GLI AUGURI DI FONDAZIONE ARENA DI VERONA PER I 90 ANNI DI RENATO BRUSON

Fondazione Arena di Verona si unisce ai festeggiamenti per i 90 anni del baritono padovano, protagonista mondiale dell’opera. Una carriera lunga e di successo, con oltre 25 anni di presenze anche in Arena.

«Renato Bruson è un amico, un mito, un riferimento per i cantanti di ieri, di oggi e dei secoli che verranno. A nome di tutta l’Arena di Verona, dei suoi lavoratori, delle centinaia di migliaia di spettatori che compongono il suo affezionatissimo pubblico, buon compleanno Renato!»

Così Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena, si unisce ai festeggiamenti del mondo musicale per il baritono Renato Bruson, nato a Granze (PD), esattamente 90 anni fa. Una carriera ai massimi livelli per oltre mezzo secolo sulla scena italiana e internazionale, come protagonista e interprete di riferimento in ruoli belcantistici e verdiani, spaziando da Mozart alla Giovane Scuola, documentati da una vasta discografia e in video. Un’arte trasmessa poi con l’insegnamento ai giovani cantanti di oggi.

Renato Bruson ha esordito all’Arena di Verona come Carlo di Vargas ne La Forza del destino (1975, replicata nel 1978), tornando quasi ininterrottamente fino al 2000, ancora una volta protagonista di Nabucco ripreso dalle telecamere Rai. Settanta serate d’opera con colleghi leggendari e pubblico in visibilio: come Germont ne La Traviata (interpretato anche nella stagione del “battesimo” del riaperto Teatro Filarmonico, 50 anni fa), Rodrigo in Don Carlo, Jago in Otello, titolare in Macbeth e Nabucco, ma non solo Verdi. È Lord Enrico in Lucia di Lammermoor di Donizetti, Gerard in Andrea Chénier di Giordano, protagonista di diversi concerti lirici, con carisma, eleganza, controllo di arte ed emozione nel segno della musica dei grandi maestri.

L’ARENA DI VERONA SARÀ AD ADELAIDE NEL FEBBRAIO 2027 CON L’AIDA FIRMATA ZEFFIRELLI

Dopo il rinvio annunciato alcuni mesi fa, fissate le nuove date.

Un anno per organizzazione e promozione della più grande trasferta mai realizzata.

Gasdia: “Scriveremo una pagina della storia dell’opera italiana”.

Trespidi: “Un omaggio al Maestro Zeffirelli”

L’imponente AIDA di Giuseppe Verdi, nel leggendario allestimento firmato da Franco Zeffirelli, sarà in Australia a febbraio 2027. Dopo il rinvio annunciato alcuni mesi fa, sono ora state definite le nuove date evento: venerdì 26 e sabato 27 febbraio 2027, all’Adelaide Oval, Fondazione Arena di Verona porterà in scena l’opera regina, nell’ambito dell’Adelaide Festival 2027.

A 25 anni esatti dal suo debutto in Arena (che avvenne nell’estate 2002) l’allestimento del Maestro Zeffirelli per la prima volta lascerà i confini nazionali e sbarcherà in Terra Australe assieme a tutte le forze artistiche e tecniche di Fondazione Arena di Verona. Un evento storico: un intero teatro italiano partirà alla volta dell’Australia. Un progetto di portata internazionale per celebrare uno dei simboli più riconosciuti dell’eccellenza culturale italiana: il Canto lirico, patrimonio dell’Umanità.

Originariamente prevista per febbraio 2026, la produzione è stata rinviata a causa di ritardi dovuti a complicazioni delle procedure di esportazione e trasporto dei 28 container contenenti costumi, scenografie, strumenti ed equipaggiamenti tecnici. La conferma delle nuove date, con un anno di anticipo, consentirà il rispetto delle tempistiche per la realizzazione dello spettacolo.

La produzione vedrà impegnati 389 artisti e tecnici internazionali della Fondazione Arena di Verona, affiancati da 300 professionisti locali, tra cui il coro della State Opera South Australia. Nella buca 106 musicisti dell’Orchestra della Fondazione Arena di Verona. La regia sarà quella di Franco Zeffirelli, ripresa da Stefano Trespidi suo storico collaboratore. L’evento è realizzato da TEG Live con il supporto del Governo dell’Australia Meridionale, dell’Adelaide Economic Development Agency e della Città di Adelaide, in collaborazione con la State Opera South Australia, ed è ufficialmente incluso nel programma dell’Adelaide Festival 2027.

Ambientata nell’antico Egitto, AIDA prenderà vita sotto le stelle dell’Adelaide Oval con imponenti scenografie, costumi sontuosi e una spettacolarità di respiro cinematografico, offrendo al pubblico australiano un’esperienza operistica senza precedenti.

Tim McGregor, Head of Touring globale di TEG: “AIDA è uno degli eventi culturali più significativi mai arrivati in Australia. Presentare per la prima volta ad Adelaide l’iconica produzione di Zeffirelli rappresenta un momento storico per lo spettacolo dal vivo”.

Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena di Verona: “Siamo orgogliosi di portare l’arte del Maestro Zeffirelli nel mondo. Vedremo questo allestimento durante l’Arena Opera Festival 2026 dopodiché scenografie e costumi lasceranno Verona e in tre mesi di navigazione arriveranno in Australia. Per la prima volta, un intero continente potrà vedere questa imponente messa in scena fuori dall’Italia. Sarà un evento straordinario. L’interesse istituzionale è già molto alto, abbiamo un anno di tempo per scrivere una pagina di storia dell’opera italiana”.

Stefano Trespidi, Vicedirettore artistico di Fondazione Arena di Verona: “Saremo parte di uno dei più importanti festival internazionali di arti performative dell’emisfero sud, una grande occasione alla quale stiamo lavorando da anni, un omaggio alla lirica e al Maestro Zeffirelli. Ovviamente incastrare tutti i tasselli che portano ad una trasferta così complessa non è stato semplice, ora abbiamo un anno di tempo per trasformare in realtà un sogno: essere il primo teatro d’opera italiano in Australia”.

Matthew Lutton, Direttore Artistico dell’Adelaide Festival: “Siamo lieti di accogliere AIDA come prima aggiunta al programma dell’Adelaide Festival 2027. Sarà un compagno epico della selezione delle migliori produzioni internazionali di opera, teatro e danza attualmente in programmazione per il festival 2027”.

I biglietti sono già in vendita sul sito www.aidaadelaide.com.au

LA RASSEGNA DA CAMERA DI FONDAZIONE ARENA DI VERONA E’ GIUNTA ALLA TERZA EDIZIONE E SARA’ ANCORA PIÙ DIFFUSA, CON 10 CONCERTI IN 7 SEDI DIVERSE

Dal 25 gennaio al 29 novembre, 10 appuntamenti la domenica mattina alle 11

Le sedi dei concerti: Teatrino di Palazzo Maffei, Sala Maffeiana, Museo degli Affreschi, Biblioteca Capitolare, Circolo Unificato dell’Esercito, Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere, Museo Nicolis.

Oltre tre secoli di musica, con classici e gemme inedite eseguite dai professori d’Orchestra e, per la prima volta, anche dagli artisti del Coro di Fondazione Arena.

In vendita da oggi abbonamenti e biglietti a partire da 10 euro, abbinati a visite museali

Un concerto di Musei in Musica al Teatrino di Palazzo Maffei, 2025 © FotoEnnevi/Fondazione Arena di Verona

Forte di due edizioni sold-out, la rassegna da camera di Fondazione Arena di Verona Musei in Musica torna nel 2026 con un programma ancora più ricco e diffuso. Dal 25 gennaio al 29 novembre, dieci concerti la domenica mattina alle ore 11 uniranno musica e arte, grandi opere per piccoli ensemble strumentali e vocali in contesti unici e prestigiosi, sale e spazi immersi nella bellezza.

L’iniziativa conferma la sinergia con Palazzo Maffei, presente fin dalla prima edizione, Comune di Verona e Accademia Filarmonica, e cresce nel 2026 con la nuova collaborazione di Biblioteca Capitolare, Circolo Unificato dell’Esercito, Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere e Museo Nicolis.

Protagonista sarà la musica dei grandi compositori da Bach e Couperin al Novecento, passando per Beethoven, Brahms, Schubert, Rossini e molti altri, eseguiti da ensemble strumentali e vocali di Fondazione Arena di Verona. Abbinate ai concerti le visite ad alcune collezioni museali.

PROGRAMMA. Musei in Musica 2026 inaugurerà al Teatrino di Palazzo Maffei domenica 25 gennaio, all’interno del Festival Mozart a Verona, con il Quartetto n. 4 in Do maggiore, il più perfetto secondo molta critica musicale, al centro di un impaginato comprendente due rarità per clarinetto e quartetto d’archi: l’Abendlied di Schumann (nella trascrizione di Busoni) e il Quintetto di Reger, l’ultimo grande romantico della tradizione musicale tedesca. Palazzo Maffei, cultural partner di Fondazione Arena, sarà sede anche di altri tre appuntamenti. Il 19 aprile verranno eseguiti celebri brani di Rossini trascritti per quartetto di fiati, sinfonie da Guglielmo Tell, La Cenerentola, Semiramide, La Gazza ladra e un’inedita fantasia su temi rossiniani di Vincenzo Gambaro. Il 26 aprile, sarà la volta delle sonate barocche di J. S. Bach e il Concert Royaux di Couperin per unire il continuo di violoncello e clavicembalo ai soli di violino, oboe e flauto, con la chicca della sonata scritta per lo stesso organico nel 1952 dall’eclettico statunitense Elliott Carter. Infine, il 10 maggio, sarà protagonista Vienna, capitale musicale tra classicismo e romanticismo, con i primi trii per archi di Haydn, Beethoven e Schubert. Il 1° marzo nella Sala Maffeiana dell’Accademia Filarmonica, gemma intatta che ospitò Mozart nel suo primo viaggio in Italia, spazio a Brahms con due raccolte di leggeri valzer per voci e pianoforte su poesie d’amore, i Liebeslieder valzer, gioielli musicali eseguiti dal Coro di Fondazione Arena diretto da Roberto Gabbiani, impegnato anche al pianoforte. Sempre nel segno di Brahms, Musei in Musica approderà alla Biblioteca Capitolare di Verona, la più antica al mondo, il 3 maggio, con i suoi Sestetti per archi, due capolavori troppo poco eseguiti che uniscono impegno di scrittura e caloroso affetto. E, sempre nel solco della tradizione viennese, mondana e colta, il 17 maggio all’interno del Circolo Unificato dell’Esercito risuoneranno il raro Ottetto di Beethoven (che contribuì a suo tempo a diffonderne il nome) e la Serenata K388 di Mozart per ottetto di fiati, con la frizzante apertura di una trascrizione della sinfonia dal Flauto magico. La rassegna riprenderà in autunno con altri tre speciali appuntamenti. Il 18 ottobre la storica Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere aprirà le sue porte per ospitare brani per ensemble di fiati: dodici gli esecutori coinvolti nella Serenata op. 44 di Dvořák, capolavoro del genere, accanto a due rarità come la Piccola sinfonia per fiati di Gounod e la Serenata “in vano” di Nielsen. L’8 novembre Musei in Musica arriverà oltre i confini tracciati dalle “mura della bella Verona”, a Villafranca negli spazi del Museo Nicolis dell’Auto, della Tecnica e della Meccanica, con quartetti d’archi fondamentali dell’Ottocento, tra cui il Quarto di Beethoven e quello celeberrimo di Schubert intitolato “La Morte e la fanciulla”. Infine, l’ultimo appuntamento della rassegna 2026 tornerà al Museo degli Affreschi “G. B. Cavalcaselle” il 29 novembre con l’insolito Duo per violino e viola di Mozart e l’altrettanto raro “gran” Settimino di Kreutzer che conquistò i salotti dell’Ottocento.

Cecilia Gasdia, Sovrintendente Fondazione Arena di Verona: “Torniamo nel 2026 con un programma ancora più ricco, in tre anni, infatti, si sono moltiplicate le sedi dei concerti. Ringrazio le numerose istituzioni del territorio scaligero per la loro collaborazione e per aver voluto spalancare le porte di musei, palazzi e sale di pregio alla musica. Siamo orgogliosi di aver dato il via ad una rassegna che fin dalla prima edizione ha riscosso successo di pubblico e grande entusiasmo tra i professori della nostra Orchestra. Appuntamenti ormai irrinunciabili per l’offerta culturale di Verona”.

Marta Ugolini, Assessora alla Cultura del Comune di Verona: “La musica da camera è una forma di spettacolo dal vivo intima e preziosa, capace di creare un dialogo profondo tra interpreti, pubblico e luoghi che la ospitano. Portarla nei musei significa valorizzare al massimo questa relazione, facendo risuonare la musica con le collezioni d’arte e di storia. Il Museo degli Affreschi alla Tomba di Giulietta è uno dei luoghi più suggestivi di Verona: un contesto di straordinaria poesia e bellezza, dove le arti si incontrano con facilità, offrendo un’esperienza culturale unica e profondamente identitaria”.

Vanessa Carlon, Direttore di Palazzo Maffei: “Siamo molto felici di annunciare, per il terzo anno consecutivo, la ripresa dei concerti Musei in Musica nel Teatrino di Palazzo Maffei. È un progetto a cui tengo particolarmente perché questo spazio è, per sua natura, un luogo di incontro tra le arti: dall’arte visiva alla musica, dalla danza ai laboratori per i bambini, fino agli incontri, alle proiezioni e alle presentazioni, sempre dedicate all’arte. In particolare, siamo orgogliosi di rinnovare la collaborazione con la Fondazione Arena di Verona, che torna a regalarci questi splendidi concerti da camera”.

Silvia Nicolis, Presidente del Museo Nicolis: “L’adesione del Museo Nicolis alla rassegna di concerti da camera della Fondazione Arena rappresenta per noi un segnale di grande valore culturale. La musica, come il patrimonio che custodiamo, nasce per essere condivisa: è memoria viva, bellezza che attraversa il tempo e crea connessioni profonde. Accoglierla nei nostri spazi significa trasformare il Museo in un luogo di incontro tra arti, storie e persone, confermandone la vocazione a essere un ambiente vivo, contemporaneo e aperto al dialogo”.

Luigi Tuppini, Presidente dell’Accademia Filarmonica: “Rinnoviamo il nostro impegno nella vita culturale e artistica della città ospitando in Sala Maffeiana alcuni appuntamenti di Musei in Musica, fortunata stagione musicale che, con saggia sinestesia, dona piacere all’anima attraverso l’udito e la vista mentre accoglie il pubblico nei luoghi d’arte e cultura più prestigiosi di Verona”.

Mons. Bruno Fasani, Presidente della Fondazione Biblioteca Capitolare: “Siamo onorati di partecipare a questa iniziativa, perché la musica appartiene alla cultura e a Verona rappresenta un vero e proprio biglietto da visita. Sostenere e valorizzare tutto ciò che può favorire la crescita culturale in questo ambito ci vede pienamente disponibili e orgogliosi di farne parte”.

Claudio Carcereri de Prati, Presidente dell’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere: “L’adesione della nostra Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona alla rassegna di concerti da camera della Fondazione Arena segna la collaborazione di queste due importanti istituzioni cittadine. Siamo sicuri che le meraviglie musicali accostate alle meraviglie architettoniche pittoriche di Palazzo Erbisti saranno apprezzate da tutti gli amanti del bello”.

ABBONAMENTI. Da oggi è possibile acquistare l’abbonamento a tutti i dieci concerti a 90 euro (65 euro per il pubblico under30) sul sito www.arena.it e alla biglietteria dell’Arena. Il prezzo dell’abbonamento include la visita libera omaggio un’ora prima del concerto a Palazzo Maffei, Biblioteca Capitolare, Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere, Museo Nicolis e Museo degli Affreschi.

BIGLIETTI SINGOLI. Ogni data è acquistabile con un biglietto singolo a 15 euro (ridotto under30 a 10 euro) sul sito www.arena.it e alla biglietteria dell’Arena. Per tutti i concerti (ad eccezione del 29 novembre al Museo degli Affreschi), biglietti in vendita in loco anche la mattina stessa dell’evento, in base alla disponibilità di posti. I ticket per gli eventi ospitati a Palazzo Maffei, Biblioteca Capitolare, Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere, Museo Nicolis e Museo degli Affreschi prevedono la visita libera omaggio al museo un’ora prima del concerto. Chi acquista il biglietto singolo per i concerti in Sala Maffeiana e/o al Circolo Unificato dell’Esercito potrà scegliere quale dei cinque musei visitare, a partire dal giorno successivo al concerto ed entro fine rassegna.

Biglietti per singoli concerti e abbonamenti, con speciali riduzioni per il pubblico under30, sono già in vendita sul sito arena.it, alle Biglietteria dell’Arena e nel circuito Vivaticket.

L’Opera di Algeri gremita per il concerto dell’Arena di Verona

Grande successo anche per la masterclass dedicata agli studenti

Un trionfo di pubblico e di emozioni ha accolto, nel fine settimana, il debutto di Fondazione Arena all’Opera Boualem Bessaih di Algeri. Una prima volta nel Paese nordafricano che ha suggellato la vocazione dell’Arena di Verona quale simbolo di coesione internazionale e leva competitiva per l’Italia nel mondo per uno sviluppo culturale condiviso. Oltre 1.400 spettatori hanno gremito il teatro per assistere a una serata interamente dedicata al grande repertorio operistico italiano, trasformando la tappa del tour promozionale internazionale in un vero e proprio omaggio al canto lirico.

Sul palco, Eleonora Bellocci, Francesco Meli, Marta Torbidoni e Gezim Myshketa, accompagnati al pianoforte dal sovrintendente Cecilia Gasdia, hanno proposto un programma di capolavori, dalle arie più celebri de La Traviata, La Bohème, Aida e Tosca fino ad Andrea Chénier. Un viaggio attraverso il grande repertorio operistico italiano che ha conquistato il pubblico, regalando momenti di autentica emozione. E alle prime note di Billahi ya hamami, brano tradizionale locale suonato al pianoforte dal sovrintendente Gasdia per ringraziare l’Algeria, il pubblico è esploso in una lunga ovazione, suggellando un incontro non solo musicale ma anche umano e artistico.

La serata è stata organizzata dall’Opera di Algeri in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura, con il sostegno del Ministero italiano della Cultura. In platea, numerose autorità: il presidente dell’Opera House di Algeri Farid Khaous, il vice capo missione dell’Ambasciata d’Italia Simone Ievolella, la direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura Antonia Grande, oltre a rappresentanti dei ministeri algerini, di consolati e ambasciate straniere, e figure di rilievo del panorama culturale nazionale.

Il concerto rientra nel tour internazionale di Fondazione Arena e si inserisce nelle attività promosse dal Piano Mattei per l’Africa, progetto che annovera tra i suoi obiettivi strategici la formazione e la valorizzazione del patrimonio culturale, varato dal Governo italiano per favorire i rapporti con il continente africano.

Durante le due giornate ad Algeri, il sovrintendente Gasdia, insieme agli artisti, ha tenuto anche una masterclass molto partecipata per studenti dai sei ai diciassette anni, già impegnati nello studio del canto lirico e del pianoforte. Un’occasione formativa preziosa, che ha permesso ai giovani allievi di confrontarsi ed esibirsi con professionisti di rilievo internazionale, ricevendo suggerimenti e consigli per proseguire il loro programma di studi.

L’esperienza algerina conferma la vocazione internazionale di Fondazione Arena e il ruolo del canto lirico, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità, come ponte privilegiato di dialogo e collaborazione tra culture.

“Siamo stati accolti da tanto calore ed entusiasmo, l’opera è amata in tutto il mondo e sa unire culture e popolazioni – afferma Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena di Verona -. Questo evento, ancora una volta, attesta l’interesse che il nostro patrimonio artistico desta e la potenza della cultura non solo come strumento di coesione e condivisione tra paesi diversi ma anche come strumento in grado di generare nuovi rapporti istituzionali. L’incontro con gli studenti ha destato tanta curiosità e interesse, la sera dell’evento il teatro era pieno di giovani. Speriamo davvero di poter tornare presto”.

Vista la valenza internazionale del nostro teatro, dobbiamo maturare ancora di più la consapevolezza del ruolo importante che possiamo giocare quale strumento di relazioni internazionali, quali ambasciatori della bellezza italiana nel mondo – dichiara Stefano Trespidi, Vicedirettore artistico di Fondazione Arena di Verona -. Rispetto ad Algeri ed alla sua Opera House penso che questo magnifico teatro ben si presterebbe a mettere in scena un’opera completa”.

“All’Opera di Algeri si è tenuta una serata di grande rilievo dedicata alla presentazione della 103a edizione del Festival lirico dell’Arena di Verona – sottolinea Alberto Cutillo, Ambasciatore d’Italia ad Algeri -. La sala, gremita in ogni ordine di posti, ha accolto con entusiasmo l’iniziativa, confermando ancora una volta il solido legame culturale che unisce l’Algeria all’Italia. L’opera, espressione tra le più rappresentative del patrimonio artistico italiano, ha trovato ad Algeri un pubblico attento e partecipe, testimoniando l’interesse crescente per questo linguaggio universale. Un plauso alla Fondazione Arena di Verona e all’Istituto Italiano di Cultura di Algeri, promotori di un appuntamento che rafforza la collaborazione culturale tra i due Paesi. Da Algeri prende il via la prima tappa del tour internazionale dell’Arena, sostenuta dall’eccezionale energia del pubblico algerino. Si è trattato di una serata destinata a lasciare traccia nella memoria del pubblico presente”.

È stato un grandissimo piacere avere ospite la Fondazione Arena. Siamo davvero orgogliosi di questa première nel continente africano e di aver portato per una serata eccezionale l’opera italiana qui ad Algeri” spiega Antonia Grande, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Algeri.

Fondazione Arena, per la prima volta, all’Opera di Algeri

Prosegue il tour internazionale che ha già toccato Emirati Arabi Uniti e Oman

Nuove rotte per nuove sfide. Il tour internazionale di Fondazione Arena non conosce sosta. Dopo aver toccato Emirati Arabi e Oman, la meraviglia dell’opera lirica approda in Algeria. Per la prima volta, Fondazione Arena sarà all’Opera House di Algeri per un evento promozionale organizzato assieme all’Ambasciata italiana e all’Istituto italiano di Cultura della capitale, con il sostegno del Ministero italiano della Cultura. Venerdì 28 novembre, i cantanti Eleonora Bellocci, Francesco Meli, Marta Torbidoni e Gezim Myshketa, accompagnati al pianoforte dal sovrintendente Cecilia Gasdia, accenderanno al di là del Mediterraneo l’atmosfera areniana eseguendo le più belle arie d’opera. Il Canto lirico italiano, patrimonio dell’Umanità, al centro delle politiche internazionali. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle relazioni sostenute dal Piano Mattei per l’Africa, progetto che annovera la formazione e la valorizzazione del patrimonio culturale tra i suoi obiettivi strategici, varato dal Governo italiano per favorire i rapporti con il continente africano.

Nelle scorse settimane, invece, si è tenuto il roadshow nel Golfo. Gli eventi dedicati a operatori turistici e professionisti del settore, firmati Tourmeon, hanno visto Verona, con l’Arena e il Lago di Garda, protagonisti a Dubai, Abu Dhabi e Muscat. Per quattro giorni, la bellezza senza tempo delle icone scaligere e l’atmosfera delle serate areniane hanno incantato gli operatori attraverso presentazioni coinvolgenti, immagini evocative e racconti di esperienze autentiche: dalle notti magiche d’opera dell’Arena di Verona ai tramonti sul Garda, dall’ospitalità d’eccellenza dell’Hotel Due Torri alle tradizioni culturali e gastronomiche del territorio.

Le tappe si sono svolte a Conrad Etihad Towers di Abu Dhabi, ItaliaCamp Dubai – Hub for Made in Italy e Grand Hyatt Muscat in Oman. Oltre a Fondazione Arena di Verona, erano presenti Destination Verona & Garda Foundation e l’Hotel Due Torri Verona.

L’iniziativa si è svolta sotto il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Abu Dhabi, rappresentato dalla Direttrice Susanna Salafia, che nel suo intervento ha sottolineato il ruolo centrale del turismo culturale nella promozione dell’Italia nel mondo. La presenza delle istituzioni italiane nel Golfo ha dato ulteriore valore all’iniziativa, con la partecipazione di Lorenzo Fanara, Ambasciatore d’Italia negli Emirati Arabi Uniti, Francesca Dell’Apa, Console d’Italia a Dubai, Francesco Gargano e Francesca Gimigliano, Vice Ambasciatore e Addetta Commerciale dell’Ambasciata d’Italia a Muscat e Benedetto D’Anna, Head of Oman Desk di ITA Dubai.

Cecilia Gasdia, Sovrintendente Fondazione Arena di Verona: “Con entusiasmo portiamo nel mondo la nostra attività culturale e il nome dell’Arena di Verona, Anfiteatro Romano dove è ben rappresentata la Pratica del Canto Lirico, patrimonio dell’Unesco e protagonista del Festival Areniano. Proprio la peculiarità del nostro Festival, simbolo della musica italiana nel mondo che ogni anno accoglie migliaia di persone da ogni continente, ci spinge a dedicare sempre di più la nostra attenzione all’estero. L’accoglienza che riceviamo sempre ci dimostra l’interesse che il nostro patrimonio artistico desta e la potenza della cultura non solo come strumento di coesione e condivisione tra paesi diversi ma anche come strumento in grado di generare indotto economico e fermento artistico”.

Stefano Trespidi, Vicedirettore artistico di Fondazione Arena di Verona: “Il 61 per cento degli spettatori dell’Arena Opera Festival sono stranieri e provengono da 130 Paesi del mondo. Tutto questo è possibile perchè negli anni abbiamo investito nella promozione internazionale e nel consolidare l’immagine dell’Arena come baluardo del Made in Italy, simbolo dell’eccellenza culturale. In Arena gli spettatori trovano emozioni ed un’esperienza a 360 gradi, dalle degustazioni pre opera, alle cene stellate, alle visite nel backstage prima di assistere ad uno spettacolo unico al mondo, con centinaia di artisti in scena. Ricordo che, dalla ricerca Nomisma, Fondazione Arena genera per l’Italia un indotto di 2 miliardi di euro e il 60% resta nel veronese. Fare sinergia tra istituzioni significa incrementare i benefici per l’economia e lo sviluppo della nostra terra“.

IN ARENA 830 BAMBINI CANTANO IL VA’ PENSIERO

Quasi 10mila spettatori per il primo evento dedicato alle famiglie

Un’esplosione di gioia. Un’Arena di bambini. Protagonisti canto, musica e solidarietà. Ad un mese dall’inaugurazione dell’Opera Festival, proprio con il nuovo allestimento di Nabucco di Giuseppe Verdi, oggi pomeriggio 830 bambini da tutta Italia si sono ritrovati sul palcoscenico dell’Arena di Verona e hanno emozionato migliaia di famiglie cantando il Va’, pensiero, sull’ali dorate. In platea e sulle gradinate tutto esaurito per l’evento Il cielo è di tutti. Concerto per piccoli cori e grandi sogni, organizzato da Fondazione Arena di Verona grazie al contributo del family partner Generali Italia.

L’evento si è ispirato alla poesia di Gianni Rodari, contenuta nel volume Filastrocche in cielo e in terra, letta dal Sovrintendente di Fondazione Arena Cecilia Gasdia che, ad inizio pomeriggio, ha portato i saluti assieme al General manager Generali Italia Massimo Monacelli e a Fra Cristian Gualandris dell’Antoniano. Presente il Sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi.

CORI. Ben 33 cori di voci bianche provenienti da tutta Italia, si sono alternati durante il pomeriggio. Bambini dai 4 ai 14 anni, assieme a 150 accompagnatori, sono arrivati a Verona da Genova, Napoli, Bologna, Monza e Brianza, Varese, Bergamo, Milano, Torino, Brescia, Treviso, Gorizia, Trento, Vicenza, Roma, Cagliari, Prato, Catanzaro, Ragusa, Sondrio e Catania. Protagonista il Piccolo Coro dell’Antoniano, diretto da Margherita Gamberini, accompagnato dai cori della Galassia dell’Antoniano, con la partecipazione del Maestro Stefano Nanni. Tra le canzoni che hanno acceso l’entusiasmo del pubblico: Le piccole cose belle, Il caffé della Peppina, Volevo un gatto nero, Popoff, Quarantaquattro gatti, Le tagliatelle di nonna Pina, così come I can believe, Il principe Futù, L’estate sta iniziando, Mo li Hua, Diventare un albero e Heal the world. Affidati ai bambini veronesi di Alive il Coro dei monelli da Carmen di Bizet, la Gran scena della consacrazione da Aida di Verdi, Pie Jesu da Requiem di Lloyd Webber e il Gran Finale Atto Secondo da Aida di Verdi.

Il Piccolo Coro di Caivano, diretto da Antonia di Maio, ha cantato Il coccodrillo come fa? e Il domani. Il coro della periferia campana, nato nel dicembre 2023 da un progetto promosso dal Ministero della Cultura in collaborazione con Antoniano Opere-Francescane, conta 40 bambini tra i 4 e i 13 anni.

Centinaia di voci in un unico coro d’amore e fratellanza: l’evento sostiene Operazione Pane, la campagna di Antoniano, abbinata allo Zecchino d’Oro, che supporta 20 mense francescane in Italia e 5 nel mondo, accogliendo persone e famiglie in difficoltà.

Presentatore dell’evento Walter Rolfo, scrittore, autore e appassionato di illusionismo, già testimonial di Generali per il progetto “Vite – Storie di Felicità” con la Fondazione della Felicità ETS di cui è il Presidente. Ad affiancarlo, Mìmi e Nartico, i due talent dello Zecchino d’Oro, e Marco Di Buono e Arianna Ciampoli di Rai Radio Kids.

Il concerto rientra nella rassegna Arena Young, il progetto artistico-formativo di Fondazione Arena per scuole, giovani e famiglie realizzato anche grazie al supporto della Provincia di Verona.

A tutti i bimbi dei cori è stato distribuito uno zainetto con all’interno la merenda, grazie al sostegno di Zuegg e Forno Bonomi.

L’ARENA DI VERONA TORNA A PRAGA, CULLA MUSICALE D’EUROPA, DOPO VENT’ANNI E ANNUNCIA AUDIZIONI APERTE PER I CANTANTI DI TUTTO IL MONDO

Gasdia: “Siamo alla ricerca di nuovi e giovani talenti. Tutti gli artisti possono scriverci e sostenere un’audizione privata in ogni momento dell’anno”

All’Istituto Italiano di Cultura di Praga, il più antico del mondo, anche l’Ambasciatore Marsili

Una serata da tutto esaurito. Quasi 150 persone, mercoledì sera, hanno affollato la Cappella barocca dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga, il più antico del mondo, per non perdere il ritorno di Fondazione Arena di Verona nella capitale ceca, dopo oltre 20 anni dall’ultimo evento. Accolta dall’Ambasciatore d’Italia a Praga Mauro Marsili e dalla Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura Marialuisa Pappalardo, il Sovrintendente Cecilia Gasdia, davanti ad un pubblico di artisti, direttori d’orchestra, oltre che di tour operator e giornalisti di settore, ha annunciato la possibilità per tutti i cantanti del mondo di sostenere un’audizione privata all’Arena di Verona, fucina di grandi talenti.

“In questi ultimi anni sono stati tantissimi i giovani che hanno cantato e debuttato all’Arena di Verona – afferma il Sovrintendente Cecilia Gasdia –. Siamo sempre alla ricerca di nuovi talenti, di tutte le età, per questo lanciamo un invito a tutti gli artisti: coloro che desiderassero sostenere un’audizione privata, possono scriverci via mail in ogni momento dell’anno e, in base alla provenienza e alle disponibilità, verrà fissato loro un appuntamento. Diamo spazio a tutti, con un occhio di riguardo per i giovani che hanno bisogno di fare esperienza al fianco di grandi artisti. Occasioni che possono cambiare il loro futuro professionale, che li aiutano a formarsi. Ringraziamo l’Istituto Italiano di Cultura di Praga e l’Ambasciata per questa serata, è stata un’emozione tornare qui dove ho cantato tante volte negli anni ‘80 e ‘90”.

Il ritorno della Fondazione Arena di Verona a Praga è stato fortemente voluto dall’’Ambasciata e dall’Istituto Italiano di Cultura, non solo per presentare un’eccellenza italiana del settore, ma anche per rimarcare la passione per la musica e lo spettacolo che unisce l’Italia e la Repubblica Ceca – dichiara l’Ambasciatore d’Italia Mauro Marsili -. Lo straordinario programma del 2025 presentato dagli illustri rappresentanti della Fondazione, le magistrali interpretazioni dei solisti accompagnati al piano da Cecilia Gasdia e l’accoglienza trionfale del pubblico in sala sono la migliore testimonianza di una scelta vincente che ha contribuito a promuovere il genio creativo e la capacità di stupire degli italiani”.

“La bellezza del nostro lavoro è che, spesso, ci regala momenti di pura magia: sentire la nostra Cappella barocca risuonare con la musica di Puccini e Verdi, e al pianoforte la straordinaria Cecilia Gasdia, è stato uno di questi – commenta la Direttrice dell’Istituto, Marialuisa Pappalardo -. Come il nostro Istituto, che nel 2022 ha compiuto 100 anni, il Festival Lirico Areniano vanta una storia centenaria, dedicata alla musica, per un pubblico italiano e internazionale. Il segreto di questa longevità consiste in una proposta artistica sempre di assoluta eccellenza, uno scenario unico al mondo e una capacità di rinnovarsi che, unendo la tradizione ad uno sguardo contemporaneo, si rivolge  e include le giovani generazioni, perchè la passione per la musica deve essere accesa e costantemente nutrita”. 

“La musica è un linguaggio universale, per questo nelle capitali culturali del mondo, l’Arena di Verona riscuote grande interesse ed entusiasmo, micce che innescano nuove idee, opportunità artistiche e commerciali – chiude il Vicedirettore artistico Stefano Trespidi -. Il nostro sogno è disegnare una road map dei prossimi due anni che ci permetta di realizzare nei Paesi stranieri masterclass e audizioni, diventando un punto di riferimento e una continua opportunità di crescita e carriera per gli artisti. L’Arena è un palcoscenico unico al mondo, potersi esibire davanti a diecimila persone a sera è un banco di prova ma anche un trampolino di lancio”.


Da Verona a Praga. Durante la serata, dopo la presentazione del 102° Arena Opera Festival, i solisti Gilda Fiume (Soprano), Gianluca Terranova (Tenore) e Leon Kim (Baritono) hanno eseguito alcune delle più celebri arie di Verdi e Puccini, tratte dalle opere Rigoletto, Aida, La Traviata e Turandot. Ad accompagnarli Cecilia Gasdia al pianoforte, un Petrof recentemente restaurato, sottoposto a un lavoro di revisione della meccanica, ed inaugurato pochi giorni fa. Un gioiello all’interno della Cappella barocca dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga, consacrata il 3 luglio 1617 dall’arcivescovo Jan Lohelius alla Vergine Maria e a San Carlo Borromeo. Annoverata tra gli esempi del primo barocco praghese, la chiesa si articola in un’unica navata, con nicchie laterali, coperta da una volta a botte affrescata. Nella volta ancora oggi si possono ammirare rari affreschi monocromi con una delle prime raffigurazioni di San Carlo accanto a Sant’Ambrogio. Nell’abside campeggia una pala raffigurante San Carlo Borromeo adorato dagli orfani, dipinta nel 1839 da Václav Ignác Leopold Markovský. Oggi è uno spazio per eventi, concerti ed esposizioni, alle pareti in questi giorni, infatti, la mostra fotografica “Gabriele Basilico. Roma”.

L’evento è stato organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Praga e dalla Fondazione Arena di Verona, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Praga, la Regione Veneto, la Camera di Commercio e dell’Industria Italo-Ceca (CAMIC) e l’ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, con il supporto di Sartori di Verona presente con i suoi vini. 

Fondazione Arena di Verona con gli Ambasciatori e gli artisti alla Royal Irish Academy of Music

Una prima volta che ha fatto il giro del mondo. Fondazione Arena di Verona ha portato il Canto lirico in Irlanda.

Un evento organizzato assieme all’Ambasciata italiana e all’Istituto italiano di Cultura di Dublino, negli spazi della Royal Irish Academy of Music. Importante la risposta del corpo diplomatico internazionale.

Erano presenti, infatti, ambasciatori e delegati di Argentina, Repubblica Ceca, Stati Uniti, Polonia, Ungheria, Lituania, Cipro, Paesi Bassi, Austria, Bulgaria.

E ancora senatori e rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri irlandese e del Parlamento Europeo. Affascinati dal mondo dell’Opera e pronti a sostenerne la promozione.

Un’occasione per presentare al pubblico specializzato, composto per lo più da tour operator, stampa di settore e rappresentanti delle maggiori realtà musicali irlandesi, il 102° Arena Opera Festival, le nuove experience per aziende e clientela business e le prossime tappe del tour internazionale: Praga, Miami, Boston e New York.

Ad esibirsi davanti ad autorità, tour operator, rappresentanti di aziende e stampa specializzata, i cantanti Gilda Fiume, Gianluca Terranova e Leon Kim, accompagnati al pianoforte dal Sovrintendente Cecilia Gasdia.

“Eventi come questo ci mettono in connessione con il resto del mondo e ci permettono di attivare una rete di rapporti istituzionali e commerciali fondamentali per la crescita del nostro teatro – dichiara Cecilia GasdiaSovrintendente di Fondazione Arena –. L’Arena di Verona all’estero è simbolo dell’eccellenza culturale italiana e l’interesse che riscontriamo è sempre alto, sia da parte delle autorità che di imprenditori e professionisti”.

“Di anno in anno, i tour internazionali si rivelano un prezioso strumento di comunicazione e promozione – aggiunge Stefano TrespidiVice direttore artistico -. Allo stesso tempo ci permettono di conoscere altre prestigiose realtà musicali. Occasioni di interscambio che generano sempre delle opportunità di crescita per il nostro territorio e per l’Arena che, ricordo, vanta un pubblico internazionale, quasi il 60 per cento degli spettatori proviene infatti dall’estero. Uno zoccolo duro che deve essere continuamente alimentato e incrementato”.

“Una bellissima serata e un’occasione unica per presentare al pubblico irlandese e al settore culturale e turistico dell’isola uno dei gioielli della cultura, della musica e dell’arte italiana – sottolinea l’Ambasciatore d’Italia a Dublino Nicola Faganello -. Ringrazio pertanto Fondazione Arena, e in particolare la Sovrintendente Cecilia Gasdia e il Vice direttore artistico Stefano Trespidi, per aver portato a Dublino questo magnifico evento che ha riscosso un grande entusiasmo e che costituisce una base importante per l’azione di promozione da parte del Sistema Italia sia del Festival veronese, così come della città di Verona e in generale del nostro Paese. A livello personale, viste le mie origini trentine, è stata una serata emozionante, a Verona e all’Arena mi legano tanti ricordi di gioventù, fin da piccolo, infatti, ho avuto la fortuna di vedere numerose opere e concerti proprio nella splendida e unica cornice dell’Anfiteatro romano veronese”.

“La numerosa presenza sia degli operatori di settore, così come delle autorità, dimostra quanto Dublino ami e apprezzi l’opera, un grande strumento di promozione culturale e turistica dell’eccellenza italiana nel mondo – conclude Marco Gioacchini, Direttore dell’Istituto italiano di Cultura di Dublino -. Come Istituto di Cultura, assieme all’Ambasciata italiana, collaboriamo con i maggiori player musicali irlandesi, ecco perchè la sede di questo evento non poteva che essere la Royal Irish Academy of Music. L’Italia è molto amata dagli irlandesi, e Verona è sicuramente una delle mete di riferimento”.

PAOLO VALERIO, NUOVO DIRETTORE ARTISTICO RASSEGNE TEATRALI COMUNE DI VERONA.

GASDIA: “UN PROFESSIONISTA DI GRANDE ESPERIENZA, PRONTI A NUOVE SINERGIE”

«A nome di Fondazione Arena di Verona, desidero congratularmi calorosamente con Paolo Valerio per il nuovo e prestigioso incarico. Sono certa che sarà l’inizio di nuove sinergie e collaborazioni per il futuro della cultura e la valorizzazione dell’eccellenza teatrale veronese nel mondo – afferma Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena di Verona -. Paolo Valerio unisce a grande esperienza e professionalità una profonda conoscenza della città, del suo sistema teatrale e soprattutto un evidente amore per Verona, i suoi luoghi, la sua storia. In lunghi anni di collaborazione con Fondazione Arena, ha realizzato diversi spettacoli, rivolti in particolare alla formazione dei giovani, e nell’ultimo biennio ha creduto a due progetti che ci stavano particolarmente a cuore e che non avevano precedenti in città. Assieme a lui abbiamo dato vita a due produzioni di alto valore artistico per la riscoperta e valorizzazione di grandi opere dimenticate provenienti dal territorio. Una collaborazione che sicuramente proseguirà con il suo nuovo incarico». 

Paolo Valerio ha firmato la regia di due produzioni di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico: Amleto di Franco Faccio, nel 2023 per i centocinquant’anni dalla prima esecuzione dell’opera. E, il mese scorso, per l’inaugurazione della stagione del 50° del Teatro Filarmonico e del bicentenario dell’autore con Falstaff di Antonio Salieri, un omaggio al compositore di Legnago. 

Arena young 2025 : Al via con Baby Mozart la proposta formativa di Fondazione Arena

Nel 2025 oltre 70 appuntamenti tra eventi, spettacoli dedicati, date in promozione per giovani, scuole, accademie, conservatori e università

Prende il via oggi, con le prime due rappresentazioni di Baby Mozart, l’edizione 2025 di Arena Young, il progetto formativo di Fondazione Arena per scuole, giovani e famiglie. Con 4 rassegne diverse e 70 date da gennaio a dicembre, Arena Young ormai è una vera e propria stagione artistica, sempre più ricca e articolata.

Forte di un 2024 che ha registrato oltre 7.500 presenze e una crescita di spettatori del 32% rispetto all’anno precedente, il 2025 parte con 5 repliche sold-out di Baby Mozart K1 K2 K3 …stella! Lo spettacolo, coprodotto con Fucina Culturale Machiavelli,si rivolge ai bambini della scuola d’Infanzia e Primaria dai 3 agli 8 anni e li “battezza” alla musica e al teatro, scoprendo le emozioni attraverso le prime composizioni per tastiera di Mozart (scritte a soli 5 anni) con la sorella Nannerl, sotto lo sguardo vigile di papà Leopold.

La prima rassegna a partire, Il Teatro si racconta,pensata per le scuole di ogni ordine e grado, con spettacoli diversificati per tematiche affrontate, stili e target d’età, porta in scena grandi classici e nuove produzioni. Dal 19 febbraio gli studenti più grandi sono invitati a viaggiare per il mondo e per le sue diverse ispirazioni musicali in meno di 80 minuti: il grande classico di Jules Verne è tradotto nella divertente pièce Le incredibili avventure di Mister Fogg. Il 19 e 20 marzo, l’intera Orchestra areniana è in scena per raccontare una favola senza età che è anche un viaggio alla scoperta dei timbri e degli strumenti musicali: Pierino il lupo, grande classico di Prokof’ev. Gli studenti della scuola Secondaria di I e II grado sono i destinatari del format Opera in giallo, che rilegge i misteri e i crimini dei più classici melodrammi del repertorio e li presenta al giovane pubblico coinvolgendolo in una moderna indagine poliziesca: dopo il grande successo di Tosca nel 2023, quest’anno, il 9 e 10 aprile, tocca a Rigoletto. Dopo l’estate, protagonista degli appuntamenti di novembre è il Coro di Fondazione Arena diretto dal Maestro Roberto Gabbiani: un viaggio nel tempo e negli stili, con l’aiuto di due narratori, alla scoperta della voce e del canto lirico, Patrimonio immateriale dell’Umanità. A chiudere la rassegna in dicembre è Il favoloso mondo Disney, arrangiamento per ensemble strumentale e voce di ottanta anni di colonne sonore, dal capolavoro di animazione Fantasia del 1940, ai grandi classici come Cenerentola e La Carica dei 101, passando per gli irriverenti Aristogatti e le principesse poco convenzionali Pocahontas e La Sirenetta.

Questi sei spettacoli, per la loro valenza di progetto formativo e artistica di teatro musicale, sono in scena eccezionalmente anche per una replica straordinaria il sabato pomeriggio, a comporre la rassegna A Teatro in famiglia: sogniamo ad occhi aperti! Date per bambini e ragazzi, pensate per una trasversale partecipazione a teatro di grandi e piccini, con biglietti a tariffe speciali, acquistabili alla Biglietteria di Fondazione Arena, sul sito www.arena.it, sui canali social e TicketOne.

Il Falstaff, nuova produzione dell’opera comica di Antonio Salieri, in edizione critica e con un cast di giovani talenti, è stato svelato in anteprima ad un pubblico curioso e attento di studenti: è il primo dei sei appuntamenti 2025 della seguita Anteprima Scuola,che vedele prove generali degli spettacoli lirici al Teatro Filarmonico aperte esclusivamente a Scuole, Università, Conservatori, Accademie di Belle arti e Verona Accademia per l’Opera. Ogni anteprima è preceduta da una conversazione di approfondimento in Sala Filarmonica, per poter meglio capire e apprezzare lo spettacolo cui si assiste.

Analogamente è confermato il progetto Andiamo a teatro con l’obiettivo di far vivere l’esperienza del teatro, dell’opera e dei concerti, a giovani e adulti insieme con la possibilità di partecipare ad un “Preludio” di approfondimento con registi, cantanti e musicisti un’ora prima di ogni spettacolo infrasettimanale: un approccio alla trama, ai personaggi e al linguaggio teatrale e musicale, di guida all’ascolto, sia d’opera o di musica sinfonica, in una dimensione informale di incontro con gli artisti e i creatori coinvolti. Ogni appuntamento di Andiamo a Teatro è unico e si svolge i mercoledì e i venerdì per l’Opera e il venerdì per la Sinfonica. La partecipazione ai Preludi è abbinata alle speciali tariffe per la Scuola nelle stesse date di spettacolo.

Incontri e spettacoli sono prenotabili ai contatti dell’Area Formazione e Promozione Scuole di Fondazione Arena di Verona, tel. 0458051933, mail: scuola@arenadiverona.it

A tutti questi appuntamenti, si aggiungono le ventuno serate del 102° Arena di Verona Opera Festival 2025: si riconferma infatti la promozione Scuola e Università all’opera, proposta di tariffe a prezzo ridotto riservate agli studenti e al personale di Scuola, Università, Conservatori e Accademie per danza, concerti e soprattutto opere, da Viva Vivaldi e i Carmina Burana alla doppia serata di Roberto Bolle and Friends, da La Traviata e Carmen ad Aida e il nuovo Nabucco.

«La programmazione di Arena Young è per tutta Fondazione Arena una missione e un orgoglio – dichiara Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena di Verona –. Grazie anche al sostegno pluriennale di Fondazione Cariverona, e a quello più recente di Generali-Cattolica, e agli omaggi di Forno Bonomi per i piccoli partecipanti, nell’ultimo biennio è stato possibile destinare maggiore spazio a queste iniziative, non solo per formare il pubblico del futuro, ma per l’urgenza attuale di bambini e ragazzi. I più giovani sono già oggi pubblico, con un grande bisogno di oasi di ascolto, di scoperta della musica, del teatro e di chi lo fa, che sono mezzi per incontrare sé stessi e gli altri, scoprire le proprie emozioni e forse le proprie aspirazioni, ciò che vorranno essere da grandi. Come per le altre stagioni di Fondazione, anche per Arena Young esiste una progettualità a lungo termine, a maggior ragione per la sua valenza formativa e il suo dialogo col mondo della scuola e, mentre annunciamo oggi il 2025, stiamo pianificando le attività del prossimo triennio».

«Arena Young è un progetto di ampio respiro la cui attrattività va oltre i confini regionali – aggiunge Stefano Trespidi, Vice Direttore Artistico di Fondazione Arena –, tanto che nel 2024 abbiamo accolto scuole anche da Lombardia, Trentino, Emilia, Lazio e Sicilia. Vogliamo creare una familiarità con il pubblico di Verona, che possa conoscere il Filarmonico, le sue sale, le sue numerose attività e professioni. Il Teatro Filarmonico è parte della città, è una casa per tutti noi, per chi ci lavora e per chi la frequenta da spettatore. Fondazione Arena è parte attiva della città e desidera che Verona si possa sentire vicina al proprio teatro, varcandone la soglia senza timore. Partecipare sin da piccoli, con la propria classe e in famiglia, mette il Filarmonico in relazione di sana quotidianità con la nostra comunità».

INFORMAZIONI E BIGLIETTI

Il Teatro si racconta

Spettacoli per ogni fascia d’età, con i complessi artistici della Fondazione Arena di Verona.

Cosa ci può raccontare il teatro? Cosa ci può insegnare? Quante emozioni ci può dare?

Biglietti € 3,00 | Adulti accompagnatori e le persone disabili hanno diritto alla gratuità

Anteprima Scuola

Prove generali aperte a Scuole, Conservatori, Accademie e Università. Preceduto da un incontro di approfondimento gratuito, su prenotazione,

che si svolgerà un’ora e mezza prima dello spettacolo.

Biglietti € 5,00 | Adulti accompagnatori e le persone disabili hanno diritto alla gratuità

Andiamo a Teatro

Percorso di avvicinamento all’opera e alla musica sinfonica per studenti e accompagnatori con speciale scontistica sul biglietto.

Un’ora prima dello spettacolo approfondimento gratuito su trama, personaggi e linguaggio del teatro, su prenotazione.

Biglietti LIRICA: € 15,00 | CONCERTI: € 10,00

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

Area Formazione e Promozione Scuole 

Fondazione Arena di Verona

Via Roma 7/d – 37121 Verona Tel. 045 8051933 | scuola@arenadiverona.it

A FRANCOFORTE TUTTO ESAURITO PER PUCCINI IN OPERA ; L’ORCHESTRA DI FONDAZIONE ARENA EMOZIONA LA BUCHMESSE

Al concerto anche i Ministri della Cultura di Italia Alessandro Giuli e di Germania Claudia Roth

In un teatro da 2.500 spettatori gremito di pubblico e autorità, ieri sera, Fondazione Arena di Verona ha inaugurato la Buchmesse 2024.

La Fiera del libro di Francoforte, la più grande manifestazione internazionale del settore, quest’anno ha infatti come Paese ospite d’onore l’Italia. Al concerto erano presenti il Ministro della Cultura italiano Alessandro Giuli, il Ministro della Cultura tedesco Claudia Roth, l’Ambasciatore italiano in Germania Armando Varricchio, il Commissario straordinario del Governo per Italia Ospite d’Onore Mauro Mazza. Oltre al Sindaco di Verona e Presidente di Fondazione Arena, Damiano Tommasi, assieme al Sovrintendente Cecilia Gasdia.

Sul palcoscenico della Alte Oper di Francoforte, si è esibita l’Orchestra di Fondazione Arena, diretta dal Maestro Francesco Ivan Ciampa, assieme al soprano Chiara Isotton e al tenore Yusif Eyvazov.

Il concerto Puccini in Opera ha reso omaggio al compositore italiano nell’anno del suo centenario. Un programma che ha entusiasmato ed emozionato il pubblico presente in sala. Dai primi successi di Le Villi e Manon Lescaut, rappresentati da significativi brani sinfonici, fino alle arie e duetti più noti da La Bohème, Tosca, Madama Butterfly, Suor Angelica e Turandot. Interminabili gli applausi per i professori d’Orchestra, il Maestro Ciampa e i cantanti al termine del concerto.

“Una serata che è stata la celebrazione di quello che accade tutte le estati in Arena – spiega il Sindaco e Presidente di Fondazione Arena Damiano Tommasi –. Un bel riconoscimento alla professionalità della nostra Fondazione lirica. Tra l’altro in un paese, la Germania, che da sempre ama l’Arena ed è fortemente presente al Festival. Essere qui, all’interno di questa kermesse, dalla quale l’Italia mancava da tanti anni, è la dimostrazione di quanto sia grande la nostra responsabilità: abbiamo un tesoro tutto veronese da tutelare, un gioiello che rappresenta il canto lirico italiano patrimonio Unesco, amato e apprezzato in tutto il mondo”.

“Questa serata pucciniana ha scatenato un grande entusiasmo nel pubblico – aggiunge il Sovrintendente di Fondazione Arena Cecilia Gasdia –, applausi che attestano l’amore per Puccini e l’Opera italiana in Germania, ma anche nel resto del mondo. Il pubblico tedesco stasera ha dimostrato ancora una volta l’affetto che nutre per l’Arena. Un trionfo per l’Orchestra, i cantanti e il Maestro che ci ha veramente commosso. Fondazione Arena è ambasciatrice e simbolo della cultura italiana all’estero, è cresciuta tantissimo negli ultimi anni, saremo sempre pronti a partire per portare nel mondo la musica e il canto lirico patrimonio Unesco”.

LA MAGIA DELL’ARENA EMOZIONA LA COREA E APRE A FUTURE COLLABORAZIONI 

Fondazione Arena porta in scena l’allestimento di Zeffirelli per i 140 anni di amicizia tra Italia e Corea Gasdia impegnata in masterclass con studenti, cantanti e insegnanti

Un interminabile applauso, 13 minuti che hanno commosso tutti dopo mesi di lavoro e settimane di montaggi e prove. In Corea va in scena la magia dell’Arena di Verona. Grande successo, questa sera, sabato 12 ottobre, per la premiere di Turandot al KSPO Dome di Seoul, diretta dal Maestro Daniel Oren. Nella più grande venue al coperto di tutta la Corea del Sud, luogo di riferimento per i maggiori eventi sportivi e musicali, Fondazione Arena ha portato ‘direttamente’ da Verona, l’opera pucciniana per eccellenza. Sul palcoscenico il soprano Oksana Dyka nei panni di Turandot, il tenore Martin Muehle (Calaf), Mariangela Sicilia ad interpretare Liù, Ferruccio Furlanetto (Timur), Elia Fabbian (Ping), Gregory Bonfatti (Pong), Riccardo Rados (Pang) e Piero Giuliacci (Altoum). Assieme a loro la New Seoul Philarmonic Orchestra, i cantanti sia adulti che voci bianche del Songpa Boys and Girls Choir and Children’s Choir, i ballerini della Jeong Min-Geun Dance Company e gli attori della Jinart Company.

Ad incantare il pubblico coreano le maestose scenografie di Franco Zeffirelli, la bellezza dei costumi di Emi Wada e l’abilità tecnica e di regia della macchina areniana, capace di ricreare un palcoscenico della stessa grandezza di quello dell’Arena all’interno di un palazzetto e di mettere assieme masse artistiche provenienti da diverse realtà. A curare la regia dello spettacolo Stefano Trespidi.

NUMERI. Circa 35 i container partiti in agosto per trasportare via mare scenografie e costumi. Una cinquantina i tecnici di Fondazione Arena al lavoro da fine settembre. Cinque i giorni impiegati per il montaggio di palcoscenico e scene. Ben 110 le comparse coreane e 40 i bambini di Seoul impegnati nella messa in scena, tra figuranti e voci bianche. Sono 18 i mimi professionisti arrivati direttamente dall’Arena Opera Festival.

Il debutto coreano dell’areniana Turandot è stato organizzato da Solopera, KSPO&CO, Dong-A Ilbo, Sol&Music Cultural Industry Company e supportato dall’Ambasciata d’Italia in Corea, dall’Istituto Italiano di Cultura della capitale e dal Maeil Economic Daily, in partnership con SBS, radio-tv nazionale coreana. E rientra nelle celebrazioni dei 140 anni di amicizia tra Italia e Corea. Era il 26 giugno 1884 quando venne firmato il primo Trattato di amicizia e di commercio fra i due Paesi, siglato dal Regno d’Italia e dalla Corea della dinastia Joseon. Una storia che prosegue anche oggi e che intende aprire nuove collaborazioni per il futuro.

INCONTRO CON AMBASCIATA E SOLOPERA. Prima della premiere, il sovrintendente Cecilia Gasdia ha incontrato l’Ambasciatrice italiana a Seoul Emilia Gatto, la direttrice di Solopera Company Lee So-Young e la direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura Michela Linda Magrì. Presente il Vicedirettore Artistico di Fondazione Arena Stefano Trespidi e il figlio del Maestro Zeffirelli, Pippo Zeffirelli, giunto a Seoul per l’occasione. Un evento istituzionale, con un centinaio di persone tra operatori turistici, giornalisti di settore e manager di aziende, che ha visto schierate tutte le realtà che hanno collaborato per la realizzazione di questo progetto. Un unicum nella storia del KSPO Dome di Seoul.

“Ha vinto il rapporto umano tra le popolazioni, l’umanità tra le persone – dichiara il Sovrintendente Cecilia Gasdia a fine spettacolo -. C’è stato qualcosa di magico stasera, sono davvero commossa. Tutti hanno lavorato con grande amore per questi debutto in Corea sia di Fondazione Arena che di Zeffirelli. Speriamo di tornare presto. Ringrazio le Istituzioni che hanno fortemente voluto Fondazione Arena in Corea, tutti coloro che hanno creduto in questa sfida e quanti, con enorme impegno, hanno lavorato affinché, ancora una volta, si compisse il miracolo dell’Arena. Una macchina che, anche a chilometri di distanza da Verona, dimostra di essere una certezza. E il simbolo di una eccellenza tutta italiana. Aspettiamo tutti a Verona nel 2025″.

“Sono state settimane impegnative ma i nostri tecnici e professionisti, il Maestro Daniel Oren e le masse artistiche coreane hanno lavorato incessantemente per trovare l’armonia e garantire il successo di questa serata – spiega il Vicedirettore Artistico di Fondazione Arena Stefano Trespidi -. Non è stato semplice, ma la musica sa abbattere qualsiasi barriera linguistica e culturale. Abbiamo accettato una sfida, quella di portare per otto serate, in un palazzetto da 10 mila posti, uno dei più ricchi e sfarzosi allestimenti areniani. E far così vivere la magia dell’Arena anche a chi non è mai stato in Italia. Speriamo sia la prima di una lunga e proficua collaborazione”.

“Sono davvero emozionata ed orgogliosa per questo grande lavoro di squadra che si inserisce perfettamente nel contesto delle numerose iniziative che stiamo portando avanti per celebrare i 140 anni delle nostre relazioni bilaterali ed il Biennio dello scambio culturale Italia Corea 2024-2025, ma anche, ci tengo a ricordarlo, i cento anni dalla morte di Giacomo Puccini – sottolinea l’Ambasciatrice italiana a Seoul Emilia Gatto -. Un grande regalo per i coreani e per gli italiani, e per tutti gli amanti della Musica: l’Arena di Verona porta la Turandot a Seoul. Grazie all’Arena di Verona, alla famosa star del Bel canto Cecilia Gasdia e a tutti coloro che hanno lavorato per rendere possibile tutto questo, a Solopera, all’Istituto Italiano di Cultura, alla nostra, ed anche Vostra, squadra, grazie! Godiamoci questo momento insieme: un momento che sono convinta che porterà anche ad altri eventi di questo livello, che rafforzano e rendono sempre più grande l’amicizia fra Italia e Corea”.

“I coreani amano e conoscono molto bene l’Arena di Verona – afferma la direttrice di Solopera Company Lee So-Young -, è in assoluto il teatro che rappresenta l’Opera. L’idea di questo grande progetto è nata un paio di anni fa per celebrare l’amicizia tra Italia e Corea. È la prima volta che in questo stadio si realizza una messa in scena di queste dimensioni. Solopera è nata nel 2005 per produrre e portare l’opera in Corea, ogni anno mette in scena diversi spettacoli e concerti”.

SPETTACOLO. La produzione, la stessa creata da Franco Zeffirelli appositamente per l’Arena, sarà in scena per altre sette serate d’opera fino al 19 ottobre, sempre alla KSPO Dome. Sul palcoscenico diversi cast con alcuni dei più importanti artisti di oggi e giovani emergenti, molti dei quali già applauditi nell’Anfiteatro veronese: i soprani Olga Maslova, Oksana Dyka, Yeajin Jeon, Mariangela Sicilia, Giulia Mazzola, i tenori Martin Muehle, Arturo Chacón-Cruz, Riccardo Rados, il basso Ferruccio Furlanetto, i baritoni George Andguladze, Elia Fabbian, Hao Tian. Dirige il maestro Daniel Oren, esperto pucciniano e beniamino areniano.

MASTERCLASS. Durante le giornate di permanenza in Corea, il sovrintendente Cecilia Gasdia ha tenuto a Seoul due masterclass per giovani cantanti provenienti da Conservatorio e Accademie della capitale. Alle lezioni hanno partecipato una decina di studenti e un centinaio di uditori, per lo più cantanti lirici e insegnanti di musica desiderosi di approfondire alcune tecniche. Il Made in Italy nel mondo a 360 gradi.

Presentata la Stagione Artistica 2025. Dal 19 gennaio al 31 dicembre, 6 titoli d’opera e 12 concerti sinfonici

Fondazione Arena celebra i suoi 50 anni al Teatro Filarmonico. Inaugurazione con il Falstaff di Salieri, come nel 1975

Nel corso di un evento musicale aperto al pubblico, illustrati in anteprima i contenuti delle nuove Stagioni di Lirica e Sinfonica. Dal 1° ottobre il rinnovo degli abbonamenti

Cinquant’anni di storia, di musica e opera. 1975-2025. Fondazione Arena di Verona festeggia mezzo secolo di storia al Teatro Filarmonico. E celebra con la città l’anniversario della riapertura del Teatro Filarmonico, ricostruito dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Il cartellone 2025 offre una proposta raffinata e varia, tanto per le 6 opere liriche quanto per i 12 concerti sinfonici con solisti di fama internazionale. Ben 3 le nuove produzioni, numerosi anniversari, appuntamenti straordinari e collaborazioni con i principali teatri del Veneto, per oltre 50 alzate di sipario. Dal 1° ottobre si potranno rinnovare gli abbonamenti, confermate le tariffe 2024.

Il cartellone della Stagione Lirica prenderà il via in gennaio (dal 19 al 26), con un allestimento tutto nuovo di Falstaff di Antonio Salieri, l’opera che riaprì il Teatro cinquant’anni fa. Alla guida della nuova produzione, inserita nel Festival Mozart a Verona, sarà Paolo Valerio. Dal 16 al 23 febbraio un grande titolo della “Giovane Scuola” per la prima volta nell’ultimo mezzo secolo di spettacoli al Teatro Filarmonico: La Wally del poco ricordato ma valoroso Alfredo Catalani, nell’allestimento dei teatri lirici emiliani, con interpreti di pregio quali Maria José Siri, Carlo Ventre, Youngjun Park. Dal 16 al 23 marzo tornerà un’opera fondamentale della letteratura e della musica del primissimo ‘900, Elektra di Richard Strauss. Una nuova produzione, a ventitré anni dall’unica programmazione nei cartelloni di Fondazione Arena, firmata da Yamal Das Irmich, con Lise Lindstrom, Ewa Vesin e Anna Maria Chiuri.

Dopo la primavera sinfonica e il 102° Festival areniano, dal 26 ottobre al 2 novembre proseguirà la riscoperta dei titoli meno noti di Giacomo Puccini: anche Le Villi sarà una prima volta per le scene di Fondazione Arena, qui nell’allestimento del Regio di Torino. Dal 16 al 23 novembre, altro debutto, il pubblico scoprirà un capolavoro buffo di Rossini, Il Turco in Italia, nell’applaudita coproduzione guidata da Rovigo con Carlo Lepore e Sara Blanch. Infine, dal 14 al 21 dicembre, il Verdi giovanile (anch’esso rappresentato una sola volta al Filarmonico, e una sola in Arena nel ‘72) con Ernani, in una nuova produzione di Stefano Poda con Amartuvshin Enkhbat, Angelo Villari e Alexander Vinogradov. I cast vocali e i team creativi coinvolgeranno il meglio dei giovani e del panorama attuale, offrendo prestigiosi debutti al Filarmonico. Fra i direttori, ritorneranno i maestri Pirolli, Balke, Ommassini, Cadario, Lü Jia, Arrivabeni.

La Stagione sinfonica conferma ben 10 appuntamenti in abbonamento, a cui si aggiungono due concerti straordinari. La programmazione abbraccerà oltre tre secoli di musica, inaugurando il 31 gennaio con la Grande Messa in do minore di Mozart e proseguendo con importanti anniversari di grandi compositori come Šostakovič, Ravel e lo stesso Antonio Salieri, a cui sarà dedicato il concerto straordinario di Pasqua nel 200° della morte, che sarà eccezionalmente replicato anche a Legnago, città natale del maestro. Proseguiranno le integrali intraprese negli ultimi anni da Fondazione Arena: i concerti di Rachmaninov (il leggendario Terzo), le composizioni di Richard Strauss, le sinfonie di Beethoven (la Pastorale) e quelle di Mahler (la Settima, complessa e affascinante, mai eseguita dai complessi veronesi). Brani noti e pietre miliari del repertorio (come le pagine di Bartók e Chopin, il Concerto per violino di Čajkovskij o la colossale cantata Aleksandr Nevskij) saranno affiancati da gemme più rare e altrettanto preziose, alla scoperta di autori dall’Ungheria e dall’America latina.

Non mancheranno infine le proposte rivolte alla contemporaneità, inserite in programmi tematici ampi e stimolanti: Poulenc, Berio, Dennehy, e una nuova commissione in prima assoluta al maestro Sciortino, poliedrico artista di oggi. Come nel 2024, il calendario dei concerti si intensificherà in primavera, impegnando maggiormente Orchestra e Coro, mentre i complessi tecnici realizzeranno la nuova produzione del 102° Festival in Arena, per poi riprendere in autunno e chiudere con un eccezionale gala di fine anno. Accanto a giovani di talento, vi saranno solisti e direttori di prestigio internazionale, come Dmitri Jurowsky, Ettore Pagano, Ryan McAdams, Mikhail Pletnev, Marco Angius, Marcus Bosch, Augustin Hadelich, per citarne solo alcuni in ordine di apparizione sul palcoscenico veronese.

La programmazione artistica 2025 è stata annunciata dal Sovrintendente Cecilia Gasdia durante un evento speciale in Sala Maffeiana aperto a tutta la cittadinanza. A co-condurre il giornalista e scrittore Alberto Mattioli, in un viaggio che ha introdotto i titoli 2025, raccontato aneddoti sui compositori, illustrato anticipazioni sugli allestimenti e guidato il pubblico in alcune pagine musicali eseguite dal vivo da Eleonora Bellocci, Giulio Mastrototaro e Romano Dal Zovo, protagonisti della prossima stagione. Presente il consigliere comunale Pietro Trincanato, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale.

Dal 1° ottobre tutti coloro che sono in possesso di valido abbonamento potranno rinnovarlo per la Stagione 2025, presentandosi alla Biglietteria dell’Arena di Verona. Dal 13 novembre, invece, sarà possibile sottoscrivere i nuovi abbonamenti e acquistare i carnet. Le vendite dei biglietti per i singoli spettacoli saranno aperte dal 26 novembre, alla Biglietteria dell’Arena di Verona e sul sito www.arena.it.

Confermate le stesse tariffe degli ultimi anni. La Stagione Lirica offre 4 turni di abbonamento (le domeniche delle prime alle 15.30, i mercoledì sera alle 19, i venerdì sera alle 20, le domeniche di ultima replica pomeridiana sempre alle 15.30) mentre sono 2 i turni di abbonamento alla Stagione Sinfonica (venerdì sera alle 20 o sabato pomeriggio alle 17). Fondazione Arena offre anche quest’anno diversi carnet (3 ingressi per l’Opera, 5 per la Sinfonica) utilizzabili in un’unica sera oppure su diverse date. Così come la formula mista Venerdì in platea, che esplora entrambe le stagioni della proposta artistica 2025 con tre opere e cinque concerti. 

«Vogliamo condividere con un pubblico sempre più numeroso la bellezza e la ricchezza del Teatro Filarmonico – ha dichiarato Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena –. Questo gioiello del ‘700, voluto dall’Accademia Filarmonica di Verona, la più antica d’Europa, è stato ricostruito dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale e inaugurato nel 1975. Da allora è divenuto il punto di riferimento della musica sinfonica e lirica di Verona, offrendo una casa per tutto l’anno ai complessi artistici, tecnici e amministrativi stabili dell’ente lirico, oggi Fondazione Arena. Qui, la qualità e la varietà della proposta artistica continua a crescere, ed è ciò che auspichiamo per il 2025 con tutti gli spettatori che vorranno scoprirla».

 «È stato un vero piacere presentare la stagione – ha concluso il giornalista e scrittore Alberto Mattioli -, invece che con una delle solite noiosissime conferenze stampa, con un piccolo spettacolo condito di assaggi delle opere in programma e con un piccolo show di Cecilia Gasdia al pianoforte».

Stanziata un’erogazione liberale di 700 mila euro attraverso Art Bonus all’Arena di Verona

Con un’erogazione liberale di 700 mila euro, in Art Bonus, Agsm Aim diventa sostenitore di Fondazione Arena di Verona, guidando il gruppo dei ‘mecenati’. Lo hanno comunicato questa mattina il sovrintendente Cecilia Gasdia e il presidente del Gruppo Federico Testa. Erano presenti il vicedirettore artistico di Fondazione Arena Stefano Trespidi, il consigliere delegato di Agsm Aim Alessandro Russo, Serena Cubico in rappresentanza del Consiglio di Indirizzo di Fondazione Arena e Luca Cenzato Responsabile Area Territoriale BCC Veneta, in rappresentanza del presidente Flavio Piva.

“Siamo felici di tornare ad avere al nostro fianco questa importante azienda del territorio – ha spiegato Cecilia Gasdia, sovrintendente Fondazione Arena di Verona –. Lavoriamo tutti con il medesimo obiettivo: far crescere il sistema culturale cittadino. Maggiori sono gli aiuti e migliori saranno i risultati sia in termini di offerta artistica che di indotto economico. Ringrazio il sindaco e presidente di Fondazione Arena Damiano Tommasi per aver sostenuto questo sposalizio”.

“Agsm Aim è una presenza qualificata sul territorio, proprio per questo vuole sostenerne gli asset principali – ha dichiarato Federico Testa, presidente del Gruppo Agsm Aim –. Non si tratta di una sponsorizzazione ma di una erogazione liberale del Gruppo, a sostegno della cultura e dell’Arena, motore del tessuto economico cittadino”.

“Questa azienda è stata decisiva per Fondazione Arena in anni molto difficili, siamo pertanto orgogliosi di averla al nostro fianco – ha affermato Stefano Trespidi, vicedirettore artistico di Fondazione Arena –. Chi sostiene Fondazione Arena, anche economicamente, contribuisce alla crescita di Verona e della sua comunità. La nostra attività artistica, infatti, porta enormi benefici a tanti livelli. E l’Arena Opera Festival contribuisce a collocare e a mantenere la città di Verona in una fascia di eccellenza”.

“Se vogliamo crescere come Gruppo, tutto il sistema territoriale deve svilupparsi. In quest’ottica abbiamo deciso di sostenere Fondazione Arena e, quindi, di aiutare diverse realtà veronesi, facendo la nostra parte nel sociale, così come in campo culturale” ha concluso Alessandro Russo, consigliere delegato del Gruppo Agsm Aim.

L’Art Bonus consente un credito di imposta, pari al 65% dell’importo donato, a chi effettua erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano. Gli interventi che si possono sostenere con un’erogazione liberale sono di tre tipologie, tra cui il sostegno a istituti e luoghi della cultura pubblici, fondazioni lirico sinfoniche, teatri di tradizione ed altri Enti dello Spettacolo. 

101° Arena di Verona Opera Festival 2024 : Inaugurazione il 7 giugno con la celebrazione del Canto lirico in Italia patrimonio dell’umanità

IL NUOVO SECOLO DEL TEATRO OPERISTICO PIÙ GRANDE DEL MONDO

Inaugurazione il 7 giugno con l’evento straordinario del Ministero della Cultura per celebrare la pratica del canto lirico in Italia patrimonio dell’umanità 

 E l’8 giugno grande apertura di stagione con la Turandot firmata da Zeffirelli nel centenario della scomparsa di Puccini

Una nuova produzione della Bohème con la regia di Alfonso Signorini, al debutto areniano

Per la prima volta Anna Netrebko è Tosca in Arena 

Grandi ritorni di Ekaterina Semenchuk, Yusif Eyvazov, Amartuvshin Enkhbat, Ludovic Tèzier, Vasilisa Berzhanskaya, Lawrence Brownlee, Aleksandra Kurzak, Francesco Meli, Roberto Alagna, Luca Micheletti, Vittorio Grigolo, Elena Stikhina, Jonas Kaufmann, Luca Salsi 

Tra le voci che debuttano in Arena Aigul Akhmetshina, Pretty Yende, Erin Morley, Juliana Grigoryan, René Barbera, Igor Golovatenko, Marta Torbidoni, Paolo Bordogna

Prima volta in Anfiteatro anche per i direttori Michele Spotti, George Petrou e Leonardo Sini 

Inizia il nuovo secolo dell’Arena di Verona Opera Festival. Cinquanta appuntamenti in cartellone dal 7 giugno al 7 settembre, fra cui tre titoli dedicati a Giacomo Puccini nel centenario della morte.

La 101a stagione apre con la spettacolare Turandot firmata da Franco Zeffirelli, in programma l’8 giugno alle 21.30 Tosca che vede Anna Netrebko per la prima volta in questo ruolo in Arena, nella storica produzione “noir” di Hugo De Ana e un nuovo allestimento della Bohème firmato da Alfonso Signorini al debutto in Anfiteatro  sono gli altri due capolavori del compositore lucchese in scena nell’edizione 2024. 

 Altre quattro opere iconiche coronano il Festival: l’Aida di Giuseppe Verdi è rappresentata in due diverse produzioni, quella “di cristallo” firmata da Stefano Poda per il centesimo Festival (dal 14 giugno al 1° agosto) e l’allestimento rievocativo della storica Aida del 1913 curata da Gianfranco de Bosio (dal 10 agosto al 5 settembre) di cui ricorre il centenario dalla nascita; Carmen di George Bizet nella messinscena “kolossal” con regia e scene di Franco Zeffirelli (dal 5 luglio al 7 settembre); Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, nell’elegante allestimento rococò di Hugo De Ana (dal 21 giugno al 6 settembre). 

Inaugurazione straordinaria il 7 giugno con l’evento in mondovisione La Grande Opera italiana Patrimonio dell’Umanità, promosso dal Ministero della Cultura e realizzato in collaborazione con la Fondazione Arena di Verona, per celebrare la pratica del canto lirico in Italia, proclamata patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.

Protagonisti 150 professori d’orchestra e oltre 300 artisti del coro, provenienti da tutte le Fondazioni lirico-sinfoniche italiane. 7

Sul podio anche il Maestro Riccardo Muti

La Turandot che apre l’Opera Festival sarà registrata da Rai Cultura e trasmessa in differita su Rai3, è diretta dal giovane Michele Spotti – al debutto areniano come le bacchette di George Petrou, impegnato nel Barbiere di Siviglia, e Leonardo Sini, sul podio per Carmen – e vede protagoniste nella serata di apertura le voci di Ekaterina Semenchuk (ruolo del titolo), Yusif Eyvazov (Il principe ignoto) e Mariangela Sicilia (Liù). Lo spettacolo è in scena dall’8 al 29 giugno. 

Come sempre, le grandi stelle internazionali dell’opera lirica rinnovano la loro presenza in Anfiteatro, rendendo ogni serata una prima. Fra le oltre settanta presenze da tutto il mondo, i graditi ritorni di Amartuvshin Enkhbat, Ludovic Tèzier, Vasilisa Berzhanskaya, Lawrence Brownlee, Aleksandra Kurzak, Francesco Meli, Roberto Alagna, Luca Micheletti, Vittorio Grigolo, Elena Stikhina, Jonas Kaufmann, Luca Salsi, e oltre un terzo del cast alla prima volta in Arena, fra cui si segnalano debutti illustri come quelli di Aigul Akhmetshina, che è Carmen (5 e 13 luglio), Pretty Yende, che è Micaela nella stessa produzione (3 e 8 agosto), Juliana Grigoryan, che è Mimì nella Bohème (19 e 27 luglio), René Barbera (21 e 27 giugno) nella parte del Conte di Almaviva nel Barbiere di Siviglia

Anche per il Festival 2024 non mancano le serate-evento, quest’anno ben sei. Torna la grande danza di Roberto Bolle and friends in doppia data il 23 e il 24 luglio; la Nona Sinfonia di Beethoven, a duecento anni dalla sua creazione, diretta da Andrea Battistoni e con i complessi areniani e le voci soliste di Erin Morley e Ivan Magrì, entrambi al debutto in Arena, insieme ad Anna Maria Chiuri e Alexander Vinogradov, l’11 agosto. E ancora Plácido Domingo Noche Española è la serata di gala in programma il 21 agosto, che vede il ritorno dell’artista insieme ad altre grandi voci della lirica; sempre attesi i Carmina Burana di Orff, diretti da Michele Spotti, in programma il 1° settembre con solisti Jessica Pratt, Filippo Mineccia, Youngjun Park. Torna infine il balletto al Teatro Romano di Verona con due date di Zorba il greco di Theodorakis, con le coreografie originali di Lorca Massine, il 27 e il 28 agosto.   

Inoltre, in anteprima mondiale, Fondazione Arena di Verona e Balich Wonder Studio presentano un grande concerto immersivo con proiezioni tridimensionali per celebrare Le quattro stagioni, in occasione dei 300 anni dalla pubblicazione del capolavoro di Antonio Vivaldi. Viva Vivaldi. The four seasons immersive concert è in programma il 28 agosto con l’Orchestra dell’Arena di Verona e il violinista Giovanni Andrea Zanon, nel progetto visionario e multisensoriale del creative director Marco Balich. Un approccio completamente nuovo alla scenografia, attraverso la tecnologia, per avvicinare un pubblico sempre più giovane all’Opera Festival. 

Si segnala per il Festival 2024 la variazione degli orari d’inizio spettacolo, posticipati di 15 minuti rispetto alle ultime edizioni: le rappresentazioni di giugno inizieranno alle 21.30, a luglio alle 21.15 e in agosto e settembre alle 21.00. Sono confermati i biglietti alle stesse tariffe 2023, già in vendita su arena.it, sui canali social dell’Arena di Verona e su Ticketone, gestore della biglietteria con UniCredit, major partner di Fondazione Arena. Speciali riduzioni sono riservate agli under 30 e agli over 65.

Alla conferenza stampa di Roma, nella nuova sede dell’Associazione Stampa Estera in Italia, presente il Sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, che dichiara: «L’Arena di Verona, con la sua storia lunga 101 Festival, ha il know-how artistico e professionale per ospitare il grande evento del 7 giugno, una serata unica che raduna tutto il mondo della cultura in un omaggio all’opera. Sarà il primo evento di quella che diventerà una tradizione annuale, da tenere ogni volta in un grande luogo di incontro all’insegna dell’immenso patrimonio che è il canto lirico».

«Il nuovo secolo del Festival areniano si apre con le celebrazioni della pratica del Canto lirico patrimonio dell’Umanità e con un’estate sorprendente di opera e grande spettacolo – afferma Cecilia Gasdia, Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona -.  Per tre mesi esatti, sul palcoscenico dell’Arena di Verona saliranno i più importanti cantanti e direttori, sia artisti affermati e di fama internazionale sia giovani stelle e promesse dell’opera e della musica sinfonica. Siamo orgogliosi di presentare non solo una stagione ricca di proposte, di spessore e qualità artistica, ma anche uno sguardo sul futuro dell’opera e della musica classica, sugli artisti di domani e sul modo stesso di fruizione dell’esperienza a teatro. E tutto ciò si aggiunge all’Arena di Verona, che è un teatro a cielo aperto davvero speciale».

«Una programmazione straordinaria che, dopo i record del centesimo Festival, alza nuovamente l’asticella della proposta culturale di Fondazione Arena – sottolinea Stefano Trespidi, Vice Direttore Artistico di Fondazione Arena -. Il cartellone della stagione 2024 accontenterà diverse tipologie di pubblico, con proposte tradizionali, come Aida nello storico allestimento 1913, a centoundici anni esatti dalla prima Aida in Arena, e Tosca eseguita dalle stelle della lirica, affiancate a progetti contemporanei e d’avanguardia come l’immersivo Viva Vivaldi e la più recente Aida ‘di cristallo’, che aggiungono innovazione nell’esperienza e nell’impatto visivo alla qualità artistica dei massimi compositori e delle loro opere».

Info: www.arena.it

Biglietteria 

Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona – biglietteria@arenadiverona.it  

Call center (+39) 045 800.51.51 – www.arena.it

Punti di prevendita TicketOne  

Informazioni 

Ufficio Stampa Fondazione Arena di Verona 

Via Roma 7/D, 37121 Verona – ufficio.stampa@arenadiverona.it  

tel. (+39) 045 805.1861-1905-1891-1939 -1847 

“VIVA VIVALDI: PER LA PRIMA VOLTA UN GRANDE CONCERTO IMMERSIVO CON PROIEZIONI TRIDIMENSIONALI PER CELEBRARE LE QUATTRO STAGIONI DI VIVALDI

THE FOUR SEASONS IMMERSIVE CONCERT” IL 28 AGOSTO ALL’ARENA DI VERONA

Uno spettacolo di FONDAZIONE ARENA DI VERONA in collaborazione con BALICH WONDER STUDIO

Il violinista Giovanni Andrea Zanon e l’Orchestra dell’Arena di Verona

nel nuovo spettacolo del creative director Marco Balich

In occasione dei 300 anni dalla pubblicazione de “Le quattro stagioni” di Antonio Vivaldi, Fondazione Arena di Verona e Balich Wonder Studio svelano il rivoluzionario spettacolo “Viva Vivaldi. The Four Seasons Immersive Concert” che si terrà all’Arena di Verona il 28 agosto.

Da un lato la sacralità della musica con Fondazione Arena di Verona, nota in tutto il mondo per la qualità delle sue produzioni. Dall’altro l’avanguardia della tecnologia di Balich Wonder Studio leader nel live entertainment e accreditato in tutto il mondo per le Cerimonie Olimpiche, da Rio 2016 a Fifa Qatar 2022.

Dal vivo una rilettura immaginifica de “Le quattro stagioni” che affascinerà anche le nuove generazioni. E proprio ai giovani sarà riservata la speciale promozione under 30: biglietto a 28 euro in tutti i settori. Le prevendite sono aperte da oggi, venerdì 29 marzo, sul sito www.arena.it e nel circuito TicketOne.

Ideato da Marco Balich e coprodotto da Fondazione Arena di Verona, lo spettacolo porta sulla scena la magica alchimia fra l’orchestra di 29 elementi, rigorosamente fedele alla partitura originale di Vivaldi, e il linguaggio contemporaneo della tecnologia immersiva applicata ai codici della musica classica. Lo show vedrà la presenza del giovane Giovanni Andrea Zanon, violinista e stella del panorama musicale, vincitore dei più prestigiosi concorsi internazionali, assieme ai professori d’Orchestra dell’Arena di Verona.

La grande musica classica sarà accompagnata da uno show visionario e multisensoriale che segna un approccio completamente nuovo alla tradizione. Un flusso straordinario di immagini tridimensionali di altissima tecnologia che celebrerà la meraviglia della natura attraverso la partitura de “Le quattro stagioni”.

Dopo Giudizio Universale, lo show su Michelangelo e la Cappella Sistina, Marco Balich, in collaborazione con Fondazione Arena, disegna ora un viaggio ne “Le quattro stagioni”, un’ode al Pianeta Terra, una riflessione profonda sul tempo che scorre e la vita che rinasce. Ispirato dalla maestosità dell’anfiteatro romano e dalle note travolgenti del compositore veneziano, Balich crea visioni che danzano sulla platea e catturano il pubblico per portarlo in una dimensione emozionante.

Cecilia Gasdia, Sovrintendente Fondazione Arena di Verona spiega: “Creiamo nuove occasioni di altissimo livello per avvicinare i giovani alla musica classica. Per la prima volta, questa tecnologia approderà in un teatro all’aperto, un unicum che merita il debutto in Arena”.

Marco Balich, Creative Director dello spettacolo aggiunge: “Questo show rivoluzionario rappresenta una sfida per me e il nostro team: ispirare i giovani e le nuove generazioni ad una riflessione potente sulla natura, il tempo e la bellezza del nostro mondo e renderli fieri e consapevoli del nostro patrimonio artistico e culturale”.

FONDAZIONE ARENA SI AGGIUDICA IL PREMIO ‘MIGLIOR ESPERIENZA CULTURALE 2023 IN ITALIA’, ASSEGNATO DALLA RIVISTA INGLESE LUXLIFE

Dalla cena esclusiva in terrazza, all’area lounge, fino all’innovativo progetto di accessibilità. Fondazione Arena di Verona si aggiudica il premio Best Exclusive Cultural Experience 2023 Italy. A conferire il riconoscimento, laprestigiosa rivista britannica LUXlife Magazine che, ogni anno, stila una classifica delle migliori esperienze nel campo dell’ospitalità internazionale, della cultura e del turismo.

A fare breccia è stato il progetto Arena Opera Festival Experience, l’offerta dedicata al pubblico corporate che ha permesso di vivere in modo esclusivo e immersivo il Festival 2023, attraverso le esperienze The Star Roof, The Stone Lounge, il Backstage Vip Pass e il Meetings & Events in Gran Guardia. Vincente anche l’innovativo programma di accessibilità Arena per tutti, realizzato con Müller, che ha garantito programmi di sala digitali, percorsi multisensoriali e 1500 biglietti in più per persone con disabilità motorie.

Il titolo, arrivato nelle ultime ore assieme al trofeo in cristallo, decreta l’Opera Festival in Arena quale miglior esperienza culturale italiana del 2023. L’attestato, visibile al link https://www.lux-review.com/winners/fondazione-arena-di-verona/, conferma il grande lavoro svolto in occasione del centesimo Festival. E la risonanza che ha avuto in tutto il mondo, grazie anche alle nuove esperienze legate all’ospitalità.

Abbiamo lavorato intensamente e senza sosta – commenta Cecilia Gasdia, Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona – per creare un’estate ricca di arte, musica e bellezza, in grado di lasciare il segno in tutto il mondo. È certamente una attestazione importante e gradita. L’Arena e la lirica hanno avuto una visibilità internazionale senza precedenti, anche attraverso le esperienze speciali delle proposte corporate e gli innovativi progetti di accessibilità, un modo esclusivo e allo stesso tempo rispettoso di accostarsi all’opera e all’anfiteatro romano”.

La rivista inglese LUXlife Magazine organizza da anni un programma chiamato “Lux Life Hospitality Award”. Tutte le realtà selezionate, per diverse settimane, vengono votate online, le più gettonate entrano a far parte della rosa di candidati che passano al vaglio della commissione specializzata, incaricata di nominare il vincitore di ciascuna categoria. E, per il 2023, la medaglia d’oro è andata a Fondazione Arena.

Dal 22 al 29 ottobre, Fondazione Arena riscopre il capolavoro dimenticato della Scapigliatura, ultima opera del compositore e direttore veronese su libretto di Arrigo Boito

A VERONA L’AMLETO DI FACCIO, PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA DOPO 152 ANNI.

Dal 22 al 29 ottobre, Fondazione Arena riscopre il capolavoro dimenticato della Scapigliatura, ultima opera del compositore e direttore veronese su libretto di Arrigo Boito

Per quattro sere al Teatro Filarmonico di Verona rivive la tragedia lirica fedelmente tratta da Shakespeare, abbandonata dopo la sfortunata prima del 1871

La nuova produzione è firmata dal regista Paolo Valerio. Il cast italiano di prestigio internazionale è diretto da Giuseppe Grazioli.

Amleto

di Franco Faccio

Domenica 22 ottobre ore 15.30

Mercoledì 25 ottobre ore 19.00

Venerdì 27 ottobre ore 20.00

Domenica 29 ottobre ore 15.30

Teatro Filarmonico di Verona

La Stagione Lirica 2023 al Filarmonico riprende con una prima nazionale, una ‘rarità’ di sicuro interesse per tutti gli appassionati di teatro: Amleto, del compositore e direttore Franco Faccio su libretto di Arrigo Boito. L’opera torna in scena per la prima volta in Italia dopo oltre 150 anni in edizione critica e uno spettacolo inedito.

Negli anni ’60 dell’Ottocento il panorama musicale italiano era dominato dall’ormai celebre Giuseppe Verdi, riferimento anche all’estero. All’ombra di Verdi, più giovani compositori tentavano nuove vie per il melodramma: tra questi, anche in modo aspramente polemico, vi erano i ventenni Franco Faccio e Arrigo Boito, veronese l’uno, padovano l’altro, compagni di studi a Milano e Parigi, guide della giovane Scapigliatura musicale e, pochi anni dopo, anch’essi destinati a diventare figure di riferimento dell’establishment culturale. Boito, forte del successo della sua opera Mefistofele, è ricordato ancora oggi come maggior librettista dell’epoca e autore degli ultimi due testi per Verdi (Otello e Falstaff); Faccio, apprezzato compositore, si affermò come direttore d’orchestra diffondendo il repertorio sinfonico in tutta Italia e presentando, spesso in prima assoluta, le più importanti opere del secondo Ottocento. Caratteristica comune a questi musicisti, come al poco più maturo Ponchielli, era la ricerca di nuove forme per il melodramma, con maggior fusione fra teatro e musica, realizzabile col superamento dei cosiddetti “numeri chiusi” in favore di una continuità narrativa non poco influenzata dalla scoperta delle coeve opere di Wagner. Con raffinata strumentazione, slanci melodici e brani tradizionali alternati a innovative scene e declamati, come La Gioconda e il già citato Mefistofele, l’ambizioso e complesso Amleto si colloca in quest’epoca di transizione fra sperimentazioni letterarie e musicali e compromessi fra tradizione italiana e innovazioni ispirate alla scena franco-tedesca dell’epoca.

Franco Faccio (1840-1891) serbava le più alte ambizioni artistiche per Amleto, suo secondo e ultimo melodramma, su libretto che il colto amico Boito ricreò da Shakespeare con estrema varietà linguistica e formale: l’opera debuttò con successo a Genova nel 1865 e fu accantonata per alcuni rimaneggiamenti fino all’unica sfortunata ripresa alla Scala del 1871. L’autore, che già eccelleva come direttore d’orchestra, ritirò subito la partitura e si oppose ad ogni richiesta di rappresentare l’opera: un oblio che durò ben dopo la sua prematura scomparsa, fino al 2014, quando il direttore statunitense Anthony Barrese ne curò un’edizione per Ricordi e l’esecuzione a Baltimora (in concerto) e ad Albuquerque (in forma scenica). Amleto rimise piede in Europa per il quarto centenario shakespeariano a Bregenz nel 2016 (immortalato anche in disco e video), ma ritorna in Italia solo oggi, nella città natale del compositore, nella nuova produzione di Fondazione Arena di Verona. Per l’occasione firma la regia Paolo Valerio, direttore del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, profondo conoscitore di prosa e poesia di Shakespeare, già direttore del Teatro Stabile di Verona fino al 2021. Scene e projection design sono create da Ezio Antonelli, costumi di Silvia Bonetti e luci di Claudio Schmid.

Dal 22 ottobre per quattro serate saliranno sul palcoscenico artisti italiani di prestigio internazionale, a cominciare dall’impegnativa parte del protagonista, il tormentato principe di Danimarca, in cui si alterneranno i tenori Angelo Villari (22 e 29/10) e Samuele Simoncini, (25 e 27/10), e da quella di Ofelia, affidata ai soprani Gilda Fiume (22 e 25/10) ed Eleonora Bellocci (27 e 29/10). Il baritono Damiano Salerno sarà il Re Claudio, Marta Torbidoni la Regina Gertrude, il tenore Saverio Fiore Laerte, e ben quattro i bassi impiegati nell’originale partitura (Francesco Leone come Polonio, Alessandro Abis come Orazio, Davide Procaccini come Marcello, Abramo Rosalen come Spettro). Completano il cast Marianna Mappa, Enrico Zara, Maurizio Pantò, Nicolò Rigano, Valentino Perera. Il Coro di Fondazione Arena sarà diretto dal maestro Roberto Gabbiani, appena confermato fino al 2027 dopo il successo del 100° Festival areniano, mentre sul podio dell’Orchestra areniana salirà il maestro Giuseppe Grazioli, apprezzato direttore d’orchestra particolarmente attivo nel recupero di autori italiani meno noti tra ‘800 e ‘900. Amleto andrà in scena domenica 22 ottobre alle 15.30 e replicherà mercoledì 25 alle 19, venerdì 27 alle 20 e domenica 29 alle 15.30. Biglietti disponibili al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico

Nel giorno del debutto di Amleto, all’attenzione della critica musicale italiana ed estera, Fondazione Arena presenterà l’opera al pubblico con uno speciale evento di approfondimento. Domenica 22 ottobre, alle ore 11, nel teatrino di Palazzo Maffei Casa Museo, si terràla tavola rotonda Un melodramma degno di Shakespeare, volta a fare luce sull’opera e sul suo dimenticato autore. Parteciperanno il Sovrintendente Cecilia Gasdia, il regista Paolo Valerio, il direttore Giuseppe Grazioli, il docente Emanuele d’Angelo e il critico Alberto Mattioli.

«Amleto ha avuto una storia avventurosa tanto al suo nascere quanto ai giorni nostri: – spiega Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena – pronto per il debutto nella primavera 2020, perduto con la pandemia e ritrovato solo quest’anno, è un’opera a cui riserviamo cura e affetto particolari. Amleto rappresenta bene la missione “dell’altro volto dell’Arena”, come chiamiamo il nostro Teatro Filarmonico, e i mezzi per realizzarlo, con le nostre maestranze, eccellenti artisti e giovani di valore. Centinaia di appassionati, melomani, curiosi e musicologi attendono da molti anni questo momento, che è all’attenzione della critica internazionale, e che deve essere motivo di orgoglio in più per il pubblico veronese, che avrà l’opportunità di conoscere l’opera più ambiziosa di un proprio illustre concittadino che oggi non sono in molti a ricordare».

«Verona e Shakespeare costituiscono un connubio inesauribile – prosegue il regista Paolo Valerio che, grazie alla sensibilità di Fondazione Arena, si arricchisce di questo nuovo e originale progetto, il recupero di un piccolo gioiello operistico, scritto da un veronese e per la prima volta rappresentato in Italia. Per me una bellissima prima esperienza nel mondo della lirica. Amleto è un’opera molto affascinante, dove i protagonisti shakespeariani sono delineati con grande fedeltà e la musica evoca con forte suggestione lacerazioni e passioni. Il mio primo compito è stato proteggere ed enfatizzare il valore di questa musica e di questo libretto, per scoprire e stupirsi di questo giacimento culturale della nostra città».

Il maestro Giuseppe Grazioli, direttore di Amleto, conclude illustrando le peculiarità di quest’opera: «colori strumentali inediti, registri vocali portati ai limiti della tessitura, recitativi bisbigliati a velocità quasi eccessiva per dare più realismo a certi passaggi, ricerca di una spazialità che circonda lo spettatore… sono solo alcuni degli ingredienti che fanno di Amleto un’opera difficilmente paragonabile a ciò che esisteva prima e che era forse troppo “bizzarra” per fare da modello per le generazioni successive. Per noi oggi, uno splendido esempio della varietà e della ricchezza del nostro melodramma».

Parallele alla Stagione Lirica 2023 sono le iniziative di Arena Young, rivolte a studenti e personale di scuole, università, accademie. Fra queste, Anteprima di Amleto, spettacolo riservato a studenti e giovani che si terrà venerdì 20 ottobre alle 16. Dopo il debutto, proseguirà anche la rassegna Ritorno a teatro, un percorso di avvicinamento all’opera e alla musica sinfonica proposto dalla Fondazione Arena di Verona: il mondo della Scuola potrà assistere alle rappresentazioni infrasettimanali in cartellone per la Stagione Artistica 2023 al Teatro Filarmonico, con tariffe speciali e con l’opportunità di partecipare ad un Preludio un’ora prima dello spettacolo, un momento di approccio alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, che avrà luogo in Sala Maffeiana a cura di Fondazione Arena. Per Amletosarà possibile partecipare al Preludio mercoledì 25 alle ore 18 e venerdì 27 ottobre alle ore 19. Informazioni e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole scuola@arenadiverona.it – tel 045 8051933.

Fondazione Arena di Verona ringrazia BCC di Verona e Vicenza e Metinvest – Saving Lives, per il sostegno alle attività della Stagione Artistica 2023 al Teatro Filarmonico in qualità di main sponsor.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45 – Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo – Tel 045 8002880

biglietteria@arenadiverona.it – Call center (+39) 045 8005151 – www.arena.it

ROBERTO GABBIANI NOMINATO MAESTRO DEL CORO DI FONDAZIONE ARENA DI VERONA FINO AL 2027.

Il maestro Roberto Gabbiani è stato nominato maestro del Coro di Fondazione Arena di Verona fino alla fine del 2027. Dopo i felici esiti di pubblico e critica del primo periodo di collaborazione con i complessi artistici areniani, coinciso con il 100° Opera Festival 2023, rimarrà legato a Fondazione Arena per altri quattro anni comprendenti anche le stagioni liriche e sinfoniche al Teatro Filarmonico di Verona, con un ampio repertorio dal Rinascimento alla contemporaneità.

Nato a Prato, Roberto Gabbiani si è diplomato in Pianoforte e Composizione presso il Conservatorio Cherubini di Firenze, città dove ha costruito un duraturo legame con il Maggio Musicale Fiorentino, prima come maestro collaboratore, quindi come maestro del coro su nomina dell’allora direttore Riccardo Muti. Nel 1990 lascia Firenze per il Teatro alla Scala di Milano, dove è rimasto fino al 2002 sempre a fianco del M° Muti, che lo inviterà anche al Teatro dell’Opera di Roma dal 2010. In queste istituzioni, oltre alle produzioni liriche con i più grandi direttori, solisti e registi degli ultimi cinquant’anni, affronta tutte le più importanti pagine sinfonico-corali del repertorio e vi affianca annualmente l’esecuzione di nuovi brani in prima assoluta, spesso su commissione. Il prestigioso curriculum, premiato e documento anche in numerose registrazioni discografiche e video, comprende altri incarichi stabili, come quello dal 2002 al 2006 alla guida del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia su invito di Luciano Berio con una nuova programmazione dedicata alla polifonia corale, o il periodo al Regio di Torino con Gianandrea Noseda dal 2008 al 2010. Appassionato di musica corale, ricercatore e giurato in importanti concorsi nazionali e internazionali, è spesso invitato anche all’estero da numerose istituzioni quali Radio France e la città di Tokyo.

Il Sovrintendente Cecilia Gasdia, la cui carriera si è più volte intrecciata a quella del M° Gabbiani tanto a Firenze quanto a Milano, esprime a nome di Fondazione Arena la più profonda soddisfazione per il nuovo percorso intrapreso assieme con fiducia ed entusiasmo, definito dallo stesso Maestro “una nuova primavera musicale” che “si apre per percorrere insieme strade di cultura, vitalità e spiritualità”.