Il tenore Francesco Meli e il baritono Luca Salsi protagonisti di un emozionante recital lirico in Fenice

In programma pagine di Giuseppe Verdi e Franz Liszt con Nelson Calzi al pianoforte

Francesco Meli e Luca Salsi, le voci maschili forse più belle e applaudite del panorama lirico attuale, saranno protagoniste in Fenice di un recital per voce e pianoforte, in programma nella sala di Campo San Fantin lunedì 2 marzo 2026 ore 20.00 nell’ambito della Stagione Sinfonica 2025-2026.

Il tenore Francesco Meli e il baritono Luca Salsi proporranno un itinerario nel teatro verdiano attraverso alcune delle più intense pagine per tenore e baritono tratte da Don Carlo, La forza del destino e Otello. Saranno accompagnati al pianoforte da Nelson Calzi, che inframmezzerà il programma lirico con due momenti pianistici firmati da Franz Liszt, Widmung S. 566 e Rigoletto. Paraphrase de concert S. 434, componendo così un percorso che alterna il dramma e la riflessione, la parola scenica e la trasfigurazione strumentale.

Don Carlo rappresenta uno dei vertici della maturità verdiana. Nata in francese per l’Opéra di Parigi nel 1867 e poi più volte rielaborata in italiano, racconta dell’amicizia tra Don Carlo, l’Infante di Spagna, e Rodrigo, marchese di Posa: due figure complementari, l’una fragile e tormentata dal dolore per l’amore perduto, l’altra sostenuta dalla ragione e dalla passione civile e politica. Nell’aria del tenore «Io la vidi e al suo sorriso» Don Carlo esprime la sua intima malinconia: il giovane infante rievoca l’incontro con Elisabetta di Valois, la donna amata e perduta, promessa a lui ma divenuta sposa di suo padre, Filippo II. Il duetto «È lui!… desso… l’Infante!», nella scena successiva, segna uno dei momenti più intensi dell’opera. Nel chiostro di San Giusto, Rodrigo, appena tornato dalle Fiandre, incontra l’amico d’infanzia e ne intuisce subito la sofferenza. Carlo confida il suo amore impossibile per Elisabetta, mentre Rodrigo cerca di liberarlo dal tormento, invitandolo a volgere il proprio slancio verso un ideale più alto: la causa della libertà dei popoli oppressi. L’amicizia tra i due uomini diventa simbolo di purezza e lealtà in un mondo dominato dall’ingiustizia e dalla corruzione del potere, un’utopia di fratellanza che Verdi innalza a valore universale. La morte di Rodrigo – «Son io, mio Carlo… Per me giunto è il dì supremo… Io morrò ma lieto in core» – rappresenta l’esito tragico di quel legame.

Dopo l’intensità drammatica delle pagine dal Don Carlo, il percorso musicale del concerto si apre a un momento pianistico di sospensione lirica. La Widmung S. 566 è la trascrizione che Franz Liszt realizza nel 1848 del celebre Lied di Robert Schumann Widmung (Dedica), posto a incipit del ciclo Myrthen op. 25, scritto nel 1840 come dono di nozze per Clara Wieck.

Opera complessa come poche, rappresentata a San Pietroburgo nel 1862 e poi rivista per la Scala nel 1869, La forza del destino è stata inquadrata per un certo periodo come un grand opéra ‘all’italiana’. Nel corso della vicenda, Don Alvaro e Don Carlo di Vargas emergono come due figure speculari: l’uno tormentato dal rimorso e dalla solitudine, l’altro consumato dall’odio e dal senso dell’onore. All’inizio del terzo atto, nel recitativo «La vita è inferno all’infelice», Alvaro rivela con accenti di desolata amarezza la propria origine: è figlio di un principe inca ucciso dai dominatori spagnoli. Convinto che Leonora sia morta, il suo canto si trasfigura nell’invocazione «O tu che in seno agli angeli», una delle pagine più alte e insidiose del repertorio tenorile verdiano. Il tormento di Don Carlo si manifesta, sempre nel terzo atto, in «Morir!… tremenda cosa!… Urna fatale del mio destino». In un soliloquio, Carlo ripercorre gli eventi drammatici che lo hanno travolto. Infine, il duetto «Invano, Alvaro, tu celasti al mondo» segna l’inevitabile compimento del destino dei due protagonisti. Dopo anni di fuga e di espiazione, Alvaro (sotto il nome di Padre Raffaele nell’eremo) viene raggiunto da Carlo, che lo sfida in nome dell’onore e della vendetta per la morte del padre e il disonore della sorella.

Composta nel 1859 e pubblicata l’anno seguente, la Rigoletto. Paraphrase de concert S. 434 di Franz Liszt funge da seconda pausa strumentale del programma: il canto si trasforma in gesto pianistico e il dramma teatrale viene condensato e riproposto nella pura dimensione della forma musicale. La pagina prende spunto dal grande quartetto «Bella figlia dell’amore» dal terzo atto del capolavoro verdiano, ma Liszt non si limita a trascriverne il materiale: rielabora la pagina teatrale in termini pianistici, premettendo una breve introduzione, arricchendola di cadenze virtuosistiche e concludendola con una coda di travolgente effetto.

Più che della gelosia, l’Otello verdiano (Teatro alla Scala di Milano, 1887) è dramma dell’invidia e della gratuità del male. Dal punto di vista drammaturgico, il vero protagonista è Jago, mentre gli altri personaggi sono vittime passive della sua lucida perfidia. «Dio mi potevi scagliar», nel terzo atto, è l’estremo sfogo di Otello, che ormai consumato dalla gelosia e dalla certezza del tradimento, sprigiona in questo angosciante monologo tutta la sua amarezza e il suo dolore. Dall’altra parte, Jago, nell’aria «Credo in Dio crudel» nel secondo atto, riflette sulle sue convinzioni, sul suo destino, ed esprime la sua ‘fede’ convinta in un Dio malvagio e in un crudo cinismo che permea la natura dell’uomo. Infine, il graduale, scientifico lavoro di distruzione psicologica che Jago compie ai danni di Otello si manifesta pienamente nell’ampio  duetto tratto dal secondo atto, «Non pensateci più… Ora e per sempre addio… Era la notte… Sì, pel ciel…», il brano che chiude il concerto. Nel lungo e articolato confronto tra Jago e Otello, Verdi costruisce un crescendo di straordinaria intensità drammatica. Le ambigue insinuazioni del primo trovano risposta nelle reazioni sempre più violente del Moro, in un fluire melodico di grande incisività che conferisce peso e pregnanza a ogni battuta, delineando con nitidezza i due caratteri contrapposti.

Il concerto (fuori abbonamento) rientra nell’ambito delle promozioni La Fenice per la città e La Fenice per la città metropolitana, realizzate in collaborazione con la Municipalità e con la Città metropolitana di Venezia e dedicate ai residenti nel comune e nel territorio della città metropolitana di Venezia. I biglietti per il concerto (da € 15,00 a € 130,00, ridotto abbonati da 15,00 a € 90,00) sono acquistabili nella biglietteria del Teatro La Fenice e nei punti vendita Eventi Venezia Unica, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.

francesco meli

Genovese, ha debuttato giovanissimo in Macbeth, Petite Messe Solennelle e Messa di Gloria di Puccini al Festival dei due Mondi di Spoleto. A oggi, vanta ventidue anni di carriera e vent’anni di collaborazione con la Scala, dove ha debuttato a soli ventitré anni nei Dialogues des Carmélites diretto da Muti, ed è tornato per Otello, Idomeneo, Don Giovanni, Maria Stuarda, Der Rosenkavalier, Carmen, Giovanna d’Arco, I due Foscari, Don Carlo, La traviata, Ernani, Tosca, Il trovatore, Aida, L’elisir d’amore, Macbeth e Un ballo in maschera. Ha oltre cinquanta ruoli in repertorio cantati nei più importanti teatri italiani e internazionali, lavorando con direttori del calibro di Chailly, Chung, Gatti, Luisi, Muti, Thielemann, Noseda, Pappano, Frizza, Rustioni, Temirkanov. Ha inaugurato la stagione 2024-2025 della Fenice con Otello e proseguirà con La traviata e Carmen nel teatro della sua città, Tosca di nuovo alla Scala e al San Carlo di Napoli. Alla Fenice canta anche nei Due Foscari (2023), in Aida (2019), Un ballo in maschera (2017), Simon Boccanegra (2014), Il trovatore (2011), Il barbiere di Siviglia (2008), Pia de’ Tolomei (2005) e Lucia di Lammermoor (2004).

luca salsi

Nato a San Secondo Parmense, si è diplomato in canto al Conservatorio Arrigo Boito di Parma sotto la guida del soprano Lucetta Bizza e ha proseguito la sua formazione con il baritono Carlo Meliciani. La sua carriera lo ha portato a calcare i più grandi palcoscenici del mondo: Metropolitan, Scala, Royal Opera House, Bayerische Staatsoper, Washington National Opera, Festival di Salisburgo, Los Angeles Opera, Staatsoper di Berlino, Liceu di Barcellona, Maggio Musicale Fiorentino, Opera di Roma, San Carlo di Napoli, Concertgebouw di Amsterdam e Teatro Real di Madrid. Ha lavorato con direttori d’orchestra quali Muti, Chailly, Gergiev, Levine, Gatti, Conlon, Dudamel, Luisotti, Palumbo, Renzetti, Mariotti e Zedda e con registi teatrali come Carsen, De Ana, Minghella, Herzog, Zeffirelli, McVicar e Michieletto. Ha cantato una vasta gamma di ruoli baritonali principali, tra cui Macbeth, Rodrigo (Don Carlo), Carlo (Ernani), Germont (La traviata), Scarpia (Tosca), Nabucco, Gérard (Andrea Chénier), Simon Boccanegra e Alfio (Cavalleria rusticana). Alla Fenice partecipa a Rigoletto (2025 e 2021), I due Foscari (2023), Macbeth (2018) e La traviata (2015).

nelson calzi

Diplomatosi in Pianoforte a diciannove anni sotto la guida di Claudio Demicheli col massimo dei voti e la lode, prosegue gli studi di perfezionamento con Franco Scala a Imola, Riccardo Zadra, Tiziano Poli e Federica Righini all’Accademia di Padova. Ben presto intraprende un’intensa attività come pianista accompagnatore collaborando con Magda Olivero, Carlo Bergonzi, Giovanna Canetti e Vittorio Terranova. Nel 2002 si diploma al corso per Maestri Collaboratori presso l’Accademia del Teatro alla Scala. È stato maestro di sala per Macbeth al Festival dei Due Mondi di Spoleto con la conduzione di Riccardo Frizza, per Eliogabalo di Cavalli a Crema e per Lucida degli specchi al Teatro di Barga sotto la direzione di Roberto Solci. Ha collaborato con i più importanti direttori d’orchestra e registi degli ultimi venticinque anni in oltre un centinaio di produzioni alla Scala. Si è esibito in America, Europa, Asia e Africa. Ha collaborato con il Festival di Salisburgo per Macbeth nel 2023 e con la San Francisco Opera House per Un ballo in maschera nella stagione 2024-2025. Collabora regolarmente con il baritono Luca Salsi con il quale ha tenuto numerosi recital.

La Regina del nord, operina per ragazzi di Giacomo Riggi, il 2-3-4 marzo, al Teatro Carmen Melis per Rotte sonore 2026

Mercoledì 4 marzo alle 20 al Teatro Carmen Melis prosegue Rotte sonore, nuova rassegna musicale del Teatro Lirico di Cagliari, con un’interessante proposta scenica e musicale: una nuova composizione rivolta al pubblico, in particolare quello dei giovani e dei giovanissimi.

Si tratta di La Regina del nord, operina per ragazzi in un atto composta da Giacomo Riggi (Barga/Lucca, 1983) che è anche autore del libretto, liberamente ispirato alla celebre fiaba La Regina delle nevi di Hans Christian Andersen.

Per la prima volta viene eseguita un’opera musicale in forma scenica al Teatro Carmen Melis e, in quest’occasione, viene inaugurato il golfo mistico che accoglie il complesso orchestrale. Il Teatro Carmen Melis è, infatti, dotato di una piattaforma elevatrice di circa 70 mq in corrispondenza del golfo mistico, progettata per garantire la massima flessibilità di utilizzo dello spazio scenico.

Questa piattaforma consente diverse configurazioni: 1) estensione del palco nel proscenio (quota 0,00), creando continuità con il piano scenico; 2) realizzazione di un gradone tra palco e platea (quota -0,55); 3) estensione della platea (quota -1,10); 4) configurazione come golfo mistico (quota -2,75), con accesso diretto per i professori d’orchestra dai corridoi dei laboratori attigui. In quest’ultima configurazione è prevista l’installazione di una balaustra lignea amovibile lungo l’intero l’arco del golfo mistico, lato platea, con funzione di protezione per il pubblico e di schermatura visiva dell’orchestra.

Jacopo Rivani (Ravenna, 1989), giovane direttore (ma è anche diplomato in tromba) con una apprezzata carriera già ben avviata, che si esibisce, per la terza volta a Cagliari (ottobre 2023, novembre 2025), dirige l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari e il Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari. Il maestro del coro di voci bianche è Francesco Marceddu.

Lorenzo Giossi, giovane e talentuoso artista bolognese, al suo debutto a Cagliari, firma regia, scene, costumi, luci e visual concept di questo nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, dedicato soprattutto al mondo dei ragazzi notoriamente legato più alle immagini che alla parola, ai supporti tecnologici contemporanei più che al libro cartaceo: nasce così uno spettacolo fatto di immagini in movimento dal carattere onirico e fiabesco, con un riferimento maggiore al mondo del cartone animato che a quello delle illustrazioni tradizionali, soprattutto attraverso lo strumento delle videoproiezioni. Così la storia della protagonista, Gerda, che salva dopo una serie di avventure l’amico Kay, il cui cuore è rapito dal gelo della Regina delle nevi, scorre tra immagini che si muovono su un palcoscenico/schermo che avvolgono i personaggi in un panorama quasi irreale.

Protagonisti dell’opera sono giovani e giovanissimi cantanti e attori, affermati e non, che si alternano nelle recite, tutti al loro debutto nel rispettivo ruolo, quali: Giulia Cuccu/Maica Spiga (Gerda); Davide Laconi/Michele Scano (Kay); Martina Serra (La Regina delle nevi); Luana Spìnola(La signora dei fiori); Leonardo Diana/Alessandro Ligas (Kamo); Matilde Sanna/Beatrice Catte (Mylla); Simeone Latini (Il brigante); Marta Proietti Orzella (La figlia del brigante/Karson); Michela Atzeni (La nonna di Gerda/La renna).

«Avendo lavorato molto con i bambini e avendo sempre avuto una grande passione per la composizione, è nata spontaneamente la voglia di scrivere pensando ad un repertorio dedicato a loro, cercando così di dare vita a opere “nuove” che potessero coinvolgere le nuove generazioni. La musica che scrivo per i ragazzi contiene diversi stili ed atmosfere, richiamando a tratti il periodo romantico, a tratti il musical, a tratti la musica popolare; questo, oltre ad essere indubbiamente anche il frutto del mio background, nasce dalla convinzione che i più giovani vadano avvicinati alla musica “colta” usando vie traverse, più vicine a loro, più “semplici” nel senso buono del termine. Con La Regina del nord spero di suscitare nei ragazzi la curiosità di ascoltare altro, altro di simile o altro di completamente diverso, ma in ogni caso il mio obiettivo è che si incuriosiscano.» (Giacomo Riggi)

Hans Christian Andersen ha scritto “La Regina delle nevi” nel 1844 ed è una delle sue fiabe più lunghe. Narra delle vicende del bambino Kay e della bambina Gerda. Kay e Gerda sono vicini di casa e amici da sempre e le loro finestre, all’ultimo piano di alti palazzi, sono unite da un piccolo giardino pensile, ricolmo di rose. Un giorno, mentre i bambini sono nel giardinetto, lo specchio creato da un troll malvagio e capace di far sparire tutto ciò che di bello si specchia in esso e di accentuare e di deformare tutto il cattivo, si rompe in mille pezzi e un frammento dello specchio entra nell’occhio di Kay. Da quel momento Kay diviene cattivo ed acido con tutti, persino con Gerda. Un giorno, mentre Kay gioca nella piazza del paese, si attacca alla slitta della Regina delle nevi e viene trascinato via, scomparendo nel nulla. Gerda decide così di affrontare un avventuroso viaggio in un mondo incantato, certa di poter ritrovare il suo amico Kay. Attraverso paesi diversi e mondi immaginari, personaggi verosimili e magici, riuscirà Gerda a liberare il suo amico dal terribile incantesimo? Una fiaba senza tempo e ricca di magìa sull’amicizia e il coraggio.

Lo spettacolo ha una durata complessiva di 1 ora circa e non prevede l’intervallo.

L’opera viene eseguita per le scuole, sempre al Teatro Carmen Melis, lunedì 2, martedì 3 e mercoledì 4 marzo sempre alle 11 per cercare di creare così un’occasione di formazione per i giovani studenti, allo scopo anche di rinnovare il nuovo pubblico. La Regina del nord infatti rientra nel programma didattico Educational 2026 del Teatro Lirico di Cagliari.

Prezzi biglietti (posto numerato): € 15 (recita serale), € 5 (recite scuole).

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, giovedì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio, unicamente per operazioni legate allo spettacolo stesso. È chiusa, invece, i giorni festivi e i lunedì successivi alle domeniche di spettacolo. Lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Servizio promozione culturale educational@tldc.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.

Continuano in Sala Mehta gli spettacoli domenicali del ciclo “C’è Musica & Musica”, con “La sinfonia degli animali” di Dan Brown

In cartellone, domenica 1º marzo alle ore 11, ‘La sinfonia degli animali’ di Dan Brown.

Sul podio della Sala Mehta il maestro Carlo Benedetto Cimento; la voce recitante è di Ginevra Fenyes.

Riprendono gli appuntamenti domenicali del ciclo di spettacoli C’è Musica & Musica 3.0 dedicati ai giovani, alle famiglie e a un giovane pubblico curioso di scoprire il mondo del teatro attraverso nuove esperienze musicali.

Domenica 1° marzo alle ore 11, nella Sala Mehta del Teatro del Maggio va in scena La sinfonia degli animali, un affascinante incontro tra musica e narrazione di Dan Brown e ispirato all’opera originale del celeberrimo scrittore statunitense.

Questa composizione, che richiama per spirito e stile celebri esempi come Il carnevale degli animali di Camille Saint-Saëns (andato in scena al Maggio lo scorso novembre sempre nell’ambito degli appuntamenti di C’è Musica & Musica)  conduce il pubblico in un ‘viaggio’ musicale in compagnia di creature immaginarie e suggestive animate e raccontate dalla leggerezza della musica.

Sul podio della Sala Mehta il maestro Carlo Benedetto Cimento dirige l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, mentre la parte narrativa è affidata a Ginevra Fenyes che accompagna il pubblico attraverso un colorata mattinata musicale.

La locandina:

DAN BROWN

La sinfonia degli animali

Direttore Carlo Benedetto Cimento

Voce recitante Ginevra Fenyes

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

Prezzi:

Posto unico: 15€

Durata complessiva 1 ora e 15 minuti circa

Le colazioni per i bambini sono offerte da Unicoop Firenze

FINE SETTIMANA DI GRANDE MUSICA CON FONDAZIONE ARENA

Il 27 febbraio e 1° marzo L’Olimpiade al Teatro Ristori

Sabato 28 i giovani solisti del Conservatorio debuttano con l’Orchestra areniana

Domenica 1° marzo in Sala Maffeiana il Coro per Musei in Musica

L’Olimpiade di Vivaldi al Teatro Ristori

Opera, concerti sinfonici e da camera, sarà un fine settimana all’insegna della musica. Il programma di Fondazione Arena si intensifica nel weekend che separa le due cerimonie olimpiche in Arena, con una proposta rivolta anche al pubblico internazionale presente in città. Quattro imperdibili eventi musicali in tre giorni, da venerdì 27 febbraio a domenica 1° marzo, che abbracciano due secoli di musica. Al Teatro Ristori l’opera barocca L’Olimpiade di Vivaldi, per la prima volta nella città scaligera, in Sala Filarmonica due talenti emergenti del Conservatorio di Verona si esibiranno come solisti con l’Orchestra di Fondazione Arena, mentre il Coro areniano eseguirà l’integrale dei valzer di “canti d’amore” di Brahms in Sala Maffeiana.

L’OLIMPIADE DI VIVALDI AL RISTORI

Dopo le prime due recite pressoché sold-out, L’Olimpiade di Antonio Vivaldi torna in scena per le ultime repliche venerdì 27 febbraio, alle 20, e domenica 1° marzo, alle 15.30. Musica e sport si incontrano al Teatro Ristori per quest’opera in tre atti su libretto di Metastasio, poeta massimo del Settecento. Sullo sfondo degli antichi giochi olimpici, si dipana un intreccio ricco di colpi di scena: scambi di persona, misteri, sfide, amori nascosti, figli ritrovati, tra tempeste e malìe della musica di Vivaldi, in uno spettacolo che unisce gioco teatrale, competizione sportiva e classicità. In scena la principessa Aristea è interpreta da Loriana Castellano e l‘amato Megacle da Nicolò Balducci, mentre Benedetta Mazzucato veste i panni di Argene. Josè Maria Lo Monaco interpreta Licida e Christian Senn il re Clistene. Completano il cast Ana Maria Labin quale Aminta e Roberto Lorenzi come Alcandro. Passioni e tumulti interiori esplodono in orchestra grazie alla forza della musica di Vivaldi: l’Orchestra di Fondazione Arena è diretta dall’esperto Giulio Prandi. Le sfide dello spettacolo del regista Emmanuel Daumas riguardano anche i complessi tecnici areniani, con le scene di Alban Ho Van, i costumi di Marie La Rocca, le luci di Bruno Marsol e le coreografie di Raphaelle Delaunay per mimi e cantanti, in un omaggio allo sport in tutte le sue forme. Le rappresentazioni sono inserite nell’ambito dell’Olimpiade culturale Milano Cortina 2026. Informazioni sul sito www.arena.it. 

CONCERTO DEI GIOVANI SOLISTI DEL CONSERVATORIO

Sabato 28 febbraio, alle 15.30, in Sala Filarmonica (via Roma 1) si uniranno diverse generazioni di musicisti in due capisaldi del repertorio sinfonico tardoromantico. Protagonisti, due giovani talenti diplomati al Conservatorio di Verona Evaristo Felice Dall’Abaco, il pianista Mattia Casu e il violoncellista Leonardo Bruschetta. Un dialogo musicale che unisce formazione e professione, passione e maturità artistica, in un momento di condivisione che guarda al futuro della musica. Un incontro tra la freschezza delle nuove generazioni e l’esperienza dell’Orchestra di Fondazione Arena di Verona. I due solisti saranno impegnati rispettivamente nel Primo concerto per pianoforte di Chopin e nel secondo, più celebre, Concerto per violoncello di Dvořák. Un esordio avverrà anche sul podio, con il giovane Leon Frantzen Malesani. Biglietti da 3 a 5 euro.

MUSEI IN MUSICA: LIEBESLIEDER-WALZER

La musica da camera torna nei musei e negli spazi storici e artistici della città. Il secondo appuntamento della rassegna ‘Musei in Musica’ si terrà domenica 1° marzo, alle ore 11, nella prestigiosa Sala Maffeiana dell’Accademia Filarmonica. Protagonista il Coro di Fondazione Arena di Verona, diretto dal Maestro Roberto Gabbiani, nell’integrale dei Liebeslieder-walzer di Johannes Brahms, canti da diverse tradizioni del mondo tradotti nei versi di Daumer e nella raffinata scrittura di Brahms, in uno stile galante e leggero dove intimità e malinconia incontrano il ritmo spensierato dell’ultima Vienna aurea. Per cogliere la duplice natura romantica e crepuscolare dell’opera, anche i brevi Sei quartetti op. 112, quasi un epitaffio alle raccolte corali. Al pianoforte, i maestri Roberto Brandolisio e Fabio Maggio. Biglietti a 15 euro, ridotti per under30 a 10 euro, in vendita sul sito www.arena.it e alle biglietterie dell’Arena. Il ticket di ingresso dà diritto alla visita gratuita di una sede museale a scelta tra Palazzo Maffei, Biblioteca Capitolare, Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere, Museo Nicolis o Museo degli Affreschi, a partire dal giorno successivo al concerto ed entro fine rassegna.

La sala Maffeiana è l’unica parte intatta dell’originario edificio del Teatro Filarmonico, sopravvisse infatti a tutti e due i disastri che colpirono il teatro: l’incendio del 1749 e i bombardamenti del 1945. Il 5 gennaio 1770 ospitò l’esibizione pianistica del giovanissimo Wolfgang Amadeus Mozart che, nonostante l’età, stupì tutti gli accademici dell’Accademia Filarmonica al punto da essere dichiarato immediatamente maestro onorario. Tra il 1777 e il 1779, il ridotto fu consolidato e abbellito con l’affresco e le decorazioni del pittore bolognese Filippo Maccari; nell’Ottocento, furono aggiunti il pavimento in legno e il lampadario che possono essere ammirati ancora oggi.

Esa-Pekka Salonen torna sul podio della Filarmonica della Scala e affida a Stefan Dohr la prima esecuzione italiana

Dal 2 al 6 marzo Esa-Pekka Salonen intreccia tre sguardi diversi sul Novecento e sul rapporto tra la contemporaneità e le grandi forme classiche, tra l’omaggio settecentesco di Ravel, una nuova pagina concertante firmata dallo stesso Salonen e la forza visionaria della Quinta Sinfonia di Sibelius. 

Direttore e compositore finlandese, Salonen è da decenni una delle personalità più riconoscibili della scena musicale internazionale: la sua doppia prospettiva creativa ed esecutiva, cuore della sua carriera artistica, è il filo che unisce l’intero programma. 

Alla Scala, Esa-Pekka Salonen è legato non solo ai concerti sinfonici ma anche a due titoli che sono rimasti nella memoria del pubblico e della critica, entrambi firmati da Patrice Chéreau: Da una casa di morti di Janáček (2010) e Elektra di Strauss (2014) divenuta un riferimento anche perché ultimo allestimento del grande regista. Salonen ha sviluppato nel tempo anche un profilo particolarmente attento alla formazione e all’innovazione: alla Colburn School guida il Negaunee Conducting Program, con attività di tutoraggio e preparazione sul campo per giovani direttori, mentre con la Philharmonia ha promosso progetti tecnologici e immersivi (tra cui Re:Rite, Universe of Sound, The Virtual Orchestra e l’app The Orchestra) pensati per ampliare l’accesso all’esperienza orchestrale e raggiungere nuovi pubblici.

A lui si affianca Stefan Dohr, dedicatario della nuova composizione e tra i grandi virtuosi del nostro tempo: Primo corno dei Berliner Philharmoniker e ospite regolare delle più importanti orchestre del mondo, vanta una carriera solistica al fianco dei più grandi direttori d’orchestra del nostro tempo.

Ad aprire il programma è Le tombeau de Couperin di Maurice Ravel: il primo celebre solo di oboe, simbolo della leggerezza e della raffinatezza del compositore francese, evidenzia l’utilizzo di una tavolozza tecnica e coloristica modernissima, in cui ogni dettaglio d’orchestrazione ha la nitidezza di una scultura.

Cuore della serata è il Concerto per corno e orchestra di Esa-Pekka Salonen, nuova commissione di Teatro alla Scala, Lucerne Festival, Finnland-Institut e Berliner Festspiele / Musikfest Berlin, Elbphilharmonie Hamburg, Boston Symphony Orchestra, Hong Kong Philharmonic, presentata nei tre appuntamenti scaligeri al Piermarini in prima esecuzione italiana. 

Il corno, primo strumento di Salonen, è mezzo di memoria e reminiscenza. Già le prime battute, con il suono del corno naturale, evocano un timbro primordiale che inaugura un viaggio che è innanzitutto autobiografico: “il corno è stato il mio primo amore nel mondo della musica” scrive il compositore presentando questo lavoro, e le citazioni che si percepiscono al suo interno (mai letterali ma sempre comprensibili) raccontano il rapporto tra il finlandese e il repertorio che gli è caro da sempre.

Non è un caso che chiuda il programma la Sinfonia n. 5 di Jean Sibelius. Anche qui il corno è, se non protagonista, perlomeno co-attore: in particolare l’ultimo tempo, prima di arrivare ai sei accordi più indecifrabili del sinfonismo del ‛900, ha in questo strumento l’idea di natura e di destino. Un monumento orchestrale imprescindibile del repertorio moderno.

Esa-Pekka Salonen 

Esa-Pekka Salonen è compositore e direttore d’orchestra particolarmente noto per il perfetto equilibrio tra l’attività compositiva e quella direttoriale. È stato recentemente nominato Creative Director della Los Angeles Philharmonic a partire dalla Stagione 2026-27, nonché Creativity and Innovation Chair della Philharmonie de Paris e Principal Conductor della Orchestre de Paris, dalla Stagione 2027-28. È Conductor Laureate della Philharmonia Orchestra, della  Los Angeles Philharmonic e della Swedish Radio Symphony Orchestra, ed è stato in precedenza Direttore Musicale della San Francisco Symphony. Fa parte del corpo docente della Colburn School di Los Angeles, dove ha fondato e dirige il Negaunee Conducting Program. È inoltre cofondatore del Baltic Sea Festival, del quale è stato Direttore Artistico fino al 2018. 

Salonen vanta una carriera discografica ampia e articolata, sia come direttore sia come compositore. Tra le pubblicazioni più recenti figurano la registrazione in prima mondiale, vincitrice del Grammy Award come Best Opera Recording, di Adriana Mater di Kaija Saariaho per Deutsche Grammophon, le incisioni dei tre concerti per pianoforte di Bartók con Pierre-Laurent Aimard per Pentatone, nonché registrazioni in spatial audio di Clocks and CloudsLux Aeterna e Ramifications di Ligeti per Apple Music Classical. I suoi concerti per pianoforte (composto per Yefim Bronfman), per violino (per Leila Josefowicz, protagonista anche di una campagna pubblicitaria per l’Apple iPad) e per violoncello (per Yo-Yo Ma) sono tutti disponibili in registrazioni dirette dallo stesso Salonen. 

Stefan Dohr 

Stefan Dohrè stato elogiato tanto per il suo “suono fragoroso che risuona come in un’intera valle” (Berliner Zeitung) quanto per il suo “pianissimo mozzafiato che sembra provenire da lontano” (Badische Zeitung). Solista affermato, apprezzato camerista e Primo corno dei Berliner Philharmoniker, è una figura di riferimento nel panorama internazionale del corno. 

All’interno dell’orchestra svolge un ruolo peculiare: da un lato il cornista è “quasi un mediatore tra le diverse sezioni strumentali”; dall’altro è chiamato a emergere come solista, ad esempio nelle sinfonie di Mahler e Bruckner. 

Venerdì 27 e sabato 28 febbraio (ore 19), Messa da Requiem di Giuseppe Verdi al Teatro di San Carlo

Giuseppe Verdi di nuovo protagonista al Teatro di San Carlo dopo “Nabucco” e “Falstaff”. Venerdì 27 e sabato 28 febbraio 2026 (ore 19:00), nell’ambito della Stagione di Concerti 2025/2026, è in programma la “Messa da Requiem”. Le due serate sono dedicate alla memoria di Roberto De Simone.

Sul podio, Nicola Luisotti dirige l’Orchestra e il Coro del Lirico di Napoli, quest’ultimo preparato da Fabrizio Cassi, in una delle pagine più intense e monumentali del repertorio sacro ottocentesco. Interpreti di prestigio internazionale per le voci soliste: il soprano Pretty Yende, per la prima volta impegnata nel titolo verdiano, il mezzosoprano Caterina Piva, il tenore Pene Pati e il basso John Relyea.

Il “Requiem” nasce da una circostanza precisa: la morte di Alessandro Manzoni il 22 maggio 1873. Alla notizia Verdi, profondamente colpito, esprime in numerose lettere il dolore per la sua scomparsa. È del 9 giugno dello stesso anno lo scritto indirizzato a Giulio Belinzaghi, Sindaco di Milano, dove annuncia: «Non mi si devono ringraziamenti né da Lei, né dalla Giunta, per l’offerta di scrivere una Messa funebre per l’Anniversario di Manzoni. È un impulso, o dirò meglio, un bisogno del cuore che mi spinge ad onorare, per quanto posso, questo Grande, che ho tanto stimato come Scrittore, e venerato come Uomo, modello di virtù e patriottismo».

L’idea di un Requiem in sua memoria si inserisce in un percorso avviato anni prima, quando Verdi aveva già proposto una Messa collettiva per la morte di Rossini, avvenuta nel 1868. È dal “Libera me” composto per quell’occasione che prenderà forma, rielaborata e ampliata, la nuova partitura dedicata a Manzoni, eseguita per la prima volta a Milano, nella Chiesa di San Marco, il 22 maggio 1874.

Il “Requiem” di Verdi ha attraversato la storia del Teatro di San Carlo consolidando un legame che intreccia grandi eventi, celebrazioni storiche, voci leggendarie e direttori di fama internazionale. Approda per la prima volta al Lirico di Napoli nel 1885-86 sotto Gialdino Gialdini, Tullio Serafin la dirige nel 1923 mentre, per il cinquantenario di Verdi nel 1950, Gabriele Santini la propone nella Chiesa di San Francesco di Paola con Renata Tebaldi, Ebe Stignani, Gianni Poggi e Nicola Rossi-Lemeni, poi in tournée a Strasburgo e Parigi nel 1951. Nel 1975 l’opera apre la Stagione d’Autunno con Riccardo Muti sul podio e Renata Scotto, Fiorenza Cossotto, Carlo Bini e Paul Plishka come voci soliste, mentre lo stesso Muti torna nel 2011 per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Nicola Luisotti, già Direttore Musicale del San Carlo, la propone nel bicentenario della nascita di Verdi e in tournée a San Francisco nel 2013.

Stagione 25/26

Dal 27 febbraio al 28 febbraio

Verdi Requiem

Direttore | Nicola Luisotti

Soprano | Pretty Yende
Mezzosoprano | Caterina Piva


Tenore | Pene Pati
Basso | John Relyea

Programma
Giuseppe Verdi, Messa da Requiem per soli, coro e orchestra


Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo
Maestro del Coro | Fabrizio Cassi

Teatro di San Carlo | CREMISI
venerdì 27 febbraio 2026, ore 19:00 – S/P – CREMISI – VII
sabato 28 febbraio 2026, ore 19:00 – F. A. – CREMISI – VII

Durata: 1 ora e 30 minuti circa, senza intervallo

Concerto in memoria di Roberto De Simone

Semyon Bychkov porta la Czech Philharmonic sul palco del Teatro alla Scala con Alice Sara Ott al pianoforte.

Il secondo appuntamento della Stagione Orchestre ospiti propone un programma dedicato a Mendelssohn Bartholdy, Ravel e Stravinskij

Direttore principale e musicale della Czech Philharmonic e, dal 1° agosto 2026, Direttore designato dell’Opéra national de Paris, di cui diventerà Direttore musicale a partire dal 1° agosto 2028, Semyon Bychkov rappresenta da decenni un punto di riferimento nel panorama della direzione d’orchestra. Al Teatro alla Scala il direttore russo-statunitense debutta nella Stagione 1991-1992; è tornato regolarmente durante gli scorsi anni, sia come direttore d’opera, dirigendo due memorabili produzioni di Elektra (2020) e Tosca (2018) per la regia di Luca Ronconi, sia affrontando un ampio repertorio sinfonico insieme alla Filarmonica della Scala, da Brahms a Haydn, da Berio a Richard Strauss, da Šostakóvič a Schumann. Un rapporto di lunga data, raccontato con queste parole sull’articolo de “La Scala – Rivista del Teatro”, a firma di Luisa Sclocchis: “Sono tutti ricordi bellissimi. E se penso alla Scala penso a un luogo molto speciale, di una bellezza straordinaria e un’atmosfera davvero maestosa. Perfino le divise delle maschere sono assolutamente straordinarie. E dietro le quinte persiste una certa formalità unita a una grande nobiltà. Non lo dimenticherò mai”.

Sabato 28 febbraio (alle ore 20) Semyon Bychkov torna alla Scala alla guida della Czech Philharmonic, che aveva già diretto qui nel 2023 nella Stagione della Filarmonica.  Il programma accosta la Sinfonia n. 4 in la maggiore op. 90 di Felix Mendelssohn Bartholdy “Italiana” alle musiche tratte da Pulcinella di Igor’ Stravinskij, balletto con canto in un atto che vede la partecipazione del soprano Stefanie Iranyi, del tenore Eric Finbarr Carey e del basso Jongmin Park. Protagonista in questo programma nel ruolo di solista nel Concerto in sol per pianoforte di Maurice Ravel, gemma preziosa che completa l’impaginato, sarà Alice Sara Ott, pianista definita come una “solista superba, abbagliante nella scrittura virtuosistica più estrema della musica, squisitamente delicata nei suoi momenti di tenera quiete” (The Guardian), che nella Stagione 2025-2026 è in residenza al Konzerthaus di Berlino, dopo le sue acclamate residenze al Southbank Centre di Londra, a Radio France a Parigi e al Tivoli Vredenburg di Utrecht, esibendosi tra l’altro con la London Symphony Orchestra e la Chicago Symphony Orchestra.

Un omaggio all’Italia che si apre con la Quarta Sinfonia di Mendelssohn Bartholdy, tra le pagine sinfoniche più interessanti della produzione del compositore di Amburgo. È durante il soggiorno nel Belpaese, nel 1831-1832, che Mendelssohn compone la Sinfonia “Italiana”, un compendio eccezionale delle suggestioni avute a Venezia, Napoli e Roma, dove il compositore abitava a Piazza di Spagna e, come si evince dalle lettere, dove Mendelssohn si innamora letteralmente della Trinità dei Monti, del Pincio, del Ponte Nomentano. Ne risulta una musica luminosa, piena di gioia, come scrive il compositore: “Si tratta della musica più gaia che io abbia composto”, carica di quella felicità che travolge l’ascoltatore nell’infuocato incipit dell’Allegro vivace e che domina tutto il movimento, e che culmina nel celebre Saltarello finale della sinfonia, una tarantella che si dipana a partire dal turbinio di terzine degli archi, fino ai vertiginosi passaggi in staccato dei legni.

Poi, il Concerto in sol di Maurice Ravel, composto tra il 1921 e il 1931 “nello spirito di Mozart e di Saint-Saëns”, come dichiarò lo stesso compositore in un’intervista al «Daily Telegraph» dell’11 luglio 1931, facendo dunque tesoro di una tradizione compositiva la cui eredità poteva ancora, a detta sua, essere valorizzata. Composto da tre movimenti (Allegramente – Adagio assai – Presto), il Concerto in sol rappresenta una pietra miliare del repertorio pianistico, la cui varietà tematica e di carattere viene valorizzata indubbiamente dalla straordinaria ricerca timbrica di Alice Sara Ott.

Chiude l’impaginato Pulcinella di Igor’ Stravinskij, balletto in un atto che include tre solisti vocali (soprano, tenore, basso). La versione proposta, quella rivista da Stravinskij nel 1965, mantiene le voci previste nella prima del 1920, un soprano, in questo caso Stefanie Iranyi, un tenore, Eric Finbarr Carey, e un basso, Jongmin Park.

Interessante è la genesi di questo lavoro, il cui titolo completo è Pulcinella, ballet avec chant en un acte d’après Giambattista Pergolesi: Sergei Diaghilev, impresario dei “Ballets russes”, sottopose al compositore alcuni lavori di Pergolesi affinché ne ricavasse un balletto basato su un canovaccio napoletano del Settecento. Le indicazioni di Diaghilev furono elastiche riguardo alla realizzazione, e questo permise a Stravinskij di partorire una partitura originale. Con interventi minimi ma mirati, Stravinskij imprime alle musiche di Pergolesi una cifra profondamente personale, facendo sì che l’aspetto più sorprendente di Pulcinella non stia tanto in ciò che è stato aggiunto o modificato, quanto in ciò che è rimasto praticamente intatto. Le melodie di Pergolesi sono conservate nella loro essenza, e le linee di basso sono in larga misura rispettate. Tuttavia, l’apporto di Stravinskij risulta determinante: se alcuni brani mantengono la struttura originaria, altri vengono radicalmente trasformati, l’orchestrazione è completamente rinnovata, l’armonia è attraversata da dissonanze e note volutamente estranee, mentre la scansione ritmica perde la sua regolarità attraverso accenti spostati, sincopi e improvvise sospensioni del tempo. Ne nasce così un affascinante intreccio di rimandi e sovrapposizioni, in cui le identità dei due compositori si confondono, rendendo arduo distinguere ciò che appartiene al Pergolesi del Settecento e ciò che è frutto della sensibilità novecentesca di Stravinskij.

Sabato 28 febbraio 2026 ~ ore 20

Teatro alla Scala

Stagione Orchestre ospiti


CZECH PHILHARMONIC
Semyon Bychkov,direttore

Felix Mendelssohn Bartholdy

Sinfonia n. 4 in la magg. op. 90(“Italienische”)

Maurice Ravel

Concerto per pianoforte in sol magg.

ALICE SARA OTT, pianoforte

Igor’ Stravinskij

Pulcinella
balletto con canto in un atto

(revisione 1965)

Stefanie Iranyi, soprano

Eric Finbarr Carey, tenore

Jongmin Park, basso

Prezzi: da 110 a 20 euro

Infotel 02 72 00 37 44

www.teatroallascala.org

Roberto Bolle in Caravaggio:dal 4 marzo in vendita i biglietti al Teatro Lirico di Cagliari

La Stagione di danza 2025-2026 del Teatro Lirico di Cagliari si chiude, come noto il 16-17-18 ottobre, con Roberto Bolle in Caravaggio: 3 appuntamenti eccezionali fuori abbonamento da “tutto esaurito” per un capolavoro di danza, creato nel 2008 e firmato da Mauro Bigonzetti, coreografo italiano di maggior spicco internazionale.

Un viaggio emozionante nell’animo inquieto e geniale di un artista immortale, uno spettacolo potente e viscerale ispirato alla vita e alle opere di Michelangelo Merisi che trasforma in movimento la drammaticità e la teatralità rivoluzionarie del grande pittore.

Protagonista assoluto l’Étoile internazionale, che ritorna al Teatro Lirico di Cagliari dopo 11 anni (luglio 2015), affiancato da una compagnia di straordinari talenti creata ad hoc, con le musiche di Claudio Monteverdi, riorchestrate da Bruno Moretti, una suggestiva scenografia e il disegno luci di Carlo Cerri e i costumi-pelle di Lois Swandale e Kristopher Millar.

L’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari è diretta dal milanese Marco Dallara.

I biglietti sono in vendita da lunedì 9 marzo, ma gli abbonati alla Stagione di danza 2025-2026 possono avvalersi della prelazione sull’acquisto da mercoledì 4 marzo fino a sabato 7 marzo.

Prezzi: € 140 (platea), € 125 (I loggia), € 90 (II loggia).

Ai disabili (con disabilità al 100%) e ai loro eventuali accompagnatori, sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di biglietti.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, mercoledì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio, unicamente per operazioni legate allo spettacolo stesso. È chiusa, invece, i giorni festivi e i lunedì successivi alle domeniche di spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.com.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.

Il pianista Pierluigi Camicia, ospite dell’Accademia Ricci, interpreta Beethoven, Schumann, Chopin e Ravel

Appuntamento straordinario inserito nella Stagione concertistica 2025/26 dell’Accademia di Studi Pianistici “Antonio Ricci” quello in programma sabato 28 febbraio con inizio alle ore 17.30.  Palazzo Antonini, sede dell’Università degli Studi di Udine, è infatti atteso il pianista Pierluigi Camicia, grande interprete e autentico caposcuola che ha formato una schiera di valorosi pianisti, tra cui ad esempio Benedetto Lupo, ben noto al pubblico udinese.

Di grande fascino il programma, che proporrà la Sonata op.13 in do minore “Patetica” di Ludwig van Beethoven, le Tre Romanze op.28 di Robert Schumann, la Polonaise-Fantasie op. 61 in la bemolle maggiore di Fryderyk Chopin e Le tombeau de Couperindi Maurice Ravel

Composta nel 1798, la “Patetica” di Beethoven è una delle sonate più celebri del repertorio pianistico: intensa e drammatica nell’Allegro iniziale, lirica e cantabile nel celebre Adagio centrale, si chiude con un Rondò di vibrante energia, seguendo un passaggio decisivo verso il pianismo romantico.

Le Tre Romanze op. 28 di Schumann offrono invece un clima intimo e poetico: pagine di delicata cantabilità, attraversate da slanci appassionati e improvvisi chiaroscuri, che riflettono la dimensione più raccolta e introspettiva del Romanticismo tedesco.

Di straordinaria originalità formale, la Polonaise-Fantasie op 61 di Chopin, è un capolavoro della maturità dell’artista che unisce l’elemento nobile e solenne della polacca a una scrittura libera, quasi improvvisa. ricca di modulazioni ardite e di profonde suggestioni espressive.

Chiude il programma Le Tombeau de Couperin di Ravel, raffinato omaggio alla musica barocca francese: attraverso sei movimenti eleganti e trasparenti, il compositore rilegge forme antiche con un linguaggio moderno, luminoso e di straordinaria finezza timbrica.

Pierluigi Camicia ha iniziato la carriera concertistica sulla scia dei premi conseguiti nei più importanti concorsi nazionali e internazionali (“Ferruccio Busoni”, “Dino Ciani”, “Fryderyk Chopin”) e con l’ammirazione e la stima di artisti quali Rostropovich, Ferrara, Ciccolini. Particolare attenzione rivolge a repertori inusuali in collaborazione con solisti e direttori di fama (Ferro, Friedman, Ahronovitch, Biscardi, Gusella, Marvulli) e con orchestre europee e americane; la sua attività di camerista, insieme con artisti quali Michael Flaksman, Ruggiero Ricci, Angelo Persichilli, Felix Ayo, Nina Beilina è sempre occasione di proposte musicali poliedriche e affascinanti. Ha al suo attivo numerose incisioni che spaziano dal Classicismo al Novecento. Titolare di cattedra al Conservatorio Piccinni di Bari dal ’73, chiamatovi dall’allora direttore Nino Rota, Camicia è stato maestro di una schiera di talenti oggi alla ribalta del concertismo internazionale. Nel 2007 è stato nominato dal Ministro dell’Università per “meritata fama” Direttore del Conservatorio di musica Tito Schipa di Lecce.

Gli abbonati alla stagione dell’Accademia Antonio Ricci potranno accedere gratuitamente al concerto.


Come di consueto, per i non abbonati sarà possibile acquistare i biglietti all’Angolo della Musica, in Viale Leonardo da Vinci n.47, a Udine tel.0432 477391 oppure presso la sede dell’evento a partire da 45 minuti prima del concerto.


Per informazioni: accademiaricci@virgilio.it

TORNA LOUIS LORTIE PER PROSEGUIRE L’ESECUZIONE INTEGRALE DEI CONCERTI PER PIANOFORTE DI MOZART PER L’81a STAGIONE DEI POMERIGGI MUSICALI “SÈNTITI PÀRTE”

Il 26, 27 e 28 febbraio a Milano e a Cassano d’Adda la grazia settecentesca del K413 e la luminosità del K467


Milano, Teatro Dal Verme

giovedì 26 febbraio 2026, ore 10 (in anteprima) e ore 20
sabato 28 febbraio 2026, ore 17
Cassano d’Adda (MI), TECA Teatro Cassanese,
venerdì 27 febbraio 2026, ore 21

Prosegue l’atteso progetto dell’81ª Stagione sinfonica dei Pomeriggi Musicali dedicato all’integrale dei Concerti per pianoforte e orchestra di Wolfgang Amadeus Mozart, affidata a Louis Lortie e Alexander Lonquich. Dopo il successo dei precedenti appuntamenti, il pianista canadese torna al Teatro Dal Verme il 26 e 28 febbraio, (con una replica a Cassano d’Adda venerdì 27 febbraio per il Circuito Sinfonico Lombardo) presentando un programma che mette in dialogo tre capolavori di epoche diverse del percorso mozartiano: la Sonata per pianoforte n. 2 in Fa maggiore K 280, il Concerto n. 11 in Fa maggiore K 413 e il celeberrimo Concerto n. 21 in Do maggiore K 467.

Il progetto mozartiano dei Pomeriggi Musicali, cuore della stagione “Sèntiti pàrte”, rappresenta uno dei fili conduttori più ambiziosi del biennio: un viaggio attraverso l’intero universo concertistico di Mozart, che permette al pubblico di seguire l’evoluzione del suo linguaggio pianistico, dalla brillantezza giovanile alla maturità viennese.

La Sonata K 280, composta nel 1775, apre il concerto rivelando le molteplici sfaccettature del giovane Mozart. Se l’Allegro iniziale si distingue per eleganza e vitalità, è l’Adagio in Fa minore – tonalità di intensa espressività – a svelare un abisso di sensibilità e profondità emotiva. In questa pagina dolente, si intravedono già i tratti del Mozart elegiaco della maturità. Il Presto conclusivo riaccende invece l’energia con un meccanismo brillante, capace di tenere l’ascoltatore costantemente in tensione.
Con il Concerto n. 11 K 413 si entra nel cuore del Mozart viennese. Composto tra il 1782 e il 1783, il lavoro appartiene al primo gruppo di concerti scritti per il pubblico della capitale asburgica. In una celebre lettera al padre, Mozart definiva questi concerti «a metà strada tra il troppo difficile e il troppo facile», brillanti e gradevoli, capaci di soddisfare tanto gli intenditori quanto i non esperti. Il K 413 è infatti un trionfo della grazia settecentesca: il solista dialoga con l’orchestra con naturalezza, senza mai sovrastarla, in una scrittura limpida, fluida, elegante. Il Larghetto centrale, di intensa cantabilità, e il finale in forma di Minuetto confermano un equilibrio perfetto tra misura formale e libertà espressiva.
Culmine del programma è il Concerto n. 21 K 467, composto nel 1785 e divenuto uno dei lavori più amati dell’intero repertorio mozartiano, un’esplosione di luce e virtuosismo. L’Allegro maestoso iniziale è ricchissimo di invenzioni tematiche, con un dialogo serrato tra pianoforte e orchestra che rivela una piena maturità strutturale. Il celebre Andante, in Fa maggiore, costruisce un’atmosfera notturna, grazie anche all’uso timbrico degli archi con sordina e pizzicato: una pagina di lirismo puro. L’Allegro vivace assai conclusivo riporta l’energia in primo piano con brillantezza scintillante e spirito teatrale.

Interprete e concertatore è Louis Lortie, artista di fama internazionale e protagonista del progetto mozartiano dei Pomeriggi Musicali assieme ad Alexander Lonquich. Formatosi alla scuola pianistica francese e nordamericana, vincitore del Concorso Busoni nel 1984 e premiato alla Leeds Competition, Lortie collabora con alcune delle più importanti orchestre del mondo, dalla BBC Symphony Orchestra all’Orchestre National de France, dalla Philadelphia Orchestra alle principali compagini canadesi e australiane. Accanto all’attività concertistica, è fondatore e direttore artistico del LacMus Festival sul Lago di Como ed è stato Master in Residence alla Queen Elisabeth Music Chapel di Bruxelles. Artista prolifico in ambito discografico, ha inciso oltre 45 dischi per Chandos Records.

Ancora una volta l’Orchestra I Pomeriggi Musicali conferma la propria vocazione storica a coniugare qualità interpretativa, approfondimento progettuale e fedeltà al grande repertorio, invitando il pubblico a “sentirsi parte” di un percorso artistico che attraversa i capolavori della tradizione europea con rinnovata energia e partecipazione.


Milano, Teatro Dal Verme
giovedì 26 febbraio 2026, ore 10 (in anteprima) e ore 20
sabato 28 febbraio 2026, ore 17
Cassano d’Adda (MI), TECA Teatro Cassanese
venerdì 27 febbraio 2026, ore 21

pianoforte e concertatore Louis Lortie
Orchestra I Pomeriggi Musicali

Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo 1756 – Vienna 1791)
Sonata per pianoforte n. 2 in Fa maggiore K280
– Allegro assai
– Adagio
– Presto

Concerto per pianoforte e orchestra n. 11 in Fa maggiore K413
– Allegro
– Larghetto
– Tempo di Minuetto

Concerto per pianoforte e orchestra n. 21 in Do maggiore K467
– Allegro maestoso
– Andante
– Allegro vivace assai

Louis Lortie suona un pianoforte grancoda Fazioli F278

Louis Lortie pianoforte
Ha studiato con Yvonne Hubert (allieva del leggendario Alfred Cortot), con lo specialista di Beethoven Dieter Weber e con Leon Fleisher, discepolo di Artur Schnabel. Nel 1984 ha vinto il Primo Premio al Concorso Busoni e, nello stesso anno, si è contraddistinto alla Leeds Competition. Collabora con orchestre come la BBC Symphony Orchestra, la BBC Philharmonic, l’Orchestre National de France, la Filarmonica di Dresda, la Philadelphia Orchestra, la Dallas Symphony Orchestra, la San Diego Symphony e la St. Louis Symphony Orchestra, le Orchestre Sinfoniche di Toronto, Vancouver, Montréal, Ottawa e Calgary, la Shanghai Symphony Orchestra dove è stato anche nominato Artist in Residence, la Hong Kong Philharmonic Orchestra, la National Symphony Orchestra di Taiwan, l’Adelaide Symphony Orchestra e la Sydney Symphony Orchestra. Direttori d’orchestra con cui ha collaborato regolarmente sono Kurt Masur, Yannick Nézet-Séguin, Edward Gardner, Andrew Davis, Jaap van Zweden, Simone Young, Antoni Wit e Thierry Fischer. Nel campo dei recital e della musica da camera, appare in tutte le sale da concerto e festival più prestigiosi in Europa e America. È cofondatore e direttore artistico del LacMus Festival di Tremezzina, sul Lago di Como, e Master in Residence alla Queen Elisabeth Music Chapel di Bruxelles (2017-2022). Canadese, artista prolifico, ha realizzato più di 45 dischi per Chandos Records e vanta più di trecentomila ascoltatori mensili sulle piattaforme di streaming.
louislortie.com



81a stagione 2025/2026

I biglietti per i singoli concerti hanno un costo da 13 a 23,50 euro (intero) e da 11 a 19 euro (ridotto). I biglietti per le prove generali “In anteprima” hanno un costo unico di 12 euro.
La riduzione è valida per gli under 30, per gli over 60, gruppi, associazioni ed enti convenzionati.


 Biglietteria TicketOne – Teatro Dal Verme
via San Giovanni sul Muro, 2 – 20121, Milano
Tel. +39 02 87 905 – www.ipomeriggi.it

La biglietteria del Teatro Dal Verme è aperta da martedì a sabato ore 10-18
biglietteria@ipomeriggi.it / Tel. +39 02 87905 201

Acquista online www.ipomeriggi.it/acquista /  www.ticketone.it

“La traviata” del duo Scacchetti – Garattini ad Alba

Un allestimento dell’Impresa Lirica Tamagno in scena il 28 febbraio al Teatro Sociale Giorgio Brusca di Alba (CN), con Aleksandrina Mihaylova (Violetta Valery), Rino Matafú (Alfredo Germont) e Alessio Verna (Giorgio Germont).

All’interno del Circuito Lirico Piemontese 2025, a cura dell’impresa Lirica Tamagno, dopo il successo di Asti, di Savigliano e di Casale Monferrato, “La traviata” di Giuseppe Verdi, approderà sabato 28 febbraio al Teatro Sociale Giorgio Brusca di Alba (CN), con inizio alle ore 20.45.

Dal punto di vista della messinscena del dramma verdiano in tre atti, sarà Davide Garattini Raimondi a porre la sua firma, anche se nelle due recita la regia sarà ripresa da Barbara Palumbo.

Dirigerà l’Orchestra Bartolomeo Bruni il M. Sirio Scacchetti mentre Entela Kulla istruirà il Coro Lirico Francesco Tamagno.

Le scene e i costumi sono di Danilo Coppola, il disegno luci è di Paolo Vitale mentre Barbara Palumbo cura le coreografie del corpo di ballo Arteka.

Il cast prevede il soprano Aleksandrina Mihaylova nei panni di Violetta Valery, affiancata dal tenore Rino Matafú (Alfredo Germont) e dal baritono Alessio Verna (Giorgio Germont).

Elena Belfiore è Flora Bervoix; Erika Fornero Annina; Fabio Sabadini Gastone, il Visconte di Létorières; Davide Canepa il Barone Douphol; Denis Bongiovanni il Marchese d’Obigny; e Samuele Sparacio il Dottor Grenvil.

Completano il cast Gabriele Barinotto (un commissionario), Gino Sforza Giuseppe e Bruno Savoia un domestico.

“«La traviata» di Verdi offre una grande varietà di scelte interpretative, per la quantità di elementi spesso contrastanti che ha al suo interno e che ne costituiscono il fascino: c’è l’eleganza del salotto, ma anche la bramosia degli incontri galanti, ci sono i momenti di effusione sinfonica, ma anche quelli di grande drammaticità scenica, c’è la coralità grandiosa delle feste, ma anche l’intimità di Violetta, degli altri personaggi e delle loro relazioni. La mia idea è sicuramente quella di dare risalto dramma verdiano con l’attenzione alla parola, agli accenti, alle intenzioni soprattutto e alle psicologie dei personaggi”, dichiara il M. Scacchetti.

Nelle note di regia Davide Garattini Raimondi precisa: “Cerco una Traviata intima e viscerale, con una forte attenzione ai contrasti visivi e alla contemporaneità del dramma. All’interno di uno spazio scenico, ogni elemento visivo rispecchia le emozioni e le dinamiche dei personaggi, mantenendo al contempo l’eleganza e la pulizia della narrazione.

Cerco una Traviata, dunque, dove i contrasti visivi non solo raccontano la storia, ma amplificano le emozioni dei personaggi, rendendo l’opera una riflessione intensa e moderna sulla fragilità dei sogni e sull’ineluttabilità della tragedia”.

 “Il Circuito Lirico Piemontese 2025, a cura dell’impresa Lirica Tamagno, rappresenta un importante progetto di diffusione culturale volto a promuovere l’opera lirica sul territorio della Regione Piemonte. Quello de “La traviata”di Giuseppe Verdi è un allestimento curato e minimale, è una lettura scenica capace di dialogare col pubblico contemporaneo”, afferma il Direttore Artistico Giuseppe Raimondo.

“La traviata” ad Alba vanta, come mai partners, il Ministero della Cultura, il Comune di Alba, la Fondazione CRC di Cuneo, la Fondazione CRT Torino e la Regione Piemonte.

I biglietti per la recita, il cui costo varia da € 34 a € 22, possono essere acquistati a questo URL https://www.ciaotickets.com/it/biglietti/la-traviata-alba.

Per info si può contattare la produzione scrivendo a liricatamagno.to@gmail.com  o chiamando il 3890606202.

TCBO: MIKHAIL PLETNEV INTERPRETA CHOPIN CON DIAN TCHOBANOV SUL PODIO

In programma i Concerti per pianoforte orchestra n. 1 e 2 del grande compositore polacco

Venerdì 27 febbraio ore 20.30 all’Auditorium Manzoni 

Una serata interamente dedicata a Chopin segna il ritorno sul palco del TCBO dell’acclamato virtuoso russo del pianoforte Mikhail Pletnev – Primo Premio al Concorso Čajkovskij nel 1978 – che, venerdì 27 febbraio alle ore 20.30 all’Auditorium Manzoni, esegue i Concerti per pianoforte e orchestra n. 1 e n. 2 del compositore polacco, proposti nell’arrangiamento orchestrale realizzato dallo stesso Pletnev. Sul podio, al suo debutto con la Fondazione lirico-sinfonica felsinea, sale Dian Tchobanov, attuale Direttore Musicale Generale dell’Opera di Stato di Plovdiv. 

Definiti «meravigliosi» da Franz Liszt – amico, biografo e interprete di Chopin – che pur vi discerneva «più sforzo che ispirazione», i Concerti per pianoforte e orchestra n. 1 e 2furono composti da uno Chopin appena ventenne tra il 1829 e il 1890, prima del suo addio definitivo alla Polonia. Pagine però solo in apparenza giovanili, rivelano già una scrittura compiuta e personalissima. Se Berlioz definiva l’orchestrazione dell’autore polacco «tetra e quasi superflua», l’arrangiamento scelto in questa occasione, pensato da Mikhail Pletnev e che lascia intoccata la parte del pianoforte, punta a favorire una più fruttuosa interazione tra il solista e l’orchestra. Risalta così la dimensione che pone questi concerti fra i primi e precoci esempi del genio chopiniano, che in seguito si sarebbe dedicato solo al pianoforte senza orchestra. 

Pianista, direttore d’orchestra, compositore, Mikhail Pletnev è un artista poliedrico che sfida ogni convenzionale classificazione. Dalla vittoria del Concorso Čajkovskij, si è esibito come solista con tutte le orchestre e i direttori più rinomati al mondo e, in Italia, appare come ospite regolare di istituzioni quali l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Teatro Petruzzelli di Bari, il Teatro Regio di Parma. Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti figura anche un Grammy Award, vinto nel 2005 nella categoria “Migliore interpretazione di musica da camera”. 

Insignito del secondo premio e premio speciale al Concorso internazionale per direttori “Lovro von Matačić” di Zagabria nel 2003, Dian Tchobanov ha diretto orchestre in Germania, Austria, Italia, Ungheria, Brasile e Stati Uniti, tra le tante, e ha ricoperto diversi ruoli stabili di rilievo, come quello di Direttore in residenza alla Croatian National Opera di Zagabria (2009-2022), Direttore principale alla Croatia Chamber Orchestra (2012-2014), e Direttore principale della State Opera di Stara Zagora (2007-2012). 

I biglietti – da 15 a 45 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale (Largo Respighi), dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18 e il sabato dalle 11 alle 15; il giorno del concerto presso l’Auditorium Manzoni da 1 ora prima fino a 15 minuti dopo l’inizio dello spettacolo.

Per ogni appuntamento della Stagione Sinfonica 2026 si terranno le consuete introduzioni all’ascolto per il pubblico “Note a margine”, in programma circa 30 minuti prima dell’inizio del concerto presso il foyer del bar dell’Auditorium Manzoni.

Info: https://www.tcbo.it/eventi/concerti-2026-sinfonica-tchobanov/  

STAGIONE SINFONICA 2026 DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Venerdì 27 febbraio ore 20.30, Auditorium Manzoni

Dian Tchobanov, direttore

Mikhail Pletnev, pianoforte

Orchestra del Teatro Comunale di Bologna

PROGRAMMA

Fryderyk Chopin

Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in mi minore op. 11

Arrangiamento di Mikhail Pletnev

Allegro maestoso
Romanza: Larghetto
Rondò: Vivace

Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in fa minore op. 21

Arrangiamento di Mikhail Pletnev

Maestoso
Larghetto
Allegro vivace

Mercoledì 25 febbraio alle ore 20:30 L’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori in concerto al Teatro Massimo

L’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori in concerto al Teatro Massimo.

Musiche di Lully, Marais Charpentier e Rameau, per immergersi nei fasti di Versailles e festeggiare il decennale dell’ensemble. Sul podio Emmanuel Resche-Caserta affiancato dalla voce del soprano Marie Perbost.

Mercoledì 25 febbraio alle ore 20:30, la Stagione Sinfonica del Teatro Massimo ospita l’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori con il programma “Alla corte dei Re di Francia.Musiche reali per Versailles”. Sotto la guida del violinista e direttore Emmanuel Resche-Caserta, affiancato dalla voce del soprano Marie Perbost, il concerto esplorerà il secolo d’oro della musica francese attraverso un’ampia antologia di capolavori nati per la corte. L’apertura è affidata alla solennità di Marc-Antoine Charpentier, con la Marcia di Trionfo e la celebre Ouverture del Te Deum, per poi addentrarsi nel teatro di Jean-Baptiste Lully con la suite da Le Bourgeois Gentilhomme (1670), successo tra i più celebri della sua collaborazione con Molière, e la monumentale Passacaille da Armide (1686). S proseguirà con i compositori della generazione seguente con il virtuosismo di Marin Marais nella suite da Alcyone (1706), per approdare infine a Jean-Philippe Rameau con estratti delle opere che lo hanno reso l’emblema del regno di Luigi XV: da Hippolyte et Aricie (1733) a Les Indes Galantes (1735), Castor et Pollux (1737), Les Fêtes d’Hébé (1739), Dardanus (1739), Platée (1745), Les Boréades (1763).

Versailles risuonò giorno e notte di musica: opere, balletti e concerti privati che diventarono modello di pompa e raffinatezza per tutta Europa  spiega il DirettoreEmmanuel Resche-Caserta – il pubblico si troverà idealmente alla corte per ascoltare i brani più geniali scritti per i Re di Francia dai loro compositori favoriti“. Direttore franco-italiano e primo violino dell’orchestra Les Arts FlorissantsEmmanuel Resche-Caserta vanta una formazione internazionale: studia all’Esmuc di Barcellona, al Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi, al Conservatorio Scarlatti di Palermo e alla Juilliard School di New York. Oggi è un interprete di riferimento del repertorio barocco, affiancato per l’occasione da Marie Perbost, già “Révélation Artiste Lyrique” alle Victoires de la Musique Classique e protagonista nelle maggiori produzioni dell’Opéra de Paris e del Festival di Salisburgo.

Il concerto al Teatro Massimo celebra il decimo anno di attività dell’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori, nata come progetto artistico-didattico del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) in collaborazione con il Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo. Dall’esordio nel 2016, l’ensemble è oggi un punto di riferimento per l’esecuzione filologica su strumenti storici e ha collezionato traguardi prestigiosi: dalle partecipazioni a Expo Dubai 2020 ed Expo Osaka 2025, fino alle collaborazioni con il Festival dei Due Mondi, lo Styriarte in Austria e le Settimane Barocche di Brescia. Da otto anni partecipa alle stagioni concertistiche della Fondazione Teatro Massimo di Palermo. Recentemente ha ottenuto premi dalla critica internazionale per l’incisione discografica (etichetta Glossa) di arie inedite di Francesco Gasparini con il controtenore Filippo Mineccia, progetto approdato anche su Rai5. 

Info:https://www.teatromassimo.it/event/orchestra-nazionale-barocca-dei-conservatori-3/

Il ritorno italiano di MAX RICHTER il maestro della musica contemporanea in tour a Firenze e Roma

27 Febbraio 2026
Firenze – Teatro del Maggio

01 Marzo 2026
Roma – Auditorium Parco della Musica, Sala Santa Cecilia


Dopo un acclamato tour mondiale che ha fatto tappa in Italia nell’ estate 2025, il celebre compositore e musicista britannico Max Richter torna in Italia con due nuovi appuntamenti. Il 27 febbraio salirà sul palco del Teatro del Maggio di Firenze, mentre l’ 1 marzo si esibirà presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma. Richter porterà in scena uno spettacolo che sarà suddiviso in due parti: la prima parte con In A Landscape mentre la seconda The Notebook.

La notizia del tour è stata diffusa a pochi giorni dall’annuncio della colonna sonora originale del nuovo film di Chloé Zhao, Hamnet, firmata da Richter stesso. Il disco, edito da Decca Records, è disponibile in digitale dal 21 novembre 2025 e in vinile dal 9 gennaio 2026.

Considerato uno dei compositori più influenti e innovativi della sua generazione, Max Richter si è affermato per la sua capacità di fondere orchestrazioni classiche con elementi elettronici contemporanei. Le sue composizioni, in grado di tradurre in musica i sentimenti umani più profondi, hanno conquistato un pubblico globale, superando i tre miliardi di streaming. Oltre alla sua carriera solista, Richter è anche un prolifico collaboratore in ambiti multidisciplinari: ha scritto musiche per le sfilate Dior di Kim Jones, composto per coreografie di Wayne McGregor e collaborato con importanti registi come Denis Villeneuve, Martin Scorsese e Ari Folman, confermando la sua versatilità in ambito cinematografico e televisivo. Max Richter è inoltre co-fondatore, insieme alla partner e artista visiva Yulia Mahr, dello Studio Richter Mahr, un centro di produzione multimediale situato nella campagna dell’Oxfordshire, in Inghilterra. Lo studio, ricavato da un’antica casa colonica, è alimentato da tecnologie sostenibili come pannelli solari e pompe di calore. Immerso in oltre 12 ettari di bosco, lo spazio nasce per offrire un ambiente creativo sostenibile, aperto a talenti emergenti e artisti affermati.

A Martina Franca la 52ª edizione del Festival della Valle d’Itria dal 14 luglio al 2 agosto

Dal 14 luglio al 2 agosto la 52ª edizione del Festival della Valle d’Itria curata dalla direttrice artistica Silvia Colasanti. A Martina Franca di scena opere, concerti, incontri sul tema del Mediterraneo, culla del mito, crocevia di culture, mare che accoglie.

Aperta la biglietteria on line

“Mediterraneo”, culla del mito, crocevia di culture, mare che accoglie: questo il tema del 52° Festival della Valle d’Itria che si terrà a Martina Franca (TA) e in alcuni luoghi storici del territorio pugliese dal 14 luglio al 2 agosto. Organizzato dalla Fondazione Paolo Grassi, il Festival è curato per il secondo anno dalla direttrice artistica e compositrice Silvia Colasanti.

Musica che riflette sul proprio presente e che ci offre una lente per leggere la realtà” racconta Silvia Colasanti. “Così ho proseguito il percorso intrapreso nella precedente edizionepresentando per il 2026 lavori che spaziano dal ‘700 alla musica dei nostri giorni, in un viaggio musicale nel Mediterraneo, mare che grazie alla sua posizione di ponte tra continenti ha favorito la nascita e lo sviluppo di grandi civiltà ed è stato palcoscenico delle gesta di dei ed eroi, scenario di mitiAnche mare di frontiere, di migrazioni e di incontri, luogo dove si intrecciano destini, culture e tradizioni diverse. La musica è la voce che racconta queste storie, che sa esprimere speranze e paure di chi attraversa il mare in cerca di una vita migliore: il nostro Festival vuole essere una riflessione su questa complessità, su questa ricchezza culturale e umana che il Mediterraneo rappresenta”.

Siamo convinti – prosegue il presidente Michele Punzi – che un Festival non debba essere solo un insieme di eventi di spettacolo, ma anche, e soprattutto, un’occasione di riflessione e un’opportunità di crescita per il territorio che lo ospita e per le persone che lo vivono. Per questo, la 52ª edizione del Festival della Valle d’Itria è un progetto che, da un lato rimane fedele alla nostra tradizione di proposte non usuali, ma dall’altro guarda con attenzione alle tematiche sociali e alla necessità di radicarsi in sempre nuovi pubblici. Martina Franca è pronta ad accogliere quanti saranno incuriositi da una programmazione mai scontata”.

LE TRE NUOVE PRODUZIONI LIRICHE

Sono tre le nuove produzioni liriche, i cui titoli erano stati già anticipati a fine Festival 2025: nella cornice di Palazzo Ducale martedì 14 luglio (ore 21, repliche il 26, 29 luglio e il 1° agosto) il Festival inaugura con Alfredo Casella – La favola di Orfeo / Igor Stravinskij – Pulcinella, un dittico di opere che reinterpretano il mito e la tradizione classica in chiave novecentesca e che ci porta alle radici della nostra cultura. Il primo, di rara rappresentazione, è un’opera da camera in un atto, scritta da Casella nel 1932, il secondo, più noto, è un balletto con canto in un atto del 1920, che Stravinskij compose prendendo spunto dalle maschere della tradizione mediterranea e la musica del Settecento napoletano. Regia e coreografia saranno di Jean Renshaw, artista anglo-tedesca già ospite del Festival; Nicolò Umberto Foron, promettente talento classe 1998, già affermato sulla scena internazionale e per la prima volta impegnato in Italia nella direzione di un’opera, guida l’Orchestra e il Coro del Teatro Petruzzelli di Bari.

Ancora a Palazzo Ducale il 25 luglio (ore 21, repliche il 28, 31 luglio, 2 agosto) per la Carmen di Georges Bizet. La celebre opéra-comique viene presentata nella partitura originale del 1874 come prima assoluta in forma scenica, restituendo al pubblico una versione mai rappresentata finora, grazie alla recente revisione critica di Paul Prévost per l’editore Bärenreiter. La partitura che sarà eseguita è quella originariamente predisposta dal compositore, prima che i dirigenti dell’Opéra Comique di Parigi chiedessero importanti cambiamenti. Fabio Luisi, direttore musicale del Festival, guida l’Orchestra e il Coro del Teatro Petruzzelli di Bari offrendo per la prima volta nella sua lunga carriera la lettura del capolavoro di Bizet, mentre regia, scene e costumi saranno di Denis Krief, artista di grande e consolidata esperienza che torna a Martina Franca dopo una lunga assenza.

Il schiavo di sua moglie (1672) dramma per musica in un prologo e tre atti di Francesco Provenzale, è la terza, nuova, produzione in scena il 24 luglio nel Chiostro del Carmine di Martina Franca (ore 21, repliche il 27 e 30 luglio). Confermando l’attenzione verso la riscoperta e le rarità del repertorio barocco, il Festival allestisce in prima esecuzione in tempi moderni una delle opere più celebri del musicista napoletano del Seicento, grazie al lungo lavoro di ricerca su Provenzale di Antonio Florio musicologo e direttore, alla guida del complesso barocco, da lui fondato, Cappella Neapolitana. Il cast sarà formato dagli allievi dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” che approfondiranno lo studio dell’opera nel loro percorso di perfezionamento; firma la regia Rita Cosentino, già apprezzata nella regia di due produzioni degli ultimi anni, nonché curatrice dei laboratori didattici del Festival.

Il MEDITERRANEO SECONDO BALIANI, UN NUOVO PROGETTO PER IL FESTIVAL

Alle tre produzioni liriche, si affianca un altro progetto ispirato al tema del Mediterraneo che il Festival ha commissionato a Marco Baliani, scrittore, attore e regista dedito a un teatro di ricerca e di impegno civile. Vennero da ogni dove andrà in scena il 20 e 21 luglio al Chiostro di San Domenico (ore 21). Con Baliani ritroviamo la voce di Vincenzo Capezzuto, artista a tutto tondo, affiancato da Luciano Orologi (sax), Giancarlo Bianchetti (chitarra classica) e Marco Forti (contrabbasso), per uno spettacolo che è intreccio di musica, canzoni e racconti intorno al tema del viaggio per mare, viaggio che a volte è transito, altre volte fuga, altre volte ancora disperato tentativo di approdo.

I CONCERTI, IL PROGETTO “IN ORBITA”, IL CONVEGNO

Come di consueto, parte integrante saranno i numerosi concerti lirici, sinfonici e cameristici, che arricchiranno la programmazione del Festival valorizzando chiostri, basiliche, masserie, luoghi storici e di grande bellezza del barocco martinese e del territorio pugliese. Saranno tutti dedicati ad approfondire e a riflettere sul tema “Mediterraneo” e sulla musica dei compositori in cartellone.

Il Concerto dello Spirito alla Basilica di San Martino (17 luglio, ore 21) vedrà protagonista l’Orchestra ICO della Magna Grecia diretta da Giovanni Pelliccia (viola solista Francesco Peverini) con musiche di Stravinskij, Britten e la prima assoluta di Lamento dal mare del giovane compositore spagnolo Jorge Coll Navarro. Il 19 luglio all’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala (che torna a Martina Franca dopo essere stata nel 2025 l’orchestra di due produzioni del Festival) spetta il Concerto Sinfonico a Palazzo Ducale, diretta dal trentenne Diego Ceretta, solista l’affermata violinista Francesca Dego (musiche di Stravinskij, Schubert e Castelnuovo-Tedesco).

I tre Concerti del Sorbetto fra Chiostro di San Domenico e Chiostro delle Agostiniane (ore 18), ospitano il Quartetto Adorno (18 luglio) e il giovane violinista Paride Losacco (1° agosto) in un percorso nel Novecento storico italiano ed europeo, presentando pagine di Casella, Stravinskij e Ravel per quartetto d’archi e Petrassi, Stravinskij, Prokof’ev e Kurtág per violino solo. Gli artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” con il pianista Francisco Manuel Soriano approfondiranno invece il ricco repertorio della musica vocale francese di Otto-Novecento, ruotando intorno alla celebre Habanera di Bizet (25 luglio).

Quattro infine gli appuntamenti (ore 21) di “Mediterraneo in musica” fra chiostri e masserie del territorio della Valle d’Itria: si inizia il 16 luglio al Leonardo Trulli Resort di Locorotondo con il Concerto del Mediterraneo e gli allievi dell’Accademia “Rodolfo Celletti”; il 18 luglio a Cisternino, nella Chiesa Madre San Nicola, violoncello solo con Danilo Squitieri un viaggio di più secoli che parte dalla Prima Suite di Bach fino ad Alone di Giovanni Sollima; il 22 luglio (ore 21) alla Masseria Palesi di Martina Franca Notturno Adriatico un concerto sul tema del mare nella musica del XX e XXI secolo con Francesco D’Orazio al violino e Liubov Gromoglasova al pianoforte; infine il 23 luglio Pino De Vittorio sarà protagonista di Tarantelle del rimorso al Chiostro di San Domenico, una serata dedicata al repertorio di tarantelle del Gargano e di canti del Sud Italia di cui De Vittorio, accompagnato dal chitarrista Marcello Vitale, è fra i maggiori interpreti.

In programma anche il Convegno di studi “Riscoprire l’antico nel Novecento. Mito e Mediterraneo in Stravinskij e Casella” in collaborazione con l’Associazione Docenti Universitari Italiani di Musica. Il convegno, aperto a studiosi e momento di formazione per il pubblico del Festival, approfondisce le modalità attraverso cui gli immaginari dell’antico, del mito e del Mediterraneo si ri-compongono nella musica del Novecento, con particolare riferimento alle poetiche di Stravinskij e Casella, due autori in cui il dialogo con l’antico assume una valenza simbolica profonda.

Dopo il successo degli ultimi anni, anche quest’anno il Festival avrà la sua anteprima con la rassegna “In Orbita” (10-12 luglio, ore 21), approdando nelle piazze e contrade di Martina Franca. Due gli appuntamenti in programma: il 10 e 11 luglio Naufragi, uno spettacolo di teatro e musica liberamente ispirato a La tempesta di Shakespeare, prodotto dalla Fondazione Arturo Toscanini con cui la Fondazione Paolo Grassi rinnova la collaborazione: il Trio d’archi della Filarmonica Arturo Toscanini e gli attori della compagnia teatrale Anellodebole coinvolgeranno il pubblico che diventa parte dello spettacolo, stimolando la riflessione sul naufragio reale e metaforico, sul viaggio e sulla migrazione. In quartetto all’opera (12 luglio), vedrà invece il pianista Francesco Libetta affiancarsi ai suoi allievi dei corsi della Fondazione Paolo Grassi – Christian De Nicolais, Simone Mao Giovanni Mascia – in un programma di ampio respiro fra opere di Verdi e Mozart, con sinfonie, valzer e melodie, fino al celebre Quartetto dal Rigoletto, tutto eseguito sul pianoforte: un solo strumento che si presta a essere suonato a due o quattro mani, ma anche a sei, otto, o con una mano sola.

Abbonamento alle 3 Opere da 120 a 70 euro.

Biglietti opere da 70 a 30 euro;concerti da 40 a 5 euro; Concerto dello spirito e Concerto a Cisternino ingresso libero su prenotazione.

Agevolazioni dedicate per senior, under 30 e 18. Vendita on line su vivaticket.com

Info: tel. +39 080 4805100, info@festivaldellavalleditria.it

Atelier Musicale: pagine di Smetana, Shostakovič e Sollimacon il Trio Bedrich sabato 28 febbraio alla Camera del Lavoro di Milano

La formazione composta da Margherita Ceruti (violino), Michele Mazzola (violoncello) e Filippo Piredda (pianoforte) sarà la protagonista del penultimo concerto stagionale della rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio  

Dedicato al classico trio violino, violoncello e pianoforte, il penultimo concerto della XXXI edizione dell’Atelier Musicale presenterà, sabato 28 febbraio alla Camera del Lavoro di Milano, una formazione di giovani virtuosi che si stanno rapidamente affermando sulla scena nazionale, interpreti di un programma che si configura come un viaggio nell’universo espressivo di autori di diverse epoche storiche: sul palco dell’auditorium Di Vittorio si esibirà, infatti, il Trio Bedrich, composto da Margherita Ceruti (violino), Michele Mazzola (violoncello) e Filippo Piredda (pianoforte), che eseguirà musiche di Smetana, Shostakovič e Sollima (inizio live ore 17.30, ingresso 10 euro).

Di Smetana, un protagonista della stagione delle scuole nazionali, fedele alla tradizione musicale boema, viene proposto il suo unico trio con pianoforte. Si tratta di un’opera energica e compatta, che nasconde una profonda riflessione interiore dovuta alla scomparsa prematura della figlioletta e che risente, nella scrittura, della poetica romantica. La composizione giovanile di Shostakovič (Trio per pianoforte No. 1 in Do minore, Op. 8) è, invece, scritta in un unico movimento, seppure variato al suo interno, ed esprime precocemente quell’inquietudine tipica del compositore russo, con momenti lirici ed altri aspri e corrosivi. Del tutto contemporanea, per la varietà di riferimenti e la maniera di esplorare la storia della musica, è la pagina di Giovanni Sollima, il cui eclettismo emerge in una serie di brevi racconti  (Short Trio Stories), ispirati da Leonardo, Beethoven, Scarlatti e dal mondo gitano, che rendono la partitura cangiante e lontana da un’unità narrativa.

I tre giovani esponenti del Trio Bedrich, impegnati in un programma originale per la scelta degli autori e per la ricerca di espressività differenti, fanno parte della nuova generazione di fuoriclasse che anima la scena interpretativa italiana. Nato nel 2023 in seno alla classe di musica da camera di Monica Cattarossi (artista spesso presente all’Atelier) al Conservatorio Verdi di Milano, questo trio ha già vinto diversi premi in concorsi nazionali e internazionali, sia come gruppo sia nei suoi singoli componenti, tutti diplomati con lode e menzione. La formazione ha poi intrapreso una carriera concertistica che l’ha portata a suonare in prestigiose sale italiane e straniere, in particolare in Germania e Svizzera. Attualmente prosegue il suo percorso di studio sotto la guida del Maestro Bruno Giuranna presso la prestigiosa Accademia Stauffer di Cremona e del Maestro Patrick Jüdt alla Hochschule der Künste, a Berna. Di recente, il trio è stato selezionato per entrare a far parte de Le Dimore del Quartetto. Siamo, quindi, di fronte a una formazione già ampiamente matura, in grado di proporre un repertorio di grande varietà espressiva in un concerto che merita l’attenzione del pubblico milanese perché presenta alcuni dei futuri protagonisti del mondo musicale nazionale.

Atelier Musicale – XXXI edizione

Sabato 28 febbraio 2026, ore 17.30

Trio Bedrich – Giovani talenti in concerto

Premio del Conservatorio G. Verdi di Milano

Margherita Ceruti (violino), Michele Mazzola (violoncello), Filippo Piredda (pianoforte).

Programma

B. Smetana:

Trio per pianoforte in Sol minore, Op. 15

(Moderato assai/Allegro, ma non agitato/Finale: Presto);

D. Shostakovič:

Trio per pianoforte No. 1 in Do minore, Op. 8;

G. Sollima:

Short Trio Stories.

Introduce Maurizio Franco.

Dove: Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano.

Inizio concerti: ore 17.30.

Ingresso: 10 euro.

On line: www.secondomaggio.org

Per informazioni: 3483591215; email: secondomaggio@alice.it; eury@iol.it

Direzione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.

Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.

Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra.

Il quartetto d’archi del Teatro San Carlo aprirà la cerimonia della Scuola Superiore Magistratura a Napoli

Mercoledì 25 febbraio 2026, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Il quartetto d’archi dei Professori d’Orchestra del Teatro di San Carlo di Napoli, composto da Salvatore Lombardo, Pasquale Murino, Andrea De Martino e Alberto Senatore, eseguirà l’Inno nazionale italiano all’inizio della cerimonia di inaugurazione dell’anno formativo 2026 della Scuola Superiore della Magistratura, che avrà luogo mercoledì 25 febbraio 2026 (ore 11:00), a Napoli, a Castel Capuano, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Interverranno il Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Fabio Pinelli; e il Viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto.

Concluderà la Presidente della Scuola, Silvana Sciarra. Prevista la partecipazione di autorità istituzionali e giudiziarie, nonché di alcuni studenti del liceo classico “Renato Cartesio” di Giugliano in Campania, del liceo delle scienze umane economiche e sociali “Elsa Morante” e del liceo scientifico “Piero Calamandrei” di Napoli

ARENA DI VERONA : NEL GIORNO DELLA CERIMONIA OLIMPICA RICORRONO I 150 ANNI DALLA NASCITA DI GIOVANNI ZENATELLO, IDEATORE DELL’OPERA FESTIVAL

L’omaggio di Fondazione Arena e di Cecilia Gasdia

L’Arena, le Olimpiadi e l’ideatore dell’Opera Festival. Storie e mondi che si incontrano domani, domenica 22 febbraio, a Verona. Il giorno esatto in cui l’anfiteatro ospita la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali coincide con uno dei compleanni più speciali per l’Opera Festival.  Precisamente 150 anni fa, nel 1876, nasceva a Verona Giovanni Zenatello. Tenore, artista, impresario coraggioso. Fu lui per primo a capire che il millenario anfiteatro di Verona poteva ospitare spettacoli grandiosi destinati a scrivere la storia. E così, il 10 agosto 1913, portò in scena la prima rappresentazione di Aida in occasione del Centenario della nascita di Giuseppe Verdi.

“Grazie all’intuizione di un grande uomo, di un veronese che è stato tenore, artista, impresario e mecenate, oggi l’Arena è per il mondo il simbolo per eccellenza dell’opera lirica – afferma il Sovrintendente di Fondazione Arena Cecilia Gasdia -. La giornata di domani, che resterà nella storia della nostra città, la dedichiamo a lui che, per primo, seppe vedere il potenziale dell’Arena, facendo sì che l’opera fosse per tutti. Sembra una coincidenza ma, a pensarci bene, tutto questo oggi assume un valore ancora più profondo. La cerimonia olimpica, come l’opera d’estate in questa stessa Arena, unisce popoli e culture nel nome dell’arte, dello sport, della bellezza. Giovanni Zenatello fu il primo a capire il valore universale e contemporaneo dell’abbraccio del nostro anfiteatro. Domani, guardando all’Arena, lo ricorderemo commossi e grati”.

Il silenzio e l’incanto per il debutto di “Dido and Aeneas”. Ovazione per l’opera barocca diretta dal maestro Gabriele Ferro con la regia di Lorenzo Amato.

La qualità del silenzio in sala durante l’esecuzione di un’opera è un indicatore perfetto del suo successo. E ieri sera, al debutto di Dido and Aeneas di Henry Purcell, il pubblico del Teatro Massimo ha ascoltato il capolavoro seicentesco in un silenzio quasi religioso, rotto soltanto da un lunghissimo e commosso applauso finale.

Il ritorno sul podio del Maestro Gabriele Ferro è stato il fulcro di un’esecuzione tesa e rigorosa, capace di restituire la modernità e la poesia dell’opera. Sotto la sua guida, l’Orchestra e il Coro della Fondazione (istruito da Salvatore Punturo) hanno dato vita a un continuum narrativo di grande intensità, sostenuto dal basso continuo guidato al cembalo e all’organo dal Maestro Ignazio Maria Schifani (con Kristi Curb al violoncello, Viviana Caiolo al violoncello, Daniele Pisanelli al contrabbasso,  Giulio Falzone e Giorgia Zanin alle tiorbe).

Grandi applausi per la regia in “bianco e nero” di Lorenzo Amato con scene e costumi di Justin Arienti, e il disegno luci di Vincenzo Raponi, che ha incorniciato il dramma della regina di Cartagine con delicatezza in un’estetica essenziale e simbolica. Ad affiancare Amato Giancarlo Stiscia (che ha anche ripreso le azioni mimiche di Danilo Rubeca). E tanti applausi per tutto il cast: da Roberta Mameli (Dido) che ha incantato per l’intensità dell’interpretazione, culminata in un lamento finale (When I am laid in earth) struggente, affiancata dalla Belinda di Martina Licari e dalla Second Woman di Noemi Muschetti. Dominic Sedgwick ha dato voce al nobile Aeneas. Aya Wakizono ha interpretato la magnetica Sorceress, guidando con autorità il gruppo delle streghe (Amélie Hois e Giulia Alletto).

Hanno completato il cast il controtenore Alexandru Costea (Spirit) e Samuele Di Leo (Sailor). Grande emozione ai saluti finali quando Roberta Mameli ha accolto sul palco il Maestro Ferro con un inchino reverenziale, suggellando una serata di alto profilo artistico.

L’opera sarà ancora in scena sabato 21 febbraio alle 18:30 (Turno C), domenica 22 febbraio alle 17:30 (Turno D) martedì 24 febbraio alle 18:30 (Turno B).

PRENDE IL VIA LA XIV EDIZIONE DEL PREMIO INTERNAZIONALE DI DIREZIONE D’ORCHESTRA “GUIDO CANTELLI”

Iscrizioni aperte dal 24 febbraio per il prestigioso concorso rivolto ai giovani talenti del podio, che nel 2026 celebra il settantesimo anniversario dalla scomparsa del grande direttore

A selezionare i candidati una giuria internazionale presieduta da Donato Renzetti, che riunisce rappresentati di prestigiose istituzioni come la Chicago Symphony Orchestra, l’Hungarian Radio Symphony Orchestra e la London Philharmonic Orchestra

Riparte il Premio Internazionale di Direzione d’Orchestra “Guido Cantelli”, che nel 2026 celebra la sua XIV edizione in un anno particolarmente significativo per la sua storia: ricorre infatti quest’anno il settantesimo anniversario della scomparsa del grande direttore novarese a cui il Premio è dedicato, pupillo ed erede artistico di Arturo Toscanini e figura ancora oggi di riferimento per generazioni di musicisti. Le iscrizioni al prestigioso concorso internazionale – che nella sua fase storica ha laureato bacchette come quelle di Riccardo Muti, Eliahu Inbal, Ádám Fischer e Hubert Soudant – apriranno il 24 febbraio e resteranno attive fino al 30 aprile 2026. Potranno partecipare direttori d’orchestra di ogni nazionalità di età compresa tra i diciotto e i trentacinque anni. La fase di preselezione avverrà sulla base di registrazioni video inviate dai candidati, mentre i nominativi dei concorrenti ammessi alle prove eliminatorie saranno comunicati giovedì 21 giugno 2026.

Dal 1° al 4 ottobre le diverse fasi del concorso si svolgeranno così suddivise: dal 1° al 3 ottobre, le prove eliminatorie e semifinali, a Milano presso l’Auditorium Fondazione Cariplo; la finale si svolgerà invece il 4 ottobre al Teatro Coccia di Novara, e sarà un concerto aperto al pubblico. I concorrenti affronteranno tutte le prove sul podio dell’Orchestra Sinfonica di Milano, partner del Premio Cantelli. Per il Primo Premio la somma è di 12.000 euro, per il Secondo premio è di 8.000 euro e per il Terzo premio di 5.000 euro. 

«Il Premio Cantelli non è soltanto una competizione, è un gesto di fiducia verso il futuro – dice Corinne Baroni, Direttore del Teatro Coccia e Direttore artistico del Premio –. Nel settantesimo anniversario della scomparsa di Guido Cantelli sentiamo ancora più forte la responsabilità di custodirne l’eredità come energia viva, non come memoria immobile. Celebrare questo anniversario significa continuare a credere nei giovani direttori, accompagnarli in un percorso serio, esigente, capace di unire tecnica, visione e responsabilità artistica. È questo, oggi, il modo più autentico di onorare Cantelli: investire sul talento e dare futuro alla musica».

La nuova edizione prende il via con rinnovato entusiasmo dopo il successo dell’edizione precedente, la XIII, che ha fatto registrare un record di partecipazione con ben 241 candidature, a conferma del crescente prestigio internazionale del concorso. Recente testimonianza di questo percorso di consolidamento è l’ingresso del Premio Cantelli nella “World Federation of International Music Competitions”, la principale rete globale di istituzioni dedicate alla scoperta e alla promozione dei giovani talenti musicali. 

I concorrenti ammessi alle prove eliminatorie della XIV edizione del Premio Cantelli saranno valutati da una giuria che riunisce personalità artistiche e culturali rappresentative di ben sette nazioni e tre continenti e appartenenti alle più prestigiose istituzioni musicali al mondo, da Tokyo a Chicago passando per Londra. Presidente di giuria è Donato Renzetti, vincitore del Premio Cantelli nel 1980 e già a capo della giuria nell’edizione del 2020. Accanto a lui Roanna Gibson (Responsabile della programmazione concertistica della London Philharmonic Orchestra), Didier de Cottignies (Direttore artistico dell’Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo), Riccardo Frizza (Consulente artistico del Premio Cantelli e Direttore principale della Hungarian Radio Symphony Orchestra), Patrick Fournillier (Direttore musicale dell’Opera Nazionale di Varsavia), Cristina Rocca (Vice presidente della Chicago Symphony Orchestra), Corrado Rovaris (Direttore musicale dell’Opera Philadelphia) e Ryuichiro Sonoda (Direttore artistico della Fujisawa City Opera e Direttore principale della Pacific Philharmonia Tokyo). 

Accanto alla giuria principale – assegnataria del già citato Primo, Secondo e Terzo Premio – sono presenti anche due giurie tecniche, che conferiranno ciascuna un premio di 2.000 euro: la Giuria della critica, composta dai giornalisti Camille De Rijck (Forum Opéra), Enrico Girardi (Corriere della Sera) e Carla Moreni (Il Sole 24 Ore), e la Giuria del Management e delle Agenzie, formata dai tre agenti Lorenzo Baldrighi (Lorenzo Baldrighi Artists Management), Mark Hildrew (Askonas Holt) e Nicholas Mathias (IMG Artists).

Previste anche due giurie che rappresentano il legame del Premio Cantelli con il territorio in cui è nato: la Giuria della Città, composta da Luca Piantanida, Assessore alle Politiche Culturali e Turistiche del Comune di Novara, Alessandra Aina, Direttrice del Conservatorio “Guido Cantelli” di Novara ed Ettore Borri, Presidente dell’Associazione Amici della Musica “Vittorio Cocito”, e la Giuria degli Amici del Teatro Coccia, formata da Cinzia Fenini e una rappresentanza di associati. Entrambe queste giurie assegneranno un premio dal valore di 1.500 euro.

Assegnerà infine un premio di 1.000 euro la Giuria Giovani, che riunisce gli allievi del Conservatorio “Guido Cantelli” di Novara e il gruppo “Giovani dietro le quinte”, composto da appassionati di musica under 35 noti come Ambasciatori del Teatro Coccia tra i più giovani. 

Nel segno di un continuo rinnovamento progettuale, nell’edizione 2026 il Premio Cantelli sceglie inoltre di avviare una collaborazione con il Concorso Internazionale “Città di Brescia – Giancarlo Facchinetti”, riconoscendone la specifica vocazione verso il repertorio del nostro tempo e la formazione di direttori d’orchestra chiamati a confrontarsi con i linguaggi contemporanei. In virtù di questa sinergia, i due vincitori ex-aequo dell’edizione 2025 del Concorso Facchinetti sono stati ammessi direttamente alle prove eliminatorie di Milano, aggiungendosi ai candidati selezionati attraverso la fase di preselezione video. 

Il Premio Cantelli rafforza così il suo impegno nel sostenere i giovani talenti della direzione d’orchestra e nel promuovere il dialogo attivo con la musica contemporanea: seguendo l’esempio di Guido Cantelli, profondamente attento alla musica del proprio tempo e promotore di una visione aperta e innovativa della direzione d’orchestra, il Premio intende impegnarsi nel valorizzare e nel sostenere la musica di nuova composizione. 

Per questo, il programma delle semifinali e delle finali includerà anche quest’anno un brano inedito, selezionato attraverso una Call per compositori aperta a candidati di qualsiasi nazionalità e senza limiti di età. La nuova composizione sinfonica dovrà rispettare l’organico indicato nel regolamento e avere una durata compresa tra 8 e 12 minuti. Tutte le informazioni relative alla Call sono disponibili sul sito www.premiocantelli.it. Le iscrizioni chiuderanno il 12 giugno 2026.

Guido Cantelli, nato a Novara il 27 aprile 1920, il 17 novembre 1956 diresse al Teatro Coccia il suo ultimo concerto, con l’Orchestra della Scala della quale appena il giorno precedente era stato nominato direttore stabile. Pochi giorni dopo, nella notte tra il 23 e il 24 novembre, l’aereo che doveva portarlo a New York si schiantò al suolo subito dopo il decollo dall’aeroporto parigino di Orly. Aveva poco più di trentacinque anni ma era già uno dei direttori d’orchestra più importanti del secondo Novecento. Per onorare la sua memoria, nel 1961 l’Ente Provinciale per il Turismo di Novara istituì il Premio Internazionale “Guido Cantelli” per giovani direttori d’orchestra, che nelle prime dieci edizioni fino al 1980 laureò alcuni fra i futuri protagonisti della direzione d’orchestra: un albo d’oro che oltre a Riccardo Muti, vincitore nel 1967, annovera Eliahu Inbal (1963), Ádám Fischer e Lothar Zagrosek (1973), Hubert Soudant (1975) e Donato Renzetti (1980). Dopo una pausa durata quarant’anni, grazie all’impegno del Direttore del Teatro Coccia di Novara Corinne Baroni, nel 2020 il Premio Cantelli ha ricominciato il suo percorso con tre edizioni che hanno confermato la storia, presentando tra i selezionati giovani talenti che oggi stanno svolgendo una carriera in ascesa come Tianyi Lu (vincitrice dell’XI edizione, nel 2020), Min Gyu Song (vincitore della XIII edizione, nel 2024), Bertie Baigent, Diego Ceretta, Dmitry Matvienko, Cristian Spătaru e Toby Thatcher.

La XIV edizione del Premio Internazionale di Direzione d’Orchestra “Guido Cantelli” è organizzata da Fondazione Teatro Carlo Coccia di Novara con il contributo di Ministero della Cultura e con il patrocinio di Regione Piemonte.