firma la regia Mario Martone, sul podio Riccardo Frizza.

“Be Luminous” è un invito a vivere la luce del teatro e della musica, a rifletterla, a nutrirla con prospettive diverse. La tradizione si apre a nuove traiettorie, con titoli mai rappresentati al Teatro di San Carlo: non solo Medea, ma anche due opere per riscoprire due estremi cronologici del Settecento, Alcina di Händele Mitridate, re di Ponto di Mozart. Titoli meno frequentati si accostano a capolavori del repertorio: la Stagione attraversa il Belcanto di RossiniconLa Cenerentola e di DonizetticonLucia di Lammermoor, ripercorre le stagioni di Verdi con Nabucco, Aida e Falstaff. L’opera francese è rappresentata da MassenetconWerther, il verismo italiano da Cilea con Adriana Lecouvreur fino a Puccini con La bohème e Turandot.

Accanto al grande melodramma, l’apertura al contemporaneo nel segno dell’innovazione: Partenope, unica opera lirica scritta da Ennio Morricone, debutta in prima esecuzione assoluta, con la regia di Vanessa Beecroft, tra le voci più autorevoli della performance art della scena mondiale. Collaborazioni che ridefiniscono i confini di genere e aprono la musica a nuovi linguaggi visivi, performativi, concettuali. È in questa prospettiva che, per la Stagione di Concerti, Marina Abramović porta una concezione artistica inedita creata appositamente per il Teatro di San Carlo.

Per la regia, accanto ai debutti di Laurent Pelly, Andreas Homoki e Bárbara Lluch, tornano a Napoli Claus Guth, Willy Decker, Gianni Amelio, Damiano Michieletto, Davide Livermore, Vasily Barkhatov.

Nella stagione d’opera si avvicenderanno sul podio Marco Armiliato, Dan Ettinger, Riccardo Frizza, Francesco Lanzillotta, Iván López-Reynoso, Vincenzo Milletarì, Lorenzo Passerini, Pinchas Steinberg, Speranza Scappucci.

Le grandi voci del panorama lirico internazionale saranno ancora una volta protagoniste con una proposta vocale di assoluto rilievo: per citarne solo alcune, Anna Netrebko, Jonas Kaufmann, Ludovic Tézier, Elīna Garanča, Lisette Oropesa, Sondra Radvanovsky, Pretty Yende, Luca Salsi, Anita Rachvelishvili, Jessica Pratt, Franco Fagioli, Marina Rebeka, Rosa Feola, Anna Pirozzi, Maria Agresta, Aleksandra Kurzak, Francesco Meli, Brian Jagde, Michele Pertusi, Aigul Akhmetshina, Andrzej Filończyk, Mattia Olivieri, Piero Pretti, Elsa Dreisig, Varduhi Abrahamyan, Francesco Demuro, Artur Ruciński, Mariangela Sicilia, Marina Monzó, Kang Wang, Giovanni Sala, Giorgi Manoshvili.

Particolare risalto anche ai già Allievi dell’Accademia del Teatro di San Carlo, ampiamente coinvolti nel corso della Stagione anche in ruoli di primo piano.

Inaugurazione della Stagione di Concerti martedì 18 novembre con Asmik Grigorian sotto la direzione di Dan Ettinger.

Direttori di forte identità ed esperienza internazionale guideranno l’Orchestra del Teatro di San Carlo: Gustavo Dudamel, Fabio Luisi, Michele Mariotti, Nicola Luisotti, Ingo Metzmacher, Riccardo Frizza, Giacomo Sagripanti, Jochen Rieder, Karel Mark Chichon.

UnospecialeRequiem di Giuseppe Verdi in memoria di Roberto De Simone, riunirà in palcoscenico Pretty Yende, Elīna Garanča, Pene Pati e John Relyea, per una edizione del capolavoro verdiano con il Coro del Teatro di San Carlo, preparato da Fabrizio Cassi, che sarà a sua volta protagonista di altri due appuntamenti.

Tra i solisti che si esibiranno con l’Orchestra del Lirico vi sono Leonidas Kavakos, Rudolf Buchbinder, Alessandro Taverna, Anna Tifu e Federico Colli. Particolare attenzione dedicata ancora alle grandi voci: Sondra Radvanovsky condividerà il palcoscenico con Freddie De Tommaso, Jonas Kaufmann con Ludovic Tézier. Tra i solisti, anche Matthias Goerne e Marina Monzò. Due recital completano l’offerta artistica della Stagione diConcerti: Aigul Akhmetshina e Anita Rachvelishvili.

Quattro gli appuntamenti del Festival Pianistico, che si estenderanno per l’intera Stagione da gennaio a ottobre: apre Beatrice Rana, seguita da Seong-Jin Cho, Hélene Grimaud e Yunchan Lim.

La Danza apre con Lo Schiaccianoci nella coreografia di Simone Valastro, una rilettura capace di coniugare rigore accademico e sensibilità contemporanea. Le scelte artistiche puntano su una soirée dedicata a George Balanchine e Coppélia di Léo Delibes, per arrivare a Boléro, l’appuntamento conclusivo che sarà arricchito da una nuova creazione firmata da Garrett Smith.

La Stagione Lirica

Sabato 6 dicembre 2025 si alza il sipario sulla Stagione 2025/2026 con Medea, operadi Luigi Cherubini su libretto di François-Benoît Hoffmann e proposta nella versione italiana di Carlo Zangarini: una nuova produzione del Teatro di San Carlo per la regia di Mario Martone.

Sarà Riccardo Frizza a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro di San Carlo, quest’ultimo preparato da Fabrizio Cassi.

Firma le scene Carmine Guarino. Le luci sono di Pasquale Mari.

Sondra Radvanovsky, già acclamata alla Metropolitan Opera per la sua straordinaria interpretazione, darà voce e volto per la prima volta in Italia alla terribile maga assetata di vendetta. La affiancano Francesco Meli nel ruolo di Giasone, il marito argonauta, e Anita Rachvelishvili in quello di Neris, sua confidente. Creonte, padre di Medea, sarà Giorgi Manoshvili. Tre ex-Allieve dell’Accademia del Teatro di San Carlo completano il cast vocale: Désirée Giove sarà Glauce, sua rivale in amore, affiancata dalle ancelle Maria Knihnytska e Anastasia Sagaidak.

Mercoledì 3 dicembre precedel’Inaugurazione un’anteprima riservata al pubblico Under 30, che conferma l’impegno del Teatro nel dialogo con le nuove generazioni. Quattro il totale delle repliche, fino a martedì 16 dicembre.

Prima esecuzione assoluta per l’unica opera lirica scritta da Ennio Morricone, edita da SZ Sugar: Partenope, “Musica per la sirena di Napoli” su libretto di Guido Barbieri e Sandro Cappelletto, sarà in scena venerdì 12 e domenica 14 dicembre in un atto unico affidato alla visione contemporanea di Vanessa Beecroft che per il San Carlo firmerà una regia inedita.

Sul podio Riccardo Frizza, alla guida di Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo, quest’ultimo preparato da Fabrizio Cassi. La storia del mito fondativo di Napoli vedrà in scena due Partenope, Jessica Pratt e Maria Agresta. Francesco Demuro interpreta Melanio, Désirée Giove Persefone. La voce narrante sarà quella di Mimmo Borrelli.

L’opera si inserisce nel programma di “Napoli millenaria”, la rassegnache celebra i 2500 anni dalla fondazione di Napoli.

I due prossimi titoli in cartellone sono due capolavori verdiani agli estremi del catalogo, specchio di stagioni opposte dell’arco espressivo e drammaturgico del compositore. Domenica 18 gennaio 2026, e fino a sabato 31, sarà in scena Nabucco, l’opera che consacrò il giovane Verdi. Produzione dell’Opernhaus Zürich, lo spettacolo segna il debutto a Napoli del regista Andreas Homoki. La direzione dell’Orchestra e del Coro del Teatro di San Carlo è affidata a Riccardo Frizza.

Le scene sono di Wolfgang Gussmann, che firma anche i costumi con Susana Mendoza. Le luci sono di Franck Evin.

Impegnato nel ruolo del titolo sarà Ludovic Tézier, con Marina Rebeka nelle vesti di Abigaille e Michele Pertusi in quelle di Zaccaria. Piero Pretti sarà Ismaele, Cassandre Berthon Fenena. Completano il cast Lorenzo Mazzucchelli (Il gran Sacerdote di Belo), l’ex Allievo dell’Accademia Francesco Domenico Doto (Abdallo) e Caterina Marchesini (Anna).

All’impeto drammatico degli esordi risponde la leggerezza sapiente e beffarda di Falstaff, l’ultima opera di Giuseppe Verdi, che sarà in scena da domenica 15 fino a martedì 24 febbraio nell’allestimento del Teatro Real di Madrid in coproduzione con La Monnaie / De Munt, l’Opéra National de Bordeaux e Tokyo Nikikai Opera Foundation.

La regia è di Laurent Pelly, al suo debutto al Teatro di San Carlo, mentre sarà Marco Armiliato a dirigere Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo.

Le scene di Barbara de Limburg si combinano con i costumi a firma dello stesso Pelly. Le luci sono di Joël Adam.

Sir John Falstaffavràvolto e voce di Luca Salsi, con Andrzej Filończyk nel ruolo di Ford e Francesco Demuro in quello di Fenton. Il quartetto femminile vede Maria Agresta interpretare Alice Ford, Anita Rachvelishvili Mrs. Quickly, Désirée Giove, già Allieva dell’Accademia di Canto, Nannetta e Caterina Piva Meg Page. Completano Gregory Bonfatti (Dott. Cajus), Enrico Casari (Bardolfo) e Piotr Micinski (Pistola).

La Stagione prosegue con Lucia di Lammermoor, il capolavoro che Gaetano Donizetti compose per il Lirico di Napoli. Torna, da mercoledì 11 a martedì 24 marzo, nella produzione sancarliana con la regia di Gianni Amelio, le scene di Nicola Rubertelli, i costumi di Maurizio Millenotti e le luci di Pasquale Mari. Dirige, in questa occasione, Francesco Lanzillotta. Impegnata l’Orchestra del Teatro di San Carlo, insieme al Coro preparato da Fabrizio Cassi e il Balletto diretto da Clotilde Vayer.

Interpreta Lucia, eroina sospesa tra innocenza e follia, Rosa Feola, con René Barbera al suo fianco nel ruolo di Edgardo. Mattia Olivieri sarà Enrico, mentre Alexander Köpeczi Raimondo. Tra gli ex-Allievi dell’Accademia di Canto vi saranno Sun Tianxuefei (Arturo), Sayumi Kaneko (Alisa) e Francesco Domenico Doto (Normanno).

È la volta de La bohème di Giacomo Puccini,in scena da mercoledì 8 a martedì 14 aprile. Firma la regia Bárbara Lluch, per la prima volta al Lirico di Napoli. Sarà, invece, il Direttore Musicale Dan Ettinger a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro di San Carlo insieme al Coro di Voci Bianche preparato da Stefania Rinaldi.

Le scene e i costumi sono rispettivamente di Alfons Flores e Clara Peluffo Valentini, con le luci di Urs Schönebaum. Mar Flores Flo cura il video, Merce Grané la coreografia.

Un doppio cast darà voce alle tensioni e alle tenerezze dell’universo bohémien, alternandosi nelle due coppie protagoniste. Nelle repliche dell’8, 10 e 12 aprile Pretty Yende e Kang Wang interpreteranno Mimì e Rodolfo, tra fragile purezza e fervore giovanile. Marina Monzó e Artur Ruciński saranno Musetta e Marcello, coppia vivace e contrastata.

Nelle date del 9, 11 e 14 aprile, invece, Mimì e Rodolfoavranno voce e volto di Elsa Dreisig e René Barbera,Musetta e Marcello quelli di Maria Knihnytska e Liam James Karai. Alessio Arduini sarà Schaunard, Gianluca Buratto Colline.

Mancava dal 2007 Werther di Jules Massenet,ritratto struggente dell’inquietudine romantica. Torna mercoledì 20 maggio, e fino a martedì 26, nella produzione dell’Oper Frankfurt con la regia di Willy Decker, le scene e i costumi di Wolfgang Gussmann e le luci di Joachim Klein. Lorenzo Passerini dirige l’Orchestra e il Coro di Voci Bianche del Teatro di San Carlo, quest’ultimo preparato da Stefania Rinaldi.

Si alterneranno nel ruolo del titolo Jonas Kaufmann (20 e 22 maggio) e Francesco Demuro (24 e 26 maggio) con Caterina Piva a interpretare Charlotte. Lodovico Filippo Ravizza sarà Albert. Nel cast vocale, ancora Sergio Vitale (Le Bailli) e Désirée Giove (Sophie), Roberto Covatta (Schmidt) e Maurizio Bove (Johann), nonché i due Artisti del Coro Vasco Maria Vagnoli (Brühlmann) e Sabrina Vitolo (Käthchen).

Davide Livermore firma la regia di Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea nell’allestimento dell’Opéra de Monte-Carlo in coproduzione con l’Opéra de Saint-Étienne e l’Opéra de Marseille. Sarà Pinchas Steinberg a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro di San Carlo nelle quattro repliche, da domenica 14 a sabato 20 giugno.

Le scene di Giò Forma si uniscono ai costumi di Gianluca Falaschi. Le luci sono di Nicolas Bovey, la coreografia di Eugénie Andrin.

Protagonista sarà Aleksandra Kurzak con Brian Jagde nel ruolo di Maurizio. La principessa e il principe di Bouillon avranno voce e volto di Elīna Garanča e Antonio Di Matteo. Pietro Spagnoli è Michonnet. Completano il cast Paweł Horodyski (Quinault) e Matteo Macchioni (Poisson), Chiara Polese (Jouvenot) e Monica Bacelli (Dangeville), Roberto Covatta (L’abate di Chazeuil) e Salvatore De Crescenzo (Un maggiordomo).

Secondo titolo in cartellone di Giacomo Puccini è Turandot. Torna da domenica 5 a mercoledì 15 luglio l’allestimento del Teatro di San Carlo che ha inaugurato la Stagione 2023-24 con la regia di Vasily Barkhatov. In questa occasione sarà Vincenzo Milletarì a dirigere l’Orchestra, il Coro e il Coro di Voci Bianche del Lirico di Napoli.

Le scene sono di Zinovy Margolin, i costumi di Galya Solodovnikova, le luci di Alexander Sivaev. Firma la coreografia Dina Khuseyn.

Un cast internazionale vede in primo piano Anna Pirozzi affrontare il ruolo della principessa Turandot con, al suo fianco, Brian Jagde nei panni del principe Calaf e Pretty Yende in quelli di Liù.

In alternanza con il cast principale ci saranno invece, nelle recite del 7, 10, 12 e 15 luglio, Inara Kozlovskaya (Turandot), Angelo Villari (Calaf) e Hasmik Torosyan (Liù).

Completano Raúl Giménez (Imperatore Altoum), Alexander Vinogradov (Timur), Gianluca Failla (Ping), Matteo Macchioni (Pang), Francesco Pittari (Pong), Hae Kang (Un mandarino).

La Stagione d’Opera riprende dopo la pausa estiva con un’unica data per Aida di Giuseppe Verdi, domenica 6 settembre. L’opera, proposta in forma di concerto, vedrà Riccardo Frizza dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro di San Carlo.

Si riuniranno in palcoscenico alcune tra le più grandi voci della lirica contemporanea: Anna Netrebko sarà la principessa protagonista con Jonas Kaufmann nel ruolo di Radamès. Elizabeth DeShong interpreta Amneris, Luca Salsi Amonasro, Alexander Köpeczi Ramfis. Completano il cast vocale Andrea Pellegrini (Il re d’Egitto) e due ex-Allievi dell’Accademia di Canto: Désirée Giove (Una sacerdotessa) e Sun Tianxuefei (Un messaggero).

Coproduzione internazionale tra il Teatro di San Carlo con il Teatro Real di Madrid, l’Oper Frankfurt e il Grand Teatre del Liceu di Barcellona è Mitridate, re di Ponto. L’opera verrà rappresentata per la prima volta al Lirico di Napoli giovedì 24 settembre con quattro repliche fino a giovedì 1 ottobre.

È ancora Riccardo Frizza a salire sul podio per dirigere l’Orchestra del Teatro di San Carlo. Firma la regia Claus Guth. Le scene sono di Christian Schmidt, i costumi di Ursula Kudrna, le luci di Olaf Winter. Sommer Ulrickson cura la coreografia.

Un cast di specialisti del repertorio settecentesco e mozartiano dà corpo all’impervia scrittura vocale dell’opera. Giovanni Sala darà voce e volto al re di Ponto, ultimo baluardo all’espansione romana in Oriente. Aspasia sarà interpretata da Sara Blanch, mentre Sifare, figlio fedele del re, avrà la voce di Mariangela Sicilia. Franco Fagioli sarà Farnace, fratello rivale e figura ambigua. Ismene, a lui promessa, sarà Giuliana Gianfaldoni. Completano il cast Alasdair Kent (Marzio) e Agustín Pennino (Arbate).

Incursione nel Barocco di Georg Friedrich Händel con Alcina. Verrà presentata in forma di concerto venerdì 9 e domenica 11 ottobre sotto la direzione di Iván López-Reynoso alla guida di Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo.

Protagonista Lisette Oropesa con Franco Fagioli nel ruolo di Ruggiero e Varduhi Abrahamyan inquello diBradamante. Erin Morley è Morgana e, a completare il cast, sono tre ex-Allievi dell’Accademia di Canto: Sun Tianxuefei (Oronte), Sayumi Kaneko (Oberto), Yunho Eric Kim (Melisso).

Chiude la Stagione d’Opera 2025-26 La Cenerentola di Gioachino Rossini, in scena da martedì 20 a martedì 27 ottobre. Altra coproduzione internazionale per il Teatro di San Carlo, questa volta con la Semperoper Dresden, con Damiano Michieletto a firmare la regia. La direzione è affidata a Speranza Scappucci alla guida di Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo.

Le scene sono di Paolo Fantin, i costumi di Agostino Cavalca, le luci di Alessandro Carletti. Firma la drammaturgia Juliane Schunke. La coreografia è a cura di Chiara Vecchi.

Un doppio cast si alternerà nei ruoli principali. Nelle recite del 20, 23 e 27 ottobre Aigul Akhmetshina sarà Angelina e Jack Swanson Don Ramiro. Il 21 e il 25 ottobre, invece, i due protagonisti avranno la voce e il volto di Aleksandra Meteleva e Dave Monaco. E ancora nel cast vocale Florian Sempey (Dandini), Giulio Mastrototaro (Don Magnifico) Gianluca Margheri (Alidoro). Completano gli ex-Allievi dell’Accademia di Canto Laura Ulloa (Clorinda) e Sayumi Kaneko (Tisbe).

La Stagione di Danza

L’apertura della Stagione di Danza, che vede protagonisti le Étoiles, i Solisti e il Balletto del Teatro di San Carlo diretto da Clotilde Vayer, è fissata per sabato 20 dicembre 2025.In scena il tradizionale balletto delle feste natalizie: Lo Schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij, nella coreografia firmata da Simone Valastro, una rilettura che mantiene l’impianto narrativo originale, ma introduce elementi coreografici innovativi che enfatizzano la dimensione onirica e il passaggio dall’infanzia all’età adulta.

Si alternano sul podio Jonathan Darlington (20, 23, 27, 28, 30 dicembre) e Maurizio Agostini (2, 3 e 4gennaio) per dirigere l’Orchestra del Teatro di San Carlo. La produzione del Massimo napoletano coinvolgerà la Scuola di Ballo e il Coro di Voci Bianche diretto da Stefania Rinaldi. Le scene di Nicola Rubertelli dialogano in scena con i costumi di Giusi Giustino. Firma le luci Valerio Tiberi, il video è di Alessandro Papa. Non mancheranno, inoltre, le matinée dedicate alle famiglie.

Il genio di George Balanchine, uno dei grandi maestri del ventesimo secolo, verrà celebrato con unprogramma dedicato, in scena dal 28 aprile al 3 maggio. La soirée si compone di tre creazioni: Serenade, su musica di Pëtr Ilʼič Čajkovskij, la cui coreografia verrà ripresa da Sandra Jennings; Le fils prodigue di Sergej Prokofʼev ripresa da Paul Boss; in chiusura Symphony in C su musica di Georges Bizet. A dirigere l’Orchestra del Lirico di Napoli sarà Paul Connelly.

Nuova produzione del Teatro di San Carlo per un’opera cardine del balletto tardo-romantico: Coppélia di Léo Delibes sarà in scena da sabato 25 a venerdì 31 luglio nella coreografia di Charles Jude con le scene di Giulio Achilli, i costumi di Philippe Binot e le luci di François Saint-Cyr. È Philippe Béran a dirigere l’Orchestra del Teatro di San Carlo.

La Stagione di Danza si conclude con Boléro, in scena da giovedì 5 a martedì 10 novembre. Il trittico prende il nome dal cuore della serata: l’omonima opera di Maurice Ravel nella coreografiadi Maurice Béjart, rito scenico carico di tensione collettiva e sensualità crescente. Aprirà una nuova creazione di Garrett Smith, coreografo contemporaneo di rilievo internazionale che ha creato opere, tra gli altri, per il Balletto Bol’šoj e il Balletto Mariinskij, lo Houston Ballet e il New York City Ballet, l’Opéra National de Bordeaux e il Teatro alla Scala.

In chiusura Three Preludes di Sergej Rachmaninov nella coreografia di Ben Stevenson, composizione neoclassica che racchiude una storia d’amore in una narrazione essenziale, carica di eleganza e sentimento. Sul podio Jonathan Darlington per dirigere l’Orchestra del Teatro di San Carlo.

La Stagione di Concerti

Sono diciotto gli appuntamenti che compongono la Stagione di Concerti: quindici vedranno in primo piano l’Orchestra del Teatro di San Carlo.

Inaugurazione martedì 18 novembre con il Direttore Musicale Dan Ettinger alla guida dell’Orchestrae di Asmik Grigorian come solista. Un percorso che si snoda tra desiderio, potere e solitudine in pagine che hanno, come protagoniste, figure femminili di grande complessità. Dall’Ouverture dei Meistersinger von Nürnberg di Richard Wagner, si prosegue con le eroine di Giacomo Puccini e Giuseppe Verdi: Cio-Cio-San con “Un bel dì vedremo”, Manon Lescaut con “Sola, perduta e abbandonata”, Lady Macbeth con “Vieni, t’affretta”. In chiusura Salome di Richard Strauss, nella scena finale che fonde eros e morte: “Ah! du wolltest mich nicht deinen Mund küssen lasse”.

Due serate con il Coro del Teatro di San Carlo per riscoprire il calore del canto natalizio: giovedì 4 e martedì 17 dicembre il Concerto di Natale vedrà protagonisti la compagine diretta da Fabrizio Cassi con Vincenzo Caruso al pianoforte. Proporranno un viaggio attraverso i Christmas Carols di varie parti del mondo.

È la volta di Riccardo Frizza, che sabato 24 gennaio sarà sul podio per dirigere l’Orchestra del Teatro di San Carlo e il pianista Federico Colli. Tra slancio romantico e apertura all’orizzonte americano, il programma si snoda tra Les préludes, S. 97 di Franz Liszt, il Concerto in la minore per pianoforte e orchestra, op. 54 di Robert Schumann per concludersi con la Sinfonia n. 9 in mi minore “Dal nuovo mondo”, op. 95 di Antonín Dvořák.

Torna Ingo Metzmacher al Teatro di San Carlo: domenica 1 febbraio dirige l’Orchestrain un itinerario musicale tra Germania, Napoli e Vienna: si apre con La selva incantata di Hans Werner Henze, compositore tedesco del secondo Novecento, seguito dalle Fünf neapolitanische Lieder, raffinato omaggio a melodie popolari partenopee. Baritono solista sarà Matthias Goerne. In chiusura, la Sinfonia n. 2 in re maggiore, op. 73 di Johannes Brahms.

È dedicato a Ludwig van Beethoven il successivo concerto: sabato 21 febbraio il direttore Karel Mark Chichon e il pianista Rudolf Buchbinder eseguiranno, insieme all’Orchestra di casa, il Concerto n. 5 in mi bemolle maggiore “Imperatore”, op. 73. Nella seconda parte, la Sinfonia n. 5 in do minore, op. 67.

Due appuntamenti per onorare la memoria di Roberto De Simone: venerdì 27 e sabato 28 febbraio Nicola Luisotti sarà sul podio del Teatro di San Carlo per il Requiem di Giuseppe Verdi. Insieme all’Orchestra e il Coro del Lirico di Napoli, vi saranno i solisti Pretty Yende, Elīna Garanča, Pene Pati e John Relyea.

Fabio Luisi sarà impegnato in due diversi concerti. Sabato 14 marzo, con il pianista Alessandro Taverna, propone il Concerto n. 21 in do maggiore, K. 467 di Wolfgang Amadeus Mozart e, a seguire, la Sinfonia n. 8 in fa maggiore, op. 93 di Ludwig van Beethoven.

Mozartiana è anche l’apertura del concerto di domenica 22 marzo, con la Sinfonia n. 35 in re maggiore “Haffner”, K. 385. Si contrappone all’equilibrio formale del genio di Salisburgo la complessità poetica di Gustav Mahler: nella seconda parte, insieme al soprano Marina Monzó, verrà proposta la Sinfonia n. 4 in sol maggiore.

Martedì 7 aprile si prosegue con il recital di Aigul Akhmetshina: un viaggio vocale attraverso epoche, stili e lingue diverse, dalla tradizione operistica europea al repertorio moderno e contemporaneo. La accompagna al pianoforte Jonathan Papp in un programma che spazia da arie di Rossini, Donizetti e Verdi, alle pagine meno frequentate di Borodin e Rimskij-Korsakov, fino a brani del Novecento. Punta di diamante sarà la prima esecuzione mondiale di “Mujer fatal”, che Elena Roussanova ha composto appositamente per la cantante.

Un evento di straordinario rilievo vede unirsi la direzione di Gustavo Dudamel alla visione artistica di Marina Abramović, una nuova produzione del Teatro di San Carlo in sinergia con la New York Philharmonic. Sono due le date, sabato 18 e domenica 19 aprile, insiemeall’Orchestra del Lirico di Napoli. Due capolavori del repertorio del Novecento, Histoire du Soldat di Igor Stravinskij ed El amor brujo di Manuel de Falla, si intrecciano in un allestimento originale che vedrà Marina Abramović, radicale innovatrice della performance art contemporanea, firmare una regia inedita per il Lirico di Napoli: un passo significativo nel dialogo tra tradizione musicale e sperimentazione artistica.

Nuovo appuntamentoper Riccardo Frizza. Insieme al violino solista Anna Tifu proporranno un capolavoro del repertorio romantico, il Concerto in mi minore, op. 64 di Felix Mendelssohn-Bartholdy. In apertura e in chiusura di concerto, Ernst von Dohnányi, con i Minuti sinfonici, op. 36,e Richard Strauss, con “Aus Italien”, Fantasia sinfonica in sol maggiore, op. 16.

Torna Michele Mariotti sul podio del Teatro di San Carlo per dirigere l’Orchestra di casa. Il programma accosta due Sinfonie ispirate alla natura e ai paesaggi: la Sinfonia n. 6 in fa maggiore “Pastorale”, op. 68 di Ludwig van Beethoven, manifesto del legame tra musica e ambiente naturale, e la Sinfonia n. 3 in la minore “Scozzese”, op. 56 di Felix Mendelssohn-Bartholdy, che riflette i suggestivi scenari della Scozia.

Sondra Radvanovsky e Freddie De Tommaso sono i protagonisti d’eccezione del concerto di domenica 21 giugno, con la direzione Giacomo Sagripanti alla guida della compagine orchestrale sancarliana. Il programma propone un percorso attraverso alcune delle pagine più intense e famose del melodramma italiano, firmate da compositori quali Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Pietro Mascagni e Umberto Giordano.

Un’altra straordinaria coppia è quella dell’appuntamento di venerdì 17 luglio: Jonas Kaufmann e Ludovic Tézier proporranno i più famosi duetti tratti da opere di Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini e Amilcare Ponchielli. A dirigere l’Orchestra del San Carlo è Jochen Rieder.

Il ritorno del Direttore Musicale Dan Ettinger, venerdì 11 settembre, segna la ripresa della Stagione Sinfonica dopo la pausa estiva. In programma, la Sinfonia n. 7 in mi maggiore di Anton Bruckner.

L’ultimo appuntamento della Stagione di Concerti per Riccardo Frizza, domenica 27 settembre, lo vede accostato a uno dei più grandi virtuosi al mondo: il violinista Leonidas Kavakos. Il programma si apre con l’ouverture di Ruslan e Ljudmila di Michail Glinka, pietra miliare del repertorio russo. Al centro, il Concerto in re maggiore per violino e orchestra, op. 35 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, autentico capolavoro per virtuosismo e intensità espressiva. In chiusura, la Sinfonia n. 9 in mi bemolle maggiore, op. 70 di Dmitrij Šostakovič.

Nuovo recital venerdì 2 ottobre, questa volta con Anita Rachvelishvili come protagonista e, al pianoforte, Vincenzo Scalera: un viaggio che attraversa l’ampio spettro della canzone da concerto e dell’aria d’opera. Dalla Russia di Čajkovskij e Rachmaninov si passa alle suggestioni della musica georgiana e spagnola con Taktakishvili e de Falla fino alle più celebri e amate arie di Francesco Paolo Tosti. La seconda parte si concentra sulle grandi voci del melodramma europeo, con pagine di Giuseppe Verdi, Camille Saint-Saëns, Georges Bizet e Francesco Cilea.

La Stagione di Concerti chiude sabato 24 ottobre con una preziosa immersione nel giovane Verdi. In primo piano il Coro del Teatro di San Carlo diretto da Fabrizio Cassi con, al loro fianco, l’Orchestra di casa. Il percorso proposto, che si avvale della revisione critica di Dino Rizzo, valorizza sinfonie e pagine sacre inedite o poco frequentate: la Sinfonia in do maggiore e in sol minore, i Tantum ergo per tenore e basso con orchestra fino alla Messa per soli, coro e orchestra.

Il Festival Pianistico

Torna il Festival Pianistico, ora alla sua V edizione, con quattro appuntamenti che, per quest’anno, si estenderanno lungo l’intera Stagione 2025-2026.

L’apertura, mercoledì 21 gennaio, è affidata a Beatrice Rana, interprete di consolidata esperienza e fine sensibilità musicale. Il programma si incentra sul repertorio pianistico del Novecento, partendo dall’atmosfera drammatica di Prokof’ev con selezioni da Romeo e Giulietta, per poi esplorare la raffinatezza impressionista dei Douze Études dal Livre II, L. 143 di Claude Debussy. Si prosegue con Lo schiaccianoci di Pëtr Ilʼič Čajkovskij nella Suite per pianoforte arrangiata da Mikhail Pletnev prima di chiudere con la Sonata n. 6 in la maggiore, op. 82 di Sergej Prokof’ev.

Protagonista dell’appuntamento di martedì 10 marzo è Seong-Jin Cho, così acclamato sul Wall Street Journal: “Cho è un maestro. Ha mostrato un’impressionante varietà di colori tonali e una tecnica notevole, eseguita con sbalorditiva eleganza. Aveva qualcosa da dire e lo ha comunicato bene”. Propone un programma che attraversa più di due secoli di musica per pianoforte, dalla Partita n. 1 in si bemolle maggiore, BWV di Johann Sebastian Bach alla modernità della Suite per pianoforte, op. 25 di Arnold Schönberg. Si passa poi per il lirismo della “Faschingsschwank aus Wien” di Robert Schumann e la raffinata varietà di una ricca selezione di valzer di Fryderyk Chopin.

Giovedì 29 marzo sarà la volta di Hélène Grimaud, un’altra grande protagonista della scena pianistica internazionale. Il programma intreccia tre grandi snodi della scrittura pianistica: l’ultimo Beethoven, con la Sonata n. 30 in mi maggiore, op. 109, il Brahms crepuscolare delle raccolte tarde con i Tre intermezzi, op. 117 e le Sette fantasie, op. 116. In chiusura, l’omaggio bachiano nella celebre trascrizione di Ferruccio Busoni della Chaconne dalla Partita n. 2 in re minore, BWV 1004.

Chiude il Festival Yunchan Lim, giovane talento che si è rapidamente imposto sulla scena mondiale. Il suo recital, in programma lunedì 12 ottobre, è interamente dedicato a Wolfgang Amadeus Mozart. Lim eseguirà le Sonate n. 1 in do maggiore, K 279, la n. 2 in fa maggiore, K 280, la n. 3 in si bemolle maggiore, K 281 e la n. 4 in mi bemolle maggiore, K 282.

Stagione di Musica da Camera 

con i Professori d’Orchestra del Teatro di San Carlo

La Stagione di Musica da Camera giunge alla sua quinta edizione: anche quest’anno i Professori d’Orchestra del Teatro di San Carlo saranno protagonisti di un nuovo ciclo di concerti dedicato alla Musica da Camera che li vedrà impegnati in diverse formazioni. Un totale di undici appuntamenti una domenica al mese, da novembre 2025 a ottobre 2026.

71° Festival Puccini 2025 : nel Gran Teatro all’aperto sulla riva del lago di Massaciuccoli gli interpreti più celebri di oggi protagonisti di cinque opere del compositore toscano

Un Gala con Anna Netrebko, Tosca, La bohème, Turandot, Madama Butterfly, Manon Lescaut, una versione di Suor Angelica su misura per il Parco, concerti da camera, danza e un omaggio a Morricone

Agresta, Blanch, Buratto, Feola, Giannattasio, Kurzak, López Moreno, Machaidze, Maslova, Pirozzi, Siri tra i soprani; Alagna, Costanzo, Eyvazov, Fabiano, Ganci, Grigolo, Kunde, Meli, Tetelman tra i tenori, Micheletti, Prato, Salsi, Sgura tra i baritoni, Pertusi e Prestia tra i bassi compongono i cast d’eccezione del 2025

In anteprima i titoli del 2026 con il centenario di Turandot

Comincia un nuovo corso per il Festival Puccini di Torre del Lago – Viareggio che, per la 71a edizione, si presenta rinnovato nella governance, rafforza gli accordi con le istituzioni nel nome del compositore toscano e riparte dalle voci: dal 18 luglio al 6 settembre 2025, cinque i titoli – Tosca, La bohème, Turandot, Madama Butterfly e Manon Lescaut cui si aggiunge un Gala con Anna Netrebko – per diciassette serate (tutte alle ore 21.15) che avranno per protagonisti gli interpreti più apprezzati dei nostri giorni, riuniti dal nuovo direttore artistico Angelo Taddeo in unico cartellone per celebrare Giacomo Puccini che proprio a pochi passi dal Gran Teatro all’aperto aveva il suo luogo d’elezione, «qui ho trovato la pace dell’anima» come scriveva, la sua Villa, oggi Museo curato dalla Fondazione Simonetta Puccini.

Per la prima volta, pronto anche il programma della prossima edizione, la 72a nell’estate 2026, dedicata al centenario di Turandot che aprirà il festival il 17 luglio in un nuovo allestimento (repliche il 24 luglio, 1, 20 e 28 agosto), seguita da Tosca (18 e 31 luglio, 8 e 21 agosto), La bohème (26 luglio, 6 e 27 agosto), Madama Butterfly (7 e 22 agosto, 4 settembre) e La fanciulla del west (29 agosto, 5 settembre). In occasione delle celebrazioni per Turandot, saranno allestite altre due opere scritte da altri compositori sul medesimo soggetto: il 4 luglio, nel Parco della Musica, sarà allestita Turanda di Antonio Bazzini (1867) mentre l’11 luglio, nell’auditorium Caruso, Turandot con la musica però di Ferruccio Busoni (1917). Il 22 luglio, nel Gran Teatro, ci sarà invece un Gala lirico.

«Il Festival Puccini 2025 – dichiara il presidente Fabrizio Miracolo – segna per noi l’inizio di un nuovo corso. Abbiamo lavorato in questi mesi con determinazione per restituire al Festival un ruolo centrale nel panorama lirico internazionale, a partire da un principio semplice ma fondamentale: tutto comincia da qui. Da Torre del Lago, luogo del cuore di Giacomo Puccini, dove il Maestro ha vissuto e composto, e dove quest’estate risuoneranno le sue note, interpretate dalle voci più celebri della scena operistica mondiale. Questo rilancio è stato possibile grazie a una rinnovata collaborazione tra le istituzioni, la Regione Toscana, il Comune di Viareggio, la Fondazione Simonetta Puccini senza naturalmente dimenticare il Ministero della Cultura e tutte le realtà che credono nella forza culturale, civile ed economica del Festival come la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Abbiamo voluto rafforzare anche il dialogo con le forze vive del territorio di Torre del Lago, un luogo che conserva la memoria del compositore e che desideriamo valorizzare in modo sempre più strutturato. Un ringraziamento particolare va al sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro, che ha accompagnato con determinazione il processo di rilancio, sostenendo in questi anni la riqualificazione dell’area del Gran Teatro e riconoscendo nel Festival un presidio culturale di eccellenza. Il merito artistico di questa 71ª edizione va al nuovo direttore artistico Angelo Taddeo che, in pochi mesi, ha saputo restituire centralità alla voce, ai grandi interpreti, alla qualità musicale. Abbiamo voluto puntare su un cartellone costruito con alcuni dei più importanti nomi della scena lirica internazionale. È un primo passo. Il nostro obiettivo è costruire, anno dopo anno, un Festival che sia al tempo stesso fedele a Puccini e alla sua musica, ma come lui capace di guardare lontano. Per la prima volta nella storia recente del Festival, prima ancora dell’inizio della stagione in corso, annunciamo anche i titoli della prossima edizione, quella del 2026, che celebrerà il centenario di Turandot. Una scelta che risponde alle esigenze di programmazione avanzata richieste dal pubblico internazionale e che dimostra l’efficienza operativa della nuova struttura e la visione a lungo termine della direzione artistica».

«Il 2025 segna l’inizio di una nuova stagione per il Festival Puccini – dichiara il direttore artistico Angelo Taddeo – e possiamo affermare con orgoglio che, quest’estate, alcune tra le più grandi voci della scena internazionale interpreteranno la musica di Puccini proprio qui, a Torre del Lago, dove il compositore l’ha pensata e in gran parte scritta. Maria Agresta, Anna Netrebko, Aleksandra Kurzak, Eleonora Buratto, Rosa Feola, Carmen Giannattasio, Carolina López Moreno, Roberto Alagna, Gregory Kunde, Yusif Eyvazov, Vittorio Grigolo, Francesco Meli, Michael Fabiano, Luciano Ganci, Jonathan Tetelman e molti altri daranno vita, sera dopo sera, a un cartellone vocale di altissimo livello, in dialogo costante con il paesaggio, la storia e l’eredità pucciniana. Dopo 70 edizioni, puntiamo a una rinnovata rilevanza del Festival a livello nazionale e internazionale, e lo facciamo attraverso la musica: quest’anno abbiamo scelto di concentrare ogni sforzo sulla qualità vocale, sull’identità pucciniana e sulla forza dei cast. L’unica nuova produzione è quella della Tosca inaugurale, firmata da Alfonso Signorini, che entrerà in repertorio. Ma lo sguardo è già rivolto al 2026: anno del centenario di Turandot, per il quale abbiamo in programma un nuovo allestimento. Non mancheranno poi, nell’ambito di questo centenario, nel Parco e nell’Auditorium Caruso, due rarità come Turanda di Bazzini e Turandot di Busoni. Un piccolo gesto simbolico che racconta l’ambizione di un Festival che vuole ritrovare voce e visione».

Ospite attesissimo del programma 2025 è senza dubbio il soprano Anna Netrebko insignito il 20 dicembre scorso del Premio Puccini – massimo riconoscimento della Città di Viareggio e della Fondazione Festival Pucciniano – che sarà protagonista di un Gala il 13 agosto con il tenore Martin Mühle e il baritono Jérôme Boutillier diretti da Michelangelo Mazza e con l’Orchestra del Festival Puccini. La locandina è divisa in due parti: nella prima saranno eseguite pagine di Giuseppe Verdi da Aida, Macbeth, Don Carlo, Il trovatore; mentre nella seconda spazio naturalmente a Puccini con pagine da Le Villi, Tosca, Edgar e Madama Butterfly.

Il pubblico che arriverà a Torre del Lago quest’anno noterà sicuramente importanti cambiamenti e un’accoglienza diversa. Negli ultimi anni infatti, l’area del Gran Teatro all’aperto e l’intero contesto urbano di Torre del Lago hanno beneficiato di un importante intervento di riqualificazione promosso dal sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro. In particolare, il progetto ha interessato il decoro, la viabilità, l’illuminazione e gli spazi pubblici, con una particolare attenzione al Belvedere sul Lago di Massaciuccoli, oggi trasformato in uno spazio pedonale di grande suggestione, a ridosso del Teatro e del Parco della Musica e della Scultura. Interventi che restituiscono dignità paesaggistica e funzionalità a un luogo profondamente legato alla figura di Giacomo Puccini, valorizzandone la vocazione culturale e turistica, e restituendolo pienamente alla comunità e al pubblico del Festival.

A inaugurare il 71° Festival venerdì 18 luglio 2025 sarà Tosca (in scena anche l’1, 9 e 29 agosto). Il dramma di ambientazione romana, tratto dalla pièce di Victorien Sardou, fu presentato per la prima volta al Teatro Costanzi di Roma il 14 gennaio 1900. A Torre del Lago andrà in scena in un nuovo allestimento con la regia e i costumi di Alfonso Signorini, affiancato da Juan Guilermo Nova per le scene e Valerio Alfieri per le luci; la direzione musicale è di Giorgio Croci. Come Floria Tosca si alterneranno quattro celebri interpreti: Aleksandra Kurzak (18/07), Eleonora Buratto (01/08), Carmen Giannattasio (09/08) e Valentina Boi (29/08). Mario Cavaradossi avrà il volto e la voce di Roberto Alagna (18/07), Michael Fabiano (01/08), Jonathan Tetelman (09/08) e Francesco Meli (29/08), mentre il Barone Scarpia sarà impersonato da Luca Salsi (18/07), Mikołaj Zalasiński (01 e 09/08) e Ivan Inverardi (29/08). Completano il cast Luciano Leoni (Angelotti), Carlo Ottino (Il Sagrestano), Francesco Napoleoni (Spoletta), Paolo Pecchioli (Sciarrone), Omar Cepparolli (Un carceriere) e Francesca Presepi (Un pastore). Orchestra, Coro e Coro di voci bianche del Festival Puccini sono diretti rispettivamente da Marco Faelli e Viviana Apicella.

Sabato 19 luglio debutta La bohème (repliche il 26 luglio e il 7 agosto). Tratta dal romanzo Scènes de la vie de bohème di Henri Murger, l’opera fu rappresentata per la prima volta al Teatro Regio di Torino il 1° febbraio 1896. Il Festival ripropone un proprio storico allestimento, firmato nel 2014 da Ettore Scola (ripresa 2025 di Marco Scola Di Mambro), con le scene di Luciano Ricceri, i costumi di Cristiana Da Rold e le luci di Valerio Alfieri: il celebre regista cinematografico usa una narrazione per immagini molto filmica, trasformando la scena in una sorta di “pellicola viva” che mostra al pubblico una Parigi d’epoca popolata da artisti e bohémiens. Le scene evocano con precisione ambienti da atelier pittorico e cafè di fine Ottocento, l’atmosfera è intima e predilige la narrazione emotiva e il dettaglio psicologico. La produzione è stata accolta con entusiasmo dal pubblico delle scorse edizioni, confermando di volta in volta la propria efficacia nel trasmettere l’espressività dell’opera. Sul podio Pier Giorgio Morandi. Rodolfo sarà interpretato da Vittorio Grigolo (19 e 26/07) e Carlo Raffaelli (07/08), Mimì da Nino Machaidze (19 e 26/07) e Maria Novella Malfatti (07/08). Marcello avrà la voce di Vittorio Prato, Musetta sarà Sara Blanch (19/07), Ilina Mihaylova (26/07) e Claudia Belluomini (07/08). Completano il cast Italo Proferisce (Schaunard), Antonio Di Matteo (Colline), Claudio Ottino (Benoît), Matteo Mollica (Alcindoro), Francesco Napoleoni (Parpignol), Francesco Auriemma (sergente dei doganieri), Simone Simoni (doganiere).

Il secondo weekend del festival si apre venerdì 25 luglio con Turandot (poi il 2, 14 e 22 agosto e il 5 settembre). L’opera incompiuta di Puccini verrà rappresentata nella versione completata da Franco Alfano. Torna in scena l’allestimento del 2017 con la regia di Alfonso Signorini – allora al suo primo spettacolo d’opera – le scene di Carla Tolomeo e i costumi di Fausto Puglisi: la produzione è caratterizzata da un impianto scenico sontuoso e visionario, che mescola esotismo e glamour in una Cina immaginaria, fastosa e simbolica, dominata da colori accesi, riflessi d’oro e rosso lacca, motivi orientaleggianti e scene notturne. La direzione musicale è affidata a Renato Palumbo. Turandot – che nella regia appare come una regina-fantasma, sospesa tra crudeltà e seduzione, gelo e passione – sarà interpretata da Anna Pirozzi (25/07), Olga Maslova (02 e 14/08) e Ann Mills Courtney (22/08 e 05/09), mentre il ruolo di Calaf sarà sostenuto da Gregory Kunde (25/07 e 02/08), Dario Di Vietri (14/08) e Yusif Eyvazov (22/08 e 05/09). Nei panni di Liù si alterneranno Carolina López Moreno (25/07 e 22/08), Rosa Feola (2/08), Alina Tkachuk (14/08) ed Elisa Balbo (05/09); Timur sarà Michele Pertusi (25/07 e 02/08) e Andrea De Campo (14, 22/08 e 05/09). Completano il cast Massimiliano Pisapia (Altoum), Sergio Vitale (25/07; 02/08 e 14/08) e Stefano Marchisio (22/08 e 05/09) (Ping), Andrea Tanzillo (Pang), Tiziano Barontini (Pong), Luca Dall’Amico (Un mandarino), Andrea Volpini (Il principino di Persia), Irene Celle e Maria Salvini (Ancelle).

Madama Butterfly torna in scena l’8 e il 23 agosto. L’opera, presentata in prima assoluta nel 1904 alla Scala, trae origine dalla tragedia di David Belasco e dal racconto di John Luther Long. La triste storia di Cio-Cio San viene portata in scena nella produzione del 2020 con la regia, le scene e i costumi a cura di Manu Lalli: un allestimento essenziale ma fortemente simbolico, ispirato al teatro di figura e alle arti visive orientali. La cultura giapponese viene evocata più che rappresentata fedelmente, attraverso segni stilizzati e movimenti coreografici. L’impianto visivo esalta la dimensione rituale e tragica della vicenda dell’adolescente giapponese innamorata di un marinaio statunitense, con una forte attenzione all’interiorità dei personaggi e un uso schiettamente teatrale della luce e del colore. La direzione musicale è affidata ad Antonino Fogliani. Maria Agresta sarà Cio-Cio San, affiancata da Chiara Mogini (Suzuki), Francesca Paoletti (Kate Pinkerton), Vincenzo Costanzo (Pinkerton), Luca Micheletti (Sharpless), Nicola Pamio (Goro), Manuel Pierattelli (Yamadori), Andrea Tabili (Bonzo), Francesco Auriemma (Yakusidé), Roberto Rabasco (Il commissario imperiale), Francesco Lombardi (L’ufficiale del registro), Maria Salvini (La madre), Claudia Belluomini (La zia), Irene Celle (La cugina).

Chiude il ciclo operistico Manon Lescaut, in programma il 30 agosto e il 6 settembre. Il dramma lirico in quattro atti su libretto ispirato al romanzo di Antoine-François Prévost andò in scena per la prima volta al Teatro Regio di Torino il 1° febbraio 1893. La regia di Manon Lescaut è firmata da Daniele De Plano sull’allestimento del 2002 dello scultore polacco Igor Mitoraj, autore di scene e costumi (ripresi rispettivamente da Luca Pizzi e Cristina Da Rold). I grandi volti blu di Mitoraj – sottoposti in questi mesi a restauro e che molti ricorderanno per essere parte del Parco della Musica e della scultura intorno al Gran Teatro all’aperto – tornano quindi in scena delineando uno spazio metafisico, solenne e sospeso, dove dialogano con la tragedia di Manon. L’atmosfera è atemporale, con una regia solenne che punta sull’impatto visivo delle forme e sulla loro carica simbolica, trasformando la vicenda in una parabola universale di caduta e perdizione. Dirige Valerio Galli, le luci sono di Valerio Alfieri. Maria José Siri interpreta la protagonista, accanto a Luciano Ganci (Des Grieux), Claudio Sgura (Lescaut), Giacomo Prestia (Geronte di Ravoir), Paolo Antognetti (Edmondo), Matteo Mollica (L’oste), Alessandra Della Croce (Un musico), Nicola Pamio (Il maestro di ballo), Manuel Pierattelli (Un lampionaio), Roberto Rabasco (Sergente degli arcieri), Omar Cepparolli (Il comandante di marina).

Tutte le produzioni vedono impegnati l’Orchestra, il Coro e, ove previsto, il Coro di voci bianche del Festival Puccini, guidati dal maestro del coro Marco Faelli e, per il coro di voci bianche, da Viviana Apicella.

Il festival si arricchisce di una sezione Off che comprende concerti e spettacoli legati al mondo musicale del compositore o per certi aspetti affini: si comincia il 13 luglio con una versione dell’atto unico Suor Angelica realizzata nello spazio Mitoraj del Parco della Musica del Gran Teatro, affidata alla regia di Davide Garattini Raimondi e alla direzione di Sirio Scacchetti. A Puccini si sono ispirati nel Novecento tantissimi autori di colonne sonore: uno di essi, Ennio Morricone, è giunto fino a poter “rivaleggiare” in fatto di notorietà e memorabilità dei temi; a lui è dedicato il concerto-tributo Morricone Story il 24 luglio con alcuni interpreti celebri delle colonne sonore del compositore romano, come il soprano Susanna Rigacci e Nello Salza “la tromba del cinema italiano” che interpreteranno brani da Mission, Il clan dei siciliani, Nuovo Cinema Paradiso, La leggenda del pianista sull’oceano, Per un pugno di dollari, C’era una volta in America. All’Auditorium Caruso, l’11 agosto, invece spazio alla danza con Giacomo Puccini, oltre il tempo di Emox Balletto con la coreografia e regia di Beatrice Paoleschi che, sulle note di Puccini, ne costruisce un ritratto sottolineandone la modernità e l’attualità tra danza contemporanea e Urban Dance; primo ballerino Francesco Mariottini, conosciuto dal pubblico anche per la sua partecipazione alla trasmissione TV “Amici” e poi è prevista la presenza dell’attore Andrea Buscemi. Sempre in auditorium, il 27 luglio e il 16 agosto, due recital pianistici, il primo con il vincitore del Concorso pianistico internazionale di Massarosa e il secondo con il pianista Luigi Traino, l’attrice Marilena Cheli e intitolato Il pianoforte di Puccini. Quindi una serie di Concerti a Villa Paolina – residenza di Viareggio, già appartenuta alla sorella di Napoleone – dove il 3, 12, 31 luglio e il 21 agosto si terranno alcuni concerti da camera dedicati rispettivamente a pagine di Vincenzo Bellini, Giovanni Pacini, Johann Strauss figlio e Pietro Mascagni.

Torna Maria Agresta al Teatro di San Carlo

Sul podio Dan Ettinger

Sabato 30 novembre, ore 19:00

Torna Maria Agresta al Teatro di San Carlo per il prossimo appuntamento della Stagione Sinfonica 24/25, sabato 30 novembre alle ore 19:00. Il soprano sarà protagonista insieme al Direttore Musicale Dan Ettinger, sul podio alla guida dell’Orchestra del Teatro di San Carlo.

Intriso di profonda spiritualità, il programma proposto apre con i Vier letze Liederper soprano e orchestra di Richard Strauss. Nella seconda parte, segue la Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore di Anton Bruckner.

L’ultimo capolavoro di Richard Strauss, un intenso commiato all’arte e alla vita: Primavera, Settembre, Andando a dormire e Al tramonto sono i Quattro ultimi Lieder (Vier letzte Lieder)che compongono il ciclo nato non per volontà del compositore. La genesi dell’opera, con la sequenza oggi nota, si riconduce all’edizione Boosey & Hawkes del 1950, curata da Ernest Roth. La sua composizione, invece, si lega a un commovente aneddoto di vita familiare. Fu il figlio Franz che passò al padre una raccolta di poesie di Herman Hesse: la composizione rappresentava la sola risposta al declino delle condizioni fisiche di Richard. L’ultimo Lied, il simbolico Al tramonto, è il solo su testo di Joseph von Eichendorff.

Ricorre, nel 2024, il duecentesimo anniversario della nascita di Anton Bruckner: definì “Fantastica”, la sua Quinta Sinfonia, senza però attribuirle un vero soprannome formale. Eppure, intorno a essa, sono fioriti numerosi appellativi: tra gli altri, “Cattolica”, “Sinfonia della Fede”, “Sinfonia dei pizzicati” e, ancora, “Tragica”. Fu composta tra il 1875 e il 1878 e la prima esecuzione avvenne a Graz, presso il Thalia Theater, solo nel 1894: fu l’allievo Franz Schalk a dirigere una versione che, però, presentava alcune modifiche rispetto all’originale. “Un capolavoro contrappuntistico”, come la definì Bruckner, la Sinfonia si articola in quattro movimenti, cui si antepone un’Introduzione lenta.

Dan Ettinger è uno dei direttori d’orchestra più richiesti a livello internazionale della sua generazione. Direttore musicale del Teatro San Carlo dalla Stagione 2022-23, dirige nei più importanti teatri d’opera del mondo come la Metropolitan Opera di New York, la Washington National Opera, la Royal Opera House – Covent Garden di Londra, l’Opéra National de Paris, il New National Theatre di Tokyo, l’Opernhaus di Zurigo, il Festival di Salisburgo e le Opere di Stato di Vienna e di Monaco di Baviera.

Maria Agresta vince nel 2014 il Premio Franco Abbiati. Fin dal primo grande successo, nel 2011 con il debutto ne I vespri siciliani, calca i palcoscenici più prestigiosi: Teatro alla Scala, Arena di Verona, Teatro dell’Opera, Teatro La Fenice, Teatro San Carlo, Royal Opera House, Bayerische Staatsoper, Semperoper di Dresda, Opéra Bastille. Collabora con direttori quali Riccardo Muti, Daniel Barenboim, Zubin Mehta, Antonio Pappano, Gianandrea Noseda, Nicola Luisotti, Michele Mariotti.

Stagione 24/25

30 Novembre 2024

Dan Ettinger / Maria Agresta

Direttore | Dan Ettinger
Soprano | Maria Agresta

Programma
Richard Strauss, Vier letzte Lieder per soprano e orchestra
Anton Bruckner, 
Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore, WAB 105

Orchestra del Teatro di San Carlo

Teatro di San Carlo | CREMISI
sabato 30 novembre 2024, ore 19:00 – S/P – CREMISI – VII

Durata: 2 ore e 5 minuti circa, con intervallo

Maria Agresta protagonista di Omaggio a Napoli

Sul podio Maurizio Agostini

Sabato 20 aprile, ore 19.00

Domenica 21 aprile, ore 20.30

Maria Agresta torna al Teatro di San Carlocon Omaggio a Napoli, il prossimo appuntamento della Stagione di Concerti.

Sabato 20 aprile alle ore 19:00, in replica domenica 21 alle ore 20:30, il soprano verrà accompagnato dall’Orchestra del Teatro di San Carlo, diretta da Maurizio Agostini.

Il concerto celebra lo straordinario patrimonio di canzoni napoletane attraversando cinquant’anni di storia, da Era de maggio fino a Passione.

In locandina si susseguono le celebri Voce e’ notte e Core ‘ngrato, I’ te vurria vasa’e Maria Mari’, Furturella, Bammenella e Silenzio cantatore. Torna a Surriento, Santa Lucia luntana e ‘O paese d’ ‘o sole raccontano il viscerale legame con la terra d’origine, le prime pervase di profonda malinconia, l’ultima dalla gioia del ritorno.

Non mancano, infine, i brani intorno a cui si è costruita, e ancora oggi si stringe, l’identità di Napoli, e non solo: O surdato ‘nnammuratoe ‘O sole mio.

Maria Agresta vince nel 2014 il Premio Franco Abbiati. Fin dal primo grande successo, nel 2011 con il debutto ne I vespri siciliani, calca i palcoscenici più prestigiosi: Teatro alla Scala, Arena di Verona, Teatro dell’Opera, Teatro La Fenice, Teatro San Carlo, Royal Opera House, Bayerische Staatsoper, Semperoper di Dresda, Opéra Bastille. Collabora con direttori quali Riccardo Muti, Daniel Barenboim, Zubin Mehta, Antonio Pappano, Gianandrea Noseda, Nicola Luisotti, Michele Mariotti.

Maurizio Agostini dirige numerose produzioni per il Teatro di San Carlo. Oltre all’Orchestra del Massimo napoletano, che porta in tournée a Dubai e a Praga, dirige in vari concerti sinfonici l’Arturo Toscanini di Parma, la Filarmonica del Friuli Venezia Giulia e, tra i solisti, Sarah Chang, Mischa Maisky e Ivano Battiston. Prolifico compositore, è autore di brani di musica strumentale, sacra e di scena nonché opere liriche.

/ Concerto

20 e 21 Aprile 2024

Maria Agresta
Omaggio a Napoli

Direttore | Maurizio Agostini
Soprano | Maria Agresta

Programma

E. A . Mario, Santa Lucia luntana

Edoardo Nicolardi e Ernesto de Curtis, Voce ‘e notte

Eduardo Di Capua/Vincenzo Russo, I’ te vurria vasà

Salvatore Cardillo/Riccardo Cordiferro, Core n’grato

Salvatore Gambardella Pasquale Cinquegrana, Furturella

Mario Pasquale Costa/Salvatore Di Giacomo, Era de maggio

Eduardo Di Capua/Vincenzo Russo, Maria Marì

Raffaele Viviani, Bammenella

Ernesto Tagliaferri/Nicola Valente e Libero Bovio, Passione

Enrico Cannio/Aniello Califano, ‘O surdato ’nnammurato

Gaetano Lama/Libero Bovio, Silenzio cantatore

Ernesto de Curtis/Giambattista De Curtis, Torna a Surriento

Vincenzo D’Annibale/Libero Bovio, ‘O paese d’ ‘o sole

Eduardo Di Capua/Alfredo Mazzucchi/ Giovanni Capurro, ‘O sole mio

Orchestra del Teatro di San Carlo

Teatro di San Carlo | CREMISI
sabato 20 aprile 2024, ore 19:00 – S/P – CREMISI – VII
domenica 21 aprile 2024, ore 20:30 – CREMISI – VII

Durata: 1 ora e 10 minuti circa, senza intervallo

Martedì 26 marzo, ore 19.00, al Teatro San Carlo, il Concerto di Pasqua con Maria Agresta e Freddie De Tommaso.

SUL PODIO DAN ETTINGHER

Maria Agresta e Freddie De Tommaso sono i protagonisti del Concerto di Pasqua del Teatro di San Carlo in programma martedì 26 marzo alle 19.

Sul podio, alla guida dell’Orchestra del Massimo napoletano, il direttore musicale Dan Ettinger.

Una scelta di arie e ouverture omaggia l’opera del XIX secolo ripercorrendo l’intero arco del secolo romantico per spingersi, poi, fino ai primi anni del Novecento. L’Italia ha un posto di primo piano con autori come Rossini, Verdi e Ponchielli, Mascagni e Puccini. Le ouverture de La forza del destino e del Guglielmo Tell incontrano il celebre intermezzo da Cavalleria rusticana. E ancora si susseguono arie da Aida e La Gioconda, Tosca, La bohème e Madama Butterfly. Non mancano le incursioni nella tradizione operistica francese con la Carmen di Georges Bizet e Samson et Dalila di Camille Saint-Saëns.

Dan Ettinger, direttore musicale del Teatro San Carlo dalla Stagione 2022-23 dirige nei più importanti teatri d’opera del mondo come la Metropolitan Opera di New York, la Washington National Opera, la Royal Opera House, l’Opéra National de Paris, il New National Theatre di Tokyo, l’Opernhaus di Zurigo, il Festival di Salisburgo e le Opere di Stato di Vienna e di Monaco di Baviera.

Maria Agresta vince nel 2014 il Premio Franco Abbiati. Fin dal primo grande successo, nel 2011 con il debutto ne I vespri siciliani, calca i palcoscenici più prestigiosi: Teatro alla Scala, Arena di Verona, Teatro dell’Opera, Teatro La Fenice, Teatro San Carlo, Royal Opera House, Bayerische Staatsoper, Semperoper di Dresda, Opéra Bastille. Collabora con direttori quali Riccardo Muti, Daniel Barenboim, Zubin Mehta, Antonio Pappano, Gianandrea Noseda, Nicola Luisotti, Michele Mariotti.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 8369dd81-105f-4f6a-a848-192633a02b6c

Freddie De Tommaso raggiunge la notorietà nel 2021 quando dà voce a Cavaradossi nella produzione di Tosca della Royal Opera House, il più giovane tenore di sempre a interpretare questo ruolo nella storia del Covent Garden. Nella corrente stagione ha debuttato al Teatro di San Carlo, dopo aver esordito, tra gli altri, al Teatro La Fenice, Teatro alla Scala, Arena di Verona, Gran Teatre del Liceu, Dutch National Opera, Bayerische Staatsoper, Wiener Staatsoper. Il suo primo album Passione vince il BBC Music Magazine Award per il miglior esordiente.

Teatro di San Carlo
martedì 26 marzo 2024 ore 19:00

CONCERTO DI PASQUA

Direttore | Dan Ettinger
Soprano | Maria Agresta
Tenore | Freddie De Tommaso

Programma
Giuseppe Verdi, Ouverture da La forza del destino
Giuseppe Verdi, “Celeste Aida”, da Aida
Giacomo Puccini, “Si, mi chiamano Mimì”, da La bohème
Giacomo Puccini, “O soave fanciulla”, da La bohème
Camille Saint-Saëns, Bacchanale, da Samson et Dalila 

Gioachino Rossini, Ouverture da Guglielmo Tell
Amilcare Ponchielli, “Cielo e mar!”, da La Gioconda
Giacomo Puccini, “Un bel dì, vedremo”, da Madama Butterfly
Georges Bizet, “La fleur que tu m’avais jetée”, da Carmen
Pietro Mascagni, Intermezzo da Cavalleria rusticana
Giacomo Puccini, “Vissi d’arte” da Tosca
Giacomo Puccini, “Mario! Mario! Mario!” “Son qui!” – “Mia gelosa!”, da Tosca

Orchestra del Teatro di San Carlo

BERLINO, FONDAZIONE ARENA A ITB 2024LA BORSA INTERNAZIONALE DEL TURISMO APRE OMAGGIANDO IL CANTO LIRICO ITALIANO

Si scaldano i motori del 101° Arena Opera Festival. Dopo Madrid e Monaco, Fondazione Arena porta a Berlino la Pratica del Canto lirico in Italia, patrimonio dell’Unesco, e presenta la nuova stagione a ITB 2024, la borsa internazionale del turismo, considerata la fiera di settore più importante al mondo.

Ieri sera, ad aprire la tre giorni di expo, l’evento organizzato da Regione Veneto e Regione Emilia-Romagna all’Ambasciata d’Italia di Berlino, serata promossa da ENIT Italia.

Due eccellenze sullo stesso palcoscenico. Fondazione Arena con alcune delle più celebri arie tratte dalle opere di Puccini, eseguite dal soprano Maria Agresta, assieme al tenore Ivan Magrì e al maestro Federico Brunello al pianoforte. Subito dopo la Fondazione Teatro Regio di Parma con il soprano Alessia Panza, il baritono Fernando Cisneros, allievi dell’Accademia Verdiana, accompagnati al pianoforte da Francesco Izzo per il concerto dedicato a Verdi.

Presenti il Ministro al Turismo Daniele Santanchè, il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, l’assessore al Turismo della Regione Veneto Federico Caner, ospiti dell’ambasciatore d’Italia a Berlino Armando Varricchio.

Presente il Ceo ENIT, Ivana Jelinic, assieme al neo presidente Alessandra Priante, oltre a 250 giornalisti e tour operator tedeschi e internazionali.

ITB Berlin permetterà a Fondazione Arena di far conoscere i programmi 2024 e 2025 a oltre 24 mila partecipanti, professionisti attesi da 180 Paesi. Nell’estate 2023, il 19% del pubblico areniano era tedesco. Ben 80 mila spettatori provenienti dalla Germania, la Nazione più presente al Festival in Arena seguita da Regno Unito, Austria, Svizzera, Francia e Stati Uniti.

L’omaggio a Puccini, nel centenario della morte, riporta al Teatro Massimo di Palermo le melodie e il dramma di Madama Butterfly.

Torna sul palcoscenico del Teatro Massimo di Palermo da venerdì 16 febbraio alle 20:00 l’opera tra le più amate di Giacomo Puccini, Madama Butterfly, tragedia giapponese in due atti, su libretto di Illica e Giacosa, nell’allestimento che il Teatro Massimo ha realizzato in coproduzione con il Macerata Opera Festival e con un cast di grandi interpreti e la regia di Nicola Berloffa.

A dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo è il direttore musicale Omer Meir Wellber e per l’ultima recita, Keren Kagarlitsky. Maestro del Coro Salvatore Punturo.

La messa in scena è di Nicola Berloffa, regista dalla formazione musicale e cinematografica, che discostandosi dalla drammaturgia pucciniana ambienta l’opera nel secondo dopoguerra in un Giappone sottomesso all’occupazione degli americani, facendo emergere il divario e lo scontro tra culture molto lontane. La drammaturgia è di Alexandra Jud, lescenografie di Fabio Cherstich, che ambienta l’azione in un teatro-cinema giapponese frequentato da marines americani che si contendono le geishe più belle, mentre i costumi sono di Valeria Donata Bettellae le luci di Valerio Tiberi. Videomaker Paul Secchi.

Grandi interpreti nel cast, a cominciare dai protagonisti, il soprano Maria Agresta, e nel cast alternativo Barno Ismatullaeva, nel ruolo di Cio-cio-san (Butterfly) lagiovane geisha innamorata del luogotenente della marina americana F.B. Pinkerton, interpretato dal tenore americano Jonathan Tetelman ein replica da Ivan Magrì; la fedele Suzuki è interpretata da Silvia Beltrami e dalla palermitana Irene Savignano; mentre il ruolo del console Sharpless vede impegnati due giovani baritoni emergenti: Simon Mechliński e Lodovico Filippo Ravizza; Goro è Massimiliano Chiarolla; Zio Bonzo è Nicolò Ceriani; Yamadori è Italo Proferisce; Kate: Emanuela Sgarlata. Completano il cast: Cosimo Diano (Yakusidé), Alessio Gatto Goldstein ed Enrico Cossutta (Commissario imperiale); GianfrancoGiordano ed Enrico Caruso (Ufficiale del Registro); Damiana Li Vecchi e Daniela My (La madre di Cio-Cio-San); Gabriella Barresi e Mariella Maisano(La Zia); Cecilia Galbo e Simona Guaiana (La Cugina), e la piccola Anastasia Lo Verde (Dolore). Regista collaboratrice è Luigia Frattaroli. Si replica fino al 24 febbraio.

Attraverso una toccante fusione di musica e dramma psicologico Madama Butterfly racconta il dramma crudele della giovane geisha giapponese Cio-Cio-San (Butterfly) che attende a lungo e invano il ritorno di Pinkerton, l’ufficiale della Marina americana che l’aveva sposata “per gioco” e abbandonata. Sola e con un figlio da allevare Butterfly continua a illudersi di aspettare il suo sposo che tornerà soltanto dopo tre anni ma con la vera moglie americana. Sopraffatta dal dolore Butterfly consegna come le è richiesto il figlio alla coppia e si toglie la vita. La vicenda è tratta dal racconto semi autobiografico Madame Chrysanthème di Pierre Loti, ufficiale della marina militare francese che a sua volta aveva ispirato una novella di John Luther Long e una pièce teatrale di David Belasco che Puccini vide a Londra. E ne rimase così affascinato da decidere di trarne un’opera affidando la stesura del libretto a Luigi Illica e Giuseppe Giacosa. L’opera più sentita e più suggestiva ch’io abbia concepito! scriveva il compositore di Madama Butterfly, che a dispetto del disastroso debutto fischiato alla Scala il 17 febbraio del 1904 è diventata una delle opere di Puccini più amate e in assoluto tra le più rappresentate al mondo.

“Abbiamo provato ad avvicinare al pubblico questa tragedia giapponese del 1904 – dice il regista Nicola Berloffa -spostandola temporalmente dopo la fine della seconda guerra mondiale per far emergere lo scontro tra culture; l’Occidente che fagocita l’Oriente e ne distrugge l’identità”. Nel primo atto l’azione è ambientata in un teatro tradizionale giapponese, nel secondo atto quel luogo diventa un cinema in cui le geishe non recitano più ma sono merce esposta in vendita a disposizione di militari e ufficiali americani mentre la società e l’estetica americana vengono rappresentate dalle sequenze di scene di film americani d’epoca come “Perdutamente tua” con Bette Davis o frammenti di musical acquatici con Esther Williams che vengono proiettate su un grande schermo cinematografico.

Ad interpretare la protagonista Madama Butterfly è Maria Agresta, grande interprete dei ruoli verdiani e pucciniani, regolarmente invitata nei più importanti teatri del mondo e dove collabora con i maggiori direttori d’orchestra. Ha vinto nel 2014 il “Premio Abbiati” assegnato dalla critica italiana e ha ricevuto il prestigioso Premio Internazionale “Luigi Illica”. Nel dicembre 2019 è stata nominata Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Al suo fianco, nel ruolo di F.B. Pinkerton è il tenore Jonathan Tetelman rapidamente diventato una delle principali star della sua generazione. Nato in Cile e cresciuto in New Jersey, nella stagione 2023/24 ha debuttato al Metropolitan Opera di New York sotto la direzione di Speranza Scappucci e sarà Pinkerton nell’iconica produzione di Madama Butterfly di Anthony Minghella e alla Deutsche Oper di Berlino.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo dirige Omer Meir Wellber, tra i principali direttori d’orchestra del repertorio operistico e orchestrale. È direttore musicale del Teatro Massimo di Palermo e da lungo tempo della Raanana Symphonette in Israele. È stato direttore della Volksoper Wien e dalla stagione 2025/2026 sarà direttore musicale e direttore principale della Staatsoper di Amburgo oltre che direttore musicale della Philharmonisches Staatsorchester di Amburgo. Il suo lavoro innovativo al Teatro Massimo nel 2021 è stato premiato con il Premio Speciale Abbiati della critica italiana.

Il debutto dell’opera sarà preceduto martedì 13 febbraio alle 18:00 in Sala ONU da una conferenza di introduzione all’ascolto della musicologa Ilaria Grippaudo che presenterà Madama Butterfly per gli appuntamenti a cura dell’Associazione Amici del Teatro Massimo. L’ingresso è libero.

La prova generale di Madama Butterfly, giovedì 15 febbraio alle ore 18:30, è aperta a favore di AIL (Associazione italiana contro le leucemie – linfomi e mieloma). Il ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto a favore della ricerca scientifica per la cura delle leucemie, dei linfomi e del mieloma. Info e prevendita: sede AIL Palermo tel. 091 6883145; botteghino del Teatro Massimo (dal 13 febbraio).

Domenica 18 febbraio alle 17:30 torna l’appuntamento con Bambini all’Opera, il laboratorio a cura di Francesca Cosentino pensato per avvicinare i bambini (6-10 anni) alla magia del teatro. Durante il laboratorio, che si svolge nella Sala Stemmi del Teatro Massimo, viene narrata la trama dell’opera, si ascoltano brani, e al termine i bambini vengono accompagnati in Sala Grande per assistere allo svolgimento dello spettacolo. Le animazioni teatrali sono di Gisella Vitrano; gli interventi cantati di Sonia Sala; le illustrazioni di Giuseppe Lo Bocchiaro. Infoe prenotazioni tel. 329 7260846.

Madama Butterfly sarà in scena per otto recite con il seguente calendario: venerdì 16 Febbraio ore 20:00 (Turno Prime); sabato 17 Febbraio ore 18:30 (Turno Opera); domenica 18 Febbraio ore 17:30 (Turno D); martedì 20 Febbraio ore 20:00 (Turno F); mercoledì 21 Febbraio ore 18:30 (Turno C); giovedì 22 Febbraio ore 18:30 (Turno Scuola); venerdì 23 Febbraio ore 18:30 (Turno B); sabato 24 Febbraio ore 18:30 (Fuori abbonamento).

Biglietti: da 22 a 165 euro Info: https://www.teatromassimo.it/event/madama-butterfly/