Graditissimo ritorno a Cagliari per Donato Renzetti che, il 9-10 gennaio, dirige la sontuosa Nona Sinfonia di Beethoven e inaugura la Stagione concertistica 2026

Venerdì 9 gennaio alle 20 (turno A) e sabato 10 gennaio alle 19 (turno B) sono in programma le serate inaugurali della Stagione concertistica 2026 del Teatro Lirico di Cagliari che prevedono un importante e gradito ritorno sul podio, alla guida di Orchestra e Coro del Teatro Lirico: Donato Renzetti (Torino di Sangro/Chieti, 1950), molto apprezzata ed ormai abituale presenza nelle stagioni cagliaritane (assente dal 2023). Nei ruoli solistici si esibiscono: Lucrezia Drei (soprano), Sara Mingardo (contralto), Giulio Pelligra (tenore), Adolfo Corrado (basso). Il maestro del coro è Massimo Fiocchi Malaspina (momentaneamente in sostituzione di Giovanni Andreoli).

Si tratta di un concerto sinfonico-corale che propone all’ascolto del pubblico una delle pagine musicali più celebri e più popolari e che vuole anche essere di buon augurio per il nuovo anno; infatti il programma musicale, interamente dedicato al genio creativo di Ludwig van Beethoven (Bonn, 1770 – Vienna, 1827), prevede l’esecuzione di uno dei capolavori più straordinari della storia della musica: la Nona Sinfonia in re minore per soli, coro e orchestra op. 125, imponente pezzo sinfonico-corale, composto negli anni tra il 1822 e il 1824. Nel quarto movimento (Finale) si ascolta il celeberrimo “Inno alla gioia” su testo di Friedrich von Schiller, attraverso il quale il geniale compositore tedesco invita tutti alla fratellanza universale. Le ultime tre esecuzioni a Cagliari della Nona Sinfonia di Beethoven risalgono al dicembre 2023 con la direzione di Jaume Santonja, al gennaio 2021 con la direzione di Fabrizio Maria Carminati (esecuzione in diretta televisiva e in streaming a causa del lockdown per la pandemia da Covid-19) e al gennaio 2016 con la direzione di Gérard Korsten.

Lo spettacolo ha una durata complessiva di 1 ora e 15 minuti circa e non prevede l’intervallo.

I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.

La Stagione concertistica 2026 prevede due turni di abbonamento (A, B), per 9 concerti ciascuno.

La campagna abbonamenti per la Stagione concertistica si è aperta mercoledì 12 novembre 2025 con le conferme e variazioni su posti disponibili, possibili fino a martedì 30 dicembre 2025. I nuovi abbonamenti sono in vendita da mercoledì 12 novembre 2025, fino a sabato 10 gennaio 2026.

Da sottolineare, inoltre, la possibilità di acquistare da martedì 16 dicembre 2025 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione concertistica; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

Per il Concerto di Pasqua (Teatro Carmen Melis, 3-4 aprile, fuori abbonamento), gli abbonati alla Stagione concertistica 2026 hanno la prelazione sull’acquisto dei biglietti fino a sabato 21 marzo 2026.

Ai disabili (con disabilità al 100%) e ai loro eventuali accompagnatori, sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti, mentre ai giovani under 30 sono applicate riduzioni del 30%. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

Prezzi abbonamenti (9 spettacoli): platea € 250 (settore giallo), € 230 (settore rosso), € 200 (settore blu); I loggia € 220 (settore giallo), € 190 (settore rosso), € 160 (settore blu); II loggia € 90 (settore unico).

Prezzi biglietti: platea € 50 (settore giallo), € 45 (settore rosso), € 40 (settore blu); I loggia € 45 (settore giallo), € 40 (settore rosso), € 35 (settore blu); II loggia € 20 (settore unico).

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, giovedì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio, unicamente per operazioni legate allo spettacolo stesso. È chiusa, invece, i giorni festivi e i lunedì successivi alle domeniche di spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Servizio promozione culturale scuola@teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.

Coro del Teatro Lirico di Cagliari

Protagonista di un’importante attività che, a partire dal dopoguerra, lo ha portato ad eseguire oltre cento titoli di lirica, si qualifica anche per la capacità di affrontare il repertorio sinfonico. Ha avuto tra i suoi direttori Bonaventura Somma, Roberto Benaglio, Giorgio Kirschner e, in anni recenti, è stato diretto dal 1997 al gennaio 2005 da Paolo Vero, dal giugno 2005 al dicembre 2007 da Andrea Faidutti, dal gennaio 2008 al dicembre 2011 da Fulvio Fogliazza, dal gennaio 2012 al novembre 2014 da Marco Faelli, dal dicembre 2014 al luglio 2017 da Gaetano Mastroiaco, dal settembre 2017 al settembre 2020 da Donato Sivo e dal settembre 2020 da Giovanni Andreoli. La disponibilità e la capacità di interpretare lavori di epoche e stili diversi in lingua originale sono caratteristiche che lo hanno reso tra le compagini più duttili ed apprezzate da direttori d’orchestra e registi. Il complesso ha avuto particolare cura per le opere di compositori del Novecento, tra cui Le Roi David di Honegger, Stabat Mater di Poulenc, Assassinio nella cattedrale di Pizzetti, Sinfonia di Salmi di Stravinskij, Coro di morti di Petrassi, La visita meravigliosa di Rota, Stabat Mater di Szymanowski. Tra le interpretazioni delle ultime stagioni hanno particolare rilievo il Te Deum di Berlioz con la direzione di Gabor Ötvös, la Seconda Sinfonia di Mahler con Alun Francis, il Requiem e la Messa dell’Incoronazione di Mozart con Ton Koopman, il Requiem di Cherubini diretto da Frans Brüggen, il Requiem tedesco di Brahms e La Creazione di Haydn con Gérard Korsten, la Passione secondo Giovanni e la Passione secondo Matteo di Bach con Peter Schreier, le opere Sebastian, tratta da Le martyre de Saint-Sébastien di Debussy (prima produzione italiana), con la direzione di Georges Prêtre, Čerevički di Čajkovskij diretta da Gennadi Rozhdestvensky. Negli anni scorsi ha collaborato con registi quali Dario Fo, Beni Montresor, Stefano Vizioli, Lorenzo Mariani, Filippo Crivelli, Luca Ronconi, Hennings Brockhaus, Alberto Fassini, Denis Krief, José Carlos Plaza, Stephen Medcalf, Pier Luigi Pizzi, Graham Vick. Sotto la guida di Lorin Maazel ha eseguito con successo la Nona Sinfonia di Beethoven nel 1999, e l’anno successivo in un’apprezzata versione multimediale. Nel 2002 il Coro, insieme all’Orchestra del Teatro Lirico, ha rappresentato l’Italia nell’ambito della rassegna Italienische Nacht, organizzata dalla Bayerischer Rundfunk al Gasteig di Monaco di Baviera e trasmessa in diretta dalla radio bavarese. Particolarmente apprezzate sono state, inoltre, le esecuzioni della Liturgia di San Giovanni Crisostomo di Čajkovskij e il Vespro in memoria di S. Smolenskij di Rachmaninov. Nel giugno 2003 ha eseguito, con la New York Philharmonic diretta da Lorin Maazel, brani da Porgy and Bess di Gershwin. Per la casa discografica Dynamic ha inciso Die Feen di Wagner, Dalibor di Smetana, (premiate, rispettivamente, da “Musica e Dischi” quale miglior disco operistico italiano del 1997, e da “Opéra International” col “Timbre de Platine” – gennaio 2001), Čerevički di Čajkovskij, Die ägyptische Helena di Richard Strauss, Goyescas di Granados e La vida breve di De Falla, la Passione secondo Giovanni di Bach, Euryanthe di Weber, Opričnik di Čajkovskij, Alfonso und Estrella di Schubert, Hans Heiling di Marschner, Chérubin di Massenet, Die Vögel di Braunfels, Lucia di Lammermoor di Donizetti. È in preparazione l’edizione discografica di A Village Romeo and Juliet di Delius. Per la Rai ha registrato, nel 1998, La Bohème (con Andrea Bocelli nel ruolo di Rodolfo), trasmessa in tutto il mondo, e, nel 2003, Don Pasquale (edito in dvd da Rai Trade).

Adolfo Corrado – Basso

Ha vinto il BBC Cardiff Singer of the World Award 2023. Nato nel 1994, si forma teatralmente nella Scuola di recitazione teatrale e cinematografica di Augusto Zucchi a Roma. Successivamente inizia gli studi musicali al Conservatorio di Musica “Tito Schipa” di Lecce, dove si perfeziona sotto la guida di Gianluca Belfiori Doro. Continua la formazione nel Teatro del Maggio Musicale Fiorentino quale giovane artista dello Young Artist Project sotto il coordinamento di Gianni Tangucci. Vince la XLIX edizione del Concorso Internazionale “Toti Dal Monte” 2021, aggiudicandosi il ruolo di Don Pasquale nell’opera omonima di Donizetti. Vince la LXXIII edizione del Concorso Internazionale “As.Li.Co.” 2022 aggiudicandosi il ruolo di Leporello nell’opera Don Giovanni di Mozart. Più recentemente è stato impegnato in teatri quali: Petruzzelli di Bari (Don Pasquale, Il Barbiere di Siviglia, La Bohème), Arena di Verona (Nabucco), Fenice di Venezia (I Lombardi alla prima crociata, La Bohème, Nona Sinfonia di Beethoven), Opera di Roma (L’Italiana in Algeri), Regio di Torino (Turandot, La scuola dei gelosi, Lélio), Maggio Musicale Fiorentino (Oedipus Rex, Siberia, Tosca), Salzburger Festspiele (Tosca), Palau de Les Arts Reina Sofia (Don Giovanni), Scala di Milano (Andrea Chénier), Festival della Valle d’Itria a Martina Franca (Il Turco in Italia, Tancredi), Comunale di Bologna (Le comte Ory); Festival Donizetti di Bergamo (Alfredo il Grande), Festival Puccini a Torre del Lago (La Bohème), San Carlo di Napoli (Messa in do minore di Mozart), Théâtre du Capitole a Toulouse (La Cenerentola, Norma), Opéra Royal de Wallonie – Liège (I Capuleti e i Montecchi), Opéra de Rouen (Aida), Palau de les Arts Reina Sofia di Valencia (Il Trovatore), Verdi di Pisa (Il Turco in Italia); sotto la direzione dei maestri: Daniel Oren, Zubin Mehta, Maurizio Benini, Gianandrea Noseda, Renato Palumbo, Daniele Gatti, Jordi Bernàcer, Sebastiano Rolli, Stefano Montanari, Nikolas Nägele. Sul fronte concertistico, inoltre, è stato recentemente protagonista di: Nona Sinfonia di Beethoven per l’apertura del Festival MiTo diretto da Michele Spotti; Messa da Requiem di Verdi con l’Orchestra Sinfonica di Milano e la direzione di Michele Gamba; Stabat Mater di Rossini all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma e alla Wiener Konzerthaus; Messa in do minore di Mozart al Teatro Filarmonico di Verona; Sinfonia n. 14 di Šostakovič a Firenze e Livorno con l’Orchestra della Toscana e la direzione di Riccardo Bisatti e al Festival della Valle d’Itria a Martina Franca; Turandot in forma di concerto con la Minnesota Orchestra; Il Trovatore in forma di concerto con l’Orchestra Sinfonica di Milano; un gala alla Smetana Hall di Praga con la Prague Philharmonia. Tra gli impegni della Stagione 2025-2026 si segnalano: Macbeth al Teatro Verdi di Busseto per il Festival Verdi; Rigoletto e Il Trovatore al Teatro Municipale di Piacenza; La Cenerentola al Festspielhaus di Baden-Baden; Lucia di Lammermoor e La sonnambula (versione concerto) al Tiroler Festspiele Erl; Le nozze di Figaro all’Opera di Colonia; Turandot al Teatro alla Scala di Milano; La Cenerentola all’Opéra National de Paris; La Bohème al Festival Puccini di Torre del Lago; Stabat Mater di Rossini alla Basilica Papale di San Paolo fuori le mura a Roma con l’Orchestra dell’Arena di Verona; Petite Messe solennelle di Rossini al Teatro Petruzzelli di Bari.

Lucrezia Drei – Soprano

È nata a Milano e si è diplomata al Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” della sua città natale. Vincitrice per due anni consecutivi del Concorso As.Li.Co. di Como (2014, 2015), ha vinto inoltre il Premio Pavarotti al 65° Concorso “Gian Battista Viotti” e il Primo Premio al Concorso “Paola Montaldi” di Mantova per la musica sacra. Inizia la sua formazione nel Coro di voci bianche del Teatro alla Scala di Milano, partecipando a numerose produzioni con direttori quali Riccardo Muti, Lorin Maazel, Zubin Mehta, Daniel Barenboim. A soli 13 anni interpreta il suo primo ruolo solista in La piccola volpe astuta di Janáček al Teatro alla Scala con la direzione di Sir Andrew Davis, seguito da diversi altri ruoli solistici, tra i quali Yniold in Pelléas et Mélisande diretta da Georges Prêtre. Uno dei migliori talenti dell’Accademia Rossiniana di Pesaro, nell’agosto 2016 ha debuttato al Rossini Opera Festival come Corinna in Il viaggio a Reims e nel 2018 con la Petite Messe solennelle di Rossini. Nel corso delle ultime stagioni ha interpretato Adina in L’elisir d’amore al New National Theatre di Tokyo, all’Opéra de Toulon, al Teatro Regio di Torino ed al Teatro Massimo di Palermo; Gilda in Rigoletto, Susanna in Le nozze di Figaro, Adriana Lecouvreur (Mademoiselle Jouvenot) e The Turn of the Screw (Flora) nei teatri di Opera Lombardia; Die Entführung aus dem Serail (Blonde) al Festival di Savonlinna; prima dama in Die Zauberflöte alla Royal Opera House di Muscat, al Macerata Opera Festival in una nuova produzione di Graham Vick, al Teatro Regio di Torino; Requiem di Fauré al Théâtre du Capitole di Toulouse; La bella dormente nel bosco di Respighi a San Pietroburgo; Il viaggio a Reims (Corinna) e Die lustige Witwe (Valencienne) al Filarmonico di Verona; Pamina in Die Zauberflöte e Midsummer Night’s Dream di Mendelssohn con la direzione di Gianluigi Gelmetti al Teatro Verdi di Trieste; Gloria di Poulenc e La Nuit di Saint-Saëns al Teatro Comunale di Bologna; Oscar in Un ballo in maschera all’Opera di Roma; Petite Messe solennelle al Teatro Rossini di Pesaro; La Cenerentola (Clorinda) alla Bayerische Staatsoper di Monaco; L’elisir d’amore (Giannetta) all’Opéra National di Parigi; La Bohème a Marsiglia. I progetti più recenti sono: Lucia di Lammermoor a Hong Kong; L’elisir d’amore a Bolzano con l’Orchestra Haydn; Cavalleria rusticana a Lugano; La Traviata a Kiel ed a Shanghai; Rigoletto (Gilda) alla Fenice di Venezia; Die Fledermaus (Rosalinde) al Teatro Lirico di Cagliari; Gianni Schicchi (Lauretta), Il Tabarro e Suor Angelica al Teatro Regio di Torino; Anna Bolena a Hong Kong; La Tragédie de Carmen (Micaela) ad Ancona; Le nozze di Figaro (Susanna) e Così fan tutte (Fiordiligi) a Salerno; I Capuleti e i Montecchi (Giulietta) a Vilnius.

Massimo Fiocchi Malaspina – Maestro del coro

Nato a Novara, ha compiuto gli studi musicali al Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano, dove si è diplomato in musica corale e direzione di coro, in composizione e in pianoforte e al Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma, dove ha conseguito il diploma in direzione d’orchestra. Si è inoltre perfezionato in Direzione d’orchestra all’Accademia musicale pescarese sotto la guida di Donato Renzetti. In qualità di pianista e di direttore si è esibito in numerosi teatri e sale da concerto italiane ed estere (Svizzera, Germania, Spagna, Cina, Giappone, Emirati Arabi) e per la RAI. Collabora con As.Li.Co., OperaLombardia e con il Teatro Sociale di Como in qualità di maestro del coro di voci bianche, maestro del coro per le produzioni liriche e per il progetto 200.com e di compositore e arrangiatore per OperaDomani. Ha collaborato con il Teatro Regio di Parma in qualità di maestro del coro, maestro del coro di voci bianche e direttore musicale di palcoscenico, con il Teatro Comunale di Piacenza in qualità di direttore musicale di palcoscenico, con Ravenna Festival e Macerata Opera Festival in qualità di maestro del coro. Si occupa degli arrangiamenti corali per il programma televisivo “Fratelli di Crozza”, ha collaborato con il Clan Celentano ed è stato il professore di canto corale nel docu-reality “Il Collegio 2” in onda su RAI2. È Direttore artistico di Arona Music Academy e, dal 2022, è docente al Conservatorio di Musica di Cagliari. Insieme a Lucrezia Drei è ideatore di OnTheatre.tv, la prima piattaforma on demand interamente dedicata al teatro e sviluppata durante il lockdown della primavera del 2020. Dal 2022 è maestro del Coro Sinfonico di Milano. Si è laureato in Filosofia all’Università di Lugano e ha vinto diversi premi in concorsi di musica da camera e corale (in duo con il baritono Niccolò Scaccabarozzi e con il coro Le voci del Mesma) e in concorsi letterari.

Sara Mingardo – Contralto

Nasce a Venezia, dove studia al Conservatorio di Musica “Benedetto Marcello” sotto la guida di Franco Ghitti; grazie ad una borsa di studio completa gli studi all’Accademia Chigiana di Siena. Dopo aver vinto vari concorsi internazionali, debutta nel 1987 in Il matrimonio segreto (Fidalma) e La Cenerentola (protagonista). Regolare ospite di alcune fra le principali istituzioni musicali italiane ed internazionali, è tra le artiste di riferimento della scena musicale odierna. Collabora stabilmente con direttori del calibro di: Rinaldo Alessandrini, Ivor Bolton, Riccardo Chailly, Myung-whun Chung, Sir Colin Davis, John Eliot Gardiner, Emmanuelle Haim, Marc Minkowski, Riccardo Muti, Roger Norrington, Trevor Pinnock, Maurizio Pollini, Christophe Rousset, Jordi Savall, Peter Schreier, Jeffrey Tate e con le principali orchestre internazionali tra cui: Berliner Philharmoniker, London Symphony Orchestra, Boston Symphony Orchestra, Orchestre National de France, Les Musiciens du Louvre, Monteverdi Choir and Orchestra, Les Talens Lyriques, Academia Montis Regalis. Il suo repertorio comprende opere di Gluck, Monteverdi, Händel, Vivaldi, Rossini, Verdi, Cavalli, Mozart, Donizetti, Schumann, Berlioz; particolarmente attiva in ambito concertistico, vanta un repertorio che spazia da Bach, Beethoven e Brahms a Dvorak, Mahler, Pergolesi e Respighi. Di particolare rilievo è stata la collaborazione con Claudio Abbado in un sodalizio lavorativo che ha visto Sara Mingardo protagonista in importanti occasioni: Festival di Lucerna (Requiem di Mozart, Rapsodia per contralto di Brahms, Kindertotenlieder); Kindertotenlieder e Stabat Mater di Pergolesi a Bologna con l’Orchestra Mozart; i numerosi concerti al Festival di Salisburgo e in tournée italiane (Bologna, Modena, Jesi, Morimondo). Vincitrice nel 2002 di due Grammy Award per la sua interpretazione di Anna in Les Troyens di Berlioz (miglior disco d’opera e miglior album di musica classica), nel 2009 l’Associazione dei Critici Musicali Italiani le conferisce il Premio Abbiati 2009 per la sua interpretazione in L’Orfeo di Monteverdi andato in scena al Teatro alla Scala di Milano con la direzione di Rinaldo Alessandrini. Tra gli impegni recenti si segnalano: Il ritorno di Ulisse in patria (Penelope) al Grand Théâtre de Genève e in tournée in spagna con Europa Galante; L’Orfeo di Monteverdi all’Opera de Monte-Carlo e al Salzburger Festspiele; Giulio Cesare all’Opera di Roma, all’Opera de Monte-Carlo, all’Opera Royal de Versailles, alla Wiener Staatsoper e in tournée in Europa con Les Musiciens du Prince; Requiem di Mozart al San Carlo di Napoli, a Philadelphia e alla Carnegie Hall di New York; Stabat Mater di Pergolesi all’Opera di Roma; Nona Sinfonia di Beethoven alle Terme di Caracalla; Terza Sinfonia di Mahler alla Fenice di Venezia e al Massimo di Palermo; Stabat Mater di Pergolesi in tournée nei Paesi Bassi con Philarmonie Zuidnederland; Falstaff al Carlo Felice di Genova; e Johannes-Passion BWV 245 di Bach con La Cetra Barockorchester a Lipsia. Tra gli impegni della Stagione 2025-2026 si segnalano: Die Erste Walpurgisnacht a San Sebastián-Donostia, Barcellona e Parigi diretta da Jordi Savall; Giulio Cesare al Petruzzelli di Bari e al Palau de les Arts Reina Sofia di Valencia; Stabat Mater di Pergolesi con l’Orchestra dell’Opera di Roma; Orfeo ed Euridice al New National Theatre di Tokyo; Passione secondo Giovanni di Bach alla Kölner Philharmonie; Nisi Dominus di Vivaldi all’Opera di Rouen; un concerto barocco all’Anima Mundi Festival di Pisa con English Concert e Trevor Pinnok.

Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari

È stata fondata nel 1933 e ha consolidato, negli anni, un fecondo rapporto con i maggiori direttori italiani, tra cui Tullio Serafin, Vittorio Gui, Antonino Votto, Guido Cantelli, Franco Ferrara, Franco Capuana, Willy Ferrero, e con compositori quali Ottorino Respighi, Ildebrando Pizzetti, Ermanno Wolf Ferrari, Riccardo Zandonai, Alfredo Casella. Risalgono agli anni ‘50-’60 le apparizioni sul podio di Lorin Maazel, Lovro von Matacic, Claudio Abbado, Sergiu Celibidache, Riccardo Muti, e le collaborazioni con Gioconda De Vito, Leonid Kogan, Henryk Szering, Andrés Navarra, Dino Ciani, Maria Tipo, Nikita Magaloff, Wilhem Kempff, Martha Argerich. In questi ultimi anni l’Orchestra ha collaborato, tra gli altri, con direttori come Lorin Maazel, Georges Prêtre, Emmanuel Krivine, Mstislav Rostropovich, Ton Koopman, Iván Fischer, Frans Brüggen, Carlo Maria Giulini, Gennadi Rozhdestvensky, Rafael Frühbeck de Burgos, Neville Marriner, Christopher Hogwood, Hartmut Haenchen e con solisti come Martha Argerich, Aldo Ciccolini, Kim Kashkashian, Viktoria Mullova, Misha Maisky, Truls Mørk, Sabine Meyer, Yuri Bashmet, Salvatore Accardo. Dal 1999 al 2005 Gérard Korsten ha ricoperto il ruolo di direttore musicale e ha, fra l’altro, diretto in prima esecuzione nazionale, Die ägyptische Helena di Richard Strauss, Euryanthe di Weber e A Village Romeo and Juliet di Delius, mentre nella stagione 2007-2008 George Pehlivanian è stato direttore ospite principale. Negli ultimi anni l’Orchestra ha collaborato regolarmente con Lorin Maazel, compiendo nel 1999 una tournée in Europa ed eseguendo con successo una serie di concerti. Nel 2002 ha rappresentato l’Italia nella rassegna “Italienische Nacht”, organizzata dalla Bayerischer Rundfunk al Gasteig di Monaco di Baviera e trasmessa in diretta dalla radio bavarese. Nel 2005 ha suonato in un concerto in onore del Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi. Nel 2010 ha partecipato al 98° Festival di Wiesbaden con Lucia di Lammermoor per la direzione di Stefano Ranzani e la regia di Denis Krief, riscuotendo un grande successo. Recentemente, nell’ambito di un progetto di internazionalizzazione del Teatro Lirico di Cagliari, realizzato e promosso in collaborazione con l’Unione Europea, il Governo Italiano e la Regione Sardegna, l’Orchestra è stata invitata dalla New York City Opera per l’esecuzione di La campana sommersa di Respighi, ricevendo il plauso del pubblico e della critica. Negli ultimi anni, anche nell’ambito della rassegna “Cinque passi nel Novecento”, ha eseguito, in prima assoluta, composizioni per orchestra che il Teatro Lirico di Cagliari ha commissionato a compositori come Sylvano Bussotti, Giorgio Tedde, Azio Corghi, Fabio Nieder, Alberto Colla, Carlo Boccadoro, Franco Oppo, Francesco Antonioni, Ivan Fedele, Michele Dall’Ongaro, Filippo Del Corno, Vittorio Testa, Sergio Rendine, Orazio Sciortino. Per la casa discografica Dynamic ha inciso opere in prima esecuzione in Italia, quali: Die Feen di Wagner, Dalibor di Smetana, (premiate, rispettivamente, da “Musica e Dischi” quale miglior disco operistico italiano del 1997, e da “Opéra International” col “Timbre de Platine” – gennaio 2001), Čerevički e Opričnik di Čajkovskij, Die ägyptische Helena di Richard Strauss, Euryanthe di Weber, Alfonso und Estrella di Schubert, Hans Heiling di Marschner, Chérubin di Massenet, Lucia di Lammermoor di Donizetti. Ha inciso, inoltre, Goyescas di Granados e La vida breve di De Falla, La Passione secondo Giovanni di Bach, La sonnambula di Bellini, I Shardana di Porrino per la Dynamic, Don Pasquale per Rai Trade e La leggenda della città invisibile di Kitež e della fanciulla Fevronija di Rimskij-Korsakov per Naxos. Per la Rai ha registrato, nel 1998, La Bohème trasmessa in tutto il mondo.

Giulio Pelligra – Tenore

Nato a Catania, tenore lirico all’italiana dalla voce luminosa e dagli acuti squillanti, Giulio Pelligra si esibisce regolarmente nei più prestigiosi teatri in Italia e all’estero, collaborando con direttori come: Roberto Abbado, Daniel Oren, Renato Palumbo, Donato Renzetti, Riccardo Frizza, Daniele Gatti, Henrik Nánási e con registi come: Graham Vick, Pier Luigi Pizzi, Damiano Michieletto, Henning Brockhaus, Valentina Carrasco, Emma Dante, Calixto Bieto, Emilio Sagi. A 20 anni, ha debuttato sul palcoscenico, cantando Almaviva in Il Barbiere di Siviglia al Teatro Manoel di Malta, per poi affermarsi come uno dei principali interpreti del repertorio belcantista, con ruoli come Percy in Anna Bolena (Opera di Roma, Regio di Parma e a Karlsruhe), Roberto Devereux (Massimo di Palermo), Leicester in Maria Stuarda (Deutsche Oper am Rhein, Carlo Felice di Genova, Prinzregententheater di Monaco di Baviera), Nemorino in L’elisir d’amore (Maggio Musicale Fiorentino, Theater Sankt Gallen, Rennes, Angers, Nantes), Carlo in Linda di Chamounix (Opera di Roma, Maggio Musicale Fiorentino), Ernesto in Don Pasquale (Theater Basel). Tra i ruoli belliniani si annoverano: Tebaldo in I Capuleti e i Montecchi (Opera di Roma), Arturo in I Puritani (Massimo Bellini di Catania, Seoul Arts Center), Elvino in La sonnambula (Filarmonico di Verona, Las Palmas), Pollione in Norma (Luglio Musicale Trapanese), mentre tra i ruoli rossiniani: Arnold in Guillaume Tell (Opera Lombardia), Jago in Otello (Opéra Royal de Wallonie Liège), Paolo Erisso in Maometto II (Roma). Ha riscosso grande successo anche nel repertorio verdiano, come Alfredo in La Traviata (Opera di Roma, Fenice di Venezia, Torino, Genova, Bari, Palermo e in Giappone), Duca di Mantova in Rigoletto (Sassari, Lithuanian National Opera Vilnius, Venezia), Ismaele in Nabucco (Massimo di Palermo, Petruzzelli di Bari, Theater St. Gallen, Opéra Royal de Wallonie Liège), Henri in Les vêpres siciliennes (Palermo, Roma), Gaston in Jerusalem (Theather Friburg). Altri momenti salienti della sua carriera lo vedono protagonista come: Rodolfo in La Bohème al Grand Théâtre de Genève e al Maggio Musicale Fiorentino, Fra Diavolo al Massimo di Palermo, Romeo in Roméo et Juliette a Pisa e Ravenna, Tamino in Die Zauberflöte (Roma), Don Ottavio in Don Giovanni (Palermo, Ravenna, Salerno), il protagonista in Idomeneo (Palermo, Würzburg). Il suo repertorio concertistico include: Messa di Gloria di Puccini, Stabat Mater di Rossini, Requiem di Mozart e di Verdi, Stabat Mater di Boccherini e Petite Messe solennelle di Rossini. Fra gli impegni recenti figurano: Don Pasquale al Bellini di Catania; Otello di Rossini (protagonista) in concerto con la Filarmonica “Karol Szymanowski” a Cracovia; Aufstieg und fall der Stadt Mahagonny di Kurt Weill al Petruzzelli di Bari; Leilo di Berlioz con l’Orchestra Sinfonica Nazionale Ceca a Praga; La Traviata a Nantes, Rennes e Angers; Giovanna D’Arco a Malta; Messa di Gloria di Puccini con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI; Falstaff e Die Zauberflöte all’Opéra Royal de Wallonie – Liège.

Donato Renzetti – Direttore

Avendo diretto, nella sua carriera, oltre 100 titoli, dai repertori italiano, francese, russo e tedesco, è uno dei direttori d’opera più prolifici del nostro tempo e dei più rispettati della scuola italiana. Donato Renzetti detiene il titolo di Direttore Emerito del Teatro Carlo Felice di Genova. Ha diretto produzioni operistiche nei più grandi teatri del mondo, come: Opéra di Parigi, Covent Garden di Londra, Grand Théâtre di Ginevra, Staatsoper di Monaco, Capitole di Tolosa, Metropolitan Opera di New York, Lyric Opera di Chicago, Dallas Opera, San Francisco Opera, Colón di Buenos Aires, Bunka Kaikan di Tokyo e in tutti i principali teatri italiani. È stato direttore ospite nei festival di Glyndebourne, Spoleto e Pesaro, così come al Festival Verdi di Parma. Donato Renzetti ha diretto molte tra le più prestigiose orchestre, tra cui: London Sinfonietta, London Philharmonic, Philharmonia Orchestra, English Chamber Orchestra, DSO Berlin, Tokyo Philharmonic, Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, tutte le Orchestre RAI, Dallas Symphony, Orchestra della Radio e Televisione Belga di Bruxelles, Orchestre National du Capitole de Toulouse, Orchestre National de Lyon. La sua intensa attività discografica include opere di Schubert, Mozart, Čajkovskij, Mayr e Cherubini, così come Donizetti, Rossini e Ponchielli. Con la Filarmonica Gioachino Rossini ha inoltre inciso l’integrale delle Ouverture di Rossini, pubblicata da Opus Arte nell’aprile 2018. Più recentemente ha registrato La bella dormente nel bosco e La campana sommersa di Respighi, nonché la prima registrazione mondiale di Bianca e Fernando di Bellini, tutto pubblicato dall’etichetta Dynamic. Donato Renzetti è un insegnante appassionato. Per 30 anni ha insegnato direzione d’orchestra all’Accademia Musicale Pescarese, dove molti dei più importanti direttori italiani di oggi sono stati suoi allievi, da Gianandrea Noseda a Michele Mariotti. Nel 2019 ha trasferito la sua attività didattica all’Alta Scuola di Perfezionamento di Saluzzo, in collaborazione con la Filarmonica Teatro Regio Torino, dove nel 2025 ha inaugurato la “Donato Renzetti Conducting Academy”.

Orchestra e Coro di Fondazione Arena nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura a Roma con lo Stabat Mater di Rossini

A Roma per il Festival di Musica e Arte Sacra

Capolavori sacri che si fondono. Circondati da un solenne silenzio. Lo Stabat Mater di Rossini ieri sera è risuonato nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura. Orchestra e Coro di Fondazione Arena si sono esibiti a Roma in occasione del 24° Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra.

Alla presenza del Cardinale James Michael Harvey Arciprete della Basilica, di alti prelati, e davanti ad una chiesa gremita, il Maestro Francesco Ivan Ciampa ha diretto magistralmente i complessi artistici  e i solisti che hanno composto un quartetto vocale d’eccezione per l’intensa partitura rossiniana: il soprano Eleonora Buratto, recentemente protagonista di Tosca in diretta televisiva, il mezzosoprano Agnieszka Rehlis, principessa dell’Aida areniana negli ultimi Festival, il tenore Marco Ciaponi, apprezzato belcantista a Verona in opere di Mozart e Salieri, e il basso Adolfo Corrado, vincitore a soli ventinove anni del BBC Singer of the World.

Presenti anche il Sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, il Presidente dell’AGIS Francesco Giambrone, il Sovrintendente Cecilia Gasdia, il Vicedirettore artistico Stefano Trespidi.

Sotto il dorato soffitto di San Paolo Fuori le mura, Basilica Papale maggiore nota anche per ospitare i ritratti di tutti i pontefici da San Pietro ad oggi, un ascolto attento e raccolto e, al termine, calorosi applausi per l’Orchestra e il Coro di Fondazione Arena, preparato da Roberto Gabbiani.

Il Festival, giunto alla 24^ edizione, è organizzato dalla Fondazione Pro Musica e Arte Sacra, presieduta dal Senatore Hans-Albert Courtial, e propone ogni autunno meditazioni con alcuni tra i maggiori complessi artistici al mondo, tra cui i Wiener Philharmoniker, i Tallis Scholars, i Wiener Sängerknaben, nelle basiliche maggiori e chiese di Roma e Vaticano. Ad ispirare il Festival, sono le parole che Papa Paolo VI, oggi Santo, rivolse agli artisti nel discorso conclusivo del Concilio Vaticano II nel 1965: “Questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione”.

L’edizione 2025, dedicata in particolare a Palestrina, a 500 anni dalla nascita, unisce in realtà compagini e repertori diversissimi, dalla polifonia rinascimentale ai canti sacri ortodossi. L’opera proposta da Fondazione Arena è la maggiore composizione sacra di Gioachino Rossini, lo Stabat Mater, insieme alla Petite Messe Solennelle (che sarà proposta al Teatro Filarmonico di Verona nella Settimana Santa 2026). Rossini, all’apice della fama dopo il trionfo parigino di Guillaume Tell, scelse il ritiro dalle scene in favore di un silenzio creativo interrotto in poche occasioni: lo Stabat Mater, su testo della celebre sequenza medievale attribuita a Jacopone da Todi, fu la prima eclatante eccezione. Scritto nel 1831, pare senza troppa convinzione, su insistenza del prelato spagnolo padre Varela e destinato solo ad esecuzioni private, fu interrotto a metà per problemi di salute e completato dall’amico e collega Giovanni Tadolini per il Venerdì Santo. Dopo la morte di Varela, un editore francese venne in possesso dello spartito e, pur di impedirne la pubblicazione, Rossini completò il lavoro nel 1842, sostituendo gli interventi di Tadolini con brani propri, e curando poi la prima pubblica con grandi voci dell’epoca a Parigi e in una tournée italiana di successo, culminata in un’esecuzione all’Arena di Verona (allora solo di rado utilizzata per avvenimenti musicali).

LA GRANDE MESSA DI MOZART INAUGURA LA STAGIONE SINFONICA 2025 AL TEATRO FILARMONICO

Il maestro Enrico Onofri dirige il capolavoro sacro di Mozart con l’Orchestra e il Coro di Fondazione Arena e i solisti Gilda Fiume, Arianna Vendittelli, Krystian Adam e Adolfo Corrado

Ad aprire il programma, in prima esecuzione al Filarmonico, la Sinfonia 39 di Michael Haydn

MOZART GRANDE MESSA Onofri

 1° concerto

venerdì 31 gennaio ore 20.00

sabato 1° febbraio ore 17.00

Teatro Filarmonico di Verona

Una grande festa sinfonico-corale per i 50 anni del ritrovato Teatro Filarmonico. Dopo l’opera, venerdì 31 gennaio alle 20, inaugura anche la Stagione Sinfonica 2025 di Fondazione Arena. Orchestra e Coro areniani, diretti da Enrico Onofri, eseguono la Grande Messa in do minore, capolavoro sacro del genio di Salisburgo, con quartetto vocale d’eccezione, preceduta dalla rara Sinfonia 39 del contemporaneo Michael Haydn. Replica sabato 1° febbraio alle 17. Biglietti e abbonamenti disponibili. 

Verona, nel mese di gennaio, risuona della musica di Mozart e, quest’anno, ‘incontra’ altri due importanti anniversari: il bicentenario della morte di Salieri e i cinquant’anni della riapertura del Teatro Filarmonico. E se, come nel 1975, al compositore di Legnago è spettato inaugurare la Stagione Lirica col suo Falstaff, al genio di Salisburgo è dedicato il primo concerto della Stagione Sinfonica 2025 di Fondazione Arena.

In programma la sua composizione sacra più ambiziosa, la Messa in do minore K 427, detta Grosse Messe, iniziata nel 1782 senza committente – caso unico per l’epoca e l’autore – dedicata a Constanze, da poco sua moglie, e pensata per il ritorno a Salisburgo, l’ultimo di Mozart, dalla famiglia e dall’Arcivescovo dal cui servizio era fuggito. Fu eseguita durante una funzione religiosa nel 1783, unita a brani di altre messe, e poi rimasta nel cassetto per due anni, quando fu adattata per Vienna nell’oratorio Davide Penitente. La musica originale scritta per questa Messa rimase incompiuta – destino condiviso col celebre Requiem, che però circola oggi completato da amici e allievi – con metà sezione del Credo e priva di Agnus Dei. Caduta nell’oblio, questa Messa fu scoperta e pubblicata postuma nel 1840 e solo nell’ultimo mezzo secolo è entrata stabilmente in repertorio, conquistando le sale da concerto. In essa convivono l’omaggio alla tradizione passata delle messe solenni, per contrappunto, proporzioni e austerità di Bach, Händel, e degli italiani del ‘700, e a una tenera, luminosa cantabilità, in particolare nelle pagine destinate alla sposa Constanze, soprano della prima salisburghese. Il poliedrico maestro Enrico Onfori, nella più recente edizione critica di Ulrich Leisinger (2019), dirige l’Orchestra di Fondazione Arena, il Coro diretto da Roberto Gabbiani e quattro affermati solisti, tra cui i soprani Gilda Fiume, protagonista di diverse prime veronesi tra cui il recente Falstaff salieriano, Arianna Vendittelli, apprezzata belcantista al debutto al Filarmonico, come il tenore polacco Krystiam Adam, specialista del repertorio, e il basso Adolfo Corrado, vincitore di numerosi concorsi internazionali, tra cui il BBC Cardiff Singer of the World 2023.

L’Orchestra areniana aprirà il concerto, della durata complessiva di 70 minuti circa e senza intervallo, con una prima esecuzione al Filarmonico in un originale accostamento: la Sinfonia n. 39 in Do maggiore di Michael Haydn, fratello del più celebre Franz Joseph, contemporaneo e apprezzato amico dello stesso Mozart. I tre movimenti della Sinfonia, dal tono festoso e dall’ampio organico, furono molto probabilmente di ispirazione per l’ultima sinfonia mozartiana “Jupiter”, con cui condivide la brillante tonalità d’impianto.

Il concerto è inserito nel programma di Mozart a Verona 2025, Festival diffuso in tutta la città, ed è il primo della Stagione Sinfonica 2025 di Fondazione Arena, comprendente 10 appuntamenti in abbonamento e 2 concerti straordinari. La programmazione abbraccerà oltre tre secoli di musica, importanti anniversari di grandi compositori come Šostakovič, Ravel, Salieri, Bartók, eseguiti da giovani di talento, solisti e direttori di prestigio internazionale.

È ancora possibile acquistare abbonamenti, nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni concerto, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

BCC Veneta rinnova il suo legame con Fondazione Arena di Verona anche per il 2025, confermandosi main sponsor della Stagione Artistica del Teatro Filarmonico.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA

Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO

Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo

Tel 045 8002880

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 8005151

www.arena.it

Punti vendita TicketOne.it

Markus Stenz ancora protagonista in Fenice dirige Ives, Bellini e estratti dal Parsifal di Wagner

Ancora Markus Stenz protagonista al Teatro La Fenice, nell’ambito della Stagione Sinfonica 2023-204. Dopo il doppio concerto dello scorso fine settimana e il grande successo della tourneè ad Amburgo, il maestro tedesco sarà di nuovo alla testa di Orchestra e Coro del Teatro La Fenice sabato 6 luglio 2024 ore 20.00 (turno S) e domenica 7 luglio 2024 ore 17.00 (turno U) per dirigere un programma articolato in tre parti, che si aprirà con The Unanswered Question di Charles Ives, proseguirà con la Sinfonia dalla Norma di Vincenzo Bellini e si concluderà con alcuni estratti dal Parsifal di Richard Wagner.

Interpreti solisti dei brani wagneriani saranno il basso-baritono Alex Esposito nel ruolo di Amfortas, il basso Adolfo Corrado in quello di Titurel, il basso Tareq Nazmi in quello di Gurnemanz; il tenore Leonardo Cortellazzi sarà Parsifal; una voce dall’alto il mezzosoprano Valeria Girardello.

Maestro del Coro Alfonso Caiani.

Il tentativo di trasformare in suoni, in codice acustico, in espressione musicale delle raffinate quistiones filosofiche trova rilievo in diverse opere ma, al di fuori di ogni ragionevole dubbio, The Unanswered Question (1906) di Charles Ives (1874-1954) è probabilmente la più nota tra quelle più fortemente emblematiche.  Raramente un autore ha raggiunto livelli così pregnanti di interrelazione tra mondo interiore speculativo e creazione artistica. Centrata sulla domanda metafisica per eccellenza e, dunque, sull’impossibilità di una risposta esaustiva, la composizione è retta da una precisa simbologia che possiamo identificare nei ‘comportamenti’ musicali dei gruppi di strumenti. L’opera ha in sé, oltre a ciò, una grande forza innovativa proprio perché la concezione ivesiana di trasporre in musica concetti astratti, domande metafisiche, psichiche evocazioni porta il compositore ad avere, nei confronti del linguaggio musicale, un atteggiamento di grande libertà, svincolandolo in modo sostanziale dagli aspetti più normativi del codice grammaticale.

            Dopo un lungo periodo di ‘fraintendimento’, Norma di Vincenzo Bellini (1801-1835), rappresentata per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano nel 1831, tornò a nuova vita proprio grazie all’irrompere sulle scene, alla metà del Novecento, di Maria Callas che interpretò questo ruolo anche al Teatro La Fenice nel 1950. L’opera ha una sinfonia eroica che guarda alla tragica severità del classicismo di Gluck. Si tratta di un unico movimento (Allegro maestoso e deciso) legato al clima del dramma che introduce e anticipa inoltre alcuni motivi musicali che ritroveremo nell’opera.

            Ispirato liberamente a Parzival, un poema epico del XIII secolo di Wolfram von Eschenbach, il Parsifal di Richard Wagner (1813-1883) fu rappresentato per la prima volta al Festspielhaus di Bayreuth il 26 luglio 1882, pochi mesi prima della morte dell’autore. L’estremo sforzo creativo del sommo maestro segna la trasformazione del Wort-Ton-Drama (Dramma di parola e musica) in Bühnenweihfestspiel (Azione scenica sacrale). Un avvicinamento alla religione – non tanto all’ortodossia cristiana, quanto a un sincretismo, in cui il cristianesimo convive con il buddismo e l’induismo – che provocò la ben nota avversione da parte di Nietzsche. Di questo capolavoro, il programma propone alcune pagine particolarmente significative. A partire dall’interludio sinfonico Verwandlungsmusik, (Musica della trasformazione), caratterizzata dall’avvicendarsi di numerosi leitmotiv – tra cui il ricorrente Motivo delle Campane e lo straziante Motivo della Sofferenza –, in un graduale crescendo a misura che Parsifal e Gunemanz si avvicinano al castello. Seguirà «Nun achte wohl und laß mich seh’n», la suggestiva enunciazione del Motivo del Gral, seguito dai timpani con la loro incisiva versione ancora del Motivo delle Campane. Il solenne corteo dei Cavalieri del Gral precede il rito dello svelamento del Gral. Amfortas viene portato su una lettiga, mentre la voce di suo padre Titurel, proveniente dalla tomba in cui vive rinchiuso, lo invita a compiere il sacro rito:

Il concerto di sabato 6 luglio 2024 sarà preceduto da un incontro a ingresso libero con il musicologo Mauro Masiero, che dalle 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.

I biglietti per il concerto (da € 15,00 a € 90,00) sono acquistabili nella biglietteria del Teatro La Fenice e nei punti vendita Eventi Venezia Unica, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.

Main partner della Stagione è Intesa Sanpaolo.

Markus Stenz

Ha ricoperto incarichi di grande rilievo, tra cui quelli di direttore principale della Netherlands Radio Philharmonic Orchestra, direttore ospite principale della Baltimore Symphony Orchestrae più recentemente direttore in residence della Seoul Philharmonic Orchestra. È stato direttore musicale generale della città di Colonia e Gürzenich-Kapellmeister per undici anni, dirigendo Don Giovanni, il Ring, Lohengrin, Tannhäuser e Die Meistersinger von Nürnberg, così come Jenůfa e Káťa Kabanová di Janáček e Love and Other Demons di Eötvös. Ha debuttato nell’opera nel 1988 al Teatro La Fenicee, dopo il successo di varie settimane di concerti con quell’Orchestra, lascorsa stagione ha diretto a Venezia Der fliegende Holländer di Wagner etornerà nelle prossime due stagioni per Ariadne auf Naxos e Lohengrin. Nel2018 ha diretto Die Gezeichneten di Schreker alla Bayerische Staatsoper diMonaco e quell’anno ha visto anche la luce l’attesa prima mondiale di Fin de partie di Kurtág alla Scala, dove, nella stessa stagione, ha diretto Elektra di Strauss. Quell’evento è stato seguito da performance dell’opera di Kurtágalla Dutch National Opera e la sua première francese all’Opéra Nationalde Paris. Nella stagione 2023-2024 ritorna alla Dutch National Opera adirigere Rise and Fall of the City of Maagonny, viaggia a Hangzhou, inCina, per Die Walküre e dirige una speciale performance di Fin de partie nella città natale di Kurtág, Budapest, prima di andare in tour ad Amburgoe Colonia. In Germania dirige inoltre concerti con mdr-SinfonieorchesterLeipzig, Stuttgarter Philharmoniker e Staatskapelle Halle. Questa stagionevede anche il ritorno all’Orchestre National de Lyon e, sulla scia di ungrande successo nel 2022 con la City of Birmingham Symphony Orchestra (CBSO), con la Sinfonia n. 2 di Mahler, vi ritorna per la Sinfonia n. 7 di Bruckner. In Italia dirige sia l’Orchestra della Toscana che l’Orchestra Haydn di Bolzano, e in seguito ritorna alla New Jersey Symphony e fa il suo debutto con la Naples Philharmonic.

Carnevale in Fenice con La bohème di Giacomo Puccini

Nel pieno del periodo di carnevale, la Fenice riporta in scena uno dei suoi spettacoli più amati dal pubblico, La bohème di Giacomo Puccini. Il capolavoro pucciniano tornerà in scena nel Teatro di Campo San Fantin per celebrare i cento anni dalla morte del compositore toscano, nel fortunato allestimento firmato da Francesco Micheli per la regia, Edoardo Sanchi per le scene, Silvia Aymonino per i costumi e Fabio Barettin per il disegno luci.

Stefano Ranzani dirigerà l’Orchestra e al Coro del Teatro La Fenice – quest’ultimo preparato da Alfonso Caiani – e guiderà anche le voci bianche dei Piccoli Cantori Veneziani, istruite dal maestro Diana D’Alessio. Alla prima di venerdì 2 febbraio 2024 ore 19.00 – che sarà tra l’altro trasmessa in diretta su Rai Radio3 – seguiranno quattro recite: il 4, 6, 8 e 10 febbraio 2024.

Dopo l’affermazione ottenuta con Manon Lescaut (1893), il trentacinquenne Giacomo Puccini prese in considerazione come soggetto per la sua opera successiva le Scènes de la vie de bohème di Henri Murger, un romanzo d’appendice pubblicato a puntate più di quarant’anni prima nella rivista parigina «Le corsaire Satan», trasformato poi dallo stesso Murger e da Théodore Barrière in una pièce in cinque atti, rappresentata con successo nel 1849. La stesura del nuovo libretto per Puccini fu affidata dall’editore Giulio Ricordi ai letterati Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, un binomio artistico destinato ad affiancare il compositore lucchese per più di un decennio, fino a Tosca (1900) e Madama Butterfly (1904).

Rappresentata al Teatro Regio di Torino sotto la direzione del ventinovenne Arturo Toscanini l’1 febbraio 1896, La bohème fu accolta con perplessità dalla critica, ma incontrò nelle riprese un sempre crescente successo di pubblico, tanto da divenire una delle opere più popolari di tutti i tempi. Il libretto, un affresco in cui si alternano momenti di vivacità, di intimità, di rimpianto per il tempo trascorso, di tristezza dolorosa, prevede sei personaggi principali: un quartetto di giovani amici (il poeta Rodolfo, il pittore Marcello, il musicista Schaunard, il filosofo Colline) e due fanciulle (Mimì e Musetta), tutti ricchi di simpatia e di entusiasmo quanto poveri di quattrini. Il dramma si conclude con la morte per tisi di Mimì tra le braccia dell’amato Rodolfo dopo una separazione ricomposta in extremis; ma più che di una trama vera e propria si può parlare di un susseguirsi di situazioni liriche accomunate da un tema unitario, la celebrazione della giovinezza.

Di assoluto richiamo il cast di questa ripresa della Bohème, che comprende Celso Albelo (Rodolfo), Alessio Arduini (Marcello), Armando Gabba (Schaunard), Adolfo Corrado (Colline), Matteo Ferrara (Benoît, Alcindoro), Claudia Pavone (Mimì) e Mariam Battistelli (Musetta). Inoltre gli artisti del Coro Dionigi D’Ostuni e Massimo Squizzato si alterneranno nel ruolo di Parpignol, Alessandro Vannucci e Salvatore Benedetto in quello del venditore ambulante, Salvatore Giacalone e Giampaolo Baldin in quello del sergente dei doganieri, infine Emanuele Pedrini ed Enzo Borghetti in quello del doganiere.

L’opera sarà proposta con i sopratitoli in italiano e in inglese.

Cinque le recite in programma, con i seguenti turni di abbonamento: venerdì 2 febbraio 2024 ore 19.00 (turno A); domenica 4 febbraio ore 15.30 (turno B); martedì 6 febbraio ore 19.00 (turno D); giovedì 8 febbraio ore 19.0 (turno E); sabato 10 febbraio ore 15.30 (turno C).

Con il Concerto di Natale al via la Stagione di Concerti 2023/2024 del Teatro San Carlo

Dan Ettinger sul podio alla guida di Orchestra e Coro e dai solisti : Nadine Sierra, Ana Maria Labin, Attilio Glaser, Adolfo Corrado

È il Concerto di Natale l’appuntamento di apertura della Stagione Sinfonica 2023/2024 del Teatro di San Carlo.

L’inaugurazione è in calendario domani mercoledì 20 dicembre 2023 a partire dalle ore 19 con Dan Ettinger sul podio alla guida di Orchestra e Coro e degli interpretivocali Nadine Sierra (Soprano), Ana Maria Labin (Soprano), Attilio Glaser (Tenore), Adolfo Corrado (Basso).

In locandina la Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore, D 485 di Franz Schubert e la Grande Messa in do minore, K 427 di Wolfgang Amadeus Mozart.


Terminata nel 1816, quando il compositore aveva solo 19 anni, la Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore, D 485 di Franz Schubert fa riferimento esplicito a modelli mozartiani. La presenza del genio immortale di Mozart sembra infatti dominare questa Sinfonia che si presenta come un vero e proprio omaggio al compositore di Salisburgo.

La Grande Messa in do minore, K 427 di Wolfgang Amadeus Mozart composta fra Salisburgo e Vienna nel 1783 per invocare la guarigione della moglie Konstanze a pochi mesi dal matrimonio è l’ultima pagina sacra mozartiana prima del Requiem. A interpretarla, accanto all’Orchestra e al Coro del Teatro di San Carlo un quartetto di voci di prestigio quali i soprani Nadine Sierra e Ana Maria Labin, il tenore Attilio Glaser e il basso Adolfo Corrado.

A cura di Marco Bizzarini

Schubert e Mozart: evocazioni musicali di «una vita più luminosa»

Dura la vita dell’insegnante, troppo spesso alle prese con ragazzini indisciplinati e con genitori arroganti. Potrebbe quasi sembrare una tranche de vie dei nostri giorni, ma a lamentarsi dei tanti soprusi subìti durante l’attività di maestro di scuola era, nella civilissima Vienna di due secoli or sono, Ignaz Schubert, fratello maggiore del più celebre Franz. Il quale, anch’egli destinato dal padre ad affrontare la «rudezza di una gioventù selvaggia» (per sua fortuna non ancora armata di cellulari e computer), si sottrasse all’ingrato compito gettandosi a capofitto nella musica. Così, nel 1816, a diciannove anni compiuti, il prodigioso compositore viennese metterà su carta pentagrammata quasi duecento lavori, tra Lieder, danze, sonate, sinfonie: una creatività sbalorditiva. Mirabile testimonianza di questa facilità di scrittura è la Sinfonia n. 5 in Si bemolle maggiore, ancor oggi una delle composizioni schubertiane più celebri. Ma che cosa poteva spingere un diciannovenne d’inizio Ottocento a scrivere una partitura orchestrale? Oltre al gusto della sfida con se stessi entrava in gioco la prospettiva concreta di veder eseguito il proprio lavoro. A Vienna non c’erano solo i grandi concerti pubblici – o ‘accademie’, come allora si diceva – in cui si tenevano a battesimo, fra l’altro, le Sinfonie di Beethoven.

La vita musicale cittadina si arricchiva anche di numerose iniziative ‘semi-private’, come gli incontri promossi dal violinista Otto Hatwig, nel cui salotto vennero eseguite, secondo il musicologo Otto Biba, tutte le prime sei Sinfonie di Schubert. Conosciamo l’organico della compagine diretta da Hatwig: sette violini primi, sei secondi, tre viole (una delle quali suonata dallo stesso Schubert), tre violoncelli, due contrabbassi e una coppia per ciascuno strumento a fiato (corni e legni). Era un organico da camera, privo di trombe e timpani, numericamente ridotto rispetto ai circa sessanta esecutori che potevano essere impegnati nei concerti pubblici coevi. Gratificato dall’idea di un’esecuzione, con la Quinta Sinfonia Schubert diede il meglio di sé nella composizione di quattro movimenti certamente riconducibili alla gran tradizione di Mozart e Haydn, ma anche ricchi di stilemi personali. «O Mozart, Mozart immortale, quante, oh quante infinite confortanti percezioni di una vita più luminosa e migliore tu hai portato alle nostre anime!». Così annotava il giovane Schubert nel proprio diario. Un concetto, quest’ultimo, elegantemente trasfigurato in musica nei motivi principali della Quinta Sinfonia, a cominciare dall’indimenticabile tema d’apertura del primo movimento, così sereno, così fluido, così magistrale nel suo dialogo serrato in eco tra violini e violoncelli. Con diabolica perspicacia il musicologo Donald Tovey scoprì che l’idea principale dell’Andante con moto richiama da vicino l’ultimo movimento della mozartiana Sonata per violino e pianoforte K 377, mentre chiunque potrebbe notare la somiglianza dell’incipit del Menuetto in Sol minore con quello della Sinfonia K 550 nella medesima tonalità (anch’essa priva di clarinetti, trombe e timpani). Questi sono indubitabili omaggi al grande predecessore salisburghese, ma l’abilità nelle modulazioni, la fantasia melodica, gli imponenti culmini sonori, i passaggi repentini a tonalità minori che già anticipano le ombre della Sinfonia n. 8, sono tutti elementi stilistici propri di Schubert.

L’incompiuta Messa in Do minore K 427 di Mozart racchiude in sé una moltitudine di segreti che, probabilmente, non saranno mai svelati. Di sicuro non si trattò di un lavoro su commissione, e già questo fatto è inconsueto per la musica sacra dell’epoca. Congedatosi dal servizio presso l’arcivescovo salisburghese Geronimo Colloredo, nel 1781 il giovane compositore tentava l’azzardo della libera professione nel «miglior posto possibile» per un musicista: Vienna. Quell’inebriante sensazione di libertà, unita all’inizio della vita matrimoniale con Constanze Weber, sposata nell’agosto 1782, fu all’origine dell’idea di una Messa completamente diversa rispetto alle precedenti composizioni religiose del periodo di Salisburgo. Mozart stesso, nella lettera al padre Leopold del 4 gennaio 1783, rivela alcuni dettagli sull’ambizioso progetto: «la partitura di metà di una Messa (…) può servire come prova della realtà della mia promessa». Quale promessa? Forse un voto del musicista: scrivere una Messa dopo la guarigione di Constanze e poi recarsi in visita dal genitore a Salisburgo in compagnia della sposa. All’epoca della missiva, la composizione era giunta a metà, comprendendo ipoteticamente solo Kyrie e Gloria. Ma Mozart non portò mai a termine il lavoro: tra le parti a noi pervenute figurano solo le prime due sezioni del Credo e il Sanctus; nessuna traccia dell’Agnus Dei. Nell’attuale stato lacunoso, l’esecuzione dell’opera può durare circa un’ora; è chiaro che nella sua interezza la composizione avrebbe assunto proporzioni monumentali, paragonabili alla Messa in si minore di Bach o alla Missa solemnis di Beethoven. Una monumentalità, del resto, confermata dall’inedita ampiezza dell’organico orchestrale (comprendente flauto, coppie di oboi, fagotti, corni, trombe, tre tromboni, timpani, archi, organo) e dalle forze vocali (cinque solisti di canto con due soprani, impiego del doppio coro a otto voci nel Qui tollis).

Il tutto all’insegna di un sorprendente compasso stilistico, in grado di passare con disinvoltura da pagine di stile neo-bachiano e neo-händeliano alle delizie dello stile concertante moderno (Et incarnatus, con fiati obbligati), dalla severità del Kyrie alla luce abbagliante del celestiale Christe. Il diario di Nannerl, sorella del compositore, ci informa che la Messa incompleta venne eseguita, almeno parzialmente, il 26 ottobre 1783, durante una funzione liturgica nella chiesa abbaziale di San Pietro a Salisburgo, alla presenza di tutti i musicisti di corte. Una consolidata tradizione ottocentesca, a partire almeno dalla biografia di Georg Nikolaus Nissen, sostiene che Constanze avesse cantato le parti solistiche del primo soprano. Questa affermazione, ancor oggi, viene spesso riportata in modo acritico. Che Mozart, durante la composizione della Messa, pensasse alla moglie, pare confermato sia dalla stretta parentela melodica del Christe con il Solfeggio K  393 a lei destinato, sia dall’Et incarnatus, il cui ritmo di siciliana evoca la tenerezza di un presepe. D’altra parte, che in una chiesa cattolica del Settecento sia stato permesso a una donna di cantare durante una funzione liturgica assieme ai musici della cappella appare quanto meno dubbio. Un secolo più tardi Giuseppe Verdi, in previsione dell’esecuzione in chiesa del Requiem collettivo in memoria di Rossini, pensava di chiedere un’autorizzazione speciale al Papa per poter far cantare, eccezionalmente, le donne. La partecipazione di Constanze all’esecuzione salisburghese assume dunque contorni da leggenda (più verosimile, magari, che abbia partecipato alle prove della Messa nella storica Kapellhaus), ma questo è soltanto uno dei tanti misteri irrisolti legati alla sublime Messa in Do minore.

Teatro di San Carlo |
mercoledì 20 dicembre 2023, ore 19:00

DAN ETTINGER
CONCERTO DI NATALE

Direttore | Dan Ettinger
Soprano I | Nadine Sierra

Soprano II | Ana Maria Labin

Tenore | Attilio Glaser

Basso | Adolfo Corrado 

♭ debutto al Teatro di San Carlo

Programma

Franz Schubert, Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore, D 485

Wolfgang A. Mozart, Grande Messa in do minore per soli, coro e orchestra, K 427

Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo