Daniel Oren sul podio del Ravenna Festival

23 GIUGNO

ore 18 Biblioteca Classense, Chiostro Grande

Il tradizionale appuntamento sulla Via Sancti Romualdi è con il fisico e inventore Federico Faggin, per una conversazione su Corpo, mente e spirito rivisti.

24 GIUGNO

ore 21.30 MAR Museo d’arte della Città di Ravenna

Il Signum Saxophone Quartet spazia da Grieg e Barber a Gershwin e Piazzolla, fino al giovanissimo compositore vietnamita-americano Viet Cuong.

24 GIUGNO

ore 21.30 Cervia, Arena dello Stadio dei Pini

Il Trebbo in musica

Dardust è in scena con il suo nuovo progetto Urban Impressionism, una sinfonia matura e imponente, in cui gli archi e il pianoforte accolgono le frizioni dell’elettronica.

dal 25 GIUGNO

al 13 LUGLIO

tranne lunedì e giovedì

ore 20 Palazzo Malagola

Si completa il trittico di Don Chisciotte ad ardere, che Marco Martinelli ed Ermanna Montanari di Albe/Ravenna Teatro hanno dedicato al caposaldo del canone letterario occidentale.

25 GIUGNO

ore 21.30 Cervia, Arena dello Stadio dei Pini

Il Trebbo in musica

Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello, assi del jazz italiano, ci offrono un ritratto di Pino Daniele, scomparso dieci anni fa, con Il cielo è pieno di stelle.

26 GIUGNO

ore 21 Teatro Alighieri

La cantautrice americana Cat Power riporta invece in scena lo storico concerto di Bob Dylan “della Royal Albert Hall” del 1966, che scosse le fondamenta della musica folk.

26 GIUGNO

ore 21 Pala De André

Zubin Mehta sul podio dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino per il Concerto op. 61 di Beethoven, con solista Amira Abouzahra, e Ein Heldenleben di Richard Strauss.

27 GIUGNO

ore 21 Basilica Metropolitana

Cantare amantis est

Un Concerto del Giubileo con l’Orchestra Cherubini diretta da Hossein Pishkar – in programma, anche una nuova composizione commissionata per l’occasione a Leonardo Marino.

Buio d’inferno e la dolce sinfonia di Paradiso

Un viaggio tra musica e parole

prossimi appuntamenti: 24 e 26 giugno alle 17 alla Domus dei Tappeti di Pietra

ANCHE IL SECONDO WEEKEND DELL’ARENA OPERA FESTIVAL È SOLD OUT ; VENERDI’ TORNA L’AIDA ‘DI CRISTALLO’

Dal 20 giugno in scena l’opera regina dell’Anfiteatro nell’allestimento di Stefano Poda, autore del nuovo Nabucco. Nel primo cast: Siri, Ganci, Rehlis, Enkhbat, Vinogradov diretti dal Maestro Oren.

Chiuso il fine settimana inaugurale, il Festival lirico riparte dall’opera ‘regina’. Venerdì 20 giugno alle 21.30 va in scena all’Arena di Verona la prima rappresentazione di Aida. L’allestimento, definito ‘di cristallo’ per le superfici trasparenti e gli inediti giochi di luce, è curato in ogni aspetto da Stefano Poda, che fonde in scena una personale unione di antica simbologia egizia e alta moda contemporanea. La serata è già sold-out, così come il Nabucco del giorno successivo.

Sul palcoscenico della prima stagionale salgono artisti dalla carriera internazionale, apprezzati dalla critica e dal pubblico areniano. Protagonista il soprano Maria José Siri, Aida amante e amata da Radames, interpretato dal tenore Luciano Ganci. A dividerli la principessa Amneris del mezzosoprano Agnieszka Rehlis, e due popoli in guerra fra loro: da un lato l’Egitto dell’inflessibile sacerdote Ramfis (Alexander Vinogradov) e del Faraone (Simon Lim), dall’altro l’Etiopia del re e padre di Aida Amonasro, parte in cui torna il baritono Amartuvshin Enkhbat, titolare del Nabucco inaugurale. Completano il cast il Messaggero di Carlo Bosi e la sacerdotessa di Francesca Maionchi. Sul podio areniano torna Daniel Oren, a dirigere l’Orchestra di Fondazione Arena e il Coro preparato da Roberto Gabbiani.

Aida ‘di cristallo’, che sarà in scena fino al 4 settembre con grandi debutti nei cast, ha collezionato diversi record per interesse suscitato, interazioni social, ascolti tv della prima in diretta nel 2023, affluenza media di spettatori e ricerche sul web. Uno spettacolo ricco e potente da scoprire replica dopo replica, grazie a led, laser, trasparenze che raccontano la drammaturgia del capolavoro verdiano mettendo in risalto le linee dell’Anfiteatro. Tra geroglifici e alta moda, colori contrastanti e materiali inediti, con la simbologia della mano, Poda mostra il potere dell’uomo di creare, distruggere, pregare, combattere, amare, in un viaggio dantesco reso dai quattrocento artisti in scena, compresi il Ballo coordinato da Gaetano Petrosino, mimi, figuranti, e dai Tecnici di Fondazione Arena.

Si replica il 29 giugno alle 21.30, il 6, 13, 16, 20, 27 luglio alle 21.15, l’1, 10, 17, 24, 28 agosto e il 4 settembre ore 21. I cast alternativi sono tali da rendere ogni rappresentazione una vera e propria ‘prima’ dell’opera, con attesi debutti nei diversi ruoli per importanti artisti, accanto a graditi ritorni: per Aida, Marina Rebeka, Aleksandra Kurzak, Olga Maslova e Anna Netrebko, per Radames i tenori Brian Jagde, Gregory Kunde, Roberto Alagna e Yusif Eyvazov, per Amneris Anna Maria Chiuri, per Amonasro Youngjun Park e Ludovic Tézier, oltre ai bassi Abramo Rosalen, Giorgi Manoshvili e Ramaz Chikviladze, all’esordio areniano. Debutto anche sul podio, il 6 luglio, per Francesco Ommassini, direttore veneziano e veronese d’adozione.

I biglietti per tutte le date sono già in vendita su arena.it, sui canali social dell’Arena di Verona e su Ticketone. Speciali riduzioni sono riservate agli under 30 e agli over 65.

L’Arena di Verona Opera Festival 2025 conta sul sostegno di numerosi sponsor, in primis UniCredit, che vanta una longevità di collaborazione di oltre 25 anni, e poi Calzedonia, Pastificio Rana, Volkswagen Group Italia, DB Bahn, Forno Bonomi, Numia, RTL 102.5, Genny, che ha firmato le divise del personale adibito all’accoglienza del pubblico, e Müller, che sostiene i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Tra gli official partner marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, Metinvest, SABA Italia, SDG Group, Sartori di Verona, Palazzo Maffei e Mantova Village. Così come Calvisius Arena Foyer, ManPower Group e Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e Ferroli. Oltre a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana dell’omonimo pastificio e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse, con il Gruppo Editoriale Athesis, media partner.

Biglietteria

Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona – biglietteria@arenadiverona.it 

Call center (+39) 045 800.51.51 – www.arena.it

Punti di prevendita TicketOne 

Lirica, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine è di scena Rigoletto

Daniel Oren dirige Orchestra e Coro del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste e un cast di voci di assoluto spessore capitanato da Amartuvshin Enkhbat nel ruolo del titolo, baritono conteso dai maggiori teatri lirici del mondo.

Gilda sarà interpretata da Sabina Puértolas. La regia è di Vivien Hewitt. Venerdì 30 maggio alle 17.30 lo scrittore e critico musicale Gianni Gori presenterà l’opera al pubblico nel corso di una conferenza a ingresso libero

Da quell’11 marzo 1851 in cui vide la luce sul palcoscenico del Teatro La Fenice di Venezia, il Rigoletto di Giuseppe Verdi brilla fra i capolavori della lirica più amati e interpretati al mondo. Dramma di passione, tradimento, gelosia e vendetta, la prima opera della trilogia popolare verdiana andrà in scena al Teatro Nuovo Giovanni da Udine sabato 31 maggio con inizio alle ore 20.00, nel nuovo allestimento del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste.

Il titolo verdiano, inserito nel cartellone di Opera, Operetta e Danza firmato dalla direttrice artistica Fiorenza Cedolins, è lo spettacolo conclusivo della XXVIII Stagione del Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

Venerdì 30 maggio alle ore 10.00 si terrà la prova generale del Rigoletto con il Teatro gremito di giovani provenienti dagli istituti scolastici di Udine e provincia; alle 17.30 lo scrittore e critico musicale Gianni Gori presenterà l’opera al pubblico nel corso di una conferenza a ingresso libero (prenotazione consigliata all’indirizzo iscrizioni@teatroudine.it).

Composto su richiesta del Teatro La Fenice per l’inaugurazione del carnevale veneziano, il Rigoletto è la prima della cosiddetta trilogia popolare verdiana che comprende anche il Trovatore e la Traviata ed è un’opera che traspira modernità per i temi trattati e per la sua meravigliosa combinazione di ricchezza melodica e potenza drammatica.

Il nuovo allestimento rispettoso della tradizione del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, con la regia affidata a Vivien Hewitt è stato accolto con grande successo di pubblico e di critica pochi giorni fa nel capoluogo giuliano.A dirigere l’Orchestra e il coro dell’ente lirico triestino e i solisti di assoluto spessore sarà il maestro Daniel Oren. Nel cast spicca il baritono Amartuvshin Enkhbat dalla torrenziale voce granitica e dalla possente presenza scenica, considerato oggi il massimo interprete del ruolo di Rigoletto dopo il debutto nel titolo in Scala eoggi conteso dai maggiori teatri del mondo; nel ruolo di Gilda troveremo il soprano spagnolo Sabina Puértolas, che ha già dato voce alla sventurata fanciulla mantovana alla Royal Opera House di Londra. Il Duca di Mantova sarà interpretato dal tenore messicano-statunitense Galeano Salas, da tempo sui migliori palchi del globo. L’ampio cast del Rigoletto vedrà poi sul palco del Giovanni da Udine una parata di ottimi professionisti, data l’importanza dei singoli ruoli, come il mezzosoprano Martina Belli per Maddalena, che ripeterà in stagione in Scala, il solido basso-baritono Carlo Striuli come Sparafucile e Gabriele Sagona nel ruolo del Conte di Monterone.

La vicenda, per la quale il librettista Francesco Maria Piave si ispirò «Le roi s’amuse» di Victor Hugo, ci trasporta nel XVI secolo alla corte del duca di Mantova, uomo potente e incallito seduttore. Rigoletto, il buffone di corte, lo fiancheggia insensibile al dolore procurato alle fragili vittime di sotterfugi e menzogne, ma viene colpito dalla maledizione del Conte di Monterone, padre umiliato dell’ennesima preda del duca. Dopo aver scoperto che Gilda, l’ingenua figlia che il giullare tiene segretamente nascosta, ama il duca che la corteggia sotto mentite spoglie, Rigoletto trama vendetta ma quando crede di aver trionfato, sarà proprio la musica a svelargli l’orrore peggiore cui un padre affettuoso possa sopravvivere…

Scritto da Verdi alla soglia dei quarant’anni e da una posizione di operista ormai pienamente affermato, Rigoletto rappresenta un momento di svolta decisivo sia nella produzione del compositore che per le sorti del melodramma. Abbandonati i grandi temi di ordine patriottico e risorgimentale, con Rigoletto Verdi concentrò la propria attenzione sulla figura umana, aprendo una strada che proseguirà con le successive Traviata e Trovatore. Si trattava per Verdi di associare ai toni alti della tragedia non più personaggi aulici ed eroi presi a prestito dalla storia, ma protagonisti di estrazione umile, popolare, appunto: un giullare nel caso di Rigoletto, una prostituta per Traviata, uno zingaro nel Trovatore. A questa scelta di ordine poetico corrispose una questione di genere teatrale: nell’intento di mescolare i due generi della commedia e della tragedia, Verdi si entusiasmò all’idea di mettere in musica Le Roi s’amuse di Hugo, un dramma nel quale il contrasto era sottolineato in massimo grado dal fatto che il protagonista era giustappunto un buffone.

Biglietteria del Teatro Nuovo Giovanni da Udine aperta dal martedì al sabato dalle 16.00 alle 19.00. L’acquisto dei biglietti è possibile anche online su www.teatroudine.it e www.vivaticket.it, nei punti Vivaticket e alla Libreria Feltrinelli di Udine (Via Canciani), il venerdì mattina dalle 9.30 alle 13.00. Per info: tel. 0432 248418 e biglietteria@teatroudine.it. Previste speciali riduzioni per i possessori della G-Teatrocard. Abbonamenti per la stagione lirica ancora disponibili.

TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE

sabato 31 maggio 2025 – ore 20.00

RIGOLETTO

di Giuseppe Verdi
libretto Francesco Maria Piave

DANIEL OREN maestro concertatore edirettore
VIVIEN HEWITT
regia-maestro del Coro Paolo Longo

Personaggi e interpreti principali

Rigoletto Amartuvshin Enkhbat

Gilda Sabina Puértolas

Il Duca di Mantova Galeano Salas

Maddalena Martina Belli

Sparafucile Carlo Striuli

Il Conte di Monterone Gabriele Sagona

La Contessa di Ceprano/Paggio Miriam Artiaco

Matteo Borsa Enzo Peroni

Marullo Fabio Previati

Il Conte di Ceprano Dario Giorgelè

Un usciere di corte Damiano Locatelli

allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste
Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste
produzione Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

TCBO: JORDI BERNÀCER SOSTITUISCE DANIEL OREN PER DIRIGERE WAGNER, BRITTEN E ČAJKOVSKIJ 

Mercoledì 30 aprile alle 20.30 all’Auditorium Manzoni 

Presenza frequente delle ultime stagioni, recentemente sul podio per Lucia di Lammermoor di Donizetti, Daniel Oren è nuovamente protagonista del cartellone sinfonico del Teatro Comunale di Bologna dirigendo il Siegfried-Idyll (Idillio di Sigfrido)WWV 103 di Richard Wagner, la suite Matinées musicales, op. 24 di Benjamin Britten e la Quarta Sinfonia in fa minore, op. 36 di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

Il concerto, in programma mercoledì 30 aprile alle 20.30 all’Auditorium Manzoni, si apre con la composizione cameristica scritta da Wagner per festeggiare a sorpresa il compleanno della moglie Cosima, eseguita nella villa di famiglia la mattina del 25 dicembre del 1870. Il titolo omaggia il loro terzo figlio Siegfried, nato l’anno precedente. L’Idillio è costruito su due motivi tematici che confluiranno poi nel terzo atto del Siegfried, penultimo dramma musicale della Tetralogia – all’epoca ancora in gestazione – che tra l’altro si avrà l’occasione di ascoltare in forma di concerto al Manzoni il prossimo 13 giugno (replica il 15) sotto la bacchetta di Oksana Lyniv.

È invece un tributo rispettoso alla musica di Rossini la suite orchestrale scritta da Britten durante un viaggio coast-to-coast da New York a Puerto Escondido, nell’estate del 1941, insieme al compagno Peter Pears. Le Matinées musicales scaturirono in realtà da una commissione di Lincoln Kirstein per l’American Ballet Company, con l’idea di creare un nuovo balletto su coreografia di George Balanchine.

Sul podio dell’Orchestra del TCBO, Oren propone infine la Sinfonia n. 4 di Čajkovskij, nata tra il 1876 e il 1878 durante un momento di crisi personale ed esistenziale del compositore, reduce anche dal fallito matrimonio con una sua allieva. Innegabile l’influenza positiva che ebbe in quel periodo la ricca mecenate Nadežda von Meck, con cui Čajkovskij costruì un fortissimo legame, seppur solo epistolare, a cui la Sinfonia è dedicata e che presenziò alla prima esecuzione avvenuta a Mosca il 10 febbraio 1878 sotto la direzione di Nikolaj Rubinštejn.

Direttore artistico del Teatro Verdi di Salerno, nella sua lunga carriera Oren ha lavorato su palcoscenici prestigiosi, dal Metropolitan di New York alla Scala di Milano passando per la ROH Covent Garden di Londra, con orchestre come i Berliner Philharmoniker, la Filarmonica di Israele e la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunk, oltre che con grandi cantanti di allora e di oggi, da Luciano Pavarotti e Raina Kabaivanska ad Anna Netrebko.

Main Partner della Stagione Sinfonica 2025 del Teatro Comunale di Bologna è Intesa Sanpaolo, grazie al cui sostegno sono inoltre aperte gratuitamente alle scuole gran parte delle prove generali dei concerti.

I biglietti – da 10 a 40 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale (Largo Respighi), dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18 e il sabato dalle 11 alle 15; il giorno del concerto presso l’Auditorium Manzoni da 1 ora prima fino a 15 minuti dopo l’inizio dello spettacolo. 

Per ogni concerto della Stagione Sinfonica 2025 prosegue “Note a margine”, una rassegna di incontri con il pubblico che si tengono circa 30 minuti prima dell’inizio del concerto presso il foyer del bar dell’Auditorium Manzoni.

Info: https://www.tcbo.it/eventi/stagione-sinfonica-2025-daniel-oren-direttore/

ANNA NETREBKO È TOSCA ALL’OPERA DI ROMA

Dal 1° al 6 marzo con la direzione di Daniel Oren, Yusif Eyvazov come Cavaradossi

e Amartuvshin Enkbath nei panni di Scarpia

Yolanda Auyanet, Luciano Ganci e Gabriele Viviani sono invece impegnati

nelle repliche del 2 e del 5 marzo

Al Costanzi anche ‘Tosca 125. Oltre la scena’, una mostra che esplora la genesi del

capolavoro di Puccini realizzata in collaborazione con l’Archivio Storico Ricordi

Dopo aver festeggiato alla presenza del Presidente della Repubblica Mattarella i 125 anni dalla sua prima rappresentazione assoluta lo scorso 14 gennaio, Tosca, il più romano dei capolavori di Giacomo Puccini torna all’Opera di Roma dal 1° al 6 marzo 2025 con una straordinaria protagonista: Anna Netrebko. Accanto a lei sono impegnati Yusif Eyvazov come Cavaradossi e Amartuvshin Enkbath che canta Scarpia. Nelle repliche del 2 e del 5 marzo i rispettivi ruoli sono invece incarnati da Yolanda AuyanetLuciano Ganci e Gabriele Viviani. Sul podio è impegnato Daniel Oren.

Completano il cast Gabriele Sagona come Cesare Angelotti, Domenico Colaianni nella parte del Sagrestano e Saverio Fiore come Spoletta. 

Orchestra e Coro, diretto da Ciro Visco, sono del Teatro dell’Opera di Roma. Con la partecipazione della Scuola di Canto CoraleLa prima di sabato 1° marzo, ore 20.00, è trasmessa in diretta su Radio3 Rai.

Lo spettacolo è proposto nella versione scenica della prima rappresentazione assoluta, ricostruita dalla fondazione capitolina in collaborazione con l’Archivio Storico Ricordi nel 2015 a partire dagli originali bozzetti e, da allora, in scena regolarmente al Costanzi con la regia di Alessandro Talevi. Le scene e i costumi di Tosca, disegnati da Adolf Hohenstein, sono stati ricostruiti rispettivamente da Carlo Savi Anna Biagiotti. Luci di Vinicio Cheli. Ospitata anche in Spagna, Israele e Giappone, questa produzione di Tosca ricostruisce per lo spettatore odierno la Roma vissuta dal compositore lucchese. «Non ho mai smesso di ammirare la sottigliezza e la cura dei particolari con cui Puccini crea i suoi scenari – dice Alessandro Talevi – e il modo in cui richiedono costantemente un’indagine psicologica profonda da parte di cantanti e regista». Le vedute dell’alba romana dalla terrazza di Castel Sant’Angelo, gli interni dorati di Sant’Andrea della Valle, i rintocchi del Mattutino che Giacomo Puccini aspettava di cogliere all’alba per annotare l’intonazione corretta da inserire in partitura. Seguendo le originali volontà pucciniane, l’allestimento punta a far rivivere al pubblico l’opera così come Puccini la vide per la prima volta.

In occasione del 125° anniversario della prima assoluta di Tosca, per esplorarne e approfondirne la genesi, l’Opera di Roma allestisce la mostra ‘Tosca 125. Oltre la scena’, con preziosi documenti, bozzetti, fotografie, manufatti e costumi provenienti dall’Archivio Storico Ricordi e dalle proprie collezioni. Un coinvolgente percorso espositivo in sette tappe, che svela le origini di Tosca nell’omonimo dramma di Victorien Sardou ammirato da Puccini; racconta aspetti poco noti del lavoro del compositore, del suo editore e dei suoi librettisti; illustra come vennero concepite scene, costumi e attrezzeria dell’originario allestimento di Adolf Hohenstein; e narra attraverso contributi audiovisivi in che modo il Teatro dell’Opera di Roma abbia ridato vita, nei propri laboratori e sul proprio palcoscenico, alla prima Tosca. ‘Tosca 125’ è curata da Giuliano Danieli, Maria Pia Ferraris, Pierluigi Ledda e Alessandra Malusardi, ed è frutto della collaborazione istituzionale tra Teatro dell’Opera di Roma e Archivio Storico Ricordi, con l’apporto di LeviDigiLab – Fondazione Ugo e Olga Levi per i contenuti audiovisivi. Sarà fruibile gratuitamente prima e durante gli intervalli degli spettacoli, e nel corso delle visite guidate, nella sala-museo al terzo piano del Teatro Costanzi, per l’occasione rinnovata in uno spazio moderno, immersivo e dinamico, che in futuro ospiterà altre esposizioni in dialogo con la programmazione artistica del Teatro.

Il capolavoro di Puccini sarà ripreso nella versione della prima assoluta anche in un ulteriore periodo della Stagione in corso, dal 9 al 13 maggio 2025.

A dirigere in questa occasione è James Conlon.

Protagonisti Anna Pirozzi nel ruolo di Tosca, Luciano Ganci in quello di Cavaradossi e Claudio Sgura come Scarpia.

Info: https://www.operaroma.it/

Biglietti in vendita al botteghino e sul sito https://www.operaroma.it/spettacoli/tosca2marzo/

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

VOLTI DEL POTERE | STAGIONE 2024/25 DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Tosca

Musica Giacomo Puccini

Melodramma in tre atti

Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica

Tratto dal dramma omonimo di Victorien Sardou

DIRETTORE Daniel Oren

REGIA Alessandro Talevi

Maestro del Coro Ciro Visco

Scene Adolf Hohenstein

Ricostruite da Carlo Savi

Costumi Adolf Hohenstein

Ricostruiti da Anna Biagiotti

Luci Vinicio Cheli

PERSONAGGI e INTERPRETI

Floria Tosca Anna Netrebko

Mario Cavaradossi Yusif Eyvazov

Barone Scarpia Amartuvshin Enkbath

Cesare Angelotti Gabriele Sagona

Sagrestano Domenico Colaianni

Spoletta Saverio Fiore

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

con la partecipazione della Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera di Roma

Allestimento Teatro dell’Opera di Roma

Ricostruzione dell’allestimento storico del 1900

PRIMA RAPPRESENTAZIONE

sabato 1° marzo, ore 20.00 in diretta su Radio3 Rai

REPLICHE

domenica 2 marzo, ore 16.30

martedì 4 marzo, ore 20.00

mercoledì 5 marzo, ore 20.00

giovedì 6 marzo, ore 20.00

TCBO: LUCIA DI LAMMERMOOR NELLA FORESTA BOTTICELLIANA IMMAGINATA DA JACOPO SPIREI. PROTAGONISTA JESSICA PRATT

Debutta a Bologna l’allestimento coprodotto con la Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo

Dal 20 al 25 febbraio al Comunale Nouveau

Dopo il battesimo nella versione francese al Teatro Sociale di Bergamo per il Festival Donizetti 2023, Lucia di Lammermoor nell’allestimento firmato da Jacopo Spirei – che denuncia la violenza della società sulle donne e riflette sul tema della salute mentale – debutta al Comunale Nouveau giovedì 20 febbraio alle 20 (repliche fino al 25 febbraio) nell’originale in italiano.

Sul podio felsineo torna Daniel Oren, apprezzato interprete di questo repertorio, impegnato anche nel cartellone sinfonico il prossimo 30 aprile al Manzoni dirigendo pagine di Wagner, Britten e Čajkovskij. 

«Ho voluto una foresta stilizzata per lanciare lo sguardo in direzione di riferimenti molto antichi – dice Spirei – per esempio quel quadro di Botticelli che svela la fuga di una donna nella foresta, Nastagio degli Onestiprimo episodio del 1483: ecco, l’aspetto della caccia, di una donna trattata come preda e di una sorta di banda di maschi che lotta per il potere è la chiave che mi ha permesso di aprire le porte dello spettacolo». Quella di Lucia, spiega ancora il regista, «è la storia di una donna obbligata da una serie di uomini a fare una cosa specifica e non le resta altra possibilità che impazzire per poter giustificare la sua libertà: uccidere diventa dunque un atto catartico che le consente di liberarsi da quella condizione in un mondo che non le lascia spazio».

«Lucia di Lammermoor è un’opera che sin dal suo inizio tende alla famosa scena della pazzia, che è sicuramente il suo momento più celebre – commenta Oren – Qui Donizetti ebbe l’idea di utilizzare uno strumento molto particolare, la glassarmonica, la cui sonorità, secondo lui, poteva descrivere al meglio lo stato d’animo della protagonista. Non possiamo che essere d’accordo: tra il sognante e lo spaventoso, la presenza di questo strumento aiuterà il pubblico ad entrare nella mente di Lucia e renderà più chiaro il dramma della sua morte». Lo strumento suonato in questa produzione bolognese è il verrophone (verrofono), moderno erede della glassarmonica e della glass harp (l’arpa di vetro).

Il dramma tragico in tre atti e due parti di Gaetano Donizetti su libretto di Salvadore Cammarano tratto da The Bride of Lammermoor di Walter Scott, rappresentato per la prima volta al San Carlo di Napoli il 26 settembre 1835, vede il soprano anglo-australiano Jessica Pratt nel ruolo del titolo. La star del belcanto ritorna dopo che nell’autunno del 2020 era stata ospite al PalaDozza per un concerto della Stagione Sinfonica felsinea, interpretando proprio celebri pagine di follia e d’amore dalle opere dello stesso Donizetti e di Bellini. Accanto a lei cantano il tenore peruviano Iván Ayón Rivas come Sir Edgardo di Ravenswood e il baritono americano Lucas Meachem come Lord Enrico Ashton. Nel cast alternativo, gli stessi personaggi sono invece interpretati da Gilda Fiume, Matteo Desole e Maxim Lisiin. Completano la compagine vocale Vincenzo Peroni come Lord Arturo Bucklaw, Marko Mimica e Francesco Leone che si avvicendano nei panni di Raimondo Bidebent, mentre Miriam Artiaco e Marco Miglietta sono rispettivamente Alisa e Normanno.

Le scene dello spettacolo – frutto di una coproduzione tra il Teatro Comunale di Bologna e la Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo – sono di Mauro Tinti, i costumi di Agnese Rabatti e le luci di Giuseppe Di Iorio. L’Orchestra e il Coro – preparato da Gea Garatti Ansini – sono quelli del TCBO.

Presenting partner di Lucia di Lammermoor è Gruppo Hera. «Confermiamo con convinzione il nostro sostegno al Teatro Comunale di Bologna, una delle più significative eccellenze culturali del territorio – afferma Giuseppe Gagliano, Direttore Centrale Comunicazione e Relazioni Esternedella multiutility – e consideriamo particolarmente significativa l’opera che abbiamo deciso di presentare, Lucia di Lammermoor, che attraverso la musica ci porterà a riflettere su temi universali come il ruolo delle donne nella società, il diritto alla libertà, la tutela della salute mentale, oltre che a godere di uno spettacolo artistico e musicale di assoluto valore».

Le recite saranno precedute – circa 45 minuti prima dell’inizio – da una breve presentazione dell’opera nel Foyer del Comunale Nouveau.

I biglietti – 25 a 150 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4/a) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.

Info: https://www.tcbo.it/eventi/lucia-di-lammermoor-2025/

TCBO: KUNDE, SICILIA, BURDENKO. UN CAST DI STELLE PER “PAGLIACCI”

Per la chiusura della Stagione lirica, va in scena l’allestimento del celebre capolavoro verista di Leoncavallo con la regia di Serena Sinigaglia; sul podio Daniel Oren

Dal 15 dicembre alle 20.00, anche in diretta su Rai Radio3, e fino al 22 dicembre al Comunale Nouveau

Grandi interpreti come il tenore Gregory Kunde, il soprano Mariangela Sicilia e il baritono Roman Burdenko sono i protagonisti dell’ultima opera della Stagione lirica 2024 del Teatro Comunale di Bologna: Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. La produzione è una revisione dello spettacolo del 2019 con la regia di Serena Sinigaglia, che vedeva il titolo abbinato in quella occasione alla Cavalleria rusticana di Mascagni firmata invece da Emma Dante. Il capolavoro verista di Leoncavallo è proposto ora singolarmente in un allestimento riadattato nell’impianto scenotecnico per gli spazi del Comunale Nouveau ed è in programma da domenica 15 dicembre alle 20.00 – anche in diretta su Rai Radio 3 – con repliche fino al 22 dicembre, con la direzione d’orchestra di Daniel Oren. Le scene sono di Maria Spazzi, i costumi di Carla Teti e le luci di Claudio De Pace.

Sinigaglia ha immerso Pagliacci a metà tra realtà e finzione da commedia, nell’atmosfera del cinema neorealista degli anni Quaranta e Cinquanta; una dimensione metateatrale dove la regia svela i suoi trucchi davanti al pubblico, creando una visione in progress della costruzione degli ambienti. Sul palcoscenico è presente un palchetto da commedia dell’arte e intorno una sorta di prato secco e arido, montato in diretta dai mimi, dai macchinisti e dai cantanti stessi, così da creare una forte connessione fra la scena e il dietro le quinte, svelandone il meccanismo. «Un prato arso dal sole – dice la regista – che appartiene a quelle periferie che possono rimandarci a Pasolini ma anche ai prati intorno alla città calabrese da cui partiva la storia».

Nella trama dell’opera Nedda è vittima del femminicidio compiuto dal marito Canio, accecato dalla gelosia verso di lei e il suo amante (che scoprirà essere Silvio) tanto da commettere un doppio omicidio. «Da donna sento fortemente il tema della violenza, – commenta ancora Serena Sinigaglia nelle note di sala dello spettacolo – sia sociale che di classe e naturalmente, più nello specifico, la violenza di genere: la solitudine di Nedda spicca come elemento di tragedia e memento per l’umanità. Da questo punto di vista Pagliacci trasuda una contemporaneità assoluta; nascendo dal movimento verista è proprio un’opera che ricorda fatti di cronaca cui, volenti o nolenti, assistiamo, incapaci di fermarli».

La produzione segna il ritorno nella stagione della fondazione lirico-sinfonico felsinea di tre cantanti d’eccezione: Gregory Kunde è impegnato nel ruolo di Canio/Il pagliaccio il 15, 20 e 22 dicembre, Mariangela Sicilia debutta nella parte di Nedda/Colombina il 15, 20 e 22 dicembre e Roman Burdenko è Tonio/Taddeo il 15 dicembre, in sostituzione dell’indisposto Luca Salsi, e il 18 e 20 dicembre. Nella recita del 22 dicembre, al posto di Salsi canta invece Claudio Sgura. Nel cast alternativo, si avvicendano con loro negli stessi ruoli le voci del tenore Mikheil Sheshaberidze (17, 18 e 21 dicembre), del soprano Francesca Sassu (17, 18 e 21 dicembre) e del baritono Badral Chuluunbaatar (17 e 21 dicembre). Come Silvio troviamo poi in alternanza Mario Cassi (15, 20 e 22 dicembre) e Marcello Rosiello (17, 18 e 21 dicembre), mentre Beppe/Arlecchino è Paolo Antognetti. L’Orchestra, il Coro – preparato da Gea Garatti Ansini – e il Coro delle Voci Bianche – istruito da Alhambra Superchi – sono quelli del Teatro Comunale di Bologna.

Presenting partner dello spettacolo è Alfasigma.

Le recite saranno precedute – circa 45 minuti prima dell’inizio – da una breve presentazione dell’opera nel Foyer del Comunale Nouveau.

STAGIONE D’OPERA 2024 DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Pagliacci

Dramma in un prologo e due atti

Musica e libretto di Ruggero Leoncavallo

Direttore Daniel Oren

Regia Serena Sinigaglia

Maestro del Coro Gea Garatti Ansini

SceneMaria Spazzi

Costumi Carla Teti

Luci Claudio De Pace

Assistente alla regia Omar Nedjari

Assistente alle scene Paola Grandi

Assistente attrezzeria Marianna Cavallotti

Assistente ai costumi Giulia Giannino

Preparatrice mimiGiulia Sarah Alessandra Gibbon

Maestro del Coro delle Voci Bianche Alhambra Superchi

Personaggi e interpreti

Nedda/Colombina Mariangela Sicilia (15, 20 e 22 dicembre) | Francesca Sassu (17, 18 e 21 dicembre)

Canio/Il Pagliaccio Gregory Kunde (15, 20 e 22 dicembre) | Mikheil Sheshaberidze (17, 18 e 21 dicembre)

Tonio/Taddeo Roman Burdenko (15, 18 e 20 dicembre) | Badral Chuluunbaatar (17 e 21 dicembre) | Claudio Sgura (22 dicembre)

Beppe/Arlecchino Paolo Antognetti

Silvio Mario Cassi (15, 20 e 22 dicembre) | Marcello Rosiello (17, 18 e 21 dicembre)

Un contadino Sandro Pucci (15, 20 e 22 dicembre) | Tommaso Norelli (17, 18 e 21 dicembre)

Un altro contadinoFrancesco Amodio (15, 20 e 22 dicembre) | Pasquale Conticelli (17, 18 e 21 dicembre)

Attori Paolo dei Giudici, Giulia Sarah Alessandra Gibbon

Figuranti Fabrizio Corona, Riccardo Dell’Era, Daniele Palumbo, Lorenza Rogna

Produzione del Teatro Comunale di Bologna

Orchestra, Coro, Coro delle Voci Bianche e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna

Comunale Nouveau

Domenica 15 dicembre, ore 20 | Turno Prime

Martedì 17 dicembre, ore 18 | Turno Pomeriggio 2

Mercoledì 18 dicembre, ore 18 | Turno Pomeriggio 1

Venerdì 20 dicembre, ore 20 | Turno Sera

Sabato 21 dicembre, ore 20 | Opera Next

Domenica 22 dicembre, ore 16 | Turno Domenica

I biglietti – da 15 a 120 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4/a) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.

Info: https://www.tcbo.it/eventi/pagliacci/

LA MAGIA DELL’ARENA EMOZIONA LA COREA E APRE A FUTURE COLLABORAZIONI 

Fondazione Arena porta in scena l’allestimento di Zeffirelli per i 140 anni di amicizia tra Italia e Corea Gasdia impegnata in masterclass con studenti, cantanti e insegnanti

Un interminabile applauso, 13 minuti che hanno commosso tutti dopo mesi di lavoro e settimane di montaggi e prove. In Corea va in scena la magia dell’Arena di Verona. Grande successo, questa sera, sabato 12 ottobre, per la premiere di Turandot al KSPO Dome di Seoul, diretta dal Maestro Daniel Oren. Nella più grande venue al coperto di tutta la Corea del Sud, luogo di riferimento per i maggiori eventi sportivi e musicali, Fondazione Arena ha portato ‘direttamente’ da Verona, l’opera pucciniana per eccellenza. Sul palcoscenico il soprano Oksana Dyka nei panni di Turandot, il tenore Martin Muehle (Calaf), Mariangela Sicilia ad interpretare Liù, Ferruccio Furlanetto (Timur), Elia Fabbian (Ping), Gregory Bonfatti (Pong), Riccardo Rados (Pang) e Piero Giuliacci (Altoum). Assieme a loro la New Seoul Philarmonic Orchestra, i cantanti sia adulti che voci bianche del Songpa Boys and Girls Choir and Children’s Choir, i ballerini della Jeong Min-Geun Dance Company e gli attori della Jinart Company.

Ad incantare il pubblico coreano le maestose scenografie di Franco Zeffirelli, la bellezza dei costumi di Emi Wada e l’abilità tecnica e di regia della macchina areniana, capace di ricreare un palcoscenico della stessa grandezza di quello dell’Arena all’interno di un palazzetto e di mettere assieme masse artistiche provenienti da diverse realtà. A curare la regia dello spettacolo Stefano Trespidi.

NUMERI. Circa 35 i container partiti in agosto per trasportare via mare scenografie e costumi. Una cinquantina i tecnici di Fondazione Arena al lavoro da fine settembre. Cinque i giorni impiegati per il montaggio di palcoscenico e scene. Ben 110 le comparse coreane e 40 i bambini di Seoul impegnati nella messa in scena, tra figuranti e voci bianche. Sono 18 i mimi professionisti arrivati direttamente dall’Arena Opera Festival.

Il debutto coreano dell’areniana Turandot è stato organizzato da Solopera, KSPO&CO, Dong-A Ilbo, Sol&Music Cultural Industry Company e supportato dall’Ambasciata d’Italia in Corea, dall’Istituto Italiano di Cultura della capitale e dal Maeil Economic Daily, in partnership con SBS, radio-tv nazionale coreana. E rientra nelle celebrazioni dei 140 anni di amicizia tra Italia e Corea. Era il 26 giugno 1884 quando venne firmato il primo Trattato di amicizia e di commercio fra i due Paesi, siglato dal Regno d’Italia e dalla Corea della dinastia Joseon. Una storia che prosegue anche oggi e che intende aprire nuove collaborazioni per il futuro.

INCONTRO CON AMBASCIATA E SOLOPERA. Prima della premiere, il sovrintendente Cecilia Gasdia ha incontrato l’Ambasciatrice italiana a Seoul Emilia Gatto, la direttrice di Solopera Company Lee So-Young e la direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura Michela Linda Magrì. Presente il Vicedirettore Artistico di Fondazione Arena Stefano Trespidi e il figlio del Maestro Zeffirelli, Pippo Zeffirelli, giunto a Seoul per l’occasione. Un evento istituzionale, con un centinaio di persone tra operatori turistici, giornalisti di settore e manager di aziende, che ha visto schierate tutte le realtà che hanno collaborato per la realizzazione di questo progetto. Un unicum nella storia del KSPO Dome di Seoul.

“Ha vinto il rapporto umano tra le popolazioni, l’umanità tra le persone – dichiara il Sovrintendente Cecilia Gasdia a fine spettacolo -. C’è stato qualcosa di magico stasera, sono davvero commossa. Tutti hanno lavorato con grande amore per questi debutto in Corea sia di Fondazione Arena che di Zeffirelli. Speriamo di tornare presto. Ringrazio le Istituzioni che hanno fortemente voluto Fondazione Arena in Corea, tutti coloro che hanno creduto in questa sfida e quanti, con enorme impegno, hanno lavorato affinché, ancora una volta, si compisse il miracolo dell’Arena. Una macchina che, anche a chilometri di distanza da Verona, dimostra di essere una certezza. E il simbolo di una eccellenza tutta italiana. Aspettiamo tutti a Verona nel 2025″.

“Sono state settimane impegnative ma i nostri tecnici e professionisti, il Maestro Daniel Oren e le masse artistiche coreane hanno lavorato incessantemente per trovare l’armonia e garantire il successo di questa serata – spiega il Vicedirettore Artistico di Fondazione Arena Stefano Trespidi -. Non è stato semplice, ma la musica sa abbattere qualsiasi barriera linguistica e culturale. Abbiamo accettato una sfida, quella di portare per otto serate, in un palazzetto da 10 mila posti, uno dei più ricchi e sfarzosi allestimenti areniani. E far così vivere la magia dell’Arena anche a chi non è mai stato in Italia. Speriamo sia la prima di una lunga e proficua collaborazione”.

“Sono davvero emozionata ed orgogliosa per questo grande lavoro di squadra che si inserisce perfettamente nel contesto delle numerose iniziative che stiamo portando avanti per celebrare i 140 anni delle nostre relazioni bilaterali ed il Biennio dello scambio culturale Italia Corea 2024-2025, ma anche, ci tengo a ricordarlo, i cento anni dalla morte di Giacomo Puccini – sottolinea l’Ambasciatrice italiana a Seoul Emilia Gatto -. Un grande regalo per i coreani e per gli italiani, e per tutti gli amanti della Musica: l’Arena di Verona porta la Turandot a Seoul. Grazie all’Arena di Verona, alla famosa star del Bel canto Cecilia Gasdia e a tutti coloro che hanno lavorato per rendere possibile tutto questo, a Solopera, all’Istituto Italiano di Cultura, alla nostra, ed anche Vostra, squadra, grazie! Godiamoci questo momento insieme: un momento che sono convinta che porterà anche ad altri eventi di questo livello, che rafforzano e rendono sempre più grande l’amicizia fra Italia e Corea”.

“I coreani amano e conoscono molto bene l’Arena di Verona – afferma la direttrice di Solopera Company Lee So-Young -, è in assoluto il teatro che rappresenta l’Opera. L’idea di questo grande progetto è nata un paio di anni fa per celebrare l’amicizia tra Italia e Corea. È la prima volta che in questo stadio si realizza una messa in scena di queste dimensioni. Solopera è nata nel 2005 per produrre e portare l’opera in Corea, ogni anno mette in scena diversi spettacoli e concerti”.

SPETTACOLO. La produzione, la stessa creata da Franco Zeffirelli appositamente per l’Arena, sarà in scena per altre sette serate d’opera fino al 19 ottobre, sempre alla KSPO Dome. Sul palcoscenico diversi cast con alcuni dei più importanti artisti di oggi e giovani emergenti, molti dei quali già applauditi nell’Anfiteatro veronese: i soprani Olga Maslova, Oksana Dyka, Yeajin Jeon, Mariangela Sicilia, Giulia Mazzola, i tenori Martin Muehle, Arturo Chacón-Cruz, Riccardo Rados, il basso Ferruccio Furlanetto, i baritoni George Andguladze, Elia Fabbian, Hao Tian. Dirige il maestro Daniel Oren, esperto pucciniano e beniamino areniano.

MASTERCLASS. Durante le giornate di permanenza in Corea, il sovrintendente Cecilia Gasdia ha tenuto a Seoul due masterclass per giovani cantanti provenienti da Conservatorio e Accademie della capitale. Alle lezioni hanno partecipato una decina di studenti e un centinaio di uditori, per lo più cantanti lirici e insegnanti di musica desiderosi di approfondire alcune tecniche. Il Made in Italy nel mondo a 360 gradi.

Un cartellone 2024_25 al Giovanni di Udine firmato dalla direttrice artistica Fiorenza Cedolins con Opera, Operetta e Danza

Grandi compagnie di ballo, grandi solisti e grandi voci della lirica per una Stagione che nasce nel segno della bellezza

È un cartellone ricco di emozioni quello dedicato all’Opera, all’Operetta e alla Danza che proporrà al pubblico dieci imperdibili appuntamenti. Fra tutti svetta il ritorno di una star assoluta della danza internazionale: Roberto Bolle. L’artista che i migliori palcoscenici del mondo si contendono è atteso il 16 e 17 novembre con il suo gala Roberto Bolle & Friends. La danza contemporanea sarà rappresentata anche da una compagnia iconica come il Béjart Ballet Lausanne, mentre agli appassionati di balletto classico sarà dedicato uno spettacolo in perfetto clima natalizio come Lo schiaccianoci sulle splendide musiche di Čajkovskij. Per quanto attiene la Lirica, potremo apprezzare due capolavori immortali di Giuseppe Verdi, Rigoletto e La Traviata, entrambe produzioni della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste. Ma i tanti appassionati di belcanto non potranno perdersi anche La Notte della Lirica, quando artisti di caratura internazionale, FVG Orchestra e Coro del Friuli Venezia Giulia daranno vita a una grande festa della musica sulle splendide partiture di Giacomo Puccini. L’Operetta sarà protagonista in grande stile con due spettacoli caratterizzati da importanti allestimenti e grandi interpreti: Il Pipistrello di Johann Strauss e Cin Ci Là di Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato, entrambe produzioni della Compagnia Musica Novecento. Divertirà e appassionerà bambini e le famiglie Disney Galà, una carrellata di colonne sonore tratte dai pluripremiati film della famosa casa di animazione, ma non mancheremo di riflettere su un tema di assoluta attualità come la violenza sulle donne durante la conferenza concerto Carmen – Il prezzo della libertà dedicata a una figura simbolo della ribellione femminile.

Una nuova Stagione che intreccia il bel canto nelle sue più diverse sfumature e la danza, perfetto connubio di fascino, armonia e atletismo: il nuovo cartellone firmato dalla direttrice artistica Opera, Operetta e Danza Fiorenza Cedolins comprende tre generi legati dalla bellezza dei contenuti visivi e sonori, con 10 appuntamenti di assoluto appeal. “Punta – e non semplicemente punto – di partenza di straordinaria eccellenza della stagione è la Danza che vedrà il ritorno di Roberto Bolle sul nostro palcoscenico – sottolinea Fiorenza Cedolins – dopo il grandissimo successo della scorsa Stagione. Tutti gli appuntamenti sono pensati per accontentare fasce di pubblico diverse per età e gusto ma sono soprattutto sono stati scelti per la loro elevata qualità e per l’indiscutibile appeal delle Compagnie ospiti. C’è poi la novità dell’Operetta, che abbiamo voluto potenziare scegliendo allestimenti che affianchino alla presenza di artisti di rilievo anche il Corpo di ballo e il Coro, restituendo a questo genere molto amato dal pubblico la sua dovuta centralità. Infine, la grande Opera lirica che raccoglie in tutto il mondo l’interesse di un pubblico vastissimo e trasversale ed è diventata patrimonio Unesco nel 2024, avrà un suo posto di riguardo in questa Stagione con due grandi capolavori immortali”.

DANZA

Unico, inimitabile, ospite dei più prestigiosi palcoscenici del mondo, Roberto Bolle ritorna incontrastato protagonista della Stagione Danza 2024/25. Il suo celeberrimo gala Roberto Bolle & Friends, sempre nuovo e sempre diverso, cui partecipano ballerini di massima grandezza, è atteso il 16 e 17 novembre: un progetto speciale fuori abbonamento, che però riserverà dei vantaggi agli abbonati Danza 2024/25. Com’è tradizione, Bolle proporrà una splendida alternanza di a solo, pas de deux, virtuosismi del repertorio classico e nuove coreografie create espressamente per Bolle dai migliori coreografi internazionali.

Nel giorno dell’Epifania brillerà invece il Balletto dell’Opera di Stato dell’Albania con il classico dei classici, Lo schiaccianoci: un appuntamento che conquisterà grandi e piccini per la sua bellezza, il fascino incontrastato e la magia ispirata alle musiche leggendarie di Čaikovskij. Nei ruoli principali potremo apprezzare una coppia di giovanissimi solisti del balletto de L’Opéra di Parigi Hortense Millet-Maurin e il nostro connazionale Lorenzo Lelli (6 gennaio).

In primavera il Teatro accoglierà le luminose stelle del Béjart Ballet Lausanne, protagonista iconico della danza del XX e XXI secolo e punto di riferimento assoluto nel mondo coreutico. La Compagnia – che porterà sul nostro palcoscenico 20 ballerini – proporrà una scelta delle più celebrate creazioni del suo fondatore e mentore, Maurice Béjart, fra le quali spicca il celeberrimo Uccello di Fuoco, balletto diventato un classico del repertorio internazionale delle migliori compagnie. Non mancheranno creazioni che hanno segnato la storia del Béjart Ballet Lausanne dagli anni Settanta alla maturità, spaziando tra le fonti multiculturali di ispirazione del genio marsigliese (13 aprile).

OPERA

Saranno tre gli appuntamenti dedicati all’Opera lirica, di cui due appartenenti al repertorio classico per eccellenza ed entrambi di Giuseppe Verdi, collegati da un tema di profonda attualità qual è quello della lotta alle discriminazioni e alla violenza sulle donne. Ne La Traviata, amore, passione e morte si intrecciano alla splendida musica composta nel 1843 dal genio di Busseto. Il nuovo allestimento del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste vedrà protagonisti sul palcoscenico nei ruoli principali Maria Grazia Schiavo, Antonio Poli, Roberto Frontali, Eleonora Vacchi e Saverio Fiore, eccellente cast con cui l’opera inaugurerà la stagione lirica della città giuliana. A dirigere solisti, coro e orchestra dell’istituzione lirica triestina sarà Enrico Calesso (13 dicembre).

Terzo capitolo della trilogia popolare verdiana, Rigoletto è fra i capolavori operistici più amati e interpretati al mondo.  L’allestimento che potremo apprezzare è proposto dal Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste; protagonista il baritono mongolo Amartuvshin Enkhbat dalla torrenziale e granitica voce e dalla possente presenza scenica, interprete tra i più acclamanti e conteso dai maggiori teatri del mondo; sul podio il celebre direttore Daniel Oren dirigerà un cast di validissimi solisti, l’Orchestra e il Coro dell’istituzione lirica triestina (31 maggio).

Completa la rassegna dedicata al belcanto il Gala La notte della lirica (19 febbraio), un viaggio emozionante nella musica di Giacomo Puccini, genio senza confini, dove artisti di caratura internazionale, fra i quali il celebre tenore Leonardo Caimi e le nostre eccellenze regionali, FVG Orchestra e Coro del Friuli Venezia Giulia, daranno vita a una trascinante serata all’insegna di passione e sensualità, con il profumo romano della Tosca, parigino de La bohème e mitteleuropeo di Le Villi e La rondine unito alle fragranti atmosfere esotiche di Madama Butterfly e dell’incompiuta Turandot. Una grande festa della lirica, patrimonio mondiale Unesco che unisce tanti appassionati nel nome dell’Italia e delle sue universali bellezze artistiche.

OPERETTE E ALTRI INCANTI

Aria nuova nel genere musicale tanto famoso in Friuli Venezia Giulia, dove i suoni della Mitteleuropa, valzer, polke, mazurke e csárdás accarezzano orecchie ed anima del pubblico da secoli. Ad aprire la serie di tre appuntamenti sarà Il Pipistrello, capolavoro di Johann Strauss – di cui nel 2025 ricorre il bicentenario della nascita – che ritorna sulle scene in una produzione della Compagnia Teatro Musica Novecento realizzata espressamente per il Giovanni da Udine. 11 solisti scelti attraverso la selezione tra artisti giovani di comprovata capacità e di veterani di sicuro appeal, 28 professori d’orchestra, 16 elementi del Coro del Regio di Parma e una coppia di ballerini solisti, per un totale di oltre 55 artisti in scena garantiranno uno spettacolo dal forte impatto visivo e musicale. L’intreccio della trama si dipana tra salotti e feste in maschera: ambientazioni perfette per un’operetta irresistibile, in scena la domenica di Carnevale (2 marzo).

A cent’anni dalla sua prima rappresentazione potremo poi rivedere Cin ci là di Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato, autori che hanno segnato l’evoluzione dell’operetta classica d’oltralpe in commedia musicale italiana, a cui appartengono spettacoli ben noti come Rugantino, Carosello Napoletano, Aggiungi un posto a tavola. Atmosfere eleganti e sensuali, gli echi di un estremo Oriente fiabesco e soprattutto le musiche vivacizzate dai frizzanti ritmi di danze americane tanto in voga negli anni Venti rivivono in un elegante allestimento anch’esso proposto dalla Compagnia Teatro musica Novecento. In scena una compagnia di oltre 55 elementi, con un implementato Corpo di Ballo.(6 aprile).

La regia di entrambi gli spettacoli è a cura di Alessandro Brachetti; vero specialista del genere, Stefano Giaroli dirigerà l’Orchestra Cantieri d’Arte.

Pensato per i bambini e le famiglie è infine Disney Galà, che ripercorrerà, in una successione estremamente piacevole e gioiosa, le colonne sonore più famose amate e premiate dei film di Walt Disney. Fra a solo e medley, un ensemble di 5 vocalist e 5 strumentisti ci accompagnerà in un viaggio musicale e vocale senza precedenti che farà sognare il bambino nascosto in ognuno di noi (22 marzo).

CONFERENZA CONCERTO

Venerdì 28 marzo la conferenza concerto Carmen – il prezzo della libertà ci inviterà a una riflessione su un tema purtroppo di assoluta attualità come quella della violenza sulle donne. L’interpretazione di splendide pagine liriche dalla Carmen di Bizet – di cui ricorre il centenario della prima rappresentazione – è affidata al soprano Paoletta Marrocu. Relatrici esperte, professioniste della difesa dei diritti delle donne vittime e nella lotta contro la violenza di genere, approfondiranno il dibattito.

APPUNTAMENTI RISERVATI ALLE SCUOLE

Tre gli appuntamenti inseriti nel programma Teatro Scuola e riservati al pubblico dei giovani e giovanissimi: le due prove generali delle opere liriche verdiane La Traviata (12 dicembre) e Rigoletto (30 maggio) e la Conferenza concerto Carmen – Il prezzo della libertà (28 marzo).

La campagna abbonamenti partirà il 3 settembre 2024

CARMEN, IN ARENA IL ‘KOLOSSAL’CON OLTRE 500 PERSONE IN SCENA



DAL 5 LUGLIO, BEN 9 REPLICHE E GRANDI DEBUTTI

Alla prima Aigul Akhmetshina con Francesco Meli, Erwin Schrott e Kristina Mkhitaryan. La serata sarà aperta dalla Banda Musicale della Guardia di Finanza, Corpo che quest’anno celebra il 250° anniversario dalla fondazione. Al gong, per una sera, gli atleti delle Fiamme Gialle

Prima volta sul podio areniano anche per il giovane direttore Leonardo Sini
Nel cast le stelle Yende, Alagna, Kurzak, Tézier, Margaine

Carmen è ‘kolossal’ all’Arena di Verona, nell’allestimento firmato da Franco Zeffirelli. Dal 5 luglio, sul palcoscenico areniano prende vita una Siviglia da set cinematografico, più vera del vero e curata in ogni dettaglio, con centinaia tra solisti, artisti del Coro, voci bianche, figuranti e mimi di ogni età, nonché il Ballo dell’Arena, a cui si aggiunge la danza autenticamente spagnola della Compañia Gades sulle coreografie originali di El Camborio e nei costumi fedeli ai disegni di Anna Anni.

L’allestimento, che segnò il debutto di Zeffirelli in Anfiteatro, è stato ricostruito fedelmente da Fondazione Arena nel 2022, integrando le migliorie apportate nel tempo dallo stesso regista con scene inizialmente solo disegnate e realizzate per la prima volta.

Per le prime due recite, protagonista del capolavoro di Bizet è Aigul Akhmetshina, mezzosoprano di 27 anni che debutta in Arena dopo aver impersonato Carmen nei maggiori teatri del mondo, da New York a Londra. Alla rivista “Musica” ha dichiarato: «Carmen non è un’opera che puoi provare e andare in scena. Devi vivere il personaggio da dentro. Ho già fatto diverse produzioni e ogni volta trovo aspetti nuovi. Finora non mi è mai capitato di vivere l’esperienza di un allestimento tradizionale come quello di Zeffirelli all’Arena, una produzione davvero piena di bellezza. Mi affiderò allo spazio dell’Arena e alla sua storia. Davvero non vedo l’ora!»

La sua gitana, nata libera, seduce il soldato Josè, interpretato dal tenore Francesco Meli, ma fa un altro fatale incontro col toreador Escamillo, ruolo in cui torna a Verona il basso-baritono Erwin Schrott. Josè ha però una fidanzata, suo legame con la lontana terra natìa, Micaela, affidata a Kristina Mkhitaryan, apprezzato soprano al debutto areniano. Completano il cast Jan Antem e Vincent Ordonneau (i contrabbandieri Dancairo e Remendado), Daniela Cappiello e Alessia Nadin (Frasquita e Mercedes, amiche di Carmen), Gabriele Sagona e Fabio Previati (Zuniga e Morales). Oltre al Coro di Fondazione Arena preparato da Roberto Gabbiani, nella piazza sivigliana cantano anche i monelli, interpretati dalle giovanissime voci bianche di A.Li.Ve. istruite da Paolo Facincani. Fa il suo esordio anche il giovane direttore Leonardo Sini, alla guida dell’Orchestra della Fondazione per tutte le recite di luglio e agosto. Sini, di origine sassarese, ha compiuto gli studi in patria e si è perfezionato a Londra, vincendo premi come il prestigioso Solti di Budapest e inaugurando brillanti collaborazioni in Italia e in Europa.

Una doppia sorpresa attende il pubblico del 5 luglio. Alle ore 20.50, con la marcia d’ordinanza, sul palcoscenico dell’Arena farà il suo ingresso la Banda della Guardia di Finanza, 60 musicisti diretti dal Colonnello Leonardo Laserra Ingrosso. Un evento nell’evento per celebrare i 250 anni delle Fiamme Gialle. A suonare l’immancabile gong che annuncia l’inizio dello spettacolo saranno gli atleti azzurri Giacomo Bertagnolli, Simone Deromedis, Alex Vinatzer e Nicol Delago, assieme ai campioni Antonio Rossi e Roberto Di Donna.

Dopo la prima di venerdì 5 luglio alle 21.15, Carmen replica il 13, 20, 25 luglio (sempre alle 21.15); il 3, 8, 17, 23 agosto e il 7 settembre (alle 21). All’Arena di Verona ogni sera è una prima, grazie all’avvicendarsi di grandi artisti internazionali, alcuni dei quali al debutto in Anfiteatro: tra le titolari, ClémentineMargaine (20, 25/7 e 3, 17, 23/8) e AlisaKolosova(8/8); oltre a Francesco Meli (che torna il 20/7, 3, 8, 17/8 e 7/9), i tenori Freddie De Tommaso (13/7) e Roberto Alagna (25/7 e 23/8), i soprani Daria Rybak (13 e 20/7), Aleksandra Kurzak (25/7 e 23/8), Pretty Yende (3 e 8/8), Mariangela Sicilia (17/8 e 7/9), Chiara Maria Fiorani (Frasquita il 13, 20 e 25/7); i baritoni Luca Micheletti (20, 25/7), Dalibor Jenis (dall’8/8 al 7/9) e Ludovic Tézier (il 3/8 al suo primo Escamillo areniano). Solo per l’ultima rappresentazione del 7 settembre, alternanza anche sul podio con il ritorno di Daniel Oren.

Carmen, tratta dalla novella omonima di Prosper Mérimée, è l’ultima opera del compositore francese Georges Bizet (1840-1875), che non visse abbastanza a lungo per vederne il successo, avvenuto subito dopo il fiasco iniziale, nello stesso anno della sua prematura morte. Dopo aver stregato il pubblico, illustri colleghi come Brahms e Čajkovskij e intellettuali come Nietzsche, Carmen arrivò in Italia e, nel 1914, fu il primo titolo ad essere rappresentato in Arena dopo il successo della prima Aida, rimanendo tuttora la seconda opera più ricorrente in Anfiteatro. L’anno prossimo, per il Festival 2025, raggiungerà quota 300 recite e Fondazione Arena ne celebrerà il ‘doppio’ 150° anniversario, dell’autore e della prima rappresentazione.

«Ogni volta che riprendiamo Carmen –dichiara Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena questa Carmen in particolare, l’emozione e la meraviglia sono sempre grandissime. Ho avuto l’onore di interpretare Micaela nel 1995, alla prima volta in Arena del maestro, e amico, Franco Zeffirelli, che abbiamo ricordato nel suo centenario l’anno scorso. Posso assicurare che quel senso di meraviglia è ancora vivo e cattura tanto il pubblico quanto gli artisti in scena, che sono cantanti magnifici, tra artisti ben noti e giovani di talento».

Il 101° Arena di Verona Opera Festival 2024, con 50 sere di spettacolo dal 7 giugno al 7 settembre, è sostenuto da numerosi sponsor, in primis UniCredit, che vanta una longevità di collaborazione di oltre 25 anni, e poi Calzedonia, Pastificio Rana, Volkswagen Group Italia, DB Bahn, Forno Bonomi, RTL 102.5, Genny, che firma anche quest’anno le divise del personale adibito all’accoglienza del pubblico, e Müller, che sostiene nuovamente i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Tra gli official partner marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, Metinvest, SABA Italia, SDG Group, Sartori di Verona, Palazzo Maffei e Mantova Village. Tra i nuovi sostenitori, Poste Italiane, ManPower Group e Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. Oltre a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana dell’omonimo pastificio e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse, con il Gruppo Editoriale Athesis, media partner. 

Info: www.arena.it