Tosca di Giacomo Puccini torna attesissima al Teatro Carlo Felice di Genova

Passione, potere e tragedia in uno allestimento ispirato alla prima romana del 1900 con le scene e i costumi di Hohenstein

Nel personaggio ideato da Sardou si alternano Anastasia Bartoli, Carmen Giannattasio e Valentina Boi, con accanto Giorgio Berrugi e Carlo Ventre come Cavaradossi

Sul podio Giuseppe Finzi e regia di Alessandro Talevi ripresa da Anna Maria Bruzzese

Genova, Teatro Carlo Felice

Tosca 10-11-12 aprile / 17-18-19 aprile 2026

Introduzione all’ascolto Sala Paganini da 45’ prima dell’inizio di ogni recita

È l’opera-simbolo del Novecento, avendo debuttato a Roma il 14 gennaio del nuovo secolo: Tosca di Giacomo Puccini torna in scena attesissima al Teatro Carlo Felice per la Stagione 2025-2026 da venerdì 10 aprile, per due weekend.

Il capolavoro del compositore toscano sarà proposto in un allestimento del Teatro dell’Opera di Roma ispirato ai bozzetti originali delle scene e ai figurini dei costumi firmati da Adolf Hohenstein per la prima rappresentazione del 1900, frutto di un attento lavoro di ricostruzione compiuto dai laboratori di scene e sartoria del Teatro della Capitale circa dieci anni fa, che è stato inoltre proposto in una importante ripresa televisiva RAI lo scorso mese di novembre. La regia è firmata da Alessandro Talevi, ripresa da Anna Maria Bruzzese, le luci sono di Vinicio Cheli. Il lavoro restituisce il fascino della tradizione pittorica del teatro all’italiana, attraverso scenografie dipinte, prospettive architettoniche e una cura minuziosa dei dettagli che superano l’intento restaurativo per farsi rilettura consapevole della tradizione, in dialogo con lo sguardo contemporaneo per valorizzare di forme del patrimonio storico tipiche del teatro musicale. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice salirà Giuseppe Finzi, alla guida anche del Coro e del Coro di voci bianche della Fondazione, preparati rispettivamente da Claudio Marino Moretti e Gino Tanasini.

Il cast riunisce interpreti di rilievo internazionale: nel personaggio del titolo si alterneranno Anastasia Bartoli (10 e 12 aprile), Carmen Giannattasio (17 e 19 aprile) e Valentina Boi (11 e 18 aprile); Mario Cavaradossi avrà la voce di Giorgio Berrugi (10, 12, 17 e 19 aprile) e Carlo Ventre (11 e 18 aprile), mentre il barone Scarpia sarà interpretato da Lucas Meachem (10, 12, 17 e 19 aprile) e Ivan Inverardi (11 e 18 aprile). Completano il cast, tra gli altri, Luca Tittoto e John Paul Huckle (Angelotti), Fabio Maria Capitanucci (Sagrestano), Manuel Pierattelli (Spoletta), Franco Cerri (Sciarrone) e Loris Purpura e Roberto Conti (Carceriere).

Questo il calendario delle recite: venerdì 10 aprile (ore 20, Turno A), sabato 11 aprile (ore 20 FA2), domenica 12 aprile (ore 15 Turno C), venerdì 17 aprile (ore 20 Turno B), sabato 18 aprile (ore 17 FA2) e domenica 19 aprile (ore 15 Turno F).

«Tosca – dichiara il Sovrintendente Michele Galli – è uno dei titoli che meglio rappresentano la forza del teatro musicale nel suo rapporto diretto con il pubblico. È un’opera che unisce temi politici, grandi sentimenti, ideali e profondità, capace di parlare a tutti con un linguaggio teatrale potentissimo. Riproporla oggi in un allestimento che guarda alle sue origini, significa valorizzare la storia del teatro italiano e al tempo stesso restituire al pubblico un’esperienza autentica. È anche simbolo del percorso che il Teatro Carlo Felice sta portando avanti: coniugare grande repertorio, qualità artistica e attenzione alla memoria, mantenendo vivo il dialogo con il presente e con le nuove generazioni».

La regia si concentra dunque sulla dimensione psicologica dei personaggi, mettendo in luce la complessità delle relazioni e la sottile ambiguità che attraversa il dramma, al di là della sua apparente immediatezza. «Esiste un livello di dettaglio, un sottotesto e un’ambiguità sofisticata nella scrittura delle scene centrali di Tosca che è paragonabile alla finezza di opere come Pelléas et Mélisande», osserva il regista Alessandro Talevi. «Il duetto degli amanti nell’atto primo con il suo mix di chimica erotica, sospetto e bugie bianche; il terrificante metodo di pressione psicologica di Scarpia e la sua capacità di passare immediatamente da gentiluomo a psicopatico nel suo incontro con Tosca nell’atto secondo; la vaga ed evanescente scena finale tra Tosca e Cavaradossi sicuramente più fedele alla realtà di un epico duetto d’amore, che alcuni dei detrattori di Puccini si aspettavano nel 1900. La sfida per un regista di Tosca è rivelare queste sottigliezze drammatiche a un cast di cantanti in continuo cambiamento, i quali spesso hanno interpretato quel ruolo centinaia di volte in altre produzioni, per non parlare del pubblico che potrebbe aver visto tante di quelle recite! […] Ciascun cantante porta il proprio talento drammatico e la propria esperienza, nonché particolari qualità vocali e abilità tecniche. Per questo trovo molto utile riportare i cantanti al testo, alle motivazioni che stanno dietro alla sapiente architettura pucciniana, così da riscoprire la sincerità e la ragione di ogni azione drammatica in scena».

Ambientata nella Roma del giugno 1800, Tosca racconta una vicenda che si consuma nell’arco di poche ore, tra passioni amorose, intrighi politici e violenza. La cantante Floria Tosca, il pittore Mario Cavaradossi e il capo della polizia Scarpia sono i protagonisti di un dramma serrato, in cui il potere si intreccia con il desiderio e l’amore si trasforma in ossessione. La vicenda si apre nella chiesa di Sant’Andrea della Valle, prosegue nel Palazzo Farnese e si conclude tragicamente a Castel Sant’Angelo, in un susseguirsi di scene rapide e quasi cinematografiche che rappresentano uno degli elementi più visionari e profetici dell’opera. Fin dalla sua prima rappresentazione del 14 gennaio 1900, al Teatro Costanzi di Roma, Tosca si impose come opera capace di intercettare il clima storico e culturale del tempo: una società attraversata da tensioni politiche e sociali oltre che da una nuova sensibilità teatrale, più diretta e realistica.

Dal punto di vista musicale, Tosca segna una tappa fondamentale nello sviluppo del linguaggio pucciniano. La scrittura si fa essenziale, incisiva, costruita su una continua aderenza tra parola e musica, con un uso raffinato del leitmotiv e una forte caratterizzazione dei personaggi attraverso il colore orchestrale. La tensione drammatica attraversa tutta la partitura, culminando in alcune delle pagine più celebri dell’opera lirica: “Recondita armonia”, “Vissi d’arte”, “E lucevan le stelle”. Ma è l’intero tessuto musicale a restituire la complessità dei rapporti tra i protagonisti, in un continuo gioco tra verità e menzogna, desiderio e potere, in cui ogni dettaglio contribuisce alla narrazione.

In occasione della messa in scena di Tosca, torna anche Navigare Insieme, il nuovo progetto di accessibilità, pensato per rendere l’esperienza dell’opera lirica ancora più aperta, inclusiva e condivisa. “Navigare Insieme” nasce dalla volontà di riconoscere il diritto di tutte le persone a partecipare pienamente alla vita culturale, rafforzando il ruolo del Carlo Felice come luogo accogliente e accessibile da parte di tutta la comunità. L’iniziativa si rivolge in particolare alle principali aree di disabilità – motorie, sensoriali, intellettive e alle neurodivergenze – e si fonda su un percorso di co-progettazione con le associazioni del territorio, coinvolte fin dalle prime fasi come interlocutori attivi nella definizione dei bisogni e delle soluzioni.

Per Tosca saranno attivati alcuni servizi di accessibilità testati a gennaio con Il trovatore, tra cui mappe tattili e contenuti audio sul sito operacarlofelice.it per persone cieche e ipovedenti; audiodescrizione dello spettacolo tramite sistemi digitali in fase di test; traduzione in LIS e sottotitoli per persone sorde e ipoudenti; schede dell’opera in linguaggio Easy to Read; percorsi multisensoriali pre-spettacolo e possibilità di accesso anticipato al Teatro, per favorire un’esperienza più autonoma e consapevole.

Per la recita di sabato 18 aprile sono in corso le prenotazioni per due gruppi di persone sorde, ipoudenti, cieche e ipovedenti che, un’ora prima dello spettacolo, potranno partecipare a un’attività condivisa di presentazione dell’opera e della produzione. Durante la rappresentazione, due interpreti LIS – Jenny Costa e Titta Arpe – si alterneranno raccontando dal vivo l’opera al pubblico con disabilità uditive.

«Sono davvero felice ed entusiasta che il progetto prosegua con una nuova opera» – racconta Noemi Zerbone, ideatrice del progetto di accessibilità per la realtà della disabilità visiva e referente della formazione per il Consiglio regionale UICI Liguria – «Abbiamo lavorato con passione e impegno a questo progetto, rendendo accessibile a tutte le persone con disabilità visiva un’opera straordinaria come Tosca. Ci siamo concentrati su diversi aspetti, ragionando su un progetto di più ampio respiro, che non si soffermasse solo sull’opera stessa. Le persone con disabilità visiva, infatti, saranno accolte da personale formato, avranno la possibilità di toccare con mano gli oggetti e i costumi di scena, di fruire di numerosi contenuti accessibili pubblicati sul sito del teatro e, infine, potranno godere dello spettacolo attraverso un’audiodescrizione dal vivo, che consentirà loro di non perdersi nulla di ciò che accadrà sul palcoscenico. Questo, per noi, è motivo di grande orgoglio e credo che possa essere uno stimolo per molte altre realtà, sia del mondo dello spettacolo sia di altri settori».

Con questo progetto, la Fondazione Teatro Carlo Felice conferma quindi il proprio impegno verso una cittadinanza culturale inclusiva, nella convinzione che l’accessibilità non sia un servizio aggiuntivo, ma una dimensione essenziale della qualità artistica e civile del teatro contemporaneo.

Sempre per Tosca il Teatro Carlo Felice porta avanti il consueto percorso di divulgazione articolato nei consueti due incontri di presentazione al Teatro Auditorium Eugenio Montale (già avvenuti) e poi non mancano le introduzioni all’ascolto di circa 30 minuti che gli spettatori delle singole recite potranno seguire in Sala Paganini, da 45 minuti prima dell’inizio, a cura degli allievi del Conservatorio “Niccolò Paganini” con il coordinamento di Federico Pupo direttore artistico del Carlo Felice.

venerdì 10 aprile 2026, ore 20 Turno A

sabato 11 aprile 2026, ore 20 Turno FA2

domenica 12 aprile 2026, ore 15 Turno C

venerdì 17 aprile 2026, ore 20 Turno B

sabato 18 aprile 2026, ore 17 Turno FA2

domenica 19 aprile 2026, ore 15 Turno F

TOSCA

Melodramma in tre atti

Musica di Giacomo Puccini

Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica dal dramma omonimo di Victorien Sardou

Direttore Giuseppe Finzi

Regia Alessandro Talevi ripresa da Anna Maria Bruzzese

Scene e costumi Adolf Hohenstein

Luci Vinicio Cheli

Floria Tosca Anastasia Bartoli (10, 12) / Carmen Giannattasio (17, 19) / Valentina Boi (11, 18)

Mario Cavaradossi Giorgio Berrugi (10, 12, 17, 19) / Carlo Ventre (11, 18)

Il Barone Scarpia Lucas Meachem (10, 12, 17, 19) / Ivan Inverardi (11, 18)

Cesare Angelotti LucaTittoto (10, 12, 17, 19) / John Paul Huckle (11, 18)

Il Sagrestano Fabio Maria Capitanucci

Spoletta Manuel Pierattelli

Sciarrone Franco Cerri

Un carceriere Loris Purpura (10, 12, 17, 19) / Roberto Conti (11, 18)

Un pastorello Angelica Battarino / Maria Guano / Zeno Gregorio Nigido

Orchestra, Coro, Coro di voci bianche della Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova

Maestro del coro Claudio Marino Moretti

Maestro del coro di voci bianche Gino Tanasini

Allestimento del Teatro dell’Opera di Roma

Costo dei biglietti

Biglietti da 15 a 100 euro / riduzioni Under18 – Over60 e disabili

Per le attività del 18 aprile (Biglietti per persone con +75% di disabilità e relativi accompagnatori): Palchi e fila 32: € 30 – Secondo settore: € 37,50

Biglietterie

Teatro Carlo Felice Galleria Cardinal Siri 6 – 16121 Genova

Apertura da lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 19.00.

Per gli spettacoli serali o i concerti la domenica mattina l’apertura è un’ora prima dell’inizio e la chiusura 15 minuti

dopo l’inizio.

Per gli spettacoli pomeridiani o serali di domenica l’apertura è due ore prima dell’inizio e la chiusura

15 minuti dopo l’inizio.

Teatro Della Gioventù Via Cesarea 16 – 16121 Genova

Consultare il sito per i periodi e gli orari di apertura

Biglietteria on-line vivaticket.com (biglietto@printhome)

Informazioni Teatro Carlo Felice

Telefono +39 010 5381.433 oppure +39 010 5381.399 e-mail: biglietteria@carlofelice.it

TCBO: LEONARDO SINI PER LA PRIMA VOLTA A BOLOGNA CON LA TRAVIATA FIRMATA TALEVI

Protagonisti Adela Zaharia, Francesco Meli e Claudio Sgura

Dal 21 febbraio al 1° marzo al Comunale Nouveau

Torna in un allestimento ripensato per gli spazi del Comunale Nouveau La traviata firmata nel 2022 all’EuropAuditorium da Alessandro Talevi, che segna il debutto sul podio dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna del giovane direttore d’orchestra Leonardo Sini – primo premio al Concorso “Maestro Solti” di Budapest. Dal 21 febbraio al 1° marzo il regista vincitore dell’European Opera-Directing Prize porta nuovamente in scena la sua lettura del capolavoro verdiano nella quale ha scelto di porre «l’accento sull’idea di Violetta come personalità trasgressiva, che ha il coraggio di sfidare le norme morali canoniche. E mentre questo affascina, allo stesso tempo invita anche al giudizio morale». Protagonisti sul palco il soprano rumeno Adela Zaharia, primo premio al concorso Operalia 2017, che nel ruolo di Violetta Valéry compie il suo debutto in Italia, il tenore Francesco Meli in quello di Alfredo Germont, e il baritono Claudio Sgura come Giorgio Germont. Nel cast alternativo cantano rispettivamente Julia Muzychenko, Davide Tuscano e Lodovico Filippo Ravizza. Le scene sono firmate sempre da Talevi, mentre i costumi sono di Stefania Scaraggi, le luci di Daniele Naldi, i movimenti coreografici di Anna Maria Bruzzese e i video da Marco Grassivaro.

Questo allestimento della Traviata, ambientato in un contesto moderno arricchito da richiami senza tempo, si basa sull’idea che «sia in un ambiente tradizionale sia in uno moderno – prosegue il regista – Violetta deve dimostrare di essere una che ha utilizzato la propria bellezza per fronteggiare tutte le avversità, per creare intorno a lei un piccolo e fragile mondo fatto di splendore e divertimento, che attira l’alta società come falene verso la luce. L’esibizione consapevole e calcolata della propria avvenenza induce quasi al voyeurismo da parte di coloro che si dilettano nel mirarla.  I “guardoni” che godono della sua beltà spesso esultano segretamente per la sua caduta, più o meno allo stesso modo in cui la società è sempre stata affascinata dalle persone che “infrangono le regole” e poi incontrano la sfortuna o l’oblio – in questo caso, una malattia mortale».

È questo un periodo di debutti per Leonardo Sini, che dopo l’esordio a gennaio al Teatro Lirico di Cagliari con Lucrezia Borgia si prepara a dirigere a inizio marzo per la prima volta anche all’Opera di Colonia Le nozze di Figaro. Classe 1990, ha una formazione di profilo europeo acquisita fra la Royal Academy of Music di Londra e l’Olanda, dove si è perfezionato in direzione d’orchestra sotto la guida di Jac van Steen, Ed Spanjaard e Kenneth Montgomery al National Master of Orchestral Conducting. La vittoria del primo premio al Concorso “Maestro Solti” di Budapest nel 2017 lo ha imposto all’attenzione internazionale, avviandolo così verso importanti debutti con orchestre e teatri lirici in Italia, Europa ed Asia.

A interpretare Violetta Valéry c’è il soprano Adela Zaharia, che con questo ruolo ha già riscosso successi in teatri come la Los Angeles Opera, la Deutsche Oper Berlin e la Deutsche Oper am Rhein. Al suo fianco, come Alfredo Germont, il tenore Francesco Meli, vincitore nel 2013 del Premio “Abbiati” per le interpretazioni verdiane e ospite di prestigiosi palcoscenici internazionali come il Teatro alla Scala, il Metropolitan di New York, la Royal Ballet and Opera di Londra, l’Arena di Verona. Nelle vesti di Giorgio Germont canta invece il baritono Claudio Sgura, presenza costante sul palco di istituzioni come la Wiener Staatsoper, l’Opéra National de Paris, l’ABAO Bilbao Opera e il New National Theatre di Tokyo. Gli stessi ruoli sono anche interpretati rispettivamente da Julia Muzychenko (Violetta Valéry, 22, 25 e 28 febbraio), Davide Tuscano (Alfredo Germont, 22 e 25 febbraio, e 1° marzo) e Lodovico Filippo Ravizza (Giorgio Germont, 22, 25 e 28 febbraio). Completano il cast Benedetta Mazzetto come Flora, Silvia Spessot nelle vesti di Annina, Oronzo D’Urso nella parte di Gastone, Giulio Iermini come Barone Douphol, Yuri Guerra, che canta nei panni del Marchese D’Obigny e Luca Park, interprete del Dottor Grenvil. Nel ruolo di Giuseppe si scambiano Enrico Picinni Leopardi e Francesco Amodio, in quello di Domestico di Flora Sandro Pucci e Andrea Paolucci, mentre in quello di Un commissario Tommaso Norelli e Gianluca Monti. Il Coro del Teatro Comunale di Bologna è preparato da Gea Garatti Ansini.

Le recite saranno precedute – circa 45 minuti prima dell’inizio – da una breve presentazione dell’opera nel Foyer del Comunale Nouveau.

I biglietti – da 25 a 150 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4/a) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.

www.tcbo.it

STAGIONE D’OPERA 2026 DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

La traviata

Melodramma in tre atti

Musica di Giuseppe Verdi

Libretto di Francesco Maria Piave

Dal dramma La dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio

Direttore Leonardo Sini

Regia e scene Alessandro Talevi

Costumi Stefania Scaraggi

Luci Daniele Naldi

Movimenti coreografici Anna Maria Bruzzese

Video maker Marco Grassivaro

PersonaggiInterpreti
Violetta ValéryAdela Zaharia (21 e 24 febbraio e 1º marzo) | Julia Muzychenko (22, 25 e 28 febbraio)
Flora BervoixBenedetta Mazzetto
AnninaSilvia Spessot
Alfredo GermontFrancesco Meli (21, 24 e 28 febbraio) | Davide Tuscano (22 e 25 febbraio e 1° marzo)
Giorgio GermontClaudio Sgura (21 e 24 febbraio e 1º marzo) | Lodovico Filippo Ravizza (22, 25 e 28 febbraio)
GastoneOronzo D’Urso
Barone DoupholGiulio Iermini
Marchese d’ObignyYuri Guerra
Dott. GrenvilLuca Park
GiuseppeEnrico Picinni Leopardi (21 e 24 febbraio e 1º marzo) | Francesco Amodio (22, 25 e 28 febbraio)
Domestico di FloraSandro Pucci (21 e 24 febbraio e 1º marzo) | Andrea Paolucci (22, 25 e 28 febbraio)
Un commissarioTommaso Norelli (21 e 24 febbraio e 1º marzo) | Gianluca Monti (22, 25 e 28 febbraio)

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna

Maestro del CoroGea Garatti Ansini
Mimi – DanzatoriAllievi dell’Accademia “Bernstein School of Musical Theater” BSMT
Assistente alla regiaAnna Maria Bruzzese
Assistente alle sceneManuela Gasperoni

In collaborazione con l’Accademia “Bernstein School of Musical Theater” BSMT

Produzione del Teatro Comunale di Bologna

Comunale Nouveau

Sabato 21 febbraio, ore 20 – Turno Prime
Domenica 22 febbraio, ore 16 – Fuori abbonamento
Martedì 24 febbraio, ore 20 – Turno Sera
Mercoledì 25 febbraio, ore 18 – Turno Pomeriggio 1
Sabato 28 febbraio, ore 18 – Turno Pomeriggio 2
Domenica 1° marzo, ore 16 – Turno Domenica

TCBO: CON COSÌ FAN TUTTE SI CHIUDE LA TRILOGIA ITALIANA RILETTA DA TALEVI E DIRETTA DA DENDIEVEL

La nuova produzione in prima assoluta del dramma giocoso di Mozart e Da Ponte vede protagonisti Mariangela Sicilia, Francesca Di Sauro, Marco Ciaponi, Vito Priante, Giulia Mazzola e Nahuel Di Pierro

Da domenica 25 maggio alle 18.00 e in replica fino al 1° giugno al Comunale Nouveau

Dopo Le nozze di Figaro del 2023, dove modernità e passato si specchiavano svelando quanto poco sia cambiato nelle passioni umane, e Don Giovanni del 2024, in cui il protagonista era un eterno seduttore “a spasso nel tempo”, un nuovo allestimento in prima assoluta di Così fan tutte ambientato negli anni Sessanta del Novecento chiude il ciclo della Trilogia Mozart/Da Ponte che il TCBO ha affidato al regista Alessandro Talevi e al direttore d’orchestra Martijn Dendievel.

Il dramma giocoso in due atti K 588 è in scena da domenica 25 maggio alle 18.00 al Comunale Nouveau, e in replica fino al 1° giugno.

«In questa produzione il punto di partenza è il concetto già esposto nelle opere precedenti: un percorso che interseca le epoche. – commenta il regista italo-sudafricano, vincitore nel 2007 dell’European Opera-Directing Prize – In Così fan tutte la visione diventa più sottile: l’idea di usare e sfruttare le filosofie di epoche diverse è evidente, ma si tratta di un periodo storico a noi più prossimo. Ho voluto infatti trasportare l’ambientazione negli anni Sessanta del Novecento, quando il mondo si trovava sul bordo di un grande cambiamento che avrebbe rivoluzionato gli atteggiamenti morali e di conseguenza la società: il grande cambiamento, evidente se paragoniamo gli inizi e la fine dei Sessanta, si lega a questa idea di un percorso trasformativo compiuto dalle due coppie di ragazzi [Fiordiligi e Guglielmo, e Dorabella e Ferrando] verso l’esplorazione di un’altra morale; più che di infedeltà nuda e cruda parlerei dell’apertura mentale verso una visione relazionale diversa».

Sul palco cantano il soprano Mariangela Sicilia, recente vincitrice del 44° “Premio Abbiati”, e il mezzosoprano Francesca Di Sauro, che interpretano rispettivamente Fiordiligi e Dorabella, il tenore Marco Ciaponi e il baritono Vito Priante nei panni di Ferrando e Guglielmo, il soprano Giulia Mazzola e il basso Nahuel Di Pierro come Despina e Don Alfonso. Nell’altro cast, nelle date del 27 e 30 maggio, troviamo invece Karen Gardeazabal, Angela Schisano, Francesco Castoro, Francesco Salvadori, Silvia Spessot e Davide Giangregorio. 

Il personaggio del filosofo Don Alfonso, che ordisce i travestimenti e gli scambi di coppia, è immaginato da Talevi quasi come «un guru dell’epoca: un ricchissimo mecenate, un intellettuale, dotato di una visione molto moderna che si prefigge lo scopo di insegnare qualcosa a questi ragazzi», ispirandosi anche a un romanzo di John Fowles, Il mago, ambientato su un’isola greca.

Premiato con il Deutscher Dirigentenpreis 2021, il giovane direttore belga Dendievel guida l’Orchestra e il Coro – preparato da Gea Garatti Ansini – del Teatro Comunale di Bologna. I costumi dello spettacolo sono curati da Stefania Scaraggi, le luci sono di Teresa Nagel e i video di Marco Grassivaro. Maestro al Fortepiano è Nicoletta Mezzini.

Ultimo frutto nato dalla collaborazione tra Wolfgang Amadeus Mozart e il librettista Lorenzo Da Ponte nel 1790, Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti si concentra sulla scoperta di sé. Travestimenti, inganni, scambi di coppia e smascheramenti portano al finale ambiguo, crudo e cinico della commedia, con la morale: «Fortunato l’uom che prende / ogni cosa pel buon verso / e fra i casi e le vicende / da ragion guidar si fa».

Presenting partner di Così fan tutte è Rekeep. «Sostenere l’arte e la cultura è, per noi, è un gesto di vicinanza al territorio e parte integrante della nostra responsabilità sociale d’impresa. – commenta Claudio Levorato, presidente di Rekeep – Per questo siamo anche quest’anno a fianco del Teatro Comunale come presenting partner di questo nuovo allestimento di Così fan tutte. Crediamo che sostenere una istituzione culturale simbolo della nostra città significhi prendersi cura della comunità, garantendo spazi in cui bellezza, storia e creatività possano continuare a parlare al presente».

Le recite saranno precedute – circa 45 minuti prima dell’inizio – da una breve presentazione dell’opera nel Foyer del Comunale Nouveau.

I biglietti – da 20 a 130 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4/a) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.

Info: https://www.tcbo.it/eventi/cosi-fan-tutte/

ANNA NETREBKO È TOSCA ALL’OPERA DI ROMA

Dal 1° al 6 marzo con la direzione di Daniel Oren, Yusif Eyvazov come Cavaradossi

e Amartuvshin Enkbath nei panni di Scarpia

Yolanda Auyanet, Luciano Ganci e Gabriele Viviani sono invece impegnati

nelle repliche del 2 e del 5 marzo

Al Costanzi anche ‘Tosca 125. Oltre la scena’, una mostra che esplora la genesi del

capolavoro di Puccini realizzata in collaborazione con l’Archivio Storico Ricordi

Dopo aver festeggiato alla presenza del Presidente della Repubblica Mattarella i 125 anni dalla sua prima rappresentazione assoluta lo scorso 14 gennaio, Tosca, il più romano dei capolavori di Giacomo Puccini torna all’Opera di Roma dal 1° al 6 marzo 2025 con una straordinaria protagonista: Anna Netrebko. Accanto a lei sono impegnati Yusif Eyvazov come Cavaradossi e Amartuvshin Enkbath che canta Scarpia. Nelle repliche del 2 e del 5 marzo i rispettivi ruoli sono invece incarnati da Yolanda AuyanetLuciano Ganci e Gabriele Viviani. Sul podio è impegnato Daniel Oren.

Completano il cast Gabriele Sagona come Cesare Angelotti, Domenico Colaianni nella parte del Sagrestano e Saverio Fiore come Spoletta. 

Orchestra e Coro, diretto da Ciro Visco, sono del Teatro dell’Opera di Roma. Con la partecipazione della Scuola di Canto CoraleLa prima di sabato 1° marzo, ore 20.00, è trasmessa in diretta su Radio3 Rai.

Lo spettacolo è proposto nella versione scenica della prima rappresentazione assoluta, ricostruita dalla fondazione capitolina in collaborazione con l’Archivio Storico Ricordi nel 2015 a partire dagli originali bozzetti e, da allora, in scena regolarmente al Costanzi con la regia di Alessandro Talevi. Le scene e i costumi di Tosca, disegnati da Adolf Hohenstein, sono stati ricostruiti rispettivamente da Carlo Savi Anna Biagiotti. Luci di Vinicio Cheli. Ospitata anche in Spagna, Israele e Giappone, questa produzione di Tosca ricostruisce per lo spettatore odierno la Roma vissuta dal compositore lucchese. «Non ho mai smesso di ammirare la sottigliezza e la cura dei particolari con cui Puccini crea i suoi scenari – dice Alessandro Talevi – e il modo in cui richiedono costantemente un’indagine psicologica profonda da parte di cantanti e regista». Le vedute dell’alba romana dalla terrazza di Castel Sant’Angelo, gli interni dorati di Sant’Andrea della Valle, i rintocchi del Mattutino che Giacomo Puccini aspettava di cogliere all’alba per annotare l’intonazione corretta da inserire in partitura. Seguendo le originali volontà pucciniane, l’allestimento punta a far rivivere al pubblico l’opera così come Puccini la vide per la prima volta.

In occasione del 125° anniversario della prima assoluta di Tosca, per esplorarne e approfondirne la genesi, l’Opera di Roma allestisce la mostra ‘Tosca 125. Oltre la scena’, con preziosi documenti, bozzetti, fotografie, manufatti e costumi provenienti dall’Archivio Storico Ricordi e dalle proprie collezioni. Un coinvolgente percorso espositivo in sette tappe, che svela le origini di Tosca nell’omonimo dramma di Victorien Sardou ammirato da Puccini; racconta aspetti poco noti del lavoro del compositore, del suo editore e dei suoi librettisti; illustra come vennero concepite scene, costumi e attrezzeria dell’originario allestimento di Adolf Hohenstein; e narra attraverso contributi audiovisivi in che modo il Teatro dell’Opera di Roma abbia ridato vita, nei propri laboratori e sul proprio palcoscenico, alla prima Tosca. ‘Tosca 125’ è curata da Giuliano Danieli, Maria Pia Ferraris, Pierluigi Ledda e Alessandra Malusardi, ed è frutto della collaborazione istituzionale tra Teatro dell’Opera di Roma e Archivio Storico Ricordi, con l’apporto di LeviDigiLab – Fondazione Ugo e Olga Levi per i contenuti audiovisivi. Sarà fruibile gratuitamente prima e durante gli intervalli degli spettacoli, e nel corso delle visite guidate, nella sala-museo al terzo piano del Teatro Costanzi, per l’occasione rinnovata in uno spazio moderno, immersivo e dinamico, che in futuro ospiterà altre esposizioni in dialogo con la programmazione artistica del Teatro.

Il capolavoro di Puccini sarà ripreso nella versione della prima assoluta anche in un ulteriore periodo della Stagione in corso, dal 9 al 13 maggio 2025.

A dirigere in questa occasione è James Conlon.

Protagonisti Anna Pirozzi nel ruolo di Tosca, Luciano Ganci in quello di Cavaradossi e Claudio Sgura come Scarpia.

Info: https://www.operaroma.it/

Biglietti in vendita al botteghino e sul sito https://www.operaroma.it/spettacoli/tosca2marzo/

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

VOLTI DEL POTERE | STAGIONE 2024/25 DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Tosca

Musica Giacomo Puccini

Melodramma in tre atti

Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica

Tratto dal dramma omonimo di Victorien Sardou

DIRETTORE Daniel Oren

REGIA Alessandro Talevi

Maestro del Coro Ciro Visco

Scene Adolf Hohenstein

Ricostruite da Carlo Savi

Costumi Adolf Hohenstein

Ricostruiti da Anna Biagiotti

Luci Vinicio Cheli

PERSONAGGI e INTERPRETI

Floria Tosca Anna Netrebko

Mario Cavaradossi Yusif Eyvazov

Barone Scarpia Amartuvshin Enkbath

Cesare Angelotti Gabriele Sagona

Sagrestano Domenico Colaianni

Spoletta Saverio Fiore

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

con la partecipazione della Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera di Roma

Allestimento Teatro dell’Opera di Roma

Ricostruzione dell’allestimento storico del 1900

PRIMA RAPPRESENTAZIONE

sabato 1° marzo, ore 20.00 in diretta su Radio3 Rai

REPLICHE

domenica 2 marzo, ore 16.30

martedì 4 marzo, ore 20.00

mercoledì 5 marzo, ore 20.00

giovedì 6 marzo, ore 20.00

TOSCA FESTEGGIA I 125 ANNI CON MARIOTTI SUL PODIO DEL TEATRO COSTANZI

Il 14 gennaio, giorno del suo debutto al Teatro Costanzi nel 1900, il capolavoro di Puccini

va in scena nella versione che ricostruisce il suo primo allestimento

con la regia di Alessandro Talevi

Al Costanzi anche Tosca 125: oltre la scena, una mostra che esplora la genesi del

capolavoro di Puccini realizzata in collaborazione con l’Archivio Storico Ricordi

Lo spettacolo è trasmesso in diretta su Radio3 e in streaming in diversi luoghi del territorio

che si occupano delle fasce sociali più deboli

A 125 anni esatti dalla data della sua prima rappresentazione assoluta, avvenuta il 14 gennaio 1900 al Teatro Costanzi, il più romano dei capolavori di Giacomo Puccini torna nel luogo del suo debutto. Il 14 gennaio 2025, alle ore 20.00, Michele Mariotti sale sul podio dell’Opera di Roma per dirigere Tosca nella versione scenica della prima rappresentazione assoluta, ricostruita dalla fondazione capitolina in collaborazione con l’Archivio Storico Ricordi nel 2015 a partire dagli originali bozzetti e da allora in scena regolarmente al Costanzi con la regia di Alessandro Talevi. Il direttore musicale dell’Opera di Roma torna a interpretare il titolo dopo averlo diretto per la prima volta nell’estate 2023 durante la tournée capitolina in Giappone, e poi a dicembre dello stesso anno sul podio del Costanzi. Nel ruolo della protagonista Saioa Hernández, che proprio come Tosca ha debuttato all’Opera di Roma nel 2021, mentre a incarnare Cavaradossi è Gregory Kunde, apprezzatissimo Otello nella Stagione 2023/24 del Costanzi. Igor Golovatenko è invece il barone Scarpia. 

Dopo la prima del 14, trasmessa in diretta su Radio3 Rai, sono in programma altre quattro repliche da giovedì 16 a domenica 19 gennaio. Mariotti dirige anche la Tosca del 16 gennaio, mentre nelle date del 17, 18 e 19 gennaio a salire sul podio è Francesco Ivan Ciampa, che con il titolo pucciniano debutta all’Opera di Roma.

Nelle repliche del 17 e 19 gennaio, Tosca è invece interpretata da Anastasia Bartoli, Cavaradossi da Vincenzo Costanzo e Scarpia da Gevorg Hakobyan. Completano il cast Luciano Leoni come Cesare Angelotti, Domenico Colaianni nella parte del Sagrestano e Saverio Fiore come Spoletta. Le scene e i costumi originali di Tosca, disegnati da Adolf Hohenstein, sono stati ricostruiti rispettivamente da Carlo Savi Anna Biagiotti. Luci di Vinicio CheliOrchestra e Coro, diretto da Ciro Visco, sono del Teatro dell’Opera di Roma. Con la partecipazione della Scuola di Canto Corale del Costanzi.

In occasione del 125º anniversario della prima assoluta di Tosca, la sera della prima verrà scoperta in teatro una targa commemorativa della nascita del capolavoro pucciniano. Per esplorarne e approfondirne la genesi poi, l’Opera di Roma allestisce la mostra Tosca 125: Oltre la scena, con preziosi documenti, bozzetti, fotografie, manufatti e costumi provenienti dall’Archivio Storico Ricordi e dalle proprie collezioni. Un coinvolgente percorso espositivo in sette tappe, che svela le origini di Tosca nell’omonimo dramma di Victorien Sardou ammirato da Puccini; racconta aspetti poco noti del lavoro del compositore, del suo editore e dei suoi librettisti; illustra come vennero concepite scene, costumi e attrezzeria dell’originario allestimento di Adolf Hohenstein; e narra attraverso contributi audiovisivi in che modo il Teatro dell’Opera di Roma abbia ridato vita, nei propri laboratori e sul proprio palcoscenico, alla prima Tosca.

Tosca 125 è curata da Giuliano Danieli, Maria Pia Ferraris, Pierluigi Ledda e Alessandra Malusardi, ed è frutto della collaborazione istituzionale tra Teatro dell’Opera di Roma e Archivio Storico Ricordi, con l’apporto di LeviDigiLab – Fondazione Ugo e Olga Levi per i contenuti audiovisivi. Sarà fruibile gratuitamente prima e durante gli intervalli degli spettacoli, e nel corso delle visite guidate, nella sala-museo al terzo piano del Teatro Costanzi, per l’occasione rinnovata in uno spazio moderno, immersivo e dinamico, che in futuro ospiterà altre esposizioni in dialogo con la programmazione artistica del Teatro.

Con Tosca 125 il Teatro dell’Opera di Roma continua dunque un percorso che coniuga innovazione e sensibilità per la valorizzazione del suo patrimonio musicale e teatrale. Accanto a questi aspetti, è centrale la ricerca di un sempre maggior coinvolgimento del territorio e la collaborazione con istituzioni che si occupano delle fasce più deboli della società. Per questo Tosca, nel giorno del suo 125esimo compleanno, sarà ripresa e diffusa via streaming al Policlinico Gemelli, in diverse realtà legate alla Caritas di Roma – dalla mensa all’ostello “Don Luigi di Liegro”, passando per la casa di accoglienza Santa Giacinta – all’Istituto Romano San Michele, al Teatro Patologico e in altri luoghi. A questi si aggiunge l’Istituto Italiano di Cultura di Londra.

Il capolavoro di Puccini sarà ripreso nella versione della prima assoluta anche in altri due periodi della Stagione in corso. Dal 1° al 6 marzo 2025 il titolo è proposto con la direzione di Daniel Oren, mentre sul palco come Tosca sale la star Anna Netrebko. Accanto a lei, Yusif Eyvazov interpreta Cavaradossi e Amartuvshin Enkbath canta Scarpia. Nelle repliche del 2 e del 5 marzo i rispettivi ruoli sono invece incarnati da Yolanda AuyanetLuciano Ganci e Gabriele Viviani. La terza ripresa del capolavoro di Puccini va infine in scena dal 9 al 13 maggio 2025. A dirigere in questa occasione è James Conlon. Protagonisti Anna Pirozzi nel ruolo di Tosca, Luciano Ganci in quello di Cavaradossi e Claudio Sgura come Scarpia.

Ospitata anche in Spagna, Israele e Giappone, questa produzione di Tosca ricostruisce per lo spettatore odierno la Roma vissuta dal compositore lucchese. «Non ho mai smesso di ammirare la sottigliezza e la cura dei particolari con cui Puccini crea i suoi scenari – dice Alessandro Talevi – e il modo in cui richiedono costantemente un’indagine psicologica profonda da parte di cantanti e regista». Le vedute dell’alba romana dalla terrazza di Castel Sant’Angelo, gli interni dorati di Sant’Andrea della Valle, i rintocchi del Mattutino che Giacomo Puccini aspettava di cogliere all’alba per annotare l’intonazione corretta da inserire in partitura. Seguendo le originali volontà pucciniane, l’allestimento punta a far rivivere al pubblico l’opera così come Puccini la vide per la prima volta.

Biglietti in vendita sul sito https://www.operaroma.it/ al botteghino

Info su https://www.operaroma.it/spettacoli/tosca1gennaio/

TURANDOT AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO, SABATO 21 SETTEMBRE

L’opera sarà eseguita nella versione integrale del finale di Franco Alfano

con la regia di Alessandro Talevi, la direzione di Carlo Goldstein

e un cast di cantanti di rilievo internazionale


L’omaggio a Giacomo Puccini, nel centenario della morte, riporta sabato 21 settembre alle 20:00 al Teatro Massimo di Palermo un nuovo allestimento di Turandot,dramma lirico in tre atti e cinque quadri, nella prima versione integrale del finale dell’opera ultimata da Franco Alfano alla morte del compositore. La regia è firmata da Alessandro Talevi, apprezzato per il suo stile inventivo e fantasioso mentre sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo sale il maestro Carlo Goldstein.

Coro e Coro di voci bianche del Teatro Massimo sono diretti dal maestro Salvatore Punturo.

Il cast vede il ritorno da protagonista del soprano Ewa Płonka, che il pubblico del Teatro Massimo ha molto amato nel ruolo di Abigaille in Nabucco; accanto a lei in alternanza un’altra Ewa polacca, Ewa Vesin. Ad interpretare il principe Calaf e l’aria diventata icona del melodramma italiano nel mondo (Nessun dorma…) è il tenore Martin Muehle, apprezzato, oltre che per l’abilità vocale, per l’intensità drammatica delle sue interpretazioni, e nel cast alternativo è Angelo Villari.

Accanto a loro, nei panni della dolce Liù, vi saranno l’armena Juliana Grigoryan, tra i soprani più ricercati del momento, e la palermitana Jessica Nuccio, che torna in un nuovo ruolo pucciniano dopo Bohème. Debuttano come Timur due tra le più belle giovani voci di basso: Giorgi Manoshvili, che al Teatro Massimo ha trionfato come Gremin in Evgenij Onegin un anno fa, e Jerzy Butryn.

Completano il cast Alessio Arduini (Ping), Matteo Mezzaro (Pong e Principe di Persia), Blagoj Nacoski (Pang), Luciano Roberti (Mandarino), Cristiano Olivieri (l’imperatore Altoum) e le ancelle affidate a Gabriella Barresi / Cecilia Galbo e Lorena Scarlata / Maria Luisa Aleccia. Regista assistente Anna Maria Bruzzese. Scene e costumi di Anna Bonomelli, luci di Marco Giusti. Maestro d’armi Ran Arthur Braun. Assistente ai costumi Angelica Forni. Repliche fino al 29 settembre.

Ispirata all’omonima fiaba teatrale di Carlo Gozzi, l’opera, che nel libretto di Adami e Simoni è ambientata in Cina, racconta la vicenda della bella e crudele principessa Turandot. Chiunque voglia sposarla dovrà provare a risolvere tre enigmi che racchiudono il mistero e il rancore della principessa per la violenza subita dalla sua antenata Lo-u-ling che rivive in lei. I malcapitati pretendenti, che uno dopo l’altro falliscono la prova vengono giustiziati senza alcuna pietà fino all’arrivo del principe Calaf, che non solo risolve gli enigmi ma, grazie al sacrificio della schiava Liù che si suicida pur di non tradire il suo segreto, riesce a infrangere il cuore di ghiaccio di Turandot con la forza più grande e misteriosa che esista: l’amore. Puccini compone Turandot unendo a un linguaggio musicale moderno la struttura della grande tradizione ottocentesca dell’opera italiana, ma muore prima di completare la composizione che viene affidata a Franco Alfano, che all’epoca aveva già scritto opere di successo come Risurrezione (1904) e La leggenda di Sakuntala (1921) e che poi a inizio degli anni Quaranta fu sovrintendente del Teatro Massimo. Turandot sarà eseguita per la prima volta al Teatro alla Scala nel 1926 con la direzione di Toscanini che però ferma l’esecuzione lì dove Puccini si era fermato prima di morire e in seguito eseguirà il finale di Alfano in una versione ridotta che si è poi imposta nell’uso comune.

Il nuovo allestimento del Teatro Massimo propone invece la prima versione integrale con l’ultimo duetto e il finale di Franco Alfano. Il regista Alessandro Talevi ambienta l’opera in “una dimensione fuori dal tempo, con rimandi antichi e moderni, nei costumi e nella scena, e abbraccia genericamente il concetto di Oriente per rendere universale una favola di mille anni fa, intrisa di violenza e riscatto, ma ancora oggi attuale … Analizzando i tre enigmi – aggiunge -si capisce la psicologia di Turandot, sono i simboli della sua vita, raccontano la sua crescita dall’infanzia fino a questa maturità cattiva, e spiegano perché lei si identifica così tanto e così ferocemente con la sua ava Lo-u-ling: la mia idea è che lei ha avuto un’esperienza simile nella sua adolescenza, o forse anche prima, ha vissuto anche lei in qualche modo l’esperienza della violenza da parte di uno o più uomini. Perché Lo-u-ling, la principessa morta secoli prima e che Turandot idolatra, si intuisce che non è stata solo uccisa da un invasore, ma anche violentata, stuprata”. E a proposito del tormentato finale lasciato incompiuto da Puccini e delle varie versioni scritte dopo la sua morte, conclude – “secondo me il finale integrale di Alfano è l’unico in grado di rendere l’idea di cosa Puccini probabilmente avrebbe voluto realizzare. È l’unico epilogo che rende plausibile la trasformazione di Turandot, in poche battute, da principessa di morte in donna innamorata ”.

Turandot sarà in scena dal 21 al 29 settembre ma, come consuetudine del Teatro Massimo, la prova generale dell’opera in programma venerdì 20 settembre alle ore 18:30 è aperta al pubblico per uno scopo benefico a favore stavolta della Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro. I biglietti sono in vendita all’AIRC di Palermo (com.sicilia@airc.it – 0916110340; 091329264) o presso la biglietteria del Teatro Massimo.

Il debutto dell’opera è preceduto anche da un altro appuntamento di rilievo dedicato alla memoria di Puccini. Sabato 21 settembre alle ore 17:30 nella Sala ONU del Teatro Massimo Giovanni Gavazzeni, critico musicale e musicologo, e Ilaria Grippaudo, ricercatrice di Storia della Musica dell’Università di Palermo, presentano il volume di Gianandrea Gavazzeni La minuziosa verità. Scritti su Giacomo Puccini (a cura di Giovanni Gavazzeni), Edizioni Pendragon. Gianandrea Gavazzeni, direttore d’orchestra, celebre e apprezzato interprete della vitalità, dell’originalità e della modernità dell’universo pucciniano, ha dedicato a Puccini saggi critici e memorie artistiche, cogliendone aspetti nascosti e offrendo intuizioni interpretative che risultano, ancor oggi, straordinariamente felici. Così le partiture di Tosca, Bohème, Madama Butterfly, Manon, Turandot, La fanciulla del West… diventano materia di analisi in brevi e illuminanti scritti e, al contempo, argomento di riflessione su tutti gli aspetti dello spettacolo operistico. La presentazione, nel giorno della prima di Turandot, ricorda che l’ultima opera di Puccini fu uno dei tanti titoli diretti da Gianandrea Gavazzeni al Teatro Massimo di Palermo nell’arco di più di quarant’anni: un percorso ricchissimo e indimenticabile che spazia da Mozart e Rossini fino al Novecento.

Altro immancabile appuntamento in programma, domenica 29 settembre alle 18:30,è con Bambini all’Opera, il laboratorio dedicato ai più piccoli (6-10 anni) che si svolge nella Sala Stemmi del Teatro Massimo mentre in Sala Grande è in scena lo spettacolo. L’ideazione e la cura sono di Francesca Cosentino che,con le animazioni teatrali di Gisella Vitrano, gli interventi cantati di Sonia Sala e le illustrazioni di Giuseppe Lo Bocchiaro racconta ai bambini la trama dell’opera, propone l’ascolto di alcuni brani, e al termine li conduce in Sala Grande per assistere ad alcuni momenti dello spettacolo e avvicinarli alla magia del teatro. Infoe prenotazioni tel. 329 7260846. I biglietti (da 18 a 165 euro) sono acquistabili presso la biglietteria di Piazza Verdi (aperta tutti i giorni dalle 9.30 alle 15.30, tel. +39 0916053580), su www.ticketone.it, o chiamando il Call Center +39 0918486000, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 18.00, per acquistare anche telefonicamente. Calendario delle recite: sabato 21 settembre, ore 20:00 (Turno Prime); domenica 22 settembre, ore 18:30 (Fuori abbonamento); martedì 24 settembre, ore 18:30 (Turno Scuola); mercoledì 25 settembre, ore 18:30 (Turno B); giovedì 26 settembre, ore 18:30 (Fuori abbonamento); venerdì 27 settembre, ore 18:30 (Turno C); sabato 28 settembre, ore 20:00 (fuori abbonamento); domenica 29 settembre, ore 18:30 (Turno D).

Durata: due ore e 45 minuti compresi gli intervalli;

TCBO: “A SPASSO NEL TEMPO” CON DON GIOVANNI SECONDO ALESSANDRO TALEVI

Dopo Le nozze di Figaro della scorsa stagione, prosegue la Trilogia Mozart-Da Ponte firmata dal regista italo-sudafricano e con Martijn Dendievel sul podio

La nuova produzione in prima assoluta del “dramma giocoso” vede protagonisti Nahuel Di Pierro, Davide Giangregorio, Olga Peretyatko, René Barbera e Karen Gardeazabal

In scena al Comunale Nouveau dal 26 al 31 maggio

È un eterno seduttore alla conquista delle donne di ogni epoca Don Giovanni, nella nuova produzione dell’omonimo capolavoro mozartiano firmata per regia e scene da Alessandro Talevi e diretta da Martijn Dendievel. Con questo spettacolo, in prima assoluta da domenica 26 maggio alle 18.00 e fino al 31 maggio al Comunale Nouveau, prosegue la cosiddetta “Trilogia italiana” di Mozart/Da Ponte che il Teatro Comunale di Bologna ha scelto di affidare al regista italo-sudafricano – vincitore nel 2007 dell’European Opera-Directing Prize – e al direttore d’orchestra belga – premiato con il Deutscher Dirigentenpreis 2021. Dendievel sarà impegnato sul podio della fondazione lirico-sinfonica felsinea anche il prossimo 6 giugno, per un concerto al Manzoni con musiche di Josef Suk e Ferruccio Busoni. Dopo Le nozze di Figaro rappresentate nella scorsa stagione lirica e questo Don Giovanni, il progetto operistico si concluderà nel 2025 con Così fan tutte.

«Figaro lo avevo ambientato in epoca moderna – dice Talevi – mantenendo però inalterato lo spirito e le passioni che permeavano i personaggi originali. Se in quel primo capitolo della trilogia ho voluto dun­que svelare l’eternità delle passioni destinate a non tramontare nel tempo, in Don Giovanni ho deciso di sviluppare ancora di più questo concetto, tenendo sempre presente che Don Giovanni è un archetipo e di conseguenza si può permettere il lusso di sedurre donne in qualsiasi secolo, attraversando il tempo e lo spazio». Simbolicamente potrà farlo in scena attraverso una sorta di “portale del tempo”. Per il regista il personaggio rimane «un grande mistero. Ma c’è un breve momento nell’opera di Mozart – commenta ancora – in cui forse Don Giovanni svela il suo Io: nel secondo atto con l’aria “Deh, vieni alla finestra, o mio tesoro…” si rivela fragile come un bambino, non canta solo a una donna ma a tutte le donne, ai fantasmi di tutte le donne che ha sedotto ma mai trattenuto». I costumi dello spettacolo sono ideati da Stefania Scaraggi, le luci sono curate da Teresa Nagel, i video da Marco Grassivaro e le coreografie da Danilo Rubeca.

Nel cast il basso Nahuel Di Pierro nel ruolo del “dissoluto punito”, il basso Davide Giangregorio in quello di Leporello, il soprano Olga Peretyatko nelle vesti di Donna Anna, il tenore René Barbera in quelle di Don Ottavio, i soprani Karen Gardeazabal come Donna Elvira ed Eleonora Bellocci come Zerlina nelle recite del 26, 28 e 30 maggio, che si alternano rispettivamente con Vincenzo Nizzardo, Francesco Leone, Valentina Varriale, Annibal Mancini, Alessia Merepeza e Letizia Bertoldi impegnati il 29 e 31 maggio. Completano la compagine vocale Abramo Rosalen (Il Commendatore) e Nicolò Donini (Masetto). Maestro al Fortepiano è Anna Dang Anh Nga Bosacchi. L’Orchestra e il Coro – preparato da Gea Garatti Ansini – sono quelli del Teatro Comunale di Bologna.

Dramma giocoso fondato su un mito letterario già allora consolidato, Il dissoluto punito o sia Il Don Giovanni – per citare il titolo preciso – ritrae una società omogenea e coesa nei valori condivisi, nella quale l’immoralità del protagonista diventa motore di tutta la vicenda. La profondità e le sfumature che Wolfgang Amadeus Mozart e Lorenzo Da Ponte hanno conferito al personaggio hanno ulteriormente contribuito alla sua fortuna, rendendolo capace di parlare a ogni epoca. Dopo il debutto a Praga nel 1787, venne realizzata un’ulteriore versione dell’opera per la rappresentazione a Vienna del 1788, e oggi la tradizione ha fatto diventare prassi una forma che fonde entrambe le versioni.

Presenting partner è Rekeep. “Essere al fianco del Teatro Comunale – commenta Claudio Levorato, Presidente di Rekeep –  significa per noi non solo sostenere una delle più importanti istituzioni culturali bolognesi e, più in generale, la produzione e la diffusione dell’opera, ma anche promuovere l’impegno con cui il nostro Teatro, attraverso una programmazione ricca e articolata, punta ad avvicinare alla lirica un pubblico sempre più vasto”.

Le recite saranno precedute – circa 45 minuti prima dell’inizio – da una breve presentazione dell’opera nel Foyer del Comunale Nouveau.

I biglietti – da 20 a 120 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4/a) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.

STAGIONE D’OPERA 2024 DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Don Giovanni

Dramma giocoso in due atti

Musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Libretto di Lorenzo Da Ponte

Direttore Martijn Dendievel

Regia e scene Alessandro Talevi

Maestro del Coro Gea Garatti Ansini

Costumi Stefania Scaraggi

Luci Teresa Nagel

Video Marco Grassivaro

Regista assistente e Coreografie Danilo Rubeca

Assistente alle scene Manuela Gasperoni

Maestro al Fortepiano Anna Dang Anh Nga Bosacchi

Personaggi e interpreti

Don Giovanni Nahuel Di Pierro (26, 28, 30 maggio) / Vincenzo Nizzardo (29, 31 maggio)

Il Commendatore Abramo Rosalen

Donna Anna Olga Peretyatko (26, 28, 30 maggio) / Valentina Varriale (29, 31 maggio)

Don Ottavio René Barbera (26, 28, 30 maggio) Annibal Mancini (29, 31 maggio)

Donna Elvira Karen Gardeazabal (26, 28, 30 maggio) / Alessia Merepeza (29, 31 maggio)

Leporello Davide Giangregorio (26, 28, 30 maggio) / Francesco Leone (29, 31 maggio)

Masetto Nicolò Donini

Zerlina Eleonora Bellocci (26, 28, 30 maggio) / Letizia Bertoldi (29, 31 maggio)

Nuova produzione del Teatro Comunale di Bologna

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna

Presenting partner Rekeep
  

Comunale Nouveau
Domenica 26 ore 18, Turno Prime
Martedì 28 ore 20, Turno Sera 1

Mercoledì 29 ore 18, Turno Pomeriggio 2

Giovedì 30 ore 20, Turno Domenica
Venerdì 31 ore 18, Turno Pomeriggio 1 / Opera Next

MICHELE MARIOTTI DIRIGE TOSCA PER LA PRIMA VOLTA ALL’OPERA DI ROMA

Protagonisti Anna Pirozzi, Fabio Sartori, Erwin Schrott

e Amartuvshin Enkhbat

9, 12 e 14 dicembre al Teatro Costanzi

Qualche mese dopo aver debuttato con Tosca durante la tournée capitolina in Giappone e subito dopo il Mefistofele di Boito che apre la nuova stagione dell’Opera di Roma, Michele Mariotti affronta il titolo pucciniano per la prima volta sul podio dell’Opera di Roma il 9, il 12 e il 14 dicembre. Lo spettacolo è riproposto nella versione della prima rappresentazione assoluta, avvenuta al Costanzi il 14 gennaio 1900, ricostruita dalla fondazione capitolina in collaborazione con l’Archivio Storico Ricordi nel 2015 e da allora in scena regolarmente al Costanzi con la regia di Alessandro Talevi. Nel ruolo del titolo torna il soprano Anna Pirozzi – già Tosca nell’allestimento del 2022 – mentre Cavaradossi è il tenore Fabio Sartori. Il barone Scarpia è interpretato dal basso-baritono Erwin Schrott nelle date del 9 e del 12 dicembre e da Amartuvshin Enkhbat nella replica del 14. Le scene e i costumi originali, disegnati da Adolf Hohenstein, sono stati ricostruiti rispettivamente da Carlo Savi e Anna Biagiotti. Luci di Vinicio Cheli.

Nessuna opera è legata ad una città quanto Tosca con Roma: e non solo per ragioni librettistiche, che vedono il dramma aprirsi qualche giorno dopo la caduta della prima Repubblica Romana. La terrazza di Castel Sant’Angelo, gli interni dorati di Sant’Andrea della Valle, i rintocchi del Mattutino che Giacomo Puccini aspettava di cogliere all’alba per annotarsi l’intonazione corretta da inserire in partitura. «Non ho mai smesso di ammirare la sottigliezza e la cura dei particolari con cui Puccini crea i suoi scenari – dice Alessandro Talevi – e il modo in cui richiedono costantemente un’indagine psicologica profonda da parte di cantanti e regista». Seguendo le originali volontà pucciniane, il regista ha ricostruito per lo spettatore odierno la Roma vissuta dal compositore lucchese. Talevi, che nel 2007 ha vinto l’European Opera-directing Prize per la sua Rusalka, in Italia ha collaborato con il Festival della Valle d’Itria, il Macerata Opera Festival, il Comunale di Bologna, il Maggio Fiorentino, il Regio di Torino, La Fenice di Venezia, il Massimo di Palermo e, all’estero con Opera di Tel Aviv, Opera North di Leeds, Santa Fe e Philadelphia Opera, Cape Town Opera, Korea National Opera, Teatro Real di Madrid, Malmö Opera. Formatosi alla Royal Academy of Music di Londra, nella capitale inglese è stato direttore artistico della Independent Opera al Sadler’s Wells.

Con il titolo pucciniano, invece, Michele Mariotti prosegue il suo percorso da direttore musicale dell’Opera di Roma. Premio Abbiati 2017 come Miglior direttore d’orchestra, Mariotti è recentemente rientrato dalla tournée capitolina in Giappone, dove ha ottenuto un successo personale dirigendo La traviata di Giuseppe Verdi nella messa in scena di Sofia Coppola e interpretando per la prima volta Tosca, qui con la regia di Franco Zeffirelli. Ospite regolare dei principali teatri italiani e internazionali – Wiener Staatsoper, Royal Opera House di Londra, Deutsche Oper Berlin, Festival di Salisburgo, Metropolitan Opera House di New York – ha inaugurato la nuova stagione del Teatro il 27 novembre con il Mefistofele di Arrigo Boito firmato da Simon Stone, segnando anche il proprio debutto con l’opera dell’autore scapigliato. Tornerà a dirigere all’Opera di Roma il dittico Gianni Schicchi/L’heure espagnole, Peter Grimes e due concerti sinfonici.

Nel ruolo di Tosca torna, dopo averla interpretata anche nella stagione 2021/22, Anna Pirozzi, che dal debutto dieci anni fa al Festival di Salisburgo nelle vesti di Abigaille (Nabucco) sotto la direzione musicale di Riccardo Muti, calca i più prestigiosi palcoscenici italiani e internazionali. Ad affiancarla come Cavaradossi è Fabio Sartori (Premio Pavarotti d’oro 2022), acclamato tenore di ruoli pucciniani e verdiani che ha collaborato con direttori del calibro di Zubin Mehta, Daniel Oren e Daniel Barenboim. Il basso-baritono Erwin Schrott (Vincitore del Primo Premio e del Premio del pubblico “Operalia” 1998) è invece Scarpia nelle repliche del 9 e del 12 dicembre. Nella data del 14 dicembre a interpretare il capo della polizia pontificia è invece Amartuvshin Enkhbat che, dopo aver ottenuto uno straordinario successo come Germont padre nella Traviata della tournée capitolina in Giappone, torna all’Opera di Roma con un altro grande ruolo da baritono. Nella parte del sagrestano Domenico Colaianni, di Spoletta Carlo Bosi e di Angelotti Gabriele Sagona. Orchestra e Coro, diretto da Ciro Visco, sono dell’Opera di Roma, con la partecipazione della Scuola di Canto Corale del Teatro.

Tratta dall’omonimo dramma di Victorien Sardou, Tosca è un’opera in tre atti del compositore Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. Protagonista è la cantante Floria Tosca, amante del pittore Mario Cavaradossi, che protegge e nasconde un ex capo della caduta Repubblica Romana, Angelo Angelotti. Catturato da Scarpia, capo della polizia pontificia, con l’accusa di tradimento, Cavaradossi è condannato alla fucilazione. Affinché Tosca possa salvarlo, lei dovrebbe cedere al ricatto del barone, concedersi a lui: la donna accetta, ottenendo la possibilità di avvisare l’amante e liberarlo. Ma la fucilazione avverrà lo stesso e Tosca, per salvarsi dalle guardie di Scarpia, si getta dalla terrazza di Castel Sant’Angelo.

La prima rappresentazione è prevista sabato 9 dicembre 2023, ore 20. Repliche martedì 12 e giovedì 14 dicembre, sempre alle ore 20.

Ogni rappresentazione è in lingua originale con sovratitoli in italiano e in inglese.

Biglietti in vendita sul sito https://www.operaroma.it/ e al botteghino. 

MICHELE MARIOTTI DIRIGE TOSCA PER LA PRIMA VOLTA ALL’OPERA DI ROMA

Protagonisti Anna Pirozzi, Fabio Sartori, Erwin Schrott e Amartuvshin Enkhbat il 9, 12 e 14 dicembre al Teatro Costanzi

Qualche mese dopo aver debuttato con Tosca durante la tournée capitolina in Giappone e subito dopo il Mefistofele di Boito che apre la nuova stagione dell’Opera di Roma, Michele Mariotti affronta il titolo pucciniano per la prima volta sul podio dell’Opera di Roma il 9, il 12 e il 14 dicembre. Lo spettacolo è riproposto nella versione della prima rappresentazione assoluta, avvenuta al Costanzi il 14 gennaio 1900, ricostruita dalla fondazione capitolina in collaborazione con l’Archivio Storico Ricordi nel 2015 e da allora in scena regolarmente al Costanzi con la regia di Alessandro Talevi. Nel ruolo del titolo torna il soprano Anna Pirozzi – già Tosca nell’allestimento del 2022 – mentre Cavaradossi è il tenore Fabio Sartori. Il barone Scarpia è interpretato dal basso-baritono Erwin Schrott nelle date del 9 e del 12 dicembre e da Amartuvshin Enkhbat nella replica del 14. Le scene e i costumi originali, disegnati da Adolf Hohenstein, sono stati ricostruiti rispettivamente da Carlo Savi e Anna Biagiotti.

Nessuna opera è legata ad una città quanto Tosca con Roma: e non solo per ragioni librettistiche, che vedono il dramma aprirsi qualche giorno dopo la caduta della prima Repubblica Romana. La terrazza di Castel Sant’Angelo, gli interni dorati di Sant’Andrea della Valle, i rintocchi del Mattutino che Giacomo Puccini aspettava di cogliere all’alba per annotarsi l’intonazione corretta da inserire in partitura. «Non ho mai smesso di ammirare la sottigliezza e la cura dei particolari con cui Puccini crea i suoi scenari – dice Alessandro Talevi – e il modo in cui richiedono costantemente un’indagine psicologica profonda da parte di cantanti e regista». Seguendo le originali volontà pucciniane, il regista ha ricostruito per lo spettatore odierno la Roma vissuta dal compositore lucchese. Talevi, che nel 2007 ha vinto l’European Opera-directing Prize per la sua Rusalka, in Italia ha collaborato con il Maggio Fiorentino, il Regio di Torino, La Fenice di Venezia e, all’estero, con il Colorado Central City Opera di Denver – quest’ultimo un teatro in cui si è cimentato nei più diversi repertori (The Turn of the Screw di Britten, La damoiselle élue di Debussy, Litanies à la Vierge Noire di Poulenc) – e l’Opera North di Leeds. Formatosi alla Royal Academy of Music di Londra, ha creato nuove produzioni per questa e altre istituzioni musicali britanniche, come la Guildhall School of Music and Drama e il Royal College of Music; nella capitale inglese è stato inoltre direttore artistico della Independent Opera at Sadler’s Wells, e per la BBC Proms ha allestito uno spettacolo shakespeariano. La sua Tosca della prima assoluta è stata ospitata anche al Bunka Kaikan di Tokyo, all’Israeli Opera di Tel Aviv e al Teatro Real di Madrid, e riproposta negli anni regolarmente a Costanzi.

Con il titolo pucciniano, invece, Michele Mariotti prosegue il suo percorso da direttore musicale dell’Opera di Roma. Premio Abbiati 2017 come Miglior direttore d’orchestra, Mariotti è recentemente rientrato dalla tournée capitolina in Giappone, dove ha ottenuto un successo personale dirigendo La traviata di Giuseppe Verdi nella messa in scena di Sofia Coppola e interpretando per la prima volta Tosca, qui con la regia di Franco Zeffirelli. Ospite regolare dei principali teatri italiani e internazionali – Wiener Staatsoper, Royal Opera House di Londra, Deutsche Oper Berlin, Festival di Salisburgo, Metropolitan Opera House di New York – ha inaugurato la nuova stagione del Teatro il 27 novembre con il Mefistofele di Arrigo Boito firmato da Simon Stone, segnando anche il proprio debutto con l’opera dell’autore scapigliato. Tornerà a dirigere all’Opera di Roma il dittico Gianni Schicchi/L’heure espagnole, Peter Grimes e due concerti sinfonici.

Nel ruolo di Tosca torna, dopo averla interpretata anche nella stagione 2021/22, Anna Pirozzi, che dal debutto dieci anni fa al Festival di Salisburgo nelle vesti di Abigaille (Nabucco) sotto la direzione musicale di Riccardo Muti, calca i più prestigiosi palcoscenici italiani e internazionali. Ad affiancarla come Cavaradossi è Fabio Sartori (Premio Pavarotti d’oro 2022), acclamato tenore di ruoli pucciniani e verdiani che ha collaborato con direttori del calibro di Zubin Mehta, Daniel Oren e Daniel Barenboim. Il basso-baritono Erwin Schrott (Vincitore del Primo Premio e del Premio del pubblico “Operalia” 1998) è invece Scarpia nelle repliche del 9 e del 12 dicembre. Nella data del 14 dicembre a interpretare il capo della polizia pontificia è invece Amartuvshin Enkhbat che, dopo aver ottenuto uno straordinario successo come Germont padre nella Traviata della tournée capitolina in Giappone, torna all’Opera di Roma con un altro grande ruolo da baritono. Nella parte del sagrestano Domenico Colaianni, di Spoletta Carlo Bosi e di Angelotti Gabriele Sagona. Orchestra e Coro, diretto da Ciro Visco, sono dell’Opera di Roma, con la partecipazione della Scuola di Canto Corale del Teatro.

Tratta dall’omonimo dramma di Victorien Sardou, Tosca è un’opera in tre atti del compositore Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. Protagonista è la cantante Floria Tosca, amante del pittore Mario Cavaradossi, che protegge e nasconde un ex capo della caduta Repubblica Romana, Angelo Angelotti. Catturato da Scarpia, capo della polizia pontificia, con l’accusa di tradimento, Cavaradossi è condannato alla fucilazione. Affinché Tosca possa salvarlo, lei dovrebbe cedere al ricatto del barone, concedersi a lui: la donna accetta, ottenendo la possibilità di avvisare l’amante e liberarlo. Ma la fucilazione avverrà lo stesso e Tosca, per salvarsi dalle guardie di Scarpia, si getta dalla terrazza di Castel Sant’Angelo.

La prima rappresentazione è prevista sabato 9 dicembre 2023, ore 20. Repliche martedì 12 e giovedì 14 dicembre, sempre alle ore 20.

Ogni rappresentazione è in lingua originale con sovratitoli in italiano e in inglese.

Biglietti in vendita sul sito https://www.operaroma.it/ e al botteghino.