Sabato 4 novembre alle 20.30 e domenica 5 novembre alle 16.00 al Comunale Nouveau
Abbagnato blacktoblack
Ha già iniziato i festeggiamenti per il centenario dalla sua fondazione, che si celebrerà nel 2026, la Martha Graham Dance Company, al debutto nella Stagione di Danza 2023 del Teatro Comunale di Bologna con un programma che annovera anche celebri coreografie della pionieristica e leggendaria danzatrice statunitense Martha Graham. I due appuntamenti al Comunale Nouveau, sabato 4 novembre alle 20.30 e domenica 5 novembre alle 16.00, vedono la partecipazione straordinaria dell’Étoile Eleonora Abbagnato, che danzerà per la prima volta con la compagnia newyorkese per il suo ritorno nella stagione del teatro felsineo. Abbagnato sarà protagonista dell’assolo Lamentation (1930), con coreografia e costumi di Martha Graham su musica di Zoltán Kodály: un lavoro potente e altamente espressivo sulla rappresentazione del dolore, che racchiude le tecniche della “madre della danza moderna americana”. L’illuminazione originale è ripresa da Beverly Emmons.
La “stella” italiana – che è anche direttrice del Corpo di Ballo e della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma – ballerà, inoltre, accanto ad altri danzatori, in Canticle for innocent comedians, nuova produzione ideata dalla direttrice artistica della compagnia Janet Eilber. Rappresentato per la prima volta nel 2022 all’Università statale della California, il balletto è ispirato alla poliedrica opera del 1952 di Martha Graham, costruita intorno ad otto virtuosistiche vignette per le star della compagnia, ciascuna delle quali celebrava un diverso elemento della natura. La prima coreografa è Sonya Tayeh, vincitrice dell’Emmy e del Tony Award; la coreografia per vignette è firmata da Alleyne Dance, Sir Robert Cohan, Martha Graham, Juliano Nunes, Micaela Taylor e Yue Yin. La colonna sonora è quella creata dal grande pianista jazz Jason Moran, mentre i costumi sono di Karen Young e le luci di Yi-Chung Chen.
La compagnia proporrà, poi, a Bologna un’altra coreografia di Graham, Errand into the Maze (1947), su musiche del compositore italiano naturalizzato statunitense Gian Carlo Menotti, con le luci di Lauren Libretti e i costumi di Maria Garcia. Si tratta di un duetto vagamente tratto dal mito di Teseo, che entra nel labirinto per combattere il Minotauro, affrontato però secondo la prospettiva di Arianna. Sul palco ballano So Young An e Alessio Crognale-Roberts (il 4 novembre) e Laurel Dalley Smith e Antonio Leone (il 5 novembre). L’attuale produzione di Errand into the Maze – spogliata degli elementi classici per focalizzare l’attenzione sulla coreografia ̀- è stata creata in risposta al danno fatto alle sceneggiature e ai costumi dall’uragano Sandy.
Completa il programma Cave, balletto che ha debuttato al New York City Center nel 2022 e che viene presentato in prima italiana a Bologna, con la coreografia “viscerale” firmata da Hofesh Shechter su idea della stella della danza Daniil Simkin, Produttore creativo del progetto interessato a valorizzare e portare a un nuovo livello il ballo della scena dei club techno. Le musiche sono di Âme e dello stesso Shechter, i costumi di Caleb Krieg e l’illuminazione di Yi-Chung Chen.
Pelliconi & C. S.p.a. è main partner della Stagione Danza 2023 del Teatro Comunale di Bologna.
I biglietti – da 20 a 70 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4/a) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.
La stella del violino torna a Verona come solista e direttore in un programma potente dedicato al ‘900
Venerdì 3 e sabato 4 novembre, archi e percussioni dell’Orchestra areniana presentano tre opere inedite della contemporaneità: per la prima volta a Verona, brani di Pärt, Bartók ed Ezio Bosso
11° Concerto
Musiche di Pärt, Bosso e Bartók
Sergej Krylov Direttore e violino
Venerdì 3 novembre ore 20.00
Sabato 4 novembre ore 17.00
Teatro Filarmonico di Verona
Nel fine settimana, Fondazione Arena propone tre visioni diverse della musica del Novecento, con altrettante composizioni scritte fra il 1939 e il 2005 per un organico di soli archi, con la presenza di timpani e percussioni: il programma offre al pubblico una musica contemporanea senza barriere e pregiudizi, con un direttore e solista d’eccezione, il virtuoso del violino Sergej Krylov, già più volte acclamato a Verona. L’11° concerto sinfonico debutta venerdì 3 novembre alle 20 e replica sabato 4 novembre alle 17. La durata prevista è di 80 minuti circa compreso un intervallo. È possibile acquistare biglietti singoli o i nuovi mini-carnet al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico
Ad aprire il concerto spetta l’ipnotico paesaggio sonoro di Fratres dell’estone Aarvo Pärt, compositore emblematico di quella rivoluzione “semplice” del secondo Novecento che ha sedotto anche il cinema, con la tecnica della “tintinnabulazione”. Il brano, scritto nel 1977, è stato riadattato per diversi organici in oltre trent’anni di perfezionamenti: è qui proposto nella versione per violino solista, orchestra d’archi e percussioni.
Sergej Krylov, nuovamente impegnato in doppia veste di solista e direttore, è un musicista “classico” cui spesso sono state dedicate nuove composizioni: a Verona fa da garante, qualora ce ne fosse bisogno, alla prima esecuzione di un lavoro del compianto Ezio Bosso, prolifico autore con cui ha intessuto una proficua collaborazione artistica lunga oltre un decennio. Il concerto per violino, archi e timpano The EsoConcerto è una pagina preziosa del 2005, ricca di melodia e slancio, e prende il nome dal pittore Eso Belluzzi, del quale Bosso abitò la casa e a cui dedicò i tre movimenti canonici del concerto accompagnandoli con sottotitoli che sono anche fasi del processo creativo del compositore: Determinazione, Solitudine, Ribellione.
A chiudere il programma è il Divertimento per archi dell’ungherese Béla Bartók, pagina in equilibrio fra l’esplorazione di danze e folklore locali e la personale rilettura di forme classiche, cui lo stesso titolo si riferisce, dalla fuga al rondò. Questo “ripensamento” del passato fu infatti concepito nel 1939, alle soglie di quel conflitto mondiale che costrinse l’autore a lasciare, a malincuore e per sempre, l’Europa.
Fondazione Arena di Verona desidera ringraziare BCC di Verona e Vicenza e Metinvest – Saving Lives per il sostegno alle attività della Stagione Artistica 2023 al Teatro Filarmonico in qualità di main sponsor.
Novità: il Preludio raddoppia e offre un’introduzione all’ascolto prima di ogni concerto. La rassegnaRitorno a teatro riprende anche per la Stagione Sinfonica, fra le diverse iniziative di Arena Young rivolte a studenti e personale di scuole, università, accademie. In questo percorso di avvicinamento alla musica sinfonica, il mondo della Scuola potrà assistere agli spettacoli del Teatro Filarmonico con l’opportunità di partecipare ad un Preludio nella prestigiosa Sala Maffeiana un’ora prima dell’inizio a cura della Fondazione. Per l’11° concerto è possibile prenotare sia il Preludio di venerdì 3 alle 19 sia quello di sabato 4 novembre alle 16. Per informazioni e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole scuola@arenadiverona.it – tel 045 8051933
BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona
Apertada lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45
Tel. 045 8005151
BIGLIETTERIATEATRO FILARMONICO Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona
La Stagione del Teatro Regio di Parma dedicata al pubblico delle famiglie, per giocare e divertirsi con la musica e vivere le emozioni del teatro sin dai primi mesi di vita
La musica, il teatro, l’opera abbracciano i più piccoli e le loro famiglie, per incontrarsi, divertirsi e conoscersi da vicino, attraverso storie e melodie sorprendenti ed emozionanti.
Dal jazz di Cartoons di Parma Frontiere agli spettacoli di As.Li.Co. ispirati al Flauto magico di Mozart e a Turandot di Puccini, dalla magia dello Schiaccianoci di Čajkovskij all’emozionante Caro Lupo di Drogheria Rebelot, dal laboratorio di Opera meno nove per genitori in attesa all’esperienza indimenticabile di Una notte all’opera: da ottobre 2023 a giugno 2024 tornano gli appuntamenti di RegioYoung per le famiglie, per stimolare e alimentare la passione per il teatro e per la musica nei bambini e nei grandi di ogni età.
Biglietti spettacoli da € 8 a € 12; Una notte all’opera € 40
La terza edizione dal 30 ottobre al 5 novembre con oltre 100 relatori.Interventi di Daniel Lumera, Vito Mancuso e tanti altri e un’opera d’arte d’eccezione creata da Andrea Roggi esposta in anteprima assoluta
Firenze torna ‘capitale’ della gentilezza con la terza edizione del Festival dell’Italia Gentile, ideata dal biologo naturalista Daniel Lumera, autore bestseller esperto in scienze del benessere e fondatore del Movimento Italia Gentile e dell’International Kindness Movement, insieme alla vicesindaca del Comune di Firenze Alessia Bettini. Dal 30 ottobre al 5 novembre oltre 100 relatori e 60 eventi sono in programma da mattina a sera in tutti e cinque i quartieri della città, con accesso libero e gratuito, alcuni fruibili in diretta streaming dai canali ufficiali del Comune. Un vero e proprio festival ‘diffuso’ per raccontare e fare esperienze di gentilezza a 360 gradi. Fulcro della kermesse la giornata di sabato 4 novembre nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, nel cuore pulsante del capoluogo toscano. Importante novità dell’edizione 2023 l’inedita opera scultorea Energia della Vita, che verrà presentata in anteprima dal 3 al 6 novembre nel Salone dei Cinquecento, creata dallo scultore toscano Andrea Roggi, artista noto in tutto il mondo che si è avvalso dell’arte orafa di Martin Katz, rinomato maestro gioielliere delle star di Hollywood. L’installazione in cui la Gentilezza si fa Arte è a cura di Felicia Cigorescu. Gli ospiti di caratura internazionale – da Daniel Lumera a Vito Mancuso, da Alba Donati a Vivian Lamarque, da Franco Arminio a Folco Terzani, da Davide Rondoni a Pietro Leemann, fino a S. Em. Card. Giuseppe Betori, per fare solo alcuni nomi – saranno in dialogo per restituire visioni e suggestioni di come declinare la Gentilezza negli ambiti della scienza e del benessere, dell’economia e dell’impresa, dell’ambiente e della salute, dell’educazione e della spiritualità, dell’arte e della cultura, insieme ad attività esperienziali, laboratori, concerti, incontri e testimonianze rivolte a grandi e piccoli proposte in collaborazione con le realtà associative del territorio. Tra gli eventi in programma, lunedì 30 ottobre a Villa Aurora ‘L’Albero della Gentilezza e della pace’, tavola rotonda sul valore della gentilezza, con interventi di Filippo Alma, docente ordinario della Facoltà avventista di Teologia, padre Bernardo Gianni, abate della comunità monastica di San Miniato al Monte, Silvia Guetta, professoressa associata dell’Università degli Studi di Firenze, Anita Norcini Tosi, docente presso la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale, moderati dalla professional counselor Anna Maria Palma. Giovedì 2 novembre alle 21 alla Biblioteca delle Oblate il dialogo ‘Le radici della vera ricchezza’ con padre Guidalberto Bormolini, presidente della ODV TuttoèVita ETS e il
teologo Vito Mancuso; ma anche l’incontro del 3 novembre alle 17.30, sempre alle Oblate, ‘La saggezza e l’audacia. Discorsi per l’Italia e per l’Europa’, presentazione del libro di David Sassoli con il Sindaco Dario Nardella, il cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze e Claudio Sardo, giornalista e curatore del libro, che saranno moderati da Domenico Mugnaini, direttore di Toscana Oggi. La giornata centrale del 4 novembre vedrà nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio un susseguirsi di eventi, a partire dalle ore 8 con una pratica esperienziale per sperimentare i benefici della gentilezza verso sé stessi, condotta da Daniel Lumera; a seguire riflessioni sulla relazione tra habitat e umanità con la vicesindaca Bettini, la Presidente dell’Associazione Gabriele Borgogni Valentina Borgogni, il filosofo Roberto Marchesini, l’ingegnere Giuseppe Salamone e Federico Samaden, Presidente Fondazione Demarchi e fondatore di Ospitalia. Segue un approfondimento su come declinare la gentilezza in azienda con l’economista Stefano Bartolini, il governatore Rotary Club Distretto 2071 Fernando Damiani, l’imprenditrice Daniela Oliboni e l’HR manager Gianni Spulcioni, moderati da Guido Stratta, direttore People&Organization Enel Group e fondatore dell’Accademia della Gentilezza. Si passa, poi, ad approfondire come sia possibile e cosa significhi vivere una vita gentile, nel dialogo tra Lumera e Folco Terzani, regista e scrittore, figlio dell’indimenticato Tiziano Terzani. Conclude la mattinata, alle 12, ‘Il cibo che ci fa bene’ con la nutrizionista Lucia Bacciottini, la titolare e CFO Probios e presidente Toscana Bio per la Sostenibilità Rossella Bartolozzi, lo chef Pietro Leemann, fondatore di Joia, il primo ristorante vegetariano europeo a ricevere la stella Michelin, moderati da Sonia Giuliodori, giornalista FunnyVeg. Alle 14.30 si riprende con ‘Le radici del nostro mondo’, dialogo sulla tematica delle ‘radici’ leitmotiv della manifestazione di quest’anno, tra il poeta Franco Arminio, Alessia Bettini, il conduttore del programma di Rai3 “Generazione Bellezza” Emilio Casalini e Daniel Lumera. Alle 15.30 gli artisti Andrea Roggi e Martin Katz saranno in dialogo con la curatrice Felicia Cigorescu e Daniel Lumera intorno all’opera Energia della Vita esposta in Salone, con interventi musicali di Francesca Bing, violinista e musicoterapeuta. Alle 16.30 il paradigma della giustizia consapevole sarà introdotto da Cristina Franchini, responsabile Area Giustizia My Life Design ODV, a cui seguono la proiezione del cortometraggio “Liberi Dentro” di Alessandro Feria Chios girato nel carcere di Milano Bollate e le testimonianze di Marco Sorbara, già consigliere regionale della Valle d’Aosta, assolto in via definitiva dopo 909 giorni di custodia cautelare e Gianluca Felicetti, presidente LAV che interverrà portando l’esperienza nel Carcere di Gorgona. Conclude il laboratorio esperienziale sul progetto “Caro amico ti scrivo”, a cura di Cristina Franchini (si consiglia di portare carta e penna). Alle 18 ‘Le parole della gentilezza’ con Alba Donati, poetessa e critica letteraria, Vivian Lamarque, poetessa e scrittrice, Davide Rondoni, poeta e drammaturgo in dialogo con padre Guidalberto Bormolini, accompagnati dal violino di Francesca Bing e con le conclusioni di Alessia Bettini ci porteranno in viaggio fra opere letterarie e musica. Alle 21 si chiude con la ‘Musica gentile’, concerto presentato dal Piccolo Coro Melograno diretto da Laura Bartoli e accompagnato dal pianoforte di Chiara Piccioli, e dall’Orchestra Children’s Corner di Athenaeum Musicale diretta da Giampaolo Franceschini.
Nel corso della giornata del 4 novembre in programma anche il collegamento con il conduttore Massimiliano Ossini. Accanto al programma principale, che vede anche incontri rivolti alla comunità educante, la proposta dell’EduKind Fest, un vero e proprio festival parallelo rivolto specificatamente ai bambini e ai ragazzi con le loro famiglie, con attività pensate ad hoc per coinvolgere il pubblico dei più piccini e invitarli a riflettere sul valore della Gentilezza. “Parlare di gentilezza in un momento storico così drammatico per i tanti conflitti in corso è davvero un segno di resistenza” – afferma la vicesindaca Alessia Bettini. “Con questa terza edizione del festival vogliamo continuare a dare forza a questa urgenza: tornare a essere comunità, tornare al dialogo e alla gentilezza, che è il paradigma del noi e non dell’io, in una visione ecosistemica con la consapevolezza che siamo tutti interconnessi e che nessuno si salva da solo. Un paradigma di cui c’è bisogno in tutti i settori, come confermano ormai tantissimi studi scientifici. E allora abbiamo voluto ampliare ulteriormente questo evento, che arriva a coprire sette giorni con appuntamenti diffusi in tutti i quartieri della città, per raccontare e portare la gentilezza a tutte e tutti”. “Sono molto felice che anche quest’anno si rinnovi l’appuntamento del Festival, ancora più ricco di incontri ed esperienze per riscoprire attraverso la Gentilezza i valori di pace, empatia e cooperazione, quantomai urgenti, e le positive ricadute su salute, benessere e qualità della vita per tutta la comunità” – dichiara Daniel Lumera. “E sono anche onorato che potremo presentare per l’occasione la preziosa opera ‘Energia della Vita’ di Andrea Roggi, per condividerne con il pubblico, in un incontro tra arte e scienza, il profondo messaggio sociale radicato nei valori di interconnessione e gentilezza che, come la biologia della gentilezza ci insegna, sono la chiave per la sopravvivenza e la prosperità dell’essere umano, in rinnovata armonia con la natura di cui è parte inscindibile. Ringrazio il Sindaco di Firenze Dario Nardella e la Vicesindaca Alessia Bettini, oltre alla città tutta e a quanti hanno collaborato nel dare vita alla manifestazione, per credere e abbracciare questi valori, riconoscendone il grande impatto sociale per il territorio”. L’appuntamento rinnova l’impegno del Comune Gentile di Firenze che nel 2021 ha sottoscritto il Manifesto delle Città Gentili, aderendo così al Movimento Italia Gentile, progetto dell’associazione My Life Design ODV, fondato da Lumera e ispirato al libro Biologia della Gentilezza scritto da Lumera e dalla scienziata di Harvard Immaculata De Vivo, esperta mondiale nel settore dell’epidemiologia molecolare e della genetica del cancro. La rete vede aderenti istituzioni e comuni, imprese, federazioni, enti del terzo settore e associazioni a beneficio di oltre 350.000 persone con più di 60 progetti all’attivo, e si espande anche ben oltre i confini nazionali grazie all’attività dell’International Kindness Movement. Il Movimento italiano e internazionale fonda la sua attività su numerose e accreditate ricerche scientifiche che attestano i benefici di quella che è definita “biologia dei valori”, dando così una risposta concreta alla crisi valoriale della nostra società attraverso una reale consapevolezza che poggia su solide basi scientifiche e su concetti sociali ed esistenziali universali, espressi in progetti educativi, ambientali, culturali, sociali, sanitari e inerenti la giustizia e l’economia consapevole.
Il Festival dell’Italia Gentile è organizzato da Comune di Firenze, MUS.E, My Life Design ODV con il Movimento Italia Gentile e ODV TuttoèVita ETS a beneficio del territorio per diffondere nella comunità, e non solo, una “biologia dei valori” che includa gentilezza, felicità, perdono, ottimismo e gratitudine. Si ringraziano gli sponsor Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella, Techniconsult Group Firenze S.r.l. e Hermes Consulting che hanno permesso la realizzazione dell’iniziativa, con il supporto di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Rotary Club Distretto 2071, FORLILPSI – Università degli Studi di Firenze e Fenysia. Grazie a Enel e un ringraziamento speciale ad Alce Nero per il sostegno alla manifestazione. Infine, grazie a Probios per il sostegno alle attività per i bambini presso La casetta della finestra di Jacopo. Tutte le iniziative sono a ingresso libero e gratuito. In caso di necessità gli organizzatori si riservano il diritto di modificare il programma. È possibile consultare il programma aggiornato sul sito del Comune e su internationalkindnessmovement.com/festival-italia-gentile-firenze-2023
Dalla cena esclusiva in terrazza, all’area lounge, fino all’innovativo progetto di accessibilità. Fondazione Arena di Verona si aggiudica il premio Best Exclusive Cultural Experience 2023 Italy. A conferire il riconoscimento, laprestigiosa rivista britannica LUXlife Magazine che, ogni anno, stila una classifica delle migliori esperienze nel campo dell’ospitalità internazionale, della cultura e del turismo.
A fare breccia è stato il progetto Arena Opera Festival Experience, l’offerta dedicata al pubblico corporate che ha permesso di vivere in modo esclusivo e immersivo il Festival 2023, attraverso le esperienze The Star Roof, The Stone Lounge, il Backstage Vip Pass e il Meetings & Events in Gran Guardia. Vincente anche l’innovativo programma di accessibilità Arena per tutti, realizzato con Müller, che ha garantito programmi di sala digitali, percorsi multisensoriali e 1500 biglietti in più per persone con disabilità motorie.
Il titolo, arrivato nelle ultime ore assieme al trofeo in cristallo, decreta l’Opera Festival in Arena quale miglior esperienza culturale italiana del 2023. L’attestato, visibile al link https://www.lux-review.com/winners/fondazione-arena-di-verona/, conferma il grande lavoro svolto in occasione del centesimo Festival. E la risonanza che ha avuto in tutto il mondo, grazie anche alle nuove esperienze legate all’ospitalità.
“Abbiamo lavorato intensamente e senza sosta – commenta Cecilia Gasdia, Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona –per creare un’estate ricca di arte, musica e bellezza, in grado di lasciare il segno in tutto il mondo. È certamente una attestazione importante e gradita. L’Arena e la lirica hanno avuto una visibilità internazionale senza precedenti, anche attraverso le esperienze speciali delle proposte corporate e gli innovativi progetti di accessibilità, un modo esclusivo e allo stesso tempo rispettoso di accostarsi all’opera e all’anfiteatro romano”.
La rivista inglese LUXlife Magazine organizza da anni un programma chiamato “Lux Life Hospitality Award”. Tutte le realtà selezionate, per diverse settimane, vengono votate online, le più gettonate entrano a far parte della rosa di candidati che passano al vaglio della commissione specializzata, incaricata di nominare il vincitore di ciascuna categoria. E, per il 2023, la medaglia d’oro è andata a Fondazione Arena.
PROSEGUE LA VERTENZA NAZIONALE:COINVOLTA LA PRIMA DI “ROSSINI & ROSSINI”IN PROGRAMMA IL 28 OTTOBRE ALL’OPERA DI ROMA
A causa dello sciopero indetto dalle segreterie nazionali CGIL, CISL, UIL e FIALS-CISAL per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, Rossini & Rossini, al debutto al Teatro dell’Opera Roma sabato 28 ottobre alle 20.00 (turno a), potrebbe non andare in scena. La vertenza nazionale coinvolge solo le prime rappresentazioni a partire dal 21 ottobre 2023, come già accaduto in altre Fondazioni Lirico Sinfoniche nei giorni scorsi. Le repliche del balletto riprenderanno regolarmente da domenica 29 ottobre (ore 16.30).
Gli abbonati e i possessori del biglietto per la prima recita potranno scegliere di essere rimborsati o di spostare il biglietto ad altra recita, salvo disponibilità di posti.
Per il cambio di data gli spettatori potranno contattare la biglietteria al numero 0648160255 o via mail all’indirizzo ufficio.biglietteria@operaroma.it.
I biglietti saranno rimborsati presso il punto vendita dove sono stati acquistati, previa consegna degli stessi, per l’importo riportato sul biglietto entro 5 giorni dalla data dello spettacolo.
I titoli acquistati online sul canale ufficiale – TICKETONE.IT – saranno rimborsati con l’accredito dell’importo del biglietto sulla carta di credito utilizzata per l’acquisto.
L’Ambasciata d’Italia a Washington e il Consolato Generale di New York sono state le due tappe negli USA del ciclo di presentazioni internazionali della Stagione 2023-2024 del Teatro alla Scala – che si aprirà il 7 dicembre con il Don Carlo di Verdi diretto da Riccardo Chailly con la regia di Lluís Pasqual -, della programmazione 2023-2024 de LaScala.tv e della neoistituita “Teatro alla Scala Association of America”.
La conferenza stampa di Washington, ospitata dall’Ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti Mariangela Zappia, ha seguito quella del 24 ottobre a New York con il Console generale Fabrizio Di Michele.
Nel corso dei mesi di settembre e ottobre si erano svolte analoghe presentazioni a Vienna, Zurigo, Madrid, Parigi e Berlino, proseguendo una collaborazione con le sedi diplomatiche italiane nelle principali capitali internazionali che giunge al suo terzo anno.
“Il Teatro alla Scala, simbolo di eccellenza della cultura italiana che trova nel pubblico americano molti dei suoi più appassionati estimatori, apre una stagione ricca di collegamenti con gli Stati Uniti, anche per il ritorno di Riccardo Muti, con la Chicago Symphony Orchestra, e di Gianandrea Noseda, con la National Symphony Orchestra di Washington” ha evidenziato l’Ambasciatrice Zappia. “Accogliamo con entusiasmo anche la nascita della ‘Teatro alla Scala Association of America’, un passo importante che contribuirà a cementare ancora di più lo straordinario legame del Teatro con questo Paese” ha aggiunto.
Il Sovrintendente Dominique Meyer ha commentato: “Sono molto felice di aver avuto l’occasione di presentare la Stagione scaligera e le nuove iniziative alla stampa e al pubblico internazionale, grazie alla disponibilità e alla generosa accoglienza delle sedi diplomatiche italiane. Un ringraziamento particolare va all’Ambasciatrice Mariangela Zappia e al Console generale Fabrizio Di Michele, che ci hanno permesso di far conoscere non soltanto la nostra Stagione di opera, balletto e concerti, ma anche la conclusione del progetto di ristrutturazione firmato da Mario Botta con la costruzione della torre di via Verdi, lo sviluppo della nostra piattaforma streaming LaScalaTv, alla quale da gennaio sarà possibile abbonarsi, e la nascita della ‘Teatro alla Scala Association of America’ che sosterrà alcuni dei nostri più importanti progetti”.
Alternanza di cast per le ultime due recite al Teatro Filarmonico di Verona, prima ripresa italiana dell’opera dimenticata di Franco Faccio su libretto di Boito da Shakespeare
Amleto
di Franco Faccio
Venerdì 27 ottobre ore 20.00
Domenica 29 ottobre ore 15.30
Teatro Filarmonico di Verona
Fondazione Arena riporta in vita il capolavoro dimenticato della Scapigliatura: Amleto del compositore e direttore veronese Franco Faccio non si vedeva in scena dal 1871. Alla prima di domenica scorsa, un Teatro Filarmonico gremito di pubblico e critica ha tributato consensi all’opera, con un apprezzato cast italiano di prestigio internazionale diretto da Giuseppe Grazioli nel nuovo allestimento firmato da Paolo Valerio. Ultime due repliche venerdì 27 e domenica 29 ottobre. Abbonati e possessori di biglietto per la recita di ieri sera, che non è andata in scena, possono chiedere il cambio data o il rimborso.
Una proposta nuova per gli anni ’60 dell’Ottocento: due giovani coraggiosi (e Scapigliati) creano un’opera tratta dalla più celebre tragedia di Shakespeare per rinnovare il panorama musicale italiano dominato da Verdi: fra sperimentazioni letterarie e musicali e compromessi fra tradizione italiana e innovazioni ispirate alla scena franco-tedesca dell’epoca, alla prima genovese del 1865 i ventenni Franco Faccio e Arrigo Boito riscuotono un buon successo, non replicato però alla Scala, dove l’opera cadde miseramente. Da allora l’oblio, fino al biennio 2014-2016, quando il direttore statunitense Anthony Barrese ne curò un’edizione critica e alcune esecuzioni, e Amleto rimise piede in Europa a Bregenz.
In Italia Amleto ha debuttato solo domenica scorsa nella città natale del compositore, nella nuova produzione di Fondazione Arena, salutata con grande partecipazione e apprezzamento di pubblico e critica, applausi a scena aperta, oltre 8 minuti di ovazioni finali. Amleto replica venerdì27 ottobre alle 20 e domenica 29 ottobre alle 15.30.
Per l’occasione firma la regia Paolo Valerio, direttore del Teatro Stabile del Friuli, profondo conoscitore di prosa e poesia di Shakespeare, già direttore del Teatro Stabile di Verona fino al 2021. Scene e projection design sono create da EzioAntonelli, costumi di SilviaBonetti e luci di ClaudioSchmid. Sul palcoscenico si alternano artisti italiani di prestigio internazionale, a cominciare dai tenori Samuele Simoncini (27/10) e Angelo Villari (29/10) nell’impegnativa parte del protagonista, il tormentato principe di Danimarca. Dopo la prima con Gilda Fiume, Ofelia è affidata al soprano EleonoraBellocci. Si conferma il restante cast, col baritono Damiano Salerno quale ilRe Claudio, MartaTorbidoni quale Regina Geltrude, il tenore SaverioFioreLaerte, e ben quattro bassi impiegati nell’originale partitura (FrancescoLeone è Polonio, AlessandroAbisOrazio, DavideProcacciniMarcello, AbramoRosalen lo Spettro). Completano il cast Francesco Pittari, Marianna Mappa, Enrico Zara, Maurizio Pantò, Nicolò Rigano, Valentino Perera. Il Coro di Fondazione Arena è diretto dal maestro Roberto Gabbiani, mentre sul podio dell’Orchestra areniana sale il maestro Giuseppe Grazioli.
Abbonati e possessori di biglietto per la recita di mercoledì 25 ottobre, annullata a causa dello sciopero nazionale, possono assistere a una delle due repliche in programma (venerdì 27 ottobre ore 20 o domenica 29 ottobre ore 15.30), senza cambiare biglietto; basta comunicare la data prescelta, scrivendo una mail a biglietteria@arenadiverona.it oppure telefonando al numero 045 8005151, dalle ore 9 alle 18. A seconda della disponibilità, verrà assegnato un nuovo posto nello stesso settore o in categoria più alta. I dettagli verranno comunicati via mail o telefonicamente. Coloro, invece, che non possono cambiare data hanno la possibilità di richiedere il rimborso, che avverrà a seconda del canale di vendita (biglietteria – call center – punto vendita) utilizzato per l’acquisto.
Parallele alla Stagione Lirica 2023 sono le iniziative di Arena Young, rivolte a studenti e personale di scuole, università, accademie. Fra queste, Ritorno a teatro, un percorso di avvicinamento all’opera e alla musica sinfonica proposto da Fondazione Arena: il mondo della Scuola potrà assistere alle rappresentazioni infrasettimanali in cartellone per la Stagione Artistica 2023 al Teatro Filarmonico, con tariffe speciali e con l’opportunità di partecipare ad un Preludio un’ora prima dello spettacolo, un momento di approccio alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, che avrà luogo in Sala Maffeiana a cura di Fondazione Arena. Per Amletoè possibile partecipare al Preludio venerdì 27 ottobre alle 19. Info e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole scuola@arenadiverona.it – tel 045 8051933.
Fondazione Arena di Verona ringrazia BCC di Verona e Vicenza e Metinvest – Saving Lives, per il sostegno alle attività della Stagione Artistica 2023 al Teatro Filarmonico in qualità di main sponsor.
BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona
Confermata la replica di sabato 28 ottobre, riservata agli under35
A seguito della proclamazione dello sciopero nazionale indetto dalle sigle sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Fials-Cisal per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche, il concerto diretto da Dennis Russell Davies in programma al Teatro La Fenice venerdì 27 ottobre 2023 alle ore 20.00 nell’ambito della Stagione Sinfonica 2022-2023 non avrà luogo.
Resta invece confermata la replica già sold out di sabato 28 ottobre 2023 ore 20.00, riservata agli under 35. Dennis Russell Davies dirigerà l’Orchestra del Teatro La Fenice nell’esecuzione del mottetto In ecclesiis di Giovanni Gabrieli (1615), nella trascrizione per orchestra di Bruno Maderna – è un omaggio al compositore veneziano nel cinquantesimo anniversario della sua morte –; poi lo splendido poema sinfonico Tod und Verklärung (Morte e trasfigurazione, 1890) di Richard Strauss e, nella seconda parte della serata, The Planets di Gustav Holst (1918): per quest’ultimo brano, le voci femminili ‘nascoste’ saranno quelle del Coro del Teatro La Fenice preparato da Alfonso Caiani. L’iniziativa under35 si inserisce nel contesto di una serie di attività promozionali destinate al pubblico delle nuove generazioni dal titolo La Fenice è giovane, realizzata in collaborazione con McArthurGlen Noventa di Piave Design Outlet: i giovani di questa fascia di età cui è destinata questa recita potranno acquistare i biglietti al prezzo super-agevolato di 10,00 €. Inoltre, forte del grande successo riscosso dalle precedenti occasioni, prima dell’inizio del concerto Bellussi Valdobbiadene offrirà un brindisi alle ore 18.30 al pubblico degli under35, in un foyer reso frizzante dalla presenza di un fotografo che accoglierà i giovani spettatori offrendo loro una polaroid come ricordo della serata.
Ecco le modalità di rimborso del concerto di venerdì 27 ottobre: chi avesse acquistato i biglietti online riceverà il rimborso dell’importo complessivo, tramite accredito diretto sulla carta di credito utilizzata per l’acquisto, entro trenta giorni. Gli acquisti effettuati presso la biglietteria del Teatro La Fenice, le biglietterie Vela Venezia Unica e la biglietteria telefonica verranno rimborsati a mezzo bonifico bancario: i clienti riceveranno una comunicazione e-mail con la richiesta di tutti i dati necessari per effettuare il bonifico che sarà erogato entro venerdì 10 novembre 2023. Qualora si fosse in possesso di un biglietto cartaceo, il rimborso verrà autorizzato soltanto previa riconsegna del biglietto originale presso la biglietteria del Teatro La Fenice entro venerdì 10 novembre 2023. Gli abbonati riceveranno una comunicazione e-mail con i dettagli del rimborso, corrispondente alla quota rateo dell’abbonamento.
Con la direzione di Michele Mariotti e la regia di Calixto Bieito
Domenica 29 ottobre ore 17
Maometto secondo di Gioachino Rossini, titolo conclusivo della Stagione d’opera2022-2023 del Teatro di San Carlo, debutta al Lirico di Napoli domenica 29 ottobre alle ore 17 con la direzione di Michele Mariotti e la regia di Calixto Bieito, regista spagnolo per la prima volta al Massimo napoletano.
In scena fino al 5 novembre, questa nuova produzione del Teatro di San Carlo avrà le scene di Anna Kirsch, i costumi di Ingo Krügler e le luci di Michael Bauer.
Nel cast vocale Dmitry Korchak (Paolo Erisso), Vasilisa Berzhanskaya (Anna), Varduhi Abrahamyan (Calbo), Li Danyang (Condulmiero), Roberto Tagliavini (Maometto II) e Andrea Calce (Selimo).
Michele Mariotti sarà alla guida di Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo (quest’ultimo preparato dal Maestro aggiunto del Coro Vincenzo Caruso).
Calixto Bieito nato a Miranda de Ebro (Spagna), vive a Basilea. Il Pierrot lunaire di Schönberg è stata la sua prima opera per il teatro musicale, seguito dalla Carmen al Festival di Peralada. Il Macbeth a Salisburgo nel 2001, l’Amleto a Edimburgo nel 2002 e diversi allestimenti ad Hannover sono stati seguiti da una produzione molto controversa di Die Entführung aus dem Serail alla Komische Oper di Berlino nel 2004. Queste produzioni hanno rapidamente consolidato la sua fama e notorietà come uno dei più importanti registi europei, acclamato e odiato con zelo e ardore. Nel dramma così come nell’opera è uno spirito di contemporaneità senza compromessi che segna l’approccio teatrale di Calixto Bieito. Visioni di alta tensione ed energia portano direttamente al centro del dramma e dei conflitti.
La partitura di Maometto secondo fu scritta per il Teatro di San Carlo nel 1820 quando Rossini ne era il direttore artistico e dopo un’unica ripresa nella stagione 1825-26 non è mai più stata rappresentata a Napoli. Si tratta dunque di un’occasione importante anche perché sarà utilizzata per la prima volta l’edizione critica preparata dalla Fondazione Rossini di Pesaro.
Sabato 28 ottobre alle ore 18 nel Foyer – Salone degli Specchi, l’opera sarà presentata a cura di Ilaria Narici (direttrice scientifica della Fondazione Rossini di Pesaro e curatrice dell’edizione critica) con la partecipazione dell’esperto rossiniano Sergio Ragni, nella serie “Lezioni d’opera” curata da Dinko Fabris, responsabile scientifico del dipartimento comunicazione del Teatro di San Carlo. (ingresso libero)
Chiara Isotton protagonista nel palcoscenico occupato da dieci chilometri di catene immaginato da Àlex Ollé con lo scenografo Alfons Flores.
Debutta sul podio Pinchas Steinberg
L’amore dei tre re di Italo Montemezzi è in scena alla Scala per cinque rappresentazioni dal 28 ottobre al 12 novembre con la direzione di Pinchas Steinberg, che debutta nella buca del Piermarini, e le voci di Chiara Isotton – già allieva dell’Accademia, la cui carriera si è consolidata anche alla Scala in alcune recite di Fedora -, del tenore Giorgio Berrugi nella parte dell’amante Avito, del baritono Roman Burdenko nei nobili panni del consorte Manfredo tradito ma aperto al perdono, del basso Evgeny Stavinsky nella parte dell’implacabile Archibaldo, padre e suocero spietato, e del tenore Giorgio Misseri che interpreta Flaminio.
Il libretto di Sem Benelli, dai toni di un acceso e spesso estremo dannunzianesimo, dipinge sullo sfondo di un remoto castello nell’Italia medievale percorsa delle invasioni dei barbari la solitudine di Fiora, voce di soprano assediata dalla volontà di possesso dei tre personaggi maschili, la cui ossessione amorosa è volontà di controllo che sfocia inevitabilmente nell’assassinio. L’ultimo atto si conclude con altre due morti, vittime del veleno sparso sulle labbra del cadavere della protagonista. Per riproporre quest’opera sensuale e violenta che vide la luce 110 anni fa alla Scala sotto la guida di Tullio Serafin, il regista Àlex Ollé e lo scenografo Alfons Flores hanno disegnato gli spazi del castello di Archibaldo con 10 chilometri di catene: una scenografia spettacolare che ben rappresenta la prigione in cui è rinchiusa la protagonista.
Il 28 ottobre l’opera sarà trasmessa in diretta da Rai Radio Tre.
La rappresentazione del 12 novembre sarà trasmessa in diretta da LaScalaTv.
Ogni sera, un’ora prima dello spettacolo, Liana Püschel terrà una conferenza introduttiva in uno dei Ridotti.
L’opera
L’amore dei tre re, opera lirica in tre atti su libretto di Sem Benelli tratta da un suo omonimo dramma, fu rappresentata per la prima volta alla Scala il 10 aprile 1913 con la direzione di Tullio Serafin, compagno di studi di Montemezzi al Conservatorio di Milano e convinto assertore dei suoi lavori. Il successo fu grande, tale da proiettare l’autore trentasettenne, praticamente sconosciuto, sulla ribalta planetaria. Ma probabilmente fu Toscanini il principale responsabile della fortuna di Montemezzi, quando a pochi mesi dalla prima scaligera, il 2 gennaio 1914, propose L’amore dei tre re al Metropolitan di New York, dove il successo fu “strabiliante”, come lo definì lo stupefatto grande direttore. L’amore dei tre re fu presto ripreso con successo negli Stati Uniti, da Chicago a San Francisco: una vera folgorazione oltre Atlantico, dove fu salutato da un noto critico come “il dramma musicale più nobile venuto dall’Italia dall’Otello di Verdi”. In Europa invece l’opera faticò a entrare in repertorio: alla Scala fu ripresa cinque volte fino al 1953 da direttori di primissimo piano (Toscanini, Marinuzzi e, per due volte, De Sabata), ma non raggiunse mai la popolarità d’oltre oceano. Il libretto dell’opera, assai complesso, è improntato a un marcato estetismo dannunziano e, derivando dal dramma di Sem Benelli, all’enfasi verbale unisce un certo gusto del noir, piuttosto diffuso nella letteratura italiana tra fine Ottocento e inizio Novecento. Tra due poli si muove la musica, Wagner e Debussy, come registra Claudio Toscani nella sua presentazione dell’opera: del primo si avverte “l’impronta in una scrittura orchestrale straordinariamente densa, nella complessità delle armonie, nei cromatismi tristaneggianti delle scene d’amore, del secondo in certe atmosfere impalpabili, enigmatiche, oniriche nelle quali i personaggi agiscono quasi in stato di trance.”
In programma domenica 29 ottobre e in replica straordinaria il 5 novembre 2023, una delle più amate e conosciute composizioni di Sergej Prokof’ev: “Pierino e il lupo”.
Sul podio il maestro Matteo Parmeggiani, nelle vesti del narratore il celebre baritono Alfonso Antoniozzi.
Conseguentemente alla grandissima risposta del pubblico, con la Sala Mehta esaurita in ogni ordine di posto per la prima recita, il Teatro ha programmato la recita straordinaria dello spettacolo – domenica 5 novembre 2023 – sempre alle ore 11, esaurita altrettanto in pochi giorni
Il colorato e festoso ciclo C’è Musica&Musica continua arrivando al quarto spettacolo in cartellone, l’ultimo di quelli dedicati alla scoperta dell’affascinante e variopinto mondo degli strumenti dell’Orchestra. In programma, domenica 29 ottobre alle ore 1 e in replica il 5 novembre, una delle più amate opere di formazione dell’ultimo secolo, la celeberrima Pierino e il lupodi Sergej Prokof’ev. Sul podio della Sala Mehta, alla guida dell’Orchestra del Maggio, il maestro Matteo Parmeggiani; i panni del narratore sono invece indossati da uno dei più famosi e applauditi baritoni italiani degli ultimi anni, Alfonso Antoniozzi. La recita del 29 ottobre e la replica del 5 novembre sono entrambe esaurite in ogni ordine di posto.
“Il clima di festa e di soddisfazione che si respira durante questi concerti della domenica mattina affollati da una quantità incredibile di bambini con i loro genitori, i loro nonni, i loro compagni di giochi, ci infonde tanta energia e tanta fiducia nel futuro che aspetta il Teatro del Maggio e il suo pubblico” ha detto il Commissario straordinario del Maggio Onofrio Cutaia. La particolare formula, infatti, di questi concerti freschi e briosi, ha registrato una grandissima – e felice – risposta da parte del pubblico in tutti i concerti precedenti ma per Pierino e il lupo il successo è stato tale da esaurire ogni ordine di posto per la recita in programma il 29 ottobre tanto da indurre il Teatro del Maggio a replicare lo spettacolo domenica 5 novembre, sempre alle ore 11 in Sala Mehta. Anche questo secondo appuntamento ha visto una tale richiesta che in pochi giorni anche la replica ha esaurito le disponibilità in biglietteria. “Annunciare una replica straordinaria di un concerto è sempre un motivo di grandissima soddisfazione – ha sottolineato Cutaia – Questa volta lo è ancora di più, perché ripetere Pierino e il lupo il 5 novembre, a distanza di una settimana dal “tutto esaurito” del 29 ottobre, sancisce il successo di un nuovo progetto di divulgazione nel quale crediamo molto. E il successo è tale e tanto che in pochi giorni anche la seconda recita programmata ha esaurito ogni posto disponibile. Crediamo molto – ha continuato il Commissario – nel ciclo “C’è musica & musica”, pensato e realizzato per offrire la possibilità a tutti, grandi e piccini, di conoscere il Teatro del Maggio, i suoi complessi artistici, alcuni giovani direttori di talento e di scoprire il magico mondo dei suoni attraverso dei grandi capolavori raccontati da attori poliedrici”.
L’opera, composta da Sergej Prokof’ev nel 1936 dopo l’incontro con Natalja Sats – direttrice del Teatro Centrale per l’Infanzia di Mosca – è basata sul testo scritto dallo stesso Prokof’ev: racconta la storia di Pierino che sogna di diventare un grande cacciatore e, disobbedendo al nonno, si avventura nella foresta per catturare un temibile lupo che si aggira nei dintorni del loro villaggio. Alle avventure del giovane aspirante cacciatore si uniranno tre singolari amici: un uccellino, un’anatra pigra e un gatto.
La storia è meravigliosamente raccontata in musica anche e soprattutto dagli strumenti dell’Orchestra; ognuno di essi rappresenta infatti uno dei personaggi della fiaba: l’uccellino è caratterizzato dal flauto e dai suoi suoni acuti, l’anatra dall’oboe, il gatto dal clarinetto, il nonno burbero dal fagotto mentre il temibile lupo è rappresentato dai corni.
Ogni concerto è proposto a 15 euro per gli adulti e 5 euro per i ragazzi fino a 18 anni ed è comprensivo della prima colazione – a partire dalle ore 9.30 – servita presso il bar del Foyer del Teatro.
Inoltre, grazie alla collaborazione con Unicoop Firenze, è allestita, in uno spazio adiacente alla zona del bar del Foyer, una zona dedicata ai giovanissimi, con i prodotti di cancelleria della linea ecologica ViviVerde Coop, che mette a disposizione dei ragazzi materiali per la scrittura e il disegno.
I concerti saranno anticipati dalle presentazioni di Giovanni Vitali e Cristina Bersanelli.
La locandina:
PIERINO E IL LUPO di Sergej Prokof’ev — Fiaba musicale per bambini Edizione: Boosey & Hawkes, London, New York, Bonn, Sydney, Tokyo, Toronto
5 titoli, da maggio a dicembre, al Comunale Nouveau
Inaugurazione con l’eccellenza coreografica del Béjart Ballet Lausanne; la celebre compagnia giapponese The Tokyo Ballet arriva per la prima volta al Comunale; pianoforte dal vivo e ballo nella “Soirée Stravinskij / Rachmaninov” con Beatrice Rana; largo ai giovani talenti della Scuola di Ballo dell’Accademia della Scala; si chiude con il Gala “Les Étoiles”
È sempre più ricca la Stagione di Danza del Teatro Comunale di Bologna, che nel 2024 vedrà cinque titoli, in programma al Comunale Nouveau da maggio a dicembre, ospitando grandi compagnie internazionali ma anche eccellenze nazionali, nell’ottica di valorizzare i nuovi talenti del nostro territorio e proporre progetti di qualità.
Il cartellone si apre con il Béjart Ballet Lausanne, nato nel 1987 su impulso del grande coreografo Maurice Béjart e oggi guidato da Gil Roman, che ne ha raccolto il testimone nel 2007 preservando il repertorio senza rinunciare alla ricerca e alla creazione. Giovedì 9 maggio alle 20.30, in replica venerdì 10 alla stessa ora, la compagnia svizzera interpreterà tre coreografie. La prima è quella firmata da Gil Roman nel 2022, “Alors on dance…!”, incentrata sulla tecnica classica e realizzata senza altro scopo «se non il piacere di ballare», su musiche di György Ligeti, John Zorn, Citypercussion e Bob Dylan e costumi di Henri Davila. Seguono due storiche creazioni di Maurice Béjart, ovvero “Bhakti III” (Pas de deux) ispirata al dio della danza Shiva su musica tradizionale indiana, con scene e costumi di Germinal Casado, e “7 danses grecques” dove i richiami al folklore sono volutamente minimi ed è il rigore matematico della musica di Mikis Theodorakis a guidare la creazione delle sette danze.
È un progetto che accosta il pianoforte dal vivo e il balletto quello ideato da Daniele Cipriani, con la consulenza musicale di Gastón Fournier-Facio, dal titolo “Soirée Stravinskij / Rachmaninov”, in programma in data unica domenica 9 giugno alle 16.30. Protagonista una pianista acclamata nel mondo come Beatrice Rana, che suonerà a quattro mani con Massimo Spada la versione originale del 1913 del Sacre du Printemps di Igor Stravinskij per la coreografia “La sagra della primavera” di Uwe Scholz ripresa da Simone Repele e Sasha Riva: danza il Primo ballerino dell’Opera di Vienna Davide Dato. I due pianisti interpreteranno, poi, la versione originale per due pianoforti delle Danze sinfoniche op. 45 di Sergej Rachmaninov per la coreografia di Simone Repele e Sasha Riva “Alla fine del mondo”, con le scene di Michele della Cioppa. Danzano Yumi Aizawa, Luca Curreli, Riccardo Ciarpella, Francesco Curatolo, Chiara Dal Borgo, Giulia Pizzuto, Chiara Ranca, Simone Repele, Sasha Riva e Parvaneh Scharafali.
Ha formato artisti come Carla Fracci e Roberto Bolle la Scuola di Ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala, oggi diretta da Frédéric Olivieri. E sabato 28 settembre alle 20.30, con replica domenica 29 alle 16.30, i giovani talenti della scuola scaligera danzeranno per la prima volta sul palcoscenico bolognese, interpretando uno dei balletti più antichi ancora oggi in repertorio: La fille mal gardée su musica di Peter Ludwig Hertel, con la coreografia dello stesso Olivieri recentemente nata per il teatro milanese. Le scene e i costumi di Luisa Spinatelli sono rielaborati da Angelo Sala e da Maria Chiara Donato, mentre le luci sono di Andrea Giretti.
Debutta al Comunale la compagnia giapponese pluripremiata e rinomata nel mondo, The Tokyo Ballet diretta da Yukari Saito, che ha all’attivo oltre 26 tournée e 720 rappresentazioni all’estero e che nel 2024 giunge al suo 60° anniversario. Venerdì 29 novembre alle 20.30 lo spettacolo prende il via con l’onirico mondo dell’aldilà evocato dal Regno delle Ombre, da La Bayadère,nella produzione ideata e diretta dalla coreografa Natalia Makarova dall’originale di Marius Petipa, su musica di Léon Minkus. La serata è completata da due capolavori senza tempo, entrambi con la coreografia di Maurice Béjart: Romeo e Giulietta (Pas de deux) su musiche di Hector Berlioz e Le sacre du printempssulle note di Stravinskij.
Ormai immancabile nella stagione di danza del Teatro Comunale di Bologna, torna sabato 28 dicembre alle 20.30 e domenica 29 alle 16.00Les Étoiles, Gala iconico a cura di Daniele Cipriani, che come ogni volta saprà riservare sorprese con una edizione ripensata e ricca di stelle internazionali – tra cui spicca il nome della star del balletto spagnolo Sergio Bernal, già protagonista nel 2022 e nel 2023 – e con la musica dal vivo interpretata dall’Orchestra del TCBO diretta da Paolo Paroni.
Pelliconi & C. S.p.a. è main partner della Stagione Danza 2024 del Teatro Comunale di Bologna.
STAGIONE DANZA 2024
INFO ABBONAMENTI
Prelazioni per il rinnovo dell’abbonamento dal 14 al 21 novembre 2023
Nuovi abbonamenti dal 23 novembre 2023
INFO BIGLIETTI
Biglietti dal 19 dicembre 2023
BIGLIETTERIA TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA Largo Respighi 1 Dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 Tel. +39 051529019 / E-mail boxoffice@comunalebologna.it
Omaggio a Bruckner nei 200 anni dalla nascita con 4 concerti: si inaugura il 14 gennaio con la Quinta Sinfonia diretta da Oksana Lyniv
Grandi ritorni sul podio bolognese per Michele Mariotti, Pietari Inkinen, Hartmut Haenchen, Donato Renzetti, Pinchas Steinberg e Roberto Abbado; spazio alle bacchette in ascesa Martijn Dendievel e Diego Ceretta; debutto per Francesco Angelico
Tra i solisti il tenore Ian Bostridge, i violinisti Gil Shaham e Francesca Dego, il cornista Martin Owen, i pianisti Maurizio Baglini, Pietro de Maria e Alessandro Taverna e giovani talenti come la pianista Eva Gevorgyan, il soprano Yuliya Tkachenko e il violoncellista Ettore Pagano
La star della lirica Ludovic Tézier protagonista di un Gala diretto da Daniel Oren
16 appuntamenti all’Auditorium Manzoni
Si apre a gennaio con l’omaggio ad Anton Bruckner, nel bicentenario della nascita, la nuova Stagione Sinfonica 2024 del Teatro Comunale di Bologna: 16 concerti in programma durante l’arco dell’anno all’Auditorium Manzoni – alle 20.30 nei giorni feriali e alle 17.30 la domenica – con ospiti internazionali e giovani talenti. Quattro appuntamenti celebreranno il compositore austriaco e non mancherà, poi, un concerto dedicato a Ferruccio Busoni nel centenario della morte. Oltre ai capolavori senza tempo del repertorio romantico e tardo romantico, il cartellone riserva particolare attenzione alla musica contemporanea e di oggi, presentando anche una prima esecuzione assoluta.
Di grande rilievo è ancora una volta il coinvolgimento in Stagione della Direttrice musicale Oksana Lyniv, impegnata fin dall’inaugurazione con 5 concerti. Da segnare in agenda anche il Gala operistico che vedrà sul palco una star della lirica come il baritono Ludovic Tézier. Accanto all’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna si conferma protagonista la Filarmonica con due concerti, a giugno e a dicembre, diretti rispettivamente da Michele Mariotti e da Roberto Abbado. Ampio spazio, poi, a pagine corali interpretate dal Coro del teatro felsineo preparato da Gea Garatti Ansini.
In anticipo rispetto al calendario consueto, che vedeva l’avvio della sinfonica dopo quello della lirica, sarà proprio il primo appuntamento del cartellone di concerti ad inaugurare quest’anno l’intera Stagione 2024 del Comunale, domenica 14 gennaio, con Oksana Lyniv sul podio dell’Orchestra del TCBO per l’omaggio a Bruckner con la Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore. La direttrice d’orchestra ucraina sarà poi impegnata il 4 febbraio con la Sinfonia n. 2 in do minore per soli, coro e orchestra detta “Resurrezione” di Gustav Mahler e tornerà l’11 maggio per interpretare il trittico “Arianna, Fedra e Didone” – monodrammi per voce recitante, coro femminile e orchestra su testo tratto dalle “Hepistula Herodium” di Ovidio – scritto da una delle compositrici più apprezzate di oggi, Silvia Colasanti, accostato al poema sinfonico “Ein Heldenleben” (Vita d’eroe) op. 40 di Richard Strauss. Il 5 ottobre Lynivdirigeun programma suggestivo che spazia dall’Ouverture “Le Carnaval Romain” di Hector Berlioz alle Canzoni sinfoniche per soprano e orchestra “Up in Flames” del compositore ucraino Eduard Resatsch, con la voce di Yuliya Tkachenko, passando per il “Prélude à l’après-midi d’un faune” di Claude Debussy, la Suite per orchestra n. 2 “Daphnis et Chloé” di Maurice Ravel e “Die Toteninsel” op. 29 di Sergej Rachmaninov. L’ultimo concerto con la Direttrice musicale è previsto il 30 novembre e presenta in prima esecuzione assoluta la commissione dell’Accademia Filarmonica di Bologna ad Adriano Guarnieri dal titolo VI concerto per sola orchestra, “In una notte stellata”, oltre al Concerto per violino e orchestra in re maggiore di Korngold, con il grande violinista statunitense vincitore di un Grammy Award Gil Shaham, e alla Sesta Sinfonia di Pëtr Il’ič Čajkovskij.
L’8 febbraio una serata “tutto Schumann” segna il debutto in stagione del direttore d’orchestra Francesco Angelico, Generalmusikdirektor dello Hessisches Staatstheater di Kassel, e vede protagonista la “coppia d’oro della classica”, Maurizio Baglini e Silvia Chiesa, rispettivamente impegnati nel Concerto per pianoforte e orchestra op. 54 e nel Concerto per violoncello e orchestra op. 129, che condividono la stessa tonalità di la minore. Completano il programma le Ouverture “Genoveva” e “Manfred”. Gradito ritorno sul podio, il 29 febbraio, per il finlandese Pietari Inkinen, Direttore principale della Deutsche Radio Philharmonie e della Japan Philharmonic Orchestra e Direttore musicale della KBS Symphony Orchestra, che propone pagine di due autori russi: il Concerto n. 1 per violoncello e orchestra in mi bemolle maggiore di Dmítrij Šostakóvič – con solista il ventenne Ettore Pagano, vincitore del XVIII Concorso internazionale “Chačaturjan”, reduce dal recente debutto con l’orchestra bolognese – e la Quinta Sinfonia in si bemolle maggiore di Sergej Prokof’ev. Propone ancora una sinfonia di Bruckner, ovvero la Sesta, dopo aver diretto la Terza nel 2022 e la Settima lo scorso marzo, il direttore d’orchestra tedesco Hartmut Haenchen, protagonista del concerto in programma il 29 marzo. A completare la serata i “Drei Orchesterstücke” op. 6 di Alban Berg.
Ospita una star internazionale della lirica come Ludovic Tézier il Gala straordinario “Opera in concerto” proposto il 20 aprile, con Daniel Oren sul podio. Il baritono francese debutta dal vivo con l’Orchestra del Comunale, dopo aver già inciso per Sony Classical un disco verdiano uscito nel 2021 (diretto da Frédéric Chaslin). Tézier canterà alcune delle più belle pagine tratte da opere di Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Georges Bizet, Amilcare Ponchielli, Umberto Giordano e Ruggero Leoncavallo. Dopo lo scorso concerto del “2 agosto” in Piazza Maggiore, Donato Renzetti torna sul podio dei complessi felsinei per un appuntamento che il 5 maggio presenta l’Ouverture in sol minore e il “Te deum” per soli, coro e orchestra di Bruckner, affiancati dall’ “Ouverture tragica” di Johannes Brahms e dal poema sinfonico n. 3 “Les préludes” di Franz Liszt.
Protagonista frequente nelle più recenti stagioni del teatro bolognese, il giovane direttore belga Martijn Dendievel è sul podio per due concerti: il 6 giugno per celebrare Busoni a cent’anni dalla morte dirigendo il suo Concerto in do maggiore per pianoforte, coro maschile e orchestra op. 39, con solista Vincenzo Maltempo, accostandolo al brano “Pohádka – Una fiaba” del compositore ceco Josef Suk; il 19 settembre è invece insieme al grande tenore inglese Ian Bostridge per i Lieder da “Des Knaben Wunderhorn” di Mahler, e propone infine la Settima di Bruckner.
Con la musica di oggi, e in particolare con il Concerto per violino, corno, pianoforte e orchestra scritto da Nicola Campogrande e interpretato da una triade di solisti d’eccezione composta da Francesca Dego, Martin Owen e Alessandro Taverna, si apre l’appuntamento in programma il 27 settembre. Lo dirige il ventisettenne Diego Ceretta, ora sul podio della lirica a novembre per L’elisir d’amore di Donizetti, che affronta anche la “Sinfonia Classica” di Prokof’ev e la Sinfonia n. 8 in sol maggiore di Antonín Dvorák. Le atmosfere dell’Est Europa sono garantite con il gruppo di poemi sinfonici “Má vlast” (La mia patria) di Bedrich Smetana diretti dall’israeliano Pinchas Steinberg, ospite frequente del TCBO.
Infine, i due concerti con la Filarmonica del TCBO vedono il 17 giugno l’atteso ritorno a Bologna di Michele Mariotti, Direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma, che interpreta il “Valse triste” op. 44 n. 1 di Jean Sibelius, la Nona Sinfonia “La Grande” di Franz Schubert e il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in fa maggiore di Šostakóvič, con solista la pluripremiata giovane promessa russo-armena Eva Gevorgyan. Il 9 dicembre la Filarmonica è invece guidata dal suo Direttore principale Roberto Abbado: in programma l’Ouverture, Scherzo e Finale in mi maggiore per orchestra di Schumann, la Sinfonia n. 5 in re maggiore “Riforma” di Felix Mendelssohn-Bartholdy e le Variazioni per pianoforte su “Là ci darem la mano” op. 2 di Fryderyk Chopin, suonate da un interprete di riferimento per questo autore come Pietro De Maria.
Anche l’anno prossimo la Rai continuerà ad avere un ruolo importante nella diffusione della produzione del Teatro Comunale di Bologna: Rai Radio3 trasmetterà infatti gran parte dei concerti della Stagione Sinfonica.
Prelazioni per il rinnovo dell’abbonamento dal 27 ottobre al 4 novembre 2023
Nuovi abbonamenti dal 10 novembre 2023
INFO BIGLIETTI
Biglietti dal 5 dicembre 2023
BIGLIETTERIA TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA Largo Respighi 1 Dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 Tel. +39 051529019 / E-mail boxoffice@comunalebologna.it
Da oggi mercoledì 25 ottobre, e fino a venerdì 27 ottobre, sia online che in biglietteria, è possibile acquistare con sconti speciali fino al 45% posti selezionati in tutti i settori (anche in platea) per le opere che andranno in scena al Teatro Donizetti (Il diluvio universale, Alfredo il Grande e Il piccolo compositore di musica) e per la nuova creazione LU OpeRave al Balzer Globe.
Puoi acquistare online selezionando il prezzo WORLD OPERA DAY oppure in biglietteria a Bergamo (dal martedì al sabato, dalle ore 13 alle ore 20 – in Piazza Cavour, 15).
LU OpeRave, Il diluvio universale, Alfredo il Grande, Lucie de Lammermoor e Il piccolo compositore di musica sono i titoli del Donizetti Opera 2023 che si svolgerà dal 16novembre al 3 dicembre.
I tre weekend si apriranno (16, 23 e 30 novembre) con la nuova creazione LU OpeRave (inizialmente prevista nel 2022) in cui la musica di Donizetti incontra l’elettronica e le nuove tendenze. Il titolo richiama la più celebre delle opere di Donizetti, Lucia di Lammermoor, alla quale gli autori di questo nuovo progetto sperimentale si sono ispirati. Lo spettacolo, che si svolgerà in un luogo cittadino non convenzionale, con spazio alla convivialità e il pubblico parte integrante dell’azione.
Primo titolo operistico, al Teatro Donizetti il 17 e 25 novembre e il 3 dicembre, sarà Il diluvio universale (Napoli, 1830) azione tragico-sacra in programma seguendo la nuova edizione critica a cura di Edoardo Cavalli per la Fondazione Teatro Donizetti.
Per il ciclo #donizetti200, con il quale il festival propone un titolo di Donizetti che compie i due secoli, sarà la volta del dramma eroico Alfredo il Grande (Napoli, 1823) al Teatro Donizetti il 19 e il 24 novembre, con una nuova edizione controllata sulle fonti dell’opera, curata sempre da Edoardo Cavalli.
Terzo titolo, al Teatro Sociale il 18 e il 26 novembre e poi l’1 dicembre, Lucie de Lammermoor che debuttò al Théâtre de la Renaissance di Parigi nel 1839 e fu accolta con tale clamore da offrire a Donizetti la commissione di due nuove opere per quel teatro, la prima delle quali sarebbe dovuta essere L’Ange de Nisida.
Altro spettacolo in scena sarà Il piccolo compositore di musica, sabato 2 dicembre al Teatro Donizetti. Azione scenica in due atti di Giovanni Simone Mayr, che vedrà la messa in scena curata da Francesco Micheli, con gli allievi della Bottega Donizetti nell’ambito di un progetto che coinvolge numerose istituzioni didattiche bergamasche.
Le squadre calcistiche di Fenice e Scalain campo allo Stadio Penzo di Veneziaper ricordare Luciano Aricci
Fenice e Scala si incontrano di nuovo in un match calcistico. Stavolta non per un torneo, ma per ricordare, insieme, Luciano Aricci, a quattro anni dalla sua scomparsa. La scelta di dedicare all’amatissimo cerimoniere della Fenice una partita di calcio non è casuale: Aricci infatti, era noto per essere stato il primo e più “sfegatato” tifoso di questa squadra di calcio formata da dipendenti e maestranze del Teatro veneziano. L’evento dai titolo Memorial Luciano Aricci. Incontro di calcio tra i grandi teatri, promosso dall’ Associazione Sportiva Culturale Fenice e dal Gruppo Calcio teatro alla Scala, si svolgerà mercoledì 1 novembre 2023 alle ore 14.00, allo Stadio Pier Luigi Penzo di Venezia, ad ingresso riservato.
Luciano Aricci è stato una figura storica del Teatro La Fenice. Nato a Venezia nel 1942, è stato dipendente del Teatro La Fenice dal 1967 al 2000 ma il suo rapporto con il Teatro andava ben oltre il contratto di lavoro. La Fenice era la sua passione, la sua vita e la sua famiglia. Frequentava il teatro fin da bambino: l’opera e la danza, le sue più grandi passioni, sono diventate presto il suo lavoro quando è stato assunto in sovrintendenza prima e al cerimoniale poi, avendo così la possibilità di conoscere e frequentare i più grandi artisti, registi, direttori e ballerini. Ma anche dopo il suo pensionamento, ogni giorno si faceva vedere in Teatro, a partire dal caffè del mattino in Campo San Fantin. Spesso accompagnava gli ospiti o i giornalisti a visitare il Teatro e impreziosiva le sue descrizioni con aneddoti e curiosità legate alla gloriosa storia del Teatro. Fu lui, in occasione della visita di Carlo e Camilla, a raccontare agli ospiti le meraviglie del teatro, padroneggiando perfettamente la lingua inglese. E a sera, alla fine degli spettacoli, non era inusuale incontrarlo nell’area camerini o in portineria a congratularsi e portare i fiori o un saluto agli artisti.
Il Memorial Luciano Aricci. Incontro di calcio tra i grandi teatri, promosso da Associazione Sportiva Culturale Fenice e da Gruppo Calcio teatro alla Scala, si svolge con il generoso sostegno di Venezia FC, che ha concesso l’uso del terreno di gioco – nel prestigioso Stadio Pier Luigi Penzo nel quale lo stesso Venezia disputa il campionato calcistico nazionale. Preziosi inoltre sono i contributi di Fondazione Teatro La Fenice, Markas, Transport Service, Venezia Servizi Antincendio, Sestel, AG Generali Venezia Mestre – Teatro Vecchio e Mind@ware.
Giovedì 26 ottobre a Torino, in prima serata su Rai5 e in diretta su Radio3, con replica venerdì 27 ottobre
Esauriti in poche ore i biglietti per entrambe le serate
Doppio sold out per la leggenda del pianismo internazionale Martha Argerich e per il grande direttore d’orchestra italiano Fabio Luisi, protagonisti dell’apertura della Stagione 2023/2024 dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Il concerto, in programma giovedì 26 ottobre alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini”, è trasmesso in prima serata da Rai Cultura sul suo canale Rai5 e in diretta su Radio3, ed è replicato a Torino venerdì 27 ottobre alle 20. I biglietti per entrambe le serate sono andati esauriti poche ore dopo l’inizio delle vendite.
A distanza di 4 anni dalla sua ultima presenza – con un memorabile Primo concerto per pianoforte e orchestra di Liszt – Martha Argerich torna a suonare con l’Orchestra Rai e propone un caposaldo del classicismo viennese: il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 op. 15 di Ludwig van Beethoven. Composto tra il 1796 e il 1797, fu eseguito per la prima volta a Praga nel 1798 con lo stesso compositore impegnato al pianoforte.
Nella seconda parte della serata Fabio Luisi – che dell’Orchestra Rai è Direttore emerito, e che ricopre importanti incarichi presso la Dallas Symphony Orchestra e la NHK Symphony Orchestra di Tokyo – interpreta la Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64 di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Negli anni della composizione la fama dell’autore era ormai salda, e anche come direttore d’orchestra iniziava a riscuotere successi fuori dai confini della Russia. Nell’inverno tra il 1887 e il 1888, compì la sua prima tournée in Europa, durante la quale conobbe Grieg e Brahms e diresse sue opere a Berlino, Parigi, Londra e Praga. Tornato, si stabilì nella sua nuova abitazione di campagna, a Frolovkoe, nei pressi di Klin: godeva di un bel panorama, era ben arredata, e confinava con un bosco nel quale Čajkovskij faceva lunghe passeggiate. Nella calma insolita di questa situazione si risvegliarono poco a poco tormenti e nevrosi: il compositore iniziò a rimproverarsi per la mancanza di un progetto artistico preciso e per l’assenza di ispirazione. Iniziò a pensare di essere finito. L’ozio gli arrecava tristezza, depressione, paura per il futuro, rimpianti per un passato che non poteva tornare. L’unica possibilità per sopportare l’esistenza era il lavoro. Così nel 1888, più che per una reale esigenza espressiva, ma piuttosto per scacciare i fantasmi che tormentavano la sua psiche instabile, nacque la sua Quinta Sinfonia.
I biglietti per il concerto sono esauriti. Eventuali disponibilità dovute a rinunce saranno messe in vendita un’ora prima dei due concerti. Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it.
Lirica, Concertistica, ParmaDanza: dal 25 ottobre alla Biglietteria del Teatro Regio e dal 26 online su teatroregioparma.it
STAGIONE 2024 DEL TEATRO REGIO DI PARMA
STAGIONE LIRICA
Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini,
L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti in un nuovo allestimento,
Tosca di Giacomo Puccini
sono le opere che da gennaio a maggio compongono la Stagione Lirica,
a cui si aggiunge il Concerto sinfonico coraleper celebrare il 195° compleanno del Regio.
Sul podio Diego Ceretta, Sesto Quatrini, Daniel Oren, alla direzione della Filarmonica Arturo Toscanini, del Coro del Teatro Regio di Parma, dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna.
Tra i protagonisti in scena Anastasia Bartoli, Maria Kataeva, Nina Minasyan, Roberto de Candia, Andrzej Filończyk, Brian Jagde, Maxim Mironov, John Osborn, Roberto Tagliavini, Luca Salsi.
STAGIONE CONCERTISTICA
Il Trio di Parma con la Filarmonica Arturo Toscanini diretta da Diego Ceretta inaugura la Stagione Concertistica, realizzata da Società dei Concerti di Parma, nel primo dei sei concerti che, da gennaio a maggio, vedono protagonisti
il Quartetto Indaco con Alessandro Taverna, Emmanuel Pahud, Trevor Pinnock, Jonathan Manson,Michail Pletnëv, Andrea Lucchesini, Berta Rojas.
PARMADANZA
Da gennaio ad aprile Paul Taylor Dance Company per la prima volta al Regio,
Il lago dei cigni della Compagnia Paliashvili di Tbilisi,
FND/Aterballetto con una nuova creazione in prima assoluta,
Saburo Teshigawara & Rihoko Sato, Ballet Preljocaj con Torpeur in prima nazionale
REGIOYOUNG
Con i classici di Regio Young Una notte all’opera, Imparolopera e Opera meno 9, la rassegna per scuole e famiglie prende il via con Cartoons! e prosegue con le nuove produzioni di As.Li.Co. ispirate a Il flauto magico e a Turandot, l’appuntamento natalizio con Lo schiaccianoci e il re dei topi,e lo spettacolo musicale Caro Lupo di Drogheria Rebelot.
INCONTRI, LABORATORI, PROVE APERTE
La V edizione del workshop e del concorso Scrivere d’Opera, gli inviti all’ascolto di Prima che si alzi il sipario, le prove aperte, La danza dietro le quinte.
STAGIONE LIRICA
Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, Tosca di Giacomo Puccini sono i tre titoli che compongono la Stagione Lirica 2024 del Teatro Regio di Parma, da gennaio a maggio, arricchita dal Concerto sinfonico corale diretto da Daniel Oren per celebrare il 195° compleanno del Teatro il 16 maggio.
Il barbiere di Siviglia, opera buffa in due atti di Gioachino Rossini su libretto di Cesare Sterbini, inaugura la Stagione venerdì 12 gennaio 2024 ore 20.00 (recite martedì 16, giovedì 18, ore 20.00, e sabato 20 gennaio, ore 17.00). L’opera va in scena nell’allestimento del Rossini Opera Festival del 2018, ripreso in occasione di Pesaro Capitale Italiana per la Cultura 2024, con la regia, le scene e i costumi di Pier Luigi Pizzi, registacollaboratore e luci Massimo Gasparon.
In scena Maxim Mironov (Conte d’Almaviva, per la prima volta al Teatro Regio), Maria Kataeva (Rosina, per la prima volta a Parma), Andrzej Filończyk (Figaro, per la prima volta al Teatro Regio), Marco FilippoRomano (Don Bartolo), Roberto Tagliavini (Don Basilio), Elena Zilio (Berta), William Corrò (Fiorello / Un ufficiale).
Una fitta trama di inganni, stratagemmi e situazioni esilaranti, un linguaggio musicale brillante, un ritmo narrativo serrato fanno di quest’opera una delle più rappresentate al mondo. Un successo tutt’altro che scontato all’epoca del suo debutto, avvenuto il 20 febbraio 1816 al Teatro Argentina di Roma: il confronto con Giovanni Paisiello, autore appena trent’anni prima di un’opera omonima tratta dallo stesso dramma di Beaumarchais, era talmente pesante che molti detrattori di Rossini erano presenti alla première con l’unico scopo di boicottarla. Tuttavia, bastò una seconda rappresentazione per ribaltare il destino di quest’opera e consacrarla al successo assoluto.
Sulla scia della leggerezza dell’opera inaugurale la Stagione prosegue con L’elisir d’amore, melodramma giocoso in due atti di Gaetano Donizetti su libretto di Felice Romani. Daniele Menghini firma questo nuovo allestimento del Teatro Regio di Parma, che debutta venerdì 15 marzo 2024, ore 20.00 (recite domenica 17, venerdì 22 marzo, ore 20.00, domenica 24 marzo 2024, ore 15.30) con la direzione di Sesto Quatrini sul podio dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e del Coro del Teatro Regio di Parma, maestro del coro Martino Faggiani. Completano il team creativo Davide Signorini alle scene, Nika Campisi ai costumi, Gianni Bertoli alle luci.
Nina Minasyan (per la prima volta a Parma) interpreta la ricca e capricciosa Adina, mentre John Osborn veste i panni di Nemorino, giovane e ingenuo contadino che, convinto di voler conquistare la ragazza, si affida al balsamico elisire spacciato come filtro d’amore dal sedicente dottor Dulcamara (Roberto de Candia).
Completano il cast LodovicoFilippoRavizza (Belcore, per la prima volta a Parma) e Yulia Tkachenko (Giannetta).
Tratta dal dramma Le philtre del contemporaneo Eugène Scribe, composta in soltanto quattordici giorni, l’opera fu rappresentata il 12 maggio 1832 a Milano, con un successo che le valse oltre trenta repliche consecutive. L’inventiva melodica, la spiccata caratterizzazione dei personaggi, una leggerezza velata da accenti malinconici e a tratti elegiaci rendono quest’opera una tra le più amate nel repertorio ottocentesco, a cavallo tra l’opera buffa italiana, di cui conserva i tratti più brillanti, e un gusto più propriamente romantico.
La Stagione si chiude con Tosca, melodramma in tre atti di Giacomo Puccini su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, in scena nell’allestimento del 2018 del Teatro Regio di Parma venerdì 17 maggio 2024, ore 20.00 (recite domenica 19, ore 15.30, giovedì 23 maggio, ore 20.00, sabato 25 maggio 2024, ore 20.00). La regia è di Joseph Franconi Lee, che riprende un’idea di Alberto Fassini, le scene e i costumi William Orlandi. La direzione è affidata alla bacchetta di Daniel Oren, sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma, maestro del coro Martino Faggiani. In scena Anastasia Bartoli (Floria Tosca), Luca Salsi (Scarpia), Brian Jagde (Mario Cavaradossi, al debutto a Parma), Luciano Leoni (Angelotti), Roberto Abbondanza (Sagrestano), Marcello Nardis (Spoletta, al debutto a Parma).
Tratta dall’omonimo dramma storico di Victorien Sardou, a cui Puccini aveva assistito di persona nel 1889, l’opera andò in scena il 14 gennaio 1900 al Teatro Costanzi di Roma. L’ambientazione connotata storicamente (siamo nel giugno 1800, a Roma, all’indomani della battaglia di Marengo) e la concentrazione dell’azione nel tempo e nello spazio contribuiscono a conferire a quest’opera una forte tensione drammatica e una grandiosità che segna un punto di svolta rispetto alla dimensione più intima dei lavori precedenti del compositore lucchese.
Il Concerto sinfonico corale diretto da Daniel Oren in occasione del 195° compleanno del Teatro Regio di Parma completa la Stagione giovedì 16 maggio 2024, ore 20.00. Il Maestro israeliano sarà sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma, maestro del coro Martino Faggiani, per segnare questa nuova tappa del Teatro verso il suo bicentenario, che ricorrerà il 16 maggio 2028.
STAGIONE CONCERTISTICA
È affidato alla bacchetta di Diego Ceretta il concerto che inaugura la Stagione Concertistica 2024, realizzata da Società dei Concerti di Parma, venerdì 26 gennaio 2024, ore 20.30, che, per il secondo anno consecutivo, sarà aperta dalla Filarmonica Arturo Toscanini nel segno della forte sinergia che lega le tre principali istituzioni musicali della città. A condividere il palco con la Filarmonica Toscanini, un’altra grande eccellenza del nostro territorio: il Trio di Parma, con Ivan Rabaglia al violino, Enrico Bronzi al violoncello, Alberto Miodini al pianoforte. In programma il Triplo concerto in do maggiore per pianoforte, violino e violoncello, op. 56 di Ludwig van Beethoven e la Sinfonia n. 9 in mi minore “Dal Nuovo Mondo”, op. 95, di Antonín Dvořák.
Si prosegue con un’eccellenza della musica da camera internazionale, fresca della vittoria all’edizione 2023 del Concorso Internazionale di Osaka: il Quartetto Indaco, formatosi nel 2007 presso la Scuola di Musica di Fiesole e composto da Eleonora Matsuno e Ida Di Vita al violino, Jamiang Santi alla viola, Cosimo Carovani al violoncello, protagonisti insieme al pianista Alessandro Taverna del concerto di lunedì 19 febbraio 2024, ore 20.30,interpreti di pagine diJohannes Brahms.
Sonate, suite e fantasie di Johann Sebastian Bach e Georg Philipp Telemann compongono un programma interamente dedicato al barocco tedesco: per il terzo appuntamento della Stagione Concertistica, domenica 3 marzo 2024, ore 20.30, protagonisti Emmanuel Pahud al flauto, Trevor Pinnock al clavicembalo, Jonathan Manson al violoncello.
Poetica immaginativa e virtuosismo prodigioso contraddistinguono il pianismo di Michail Pletnëv che lunedì 18 marzo 2024 ore 20.30 offrirà all’ascolto i Preludi op. 11 di Alexander Skrjabin e i Preludi op. 28 di Frédéric Chopin: un programma interamente dedicato a una forma musicale che nell’ ‘800 si emancipa dal suo ruolo di introduzione strumentale per diventare una delle forme del pianismo romantico per eccellenza.
È ancora il pianoforte a essere protagonista nell’appuntamento di lunedì 22 aprile 2024, ore 20.30: Andrea Lucchesini, pianista dalla grande raffinatezza timbrica e dalla straordinaria capacità comunicativa, offre all’ascolto un programma che parte dalla Sonata op. 14 di Ludwig van Beethoven e si conclude con Sonata in si minore di Franz Liszt, con un’incursione nel mondo poetico e narrativo di Robert Schumann, con la Fantasia op. 17.
Domenica 26 maggio 2024, ore 17.30, la chitarrista paraguaiana Berta Rojas chiude la Stagione Concertistica 2024: un appuntamento che sarà anche l’evento conclusivo del “Paganini Guitar Festival”, la rassegna internazionale dedicata a Niccolò Paganini, virtuoso della chitarra oltre che del violino, che da vent’anni richiama a Parma appassionati delle sei corde da tutto il mondo.
PARMADANZA
Cinque gli appuntamenti di ParmaDanza 2024: dal 30 gennaio al 20 aprile, cinque compagnie di danza nazionali e internazionali scandiscono un cartellone che spazia dai classici più amati del balletto alla danza contemporanea.
La rassegna si apre martedì 30 gennaio 2024, ore 20.30,con una delle più iconiche compagnie della modern dance americana: per la prima volta al Teatro Regio di Parma, Paul Taylor Dance Company porterà in scena l’energia e la dirompente comunicativa che contraddistingue la cifra stilistica della Compagnia sin dalla sua fondazione, nel 1957. In programma due storiche creazioni di Paul Taylor: Airs, creazione del 1978 su musiche di Georg Friedrich Händel, e Piazzolla Caldera, del 1997, su musiche di Astor Piazzolla e Jerzy Petersbursky. Tra i due titoli si incastona Hope is the Thing with Feathers,coreografia di Michelle Manzanales del 2022 che intreccia ironia e sentimento in una colonna sonora che si ispira al mondo degli uccelli, da Bob Marley (Three little birds) ai Beatles (Blackbird), da Thomas Mendez (Cucurucucú Paloma) a Carla Morrison (Pajarito del Amor).
ParmaDanza prosegue martedì 6 febbraio 2024, ore 20.30,con un caposaldo del balletto romantico: la Compagnia Paliashvili di Tbilisiporta in scena Il lago dei cigni,balletto in due atti, con la coreografia Marius Petipa e Lev Ivanov, musica di Pëtr Il’ic Čajkovskij, nella versione coreografica di Alexey Fadeechev, con le scene di Vyacheslav Okunev e le luci di Steen Bjarke. Intitolata al compositore Zakaria Paliashvili, la Compagnia Paliashviliha sede stabilmente al Teatro dell’Opera e del Balletto di Tbilisi, in Georgia, ed è attualmente diretta da Nina Ananiashvili.
La compagnia FND/Aterballetto,porta in scena in prima assolutasabato 17 febbraio 2024, ore 20.30,la Nuova creazione per sedici danzatori, firmata dalla danzatrice basca Iratxe Ansa insieme a Igor Bacovich, sodalizio artistico che li lega dal 2013, insieme a due creazioni, Yeled e Secus.
In quale momento della nostra vita abbiamo perso la sensazione di essere bambini? C’è stato un evento, una frase, che ha segnato la perdita della nostra innocenza? È questo il cuore di Yeled (dall’ebraico, “bambino”), creazione del 2022 con la coreografia e la musica di Eyal Dadon, i costumi Bregje van Balen, le scene, luci Fabiana Piccioli. Chiude la serata a trittico Secus, creazione del 2019 della coreografia Ohad Naharin. Tra gesti delicati e puliti e sinuose disarticolazioni sedici danzatori si muovono su un collage musicale che si estende dagli stili elettronici di AGF alle seducenti melodie indiane di Kaho Naa Pyar Hai ai Beach Boys, creando un alfabeto umano che spazia tra gioia, vulnerabilità, paura, innocenza, confusione e rabbia. Sound design e editing Ohad Fishof, i costumi sono di Rakefet Levy, le luci Avi Yona Bueno (Bambi).
Una rilettura visionaria e poetica di una delle storie d’amore più struggenti di tutti i tempi, sulle musiche di Richard Wagner: Tristan and Isoldeè la creazione del coreografo Saburo Teshigawara interpretein scena insieme a Rihoko Satosabato 6 aprile 2024, ore 20.30. In un percorso di luci e movimenti, il coreografo giapponese trasforma radicalmente uno dei capolavori del romanticismo tedesco, sublimandolo nella simbolica rappresentazione dell’essenza di un amore inafferrabile, di cui il corpo diventa in qualche modo prolungamento e mediatore.
Il Ballet Preljocaj chiude ParmaDanza 2024 sabato 20 aprile 2024, ore 20.30, portando in scena in prima nazionale Torpeur, la nuova creazione per dieci ballerini, in coproduzione con il Festival Montpellier Danse. Apre il programma Annonciation, creazione del 1995 ispirata a uno dei temi più ricorrenti dell’iconografia cristiana, quello dell’Annunciazione, indagandone, tra misticismo, carnalità e umanità, il mistero più profondo, in una coreografia per due danzatrici su musiche di Stéphane Roy e di Antonio Vivaldi, con i costumi di Nathalie Sanson e le luci di Jacques Chatelet. Chiude la serata un altro brano iconico della compagnia, Noces (1989), sulle musiche dell’omonimo poema coreografico di Igor’ Stravinskij, con i costumi di Caroline Anteski e luci di Jacques Châtele.
Ballerini e coreografi delle compagnie ospiti di ParmaDanza 2024 saranno protagonisti de La danza dietro le quinte, ciclo di classi aperte, masterclass, dedicate agli allievi dei corsi avanzati delle scuole di danza, e incontri in cui il pubblico degli appassionati potrà scoprire da vicino il lavoro delle compagnie. Il calendario degli appuntamenti sarà annunciato prossimamente.
REGIOYOUNG
La musica, il teatro, l’opera abbracciano i più piccoli, le loro famiglie, le scuole, per incontrarsi, divertirsi e conoscersi da vicino, attraverso storie e melodie sorprendenti ed emozionanti.
9 titoli, 16 appuntamenti per famiglie, scuole, bambini e ragazzi da 0 a 14 anni, da ottobre 2023 ad aprile 2024 sono i numeri di RegioYoung 2024, la stagione del Teatro Regio di Parma dedicata al pubblico dei più giovani, sulle note della musica jazz e di quella di Mozart, Rossini, Čajkovskij, e molto altro.
Cartoons!dà il via a RegioYoung a ritmo di jazz: sabato 28 ottobre 2023, ore 15.30 e 18.00, al Ridotto del Teatro Regio di Parma, va in scena lo spettacolo di Parma Frontiere dedicato ai bambini a partire dai 6 anni, ideato e diretto da Sabina Borelli, voce narrante insieme a Pato Valderrama, con la voce di Diletta Longhi e con Matteo Valentini al sassofono, Francesco Cannito al pianoforte, Giancarlo Patris al contrabbasso, Benedetta Rositano alla batteria. Musicisti, cantanti e attori si uniscono per fare una magia di musica e teatro per grandi e piccini, uno spettacolo tutto da cantare e ballare. Per tutti la parola d’ordine è solo una: “Supercalifragilistichespiralidoso”!
Tornano gli appuntamenti di Opera meno 9 dedicati alle famiglie in attesa al Ridotto del Teatro Regio di Parma, sabato 18, 25 novembre, 2 dicembre 2023, ore 10.30, a cura di AsLiCo. Un percorso laboratoriale alla scoperta della musica e della propria voce dedicato alle mamme, ai papà e ai bimbi in arrivo, consigliato dal quinto all’ottavo mese di gravidanza, quando il bambino comincia a percepire e reagire ai suoni provenienti dall’esterno.
Due giovani alla ricerca di un posto nel complicato mondo degli adulti sono i protagonisti di Flauto magico.Il suono della pacein scena al Teatro Regio di Parmavenerdì 24 novembre 2023, ore 9.00 e 11.00 per le scuole e sabato 25 novembre 2023, ore 15.30 e 18.00, per le famiglie, dedicato ai bambini e ai ragazzi dai 6 ai 14 anni. Ispirato all’opera Die Zauberflöte di Wolfgang Amadeus Mozart, lo spettacolo vede la regia di Caroline Leboutte, la direzione di Alfredo Salvatore Stillo sul podio dell’Orchestra 1813, rielaborazione musicale di Giacomo Mutigli, e l’adattamento drammaturgico di Caroline Leboutte, con le luci di Nicolas Olivier e i video di Damien Petitot, scene e costumi di Aurélie Borremans. Lo spettacolo è il nuovo allestimento di As.Li.Co. – Opera Domani in coproduzione con Opéra Grand Avignon, Opéra de Rouen Normandie e Bregenzer Festspiele. Al centro del racconto, il rapporto conflittuale tra Sarastro e la Regina della Notte, che prende la forma di una guerra nella quale i giovani Tamino e Pamina sono spesso chiamati a schierarsi.
Le musiche del capolavoro di Čajkovskij portano le emozioni del Natale sul palcoscenico del Teatro Regio di Parma: Lo schiaccianoci e il re dei topi va in scena sabato 2 dicembre 2023, ore 15.00 e ore 18.30 per i bambini dai 5 anni e le loro famiglie, e vedrà in scena gli allievi di Professione Danza Parma con la partecipazione del Balletto di Parma, con le coreografie di Lucia Giuffrida, Francesco Frola, Adria Luz Velasquez Castillo, da Lev Ivanovič Ivanov, Marius Petipa.
Sarà dedicato a due delle opere della Stagione Lirica Imparolopera, il format ideato da Bruno Stori per raccontare ai bambini e ai ragazzi delle scuole il mondo dell’opera: l’appuntamento di mercoledì 17 gennaio 2024, ore 9.00 e ore 11.00 sarà dedicato a Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, mentre mercoledì 20 marzo 2024, ore 9.00 e ore 11.00, a L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti. Interpretato e diretto da Bruno Stori, con gli allievi del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma, e il coordinamento musicale di Donatella Saccardi.
Gli appuntamenti di RegioYoung proseguono con una storia di amore e coraggio, per dimostrare che anche le paure più profonde possono essere addomesticate se guardate da vicino: Caro Lupo è lo spettacolo in scena al Teatro Regio di Parmasabato 3 febbraio 2024, ore 15.00 e 18.00, per i bambini dai 5 anni, produzione di Drogheria Rebelot, ideato da Miriam Costamagna e Andrea Lopez Nunes, con la regia, drammaturgia e cura dell’animazione di Nadia Milani, le musiche originali di Andrea Ferrario. In scena, Miriam Costamagna, Andrea Lopez Nunes, Giacomo Occhi, Aurora Aramo, Arianna Aramo, Nadia Milani daranno vita alla storia della piccola Jolie, bambina curiosa e intraprendente che vive in una piccola casa in mezzo ad un grande bosco con la mamma e il papà. Un giorno il suo inseparabile orso di pezza Boh scompare e Jolie è mossa da grande coraggio che la spinge a inoltrarsi nel bosco alla ricerca del suo amico, sfidando le sue paure.
Sono ispirati all’opera Turandot di Giacomo Puccini gli appuntamenti di As.Li.Co. Opera Kids e As.Li.Co. Opera Domani. Al Ridotto del Teatro Regio di Parma va in scena per i bambini dai 3 ai 6 anni venerdì1 marzo 2024, ore 9.00 e ore 11.00, per le scuole e sabato 2 marzo 2024, ore 15.30 e ore 18.00,per le famiglie Turandot. Cuore di ghiaccio, spettacolo con la drammaturgia musicale di Anna Pedrazzini, la regia di Massimiliano Burini, le maschere e i costumi di Mariella Carbone. In scena, un cantante, due attori e un pianista raccontano l’antica storia della Principessa Turandot, vittima di una maledizione che ha gelato il suo cuore e ha colpito tutto il suo regno, che ha perso vigore, luce e speranza. Solo l’arrivo di qualcuno di grande coraggio potrebbe rompere l’incantesimo.
Turandot. Enigmi al museo è lo spettacolo di teatro musicale per bambini e ragazzi da 6 a 14 anni, in scena al Teatro Regio di Parmavenerdì 12 aprile 2024, ore 9.00 e ore 11.00 per le scuole e sabato 13 aprile 2024, ore 15.30 e ore 18.00 per le famiglie. La regia è di Andrea Bernard, la direzione di Sieva Borzak con l’Orchestra 1813. Sulle musiche di Giacomo Puccini, il libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni ambienta la vicenda nelle sale di un museo, dove la lettura di un antico manoscritto anima statue, ceramiche pregiate, costumi tradizionali e stampe d’epoca. Il giovane Calaf, con il padre Timur e Liù vengono catapultati nel misterioso mondo di Turandot, la principessa che, con l’aiuto di Ping, Pong e Pang (tre statue dell’esercito di terracotta) spera di trovare il vero amore ed essere ricordata per sempre.
Non è mai troppo presto per avvicinarsi all’opera. Lo spettacolo di OperaBaby ispirato a Turandot in programma sabato 27 aprile 2024, ore 15.30 e 18.00 è dedicato ai neonati dai 6 ai 36 mesi, un’età in cui recenti studi neuro-cognitivi dimostrano che la musica può avere un ruolo fondamentale per la crescita, lo sviluppo delle capacità motorie, dell’apprendimento e cognitivo. Drammaturgia musicale Anna Pedrazzini, regia Sara Zanobbio.
Sacco a pelo, tappetino, ciabatte, spazzolino da denti e una borraccia: ecco tutto l’occorrente per vivere una notte indimenticabile tra gli stucchi e i velluti del teatro, alla ricerca di un tesoro e alla scoperta degli angoli più nascosti del Regio. Non può ormai più mancare a RegioYoung, Una notte all’opera, l’esperienza per bambini da 7 a 10 anni che potranno trascorrere un’indimenticabile notte in teatro. Appuntamento sabato 1 giugno 2024, dalle ore 20.00 alle ore 8.00. In collaborazione con il Gruppo Appassionati Verdiani “Club dei 27”
PRIMA CHE SI ALZI IL SIPARIO
Il compositore, lo stile, la genesi delle opere, i capolavori letterari che ne hanno ispirato la produzione sono alcuni dei temi approfonditi da Giuseppe Martini in Prima che si alzi il sipario, ciclo di incontri di presentazione delle opere in programma al Teatro Regio: Il barbiere di Siviglia (domenica 7 gennaio 2024, ore 17.00), L’elisir d’amore (sabato 9 marzo 2024, ore 17.00), Tosca (sabato 11 maggio2024, ore 17.00) con la partecipazione dei giovani cantanti delConservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma, coordinati da Donatella Saccardi, che ne interpreteranno i brani più celebri.
PROVE APERTE
Nei giorni che precedono il debutto, sono aperte al pubblico le prove de Il barbiere di Siviglia (mercoledì 10 gennaio 2024, ore 15.30), L’elisir d’amore (martedì 12 marzo 2024, ore 15.30), Tosca(martedì 14 maggio2024, ore 15.30).
Sonoriservate al pubblico degli under30 le prove di Il barbiere di Siviglia (domenica 7 gennaio 2024, ore 20.00), L’elisir d’amore (domenica 10 marzo 2024, ore 20.00), Tosca (domenica 12 maggio 2024, ore 20.00). E, per chi lo vorrà, prima dello spettacolo un aperitivo in musica nelle sale del Ridotto.
REGIOINSIEME
RegioInsieme è il progetto dedicato alle realtà fragili del territorio, nato per creare opportunità e rendere accessibili a tutti spettacoli, concerti, laboratori, percorsi ed esperienze formative, per fare ancora una volta del teatro un’occasione di crescita, di benessere e di arricchimento. Il programma degli appuntamenti è disponibile su teatroregioparma.it.
SCRIVERE D’OPERA – V edizione
Workshop di introduzione alla scrittura critica dedicato a L’elisir d’amore
Giunge alla sua V edizione Scrivere d’Opera, workshop di introduzione alla scrittura critica gratuito e riservato a insegnanti e studenti delle classi III, IV e V delle scuole secondarie di II grado di Parma e Provincia, realizzato con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Critici Musicali e dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro. Nato con l’obiettivo di stimolare senso critico e avvicinare i più giovani all’opera attraverso un ascolto consapevole e autonomo, il workshop sarà quest’anno dedicato a L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti e si svolgerà al Ridotto Teatro Regio di Parma da ottobre 2023 a marzo 2024 per un totale di 9 incontri curati da Angelo Foletto, Presidente del Premio Franco Abbiati della critica musicale italiana e critico musicale de La Repubblica, Carla Moreni, Direttivo ANCM e critico musicale de Il Sole 24 Ore, Valeria Ottolenghi, responsabile delle relazioni esterne ANCT e critico teatrale della Gazzetta di Parma.
Attraverso letture, ascolti, incontri con gli artisti, gli allievi entreranno nel vivo dell’allestimento dell’opera, e, dopo aver preso assistito alla prova aperta de L’elisir d’amore dovranno cimentarsi nella scrittura di una recensione partecipando al Premio Scrivere d’Opera “Elena Formica”, concorso intitolato alla giornalista della Gazzetta di Parma prematuramente scomparsa. Le recensioni selezionate saranno valutate da una giuria composta da giornalisti e critici teatrali; le migliori saranno pubblicate sulla Gazzetta di Parma e i vincitori riceveranno in premio, in una cerimonia pubblica, biglietti e abbonamenti al Teatro Regio di Parma.
La Stagione concertistica vede impegnati l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico da gennaio a luglio 2024. Ognuno degli otto programmi musicali proposti è eseguito due volte in abbonamento e il complesso corale è impegnato in cinque programmi, in ruoli di assoluta rilevanza. Solisti, pianisti ed ensemble musicali arricchiscono il cartellone con una significativa rassegna da camera della letteratura concertistica classica e moderna.
Entrando nel dettaglio dei singoli programmi musicali, è possibile individuare nella compagine dei direttori, protagonisti della Stagione, alcuni nomi di solida e brillante fama internazionale, affiancati da altri giovani, italiani e non, che vantano già ampi successi di pubblico e critica. Si è, così, cercato un adeguato equilibrio tra i due gruppi, valorizzando i giovani talenti nell’affidare loro repertori adatti a metterne in luce qualità tecniche e musicali ed esaltando le doti di personalità e di dominio tecnico dei direttori di maggiore esperienza.
A Bjarte Engeset (Ørsta, 1958), direttore d’orchestra norvegese al suo debutto a Cagliari, spetta il compito di dirigere, alla guida delle compagini orchestrale e corale, il concerto d’inaugurazione il 12-13 gennaio che propone all’ascolto le musiche di scena di Edvard Grieg per Peer Gynt di Ibsen.
Francesco Ommassini, giovane direttore veneziano, specialista del repertorio del primo Ottocento che ha debuttato a Cagliari nell’ottobre 2016 con La pietra del paragone di Rossini e, in seguito, ha diretto Don Pasquale di Donizetti nel maggio 2021, ritorna a Cagliari, il 23-24 febbraio, con un interessante concerto sinfonico interamente dedicato a Ermanno Wolf-Ferrari.
Elisabetta Maschio (Montebelluna, 1964),
già Direttrice artistica, dal 1995 al 1997, dell’Ente Concerti “Marialisa de Carolis” di Sassari, debutta a Cagliari l’1-2 marzo con un programma che si preannuncia davvero imperdibile: Jesus Christ Superstar di Andrew Lloyd Webber.
Il 29-30 marzo è la volta del debutto a Cagliari di Enrico Fagone (Broni, 1979), poliedrico musicista, affermato contrabbassista e raffinato direttore dal curriculum internazionale.
Dopo un anno (ottobre 2022) dall’ultima, applauditissima, esibizione (Messa da Requiem di Verdi), John Axelrod (Houston/Texas, 1966),
apprezzato e carismatico direttore americano guiderà ancora, il 5-6 aprile, Orchestra e Coro per un concerto, intitolato “Maestro e Allievo”, dedicato alle due carismatiche figure di Aaron Copland e Leonard Bernstein.
Fabio Mastrangelo (Bari, 1965)
è unanimemente riconosciuto come il direttore d’orchestra italiano più famoso nella Russia di oggi: vive da 21 anni a San Pietroburgo ed è Direttore artistico dello storico teatro pietroburghese “Music Hall”. Debutta a Cagliari il 12-13 aprile dirigendo l’Orchestra del Teatro Lirico.
Il 31 maggio-1 giugno altro importante ritorno a Cagliari, dopo l’indimenticabile prestazione di quest’anno, per Alevtina Ioffe (Mosca, 1981), giovane direttrice e prima donna russa alla quale è stata affidata la responsabilità di un teatro, il Michajlovskij di San Pietroburgo, in seguito alla scomparsa di Alexander Vedernikov. Solista d’eccezione al pianoforte ritorna, dopo ben due applaudite presenze nella Stagione concertistica 2023, Giuseppe Albanese (Reggio Calabria, 1979), tra i più richiesti pianisti della sua generazione.
La rassegna musicale prosegue, il 7-8 giugno, con il ritorno a Cagliari, dopo il grande successo di Porgy and Bess (gennaio 2009), Wonderful Town (marzo 2010) e i trascinanti Gershwin e Grofè (settembre 2022), di Wayne Marshall (Oldham/Regno Unito, 1961), direttore d’orchestra, pianista e organista, uno dei musicisti più versatili ed estrosi di oggi. Quest’anno è il turno della celeberrima Rhapsody in Blue.
I quattro concerti da camera sono in programma per il 13 febbraio, 19 marzo, 14 maggio e 11 giugno equamente divisi nei due turni di abbonamento.
I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.
La Stagione concertistica 2024 prevede due turni di abbonamento (A, B), per 10 concerti ciascuno.
La campagna abbonamenti per la Stagione concertisticasi apre giovedì 9 novembre 2023 con le conferme e variazioni su posti disponibili, possibili fino a martedì 2 gennaio 2024. I nuovi abbonamenti saranno in vendita da giovedì 9 novembre 2023, fino a sabato 13 gennaio 2024 (termine ultimo per abbonarsi ad un numero ridotto di spettacoli).
Da sottolineare, inoltre, la possibilità di acquistare da lunedì 8 gennaio 2024 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione concertistica; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.
Ai giovani under 35 ed ai disabili sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.
La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e nelle due ore precedenti l’inizio dello spettacolo.
La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.
La Stagioni concertistica, lirica e di balletto 2024 del Teatro Lirico di Cagliari, sono state presentate questa mattina, nella Media Factory, dal Sovrintendente Nicola Colabianchi e dall’Assessore all’innovazione tecnologica, ambiente e politiche del mare del Comune di Cagliari Alessandro Guarracino:
“La Stagione lirica e di balletto 2024 vuole essere un sentito e rispettoso omaggio del Teatro Lirico di Cagliari all’arte immensa che ci ha lasciato il maestro Giacomo Puccini, in occasione del centenario della sua scomparsa.
Ecco quindi che due fra i suoi popolarissimi capolavori sono il fulcro della nostra rassegna musicale, anche se la stessa viene inaugurata, come consuetudine, da un titolo raro che quest’anno è il monumentale Nerone di Arrigo Boito che vedeva la luce proprio nello stesso 1924.
A queste opere si aggiungono un allestimento coloratissimo e spassosissimo dell’Italiana rossiniana e La fille mal gardée uno dei balletti classici di più rara esecuzione.
La Stagione concertistica 2024 prevede 5 concerti sinfonico-corali, 3 sinfonici e 4 cameristici con dei graditissimi debutti a Cagliari ed altrettanto graditi ritorni sul nostro palcoscenico e con dei programmi musicali talvolta ricercati talaltra popolari ma mai banali.
Entrambe le Stagioni dureranno, solo per quest’anno, da gennaio/febbraio fino a luglio, dal momento che, a partire dalla successiva (2024-2025), queste seguiranno una diversa calendarizzazione iniziando in settembre/ottobre per concludersi nella primavera inoltrata dell’anno seguente. Questo per uniformarci agli altri teatri nazionali ed internazionali ed avere con loro un rapporto artistico e cronologico omogeneo.
Un “anno zero” importante, quindi, per la nostra Fondazione, per i suoi lavoratori, ma soprattutto per l’affezionato pubblico che invito al sostegno, alla presenza e al consueto calore per un reciproco scambio di emozioni.” Nicola Colabianchi
Venerdì 9 febbraio alle 20.30 si alza il sipario sulla Stagione lirica e di balletto 2024 del Teatro Lirico di Cagliari. Una stagione sempre molto attesa dal numeroso pubblico che anche quest’anno assume un valore aggiunto e un carattere di ripresa ancora più importanti e che, nonostante la breve durata, propone un ricco cartellone di opere e balletti. Nello specifico sono previste quattro opere ed un balletto per gli otto turni di abbonamento (oltre alle recite mattutine rivolte a scuole e famiglie), a dimostrazione della continua crescita della produzione e delle alzate di sipario. I titoli delle quattro opere, di cui una nuova produzione del Teatro Lirico di Cagliari, sono: Nerone, Tosca, L’Italiana in Algeri, Madama Butterfly e il classico La fille mal gardée per il balletto.
Anche la Stagione 2024 è tesa a valorizzare la grande Opera italiana con tre fra i più significativi compositori dell’Ottocento e Novecento: Rossini, Puccini e Boito. Un cartellone di equilibrio tra la musica di repertorio e quella più “nascosta” e sconosciuta, alla quale il Teatro Lirico di Cagliari pone sempre molta attenzione nel rendersi attivo nella sua promozione culturale e non solo nella sua tutela e salvaguardia. La novità assoluta riguarda la figura di Arrigo Boito, insigne compositore, librettista e letterato che aderì al movimento della Scapigliatura e firmò soltanto due opere liriche: Mefistofele, una fra le più note e amate nel secolo scorso e che oggi merita una giusta riscoperta, e Nerone. Un’occasione unica per il pubblico cagliaritano che potrà, in soli quattro mesi (novembre 2023/febbraio 2024), ascoltare entrambe le opere ed apprezzare i due nuovi allestimenti scenici, in un immaginario viaggio fra il grandioso dramma musicale di matrice letteraria (Faust di Goethe) e il monumentale affresco storico dai tratti spiccatamente decadentistici.
Dopo le inaugurazioni dedicate alla musica del Novecento italiano (La campana sommersa nel 2016 e La bella dormente nel 2017, entrambe di Respighi, Turandot di Busoni nel 2018, Palla de’ Mozzi di Marinuzzi nel 2020, Cecilia di Refice nel 2022, Gloria di Cilea nel 2023), la Stagione 2024 vede un’altra preziosa rarità musicale questa volta di Arrigo Boito (Padova, 1842 – Milano, 1918) che viene eseguita per la prima volta in Sardegna: Nerone, tragedia in quattro atti, su libretto proprio. La seconda ed ultima opera composta da Arrigo Boito che la lasciò incompiuta e che viene completata da Antonio Smareglia e Vincenzo Tommasini, viene rappresentata per la prima volta il 1° maggio 1924 al Teatro alla Scala di Milano (direttore Arturo Toscanini), ed ottiene, per l’epoca, uno straordinario successo (“il più grande evento artistico dell’anno” scrissero all’epoca), anche se presto uscirà dal repertorio dei teatri ed è ormai raramente eseguita (l’ultima esecuzione in Italia risale al 1975 all’Auditorium Rai di Torino, diretta da Gianandrea Gavazzeni).
Nerone viene rappresentato dal 9 al 18 febbraio, in un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari. Sul podio c’è il maestro Francesco Cilluffo (Torino, 1979), direttore e compositore, tra i giovani musicisti italiani più seguiti dalla critica, già applaudito a Cagliari nel febbraio 2023, in occasione dell’inaugurazione della Stagione lirica con Gloria, mentre la regia è firmata da Fabio Ceresa (Rivolta d’Adda, 1981), apprezzato librettista e regista al suo debutto a Cagliari, e che, fra l’altro, ha curato, nel 2015, il libretto per La Ciociara di Marco Tutino, eseguita al Teatro Lirico di Cagliari nel 2017.
Nel ruolo dell’imperatore romano protagonista dell’opera si alternano Amadi Lagha e Konstantin Kipiani, mentre in quello di Simon Mago cantano Franco Vassallo e Abramo Rosalen e in quello di AsteriaValentina Boi e Rachele Stanisci.
Cinquantasei anni trascorsero tra il primo segnale del progetto Nerone (una lettera di Boito al fratello Camillo del 19 aprile 1862) e la morte del suo autore, che lasciò l’opera incompleta nell’orchestrazione. Un enorme arco di tempo, che probabilmente non ha eguali nella storia dell’opera e che la dice lunga sui problemi e sulle incertezze che caratterizzarono il Boito post-Mefistofele. In questi cinquantasei anni Boito mise a punto un’impressionante mole di materiale preparatorio (abbozzi musicali, appunti e iconografia su scene e costumi, schede su personaggi e situazioni drammatiche, taccuini di lessico e metrica e persino un intero trattato di armonia concepito ad hoc), utilizzando fra l’altro, in maniera capillare, un’amplissima bibliografia, che va dai più importanti storici latini (Tacito, Svetonio) fino agli studiosi del suo tempo (Renan, Mommsen). L’opera, progettata originariamente in cinque atti, fu ridotta a quattro negli anni Dieci, dopo la pubblicazione della tragedia in versi (1901), nella quale è presente anche il quinto atto. Al completamento dell’orchestrazione lavorarono Tommasini e Smareglia, sotto la supervisione di Toscanini, che fu anche il direttore della prima rappresentazione. Lo sfarzosissimo allestimento del Nerone, con le scene e i costumi disegnati da Lodovico Pogliaghi seguendo le minuziose indicazioni lasciate da Boito stesso, fu uno dei massimi esiti della scenotecnica scaligera del primo Novecento.
Il secondo appuntamento con l’opera, in scena dal 15 al 24 marzo, è con Tosca, melodramma in tre atti su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, tratto dal dramma La Tosca di Victorien Sardou, e musica di Giacomo Puccini (Lucca, 1858 – Bruxelles, 1924), assente da Cagliari dal 2019.
È il primo dei due omaggi che il Teatro Lirico di Cagliari rivolge alla memoria del maestro Puccini, in occasione del Centenario della sua scomparsa.
Si tratta della ripresa di un coinvolgente allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, la cui regia è curata dal fiorentino Pier Francesco Maestrini che, a Cagliari, ha firmato Turandot di Puccini (con le scene di Pinuccio Sciola), La campana sommersa di Respighi, Rigoletto di Verdi e, appunto nel marzo 2019, Tosca.
La direzione musicale è affidata a Beatrice Venezi (Lucca, 1990), una delle giovani rivelazioni della scena internazionale che ritorna a Cagliari dopo l’enorme successo di pubblico ottenuto lo scorso maggio/giugno con La Traviata. A lei spetta il compito di dirigere l’Orchestra, il Coro del Teatro Lirico di Cagliari e il Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari nel capolavoro del geniale compositore toscano.
Il cast d’interpreti è composto da: Veronika Dzhioeva (Floria Tosca); Murat Karahan (Mario Cavaradossi); Dalibor Jenis/Ivan Inverardi (Il barone Scarpia).
Un gradito ritorno per il pubblico cagliaritano del celeberrimo ed amatissimo melodramma di Giacomo Puccini, la cui prima rappresentazione ebbe luogo al Teatro Costanzi di Roma il 14 gennaio 1900: l’opera è ricca di effetti scenici a tinte forti, di particolari realistici, di passioni elementari espresse da motivi energici e melodie impetuose, ed è indubbiamente tra le più rappresentative e popolari del repertorio verista. Accanto ai due protagonisti, Tosca e Cavaradossi, si delinea la figura di Scarpia, motore del dramma, prima grande parte scritta da Puccini per una voce baritonale.
La vicenda, ambientata a Roma nel giugno 1800, si sviluppa, nell’arco di una sola giornata, in tre celebri ed affascinanti monumenti: la Basilica di Sant’Andrea della Valle (atto I), Palazzo Farnese (atto II) e Castel Sant’Angelo (atto III). L’amore passionale e sincero che unisce Floria Tosca, celebre cantante, a Mario Cavaradossi, pittore d’idee liberali, viene usato dal barone Scarpia, capo della polizia, a suo favore («L’uno al capestro, l’altra fra le mie braccia…», atto I). Si innesca, così, un dramma della gelosia e dell’inganno che, irrimediabilmente, condurrà al tragico epilogo: Scarpia, dopo aver firmato la condanna a morte di Cavaradossi, viene pugnalato da Tosca che, dopo aver assistito alla finta/vera fucilazione dell’amante, si lancia da Castel Sant’Angelo.
Dal 3 al 12 maggio, ritorna, dopo ventisette anni (l’ultima edizione risale al 1997), uno dei capolavori buffi più popolari e amati: L’Italiana in Algeri, dramma giocoso in due atti su libretto di Angelo Anelli e musica di Gioachino Rossini (Pesaro, 1792 – Parigi, 1868). L’allestimento, del 2009, arriva dal Teatro Regio di Torino, ed è firmato, per la regia, da Vittorio Borrelli (Torino, 1959), acuto interprete soprattutto del Cigno di Pesaro, il compositore che più ha diretto durante la sua carriera.
Il cast vede, quali raffinati ed espressivi protagonisti: Teresa Iervolino/Anna-Doris Capitelli (Isabella), Maharram Huseynov (Mustafà), Bogdan Mihai/Chuan Wang (Lindoro), Giulio Mastrototaro/Vincenzo Taormina (Taddeo).
Certamente graditissimo sarà il ritorno sul podio di Jan Latham-Koenig (Regno Unito, 1953), che diresse una sola volta a Cagliari, all’Auditorium del Conservatorio, nell’aprile 1988. Maestro di levatura internazionale dalla carriera stellare ed ampia che comprende un repertorio vastissimo di musica sinfonica e lirica, oltre 50 registrazioni, la direzione delle maggiori orchestre mondiali, la fondazione di nuovi complessi e la direzione artistica di prestigiosi teatri quali, attualmente, il Colòn di Buenos Aires.
Se la manciata di giorni che Gioachino Rossini, poco più che ventenne, impiegò per comporre L’Italiana in Algeri è forse una leggenda teatrale, certo è che il ritmo vivacissimo della musica che scandisce e sottolinea le divertenti trovate drammaturgiche, insieme alla modernità del tema, fece subito entrare l’opera nel mito. Quasi certamente tratta da una storia vera, l’opera è un concentrato di vitalità, un gioioso ingranaggio musicale.
Il Bey Mustafà è stanco della moglie Elvira e vorrebbe ripudiarla dandola in sposa allo schiavo Lindoro: vuole prendere nel suo harem una donna italiana piena di carattere, e chi meglio dell’affascinante Isabella, appena naufragata sulle coste algerine? Ma il carattere vivace della donna, in realtà fidanzata di Lindoro, è davvero forte e indipendente, e Isabella saprà prendere per il naso tutti i suoi spasimanti in un gioco degli equivoci in cui alla fine trionfano l’intelligenza femminile e la fedeltà coniugale.
Un ammiratore d’eccezione come Stendhal definì il dramma giocoso «una follia organizzata e completa: la perfezione del genere buffo», e infatti il suo successo è ininterrotto dal 22 maggio 1813 a oggi: dal suo debutto, al Teatro San Benedetto di Venezia, l’opera non è mai uscita dal repertorio ed è oggi uno dei titoli rossiniani più rappresentati al mondo.
La Stagione lirica e di balletto riprende, dal 21 al 26 maggio (sette recite), con il ritorno della grande danza classica d’autore con un titolo tanto raro quanto coinvolgente che viene eseguito per la seconda volta a Cagliari (la prima fu nell’estate 1986 all’Anfiteatro Romano), nonostante la sua lunga ed articolata storia pluricentenaria: La fille mal gardée, balletto in due atti su musica di Peter Ludwig Hertel (Berlino, 1817-1899), nell’interpretazione del Corpo di Ballo e dei Solisti dell’Accademia Ucraina di Balletto e con la coreografia di Egor Scepaciov.
La fille mal gardée ha subìto nel tempo le più inimmaginabili modifiche nel titolo, nei nomi dei personaggi, nella coreografia e nella musica. Fu rappresentato la prima volta a Bordeaux nel 1789. È un’incantevole commedia che fa sorridere ed è proprio questo l’intento di tutti gli allievi dell’Accademia coinvolti nei vari ruoli sulle coreografie di Egor Scepaciov, direttore artistico dell’Accademia Ucraina di Balletto, in una versione appositamente creata per la tournée italiana.
La Stagione lirica e di balletto si conclude nei mesi estivi, a favore del pubblico di abbonati e dei numerosissimi turisti presenti nell’Isola, con un gradito ritorno, a distanza di tre anni dall’ultima rappresentazione (marzo 2021, in diretta televisiva e in streaming durante il lockdown) e sei dall’ultima con il pubblico in sala.
Si tratta di uno dei melodrammi più celebri, amati e popolari della storia della musica: Madama Butterfly, tragedia giapponese in tre atti su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, dal racconto Madame Butterfly di John Luther Long e dal dramma Madame Butterfly di David Belasco, su musica di Giacomo Puccini che viene rappresentato dal 28 giugno al 7 luglio per nove serate, di cui 8 in abbonamento e 1 fuori abbonamento.
L’affascinante allestimento originale arriva dal Teatro alla Scala (dove è andato in scena, per la prima volta, nel dicembre 1985/gennaio 1986 e poi fino al 2006-2007 per altre sei volte) ed attualmente è di proprietà del Teatro Lirico di Cagliari: si tratta di una messinscena di essenziale semplicità, con precisi riferimenti storici della tradizione nipponica, moderna, sobria e nel totale rispetto del dettato pucciniano che a Cagliari è firmata per la regia daDaniela Zedda da un’idea di Keita Asari, illustre regista cinematografico e teatrale nipponico (Tokyo, 1933-2018).
L’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico saranno guidati da Gianluca Martinenghi (Milano, 1968), bacchetta che ha affiancato alla direzione d’orchestra, anche importanti studi in musicologia e numerosi incarichi direttivi (attualmente è il Segretario artistico del Teatro Regio di Torino).
Nei quattro ruoli principali si alternano i cantanti: Marta Mari (Madama Butterfly – Cio-Cio-San); Carlo Ventre/Ragaa Eldin (F. B. Pinkerton); Devid Cecconi (Sharpless); Agostina Smimmero/Emilia Rukavina (Suzuki).
Rappresentata per la prima volta a Milano, al Teatro alla Scala, il 17 febbraio 1904, l’opera è ambientata a Nagasaki ed è incentrata sul personaggio di Butterfly, giovanissima geisha sedotta dal tenente americano Pinkerton, da lui abbandonata e infine suicida. Madama Butterfly può essere definita un monodramma in cui la musica analizza la storia interiore dell’unica protagonista, dall’ingenuità iniziale ai primi sospetti sul proprio destino, fino al terzo atto in cui domina assoluta sulla scena. Siamo davanti al dramma psicologico di una donna all’ombra della quale si muovono tutti gli altri personaggi, l’ancella Suzuki con delicata partecipazione, le pallide figure di Pinkerton e Sharpless e le macchiette di Goro e Yamadori. Attento all’atmosfera esotica del dramma, Puccini ricorse a ritmi e motivi giapponesi liberamente reinventati, nel massimo sforzo di ricostruzione ambientale di quell’estremo Oriente che, alla fine dell’Ottocento, aveva sostituito, nella moda letteraria e teatrale, le turcherie in voga nel Settecento ed in età rossiniana.
Tutti gli spettacoli vengono eseguiti dall’Orchestra e dal Coro, diretto da Giovanni Andreoli, del Teatro Lirico di Cagliari.
Stagione lirica e di balletto 2024
venerdì 9 febbraio, ore 20.30 – turno A
sabato 10 febbraio, ore 19 – turno G
domenica 11 febbraio, ore 17 – turno D
martedì 13 febbraio, ore 11 – Ragazzi all’opera!
mercoledì 14 febbraio, ore 20.30 – turno B
giovedì 15 febbraio, ore 19 – turno F
venerdì 16 febbraio, ore 11 – Ragazzi all’opera!
venerdì 16 febbraio, ore 20.30 – turno C
sabato 17 febbraio, ore 17 – turno I
domenica 18 febbraio, ore 17 – turno E
Nerone
tragedia in quattro atti
libretto e musicaArrigo Boito
personaggi e interpreti principali
Nerone Amadi Lagha/Konstantin Kipiani
Simon Mago Franco Vassallo/Abramo Rosalen
Asteria Valentina Boi/Rachele Stanisci
Rubria Deniz Uzun/Mariangela Marini
Fanuel Roberto Frontali/Leon Kim
Tigellino Dongho Kim/Alessandro Abis
maestro concertatore e direttore Francesco Cilluffo
Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari
maestro del coro Giovanni Andreoli
regia Fabio Ceresa
nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari
venerdì 15 marzo, ore 20.30 – turno A
sabato 16 marzo, ore 19 – turno G
domenica 17 marzo, ore 17 – turno D
martedì 19 marzo, ore 11 – Ragazzi all’opera!
mercoledì 20 marzo, ore 20.30 – turno B
giovedì 21 marzo, ore 19 – turno F
venerdì 22 marzo, ore 11 – Ragazzi all’opera!
venerdì 22 marzo, ore 20.30 – turno C
sabato 23 marzo, ore 17 – turno I
domenica 24 marzo, ore 17 – turno E
Centenario pucciniano
Tosca
melodramma in tre atti
libretto Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, dal dramma La Tosca di Victorien Sardou
musicaGiacomo Puccini
personaggi e interpreti principali
Floria Tosca Veronika Dzhioeva
Mario Cavaradossi Murat Karahan
Il barone Scarpia Dalibor Jenis/Ivan Inverardi
maestro concertatore e direttore Beatrice Venezi
Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari
Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari
maestro del coro Giovanni Andreoli
maestro del coro di voci bianche Francesco Marceddu
regia Pier Francesco Maestrini
allestimento del Teatro Lirico di Cagliari
venerdì 3 maggio, ore 20.30 – turno A
sabato 4 maggio, ore 19 – turno G
domenica 5 maggio, ore 17 – turno D
martedì 7 maggio, ore 11 – Ragazzi all’opera!
mercoledì 8 maggio, ore 20.30 – turno B
giovedì 9 maggio, ore 19 – turno F
venerdì 10 maggio, ore 11 – Ragazzi all’opera!
venerdì 10 maggio, ore 20.30 – turno C
sabato 11 maggio, ore 17 – turno I
domenica 12 maggio, ore 17 – turno E
L’Italiana in Algeri
dramma giocoso in due atti
libretto Angelo Anelli
musicaGioachino Rossini
personaggi e interpreti principali
Isabella Teresa Iervolino/Anna-Doris Capitelli
Mustafà Maharram Huseynov
Lindoro Bogdan Mihai/Chuan Wang
Taddeo Giulio Mastrototaro/Vincenzo Taormina
maestro concertatore e direttore Jan Latham-Koenig
Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari
maestro del coro Giovanni Andreoli
regia Vittorio Borrelli
allestimento del Teatro Regio di Torino
martedì 21 maggio, ore 20.30 – turno A
mercoledì 22 maggio, ore 20.30 – turno B
giovedì 23 maggio, ore 19 – turno F
venerdì 24 maggio, ore 20.30 – turno C
sabato 25 maggio, ore 15.30 – turno E
sabato 25 maggio, ore 20.30 – turno G
domenica 26 maggio, ore 17 – turno D
La fille mal gardée
balletto in due atti
coreografia Egor Scepaciov
musica Peter Ludwig Hertel
Corpo di Ballo e Solisti dell’Accademia Ucraina di Balletto
Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari
venerdì 28 giugno, ore 20.30 – turno A
sabato 29 giugno, ore 19 – turno G
domenica 30 giugno, ore 17 – turno D
martedì 2 luglio, ore 20.30 – fuori abbonamento
mercoledì 3 luglio, ore 20.30 – turno B
giovedì 4 luglio, ore 19 – turno F
venerdì 5 luglio, ore 20.30 – turno C
sabato 6 luglio, ore 19 – turno I
domenica 7 luglio, ore 17 – turno E
Centenario pucciniano
Madama Butterfly
tragedia giapponese in tre atti
libretto Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, dal racconto Madame Butterfly di John Luther Long e dal dramma Madame Butterfly di David Belasco
musicaGiacomo Puccini
personaggi e interpreti principali
Madama Butterfly (Cio-Cio-San) Marta Mari
F. B. Pinkerton Carlo Ventre/Ragaa Eldin
Sharpless Devid Cecconi
Suzuki Agostina Smimmero/Emilia Rukavina
maestro concertatore e direttore Gianluca Martinenghi
Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari
maestro del coro Giovanni Andreoli
regia Daniela Zedda, da un’idea di Keita Asari
allestimento originale del Teatro alla Scala, di proprietà del Teatro Lirico di Cagliari
La Biglietteria del Teatro Lirico di Cagliari
I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.
La Stagione lirica e di balletto 2024 prevede sette turni di abbonamento (A, B, C, D, E, F, G), per cinque spettacoli ciascuno (quattro serate di lirica e il balletto) e l’ottavo turno I per quattro opere liriche (tutte tranne il balletto).
La campagna abbonamenti per la Stagione lirica e di balletto si apre giovedì 9 novembre 2023 con le conferme e variazioni su posti disponibili possibili fino a sabato 20 gennaio 2024. I nuovi abbonamenti saranno in vendita da giovedì 9 novembre 2023 fino a domenica 24 marzo 2024 (termine ultimo per abbonarsi ad un numero ridotto di spettacoli).
Da sottolineare, inoltre, la possibilità di acquistare da martedì 6 febbraio 2024 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione lirica e di balletto; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.
Ai giovani under 35 ed ai disabili sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.
La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, mercoledì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio.
La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it