Teatro Massimo sempre più inclusivo e accessibile

Installate mappe tattili, modelli 3D, video e audio guide per persone non udenti e non vedenti

Una delegazione di rappresentanti dell’Istituto dei Sordi di Torino e di ricercatori dell’Università di Nitra in Slovacchia, ha visitato ieri il Teatro Massimo di Palermo, sperimentando in prima persona i nuovi ausili per le persone non vedenti e non udenti di cui si è dotato il Teatro. Si tratta di audio-guide in italiano e in inglese, con descrizioni dettagliate per non vedenti, di video-guide nella Lingua dei Segni italiana (LIS), American Sign Language (ASL) e International Sign (IS), con la descrizione dei percorsi di visita accessibili alle persone non udenti. Ma anche tre modelli 3D esplorabili al tatto con le riproduzioni tridimensionali dell’edificio e delle sale principali, e cinque mappe tattili con planimetria a rilievo e testo in Braille, con le informazioni sulle sale del Teatro. Sono stati ultimati così alcuni degli interventi previsti dal finanziamento che la Fondazione Teatro Massimo ha ottenuto nel 2022 partecipando all’avviso del Ministero della Cultura con risorse che attingono ai fondi del PNRR. Il finanziamento è mirato a rendere accessibili alle persone con disabilità i luoghi di cultura pubblici, secondo principi di non discriminazione e pari opportunità, rimuovendo le barriere fisiche, cognitive e sensoriali. Il piano di interventi ha consentito anche l’aggiornamento del sito web del Teatro Massimo secondo il livello di accessibilità W3C e la formazione del personale della Fondazione che ha appreso i fondamenti della Lingua dei Segni Italiana attraverso un corso LIS svolto in collaborazione con l’Istituto dei Sordi di Torino. A questi interventi si è aggiunta anche la dotazione di fasciatoi in due dei servizi riservati alle signore e l’acquisizione di una sedia a rotelle a disposizione dei visitatori del Teatro.

Per l’esecuzione del progetto, la Fondazione si è avvalsa della consulenza della società 2S Consulting S.r.l., degli ingegneri Fabrizio Hopps e Alessio Melis, in sinergia con il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Palermo, l’Istituto dei Ciechi di Palermo, la Stamperia Braille, la società SudTitles s.r.l. e l’Ente Nazionale Sordi di Palermo, che hanno fornito indicazioni indispensabili per superare il concetto di “barriera”.

“La Fondazione ha sfruttato al meglio gli investimenti del PNRR per rendere il Teatro Massimo sempre più ospitale – afferma il Sindaco di Palermo e Presidente della Fondazione Teatro Massimo Roberto Lagalla. Accorgimenti e nuove infrastrutture che servono a eliminare ostacoli e barriere e fanno diventare il teatro sempre più al passo coi tempi e accessibile ai soggetti con disabilità”. “Un teatro in cammino sempre più aperto a tutti, l’accessibilità è un valore fondamentale per il Teatro Massimo – sottolinea il Sovrintendente Marco Betta. Questi nuovi strumenti rappresentano un passo significativo per vivere con profondità l’esperienza unica della musica e del teatro”.

BEETHOVEN ALLA CONQUISTA DI PALAZZO MAFFEI CON MUSEI IN MUSICA

A Palazzo Maffei, domenica 2 marzo alle 11, otto professori dell’Orchestra di Fondazione Arena eseguono due gemme settecentesche di Beethoven prima di diventare il titano della musica romantica. Appuntamento già sold-out.

Stasera e domani, al Teatro Filarmonico, omaggio a Šostakovič con Dmitri Jurowski ed Ettore Pagano

Domenica 2 marzo, alle 11, torna Musei in Musica, la rassegna da camera di Fondazione Arena, con un nuovo appuntamento al teatrino di Palazzo Maffei Casa Museo, con la suggestiva vista su piazza Erbe e la ricchezza artistica della collezione Carlon. Il concerto (già sold out) vede protagonista Beethoven, con due brani dell’ultimo decennio del Settecento, quando l’autore non era ancora divenuto il titano della musica romantica ma stava cercando un linguaggio personale nel solco della tradizione più leggera e salottiera. A questa appartengono il Settimino op. 20 e la Serenata op. 25, oggi di rara esecuzione ma di grande successo all’epoca per la fama di Beethoven. Ad eseguire il programma sono chiamati otto prime parti di fiati e archi dell’Orchestra areniana. Prerogativa di Musei in Musica è l’abbinamento del concerto con la visita libera omaggio al museo un’ora prima dell’evento. La rassegna proseguirà nelle diverse sedi museali della città, tra cui il Museo degli Affreschi G.B. Cavalcaselle, alla tomba di Giulietta, e la Sala Maffeiana, grazie alla collaborazione con i Musei Civici del Comune di Verona e l’Accademia Filarmonica, con programmi che spaziano da Bach alla contemporaneità, tra grandi classici e prime esecuzioni. Ogni data è acquistabile con un biglietto singolo a 15 euro (ridotto under30 a 10 euro) sul sito www.arena.it e alla biglietteria dell’Arena. Solamente per i concerti che si tengono a Palazzo Maffei, biglietti in vendita anche la mattina stessa dell’evento, direttamente alla Casa Museo, in base alla disponibilità.

La stessa sera, tutta l’Orchestra sarà in trasferta straordinaria al Teatro Salieri di Legnago per il concerto sinfonico Šostakovič 50 a 50 anni dalla morte del grande compositore: l’ardito programma, diretto dal maestro Dmitri Jurowski, debutta al Teatro Filarmonico di Verona venerdì 28 febbraio alle 20 e replica sabato 1° marzo alle 17. Saranno due le prime esecuzioni per l’Orchestra di Fondazione Arena: l’ultima sinfonia di Šostakovič, la Quindicesima, summa artistica fra disillusione, sogno e ricordo, e il Secondo concerto per violoncello, dedicato al massimo virtuoso Rostropovič ed eseguito dall’enfant prodige Ettore Pagano, al debutto con i complessi artistici areniani. È ancora possibile acquistare biglietti singoli e carnet per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni concerto, alla Biglietteria del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo

Tel. 045 8002880

Al Giovanni da Udine è il momento dell’operetta: domenica 2 marzo di scena Il pipistrello

Appuntamento da non perdere per la domenica di Carnevale, con la presenza di oltre 50 artisti fra cantanti solisti, ballerini, coro e orchestra

Carnevale è tutto nel segno della grande operetta al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, dove domenica 2 marzo, con inizio alle 18.00, sarà di scena un capolavoro assoluto di questo genere sempre amatissimo: Il pipistrello, con le splendide musiche d Johann Strauss figlio di cui, nel 2025, si celebra il bicentenario della nascita.

Lo spettacolo, in una nuova produzione realizzata appositamente per il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, vedrà impegnati oltre una sessantina di artisti fra cantanti solisti, ballerini, professori d’orchestra e del coro, per una serata che si preannuncia di assoluto appeal, fra divertimento e ottima musica.

L’arrivo del Pipistrello al Giovanni da Udine sarà preceduto, sabato 1° marzo alle 17.30, da una conferenza di approfondimento dal titolo “Svolazzar d’ali, mantelli e chimono”. Accompagnato da Andrea Merli, regista, giornalista e autore radiofonico, il pubblico potrà scoprire la storia compositiva, la fortuna e qualche gustoso segreto sia dello spettacolo in scena il giorno seguente che di Cin ci là, secondo e ultimo titolo della Stagione dedicato all’Operetta. Saranno presenti all’incontro due ospiti speciali: il soprano Daniela Mazzuccato e il tenore Max René Cosotti, amatissimi dal pubblico per le loro interpretazioni dei capolavori dell’operetta.

“Quello con Il pipistrello è il primo appuntamento dedicato all’Operetta di questa Stagione – è il commento della Direttrice Artistica Opera, Operetta e Danza Fiorenza Cedolins -, un genere che ho sempre amato moltissimo per la sua capacità di fondere meravigliosamente leggerezza e magnifica musica, attirando un pubblico trasversale fin dalla sua nascita. Per questo Pipistrello abbiamo chiesto a uno dei più apprezzati produttori di spettacoli d’operetta in Italia di pensare a un allestimento particolarmente accurato, con la presenza di un ricco organico di professionisti e con scene e costumi di pregiata fattura, con l’obiettivo di recuperare tutto il fascino che questo genere musicale ha ottenuto nei secoli”.

La storia de Il pipistrello inizia a Vienna nel 1874 quando Johann Strauss, appassionatosi al libretto di Carl Haffner e Richard Genée tratto dalla commedia francese di grande successo Le Réveillon di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, decide di metterlo in musica – e che musica! – riuscendo nell’impresa in meno di un mese. La vicenda, com’è noto, si dipana tra salotti e feste in maschera, ambientazioni perfette per intrecci amorosi, travestimenti e fraintendimenti. Con i suoi splendidi valzer, le arie all’italiana, le polke e una trama che strizza l’occhio alla società del tempo e in cui il pubblico di Vienna poteva facilmente rispecchiarsi, Il pipistrello diventa in men che non si dica uno dei più amati esempi del genere operettistico. Mettendo in scena ambienti e personaggi contemporanei, Strauss violava una delle più solide convenzioni del costume musicale e il successo che ottenne nel tempo gli diede ragione. Dopo l’Austria, Il pipistrello fu applaudito in Germania, in Italia e in Inghilterra, diventando in breve tempo una delle operette più rappresentate al mondo.

Lo spettacolo, prodotto da Teatro Musica Novecento, vede in scena nei ruoli principali Alessandro Fantoni (Gabriel von Eisenstein), Alessandro Brachetti (Dr. Falke, detto il Pipistrello) Nadia Ponte (Rosalinde, sua moglie) e Lina Tsiklauri (Adele, cameriera di Rosalinde), Anna Malavasi (Principe Orlofsky). Orchestra Sinfonica delle Terre Verdiane e Coro dell’Opera di Parma sono diretti dalmaestro concertatore e direttore Stefano Giaroli. Scene e costumi Artemio Cabassi sonorealizzati da Arte Scenica Reggio Emilia, regia di Alessandro Brachetti.

Fondata nel 1995 a Reggio Emilia ad opera di un gruppo di cantanti e attori con una ricca esperienza in campo teatrale e operettistico, capeggiati – allora come oggi – dal pianista e direttore Stefano Giaroli, la Compagnia Teatro Musica Novecento è una delle più importanti compagnie d’operetta italiane. Non c’è capolavoro del genere che non sia stato inserito nel ricchissimo repertorio: La Vedova allegra, Al Cavallino Bianco, Cin Ci Là, Il Paese dei campanelli, La principessa della Czarda, La duchessa del Bal Tabarin, L’acqua cheta, Scugnizza, Boccaccio, Fiore d’Hawaii, La vie parisienne, La Danza delle Libellule, Orfeo all’Inferno. Teatro Musica Novecento è una delle pochissime compagnie d’Operetta in Italia che può vantare la presenza dell’orchestra dal vivo in ogni suo spettacolo, grazie alla stretta collaborazione con l’Orchestra Cantieri d’Arte, o con l’Orchestra Sinfonica delle Terre Verdiane. Regista e primo attore comico della Compagnia è Alessandro Brachetti, attore e cantante diplomato con merito alla Bernstein School of Musical Theater di Bologna. Tutti gli allestimenti sono firmati da Artemio Cabassi, che firma costumi e scene per i maggiori teatri lirici d’Europa e che per questa produzione ha disegnato quindici nuove creazioni.

Stefano Giaroli ha studiato pianoforte, composizione, direzione di coro e d’orchestra. Ha fondato l’Orchestra da Camera dei Concerti d’Autunno, l’Orchestra Sinfonica Cantieri d’Arte (2003) e l’Orchestra Sinfonica delle Terre Verdiane (2012), formazioni con le quali svolge un’intensa attività sia in Italia che in Europa, tanto con le produzioni dell’Associazione Fantasia in Re, quanto, su invito, nei maggiori teatri d’Italia, Svizzera e Francia.

Info e biglietteria

La biglietteria del Teatro in via Trento 4 a Udine è aperta dal martedì al sabato (escluso festivi) dalle 16.00 alle 19.00 e a partire da 90 minuti prima di ogni spettacolo e concerto.

Infopoint in via Rialto 2/b a Udine attivo per la vendita di biglietti e abbonamenti dal martedì al venerdì (escluso festivi) dalle 10.00 alle 12.30.Acquisti online su vivaticket.it.

Per informazioni: tel. 0432 248418 (dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00). biglietteria@teatroudine.it  www.teatroudine.it

TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE

Via Trento, 4 – 33100 Udine

domenica 2 marzo 2025 – ore 18.00

IL PIPISTRELLO

musica di Johann Strauss

libretto Carl Haffner e Richard Genée

traduzione italiana L. Zambianchi

adattamento di Silvia Felisetti e Alessandro Brachetti

Gabriel von Eisenstein               Alessandro Fantoni

Rosalinde, sua moglie                Nadia Ponte

Dr. Falke, detto il Pipistrello       Alessandro Brachetti

Principe Orlofsky                         Anna Malavasi

Adele, cameriera di Rosalinde  Lina Tsiklauri

Alfred, cantante italiano             Danilo Formaggia

Frank, direttore della prigione   Fulvio Massa

Dr. Blind, avvocato                      Simone Mastria

Ida, sorella di Adele                     Silvia Felisetti

Frosh, carceriere                         Alessandro Brachetti

danzatori                                        Silvia Caprini e Brenno Simonetti

Orchestra Sinfonica delle Terre Verdiane

Coro dell’Opera di Parma

maestro concertatore e direttore Stefano Giaroli

scene e costumi Artemio Cabassi

realizzati da Arte Scenica Reggio Emilia

regia Alessandro Brachetti

produzione Teatro Musica Novecento

TRITTICO CONTEMPORANEO A LA NUVOLA

Due prime italiane e una prima assoluta.

Coreografie di Philippe Kratz, Francesco Annarumma e Vittoria Girelli

Étoiles, Primi Ballerini, Solisti e Corpo di Ballo dell’Opera di Roma in scena il 2, 4 e 5 marzo

Forte del successo delle ultime stagioni, torna la formula del Trittico di danza, tenacemente voluta da Eleonora Abbagnato. L’appuntamento è a La Nuvola dal 2 al 5 marzo, con un nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma, in coproduzione con EUR SpA. Il programma è composto da S di Philippe Kratz In Esisto di Vittoria Girelli, due lavori del 2023 che arrivano in Italia per la prima volta, e Creature di Francesco Annarumma, una prima assoluta. Gli interpreti sono Étoiles, Primi Ballerini, Solisti e Corpo di Ballo della Fondazione Capitolina.

La serata di apre con S di Philippe Kratz. Nato nel 1985 in Germania, dopo il diploma e una prima esperienza nel Ballett Dortmund, è entrato nell’Aterballetto (2008), dove ha iniziato a creare e ad affermarsi sempre di più come coreografo. Premiato nel 2018 ad Hannover e nel 2019 dalla rivista ‘Danza&Danza’ (miglior coreografo), dal 2024 è direttore artistico del Nuovo Balletto di Toscana. Per S, Kratz si è ispirato al mito di Sisifo, condannato a spingere un masso fino alla cima della montagna per vederlo puntualmente ricadere giù e quindi ricominciare la scalata. La ripetitività dell’impresa diventa spunto per una riflessione sulla progressiva sostituzione dell’uomo con la macchina e sull’invadenza della tecnologia nella vita umana. Il tutto avviene attraverso il segno coreografico di Kratz, un linguaggio molto fisico. L’atmosfera rarefatta, creata dalla musica di Soundwalk Collective, le scene di Denis Rubinić e le luci di Valerio Tiberi, impone che tra i ballerini ci siano una particolare connessione, anche visiva, e grandissima complicità. Tra i cinque interpreti, tre uomini e due donne, il primo ballerino Claudio Cocino. Costumi di Mia Rejc Prajninger.

Si prosegue con Creature, nuova creazione di Francesco Annarumma sulla Sonata n.1 “The 12th Room” di Ezio Bosso. Napoletano, nato nel 1988, allo Staatstheater am Gärtnerplatz ha raggiunto la maturità artistica, come ballerino e come coreografo. In quest’ultimo ambito si è presto affermato in Europa. Nel 2023 le prime commissioni da parte della direttrice della Scuola di Danza dell’Opera di Roma, per i cui allievi ha creato Atto Due e Match!. Sempre Eleonora Abbagnato, gli affida ora sedici ballerini della Compagnia, tra cui le étoiles Alessandra Amato Susanna Salvi e le prime ballerine Federica Maine e Marianna Suriano. Annarumma, con il suo stile neoclassico-contemporaneo che non lascia nulla all’improvvisazione, si è lasciato ispirare completamente dalla musica di Ezio Bosso e dai danzatori, veri protagonisti sotto forma di creature. Sono uccelli, animali liberi che, in una situazione in cui si percepisce qualcosa di cupo, riescono a vedere la luce e a farla vedere al pubblico. È un balletto che parla di relazioni, di leggerezza e di emotività. Interpretando sé stessi, i ballerini arrivano a raccontare qualcos’altro, un messaggio emotivo che il pubblico è lasciato libero di interpretare. I costumi sono di Anna Biagiotti, le luci di Valerio Tiberi.

Chiude la serata In Esisto di Vittoria Girelli. La coreografa italiana, classe 1997, è già affermata in Germania, ma al debutto con l’Opera di Roma. Formatasi all’Accademia del Teatro alla Scala e poi all’English National Ballet School, dal 2016 fa parte dello Stuttgart Ballet, di cui è Demi-Soloist dalla stagione 2022-23. Ha creato In Esisto nel 2023 sull’omonima musica appositamente composta da Davidson Jaconello. L’ispirazione è nata dal movimento artistico anni Sessanta ‘Light and Space’, che incentrava la ricerca sull’influenza che le forme geometriche e l’uso della luce possono avere sull’ambiente e sulla percezione dello spettatore. Avvalendosi della collaborazione di un artista come A.J. Wiessbard per le scene e le luci, Girelli crea un ‘luogo-non luogo’, inizialmente asettico e senza identità, che con la musica, le luci, i movimenti, e le varie personalità e anime dei dodici ballerini che entrano in scena si evolve. Con le atmosfere primordiali che evocano diverse sensazioni accompagna il pubblico in un viaggio sul filo dell’essere e del non essere. I bianchi costumi, semplici ma efficaci, sono firmati dalla stessa Vittoria Girelli.

Dopo la prima di domenica 2 marzo, ore 18.00Trittico Contemporaneo torna in scena, sempre a La Nuvola, martedì 4 (ore 21.00) e mercoledì 5 marzo (ore 21.00).

Biglietti in vendita: sul sito https://www.operaroma.it/spettacoli/trittico-contemporaneo-2/ e al botteghino del Teatro dell’Opera; presso La Nuvola solo in occasione degli spettacoli, a partire da un’ora prima dell’inizio.

Myung-Whun Chung sul podio con Schubert e Beethoven

Nelle tre date del 17, 19 e 21 marzo sostituisce l’indisposto Riccardo Chailly

per la Stagione Sinfonica.

Modificato il programma: l’Incompiuta di Schubert

e la Settima di Beethoven al posto della prevista Nona di Bruckner.

Lunedì 17, mercoledì 19 e venerdì 21 marzo per la Stagione Sinfonica del Teatro alla Scala il Maestro Myung-Whun Chung dirige la Sinfonia n. 8 “Incompiuta” di Franz Schubert e la Sinfonia n. 7 di Ludwig van Beethoven. Il M° Chung sostituisce il M° Riccardo Chailly, che a causa di una perdurante indisposizione ha dovuto rinunciare a presentare per la prima volta a Milano il completamento della Sinfonia n. 9 di Anton Bruckner curato da John A. Phillips. Di conseguenza è annullato anche il convegno sul completamento della Sinfonia originariamente previsto per il 14 marzo. Il M° Chailly riprogrammerà l’esecuzione della Sinfonia.

Le ultime apparizioni del M° Chung alla Scala risalgono all’anno scorso con due appuntamenti dedicati ai concerti per pianoforte di Mozart e alle sinfonie di Bruckner: il programma del primo, con il Concertgebouw di Amsterdam e il pianista Emanuel Ax, includeva il Concerto K 453 e la Sinfonia n. 7, nel secondo ha eseguito al pianoforte il concerto K488 e ha diretto la Sinfonia n. 6 di Bruckner con la Filarmonica della Scala. Il prossimo 12 ottobre il Maestro tornerà nella Stagione della Filarmonica con il Concerto n. 2 di Rachmaninov, pianista Mao Fujita, e la Sinfonia n. 6 di Čajkovskij.

Myung-Whun Chung ha debuttato con un’opera alla Scala nel 1992 con Una lady Macbeth del distretto di Mcensk di Šostakovič; negli anni seguenti è tornato con Salome di Strauss (1985), Madama Butterfly di Puccini (2007), Idomeneo di Mozart (2009), Simon Boccanegra (2016 e 2018) e Don Carlo (2017) di Verdi, Der Freischütz di Weber (2018), Fidelio di Beethoven (2018) e La traviata di Verdi (2019). Intensissimo il legame con l’Orchestra, testimoniato anche da un’ininterrotta attività sinfonica in sede e in tournée, sfociata nel 2023 nella nomina a Direttore Emerito della Filarmonica della Scala.

Myung-Whun Chung

La lunga e straordinaria attività musicale di Myung-Whun Chung è segnata dalla nomina a Direttore Emerito – primo in assoluto – della Filarmonica della Scala di Milano dal 2023; primo in assoluto Direttore Ospite Principale della Staatskapelle di Dresda; Direttore Musicale Onorario della Tokyo Philharmonic Orchestra, dell’Orchestre Philharmonique de Radio France di Parigi e della KBS (Korean Broadcasting System); la recente nomina a Direttore Artistico della nuova Busan Opera and Concert Hall in Corea del Sud.

Il Maestro Chung è stato Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Saarbrücken, Direttore Principale Ospite del Teatro Comunale di Firenze, Direttore Principale dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma e Direttore Musicale dell’Opéra de Paris-Bastille. Nel corso della sua carriera ha diretto alcune delle più importanti orchestre del mondo in Europa, Asia e Stati Uniti.

È stato insignito di numerosi premi e riconoscimenti, tra cui Commandeur de la Légion d’Honneur dal Governo francese, Commendatore dell’Ordine della Stella d’Italia e Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Governo italiano, il Premio Abbiati per la direzione d’orchestra al Teatro La Fenice di Venezia, con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e la Filarmonica della Scala. Gli sono state inoltre consegnate le chiavi della città di Venezia e nel 2024 le chiavi della città di Firenze. È stato insignito del Keumkwan, il più alto riconoscimento culturale del Governo coreano.

Nel 2008 Myung-Whun Chung è stato il primo direttore d’orchestra nominato Ambasciatore di buona volontà per il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF).

Prezzi: da 110 a 20 euro

Infotel 02 72 00 37 44

www.teatroallascala.org

ANNA NETREBKO È TOSCA ALL’OPERA DI ROMA

Dal 1° al 6 marzo con la direzione di Daniel Oren, Yusif Eyvazov come Cavaradossi

e Amartuvshin Enkbath nei panni di Scarpia

Yolanda Auyanet, Luciano Ganci e Gabriele Viviani sono invece impegnati

nelle repliche del 2 e del 5 marzo

Al Costanzi anche ‘Tosca 125. Oltre la scena’, una mostra che esplora la genesi del

capolavoro di Puccini realizzata in collaborazione con l’Archivio Storico Ricordi

Dopo aver festeggiato alla presenza del Presidente della Repubblica Mattarella i 125 anni dalla sua prima rappresentazione assoluta lo scorso 14 gennaio, Tosca, il più romano dei capolavori di Giacomo Puccini torna all’Opera di Roma dal 1° al 6 marzo 2025 con una straordinaria protagonista: Anna Netrebko. Accanto a lei sono impegnati Yusif Eyvazov come Cavaradossi e Amartuvshin Enkbath che canta Scarpia. Nelle repliche del 2 e del 5 marzo i rispettivi ruoli sono invece incarnati da Yolanda AuyanetLuciano Ganci e Gabriele Viviani. Sul podio è impegnato Daniel Oren.

Completano il cast Gabriele Sagona come Cesare Angelotti, Domenico Colaianni nella parte del Sagrestano e Saverio Fiore come Spoletta. 

Orchestra e Coro, diretto da Ciro Visco, sono del Teatro dell’Opera di Roma. Con la partecipazione della Scuola di Canto CoraleLa prima di sabato 1° marzo, ore 20.00, è trasmessa in diretta su Radio3 Rai.

Lo spettacolo è proposto nella versione scenica della prima rappresentazione assoluta, ricostruita dalla fondazione capitolina in collaborazione con l’Archivio Storico Ricordi nel 2015 a partire dagli originali bozzetti e, da allora, in scena regolarmente al Costanzi con la regia di Alessandro Talevi. Le scene e i costumi di Tosca, disegnati da Adolf Hohenstein, sono stati ricostruiti rispettivamente da Carlo Savi Anna Biagiotti. Luci di Vinicio Cheli. Ospitata anche in Spagna, Israele e Giappone, questa produzione di Tosca ricostruisce per lo spettatore odierno la Roma vissuta dal compositore lucchese. «Non ho mai smesso di ammirare la sottigliezza e la cura dei particolari con cui Puccini crea i suoi scenari – dice Alessandro Talevi – e il modo in cui richiedono costantemente un’indagine psicologica profonda da parte di cantanti e regista». Le vedute dell’alba romana dalla terrazza di Castel Sant’Angelo, gli interni dorati di Sant’Andrea della Valle, i rintocchi del Mattutino che Giacomo Puccini aspettava di cogliere all’alba per annotare l’intonazione corretta da inserire in partitura. Seguendo le originali volontà pucciniane, l’allestimento punta a far rivivere al pubblico l’opera così come Puccini la vide per la prima volta.

In occasione del 125° anniversario della prima assoluta di Tosca, per esplorarne e approfondirne la genesi, l’Opera di Roma allestisce la mostra ‘Tosca 125. Oltre la scena’, con preziosi documenti, bozzetti, fotografie, manufatti e costumi provenienti dall’Archivio Storico Ricordi e dalle proprie collezioni. Un coinvolgente percorso espositivo in sette tappe, che svela le origini di Tosca nell’omonimo dramma di Victorien Sardou ammirato da Puccini; racconta aspetti poco noti del lavoro del compositore, del suo editore e dei suoi librettisti; illustra come vennero concepite scene, costumi e attrezzeria dell’originario allestimento di Adolf Hohenstein; e narra attraverso contributi audiovisivi in che modo il Teatro dell’Opera di Roma abbia ridato vita, nei propri laboratori e sul proprio palcoscenico, alla prima Tosca. ‘Tosca 125’ è curata da Giuliano Danieli, Maria Pia Ferraris, Pierluigi Ledda e Alessandra Malusardi, ed è frutto della collaborazione istituzionale tra Teatro dell’Opera di Roma e Archivio Storico Ricordi, con l’apporto di LeviDigiLab – Fondazione Ugo e Olga Levi per i contenuti audiovisivi. Sarà fruibile gratuitamente prima e durante gli intervalli degli spettacoli, e nel corso delle visite guidate, nella sala-museo al terzo piano del Teatro Costanzi, per l’occasione rinnovata in uno spazio moderno, immersivo e dinamico, che in futuro ospiterà altre esposizioni in dialogo con la programmazione artistica del Teatro.

Il capolavoro di Puccini sarà ripreso nella versione della prima assoluta anche in un ulteriore periodo della Stagione in corso, dal 9 al 13 maggio 2025.

A dirigere in questa occasione è James Conlon.

Protagonisti Anna Pirozzi nel ruolo di Tosca, Luciano Ganci in quello di Cavaradossi e Claudio Sgura come Scarpia.

Info: https://www.operaroma.it/

Biglietti in vendita al botteghino e sul sito https://www.operaroma.it/spettacoli/tosca2marzo/

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

VOLTI DEL POTERE | STAGIONE 2024/25 DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Tosca

Musica Giacomo Puccini

Melodramma in tre atti

Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica

Tratto dal dramma omonimo di Victorien Sardou

DIRETTORE Daniel Oren

REGIA Alessandro Talevi

Maestro del Coro Ciro Visco

Scene Adolf Hohenstein

Ricostruite da Carlo Savi

Costumi Adolf Hohenstein

Ricostruiti da Anna Biagiotti

Luci Vinicio Cheli

PERSONAGGI e INTERPRETI

Floria Tosca Anna Netrebko

Mario Cavaradossi Yusif Eyvazov

Barone Scarpia Amartuvshin Enkbath

Cesare Angelotti Gabriele Sagona

Sagrestano Domenico Colaianni

Spoletta Saverio Fiore

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

con la partecipazione della Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera di Roma

Allestimento Teatro dell’Opera di Roma

Ricostruzione dell’allestimento storico del 1900

PRIMA RAPPRESENTAZIONE

sabato 1° marzo, ore 20.00 in diretta su Radio3 Rai

REPLICHE

domenica 2 marzo, ore 16.30

martedì 4 marzo, ore 20.00

mercoledì 5 marzo, ore 20.00

giovedì 6 marzo, ore 20.00

IL TCBO VOLA PER LA PRIMA VOLTA A HONG KONG

L’Orchestra della fondazione lirico-sinfonica felsinea, guidata da Donato Renzetti, inaugura l’Hong Kong Arts Festival

La tournée vede in programma due concerti al Cultural Centre, con le voci di Cecilia Molinari e Simone Alberghini

Venerdì 28 febbraio e sabato 1° marzo 2025

La lirica italiana arriva a Hong Kong sulle note dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Donato Renzetti, insieme alle voci del mezzosoprano Cecilia Molinari e, diversamente da quanto già annunciato, del basso-baritono Simone Alberghini. Per la prima volta la fondazione lirico-sinfonica felsinea è protagonista nella “città più verticale del mondo” con due concerti impaginati in modo differente, in programma venerdì 28 febbraio alle 20.00 e sabato 1° marzo alla stessa ora alla Concert Hall del Cultural Centre, aprendo la 53esima edizione dell’Hong Kong Arts Festival.

Il primo appuntamento del 28 febbraio – che in parte ricalca il concerto inaugurale della Stagione Sinfonica 2025 dello scorso 12 gennaio all’Auditorium Manzoni – si concentra su pagine dalle opere di Gioachino Rossini: dalla Gazza ladra vengono proposte l’Ouverture e l’aria di Fernando “Accusata di furto!”, interpretata da Alberghini, artista che dalla vittoria del Concorso Operalia nel 1994 ha calcato palcoscenici prestigiosi come quello della Royal Opera House di Londra e del Metropolitan di New York, ha cantato con compagini come la Staatskapelle di Dresda e la Gewandhausorchester di Lipsia, ed è stato ospite frequente del Rossini Opera Festival e del Teatro Comunale di Bologna. Da Semiramide si ascoltano, sempre con la voce del basso-baritono bolognese, l’aria di Assur “Deh ti ferma… Ti placa… Perdona…” tratta dalla scena della pazzia, e il duetto tra Assur e Semiramide “Se la vita ancor t’è cara”, insieme a Molinari. Tra le voci belcantiste più promettenti del panorama lirico odierno, già sul palco del Festival di Salisburgo, del Teatro alla Scala e della Staatsoper di Vienna, il mezzosoprano di Riva del Garda canta anche l’aria di Desdemona “Assisa ai piè d’un salice” da Otello e la cavatina nella parte en travesti di Edoardo “Piange il mio ciglio, è vero” da Matilde di Shabran.

Direttore emerito del Teatro Carlo Felice di Genova, già Direttore musicale del Macerata Opera Festival e della Filarmonica Rossini di Pesaro, Renzetti completa questa prima serata a Hong Kong con l’esecuzione della Sinfonia n. 4 in la maggiore op. 90 detta “Italiana” di Felix Mendelssohn, e con il suo caratteristico Saltarello del Finale, lavoro scaturito dal viaggio da Venezia a Roma che il compositore tedesco – all’epoca ventunenne – fece in Italia tra il 1830 e il 1831 sulla scia dei connazionali Goethe e Heine.

Rossini è protagonista anche del secondo appuntamento ancora con l’Ouverture dalla Gazza ladra,cui si aggiungono La danza “Già la luna è in mezzo al mare” dalle Soirées musicales e l’aria di Rosina “Una voce poco fa” dal Barbiere di Siviglia, entrambe interpretate da Cecilia Molinari, impegnata poi con Simone Alberghini nel duetto tra Figaro e Rosina “Dunque io son… tu non m’inganni?” sempre dal Barbiere di Siviglia. Alberghini canta, inoltre, l’aria di Gianni Schicchi “Era uguale la voce” dall’opera omonima di Giacomo Puccini e l’aria di Enrico “Mesci, mesci e sperda il vento” dalla farsa Il campanello di Gaetano Donizetti. Questo concerto del 1° marzo è dedicato alle famiglie, che possono ascoltare anche – sotto la bacchetta di Renzetti – celebri pagine orchestrali di Maurice Ravel come la suite Ma Mère l’Oye (Mamma oca), cinque pezzi infantili ispirati alle fiabe più amate, tra cui La bella addormentata nel boscoPollicino e La bella e la bestia,la lenta danza cinquecentesca Pavane pour une infante défunte, il cui titolo rimanda all’idea di descrivere “una pavana che una piccola principessa (una infanta) può aver ballato in tempi passati presso la corte spagnola”, e la suite Le tombeau de Couperin, omaggio al noto compositore e all’intera musica francese del XVIII secolo, nella quale ogni pezzo è dedicato da Ravel a un amico scomparso nella Grande Guerra.

Questi tre capolavori di Ravel accostati alla Sinfonia “Italiana” di Mendelssohn saranno, poi, al centro del concerto della Stagione Sinfonica del TCBO diretto sempre da Renzetti giovedì 6 marzo alle 20.30 all’Auditorium Manzoni.

«Siamo orgogliosi di tornare in Oriente e per la prima volta a Hong Kong con la nostra Orchestra diretta da Donato Renzetti – dice il Sovrintendente Fulvio Macciardi – proponendo pagine dal repertorio operistico italiano con due apprezzati interpreti del belcanto come Cecilia Molinari e Simone Alberghini. Bologna e il canto lirico – riconosciuti dall’UNESCO rispettivamente Città della Musica e Patrimonio Immateriale dell’Umanità – sono nuovamente un ponte culturale, segnando un passo importante nel legame tra le due realtà».

TOURNÉE A HONG KONG 2025

Hong Kong Arts Festival

Cultural Centre, Concert Hall

Direttore Donato Renzetti

Mezzosoprano Cecilia Molinari

Basso-baritono Simone Alberghini

Orchestra del Teatro Comunale di Bologna

Primo concerto, 28 febbraio 2025

G. Rossini, Ouverture da La gazza ladra

Felix Mendelssohn, Sinfonia n. 4 in la maggiore, op. 90 “Italiana”

G. Rossini, Aria di Edoardo “Piange il mio ciglio, è vero” da Matilde di Shabran

G. Rossini, Aria di Assur “Deh ti ferma… Ti placa… Perdona” da Semiramide

G. Rossini, Aria di Desdemona “Assisa ai piè d’un salice” da Otello

G. Rossini, Aria di Fernando “Accusata di furto!” da La gazza ladra

G. Rossini, Duetto di Assur e Semiramide “Se la vita ancor t’è cara” da Semiramide

Secondo concerto, 1° marzo 2025

Maurice Ravel, Pavane pour une infante défunte

Maurice Ravel, Le tombeau de Couperin

Maurice Ravel, Ma Mère l’Oye

G. Rossini, Ouverture da La gazza ladra

G. Puccini, Aria di Gianni Schicchi “Era uguale la voce” da Gianni Schicchi

G. Rossini, Aria di Rosina “Una voce poco fa” da Il barbiere di Siviglia

G. Donizetti, Aria di Enrico “Mesci, mesci e sperda il vento” da Il campanello

G. Rossini, La danza “Già la luna è in mezzo al mare” dalle Soirées musicales

G. Rossini, Duetto di Figaro e Rosina “Dunque io son… Tu non m’inganni?” da Il barbiere di Siviglia

MUSICHE DI RAVEL E STRAVINSKYPER IL CONCERTO DIRETTO DA GABRIELE FERRO AL TEATRO MASSIMO 

Sabato 1 marzo alle 20:30, torna sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo il direttore musicale onorario Gabriele Ferro, con un programma musicale che rende omaggio al compositore Maurice Ravel, a 150 anni esatti dalla nascita. Il concerto si conclude infatti con la sua composizione più nota in assoluto, il Boléro, col suo ritmo ostinato scandito dal tamburo, e gli strumenti che intervengono uno dopo l’altro ad esporre i due temi principali che per tutta la composizione si alternano, in modo affascinante e ossessivo. Composto nel 1928 come balletto, il Boléro si è affermato fin da subito anche in sala da concerto, diventando uno dei temi classici più conosciuti al mondo. “È il primo esempio di musica minimalista che verrà molto dopo con Philip Glass e altri negli anni ‘70 – dice Gabriele Ferro – Iniziato quasi per gioco, è diventato per l’ossessiva ripetizione dei temi ed il costante crescendo e ispessimento della strumentazione, un lavoro drammatico. Confermato dagli accordi finali che squarciano la composizione”.

Al Boléro sono accostati, nella prima parte del concerto, una composizione di Stravinsky dello stesso periodo (1930) ma di carattere totalmente diverso, cioè la Sinfonia di Salmi, per coro e orchestra, la più famosa tra le sue composizioni sacre. Tre salmi dalla Bibbia sono uniti in successione, in un percorso – dalla supplica al ringraziamento – che già nel testo dà ampio spazio a dettagli musicali, sapientemente sfruttati da Stravinsky. “Una musica che proviene dall’inconscio, primordiale, arcaico, profondo” – come afferma Gabriele Ferro

Orchestra e Coro del Teatro Massimo. Maestro del Coro Salvatore Punturo.

Sempre di Ravel, sarà eseguita un’altra composizione legata alla danza, la Suite n. 2 dal balletto Daphnis et Chloé, scritto nel 1912 per i Ballets russes di Diaghilev, che riporta invece al mondo spensierato della Belle époque: un mondo dove l’attrazione per la Grecia antica, con il riferimento al romanzo ellenistico, non è rivolto all’austera classicità del marmo bianco ma agli intensi colori pastello delle sensuali scene bucoliche. Un mondo della cultura francese che, come sottolinea il maestro Gabriele Ferro, “è già dadaista nella sua ricerca di libertà espressiva”.

Gabriele Ferro. Diplomato in pianoforte e composizione presso il Conservatorio di Santa Cecilia ha vinto nel 1970 il concorso RAI per giovani direttori d’orchestra. Ha diretto le orchestre RAI, di Santa Cecilia, della Scala di Milano, i Wiener Symphoniker, l’Orchestre de la Suisse Romande, l’Orchestre de Radio France, la BBC Symphony Orchestra, la Gewandhaus di Lipsia, l’Orchestre National de France. È stato direttore stabile dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, direttore principale dell’Orchestra Rai di Roma, Generalmusikdirektor dello Stuttgart Staatstheater, direttore musicale del San Carlo di Napoli e direttore principale (2001-2006) e dal 2014 al 2019 direttore musicale del Teatro Massimo di Palermo, del quale ora è direttore onorario a vita. Ha diretto in prima mondiale opere di Berio, Clementi, Maderna, Stockhausen, Ligeti, Nono. E ha collaborato con i più importanti teatri e festival (Fenice di Venezia, Scala di Milano, Opera di Roma, Comunale di Firenze, Bastille e Châtelet di Parigi, Muziektheater di Amsterdam, Grand Théâtre di Ginevra, Bayerische Staatsoper, Chicago Opera, San Francisco Opera, Los Angeles Opera, Opera di Tel Aviv, Deutsche Oper di Berlino, Teatro Real di Madrid, Covent Garden ROH di Londra, Wiener Festwochen, Rossini Opera Festival, Maggio Musicale Fiorentino e Biennale di Venezia). Per Elektra a Napoli ha ricevuto il premio Abbiati. È docente di Direzione alla Scuola di Musica di Fiesole e accademico di Santa Cecilia. Nel 2019 ha diretto Turandot per l’inaugurazione di stagione e Das Paradies und die Peri al Teatro Massimo, e Madama Butterfly al Teatro San Carlo di Napoli. Al Teatro Massimo nel 2021 ha diretto Dido and Aeneas, nel 2022 Prometeo con la regia e le installazioni video di Masbedo, nel 2023 Orfeo ed Euridice e nel 2024 Les pêcheurs de perles.

IL DEBUTTO DI GIULIO CILONA E STEFAN MILENKOVICH PER IL CONCERTO DI CARNEVALE DELL’ORCHESTRA RAI

Domenica 2 marzo alle 18, anche in live streaming su www.raicultura.it

Dall’Ouverture da Ruslan e Ljudmila di Mikhail Glinka al travolgente Can can dall’Orphée aux enfers di Jacques Offenbach, passando per una scelta di celebri momenti coreutici come la Danza delle oredalla Gioconda di Amilcare Ponchielli, restituita in immagini da Walt Disney con Fantasia, e la Danza Ritual del Fuego da El amor brujo di Manuel de Falla.

È il tradizionale “Concerto di Carnevale” dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, in programma domenica 2 marzo alle 18 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, trasmesso in live streaming sul portale di Rai Cultura e registrato da Radio3 che lo proporrà in differita.

Sul podio è impegnato il ventinovenne direttore d’orchestra belga-americano Giulio Cilona – al suo debutto con l’OSN Rai – attualmente Kapellmeister alla Deutsche Oper di Berlino, ruolo che ha ricoperto fin da giovanissimo. Con lui debutta anche il violinista serbo Stefan Milenkovich, che ha iniziato la sua carriera a soli dieci anni, suonando per il Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan in un concerto di Natale ed è poi stato protagonista nelle sale da concerto più prestigiose, dalla Carnegie Hall di New a York alla Suntury Hall di Tokyo. Per la sua prima volta con la compagine Rai Milenkovich propone l’Introduzione e Tarantella op. 43 del virtuoso spagnolo Pablo de Sarasate. Segue l’Introduzione e Rondò capriccioso in la minore per violino e orchestra op. 28 che Camille Saint-Saëns scrisse proprio per Pablo de Sarasate. Eseguito per la prima volta nel 1867, il brano coniuga gli effetti del più acrobatico virtuosismo con una chiarezza di scrittura che pare quasi di stampo razionalista.

Il programma è completato da Erinnerung an Ernst, oder “Der Karneval in Venedig” di Johann Strauss padre e Mardi Gras dalla Mississippi suite di Ferde Grofé, in pieno spirito carnascialesco. Non mancano poi una celebre pagina operistica come la Sinfonia da La gazza ladra di Gioachino Rossini e la sognante Barcarolle da Les contes d’Hoffmann ancora di Offenbach.

I biglietti per il concerto, fuori abbonamento, sono proposti a 10 e 15 euro, e sono in vendita online sul sito dell’OSN Rai oltre che presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino. Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it.

FONDAZIONE ARENA OMAGGIA ŠOSTAKOVIČ A 50 ANNI DALLA SCOMPARSA

Ottanta professori dell’Orchestra areniana diretti dal maestro Dmitri Jurowski, con il violoncellista Ettore Pagano

ŠOSTAKOVIČ 50 Jurowski Pagano

 2° concerto

venerdì 28 febbraio ore 20.00

sabato 1° marzo ore 17.00

Teatro Filarmonico di Verona

Un omaggio al genio di Dmitrij Šostakovič (1906-1975), nel 50° della scomparsa. Venerdì 28 febbraio alle 20 e sabato 1° marzo alle 17, al Teatro Filarmonico, ottanta professori d’Orchestra di Fondazione Arena, diretti dall’eclettico maestro Dmitri Jurowski eseguiranno due capolavori, inediti a Verona: l’originale Secondo concerto per violoncello, dedicato all’amico Rostropovič, e l’ultima sinfonia, la misteriosa Quindicesima, che combina sogno, disillusione, squarci grotteschi e ricordi affidati a citazioni di Rossini, Glinka e Wagner. Solista d’eccezione Ettore Paganoenfant prodige del violoncello. Da Verona a Legnago. Domenica 2 marzo, alle ore 20.45, Fondazione Arena sarà al Teatro Salieri per la terza replica del concerto.

Sensibile, introverso, tormentato, Šostakovič si trovò a rappresentare nel mondo l’arte dell’Unione Sovietica, di cui, dietro il velo dell’apparente grandeur, seppe raccontare sconvolgimenti storici e inquietudini con sinfonie, opere, quartetti e composizioni in ogni genere, compresa la musica da film. 

Si può dire che a metà del XX secolo il grande erede del genere sinfonico fosse proprio il russo Šostakovič, stimato da colleghi di tutto il mondo, pubblicamente premiato dal regime sovietico e in realtà sorvegliato speciale anche in patria, costretto a ritirare le proprie opere dalla pubblicazione o dai palcoscenici se ritenute troppo ardite e non conformi. Quelli presentati nel fine settimana da Fondazione Arena, per la prima volta nella programmazione sinfonica del Teatro Filarmonico e del Teatro Salieri, sono due vertici della maturità, ormai già oltre il compromesso con la libertà creativa: il Secondo concerto per violoncello fu eseguito per il 60° compleanno dell’autore dal leggendario virtuoso Mstislav Rostropovič, dedicatario del lavoro e parte attiva nella stesura dell’avvincente parte solistica. Se è tradizionale la forma tripartita del brano, non lo è il contenuto, che a un cupo e meditabondo Largo iniziale fa seguire due diversi Allegretto collegati tra loro, che combinano efficaci invenzioni melodiche e timbriche, reminiscenze popolari e beffarda ironia tipica di Šostakovič. Protagonista dei tre concerti è il violoncellista romano Ettore Pagano, classe 2003, vincitore di numerosi concorsi internazionali e del X Concorso Internazionale “Antonio Salieri”, nel 2019. Pagano ha tenuto recital nelle sale più prestigiose d’Europa, Medio Oriente e Stati Uniti. Con lui ben ottanta professori d’Orchestra di Fondazione Arena, diretti dall’eclettico maestro Dmitri Jurowski, apprezzato interprete del repertorio di tardo-Ottocento e Novecento, esponente di una celebrata dinastia di musicisti, nonché amici e apostoli fra i massimi dell’opera di Šostakovič.

La seconda parte del programma è tutta per la Quindicesima sinfonia, l’ultima, che l’autore scrisse nel 1972 ormai malato e disilluso: un’amarezza che si mescola all’onnipresente ironia e alla tenerezza dei ricordi, con citazioni esplicite dal Guglielmo Tell rossiniano, dal ciclo del Ring wagneriano, da temi degli autori russi che l’avevano preceduto. Apparizioni post-moderne che trapuntano i quattro movimenti canonici della Sinfonia come una summa autobiografica e, tra sarcastico distacco e gesti ancora grandiosi, riecheggiano le sinfonie-mondo di Mahler, dove la dimensione epica e tragica convivono con quella quotidiana e triviale. Il tutto realizzato da un’orchestra ampia e dai colori iridescenti, summa della sapienza compositiva di Šostakovič.

Il programma ha una durata di 80 minuti circa, con un intervallo. È possibile acquistare nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data del Teatro Filarmonico al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni concerto, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

Per le iniziative di Arena Young, il mondo della scuola potrà accedere alla prima di venerdì 28 febbraio a tariffe agevolate.

La Stagione Sinfonica prosegue con 10 appuntamenti in abbonamento e 2 concerti straordinari, abbracciando oltre tre secoli di musica, importanti anniversari di grandi compositori tra cui anche Ravel, Salieri, Bartók, eseguiti da giovani di talento, solisti e direttori di prestigio internazionale.

Venerdì 28 febbraio ore 20.00 turno A

Sabato 1° marzo ore 17 turno B

Domenica 2 marzo, ore 20.45 – TEATRO SALIERI DI LEGNAGO

ŠOSTAKOVIČ 50 Jurowski Pagano

 2° concerto

Direttore Dmitri Jurowski

Violoncello Ettore Pagano

Orchestra di Fondazione Arena di Verona

Dmitrij Dmitrievič Šostakovič

(San Pietroburgo 1906 – Mosca 1975)

Concerto per violoncello e orchestra n. 2 in Sol maggiore, op. 126

Edizioni Casa Ricordi

I. Largo – II. Allegretto – III. Allegretto

Sinfonia n. 15 in La maggiore, op. 141

Edizioni DSCH Publishers rappresentate da Casa Ricordi

I. Allegretto – II. Adagio. Largo. Adagio. Largo – III. Allegretto – IV. Adagio. Allegretto. Adagio. Allegretto

Prime esecuzioni di Fondazione Arena di Verona al Teatro Filarmonico

In occasione dei 50 anni della morte del compositore

Tempi di spettacolo 80’ circa (più un intervallo)

FONDAZIONE ARENA PROTAGONISTA A HOLLYWOOD E POI IN TOUR NEGLI STATI UNITI

L’Aida ‘di cristallo’ sarà proiettata al Los Angeles – Italia Film Festival, che precede gli Oscar. A marzo, concerti promozionali a Miami, Boston e New York

L’Arena ‘vola’ oltreoceano, dalla West alla East Coast. Dopo un lungo tour in Asia, Fondazione Arena di Verona si appresta a conquistare gli Stati Uniti d’America, quinto Paese per numero di spettatori stranieri in Arena. Sono stati, infatti quasi 11 mila le presenze ‘stelle e strisce’ all’Opera Festival 2024.

L’Aida ‘di cristallo’ registrata da Rai Cultura nel 2023, per l’inaugurazione del Centesimo Festival, e firmata da Stefano Poda, sarà proiettata il 24 febbraio alle ore 10 al Chinese Theatre, lo stesso comprensorio che qualche giorno dopo ospiterà la cerimonia degli Oscar. Appassionati di cinema e musica, giornalisti e addetti ai lavori presenti a Hollywood proprio per gli Academy Awards potranno rivedere le immagini di Aida che quest’estate tornerà dal vivo sul palcoscenico del teatro d’opera all’aperto più grande del mondo. Un’occasione anche per la grande comunità italo-americana che vive a Los Angeles.

Un appuntamento che precede di un mese il tour promozionale del 102° Arena Opera Festival negli Usa. Fondazione Arena sarà, infatti, il 31 marzo a Miami, il 2 aprile a Boston e il 4 aprile a New York. Tre tappe lungo tutta la East Coast per far conoscere il Festival areniano e portare fuori dai confini nazionali il Canto lirico, patrimonio dell’Umanità. In tutte le tre città il sovrintendente Cecilia Gasdia si esibirà al pianoforte, accompagnando quattro cantanti che eseguiranno le più belle arie dell’Opera. Al fianco di Fondazione Arena gli Istituti di Cultura che hanno sede nelle diverse metropoli, ma anche Consolati, Ambasciate e sponsor. Oltre alla Regione Veneto che sostiene gli eventi internazionali.

Ovviamente non mancherà la promozione europea. Prima del tour negli Stati Uniti, Fondazione Arena atterrerà per la prima volta in Irlanda, con un evento a Dublino il 12 marzo, e a seguire sarà a Praga il 19 marzo.

“I tour internazionali ci permettono di far conoscere non solo l’offerta culturale di Fondazione Arena e l’eccellenza musicale, ma anche le esperienze esclusive che il nostro anfiteatro offre durante il Festival lirico, sempre più ricercate soprattutto dal pubblico internazionale – spiega Cecilia Gasdia, Sovrintendente della Fondazione Arena -. Un’occasione di grande visibilità anche per i mecenati dell’Arena, sostenitori che spesso ci affiancano durante questi eventi”.

“Il nostro Festival conta quasi il 60 per cento di spettatori stranieri, la promozione internazionale è fondamentale per incrementare questo continuo flusso di presenze estere – afferma Stefano Trespidi, Vicedirettore artistico della Fondazione Arena -. Gli Stati Uniti rappresentano un bacino enorme ed è strategico portare sul loro territorio il nostro ‘prodotto culturale’ affinchè possano conoscerlo ed apprezzarlo prima di scegliere di viverlo in prima persona”.

“Questi appuntamenti hanno un grande obiettivo commerciale grazie anche alla sinergia con ENIT, Ente nazionale italiano per il Turismo che, ogni anno, ci supporta nell’incontro con i tour operator di tutto il mondo – conclude Andrea Compagnucci, Marketing Principal Consultant di Fondazione Arena -. Saranno oltre 100 quelli che parteciperanno agli eventi negli USA ai quali si aggiungono le migliaia che ciclicamente incontriamo alle fiere di settore il cui calendario non conosce sosta di anno in anno”.

Al Regio di Torino : RIGOLETTO, in un nuovo allestimento di Leo Muscato, con Nicola Luisotti sul podio

In scena grandi interpreti per uno dei titoli più potenti di Verdi: il tragico destino del giullare più famoso nella storia dell’opera

Teatro Regio, dal 28 febbraio all’11 marzo 2025
Anteprima Giovani under 30, giovedì 27 febbraio ore 20

Al Teatro Regio, dal 28 febbraio all’11 marzo 2025, va in scena Rigoletto, melodramma in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave dal dramma “Le Roi s’amuse” di Victor Hugo. L’opera è presentata in un nuovo allestimento firmato da Leo Muscato, che torna a Torino con il suo team: la scenografa Federica Parolini e la costumista Silvia Aymonino, già vincitrici del Premio Abbiati 2019 con Agnese di Ferdinando Paer.

Sul podio dell’Orchestra del Regio segnaliamo il gradito ritorno del maestro Nicola Luisotti, interprete del repertorio italiano apprezzato in tutto il mondo. In scena una tripletta di cantanti d’eccezione: George Petean, uno dei più acclamati baritoni verdiani sia in Europa che negli Stati Uniti, interpreta il ruolo del titolo; al suo fianco il soprano che ha già incantato il pubblico del Regio in Figlia del reggimento e TurandotGiuliana Gianfaldoni, nel ruolo di Gilda, la figlia di Rigoletto; l’acclamato tenore Piero Pretti veste i panni del Duca di Mantova, l’aristocratico dissoluto per cui Verdi ha scritto alcune delle arie più irresistibili del repertorio operistico. Alla guida del Coro del Regio è il maestro Ulisse Trabacchin

Questo grande impegno artistico e produttivo è reso possibile grazie al contributo di Reale Mutua, Socio Fondatore del Teatro Regio.

Le dichiarazioni

Stefano Lo Russo, Sindaco e Presidente della Fondazione Teatro Regio afferma: «Ci prepariamo ad assistere a un nuovo allestimento di Rigoletto, uno dei capolavori più celebri e amati di Giuseppe Verdi. Una produzione che testimonia la vocazione del Teatro Regio a proporre una stagione di altissimo livello, capace di coniugare grandi classici dell’opera con titoli meno conosciuti, consolidando il percorso che lo sta riportando a essere un punto di riferimento nel panorama culturale internazionale».

Il Sovrintendente Mathieu Jouvin si dice «molto felice di proporre Rigoletto, non solo perché è un capolavoro amato dal pubblico — come dimostra il “tutto esaurito” — ma anche perché rappresenta un’opportunità per ribadire il valore di un teatro che incarna i principi culturali europei. Con questa produzione, infatti, aggiungiamo un nuovo tassello al dialogo tra la cultura francese e quella italiana, suggellato dall’incontro tra due “miti”: Giuseppe Verdi e Victor Hugo. Entrambi dovettero confrontarsi con problemi di censura, ma mentre il dramma di Hugo fu a lungo interdetto perché venivano contestati apertamente i facili costumi della monarchia, e dunque si trattava di un testo di natura politica, l’opera di Verdi, eliminando i riferimenti a personaggi di rango reale, si concentra sull’umanità dei protagonisti e conferisce valore universale ai loro sentimenti e alle loro fragilità. Il cuore del dramma è il rapporto tra Rigoletto e sua figlia Gilda: un amore assoluto e totalizzante, che il protagonista esprime in modo ossessivo e possessivo, trasformando la sua protezione in una prigione. Il desiderio di preservarla dall’inganno e dalla corruzione del mondo finisce per innescare proprio la tragedia che voleva evitare. In questo conflitto tra affetto e oppressione, tra amore e destino, Rigoletto riesce a parlare a tutti noi, restituendo la complessità dei legami familiari, così profondamente umani e riconoscibili in ogni epoca e cultura».

«Con Rigoletto Verdi compone un’opera di contrasti brucianti, in cui il lirismo più struggente convive con il senso implacabile del dramma — aggiunge il Direttore artistico Cristiano Sandri. Nicola Luisotti incarna questa visione con assoluta naturalezza: la sua lettura è radicata nella tradizione, ma possiede la vitalità e la libertà che solo una profonda conoscenza del linguaggio verdiano può garantire. Fin dalle prime prove, il dialogo con Leo Muscato si è rivelato proficuo e stimolante, permettendo di costruire un Rigoletto in cui musica e regia si fondono in un equilibrio perfetto tra efficacia teatrale e introspezione psicologica. George Petean plasma un Rigoletto di grande profondità, restituendone il tormento e la rabbia; Giuliana Gianfaldoni disegna una Gilda luminosa e struggente; Piero Pretti sa esaltare le sfumature più ambigue del Duca di Mantova. In generale siamo molto soddisfatti del cast in entrambe le distribuzioni».

Luigi Lana, Presidente di Reale Mutua, dichiara: «La mutualità è il cuore della nostra identità e ci guida nel promuovere iniziative che generano valore per la collettività. Rigoletto è un’opera senza tempo, capace di emozionare generazioni di spettatori con la sua potenza drammatica e musicale. Siamo orgogliosi di affiancare il Teatro Regio in questa produzione di alto livello, che unisce talento e visione artistica. Crediamo che il patrimonio culturale debba essere preservato e reso accessibile a tutti, ed è per questo che continuiamo a sostenere progetti che avvicinano il pubblico all’arte e alla bellezza».

Un capolavoro senza eroi

Con Rigoletto Giuseppe Verdi compose un capolavoro senza eroi, traboccante di pagine memorabili come «La donna è mobile», il duetto d’amore «È il sol dell’anima», la cabaletta «Cortigiani vil razza dannata», il quartetto «Bella figlia dell’amore». In questa straordinaria opera Verdi riversò la sua ammirazione per Victor Hugo, il drammaturgo francese capace di creare congegni drammatici perfetti e di mescolare magistralmente comico e tragico, grottesco e sublime. Tra tutti i titoli di Hugo, il compositore considerava Le Roi s’amuse (Il re si diverte) «il miglior dramma dei tempi moderni», e nel 1851 realizzò il desiderio di trasporlo in musica con un’opera potente e senza tempo. 

La vicenda narra del giullare deforme Rigoletto, la cui cieca sete di vendetta lo condanna a perdere l’unico tesoro della sua vita, l’adorata figlia Gilda. Rigoletto è un’opera vertiginosa: ogni battuta della partitura di Verdi è un affondo nel cuore nero del potere e nella solitudine di chi vi gravita attorno. Il giullare, il buffone, la vittima e il carnefice: in Rigoletto queste figure si specchiano l’una nell’altra, si sovrappongono, si dissolvono in un vortice che non concede scampo. Verdi attinge alla drammaturgia implacabile di Victor Hugo — uno dei massimi autori della cultura francese ed europea — e ne distilla l’essenza, spogliando la narrazione di ogni orpello per arrivare a una verità ancora più feroce, fatta di contrasti assoluti: potere e impotenza, vendetta e sacrificio, grottesco e sublime.

L’idea registica e drammaturgica di Muscato

Leo Muscato, già autore di una precedente regia di Rigoletto, per la nuova produzione del Regio ha scelto di reinterpretare il capolavoro verdiano per metterne in evidenza il nucleo drammatico, con un allestimento ricco di simbolismo: «voglio restituire al pubblico l’essenza archetipica e dolente di Rigoletto. La sua doppia identità, la tensione tra sacro e profano e il mondo di specchi in cui si muove riflettono una società in disfacimento, ancora incredibilmente attuale. L’atmosfera decadente richiama anche suggestioni cinematografiche, come l’ultima scena di C’era una volta in America di Sergio Leone, in cui Robert De Niro si abbandona all’oblio nella fumeria d’oppio: il mondo gli appare distorto, quasi onirico, e la realtà si mescola con l’illusione. È questa la suggestione attraverso la quale racconto il terzo e ultimo atto di Rigoletto: la taverna di Maddalena e Sparafucile diventa un luogo rarefatto, permeato da un senso di attesa sospesa; qui Gilda osserva il Duca attraverso un velo di fumo, in un contesto dove i contorni della realtà si dissolvono, proprio come nel celebre film».

Nei ruoli principali, si alternano: Devid Cecconi (Rigoletto), Daniela Cappiello (Gilda), Oreste Cosimo (il Duca di Mantova). Completano il mosaico della produzione: Goderdzi Janelidze e Luca Tittoto (Sparafucile), Martina Belli e Veta Pilipenko (Maddalena), Siphokazi Molteno (Giovanna), Emanuele Cordaro (Monterone), Janusz Nosek (Marullo), Daniel Umbelino (Matteo Borsa), Tyler Zimmerman (Il conte di Ceprano), Albina Tonkikh (La contessa di Ceprano), Chiara Maria Fiorani (Il paggio della duchessa), Mattia Comandone e Alessandro Agostinacchio (Un usciere di corte). Molteno, Nosek, Umbelino, Zimmerman e Tonkikh sono artisti del Regio Ensemble. La nuova produzione si avvale delle luci di Alessandro VerazziAlessandra De Angelis è assistente alla regia, Chiara Previato assistente alle scene e Rossana Gea Cavallo assistente ai costumi. 

Conferenza-concerto

Rigoletto sarà presentato al pubblico mercoledì 26 febbraio alle ore 18 al Piccolo Regio Puccini nella conferenza-concerto condotta dalla musicologa Liana Püschel, a colloquio con il regista, la scenografa e la costumista. L’incontro prevede esibizioni live; l’ingresso è libero.

Biglietti e Informazioni
I biglietti sono esauriti.

Biglietteria del Teatro Regio – Tel. 011.8815.241/242
Piazza Castello 215 – Torino
Tel. 011.8815.241 – 011.8815.242 – biglietteria@teatroregio.torino.it 
Orario di apertura: da lunedì a sabato ore 11-19; domenica ore 10.30-15.30; un’ora prima degli spettacoli. 

Per tutte le informazioni e gli aggiornamenti: www.teatroregio.torino.it.

IL BARBIERE DI SIVIGLIA AL REGIO DI PARMA

L’opera di Gioachino Rossini torna nell’allestimento firmato da Pier Luigi Pizzi, con George Petrou alla direzione dell’Orchestra Senzaspine e del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani.

Protagonisti Ruzil Gatin, Carlo Lepore, Maria Kataeva, Matteo Mancini, Grigory Shkarupa, Licia Piermatteo, Gianluca Failla, Armando De Ceccon.

Teatro Regio di Parma

sabato 1 marzo 2025 ore 20.00

mercoledì 5 marzo 2025 ore 20.00

venerdì 7 marzo 2025 ore 20.00

domenica 9 marzo 2025 ore 15.30

Il barbiere di Siviglia, opera buffa in due atti di Gioachino Rossini su libretto di Cesare Sterbini, dopo il successo raccolto lo scorso anno torna al Teatro Regio sabato 1 marzo 2025 ore 20.00 (recite mercoledì 5, venerdì 7 ore 20.00 e domenica 9 marzo 2025 ore 15.30) nell’allestimento del Rossini Opera Festival e del Teatro Regio di Parma, con la regia, le scene e i costumi di Pier Luigi Pizzi, le luci di Andrea Borelli, da un’idea di Massimo Gasparon. La partitura è nell’edizione critica della Fondazione Rossini, in collaborazione con Casa Ricordi, a cura di Alberto Zedda.

George Petrou sul podio dell’Orchestra Senzaspine e del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani dirige i protagonisti inscena: Ruzil Gatin (Il Conte d’Almaviva), Carolo Lepore (Don Bartolo), Maria Kataeva (che torna a interpretare il ruolo di Rosina), il ventiseienne Matteo Mancini (Figaro, per la prima volta al Teatro Regio), che sostituisce l’indisposto Davide Luciano; Grigory Shkarupa (Don Basilio), Licia Piermatteo (che torna a interpretare il ruolo di Berta), Gianluca Failla (Fiorello / Un ufficiale), Armando De Ceccon (Ambrogio). (* già allieva dell’Accademia Verdiana)

Una fitta trama di inganni, stratagemmi e situazioni esilaranti, un linguaggio musicale brillante, un ritmo narrativo serrato fanno di quest’opera una delle più rappresentate al mondo. Un successo tutt’altro che scontato all’epoca del suo debutto, avvenuto il 20 febbraio 1816 al Teatro Argentina di Roma. Il confronto con Giovanni Paisiello, autore appena trent’anni prima di un’opera omonima tratta dallo stesso dramma di Beaumarchais, era talmente pesante che, si racconta, molti detrattori di Rossini erano presenti alla première con l’unico scopo di boicottarla.

“Casualità e intraprendenza stanno alla base della nascita dell’opera buffa più universalmente nota e rappresentata, la leggenda ne è il contorno inevitabile – spiega Giuseppe Martini. La leggenda riguarda il tempo di composizione, stimato in una quindicina di giorni fra 25 gennaio e 10 febbraio circa, dovendo andare in scena il 20 ed essendo già in ritardo; e la nota contestazione al debutto. Nel primo caso, va detto che Rossini era di suo veloce a scrivere, e quei tempi di lavoro erano comunque normali per l’epoca (e, nota, i recitativi secchi erano scritti da collaboratori); quanto alla contestazione, è d’uso incolparne i paisielliani, ma alcuni sono propensi oggi a motivarla anche con le novità proposte dall’impaginazione rossiniana rispetto alle convenzioni… Dopo il fiasco della prima sera (durante le prove, poi, era morto Cesarini Sforza) e le cinque repliche appena (il 27 finiva la stagione), il Barbiere ebbe successo crescente: in cinque-sei anni invase l’Europa, e nei decenni successivi sopravvisse alla crisi dell’opera buffa e di gran parte del repertorio rossiniano. Restò modello supremo nel proprio genere ed è tuttora una delle opere più rappresentate al mondo”.

“Sono arrivato tardi alla regia del Barbiere di Siviglia, – scrive Pier Luigi Pizzi – semplicemente perché non si è mai concretizzata prima l’occasione, anche se lo conoscevo già per averne curato le scenografie in un allestimento a inizio carriera. Poi mi fu offerta l’opportunità nel 2018 al Rossini Opera Festival, che è lo stesso spettacolo che riprendo qui e che mi ha permesso di accostarmi al Barbiere con sentimento nuovo, senza preconcetti, provando a raccontarlo senza costruirci sopra ipotesi interpretative stravaganti. Certo, dietro il Barbiere c’è un testo di alto livello, che è quello di Beaumarchais, ma Sterbini ne ha tratto un libretto agile, ben scritto, con dialoghi brillanti e gradevoli che permettono di seguire bene i dettagli della vicenda. Proprio per questo ho deciso di non fare tagli ai recitativi e di conservare tutto il testo di questo capolavoro. D’altra parte non si finisce mai di trovare meriti in Rossini. Persino quando usa, come fa anche qui, temi musicali già sfruttati in altre sue opere precedenti, ha saputo comunque rinfrescarli presentandoli in un modo diverso che sembra sempre nuovo. La sua attualità sta proprio nel fatto di essere allo stesso tempo buffo e amaro. La realtà è che Rossini è un benefattore dell’umanità: offre sempre spunti di riflessione e tratta i suoi personaggi con un’ironia che conferisce a ogni situazione un risvolto leggero, diretto, spontaneo, a cui ci si abbandona volentieri. Sono tutti personaggi di spicco, in cui certamente ci si può riconoscere, ma mi pare proprio si possa dire anche tutti “negativi”, nel senso che nessuno di loro è animato da pura bontà, sono tutti variamente spinti da un proprio fine egoista, non c’è insomma una bontà assoluta che trionfa come nella Cenerentola. Eppure le loro azioni sono raccontate da Rossini senza alcun tratto accusatorio, e in questo modo emergono nella loro umanità, i loro difetti passano dal filtro dell’ironia e alla fine non si può non amarli. Ed è questo che ho voluto mettere in rilievo. Scenografie e costumi, basati sul bianco e sul nero, sono ispirati a una volontà di chiarezza rivolta proprio a eliminare gli aspetti superflui per arrivare quasi a un’astrazione visiva, tanto che ad apertura di sipario ci si trova subito di fronte a una sorta di scena metafisica: come un foglio bianco sui cui progressivamente verrà scritta la vicenda che si svolgerà sotto i nostri occhi”.

“Quando attacca l’iconico primo accordo della famosa sinfonia, – scrive George Petrou – tutti sanno già che alcuni dei più grandi momenti della storia della musica operistica stanno per arrivare. Da oltre duecento anni infatti il Barbiere di Rossini affascina e diverte molte generazioni di pubblico. Eppure una grande opera d’arte non si ferma mai al livello dell’intrattenimento, semmai rivela più volti e diversi livelli di profondità da esplorare e comprendere. Il capolavoro di Rossini è l’apoteosi dell’arte dell’opera seria coniugata al fascino dell’opera buffa italiana, e ci si può trovare dentro teatro musicale ai più alti livelli, piccoli omaggi a Mozart e Cimarosa e al contempo un sguardo indietro all’età d’oro dei castrati. Inoltre è vero che Rossini ricicla molto materiale musicale di sue opere precedenti (compresala celebre sinfonia, che viene dall’Aureliano in Palmira), ma lo rielabora sempre in modo ingegnoso approdando ogni volta a nuovi livelli espressivi; l’effetto scintillante prodotto dalla sua tavolozza orchestrale brillante e fremente ha investito come una tempesta il pubblico del suo tempo. E una tempesta, vera, arriva poi nella splendida rappresentazione del temporale, non immemore della Sinfonia “Pastorale” di Beethoven. Inoltre Rossini coinvolge generosamente i propri musicisti facendoli partecipare alla narrazione drammaturgica fino al punto di pretendere da loro quasi l’impossibile sul piano della velocità, della precisione e della resistenza: molte volte, dopo una prima lettura del Barbiere mi sono sentito direda alcuni musicisti che certi passaggi erano ineseguibili, eppure alla fine si dimostra un’opera che funziona sempre e dà grandi soddisfazioni a chi la suona. Anche le voci sono trattate come strumenti. I cantanti sono sottoposti a richieste tecniche complesse e articolate, ma la difficoltà maggiore sta nella necessità che tutto suoni leggero, elegante, brillante e soprattutto spontaneo. E anche se la splendida cantabilità belcantista è unita a passaggi di feroce coloratura a rotta di collo, non c’è mai vuota esibizione, tutto contribuisce a colorare nel modo migliore il bel libretto di Sterbini. Si vede che il giovane Rossini si è divertito molto a scrivere il Barbiere, anche nel tirare scherzi ai musicisti, ai cantanti e allo stesso pubblico. Ma ora, guardandoci dall’alto, sono certo che con un gran sorriso stampa-to in faccia stia pensando: «Lo so… Funziona sempre»”.

BIGLIETTERIA DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Strada Giuseppe Garibaldi, 16/A 43121 Parma Tel. +39 0521 203999 biglietteria@teatroregioparma.it

ORARI DI APERTURA da martedì a sabato dalle 10.00 alle 13.00, il mercoledì e il venerdì dalle 16.00 alle 18.00 e un’ora e mezza prima dello spettacolo. In caso di spettacolo nei giorni di chiusura, da un’ora precedente lo spettacolo.

Chiuso il lunedì, la domenica e i giorni festivi. I biglietti per tutti gli spettacoli sono disponibili online su teatroregioparma.it.

L’acquisto online non comporta alcuna commissione di servizio.

TRITTICO CONTEMPORANEO A LA NUVOLA

Due prime italiane e una prima assoluta.

Coreografie di Philippe Kratz, Francesco Annarumma e Vittoria Girelli

Étoiles, Primi Ballerini, Solisti e Corpo di Ballo dell’Opera di Roma in scena il 2, 4 e 5 marzo

Forte del successo delle ultime stagioni, torna la formula del Trittico di danza, tenacemente voluta da Eleonora Abbagnato. L’appuntamento è a La Nuvola dal 2 al 5 marzo, con un nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma, in coproduzione con EUR SpA. Il programma è composto da S di Philippe Kratz In Esisto di Vittoria Girelli, due lavori del 2023 che arrivano in Italia per la prima volta, e Creature di Francesco Annarumma, una prima assoluta. Gli interpreti sono Étoiles, Primi Ballerini, Solisti e Corpo di Ballo della Fondazione Capitolina.

La serata di apre con S di Philippe Kratz. Nato nel 1985 in Germania, dopo il diploma e una prima esperienza nel Ballett Dortmund, è entrato nell’Aterballetto (2008), dove ha iniziato a creare e ad affermarsi sempre di più come coreografo. Premiato nel 2018 ad Hannover e nel 2019 dalla rivista ‘Danza&Danza’ (miglior coreografo), dal 2024 è direttore artistico del Nuovo Balletto di Toscana. Per S, Kratz si è ispirato al mito di Sisifo, condannato a spingere un masso fino alla cima della montagna per vederlo puntualmente ricadere giù e quindi ricominciare la scalata. La ripetitività dell’impresa diventa spunto per una riflessione sulla progressiva sostituzione dell’uomo con la macchina e sull’invadenza della tecnologia nella vita umana. Il tutto avviene attraverso il segno coreografico di Kratz, un linguaggio molto fisico. L’atmosfera rarefatta, creata dalla musica di Soundwalk Collective, le scene di Denis Rubinić e le luci di Valerio Tiberi, impone che tra i ballerini ci siano una particolare connessione, anche visiva, e grandissima complicità. Tra i cinque interpreti, tre uomini e due donne, il primo ballerino Claudio Cocino. Costumi di Mia Rejc Prajninger.

Si prosegue con Creature, nuova creazione di Francesco Annarumma sulla Sonata n.1 “The 12th Room” di Ezio Bosso. Napoletano, nato nel 1988, allo Staatstheater am Gärtnerplatz ha raggiunto la maturità artistica, come ballerino e come coreografo. In quest’ultimo ambito si è presto affermato in Europa. Nel 2023 le prime commissioni da parte della direttrice della Scuola di Danza dell’Opera di Roma, per i cui allievi ha creato Atto Due e Match!. Sempre Eleonora Abbagnato, gli affida ora sedici ballerini della Compagnia, tra cui le étoiles Alessandra Amato Susanna Salvi e le prime ballerine Federica Maine e Marianna Suriano. Annarumma, con il suo stile neoclassico-contemporaneo che non lascia nulla all’improvvisazione, si è lasciato ispirare completamente dalla musica di Ezio Bosso e dai danzatori, veri protagonisti sotto forma di creature. Sono uccelli, animali liberi che, in una situazione in cui si percepisce qualcosa di cupo, riescono a vedere la luce e a farla vedere al pubblico. È un balletto che parla di relazioni, di leggerezza e di emotività. Interpretando sé stessi, i ballerini arrivano a raccontare qualcos’altro, un messaggio emotivo che il pubblico è lasciato libero di interpretare. I costumi sono di Anna Biagiotti, le luci di Valerio Tiberi.

Chiude la serata In Esisto di Vittoria Girelli. La coreografa italiana, classe 1997, è già affermata in Germania, ma al debutto con l’Opera di Roma. Formatasi all’Accademia del Teatro alla Scala e poi all’English National Ballet School, dal 2016 fa parte dello Stuttgart Ballet, di cui è Demi-Soloist dalla stagione 2022-23. Ha creato In Esisto nel 2023 sull’omonima musica appositamente composta da Davidson Jaconello. L’ispirazione è nata dal movimento artistico anni Sessanta ‘Light and Space’, che incentrava la ricerca sull’influenza che le forme geometriche e l’uso della luce possono avere sull’ambiente e sulla percezione dello spettatore. Avvalendosi della collaborazione di un artista come A.J. Wiessbard per le scene e le luci, Girelli crea un ‘luogo-non luogo’, inizialmente asettico e senza identità, che con la musica, le luci, i movimenti, e le varie personalità e anime dei dodici ballerini che entrano in scena si evolve. Con le atmosfere primordiali che evocano diverse sensazioni accompagna il pubblico in un viaggio sul filo dell’essere e del non essere. I bianchi costumi, semplici ma efficaci, sono firmati dalla stessa Vittoria Girelli.

Dopo la prima di domenica 2 marzo, ore 18.00Trittico Contemporaneo torna in scena, sempre a La Nuvola, martedì 4 (ore 21.00) e mercoledì 5 marzo (ore 21.00).

Biglietti in vendita: sul sito https://www.operaroma.it/spettacoli/trittico-contemporaneo-2/ e al botteghino del Teatro dell’Opera; presso La Nuvola solo in occasione degli spettacoli, a partire da un’ora prima dell’inizio.

S: Claudio Cocino (primo ballerino del Teatro dell’Opera di Roma), Simone Agrò (Corpo di Ballo)

In Esisto: Vittoria Girelli (coreografa), Giacomo Castellana (solista del Teatro dell’Opera di Roma)

21 febbraio 2025

paolo.cairoli@operaroma.it

VOLTI DEL POTERE – STAGIONE 2024/2025 DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Trittico Contemporaneo

Musica Soundwalk Collective Primate Love; Empower and Enhance; The Age of Mutation; Lovotic

Coreografia Philippe Kratz

Assistenti alla coreografia Tom van de Ven Pavla Pećušak

Scene Denis Rubinić

Costumi Mia Rejc Prajninger

Luci Valerio Tiberi

CREATURE

Musica Ezio Bosso Sonata No. 1 in sol minore “The 12th Room” per piano solo

Creazione di Francesco Annarumma

Costumi Anna Biagiotti

Luci Valerio Tiberi

IN ESISTO

Musica Davidson Jaconello In Esisto; Moritz Moszkowski Concerto per pianoforte in Mi maggiore, op. 59, secondo movimento Andante, arrangiamento di Davidson JaconelloYannis Kyriakides Music for Viola

Coreografia Vittoria Girelli

Assistente alla coreografia Rolando D’Alessio

Scene e luci A.J. Weissbard

Costumi Vittoria Girelli

INTERPRETI

Alessandra Amato

Susanna Salvi

Federica Maine

Claudio Cocino

Étoiles, Primi Ballerini, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma

NUOVO ALLESTIMENTO TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Musica su base registrata

LA NUVOLA

prima rappresentazione domenica 2 marzo, ore 18

repliche

martedì 4 marzo, ore 21

mercoledì 5 marzo, ore 21

“Primavera in musica 2025” al Teatro Carmen Melis : nuova rassegna di 3 concerti sinfonici e 1 corale

La nuova rassegna musicale “Primavera in musica 2025”, ideata e realizzata dal Teatro Lirico di Cagliari, è stata organizzata nel Teatro Carmen Melis, dove sono in programma, dal 28 febbraio al 24 maggio, otto serate straordinarie, sempre alle ore 19, di celebre musica classica, con particolare attenzione ai capolavori di Mozart e Beethoven, fino al Novecento di Kodály, Poulenc e Chilcott e alle atmosfere popolari e religiose dei tradizionali spiritual afro-americani.

La rassegna è rivolta al pubblico di abbonati, ma anche a quello delle famiglie e dei giovani da sempre molto presente.

Venerdì 28 febbraio e sabato 1° marzo si esibisce l’Orchestra del Teatro Lirico, guidata da Marco Moresco (Chieti, 1964), direttore, pianista e compositore abruzzese al suo debutto a Cagliari. Il programma musicale prevede l’esecuzione di: Le nozze di Figaro: Ouverture di Wolfgang Amadeus Mozart; Ottava Sinfonia in Fa maggiore op. 93 di Ludwig van Beethoven; Le danze di Galánta di Zoltan Kodály.

Giovedì 6 e sabato 8 marzo è il turno del Coro femminile del Teatro Lirico, diretto dal suo maestro Giovanni Andreoli. In qualità di solisti si esibiscono: Andrea Piras (violoncello), Filippo Gianfriddo (batteria), Riccardo Pinna (pianoforte). Locandina accattivante e insolita con le Litanies à la Vierge Noire, prima composizione sacra di Francis Poulenc, la Nidaros Jazz Mass di Bob Chilcott, accattivanti sonorità jazz con tematica religiosa e 4 spiritual della tradizione afro-americana tra i più eseguiti nei teatri internazionali.

Venerdì 4 e sabato 5 aprile, ancora l’Orchestra del Teatro Lirico, diretta da Cristiano Del Monte (Loano, Savona, 1970) direttore musicale della Fondazione cagliaritana. Programma famosissimo con due celeberrime pagine di Ludwig van Beethoven (Coriolano, ouverture in do minore op. 62 e Settima Sinfonia in La maggiore op. 92) e una altrettanto celebre di Wolfgang Amadeus Mozart (Sinfonia in Re maggiore n. 35 K. 385 “Haffner”).

Venerdì 23 e sabato 24 maggio, Carmine Pinto (Salerno, 1966) ritorna sul podio cagliaritano, alla guida dell’Orchestra del Teatro Lirico, dopo il successo del suo concerto nell’agosto 2023. Solista è Lorenzo Panebianco, primo corno dell’Orchestra della Fondazione. Vengono eseguiti due raffinati brani mozartiani (Don Giovanni: Ouverture e Concerto per corno e orchestra n. 3 in Mi bemolle maggiore K 447) e la Prima Sinfonia in Do maggiore op. 21 di Ludwig van Beethoven.

Prezzi biglietti: € 10 (intero), € 5 (ridotto abbonati, disabili e under 35).

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, mercoledì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio. È chiusa, invece, i giorni festivi e i lunedì successivi alle domeniche di spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.com.

Primavera in musica 2025 al Carmen Melis

venerdì 28 febbraio, ore 19

sabato 1 marzo, ore 19

Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Marco Moresco

Wolfgang Amadeus Mozart Le nozze di Figaro: Ouverture

Ludwig van Beethoven Ottava Sinfonia in Fa maggiore op. 93

Zoltan Kodály Le danze di Galánta

giovedì 6 marzo, ore 19

sabato 8 marzo, ore 19

Coro femminile del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Giovanni Andreoli

contrabbasso Andrea Piras

batteria Filippo Gianfriddo

pianoforte Riccardo Pinna

Francis Poulenc Litanies à la Vierge Noire (Notre-Dame de Roc-Amadour)

Bob Chilcott Nidaros Jazz Mass

Traditional spiritual

Deep River (arrangiamento Shawn E. Okpebholo)

Go Down, Moses (arrangiamento Ruth Morris Gray)

Go Tell It on the Mountain (arrangiamento Donald Moore)

Walk Together Children (arrangiamento Tom Fettke e Thomas Grassi)

venerdì 4 aprile, ore 19

sabato 5 aprile, ore 19

Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Cristiano Del Monte

Ludwig van Beethoven Coriolano, ouverture in do minore op. 62

Wolfgang Amadeus Mozart Sinfonia in Re maggiore n. 35 K. 385 “Haffner”

Ludwig van Beethoven Settima Sinfonia in La maggiore op. 92

venerdì 23 maggio, ore 19

sabato 24 maggio, ore 19

Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Carmine Pinto

corno Lorenzo Panebianco

Wolfgang Amadeus Mozart Don Giovanni: Ouverture

Wolfgang Amadeus Mozart Concerto per corno e orchestra n. 3 in Mi bemolle maggiore K 447

Ludwig van Beethoven Prima Sinfonia in Do maggiore op. 21

PAOLO VALERIO, NUOVO DIRETTORE ARTISTICO RASSEGNE TEATRALI COMUNE DI VERONA.

GASDIA: “UN PROFESSIONISTA DI GRANDE ESPERIENZA, PRONTI A NUOVE SINERGIE”

«A nome di Fondazione Arena di Verona, desidero congratularmi calorosamente con Paolo Valerio per il nuovo e prestigioso incarico. Sono certa che sarà l’inizio di nuove sinergie e collaborazioni per il futuro della cultura e la valorizzazione dell’eccellenza teatrale veronese nel mondo – afferma Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena di Verona -. Paolo Valerio unisce a grande esperienza e professionalità una profonda conoscenza della città, del suo sistema teatrale e soprattutto un evidente amore per Verona, i suoi luoghi, la sua storia. In lunghi anni di collaborazione con Fondazione Arena, ha realizzato diversi spettacoli, rivolti in particolare alla formazione dei giovani, e nell’ultimo biennio ha creduto a due progetti che ci stavano particolarmente a cuore e che non avevano precedenti in città. Assieme a lui abbiamo dato vita a due produzioni di alto valore artistico per la riscoperta e valorizzazione di grandi opere dimenticate provenienti dal territorio. Una collaborazione che sicuramente proseguirà con il suo nuovo incarico». 

Paolo Valerio ha firmato la regia di due produzioni di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico: Amleto di Franco Faccio, nel 2023 per i centocinquant’anni dalla prima esecuzione dell’opera. E, il mese scorso, per l’inaugurazione della stagione del 50° del Teatro Filarmonico e del bicentenario dell’autore con Falstaff di Antonio Salieri, un omaggio al compositore di Legnago. 

PRESENTATI AL MINISTERO DELLA CULTURA IL 25° FESTIVAL VERDI E IL 10° VERDI OFF

Doppio anniversario dedicato al tema Verdi e Shakespeare

Tre le opere in programma: Otello, Macbeth, versione 1847, in due nuovi allestimenti realizzati nei laboratori del Teatro Regio con la regia di Federico Tiezzi e Manuel Renga, e Falstaff nell’allestimento di Jacopo Spirei. Sul podio Roberto Abbado, Francesco Lanzillotta, Michele Spotti. Completano il programma principale Messa da Requiem e Gala Verdiano, diretti da Robert Treviño e Paolo Carignani, e gli appuntamenti di Ramificazioni.

Tra gli interpreti, Fabio Sartori, Ariunbaatar Ganbaatar, Mariangela Sicilia, Davide Luciano, Misha Kiria, Roberta Mantegna, Marta Torbidoni, Michele Pertusi, insieme ai giovani talenti provenienti dall’Accademia Verdiana diretta da Francesco Izzo. Si rinnova e rinsalda la collaborazione con La Toscanini, il Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani e s’intensifica la collaborazione scientifica con l’Istituto Nazionale di Studi Verdiani.

Ramificazioni si radica nella contemporaneità, presentando, in prima assoluta e in 3 spazi diversi, 4 nuovi lavori commissionati ad autori di generazioni diverse. Due sono commissioni del Festival Verdi, Timon Études a Luca Francesconi e Disdemona Δυσδαιμονία Cattiva stella a Lenz Fondazione, due sono il risultato di Gradus, Passaggi per il Nuovo, progetto del Reggio Parma Festival dedicato agli artisti under 35, Fugues. The Art of Running e 89 Seconds to Midnight.

Inaugurazione con la Verdi Street Parade Tutto nel mondo è burla! con Imaginarium Studio, Elodie Lebigre e gli Artisti del Carnevale di Viareggio e con Il sonno uccidesti nuova commissione a Damiano Michieletto e Paolo Fantin

Verdi Off festeggia la X edizione riproponendo gli spettacoli iconici che hanno contraddistinto il suo percorso decennale, ribadendo la propria vocazione a innovazione, multidisciplinarietà, contemporaneità, inclusione, attenzione alle comunità più fragili.

Verdi è un gigante. L’Italia nasce con la sua musica, che in forza del suo genio ha saputo dare verità e incoraggiamento al monito solenne. Fatta l’Italia gli italiani si sono riconosciuti nella sua partitura e nella sua opera immortale c’è la nostra identità nazionale. Il Festival Verdi compie 25 anni, è cresciuto ed è in salute. Nel 2025 ha scelto con sapienza di celebrare questo traguardo importante dedicando questa edizione al rapporto tra Verdi e Shakespeare, un connubio mirabolante che ci fa sognare, con Otello, Macbeth, Falstaff. Il Festival è arricchito dal suo enfant terribile Verdi Off, che compie 10 anni e avvicina il Maestro di Busseto alle giovani generazioni, perché la musica affratella e deve stare tra la gente. Il Ministero della Cultura crede e sostiene le iniziative come la vostra, l’auspicio è quello di poter accrescere sempre di più il nostro supporto. Viva l’Italia, Viva Verdi!

Lo ha dichiarato Gianmarco Mazzi, Sottosegretario di Stato alla Cultura con delega allo Spettacolo dal vivo nel corso della presentazione della 25° edizione del Festival Verdi che si è tenuta oggi al Ministero della Cultura.

Verdi attraversa e pervade tutti i campi del sapere della nostra città, è nelle scuole, nella cultura, nei progetti sociali, partecipativi e turistici della città e perfino in quelli enogastronomici. L’osmosi tra la cultura verdiana e la città di Parma dura ovviamente da ben più di 25 anni e ha nutrito generazioni di appassionati che hanno saputo tramandare questa passione. Un vero e proprio coro cittadino. 25 anni fa c’è stata l’idea giusta: istituire un festival interamente dedicato alla figura del Maestro, che mettesse in scena le sue opere, con metodo, con una riflessione culturale e filologica, che rendesse il fatto di andare a sentire le opere verdiane a Parma e Busseto qualcosa di unico e di diverso rispetto ad ogni altra parte del mondo. Il Festival, crescendo, ha saputo portare Verdi anche fuori dal Teatro Regio, il nostro tempio verdiano. Per questo è nato Verdi Off, che con la sua forza centrifuga invade Parma e porta ovunque la contemporaneità e l’energia dell’arte e della cultura verdiana. Questo festival è riuscito a diventare un gioiello che porta a Parma persone da ogni parte del mondo ed è una gioia condividerlo con ognuna di loro .

Paul Dukas – L’apprendista stregone

In programma le musiche di Paul Dukas, Maurice Ravel e Wolfgang Amadeus Mozart.

Sabato 22 febbraio alle ore 20 il maestro Bertie Baigent debutta sul podio dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino.

Solista al pianoforte Cédric Tiberghien.

Il concerto sarà trasmesso in differita su Rai Radio 3

Ad appena ventiquattr’ore di distanza dal recital di Anna Netrebko un altro appuntamento nel calendario invernale del Maggio.  Sabato 22 febbraio 2025 alle ore 20 il concerto diretto dal maestro Bertie Baigent, che debutta non solo sul podio della Sala Grande alla testa dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino ma anche alla guida di una compagine italiana.

Il maestro Baigent ha attirato l’attenzione su di sé come vincitore del Classical Prize e Symphonic Prize al “Concorso Internazionale di Rotterdam” del 2022. Da allora ha avuto inizio la carriera internazionale guidando la London Philharmonic Orchestra, la Detroit Symphony Orchestra, la CBSO e la Royal Scottish National Orchestra. Attivo anche sul palcoscenico operistico, Baigent è co-fondatore e direttore musicale del “Waterperry Opera Festival” dove ha diretto numerose produzioni tra cui L’elisir d’amore di Donizetti, Carmen di Bizet e Il giro di vite di Britten.

In cartellone un interessante e brioso programma che viaggia attraverso un secolo e mezzo di grande musica: in apertura L’apprenti sorcier (L’apprendista stregone), il celeberrimo scherzo sinfonico di Paul Dukas, trasposizione musicale dell’omonima ballata di Johann Wolfgang von Goethe scritta esattamente cento anni prima.

Seguono due composizioni di Maurice Ravel: il Concerto in re maggiore per pianoforte e orchestra “per la mano sinistra”, commissionato a Ravel dal pianista austriaco Paul Wittgenstein il quale – durante il primo conflitto mondiale – rimase mutilato del braccio destro, e Pavane pour une infante défunte. Quest’ultimo lavoro fu scritto dal musicista francese appena ventiquattrenne, quando era ancora uno studente presso il Conservatorio di Parigi, e fu pensato come omaggio alla Principessa di Polignac. 

Al pianoforte nel corso dell’esecuzione del Concerto in re maggiore di Ravel Cédric Tiberghien, anche lui al suo debutto sul palco del Maggio.  Interprete apprezzato per la sua versatilità, come dimostra il suo vasto repertorio, ha collaborato con alcune delle più importanti orchestre del panorama internazionale, fra cui i Berliner Philharmoniker, la London Philharmonic Orchestra, la San Francisco Symphony, l’Orchestre National de Lyon e la Tokyo Philharmonic Orchestra. Ha inoltre all’attivo un’importante carriera come musicista da camera e ha ricevuto cinque Diapason d’Or, ambito premio conferito dai critici della rivista francese “Diapason” alle registrazioni di musica classica.

Chiude il concerto una delle più conosciute composizioni sinfoniche di Wolfgang Amadeus Mozart, la Sinfonia in do maggiore K. 425, nota anche come Linz: fu scritta nel 1783 ed è la seconda sinfonia scritta dal genio di Salisburgo in seguito al suo trasferimento a Vienna. Il nome deriva da quello della città austriaca di Linz, dove Mozart e sua moglie Constanze sostarono brevemente durante un loro viaggio.

Il programma:

Paul Dukas

L’apprenti sorcier (L’apprendista stregone)

Classe 1865, il francese Paul Dukas fu stimato compositore e didatta (tra i suoi allievi anche Darius Milhaud e Olivier Messiaen). Particolarmente critico nei confronti del proprio lavoro, Dukas ci ha lasciato un numero esiguo di opere, tra cui spicca lo scherzo sinfonico L’Apprenti sorcier (L’appredista stregone) che è indubbiamente l’opera più famosa ed eseguita del compositore. Ispirato all’omonima ballata di Wolfgang Goethe, L’appredista stregone fu composto nel 1897. La vicenda narra di un giovane apprendista che, in assenza del maestro, utilizza una formula magica per animare una scopa, inducendola ad attingere acqua dal fiume per portarla nell’antro del mago. Tuttavia l’apprendista non riuscirà più ad arrestare il sortilegio e alla fine sarà solo il ritorno del mago a scongiurare l’allagamento dell’antro. All’inizio del brano Dukas propone i temi principali che avranno una funzione primaria in partitura: il tema dell’incantesimo, il celeberrimo tema della scopa (associato ai fagotti) il tema dell’acqua, che con arte saranno poi sviluppati generando sonorità sorprendenti e ricche di humor.

Maurice Ravel

Concerto in re maggiore per pianoforte e orchestra “per la mano sinistra”

Pavane pour une infante défunte

Opera della maturità, il Concerto per pianoforte e orchestra in re maggiore “per la mano sinistra” fu scritto da Ravel tra il 1929 e il 1930 su richiesta del pianista austriaco Paul Wittgenstein, che aveva subito la mutilazione del braccio destro in guerra. Il concerto fu presentato dallo stesso Wittgenstein a Vienna nel 1932  suscitando grande interesse. Ravel era riuscito infatti a bilanciare il rapporto tra solista e orchestra senza nulla togliere allo spessore sonoro creando anzi un’opera estremamente espressiva e ricca di colori che sembrava destinata alle due mani. Sebbene sia internamente tripartito, il Concerto è in un solo movimento e adotta una scrittura improntata allo stile improvvisatorio con molti effetti jazz. Suggestiva è l’apertura affidata alle sonorità gravi dell’orchestra che creano un’atmosfera cupa e nebulosa da cui germogliano alcune idee tematiche fino all’entrata del pianoforte con una lunga e complessa cadenza. Nel corso dell’opera il solista sarà poi chiamato a destreggiarsi tra episodi di elegante rarefazione sonora ad altri di incisiva vigorìa ritmica sottolineata dal vivacissimo accompagnamento orchestrale.

Come molti altri brani orchestrali di Ravel, anche la Pavane pour une infante défunte fu inizialmente composta per pianoforte solo: nata nel 1899 fu poi trascritta per orchestra da camera nel 1910. Ispirato dalla figura di un’Infanta rinascimentale, Ravel costruì il suo brano sul ritmo di pavana, un’antica danza di corte cinquecentesca in metro binario di andamento moderato. Pagina breve e di lineare semplicità, la Pavane si distingue per il delicato lirismo della melodia intonata prima dal corno e poi dai legni e per le armonie eteree ed eleganti che la sostengono.

Wolfgang Amadeus Mozart

Sinfonia in do maggioreK. 425 Linz

Composta alla fine di ottobre del 1783, la Sinfonia in do maggioreK. 425 Linz” deve il suo titolo alla cittadina dove Mozart si trovava di passaggio al tempo e dove avrebbe tenuto un’accademia privata. Al programma musicale proposto mancava tuttavia un pezzo d’apertura e così Mozart compose in tutta fretta la sinfonia in tempo utile per il concerto. Molte delle scelte stilistiche di questa pagina rimandano al modello sinfonico di Haydn, dalla brillante strumentazione dove figurano le trombe e i timpani, elementi tipici di occasioni celebrative festose, all’impostazione dei quattro movimenti; per la prima volta, ad esempio, Mozart fa precedere l’Allegro iniziale da un Adagio introduttivo, tratto distintivo di tanti lavori di Haydn. Seguono un secondo tempo in ritmo di Siciliana (danza frequentemente utilizzata dall’illustre collega), un grazioso Minuetto di carattere rustico e un Presto conclusivo ricco di contrasti dinamici improvvisi ed episodi contrappuntistici.

La locandina:

PAUL DUKAS

L’apprenti sorcier, scherzo sinfonico

MAURICE RAVEL

Concerto in Re maggiore per pianoforte e orchestra “per la mano sinistra”

Lento/Andante/Lento

Pavane pour une infante défunte

WOLFGANG AMADEUS MOZART

Sinfonia in do maggiore K. 425 Linz

Adagio. Allegro spiritoso/Poco Adagio/Minuetto e trio/Presto

Direttore Bertie Baigent

Pianoforte Cédric Tiberghien

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

Il concerto è preceduto dalla guida all’ascolto tenuta da Marco Cosci nel Foyer di Galleria. È riservata ai possessori del biglietto e si svolge 45 minuti prima dell’inizio dello spettacolo (durata: 30 minuti circa).

Prezzi:

Solo ascolto 10€; Visibilità limitata 15€; Platea 6 e Galleria 20€; Platea 5 e Palchi 30€; Platea 4 40€; Platea 3 50€; Platea 2 60€; Platea 1 70€

Domenica 23 febbraio 2025, ore 17.00, Concerto per un sorriso al Teatro Auditorium Eugenio Montale

Domenica 23 febbraio alle ore 17.00 presso l’Auditorium Eugenio Montale del Teatro Carlo Felice di Genova, l’Associazione Golfini Rossi Onlus e la Residenza Universitaria Capodifaro, in collaborazione con l’Opera Carlo Felice, presenteranno il Progetto di raccolta fondi per la Comunità Mvimwa in Tanzania. Per tale occasione è previsto un concerto di straordinario valore con i Solisti dell’Accademia di Alto Perfezionamento dell’Opera Carlo Felice, diretta da Francesco Meli, e l’Ensemble di Percussioni del Liceo Musicale Sandro Pertini di Genova.  Al termine dell’esecuzione musicale, un momento conviviale con assaggio di olio e vino offerto dall’Azienda Agricola Pierluigi Pace.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Riccardo Muti sul podio dei Wiener Philharmoniker a Vienna, alla Scala e a New York

Il concerto tutto esaurito del 25 febbraio per il ciclo di Orchestre Ospiti

fa seguito a una serie di concerti diretti dal Maestro al Musikverein il 15, 16, 22 e 23.

Il 28 febbraio e il 1 e 2 marzo orchestra e direttore sono attesi alla Carnegie Hall.

Dopo aver diretto il suo settimo Concerto di Capodanno, Riccardo Muti torna in questi giorni alla testa dei Wiener Philharmoniker, l’Orchestra che ha diretto ogni anno per 50 anni per un totale di oltre 500 concerti. Dopo una serie di appuntamenti nella Goldener Saal del Musikverein di Vienna (15, 16, 18, 22 e 23 febbraio), Muti e i Wiener saranno al Teatro alla Scala (di cui il Maestro è stato Direttore Musicale dal 1986 al 2005) martedì 25 febbraio per il ciclo di Orchestre Ospiti, prima di partire per gli Stati Uniti per tre concerti alla Carnegie Hall il 28 febbraio e il 1 e 2 marzo.

Negli ultimi anni Riccardo Muti è tornato al Teatro alla Sala alla testa della Chicago Symphony Orchestra, di cui sarà Direttore Principale fino al 2027 e quindi Direttore emerito a vita, nel 2017, 2020 e 2024, e con i Wiener Philharmoniker nel 2021. Nel 2019 ha diretto la Missa defunctorum di Paisiello con l’Orchestra Cherubini nel Duomo di Pavia nell’ambito del Festival di musica sacra promosso dal Teatro.

Il programma del concerto del 25 febbraio a Milano include la Sinfonia n° 4 “Tragica” di Franz Schubert e la Sinfonia n° 7 di Anton Bruckner.

Schubert compose nello stesso anno 1816 la Quarta e la Quinta sinfonia. Unica tra le sinfonie giovanili in tonalità minore, la Quarta ricevette più tardi dallo stesso compositore l’appellativo “Tragische”. Aperta, come le sinfonie di Haydn, da un’introduzione lenta, la pagina mostra la volontà di confrontarsi con l’universo espressivo beethoveniano.

La prima esecuzione della Settima Sinfonia in mi maggiore di Bruckner, diretta da Arthur Nikisch al Gewandhaus di Lipsia il 30 dicembre 1884, fu un clamoroso successo, tale da consacrare definitivamente presso pubblico e critica il compositore ormai sessantenne, a dispetto dell’ostilità di Eduard Hanslick. Bruckner, considerato come l’apostolo sinfonico del wagnerismo (a Wagner è dedicata la coda dell’Adagio della Settima, spiaceva alla fazione brahmsiana. La Settima (Nona se si calcolano le due giovanili) è a oggi la più popolare delle sue sinfonie, e ben riassume sia l’universo espressivo d’autore con la sua estatica commistione di fede, romanticismo e nostalgia, sia le caratteristiche di scrittura, l’effusione melodica, il procedere per aree tematiche contrapposte.  

Informazioni e aggiornamenti sulle attività del Maestro Riccardo Muti

sono disponibili sul sito internet ufficiale www.riccardomutimusic.com

Martedì 25 febbraio 2025 – ore 20

Teatro alla Scala

Orchestre Ospiti

Wiener Philharmoniker

Direttore Riccardo Muti

Franz Schubert – Sinfonia n. 4 in do min. D 417 “Tragica”

Anton Bruckner – Sinfonia n. 7 in mi magg.

Prezzi: da 110 a 20 euro

Infotel 02 72 00 37 44

www.teatroallascala.org