LA STAGIONE D’OPERA 2026 DEL TEATRO REGIO DI PARMA

REGIO YOUNG 2025/2026

PER SCUOLE E FAMIGLIE

OPERA

Orfeo ed Euridice, Norma, Manon Lescaut

compongono la Stagione d’Opera 2026, da gennaio a marzo, arricchita a maggio da Regio197, il concerto in occasione del 197° anniversario dell’inaugurazione del Teatro con gli artisti dell’Accademia Verdiana.

Orfeo ed Euridice apre la Stagione d’Opera tornando al Regio per la seconda volta dopo 39 anniin un nuovo allestimento realizzato nei Laboratori del Teatro Regio di Parma e coprodotto con i Teatri di Reggio Emilia.

La celebre artista iraniana-americana Shirin Neshat firma la regia, sul podio Fabio Biondi dirige la Filarmonica Arturo Toscanini. Protagonisti Carlo Vistoli, Francesca Pia Vitale, Nadja Mchantaf.

Norma con la regia di Nicola Berloffa torna nell’allestimento di Teatro Regio di Parma, Teatri di Piacenza, Teatro Comunale di Modena.

Renato Palumbo dirige l’Orchestra Filarmonica Italiana. In scena Dmitry Korchak, Carlo Lepore, Vasilisa Berzhanskaya, Giuliana Gianfaldoni.

Manon Lescaut debutta nella nuova produzione firmata da Massimo Gasparon in coproduzione con Festival Puccini, Teatro Petruzzelli di Bari, Teatro Nazionale dell’Opera di Bucarest, Teatro Nazionale Croato di Fiume.

Francesco Ivan Ciampa dirige la Filarmonica di Parma.

Protagonisti Anastasia Bartoli, al debutto nel ruolo, Luciano Ganci, Alessandro Luongo, Andrea Concetti, Davide Tuscano.

Il Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani protagonista nei tre titoli.

REGIO YOUNG

9 spettacoli, 30 appuntamenti per famiglie, scuole, bambini e ragazzi fino a 18 anni, da novembre 2025 a maggio 2026 sono i numeri di Regio Young, la stagione del Teatro Regio di Parma dedicata al pubblico dei più piccoli, sulle note della musica jazz e di quella di Verdi, Puccini e molto altro.

INCONTRI, LABORATORI, PROVE APERTE

Le introduzioni all’ascolto di Prima che si alzi il sipario,

la VII edizione del workshop Scrivere d’Opera,

le prove aperte delle opere in cartellone, gli appuntamenti di RegioInsieme e de La nostra prima all’insegna di inclusione, partecipazione, integrazione.

CALENDARIO DI VENDITA

Stagione d’Opera

Prelazioni dal 22 al 28 ottobre 2025

Nuovi abbonamenti 29 ottobre 2025

Biglietti dal 5 novembre 2025

Regio Young

Biglietti dal 9 settembre 2025

“La presentazione di questa nuova Stagione arriva al termine della Stagione 2025 che è stata di grande successo per il nostro Teatro, nelle presenze del pubblico, dei giovani, che hanno partecipato numerosi alle rappresentazioni loro dedicate. Questo ci dà grande forza e grande coraggio, perché sappiamo che in questi 196 anni di storia che il Regio compie oggi, forse mai come in questo momento, il teatro deve porsi il tema dell’ampliamento del proprio pubblico e quello di avvicinare il mondo dell’opera alle generazioni più giovani. Lo stiamo facendo in maniera coraggiosa attraverso tanti progetti e oggi presentiamo alcuni di essi. La Stagione d’Opera 26 è l’espressione di un percorso di ricerca condiviso con Luciano Messi, Alessio Vlad, Barbara Minghetti e con tutta la squadra del Teatro Regio, che vuole essere attenta alla tradizione di questa città, ai valori artistici che questa città sa produrre. Nello stesso tempo però vogliamo fare in modo che sia la Stagione, sia il Festival Verdi continuino di anno in anno a contenere quei germi di sperimentazione e di innovazione di cui il nostro Teatro ha bisogno, soprattutto nell’ottica di quel dialogo così importante tra le generazioni. Quest’anno avremo l’onore e il piacere di avere Shirin Neshat, oggi qui presente, una delle artiste visuali più importanti del nostro tempo, che firmerà la regia dell’opera inaugurale: un privilegio e un grande segnale non solo di salute del Teatro, ma anche della sua riconoscibilità e reputazione”.

Michele Guerra, Sindaco di Parma, Presidente del Teatro Regio di Parma

“La Stagione d’Opera 2026 del Teatro Regio di Parma offre una proposta ricca di novità e tradizione, rivolta non solo ai tanti appassionati del territorio ma anche al pubblico nazionale e internazionale. Due nuove produzioni, Orfeo ed Euridice e Manon Lescaut, e il riallestimento di Norma, (coproduzione del 2022 coi teatri di Modena e di Piacenza) valorizzando la capacità produttiva e al contempo il repertorio del nostro Teatro. Con il concerto Regio197, promuovendo i giovani talenti dell’Accademia Verdiana, celebriamo il compleanno del Teatro, rinnovandone la portata simbolica e identitaria proprio attraverso i nuovi interpreti vocali che si formano a Parma. Siamo particolarmente orgogliosi di inaugurare la Stagione con Orfeo ed Euridice, un titolo di rara esecuzione che porta la firma di Shirin Neshat, artista di fama internazionale la cui visione coinvolge cinema, fotografia, video e arti visive in un progetto che susciterà grande interesse, soprattutto tra gli appassionati delle diverse forme espressive contemporanee. La coproduzione con la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia aggiunge un elemento virtuoso di collaborazione territoriale. Inoltre, l’eccellenza dei nostri Laboratori scenotecnici e sartoriali caratterizzerà il progetto per tutti gli aspetti relativi alla messa in scena. Altre prestigiose collaborazioni si aggiungono per Manon Lescaut (con il Festival Puccini, la Fondazione Petruzzelli di Bari, il Teatro Nazionale dell’Opera di Bucarest e il Teatro Nazionale Croato di Fiume), confermando la vocazione internazionale del Regio. Il Teatro prosegue anche il proprio impegno nei confronti delle nuove generazioni con Regio Young, offrendo un ampio programma di appuntamenti dedicati a famiglie e scuole. Un invito a emozionarsi e a crescere insieme attraverso il linguaggio universale della musica e la magia del teatro!”

Luciano Messi, Sovrintendente

“Comune denominatore delle opere in programma nella prossima stagione lirica è il contrasto che si sviluppa in rapporti portati alle estreme conseguenze dalla passione. Contrasto tra regola e desiderio in Orfeo ed Euridice, tra impulsività e razionale grandezza d’animo in Norma, tra vizio e virtù in Manon Lescaut.  E ancora contrasto tra il mondo dei vivi e quello dei morti, tra conquistatori e conquistati, tra aspirazioni e realtà. Temi affrontati in tre epoche e secondo tre movimenti culturali diversi: il classicismo di Gluck, il neoclassicismo che si volge verso il romanticismo eroico di Bellini, il tardo romanticismo di Puccini.

Scelte fatte non a caso, ma frutto di un confronto con gli artisti coinvolti e di un preciso disegno progettuale”.

“Innanzitutto, è da segnalare la presenza, che colloca decisamente il Teatro in una dimensione internazionale, di una delle più celebrate artiste visuali di oggi, l’iraniana e newyorkese Shirin Neshat, che ha accolto l’invito di mettere in scena Orfeo ed Euridice. Reduce dal successo della grande mostra al Pac di Milano, la Neshat affronta per la seconda volta una regia lirica dopo l’Aida al Festival di Salisburgo, produzione che, per inciso, sarà ripresa il prossimo autunno all’Opera Bastille di Parigi. Sarà stimolante scoprire come un’artista di oggi, che nella sua vicenda creativa ha affrontato con esiti notevolissimi il tema del contrasto nel mondo contemporaneo, troverà una sintonia con uno dei grandi capolavori del teatro musicale e dei grandi miti della storia occidentale. Direttore Fabio Biondi e nel ruolo di Orfeo il controtenore Carlo Vistoli. Scelta, quest’ultima fatta nel rispetto della versione Vienna 1762 in cui la parte di Orfeo fu sostenuta da un contralto castrato.

“La stessa volontà di cercare di assecondare le indicazioni del compositore, rifacendosi anche agli interpreti della prima rappresentazione, è la ragione di affidare la parte di Norma a un mezzosoprano acuto, Vasilisa Berzhanskaya, mentre ad un soprano lirico, Giuliana Gianfaldoni, quella di Adalgisa. Il rapporto tra le due protagoniste femminili del capolavoro di Bellini potrebbe, così, trovare la sua più giusta dimensione drammaturgica e musicale. La voce più scura destinata alla maturità di Norma, quella più chiara alla giovane freschezza di Adalgisa. Impostazione che, tra l’altro, evidenziando in prospettiva un percorso musicale, rende chiaro come la vocalità di alcuni dei personaggi femminili delle opere di Meyerbeer e di Wagner, abbia come riferimento lo stile vocale di Bellini. Dmitry Korchak, Pollione, e Carlo Lepore, Oroveso, completano il cast sotto la direzione di Renato Palumbo”.

“Con Manon Lescaut di Giacomo Puccini ascolteremo un’opera non proposta frequentemente, ma che ha forse il duetto più appassionato di tutta la produzione pucciniana, con il debutto nel ruolo del titolo di Anastasia Bartoli, artista che si sta imponendo come una delle più interessanti voci del panorama lirico di oggi. Accanto a lei, nell’impervio ruolo di Des Grieux, Luciano Ganci, Alessandro Luongo in quello di Lescaut e Andrea Concetti in Geronte. Dirige Francesco Ivan Ciampa”.

Alessio Vlad, Direttore artistico

La gioia di avere il teatro pieno alle serate under 30 la dobbiamo al progetto Regio Young che negli anni, partendo dalle famiglie in attesa, passando dai nidi e dalle materne, interagendo con Primarie e Secondarie, ha creato una vicinanza e relazione positiva con tutte le fasce di età. La scommessa e la vera particolarità della nostra stagione dedicata a famiglie e scuole è che presentiamo progetti, non solo spettacoli, arricchito da un percorso di avvicinamento e approfondimento all’opera, grazie alla collaborazione preziosa di docenti e educatori e a percorsi di formazione riconosciuti dal Ministero. Tutto ciò porta a spettacoli partecipativi, dove i piccoli spettatori diventano sempre protagonisti. Per la prossima stagione si cimenteranno in particolare con Turandot e con Rigoletto, in tutte le diverse forme di spettacolo. Alle recite per le scuole aggiungiamo quelle per le famiglie, poiché riteniamo fondamentale far vivere il teatro a bambini e ragazzi insieme ai loro cari, per emozionarsi e divertirsi insieme!

Barbara Minghetti, Curatrice Educational e progetti speciali

LA WALLY, CAPOLAVORO DI CATALANI, IN SCENA AL TEATRO FILARMONICO DOPO OLTRE UN SECOLO

Un’intensa storia d’amore e conflitti tra le nevi delle Alpi, per grandi voci e un’orchestrazione raffinatissima: nello spettacolo di Nicola Berloffa, diversi debutti con i complessi artistici areniani diretti da Antonio Pirolli

Giovedì 13 febbraio alle 18, nella Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica, La Wally viene presentata al pubblico in un incontro gratuito con il giornalista e critico Giovanni Gavazzeni

LA WALLY

di Alfredo Catalani

domenica 16 febbraio ore 15.30

mercoledì 19 febbraio ore 19.00

venerdì 21 febbraio ore 20.00

domenica 23 febbraio ore 15.30

Teatro Filarmonico di Verona

La Wally, capolavoro operistico di Alfredo Catalani del 1892, torna a Verona dopo oltre un secolo. Domenica 16 febbraio, alle ore 15.30, al Teatro Filarmonico va in scena una rarità. L’opera, prediletta da Toscanini, Mahler e Renata Tebaldi, richiede voci impavide e una grande orchestra in grado di dipingere una vicenda di forti emozioni all’ombra delle Alpi tirolesi, fra amori contrastati e paesaggi nevosi. L’allestimento del regista Nicola Berloffa per i teatri emiliani arriva a Verona con le scene di Fabio Cherstich, i costumi di Valeria Donata Bettella e le luci di Valerio Tiberi, per interpreti quali Carlo Ventre, Youngjun Park, Eleonora Bellocci, Gabriele Sagona, Marianna Mappa, Romano Dal Zovo. Nel ruolo della protagonista si alternano Eunhee Maggio e Monica Zanettin. Alla guida di Orchestra e Coro di Fondazione Arena, il direttore Antonio Pirolli, già applaudito anche in Arena. Repliche mercoledì 19 febbraio alle 19, venerdì 21 alle 20, domenica 23 alle 15.30.

La Wally è l’ultima e più compiuta opera dello sfortunato ma talentuoso Alfredo Catalani, lucchese come Puccini e di lui quasi coetaneo: formatosi tra la Parigi di fine ‘800 e i salotti scapigliati di Milano, conquistò la fiducia dell’editore Ricordi e la stima di molti contemporanei. Maestro nel creare paesaggi sonori e raffinate elegie strumentali, affidò al librettista Luigi Illica la riduzione di un romanzo di forti passioni di Wilhelmine von Hillern, che sarebbe diventato La Wally, data alla Scala nel 1892 con buon successo. Ma nell’arco di pochi mesi sarebbero arrivati il primo capolavoro maturo di Puccini, quello estremo di Verdi, la concorrenza dei primi astri del Verismo, schiacciando molte opere nuove fin quasi all’oblio. Nel 1893 Catalani sarebbe morto di tisi, appena trentanovenne. Amico e sostenitore, Arturo Toscanini, massimo direttore d’orchestra, con il collega-rivale Gustav Mahler condivideva l’ammirazione per quest’opera (tanto da chiamare due figli Wally e Walter). Opera di grandi voci e orchestre duttili, è stata soggetto di uno dei primi film sonori italiani (1932) e cavallo di battaglia di artiste quali Maria Caniglia, Gina Cigna e Renata Tebaldi, prima di sparire quasi completamente dalle scene italiane. Ma almeno un’aria è rimasta scolpita nella storia e interpretata da primedonne di ogni tempo, quel Ebben ne andrò lontana in cui il velluto di un’orchestra che ricrea le montagne innevate avvolge la volontà di ferro di Wally, disposta all’esilio pur di non piegarsi a un matrimonio combinato.

La storia si svolge nel villaggio tirolese di Sölden: Gellner vorrebbe sposare Wally e si accorda col di lei padre, Stromminger. Ma il cuore di Wally batte in realtà per Hagenbach e, se non potrà sposare chi ama, sceglierà piuttosto l’esilio. Un anno dopo, torna in paese dopo la morte del padre: nella taverna di Afra, che nel frattempo si è fidanzata proprio con Hagenbach, viene da lui ingannata e derisa di fronte a tutti, nella danza del bacio. Umiliata e offesa, Wally per vendetta si promette all’odiato Gellner, in cambio della morte di Hagenbach. Un delitto di cui si pente appena in tempo: in tale situazione estrema, anche Hagenbach capisce di corrispondere l’amore di lei. Ma su di loro incombe sempre la montagna, con le sue tempeste e le pericolose valanghe. Tra le modernità drammaturgiche e tecniche de La Wally c’è anche la creazione di due scene in contemporanea, uno split-screen cinematografico che mostra interno ed esterno, tormenti privati e celebrazioni pubbliche. 

La produzione in scena al Teatro Filarmonico dal 16 al 23 febbraio riprende lo spettacolo di Nicola Berloffa ideato per Piacenza, Modena, Reggio Emilia e Lucca, che nel 2017 andò a colmare un silenzio di trent’anni dall’ultima messinscena italiana. A Verona l’ultima volta de La Wally fu addirittura nel 1920: le quattro rappresentazioni sono un’occasione imperdibile per ogni appassionato d’opera e curioso, per scoprire un capolavoro del teatro musicale di fine ‘800 ingiustamente dimenticato. Tra le ragioni della rarità del titolo vi è sicuramente l’impegno richiesto alle voci principali: protagonista sarà il soprano coreano Eunhee Maggio (16, 19, 23/2), cui si alterna Monica Zanettin il 21/2. Non da meno la parte del tenore, che è l’areniano Carlo Ventre nei panni di Hagenbach, e del rivale baritono, che è Youngjun Park quale Gellner. Il padre di Wally, Strimminger, è il basso Gabriele Sagona, anch’egli più volte applaudito a Verona, così come Marianna Mappa quale Afra, Eleonora Bellocci nel ruolo en-travesti del giovane amico Walter, eccezionalità musicale per l’epoca, e Romano Dal Zovo quale Pedone. Fondamentale in quest’opera è l’apporto dell’Orchestra di Fondazione Arena che, con il Coro preparato da Roberto Gabbiani, è chiamata a dipingere emozioni e paesaggi con varietà dinamica e timbrica sconosciute a molti coevi di Catalani. Sul podio dirige il maestro romano Antonio Pirolli,apprezzato anche a Verona tanto in Anfiteatro quanto al Filarmonico per l’ampio repertorio sinfonico e operistico.  

La Wally è il secondo titolo della Stagione Lirica 2025, ricca di capolavori rari e titoli in prima esecuzione assoluta al Teatro Filarmonico: è ancora possibile acquistare nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni recita, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

La Stagione artistica 2025 punta a coinvolgere la città e le diverse realtà associative nella programmazione celebrativa dedicata ai 50 anni del Teatro Filarmonico. Vista l’ambientazione e il tema predominante della montagna entro cui si sviluppano le vicende in scena, Fondazione Arena ha pensato, quindi, di riservare agli iscritti CAI e agli abbonati del Film Festival della Lessinia uno speciale biglietto d’ingresso a 15 euro per le repliche di mercoledì 19 febbraio, ore 19, e di venerdì 21 febbraio, ore 20. Gli interessati, presentando la tessera associativa in biglietteria, avranno accesso alla scontistica riservata.

BCC Veneta si conferma main sponsor della Stagione Artistica 2025 di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico.

INCONTRO DI APPROFONDIMENTO APERTO AL PUBBLICO

Dopo il successo del primo appuntamento nella nuova sede, torna l’incontro gratuito di approfondimento, che precede la messa in scena di ogni opera in cartellone, con i grandi nomi della critica musicale nazionale. In collaborazione con l’Accademia Filarmonica di Verona, giovedì 13 febbraio alle 18 nella prestigiosa Sala Veranda (via Mutilati 4), il giornalista e critico musicale Giovanni Gavazzeni, anche autore del programma di sala, presenterà La Wally, offrendo al pubblico una lettura e una introduzione all’opera. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI

La programmazione 2025 di Arena Young comprende spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie, a cominciare dall’Anteprima riservata a studenti e giovani che potranno assistere alla prova generale di venerdì 14 febbraio alle ore 16, preceduta da una presentazione dedicata alle ore 14.30.

Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà partecipare alle rappresentazioni infrasettimanali al Filarmonico partecipando al Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana, mercoledì 19 febbraio alle ore 18 e venerdì 21 febbraio alle ore 19.

Info e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole scuola@arenadiverona.it – tel. 045 8051933.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA

Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO

Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo

Tel 045 8002880

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 8005151

www.arena.it

Punti vendita TicketOne.it

LA WALLY, CAPOLAVORO DI CATALANI, IN SCENA AL TEATRO FILARMONICO DOPO OLTRE UN SECOLO

Per la prima volta a Verona dal 1920, quattro recite dal 16 al 23 febbraio

Un’intensa storia d’amore e conflitti tra le nevi delle Alpi, per grandi voci e un’orchestrazione raffinatissima: nello spettacolo di Nicola Berloffa, diversi debutti con i complessi artistici areniani diretti da Antonio Pirolli

Giovedì 13 febbraio alle 18, nella Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica, La Wally viene presentata al pubblico in un incontro gratuito con il giornalista e critico Giovanni Gavazzeni.

La Wally, capolavoro operistico di Alfredo Catalani del 1892, torna a Verona dopo oltre un secolo. Domenica 16 febbraio, alle ore 15.30, al Teatro Filarmonico va in scena una rarità. L’opera, prediletta da Toscanini, Mahler e Renata Tebaldi, richiede voci impavide e una grande orchestra in grado di dipingere una vicenda di forti emozioni all’ombra delle Alpi tirolesi, fra amori contrastati e paesaggi nevosi. L’allestimento del regista Nicola Berloffa per i teatri emiliani arriva a Verona con le scene di Fabio Cherstich, i costumi di Valeria Donata Bettella e le luci di Valerio Tiberi, per interpreti quali Carlo Ventre, Youngjun Park, Eleonora Bellocci, Gabriele Sagona, Marianna Mappa, Romano Dal Zovo. Nel ruolo della protagonista si alternano Eunhee Maggio e Monica Zanettin. Alla guida di Orchestra e Coro di Fondazione Arena, il direttore Antonio Pirolli, già applaudito anche in Arena. Repliche mercoledì 19 febbraio alle 19, venerdì 21 alle 20, domenica 23 alle 15.30.

La Wally è l’ultima e più compiuta opera dello sfortunato ma talentuoso Alfredo Catalani, lucchese come Puccini e di lui quasi coetaneo: formatosi tra la Parigi di fine ‘800 e i salotti scapigliati di Milano, conquistò la fiducia dell’editore Ricordi e la stima di molti contemporanei. Maestro nel creare paesaggi sonori e raffinate elegie strumentali, affidò al librettista Luigi Illica la riduzione di un romanzo di forti passioni di Wilhelmine von Hillern, che sarebbe diventato La Wally, data alla Scala nel 1892 con buon successo. Ma nell’arco di pochi mesi sarebbero arrivati il primo capolavoro maturo di Puccini, quello estremo di Verdi, la concorrenza dei primi astri del Verismo, schiacciando molte opere nuove fin quasi all’oblio. Nel 1893 Catalani sarebbe morto di tisi, appena trentanovenne. Amico e sostenitore, Arturo Toscanini, massimo direttore d’orchestra, con il collega-rivale Gustav Mahler condivideva l’ammirazione per quest’opera (tanto da chiamare due figli Wally e Walter).

Opera di grandi voci e orchestre duttili, è stata soggetto di uno dei primi film sonori italiani (1932) e cavallo di battaglia di artiste quali Maria Caniglia, Gina Cigna e Renata Tebaldi, prima di sparire quasi completamente dalle scene italiane. Ma almeno un’aria è rimasta scolpita nella storia e interpretata da primedonne di ogni tempo, quel Ebben ne andrò lontana in cui il velluto di un’orchestra che ricrea le montagne innevate avvolge la volontà di ferro di Wally, disposta all’esilio pur di non piegarsi a un matrimonio combinato.

La storia si svolge nel villaggio tirolese di Sölden: Gellner vorrebbe sposare Wally e si accorda col di lei padre, Stromminger. Ma il cuore di Wally batte in realtà per Hagenbach e, se non potrà sposare chi ama, sceglierà piuttosto l’esilio. Un anno dopo, torna in paese dopo la morte del padre: nella taverna di Afra, che nel frattempo si è fidanzata proprio con Hagenbach, viene da lui ingannata e derisa di fronte a tutti, nella danza del bacio. Umiliata e offesa, Wally per vendetta si promette all’odiato Gellner, in cambio della morte di Hagenbach. Un delitto di cui si pente appena in tempo: in tale situazione estrema, anche Hagenbach capisce di corrispondere l’amore di lei. Ma su di loro incombe sempre la montagna, con le sue tempeste e le pericolose valanghe. Tra le modernità drammaturgiche e tecniche de La Wally c’è anche la creazione di due scene in contemporanea, uno split-screen cinematografico che mostra interno ed esterno, tormenti privati e celebrazioni pubbliche.

La produzione in scena al Teatro Filarmonico dal 16 al 23 febbraio riprende lo spettacolo di Nicola Berloffa ideato per Piacenza, Modena, Reggio Emilia e Lucca, che nel 2017 andò a colmare un silenzio di trent’anni dall’ultima messinscena italiana. A Verona l’ultima volta de La Wally fu addirittura nel 1920: le quattro rappresentazioni sono un’occasione imperdibile per ogni appassionato d’opera e curioso, per scoprire un capolavoro del teatro musicale di fine ‘800 ingiustamente dimenticato. Tra le ragioni della rarità del titolo vi è sicuramente l’impegno richiesto alle voci principali: protagonista sarà il soprano coreano Eunhee Maggio (16, 19, 23/2), cui si alterna Monica Zanettin il 21/2.

Non da meno la parte del tenore, che è l’areniano Carlo Ventre nei panni di Hagenbach, e del rivale baritono, che è Youngjun Park quale Gellner. Il padre di Wally, Strimminger, è il basso Gabriele Sagona, anch’egli più volte applaudito a Verona, così come Marianna Mappa quale Afra, Eleonora Bellocci nel ruolo en-travesti del giovane amico Walter, eccezionalità musicale per l’epoca, e Romano Dal Zovo quale Pedone.

Fondamentale in quest’opera è l’apporto dell’Orchestra di Fondazione Arena che, con il Coro preparato da Roberto Gabbiani, è chiamata a dipingere emozioni e paesaggi con varietà dinamica e timbrica sconosciute a molti coevi di Catalani.

Sul podio dirige il maestro romano Antonio Pirolli, apprezzato anche a Verona tanto in Anfiteatro quanto al Filarmonico per l’ampio repertorio sinfonico e operistico. 

La Wally è il secondo titolo della Stagione Lirica 2025, ricca di capolavori rari e titoli in prima esecuzione assoluta al Teatro Filarmonico: è ancora possibile acquistare nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni recita, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

La Stagione artistica 2025 punta a coinvolgere la città e le diverse realtà associative nella programmazione celebrativa dedicata ai 50 anni del Teatro Filarmonico. Vista l’ambientazione e il tema predominante della montagna entro cui si sviluppano le vicende in scena, Fondazione Arena ha pensato, quindi, di riservare agli iscritti CAI e agli abbonati del Film Festival della Lessinia uno speciale biglietto d’ingresso a 15 euro per le repliche di mercoledì 19 febbraio, ore 19, e di venerdì 21 febbraio, ore 20. Gli interessati, presentando la tessera associativa in biglietteria, avranno accesso alla scontistica riservata.

BCC Veneta si conferma main sponsor della Stagione Artistica 2025 di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico.

INCONTRO DI APPROFONDIMENTO APERTO AL PUBBLICO

Dopo il successo del primo appuntamento nella nuova sede, torna l’incontro gratuito di approfondimento, che precede la messa in scena di ogni opera in cartellone, con i grandi nomi della critica musicale nazionale. In collaborazione con l’Accademia Filarmonica di Verona, giovedì 13 febbraio alle 18 nella prestigiosa Sala Veranda (via Mutilati 4), il giornalista e critico musicale Giovanni Gavazzeni, anche autore del programma di sala, presenterà La Wally, offrendo al pubblico una lettura e una introduzione all’opera. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI

La programmazione 2025 di Arena Young comprende spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie, a cominciare dall’Anteprima riservata a studenti e giovani che potranno assistere alla prova generale di venerdì 14 febbraio alle ore 16, preceduta da una presentazione dedicata alle ore 14.30.

Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà partecipare alle rappresentazioni infrasettimanali al Filarmonico partecipando al Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana, mercoledì 19 febbraio alle ore 18 e venerdì 21 febbraio alle ore 19.

Info e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole scuola@arenadiverona.it – tel. 045 8051933.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo

Tel. 045 8002880

biglietteria@arenadiverona.it

Call center +39 045 8005151

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Punti vendita TicketOne.it

L’omaggio a Puccini, nel centenario della morte, riporta al Teatro Massimo di Palermo le melodie e il dramma di Madama Butterfly.

Torna sul palcoscenico del Teatro Massimo di Palermo da venerdì 16 febbraio alle 20:00 l’opera tra le più amate di Giacomo Puccini, Madama Butterfly, tragedia giapponese in due atti, su libretto di Illica e Giacosa, nell’allestimento che il Teatro Massimo ha realizzato in coproduzione con il Macerata Opera Festival e con un cast di grandi interpreti e la regia di Nicola Berloffa.

A dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo è il direttore musicale Omer Meir Wellber e per l’ultima recita, Keren Kagarlitsky. Maestro del Coro Salvatore Punturo.

La messa in scena è di Nicola Berloffa, regista dalla formazione musicale e cinematografica, che discostandosi dalla drammaturgia pucciniana ambienta l’opera nel secondo dopoguerra in un Giappone sottomesso all’occupazione degli americani, facendo emergere il divario e lo scontro tra culture molto lontane. La drammaturgia è di Alexandra Jud, lescenografie di Fabio Cherstich, che ambienta l’azione in un teatro-cinema giapponese frequentato da marines americani che si contendono le geishe più belle, mentre i costumi sono di Valeria Donata Bettellae le luci di Valerio Tiberi. Videomaker Paul Secchi.

Grandi interpreti nel cast, a cominciare dai protagonisti, il soprano Maria Agresta, e nel cast alternativo Barno Ismatullaeva, nel ruolo di Cio-cio-san (Butterfly) lagiovane geisha innamorata del luogotenente della marina americana F.B. Pinkerton, interpretato dal tenore americano Jonathan Tetelman ein replica da Ivan Magrì; la fedele Suzuki è interpretata da Silvia Beltrami e dalla palermitana Irene Savignano; mentre il ruolo del console Sharpless vede impegnati due giovani baritoni emergenti: Simon Mechliński e Lodovico Filippo Ravizza; Goro è Massimiliano Chiarolla; Zio Bonzo è Nicolò Ceriani; Yamadori è Italo Proferisce; Kate: Emanuela Sgarlata. Completano il cast: Cosimo Diano (Yakusidé), Alessio Gatto Goldstein ed Enrico Cossutta (Commissario imperiale); GianfrancoGiordano ed Enrico Caruso (Ufficiale del Registro); Damiana Li Vecchi e Daniela My (La madre di Cio-Cio-San); Gabriella Barresi e Mariella Maisano(La Zia); Cecilia Galbo e Simona Guaiana (La Cugina), e la piccola Anastasia Lo Verde (Dolore). Regista collaboratrice è Luigia Frattaroli. Si replica fino al 24 febbraio.

Attraverso una toccante fusione di musica e dramma psicologico Madama Butterfly racconta il dramma crudele della giovane geisha giapponese Cio-Cio-San (Butterfly) che attende a lungo e invano il ritorno di Pinkerton, l’ufficiale della Marina americana che l’aveva sposata “per gioco” e abbandonata. Sola e con un figlio da allevare Butterfly continua a illudersi di aspettare il suo sposo che tornerà soltanto dopo tre anni ma con la vera moglie americana. Sopraffatta dal dolore Butterfly consegna come le è richiesto il figlio alla coppia e si toglie la vita. La vicenda è tratta dal racconto semi autobiografico Madame Chrysanthème di Pierre Loti, ufficiale della marina militare francese che a sua volta aveva ispirato una novella di John Luther Long e una pièce teatrale di David Belasco che Puccini vide a Londra. E ne rimase così affascinato da decidere di trarne un’opera affidando la stesura del libretto a Luigi Illica e Giuseppe Giacosa. L’opera più sentita e più suggestiva ch’io abbia concepito! scriveva il compositore di Madama Butterfly, che a dispetto del disastroso debutto fischiato alla Scala il 17 febbraio del 1904 è diventata una delle opere di Puccini più amate e in assoluto tra le più rappresentate al mondo.

“Abbiamo provato ad avvicinare al pubblico questa tragedia giapponese del 1904 – dice il regista Nicola Berloffa -spostandola temporalmente dopo la fine della seconda guerra mondiale per far emergere lo scontro tra culture; l’Occidente che fagocita l’Oriente e ne distrugge l’identità”. Nel primo atto l’azione è ambientata in un teatro tradizionale giapponese, nel secondo atto quel luogo diventa un cinema in cui le geishe non recitano più ma sono merce esposta in vendita a disposizione di militari e ufficiali americani mentre la società e l’estetica americana vengono rappresentate dalle sequenze di scene di film americani d’epoca come “Perdutamente tua” con Bette Davis o frammenti di musical acquatici con Esther Williams che vengono proiettate su un grande schermo cinematografico.

Ad interpretare la protagonista Madama Butterfly è Maria Agresta, grande interprete dei ruoli verdiani e pucciniani, regolarmente invitata nei più importanti teatri del mondo e dove collabora con i maggiori direttori d’orchestra. Ha vinto nel 2014 il “Premio Abbiati” assegnato dalla critica italiana e ha ricevuto il prestigioso Premio Internazionale “Luigi Illica”. Nel dicembre 2019 è stata nominata Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Al suo fianco, nel ruolo di F.B. Pinkerton è il tenore Jonathan Tetelman rapidamente diventato una delle principali star della sua generazione. Nato in Cile e cresciuto in New Jersey, nella stagione 2023/24 ha debuttato al Metropolitan Opera di New York sotto la direzione di Speranza Scappucci e sarà Pinkerton nell’iconica produzione di Madama Butterfly di Anthony Minghella e alla Deutsche Oper di Berlino.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo dirige Omer Meir Wellber, tra i principali direttori d’orchestra del repertorio operistico e orchestrale. È direttore musicale del Teatro Massimo di Palermo e da lungo tempo della Raanana Symphonette in Israele. È stato direttore della Volksoper Wien e dalla stagione 2025/2026 sarà direttore musicale e direttore principale della Staatsoper di Amburgo oltre che direttore musicale della Philharmonisches Staatsorchester di Amburgo. Il suo lavoro innovativo al Teatro Massimo nel 2021 è stato premiato con il Premio Speciale Abbiati della critica italiana.

Il debutto dell’opera sarà preceduto martedì 13 febbraio alle 18:00 in Sala ONU da una conferenza di introduzione all’ascolto della musicologa Ilaria Grippaudo che presenterà Madama Butterfly per gli appuntamenti a cura dell’Associazione Amici del Teatro Massimo. L’ingresso è libero.

La prova generale di Madama Butterfly, giovedì 15 febbraio alle ore 18:30, è aperta a favore di AIL (Associazione italiana contro le leucemie – linfomi e mieloma). Il ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto a favore della ricerca scientifica per la cura delle leucemie, dei linfomi e del mieloma. Info e prevendita: sede AIL Palermo tel. 091 6883145; botteghino del Teatro Massimo (dal 13 febbraio).

Domenica 18 febbraio alle 17:30 torna l’appuntamento con Bambini all’Opera, il laboratorio a cura di Francesca Cosentino pensato per avvicinare i bambini (6-10 anni) alla magia del teatro. Durante il laboratorio, che si svolge nella Sala Stemmi del Teatro Massimo, viene narrata la trama dell’opera, si ascoltano brani, e al termine i bambini vengono accompagnati in Sala Grande per assistere allo svolgimento dello spettacolo. Le animazioni teatrali sono di Gisella Vitrano; gli interventi cantati di Sonia Sala; le illustrazioni di Giuseppe Lo Bocchiaro. Infoe prenotazioni tel. 329 7260846.

Madama Butterfly sarà in scena per otto recite con il seguente calendario: venerdì 16 Febbraio ore 20:00 (Turno Prime); sabato 17 Febbraio ore 18:30 (Turno Opera); domenica 18 Febbraio ore 17:30 (Turno D); martedì 20 Febbraio ore 20:00 (Turno F); mercoledì 21 Febbraio ore 18:30 (Turno C); giovedì 22 Febbraio ore 18:30 (Turno Scuola); venerdì 23 Febbraio ore 18:30 (Turno B); sabato 24 Febbraio ore 18:30 (Fuori abbonamento).

Biglietti: da 22 a 165 euro Info: https://www.teatromassimo.it/event/madama-butterfly/