DANIELE GATTI INAUGURA IL FESTIVAL DI BAYREUTH CON I MAESTRI CANTORI DI NORIMBERGA

La nuova produzione, firmata da Matthias Davids, debutta venerdì 25 luglio ed è trasmessa in diretta su Radio3 Rai

Quinto direttore italiano dopo Toscanini, De Sabata, Erede e Sinopoli ad essere chiamato sul podio del Festspielhaus di Bayreuth, Daniele Gatti inaugura l’edizione 2025 della più importante manifestazione wagneriana con una nuova produzione di Die Meistersinger von Nürnberg (I maestri cantori di Norimberga) firmata dal regista tedesco Matthias Davids. Gatti è alla sua seconda inaugurazione a Bayreuth dopo avervi debuttato nel 2008 con Parsifal, titolo che ha riproposto in altre tre occasioni fino al 2011. Prima di lui, solo Giuseppe Sinopoli era stato invitato ad aprire il Festival, fondato da Wagner nel 1876. La prima rappresentazione dei Meistersinger è in programma venerdì 25 luglio alle ore 16.00 ed è trasmessa in diretta su Radio3 Rai. Lo spettacolo replica a Bayreuth fino al 22 agosto.

Attuale Direttore Principale della Staatskapelle di Dresda e recentemente nominato prossimo Direttore musicale del Teatro del Maggio Fiorentino, Daniele Gatti ha una grande consuetudine con il repertorio wagneriano. Ha diretto Lohengrin a Bologna e Milano; Parsifal a Roma, Bayreuth, Zurigo, Parigi e New York; Tristan und Isolde a Parigi e Roma; Die Meistersinger von Nürnberg a Zurigo, Salisburgo e Milano. Nel 2026 dirigerà nuovamente Parsifal alla Semperoper Dresden con la regia di Floris Visser.

A salire sul palco in Die Meistersinger von Nürnberg sono Georg Zeppenfeld nel ruolo del calzolaio e poeta Hans Sachs, Michael Nagy nei panni dell’ortodosso Sixtus Beckmesser, Michael Spyres in quelli del giovane cavaliere Walther von Stolzing e Christina Nilsson, interprete di Eva. Le scene sono di Andrew D. Edwards, i costumi di Susanne Hubrich, le luci di Fabrice Kebour, e i movimenti coreografici di Simon Eichenberger. La drammaturgia è di Christoph Wagner-Trenkwitz.

CARMEN VOLA A NEW YORK, LA BOHÈME IN SPAGNA E NABUCCO DA SETTEMBRE GIRA L’EUROPA

Da evidenziare che il Rapporto SIAE 2024, realizzato in collaborazione con PTSCLAS, fotografa per la lirica in Italia una sostanziale tenuta, con 2.088 spettacoli, una spesa pubblica di 110,4 milioni di euro e 2,13 milioni di spettatori. A fare da traino al settore c’è Fondazione Arena di Verona. Nel 2024 sono stati infatti 417 mila gli spettatori dell’Arena e 42 mila quelli del Teatro Filarmonico, sommati costituiscono il 22% del pubblico totale registrato in Italia.

Gli allestimenti areniani sbarcano in diversi angoli del mondo

Tre date e tre sold-out. Ben 30 mila spettatori che in due settimane hanno gremito l’Arena per la Carmen di Georges Bizet, nell’allestimento di Franco Zeffirelli. Un successo senza tempo, pronto a conquistare un altro angolo del mondo. Domenica 3 agosto, il ‘kolossal’ areniano arriverà nel cuore di New York. Grazie alla collaborazione tra Carnegie Hall e Fondazione Arena, alle ore 17, l’opera registrata nell’anfiteatro scaligero, con Elīna Garanča nel ruolo principale, sarà proiettata a Bryant Park.

Diretta da Marco Armiliato, la produzione vede il tenore Brian Jagde nel ruolo di Don José, il baritono Claudio Sgura nel ruolo di Escamillo e il soprano Maria Teresa Leva nel ruolo di Micaela.

Il canale streaming Carnegie Hall+ organizza la sua prima proiezione cinematografica gratuita all’aperto per celebrare il 150° anniversario dell’opera e della morte di Bizet, oltre che i 30 anni dell’allestimento di Franco Zeffirelli in Arena.  Il filmato, diretto da Tiziano Mancini, è una coproduzione di UNITEL, ZDF e 3sat, ed è realizzato in collaborazione con Fondazione Arena di Verona. L’ammaliante “Habanera” di Carmen e la focosa “Canzone del Toreador” di Escamillo conquisteranno il pubblico americano. E continueranno per altre cinque date ad emozionare gli spettatori in Arena. La prossima recita è questa sera, sabato 26 luglio, alle 21.15, con Alisa Kolosova con Roberto Alagna, Mariangela Sicilia, Luca Micheletti, oltre a numerosi artisti nelle parti di fianco (Koberidze, Cappiello, Antem, Pittari, Sagona, Mastrotaro). Sul podio dell’Orchestra di Fondazione Arena, il Maestro Francesco Ivan Ciampa.

E giovedì 7 agosto, sarà la volta de La Bohème di Giacomo Puccini, per la regia di Alfonso Signorini. L’opera sarà proiettata alla sala Cervantes e nei cinema Aragonia di Saragozza, in Spagna. L’iniziativa rientra nel programma del “Festival Oh!Pera Summer 25”, un evento che riunisce, per il secondo anno consecutivo, alcune delle produzioni operistiche più significative degli ultimi anni, girate in scenari leggendari europei come Salisburgo (Austria), Verona (Italia) o Versailles (Francia), che arriveranno su oltre 60 schermi selezionati in tutta la Spagna. La Bohème, che tornerà sul palcoscenico areniano nel 2026, è stata registrata al suo debutto lo scorso anno da Unitel e vede la partecipazione di Juliana Grigoryan, Eleonora Bellocci e Vittorio Grigolo.

A settembre sarà la volta di Nabucco di Giuseppe Verdi, nell’allestimento firmato da Stefano Poda, pronto a girare in tutta Europa grazie alle immagini di Rai Cultura e al supporto di Rai Com. Dal 1° settembre la nuova produzione del 102° Opera Festival sarà trasmessa in Repubblica Ceca, a seguire in Serbia e poi in Grecia. Un calendario che si arricchirà di nuove mete e proiezioni nei prossimi mesi.

TORNA IL PREMIO INTERNAZIONALE DI DIREZIONE D’ORCHESTRA “GUIDO CANTELLI” 

La XIV edizione si svolgerà dal 1° al 4 ottobre 2026, anno in cui ricorre il

70esimo anniversario della scomparsa del grande direttore

Giunge alla XIV Edizione il Premio Internazionale di Direzione D’Orchestra “Guido Cantelli” di Novara, il prestigioso concorso dedicato ai giovani talenti del podio di età tra i 18 e i 35 anni provenienti da tutto il mondo. La nuova edizione si svolgerà tra il 1° e il 4 ottobre 2026, anno in cui ricorrono settant’anni dalla scomparsa del grande direttore novarese, di cui il premio onora la memoria. Il concorso, rinato nel 2020 e che, nella sua fase storica (1961 – 1980), laureò bacchette come quelle di Riccardo Muti, Eliahu Inbal, Ádám Fischer, Hubert Soudant e Donato Renzetti, avrà luogo nelle seguenti date: dal 1° al 3 ottobre 2026 le fasi eliminatorie e semifinali si svolgeranno presso l’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, mentre la finale avrà luogo il 4 ottobre 2026 al Teatro Coccia di Novara. Per la seconda edizione consecutiva, i concorrenti si metteranno alla prova guidando l’Orchestra Sinfonica di Milano, partner del Premio Cantelli.

A valutare i candidati della XIV edizione del Premio Cantelli sarà una giuria di altissimo profilo internazionale che riunisce personalità artistiche e culturali rappresentative di ben sette nazioni e tre continenti e appartenenti alle più prestigiose istituzioni musicali al mondo, da Tokyo a Chicago passando per Londra. Presidente di giuria è Donato Renzetti, vincitore del Premio Cantelli nel 1980 e già a capo della giuria nell’edizione del 2020. Accanto a lui Roanna Gibson (Responsabile della programmazione concertistica della London Philharmonic Orchestra), Didier de Cottignies (Direttore artistico dell’Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo), Riccardo Frizza (Consulente artistico del Premio Cantelli e Direttore principale della Hungarian Radio Symphony Orchestra), Patrick Fournillier (Direttore musicale dell’Opera Poznań), Cristina Rocca (Vice presidente della Chicago Symphony Orchestra), Corrado Rovaris (Direttore musicale dell’Opera Philadelphia) e Ryuichiro Sonoda (Direttore artistico della Fujisawa City Opera e Direttore principale della Pacific Philharmonia Tokyo). 

Riconosciuto da Arturo Toscanini come il suo erede più autentico, all’epoca della sua scomparsa – avvenuta nel 1956 a poco più di trentasei anni in un incidente aereo – Guido Cantelli era considerato uno dei direttori d’orchestra più importanti del secondo Novecento. Pochi giorni prima della sua morte, all’apice del suo successo internazionale, era stato nominato Direttore stabile dell’Orchestra della Scala. Il Premio a lui intitolato venne istituito nel 1961 e promosso dall’Ente Provinciale per il Turismo di Novara, sua città natale. Dopo quarant’anni di interruzione, è stato rilanciato nel 2020 dal Teatro Coccia di Novara grazie all’impegno della Direttrice Corinne Baroni con l’obiettivo di restituirgli la sua originaria vocazione: essere un palcoscenico internazionale e una concreta opportunità di lancio per i giovani talenti della direzione d’orchestra. Dalla sua rinascita, il Premio ha registrato una partecipazione in costante crescita: sono state oltre 240 le candidature nella XIII edizione, svoltasi nel 2024, mentre sul podio si sono alternati alcuni tra i più promettenti giovani direttori d’orchestra, tra cui Tianyi Lu, prima donna vincitrice nella storia del concorso (2020), Min Gyu Song (2024), Dmitry Matvienko, Diego Ceretta, Bertie Baigent, Cristian Spătaru, Toby Thatcher e Aram Khacheh. A conferma del suo sempre più crescente prestigio, da quest’anno il Premio Cantelli è entrato ufficialmente a far parte della “World Federation of International Music Competitions”, la principale rete globale di organizzazioni riconosciute a livello internazionale dedicata all’individuazione dei giovani talenti musicali.

Tutti i dettagli relativi alle modalità di partecipazione all’edizione XIV saranno annunciate nei mesi autunnali. 

JONAS KAUFMANN TORNA IN ARENA CON UN CONCERTO-EVENTO

Domenica 3 agosto, ore 21.15

Sul palcoscenico anche Marina Rebeka in un inedito programma tra Wagner e Puccini

Jochen Rieder dirige l’Orchestra di Fondazione Arena

Jonas Kaufmann con l’Orchestra di Fondazione Arena e il direttore Jochen Rieder per il gala 2023 (EnneviFoto/Fondazione Arena di Verona)

Scarica il PRESS KIT del concerto

Domenica 3 agosto, Jonas Kaufmann torna in Arena. Un’unica data e un programma inedito per un concerto avvincente, tra Wagner e Puccini. Il “re dei tenori” torna all’Opera Festival pronto ad emozionare il pubblico internazionale dell’Anfiteatro. Accanto a lui, guest star il soprano Marina Rebeka, e sul podio il maestro Jochen Rieder alla guida dell’Orchestra di Fondazione Arena.

Ouverture, arie, intermezzi, scene e duetti: un concerto con alcune delle pagine più belle da opere di Richard Wagner e Giacomo Puccini che da decenni non risuonano fra le millenarie pietre dell’Arena. Domenica 3 agosto, alle 21.15, a dar voce agli eroi (e talvolta antieroi) dell’opera, un interprete d’eccezione, Jonas Kaufmann, tenore acclamato sui principali palcoscenici del mondo che dal 2021 non perde l’occasione di tornare in Arena, dove puntualmente lo attende un pubblico da sold-out.

Il concerto Jonas Kaufmann in Opera ripercorre le due anime del tenore bavarese, i repertori con cui ha riscosso i maggiori consensi negli ultimi anni, diventandone interprete di riferimento: l’opera tedesca, qui riassunta da alcuni dei brani più significativi delle opere di Wagner, e quella italiana, rappresentata da Puccini nella seconda parte della serata.

Wagner fu il suo biglietto da visita in Arena, nel gala 2021 che si concluse con sette bis, e ritorna con una primizia, il canto di Walther dai Meistersinger von Nürnberg, con cui conquista il cuore di Eva e il titolo di Maestro cantore (mai eseguito a Verona in lingua originale) e il toccante monologo finale di Lohengrin. Ai preludi delle rispettive opere si aggiunge la celebre aria ‘Dich teure Halle’ da Tannhäuser, interpretata da Marina Rebeka, soprano che torna in Arena dopo aver riportato con successo Norma alla Scala a quasi cinquant’anni dalle ultime recite.

Rebeka e Kaufmann canteranno insieme nell’appassionato duetto dell’atto II da Manon Lescaut, con cui l’eroina pucciniana si ricongiunge con l’amato Des Grieux (unico precedente areniano, Domingo con Magda Olivero nel 1970). Agli intermezzi sinfonici di Manon Lescaut e Madama Butterfly, seguono le pagine più belle che Puccini ha affidato a Pinkerton, che seduce e abbandona la protagonista di Butterfly: ‘Addio fiorito asil’ e il duetto d’amore che suggella l’atto I dell’opera, la pagina più ampia e articolata, nonché forse la più bella, che il genio lucchese abbia mai scritto per tenore e soprano.

I biglietti dello spettacolo, un’unica eccezionale data, sono in vendita su arena.it, sui canali social dell’Arena di Verona, su Ticketone e alla Biglietteria Centrale dell’Arena. Speciali riduzioni sono riservate agli under 30 e agli over 65.

IL 51° FESTIVAL DELLA VALLE D’ITRIA PROPONE OWEN WINGRAVE di BENJAMIN BRITTEN

Martina Franca (TA)

18 luglio – 3 agosto 2025

Prima rappresentazione italiana di Owen Wingrave di Benjamin Britten

al Festival della Valle d’Itria da domenica 27 luglio.

Dopo oltre cinquant’anni, debutta in Italia, al Palazzo Ducale di Martina Franca, l’opera pacifista del musicista inglese, nata per la televisione nel 1970, con un messaggio, ancora oggi, quanto mai attuale.

Daniel Cohen dirige l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala e un cast di voci specializzato nel repertorio inglese, regia di Andrea De Rosa.

Un forte messaggio pacifista in tema con l’edizione di quest’anno del Festival della Valle d’Itria “Guerre e pace” arriva dalla terza nuova produzione del festival, con la prima esecuzione italiana, a oltre cinquant’anni dalla composizione, di Owen Wingrave di Benjamin Britten, opera in due atti su libretto di Myfanwy Piper, in scena a Palazzo Ducale di Martina Franca domenica 27 luglio (repliche 30 luglio e 3 agosto, ore 21).

A dirigere Daniel Cohen, direttore musicale dello Staatstheater di Darmstadt dal 2018, presente nei cartelloni europei spesso in titoli poco eseguiti, già ospite nelle passate edizioni del Festival, sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala, regia di Andrea De Rosa, nome affermato sia nella prosa che nel teatro lirico, al suo debutto al Festival di Martina Franca, scene di Giuseppe Stellato, costumi di Ilaria Ariemme. Tutte specializzate nel repertorio inglese le voci principali del cast, a partire dal baritono Äneas Humm nel ruolo del titolo, il tenore Ruairi Bowen (Lechmere), il soprano Charlotte-Anne Shipley (Miss Wingrave) e il mezzosoprano Sharon Carty (Kate Julian). Importante anche l’apporto delle giovani voci selezionate dall’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” (il soprano Lucía Peregrino nel ruolo di Mrs Coyle, il soprano Chiara Boccabella Mrs Julian, il tenore Simone Fenotti General Sir Philip Wingrave e il tenore Chenghai Bao nel ruolo del Narratore). Sul palco, coinvolgendo le giovani forze del territorio, anche il Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi, diretto da Angela Lacarbonara.

Scritta fra il 1969 e il 1970, dodicesima e penultima opera del massimo compositore inglese del Novecento, l’opera venne commissionata dalla BBC che la trasmise nel 1971, entrando dal piccolo schermo nelle case di tutti gli inglesi. Due anni dopo venne approntata la versione per il teatro che andò in scena per la prima volta al Covent Garden di Londra il 10 maggio 1973. “Ho dedicato la mia vita ad atti creativi, e non posso prendere parte ad atti di distruzione” così ebbe a dichiarare Britten di fronte al Tribunale locale per l’iscrizione degli obiettori di coscienza nel 1942, durante la Seconda guerra mondiale, pensiero e convinzione ribaditi attraverso la musica con quest’opera, composta negli anni della guerra in Vietnam, contro la quale il musicista britannico prese una posizione ferma e irrevocabile.

LA TRAMA

La vicenda narra di un giovane, Owen Wingrave, che si ribella alle tradizioni militari che hanno dominato la sua famiglia aristocratica per generazioni e che hanno già causato la morte del padre. Per confrontarsi con lui, i congiunti lo convocano a Paramore, l’antica dimora di famiglia, dove soprattutto il nonno paterno Sir Philip, insieme alla zia Miss Wingrave e alla fidanzata Kate Julian cercano inutilmente di rimetterlo sulla retta via. Ma il giovane resta fermo e incrollabile nel suo proposito sicché il nonno lo disereda. Su Paramore grava un’antica maledizione. Un giovane Wingrave, per aver disonorato la famiglia con la sua codardia, venne accidentalmente ucciso dal padre in una stanza, dove poco dopo l’uomo fu trovato morto senza segni visibili di ferite. Da allora, i fantasmi di padre e figlio infestano il castello. Accusato da Kate di mancare di coraggio, Owen accetta la sfida di trascorrere la notte nella stanza maledetta dove nessuno aveva più osato entrare. Il giorno dopo il suo corpo viene ritrovato senza vita.

LE DICHIARAZIONI

“Il tema sollevato dall’opera è decisamente interessante, e sono stato particolarmente felice di tornare al Festival per un progetto così coraggioso nel contesto attuale della storia – spiega Daniel Cohen –. Owen Wingrave è stata scritta da una delle menti drammaturgiche più geniali della sua generazione, in un’epoca di tentativi pionieristici di combinare l’opera con la televisione. Britten aveva un’idea molto precisa di quello che il linguaggio visivo di quel medium poteva apportare alla composizione. Significava un montaggio molto veloce, e la possibilità di mostrare simultaneamente eventi che hanno luogo in posti diversi. Mi sembra un esperimento molto interessante cercare di tradurre l’originale linguaggio televisivo di quest’opera in quello realistico e concreto del teatro”. Riguardo a considerare il lavoro come l’opera “pacifista” di Britten, specifica: “La questione è più ampia del pacifismo, il tema è la libertà dell’individuo di difendere sé stesso nella società in cui vive. E la lotta è più ampia del mero contrasto tra militarismo e pacifismo, diventa un conflitto tra liberalismo umanistico da una parte e totalitarismo dall’altra. E in questo senso Owen Wingrave è un lavoro coraggioso e quanto mai attuale”.

Sulla stessa linea anche il regista Andrea De Rosa: “Owen non può più continuare a premere il grilletto perché ha visto che le sagome nere contro le quali gli hanno insegnato a scaricare le armi nel poligono di tiro, nella realtà sono fatte di carne, di ossa, di vita. Dietro quegli anonimi bersagli ci sono donne e uomini, soprattutto bambini che soffrono e muoiono davvero. Owen ha visto che oltre la rassicurante immagine dell’anonimo nemico c’è un essere umano che ti guarda negli occhi. Owen ha visto che, nel mezzo di una guerra, la morte dei bambini – rappresentati nell’opera di Britten dal fantasma di un ragazzo morto in circostanze oscure a causa dei valori bellicisti della sua famiglia – non è un accidente o un errore, ma la regola”. E conclude: “durante l’opera Owen cita la frase del grande eroe inglese, il generale Wellington: «Subito dopo le battaglie perse, la più grande vergogna per un soldato sono le battaglie vinte». Come si direbbe con una formula anglosassone, si tratta di una lose-lose situation: non si può veramente vincere una guerra, perché la morte e la distruzione cambiano per sempre il destino degli uomini e delle donne che la combattono. In qualunque guerra, anche i vincitori dovranno sempre provare vergogna.”

L’ALTRO BRITTEN

Per una lettura più completa e stimolante dell’opera, lo scrittore e musicologo Alessandro Macchia sarà al Chiostro del Carmine il 2 agosto (ore 18) – ultimo dei Concerti del sorbetto – per presentare e raccontare alcuni songs per voce e pianoforte di Benjamin Britten. Ad affiancare Macchia, i cantanti e pianisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”. Come da tradizione, al termine dell’incontro, il pubblico potrà gustare un fresco sorbetto.

Premio Abbiati del disco 2025: l’Associazione Nazionale Critici Musicali svela i vincitori

Le motivazioni saranno rese note durante la cerimonia di premiazione nell’ambito della prossima edizione di Cremona Musica

Sono stati decretati i vincitori della sesta edizione del Premio Abbiati del Disco, promosso dall’Associazione Nazionale Critici Musicali, presieduta da Andrea Estero, che ogni anno individua le migliori edizioni discografiche distribuite. Anche quest’anno sono stati scelti per ogni categoria del Premio due vincitori fra le incisioni pubblicate fra il 2024 e il 2025.

Gli iscritti all’Associazione – critici musicali in attività su tutto il territorio nazionale – hanno inviato nelle scorse settimane le proprie segnalazioni che sono state discusse dalla giuria che quest’anno era formata dai membri del direttivo e dai giurati eletti dai soci: Giulia Bassi, Alessandro Cammarano, Attilio Cantore, Andrea Estero, Carlo Fiore, Angelo Foletto (Presidente della giuria), Giancarlo Landini, Gianluigi Mattietti, Carla Moreni, Stefano Nardelli, Roberta Pedrotti, Paolo Petazzi, Alessandro Rigolli, Lorenzo Tozzi, rappresentando così quasi tutte le testate specializzate e generaliste che si occupano di musica.

Il Premio Abbiati del Disco 2025 vede vincitore per la categoria “Repertorio operistico” Iphigénie en Aulide di Willibald Gluck eseguita da Le Concert de la Loge diretta da Julien Chauvin, con Judith Van Wanroij (Iphigénie), Stéphanie d’Oustrac (Clytemnestre), Cyrille Dubois (Achille), Tassis Christoyannis (Agamemnon), Jean-Sébastien Bou (Calchas) pubblicato dall’etichetta Alpha Classics. Si aggiudica lo stesso riconoscimento il DVD di The Greek Passion di Bohuslav Martinů con i Wiener Philharmoniker diretti da Maxime Pascal e la regia di Simon Stone edita da Unitel Edition / Naxos.

Per il “Repertorio sinfonico” vincono il CD Haydn 2032 / vol. 16The Surprise con Giovanni Antonini direttore de Il Giardino Armonico e della Kammerorchester Basel edito da Alpha Classics, e i Berliner Philharmoniker diretti da Daniel Barenboim per l’esecuzione della Symphony in D minor di César Franck e Pelléas et Mélisande di Gabriel Fauré, per l’etichetta Deutsche Grammophon.

Nella categoria “Musica d’insieme” vincono The Orlando Consort per l’incisione delle musiche di Guillaume de Machaut per il CD A lover’s death edito da Hyperion Records e il Quatuor Molinari per Intégrale des quatuors à cordes di Luciano Berio pubblicato da Atma Classique. Nel “Repertorio solistico” vincono il pianista Seong-Jin Cho per l’incisione dell’album The Complete Solo Piano Music di Maurice Ravel (Deutsche Grammophon) e il soprano Rosa Feola per l’album Son regina e sono amante, registrato con la Cappella Neapolitana diretta da Antonio Florio (Pentatone).

Per la categoria “Nuova musica” i vincitori sono Crank and Cloud – Orchestral Works di Carola Bauckholt (Maria de Alvear – World Edition), e De Tinieblas di Stefano Gervasoni, la cui esecuzione vede la SWR Vokalensemble, IRCAM e Yuval Weinberg (Kairos). Il “Premio speciale” va a Furrer 70 del Klangforum Wien. Etichetta dell’anno è la Château de Versailles.

Le motivazioni verranno comunicate durante la cerimonia di premiazione che si terrà a Cremona, nell’ambito della prossima edizione di Cremona Musica (26-28 settembre 2025).


PREMIO ABBIATI DEL DISCO 2025 – ELENCO DEI PREMIATI

Repertorio operistico
Christoph Willibald Gluck
Iphigénie en Aulide, Le Concert de la Loge, Chauvin (dir), Wanroij, d’Oustrac, Dubois, Christoyannis, Bou,
Alpha Classics

Bohuslav Martinů
The Greek Passion, Wiener Philharmoniker, Pascal (dir), Stone (reg)
UnitelEdition /Naxos

Repertorio sinfonico
Franz Joseph Haydn
Haydn 2032 / vol. 16 | The Surprise Giovanni Antonini, Il Giardino Armonico, Kammerorchester Basel
Alpha Classics

César Franck – Gabriel Fauré
Symphony in D minor – Pelléas et Mélisande, Daniel Barenboim, Berliner Philharmoniker
DeutscheGrammophon

Musica d’insieme
Guillaume de Machaut
A lover’s death, The Orlando Consort
Hyperion Records

Luciano Berio
Intégraledesquatuors à cordes, Quatuor Molinari
Atma Classique

Repertorio solistico
Maurice Ravel
The Complete Solo Piano Music, Seong-Jin Cho
Deutsche Grammophon

Son regina e sono amante, Rosa Feola, Cappella Neapolitana, Antonio Florio
Pentatone

Nuova musica
Carola Bauckholt, Crank and Cloud – Orchestral Works
Maria de Alvear – World Edition

Stefano Gervasoni, De Tinieblas, SWR Vokalensemble, IRCAM, Yuval Weinberg
Kairos

Premio speciale
Beat Furrer, Furrer 70
Klangforum Wien

Etichetta dell’anno: Château de Versailles

Un nuovo allestimento di Tosca di Giacomo Pucciniin scena al Teatro La Fenice dal 29 agosto.


Regista Jean Anton Rechi e direttore  Daniele Rustioni

Tra i titoli più amati dal pubblico, Tosca di Giacomo Puccini sarà in scena al Teatro La Fenice nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2024-2025. Verrà proposta in un nuovo allestimento con la regia di Joan Anton Rechi, le scene di Gabriel Insignares, i costumi di Giuseppe Palella e il light design di Fabio Benetello – e sarà il terzo titolo di questa Stagione a entrare nel repertorio delle produzioni fenicee – con Daniele Rustioni alla testa di Orchestra e Coro del Teatro La Fenice. Spiccano i nomi dei tre interpreti principali: Chiara Isotton, Riccardo Massi e Roberto Frontali. Cinque le repliche al Teatro La Fenice, il 29, 31 agosto, 2, 4, 7 settembre 2025.
            Melodramma in tre atti su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, l’opera trae il soggetto dall’omonima pièce del drammaturgo francese Victorien Sardou, rappresentata a Parigi nel 1887, che Puccini ebbe l’occasione di veder recitata da Sarah Bernhardt a Milano e Torino nel 1889. L’esordio del lavoro pucciniano avvenne il 14 gennaio 1900 al Teatro Costanzi di Roma: da allora la vicenda d’amore e morte intrecciata al contesto politico tardo-settecentesco della restaurazione papale ha letteralmente dilagato, spopolando sui palcoscenici italiani e internazionali. Merito di un dramma ‘a forti tinte’, intessuto di azioni e passioni estreme come amore e gelosia, gioia e prostrazione, commozione e cinismo, tenerezza idilliaca e truce violenza. Ma anche della dirompente energia drammatica posseduta dalla sua partitura.
            «Collocherò Tosca negli anni Cinquanta – ha spiegato il regista Jean Anton Rechi – all’interno di una dittatura senza nome e senza uniformi militari, che possano fare riferimento a un Paese in concreto. È tipico degli aguzzini di quei regimi mostrarsi ben vestiti, e senza la presenza militare condizionare le persone soltanto attraverso la paura. È il semplice timore di cosa potrebbe accadere a uno o all’altro a paralizzare la gente, senza necessariamente che si veda un’arma per strada o che un militare ti punti la pistola addosso. È ancora più pericoloso sospettare che tutti, e i tuoi stessi vicini, possano accusarti di qualsiasi cosa. Perciò questi Stati totalitari senza l’apparenza di esserlo sono inquietanti e spaventosi. È difficile spostare d’epoca Tosca, perché il libretto parla di situazioni e luoghi precisi e concreti. Tuttavia credo che questa storia sia universale, e prenderla e inserirla in una qualsiasi delle dittature che hanno funestato il ventesimo secolo, e in particolare quelle in auge nei Cinquanta, ci dà la possibilità di comprendere l’opera da un altro punto di vista. Di entrare nel già citato stato di terrore e capire come avremmo potuto comportarci noi in una situazione come quella. Mi è sembrato interessante ‘muoverla’ un po’ per poter acquisire questa prospettiva. E penso sia importante enfatizzare il contesto di una qualsiasi società totalitaria, dove appunto i cittadini sono controllati attraverso la paura».
            «Se Puccini è uno dei miei compositori preferiti – ha dichiarato il direttore d’orchestra Daniele Rustioni – è perché permette di immergerci in una tempesta di emozioni. Per me, l’opera è sempre come una tempesta che voglio condividere con il pubblico: non posso dirigere un’opera se prima non mi ha scosso fino in fondo, se non ho sentito una trasformazione dentro di me; se così non fosse, l’esito musicale sarebbe arido. Quindi voglio assolutamente che il pubblico sia preso alla gola e alle viscere, che abbia la pelle d’oca. […] Con Puccini è molto difficile trovare il giusto equilibrio emotivo, sia come interprete che come ascoltatore. Per farlo, bisogna tornare alle origini, cominciando con l’analisi del libretto, costruendo una propria idea di come dovrebbero essere incanalate queste emozioni e beneficiando di un tempo di prova musicale sufficiente con il cast e le masse artistiche e tecniche del teatro per costruire un’interpretazione vera: trovare l’emozione giusta nel rapporto tra le
parole e la musica che le veicola, come un abito fatto su misura sulla sensibilità e la voce di ogni cantante. Per quanto mi riguarda, il fattore più importante è l’onestà: essere in grado sia di studiare oggettivamente la partitura per avere un’idea personale chiara sia di mettersi soggettivamente nei panni dei cantanti; ascoltare le emozioni che sanno trasmettere e plasmare il suono dell’orchestra per
creare una reale unità di intenti musicali».
            Di grande rilievo il cast di questo nuovo allestimento veneziano, formato dal soprano Chiara Isotton nel ruolo di Tosca, dal tenore Riccardo Massi in quello di Mario Cavaradossi, dal baritono Roberto Frontali in quello del barone Scarpia; il basso Mattia Denti sarà Cesare Angelotti, il baritono Matteo Peirone il sagrestano, il tenore Cristiano Olivieri, Spoletta e il baritono Matteo Ferrara, Sciarrone. Maestro del Coro Alfonso Caiani. Il ruolo comprimario del carceriere arà interpretato in alternanza dagli artisti del Coro del Teatro La Fenice Emanuele Pedrini e Carlo Agostini. Impegnate anche le voci bianche dei Piccoli Cantori Veneziani, istruiti da Diana D’Alessio.
            Ecco di seguito il dettaglio delle recite, con orari e turni di abbonamento: venerdì 29 agosto 2025 ore 19.00 (turno A); domenica 31 agosto ore 17.00 (turno B); martedì 2 settembre ore 19.00 (turno D); giovedì 4 settembre ore 19.00 (turno E); domenica 7 settembre ore 17.00 (turno C).

ROBERTO BOLLE APRE UNA SETTIMANA DI STELLE AL 102° ARENA DI VERONA OPERA FESTIVAL

Il 22 e il 23 luglio doppia data per festeggiare il 25° anniversario di Roberto Bolle and Friends

Le stelle dell’opera tornano in Arena ogni sera: il 24 luglio Nabucco con Anna Netrebko e Amartuvshin Enkhbat, il 25 luglio nuovo cast e direttore per La Traviata, il 26 luglio Carmen secondo Zeffirelli compie 30 anni, il 27 luglio unica data per Alagna e Kurzak in Aida

Una settimana di grande danza e spettacoli d’opera con le più affermate stelle internazionali: quanto offre il 102° Arena di Verona Opera Festival dal 22 al 27 luglio 2025. Si comincia con la doppia data di Roberto Bolle and Friends, format di successo con l’étoile della Scala e nove artisti, tra cui Diodato, per un programma trasversale e indimenticabile. Il 24 luglio si riconferma il cast di Nabucco accolto con ovazioni per Anna Netrebko, al debutto italiano nella parte, mentre cambiano i cast per La Traviata il 25 luglio, Carmen il 26, Aida il 27 con la coppia in scena e nella vita Alagna-Kurzak.

ROBERTO BOLLE AND FRIENDS. Martedì 22 e mercoledì 23 luglio, alle 21.30, l’étoile della Scala festeggia i 25 anni del fortunato format, che in programmi di qualità sempre originali e accattivanti combina classico e moderno, pop e contemporaneo, per un pubblico trasversale, con primi ballerini da tutto il mondo, per l’edizione 2025 dai teatri di Milano, Monaco, Londra, Budapest, Amsterdam, Amburgo. I “Friends” sono le stelle della danza Nicoletta Manni, Timofej Andrijashenko, Melissa Hamilton, Tatiana Melnik, Giorgi Potskhishvili, Oleksandr Ryabko, Mikaela Kelly e Toon Lobach, con la partecipazione straordinaria del pianista Marcos Madrigal e del cantautore Antonio Diodato per un gran finale inedito ed emozionante. (Credito fotografico: Andrej Uspenski. La doppia serata è coprodotta con ARTEDANZAsrl).

NABUCCO. Giovedì 24 luglio, alle 21.15, si riconferma l’atteso cast applaudito in Nabucco, l’opera di Verdi nel nuovo allestimento che ha inaugurato il Festival 2025. Il soprano Anna Netrebko interpreta Abigaille per la prima volta in Italia, parte titanica che richiede carisma, estensione, varietà di accenti, ira ferina e dolcezza. Con lei il cast della prima: il baritono Amartuvshin Enkhbat nel ruolo del titolo, Francesca Di Sauro è Fenena, Galeano Salas Ismaele, il basso Christian Van Horn nei panni di Zaccaria, Gabriele Sagona in quelli del gran sacerdote di Belo, Carlo Bosi è Abdallo e Daniela Cappiello Anna. Il Coro, preparato da Roberto Gabbiani, è protagonista delle pagine più celebri, tra cui il cruciale Va’ pensiero, mentre il Maestro Pinchas Steinberg guida l’Orchestra areniana. Grande impegno anche per i complessi Tecnici di Fondazione Arena nello spettacolo di Stefano Poda, che mostra lo scontro fra i popoli del libretto in un dualismo di colori e masse in perenne conflitto, due particelle separate in attesa di una riconciliazione finale, ideale ricongiungimento in una sola umanità, tra tremila costumi in tessuti innovativi, duelli di scherma, effetti speciali e una simbolica esplosione.

LA TRAVIATA. Venerdì 25 luglio, alle 21.15, Rosa Feola riprende il ruolo di Violetta, protagonista dell’amatissima opera di Verdi. Debutta al suo fianco il tenore Dmitry Korchak come Alfredo, mentre il di lui padre Giorgio Germont rivede in scena l’applaudito Amartuvshin Enkhbat. Nell’elegante spettacolo belle époque di Hugo De Ana, i complessi artistici sono diretti dal Maestro veneziano Francesco Ommassini, già professore nell’Orchestra areniana, più volte alla sua guida, qui alla sua prima Traviata per l’immenso palcoscenico areniano.

CARMEN. Sabato 26 luglio alle 21.15, a trent’anni dal suo esordio in Arena, torna Carmen di Bizet nella produzione “colossal” di Franco Zeffirelli, la sua prima in Arena, con costumi di Anna Anni, luci di Paolo Mazzon e una Siviglia curata nel minimo dettaglio, tra piazze, taverne e alture, con 500 persone in scena tra Coro, voci bianche, Ballo, mimi, figuranti e danzatori spagnoli della Compañia Antonio Gades. Protagonista Alisa Kolosova con Yusif Eyvazov, Mariangela Sicilia, Luca Micheletti e validi artisti nelle parti di fianco (Koberidze, Cappiello, Antem, Pittari, Sagona, Mastrotaro). Sul podio dell’Orchestra di Fondazione Arena, il Maestro Francesco Ivan Ciampa.

AIDA. Domenica 27 luglio, alle 21.15, Aida di Verdi, l’opera ‘regina’ dell’Arena, chiude la settimana con un cast tutto nuovo. Al debutto areniano nel ruolo del titolo, il soprano Aleksandra Kurzak, in scena con il compagno d’arte e di vita Roberto Alagna, che interpreta Radames. Accanto alla principessa Amneris di Agnieszka Rehlis, Simon Lim esordisce come gran sacerdote Ramfis, mentre Amonasro – re nemico e padre di Aida – è Youngjun Park. Completano il cast Ramaz Chikviladze, Riccardo Rados, Francesca Maionchi. Daniel Oren dirige Orchestra e Coro di Fondazione Arena, mentre lo spettacolo è l’allestimento ‘di cristallo’ firmato da Stefano Poda, che unisce simbologia egizia, alta moda e arte contemporanea.

I biglietti per tutte le date sono già in vendita su arena.it, sui canali social dell’Arena di Verona, su Ticketone e alla Biglietteria Centrale dell’Arena. Speciali riduzioni sono riservate agli under 30 e agli over 65.

L’Arena di Verona Opera Festival 2025 conta sul sostegno di numerosi sponsor, in primis UniCredit, che vanta una longevità di collaborazione di oltre 25 anni, e poi Calzedonia, Pastificio Rana, Volkswagen Group Italia, DB Bahn, Forno Bonomi, Numia, RTL 102.5, Genny, che ha firmato le divise del personale adibito all’accoglienza del pubblico, e Müller, che sostiene i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Tra gli official partner marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, Metinvest, SABA Italia, SDG Group, Sartori di Verona, Palazzo Maffei e Mantova Village. Così come Caviar Service, ManPower Group e Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e Ferroli. Oltre a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana dell’omonimo pastificio e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse, con il Gruppo Editoriale Athesis, media partner.

71° FESTIVAL PUCCINI, 18 e19 luglio

Una nuova produzione di Tosca firmata da Alfonso Signorini apre l’edizione 2025 della manifestazione dedicata al compositore toscano, seguita dalla ripresa della storica Bohème di Ettore Scola

Per la serata inaugurale tre protagonisti di eccezione con Aleksandra Kurzak, Roberto Alagna e Luca Salsi diretti da Giorgio Croci

In Bohème protagonisti Nino Machaidze, Vittorio Grigolo, Sarah Blanch e Vittorio Prato con Pier Giorgio Morandi sul podio

Torre del Lago – Gran Teatro all’aperto
Venerdì 18 luglio, ore 21.15
Sabato 19 luglio, ore 21.15

Una nuova produzione di Tosca firmata da Alfonso Signorini apre l’edizione 2025 della manifestazione dedicata al compositore toscano, seguita dalla ripresa della storica Bohème di Ettore Scola

Per la serata inaugurale tre protagonisti di eccezione con Aleksandra Kurzak, Roberto Alagna e Luca Salsi diretti da Giorgio Croci

In Bohème protagonisti Nino Machaidze, Vittorio Grigolo, Sarah Blanch e Vittorio Prato con Pier Giorgio Morandi sul podio

Il 71° Festival Puccini di Torre del Lago-Viareggio prende si apre venerdì 18 luglio con una nuova produzione di Tosca, opera tra le più popolari e amate del repertorio pucciniano, affidata alla regia di Alfonso Signorini.

Il Festival si apre così nel segno impresso dalla nuova direzione, dando centralità agli interpreti e alla voce, e con un nuovo racconto sul rapporto tra musica, paesaggio e memoria: “Tutto comincia da qui” – da Torre del Lago, dove Giacomo Puccini visse e compose le sue opere – è il tema sotteso a questa edizione, che si propone di riportare quindi il Festival nel cuore degli appassionati più esigenti.

“Tutto comincia da qui” significa anche restituire allo spettatore l’emozione dell’ascolto della musica di Puccini che prende nel luogo dove è nata, affidata a interpreti d’eccellenza e a visioni registiche capaci di raccontare ancora oggi la forza e l’attualità del suo teatro.

A dirigere Tosca ci sarà Giorgio Croci, sul podio dell’Orchestra, del Coro e del Coro di voci bianche del Festival Puccini (diretti rispettivamente da Marco Faelli e Viviana Apicella). In scena, un cast vocale di straordinario rilievo internazionale con Aleksandra Kurzak nel ruolo del titolo, Roberto Alagna come Mario Cavaradossi e Luca Salsi come Barone Scarpia: tre interpreti imprescindibili della moderna lettura pucciniana che richiede carisma scenico, esperienza e bellezza vocale. Il cast comprende poi Luciano Leoni (Cesare Angelotti), Carlo Ottino (Il Sagrestano), Francesco Napoleoni (Spoletta), Paolo Pecchioli (Sciarrone), Omar Cepparolli (Un carceriere) e Francesca Presepi (Un pastore).

La nuova regia firmata da Alfonso Signorini insieme ai costumi – con le scene di Juan Guillermo Nova e le luci di Valerio Alfieri – punta a un racconto di forte impatto visivo e simbolico, ispirato dalla forza espressiva dei diversi luoghi di Roma evocati da Puccini ma soprattutto dalla modernità tragica della protagonista, Floria Tosca: donna, artista, vittima e ribelle. «La Tosca di Giacomo Puccini – scrive il regista – non finirà mai di catturare il nostro cuore. Intanto per potenza drammatica. La storia sviluppa e intreccia temi di assoluta modernità: passione, tensione erotica, gelosia, abuso di potere. E poi tutto si conclude con continui colpi di scena, che si susseguono di atto in atto e tengono avvinghiato lo spettatore alla poltrona. È la stessa sensazione che ebbe Puccini quando vide per la prima volta a teatro il dramma di Victorien Sardou a cui l’opera si ispira. Sarà una Tosca maniacalmente ricostruita come indicato dal compositore; firmando anche i costumi ho cercato di ricostruire uno spaccato della società di quel tempo, con una strizzata d’occhio alla contemporaneità».

Dopo la serata inaugurale del 18 luglio, Tosca tornerà in scena l’1, il 9 e il 29 agosto, con cast diversi che vedranno nei ruoli dei protagonisti Eleonora Buratto, Carmen Giannattasio, Valentina Boi, Michael Fabiano, Jonathan Tetelman, Francesco Meli, Mikołaj Zalasiński e Ivan Inverardi.

La serata successiva, sabato 19 luglio, segna il ritorno sul palcoscenico del Gran Teatro di uno degli allestimenti più iconici della storia recente del Festival: La bohème con la regia di Ettore Scola, ripresa per l’occasione da Marco Scola di Mambro. Una messinscena poetica e cinematografica che ricostruisce fedelmente la Parigi ottocentesca amata da Puccini, ma che lascia spazio a una lettura giovane e vibrante, grazie alla presenza di una compagnia vocale nuova e affiatata. «Ricreare l’atmosfera di una Parigi di metà Ottocento – ricorda Marco Scola di Mambro – è stato un gioco a cui Ettore Scola ha partecipato con passione e dedizione. L’amore per la Francia e la sua cultura lo spinsero a mettere cura ed impegno in questa avventura operistica. Un dramma ambientato durante uno dei periodi di maggiore fermento artistico che si affermerà definitivamente alla fine del XIX secolo con l’impressionismo, il naturalismo e molti altri movimenti culturali. Scriveva Ettore Svola: “Quando un regista di cinema si accinge a mettere in scena una grande opera lirica, parte spesso con propositi innovativi, che vorrebbero rivoluzionare  impianti e concezioni adottati in altre edizioni rappresentate in tutti i teatri del mondo. Rivisitazioni, attualizzazioni, aggiornamenti, contributi in video e in digitale, effetti stroboscopici, infinite possibilità di “modernizzare” il melodramma si affollano nella sua mente inquieta […] Poi, per fortuna, tutto rientra: umiltà e buonsenso gli ricordano che la modernità è già in tutte quelle opere, nella musica, nei sentimenti, nell’anima che le hanno rese eterne”».

Dirige Pier Giorgio Morandi, con Vittorio Grigolo nel ruolo di Rodolfo e Nino Machaidze in quello di Mimì (entrambi anche il 26 luglio). Completano il cast Sara Blanch(Musetta), Vittorio Prato (Marcello), Italo Proferisce (Schaunard), Antonio Di Matteo (Colline). Le scene sono di Luciano Ricceri, i costumi di Cristiana Da Rold, le luci ancora una volta di Valerio Alfieri. Nelle recite successive ci saranno Carlo Raffaelli e Maria Novella Malfatti (Rodolfo e Mimì il 7 agosto), quindi come Musetta Ilina Mihaylova (26 luglio) e Claudia Belluomini (7 agosto).

71° Festival Puccini 2025

Dal 18 luglio al 6 settembre 2025, torna a Torre del Lago il Festival Puccini, l’unico al mondo dedicato al compositore nei luoghi in cui visse e compose. Un’edizione, la 71ª, che segna un nuovo inizio per la Fondazione Festival Pucciniano, sotto la guida del presidente Fabrizio Miracolo e del nuovo direttore artistico Angelo Taddeo. “Tutto comincia da qui” è il tema sotteso e sottolinea il legame profondo con la Villa Puccini, oggi museo, affacciata sul Lago di Massaciuccoli, a pochi passi dal Gran Teatro all’aperto dove le opere del Maestro tornano a vivere ogni estate. Cinque i titoli in programma: Tosca (18 luglio, 1, 9, 29 agosto) in un nuovo allestimento firmato da Alfonso Signorini con la direzione di Giorgio Croci; La bohème (19, 26 luglio e 7 agosto) nello storico spettacolo di Ettore Scola ripreso da Marco Scola Di Mambro; Turandot (25 luglio, 2, 14, 22 agosto e 5 settembre) nella sontuosa regia visionaria ideata dallo stesso Signorini con scene di Carla Tolomeo; Madama Butterfly (8 e 23 agosto) nell’allestimento essenziale e simbolico di Manu Lalli; Manon Lescaut (30 agosto e 6 settembre) con le scenografie monumentali di Igor Mitoraj. Ospite d’eccezione, il 13 agosto, il soprano Anna Netrebko, protagonista di un gala con Martin Muehle e Jérôme Boutillier diretto da Michelangelo Mazza. Sul palcoscenico si alterneranno interpreti di primo piano della scena lirica internazionale: Aleksandra Kurzak, Eleonora Buratto, Carmen Giannattasio, Rosa Feola, Maria José Siri, Roberto Alagna, Gregory Kunde, Yusif Eyvazov, Vittorio Grigolo, Francesco Meli, Jonathan Tetelman, Luca Salsi, Claudio Sgura, Michele Pertusi e molti altri. In parallelo, una sezione Off arricchisce il cartellone con concerti da camera, danza e progetti speciali, tra cui il concerto Morricone Story (24 luglio, nel Gran Teatro), una versione “pocket” di Suor Angelica nel Parco della Musica (13 luglio) e recital all’Auditorium Caruso (27 luglio e 16 agosto) e a Villa Paolina a Viareggio. Sì intitola Giacomo Puccini, oltre il tempo lo spettacolo di Emox Balletto (Auditorium Caruso, 11 agosto). Il Festival accoglierà per la prima volta il pubblico sul nuovo Belvedere, davanti alla Villa sul lago, in un’area riqualificata grazie all’intervento del Comune di Viareggio. Per la prima volta, inoltre, è già pronto e annunciato anche il programma della prossima edizione, la 72ª, che nel 2026 celebrerà il centenario di Turandot.

Il 71° Festival Puccini 2025 Torre del Lago-Viareggio è realizzato dalla Fondazione Festival Pucciniano con il sostegno di Città di Viareggio, Regione Toscana, Ministero della Cultura. Sì ringraziano: Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Steingraeber & Söhne, Paredes, intimo Morandi, Unicoop Firenze, Coop Unicoop Tirreno, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Mutua BVLG, General Auto di Siciliano, QN La Nazione.

Biglietteria

La Biglietteria si trova a pochi passi dall’ingresso del Teatro sulla Via delle Torbiere (Torre del Lago – Viareggio (LU) È aperta dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.00 e sabato pomeriggio dalle 15.00 alle 18:00
Tel (+39) 0584 359322
E-mail ticketoffice@puccinifestival.it
www.puccinifestival.it

Prezzi dei biglietti
Opere al Gran Teatro: da euro 21 a euro 175
Gala Netrebko: da euro 29 a euro 145
Suor Angelica: euro 10
Morricone Story da euro 20 a euro 65
Emox Balletto: euro 15
Concerti a Villa Paolina e Recital pianistici all’Auditorium Caruso euro 10

LA FONDAZIONE TEATRO MASSIMO COMMEMORA PAOLO BORSELLINO E LA SUA SCORTA

Attraverso la bellezza e la potenza del Requiem tedesco di Johannes Brahms (Ein deutsches Requiem), sabato 19 luglio alle 21:00 la Fondazione Teatro Massimo di Palermo celebra la memoria del giudice Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina, nel trentatreesimo anniversario della strage mafiosa di via D’Amelio in cui persero la vita.

“Il 19 luglio il Teatro Massimo si unisce al silenzio e alla memoria con la voce alta e profonda del Requiem tedesco di Johannes Brahms: un capolavoro che è insieme meditazione sul dolore e sulla speranza, riflessione musicale e civile, capace di far risuonare la forza morale, il coraggio civile e la tensione etica di chi ha scelto lo Stato, la legalità e la giustizia contro la violenza mafiosa» – dichiara il Sovrintendente della Fondazione Teatro Massimo, Marco Betta.

Il Requiem tedesco, sarà presentato nel Teatro di Piazza Verdi nella versione per Coro e pianoforte a quattro mani, con la direzione di Salvatore Punturo, Maestro del Coro del Teatro Massimo. Solisti il soprano Ginevra Gentile e il baritono Andrea Borghini. Ad accompagnarli al pianoforte i maestri Giuseppe Cinà e Matteo Londero.

Capolavoro di eccezionale modernità e umanità, il Requiem tedesco interpreta con grande efficacia il mondo e le incertezze dell’uomo contemporaneoe e invita alla riflessione sul significato della vita e della perdita. È stato concepito per le esecuzioni concertistiche più che liturgiche ed è articolato in sette sezioni che prevedono in tutte l’intervento del Coro. I brani in tedesco, tratti dall’Antico e dal Nuovo Testamento, sono selezionati e cuciti per creare un discorso che parla dell’esistenza umana di fronte alla morte, intesa come trapasso a una vita migliore.

Brahms compose il Requiem sotto l’impressione della morte della madre e di Robert Schumann, le due persone che segnarono maggiormente la sua vita insieme a Clara Wieck, la vedova di Schumann, alla quale fu legato per tutta la vita da amore e amicizia e dalla comune sensibilità musicale. I primi tre movimenti descrivono le miserie della vita terrena e la sua fragilità, e introducono temi come la consolazione per i vivi, la fiducia nella bontà divina, l’attesa della resurrezione. (“Selig sind, die da Leid tragen, denn sie sollen getröstet werden” (Beati quelli che soffrono, perché saranno consolati, dal Vangelo secondo Matteo). Gli altri quattro movimenti evocano la felicità della vita eterna, la redenzione del mondo da parte di Cristo, la consolazione del Paradiso che attende l’uomo dopo le sofferenze dei giorni terreni: “Selig sind die Toten, die in dem Herrn sterben […] denn ihre Werke folgen ihnen nach” (Beati i morti muoiono nel Signore […] perché le loro opere li seguono, dal libro dell’Apocalisse). Una pagina solenne che chiude la parabola che va dalla condizione terrestre a quella ultraterrena post mortem che reca la promessa di beatitudine e di consolazione.

Salvatore Punturo. Si è diplomato in pianoforte con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Palermo, dove ha proseguito gli studi di composizione. Vincitore, da solista, di numerosi premi in concorsi nazionali e internazionali, si è distinto anche per la musica da camera, in duo con il fratello violinista. Ha perfezionato i suoi studi dapprima con Pier Narciso Masi e in seguito con Boris Petrushanskj. Ha suonato in Italia e all’estero, in Belgio, in Portogallo e in America, dove ha collaborato con la Wayne State University e il Michigan Opera Theatre di Detroit. Ha insegnato Pianoforte dal 1998 al 2000 al Conservatorio di Musica di Horta (Portogallo) e al Conservatorio di Madeira. È docente di Lettura della Partitura presso il Conservatorio di Palermo. Dal 2003 dirige il Coro di voci bianche del Teatro Massimo di Palermo, al quale si sono aggiunte in anni recenti altre formazioni corali giovanili della Fondazione. Da settembre 2022 ricopre il ruolo di Maestro del Coro del Teatro Massimo di Palermo.

Info: https://www.teatromassimo.it/event/in-memoria-2/ Biglietti: da 10 a 25 euro

51° FESTIVAL DELLA VALLE D’ITRIA

Martina Franca (TA)

18 luglio – 3 agosto 2025

Dal 19 luglio in scena al Festival della Valle d’Itria

L’Enfant et les sortilèges di Maurice Ravel.

A 100 anni dalla prima rappresentazione, a Martina Franca

la rara esecuzione di uno dei capolavori musicali di primo Novecento.

Con la direzione di Myriam Farina, regia di Rita Cosentino, scene e costumi della giovane illustratrice Francesca Cosanti e le voci dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”

Il 19 luglio al via anche Trame in musica. Incontri d’autore in Valle d’Itria:

il primo appuntamento con Lucrezia Ercoli e il Quartetto Adorno

Opera di raro ascolto in Italia, L’Enfant et les sortilèges di Maurice Ravel è la seconda nuova produzione del 51° Festival della Valle d’Itria in scena dal 19 luglio nel Chiostro di San Domenico di Martina Franca (repliche 21, 24, 28 luglio, ore 21).

Fantaisie lyrique in due parti, dalla scrittura musicale moderna e innovativa, su libretto di Colette, personalità poliedrica del mondo culturale francese della prima metà del secolo, l’opera debuttava cento anni fa all’Opéra di Montecarlo, il 21 marzo 1925, sul podio il giovane ma già rinomato Victor de Sabata, la coreografia di George Balanchine.

A Martina Franca L’Enfant viene messo in scena nella versione cameristica di Didier Puntos, con Myriam Farina, giovane direttrice pugliese già assistente di Fabio Luisi, alla guida di un ensemble di sette musicisti e un cast di undici promettenti voci provenienti dall’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” (L’Enfant sarà il mezzosoprano Elena Antonini), che si divideranno nei ventuno personaggi della partitura.

L’argentina Rita Cosentino (già apprezzata in Aladino e la lampada magica di Rota nel Festival del 2024) firma la regia, con le scene e i costumi dell’illustratrice martinese Francesca Cosanti. Il progetto coinvolge anche L.A. Chorus, Lucania & Apulia Chorus (maestro del coro Luigi Leo)e il Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi diretto da Angela Lacarbonara.

L’OPERA

«L’Enfant et les sortilèges è un racconto fiabesco dal candore ingenuo, non privo di ironia, un sogno con sfumature di incubo e se talvolta dà l’impressione di essere un piccolo dramma, si tratta sempre della più graziosa commedia». Parola di Maurice Ravel che approcciatosi alla partitura nel 1920 la porterà a termine solo nel 1924, con il successivo debutto nel 1925. Una partitura fresca, varia, che spazia dalle arie di bravura al canto quasi parlato, citazioni dal jazz e ragtime, fox-trot, melodie arabeggianti, minuetti, una sperimentazione stilistica raffinata, che porta il compositore francese a fare tesoro di tutte le novità musicali del primo Novecento, a partire da quelle che arrivavano dal Nuovo Mondo. 

Attuale il soggetto della fantaisie, un percorso iniziatico di un bambino che attraverso la trasgressione perviene alla saggezza. Il bambino brontola davanti ai compiti di scuola che non ha voglia di fare. La madre, arrabbiata, mette in punizione il figlio, che per un accesso di rabbia rovescia e getta a terra gli oggetti della stanza, martirizza lo scoiattolo nella gabbia, tira la coda al gatto, attizza la brace con un attizzatoio, demolisce il vecchio orologio… “Sono molto cattivo! Cattivo! cattivo! cattivo!”. Nel momento in cui si lascia cadere nella vecchia poltrona, inizia il gioco fantastico. Uno dopo l’altro, gli oggetti e gli animali si animano, parlano, minacciano il bambino pietrificato, vogliono vendetta.  Sarà un gesto del bambino, quello di curare il piccolo scoiattolo da lui in precedenza ferito, a far cambiare idea agli animali e agli oggetti che presi dal rimorso, si scusano e lo riportano dalla mamma.

LE DICHIARAZIONI

“Se dovessi isolare un aspetto originale nella scrittura di Ravel – racconta la direttrice Myriam Farina – direi l’essere precursore dei tempi. Nella sua musica troviamo germi di quella che è anche la musica oggi, quella pop, di consumo. In L’Enfant et les sortilèges questo è evidentissimo. Ravel sperimenta, ‘gioca’ con le armonie, sovrapponendole, concependole come tracce diverse (in questo mi ricorda il pop), costitutive del brano”.

“Rivolgendosi al mondo dell’infanzia – prosegue la regista Rita Cosentino – Ravel ha concentrato tutta la sua attenzione nel creare una partitura ricca di fantasia e immaginazione che potesse esprimere attraverso questa storia la speranza di un mondo migliore, basato sul rispetto reciproco e sull’esercizio dell’empatia attraverso il quale emerge la nostra umanità. Un’umanità che cento anni dopo si ritrova a percorrere sentieri poco entusiasmanti, ingrassata dall’egoismo e lontana dalle proprie virtù. L’opera arriva a noi un secolo dopo per confrontarci con il nostro ambiente e rivedere i modi in cui ci connettiamo con il mondo che ci circonda”. Tutti i personaggi sono rappresentati attraverso illustrazioni fantasticamente disegnate dall’artista Francesca Cosanti che vengono manipolate dagli stessi cantanti che agiscono come architetti dell’immaginazione del bambino, come ‘entità’ che articolano e tessono il viaggio di questo incubo fino al suo risveglio.

L’ALTRO RAVEL

Per una lettura più completa e stimolante dell’opera, lo scrittore e musicologo Sandro Cappelletto sarà al Chiostro di San Domenico il 20 luglio (ore 18) – primo dei Concerti del sorbetto – per presentare e raccontare alcuni lavori (chansons e poèmes) per voce e pianoforte di Maurice Ravel. Ad affiancare Cappelletto, i cantanti e pianisti dell’Accademia del Belcanto Rodolfo Celletti. Come da tradizione, al termine dell’incontro, il pubblico potrà gustare un fresco sorbetto.

AL VIA TRAME IN MUSICA

Tra i concerti e gli incontri che si alternano alle opere del Festival, sabato 19 luglio ore 19 nel Chiostro delle Agostiniane prende il via il ciclo “Trame in musica. Incontri d’autore in Valle d’Itria”, quattro incontri fra parole e musica legati al tema dell’edizione 2025, “Guerre e pace”: figure del mondo culturale presentano recenti pubblicazioni, affiancate da ensemble, musicisti e cantanti in programmi di raro ascolto. Nel primo appuntamento, Lucrezia Ercoli, docente, giornalista e direttrice di Popsophia, presenta il suo ultimo libro Lo spettacolo del male in dialogo con il Quartetto Adorno (Edoardo Zosi, Liù Pelliciari violini, Benedetta Bucci viola e Francesco Stefanelli violoncello). Nel libro, l’autrice riflette sul nostro stato di “consumatori di malvagità” per trasformare la sete di violenza in una volontà di comprendere, di fare i conti con l’abisso che abita ognuno di noi. Nel programma musicale, le Sei bagatelle di Webern e il Terzo quartetto op. 19 di Zemlinsky, compositore austriaco di religione ebraica, che allo scoppio del secondo conflitto mondiale fu costretto a fuggire negli Stati Uniti, dove visse fino alla morte.

Il 51° Festival della Valle d’Itria è organizzato da Fondazione Paolo Grassi

con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Puglia, Puglia Promozione, Provincia di Taranto, Comune di Martina Franca, Comune di Cisternino, Camera di Commercio Brindisi-Taranto

in collaborazione con Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”, European Festivals Association, Opera Europa, ItaliaFestival, Cidim

Promo video festival

Biglietti: posto unico per l’opera 30 euro, Trame in musica 15 euro, riduzioni per Senior e Under 30. Tel. biglietteria 080 8407250, tutti i giorni ore 10-13 / 17-21, biglietteria@festivaldellavalleditria.it . Acquisto on line su vivaticket.com

Programma su www.festivaldellavalleditria.it

Info: tel. +39 080 4805100, info@festivaldellavalleditria.it

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19 ▪ 21 ▪ 24 ▪ 28 LUGLIO · ore 21

CHIOSTRO DI SAN DOMENICO, MARTINA FRANCA

L’ENFANT ET LES SORTILÈGES

di Maurice Ravel

fantaisie lyrique in due parti su versi di Sidonie-Gabrielle Colette

Adattamento per voci, flauto, violoncello e pianoforte a quattro mani di Didier Puntos

(Durand Editions Musicales)

Direttrice Myriam Farina

Regia Rita Cosentino

Scene e costumi Francesca Cosanti

L’Enfant Elena Antonini

Maman / La Libellule / L’Écureuil Manami Maejima

La Bergère / La Chouette Barbora Kršiaková

Le Feu Chiara Maria Fiorani

La Princesse Claudia Ceraulo (19, 24/7), Virginia Genovese (21, 28/7)

La Chatte Ambra Biaggi

Le Rossignol Chiara Maria Fiorani

Une Pastourelle / La Chauve-souris Yue He

La Tasse chinoise / Un Pâtre Ambra Biaggi

Le Fauteuil Nicola Ciancio

L’Horloge comtoise / Le Chat Konstantinos Stafylides

La Théière (Wedgwood noir) / Le Petit Vieillard / La Rainette Joaquín Cangemi

Un Arbre Nicola Ciancio

Giulio Francesconi flauto

Federica Del Gaudio violoncello

Gabriele Maggi, Michele D’Urso percussioni

Anastasia e Liubov Gromoglasova pianoforte a quattro mani

Valerio Dollorenzo pianoforte preparato (à l’imitation de Luthéal)

L.A. Chorus, Lucania & Apulia Chorus

(Luigi Leo maestro del coro)

Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi

(Angela Lacarbonara maestro del coro)

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19 luglio · ore 19

TRAME IN MUSICA.

Incontri d’autore in Valle d’Itria

Chiostro delle Agostiniane, Martina Franca

Lucrezia Ercoli

Lo spettacolo del male

Quartetto Adorno

Edoardo Zosi violino

Liù Pelliciari violino

Benedetta Bucci viola

Francesco Stefanelli violoncello

Alexander von Zemlinsky

Quartetto per archi n. 3 op. 19

Anton Webern

Sechs Bagatellen per quartetto d’archi op. 9

Si rinnova La Fenice per i giovani: biglietti a 10 euro per gli under35 per i due concerti di settembre dedicati a Gustav Mahler

E l’iniziativa si rinnova anche nel cartellone 2025-2026,

con tre eventi della Stagione Sinfonica

È sempre altissima l’attenzione che la Fondazione Teatro La Fenice riserva ai giovani under35: il Teatro veneziano prosegue infatti con convinzione nella sua apprezzatissima attività promozionale rivolta al pubblico delle nuove generazioni. La Fenice è giovane – questo il titolo del progetto che riunisce le tante iniziative destinate a chi ha meno di 35 anni, realizzato in collaborazione con McArthurGlen Noventa di Piave Design Outlet e con la complicità di Bellussi Valdobbiadene – riguarderà ben due eventi in programma nel mese di settembre 2025: due concerti che vedranno protagonista la musica di Gustav Mahler.

Il primo è il concerto affidato a Daniele Rustioni, che dirigerà l’Orchestra del Teatro La Fenice nella Quarta Sinfonia di Mahler affiancato dall’acclamato soprano Rosa Feola quale interprete della parte solistica. Dopo la prima del 5 settembre, la replica di sabato 6 settembre 2025 ore 20.00 sarà riservata al pubblico under35. Pochi giorni dopo sarà la volta della Sesta Sinfonia in la minore Tragica, che sarà proposta nell’interpretazione di uno dei più interessanti direttori d’orchestra del momento: Giuseppe Mengoli, giovane ma già affermato maestro, recente vincitore, tra l’altro, del primo premio al Concorso Mahler 2023 dell’Orchestra Sinfonica di Bamberg. Anche per questo evento, dopo la prima di sabato 27 settembre, la replica di domenica 28 settembre 2025 ore 17.00 sarà riservata agli studenti ESU.

Sono disponibili da oggi ,venerdì 18 luglio i biglietti per il concerto di sabato 6 settembre diretto dal maestro Rustioni: chi vorrà acquistare il titolo di accesso online (www.teatrolafenice.it) potrà avere un solo biglietto a € 10,00 per ciascuna anagrafica. Mentre per chi si rivolgerà alle biglietterie del Teatro La Fenice e di Mestre – Piazzale Cialdini sarà possibile acquistare un biglietto per anagrafica, più un ulteriore biglietto tramite delega.  I biglietti per il concerto del 28 settembre saranno invece riservati ad Esu e acquistabili da fine agosto tramite i canali di vendita che saranno comunicati nel mese di agosto Info www.teatrolafenice.it.

La promozione La Fenice è giovane è stata già riconfermata anche per la Stagione 2025-2026. Sono tre infatti gli eventi della prossima Stagione Sinfonica che saranno coinvolti da questa iniziativa, tutti e tre in programma al Teatro Malibran: il concerto diretto da John Axelrod con musiche di Daugherty, Copland e Ives in programma sabato 9 maggio 2026 ore 20.00; il concerto diretto da Daniele Callegari con la Sinfonia in do di Georges Bizet e la Piccola Russia di Čajkovskij in programma domenica 27 settembre 2026 ore 17.00; infine il concerto diretto da Neil Thomson con musiche di Nikolaj Rimskij-Korsakov, Joaquín Rodrigo ed Edward Elgar, con la chitarra solista di Marco Tamayo, in programma venerdì 2 ottobre 2026 ore 20.00.

Classiche Formefestival internazionale di musica da camera in Puglia da oggi al 20 luglio

Per la fondatrice Beatrice Rana il messaggio augurale del sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi Beatrice
 

Si inaugura questa sera a Lecce la nona edizione del Festival “Classiche Forme” ideato e diretto da Beatrice Rana.

“Classiche Forme è un festival che nasce dal talento e dalla visione di Beatrice Rana. Una giovane grande artista simbolo dell’energia creativa e dell’eccellenza italiana. Ha saputo conquistare, con impegno e determinazione, un posto da protagonista nel mondo della musica internazionale, affermandosi tra le più grandi pianiste al mondo”.
Lo scrive il Sottosegretario di Stato alla cultura, Gianmarco Mazzi in un messaggio inviato a Beatrice Rana in occasione dell’apertura del Festival. “L’edizione 2025 – aggiunge il Sottosegretario – conferma l’altissima qualità artistica del progetto, con appuntamenti che spaziano dai capolavori della tradizione musicale europea ai compositori contemporanei. Ma ciò che rende ancora più ammirevole il percorso di Beatrice è la capacità di trasformare il successo personale in un’opportunità collettiva per il territorio, per i giovani musicisti, i volontari che collaborano all’organizzazione e per quei ragazzi che parteciperanno al primo laboratorio di scrittura per la comunicazione musicale. Saremo sempre al fianco di Beatrice e di tutti coloro che rendono possibile questa iniziativa – conclude – perché condividono la forza di una musica che affratella, ispira e valorizza. Buon Festival!”.

Il barocco di Lecce con il suo ventaglio cromatico dal bianco al dorato, le masserie puntellate dal verde-grigio degli ulivi e dal bruno del terreno, il blu intenso del mare del Salento: sino al 20 luglio 2025 i colori della Puglia illumineranno la nona edizione di Classiche Forme, il festival internazionale di musica da camera fondato e diretto dal 2017 dalla pianista Beatrice Rana, promosso dall’Associazione Musicale Opera Prima, con il sostegno del MIC – Ministero della Cultura, della Regione Puglia e di SIAE nell’ambito de progetto “Per chi Crea”, in collaborazione con Provincia di Lecce, Città di Lecce, Università del Salento, Terre del Capo di Leuca e Polo Biblio-museale di Lecce.

Otto concerti e tre conversazioni in luoghi iconici del Salento (normalmente non utilizzati per la musica da camera) a formare una inedita “cartolina sonora” grazie ai programmi pensati da Beatrice Rana per i suoi “friends”: artisti di fama internazionale che si riuniranno per fare musica insieme negli immancabili chiostri di Lecce, nelle masserie di Supersano e Casamassella e, per la prima volta, a Santa Maria di Leuca, dove l’estremo lembo orientale d’Italia si affaccia sul mare.

«Organizzare un festival come Classiche Forme – afferma Beatrice Rana – immergersi e far partecipare il pubblico ad una settimana di concerti, incontri e grandi interpreti, è ogni anno il mio modo di creare nuove connessioni tra la musica e l’attualità. La nostra arte ha sempre avuto un forte potere identitario: per questo mi impegno per far diventare il Salento, per una settimana, il cuore della scena cameristica internazionale. In pochi anni Classiche Forme è diventato uno strumento dell’identità di Lecce e del Salento che risuona del rapporto fra musica, persone e luoghi, consegnandoci una “cartolina sonora” attuale e aperta anche alla riflessione su temi sociali. L’ossatura della programmazione è retta da compositori che da quello spunto hanno ricavato fonti di ispirazione. Da Mozart a Weill, da Messiaen a Weinberg, le loro pagine si sono spesso fatte interpreti della loro epoca, così come le pagine di oggi di Verunelli, Sollima e Panfili – che ha scritto appositamente per noi un nuovo Quartetto – lo fanno della contemporaneità. Spazio anche alla musica di Ravel, autore imprescindibile del Novecento, del quale nel 2025 ricorre il 150° anniversario della nascita».

Anche per questa nona edizione, il festival mantiene la struttura che lo ha finora contraddistinto, presentando, in luoghi monumentali o spazi immersi nella natura, una serie di incontri e concerti, impaginati per organici misti e affidati a gruppi cameristici giovani o costituiti per l’occasione da alcuni dei più grandi nomi mondiali della musica da camera. Un progetto artistico che coinvolge Beatrice Rana anche come interprete e che si realizza con il prezioso sostegno di istituzioni pubbliche e di sponsor come Angelini Industries e Posta Santa Croce, nonché di partner come Fondazione Sylva (organizzazione no-profit impegnata nella rigenerazione ambientale attraverso interventi di rimboschimento) per il concerto del 15 luglio a Casamassella.

Nel 2025, accanto alla pianista salentina, ci saranno il violinista Leonidas Kavakos, già riconosciuto come figura storica dell’interpretazione violinistica e artista Sony Classical (giovedì 17 luglio); Alexandra Conunova, anche lei violinista virtuosa, vincitrice del Concorso “Joseph Joachim” di Hannover (domenica 13 luglio); Andrea Obiso, trentenne, dapprima enfant prodige e oggi violino di spalla dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia oltre che concertista di rilievo (venerdì 18 e domenica 20 luglio); torna il violista Georgy Kovalev (giovedì 17 e domenica 20 luglio); partecipa per la prima volta Brannonn Cho, violoncellista statunitense vincitore di prestigiosi concorsi come il Queen Elisabeth e il Cassadò, e borse di studio (domenica 13, martedì 15 e giovedì 17 luglio); Ettore Pagano, violoncellista rivelazione di questo ultimo anno, che ad appena 21 anni ha conquistato il Premio ICMA-Classeek e il Premio Abbiati dell’Associazione nazionale critici musicali (martedì 15 e venerdì 18 luglio); tra i violoncellisti non può mancare poi Ludovica Rana (martedì 15 e domenica 20 luglio), mentre Massimo Spada sarà impegnato al pianoforte, anche al fianco della direttrice artistica (venerdì 18 e domenica 20 luglio). Kevin Spagnolo è considerato tra i migliori giovani clarinettisti di oggi per profonda musicalità e abilità tecnica (venerdì 18 e domenica 20 luglio). È pugliese e in grande ascesa sui palcoscenici di tutto il mondo il soprano Giuliana Gianfaldoni (martedì 15 luglio), protagonista – insieme alla stessa Beatrice Rana al pianoforte e a un inedito gruppo di giovani star del violoncello – del concerto alla Fondazione Le Costantine a Casamassella. Tre gli organici cameristici ospiti: il Chaos String Quartet, fondato a Vienna nel 2019 e nominato BBC Radio 3 New Generation Artists per il triennio 2023-2025; il Quartetto Werther, considerato tra le più interessanti formazioni italiane vincitore del Premio Farulli / Premio Abbiati come miglior giovane ensemble del 2020 e Premio del Presidente della Repubblica alla memoria di Giuseppe Sinopoli, oltre che allievi dei Corsi dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia; il Trio Concept, divenuto in poco più che un decennio uno degli ensemble cameristici più premiati nella storia della musica italiana, ECHO Rising Star per la stagione 2025/2026 e ensemble in residence della 31ª edizione del Verbier Festival. È stata affidata al compositore Riccardo Panfili – già allievo di Azio Corghi e collaboratore di Hans Werner Henze – la commissione di una nuova opera (caratteristica che da sempre contraddistingue il festival ) che quest’anno è un pezzo per quartetto d’archi. La prima esecuzione avrà luogo a Supersano (Masseria Le Stanzie) sabato 19 luglio, affidata al Chaos String Quartet. I programmi musicali saranno oggetto di approfondimenti con tre conversazioni intorno alla tematica “Musica e Potere”, con Beatrice Rana (14 luglio), Riccardo Panfili (16 luglio) e Sandro Cappelletto (18 luglio).

Grazie alla rinnovata media partnership con Rai5 e RaiRadio3, molti concerti saranno registrati e trasmessi in differita, tra cui quelli in programma a Lecce, nel Chiostro del Rettorato, il 13, 17 e 20 luglio.

Anche nel 2025 Classiche Forme sarà preceduto il 12 luglio dal Concerto per la Città con I Virtuosi di Sansevero nel Parco di Belloluogo a Lecce dove – di fronte alla preziosa Torre che nel Trecento fu residenza della regina Maria D’Enghien – è nata nel 2022 l’Oasi Classiche Forme: un luogo in cui si è immaginato di concentrare gli “spiriti sonori” del Festival come augurio di fertilità per gli alberi di ulivo che ogni anno vengono piantumati simbolicamente per contrastare il flagello del batterio Xylella. Il concerto è preceduto, al tramonto, da una “biciclettata collettiva” guidata dalla stessa Beatrice Rana che attraversa la città con destinazione Belloluogo. «Il rapporto musica e natura – sottolinea la direttrice artistica – che da sempre caratterizza Classiche Forme, nel 2025 viene evidenziato da due concerti in altrettante iconiche masserie del Salento con repertori adatti a quegli spazi perché il tema ambientale è oggi uno degli argomenti chiave delle dinamiche politiche e sociali globali».

Il festival avrà un’anteprima internazionale alla Wigmore Hall di Londra, venerdì 11 luglio, dove l’originale trio composto da Beatrice Rana (pianoforte), Alexandra Conunova (violino) e Brannon Cho (violoncello) proporrà al pubblico lo stesso programma musicale che sarà presentato a Lecce nella serata inaugurale del 13 luglio (musiche di Clara Schumann, Maurice Ravel e Robert Schumann).

Quest’anno Classiche Forme inaugura una serie di iniziative dedicate ai più giovani, una sezione OFF, per ampliare le possibilità di partecipazione ai concerti e anche le occasioni di conoscenza e formazione. Con Noteinviaggio, agenzia specializzata in viaggi musicali, sarà possibile scegliere tra varie proposte di soggiorno a Lecce per coniugare una vacanza al mare con i concerti, le bellezze monumentali, la ricchezza della natura salentina e vivere così il clima del festival in maniera informale.

Per aumentare la partecipazione attiva nasce poi la Saletta stampa CF, laboratorio quotidiano di Critica e Comunicazione abbinato ai concerti, in cui mettere alla prova le proprie doti narrative con l’aiuto dello staff del festival e dei giornalisti ospiti, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Critici Musicali. Non mancherà il dialogo con gli artisti e per i più giovani anche alcuni consigli su come presentare la propria carriera e usare i social per la comunicazione.

Coloro che invece desiderano seguire “dall’interno” il festival, possono presentare la propria candidatura per diventare volontario e seguire il dietro le quinte dell’edizione n. 9 di Classiche Forme, sia nella parte organizzativa e logistica sia, per la prima volta, nel settore comunicazione e stampa.

Il Festival Classiche Forme è organizzato dall’Associazione Musicale Opera Prima con il sostegno del MIC – Ministero della Cultura, della Regione Puglia in collaborazione con Provincia di Lecce, Città di Lecce, Università del Salento, Terre del Capo di Leuca e Polo Biblio-museale di Lecce. In particolare, i concerti del 14 e 16 luglio a Lecce (Chiostro Palazzo Tamborino Cezzi) e del 18 luglio a Santa Maria di Leuca (Basilica di Santa Maria de Finibus Terrae) sono realizzati con il sostegno del MIC e di SIAE nell’ambito del programma “Per chi Crea”.

www.classicheforme.com

Il Festival ha ricevuto l’etichetta EFFE Label 2024-2025, il Marchio di Qualità Europeo destinato a importanti manifestazioni, supportato dalla Commissione e dal Parlamento Europeo.

Biglietteria online su www.vivaticket.com
Biglietti euro 25 intero / euro 15 ridotto under26 oppure euro 15 intero / euro 10 ridotto under26
Abbonamenti euro 155 intero / euro 90 ridotto under26

51° FESTIVAL DELLA VALLE D’ITRIA

Martina Franca (TA)

18 luglio – 3 agosto 2025

Con Tancredi di Rossini si inaugura venerdì 18 luglio

il 51° Festival della Valle d’Itria.

Un’opera che torna a Martina Franca dopo 49 anni,

per la prima edizione del Festival curata

dalla direttrice artistica Silvia Colasanti, dal titolo “Guerre e pace”.

Si apre venerdì 18 luglio l’edizione n. 51 del Festival della Valle d’Itria, la prima curata dalla compositrice Silvia Colasanti, con la nuova produzione del Tancredidi Rossini, nella cornice del cortile di Palazzo Ducale di Martina Franca (TA). Una produzione che vede l’esecuzione rara dei due finali, lieto e tragico, che Rossini approntò per due diverse versioni e che riporta l’opera a Martina Franca dopo 49 anni, quando aprì una delle primissime edizioni del Festival.

Titolo della presente edizione è “Guerre e pace”, ideata in un particolare momento storico in cui i due termini, declinati tanto al singolare quanto al plurale, si presentano oggi con insistenza nella vita di tutti i giorni. Rimanendo fedele alle scelte che hanno contraddistinto fin dal suo nascere il Festival, quali l’attenzione al repertorio belcantistico e il recupero di opere di raro ascolto, la nuova direttrice artistica aggiunge due segnali forti: il legame con l’attualità e con la società di oggi, e la presenza significativa della musica del XX e XXI secolo.

Oltre al Tancredi, in cartellone la prima italiana di Owen Wingrave (1971) di Benjamin Britten e la rara esecuzione, a 100 anni dalla composizione, di L’Enfant et les sortilèges di Maurice Ravel, cui si affiancano concerti (quello sinfonico quest’anno propone la Quattordicesima Sinfonia di Šostakóvič con Fabio Luisi, direttore musicale del Festival), incontri, dialoghi con autori, per animare ogni giorno con oltre venti appuntamenti l’edizione del 2025.

Anticipazioni di festival si sono già avute con il progetto In Orbita, che nei giorni passati ha portato la musica del festival nelle contrade e piazze di Martina Franca, e con l’inaugurazione della mostra fotografica Eyewitness: guerre e pace del fotoreporter Manoocher Deghati che, dislocata nel centro storico di Martina Franca, sarà visitabile fino a fine agosto.

Organizzato dalla Fondazione Paolo Grassi, a far da scenario come di consueto al Festival, saranno oltre al Palazzo Ducale, la Basilica di San Martino, il Chiostro di San Domenico, luoghi storici e di grande bellezza della città barocca di Martina Franca, e le masserie del territorio pugliese, ricche di cultura e tradizioni secolari.

LE DICHIARAZIONI

«Abbiamo pensato a un festival fortemente legato alle sue radici, ma che fosse anche moderno e integrato con il contesto in cui si svolge – commenta Michele Punzi, presidente della Fondazione “Paolo Grassi” –. Il tema scelto per questa edizione è purtroppo quanto più calzante con il momento storico attuale; abbiamo scelto di contrapporre alla barbarie la bellezza dell’arte, della musica e della cultura, con l’intento di non far placare il sentimento di indignazione che la violenza deve sempre suscitare. Vogliamo che in questo 2025 gli spettatori possano godere della musica come delle bellezze del nostro territorio e dell’ospitalità della nostra gente, ma contemporaneamente, portino con sé una maggiore consapevolezza che l’arte e la musica possono essere l’antidoto contro tutte le guerre».

Aggiunge Silvia Colasanti, nuova direttrice artistica del Festiva della Valle d’Itria: «la relazione dell’arte di tutti i tempi con l’attualità e con la società di oggi, la presenza importante della musica del XX e XXI secolo: questi i due segnali forti che si vanno ad aggiungere alle caratteristiche che hanno da sempre contraddistinto il Festival della Valle d’Itria – far rivivere sulle scene opere poco rappresentate ed esplorare e riflettere sui percorsi compositivi e sulla storia delle opere. Un’offerta artistica al servizio della cultura, spunto di riflessione sul presente. L’arte oltrepassa il tempo e i grandi autori del passato più o meno recente, con diversi linguaggi, continuano a parlarci».

Per Nunzia Convertini, vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Martina Franca, «la capacità di collegare, anche in modo originale, opere dimenticate del patrimonio lirico italiano ed europeo con temi di grande attualità contraddistingue l’edizione 2025. Il legame fra tradizione e attualità e la scelta del tema, peraltro molto sentito in questo particolare momento storico, stanno suscitando grande interesse, insieme all’altra novità, la nuova direttrice artistica Silvia Colasanti, la prima donna alla direzione artistica nella storia del Festival. Gli elementi per un nuovo successo, quindi, ci sono tutti. Il resto lo fa il connubio musica e bellezza: la splendida cornice di Martina, con i suoi luoghi suggestivi, il centro storico, il Palazzo Ducale, le antiche chiese e le masserie della Valle d’Itria».

Aldo Patruno, direttore generale del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia, ha ricordato come: «dopo lo straordinario traguardo del cinquantesimo anniversario del Festival del 2025, prende il via una nuova edizione che, come sempre, sa cogliere il senso dei tempi. Con il titolo “Guerre e pace”, che nasce in un contesto internazionale complicato, il Festival della Valle d’Itria lancia il suo messaggio: qui, nella culla della civiltà mediterranea, da uno dei luoghi simbolo della musica, ci dice che l’arte continua ad essere strumento di resistenza civile, luogo di crescita e di unione tra popoli».

TANCREDI

Ad inaugurare il Festival, venerdì 18 luglio (ore 21) nel cortile di Palazzo Ducale, sarà dunque Tancredi di Gioachino Rossini (repliche 26, 29 luglio e 2 agosto, ore 21). Un’opera in cui la guerra militare sullo sfondo e la guerra d’amore, scatenata da incomprensioni e sospetti fra i personaggi principali, scandiscono l’incedere di un’opera che ha segnato uno dei primi grandi successi del Cigno di Pesaro, che la compose poco più che ventenne. Per l’occasione verranno eseguiti i finali sia della prima versione composta per il Teatro La Fenice di Venezia e andata in scena il 6 febbraio 1813, sia della versione per il Teatro Comunale di Ferrara, rappresentata il 21 marzo 1813 con il finale tragico anziché lieto come nella versione originale. Ascoltare i due finali nella stessa recita permetterà di seguire il processo compositivo all’origine di uno dei capolavori giovanili del pesarese; edizione di riferimento sarà quella di Philip Gossett per la Fondazione Rossini. A dirigere l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala, formazione che accoglie i più promettenti e talentuosi musicisti da tutto il mondo,sarà Sesto Quatrini, nato professionalmente al Festival della Valle d’Itria, per il quale ha già diretto diverse produzioni. Firma la regia Andrea Bernard, giovane talento affermatosi nei principali teatri italiani ed europei, insignito nel 2024 del Premio Abbiati per la regia, le scene sono di Giuseppe Stellato, i costumi di Ilaria Ariemme.

A causa di una improvvisa indisposizione della signora Goryachova, nel ruolo del titolo debutta il giovane talento di Yulia Vakula, mezzosoprano russo, allieva dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”, scelta che conferma l’importanza della formazione e del sostegno dei giovani talenti da parte della Fondazione Paolo Grassi e del Festival della Valle d’Itria. Affiancano la Vakula il soprano Francesca Pia Vitale (Amenaide), il mezzosoprano Hinano Yorimitsu (Isaura, nella data del 2 agosto sarà Marcela Vidra)il tenore Dave Monaco (Argirio), il basso Adolfo Corrado (Orbazzano) e il mezzosoprano Giulia Alletto (Roggiero) per un cast di indubbio valore; Luigi Leo dirige L.A. Chorus, Lucania & Apulia Chorus.

Guarda profondamente al presente la regia di Andrea Bernard: “Tancredi è un’opera quanto mai contemporanea. In un mondo attraversato da conflitti reali e informativi, dove il rumore della guerra rende difficile distinguere il vero dal falso, anche la sfera privata si contamina. I personaggi non sono liberi di amare, di scegliere, di comprendere”. La vicenda, prosegue il regista, “è ambientata in un tempo presente ma sospeso, in un luogo che è insieme concreto e simbolico: un parco giochi devastato dalle bombe. Un luogo che non dovrebbe mai essere toccato dalla violenza, e che proprio per questo ne rivela tutta l’assurdità”. La sfida di allestire i due finali trova una sua ragione drammaturgica nello sguardo esterno di un bambino, “uno sguardo incontaminato, capace di trasformare la tragedia in possibilità, la morte in rinascita”.

Alla sua sesta presenza al Festival e a dieci anni di distanza dal suo debutto che avvenne proprio a Martina Franca, Sesto Quatrini ha un legame molto forte con il Valle d’Itria. Rossini, inoltre, è fra i compositori cardine del suo percorso artistico e racconta: “Il suo teatro e la sua musica richiedono un coinvolgimento intellettuale profondo e consapevole per comprendere la complessità e le molteplici sfumature. L’assenza di retorica nelle emozioni raccontate, la poetica del paradosso, del nonsense, la costruzione perfetta quasi fosse un architetto prima di essere compositore, la costante ricerca dell’eleganza, un canto che viene ornato talvolta fino all’inverosimile. Eppure questa apparente chiarezza nasconde un tratto distintivo: l’aleatorietà che Rossini, più di qualunque altro compositore, affida alla sua musica. Caratteristica questa che implica una richiesta di complicità nella riscrittura e nella partecipazione attiva della sua stessa musica rispettivamente a chi la interpreta e a chi la ascolta”.

LE ALTRE OPERE: OWEN WINGRAVE, L’ENFANT ET LES SORTILÈGES

Un forte messaggio pacifista arriva dalla seconda opera in programma, alla sua prima esecuzione italiana, a oltre cinquant’anni dalla composizione. Owen Wingrave di Benjamin Britten, in scena a Palazzo Ducale il 27 luglio (repliche 30 luglio e 3 agosto, ore 21), venne scritta nel 1970 negli anni in cui imperversava la guerra del Vietnam, contro la quale il musicista britannico prese una posizione ferma e irrevocabile. L’opera venne commissionata dalla BBC per la televisione (venne trasmessa nel 1971) e due anni dopo rappresentata al Covent Garden. Daniel Cohen,direttore musicale dello Staatstheater di Darmstadt dal 2018, presente nei cartelloni europei spesso in titoli poco eseguiti, guida l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala. La regia è di Andrea De Rosa, nome affermato sia nella prosa che nel teatro lirico, al suo debutto al Festival di Martina Franca, scene di Giuseppe Stellato, costumi di Ilaria Ariemme. Le voci principali saranno quelle del baritono Äneas Humm nel ruolo del protagonista, il tenore Ruairi Bowen (Lechmere), il soprano Charlotte-Anne Shipley (Miss. Wingrave) e il mezzosoprano Sharon Carty (Kate Julian), tutti specializzati nel repertorio inglese, affiancati da alcuni giovani cantanti selezionati dall’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” (Lucía Peregrino, Chiara Boccabella, Simone Fenotti e Chenghai Bao). Sul palco, coinvolgendo le giovani forze del territorio, il Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi, diretto da Angela Lacarbonara.

Opera di raro ascolto in Italia, L’Enfant et les sortilèges di Maurice Ravel nasceva 100 anni fa. La fantaisie lyrique su versi di Colette, dalla scrittura musicale moderna e innovativa e fra i capolavori della prima metà di Novecento, viene messa in scena, nella versione cameristica di Didier Puntos, nel Chiostro di San Domenico il 19 luglio (repliche 21, 24, 28 luglio, ore 21). Il progetto coinvolge anche L.A. Chorus, Lucania & Apulia Chorus (maestro del coro Luigi Leo)e il Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi diretto da Angela Lacarbonara. Alla produzione dell’opera è stata affiancata un’attività di laboratori didattici nelle scuole, per rendere partecipe un pubblico di giovanissimi, guidata dalla regista Rita Cosentino (già apprezzata in Aladino e la lampada magica di Rota nel Festival del 2024). Dirige l’ensemble strumentale Myriam Farina, già assistente di Fabio Luisi, mentre il cast sarà interamente formato dalle voci dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”, dodici promettenti talenti selezionati per l’occasione(L’Enfant sarà il mezzosoprano Elena Antonini), scene e costumi dell’illustratrice martinese Francesca Cosanti.

CONCERTI E INCONTRI

I concerti, che si alternano alle opere, vedranno la partecipazione di figure del mondo culturale non prettamente musicale, approfondendo il tema del Festival, “Guerre e pace”, attraverso la storia, passata e presente, e in tutte le sue declinazioni, dalla letteratura alla musica, con programmi di raro ascolto e alcune novità.

Irrompe con tutta la sua drammaticità la Sinfonia n. 14 per soprano, basso, archi e percussioni op. 135 di Dmitrij Šostakovič, scritta nel 1969 sui testi di García Lorca, Apollinaire, Küchelbecker e Rilke e dedicata a Britten. L’appuntamento èa Palazzo Ducale il 1° agosto (ore 21)per il tradizionale concerto sinfonico. Il direttore musicale del Festival Fabio Luisi guida l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala in una delle più originali e personali partiture del compositore sovietico, di cui nel 2025 ricorrono i 50 anni della morte. Voci soliste il soprano Lidia Fridman e il basso Adolfo Corrado.

Il concerto sacro di quest’anno, nella Basilica di San Martino (23 luglio, ore 21), sarà con l’Orchestra della Magna Grecia diretta da Maurizio Lomartire, in un programma che si sofferma su pagine di forte impronta spirituale del Novecento musicale: ancora un omaggio a Britten con le Les Illuminations per voce e orchestra, cui si affianca Silouan’s Song di Arvo Pärt, su un testo religioso in russo, e le rare esecuzioni di brani di Silvestrov, Rautavaara e altri autori, cui si aggiunge una prima assoluta, commissione del Festival, di Davide Tramontano, Cantus Antiquus, Novus Amor, per soprano e orchestra omaggio a Giovanni Pierluigi da Palestrina nel cinquecentenario della nascita, su testo dalle Confessiones di Sant’Agostino. Solista il soprano Gesua Gallifoco.

I Concerti del Sorbetto,nei chiostri di San Domenico e del Carmine di Martina Franca, saranno l’occasione per una lettura più completa e stimolante sulle opere in programma, veicolati da tre figure del mondo culturale che offriranno il loro personale sguardo. Sandro Cappelletto, musicologo e giornalista, in L’altro Ravel presenta alcuni lavori per voce e pianoforte del compositore francese (20 luglio, ore 18). In L’altro Tancredi Ilaria Narici, musicologa e direttrice scientifica della Fondazione Rossini, racconta dei brani musicali non inclusi nel Tancredi del Festival (26 luglio, ore 18). Con L’altro Britten Alessandro Macchia, autore della prima monografia italiana sul musicista inglese, introduce una selezione di songs di Britten (2 agosto, ore 18). Per tutti e tre i concerti, protagoniste le voci dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”.

Fra le novità di quest’anno, spicca “In-chiostro: tra note e parole”. Ospiti quattro figure di cultura che dialogano con la musica attorno al tema della guerra e della pace trattato in diversi aspetti, in alcuni chiostri barocchi di Martina Franca e masserie del territorio. Si parte con Lucrezia Ercoli, docente, giornalista e direttrice di Popsophia, che nel concerto Musica Degenerata parla di “arte degenerata”, con la musica, da Korngold a Webern, eseguita dal Quartetto Adorno (20 luglio, ore 21). Stesso quartetto, cui si aggiunge la pianista Viviana Lasaracina, per l’incontro di Paolo Nori, scrittore e traduttore, che nel concerto Guerre e Paci racconta di come i grandi autori russi (Tolstoj, Dostoevskij) ci parlano della guerra e della pace (22 luglio, ore 21). Bianca Sorrentino, scrittrice e studiosa del mondo classico, si occupa del rapporto tra il mito e le arti contemporanee, introducendo La guerra ha volto di donna, concerto con musiche di autori classici e una prima esecuzione assoluta di Paolo Marzocchi, con gli artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” e il pianista Alessandro Trebeschi (25 luglio, ore 21). Il barocco è protagonista dell’incontro di Luca Della Libera, docente e musicologo, fra i massimi studiosi di Alessandro Scarlatti, che in Combattuti miei pensieri tratta il tema della guerra nella musica del grande compositore barocco, di cui ricorre il tricentenario della morte; con i cantanti dell’Accademia “Rodolfo Celletti” e l’Ensemble De Finibus Terrae (31 luglio, ore 21).

Infine, con il ciclo “Trame in musica. Incontri d’autore in Valle d’Itria”, nelle storiche masserie e chiese del territorio pugliese, e nei chiostri di Martina Franca, quattro incontri fra parole e musica, con gli stessi artisti e autori di “In-chiostro” nella presentazione di recenti pubblicazioni: Lo spettacolo del male di Lucrezia Ercoli (19 luglio), Chiudo la porta e urlo di Paolo Nori (23 luglio), Pensare come Medea di Bianca Sorrentino (24 luglio) e il libro di prossima pubblicazione sulle Lettere della famiglia Scarlatti di Luca Della Libera (30 luglio).

APPROFONDIMENTI

Fedele al tema del Festival sarà anche il convegno di studi “Guerra e pace nell’opera” il 29 luglio presso l’Auditorium della sua sede, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e la Sorbonne Université, coordinata da Giovanni Dotoli. La giornata vedrà confrontarsi accademici, compositori, studiosi e musicologi sul tema della guerra e della pace nella storia della musica, con una particolare attenzione al repertorio operistico.

Durante tutto il periodo del Festival, Martina Franca si arricchisce della mostra fotografica Eyewitness: guerre e pace di Manoocher Deghati, inaugurata lo scorso 27 giugno, dislocata fra i vicoli e le piazze del centro storico. Fotogiornalista di fama internazionale (e residente a Martina Franca), Manoocher Deghati ha dedicato la sua vita a documentare i momenti più cruciali e toccanti della nostra epoca, a partire dalla rivoluzione iraniana del 1978 e dalla successiva guerra con l’Iraq nel suo paese natale, l’Iran. La mostra raccoglie 40 immagini emozionanti e significative, testimonianze vive di guerre, conflitti, processi di pace, momenti di gioia e celebrazione attraverso l’arte e la musica.

Il 51° Festival della Valle d’Itria è organizzato da Fondazione Paolo Grassi

con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Puglia, Puglia Promozione, Provincia di Taranto, Comune di Martina Franca, Comune di Cisternino, Camera di Commercio Brindisi-Taranto

in collaborazione con Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”, European Festivals Association, Opera Europa, ItaliaFestival, Cidim

Biglietti: da 70 a 5 euro a seconda degli spettacoli e concerti; riduzioni disponibili per Senior, Under 30, Under 15. Tel. biglietteria 080 8407250, tutti i giorni ore 10-13 / 17-21, biglietteria@festivaldellavalleditria.it . Acquisto on line su vivaticket.com

RAGEDIA E HUMOR NEL DON GIOVANNI MESSO IN SCENA DA VASILY BARKHATOV CHE DEBUTTA A ROMA

Dal 20 luglio alla Basilica di Massenzio per il Caracalla Festival

Con Alessandro Cadario sul podio e un grande cast capitanato da

Roberto Frontali, al suo debutto nel ruolo del titolo

«Don Giovanni è un’opera che amo e rispetto moltissimo, ma da cui sono anche spaventato: tiene insieme gli opposti, è profonda e leggera, è umana. Restituirne il senso profondo attraverso una regia è spaventoso ed entusiasmante al tempo stesso». Sono le parole di Vasily Barkhatov, regista russo classe 1983, in grande ascesa internazionale, che per il suo debutto a Roma firma una nuova produzione del titolo mozartiano, in scena da domenica 20 luglio (ore 21) nella nuova cornice del Caracalla Festival del Teatro dell’Opera: la Basilica di Massenzio.

Per la prima volta nella sua ventennale carriera Barkhatov posa il suo sguardo innovativo e “incendiario” su uno degli archetipi della cultura occidentale, una delle opere più rappresentate. Del Don Giovanni di Mozart e Da Ponte punta ad esaltare quella che per lui è l’essenza della vicenda: la tragedia mista all’ironia. «Quando inizio a lavorare per me la cosa fondamentale è individuare l’aspetto umano della storia che mi tocca e mi consente di restituire e raccontare la vicenda secondo una precisa visione. Ecco perché la scelta di un interprete come Roberto Frontali, artista all’apice della sua carriera, maturo. Assisterete a un viaggio nella vita di Don Giovanni, dalla sua infanzia, attraverso l’età adulta, fino alla morte. Ripercorreremo i traumi vissuti e le tragedie della sua vita. Ma ci sarà anche molto humor. Il trauma, la tragedia, il viaggio lungo una vita – conclude Barkhatov – sono tutti elementi in cui ho trovato una profonda umanità e dunque il filo narrativo».

Messo da parte l’eroe romantico maledetto, in questo Don Giovanni emerge piuttosto una storia di famiglia, il rapporto genitore-figlio che, dal punto di vista del regista, Mozart ha trasportato in quest’opera.

Sul podio alla direzione dell’Orchestra dell’Opera di Roma è impegnato Alessandro Cadario. Direttore cresciuto anche nelle ultime stagioni della Fondazione capitolina, affronta la partitura nella sua seconda versione, quella viennese del 1788. Ad interpretare il libertino maturo, impenitente e irredimibile fino alla morte, è chiamato Roberto Frontali, baritono al culmine della sua carriera, che affronta per la prima volta il ruolo di Don Giovanni. Grandi protagonisti nel resto del cast con Vito Priante come Leporello, Maria Grazia Schiavo nei panni di Donna Anna, Carmela Remigio in quelli di Donna Elvira, Eleonora Bellocci di Zerlina, Anthony León come Don Ottavio, Mihai Damian come Masetto e Gianluca Buratto come Commendatore. Il Coro del Teatro è diretto da Ciro Visco.

Il Don Giovanni di Mozart è l’ultimo titolo d’opera del Caracalla Festival 2025 “Tra sacro e umano”, ideato da Damiano Michieletto per il Teatro dell’Opera di Roma. È andato in scena una sola volta nelle stagioni estive dell’Opera di Roma, nel 2002 in Piazza del Popolo. Domenica 20 luglio arriva alla Basilica di Massenzio con le scene di Zinovy Margolin, studiate per interagire perfettamente con l’architettura romana, i costumi di Olga Shaishmelashvili e le luci di Alexander Sivaev.

Dopo la prima di domenica 20 luglio, Don Giovanni di Mozart torna in scena martedì 22, giovedì 24 e venerdì 25 luglio. Tutti gli spettacoli iniziano alle ore 21.00.

CARACALLA FESTIVAL 2025 “TRA SACRO E UMANO”

Don Giovanni

Dramma giocoso in due atti

Libretto di Lorenzo Da Ponte

Musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Direttore Alessandro Cadario

Regia Vasily Barkhatov

Maestro del Coro Ciro Visco

Scene Zinovy Margolin

Costumi Olga Shaishmelashvili

Luci Alexander Sivaev

PERSONAGGI E INTERPRETI

Don Giovanni Roberto Frontali

Leporello Vito Priante

Masetto Mihai Damian

Il Commendatore Gianluca Buratto

Don Ottavio Anthony León

Donna Anna Maria Grazia Schiavo

Donna Elvira Carmela Remigio

Zerlina Eleonora Bellocci

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Nuovo allestimento Teatro dell’Opera di Roma

BASILICA DI MASSENZIO

Prima rappresentazione domenica 20 luglio, ore 21.00

Repliche

martedì 22 luglio, ore 21.00

giovedì 24 luglio, ore 21.00

venerdì 25 luglio, 21.00

TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE – XXIX STAGIONE 2025-2026

Prime assolute, residenze artistiche, progetti speciali, una galleria scintillante di star: al Giovanni da Udine cresce l’offerta con un cartellone più che mai vario e ricco di novità

Archiviata una Stagione 2024/25 più che positiva (+15% di pubblico rispetto alla precedente), la Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine presenta oggi il programma della XXIX Stagione firmato dai direttori artistici Paolo Cascio (Musica), Fiorenza Cedolins (Opera, Operetta e Danza) e Roberto Valerio (Prosa): un cartellone ricchissimo, variegato, attento a soddisfare un pubblico ampio, eterogeneo e quanto mai esigente: una “famiglia” di oltre 60.500 spettatori (questo il dato registrato nella scorsa Stagione, escludendo gli appuntamenti collaterali) appassionati e presenti.

“Abbiamo da poco chiuso con grande soddisfazione una Stagione ricca di contenuti e di spunti di riflessione, ma anche di svago e di divertimento per il nostro pubblico – sottolinea il presidente della Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Paolo Vidali -. Il nostro obiettivo è quello di migliorare ulteriormente la nostra proposta, per essere sempre più un punto di riferimento per il territorio, un luogo di incontro e di scambio culturale aperto e, soprattutto, libero. L’impegno della Fondazione cresce di anno in anno, e mi auguro che la Città e il Territorio continuino a seguirci in questa difficile sfida. Ringrazio i nostri direttori per l’alto valore delle loro proposte artistiche e tutta la squadra del Teatro che fa funzionare al meglio, Stagione dopo Stagione, questa macchina meravigliosamente complessa”.

Nel corso degli otto mesi di programmazione previsti – da ottobre 2025 a maggio 2026 – saranno 60 gli appuntamenti in cartellone – contro i 56 della scorsa Stagione – e 90 le alzate di sipario fra Prosa, Musica, Opera, Operetta, Danza, Lezioni di Storia, Lezioni di Scienze e altre importanti novità: un record assoluto cui si aggiungono laboratori di piccola scenografia teatrale, spettacoli itineranti, incontri, conferenze di approfondimento.

Alcune delle novità in programma

Tra le proposte del cartellone 2025/26, spicca in ordine di tempo la prima assoluta de L’uomo, la bestia e la virtù, commedia onirica di Luigi Pirandello per la regia di Roberto Valerio con Vanessa Gravina, Max Malatesta e Nicola Rignanese: una produzione dei Teatri di Pistoia realizzata in collaborazione con il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, che giovedì 16 ottobre inaugurerà ufficialmente la XXIX Stagione. Durante la presenza della Compagnia a Udine, non mancheranno prove aperte e incontri per vedere come nasce un grande spettacolo.

Per la Musica, significativa novità è il progetto di residenza dell’Orchestra Mozart diretta da Daniele Gatti. La leggendaria formazione fondata nel 2004 da Claudio Abbado sarà di casa nel nostro Teatro per preparare il programma musicale che presenterà al nostro pubblico, in prima assoluta, il 3 dicembre, e che poi porterà in altre città italiane: un entusiasmante viaggio da Haydn a Prokof’ev e Stravinskij.  Anche in questo caso ci saranno prove aperte e incontri con giovani musicisti del territorio.

Per quanto attiene l’Opera, l’Operetta e la Danza, il Giovanni da Udine sarà il primo palcoscenico italiano ad ospitare l’operatic musical 55 secondi, progetto ideato da Fiorenza Cedolins, prodotto dall’Istituzione Musicale e Sinfonica del FVG esostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia: un evento di grande respiro, emozionante e coinvolgente, con oltre ottanta cantanti, musicisti e ballerini – molti dei quali eccellenze del nostro territorio come la FVG Orchestra e il Coro del Friuli Venezia Giulia – in scena nella data simbolica del 6 maggio per condividere con il pubblico il 50mo anniversario del Terremoto.

Ma saranno tante altre ancora le ricorrenze che potremo celebrare insieme: il Santo di Assisi, di cui nel 2026 ricorrono gli 800 anni dalla morte, sarà al centro di una conferenza dal titolo San Francesco con l’amatissimo professor Alessandro Barbero (18 novembre) e dell’intenso spettacolo impreziosito da musica dal vivo di Simone Cristicchi, Franciscus (29 gennaio).

Il tradizionale Concerto di San Silvestro sarà poi tutto dedicato a Johann Strauss figlio nel 200mo anniversario della nascita, mentre con il raffinatissimo pianista Pierre Laurent Aimard (22 gennaio) festeggeremo il centesimo compleanno di uno dei massimi compositori viventi, György Kurtág. Nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne(25 novembre), la conferenza concerto Dialogo sull’Amore e Morte si promette di sensibilizzare, attraverso la musica, soprattutto il pubblico dei giovani su un tema di tragica, cogente attualità. Il 27 gennaio, nella giornata che celebra in tutto il mondo le vittime della Shoah, potremo ascoltare il Concerto per il Giorno della Memoria, con la FVG Orchestra diretta da Paolo Paroni.

La Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe il 2 novembre presenterà al Giovanni da Udine lo spettacolo Nel cuore della realtà, per la regia e drammaturgia di Claudio de Maglio: un omaggio a Pier Paolo Pasolini nella data che segna il 50mo anniversario della morte. 

Più ricca che mai la parata di stelle che calcheranno il palcoscenico del Giovanni da Udine. Per la Prosa, saranno innumerevoli i beniamini del pubblico nei 25 appuntamenti in cartellone fra commedie brillanti e noir, musical dai notevoli effetti speciali come Cantando sotto la pioggia – con le coreografie e la regia di Luciano Cannito – e Aggiungi un posto a tavola con la guest star Lorella Cuccarini, coinvolgenti riscritture di grandi classici. Di Antonio Latella potremo ammirare Riccardo III,attesa rilettura del capolavoro diShakespearecon Vinicio Marchioni, mentre Filippo Dini sarà protagonista e regista di un altro imperdibile capolavoro assente da diversi anni dalla nostra programmazione, Il Gabbiano di Anton Cechov conGiuliana De Sio. Massimo Popolizio porterà invece in scena e reciterà nel capolavoro di Harold Pinter Ritorno a casa, spettacolo “pericolosamente” divertente, dove l’apparente leggerezza si intreccia a temi profondamente drammatici e inquietanti. La commedia brillante L’anatra all’arancia diretto da Claudio “Greg” Gregori vedrà il ritorno di Emilio Solfrizzi, mentre Giuseppe Zeno sarà presente nella prima regia teatrale di Gabriele Muccino, A casa tutti bene. La rassegna storica Tempi Unici proporrà in apertura Arrivano i Dunque e le strepitose invenzioni linguistiche di Alessandro Bergonzoni, per chiudersi con una Compagnia di teatro danza di primissimo piano, i Peeping Tom che in una doppia serata, realizzata in collaborazione con il CSS Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, presenterà lo spettacolo visionario Chroniques che esplora la fluidità del tempo e della coscienza umana intrecciando realtà, leggende e percezioni. La rassegna Teatro Insieme pensata per tutta la famiglia si aprirà con il duo comico Ale e Franz e il loro nuovo, freschissimo spettacolo Capitol’ho; mentre Lella Costa in Lisistrata per la regia di Serena Sinigaglia el’elegantissima Drusilla Foer in Venere nemica saranno le regine di Soggetto Donna.

Orchestre internazionali e interpreti contesi dalle maggiori sale da concerto del mondo costellano il cartellone di Musica, con programmi di assoluto appeal che spazieranno dal Barocco al Novecento. Fra i nomi più prestigiosi brillano Toon Koopman, clavicembalista e direttore dell’Amsterdam Baroque Orchestra & Choir, cui sarà affidato il concerto di apertura del cartellone musicale in programma il 25 ottobre conl’Oratorio di Handel, Athalia. E poi gli eccelsi pianisti Ivo Pogorelich, Sir András Schiff, Lilya Zilberstein, i grandissimi del podio Daniele Gatti, Sir John Eliot Gardiner, Jiri Habart, le prestigiose compagini Orchestra Mozart, The Constellation Choir & Orchestra, Savaria Symphony Orchestra, Prague Philharmonia. A partire da questa Stagione, sarà varato anche il format “Nota Bene”. Lezioni di Musica e Storia con due appuntamenti che intrecciano concerto e ascolto guidato, quest’ultimo a cura di Paolo Cascio, di altrettanti capolavori della classica. A eseguirli sarà l’Orchestra Giovanile dei Filarmonici Friulani. La finestra dedicata ai piccolissimi da 0 a 36 mesi ritornerà con tre appuntamenti di avvicinamento alla musica, in una relazione fatta di ascolto, contatto visivo, tattile, dialogo sonoro, mimica e movimento.

Il cartellone di Danza ci farà apprezzare un’autentica leggenda vivente del balletto classico e contemporaneo, la superstar Natalia Osipova – al suo debutto a Udine il 9 novembre con una performance unica, straordinario successo mondiale, Force of Nature – e reincontrare la prestigiosa compagnia monegasca Les Ballets de Monte Carlo, impegnata nell’iconica coreografia Romeo e Giulietta di Jean Christophe Maillot. Nel programma operistico spiccano le stelle del belcanto Annalisa Stroppa, perfetta Rosina nel Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini per la regia, le scene e i costumi di Pier Luigi Pizzi e la direzione di Enrico Calesso, mentre il soprano Anna Pirozzi e il tenore Yusif Eyazov saranno la sfortunata coppia di innamorati ne Il Trovatore di Giuseppe Verdi, diretti da Renato Palumbo, grande esperto del repertorio verdiano. Entrambe le produzioni sono firmate del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste. Il ritorno dell’Operetta è invece assicurato da due titoli sempreverdi del repertorio, La vedova allegra di Lehár per la domenica di Carnevale, e l’esotica La Bajadera di Kalmán, proposti entrambi dalla compagnia operettistica italiana Teatro Musica Novecento, con l’orchestra in buca diretta da Stefano Giaroli.

TEATRO SCUOLA

Inserita nel cartellone di Opera, Operetta e Danza, la conferenza concerto Dialogo sull’Amore e Morte è proposta alle scuole secondarie di secondo grado nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne(25 novembre).  Riservate agli studenti, com’è ormai felice consuetudine da alcuni anni, anche le due prove generali dei capolavori operistici Il barbiere di Siviglia (19 dicembre)e Il Trovatore (16 marzo), proposte sempre in orario mattutino. Nella giornata che celebra in tutto il mondo le vittime della Shoah (27 gennaio), il cartellone di Musica proporrà con programmazione mattutina il Concerto per il Giorno della Memoria, mente per quanto attiene alla Prosa, saranno due gli spettacoli dedicati: Matteotti. Anatomia di un fascismo di Stefano Massini per la regia di Sandra Mangini (4 marzo) e La Storia. Uno scandalo che dura da diecimila anni per la regia di Fausto Cabra (9 aprile).

COLLABORAZIONI
Nel nuovo cartellone non mancheranno le fortunate Lezioni di Storia (Oriente e Occidente, 5 appuntamenti) e le Lezioni di Scienze (Aria, Fuoco, Terra, Acqua, 3 appuntamenti) realizzate in collaborazione con Editori Laterza. Amatissime e seguitissime dal nostro pubblico fin dalla loro prima edizione per l’alto profilo divulgativo del progetto, saranno l’occasione per ascoltare dal vivo personalità carismatiche di chiara fama come Luciano Canfora, Vito Mancuso, Maria Giuseppina Muzzarelli, Paolo Ferri, Alessandro Vanoli, Paolo Pileri, Michela Ponzani, Daniela Silvia Pace.

Numerosi i progetti in partnership con le realtà artistiche e culturali del nostro territorio. Si avvia infatti alla sua seconda edizione Itinerari nel teatro contemporaneo, percorso condiviso da Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine e CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con il Comune di Udine. Rientreranno in questa rassegna Radio Argo Suite con Peppino Mazzotta,Premio Le Maschere 2024, L‘empireo per la regia di Serena Sinigaglia e Chroniques della Compagnia belga Peeping Tom, intrecciati ad altri appuntamenti in programmazione al Teatro Palamostre per la Stagione di Teatro Contatto.

CSS Teatro Stabile del Friuli Venezia GiuliaeTeatri Stabil Furlan sono anche partner della Fondazione nella rassegna Udine Città-Teatro per le Bambine e i Bambini dedicata al pubblico dei giovanissimi.

Una nuova collaborazione con Circo all’Incirca si concretizzerà invece nella messa in scena, il 22 maggio, de Gli Stessi, spettacolo circense da un’idea drammaturgica di Davide Perissutti e Roberto Magro che firma anche la regia.

APPUNTAMENTI COLLATERALI

Completano la programmazione della XXIX Stagione gli appuntamenti collaterali che invitano il pubblico ad un incontro ravvicinato con i protagonisti della scena, esperti musicologi e critici sui programmi musicali e operistici che ritroveremo in cartellone.

Particolare segnalazione merita The Waste Land di T. S. Eliot, dialogo attoriale tra un maestro, Giuseppe Bevilacqua – ideatore artistico del progetto – e un giovane allievo, Francesco Sferrazza Papa, in programmazione il 2 novembre.

Per i giovanissimi saranno imperdibili i Laboratori di piccola scenografia teatrale condotti nel segno della creatività da Margherita Mattotti ed Eloisa Gozzi, e gli spettacoli itineranti Teatrovagando

INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO

La campagna abbonamenti partirà il 2 settembre 2025.

Dall11 al 27 luglio sarà possibile confermare il proprio abbonamento a posto fisso – senza quindi modificare turno e posto – usufruendo di uno sconto particolare. Tale modalità sarà attiva solo online, accedendo dall’apposita sezione in homepage del sito www.teatroudine.it

UN GRAZIE SPECIALE A…

Un ringraziamento speciale va a tutte le aziende ed enti che, a diverso titolo, continuano a sostenere le attività e la programmazione del Teatro Nuovo Giovanni da Udine, fra i quali in particolare Fondazione Friuli, Confindustria Udine, Danieli Group, Amga Energia & Servizi – Gruppo Hera, Civibank Gruppo Sparkasse, Banca di Udine, Arteni Group, Centro Commerciale Città Fiera, The British School FVG, Piaval.

Tutti gli aggiornamenti come sempre sono disponibili sul sito www.teatroudine.it

NERVI INTERNATIONAL BALLET FESTIVAL 2025; cambio sede per lo spettacolo di domenica 13 luglio : “A celebration of the works of Frederick Ashton” con il Royal Ballet di Londra

La Fondazione Teatro Carlo Felice comunica che, a causa delle previsioni meteo che segnalano alta probabilità di pioggia nel pomeriggio e nella serata di domenica 13 luglio 2025, lo spettacolo del Royal Ballet “A celebration of the works of Frederick Ashton” in programma per quella data sarà spostato dal palcoscenico all’aperto dei Parchi di Nervi al Teatro Carlo Felice di Genova, con inizio sempre alle ore 21.15.

Una decisione presa con anticipo per garantire lo svolgimento dello spettacolo in condizioni di sicurezza, nel rispetto dei tempi tecnici necessari alla produzione, delle esigenze degli artisti coinvolti, e per permettere al pubblico di organizzare per tempo la propria partecipazione.

Chi desiderasse anticipare la propria presenza a sabato 12 luglio, per assistere allo stesso spettacolo all’aperto ai Parchi di Nervi, potrà richiedere il cambio del biglietto.

Nel frattempo, la biglietteria sta già provvedendo a ricollocare sulla pianta del Teatro Carlo Felice tutti i posti acquistati per la serata di domenica 13 luglio, garantendo la stessa posizione. Al più presto sarà riaperta anche on line la vendita sulla nuova pianta.

Per ulteriori informazioni e assistenza:

Biglietteria Teatro Carlo Felice: 010 5381 432 / 433 / 337 / 399
Orari: lunedì – sabato ore 9.30–19.00 / domenica dalle ore 14.00 sino a 15 minuti prima dell’inizio dello spettacolo.

www.nervinternationalballetfestival.it

La Fondazione ringrazia il pubblico per la collaborazione e la comprensione, certa che questa scelta consentirà la piena fruizione artistica dello spettacolo, nel massimo rispetto degli spettatori e degli artisti.

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È uno degli appuntamenti più attesi del Nervi International Ballet Festival 2025: sabato 12 luglio sul palco dei Parchi di Nervi e domenica 13 luglio al Teatro Carlo Felice (a causa delle previste condizioni meteo) arriva il Royal Ballet, fiore all’occhiello della danza britannica e internazionale, con un programma interamente dedicato al suo storico fondatore, Frederick Ashton. A quarant’anni dalle sue ultime apparizioni al Festival, la compagnia torna a Genova con un cast stellare – tra cui Marianela Núñez, Alina Cojocaru, Matthew Ball, Valentino Zucchetti – per celebrare l’eredità artistica di un coreografo che ha plasmato l’identità stessa della compagnia.

Il titolo dello spettacolo, A Celebration of the works of Frederick Ashton, riflette l’intento di questa serata: riportare in scena alcune delle creazioni più emblematiche del coreografo britannico in un percorso tra lirismo, ironia, grazia e virtuosismo. Il programma è composto da sei diversi pezzi: alla satira raffinata di Façade – Tango Pasodoble (1931) alla sensualità tragica di Marguerite and Armand (1963), creato per Fonteyn e Nureyev e ispirato alla Traviata di Verdi e alla Signora delle camelie di Dumas figlio, su musiche di Franz Liszt; dalla brillantezza tecnica di Rhapsody (1980) creato per Michail Baryshnikov e Lesley Collier sulla virtuosistica Rapsodia su un tema di Paganini di Rachmaninov, al celebre passo a due di The Dream – Oberon and Titania’s Reconciliation pas de deux, arguta e tenera rivisitazione del Sogno shakespeariano (1964) con musica di Felix Mendelssohn. Completano il programma due gioielli poco noti ma preziosi: il Pas de Quatre dal Lago dei cigni, concepito da Ashton nel 1963 come variazione coreografica autonoma, e il celeberrimo Voices of Spring (1977), delizioso duo creato sulle melodie di Johann Strauss II per un’edizione dell’operetta Die Fledermaus e poi diventato pezzo autonomo.

Per questo ritorno a Genova, il Royal Ballet – diretto da Kevin O’Hare – schiera in queste due serate alcuni tra i suoi più acclamati “Principals” e artisti ospiti come Marianela Núñez e Jakob Feyferlik (impegnati in Marguerite and Armand il 12 luglio), Alina Cojocaru e Matthew Ball (nello stesso pezzo il 13 luglio), Mayara Magri, Gary Avis, Valentino Zucchetti, Meaghan Grace Hinkis, Luca Acri, Isabella Gasparini, Sae Maeda solo per citarne alcuni. A loro si affianca il corpo di ballo e un team tecnico di altissimo livello, per un’esibizione che riassume l’eleganza, il vigore e la raffinatezza di una delle compagnie più prestigiose al mondo.

Lo spettacolo avrà una durata complessiva di 125 minuti (con due intervalli).

La manifestazione è promossa dal Comune di Genova con il patrocinio della Regione Liguria, del Ministero della Cultura e di Rai Liguria, main partner Iren, Premium sponsor e food partner Esselunga. Media Partner è Rai Cultura. Partner tecnici sono: Amiu, Amt, Aster, Friends of Genoa.


 
BIglietterie
Teatro Carlo Felice

Galleria Cardinal Siri, 6 – 16121 GENOVA
Orari di apertura: da lunedì a sabato 9.30 – 19.00
Villa Serra – Zona giochi
Nelle giornate di spettacolo presso Villa Grimaldi Fassio a partire dalle ore 16.00 sino a 15 minuti dopo l’inizio.
Online su https://operacarlofelicegenova.vivaticket.it/

Informazioni T: +39 010 5381.432- 433 – 337 -399
email: biglietteria@carlofelice.it
www.nervinternationalballetfestival.it 
www.operacarlofelicegenova.it

71° Festival Puccini 2025 : Suor Angelica in una versione raccolta “da giardino” apre la rassegna Puccini OFF a meno di una settimana all’inaugurazione ufficiale

L’opera tutta al femminile del Trittico nello Spazio Mitoraj con la regia di Davide Garattini Raimondi e la direzione di Sirio Sacchetti

Ultime prove per Tosca e La bohème che andranno in scena nel Gran Teatro all’aperto il 18 e 19 luglio

A pochi giorni dall’inaugurazione della 71ª edizione del Festival Puccini, il prossimo venerdì 18 luglio, con una nuova produzione di Tosca firmata da Alfonso Signorini e con Aleksandra Kurzak, Roberto Alagna e Luca Salsi come protagonisti, domenica 13 luglio (ore 20.45 ) si apre ufficialmente anche la sezione “off” con un allestimento intimo e suggestivo di Suor Angelica nello Spazio Mitoraj del Giardino del Gran Teatro.

L’intenso e più femminile dei tre atti unici che compongono il del Trittico, viene proposto in una versione ideata dal regista Davide Garattini Raimondi – autore anche di scene e luci – che, con il direttore Sirio Sacchetti, hanno ideato uno spettacolo di forte rigore drammaturgico, puntando sull’intimità del luogo e della vicenda; i costumi sono di Stefania Parisini, assistente alla regia Barbara Palumbo.

L’Ensemble Bazzini Consort con Alessio Masi al pianoforte, guidato da Sacchetti, accompagna un cast naturalmente tutto femminile composto da Cristina Giannelli (Suor Angelica), Sofio Janelidze (La Zia Principessa), Maria Candirri (La Badessa), Elena Finelli (Suor Genovieffa), Roxana Díaz Vanden-Bosch (Suor Osmina), Francesca Pusceddu (Suor Dolcina), Maria Salvini (La Suora Infermiera) e Maria Eleonora Caminada (Una novizia).

Com’è noto, l’azione si svolge in un monastero femminile. Suor Angelica è lì per espiare un “peccato” d’amore: ha avuto un figlio illegittimo (sottrattole subito dopo la nascita) e, come erborista, cura le consorelle con rimedi naturali. Quando la Zia principessa le chiede di rinunciare all’eredità e le rivela che il figlio è morto, Angelica si avvelena raccogliendo erbe velenose, ma in punto di morte invoca la Madonna e vede un’apparizione miracolosa in cui può abbracciare il figlio e trovare il perdono. Davide Garattini Raimondi definisce questo spettacolo “liquido”, ossia adattabile a qualunque spazio. La regia punta su un linguaggio essenziale e simbolico per intensificare la vicinanza fisica e psicologica con il pubblico, con pochissimi oggetti di scena che assumono significati molteplici attraverso la combinazione con la musica di Puccini e il lavoro attoriale.

Comincia con questa “anteprima” in giardino il nuovo corso del Festival Puccini di Torre del Lago – Viareggio che, per la 71a edizione, si presenta rinnovato nella governance, rafforza gli accordi con le istituzioni nel nome del compositore toscano e riparte dalle voci: dal 18 luglio al 6 settembre 2025, cinque i titoli – Tosca, La bohème, Turandot, Madama Butterfly e Manon Lescaut cui si aggiunge un Gala con Anna Netrebko – per diciassette serate (tutte alle ore 21.15) che avranno per protagonisti gli interpreti più apprezzati dei nostri giorni, riuniti dal nuovo direttore artistico Angelo Taddeo in unico cartellone per celebrare Giacomo Puccini che proprio a pochi passi dal Gran Teatro all’aperto aveva il suo luogo d’elezione, «qui ho trovato la pace dell’anima» come scriveva, la sua Villa, oggi Museo gestito dalla Fondazione Simonetta Puccini. “Tutto comincia da qui” è quindi il tema sotteso e sottolinea il legame profondo con la Villa Puccini, oggi museo, affacciata sul Lago di Massaciuccoli, a pochi passi dal Gran Teatro all’aperto dove le opere del Maestro tornano a vivere ogni estate.

La programmazione istituzionale si aprirà con Tosca (18 luglio, 1, 9, 29 agosto) in un nuovo allestimento firmato da Alfonso Signorini con la direzione di Giorgio Croci; La bohème (19, 26 luglio e 7 agosto) nello storico spettacolo di Ettore Scola ripreso da Marco Scola di Mambro; Turandot (25 luglio, 2, 14, 22 agosto e 5 settembre) nella sontuosa regia visionaria ideata dallo stesso Signorini con scene di Carla Tolomeo; Madama Butterfly (8 e 23 agosto) nell’allestimento essenziale e simbolico di Manu Lalli; Manon Lescaut (30 agosto e 6 settembre) con le scenografie monumentali di Igor Mitoraj. Ospite d’eccezione, il 13 agosto, il soprano Anna Netrebko, protagonista di un gala con Martin Muehle e Jérôme Boutillier diretto da Michelangelo Mazza. Sul palcoscenico si alterneranno interpreti di primo piano della scena lirica internazionale: Aleksandra Kurzak, Eleonora Buratto, Carmen Giannattasio, Rosa Feola, Maria José Siri, Roberto Alagna, Gregory Kunde, Yusif Eyvazov, Vittorio Grigolo, Francesco Meli, Jonathan Tetelman, Luca Salsi, Claudio Sgura, Michele Pertusi e molti altri.

In parallelo, la sezione Off arricchisce il cartellone con concerti da camera, danza e progetti speciali, tra cui il concerto Morricone Story (24 luglio, nel Gran Teatro), recital all’Auditorium Caruso (27 luglio e 16 agosto) e a Villa Paolina a Viareggio. Si intitola Giacomo Puccini, oltre il tempo lo spettacolo di Emox Balletto (Auditorium Caruso, 11 agosto). Tornano i tradizionali concerti a Concerti a Villa Paolina – residenza di Viareggio, già appartenuta alla sorella di Napoleone – dove il 12, 31 luglio e il 21 agosto si terranno alcuni concerti da camera dedicati rispettivamente a pagine di Giovanni Pacini, Johann Strauss figlio e Pietro Mascagni.

È già pronto e annunciato anche il programma della prossima edizione, la 72ª, che nel 2026 celebrerà il centenario di Turandot.

Il pubblico che arriverà a Torre del Lago quest’anno noterà sicuramente importanti cambiamenti e un’accoglienza diversa. Negli ultimi anni infatti, l’area del Gran Teatro all’aperto e l’intero contesto urbano di Torre del Lago hanno beneficiato di un importante intervento di riqualificazione promosso dal sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro. In particolare, il progetto ha interessato il decoro, la viabilità, l’illuminazione e gli spazi pubblici, con una particolare attenzione al Belvedere sul Lago di Massaciuccoli, oggi trasformato in uno spazio pedonale di grande suggestione, a ridosso del Teatro e del Parco della Musica e della Scultura. Interventi che restituiscono dignità paesaggistica e funzionalità a un luogo profondamente legato alla figura di Giacomo Puccini, valorizzandone la vocazione culturale e turistica, e restituendolo pienamente alla comunità e al pubblico del Festival.

Il 71° Festival Puccini 2025 Torre del Lago-Viareggio è realizzato dalla Fondazione Festival Pucciniano con il sostegno di Città di Viareggio, Regione Toscana, Ministero della Cultura. Sì ringraziano: Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Steingraeber & Söhne, Paredes, intimo Morandi, Unicoop Firenze, Coop Unicoop Tirreno, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Mutua BVLG,  General Auto di Siciliano, QN La Nazione.

Biglietteria
La Biglietteria si trova a pochi passi dal secondo ingresso del Teatro sulla Via delle Torbiere (Torre del Lago – Viareggio (LU)
È aperta dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.00 e sabato pomeriggio dalle 15.00 alle 18:00
Tel (+39) 0584 359322
E-mail ticketoffice@puccinifestival.it
www.puccinifestival.it

Prezzi dei biglietti
Opere al Gran Teatro: da euro 21 a euro 175
Gala Netrebko: da euro 29 a euro 145
Suor Angelica: euro 10
Morricone Story da euro 20 a euro 65
Emox Balletto: euro 15
Concerti a Villa Paolina e Recital pianistici all’Auditorium Caruso euro 10

“Don Giovanni” di Wolfgang Amadeus Mozart al Parco Mediceo di Pratolino col Maggio Fiorentino

Il Teatro del Maggio, in collaborazione con l’Accademia del Maggio, presenta – in forma ridotta –  il “Don Giovanni” di Wolfgang Amadeus Mozart. 

Il capolavoro del genio di Salisburgo è in programma venerdì 11 luglio 2025 alle ore 21 nel suggestivo Parco Mediceo di Pratolino.

Sul podio, alla guida dell’Ensemble orchestrale dell’Accademia del Maggio, il maestro Pietro Mazzetti; la regia è di Marco Fragnelli.

Nuovo allestimento 

Ingresso gratuito su prenotazione, scrivendo a parcomediceodipratolino@cittametropolitana.fi.it 

Firenze, 10 luglio 2025 – Venerdì 11 luglio 2025, alle ore 21, nel suggestivo Parco Mediceo di Pratolino, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino – insieme alla sua Accademia – presentano un nuovo allestimento, messo in scena in forma ridotta, di una delle più amate opere di sempre: il Don Giovannidi Wolfgang Amadeus Mozart. Ingresso gratuito su prenotazione, scrivendo a parcomediceodipratolino@cittametropolitana.fi.it

Sul podio, alla guida dell’Ensemble orchestrale dell’Accademia del Maggio, il maestro Pietro Mazzetti che nel corso degli ultimi anni è stato più volte presente negli spettacoli del Maggio rivolti ai giovani e ai giovanissimi. La regia di questo nuovo allestimento è di Marco Fragnelli; le scene sono di Fran Bobadilla.

Protagonisti in scena Yurii Strakhov come Don Giovanni; Davide Sodini nella doppia parte de Il Commendatore e Masetto; Elizaveta Shuvalova è Donna Anna; Michele Galbiati interpreta Don Ottavio; Ketevan Abuladze è Donna Elvira; Gonzalo Godoy Sepúlveda interpreta Leporello e Letizia Bertoldi veste i panni di Zerlina. 

Con questa produzione, in forma ridotta sia sul piano drammaturgico sia su quello musicale per facilitarne l’intento divulgativo, ma che mantiene rigorosamente tutte le meravigliose peculiarità e il significato del capolavoro mozartiano, il Maggio vuole riportare al pubblico un “teatro di strada”, con un rimando piuttosto esplicito al linguaggio e alle forme della Commedia dell’Arte, quell’antico teatro che sapeva divertire e stupire, strappare facili risate nelle scene più scostumate, paventando poi la terrificante punizione del cielo.  La struttura scenica dello spettacolo – così come l’utilizzo di costumi, fondali e attrezzeria – è stata concepita in linea con questo obiettivo, e proprio su questa linea si è mossa la regia, investendo tanto sulla componente fisica e dinamica dei talenti dell’Accademia del Maggio, chiamati a una prova di virtuosismo teatrale, che li sollecita nel misurarsi con gli estremi della doppia polarità espressiva del libretto e della musica. Il progetto drammaturgico si è messo al servizio degli obiettivi e del lavoro registico: giocando con i costumi di una produzione storica dell’opera, ha cercato di raccordarsi con la scelta della regia di “raccontare” il Don Giovanni mozartiano – anche a chi magari lo ‘incontra’ per la prima volta – e di mettere a nudo i suoi personaggi e le relazioni che li legano tra loro.

La locandina:

DON GIOVANNI

Dramma giocoso in due atti K. 527 di Lorenzo Da Ponte

Musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Opera in forma ridotta

Maestro concertatore e direttore Pietro Mazzetti

Regia Marco Fragnelli

Ensemble orchestrale dell’Accademia del Maggio

Scene Fran Bobadilla

Costumi Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Maestri collaboratori al cembalo Eliana Borsellino,Carlo Manganaro,Susanna Nucci,Mario Pasqua

Don Giovanni, giovane cavaliere estremamente licenzioso Yurii Strakhov

Il Commendatore Davide Sodini

Donna Anna, sua figlia Elizaveta Shuvalova

Don Ottavio Michele Galbiati

Donna Elvira, dama di Burgos, abbandonata da Don Giovanni Ketevan Abuladze

Leporello, servo di Don Giovanni Gonzalo Godoy Sepúlveda

Masetto Davide Sodini

Zerlina, contadina Letizia Bertoldi

Durata complessiva 1 ora e 20 minuti circa

TUTTO IL MONDO DELLA MUSICA E DELL’ARTE SI CONCENTRA A RAVELLO PER LA SECONDA SETTIMANA DI FESTIVAL

United Voices Chicago, l’Accademia di Santa Cecilia con Daniel Harding e la Mahler Chamber Orchestra con Yuja Wang insieme alla mostra “Le Donne dell’Antichità” di Anselm Kiefer

Tre concerti di profilo internazionale, con lo United Voices Chicago, coro statunitense guidato da Josephine Lee (11 luglio ore 20), la più importante orchestra italiana – l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Daniel Harding (12 luglio ore 20) – e una delle più raffinate compagini europee – la Mahler Chamber Orchestra con Yuja Wang come direttrice e pianista (13 luglio ore 21), animano la seconda settimana del Ravello Festival 2025 a Villa Rufolo, ulteriormente arricchita dall’inaugurazione della mostra Le Donne dell’Antichità di Anselm Kiefer (11 luglio ore 18, in collaborazione con la Galleria Lia Rumma).

«La mostra di Anselm Kiefer alla 73° edizione del Festival – afferma il presidente della Fondazione Ravello Alessio Vlad – vuole stabilire un legame ideale con la visita che Wagner fece a Ravello nel 1880. Mi piace pensare che, come allora, un grande artista tedesco elegga Ravello come luogo simbolico dove il mondo del Nord dell’Europa incontra quello del Sud nella comune ricerca di una mitologia condivisa. Con questo progetto diamo avvio ad un percorso organico della Fondazione dedicato all’arte contemporanea. Siamo grati alla Regione Campania che, con il suo sostegno lo rende possibile».

Appuntamento quindi venerdì 11 luglio con l’inaugurazione della mostra (Villa Rufolo, ore 18) che presenta un totale di diciotto opere del grande artista tedesco, allestite nei suggestivi spazi di Villa Rufolo. A seguire, alle ore 20, il concerto dello Uniting Voices Chicago diretto da Josephine Lee, un coro che ogni anno aggrega centinaia di giovani di ogni provenienza nel nome dei valori che sono simboleggiati dalla musica: innanzitutto l’armonia e la condivisione, in un progetto artistico e sociale che presenterà un caleidoscopico medley di canzoni tra classici di ieri e di oggi.

Sabato 12 luglio, alle ore 20, sul palcoscenico che affaccia sull’infinito salirà l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, col suo direttore musicale Daniel Harding sul podio, per eseguire Blumine di Gustav Mahler, il Preludio e morte di Isotta di Wagner e la Seconda Sinfonia di Johannes Brahms, pagine che metteranno in luce le qualità timbriche della massima orchestra italiana e la propensione per lo scavo analitico che ha reso celebre il maestro inglese.

Domenica 13 luglio, alle ore 21, sarà quindi la volta della Mahler Chamber Orchestra, con Yuja Wang – virtuosa fra le più acclamate degli ultimi anni, impegnati in un programma che spazia dall’Ottetto per fiati di Stravinskij al curioso Concerto n. 4 di Nikokaj Kapustin, caratterizzato da un sapore “jazz” in prospettiva sovietica, e con l’Ouverture Coriolano di Beethoven a fare da preludio all’epico Concerto per pianoforte n. 1 di Cajkovskij, banco di prova di tutti i grandi della tastiera.

Nei prossimi giorni seguiranno, sul palco proteso sul mare, in uno degli scenari più belli del mondo, la Filarmonica della Scala con la direzione di Myung-Whun Chung e Mao Fujita al pianoforte il 19 luglio, la SWR Symphonieorchester diretta da Robert Treviño il 25 luglio. Ad agosto, domenica 3 l’Orchestra Filarmonica di Benevento con Diego Ceretta sul podio ed Ettore Pagano al violoncello; il 22 agosto la Dresdner Philharmonie con Kent Nagano e il mezzosoprano Annika Schlicht e in chiusura lunedì 25 la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Vasily Petrenko. Il 24 agosto spazio al repertorio barocco con il Pomo d’Oro diretto Francesco Corti con il tenore Michael Spyres ospite d’eccezione. Per questi appuntamenti il costo del biglietto è di 60€. Tre gli appuntamenti con il Jazz in una sequenza che vedrà. sul Belvedere di Villa Rufolo. il 31 luglio,Stefano Bollani, Dado Moroni e Danilo Rea in un inedito omaggio a Oscar Peterson nel centenario della nascita (sold out);il 1° di agostoRoberta Gambarini e la Salerno Jazz Orchestra diretta da Sandro Deidda con la presenza del trombettista Giovanni Amato renderanno omaggio a Ella Fitzgerald; il 2 agosto arriverà Richard Galliano con la sua fisarmonica. Per questi concerti jazz il costo del biglietto è di 40€. A completare il cartellone, il recital del pianista Filippo Gorini (costo del biglietto 40€). Attesissimo, come sempre, e già sol out il Concerto all’alba dell’11 agosto che, quest’anno, è affidato alla bacchetta di Giuseppe Mengoli che dirigerà l’Orchestra Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Salerno con musiche di Wagner, Grieg e Čajkovskij.

Per gli under 26 sono previsti biglietti al costo di 20€ acquistabili esclusivamente al boxoffice di Piazza Duomo fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Novità del 2025 il ciclo di incontri introduttivi nei più celebri alberghi di Ravello – Caruso, Palazzo Avino e Rufolo – con giornalisti, critici, interpreti che guideranno il pubblico (anche quello straniero, grazie alla possibilità di seguire in traduzione inglese) prima dei concerti: Alberto Mattioli, Andrea Estero, Marcello Filotei, Gregorio Moppi, Stefano Valanzuolo, Carla Moreni, Roberta Pedrotti, Nicola Cattò.

I biglietti per la 73esima edizione del Festival campano sono disponibili sul sito ufficiale www.ravellofestival.com Oppure presso il boxoffice di Piazza Duomo a Ravello aperto con il seguente orario: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 14 (chiuso il lunedì ad eccezione del 25 agosto); nei giorni dei concerti sarà attivo anche dalle ore 17, fino all’orario di inizio degli stessi.

www.ravellofestival.com

boxoffice@ravellofestival.com

tel. 089 858422

Il programma potrebbe subire variazioni.