TCBO: UN IDOMENEO “METAFISICO” DIRETTO DA ROBERTO ABBADO E FIRMATO DA MARIANO BAUDUIN INAUGURA LA STAGIONE 2026 “VERSO ITACA”

Il nuovo allestimento del primo capolavoro serio di Mozart vede nel cast Antonio Poli, Mariangela Sicilia, Francesca Di Sauro e Salome Jicia

In scena dal 24 gennaio alle 18 – anche in diretta su Rai Radio3 – al 1° febbraio al Comunale Nouveau

Si apre nel segno di Mozart – nel 270° anniversario della nascita del compositore – la nuova Stagione d’Opera 2026 del Teatro Comunale di Bologna intitolata simbolicamente “Verso Itaca”, la prima firmata dalla Sovrintendente Elisabetta Riva e dal Direttore artistico Pierangelo Conte e l’ultima realizzata fuori dalla sede storica di Largo Respighi, dove si rientrerà il 14 febbraio 2027 con una grande festa per la riapertura dopo i lavori di riqualificazione.

È un inedito allestimento di Idomeneo, primo capolavoro serio di Wolfgang Amadeus Mozart, ad inaugurare il cartellone sabato 24 gennaio alle 18.00 al Comunale Nouveau, anche con trasmissione in diretta su Rai Radio3e in replica fino al 1° febbraio. Lo spettacolo è firmato per la regia da Mariano Bauduin, al debutto nella stagione della fondazione lirico-sinfonica felsinea, ed è guidato musicalmente da Roberto Abbado, Vincitore nel 2008 del “Premio Abbiati”. «Idomeneo, come Giano bifronte, – dice il direttore d’orchestra – è un’opera che guarda al futuro ma nasce dalla grande riforma dell’opera seria avviata da Gluck a metà del Settecento, un’eredità che Mozart mise a frutto in maniera prodigiosa sia dal punto di vista musicale che drammatico. Leggendo la partitura, infatti, balza agli occhi l’eccezionale istinto teatrale di Mozart, che coglie in maniera perfetta le situazioni drammatiche e il carattere dei personaggi, trovando una ricchissima varietà di forme espressive per collegare in maniera fluida l’intera vicenda».

Bauduin sceglie in questa produzione di non raccontare un mito classico rielaborato dal tardo Settecento, ma di abbandonare il tempo della convenzione, di guardare come in un caleidoscopio che altera, deforma, trasforma ogni immagine, come avviene nei progetti pittorici del movimento metafisico: «Ho deciso di avvicinarmi al mito di Idomeneo – racconta il regista – provando a immaginare cosa avrebbe preferito fare Mozart se fosse vissuto all’epoca di De Chirico e di Savinio, che hanno più volte intrapreso il racconto visivo del mito classico, trasformando l’idea stessa di neoclassicismo in qualcosa che di nuovo e di classico avesse soltanto l’essenza inconscia». A completare il team creativo sono Dario Gessati che cura le scene, Marianna Carbone i costumi, Daniele Naldi le luci e Miki Matsuse van Hoecke a firmare le coreografie.

Il dramma per musica in tre atti in lingua italiana, su libretto di Giambattista Varesco da Antoine Danchet per la tragédie-lyrique Idoménée di André Campra, vede nel cast interpreti di pregio al ritorno sul palco bolognese come il tenore Antonio Poli nel ruolo del titolo (Idomeneo, re di Creta), il soprano Mariangela Sicilia nelle vesti di Ilia (principessa troiana, figlia di Priamo) e il mezzosoprano Francesca Di Sauro nel ruolo “en travesti” di Idamante (figlio di Idomeneo) – entrambe al debutto nella parte – e il soprano Salome Jicia nei panni di Elettra (principessa, figlia d’Agamennone, re d’Argo).

Con loro sul palco Leonardo Cortellazzi come Arbace, Xin Zhang nei panni del Gran Sacerdote di Nettuno, Luca Park è La Voce dell’Oracolo di Nettuno, mentre Chiara Salentino e Matilde Lazzaroni si alternano con Maria Adele Magnelli e Carmela Marina Fabbiano come Due cretesi e Tommaso Norelli e Massimiliano Brusco si scambiano con Gianluca Monti e Pasquale Conticelli nei panni di Due troiani. Il Coro del Teatro Comunale di Bologna è preparato da Gea Garatti Ansini.

Al basso continuo Nicoletta Mezzini (fortepiano) ed Enrico Corli (violoncello).

Direttore Principale della Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna, Roberto Abbado è stato sul podio di numerose produzioni operistiche del TCBO: dal Macbeth verdiano firmato da Robert Wilson al più recente Trittico pucciniano con la regia di Pier Francesco Maestrini, oltre che di numerosi concerti sinfonici. Ha diretto orchestre prestigiose, come la Concertgebouworkest di Amsterdam, i Wiener Symphoniker, l’Orchestre National de France, la Staatskapelle Dresden e la Gewandhausorchester di Lipsia. Mariano Bauduin ha collaborato per oltre vent’anni con Roberto De Simone e ha lavorato con teatri come il San Carlo di Napoli, l’ABAO di Bilbao, l’Opera di Wiesbaden. Regista teatrale, musicista, direttore d’orchestra, direttore artistico, è anche fondatore di “The Beggars’ Theatre – Il teatro dei mendicanti”, il progetto di Teatro in Periferia nella zona est di Napoli.

“Non scordate il mio desiderio di scrivere opere. Invidio chiunque ne scriva una”, scriveva Mozart al padre il 4 febbraio 1788; “desidererei proprio piangere di dispetto quando sento o leggo un’aria. Ma italiana, non tedesca, seria, non buffa”. Con questo entusiasmo nel 1780 il compositore, allora venticinquenne, accolse dal Teatro di Monaco la commissione dell’Idomeneo, da rappresentarsi nel 1781 al Residenztheater durante il carnevale. Per il libretto l’abate Giovanbattista Varesco, cappellano di corte dell’arcivescovo di Salisburgo, riscrisse la tragédie-lyrique di Danchet come opera seria metastasiana, con il tradizionale lieto fine, ma anche con elementi che esulano da questa forma – dai cori decorativi e drammatici ai balletti – sulla scia di ciò che stavano facendo all’epoca altri compositori, quali Christoph Willibald Gluck, Niccolò Piccinni, Niccolò Jommelli e Tommaso Traetta, per adeguare al gusto moderno l’antica struttura del dramma per musica, che era tipicamente fondato sull’alternanza rigorosa di arie e recitativi secchi. Idomeneo occupa, quindi, una posizione centrale nella storia del teatro di Mozart e non solo, anticipando il rinnovamento del teatro musicale settecentesco. «Per Bologna abbiamo studiato una versione basata essenzialmente sulla partitura di Monaco del 1781 – spiega Roberto Abbado – recuperando anche i balli e le numerose marce, che a mio avviso definiscono in maniera più precisa la struttura drammaturgica complessiva, e includendo anche l’Aria di Elettra nell’Atto terzo “D’Oreste, d’Aiace”. Idomeneo guarda al futuro anche dal punto di vista musicale. Mozart, infatti, trova una tinta armonica estremamente audace, anticipando certe soluzioni adottate nei lavori degli anni successivi, così come un’orchestra capace di rendere una ricca varietà di chiaroscuro sonoro, analoga a quella del Don Giovanni».

Alla base della narrazione il mito greco, con il ritorno in patria del re di Creta dopo la guerra di Troia, e la promessa a Nettuno – affinché lo salvi dal naufragio – di sacrificare il primo essere umano che vedrà al suo sbarco, senza immaginare che sarebbe stato proprio suo figlio Idamante. Di qui le difficoltà del re per evitare il terribile impegno preso nei confronti della divinità del mare, l’intrecciarsi con la storia d’amore tra la principessa troiana Ilia e Idamante, la minaccia della sicurezza di Creta se non dovesse compiersi il sacrificio, fino al messaggio di salvezza dell’oracolo: Idomeneo deve rinunciare al trono in favore di Idamante, che sposerà Ilia e regnerà su Creta, placando le ire di Nettuno.

Le recite saranno precedute – circa 45 minuti prima dell’inizio – da una breve presentazione dell’opera nel Foyer del Comunale Nouveau.

Opening Partner è Gruppo Hera.

I biglietti – da 25 a 150 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4/a) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.

Info: https://www.tcbo.it/eventi/idomeneo-2026/

TCBO: CON COSÌ FAN TUTTE SI CHIUDE LA TRILOGIA ITALIANA RILETTA DA TALEVI E DIRETTA DA DENDIEVEL

La nuova produzione in prima assoluta del dramma giocoso di Mozart e Da Ponte vede protagonisti Mariangela Sicilia, Francesca Di Sauro, Marco Ciaponi, Vito Priante, Giulia Mazzola e Nahuel Di Pierro

Da domenica 25 maggio alle 18.00 e in replica fino al 1° giugno al Comunale Nouveau

Dopo Le nozze di Figaro del 2023, dove modernità e passato si specchiavano svelando quanto poco sia cambiato nelle passioni umane, e Don Giovanni del 2024, in cui il protagonista era un eterno seduttore “a spasso nel tempo”, un nuovo allestimento in prima assoluta di Così fan tutte ambientato negli anni Sessanta del Novecento chiude il ciclo della Trilogia Mozart/Da Ponte che il TCBO ha affidato al regista Alessandro Talevi e al direttore d’orchestra Martijn Dendievel.

Il dramma giocoso in due atti K 588 è in scena da domenica 25 maggio alle 18.00 al Comunale Nouveau, e in replica fino al 1° giugno.

«In questa produzione il punto di partenza è il concetto già esposto nelle opere precedenti: un percorso che interseca le epoche. – commenta il regista italo-sudafricano, vincitore nel 2007 dell’European Opera-Directing Prize – In Così fan tutte la visione diventa più sottile: l’idea di usare e sfruttare le filosofie di epoche diverse è evidente, ma si tratta di un periodo storico a noi più prossimo. Ho voluto infatti trasportare l’ambientazione negli anni Sessanta del Novecento, quando il mondo si trovava sul bordo di un grande cambiamento che avrebbe rivoluzionato gli atteggiamenti morali e di conseguenza la società: il grande cambiamento, evidente se paragoniamo gli inizi e la fine dei Sessanta, si lega a questa idea di un percorso trasformativo compiuto dalle due coppie di ragazzi [Fiordiligi e Guglielmo, e Dorabella e Ferrando] verso l’esplorazione di un’altra morale; più che di infedeltà nuda e cruda parlerei dell’apertura mentale verso una visione relazionale diversa».

Sul palco cantano il soprano Mariangela Sicilia, recente vincitrice del 44° “Premio Abbiati”, e il mezzosoprano Francesca Di Sauro, che interpretano rispettivamente Fiordiligi e Dorabella, il tenore Marco Ciaponi e il baritono Vito Priante nei panni di Ferrando e Guglielmo, il soprano Giulia Mazzola e il basso Nahuel Di Pierro come Despina e Don Alfonso. Nell’altro cast, nelle date del 27 e 30 maggio, troviamo invece Karen Gardeazabal, Angela Schisano, Francesco Castoro, Francesco Salvadori, Silvia Spessot e Davide Giangregorio. 

Il personaggio del filosofo Don Alfonso, che ordisce i travestimenti e gli scambi di coppia, è immaginato da Talevi quasi come «un guru dell’epoca: un ricchissimo mecenate, un intellettuale, dotato di una visione molto moderna che si prefigge lo scopo di insegnare qualcosa a questi ragazzi», ispirandosi anche a un romanzo di John Fowles, Il mago, ambientato su un’isola greca.

Premiato con il Deutscher Dirigentenpreis 2021, il giovane direttore belga Dendievel guida l’Orchestra e il Coro – preparato da Gea Garatti Ansini – del Teatro Comunale di Bologna. I costumi dello spettacolo sono curati da Stefania Scaraggi, le luci sono di Teresa Nagel e i video di Marco Grassivaro. Maestro al Fortepiano è Nicoletta Mezzini.

Ultimo frutto nato dalla collaborazione tra Wolfgang Amadeus Mozart e il librettista Lorenzo Da Ponte nel 1790, Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti si concentra sulla scoperta di sé. Travestimenti, inganni, scambi di coppia e smascheramenti portano al finale ambiguo, crudo e cinico della commedia, con la morale: «Fortunato l’uom che prende / ogni cosa pel buon verso / e fra i casi e le vicende / da ragion guidar si fa».

Presenting partner di Così fan tutte è Rekeep. «Sostenere l’arte e la cultura è, per noi, è un gesto di vicinanza al territorio e parte integrante della nostra responsabilità sociale d’impresa. – commenta Claudio Levorato, presidente di Rekeep – Per questo siamo anche quest’anno a fianco del Teatro Comunale come presenting partner di questo nuovo allestimento di Così fan tutte. Crediamo che sostenere una istituzione culturale simbolo della nostra città significhi prendersi cura della comunità, garantendo spazi in cui bellezza, storia e creatività possano continuare a parlare al presente».

Le recite saranno precedute – circa 45 minuti prima dell’inizio – da una breve presentazione dell’opera nel Foyer del Comunale Nouveau.

I biglietti – da 20 a 130 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4/a) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.

Info: https://www.tcbo.it/eventi/cosi-fan-tutte/

Grandi voci per Cavalleria rusticana e Pagliacci nel classico spettacolo di Mario Martone

Dirige Giampaolo Bisanti. Diretta streaming il 26 aprile su LaScalaTV.

Il ritorno in scena dal 16 aprile al 5 maggio del dittico formato dagli atti unici Cavalleria rusticana di Piero Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, nella produzione ormai classica firmata da Mario Martone nel 2011 e già ripresa nel 2014 (solo Cavalleria insieme a Le spectre de la rose) e 2015, si avvale di una spettacolare sfilata di grandi voci nelle parti principali. Il direttore Giampaolo Bisanti avrà a disposizione in Cavalleria rusticana Elīna Garanča e Saioa Hernández come Santuzza, Brian Jagde e Yusif Eyvazov come Turiddu, Amartuvshin Enkhbat e Roman Burdenko come Alfio, oltre a Francesca Di Sauro come Lola ed Elena Zilio come Mamma Lucia. In Pagliacci canteranno Irina Lungu come Nedda, Fabio Sartori come Canio, Mattia Olivieri come Silvio, Amartuvshin Enkhbat e Roman Burdenko come Tonioe Jinxu Xiahou come Peppe.

La rappresentazione del 26 aprile sarà trasmessa in live streaming sulla piattaforma LaScalaTv. Prosegue la collaborazione fra Teatro alla Scala e Corriere della Sera/7 con la conduzione congiunta di Mario Acampa e Gian Luca Bauzano durante l’intervallo. Dopo la diretta, il video resterà disponibile on demand fino al 3 maggio.

Un’ora prima dell’inizio di ogni recita, presso il Ridotto dei Palchi, si terrà una conferenza introduttiva all’opera tenuta da Liana Püschel.

Il dittico Cavalleria rusticana e Pagliacci fa parte del progetto inclusivo del Teatro: saranno disponibili servizi per persone con disabilità uditiva il 26 aprile alle ore 20; per persone con disabilità visiva il 28 aprile alle ore 14.30.

Il dittico probabilmente più famoso della storia dello spettacolo calca nuovamente le scene scaligere dopo l’ultima ripresa in occasione dell’Expo. In quel frangente si proponeva come uno dei volti più rappresentativi del teatro musicale italiano. Analogamente, nel breve giro di due anni e quattro giorni (maggio 1890 - maggio 1892), fra il Teatro Costanzi (l’attuale Teatro dell’Opera) di Roma e il Teatro Dal Verme di Milano quei due titoli avevano rappresentato l’apertura di una via nuova dell’opera italiana, con cui una nuova generazione di compositori nati nel decennio attorno all’Unità d’Italia archiviava di prepotenza, aggirando qualsiasi costruzione teorica, la stagione del Romanticismo. Lo faceva, peraltro non senza ambiguità né astuzie, in nome della realtà, di un vero assai meno poetico e più brutale di quello perseguito da Verdi o da Manzoni.

Stagione d’Opera 2023~2024

16, 18, 21, 23, 26, 28, 30 aprile; 2, 5 maggio 2024

Pietro Mascagni

Cavalleria rusticana

Melodramma in un atto

Libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci

(Edizione Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano)

Ruggero Leoncavallo

Pagliacci

Dramma in un prologo e due atti

Libretto di Ruggero Leoncavallo

 (Edizione Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano)

Produzione Teatro alla Scala

Direttore GIAMPAOLO BISANTI

Regia MARIO MARTONE

Scene SERGIO TRAMONTI

Costumi URSULA PATZAK

Luci PASQUALE MARI

Coreografia DANIELA SCHIAVONE

Personaggi e interpreti di Cavalleria rusticana

Santuzza          Elīna Garanča

                        Saioa Hernández (30 apr.; 2, 5 mag.)

Lola                 Francesca Di Sauro

Turiddu           Brian Jagde

                        Yusif Eyvazov (18, 30 apr.)

Alfio                Amartuvshin Enkhbat
Roman Burdenko (18, 21, 23, 26 apr.)

Mamma Lucia Elena Zilio

Personaggi e interpreti di Pagliacci

Nedda              Irina Lungu

Canio               Fabio Sartori

Tonio               Amartuvshin Enkhbat

                        Roman Burdenko (18, 21, 23, 26 apr.)

Peppe               Jinxu Xiahou

Silvio               Mattia Olivieri

Orchestra e Coro del Teatro alla Scala

Coro di Voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala

Maestro del Coro ALBERTO MALAZZI

Maestro del Coro di Voci Bianche BRUNO CASONI

Date:

Martedì 16 aprile 2024 ore 20 ~ Turno Prime Opera

Giovedì 18 aprile 2024 ore 20 ~ Turno M Abbonamento Mini

Domenica 21 aprile 2024 ore 14.30 ~ Turno N Abbonamento Weekend

Martedì 23 aprile 2024 ore 20 ~ Turno O Abbonamento Mini

Venerdì 26 aprile 2024 ore 20 ~ Fuori abbonamento

Domenica 28 aprile 2024 ore 14.30 ~ Fuori abbonamento

Martedì 30 aprile 2024 ore 20 ~ Fuori abbonamento

Giovedì 2 maggio 2024 ore 20 ~ Turno G

Domenica 5 maggio 2024 ore 14.30 ~ Fuori abbonamento

Prezzi: da 300 a 36 euro

Infotel: 02 72 00 37 44

www.teatroallascala.or