A FIRENZE LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE DEL 45° PREMIO DELLA CRITICA MUSICALE “FRANCO ABBIATI”


Appuntamento domenica 19 aprile alle ore 15.00 al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, nel giorno inaugurale dell’88° Festival del Maggio.
 
Il “Junge Lord” fiorentino premiato come miglior spettacolo. Saranno presenti, tra gli altri  il baritono Salsi, il soprano Miknevičiūtė, i registi Ligorio e Pizzi, i direttori Soddy e Angius.

L’Ensemble degli Intrigati e Andrea Molino eseguiranno “Dadd’s Faires” di Alex Paxton, nominato compositore dell’anno

Si terrà domenica 19 aprile 2026 alle ore 15.00 la cerimonia di consegna del 45° Premio della critica musicale “Franco Abbiati”, assegnato dall’Associazione Nazionale Critici Musicali, al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, che ospita i vincitori del premio in quanto istituzione produttrice del Miglior Spettacolo dell’anno: Der junge Lord di Hans Werner Henze, con la direzione di Markus Stenz e la regia di Daniele Menghini. La premiazione, inoltre, avverrà in un giorno davvero importante: lo stesso 19 aprile, poco dopo l’Abbiati, sarà infatti inaugurato l’88° Festival del Maggio, con la messa in scena dell’opera The Death of Klinghoffer di John Adams.

L’edizione 2025 del Premio è stata dedicata alla memoria di Angelo Foletto, maestro della critica musicale italiana scomparso lo scorso 29 gennaio, presidente dell’Associazione per quasi trent’anni e grande artefice del suo consolidamento come voce autorevole e indipendente della vita musicale italiana.

Il premio come Miglior Spettacolo è stato assegnato a Der junge Lord di Hans Werner Henze, proposto per la prima volta in lingua originale in Italia. “Uno spettacolo di respiro corale, regolato come l’ingranaggio di un carillon perturbante, in cui ogni interprete del numeroso cast – insieme ai complessi del teatro con la direzione mobile e incisiva di Markus Stenz – è riuscito a sincronizzarsi con il passo di questa satira agrodolce, ambientata dal regista Daniele Menghini in un Ottocento da libro illustrato per l’infanzia, ma ambiguo, maligno”. Questa la motivazione che sarà stampata su eleganti pergamene e consegnata al Sovrintendente del Maggio Carlo Fuortes.

Alexander Soddy è stato designato come Migliore Direttore del 2025, premiato per il suo debutto in Italia su un numero significativo di partiture importanti – Wagner, Mozart, Strauss, Verdi – tra cui il Ring e un convincente Così fan tutte alla Scala, la Salome e il Macbeth al Maggio Musicale Fiorentino. Il premio come Migliore Regista è andato a Cecilia Ligorio, per la regia del Re Pastore all’Opera di Roma e del Mitridate Eupatore al Teatro Massimo di Palermo: la giuria ha riconosciuto la sua capacità di rendere attuale un soggetto barocco, sottolineandone l’eterna vitalità di sentimenti politici e familiari, in una rilettura densa di pathos del mito classico e del teatro greco. Per le Migliori Scene il premiato è Gary McCann, per l’Hamlet di Ambroise Thomas al Teatro Regio di Torino – dove scene imponenti sottolineano per contrasto la solitudine di Amleto – e di Die Liebe der Danae di Richard Strauss al Teatro Carlo Felice di Genova, rarità proposta con invenzioni ricche di inventiva e ironia sullo sfondo delle rovine di un teatro bombardato. I Migliori Costumi del 2025 sono quelli creati da Giada Masi, per lo stesso Hamlet al Regio di Torino: uno Shakespeare ottocentesco e fantasioso, con costumi lussureggianti ma ironici.

Tra i vincitori nelle categorie interpretative, il premio come Migliore Cantante va al baritono Luca Salsi, schietta voce tra le più autorevoli degli ultimi decenni, premiato per le interpretazioni di alcuni dei grandi personaggi del repertorio italiano – tra gli altri Gérard al Regio di Parma, Rigoletto alla Fenice, Macbeth al Maggio Musicale Fiorentino – “con sorgiva musicalità e incisiva sensibilità artistica”, come recita la motivazione. Migliore Cantante femminile è il soprano Vida Miknevičiūtė, premiata per la sua interpretazione di Sieglinde nella Walküre all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia: “con vocalità perentoria ed espressiva restituisce la totalità del personaggio wagneriano”, come scrive la giuria del Premio nella motivazione

Il premio come Migliore Solista va al pianista Alexandre Kantorow, riconosciuto per un pianismo votato all’estro e al rigore della soggettività e “virtuosismo ardente ma interiorizzato, dominio e controllo del tempo senza ossessioni metronomiche, idee nuove sui compositori che affronta”. Il premio come Migliore Ensemble va a De Labyrintho, diretto da Walter Testolin: la giuria ha riconosciuto il “prezioso contributo alla conoscenza dello stile di Palestrina”, sottolineando come “la loro interpretazione del Canticum canticorum è stato il momento più alto del quinto centenario del compositore”.

Per la categoria Novità per l’Italia il premio va ad Alex Paxton per Spit Crystal Yeast-rack, Dripping (à l’orange), eseguito a Padova al Barco Teatro dall’Ensemble degli Intrigati diretto da Andrea Molino: “una musica eclettica e ipercinetica, libidinosa e ‘queer’, dove i generi più diversi, dalla musica antica al pop, vengono fatti a pezzi e mescolati come in un grande frullatore sonoro” è il commento della giuria del Premio. L’Iniziativa Musicale premiata è la prima italiana di Owen Wingrave di Benjamin Britten al Festival della Valle d’Itria di Martina Franca. La giuria ha così scritto nella motivazione: “con la prima italiana di Owen Wingrave di Benjamin Britten il Festival della Valle d’Itria compie un gesto di alto valore artistico. La regia essenziale di Andrea De Rosa, la direzione analitica di Daniel Cohen e un cast di grande compattezza espressiva hanno restituito la visione pacifista del compositore”. 

Il Premio Speciale va ai Tre atti unici di Gino Negri (Vieni qui Carla, Giorno di nozze, Tè alle tre) al Teatro Sperimentale di Spoleto “per l’originale e coraggiosa scelta di proporre i tre atti unici di Negri al Teatro Caio Melisso, valorizzandoli attraverso la direzione di Marco Angius e la regia ironica, elegante e allusiva di Pier Luigi Pizzi, alla guida di un cast giovane e promettente.

Il Premio “Piero Farulli” per il miglior giovane ensemble va al Trio Kobalt (Irenè Fiorito violino, Lorenzo Guida violoncello, Riccardo Ronda pianoforte), che sarà presente alla cerimonia. Il Premio “Filippo Siebaneck”, destinato a iniziative di particolare significato nell’ambito della socialità musicale, va a Opera White del Teatro Sociale di Como, progetto operistico destinato agli ospiti delle RSA in Lombardia: “Falstaff di Verdi è stato proposto, eseguito da un gruppo di giovani cantanti e confezionato secondo una drammaturgia che permetteva il coinvolgimento vocale ed emotivo degli anziani spettatori, rivitalizzati nel piacere dell’ascolto teatrale e insieme stimolati nel recupero delle capacità mnemoniche e di apprendimento”.

Molti dei vincitori saranno presenti alla premiazione: da Cecilia Ligorio a Gary McCann, da Giada Masi a Luca Salsi e Vida Miknevičiūtė, Walter Testolin e l’Ensemble De Labyrintho, Alex Paxton, Silvia Colasanti (direttrice artistica del Festival della Valle d’Itria), Marco Angius, Pier Luigi Pizzi e il direttore artistico del Lirico Sperimentale di Spoleto Enrico Girardi.

L’Ensemble degli Intrigati e Andrea Molino, oltre ad essere presenti alla cerimonia, eseguiranno Dadd’s Faires di Alex Paxton, mentre il Trio Kabalt eseguirà un movimento dal secondo Trio di Johannes Brahms.

La commissione della 45ª edizione del Premio della critica musicale “Franco Abbiati” è stata composta dal direttivo dell’Associazione Nazionale dei Critici Musicali (il presidente Andrea Estero, Alessandro Cammarano, Carlo Fiore, Gianluigi Mattietti, Carla Moreni, Roberta Pedrotti, Alessandro Rigolli) e da sette critici eletti dagli iscritti fra i soci dell’ANCM (Attilio Cantore, Sandro Cappelletto, Susanna Franchi, Giancarlo Landini, Gregorio Moppi, Lorenzo Tozzi, Gaia Varon) che, tenendo conto anche delle segnalazioni ricevute dai più di cento soci, ha decretato i vincitori, scegliendo tra produzioni, concerti e iniziative svoltesi nei teatri e nelle sale da concerto italiane nell’arco del 2025.

Elenco dei vincitori:

Spettacolo 
Der junge Lord di Hans Werner Henze 
(direttore Markus Stenz, regia Daniele Menghini; Firenze, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino) 

Direttore 
Alexander Soddy 
(Siegfried Die Walküre, Teatro alla Scala di Milano; Salome Macbeth, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino) 

Regia 
Cecilia Ligorio 
(Mitridate Eupatore, Teatro Massimo di Palermo; Il re pastore, Teatro dell’Opera di Roma) 

Scene
Gary McCann 
(Hamlet, Teatro Regio di Torino; Die Liebe der Danae, Teatro Carlo Felice di Genova) 

Costumi 
Giada Masi 
(Hamlet, Teatro Regio di Torino) 

Novità per l’Italia 
Alex Paxton 
Spit Crystal Yeast-rack, dripping 
(Padova, Scatola Sonora) 

Solista 
Alexandre Kantorow 

Ensemble 
De Labyrintho 

Cantanti 
Vida Miknevičiūtė (Die Walküre, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Roma) 
Luca Salsi (Macbeth, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino; Rigoletto, Teatro la Fenice di Venezia e altro) 

Premio “Piero Farulli” 
Trio Kobalt 
(Irenè Fiorito violino; Lorenzo Guida violoncello; Riccardo Ronda pianoforte) 

Iniziativa musicale  
Prima esecuzione italiana di Owen Wingrave di Benjamin Britten 
(Festival della Valle d’Itria di Martina Franca) 

Premio speciale 
Tre atti unici di Gino Negri
(Spoleto, Teatro Sperimentale) 

Premio “Filippo Siebaneck” 
Opera White (Teatro Sociale di Como) 

L’Associazione nazionale critici musicali è nata nel 1986, tra i musicologi e i professionisti dell’informazione musicale che dal 1980 si raccoglievano in libera assemblea per il Premio della critica musicale “Franco Abbiati”. L’Associazione, autofinanziata con le quote annuali dei soci, conta oggi circa cento iscritti: alla presidenza si sono avvicendati Duilio Courir (dal 1987 al 1993), Leonardo Pinzauti (dal 1993 al 1996), Angelo Foletto (dal 1996 al 2023) e Andrea Estero (in carica dal 2023). Testimone militante e critica della vita musicale italiana, attiva con Lettere aperte, convegni e prese di posizione ‘politiche’, ma senza avere scopi sindacali o corporativi, l’Associazione nazionale critici musicali esprime un suo motivato e riassuntivo giudizio attraverso l’assegnazione del Premio della critica musicale “Franco Abbiati”. Il Premio, che non prevede attribuzioni in denaro, ha cadenza annuale (I edizione, stagione 1980-81). Accanto alle segnalazioni di merito assoluto – migliore spettacolo, migliori artisti della stagione: in tutti gli ambiti: dall’opera al concerto, dagli enti lirici ai festival, dalla musica eseguita a quella prodotta sotto diverse forme – il Premio Abbiati ha svolto un ruolo attivo nella segnalazione di giovani talenti e di iniziative artistiche o didattiche di particolare significato nazionale. Nel 2001 è stato istituito il “Premio Abbiati per scuola” nato in collaborazione con il Comitato Musica Cultura 2000 di Fiesole, patrocinato dalla Siem e con l’adesione di Scuola Musica Festival e Aslico/Opera Domani…, destinato a segnalare particolari iniziative didattico-educativa della scuola dell’obbligo. 

Premio della critica musicale “Franco Abbiati” 
È stato istituito nel 1981, col patrocinio dell’amministrazione comunale di Bergamo e per l’appassionata volontà progettuale di Filippo Siebaneck allora presidente dell’Azienda Autonoma di Turismo, come momento di riflessione e di analisi sulla vita musicale italiana. Intitolato al bergamasco Franco Abbiati per quarant’anni titolare della rubrica musicale del Corriere della sera, il Premio della critica musicale “Franco Abbiati” è un riconoscimento attribuito ai protagonisti delle singole annualità artistiche. Numerosi i pluripremiati nell’albo d’oro: oltre ai teatri, i direttori Claudio Abbado, Semyon Bychkov, Riccardo Muti, Zubin Mehta, Daniele Gatti, i registi Luca Ronconi e Graham Vick, i registi-scenografi Pier Luigi Pizzi e Hugo De Ana, i pianisti Radu Lupu e Maurizio Pollini, i cantanti Anna Caterina Antonacci e Samuel Ramey, gruppi cameristici e compositori per la “novità italiana assoluta”. Le scelte rigorose e indipendenti della giuria hanno guadagnato al Premio Abbiati crescente credibilità. Accanto alle segnalazioni di merito assoluto il Premio ha svolto un ruolo attivo nella segnalazione di giovani talenti e di iniziative di particolare significato politico-culturale. Così i critici italiani hanno sottolineato, e talvolta svelato, il ruolo di piccole realtà locali, autentica ricchezza della vita musicale italiana, e si sono impegnati a segnalare il lavoro spesso isolato e silenzioso di personaggi non riconosciuti. Dando voce a operatori artistici, didatti, editori, maestri (non solo di musica), fatti e manifestazioni che pur non avendo ruoli istituzionali hanno saputo indirizzare in senso autenticamente culturale la vita musicale del nostro paese. Nel 2000, a seguito della scomparsa di Filippo Siebaneck, è stato istituito il Premio Siebaneck destinato a iniziative di particolare significato nell’ambito della didattica musicale e/o dell’avviamento professionale dei giovani. Nel 2001, col sostegno del Comune di Fiesole e del Comitato Musica Cultura, il patrocinio della Siem (Società Italiana Educazione Musicale), l’adesione di Scuola Musica Festival e Aslico/Opera domani…, è nato il Premio Abbiati “per la scuola”, a segnalare i migliori progetti didattico-educativo realizzati nella scuola dell’obbligo. Dal 2007 il Premio Abbiati gode del patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, e dal 2008 dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. 
 

Sabato 18 aprile : “Il piccolo principe” di Pierangelo Valtinoni al Malibran.

Dopo le prime tre recite riservate alle scuole, Il piccolo principe di Pierangelo Valtinoni apre al ‘grande’ pubblico: la replica di sabato 18 aprile ore 15.30, al Teatro Malibran, è infatti rivolta a giovani, adulti, famiglie e a tutti gli appassionati. Nata nel 2022 su commissione del Teatro alla Scala di Milano, l’opera per ragazzi su libretto di Paolo Madron, ispirata al celebre racconto di Antoine de Saint-Exupéry, sarà proposta in un nuovo allestimento con la regia di Emanuele Gamba, le scene di Bruno Antonetti, i costumi di Carlos Tieppo e il light design di Andrea Benetello.

La direzione musicale sarà affidata a Luisa Russo, che guiderà solisti e Orchestra del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, e i Piccoli Cantori Veneziani istruiti da Diana D’Alessio. La realizzazione musicale sarà a cura di OperaStudio del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia nell’ambito di una collaudata collaborazione della Fenice con il prestigioso istituto di formazione musicale.

Lo spettacolo è un appuntamento della programmazione Education della Fondazione Teatro La Fenice dedicata al pubblico delle scuole, dei giovani e delle famiglie e va in scena, fuori abbonamento, nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2025-2026.

          Il sodalizio artistico tra il compositore Pierangelo Valtinoni e il librettista Paolo Madron negli ultimi venti anni ha dato vita a creazioni premiate dal riconoscimento del pubblico di tutto il mondo: a iniziare da Pinocchio per arrivare a La regina delle nevi, Il mago di Oz, Alice nel paese delle meraviglie. Nel Piccolo principe, il racconto di Antoine de Saint-Exupéry, divenuto un classico della letteratura per ragazzi, diventa ‘opera musicale’, in cui storie di amicizia e di amore si intrecciano in un viaggio educativo e sentimentale alla ricerca e alla scoperta del senso della vita.

          La poetica vicenda narra di un aviatore costretto a un atterraggio di emergenza – val la pena ricordare che lo stesso Saint-Exupéry era un aviatore, tragicamente abbattuto davanti alla costa marsigliese durante la seconda guerra mondiale – che inizia un dialogo con il misterioso, piccolo abitante del lontano asteroide B 612, sul quale vive in compagnia di tre vulcani e di una rosa cui dedica tutte le sue attenzioni. La loro ‘amicizia’ spazierà tra diversi pianeti raccontando un universo pieno di sorprese e di verità, attraverso incontri con personaggi stravaganti e bizzarri animali.          

          Il linguaggio musicale di Valtinoni riesce nella difficile impresa di coniugare il rigore della forma all’efficacia comunicativa del risultato, accettando il sistema tonale ma trattandolo con libertà nella convinzione che anche – o soprattutto – la nuova musica debba farsi accettare dal pubblico. Non mancano influenze da ambiti musicali non classici, come il pop, il rock o il jazz per arricchire un racconto di formazione che ripercorre i diversi passaggi della crescita senza censurare nemmeno i temi più complicati, specie per un pubblico di bambini, come il distacco e la morte.

          Il cast vedrà impegnati in alternanza, nel ruolo del titolo, Nao Takeuchi e Anna Basso; nel ruolo del pilota, Yang Chen e Zixuan Wang; la volpe e il passante saranno interpretati da Xinyi Wang e Sicong Zhao; il re, il serpente e un passante da Louis Lesecq e Mingxun Chang; la madre e la vanitosa da Alessia Camarin ed Eugenia Siliberto; il padre e l’uomo d’affari da Fan Wu e Zhengxian Li; la rosa e l’eco da Iara Ferrari e Yuxuan Song. Il pilota bambino sarà Pietro Gallo. 

Atmosfere esotiche e musica trascinante: La Bajadera in scena al Teatro Nuovo Giovanni da Udine domenica 19 aprile

Il capolavoro del compositore ungherese Emmerich Kálmán fa parte della stagione di Opera, Operetta e Danza 2025/26

Un’operetta frizzante e divertente, proposta nel nuovo allestimento di Arte Scenica, con la regia di Alessandro Brachetti e la direzione di Stefano Giaroli

Brillante, divertente, con le splendide musiche del compositore ungherese Emmerich Kálmán, considerato l’ultimo grande maestro del genere operettistico, La Bajadera sarà di scena al Teatro Nuovo Giovanni da Udine domenica 19 aprile alle ore 18.00. Lo spettacolo, che fa parte della 29ma Stagione di Opera, Operetta e Danza firmata dalla direttrice artistica Fiorenza Cedolins e realizzata anche grazie al sostegno di Fondazione Friuli, è proposto nel nuovo allestimento di Arte Scenica.

Al suo debutto a Vienna nel 1921, La Bajadera fece letteralmente impazzire il pubblico e godette subito di un successo enorme. Complici senza dubbio le atmosfere esotiche ma, soprattutto, la presenza di nuovi motivi musicali che avevano in gran parte sostituito il valzer e che apparvero, fin dalla prima esibizione, destinati a sicura popolarità. La facile vena compositiva che anima i cori, le romanze e i motivi danzanti, i duetti comici piacevolissimi, coloriti, ricchi di originalità e vivacità catturarono subito il pubblico e ancor oggi affascinano gli ascoltatori di quest’operetta elegante, sostenuta da una ricca strumentazione con finali pieni di grandiosità.

La vicenda, nata dalla fantasia dei librettisti Julius Brammer e Alfred Grünwald, è ambientata a Parigi e vede protagonista il principe indiano Radjani di Lahore. Il giovane è alla ricerca di una moglie da sposare entro lo scadere del suo trentesimo anno d’età: solo così potrà mantenere il diritto al trono. Tutto sembra vano finché Radjani non s’imbatte nella diva Odette Darimonde: per conquistare la riottosa soubrette, il principe decide di ricorrere al suo rubino magico, la Rosa di Jaipur, grazie al quale la cantante dichiara di essersi innamorata perdutamente di lui…

Fra i solisti spiccano Renata Campanella (Odette Darimonde), Antonio Colamorea (Principe Radjani di Lahore) e Alessandro Brachetti (Napoleone Garibaldi). Orchestra Sinfonica delle Terre Verdiane e Coro Novecento diretti da Stefano Giaroli, Corpo di Ballo Novecento, coreografie di Salvatore Loritto. Firma la regia Alessandro Brachetti, le scene e i costumi sono di Artemio Cabassi.

Emmerich Kálmán (anche Imre Kálmán) è con Franz Lehár il più noto rappresentante dell’operetta viennese ed è considerato l’ultimo grande maestro del genere. Alla base del suo successo è il valzer viennese fuso con le csárdás ungheresi; le operette La principessa della Czarda, La contessa Maritza e La principessa del circo sono ancora oggi i fondamentali di questo specifico repertorio. Nato da famiglia ebrea nel 1882 a Siófok, sulla sponda Sud del lago Balaton, Kálmán mostra sin da giovanissimo uno spiccato interesse per la musica; aspira a diventare un pianista da concerto ma una forma di artrite precoce lo costringe a dedicarsi alla composizione. Studia al Ginnasio di Budapest, poi all’Accademia reale nazionale ungherese di musica, assieme a Béla Bartók e Zoltán Kodály. Il suo straordinario talento appare già dalle prime composizioni: nel 1904, a Budapest, presenta con successo Saturnalia, uno scherzo per orchestra cui seguono il poema sinfonico Endre e Johanna e, nel 1906, la commedia musicale a sfondo patriottico L’eredità di Pereszlényi. Nel frattempo, sotto pseudonimo, scrive canzoni per il primo cabaret sorto a Budapest. La popolarità raggiunta dalle sue composizioni lo stimola a concentrare la sua attività nella scrittura di operette: dopo il successo ottenuto con Manovre d’autunno, rappresentata a Budapest il 22 febbraio 1908, si trasferisce a Vienna dove inizia a comporre operette in lingua tedesca per le locali compagnie teatrali. Il trionfo arriva nel 1915 con La principessa della Czarda, eseguita migliaia di volte nei principali teatri musicali di tutto il mondo, e con La Bajadera (1921) rappresentata con enorme successo a Vienna e a New York. Nel 1936 la prima rappresentazione dell’Imperatrice Giuseppina ha luogo a Zurigo e non a Vienna a causa delle crescenti tensioni politiche. Con l’occupazione nazista dell’Austria, Kálmán si rifugia a Parigi e nel 1940 si trasferisce negli Stati Uniti. Tornato nella capitale francese nel 1949, viene insignito della Legion d’Onore. Muore nel 1953 e il suo ultimo lavoro, Arizona Lady, è completato dal figlio Charles nel 1954.

Info e biglietteria

La biglietteria del Teatro in via Trento 4 a Udine è aperta dal martedì al sabato (escluso festivi) dalle 16.00 alle 19.00 e a partire da 90 minuti prima di ogni spettacolo e concerto.

Infopoint di via Rialto 2/ a Udine aperto dal martedì al sabato (escluso festivi) dalle 15.30 alle 18.30.

Per informazioni: tel. 0432 248418 (dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00). biglietteria@teatroudine.it  www.teatroudine.it

TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE
via Trento, 4 – 33100 Udine

domenica 19 aprile 2026 – ore 18.00

LA BAJADERA

Odette Darimonde Renata Campanella
Principe Radjani di Lahore Antonio Colamorea
Napoleone Garibaldi Alessandro Brachetti
Galina Anastasia Pachankova Silvia Felisetti

Luigi Filippo La Tourette Fulvio Massa

Dewa, aiutante del Principe Francesco Mei

Madame Trebisonde Elena Rapita

Corpo di Ballo Novecento

coreografie Salvatore Loritto

Coro Novecento

Orchestra Sinfonica delle Terre Verdiane

direttore Stefano Giaroli

coordinamento musicale Antonio Braidi

scene e costumi Artemio Cabassi

realizzati da Arte Scenica Reggio Emilia

luci Marco Ogliosi

regia Alessandro Brachetti

produzione Arte Scenica

Il 19 aprile viaggio nel grande Romanticismo, il Salotto musicale di Nevile Reid prosegue con il Quartetto Ghedin

Dopo il successo del concerto inaugurale, prosegue la terza edizione del Salotto musicale di Nevile Reid, rassegna promossa dalla Fondazione Ravello che sta animando la primavera della Città della musica.

Domenica 19 aprile alle ore 12, nell’Auditorium di Villa Rufolo, sarà protagonista il Quartetto Cino Ghedin, giovane e promettente formazione cameristica composta da Laura Licinio al pianoforte, Filippo Bogdanovic al violino, Myriam Traverso alla viola e Mattia Geracitano al violoncello.

Il concerto propone un intenso percorso nel cuore del Romanticismo tedesco con due capolavori del repertorio cameristico: il Quartetto per pianoforte in mi bemolle maggiore op. 47 di Robert Schumann, pagina luminosa e ricca di slancio espressivo, e il Quartetto per pianoforte n. 3 in do minore op. 60 di Johannes Brahms, opera di grande profondità emotiva e complessità strutturale, tra le più significative della maturità del compositore.

Il Quartetto Cino Ghedin, costituitosi nel 2024 presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, si è già distinto per qualità interpretativa e rapidità di affermazione. Attualmente impegnato nel corso di alto perfezionamento di Musica da Camera con il Maestro Ivan Rabaglia, il gruppo prosegue parallelamente la propria formazione con il Maestro Bruno Giuranna presso l’Accademia Stauffer di Cremona, collaborando anche con musicisti di primo piano come Enrico Pace.

Nonostante la recente formazione, il quartetto ha già avviato un’intensa attività concertistica in importanti contesti italiani e ha ottenuto riconoscimenti in prestigiosi concorsi nazionali e internazionali, tra cui il primo premio assoluto al “Fanny Mendelssohn International Competition”.

Con questo appuntamento, il Salotto musicale di Nevile Reid conferma la propria attenzione ai giovani talenti e alla grande tradizione cameristica, offrendo al pubblico un nuovo momento di alta qualità artistica nella cornice unica di Villa Rufolo.

L’accesso ai concerti è gratuito per il pubblico residente e previo pagamento del solo biglietto d’ingresso a Villa Rufolo per i non residenti.

www.villarufolo.it; prenotazioni@villarufolo.it; tel. 089 857621