Grande successo per il debutto dell’ultima produzione del 2025: Manon Lescaut con il celebre allestimento di Igor Mitoraj e la regia di Daniele De Plano

La protagonista Maria Josè Siri conclude generosamente l’esecuzione da seduta dopo un incidente in scena


Torre del Lago – Gran Teatro all’aperto
Manon Lescaut, 30 agosto, ore 21.15

Grande successo ed entusiasmo per il quinto e ultimo debutto 2025 del 71° Festival Puccini di Torre del Lago-Viareggio: sabato 30 agosto è andata in scena Manon Lescaut nella celebre produzione del 2002 firmata dall’artista Igor Mitoraj.

Superate le incerte condizioni metereologiche dei giorni e delle ore precedenti, con un ampio arcobaleno che per vari minuti dopo le ore 19 ha unito poeticamente le sponde del lago di Massaciuccoli, il pubblico ha preso posto nel Gran Teatro tributando sin dal primo atto lunghi applausi al direttore, il viareggino Valerio Galli, e a tutto il cast composto, anche per questo titolo, da interpreti di fama internazionale, molti al debutto nel Festival: Maria José Siri (Manon Lescaut), Luciano Ganci (Des Grieux), Claudio Sgura (Lescaut), Giacomo Prestia (Geronte di Ravoir), Paolo Antognetti (Edmondo), Matteo Mollica (L’oste), Alessandra Della Croce (Un musico), Nicola Pamio (Il maestro di ballo), Manuel Pierattelli (Un lampionaio), Roberto Rabasco (Sergente degli arcieri), Omar Cepparolli (Il comandante di marina).

Prendendo posizione prima dell’inizio dell’ultimo atto, Maria José Siri ha avuto però un incidente nei pressi del grande torso immaginato da Igor Mitoraj per la scenografia conclusiva. Dopo gli immediati soccorsi e circa quindici minuti di pausa non previsti, il soprano ha deciso comunque di portare a termine l’opera da seduta. Accolta da un fragoroso applauso, Maria Josè Siri ha interpretato con grande intensità il grande duetto con cui si chiude Manon Lescaut, insieme a Luciano Ganci, adattando la regia di Daniele De Plano all’imprevisto: una scena fortemente drammatica che culmina nell’aria del soprano “Sola, perduta, abbandonata” e quindi nella sua morte nel deserto americano.

La Fondazione Festival Pucciniano, insieme al pubblico, ringrazia sentitamente Maria José Siri per la generosità e il prezioso impegno con cui ha portato a termine lo spettacolo.

Manon Lescaut (in replica il 6 settembre) – dramma lirico in quattro atti su libretto ispirato al romanzo di Antoine-François Prévost – andò in scena per la prima volta al Teatro Regio di Torino il 1° febbraio 1893 e fu il primo grande successo di Puccini. Per questo ritorno in scena nel Festival sulle sponde del Lago di Massaciuccoli, a pochi passi dall’amata residenza del compositore, si è scelto di riproporre l’allestimento del 2002 ideato dallo scultore polacco Igor Mitoraj, autore di scene e costumi (ripresi rispettivamente da Luca Pizzi e Cristina Da Rold) con la regia di Daniele De Plano; luci di Valerio Alfieri. I grandi volti blu di Mitoraj – sottoposti in questi mesi a restauro e che molti ricorderanno anche per essere parte del Parco della Musica e della scultura intorno al Gran Teatro all’aperto – tornano quindi in scena delineando uno spazio metafisico, solenne e sospeso, dove dialogano con la tragedia di Manon. L’atmosfera è atemporale, con una regia solenne che punta sull’impatto visivo delle forme e sulla loro carica simbolica, trasformando la vicenda in una parabola universale di caduta e perdizione. Il Coro del Festival Puccini è diretto da Marco Faelli.

«Manon Lescaut ventidue anni dopo averla realizzata – scrive Daniele De Plano – per la prima volta nel Teatro a cui sono, in assoluto, più legato. Manon Lescaut con le scene e i costumi, ora come allora, di Igor Mitoraj, amico, maestro e fonte di ispirazione perpetua del mio agire artistico. Questa la sfida, questa la mia ansia. Ora come allora un’ansia costruttiva, quella che muove a tirare le fila di un discorso più grande di una messa in scena, un discorso che riguarda il concetto stesso di Arte e in cui i protagonisti dell’opera sono archetipi».

«Era il 2002 – ricorda nelle note di sala Luca Pizzi – : il maestro, come scrisse all’epoca Roberto Bernabò, “si è immerso avidamente nella lettura di Manon Lescaut. Un’immersione di intelletto e sensi che ha portato il trasferimento di Manon dai luoghi classici dell’iconografia pucciniana a una dimensione poetica in cui classici e modernità, attraverso tanti volti senza volto, si trasformano in un percorso carico di suggestione e drammaticità. Una composizione dai toni potenti e coinvolgenti, proprio come quelli che provengono dal pentagramma pucciniano”. Così il maestro, nel mettere in scena la Manon Lescaut, ha unito la sua arte con quella di Puccini, confondendole in un unicum attuale ancora oggi e decidendo di portare le sue sculture sul palcoscenico. Ventidue anni fa ero il suo assistente scenografo, oggi ho l’onore e la responsabilità di rimetterlo in scena, ma adattandolo alle nuove esigenze di palco. Abbiamo lavorato molto sui cambi di scena, cercando di concentrarci, soprattutto nel passaggio dal terzo al quarto atto, su un solo cambio che renda il tutto molto veloce, per non far aspettare troppo gli spettatori. Per la parte estetica ho cercato di rispettare il più possibile quello che aveva fatto Mitoraj, adattandolo al nuovo palcoscenico».

71° Festival Puccini 2025

Dal 18 luglio al 6 settembre 2025, torna a Torre del Lago il Festival Puccini, l’unico al mondo dedicato al compositore nei luoghi in cui visse e compose. Un’edizione, la 71ª, che segna un nuovo inizio per la Fondazione Festival Pucciniano, sotto la guida del presidente Fabrizio Miracolo e del nuovo direttore artistico Angelo Taddeo. “Tutto comincia da qui” è il tema sotteso e sottolinea il legame profondo con la Villa Puccini, oggi museo, affacciata sul Lago di Massaciuccoli, a pochi passi dal Gran Teatro all’aperto dove le opere del Maestro tornano a vivere ogni estate. Cinque i titoli in programma: Tosca (18 luglio, 1, 9, 29 agosto) in un nuovo allestimento firmato da Alfonso Signorini con la direzione di Giorgio Croci; La bohème (19, 26 luglio e 7 agosto) nello storico spettacolo di Ettore Scola ripreso da Marco Scola Di Mambro; Turandot (25 luglio, 2, 14, 22 agosto e 5 settembre) nella sontuosa regia visionaria ideata dallo stesso Signorini con scene di Carla Tolomeo; Madama Butterfly (8 e 23 agosto) nell’allestimento essenziale e simbolico di Manu Lalli; Manon Lescaut (30 agosto e 6 settembre) con le scenografie monumentali di Igor Mitoraj. Ospite d’eccezione, il 13 agosto, il soprano Anna Netrebko, protagonista di un gala con Martin Muehle e Jérôme Boutillier diretto da Michelangelo Mazza. Sul palcoscenico si alterneranno interpreti di primo piano della scena lirica internazionale: Aleksandra Kurzak, Eleonora Buratto, Carmen Giannattasio, Rosa Feola, Maria José Siri, Roberto Alagna, Gregory Kunde, Yusif Eyvazov, Vittorio Grigolo, Francesco Meli, Jonathan Tetelman, Luca Salsi, Claudio Sgura, Michele Pertusi e molti altri. In parallelo, una sezione Off arricchisce il cartellone con concerti da camera, danza e progetti speciali, tra cui il concerto Morricone Story (24 luglio, nel Gran Teatro), una versione “pocket” di Suor Angelica nel Parco della Musica (13 luglio) e recital all’Auditorium Caruso (27 luglio e 16 agosto) e a Villa Paolina a Viareggio. Sì intitola Giacomo Puccini, oltre il tempo lo spettacolo di Emox Balletto (Auditorium Caruso, 11 agosto). Il Festival accoglierà per la prima volta il pubblico sul nuovo Belvedere, davanti alla Villa sul lago, in un’area riqualificata grazie all’intervento del Comune di Viareggio. Per la prima volta, inoltre, è già pronto e annunciato anche il programma della prossima edizione, la 72ª, che nel 2026 celebrerà il centenario di Turandot.

Il 71° Festival Puccini 2025 Torre del Lago-Viareggio è realizzato dalla Fondazione Festival Pucciniano con il sostegno di Città di Viareggio, Regione Toscana, Ministero della Cultura. Sì ringraziano: Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Steingraeber & Söhne, Paredes, intimo Morandi, Unicoop Firenze, Coop Unicoop Tirreno, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Mutua BVLG, General Auto di Siciliano, QN La Nazione.

Biglietteria

La Biglietteria si trova a pochi passi dall’ingresso del Teatro sulla Via delle Torbiere (Torre del Lago – Viareggio (LU) È aperta dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.30; sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18:30.

Nelle giornate d’opera dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 21.15

Tel (+39) 0584 359322

E-mail ticketoffice@puccinifestival.it

www.puccinifestival.it

NASCE IL CORO DI VOCI BIANCHE DI FONDAZIONE ARENA

A SETTEMBRE LE SELEZIONI PER BAMBINI E RAGAZZI DAI 3 AI 14 ANNI
A OTTOBRE PRIME LEZIONI DEI CORSI PROPEDEUTICO E AVANZATO

Gasdia: “Sogno un teatro pieno di bambini. Scendiamo in campo per promuovere l’educazione musicale”

Fondazione Arena di Verona guarda alle nuove generazioni. E, per la prima volta, punta ad avere un suo Coro di Voci bianche. Obiettivo promuovere l’educazione musicale in bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni, ma anche scoprire nuovi talenti e diffondere la pratica del Canto lirico in Italia patrimonio dell’Umanità, così come l’amore per l’Opera.

Una novità che prenderà forma con l’avvio del nuovo anno scolastico. Le selezioni, infatti, si terranno a fine settembre e i corsi, uno propedeutico e l’altro avanzato, prenderanno il via ad ottobre. Un ulteriore tassello che Fondazione Arena aggiunge al grande mosaico realizzato in questi ultimi anni con il potenziamento del progetto Arena Young, per portare a teatro bambini e studenti, l’organizzazione del primo evento per famiglie in Arena e l’annuncio della creazione per la Stagione 2026 di una nuova area family, per rendere accessibile l’anfiteatro a genitori con neonati o bambini molto piccoli.                                 A dirigere il nuovo Coro di Voci bianche sarà il Maestro Matteo Valbusa, musicista veronese, insegnante e Direttore di Coro e d’Orchestra.

“Ho sempre sognato un teatro pieno di bambini, ecco perché in questi anni ho fortemente voluto potenziare tutte le attività per i più piccoli e le famiglie – sottolinea Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena di Verona -. Come teatro abbiamo il dovere di scendere in campo e di promuovere l’educazione musicale, a maggior ragione dopo che il Canto lirico in Italia è diventato patrimonio dell’Umanità. I bambini fin dalla tenera età spontaneamente giocano con la musica, creando ritmo, producendo suoni. Dobbiamo aiutare questa loro propensione e aprire le strade ai giovani talenti”.

“Fondazione Arena è spettacolo, è simbolo nel mondo dell’Opera ma è anche presenza costante nella vita della comunità veronese – afferma il Vicedirettore artistico Stefano Trespidi -. Siamo una realtà viva e vivace, che punta a crescere e a intensificare le proprie attività a favore della società in cui siamo radicati. L’Arena accoglie ogni anno migliaia di turisti e spettatori stranieri, ma il nostro primo obiettivo è arricchire la proposta culturale e formativa per la città”.

“Grazie a questi due nuovi corsi i bambini potranno giocare attraverso la musica – affermano Selena Bellomi dell’Ufficio scuole e Francesca Tondelli dell’Archivio musicale, responsabili del nuovo Coro -, saranno avviati all’ascolto e al movimento, all’uso e al potenziamento della voce mediante giochi cantati volti allo sviluppo dell’orecchio musicale, dell’intonazione e del senso del ritmo. I più grandi studieranno come usare la voce, faranno lezioni di canto corale, esercizi di respirazione, riscaldamento vocale e di corretta fonazione, laboratori di espressività corporea, tecnica vocale ed educazione alla consapevolezza e rispetto del teatro”.

Presenti alla conferenza Fra Giampaolo Cavalli, Direttore di Antoniano; Giuseppe Venturini per l’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto; il Maestro del Coro di Fondazione Arena Roberto Gabbiani e, in videocollegamento, anche il Maestro Matteo Valbusa.

L’anno formativo inizierà a ottobre 2025 e terminerà a maggio 2026, e sarà diviso appunto in due percorsi: il corso propedeutico per bambini dai 3 ai 7 anni e il corso avanzato per ragazzi dai 7 ai 14 anni. Le lezioni si terranno nel pomeriggio, una o due volte alla settimana, verranno proposti poi dei laboratori, il sabato, ai quali potrà partecipare l’intera famiglia.

DOMANDA DI AMMISSIONE. Le domande di ammissione alle selezioni dovranno essere compilate utilizzando l’apposita scheda di iscrizione al link  https://bit.ly/corovocibianchearena entro la mezzanotte di mercoledì 24 settembre. Le selezioni si terranno nelle giornate di martedì 30 settembre e mercoledì 1° ottobre.

Il percorso didatticomira allo sviluppo delle potenzialità vocali, espressive e interpretative dei giovani cantori in un’ottica di formazione artistica interdisciplinare volta a favorire lo sviluppo della sensibilità musicale, l’acquisizione di competenze tecniche e artistiche fondamentali per affrontare con consapevolezza e passione il mondo della musica vocale e del teatro. Tutto questo in un ambiente altamente professionale.

Tutte le attività si terranno nelle diverse sedi di Fondazione Arena: Teatro Filarmonico, Sala Filarmonica, Sala Bra. Il costo di partecipazione va dai 200 euro per il corso propedeutico ai 340 euro annuali per il corso avanzato, più tassa d’iscrizione. In caso di partecipazione di più figli è previsto uno sconto del 30% sulla seconda quota di frequenza.

Il corso si inserisce anche in un più ampio progetto di salvaguardia, tutela e diffusione della pratica del canto lirico, riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, rivolgendosi in particolare alla valorizzazione del bene vocale dei più giovani.

Regolamento e bando sono disponibili sul sito www.arena.it.