OTELLO CIRCUS AL FESTIVAL VERDI

La tragedia shakespeariana ambientata di un vecchio circo abbandonato, nello spettacolo lirico-teatrale del Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt di Bolzano con la regia di Antonio Viganò e con l’Orchestra AllegroModerato diretta da Pilar Bravo.

Parma, WOPA, Via Palermo 6

domenica 8 ottobre 2023, ore 15.00 e ore 20.00

In un vecchio circo abbandonato il protagonista di una delle più celebri tragedie shakespeariane rivive, attraverso il racconto, la sua condanna: Otello Circus è l’opera lirico-teatrale in scena al Wopa di via Palermo, nel cuore del nascente “Distretto delle imprese creative e rigenerazione urbana” di Parma, nata dall’incontro tra il Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt di Bolzano e l’Orchestra AllegroModerato di Milano, diretta da Pilar Bravo, con la regia e le scene di Antonio Viganò, i costumi di Roberto Banci e le luci di Michelangelo Campanale, l’orchestrazione di Marco Sciammarella. In scena gli attori della Compagnia Rodrigo Scaggiante, Mirenia Lonardi, Paolo Grossi, Maria Magdolna Johannes, Jason De Majo, Michael Untertrifaller, Rocco Ventura, con il soprano Francesca Pacileo, il tenore Paolo Cauteruccio e il baritono Massimo Marotta.

Ispirata ai capolavori di Verdi e Shakespeare, lo spettacolo rappresenta i protagonisti della tragedia nelle vesti di artisti circensi: così, Otello, Cassio, Jago, Roderigo ed Emilia incarnano un acrobata, un lanciatore di coltelli, un equilibrista, un inserviente, un domatore. Ma i loro sono personaggi consumati, deboli e fragili che cercano invano di fermare il continuo ripetersi di una tragedia, quella giostra inarrestabile che, ogni giorno, li porta a rivivere il gesto efferato del protagonista. Intorno a loro, i fantasmi delle vittime di femminicidio, per ricordare, a chi guarda, che l’amore che uccide è contro natura.

Attiva da circa un decennio, la Compagnia Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt di Bolzano è costituita in maggioranza da attori e da attrici in situazioni di disagio psichico. Diretta da Antonio Viganò, “per la qualità della ricerca artistica, creativa e politica in ambiti spesso marginali e con attenzione capillare alla diversità” ha conseguito, nel 2018, il prestigioso Premio UBU, oltre a tanti altri riconoscimenti che testimoniano il suo impegno nel promuovere e nel riconoscere la diversità rifuggendo da ogni retorica terapeutica o pedagogica, senza rimuoverla o esibirla ma, anzi, valorizzandone l’autenticità. La Compagnia attualmente è costituita da 15 persone, di cui 10 attori permanenti e 5 persone nel settore artistico, organizzativo e amministrativo.

AllegroModerato è una cooperativa sociale creata nel 2011 a Milano da un gruppo di insegnanti forti di una lunga esperienza professionale nell’insegnamento della musica, rivolta a bambini, giovani e adulti con disabilità, nella convinzione che la musica sia un reale mezzo di emancipazione, espressione e gratificazione prima ancora che mero strumento terapeutico. Negli anni, questa realtà è cresciuta assumendo il carattere di una vera e propria orchestra sinfonica, con proposte dedicate alla musica leggera, al coro, alla musica elettronica, esibendosi in tutto il mondo (Russia, Ungheria, Regno Unito, Argentina…) e collaborando con artisti come Stefano Bollani, Eugenio Finardi, Morgan, Franco Mussida, Giovanni Guidi.

BIGLIETTERIA DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Biglietto € 20,00.

Strada Giuseppe Garibaldi, 16/A 43121 Parma Tel. +39 0521 203999 biglietteria@teatroregioparma.it

Orari di apertura: dal martedì al sabato ore 11.00-13.00 e 17.00-19.00 e un’ora precedente lo spettacolo. In caso di spettacolo nei giorni di chiusura, da un’ora precedente lo spettacolo. Chiuso il lunedì, la domenica e i giorni festivi. Il pagamento presso la Biglietteria del Teatro Regio di Parma può essere effettuato con denaro contante in Euro, con assegno circolare non trasferibile intestato a Fondazione Teatro Regio di Parma, con PagoBancomat, con carte di credito Visa, Cartasi, Diners, Mastercard, American Express. I biglietti per tutti gli spettacoli sono disponibili anche su teatroregioparma.it. L’acquisto online non comporta alcuna commissione di servizio.

Il lago dei cigni di Čajkovskij, con l’immortale coreografia di Rudolf Nureyev e le stelle del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, per la Stagione lirica e di balletto 2023 del Teatro Lirico di Cagliari.

Martedì 3 ottobre alle 20.30 (turno A), dopo la pausa estiva, la Stagione lirica e di balletto 2023 del Teatro Lirico di Cagliari riprende con il sesto, attesissimo appuntamento: ritorna la grande danza classica d’autore con un titolo che manca dal 2017, Il lago dei cigni, balletto in quattro atti su coreografia di Rudolf Nureyev, da Marius Petipa e Lev Ivanov, e musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij, nell’interpretazione dei Primi ballerini, Solisti e artisti del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, una delle più celebri e prestigiose compagnie di danza al mondo e massimo esempio della tradizione coreografica romantica che ritorna al Teatro Lirico di Cagliari, unica tappa italiana della tournée 2023, dopo il Sogno di una notte di mezza estate del settembre 2009 e Le corsaire del maggio 2019.

La versione coreografica e musicale del balletto di Čajkovskij presentata a Cagliari è firmata da Rudolf Nureyev (1938-1993), celeberrima étoile internazionale, ed è nota per la rilettura del personaggio di Siegfried, qui melanconico principe romantico. Scrive Rudolf Nureyev: «Il lago dei cigni è per me un lungo sogno del principe che, nutrito di letture romantiche che hanno esaltato il suo desiderio di infinito, rifiuta la realtà del potere e del matrimonio che gli impongono la madre e il precettore. È lui, quindi, che, per sfuggire al malinconico destino che gli si prepara, fa entrare nella sua vita la visione del lago. Nella sua mente nasce un amore idealizzato e la proibizione che esso comporta: di qui il cigno nero e Rothbart, figure speculari, trasposizioni negative del cigno bianco e del precettore. Quando il sogno svanisce la ragione del principe non potrà sopravvivere».

Dopo aver allestito il suo primo Lago dei cigni alla Wiener Staatsoper nel 1964, Nureyev metterà in scena vent’anni dopo, nel 1984 come direttore del Ballo all’Opéra di Parigi, la sua definitiva produzione del capolavoro čajkovskijano. Questa stessa produzione che adesso arriva a Cagliari, entrerà dal 1990 nel repertorio del Teatro alla Scala. Quando il “suo” Lago approda alla Scala nel 1990, Nureyev è anche in scena, e tiene per sé il ruolo chiave, equivoco, speculare, di Wolfgang/Rothbart. Ma è per il Principe che Nureyev ha creato ardue variazioni, ponendolo al centro di tutte le linee drammaturgiche. Nella lettura di Rudolf Nureyev il protagonista assoluto è Siegfried, un principe romantico dall’animo malinconico più che eroico, contemplativo e meditativo. Una versione introspettiva e complessa sul piano tecnico e interpretativo, una tragedia totale che non lascia spazio a lieto fine o riscatto eroico.

Questo prezioso e storico allestimento firmato da Ezio Frigerio (scene) e Franca Squarciapino (costumi) dosa luci e colori riflettendo il romanticismo della musica in un richiamo a Claude Monet, per rappresentare i candidi cigni di Čajkovskij sulle acque placide eppure inquiete del giardino di Giverny.

L’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari è diretta da Kevin Rhodes.

Basato su un’antica fiaba tedesca, Der geraubte Schleier (Il velo rubato), Il lago dei cigni viene composto da Pëtr Il’ič Čajkovskij (Kamsko-Votkinsk, governatorato di Vjatka, 1840 – San Pietroburgo, 1893) tra il 1875 e il 1876 e rappresentato, per la prima volta, al Teatro Bolshoi di Mosca il 20 febbraio 1877. Sebbene esistano molte versioni diverse del balletto, l’allestimento più ripreso è quello curato da Marius Petipa e Lev Ivanov per il Balletto Imperiale (su cui ha lavorato anche Nureyev), presentato la prima volta il 15 gennaio 1895 al Teatro Imperiale Mariinskij di San Pietroburgo.

Il balletto ha una durata complessiva di 2 ore e 45 minuti circa compreso un intervallo.

Il lago dei cigni viene replicato: mercoledì 4 ottobre alle 20.30 (turno B); giovedì 5 ottobre alle 19 (turno F); venerdì 6 ottobre alle 20.30 (turno C); sabato 7 ottobre alle 15.30 (turno E); sabato 7 ottobre alle 21 (turno G); domenica 8 ottobre alle 17 (turno D).

L’orario di inizio della recita del 7 ottobre (turno E), inizialmente fissato per le 16, è stato anticipato alle 15.30.

I due primi ballerini Nicoletta Manni (Odette/Odile) e Timofej Andrijashenko (Principe Siegfried), coppia sulla scena e nella vita, hanno proseguito l’esempio di Carla Fracci e sono diventati i nuovi testimonial della Fondazione Italiana per la Ricerca sull’Artrite (FIRA) che li presenterà alla stampa venerdì 6 ottobre alle 12 nel foyer di platea del Teatro Lirico di Cagliari.

I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.

È possibile acquistare da martedì 7 febbraio 2023 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione lirica e di balletto; lo stesso servizio è attivo anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

Prezzi biglietti: platea da € 75,00 a € 50,00 (settore giallo), da € 60,00 a € 40,00 (settore rosso), da € 50,00 a € 30,00 (settore blu); I loggia da € 55,00 a € 40,00 (settore giallo), da € 45,00 a € 30,00 (settore rosso), da € 40,00 a € 25,00 (settore blu); II loggia da € 35,00 a € 25,00 (settore giallo), da € 25,00 a € 20,00 (settore rosso), da € 20,00 a € 15,00 (settore blu).

Ai giovani under 35 ed ai disabili sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

Sono previste, inoltre, per tutti gli spettacoli della Stagione 2023 (concertistica, lirica e balletto), tre distinte riduzioni, sempre sull’acquisto di biglietti, del 30% (residenti delle province di Oristano, Nuoro e Sassari), del 20% (residenti della provincia del Sud Sardegna) e del 50% (residenti nelle isole di San Pietro e La Maddalena).

È consentito l’uso dei voucher (Stagione concertistica 2020 – Stagione lirica e di balletto 2020) per il pagamento dei biglietti (dietro presentazione degli stessi voucher). Si invita ad utilizzare il pagamento elettronico (carte di credito e bancomat), soprattutto per un’eventuale differenza da integrare (se il voucher fosse di importo inferiore al prezzo del biglietto).

Il Teatro Lirico di Cagliari continua ad offrire la possibilità, al variegato e multiforme pubblico di giovani e giovanissimi studenti di tutte le scuole sarde di qualsiasi ordine e grado, di avvicinarsi ancora una volta o, in alcuni casi, per la prima volta all’affascinante mondo del teatro musicale a condizioni davvero vantaggiose ed agevolate.

Anche in occasione di questo spettacolo, sono a disposizione biglietti, al prezzo promozionale di € 5, per tutte le scuole della Sardegna, compresi i conservatori e le università.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, mercoledì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio.

Il lago dei cigni

coreografia Rudolf Nureyev

musica Pëtr Il’ič Čajkovskij

3, 4, 5, 6, 7, 8 ottobre

tempi di spettacolo

I atto – II atto

1 ora e 15 minuti circa

intervallo

25 minuti circa

III atto

36 minuti circa

pausa tecnica 4 minuti circa

IV atto

25 minuti circa

durata totale dello spettacolo

2 ore e 45 minuti circa

STAGIONE LIRICA E DI BALLETTO 2023

martedì 3 ottobre, ore 20.30 – turno A

mercoledì 4 ottobre, ore 20.30 – turno B

giovedì 5 ottobre, ore 19 – turno F

venerdì 6 ottobre, ore 20.30 – turno C

sabato 7 ottobre, ore 15.30 – turno E

sabato 7 ottobre, ore 21 – turno G

domenica 8 ottobre, ore 17 – turno D

Il lago dei cigni

balletto in quattro atti

coreografia Rudolf Nureyev, da Marius Petipa e Lev Ivanov

musica Pëtr Il’ič Čajkovskij

supervisione e ripresa coreografica Manuel Legris

in collaborazione con Laura Contardi, Massimo Murru, Lara Montanaro, Antonino Sutera

coach per i ruoli principali Isabelle Guérin

Corpo di Ballo del Teatro alla Scala

direttore Manuel Legris

direttore Kevin Rhodes

Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari

regia Rudolf Nureyev

scene Ezio Frigerio

costumi Franca Squarciapino

produzione del Teatro alla Scala

personaggi e interpreti

Odette/Odile

Nicoletta Manni (3-5-8)/Martina Arduino (4-7 s.)/Alice Mariani (6)/Maria Celeste Losa (7 p.)

Principe Siegfried

Timofej Andrijashenko (3-5-8)/Claudio Coviello (4-7s.)/Mattia Semperboni (6)/Navrin Turnbull (7p.)

Rothbart

Marco Agostino (3-5-8)/Christian Fagetti (4-7 s.)/Gabriele Corrado (6)/Emanuele Cazzato (7 p.)

La regina

Francesca Podini (3-5-7-8)/Chiara Borgia (4-6)

Passo a tre

Caterina Bianchi, Gaia Andreanò, Mattia Semperboni (3-7 s.)

Linda Giubelli, Alessandra Vassallo, Navrin Turnbull (4-5)

Agnese Di Clemente, Benedetta Montefiore, Alessandro Paoloni (6)

Agnese Di Clemente, Benedetta Montefiore, Edward Cooper (7 p.)

Marta Gerani, Gaia Andreanò, Emanuele Cazzato (8)

Solisti valzer

Linda Giubelli (3-6-7)/Caterina Bianchi (4-5-8), Agnese Di Clemente (3-4-5-8)/Greta Giacon (6-7), Denise Gazzo, Alessandra Vassallo (3-6-7 s.-8)/Gaia Andreanò (4-5-7 p.),

Christian Fagetti (3-5-6-8)/Gioacchino Starace (4-7),

Domenico Di Cristo (3-4-5-6-8)/Andrea Crescenzi (7),

Federico Fresi (3-4-5-6)/Andrea Risso (7-8), Gabriele Corrado (3-4-5-8)/Edoardo Caporaletti (6-7)

Quattro cigni grandi

Alessandra Vassallo (3-7-8)/Greta Giacon (4-5-6), Gaia Andreanò (3-7-8)/Martina Valentini (4-5-6), Maria Celeste Losa (3-4-5-8)/Giulia Lunardi (6-7), Caterina Bianchi (3-7-8)/Letizia Masini (4-5-6)

Quattro cigni piccoli

Agnese Di Clemente, Giordana Granata, Linda Giubelli, Marta Gerani (3-4-5-6)

Benedetta Montefiore, Sabrina Solcia, Alessia Auriemma, Madoka Sasaki (7-8)

Solisti ciarda

Greta Giacon, Christian Fagetti (3-5-8)

Maria Celeste Losa, Navrin Turnbull (4-7 s.)

Giulia Lunardi, Darius Gramada (6-7 p.)

Spagnoli

Maria Celeste Losa, Alessandra Vassallo, Gabriele Corrado, Gioacchino Starace (3-5)

Francesca Podini, Caterina Bianchi, Edoardo Caporaletti, Emanuele Cazzato (4-6)

Linda Giubelli, Giulia Schembri, Massimo Garon, Andrea Crescenzi (7)

Linda Giubelli, Caterina Bianchi, Rinaldo Venuti, Saïd Ramos Ponce (8)

Solisti tarantella

Linda Giubelli, Federico Fresi (3-4-5)

Linda Giubelli, Andrea Risso (6)

Agnese Di Clemente, Domenico Di Cristo (7-8)

Le fidanzate

Gaia Andreanò, Caterina Bianchi (3-5-7)/Asia Matteazzi (4-6-8), Marta Gerani,

Paola Giovenzana, Letizia Masini, Martina Valentini e il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.com. Servizio promozione culturale scuola@teatroliricodicagliari.it.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.

AL VIA LA RASSEGNA CORI AL RIDOTTO

Questo fine settimana i primi due appuntamenti della rassegna corale del Festival Verdi.

Ridotto del Teatro Regio di Parma

sabato 30 settembre 2023, ore 17.00

Coro di voci bianche “Parma Musicale”

diretto da Beniamina Carretta

domenica 1 ottobre, ore 19.00

Corale “Giuseppe Verdi”

Maestro del coro Claudio Cirelli

Le grandi pagine corali verdiane, conosciute e amate per la loro capacità di esprimere i sentimenti universali in maniera profonda e immediata, interpretate dalle corali cittadine: prende il via questo fine settimana al XXIII Festival Verdi la rassegna Cori al Ridotto con i primi due appuntamenti Ridotto del Teatro Regio di Parma.

Il concerto di sabato 30 settembre 2023, ore 17.00, vedrà protagonista il Coro di voci bianche “Parma Musicale”, diretto da Beniamina Carretta e accompagnato al pianoforte da Roberto Barrali, con la partecipazione straordinaria di Luca Haidar alla tromba, in un programma che intreccerà musica, cinema, teatro, tra Giuseppe Verdi, Charlie Chaplin, Henry Mancini, Nino Rota, Ennio Morricone.

Domenica 1 ottobre, ore 19.00 appuntamento con la Corale “Giuseppe Verdi”, diretta da Claudio Cirelli e accompagnata al pianoforte da Federico Toscano, che interpreterà una selezione di brani dall’opera Alzira di Giuseppe Verdi con i solisti Anta Jankovska (Alzira), Simone Fenotti (Zamoro), Alex Franzò (Gusmano), Laura Massari (Zuma), Nino Vinciguerra (Alvaro), Carmelo D’Auria (Ovando). Presenta il programma Giuseppe Martini.

Prossimi appuntamenti: il 7 ottobre, con il Coro di voci bianche della Corale “Giuseppe Verdi”, maestro del coro Niccolò Paganini; l’8 ottobre con il Coro di voci bianche “Chorus Cordis”, maestro del coro Gabriella Corsaro; il 13 ottobre con il Coro di voci bianche Ars Canto “Giuseppe Verdi”, maestro del coro Eugenio Maria Degiacomi; il 14 ottobre con il Coro di voci bianche del Teatro Regio di Parma, maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina.

BIGLIETTERIA DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Biglietto € 5,00 (posto unico).

Strada Giuseppe Garibaldi, 16/A 43121 Parma Tel. +39 0521 203999 biglietteria@teatroregioparma.it

Orari di apertura: dal martedì al sabato ore 11.00-13.00 e 17.00-19.00 e un’ora precedente lo spettacolo. In caso di spettacolo nei giorni di chiusura, da un’ora precedente lo spettacolo.

Chiuso il lunedì, la domenica e i giorni festivi.

LA NOTTE DEI CORI A VERDI OFF

A Verdi Off una lunga serata dedicata alle pagine corali verdiane, e a quelle del repertorio antico, classico e popolare, a cura di AERCO.

Parma, Portici del Grano

sabato 30 settembre 2023, dalle ore 19.00

Torna a Verdi Off La notte dei Cori, la lunga maratona che nella serata di sabato 30 settembre 2023, a partire dalle ore 19.00, diffonderà dai Portici del grano a Parma le grandi pagine corali verdiane, affiancate alla polifonia antica, classica e popolare,a cura di AERCO – Associazione Emiliano-Romagnola Cori.

Sedici cori scandiranno il programma di questa lunga serata, che sarà aperta dal Coro voci bianche del Teatro Regio di Parma diretto da Massimo Fiocchi Malaspina e proseguirà con il Coro di Voci bianche Ars Canto “Giuseppe Verdi” diretto da Eugenio Maria Degiacomi, il Coro di voci bianche della Corale “Giuseppe Verdi” diretto da Niccolò Paganini, il Coro di voci bianche Parma Musicale diretto da Beniamina Carretta, il Coro Chorus Cordis diretto da Gabriella Corsaro, la Corale Verdi diretta da Claudio Cirelli, il Coro Adorno diretto da Luigi Pagliarini, il Coro Monte Dosso diretto da Antonia Corsini, il Coro Dolci Armonie diretto da Gabriella Corsaro, il Coro Vox Canora diretto da Monica Lodesani, il Coro San Benedetto diretto da Niccolò Paganini, il Coro Pezzani diretto da Gabriella Corsaro, la Corale Contrappunto Medesano, diretta da Maria Laura Di Gennaro, il Coro Storie dai Monti diretto da Attilio Lutero, il Coro Interculturale di Viarolo diretto da Rita Giuffredi, il Coro CAI Mariotti diretto da Monica Lodesani.

Stagione 2023-2024 del Teatro Carlo Felice.

Dal 10 ottobre 2023 tutti gli eventi che inaugurano la Stagione 2023-2024 dell’Opera Carlo Felice,

le collaborazioni con il Premio Paganini e il Conservatorio “N. Paganini” di Genova

e la rassegna Liguria Musica.

A partire dal mese di ottobre 2023, l’Opera Carlo Felice Genova inaugura la Stagione con una serie di eventi volti ad offrire al pubblico una panoramica ampia sulla proposta artistica 2023-2024. La programmazione spazia dalla musica barocca alla contemporanea, tra opera, concerti sinfonico-corali, musica vocale da camera e live electronics, coinvolgendo tutte le maestranze del Teatro. Gli eventi inaugurali si pregiano della presenza di diversi ospiti e delle collaborazioni che la Fondazione Teatro Carlo Felice rinnova con Istituzioni quali il Premio Paganini e il Conservatorio “N. Paganini” di Genova, e per la rassegna Liguria Musica con la Chiesa di San Matteo di Laigueglia e la Concattedrale dei Santi Maurizio e Compagni Martiri di Imperia.

Dal 10 ottobre 2023, tutti gli eventi in cartellone:

– Martedì 10 ottobre alle ore 20.00, alla Chiesa di Santa Maria delle Vigne di Genova, Andrea De Carlo dirigerà l’Ensemble Mare Nostrum e i solisti Giulia Bolcato, Danilo Pastore e Masashi Tomosugi in una serata dedicata al Barocco italiano di Alessandro Stradella. In programma la Sinfonia dall’oratorio La Susanna e la serenata Il barcheggio, che venne eseguita a Genova il 19 giugno 1681 per le nozze di Paola, figlia di Ridolfo Brignole, Marchese di Groppoli, con Carlo figlio del Marchese Giorgio Spinola. Alessandro Stradella (1643 – 1682) è stato uno dei protagonisti del ‘600 italiano, con una produzione che consta di sette opere e numerosi oratori, cantate e brani strumentali. Il suo nome è legato alla città di Genova, dove trascorse i suoi ultimi anni; il concerto omaggia il suo grande contributo alla cultura musicale italiana, e si tiene simbolicamente nel suo luogo di sepoltura. Affermato interprete e studioso, Andrea De Carlo ha contribuito enormemente alla ricerca sulla musica di Stradella e alla sua diffusione. Dal 2017 è direttore del Festival Barocco Alessandro Stradella.

– Venerdì 13 ottobre alle ore 20.00, l’Opera Carlo Felice Genova inaugura la Stagione Lirica con l’opera in tre atti A Midsummer Night’s Dream di Benjamin Britten, su libretto dall’omonima commedia di William Shakespeare. La direzione è affidata a Donato Renzetti, direttore emerito del Teatro, per la regia di Laurence Dale.

Scene e costumi di Gary McCann, coreografia di Carmine De Amicis e luci di John Bishop. Il nuovo allestimento è stato realizzato dalla Fondazione Teatro Carlo Felice in collaborazione con la Royal Opera House di Muscat (Oman). Il cast si compone di Christopher Ainslie (Oberon),Sydney Mancasola(Tytania), Matteo Anselmi (Puck), Scott Wilde (Theseus), Kamelia Kader (Hippolyta),Peter Kirk (Lysander), John Chest (Demetrius), Hagar Sharvit (Hermia), Keri Fuge (Helena), David Shipley (Bottom), David Ireland (Quince), Seumas Begg (Flute), Sion Goronwy (Snug), Robert Burt (Snout), Benjamin Bevan (Starveling). A Midsummer Night’s Dream sarà in replica domenica 15 ottobre alle ore 15.00, martedì 17 ottobre alle ore 20.00 e giovedì 19 ottobre alle ore 20.00; nel febbraio del 2024 la produzione verrà ripresa alla Royal Opera House di Muscat. La première del 13 ottobre verrà inoltre registrata e trasmessa in differita da Rai Radio 3.

– Sabato 14 ottobre alle ore 20.00, il direttore musicale del Teatro, Riccardo Minasi, inaugurerà la Stagione Sinfonica alla guida dell’Orchestra e del Coro dell’Opera Carlo Felice. In programma l’oratorio per soli, coro e orchestra Die Schöpfung (La creazione), di Franz Joseph Haydn. Interpreti solisti saranno il soprano Anna El-Khashem (Gabriel / Eva), il tenore Mauro Peter (Uriel) e il basso Matthias Winckhler (Raphael / Adam). Il concerto sarà in replica martedì 18 alle ore 20.00 e trasmesso in diretta da Rai Radio 3. La creazione è una delle più ampie composizioni di Haydn. Con un vasto organico orchestrale e corale, il compositore rende omaggio al Creato attraverso un testo ispirato alla Genesi e a Paradise Lost di John Milton. La musica di Haydn esprime la grandiosa magnificenza dell’opera divina in chiave luminosa e ottimista, in un oratorio che permette di esprimere tutto il potenziale dell’orchestra e del coro in piena sinergia con gli interpreti solisti.

– Domenica 15 ottobre alle ore 11.00 si inaugura con Folk Wonder il ciclo di concerti di musica vocale da camera Novecenti. Per un totale di sei appuntamenti distribuiti durante la Stagione, Novecenti esplora il prezioso patrimonio della tradizione popolare europea e statunitense. Ciascuno dei concerti vede Claudio Marino Moretti, maestro del coro dell’Opera Carlo Felice, nella veste di pianista. In Folk Wonder, il baritono David Ireland sarà interprete delle raccolte Songs of Travel e The House of Life del compositore britannico Ralph Vaughan Williams, rispettivamente su testi di Robert Louis Stevenson e Dante Gabriel Rossetti. Il concerto verrà registrato e trasmesso in differita da Rai Radio 3.

– Venerdì 20 ottobre alle ore 21.00, si terrà l’evento di riapertura del Teatro della gioventù. Protagonista della serata sarà il compositore Marco Stroppa, che eseguirà i suoi brani Hidinefte, o l’altra faccia di Traiettoria, Why do you run?, in prima esecuzione assoluta, e Little i, insieme al flautista Steven Haschke. «Sono particolarmente contento di poter presentare un mio nuovo brano per elettronica – commenta Marco Stroppa. Il materiale proviene da Come Play with Me, il primo concerto per elettronica solista (materializzata da un “totem” elettroacustico, cioè una colonna di 7 altoparlanti verticali) ed orchestra. Rielaborato, ristrutturato e proiettato in uno spazio orizzontale intorno alla sala da concerto, spero che il pubblico apprezzerà questo mondo sonoro particolare, fatto di strumenti fisici immaginari».

Con questo concerto si inaugura una nuova stagione per il Teatro della gioventù, chiuso nel 2020 e in seguito adibito a centro vaccinale. Lo spazio, costituito da due sale per una capienza totale di circa 460 posti, torna in attività con una programmazione rivolta ai giovani, per permettere loro di vivere da vicino la cultura teatrale e musicale. L’intervento di Marco Stroppa – tra i compositori più affermati del panorama contemporaneo – si pone proprio in quest’ottica, come occasione per approfondire la conoscenza della musica elettronica di oggi, con particolare riguardo per le nuove tecniche e tecnologie compositive. Il concerto si svolge in collaborazione con il Conservatorio “N. Paganini” di Genova.

– Mercoledì 25 e venerdì 27 ottobre alle ore 15.00, l’Opera Carlo Felice ospiterà le finali aperte al pubblico della 57ª edizione del Premio Paganini. Dal 1954 il Premio Paganini offre alle giovani promesse del violino la possibilità di distinguersi in un concorso di rilevanza internazionale nella città che ha dato i natali ad uno dei più talentuosi violinisti della storia: Niccolò Paganini. Con l’Orchestra dell’Opera Carlo Felice, nella finale del 25 ottobre i partecipanti concerteranno ed eseguiranno uno dei concerti per violino e orchestra di Mozart. Nella finale del 27 ottobre, Orchestra e solisti saranno diretti da Michele Gamba.

– Giovedì 2 e venerdì 3 novembre alle ore 21.00, la rassegna Liguria Musica riprende con un concerto del ciclo Mozart l’italiano. Diego Fasolis sarà alla direzione dell’Orchestra dell’opera Carlo Felice e dei solisti Angelica Disanto (Cabri / Amital), Antonia Fino (Giuditta), Luigi Morassi (Ozia), e Omar Cepparolli (Achior). Gli appuntamenti saranno giovedì 2 alla Chiesa di San Matteo di Laigueglia e venerdì 3 alla Concattedrale dei Santi Maurizio e Compagni Martiri di Imperia. In programma una selezione dall’oratorio La Betulia liberata K. 118, su libretto di Pietro Metastasio, con la quale prosegue la ricerca attorno allo stretto rapporto tra Mozart e la scuola italiana del ‘700.

«L’inaugurazione della Stagione 2023 – 2024 dell’Opera Carlo Felice di Genova – commenta il Sovrintendente – conferma la vocazione d’avanguardia del Teatro, orientata alla valorizzazione di una ampia gamma di repertori musicali dal barocco al contemporaneo. In questo modo l’esecuzione della serenata Il barcheggio di Alessandro Stradella, prosegue la ricerca sulle fonti musicali genovesi declinata nella collana “Civiltà musicale genovese”. Dalle radici barocche ai nuovi orizzonti della musica dei nostri giorni con una prima esecuzione assoluta di brani di Marco Stroppa.

In tale contesto si inserisce l’opera inaugurale A Midsummer Night’s Dream di Britten che sancisce la proiezione internazionale del Teatro, grazie alla collaborazione con la Royal Opera House di Muscat che la ospiterà nel febbraio 2024. Una collaborazione che aveva visto l’Opera Carlo Felice inaugurare la stagione omanita nel settembre 2022 e che proseguirà nei prossimi anni.

Di seguito il capolavoro Die Schöpfung di Haydn sarà l’occasione per evidenziare l’alta qualità dell’orchestra e del coro, fortemente cresciuti negli ultimi anni.  Ritorna, inoltre, la musica vocale da camera con un ciclo di concerti che lo scorso anno ha ottenuto un grande successo.

Imperdibile l’appuntamento con la 57° Edizione del Premio Paganini, come il grande ciclo di concerti previsti nel cartellone “Liguria musica” che verranno eseguiti nei luoghi di rilevante interesse storico, artistico e spirituale di tutta la Regione.

Lo scorso anno 42 concerti sono stati accolti in ogni luogo con successo e se ne prevedono altrettanti per il nuovo ciclo. Un’attività quella dell’Opera Carlo Felice di Genova ricca e vasta che nella sua composizione si avvale di masse artistiche e personale tecnico – amministrativo altamente professionali ai quali va un sentito ringraziamento da parte della Sovrintendenza per l’impegno profuso nella realizzazione della progettualità artistica del Teatro.

Il Ministero della Cultura, la Regione Liguria, il Comune di Genova, il Gruppo Iren e i partner privati sostengono con determinazione tutti gli impegni del Teatro in linea con gli obiettivi statutari, con particolare attenzione alla formazione di un nuovo pubblico e all’estensione territoriale nazionale ed internazionale del Teatro. Infine, un ringraziamento speciale è rivolto al Direttore Onorario Fabio Luisi, al Direttore Emerito Donato Renzetti, Direttore Musicale Riccardo Minasi, nonché ai partner mediatici di Rai Liguria, Rai Cultura, Rai 5, Rai Radio 3.»

Info e biglietti: www.operacarlofelicegenova.it

L’ORCHESTRA RAI TORNA IN OMAN CON IL BARBIERE DI SIVIGLIA DI ROSSINI E UN CONCERTO SINFONICO

Sul podio Antonino Fogliani e Michele Gamba

 

Dal 29 settembre al 1° ottobre alla Royal Opera House di Muscat

Dopo aver eseguito per la prima volta in assoluto in Oman, nel dicembre 2016, la Nona Sinfonia di Beethoven, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai torna nel Sultanato della Penisola Arabica per un nuovo impegno alla Royal Opera House di Muscat.

Venerdì 29 e sabato 30 settembre esegue Il barbiere di Siviglia di Rossini. Sul podio sale Antonino Fogliani, Direttore ospite principale della Deutsche Oper am Rhein diDüsseldorf e Direttore musicale del Belcanto Opera Festival Rossini di Wildbad. Sul palco sono impegnati Antonino Siragusa nel ruolo del Conte d’Almaviva, Carlo Lepore come Bartolo, Nicola Ulivieri nei panni di Don Basilio, Maria Kataeva in quelli di Rosina e Vito Priante come Figaro. Completano il cast Lavinia Bini (Berta) ed Eugenio Di Lieto (Fiorello e un ufficiale). Insieme a loro il Coro Intermezzo e l’Omani Opera Choir diretti da Andres Juncos Spiller.

La regia dello spettacolo – un allestimento del Teatro de la Maestranza di Siviglia – è affidata a José Luis Castro, le scene sono di Carmen Laffón e Juan Suárez, i costumi di Ana María Abascal, le luci di Vinicio Cheli. 

Dopo le due recite del capolavoro rossiniano, l’OSN Rai è impegnata anche in un concerto sinfonico, in programma domenica 1° ottobre, sempre alla Royal Opera House della capitale omanita. Sul podio sale Michele Gamba, già protagonista con la compagine Rai nel maggio scorso a Torino e alla Scala di Milano di un concerto di musica contemporanea.

In apertura di serata l’Ouverture da Il barbiere di Siviglia di Paisiello. Seguono due pagine di Rossini: la Sonata a quattro n. 3 per archi – scritta all’età di 12 anni durante l’estate del 1804 – e Une larme per violoncello e archi dalla raccolta Pechès de ma vieillesse (Peccati di vecchiaia), quest’ultima affidata al giovanissimo violoncellista Ettore Pagano, che a soli vent’anni ha già collezionato vittorie in competizioni internazionali come la Chačaturjan International Competition e il Concorso Internazionale Johannes Brahms. Nella seconda parte del concerto Gamba propone l’Ouverture dal dramma giocoso Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa e ancora Rossini con le Ouverture da Il Signor Bruschino e da L’italiana in Algeri.

ROBERTO GABBIANI NOMINATO MAESTRO DEL CORO DI FONDAZIONE ARENA DI VERONA FINO AL 2027.

Il maestro Roberto Gabbiani è stato nominato maestro del Coro di Fondazione Arena di Verona fino alla fine del 2027. Dopo i felici esiti di pubblico e critica del primo periodo di collaborazione con i complessi artistici areniani, coinciso con il 100° Opera Festival 2023, rimarrà legato a Fondazione Arena per altri quattro anni comprendenti anche le stagioni liriche e sinfoniche al Teatro Filarmonico di Verona, con un ampio repertorio dal Rinascimento alla contemporaneità.

Nato a Prato, Roberto Gabbiani si è diplomato in Pianoforte e Composizione presso il Conservatorio Cherubini di Firenze, città dove ha costruito un duraturo legame con il Maggio Musicale Fiorentino, prima come maestro collaboratore, quindi come maestro del coro su nomina dell’allora direttore Riccardo Muti. Nel 1990 lascia Firenze per il Teatro alla Scala di Milano, dove è rimasto fino al 2002 sempre a fianco del M° Muti, che lo inviterà anche al Teatro dell’Opera di Roma dal 2010. In queste istituzioni, oltre alle produzioni liriche con i più grandi direttori, solisti e registi degli ultimi cinquant’anni, affronta tutte le più importanti pagine sinfonico-corali del repertorio e vi affianca annualmente l’esecuzione di nuovi brani in prima assoluta, spesso su commissione. Il prestigioso curriculum, premiato e documento anche in numerose registrazioni discografiche e video, comprende altri incarichi stabili, come quello dal 2002 al 2006 alla guida del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia su invito di Luciano Berio con una nuova programmazione dedicata alla polifonia corale, o il periodo al Regio di Torino con Gianandrea Noseda dal 2008 al 2010. Appassionato di musica corale, ricercatore e giurato in importanti concorsi nazionali e internazionali, è spesso invitato anche all’estero da numerose istituzioni quali Radio France e la città di Tokyo.

Il Sovrintendente Cecilia Gasdia, la cui carriera si è più volte intrecciata a quella del M° Gabbiani tanto a Firenze quanto a Milano, esprime a nome di Fondazione Arena la più profonda soddisfazione per il nuovo percorso intrapreso assieme con fiducia ed entusiasmo, definito dallo stesso Maestro “una nuova primavera musicale” che “si apre per percorrere insieme strade di cultura, vitalità e spiritualità”.

“C’è Musica & Musica”, 8 appuntamenti per la divulgazione della Musica tra i più giovani.

I concerti della domenica mattina nella Sala Zubin Mehta.

Il nuovo frizzante ciclo di spettacoli del Maggio dedicato al suo pubblico più giovane e alle famiglie.

Domenica 1°ottobre 2023, alle ore 11 in Sala Zubin Mehta, il primo appuntamento del progetto che si sviluppa in otto domeniche dal 1° ottobre al 17 dicembre 2023

In cartellone per il primo concerto “Il carnevale degli animali”, la celebre composizione di Camille Saint-Saëns,

Cesare Della Sciucca dirige l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

Gaia Nanni interpreta “La zoologa”

Con lo spumeggiante spettacolo de Il carnevale degli animali, in programma domenica 1°ottobre 2023 alle ore 11 in Sala Mehta, si alza il sipario sul nuovo, colorato ciclo di concerti del Maggio dedicati ai più giovani e alle famiglie: “C’è Musica & Musica”. Il titolo stesso è un riferimento al compositore Luciano Berio, a vent’anni dalla sua scomparsa, e a un suo celebre programma televisivo dedicato proprio alla divulgazione e all’insegnamento della musica.

Per otto domeniche mattina, fino al 17 dicembre, il Teatro del Maggio propone un modo fresco, brioso e soprattutto divertente per avvicinare il pubblico (non solo quello di domani), al teatro e alla seduzione dei suoi spettacoli, in particolar modo all’orchestra e al suo fascino.  Nelle otto domeniche, in due cicli, si illustreranno  – nei primi quattro appuntamenti –  gli strumenti che compongono una orchestra con il loro ruolo e l’importanza che hanno e, poi,  le forme della musica stessa – dalla sinfonia ai grandi brani con voci – esplorate e narrate negli altri quattro appuntamenti del ciclo. 

Come detto – negli spettacoli – verranno illustrati, attraverso programmi originali e divertenti, gli strumenti dell’orchestra nei primi quattro appuntamenti – ossia Il carnevale degli animali di Camille Saint-Saëns il 1° ottobreStoria di Babar, l’elefantino di Francis Poulenc l’8 ottobreGuida del giovane all’orchestra di Benjamin Britten il 15 ottobre Pierino e il lupo di Sergej Prokof’evil 29 ottobre – e le varie forme della musica nei successivi quattro appuntamenti: i Carmina Burana di Carl Orffil 12 novembreNon ci sono più le mezze stagioni-La primavera e l’autunno di Antonio Vivaldiil 26 novembreTris di primi il 10 dicembre sino ad arrivare all’ultima tappa del ciclo presente in cartellone, Wolfi&Ludwi, in programma il 17 dicembre.

I concerti, tutti alle ore 11, saranno anticipati dalle presentazioni di Giovanni Vitali e Cristina Bersanelli.

Ogni concerto è proposto a 15 euro per gli adulti e 5 euro per i ragazzi fino a 18 anni ed è comprensivo della prima colazione – a partire dalle ore 9.30 – servita presso il bar del Foyer del Teatro. 

Inoltre, grazie alla collaborazione con Unicoop Firenze, è allestita, in uno spazio adiacente alla zona del bar del Foyer, una zona dedicata ai giovanissimi, con i prodotti di cancelleria della linea ecologica ViviVerde Coop, che mette a disposizione dei ragazzi materiali per la scrittura e il disegno.

Tanti i protagonisti di queste mattinate di festa e di apprendimento: l’Orchestra del Maggio, il Coro del Maggio e il suo direttore e maestro Lorenzo Fratini, il Coro di voci bianche dell’Accademia del Maggio Musicale e la maestra del Coro di voci bianche Sara Matteucci; cinque giovani talenti della direzione d’orchestra: Cesare Della SciuccaAttilia Kiyoko CernitoriNicolò Jacopo SuppaMatteo ParmeggianiRiccardo Bisatti e Pietro Mazzetti; la spalla dell’Orchestra del Maggio Salvatore Quaranta, nelle vesti di concertatore e solista, e tre prime parti dell’Orchestra: il violista Jörg Winkler, il violoncellista Simão Pedro Alcoforado Barriera e il contrabbassista Marco Martelli.  Ad arricchire ulteriormente la proposta, inoltre, saranno presenti in alcuni spettacoli, narratori e voci recitanti: Gaia Nanni e Lorenzo Baglioni, due apprezzatissimi attori fiorentini conosciuti anche per le loro apparizioni televisive e cinematografiche; Davide Gasparro, più volte presente negli spettacoli per i ragazzi del Teatro del Maggio, tra i quali la recente Italiana in Algeri per le scuole dello scorso aprile 2023 e Alfonso Antoniozzi, fra i più celebri baritoni italiani degli ultimi decenni, nei panni del narratore per Pierino e il lupo

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È dunque una tra le più conosciute e amate composizioni di Camille Saint-Saëns,Il carnevale degli animali, a inaugurare questo nuovo, frizzantissimo ciclo di appuntamenti: fu composta dall’autore nel 1886 mentre si trovava a Vienna, durante un periodo di riposo. Il grande pubblico, però, dovette aspettare quasi quarant’anni prima di poterla sentire perché, per ordine di Camille Saint-Saëns in persona, la suite non doveva essere eseguita pubblicamente almeno fino a che lui fosse stato in vita. La composizione, piena di brio e di humour, venne amata fin da subito anche per la singolarità del soggetto, con gli animali – descritti in musica da Saint-Saëns – che altro non erano che una buffa carrellata di personaggi dell’ambiente musicale parigino come i burberi critici musicali che, incapaci di capire il nuovo corso della musica per colpa della loro mentalità vecchia e polverosa, vengono addirittura “trasportati in scena” dall’autore e “trasformati” in dei fossili! 

La narratrice che, nelle vesti de La zoologa, guiderà tutto il pubblico attraverso le varie parti che compongono Il carnevale degli animali è Gaia Nanni, fra le più apprezzate e talentuose attrici fiorentine, conosciuta inoltre per le sue presenze sul grande e piccolo schermo. L’adattamento del testo è di Manuela Critelli. Sul podio della Sala Zubin Mehta il maestro Cesare Della Sciucca

La locandina

CAMILLE SAINT-SAËNS 

Il carnevale degli animali

Adattamento del testo di Manuela Critelli

Direttore Cesare Della Sciucca

La zoologa Gaia Nanni

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

Prezzi:

Fino ai 18: 5€ – Posto unico: 15€

FORTE VERDI. LA YURTA DI PEPPINO

GLI APPUNTAMENTI DEL WEEKEND

Continuano gli appuntamenti del weekend di Verdi Off per bambini e famiglie a Forte Verdi. La yurta di Peppino a Piazzale Picelli: un presidio di musica e di condivisione, un pacifico fortino colorato che si ispira alle abitazioni nomadi delle popolazioni kirghize e mongole, dove i più piccoli, attraverso spettacoli e laboratori, potranno avvicinarsi al mondo del teatro, curiosare tra gli strumenti di un’orchestra, sperimentare con la musica, scoprire la figura di Verdi e la sua opera.

Sabato 30 settembre 2023 ore 10.00 e ore 16.00, il laboratorio per bambini dai 3 ai 7 anni della Compagnia Rodisio, a cura di Manuela Capece e Davide Doro: Respiro, come in un piccolo rito collettivo, accompagnerà i piccoli partecipanti e le loro famiglie in un viaggio di grande intensità emotiva, per scoprire, nel ritmo del vento, nei gesti e nella gioia delle piccole cose, il valore della lentezza, dell’ascolto, della scoperta. Prenotazione su festivalverdi.it fino a esaurimento dei 20 posti disponibili.

Il lavoro con i bambini è da anni al centro della costruzione drammaturgica della Compagnia Rodisio, fondata nel 2007 da Manuela Capece e Davide Doro, attori, autori e registi, che fondano la loro poetica sulla ricerca, la rielaborazione e la composizione di materiali raccolti nel corso di laboratori con i bambini, condotti da anni in Italia e all’estero, a scuola e nei teatri.

Domenica 1 ottobre 2023 ore 10.00 e ore 16.00 lo spettacolo di burattini a cura di Teatro Medico Ipnotico, di e con Patrizio Dall’Argine, Veronica Ambrosini, Andrea Alberici, per i bambini dai 5 ai 10 anni: Safari racconta le avventure del piccolo Peppino e della sua amica immaginaria, Violetta, che ama scattare fotografie e ha sempre il raffreddore.

Con la sua macchina fotografica a tracolla, Violetta parte per un avventuroso safari a caccia d’immagini. Tra i tanti animali che incontra c’è anche il vitello Remigio, che tingerà di melodramma questa storia semplice e divertente.

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

Venerdì 29 e sabato 30 settembre 2023 alle ore 20, in sala Mehta, il direttore principale Daniele Gatti affronta il primo appuntamento del ciclo sinfonico “Beethoven – Honegger e l’Europa”

Cinque occasioni, replicate tutte in due serate,  con l’esecuzione dei 5 concerti per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven, l’integrale delle 5 sinfonie di Arthur Honegger e una composizione di un autore europeo del XX secolo

Il ciclo delle cinque sinfonie di Arthur Honegger è proposto integralmente per la prima volta in Italia

Solista, al pianoforte, Filippo Gorini.

Sul podio della Sala Mehta, in doppia data venerdì 29 e sabato 30 settembre 2023 alle ore 20, il direttore principale Daniele Gatti torna alla guida dell’Orchestra del Maggio dopo gli applauditi concerti del “Ciclo Čajkovskij” dello scorso 85° Festival del Maggio. Il maestro Gatti propone un nuovo ciclo sinfonico “Beethoven-Honegger e l’Europa” dirigendo i cinque concerti per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven, le composizioni di alcuni fra i più importanti autori del XX secolo: Igor Stravinski, Ottorino Respighi, John Ireland, Paul Hindemith e Claude Debussy ed eseguendo integralmente per la prima volta in Italia le cinque sinfonie di Arthur Honegger delle quali sia la prima che la quarta mai eseguite prima d’ora a Firenze.

Per il primo appuntamento dei cinque del Ciclo, sui leggii dell’Orchestra del Maggio, negli appuntamenti di venerdì 29 e sabato 30, il Concerto n. 3 in do minore op. 37 per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven; la Sinfonia n. 1 in do di Arthur Honegger e la suite de L’uccello di fuoco di Igor Stravinskij nella versione del 1919.  Solista al pianoforte Filippo Gorini, giovane talento insignito del celebre e prestigioso “Premio Abbiati” nella categoria miglior solista per l’anno 2022, al suo debutto al Teatro del Maggio. Nelle occasioni successive seguiranno i pianisti Enrico Pace, Pietro De Maria, Andrea Lucchesini e Benedetto Lupo.

“Ho desiderato comporre questo ciclo  – ha detto il maestro Gatti – con le 5 sinfonie di Honegger, con i 5 concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven e cinque compositori di 5 scuole: la russa, l’italiana, l’inglese, la tedesca, e la francese senza tenere conto di un “filo rosso verticale” che rappresentasse un comun denominatore tra i programmi. Bensì ho tenuto conto e rispettato la cifra distintiva del Maggio e della sua proposta artistica e quindi ho pensato a un percorso che avesse invece una linea orizzontale: nulla accomuna Honegger a Beethoven, questo è chiaro, ma a fianco di una proposta di sinfonie rarissime  –  penso alla Prima, alla Quarta e la Quinta che anche io non ho mai diretto  – abbiamo pensato a offrire una sorta di “controbilanciamento” al pubblico eseguendo i cinque concerti per pianoforte di Beethoven  – che sono più familiari – con cinque solisti italiani. Per completare il programma abbiamo scelto le composizioni di cinque autori di scuole diverse, proponendo oltre a ben note composizioni come quella di Stravinskij (L’uccello di fuoco, suite) nel primo concerto, o Fontane di Roma di Respighi nel secondo appuntamento, altre meno eseguite; dunque nel terzo eseguiremo un brano di John Ireland, compositore inglese del Novecento meno noto al pubblico al contrario di Britten o Elgar, nel quarto concerto chiuderemo la serata con un brano virtuosistico, forte e potente di Hindemith, Konzertmusik per archi e ottoni; nell’ultimo concerto  del 6 e 7 dicembre ci sarà Debussy, uno dei miei autori francesi prediletti. Sono curioso di vedere la reazione del pubblico e sono confidente che sarà apprezzata perché è in linea con la storia più autentica della nostra istituzione.”

Il Teatro del Maggio, oltre alle guide all’ascolto che hanno inizio 45 minuti prima di ogni concerto e che sono riservate ai possessori del biglietto e che presentano ogni esecuzione in locandina,  ha organizzato un percorso tematico a ingresso libero “Conoscere Honegger” che illustrerà la figura del compositore e le sue sinfonie: giovedì 28 settembre alle ore 16 Katiuscia Manetta parlerà della Sinfonia n.1 in do; mercoledì 4 ottobre alle ore 16, Gregorio Moppi parlerà della Sinfonia n. 2; mercoledì 11 ottobre alle ore 16, Giuseppe Rossi illustrerà la sinfonia n.3 Symphonie Liturgique; il 7 novembre alle ore 21, Alberto Batisti  (con la collaborazione di “Il Foyer”) tratterà del “Gruppo dei Sei e la musica europea”; mercoledì 15 novembre alle ore 16, Marco Cosci parlerà della Sinfonia n.4 Deliciae Basilienses e per finire mercoledì 29 novembre alle ore 16,  Francesco Ermini Polacci illustrerà la Sinfonia n.5 in re minore , Di Tre Re.

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In apertura al programma, come detto, il Concerto n. 3 in do minore op. 37 per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven, composto fra il 1800 e il 1802 ed eseguito per la prima volta nell’aprile del 1803 al Theater an der Wien con Beethoven stesso al pianoforte. Questo concerto occupa una posizione centrale nella cornice dei cinque concerti per pianoforte e orchestra, tra i due concerti della giovinezza e i due capolavori della maturità. Nel Concerto n. 3 la ricchezza inventiva beethoveniana mette a fuoco tutte le possibilità dello strumento, e il pianoforte, capace di slanci tanto lirici quanto drammatici, conquista così il ruolo di protagonista. Solista Filippo Gorini  che ha dichiarato: “Sono molto felice ed emozionato di tornare a suonare a Firenze, questa volta al Teatro del Maggio e con un grande musicista come Daniele Gatti. Beethoven è uno degli autori che eseguo più spesso: amo la forza della sua musica priva di compromessi e capace di esplorare ogni regione dell’animo umano, da quelle tragiche a quelle trionfanti. Per questo è così commovente per chiunque. Spero di riuscire a trasmettere tutto questo al pubblico di venerdì e sabato sera!”

Segue la Sinfonia n. 1 in do H. 75 di Arthur Honegger, per la prima volta proposta a Firenze, composta fra la fine del 1929 alla primavera del 1930, con  il debutto che avvenne il 13 febbraio 1931 all’American Academy of Music di Boston, accompagnato da un caloroso successo: a differenza delle altre quattro sinfonie che seguiranno, la prima manca di qualsiasi traccia programmatica o titolo descrittivo; come le altre è articolata in tre movimenti (senza lo Scherzo); inoltre è possibile intuire che il virtuosismo strumentale e i passaggi tecnici ardui della Sinfonia n. 1 siano ricollegabili alle doti eccellenti dell’orchestra dedicataria dell’opera, ossia la Boston Symphony Orchestra.

Chiude la serata una fra le più conosciute e amate composizioni del XX secolo, L’uccello di fuoco di Igor Stravinskij, nella sua versione del 1919: ispirato a un’antica favola russa, L’Oiseau de feu descrive la lotta tra le forze del bene e del male. La composizione fu commissionata a Stravinskij da Sergej Djagilev, il fondatore dei celeberrimi Balletti Russi: inizialmente diede l’incarico al suo professore di armonia, ma questi non si dimostrò all’altezza del compito e Djagilev pensò allora di parlare del lavoro a Stravinskij, il quale vi iniziò a lavorare intensamente, terminando il lavoro nel maggio del 1910. Dalla partitura furono tratte nel corso degli anni per ben tre suites che entrarono velocemente nel repertorio delle orchestre europee: la prima (1911) con cinque numeri del balletto, la seconda (1919), la più nota, con sei numeri musicali e la terza (1945) con dieci numeri. 

La scheda del concerto

Ludwig van Beethoven 

Concerto n. 3 in do minore op. 37 per pianoforte e orchestra

Composto tra il 1800 e il 1802, il Concerto n. 3 per pianoforte e orchestra in do minore op. 37 debutta a Vienna il 5 aprile del 1803, con lo stesso Beethoven in veste di solista. La posizione centrale che occupa nella cornice dei cinque concerti per pianoforte e orchestra – tra i due concerti della giovinezza e i due capolavori della maturità – attribuisce a quest’opera un ruolo cardine. Nel Concerto n. 3 la ricchezza inventiva beethoveniana mette a fuoco tutte le possibilità dello strumento, e il pianoforte, capace di slanci tanto lirici quanto drammatici, conquista così il ruolo di protagonista dalla forte individualità contrapposta alla compagine orchestrale. Come da tradizione, è l’orchestra ad aprire il dialogo con il solista e nell’Allegro la tonalità d’impianto scelta, il drammatico do minore, serve all’autore per scolpire uno dei suoi temi eroici e incisivi, a cui segue un secondo tema dall’accento malinconico. Il Largo, strutturato nella forma del Lied tripartito, è una pagina dall’intenso lirismo che ha il fascino di un nobile recitativo accompagnato da una strumentazione raffinata, mentre nel Rondò finale, in cui domina la brillantezza tecnica, il pathos trova sbocco in un ardente slancio trionfale.

Arthur Honegger

Sinfonia n. 1 in do H. 75

Negli anni Venti del secolo scorso Arthur Honegger, compositore svizzero trapiantato a Parigi, aveva conquistato la fama di nuova leva della musica moderna francese guadagnandosi la stima del mondo musicale internazionale. Le sue composizioni erano richieste ed eseguite ovunque in Europa e nel 1928 Honegger ricevette l’invito a recarsi negli Stati Uniti per presentare i suoi lavori in una lunga tournée che lo avrebbe visto impegnato in una ventina di concerti. Era stato l’amico Sergej Kusevickij, direttore principale della Boston Symphony Orchestra e suo grande sostenitore, a preparare il terreno propizio all’arrivo del compositore in terra americana. Oltre al successo della tournée, Honegger riportò con sé in Francia anche una nuova e importante commissione che lo avrebbe portato a cimentarsi per la prima volta con il genere sinfonico. Kusevickij gli aveva infatti richiesto una composizione per le celebrazioni del cinquantesimo anniversario della fondazione della sua orchestra da eseguirsi nella stagione 1930-31. Honegger lavorò alla Sinfonia n. 1 in do dalla fine del 1929 alla primavera del 1930 e il debutto dell’opera avvenne il 13 febbraio 1931 all’American Academy of Music di Boston, accompagnato da un caloroso successo. A differenza delle altre quattro sinfonie che seguiranno, la prima manca di qualsiasi traccia programmatica o titolo descrittivo. Come le altre è articolata in tre movimenti (senza lo Scherzo) dove i movimenti esterni sono riconducibili ai principi della forma-sonata, mentre il movimento centrale adotta la forma tripartita. Il virtuosismo strumentale e i passaggi tecnici ardui della Sinfonia n. 1 sono collegabili alle doti eccellenti dell’orchestra dedicataria dell’opera, mentre il linguaggio armonico spigoloso, ricco di dissonanze e cromatismi, e la densità contrappuntistica che caratterizzano la scrittura sono in linea con i principi estetici di Honegger, che già all’inizio degli anni Venti aveva dichiarato di avere la tendenza a cercare sempre nella sua musica la complessità armonica, un elemento che diventerà peculiare della sua produzione.

Igor Stravinskij

L’uccello di fuoco, suite (ver. 1919)

Forte della fiducia nel proprio talento, nel 1909 Igor Stravinskij inizia a scrivere la musica de L’Oiseau de feu ancor prima di aver ricevuto l’incarico ufficiale da Sergej Djagilev. Le speranze del giovane musicista russo non vengono deluse ma anzi ricompensate dal clamoroso successo che il suo lavoro otterrà l’anno seguente a Parigi. Dalla partitura furono tratte nel corso degli anni per ben tre suites che entrarono velocemente nel repertorio delle orchestre europee: la prima (1911) con cinque numeri del balletto, la seconda (1919), la più nota, con sei numeri musicali e la terza (1945) con dieci numeri. Ispirato a un’antica favola russa, L’Oiseau de feu descrive la lotta tra le forze del bene e del male. Nella musica di Stravinskij il mondo incantato delle fiabe, abitato da uccelli magici e mostri, e il mondo umano del principe Ivan e delle tredici principesse prigioniere prendono vita in una scrittura orchestrale dai colori smaglianti e dagli accostamenti timbrici inusuali, in cui seducenti temi di gusto orientaleggiante si mescolano a episodi ritmici incisivi e angosciosi.

La locandina

LUDWIG VAN BEETHOVEN

Concerto n. 3 in do minore op. 37 per pianoforte e orchestra

Allegro con brio / Largo / Rondò: Allegro. Presto

ARTHUR HONEGGER

Sinfonia n. 1 in do maggiore H. 75

Allegro marcato / Adagio / Presto. Andante tranquillo

IGOR STRAVINSKIJ

L’oiseau de feu, Suite 1919

Introduzione / L’oiseau de feu et sa danse. / Chovorod: Ronde des Princesses / 

Danse du roi Kaščei / Berceuse / Finale

Direttore Daniele Gatti

Pianoforte Filippo Gorini

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

Prezzi:

Settore D: 20 € – Settore C: 35 € – Settore B: 50 € – Settore A: 70 €

Andrés Orozco-Estrada sul podio della Scala dirige le “Nozze di Figaro” nel cinquantenario dell’allestimento di Strehler.

   

Dal 30 settembre al 20 ottobre sette rappresentazioni tutte esaurite con il nuovo Direttore Principale dell’Orchestra Nazionale della Rai e un grande cast: Luca Micheletti, Benedetta Torre, Olga Bezsmertna, Ildebrando D’Arcangelo e Svetlina Stoyanova.

Il sipario sull’allestimento delle Nozze di Figaro, pensato da Giorgio Strehler con le scene di Ezio Frigerio su invito di Rolf Liebermann, nasce a Versailles nel marzo 1973, cinquant’anni fa: Strehler però non c’era, aveva abbandonato la produzione nelle mani del suo assistente per insanabili contrasti con il direttore, Georg Solti. La riprenderà alla Scala nel 1981 con Riccardo Muti, e da allora se ne contano 72 rappresentazioni al Piermarini. L’opera torna per sette rappresentazioni dal 30 settembre al 20 ottobre con il debutto di Andrés Orozco-Estrada, il Maestro austriaco (ma colombiano di nascita) che da ottobre assume la carica di Direttore Principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Orozco-Estrada, ben noto alla Filarmonica scaligera che nel mese di settembre ha guidato in tournée a Bucarest, Vienna, Grafenegg e Praga, ha diretto tra l’altro i Wiener e i Berliner Philharmoniker, la Staatskapelle di Dresda, il Gewandhausorchester di Lipsia e il Concertgebouw di Amsterdam e dalla Stagione 2025/2026 sarà Generalmusikdirektor a Colonia. A riprendere la regia Marina Bianchi.

Nella parte di Figaro Luca Micheletti, che ha debuttato alla Scala nel 2021. Nato nel 1985, dopo un brillante percorso di attore e regista teatrale ha intrapreso con successo la carriera di baritono, cantando tra l’altro la parte del Conte nelle Nozze con Riccardo Muti; alla Scala è tornato nella Bohème diretta da Eun Sun Kim e nei Vespri siciliani diretti da Fabio Luisi. Nei panni di Susanna Benedetta Torre, allieva di Barbara Frittoli, cresciuta alla Riccardo Muti Opera Academy e già applauditissima alla Scala nell’Elisir d’amore diretto da Michele Gamba. La Contessa è Olga Bezsmertna, già ascoltata al Piermarini nelle doppie vesti di Giove/Diana nella Calisto di Cavalli e recentemente come protagonista di Rusalka di Dvořák. Questa produzione segna anche l’attesissimo ritorno alla Scala di Ildebrando D’Arcangelo, come Conte dopo essere stato Figaro con Muti nel 2002. Nei panni di Cherubino torna dopo il felice debutto del 2001 il mezzosoprano bulgaro Svetlina Stoyanova, che dopo aver cantato in diverse occasioni all’Opera di Vienna proprio come Cherubino è stata Rosina alla Scala nel Barbiere di Siviglia diretto da Riccardo Chailly. Da non dimenticare il Bartolo di Andrea Concetti, sottratto ai vezzi di tradizione. 

Le nozze di Figaro alla Scala

La storia delle Nozze alla Scala è una mirabolante galleria di figure leggendarie. La prima edizione, nel 1815, vedeva seduto al clavicembalo Vincenzo Lavigna, il maestro di Verdi, mentre primo violino e direttore d’orchestra era il compositore e violista Alessandro Rolla (colui che consigliò a Verdi, bocciato al conservatorio, di prendere lezioni da Lavigna). Mozart ebbe scarsa fortuna alla Scala nell’800 (solo Don Giovanni, che vi era apparso nel 1814, tornerà con relativa regolarità: 1816, 1825, 1836, 1871, 1881) e per nuove Nozze bisogna aspettare il 1905, quando Cleofonte Campanini guida una compagnia che include come Susanna Rosina Storchio (che l’anno precedente era stata la prima Cio Cio San) e come Figaro Giuseppe De Luca.  

Nel 1928 il direttore d’orchestra è nientemeno che Richard Strauss, i costumi sono di Caramba, Figaro è Mariano Stabile, Contessa Mercedes Llopart, Cherubino Conchita Supervía, Bartolo Salvatore Baccaloni, mentre Iris Adami Corradetti – poi celebre insegnante di canto – è Barbarina. Lo spettacolo viene ripreso l’anno successivo con Ettore Panizza.

Nel 1938 sul podio c’è Victor De Sabata e lo spettacolo di Rudolf Hartmann vede in scena Maria Caniglia come Contessa, Gianna Pederzini come Cherubino e Tancredi Pasero come Conte. Mariano Stabile è il regista dell’edizione del 1944, diretta da Gino Marinuzzi con Mafalda Favero come Susanna e Giulietta Simionato come Cherubino. Le recite hanno luogo al Teatro Lirico in seguito al bombardamento della Scala nel ’43.

Dieci anni più tardi, del titolo si impossessa Herbert von Karajan: nel ’48 con regia di Oscar Fritz Schuh e un cast che include Elisabeth Schwarzkopf in alternanza con Maria Cebotari, Irmgard Seefried, Sena Jurinac e Giuseppe Taddei; nel 1954 con regia propria e Schwarzkopf, Seefried, Jurinac, Panerai e Petri; nel 1960 con regia di Günther Rennert, la Jurinac passata alla parte della Contessa, Graziella Sciutti, Christa Ludwig, Geraint Evans e Eberhard Waechter.

Lo spettacolo del 1964 è firmato da Jean Vilar, mentre Hermann Scherchen dirige Pilar Lorengar, Mirella Freni, Fiorenza Cossotto, Wladimiro Ganzarolli e Sesto Bruscantini. Passano dieci anni e la nuova produzione, con regia di Otto Schenk, è diretta da Claudio Abbado con Mirella Freni passata a Contessa, Daniela Mazzucato, Teresa Berganza, José van Dam e Hermann Prey.

Nel 1981 va in scena la storica versione firmata da Giorgio Strehler, a proposito della quale è necessaria una premessa: Strehler aveva affrontato le Nozze per la prima volta nel 1972 a Parigi su invito di Rolf Liebermann che voleva presentare all’Opéra Garnier il capolavoro di Mozart e Da Ponte in una versione eccellente, affidando la parte musicale a Georg Solti. I rapporti tra regista e direttore però furono tesi da subito, e Strehler abbandonò la produzione allestita nel Teatro di corte di Versailles nelle mani del suo assistente Jean-Claude Auvray alla vigilia della prima, nel marzo 1973. La versione di Milano è una ripresa dello spettacolo parigino con alcune sostanziali modifiche, e si vale dell’intesa con un Riccardo Muti in stato di grazia, che offre una delle sue prove più alte. Lo spettacolo Strehler-Muti viene ripreso nel 1982, 1987, 1989, 1997 e 2002: come Contessa si succedono tra le altre Julia Varady, Margaret Marshall, Lella Cuberli, Cheryl Studer, Daniela Dessì e Barbara Frittoli, come Susanna Barbara Hendricks, Patrizia Pace, Elizabeth Norberg-Schulz e Andrea Rost, come Cherubino Frederica von Stade, Ann Murray, Anne-Sophie von Otter, Monica Bacelli e Angelika Kirchschlager, come Figaro Samuel Ramey, Claudio Desderi, Ferruccio Furlanetto, Alessandro Corbelli, Bryn Terfel, Ildebrando D’Arcangelo e come Conte Wolfgang Brendel, William Shimell, Michele Pertusi, Simon Keenlyside e Alessandro Corbelli.

La regia di Strehler è ripresa nuovamente nel 2006 con la direzione di Gérard Korsten (Diana Damrau è Susanna), nel 2008 con la direzione di Giovanni Antonini e orchestra e solisti dell’Accademia tra cui Serena Farnocchia, Elena Monti, Anita Rachvelishvili e Christian Senn, e nel 2012 con la direzione di Andrea Battistoni e Dorothea Röschmann, Aleksandra Kurzak, Nicola Ulivieri e Fabio Capitanucci protagonisti. 

Nel 2016 Franz Welser-Möst dirige una nuova produzione affidata al giovane regista britannico Frederic Wake-Walker con Diana Damrau nella parte della Contessa, Golda Schultz come Susanna, Marianne Crebassa come Cherubino e Markus Werba come Figaro, mentre Carlos Álvarez e Simon Keenlyside si alternano nella parte del Conte; una recita vede Michele Gamba sostituire Welser-Möst ed Eleonora Buratto Diana Damrau.   

Stagione d’Opera e Balletto 2022~2023

30 settembre, 4, 7, 10, 13, 17, 20 ottobre 2023 ~ ore 19.30

LE NOZZE DI FIGARO

Opera buffa in quattro atti (1786)

Libretto di Lorenzo Da Ponte

Musica di WOLFGANG AMADEUS MOZART

(Edizione Bärenreiter. Rappresentante per l’Italia Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano)

Produzione Teatro alla Scala

Direttore ANDRÉS OROZCO-ESTRADA

Regia GIORGIO STREHLER

ripresa da Marina Bianchi

Scene EZIO FRIGERIO

Costumi FRANCA SQUARCIAPINO

Luci MARCO FILIBECK

Coreografia FRÉDÉRIC OLIVIERI

Personaggi e interpreti principali

Il Conte di Almaviva             Ildebrando D’Arcangelo

La Contessa di Almaviva       Olga Bezsmertna

Susanna                                  Benedetta Torre

Figaro                                     Luca Micheletti

Cherubino                              Svetlina Stoyanova

Marcellina                              Rachel Frenkel

Don Bartolo                            Andrea Concetti

Don Basilio                            Matteo Falcier

Don Curzio                             Paolo Nevi

Barbarina                                Mariya Taniguchi

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO ALLA SCALA

Maestro del Coro ALBERTO MALAZZI

Allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala

LE NOZZE DI FIGARO

Date:

Sabato 30 settembre 2023 ore 19.30 – turno Prime Opera

Mercoledì 4 ottobre 2023 ore 19.30 – turno A

Sabato 7 ottobre 2023 ore 19.30 – fuori abbonamento

Martedì 10 ottobre 2023 ore 19.30 – turno B

Venerdì 13 ottobre 2023 ore 19.30 – turno D

Martedì 17 ottobre 2023 ore 19.30 – turno C

Venerdì 20 ottobre 2023 ore 19.30 – fuori abbonamento

Prezzi: da 250 a 30 euro

Infotel 02 72 00 37 44

www.teatroallascala.org

 

“UN’ORA ALL’OPERA” SI TINGE DI LUSTRINI A SAN LAZZARO(BO).

La sesta edizione della fortunata rassegna “Un’ora all’opera”, promossa da Sol Omnibus Lucet APS col sostegno del Comune di San Lazzaro di Savena, sarà interamente dedicata al mondo della piccola lirica

Spesso ingiustamente sottovalutata, l’operetta merita la stessa attenzione riservata al melodramma: nonostante la maggior parte delle operette sia caratterizzata da tematiche leggere e musiche orecchiabili, un’operetta può anche diventare il mezzo per veicolare messaggi sociali importanti e toccare tematiche forti. 

L’edizione di “Un’ora all’opera” del 2023 porgerà, per tre domeniche (sempre alle ore 17 e sempre presso la Sala Eventi “Clorindo Grandi” in via Caselle 22 a San Lazzaro – Bologna), tre differenti esempi operettistici per mostrare al pubblico le diverse sfumature di questo genere. 

Un’operetta di spessore e estremamente moderna è “Il paese del sorriso” (di Franz Lehár, già autore della celeberrima “Vedova allegra”), su cui sarà incentrato il primo spettacolo della rassegna, l’8 ottobre: il principe cinese Sou-Chong (il tenore Paolo Gabellini) e la nobildonna occidentale Lisa (il soprano Giada Maria Zanzi) si innamorano nonostante la diffidenza delle loro famiglie e le differenze dei loro usi e costumi. Completano il cast Maurizio Tonelli (nel doppio ruolo del padre di Lisa e di Fu-Li) e Carlotta Marchesini: quest’ultima, non solo sarà impegnata nella concertazione dello spettacolo, ma darà voce anche a Mi, la sorella di Sou-Chong.

Il 5 novembre sarà la volta del puro buon umore con “Una notte a Venezia” di Strauss II: la pianista Giovana Ceranto accompagnerà una spiritosa messa in scena, ambientata in una Serenissima carnascialesca. Annina (la Zanzi), Caramello (eccezionalmente reso come ruolo en travesti grazie alla partecipazione straordinaria del soprano Chisako Miyashita) e il cuoco Pappacoda (Tonelli) saranno coinvolti in vorticose e spassose vicende. Tra valzer, risate, maschere e allegria la vicenda culminerà in un inevitabile lieto fine.

Il 19 novembre si concluderà la rassegna sulle note de “La principessa della czarda” di Kálmán, che vedrà protagonisti ancora una volta Giada Maria Zanzi (nel ruolo del titolo) e Maurizio Tonelli, che questa volta interpreterà il nobile Edwin. Sarà coinvolto anche il coro “I Cantori della Primo Levi”, diretto da Gian Paolo Luppi, nei panni dei personaggi comprimari. Accompagnerà il Maestro Fabio Luppi.

Ingresso libero. Per ulteriori informazioni: http://www.facebook.com/SolOmnibusLucetAPSsolomnibuslucet1@gmail.comhttp://www.mediatecadisanlazzaro.it

IL CONCERTO CORALE DEL CORO TEATRO REGIO DI PARMA DIRETTO E ACCOMPAGNATO AL PIANOFORTE DA MARTINO FAGGIANI AL TEATRO GIUSEPPE VERDI DI BUSSETO.

Pagine corali di Rossini, Donizetti, Bellini, Verdi, Bizet, con l’introduzione all’ascolto del Maestro del coro.

Busseto, Teatro Giuseppe Verdi

domenica 1 ottobre 2023, ore 20.00

Un viaggio attraverso le grandi pagine corali dei grandi compositori del melodramma ottocentesco, da Rossini a Bizet: il Coro del Teatro Regio di Parma diretto e accompagnato al pianoforte da Martino Faggiani sarà protagonista del Concerto corale al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto domenica 1 ottobre 2023 ore 20.00.

Il programma offre all’ascolto brani di tre generazioni di operisti, lungo tutto l’Ottocento: si parte con Gioachino Rossini, Gaetano Donizetti, Vincenzo Bellini, i tre giganti dell’opera italiana della prima metà del secolo, dei quali saranno eseguiti cori da Guillaume Tell, Maria Stuarda, Norma, e si conclude in Francia con il celebre coro dall’atto IV di Carmen di Georges Bizet (“Les voici, voici la quadrille”). Al centro del programma, le pagine di Giuseppe Verdi: “Gli arredi festivi” da Nabucco, le due versioni di “Patria oppressa” da Macbeth in un interessante confronto tra la prima del 1847 e quella definitiva, composta nel 1865 per Parigi, e i cori “Gerusalem” e “O signore dal tetto natìo” da I Lombardi alla prima Crociata: occasione per riascoltare i due cori dall’opera in scena al Festival Verdi nella dimensione più intima e autentica del Teatro intitolato al Maestro.

“Per questo concerto, che ha in Verdi la figura di riferimento, ho pensato di allargare il percorso guardando al prima e al dopo – spiega il Maestro Martino Faggiani, che guiderà il concerto con introduzioni all’ascolto. E prima di Verdi il panorama musicale dell’opera italiana è occupato da tre figure di primissimo piano: Rossini, il cui rapporto con il testo poetico è del tutto diverso da quello verdiano, Bellini e Donizetti che, ciascuno per strade diverse, cominciano a invertire il rapporto tra parola e musica. In questi tre compositori prevale un’eleganza, un fascino ancien regime, quasi aristocratico. Con Verdi entra in gioco il Quarto Stato e il distacco tra musica e testo poetico si accorcia. Esemplari sono a questo proposito le due versioni del coro dei profughi scozzesi del quarto atto di Macbeth, composte a diciotto anni di distanza: nella prima, del 1847, sopravvive ancora quella dignità, quel ritegno quasi manzoniano che nella versione 1865 è del tutto abbandonata in favore di una comunicatività diretta, quasi pre-espressionista. Conclude l’incontro la gioiosa, quasi sfrenata, orgia coloristica dei cori dell’atto IV di Carmen. Non abbiamo testimonianze sul giudizio che l’ormai anziano Verdi diede sul capolavoro di Bizet, ma sappiamo, di converso, che Bizet nutriva un certo spirito critico nei confronti del Maestro”.

SERVIZIO NAVETTA

Il Teatro Regio di Parma, in collaborazione con Tep, offre un servizio navetta a/r per Busseto e Fidenza nei giorni di spettacolo, al costo di € 7,00 a persona.

Per informazioni e prenotazioni biglietteria@teatroregioparma.it

Elisa Guzzo Vaccarino presenta al Teatro Lirico di Cagliari “Il lago dei cigni” di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

Venerdì 29 settembre, alle 17, nel foyer di platea del Teatro Lirico di Cagliari, la giornalista e critica di danza Elisa Guzzo Vaccarino presenta Il lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij, in un incontro con il pubblico.

Il balletto in quattro atti va in scena martedì 3 ottobre alle 20.30 (turno A), quale sesto titolo della Stagione lirica e di balletto 2023 del Teatro Lirico di Cagliari.

Il lago dei cigni viene replicato: mercoledì 4 ottobre alle 20.30 (turno B); giovedì 5 ottobre alle 19 (turno F); venerdì 6 ottobre alle 20.30 (turno C); sabato 7 ottobre alle 15.30 (turno E); sabato 7 ottobre alle 21 (turno G); domenica 8 ottobre alle 17 (turno D).

L’orario di inizio della recita del 7 ottobre (turno E), inizialmente fissato per le 16, è stato anticipato alle 15.30.

L’ingresso alla presentazione è libero.

Elisa Guzzo Vaccarino – Laureata in Filosofia a Torino, formata alla danza contemporanea, si occupa di balletto e di danza da trent’anni scrivendo per quotidiani (attualmente “Il Giorno”, “La Nazione”, “Il Resto del Carlino”), riviste internazionali, programmi di sala, dalla Scala ai maggiori teatri di tutta Italia e cataloghi d’arte plastica e visiva, oltre a curare i testi dei dvd di balletto distribuiti da “Classic Voice”. Ha pubblicato numerosi libri, tra l’altro su Maurice Béjart, Jirí Kylián, Pina Bausch, la danza futurista e quella globalizzata di oggi (“Altre scene, altre danze”, 1991) e sul tema su cui è considerata un’esperta, la danza in video e sugli altri supporti multimediali (“La musa dello schermo freddo”, 1996). Ha parlato alla radio, specie Rai3, e realizzato programmi televisivi sui canali culturali (Tele+3, Rai Sat Show, Rai5) e allestendo mostre, come “La Danza delle Avanguardie” al MART di Rovereto-Trento. Ha acquisito molti “discepoli” insegnando all’Università, nei corsi di laurea specialistica del DAMS di Bologna, e in scuole professionali, da quella della Scala al MAS di Milano, dove ora è direttrice artistica della sezione danza contemporanea. Ha diffuso idee e polemiche intervenendo a convegni e simposi, ma, quel che più le importa, sèguita a danzare, per il proprio piacere: ora, il tango argentino, di cui è anche insegnante.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, mercoledì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.com.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore.

Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.

Stagione sinfonica 2022/2023 al Teatro alla Scala.

Mercoledì 11 ottobre 2023 ore 20 ~ turno A

Giovedì 12 ottobre 2023 ore 20 ~ turno B

 Sabato 14 ottobre 2023 ore 20 ~ turno C


FILARMONICA DELLA SCALA

Direttore

ZUBIN MEHTA

Pianoforte

YUJA WANG

Onde Martenot

CÉCILE LARTIGAU

Wolfgang Amadeus Mozart

Sinfonia n. 38 in re magg. K 504 “Pragaˮ

Olivier Messiaen

Turangalîla-Symphonie per pianoforte, onde Martenot e orchestra

Mozart e Messiaen, l’uno accanto all’altro. Nella sbalorditiva carriera di Zubin Mehta l’attenzione alla musica del presente è stata una presenza costante e feconda fin dagli anni in cui, allievo di Hans Swarovsky insieme a Claudio Abbado nella capitale austriaca, il giovane maestro indiano era stato tra i protagonisti della rinascita esecutiva della Seconda Scuola di Vienna. Il rapporto con Schönberg ha avuto un’importante diramazione italiana nella musica di Luigi Nono, genero del compositore. Non a caso tra i progetti di Mehta alla Scala prima della pandemia c’erano in successione Die Fledermaus di Johann Strauss e Intolleranza di Nono, testimonianza di un’apertura che nasce dall’esperienza di vita, dall’essere cresciuti in una koiné in cui la più alta delle tradizioni e le novità più sapienti e audaci forse confliggevano, ma fiorivano entrambe.  L’importanza di Mehta interprete della musica del secondo Novecento si radica in questa esperienza e nel rapporto diretto con i compositori. Così, tornando dopo diversi anni a una cattedrale musicale come Turangalîla, Mehta per la prima volta non ritrova al pianoforte Yvonne Loriod, la moglie del compositore. Commissionata da Serge Koussevitzky nell’immediato Dopoguerra, in anni in cui la Boston Symphony si imponeva tra i laboratori più fervidi ed entusiasmanti in un panorama di rinascita culturale, la Turangalîla (il nome è derivato dal sanscrito e può significare, come spiegava l’autore, “canto d’amore, inno alla gioia, tempo, movimento, ritmo, vita e morte”) viene eseguita nel 1949 con Leonard Bernstein sul podio e appunto la Loriod al pianoforte. Mehta, che ha diretto la Sinfonia per la prima volta a New York e poi a Los Angeles, a Monaco, in Israele, a Firenze e Salisburgo, ricorda che le sue indicazioni sull’interpretazione furono più utili di quelli dello stesso compositore che aveva previsto dei metronomi fin troppo sostenuti. Il maestro racconta come Turangalîla, densa di riferimenti alle culture musicali d’Oriente, convincesse piuttosto il pubblico di Los Angeles che quello di New York. In Israele Messiaen era presente alle prove e i musicisti, senza avvertire il Maestro, gli chiesero di abbreviare la colossale sinfonia omettendo due movimenti. Il concerto, come alla Scala, prevedeva una sinfonia di Mozart in apertura e il compositore fu categorico: “Se volete, tagliate Mozart!”. Nel complesso tuttavia Turangalîla si è affermata nei programmi come occasione rara e preziosa. La prima milanese risale al 1982, con l’Orchestra della Scala diretta da Hubert Soudant con Pierre-Laurent Aimard al pianoforte, mentre nel 1993 Riccardo Chailly la propone con Jean-Yves Thibaudet. Titolo insolito nei programmi dei Wiener Philharmoniker, è tornato proprio con Yuja Wang diretta Esa-Pekka Salonen nel 2022; formidabile virtuosa ma sempre più autorevole interprete, la Wang ha ritrovato Zubin Mehta quest’anno con un memorabile Terzo di Rachmaninov al Festival di Verbier.

Al Teatro Massimo di Palermo il coreografo Vincenzo Veneruso porta in scena “Anna”, con il Corpo di ballo del Teatro.

Violenza sulle donne e dipendenza dalle droghe.

Al Teatro Massimo di Palermo il coreografo Vincenzo Veneruso porta in scena le fragilità e le contraddizioni della società contemporanea con il Corpo di ballo del Teatro e il nuovo spettacolo “Anna”. Sul podio dell’Orchestra dirige il compositore Paolo Buonvino, autore delle musiche.


Debutta sabato 30 settembre alle 20:00 al Teatro Massimo di Palermo, “Anna”,
la nuova creazione di danza contemporanea per il Corpo di ballo, diretto da Jean-Sébastien
Colau.

A firmarla è il coreografo Vincenzo Veneruso che, ispirandosi a una vicenda realmente
accaduta, porta in scena il dramma della violenza sulle donne.
“Non passa giorno che le cronache non rivelino storie di inaudita violenza ai danni di donne colpite dai
loro compagni, mariti, genitori o da sconosciuti – dice il coreografo Vincenzo Veneruso – io ho
impiegato anni a dare forma a questa coreografia che ho immaginato come una sorta di risarcimento al
dolore e alla solitudine della persona che lo ha subìto. Per me la danza è un linguaggio e vorrei che in
questo caso, senza parole e senza grida, possa lasciare un segno nella coscienza e nell’anima di chi lo
guarda”.
In scena, a danzare “Anna”, è il Corpo di Ballo del Teatro Massimo, di cui fanno parte gli interpreti
dei due ruoli principali, Francesca Bellone e Michele Morelli, protagonisti anche del video che è parte
integrante della narrazione, realizzato da Gery Palazzotto con Antonio Di Giovanni e Davide
Vallone. Accanto a loro Alessandro Cascioli (Fratello di Anna), Lucia Ermetto e Francesca Davoli
(Madre), Andrea Mocciardini e Diego Mulone (Padre). I costumi sono di Cecile Flamand, la
scenografia di Chiara Pisani, le luci di Maureen Sizun Vom Dorp.
Le musiche dello spettacolo sono tratte da alcune tra le più belle colonne sonore cinematografiche del
compositore siciliano Paolo Buonvino (L’ultimo bacio, N (Io e Napoleone), A casa tutti bene (seconda
stagione), I Viceré, Padre Pio, I Medici, Caos calmo) che dirige l’Orchestra del Teatro Massimo.
Musicista e autore di musica per il cinema, la tv e il teatro, Buonvino, ha collaborato tra gli altri con
Franco Battiato, Carmen Consoli, Elisa, Fiorella Mannoia, Negramaro, Jovanotti, Skin e Andrea
Bocelli. Premiato nel corso della sua carriera con il David di Donatello come miglior musicista, e con il
Nastro d’argento per la migliore colonna sonora, è attualmente impegnato nella serie Netflix “Il
Gattopardo”. Lo spettacolo sarà replicato domenica 1 ottobre alle 18:30.
Info: https://www.teatromassimo.it/event/anna/


Sinossi. Qualche anno fa, a Palermo, nella zona di Monte Pellegrino. Anna e Luca da quattro anni
vivono insieme, ma la loro relazione va avanti da molto tempo. Anna sogna un marito, dei figli, una
casa. Quando arriva la tanto attesa proposta di matrimonio, Anna è felice; ma ignora che Luca è un
tossicodipendente. Presto lo scopre nel più amaro dei modi: Luca riversa su di lei violenze di ogni tipo.
Anna gli rimane ostinatamente accanto, ma ad un costo altissimo. Alla fine riesce a staccarsi da Luca,
anche se non riesce a ritrovare la voglia di vivere, con grande preoccupazione della sua famiglia. Ci
vorrà ancora tanto tempo, ma Anna, che ha lottato con tutte le sue forze per Luca, troverà la forza di
combattere anche per se stessa

NABUCCO IN FORMA DI CONCERTO AL TEATRO MAGNANI DI FIDENZA, GIOVEDI 28 SETTEMBRE E VENERDI 6 OTTOBRE.

Il Festival Verdi torna al Teatro Girolamo Magnani di Fidenza con Nabucco presentato in forma di concerto giovedì 28 settembre e venerdì 6 ottobre 2023, ore 20.00, affidato alla bacchetta di Giampaolo Bisanti sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani. Il cast è composto da Vladimir Stoyanov (Nabucco), Marco Ciaponi (Ismaele), Marko Mimica (Zaccaria), Marta Torbidoni (Abigaille), Caterina Piva (Fenena), Lorenzo Mazzucchelli (Il Gran Sacerdote di Belo), Marco Miglietta (Abdallo) e l’allieva dell’Accademia Verdiana Lei Wu (Anna). L’edizione critica della partitura è a cura di Roger Parker.

Terza opera del Maestro, Nabucco fu composta tra il 1841 e il 1842 dopo un periodo particolarmente difficile e doloroso: il fiasco di Un giorno di regno, la morte della moglie Margherita Barezzi e dei due figli, allontanarono Verdi dalla composizione fino a quando il libretto di Temistocle Solera, propostogli dall’impresario Bartolomeo Merelli, lo convinse a musicare una nuova opera.

 E fu proprio in seguito al debutto di Nabucco al Teatro alla Scala il 9 marzo 1842 – nel cast, la futura moglie Giuseppina Strepponi nel ruolo di Abigaille – che la carriera di Verdi decollò in maniera definitiva e inarrestabile.

“Il perdono del male commesso, il perdono degli affetti più cari, il perdono che viene dall’alto; ma anche quello che può arrivarci dall’altro – scrive Giampaolo Bisanti. Un perdono che in Verdi assume una valenza quasi mistica, una rivelazione ultima della condizione in cui l’essere umano si trova immerso in tutta la sua esistenza. Un perdono che parte da Abigaille e arriva fino a Desdemona passando per Violetta, Gilda, Stiffelio, Leonora, un perdono che si trasforma nella spugna dei mali della vita, delle sue nefandezze, delle sue ingenuità, dei suoi mille piccoli e grandi peccati. Verdi era uomo probabilmente poco “propenso” al chiedere perdono; sappiamo che aveva un carattere forte e, a volte, collerico. Genuino ma orgoglioso. Mi piace immaginare che forse questo suo essere avvezzo alla tematica del perdono, umano e celeste, a cui affida meravigliose e immortali melodie, fosse il suo modo di chiederlo e di concederlo. In quest’opera c’è davvero tutto. Potremmo paragonare Nabucco a una candela che brucia e irradia la stanza più vera e più buia del nostro intimo; gli spettatori possono intravedere le immagini presenti nel cuore di ognuno di noi: l’amore, l’odio, la vendetta, il potere, la gelosia, il perdono, la disperazione…. È un ventaglio di riflessioni in cui ognuno può ritrovare parte di se stesso. Verdi si fa specchio di questi sentimenti e li riflette attraverso la sua musica illuminando di quella luce tutti noi”.

Giampaolo Bisanti sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani dirige il cast composto da Vladimir Stoyanov, Marco Ciaponi, Marko Mimica, Marta Torbidoni, Caterina Piva, Lorenzo Mazzucchelli, Marco Miglietta, Lei Wu.

PROVA APERTA

È aperta al pubblico l’ultima prova di Nabucco prima del debutto, martedì 26 settembre 2023, ore 20.00. Biglietti in vendita al Teatro Magnani a partire dalle ore 19.00 posto unico € 10,00 euro.

SERVIZIO NAVETTA

Il Teatro Regio di Parma, in collaborazione con Tep, offre un servizio navetta a/r per Busseto e Fidenza nei giorni di spettacolo, al costo di € 7,00 a persona. Per informazioni e prenotazioni biglietteria@teatroregioparma.it

TCBO: MARTIJN DENDIEVEL DIRIGE KORNGOLD E STRAUSSGiovedì 28 settembre alle 20.30, Auditorium Manzoni

Aveva solo 22 anni nel 1886 Richard Strauss quando compose la fantasia sinfonica Aus Italien op. 16, e ne ha oggi pochi di più il direttore d’orchestra belga Martijn Dendievel, classe 1995 e vincitore del “Deutscher Dirigentenpreis” 2021, che affronta questa pagina sul podio dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna per la Stagione Sinfonica 2023 della Fondazione lirico-sinfonica felsinea. Il concerto, in programma giovedì 28 settembre alle 20.30 all’Auditorium Manzoni, è completato dall’esecuzione di un brano di metà Novecento come la Sinfonia in fa diesis maggiore op. 40 di Erich Wolfgang Korngold.

Accostato soprattutto al mondo cinematografico per il suo lavoro come autore di colonne sonore per la Warner Bros. a Hollywood, dove si rifugiò, in quanto di origini ebraiche, scappando da Vienna con l’avvento del Nazismo, Korngold venne trattato con un certo snobismo dall’ambiente musicale più sofisticato sia nel Nuovo che nel Vecchio continente. Non bastò al compositore di Die tote Stadt (La città morta) l’essere definito “genio” da Mahler, Puccini e Strauss per trovare consenso e comprensione: anche la Sinfonia in fa diesis maggiore – completata nel 1952 con dedica al presidente Franklin Delano Roosevelt, scomparso sette anni prima – fu infatti accolta malamente.

Sorte simile toccò al Finale di Aus Italien, intitolato da Strauss Neapolitanische Volksleben (Scene di vita napoletana), che venne contestato alla prima esecuzione a Monaco di Baviera nel 1887. Il musicista tedesco aveva utilizzato in questo movimento il noto tema della canzone di Luigi Denza Funiculì funiculà, che gli aveva anche procurato una causa con il compositore napoletano. Questa pagina giovanile – che racconta il viaggio in Italia dell’autore – «è fatta di sensazioni evocate dalla vista delle magnifiche bellezze naturali di Roma e Napoli, e non è la loro descrizione. La nostra arte – teneva a ricordare Strauss – è quella dell’espressione».

Dopo il recente successo nelle Nozze di Figaro al Comunale Nouveau, Dendievel sarà nuovamente protagonista sul podio nel maggio 2024 per dirigere il Don Giovanni – ancora una volta firmato da Alessandro Talevi – che prosegue il ciclo della Trilogia Mozart/Da Ponte.

Il concerto è realizzato grazie a Intesa Sanpaolo, Main Partner della Stagione Sinfonica 2023 del Teatro Comunale di Bologna.

I biglietti – da 10 a 40 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale (Largo Respighi), dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18 e il sabato dalle 11 alle 15; il giorno del concerto presso l’Auditorium Manzoni da 1 ora prima fino a 15 minuti dopo l’inizio dello spettacolo.

Per ogni concerto della Stagione Sinfonica 2023 è in programma “Note a margine”, una rassegna di podcast e di incontri con il pubblico che si tengono circa 30 minuti prima dell’inizio del concerto presso il foyer o il bar dell’Auditorium Manzoni.

Per la Stagione 2023-2024 di Liguria Musica 3 concerti intitolati : “Mozart l’italiano”.

La Stagione 2023-2024 di Liguria Musica si apre con il concerto Mozart l’italiano, in cui l’Orchestra dell’Opera Carlo Felice e il solista al fagotto Dennis Carli saranno diretti da Mathieu Romano.

Il concerto si replica in tre date: martedì 26 settembre alle ore 21.00, alla Basilica di San Giovanni Battista di Monterosso al Mare; mercoledì 27 settembre alle ore 21.00 alla Chiesa di San Matteo di Laigueglia; giovedì 28 settembre alle ore 21.00, alla Chiesa di Sant’Anna a Rapallo.

Il ciclo di concerti Mozart l’italiano, con il quale l’Orchestra dell’Opera Carlo Felice affronta l’intera produzione sinfonica del compositore salisburghese, si propone di approfondire il rapporto tra Mozart e la scuola italiana del ‘700. Il programma di questo appuntamento vede le Sinfonie n. 7 e n. 32 e il Concerto per fagotto e orchestra K. 191 accostati all’Ouverture n. 6 di Francesco Maria Veracini (1690 – 1768) e a The Unanswered Question di Charles Ives.

La possibilità di ascoltare nello stesso programma le Sinfonie n. 7 e n. 32 permette di percepire con chiarezza il significativo sviluppo artistico di Mozart in soli dieci anni – tra la fine degli anni ’60 e la fine degli anni ’70. Le due sinfonie rispecchiano rispettivamente la fase di formazione del compositore e il periodo centrale della sua produzione orchestrale. Anche il Concerto per fagotto e orchestra K. 191 risale allo stesso decennio, precisamente al 1774, in esso si nota l’influenza dello stile galante della Vienna contemporanea, ma anche della scuola tardo-barocca italiana. Proprio a questa scuola appartiene Francesco Maria Veracini, al tempo noto soprattutto come violinista, ma attivo in tutto il corso della sua vita anche come compositore. L’Ouverture n. 6 è una composizione in stile barocco dalla scrittura raffinata, in cui il prezioso virtuosismo delle linee di archi e legni si alterna tra il vivace brio del primo e del terzo movimento e l’intenso patetismo del Largo centrale.

A completare il programma è The Unanswered Question, dell’americano Charles Ives. Il brano venne composto nel 1908 come parte di un dittico dal titolo Two Contemplations, ma non venne eseguito fino al 1946. Con questo brano – in cui l’andamento lento degli archi secondo una linea tonale si contrappone agli interventi della tromba solista e di un quartetto di legni – Ives rivela da una parte una tendenza avanguardistica concettualmente affine al panorama europeo contemporaneo, dall’altra un linguaggio proprio, poi divenuto tassello fondamentale della tradizione statunitense novecentesca.

Musiche di Wolfgang Amadeus Mozart, Charles Ives e Francesco Maria Veracini

Fagotto Dennis Carli

Direttore Mathieu Romano

Orchestra dell’Opera Carlo Felice Genova

Martedì 26 settembre 2023, ore 21.00, Monterosso al Mare

Mercoledì 27 settembre 2023, ore 21.00, Laigueglia

Giovedì 28 settembre 2023, ore 21.00, Rapallo

Ingresso gratuito con biglietto presso la sede del concerto

Per ulteriori informazioni: www.operacarlofelicegenova.it

Biografie:

Dennis Carli si diploma nel 1992 al Conservatorio di Verona, in seguito frequenta i corsi di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo con Rino Vernizzi e Claudio Gonnella. Segue seminari cameristici ed orchestrali in diverse città italiane ed europee. Come riconoscimento della direzione del conservatorio ai migliori diplomati, debutta in qualità di solista eseguendo la Sinfonia concertante K. 297 di Mozart accompagnato dall’orchestra della Fondazione Arena di Verona. Tra le altre esecuzioni solistiche eseguite compaiono inoltre i concerti per fagotto e orchestra di compositori quali Weber, Vivaldi e Devienne. Presta collaborazioni con diverse formazioni orchestrali, tra le quali l’Orchestra del Teatro alla Scala, l’Orchestra del Maggio musicale Fiorentino, l’Orchestra A. Toscanini. Dal 2003 è primo fagotto dell’Orchestra dell’Opera Carlo Felice Genova.

Direttore versatile e alla continua ricerca di nuove esperienze, a suo agio nella buca dell’orchestra come sulla pedana del concerto, Mathieu Romano sfrutta la sua profonda conoscenza della voce – sia solista che corale – e dell’orchestra per affrontare ogni genere, dal barocco, alla sinfonica, alla contemporanea.

Ha conseguito il master in direzione d’orchestra al Conservatorio di Parigi con François-Xavier Roth, Susanna Mälkki e Zsolt Nagy. Successivamente ha lavorato come assistente di Zinman, Russell Davies, Roth, Agnew e Minkowski. Collabora con numerosi ensemble come Les Siècles, il RIAS Kammerchor, l’Orchestra Nazionale Giovanile di Francia, il Coro NFM, l’Orchestre des Pays de la Loire, il Coro della Radio Lettone, l’Orchestra di Caen e il Coro di Radio France. Dirige progetti operistici, in particolare all’Opéra Comique (con Orchestre de Chambre de Paris, Maîtrise Populaire de l’Opéra Comique e Les Frivolités Parisiennes) e progetti contemporanei con l’Ensemble Itinéraire. Nel 2022 è stato nominato direttore artistico del nuovo Pôle Régional d’Art Vocal della regione Hauts-de-France e direttore musicale del Coro dell’Opera di Lille. Le più importanti stagioni concertistiche del mondo lo hanno visto dirigere il suo ensemble Aedes. Tra i suoi altri progetti come sostenitore dell’accessibilità e dell’educazione musicale, ha diretto una delle orchestre DEMOS del Sud-Ovest (orchestre dedicate all’accesso alla musica per tutti) dal 2017 al 2020. Ha avviato progetti di formazione per musicisti amatoriali, bambini e giovani promesse nell’ambito del Pôle Régional d’Art Vocal dell’ensemble Aedes presso l’Abbazia di Saint-Riquier. I suoi successi musicali gli sono valsi il titolo di Chevalier dans l’ordre des Arts et Lettres.

La storia dell’Orchestra dell’Opera Carlo Felice inizia nei primi anni del ‘900; l’attività sinfonica e operistica è da allora continuativa. Con un repertorio che spazia dal Seicento alla musica contemporanea, la compagine si distingue per produttività e versatilità. Sul podio si avvicendano direttori di rilevanza internazionale, per citarne solo alcuni: Victor De Sabata, Igor Stravinsky, Franco Capuana, Sergiu Celibidache, Hermann Scherchen, Claudio Abbado, Alceo Galliera, Carlo Maria Giulini, Riccardo Muti, Georges Prêtre, Mstislav Rostropovič, Gianandrea Gavazzeni, Daniel Oren, Antonio Pappano, Christian Thielemann, Daniele Gatti, Gennadij Roždestvenskij, Bruno Campanella, Zubin Mehta, Nello Santi, Sir Neville Marriner, Kyrill Petrenko, Hartmut Haenchen, Vladimir Fedoseev, Andrea Battistoni, Fabio Luisi (Direttore onorario), Donato Renzetti (Direttore emerito). Dal 2022 Riccardo Minasi è il Direttore musicale. Numerose sono le incisioni registrate al Teatro Carlo Felice, in particolare di produzioni liriche, per etichette quali Deutsche Grammophon, Decca, Sony, TDK, Rai-Trade, Nuova Era Records, Arthaus Musik, Dynamic, Bongiovanni, Denon/Nippon Columbia e BMG-Ricordi. L’alto livello artistico consolidato negli anni le consente di prendere parte a manifestazioni di grande prestigio quali il Festival dei Due Mondi di Spoleto, il Ravello Festival, il Festival di musica sacra Anima Mundi di Pisa, e d’esibirsi in importanti sedi nazionali e internazionali quali il Parco della Musica di Roma, il Teatro degli Arcimboldi di Milano, l’Auditorium della Conciliazione di Roma, il Teatro dal Verme di Milano, la Royal Opera House di Muscat, la Astana Opera, il Marinsky Concert Hall, la Basilica di S. Francesco ad Assisi.

MITO SETTEMBREMUSICA 2023: SUCCESSO PER L’ULTIMA EDIZIONE DI CAMPOGRANDE 

Oltre 50.000 spettatori tra Milano e Torino 

Battistelli nuovo Direttore artistico 

Il 5 ottobre alle 21.15 su Rai5 il documentario sulla diciassettesima edizione del Festival

50.030 presenze complessive tra Milano e Torino con 45 concerti sold out su 70: sono gli ottimi risultati della diciassettesima edizione del Festival MITO SettembreMusica, che si è conclusa venerdì 22 settembre. Ma non sono solo i numeri a decretare il successo del Festival 2023 dal tema “Città”: lo conferma l’accoglienza straordinaria che è arrivata fino alle zone più periferiche dei due capoluoghi del Nord Italia.

«In questi ultimi otto anni – dice Nicola Campogrande, giunto alla sua ultima edizione come Direttore artistico –, nei quasi 1000 concerti inventati per MITO SettembreMusica, quello che ho fatto è stato seminare curiosità. Perché di questo si è trattato: evitare programmi preconfezionati, superare le convenzioni, esplorare sentieri nascosti. E i frutti che in questa edizione si raccolgono, nell’esito così fuori dall’ordinario, nella lunghissima serie di tutto esaurito, a me sembra siano passione, desiderio, intensità. Lascio dunque un festival in forma eccellente e soprattutto due città nelle quali la musica classica, a settembre, ha imparato a risuonare in modo nuovo ed eccitante».

I Sindaci Giuseppe Sala e Stefano Lo Russo esprimono grandissima soddisfazione per lo straordinario successo del Festival, giunto nel 2023 alla sua diciassettesima edizione e lo considerano «un bell’esempio di come due città possano lavorare insieme per costruire eventi di grande peso culturale e qualità, come il successo di pubblico ha dimostrato. Ringraziamo i musicisti provenienti da tutto il mondo che si sono esibiti nelle nostre città e tutte le persone che, sul palco come dietro le quinte, hanno lavorato anche quest’anno alla realizzazione di questo evento. Un omaggio doveroso va al Maestro Nicola Campogrande che conclude la sua esperienza dopo otto anni alla direzione di MITO mentre rivolgiamo un sincero benvenuto e un in bocca al lupo al Maestro Giorgio Battistelli che lo guiderà verso le prossime sfide».

Si unisce alle parole dei Sindaci anche la Presidente Anna Gastel, salutando e ringraziando Campogrande per il lavoro svolto in sinergia in questi anni, conclusosi con questa riuscita edizione: «Dall’energia positiva che ha fatto ballare il pubblico di “Wonderful Town” alla rarefatta luce spirituale del concerto “In volo” con orchestra e coro estone, fino alle atmosfere musicali dell’Europa dell’Est nell’appuntamento dal titolo “Praga”, il pubblico di MITO, numeroso e convinto, ha affollato ogni sera le sale centrali e decentrate di questo festival. Grande partecipazione ed interesse per un’offerta musicale varia e sempre di grande qualità: un vero successo!».

Il prossimo Festival MITO SettembreMusica 2024 sarà, quindi, firmato da Giorgio Battistelli: «Ringrazio i Sindaci Sala e Lo Russo e gli assessori alla Cultura Sacchi e Purchia per la fiducia – è il commento del neo Direttore artistico – e il mio predecessore, Nicola Campogrande, da cui raccolgo un testimone importante. È un’eredità molto forte, quella stratificazione di valore artistico, che negli anni, MITO SettembreMusica è riuscito a realizzare e che arriva a noi oggi. Il mio impegno sarà quello di rendere questo Festival nuovo, ma senza perderne l’anima e la tradizione. È un Festival che parla con le città e con la società e deve continuare a farlo».

Anche quest’anno si potranno rivivere alcuni dei momenti più significativi del Festival, raccolti nel documentario che verrà trasmesso da Rai Cultura giovedì 5 ottobre alle 21.15 in prima visione su Rai5 dal titolo “MITO 2023 – Le città della musica”. La Royal Philharmonic Orchestra con Vasily Petrenko e Julia Fischer, la Filarmonica della Scala con Andrés Orozco-Estrada e Mario Brunello, l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio di Torino con Wayne Marshall, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai con Juraj Valčuha e Stefano Bollani, e ancora Ivo Pogorelich, Katia e Marielle Labèque, Alexandre Tharaud, sono solo alcuni dei protagonisti che hanno fatto viaggiare il pubblico di MITO SettembreMusica 2023 con la grande musica del passato e del presente. Un giro intorno al mondo per questa diciassettesima edizione del Festival dal tema “Città”.

Sui social network di MITO SettembreMusica – Twitter, Facebook, Instagram, YouTube e Flickr – sono disponibili le immagini e i video dei concerti del Festival con le interviste a molti degli artisti coinvolti.

MITO SettembreMusica è un progetto delle Città di Milano e Torino, con il contributo del Ministero della Cultura, realizzato dalla Fondazione I Pomeriggi Musicali e dalla Fondazione per la Cultura Torino, con il sostegno – sin dalla prima edizione – del Partner Intesa Sanpaolo, e della Fondazione Compagnia di San Paolo, degli sponsor Iren, Pirelli e Fondazione Fiera Milano e con il contributo di Fondazione CRT.

Info: www.mitosettembremusica.it