SULLE NOTE DI STRAUSS, SPECIALE SERATA ‘SAN SILVESTRO ALL’OPERA’ CON IL PIPISTRELLO FIRMATO DA PETIT

Dopo il debutto del 31 dicembre il balletto, omaggio al coreografo nel centenario della nascita, prosegue fino al 5 gennaio 2025

Al Costanzi continuano gli spettacoli delle feste. Dopo il successo dello Schiaccianoci di Čajkovskij, che ha trasportato il pubblico nella magica atmosfera del Natale, per capodanno arriva Il pipistrello e si danza fino al 5 gennaio al festoso ritmo delle musiche di Johann Strauss figlio: il balletto debutta in occasione della speciale serata “San Silvestro all’Opera” il 31 dicembre alle 19.00. Così la Compagnia capitolina, con étoiles, primi ballerini, solisti e Corpo di Ballo, omaggia il suo creatore, l’intramontabile Roland Petit (1924-2011), nell’anno in cui ricorre il centenario della nascita.

La coreografia è ripresa da Luigi Bonino. Alla produzione, allestimento del Wiener Staatsballett, partecipano anche gli Allievi della Scuola di Danza diretta, come il Corpo di Ballo, da Eleonora Abbagnato

Alessandro Cadario, dopo il primo incontro alle Terme di Caracalla, dirige per la prima volta l’Orchestra dell’Opera di Roma dal podio del Costanzi, mentre torna alla guida degli artisti del Corpo di Ballo dopo la tournée a Liegi nello scorso novembre.

«Valzer, can-can, turbine di gonne e volants, amore per un marito che di sera si trasforma in pipistrello. Questa storia non è molto morale, ma ‘una volta si può peccare’, e la musica di Strauss fa sognare e, soprattutto, danzare». Così Roland Petit descrive Il pipistrello, il balletto umoristico, tratto dall’operetta di Johann Strauss figlio, da lui creato nel 1979. È ambientato nella frizzante atmosfera della Belle Époque. Bella, giovane e seducente donna della buona società, interpretata dall’étoile Rebecca Bianchi e dalla prima ballerina Marianna Suriano (2, 4 gennaio ore 15), è sposata con Johann, nei cui panni danzano il primo ballerino Michele Satriano e il solista Mattia Tortora (2, 4 gennaio ore 15). L’affascinante marito ha un segreto: di notte si trasforma e vola via con ali di pipistrello. Bella sbalordita dalla scoperta si confida con Ulrich, l’étoile Alessio Rezza con cui si alterna Antonello Mastrangelo (2, 4 gennaio ore 15). L’astuto amico di famiglia, sfruttando l’occasione di un ballo mascherato, riesce a tessere le fila di un meraviglioso piano per ristabilire l’ordine nella coppia. Bella torna ad essere la placida borghese e il pipistrello, con le ali amputate, si trasforma in un marito remissivo che accetta le pantofole dalla moglie.

L’allestimento è del Wiener Staatsballet, con le scene di Jean-Michel Wilmotte, i costumi di Luisa Spinatelli e le luci di Jean-Michel Désiré. La voce dell’intervento cantato è del tenore Nicola Straniero, talento diplomato alla quarta edizione di Fabbrica, lo Young Artist Program dell’Opera di Roma.

Dopo la speciale ‘Serata San Silvestro’, il 31 dicembre alle 19.00 Il pipistrello di Roland Petit, ripreso da Luigi Bonino, torna in scena giovedì 2 gennaio (ore 20), venerdì 3 (ore 20), sabato 4 (ore 15 e ore 20) e domenica 5 (ore 16.30).

© Yasuko Kageyama

NUOVO TEATRO VERDI DI BRINDISI: GIOVANI E NOTE CLASSICHE PER IL CONCERTO DI CAPODANNO

La musica dà il benvenuto al 2025 al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi con un concerto speciale che unisce l’energia dei giovani musicisti al talento di Mirko Signorile, pianista e compositore tra i più apprezzati della scena musicale internazionale. Si rinnova mercoledì 1 gennaio, alle ore 18.30, il tradizionale “Concerto per il Nuovo Anno”, promosso dall’Amministrazione comunale di Brindisi, organizzato dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi e cofinanziato da Unione EuropeaRepubblica ItalianaRegione PugliaAssessorato al Turismo con Pugliapromozione – POC Puglia 2014-2020 Asse VIAzione 6.8. Il concerto è firmato dall’Orchestra Sistema Musica, compagine formata da bambini e ragazzi dai 6 ai 15 anni e diretta dal Maestro Antonio Martino. Conduce la serata il giornalista Antonio Celeste.

I biglietti – posto unico, 3 euro – sono disponibili solo presso il botteghino del Teatro, aperto martedì 31 dicembre dalle ore 11 alle 13 e mercoledì 1 gennaio dalle 17 alle 18.30.

La scelta di affidare a giovani musicisti il compito di inaugurare l’anno non è casuale. In un tempo che guarda con preoccupazione alle sfide del presente, l’energia e la freschezza dei bambini rappresentano una promessa di speranza e di rigenerazione sociale. L’Orchestra Sistema Musica, conosciuta anche come Orchestra SMA, incarna questa visione con un progetto che va oltre la musica puntando a costruire percorsi di inclusione e crescita personale attraverso l’arte orchestrale. Ispirata alla metodologia ideata dal musicista ed economista venezuelano José Antonio Abreu, questa esperienza educativa si fonda sulla musica d’insieme come strumento di coesione e sviluppo sociale.

Il repertorio del concerto è stato selezionato con cura per esaltare le qualità dei giovani musicisti e offrire al pubblico un’esperienza coinvolgente e festosa. Dopo i saluti istituzionali, ad aprire e chiudere la serata sarà lo straordinario piano solo di Mirko Signorile, che interpreterà brani di propria composizione (“Kintsugi”, “Oceano”, “Deep sea”, “A part of me”, “For a film”), compresa una sorpresa finale, aggiungendo una nota di eleganza e raffinatezza al concerto.

Il programma dell’orchestra si apre con la “Marcia” da “Lo Schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij, un brano che incarna lo spirito festivo e fiabesco delle celebrazioni natalizie. Con le sue melodie vivaci e i ritmi incalzanti, la marcia evoca immediatamente la magia del celebre balletto. Segue una serie di composizioni di Robert Meyer: la “Sinfonia in miniatura”, con le sue linee melodiche semplici e luminose, è una perfetta introduzione alle possibilità orchestrali dei giovani musicisti. La “Marcia”, con il suo ritmo scandito e solenne, mette alla prova la precisione dell’orchestra, mentre il “Piccolo Largo” regala un momento di dolcezza e contemplazione. Il “Minuetto” è un delicato omaggio alla danza classica, e il “Piccolo Canone” chiude questo ciclo con una struttura musicale giocosa e ingegnosa.

L’atmosfera si sposta poi verso i fasti della Vienna ottocentesca con il “Valzer viennese” di Émile Waldteufel. Le sue melodie eleganti e il ritmo fluttuante trasportano il pubblico nelle sale da ballo di una Vienna romantica e spensierata. Spirito che anima anche il celebre “Il bel Danubio blu” di Johann Strauss Jr., un autentico simbolo culturale che incarna l’eleganza e la grandezza dell’Impero austro-ungarico. La sua melodia fluida e imponente invita a un ballo immaginario lungo le rive del Danubio. Il “Valzer” è un invito a riscoprire la bellezza di un’epoca nella quale la musica e la danza erano espressioni di leggerezza e gioia di vivere. Questo spirito continua ad animare la performance dei giovani musicisti, che restituiscono con freschezza e vigore il carattere senza tempo di questi capolavori.

Il “Valzer di Natale” di Robert Meyer aggiunge una nota festosa al programma, mentre la “Polka op. 163” di Waldteufel introduce un ritmo vivace e brioso, ideale per esprimere l’energia dei giovani orchestrali.

Il viaggio musicale prosegue con un’incursione nella musica barocca. La “Marcia” di Georg Friedrich Haendel è solenne e maestosa, mentre il “Concerto in Mi Maggiore” di Antonio Vivaldi, con il suo primo movimento brillante e incalzante, è un perfetto esempio di virtuosismo barocco. Il primo movimento del “Concerto brandeburghese n. 5” di Johann Sebastian Bach offre un dialogo complesso e affascinante tra le diverse sezioni dell’orchestra.

Il clima della festa ritorna con il celebre “Can Can” di Jacques Offenbach, una danza vivace e irriverente che strappa sempre un sorriso al pubblico. Il concerto si conclude con “Jingle Bells” di James Pierpont, uno dei canti natalizi più amati e riconoscibili al mondo: questa melodia, con il suo ritmo allegro e incalzante, evoca l’immagine delle slitte che corrono sulla neve, i campanelli tintinnanti e la gioiosa atmosfera delle feste.

Il “Concerto per il Nuovo Anno” disegna dunque un ponte tra tradizione e presente, tra la solennità del repertorio classico e l’energia delle nuove generazioni. Un’apertura che affida alle mani e ai cuori dei più giovani il compito di ispirare fiducia e rinnovamento, ricordando a tutti che la musica è, prima di tutto, una promessa di bellezza e di comunità. Un appuntamento da non perdere che inaugura l’anno con una sinfonia di speranza e di gioia condivisa.

Si comincia alle ore 18.30
Durata dello spettacolo: 60 minuti (tempo unico)

Info T. 0831 562 554 ebotteghino@nuovoteatroverdi.com

Il programma del concerto è così articolato:

Mirko Signorile – Piano solo

Orchestra SMA

Pëtr Il’ič Čajkovskij, Marcia da Lo Schiaccianoci

Robert Meyer, Sinfonia in miniatura

Marcia

Piccolo Largo

Minuetto

Piccolo Canone

Émile Waldteufel, Valzer viennese

Johann Strauss Jr., Il bel Danubio blu – Valzer

Robert Meyer, Valzer di Natale

Émile Waldteufel, Polka op. 163

Georg Friedrich Haendel, Marcia

Antonio Vivaldi, Concerto in Mi Maggiore – 1° tempo

Johann Sebastian Bach, Concerto brandeburghese n. 5 – 1° tempo

Jacques Offenbach, Can Can

James Pierpont, Jingle Bells

Mirko Signorile – Piano solo

Concerto di Capodanno per “Ravello concerti d’inverno” con due voci d’eccezione: il soprano Anastasia Bartoli e il mezzosoprano Vasilisa Berzhanskaya

Con loro l’Orchestra Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Salerno diretta da Leonardo Sini

Ravello, Auditorium Oscar Niemeyer, mercoledì 1° gennaio, ore 12

Dopo il primo gremito e applauditissimo appuntamento con il cantante e attore Peppe Servillo e il pianista e compositore jazz Danilo Rea interpreti di “Napoli &Jazz”, la rassegna “Ravello concerti d’inverno” – organizzatadalla Fondazione Ravello con il sostegno della Regione Campania – continua mercoledì 1° gennaio a mezzogiorno con il Concerto di Capodanno.

Il 2025 si apre quindi in musica sulla costiera amalfitana ospitando a Ravello due tra le più acclamate e seguite interpreti della scena lirica odierna, capaci in ogni occasione di destare l’attenzione del pubblico e della critica: il soprano Anastasia Bartoli e il mezzosoprano Vasilisa Berzhanskaya che, con l’Orchestra Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Salerno diretta da Leonardo Sini, proporranno per la prima volta insieme una selezione di celebri arie operistiche e brani tradizionalmente associati alle festività. Anastasia Bartoli, reduce dal trionfo avuto la scorsa estate al Rossini Opera Festival di Pesaro e Vasilisa Berzhanskya, indimenticabile interprete principale del film-opera Il barbiere di Siviglia di Mario Martone e impegnata nella produzione inaugurale 2024 del Teatro alla Scala, si avvicenderanno in arie tratte da opere di Puccini, Bellini, Rossini, Verdi, Offenbach, Lehár (dettagli in calce al comunicato).

 «La programmazione invernale della Fondazione Ravello – dichiara il neopresidente della Fondazione Ravello Alessio Vlad – coinvolge alcune delle migliori risorse musicali del territorio, con la volontà di potenziarne lo sviluppo, promuovendo collaborazioni con musicisti di fama. Si rinnova così il desiderio di portare anche in inverno una proposta di qualità nel prezioso Auditorium Niemeyer che possa essere luogo di incontro tra la comunità locale e i tanti turisti che da tutto il mondo trascorreranno qua le festività di fine anno».

 L’Auditorium Niemeyer ospiterà un nuovo concerto sabato 4 gennaio (ore 19) con due talentuosi artisti under30 che si stanno imponendo rapidamente all’attenzione internazionale: il direttore d’orchestra Diego Ceretta, recentemente nominato direttore musicale dell’Orchestra Regionale Toscana, e il violoncellista Ettore Pagano. Sempre nell’Auditorium firmato dal celebre architetto brasiliano proporranno musiche di Rossini, Saint-Saëns e Beethoven con l’Orchestra Filarmonica di Benevento, altra importante compagine campana che ha come mentore il direttore d’orchestra Antonio Pappano e come direttrice artistica la pianista Beatrice Rana.

 Domenica 5 gennaio (ore 19) la rassegna si conclude con un concerto di Anthony Strong insieme alla Salerno Jazz Orchestra diretta da Sandro Deidda, quindi ancora una volta un incontro: un cantante di jazz inglese e un’orchestra campana, a rievocare l’intenso incontro di culture che si verificò con lo sbarco degli Alleati nel salernitano, “liberando” la musica italiana dai vincoli del regime ed esponendo i “liberatori” al preziosissimo repertorio della tradizione musicale italiana. Il concerto propone i più famosi standard jazzistici e un medley dedicato a brani natalizi in chiave swing, affidati alla vocalità raffinata ed elegante del pianista e cantante londinese Anthony Strong.

Operazione finanziata con i fondi dell’Accordo per la coesione della Regione Campania | DGR n.616 del 14/11/2024 “Piano Strategico Cultura e Turismo” – Programmazione 2024.

Biglietteria e informazioni

Costo dei biglietti 20 euro.

I biglietti sono acquistabili online su www.ravellofestival.com e al boxoffice dell’Auditorium Oscar Niemeyer dalle ore 16 alle 19 del 28 dicembre, del 4 e del 5 gennaio e dalle ore 9 alle ore 12 del 1°gennaio.

Info su www.ravellofestival.com ; boxoffice@ravellofestival.com

Mercoledì 1° gennaio 2025,

Auditorium Oscar Niemeyerore 12.00

CONCERTO DI CAPODANNO

Orchestra Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Salerno

direttore Leonardo Sini

soprano Anastasia Bartoli

mezzosoprano Vasilisa Berzhanskaya

Programma

Johann Strauss Jr., Die Fledermaus – Ouverture

Giacomo Puccini, Gianni Schicchi – “O mio babbino caro” (Bartoli)

Vincenzo Bellini, Norma – “Casta Diva… Ah bello a me ritorna” (Berzhanskaya)

Gioachino Rossini, Il barbiere di Siviglia – “Una voce poco fa” (Bartoli)

Giuseppe Verdi, I Vespri siciliani – “Mercè dilette amiche” (Berzhanskaya)

Jacques Offenbach, Les contes d’Hoffmann – Barcarole (Bartoli-Berzhanskaya)

Jacques Offenbach, Orphée aux Enfers – Ouverture

Gioachino Rossini, Semiramide “Bel raggio lusinghier” (Berzhanskaya)

Franz Lehár, Giuditta – “Meine Lippen” (Bartoli)

Petr Ilic Cajkovskij, Lo schiaccianoci, Valzer dei fiori

Medley Natalizio – (Bartoli-Berzhanskaya)

Il Teatro Massimo dà il benvenuto al nuovo annocon un doppio appuntamento musicale

Alle 11:00 e alle 18:00 in Sala Grande i concerti che impegnano l’Orchestra, il Coro, le formazioni orchestrali giovanili e il Coro di voci bianche del Teatro

Una festa della musica

Ad inaugurare in musica il 2025, l’1 gennaio alle ore 11:00, al Teatro Massimo di Palermo è il concerto affidato all’energia delle formazioni orchestrali giovanili: la Massimo Kids Orchestra e la Massimo Youth Orchestra, dirette dal Maestro Michele De Luca, e il Coro di voci bianche diretto dal Maestro Salvatore Punturo. Il ricco programma musicale propone un caleidoscopio di valzer e danze tradizionali viennesi e non solo, che spazia da Johann Strauss – di cui nel 2025 ricorrono i 200 anni dalla nascita – ad Aram Khachaturian a Giuseppe Verdi, passando per le melodie popolari siciliane. Un’occasione per ammirare ancora una volta il talento di questi giovani musicisti e immergersi nell’atmosfera gioiosa e carica di speranza dell’inizio del nuovo anno.

Alle 18:00 sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo sale il Maestro Omer Meir Wellber per dirigere un concerto ideato insieme al pianista e compositore Guy Mintus. I due artisti e solisti, rispettivamente alla fisarmonica e al pianoforte, ci conducono in un viaggio musicale affascinante che intreccia la grandiosità di una delle sinfonie più amate di Mendelssohn, la n. 4 in La maggiore op. 90 “Italiana”, e le melodie appassionate e senza tempo della canzone napoletana. Torna a SurrientoMaruzzellaO sole mioFuniculì FuniculàCore‘ngrato, vengono intessute nella trama sinfonica secondo gli arrangiamenti e le orchestrazioni di Guy Mintus. Un dialogo tra mondi diversi, tra sinfonico e popolare, tra musica scritta e improvvisata, con melodie e armonie che nascono tra i due solisti dall’ispirazione del momento, insieme all’Orchestra e al Coro del Teatro Massimo.

Omer Meir Wellber

 È uno dei principali direttori d’orchestra nel repertorio operistico e sinfonico. Come direttore musicale del Teatro Massimo ha diretto, tra l’altro, nuove produzioni di Parsifal, Kaiserrequiem, creazione originale, Les vêpres siciliennesI Capuleti e i Montecchi e Tristan und Isolde. Per il suo lavoro innovativo al Teatro Massimo, incluso Il Crepuscolo dei sogni a gennaio 2021, ha ricevuto il Premio Abbiati. A partire dalla stagione 2025/26 sarà Direttore Musicale Generale e Direttore principale della Staatsoper di Amburgo.

Guy Mintus 

Nato in Israele, è pianista, compositore, vocalist e bandleader. Possiede la delicatezza di uno sperimentato concertista, l’energia di una rockstar, e lo spirito di esplorazione di un musicista jazz, ispirato da una larga banda di influenze che vanno dal Makam turco allo Stride piano fino ai ritmi dell’India del Sud. Da solista, in trio o con orchestra, è in grado di creare un campo musicale pieno di gioia, spontaneità, groove e umorismo, il tutto mentre affronta avventure musicali che partono dalle sue musiche originali e continuano con sorprendenti riscritture della musica di Beethoven, Chopin, Gershwin o delle grandi canzoni ebraiche, per fare solo alcuni esempi. È appoggiato ufficialmente da Yamaha Pianos. Ha ottenuto il prestigioso Premio Leonard Bernstein e il Premio del Pubblico al concorso pianistico del Festival Jazz di Montreux.

Un Auditorium Niemeyer gremito applaude Peppe Servillo e Danilo Rea che hanno inaugurato “I concerti d’inverno di Ravello”

All’Auditorium Oscar Niemeyer esaurito, calore, emozioni e musica hanno dato il via ai Concerti d’inverno organizzati dalla Fondazione Ravello con il sostegno della Regione Campania. Sul palco due grandi artisti come Peppe Servillo e Danilo Rea che hanno proposto al folto pubblico della Città della musica “Napoli e Jazz”, viaggio nella tradizione canora napoletana reinterpretata dal cantare recitato di Servillo e dalle note del pianoforte jazz di Rea. Da Uocchie che arraggiunateMaruzzella e Te voglio bene assai a Era de Maggio e Tu si na cosa grande passando per ScetateEstàResta cu mee e Reginella per chiudere con I te vurria vasà e Dove sta Zazà intervallate da assoli applauditissimi di Danilo Rea nei quali il pianista vicentino di nascita ma romano di adozione ha messo assieme Pino Daniele, Lucio Dalla e melodie classiche della tradizione partenopea e popolare.

Per noi è sempre un privilegio essere in questo posto meraviglioso. – ha detto Servillo prima del bis, confidando di essere salito sul palco nonostante la febbre – Faccio a tutti voi i miei migliori auguri. Se dovessi chiedere una cosa al 2025, chiederei più lavoro per tutti. Quando c’è quello c’è più benessere, più salute, più pace sociale”. Nel bis richiesto a suon di applausi, Munasterio e Santa Chiara. (ph Federico Trocino)

Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino presenta “Fantasia – Live in concert”

Una ricca selezione tratta da Fantasia (1940) e Fantasia 2000

Timothy Brock sul podio, alla guida dell’Orchestra del Maggio, il 3 gennaio alle ore 20, il 4  alle 17 e il 5 gennaio 2025 alle 15:30

Tre serate con la magia di Walt Disney e le più belle pagine sinfoniche del repertorio classico eseguite dal vivo in sincrono con le immagini dei due film d’animazione della Disney: “Fantasia” e il suo sequel “Fantasia 2000”.

Il nuovo anno al Teatro del Maggio inizia con la magia di Walt Disney e tre imperdibili appuntamenti perfettamente adatti al periodo festivo dal Natale all’Epifania, il 3, 4 e 5 gennaio 2025 (rispettivamente alle ore 20; 17 e 15:30):  sul grande schermo della sala Grande saranno proiettate le immagini di due dei più straordinari e rivoluzionari film d’animazione della Disney, Fantasia e il suo sequel Fantasia 2000 con la musica eseguita in diretta dall’Orchestra del Maggio diretta da Timothy Brock.

Saranno proiettate in alta definizione alcune scene dei due classici Disney, con l’esecuzione di alcune delle pagine sinfoniche più celebri di tra cui la Sinfonia n. 6, la celebre Pastorale di Ludwig van Beethoven; Clair de Lune di Claude Debussy; la “Danza delle ore” tratta dalla Gioconda di Amilcare Ponchielli, Pomp and Circumstance di Edward Elgar; Pini di Roma di Ottorino Respighi;  L’apprendista stregone di Paul Dukas e altri celebri brani del repertorio classico sinfonico.

Pubblicato con grande successo nel 1940, Fantasia di Walt Disney è stato il suo esperimento più audace ed è culminato nel desiderio visionario e creativo di fondere immagini animate con la musica classica.  La colonna sonora originale del film è stata diretta da Leopold Stokowski con l’Orchestra di Filadelfia e registrata in suono stereofonico, all’epoca ancora un mezzo sperimentale. Quella che era iniziata come una “semplice” idea per consolidare la carriera e l’immagine di Topolino – con un cortometraggio d’animazione intitolato “L’apprendista stregone” – è diventato un vero e proprio classico del cinema. Il sogno di Walt, nel 1941, era quello di trasformare Fantasia in un evento permanente con l’aggiunta di nuovi segmenti. Questo sogno fu finalmente realizzato nel 1999 con Fantasia 2000, un seguito spettacolare guidato dal nipote di Walt, Roy E. Disney. Fantasia 2000 è stato diretto da James Levine alla guida dalla Chicago Symphony Orchestra.

I concerti Disney:
“Disney Concerts” è la divisione di produzione del “Disney Music Group”, il ramo musicale della Walt Disney Company. La “Disney Concerts” produce concerti e tour, e concede in licenza musica e contenuti visivi Disney a orchestre sinfoniche, cori e presentatori in tutto il mondo. I pacchetti di concerti a marchio “Disney Concerts” includono una varietà di formati, come concerti cinematografici “live-to-picture” e concerti tematici di compilation strumentali e vocali che vanno da performance sinfoniche solo strumentali a produzioni multimediali con cantanti dal vivo e cori. Con concerti dalle più grandi franchigie cinematografiche del mondo – da Walt Disney Pictures, Walt Disney Animation Studios, Marvel Studios, Lucasfilm, Pixar e 20th Century Studios – i titoli attuali includono la Star Wars Film Concert Series, Toy Story, Aladdin, “Disney Princess – The Concert”, Coco, Il Re Leone, Up, Nightmare before Christmas e The Muppet Christmas Carol.

Il programma:

Ludwig van Beethoven
Sinfonia n. 5 in do minore op. 67
Sinfonia n. 6 in fa maggiore op. 68, Pastorale

Pëtr Il’ič Čajkovskij
Dal balletto Lo schiaccianoci: “Danza della Fata confetto”, “Danza cinese”, “Danza degli zufoli”, “Danza araba”, “Danza russa”, “Valzer dei fiori”

Claude Debussy
“Clair de lune”

Igor Stravinskij
L’Oiseau de feu (1919)

Amilcare Ponchielli
Dall’opera La Gioconda: “La danza delle ore”

Paul Dukas
L’apprenti sorcier (L’apprendista stregone)

Edward Elgar
Pomp and Circumstance

Ottorino Respighi
Pini di Roma

Direttore Timothy Brock

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

Prezzi:
Visibilità limitata: 10€; Palchi e Galleria: 20€; Platea 30€

Durata complessiva 2 ore circa, con intervallo

Il Concerto di Capodanno in Fenice in diretta televisiva su Rai1

Daniel Harding dirige Orchestra e Coro del Teatro La Fenice

Solisti il soprano Mariangela Sicilia e il tenore Francesco Demuro

È attesissimo il tradizionale appuntamento con il Concerto di Capodanno in Fenice, che anche quest’anno sarà trasmesso in diretta televisiva su Rai1.

A dirigere la ventiduesima edizione del prestigioso evento sarà Daniel Harding, che guiderà l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice – quest’ultimo preparato da Alfonso Caiani – e i due solisti, il soprano Mariangela Sicilia e il tenore Francesco Demuro.

Il programma musicale si comporrà di due parti: una prima esclusivamente orchestrale con l’esecuzione della Sinfonia n. 5 in do minore op. 67 di Ludwig van Beethoven, e una seconda parte dedicata al melodramma, con una carrellata di arie e passi corali dal repertorio operistico più amato che si concluderà con «Va, pensiero, sull’ali dorate» dal Nabucco di Giuseppe Verdi, «Padre Augusto» dalla Turandot di Giacomo Puccini e con il brindisi «Libiam ne’ lieti calici» dalla Traviata di Verdi.

Questa seconda parte del programma sarà trasmessa in diretta televisiva da Rai1 alle ore 12.20 del giorno di Capodanno e sarà poi riproposta in differita su Rai5 alle ore 17.45.

Il concerto al teatro La Fenice, in programma in quattro repliche domenica 29 dicembre 2024 ore 20.00; lunedì 30 dicembre ore 17.00; martedì 31 dicembre ore 16.00 e mercoledì 1 gennaio 2025 ore 11.15, sarà trasmesso in versione integrale su Rai Radio3 mercoledì 1 gennaio alle ore 20.30 e su Rai5 giovedì 27 febbraio 2025 alle ore 21.15.

L’evento è realizzato in coproduzione con Rai Cultura e in collaborazione con Regione del Veneto, con il contributo di Forno Bonomi. È previsto inoltre un live streaming per WDR, ART e BR che trasmetterà il concerto in tutto il resto del mondo. Intesa Sanpaolo è Main partner dell’intera programmazione del Teatro La Fenice.

Durante la diretta televisiva di Rai1, le immagini live del concerto saranno inframmezzate dalle coreografie ideate per l’occasione da Marcos Morau per gli artisti di Aterballetto. I ballerini della  compagnia fondata a Reggio Emilia nel 1977 danzeranno in luoghi cult di Venezia, ambientazioni suggestive e di grande fascino con l’augurio che possano essere di buon auspicio e buona fortuna per il nuovo anno. La possibilità di danzare in questi luoghi e di effettuarvi le riprese televisive è stata resa possibile grazie alla collaborazione con il Comune di Venezia, Vela e VeneziaUnica. 

             Il programma musicale si aprirà con la Quinta Sinfonia in do minore op. 67 di Ludwig van Beethoven (1770-1827), forse la più universalmente conosciuta tra le sinfonie del compositore tedesco: con le quattro lapidarie note del celebre attacco, «il destino che batte alla porta» –  come pare lo stesso Beethoven ebbe a dire –, è senz’altro la più paradigmatica del sinfonismo beethoveniano. Ebbe una genesi particolarmente lunga e complessa: il maestro di Bonn cominciò a comporla all’epoca del compimento dell’Eroica, vi si dedicò intensamente soprattutto nel 1807, per portarla a termine, dopo numerosi rifacimenti, nei primi mesi del 1808. La prima esecuzione pubblica ebbe luogo il 22 dicembre del 1808 al Theater An der Wien di Vienna, in un concerto tutto beethoveniano diretto dall’autore.

La seconda parte della scaletta proporrà una serie di brani amatissimi del repertorio lirico firmati Rossini, Leoncavallo, Puccini, Wolf-Ferrari, Bizet, Gounod e Verdi. Prenderà il via con la Sinfonia dalla Gazza ladra di Gioachino Rossini; per poi proporre il coro di Ruggero Leoncavallo tratto dai Pagliacci «Din, don, suona vespero». A seguire, due brani pucciniani, interpretati rispettivamente dal tenore e dal soprano: «Recondita armonia» dalla Tosca e «Donde lieta uscì» dalla Bohème. Seguiranno due brani strumentali: l’intermezzo dai Quatro rusteghi di Ermanno Wolf-Ferrari e la Farandole dalla seconda suite dell’Arlésienne di Georges Bizet. Il programma proseguirà con due grandi classici del repertorio melodrammatico, ancora una volta interpretati dal soprano e dal tenore: «Je veux vivre dans le rêve» da Roméo et Juliette di Charles Gounod e «Nessun dorma» di Puccini. E dopo la Danse bohème tratta dalla seconda suite della Carmen di Georges Bizet, proposta nell’arrangiamento di Ernest Guiraud, il finale sarà, come ormai consuetudine, con tre brani corali di grandissima presa: «Va, pensiero, sull’ali dorate» dal Nabucco di Verdi, «Padre augusto» dalla Turandot di Puccini e l’immancabile brindisi «Libiam ne’ lieti calici» di nuovo dalla Traviata.

Turandot. Cuore di ghiaccio : Opera Kids porta alla Scala Puccini per i bambini

In occasione delle feste di fine anno il Teatro alla Scala ospita sabato 28 dicembre alle ore 15 (tutto esaurito) e lunedì 30 alle ore 11 (posti disponibili da € 24 a € 48) lo spettacolo Turandot. Cuore di ghiaccio. Il Teatro Sociale di Como – AsLiCo si è imposto negli anni per la qualità della sua offerta per gli spettatori più giovani con il progetto Opera Education, nato nel 1996 per iniziativa di Barbara Minghetti. Turandot. Cuore di ghiaccio, presentato per la prima volta a Como nel dicembre 2023, fa parte di Opera Kids, la sezione di Opera Education dedicata alle famiglie con bambini dai 4 anni, giunta alla XV edizione.

Lo spettacolo

Lo spettacolo, tra opera e teatro, vede in scena un pianista, una cantante e due attori, che invitano la platea a cantare un’aria dell’opera e a interagire con gli interpreti nei momenti più determinanti dello svolgimento. La regia e la drammaturgia di Turandot. Cuore di ghiaccio sono curate da Massimiliano Burini, la drammaturgia musicale èdi Anna Pedrazzini, l’ideazione e la realizzazione di costumi e maschere sono a cura di Mariella Carbone, i costumi sono realizzati da Daniela Temperini; Debora Renzi cura le coreografie di scena. Il cast è composto da una cantante, Claudia Belluomini, che interpreterà il ruolo di Turandot, due attori che ricopriranno i ruoli di Calaf, Ludovico Rohl, e di Liù, Adele Cammarata, accompagnati da una pianista, Gaia Luce Gervasini

In una scena eterea appare un giardino di peschi spogli. I petali dei fiori ormai caduti a terra, le lanterne ancora appese ai rami. Tre personaggi dietro alle loro maschere, come delle ombre, appaiono sulla scena.  Essi raccontano un’antica storia, quella della Principessa Turandot, vittima di una maledizione che ha coinvolto tutto il regno. Il suo cuore congelato non può amare, provare emozioni e così anche il suo regno perde vigore, luce e speranza. Solo l’arrivo di qualcuno di grande coraggio potrà rompere l’incantesimo che l’ha resa la Principessa di ghiaccio e riportare il suo regno all’antico splendore.

Il Family Lab

Entrambe le recite dello spettacolo partecipativo saranno precedute dal Family Lab, per dare la possibilità a bambini e famiglie di conoscere la trama e imparare l’aria da cantare, a ingresso libero per coloro che acquistano il biglietto.

Le famiglie, però, potranno cominciare a prepararsi allo spettacolo, già da casa, grazie al kit dello spettatore. In questo kit gli spettatori troveranno, come una vera e propria cassetta degli attrezzi, tutti gli strumenti che serviranno ai bambini e alle loro famiglie per prepararsi alla visione di Turandot. Cuore di ghiaccio.

Opera Education

Opera Education è la piattaforma italiana che dal 1996 promuove la passione per l’opera lirica nel giovane pubblico. Il progetto, nato dall’intuizione educativa e artistica di Barbara Minghetti, è ideato e realizzato da AsLiCo – Associazione Lirica e Concertistica Italiana, istituzione culturale riconosciuta a livello nazionale e internazionale per l’alta qualità nella produzione lirica e per la vocazione nel supportare i giovani talenti, cantanti, registi e compositori. Con il progetto Opera Education AsLiCo coltiva il naturale entusiasmo dei giovani per l’opera lirica, producendo, con professionisti emergenti, spettacoli adattati per le diverse fasce d’età, da Opera meno9 per le famiglie in attesa a Opera baby per i piccoli da 6 a 36 mesi, da Opera kids (3-6 anni) a Opera domani (dai 6 ai 14 anni) fino a Opera smart (14-30 anni).

Dal 2023 si è aggiunto un nuovo progetto, che amplia l’offerta per un nuovo pubblico: Opera white, percorso didattico-musicale per anziani istituzionalizzati con l’obiettivo di valorizzare l’opera lirica come strumento per superare la solitudine all’interno delle RSA.

Titolo scelto per l’edizione 2024/25 di Opera Education è la seconda opera buffa di Giuseppe Verdi, Falstaff. Il libretto di Arrigo Boito fu tratto da Le allegre comari di Windsor di Shakespeare e alcuni passi furono ricavati anche da Enrico IV, il dramma storico nel quale per la prima volta era apparsa la figura di sir John Falstaff.

www.operaeducation.org

Opera Kids

Opera Kids è un progetto nato all’interno della piattaforma Opera Education per rispondere al bisogno di avvicinare alla musica i bambini dai 4 anni, consapevoli dell’importanza della musica come linguaggio per stimolare le capacità sensoriali, percettive e intellettuali dei più piccoli.

Macerata Opera Festival 2025 nomina Lucia Chiatti nuova sovrintendente e Marco Vinco nuovo direttore artistico.

Il presidente dell’Associazione Arena Sferisterio Sandro Parcaroli ha presentato il nuovo management che guiderà l’istituzione nel prossimo triennio

Scambio di auguri e presentazione del nuovo management questa mattina, lunedì 23 dicembre, nella Gran Sala Cesanelli dello Sferisterio a Macerata: il sindaco e presidente dell’Associazione Sandro Parcaroli ha accolto ufficialmente la nuova sovrintendente Lucia Chiatti e il nuovo direttore artistico Marco Vinco scelti per guidare l’istituzione e il Macerata Opera Festival nel prossimo triennio. Saluti e ringraziamenti anche per coloro che sono stati in carica sino ad ora e cioè Flavio Cavalli e Paolo Gavazzeni (quest’ultimo presente all’incontro e autore della programmazione 2025), e ancora a tutto il Consiglio di amministrazione, agli sponsor, ai Cento Mecenati e agli Eredi dei Cento Consorti.

«Buongiorno a tutti e grazie per essere qui in questa giornata che segna un nuovo corso per il MOF. Con grande soddisfazione – ha dichiarato il presidente Sandro Parcaroli, Sindaco di Macerata – accolgo la nuova direzione e ringrazio il lavoro fatto fin ora dai precedenti direttori. Dopo un lungo percorso di revisione dello statuto, ottenimento di un importante finanziamento nazionale e riorganizzazione dell’Associazione siamo pronti ad affrontare un nuovo anno. Mi auguro che la collaborazione tra l’Associazione Arena Sferisterio e la Fondazione Pergolesi Spontini sia da esempio per tanti e dimostri come la cultura possa essere gestita in maniera efficiente e che i benefici vadano a vantaggio di tutta la comunità e non solo agli appassionati. Da sempre sostengo che lo Sferisterio è un bene di tutti, che in un territorio come le Marche, unico sotto questo punto di vista, le risorse per la cultura debbano necessariamente essere messe in comune affinché la nostra unicità possa essere valorizzata e sostenuta per non sprecare il suo potenziale. Auguro a tutti buon lavoro e buone feste e vi aspetto questa estate allo Sferisterio!».

«Ringrazio il CdA di Macerata ed anche di Jesi – ha sottolineato la nuova sovrintendente Lucia Chiatti – per la fiducia che mi è stata accordata e per la ricreata collaborazione fra le città di Jesi e Macerata, che ha segnato la storia dei due Teatri di tradizione. Luoghi questi, non solo dall’incommensurabile valore artistico, ma anche fucine per la nascita di maestranze e professionalità di valore che ancora oggi contribuiscono al successo delle attività proposte. Desidero quindi svolgere il mio incarico oltre che in stretta collaborazione con il Direttore Artistico e nel continuo confronto con il CdA, nell’ascolto e nella valorizzazione delle competenze di cui lo Sferisterio è dotato, per un lavoro di insieme e a servizio della comunità tutta».

«Entusiasmo e responsabilità – ha infine evidenziato il nuovo direttore artistico del MOF Marco Vinco – sono le due parole che dominano il mio sentire dal momento in cui ho ricevuto la nomina di Direttore Artistico del Macerata Opera Festival: da una parte l’entusiasmo di poter dare il mio contributo alla crescita di una delle maggiori eccellenze artistiche del nostro Paese, dall’altra il senso di responsabilità nell’affrontare la grande sfida culturale che lo Sferisterio rappresenta. In un’epoca in cui il teatro musicale, e in particolare l’opera lirica, sta vivendo un progressivo distacco dal sentire comune, è urgente recuperare sintonia con mondo reale. Aprire lo Sferisterio alla contemporaneità significa innanzitutto ascoltare il suo territorio e il suo potenziale pubblico, in particolare quello giovane, pieno di desideri e di inquietudini, e accompagnarlo nel viaggio entusiasmante verso quella bellezza che tanto può migliorare le nostre esistenze».

Com’è noto, il 61° Macerata Opera Festival 2025 si svolgerà allo Sferisterio dal 18 luglio al 10 agosto. La rassegna si aprirà con un titolo per la prima volta in scena allo Sferisterio, La vedova allegra di Franz Lehár (venerdì 18 e domenica 27 luglio, sabato 2 e sabato 9 agosto), pagina simbolica del passaggio storico e artistico tra Ottocento e Novecento, naturalmente in una nuova produzione; seguiranno poi due capolavori di Giuseppe Verdi come Rigoletto (sabato 19 e venerdì 25 luglio, domenica 3 e venerdì 8 agosto) e Macbeth (sabato 26 luglio, venerdì 1, giovedì 7 e domenica 10 agosto), che saranno messi in scena nei celebri allestimenti dell’Associazione Arena Sferisterio, firmati rispettivamente dai registi Federico Grazzini ed Emma Dante.

I biglietti sono già in vendita, sia in biglietteria a Macerata (piazza Mazzini 10) che online su https://sferisterio.vivaticket.it
Invariato, rispetto al festival 2024, il prezzo dei singoli biglietti, che hanno un costo da 15 a 200 euro. Sono previste le consuete riduzioni under30 e Over 65; per gli under14 biglietto a 1 euro se acquistato insieme ad un biglietto a prezzo intero.

Sino al 12 gennaio sarà inoltre attiva un’offerta natalizia per acquistare biglietti scontati secondo precise combinazioni, a data e posto “aperti” (in modo tale che il destinatario di un eventuale regalo possa decidere autonomamente tra il 2 gennaio e il 28 febbraio):

  • 2 biglietti aperti: sconto del 15%
  • 3 biglietti aperti per 3 opere diverse: sconto del 25%
  • 6 biglietti aperti per 3 opere diverse: scontro del 30%

Sarà inoltre possibile acquistare anche un solo biglietto, sempre con data e posto aperti.
 
 
Le opere del MOF2025
 
La vedova allegra (Die lustige Witwe) è il capolavoro del compositore Franz Lehár, operetta che risale al 1905, anno in cui Vienna era crocevia di generi musicali e di ogni altra forma d’arte e cultura all’insegna del modernismo e della più sottile raffinatezza, in questo caso messa al servizio di un genere teatrale in cui l’alternanza di musica e parlato intonano argomenti in elegante equilibrio tra la commedia e il sentimentalismo. Eseguito tradizionalmente anche in italiano, questo titolo è al contempo banco di prova per la bravura canora e attoriale degli interpreti ma anche occasione di soave divertimento per il pubblico di ogni età.
 
Frutto della passione di Verdi per Shakespeare, Macbeth è la decima opera del compositore di Busseto, completata nel 1847. Sembrerebbe impossibile contribuire ulteriormente allo scavo psicologico e alla complessità caratteriale già delineate dal Bardo, eppure Verdi riesce nell’impresa e lo fa pur restando vicino alla forma del melodramma romantico, “dipingendo” uno scenario fosco abitato da personaggi d’inaudita complessità, capaci di tenere il pubblico dell’opera col fiato sospeso dalla prima all’ultima nota.
 
Rigoletto è sinonimo di opera italiana e, insieme al nome di Verdi, costituisce un binomio che supera la popolarità per costituire un’icona potente della cultura nazionale. Dal 1851, anno del suo debutto (cui avrebbero fatto seguito altri due titoli celeberrimi come “Il trovatore” e “La traviata”) è presenza fissa nel repertorio eppure continua ancora a stupire per la mano felice con cui le melodie sono state disegnate così come per una certa apparente semplicità che tuttavia è sorretta da un trattamento dell’orchestra, del coro e dei solisti fra i più minuziosamente calibrati della storia musicale.
 
 
Informazioni e biglietteria
La biglietteria dei Teatri si trova Macerata in Piazza Mazzini 10 ed è aperta da martedì a sabato, ore 10-13 e 16:30-19:30
tel. 0733 230735 boxoffice@sferisterio.it.
www.sferisterio.it

ANDREA COMPAGNUCCI FRA I DIECI PERSONAGGI DELL’ANNO DEL MONDO DELLA MUSICA IN ITALIA PER IL MENSILE “CLASSIC VOICE” 

Il professionista marchigiano, direttore marketing e fundraising dell’Arena di Verona e del festival Donizetti Opera, scelto fra coloro che hanno caratterizzato l’ambiente musicale nel 2024, tra cui il direttore d’orchestra Kirill Petrenko, il sovrintendente del Regio di Torino Mathieu Jouvin, il clavicembalista Ottavio Dantone e la violinista Francesca Dego

Le festività di fine anno sono sui media sinonimo di bilanci e classifiche. Anche il mondo della musica ha le sue e così, accanto a quelle dedicate ai migliori dischi o spettacoli dell’anno, il mensile italiano specializzato “Classic Voice” (in edicola con il numero di dicembre) ha appena pubblicato l’attesa selezione dei Dieci Personaggi dell’anno scelti dai giornalisti collaboratori della testata: tra sovrintendenti, direttori d’orchestra, registi, per il 2024 è stato inserito anche Andrea Compagnucci da anni impegnato nel mondo della musica e dei teatri come responsabile marketing e fundraising, in particolare per i suoi recenti traguardi complessivi e per i progetti ideati e portati avanti per l’Arena di Verona e il festival Donizetti Opera.

Questo il ritratto di Compagnucci tracciato dalla redazione e pubblicato nelle pagine della rivista: «Sostenere l’opera significa anche finanziarla. In questo senso la figura del fundraiser è diventata decisiva quasi quanto quella del sovrintendente o del direttore artistico. Estro, inventiva, capacità di coinvolgimento, competenza artistica e finanziaria: sono queste le caratteristiche che deve saper conciliare un moderno cercatore di risorse per i teatri. Andrea Compagnucci, 44 anni. ha “festeggiato” i 20 milioni di euro di sponsor e donazioni raccolti in carriera per i teatri d’opera italiani (al netto di banche e fondazioni e sponsor istituzionali). Il suo lavoro ha toccato in particolare lo Sferisterio di Macerata, il Donizetti Opera, il Festival della Valle d’Itria e l’Arena di Verona, di cui è direttore marketing e fundraising dal 2020. Proprio nel 2024 a Verona ha superato i 5 milioni di raccolta (200mila in più rispetto al 2023), un effetto virtuoso che si è riverberato anche nella biglietteria, con 34 milioni nel 2024 (nel 2019 era stato di 24). Numeri importanti anche al Festival Donizetti Opera, che nell’edizione 2024 che visto circa mezzo milione di donazioni e 45% di incasso in più rispetto all’edizione 2023. Compagnucci è stato anche l’unico ad aver ricevuto due volte il premio come miglior progetto “Art Bonus dell’anno”, assegnato dal Ministero per i progetti “Ambasciatori di Donizetti” per il festival bergamasco e “67 Colonne” per l’Arena di Verona. “Classic Voice” ha voluto riconoscere, in questo 2024, il lavoro di chi si è impegnato nello sviluppo e nel radicamento sociale della musica. Una missione che non si esaurisce però solo nelle sale da concerto o negli uffici di sovrintendenza».

Ringraziando la redazione, Compagnucci ha commentato: «Questo risultato lo devo innanzitutto alle persone che lavorano con me. Dietro al mio nome c’è la passione di tanti colleghi. Poi ai sovrintendenti e direttori artistici che mi hanno messo nelle condizioni di fare grandi risultati, tra i quali: Cecilia Gasdia (Arena di Verona), Francesco Micheli (Macerata Opera Festival e Donizetti Opera), Maurizio Salerno (I Pomeriggi Musicali). E alle città in cui mi sono sentito a casa fra amici, come a Bergamo con Giorgio Gori. Inoltre, al pubblico e agli imprenditori come Gianluca Rana o Sandro Veronesi, che da anni ci consentono di fare spettacolo e creare benessere sociale e culturale. Questo riconoscimento giunge in un momento in cui il Ministero della Cultura, attraverso il sottosegretario Gianmarco Mazzi, sta ponendo l’accento sulla capacità dello Spettacolo dal Vivo di attrarre risorse. Personalmente firmo record da vent’anni per un motivo abbastanza semplice: il successo genera consenso e attiva un circolo virtuoso di reputazione. La reputazione è l’asset più grande che le aziende culturali possiedono; se si lavora bene sugli indicatori che formano la reputazione, da quelli economici a quelli sociali interni ed esterni all’organizzazione, i risultati sono una conseguenza. Poi certamente servono una profonda cultura di vendita e competenze digitali che solo l’azienda privata può portare in dote al mondo dell’arte e forse questa è la caratteristica che più mi ha differenziato negli anni rispetto all’approccio classico al mestiere del marketing culturale».

Un riconoscimento importante e prestigioso per il professionista marchigiano (Macerata 1979) che, in copertina e nell’articolo «L’anno di Re Kirill» a cura della redazione della rivista, compare insieme ad altri nove nomi “pesanti” della scena internazionale: il direttore d’orchestra Kirill Petrenko (cui è dedicata la copertina) che ha lasciato un segno indelebile con la sua interpretazione dello straussiano Rosenkavalier alla Scala e quindi Omer Meir Wellber altro direttore d’orchestra che lascia il Teatro Massimo di Palermo dopo alcuni progetti di rilievo, il clavicembalista Ottavio Dantone che festeggia i 40 anni alla guida dell’Accademia Bizantina, la violinista Francesca Dego per le proposte ricercate sia dal vivo che in cd, il sovrintende del Teatro Regio di Torino Mathieu Jouvin per il trittico dedicato a Manon Lescaut, Alexandre Dratwicki direttore artistico del Palazzetto Bru Zane, il regista Pierre Audi direttore artistico del festival di Aix-en-Provence, e Aldo Sisillo, direttore artistico del Teatro Comunale di Modena, promotore di un progetto di trasmissione video che associa diverse realtà dell’Emilia Romagna.

Innovazione, contenuti, attenzione per il pubblico, rispetto per l’istituzione, progettualità sono le caratteristiche che accomunano tutti i dieci personaggi dell’anno.

Andrea Compagnucci (1979), laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Macerata con una tesi su “L’educazione ai media”, ha conseguito poi un percorso di specializzazione in comunicazione istituzionale. È giornalista pubblicista dal 2006. Dal 2007 al 2017 è stato socio di Esserci, azienda attiva nella comunicazione e marketing culturale. Dal 2018 è socio di Esserci Lab e si occupa da anni di grandi eventi e istituzioni. È stato fra i fondatori dei festival multidisciplinari “Popsophia” insieme a Evio Hermas Ercoli e “Kum” con Massimo Recalcati e ha lavorato per l’Istituto Italiano di Cultura di New York. Nel mondo della musica ha collaborato con il Macerata Opera Festival, il Festival della Valla d’Itria, il festival Donizetti Opera, la Fondazione Arturo Toscanini, i Pomeriggi Musicali di Milano e l’Accademia di Santa Cecilia di Roma. In carriera ha raccolto oltre 20 milioni di euro di donazioni in favore del mondo della cultura e ha vinto due volte il premio Art Bonus del MIC. È stato docente di Comunicazione e Advertising all’Accademia di Belle Arti di Macerata e attualmente ricopre il ruolo di Marketing Principal Consultant della Fondazione Arena di Verona.

UNA NUOVA FILLE DU RÉGIMENT FIRMATA DA DAMIANO MICHIELETTO DEBUTTA A MONACO DI BAVIERA 

  

Protagonisti sul palco Pretty Yende e Xabier Anduaga insieme all’attrice Sunnyi Melles nei panni della Duchesse de Crakentorp 

In scena al Nationaltheater dal 22 dicembre 2024 

Dopo il successo di Aida nel 2023, Damiano Michieletto torna alla Bayerische Staatsoper con una nuova produzione della Fille du régiment. L’ópera comique francese in due atti di Gaetano Donizetti su libretto di Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges e Jean-François Bayard viene messa in scena a Monaco a partire da domenica 22 dicembre 2024, a quasi novant’anni dalla sua ultima esecuzione. L’allestimento pone al centro la ricerca della propria identità. 

  

«La storia si muove tra due livelli: la natura e la città. La natura – racconta Michieletto – come simbolo di un mondo istintivo e spontaneo e la città come mondo di belle maniere e alta cultura. Lo spettacolo mette in contrapposizione questi due aspetti, con costumi stravaganti e personaggi allegri, che proprio alla fine si liberano dalle etichette sociali e possono assumere felicemente la propria identità». 

La direzione musicale è affidata a Stefano Montanari. La scenografia è di Paolo Fantin e il light design di Alessandro Carletti, entrambi già accanto al regista nel debutto bavarese del 2023. I costumi sono di Agostino Cavalca e le coreografie di Thomas Wilhelm. La drammaturgia è curata da Saskia Kruse e Mattia Palma. 

  

Sul palco il soprano Pretty Yende nella parte di Marie, il tenore Xabier Anduaga in quella dell’innamorato Tonio e Dorothea Röschmann nel ruolo della Marquise de Berkenfield. La celebre attrice Sunnyi Melles, protagonista del film Triangle of Sadness, premiato a Cannes con la Palma d’Oro, interpreta la Duchesse de Crakentorp. Misha Kiria è Sulpice. Completano il cast Martin Snell nella parte di Hortensius, Christian Rieger in quella del caporale e Dafydd Jones nei panni del paesano. 

  

Lo spettacolo è una coproduzione della Bayerische Staatsoper e del Teatro San Carlo di Napoli, dove andrà in scena dal 18 al 27 maggio 2025. 

Un viaggio musicale tra sacralità e romanticismo: James Conlon debutta sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro Regio di Torino

Teatro Regio, martedì 14 gennaio 2025, ore 20

Per il secondo appuntamento con la Stagione de I Concerti 2024-2025 del Teatro Regio – martedì 14 gennaio 2025 – il Regio si affida alla bacchetta del direttore d’orchestra americano James Conlon, tra i più importanti protagonisti della vita musicale internazionale, che debutta sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro Regio, quest’ultimo istruito da Ulisse Trabacchin. Conlon ha coltivato un vasto repertorio sinfonico, operistico e corale ed è uno dei direttori d’orchestra più versatili e stimati. Ha diretto praticamente tutte le principali orchestre sinfoniche americane ed europee sin dal suo debutto con la Filarmonica di New York nel 1974. Dal 2016 al 2020 è stato anche Direttore principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI.

Grazie a tournée in tutto il mondo, un’ampia discografia, videografia, frequenti apparizioni televisive e conferenze, è uno degli interpreti più conosciuti e riconosciuti della musica classica. In programma due capolavori intrisi di umanità e speranza, lo struggente Stabat Mater per soprano, coro e orchestra di Francis Poulenc e la monumentale Sinfonia in re minore di César Franck. Composto nel 1950 come tributo alla memoria di un amico caro, il primo brano è caratterizzato da una fusione unica di sacralità e modernità, con melodie liriche e armonie innovative che evocano un profondo senso di spiritualità e contemplazione, fragilità e dolore; l’ultima sezione è una preghiera accorata, che lascia intravedere uno scorcio sereno di paradiso.

Il soprano solista è la stella nascente, originaria del Sud Africa, Masabane Cecilia Rangwanasha che ha vinto il Song Prize al concorso BBC Cardiff Singer of the World 2021 ed è attualmente un’artista di nuova generazione della BBC Radio 3; più recentemente ha ricevuto il Premio Herbert von Karajan 2024. A seguire, l’unica sinfonia di Cesar Franck, opera dal carattere romantico, traccia un percorso dalle tenebre verso la luce utilizzando una struttura ciclica che collega tematicamente i vari movimenti, creando una narrazione musicale avvincente e coesa, ricca di pathos e intensità emotiva.
Il prossimo appuntamento de I Concerti è lunedì 17 febbraio 2025 con Cover.

Il maestro Felix Mildenberger sale sul podio della Filarmonica TRT, di cui è Direttore ospite principale, per un programma che prevede: Pulcinella, suite da concerto di Igor Stravinskij, il Concerto per fagotto, archi, arpa e pianoforte di André Jolivet, con il fagotto solista Andrea Azzi, e il Quartetto con pianoforte in sol minore op. 25 di Johannes Brahms (orchestrazione di Arnold Schönberg).

Biglietti
Biglietti: intero da € 15 a 35; ridotto da € 12 a € 30; con Regio Card Giovani posto unico € 10
I biglietti possono essere acquistati direttamente alla Biglietteria del Teatro Regio, presso i Punti Vendita Vivaticket oppure on line su www.teatroregio.torino.it o www.vivaticket.it.
Riduzioni Under 30 e Abbonati
Per gli under 30 e per gli abbonati alla Stagione d’Opera e di Balletto 2024-2025 e alla Stagione de I Concerti 2024-2025 sono previste riduzioni sull’acquisto sia degli abbonamenti sia dei biglietti.

Biglietteria Teatro Regio
Piazza Castello 215 – Torino | Tel. 011.8815.241 – 011.8815.242 | biglietteria@teatroregio.torino.it 
Orario di apertura: da lunedì a sabato ore 11-19; domenica ore 10.30-15.30 
Nelle giornate del 24 e 31 dicembre 2024 la biglietteria effettuerà l’orario festivo: dalle 10.30 alle 15.30.

Per tutte le informazioni e gli aggiornamenti: www.teatroregio.torino.it 

NUOVE STELLE AL FILARMONICO PER IL LAGO DEI CIGNI

Due recite straordinarie il 21 e 31 dicembre con un nuovo cast

Tutto esaurito per il nuovo allestimento del classico balletto di Fondazione Arena con oltre 50 danzatori e scene dipinte che evocano Verona e il Garda. Ultime serate per Manni e Andrijashenko (20 e 22) mentre debutta la coppia formata da Konovalova e Caixeta (21 e 31). Macario per tutte le recite è il perfido mago Rothbart. Il direttore estone Pähn guida l’Orchestra areniana.

Il Lago dei cigni

di Pëtr Il’ič Čajkovskij

Teatro Filarmonico di Verona

Venerdì 20 dicembre ore 20.00

Sabato 21 dicembre ore 18.00

Domenica 22 dicembre ore 15.30

Martedì 31 dicembre ore 19.30

Un evento lungamente atteso e accolto con un trionfo del pubblico festante: Fondazione Arena conclude la Stagione 2024 al Teatro Filarmonico con il ritorno della danza nel più classico dei titoli. Il Lago dei cigni di Čajkovskij, nella coreografia di Evgenij Polyakov, è in scena fino al 31 dicembre, con repliche già sold-out.

Venerdì 20 e domenica 22 tornano in scena Nicoletta Manni come Odette e Odile (cigno bianco e cigno nero) accanto al marito e collega Timofej Andrijashenko nei panni del tormentato principe Siegfried. Per le recite straordinarie fuori abbonamento (già andate sold-out in pochi giorni) di sabato 21 dicembre (alle 18) e martedì 31 dicembre (alle 19.30) faranno il loro debutto sul palcoscenico del Filarmonico di Verona altre due stelle della danza: Liudmila Konovalova e Victor Caixeta, rispettivamente primi ballerini dei teatri di Vienna e Amsterdam, l’una già applaudita Madame Hortense nell’ormai storica ripresa di Zorba il greco al Teatro Romano, l’altro all’esordio assoluto con la Fondazione veronese. Antagonista di lusso, Alessandro Macario è Rothbart, non solo mago ma anche insinuante tutore del principe, per tutte le recite de Il Lago dei cigni.

La coreografia su cui si dipana la musica di Čajkovskij è quella di Evgenij Polyakov: una lettura che alla magia della fiaba classica unisce realismo e approfondimento psicologico inediti. A riprenderla a Verona è Enrica Pontesilli, fondatrice dell’associazione intitolata al maestro russo naturalizzato francese, con il Ballo di Fondazione Arena coordinato da Gaetano Bouy Petrosino. La scenografia colloca la vicenda in una serie di ambienti che riproducono luoghi del cuore del pubblico e dei suoi creatori: Michele Olcese ha omaggiato Verona e il suo territorio con riferimenti a Giardino Giusti, le ville della Torre e dei Vescovi, scenari barocchi firmati dai Bibiena, già architetti del Filarmonico, e naturalmente un lago notturno, che combina le falesie dell’alto Garda con la rocca di Malcesine. Le scene sono state realizzate interamente nei laboratori di Fondazione Arena, con grandi tele dipinte sotto il coordinamento di Paolino Libralato, massimo custode di un’arte tradizionale per cui l’Italia è ancora punto di riferimento nel mondo teatrale internazionale.

L’Orchestra di Fondazione Arena è diretta da Vello Pähn, direttore estone poliedrico, applaudito in tutti i principali palcoscenici della danza classica d’Europa, anch’egli festeggiato al suo debutto veronese.

Biglietti last-minute in vendita al link www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni spettacolo, alla Biglietteria del Filarmonico in via Mutilati.

Main sponsor della Stagione Artistica 2024 del Teatro Filarmonico è BCC Veneta.

LA TRAMA

Il Lago dei cigni proviene da fiabe nordiche e slave, trasformate da Čajkovskij in una avvincente e toccante parabola sull’amore eterno e sul conflitto tra bene e male. Protagonista della storia è il giovane principe Siegfried che, raggiunta la maggiore età, deve scegliere una compagna. Si innamora per la prima volta di Odette, bellissima principessa la notte, costretta da un incantesimo ad assumere le sembianze di cigno bianco al sorgere del sole, fino all’incontro con un amore vero che la potrà liberare. Il perfido mago Rothbart, autore del maleficio, trasforma la figlia Odile in una sosia perfetta di Odette, e la porta al gran ballo vestita di nero per conquistare il cuore del Principe. Siegfried si accorge dell’inganno troppo tardi ma, in uno scontro finale, potrà far vincere il vero amore su ogni incantesimo.

FILARMONICO 2025

Nel 2025 ricorreranno i 50 anni dalla riapertura ufficiale del ricostruito Teatro Filarmonico: Fondazione Arena li celebra con una Stagione artistica speciale, con opere imperdibili e composizioni in gran parte inedite a Verona, e alcuni dei migliori artisti del panorama internazionale. È ancora possibile abbonarsi alle stagioni Lirica e Sinfonica, acquistare speciali carnet da 3, 5, 8 ingressi o anche acquistare biglietti per ogni singolo evento.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA

Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO

Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo

Tel 045 8002880

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 8005151

www.arena.it

Punti vendita TicketOne.it

Domenica 15 dicembre ore 15.30 turno A

Mercoledì 18 dicembre ore 19.00 turno C

Venerdì 20 dicembre ore 20.00 turno D

Sabato 21 dicembre ore 18.00 fuori abbonamento

Domenica 22 dicembre ore 15.30 turno B

Martedì 31 dicembre ore 19.30 fuori abbonamento

Il Lago dei cigni

Balletto in quattro atti di Pëtr Il’ič Čajkovskij

Direttore Vello Pähn

Coreografia Evgenij Polyakov

ripresa da Enrica Pontesilli

Scene Michele Olcese

dipinte da Paolino Libralato

Costumi Francesco Morabito

assistente a scene e costumi Livio Savini

Luci Vinicio Cheli

                                                    Odette/Odile              Nicoletta Manni 15, 18, 20, 22/12

                                                                                        Liudmila Konovalova 21, 31/12

                                             Principe Siegfried              Timofej Andrijashenko 15, 18, 20, 22/12

                                                                                        Victor Caixeta 21, 31/12

                                                           Rothbart              Alessandro Macario  

                                                             Giullari                   Simone Pergola 12, 13, 14, 15, 20, 21, 31/12

                                                                                            Bianca Gradassi 12, 13, 15, 20, 21/12

                                                                                                                     Rebecca Testa 14, 18, 22/12

                                                                                                                     Amedeo Angelone 18, 22/12

                                                                                                                     Vittoria Silluzio 31/12

                                                 Solista danza russa                   Fiammetta Daniello 12, 13, 14, 15, 21, 22/12

                                                                                                                     Arianna Bettio 18, 20, 31/12

                                               Solisti danza napoletana                   Graziamaria Lamascese 12, 14/12

                                                                                                              Cecilia Pacillo 13, 15, 18, 22, 31/12

                                                                                                                     Duygu Eliz Erkut 20, 21/12

                                                                                                   Amedeo Angelone 12, 13, 15, 20, 21, 31/12

                                                                                                                     Mattia Teora 14, 18, 22/12

                                                                     Solisti danza ungherese                   Giorgia Ricciardi 12, 21/12

                                                                                                          Alessia Gelmetti 13, 15, 18, 22, 31/12

                                                                                                                     Veronica Girardini 14, 20/12

                                                                                                                     Matteo Zorzoli 12, 21/12

                                                                                                     Angelo Menolascina 13, 15, 18, 22, 31/12

                                                                                                                     Francesco Cipriani 14, 20/12

                                                                                       Solista danza polacca                   Vittoria Silluzio

                                                                                      Regina                   Martina Claudia Gerbi

                                                              Solisti danza spagnola                   Rebecca Testa 12, 20, 21, 31/12

                                                                                                                     Gioia Pierini 13, 14, 15, 18, 22/12

                                                                                                                     Mattia Teora 12, 20, 21, 31/12

                                                                                      Cosimo Damiano Gorgoglione 13, 14, 15, 18, 22/12

                                                                                    Pas de trois                   Cristina Pavone 12, 14/12

                                                                                                                                                                               Duygu Eliz Erkut 13, 15, 18, 22, 31/12

                                                                                                                                                                               Rebecca Testa 20, 21/12

                                                                                                                                                                               Matteo Zorzoli 12, 14, 20, 21/12

                                                                                                                                                                               Francesco Cipriani 13, 15, 18, 22, 31/12

                                                                                                                                                                               Giorgia Picca 12, 14/12

                                                                                                                                                                               Gioia Pierini 13, 15, 18, 22, 31/12

                                                                                                                                                                               Vittoria Silluzio 20, 21/12

                                                                                                        Amiche                             Giorgia Picca 12, 14/12

                                                                                                                                                                               Duygu Eliz Erkut 13, 15, 18, 22, 31/12

                                                                                                                                                                               Cristina Pavone 12, 14/12

                                                                                                                                                                               Rebecca Testa 20, 21/12

                                                                                                                                                                               Gioia Pierini 13, 15, 18, 22, 31/12

                                     Vittoria Silluzio 20, 21/12

                                                                                                                     Grandi cigni                   Elisabetta Di Chiara 12, 18/12

                                                                                                                     Giorgia Ricciardi 13, 14, 15, 20, 21, 22, 31/12

                                                                                                                     Fiammetta Daniello 12, 13, 14, 15, 18, 20, 21, 31/12

                                                                                                                                                                               Giuliana Restivo 12, 14, 22/12

                                                                                                                     Giorgia Giacon 13, 15, 20, 21, 22, 31/12

                                                                                                                      Piccoli cigni                   Federica Vinario 12, 13, 15, 18, 22, 31/12

                                                                                                                     Alessia Gelmetti 14, 20, 21/12

                                                                                                                     Duygu Eliz Erkut 12, 14, 20, 21/12

                                                                                                                     Bianca Gradassi 13, 15, 18, 22, 31/12

                                                                                                                     Sveva De Meo 12, 14, 20, 21/12

                                                                                                                     Giorgia Picca 13, 15, 18, 22, 31/12

                                                                                                                     Cecilia Pacillo 12, 14, 20, 21/12

                                                                                                                     Giulia Vinario 13, 15, 18, 22, 31/12

Orchestra, Ballo e Tecnici della Fondazione Arena di Verona

Coordinatore del Ballo Gaetano Bouy Petrosino

Direttore Allestimenti Scenici Michele Olcese

Nuova produzione di Fondazione Arena di Verona

Tempi di spettacolo (3h 10’ circa totali, compresi tre intervalli)

Atto I 35’ circa · intervallo · Atto II 35’ circa · intervallo · Atto III 35’ circa· intervallo · Atto IV 25’ circa

TCBO: “LES ÉTOILES” PER SALUTARE IL 2024 A PASSO DI DANZA

Sabato 28 dicembre alle 20.30 e domenica 29 dicembre alle 16.30 al Comunale Nouveau

Ormai immancabile nel cartellone di balletto del Teatro Comunale di Bologna, torna Les Étoiles, Gala iconico a cura di Daniele Cipriani che chiude il 2024 e la Stagione di Danza con una edizione ripensata e ricca di stelle internazionali, tra le quali spicca il nome della star del balletto spagnolo Sergio Bernal, già protagonista nel 2022 e nel 2023. Lo spettacolo è in programma al Comunale Nouveau sabato 28 dicembre alle 20.30, con replica domenica 29 dicembre alle 16.30.

Sul palco, quest’anno troviamo danzatori di fama mondiale come Bakhtiyar Adamzhan (Teatro dell’Opera di Astana), Léonore Baulac (Opéra di Parigi), Matthew Golding (già The Royal Ballet di Londra), Maria Kochetkova (già San Francisco Ballet), Lucía Lacarra (già Bayerisches Staatsballett), Daniil Simkin (già Staatsballett Berlin e American Ballet Theatre), Friedemann Vogel (Stuttgart Ballet) e Akbota Bekbolatova (Teatro Nazionale d’Opera e Balletto Abay, Kazakistan). A loro si unisce Sergio Bernal, recentemente impegnato nel capoluogo emiliano in occasione di Memorare ‘24. Danza e canto per la pace nella Basilica di San Petronio, che essendo bailarín (ballerino classico) e bailaor (danzatore di flamenco) costituisce una rarità nell’universo della danza spagnola. Gli spettatori vedranno entrambe le espressioni artistiche del poliedrico ballerino e coreografo, che interpreterà brani firmati da lui stesso: Obertura, un flamenco rivisitato, e un estratto da un balletto dai toni classici, Rodin. Completano la serata i cosiddetti “poeti della danza”, ovvero il duo Riva&Repele (al secolo, i coreografi/danzatori Simone Repele e Sasha Riva), che presentano la loro creazione I’m on your Side, appositamente realizzata per Les Étoiles, su musica di un altro celebre duo: Simon & Garfunkel.

La varietà non caratterizza solo gli interpreti ma anche le coreografie, che mescolano sapientemente passi a due e assoli, ottocenteschi e di oggi. Dai pirotecnici passi a due di Marius Petipa tratti da Le Corsaire, affidati a Simkin e Kochetkova, da Don Chisciotte, danzato da Adamzhan e Bekbolatova, e dallo Schiaccianoci, ancora con Adamzhan e la giovanissima Laura Farina, si spazia fino al decano dei coreografi europei, Hans van Manen, con Trois gnossiennes interpretato da Vogel e Baulac. Si cambia poi atmosfera con lo spiritoso Pacopepluto di Alejandro Cerrudo danzato da Simkin, e con brani firmati da alcuni tra i coreografi più in vista di oggi come Marco Goecke – il suo Eyes Open / Shut Your Eyes è affidato al duo Riva&Repele -, Edwaard Liang e Yuri Possokhov, di cui Lacarra danza rispettivamente Finding Light e, insieme a Golding, Snow Storm. Quest’ultima creazione è una novità per l’Italia, proprio come Nachtmerrie di Goecke che impegna ancora una volta Vogel e Baulac.

Les Étoiles è una produzione Daniele Cipriani Entertainment in collaborazione con Fondazione Musica per Roma.

Pelliconi è main partner della Stagione Danza 2024 del Teatro Comunale di Bologna.

Lo spettacolo andrà in scena su musiche registrate. 

I biglietti – da 15 a 70 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4/a) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.

Info: https://www.tcbo.it/eventi/stagione-danza-2024-les-etoiles/

STAGIONE DI DANZA 2024 DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

LES ÉTOILES

Gala internazionale di danza

A cura di Daniele Cipriani

Protagonisti

Léonore Baulac

Akbota Bekbolatova

Laura Farina

Maria Kochetkova

Lucía Lacarra

Bakhtiyar Adamzhan

Sergio Bernal

Matthew Golding

Simone Repele

Sasha Riva

Daniil Simkin

Friedemann Vogel

Disegno luci Alessandro Caso

Direttore di scena Annamaria Bruzzese     

Programma

Prima parte

TROIS GNOSSIENNES

Coreografia Hans van Manen

Musica Erik Satie

In scena Friedemann Vogel, Léonore Baulac

EYES OPEN / SHUT YOUR EYES

Coreografia Marco Goecke

Musica Antony and the Johnsons (Twilight)

In scena Simone Repele, Sasha Riva

PACOPEPLUTO

Coreografia Alejandro Cerrudo

Musica Billy Hill (In the Chapel in the Moonlight), canta Dean Martin

In scena Daniil Simkin

 DON CHISCIOTTE – Pas de deux

Coreografia Marius Petipa

Musica Ludwig Minkus

In scena Bakhtiyar Adamzhan, Akbota Bekbolatova

OBERTURA

Coreografia Sergio Bernal

Musica Coetus

In scena Sergio Bernal

FINDING LIGHT

Coreografia Edwaard Liang

Musica Antonio Vivaldi

In scena Lucía Lacarra, Matthew Golding

Seconda parte

SNOW STORM

Coreografia Yuri Possokhov

Musica Georgij Sviridov

In scena Lucía Lacarra, Matthew Golding

LO SCHIACCIANOCI – Pas de deux

Coreografia Marius Petipa, Lev Ivanov

Musica Pëtr Il’ič Čajkovskij

In scena Laura Farina, Bakhtiyar Adamzhan

I’M ON YOUR SIDE

Coreografia Simone Repele, Sasha Riva

Musica Packie Manus Byrne (John and the Farmer), Paul Simon & Art Garfunkel (Bridge over Troubled Water)

In scena Simone Repele, Sasha Riva

RODIN

Coreografia Sergio Bernal

Musica Roque Baños

In scena Sergio Bernal

NACHTMERRIE

Coreografia Marco Goecke

Musica Keith Jarrett, Lady Gaga

In scena Friedemann Vogel, Léonore Baulac

LE CORSAIRE – Pas de deux

Coreografia Marius Petipa

Musica Riccardo Drigo

In scena Daniil Simkin, Maria Kochetkova

DÉFILÉ FINALE

Musica Riccardo Drigo

In scena Tutti gli artisti

Les Étoiles è una produzione Daniele Cipriani Entertainment in collaborazione con Fondazione Musica per Roma

Comunale Nouveau

Sabato 28 dicembre, ore 20.30 | Turno Gold

Domenica 29 dicembre, ore 16.30 | Turno Silver

Pelliconi è main partner della Stagione Danza 2024 del Teatro Comunale di Bologna

AL TEATRO CARLO FELICE : LO SCHIACCIANOCI

Balletto in due atti di Pëtr Il’ič Čajkovskij

dal racconto Nußknacker und Mausekönig

di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann

Sabato 21 e domenica 22 dicembre 2024

Il prossimo appuntamento della Stagione Lirica e Balletto 24-25 dell’Opera Carlo Felice Genova – Lo schiaccianoci, balletto in due atti di Pëtr Il’ič Čajkovskij dal racconto Nußknacker und Mausekönig di E.T.A. Hoffmann – sarà in scena sabato 21 dicembre alle ore 15.00 e alle ore 20.00, e domenica 22 dicembre alle ore 15.00 e alle ore 20.00.

A dare vita al balletto sarà l’Armenian National Ballet, con la direzione di Karen Durgaryan, la coreografia di Georgy Kovtun da Marius Petipa, le scene e i costumi di Vjačeslav Okunev.

Orchestra, Coro di voci bianche e Tecnici dell’Opera Carlo Felice Genova. Maestro del coro di voci bianche Gino Tanasini.

I solisti: Elya Aslanyan / Anahit Vasilyan (Marie), Andrei Gukasian / Yura Martirosian (Prince), Sevak Avetisyan / Grigor Grigoryan (Drosselmeyer), Mariam Garajyan / Tatevik Bolshikyan (Fairy), Garegin Babelyan / Vahe Babajanyan (Nutcracker), Artashes  Hakobyan / Armen Zakaryan (Mouse King).

Lo schiaccianoci è un balletto in due atti risalente ai primi anni ’90 dell’Ottocento.

Čajkovskij lo compose ispirandosi al racconto Schiaccianoci e il re dei topi di E.T.A. Hoffmann, nonché alla Storia di uno schiaccianoci di Dumas, a propria volta tratta da Hoffman.

A fianco del compositore lavorarono i coreografi Marius Petipa e Lev Ivanov. Čajkovskij aveva già sperimentato la composizione di balletti con Il lago dei cigni, del 1875-6 e La bella addormentata, del 1889; titoli oggi ben noti ma non del tutto compresi durante la vita del compositore.

La storia, ormai celebre, ripercorre le avventure della piccola Marie (Clara in altre varianti), che alla festa di Natale riceve in dono uno schiaccianoci a forma di soldatino. Durante la notte, la bambina sogna incredibili avventure: a fianco del soldatino, animato e trasformato in un principe, sconfiggerà il temibile Re dei topi, insieme si avvicenderanno poi in un viaggio magico e colorato nel Regno dei dolciumi.

Tra gli aspetti più affascinanti del balletto si ritrovano le musiche di Čajkovskij – la cui sensibilità musicale era particolarmente affine alla dimensione fiabesca che caratterizza Lo schiaccianoci – e la grande sintonia tra musica, espressività coreografica e narrazione.

Commenta Sergey Safaryan, Direttore del balletto: «Il balletto Lo schiaccianoci è stato messo in scena all’Armenian National Opera and Ballet Theatre nel 2021, la premiere ha avuto luogo il 23 dicembre ed è stata accolta da standing ovation da parte del pubblico. Ad oggi, lo spettacolo occupa un posto speciale nel repertorio del Teatro. Sebbene non vi siano cambiamenti nella drammaturgia, il coreografo Georgy Kovtun ha interpretato le danze dei personaggi con mezzi espressivi unici, presentando soluzioni innovative e originali per ogni ruolo. Lo schiaccianoci armeno si caratterizza per il suo dinamismo, soprattutto grazie all’apporto del cast artistico, che proprio come il popolo armeno si distingue per il suo carisma e le vivaci emozioni che porta in scena. Grazie all’uso di colori vibranti, animazioni 3D, scenografie accessibili e tecnologie moderne, è stata creata una produzione frizzante, particolarmente comprensibile e accattivante per un pubblico giovane. Le transizioni di scena nello spettacolo sono fluide e logiche, la teatralità e le profonde espressioni psicologiche si intrecciano senza soluzione di continuità».

Biografie

Karen Durgaryan, nato a Yerevan, in Armenia, si è diplomato al Conservatorio di Stato di Yerevan nel 1996 e ha studiato con il Ilya Musin a San Pietroburgo. Nel 1995 è stato nominato Direttore associato dell’Orchestra Filarmonica di Stato Armena e l’anno successivo è stato Direttore musicale del Festival Internazionale di Musica “Britten e Armenia” a Yerevan. Tra il 2001 e il 2015 è stato direttore d’orchestra principale del Teatro Spendaryan. L’attività internazionale di Durgaryan si concentra in particolare in Italia, dove ha diretto orchestre quali quelle del Teatro Lirico di Cagliari, del Teatro Regio Torino, dell’Opera Carlo Felice Genova, del Teatro Verdi di Sassari, l’Orchestra di Padova e del Veneto, l’Orchestra “Luigi Cherubini”, l’Orchestra Sinfonica Siciliana di Palermo e I Pomeriggi Musicali di Milano. Dirigendo un programma dedicato a Prokofiev ha debuttato con l’Orchestra Filarmonica di Israele nel novembre 2016 e nel gennaio 2017 ha diretto per la prima volta l’Orchestra Filarmonica di Bruxelles. Nel febbraio 2018 ha fatto la sua prima apparizione con l’Orchestra Filarmonica della Malesia, nello stesso anno ha debuttato al Teatro di San Carlo di Napoli con una produzione dello Schiaccianoci che ha diretto nuovamente nel dicembre 2019. Ha diretto regolarmente i migliori teatri d’opera russi, al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo ha diretto la nuova produzione del Balletto Spartacus. Detiene il titolo di Artista Onorato della Repubblica d’Armenia e nel 2010 ha ricevuto il più alto riconoscimento dell’Armenia nel campo dell’arte e della cultura. Dal 2023 è Direttore generale e musicale del Teatro Nazionale dell’Opera e del Balletto Armeno.

Georgy Kovtun, nato a Odessa, è ballerino, maestro di balletto e coreografo. Nel 1985 si è diplomato come coreografo-direttore al Conservatorio di Leningrado nella classe di N. N. Boyarchikov.  Dal 1987 al 1994 è stato il coreografo principale del Teatro dell’Opera e del Balletto per bambini di Kiev e ha coreografato più di 30 produzioni di balletto.  Dal 1994 lavora come maestro di ballo del Teatro Accademico Statale dell’Opera e del Balletto di San Pietroburgo. Dal 2000 insegna Coreografia al Conservatorio di San Pietroburgo. In tutto l’arco della sua carriera ha creato più di trecento produzioni, tra cui i balletti Il racconto del bene e del male, La leggenda del corvo, Ergyron, I sogni di Pietroburgo, La nave degli schiocchi, Demone, Spartacus, Concerto per la vecchiaia su musiche di Bizet, le coreografie per le opere Faust di Gounod, Il principe Igor di Borodin, Aida, L’olandese volante e Carmen.

Vjačeslav Okunev, scenografo e costumista, si è laureato in Produzione scenica all’Istituto Statale di Teatro, Musica e Cinema “Cherkasov” di Leningrado. Per molti anni ha collaborato con il Teatro Mariinskij. Tra i suoi lavori figurano Giselle, La storia di Kai, Gerda, L’ispettore del governo, La Sylphide, Pétrouchka, L’amore delle tre melarance, Coppélia, Anna Karenina, Kashchey l’Immortale, Mavra, Les Noces, Le nozze di Figaro, The Young Lady and the Hooligan, Il barbiere di Siviglia, Eugene Onegin, La bella addormentata, Die Fledermaus, La pulzella d’Orleans, Benvenuto Cellini, L’italiana in Algeri. Come scenografo principale del Teatro Mikhailovsky ha curato produzioni di La storia dello zar Saltan, La sposa dello zar, La traviata, Otello, Rigoletto, Tosca, Carmen, Faust, Don Giovanni, Il lago dei cigni, Lo schiaccianoci, Giselle e Spartacus. Ha inoltre lavorato a produzioni del Teatro del Balletto Boris Eifman, dell’Opera da Camera di San Pietroburgo, del Teatro del Balletto Leonid Yacobson, del Teatro Lensoviet e dei Teatri dell’Opera e del Balletto di Novosibirsk, Samara, Krasnojarsk e Saratov. All’estero ha lavorato in prestigiosi centri europei, tra cui in Italia il Teatro alla Scala, l’Arena di Verona e il Teatro Lirico di Cagliari.

L’Armenian National Opera and Ballet Theatre intitolato ad Alexander Spendiaryan è stato inaugurato nel 1933, segnando un’importante pietra miliare nel panorama culturale armeno.  La sua Compagnia di balletto si è esibita per la prima volta all’inaugurazione del teatro nelle scene di  ballo dell’opera Almast di Alexander Spendiaryan, coreografate da Vahram Aristakesyan e Vladimir Presnyakov.  La prima rappresentazione del Lago dei cigni di Čajkovskij è stata messa in scena nel 1935 da Yuri Reineke.  Un evento significativo nel 1939 è stato l’esecuzione del balletto Happiness su musica di Aram Khachaturyan, in cui Ilya Arbatov combinò per la prima volta il balletto classico con le danze popolari armene. Dal 1938 al 1957 il repertorio del teatro si è arricchito di balletti nazionali come Gayane di Aram Khachaturyan, Sevan di Grigor Yeghiazaryan, Marmar di Edgar Hovhannisyan e Sona di Eduard Khaghagortyan.

Dal 1961 al 1967, Yevgeny Changa è stato a capo del Balletto Nazionale Armeno permettendo la creazione di balletti su larga scala come Spartacus di Aram Khachaturyan, Cenerentola di Prokofiev, Don Chisciotte di Ludwig Minkus e Prometeo di Emin Aristakesyan.  Dal 1967 al 1971 la compagnia di balletto è stata diretta da Maxim Martirosyan.  Con un rapporto unico tra danza  classica, moderna e popolare armena, le sue produzioni di balletto hanno aggiornato la scena della danza nazionale con nuove espressioni artistiche. Dal 1972 al 1983 e poi dal 2014 al 2021, con alcune interruzioni, Vilen Galstyan, è stato il principale direttore del balletto del Teatro Nazionale Armeno dell’Opera e del Balletto.  Sotto la sua direzione sono state create le seguenti produzioni: David of Sassoun di Edgar Hovhannisyan, Spartacus, Masquerade e Gayane di Aram Khachaturyan – il pezzo  più rappresentativo del Balletto Nazionale Armeno fino ad oggi. I pezzi forti del repertorio degli ultimi anni sono Romeo e Giulietta di Oleg Vinogradov e Il lago dei cigni di A. Fadeyechev.  Il Balletto Nazionale Armeno è stato in tournée in numerosi teatri prestigiosi: Teatro Bolshoi a Mosca, Teatro Mariinsky e Teatro Mikhailovsky a San Pietroburgo, così come teatri in Francia, Belgio e altri paesi. Oggi Ruben Muradyan, artista onorato della Repubblica d’Armenia, è il principale coreografo del Teatro accademico nazionale armeno dell’opera e del balletto.

Biglietti

I settore: 70,00 euro

II settore: 55,00 euro

III settore: 45,00 euro

IV settore: 40,00 euro

V settore: 30,00 euro

Under 30*: 25,00 euro

Under 18*: 15,00 euro

*tutti i settori

Per ulteriori informazioni: www.operacarlofelicegenova.it

Biglietterie

TEATRO CARLO FELICE
Galleria Cardinale Siri 6
16121 Genova
Telefono +39 010 5381.433
oppure +39 010 5381.399
e-mail: biglietteria@carlofelice.it

Apertura da lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 19.00

Per gli spettacoli serali l’apertura è un’ora prima dell’inizio e la chiusura 15 minuti dopo l’inizio.
Per gli spettacoli pomeridiani o serali di domenica l’apertura è due ore prima dell’inizio e la chiusura 15 minuti dopo l’inizio.

Valzer, polke e trascinanti arie d’operetta: al Giovanni da Udine ritorna la Strauss Festival Orchester Wien per il tradizionale concerto di San Silvestro

Martedì 31 dicembre alle 18.00 appuntamento con la storica formazione austriaca

Un turbinio di vivaci e leggeri ritmi di danza e arie d’operetta, la più spumeggiante delle orchestre e la splendida voce del soprano Svenja Isabella Kallweit: martedì 31 dicembre alle 18.00 ritorna al Teatro Nuovo Giovanni da Udine l’irrinunciabile appuntamento musicale di San Silvestro con la trascinante Strauss Festival Orchester Wien diretta da Vinzenz Praxmarer, protagonista di una tradizione musicale gioiosa e spensierata che non ha eguali al mondo.

Il programma, anch’esso nel pieno rispetto della tradizione, sarà di sicuro appeal per ogni tipo di pubblico: impossibile non farsi coinvolgere dai travolgenti valzer, dalle polke e da tanti altri capolavori della musica mitteleuropea a cavallo fra Ottocento e Novecento, come ad esempio le splendide arie del Pipistrello di Johann Strauss figlio, della Vedova allegra di Franz Lehár (1870 – 1948) e della Principessa della Ciarda di Emmerich Kálmán (1882 – 1953). A completare il programma saranno poi alcuni splendidi brani di Joseph Hellmesberger figlio (1855 – 1907) – dal balletto La perla d’Iberia – e di Richard Heuberger (1850 – 1914): l’ouverture dell’operetta Il ballo dell’Opera.

La Strauss Festival Orchester Wien dedica i suoi concerti all’interpretazione storicamente autentica della musica viennese dal periodo classico fino alla dinastia degli Strauss e ai maestri dell’Operetta viennese. La fedeltà stilistica, la bellezza del suono, la gioia del far musica, lo charme viennese sono le caratteristiche dei suoi concerti. Fondatore e direttore artistico dell’orchestra, costituitasi nel 1978, è Peter Guth, considerato uno dei massimi specialisti della musica di Johann Strauss. L’orchestra è costantemente impegnata in concerti in tutto il mondo, con inviti a festival internazionali, trasmissioni televisive e radiofoniche; dal 2001 è la tradizionale protagonista del concerto di San Silvestro al Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

Il giovanissimo soprano Svenja Isabella Kallweit è nata in Germania. Dopo la conclusione degli studi all’Università di Musica e Performing Arts di Vienna ha partecipato a numerose produzioni del Landestheater di Linz in opere di Richard Strauss, Joseph Beer e Benjamin Britten. Premiata più volte a concorsi internazionali, ha ricevuto premi speciali e sostegno all’avvio della carriera da istituzioni e riviste quali Deutsche Stiftung Musikleben, Fondazione Walter e Charlotte Hamel e Bärenreiter Verlag. Ha tenuto concerti in Francia, Grecia, Polonia e Italia. Recentemente ha eseguito il ciclo di canzoni di Hector Berlioz Les nuits d’été con i Bergische Symphoniker ed è stata Ottilie nel Singspiel Im Weißen Rössl di Ralph Benatzky allo Schlossfestspiele Zwingenberg in Germania.

Completati gli studi in direzione d’orchestra, Vinzenz Praxmarer è stato assistente di Franz Welser-Möst, Kirill Petrenko, Philippe Jordan, Yannick Nézet-Séguin, Christoph Eschenbach, Valery Gergiev e Marc Albrecht. Nel 2006 ha debuttato nell’opera al Lehár Festival di Bad Ischl, dove è stato poi nominato direttore musicale fino al 2011. Negli anni seguenti è stato ospite dei teatri Wiener Volksoper, Landestheater Bregenz, Theater Bern, Theater St. Gallen, Opéra national de Paris, Theater Chemnitz. Numerose le sue collaborazioni con orchestre europee e russe quali Latvian National Symphony di Riga, Münchner Rundfunkorchester, Tschaikowski Orchester di Mosca, Tonkünstler-Orchester, National Philharmonic Orchestra of Russia, Musikkollegium Winterthur, Czech National Symphony Orchestra, Wiener Kammerorchester, Sofia Philharmonic. Nel 2021 è stato anche direttore ospite della FVG Orchestra per un concerto dedicato alle musiche di Josef e Johann Strauss. Nel 1998 ha fondato l’orchestra da camera Divertimento Viennese, di cui è direttore artistico.

La stagione 2024/2025 lo vede impegnato con la Tonkünstler Orchester al Wiener Musikverein, con la Bilkent-Symphonieorchester ad Ankara, con la Wiener Kammerorchester a Rabat, e, ancora, con Divertimento Viennese nelle sale da concerto Wiener Musikverein, Brucknerhaus di Linz, Forum am Schlosspark a Ludwigsburg, e ai festival Salzburger Festspielen e Salzkammergut Festwochen di Gmunden. Debutta al Stadttheater di Klagenfurt dirigendo il balletto Romeo e Giulietta di Prokof’ev e dirigendo Die Stumme Serenade di Eric Korngold al Kulturfabrik di Helfenberg. Il suo lavoro artistico nel campo dell’operetta è documentato da tre registrazioni per l’etichetta CPO: Fatinitza (Franz von Suppé), Der fidele Bauer (Leo Fall) e Frasquita (Franz Lehár).

La Biglietteria del Teatro sarà aperta nei seguenti giorni:  19, 20, 21, 27 e 28 dicembre dalle 16.00 alle 19.00 e martedì 31 dicembre dalle 16.00 fino all’inizio del concerto della Strauss Festival Orchester Wien (ore 18.00) Acquisti online sempre possibili su www.vivaticket.it

Lo schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij inaugura la Stagione di Danza 24-25 del Teatro di San Carlo

Nuova coreografia firmata da Simone Valastro

per un classico del grande repertorio

Venerdì 20 dicembre 2024, ore 20:00

Fino a venerdì 3 gennaio 2025

La Stagione di Danza 2024-2025 del Teatro di San Carlo inaugura con Lo schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Torna al Lirico napoletano il grande classico della tradizione natalizia con una nuova coreografia a firma di Simone Valastro, già ballerino dell’Opéra de Paris, oggi coreografo di fama internazionale. L’allestimento sancarliano vede i costumi di Giusi Giustino con le scene di Nicola Rubertelli. Firma le luci Valerio Tiberi. Il video è di Alessandro Papa.

Prima rappresentazione in calendario venerdì 20 dicembre alle ore 20:00. Seguiranno sette repliche, fino a venerdì 3 gennaio 2025.

Impegnati Étoiles, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo, sotto la direzione di Clotilde Vayer. Sul podio, alla guida dell’Orchestra del Massimo di Napoli, Matthew Rowe per la prima volta al San Carlo.

I protagonisti, Clara e il Principe, vedranno l’alternarsi di tre coppie: Claudia D’Antonio e Danilo Notaro danzeranno il 20, il 27 e il 29 dicembre.

Per le recite del 21 e del 28 dicembre, nonché del 2 gennaio, interpreteranno i due ruoli Anna Chiara Amirante e Alessandro Staiano.

Giorgia Pasini e Salvatore Manzo, infine, saranno protagonisti il 22 dicembre e il 3 gennaio.

Parteciperanno anche gli allievi della Scuola di Ballo, affidata ancora a Madame Vayer, e il Coro di Voci Bianche, diretto da Stefania Rinaldi.

Racconta Simone Valastro: «È stata una grande sfida, per me, perché finora non ho mai coreografato balletti classici. È la prima volta che mi confronto con una storia perché nei miei lavori, di solito, non cʼè oppure la costruisco io. Non mi sono neanche mai cimentato nella creazione contemporanea sulle punte, per esempio. È un linguaggio che non sento mi corrisponda perché è molto legato al balletto classico e voglio che rimanga così. Per Schiaccianoci ho dovuto superare questi ostacoli. E ho pensato, dunque, di creare un mix di stili. Riesco così a non tradire me stesso, portando un poʼ del “mio” linguaggio contemporaneo, ma i momenti più iconici – come la Danza dei Fiocchi di Neve o il Valzer dei Fiori – saranno puramente classici, sulle punte. Non cʼè creazione contemporanea lì: per me si tratta di un piccolo gioiello della danza classica che viene custodito così comʼè. Non ci sono, però, solo i due poli del classico e del contemporaneo. Ho voluto omaggiare la danza in ogni sua

forma proponendo una grande varietà di stili, soprattutto nel Divertissement del Secondo Atto. Per la serie di danze popolari – dalla spagnola allʼaraba, dalla cinese alla russa – non ho voluto farne unʼesagerazione caricaturale accentuando gli aspetti buffi. Ho voluto, invece, riscoprire le tradizioni dei diversi paesi e culture per riproporli, poi, a passo di danza.

La modernità del mio Schiaccianoci non è nella trasposizione o nello stravolgimento della storia: per me consiste nel far rivivere la danza classica in un contesto più attuale. E mi aiuterà anche la tecnologia delle videoproiezioni che supportano la drammaturgia, permettendo al pubblico di comprendere che tra il Primo e il Secondo Atto si va in un altro mondo, un mondo lontanissimo. Avremo sicuramente la fiaba perché non ho voluto cambiare il contesto di una storia così iconica: Clara resterà Clara, con il fratello Fritz, nella sua casa, nella notte di Natale… Trovo che stravolgere il contesto implica quasi sempre lʼindirizzarsi a un pubblico che già conosce la versione originale. Io vorrei invece raggiungere anche chi, magari, non ha mai ancora visto Lo schiaccianoci.»

Lo schiaccianoci debuttò nel dicembre 1892 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo. Fu il direttore Ivan Aleksandrovič Vševoložkij a suggerire al compositore il soggetto, tratto dalla versione di Alexandre Dumas padre del racconto di Ernst Theodor Amadeus Hoffman, ritenuta meno concentrata sui misteri dell’inconscio infantile rispetto al testo originario. La coreografia fu commissionata a Marius Petipa, che ne poi lasciò la realizzazione a Lev Ivanovič Ivanov. Come ne La bella addormentata e Il lago dei cigni, la bellezza della coreografia incontra la straordinaria musica di Čajkovskij, una partitura raffinata ed evocativa che vive di propria autonomia e di interesse musicale.

FONDAZIONE ARENA SALE A BORDO DEL PROGETTO“TOUR MONDIALE AMERIGO VESPUCCI E VILLAGGIO ITALIA”

Il 21 e 28 dicembre a Doha e Abu Dhabiin occasione delle soste dello storico Veliero

Sarà un Natale speciale per Fondazione Arena che, dopo aver chiuso il suo tour internazionale, si appresta a salire a bordo dell’Amerigo Vespucci. Ed essere così parte del ricco programma di appuntamenti del Villaggio Italia, mini expo pluriennale del Made in Italy che riunisce le “nazionali delle eccellenze italiane”. Gli artisti dell’Arena saranno impegnati in un doppio evento musicale: il 21 dicembre a Doha, in Qatar, mentre il 28 dicembre ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti. Obiettivo portare nel mondo il Canto lirico in Italia, patrimonio dell’Umanità.  

Due tappe del “Tour Mondiale Vespucci” che, in diciotto mesi di navigazione, ha toccato tutti i continenti. Un’occasione per incontrare nuovi popoli e paesi e far conoscere l’Arena, simbolo nel mondo dell’Opera lirica. Le note di RigolettoLa BohèmeTurandot e La Traviata risuoneranno sui moli dove sarà attraccata la nave simbolo del Tricolore. Il soprano Eleonora Bellocci, il tenore Carlo Raffaelli e il baritono Youngjun Park, accompagnati al pianoforte dai maestri Federico Brunello e Roberto Brandolisio, eseguiranno dal vivo alcune delle più belle arie di Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini.

“Coroniamo un anno speciale, quello dell’inserimento del Canto lirico in Italia nel registro del patrimonio immateriale dell’Umanità – afferma il Sovrintendente di Fondazione Arena Cecilia Gasdia –. Portare la nostra arte a bordo di uno dei simboli italiani per eccellenza è un grande orgoglio”.

“Crediamo che tutto il mondo sia affascinato e conquistato dal Made in Italy, fare promozione, in maniera sinergica, è una strada vincente – sottolinea il Vicedirettore Artistico di Fondazione Arena Stefano Trespidi –. Ecco perché siamo onorati di essere parte di questo importante progetto promosso dal Ministero della Difesa, insieme alla Presidenza del Consiglio”.

“Siamo già in contatto con numerosi imprenditori e operatori del settore turistico che incontreremo nelle due città – conclude il Marketing Principal Consultant di Fondazione Arena Andrea Compagnucci –. Sarà l’occasione per consolidare i rapporti avviati durante l’ultima fiera a Dubai e per stringere nuove sinergie commerciali”.

BRINDISI, AL NUOVO TEATRO VERDI LA DANZA DELLA BELLE ÉPOQUE

Venerdì 20 dicembre, alle ore 20.30, il Nuovo Teatro Verdi di Brindisi ospita “Gaîté Parisienne”, un balletto in un atto su musiche di Jacques Offenbach e coreografie di Fredy Franzutti. Lo spettacolo, realizzato in collaborazione con Puglia Culture, conduce il pubblico nella frizzante atmosfera della Parigi della Belle Époque, un’epoca attraversata da straordinarie trasformazioni culturali e sociali. I biglietti sono disponibili online alla pagina rebrand.ly/GaiteParisienne e presso il botteghino del teatro, aperto il giorno dello spettacolo dalle 11 alle 13 e dalle 19 alle 20.30. Info al numero 0831 562 554 e all’indirizzo mail [botteghino@nuovoteatroverdi.com]botteghino@nuovoteatroverdi.com.

Gaîté Parisienne” è una rappresentazione della Parigi ottocentesca, con i suoi caffè-concerto, i salotti mondani e il teatro di varietà. Offenbach, con le sue melodie leggere e vivaci, coglie lo spirito di un’epoca segnata da innovazioni, ottimismo e fervore creativo. Le musiche, arrangiate da Manuel Rosenthal, accompagnano coreografie che riflettono l’effervescenza culturale e sociale di una società in evoluzione. Fredy Franzutti, con il “Balletto del Sud”, ricostruisce le atmosfere della Parigi fin de siècle, combinando tradizione e contemporaneità. Le sue coreografie, arricchite da dettagli visivi e simbolici, richiamano il cinema, il cabaret e il varietà, in un omaggio che include riferimenti all’artista Lindsay Kemp, con cui Franzutti ha collaborato più volte.

Parigi, capitale della cultura e della mondanità, viveva un fermento alimentato da scoperte scientifiche, esposizioni universali e dalla diffusione dell’elettricità. Questa era l’epoca del can can, delle polke sfrenate e dei walzer vorticosi, danze che incarnavano una società libera, curiosa e proiettata verso il futuro. Le coreografie di Franzutti danno vita a questa vitalità: le danzatrici di can can, con le loro gonne a balze e le movenze ammiccanti, diventano simboli di una nuova emancipazione femminile e di una gioia di vivere collettiva. I costumi e le scenografie, ricostruiti fedelmente, ci riportano nei saloni e nei locali notturni della Parigi ottocentesca, dove aristocratici e borghesi si mescolavano in una frenesia di balli e spettacoli.

La storia di “Gaîté Parisienne” affonda le radici nel 1938, quando il coreografo russo Léonide Massine creò, su libretto del conte Étienne de Beaumont, una versione destinata a diventare iconica. Il balletto debuttò il 5 aprile 1938 a Montecarlo, interpretato dal Ballet Russe de Monte-Carlo, con artisti del calibro di Nina Tarakanova e Igor Youskevič. Nel 1939, al Palais de Chaillot di Parigi, il balletto conquistò pubblico e critica con il suo stile vivace e spumeggiante. La coreografia di Massine venne definita una “commedia danzata”, nella quale ogni personaggio è delineato con ironia e astuzia. Nel 1941, la Warner Bros ne realizzò una versione cinematografica, che contribuì a rendere il balletto celebre a livello internazionale.

Nel dopoguerra, “Gaîté Parisienne” approdò alla Scala di Milano il 6 gennaio 1949 mantenendo invariati allestimento e trama. Negli anni ’70 e ’80, il balletto conobbe una nuova primavera grazie all’American Ballet Theatre, al London Festival Ballet e al Teatro di San Carlo di Napoli. Una versione alternativa, creata nel 1978 da Maurice Béjart, offrì una rilettura autobiografica e fantastica dell’opera, arricchendo ulteriormente il suo prestigio.

Nella versione di Fredy Franzutti, “Gaîté Parisienne propone anche una riflessione sull’eterno desiderio di rinnovamento. Franzutti inserisce riferimenti cinematografici e teatrali creando una progressione coreografica che dialoga con la modernità pur rimanendo fedele allo spirito originale di Offenbach e Massine. I suoi quadri coreografici alternano momenti di gioiosa spensieratezza a scene di sottile malinconia offrendo una visione compiuta della società parigina alla vigilia del XX secolo. Il Balletto del Sud, riconosciuto come una delle migliori compagnie italiane, si avvale di scenografie trasformiste e costumi che ricostruiscono fedelmente l’eleganza della Belle Époque. Ogni dettaglio, dai passi di danza ai colori delle stoffe, contribuisce a creare un affresco vivido e coinvolgente. Un viaggio nel tempo che magnifica la danza come espressione di gioia, fantasia e bellezza.

CONCERTO DI NATALE DELL’80ma STAGIONE DEI POMERIGGI MUSICALI 2024/25 al TEATRO DAL VERME

Il direttore Alessandro Bonato sul podio per i valzer della famiglia Strauss

Milano, Teatro Dal Verme
giovedì 19 dicembre, ore 10 e ore 20
sabato 21 dicembre, ore 17


L’arrivo delle feste si accompagna alla voglia di condivisione e, come ogni anno, torna il tradizionale Concerto di Natale dei Pomeriggi Musicali con una scelta di pagine scritte dalla famiglia Strauss dirette da Alessandro Bonato.

Giovedì 19 (ore 10 e ore 20) e sabato 21 dicembre (ore 17) al Teatro Dal Verme risuoneranno valzer, polke, csárdás di Johann Strauss jr. e di Josef Strauss, dall’ouverture della Fledermaus agli immortali Unter Donner und Blitz op. 324 o An der schönen blauen Donau op. 314

Questo Concerto di Natale diretto da Alessandro Bonato per l’80a Stagione dei Pomeriggi Musicali è stato anche il concerto di apertura del neonato Circuito Sinfonico Lombardo, la rassegna di dieci concerti in teatri o auditorium di importanti località lombarde, tratti dal cartellone della compagine milanese al Teatro Dal Verme, per ribadire l’importante missione fondativa dell’istituzione musicale e rinforzare il contatto tra artisti e pubblico, in coincidenza con il traguardo degli ottant’anni. Il primo appuntamento è stato martedì 17 dicembre (ore 21) all’Auditorium di Mortara.

«Il valzer è stato la colonna sonora della Vienna della seconda metà dell’Ottocento, animata dalle pagine di Johann Strauss padre e poi da quelle del figlio omonimo, impregnate di quel desiderio di leggerezza e spensieratezza dell’epoca che poi sarà spazzato via dal “Secolo breve”. Lo “zar di tutte le gambe”, come fu definito Johann Strauss jr su un articolo commemorativo del 1899, scrisse centinaia di pagine conferendo a questo «repertorio la dignità artistica di composizioni sinfoniche degne d’una sala concerto, con ambizioni da musica d’arte. Onnipresente nel celebrare qualsiasi evento pubblico in mezzo secolo di vita viennese, il compositore godette già in vita d’un successo consolidato da tournée internazionali dalla Russia agli Stati Uniti (il 7 maggio 1874 diresse anche qui, al Teatro Dal Verme) che gli valsero il nomignolo di “re del valzer”» (Raffaele Mellace).

In questo periodo di scambio di regali non possono poi mancare i carnet natalizi per i concerti dei Pomeriggi Musicali al Teatro Dal Verme.
In biglietteria ci sono varie combinazioni per regalare o regalarsi 5 o 10 concerti a scelta fra quelli dell’80ª Stagione in programma da gennaio a maggio. Il carnet da 5 concerti ha un costo di 50 euro, quello da 10 concerti di 100 euro. In più, con quest’ultimo, è possibile acquistare proprio il concerto di Natale del 19 o 21 dicembre, al prezzo speciale di 10 euro.

 
Mortara (PV), Auditorium
Martedì 17 dicembre, ore 21
 
Teatro Dal Verme
giovedì 19 dicembre, ore 10 e ore 20
sabato 21 dicembre, ore 17
Orchestra I Pomeriggi Musicali
Direttore Alessandro Bonato
 
Johann Strauss Jr
(Vienna 1825-1899)
Frühlingsstimmen op. 410
Auf der Jagd! op. 373
 
Josef Strauss
(Vienna 1827-1870)
Jokey-Polka op. 278
 
Johann Strauss Jr
Annen-Polka op. 117
Bauern-Polka op. 276
Die Fledermaus Ouverture op. 367
Persischer-Marsch op. 289
 
Josef Strauss
Feuerfest! op. 269
 
Johann Strauss Jr
Vergnügungszug-Polka op. 281
Maskenball-Quadrille op. 384
Éljen a Magyar! op. 332
Ritter Pázmán, Csárdás op. 441
Unter Donner und Blitz op. 324
An der schönen blauen Donau op. 314
 
Alessandro Bonato direttore
A soli 23 anni Alessandro Bonato si è imposto all’attenzione dell’ambiente musicale internazionale conquistando il terzo premio alla Malko International Competition di Copenhagen nel 2018. Nelmarzo2016 aveva già fatto il suo debutto professionale presso Royal Opera House of Muscat, in Oman, dirigendo Il flauto magico. Nel marzo ha diretto La cambiale di matrimonio a Pesaro per il150° anniversario della morte di Gioachino Rossini. Alessandro Bonato svolge un’intensa attività sinfonica: in Italia ha diretto la Filarmonica della Scala, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, la Filarmonica del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo, I Pomeriggi Musicali, oltre alla Filarmonica Marchigiana. All’estero ha collaborato con la Danish National Symphony Orchestra e con la Royal Oman Symphony Orchestra. Nato a Verona, ha studiato violino e composizione. Incoraggiato a dedicarsi alla direzione d’orchestra da Vittorio Bresciani, a partire dal 2013 ha studiato con Pier Carlo Orizio, Umberto Benedetti Michelangeli e Donato Renzetti.
www.alessandrobonato.it
 
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I concerti della 80a Stagione sono programmati come sempre al Teatro Dal Verme il giovedì alle ore 10 e alle ore 20; il sabato alle ore 17.
 
80a stagione 2024/2025
 
carnet “liberi di scegliere” a 15 concerti hanno un costo intero da 147 a 236 euro + prevendita
carnet “liberi di scegliere” a 15 concerti hanno un costo ridotto da 107 a 177 euro + prevendita
La riduzione è valida per gli under 30, per gli over 60, gruppi, associazioni ed enti convenzionati.
 
I biglietti per i singoli concerti hanno un costo da 11 a 20 euro (intero) e da 9 a 16 euro (ridotto).
La riduzione è valida per gli under 30, per gli over 60, gruppi, associazioni ed enti convenzionati.
 
 
Biglietteria TicketOne – Teatro Dal Verme
via San Giovanni sul Muro, 2 – 20121, Milano
Tel. +39 02 87 905 – www.ipomeriggi.it
 
La biglietteria del Teatro Dal Verme è aperta da martedì a sabato ore 10-18
biglietteria@ipomeriggi.it / Te. +39 02 87905 201
 
Acquista online www.ipomeriggi.it/acquista /  www.ticketone.it