Tristan und Isolde di Richard Wagner al Teatro Carlo Felice di Genova dal 13 al 22 febbraio

Genova, Teatro Carlo Felice, Tristan und Isolde 13-15-20-22 febbraio 2026
Sul podio Donato Renzetti e una nuova produzione con la regia di Laurence DaleNel ruolo dei due amanti il tenore Tilmann Unger e il soprano Marjorie Owens

È senza dubbio l’appuntamento più atteso e imponente della stagione 2025-2026 del Teatro Carlo Felice di Genova: dal 13 al 22 febbraio sul palcoscenico della Fondazione ligure andrà in scena una nuova produzione di Tristan und Isolde di Richard Wagner, uno dei titoli più influenti del repertorio occidentale.
 
Venerdì 6 febbraio alle ore 10.30 conferenza stampa in Sala Paganini, mentre alle ore 11.30 nel primo Foyer, presentazione aperta al pubblico con il sovrintendente e il direttore artistico in dialogo con il team creativo e il cast.
 
Capolavoro che inaugura una nuova concezione del dramma musicale, Tristan und Isolde sarà diretto da Donato Renzetti, con la regia di Laurence Dale, le scene e i costumi di Gary McCann, le luci di John Bishop e i video di Leandro Summo. Intrepreti vocali Tilmann Unger (Tristan), Evgeny Stavinsky (König Marke), Marjorie Owens (Isolde), Nicolò Ceriani (Kurwenal), Saverio Fiore (Melot), Daniela Barcellona (Brangäne), Andrea Schifaudo (Ein Seemann / Ein Hirt), Matteo Peirone (Ein Steuermann). Ci sono poi naturalmente l’Orchestra e il Coro della Fondazione Teatro Carlo Felice (maestro del coro Claudio Marino Moretti). Il calendario dettagliato prevede il debutto venerdì 13 febbraio alle ore 18.30 (Turno A), quindi repliche domenica 15 febbraio ore 15.00 (Turno C), venerdì 20 febbraio ore 18.30 (Turno B) e domenica 22 febbraio ore 15.00 (Turno F).
 
«La produzione di Tristan und Isolde – dichiara il sovrintendente Michele Galli – rappresenta una tappa centrale del percorso artistico del Teatro Carlo Felice. Questo capolavoro costituisce un’esperienza musicale senza precedenti, capace di dissolvere il tempo e di avvolgere l’ascoltatore in un flusso sonoro continuo. Wagner scrive qui la partitura più radicale del suo tempo, mettendo in scena l’amore come abisso, mistero e destino. È inoltre coerente con la tematica dei Naviganti, sottesa alla programmazione: figure in viaggio, sospese tra partenza e approdo, tra mondo reale e tensione verso l’assoluto. Nessun altro titolo wagneriano incarna con pari forza l’idea del navigare come condizione esistenziale, del mare come spazio simbolico, della traversata come destino».
 
Anche per Tristan und Isolde sono in programma due incontri di presentazione al Teatro Auditorium Eugenio Montale: martedì 3 febbraio, alle ore 18, appuntamento con gli studenti del Liceo Musicale “Sandro Pertini” che – in collaborazione con l’Associazione Carlo Felice Young – presentano l’opera ai loro coetanei e a tutti coloro che vogliono partecipare, con un incontro dal titolo Tra amore e mortesabato 7 febbraio, alle ore 16 – in collaborazione con gli Amici del Teatro Carlo Felice e del Conservatorio “Niccolò Paganini” – conversazione con Marco Pescetto intitolata Un amore inestinguibile.
 
Nel segno della più ampia divulgazione e del coinvolgimento, sono confermate anche le introduzioni all’ascolto di circa 30 minuti che gli spettatori delle singole recite potranno seguire in Sala Paganini, da 45 minuti prima dell’inizio, a cura degli allievi del Conservatorio “Niccolò Paganini”.
 

 
venerdì 13 febbraio 2026, ore 18:30 Turno A
domenica 15 febbraio 2026, ore 15 Turno C
venerdì 20 febbraio 2026, ore 18.30 Turno B
domenica 22 febbraio 2026, ore 15 Turno F
 
Tristan und Isolde
Azione in tre atti
Libretto e musica di Richard Wagner
Prima rappresentazione Monaco di Baviera, Königliches Hof- und Nationaltheater, 10 giugno 1865
 
Direttore Donato Renzetti
Regia Laurence Dale
Scene e costumi Gary McCann
Luci John Bishop
Video design Leandro Summo
Regista collaboratore e coreografo Carmine De Amicis
Assistente alla regia Jean-François Martin
Costumista collaboratrice Gabriella Ingram
Assistente alle scene Gloria Bolchini
 
 
Tristan Tilmann Unger
König Marke Evgeny Stavinsky
Isolde Marjorie Owens
Kurwenal Nicolò Ceriani
Melot Saverio Fiore
Brangäne Daniela Barcellona
Ein Seemann / Ein Hirt Andrea Schifaudo
Ein Steuermann Matteo Peirone
 
 
Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice di Genova
Maestro del Coro Claudio Marino Moretti
 
Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova
 
 
Costo dei biglietti
Biglietti da 15 a 100 euro / riduzioni Under18 – Over60 e disabili
Per le attività del 22 gennaio > (Biglietti per persone con +75% di disabilità e relativi accompagnatori): Palchi e fila 32: € 30 – Secondo settore: €  37,50
 
Biglietterie
Teatro Carlo Felice Galleria Cardinal Siri 6 – 16121 Genova
Apertura da lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 19.00.
Per gli spettacoli serali o i concerti la domenica mattina l’apertura è un’ora prima dell’inizio e la chiusura 15 minuti
dopo l’inizio. Per gli spettacoli pomeridiani o serali di domenica l’apertura è due ore prima dell’inizio e la chiusura
15 minuti dopo l’inizio.
Teatro Della Gioventù Via Cesarea 16 – 16121 Genova
Consultare il sito per i periodi e gli orari di apertura
Biglietteria on-line vivaticket.com (biglietto@printhome)
 
Informazioni Teatro Carlo Felice
Telefono +39 010 5381.433 oppure +39 010 5381.399 e-mail: biglietteria@carlofelice.it

TCBO: LE VOCI DI NICOLA ALAIMO, AYA WAKIZONO, PAOLO BORDOGNA, DAVE MONACO E MICHELE PERTUSI PER ILBARBIERE DI SIVIGLIA

Torna l’allestimento del capolavoro buffo rossiniano firmato nel 2019 da Federico Grazzini, che gioca sull’aspetto metateatrale

Sul podio Renato Palumbo

Dal 19 al 30 dicembre al Comunale Nouveau

La follia, il potere, il denaro, il tempo: sono i temi attualissimi della celebre opera buffa di Gioachino Rossini “Il barbiere di Siviglia“, che chiude la Stagione d’Opera 2025 del Teatro Comunale di Bologna attraversando le feste natalizie. L’allestimento è quello curato dal regista Federico Grazzini nel 2019, proposto anche in tournée in Giappone e ripreso nell’autunno del 2021, che questa volta va in scena in una versione ripensata per il Comunale Nouveau da venerdì 19 dicembre alle 20.00 con repliche fino al 30 dicembre. Sul podio torna Renato Palumbo, che il pubblico della fondazione lirico-sinfonica felsinea ha avuto l’occasione di ascoltare più volte, da titoli verdiani come quelli della trilogia popolare ad Andrea Chénier di Umberto Giordano.

Nel cast le voci rossiniane del baritono Nicola Alaimo nei panni di Figaro, del mezzosoprano Aya Wakizono che interpreta Rosina, del basso-baritono Paolo Bordogna nelle vesti di Bartolo,del tenore Dave Monaco come Conte d’Almaviva – al debutto al TCBO – e del basso Michele Pertusi come Basilio. Con loro si alternano nelle diverse date Stefan Astakhov, Chiara Tirotta, Giovanni Romeo, Antonino Siragusa e Andrea Pellegrini. Completano la compagine vocale Yulia Tkachenko come Berta, Nicolò Ceriani come Fiorello, Massimiliano Mastroeni come Ambrogio, mentre Tommaso Norelli e Marco Noreni si scambiano nella parte di Un ufficiale. Maestro al fortepiano è Anna Dang Anh Nga Bosacchi. Il Coro del Teatro Comunale di Bologna è istruito da Gea Garatti Ansini.

«Rossini porta all’estremo i conflitti della commedia borghese: amore contro egoismo, libertà contro prigionia – racconta Grazzini – La follia qui non è malattia: è il vortice di situazioni imprevedibili in cui i personaggi vengono risucchiati. Il potere è incarnato da Bartolo, perfetto borghese: conservatore, utilitarista, padrone degli spazi e delle regole. Il suo mondo perfetto va progressivamente in frantumi. Il denaro, come spesso accade, muove tutto. La dote di Rosina non è soltanto un elemento narrativo: è la manifestazione di un pensiero borghese che trasforma anche l’amore in un calcolo costi-benefici. Il tempo è quello del gioco teatrale, tutto si accelera, slitta, si deforma. Figaro lo attraversa come un personaggio ‘ibrido’, capace di muoversi dentro e fuori la storia. La comicità poi è tutta una questione di timing: Rossini riesce ad infonderla nella musica in un modo geniale. Alla regia spetta il compito di entrare in dialogo con essa. […] Uno degli aspetti fondamentali della nostra lettura è quello metateatrale perché nel capolavoro rossiniano esistono troppi riferimenti metateatrali per essere ignorati. Basti pensare a quante volte è citata dai personaggi l’opera stessa, L’inutil precauzione».

Vincitore nel 2022 dell’International Opera Directing Competition all’Opera Nazionale Lituana, dove ha messo in scena Les Contes d’Hoffmann di Jacques Offenbach nel 2024, Grazzini ha collaborato con realtà come il Wexford Opera Festival, il Teatro dell’Opera di Roma per il festival di Caracalla e il Teatro Regio di Torino. Cavaliere della Repubblica Italiana per meriti artistici, Palumbo è ospite dei principali teatri e festival internazionali, dalla Scala di Milano all’Opéra di Parigi, dal Covent Garden di Londra alla Staatsoper di Vienna, fino al Rossini Opera Festival e all’Arena di Verona. Le scene dello spettacolo sono a cura di Manuela Gasperoni, i costumi sono di Stefania Scaraggi e le luci di Daniele Naldi.

Il dramma comico in due atti di Rossini, su libretto di Cesare Sterbini dalla commedia omonima di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais, fu creato in poco più di due mesi e andò in scena per la prima volta a Roma nel febbraio del 1816 per il Carnevale con il titolo “Almaviva, o sia L’inutile precauzione”, pare con discutibile accoglienza. Ma il capolavoro rossiniano era destinato a trionfare e a diventare una delle opere più amate e popolari del repertorio italiano.

Le recite saranno precedute – circa 45 minuti prima dell’inizio – da una breve presentazione dell’opera nel Foyer del Comunale Nouveau.

I biglietti – da 20 a 130 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4/a) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.

STAGIONE D’OPERA 2025 DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGN

Il barbiere di Siviglia

Dramma comico in due atti

Musica di Gioachino Rossini

Libretto di Cesare Sterbini

Direttore Renato Palumbo

Regia Federico Grazzini

Scene Manuela Gasperoni

Costumi Stefania Scaraggi

Luci Daniele Naldi

Maestro del Coro Gea Garatti Ansini

Maestro al fortepiano Anna Dang Anh Nga Bosacchi

PersonaggiInterpreti
Il Conte d’AlmavivaDave Monaco (19, 21 e 27 dicembre) | Antonino Siragusa (20, 28 e 30 dicembre)
BartoloPaolo Bordogna (19, 21 e 27 dicembre) | Giovanni Romeo (20, 28 e 30 dicembre)
RosinaAya Wakizono (19, 21 e 27 dicembre) | Chiara Tirotta(20, 28 e 30 dicembre)
FigaroNicola Alaimo (19, 21 e 27 dicembre) | Stefan Astakhov (20, 28 e 30 dicembre)
Basilio                                    Michele Pertusi (19 e 27 dicembre) | Andrea Pellegrini (20, 21, 28 e 30 dicembre)
BertaYulia Tkachenko
FiorelloNicolò Ceriani
Ambrogio                                                     Massimiliano Mastroeni
Un ufficialeTommaso Norelli (19, 21, 27 dicembre) | Marco Danieli (20, 28, 30 dicembre)

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna

Produzione del Teatro Comunale di Bologna

Comunale Nouveau

Venerdì 19 dicembre, ore 20.00 | Prime
Sabato 20 dicembre, ore 18.00 | Pomeriggio 1
Domenica 21 dicembre, ore 16.00 | Domenica
Sabato 27 dicembre, ore 20.00 | Sera
Domenica 28 dicembre, ore 16.00 | Fuori abbonamento
Martedì 30 dicembre, ore 18.00 | Pomeriggio 2

Andrea Chénier al Teatro Carlo Felice, giovedì 6 febbraio 2025, ore 20.00

Dramma storico in quattro quadri di Umberto Giordano su libretto di Luigi Illica

Sabato 8 febbraio 2025, ore 20.00

Racconti sinfonici

Musiche di Arnold Schönberg e Nikolaj Rimskij-Korsakov

Venerdì 14 febbraio 2025, ore 20.00

Brahms e Šostakovič

Musiche di Johannes Brahms e Dmitrij Šostakovič

Nel mese di febbraio 2025 Donato Renzetti, Direttore emerito dell’Opera Carlo Felice, tornerà sul podio del Teatro genovese per dirigere Andrea Chénier, sesto titolo della Stagione Lirica 24-25, e i concerti Racconti sinfonici e Brahms e Šostakovič nell’ambito della Stagione Sinfonica.

Andrea Chénier

Andrea Chénier, dramma storico in quattro quadri di Umberto Giordano su libretto di Luigi Illica, sarà in scena da giovedì 6 febbraio alle ore 20.00 (turno A). Con la direzione di Donato Renzetti, la regia di Pier Francesco Maestrini, le scene e i video di Nicolás Boni, i costumi di Stefania Scaraggi, la coreografia di Silvia Giordano e le luci di Daniele Naldi. Allestimento della Fondazione Teatro Comunale di Bologna e dell’Opéra Garnier de Monte-Carlo. Orchestra, Coro e Tecnici dell’Opera Carlo Felice. Maestro del Coro Claudio Marino Moretti. Balletto Fondazione Formazione Danza e Spettacolo “For Dance” ETS.

Il cast si compone di Fabio Sartori (Andrea Chénier), Amartuvshin Enkhbat / Stefano Meo (Carlo Gérard), Maria Josè Siri (Maddalena di Coigny), Cristina Melis (La mulatta Bersi), Siranush Khachatryan (La contessa di Coigny), Manuela Custer (Madelon), Nicolò Ceriani (Roucher), Matteo Peirone (Fléville), Marco Camastra (Fouquier Tinville), Luciano Roberti (Mathieu), Didier Pieri (Un incredibile), Gianluca Sorrentino (L’abate), Franco Rios Castro (Il maestro di casa), Angelo Parisi (Dumas), Andrea Porta (Schmidt).

Lo spettacolo sarà in replica domenica 9 gennaio alle ore 15.00 (turno C), mercoledì 12 alle ore 20.00 (turno B) e sabato 15 alle ore 15.00 (turno F).

Andrea Chénier, dramma composto nel 1896 su libretto di Luigi Illica, è stato il primo grande successo di Umberto Giordano. L’azione si svolge nei pressi di Parigi al tempo della Rivoluzione francese. Gli ideali costituzionalisti del protagonista sono in contrasto con lo stile di vita corrotto della nobiltà parigina, e durante il Regime del Terrore il poeta verrà perseguitato e giustiziato per la sua appartenenza politica. Sullo sfondo dei tragici avvenimenti storici, si sviluppa una storia d’amore con Maddalena, figlia della Contessa di Coigny. Andrea e Maddalena rimarranno insieme fino all’ultimo istante.

Commenta Donato Renzetti: «Dobbiamo ringraziare Luigi Illica per l’idea dell’opera, originale e avvincente, ispirata dalla vita del poeta francese André Chénier, rivoluzionario ghigliottinato a Parigi nel 1794. Qui, come in Fedora, Giordano raggiunse le più alte vette della sua inventiva musicale e, come accadde per altri compositori che seguirono l’esempio di Giuseppe Verdi, sviluppò musicalmente la rapidità dell’azione scenica. Se dopo 120 anni lo Chénier di Giordano viene rappresentato assiduamente in tutti i teatri del mondo è proprio perché custodisce segreti che superano in qualche modo la collocazione dell’opera nel filone del Verismo, c’è qualcosa in più! Il ritmo incalzante con il quale si alternano sonorità e piani visivi rendono estrema la drammatizzazione così come la cura dettagliata dei personaggi comporta passaggi immediati, dal monologo alla romanza, dal duetto alle scene corali. Tutto questo rende evidente la fascinazione che Giordano subì dalla cura dei riferimenti storici e reali su cui Illica creò il libretto».

L’allestimento, realizzato nel 2022 per il Teatro Comunale di Bologna e ripreso a gennaio 2023 all’Opéra Garnier di Montecarlo, vede la regia di Pier Francesco Maestrini: «Andrea Chénier è un titolo al quale sono molto legato poiché è stata per me l’ultima opera come assistente di mio padre che ha avuto la possibilità di dirigere i più importanti interpreti della storia di questo ruolo. Inoltre, posso dirmi fortunato di avere avuto io stesso l’opportunità di metterla in scena con i più grandi artisti del mio tempo, da Giacomini a Kunde fino ad adesso, con Fabio Sartori e Maria Josè Siri. Probabilmente, almeno per me, si tratta della sola opera in cui è quasi impossibile prescindere dal contesto, un contesto che non si limita a fare da sfondo a una storia d’amore: la rivoluzione è tanto protagonista quanto lo sono gli interpreti e ne condiziona le vite, costringendo tutti i personaggi ad adattarsi drasticamente a un cambiamento troppo repentino e radicale pur di sopravvivere».

Racconti sinfonici – Brahms e Šostakovič

Sabato 8 febbraio alle ore 20.00, nel concerto Racconti Sinfonici, Donato Renzetti sarà alla direzione dell’Orchestra dell’Opera Carlo Felice e del soprano Francesca Paola Geretto – attiva sia in ambito operistico sia in ambito concertistico in Italia e in Europa presso prestigiose Istituzioni e vincitrice del Premio Wagner 2017. Il programma musicale prevede l’esecuzione dei Sei Lieder per voce e orchestra op. 8 di Arnold Schönberg e di Shéhérazade, suite sinfonica di Nikolaj Rimskij-Korsakov.

Schönberg compose i Sei Lieder su testi di Heinrich Hart tra il 1904 e il 1905, la prima esecuzione si sarebbe tenuta solo in seguito, nel 1914, a Praga. Il compositore, non ancora approdato a soluzioni armoniche avanguardistiche come dodecafonia e serialismo, affrontava un momento fondamentale del proprio percorso artistico in cui si ravvisano nell’articolato linguaggio musicale, ancora tonale, le prime tensioni verso nuove prospettive. La suite sinfonica Shéhérazade di Rimskij-Korsakov risale al 1888 e si articola in quattro parti: Il mare e la nave di Sinbad, Il racconto del principe Kalender, Il giovane principe e la giovane principessa e Festa a Bagdad. Il mare. Il naufragio. Con una scrittura caratteristica e profondamente legata alla tradizione russa tardo-romantica, il compositore realizza una composizione ispirata ed evocativa in cui i temi musicali ricorrenti di Shéhérazade e del Sultano fanno da tramite tra i diversi episodi da Le mille e una notte.

Venerdì 14 febbraio alle ore 20.00 sarà la volta del concerto Brahms e Šostakovič, con la direzione di Donato Renzetti, l’Orchestra dell’Opera Carlo Felice e il pianista Michele Campanella – concertista attivo in Europa, Asia e Stati Uniti tra i cui riconoscimenti si ricordano la Medaglia d’oro della Liszt Society of United States of America, l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana e la Laurea Honoris Causa in Discipline della Musica e dello Spettacolo, Storia e Teoria, per meriti culturali e artistici dell’Università Federico II di Napoli. In programma il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in si bemolle maggiore op. 83 di Johannes Brahms e la Sinfonia n. 1 in fa minore op. 10 di Dmitrij Šostakovič.

Brahms cominciò a lavorare al suo Secondo Concerto per pianoforte e orchestra nel 1878, per terminare la composizione nel 1881 in vista della prima esecuzione che si sarebbe tenuta il 9 novembre di quell’anno a Budapest. La lunga lavorazione si risolse in un Concerto singolarmente ampio, di notevole densità e articolazione sono sia la scrittura orchestrale sia quella pianistica. L’esperienza nella composizione per pianoforte, maturata da Brahms soprattutto nei suoi primi anni di attività, si coniuga in questo Concerto all’intensa pratica sinfonica, proprio in quegli anni il compositore era impegnato nella realizzazione delle sue quattro Sinfonie. Šostakovič compose la sua Prima Sinfonia nel 1925, come ultimo esame per il diploma in Composizione al Conservatorio di San Pietroburgo. L’anno successivo la composizione venne eseguita per la prima volta a Leningrado con la direzione di Nikolaj Malko. Nonostante si tratti del primo lavoro sinfonico di uno Šostakovič appena diciannovenne, il linguaggio musicale è già personale e definito da originali scelte timbriche e ritmiche, tra momenti dal brillante guizzo ironico e altri di maggior dolcezza e lirismo.

Biografie

Donato Renzetti è uno dei più stimati direttori d’orchestra della scuola italiana. Ha diretto molte delle più prestigiose orchestre, tra cui la London Sinfonietta, la London Philharmonic, la Philharmonia Orchestra, la English Chamber Orchestra, la DSO Berlin, la Tokyo Philharmonic, l’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, tutta la RAI Orchestre, la Dallas Symphony, la Belgian Radio and Television Orchestra a Bruxelles, l’Orchestre National du Capitol de Toulouse e l’Orchestre National de Lyon. Direttore principale dell’Orchestra Regionale Toscana dal 1987 al 1992, dal 2004 al 2007 è stato anche direttore principale ospite del Teatro Real de Sao Carlos e direttore artistico e musicale dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana dal 2007 al 2013. Nel 2015 è stato nominato direttore della Filarmonica Gioachino Rossini. Per 30 anni ha insegnato direzione d’orchestra all’Accademia Musicale Pescarese. Nel 2019 trasferisce la sua attività didattica all’Alta Scuola di Perfezionamento di Saluzzo, in collaborazione con la Filarmonica Teatro Regio Torino. Dal 2022 è Direttore emerito dell’Opera Carlo Felice Genova.

Pier Francesco Maestrini, nato a Firenze, inizia la sua carriera di regista nel 1993 con Il barbiere di Siviglia di Rossini presso la Tokyo Japan Opera Foundation. Da allora ha diretto oltre 150 produzioni operistiche in tutto il mondo. Nell’ultimo decennio il suo lavoro si è distinto per l’interazione tra l’azione scenica dal vivo degli interpreti e scenografie virtuali o immagini animate in movimento. Da ricordare in quella direzione, le sue produzioni de La campana sommersa di Respighi, per il Teatro Lirico di Cagliari(2016), riproposta al Jazz at Lincoln Center Hall della New York City Opera, disponibile su Dvd della Naxos; la sua versione futuristica di Un ballo in maschera, coproduzione del Theater Kiel col Theatro Municipal de Rio de Janeiro (2018) e il suo Rigoletto, coproduzione del Teatro Lirico di Cagliari(2018), Opera Hong Kong(2019) e Teatro Regio di Parma(2021).

Biglietti

Andrea Chénier

I settore: da 70,00 a 100,00 euro

II settore: da 55,00 a 80,00 euro

III settore: da 45,00 a 60,00 euro

IV settore: da 40,00 50,00 euro

V settore: da 30,00 a 35,00 euro

Under 30*: 25,00 euro

Under 18*: 15,00 euro

*tutti i settori

Racconti sinfonici – Brahms e Šostakovič

I settore 35,00 euro

II settore 30,00 euro

Under 30* 15,00 euro

Under 18*10,00 euro

*tutti i settori

Per ulteriori informazioni: www.operacarlofelicegenova.it

Biglietterie

TEATRO CARLO FELICE
Galleria Cardinale Siri 6
16121 Genova
Telefono +39 010 5381.433
oppure +39 010 5381.399
e-mail: biglietteria@carlofelice.it

Apertura da lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 19.00

Per gli spettacoli serali l’apertura è un’ora prima dell’inizio e la chiusura 15 minuti dopo l’inizio.
Per gli spettacoli pomeridiani o serali di domenica l’apertura è due ore prima dell’inizio e la chiusura 15 minuti dopo l’inizio.

TEATRO DELLA GIOVENTÙ
Via Cesarea 16
16121 Genova
Telefono +39 010 5381.433

Consultare sul sito gli orari di apertura

BIGLIETTERIA ONLINE

Paybylink
Il servizio è attivo dal lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 19.00 al numero +39.010.53.81.433.

Vivaticket

Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 19.00 e sabato dalle ore 8.00 alle ore 14.00.

Call Center: dall’Italia 892.234, dall’estero: +39.041.2719035
Per gli acquisti effettuati sulla piattaforma Vivaticket, la commissione sul valore nominale del biglietti degli spettacoli organizzati dalla Fondazione Teatro Carlo Felice è di 2 euro fissi per ogni biglietto o abbonamento di ogni ordine e tipo.

Gruppi
Per i gruppi è attivo l’indirizzo gruppi@vivaticket.com a cui rivolgersi per la prenotazione e l’acquisto di biglietti per la nostra stagione artistica.

IL BARBIERE DI SIVIGLIA. Sabato 6 luglio, alle 21.15. Il mese di luglio si apre con i titoli più amati del 101° Arena di Verona Opera Festiva

Il mese di luglio si apre con i titoli più amati del 101° Arena di Verona Opera Festival, anticipando di un quarto d’ora l’inizio degli spettacoli. Venerdì 5 luglio, alle ore 21.15, debutta Carmen, mentre sabato 6 e domenica 7 vanno in scena rispettivamente Il Barbiere di Siviglia e Aida, entrambi con nuovi artisti nel cast.

IL BARBIERE DI SIVIGLIA. Sabato 6 luglio, alle 21.15, si rinnova la vivace festa rococò nel grande giardino firmato da Hugo De Ana per il capolavoro di Rossini, un labirinto di siepi e rose rosse che diventano magici set interni ed esterni per la vicenda. L’astuto barbiere Figaro aiuterà il Conte di Almaviva, in incognito a Siviglia, a conquistare la bella Rosina, tenuta prigioniera dal vecchio tutore Bartolo, con la complicità dei servi e di Basilio, maestro di musica.

Nei panni del protagonista Nicola Alaimo, applaudito al gala in mondovisione del 7 giugno, fa il suo esordio stagionale così come il Conte del tenore Dmitry Korchak e il Bartolo del baritono-buffo Misha Kiria. Si conferma l’apprezzata Vasilisa Berzhanskaya come Rosina mentre, per una sola eccezionale serata, il perfido Basilio è interpretato dal giovane Riccardo Fassi. Completano il cast Marianna Mappa, Nicolò Ceriani e Domenico Apollonio. Ad accompagnare i frizzanti recitativi e a dirigere Orchestra e Coro di Fondazione Arena, il maestro ellenico George Petrou.

AIDA. Domenica 7 luglio, alle 21.15, l’opera regina dell’Arena chiude la settimana, alla quinta recita dell’originale allestimento “di cristallo” creato per il 100° Festival da Stefano Poda, regista vincitore del Premio Abbiati della critica musicale italiana per il miglior spettacolo 2023. Accanto alla protagonista, Maria José Siri, fa il suo debutto stagionale il mezzosoprano Clémentine Margaine nei panni della principessa Amneris, rivale in amore di Aida. Al centro è Radames, generale egizio, qui interpretato dal tenore Yusif Eyvazov, già applaudito in Turandot. Tornano Igor Golovatenko come Amonasro, re etiope e padre di Aida, e Rafał Siwek come gran sacerdote Ramfis, mentre esordisce il basso Marko Mimica come Re degli egizi. Completano la locandina Francesca Maionchi (sacerdotessa) e Riccardo Rados (messaggero). L’alternanza nel cast internazionale tocca anche il podio: per la prima di due serate, dirige il Maestro Alvise Casellati. Ai complessi artistici di Fondazione Arena, per la visionaria messinscena si aggiunge il lavoro di oltre trecento fra mimi, figuranti, minori, Ballo e Tecnici, a ricreare un Egitto sospeso tra simboli antichi e materiali innovativi, alta moda e arte contemporanea, giochi di luce e inedite trasparenze che valorizzano le linee stesse dell’Anfiteatro, in un viaggio dantesco dalla guerra alla pace.