OKSANA LYNIV INSIGNITA DEL “BAYERISCHER VERFASSUNGSORDEN”

La direttrice musicale del TCBO ha ricevuto il premio lo scorso 26 settembre alla Bayerische Staatsoper dopo la recita di Tosca.

La direttrice d’orchestra ucraina Oksana Lyniv ha ricevuto il prestigioso “Bayerischer Verfassungsorden” (Ordine della Costituzione Bavarese), per i suoi “straordinari meriti artistici” nel campo della musica classica.

Durante la cerimonia di premiazione, avvenuta lo scorso 26 settembre sul palco della Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera subito dopo la recita di Tosca, Ilse Aigner, Presidente del Parlamento bavarese, e Serge Dorny, Sovrintendente della Bayerische Staatsoper, hanno voluto ricordare anche il lavoro svolto da Lyniv con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, sottolineando come questa collaborazione abbia aperto un nuovo capitolo nella storia della musica, rendendola la prima donna a ricoprire il ruolo di Direttrice musicale di una Fondazione lirico-sinfonica italiana. A nome del governo bavarese, il Ministro Markus Blume ha espresso il suo ringraziamento per l’instancabile impegno di Lyniv nel mondo musicale e le ha augurato ulteriori successi nella sua brillante carriera.

Il riconoscimento, che dal 1961 premia le personalità che si impegnano in modo eccezionale per il bene comune e che danno vita ai valori della Costituzione bavarese, celebra il contributo musicale della direttrice d’orchestra profuso in Baviera (e ben oltre i suoi confini), dove Lyniv ha collaborato con orchestre come la Bayerisches Staatsorchester, i Münchner Philharmoniker, la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, i Bamberger Symphoniker e la Bayerisches Landesjugendorchester ed è stata la prima donna a salire sul podio del celebre Festival wagneriano a Bayreuth. Lyniv si distingue, inoltre, per il suo impegno nel promuovere la musica contemporanea, rendendola accessibile a un pubblico più ampio, e per la valorizzazione delle giovani generazioni di musicisti, meriti che si sommano al suo contributo costante alla cultura bavarese e alla sua dedizione ai valori costituzionali.

Oksana Lyniv tornerà nuovamente sul podio dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna all’Auditorium Manzoni per un concerto sinfonico il 5 ottobre con pagine di Berlioz, Debussy, Resatsch, Rachmaninov e Ravel, e per Die Walküre (La Valchiria) di Wagner in forma di concerto il 17 e 19 ottobre.

ARENA PER TUTTI 2024 IN 25 SERATE, MILLE PARTECIPANTI APERTE LE PRENOTAZIONI PER IL 2025

Il progetto di accessibilità più importante d’Europa, realizzato da Fondazione Arena e Müller, cresce del 44%. Sui social grande interesse anche dall’estero

Sono state precisamente 3.521 le persone con disabilità che questa estate hanno potuto vivere la magia dell’Opera. Delle quali 1.002 attraverso tecnologie e percorsi multisensoriali. Il progetto Arena per Tutti, realizzato da Fondazione Arena di Verona con Müller, e giunto alla seconda edizione, cresce di anno in anno. E guarda già al 2025.

Quest’anno sono state ben 25 le serate di spettacolo dal vivo, da giugno a settembre, all’insegna dell’accessibilità. Tutti i partecipanti hanno avuto l’occasione di seguire l’opera con supporti e percorsi ad hoc tra cui l’audio descrizione per persone cieche e ipovedenti, così come sottotitoli specifici per persone sorde. In tre differenti lingue: italiano, inglese e tedesco.

In Arena i nuovi standard di fruizione hanno consentito alla pratica del canto lirico in Italia, Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO, di essere fruibile a tutti.

Sono state ben 1.002 le persone che hanno sfruttato i supporti e le tecnologie durante gli spettacoli, mentre 354 hanno partecipato ai percorsi multisensoriali pre-opera, con un incremento del 39% rispetto al 2023. Dodici appuntamenti che hanno registrato il sold-out e hanno visto la partecipazione di numerose associazioni, tra cui l’Unione Italiana Ciechi con il presidente nazionale Mario Barbuto, e l’attenzione dei media. La7, Rai e Corriere della Sera, oltre alle testate locali e regionali, hanno parlato del progetto areniano come il più importante d’Europa, per numero di spettatori coinvolti.

VOLTI, ETÀ E PROVENIENZA

Un’iniziativa che è diventata virale. Sono stati oltre 14 milioni gli utenti raggiunti sui canali social di Fondazione Arena, Müller e degli influencer coinvolti: Elisabetta Rossi, Daniele Cassioli, Giovanni e Andrea Cerullo, Anna Vernillo, Marco Andriano. Volti noti di Instagram e Facebook che, proprio per le loro disabilità, sono diventati testimonial di come a Verona è possibile vivere un’esperienza unica al mondo. Il sito www.arenapertutti.it ha registrato 14 mila interazioni e circa 2.400 singoli utenti che hanno cercato informazioni, con un grande incremento della fruizione da parte di utenti stranieri, grazie alla traduzione dei contenuti. 4.600 i libri di sala digitali consultati (il 30% in inglese), e 5.200 le interazioni per le schede informative Esay To Read (la metà delle quali in inglese e tedesco).

Arena per tutti ha coinvolto spettatori provenienti da 16 regioni diverse dell’Italia e, per la prima volta, anche da Germania, Austria, Francia, Regno Unito e Stati Uniti, di cui il 43% non era mai stato prima in Arena, avvicinandosi al mondo dell’opera per la prima volta in assoluto. Oltre il 91% di coloro che hanno utilizzato gli strumenti ha dichiarato con entusiasmo di aver apprezzato l’efficacia e l’immersività della propria serata all’opera. Grazie anche

alla comunicazione social e digital, va rilevato il dato dell’età media del pubblico, che per il 53% è al di sotto dei 55

anni.

L’iniziativa è stata presentata questa mattina, dal Sovrintendente di Fondazione Arena Cecilia Gasdia, insieme all’Assessora alle Politiche sociali del Comune di Verona Luisa Ceni, al direttore Marketing di Müller Italia Paola Scandola e alla Professoressa associata di Traduzione inglese e Accessibilità dell’Università di Macerata Elena Di Giovanni, coordinatrice del progetto.

La partecipazione di Müller a questo grande evento musicale e culturale si iscrive nell’ambito di Müller For People, il percorso a lungo termine di sostenibilità sociale che l’Azienda veronese ha tracciato per i prossimi anni.

«I dati di Arena per tutti ci rendono particolarmente orgogliosi – dichiara Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena perché, oltre ai numeri, vediamo nomi e cognomi, storie di persone che affrontano viaggi importanti, geograficamente e umanamente, si accostano all’opera per la prima volta grazie a questo progetto e la scoprono all’Arena di Verona. L’opera, non ci stancheremo mai di ribadirlo, è sin dalla sua nascita la più multimediale, multisensoriale e inclusiva delle arti. Grazie a Müller, alla professoressa Di Giovanni, a tutti i professionisti impegnati in Arena per Tutti. L’impegno per il 2025 è abbattere anche le barriere linguistiche, per un’Arena per tutti ancora più internazionale».

«Gli straordinari risultati che ha raggiunto quest’anno il progetto Arena per Tutti dimostrano ancora una volta quanto sia importante rendere l’opera un’esperienza accessibile e inclusiva per ogni spettatore – dichiara Paola Scandola, Direttore Marketing di Müller Italia. – La crescente partecipazione del pubblico ha evidenziato il valore di abbattere le barriere per permettere a tutti di vivere la bellezza dell’opera lirica. Ringraziamo la Fondazione Arena di Verona per averci dato l’opportunità di sostenere questa iniziativa, che rappresenta un esempio concreto di inclusività e cultura aperta a tutti».

«Arena per Tutti è un progetto che cresce oltre ogni aspettativa e dà vita, in Arena, a un grande spazio inclusivo – specifica la professoressa Elena Di Giovanni, coordinatrice del progetto. – Uno spazio reale e virtuale che vede coinvolti tutti: il personale del teatro, gli artisti, gli operatori e le persone con e senza disabilità. Nel 2024 abbiamo raccolto oltre 360 questionari da parte degli utenti e il feedback è estremamente positivo e incoraggiante».

IL 2025 DI ARENA PER TUTTI

Per garantire al pubblico internazionale di essere presente e partecipare al progetto, Fondazione Arena di Verona svela con nove mesi di anticipo le date ‘accessibili’ del 2025. Abbracciando la proposta artistica del Festival 2025, il focus sarà sulle opere Aida, La Traviata, Carmen e sulla nuova produzione di Nabucco.

Ben 26 serate accompagnate da trailer accessibili (in italiano, inglese e tedesco, con sottotitoli, voce, traduzione in lingua dei segni italiana, internazionale e tedesca, descrizione delle immagini), audio descrizioni dal vivo degli spettacoli e libri di sala digitali, il tutto sempre in tre lingue (italiano, inglese e tedesco). I libri digitali sono strumenti inclusivi che, replicando la grafica e la struttura dei classici libri di sala cartacei (con sinossi, note di regia, foto e informazioni sugli spettacoli), offrono testi semplificati con caratteri modificabili e ingrandibili, immagini e bozzetti di scena con audio descrizione (per persone cieche e ipovedenti) e testi tradotti nella lingua dei segni italiana. Gli stessi libri di sala sono disponibili in inglese, con traduzione in lingua dei segni internazionale. Oltre alle schede per le opere in linguaggio Easy To Read sia in italiano che in inglese e in tedesco che seguono gli standard dell’Unione Europea per la scrittura destinata alle persone con disabilità intellettiva.

La prossima estate saranno 16 i percorsi multisensoriali completamente gratuiti, previa prenotazione obbligatoria alla mail inclusione@arenadiverona.ito tramite la pagina www.arenapertutti.it. Le persone con disabilità saranno accompagnate dietro le quinte e sul palcoscenico e potranno esplorare le scenografie, i

costumi, gli attrezzi di scena, gli spazi e strumenti musicali, guidati dal personale di palcoscenico e dalle sapienti mani di chi ha realizzato gli spettacoli nei minimi dettagli nei laboratori di Fondazione Arena.

Già a partire dal 1° ottobre sarà possibile prenotare il proprio posto per partecipare ad Arena per Tutti 2025. Per ulteriori informazioni e per conoscere le modalità di adesione, è possibile scrivere all’indirizzo e-mail inclusione@arenadiverona.it e consultare il sito www.arenapertutti.it.

Le date e le opere di ARENA PER TUTTI 2025 – 102° Arena di Verona Opera Festival 2025

sabato 28 giugno domenica 29 giugno sabato 5 luglio domenica 6 luglioNabucco Aida La Traviata Aida 
giovedì 10 luglioNabucco(serata con percorso multisensoriale)
venerdì 11 luglioLa Traviata(serata con percorso multisensoriale)
mercoledì 16 luglioAida(serata con percorso multisensoriale)
venerdì 18 luglioCarmen(serata con percorso multisensoriale)
sabato 19 luglio domenica 20 luglio giovedì 24 luglioLa Traviata Aida Nabucco(serata con percorso multisensoriale)   (serata con percorso multisensoriale)
venerdì 25 luglioLa Traviata(serata con percorso multisensoriale)
domenica 27 luglioAida(serata con percorso multisensoriale)
venerdì 1 agostoAida(serata con percorso multisensoriale)
domenica 10 agostoAida(serata con percorso multisensoriale)
giovedì 14 agosto sabato 16 agosto domenica 17 agosto giovedì 21 agosto sabato 23 agosto domenica 24 agostoCarmen Nabucco Aida Nabucco Carmen Aida(serata con percorso multisensoriale)   (serata con percorso multisensoriale) (serata con percorso multisensoriale)
giovedì 28 agostoAida(serata con percorso multisensoriale)
venerdì 29 agostoCarmen(serata con percorso multisensoriale)
mercoledì 3 settembreCarmen(serata con percorso multisensoriale)
giovedì 4 settembre venerdì 5 settembreAida Nabucco 
Il Requiem tedesco di Johannes Brahms, nella rara versione di Londra, il 4-5 ottobre, per la Stagione concertistica 2024-2025

Venerdì 4 ottobre alle 20.30 (turno A) e sabato 5 ottobre alle 19 (turno B) è in programma il secondo appuntamento della Stagione concertistica 2024-2025 del Teatro Lirico di Cagliari che prevede l’esibizione del Coro del Teatro Lirico, diretto da Giovanni Andreoli, protagonisti di un programma musicale ricercato e molto godibile. Nel ruolo di voci soliste si esibiscono Elena Schirru (soprano) e Antonino Giacobbe (baritono), mentre l’accompagnamento al pianoforte a quattro mani è di Mayumi Ogawa e Andrea Mudu.

Il programma musicale prevede: Ein deutsches Requiem, per soli, coro e pianoforte a quattro mani op. 45 di Johannes Brahms.

Composto tra il 1854 e il 1868 (prima esecuzione: Cattedrale di San Pietro a Brema, 10 aprile 1868), Ein deutsches Requiem segna un momento cruciale del cammino creativo di Johannes Brahms (Amburgo, 1833 – Vienna, 1897) e rappresenta una meditazione religiosa sulla morte secondo un percorso di pensiero scelto liberamente dall’autore. La morte, qui rappresentata nel suo aspetto più amichevole e consolatorio come riposo dal dolore, è lontana dalle consuete immagini cariche di ansie ultraterrene e di gestualità violente. Il Requiem cerca la sua dimensione tragica nella solennità anziché nel dinamismo drammatico.

L’ultima esecuzione a Cagliari della cosiddetta “versione di Londra” del Requiem tedesco di Brahms risale al 12-14 maggio 2016 per la rassegna “I Suoni dell’anima”. Il Coro del Teatro Lirico, diretto da Gaetano Mastroiaco, il soprano Barbara Crisponi, il baritono Nicola Ebau e Clorinda Perfetto e Francesca Pittau al pianoforte si sono esibiti nella Cattedrale di Santa Maria Assunta e nella Chiesa del Santo Sepolcro.

Lo spettacolo ha una durata complessiva di 70 minuti e non prevede l’intervallo.

I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.

La Stagione concertistica 2024-2025 prevede due turni di abbonamento (A, B), per 10 concerti ciascuno.

La campagna abbonamenti per la Stagione concertistica si è aperta lunedì 22 luglio 2024 con le conferme e variazioni su posti disponibili, possibili fino a sabato 14 settembre 2024. I nuovi abbonamenti sono in vendita ancora da lunedì 22 luglio 2024, fino a sabato 23 novembre 2024.

Da sottolineare, inoltre, la possibilità di acquistare da martedì 17 settembre 2024 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione concertistica; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

Prezzi abbonamenti (10 spettacoli): platea € 190 (settore giallo), € 170 (settore rosso), € 130 (settore blu); I loggia € 155 (settore giallo), € 130 (settore rosso), € 100 (settore blu); II loggia € 50 (settore giallo), € 50 (settore rosso), € 30 (settore blu).

Prezzi biglietti: platea € 35 (settore giallo), € 30 (settore rosso), € 25 (settore blu); I loggia € 30 (settore giallo), € 25 (settore rosso), € 20 (settore blu); II loggia € 10 (settore unico).

Ai giovani under 35 ed ai disabili sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

Venerdì 4 ottobre alle 11 è prevista, come ormai consuetudine, l’Anteprima Giovani, aperta alle scuole che potranno assistere, dalla I loggia, alla prova generale del concerto serale. (prezzi: posto unico € 3; informazioni e prenotazioni: Servizio promozione culturale, telefono 0704082326; scuola@teatroliricodicagliari.it).

Stagione concertistica 2024-2025

venerdì 4 ottobre, ore 20.30 – turno A

sabato 5 ottobre, ore 19 – turno B

Coro del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Giovanni Andreoli

soprano Elena Schirru

baritono Antonino Giacobbe

pianoforte Andrea Mudu, Mayumi Ogawa

Johannes Brahms

Ein deutsches Requiem, per soli, coro e pianoforte a quattro mani op. 45

(versione Londra)

(70 minuti circa)

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, mercoledì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Servizio promozione culturale scuola@teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.

SECONDO CONCERTO PER I TRENT’ANNI DELL’ORCHESTRA RAI

Andrés Orozco- Estrada interpreta le ultime sinfonie di Schumann e Brahms

Lunedì 30 settembre a Torino, su Radio3 e in live streaming su raicultura.it

Per il secondo dei due concerti straordinari che ricordano il trentennale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai torna sul podio il Direttore principale della compagine Andrés Orozco-Estrada, che propone lo stesso programma interpretato nel 1994 da Giuseppe Sinopoli. Lunedì 30 settembre alle 20.30, all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini”, fuori abbonamento, sono infatti accostate le ultime sinfonie di Robert Schumann e Johannes Brahms. La serata è trasmessa in diretta su Radio3 e in live streaming sul portale di Rai Cultura, che la registra e la proporrà successivamente in TV su Rai5.

Nato a Medellín, in Colombia, nel 1977, Orozco-Estrada ha debuttato con l’OSN Rai nel maggio 2022 e nell’ottobre 2023 ha iniziato la sua collaborazione come Direttore principale. È stato a capo di formazioni come l’Orchestra della Radio di Francoforte, i Wiener Symphoniker e la Houston Symphony. Dalla stagione 2025/2026 diventerà Generalmusikdirektor della Città di Colonia, prendendo le redini della Gürzenich Orchestra e dell’Opera della città tedesca, una delle più importanti metropoli culturali europee. Dirige abitualmente orchestre come i Wiener e i Berliner Philharmoniker, la Staatskapelle di Dresda, la Gewandhausorchester di Lipsia e quella del Concertgebouw di Amsterdam.

In apertura la Sinfonia n. 4 in re minore op. 120 di Schumann, che fu realizzata in una prima versione nel 1841, subito dopo la Prima, ma venne accantonata a causa dello scarso successo ottenuto dalla prima esecuzione. Fu poi successivamente rivista dallo stesso autore nel 1851 ed eseguita nella sua forma definitiva al Neues Theater di Düsseldorf il 30 dicembre 1852. Segue la Sinfonia n. 4 in si minore op. 98 di Brahms, eseguita per la prima volta a Meiningen il 25 ottobre del 1885 sotto la direzione dell’autore stesso. L’ultimo lavoro sinfonico del compositore tedesco è caratterizzato da una grande densità di contenuti musicali e da forti contrasti espressivi. Si ritrovano motivi zigano-ungheresi e costruzioni contrappuntistiche. L’opera si chiude recuperando la forma della Passacaglia con un tema ripreso da una cantata di Bach, variato per trentadue volte, e condotto verso un coronamento che chiude trionfalmente l’esperienza sinfonica brahmsiana.

Dopo i concerti del trentennale di settembre, Andrés Orozco-Estrada tornerà sul podio dell’Orchestra Rai il 17 e 18 ottobre, per l’inaugurazione della stagione sinfonica 2024/2025. Con lui il violinista Nikolaj Szeps-Znaider, in una serata interamente dedicata a Beethoven.

I biglietti per il concerto, da 10 a 15 euro, sono in vendita presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino e online sul sito dell’OSN Rai. Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it.

D COME DIECI IL DONIZETTI OPERA SI PREPARA ALLA DECIMA EDIZIONE, L’ULTIMA FIRMATA DAL DIRETTORE ARTISTICO FRANCESCO MICHELI

Il ringraziamento del presidente Giorgio Berta per i risultati ottenuti e per il contributo determinate alla crescita della città

Annunciata la coproduzione biennale con il Teatro Real di Madrid con Micheli regista di “Caterina Cornaro” e David McVicar per “Maria Stuarda”

Il Donizetti Opera, festival internazionale dedicato al compositore bergamasco, giunge nel 2024 al traguardo della decima edizione che si svolgerà da 14 novembre all’1 dicembre 2024. Sarà l’ultima firmata dal direttore artistico Francesco Micheli che lo ha guidato sin dalla fondazione nel 2015.

«Saluto con fierezza la mia città e il Teatro Donizetti – ha dichiarato Francesco Micheli durante la conferenza stampa di oggi – sapendo di lasciare in eredità un Festival che in due lustri è diventato punto di riferimento internazionale. Quattro “Premi Abbiati” dell’Associazione Nazionale Critici Musicali, Miglior Festival europeo nel 2019 secondo la critica tedesca per il mensile “Oper!” e tante altre soddisfazioni che ho vissuto con molti di voi. Grazie al nostro lavoro oggi Gaetano vive e lotta con noi da Bergamo nel mondo».

«Per Bergamo sono stati dieci anni di cambiamenti – commenta l’assessore alla cultura Sergio Gandi – vissuti col consueto spirito d’iniziativa che contraddistingue la città. Il Teatro Donizetti ha avuto un ruolo molto importante oltre queste mura – che abbiamo fortemente voluto ricostruire e ammodernare – e oggi la consapevolezza cittadina rispetto all’eredità consegnataci da Gaetano Donizetti non è più una questione per melomani o per pochi intenditori ma è parte integrante della nostra identità, grazie al lavoro del festival e a un lungo percorso culminato in Bergamo-Brescia capitale italiana della cultura. Per questo fenomeno musicale, che ha visto in Francesco Micheli l’alfiere più esposto, va dato merito anche all’amministrazione che ne ha sostenuto le iniziative e ai tanti sponsor e partner privati che l’hanno affiancata. Il rapporto tra quello che ormai chiamiamo affettuosamente Gaetano e la città non potrà tornare indietro e dovrà essere sempre al centro delle nostre politiche culturali».

«Per accompagnare una “rivoluzione” come quella che abbiamo visto in questi dieci anni – sottolinea il presidente della Fondazione Teatro Donizetti Giorgio Berta –, era necessaria una struttura organizzativa solida, cresciuta negli anni, come quella della Fondazione Teatro Donizetti, che presiedo dal 2016. Le sfide che ci ha posto Francesco Micheli in questi anni, così come quella della ristrutturazione e della pandemia sono state notevoli. Tuttavia le abbiamo affrontate, rispettando tempi e costi sia nei momenti più felici di spettacolo, come la riscoperta dell’Ange de Nisida, sia quando si sono dovuti affrontare momenti d’incertezza ed emergenza sanitaria e sociale. Anni in cui non ci siamo arresi, ma abbiamo inventato o identificato nuovi strumenti e nuovi metodi di coinvolgimento del pubblico, come ad esempio la WebTV nel 2020 con 11mila spettatori. Il Donizetti Opera, nella visione di Francesco Micheli e nell’impegno crescente di tutti i lavoratori della Fondazione, è riuscito a far comprendere a tutti i bergamaschi, a cominciare dai ragazzi, il valore del Donizetti compositore e il messaggio universale del suo teatro. Siamo grati a Francesco anche perché ci lascia un ulteriore regalo: la programmazione impostata per i prossimi due anni, con una coproduzione internazionale insieme al Teatro Real di Madrid che vedrà Micheli regista di “Caterina Cornaro” e David McVicar di “Maria Stuarda”».

TCBO: L’ILLUMINISMO SOTTO LA LENTE DI PIERGIORGIO ODIFREDDI E ARMANDO MASSARENTI PER “LE ARMONIE DELL’ARTE”

Con l’Orchestra del Comunale che interpreta pagine di Rameau, Haydn, Mozart, Beethoven, Prokof’ev

Martedì 1° ottobre alle 20:30 all’Auditorium Manzoni

È un’età dibattuta quella dei Lumi, che è al centro del prossimo appuntamento della rassegna “Le Armonie dell’Arte” intitolato “L’Illuminismo”, con protagonisti due esponenti della divulgazione scientifica come il matematico e saggista Piergiorgio Odifreddi e il giornalista e scrittore Armando Massarenti. Diversamente da quanto annunciato in precedenza, l’incontro è in programma martedì 1° ottobre alle 20:30 all’Auditorium Manzoni.

“E se fosse l’Illuminismo l’età che ha coniugato nella maniera più intelligente ragione e sentimento?”. Partono da questo interrogativo i due ospiti della rassegna per esplorare un’epoca che non è solo “l’età dell’arida ragione, ma un fiorire di temi e valori come natura, tolleranza, felicità, scetticismo, libertà civile, lotta ai pregiudizi, cosmopolitismo, solidarietà e – certo – anche ragione, ma senza dimenticare sentimenti morali e sensibilità estetica”. Padri della filosofia e della scienza come Voltaire e Newton sono solo alcune delle personalità emblematiche che nel corso della serata entrano nel racconto di Odifreddi e Massarenti, intervallato dalla musica interpretata dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Valentino Corvino. Non poteva mancare tra i compositori proposti Jean-Philippe Rameau, che nel suo “Trattato di armonia ridotta ai suoi principi naturali” di naturale metteva proprio il meccanicismo newtoniano, con tanto di leggi matematiche garanti del divino ordine universale, affermando però che «per gioire pienamente degli effetti della musica, bisogna essere in un puro abbandono di se stessi». Dall’Ouverture da Les Indes Galantes di Rameau si attraversa il XVIII secolo con l’Adagio – Allegro dalla Sinfonia n. 104 in re maggiore “London” di Franz Joseph Haydn, con l’Allegro vivace dalla Sinfonia n. 41 in do maggiore “Jupiter” e l’Ouverture e l’aria di Cherubino “Voi che sapete che cosa è amor” dalle Nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart. Completano il programma l’Adagio molto – Allegro con brio, primo movimento della Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 36 di Ludwig van Beethoven e l’Allegro dalla Sinfonia n.1 in re maggiore op. 25 “Classica” di Sergej Prokof’ev.

“Le Armonie dell’Arte” è una coproduzione tra Teatro Comunale di Bologna e Innovio, realizzata grazie al supporto di Illumia, PwC Italia e dei Centri di Consulenza Finanziaria di Bologna – Allianz Bank Financial Advisors. La rassegna è curata da Barbara Abbondanza, con la direzione artistica di Valentino Corvino e il coordinamento editoriale di Giovanni Carlo Federico Villa.

Biglietti a 10 euro (Under30), 15 euro (Ridotto abbonati opera, sinfonica e danza) e 20 euro (intero) per il Settore 1; a 10 euro (Under30 e Ridotto abbonati opera, sinfonica e danza), 15 euro (intero) e 5 euro (studenti UNIBO) per il Settore 2; in vendita online sul sito del TCBO, sulla piattaforma TicketSms e presso la biglietteria del Teatro Comunale (Largo Respighi), dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18 e il sabato dalle 11 alle 15; il giorno dello spettacolo presso l’Auditorium Manzoni da 1 ora prima fino a 15 minuti dopo l’inizio.

Dopo questo appuntamento, la rassegna 2024 si chiuderà il 4 novembre con un incontro che vedrà ospiti Cristina Acidini e Marco Carminati – affiancati dalla Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna – dedicato al “Barocco”.

Grandi applausi e teatro sold out per il nuovo allestimento di Turandot di Puccini al Teatro Massimo di Palermo

L’opera è stata rappresentato nella prima versione integrale del finale dell’opera
ultimata da Franco Alfano

Repliche fino al 29 settembre

Applausi a scena aperta e ovazione finale al Teatro Massimo di Palermo per il nuovo allestimento di Turandot di Puccini, firmato dal regista Alessandro Talevi e diretto dal maestro Carlo Goldstein con l’Orchestra, Coro e Coro di voci bianche del Teatro Massimo, guidati dal maestro del Coro Salvatore Punturo. Tantissimi applausi anche per il cast internazionale che schierava il soprano Ewa Płonka, nel ruolo del titolo, e Juliana Grigoryan, star in grande ascesa, per la dolce e commovente Liù. A trascinare il pubblico, che ha fatto registrare il sold out alla ripresa di stagione, il tenore Martin Muehle (Calaf) applaudito a scena aperta al termine della celebre e amata aria Nessun dorma. Insieme a loro, tra gli applausi più calorosi, quelli per Alessio ArduiniMatteo Mezzaro e Blagoj Nacoski, cinici e scanzonati ministri imperiali PingPong e Pang, in costumi fashion di Anna Bonomelli che firma anche la scenografiaA completare il cast di rilievo, il basso Giorgi Manoshvili (Timur)Cristiano Olivieri (l’imperatore Altoum) e Luciano Roberti (Mandarino). Le ancelle sono affidate a Gabriella Barresi Lorena Scarlata. Regista assistente Anna Maria BruzzeseLuci di Marco Giusti. Maestro d’armi Ran Arthur Braun. Assistente ai costumi Angelica Forni.

Turandot venne eseguita per la prima volta al Teatro alla Scala nel 1926 con la direzione di Toscanini che però ferma l’esecuzione lì dove Puccini si era fermato prima di morire e in seguito eseguirà il finale affidato ad Alfano in una versione ridotta che si è poi imposta nell’uso comune. Il Teatro Massimo, per celebrare il centenario della scomparsa di Puccini, ha scelto invece di presentare la prima versione integrale del finale dell’opera ultimata da Franco Alfano.

Ispirata all’omonima fiaba teatrale di Carlo Gozzi, l’opera, che nel libretto di Adami e Simoni è ambientata in Cina, racconta la vicenda della bella e crudele principessa Turandot. Chiunque voglia sposarla dovrà provare a risolvere tre enigmi che racchiudono il mistero e il rancore della principessa per la violenza subita dalla sua antenata Lo-u-ling che rivive in lei. I malcapitati pretendenti, che uno dopo l’altro falliscono la prova vengono giustiziati senza alcuna pietà fino all’arrivo del principe Calaf, che non solo risolve gli enigmi ma, grazie al sacrificio della schiava Liù che si suicida pur di non tradire il suo segreto, riesce a infrangere il cuore di ghiaccio di Turandot con la forza più grande e misteriosa che esista: l’amore. Puccini compone Turandot unendo a un linguaggio musicale moderno la struttura della grande tradizione ottocentesca dell’opera italiana, ma muore prima di completare la composizione che viene affidata a Franco Alfano, che all’epoca aveva già scritto opere di successo come Risurrezione (1904) e La leggenda di Sakuntala (1921) e che poi a inizio degli anni Quaranta fu sovrintendente del Teatro Massimo.

Repliche fino al 29 settembreInfohttps://www.teatromassimo.it/event/turandot/

Fondazione Ravello partecipa alle Giornate europee del Patrimonio il 28 settembre in Villa Rufolo recital di Flavio Serafini

Ad un mese dalla fine del Ravello Festival, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, torna la musica in Villa Rufolo.

Sabato 28 settembre (ore 18.30) nell’Auditorium del Complesso monumentale, recital del flautista Flavio Serafini. Romano, classe 1997, artista dalla spontanea cantabilità, con una tecnica brillante e un eccellente controllo del suono, Serafini è un abile interprete e accademista presso la Luzerner Sinfonieorchester con la quale si è esibito presso il KKL di Lucerna, il Musikverein di Vienna e la Tonhalle di Zurigo.

Le Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days) costituiscono il più partecipato degli eventi culturali in Europa, promosso nel 1991 dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea. Come ogni anno, i musei, i luoghi della cultura e le istituzioni culturali possono aderire inserendo loro iniziative nel programma online del Ministero della Cultura per il tramite della Direzione regionale Musei nazionali Campania.

Lo scopo della manifestazione è far apprezzare e conoscere a tutti i cittadini il patrimonio culturale nazionale ed europeo e incoraggiare la partecipazione attiva per la sua salvaguardia e trasmissione alle nuove generazioni.

La Fondazione Ravello anche quest’anno partecipa all’iniziativa con questo appuntamento che si inserisce nella rassegna “Il Salotto musicale di Nevile Reid” già avviata nel dicembre dello scorso anno.

Serafini a Ravello eseguirà un programma per flauto solo variamente articolato che comprendente pagine di autori quali Bach, Bozza, Paganini, Marais, Mercadante, Karg-Elert e Debussy.

www.ravellofestival.com | Tel. 089 858422 | boxoffice@ravellofestival.com

Sabato 28 settembre

Auditorium di Villa Rufolo, ore 18.30

Il salotto musicale di Nevile Reid

per le Giornate Europee del Patrimonio

Flavio Serafini, flauto

Musiche di Bach, Bozza, Paganini, Marais,

MercadanteKarg-Elert, Debussy

Biglietto di ingresso alla Villa

Programma

Johann Sebastian Bach

Partita in la minore per flauto traverso solo, BWV 1013

Eugène Bozza 

Image op.38

Niccolò Paganini

Capriccio n.24

Marin Marais

Les Folies d’Espagne

Saverio Mercadante

Aria variata su Là ci darem la mano

Sigfrid Karg-Elert

Sonata Appassionata op.140

Claude Debussy

Syrinx

Da un’idea dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino nasce al Teatro del Maggio il primo Festival interamente dedicato ai Cori di voci bianche.

Festival delle voci bianche dei Teatri d’opera

Tre concerti, il 28 e 29 settembre e il 5 ottobre 2024 alle ore 16.30, per promuovere la diffusione della cultura musicale tra le nuove generazioni attraverso il canto corale.

I protagonisti saranno i Cori di voci bianche di alcune delle più importanti Istituzioni musicali italiane: il Teatro dell’Opera di Roma, l’Accademia Teatro alla Scala, il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Carlo Felice di Genova, il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro Regio di Torino e l’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino.

 “Tutta qui la cantoria!” è il primo Festival che celebra l’arte dei Cori delle voci bianche che svolgono attività canora all’interno dei teatri d’opera italiani e che coinvolge i giovani cantori in un viaggio musicale unico nel suo genere ed è promosso dall’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino. Il titolo del Festival, tratto da Tosca di Giacomo Puccini, riprende il celebre intervento del Sagrestano che, alla falsa notizia della vittoria delle truppe austriache su Napoleone, invita la vivace cantoria di bambini a prepararsi per il Te Deum di ringraziamento.

Sono sette le Istituzioni musicali, tra Teatri e Accademie, che hanno aderito a questa prima occasione di condivisione di musica corale per le voci bianche: il Teatro dell’Opera di Roma, l’Accademia Teatro alla Scala, il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Carlo Felice di Genova, il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro Regio di Torino e l’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino. Per la prima volta in Italia i Cori di voci bianche dei principali Teatri d’opera avranno l’opportunità di incontrarsi, di presentare al pubblico il proprio repertorio, il patrimonio e la tradizione musicale del proprio teatro e della propria città.  Una vera festa, dedicata al canto corale e alla diffusione della cultura musicale tra i giovanissimi, con un ricco programma musicale, tratto dal grande repertorio operistico con le composizioni – per esempio, tra le tante – di Mozart, Verdi, Purcell, Rossini, Puccini, Donizetti, Bernstein, fino ad arrivare alla musica popolare contemporanea più conosciuta.

Per ciascuna data è prevista l’esibizione di due Cori ospiti, al termine della quale tutti i cantori, insieme a quelli del Coro di voci bianche dell’Accademia del Maggio, si uniranno in una grande performance corale finale. Il 28 settembre alle ore 16.30 saliranno sul palcoscenico della Sala grande del Teatro del Maggio, il Coro di voci bianche del Teatro San Carlo di Napoli, del Teatro Regio di Torino e il Coro di voci bianche dell’Accademia del Maggio. Il 29 settembre sempre alle 16.30 e ancora nella Sala grande del Teatro si esibiranno il Coro di voci bianche del Teatro Comunale di Bologna, dell’Accademia Teatro alla Scala e il Coro dell’Accademia del Maggio. Il 5 ottobre, stavolta in Sala Mehta alle 16.30, il Coro di voci bianche dell’Accademia del Maggio sarà assieme al Coro del Teatro Carlo Felice di Genova e del Teatro dell’Opera di Roma.

“Siamo molto felici e orgogliosi di dare il benvenuto a tutti i cori di voci bianche che, insieme al nostro coro, si ritroveranno sul palcoscenico del Teatro del Maggio per dare vita al primo Festival a loro dedicato” così il Presidente dell’Accademia del Maggio, Mario Curia, accoglie i giovani cantori, “Il Festival sarà un’occasione di incontro, guidato dallo spirito di collaborazione e valorizzazione di un’eccellenza artistica nel mondo musicale italiano. I Cori saranno veri e propri ambasciatori dell’importanza e della bellezza della musica corale”. 

“Lo sforzo produttivo messo in campo è enorme e non posso non ringraziare anche il Sovrintendente Carlo Fuortes e il Teatro del Maggio per il loro supporto” prosegue il Direttore artistico dell’Accademia, Matteo Pais, “Accogliamo a Firenze circa 600 giovani cantori con i loro maestri e pianisti accompagnatori, che in tre differenti concerti daranno vita a un importante momento di confronto artistico e musicale e allo stesso tempo porteranno un fondamentale messaggio di collaborazione e condivisione tra realtà che perseguono la stessa missione. A simboleggiare questa condivisione d’intenti, al termine di ogni programma verrà eseguito dai cori riuniti un brano ispirato a Giacomo Puccini, composto per questo Festival da Mauro Zuccante. 

L’auspicio, infine, è quello di lasciare il testimone a un’altra Fondazione lirica in modo che questa esperienza possa diventare itinerante e ciclica, ripetendosi ogni anno in una città diversa e invogliando quel “fare rete” così importante nel mondo culturale di oggi. Noi, come Accademia del Maggio, poniamo con questo Festival il primo seme di un progetto che mi auguro possa crescere e durare nel tempo”.

Il Festival è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura, di SIAE, della Regione Toscana, della Confederazione Italiana Associazioni e Fondazioni per la Musica Lirica e Sinfonica, con il patrocinio di AGIS e ANFOLS. Sponsor dell’evento: Unicoop Firenze.

Alfonso Caiani dirige Le Roi David di Arthur Honegger

Il concerto sarà dedicato alla memoria di Giampaolo Vianello sovrintendente della Fenice dal 2001 al 2010, a cinque anni dalla scomparsa

Alfonso Caiani dirige Orchestra e Coro del Teatro La Fenice nel penultimo appuntamento della Stagione Sinfonica 2023-2024 della Fondazione Teatro La Fenice. Sabato 28 settembre ore 20.00 (turno S), e in replica – fuori abbonamento – domenica 29 settembre ore 17.00, le compagini veneziane guidate dal maestro del Coro del Teatro La Fenice eseguiranno il salmo in tre parti Le Roi David di Arthur Honegger, che sarà eseguito nella versione originale del 1921. Variato dunque il programma, che prevedeva inizialmente l’esecuzione dei Carmina burana di Carl Orff. Il concerto sarà dedicato alla memoria di Giampaolo Vianello, a cinque anni dalla scomparsa: Vianello fu sovrintendente della Fenice dal 2001 al 2010, e protagonista nei delicatissimi anni della ricostruzione del teatro veneziano dopo il rogo del 1996.

         Arthur Honegger (1892-1955), fu membro del Gruppo dei Sei, il circolo musicale sorto a Parigi attorno al 1920 del quale facevano parte anche Darius Milhaud, Francis Poulenc, Germaine Tailleferre, Georges Auric e Louis Durey. Raccogliendo l’eredità di Erik Satie e supportati da artisti d’avanguardia come Jean Cocteau, i Sei, ciascuno con le proprie idee e inclinazioni, intendevano proporre uno stile musicale alternativo alle tendenze dominanti dell’Impressionismo musicale di Claude Debussy e del wagnerismo. Di Honegger è emblematico Pacific 231 per orchestra, un brano che imita il suono di una locomotiva a vapore. Ma un esempio altrettanto significativo della poetica innovativa del compositore è Le Roi David, pagina affascinante e di grande impatto nella quale l’autore combina diversi stili musicali e tecniche compositive, dal canto gregoriano al barocco, fino al jazz.

         Honegger compose Le Roi David a Mézières, in Svizzera, nel 1921 come musica di scena per l’omonima pièce di René Morax. La trama, basata sulla narrazione biblica, racconta la storia del re Davide: dalla giovinezza come pastorello alle sue vittorie in battaglia, la relazione con Saul, l’ascesa al potere, l’adulterio, il lutto per la morte del figlio e infine la sua stessa morte. L’opera si compone di ventisette movimenti musicali costituiti da assoli vocali, cori e intermezzi strumentali. Un narratore fa da trait d’union tra un numero musicale e l’altro, raccontando la storia del re.

         Composto su commissione in soli due mesi, Le Roi Daviddebuttò l’11 giugno 1921 al Théâtre du Jorat di Mézières, riscuotendo un grande consenso da parte della critica. La sua versione originale prevede un organico ridotto, quello commisurato alle forze disponibili nel teatro della cittadina svizzera: un piccolo ensemble di sedici musicisti. Nel 1923, stimolato dal successo della versione originale, Honegger riscrisse l’opera per un’orchestra di dimensioni tradizionali. 

Il concerto di sabato 28 settembre 2024 sarà preceduto da un incontro a ingresso libero con il musicologo Roberto Mori, che dalle 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.

I biglietti per il concerto (da € 15,00 a € 90,00, ridotto abbonati da € 15,00 a € 60,00) sono acquistabili nella biglietteria del Teatro La Fenice e nei punti vendita Eventi Venezia Unica, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.

MITO SETTEMBREMUSICA 2024: SUCCESSO PER LA PRIMA EDIZIONE FIRMATA DA GIORGIO BATTISTELLI 

Circa 44.000 spettatori hanno applaudito il Festival 

Il 13 ottobre alle 21.15 il racconto su Rai5

La Nona di Beethoven in Piazza San Carlo con Michele Spotti sul podio dell’Orchestra del Regio di Torino; l’omaggio a Wolfgang Rihm di Riccardo Chailly con la Filarmonica della Scala; Campari e Martini & Rossi raccontate nella “Drink Jazz Suite” di Stefano Massini; Ludovico Einaudi con il suo “In A Time Lapse (Reimagined)”; Giovanni Sollima insieme a Enrico Melozzi e i 100 cellos; le prime italiane di Simon-Steen Andersen e Heiner Goebbels interpretate dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai; l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e la Filarmonica TRT dirette da Gianandrea Noseda; il barocco di Delphine Galou e Ottavio Dantone; il tributo a Puccini con Toni Servillo e l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali guidata da Gianna Fratta; il sold out della “Principessa di gelo” con i giovani studenti delle scuole di Milano e Torino. Sono solo alcuni degli appuntamenti più amati della diciottesima edizione del Festival MITO SettembreMusica, che si è svolta a Torino e a Milano dal 6 al 22 settembre, la prima firmata dal Direttore artistico Giorgio Battistelli.  

Gli assessori alla Cultura delle due città, Rosanna Purchia e Tommaso Sacchi esprimono «Grande soddisfazione per il progetto artistico di qualità proposto dal direttore Giorgio Battistelli, alla sua prima edizione alla guida del Festival. Un programma che ha saputo coniugare tradizione e innovazione, esplorando collaborazioni inedite, come quella con il mondo del calcio, riscuotendo entusiasmo e partecipazione da parte del pubblico, oltre a un rinnovato apprezzamento da parte dei media. La collaborazione con la Città di Lione avviata quest’anno diverrà un appuntamento stabile a partire dall’edizione 2025, con significativi sviluppi per entrambe le città».

I concerti con le compagini dell’Opera di Lione dirette da Daniele Rustioni hanno segnato l’avvio della nuova collaborazione tra le Città di Torino e Lione nell’ambito della musica, della danza e dell’arte contemporanea. Il progetto, che coinvolgerà anche il Comune di Milano, porterà all’ampliamento dell’offerta di MITO SettembreMusica 2025 e alla creazione di una nuova opera luminosa che sarà esposta ad anni alterni a Torino per le “Luci d’Artista” e a Lione per la “Fête des Lumières”, oltre a iniziative comuni nell’ambito della danza, della letteratura e del teatro. 

E si guarda al futuro anche con il progetto “Musica su due piedi”, che quest’anno ha avuto come protagoniste le squadre del Torino e del Milan – con le nuove composizioni rispettivamente di Carlo Crivelli e Fabio Vacchi – e che l’anno prossimo vedrà scendere in campo l’Inter e la Juventus. 

Circa 44.000 gli spettatori che hanno applaudito MITO 2024 e le sue rassegne collaterali “Milano MITO d’Europa”, con i giovanissimi pianisti del Conservatorio di Milano, e “MITO per la Città”, diffusa negli ospedali, nelle case di riposo, nei centri di accoglienza e nelle carceri di Torino. 

Anche quest’anno, inoltre, si potranno rivivere alcuni dei momenti più significativi del Festival, raccolti in un racconto che verrà trasmesso da Rai Cultura domenica 13 ottobre alle 21.15 in prima visione su Rai5 nel programma “PUNTO NAVE. MAPPE PER L’IMMAGINARIO” dal titolo “I MOTI DI MITO”, con la regia di David Doplicher. 

Sui social network di MITO SettembreMusica – Facebook, Instagram, YouTube e Flickr –sono disponibili le immagini e i video dei concerti del Festival con le interviste a molti degli artisti coinvolti. 

MITO SettembreMusica è un progetto delle Città di Torino e Milano, con il contributo del Ministero della Cultura, realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino e dalla Fondazione I Pomeriggi Musicali, con il sostegno – sin dalla prima edizione – del Partner Intesa Sanpaolo, della Fondazione Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT, degli sponsor Iren, Pirelli e Fondazione Fiera Milano e ancora degli sponsor tecnici Xori Group e Acqua Sant’Anna e del supporter Nova Coop. 

La Rai – con Rai Cultura, Rai 5 e Radio3 – e i quotidiani La Stampa e Corriere della Sera sono Media partner del Festival. 

Il treno ufficiale di MITO è Frecciarossa. 

DANIELE GATTI INAUGURA LA STAGIONE DEI WIENER PHILHARMONIKER

Il 27, 28 e 29 settembre al Musikverein di Vienna e poi in tournée in Europa fino al 6 ottobre

Dopo la sua prima apertura di stagione da nuovo Direttore principale della Staatskapelle di Dresda, lo scorso 31 agosto alla Semperoper del capoluogo della Sassonia, Daniele Gatti inaugura la stagione dei Wiener Philharmoniker. Venerdì 27 settembre (con replica il 28 e il 29) sale sul podio del Musikverein, la celebre sala dorata del Concerto di Capodanno, con un programma dedicato a due grandi compositori russi del Novecento: Igor Stravinskij, con il suo balletto Apollon Musagète del 1928, e Dmitrij Šostakovič con la sua Decima sinfonia in mi minore, scritta nel 1953. 

Dopo i concerti a Vienna, il programma sarà portato in tournée in Europa: al Teatro Real di Madrid il 1° ottobre, al Palacio de Congresos di Saragozza il 2 ottobre, all’Auditorio di Barcellona il 3 ottobre, al Théâtre des Champs-Èlysèes di Parigi il 5 ottobre e all’E-Werk di Saarbrücken il 6 ottobre.

Daniele Gatti ha debuttato con i Wiener Philharmoniker nel febbraio del 2005 e nello stesso anno li ha diretti al Festival di Salisburgo e in tournée. Da allora è stato ospite regolare della grande compagine austriaca in stagione, a Salisburgo e in altre prestigiose tournée, come quella che nel 2015 li ha portati alla Carnegie Hall di New York con il Deutsches Requiem e l’integrale delle sinfonie di Johannes Brahms.

LA SCUOLA DI BALLO DELL’ACCADEMIA TEATRO ALLA SCALA PER LA PRIMA VOLTA AL TCBO

I giovani talenti danzano La fille mal gardée con la coreografia di Frédéric Olivieri

Sabato 28 settembre alle 20:30 e domenica 29 settembre alle 16:30 al Comunale Nouveau

Porteranno a Bologna uno dei balletti più antichi del repertorio, La fille mal gardée, gli allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, ospiti per la prima volta del Teatro Comunale.

Lo spettacolo, che ha debuttato nell’aprile 2023 al Piermarini con la coreografia del Direttore della Scuola scaligera Frédéric Olivieri, su musiche di Peter Ludwig Hertel, è in programma al Comunale Nouveau sabato 28 settembre alle 20:30, con replica domenica 29 settembre alle 16:30.

Le scene e i costumi di Luisa Spinatelli sono rielaborati da Angelo Sala e da Maria Chiara Donato, e le luci sono a cura di Andrea Giretti.

Il balletto, nato con la coreografia di Jean Bercher Dauberval e andato in scena per la prima volta a Bordeaux nel 1789 – quattordici giorni prima della presa della Bastiglia – con il titolo Le ballet de la paille, ou il n’est qu’un pas du mal au bien (quello attuale appare per la prima volta a Londra nel 1791) ha conosciuto nel tempo molteplici edizioni e numerose modifiche anche nei nomi dei personaggi, nella coreografia e nella partitura. Tra le due pagine musicali oggi esistenti Olivieri ha scelto per la sua coreografia quella di Hertel del 1864, composta per la versione coreografica di Paolo Taglioni per l’Hofoper di Berlino, rappresentata al Teatro alla Scala nel 1880. Ambientata nel contesto agreste di una realtà contadina e incentrata sulla vicenda amorosa tra due giovani ostacolati dalla madre della fanciulla, La fille mal gardée presenta diversi numeri pantomimici come vuole la tradizione del genere comique settecentesco.

«Ho dedicato molte ore allo sviluppo dei caratteri dei personaggi: Lise, la madre, Colas, Alain, il padre – dice Olivieri. I ragazzi devono imparare ad articolare bene il loro ruolo: il lavoro sulla pantomima è stato importantissimo in questo balletto, capire come tradurre le parole in gesti, le emozioni in movimento. La tecnica, i passi sono classici, nello stile che i ragazzi ben conoscono. Apprendere come raccontare con il corpo in modo credibile, veritiero, è stato un approfondimento che penso sarà loro utile anche in futuro per affrontare i tanti ballets d’action del repertorio classico».

Oggi Direttore del dipartimento Danza dell’Accademia Teatro alla Scala e già Direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, nella sua carriera di ballerino Frédéric Olivieri ha lavorato con realtà di prestigio come l’Opéra di Parigi, l’Hamburg Ballett e i Ballets de Monte Carlo, dove ha ottenuto il titolo di Étoile.

Fondata nel 1813 da Francesco Benedetto Ricci come “Imperial Regia Accademia di Ballo”, la Scuola scaligera ha visto avvicendarsi alla direzione celebri ballerine e prestigiosi maestri quali Carlo Blasis, Enrico Cecchetti, Ettorina Mazzucchelli, Esmée Bulnes, Elide Bonagiunta, John Field, Anna Maria Prina. La Scuola ha formato artisti come Carla Fracci, Liliana Cosi, Luciana Savignano, Oriella Dorella, Roberto Fascilla, Roberto Bolle, Massimo Murru, Nicoletta Manni, Rebecca Bianchi, Sara Renda, Angelo Greco, Jacopo Tissi, Virna Toppi, Martina Arduino, Alice Mariani. All’epoca della fondazione gli allievi erano 12, oggi sono 160.

Per la rappresentazione al Comunale Nouveau, la musica di Hertel della Fille mal gardée (nell’edizione di Mario Bois, Parigi) è su base registrata.

Pelliconi & C. S.p.a. è main partner della Stagione Danza 2024 del Teatro Comunale di Bologna.

I biglietti – da 10 a 70 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale (Largo Respighi, 1), aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18 e il sabato dalle 11 alle 15; nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4/a) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.

Torna in scena al Teatro San Carlo : Elektra di Richard Strauss

Regia di Klaus Michael Grüber, scene e costumi di Ansel Kiefer

Sul podio Mark Elder

Venerdì 27 settembre, ore 20:00

Fino a giovedì 3 ottobre 2024

Elektra, la tragedia in un attodi Richard Strauss,torna in scena al Teatro di San Carlo nel premiato allestimento che, nel 2003, vince l’Abbiati come Miglior Spettacolo dell’anno “per l’intensità poetica della regia di Klaus Michael Grüber e la straordinaria presenza come scenografo-costumista di Anselm Kiefer”: quattro le recite in cartellone, da venerdì 27 settembre a giovedì 3 ottobre. Sul podio il direttore Mark Elder alla guida di Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo, quest’ultimo preparato da Fabrizio Cassi.

Riprende la regia Ellen Hammer.

Le luci sono di Guido Levi riprese da Fiammetta Baldiserri.

Ricarda Merbeth darà voce e volto a Elektra. La affiancano sul palcoscenico, al loro debutto al Lirico napoletano, Evelyn Herlitzius nel ruolo di Klytämnestra (Clitennestra) ed Elisabeth Teige in quello di Chrysothemis (Crisotemide) tra le voci femminili; John Daszak sarà Aegisth (Egisto), mentre Łukasz Goliński Orest (Oreste).

Scene e regia sono, in questa Elektra, totalmente integrate da un costante gioco di contrasti e opposti.

Klaus Michael Grüber è riuscito a trasmettere ad un tempo la coerenza drammatica imposta da una stupefacente pregnanza dei movimenti e un controllo totale dell’ideazione. L’artista Anselm Kiefer, invece, ha ambientato la vicenda in una sorta di monumentale relitto di Grecia Industriale dalla forma altamente geometrica con la presenza di cavità architettoniche: si definisce così la dinamica tra vita e morte, vuoti e pieni, luce e oscurità, trapassata di continuo dalla protagonista.

“Dipingere è bruciare”, confessava Kiefer negli anni Settanta confessava, rivelando quanta violenza e distruzione siano indispensabili affinché la verità venga rivelata. Allo stesso modo Elektra afferma: “…Io sono il fuoco della vita, e la mia fiamma consuma le tenebre del mondo”.

Nell’opera, su libretto di Hugo von Hofmannsthal, Strauss porta in scena una Grecia del VI secolo a.C. estaticamente demoniaca. Rappresentata per la prima volta a Dresda nel 1909, apparve eccessiva al pubblico per la brutalità della sua musica.

Richard Strauss

ELEKTRA

Tragedia in un atto su libretto di Hugo von Hofmannsthal da “Elettra” di Sofocle

Direttore | Mark Elder
Regia | Klaus Michael Grüber
Scene e Costumi | Anselm Kiefer
Luci | Guido Levi

 Interpreti

Elektra / Elettra | Ricarda Merbeth

Klytämnestra / Clitennestra | Evelyn Herlitzius

Chrysothemis / Crisotemide | Elisabeth Teige

Aegisth / Egisto | John Daszak

Orest / Oreste | Łukasz Goliński

Der Pfleger des Orest / Il Tutore di Oreste | Giuseppe Esposito

Die Vertraute / La confidente | Chiara Polese #

Die Schleppträgerin / L’ancella dello strascico | Anna Paola De Angelis

Die Aufseherin / La sorvegliante | Valeria Attianese

Die erste Magd / Prima ancella | Antonella Colaianni

Die zweite Magd / Seconda ancella | Valentina Pluzhnikova

Die dritte Magd / Terza ancella | Arianna Manganello

Die vierte Magd / Quarta ancella | Regine Hangler

Die fünfte Magd / Quinta ancella | Miriam Clark ♭

Ein junger Diener / Un giovane servo | Andrea Schifaudo
Alter Diener / Un vecchio servo | Simonas Strazdas
Sechs Dienerinnen / Sei serve | Lucia Gaeta ♮, Franca Iacovone♮, Linda Airoldi ♮, Sabrina Vitolo ♮, Takako Horaguchi ♮, Deborah Volpe

♭ debutto al Teatro di San Carlo # allievi Accademia Teatro di San Carlo ♮ Artista del Coro

Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo

Produzione del Teatro di San Carlo

Teatro di San Carlo
venerdì 27 settembre 2024, ore 20:00
domenica 29 settembre 2024, ore 17:00
martedì 1 ottobre 2024, ore 20:00
giovedì 3 ottobre 2024, ore 20:00

Presentata la Stagione Artistica 2025. Dal 19 gennaio al 31 dicembre, 6 titoli d’opera e 12 concerti sinfonici

Fondazione Arena celebra i suoi 50 anni al Teatro Filarmonico. Inaugurazione con il Falstaff di Salieri, come nel 1975

Nel corso di un evento musicale aperto al pubblico, illustrati in anteprima i contenuti delle nuove Stagioni di Lirica e Sinfonica. Dal 1° ottobre il rinnovo degli abbonamenti

Cinquant’anni di storia, di musica e opera. 1975-2025. Fondazione Arena di Verona festeggia mezzo secolo di storia al Teatro Filarmonico. E celebra con la città l’anniversario della riapertura del Teatro Filarmonico, ricostruito dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Il cartellone 2025 offre una proposta raffinata e varia, tanto per le 6 opere liriche quanto per i 12 concerti sinfonici con solisti di fama internazionale. Ben 3 le nuove produzioni, numerosi anniversari, appuntamenti straordinari e collaborazioni con i principali teatri del Veneto, per oltre 50 alzate di sipario. Dal 1° ottobre si potranno rinnovare gli abbonamenti, confermate le tariffe 2024.

Il cartellone della Stagione Lirica prenderà il via in gennaio (dal 19 al 26), con un allestimento tutto nuovo di Falstaff di Antonio Salieri, l’opera che riaprì il Teatro cinquant’anni fa. Alla guida della nuova produzione, inserita nel Festival Mozart a Verona, sarà Paolo Valerio. Dal 16 al 23 febbraio un grande titolo della “Giovane Scuola” per la prima volta nell’ultimo mezzo secolo di spettacoli al Teatro Filarmonico: La Wally del poco ricordato ma valoroso Alfredo Catalani, nell’allestimento dei teatri lirici emiliani, con interpreti di pregio quali Maria José Siri, Carlo Ventre, Youngjun Park. Dal 16 al 23 marzo tornerà un’opera fondamentale della letteratura e della musica del primissimo ‘900, Elektra di Richard Strauss. Una nuova produzione, a ventitré anni dall’unica programmazione nei cartelloni di Fondazione Arena, firmata da Yamal Das Irmich, con Lise Lindstrom, Ewa Vesin e Anna Maria Chiuri.

Dopo la primavera sinfonica e il 102° Festival areniano, dal 26 ottobre al 2 novembre proseguirà la riscoperta dei titoli meno noti di Giacomo Puccini: anche Le Villi sarà una prima volta per le scene di Fondazione Arena, qui nell’allestimento del Regio di Torino. Dal 16 al 23 novembre, altro debutto, il pubblico scoprirà un capolavoro buffo di Rossini, Il Turco in Italia, nell’applaudita coproduzione guidata da Rovigo con Carlo Lepore e Sara Blanch. Infine, dal 14 al 21 dicembre, il Verdi giovanile (anch’esso rappresentato una sola volta al Filarmonico, e una sola in Arena nel ‘72) con Ernani, in una nuova produzione di Stefano Poda con Amartuvshin Enkhbat, Angelo Villari e Alexander Vinogradov. I cast vocali e i team creativi coinvolgeranno il meglio dei giovani e del panorama attuale, offrendo prestigiosi debutti al Filarmonico. Fra i direttori, ritorneranno i maestri Pirolli, Balke, Ommassini, Cadario, Lü Jia, Arrivabeni.

La Stagione sinfonica conferma ben 10 appuntamenti in abbonamento, a cui si aggiungono due concerti straordinari. La programmazione abbraccerà oltre tre secoli di musica, inaugurando il 31 gennaio con la Grande Messa in do minore di Mozart e proseguendo con importanti anniversari di grandi compositori come Šostakovič, Ravel e lo stesso Antonio Salieri, a cui sarà dedicato il concerto straordinario di Pasqua nel 200° della morte, che sarà eccezionalmente replicato anche a Legnago, città natale del maestro. Proseguiranno le integrali intraprese negli ultimi anni da Fondazione Arena: i concerti di Rachmaninov (il leggendario Terzo), le composizioni di Richard Strauss, le sinfonie di Beethoven (la Pastorale) e quelle di Mahler (la Settima, complessa e affascinante, mai eseguita dai complessi veronesi). Brani noti e pietre miliari del repertorio (come le pagine di Bartók e Chopin, il Concerto per violino di Čajkovskij o la colossale cantata Aleksandr Nevskij) saranno affiancati da gemme più rare e altrettanto preziose, alla scoperta di autori dall’Ungheria e dall’America latina.

Non mancheranno infine le proposte rivolte alla contemporaneità, inserite in programmi tematici ampi e stimolanti: Poulenc, Berio, Dennehy, e una nuova commissione in prima assoluta al maestro Sciortino, poliedrico artista di oggi. Come nel 2024, il calendario dei concerti si intensificherà in primavera, impegnando maggiormente Orchestra e Coro, mentre i complessi tecnici realizzeranno la nuova produzione del 102° Festival in Arena, per poi riprendere in autunno e chiudere con un eccezionale gala di fine anno. Accanto a giovani di talento, vi saranno solisti e direttori di prestigio internazionale, come Dmitri Jurowsky, Ettore Pagano, Ryan McAdams, Mikhail Pletnev, Marco Angius, Marcus Bosch, Augustin Hadelich, per citarne solo alcuni in ordine di apparizione sul palcoscenico veronese.

La programmazione artistica 2025 è stata annunciata dal Sovrintendente Cecilia Gasdia durante un evento speciale in Sala Maffeiana aperto a tutta la cittadinanza. A co-condurre il giornalista e scrittore Alberto Mattioli, in un viaggio che ha introdotto i titoli 2025, raccontato aneddoti sui compositori, illustrato anticipazioni sugli allestimenti e guidato il pubblico in alcune pagine musicali eseguite dal vivo da Eleonora Bellocci, Giulio Mastrototaro e Romano Dal Zovo, protagonisti della prossima stagione. Presente il consigliere comunale Pietro Trincanato, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale.

Dal 1° ottobre tutti coloro che sono in possesso di valido abbonamento potranno rinnovarlo per la Stagione 2025, presentandosi alla Biglietteria dell’Arena di Verona. Dal 13 novembre, invece, sarà possibile sottoscrivere i nuovi abbonamenti e acquistare i carnet. Le vendite dei biglietti per i singoli spettacoli saranno aperte dal 26 novembre, alla Biglietteria dell’Arena di Verona e sul sito www.arena.it.

Confermate le stesse tariffe degli ultimi anni. La Stagione Lirica offre 4 turni di abbonamento (le domeniche delle prime alle 15.30, i mercoledì sera alle 19, i venerdì sera alle 20, le domeniche di ultima replica pomeridiana sempre alle 15.30) mentre sono 2 i turni di abbonamento alla Stagione Sinfonica (venerdì sera alle 20 o sabato pomeriggio alle 17). Fondazione Arena offre anche quest’anno diversi carnet (3 ingressi per l’Opera, 5 per la Sinfonica) utilizzabili in un’unica sera oppure su diverse date. Così come la formula mista Venerdì in platea, che esplora entrambe le stagioni della proposta artistica 2025 con tre opere e cinque concerti. 

«Vogliamo condividere con un pubblico sempre più numeroso la bellezza e la ricchezza del Teatro Filarmonico – ha dichiarato Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena –. Questo gioiello del ‘700, voluto dall’Accademia Filarmonica di Verona, la più antica d’Europa, è stato ricostruito dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale e inaugurato nel 1975. Da allora è divenuto il punto di riferimento della musica sinfonica e lirica di Verona, offrendo una casa per tutto l’anno ai complessi artistici, tecnici e amministrativi stabili dell’ente lirico, oggi Fondazione Arena. Qui, la qualità e la varietà della proposta artistica continua a crescere, ed è ciò che auspichiamo per il 2025 con tutti gli spettatori che vorranno scoprirla».

 «È stato un vero piacere presentare la stagione – ha concluso il giornalista e scrittore Alberto Mattioli -, invece che con una delle solite noiosissime conferenze stampa, con un piccolo spettacolo condito di assaggi delle opere in programma e con un piccolo show di Cecilia Gasdia al pianoforte».

TCBO: FRANCESCA DEGO, MARTIN OWEN E ALESSANDRO TAVERNA PER IL “TRIPLO” CONCERTO DI CAMPOGRANDE

La bacchetta è quella del giovane Diego Ceretta, che propone anche due sinfonie: la “Classica” di Prokof’ev e l’Ottava di Dvořák

Venerdì 27 settembre alle 20.30, Auditorium Manzoni

È fresco di battesimo il Concerto per violino, corno, pianoforte e orchestra di Nicola Campogrande, compositore in residenza del Teatro Comunale di Bologna, che si potrà ascoltare nella Stagione della Fondazione lirico-sinfonica felsinea. Tre solisti di fama internazionale come la violinista Francesca Dego, il cornista Martin Owen e il pianista Alessandro Taverna – già impegnati nella prima esecuzione assoluta lo scorso 13 settembre al Festival Internazionale di Musica di Portogruaro – interpreteranno questa pagina anche per il pubblico bolognese, all’Auditorium Manzoni, venerdì 27 settembre alle 20.30. Sul podio dell’Orchestra del Comunale torna un giovane talento come Diego Ceretta, Direttore principale dell’Orchestra della Toscana, che propone anche due sinfonie: la “Classica” di Sergej Prokof’ev e l’Ottava di Antonín Dvořák.

È uscito lo scorso giugno per l’etichetta Chandos Records il disco che Francesca Dego, Martin Owen (Corno Principale della BBC Symphony Orchestra) e Alessandro Taverna hanno dedicato ai trii per violino, corno e pianoforte di Brahms, Ligeti e Mozart che – ricorda Campogrande nel raccontare la nascita del suo nuovo lavoro – «sono i tre grandi brani davvero eseguiti per questo repertorio molto limitato e sostanzialmente non esistono concerti per questa formazione e orchestra che circolino davvero […] Nel dialogo con l’orchestra – dice ancora il compositore – ciascuno dei tre strumenti solisti porta con sé un coloratissimo bagaglio, dove convivono la sua identità timbrica, le sue abitudini musicali, le sue costrizioni tecniche, il repertorio del passato: tutti aspetti dei quali non si può non tenere conto. Ma, anziché essere limitazioni, questi per me sono stati potentissimi stimoli per la fantasia».

La Sinfonia n. 1 in re maggiore op. 25 di Prokof’ev, completata nel 1917, è detta “Classica” per i rimandi allo stile settecentesco. Queste infatti le parole che si leggono nel Diario del musicista russo: «Ho concepito il progetto di comporre tutta una sinfonia senza l’aiuto del pianoforte. In una simile opera i coloriti orchestrali risultano più netti e chiari. Così mi è venuta in mente l’idea di una sinfonia nello stile di Haydn, perché lavorando nella classe di Čerepnin, la tecnica di Haydn mi era diventata particolarmente limpida, una familiarità che mi dava più sicurezza nel gettarmi senza pianoforte in quelle acque pericolose».

Chiude la serata la Sinfonia n. 8 in sol maggiore op. 88 di Dvořák, diretta dal compositore boemo per la prima volta a Praga nel 1890. Grande successo anche alla sua seconda esecuzione alla St. James Hall di Londra, come testimoniato dallo stesso autore: «Dopo il primo movimento ci fu un applauso universale, ma dopo il secondo fu più forte, e dopo il terzo fu così tempestoso che mi sono dovuto girare parecchie volte verso l’uditorio, ma dopo il finale ci fu una tempesta, nella platea, nelle gallerie, fra la gente seduta dietro l’organo, tutti battevano le mani in modo quasi insopportabile, in breve è stato tutto così meraviglioso e sereno come fossimo a casa a Praga». Con il suo penultimo lavoro sinfonico, Dvořák intendeva «scrivere un’opera diversa da tutte le altre Sinfonie, con idee personali e lavorate in modo nuovo» per cercare di emanciparsi, con la sua Ottava, dal modello tedesco.

Main Partner della Stagione Sinfonica 2024 del Teatro Comunale di Bologna è Intesa Sanpaolo, grazie al cui sostegno sono inoltre aperte gratuitamente alle scuole gran parte delle prove generali dei concerti.

I biglietti – da 10 a 40 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale (Largo Respighi, 1), dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18 e il sabato dalle 11 alle 15; il giorno del concerto presso l’Auditorium Manzoni da 1 ora prima fino a 15 minuti dopo l’inizio dello spettacolo. 

Per ogni concerto della Stagione Sinfonica 2024 è in programma “Note a margine”, una rassegna di incontri con il pubblico che si tengono circa 30 minuti prima dell’inizio del concerto presso il foyer del bar dell’Auditorium Manzoni. 

STAGIONE SINFONICA 2024 DEL TCBO

Venerdì 27 settembre ore 20.30, Auditorium Manzoni

Diego Ceretta direttore

Francesca Dego violino

Martin Owen corno

Alessandro Taverna pianoforte

Orchestra del Teatro Comunale di Bologna

Nicola Campogrande

Concerto per violino, corno, pianoforte e orchestra

  1. Andante
  2. Larghetto
  3. Andantino

Sergej Sergeevič Prokof’ev

Sinfonia n. 1 in Re maggiore op. 25, “Classica”

  1. Allegro
  2. Intermezzo. Larghetto
  3. Gavotta. Non troppo allegro
  4. Finale. Molto vivace

Antonín Dvořák

Sinfonia n. 8 in Sol maggiore op. 88, B. 163

  1. Allegro con brio
  2. Adagio
  3. Allegretto grazioso
  4. Allegro, ma non troppo

A Bridge of Music al Teatro Carlo Felice

A Bridge of Music – Genova

Musiche di Mario Castelnuovo-Tedesco, Ottorino Respighi e Felix Mendelssohn

Arpa Ieuan Jones

Soprano Francesca Dotto

Direttore Davide Massiglia

Orchestra dell’Opera Carlo Felice Genova

Mercoledì 25 settembre 2024, ore 20.00

Teatro Carlo Felice

Mercoledì 25 settembre 2024, alle ore 20.00Davide Massiglia sarà alla direzione dell’Orchestra dell’Opera Carlo Felice, dell’arpista Ieuan Jones e del soprano Francesca Dotto nel primo appuntamento della tournée A Bridge of Music Genova – New York. L’ingresso è libero.

Il programma musicale si apre con la prima esecuzione assoluta della nuova edizione del Concertino per arpa e orchestra di Mario Castelnuovo-Tedesco, compositore fiorentino emigrato negli Stati Uniti nel 1939 a causa delle leggi razziali e voce unica nel panorama italiano del Novecento. Sarà presente al concerto Diana Castelnuovo-Tedesco, nipote del compositore da anni impegnata in una preziosa attività di catalogazione, divulgazione e promozione del suo vasto catalogo musicale (che spazia dalla musica per strumento solo, alla cameristica, al teatro musicale e alla musica per cinema). Il programma prosegue con Deità silvane di Ottorino Respighi, cinque liriche per soprano e piccola orchestra su testi di Antonio Rubino (disegnatore sanremese di cui quest’anno si celebra il sessantesimo anniversario della morte) eseguite per la prima volta con questo organico alla Aeolian Hall di New York nel 1926. In chiusura, la celebre Sinfonia n. 4 Italiana di Felix Mendelssohn. Mario Castelnuovo-Tedesco e Ottorino Respighi rappresentano a pieno quel legame musicale tra Italia e Stati Uniti che il progetto A Bridge of Music mette in luce e che vede nel proprio epigono Lorenzo Da Ponte. Entrambi i compositori furono particolarmente attivi negli USA, dove diverse prime assolute di loro lavori vennero calorosamente accolte dal pubblico e dalla critica (ne sono esempio i successi del Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra di Castelnuovo-Tedesco e di Maria Egiziaca e Vetrate di chiesa di Respighi).

A Bridge of Music è un progetto culturale internazionale ideato dal Sovrintendente Claudio Orazi nel 2016 con lo scopo di valorizzare la musica quale volano della diplomazia culturale tra l’Italia e gli Stati Uniti. Nel 2025 ricorrerà il bicentenario dell’esecuzione della prima opera lirica italiana degli Stati Uniti (Il barbiere di Siviglia, novembre 1825). In vista delle celebrazioni per tale significativo appuntamento e dopo il successo della programmazione dedicata del 2023, l’Opera Carlo Felice propone una tournée 2024 che si inaugura a Genova con il concerto diretto da Davide Massiglia, per proseguire attraverso un ponte ideale fino a New York, dove Donato Renzetti – direttore emerito del Teatro –, l’Orchestra dell’Opera Carlo Felice e il violinista Giuseppe Gibboni (vincitore del 56° Premio Paganini) saranno protagonisti di un concerto in doppia data (martedì 8 e mercoledì 9 ottobre alle ore 20.00 alla Saint Patrick’s Old Cathedral) dedicato a Lorenzo Da Ponte e a Niccolò Paganini con musiche di Mozart e Paganini.

La tournée si avvale del supporto di ItaleaMinistero degli Affari EsteriUnione Europea NextGenerationEUMinistero della CulturaComune di GenovaRegione LiguriaFondazione Corriere della SerainLiguria – Agenzia Regionale per la Promozione TuristicaColumbia UniversityPremio PaganiniLorenzo Da Ponte InstituteNational Italian American FoundationComune di New YorkSaint Patrick’s Old CathedralFriends of the Erben OrganItalian American MuseumLittle Italy Merchants Association e Mulberry Street Partnership.

Ingresso libero 

Per ulteriori informazioni: www.operacarlofelicegenova.it

Biografie

Ieuan Jones è stato all’età di tredici anni il membro più giovane della National Youth Orchestra of Wales, dove ha acquisito una preziosa esperienza orchestrale con Marie Goossens. A sedici anni alla National Youth Orchestra of Great Britain ha incontrato Marisa Robles, in seguito sua tutor al Royal College of Music. Nel 1985 è stato insignito dal Queen Mother’s Rose Bowl come studente più distinto del suo anno e ha vinto la Tagore Gold Medal. Nello stesso anno, ha vinto il Royal Overseas League International Commonwealth Competition, successivamente è arrivato al secondo posto al prestigioso Israel International Harp Competition in Gerusalemme. Durante la sua carriera è stato in tournée come arpista solista in molti rinomati teatri e festival in tutto il mondo, tra cui il Melbourne Festival, Hong Kong, Buenos Aires, Madrid, Amsterdam Concertgebouw, Giappone, Manila, Bangkok, Brunei, Singapore, Polonia e molti altri, riscuotendo grande successo di critica. Il suo lavoro è ora concentrato sull’insegnamento al Royal College of Music di Londra, università posta al 1° posto a livello mondiale come “Università di arti e spettacolo”, dove è professore dal 1997 e dove è stato nominato “Membro Onorario dell’RCM” nel 2016 dall’allora Principe Carlo. È chiamato con regolarità come giudice in numerose competizioni internazionali.

Francesca Dotto si è diplomata in flauto traverso al Conservatorio di Bologna, successivamente ha intrapreso lo studio del canto lirico con Elisabetta Tandura, diplomandosi nel 2011 con lode e menzione d’onore al Conservatorio di Castelfranco Veneto. Dopo essersi distinta in diversi concorsi di canto internazionali (finalista al Concorso Voci Verdiane di Busseto ed al concorso Corradetti di Padova, secondo premio al Concorso Callas di Verona) nel 2012 ha debuttato come Musetta nella Bohème al Teatro La Fenice di Venezia, facendosi notare fin da subito per la raffinata musicalità e le doti interpretative. Prosegue la sua carriera interpretando Lucrezia Borgia al Teatro Verdi di Padova e La traviata al Verdi di Sassari ed è proprio il ruolo di Violetta che le permette di emergere sulla scena della lirica internazionale, calcando palcoscenici di grande prestigio in Italia (Opera di Roma, Teatro San Carlo di Napoli, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Petruzzelli di Bari, Teatro Filarmonico di Verona) ed all’estero (Atene, Lima, Tokyo e Berlino). I numerosi ruoli da protagonista che ha in repertorio, ad esempio Donna Anna in Don Giovanni e Fiordiligi in Così fan tutte di Mozart, Norma di Bellini, Anna Bolena ed Elena nel Marino Faliero di Donizetti, Luisa Miller e Leonora nel  Trovatore di Verdi, Mimì nella Bohème e Liù in Turandot di Puccini, le hanno portato grandi successi in tutti i più importanti teatri italiani e in molti teatri esteri, come Wiener Staatsoper, Semperoper Dresden, Grand Théâtre di Ginevra, Opéra de Lausanne, Opéra Royal de Wallonie di Liegi, Greek National Opera, Festival Granda di Lima, Tokyo Bunka Kaikan, NCPA di Pechino, Kömische Oper di Berlino. Ha collaborato con direttori quali Chung, Conlon, Oren, R. Abbado, Santi, Meir Wellber, e con registi quali Brockhaus, Livermore, Michieletto, Ozpetek, Poda, Vick.

Davide Massiglia inizia a studiare pianoforte all’età di 7 anni con Umberto Battegazzore. Partecipa a diverse masterclass distinguendosi tra i migliori allievi e gli viene conferito il diploma di merito presso la Civica Accademia di Tortona. Oltre agli studi tradizionali in Conservatorio di pianoforte con Umberto Battegazzore, composizione con Ugo Nastrucci e direzione d’orchestra con Giulio Prandi, consegue il diploma in direzione d’orchestra presso l’Accademia di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo sotto la guida di Donato Renzetti. Nel 2019, appena ventunenne, guida l’orchestra giovanile Monferrato Classic Orchestra nell’esecuzione della Sinfonia n. 1 di Beethoven e del Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra di Chopin. La passione per il melodramma si disvelerà quando, in qualità di direttore del coro dell’Accademia Civica di Tortona, si troverà ad approfondire lo studio di alcune opere del grande repertorio: Madama ButterflyLa bohème e La traviata. La pratica si consolida con la partecipazione a qualificate masterclass: Le nozze di Figaro e La bohème a Roma con Donato Renzetti, Cavalleria rusticana a Orvieto con Stefano Ranzani, repertorio sinfonico e operistico, a Parma con Daniele Agiman e a Ferrara con Luciano Acocella. Nel 2022 dirige il Coro e l’Orchestra della Fondazione Ghislieri di Pavia, l’Orchestra de I Musici di Parma con il soprano Cinzia Forte e l’Orchestra della Toscana. Il percorso professionale si completa di un nuovo traguardo: diventa l’assistente ufficiale di Donato Renzetti collaborando con grandi teatri nazionali ed internazionali: Sferisterio di Macerata, Opernhaus di Zurigo, Opera Carlo Felice Genova, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro dell’Opera di Roma e con artisti quali Nucci, Meli, Giannattasio, Pirozzi, Salsi e Pertusi. Nel 2023 dirige Andrea Chénier al Teatro Lirico di Cagliari, la sua prima opera in una Fondazione Lirico Sinfonica, e prosegue la collaborazione con Renzetti, direttore emerito del Carlo Felice di Genova. Il teatro genovese, affidata al Maestro la direzione di A Midsummer Night’s Dream di B. Britten, gli conferisce il ruolo di Direttore musicale di palcoscenico in occasione della tournée alla Royal Opera House di Muscat in Oman. Nel 2024, in occasione della settimana inaugurale di Pesaro Capitale Italiana della Cultura, dirige il concerto lirico sinfonico alla guida della Filarmonica Gioachino Rossini, che aveva già condotto l’anno precedente nella produzione di Histoire du soldat di Stravinskij. Il palcoscenico internazionale lo vede sul podio per  La bohème su invito dell’Armenian National Opera and Ballet Theatre per la stagione 2023-2024, registrando un grande successo da parte del pubblico.

La storia dell’Orchestra dell’Opera Carlo Felice inizia nei primi anni del ‘900; l’attività sinfonica e operistica è da allora continuativa. Con un repertorio che spazia dal Seicento alla musica contemporanea, la compagine si distingue per produttività e versatilità. Sul podio si avvicendano direttori di rilevanza internazionale, per citarne solo alcuni: Victor De Sabata, Igor Stravinsky, Franco Capuana, Sergiu Celibidache, Hermann Scherchen, Claudio Abbado, Alceo Galliera, Carlo Maria Giulini, Riccardo Muti, Georges Prêtre, Mstislav Rostropovič, Gianandrea Gavazzeni, Daniel Oren, Antonio Pappano, Christian Thielemann, Daniele Gatti, Gennadij Roždestvenskij, Bruno Campanella, Zubin Mehta, Nello Santi, Sir Neville Marriner, Kirill Petrenko, Hartmut Haenchen, Vladimir Fedoseev, Andrea Battistoni, Fabio Luisi (Direttore onorario), Donato Renzetti (Direttore emerito). Dal 2022 Riccardo Minasi è il Direttore musicale. Numerose sono le incisioni registrate al Teatro Carlo Felice, in particolare di produzioni liriche, per etichette quali Deutsche Grammophon, Decca, Sony, TDK, Rai-Trade, Nuova Era Records, Arthaus Musik, Dynamic, Bongiovanni, Denon/Nippon Columbia e BMG-Ricordi. L’alto livello artistico consolidato negli anni le consente di prendere parte a manifestazioni di grande prestigio quali il Festival dei Due Mondi di Spoleto, il Ravello Festival, il Festival di musica sacra Anima Mundi di Pisa, e d’esibirsi in importanti sedi nazionali e internazionali quali il Parco della Musica di Roma, il Teatro degli Arcimboldi di Milano, l’Auditorium della Conciliazione di Roma, il Teatro dal Verme di Milano, la Royal Opera House di Muscat, la Astana Opera, il Mariinskij Concert Hall, la Basilica di S. Francesco ad Assisi.

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I TRENT’ANNI DELL’ORCHESTRA RA

Andrés Orozco-Estrada dirige i due programmi che nel 1994 furono di Prêtre e Sinopoli

Il 25 e il 30 settembre a Torino, su Radio3 e in streaming sul portale di Rai Cultura

L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai compie trent’anni, e lo ricorda con due concerti straordinari fuori abbonamento che precedono l’avvio della Stagione Sinfonica 2024/2025. Le serate, in programma all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, ricalcano fedelmente quelli che furono i primi due concerti della neonata OSN Rai nel 1994. Nelle stesse date, il 25 e il 30 settembre, sono infatti proposti gli stessi programmi che trent’anni fa furono affidati a due gloriose bacchette come quelle di Georges Prêtre e Giuseppe Sinopoli.

Sul podio sale il Direttore principale della compagine Rai Andrés Orozco-Estrada. Nato a Medellín, in Colombia, nel 1977, ha debuttato con l’OSN Rai nel maggio 2022 e nell’ottobre 2023 ha iniziato la sua collaborazione come Direttore principale. È stato a capo di formazioni come l’Orchestra della Radio di Francoforte, i Wiener Symphoniker e la Houston Symphony. Dalla stagione 2025/2026 diventerà Generalmusikdirektor della Città di Colonia, prendendo le redini della Gürzenich Orchestra e dell’Opera della città tedesca, una delle più importanti metropoli culturali europee. Dirige abitualmente orchestre come i Wiener e i Berliner Philharmoniker, la Staatskapelle di Dresda, la Gewandhausorchester di Lipsia e quella del Concertgebouw di Amsterdam.

Mercoledì 25 settembre alle 20.30,all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” fuori abbonamento, è in programma il concerto che fu di Prêtre. La serata è proposta in diretta su Radio3, in live streaming sul portale di Rai Cultura che la registra e la trasmetterà successivamente in TV su Rai5. Orozco-Estrada apre il concerto con la Suite da Der Rosenkavalier (Il cavaliere della rosa) di Richard Strauss: un raffinato gioco di cuciture tra i momenti topici dell’opera, realizzato dal direttore d’orchestra Artur Rodziński nel 1945, dopo i vari tentativi dell’autore. I valzer del Rosenkavalier raccolti nella Suite sono l’addio commosso a un’epoca sull’orlo della Grande Guerra e il simbolo di un paradiso perduto, che nel libretto di Hofmannsthal era collocato in una Vienna settecentesca, pervasa dallo spirito di Mozart.

Segue la suite sinfonica dal balletto L’oiseau de feu di Igor Stravinskij, proposta nella seconda versione che il compositore russo riorchestrò in Svizzera nel 1919, dopo quella preparata nel 1911, immediatamente a ridosso della prima parigina dei Ballets Russes di Djagilev. L’iridescente, spigolosa e vitalissima partitura, fortemente indebitata con il teatro di Rimskij-Korsakov, segnò la prima affermazione dell’originalità del ventottenne Stravinskij, imponendolo definitivamente all’attenzione internazionale.

Chiude la serata una delle più celebri pagine della storia della musica: il Boléro di Maurice Ravel, pensato nel 1928 per la danzatrice Ida Rubinstein e costruito come una “tessitura orchestrale senza musica”, capace di trasformare la compagine sinfonica in un palcoscenico vivente, nel quale ogni strumento dello sterminato organico assume rilievo solistico.

Il secondo concerto, che fu di Giuseppe Sinopoli, è in programma lunedì 30 settembre alle 20.30, sempre all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini”e fuori abbonamento. Anche in questo caso la serata è trasmessa in diretta su Radio3, in live streaming sul portale di Rai Cultura che la registra e la proporrà successivamente in TV su Rai5. Il direttore principale dell’Orchestra Rai Orozco-Estrada accosta le due ultime sinfonie di Robert Schumann e Johannes Brahms. Apre la serata la Sinfonia n. 4 in re minore op. 120 di Schumann, che fu realizzata in una prima versione nel 1841, subito dopo la Prima, ma venne accantonata a causa dello scarso successo ottenuto dalla prima esecuzione. Fu poi successivamente rivista dallo stesso autore nel 1851 ed eseguita nella sua forma definitiva al Neues Theater di Düsseldorf il 30 dicembre 1852.

Segue la Sinfonia n. 4 in si minore op. 98 di Brahms, eseguita per la prima volta a Meiningen il 25 ottobre del 1885 sotto la direzione dell’autore stesso. L’ultimo lavoro sinfonico del compositore tedesco è caratterizzato da una grande densità di contenuti musicali e da forti contrasti espressivi. Si ritrovano motivi zigano-ungheresi e costruzioni contrappuntistiche. L’opera si chiude recuperando la forma della Passacaglia con un tema ripreso da una cantata di Bach, variato per trentadue volte, e condotto verso un coronamento che chiude trionfalmente l’esperienza sinfonica brahmsiana.

Dopo i due concerti del trentennale, Andrés Orozco-Estrada tornerà sul podio dell’Orchestra Rai il 17 e 18 ottobre, per l’inaugurazione della stagione sinfonica 2024/2025. Con lui il violinista Nikolaj Szeps-Znaider, in una serata interamente dedicata a Beethoven.

I biglietti per i concerti del 25 e 30 settembre, da 10 a 15 euro, sono in vendita presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino e online sul sito dell’OSN Rai. Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it.

TURANDOT AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO, SABATO 21 SETTEMBRE

L’opera sarà eseguita nella versione integrale del finale di Franco Alfano

con la regia di Alessandro Talevi, la direzione di Carlo Goldstein

e un cast di cantanti di rilievo internazionale


L’omaggio a Giacomo Puccini, nel centenario della morte, riporta sabato 21 settembre alle 20:00 al Teatro Massimo di Palermo un nuovo allestimento di Turandot,dramma lirico in tre atti e cinque quadri, nella prima versione integrale del finale dell’opera ultimata da Franco Alfano alla morte del compositore. La regia è firmata da Alessandro Talevi, apprezzato per il suo stile inventivo e fantasioso mentre sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo sale il maestro Carlo Goldstein.

Coro e Coro di voci bianche del Teatro Massimo sono diretti dal maestro Salvatore Punturo.

Il cast vede il ritorno da protagonista del soprano Ewa Płonka, che il pubblico del Teatro Massimo ha molto amato nel ruolo di Abigaille in Nabucco; accanto a lei in alternanza un’altra Ewa polacca, Ewa Vesin. Ad interpretare il principe Calaf e l’aria diventata icona del melodramma italiano nel mondo (Nessun dorma…) è il tenore Martin Muehle, apprezzato, oltre che per l’abilità vocale, per l’intensità drammatica delle sue interpretazioni, e nel cast alternativo è Angelo Villari.

Accanto a loro, nei panni della dolce Liù, vi saranno l’armena Juliana Grigoryan, tra i soprani più ricercati del momento, e la palermitana Jessica Nuccio, che torna in un nuovo ruolo pucciniano dopo Bohème. Debuttano come Timur due tra le più belle giovani voci di basso: Giorgi Manoshvili, che al Teatro Massimo ha trionfato come Gremin in Evgenij Onegin un anno fa, e Jerzy Butryn.

Completano il cast Alessio Arduini (Ping), Matteo Mezzaro (Pong e Principe di Persia), Blagoj Nacoski (Pang), Luciano Roberti (Mandarino), Cristiano Olivieri (l’imperatore Altoum) e le ancelle affidate a Gabriella Barresi / Cecilia Galbo e Lorena Scarlata / Maria Luisa Aleccia. Regista assistente Anna Maria Bruzzese. Scene e costumi di Anna Bonomelli, luci di Marco Giusti. Maestro d’armi Ran Arthur Braun. Assistente ai costumi Angelica Forni. Repliche fino al 29 settembre.

Ispirata all’omonima fiaba teatrale di Carlo Gozzi, l’opera, che nel libretto di Adami e Simoni è ambientata in Cina, racconta la vicenda della bella e crudele principessa Turandot. Chiunque voglia sposarla dovrà provare a risolvere tre enigmi che racchiudono il mistero e il rancore della principessa per la violenza subita dalla sua antenata Lo-u-ling che rivive in lei. I malcapitati pretendenti, che uno dopo l’altro falliscono la prova vengono giustiziati senza alcuna pietà fino all’arrivo del principe Calaf, che non solo risolve gli enigmi ma, grazie al sacrificio della schiava Liù che si suicida pur di non tradire il suo segreto, riesce a infrangere il cuore di ghiaccio di Turandot con la forza più grande e misteriosa che esista: l’amore. Puccini compone Turandot unendo a un linguaggio musicale moderno la struttura della grande tradizione ottocentesca dell’opera italiana, ma muore prima di completare la composizione che viene affidata a Franco Alfano, che all’epoca aveva già scritto opere di successo come Risurrezione (1904) e La leggenda di Sakuntala (1921) e che poi a inizio degli anni Quaranta fu sovrintendente del Teatro Massimo. Turandot sarà eseguita per la prima volta al Teatro alla Scala nel 1926 con la direzione di Toscanini che però ferma l’esecuzione lì dove Puccini si era fermato prima di morire e in seguito eseguirà il finale di Alfano in una versione ridotta che si è poi imposta nell’uso comune.

Il nuovo allestimento del Teatro Massimo propone invece la prima versione integrale con l’ultimo duetto e il finale di Franco Alfano. Il regista Alessandro Talevi ambienta l’opera in “una dimensione fuori dal tempo, con rimandi antichi e moderni, nei costumi e nella scena, e abbraccia genericamente il concetto di Oriente per rendere universale una favola di mille anni fa, intrisa di violenza e riscatto, ma ancora oggi attuale … Analizzando i tre enigmi – aggiunge -si capisce la psicologia di Turandot, sono i simboli della sua vita, raccontano la sua crescita dall’infanzia fino a questa maturità cattiva, e spiegano perché lei si identifica così tanto e così ferocemente con la sua ava Lo-u-ling: la mia idea è che lei ha avuto un’esperienza simile nella sua adolescenza, o forse anche prima, ha vissuto anche lei in qualche modo l’esperienza della violenza da parte di uno o più uomini. Perché Lo-u-ling, la principessa morta secoli prima e che Turandot idolatra, si intuisce che non è stata solo uccisa da un invasore, ma anche violentata, stuprata”. E a proposito del tormentato finale lasciato incompiuto da Puccini e delle varie versioni scritte dopo la sua morte, conclude – “secondo me il finale integrale di Alfano è l’unico in grado di rendere l’idea di cosa Puccini probabilmente avrebbe voluto realizzare. È l’unico epilogo che rende plausibile la trasformazione di Turandot, in poche battute, da principessa di morte in donna innamorata ”.

Turandot sarà in scena dal 21 al 29 settembre ma, come consuetudine del Teatro Massimo, la prova generale dell’opera in programma venerdì 20 settembre alle ore 18:30 è aperta al pubblico per uno scopo benefico a favore stavolta della Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro. I biglietti sono in vendita all’AIRC di Palermo (com.sicilia@airc.it – 0916110340; 091329264) o presso la biglietteria del Teatro Massimo.

Il debutto dell’opera è preceduto anche da un altro appuntamento di rilievo dedicato alla memoria di Puccini. Sabato 21 settembre alle ore 17:30 nella Sala ONU del Teatro Massimo Giovanni Gavazzeni, critico musicale e musicologo, e Ilaria Grippaudo, ricercatrice di Storia della Musica dell’Università di Palermo, presentano il volume di Gianandrea Gavazzeni La minuziosa verità. Scritti su Giacomo Puccini (a cura di Giovanni Gavazzeni), Edizioni Pendragon. Gianandrea Gavazzeni, direttore d’orchestra, celebre e apprezzato interprete della vitalità, dell’originalità e della modernità dell’universo pucciniano, ha dedicato a Puccini saggi critici e memorie artistiche, cogliendone aspetti nascosti e offrendo intuizioni interpretative che risultano, ancor oggi, straordinariamente felici. Così le partiture di Tosca, Bohème, Madama Butterfly, Manon, Turandot, La fanciulla del West… diventano materia di analisi in brevi e illuminanti scritti e, al contempo, argomento di riflessione su tutti gli aspetti dello spettacolo operistico. La presentazione, nel giorno della prima di Turandot, ricorda che l’ultima opera di Puccini fu uno dei tanti titoli diretti da Gianandrea Gavazzeni al Teatro Massimo di Palermo nell’arco di più di quarant’anni: un percorso ricchissimo e indimenticabile che spazia da Mozart e Rossini fino al Novecento.

Altro immancabile appuntamento in programma, domenica 29 settembre alle 18:30,è con Bambini all’Opera, il laboratorio dedicato ai più piccoli (6-10 anni) che si svolge nella Sala Stemmi del Teatro Massimo mentre in Sala Grande è in scena lo spettacolo. L’ideazione e la cura sono di Francesca Cosentino che,con le animazioni teatrali di Gisella Vitrano, gli interventi cantati di Sonia Sala e le illustrazioni di Giuseppe Lo Bocchiaro racconta ai bambini la trama dell’opera, propone l’ascolto di alcuni brani, e al termine li conduce in Sala Grande per assistere ad alcuni momenti dello spettacolo e avvicinarli alla magia del teatro. Infoe prenotazioni tel. 329 7260846. I biglietti (da 18 a 165 euro) sono acquistabili presso la biglietteria di Piazza Verdi (aperta tutti i giorni dalle 9.30 alle 15.30, tel. +39 0916053580), su www.ticketone.it, o chiamando il Call Center +39 0918486000, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 18.00, per acquistare anche telefonicamente. Calendario delle recite: sabato 21 settembre, ore 20:00 (Turno Prime); domenica 22 settembre, ore 18:30 (Fuori abbonamento); martedì 24 settembre, ore 18:30 (Turno Scuola); mercoledì 25 settembre, ore 18:30 (Turno B); giovedì 26 settembre, ore 18:30 (Fuori abbonamento); venerdì 27 settembre, ore 18:30 (Turno C); sabato 28 settembre, ore 20:00 (fuori abbonamento); domenica 29 settembre, ore 18:30 (Turno D).

Durata: due ore e 45 minuti compresi gli intervalli;

LA SOLITUDINE DELL’OUTSIDER : ALL’OPERA DI ROMA, DEBORAH WARNER E MICHELE MARIOTTI PER PETER GRIMES

Dall’11 al 19 ottobre 2024 il capolavoro di Britten sul conflitto tra società e individuo

«Un uomo perseguitato dall’orrore di un terribile incidente, spaventato dai pettegolezzi e che forse, prima ancora della disgrazia, ha sempre agito in modo diverso da chi lo circonda». Con queste parole Deborah Warner descrive Peter Grimes, l’emarginato protagonista dell’omonima opera di Britten che la regista britannica porta in scena al Teatro Costanzi dall’11 al 19 ottobre 2024. Il nuovo allestimento, realizzato in coproduzione con il Teatro Real di Madrid – dove ha debuttato nel 2021 –, la Royal Opera House di Londra e l’Opéra National di Parigi, segna il ritorno di Warner a Roma dopo Billy Budd nel 2018, vincitore di un Premio Abbiati della critica italiana, di un Olivier Award e di un International Opera Award. Affidato alla bacchetta del direttore musicale del teatro Michele Mariotti, che per la prima volta si confronta con un’opera di Britten, Peter Grimes vede protagonisti sul palco Allan Clayton nel ruolo del titolo, Sophie Bevan nei panni di Ellen Orford e Simon Keenlyside in quelli di Balstrode, tutti e tre al loro debutto al Costanzi. La regista tornerà al Costanzi a settembre 2025 firmando un altro capolavoro di Britten, The Turn of the Screw.

Opera simbolo del conflitto tra massa e individuo, il Peter Grimes di Britten è un dramma sull’esclusione sociale, il pregiudizio e la crudeltà della folla. Deborah Warner trasforma il villaggio ottocentesco in cui è ambientata la vicenda in una decadente cittadina costiera della Gran Bretagna contemporanea, mettendo in scena una comunità impoverita, arrabbiata e sofferente, dove la miseria si mescola al rancore e al pregiudizio, e in cui il pescatore Peter Grimes diventa vittima di una società alla ricerca di un capro espiatorio. Uno spettacolo dai profondi e drammatici risvolti psicologici, che vede il contributo delle scene di Michael Levine, i costumi di Luis F. Carvalho, le luci di Peter Mumford, i video di Justin Nardella e le coreografie di Kim Brandstrup. Maestro del Coro, cui la partitura richiede un grande impegno, è Ciro Visco.

«La durezza dell’esistenza di coloro che si guadagnano da vivere sul tratto di costa del sud est inglese è tema centrale sia dell’opera di Britten sia del poema di Crabbe, The Borough, da cui è tratto il libretto – prosegue la regista Deborah Warner –, con similitudini che permangono sino a oggi. Nonostante le innovazioni tecnologiche, quella del pescatore solitario è ancora un’esistenza faticosa. Volevamo far rivivere questa storia in una cornice contemporanea, senza però cadere in un pericoloso sentimentalismo verso la povertà del passato, per cui il dolore e il rancore nati da un’esistenza di privazione rischiano di perdersi. Non volevamo che questa realtà venisse ammorbidita trasferendo la storia in un altro periodo: Peter Grimes viene rifiutato da una comunità feroce e stressata, e volevamo rendere questa percezione immediata».

Regista britannica di fama internazionale, Deborah Warner è rinomata per i suoi innovativi allestimenti delle opere di Shakespeare, Ibsen, Brecht e, nell’ambito dell’opera lirica, di Benjamin Britten. Oltre al già citato Billy Budd, ha firmato una nuova produzione della cantata Phaedra di Britten nel 2020 e, più recentemente, di The Turn of the Screw, sempre per la Royal Opera House, che le è valso un Evening Standard e un South Bank Award. Nel 2014 ha inaugurato la stagione del Teatro alla Scala mettendo in scena il Fidelio di Beethoven diretto da Barenboim. Tra i suoi ultimi lavori, invece, si ricordano Messiah per l’Opéra de Lyon e Wozzeck per la Royal Opera House. Nel corso della sua pluriennale carriera, si è dedicata anche alla regia cinematografica realizzando The Last September (1999) e The Waste Land, per cui ha ottenuto il premio Un Certain Regard al festival di Cannes. Ha inoltre ricevuto l’onorificenza di Comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico.

«Come Britten, anch’io sono nato in una città di mare – dice il direttore musicale dell’Opera di Roma Michele Mariotti, elemento che può accogliere ma anche respingere, isolare. Per Grimes, il mare è fonte di vita e di riscatto, ma diventerà la sua tomba, poiché verrà spinto a morire da una società miope e giudicante verso tutto ciò che, non conformandosi ad essa, diventa inevitabilmente diverso e pericoloso. Peter Grimes è senza dubbio uno dei grandi capolavori del Novecento, un magistero di orchestrazioni e suoni, e in cui molto presente, appunto, è l’elemento liquido e inafferrabile del mare».

Accanto a Mariotti, sale sul palco nel ruolo di Peter Grimes il tenore Allan Clayton, già apprezzato interprete della regia del Grimes di Deborah Warner nel 2021 al Teatro Real di Madrid – che ha segnato anche il suo debutto nella parte – e alla Royal Opera House nel 2022. Con un repertorio che spazia dal barocco al contemporaneo, canta nei principali teatri d’opera al mondo, dalla Metropolitan Opera di New York alla Staatsoper di Berlino. La parte di Ellen Orford vede invece impegnata il soprano Sophie Bevan. Vincitrice di un Times Breakthrough Award ai South Bank Sky Arts Awards del 2012 e di uno Young Singer Award agli International Opera Awards inaugurali del 2013, collabora regolarmente con importanti direttori come Antonio Pappano, Daniel Harding, Andris Nelsons ed Edward Gardner. Simon Keenlyside è invece il capitano Balstrode, baritono dall’ampio repertorio di ruoli, tra cui i principali in Don Giovanni – che ha inciso sotto la guida di Claudio Abbado per la Deutsche Grammophon – Eugene Onegin, Wozzeck, Billy Budd, Hamlet, Macbeth e Rigoletto. Completano il cast Clive Bayley (Swallow), Jacques Imbrailo (Ned Keene), Catherine Wyn-Rogers (Auntie), Clare Presland (Mrs. Sedley), John Graham-Hall (Bob Boles), Jennifer France (First Niece), Natalia Labourdette (Second Niece), James Gilchrist (Rev. Horace Adams), Stephen Richardson (Hobson), Daniele Massimi (A fisherman), Michela Nardella (Fisher-woman), Leonardo Trinciarelli (A lawyer).

In occasione della messa in scena di Peter Grimes, l’Opera di Roma dedica il quarto numero della rivista di attualità e approfondimento culturale “Calibano” al protagonista del dramma di Britten e alla tematica dell’outsider. In libreria dal 31 luglio, “Calibano. Peter Grimes/L’outsider”, realizzata in collaborazione con effequ, raccoglie contributi di Patricia MacCormack, docente di Filosofia all’Anglia Ruskin University di Cambridge, Paolo Mereghetti, Christian Raimo, Vanni Santoni – in lizza per il Campiello 2024 –, Simone Marcelli Pitzalis – premio Pagliarani Poesia –, Marinella Senatore e altri.

La prima rappresentazione è prevista per venerdì 11 ottobre alle ore 20.00. Repliche domenica 13 ottobre (ore 16.30), martedì 15 ottobre (ore 20.00), giovedì 17 ottobre (ore 20.00), sabato 19 ottobre (ore 18.00). Anteprima giovani mercoledì 9 ottobre (ore 19.00).

“ASPETTANDO PETER GRIMES” ALL’OPERA DI ROMA

Quattro appuntamenti aperti al pubblico, dal 5 all’11 ottobre,

anticipano il capolavoro di Benjamin Britten in scena al Teatro Costanzi

Già esauriti i biglietti per la “Lezione di opera” di Giovanni Bietti

Un ciclo di incontri per approfondire uno dei capolavori del Novecento inglese: “Aspettando Peter Grimes” è una rassegna di quattro appuntamenti aperti al pubblico che, dal 5 all’11 ottobre, anticipano la messa in scena dell’opera di Benjamin Britten al Costanzi. La prima rappresentazione dello spettacolo, proposto con la regia di Deborah Warner e diretto da Michele Mariotti, è infatti in programma l’11 ottobre alle ore 20.00, con quattro repliche fino al 19. Opera simbolo del conflitto tra massa e individuo, Peter Grimes è un dramma del 1945 sull’esclusione sociale, il pregiudizio e la crudeltà della folla. Il cartellone di incontri introduttivi, che tra i protagonisti vede proprio il direttore Mariotti, oltre al musicologo e divulgatore Giovanni Bietti e all’autore della prima monografia italiana su Benjamin Britten, Alessandro Macchia, offre l’opportunità di esplorare l’opera e la vita del compositore da molteplici prospettive.

Si comincia sabato 5 ottobre (ore 17.00, Sala Grigia del Teatro Costanzi) con la consueta “Lezione di opera” di Giovanni Bietti, per la quale sono già esauriti tutti i biglietti. Sarà comunque possibile ascoltare gratuitamente la lezione sul sito del Teatro dell’Opera di Roma nei giorni successivi all’incontro. Bietti, tra i più apprezzati divulgatori italiani e voce radiofonica di Radio3, illustrerà il contesto e i contenuti drammatici di Peter Grimes attraverso esempi musicali sia dal vivo sia registrati.

Lunedì 7 ottobre, invece, al Nuovo Teatro Ateneo della Sapienza Università di Roma, ore 17.30, Michele Mariotti è ospite dell’incontro “L’opera in Sapienza: Peter Grimes”, organizzato da Fondazione Sapienza in collaborazione col centro Sapienza CREA – Nuovo Teatro Ateneo. Il direttore musicale della Fondazione Capitolina parlerà dell’opera di Britten insieme a Emanuele Senici, ordinario di Musicologia e Storia della Musica della Sapienza. Modera il Professor Franco Piperno. L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili previa prenotazione all’indirizzo https://www.sapienzacrea.uniroma1.it/. Le prenotazioni apriranno una settimana prima dell’incontro.

Giovedì 10 ottobre, alle ore 18.00, in Sala Grigia al Teatro Costanzi con ingresso libero, è in programma una presentazione dell’opera e del quarto numero della rivista “Calibano” dedicata a Peter Grimes e al tema dell’outsider. Lo spettacolo è raccontato da Michele Mariotti insieme al Sovrintendente dell’Opera di Roma Francesco Giambrone. A presentare il nuovo numero di “Calibano” sono invece il direttore della rivista Paolo Cairoli e Carmen Gallo, docente di letteratura inglese presso Sapienza e autrice di un contributo sul senso del male e della violenza nella poco conosciuta fonte poetica di Peter Grimes, The borough di George Crabbe.

Il ciclo di incontri si conclude venerdì 11 ottobre alle ore 18.00, sempre in Sala Grigia al Teatro Costanzi e a ingresso libero, con la presentazione di Benjamin Britten. L’uomo, il compositore, l’interprete (EDT, 2024), la prima monografia italiana dedicata al compositore inglese. Interviene Alessandro Macchia, autore del volume, storico della musica e tra i più autorevoli studiosi di Britten, in dialogo con Francesco Antonioni, compositore e conduttore di Radio3. La presentazione precede la prima rappresentazione dello spettacolo, in programma alle ore 20.00.