FONDAZIONE ARENA DI VERONA AL TEATRO FILARMONICO : PRESENTATA LA STAGIONE ARTISTICA 2026

Da gennaio a dicembre 5 titoli d’opera, 2 balletti, 8 programmi sinfonici con artisti di prestigio internazionale

Tournée per i complessi artistici e tecnici nei teatri del Veneto, al Regio di Parma e in Australia

Sarà un anno intenso, ricco di sfide. Fondazione Arena di Verona ha presentato, ieri sera, la Stagione Artistica 2026 al Teatro Filarmonico: ben 42 serate di spettacolo tra opera, danza e concerti sinfonici, a cui si sommeranno le prove aperte alle scuole, gli spettacoli per giovani e famiglie, i corsi per Voci Bianche e numerosi appuntamenti fuori sede, dalle recite di Aida in Australia alla tournée dei concerti sinfonici nelle città del Veneto.

Un anno speciale durante il quale Verona sarà al centro dell’attenzione internazionale, da un lato per la prima trasferta di un intero teatro d’opera dall’altra parte del mondo, in Terra Australe, dall’altro per le cerimonie Olimpiche in Arena. Proprio in virtù delle importanti collaborazioni e presenze dall’Italia e dall’estero nella città scaligera, la stagione 2026 proporrà un calendario strutturato e diversi palcoscenici.

La Stagione d’Opera e Balletto vede in calendario 7 produzioni: 5 titoli d’opera e 2 balletti. Dal 18 al 25 gennaio, mese mozartiano, grazie al consolidato Festival Mozart a Verona, tornerà in scena Don Giovanni del genio di Salisburgo nell’allestimento di Fondazione Arena. In febbraio il sipario si alzerà eccezionalmente sul palcoscenico del Teatro Ristori per una nuova produzione barocca: L’Olimpiade di Vivaldi, dal 23 febbraio al 1° marzo, proprio nei giorni delle grandi cerimonie olimpiche, sarà in scena nella produzione del Théâtre des Champs-Élysées, con un’anteprima speciale il 21 febbraio su invito. Dal 22 al 29 marzo i complessi artistici e tecnici areniani torneranno al Teatro Filarmonico per Falstaff, estremo capolavoro di Verdi, proposto ad un anno di distanza dalla messa in scena dell’omonimo titolo di Salieri; lo spettacolo proviene dal Teatro Regio di Parma.

Come sempre il sipario del Filarmonico si chiuderà durante i mesi estivi e l’opera tornerà in scena, dal 25 ottobre al 1° novembre, con Amelia al ballo di Menotti, per la prima volta in Teatro, preceduta dal balletto stravinskiano Jeu de cartes, in una nuova produzione di Fondazione Arena di Verona. Un dittico inedito a Verona. Dal 22 al 29 novembre sarà la volta de La Bohème pucciniana, nella più recente produzione veronese. Dal 13 al 31 dicembre tornerà Il Lago dei cigni che lo scorso anno ha conquistato il pubblico con 6 serate da tutto esaurito e che nel 2026 è atteso anche sul palcoscenico del Teatro Regio di Parma. Confermati anche per il 2026 gli incontri di approfondimento realizzati in collaborazione con l’Accademia Filarmonica di Verona: i giovedì prima della prima, alle 18, in Sala Veranda, musicologi e giornalisti racconteranno l’opera in scena. Carla Moreni, Alberto Mattioli, Giovanni Gavazzeni, Giuliano Danieli, Fabio Sartorelli e Valentina Bonelli dialogheranno con il pubblico approfondendo trame, curiosità e aneddoti dei diversi titoli d’opera e balletto. Gli appuntamenti saranno ad ingresso gratuito.

A seguito dei grandi avvenimenti che coinvolgeranno Verona e Fondazione Arena nei primi mesi del 2026, la Stagione Sinfonica si avvierà in primavera con 8 appuntamenti sinfonici in abbonamento, ciascuno in doppia data, cui – in molti casi – si aggiungerà una terza replica in diverse città del Veneto (Rovigo, Treviso, Schio, Vicenza). I programmi spazieranno dal Settecento alla contemporaneità, con un focus particolare sul repertorio tardoromantico e sul Novecento storico, senza trascurare nuove commissioni in prima assoluta. Proseguiranno inoltre le integrali sinfoniche di grandi compositori avviate in questi ultimi anni (come Mahler, Bartók, Brahms). Nella programmazione si confermeranno due caratteristiche portanti che hanno riscosso grande interesse nel pubblico: i grandi lavori sinfonico-corali (Rossini, per la prima volta con orchestra, e Beethoven, debutto nel titolo per le forze areniane) e la presenza di eccellenti solisti e direttori di fama mondiale in dialogo con i complessi artistici e tecnici di Fondazione Arena.

Tra gli artisti attesi – molti dei quali al debutto al Teatro Filarmonico – in ordine di programmazione: i direttori Francesco Lanzillotta, Giulio Prandi, Giuseppe Grazioli, Francesco Ommassini, Gianna Fratta, Patrick Lange, Sebastiano Rolli, Oleg Caetani, Ramón Tebar, Lü Jia, Wolfram Christ, Alpesh Chauhan, Dmitri Jurowski; i registi Enrico Stinchelli, Emmanuel Daumas, Jacopo Spirei, Filippo Tonon, Stefano Trespidi; i concertisti InMo Yang, Johannes Moser, Marc Bouchkov, Aleksandr Malofeev, Sergej Nakarjakov, e grandi solisti della scena lirica internazionale accanto a giovani talenti emergenti. 

Per l’Opera e il Balletto, si confermano i consueti 4 turni di abbonamento (prime della domenica alle 15.30, repliche di domenica alle 15.30, mercoledì sera alle 19 e venerdì sera alle 20), così come i 2 turni per la Sinfonica (venerdì sera alle 20 e sabato pomeriggio alle 17). Fondazione Arena offrirà anche diversi carnet a prezzi speciali (da 3 per l’Opera, da 2 per il Balletto, da 3 per la Sinfonica) utilizzabili per più ingressi la stessa sera oppure su diverse date, e la formula mista Venerdì in platea, che permetterà di esplorare la proposta artistica 2026 con 3 opere e 4 concerti. È possibile rinnovare il proprio abbonamento dal 14 ottobre al 16 novembre nelle biglietterie dell’Arena di Verona: sia quella centrale in via Dietro Anfiteatro, sia in quella di Roma 1 all’ingresso di Sala Filarmonica. Dal 18 novembre sarà possibile acquistare nuovi abbonamenti e carnet, mentre il 25 novembre inizierà la vendita dei singoli biglietti per ogni data anche sul sito www.arena.it.

Molte attività collaterali avviate nell’ultimo biennio torneranno in forma ancora più ricca e articolata, solo per citarne alcune: la rassegna da camera Musei in Musica e la stagione Arena Young che si intreccerà a Opera, Balletto e Sinfonica. Nuove iniziative saranno annunciate prossimamente, tutte volte a fare del Teatro Filarmonico una vera casa e un punto di riferimento per tutti i cittadini veronesi e gli appassionati da ogni parte d’Italia e del mondo.

La presentazione delle Stagioni 2026 si è tenuta ieri sera nel foyer del Teatro Filarmonico, nel corso di un evento musicale aperto agli abbonati e a tutto il pubblico. Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena, e lo scrittore e critico Alberto Mattioli hanno illustrato in anteprima i programmi e i cast di opere, spettacoli e concerti della prossima stagione, con Stefano Trespidi, Vicedirettore Artistico di Fondazione Arena e Francesco Ommassini, Segretario artistico. Presente anche il Consigliere comunale Pietro Trincanato. Durante il pomeriggio, sono state eseguite dal vivo le pagine d’opera più belle dai titoli del cartellone 2026, con le voci di Eleonora Bellocci, Marco Ciaponi, Carmela Remigio, Carlo Lepore, Michele Patti, accompagnate al pianoforte dalla stessa Cecilia Gasdia.

La programmazione artistica del Teatro Filarmonico è resa possibile anche grazie al sostegno del main sponsor BCC Veneta, rappresentato da Luca Cenzato, Responsabile Servizio Marketing Istituzionale Sviluppo Territori e Relazioni Istituzionali.

Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena di Verona: “Annunciamo la Stagione Artistica 2026 alla vigilia di un evento che rappresenta bene gli obiettivi di Fondazione Arena, Pazzi per l’opera. Cioè essere vicini alla città e al pubblico, condividendo con passione l’immenso patrimonio di musica e arte, divulgando, commuovendo, divertendo. Il Teatro Filarmonico vuole essere sempre più casa per tutti, luogo di produzione di spettacoli, di crescita dei complessi artistici e tecnici, di incontro e scoperta per ognuno, senza timore o soggezione”.

Pietro Trincanato, Consigliere comunale: “La nuova programmazione è ricca e articolata, capace di coniugare titoli di grande richiamo con proposte meno consuete, pensate per il pubblico cittadino che rappresenta il cuore di questa stagione, ma anche per attrarre spettatori da fuori Verona. Siamo grati alla Fondazione per la collaborazione dimostrata verso la città e il Comune, anche in vista delle Olimpiadi, con la scelta di trasferire temporaneamente al Teatro Ristori uno degli allestimenti di quest’anno. Crediamo davvero che il lavoro svolto sul Teatro Filarmonico possa sempre più affiancarsi ai grandi successi di pubblico e di critica dell’Arena, contribuendo a fare di Verona una capitale della cultura e della musica”.

Stefano Trespidi, Vicedirettore artistico di Fondazione Arena di Verona: “Una stagione invernale sempre più ricercata e ricca di titoli e iniziative che si intersecano con i grandi eventi della città. Siamo davvero orgogliosi di annunciare una programmazione che, come avevamo promesso, punta sulla danza, tornerà infatti Il lago dei cigni e avremo un secondo balletto con Jeu de cartes. Stiamo lavorando a un cartellone parallelo, una sorta di Filarmonico off, che coinvolgerà diversi spazi cittadini e che sveleremo a breve”.

Alberto Mattioli, giornalista e scrittore: “Le stagioni si valutano non solo dai titoli e da chi li interpreta, ma dalla visione e dal progetto artistici che esprimono. Quella 2026 del Filarmonico di Verona è in perfetto equilibrio fra titoli popolari e altri più rari, fra le conferme e le riscoperte. Fra queste ultime, segnalo “L’Olimpiade” di Vivaldi sul celeberrimo libretto di Metastasio, omaggio all’estetica barocca e a un compositore legato alla storia del Filarmonico, e “Amelia al ballo” di Menotti, musicista novecentesco eclettico e coltissimo, raffinato ed efficace che purtroppo ha poco posto nei cartelloni, almeno in quelli italiani. Due scelte coraggiose (Menotti insieme a quel gioiello dello Stravinsky neoclassico che è “Jeu des cartes”) che si affiancano a capolavori conosciuti e riconosciuti come “Don Giovanni”, “Falstaff”, “La Bohème” e “Il lago dei cigni”.

Flavio Piva, Presidente di BCC Veneta: “Confermiamo con grande soddisfazione, anche per la Stagione Artistica 2026, il proseguimento della collaborazione avviata nel 2023 tra BCC Veneta e Fondazione Arena a sostegno del Teatro Filarmonico nell’ambito di un più ampio impegno della nostra banca a favore dell’arte, della cultura e del sociale. Sosterremo il Teatro Filarmonico e la Fondazione Arena anche durante l’anno olimpico, in cui Verona sarà protagonista e impegnata a rafforzare la propria affermata vocazione internazionale. Il Teatro Filarmonico, con la sua programmazione artistica di eccellenza nazionale e sempre più riconosciuta a livello internazionale, come dimostra la futura trasferta in Terra Australe, rappresenta un valore aggiunto per la città, per i nostri territori e, indirettamente, per la Banca e la nostra Base Sociale. Questo contributo favorisce lo sviluppo locale attraverso l’arte, la musica e la cultura, con ricadute significative sull’intero indotto economico, in particolare nei settori chiave del turismo e dell’accoglienza. Rimane per noi di significativo interesse – prosegue Piva – l’attenzione che il Teatro Filarmonico e Fondazione Arena dedicano all’interno del loro palinsesto alle scuole, ai giovani e alle famiglie. A tali realtà, alle imprese locali e agli stakeholder coinvolti, BCC Veneta intende garantire un sostegno sempre più incisivo ricordando che, attraverso il nostro modello di servizio policentrico e decentrato, siamo fortemente impegnati a preservare la nostra distintività di “fare ed essere banca di relazione”, di comunità e prossimità, basata sul confronto e sul dialogo. La crescita costante che BCC Veneta ha registrato sin dalla sua nascita, conferma che questa rappresenta non solo una scelta naturale per una BCC, ma anche la soluzione più efficace in termini di risultati. In questo contesto di grande collaborazione, ci prepariamo a vivere anche nel 2026 l’esperienza unica che la Fondazione Arena, insieme al Teatro Filarmonico, saprà certamente offrire a tutti noi”.

Il Corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo in scena con Rossini Cards e Le sacre du printemps dal 15 al 22 febbraio

Due coreografie contemporanee di grande impatto riportano sul palcoscenico del Teatro Massimo di Palermo, da sabato 15 febbraio alle 20:00, il Corpo di ballo del Teatro diretto da Jean-Sébastien Colau.

A dirigere l’Orchestra del Teatro è Gianna Fratta che torna ad affrontare Le sacre du printemps dopo averne diretto l’incisione con l’Orchestra Sinfonica Siciliana, e avere appena incassato il successo del recente concerto alla guida dei complessi del Teatro Massimo insieme al pianista Paul Lewis.

Rossini Cards / Le sacre du printempsin scena fino al 22 febbraio, è un dittico composto, nella prima parte dalle coreografie firmate da Mauro Bigonzetti con le musiche di Gioachino Rossini, e nella seconda parte da Le sacre du printemps di Igor Stravinsky nella versione di Edward Clug che fa danzare i ballerini sull’acqua con effetti di grande suggestione e bellezza.

Si comincia con “Rossini Cards”, “una creazione libera da qualsiasi gabbia drammaturgica, piena di brio e ironia – dice Bigonzetti – non una storia ma una successione di quadri di vite parallele: immagini, cartoline, icone drammatiche e situazioni buffe. Espressione della musica di Rossini, del suo ritmo incalzante ed insieme esatto e geometrico, ed in fondo di un dionisiaco vitalismo”. L’allestimento è del Teatro dell’Opera di Roma con scene e luci di Carlo Cerri, costumi di Anna Biagiotti, video di Carlo Cerri e OOOPStudio, assistente alla coreografia Béatrice Mille. E con le voci di Federica Foresta (Clorinda), Marta Di Stefano (Tisbe), Michela Guarrera (Cenerentola), Simone Fenotti (Don Ramiro)Giuseppe Toia (Dandini), Mariano Orozco (Don Magnifico) e al pianoforte Elia Tagliavia.

La seconda coreografia porta in scena il più scandaloso e rivoluzionario tra i balletti di Igor StravinskyLe sacre du printemps, nella versione del coreografo rumeno Edward Clug e l’allestimento del Teatro Nazionale Sloveno di Maribor. Con un dichiarato tributo a Nijnskij e a Stravinskij, Clug si rifà alla versione audace di Diaghilev e alla rappresentazione del culto sacrificale di una fanciulla scelta per ballare fino alla morte per propiziare gli dei pagani della primavera. Elemento determinante e spettacolare della coreografia è l’acqua, simbolo di purificazione e di nuova vita, che irrompe all’improvviso sulla scena dall’alto fino a formare un lago dove i danzatori scivolano, saltano, corrono in un crescendo dionisiaco di grande impatto visivo.

Nel ruolo dell’Eletta, la fanciulla offerta in sacrificio, si alternano Yuriko Nishihara e Francesca Bellone.

Lo spettacolo è preceduto da una conferenza di introduzione all’ascolto giovedì 13 febbraio alle 18:00 in Sala ONU a cura dell’Associazione “Amici del Teatro Massimo” che ha invitato a parlare de “Le sacre du printemps” di StravinskyPietro Misuraca, pianista, musicologo, docente di “Storia della musica contemporanea” ed “Estetica musicale” nell’Università di Palermo. L’ingresso è libero.

Dopo la prima di sabato 15 febbraio lo spettacolo sarà in scena: domenica 16 febbraio, ore 17:30 (Turno D); martedì 18 febbraio, ore 18:30 (Turno B); mercoledì 19 febbraio, ore 18:30 (turno Danza); giovedì 20 febbraio, ore 18:30 (Turno C); venerdì 21 febbraio, ore 20:00, (Turno F); sabato 22 febbraio, ore 20:00 (fuori abbonamento).

Info:https://www.teatromassimo.it/event/rossini-cards-le-sacre-du-printemps/

Biglietti: da 15 a 100 euro;
Riduzioni del 50% sul secondo biglietto per le coppie nelle recite del 18, 19 e 20

Il concerto “Imperatore” di Beethoven e la sinfonia “Scozzese” di Mendelssohnal Teatro Massimo per il nuovo appuntamento della stagione sinfonica

Sul podio dell’Orchestra la direttrice Gianna Fratta, solista al pianoforte Paul Lewis

Ad aprire il nuovo appuntamento della stagione sinfonica del Teatro Massimo, venerdì 7 febbraio alle 20.30, è una delle composizioni più note e amate di Beethoven per la grandiosità della sua forma: il Concerto n. 5 per pianoforte e orchestra in Mi bemolle maggiore op. 73 Imperatore“. Segue la Sinfonia n. 3 in La minore op. 56 “Scozzese” ispirata a Mendelssohn dalle suggestioni di un viaggio compiuto anni prima. A dirigere il programma, sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo è la direttrice Gianna Frattadi ritorno a Palermo, dove ha guidato l’Orchestra Sinfonica Siciliana, e al debutto con l’Orchestra del Teatro Massimo, che la vedrà poi subito di nuovo sul podio per il balletto “Rossini Cards – Le Sacre du Printemps”. Solista al pianoforte è Paul Lewis, tra i maggiori interpreti del repertorio classico, acclamato da pubblico e critica per la profondità e naturalezza delle sue interpretazioni.

Composto da Ludwig van Beethoven nel 1809 a Vienna, proprio nel periodo in cui la città era sotto l’assedio di Napoleone, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 op. 73 è dedicato all’arciduca Rodolfo d’Asburgo. La definizione di “Imperatore” non è del compositore, ma del pianista Cramer, e ben si attaglia alla maestosità della composizione, con i suoi tre movimenti dove il pianoforte domina quasi ininterrottamente. Un vero e proprio banco di prova per i solisti, tanto dal punto di vista tecnico che interpretativo. Al suo apparire, per quanto possa sembrare incredibile, questo quinto e ultimo concerto per pianoforte non ricevette una piena approvazione da parte di pubblico e critica, mentre oggi è tra i concerti più eseguiti e celebrati dell’intero repertorio classico.

La Sinfonia n. 3 in La minore op. 56 “Scozzese” fu composta ed eseguita da Felix Mendelssohn nel 1842 ed è dedicata alla Regina Vittoria d’Inghilterra. Nel 1829 il giovane compositore aveva compiuto un viaggio a piedi in Scozia, insieme a un amico, fermandosi ad Edimburgo per qualche giorno e poi proseguendo la visita nelle isole scozzesi: da questo viaggio nacquero, poco tempo dopo, l’Ouverture “Le Ebridi” e, dopo oltre un decennio, la Sinfonia “Scozzese”. I quattro movimenti che la compongono sono strettamente legati l’uno all’altro e il primo, solenne tema con il quale si apre è il nucleo generatore che conferisce unità a questa pagina, in cui si ritrova l’austera solennità e i cambi improvvisi di luce e colore che caratterizzano l’impressionante natura scozzese.

Biglietti: da 15 a 30 euro

Gianna Fratta Ha deciso di dedicare la sua vita alla direzione all’età di nove anni, la prima volta che ha ascoltato un’orchestra dal vivo mentre studiava pianoforte al Conservatorio di Milano. Si è poi diplomata giovanissima in pianoforte, composizione, musica corale, direzione di coro e direzione d’orchestra. Parallelamente si è laureata in giurisprudenza. Ha suonato e diretto nei più importanti teatri del mondo, tra cui Teatro Coliseo di Buenos Aires, Carnegie Hall di New York, Seoul Arts Center, Opera di Hong Kong, Smetana Hall di Praga, Teatro Municipal di São Paolo. Tra le orchestre con cui ha collaborato figurano i Berliner Symphoniker, la Prime Orchestra di Seoul, l’Orchestra Sinfonica di Macao, l’Orchestre National d’Île-de-France, l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Hong Kong, la Royal Academy di Londra e molte altre. In Italia ha collaborato con le principali orchestre come l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino, l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, l’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, la Filarmonica Arturo Toscanini di Parma, l’Orchestra Regionale Toscana, l’Orchestra del Teatro Petruzzelli, l’Orchestra della Fondazione Arena di Verona, la Sinfonica di Milano, l’Orchestra del Teatro Verdi di Trieste, I Pomeriggi Musicali e molte altre, al fianco di artisti come Martha Argerich, Gidon Kremer, Sergej Krylov, Avi Avital, Raina Kabaiwanska, David Garrett, etc. È titolare di cattedra al Conservatorio di Foggia e tiene regolarmente corsi e master class in molte università nel mondo. Ha pubblicato dischi e DVD con Sony, Brilliant Classics, Arcana, Amadeus, Classica HD, Velut Luna, Bongiovanni. È Cavaliere della Repubblica Italiana per meriti artistici internazionali come pianista e direttrice d’orchestra e protagonista di vari documentari che raccontano la sua vita.

Paul Lewis È considerato universalmente uno dei maggiori interpreti del repertorio classico. I suoi recenti cicli dedicati alle Sonate di Beethoven e Schubert, eseguiti in concerto e registrati in disco, sono stati acclamati dal pubblico e dalla critica di tutto il mondo per la profondità e naturalezza delle sue interpretazioni. Questa popolarità globale si riflette negli impegni con le maggiori orchestre (Berliner Philharmoniker, Chicago Symphony, London Symphony, Philharmonia Londra, Orchestra Sinfonica della Bayerischer Rundfunk, New York Philharmonic, Royal Concertgebouw e molte altre), festival (Tanglewood, Ravinia, Schubertiade, Edimburgo, Salisburgo, Lucerna) e sale da concerto europei e internazionali. Particolarmente intenso il rapporto con la Boston Symphony Orchestra, dove ha ricevuto la nomina a Artista Koussevitzky 2020 al Festival di Tanglewood. Data la naturale affinità con le opere di Beethoven, è stato uno degli interpreti più impegnati nel corso delle celebrazioni per il 250° anniversario del compositore: ha preso parte al documentario in tre parti che la BBC ha dedicato a Beethoven e ne ha interpretato i Concerti e le Sonate in tutto il mondo, è stato inoltre il primo pianista ad eseguire il ciclo completo dei 5 Concerti ai BBC Proms 2010. La vasta e premiatissima discografia per Harmonia Mundi è ulteriore testimone della profondità delle sue interpretazioni del repertorio romantico: ha inciso infatti opere di Schumann, Brahms, Liszt, Musorgskij. È intensa anche l’attività cameristica, ospite da moltissimi anni della serie della Wigmore Hall, dove è stato invitato a eseguire il primo concerto pubblico in tempi COVID. È partner acclamatissimo dell’altrettanto affermato tenore Mark Padmore. È condirettore artistico del Midsummer Music Festival. Già allievo di Joan Havill alla Guildhall School of Music and Drama prima di studiare privatamente con Alfred Brendel, tiene ora masterclass in tutto il mondo. Numerosi i premi internazionali: Strumentista dell’Anno della Royal Philharmonic Society, due premi Edison, tre Gramophone, Diapason d’Or de l’Année, South Bank Show Classical Music Award; molte le lauree honoris causa, importante la nomina a Commander of the Order of the British Empire (CBE) conferitagli nel corso delle celebrazioni per l’anniversario della Regina, 2016.

Giovani voci alla Fenice : gli artisti della Fondazione Mascarade Opera protagonisti di un concerto lirico diretto da Gianna Fratta al Teatro La Fenice

Tornano in scena, al Teatro La Fenice, gli artisti del programma Mascarade Emerging Artists, con il concerto lirico Giovani voci alla Fenice. Domenica 10 marzo 2024 ore 19.00, grazie alla felice e ormai collaudata collaborazione tra la Fondazione Teatro La Fenice e la Fondazione Mascarade Opera, i migliori interpreti dell’importante programma di formazione operistica, vale a dire i soprani Caterina Meldolesi e Luiza Willert, il mezzosoprano Aebh Kelly, il tenore Xavier Hetherington, il baritono Daniils Kuzmins e il basso-baritono Hovhannes Karapetyan, eseguiranno pagine di Gioachino Rossini, Wolfgang Amadeus Mozart, Gaetano Donizetti, Giuseppe Verdi, Alfredo Catalani e Giacomo Puccini, con la direttrice e maestra concertatrice Gianna Fratta alla testa dell’Orchestra del Teatro La Fenice, e con i maestri accompagnatori Avishka Edirisinghe e Megumi Hata.

La Fondazione Mascarade Opera, organizzazione no-profit che ha prodotto The New Generation Festival dal 2017 al 2020, gestisce – in collaborazione con teatri partner in tutta Europa – un programma di formazione e performance espressamente finalizzato allo sviluppo professionale dei più promettenti artisti emergenti di tutto il mondo (giovani cantanti e répétiteur).

La Fondazione mira a sostenere i più grandi talenti internazionali dai diversi background, motivo per cui i posti nel programma sono interamente finanziati e gli artisti ricevono borse di studio per la loro formazione equivalenti a stipendi di ingresso nel settore. Il programma offre opportunità di formazione e performance senza pari per giovani artisti eccezionali, tra cui uno showcase annuale e ruoli in teatri d’opera partner. La Fondazione presenta inoltre una serie di concerti e coproduzioni su larga scala durante tutto l’anno, accompagnando il pubblico in straordinari viaggi musicali che fanno parte della missione di Mascarade di promuovere le grandi tradizioni musicali e sostenerne il futuro. Ulteriori dettagli sui progetti della Fondazione Mascarade Opera e su come sostenere i giovani artisti sono disponibili sul sito www.mascaradeoperastudio.it/support. 

Il concerto lirico al Teatro La Fenice sarà diretto da Gianna Fratta: diplomata giovanissima in pianoforte, composizione, musica corale, direzione di coro e direzione d’orchestra, nel corso della sua carriera, ha diretto in molti prestigiosi teatri, tra cui il Teatro Coliseo di Buenos Aires, Seoul Arts Center, Opera di Hong Kong, Smetana Hall di Praga, Teatro Municipal di São Paolo, Teatro dell’Opera di Macao. Tra le orchestre internazionali con cui ha collaborato figurano i Berliner Symphoniker, l’Orchestre National d’Île-de-France, la Royal Academy di Londra, l’Orchestra Sinfonica delle Baleari, la Moravian Philharmony di Olomouc e molte altre.

L’attività direttoriale in Italia conta collaborazioni con le principali orchestre come l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino, l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, l’Orchestra Sinfonica di Milano, la Filarmonica Arturo Toscanini di Parma, l’Orchestra Regionale Toscana, l’Orchestra del Teatro Petruzzelli, l’Orchestra della Fondazione Arena di Verona, l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari e quella del Verdi di Trieste, l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano e molte altre, al fianco di artisti come Martha Argerich, Gidon Kremer, Sergej Krylov, Avi Avital, Rajna Kabaiwanska, David Garrett, Daniele Abbado, ecc.

Nell’ultimo anno è stata l’unica, tra tutti i direttori italiani, a inaugurare due enti lirici: la Fondazione Arena di Verona con Die Zauberflöte di Mozart e il Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste con Manon Lescaut. È titolare della cattedra di elementi di Composizione al Conservatorio di Foggia e tiene regolarmente masterclass in molte istituzioni nel mondo: Università Bocconi di Milano, Universitad de Montevideo (Uruguay), Notre Dame University a Beirut (Libano), Sungshin University di Seoul, Conservatorio Statale di Eskisehir (Turchia) ecc. È Cavaliere della Repubblica Italiana per meriti artistici internazionali come pianista e direttrice d’orchestra e protagonista di vari documentari che raccontano la sua vita.

I biglietti per il concerto (da € 10,00 a € 40,00, ridotto abbonati da € 10,00 a € 25,00) sono acquistabili nei punti vendita Eventi Venezia Unica, tramite biglietteria telefonica allo 041 2722699 o biglietteria online su www.teatrolafenice.it.

IL FLAUTO MAGICO INAUGURA LA STAGIONE ARTISTICA 2024 AL TEATRO FILARMONICO

Quattro rappresentazioni, in occasione della V edizione del Festival Mozart a Verona

Un viaggio avvincente e divertente in un Oriente da favola: il capolavoro di Mozart va in scena domenica 21 con un cast di prestigio internazionale diretto da Gianna Fratta nello spettacolo di Ivan Stefanutti. Venerdì 19 riprendono gli incontri gratuiti di presentazione e approfondimento per tutti in Sala Filarmonica.

BCC di Verona e Vicenza si riconferma Main Sponsor

Il Flauto magico

Die Zauberflöte di Wolfgang Amadeus Mozart

Domenica 21 gennaio ore 15.30

Mercoledì 24 gennaio ore 19.00

Venerdì 26 gennaio ore 20.00

Domenica 28 gennaio ore 15.30

Teatro Filarmonico di Verona

Fra le ultime creazioni del genio di Salisburgo, summa musicale e spirituale di fine ‘700, Die Zauberflöte apre domenica la Stagione d’Opera e Balletto 2024 di Fondazione Arena di Verona al Teatro Filarmonico. L’opera tedesca di Mozart, con dialoghi in italiano ad intervallare alcuni dei brani più celebri di sempre, racconta una fiaba metaforica vivace, tenera, appassionata e insieme buffa, affidata a giovani interpreti già applauditi su importanti palcoscenici internazionali, tra cui Vinogradov, Fiume, Mezzaro, Siminska. Tre le repliche fino al 28 gennaio; biglietti, abbonamenti e carnet disponibili ai prezzi del 2023. Lo spettacolo rientra nel cartellone del Festival Mozart a Verona, giunto alla quinta edizione.

Era nel pieno della maturità artistica il 35enne Mozart quando, nel 1791, accettò di musicare il libretto dell’amico Schikaneder: in un periodo estremamente denso di impegni, onorati con veri e propri capolavori, Il Flauto magico nacque in poche settimane e andò in scena con successo di pubblico il 30 settembre al teatro viennese auf der Wieden. Il genio salisburghese prese parte alla stesura dell’opera in tutte le sue fasi, aggiungendo una simbologia massonica a quella che si può leggere a più livelli come avvincente fiaba, racconto di formazione, opera popolare ricca di situazioni comiche e personaggi buffi, elementi e stili diversi che solleticarono la fantasia del compositore. Certamente, la qualità dell’esito ha fissato da subito Il Flauto magico nel repertorio: a Verona è stato rappresentato nel ‘79, nel ’90 e nel 2015 in tre diversi allestimenti e ora torna in un nuovo spettacolo firmato per regia, scene e costumi dall’esperto Ivan Stefanutti, con l’assistenza di Filippo Tadolini e Stefano Nicolao, e luci del giovane Emanuele Agliati.

L’allestimento, coprodotto fra i teatri di OperaLombardia, il Verdi di Trieste e la statunitense Opera Carolina, approda a Verona con la sua carica visionaria, onirica e fiabesca, come uscita dall’oriente magico delle Mille e una notte. Sul palcoscenico sale un cast di prestigio internazionale, con alcuni debutti importanti: il basso Alexander Vinogradov, applaudito in Arena e nel mondo, interpreta il saggio Sarastro, la coppia destinata ad amarsi e incontrarsi è composta dal tenore Matteo Mezzaro (Tamino) e dal soprano Gilda Fiume (Pamina) e la temibile Regina della Notte è interpretata da Anna Siminska al suo esordio veronese. Sarà una prima volta anche per la giovane coppia comica Papageno-Papagena, affidata a Michele Patti e Giulia Bolcato. Completano il cast diversi giovani talentuosi: Matteo Macchioni (Monostatos), Marianna Mappa, Francesca Maionchi, Marta Pluda (le tre Dame al servizio della Regina), Viktor Shevchenko, Gianluca Moro (sacerdoti/armigeri) e Alberto Comes. Due terzetti di giovanissime voci bianche si alterneranno nei panni dei genietti, tre fanciulli fatati che guideranno gli eroi nelle loro peripezie (Jacopo Lunardi, Lorenzo Pigozzi, Erika Zaha il 21 e il 26, Maria Vittoria Caputo, Carlotta Caruso, Anna Russo il 24 e il 28). L’Orchestra della Fondazione Arena di Verona e il Coro preparato da Roberto Gabbiani saranno diretti dal maestro Gianna Fratta, molto apprezzata nelle ultime stagioni al Teatro Filarmonico.

La forma è quella del Singspiel, non lontana dall’operetta come la conosciamo oggi, che prevede dialoghi parlati tra i diversi numeri musicali: senza alterare la lingua originale delle sublimi pagine mozartiane, proprio i dialoghi recitati sono stati adattati e tradotti in italiano per facilitare la comprensione e la scorrevolezza della storia. Il Flauto magico va quindi in scena domenica 21 gennaio alle 15.30 e replica mercoledì 24 gennaio alle 19, venerdì 26 gennaio alle 20 e domenica 28 gennaio alle 15.30. Biglietti, abbonamenti e nuovi carnet sono disponibili al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni recita, alla Biglietteria stessa del Teatro in via Mutilati.

Fra le novità del 2024, Fondazione Arena propone incontri di approfondimento gratuiti che precedono l’andata in scena di ogni titolo d’opera e balletto in cartellone. Per Il Flauto magico, primo appuntamento del 2024, l’incontro di formazione del pubblico sarà guidato dal professore e musicologo Fabio Sartorelli, venerdì 19 gennaio alle 18 presso la Sala Filarmonica (via Roma 1). L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

«Anche la Stagione 2024 di Fondazione Arena si apre di concerto con tutta la città, in occasione del V Festival Mozart a Verona – dichiara Cecilia Gasdia, Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona. – Il Flauto magico, la penultima delle sue oltre venti opere per il teatro, è un capolavoro di umanità, azione e musica, adatto a tutte le età. Siamo particolarmente felici di omaggiare il compositore guardando a questo frutto maturo del suo genio compiuto e, nello stesso tempo, ai primi passi di quel bambino prodigio destinato ad affascinare l’Europa, compresa Verona nel 1770. Raccontiamo infatti Mozart bimbo e le sue primissime composizioni in Baby Mozart, spettacolo pensato proprio per i più piccoli, che apre le matinée per le scuole di Arena Young e la rassegna del sabato pomeriggio, Sogniamo ad occhi aperti».

Fondazione Arena di Verona desidera ringraziare particolarmente BCC di Verona e Vicenza, che per il secondo anno conferma il proprio sostegno alle attività della Stagione Artistica 2024 al Teatro Filarmonico in qualità di main sponsor. «Il rinnovo della partnership con Fondazione Arena è tra le prime azioni che la nostra banca lancia nel 2024 per la base sociale e le comunità locali – commenta Flavio Piva, Presidente di BCC di Verona e Vicenza. – La nostra realtà è prossima al completamento dell’iter di fusione con Banca Patavina. Dal 12 febbraio diventeremo a tutti gli effetti BCC Veneta e il nostro impegno, che ha guidato sin dalle prime fasi il percorso di integrazione, è di continuare a dialogare, ascoltare ed essere in relazione con le persone dei territori di presidio. Questo a conferma delle nostre strategie e politiche, da sempre fondate sulla missione del credito cooperativo e sull’impegno per il sociale, la cultura e la solidarietà, con un approccio di reale sinergia con enti, persone e imprese del territorio. Per questo, anche quest’anno siamo orgogliosi di essere a fianco di Fondazione Arena per la stagione lirica e sinfonica al Teatro Filarmonico, convinti della straordinaria qualità artistica della rassegna e della sua rilevanza per lo sviluppo della città e del Veneto in tutti i settori, sia culturale che dell’indotto turistico di così fondamentale rilevanza. La disponibilità ad accompagnare un progetto come questo, di importanza strategica per Verona e per la sua immagine internazionale, potrà incontrare anche la piena soddisfazione dei nostri 29mila soci che potranno beneficiare di tariffe agevolate e iniziative loro dedicate»

La ricca programmazione di Arena Young 2024, con nuovi spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie, inizia proprio con uno spettacolo dedicato a Mozart e riservato per la prima volta alla scuola dell’infanzia e primaria, dal 17 al 20 gennaio. Il Flauto magico riprende la richiesta Anteprima scuole, lo spettacolo di venerdì 19 gennaio alle 16 riservato a studenti e giovani. Dopo la première, la rassegna Andiamo a teatro propone un avvicinamento all’opera per il mondo della Scuola, con la possibilità di assistere alle rappresentazioni infrasettimanali al Teatro Filarmonico e di partecipare ad un Preludio un’ora prima dello spettacolo: un momento di approccio alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, che avrà luogo nella prestigiosa Sala Maffeiana.

Per Il Flauto magico è possibile partecipare al Preludio mercoledì 24 alle 18.00 e venerdì 26 gennaio alle 19.00. Info e prenotazioni: Ufficio Formazione scuola@arenadiverona.it – tel 045 8051933

Magicamente verso oriente

Appunti di regia di Ivan Stefanutti per Il Flauto magico

Molto tempo fa…. in un paese lontano… in un bosco fatato… in una notte senza luna… un principe è inseguito da un drago-serpente. 

Dame bellissime e guerriere servono una Regina dal nome altisonante. Sembra una madre amorevole, ma nasconde segreti interessi.

È un mondo pieno di maghi, sacerdoti, regole e prove da superare e dove una vecchietta si può trasformare in una bellissima ragazza e piccoli Geni escono dai fumi splendenti della lampada come nelle più affascinanti fiabe orientali.

Non è la mitica Bagdad delle Mille e una notte, ma i profumi di incenso ci inebriano lo stesso.

Il Flauto magico è stato raccontato ed esplorato in vari modi.

Io ho scelto la via della fiaba, piena di suggestioni, magie e inaspettati fenomeni.

L’oriente delle fiabe è un oriente ideale. Un insieme di stili, immagini e tradizioni.

Nel XVIII secolo, poi, diventò un modo per creare mondi immaginari dove tutto era possibile.

La Cina, l’India, l’Egitto e il Medioriente si mescolavano dando vita a luoghi esotici, senza tempo e molto simili ai sogni.

Troviamo conferma nella settecentesca traduzione francese delle Mille e una Notte, in cui vennero aggiunte, con estrema disinvoltura, altre fiabe di provenienza diversa e con ambientazioni che ci sorprenderebbero oggi.

Basti pensare ad Aladino e la lampada meravigliosa che è ambientato ambiguamente in “una città della Cina” ma i nomi e gli usi dei protagonisti sono perlopiù arabi.

In questo universo, dove tutto diventa credibile e possibile, le regole e i riti non risultano cose strane.

Un ritratto può ammaliare e far innamorare. Una bugia può far chiudere la bocca con un lucchetto d’oro. Un flauto miracoloso può proteggere e incantare. La musica salva e fa incontrare le persone.

In questo luogo sospeso, tutto sorprende, ma tutto ha una sua normalità.

Molte opere liriche scritte sia prima che dopo il Flauto mettono regole, riti, magie e prove.

Anche Orfeo incanta con la sua musica che gli permette addirittura di scendere negli inferi.

E sempre ad Orfeo viene data una sorta di “prova del silenzio”, in cui non può guardare né dare spiegazioni ad Euridice. Anche lei, come Pamina, preferirebbe la morte al silenzio dell’amato bene.

E in altre opere non bisogna fare domande, ma fidarsi di persone sagge od illuminate. Mi viene in mente Elsa che ha un problema analogo con Lohengrin. Idem per Amore e Psiche. Non parliamo, poi di Turandot, che è l’esempio più evidente di prove e indovinelli fiabeschi che possono portare alla morte.

Dunque, facciamoci sorprendere da questa seducente storia e, rispettosi della scrittura narrativa, attraverseremo luoghi incantati, accompagnati da note ammalianti.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA

Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO

Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo

Tel 045 8002880

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 8005151

www.arena.it

Punti vendita TicketOne.it

LE OPERE DI PONCHIELLI E PUCCINI, Il PARLATORE ETERNO ED IL TABARRO IN SCENA AL FILARMONICO FINO A DOMENICA 26 NOVEMBRE

Successo alla prima per il cast internazionale diretto da Gianna Fratta nei due spettacoli firmati da Trespidi, Gavazzeni e Maranghi

Il Parlatore eterno di Amilcare Ponchielli

Il Tabarro di Giacomo Puccini

Mercoledì 22 novembre ore 19.00

Venerdì 24 novembre ore 20.00

Domenica 26 novembre ore 15.30

Teatro Filarmonico di Verona

Dopo il debutto di domenica scorsa, tornano in scena Il Parlatore eterno e Il Tabarro.  Le due rarità, nate in streaming, replicano mercoledì 22 novembre, alle ore 19, venerdì 24, alle ore 20, e domenica 26 alle 15.30. Tra risate e lacrime. L’avvincente Tabarro pucciniano, storia verista di passione e delitto, è preceduto infatti dal breve “scherzo” per il buffo mattatore protagonista de Il Parlatore eterno di Ponchielli.

Un dittico insolito, proposto per la trasmissione in streaming nella primavera 2021, che va finalmente in scena con il pubblico in sala: mai visto a Verona era Il Parlatore eterno (1873), la prima delle due opere, unico esperimento buffo di Amilcare Ponchielli, altrimenti celebre per La Gioconda. Quasi altrettanto rara è la seconda opera, il drammatico Il Tabarro (1913-16), primo dei tre atti unici di Puccini, che al Filarmonico vanta un solo precedente, ventitré anni fa. Con gli altri due titoli del Trittico recentemente allestiti a Verona, Gianni Schicchi e Suor Angelica, Fondazione Arena prosegue il cammino verso l’integrale pucciniana, accostando le opere del maestro lucchese a titoli inediti.

A dominare la brillante mezzora di Ponchielli è il baritono Biagio Pizzuti, nei panni del protagonista Lelio Cinguetta, adorabile logorroico pronto alla fatidica proposta. Attorno a lui l’amata Susetta è Grazia Montanari, servitù e gendarmi sono impersonati da Maurizio Pantò, Francesca Cucuzza, Sonia Bianchetti, Salvatore Schiano Di Cola e Francesco Azzolini. Lo spettacolo, tra velocipedi e buffi duelli, allude all’epoca di composizione ed è firmato da Stefano Trespidi, con scene di Filippo Tonon e luci di Paolo Mazzon.

Dopo l’intervallo, tramonti lividi e tinte noir invadono la scena per Il Tabarro: sul barcone che lentamente trasporta carichi lungo la Senna, scricchiola l’unione fra Michele (il baritono Gevorg Hakobyan) e Giorgetta (il soprano Alessandra Di Giorgio al debutto veronese). Dopo lutti e incomprensioni, il cuore di lei batte per Luigi (il tenore Samuele Simoncini) che lavora proprio per Michele: una storia di passione, speranze e incontri clandestini, in un’atmosfera ad alto tasso di tensione ed erotismo. Il significato del titolo è rivelato a fine vicenda, la più verista di Puccini, rapida e cinematografica. I ruoli di fianco sono affidati a Rossana Rinaldi (la Frugola), Davide Procaccini e Saverio Fiore (il Talpa e il Tinca), e alle voci di Matteo Macchioni, Grazia Montanari, Dario Righetti. Lo spettacolo vede alla regia Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi, con le scene impostate al realismo di Leila Fteita, i costumi di Silvia Bonetti e le luci di Paolo Mazzon.