Sold out per Aida in forma di concerto al Teatro di San Carlo

Unica data domenica 6 settembre

Sul podio Riccardo Frizza, nel cast vocale

Anna Netrebko, Jonas Kaufmann e Luca Salsi

È “Aida” di Giuseppe Verdi a segnare la ripresa della programmazione al Teatro di San Carlo dopo la pausa estiva: sold out l’unica data, domenica 6 settembre (ore 19:00), per il prossimo titolo della Stagione d’Opera 2025/26, che verrà proposto in forma di concerto.

La direzione è affidata a Riccardo Frizza, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Lirico di Napoli, quest’ultimo preparato da Fabrizio Cassi.

Tornano al Teatro di San Carlo Anna Netrebko, Jonas Kaufmann e Luca Salsi, rispettivamente Aida, Radamès e Amonasro. Al loro fianco, Elizabeth DeShong è Amneris, Alexander Köpeczi interpreta Ramfis e Andrea Pellegrini il Re d’Egitto.

A completare il cast sono due giovani promesse della lirica, che si sono formate all’Accademia del Teatro di San Carlo, già avviate verso una importante carriera da solista: Sun Tianxuefei (Un Messaggero) e Désirée Giove (Una Sacerdotessa).

È una storia lunga oltre 150 anni quella che lega “Aida” al Teatro di San Carlo, con più di cinquanta riprese. La prima rappresentazione napoletana risale al 30 marzo 1873, poco più di un anno dopo il debutto assoluto all’Opera del Cairo. È, inoltre, l’opera che nel 1952 ha segnato l’inaugurazione dell’Arena Flegrea. Il titolo ha visto alternarsi alcuni dei nomi più celebri della lirica, da Maria Callas e Renata Tebaldi ad Anita Cerquetti, Antonietta Stella, Elena Suliotis e Leyla Gencer, fino a grandi interpreti maschili come Franco Corelli, Carlo Bergonzi, Cesare Siepi e Boris Christoff.

Stagione 25/26

6 settembre 2026


Aida

Opera in quattro atti

Libretto di Antonio Ghislanzoni

Musica di Giuseppe Verdi

Direttore | Riccardo Frizza

Interpreti

Aida | Anna Netrebko

Radamès | Jonas Kaufmann

Amneris | Elizabeth DeShong

Amonasro | Luca Salsi

Ramfis | Alexander Köpeczi

Il Re d’Egitto | Andrea Pellegrini

Un Messaggero | Sun Tianxuefei #

Una Sacerdotessa | Désirée Giove #

Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo

Maestro del Coro | Fabrizio Cassi

Produzione Teatro di San Carlo

Esecuzione in forma di concerto

# Ex-allievo Accademia del Teatro di San Carlo

Teatro di San Carlo | CREMISI

domenica 6 settembre 2026, ore 19:00 –  F.A. – CREMISI – XI

Opera in italiano con sovratitoli in italiano e inglese

Durata: 3 ore e circa, con intervallo

DAL 3 AL 5 SETTEMBRE, TURANDOT, AIDA E LA TRAVIATA:ARENA QUASI SOLD-OUT PER TRE SERE D’OPERA

Penultimo fine settimana dell’Opera Festival in Arena con spettacoli di Zeffirelli e Curran:

giovedì 3 settembre in scena Turandot con Pirozzi, Eyvazov, Agresta, Pertusi diretti da Battistoni;

venerdì 4 Aida con Siri, Lardizzone, Margaine, Park, Lim diretti da Ommassini;

sabato 5 La Traviata inaugurale del 2026 con Feola, Barbera, Salsi diretti da Ciampa.

Giovedì 3 settembre, alle 18, incontro sui 100 anni di Turandot alla libreria Feltrinelli di Verona

TURANDOT giovedì 3 settembre ore 21

AIDA ed. Zeffirelli venerdì 4 settembre ore 21

LA TRAVIATA sabato 5 settembre ore 21

Tre opere diverse in tre giorni, già vicine al sold-out, per il penultimo fine settimana dell’Opera Festival 2026. Dal 3 al 5 settembre, in Arena gli allestimenti classici firmati da Zeffirelli, Turandot e Aida, e la nuova Traviata secondo Curran in collaborazione con il Moulin Rouge. Con i complessi artistici e tecnici di Fondazione Arena, ogni sera in scena grandi artisti internazionali, tra cui Maria Josè Siri, che venerdì 4 settembre celebrerà il traguardo unico delle 200 recite nei panni di Aida.

Giovedì 3 settembre, alle 18, incontro straordinario aperto a tutti alla libreria Feltrinelli di via Quattro Spade (Verona): 100 anni di Turandot, la fiaba nata a Verona. Si parlerà dell’ultima opera di Puccini a un secolo dalla prima assoluta, delle sue fonti, di musica e libretto, di autori, primi interpreti e di storiche esecuzioni all’Arena di Verona, con il Sovrintendente Cecilia Gasdia, il direttore d’orchestra Andrea Battistoni – che dirigerà l’opera in serata – e il musicologo Davide Annachini, con testimonianze e ascolti. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Turandot, giovedì 3 settembre, ore 21. Un secolo fa andava in scena l’ultima opera di Puccini, Turandot, sfida grandiosa rimasta incompiuta alla morte del compositore ma completata dalle cure di Ricordi, Alfano e Toscanini. Torna in Arena nello spettacolo da fiaba con regia e scene di Franco Zeffirelli, costumi della premio Oscar Emi Wada, luci di Paolo Mazzon, movimenti coreografici di Maria Grazia Garofoli. Nei panni della principessa di gelo, torna la titolare Anna Pirozzi, affiancata dal tenore Yusif Eyvazov, il principe ignoto che la sfida, con l’aiuto della dolce Liù, interpretata da Maria Agresta al suo debutto stagionale, e del padre Timur interpretato da Michele Pertursi. A completare il cast Carlo Bosi, Gëzim Myshketa, Matteo Macchioni, Saverio Fiore e Ankhbayar Enkhbold e centinaia tra artisti del coro, mimi, figuranti, corifee e voci bianche areniane. Sul podio, alla guida dell’Orchestra di Fondazione Arena a pieni ranghi, per quest’ultima data del 2026, il maestro veronese dalla carriera internazionale, Andrea Battistoni. Ultima recita venerdì 11 settembre.

Aida, venerdì 4 settembre, ore 21. Duecento volte Aida, in tutto il mondo ma soprattutto all’Arena di Verona. Record e traguardo personale per il soprano Maria José Siri, che festeggia la recita numero 200 nei panni della principessa etiope proprio sull’immenso palcoscenico sotto le stelle dell’Anfiteatro veronese. Accanto a lei, Paolo Lardizzone sarà Radames, Clémentine Margaine la principessa Amneris, Youngjun Park Amonasro -re etiope e padre di Aida-, Simon Lim il gran sacerdote Ramfis. Completano il cast Mariano Buccino, Francesca Maionchi e Riccardo Rados – rispettivamente come re, sacerdotessa e messaggero. Orchestra e Coro di Fondazione Arena sono diretti da Francesco Ommassini. Il capolavoro verdiano, opera regina dell’Arena, torna in scena nell’ormai classico allestimento di Franco Zeffirelli. Atmosfera aurea, una grande piramide che crea diversi ambienti, pietre multicolori e tessuti preziosi in un avvincente Antico Egitto con centinaia tra mimi, comparse e Ballo areniano nelle coreografie di Vladimir Vasiliev, con Giorgia Ricciardi e i primi ballerini del Teatro alla Scala Virna Toppi e Nicola Del Freo. Ultima replica giovedì 10 settembre.

La Traviata, sabato 5 settembre, ore 21. L’opera di Verdi più amata e rappresentata al mondo torna protagonista in Arena nella produzione inaugurale del Festival 2026 tra splendori, contrasti ed eccessi della Belle époque parigina. Lo spettacolo, realizzato con la collaborazione del Moulin Rouge di Parigi, ha la regia di Paul Curran, scene di Juan Guillermo Nova, i costumi di Stefano Ciammitti, le coreografie di Kyle Lang, le luci di Fabio Barettin. Violetta è il soprano Rosa Feola, l’amato Alfredo il tenore René Barbera, e Germont padre il baritono Luca Salsi, tutti e tre all’ultima presenza in Arena di quest’edizione. Con loro Anna Werle, Francesca Maionchi, Carlo Bosi, Nicolò Ceriani, Jan Antem, Gabriele Sagona, Andrea Vincenti e Carlo Bombieri, in scena col Coro areniano preparato dal Maestro Roberto Gabbiani. Sul podio, il direttore Francesco Ivan Ciampa. Sabato 12 settembre ultima replica e serata conclusiva del 103° Festival.

Sabato 5 settembre sul Belvedere di Villa Rufolo due protagonisti della scena internazionale per un programma interamente dedicato a Robert Schumann

Si chiude con Simon Rattle, Isabelle Faust e la Freiburger Barockorchester la 74ª edizione del Ravello Festival. Sabato 5 settembre alle ore 19.30, sul Belvedere di Villa Rufolo, uno dei più autorevoli direttori della scena internazionale guiderà una delle formazioni di riferimento nell’esecuzione storicamente informata in un programma dedicato a Robert Schumann: il Concerto per violino e orchestra in Re minore WoO 1, con Isabelle Faust solista, e la Sinfonia n. 2 in Do maggiore op. 61.

Prima del concerto, alle ore 18 a Villa Rufolo, il musicologo e critico musicale Carlo Fiore terrà l’ultima introduzione all’ascolto dell’edizione 2026, accompagnando il pubblico nella lettura delle due pagine schumanniane e delle vicende, anche molto complesse, che ne hanno condizionato la ricezione. L’incontro conclude il ciclo di approfondimenti che durante l’estate ha affiancato numerosi appuntamenti del Festival, offrendo strumenti per entrare nei programmi e nei rispettivi contesti storici e musicali.

Il concerto finale propone infatti uno Schumann da osservare oltre alcuni dei luoghi comuni che ne hanno a lungo accompagnato la fortuna critica. Pochi compositori romantici sono stati letti così insistentemente attraverso la propria biografia e, in particolare, alla luce della malattia e degli ultimi anni trascorsi nel sanatorio di Endenich. Il programma di Ravello invita invece a tornare alle partiture, mettendo al centro la costruzione musicale e il rapporto tra voce individuale, massa orchestrale, contrappunto e memoria. Emblematica la storia del Concerto per violino, composto nel 1853 per il giovane Joseph Joachim. Il violinista non lo eseguì mai in pubblico e il suo giudizio contribuì a escludere il lavoro dall’edizione completa delle opere di Schumann. Joachim dispose inoltre che non venisse pubblicato prima di cento anni dalla morte del compositore. La prima esecuzione arrivò infine a Berlino nel 1937 in un contesto segnato anche dalla propaganda del regime nazista, che tentò di utilizzare il Concerto come alternativa “ariana” a quello di Mendelssohn. Liberata da queste stratificazioni, la partitura rivela una concezione del rapporto fra solista e orchestra assai particolare. Il violino non domina semplicemente la massa strumentale, ma tenta continuamente di emergere da essa e vi ritorna, mantenendo la propria individualità dentro una trama che tende ad assorbirlo. A restituire questa complessità sarà Isabelle Faust, interprete particolarmente attenta al rapporto tra repertorio e differenti prassi esecutive. Vincitrice del Premio Paganini nel 1993 e del Premio Abbiati nel 2012, Faust ha collaborato, tra gli altri, con Claudio Abbado, Daniel Harding e Giovanni Antonini e affronta un repertorio che dal Barocco arriva alla musica contemporanea.

La seconda parte della serata sarà dedicata alla Sinfonia n. 2 in Do maggiore op. 61, concepita nel 1845 e completata l’anno seguente. Ad aprirla è la celebre fanfara degli ottoni che percorre la partitura quasi come un segnale resistente alle tensioni che ne accompagnarono la nascita. Al centro della scrittura schumanniana c’è soprattutto il lavoro sul materiale musicale: imitazioni e procedimenti contrappuntistici, alimentati dallo studio appassionato di Bach, convivono con l’addensamento e la tensione tipicamente romantici. Lo Scherzo, di straordinaria difficoltà tecnica, spinge l’orchestra verso una mobilità estrema; l’Adagio espressivo riporta invece al mondo più intimo del canto schumanniano. Nel finale compare una citazione esplicita da An die ferne Geliebte di Beethoven, lo stesso tema già utilizzato da Schumann nella Fantasia op. 17 e legato nella sua storia privata a Clara. La Seconda Sinfonia diventa così anche una riflessione sulla memoria musicale: Schumann appartiene infatti alla prima generazione di compositori per i quali Beethoven è già una tradizione con cui confrontarsi.

Particolarmente significativo, in questo repertorio, l’incontro con la Freiburger Barockorchester, formazione che ha fatto della ricerca sulle fonti e sulle prassi storiche uno dei propri tratti distintivi. Strumenti e modalità esecutive più vicini all’epoca di Schumann consentono infatti di alleggerire alcune stratificazioni della tradizione tardoromantica – grandi masse orchestrali, vibrato continuo, tempi monumentalizzati – riportando in primo piano articolazione, trasparenza e sovrapposizione delle linee.

Sul podio Simon Rattle, direttore principale della Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks e direttore emerito della London Symphony Orchestra. Dal 2002 al 2018 è stato direttore principale dei Berliner Philharmoniker; è inoltre Principal Artist dell’Orchestra of the Age of Enlightenment e dal 2024 direttore ospite principale della Filarmonica Ceca, titolare della Rafael Kubelík Chair. Nel 2025 ha ricevuto l’Ernst von Siemens Music Prize, uno dei massimi riconoscimenti internazionali in campo musicale.

A Villa Rufolo prosegue la mostra dedicata a William Kentridge, prorogata fino al 27 settembre. L’artista sarà a Ravello per questo weekend conclusivo. www.ravellofestival.com

Grande attesa per Yuja Wang e la Mahler Chamber Orchestra, diretta da Teddy Abrams, il 3 settembre, per la Stagione concertistica 2026

Giovedì 3 settembre alle 20 (turno A) è in programma, dopo la pausa estiva, il decimo, attesissimo, appuntamento della Stagione concertistica 2026 del Teatro Lirico di Cagliari: la Mahler Chamber Orchestra, prestigioso complesso cameristico nato nel 1997 grazie all’iniziativa di Claudio Abbado e che si è già esibita il 2 febbraio 2010 al Teatro Lirico di Cagliari in un indimenticabile concerto diretto da Daniel Harding, sarà guidata dal podio da Teddy Abrams, direttore, pianista, clarinettista e compositore americano che si esibisce per la prima volta a Cagliari. In qualità di eccellente solista, si presenta Yuja Wang, pianista internazionale dalla tecnica impeccabile e partner artistico della Mahler Chamber Orchestra, anche lei al suo atteso debutto a Cagliari. Durante l’esecuzione dell’ultimo brano in programma (Prokof’ev), Yuja Wang si esibisce nell’insolito doppio ruolo di direttrice e solista al pianoforte.

Il programma musicale prevede: Appalachian Spring di Aaron Copland; Concerto per pianoforte e orchestra op. 38 di Samuel Barber; Fanfare pour précéder La Péri di Paul Dukas; Mutations from Bach di Samuel Barber; Concerto n. 2 in sol minore per pianoforte e orchestra op. 16 di Sergej Prokof’ev.

Lo spettacolo ha una durata complessiva di 2 ore circa compreso l’intervallo.

I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.

Si possono acquistare i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione concertistica; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

Ai disabili (con disabilità al 100%) e ai loro eventuali accompagnatori, sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di biglietti, mentre ai giovani under 30 sono applicate riduzioni del 30%. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

Prezzi biglietti: platea € 50 (settore giallo), € 45 (settore rosso), € 40 (settore blu); I loggia € 45 (settore giallo), € 40 (settore rosso), € 35 (settore blu); II loggia (visibilità ridotta) € 20 (settore unico).

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, giovedì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio, unicamente per operazioni legate allo spettacolo stesso. È chiusa, invece, i giorni festivi e i lunedì successivi alle domeniche di spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@liricocagliari.it, www.liricocagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.liricocagliari.it.

Teddy Abrams Direttore

Vincitore di un Grammy Award, è direttore musicale della Louisville Orchestra, dove è stato la forza trainante dello straordinario rinnovamento artistico dell’ensemble e del suo impatto sociale innovativo. Ricopre anche il ruolo di direttore artistico ed esecutivo dell’Ojai Music Festival in California. È stato eletto “Direttore d’orchestra dell’anno 2022” da Musical America e il suo lavoro è stato presentato da CBS Sunday Morning, PBS NewsHour, NPR, The New Yorker, The Wall Street Journal e The New York Times, che lo definisce un “maestro del popolo” che “si è radicato nella sua comunità, rompendo gli schemi dei direttori d’orchestra moderni”. Oltre che a Louisville, Teddy Abrams ha diretto le orchestre sinfoniche di Boston, Chicago, San Francisco, Cincinnati, Houston, Indianapolis, Milwaukee, Vancouver e Phoenix, la Saint Paul Chamber Orchestra; le filarmoniche di Buffalo e Los Angeles, la NYO2 della Carnegie Hall di New York e le orchestre del Minnesota, della Florida e di Sarasota, tutte in Nord America, nonché le filarmoniche di Helsinki e del Lussemburgo e la Royal Scottish National Orchestra in Europa. Nella Stagione 2025-2026, Teddy Abrams è tornato a dirigere la Minnesota Orchestra e ha debuttato con Atlanta Symphony, Nashville Symphony, Orchestra del National Arts Centre di Ottawa, BBC Symphony Orchestra di Londra. Come osserva Musical America, “Teddy Abrams ha posto Louisville saldamente sulla mappa musicale”. Tra i suoi molteplici successi nel Kentucky figurano il Louisville Orchestra Creators Corps, un’iniziativa pionieristica che offre una residenza interamente finanziata a tre compositori, ai quali vengono forniti alloggio, stipendio, copertura sanitaria e spazi di lavoro dedicati, e il tour “In Harmony”, un progetto su larga scala, volto a rafforzare il senso di comunità e finanziato dal Commonwealth del Kentucky. Con esibizioni in ogni angolo degli Stati Uniti ed eventi speciali dedicati alla comunità, la tournée “In Harmony” ha visto la Louisville Orchestra collaborare con i vincitori del Grammy Award Michael Cleveland & Flamekeeper, la violinista Tessa Lark e il virtuoso del mandolino Chris Thile. Tra i momenti salienti figurano inoltre la prima esecuzione mondiale del Concerto per violino di Lisa Bielawa, una nuova commissione della Louisville Orchestra, un programma di musica ungherese con Yuja Wang, con il Concerto per pianoforte e orchestra di Ligeti, un concerto di gala con Itzhak Perlman, nuove commissioni musicali dalla quarta stagione del Creators Corps, la prosecuzione del tour “In Harmony”, ed esecuzioni della Nona Sinfonia di Mahler. Teddy Abrams è un compositore prolifico e pluripremiato, la cui musica abbraccia influenze provenienti da stili diversi. Ha scritto numerose opere per la Louisville Orchestra, tra cui Mammoth, eseguita per la prima volta con Yo-Yo Ma e Davóne Tines al Mammoth Cave National Park del Kentucky, Unified Field, un balletto presentato con il Louisville Ballet, una Fanfara dedicata all’allora principe Carlo, per omaggiare la visita del futuro re a Louisville, e un Concerto per pianoforte per Yuja Wang, che è stato registrato per “The American Project”, l’album della Deutsche Grammophon che è valso alla pianista e a Teddy Abrams stesso un Grammy Award. Tra le altre registrazioni di Teddy Abrams figura la sua interpretazione di Preludes, la sua raccolta di musiche per pianoforte ispirata al Mikrokosmos di Bartók, pubblicata dalla New Amsterdam Records nel 2025. Teddy Abrams sta attualmente lavorando a una rappresentazione orchestrale della storia e della cultura del Kentucky grazie alla borsa di studio concessa dall’Emerson Collective, che riconosce il suo contributo alla comunità locale attraverso la musica. Destinata all’esecuzione da parte della Louisville Orchestra, la nuova opera attinge alle sessioni comunitarie che Teddy Abrams organizza in tutto lo Stato, dedicate alla creazione musicale, alla narrazione e alla condivisione della storia locale con i concittadini del Kentucky. Teddy Abrams sta inoltre lavorando ad ALI, un nuovo musical di Broadway dedicato alla leggenda della boxe Muhammad Alì. Teddy Abrams ha iniziato a esplorare la vita e l’eredità di Muhammad Alì nel 2016, e, l’anno successivo, la Louisville Orchestra ha presentato in anteprima la sua opera rap, The Greatest: Muhammad Alì. Il cast comprendeva Rhiannon Giddens, Jubilant Sykes e l’attivista-musicista Jecorey Arthur, ora consigliere comunale di Louisville, con il quale Teddy Abrams ha in seguito fondato la Louisville Orchestra Rap School. L’opera rap è solo una delle collaborazioni audaci che Teddy Abrams ha avviato con personalità di spicco della scena locale di Louisville. Insieme alla Louisville Orchestra, Teddy Abrams si è esibito con Jack Harlow in una serie di concerti dedicati ai più grandi successi del rapper vincitore del Billboard Music Award. Insieme a Jim James, cantante e chitarrista dei My Morning Jacket, Teddy Abrams ha composto il ciclo di canzoni “The Order of Nature”, che hanno presentato in anteprima con la Louisville Orchestra, riproposto con la National Symphony Orchestra al Kennedy Center di Washington, e registrato per l’etichetta Decca Gold. Allo stesso modo, insieme alla cantautrice Storm Large, Teddy Abrams e la Louisville Orchestra hanno registrato “All In”, un omaggio alla musica americana di Cole Porter, Aaron Copland e degli stessi Teddy Abrams e Storm Large, anch’esso destinato alla pubblicazione per Decca Gold. Nel suo ruolo di “Artista in Residenza Harman/Eisner 2025-26” del Programma Artistico dell’Aspen Institute, Teddy Abrams ha messo la sua visione artistica al servizio di programmi politici, eventi e altro ancora ad Aspen, New York, Washington D.C. e altrove. Nell’estate 2023 ha concluso il suo mandato decennale come direttore musicale e direttore d’orchestra della Britt Festival Orchestra dell’Oregon. Oltre a dirigere il festival annuale di concerti della durata di tre settimane, Teddy Abrams ha guidato l’orchestra in una tournée nel Pacifico nord-occidentale con nuove composizioni, tra cui Brush – un’opera itinerante della vincitrice del Premio Pulitzer Caroline Shaw, scritta per le esibizioni all’aperto nell’estate 2021, lungo il sistema di sentieri Jacksonville Woodlands Trail – e Natural History di Michael Gordon. La prima esecuzione mondiale dell’opera di Michael Gordon, presentata in collaborazione con il National Park Service al Crater Lake National Park, è stata oggetto del documentario della PBS “Symphony for Nature”. In precedenza, Teddy Abrams ha ricoperto il ruolo di Assistente Direttore della Detroit Symphony (2012-2014), di Direttore Residente dell’Orchestra Sinfonica MAV in Ungheria (2011-2012) e di borsista di direzione d’orchestra e Assistente Direttore della New World Symphony di Miami (2008-2011).

Mahler Chamber Orchestra

Dalla sua fondazione nel 1997, la Mahler Chamber Orchestra (MCO) si è affermata come una delle principali orchestre da camera del mondo. Lavorando come un “collettivo globale”, la MCO è guidata dai suoi membri in collaborazione con l’ufficio di direzione che ha sede a Berlino. I musicisti, provenienti da circa 25 Paesi diversi, si uniscono per realizzare numerosi progetti. Il dialogo cameristico e l’atto unanime di ascolto danno forma al suono dell’Orchestra; è una filosofia ispirata dal mentore fondatore dell’Orchestra, Claudio Abbado, che la MCO chiama “Il suono dell’ascolto”. Nella Stagione 2024-2025, la Mahler Chamber Orchestra si è esibita con direttori d’orchestra del calibro di Antonello Manacorda, Riccardo Chailly, Leif Ove Andsnes, tra gli altri. La Mahler Chamber Orchestra è nota per le sue esibizioni senza direttore; i partner artistici Yuja Wang e Mitsuko Uchida, con i quali l’orchestra realizza diverse tournée ogni anno, spesso dirigono la Mahler Chamber Orchestra dal pianoforte. Nella Stagione 2025-2026, la Mahler Chamber Orchestra collabora con Maxim Emelyanychev, Gianandrea Noseda, Augustin Hadelich, Kian Soltani, Adam Fischer, Igor Levit, Yuja Wang, Joanna Mallwitz, Piotr Beczala, Hélène Grimaud, Vikingur Olafsson, Thomas Adès, Daniel Harding e Daniil Trifonov. La Mahler Chamber Orchestra mantiene “residenze” a Berlino e Lucerna; dal 2026 al 2028 succederà ai Berliner Philharmoniker nel Festival di Pasqua di Baden-Baden. Nel 2024, la Mahler Chamber Orchestra ha assunto il ruolo di Direttore Artistico della Musikwoche Hitzacker. La Mahler Chamber Orchestra esplora continuamente nuove iniziative musicali e sociali. Il suo programma “Feel the Music” introduce la musica alle persone sorde e ipoudenti, mentre la MCO Academy permette ai membri dell’orchestra di condividere la loro esperienza con la prossima generazione di musicisti. Inoltre, i concerti per le scuole favoriscono l’introspezione attraverso il potere della musica. La Mahler Chamber Orchestra ha inoltre co-sviluppato una serie di formati di concerti XR. Dal luglio 2024, alcuni dei brani di musica da camera prodotti in XR sono disponibili nell’app Mahler Chamber Orchestra per Apple Vision Pro.

Yuja Wang Pianoforte

Viene unanimemente apprezzata per l’abilità carismatica, il coinvolgimento emozionale e l’accattivante presenza scenica. Si è esibita insieme ai direttori d’orchestra, musicisti ed ensemble più stimati al mondo ed è nota non soltanto per il virtuosismo ma anche per le sue interpretazioni spontanee e vivaci. Lei stessa ha dichiarato al New York Times: “Sono fermamente convinta che ogni programma sia una storia a sé e, in quanto tale, debba rispecchiare il modo in cui mi sento in quel determinato momento”. Yuja Wang è nata a Pechino in una famiglia di musicisti. Dopo i primi studi di pianoforte in Cina, ha proseguito la sua formazione in Canada e al Curtis Institute of Music di Filadelfia con Gary Graffman. La svolta internazionale è arrivata nel 2007, quando ha sostituito Martha Argerich come solista con la Boston Symphony Orchestra. Due anni dopo Yuja Wang ha firmato un contratto di esclusiva discografica con l’etichetta “Deutsche Grammophon” e da allora si è affermata tra gli artisti più importanti del mondo, con una serie di esibizioni e registrazioni acclamate dalla critica. Proprio le sue registrazioni hanno ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui cinque candidature ai Grammy e la sua prima vittoria ai Grammy nella categoria “Miglior interpretazione solista strumentale classica” con l’album “The American Project”, pubblicato nel 2023. Per questo album ha vinto anche un premio Opus Klassik nella categoria “Concerto”. Tra i progetti recenti di Yuja Wang figurano una collaborazione con David Hockney alla Lightroom di Londra, diverse tournée con la Mahler Chamber Orchestra in Europa e Sud America, una tournée internazionale in duo con il pianista Vikingur Olafsson e la nomina ad “Artist in Residence” della New York Philharmonic Orchestra. La Stagione 2025-2026 ha visto Yuja Wang inaugurare le stagioni di molte importanti orchestre statunitensi, tra cui la San Francisco Symphony Orchestra e la Philadelphia Orchestra, oltre alla Carnegie Hall di New York, dove ha diretto il Concerto per pianoforte n. 1 di Čajkovskij. Tra le sue esibizioni orchestrali, un’importante tournée europea con l’Orchestra della Radio Svedese. Altre collaborazioni orchestrali di Yuja Wang in questa stagione includono esibizioni con la Royal Concertgebouw Orchestra, la New York Philharmonic, la Cleveland Orchestra e l’Orchestra Filarmonica di Rotterdam. La sua attività alla direzione è proseguita con tournée con la Mahler Chamber Orchestra in Spagna e negli Stati Uniti. Yuja Wang ha tenuto inoltre una tournée di recital in tutta l’Asia. Nel novembre 2025, il progetto “Playing with Fire: An immersive odyssey with Yuja Wang” è stato inaugurato alla Philharmonie di Parigi. Questa installazione multisensoriale e innovativa ha portato i visitatori dietro le quinte offrendo una prospettiva rara sulle emozioni e l’arte che stanno dietro alle esibizioni di Yuja Wang.