Elisabetta Riva nominata Sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna

A seguito della proposta unanime espressa dal Consiglio di Indirizzo della Fondazione Teatro Comunale di Bologna presieduto dal Sindaco e Presidente Matteo Lepore, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha nominato, in conformità alla proposta ricevuta, Elisabetta Riva nuova Sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna, con decorrenza dal 23 aprile 2025.

Direttrice Generale e Artistica di prestigiose istituzioni e iniziative culturali, con una consolidata esperienza internazionale nel management di eventi e produzioni teatrali, Riva è nata a Monza nel 1973. Dal 2013 ha diretto il Teatro Coliseo di Buenos Aires, unico teatro al mondo di proprietà dello Stato italiano fuori dai confini nazionali.

«Accolgo con sincera emozione e profonda gratitudine la nomina a Sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna, un incarico che rappresenta per me un grande onore – dice Elisabetta Riva – La mia esperienza internazionale ha rafforzato il legame con la cultura italiana, che ho sempre promosso con passione. Ora, intendo mettere questo bagaglio professionale al servizio del Teatro, affiancata da una squadra di talento per valorizzare la sua ricca tradizione e proiettarla verso nuove prospettive. Desidero esprimere la mia sincera gratitudine a tutti coloro che hanno riposto fiducia in me».

Elisabetta Riva

Direttrice Generale e Artistica di prestigiose istituzioni e iniziative culturali, con una consolidata esperienza internazionale nel management di eventi e produzioni teatrali.

Nata a Monza nel 1973, ha conseguito la Laurea in Lettere Moderne con specializzazione in Comunicazioni Sociali presso l’Università Cattolica di Milano e un Diploma post-laurea in Acting presso la Arts Educational Drama School di Londra, città nella quale ha vissuto 4 anni.

Vive a Buenos Aires dal 2007 e dal 2013 dirige il Teatro Coliseo, unico teatro al mondo di proprietà dello Stato italiano fuori dai confini nazionali. Sotto la sua guida, il teatro ha vissuto un’importante rinascita, passando da una fase di declino a punto di riferimento culturale in Argentina.

La sua expertise manageriale si è distinta nell’implementazione di un ambizioso Master Plan che ha saputo integrare ristrutturazione edilizia, riorganizzazione gestionale, rinnovamento della programmazione artistica, fundraising strategico, rinnovamento del pubblico e modernizzazione della comunicazione.

Ha rilanciato con successo “NUOVA HARMONIA”, prestigioso ciclo di abbonamento dedicato alla musica classica, all’opera e al balletto, che presenta dieci concerti all’anno con orchestre e solisti di calibro internazionale.

Ha ideato e diretto “ITALIA_XXI”, progetto pluriennale di grande impatto che ha riportato l’eccellenza italiana dello spettacolo dal vivo a Buenos Aires. Grazie a questa iniziativa, il Teatro Coliseo è diventato un generatore di reti e sinergie sul territorio argentino, sviluppando collaborazioni con le principali istituzioni culturali locali e creando un modello virtuoso di promozione culturale integrata.

Presso il Teatro Colón ha curato “DIVINA ITALIA”, stagione di opera lirica, balletto e concerti sinfonici con Italia come paese invitato.

In precedenza ha fondato e diretto compagnie teatrali, curato festival e sviluppato progetti in diversi ambiti della cultura, dall’indipendente al pubblico e al privato.

Parla fluentemente inglese, spagnolo e francese. Per il suo contributo alla promozione della cultura italiana all’estero, ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Italiana il titolo di Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia (2017).

È sposata con l’argentino Leonardo Kreimer dal 2005 con il quale ha un figlio di 13 anni: Akira.

Il ritorno di Frédéric Chaslin sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo

“Una vita d’eroe” di Richard Strauss

Torna sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo, dopo appena un mese dal successo di Faust, il direttore d’orchestra, compositore e pianista di talento, Frédéric Chaslin, per dirigere martedì 29 aprile alle 20:30 Una vita d’eroe” (Ein Heldenleben), il poema sinfonico autobiografico del compositore bavarese Richard Strauss.

Composta nel 1898, Una vita d’eroe (Ein Heldenleben), Op. 40, è una delle opere sinfoniche più emblematiche e ambiziose di Richard Strauss. Celebre per la sua ricchezza orchestrale, ha un organico imponente che include una vasta gamma di strumenti a fiato, percussioni e un ruolo solistico di grande virtuosismo affidato al primo violino. Racconta la vita di un uomo che riconsidera tutta la sua esistenza e il senso della propria opera. Il compositore tedesco si ritrae come un “eroe”, non in senso convenzionale, ma come un artista impegnato nella sua lotta creativa e nella sua visione del mondo. La partitura è suddivisa in sei sezioni che spaziano da scene di battaglia eroiche a momenti di profonda introspezione, e delineano un intenso autoritratto musicale. La prima sezione, L’eroe, evoca un ritratto del protagonista del poema; la seconda, Gli avversari dell’eroe è una sezione che raffigura i critici e gli oppositori dell’eroe, con dissonanze e suoni aspri; la terza La compagna dell’eroe celebra l’amore con un lungo assolo del violino; la quarta Il campo di battaglia descrive le lotte e le sfide affrontate dall’artista, culminando in un’esplosione sonora; la quinta Le opere di pace riprende temi dalle precedenti opere di Strauss e dai suoi successi artistici; la sesta e ultima Il ritiro dal mondo e la fine dell’eroe è un epilogo malinconico che segna il distacco dell’eroe dalle lotte terrene e il raggiungimento di una pace interiore.

Alla sua prima, l’opera suscitò reazioni contrastanti, alcuni critici la considerarono presuntuosa e auto celebrativa, criticando il modo in cui Strauss si ritraeva come un eroe e le caricature dei suoi detrattori, tanto da essere definita da un critico “un quadro rivoltante di quest’uomo rivoltante”. Oggi è considerata un vero caposaldo del repertorio orchestrale e si apprezza come Strauss utilizzasse l’elemento personale per esplorare temi universali sulla lotta dell’artista, l’amore e il raggiungimento della pace interiore. La partitura è un vero tour de force di virtuosismo e innovazione orchestrale, con sezioni solistiche impegnative e un impiego maestoso di tutta la gamma degli strumenti.

Frédéric Chaslin. Direttore d’orchestra, compositore e pianista di talento, Frédéric Chaslin vanta una carriera internazionale di prestigio. Ha ricoperto ruoli di primo piano in alcune delle istituzioni musicali più importanti del mondo, tra cui l’Opéra National de Paris, la Staatsoper di Berlino e la Wiener Staatsoper. La sua versatilità musicale spazia dal repertorio sinfonico a quello operistico, con interpretazioni acclamate dalla critica per la loro profondità, eleganza e passione. Il suo ritorno sul podio del Teatro Massimo testimonia un legame artistico consolidato e la sua capacità di instaurare una sintonia speciale con l’orchestra palermitana. Il pubblico avrà l’opportunità di assistere a una direzione carismatica e ricca di sfumature, capace di svelare ogni dettaglio della complessa partitura straussiana. Durata: circa cinquanta minuti Biglietti: da 12 a 30 euro.

Mercoledì 30 aprile 2025 alle ore 20 – nella Sala Orchestra del Maggio – prende il via il “Maggio Aperto”.

Il volto del Festival che rinnova le numerose cooperazioni fra il Teatro e le altrettanto nutrite realtà musicali del territorio di Firenze.

In programma, in collaborazione con l’Accademia Bartolomeo Cristofori, una serata interamente dedicata al suono del fortepiano e alle composizioni di Fryderyk Chopin.

Solista al fortepiano Ingrid Fliter.

Prende il via la nuova serie di appuntamenti del Maggio Aperto, il ciclo di spettacoli che avvicinano il Teatro del Maggio e il suo Festival al mondo delle variegate realtà musicali del territorio fiorentino. Questi eventi si articoleranno dal 30 aprile fino al 13 giugno, alle soglie della Stagione Estiva del Teatro.

Mercoledì 30 aprile alle ore 20 un interessante concerto per fortepiano, in coproduzione con l’Accademia Bartolomeo Cristofori, interamente dedicato alle composizioni di Fryderyk Chopin; la protagonista della serata è Ingrid Fliter, il concerto è in programma nella Sala Orchestra del Teatro. 

Si rinnova dunque la collaborazione con l’Accademia Bartolomeo Cristofori, che sarà protagonista nel corso del Maggio Aperto in altre tre diverse occasioni: il 7 con Giulio Biddau, il 14 con  Yoko Kikuchi e il 22 maggio con Jun Ju, alle ore 20, sempre nella Sala Orchestra del Teatro.

Ingrid Fliter, vincitrice del prestigioso Gilmore Artist Award 2006, è una delle pochissime pianiste – e l’unica donna – ad aver ricevuto tale riconoscimento. La sua carriera si divide tra il Nord America e l’Europa. In Europa si è esibita ad Amsterdam, Londra, Berlino, Francoforte, Salisburgo e Colonia, partecipando a festival come La Roque d’Anthéron e il Prague Autumn Festival. Tra i recenti impegni europei figurano i concerti con le Filarmoniche di Monte-Carlo, Osaka, Helsinki e Stoccolma; la Philharmonia, la Royal Philharmonic Orchestra, la BBC Symphony e i Proms di Londra; l’Orchestra Sinfonica della Radio Danese e la Swedish Chamber Orchestra oltre a numerosi recital a Parigi, Barcellona, Milano, Lisbona e Londra, presso la Wigmore Hall e la Queen Elizabeth Hall. In Asia si è esibita con le Filarmoniche di Israele e Osaka, alle World Pianist Series di Tokyo, alle International Piano Series di Singapore e ha effettuato numerose tournées a Hong Kong, in Australia e in Nuova Zelanda.

Il programma è tutto rivolto alle composizioni di Chopin: in apertura la Mazurka op. 6 n. 1 in fa diesis minore seguita dalla Mazurka op. 6 n. 4 in mi bemolle minore, cui seguono la Mazurka op. 7 n. 1 in si bemolle maggiore, la Mazurka op. 67 n. 4 (WN60) in la minore, la Mazurka op. 59 n. 2 in la bemolle maggiore, la Mazurka op. 59 n. 3 in fa diesis minore, la Mazurka op. 63 n. 3 in do diesis minore e dal Notturno op. 9 n. 3in si maggiore e il Notturno op. 48 n. 2 in fa diesis minore. Chiude la serata la Sonata op. 58 in si minore.

La collaborazione con l’Accademia Bartolomeo Cristofori, che si rinnova a distanza di dieci anni dalla prima collaborazione, è un modo importante per dare ‘voce’ uno strumento come il fortepiano: la radice del pianoforte, capace di restituire una gamma di suoni che favoriscono la comprensione del processo compositivo e indicano la trasformazione dell’estetica musicale negli ultimi duecento anni.

Con il concerto del 30 aprile si riaprono anche le porte della Sala Orchestra del Maggio, un modo per il pubblico di poterne gustare la formidabile acustica e struttura.

La locandina: 

Fryderyk Chopin

Mazurka op. 6 n. 1 in fa diesis minore 

Mazurka op. 6 n. 4 in mi bemolle minore 

Mazurka op. 7 n. 1 in si bemolle maggiore 

Mazurka op. 67 n. 4 (WN60) in la minore 

Mazurka op. 59 n. 2 in la bemolle maggiore 

Mazurka op. 59 n. 3 in fa diesis minore 

Mazurka op. 63 n. 3 in do diesis minore 

Notturno op. 9 n. 3 in si maggiore 

Notturno op. 48 n. 2 in fa diesis minore

Sonata op. 58 in si minore I. Allegro maestoso

II. Scherzo: molto vivace

III. Largo

IV. Finale: Presto non tanto. Ag

ANDREA CHÉNIER AL TEATRO REGIO DI PARMA

L’opera di Umberto Giordano, nell’allestimento firmato da Nicola Berloffa, con Francesco Lanzillotta sul podio dell’Orchestra Filarmonica Italiana e del Coro del Teatro Regio di Parma.

Protagonisti Gregory Kunde, Luca Salsi, Saioa Hernandez

Teatro Regio di Parma

3, 6, 9, 11 maggio 2025

Andrea Chénier, dramma storico in quattro quadri di Umberto Giordano su libretto di Luigi Illica, composto tra il 1894 e il 1896 (prima rappresentazione il 28 marzo 1896 al Teatro alla Scala di Milano), debutta al Teatro Regio di Parma sabato 3 maggio 2025 alle ore 20.00 (recite martedì 6, venerdì 9 maggio ore 20.00, domenica 11 maggio ore 15.30) nell’allestimento di Teatro Regio di Parma, Teatro Comunale di Modena, Teatri di Piacenza, iTeatri di Reggio Emilia, Ravenna Manifestazioni, Opéra de Touloncon la regia di Nicola Berloffa ripresa da Florence Bass, le scene di Justin Arienti, i costumi di Edoardo Russo, le luci di Valerio Tiberi riprese da Simone Bovis.

Francesco Lanzillotta dirige l’Orchestra Filarmonica Italiana e il Coro del Teatro Regio di Parma, maestro del coro Martino Faggiani. In scena Gregory Kunde (AndreaChénier), Luca Salsi (Carlo Gérard), Saioa Hernandez (Maddalena di Coigny), Arlene Miatto Albeldas* (La mulatta Bersi), Natalia Gavrilan (La Contessa di Coigny), Manuela Custer (Madelon, per la prima volta al Regio), Andrea Pellegrini (Roucher), Lorenzo Barbieri (Pietro Fléville / Fouquier Tinville), Matteo Mancini (Mathieu), Enrico Casari (Un Incredibile, per la prima volta al Regio), Anzor Pilia* (L’Abate), Eugenio Maria Degiacomi (Schmidt / Il maestro di casa / Dumas). *già allievi dell’Accademia Verdiana

LA GLORIA DI PRIMAVERA PER LA PRIMA VOLTA AL COSTANZI CELEBRA I TRECENTO ANNI DALLA SCOMPARSA DI ALESSANDRO SCARLATTI

Lunedì 28 aprile ore 20. Ospite l’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori

diretta da Ignazio Maria Schifani al debutto con l’Opera di Roma

Concerto in collaborazione con il Ministero dell’Università e della Ricerca

È un omaggio ad Alessandro Scarlatti nei trecento anni dalla scomparsa il concerto che il Teatro dell’Opera di Roma organizza con il Ministero dell’Università e Ricerca in collaborazione con il Conservatorio di Palermo, lunedì 28 aprile alle 20. La Fondazione capitolina ospita l’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori che, diretta da Ignazio Maria Schifani, propone La gloria di Primavera, brano riportato all’attenzione del pubblico in tempi recenti, nonostante non si tratti di un’opera periferica di un compositore di secondo piano, ma di un grande capolavoro di un gigante del periodo barocco all’apice della sua carriera. La serenata, mai eseguita prima d’ora all’Opera di Roma, segna il debutto di Schifani al Costanzi e vede impegnati cinque solisti: le soprano Jiayu Jin (Primavera) e Martina Licari (Estate), il contralto Chiara Brunello (Autunno), il tenore Luca Cervoni (Inverno) e il basso Antonino Arcilesi (Giove).

Commissionata ad Alessandro Scarlatti (Palermo, 2 maggio 1660 – Napoli, 24 ottobre 1725) dal principe napoletano Gaetano d’Aragona e dalla moglie Aurora Sanseverino, La gloria di Primavera è stata eseguita il 19 maggio 1716. L’occasione era la sfarzosa festa per la nascita dell’arciduca Leopoldo (13 aprile 1716), erede del sovrano, il Sacro Romano Imperatore Carlo VI. Compositore di corte, Scarlatti era anche tra i più importanti in Europa per l’opera seria italiana. Questa grande ed elaborata serenata, sontuosa così come la prima rappresentazione con scenografie e costumi di Cristoforo Schor, è una testimonianza del suo grande talento. Vide la luce in appena un mese e non ebbe revisioni successive. Il primo pubblico de La gloria fu talmente rapito dall’esecuzione che, dopo la prima, l’opera dovette essere eseguita altre due volte. Parallelamente al suo dedicatario, che morì pochi mesi dopo, anche La gloria di Primavera è svanita nell’oblio fino a tempi recentissimi. Una delle prime esecuzioni che ha riportato il brano all’attenzione del pubblico è avvenuta nel 2015 alla First Congregational Church di Berkley, con la Philharmonia Baroque Orchestra di San Francisco diretta da Nicholas McGegan.

Nella scrittura musicale troviamo allusioni alla natura, al Danubio, all’aquila e al vento, e immagini pastorali; in questo “paesaggio musicale” naturale dell’Austria imperiale le quattro stagioni, personificate, si sfidano per stabilire la supremazia della più importante per il principe appena nato. Per risolvere la contesa invocano Giove come giudice. Il dio ascolta le loro rivendicazioni e decreta che la Primavera è la vincitrice. Non mancano i richiami agli orrori della guerra (quella di successione spagnola appena conclusa), dopo la quale arriva la pace portata dal trattato di Utrecht (1713) e dalla nascita dell’erede al trono.

Ignazio Maria Schifani, direttore, clavicembalista e organista nato a Palermo, è tra gli interpreti più apprezzati del repertorio antico. L’intensa attività concertistica lo ha portato nelle più importanti istituzioni e festival in tutto il mondo, in Europa, Stati Uniti e Sud America.

L’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori Italiani è stata fondata a Palermo nel 2016. Affronta repertori che spaziano dalla musica profana a quella sacra del barocco europeo, di grandi autori ma anche di compositori meno noti. Regolarmente invitata a festival e stagioni musicali, l’Orchestra è stata guidata da direttori quali Enrico Onofri, Rinaldo Alessandrini, Enrico Gatti, Alessandro Quarta e Toni Florio.

La proposta sinfonica della Stagione 2024/25 dell’Opera di Roma prosegue il 10 maggio, con James Conlon che dirige la Sinfonia n. 5 in re minore op. 47 di Šostakovič e la Sinfonia n. 5 in do minore op. 67 di Beethoven, e si conclude il 26 settembre 2025, con il debutto di Diego Ceretta all’Opera di Roma con il Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 77 di Brahms – violino solista Marc Bouchkov – e la Sinfonia n. 7 in re minore op. 70 di Dvořák.

Info https://www.operaroma.it/ 

Biglietti in vendita sul sito https://www.operaroma.it/spettacoli/ignazio-maria-schifaniorchestra-nazionale-barocca-dei-conservatori/ e al botteghino

Foto https://drive.google.com/drive/folders/1UFGKQvGF4BmseEkAqb5frO4c_xd3PEpO?usp=sharing

L’utilizzo è concesso per articoli sullo spettacolo con obbligo di citare il credito fotografico indicato nei nomi dei file.

24 aprile 2025

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Cosimo Manicone

ufficio stampa

cosimo.manicone@operaroma.it

Paolo Cairoli

direttore della comunicazione

paolo.cairoli@operaroma.it

VOLTI DEL POTERE – STAGIONE 2024/25 DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA | CONCERTI

Alessandro Scarlatti (Palermo, 1660 – Napoli, 1725)

La gloria di primavera

Serenata a cinque voci. Edizione moderna a cura di Thomas Griffin

Nella ricorrenza dei 300 anni dalla morte di Alessandro Scarlatti

DIRETTORE Ignazio Maria Schifani

SOLISTI

Primavera Jiayu Jin, soprano

Estate Martina Licari, soprano

Autunno Chiara Brunello, contralto

Inverno Luca Cervoni, tenore

Giove Antonino Arcilesi, basso

ORCHESTRA NAZIONALE BAROCCA DEI CONSERVATORI

Un progetto del Ministero dell’Università e Ricerca in collaborazione con il Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo

TEATRO COSTANZI

Lunedì 28 aprile, ore 20.00

TCBO: JORDI BERNÀCER SOSTITUISCE DANIEL OREN PER DIRIGERE WAGNER, BRITTEN E ČAJKOVSKIJ 

Mercoledì 30 aprile alle 20.30 all’Auditorium Manzoni 

Presenza frequente delle ultime stagioni, recentemente sul podio per Lucia di Lammermoor di Donizetti, Daniel Oren è nuovamente protagonista del cartellone sinfonico del Teatro Comunale di Bologna dirigendo il Siegfried-Idyll (Idillio di Sigfrido)WWV 103 di Richard Wagner, la suite Matinées musicales, op. 24 di Benjamin Britten e la Quarta Sinfonia in fa minore, op. 36 di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

Il concerto, in programma mercoledì 30 aprile alle 20.30 all’Auditorium Manzoni, si apre con la composizione cameristica scritta da Wagner per festeggiare a sorpresa il compleanno della moglie Cosima, eseguita nella villa di famiglia la mattina del 25 dicembre del 1870. Il titolo omaggia il loro terzo figlio Siegfried, nato l’anno precedente. L’Idillio è costruito su due motivi tematici che confluiranno poi nel terzo atto del Siegfried, penultimo dramma musicale della Tetralogia – all’epoca ancora in gestazione – che tra l’altro si avrà l’occasione di ascoltare in forma di concerto al Manzoni il prossimo 13 giugno (replica il 15) sotto la bacchetta di Oksana Lyniv.

È invece un tributo rispettoso alla musica di Rossini la suite orchestrale scritta da Britten durante un viaggio coast-to-coast da New York a Puerto Escondido, nell’estate del 1941, insieme al compagno Peter Pears. Le Matinées musicales scaturirono in realtà da una commissione di Lincoln Kirstein per l’American Ballet Company, con l’idea di creare un nuovo balletto su coreografia di George Balanchine.

Sul podio dell’Orchestra del TCBO, Oren propone infine la Sinfonia n. 4 di Čajkovskij, nata tra il 1876 e il 1878 durante un momento di crisi personale ed esistenziale del compositore, reduce anche dal fallito matrimonio con una sua allieva. Innegabile l’influenza positiva che ebbe in quel periodo la ricca mecenate Nadežda von Meck, con cui Čajkovskij costruì un fortissimo legame, seppur solo epistolare, a cui la Sinfonia è dedicata e che presenziò alla prima esecuzione avvenuta a Mosca il 10 febbraio 1878 sotto la direzione di Nikolaj Rubinštejn.

Direttore artistico del Teatro Verdi di Salerno, nella sua lunga carriera Oren ha lavorato su palcoscenici prestigiosi, dal Metropolitan di New York alla Scala di Milano passando per la ROH Covent Garden di Londra, con orchestre come i Berliner Philharmoniker, la Filarmonica di Israele e la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunk, oltre che con grandi cantanti di allora e di oggi, da Luciano Pavarotti e Raina Kabaivanska ad Anna Netrebko.

Main Partner della Stagione Sinfonica 2025 del Teatro Comunale di Bologna è Intesa Sanpaolo, grazie al cui sostegno sono inoltre aperte gratuitamente alle scuole gran parte delle prove generali dei concerti.

I biglietti – da 10 a 40 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale (Largo Respighi), dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18 e il sabato dalle 11 alle 15; il giorno del concerto presso l’Auditorium Manzoni da 1 ora prima fino a 15 minuti dopo l’inizio dello spettacolo. 

Per ogni concerto della Stagione Sinfonica 2025 prosegue “Note a margine”, una rassegna di incontri con il pubblico che si tengono circa 30 minuti prima dell’inizio del concerto presso il foyer del bar dell’Auditorium Manzoni.

Info: https://www.tcbo.it/eventi/stagione-sinfonica-2025-daniel-oren-direttore/

Attila di Giuseppe Verdi in forma di concerto al Teatro di San Carlo

Teatro di San Carlo

Giovedì 24 aprile, ore 20:00

Domenica 27 aprile, ore 17:00

La Stagione d’Opera 2024-25 al Teatro di San Carlo prosegue con “Attila” di Giuseppe Verdi.

Proposta in forma di concerto, sarà in scena per due repliche, giovedì 24 aprile alle ore 20:00 e domenica 27 alle ore 17:00.

La direzione è affidata a Vincenzo Milletarì: sarà alla guida di Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo, quest’ultimo preparato da Fabrizio Cassi.

È Giorgi Manoshvili il re degli Unni. Una straordinaria Anna Pirozzi, già Minnie ne La fanciulla del West al Teatro di San Carlo, darà voce e volto anche a Odabella interpretando due ruoli di grande complessità nello spazio di una sola settimana. È un ruolo che la accompagna dall’inizio della carriera ma, in questa occasione al Lirico di Napoli, lo affronterà per la prima volta in Italia: “Non vedo l’ora – aggiunge – di cantarla al San Carlo, nella mia città, con un pubblico di cui sento tutto il caloroso affetto”.

Ernesto Petti interpreta Ezio, mentre Luciano Ganci sarà Foresto. Completano il cast vocale gli Allievi dell’Accademia di Canto Lirico del San Carlo: Francesco Domenico Doto (Uldino) e Sebastià Serra (Leone).

Ispira l’opera la «tragedia romantica» “Attila, König der Hunnen” di Zacharias Werner. Il libretto verrà affidato a Temistocle Solera, al suo ultimo lavoro per Verdi, e sarà completato da Francesco Maria Piave. La sua genesi si colloca in anni cruciali per la Storia d’Italia coprendo il periodo che va dal 1844 al 1846, anno in cui andrà in scena a La Fenice di Venezia. È proprio nel 1848 che approda al Teatro di San Carlo, in una Napoli percorsa da fremiti rivoluzionari. Tra le opere del repertorio verdiano meno frequentate al Massimo partenopeo, sarà assente per i successivi 121 anni e tornerà solo nel 1970 come Inaugurazione di Stagione. L’ultima rappresentazione a Napoli risale al gennaio 2006.

Tracce di Archivio

Storie di un patrimonio vivo: il Museo e l’Archivio Storico del Teatro di San Carlo

Episodio 1: Attila. Tre epoche, un palcoscenico

Il debutto in scena di “Attila” si accompagna al primo episodio di “Tracce di archivio”, il nuovo format audiovisivo del Teatro di San Carlo che apre le porte del suo Museo e dell’Archivio Storico. Pensato per una fruizione accessibile e inclusiva, in “Tracce di archivio” s’intrecciano narrazione visiva, documenti d’epoca e audio originali, per raccontare il teatro più antico d’Europa ancora in attività come spazio vivo di cultura e memoria, radicato nel presente e proiettato nel futuro. Il racconto di “Attila” prende vita seguendo tre tracce d’Archivio: tre Stagioni, dall’infuocata messa in scena del 1848, al grande ritorno nel 1970 fino alla ripresa del 1987. Un viaggio nel tempo che unisce musica, memoria e trasformazioni sceniche nelle storie di un patrimonio vivo.

La prima puntata è disponibile sui canali social del Teatro di San Carlo, nonché su tutte le principali piattaforme audio e audiovisive.

Il format prende vita grazie al sostegno del Ministero della Cultura (Direzione Generale Educazione, Ricerca e Istituti Culturali) agli Istituti culturali inseriti nella Tabella Triennale 2024/2026.

FONDAZIONE ARENA DI VERONACELEBRA LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DANZA

Speciale promozione per Roberto Bolle and Friends
e Teatro Filarmonico protagonista su Rai 1

Martedì 29 aprile, in tutto il mondo, si celebra la Giornata Internazionale della Danza. Fondazione Arena di Verona, per l’occasione, ha pensato ad un regalo per tutti gli appassionati dell’arte coreutica.

Dal 26 al 29 aprile, biglietti di platea in promozione per i gala Roberto Bolle and Friends. Un’opportunità per vivere dalla ‘prima fila’ le due serate-evento con le grandi étoile della danza, all’interno di una cornice unica come quella dell’Arena di Verona.

Lo spettacolo, coprodotto da Fondazione Arena e ARTEDANZAsrl, tornerà, infatti, anche nell’estate 2025 con due imperdibili date, il 22 e 23 luglio.

Una promozione del 20 per cento sarà applicata ai biglietti di platea che saranno acquistati, nelle quattro giornate,sul sito arena.it, all’interno del circuito Ticketone e alla biglietteria dell’Arena, in via Dietro Anfiteatro, a Verona.

La città scaligera sarà protagonista anche in tv. Proprio il 29 aprile, per la Giornata Internazionale della Danza, Rai 1 trasmetterà in prima serata il programma evento di Roberto Bolle Viva la Danza. L’étoile della Scala di Milano danzerà anche dal Teatro Filarmonico di Verona. In dialogo danza e arte, in uno spettacolo immersivo che farà rivivere attraverso il movimento 22 dipinti del maestro seicentesco Caravaggio. Lo spettacolo è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura.

Roberto Bolle, étoile della Scala di Milano dal 2004, ha un rapporto privilegiato con i palcoscenici della città di Verona. Nel 2002 si esibì per la prima volta al Teatro Filarmonico; calcò il palcoscenico del Teatro Romano nel 2001. Per più stagioni danzò all’Arena in Aida di Verdie dal 2014 torna ogni estate per il gala Roberto Bolle and Friends, che celebra la danza invitando sul palcoscenico ballerini/solisti dei teatri più importanti al mondo, in un programma eclettico e di eccezionale livello che unisce classico e contemporaneo.

Biglietteria

Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 800.51.51

www.arena.it

Punti di prevendita TicketOne

Informazioni 

Ufficio Stampa Fondazione Arena di Verona

Via Roma 7/D, 37121 Verona

tel. (+39) 045 805.1861-1905-1891-1939

ufficio.stampa@arenadiverona.it 

Sabato 26 aprile 2025, alle ore 20, Alexander Soddy sul podio della Sala Mehta per un appuntamento sinfonico interamente dedicato alle musiche di Richard Strauss. 

In cartellone “Der Rosenkavalier”, Walzerfolge n. 1 e n. 2; il Concerto n. 2 in mi bemolle maggiore per corno e orchestra e la celeberrima “Also sprach Zarathustra” op. 30.

Alessio Dainese è il solista al corno nel corso dell’esecuzione del Concerto n. 2.

Mentre sono ancora in corso le recite della Salome da lui diretta, con un entusiastico riscontro sia da parte del pubblico che della critica, Alexander Soddy sale sul podio della Sala Mehta – alla guida dell’Orchestra del Maggio – per un concerto tutto straussiano che si lega a doppio filo con l’opera che ha inaugurato l’87ª edizione del Festival del Maggio.

In cartellone una selezione di alcune delle composizioni di Richard Strauss: aprono la serata sinfonica i “Walzerfolge n. 1 e n. 2 op. 59”, tratti da una delle più celebri opere del musicista, Der Rosenkavalier.

Seguono, in quest’ordine, il Concerto n. 2 in mi bemolle maggiore per corno e orchestra e l’arcinoto poema sinfonico Also sprach Zarathustra op. 30, fra i più amati lavori di Strauss di sempre.  Nel corso dell’esecuzione del Concerto n. 2 protagonista il primo corno dell’Orchestra del Maggio Alessio Dainese.

“Il fatto di poter dirigere un concerto con le musiche di Strauss mentre è ancora in corso la Salome è davvero interessante perché mi permette di confrontarmi con composizioni appartenenti a diversi periodi della sua vita: è possibile così esplorare, insieme all’Orchestra, tutte le numerose sfaccettature della musica di Strauss” ha sottolineato il maestro Soddy. “Il programma è affascinante” – ha proseguito – “con il Concerto per corno, composto nella prima parte della sua carriera e alcuni estratti da Der Rosenkavalier , un’opera che in parte rappresenta un ‘cambio di marcia’rispetto alle precedenti Elektra Salome, opere dalle tinte decisamente più forti, quasi estreme. Lo spettacolo si chiude poi con il poema Also sprach Zarathustra, attraverso il quale posso nuovamente sottolineare quanto sia appagante lavorare insieme a quest’Orchestra”.

Nei Walzerfolge n. 1 e n. 2 non si avverte il divario cronologico e di contesto che esiste fra le due sequenze. La prima ad essere realizzata, la Walzerfolge n. 2, basata sui temi del terzo atto, nasce verso il 1911, prima della Grande Guerra, sostanzialmente in contemporanea con Der Rosenkavalier. La Walzerfolge n. 1, basata sui temi tratti dai primi due atti, viene invece preparata attorno al 1947, nella scorata devastazione del secondo dopoguerra, a opera di un compositore che, giunto all’ultima fase della sua vita, sconta le privazioni causate dal conflitto, si dichiara ormai a riposo, ma allo stesso tempo produce sia opere che gli garantiscano entrate economiche, sia pagine elevate come Metamorphosen e il Concerto per oboe che precedono la sequenza.

Il Concerto n. 2 in mi bemolle maggiore per corno e orchestra fu composto nel 1942, a distanza di di sei decenni dal primo, ed entrambi sono connessi da un da un sottile fil rouge, ossia la figura di suo padre, Franz Strauss, primo corno dell’Orchestra del Teatro di Corte di Monaco. Entrambe le composizioni, infatti, sono state scritte per il padre: il Primo è un lavoro giovanile del quale Franz, malato di asma, non fu nemmeno il primo interprete, il Secondo è invece un omaggio alla sua memoria.

Also sprach Zarathustra, composta fra il fra il febbraio e l’agosto del 1896, venne ispirato all’omonima opera poetico-filosofica del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche. Strauss era molto affascinato dalla figura del mistico Zarathustra e dal mito dell’oltreuomo. Come sottotitolo mise la prima parte della prefazione dell’opera di Nietzsche, come riferimento, dove si narra come Zarathustra iniziò la sua predicazione a trent’anni dopo aver lasciato il proprio paese chiedendo la benedizione del sole. Il compositore scelse poi otto frasi del libro che mise all’inizio di ognuna delle diverse parti del poema.

Il concerto:

Der Rosenkavalier, Walzerfolge n. 1 e n. 2 op. 59 (1909-1910)

Rappresentato a Dresda il 26 gennaio 1911, Der Rosenkavalier, commedia per musicadi Richard Strauss su libretto di Hugo von Hofmannsthal, segnò uno dei vertici artistici nella lunga carriera del compositore. Il successo fu tale da indurlo a estrapolarne alcune pagine che furono rielaborate per l’esecuzione concertistica: la Prima serie di valzer impaginata nel 1944 che contiene brani dal I e II atto, e la Seconda serie di valzer che risale al 1911 e che raccoglie brani del III atto. Nell’una e nell’altra rivivono i momenti più noti e amati dell’opera: la musica appassionata che vede protagonisti La Marescialla e il giovane amante Octavian dopo la notte d’amore trascorsa insieme; il brano di magistrale fattura che accompagna l’ingresso di Octavian con la rosa d’argento nel palazzo di Sophie, promessa sposa del goffo e volgare barone Ochs von Lerchenau; il valzer di Ochs; fino al culmine lirico per eccellenza, la musica del terzetto finale intrisa di dolcezza e nostalgia.

Concerto n. 2 in mi bemolle maggiore per corno e orchestra

Il concerto per corno e orchestra n. 2 in mi bemolle maggiore fu realizzato nel 1942 da un Richard Strauss quasi ottantenne. Come il primo concerto per corno e orchestra, composto molti decenni prima, quando il compositore di anni ne aveva una ventina, anche il secondo fu pensato come omaggio al padre, che era stato per oltre quarant’anni il primo corno dell’orchestra di corte di Monaco nonché uno dei più valenti virtuosi dello strumento nel XIX secolo. Eseguito per la prima volta l’11 agosto 1943 al Festival di Salisburgo con Gottfried von Freiberg solista e i Wiener Philharmoniker diretti da Karl Böhm, il Concerto n. 2 si distingue per la trasparenza di scrittura, modellata sull’esempio del concerto mozartiano. Nei tre canonici movimenti – AllegroAndante con motoRondò – il solista è sovente impegnato in un gioco dialogico con la sezione dei legni ma è anche chiamato a cimentarsi in numerosi passaggi di bravura che ne sottolineano il ruolo predominante nell’opera.

Also sprach Zarathustra op. 30

Da febbraio ad agosto del 1896 Richard Strauss fu impegnato nella stesura di Also sprach Zarathustra, suo sesto poema sinfonico ispirato all’omonimo saggio filosofico di Friedrich Nietzsche. Il musicista tedesco – che in quegli anni era all’apice della carriera – fu affascinato dalla figura del mistico profeta Zarathustra e dal concetto nietzschiano di Übermensch, il superuomo che in virtù del suo potere individuale riesce a controllare il proprio destino. Also sprach Zarathustra op. 30 è articolato in nove sezioni: un’introduzione più otto episodi che recano i titoli di altrettanti paragrafi o capitoli del testo filosofico senza seguirne l’ordine originale. Strauss tenne infatti a precisare che la sua composizione era liberamente tratta da Nietzsche senza voler essere una pura illustrazione musicale dei concetti filosofici e come indicazione programmatica appose all’inizio della partitura il primo paragrafo della prefazione del saggio. Dopo anni di meditazione e isolamento sui monti, Zarathustra decide di tornare tra gli uomini per dispensare la propria sapienza. Il suo viaggio inizia con il saluto al sole nascente, che nella celeberrima introduzione del poema sinfonico è affidato al tremolo indistinto dei contrabbassi da cui sorge sgargiante il tema della Natura intonato dalle trombe. Ma le molteplici esperienze di Zarathustra assumono nel poema di Strauss i contorni più diversi: dalla citazione del Credo gregoriano (primo episodio) alla complessa fuga basata sul tema dell’uomo (quinto episodio), dal valzer sfrenato e vitale che anima il penultimo episodio, all’estatico canto del finale in cui le misteriose dissonanze dettate dall’ambiguità tonale si spengono in dissolvenza.  

La locandina:

Richard Strauss

Dall’opera Der Rosenkavalier, Walzerfolge n. 1 e n. 2 op. 59 (1909-1910)

Richard Strauss

Concerto n. 2 in mi bemolle maggiore per corno e orchestra

Allegro / Andante con moto /

Rondo. Allegro molto

Alessio Dainese,Corno

Richard Strauss

Also sprach Zarathustra (Così parlò Zarathustra),

poema sinfonico (liberamente tratto da Friedrich Nietzsche) per grande orchestra op. 30

Einleitung (Introduzione)

Von den Hinterweltlern (Di coloro che abitano un mondo dietro il mondo)

Von der grossen Sehnsucht (Del grande anelito)

Von der Freuden – und Leidenschaften (Delle gioie e delle passioni)

Das Grablied (Canto dei sepolcri)

Von der Wissenschaft (Della scienza)

Der Genesende (Il convalescente)

Das Tanzlied (La canzone a ballo)

Das Nachtwandlerlied (Il canto del nottambulo)

Direttore Alexander Soddy

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

Il concerto è preceduto dalla guida all’ascolto tenuta da Maddalena Bonechi nel Foyer della Sala Mehta.

È riservata ai possessori del biglietto e si svolge 45 minuti prima dell’inizio dello spettacolo (durata: 30 minuti circa).

Prezzi:

Settore D: 20€

Settore C: 35€

Settore B: 50€

Settore A: 70€

Durata complessiva 2 ore circa, intervallo compreso

PER IL FESTIVAL DELLE CULTURE A RAVENNA : VOCI E MUSICHE DALLA PALESTINA

Nell’anno in cui Ravenna Festival riflette sulla possibilità di riscrivere il concetto di coraggio – un coraggio che non impugna spade ma idee, empatia e speranza – il dialogo con il Festival delle Culture ha dato vita a Voci e musiche dalla Palestina, una rassegna di quattro concerti con artisti della diaspora palestinese.

Il primo appuntamento è giovedì 24 aprile al Teatro Rasi, con Rasha Nahas, giovane vocalist e chitarrista che, dalla dimensione cantautorale fino all’elettronica, riflette sull’identità come problematico mosaico.

A maggio, sarà invece il Teatro Alighieri a ospitare un fine settimana di musica. Figura carismatica, già voce principale dei Sabreen, pionieristico gruppo palestinese di Gerusalemme Est, Kamilya Jubran (venerdì 23 maggio) è un’influenza decisiva per molti protagonisti della scena mediorientale per la riuscita ibridazione fra tradizione classica araba, musica popolare palestinese, improvvisazione ed elettronica. Gruppo di elettro-hip hop formato nel 2013, 47Soul (sabato 24 maggio) si è affermato come uno dei gruppi arabi di punta sulla scena internazionale e il genere musicale che ha creato, lo Shamstep, combina musica da strada, influenze funk, hip-hop e rock, in un mix di arabo e inglese.

Bashar Murad (domenica 25 maggio) è  invece un cantautore e regista il cui ironico pop cosmopolita sfida gli stereotipi e illumina questioni sociali.

Biglietti 5 Euro

”THE DEATH OF KLINGHOFFER” DI JOHN ADAMS CON LA REGIA DI LUCA GUADAGNINO APRIRA’ LA PROSSIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL DEL MAGGIO MUSICALE

L’88esima edizione del Festival del Maggio Musicale Fiorentino sarà inaugurata il 19 aprile 2026 dall’opera “The death of Klinghoffer” di John Adams

La direzione dell’Orchestra e del Coro del Maggio è affidata a Lawrence Renes

La regia e le scene sono firmate da Luca Guadagnino

A pochi giorni dall’inaugurazione dell’edizione corrente del Festival del Maggio, con il grande successo di Salome di Richard Strauss, il Teatro del Maggio annuncia il titolo operistico che aprirà la prossima edizione del Festival, l’88esima: “The death of Klinghoffer” di John Adams, opera inedita a Firenze.

Sul podio Lawrence Renes, un grande promotore delle musiche di Adams che ha frequentemente diretto e inciso; la regia e le scene sono firmate da Luca Guadagnino, per la prima volta al Maggio Musicale Fiorentino. La prima è in cartellone il 19 aprile 2026 con altre due repliche fissate per il 22 e 26 aprile 2026.

“Con The death of klinghoffer rinnoviamo la grande e nobile tradizione del Festival del Maggio musicale fiorentino di aperture con titoli contemporanei nuovi e molto rari” – così dice il sovrintendente Carlo Fuortes annunciando l’inaugurazione del prossimo Festival – “In questo caso la rarità è doppia in quanto il capolavoro di John Adams, legato a un noto e tragico fatto di cronaca ancora oggi di grande attualità, non è mai stato rappresentato al Maggio ed è anche la prima volta che una sua composizione sia eseguita nel nostro Teatro. E sono particolarmente felice – continua Fuortes – che abbia accettato di curare la regia e le scene Luca Guadagnino, uno dei più affermati registi cinematografici a livello internazionale, che sono certo saprà mettere in scena la profondità e la complessità di questa grande opera musicale del nostro tempo”.

The Death of Klinghoffer interroga fin dal suo apparire la profonda complessità di conflitti che affondano nel mito per irrompere nella storia” – commenta il regista Luca Guadagnino che firma anche le scene – “La sublime purezza della musica di John Adams e del libretto di Alice Goodman saranno la mia guida ferma per mettere in scena questa immensa opera al Maggio Fiorentino che sono onorato di aprire nella stagione 2026”.

“The death of Klinghoffer” è un’opera in un prologo e due atti del compositore John Adams su libretto della poetessa Alice Goodman, andata in scena per la prima volta a Bruxelles al Teatro de la Monnaie nel 1991. In Italia è stata rappresentata solo nel 2002 a Ferrara e a Modena. L’opera prende spunto dal clamoroso fatto di cronaca dell’ottobre 1985: il sequestro e dirottamento della nave italiana da crociera Achille Lauro da parte di terroristi del Fronte per la liberazione della Palestina. La vicenda, che calamitò l’attenzione di tutto il mondo, si concluse con l’assassinio di uno dei passeggeri, Leonard Klinghoffer, cittadino statunitense di religione ebraica, costretto su una sedia a rotelle, e il cui corpo fu poi gettato in mare dai terroristi.

Lawrence Renes

Il direttore d’orchestra olandese-maltese Lawrence Renes è riconosciuto a livello internazionale per l’equilibrio espressivo tra orchestra e cantanti, e per interpretazioni intense e raffinate. Energico sostenitore del repertorio contemporaneo, è particolarmente legato alla musica di John Adams, avendo diretto produzioni di Nixon in China alla San Francisco Opera e Doctor Atomic sia all’English National Opera che alla De Nederlandse Opera, oltre a opere orchestrali con la London Philharmonic, la Hong Kong Philharmonic, la Mahler Chamber Orchestra e la Royal Stockholm Philharmonic Orchestra. Ha inoltre collaborato strettamente con compositori come Guillaume Connesson, Robin de Raaff, George Benjamin e Mark-Anthony Turnage.

Luca Guadagnino

Luca Guadagnino è nato a Palermo, in Italia, il 10 agosto del 1971, da madre algerina e padre siciliano. È regista, sceneggiatore e produttore cinematografico di diversi film, tra cui Io sono l’amoreA Bigger SplashChiamami col tuo nomeSuspiriaChallengers e il più recente Queer, uscito nelle sale ad aprile 2025. Guadagnino è stato Presidente di giuria a vari festival, tra i quali ricordiamo: il Festival internazionale del cinema di Beirut (2011) il Festival internazionale del cinema di San Sebastián (2020) e il Festival international du film de Marrakech (2024).

Der Protagonist di Kurt Weill, titolo di rarissima esecuzione in Italia, in scena dal 2 maggio per la prima volta a Venezia; regia Ezio Toffolutti e direttore  Markus Stenz

Per la prima volta a Venezia, andrà in scena Der Protagonist di Kurt Weill. La prima opera del compositore di Dessau, ancora mai rappresentata in laguna, sarà proposta in un nuovo allestimento con la regia, scene, costumi e light design di Ezio Toffolutti e con Markus Stenz alla direzione musicale. Cinque le recite in programma al Teatro Malibran, il 2, 4, 10, 13 e 15 maggio 2025, nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2024-2025.
La prima opera di Kurt Weill, in un atto, su libretto tedesco Georg Kaiser, debuttò il 27 marzo 1926 alla Semperoper di Dresda. Weill aveva ventisei anni, all’epoca era principalmente un autore di musica da camera e canzoni, e con questo titolo raggiunse il successo. È chiaro cosa, dell’opera di Kaiser, attirò il futuro compositore dell’Opera da tre soldiDer Protagonist è una sorta di ‘opera di ideali’, in cui ogni personaggio rappresenta un ‘concetto’ piuttosto che una persona realistica pienamente concretizzata. Il ruolo eponimo, quello del ‘protagonista’, incarna l’idealismo artistico, quello della sorella l’amore in tutte le sue forme terrene. L’opera è composta in uno stile assolutamente originale, di formidabile presa teatrale; la partitura è un gioiello di invenzioni, tra jazz, piacevolissime armonie e idee ritmiche sempre sorprendenti. 
            «L’opera, rappresentata per la prima volta quando Weill aveva solo ventisei anni, fu un successo immediato – spiega il regista Ezio Toffolutti –: breve, ricchissima e innovativa. Il librettista Georg Kaiser tratteggia un uomo complesso, specchio di un’epoca in cui la società industriale stava trasformando i rapporti umani. Emergono nuove patologie psichiche, come l’isteria, e il personaggio incarna questo conflitto tra arte e vita. In Germania esiste una legge che protegge gli attori se commettono atti sconvenienti mezz’ora dopo lo spettacolo, perché ancora ‘ubriachi’ del loro ruolo. Il protagonista vive questa dissociazione: non si rende conto di ciò che ha fatto, perché è ancora immerso nella finzione. Kaiser, con genio, ci pone domande senza darci risposte».
            «Kaiser e Weill ambientarono la storia nell’Inghilterra elisabettiana – continua Toffolutti – per enfatizzare il tema del metateatro. Oggi, però, trovo più significativo collocarla nel periodo in cui l’opera fu scritta, negli anni Venti, subito dopo la prima guerra mondiale. L’avanguardia storica e l’Espressionismo hanno sempre influenzato il mio lavoro».
            «Weill ha una versatilità molto spiccata – commenta il direttore d’orchestra Markus Stenz –. Esiste un primo Weill, esploratore, poi c’è un Weill idealista, poi ancora la sua musica da film e infine l’ultimo Weill, quello americano: è estremamente affascinante vedere tutto ciò in una sola persona. Quello che vorrei mettere in evidenza, prima di definire un particolare stile, è proprio questa versatilità. Nella mia esperienza con le sue composizioni, Weill è sempre una persona di teatro: anche quando si apre alla musica pura, come un concerto per violino o una sinfonia, il risultato è comunque profondamente teatrale, oppure c’è almeno un elemento che va oltre la pura musica: mettere in scena un’idea, lavorare per un futuro migliore. E dato che si interessava molto alle idee che circolavano al suo tempo, il teatro era il suo habitat naturale, così come lo era scrivere per le voci. Non voleva focalizzarsi su uno stile operistico definito, proseguire su una linea consolidata e riconosciuta, ma sollecitava qualcosa che fosse davvero più diretto. Così, piuttosto che continuare nella tradizione tedesca, dà all’opera un tocco di attualità, la inserisce nel suo tempo, la rende reale. Sembra dire: “Combattiamo per le idee di cui ha bisogno la nostra epoca”. E con la collaborazione con Brecht due geni si sono incontrati. Detto questo, in ogni caso la bellezza del testo di Georg Kaiser, la delicatezza, la complessità e l’assoluta poesia che vi si ritrovano all’interno sono la forza trainante di Der Protagonist».
            Il cast di questo nuovo allestimento veneziano è composto da Matthias Koziorowski  nel ruolo del protagonista; da Martina Welschenbach in quello di sua sorella; da Dean Murphy in quello del giovane gentiluomo; da Alexander Geller nel ruolo del maggiordomo del duca e da Zachary Altman nel ruolo dell’oste. I tre attori, John, Richard ed Henry, saranno interpretati rispettivamente dai basso-baritoni Szymon Chojnacki e Matteo Ferrara e dal controtenore Franko Klisović. Realizzazione luci di Andrea Benetello.
Ecco il dettaglio delle recite con orari e turni di abbonamento: venerdì 2 maggio 2025 ore 19.00 (turno A); domenica 4 maggio ore 15.30 (turno B); sabato 10 maggio ore 15.30 (turno C); martedì 13 maggio ore 19.00 (turno D); giovedì 15 maggio ore 19.00 (turno E). 
Le cinque recite sono promosse nell’ambito delle iniziative La Fenice per la città e La Fenice per la città metropolitana, realizzate in collaborazione rispettivamente con il Comune di Venezia e con la Città metropolitana di Venezia (prezzi da € 15,00 a € 150,00; tariffa per residenti € 25,00). 

Doppio appuntamento sinfonico al TCBO dedicato a MOZART E BRAHMS, in primavera e in autunno, con il Direttore James Conlon.

Giovedì 24 aprile alle 20.30 all’Auditorium Manzoni il primo concerto

Ruotano attorno a due grandi compositori come Wolfgang Amadeus Mozart e Johannes Brahms i due concerti sinfonici che segnano il gradito ritorno del Direttore musicale dell’Opera di Los Angeles James Conlon sul podio dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. Giovedì 24 aprile alle 20.30 all’Auditorium Manzoni vengono proposte due pagine giovanili del “genio di Salisburgo”, gli Intermezzi dal Thamos, König in Ägypten (Thamos, re d’Egitto) e l’Ouverture dal Lucio Silla, abbinate alla Sinfonia n. 2 del compositore tedesco, mentre il 31 ottobre sarà la volta dei balletti dall’Idomeneo mozartiano insieme alla Sinfonia n. 4 ancora di Brahms.

Modernità e grande forza drammatica sprigionano gli Intermezzi K. 345 dalle musiche di scena composte da un giovane Mozart per il dramma eroico Thamos, König in Ägypten, su soggetto di Tobias Philipp von Gebler, dopo l’incontro con Emanuel Schikaneder, futuro librettista del Flauto Magico. L’azione, ambientata nell’antico Egitto, ruota attorno alla bontà di Thamos, figlio di un usurpatore e innamorato della figlia del vecchio re detronizzato Menes. Infelice fu il destino di questa partitura, che venne snobbata dopo la prima esecuzione, e che oggi si ascolta raramente nella versione con i tre cori e i cinque intermezzi; di questi ultimi Conlon propone una selezione per sola orchestra proprio nel concerto bolognese. Ottenne invece un certo successo, seppur effimero, il dramma Lucio Silla alla prima rappresentazione al Teatro Regio Ducale di Milano nel 1772, terzo lavoro presentato su quel palcoscenico dopo Mitridate, re di Ponto e Ascanio in Alba. Scintillante e fastosa è la sua Ouverture K. 135, che prelude al dramma per musica in tre atti sulle vicende del dittatore e militare romano.

Lo statunitense Conlon, bacchetta ospite di prestigiose realtà musicali – dal Metropolitan di New York al Festival di Salisburgo, passando per la Staatsoper di Vienna e il Teatro alla Scala – propone infine la Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 73 di Brahms. Soprannominata “l’ultima Sinfonia di Schubert” per il suo carattere melodico e cantabile assimilabile allo stile del compositore austriaco, la “Seconda” fu composta nel 1877 in Carinzia, sulle Alpi austriache; intrisa della natura di quei luoghi, fu presentata con successo quell’anno al Musikverein di Vienna con Hans Richter sul podio.

I biglietti – da 15 a 50 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale (Largo Respighi), dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18 e il sabato dalle 11 alle 15; il giorno del concerto presso l’Auditorium Manzoni da 1 ora prima fino a 15 minuti dopo l’inizio dello spettacolo. 

Per ogni concerto della Stagione Sinfonica 2025 prosegue “Note a margine”, una rassegna di incontri con il pubblico che si tengono circa 30 minuti prima dell’inizio del concerto presso il foyer del bar dell’Auditorium Manzoni. 

Info: https://www.tcbo.it/eventi/stagione-sinfonica-2025-james-conlon-direttore/

La Wally, capolavoro di Alfredo Catalani, ritorna a Cagliari, per la seconda volta dopo 115 anni, in un nuovo, coinvolgente allestimento per la Stagione lirica e di balletto 2024-2025

Giovedì 24 aprile alle 20.30 (turno A) la Stagione lirica e di balletto 2024-2025 del Teatro Lirico di Cagliari riprende con il sesto appuntamento; un titolo tanto raro quanto coinvolgente che viene eseguito, dopo ben 115 anni, per la seconda volta a Cagliari (la prima fu nel gennaio 1910 al Teatro Civico), nonostante la sua lunga ed articolata storia pluricentenaria: La Wally, opera in quattro atti su libretto di Luigi Illica, tratto dal romanzo Die Geierwally di Wilhelmine von Hillern, e composta da Alfredo Catalani, musicista scomparso troppo giovane, a soli 39 anni, che è autore interessantissimo nel panorama musicale italiano di fine Ottocento.

Il nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari di quest’edizione dell’opera si avvale di regia, scene, costumi, luci e video di Massimo Pizzi Gasparon Contarini (Venezia, 1969) al suo debutto in questo ruolo a Cagliari, dopo che ha accompagnato, in qualità di assistente, il maestro Pier Luigi Pizzi in tutte gli spettacoli che ha firmato per la Fondazione cagliaritana, La coreografia è di Letizia Giuliani, mentre il videomaker è Matteo Letizi.

L’opera, proposta in una funzionale ambientazione primo Novecento che esalta tutta la drammaticità della vicenda in una visione trasfigurata e contemporanea grazie all’ausilio della tecnologia video, viene rappresentata nell’edizione integrale del Teatro Regio di Torino (1894), che è da intendersi come una nuova “prima” (avendo Catalani modificato il finale dell’opera), anche se il compositore non poté mai assistervi poiché morì di tisi nell’agosto 1893.

A dirigere i complessi artistici stabili della Fondazione, Orchestra e Coro del Teatro Lirico, è stato invitato nuovamente, dopo il successo di Pagliacci (febbraio 2020) e di Mefistofele (novembre 2023), il maestro Lü Jia (Shanghai, 1964), direttore artistico e musicale del NCPA (National Centre for the Performing Arts) di Pechino. Il maestro del coro è Giovanni Andreoli.

I due cast vedono, alternandosi, quali raffinati ed espressivi protagonisti: Oksana Dyka (24-27-30-2-4)/Rachele Stanisci (26-29-29-2-3)(Wally); David Cervera(Stromminger); Sonia Maria Fortunato(Afra); Elena Schirru(Walter); Marcelo Alvarez (24-27-30-2-4)/Konstantin Kipiani (26-29-29-2-3)(Giuseppe Hagenbach di Sölden); Devid Cecconi (24-27-30-2-4)/Enrico Di Geronimo (26-29-29-2-3)(Vincenzo Gellner dell’Hochstoff); Andrea Tabili(Il Pedone di Schnals).

Una curiosità in più di questa edizione di La Wally è data dal fatto che, caso più unico che raro, tutti i componenti del (doppio) cast (direttore, regista e artisti) sono al loro debutto assoluto nel capolavoro catalaniano.

L’opera, rappresentata la prima volta al Teatro alla Scala di Milano il 20 gennaio 1892, è stata l’ultima fatica operistica di Alfredo Catalani (Lucca, 1854 – Milano, 1893) ed è appunto il suo capolavoro, insieme a Loreley.

Una tavolozza ricca di colori, di preziosi e densi cromatismi, che molto si rifanno al wagnerismo d’oltralpe, ma con una peculiare personalità di scrittura che è tutta italiana, fanno della Wally un suggestivo affresco musicale in cui si respirano i profumi e i venti del Nord (come già nella precedente Loreley) che trasportano le loro leggende e i loro miti.

Wally, eroica e pura fanciulla, contesa e tormentata, come spesso accade, tra due diversi amori, troverà la sua fine, con l’innamorato Giuseppe, addirittura sotto il precipitare di una valanga, caso unico nell’opera. Ebben ne andrò lontana è la sua aria più celebre, cavallo di battaglia di tutti i soprani. Il cammino della Wally, opera di grande valore, pur con tappe non frequentissime, non è terminato e merita di continuare.

L’opera, della durata complessiva di 2 ore e 30 minuti circa compreso l’intervallo dopo il secondo atto, viene rappresentata ovviamente in lingua italiana e il pubblico, come ormai tradizione al Teatro Lirico di Cagliari, ha anche l’ausilio dei sopratitoli che, scorrendo sull’arco scenico del boccascena, favoriscono la comprensione del libretto.

La Wally viene replicata: sabato 26 aprile alle 19 (turno G); domenica 27 aprile alle 17 (turno D); martedì 29 aprile alle 20.30 (turno F); mercoledì 30 aprile alle 20.30 (turno B); venerdì 2 maggio alle 20.30 (turno C); sabato 3 maggio alle 17 (turno I); domenica 4 maggio alle 17 (turno E).

Le due recite per le scuole che prevedono l’esecuzione in forma ridotta dell’opera della durata complessiva di 60 minuti circa, sono: martedì 29 aprile e venerdì 2 maggio sempre alle 11. Nel ruolo di narratore l’attore comico cagliaritano Massimiliano Medda.

La campagna abbonamenti per la Stagione lirica e di balletto è ancora aperta per i nuovi abbonamenti fino a domenica 4 maggio 2025 (termine ultimo per abbonarsi ad un numero ridotto di spettacoli).

Da sottolineare, inoltre, la possibilità di acquistare da giovedì 17 ottobre 2024 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione lirica e di balletto; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.

Prezzi biglietti: platea da € 75,00 a € 50,00 (settore giallo), da € 60,00 a € 40,00 (settore rosso), da € 50,00 a € 30,00 (settore blu); I loggia da € 55,00 a € 40,00 (settore giallo), da € 45,00 a € 30,00 (settore rosso), da € 40,00 a € 25,00 (settore blu); II loggia da € 35,00 a € 25,00 (settore giallo), da € 25,00 a € 20,00 (settore rosso), da € 20,00 a € 15,00 (settore blu).

Ai giovani under 35 ed ai disabili sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

Il Teatro Lirico di Cagliari continua ad offrire la possibilità, al variegato e multiforme pubblico di giovani e giovanissimi studenti di tutte le scuole sarde di qualsiasi ordine e grado, di avvicinarsi ancora una volta o, in alcuni casi, per la prima volta all’affascinante mondo del teatro musicale a condizioni davvero vantaggiose ed agevolate.

Anche in occasione di questo spettacolo, sono a disposizione biglietti, al prezzo promozionale di € 5, per tutte le scuole della Sardegna, compresi i conservatori e le università.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, mercoledì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio. È chiusa, invece, i giorni festivi e i lunedì successivi alle domeniche di spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.com. Servizio promozione culturale scuola@teatroliricodicagliari.it.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.

La Fenice in tournée in Giappone

Il Coro del Teatro La Fenice torna con uno straordinario concerto martedì 22 aprile nella prestigiosa Festival Hall di Osaka nel contesto dell’Expo 2025

La Fenice riparte per una nuova tournée internazionale. Dopo i recenti e felicissimi tour ad Amburgo e in Corea del Sud, stavolta il Teatro veneziano tornerà in Giappone, a Osaka: il Coro del Teatro La Fenice diretto da Alfonso Caiani si esibirà nella prestigiosa Festival Hall martedì 22 aprile ore 19.00 alla presenza di sua Eccellenza Gianluigi Benedetti, Ambasciatore italiano in Giappone  e del Console Generale d’Italia a Osaka Filippo Manara, nell’ambito dell’Expo di Osaka 2025 e delle tantissime iniziative promosse dalla città di Venezia per il Padiglione Italia. Questo concerto segna tra l’altro il ritorno della compagine veneziana nella prestigiosa Festival Hall, dodici anni dopo aver partecipato all’inaugurazione della sala da concerti avvenuta nel 2013 in concomitanza con la terza tournée della Fenice in Giappone. La sala di Osaka è nota per la sua ampia capienza – circa 2700 posti –, per l’acustica eccellente e per la programmazione di altissimo livello che l’ha contraddistinta fin d’ora: qui giungono ogni anno le migliori compagini e gli artisti più acclamati del panorama mondiale.

         La tournée della Fenice coinvolgerà circa un’ottantina di persone, tra artisti del Coro e staff.

Il Coro del Teatro La Fenice, diretto da Alfonso Caiani e accompagnato al pianoforte da Chiara Casarotto e Matteo Dal Toso, sarà affiancato dalle voci soliste del soprano Yasko Fujii dal contralto Alessandra Vavasori, dal tenore Motoharu Takei e dal basso Nicola Nalesso.

Il programma proporrà una serie di brani amatissimi del repertorio lirico a cominciare tre pagine verdiane: «Gli arredi festivi» dal Nabucco, la splendida Barcarola dai Due Foscari e «Evviva… Beviamo» e «Si ridesti il leon di Castiglia» da Ernani. Seguirà il coro a bocca chiusa da Madama Butterfly di Giacomo Puccini e poi di nuovo Verdi con il coro delle streghe da Macbeth. Di Amilcare Ponchielli si ascolterà il coro «Feste! Pane!» dalla Gioconda; e poi ancora saranno proposti altri tre brani amatissimi di Verdi: «Patria oppressa» da Macbeth, «Chi del gitano i giorni abbella?… Stride la vampa!» dal Trovatore e «Noi siamo zingarelle» e «Di Madride noi siam mattadori» dalla Traviata. Il finale sarà con tre numeri di grandissima presa: «Diecimila anni al nostro imperatore… Padre augusto» dalla Turandot di Puccini, «Va, pensiero, sull’ali dorate» dal Nabucco di Verdi, e l’immancabile brindisi «Libiam ne’ lieti calici» di nuovo dalla Traviata. E a proposito del «Va, pensiero» nel sito della Festival Hall di Osaka sono presenti gli spartiti per i diversi registri vocali e vi è l’invito rivolto dall’organizzazione a tutto il pubblico che sarà presente al concerto ad unirsi al canto.

IL DEBUTTO DI CALIXTO BIEITO A ROMA CON IL DITTICO SUOR ANGELICA / IL PRIGIONIERO

L’ultimo capitolo del “Trittico ricomposto” diretto da Michele Mariotti

celebra i 50 anni dalla scomparsa di Dallapiccola

Prima rappresentazione, mercoledì 23 aprile alle 20, in diretta su Radio3 Rai

Lo spettacolo è ripreso da Rai Cultura che lo trasmetterà su Rai5

«Ciò che lega questi due capolavori è la condizione di claustrofobica prigionia che attanaglia e annienta i protagonisti, cui si unisce la loro speranza delusa»

Così Michele Mariotti, Direttore musicale dell’Opera di Roma, racconta la terza e ultima tappa del “Trittico ricomposto”, progetto da lui fortemente voluto e realizzato in collaborazione con il Festival Puccini di Torre del Lago. Dal 23 aprile al 2 maggio al Teatro Costanzi va in scena il dittico formato da Suor Angelica di Giacomo Puccini e da Il Prigioniero di Luigi Dallapiccola, che segna il debutto nella Fondazione capitolina del regista spagnolo Calixto Bieito.

Il nuovo allestimento vede le scene di Anna Kirsch, i costumi di Ingo Krügler e le luci di Michael BauerOrchestra e Coro, diretto da Ciro Visco, sono del Teatro dell’Opera di Roma.

Dopo Il tabarro Il castello del Principe Barbablù e Gianni Schicchi L’heure espagnole, il Trittico pucciniano viene ‘ricomposto’ in un nuovo dittico, che celebra insieme il centenario della morte di Puccini, che cadeva lo scorso anno e attorno al quale è nato questo progetto, e i 50 anni dalla scomparsa di Dallapiccola, avvenuta a Firenze nel 1975. I tre atti unici novecenteschi sono stati scelti anche per assonanza tematica con le altrettante opere del Trittico pucciniano: nel primo accostamento l’incomunicabilità di coppia, nel secondo i drammi familiari, in quest’ultima giustapposizione la violenza e la privazione della libertà espresse attraverso il fanatismo religioso.

«In Suor Angelica – prosegue Mariotti – è commovente vedere come Puccini, con delicate tinte color pastello, descriva un universo femminile composto da donne di differenti caratteri e temperamenti, che il voto preso non può e non deve nascondere. Diversa è l’atmosfera del Prigioniero, la cui indicazione iniziale del compositore, “stridente”, introduce subito in un clima di orrore, delirio e crudeltà. Può una madre sopravvivere al proprio figlio torturato? Può un essere umano avere ancora la forza di sperare nella libertà? Può un’amicizia rivelarsi talmente crudele dopo averti fatto sognare la fine dei tormenti? Queste sono le situazioni descritte dalla musica di Dallapiccola, che alterna momenti di lancinante violenza ad altri più onirici».

Protagonista di Suor Angelica è il soprano Corinne Winters: vincitrice dell’OPER! AWARD 2025 come ‘miglior cantante femminile’, torna a Roma dopo gli straordinari successi dei Dialogues des Carmélites e di Káťa Kabanová. Con lei si alterna Yolanda Auyanet (24 e 27 aprile): il soprano spagnolo, impegnata lo scorso marzo proprio al Costanzi come Tosca, è al debutto assoluto nel ruolo di Suor Angelica. 

Marie-Nicole Lemieux, la zia Principessa, è invece al suo debutto con la Fondazione Capitolina. Completano il cast dell’atto unico pucciniano Annunziata Vestri (Badessa), Irene Savignano (Suora Zelatrice), Carlotta Vichi (Maestra delle Novizie), Laura Cherici (Suor Genovieffa), Ilaria Sicignano (Suor Dolcina), Marianna Mappa (Prima cercatrice), Claudia Farneti (Seconda cercatrice), Caterina D’Angelo (Seconda conversa) e, dal progetto ‘Fabbrica’ Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma, Jessica Ricci (Suor Osmina / La novizia), Maria Elena Pepi (Suora infermiera) e Sofia Barbashova (Prima conversa).

Protagonista del Prigioniero è invece il sempre più apprezzato Mattia Olivieri: dopo una carriera internazionale, che lo ha portato a debuttare non solo in Europa, ma anche oltreoceano, al Metropolitan Opera di New York (2003), torna al Costanzi dove ha cantato la prima ed unica volta in Così fan tutte firmata da Graham Vick (2016/17). Il baritono è affiancato da Ángeles Blancas nella parte della Madre e da John Daszak (Il Carceriere/Il Grande Inquisitore) oltre che da Arturo Espinosa (Secondo Sacerdote) e Nicola Straniero (Primo sacerdote), quest’ultimo talento diplomato del progetto ‘Fabbrica’ Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma.

Atto unico affidato esclusivamente a voci femminili, Suor Angelica, con Il tabarro e Gianni Schicchi, compone il Trittico, l’ultimo lavoro compiuto di Puccini. Nato durante la prima guerra mondiale, proprio per questo ha debuttato al Metropolitan di New York il 14 dicembre 1918, e solo dopo in Italia, come desiderato da Puccini, proprio al Teatro Costanzi l’11 gennaio 1919. Le due rappresentazioni diedero luogo a pareri contrastanti. Suor Angelica, la preferita di Puccini tra le tre, fu molto apprezzata a Roma, meno a New York. Il libretto, fallito il tentativo di collaborazione con Gabriele D’Annunzio, è stato affidato a Giovacchino Forzano.

Il Prigioniero è un’opera in un prologo e 1 atto, su musica e libretto di Luigi Dallapiccola, ispirata al racconto La torture par l’espérance di Philippe-Auguste Villiers de l’Isle Adam e al romanzo La légende d’Ulenspiegel et de Lamme Goedzak (1868) di Charles de Coster. Iniziata dal compositore istriano nel 1944, come nel caso de Il Trittico in tempi di guerra, è andata in scena per la prima volta al Teatro Comunale di Firenze il 20 maggio 1950, dopo l’esecuzione radiofonica nell’Auditorium Rai di Torino diretta da Hermann Scherchen. All’Opera di Roma manca dall’unica altra rappresentazione, il 19 febbraio 1964, diretta da Antal Dorati, regia di Luigi Squarzina.

La prima rappresentazione del dittico Suor Angelica / Il Prigioniero, diretto da Michele Mariotti con la regia di Calixto Bieito, mercoledì 23 aprile (ore 20), è trasmessa in diretta su Radio3 Rai e ripresa da Rai Cultura che la trasmetterà su Rai5 in data da definirsi. Lo spettacolo torna in scena giovedì 24 aprile (ore 20), sabato 26 (ore 18), domenica 27 (ore 16.30), martedì 29 aprile (ore 20) e venerdì 2 maggio (ore 20).

Grande successo in Cina per i Professori d’Orchestra del Teatro di San Carlo con il Jazzphony Sextet

Ha riscosso straordinario successo la tournée in Cina dei Professori d’Orchestra del Teatro di San Carlo, che ha visto protagonista il Jazzphony Sextet in due concerti: mercoledì 16 aprile alle 19:30 presso il Grand Theatre di Hangzhou, nell’ambito del Festival Musicale di Primavera di Hangzhou 2025, e oggi venerdì 18 aprile alle 19:00 presso l’Auditorium dell’Istituto Italiano di Cultura di Pechino.

Impegnati Pasquale Bardaro al vibrafono con Salvo Lombardo e Giovanna Maggio ai violini, Pietro Lopopolo alla viola, Silvano Fusco al violoncello e Giovanni Giugliano al contrabbasso.

Una esperienza musicale innovativa, in cui sonorità d’avanguardia hanno donato nuova, inedita linfa alle linee melodiche tradizionali. La performance si è arricchita di una singolare complicità scenica prevedendo anche un’interazione giocosa con il pubblico.

Il progetto Jazzphony Sextet nasce nel 2024 dallo stesso Pasquale Bardaro: il percussionista ha composto e arrangiato otto brani musicali ispirati alle più celebri arie d’opera di Gioachino Rossini, Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini, coniugando i temi della tradizione operistica italiana al linguaggio proprio del jazz. Il concerto ha debuttato, poi, al Lirico di Napoli nel giugno dello stesso anno con il titolo “Omaggio alla Lirica”, nell’ambito della Stagione di Musica da Camera.

Nel programma, la “Traviata” di Verdi viene dunque ripresa attraverso “Amami Alfredo” e “Libiamo ne’ lieti calici” che, negli arrangiamenti di Bardaro, diventano “Love me now” e “Cheers”. E ancora del compositore di Busseto, “Brown’s dance” si ispira alla “Danza dei piccoli schiavi mori” da “Aida”, mentre “Woman” a “La donna è mobile” dal “Rigoletto”. Tre, invece, le proposte che omaggiano Giacomo Puccini: “The bright stars” si ispira a “E lucevan le stelle” da “Tosca”, “Come on let’s go” all’intermezzo da “Manon Lescaut” e “My name is” a “Mi chiamano Mimì” da “La bohème”. In chiusura “Rossiniana”, una composizione in cui si mescolano “La calunnia è un venticello” da “Il barbiere di Siviglia” e la “Cavatina” da “La Cenerentola”.

Martina Franca (TA), 51° FESTIVAL DELLA VALLE D’ITRIA, dal 18 luglio al 3 agosto 2025

Si terrà dal 18 luglio al 3 agosto 2025 la 51ª edizione del Festival della Valle d’Itria di Martina Franca (TA) che da quest’anno, per un triennio, viene curato dalla compositrice Silvia Colasanti. Organizzato dalla Fondazione Paolo Grassi, a far da scenario come di consueto al Festival, il Palazzo Ducale, la Basilica di San Martino, il Chiostro di San Domenico, luoghi storici e di grande bellezza della città barocca di Martina Franca, e le masserie del territorio pugliese, ricche di cultura e tradizioni secolari.

Rimanendo fedele alle scelte che hanno contraddistinto fin dal suo nascere il Festival, quali l’attenzione al repertorio belcantistico e il recupero di opere di raro ascolto, Silvia Colasanti aggiunge due segnali forti: il legame con l’attualità e con la società di oggi, e la presenza significativa della musica del XX e XXI secolo.

Tancredi di Rossini, Owen Wingrave di Britten e L’enfant et les sortilèges di Ravel sono le tre opere del

51° Festival della Valle d’Itria, in programma dal 18 luglio al 3 agosto a Martina Franca, nelle masserie e in altri luoghi di grande fascino del territorio pugliese.

la nuova edizione porta il titolo “Guerre e pace”,

fortemente radicata nella musica del XX e XXI secolo,

ma sempre fedele alle scelte storiche del Festival.

Alle opere si affiancano concerti – fra cui quello di Fabio Luisi che dirige la Quattordicesima Sinfonia di Šostakóvič -, incontri e approfondimenti con oltre venti appuntamenti in cartellone.

GUERRE E PACE

Titolo della presente edizione è “Guerre e pace”, ideata in un particolare momento storico in cui i due termini, declinati tanto al singolare quanto al plurale, si presentano oggi con insistenza nella vita di tutti i giorni. Tre le opere in programma – Tancredi di Gioachino Rossini con i due finali, la prima italiana di Owen Wingrave (1970) di Benjamin Britten, la rara esecuzione, a 100 anni dalla composizione, di L’enfant et les sortilèges di Maurice Ravel –, cui si affiancano concerti (quello sinfonico quest’anno propone la Quattordicesima Sinfonia di Šostakóvič con Fabio Luisi, direttore musicale del Festival), incontri, dialoghi con autori, per animare ogni giorno con oltre venti appuntamenti l’edizione del 2025. Completano la programmazione il progetto In Orbita, che porta la musica del festival nelle contrade martinesi, e un approfondimento sul tema di quest’anno, con il convegno di studi “Guerra e pace nell’opera”.

LE DICHIARAZIONI

Michele Punzi, presidente della Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca, «nel 2024 il Festival della Valle d’Itria ha superato la “soglia psicologica” delle 50 edizioni, tagliando così un traguardo prestigioso, ma rendendo necessaria una riflessione sul futuro di questa manifestazione, che mantiene l’ambizione di essere punto di riferimento nella cultura italiana ed europea. A fianco al profondo rispetto per le nostre radici, abbiamo ritenuto necessario dare una visione di lungo periodo, quella di un Festival inclusivo e attento alla sostenibilità sociale e ambientale, che si evolve in simbiosi con il mondo che lo circonda. La storia del Festival della Valle d’Itria, la nostra storia, è connotata dal coraggio, dalla passione, dalla perseveranza e da tante idee rivoluzionarie; è il nostro DNA, i valori che portiamo dentro, la forza interiore che ci consente di credere, specie in questo momento, che alla bruttezza della violenza debba contrapporsi la bellezza dell’arte e della musica».

La direttrice artistica Silvia Colasanti ha parlato di un cartellone in cui convivono «memoria e futuro». «La relazione dell’arte di tutti i tempi con l’attualità e con la società di oggi, la presenza importante della musica del XX e XXI secolo: questi i due segnali forti che si vanno ad aggiungere alle caratteristiche che hanno da sempre contraddistinto il Festival della Valle d’Itria: far rivivere sulle scene opere poco rappresentate ed esplorare e riflettere sui percorsi compositivi e sulla storia delle opere. L’attualità, dunque, da una parte si specchierà nei capolavori del passato, dall’altra verrà raccontata con i suoni dagli autori del XX secolo e di oggi. Un’offerta artistica al servizio della cultura, uno spunto di riflessione sul presente, un modo di evidenziare come l’arte oltrepassi il tempo e come i grandi autori del passato più o meno recente, con diversi linguaggi, continuino a parlarci».

«La Regione Puglia è sostenitrice e socia del Festival della Valle d’Itria, condividiamo un progetto che è punta di diamante di un sistema culturale sempre più al centro del dibattito nazionale e internazionale», questo il commento di Aldo Patruno, Direttore generale settore turismo, economia cultura e valorizzazione territorio della regione Puglia. «Guardando al titolo Guerre e pace – ha aggiunto – non si può non pensare al ruolo di una regione geograficamente, economicamente e culturalmente al centro del Mediterraneo. Quella pugliese è una identità meticcia, fatta di contaminazioni, vocata all’accoglienza e alla costruzione di ponti. In un momento drammatico quale l’attuale, l’unica forma possibile di resistenza civile che la Puglia ha deciso di mettere in campo è quella della cultura e dell’apertura di ogni canale di dialogo possibile. Dal Festival viene un forte messaggio di pace, in cui la cultura è il più potente strumento per migliorare la qualità della vita dei popoli».

Sarà un festival «ambasciatore di pace e della bellezza di Martina e della Valle d’Itria», secondo Gianfranco Palmisano, sindaco del Comune di Martina Franca. «La 51^ edizione sta destando molto interesse sia per le scelte tematiche legate all’attuale momento storico sia per l’inizio della direzione artistica della compositrice Silvia Colasanti che sicuramente consentirà al nostro Festival di scrivere altre pagine di brillanti successi. Il Festival con l’energia positiva del linguaggio universale della musica, quest’anno, punta a valorizzare un ideale di pace e di dialogo. E, come sempre, l’energia e la bellezza della musica si fonderanno in uno splendido connubio con il fascino e l’unicità del territorio di Martina e della Valle d’Itria, regalando emozioni uniche. Dal palcoscenico nell’atrio di Palazzo Ducale e dagli eventi musicali a cui faranno da cornice antichi chiostri e masserie, quest’anno, partirà un forte messaggio contro ogni guerra e ogni divisione».

LE OPERE

Ad inaugurare il Festival, venerdì 18 luglio (ore 21) nel cortile di Palazzo Ducale, sarà Tancredi di Gioachino Rossini (repliche 26, 29 luglio e 2 agosto, ore 21). Un’opera in cui la guerra militare sullo sfondo e la guerra d’amore, scatenata da incomprensioni e sospetti fra i personaggi principali, scandiscono l’incedere di un’opera che ha segnato uno dei primi grandi successi del Cigno di Pesaro, che la compose poco più che ventenne. Opera che torna a splendere a Martina Franca 49 anni dopo aver inaugurato il Festival della Valle d’Itria nel 1976. Per l’occasione verranno eseguiti i finali sia della prima versione composta per il Teatro La Fenice di Venezia e andata in scena il 6 febbraio 1813, sia della versione per il Teatro comunale di Ferrara, rappresentata il 21 marzo 1813 con il finale tragico anziché lieto come nella versione originale. Ascoltare i due finali nella stessa recita permetterà di seguire il processo compositivo all’origine di uno dei capolavori giovanili del pesarese; edizione di riferimento sarà quella di Philip Gossett per la Fondazione Rossini. A dirigere l’Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala, formazione che accoglie i più promettenti e talentuosi musicisti da tutto il mondo,sarà Sesto Quatrini, nato professionalmente al Festival della Valle d’Itria, per il quale ha già diretto diverse produzioni. Firma la regia Andrea Bernard, giovane talento affermatosi nei principali teatri italiani ed europei, insignito nel 2024 del Premio Abbiati per la regia. Nel ruolo del titolo, un nome di riferimento del repertorio belcantistico, il mezzosoprano Anna Goryachova, affiancata dal soprano Francesca Pia Vitale (Amenaide), il tenore Dave Monaco (Argirio), il basso Adolfo Corrado (Orbazzano) e il mezzosoprano Giulia Alletto (Roggiero) per un cast di indubbio valore; Luigi Leo dirige L.A. Chorus, Lucania & Apulia Chorus.

Un forte messaggio pacifista arriva dalla seconda opera in programma, alla sua prima esecuzione italiana, a oltre cinquant’anni dalla composizione. Owen Wingrave di Benjamin Britten, in scena a Palazzo Ducale il 27 luglio (repliche 30 luglio e 3 agosto, ore 21), venne scritta nel 1970 negli anni in cui imperversava la guerra del Vietnam, contro la quale il musicista britannico prese una posizione ferma e irrevocabile. L’opera venne commissionata dalla BBC per la televisione e due anni dopo rappresentata al Covent Garden. Daniel Cohen,direttore musicale dello Staatstheater di Darmstadt dal 2018, presente nei cartelloni europei spesso in titoli poco eseguiti, guida l’Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala. La regia è di Andrea De Rosa, nome affermato sia nella prosa che nel teatro lirico, al suo debutto al Festival di Martina Franca. Le voci principali saranno quelle del baritono Aeneas Humm nel ruolo del protagonista, il tenore Ruairi Bowen (Lechmere), il soprano Charlotte-Anne Shipley (Miss. Wingrave) e il mezzosoprano Sharon Carty (Kate Julian), tutti specializzati nel repertorio inglese, affiancati da alcuni giovani cantanti selezionati dall’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” (Lucia Peregrino, Chiara Boccabella, Simone Fenotti e Chenghai Bao). Sul palco, coinvolgendo le giovani forze del territorio, il Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi, diretto da Angela Lacarbonara.

Per entrambe le opere a Palazzo Ducale le scene sono di Giuseppe Stellato e i costumi di Ilaria Ariemme.

Opera di raro ascolto in Italia, L’enfant et les sortilèges di Maurice Ravel nasceva 100 anni fa. La fantaisie lyrique su versi di Colette, dalla scrittura musicale moderna e innovativa e fra i capolavori della prima metà di Novecento, viene messa in scena, nella versione cameristica di Didier Puntos, nel Chiostro di San Domenico il 19 luglio (repliche 21, 24, 28 luglio, ore 21). Il progetto coinvolge anche L.A. Chorus, Lucania & Apulia Chorus (maestro del coro Luigi Leo)e il Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi diretto da Angela Lacarbonara. Alla produzione dell’opera viene affiancata un’attività di laboratori didattici nelle scuole, per rendere partecipe un pubblico di giovanissimi, guidata dalla regista Rita Cosentino (già apprezzata in Aladino e la lampada magica di Rota nel Festival del 2024). Dirige l’ensemble strumentale Myriam Farina, già assistente di Fabio Luisi, mentre il cast sarà interamente formato dalle voci dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”,scene e costumi dell’illustratrice martinese Francesca Cosanti.

CONCERTI E INCONTRI

I concerti, che si alternano alle opere, vedranno la partecipazione di figure del mondo culturale non prettamente musicale, approfondendo il tema del Festival, “Guerre e pace”, attraverso la storia, passata e presente, e in tutte le sue declinazioni, dalla letteratura alla musica, con programmi di raro ascolto e alcune novità.

Irrompe con tutta la sua drammaticità la Sinfonia n. 14 per soprano, basso, archi e percussioni op. 135 di Dmitrij Šostakóvič, scritta nel 1969 sui testi di García Lorca, Apollinaire, Küchelbecker e Rilke e dedicata a Britten. L’appuntamento èa Palazzo Ducale il 1° agosto (ore 21)per il tradizionale concerto sinfonico. Il direttore musicale del Festival Fabio Luisi guida l’Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala in una delle più originali e personali partiture del compositore sovietico, di cui nel 2025 ricorrono i 50 anni della morte. Voci soliste il soprano Lidia Fridman e il basso Adolfo Corrado.

Il concerto sacro di quest’anno, nella Basilica di San Martino (23 luglio, ore 21), sarà con l’Orchestra della Magna Grecia diretta da Maurizio Lomartire, in un programma che si sofferma su pagine di forte impronta spirituale del Novecento musicale: ancora un omaggio a Britten con le Les Illuminations, cui si affianca Silouan’s Song di Arvo Pärt, su un testo religioso in russo, e le rare esecuzioni di brani di Silvestrov, Rautavaara e altri autori, cui si aggiunge una prima assoluta, commissione del Festival, di Davide Tramontano, Cantus Antiquus, Novus Amor, per soprano e orchestra omaggio a Giovanni Pierluigi da Palestrina nel cinquecentenario della nascita, su testo dalle Confessiones di Sant’Agostino.

I Concerti del Sorbetto,nei chiostri di San Domenico e del Carmine di Martina Franca, saranno l’occasione per una lettura più completa e stimolante sulle opere in programma, veicolati da tre figure del mondo culturale che offriranno il loro personale sguardo. Sandro Cappelletto, musicologo e giornalista, in L’altro Ravel presenta alcuni lavori liederistici del compositore francese (20 luglio, ore 18). In L’altro Tancredi Ilaria Narici, musicologa e direttrice scientifica della Fondazione Rossini, racconta dei brani musicali non inclusi nel Tancredi del Festival (26 luglio, ore 18). Con L’altro Britten Alessandro Macchia, autore della prima monografia italiana sul musicista inglese, introduce una selezione di Songs di Britten (2 agosto, ore 18). Per tutti e tre i concerti, protagoniste le voci dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”.

Fra le novità di quest’anno, spicca “In-chiostro: tra note e parole”. Ospiti quattro figure di cultura che dialogano con la musica attorno al tema della guerra e della pace trattato in diversi aspetti, in alcuni chiostri barocchi di Martina Franca e masserie del territorio. Si parte con Lucrezia Ercoli, docente, giornalista e direttrice di Popsophia, che nel concerto Musica Degenerata parla di “arte degenerata”, con la musica, da Weill a Webern, eseguita dal Quartetto Adorno (20 luglio, ore 21). Stesso quartetto, cui si aggiunge la pianista Viviana Lasaracina, per l’incontro di Paolo Nori, scrittore e traduttore, che nel concerto Guerre e Paci racconta di come i grandi autori russi (Tolstoj, Dostoevskij) ci parlano della guerra e della pace (22 luglio, ore 21). Bianca Sorrentino, scrittrice e studiosa del mondo classico, si occupa del rapporto tra il mito e le arti contemporanee, introducendo La guerra ha volto di donna, concerto con musiche di autori classici e una prima esecuzione assoluta di Paolo Marzocchi, con gli artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” e il pianista Luca Gorla (25 luglio, ore 21). Il barocco è protagonista dell’incontro di Luca Della Libera, docente e musicologo, fra i massimi studiosi di Alessandro Scarlatti, che in Combattuti miei pensieri tratta il tema della guerra nella musica del grande compositore barocco, di cui ricorre il tricentenario della morte; con i cantanti dell’Accademia “Rodolfo Celletti” e l’Ensemble De Finibus Terrae (31 luglio, ore 21).

Infine, con il ciclo “Trame in musica. Incontri d’autore in Valle d’Itria”, nelle storiche masserie e chiese del territorio pugliese, e nei chiostri di Martina Franca, quattro incontri fra parole e musica, con gli stessi artisti e autori di “In-chiostro” nella presentazione di recenti pubblicazioni: Lo spettacolo del male di Lucrezia Ercoli (19 luglio), Chiudo la porta e urlo di Paolo Nori (23 luglio), Pensare come Medea di Bianca Sorrentino (24 luglio) e il libro di prossima pubblicazione sulle Lettere della famiglia Scarlatti di Luca Della Libera (30 luglio).

IL PROGRAMMA COMPLETO

51° Festival della Valle d’Itria

“Guerre e pace”

Martina Franca, 18 luglio – 3 agosto 2025

OPERE

18 ▪ 26 ▪ 29 LUGLIO / 2 AGOSTO · ore 21

PALAZZO DUCALE, MARTINA FRANCA

TANCREDI

di Gioachino Rossini

melodramma eroico in due atti su libretto di Gaetano Rossi

edizione critica a cura di Philip Gossett della Fondazione Rossini di Pesaro

(Casa Ricordi)

Esecuzione con il finale della prima versione per il Teatro La Fenice di Venezia (6 febbraio 1813) e a seguire della versione per il Teatro comunale di Ferrara (21 marzo 1813)

Direttore Sesto Quatrini

Regia Andrea Bernard

Scene Giuseppe Stellato

Costumi Ilaria Ariemme

Light designer Pasquale Mari

Tancredi Anna Goryachova

Amenaide Francesca Pia Vitale

Argirio Dave Monaco

Orbazzano Adolfo Corrado

Roggiero Giulia Alletto

Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala

L.A. Chorus, Lucania & Apulia Chorus

(Luigi Leo maestro del coro)

*

27 ▪ 30 LUGLIO / 3 AGOSTO · ore 21

PALAZZO DUCALE, MARTINA FRANCA

OWEN WINGRAVE

di Benjamin Britten

Television Opera in due atti su libretto di Myfanwy Piper, da un racconto di Henry James

(Edizione Faber Music)

Direttore Daniel Cohen

Regia Andrea De Rosa

Scene Giuseppe Stellato

Costumi Ilaria Ariemme

Light designer Pasquale Mari

Owen Wingrave Aeneas Humm

Spencer Coyle Kristian Lindroos

Lechmere Ruairi Bowen

Miss Wingrave Charlotte-Anne Shipley

Mrs Coyle Lucia Peregrino

Mrs Julian Chiara Boccabella

Kate Julian Sharon Carty

General Sir Philip Wingrave Simone Fenotti

Narrator Chenghai Bao

Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala

Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi

(Angela Lacarbonara maestro del coro)

prima rappresentazione italiana

*

19 ▪ 21 ▪ 24 ▪ 28 LUGLIO · ore 21

CHIOSTRO DI SAN DOMENICO, MARTINA FRANCA

L’ENFANT ET LES SORTILÈGES

di Maurice Ravel

fantaisie lyrique in due parti su versi di Sidonie-Gabrielle Colette

Adattamento per voci, flauto, violoncello e pianoforte a quattro mani di Didier Puntos

(Durand Editions Musicales)

Direttrice Myriam Farina

Regia Rita Cosentino

Scene e costumi Francesca Cosanti

Artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”

Giulio Francesconi flauto

Federica Del Gaudio violoncello

Anastasia e Liubov Gromoglasova pianoforte

L.A. Chorus, Lucania & Apulia Chorus

(Luigi Leo maestro del coro)

Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi

(Angela Lacarbonara maestro del coro)

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CONCERTI E INCONTRI

23 LUGLIO · ore 21

BASILICA DI SAN MARTINO, MARTINA FRANCA

CONCERTO SACRO

Maurizio Lomartire direttore

Orchestra della Magna Grecia

musica di Britten, Pärt, Silvestrov, Tavener, Rautavaara, Tramontano*

* prima esecuzione assoluta

AGOSTO · ore 21

PALAZZO DUCALE, MARTINA FRANCA

CONCERTO SINFONICO

Šostakóvič, Sinfonia n. 14 per soprano, basso, archi e percussioni op. 135

Fabio Luisi direttore

Lidia Fridman soprano

Adolfo Corrado basso

Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala

*

IN-CHIOSTRO: TRA NOTE E PAROLE

Dialoghi sulla guerra e sulla pace

20 LUGLIO · ore 21

CHIOSTRO DI SAN DOMENICO, MARTINA FRANCA

Musica degenerata

riflessioni di Lucrezia Ercoli

Quartetto Adorno

Edoardo Zosi violino
Liù Pelliciari violino

Benedetta Bucci viola
Francesco Stefanelli violoncello

Musiche di Korngold, Schulhoff, Weill, Webern

22 LUGLIO · ore 21

MASSERIA PALESI, MARTINA FRANCA

Guerre e paci

Riflessioni di Paolo Nori

Quartetto Adorno

Edoardo Zosi violino
Liù Pelliciari violino

Benedetta Bucci viola
Francesco Stefanelli violoncello

Viviana Lasaracina pianoforte

Musiche di Schnittke, Šostakovič, Silvestrov

25 LUGLIO · ore 21

CHIOSTRO DEL CARMINE, MARTINA FRANCA

La guerra ha volto di donna

Riflessioni di Bianca Sorrentino

Artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”

Musiche di Fauré, Strauss, Gluck, Manfroce, Marzocchi*

* prima esecuzione assoluta

31 LUGLIO · ore 21

CHIOSTRO DEL CARMINE, MARTINA FRANCA

Combattuti miei pensieri

Riflessioni di Luca Della Libera

Ensemble De Finibus Terrae

Artisti dell’Accademia di Belcanto “Rodolfo Celletti”

Musiche di A. Scarlatti

*

CONCERTI DEL SORBETTO

20 LUGLIO · ore 18

CHIOSTRO DI SAN DOMENICO, MARTINA FRANCA

L’altro Ravel

con Sandro Cappelletto

e la partecipazione degli Artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”

musiche di Ravel

26 LUGLIO · ore 18

CHIOSTRO DEL CARMINE, MARTINA FRANCA

L’altro Tancredi

con Ilaria Narici

e la partecipazione degli Artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”

musiche di Rossini

2 AGOSTO · ore 18

CHIOSTRO DEL CARMINE, MARTINA FRANCA

L’altro Britten

con Alessandro Macchia

e la partecipazione degli Artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”

musiche di Britten

*

TRAME IN MUSICA

Incontri d’autore in Valle d’Itria 

19 LUGLIO · ore 19

CHIOSTRO DELLE AGOSTINIANE, MARTINA FRANCA

Lucrezia Ercoli – Lo spettacolo del male

con la partecipazione di Quartetto Adorno

musiche di Zemlinsky

23 LUGLIO· ore 19

CHIOSTRO DEL CARMINE, MARTINA FRANCA

Paolo Nori – Chiudo la porta e urlo

con la partecipazione di Quartetto Adorno

musiche di Šostakóvič

24 LUGLIO· ore 21

LEONARDO TRULLI RESORT, LOCOROTONDO

Bianca Sorrentino – Pensare come Medea

con la partecipazione degli Artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”

musiche di autori vari

30 LUGLIO· ore 21

CHIESA MADRE SAN NICOLA, CISTERNINO

Luca Della Libera – Le lettere di Scarlatti

con la partecipazione dell’Ensemble De Finibus Terrae

e degli Artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”

musiche di A. Scarlatti e altri autori barocchi

*

APPROFONDIMENTI

GUERRA E PACE NELL’OPERA

CONVEGNO DI STUDI

29 LUGLIO · ore 11 – 17

AUDITORIUM DELLA FONDAZIONE PAOLO GRASSI, MARTINA FRANCA

Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca

in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”

coordinamento scientifico di Giovanni Dotoli

Interventi di Luca Aversano, Giovanni Dotoli, Jacopo Pellegrini,

Mathilde Robin, Fiorella Sassanelli, Arthur Tommassin

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IN ORBITA

IL FESTIVAL TRA PIAZZE E CONTRADE

MARTINA FRANCA · ore 21

11 LUGLIO Contrada San Paolo

12 LUGLIO Via San Michele (Parrocchia Regina Mundi)

CHI CUCINA? ROSSINI!

commedia musicale per due cantattori e pianoforte

idea e testi di Alex Cerantola e Laura Basso

musiche di Rossini

(adattamenti e trascrizioni di A. Cerantola)

Gioachino Rossini Alex Cerantola

Berta Laura Basso

Andrea Corazzin pianoforte

in collaborazione con Fenice Education – Venezia

MARTINA FRANCA · ore 21

13 LUGLIO Villa del Carmine

QUINTETTO D’OTTONI DEL TEATRO ALLA SCALA

Francesco Tamiati tromba

Marco Toro tromba

Giovanni Emanuele Urso corno

Daniele Morandini trombone

Javier Castaño Medina tuba

Musiche di Dukas, Mascagni, Rossini, Puccini, Gershwin, Bernstein

MARTINA FRANCA · ore 21

11 · 12 · 13 LUGLIO Centro storico

FLASHMOB

Con gli Artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”

CALENDARIO CRONOLOGICO

venerdì 18 luglio ore 21                     Palazzo Ducale                      Tancredi (inaugurazione)

sabato 19 luglio ore 19                       Chiostro delle Agostiniane    Trame in musica (Ercoli)

sabato 19 luglio ore 21                       Chiostro di San Domenico    L’enfant et les sortilèges (prima)

domenica 20 luglio ore 18                 Chiostro di San Domenico    Concerto Sorbetto I (Ravel)

domenica 20 luglio ore 21                  Chiostro di San Domenico    In-chiostro I (Ercoli)

lunedì 21 luglio ore 21                       Chiostro di San Domenico    L’enfant et les sortilèges

martedì 22 luglio ore 21                    Masseria Palesi                       In-chiostro II (Nori)

mercoledì 23 luglio ore 19                 Chiostro del Carmine            Trame in musica II (Nori)

mercoledì 23 luglio ore 21                 Basilica di San Martino         Concerto sacro

giovedì 24 luglio ore 21                     Leonardo Trulli Resort          Trame in musica III (Sorrentino)

                                                           (Locorotondo)

giovedì 24 luglio ore 21                     Chiostro San Domenico        L’enfant et les sortilèges

venerdì 25 luglio ore 21                     Chiostro del Carmine            In-chiostro III (Sorrentino)

sabato 26 luglio ore 18                       Chiostro del Carmine            Concerto Sorbetto II (Rossini)

sabato 26 luglio ore 21                       Palazzo Ducale                      Tancredi

domenica 27 luglio ore 21                  Palazzo Ducale                      Owen Wingrave (prima)

lunedì 28 luglio ore 21                       Chiostro San Domenico        L’enfant et les sortilèges

martedì 29 luglio ore 21                    Palazzo Ducale                      Tancredi

mercoledì 30 luglio ore 21                 Chiesa S. Nicola (Cisternino) Trame in musica IV (Della Libera)

mercoledì 30 luglio ore 21                 Palazzo Ducale                      Owen Wingrave

giovedì 31 luglio ore 21                     Chiostro del Carmine             In-chiostro IV (Della Libera)

venerdì 1° agosto ore 21                    Palazzo Ducale                      Concerto sinfonico/Šostakóvič/Luisi

sabato 2 agosto ore 18                       Chiostro del Carmine            Concerto Sorbetto III (Britten)

sabato 2 agosto ore 21                       Palazzo Ducale                      Tancredi

domenica 3 agosto ore 21                  Palazzo Ducale                      Owen Wingrave

ALTRI EVENTI

venerdì 11 luglio ore 21                 C/da San Paolo                   In Orbita

sabato 12 luglio ore 21                    Parrocchia Regina Mundi  In Orbita

domenica 13 luglio ore 21              Villa del Carmine              

  In Orbita

martedì 29 luglio ore 11 – 17        

  Fondazione Paolo Grassi   Guerra e pace nell’opera

Myung-Whun Chung dirige la Resurrezione di Mahler al Teatro La Fenice

Ancora un concerto di grande coinvolgimento musicale ed emotivo è in programma alla Fenice per celebrare la Pasqua: pochi giorni dopo la Matthäus-Passion di Bach diretta da Ton Koopman, stavolta sarà con la Resurrezione di Gustav Mahler, magistralmente interpretata da Myung-Whun Chung, che la Fenice festeggerà il Venerdì Santo e le festività pasquali.

La Sinfonia n. 2 in do minore, denominata appunto Resurrezione, per soprano, contralto, coro misto e orchestra sarà eseguita dal pluripremiato maestro sudcoreano alla testa di Orchestra e Coro del Teatro La Fenice, con la partecipazione del soprano Louise Alder e del contralto Danbi Lee. Maestro del Coro Alfonso Caiani.

Due le repliche in programma al Teatro La Fenice, nell’ambito della Stagione Sinfonica 2024-2025 ed entrambe fuori abbonamento: venerdì 18 aprile 2025 ore 20.00 e sabato 19 aprile ore 17.00.

Composta fra il 1888 (il primo movimento, composto di slancio), il 1893 (secondo, terzo e quarto movimento) e il 1894 (il Finale), la Sinfonia n. 2 in do minore per soprano, contralto, coro misto e orchestra, denominata Resurrezione, occupò Gustav Mahler (1860-1911) per lungo tempo, nella ricerca di una soluzione formale che potesse racchiudere insieme una tensione utopica portatrice di un messaggio di laica ‘redenzione’ e la complessità ed eterogeneità di un intero mondo personale e collettivo evocato con visionaria intensità. Il grandioso e lacerato primo movimento, intitolato inizialmente Totenfeier (Rito funebre), si collega idealmente all’ultimo, che incorpora, in un’amplissima struttura ispirata alla forma-sonata, l’intervento di coro, soprano e contralto sul testo – rielaborato dallo stesso Mahler – dell’ode Auferstehung (Resurrezione) di Friedrich Gottlieb Klopstock.

Al centro di questa dinamica ispirata allo schema ‘morte e trasfigurazione’, Mahler inserì, in modo eccentrico ed originalissimo, tre ulteriori movimenti: un Andante moderato dall’andamento di Ländler lento, riconducibile alla sfera della memoria o del sogno; uno Scherzo (ma Mahler evita la denominazione) basato su un andamento ostinato di sedicesimi che crea una sorta di vertigine del vuoto, un sentimento di irriducibile insensatezza («come il vorticare di figure danzanti in una sala da ballo ben illuminata nella quale però si guardi da fuori, da tale distanza che non si sente più la musica» scrisse Mahler); e un quarto movimento intitolato Urlicht (Luce primigenia) dal titolo di un Lied di Des Knaben Wunderhorn, la raccolta di testi popolari curata da Arnim e Brentano, che viene intonato dal contralto con accento insieme arcaico e infantile, premessa ‘ingenua’ e delicata al grandioso anelito del Finale dove la volontà di salvezza perseguita con la massima tensione si ricollega all’apocalittica visione del primo tempo, per tentare di rovesciarla.

Una prima esecuzione limitata a tre movimenti diretti da Mahler a Berlino il 4 marzo 1895 non ebbe buone accoglienze. Molto positivo, da parte del pubblico, fu invece l’esito della prima esecuzione completa, diretta da Mahler sempre a Berlino il 13 dicembre 1895.

            I biglietti per il concerto (da € 15,00 a € 130,00 – ridotto abbonati da € 15,00 a € 90,00) sono acquistabili nella biglietteria del Teatro La Fenice e nei punti vendita Eventi Venezia Unica, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.

Myung-Whun Chung

La sua lunga e straordinaria attività musicale è segnata dalla nomina a direttore emerito – primo in assoluto – della Filarmonica della Scala di Milano dal 2023; primo direttore ospite principale in assoluto della Staatskapelle di Dresda; direttore musicale onorario della Tokyo Philharmonic Orchestra, dell’Orchestre Philharmonique de Radio France di Parigi e della kbs (Korean Broadcasting System); la recente nomina a direttore artistico della nuova Busan Opera and Concert Hall in Corea del Sud. È stato direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Saarbrücken, direttore principale ospite del Teatro Comunale di Firenze, direttore principale dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma e direttore musicale dell’Opéra de Paris-Bastille. Nel corso della sua carriera, ha diretto alcune delle più importanti orchestre del mondo in Europa, Asia e Stati Uniti. È stato insignito di numerosi premi e riconoscimenti, tra cui Commandeur de la Légion d’Honneur dal Governo francese, Commendatore dell’Ordine della Stella d’Italia e Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Governo italiano, il Premio Abbiati per la direzione d’orchestra al Teatro La Fenice di Venezia, con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e la Filarmonica della Scala. Gli sono state inoltre consegnate le chiavi della città di Venezia e nel 2024 le chiavi della città di Firenze. È stato insignito del Keumkwan, il più alto riconoscimento culturale del Governo coreano. Nel 2008 è stato il primo direttore d’orchestra nominato Ambasciatore di buona volontà per il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (unicef). Alla Fenice dirige Falstaff (2022), Fidelio (2021), Don Carlo (2019), Otello (2019, 2013 e 2012), Macbeth (2018), Carmen (2017), Madama Butterfly (2016), Rigoletto (2010), La traviata (2010 e 2009), oltre al Concerto di Capodanno 2018, 2019 e 2020 e numerosi concerti delle stagioni sinfoniche.

A VIENNA LA RISCOPERTA DI AMBLETO DI GASPARINI

Raffaele Pe e La Lira di Orfeo protagonisti in un nuovo allestimento firmato da Ilaria Lanzino

Al MusikTheater an der Wien, dal 6 al 17 maggio 2025

Non è Amleto e non è Shakespeare. È Ambleto, la prima opera della storia della musica ad aver narrato la vicenda del principe danese, proposta a Vienna con un finale inaspettato in cui si celebra la centralità delle figure femminili. Una scelta simbolica che guida la nuova produzione del capolavoro barocco di Francesco Gasparini, in scena al MusikTheater an der Wien dal 6 al 17 maggio 2025.

Il controtenore Raffaele Pe insieme al suo ensemble La Lira di Orfeo e alla regista Ilaria Lanzino rileggono questa partitura con un gesto scenico e musicale potente: una “suite teatrale” in cui la musica superstite di Gasparini dialoga con una rinnovata drammaturgia.

Quando nel 1712 Apostolo Zeno e Pietro Pariati scrivono il libretto, a Venezia non è ancora arrivato l’Amleto elisabettiano: la loro fonte è Gesta Danorum di Saxo Grammaticus, la cronaca medioevale scandinava da cui anche Shakespeare aveva attinto. Gasparini — compositore toscano formatosi a Roma con Arcangelo Corelli e maestro di Domenico Scarlatti — scrive Ambleto per il celebre castrato Nicolino, protagonista assoluto della scena londinese del tempo. È proprio al Queen’s Theatre di Haymarket, a Londra, che l’opera debutta riscuotendo grande successo di pubblico. La partitura giunta fino a noi, però, non è integra: restano le arie, testimonianza di uno stile vocale virtuosistico e teatrale, ma mancano i recitativi, indispensabili per raccontare l’azione.

«Per Vienna è stato fatto un lavoro che guarda alla prassi storica ma con una consapevolezza profondamente attuale — spiega Pe. Ambleto è un modo possibile di immaginare l’esecuzione del repertorio antico che spesso ci arriva in forma incompleta. Non volevamo lasciare questa meravigliosa musica inascoltata solo perché privata di una parte del suo corpo narrativo. Abbiamo scelto di farla risuonare di nuovo, costruendo un percorso originale ma filologicamente rispettoso, in sintonia con il pensiero musicale e teatrale del tempo».

Senza direttore, come in uso all’epoca, ma con la concertazione di Raffaele Pe e della spalla Elisa Citterio, l’ensemble La Lira di Orfeo torna al MusikTheater an der Wien dopo il recente successo con Rodelinda di Händel.

Sul palcoscenico, accanto a Raffaele Pe nei panni di Amleto, un cast di specialisti del repertorio barocco: Miklós Sebestyén (Claudius), Ana Maria Labin (Gertrude), Erika Baikoff (Ophelia), Nikolay Borchev (Polonius) e Maayan Licht (Laerte). La regia è firmata da Ilaria Lanzino, che insieme a Raffaele Pe ha curato la nuova drammaturgia; le scene sono di Martin Hickmann, i costumi di Vanessa Rust, le luci di Anselm Fischer, mentre il progetto sonoro è affidato a Rupert Derschmidt e la consulenza drammaturgica a Christian Schröder.

Ambleto non è dunque solo una rarità riscoperta, ma un esempio di come la musica antica possa diventare materia viva, capace di interrogare il presente attraverso un dialogo tra prassi storica e linguaggi contemporanei.