TCBO: LE VOCI DI NICOLA ALAIMO, AYA WAKIZONO, PAOLO BORDOGNA, DAVE MONACO E MICHELE PERTUSI PER ILBARBIERE DI SIVIGLIA

Torna l’allestimento del capolavoro buffo rossiniano firmato nel 2019 da Federico Grazzini, che gioca sull’aspetto metateatrale

Sul podio Renato Palumbo

Dal 19 al 30 dicembre al Comunale Nouveau

La follia, il potere, il denaro, il tempo: sono i temi attualissimi della celebre opera buffa di Gioachino Rossini “Il barbiere di Siviglia“, che chiude la Stagione d’Opera 2025 del Teatro Comunale di Bologna attraversando le feste natalizie. L’allestimento è quello curato dal regista Federico Grazzini nel 2019, proposto anche in tournée in Giappone e ripreso nell’autunno del 2021, che questa volta va in scena in una versione ripensata per il Comunale Nouveau da venerdì 19 dicembre alle 20.00 con repliche fino al 30 dicembre. Sul podio torna Renato Palumbo, che il pubblico della fondazione lirico-sinfonica felsinea ha avuto l’occasione di ascoltare più volte, da titoli verdiani come quelli della trilogia popolare ad Andrea Chénier di Umberto Giordano.

Nel cast le voci rossiniane del baritono Nicola Alaimo nei panni di Figaro, del mezzosoprano Aya Wakizono che interpreta Rosina, del basso-baritono Paolo Bordogna nelle vesti di Bartolo,del tenore Dave Monaco come Conte d’Almaviva – al debutto al TCBO – e del basso Michele Pertusi come Basilio. Con loro si alternano nelle diverse date Stefan Astakhov, Chiara Tirotta, Giovanni Romeo, Antonino Siragusa e Andrea Pellegrini. Completano la compagine vocale Yulia Tkachenko come Berta, Nicolò Ceriani come Fiorello, Massimiliano Mastroeni come Ambrogio, mentre Tommaso Norelli e Marco Noreni si scambiano nella parte di Un ufficiale. Maestro al fortepiano è Anna Dang Anh Nga Bosacchi. Il Coro del Teatro Comunale di Bologna è istruito da Gea Garatti Ansini.

«Rossini porta all’estremo i conflitti della commedia borghese: amore contro egoismo, libertà contro prigionia – racconta Grazzini – La follia qui non è malattia: è il vortice di situazioni imprevedibili in cui i personaggi vengono risucchiati. Il potere è incarnato da Bartolo, perfetto borghese: conservatore, utilitarista, padrone degli spazi e delle regole. Il suo mondo perfetto va progressivamente in frantumi. Il denaro, come spesso accade, muove tutto. La dote di Rosina non è soltanto un elemento narrativo: è la manifestazione di un pensiero borghese che trasforma anche l’amore in un calcolo costi-benefici. Il tempo è quello del gioco teatrale, tutto si accelera, slitta, si deforma. Figaro lo attraversa come un personaggio ‘ibrido’, capace di muoversi dentro e fuori la storia. La comicità poi è tutta una questione di timing: Rossini riesce ad infonderla nella musica in un modo geniale. Alla regia spetta il compito di entrare in dialogo con essa. […] Uno degli aspetti fondamentali della nostra lettura è quello metateatrale perché nel capolavoro rossiniano esistono troppi riferimenti metateatrali per essere ignorati. Basti pensare a quante volte è citata dai personaggi l’opera stessa, L’inutil precauzione».

Vincitore nel 2022 dell’International Opera Directing Competition all’Opera Nazionale Lituana, dove ha messo in scena Les Contes d’Hoffmann di Jacques Offenbach nel 2024, Grazzini ha collaborato con realtà come il Wexford Opera Festival, il Teatro dell’Opera di Roma per il festival di Caracalla e il Teatro Regio di Torino. Cavaliere della Repubblica Italiana per meriti artistici, Palumbo è ospite dei principali teatri e festival internazionali, dalla Scala di Milano all’Opéra di Parigi, dal Covent Garden di Londra alla Staatsoper di Vienna, fino al Rossini Opera Festival e all’Arena di Verona. Le scene dello spettacolo sono a cura di Manuela Gasperoni, i costumi sono di Stefania Scaraggi e le luci di Daniele Naldi.

Il dramma comico in due atti di Rossini, su libretto di Cesare Sterbini dalla commedia omonima di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais, fu creato in poco più di due mesi e andò in scena per la prima volta a Roma nel febbraio del 1816 per il Carnevale con il titolo “Almaviva, o sia L’inutile precauzione”, pare con discutibile accoglienza. Ma il capolavoro rossiniano era destinato a trionfare e a diventare una delle opere più amate e popolari del repertorio italiano.

Le recite saranno precedute – circa 45 minuti prima dell’inizio – da una breve presentazione dell’opera nel Foyer del Comunale Nouveau.

I biglietti – da 20 a 130 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4/a) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.

STAGIONE D’OPERA 2025 DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGN

Il barbiere di Siviglia

Dramma comico in due atti

Musica di Gioachino Rossini

Libretto di Cesare Sterbini

Direttore Renato Palumbo

Regia Federico Grazzini

Scene Manuela Gasperoni

Costumi Stefania Scaraggi

Luci Daniele Naldi

Maestro del Coro Gea Garatti Ansini

Maestro al fortepiano Anna Dang Anh Nga Bosacchi

PersonaggiInterpreti
Il Conte d’AlmavivaDave Monaco (19, 21 e 27 dicembre) | Antonino Siragusa (20, 28 e 30 dicembre)
BartoloPaolo Bordogna (19, 21 e 27 dicembre) | Giovanni Romeo (20, 28 e 30 dicembre)
RosinaAya Wakizono (19, 21 e 27 dicembre) | Chiara Tirotta(20, 28 e 30 dicembre)
FigaroNicola Alaimo (19, 21 e 27 dicembre) | Stefan Astakhov (20, 28 e 30 dicembre)
Basilio                                    Michele Pertusi (19 e 27 dicembre) | Andrea Pellegrini (20, 21, 28 e 30 dicembre)
BertaYulia Tkachenko
FiorelloNicolò Ceriani
Ambrogio                                                     Massimiliano Mastroeni
Un ufficialeTommaso Norelli (19, 21, 27 dicembre) | Marco Danieli (20, 28, 30 dicembre)

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna

Produzione del Teatro Comunale di Bologna

Comunale Nouveau

Venerdì 19 dicembre, ore 20.00 | Prime
Sabato 20 dicembre, ore 18.00 | Pomeriggio 1
Domenica 21 dicembre, ore 16.00 | Domenica
Sabato 27 dicembre, ore 20.00 | Sera
Domenica 28 dicembre, ore 16.00 | Fuori abbonamento
Martedì 30 dicembre, ore 18.00 | Pomeriggio 2

IL DEBUTTO DI SIR JOHN ELIOT GARDINER CON L’ORCHESTRA DEL TCBO

Concerto straordinario, con pagine di Mendelssohn e Dvořák, domenica 7 dicembre alle 17.30 all’Auditorium Manzoni

Ha ottenuto due Grammy e ha ricevuto con le sue incisioni più Gramophone Awards di qualsiasi altro artista vivente; è salito sul podio delle maggiori orchestre internazionali, dai Berliner Philharmoniker alla Royal Concertgebouw Orchestra; ha fondato ensemble rinomati nel mondo, distinguendosi quale figura centrale nella rinascita della musica antica e come pioniere dell’esecuzione storicamente informata. È il grande direttore d’orchestra inglese Sir John Eliot Gardiner il protagonista del concerto straordinario proposto dal Teatro Comunale di Bologna domenica 7 dicembre alle 17.30 all’Auditorium Manzoni. Per il suo debutto alla testa dell’Orchestra e del Coro femminile – preparato da Gea Garatti Ansini – della fondazione lirico-sinfonica felsinea, Gardiner ha scelto di interpretare alcuni numeri musicali da Ein Sommernachtstraum (Sogno di una notte di mezza estate) op. 61 (MWV M13) di Felix Mendelssohn-Bartholdy – con soliste le artiste del Coro del TCBO Chiara Salentino, soprano, e Matilde Lazzaroni, mezzosoprano – accanto alla Sinfonia n. 6 in re maggiore op. 60, B. 112 di Antonín Dvořák.

Già fondatore del Monteverdi Choir, degli English Baroque Soloists e dell’Orchestre Révolutionnaire et Romantique, nel 2024 Sir John Eliot Gardiner ha dato vita all’innovativo progetto Springhead Constellation, che include gli ensemble Constellation Choir & Orchestra: un collettivo internazionale che unisce musica, arte e sostenibilità, promuovendo spettacoli accessibili e interdisciplinari rivolti a tutte le generazioni.

Mendelssohn scrisse le musiche di scena per la commedia shakespeariana Sogno di una notte di mezza estate nel 1843 su commissione del re Federico Guglielmo IV di Prussia – che aveva apprezzato il lavoro fatto dal compositore tedesco per la rappresentazione dell’Antigone di Sofocle – partendo dall’Ouverture di successo Ein Sommernachtstraum,che aveva composto ancora diciassettenne nel 1826. E proprio questa pagina viene proposta da Gardiner a Bologna, insieme alla celeberrima Marcia nuziale, allo Scherzo, alla Marcia degli Elfi, al Lied per coro “Bunte”, all’Intermezzo, al Notturno e al Finale tratte dall’op. 61.

È del 1880 la Sesta Sinfonia di Dvořák, tenuta a battesimo nella veste completa a Londra nel 1882 dal noto direttore Hans Richter sul podio della Filarmonica di Vienna, che ne sancì il successo internazionale, poi confermato dall’esecuzione – sempre londinese – del 1884 diretta dallo stesso compositore ceco. Gli echi brahmsiani e del sinfonismo tedesco sono evidenti in questa partitura, che però non rinuncia ai riferimenti folklorici tipici del linguaggio di Dvořák, ispirato a melodie e ritmi della sua terra.

I biglietti – da 17,50 a 55 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale (Largo Respighi), dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18 e il sabato dalle 11 alle 15; il giorno del concerto presso l’Auditorium Manzoni da 1 ora prima fino a 15 minuti dopo l’inizio dello spettacolo.

CONCERTO STRAORDINARIO

Domenica 7 dicembre ore 17.30, Auditorium Manzoni

Sir John Eliot Gardiner direttore

Chiara Salentino soprano

Matilde Lazzaroni mezzosoprano

Gea Garatti Ansini Maestro del Coro

Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna

PROGRAMMA

Felix Mendelssohn-Bartholdy

Ein Sommernachtstraum, per soli, coro femminile e orchestra, op. 61 (MWV M13)

Ouverture – Allegro vivace
Scherzo – Allegro molto vivace
Marcia degli Elfi – Allegro molto vivace

Bunte – lied per coro – Allegro non troppo

Intermezzo – Allegro appassionato

Notturno – Con moto tranquillo

Hochzeitmarsch (Marcia nuziale) – Allegro vivace

Finale – Allegro vivace

Antonín Dvořák

Sinfonia n. 6 in re maggiore op. 60, B. 112

  1. Allegro non tanto
  2. Adagio
  3. Scherzo, Furiant: Presto – Trio: Poco meno mosso
  4. Finale: Allegro con spirito
TCBO: DA BRAHMS A POULENC CON SERGEJ KRYLOV, JULIE CHERRIER HOFFMANN E FRÉDÉRIC CHASLIN

Martedì 6 maggio alle 20.30, Auditorium Manzoni

È con il celebre Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 77 di Johannes Brahms, interpretato da un solista d’eccezione come Sergej Krylov, che prosegue il ciclo dedicato dal Teatro Comunale di Bologna al grande compositore tedesco nella Stagione Sinfonica 2025. Sul podio dell’orchestra felsinea, martedì 6 maggio alle 20.30 all’Auditorium Manzoni, torna il francese Frédéric Chaslin, che propone anche – in prima esecuzione assoluta dal vivo – le sue due trascrizioni per soprano e orchestra di Les chemins de l’amour e Fiançailles pour rire di Francis Poulenc, con solista Julie Cherrier Hoffmann, già incise per l’etichetta Aparté con la stessa interprete e l’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia. La voce di Cherrier Hoffmann si potrà ascoltare anche nel Gloria in sol maggiore per soprano, coro e orchestra, ancora di Poulenc, che completa il programma. A preparare il Coro del TCBO è Gea Garatti Ansini.

Ospite delle principali istituzioni musicali internazionali, fra cui la Philharmonie di Berlino, il Musikverein di Vienna, l’Accademia di Santa Cecilia e il Teatro alla Scala, Krylov torna al Manzoni per il Concerto per violino di Brahms, che presenta un virtuosismo esasperato ma anche momenti di intenso e lirico sinfonismo. Scritto nell’estate del 1878 in Carinzia e dedicato a Joseph Joachim – il grande violinista che il compositore aveva conosciuto nel 1853 e a cui rimase legato per tutta la vita – fu tenuto a battesimo al Gewandhaus di Lipsia il 1° gennaio 1879, proprio dallo stesso Joachim come solista e da Brahms sul podio.

Fondatrice del Festival “Musique aux Mirabelles” e voce che ha tracciato il suo percorso tra la mélodie francese e i grandi ruoli operistici, la cui discografia per Aparté comprende Debussy, Poulenc e opere composte per lei da Chaslin, Cherrier Hoffmann è protagonista della seconda parte della serata incentrata sulla musica di Poulenc. Nel 1940 il compositore francese dedicò la valse Les chemins de l’amour all’amica-artista Yvonne Printemps, che la cantò nella commedia Léocadia di Jean Anouilh, applaudita dai parigini al Théâtre de la Michodière nel primo autunno dell’occupazione nazista. È dell’anno precedente la creazione «di un piccolo ciclo femminile su poesie di Loulou [la poetessa Louise de Vilmorin] – scriveva Poulenc all’amica Nadia Boulanger nei mesi prima della disfatta della “Strana guerra” (settembre 1939) […] – Prendo per titolo Fiançailles pour rire con tutto quello che implica di nervoso, di sensuale, di abusato, di melanconico. Che malinconia dire che si scrive corto perché non si ha il tempo di scrivere grande». Il ciclo di sei melodie per voce e pianoforte fu eseguito per la prima volta nel 1942 a Parigi, nella Salle de l’École normale de Musique, con il soprano Geneviève Touraine e lo stesso autore al pianoforte. Appartiene, invece, all’ultimo periodo compositivo di Poulenc il Gloria, nato nel 1960 su commissione della Fondazione Koussevitzky di Boston ed eseguito nella città americana nel 1961 con solista Adele Addison e direttore Charles Münch. Il lavoro – lontano dal tradizionale concetto di sacralità accostato a questa musica – traeva ispirazione «dagli affreschi sublimi di Benozzo Gozzoli dove gli angeli fanno le linguacce e anche da quei seri benedettini che ho visto giocare a pallone», spiegava Poulenc, ed era «nello stile di Vivaldi – il latino permette questo genere di maccheroni filanti».

Ospite di compagini come la Filarmonica della Scala, l’Orchestra della Rai e i Wiener Philharmoniker, Chaslin dirige nuovamente l’Orchestra del TCBO dopo essere stato sul podio la scorsa estate in Piazza Maggiore per il concerto finale del Concorso “2 agosto”.

I biglietti – da 15 a 50 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale (Largo Respighi), dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18 e il sabato dalle 11 alle 15; il giorno del concerto presso l’Auditorium Manzoni da 1 ora prima fino a 15 minuti dopo l’inizio dello spettacolo. 

Per ogni concerto della Stagione Sinfonica 2025 prosegue “Note a margine”, una rassegna di incontri con il pubblico che si tengono circa 30 minuti prima dell’inizio del concerto presso il foyer del bar dell’Auditorium Manzoni. 

Info: https://www.tcbo.it/eventi/stagione-sinfonica-2025-frederic-chaslin-direttore/

STAGIONE SINFONICA 2025 DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Martedì 6 maggio ore 20.30, Auditorium Manzoni

Frédéric Chaslin direttore

Sergej Krylov violino

Julie Cherrier Hoffmann soprano

Gea Garatti Ansini maestro del coro

Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna

PROGRAMMA

Johannes Brahms

Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 77

  1. Allegro non troppo
  2. Adagio
  3. Allegro giocoso, ma non troppo vivace. Poco più presto

Francis Poulenc

Fiançailles pour rire

Les chemins de l’amour

Gloria in sol maggiore per soprano, coro e orchestra

TCBO: HARTMUT HAENCHEN DIRIGE “EIN DEUTSCHES REQUIEM” DI BRAHMS

Solisti il soprano Valentina Farcas e il baritono Liviu Holender

Domenica 16 marzo alle 17.30 all’Auditorium Manzoni

C’è una grandiosa pagina sacra concepita per celebrare il Venerdì Santo al centro del concerto della Stagione Sinfonica del TCBO diretto da Hartmut Haenchen: è Ein deutsches Requiem (Un Requiem tedesco) per soli, coro e orchestra op. 45 di Johannes Brahms, con le voci del soprano Valentina Farcas e del baritono Liviu Holender, in programma domenica 16 marzo alle 17.30 all’Auditorium Manzoni.

Manifesto della concezione protestante della morte, costruito su alcuni passi della Bibbia Luterana, il Requiem Tedesco venne battezzato il 10 aprile 1868, giorno del Venerdì Santo, nella Cattedrale di Brema – senza il brano per soprano e coro Ihr habt nun Traurigkeit – e poi per la prima volta in pubblico nella forma completa con sette numeri il 18 febbraio 1869 al Gewandhaus di Lipsia. Brahms ideò e compose questo monumentale lavoro sinfonico-corale tra il 1854 e il 1868, periodo nel quale subì due lutti: nel 1856 moriva il suo mentore, Robert Schumann, e nel 1865 scompariva sua madre, dedicataria dell’opera.

Direttore d’orchestra di riferimento per il repertorio tedesco tra Otto e Novecento, Hartmut Haenchen torna ospite della fondazione lirico-sinfonica felsinea sul podio dell’Orchestra e del Coro – preparato da Gea Garatti Ansini – del Teatro Comunale di Bologna. Nato a Dresda nel 1943 e cresciuto nella ex Germania dell’Est, ha consolidato le sue esperienze musicali non soltanto con le orchestre della DDR ma, malgrado le severe restrizioni del regime, anche con celebri orchestre occidentali, compresa quella dei Berliner Philharmoniker e del Concertgebouw di Amsterdam. Dal suo paese natale, nel 1986 si è trasferito in Olanda, dove è stato il Direttore principale delle Orchestre Filarmonica e da Camera dei Paesi Bassi e il Direttore musicale dell’Opera Nazionale Olandese. Da ricordare la sua presenza al Festival di Bayreuth e in Italia i concerti con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.

Solisti il soprano rumeno Valentina Farcas – che ha lavorato con direttori come Riccardo Muti, Kirill Petrenko, Riccardo Chailly e presso istituzioni quali il Théâtre des Champs-Elysées di Parigi e il Musikverein di Vienna – e il baritono austriaco Liviu Holender, recentemente protagonista al Teatro alla Scala, oltre che al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino sotto la bacchetta di Zubin Mehta e di Daniele Gatti.

STAGIONE SINFONICA 2025 DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Domenica 16 marzo ore 17.30, Auditorium Manzoni

 Hartmut Haenchen direttore

 Valentina Farcas soprano

 Liviu Holender baritono

Gea Garatti Ansini maestro del coro

 Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna

PROGRAMMA

Johannes Brahms

“Ein deutsches Requiem” per soli, coro e orchestra op. 45

  1. Selig sind die da Leid tragen – Ziemlich langsam und mit Ausdruck (Abbastanza lento e con espressione)
  2. Denn alles Fleisch es ist wie Gras – Langsam, marschmässig (Lento, tempo di marcia)
  3. Herr, lehre doch mich (Andante moderato. Fuga)
  4. Wie lieblich sind deine Wohnungen – Mässig bewegt (Andante moderato)
  5. Ihr habt nun Traurigkeit – Langsam (Lento)
  6. Denn wir haben hie (Andante. Fuga)
  7. Selig sind die Toten – Feierlich (Solenne)

TCBO: JACOPO GASSMANN DEBUTTA ALLA REGIA LIRICA CON “MACBETH”

     

Protagonisti della nuova produzione del capolavoro verdiano Roman Burdenko, Ekaterina Semenchuk e Antonio Poli. Sul podio Daniel Oren

In scena al Comunale Nouveau dal 12 al 18 aprile

«Questo progetto ruota intorno a nuclei poetici concettuali emersi prima di tutto dalla lettura di Shakespeare: è lui che mi ha aperto le porte per accedere a Verdi». Sono le parole del regista Jacopo Gassmann, che racconta come si sia approcciato al Macbeth di Giuseppe Verdi che segna il suo debutto operistico. Lo spettacolo è una nuova produzione proposta in prima assoluta al Comunale Nouveau da venerdì 12 aprile alle 20 e in replica fino al 18 aprile. «Si tratta di un lungo viaggio – prosegue il regista romano – quello di un uomo in particolare, e di una donna, alle radici del male; è l’inabissamento progressivo di una coscienza, di uno sguardo nel grande e inesplorato territorio del rimosso».

Sul podio torna il direttore d’orchestra israeliano Daniel Oren, alla guida di un cast di primo piano che vede protagoniste le voci del baritono Roman Burdenko come Macbethe del mezzosoprano Ekaterina Semenchuk come Lady Macbeth – entrambi per la prima volta nella stagione del TCBO – e del tenore Antonio Poli come Macduff.

La compagine vocale è completata da Riccardo Fassi nelle vesti di Banco, Anna Cimmarrusti in quelle della Dama di Lady Macbeth, Marco Miglietta come Malcolm, Kwangsik Park nei panni del Medico, Gabriele Ribis come Un domestico di Macbeth, Il sicario e L’araldo, e ancora Sandro Pucci (Prima apparizione), Chiara Salentino (Seconda apparizione) e Benedetta Zanetti Oliva (Terza apparizione).

Il cast alternativo vede impegnati nelle tre parti principali George Gagnidze (13 e 18 aprile), Daniela Schillaci (13 e 14 aprile) e Paolo Antognetti (13 aprile).

Jacopo Gassmann, regista teatrale che ha appena portato in scena “The City” di Martin Crimp in una tournée che ha toccato anche il LAC di Lugano e l’Arena del Sole di Bologna, firma al Comunale Nouveau il suo primo spettacolo operistico avvalendosi della collaborazione di Gregorio Zurla per le scene, Gianluca Sbicca per i costumi, Gianni Staropoli per le luci, Marco Grassivaro per i video e Marco Angelilli per i movimenti scenici. «Il nostro Macbeth si cala in una valle del perturbante – commenta ancora Gassmann – quella cosa stranamente familiare ma anche sconosciuta che ci provoca sgomento, disorientamento. Macbeth vive in questa perturbazione dell’anima, incamminandosi inesorabilmente verso una notte in cui tutto è destinato ad andare male, in cui l’ordine delle cose, le gerarchie della natura e degli esseri umani vengono rovesciati. […]

Nel testo shakespeariano troviamo un viatico al percorso verdiano: un momento molto preciso lo vediamo dopo la morte di re Duncan quando è Macduff a recarsi nelle stanze del re e scoprirne il cadavere. In Shakespeare, Macduff esce e pronuncia la frase “affacciatevi alla camera, e una nuova Gorgone vi accecherà. Non mi chiedete di parlare”. Leggendola il mio sguardo e il pensiero sono volati subito alla Medusa di Caravaggio che sarà evidentemente citata: apparirà una enorme Medusa caravaggesca che fissa il suo sguardo su di noi, convocandoci inevitabilmente». Tra le altre citazioni quella nella grande scena del banchetto: «Gli ospiti non hanno abiti regali e non li indossano ma li “portano” – spiega il regista – come mi è accaduto di vedere nella performance “Embodying Pasolini” dove Tilda Swinton “sfilava” con i costumi dei film pasoliniani senza “vestirli”, ma mostrandoli. Qui il banchetto si fa spettrale e questi abiti non indossati ci parlano di un’incoronazione precaria, falsa, destinata alla catastrofe».

L’Orchestra e il Coro – istruito da Gea Garatti Ansini – sono quelli del Teatro Comunale di Bologna.

A preparare le voci bianche è Alhambra Superchi.

Opera fosca, colma di ambizioni, malvagità, streghe e complotti, Macbeth costituisce il primo reale contatto di Giuseppe Verdi con un testo di William Shakespeare, autore al quale si ispirerà per struttura dei drammi, per contenuti e forme. Decima opera verdiana, debuttò in una prima versione a Firenze nel 1847, quindi a Parigi nel 1865 e alla Scala nel 1874.

Le recite saranno precedute – circa 45 minuti prima dell’inizio – da una breve presentazione dell’opera nel Foyer del Comunale Nouveau.

I biglietti – da 25 a 150 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.

Info: www.tcbo.it / https://www.tcbo.it/eventi/macbeth/

TCBO: I DIPINTI DEL “CIRCO” DI BOTERO PER L’ELISIR D’AMORE DI DONIZETTI 

Debutta a Bologna l’allestimento firmato da Victor García Sierra; sul podio Diego Ceretta 

In scena al Comunale Nouveau dal 24 al 30 novembre 2023 

È ispirato alla produzione figurativa dell’artista colombiano Fernando Botero – scomparso lo scorso settembre – e in particolare alla sua serie di dipinti intitolata “Il Circo”, l’allestimento dell’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti prodotto da Nausica Opera International, che arriva nella Stagione d’Opera 2023 del Teatro Comunale di Bologna. Lo spettacolo con regia e scene firmate da Victor García Sierra – rappresentato per la prima volta al Teatro Verdi di Busseto nel 2014 con lo stesso Botero presente in sala – è in programma a partire da venerdì 24 novembre alle 20.00 al Comunale Nouveau e in replica fino al 30 novembre. Sul podio un talento italiano in ascesa come il ventisettenne Diego Ceretta, Direttore principale dell’ORT-Orchestra della Toscana, reduce dal recente successo al Wexford Festival Opera in un altro titolo di Donizetti: il raro Zoraida di Granata.

Con queste parole il regista Sierra, venezuelano di origine e italiano d’adozione, Direttore artistico dell’Orchestra Sinfonica Carlos Cruz-Diez e direttore generale del concorso internazionale di canto lirico “Alcalá de Henares” di Madrid, racconta l’idea alla base di questo Elisir d’amore, che vede i costumi curati da Marco Guion e le luci da Stefano Gorreri: «Generosità e colore sono caratteristiche che identificano lo stile unico e inconfondibile del maestro Fernando Botero. Nel tentativo di unire il suo stile con l’opera italiana, mi sono ispirato a due dei suoi quadri della serie “Il Circo”; da uno ho sviluppato la scenografia, dall’altro un chiaro richiamo dei suoi personaggi con quelli dell’opera L’elisir d’amore».

Come protagonisti si alternano rispettivamente sul palco – nelle recite del 24, 26, 29 novembre e del 25, 28, 30 novembre – Karen Gardeazabal e Lavinia Bini nella parte di Adina, Juan Francisco Gatell e Valerio Borgioni come Nemorino, Andrea Vincenzo Bonsignore e Ian Antem nei panni di Belcore e Marco Filippo Romano e Vincenzo Taormina in quelli del Dottor Dulcamara; Elena Borin è Giannetta.

L’Orchestra e il Coro, preparato da Gea Garatti Ansini, sono quelli del Teatro Comunale di Bologna.

Il “melodramma giocoso” in due atti su musica di Donizetti e libretto di Felice Romani, tratto da Le Philtre (Il filtro) di Eugène Scribe, fu rappresentato la prima volta al Teatro della Canobbiana di Milano il 12 maggio del 1832. Il successo fu immediato per l’opera che sa essere leggera ma anche malinconica, come testimonia la celeberrima aria di Nemorino “Una furtiva lagrima”.

Presenting partner dello spettacolo è Illumia.

Le recite saranno precedute – circa 45 minuti prima dell’inizio – da una breve presentazione dell’opera nel Foyer del Comunale Nouveau.

I biglietti – da 15 a 100 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4/a) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio. Info: www.tcbo.it /  https://www.tcbo.it/eventi/lelisir-damore-2023/

In occasione della Prima dell’Elisir d’amore, venerdì 24 novembre alle ore 19.00 nel Foyer del Comunale Nouveau – alla presenza di Elena Di Gioia, Delegata alla Cultura di Bologna e Città Metropolitana, e di Fulvio Macciardi, Sovrintendente del TCBO – verrà inaugurata una mostra dedicata ai lavori di riqualificazione in atto al Teatro Comunale di Bologna, che sarà fruibile al pubblico durante tutte le recite del capolavoro donizettiano. La mostra a cura di Cristina Berselli e Gabriele Fiolo, che espone le foto di Ivano Adversi e Gabriele Fiolo e i video di Mario Tarquini – Ottiche Creative, è un progetto dell’Associazione TerzoTropico-APS, anche promotrice dell’iniziativa insieme all’Associazione Tempo e Diaframma APS e alla Fondazione Teatro Comunale di Bologna, ed è realizzata con il contributo della Fondazione Rusconi e con il patrocinio del Comune di Bologna.