ALL’ARENA NABUCCO 3 GRANDI OPERE ICONICHE, SI COMINCIA QUESRA SERA CON TURANDOT.

Sei spettacoli in sei giorni.

In Arena torna la grande opera lirica con quattro diversi titoli di Verdi e Puccini:giovedì 20 il Nabucco ‘atomico’ secondo Stefano Poda, venerdì 21 la fiabesca Turandot firmata da Franco Zeffirelli, sabato 22 la nuova Traviata con l’ultima direzione di Michele Spotti,

domenica 23 Aida nell’allestimento aureo di Zeffirelli.

Sul palcoscenico, per quattro sere, interpreti internazionali tra importanti debutti e attesi ritorni: Salsi, Torbidoni, Vinogradov, Werle, Lindstrom, Eyvazov, Oropesa, Pertusi, Feola, Smith, Alagna, Kurzak, Margaine, Park, Lim diretti dai maestri Rolli, Battistoni, Spotti e Ommassini

NABUCCOgiovedì 20 agosto ore 21

TURANDOTvenerdì 21 agosto ore 21

LA TRAVIATAsabato 22 agosto ore 21

AIDA ed. Zeffirelli – domenica 23 agosto ore 21

Tra poche ore torna in scena, per il terzo anno consecutivo, Viva Vivaldi, il concerto immersivo firmato Balich Wonder Studio. E da domani, 20 agosto, riflettori accesi sui capolavori Nabucco, Turandot, La Traviata e Aida, in una settimana contrassegnata da sei spettacoli diversi in sei giorni consecutivi. In scena ogni sera centinaia fra complessi artistici e tecnici areniani e le stelle dell’opera, tra attesi ritorni e importanti debutti, negli spettacoli firmati da Curran, Poda e Zeffirelli.

Nabucco, giovedì 20 agosto, ore 21. Posti ancora disponibili giovedì sera per Nabucco, dramma verdiano biblico, romantico e corale per eccellenza, emblematica colonna sonora del Risorgimento italiano. Forte del suo debutto areniano ritorna sul podio il maestro Sebastiano Rolli, esperto interprete del Belcanto e di Verdi. Accanto a Nabucco interpretato da Luca Salsi, Marta Torbidoni nei panni di Abigaille, Anna Werle come Fenena, Alexander Vinogradov come Zaccaria e, al suo debutto stagionale, Paolo Lardizzone come Ismaele. Completano il cast Gabriele Sagona, Gran Sacerdote di Belo, Matteo Macchioni, Abdallo ed Elena Borin, Anna. L’opera secondo il visionario Stefano Poda porta in scena un’umanità divisa e in conflitto ma destinata alla riconciliazione: ad agire sulla scena di grande simbolismo centinaia tra danzatori, mimi e figuranti. Oltre all’impegno dei Tecnici areniani, vero protagonista dell’opera è il Coro, preparato da Roberto Gabbiani. Ultime repliche: 28 agosto e 9 settembre.

Turandot, venerdì 21 agosto, ore 21. Esattamente 100 anni fa, andava in scena l’ultima opera di Puccini, Turandot, sfida grandiosa rimasta incompiuta alla morte del compositore ma completata dalle cure dell’editore Ricordi, della penna di Franco Alfano e della bacchetta di Toscanini. Venerdì torna in Arena nello spettacolo da fiaba con regia e scene di Franco Zeffirelli, costumi della premio Oscar Emi Wada, luci di Paolo Mazzon, movimenti coreografici di Maria Grazia Garofoli. Nei panni della principessa di gelo, Lise Lindstrom torna in Anfiteatro dopo quattordici anni in cui è divenuta una delle Turandot più richieste al mondo, affiancata dal tenore Yusif Eyvazov, il principe ignoto che la sfida, con l’aiuto della dolce Liù di Lisette Oropesa – forte del debutto nel ruolo – e del padre Timur, interpretato da Michele Pertursi. A completare il cast Carlo Bosi, Gëzim Myshketa, Matteo Macchioni, Saverio Fiore e Ankhbayar Enkhbold. Sul podio, alla guida dell’Orchestra a pieni ranghi, delle Voci bianche areniane e del Coro, il maestro Andrea Battistoni, veronese dalla carriera internazionale.

La Traviata, sabato 22 agosto, ore 21. L’opera di Verdi più amata e rappresentata al mondo ritorna protagonista in anfiteatro nella produzione inaugurale del Festival 2026 tra splendori, contrasti ed eccessi della Belle époque parigina. Lo spettacolo, realizzato con la collaborazione del Moulin Rouge di Parigi, ha la regia di Paul Curran, scene di Juan Guillermo Nova, i costumi di Stefano Ciammitti, le coreografie di Kyle Lang, le luci di Fabio Barettin. Accanto alla Violetta di Rosa Feola, e al Germont padre di Luca Salsi, debutta sul palcoscenico areniano il tenore Adam Smith come Alfredo. Con loro Anna Werle, Francesca Maionchi, Carlo Bosi, Nicolò Ceriani, Jan Atem, Gabriele Sagona, Eder Vincenzi e Carlo Bombieri. Sabato sarà l’ultima occasione per poter assistere alla conduzione del Maestro Michele Spotti, applaudito in Arena per l’inaugurazione 2026 e nelle prime recite di Nabucco. Le ultime tre repliche della Traviata saranno dirette da Francesco Ivan Ciampa, fino al 12 settembre, serata conclusiva del Festival.

Aida, domenica 23 agosto, ore 21. Il capolavoro verdiano, nonché opera regina dell’Arena, torna in scena nell’ormai classico allestimento ideato da Franco Zeffirelli. Atmosfera aurea, una grande piramide che crea diversi ambienti, pietre multicolori e tessuti preziosi in un avvincente Antico Egitto, con un cast di artisti affermati: Aleksandra Kurzak è Aida, accanto al Radames del tenore Roberto Alagna, compagno d’arte e di vita. Ad opporsi all’amore dei protagonisti, la principessa Amneris di Clémentine Margaine, il gran sacerdote Ramfis di Simon Lim, il re etiope Amonasro di Youngjun Park e il Re egizio rappresentato da Mariano Buccino, all’esordio nel ruolo in Arena. Completano il cast Francesca Maionchi – Sacerdotessa – e Riccardo Rados – messaggero. Orchestra e Coro di Fondazione Arena sono diretti da Francesco Ommassini. In scena centinaia tra mimi, comparse e Ballo areniano, coordinato da Gaetano Petrosino nelle coreografie originali di Vladimir Vasiliev, con i ballerini Tea Bajc e, al debutto in Arena, Virna Toppi e Nicola Del Freo, primi ballerini del Teatro alla Scala. Ultime repliche il 30 agosto, 4 e 10 settembre.

L’Arena di Verona Opera Festival 2026 conta sul sostegno di numerosi sponsor, in primis il Main Partner UniCredit, che vanta una trentennale longevità di collaborazione, i Premium Partner Calzedonia e Pastificio Rana, e ancora Volkswagen Group Italia, DB Bahn, Forno Bonomi, Genny, RTL 102.5, Müller, che sostiene i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Magis si conferma Green Energy Partner del Festival e Generali è Education Partner. Tra gli official partner marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, SABA Italia, SDG Group, Sartori di Verona, Palazzo Maffei e Mantova Village. Così come Manpower Group, Ferroli e il Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. New entries del 2026 Nardi outdoor tra gli official partner e il Major Partner Vivaticket. Oltre a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana dell’omonimo pastificio e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse.

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L’elisir d’amore di Donizetti torna in scena al Teatro Malibran

Attingendo dai grandi classici del suo repertorio, la Fenice propone L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, nella collaudatissima produzione con la regia di Bepi Morassi, e con le scene e i costumi di Gianmaurizio Fercioni.

Dirige Francesco Ivan Ciampa. Quattro le repliche al Teatro Malibran: il 26, 28, 30 agosto, 1 settembre 2026.

          Melodramma giocoso in due atti su un libretto di Felice Romani, tratto dal libretto francese Le Philtre di Eugène Scribe, L’elisir d’amore fu presentato il 12 maggio 1832 al Teatro alla Canobbiana di Milano e segnò la definitiva consacrazione di Donizetti in quella piazza, dopo il lusinghiero trionfo di Anna Bolena (1830) e l’esito incerto di Ugo conte di Parigi (1832). Fin dalla prima, L’elisir d’amore è divenuto un classico dell’opera ottocentesca: un classico ‘atipico’, perché non ascrivibile al genere serio né a quello dell’opera comica, quanto piuttosto a quel genere intermedio, via via definito come «opera semiseria» o «comédie larmoyante», che dalla seconda metà del Settecento fino all’Ottocento inoltrato si era fatto principale veicolo d’identificazione borghese, ponendo in primo piano la serietà del contenuto sentimentale, inteso come edificante strumento di commozione.

Nel cast di questa ripresa dell’Elisir d’amore al Teatro Malibran figurano interpreti di alto profilo: Adina sarà interpretata dal soprano Gilda Fiume; Nemorino dal tenore Valerio Borgioni; il baritono Alessandro Luongo vestirà i panni di Belcore, mentre il baritono Bruno Taddia sarà il dottor Dulcamara; infine il soprano Barbara Massaro sarà Giannetta.

Lo spettacolo sarà proposto con sopratitoli in italiano. Ecco il dettaglio delle recite fuori abbonamento, con gli orari: mercoledì 26 agosto 2026 ore 19.00; venerdì 28 agosto ore 19.00; domenica 30 agosto ore 17.00; martedì 1 settembre ore 19.00.

I MONUMENTALI “CARMINA BURANA” RISUONANO IL 13 AGOSTO E APRONO TRE GIORNI DI GRANDI DEBUTTI IN ARENA

Esordio in Arena per James Conlon, giovedì 13 agosto direttore della serata-evento unica dedicata ai Carmina Burana di Orff con quasi 400 persone tra Orchestra, Coro, tre cori di voci bianche e tecnici areniani. Con lui tre solisti d’eccezione: Erin Morley, Carlo Vistoli, Mihai Damian.

Venerdì 14 agosto torna Turandot nell’allestimento da fiaba di Zeffirelli per i cent’anni dalla prima del capolavoro pucciniano. Anna Pirozzi canta con Yusif Eyvazov, Michele Pertusi e Lisette Oropesa, al suo debutto internazionale nei panni di Liù. Sul podio Andrea Battistoni.

Sabato 15 agosto luci puntate sull’Aida sontuosa e dorata secondo Zeffirelli. Cambio cast per l’opera di Verdi, regina dell’Arena, con Maria José Siri, Yusif Eyvazov e Gianluca Buratto ad unirsi a Clémentine Margaine, Youngjun Park, Carlo Bosi e Abramo Rosalen, diretti da Francesco Ommassini.

CARMINA BURANAgiovedì 13 agosto ore 21.30

TURANDOTvenerdì 14 agosto ore 21

AIDA ed. Zeffirelli – sabato 15 agosto ore 21

Anche nel fine settimana di Ferragosto, l’Arena di Verona Opera Festival si conferma polo internazionale dello spettacolo dal vivo con tre giorni di grande musica e artisti di riferimento. Debutti in Anfiteatro o nella parte per Lisette Oropesa, James Conlon, Carlo Vistoli, Gianluca Buratto e attesi ritorni come quelli di Anna Pirozzi, Erin Morley, Maria José Siri, Yusif Eyvazov, Michele Pertusi, Clémentine Margaine, Mihai Damian. Giovedì 13 la serata-evento dei Carmina Burana, il medioevo immaginato da Orff con colossale organico sinfonico-corale, venerdì 14 e sabato 15 le opere Turandot e Aida con regia e scene di Zeffirelli.

Carmina Burana. Giovedì 13 agosto, ore 21.30. Per un’unica eccezionale serata, giovedì 13 agosto le millenarie pietre dell’Anfiteatro veronese risuonano delle note create da Carl Orff: i celeberrimi Carmina Burana, un mondo sonoro al contempo antico e moderno, tratto dai canti goliardici dei clerici vagantes del Basso Medioevo, scoperti nella biblioteca del monastero bavarese di Benediktbeuern (anticamente Bura Sancti Benedicti), l’interpretazione dei quali fu scoperta solo decenni dopo. Da questa raccolta poetica, Orff scelse 24 brani in latino, provenzale, alto tedesco medio e li tradusse in un linguaggio che guardava tanto alle sonorità barbariche e sperimentali di Stravinskij quanto ad un linguaggio tonale più immediato, in un percorso drammaturgico che inneggia all’amore e alle gioie terrene della vita. Apre e chiude il brano la celeberrima immagine della Fortuna, ruota su cui si alternano i destini dell’umanità. La cantata scenica di Orff schiera sull’immenso palcoscenico areniano un organico colossale: tutta l’Orchestra con una ricca sezione di percussioni, pianoforti, doppio Coro, con le maestranze artistiche di Fondazione Arena di Verona (maestro del coro Roberto Gabbiani) e ben tre cori di voci di bianche (in questo caso le forze congiunte del neonato Coro di voci bianche di Fondazione Arena, con i cori A.Li.Ve. e A.d’A.Mus. Per la prima volta in Anfiteatro, il Maestro statunitense James Conlon, direttore già ai vertici delle più prestigiose istituzioni musicali a Los Angeles, Colonia, Parigi, Rotterdam fino all’OSN Rai. Con lui tre solisti di rilievo: Mihai Damian come baritono – gran cerimoniere nell’inno alla vita e all’amore che pervade i Carmina, Carlo Vistoli, contraltista al debutto in Arena nell’ironico ultimo canto del cigno (arrostito), ed Erin Morley, soprano che incarna l’eterno femminino fra dolci melodie e acuti astrali. Lo spettacolo, con inediti effetti di luce in Anfiteatro, durerà 70 minuti circa senza intervallo.

Turandot, venerdì 14 agosto, ore 21.00. L’ultima opera di Puccini, a cent’anni dalla sua prima assoluta: Turandot torna in Arena venerdì 14 agosto nello spettacolo da fiaba di Franco Zeffirelli con costumi della premio Oscar Emi Wada, luci di Paolo Mazzon, movimenti coreografici di Maria Grazia Garofoli. Anna Pirozzi impersona la principessa del gelo del titolo, e il tenore Yusif Eyvazov il principe ignoto che la sfida, con l’aiuto del padre Timur e soprattutto della dolce Liù e – interpretati rispettivamente da Michele Pertusi e Lisette Oropesa, al debutto nel ruolo. Apprezzati artisti anche nei ruoli di fianco: Gezim Myshketa, Matteo Macchioni, Saverio Fiore, Carlo Bosi e Ankhbayar Enkhbold. Dopo il successo dell’esordio, tornano anche le giovanissime voci bianche di Fondazione Arena. Sul podio, alla guida dell’Orchestra a pieni ranghi e del Coro areniano preparato da Roberto Gabbiani, il maestro Andrea Battistoni, veronese dalla carriera internazionale. Repliche il 21 e 27 agosto, 3 e 11 settembre.

Aida, sabato 15 agosto, ore 21.00. Aida, capolavoro di Verdi e opera regina dell’Arena, torna in scena con un nuovo cast sabato 15 agosto. Ormai classico l’allestimento d’oro, pietre multicolori e tessuti preziosi del regista e scenografo Franco Zeffirelli: un Antico Egitto avvincente, con costumi di Anna Anni e luci di Paolo Mazzon. Aida è Maria José Siri, accanto al Radames del tenore Yusif Eyvazov (doppio ruolo spinto in due sere consecutive). Ad opporsi all’amore dei protagonisti, la principessa Amneris di Clémentine Margaine, il re etiope Amonasro di Youngjun Park, il Re egizio di Abramo Rosalen e, naturalmente, il gran sacerdote Ramfis di Gianluca Buratto, apprezzato basso al debutto nel ruolo. Completano il cast Carlo Bosi e Francesca Maionchi, messaggero e sacerdotessa. Orchestra e Coro di Fondazione Arena sono diretti da Francesco Ommassini. In scena centinaia tra mimi, comparse e Ballo areniano, coordinato da Gaetano Petrosino nelle coreografie originali di Vladimir Vasiliev, con i primi ballerini Eleana Andreoudi e Ionuţ-Andrei Diniţă. Repliche il 23 e 30 agosto, 4 e 10 settembre.

L’Arena di Verona Opera Festival 2026 conta sul sostegno di numerosi sponsor, in primis il Main Partner UniCredit, che vanta una trentennale longevità di collaborazione, i Premium Partner Calzedonia e Pastificio Rana, e ancora Volkswagen Group Italia, DB Bahn, Forno Bonomi, Genny, RTL 102.5, Müller, che sostiene i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Magis si conferma Green Energy Partner del Festival e Generali è Education Partner. Tra gli official partner marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, SABA Italia, SDG Group, Sartori di Verona, Palazzo Maffei e Mantova Village. Così come Manpower Group, Ferroli e il Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. New entries del 2026 Nardi outdoor tra gli official partner e il Major Partner Vivaticket. Oltre a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana dell’omonimo pastificio e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse.

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I TITOLI DEL ROSSINI OPERA FESTIVAL 2027

Due nuove produzioni: La donna del lago e Tancredi

Nel corso del secondo dei ROF Talks 2026, sono stati annunciati i titoli della 48a edizione del Rossini Opera Festival, in programma dal 12 al 24 agosto 2027.

Inaugurerà il Festival una nuova produzione di La donna del lago, diretta da François Lopez-Ferrer e messa in scena da Johannes Erath, al ritorno a Pesaro dopo quella Ermione che, nel 2024, ha vinto il Premio Abbiati come migliore spettacolo dell’anno.

Seguirà la ripresa dell’apprezzata Adina allestita nel 2018 da Rosetta Cucchi, questa volta diretta da George Petrou.  

Il terzo titolo in programma è un’altra nuova produzione: Tancredi, diretta da Yves Abel e ideata da Paul Curran, al suo debutto al Festival.

Il programma sarà chiuso dalla Petite messe solennelle diretta da Francesco Lanzillotta.

Ravello Festival 2026:

La musica accompagna il sorgere del sole con il tradizionale Concerto all’alba sulla Costiera Amalfitana già sold out

Sul Belvedere di Villa Rufolo l’Orchestra Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Salerno diretta da Alessandro Palumbo

Per la prima volta, al termine del concerto, colazione nei giardini

grazie anche al Sunrise Partner Caffè Barbera

Ravello (Salerno), martedì 11 agosto 2026, ore 5.15

Ci sono appuntamenti che appartengono a un festival e altri che, con il passare degli anni, finiscono per identificarlo. Il Concerto all’alba del Ravello Festival è ormai uno di questi ultimi: un rito che si rinnova ogni estate sul Belvedere di Villa Rufolo e che ha conquistato una notorietà internazionale grazie all’incontro tra musica e paesaggio.

Martedì 11 agosto alle ore 5.15, mentre la Costiera Amalfitana passa magicamente dal buio della notte ai primi colori del giorno, torna uno degli eventi più attesi della 74ª edizione del Ravello Festival. Ancora una volta l’interesse del pubblico ha confermato la forza di una tradizione che non conosce flessioni: il concerto è sold out fin dall’apertura delle vendite, quando i biglietti disponibili sono stati acquistati nel giro di pochi minuti. Un risultato che ribadisce la dimensione ormai internazionale di un appuntamento capace ogni anno di richiamare a Ravello spettatori provenienti da tutto il mondo.

Protagonista dell’edizione 2026 sarà ancora una volta l’Orchestra Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Salerno, diretta da Alessandro Palumbo, in un programma che accosta Georges Bizet, Antonín Dvořák e Franz Liszt. In apertura le due Suite da Carmen di Bizet, pagine ricavate postume dalla celeberrima opéra-comique in cui la musica conserva intatti il colore e la capacità evocativa che hanno fatto di Carmen uno dei titoli più popolari dell’intero repertorio operistico. Seguirà la Sinfonia n. 8 in Sol maggiore op. 88di Antonín Dvořák (1889) particolarmente adatta al Concerto all’alba per la ricchezza di colori orchestrali che si misurano con il paesaggio reale che, minuto dopo minuto, cambia davanti agli occhi del pubblico. In chiusura Les préludes S97 di Franz Liszt, in cui si susseguono episodi contemplativi, tempestosi, pastorali e marziali, che accompagnano in modi diverso il sorgere del sole. Sul podio Alessandro Palumbo, direttore, pianista e compositore con esperienze al Donizetti Opera di Bergamo, al Festival Verdi, al Teatro di San Carlo di Napoli, all’Opera di Anversa, al Teatro Petruzzelli di Bari, al Teatro Lirico di Cagliari, alla Royal Opera House Muscat e in numerose altre istituzioni internazionali. Particolarmente intensa la sua collaborazione con l’Orchestra e l’Opera di Tenerife.

Una novità accompagnerà l’edizione 2026: al termine del concerto, il pubblico sarà invitato a nei giardini di Villa Rufolo per una prima colazione, compresa nel biglietto, pensata come naturale conclusione della mattinata. L’iniziativa si realizza anche grazie a Caffè Barbera, Sunrise Partner del Ravello Festival.

L’organizzazione e la realizzazione del Concerto all’alba dell’11 agosto comportano una variazione nell’ordinaria apertura al pubblico di Villa Rufolo: martedì 11 agosto le visite alla Villa inizieranno eccezionalmente alle ore 9.45, dopo la conclusione delle attività precedenti.

Il Concerto all’alba si inserisce nella 74ª edizione del Ravello Festival, organizzata dalla Fondazione Ravello, presieduta da Alessio Vlad, con Maurizio Pietrantonio direttore generale e Lucio Gregoretti direttore artistico. La manifestazione proseguirà a fine agosto con una nuova sequenza di grandi appuntamenti internazionali sul Belvedere: il 26 agosto la Filarmonica “George Enescu” diretta da Robert Treviño, il 27 agosto Jean-Efflam Bavouzet con l’integrale della musica per pianoforte solo di Ravel, il 29 agosto la Gustav Mahler Jugendorchester diretta da Philippe Jordan, il 30 agosto The Constellation Choir and Orchestra diretti da John Eliot Gardiner e, il 5 settembre, il concerto conclusivo con la Freiburger Barockorchester diretta da Simon Rattle e con la violinista Isabelle Faust. 

Negli spazi di Villa Rufolo è visitabile sino al 5 settembre la mostra dedicata a William Kentridge, realizzata dalla Fondazione Ravello in collaborazione con la Galleria Lia Rumma. L’esposizione accompagna il pubblico del Festival con un percorso nel quale musica, teatro e arti visive dialogano secondo la poetica dell’artista sudafricano, protagonista di una delle più significative ricerche contemporanee sul rapporto tra immagine e suono. 

La 74ª edizione del Ravello Festival è un manifestazione organizzata dalla Fondazione Ravello che si realizza grazie al sostegno della Regione Campania, del Ministero della Cultura, di un nuovo gruppo di sponsor come NLG “Endless Partner”, Veolia “Earth Legacy Partner”, De Luca Industria Cartaria “Legends Partner”, Coop Sole “Mediterranean Supplier” e Caffè Barbera “Sunrise Partner”, cui si aggiungono come partner della promozione del festival Rolex e Gioielleria Galdi. Confermato inoltre il supporto di Dielle Impianti & Restauri per la realizzazione del palcoscenico sul Belvedere e l’ospitalità offerta dagli hotel Caruso, Palazzo Avino, Villa Cimbrone, Villa Fraulo, Parsifal, Palazzo Confalone, Tipografo di Amalfi oltre a Malafronte e alle Cantine Marisa Cuomo.

Il programma completo con tutti i dettagli è su www.ravellofestival.com

Progetto Ravello 2026 CUP F29I26000210001 a valere sui fondi dell’Accordo per la coesione della Regione Campania DGR 641 del 18/09/2025

Informazioni di biglietteria

I biglietti per tutti gli appuntamenti sono in vendita sul sito www.ravellofestival.com

Il Boxoffice di Piazza Duomo a Ravello sarà aperto a partire dal 1° luglio 2026, dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 14 (chiuso il lunedì); nei giorni dei concerti, dalle ore 10 alle ore 14 e poi dalle ore 17 fino all’orario di inizio degli stessi. tel: +39 089 858422 / boxoffice@ravellofestival.com

Prezzi dei biglietti (non rimborsabili)

4-5-11-12-17-24-31 luglio, 26-29-30 agosto, 5 settembre: 60 euro

19 luglio, 6-7-8 agosto: 40 euro

29 luglio (non numerato): 20 euro

27 agosto (non numerato) 20 euro / 30 euro per entrambi i concerti

Under 26

Sono previsti biglietti (escluso il Concerto all’alba) al costo di €20 acquistabili esclusivamente in loco fino ad esaurimento dei posti disponibili (sarà necessario esibire un documento di identità all’ingresso). I biglietti sono nominativi e non cedibili.

www.ravellofestival.com

Il programma potrebbe subire variazioni.

IL NUOVO “SIÈGE DE CORINTHE2 FIRMATO RIZZI/LIVERMORE INAUGURA IL PROGRAMMA DEL ROF 2026

La 47a edizione del Rossini Opera Festival sarà inaugurata l’11 agosto alle 19 all’Auditorium Scavolini da una nuova produzione di Le Siège de Corinthe, con Carlo Rizzi alla guida dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e del Coro del Teatro Ventidio Basso. Nel cast, Adrian Sâmpetrean (Mahomet), Matteo Roma (Cléomène), Vasilisa Berzhanskaya (Pamyra), Maxim Mironov (Néoclès), Simón Orfila (Hiéros), Tianxuefei Sun (Adraste), Giuseppe De Luca (Omar) e Anna-Doris Capitelli (Ismène). Il regista Davide Livermore, alla sesta produzione creata per il ROF, firmerà anche le scene dello spettacolo assieme ad Eleonora Peronetti e Paolo Gep Cucco, mentre i costumi saranno ideati da Gianluca Falaschi e le luci da Nicolas Bovey. Le tre repliche si terranno il 14, 17 e 21 agosto.

Tragédie lyrique in tre atti di Luigi Balochi e Alexandre Soumet, Le Siège de Corinthe debuttò all’Académie Royale de Musique di Parigi il 9 ottobre 1826, giusto duecento anni fa. Si tratta della prima opera in francese di Rossini, frutto della rielaborazione del Maometto II andato in scena senza successo sei anni prima al Teatro San Carlo di Napoli. Tratto dalla tragedia Anna Erizo dello stesso librettista Della Valle, il libretto del Maometto II rievocava accadimenti seguiti alla tragedia storica della caduta di Bisanzio (1453) per mano del giovanissimo terribile sultano. Presa Costantinopoli, Maometto punta sul dominio veneto di Negroponte; e di Veneziani e Turchi, appunto, si tratta nell’opera napoletana. Dall’aggiustamento ad opera di Luigi Balochi, verseggiatore addetto al Théâtre-Italien, e Alexandre Soumet, il libretto del Siège viene ambientato non più a Negroponte, ma a Corinto, in quella Grecia dove infuriava la guerra di indipendenza: argomento, quest’ultimo, fortemente dibattuto nella Parigi dell’epoca agitata dalla nascita di un vero e proprio movimento filoellenista.

Lo spettacolo ideato da Davide Livermore è ambientato all’interno di un magazzino di un museo, un deposito di preservazione dell’arte classica dove casse di legno sparse custodiscono opere e rovine dell’antichità greca. Il regista mette in luce la deriva distruttiva della modernità nei confronti della bellezza costruita dall’uomo nel passato. Corinto si trasforma così nell’emblema dell’ideale artistico – in questo caso, il mondo dell’arte classica – che l’umanità ha prodotto e che dovrebbe essere preservato. L’assediante è invece la modernità, l’uomo di oggi, che irrompe in questo spazio incapace di comprenderne il valore, facendo di tutto tabula rasa. La scena teatrale si costruisce visivamente come un progressivo svelamento: le casse sparse all’interno di questo magazzino d’arte – di cui la più grande, al centro, rappresentante Corinto – rivelano frammenti del mondo greco, immagini, presenze, memorie ancora vive. La città greca è ciò che resta della bellezza del nostro passato, man mano sempre più circondata da cocci e rovine, simboli della fragilità di ciò che viene conservato, museificato, senza essere compreso.

La prima rappresentazione dell’opera sarà trasmessa in diretta su Rai Radio 3. La mattina, alle 12, nella Sala della Repubblica del Teatro Rossini, si terrà il primo ROF Talk Oggi è il giorno del gran viaggio, nel corso del quale Carlo Rizzi e Davide Livermore introdurranno lo spettacolo in una conversazione con la giornalista Susanna Franchi.