La danza francese da Serge Lifar a Roland Petit

Cortile d’Onore di Palazzo Reale, da sabato 7 a mercoledì 11 settembre

La programmazione artistica del Teatro di San Carlo riprende dopo la pausa estiva con La danza francese da Serge Lifar a Roland Petit: la soirée,che chiude la Stagione di Danza 23-24, celebra due leggendari nomi della coreutica. È in scena da sabato 7 a mercoledì 11 settembre per quattro repliche, sempre alle ore 20:30.

Verrà proposto, di Serge Lifar, Suite en blanc. Seguono L’Arlésienne e Le jeune homme et la mort, coreografie di Roland Petit.

Lo spettacolo, una produzione del Teatro dell’Opera di Roma, vede la speciale collaborazione di Palazzo Reale: Étoiles, Solisti e Corpo di Ballo del Lirico napoletano, la cui direzione è affidata a Clotilde Vayer, danzeranno nella suggestiva cornice del Cortile d’Onore.

A dirigere l’Orchestra del Teatro di San Carlo è Jonathan Darlington.

Il Direttore del Palazzo Reale di Napoli, Mario Epifani, dichiara: “Già in passato il Cortile d’Onore ha ospitato concerti ed eventi in collaborazione col Teatro di San Carlo; a settembre per la prima volta sarà protagonista il balletto. L’iniziativa rafforza il legame storico tra la Reggia e il Teatro fondato da Carlo di Borbone nel 1737, rinnovando una tradizione in cui architettura, arte, musica e teatro si fondono e il Palazzo diventa sontuosa scenografia naturale per uno spettacolo che celebra due coreografi del secolo scorso”.

Serge Lifar viene omaggiato con il suo più vivo esempio di pura danza: Suite en Blanc, sulla musica che Édouard Lalo compone per il balletto Namouna. Riprende la coreografia Charles Jude. Scene e costumi sono di Maurice Moulène.

Il genio di Roland Petit rivive attraverso un dittico struggente, in cui L’Arlésienne viene accostato a Le jeune homme et la mort. Fil rouge che lega i due lavori, le cui coreografie sono riprese da Luigi Bonino, è il dramma di un amore che converge drammaticamente verso la morte.

Ne L’Arlésienne,Frédéri e Vivette sono i protagonisti dell’omonima piéce nata dalla penna di Alphonse Daudet e per cui Geoges Bizet realizza le musiche di scena. Incombe sui due promessi sposi il ricordo di una donna di Arles che Frédéri amò in passato: la sua ombra, sempre più cupa, offusca e logora la mente del giovane fino a condurlo al suicidio.

Le scene di René Allio si uniscono ai costumi di Christine Laurent. Le luci sono di Jean-Michel Desiré.

L’ambientazione si sposta, dunque, nella cupa Parigi di Le jeune homme et la mort, il visionario capolavoro che Roland Petit costruisce sul libretto di Jean Cocteau coreografandolo su musiche di Johann Sebastian Bach. I protagonisti ripercorrono lo stesso, tragico epilogo: un giovane viene spinto al suicidio dalla donna amata, che si rivela la personificazione stessa della Morte.

Le scene sono di Georges Wakhévitch, i costumi di Barbara Karinska. È ancora Jean-Michel Desiré a firmare le luci.

“In questa soirée sono protagonisti due straordinari coreografi francesi e, con loro, il Balletto del San Carlo – dichiara Clotilde Vayer. Ho scelto Lifar e Petit perché i miei ballerini potessero danzarli, e non soltanto perché sono due grandi nomi del XX secolo. Sono qui a Napoli da ormai tre anni ed è ben precisa la visione che ho per questa compagnia, il percorso che intendo seguire attraverso il repertorio e i coreografi. Ritengo che, per un ballerino, sia necessario lavorare su Lifar, Petit, così come su Robbins, Balanchine, MacMillan e tutti i grandi coreografi del Novecento: ognuno di loro ha un suo stile ed è importante, per un danzatore, conoscerli a fondo per poter crescere artisticamente e professionalmente”.

E prosegue: “Di Lifar ho scelto uno dei suoi lavori non narrativi, Suite en blanc, e l’ho fatto con l’intento di mostrare la qualità della compagnia. È un balletto che non perdona la mediocrità, molto complesso non solo per i solisti, ma per l’intero Corpo di Ballo.

Ho accostato, poi, due lavori di Roland Petit, L’Arlésienne e Le jeune homme et la mort. Petit è un grande coreografo narrativo: le storie che qui racconta riescono a far commuovere.”

Danza

Dal 07 Settembre al 11 Settembre

La Danza Francese da Serge Lifar a Roland Petit

Suite en Blanc
Extrait de Namouna
Musica di Édouard Lalo

Coreografia | Serge Lifar
Ripresa da Charles Jude
Scene e Costumi | Maurice Moulène

***

L’Arlésienne
Musica di Georges Bizet

Coreografia | Roland Petit
Ripresa da Luigi Bonino
Scene | René Allio
Costumi | Christine Laurent
Luci | Jean-Michel Desiré

Le jeune homme et la mort
Musica di Johann Sebastian Bach

Coreografia | Roland Petit
Ripresa da Luigi Bonino
Scene | Georges Wakhévitch
Costumi | Barbara Karinska
Libretto | Jean Cocteau
Luci | Jean-Michel Desiré
Direttore | Jonathan Darlington


Orchestra, Étoiles, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo

Direttore del Balletto | Clotilde Vayer

Produzione del Teatro dell’Opera di Roma

Durata: 2 ore circa, con intervallo

Cortile d’Onore di Palazzo Reale | BLU
sabato 7 settembre 2024, ore 20:30 – A – BLU – XII
domenica 8 settembre 2024, ore 20:30 – F – BLU – XIII
martedì 10 settembre 2024, ore 20:30 – B – BLU – XIII
mercoledì 11 settembre 2024, ore 20:30 – C/D – BLU – XIII

Biglietti
Posto unico

XII, 65 euro
XIII, 40 euro

JONAS KAUFMANN IN OPERA, ANNUNCIATO UN NUOVO GALA PER IL FESTIVAL ARENIANO 2025

Jonas Kaufmann, artista di fama internazionale e stella dell’Opera, annuncia per l’estate 2025 una serata evento all’Arena di Verona. 

Domenica 3 agosto 2025, all’interno del 102° Festival areniano, il tenore tedesco sarà protagonista del gala Jonas Kaufmann in Opera. L’evento, da oggi, è in vendita sul sito www.arena.it e in tutti i punti Ticketone.

Il tenore tedesco rinnova così il suo legame con il più grande palcoscenico sotto le stelle, dopo il successo riscosso in Aida (2022) e nei gala del 2021 e del 2023, entrambi conclusi con sette bis e ovazioni di pubblico. Negli ultimi anni, gli spettatori lo hanno ascoltato e apprezzato in un repertorio ampio comprendente l’opera italiana, Wagner, l’operetta, fino alla musica cinematografica.

L’annuncio di Kaufmann è avvenuto oggi a Verona, dove, tra ventiquattro ore, interpreterà per la prima volta uno dei suoi ruoli simbolo: Mario Cavaradossi in Tosca. Presenti il Sovrintendente di Fondazione Arena Cecilia Gasdia e il Vicedirettore artistico Stefano Trespidi.

Info: www.arena.it

DA DRESDA E VIENNA IN EUROPA : DUE APERTURE DI STAGIONE E DUE TOURNÉE PER DANIELE GATTI

Con la Staatskapelle di Dresda dal 31 agosto al 14 settembre e con i Wiener Philharmoniker dal 27 settembre al 6 ottobre

Due aperture di stagione a Dresda e Vienna, seguite da due tournée europee con due tra le più prestigiose orchestre del mondo: la Staatskapelle Dresden e i Wiener Philharmoniker. Sono i prossimi impegni del direttore d’orchestra Daniele Gatti che il 31 agosto, con repliche l’1 e 2 settembre, inaugura la sua prima stagione da Direttore principale della Staatskapelle di Dresda con un concerto alla Semperoper del capoluogo della Sassonia, seguito da una tournée che toccherà Grafenegg, Torre del Lago, Merano, Verona e Francoforte. La seconda inaugurazione è quella della stagione dei Wiener Philharmoniker al Musikverein di Vienna, la celebre sala del Concerto di Capodanno, in programma il 27, 28 e 29 settembre, seguita da una tournée che arriverà a Madrid, Saragozza, Barcellona, Parigi e Saarbrücken.

Eletto dai musicisti nel giugno del 2022, il 1° agosto 2024 Daniele Gatti inizia il suo mandato come direttore principale della Staatskapelle Dresden, fondata nel 1548 e diretta da musicisti come Carl Maria von Weber, Richard Wagner, Richard Strauss, Karl Böhm e Rudolf Kempe. Gatti ha debuttato sul suo podio nel febbraio del 2000, invitato da Giuseppe Sinopoli, allora direttore principale della compagine sassone. Negli anni seguenti è proseguita regolarmente una fruttuosa collaborazione, arrivata poi alla nomina come direttore stabile fino al 2030. Per la sua prima inaugurazione di stagione – 31 agosto, 1 e 2 settembre alla Semperoper di Dresda – il musicista milanese ha scelto di affiancare Verklärte Nacht (Notte trasfigurata) di Arnold Schönberg, nella revisione per orchestra d’archi del 1943, alla Sinfonia n. 1 di Gustav Mahler. Le due pagine saranno proposte anche il 7 settembre al Wolkenturm di Grafenegg in Austria, il 10 settembre a Torre del Lago, il 13 settembre all’Accademia Filarmonica di Verona e il 14 settembre all’Alte Oper di Francoforte. Durante la tournée sarà eseguito anche un secondo programma musicale, con il pianista Rudolf Buchbinder impegnato nel Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 op. 58 di Beethoven, affiancato dall’Ouverture del balletto Die Geschöpfe des Prometheus (Le creature di Prometeo) op. 43 sempre di Beethoven e dalla Sinfonia n. 4 op. 120 in re minore di Robert Schumann, che si potranno ascoltare al Wolkenturm di Grafenegg l’8 settembre e al Kursaal di Merano il 12 settembre.

Al Musikverein di Vienna invece, Gatti inaugurerà la stagione dei Wiener Philharmoniker, che dirige fin dal 2005. Il 27, 28 e 29 settembre propongono pagine di due grandi compositori russi del Novecento: Igor Stravinskij, con il suo balletto Apollon Musagète del 1928,e Dmitrij Šostakovič con la sua Decima sinfonia in mi minore, scritta nel 1953. 

Il programma sarà poi portato in tournée al Teatro Real di Madrid il 1° ottobre, al Palacio de Congresos di Saragozza il 2 ottobre, all’Auditori di Barcellona il 3 ottobre, al Théâtre des Champs-Èlysèes di Parigi il 5 ottobre e all’E-Werk di Saarbrücken il 6 ottobre

AL VIA LA CAMPAGNA ABBONAMENTI A “VOLTI DEL POTERE”, LA NUOVA STAGIONE 2024/25 DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Dal 7 settembre al 15 ottobre è possibile abbonarsi

Il 16 ottobre parte la vendita dei biglietti per i singoli spettacoli

Dopo la pausa estiva si torna al Teatro Costanzi. La biglietteria riapre il 2 settembre e da sabato 7 è possibile abbonarsi a “Volti del potere”, la nuova stagione del Teatro dell’Opera di Roma che vede 12 titoli operistici, 7 balletti e 6 concerti. Le nuove produzioni sono 11, 9 d’opera e 2 di danza. L’inaugurazione, preceduta dalla serata straordinaria del 7 novembre che vede ospite Esa-Pekka Salonen con la Philharmonia Orchestra di Londra, si tiene come di consueto il 27 novembre, anniversario della prima assoluta al Costanzi nel 1880. Apre la stagione 2024/25 Simon Boccanegra di Verdi, nuovo allestimento firmato da Richard Jones. Il grande regista inglese torna all’Opera di Roma dopo i successi de La dama di picche e Kát’a Kabanová. L’Orchestra è guidata da Michele Mariotti, Direttore musicale della Fondazione capitolina. In scena il Coro dell’Opera di Roma diretto da Ciro Visco.

Dal 7 settembre al 1° ottobre si possono sottoscrivere il “Gran Teatro All inclusive”, “Gran Teatro” e “Leggero”; dal 5 al 15 ottobre disponibili anche i “Fantasia” e gli altri abbonamenti “mini”: “Tutto Danza”, “Concerti”, “Week end”, “Vietato ai maggiori di 30 anni”, “Lezioni di Opera” con Giovanni Bietti e, novità assoluta della stagione 2024-25, “Passaporti di Danza” con Eleonora Abbagnato; il 16 ottobre parte la vendita dei singoli biglietti.

Così le diverse formule di abbonamento:

“Gran Teatro All inclusive”: il migliore abbonamento per assistere agli spettacoli della stagione 2024/25, garantendosi un posto sicuro e privilegiato per 17 titoli, 10 opere e 7 balletti, sui 19 in cartellone.

“Gran Teatro”: ampia la scelta anche con questa tipologia di abbonamento che consente di assistere a 14 spettacoli della stagione 2024/25, 9 opere e 5 balletti.

“Leggero”: così diventano gli abbonamenti “Gran Teatro” e “Gran Teatro All inclusive” per adulti oltre i 65 anni d’età cui spetta un prezzo scontato.

“Fantasia”: è l’abbonamento a 5 titoli della stagione 2024/25 a scelta tra una delle seguenti opzioni: 5 opere; 4 opere + 1 balletto; 3 opere + 2 balletti.

“Tutto Danza”: la formula di abbonamento per gli amanti della danza che consente di abbonarsi ai 6 balletti in scena al Teatro Costanzi.

“Concerti”: è previsto un abbonamento anche per i 6 appuntamenti che vedono sul podio il Direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma Michele Mariotti, impegnato in due concerti, Esa-Pekka Salonen, Ignazio Maria Schifani, James Conlon e Diego Ceretta.

“Week end”: un abbonamento speciale che permette di assistere a 4 spettacoli (4 opere oppure 3 opere + 1 balletto) durante il week end ideale anche per chi vive fuori Roma, un’occasione per un soggiorno indimenticabile in uno dei luoghi culturali della città.

“Vietato ai maggiori di 30 anni”: è dedicato ai giovani che potranno assistere in anteprima alle prove generali (5 opere e 3 balletti).

“Lezioni di Opera”: 8 appuntamenti che precedono altrettante “prime” per soddisfare le molte domande e curiosità degli spettatori. Con un linguaggio semplice e accessibile Giovanni Bietti illustra il contesto e i contenuti musicali e drammatici di ogni opera per permettere a chiunque di godersi la rappresentazione apprezzandone ogni sfumatura.

“Passaporti di Danza”: il progetto, a cura di Eleonora Abbagnato, vede 3 incontri in cui la Direttrice del Corpo di Ballo dell’Opera di Roma dialoga con il pubblico per entrare nel cuore della grande Danza. Anche per questa novità assoluta della stagione 2024-25 è previsto un abbonamento.

Lunedì 2 settembre riapre la biglietteria del Teatro dell’Opera di Roma. Gli abbonamenti alla nuova stagione 2024/25 possono essere acquistati da sabato 7 secondo i seguenti orari: dal lunedì al sabato 10.30-17.00.

È cominciato all’Ambasciata Italiana a Berlino il ciclo di presentazioni internazionali della Stagione 2024/2025

Dominique Meyer ha introdotto i titoli del prossimo anno e la programmazione di LaScalaTv

nel corso di una conferenza stampa presso l’Ambasciata d’Italia.

Ieri Riccardo Chailly ha diretto la Filarmonica della Scala alla Philharmonie; alla Scala sono attesi nei

prossimi mesi i direttori dei Berliner Philharmoniker Kirill Petrenko e della Staatsoper Christian Thielemann

Il Sovrintendente Dominique Meyer ha aperto questa mattina con una conferenza stampa ospitata dall’Ambasciatore Armando Varricchio presso l’Ambasciata d’Italia a Berlino il ciclo delle presentazioni internazionali della Stagione 2024/2025 del Teatro alla Scala e della programmazione della ScalaTV.

La conferenza di Berlino cade dopo il concerto della Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Chailly ieri sera alla Philharmonie per il Musikfest nell’ambito delle iniziative dell’Italia Ospite d’Onore alla Frankfurter Buchmesse 2024. L’incontro, che dopo il saluto dell’Ambasciatore ha visto un intervento del Coordinatore Artistico della Filarmonica della Scala Damiano Cottalasso, ha incluso tre trascrizioni operistiche eseguite dalle prime parti della Filarmonica e dell’Orchestra della Scala Marco Zoni (flauto), Simonide Braconi (viola) e Massimo Polidori (violoncello).

L’ormai tradizionale ciclo di presentazioni proseguirà a Vienna (16 settembre), New York (30 settembre), Parigi (2 ottobre) e Londra (16 ottobre).

Oltre al programma artistico, il Sovrintendente ha presentato alcuni dati che testimoniano dello stato di salute del Teatro e del progresso del programma di riforme intrapreso in questi anni: il bilancio 2023 ha registrato un attivo di oltre sette milioni di euro, mentre la percentuale di riempimento ha raggiunto negli ultimi mesi il 93%. Tra i progetti realizzati, la costruzione della nuova torre in via Verdi con la nuova sala prove per l’Orchestra che sarà ultimata in questi mesi, il programma di inclusione delle persone disabili e il nuovo sistema di videolibretti che saranno disponibili in cinque lingue, incluso il tedesco.

“Questo nuovo ciclo di presentazioni – ha spiegato il Sovrintendente e Direttore Artistico Dominique Meyer – è l’occasione per condividere anche quest’anno la programmazione e i progetti del Teatro con il pubblico, la stampa e le istituzioni internazionali. Un terzo del pubblico della Scala viene dall’estero e attraverso la piattaforma LaScalaTv il Teatro ha reso la sua programmazione accessibile anche a chi non può assistere agli spettacoli in sala. Sono particolarmente felice di iniziare da Berlino, dove la Filarmonica è tornata ieri sera con Riccardo Chailly, e per questo ringrazio l’Ambasciatore Armando Varricchio. I legami artistici con la capitale tedesca sono particolarmente significativi: tra poche settimane lo Chefdirigent dei Berliner Philharmoniker Kirill Petrenko farà il suo debutto in un’opera alla Scala con Der Rosenkavalier di Strauss e tra i progetti più rilevanti dei prossimi anni alla Scala spicca la nuova produzione del Ring des Nibelungen di Wagner diretto dal Generalmusikdirektor della Staatsoper Unter den Linden Christian Thielemann. Inoltre, dal 24 ottobre il Museo Teatrale alla Scala ospiterà in collaborazione con Bertelsmann e Archivio Ricordi la mostra ‘Opera meets new media – Puccini e la moderna industria dello spettacolo’ attualmente visibile a Berlino”.

“Il duplice appuntamento di fine agosto all’insegna della Scala si tiene in un anno particolare per la cultura italiana in Germania” – ha sottolineato l’Ambasciatore Varricchio, ricordando la forte presenza del nostro Paese quest’anno su suolo tedesco nell’ambito del cinema, della letteratura, dell’arte – con il trittico di mostre dedicate a Modigliani, Max Liebermann in Italia e a Puccini – e naturalmente in campo musicale, con un’ampia scelta di concerti che si terranno anche durante i giorni della Fiera del Libro di Francoforte.   Nella prossima Stagione, ha anticipato l’Ambasciatore Varricchio, “vivono, armoniosamente l’una al fianco dell’altra, in un quadro di dialoghi e rimandi, le opere del Seicento e Settecento e il Ring per arrivare a opere di contemporanei. Il tutto inaugurato da un’opera di grande complessità come La forza del destino”.

Il concerto della Filarmonica della Scala alla Philharmonie di Berlino fa parte della tournée europea che segna il ritorno anche a San Sebastian (27 agosto), Santander (28 agosto), Mecklenburg (31 agosto), Grafenegg (1° settembre) e Lubiana (2 settembre). Il programma di Berlino (Berio, Rihm, Ravel) sarà replicato al Teatro alla Scala l’8 settembre per l’inaugurazione del Festival MITO.

Belliniana – Omaggio al Cigno di Catania 

Si chiama Belliniana – Omaggio al Cigno di Catania la quarta edizione della rassegna direttamente promossa e organizzata dall’assessorato del Turismo, dello sport e dello spettacolo della Regione Siciliana che si svolgerà principalmente nel capoluogo etneo e a Messina dal 14 al 28 settembre prossimi, con una fitta serie di appuntamenti (a ingresso gratuito su prenotazione) dedicati a Vincenzo Bellini.

Dal 14 al 28 settembre tra Catania e Messina la rassegna dedicata al grande operista catanese.

Si comincerà sabato 14 settembre con un grande concerto alla Villa Bellini di Catania con il soprano Desirée Rancatore, il tenore Vittorio Grigolo e l’Orchestra Sinfonica Siciliana diretta da Gianluca Marcianò, per poi andare avanti con altri 16 appuntamenti tra concerti sinfonici, cameristici, conversazioni, musica sacra, teatro, danza, nuove creazioni e grande repertorio; al centro un’opera lirica in forma di concerto al Teatro Bellini di Catania diretta da Fabrizio Maria Carminati.
 
Fortemente voluta dal governo regionale e affidata alla direttrice d’orchestra Gianna Fratta, Belliniana – Omaggio al Cigno di Catania (precedentemente denominata “Bellini International Context”) si realizza grazie alla collaborazione delle Città di Catania, Messina e Palermo e delle più importanti istituzioni culturali dell’Isola: Teatro Massimo Bellini di Catania, Teatro Massimo di Palermo, Teatro di Messina, Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, Fondazione Taormina Arte Sicilia, Università degli Studi di Catania, Conservatorio di Musica “Vincenzo Bellini” di Catania, Conservatorio di Musica “Arcangelo Corelli” di Messina, Catania Summer Fest e Arcidiocesi di Catania.
 
«La Belliniana – sottolinea la coordinatrice artistica Gianna Fratta – sulla scia delle manifestazioni dedicate a Bellini cui la Regione Siciliana e l’assessorato al Turismo, allo sport e allo spettacolo hanno sempre riservato la massima attenzione, vuole essere un grande contenitore culturale intitolato al Cigno catanese, pronto ad accogliere artisticamente non solo la musica di Bellini, che rappresenta il fulcro della programmazione, ma anche i lavori di compositori coevi, dando slancio contestualmente a composizioni contemporanee a lui dedicate o ispirate. Non solo musica alla Belliniana, anche teatro, danza, conversazioni, incontri. Nell’ottica di una concreta diffusione dell’opera di Bellini anche presso le giovani generazioni, ecco che la rassegna spazia sia all’interno dei linguaggi artistici, sia all’interno dei generi e delle forme: dalla musica classica al jazz, dall’opera ai galà, dai recital ai programmi sinfonici, dalla musica sacra a quella popolare, per una kermesse che diventa strategica occasione di promozione artistica e culturale sotto il segno del Cigno di Catania».
 
Il programma dettagliato sarà presentato all’inizio di settembre e sarà disponibile su www.belliniana.it

La prima recita di Turandot programmata venerdì 30 agosto non avrà luogo

Le repliche del 3, 8, 14 e 18 settembre si svolgeranno regolarmente

A seguito della proclamazione di uno sciopero delle principali sigle sindacali, la Fondazione Teatro La Fenice informa che la prima recita di Turandot annunciata per venerdì 30 agosto 2024 al Teatro La Fenice non avrà luogo; le altre quattro recite in programma il 3, 8, 14 e 18 settembre, tutte alle ore 19.00, si svolgeranno regolarmente

Turandot, l’ultimo capolavoro di Giacomo Puccini, va in scena al Teatro La Fenice nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2023/2024 della Fondazione veneziana. Il dramma lirico in tre atti di Giuseppe Adami e Renato Simoni, dalla fiaba teatrale omonima di Carlo Gozzi, sarà proposto nell’allestimento con la regia di Cecilia Ligorio, le scene di Alessia Colosso, i costumi di Simone Valsecchi e il light design di Fabio Barettin. Alla testa dell’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice la direzione di Francesco Ivan Ciampa. Nel cast spiccano per i ruoli principali la presenza del soprano Saioa Hernández nel ruolo della principessa di ghiaccio; del tenore Roberto Aronica in quello del principe ignoto Calaf; di Selene Zanetti in quello di Liù; e di Michele Pertusi in quello di Timur. Nel cast anche Marcello Nardis nel ruolo dell’imperatore Altoum; mentre Simone Alberghini, Valentino Buzza e Paolo Antognetti interpreteranno rispettivamente Ping, Pang e Pong; infine Armando Gabba sarà il mandarino. Il Coro del Teatro La Fenice, preparato da Alfonso Caiani, sarà affiancato dal Piccoli Cantori Veneziani istruiti da Diana D’Alessio. 

Ecco di seguito le modalità di rimborso dei biglietti: gli spettatori che hanno acquistato il biglietto online riceveranno automaticamente, entro 30 giorni, il rimborso sulla carta di credito utilizzata al momento dell’acquisto. Non è necessaria nessuna richiesta di rimborso. Per coloro invece che hanno acquistato i biglietti presso le biglietterie e tramite la biglietteria telefonica, gli acquirenti riceveranno una comunicazione dall’Ufficio Ticketing di Vela Spa con richiesta dei dati bancari per ricevere il rimborso tramite bonifico; i dati dovranno pervenire entro il giorno 10 settembre 2024.

La Scala alla ripresa d’autunno

Dopo l’apertura con la deliziosa opera di Nino Rota affidata all’Accademia,

la Stagione riprende con i grandi direttori: Riccardo Chailly dirige i Gurre-Lieder,

Giovanni Antonini fa rivivere Cesti nello spettacolo di Carsen e a ottobre Kirill Petrenko debutta con Der Rosenkavalier e Christian Thielemann inaugura il nuovo Ring scaligero.  

Dopo la pausa estiva le rappresentazioni riprendono mercoledì 4 settembre con la prima del Cappello di paglia di Firenze di Nino Rota, nuovo appuntamento con i complessi dell’Accademia con la direzione esperta di Donato Renzetti e uno spettacolo firmato da Mario Acampa, autore tra l’altro degli spettacoli per bambini e ragazzi del Teatro, insieme a un team di giovani e giovanissimi: le scene sono di Riccardo Sgaramella e i costumi di Chiara Amaltea Ciarelli.

Domenica 8 settembre Riccardo Chailly alla testa della Filarmonica della Scala inaugura il Festival MITO con uno splendido programma novecentesco che comprende Quatre dédicaces di Luciano Berio (di cui nel 2025 si celebrerà il centenario della nascita), Dis-Kontour di Wolfgang Rihm e Daphnis et Chloé di Ravel (riferimenti e info www.mitosettembremusica.it).

Sempre Riccardo Chailly torna venerdì 13, lunedì 16 e martedì 17 settembre per l’appuntamento conclusivo e più importante della Stagione Sinfonica: il ritorno dei Gurre-Lieder di Arnold Schönberg nel giorno del centocinquantenario della nascita del compositore (13 settembre 1874) con un cast formidabile che include Camilla Nylund, Andreas Schager, Okka von der Damerau e Michael Volle. Il colossale ciclo, opera di un giovane affamato di gloria e ancora imbevuto di wagnerismo, fu eseguito alla Scala una sola volta nel 1973 e vi torna innanzitutto grazie alle nuove condizioni di ascolto garantite dalla nuova camera acustica, che hanno permesso nella scorsa Stagione l’esecuzione dell’Ottava sinfonia di Mahler.

Domenica 15 settembre tocca all’Orchestra Sinfonica di Milano inaugurare, come ormai da tradizione, la sua Stagione alla Scala con un concerto affidato al nuovo e giovane Direttore Musicale Emmanuel Tjeknavorian. Sui leggii l’Ouverture festiva di Šostakovič, la Sinfonia n° 2 di Beethoven e la Sinfonia n° 4 di Čajkovskij.

Il balletto riprende dal 25 settembre con otto rappresentazioni della Dame aux camélias di John Neumeier su musiche di Chopin, con Roberto Bolle protagonista in tre serate e la direzione di Simon Hewett.

Il 26 settembre debutta una delle produzioni più interessanti della Stagione: L’Orontea di Antonio Cesti, battezzata a Innsbruck nel 1656 e nota ai milanesi di lunga memoria per essere andata in scena alla Piccola Scala nel 1961 con Bruno Bartoletti sul podio e Teresa Berganza protagonista; torna in scena in un allestimento attesissimo di Robert Carsen con la direzione di Giovanni Antonini. La produzione è una nuova tappa del ciclo sulle origini italiane del melodramma voluto da Dominique Meyer, che ha già portato alla Scala titoli di Francesco Cavalli e Leonardo Vinci. Protagonista di questa arguta e sensualissima commedia è Stéphanie d’Oustrac. Il ritorno dell’Orontea sarà preceduto il 20 settembre (Ridotto dei Palchi a partire dalle ore 15, ingresso libero) dall’incontro di studi “Un capolavoro comico del Seicento” organizzato e condotto da Raffaele Mellace, cui parteciperanno Lorenzo Bianconi, Davide Daolmi, Paolo Fabbri e il Maestro Antonini.

Uno sguardo alla programmazione di ottobre individua subito due eventi di rilievo particolarissimo: Kirill Petrenko, il direttore dei Berliner Philharmoniker, dirige quasi esclusivamente la sua Orchestra (fanno eccezione nei prossimi mesi solo due appuntamenti con la Chicago Symphony e la Israel Philharmonic) e quasi esclusivamente repertorio sinfonico (nell’aprile 2025 si ascolterà una Butterfly a Baden-Baden con i Berliner e la regia di Davide Livermore). Dal 12 ottobre sarà però alla Scala, dove ha diretto solo una volta la Bayerisches Staatsorchester in concerto nel 2016, per sei rappresentazioni di Der Rosenkavalier nello spettacolo di Harry Kupfer con Krassimira Stoyanova, Kate Lindsey, Sabine Devieilhe e Günther Groissböck. Restano pochissimi posti.   

Dal 28 ottobre è invece Christian Thielemann il protagonista sul podio di sei rappresentazioni di Das Rheingold, con cui la Scala inizia il nuovo viaggio nella Tetralogia di Wagner. Lo spettacolo è di David McVicar e il cast capitanato dal Wotan di Michael Volle include Okka von der Damerau, Olga Bezsmertna e Wolfgang Ablinger-Sperrhacke. Nel corso del 2025 andranno in scena Die Walküre e Siegfried mentre nel 2026 sarà la volta di Götterdämmerung e di esecuzioni complete del ciclo.

OPERA, BALLO E CONCERTI. L’ARENA DI VERONA OPERA FESTIVAL APRE UNA SETTIMANA ALL’INSEGNA DEI SOLD-OUT

Sette eventi in sei giorni tra opera, ballo e concerti

Già sold-out i primi tre: Zorba il greco, il 27 e 28 agosto al Teatro Romano, e l’anteprima mondiale dello show immersivo Viva Vivaldi in Arena il 28

Posti ancora disponibili per l’opera con stelle quali Pirozzi, Kaufmann, Luciano, Tézier: Aida giovedì 29 agosto, Tosca venerdì 30, Il Barbiere di Siviglia sabato 31

Chiudono la settimana i Carmina Burana, domenica 1° settembre

Dal 27 agosto al 1° settembre, l’Arena di Verona Opera Festival raddoppia i suoi palcoscenici, offrendo sette spettacoli in sei giorni. Martedì 27 e mercoledì 28 torna il balletto al Teatro Romano con Zorba il greco, già sold-out entrambe le serate. Tutto esaurito anche per l’anteprima mondiale in Arena dello show immersivo Viva Vivaldi coprodotto da Balich Wonder Studio. Seguono tre date di grande opera negli allestimenti classici del Festival: Aida giovedì 29, Tosca venerdì 30, Il Barbiere di Siviglia sabato 31 agosto, tutti con prestigiose bacchette e cast di stelle internazionali. Domenica 1° settembre, il giovane Michele Spotti dirige Orchestra e Coro areniani negli spettacolari Carmina Burana di Orff.

TRE SOLD-OUT IN DUE GIORNI. I posti per Zorba il Greco e per lo show Viva Vivaldi sono giù esauriti. Zorba il greco è forse il balletto più legato alla storia veronese: in prima assoluta, diretto dall’autore Mikis Theodorakis, debuttò proprio all’Arena nel 1988. Riproposto nel 2023 dopo otto anni di assenza del Ballo areniano dal Teatro Romano con un successo travolgente, Zorba ritorna nella stessa cornice martedì 27 e mercoledì 28 agosto alle 21.15, grazie alla collaborazione con il Comune di Verona e l’Estate Teatrale Veronese. L’allestimento è firmato da Filippo Tonon (scene) e Sergio Toffali (luci) mentre le coreografie sono state riprese dal loro creatore, Lorca Massine. I solisti sono primi ballerini da tutta Europa: Davide Buffone debutta a Verona nei panni del protagonista, con Eleana Andreoudi (Marina), Liudmila Konovalova (Hortense), Gioacchino Starace (John) e Denys Cherevychko (Manolios).

In contemporanea, mercoledì 28 agosto alle 21.30, anche l’Arena è sold-out per Viva Vivaldi – The Four Seasons Immersive Concert, coprodotto con Balich Wonder Studio e la regia di Marco Balich per celebrare con un grande e inedito show multimediale i 300 anni dalla pubblicazione dei concerti intitolati alle Quattro stagioni del compositore veneziano, qui eseguiti dall’Orchestra di Fondazione Arena diretta dal violino solista Giovanni Andrea Zanon, enfant prodige da sempre legato all’Anfiteatro veronese. Lo spettacolo, con tecnologie innovative, comprende anche il concerto Tempesta di mare, per una durata complessiva di 75 minuti circa senza intervallo.

AIDA. Giovedì 29 agosto, alle 21, torna l’opera in Arena con l’Antico Egitto immaginato da Verdi peril titolo simbolo dell’Anfiteatro, nell’allestimento curato da Gianfranco de Boso, di cui ricorre il centenario dalla nascita. Un’edizione storica che rievoca la magia della prima notte d’opera in Arena nel 1913 e che rivive grazie ai grandi interpreti internazionali. Protagonista per un’unica sera è il soprano Anna Pirozzi, accanto al Radames di Gregory Kunde e alla rivale Amneris di Ekaterina Semenchuk. Amonasro d’eccezione è Ludovid Tézier, con i bassi Alexander Vinogradov (gran sacerdote Ramfis) e Riccardo Fassi (Re degli Egizi). Completano il cast Francesca Maionchi (sacerdotessa) e Riccardo Rados (messaggero). Con i complessi artistici e tecnici di Fondazione Arena diretti da Daniel Oren, il Ballo è impegnato nelle coreografie originali di Susanna Egri con tre stelle internazionali della danza quali solisti: Eleana Andreoudi, Gioacchino Starace e Denys Cherevychko. Ultima replica: 5 settembre.

TOSCA. Venerdì 30 agosto, alle 21, va in scena l’ultima Tosca, con un cast di stelle. Elena Stikhina è la diva romana dell’800 Floria Tosca, Jonas Kaufmann è l’amato pittore e rivoluzionario Mario Cavaradossi mentre Ludovic Tézier veste i panni del Barone Scarpia, capo della polizia. Nei ruoli di fianco altri importanti interpreti: Gabriele Sagona è Angelotti, Giulio Mastrototaro il Sagrestano, Carlo Bosi è Spoletta, Nicolò Ceriani Sciarrone, Carlo Striuli il carcerire, la giovanissima Erika Zaha il pastorello. Dirige il maestro Daniel Oren, nello stesso titolo con cui debuttò in Arena 40 anni fa: il capolavoro di Puccini va in scena nell’elegante allestimento del regista, scenografo e costumista argentino Hugo De Ana, con imponenti effetti speciali, simboli incombenti, costumi d’epoca e ritmo serrato da film noir.

IL BARBIERE DI SIVIGLIA. Sabato 31 agosto, alle 21, penultima rappresentazione per la più classica delle opere buffe: il brillante barbiere e factotum Figaro del baritono Davide Luciano guida il nuovo cast nell’iconico giardino all’italiana con grandi rose rosse firmato da Hugo De Ana per l’Anfiteatro veronese. Il Conte di Almaviva sarà interpretato dal giovane tenore statunitense Jack Swanson, Bartolo, burbero tutore, da Carlo Lepore e Basilio, maestro di musica, da Alexander Vinogradov. La bella Rosina che il Conte dovrà conquistare sarà interpretata da Ekaterine Buachidze, giovane mezzosoprano georgiano al suo debutto in Arena. Completano il cast Marianna Mappa, Nicolò Ceriani e Domenico Apollonio. L’Orchestra di Fondazione Arena, il Coro maschile e il Ballo areniano sono diretti da George Petrou, che accompagna al cembalo i frizzanti recitativi della commedia di Rossini.Ultima replica: 6 settembre.

CARMINA BURANA. Domenica 1° settembre, alle 21.30, ancora pochi posti disponibili per le celebri cantiones profanae medievali ricreate da Carl Orff. I tre solisti Gilda Fiume, Filippo Mineccia e Youngjun Park cantano l’amore, la goliardia, la fortuna con un grandissimo organico comprendente l’Orchestra e il Coro di Fondazione Arena a pieni ranghi, i due cori di voci bianche A.LI.VE. e A.d’A.Mus., con la direzione del giovane Michele Spotti, maestro che ha inaugurato il Festival con Turandot trasmessa da Rai Cultura. 

L’Arena di Verona Opera Festival 2024, con 50 serate di spettacolo fino al 7 settembre, è sostenuta da numerosi sponsor, in primis UniCredit, che vanta una longevità di collaborazione di oltre 25 anni, e poi Calzedonia, Pastificio Rana, Volkswagen Group Italia, DB Bahn, Forno Bonomi, RTL 102.5, Genny, che firma le divise del personale adibito all’accoglienza del pubblico, e Müller, che sostiene i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Tra gli official partner marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, Metinvest, SABA Italia, SDG Group, Sartori di Verona, Palazzo Maffei e Mantova Village. Tra i nuovi sostenitori, Poste Italiane, ManPower Group e Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. Oltre a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana dell’omonimo pastificio e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse, con il Gruppo Editoriale Athesis, media partner. 

Info: www.arena.it

LE STELLE DELLA DANZA A VERONA PER ZORBA IL GRECO

Davide Buffone e Gioacchino Starace debuttano al Teatro Romano con Eleana Andreoudi, Liudmila Konovalova, Denis Cherevychko e il Ballo di Fondazione Arena nell’immortale titolo di Theodorakis coreografato da Massine

Zorba il greco torna in doppia data per il Festival 2024, il 27 e il 28 agosto

Ultimi biglietti disponibili

Lo scorso anno fu un ritorno memorabile per Verona e il mondo della danza. Tanto che quest’anno raddoppiano le serate. Dopo il successo del 2023, che vide un Teatro Romano gremito chiedere ai ballerini oltre sette bis, Zorba il greco è pronto a tornare tra le mura scaligere. Il celebre titolo di Mikis Theodarakis sarà sul palcoscenico del Teatro Romano di Verona, il 27 e 28 agosto alle 21.15. Grazie alla collaborazione con il Comune di Verona, il 101° Arena di Verona Opera Festival 2024 cambia palcoscenico per due serate esclusive.

Insieme al Ballo areniano, calcheranno le scene dei solisti di prima grandezza: l’applaudito Denys Cherevychko tornerà accanto a Eleana Andreoudi e Liudmila Konovalova, Prime Ballerine rispettivamente dell’Opera di Atene e di Vienna. E, novità dell’edizione 2024, il debutto di Davide Buffone, primo ballerino del Teatro Nazionale Sloveno di Maribor, come Zorba e di Gioacchino Starace, Solista del Teatro alla Scala, come John.

Zorba il greco è uno spettacolo significativo per la storia areniana: il balletto fu scritto appositamente per l’Arena nel 1988 e diretto dal compositore stesso su ideazione del coreografo Lorca Massine, riproposto a Verona nel ’90 e nel 2002, quindi replicato in tutto il mondo entusiasmando milioni di spettatori. Ancora oggi Zorba, tratto dal romanzo di Nikos Kazantzakis, rappresenta nella trama e nella musica un inno alla vita, alla scoperta dell’altro, al superamento del lutto, alla forza interiore, alla Grecia stessa.

Per il ritorno a Verona del Ballo areniano, Zorba il greco è andato in scena nel 2023 con una nuova produzione di Fondazione Arena resa possibile grazie alla collaborazione con il Comune di Verona e l’Estate Teatrale Veronese. Sinergia che si ripete anche quest’anno.

Torna anche il team creativo al completo: coordinatore del Ballo Gaetano Bouy Petrosino alla presenza dello stesso autore e coreografo Lorca Massine, con scene di Filippo Tonon e luci di Sergio Toffali.

Le due eccezionali serate, parte del 101° Arena di Verona Opera Festival 2024, si preannunciano sold-out. Ultimi biglietti in vendita sul sito www.arena.it, alla biglietteria di via Dietro Anfiteatro e nei punti Ticketone.

I Carmina Burana chiudono il Ravello Festival 2024

Sul podio Jordi Bernacer

Sono stati due mesi intensi di musica quelli vissuti in questa 72esima edizione del Ravello Festival. Due mesi nei quali sono state coinvolte e valorizzate in maniera decisa e preponderante le eccellenze territoriali in un cartellone, curato da Maurizio Pietrantonio, che ha unito il patrimonio musicale e culturale della Campania a personalità di spicco della scena musicale e artistica internazionale.

Tutti gli appuntamenti fin qui proposti: 5 concerti sinfonici, 6 cameristici, 1 evento tra musica e parola, 1 evento jazz, oltre quelli speciali con protagonisti Roberto Bolle e Fiorella Mannoia hanno registrato quasi tutti il sold out con grande apprezzamento di critica e grande attesa è riservata per l’evento di chiusura.  

L’ultimo atto del Festival è in programma domenica 25 agosto (ore 20) sul Belvedere di Villa Rufolo con un capolavoro senza tempo: i Carmina Burana di Carl Orff.

I Carmina Burana sono tra le pagine di musica classica più conosciute dal grande pubblico, l’apertura trionfale dell’opera con l’epico coro di O Fortuna ha ispirato una vasta gamma di opere artistiche, dalle performance teatrali e coreografiche alle colonne sonore di film e pubblicità. A far rivivere questa musica di straordinario coinvolgimento, adottata in numerosi contesti, diventando un simbolo universale di passione e vitalità, le voci del soprano Maria Sardaryan, del tenore Levy Sekgapane e del baritono Markus Werba che saranno sul palco con l’Orchestra Filarmonica G.Verdi di Salerno al gran completoe coni cori del Teatro guidati da Marco Ozbic e da Silvana Noschese quello delle voci bianche.

Sul podio il Maestro spagnolo Jordi Bernàcer di ritorno a Ravello dopo la conduzione del Concerto all’alba del 2020.Bernàcer sostituisce, per sopraggiunti motivi di salute, il Maestro Michele Spotti.

Ringrazio ancora una volta la Governance della Fondazione per la fiducia conferitami nell’affidarmi la responsabilità della programmazione del Ravello Festival 2024 in circostanze notoriamente difficili – dice il Direttore generale Pietrantonio – e sono molto felice di aver potuto contribuire, con l’appassionato e qualificato sostegno dei collaboratori tutti della Fondazione, alla realizzazione di questa edizione che, malgrado il limitato budget disponibile e il contesto d’iniziale incertezza, mi auguro sia stata comunque all’altezza della grande tradizione del Ravello Festival”.

Ricordiamo che la Fondazione Ravello promuove la musica tra i giovani under 25 mettendo a disposizione biglietti a tariffa agevolata (10 euro) per tutti gli eventi.

Il Ravello Festival è sostenuto dalla Regione Campania e dal MiC. www.ravellofestival.com | Tel. 089 858422 | boxoffice@ravellofestival.com

Domenica 25 agosto
Belvedere di Villa Rufolo, ore 20.00
Maria Sardaryan, soprano
Levy Sekgapane, tenore
Markus Werba, baritono
Coro del Teatro dell’Opera di Salerno
Maestro del coro Marco Ozbic
Coro delle voci bianche del Teatro G. Verdi di Salerno
Maestro del coro Silvana Noschese
Orchestra Filarmonica G. Verdi di Salerno
Direttore Jordi Bernàcer
Posto unico € 50

Programma
       Carl Orff 
Carmina Burana per soli, coro e orchestra

Il trio dei Virtuosi di Sansevero chiude gli appuntamenti cameristici del Ravello Festival 2024

Quarto ed ultimo appuntamento del cartellone della 72esima edizione del Ravello Festival nella Sala dei Cavalieri di Villa Rufolo con protagonisti il trio composto da Riccardo Zamuner, Ludovica Rana e Giuliano Mazzoccante. La formazione, espressione dell’ensemble “I virtuosi di Sansevero”, nato da un’idea dello stesso Zamuner che ha riunito alcuni tra i più talentuosi allievi di strumenti ad arco dell’Accademia Stauffer di Cremona, dell’Accademia Nazionale di alto perfezionamento di Santa Cecilia e di altre importanti Accademie Internazionali, a Ravello ha eseguito due pagine a mezzadria tra classicismo e romanticismo: il Trio op.1 n.3 di Beethoven e il Trio op.49 di Mendelssohn. Esecuzione brillante per i tre giovani talenti che hanno dato sfoggio di grande tecnica e intesa. Applausi calorosi del pubblico della Città della musica al quale Zamuner, Rana e Mazzoccante hanno concesso come bis la Primavera di Piazzolla. Piccola curiosità, tra la prima e la seconda parte del programma è stato chiamato da Mazzoccante sul palco uno spettatore, conosciuto nel pomeriggio, che si è prestato con grande disponibilità al ruolo di voltapagine. Ospite a Ravello, l’ex musicista Jonathan Yim, ha impreziosito con un’esperienza singolare il suo soggiorno. Anche per lui meritati applausi. (m.gargiulo)

Ritorna “Piaceri d’Arte” la rassegna estiva a Villa Lanfranchi, 26, 27 e 30 agosto

Con la Tecla di Franca Tragni, un quartetto jazz e Alessandro Nidi & Mascia Foschi

Amava l’arte varia Mario Lanfranchi e nelle sue feste in villa si alternavano musica colta e popolare, teatro comico e d’impegno, arrivando a intitolare “Toh!” una serata dove neppure si poteva sapere chi, come, cosa  sarebbe  apparso in scena. Sorpresa!

La Fondazione Mario Lanfranchi, mentre comunica con sommo piacere che la mostra dedicata al Maestro, promossa con Fondazione Monteparma presso l’APE Parma Museo, proseguirà fino al 16 ottobre, propone per il terzo anno consecutivo, nell’ultima settimana di agosto, la rassegna “Piaceri d’Arte” a Villa Lanfranchi di Santa Maria del Piano / Lesignano de’ Bagni, tre appuntamenti di musica, teatro, poesia e canto con presenze d’eccellenza che il pubblico ha imparato ad apprezzare da tempo, divertimento e qualità, opere di pregio.

Questi gli appuntamenti:

Lunedì 26 agosto, ore 21: “Storia di Tecla”

con: Franca Tragni; testo: Auro Della Giustina; adattamento drammaturgico:  Carlo Ferrari, Franca Tragni; regia: Carlo Ferrari; produzione: Europa Teatri 

Martedì 27 agosto, ore 21: “Omaggio a Sonny Rollins” 

Emiliano Vernizzi: sax; Paolo Mozzoni: batteria; Stefano Beluzzi: contrabbasso; Alessandro Magnanini: chitarra

Venerdì 30 agosto, ore 21: “Allunaggi poetici e musicali”

Alessandro Nidi: pianoforte; Mascia Foschi: voce recitante e cantante

Maschera amatissima la Tecla di Franca Tragni (lunedì 26), figura disturbata ma dalle intuizioni folgoranti, buffa e malinconica, è qui alle prese con un trasloco e la confusione degli scatoloni pare trovare corrispondenza al suo divagare tra ricordi e paure. Ha le sue certezze la Tecla, ma è anche fragile, dalle profonde inquietudini. Tra i numerosi, fedeli spettatori è facile sentire “mi viene un nervoso” con il tono della Tecla, un ritrovarsi solidale nella consapevolezza delle tante

ingiustizie della vita.

Omaggio a Sonny Rollins (martedì 27) il celebre sassofonista americano: ideatore del trio sax/ contrabbasso/ batteria, celebre il suo quartetto con chitarra, in gruppo con Jim Hall. Al sax Emiliano Vernizzi ideatore del trio Periscope, attivo da anni sulla scena jazzistica europea; alla chitarra Alessandro Magnanini compositore anche di colonne sonore, la sezione ritmica sarà composta dalla swingante energia di Stefano Beluzzi al contrabbasso e Paolo Mozzoni alla batteria, colonne portanti del jazz emiliano.  

Poesie e canzoni da ogni parte del mondo dedicate alla luna con Allunaggi poetici e musicali (venerdì 30). Tanti gli interrogativi su quell’astro luminoso della notte. Alessandro Nidi è direttore d’orchestra, compositore e pianista raffinatissimo, una lunga carriera che lo vede accanto ai più grandi e riconosciuti artisti della scena teatrale e musicale italiana. Mascia Foschi è attrice e cantante, collabora da tempo con scrittori e musicisti, artisti di valore. Il forte imprinting sud americano ha certo favorito la lunghissima collaborazione con Alessandro Nidi.

Tali incontri, “Piaceri d’Arte” 2024, realizzati con il Contributo della  Regione Emilia/ Casa e Studi delle Persone Illustri, sono sostenuti dal Comune di Lesignano de’ Bagni “quale inizio di una sempre maggiore collaborazione”, patrocinio A.N.C.T., Associazione Nazionale dei Critici di Teatro. Ingresso gratuito a offerta libera

Il 10 agosto, una nuova produzione di Zelmira, diretta da Giacomo Sagripanti,inaugurerà la 46ma edizione del ROF

La 46a edizione della manifestazione si terrà dal 10 al 22 agosto 2025, e presenterà tre titoli operistici, con due nuove produzioni ed una ripresa.

Inaugurerà il Festival il 10 agosto una nuova produzione di Zelmira, diretta da Giacomo Sagripanti, (in foto) che torna a Pesaro dopo il Moïse et Pharaon del 2021.

La messinscena sarà affidata all’estro del regista spagnolo Calixto Bieito, al suo debutto pesarese.

La seconda nuova produzione, in scena dal 12 agosto, sarà L’Italiana in Algeri, diretta da Dmitry Korchak, già sul podio al ROF nella Cambiale di matrimonio del 2020, e ideata da Rosetta Cucchi, che a Pesaro ha firmato in passato Adina (2018) e Otello (2022).

Sarà invece ripreso, dall’11 agosto, Il Turco in Italia di Davide Livermore, molto apprezzato al ROF del 2016, affidato alla direzione di Diego Ceretta, al debutto operistico a Pesaro.

Quanto al programma concertistico, accanto ai Concerti di Belcanto e ai Concerti lirico-sinfonici (uno dei quali proporrà tre Cantate rossiniane in nuova edizione critica), sarà proposta la Messa per Rossini, scritta in occasione del primo anniversario della sua morte.

Come ogni anno al Ravello Festival torna la magia del Concerto all’Alba

Al Ravello Festival, come da tradizione ormai consolidata, ritorna l’evento musicale divenuto negli anni un imperdibile e caratterizzante appuntamento dell’estate in Costiera Amalfitana ed in Campania: il Concerto all’alba, imitato, ambito e atteso (i biglietti sono andati esauriti in una manciata di minuti), scandirà ancora una volta il passaggio dalla notte al giorno, dal buio alla luce, in quello che è diventato un must per tutti gli appassionati di musica e non solo.

Le emozioni uniche che il lento apparire della luce e poi del sole regalano al pubblico saranno donate ancora una volta dall’Orchestra Filarmonica G. Verdi di Salerno.

Ilprogramma composto per l’occasione, prevede in testa il Capriccio sinfonico in fa maggiore, SC 55 di Puccini, l’Idillio di Sigfrido, omaggio a Wagner, nume tutelare del Festival e la Sinfonia n.5 in mi minore, op.64 di Ciajkovskij.

Domenica 11 agosto (ore 5.30) sul palco del Belvedere di Villa Rufolo, a dirigere la formazione salernitana sarà Alessandro Bonato, uno dei più promettenti giovani direttori italiani. Si è imposto all’attenzione internazionale nel 2018, a soli 23 anni, conquistando il terzo premio alla Malko International Competition di Copenhagen. Nel 2016 aveva già fatto il suo debutto professionale dirigendo Il flauto magico in una produzione ASLICO alla Royal Opera House of Muscat in Oman, mentre nel 2019 ha diretto La cambiale di matrimonio al ROF di Pesaro per il 150° anniversario della morte di Gioachino Rossini. È stato il più giovane Direttore Principale dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana per il biennio 2021-2022 e dalla stagione 2024/25 sarà Direttore Ospite dell’Orchestra Haydn.

In Italia ha diretto l’Orchestra della Toscana, la Filarmonica della Scala, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, la Filarmonica del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo ed è regolarmente ospite de I Pomeriggi Musicali, mentre all’estero è stato ospite della Danish National Symphony Orchestra e della CRR Symphony Orchestra di Istambul. Nella stagione 2021/22 ha debuttato con la Filarmonica Toscanini, con l’Orchestra Sinfonica Siciliana e al Musikverein di Vienna con la Wiener Concert-Verein.

Il Ravello Festival è sostenuto dalla Regione Campania e dal MiC.

www.ravellofestival.com | Tel. 089 858422 | boxoffice@ravellofestival.com

Domenica 11 agosto

Belvedere di Villa Rufolo, ore 5.30

Concerto all’alba

Orchestra Filarmonica G. Verdi di Salerno

Direttore Alessandro Bonato

Produzione Ravello Festival

EVENTO SOLD OUT

Giacomo Puccini

Capriccio sinfonico in fa maggiore, SC 55

Richard Wagner

Idillio di Sigfrido

Pëtr Il’ič Čajkovskij

Sinfonia n.5 in mi minore, op.64

Dal 10 agosto al 5 settembre, l’opera regina dell’Anfiteatro torna in scena nell’edizione storica 1913

A 111 anni esatti dalla prima Aida in Arena, il classico allestimento vuole omaggiare il suo ideatore, Gianfranco de Bosio, che la riscoprì nel 1982

Daniel Oren dirige Orchestra, Coro e grandi interpreti come Siri, Beczała, Semenchuk, Salsi, Vinogradov

Fondazione Arena celebra de Bosio nel suo centenario con un convegno il 10 agosto alle 15.30 nel foyer del Teatro Filarmonico

Il 10 agosto, per la prima di cinque rappresentazioni, rivivrà la magia della prima notte d’opera in Arena: era infatti il 10 agosto 1913 quando le note del capolavoro di Verdi riecheggiarono per la prima volta fra le pietre del millenario anfiteatro. L’allestimento che torna in scena è quello che nel 1982 volle Gianfranco de Bosio, regista, docente e per due volte Sovrintendente dell’allora Ente Lirico. Con un’operazione pioneristica di ricostruzione storica, partendo dai bozzetti dell’architetto Ettore Fagiuoli e dalle poche foto d’epoca, creò una nuova tradizione, non solo un omaggio al 1913 ma un dialogo continuo e costruttivo con gli interpreti di oggi.

Questo allestimento, il più fortunato e replicato nella storia dell’Anfiteatro, ad oggi conta 267 rappresentazioni (oltre un terzo delle 759 recite complessive di Aida in Arena) lungo 22 edizioni del Festival dal 1982: nell’ultima ripresa del 2019, curata personalmente da de Bosio, le scenografie furono restaurate e nuovi proiettori permisero disegni luci inediti, in particolare per il notturno sul Nilo dell’atto terzo. Anche il resto della produzione vuole ricostruire la magia del teatro d’opera come fu concepita a fine ‘800: per i costumi ci si è liberamente ispirati agli originari figurini dell’egittologo Auguste Mariette, colui che fornì a Verdi l’intreccio dell’opera, mentre la regia segue le disposizioni sceniche che lo stesso compositore curò per la prima milanese dell’opera nel 1872 nella movimentazione di solisti, ballo, figuranti, con gli ovvi adattamenti che un maestro del teatro quale era de Bosio seppe fare per l’ampiezza e la peculiarità degli spazi areniani.

Il Ballo di Fondazione Arena recupera le coreografie originali di Susanna Egri, sotto la diretta supervisione dell’autrice, con stelle della danza quali solisti: Eleana Andreoudi (cui succederà Futaba Ishizaki), Gioacchino Starace e Denys Cherevychko. La coreografa Susanna Egri segue questa produzione di Aida in Arena dal 1982, intraprendendo uno studio assiduo e ricerche accurate per portare in scena un lavoro fine e minuzioso rinnovato nel 2013, che rievoca il gusto ottocentesco del contesto in cui è stata composta l’opera, mettendo ulteriormente in risalto l’eccezionalità del palcoscenico areniano esaltata da questo spettacolo.

Sul podio, Daniel Oren dirige l’Orchestra di Fondazione Arena, il Coro preparato da Roberto Gabbiani, e un cast di voci di rilievo internazionale: Aida è il soprano Maria Josè Siri, Radames il tenore Piotr Beczała, Amneris il mezzosoprano Ekaterina Semenchuk, Amonasro il baritono Luca Salsi (che riprende il ruolo eccezionalmente per questa data), Ramfis il basso Alexander Vinogradov. Il cast si completa con il Re di Simon Lim, il Messaggero di Carlo Bosi e la Sacerdotessa di Francesca Maionchi.

Dopo il debutto del 10 agosto, altri interpreti di prestigio si alternano, come Elena Stikhina (22/8) e Anna Pirozzi (29/8 e 5/9) nei panni di Aida, Ivan Magrì (18/8) e Gregory Kunde (dal 22/8) come Radames, Ludovic Tézier (29/8) e Youngjun Park (le restanti date) come Amonasro, nonché Riccardo Fassi, Giorgi Manoshvili, Riccardo Rados.

GIANFRANCO DE BOSIO E L’ARENA. Il debutto di questa edizione di Aida, che coincide volutamente con la data della prima Aida di 111 anni fa, è dedicato a Gianfranco de Bosio (1924-2022), che Fondazione Arena di Verona ricorderà durante un convegno. Sabato 10 agosto, alle 15.30, nel foyer del Teatro Filarmonico, si terrà la tavola rotonda ‘Gianfranco de Bosio e l’Arena’. L’appuntamento, ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, è realizzato in collaborazione con il Ministero della Cultura – Direzione generale per la Ricerca, l’Educazione e gli Istituti Culturali – e con il Comune di Verona, all’interno delle iniziative volute dal Comitato per il centenario del Maestro de Bosio.

L’Arena di Verona Opera Festival 2024, con 50 serate di spettacolo fino al 7 settembre, è sostenuta da numerosi sponsor, in primis UniCredit, che vanta una longevità di collaborazione di oltre 25 anni, e poi Calzedonia, Pastificio Rana, Volkswagen Group Italia, DB Bahn, Forno Bonomi, RTL 102.5, Genny, che firma le divise del personale adibito all’accoglienza del pubblico, e Müller, che sostiene i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Tra gli official partner marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, Metinvest, SABA Italia, SDG Group, Sartori di Verona, Palazzo Maffei e Mantova Village. Tra i nuovi sostenitori, Poste Italiane, ManPower Group e Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. Oltre a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana dell’omonimo pastificio e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse, con il Gruppo Editoriale Athesis, media partner.

Info e biglietti: www.arena.it

10, 18, 22, 29 agosto ore 21.00

5 settembre ore 21.00

Aida edizione storica 1913

di Giuseppe Verdi

Opera in quattro atti. Libretto di Antonio Ghislanzoni

Regia Gianfranco de Bosio

Coreografia Susanna Egri

Direttore Daniel Oren

Il Re Simon Lim 10, 18/8

Riccardo Fassi 22, 29/8

Giorgi Manoshvili5/9

Amneris Ekaterina Semenchuk

Aida Maria José Siri 10, 18/8

Elena Stikhina 22/8

Anna Pirozzi29/8 – 5/9

Radames Piotr Beczała 10/8

Ivan Magrì 18/8

Gregory Kunde 22, 29/8 – 5/9

Ramfis Alexander Vinogradov

Amonasro Luca Salsi 10/8

Youngjun Park 18, 22/8 – 5/9

Ludovic Tézier 29/8

Un messaggero Carlo Bosi 10, 18, 22/8

Riccardo Rados 29/8 – 5/9

Una sacerdotessa Francesca Maionchi

Primi ballerini Eleana Andreoudi 10, 29/8 – 5/9

Futaba Ishizaki 18, 22/8 *

Gioacchino Starace *

Denys Cherevychko *

Orchestra, Coro, Ballo e Tecnici della Fondazione Arena di Verona

Maestro del Coro Roberto Gabbiani

Coordinatore del Ballo Gaetano Bouy Petrosino

Direttore Allestimenti scenici Michele Olcese

Durata dello spettacolo: 3h 30’ circa, compresi due intervalli

Atti I e II 95’ circa – 1° intervallo – Atto III 35’ circa – 2° intervallo – Atto IV 40’ c

Oltre 12000 presenze, con una crescita del 20%, pubblico internazionale, sold out di opere e concerti.

14 alzate di sipario per l’opera, 10 i concerti, e ancora incontri, mostre, workshop, convegni e proiezioni. Dal 17 luglio al 6 agosto il Festival della Valle d’Itria, giunto alla storica edizione del cinquantenario, ha animato la città di Martina Franca e tutta la Valle d’Itria con la sua ricca e ricercata programmazione musicale, richiamando un pubblico internazionale, di ogni età, e registrando un incremento di circa il 20% rispetto al 2023.

Oltre dodicimila presenze, con un rilevante aumento delle presenze degli under 30 e under 15 (+ 30%), a testimonianza della crescente attenzione verso la manifestazione da parte del nuovo pubblico. Corposa la presenza internazionale, con un pubblico straniero intorno al 35%, proveniente in particolare da Germania, Francia e Inghilterra, ma anche da Russia, Cina, Brasile, Stati Uniti d’America, Giappone e Israele. Diverse serate hanno fatto poi registrare il tutto esaurito, sia per le tre opere in programma che per i concerti.

“Felice del pieno successo di questa 50ª edizione, sia di critica che di pubblico – così Sebastian F. Schwarz direttore artistico del Festival –. Le tante serate esaurite mettono in evidenza l’attuale rilevanza della proposta artistica della manifestazione. Ringrazio tutti, artisti e lavoratori, per la loro instancabile dedizione alla ricerca dell’eccellenza”.

“Per celebrare il traguardo delle 50 edizioni, volevamo presentare un Festival della Valle d’Itria che rimanesse nella storia, e, alla luce dei riscontri ricevuti, credo che l’obiettivo sia stato raggiunto – prosegue Michele Punzi presidente della Fondazione Paolo Grassi –. La qualità degli eventi proposti, il numero record di biglietti venduti, la costante attenzione prestata dagli organi di informazione, testimoniano l’eccellente lavoro svolto dalle circa 400 persone coinvolte nell’organizzazione. Tutti coloro che hanno contribuito a questo successo, a cominciare dal direttore artistico Sebastian F. Schwarz, adiuvato dal direttore musicale Fabio Luisi, tutti gli artisti impegnati, il personale tecnico, amministrativo e di palcoscenico, meritano un ringraziamento speciale per l’instancabile impegno profuso al servizio dell’arte e della cultura. Le emozioni che ci portiamo dietro, e l’entusiasmo e il sentimento di affetto che questa 50ª edizione ha generato in tutto il territorio, ci consente di guardare con coraggio al futuro e, sin da domani, cominciare a programmare l’edizione del 2025 con grande fiducia”.

IL FESTIVAL

Tre i titoli del cartellone (Norma di Bellini e Aladino e la lampada magica di Rota a Palazzo Ducale, Ariodante di Händel al Teatro Verdi) cui si è affiancata C’era una volta… Giulia, la Vestale, opera pocket per il progetto “InOrbita” in giro per le contrade della città, che ha portato l’opera lirica nelle piazze, lontano dal centro storico, ‘a casa’ dei martinesi.

Con “Il canto degli ulivi”, i quattro concerti nelle masserie del territorio (Leonardi Trulli Resort di Locorotondo, Masseria Palesi e Masseria Mangiato di Martina Franca, Villa Cenci a Cisternino), immersi nella lussureggiante campagna fra secolari ulivi e i trulli della Valle d’Itria, hanno coniugato nel segno della grande musica dal vivo, l’esperienza della Puglia più accogliente e la scoperta dei sapori del territorio.

I tre “Concerti del sorbetto”, il sabato pomeriggio nei chiostri storici di Martina Franca, hanno deliziato il pubblico grazie al talento delle giovani voci liriche che ogni anno, da tutto il mondo, raggiungono Martina Franca per frequentare l’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”. E al termine del concerto, la degustazione di un fresco sorbetto.

Tanti poi gli incontri di “Mettiamoci all’opera” in cui il pubblico si è potuto confrontare direttamente con gli artisti, per conoscere da vicino i protagonisti sulla scena, registi, scenografi e direttori che hanno raccontato e introdotto i tre allestimenti principali del festival.

Come di consueto, non è mancato l’approfondimento scientifico, con le due giornate di studi dedicate una a Nino Rota, in occasione della ripresa, dopo decenni in Italia, di Aladino e la lampada magica, l’altra all’opera comica del Settecento. Musicologi, giornalisti, registi, direttori e cantanti hanno partecipato a uno stimolante confronto dibattendo di ricerca e prassi esecutiva.

E ancora, fra gli appuntamenti, la proiezione molto partecipata, agli Orti del Duca, del documentario L’utopia della Valle di Leo Muscato, omaggio ai 50 anni del Festival, ma anche la prosa, con le irriverenti e ironiche Nina’s Drag Queens in un’originale lettura di Checov con Il giardino delle ciliegie, i concerti sinfonici e per banda, la mostra a Palazzo Ducale Mimesis Forma Immagine.

I PREMI

Momenti particolarmente significativi per il Festival e la Fondazione Paolo Grassi sono state le assegnazioni dei tre premi: il premio “Rodolfo Celletti” al maestro Fabio Luisi direttore musicale del Festival, per gli apprezzati meriti artistici, ma anche per la formazione di artisti; il premio giornalistico “Lorenzo e Pasquale D’Arcangelo” al critico musicale del Corriere del Mezzogiorno Francesco Mazzotta per aver raccontato con autorevolezza e spessore critico la storia del Festival della Valle d’Itria; il premio “Bacco dei Borboni” alla scenografa e costumista Leila Fteita impegnata quest’anno nelle due produzioni di Aladino e Norma, già premio Abbiati per Il giocatore di Prokof’ev alla 48esima edizione.

GIOVANI ALL’OPERA

Da segnalare, infine i progetti dedicati ai più giovani: il blog ‘Occhio al festival’ e gli incontri aperti al pubblico ‘Lo sguardo che racconta’ nel quale studenti di Martina Franca e del Dams di Bari hanno incontrato artisti e maestranze; il Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi sul palcoscenico di Palazzo Ducale per Aladino e la lampada magica; la mostra dei lavori degli studenti delle scuole del territorio, i laboratori didattico-creativi per i bambini delle contrade della città; le prove generali delle tre opere aperte agli under 25.

Grandi emozioni per Notte Morricone al Macerata Opera Festival


Lunghi applausi e sold out per Notte Morricone, nuova creazione del coreografo Marcos Morau al Macerata Opera Festival
 Allo Sferisterio omaggio al compositore scomparso quattro anni fa con uno spettacolo di teatro danza intenso e commovente in coproduzione con la Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto 
Al compositore simbolo del cinema del Novecento, è dedicata l’ultima creazione del coreografo e regista spagnolo Marcos Morau – tra i più celebri oggi in Europa – Notte Morricone che ha debuttato giovedì 1 agosto allo Sferisterio per il Macerata Opera Festival registrando un tutto esaurito da settimane.Applausi e tanta commozione per uno spettacolo intenso e di grande espressività in prima mondiale, coprodotto dal MOF con Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto che da ottobre comincerà la sua tournée “indoor” in moltissimi teatri italiani ed europei.Grande emozione per il pubblico nel “rivedere” in scena il Premio Oscar Ennio Morricone raccontato attraverso i suoi molteplici caratteri: il musicista di avanguardia in continuo “confronto” con il compositore dal successo planetario con la musica applicata, l’autore di celebri canzoni come “Abbronzatissima”, “Il mondo”, “Se telefonando”, le passioni come gli scacchi o la tromba, i tormenti creativi, raffigurati in scena dal moltiplicarsi della sua stessa figura in tanti alter ego, grazie anche ai costumi di Silvia Delagneau.
A nutrire il racconto teatrale naturalmente le musiche di Ennio Morricone, riadattate dirette e registrate da Maurizio Billi alla guida dell’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini”, intrecciate con le sue parole tratte dai discorsi più celebri e affidate talvolta agli stessi ballerini-attori.Le scene, realizzate da Marc Salicrú, ideatore anche del disegno luci, hanno ricreato gli ambienti della vita di Morricone, gli studi di registrazione, i cinema, la sua scrivania, il tavolo con gli scacchi, il pianoforte, portando il pubblico nel cuore di una simbolica notte creativa. Ed è stato proprio il lavoro di scrittura, inteso come momento complesso e faticoso di ogni artista, il centro dello spettacolo: il silenzio, la solitudine, la concentrazione, l’ispirazione. Grandissimi applausi hanno quindi accolto i danzatori del Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto: Ana Patrícia Alves Tavares, Saul Daniele Ardillo, Estelle Bovay, Albert Carol Perdiguer, Sara De Greef, Leonardo Farina, Matteo Fiorani, Martina Forioso, Arianna Ganassi, Clément Haenen, Arianna Kob, Federica Lamonaca, Giovanni Leone, Ivana Mastroviti, Nolan Millioud, Giulio Pighini.Lo spettacolo, prodotto della Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto con il Macerata Opera Festival, la Fondazione Teatro di Roma, la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, il Centro Servizi Culturali Santa Chiara Trento, il Centro Teatrale Bresciano, il Ravenna Festival, comincerà la tournée internazionale al Teatro Argentina di Roma per RomaEuropa Festival (da 24 ottobre al 10 novembre), spostandosi poi a St. Pölten in Austria, a Ludwigsburg in Germania, a Orléans in Francia, e poi tornando in Italia a Trento, Massa, Pisa, Reggio Emilia, Pavia, Piacenza, Parma, Brescia, Modena, e poi in Spagna a Oviedo e Siviglia, ancora in Germania a Wiesbaden e Baden, in Francia ad Aix-en-Provence.Il Macerata Opera Festival è realizzato dall’Associazione Arena Sferisterio con Comune e la Provincia di Macerata, il Ministero della Cultura, Regione Marche, Società Civile dello Sferisterio, Camera di Commercio Marche e un gruppo di privati fra cui Finproject (Main sponsor), Banco Marchigiano (Major Sponsor), APM, Sardellini costruzioni, Mapei (Top Sponsor), i Cento mecenati, privati, imprese e associazioni che sostengono il festival tramite Art Bonus, memori di coloro che fondarono l’edificio monumentale nel 1829.
La biglietteria a Macerata in Piazza Mazzini 10 è aperta da martedì a sabato, ore 10-13 e 16:30-19:30tel. 0733 230735 boxoffice@sferisterio.itUlteriori dettagli e locandine complete su sferisterio.itMacerata, 2 agosto 2024 (f.t.)


Ultimim appuntamenti a Martina per il 50° Festival della Valle d’Itria

Domenica 4 agosto ultima replica di Aladino e la lampada magica di Nino Rota a Palazzo Ducale di Martina Franca.

Lunedì 5 agosto a Villa Cenci a Cisternino il concerto conclusivo de Il canto degli ulivi con la violoncellista Irina Vylegzhanina e la pianista Liubov Gromoglasova.

Martedì 6 agosto a Palazzo Ducale finale di Festival con “Madamina, il catalogo è questo. Il Belcanto piacere dei sensi”, una serata tra parole e musica con gli attori Massimiliano Gallo e Noemi Gherrero su testi di Federico Vacalebre, l’Orchestra della Magna Grecia diretta da Piero Romano e le voci di Claudia Urru, Saori Sugiyama, Zachary McCulloch e Alexander Ilvakhin.

Si appresta alla conclusione il 50° Festival della Valle d’Itria che domenica 4 agosto vede in programma a Palazzo Ducale di Martina Franca (ore 21) l’ultima replica di Aladino e la lampada magica, la fiaba musicale di Nino Rota da uno dei racconti più celebri da Le mille e una notte, assente da decenni dai teatri e festival italiani. Una vera e propria rarità riproposta dal Festival che vede Francesco Lanzillotta alla guida dell’Orchestra e Coro del Teatro Petruzzelli di Bari, dei giovanissimi del Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi e di un cast di voci internazionali, per la regia di Rita Cosentino, scene e costumi di Leila Fteita. Una scrittura musicale, quella di Nino Rota per Aladino, di ricca inventiva melodica, che segue alla perfezione i tempi teatrali, legata alle forme classiche e alla tradizione operistica italiana; una favola musicale a più livelli di lettura, adatta sia per i piccoli che per i grandi.

Lunedì 5 agosto (ore 21) ultimo concerto anche per la rassegna, all’interno del Festival, “Il canto degli ulivi” che ha portato la musica nelle masserie storiche del territorio, fra secolari ulivi e i trulli della Valle d’Itria, coniugando, nel segno della grande musica dal vivo, l’esperienza della Puglia più accogliente e la scoperta dei sapori del territorio. Sarà Villa Cenci, a Cisternino, a ospitare il duo violoncello-pianoforte composto da Irina Vylegzhanina e Liubov Gromoglasova“Il violoncello. Un canto speciale”, questo il titolo della serata, propone un programma raffinato e di raro ascolto con la Sonata per violoncello e pianoforte di Francesco Cilea, “Une larme. Thème et Variations” di Gioachino Rossini e la Sonata per violoncello e pianoforte in fa diesis minore op. 52 di Giuseppe Martucci.  A seguire, un brindisi con un fresco calice di vino.

La chiusura del Festival sarà martedì 6 agosto (ore 21) a Palazzo Ducale di Martina Franca con il concerto “Madamina, il catalogo è questo. Il Belcanto piacere dei sensi”, viaggio tra musica e parole, omaggio alla tradizione lirica di cui la manifestazione è culla.

Piero Romano alla direzione dell’Orchestra della Magna GreciaMassimiliano Gallo – volto noto in film e serie di successo, da “Imma Tataranni” a “I Bastardi di Pizzofalcone” – e l’attrice e presentatrice Noemi Gherrero, racconteranno la figura femminile nell’opera, tra desiderio e ispirazione poetica.

Il programma propone una panoramica tra le arie belcantistiche più celebri, frammenti di un discorso amoroso che prendono corpo nelle voci di quattro solisti impegnati in alcune produzioni liriche della presente edizione del Festival: il soprano Claudia Urru, il mezzosoprano Saori Sugiyama, il tenore Zachary McCulloch e il baritono Alexander Ilvakhin.

 Con il testo realizzato per l’occasione da Federico Vacalebre, giornalista, saggista, critico musicale, autore di libri, spettacoli e film (come il documentario su Napoli Passione di John Turturro), il concerto “Madamina, il catalogo è questo” allude nel titolo all’opera Don Giovanni di Mozart, e all’aria in cui il servitore Leporello elenca a Donna Elvira, sedotta e abbandonata, il conteggio delle conquiste femminili di Don Giovanni.

“Da qui si parte per un viaggio, emozionante ma anche divertente, ironico ma anche serio, nella storia dei seduttori e delle sedotte dell’opera lirica, delle baruffe sentimentali, ma anche degli amori tossici, come quello della Carmen di Bizet che si conclude con un drammatico femminicidio” racconta Federico Vacalebre. Nel gioco delle parti tra attori, cantanti e professori dell’orchestra, Fiordiligi e Ferrando cantano “Tra gli amplessi in pochi istanti” (da Così fan tutte di Mozart), Figaro e Rosina duettano in “Dunque io son… tu non m’inganni” (dal Barbiere di Siviglia di Rossini), il Duca di Mantova intona “Bella figlia dell’amore” in uno dei più celebri quartetti d’opera lirica (dal Rigoletto di Verdi), Nemorino confida in una magica pozione per conquistare l’affetto di Adina (L’elisir d’amore di Donizetti). Nell’anno delle celebrazioni dei 100 anni dalla morte di Giacomo Puccini, non può mancare nel programma uno dei duetti più belli mai composti: quello di Rodolfo e Mimì “O soave fanciulla”, da La bohème.

Potenza della lirica, dove ogni dramma è finzione ma anche verità e racconto di sentimenti universali che continua ad appassionare generazioni di spettatori.

Programma su www.festivaldellavalleditria.it

BigliettiAladino da 10 a 60 euro, concerto masseria da 15 a 25 euro, Madamina, concerto finale da 10 a 40 euro.

Info: tel. +39 080 4805100, info@festivaldellavalleditria.it

::::::::::::::::::

Lunedì 5 agosto ore 21

Villa Cenci, Cisternino

Il violoncello. Un canto speciale

Irina Vylegzhanina violoncello

Liubov Gromoglasova pianoforte

Francesco Cilea (1866-1950)

Sonata per violoncello e pianoforte in re maggiore op. 38

Gioachino Rossini (1792-1868)

Une larme. Thème et Variations

per violoncello e pianoforte

Giuseppe Martucci (1856-1909)

Sonata in fa diesis minore per violoncello e pianoforte op. 52

::::::::::::::::::

Martedì 6 agosto, ore 21

Palazzo Ducale, Martina Franca

Madamina, il catalogo è questo

Il belcanto come piacere dei sensi

Testo di Federico Vacalebre

Orchestra della Magna Grecia

Piero Romano direttore

Massimiliano Gallo attore

Noemi Gherrero attrice

Claudia Urru soprano

Saori Sugiyama mezzosoprano

Zachary McCulloch tenore

Alexander Ilvakhin baritono

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)

Overture da Così fan tutte

“Madamina, il catalogo è questo” da Don Giovanni (A. Ilvakhin)

“Fra gli amplessi in pochi istanti” da Così fan tutte (C. Urru, Z. McCulloch)

Gioachino Rossini (1792-1868)

“Dunque io son… tu non m’inganni?” da Il barbiere di Siviglia (C. Urru, A. Ilvakhin)

Giuseppe Verdi (1813-1901)

“Bella figlia dell’amore” da Rigoletto (tutti)

Georges Bizet (1838-1875)

Entr’Act da Carmen

“L’amour est un oiseau rebelle” da Carmen (S. Sugiyama)

Giacomo Puccini (1858-1924)

“O soave fanciulla” da La bohème (C. Urru, Z. McCulloch)

Gaetano Donizetti (1797-1848)

“Caro Elisir! sei mio!… Esulti pur la barbara” da L’elisir d’amore (C. Urru, Z. McCulloch)

CARMEN ALL’ARENA DI VERONA: IL 3 E 8 AGOSTO ARRIVA PRETTY YENDE, STELLA DEL BELCANTO

Sabato 3 e giovedì 8 agosto, torna in scena la Carmen ‘kolossal’ secondo Zeffirelli

Cast internazionale con Margaine, Meli, Tézier e il soprano sudafricano Pretty Yende, voce dell’incoronazione di Re Carlo

Carmen, capolavoro di Bizet e opera seconda solo ad Aida per fortuna e frequenza all’Arena di Verona, torna sabato 3 agosto sull’immenso palcoscenico del 101° Opera Festival. E, nei panni di Micaela, debutta il giovane soprano Pretty Yende, vincitrice di numerosi concorsi e oggi richiestissima nel repertorio lirico in tutti i più importanti teatri del mondo. Il maestro Sini dirige Orchestra e Coro di Fondazione Arena, nel classico spettacolo ‘kolossal’ di Franco Zeffirelli, con centinaia di mimi, figuranti, voci bianche e danzatori spagnoli.

A Verona mosse i primi passi già nel 2013, fresca di diploma all’Accademia di perfezionamento per cantanti della Scala, reduce dalla vittoria dei concorsi Belvedere (primo premio in ogni categoria) e Operalia. Pretty Yende fu uno dei talenti emergenti che, più di dieci anni fa, salirono sul palcoscenico dell’Arena e poi del Filarmonico. Subito dopo volò verso i più importanti Teatri del mondo: Barcellona, Monaco, Berlino, Vienna, Londra, New York, Los Angeles, richiestissima nel repertorio di soprano lirico e di coloratura, del Belcanto e dell’opera francese. Fino a Parigi, protagonista della nuova produzione de La Traviata firmata da Simon Stone per l’Opèra. Il 6 maggio 2023 si esibì come solista nella nuova composizione Sacred Fire alla cerimonia di incoronazione di Re Carlo d’Inghilterra a Westminster, primo soprano africano di sempre a ricevere l’invito. E ora torna da star sotto ai riflettori areniani.

Attesissimo il suo debutto nei panni di Micaela in Carmen di Bizet il 3 e l’8 agosto, assieme ad un cast internazionale, interpreti di prestigio nel grande spettacolo creato da Franco Zeffirelli per l’Anfiteatro veronese. Accanto a lei, Clémentine Margaine sarà protagonista nel ruolo del titolo il 3 agosto, avvicendandosi con Alisa Kolosova, mezzosoprano esordiente in Arena la settimana successiva, il tenore Francesco Meli come Josè e il baritono Ludovic Tézier come Escamillo d’eccezione.

Completeranno il cast Daniela Cappiello, Alessia Nadin, Jan Antem, Vincent Ordonneau, Gabriele Sagona e Fabio Previati. Il giovane maestro Leonardo Sini guiderà l’Orchestra di Fondazione Arena, il Coro preparato da Roberto Gabbiani, le voci bianche di A.Li.Ve. istruite da Paolo Facincani, il Ballo areniano coordinato da Gaeatano Petrosino e i danzatori spagnoli della Compañia Antonio Gades diretta da Stella Arauzo nelle coreografie di El Camborio. Con i costumi originali di Anna Anni e le luci di Paolo Mazzon, la Siviglia iperrealistica e cinematografica immaginata da Franco Zeffirelli, sommo regista e scenografo, rivivrà grazie a centinaia di persone in scena, con bimbi, mimi e figuranti.

Un appuntamento imperdibile con uno degli spettacoli più belli della scena lirica. Posti disponibili a partire da 24 euro. 

L’Arena di Verona Opera Festival 2024, con 50 serate di spettacolo fino al 7 settembre, è sostenuta da numerosi sponsor, in primis UniCredit, che vanta una longevità di collaborazione di oltre 25 anni, e poi Calzedonia, Pastificio Rana, Volkswagen Group Italia, DB Bahn, Forno Bonomi, RTL 102.5, Genny, che firma le divise del personale adibito all’accoglienza del pubblico, e Müller, che sostiene i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Tra gli official partner marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, Metinvest, SABA Italia, SDG Group, Sartori di Verona, Palazzo Maffei e Mantova Village. Tra i nuovi sostenitori, Poste Italiane, ManPower Group e Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. Oltre a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana dell’omonimo pastificio e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse, con il Gruppo Editoriale Athesis, media partner.