IN ARENA LA NUOVA TRAVIATA FIRMATA DA PAUL CURRANAMBIENTATA AL MOULIN ROUGE DI PARIGI

La Parigi spettacolare della Belle Époque e del Moulin Rouge risplenderà nelle scene di Juan Guillermo Nova e negli abiti di Stefano Ciammitti, costumista delle cerimonie olimpiche in Arena

Il 12 e 13 giugno doppia inaugurazione, undici repliche tra stelle affermate e giovani talenti

Paul Curran, regista d’opera già collaboratore di Luhrmann nel leggendario film musical che festeggia quest’anno 25 anni dall’uscita

Una collaborazione senza precedenti, una dichiarazione d’amore all’opera e a Parigi, città della Traviata. Il melodramma più amato e rappresentato al mondo, capolavoro di Giuseppe Verdi, aprirà il 103° Arena di Verona Opera Festival in una nuova produzione che, per la prima volta nella storia areniana, porterà a Verona una delle istituzioni più iconiche della capitale francese: il Moulin Rouge. A curarne la regia sarà lo scozzese Paul Curran che debutterà in Arena firmando il nuovo spettacolo. Oggi regista d’opera, ieri collaboratore di Baz Luhrmann durante le prime fasi di lavorazione del film musical Moulin Rouge! che ha festeggiato nelle scorse settimane i 25 anni dall’uscita nelle sale. Le scenografie, che rappresentano anche il Moulin Rouge, saranno di Juan Guillermo Nova, i costumi di Stefano Ciammitti, creatore dei visionari abiti per le cerimonie olimpiche in Arena e le luci di Fabio Barettin.

Una lettura originale ed esteticamente d’impatto che proietta il pubblico nella Parigi di inizio ‘900, più che mai capitale culturale mondiale, luogo di incontro, fermento artistico ed intellettuale dove emerge Violetta Valéry, protagonista intelligente, raffinata, bellissima, sotto i riflettori del gossip e dell’opinione pubblica. È proprio al Moulin Rouge che conoscerà Alfredo, suo ammiratore, destinato a diventare il suo grande amore contro ogni avversità, dalla malattia al perbenismo borghese.

Sull’immenso palcoscenico dell’Arena di Verona, con ricostruzione storica accurata che non rinuncerà alla spettacolarità, rivivrà la vitta notturna di Montmartre e gli splendori della Belle Époque di Parigi, proprio dove ad inizio ‘900 esplose la popolarità del Moulin Rouge, il più celebre locale di cabaret del mondo. Un luogo iconico, ricostruito in scena, che però sparì tra le fiamme nel 1915, prima di risorgere e tornare ad essere il teatro che tuttora unisce intrattenimento e fascino storico e che con orgoglio, per la prima volta, collabora con una fondazione lirico-sinfonica.

Il Moulin Rouge e il suo mondo sono stati anche d’ispirazione per l’omonima pellicola del 2001 per la regia di Baz Luhrmann, con Nicole Kidman ed Ewan McGregor, vincitrice di 2 premi Oscar, divenuta cult e, forte di una colonna sonora eclettica e pop, rifondatrice delle fortune del genere musical nel mondo del cinema. Tra i collaboratori di quella produzione, che oggi compie venticinque anni, il regista Paul Curran, scozzese, formatosi nel mondo della danza, già sovrintendente dell’Opera Nazionale norvegese e apprezzato regista d’opera in tutto il mondo, al suo esordio in Arena con questa produzione. Un rimando metateatrale e metacinematografico: come il musical attinse a piene mani alla storia di Verdi con contaminazioni della Bohème pucciniana, il nuovo spettacolo lirico del Festival 2026 non potrà non richiamare alla memoria l’amore senza tempo cantato nel film attraverso diversi generi musicali.

«Sono veramente felice di debuttare su questo palcoscenico – spiega il regista Paul Curran. La Scala, il Met, Covent Garden e ora l’Arena di Verona. È sempre un onore, una sfida e un’emozione essere parte della creazione di una nuova produzione, a maggior ragione se in uno dei teatri d’opera più iconici al mondo. L’Arena è un luogo unico, molti spettatori qui vivono l’opera per la prima volta nella loro vita. Sento la responsabilità di rendere la loro esperienza emozionante e commovente, al punto da poter divenire per tante persone la prima di molte altre serate d’opera».

La Traviata debuttò nel 1853 con uno scandalo e un insuccesso di ampia risonanza, prima di essere compresa per la sua portata rivoluzionaria a partire dalla sua protagonista, ispirata alla Signora delle camelie di Dumas figlio, a sua volta modellata sulla vera e discussa Alphonsine Plessis. A ciò si aggiunga la vita privata di Verdi, allora vedovo, isolato dalla sua comunità per la storia con Giuseppina Strepponi, che sarebbe divenuta compagna di tutta la vita. Violetta Valéry è la stella del suo mondo, una società che però non accetta la sua storia di amore e sacrificio. E poi c’è la musica di Verdi: una “tinta” – come dichiarava egli stesso – uguale a nessun’altra opera, tra realismo ed intimismo, alla ricerca della continuità drammatica e con alcuni dei brani più belli della storia dell’opera, dal brindisi all’Amami Alfredo, divenuti patrimonio culturale condiviso.

La Traviata aprirà dunque l’estate areniana con una doppia serata il 12 e 13 giugno, e ben undici repliche fino alla serata conclusiva del Festival 2026, il 12 settembre. Il capolavoro verdiano avrà come protagonista la giovane Martina Russomanno (12 e 20 giugno, 5 e 9 luglio), esordiente in Arena forte di diversi premi in diverse competizioni internazionali, cui si avvicenderanno due soprani già applauditi in Anfiteatro come Violetta Valéry, quali Gilda Fiume (13, 27 giugno) e Rosa Feola (dal 6 agosto). Vasilisa Berzhanskaya, già alla prova in ruoli-monstre da Rossini a Norma, farà il suo debutto come protagonista de La Traviata il 16 e il 31 luglio. Veri beniamini areniani saranno nei panni dell’amato Alfredo: Yusif Eyvazov (per la prima volta in questo ruolo in Arena), Galeano Salas, Francesco Meli, René Barbera, Enea Scala e i tenori Antonio Poli e Adam Smith, al loro esordio in Anfiteatro. Così come sono ben noti i richiestissimi baritoni che si avvicenderanno come Germont padre: Amartuvshin Enkhbat, Youngjun Park, Ludovic Tézier, Luca Salsi e il giovane Mihai Damian, fresco vincitore di Operalia 2025, al suo debutto in Arena. Affermati artisti e giovani talenti emergenti comporranno il cast con ruoli di fianco di prim’ordine. Alla guida dei complessi artistici di Fondazione Arena, Michele Spotti, Direttore musicale dell’Opera e dell’Orchestra Filarmonica di Marsiglia, designato Direttore ospite principale alla Deutsche Oper di Berlino e “Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres” per il Ministero della Cultura francese, tra le più alte onorificenze conferite a personalità che si distinguono per la creazione e la diffusione artistica. Sul podio delle ultime tre recite, Francesco Ivan Ciampa, altro maestro tra i più presenti nelle stagioni liriche europee, non ultime quelle estive sotto le stelle dell’Arena di Verona.  

I biglietti sono già in vendita su www.arena.it, sui canali social, nelle Biglietterie dell’Arena e nel circuito Vivaticket, nuovo gestore del servizio biglietteria.

IL CARTELLONE 2026. Sono 52 le serate di spettacolo del 103° Arena di Verona Opera Festival 2026. Oltre alla Traviata inaugurale, la stagione proseguirà con altri cinque titoli d’opera fino al 12 settembre. Tornerà la regina dell’Arena Aida in due diversi allestimenti: quello “di cristallo” firmato da Stefano Poda, dal 19 giugno al 24 luglio e la produzione immaginata da Franco Zeffirelli dal 30 luglio al 10 settembre. Nabucco, dramma lirico di Verdi, nell’allestimento 2025 di Stefano Poda, torna in Arena per 10 rappresentazioni dal 26 giugno al 9 settembre. La Bohème, nell’allestimento curato da Alfonso Signorini per il Festival 2024, sarà nuovamente in scena per quattro sere dal 3 al 25 luglio. Un altro titolo di Puccini festeggerà 100 anni: Turandot, che tornerà dal 7 agosto all’11 settembre per sei serate nell’allestimento da fiaba di Zeffirelli (spettacolo record di incassi nella storia areniana) con i costumi del premio Oscar Emi Wada. Oltre all’atteso appuntamento di Roberto Bolle and friends il 21 luglio, coprodotto con ARTEDANZAsrl,  e a Paganini Paradise, in prima assoluta il 18 agosto, nuova creazione di Balich Wonder Studio. Non mancherà il grande organico sinfonico-corale dispiegato dai Carmina Burana di Orff il 13 agosto e le Quattro stagioni il 19 agosto in Viva Vivaldi, con l’Orchestra di Fondazione Arena e spettacolari proiezioni tridimensionali e immersive firmate da Balich Wonder Studio. Oltre all’irresistibile Zorba il greco che riporterà la danza al Teatro Romano di Verona.

Biglietterie

Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona

Via Roma 1, 37121 Verona

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 800 51 51

www.arena.it

Punti di prevendita Vivaticket

103° Arena di Verona Opera Festival 2026

dal 12 giugno al 12 settembre

La Traviata di Giuseppe Verdi

NUOVA PRODUZIONE- Regia di Paul Curran

12, 13 giugno ore 21.30

20, 27 giugno ore 21.15

5, 9, 16, 31 luglio ore 21.15

6, 22, 29 agosto ore 21.00

5, 12 settembre ore 21.00

Aida di Giuseppe Verdi

produzione del 100° Festival Regia e scene Stefano Poda

19, 25 giugno ore 21.15

2, 10, 19, 24 luglio ore 21.15

Nabucco di Giuseppe Verdi

Regia e scene Stefano Poda

26 giugno ore 21.15

4, 12, 18, 23 luglio ore 21.15

1, 8, 20, 28 agosto ore 21.00

9 settembre ore 21.00

La Bohème di Giacomo Puccini

Regia Alfonso Signorini | Scene Juan Guillermo Nova

3, 11, 17, 25 luglio ore 21.15

Roberto Bolle and Friends

in coproduzione con artedanzasrl

21 luglio ore 21.30

Aida di Giuseppe Verdi

Regia e scene Franco Zeffirelli

30 luglio ore 21.15

9, 15, 23, 30 agosto ore 21.00

4, 10 settembre ore 21.00

Turandot di Giacomo Puccini

Regia e scene Franco Zeffirelli

7, 14, 21, 27 agosto ore 21.00

3, 11 settembre ore 21.00

Carmina Burana di Carl Orff

13 agosto ore 21.3

Paganini Paradise

PRIMA ASS0LUTA

In coproduzione con Balich Wonder Studio

18 agosto ore 21.30

Viva Vivaldi

The Four Seasons Immersive Concert

In coproduzione con Balich Wonder Studio

19 agosto ore 21.30

Zorba il greco di Mikis Theodorakis

BALLETTO AL TEATRO ROMANO

25, 26 agosto ore 21.30

I puritani : follia ed estasi di un amore ritrovato: il capolavoro romantico di Bellini al Regio di Torino

Nuovo allestimento di Pierre-Emmanuel Rousseau, sul podio Francesco Lanzillotta

Atteso ritorno di John Osborn

Teatro Regio, mercoledì 6 maggio 2026 ore 19.30
Anteprima Giovani, giovedì 30 aprile ore 19.30

Mercoledì 6 maggio alle ore 19.30 va in scena per sei recite fino al 17 maggio la nuova produzione de I puritani ultimo capolavoro di Vincenzo Bellini, la partitura più romantica tra le gemme del compositore siciliano, vertice assoluto del belcanto italiano. Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Regio è Francesco Lanzillotta, già apprezzato nella Norma (oltre che nella Rondine di Puccini); il Coro è preparato da Gea Garatti Ansini. In scena protagonisti fuoriclasse del calibro di John OsbornGilda FiumeNicola Ulivieri e Simone Del Savio, che assicurano un’esecuzione musicale di primo livello: agiranno nel nuovo allestimento firmato da Pierre-Emmanuel Rousseau, che torna al Regio per raccontare a modo suo la storia di Elvira e Arturo nel tempo sospeso della guerra civile inglese: un conflitto tra amore e dovere, tra fedeltà privata e responsabilità pubblica. Nel gesto di Arturo, che salva una regina condannata sacrificando la propria felicità, si consuma una frattura irreparabile; Elvira, smarrita, sprofonda nella follia, mentre il mondo attorno a lei si disgrega. Solo il ritorno, la verità e una grazia inattesa ricompongono l’ordine infranto.

L’Anteprima Giovani dell’opera — dedicata al pubblico under 30 — è giovedì 30 aprile alle ore 19.30.

La nuova produzione di Pierre-Emmanuel Rousseau

Dopo aver inaugurato la Stagione 2023 con Il barbiere di Siviglia e aver firmato La rondine nel 2024 (anche in quell’occasione in tandem con Francesco Lanzillotta), Pierre-Emmanuel Rousseau porta a Torino una nuova creazione di cui firma regia, scene e costumi. Le luci della produzione sono Gilles Gentner, la coreografia è di Carlo d’AbramoAchille Jourdain è assistente alla regia e Guillemine Burin des Roziers è assistente alle scene. 
Artista dalla forte impronta visiva, Rousseau propone una lettura elegante e intimista, sospesa tra neoclassicismo e romanticismo. Al centro della sua interpretazione si colloca la figura di Elvira, sola e smarrita in un mondo dominato dal conflitto: «Una donna sola, Elvira, al centro di una guarnigione di soldati… La ragione vacilla. Ama perdutamente Arturo, il rivale politico. Si sente abbandonata, lotta contro le allucinazioni. I puritani è la storia di questa donna, preda della follia» racconta il regista. In questa nuova produzione, la dimensione drammaturgica si intreccia con una forte visione del tempo e della memoria: durante i tre atti, le scenografie si trasformano progressivamente in rovine dal sapore romantico, mentre i costumi si fanno via via più consunti, segnando il logorarsi delle certezze e delle identità. Il rosso che attraversa la Stagione diventa simbolo di passione, follia e resistenza, segno di un sentimento che sopravvive alla guerra.

Francesco Lanzillotta, interprete del suono belliniano

Francesco Lanzillotta torna al Regio dopo aver diretto Norma nel 2022 e La rondine nel 2024, rinnovando così il sodalizio artistico con Rousseau. Romano, diplomato in direzione d’orchestra al Conservatorio Santa Cecilia, Lanzillotta è oggi considerato uno dei più interessanti direttori del panorama musicale italiano. È stato direttore musicale del Macerata Opera Festival dal 2017 al 2021 e ha diretto nei più importanti teatri italiani ed europei; dopo il debutto nel 2021 al Théâtre de la Monnaie di Bruxelles, è tornato nella capitale belga nel 2023 per Bastarda, ambizioso progetto donizettiano che lo ha visto impegnato anche come compositore. La sua attività internazionale lo ha portato inoltre in Russia, a Pechino, in Corea del Sud e a Toronto. Il suo repertorio operistico spazia dai classici al contemporaneo e si affianca a una significativa produzione compositiva per balletto, teatro e cinema. 

Belcanto ai massimi livelli

Il cast riunisce voci in grado di restituire la purezza e la vertiginosa difficoltà della scrittura belliniana: Gilda Fiume interpreta Elvira, tornando al Teatro Regio dopo La traviata del 2021 e Norma del 2022; nel ruolo di Arturo, cavaliere e partigiano degli Stuart, il grande tenore statunitense John Osborn, specialista del repertorio belcantistico e romantico e dalla straordinaria intensità espressiva, nuovamente al Regio dopo il trionfo personale in Hamlet (recentemente premiato con l’“Abbiati” per le scene e costumi) e in Fille du régiment. Accanto a loro, Nicola Ulivieri, tra i più autorevoli bassi della scuola italiana, che riprende Sir Giorgio Valton — lo stesso ruolo con cui aveva conquistato il pubblico torinese undici anni fa — protagonista sui principali palcoscenici internazionali, da Salisburgo a New York. Nel ruolo di Riccardo spicca il baritono Simone Del Savio, orgoglio della scuola di canto del Conservatorio di Torino, applaudito in tutto il mondo (al Regio in Don Pasquale e Turandot). Completano il cast: Andrea Pellegrini (Gualtiero), Chiara Tirotta (Dama di Villa Forte) e Saverio Fiore (Bruno). 

L’ultimo capolavoro di Bellini

Composti nel 1834 su libretto di Carlo Pepoli (dal dramma storico Têtes rondes et Cavaliers di Jacques-François Ancelot e Joseph-Xavier Boniface “Saintine”) e rappresentati per la prima volta a Parigi nel 1835, I puritani rappresentano la quintessenza del linguaggio belliniano: una partitura di estrema raffinatezza, costruita su equilibri sottilissimi tra voce e orchestra, in cui tensione e abbandono, estasi e tormento si fondono in un canto di straordinaria purezza. La guerra civile inglese fa da sfondo al più classico dei triangoli amorosi: Elvira, figlia del governatore puritano, ama il cavaliere Arturo, sostenitore degli Stuart, suscitando la gelosia di Riccardo. Il giorno delle nozze, Arturo sceglie di salvare la regina Enrichetta di Francia, prigioniera dei puritani, fuggendo con lei e compromettendo il proprio destino. Convinta di essere stata tradita, Elvira sprofonda nella follia, mentre Arturo viene condannato a morte. Solo il loro ricongiungimento e l’amnistia proclamata dal vittorioso Cromwell scioglieranno il conflitto, restituendo ai due amanti la speranza e la felicità.

Conferenza-concerto

L’opera sarà presentata al pubblico mercoledì 22 aprile alle ore 18 nel Foyer del Toro nella conferenza-concerto condotta dalla giornalista Susanna Franchi. L’ingresso è libero.

Biglietti e Informazioni

I biglietti sono in vendita alla Biglietteria del Teatro Regio e on line su www.teatroregio.torino.it. Biglietteria: Piazza Castello 215 – Torino | Tel. 011.8815.241/242 | biglietteria@teatroregio.torino.it. Orario di apertura: da lunedì a sabato ore 11-19; domenica: ore 10.30-15.30. Informazioni e aggiornamenti: www.teatroregio.torino.it

Data

23 Marzo 2026

Ufficio stampa Teatro Regio
Sara Zago – Tel. +39 011 8815 239/730

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Il campiello di Ermanno Wolf-Ferrari al Teatro Carlo Felice di Genova

Un affresco corale ispirato a Goldoni e alla Venezia del Settecento

Sul podio Francesco Ommassini per una produzione con la regia di Federico Bertolani che arriva da Verona e che sarà proposta anche agli studenti

Nell’ampio cast di interpreti anche il giovane soprano genovese Benedetta Torre

Genova, Teatro Carlo Felice
Il campiello 13-15-18 marzo 2026
Introduzione all’ascolto Sala Paganini da 45’ prima dell’inizio di ogni recita

Il campiello: a day in the Goldoni’s world!
17 marzo 2026, ore 11 – Per gli studenti delle scuole primarie e secondarie di I grado
 

La stagione 2025-2026 del Teatro Carlo Felice di Genova salpa verso la Venezia goldoniana del Settecento e prosegue con un titolo raro e prezioso del Novecento musicale italiano: Il campiello di Ermanno Wolf-Ferrari, in scena venerdì 13 marzo alle ore 20.00 (Turno A), domenica 15 marzo alle ore 15.00 (Turno C) e mercoledì 18 marzo alle ore 20.00 (Turno B).

L’opera, su libretto di Mario Ghisalberti dalla commedia omonima di Carlo Goldoni, viene proposta nell’allestimento della Fondazione Arena di Verona, con la regia di Federico Bertolani, le scene di Giulio Magnetto, i costumi di Manuel Pedretti e le luci di Claudio Schmid; assistente alla regia Barbara Pessina. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice salirà Francesco Ommassini; il Coro del Teatro Carlo Felice è preparato da Patrizia Priarone. Ampio il cast degli interpreti vocali con Bianca Tognocchi (Gasparina), Leonardo Cortellazzi (Dona Cate Panciana), Gilda Fiume (Luçieta), Saverio Fiore (Dona Pasqua Polegana), Benedetta Torre (Gnese), Paola Gardina (Orsola), Matteo Mezzaro (Zorzeto), Gabriele Sagona (Anzoleto), Biagio Pizzuti (Il Cavaliere Astolfi), Marco Camastra (Fabrizio Dei Ritorti).

Sarà invece in scena martedì 17 marzo alle ore 11 Il campiello: a day in the Goldoni’s world! il nuovo spettacolo di “Opera Faro”, sezione del nuovo progetto Education “Un mare di musica… felice!” che presenta agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado una versione pensata per loro di un’opera in cartellone. Sul medesimo impianto scenico, con la regia di Federico Bertolani e gli interpreti del cast, gli oltre mille studenti previsti – già preparati a scuola dai docenti e dal team Education coordinato da Elisa Moretto – saranno coinvolti anche con azioni performative e un coro per seguire meglio lo svolgimento della drammaturgia (info e prenotazioni educatuon@carlofelice.it).

«Portare Il campiello al Teatro Carlo Felice – dichiara il sovrintendente Michele Galli – significa accogliere nel nostro cartellone un titolo poco eseguito che ci fa scoprire una Venezia musicale non da cartolina, uno scorcio di comunità settecentesca fatta di relazioni e anche di conflitti che hanno origine nel teatro immortale di Goldoni. In una città come Genova, che con Venezia condivide una storia marinara e una forte identità urbana, questo titolo assume un significato particolare: racconta una collettività che si riconosce nel proprio spazio, come accade intorno al nostro Teatro. Wolf-Ferrari restituisce con misura e raffinatezza il respiro corale di Goldoni e lo fa con una scrittura che unisce chiarezza e profondità. È un’opera rara che merita di essere riscoperta e che si inserisce nel percorso della nostra Stagione, attenta tanto ai grandi capolavori del repertorio quanto ai titoli meno frequentati».

Composta nel 1936 e rappresentata per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano, Il campiello appartiene al cosiddetto “ciclo goldoniano” di Wolf-Ferrari, compositore veneziano nato nel 1876 da padre tedesco e madre italiana. La sua formazione – divisa tra Venezia e Monaco di Baviera – ne segna profondamente lo stile, in equilibrio tra chiarezza formale e raffinatezza armonica, tra nostalgia settecentesca e sensibilità novecentesca. Goldoni fu per Wolf-Ferrari un riferimento costante, quasi un legame identitario. Non si tratta di un semplice recupero filologico: Il campiello è una reinvenzione musicale di quel microcosmo popolare che anima la commedia goldoniana, depurata dagli aspetti più marcatamente sociali e concentrata su un affresco corale di vita quotidiana.

La vicenda si svolge nel Settecento, in una piccola piazza veneziana – un campiello appunto –, tra gelosie, corteggiamenti, schermaglie e piccoli conflitti domestici. Al centro, la giovane Gasparina, desiderosa di emanciparsi dal ristretto orizzonte del campiello, e il Cavaliere Astolfi, forestiero affascinante e un po’ avventato. Attorno a loro si muove una comunità intera: madri vedove, fidanzati gelosi, venditori ambulanti, pettegolezzi e improvvise riconciliazioni. È un teatro d’insieme dove protagonista è il gruppo.

Dal punto di vista musicale, Wolf-Ferrari recupera il modello dell’opera buffa settecentesca – grandi finali d’atto, intrecci serrati, alternanza di sezioni contrastanti – ma lo rilegge con una scrittura orchestrale attentissima al colore. Il breve preludio introduce una “tinta” malinconica con una melodia sospesa che tornerà ciclicamente fino all’“addio a Venezia” conclusivo. Questo motivo, che non appartiene a un singolo personaggio ma all’insieme, diventa simbolo della città stessa, presenza evocata con nostalgia e discrezione. La scrittura vocale privilegia un declamato fluido, modellato sulle inflessioni della parola, in cui il dialetto convive con l’italiano secondo la distinzione sociale propria della commedia goldoniana. L’orchestra struttura l’azione, sottolinea ingressi e uscite, caratterizza i personaggi attraverso motivi ricorrenti e contrasti timbrici. Ne emerge un’opera in cui la vitalità scenica si intreccia a un sottile velo di malinconia: sotto la leggerezza dei dialoghi affiora una consapevolezza del tempo che passa, del distacco, della memoria. Il momento conclusivo, in cui Gasparina saluta Venezia prima di partire, assume un valore emblematico: il campiello diventa metafora di un’origine da cui ci si allontana per crescere, ma che resta come “fondamenta” della memoria.

Nel contesto della Stagione 2025-2026, dedicata ai “Naviganti”, Il campiello offre una declinazione particolare del tema: non la traversata epica o metafisica ma la dimensione quotidiana di chi vive in una comunità affacciata sull’acqua, in una città che è da sempre crocevia di partenze e ritorni.

L’allestimento della Fondazione Arena di Verona, che lo ha messo in scena al Teatro Filarmonico nel 2024, restituisce l’atmosfera settecentesca, evitando ogni eccesso oleografico. La regia di Federico Bertolani lavora sui rapporti tra i personaggi, mettendo in evidenza la dimensione comunitaria del racconto. Le scene di Giulio Magnetto delineano uno spazio unitario, luogo di incontro e di conflitto; i costumi di Manuel Pedretti evocano con eleganza la Venezia dell’epoca; le luci di Claudio Schmid accompagnano le diverse ore del giorno, dal chiarore mattutino fino alla festa serale.

Anche per Il campiello il Teatro Carlo Felice propone un percorso di divulgazione con le introduzioni all’ascolto di circa 30 minuti che gli spettatori delle singole recite potranno seguire in Sala Paganini, da 45 minuti prima dell’inizio, a cura degli allievi del Conservatorio “Niccolò Paganini” con il coordinamento di Federico Pupo direttore artistico del Carlo Felice.

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venerdì 13 marzo 2026, ore 20 Turno A
domenica 15 marzo 2026, ore 15 Turno C
mercoledì 18 marzo 2026, ore 20 Turno B

Il campiello

Commedia lirica in tre atti
Musica di Ermanno Wolf-Ferrari
Libretto di Mario Ghisalberti dalla commedia omonima di Carlo Goldoni

Prima rappresentazione Milano, Teatro alla Scala, 11 febbraio 1936

Direttore Francesco Ommassini
Regia Federico Bertolani
Scene Giulio Magnetto
Costumi Manuel Pedretti
Luci Claudio Schmid
Assistente alla regia Barbara Pessina

Gasparina Bianca Tognocchi
Dona Cate Panciana Leonardo Cortellazzi
Luçieta Gilda Fiume
Dona Pasqua Polegana Saverio Fiore
Gnese Benedetta Torre
Orsola Paola Gardina
Zorzeto Matteo Mezzaro
Anzoleto Gabriele Sagona
Il Cavaliere Astolfi Biagio Pizzuti
Fabrizio dei Ritorti Marco Camastra

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice di Genova
Maestra del Coro Patrizia Priarone

Allestimento della Fondazione Arena di Verona
 

Costo dei biglietti
Biglietti da 15 a 100 euro / riduzioni Under18 – Over60 e disabili
Per le attività del 22 gennaio > (Biglietti per persone con +75% di disabilità e relativi accompagnatori): Palchi e fila 32: € 30 – Secondo settore: € 37,50

Biglietterie
Teatro Carlo Felice Galleria Cardinal Siri 6 – 16121 Genova
Apertura da lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 19.00.
Per gli spettacoli serali o i concerti la domenica mattina l’apertura è un’ora prima dell’inizio e la chiusura 15 minuti dopo l’inizio. Per gli spettacoli pomeridiani o serali di domenica l’apertura è due ore prima dell’inizio e la chiusura 15 minuti dopo l’inizio.

Biglietteria on-line vivaticket.com (biglietto@printhome)

Informazioni Teatro Carlo Felice
Telefono +39 010 5381.433 oppure +39 010 5381.399 e-mail: biglietteria@carlofelice.it

Fondazione Arena di Verona con gli Ambasciatori e gli artisti alla Royal Irish Academy of Music

Una prima volta che ha fatto il giro del mondo. Fondazione Arena di Verona ha portato il Canto lirico in Irlanda.

Un evento organizzato assieme all’Ambasciata italiana e all’Istituto italiano di Cultura di Dublino, negli spazi della Royal Irish Academy of Music. Importante la risposta del corpo diplomatico internazionale.

Erano presenti, infatti, ambasciatori e delegati di Argentina, Repubblica Ceca, Stati Uniti, Polonia, Ungheria, Lituania, Cipro, Paesi Bassi, Austria, Bulgaria.

E ancora senatori e rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri irlandese e del Parlamento Europeo. Affascinati dal mondo dell’Opera e pronti a sostenerne la promozione.

Un’occasione per presentare al pubblico specializzato, composto per lo più da tour operator, stampa di settore e rappresentanti delle maggiori realtà musicali irlandesi, il 102° Arena Opera Festival, le nuove experience per aziende e clientela business e le prossime tappe del tour internazionale: Praga, Miami, Boston e New York.

Ad esibirsi davanti ad autorità, tour operator, rappresentanti di aziende e stampa specializzata, i cantanti Gilda Fiume, Gianluca Terranova e Leon Kim, accompagnati al pianoforte dal Sovrintendente Cecilia Gasdia.

“Eventi come questo ci mettono in connessione con il resto del mondo e ci permettono di attivare una rete di rapporti istituzionali e commerciali fondamentali per la crescita del nostro teatro – dichiara Cecilia GasdiaSovrintendente di Fondazione Arena –. L’Arena di Verona all’estero è simbolo dell’eccellenza culturale italiana e l’interesse che riscontriamo è sempre alto, sia da parte delle autorità che di imprenditori e professionisti”.

“Di anno in anno, i tour internazionali si rivelano un prezioso strumento di comunicazione e promozione – aggiunge Stefano TrespidiVice direttore artistico -. Allo stesso tempo ci permettono di conoscere altre prestigiose realtà musicali. Occasioni di interscambio che generano sempre delle opportunità di crescita per il nostro territorio e per l’Arena che, ricordo, vanta un pubblico internazionale, quasi il 60 per cento degli spettatori proviene infatti dall’estero. Uno zoccolo duro che deve essere continuamente alimentato e incrementato”.

“Una bellissima serata e un’occasione unica per presentare al pubblico irlandese e al settore culturale e turistico dell’isola uno dei gioielli della cultura, della musica e dell’arte italiana – sottolinea l’Ambasciatore d’Italia a Dublino Nicola Faganello -. Ringrazio pertanto Fondazione Arena, e in particolare la Sovrintendente Cecilia Gasdia e il Vice direttore artistico Stefano Trespidi, per aver portato a Dublino questo magnifico evento che ha riscosso un grande entusiasmo e che costituisce una base importante per l’azione di promozione da parte del Sistema Italia sia del Festival veronese, così come della città di Verona e in generale del nostro Paese. A livello personale, viste le mie origini trentine, è stata una serata emozionante, a Verona e all’Arena mi legano tanti ricordi di gioventù, fin da piccolo, infatti, ho avuto la fortuna di vedere numerose opere e concerti proprio nella splendida e unica cornice dell’Anfiteatro romano veronese”.

“La numerosa presenza sia degli operatori di settore, così come delle autorità, dimostra quanto Dublino ami e apprezzi l’opera, un grande strumento di promozione culturale e turistica dell’eccellenza italiana nel mondo – conclude Marco Gioacchini, Direttore dell’Istituto italiano di Cultura di Dublino -. Come Istituto di Cultura, assieme all’Ambasciata italiana, collaboriamo con i maggiori player musicali irlandesi, ecco perchè la sede di questo evento non poteva che essere la Royal Irish Academy of Music. L’Italia è molto amata dagli irlandesi, e Verona è sicuramente una delle mete di riferimento”.

LA GRANDE MESSA DI MOZART INAUGURA LA STAGIONE SINFONICA 2025 AL TEATRO FILARMONICO

Il maestro Enrico Onofri dirige il capolavoro sacro di Mozart con l’Orchestra e il Coro di Fondazione Arena e i solisti Gilda Fiume, Arianna Vendittelli, Krystian Adam e Adolfo Corrado

Ad aprire il programma, in prima esecuzione al Filarmonico, la Sinfonia 39 di Michael Haydn

MOZART GRANDE MESSA Onofri

 1° concerto

venerdì 31 gennaio ore 20.00

sabato 1° febbraio ore 17.00

Teatro Filarmonico di Verona

Una grande festa sinfonico-corale per i 50 anni del ritrovato Teatro Filarmonico. Dopo l’opera, venerdì 31 gennaio alle 20, inaugura anche la Stagione Sinfonica 2025 di Fondazione Arena. Orchestra e Coro areniani, diretti da Enrico Onofri, eseguono la Grande Messa in do minore, capolavoro sacro del genio di Salisburgo, con quartetto vocale d’eccezione, preceduta dalla rara Sinfonia 39 del contemporaneo Michael Haydn. Replica sabato 1° febbraio alle 17. Biglietti e abbonamenti disponibili. 

Verona, nel mese di gennaio, risuona della musica di Mozart e, quest’anno, ‘incontra’ altri due importanti anniversari: il bicentenario della morte di Salieri e i cinquant’anni della riapertura del Teatro Filarmonico. E se, come nel 1975, al compositore di Legnago è spettato inaugurare la Stagione Lirica col suo Falstaff, al genio di Salisburgo è dedicato il primo concerto della Stagione Sinfonica 2025 di Fondazione Arena.

In programma la sua composizione sacra più ambiziosa, la Messa in do minore K 427, detta Grosse Messe, iniziata nel 1782 senza committente – caso unico per l’epoca e l’autore – dedicata a Constanze, da poco sua moglie, e pensata per il ritorno a Salisburgo, l’ultimo di Mozart, dalla famiglia e dall’Arcivescovo dal cui servizio era fuggito. Fu eseguita durante una funzione religiosa nel 1783, unita a brani di altre messe, e poi rimasta nel cassetto per due anni, quando fu adattata per Vienna nell’oratorio Davide Penitente. La musica originale scritta per questa Messa rimase incompiuta – destino condiviso col celebre Requiem, che però circola oggi completato da amici e allievi – con metà sezione del Credo e priva di Agnus Dei. Caduta nell’oblio, questa Messa fu scoperta e pubblicata postuma nel 1840 e solo nell’ultimo mezzo secolo è entrata stabilmente in repertorio, conquistando le sale da concerto. In essa convivono l’omaggio alla tradizione passata delle messe solenni, per contrappunto, proporzioni e austerità di Bach, Händel, e degli italiani del ‘700, e a una tenera, luminosa cantabilità, in particolare nelle pagine destinate alla sposa Constanze, soprano della prima salisburghese. Il poliedrico maestro Enrico Onfori, nella più recente edizione critica di Ulrich Leisinger (2019), dirige l’Orchestra di Fondazione Arena, il Coro diretto da Roberto Gabbiani e quattro affermati solisti, tra cui i soprani Gilda Fiume, protagonista di diverse prime veronesi tra cui il recente Falstaff salieriano, Arianna Vendittelli, apprezzata belcantista al debutto al Filarmonico, come il tenore polacco Krystiam Adam, specialista del repertorio, e il basso Adolfo Corrado, vincitore di numerosi concorsi internazionali, tra cui il BBC Cardiff Singer of the World 2023.

L’Orchestra areniana aprirà il concerto, della durata complessiva di 70 minuti circa e senza intervallo, con una prima esecuzione al Filarmonico in un originale accostamento: la Sinfonia n. 39 in Do maggiore di Michael Haydn, fratello del più celebre Franz Joseph, contemporaneo e apprezzato amico dello stesso Mozart. I tre movimenti della Sinfonia, dal tono festoso e dall’ampio organico, furono molto probabilmente di ispirazione per l’ultima sinfonia mozartiana “Jupiter”, con cui condivide la brillante tonalità d’impianto.

Il concerto è inserito nel programma di Mozart a Verona 2025, Festival diffuso in tutta la città, ed è il primo della Stagione Sinfonica 2025 di Fondazione Arena, comprendente 10 appuntamenti in abbonamento e 2 concerti straordinari. La programmazione abbraccerà oltre tre secoli di musica, importanti anniversari di grandi compositori come Šostakovič, Ravel, Salieri, Bartók, eseguiti da giovani di talento, solisti e direttori di prestigio internazionale.

È ancora possibile acquistare abbonamenti, nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni concerto, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

BCC Veneta rinnova il suo legame con Fondazione Arena di Verona anche per il 2025, confermandosi main sponsor della Stagione Artistica del Teatro Filarmonico.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA

Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO

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Aperta due ore prima dello spettacolo

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FALSTAFF, L’OPERA RITROVATA DI SALIERI FESTEGGIA I 50 ANNI DEL TEATRO FILARMONICO

La commedia di Shakespeare musicata da Salieri va in scena a Verona in una nuova produzione firmata da Paolo Valerio con Orchestra, Coro e Tecnici areniani e un cast di giovani artisti diretti da Francesco Ommassini.

Il titolo, lo stesso scelto per la riapertura postbellica del Teatro Filarmonico proprio 50 anni fa, è presentato per la prima volta in edizione critica Ricordi e celebra i 200 anni dalla scomparsa del compositore legnaghese

Giovedì 16 gennaio alle 18, in Sala Filarmonica, l’opera viene presentata al pubblico in un incontro gratuito con la musicologa e docente Elena Biggi Parodi, curatrice dell’edizione critica

FALSTAFF

ossia Le tre burle ·   di Antonio Salieri

domenica 19 gennaio ore 15.30

mercoledì 22 gennaio ore 19.00

venerdì 24 gennaio ore 20.00

domenica 26 gennaio ore 15.30

Teatro Filarmonico di Verona

Fondazione Arena di Verona celebra 50 anni d’opera al Teatro Filarmonico riproponendo, a distanza di mezzo secolo, il titolo che inaugurò la prima Stagione artistica nel 1975, ma con uno spettacolo tutto nuovo e in edizione critica. Domenica 19 gennaio alle 15.30 si alza il sipario su Falstaff ossia Le tre burle, opera comica di Antonio Salieri,nato a Legnago e divenuto compositore alla corte imperiale di Vienna. Una gemma del teatro musicale da riscoprire, grazie alla regia dell’esperto shakespeariano Paolo Valerio, con scene di Ezio Antonelli e luci di Claudio Schmid, in una lettura settecentesca e frizzante, con un cast di giovani talentuosi e i complessi artistici di Fondazione Arena diretti da Francesco Ommassini. Repliche mercoledì 22 gennaio alle 19, venerdì 24 alle 20, domenica 26 alle 15.30.

Dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, Verona dovette attendere la ricostruzione del Teatro, per mano dell’Accademia Filarmonica, prima di rivedere l’opera sul principale palcoscenico al coperto della città. Era il 1975 e, per i 150 anni dalla morte di Salieri, andò in scena Falstaff: inaugurazione lirica del Teatro e vera e propria riscoperta, che fece circolare l’allestimento in numerose città, prima di tornare a Verona nel 1981. Da allora molti passi avanti si sono fatti nella rivalutazione di Salieri e della sua arte, liberi dalla leggendaria rivalità col coevo Mozart, immortalata in prosa da Puškin e al cinema da Amadeus. Cinquant’anni dopo, per il bicentenario salieriano, Falstaff va in scena per la prima volta in edizione critica, prodotta da Fondazione Arena, edita da Casa Ricordi e a cura di Elena Biggi Parodi, musicologa, titolare della cattedra di Storia e storiografia della musica al Conservatorio di Parma e critico musicale cui si deve la riscoperta di numerosi scritti del compositore, del quale ha già pubblicato il catalogo completo delle opere.

Salieri, nato nel 1750 da commercianti di Legnago, da sempre votato alla musica, fu notato a Venezia da Florian Leopold Gassmann, compositore alla corte degli Asburgo, che lo portò con sé come allievo a Vienna. Qui il giovane veronese conquistò anche la fiducia dell’Imperatore, che lo nominò Hofkapellmeister dopo il suo maestro. In questo ruolo amministrò fino alla morte (esattamente duecento anni fa) il patrimonio musicale di corte, i musicisti, le esecuzioni e il repertorio, fornendo in prima persona nuove composizioni in ogni genere, tra cui serenate, sinfonie, concerti, inni, messe, opere serie e buffe. A Vienna Salieri fu anche un ricercato insegnante: fra i suoi allievi, che spesso citarono il proprio maestro con dediche o variazioni di temi dalle sue opere, si annoverano Beethoven, Cherubini, Czerny, Hummel, Liszt, Meyerbeer, Schubert. 

Falstaff fu scritta nel 1799 per il Teatro di Porta Carinzia (sede di storici debutti da Mozart a Offenbach, passando per Beethoven, Chopin e Donizetti), su libretto di Carlo Prospero Defranceschi. È un’opera fra le più mature tra le circa quaranta firmate da Salieri. Partendo dalla celebre commedia shakespeariana Le allegre comari di Windsor, il compositore condensa abilmente i numerosi personaggi in poche essenziali figure, conservando la trama dell’originale e combinandole con le esigenze convenzionali dei ruoli dell’epoca. Il risultato è originale e la commedia procede speditamente con un’estremamente moderna successione di scene e numeri musicali in continuità, includendo tutte e tre le burle di Shakespeare (ridotte invece a due dal più celebre Falstaff verdiano del 1893). Un successo per l’opera italiana buffa anche in terra viennese, che Salieri omaggiò con una aria in lingua tedesca, spiritosamente inserita nell’azione.

Protagonista è il nobile decaduto sir John Falstaff, carattere larger-than-life, a caccia di piaceri culinari e sostegni economici. Sir John tenta di sedurre due donne sposate, le quali, a dispetto dei rispettivi mariti, ordiscono tre finti appuntamenti per Falstaff, umiliandolo in pubblico altrettante volte. Partendo dall’indomita energia del protagonista, Casanova nello spirito, ma meno nel fisico, il regista Paolo Valerio ha curato una cornice veneziana e rococò, l’ambiente libertino per eccellenza ed epoca della scrittura dell’opera comica. Questo mondo rivive con le scene e il projection design di Ezio Antonelli, le luci di Claudio Schmid e un affiatato cast di giovani talenti dell’opera: nel ruolo del titolo, Giulio Mastrototaro “insidia” Gilda Fiume, mrs. Ford, e Laura Verrecchia, mrs. Slender, ad insaputa dei mariti (dalle parti altrettanto esigenti vocalmente) di Marco Ciaponi e Michele Patti. Completano il cast la cameriera Betty di Eleonora Bellocci e il servitore Bardolf di Romano Dal Zovo. L’inarrestabile azione scenica è resa ancor più vivace dai numerosi mimi coordinati da Daniela Schiavone. L’Orchestra di Fondazione Arena e il Coro preparato da Roberto Gabbiani sono diretti dal maestro veneziano Francesco Ommassini. L’opera è inserita nel programma di Mozart a Verona 2025, Festival diffuso in tutta la città.

Falstaff inaugura la Stagione Lirica 2025, ricca di capolavori rari e titoli in prima esecuzione assoluta al Teatro Filarmonico: è ancora possibile acquistare abbonamenti, nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni recita, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

FALSTAFF

Falstaff, ossia Le tre burle. Opera comica in due atti di Antonio Salieri

Libretto di Carlo Prospero Defranceschi dalla commedia Le Allegre comari di Windsor di William Shakespeare

Prima esecuzione dell’edizione critica a cura di Elena Biggi Parodi, Casa Ricordi, Milano

Direttore Francesco Ommassini

Regia e costumi Paolo Valerio

Assistente alla regia Giulia Bonghi

Scene e projection desgin Ezio Antonelli

Assistenti a scene e projection design Matteo Semprini, Livio Savini

Lui Claudio Schmid

Movimenti mimici Daniela Schiavone

Domenica 19 gennaio ore 15.30 turno A

Mercoledì 22 gennaio ore 19.00 turno C

Venerdì 24 gennaio ore 20.00 turno D

Domenica 26 gennaio ore 15.30 turno B

                    INTERPRETI:
Sir John FALSTAFF, cavaliere attempato

                                            in disordine per la cattiva condotta          Giulio Mastrototaro

                  Mrs. Ford, donna d’allegro umore, moglie di       Gilda Fiume

    Mr. Ford, ricco negoziante, marito geloso, e compare di       Marco Ciaponi

           Mr. Slender, ricco mercante e marito indolente di       Michele Patti

              Mrs. Slender, donna d’umore piuttosto brusco       Laura Verrecchia

                                   Bardolf, servitore di sir Falstaff       Romano Dal Zovo

                                       Betty, cameriera di Ms. Ford       Eleonora Bellocci

                                                                     Mimi       Jessica Aiello, Francesca Benedetti, Francesco Saverio Cifaldi,

                                                                                                              Maria Novelle Della Martira, Elisabetta Di Chiara,

                                                                                                              Matilde Ferrari, Giampaolo Gobbi, Paolo Lupo, Matteo Vignati,

                                                                                                              Alessandra Odoardi, Francesco Pacelli, Daniele Palumbo

Orchestra, Coro e Tecnici di Fondazione Arena di Verona

Maestro del Coro Roberto Gabbiani

Direttore Allestimenti Scenici Michele Olcese

Clavicembalo / basso continuo Federico Brunello

Nuova produzione di Fondazione Arena

Omaggio all’evento inaugurale del 1975

All’interno del Festival Mozart a Verona 2025

Tempi di spettacolo

Atto I 80’ circa · intervallo · Atto II 70’ circa

INCONTRO DI APPROFONDIMENTO APERTO AL PUBBLICO

Nuova stagione e nuova sede per gli incontri gratuiti di approfondimento, in collaborazione con Accademia Filarmonica di Verona: Falstaff sarà presentato al pubblico giovedì 16 gennaio alle 18 nella prestigiosa Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica (via Mutilati 4) dalla curatrice dell’edizione critica Elena Biggi Parodi. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI

Con Falstaff prende il via anche la programmazione 2025 di Arena Young: spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie. L’opera debutta infatti con l’Anteprima riservata a studenti e giovani,venerdì 17 gennaio alle ore 16, preceduto da una presentazione dedicata.

Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà assistere alle rappresentazioni infrasettimanali al Filarmonico partecipando al Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana, mercoledì 22 gennaio alle ore 18 e venerdì 24 gennaio alle ore 19.

Info e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole scuola@arenadiverona.it – tel. 045 8051933.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA

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ECLETTICO E SPETTACOLARE, AL FILARMONICO LA PRIMA ITALIANA DEL REQUIEM DI ANDREW LLOYD WEBBER

Orchestra e Coro di Fondazione Arena a pieni ranghi con le voci bianche di A.LI.VE. diretti dal giovane maestro americano Ryan McAdams

Venerdì 19 e sabato 20 aprile, un programma imperdibile tra classico e pop, con Gilda Fiume ed Enea Scala solisti d’eccezione. Apre il concerto l’affascinante Isola dei morti di Rachmaninov

Venerdì 19 aprile ore 20

Sabato 20 aprile ore 17

Lloyd Webber Requiem McAdams

Teatro Filarmonico di Verona

Per la prima volta in Italia, l’esecuzione integrale del grande Requiem di Andrew Lloyd Webber, maestro contemporaneo, autore dei musical più celebri degli ultimi cinquant’anni, tra cui Jesus Christ Superstar, Evita, Cats, The Phantom of the Opera, Sunset Boulevard. Capace di unire sapientemente musica classica e pop, il rock e le sperimentazioni colte del ‘900, questa Messa, scritta esattamente quarant’anni fa, fu dedicata da Lloyd Webber alla memoria del padre, il compositore inglese William, scomparso nel 1982. Il grandioso organico richiesto comprende l’orchestra sinfonica a pieni ranghi, cui si aggiungono batteria, diverse percussioni, organo e sintetizzatori, e l’ideale unione di coro e voci bianche. Tutte queste forze saranno sul palcoscenico del Teatro Filarmonico venerdì 19 aprile, alle 20, e sabato 20 aprile, alle 17. Il giovane direttore statunitense Ryan McAdams debutterà alla testa di Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona con il soprano Gilda Fiume e il tenore Enea Scala, belcantisti italiani apprezzati nel mondo. Con loro in scena anche il coro di voci bianche A.LI.VE. preparato da Paolo Facincani, da cui proviene anche il giovanissimo solista Lorenzo Pigozzo, atteso nella pagina più celebre del Requiem, l’etereo “Pie Jesu”.

Ad aprire il programma sarà un’altra prima esecuzione per gli organici veronesi: il poema sinfonico L’Isola dei morti di Sergej Rachmaninov, brano del 1909 di intensità tardo-romantica, ispirato al celebre quadro simbolista di Böcklin. Il grande russo offre qui un viaggio soprannaturale, ondeggiante fra ritmi inusuali, temi incombenti, come quello del celebre Dies Irae, e sensuali melodie degli archi. Il concerto avrà una durata di 70 minuti circa. Biglietti, abbonamenti e carnet sono disponibili al link www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni concerto, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

La primavera sinfonica proseguirà con l’integrale delle sinfonie e concerti di Brahms: il 3 e il 4 maggio la Terza sinfonia diretta da Franz Schottky sarà abbinata al Secondo concerto per pianoforte e orchestra con Pietro De Maria, quindi Il 10 e l’11 maggio Eckehard Stier dirigerà la Quarta sinfonia e il Primo concerto per pianoforte e orchestra con Lilya Zilberstein. Infine il 17 e il 18 maggio Hansjorg Albrecht dirigerà un concerto tutto Richard Strauss, con i poemi sinfonici Don Juan e Vita d’eroe e il Primo concerto per corno, solista Paolo Armato.

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venerdì 19 aprile ore 20.00

Sabato 20 aprile ore 17.00

Lloyd Webber Requiem McAdams

Sergej Rachmaninov

L’Isola dei morti poema sinfonico op. 29

Andrew Lloyd Webber

Requiem per soli, coro e orchestra

Direttore Ryan McAdams

Soprano Gilda Fiume

Tenore Enea Scala

Voce bianca Lorenzo Pigozzo

Coro di Voci bianche A.Li.Ve. diretto da Paolo Facincani

Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona

Maestro del Coro Roberto Gabbiani

Ermanno Wolf-Ferrari protagonista assoluto al Teatro Lirico di Cagliari, il 23-24 febbraio, per la Stagione concertistica 2024

Venerdì 23 febbraio alle 20.30 (turno A) e sabato 24 febbraio alle 19 (turno B) è in programma il terzo appuntamento della Stagione concertistica 2024 del Teatro Lirico di Cagliari che prevede uno stimolante e insolito concerto sinfonico-corale interamente dedicato a Ermanno Wolf-Ferrari, nell’esibizione dell’Orchestra del Teatro Lirico, guidata da Francesco Ommassini, giovane direttore veneziano, specialista del repertorio del primo Ottocento che ritorna a Cagliari dopo il suo debutto nell’ottobre 2016 con La pietra del paragone di Rossini e, in seguito, con Don Pasquale di Donizetti nel maggio 2021. I ruoli solistici sono affidati al soprano Gilda Fiume (Contessa Susanna), al baritono Biagio Pizzuti (Conte Gil) e al mimo cagliaritanoPaolo Corda (Sante).

Il programma musicale prevede infatti: I gioielli della Madonna: suite; Il segreto di Susanna, intermezzo in un atto – esecuzione in forma semiscenica di Ermanno Wolf-Ferrari.

Ermanno Wolf-Ferrari (Venezia, 1876-1948) si avvicina al Verismo musicale in un’unica composizione, I gioielli della Madonna, opera in tre atti eseguita a Berlino il 23 dicembre 1911 che poca fortuna ha in Italia e che trae il soggetto da episodi realmente accaduti di vita napoletana.

Il segreto di Susanna, intermezzo in un atto su libretto di Enrico Golisciani che viene rappresentato, per la prima volta, il 4 dicembre 1909 al Nationaltheater di Monaco di Baviera, racconta la vicenda del conte Gil e di sua moglie Susanna. Il conte, sentendo uno strano odore di tabacco in casa è convinto che la giovane consorte lo tradisca con un fumatore, ma alla fine si scoprirà che la tabagista clandestina è proprio lei.

Mentre la Suite da I gioielli della Madonna non è mai stata eseguita a Cagliari, la prima e ultima esecuzione in forma scenica a Cagliari di Il segreto di Susanna risale al 27-29 marzo 1958 al Teatro Massimo (Dora Gatta soprano, Sesto Bruscantini baritono, Orchestra dell’Istituzione dei Concerti e del Teatro Lirico di Cagliari, Ettore Gracis direttore, Enrico Frigerio regia), in abbinamento a Una domanda di matrimonio di Luciano Chailly e Il malato immaginario di Jacopo Napoli.

Lo spettacolo ha una durata complessiva di 1 ora circa e non prevede l’intervallo.

I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.

Da lunedì 8 gennaio 2024 si possono acquistare i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione concertistica; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

Prezzi biglietti: platea € 35 (settore giallo), € 30 (settore rosso), € 25 (settore blu); I loggia € 30 (settore giallo), € 25 (settore rosso), € 20 (settore blu); II loggia € 10 (settore unico).

Ai giovani under 35 ed ai disabili sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

Venerdì 23 febbraio alle 11 è prevista, come ormai consuetudine, l’Anteprima Giovani, aperta alle scuole che potranno assistere, dalla I loggia, alla prova generale del concerto serale. (prezzi: posto unico € 3; informazioni e prenotazioni: Servizio promozione culturale, telefono 0704082326; scuola@teatroliricodicagliari.it).

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, mercoledì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Servizio promozione culturale scuola@teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.

Paolo Corda – Mimo

Mimo ed esperto del movimento, si è diplomato in Danza, Coreografia e Analisi del movimento al prestigioso “Laban Centre” di Londra, città dove ha lavorato con la compagnia “Shinsha” del coreografo James D’Silva. In seguito lavora a Cagliari con il Balletto di Cagliari, con l’Associazione Asmed in qualità di coreografo e con varie compagnie locali di teatro. Collabora con il Teatro Lirico di Cagliari, da oltre vent’anni, in ruoli di danzatore, mimo e figurante. Negli anni ha lavorato con prestigiosi registi, tra i quali: Dario Fo, Luca Ronconi ed Eimuntas Nekrosius.

Gilda Fiume – Soprano

Nata a Sarno, terminata la maturità classica si diploma in canto nel 2009 al Conservatorio di Musica di Salerno con il massimo dei voti e lode e si perfeziona poi, nel biennio successivo, all’Accademia di Santa Cecilia sotto la guida di Renata Scotto. Dal 2014 è allieva di Mariella Devia. Puro soprano lirico di coloratura, dopo essersi classificata in numerosi concorsi internazionali ed aver partecipato ad alcune masterclass, debutta come Leonora in Il Trovatore al Teatro Donizetti di Bergamo. Seguono Lucia in Lucia di Lammermoor al San Carlo di Napoli, al Regio di Parma e al Lirico di Cagliari; Amina in La sonnambula al Filarmonico di Verona ed al Bellini di Catania; la protagonista in Maria de Rudenz al Festival di Wexford; Donna Anna in Don Giovanni a Sassari e a Bergamo dove è stata anche Eleonora in Torquato Tasso per il Donizetti Festival; la protagonista in Norma diretta da Daniel Oren e Violetta in La Traviata a Salerno. Ha collaborato con artisti quali: Gianni Amelio, Henning Brockhaus, Denis Krief, Daniel Oren, Pierpaolo Pacini e Stefano Ranzani. Tra i suoi recenti e prossimi impegni figurano: Violetta in La Traviata a Treviso e a Trieste, un concerto “Tema Oriente” alla ROH di Muscat e un Gala Lirico alla Fenice, Lucia di Lammermoor e il debutto come Gilda in Rigoletto al Verdi di Salerno entrambe dirette da Daniel Oren, ancora Lucia di Lammermoor al Seoul Art Center, Gilda al Regio di Torino, il debutto come Marie in La fille du régiment a Salerno, Donna Anna a La Coruña, concerti con la Fondazione Arena di Verona, Lucia di Lammermoor a Modena e Rimini, La Traviata al Regio di Torino dove tornerà per il debutto in Norma, il debutto negli Stati Uniti come Violetta con la Boston Symphony Orchestra, La sonnambula e La Traviata a Cagliari, Micaela in Carmen all’Arena di Verona, 7 Deaths of Maria Callas al Liceu di Barcellona, ancora Norma al Carlo Felice, Contessa in Le nozze di Figaro al Filarmonico, Lucia di Lammermoor al Comunale di Bologna.

Francesco Ommassini – Direttore

Nato a Venezia, ha compiuto gli studi musicali di violino e composizione nella sua città diplomandosi con il massimo dei voti e la lode. Dopo essersi perfezionato nelle maggiori accademie internazionali (Hochschule di Vienna, Accademia Chigiana di Siena, Scuola di Musica di Fiesole) ha presto intrapreso una brillante carriera concertistica che lo ha portato ad esibirsi nelle più prestigiose sale da concerto e per i maggiori festival internazionali (Musikverein di Vienna, Lincoln Center di New York, Sydney Opera House, Philarmonie a Berlino, Festival di Salisburgo, Mostly Mozart). Dal 1996 ha ricoperto il ruolo di primo violino dei secondi nell’Orchestra della Fondazione Arena di Verona; l’essere parte di uno dei più̀ importanti teatri lirici al mondo e il contatto e la collaborazione con i maggiori direttori del nostro tempo hanno stimolato il desiderio di affrontare lo studio della direzione d’orchestra; tra questi, l’incontro con Donato Renzetti, con il quale ha studiato diplomandosi all’Accademia Musicale Pescarese. Dal suo debutto nel 2012 al Teatro di Ferrara con Rigoletto, la sua carriera lo ha portato ad esibirsi sia in campo lirico che sinfonico in importanti teatri e festival quali: San Carlo di Napoli per Orfeo ed Euridice di Gluck (con dvd Rai) e Zenobia in Palmira di Paisiello (con cd Bongiovanni live), Fenice di Venezia con Il signor Bruschino, Regio di Torino con Don Checco di De Giosa, Teatro Lirico di Cagliari con La pietra del paragone e Don Pasquale, Filarmonico di Verona con La sonnambula, Il viaggio a Reims, Madama Butterfly, Rigoletto, Così fan tutte, Le nozze di Figaro, La Gioconda, OperaLombardia con La scala di seta. Per le stagioni sinfoniche si è esibito al Bellini di Catania, con l’Orchestra Verdi di Milano, per il Festival Il Settembre dell’Accademia a Verona, per il Luglio Musicale Trapanese e con l’Orchestra Filarmonica del Comunale di Bologna. Tra le recenti esibizioni ed i futuri impegni si ricordano: La Gioconda nel circuito di OperaLombardia, La Traviata al Seoul Arts Center, un concerto sinfonico alla Sala Grande del Conservatorio Čajkovskij di Mosca con la Russian State Orchestra e solisti del Bolshoi per il Festival Rostropovich, una nuova produzione di Il campiello al Filarmonico di Verona. Dal 2014 al 2018 è stato Direttore Musicale dell’Orchestra Regionale del Veneto “Filarmonia Veneta”. Dal 2019 è Direttore d’orchestra residente della Fondazione Arena di Verona.

Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari

È stata fondata nel 1933 e ha consolidato, negli anni, un fecondo rapporto con i maggiori direttori italiani, tra cui Tullio Serafin, Vittorio Gui, Antonino Votto, Guido Cantelli, Franco Ferrara, Franco Capuana, Willy Ferrero, e con compositori quali Ottorino Respighi, Ildebrando Pizzetti, Ermanno Wolf Ferrari, Riccardo Zandonai, Alfredo Casella. Risalgono agli anni ‘50-’60 le apparizioni sul podio di Lorin Maazel, Lovro von Matacic, Claudio Abbado, Sergiu Celibidache, Riccardo Muti, e le collaborazioni con Gioconda De Vito, Leonid Kogan, Henryk Szering, Andrés Navarra, Dino Ciani, Maria Tipo, Nikita Magaloff, Wilhem Kempff, Martha Argerich. In questi ultimi anni l’Orchestra ha collaborato, tra gli altri, con direttori come Lorin Maazel, Georges Prêtre, Emmanuel Krivine, Mstislav Rostropovich, Ton Koopman, Iván Fischer, Frans Brüggen, Carlo Maria Giulini, Gennadi Rozhdestvensky, Rafael Frühbeck de Burgos, Neville Marriner, Christopher Hogwood, Hartmut Haenchen e con solisti come Martha Argerich, Aldo Ciccolini, Kim Kashkashian, Viktoria Mullova, Misha Maisky, Truls Mørk, Sabine Meyer, Yuri Bashmet, Salvatore Accardo. Dal 1999 al 2005 Gérard Korsten ha ricoperto il ruolo di direttore musicale e ha, fra l’altro, diretto in prima esecuzione nazionale, Die ägyptische Helena di Richard Strauss, Euryanthe di Weber e A Village Romeo and Juliet di Delius, mentre nella stagione 2007-2008 George Pehlivanian è stato direttore ospite principale. Negli ultimi anni l’Orchestra ha collaborato regolarmente con Lorin Maazel, compiendo nel 1999 una tournée in Europa ed eseguendo con successo una serie di concerti. Nel 2002 ha rappresentato l’Italia nella rassegna “Italienische Nacht”, organizzata dalla Bayerischer Rundfunk al Gasteig di Monaco di Baviera e trasmessa in diretta dalla radio bavarese. Nel 2005 ha suonato in un concerto in onore del Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi. Nel 2010 ha partecipato al 98° Festival di Wiesbaden con Lucia di Lammermoor per la direzione di Stefano Ranzani e la regia di Denis Krief, riscuotendo un grande successo. Recentemente, nell’ambito di un progetto di internazionalizzazione del Teatro Lirico di Cagliari, realizzato e promosso in collaborazione con l’Unione Europea, il Governo Italiano e la Regione Sardegna, l’Orchestra è stata invitata dalla New York City Opera per l’esecuzione di La campana sommersa di Respighi, ricevendo il plauso del pubblico e della critica. Negli ultimi anni, anche nell’ambito della rassegna “Cinque passi nel Novecento”, ha eseguito, in prima assoluta, composizioni per orchestra che il Teatro Lirico di Cagliari ha commissionato a compositori come Sylvano Bussotti, Giorgio Tedde, Azio Corghi, Fabio Nieder, Alberto Colla, Carlo Boccadoro, Franco Oppo, Francesco Antonioni, Ivan Fedele, Michele Dall’Ongaro, Filippo Del Corno, Vittorio Testa, Sergio Rendine, Orazio Sciortino. Per la casa discografica Dynamic ha inciso opere in prima esecuzione in Italia, quali: Die Feen di Wagner, Dalibor di Smetana, (premiate, rispettivamente, da “Musica e Dischi” quale miglior disco operistico italiano del 1997, e da “Opéra International” col “Timbre de Platine” – gennaio 2001), Čerevički e Opričnik di Čajkovskij, Die ägyptische Helena di Richard Strauss, Euryanthe di Weber, Alfonso und Estrella di Schubert, Hans Heiling di Marschner, Chérubin di Massenet, Lucia di Lammermoor di Donizetti. Ha inciso, inoltre, Goyescas di Granados e La vida breve di De Falla, La Passione secondo Giovanni di Bach, La sonnambula di Bellini, I Shardana di Porrino per la Dynamic, Don Pasquale per Rai Trade e La leggenda della città invisibile di Kitež e della fanciulla Fevronija di Rimskij-Korsakov per Naxos. Per la Rai ha registrato, nel 1998, La Bohème trasmessa in tutto il mondo.

Biagio Pizzuti – Baritono

Nato a Salerno nel 1987, ha iniziato gli studi di pianoforte a 8 anni, laureandosi in pianoforte e canto con il massimo dei voti al Conservatorio di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno; si è anche laureato in Farmacia all’Università degli Studi di Salerno. Si è specializzato con Rolando Panerai, Renato Bruson e Alessandro Corbelli e ha frequentato l’Accademia di Santa Cecilia di Roma sotto la guida di Renata Scotto. Ha vinto: il 64º Concorso As.Li.Co., ottenendo il debutto come Dulcamara in L’elisir d’amore nei teatri dell’As.Li.Co.; il Concorso Internazionale di Spoleto debuttando in Gianni Schicchi; il 47º Concorso Toti dal Monte a Treviso, ottenendo il ruolo di Enrico in Lucia di Lammermoor di Donizetti. Tra gli impegni recenti e futuri spiccano il debutto come Filippo in Beatrice di Tenda al Festival della Valle d’Itria, L’elisir d’amore al Glyndbourne Festival, Il Turco in Italia all’Opéra Royal de Wallonie, La Bohème al Teatro Petruzzelli di Bari e al Teatro Regio di Torino, Don Giovanni al Teatro Valli di Reggio Emilia, Don Pasquale al New National Theater di Tokyo, L’elisir d’amore al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Lucia di Lammermoor al Teatro Mario del Monaco di Treviso.

Stagione concertistica 2024

venerdì 23 febbraio, ore 20.30 – turno A

sabato 24 febbraio, ore 19 – turno B

Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Francesco Ommassini

Contessa Susanna Gilda Fiume soprano

Conte Gil Biagio Pizzuti baritono

Sante Paolo Corda mimo

Ermanno Wolf-Ferrari

I gioielli della Madonna: suite

Il segreto di Susanna, intermezzo in un atto – esecuzione in forma semiscenica

(1 ora circa)