MICHELE MARIOTTI AL VERTICE DELL’ORCHESTRA SINFONICA NAZIONALE RAI

È Michele Mariotti il nuovo Direttore principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.

Dall’ottobre 2026 sarà il primo italiano a ricoprire l’incarico di Direttore principale della compagine, fondata nel 1994; succede ad Andrès Orozco-Estrada che l’ha guidata per un triennio, dal 2023 al 2026.

Dopo Eliahu Inbal, Rafael Frühbeck de Burgos, Juraj Valčuha, James Conlon e Andrès Orozco-Estrada, Mariotti è il primo italiano a ricoprire l’incarico di vertice sul podio della compagine della radiotelevisione italiana, fondata nel 1994. Il suo contratto inizierà nell’ottobre 2026 e avrà una durata di tre anni.

«È un piacere e un onore presentare Michele Mariotti come nuovo Direttore principale della nostra Orchestra Sinfonica Nazionale – dice l’Amministratore Delegato della Rai Giampaolo Rossi –. La sua crescita di interprete lo ha portato sul podio delle istituzioni musicali più prestigiose in tutto il mondo, e da molti anni ormai dirige regolarmente la nostra compagine, sia in stagione sia in altri contesti. Questo nuovo incarico è quindi l’evoluzione di un rapporto già molto proficuo, che viene ora proiettato verso nuovi traguardi artistici. È una particolare gioia poi, nell’ormai più che trentennale storia dell’OSN Rai, accogliere il primo musicista italiano nel fondamentale ruolo di Direttore principale».

Michele Mariotti ha debuttato sul podio dell’OSN Rai il 7 gennaio 2011 a Reggio Emilia, in un concerto alla presenza dell’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che inaugurava i festeggiamenti per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, seguito nel 2012 da un concerto a Torino in piazza San Carlo per la Festa della Repubblica. Da allora è tornato regolarmente in veste di ospite: nel 2014 ancora per un concerto del 2 giugno e poi per un appuntamento in stagione in dicembre; nel 2017 per un concerto dedicato al 150esimo anniversario della nascita di Arturo Toscanini; nel 2019 ancora nel regolare cartellone stagionale; nel 2020 a Torino e Milano per l’inaugurazione di MITO Settembre Musica e per la stagione sinfonica, come anche poi nel 2021 e nel 2024. Ma ha diretto la compagine Rai anche al Festival Verdi di Parma, dove nel 2022 ha interpretato il Requiem del compositore di Busseto, e al Rossini Opera Festival di Pesaro sia nella Semiramide del 2019, sia nella Petite Messe Solennelle nel 2023, sia nell’Ermione del 2024, che si è aggiudicata il Premio Abbiati della Critica Musicale italiana come miglior spettacolo dell’anno.

Classe 1979, dal 2008 Michele Mariotti è stato Direttore principale e poi Direttore musicale fino al 2018 del Teatro Comunale di Bologna. Direttore musicale dell’Opera di Roma dal 2022 e insignito del 36° Premio Abbiati come Miglior direttore d’orchestra, è ospite abituale nelle maggiori stagioni liriche di tutto il mondo, dalla Scala di Milano all’Opéra di Parigi, dalla Staatsoper di Monaco a quella di Vienna, dal Metropolitan di New York alla Royal Opera House di Londra. In ambito sinfonico è salito sul podio dell’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, dell’Orchestre National de France, dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, della Filarmonica della Scala, dei Münchner Symphoniker, della Danish National Symphony Orchestra, dell’Orchestra, dei Bamberger Symphoniker, della Royal Philharmonic Orchestra, della Nederlands Philharmonisch Orkest, della Gürzenich Orchester Köln.

MARIOTTI, ABBAGNATO E VISCO NEL FUTURO DELL’OPERA DI ROMA

Rinnovati fino al 2030 i vertici artistici del Teatro

Si rinnova la collaborazione dei tre vertici artistici della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma, proiettando nel prossimo futuro la visione e la progettualità culturale che hanno caratterizzato gli ultimi anni. Il Direttore Musicale Michele Mariotti conferma la sua presenza fino al 31 ottobre 2030. Eleonora Abbagnato sarà Direttrice del Corpo di Ballo e della Scuola di Danza fino al 31 luglio 2030. 

Ciro Visco dirigerà il Coro fino al 31 agosto 2030. Tre figure di prestigio, ma soprattutto tre individualità che hanno saputo unirsi nella ricerca della qualità artistica, dell’innovazione e della sperimentazione.

Il rinnovo degli incarichi di Michele Mariotti, Eleonora Abbagnato e Ciro Visco è motivo di grande orgoglio: grazie alla loro sensibilità, visione e impegno rappresentano la forza con cui continueremo a costruire un progetto artistico di grande qualità per il Teatro Costanzi, capace di proiettare la nostra Fondazione verso un futuro ricco di sempre nuovi successi” commenta il Sindaco di Roma e Presidente della Fondazione Roberto Gualtieri.

Sono molto felice di questo triplice rinnovo – dice il Sovrintendente Francesco Giambrone  volto non solo a garantire la continuità, ma pensato soprattutto in funzione dell’identità culturale del nostro teatro, che negli ultimi anni ha cercato costantemente di valorizzare il grande repertorio, ma anche di aprirsi ai nuovi linguaggi della scena culturale internazionale, guardando sempre con curiosità e attenzione verso il futuro del teatro musicale e della danza. Mariotti, Abbagnato e Visco resteranno con noi nei prossimi anni, continuando a curare la qualità e la crescita delle compagini artistiche, ma anche proseguendo in quella ricerca di idee, visioni e proposte innovative che ha caratterizzato le più importanti produzioni degli ultimi anni, delle quali loro sono stati i protagonisti”.

Michele Mariotti è Direttore musicale dell’Opera di Roma dal 2022. Eleonora Abbagnato dirige il Corpo di Ballo dal 2015 e la scuola di danza dal 2021. Ciro Visco è a capo del Coro dal 2022.

Successo del Concerto di Capodanno in Fenice, che si conferma uno degli spettacoli più amati e seguiti dagli italiani

A stretto giro l’Orchestra del Teatro La Fenice parte per Barcellona

per il Concerto di Capodanno del Gran Teatre del Liceu

dove un unico ensemble sinfonico composto alle Orchestre della Fenice e del Liceu

suonerà sotto la direzione di Riccardo Frizza

Con ancora nel cuore l’emozione del Concerto di Capodanno in Fenice – che si riconferma uno degli spettacoli più amati e seguiti dagli italiani – l’Orchestra del Teatro La Fenice riparte in trasferta per vivere un altro momento di grande enfasi, stavolta a Barcellona, in occasione del Concerto di Capodanno del Liceu.

                Innanzitutto, ecco i numeri del Concerto di Capodanno in Fenice. L’evento veneziano, divenuto ormai ‘iconico’ per tutti gli italiani, ha registrato anche quest’anno, nella sua ventitreesima edizione, un grandissimo successo: sold out per tutte le repliche nella sala di Campo San Fantin e dati auditel da capogiro che confermano l’importanza e la grande popolarità del programma realizzato dalla Fenice e da Rai Cultura. L’evento televisivo ha infatti raggiunto il 23,9% di share sfiorando i tre milioni di spettatori, esattamente 2.986.000, confermandosi uno degli spettacoli più seguiti della televisione. All’entusiasmo televisivo ha fatto seguito quello dei canali social del Teatro. Il sito internet, come ogni anno, ha raggiunto il milione di visite nell’arco dell’intera diretta. Su X sono stati registrati 17.000 scambi, che hanno garantito all’hashtag ufficiale dell’evento (#CapodannoFenice) la presenza tra le tendenze italiane dal mattino fino alle repliche serali. Su Facebook, nella sola giornata di ieri, si sono registrate 645.000 visualizzazioni e 23.000 interazioni; i post focalizzati sull’evento hanno complessivamente totalizzato 100.000 like e 3.000 condivisioni su altri profili, raggiungendo 3 milioni di visualizzazioni e ampliando la portata del profilo di 4.000 account. Su Instagram, i 10 post tematici hanno ottenuto oltre 2 milioni di visualizzazioni, 90.000 like e 1.200 condivisioni, consentendo inoltre di acquisire 3.051 nuovi follower. Infine, su TikTok, i contenuti pubblicati hanno registrato 31.000 visualizzazioni.

Sono stati protagonisti del Concerto il direttore Michele Mariotti, attuale Direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma, al debutto proprio in questa occasione nel massimo palcoscenico veneziano alla testa di Orchestra e Coro del Teatro La Fenice; e due eccezionali voci soliste: il soprano Rosa Feola – graditissimo ritorno dopo la sua apparizione nei Concerti di Capodanno 2021 e 2016-2017 – e il tenore Jonathan Tetelman, anche lui impegnato per la prima volta nella sala di Campo San Fantin. Tra gli artisti coinvolti non può mancare inoltre una menzione ad Alfonso Caiani, maestro del Coro del Teatro La Fenice, e poi a Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel che, insieme al corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, hanno danzato le coreografie di Diego Tortelli, indossando costumi di scena creati da Laura Biagiotti. Le coreografie – trasmesse in occasione della diretta televisiva di Rai1 – sono state registrate al Museo di Palazzo Grimani e negli spazi della Biennale Architettura. Il programma musicale ha proposto una serie di sinfonie, intermezzi, arie, duetti e passi corali tratti dal repertorio lirico più amato, con pagine di Rossini, Bellini, Mascagni, Puccini, Ponchielli e Verdi.

                Oggi 2 gennaio, una parte dell’Orchestra del Teatro La Fenice è partita per la prestigiosa trasferta catalana che, domenica 4 gennaio 2026 ore 18.00, la vedrà impegnata nella prima edizione del Concerto di Capodanno del Gran Teatre del Liceu. L’Orchestra della Fenice condividerà il palcoscenico catalano con l’Orchestra del Liceu, sotto la direzione di Riccardo Frizza, per creare un ponte sonoro ed emotivo tra due istituzioni storiche unite dalla stessa passione per l’opera e il suo linguaggio universale. Questo ‘gemellaggio’ artistico tra la Fenice e il Liceu – due teatri lirici emblematici di Barcellona e Venezia, città bagnate dal Mediterraneo – vuole simboleggiare infatti anche la resilienza condivisa dopo la sventura dell’incendio che li ha devastati negli anni Novanta. Due teatri con più di un secolo e mezzo di storia che oggi uniscono le forze in un dialogo musicale pieno di complicità e proiezione verso il futuro.

Il direttore d’orchestra Riccardo Frizza, noto per la sua eleganza gestuale e la sua profonda conoscenza del repertorio italiano, sarà l’anima di questo progetto e guiderà un unico ensemble sinfonico composto dalle due orchestre in un programma che farà risplendere la ricchezza del bel canto, la solennità del repertorio sinfonico e lo spirito luminoso caratteristico di questo periodo dell’anno. Il concerto vedrà la partecipazione speciale di due figure eccezionali: Saioa Hernández e Xabier Anduaga, grandi voci che incarnano la nuova generazione del canto lirico internazionale. Hernández, dotata di una voce ampia e di grande drammaticità, capace di elevare ogni frase con un’intensità davvero teatrale, ha conquistato i palcoscenici più prestigiosi d’Europa. Anduaga, dal canto suo, è uno dei tenori più ammirati della sua generazione, dotato di una linea vocale luminosa, un fraseggio raffinato e un’energia scenica che lo rendono un artista magnetico.

Sotto la bacchetta ispirata di Riccardo Frizza, gli artisti interpreteranno un programma che comprende l’esecuzione di sinfonie, ouverture e intermezzi orchestrali tratti dal repertorio lirico, pagine che saranno di sicura presa sul pubblico: dalla sinfonia della Semiramide di Gioachino Rossini, l’ultima opera che il pesarese compose espressamente per i palcoscenici italiani e che debuttò proprio al Teatro la Fenice di Venezia il 3 febbraio 1823, alla sinfonia della Norma di Bellini, forse il titolo più popolare dei dieci composti dal catanese, che debuttò invece alla Scala di Milano nel 1831; dall’impetuosa Tregenda dall’opera di esordio di Giacomo Puccini, Le Villi (Milano, Teatro dal Verme, 1884) all’ouverture dal Fledermaus (Il pipistrello), la più celebre operetta di Johann Strauss, che debuttò il 5 aprile 1874 al Theater an der Wien di Vienna; dalla Barcarola che apre l’atto ‘veneziano’ dei Contes d’Hoffmann di Jacques Offenbach – composta nel 1880 e presentata al pubblico dell’Opéra-Comique di Parigi solo dopo la scomparsa dell’autore, nel 1881 – all’ouverture del Don Pasquale, capolavoro di comicità di Gaetano Donizetti, composto per il Théâtre-Italien di Parigi nel 1843; dall’intermezzo di Cavalleria rusticana (Opera di Roma, 1890) di Pietro Mascagni fino alla splendida Sinfonia dai Vespri siciliani di Giuseppe Verdi, grand opéra scritto dal bussetano per l’Opéra di Parigi, dove debuttò nel giugno del 1855. Saranno emozionanti anche i momenti solistici della serata: il soprano Saioa Hernández interpreterà Lady Macbeth nell’aria «Vieni! T’affretta!…» con la brillante cabaletta «Or tutti sorgete» dal Macbeth di Verdi (Firenze, Teatro della Pergola, 1847) e poi «La mamma morta», l’aria tratta dal terzo quadro dell’Andrea Chénier di Umberto Giordano (Milano, Scala, 1896), nella quale la protagonista femminile, Maddalena di Coigny, racconta come sua madre morì proteggendola durante i tumulti della Rivoluzione francese. Il tenore Xabier Anduaga si misurerà con l’avvincente ‘aria dei nove do di petto’ dalla Fille du régiment di Donizetti, «Ah! Mes amis, quel jour de fête», cavallo di battaglia dei migliori tenori; e poi un’incursione nel repertorio spagnolo, con la romanza «No puede ser» dal secondo atto della zarzuela La tabernera del puerto di Pablo Sorozábal. Insieme, i sue solisti si esibiranno infine del duetto «Lucia perdona… Sulla tomba che rinserra», finale del primo atto della Lucia di Lammermoor di Donizetti (Napoli, San Carlo, 1835).

Michele Mariotti – al debutto in Fenice – dirige i Concerti di Capodanno 2025-2026

Solisti il soprano Rosa Feola e il tenore Jonathan Tetelman

La diretta televisiva su Rai1 a partire dalle ore 12.20

La Fondazione Teatro la Fenice annuncia il tradizionale e attesissimo appuntamento con iConcerti di Capodanno 2025-2026 al Teatro La Fenice.

Nella conferenza stampa di presentazione che si è svolta oggi, 29 dicembre 2025, nelle Sale Apollinee del Teatro veneziano, a illustrare alla stampa il prestigioso evento giunto alla sua ventitreesima edizione sono stati gli organizzatori – Francesca Nesler, coordinatrice dell’offerta musicale per Rai Cultura, Nicola Colabianchi sovrintendente e direttore artistico della Fondazione Teatro La Fenice, e Andrea Erri, direttore generale della Fondazione Teatro La Fenice – insieme con gli artisti che saranno protagonisti dei concerti: il direttore Michele Mariotti, una delle bacchette più acclamate del panorama attuale, attualmente Direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma, che debutta proprio in questa occasione nel massimo palcoscenico veneziano alla testa diOrchestra e Coro del Teatro La Fenice;e le due eccezionali voci soliste: il soprano Rosa Feola – graditissimo ritorno dopo la sua apparizione nei Concerti di Capodanno 2021 e 2017 – e il tenore Jonathan Tetelman, anche lui impegnato per la prima volta alla Fenice.

Tra gli artisti coinvolti non può mancare inoltre una menzione ad Alfonso Caiani,maestro del Coro del Teatro La Fenice, e poi a Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel che, insieme al corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, danzeranno le coreografie di Diego Tortelli, indossando costumi di scena creati da Laura Biagiotti. Le coreografie – registrate al Museo di Palazzo Grimani e negli spazi della Biennale Architettura – saranno trasmesse in occasione della diretta televisiva di Rai1. Ecco il dettaglio delle quattro repliche dei Concerti di Capodanno in Fenice: lunedì 29 dicembre 2025 ore 20.00; martedì 30 dicembre ore 17.00; mercoledì 31 dicembre ore 16.00; giovedì 1 gennaio 2026 ore 11.15.

Come di consueto il programma musicale si comporrà di due parti, che quest’anno saranno entrambe dedicate al melodramma: l’impaginato proporrà infatti una carrellata di ouverture, intermezzi, arie e passi corali dal repertorio operistico più amato, che si concluderà come da tradizione con «Va, pensiero, sull’ali dorate» dal Nabucco di Giuseppe Verdi e con il brindisi «Libiam ne’ lieti calici» dalla Traviata di Verdi.

Questa seconda parte del programma sarà trasmessa da Rai Cultura in diretta televisiva su Rai1 alle ore 12.20 del giorno di Capodanno e sarà poi riproposta in differita su Rai5 alle ore 21.20 e poi di nuovo sempre su Rai5 mercoledì 3 gennaio 2026 ore 8.00, mentre il concerto di giovedì 1 gennaio 2026 sarà trasmesso in versione integrale su Rai Radio3 sempre giovedì 1 gennaio 2026 alle ore 20.30.

Ecco il dettaglio del programma musicale. Nella prima parte Michele Mariotti dirigerà l’Orchestra del Teatro La Fenice nell’esecuzione di sinfonie e intermezzi orchestrali tratti dal repertorio lirico, pagine che saranno di sicura presa sul pubblico: dalla sinfonia della Semiramide di Gioachino Rossini a quella dalla Norma di Bellini; dall’intermezzo del   di Pietro Mascagni all’impetuosa Tregenda dalla prima opera pucciniana, Le Villi; dalla sinfonia del Don Pasquale di Gaetano Donizetti alla Sinfonia dai Vespri siciliani di Giuseppe Verdi. La seconda parte vedrà impegnati anche i solisti, il soprano Rosa Feola e il tenore Jonathan Tetelman, insieme con il Coro del Teatro La Fenice istruito da Alfonso Caiani: sarà infatti la compagine veneziana ad aprire la seconda parte della serata con l’interpretazione del coro «Feste! Pane! Feste!» dalla Gioconda di Amilcare Ponchielli, con Emanuele Pedrini interprete di Barnaba; mentre dopo la Barcarola dal Silvano di Mascagni, i solisti si esibiranno in due emozionanti brani di bravura: Rosa Feola eseguirà «Sombre forêt», l’aria di Matilde dal secondo atto del Guglielmo Tell di Rossini; Jonathan Tetelman canterà invece «Cielo e mar», l’aria di Enzo Grimaldo sempre dalla Gioconda di Ponchielli. Seguiranno due numeri tratti dalla Butterfly di Giacomo Puccini: il suggestivo ‘coro a bocca chiusa’ e il ‘romantico’ duetto di Mimì e Rodolfo «O soave fanciulla». L’intermezzo di Cavalleria rusticana di Mascagni introdurrà al gran finale del programma con brani che non hanno forse bisogno di alcuna presentazione: «Nessun dorma» dalla Turandot di Puccini, «Casta diva» dalla Norma di Bellini; e poi «Va, pensiero, sull’ali dorate» dal Nabucco di Verdi; infine il brindisi «Libiam ne’ lieti calici» dalla Traviata di Verdi.

I biglietti per i Concerti di Capodanno in Fenice (da € 25,00 a € 500,00) sono acquistabili nella biglietteria del Teatro La Fenice e nei punti vendita Eventi Venezia Unica, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.

L’evento è realizzato dalla Fenice in coproduzione con Rai Cultura, in collaborazione con Regione del Veneto, arte e wdr. E con il contributo di Forno Bonomi. Main partner Intesa Sanpaolo.

Michele Mariotti

È direttore musicale dell’Opera di Roma dal 2022. Insignito del xxxvi Premio Abbiati come miglior direttore d’orchestra, è ospite dei principali teatri e festival italiani e internazionali. Fra questi, Scala, Opéra di Parigi, Wiener Staatsoper, Royal Opera House Covent Garden, Bayerische Staatsoper, Deutsche Oper di Berlino, Salzburg Festival, Rossini Opera Festival, Metropolitan di New York, San Carlo di Napoli, Festival Verdi di Parma, Opera di Amsterdam, Lyric Opera di Chicago, Opera di Los Angeles, Festival di Wexford, Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, Teatro Real di Madrid. È salito sul podio dell’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, dell’Orchestre National de France, dei Münchner Symphoniker, dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della rai, della Danish National Symphony Orchestra, dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dei Bamberger Symphoniker, della Royal Philharmonic Orchestra, della Nederlands Philharmonisch Orkest, della Gürzenich Orchester Köln,della Filarmonica della Scala, della rté National Symphony Orchestra, della swr Symphonieorchester, della Tokyo Symphony Orchestra solo per citarne alcune. Collabora con registi di spicco come Martone, McVicar, Dante, Livermore, Michieletto, Carsen, Stone, Mayer, Fritsch, Andrews, Kratzer, Erath, Guth, Warner, Castellucci. Dal 2008 è stato direttore principale e poi direttore musicale fino al 2018 del Comunale di Bologna, teatro in cui ha diretto numerosi concerti sinfonici e decine di produzioni operistiche, fra cui La bohème con la regia di Graham Vick, che ha vinto il premio Abbiati come miglior spettacolo del 2018. Ha guidato inoltre l’Orchestra e il Coro del Comunale di Bologna in tournée in varie città italiane e a Tokyo, a Mosca, a Parigi. Più recentemente ha diretto alla Wiener Staatsoper Il barbiere di Siviglia e Norma, al Festival d’Aix-en-Provence Moïse et Pharaon, al San Carlo di Napoli Maometto ii di Rossini e Otello di Verdi che ha portato anche al Festival d’Aix-en-Provence, Macbeth al Palau de les Arts Reina Sofia di Valencia, La bohème all’Opera di Parigi, Guillaume Tell alla Scala, Ermione al Rossini Opera Festival (xliv Premio Abbiati) e Dialogues des Carmélites, Aida, Mefistofele, Tosca, Peter Grimes, Simon Boccanegra all’Opera di Roma, alle Terme di Caracalla, West Side Story, e una tournée in Giappone con il Coro e l’Orchestra del Teatro romano. Nella stagione presente è impegnato in concerti sinfonici in Italia e in Europa, sul podio dell’Orchestra Nazionale della rai, della Filarmonica George Enescu, della Filarmonica della Scala, dell’Orchestra Haydn, e al Maggio Musicale Fiorentino e Teatro San Carlo. Oltre all’attività all’Opera di Roma, dirige Aida all’Opéra di Parigi con la regia di Shirin Neshat e Luisa Miller a Vienna con la regia di Philipp Grigorian. Ha concluso gli studi umanistici e si è diplomato in composizione al Conservatorio Rossini della sua città, Pesaro, dove ha anche studiato Direzione d’orchestra sotto la guida di Manlio Benzi. Contemporaneamente si è diplomato in Direzione d’orchestra presso l’Accademia Musicale Pescarese con Donato Renzetti.

IL DEBUTTO WAGNERIANO DI MARIOTTI, MICHIELETTO E KORCHAK PER L’INAUGURAZIONE DELLA STAGIONE DELL’OPERA DI ROMA

Dal 27 novembre al 7 dicembre Lohengrin torna al Teatro Costanzi dopo 50 anni

In occasione dello spettacolo esce il nuovo numero della rivista di attualità “Calibano”

dedicato a «L’invenzione del Medioevo»

La nuova stagione dell’Opera di Roma si apre nel segno di Wagner, affrontato per la prima volta dai tre principali interpreti coinvolti: il Direttore musicale Michele Mariotti, il regista Damiano Michieletto e il tenore Dmitry Korchak. Dopo cinquant’anni d’assenza, il 27 novembre, Lohengrin torna al Teatro Costanzi. Accanto a Korchak, il cast comprende Clive Bayley (Heinrich der Vogler), Tómas Tómasson (Friedrich von Telramund), Ekaterina Gubanova (Ortrud), Andrei Bondarenko (Der Heerrufer) e, al debutto al Costanzi, Jennifer Holloway (Elsa). Il nuovo allestimento, in coproduzione con il Palau de les Arts di Valencia e con il Teatro La Fenice di Venezia, porta la firma di Michieletto, affiancato dal suo consueto team creativo: Paolo Fantin (scene), Carla Teti (costumi) e Alessandro Carletti (luci). La drammaturgia è curata da Mattia Palma. L’Orchestra è quella dell’Opera di Roma, così come il Coro, diretto da Ciro Visco. La serata inaugurale del 27 novembre è trasmessa da Rai Cultura in differita su Rai5 alle 22.20 e in diretta su Radio3 alle 17.00.

È la prima volta con la musica di Wagner per il direttore musicale Mariotti che sottolinea: «Inaugurare con Lohengrin significa soprattutto valorizzare lo sforzo collettivo. È un progetto che mette cantanti, orchestra, coro e tutte le maestranze sotto i riflettori e dimostra quanto il teatro sia davvero un organismo unico, la cui forza nasce dal lavoro comune. Fin dall’inizio del mio mandato da direttore musicale ci siamo dati un percorso preciso: ogni inaugurazione ha proposto un autore diverso, con l’idea di costruire un teatro capace di parlare a un pubblico curioso e disposto a confrontarsi con linguaggi differenti. In questo quadro, Wagner rappresentava un approdo naturale. Lohengrin tiene insieme il dramma storico e la leggenda, e la partitura stessa riflette questa doppia natura: da un lato la solidità solenne che richiama il contesto politico e corale, dall’altro la scrittura sospesa e visionaria che apre a una dimensione fiabesca e trascendente». Premio Abbiati 2017 come Miglior Direttore d’Orchestra, Mariotti è ospite regolare dei principali teatri italiani e stranieri. Nella stagione 2025/26 della Fondazione Capitolina dirigerà anche Tancredi di Rossini per la regia di Emma Dante (19 – 29 maggio 2026), Falstaff di Verdi con il debutto italiano della regista Tatiana Gürbaca (13 ottobre – 1° novembre 2026) e tre concerti (28 maggio, 17 ottobre e 22 ottobre 2026).

Per Damiano Michieletto questa è la seconda inaugurazione di stagione al Costanzi, dopo La damnation de Faust di Berlioz, Premio Abbiati come miglior spettacolo del 2017. Il regista ha recentemente ideato il Caracalla Festival 2025 dell’Opera di Roma, portando nella capitale la “nouvelle vague” della regia operistica europea. Il successo internazionale della sua regia di West Side Story di Bernstein – anche in questa occasione sul podio Michele Mariotti – è stato celebrato anche dal ‘New York Times’. «Questa produzione di Lohengrin – afferma il regista – rappresenta una tappa molto importante per me, perché è la prima volta che mi confronto con Wagner. La sua drammaturgia, che da sempre mi affascina e mi commuove per la sua profonda dimensione spirituale, richiede al tempo stesso un grande impegno nel gestire la lunga durata e i tempi dilatati del suo racconto. Il mio modo di avvicinarmi a quest’opera, per costruire una messa in scena che avesse calore e concretezza, è stato allora quello di restituire ai personaggi la loro umanità. Non trattarli come simboli, ma come persone — con una propria psicologia, un cuore, un conflitto interiore — e poi sviluppare questi aspetti all’interno di una dinamica più ampia. Da una parte c’è una lotta tra l’individuo e la massa, dall’altra c’è una storia d’amore, quella tra Elsa e Lohengrin».

Il cast internazionale vanta voci di grande rilievo. Dmitry Korchak, tra i più apprezzati tenori del repertorio belcantistico e Premio Abbiati 2019, debutta nel ruolo di Lohengrin. Accanto a lui, Jennifer Holloway (Elsa), artista dal percorso versatile che spazia da Mozart a Wagner, al debutto al Costanzi. Completano il cast Clive Bayley (Heinrich der Vogler), abituale presenza nei teatri d’opera europei, che aveva interpretato Julius Caesar nell’opera omonima di Giorgio Battistelli all’Opera di Roma, Tómas Tómasson (Telramund), interprete di riferimento del repertorio wagneriano, Ekaterina Gubanova (Ortrud), protagonista delle maggiori produzioni internazionali, e Andrei Bondarenko (der Heerrufer), vincitore del BBC Cardiff Singer of the World. Partecipano inoltre i giovani artisti Alejo Álvarez Castillo, Dayu Xu, Guangwei Yao e Jiacheng Fan, provenienti dalla quinta edizione del progetto “Fabbrica” – Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma.

La prima rappresentazione si terrà giovedì 27 novembre 2025 alle ore 17.00. Le repliche sono previste per domenica 30 novembre (ore 16.30), martedì 2 (ore 18.00), venerdì 5 (ore 18.00) e domenica 7 dicembre (ore 16.30). L’anteprima giovani è in programma sabato 22 novembre alle ore 16.00.

Ogni rappresentazione è in lingua originale con sovratitoli in italiano e in inglese.

Il musicologo Giovanni Bietti dedica a Lohengrin la prima delle sue “Lezioni di Opera” della stagione 2025/26, in programma sabato 15 novembre alle 18.00 al Teatro Costanzi.

In occasione dello spettacolo esce il nuovo numero della rivista di attualità “Calibano” dedicato a «L’invenzione del Medioevo».

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

7 novembre 2025

DOPPIO SOGNO – STAGIONE 2025/2026 DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

TITOLO INAUGURALE

LOHENGRIN

Opera romantica in tre atti su libretto proprio

Musica di Richard Wagner

Direttore Michele Mariotti

Regia Damiano Michieletto

Maestro del Coro Ciro Visco

Scene Paolo Fantin

Costumi Carla Teti

Luci Alessandro Carletti

Drammaturgo Mattia Palma

PERSONAGGI – INTERPRETI

Heinrich der Vogler Clive Bayley

Lohengrin Dmitry Korchak

Elsa Jennifer Holloway

Friedrich von Telramund Tomas Tomasson

Ortrud Ekaterina Gubanova

Der Heerrufer Andrei Bondarenko

Quattro nobili di Brabante Alejo Álvarez Castillo*, Dayu Xu*, Guangwei Yao*, Jiacheng Fan*

*dal progetto “Fabbrica” – Young Artist Program

Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma

Nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma

in coproduzione con Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia e Teatro La Fenice di Venezia

TEATRO COSTANZI

Lezione di Opera sabato 15 novembre, ore 18

Anteprima Giovani sabato 22 novembre 2025, ore 16

Prima Rappresentazione giovedì 27 novembre 2025, ore 17

Repliche

domenica 30 novembre, ore 16.30   

martedì 2 dicembre, ore 18                 

venerdì 5 dicembre, ore 18                 

domenica 7 dicembre, ore 16.30       

La serata inaugurale del 27 novembre è trasmessa da Rai Cultura in differita su Rai5 alle 22.20 e in diretta su Radio3 alle 17.

IL BAROCCO INCONTRA IL NOVECENTO : ROMEO CASTELLUCCI ALL’OPERA DI ROMA FIRMA LA REGIA DEL PROGETTO SCENICO STABAT MATER, SUL PODIO MICHELE MARIOTTI

Dal 28 al 31 ottobre 2025 presso la Basilica dell’Ara Coeli

un nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma che lega due secoli di musica

Romeo Castellucci porta a Roma il suo progetto sull’oratorio Stabat Mater con musiche di Giovanni Battista Pergolesi – dal testo del poema latino attribuito a Jacopone da Todi – e di Giacinto ScelsiDal 28 al 31 ottobre in scena nella Basilica di Santa Maria in Ara Coeli con la direzione di Michele Mariotti, un nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma in coproduzione con Grand Théâtre de Genève, Opera Ballet Vlaanderen e De Nationale Opera. Noto in Europa per le sue performance teatrali e installazioni immersive, Castellucci propone una rinnovata versione scenica dell’opera presentata a maggio di quest’anno alla Cathédrale Saint-Pierre a Ginevra. La drammaturgia fonde il barocco liturgico di Pergolesi con il sonoro novecentesco di Quattro Pezzi per orchestra (ciascuno su una nota sola) e Three Latin Prayers per coro a cappella di Scelsi. Castellucci cura inoltre scene, costumi e luci con la collaborazione artistica di Maxi Menja Lehmann, Paola Villani (collaboratrice alla scenografia), Clara Rosina Straßer (collaboratrice ai costumi), Benedikt Zehm (collaboratore alle luci) e Aurélien Dougé (coordinatore dei movimenti).

«Stabat Mater – stava la Madre, nel dolore, ai piedi della croce. Così comincia il poema di Jacopone da Todi. Bastano queste due parole ora: un predicato verbale e un soggetto. L’assenza di complemento di luogo significa ovunque, ma anche adesso. La musica di Pergolesi ha dato forma, una volta per tutte, a questo stare universale e muto davanti alla perdita. Non ci sono spiegazioni, né le parole possono dire. Anche la presentazione nella Basilica di Santa Maria in Ara Coeli di questo oratorio non fornisce risposte. Dopo essere stato creato nella Cattedrale di Ginevra, la “Roma protestante” di Calvino, questo Stabat Mater si presenta ora nel centro della Roma cattolica, nella chiesa stretta tra le forme del potere militare e civile, presa, si direbbe, nella morsa temporale costituita dall’Altare della Patria da una parte e dal Campidoglio dall’altra. Una madre senza figlio, gettata a terra, tra le statue equestri del potere». Romeo Castellucci descrive con queste parole la sua visione di Stabat Mater caratterizzata da un dialogo fra «la musica di Pergolesi e quella ascetica, timbrica e monodica composta da Giacinto Scelsi – genio assoluto del XX secolo che ricercò, per tutta la vita, il suono assoluto e che, per una rara coincidenza, visse a poche centinaia di metri da Santa Maria in Ara Coeli.»

Formatosi come scenografo e pittore, Castellucci ha rivoluzionato il linguaggio del teatro europeo, fondando nei primi anni ’80 la compagnia Socìetas Raffaello Sanzio, con cui ha introdotto una forma di drammaturgia visiva incentrata sull’impatto sensoriale delle immagini. Dal Festival di Avignone – di cui è stato artista associato – ai teatri di Berlino, Vienna, Parigi e Madrid, Castellucci ha costruito nelle più importanti sale teatrali e festival europei un percorso indipendente, che intreccia filosofia, arti visive e religione. Nel suo denso e visionario tracciato creativo anche una carriera operistica di respiro internazionale, che lo ha visto firmare regie per alcune delle opere più complesse del repertorio, da Orfeo ed Euridice a Moses und Aron, da Tannhäuser a Salome, fino al Don Giovanni, presentato al Festival di Salisburgo nel 2021. Nel corso della sua esperienza artistica ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Leone d’Oro alla carriera della Biennale di Venezia, diversi premi Ubu, onorificenze in Francia, Austria, Belgio e ha diretto importanti istituzioni come la sezione Teatro della Biennale. Nel 2023 è tornato a Roma con Il Terzo Reich, presentato al Teatro Nazionale nell’ambito di Short Theatre: un’installazione-concerto che rifletteva sui meccanismi di potere insiti nella comunicazione.

«È un dolore viscerale quello descritto attraverso la scrittura limpida e sorprendentemente moderna dello Stabat Mater di Pergolesi. Cromatismi, appoggiature, dissonanze e una poetica degli affetti essenziale ma intensa costruiscono un clima tagliente, quasi rarefatto, reso ancor più evidente da un’orchestra d’archi ridotta al minimo, dal suono volutamente asciutto e senza anima. In questo senso, un luogo come la Basilica di Santa Maria in Ara Coeli amplifica la percezione di sospensione e fragilità che la partitura vuole trasmettere». Così parla dell’opera di Pergolesi il direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma Michele Mariotti, che torna a confrontarsi con l’espressione musicale del compositore dopo il concerto a febbraio dello scorso anno al Costanzi, in cui ha diretto lo Stabat Mater di Pergolesi e il Pulcinella di Igor Stravinskij.

In scena il soprano ungherese Emőke Baráth e il mezzosoprano Sara Mingardo. Baráth specializzata nei repertori barocco e classico, con riconoscimenti ottenuti in importanti concorsi internazionali come quello per l’opera barocca a Innsbruck, collabora con ensemble di musica antica come Il Pomo d’Oro, Les Talens Lyriques e Le Concert d’Astrée. Sara Mingardo, già ospite del Costanzi proprio per l’esecuzione dello Stabat Mater di Pergolesi nel concerto diretto da Mariotti, ha ricevuto importanti riconoscimenti tra cui, nel 2001, due Grammy Awards per la registrazione di Les Troyens di Berlioz con Sir Colin Davis, e il Premio Abbiati nel 2009.

Lo Stabat Mater di Pergolesi composto nel 1736 poco prima della morte del compositore, scomparso a 26 anni, rappresenta un punto di riferimento nel repertorio religioso del Settecento, evocando il dolore di Maria ai piedi della croce, letteralmente “stava la madre”. A scandire il percorso tragico anche le sonorità di Giacinto Scelsi, che introducono uno spazio acustico contemporaneo nel tessuto sacro di Pergolesi. Il risultato è una preghiera scenica totale in cui dialogano epoche e stili, sacro e sperimentazione sonora.

Dopo la prima rappresentazione, martedì 28 ottobre (ore 20), Stabat Mater torna in scena alla Basilica in Ara Coeli mercoledì 29, giovedì 30 e venerdì 31 ottobre, sempre alle ore 20.

L’ingresso alla Basilica è consentito esclusivamente dall’entrata principale, situata in cima alla scalinata ai piedi di Piazza d’Aracoeli. I titolari di un abbonamento All Inclusive 2024–25 hanno usufruito del diritto di prelazione e hanno già riservato il proprio posto. Sono disponibili per il pubblico altri 100 posti per ciascuna replica in programma il 29, 30 e 31 ottobre.

Per assistere alla rappresentazione è necessario prenotare un ticket gratuito su TicketOne, disponibile a partire dalle ore 12 di lunedì 27 ottobre.

Info: https://www.operaroma.it/spettacoli/stabat-mater/

Fotohttps://drive.google.com/drive/folders/1f0p3kDw90PRrabYDNeFK3IPzemJlO_Fn?usp=drive_link

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Interviste a Michele Mariotti e Romeo Castellucci: https://youtu.be/5-Zek0S5r5w?si=iOs3t4nzK17iwrKD

video di Francesco Siciliano

26 ottobre 2025 

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Cosimo Manicone

Responsabile Stampa

cosimo.manicone@operaroma.it 

VOLTI DEL POTERE – STAGIONE 2024/2025 DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Stabat Mater

Musiche di Giovanni Battista Pergolesi e Giacinto Scelsi

Direttore Michele Mariotti

Regia, scene, costumi e luci Romeo Castellucci

Drammaturgia Christian Longchamp

Collaboratrice artistica Maxi Menja Lehmann

Collaboratrice alle scene Paola Villani

Collaboratrice ai costumi Clara Rosina Straßer

Collaboratore alle luci Benedikt Zehm

Coordinatore dei movimenti Aurélien Dougé

Soprano Emőke Baráth

Mezzosoprano Sara Mingardo

Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma

Con la partecipazione del Coro di Voci Bianche del Teatro dell’Opera di Roma (Maestro Alberto De Sanctis)

Nuovo allestimento Teatro dell’Opera di Roma

In coproduzione con Grand Théâtre de Genève, Vlaamse Opera, De Nationale Opera

BASILICA DI SANTA MARIA IN ARA COELI

Prima rappresentazione martedì 28 ottobre, ore 20

Repliche

mercoledì 29 ottobre, ore 20

giovedì 30 ottobre, ore 20

venerdì 31 ottobre, ore 20

L’ingresso alla Basilica è consentito esclusivamente dall’entrata principale, situata in cima alla scalinata ai piedi di Piazza d’Aracoeli.

I titolari di un abbonamento All Inclusive 2024–25 hanno usufruito del diritto di prelazione e hanno già riservato il proprio posto.

Sono disponibili per il pubblico altri 100 posti per ciascuna replica in programma il 29, 30 e 31 ottobre.

Per assistere alla rappresentazione è necessario prenotare un ticket gratuito su TicketOne, disponibile a partire dalle ore 12 di lunedì 27 ottobre.

Be Luminous : La Stagione 2025/2026 del Teatro di San Carlo

Tredici titoli operistici, quattro balletti, diciotto concerti, quattro recital del Festival pianistico e undici appuntamenti della rassegna di Musica da Camera per 120 alzate di sipario: la Stagione 2025-2026 del Teatro di San Carlo si presenta sotto il segno di “Be Luminous”.

L’Inaugurazione, sabato 6 dicembre 2025, scrive una nuova pagina di storia: prima rappresentazione al Lirico di Napoli per Medea di Luigi Cherubini con Sondra Radvanovsky nel ruolo del titolo. Firma la regia Mario Martone, sul podio Riccardo Frizza.

“Be Luminous” è un invito a vivere la luce del teatro e della musica, a rifletterla, a nutrirla con prospettive diverse. La tradizione si apre a nuove traiettorie, con titoli mai rappresentati al Teatro di San Carlo: non solo Medea, ma anche due opere per riscoprire due estremi cronologici del Settecento, Alcina di Händele Mitridate, re di Ponto di Mozart. Titoli meno frequentati si accostano a capolavori del repertorio: la Stagione attraversa il Belcanto di RossiniconLa Cenerentola e di DonizetticonLucia di Lammermoor, ripercorre le stagioni di Verdi con Nabucco, Aida e Falstaff. L’opera francese è rappresentata da MassenetconWerther, il verismo italiano da Cilea con Adriana Lecouvreur fino a Puccini con La bohème e Turandot.

Accanto al grande melodramma, l’apertura al contemporaneo nel segno dell’innovazione: Partenope, unica opera lirica scritta da Ennio Morricone, debutta in prima esecuzione assoluta, con la regia di Vanessa Beecroft, tra le voci più autorevoli della performance art della scena mondiale. Collaborazioni che ridefiniscono i confini di genere e aprono la musica a nuovi linguaggi visivi, performativi, concettuali. È in questa prospettiva che, per la Stagione di Concerti, Marina Abramović porta una concezione artistica inedita creata appositamente per il Teatro di San Carlo.

Per la regia, accanto ai debutti di Laurent Pelly, Andreas Homoki e Bárbara Lluch, tornano a Napoli Claus Guth, Willy Decker, Gianni Amelio, Damiano Michieletto, Davide Livermore, Vasily Barkhatov.

Nella stagione d’opera si avvicenderanno sul podio Marco Armiliato, Dan Ettinger, Riccardo Frizza, Francesco Lanzillotta, Iván López-Reynoso, Vincenzo Milletarì, Lorenzo Passerini, Pinchas Steinberg, Speranza Scappucci.

Le grandi voci del panorama lirico internazionale saranno ancora una volta protagoniste con una proposta vocale di assoluto rilievo: per citarne solo alcune, Anna Netrebko, Jonas Kaufmann, Ludovic Tézier, Elīna Garanča, Lisette Oropesa, Sondra Radvanovsky, Pretty Yende, Luca Salsi, Anita Rachvelishvili, Jessica Pratt, Franco Fagioli, Marina Rebeka, Rosa Feola, Anna Pirozzi, Maria Agresta, Aleksandra Kurzak, Francesco Meli, Brian Jagde, Michele Pertusi, Aigul Akhmetshina, Andrzej Filończyk, Mattia Olivieri, Piero Pretti, Elsa Dreisig, Varduhi Abrahamyan, Francesco Demuro, Artur Ruciński, Mariangela Sicilia, Marina Monzó, Kang Wang, Giovanni Sala, Giorgi Manoshvili.

Particolare risalto anche ai già Allievi dell’Accademia del Teatro di San Carlo, ampiamente coinvolti nel corso della Stagione anche in ruoli di primo piano.

Inaugurazione della Stagione di Concerti martedì 18 novembre con Asmik Grigorian sotto la direzione di Dan Ettinger.

Direttori di forte identità ed esperienza internazionale guideranno l’Orchestra del Teatro di San Carlo: Gustavo Dudamel, Fabio Luisi, Michele Mariotti, Nicola Luisotti, Ingo Metzmacher, Riccardo Frizza, Giacomo Sagripanti, Jochen Rieder, Karel Mark Chichon.

UnospecialeRequiem di Giuseppe Verdi in memoria di Roberto De Simone, riunirà in palcoscenico Pretty Yende, Elīna Garanča, Pene Pati e John Relyea, per una edizione del capolavoro verdiano con il Coro del Teatro di San Carlo, preparato da Fabrizio Cassi, che sarà a sua volta protagonista di altri due appuntamenti.

Tra i solisti che si esibiranno con l’Orchestra del Lirico vi sono Leonidas Kavakos, Rudolf Buchbinder, Alessandro Taverna, Anna Tifu e Federico Colli. Particolare attenzione dedicata ancora alle grandi voci: Sondra Radvanovsky condividerà il palcoscenico con Freddie De Tommaso, Jonas Kaufmann con Ludovic Tézier. Tra i solisti, anche Matthias Goerne e Marina Monzò. Due recital completano l’offerta artistica della Stagione diConcerti: Aigul Akhmetshina e Anita Rachvelishvili.

Quattro gli appuntamenti del Festival Pianistico, che si estenderanno per l’intera Stagione da gennaio a ottobre: apre Beatrice Rana, seguita da Seong-Jin Cho, Hélene Grimaud e Yunchan Lim.

La Danza apre con Lo Schiaccianoci nella coreografia di Simone Valastro, una rilettura capace di coniugare rigore accademico e sensibilità contemporanea. Le scelte artistiche puntano su una soirée dedicata a George Balanchine e Coppélia di Léo Delibes, per arrivare a Boléro, l’appuntamento conclusivo che sarà arricchito da una nuova creazione firmata da Garrett Smith.

La Stagione Lirica

Sabato 6 dicembre 2025 si alza il sipario sulla Stagione 2025/2026 con Medea, operadi Luigi Cherubini su libretto di François-Benoît Hoffmann e proposta nella versione italiana di Carlo Zangarini: una nuova produzione del Teatro di San Carlo per la regia di Mario Martone.

Sarà Riccardo Frizza a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro di San Carlo, quest’ultimo preparato da Fabrizio Cassi.

Firma le scene Carmine Guarino. Le luci sono di Pasquale Mari.

Sondra Radvanovsky, già acclamata alla Metropolitan Opera per la sua straordinaria interpretazione, darà voce e volto per la prima volta in Italia alla terribile maga assetata di vendetta. La affiancano Francesco Meli nel ruolo di Giasone, il marito argonauta, e Anita Rachvelishvili in quello di Neris, sua confidente. Creonte, padre di Medea, sarà Giorgi Manoshvili. Tre ex-Allieve dell’Accademia del Teatro di San Carlo completano il cast vocale: Désirée Giove sarà Glauce, sua rivale in amore, affiancata dalle ancelle Maria Knihnytska e Anastasia Sagaidak.

Mercoledì 3 dicembre precedel’Inaugurazione un’anteprima riservata al pubblico Under 30, che conferma l’impegno del Teatro nel dialogo con le nuove generazioni. Quattro il totale delle repliche, fino a martedì 16 dicembre.

Prima esecuzione assoluta per l’unica opera lirica scritta da Ennio Morricone, edita da SZ Sugar: Partenope, “Musica per la sirena di Napoli” su libretto di Guido Barbieri e Sandro Cappelletto, sarà in scena venerdì 12 e domenica 14 dicembre in un atto unico affidato alla visione contemporanea di Vanessa Beecroft che per il San Carlo firmerà una regia inedita.

Sul podio Riccardo Frizza, alla guida di Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo, quest’ultimo preparato da Fabrizio Cassi. La storia del mito fondativo di Napoli vedrà in scena due Partenope, Jessica Pratt e Maria Agresta. Francesco Demuro interpreta Melanio, Désirée Giove Persefone. La voce narrante sarà quella di Mimmo Borrelli.

L’opera si inserisce nel programma di “Napoli millenaria”, la rassegnache celebra i 2500 anni dalla fondazione di Napoli.

I due prossimi titoli in cartellone sono due capolavori verdiani agli estremi del catalogo, specchio di stagioni opposte dell’arco espressivo e drammaturgico del compositore. Domenica 18 gennaio 2026, e fino a sabato 31, sarà in scena Nabucco, l’opera che consacrò il giovane Verdi. Produzione dell’Opernhaus Zürich, lo spettacolo segna il debutto a Napoli del regista Andreas Homoki. La direzione dell’Orchestra e del Coro del Teatro di San Carlo è affidata a Riccardo Frizza.

Le scene sono di Wolfgang Gussmann, che firma anche i costumi con Susana Mendoza. Le luci sono di Franck Evin.

Impegnato nel ruolo del titolo sarà Ludovic Tézier, con Marina Rebeka nelle vesti di Abigaille e Michele Pertusi in quelle di Zaccaria. Piero Pretti sarà Ismaele, Cassandre Berthon Fenena. Completano il cast Lorenzo Mazzucchelli (Il gran Sacerdote di Belo), l’ex Allievo dell’Accademia Francesco Domenico Doto (Abdallo) e Caterina Marchesini (Anna).

All’impeto drammatico degli esordi risponde la leggerezza sapiente e beffarda di Falstaff, l’ultima opera di Giuseppe Verdi, che sarà in scena da domenica 15 fino a martedì 24 febbraio nell’allestimento del Teatro Real di Madrid in coproduzione con La Monnaie / De Munt, l’Opéra National de Bordeaux e Tokyo Nikikai Opera Foundation.

La regia è di Laurent Pelly, al suo debutto al Teatro di San Carlo, mentre sarà Marco Armiliato a dirigere Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo.

Le scene di Barbara de Limburg si combinano con i costumi a firma dello stesso Pelly. Le luci sono di Joël Adam.

Sir John Falstaffavràvolto e voce di Luca Salsi, con Andrzej Filończyk nel ruolo di Ford e Francesco Demuro in quello di Fenton. Il quartetto femminile vede Maria Agresta interpretare Alice Ford, Anita Rachvelishvili Mrs. Quickly, Désirée Giove, già Allieva dell’Accademia di Canto, Nannetta e Caterina Piva Meg Page. Completano Gregory Bonfatti (Dott. Cajus), Enrico Casari (Bardolfo) e Piotr Micinski (Pistola).

La Stagione prosegue con Lucia di Lammermoor, il capolavoro che Gaetano Donizetti compose per il Lirico di Napoli. Torna, da mercoledì 11 a martedì 24 marzo, nella produzione sancarliana con la regia di Gianni Amelio, le scene di Nicola Rubertelli, i costumi di Maurizio Millenotti e le luci di Pasquale Mari. Dirige, in questa occasione, Francesco Lanzillotta. Impegnata l’Orchestra del Teatro di San Carlo, insieme al Coro preparato da Fabrizio Cassi e il Balletto diretto da Clotilde Vayer.

Interpreta Lucia, eroina sospesa tra innocenza e follia, Rosa Feola, con René Barbera al suo fianco nel ruolo di Edgardo. Mattia Olivieri sarà Enrico, mentre Alexander Köpeczi Raimondo. Tra gli ex-Allievi dell’Accademia di Canto vi saranno Sun Tianxuefei (Arturo), Sayumi Kaneko (Alisa) e Francesco Domenico Doto (Normanno).

È la volta de La bohème di Giacomo Puccini,in scena da mercoledì 8 a martedì 14 aprile. Firma la regia Bárbara Lluch, per la prima volta al Lirico di Napoli. Sarà, invece, il Direttore Musicale Dan Ettinger a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro di San Carlo insieme al Coro di Voci Bianche preparato da Stefania Rinaldi.

Le scene e i costumi sono rispettivamente di Alfons Flores e Clara Peluffo Valentini, con le luci di Urs Schönebaum. Mar Flores Flo cura il video, Merce Grané la coreografia.

Un doppio cast darà voce alle tensioni e alle tenerezze dell’universo bohémien, alternandosi nelle due coppie protagoniste. Nelle repliche dell’8, 10 e 12 aprile Pretty Yende e Kang Wang interpreteranno Mimì e Rodolfo, tra fragile purezza e fervore giovanile. Marina Monzó e Artur Ruciński saranno Musetta e Marcello, coppia vivace e contrastata.

Nelle date del 9, 11 e 14 aprile, invece, Mimì e Rodolfoavranno voce e volto di Elsa Dreisig e René Barbera,Musetta e Marcello quelli di Maria Knihnytska e Liam James Karai. Alessio Arduini sarà Schaunard, Gianluca Buratto Colline.

Mancava dal 2007 Werther di Jules Massenet,ritratto struggente dell’inquietudine romantica. Torna mercoledì 20 maggio, e fino a martedì 26, nella produzione dell’Oper Frankfurt con la regia di Willy Decker, le scene e i costumi di Wolfgang Gussmann e le luci di Joachim Klein. Lorenzo Passerini dirige l’Orchestra e il Coro di Voci Bianche del Teatro di San Carlo, quest’ultimo preparato da Stefania Rinaldi.

Si alterneranno nel ruolo del titolo Jonas Kaufmann (20 e 22 maggio) e Francesco Demuro (24 e 26 maggio) con Caterina Piva a interpretare Charlotte. Lodovico Filippo Ravizza sarà Albert. Nel cast vocale, ancora Sergio Vitale (Le Bailli) e Désirée Giove (Sophie), Roberto Covatta (Schmidt) e Maurizio Bove (Johann), nonché i due Artisti del Coro Vasco Maria Vagnoli (Brühlmann) e Sabrina Vitolo (Käthchen).

Davide Livermore firma la regia di Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea nell’allestimento dell’Opéra de Monte-Carlo in coproduzione con l’Opéra de Saint-Étienne e l’Opéra de Marseille. Sarà Pinchas Steinberg a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro di San Carlo nelle quattro repliche, da domenica 14 a sabato 20 giugno.

Le scene di Giò Forma si uniscono ai costumi di Gianluca Falaschi. Le luci sono di Nicolas Bovey, la coreografia di Eugénie Andrin.

Protagonista sarà Aleksandra Kurzak con Brian Jagde nel ruolo di Maurizio. La principessa e il principe di Bouillon avranno voce e volto di Elīna Garanča e Antonio Di Matteo. Pietro Spagnoli è Michonnet. Completano il cast Paweł Horodyski (Quinault) e Matteo Macchioni (Poisson), Chiara Polese (Jouvenot) e Monica Bacelli (Dangeville), Roberto Covatta (L’abate di Chazeuil) e Salvatore De Crescenzo (Un maggiordomo).

Secondo titolo in cartellone di Giacomo Puccini è Turandot. Torna da domenica 5 a mercoledì 15 luglio l’allestimento del Teatro di San Carlo che ha inaugurato la Stagione 2023-24 con la regia di Vasily Barkhatov. In questa occasione sarà Vincenzo Milletarì a dirigere l’Orchestra, il Coro e il Coro di Voci Bianche del Lirico di Napoli.

Le scene sono di Zinovy Margolin, i costumi di Galya Solodovnikova, le luci di Alexander Sivaev. Firma la coreografia Dina Khuseyn.

Un cast internazionale vede in primo piano Anna Pirozzi affrontare il ruolo della principessa Turandot con, al suo fianco, Brian Jagde nei panni del principe Calaf e Pretty Yende in quelli di Liù.

In alternanza con il cast principale ci saranno invece, nelle recite del 7, 10, 12 e 15 luglio, Inara Kozlovskaya (Turandot), Angelo Villari (Calaf) e Hasmik Torosyan (Liù).

Completano Raúl Giménez (Imperatore Altoum), Alexander Vinogradov (Timur), Gianluca Failla (Ping), Matteo Macchioni (Pang), Francesco Pittari (Pong), Hae Kang (Un mandarino).

La Stagione d’Opera riprende dopo la pausa estiva con un’unica data per Aida di Giuseppe Verdi, domenica 6 settembre. L’opera, proposta in forma di concerto, vedrà Riccardo Frizza dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro di San Carlo.

Si riuniranno in palcoscenico alcune tra le più grandi voci della lirica contemporanea: Anna Netrebko sarà la principessa protagonista con Jonas Kaufmann nel ruolo di Radamès. Elizabeth DeShong interpreta Amneris, Luca Salsi Amonasro, Alexander Köpeczi Ramfis. Completano il cast vocale Andrea Pellegrini (Il re d’Egitto) e due ex-Allievi dell’Accademia di Canto: Désirée Giove (Una sacerdotessa) e Sun Tianxuefei (Un messaggero).

Coproduzione internazionale tra il Teatro di San Carlo con il Teatro Real di Madrid, l’Oper Frankfurt e il Grand Teatre del Liceu di Barcellona è Mitridate, re di Ponto. L’opera verrà rappresentata per la prima volta al Lirico di Napoli giovedì 24 settembre con quattro repliche fino a giovedì 1 ottobre.

È ancora Riccardo Frizza a salire sul podio per dirigere l’Orchestra del Teatro di San Carlo. Firma la regia Claus Guth. Le scene sono di Christian Schmidt, i costumi di Ursula Kudrna, le luci di Olaf Winter. Sommer Ulrickson cura la coreografia.

Un cast di specialisti del repertorio settecentesco e mozartiano dà corpo all’impervia scrittura vocale dell’opera. Giovanni Sala darà voce e volto al re di Ponto, ultimo baluardo all’espansione romana in Oriente. Aspasia sarà interpretata da Sara Blanch, mentre Sifare, figlio fedele del re, avrà la voce di Mariangela Sicilia. Franco Fagioli sarà Farnace, fratello rivale e figura ambigua. Ismene, a lui promessa, sarà Giuliana Gianfaldoni. Completano il cast Alasdair Kent (Marzio) e Agustín Pennino (Arbate).

Incursione nel Barocco di Georg Friedrich Händel con Alcina. Verrà presentata in forma di concerto venerdì 9 e domenica 11 ottobre sotto la direzione di Iván López-Reynoso alla guida di Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo.

Protagonista Lisette Oropesa con Franco Fagioli nel ruolo di Ruggiero e Varduhi Abrahamyan inquello diBradamante. Erin Morley è Morgana e, a completare il cast, sono tre ex-Allievi dell’Accademia di Canto: Sun Tianxuefei (Oronte), Sayumi Kaneko (Oberto), Yunho Eric Kim (Melisso).

Chiude la Stagione d’Opera 2025-26 La Cenerentola di Gioachino Rossini, in scena da martedì 20 a martedì 27 ottobre. Altra coproduzione internazionale per il Teatro di San Carlo, questa volta con la Semperoper Dresden, con Damiano Michieletto a firmare la regia. La direzione è affidata a Speranza Scappucci alla guida di Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo.

Le scene sono di Paolo Fantin, i costumi di Agostino Cavalca, le luci di Alessandro Carletti. Firma la drammaturgia Juliane Schunke. La coreografia è a cura di Chiara Vecchi.

Un doppio cast si alternerà nei ruoli principali. Nelle recite del 20, 23 e 27 ottobre Aigul Akhmetshina sarà Angelina e Jack Swanson Don Ramiro. Il 21 e il 25 ottobre, invece, i due protagonisti avranno la voce e il volto di Aleksandra Meteleva e Dave Monaco. E ancora nel cast vocale Florian Sempey (Dandini), Giulio Mastrototaro (Don Magnifico) Gianluca Margheri (Alidoro). Completano gli ex-Allievi dell’Accademia di Canto Laura Ulloa (Clorinda) e Sayumi Kaneko (Tisbe).

La Stagione di Danza

L’apertura della Stagione di Danza, che vede protagonisti le Étoiles, i Solisti e il Balletto del Teatro di San Carlo diretto da Clotilde Vayer, è fissata per sabato 20 dicembre 2025.In scena il tradizionale balletto delle feste natalizie: Lo Schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij, nella coreografia firmata da Simone Valastro, una rilettura che mantiene l’impianto narrativo originale, ma introduce elementi coreografici innovativi che enfatizzano la dimensione onirica e il passaggio dall’infanzia all’età adulta.

Si alternano sul podio Jonathan Darlington (20, 23, 27, 28, 30 dicembre) e Maurizio Agostini (2, 3 e 4gennaio) per dirigere l’Orchestra del Teatro di San Carlo. La produzione del Massimo napoletano coinvolgerà la Scuola di Ballo e il Coro di Voci Bianche diretto da Stefania Rinaldi. Le scene di Nicola Rubertelli dialogano in scena con i costumi di Giusi Giustino. Firma le luci Valerio Tiberi, il video è di Alessandro Papa. Non mancheranno, inoltre, le matinée dedicate alle famiglie.

Il genio di George Balanchine, uno dei grandi maestri del ventesimo secolo, verrà celebrato con unprogramma dedicato, in scena dal 28 aprile al 3 maggio. La soirée si compone di tre creazioni: Serenade, su musica di Pëtr Ilʼič Čajkovskij, la cui coreografia verrà ripresa da Sandra Jennings; Le fils prodigue di Sergej Prokofʼev ripresa da Paul Boss; in chiusura Symphony in C su musica di Georges Bizet. A dirigere l’Orchestra del Lirico di Napoli sarà Paul Connelly.

Nuova produzione del Teatro di San Carlo per un’opera cardine del balletto tardo-romantico: Coppélia di Léo Delibes sarà in scena da sabato 25 a venerdì 31 luglio nella coreografia di Charles Jude con le scene di Giulio Achilli, i costumi di Philippe Binot e le luci di François Saint-Cyr. È Philippe Béran a dirigere l’Orchestra del Teatro di San Carlo.

La Stagione di Danza si conclude con Boléro, in scena da giovedì 5 a martedì 10 novembre. Il trittico prende il nome dal cuore della serata: l’omonima opera di Maurice Ravel nella coreografiadi Maurice Béjart, rito scenico carico di tensione collettiva e sensualità crescente. Aprirà una nuova creazione di Garrett Smith, coreografo contemporaneo di rilievo internazionale che ha creato opere, tra gli altri, per il Balletto Bol’šoj e il Balletto Mariinskij, lo Houston Ballet e il New York City Ballet, l’Opéra National de Bordeaux e il Teatro alla Scala.

In chiusura Three Preludes di Sergej Rachmaninov nella coreografia di Ben Stevenson, composizione neoclassica che racchiude una storia d’amore in una narrazione essenziale, carica di eleganza e sentimento. Sul podio Jonathan Darlington per dirigere l’Orchestra del Teatro di San Carlo.

La Stagione di Concerti

Sono diciotto gli appuntamenti che compongono la Stagione di Concerti: quindici vedranno in primo piano l’Orchestra del Teatro di San Carlo.

Inaugurazione martedì 18 novembre con il Direttore Musicale Dan Ettinger alla guida dell’Orchestrae di Asmik Grigorian come solista. Un percorso che si snoda tra desiderio, potere e solitudine in pagine che hanno, come protagoniste, figure femminili di grande complessità. Dall’Ouverture dei Meistersinger von Nürnberg di Richard Wagner, si prosegue con le eroine di Giacomo Puccini e Giuseppe Verdi: Cio-Cio-San con “Un bel dì vedremo”, Manon Lescaut con “Sola, perduta e abbandonata”, Lady Macbeth con “Vieni, t’affretta”. In chiusura Salome di Richard Strauss, nella scena finale che fonde eros e morte: “Ah! du wolltest mich nicht deinen Mund küssen lasse”.

Due serate con il Coro del Teatro di San Carlo per riscoprire il calore del canto natalizio: giovedì 4 e martedì 17 dicembre il Concerto di Natale vedrà protagonisti la compagine diretta da Fabrizio Cassi con Vincenzo Caruso al pianoforte. Proporranno un viaggio attraverso i Christmas Carols di varie parti del mondo.

È la volta di Riccardo Frizza, che sabato 24 gennaio sarà sul podio per dirigere l’Orchestra del Teatro di San Carlo e il pianista Federico Colli. Tra slancio romantico e apertura all’orizzonte americano, il programma si snoda tra Les préludes, S. 97 di Franz Liszt, il Concerto in la minore per pianoforte e orchestra, op. 54 di Robert Schumann per concludersi con la Sinfonia n. 9 in mi minore “Dal nuovo mondo”, op. 95 di Antonín Dvořák.

Torna Ingo Metzmacher al Teatro di San Carlo: domenica 1 febbraio dirige l’Orchestrain un itinerario musicale tra Germania, Napoli e Vienna: si apre con La selva incantata di Hans Werner Henze, compositore tedesco del secondo Novecento, seguito dalle Fünf neapolitanische Lieder, raffinato omaggio a melodie popolari partenopee. Baritono solista sarà Matthias Goerne. In chiusura, la Sinfonia n. 2 in re maggiore, op. 73 di Johannes Brahms.

È dedicato a Ludwig van Beethoven il successivo concerto: sabato 21 febbraio il direttore Karel Mark Chichon e il pianista Rudolf Buchbinder eseguiranno, insieme all’Orchestra di casa, il Concerto n. 5 in mi bemolle maggiore “Imperatore”, op. 73. Nella seconda parte, la Sinfonia n. 5 in do minore, op. 67.

Due appuntamenti per onorare la memoria di Roberto De Simone: venerdì 27 e sabato 28 febbraio Nicola Luisotti sarà sul podio del Teatro di San Carlo per il Requiem di Giuseppe Verdi. Insieme all’Orchestra e il Coro del Lirico di Napoli, vi saranno i solisti Pretty Yende, Elīna Garanča, Pene Pati e John Relyea.

Fabio Luisi sarà impegnato in due diversi concerti. Sabato 14 marzo, con il pianista Alessandro Taverna, propone il Concerto n. 21 in do maggiore, K. 467 di Wolfgang Amadeus Mozart e, a seguire, la Sinfonia n. 8 in fa maggiore, op. 93 di Ludwig van Beethoven.

Mozartiana è anche l’apertura del concerto di domenica 22 marzo, con la Sinfonia n. 35 in re maggiore “Haffner”, K. 385. Si contrappone all’equilibrio formale del genio di Salisburgo la complessità poetica di Gustav Mahler: nella seconda parte, insieme al soprano Marina Monzó, verrà proposta la Sinfonia n. 4 in sol maggiore.

Martedì 7 aprile si prosegue con il recital di Aigul Akhmetshina: un viaggio vocale attraverso epoche, stili e lingue diverse, dalla tradizione operistica europea al repertorio moderno e contemporaneo. La accompagna al pianoforte Jonathan Papp in un programma che spazia da arie di Rossini, Donizetti e Verdi, alle pagine meno frequentate di Borodin e Rimskij-Korsakov, fino a brani del Novecento. Punta di diamante sarà la prima esecuzione mondiale di “Mujer fatal”, che Elena Roussanova ha composto appositamente per la cantante.

Un evento di straordinario rilievo vede unirsi la direzione di Gustavo Dudamel alla visione artistica di Marina Abramović, una nuova produzione del Teatro di San Carlo in sinergia con la New York Philharmonic. Sono due le date, sabato 18 e domenica 19 aprile, insiemeall’Orchestra del Lirico di Napoli. Due capolavori del repertorio del Novecento, Histoire du Soldat di Igor Stravinskij ed El amor brujo di Manuel de Falla, si intrecciano in un allestimento originale che vedrà Marina Abramović, radicale innovatrice della performance art contemporanea, firmare una regia inedita per il Lirico di Napoli: un passo significativo nel dialogo tra tradizione musicale e sperimentazione artistica.

Nuovo appuntamentoper Riccardo Frizza. Insieme al violino solista Anna Tifu proporranno un capolavoro del repertorio romantico, il Concerto in mi minore, op. 64 di Felix Mendelssohn-Bartholdy. In apertura e in chiusura di concerto, Ernst von Dohnányi, con i Minuti sinfonici, op. 36,e Richard Strauss, con “Aus Italien”, Fantasia sinfonica in sol maggiore, op. 16.

Torna Michele Mariotti sul podio del Teatro di San Carlo per dirigere l’Orchestra di casa. Il programma accosta due Sinfonie ispirate alla natura e ai paesaggi: la Sinfonia n. 6 in fa maggiore “Pastorale”, op. 68 di Ludwig van Beethoven, manifesto del legame tra musica e ambiente naturale, e la Sinfonia n. 3 in la minore “Scozzese”, op. 56 di Felix Mendelssohn-Bartholdy, che riflette i suggestivi scenari della Scozia.

Sondra Radvanovsky e Freddie De Tommaso sono i protagonisti d’eccezione del concerto di domenica 21 giugno, con la direzione Giacomo Sagripanti alla guida della compagine orchestrale sancarliana. Il programma propone un percorso attraverso alcune delle pagine più intense e famose del melodramma italiano, firmate da compositori quali Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Pietro Mascagni e Umberto Giordano.

Un’altra straordinaria coppia è quella dell’appuntamento di venerdì 17 luglio: Jonas Kaufmann e Ludovic Tézier proporranno i più famosi duetti tratti da opere di Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini e Amilcare Ponchielli. A dirigere l’Orchestra del San Carlo è Jochen Rieder.

Il ritorno del Direttore Musicale Dan Ettinger, venerdì 11 settembre, segna la ripresa della Stagione Sinfonica dopo la pausa estiva. In programma, la Sinfonia n. 7 in mi maggiore di Anton Bruckner.

L’ultimo appuntamento della Stagione di Concerti per Riccardo Frizza, domenica 27 settembre, lo vede accostato a uno dei più grandi virtuosi al mondo: il violinista Leonidas Kavakos. Il programma si apre con l’ouverture di Ruslan e Ljudmila di Michail Glinka, pietra miliare del repertorio russo. Al centro, il Concerto in re maggiore per violino e orchestra, op. 35 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, autentico capolavoro per virtuosismo e intensità espressiva. In chiusura, la Sinfonia n. 9 in mi bemolle maggiore, op. 70 di Dmitrij Šostakovič.

Nuovo recital venerdì 2 ottobre, questa volta con Anita Rachvelishvili come protagonista e, al pianoforte, Vincenzo Scalera: un viaggio che attraversa l’ampio spettro della canzone da concerto e dell’aria d’opera. Dalla Russia di Čajkovskij e Rachmaninov si passa alle suggestioni della musica georgiana e spagnola con Taktakishvili e de Falla fino alle più celebri e amate arie di Francesco Paolo Tosti. La seconda parte si concentra sulle grandi voci del melodramma europeo, con pagine di Giuseppe Verdi, Camille Saint-Saëns, Georges Bizet e Francesco Cilea.

La Stagione di Concerti chiude sabato 24 ottobre con una preziosa immersione nel giovane Verdi. In primo piano il Coro del Teatro di San Carlo diretto da Fabrizio Cassi con, al loro fianco, l’Orchestra di casa. Il percorso proposto, che si avvale della revisione critica di Dino Rizzo, valorizza sinfonie e pagine sacre inedite o poco frequentate: la Sinfonia in do maggiore e in sol minore, i Tantum ergo per tenore e basso con orchestra fino alla Messa per soli, coro e orchestra.

Il Festival Pianistico

Torna il Festival Pianistico, ora alla sua V edizione, con quattro appuntamenti che, per quest’anno, si estenderanno lungo l’intera Stagione 2025-2026.

L’apertura, mercoledì 21 gennaio, è affidata a Beatrice Rana, interprete di consolidata esperienza e fine sensibilità musicale. Il programma si incentra sul repertorio pianistico del Novecento, partendo dall’atmosfera drammatica di Prokof’ev con selezioni da Romeo e Giulietta, per poi esplorare la raffinatezza impressionista dei Douze Études dal Livre II, L. 143 di Claude Debussy. Si prosegue con Lo schiaccianoci di Pëtr Ilʼič Čajkovskij nella Suite per pianoforte arrangiata da Mikhail Pletnev prima di chiudere con la Sonata n. 6 in la maggiore, op. 82 di Sergej Prokof’ev.

Protagonista dell’appuntamento di martedì 10 marzo è Seong-Jin Cho, così acclamato sul Wall Street Journal: “Cho è un maestro. Ha mostrato un’impressionante varietà di colori tonali e una tecnica notevole, eseguita con sbalorditiva eleganza. Aveva qualcosa da dire e lo ha comunicato bene”. Propone un programma che attraversa più di due secoli di musica per pianoforte, dalla Partita n. 1 in si bemolle maggiore, BWV di Johann Sebastian Bach alla modernità della Suite per pianoforte, op. 25 di Arnold Schönberg. Si passa poi per il lirismo della “Faschingsschwank aus Wien” di Robert Schumann e la raffinata varietà di una ricca selezione di valzer di Fryderyk Chopin.

Giovedì 29 marzo sarà la volta di Hélène Grimaud, un’altra grande protagonista della scena pianistica internazionale. Il programma intreccia tre grandi snodi della scrittura pianistica: l’ultimo Beethoven, con la Sonata n. 30 in mi maggiore, op. 109, il Brahms crepuscolare delle raccolte tarde con i Tre intermezzi, op. 117 e le Sette fantasie, op. 116. In chiusura, l’omaggio bachiano nella celebre trascrizione di Ferruccio Busoni della Chaconne dalla Partita n. 2 in re minore, BWV 1004.

Chiude il Festival Yunchan Lim, giovane talento che si è rapidamente imposto sulla scena mondiale. Il suo recital, in programma lunedì 12 ottobre, è interamente dedicato a Wolfgang Amadeus Mozart. Lim eseguirà le Sonate n. 1 in do maggiore, K 279, la n. 2 in fa maggiore, K 280, la n. 3 in si bemolle maggiore, K 281 e la n. 4 in mi bemolle maggiore, K 282.

Stagione di Musica da Camera 

con i Professori d’Orchestra del Teatro di San Carlo

La Stagione di Musica da Camera giunge alla sua quinta edizione: anche quest’anno i Professori d’Orchestra del Teatro di San Carlo saranno protagonisti di un nuovo ciclo di concerti dedicato alla Musica da Camera che li vedrà impegnati in diverse formazioni. Un totale di undici appuntamenti una domenica al mese, da novembre 2025 a ottobre 2026.

87º Festival del Maggio Musicale Fiorentino

Michele Mariotti

Francis Poulenc – Gloria

Giovedì 8 maggio alle ore 20 – in Sala Zubin Mehta – il maestro Michele Mariotti torna alla guida dell’Orchestra e del Coro del Maggio Musicale Fiorentino

In programma le musiche di Wolfgang Amadeus Mozart, Igor Stravinskij e Francis Poulenc.

Solisti nel Gloria, di Poulenc, il soprano Emőke Baráth e il tenore Luca Tamani.

Il concerto sarà trasmesso in differita su Rai Radio 3

Continuano gli appuntamenti sinfonici nell’ambito dell’87ª edizione del Festival del Maggio Musicale Fiorentino.

Giovedì 8 maggio, alle ore 20, in Sala Mehta, il maestro Michele Mariotti torna a dirigere l’Orchestra e del Coro del Maggio a distanza di quasi 10 anni dal suo ultimo impegno fiorentino.  Il maestro del Coro del Maggio è Lorenzo Fratini.

Il concerto si apre con la Sinfonia in sol minore K. 183 di Wolfgang Amadeus Mozart che il genio di Salisburgo compose nell’autunno del 1773. Questa sinfonia è nota anche come la Piccola, per distinguerla dalla Grande K. 550 (nella stessa tonalità): si dice che fu scritta in appena due giorni, anche se è probabile che Mozart attendesse alla composizione di più opere contemporaneamente e questo motiverebbe la distanza di due giorni dalla data con la quale è firmata rispetto alla precedente Sinfonia K. 182. Segue una delle più amate composizioni di Igor StravinskijJeu de cartes: nel 1935, mentre si trovava negli Stati Uniti, Stravinskij ricevette l’invito da Edward Warburg e Lincoln Kirstein per scrivere una partitura per l’American Ballet, da poco formatosi. Il musicista decise di realizzare un balletto sul tema del gioco poiché era sempre stato attirato dal gioco d’azzardo fin dalla sua infanzia e spesso ricordava l’impressione lasciatagli da una vacanza presso una località termale tedesca, dal suo casinò e dai giocatori.

Chiude il concerto il Gloria in sol maggiore per soprano, coro e orchestra di Francis Poulenc. Fu eseguito per la prima volta a Boston gennaio 1961 con la direzione di Charles Münch e solista il soprano Adele Addison, riscuotendo un immediato successo, nonostante Poulenc venne fatto bersaglio di alcune critiche per il suo modo “spregiudicato” di trattare la materia sacra. Sul palco della sala Mehta, nell’esecuzione del Gloria,  Emőke Baráth, soprano, al suo debutto sulle scene fiorentine, e Luca Tamani, tenore e artista del Coro del Maggio.

Il maestro Mariotti, che al Maggio ha debuttato con Snow White di Luigi Zaninelli nella primavera del 2006, si è diplomato in composizione al Conservatorio Rossini della sua città, Pesaro, dove ha studiato direzione d’orchestra sotto la guida di Manlio Benzi. Contemporaneamente si è diplomato in direzione d’orchestra presso l’Accademia Musicale Pescarese con Donato Renzetti. Insignito del 36° Premio Abbiati come Miglior direttore d’orchestra, è stato ospite dei principali teatri e festival italiani ed internazionali fra cui La Scala di Milano, l’Opéra di Parigi, la Wiener Staatsoper, la Royal Opera House Covent Garden di Londra, la Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera, la Deutsche Oper di Berlino, il Festival di Salisburgo e il Rossini Opera Festival di Pesaro. Dal 2008 è stato Direttore principale e poi Direttore musicale del Comunale di Bologna, teatro in cui ha diretto numerosi concerti sinfonici e decine di produzioni operistiche, tra cui La bohème con la regia di Graham Vick, che ha vinto il premio della critica musicale “Franco Abbiati” come miglior spettacolo del 2018.

Il concerto:

Wolfgang Amadeus Mozart

Sinfonia in sol minore K. 183

Mozart realizzò la Sinfonia in sol minore K. 183 nel 1773 all’età di diciassette anni. Per molti commentatori è considerata la Sinfonia della svolta, il primo dei molti capolavori nel genere che da lì in poi sarebbero stati vergati dal talentuoso musicista salisburghese. L’estate di quell’anno Mozart l’aveva trascorsa a Vienna, dove aveva avuto la possibilità di conoscere le sinfonie di Haydn in tonalità minore, rimanendo fortemente impressionato. Al suo ritorno a Salisburgo decise così di mettere a frutto le sue nuove conoscenze realizzando la Sinfonia in sol minore, il cui carattere impetuoso e passionale la distingue nettamente dalle altre sinfonie composte in quel periodo. La Sinfonia K. 183 si divide in quattro movimenti legati da un’intensa e malinconica espressività. Sin dalle prime battute dell’Allegro con brio si percepisce un clima carico di pathos che non si stempera nel seguente Andante, anch’esso animato da inquietudine melodica. Il Minuetto, sempre in sol minore, regala un momento gioioso solo nel Trio (in sol maggiore) affidato ai soli fiati, mentre l’Allegro finale riporta in primo piano l’energia focosa e i bruschi contrasti dinamici già presenti nel primo movimento.

Igor Stravinskij

Jeu de cartes

Jeu de cartes, “balletto in tre mani” di Igor Stravinskij fu composto nel 1936 su richiesta del coreografo e impresario Lincoln Kirstein per l’American Ballet e debuttò il 27 aprile 1937 a New York con la coreografia di George Balanchine. L’azione del balletto descrive una partita di poker, uno dei giochi preferiti di Stravinskij, durante la quale il malizioso jolly, che si considera invincibile per la sua capacità camaleontica di trasformarsi in qualsiasi carta, domina il gioco nelle prime due mani; ma nella terza e ultima mano verrà inaspettatamente sconfitto da una scala reale di cuori. Opera di disimpegno, ‘Jeu de cartes’ rappresenta per Stravinskij la pura essenza del divertissement musicale che gli consente di giocare liberamente con materiali musicali del passato da scomporre e poi assemblare con ironia e virtuosismo ritmico in un variopinto puzzle sonoro. Valzer e Galop viennesi, echi di Čajkovskij, musica di fiera, la citazione scoperta della sinfonia del Barbiere di Siviglia di Rossini, sono solo alcuni degli elementi eterogenei che vengono piegati dalla fantasia del compositore russo in un’opera brillante e dal fascino ritmico travolgente. 

Francis Poulenc

Gloria in sol maggiore per soprano, coro e orchestra

Nel 1959 la Fondazione Koussevitzky contattò Francis Poulenc per realizzare una sinfonia in onore di Sergej Koussevitzky e di sua moglie Natalia. Ma il compositore francese replicò che la sinfonia non era il suo genere ottenendo quindi libertà di scelta sul brano da comporre. Nacque così il Gloria per soprano, coro e orchestra che fu completato nel 1960 ed eseguito per la prima volta a Boston nel gennaio dell’anno successivo. Il testo liturgico del Gloria, tratto dalla messa, assume nell’opera di Poulenc un’aria gioiosa e scanzonata che fece storcere il naso a molti. A chi biasimò l’eccessiva spregiudicatezza del Gloria, Poulenc replicò dicendo che nel comporlo aveva pensato agli affreschi di Gozzoli nei quali gli angeli tirano fuori la lingua e anche ai seri monaci benedettini che lui un giorno vide intenti a giocare a pallone, rimarcando quel senso dell’umorismo che traspare in tutta la sua produzione, anche in quella sacra. Articolato in sei sezioni, il Gloria alterna momenti di preghiera struggente (nelle sezioni in cui è impegnata la voce del soprano) a esplosioni vocali di esultanza gioiosa. I forti contrasti che caratterizzano lo stile di Poulenc sono declinati nel linguaggio armonico di quest’opera, che affianca spigolose dissonanze ad accordi sontuosi e sinuosi, nelle dinamiche, nell’alternanza di canto sommesso ed enfatiche intonazioni corali; elementi usati abilmente per esprimere una vasta gamma di emozioni, dalla lirica serenità alla gioia più sfacciata.

La locandina: 

WOLFGANG AMADEUS MOZART

Sinfonia in sol minore K. 183

IGOR STRAVINSKIJ

Jeu de cartes

FRANCIS POULENC

Gloria in sol maggiore per soprano, coro e orchestra

Direttore Michele Mariotti

Maestro del Coro Lorenzo Fratini

Soprano Emőke Baráth

Tenore Luca Tamani

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

Il concerto è preceduto dalla guida all’ascolto tenuta da Katiuscia Manetta nel Foyer di Galleria della Sala Zubin Mehta. È riservata ai possessori del biglietto e si svolge 45 minuti prima dell’inizio dello spettacolo (durata: 30 minuti circa).

Prezzi:

Settore D: 20€; Settore C: 35€ Settore B: 50€; Settore A: 70€

Durata complessiva 1 ora e 40 minuti circa, intervallo compreso

IL DEBUTTO DI CALIXTO BIEITO A ROMA CON IL DITTICO SUOR ANGELICA / IL PRIGIONIERO

L’ultimo capitolo del “Trittico ricomposto” diretto da Michele Mariotti

celebra i 50 anni dalla scomparsa di Dallapiccola

Prima rappresentazione, mercoledì 23 aprile alle 20, in diretta su Radio3 Rai

Lo spettacolo è ripreso da Rai Cultura che lo trasmetterà su Rai5

«Ciò che lega questi due capolavori è la condizione di claustrofobica prigionia che attanaglia e annienta i protagonisti, cui si unisce la loro speranza delusa»

Così Michele Mariotti, Direttore musicale dell’Opera di Roma, racconta la terza e ultima tappa del “Trittico ricomposto”, progetto da lui fortemente voluto e realizzato in collaborazione con il Festival Puccini di Torre del Lago. Dal 23 aprile al 2 maggio al Teatro Costanzi va in scena il dittico formato da Suor Angelica di Giacomo Puccini e da Il Prigioniero di Luigi Dallapiccola, che segna il debutto nella Fondazione capitolina del regista spagnolo Calixto Bieito.

Il nuovo allestimento vede le scene di Anna Kirsch, i costumi di Ingo Krügler e le luci di Michael BauerOrchestra e Coro, diretto da Ciro Visco, sono del Teatro dell’Opera di Roma.

Dopo Il tabarro Il castello del Principe Barbablù e Gianni Schicchi L’heure espagnole, il Trittico pucciniano viene ‘ricomposto’ in un nuovo dittico, che celebra insieme il centenario della morte di Puccini, che cadeva lo scorso anno e attorno al quale è nato questo progetto, e i 50 anni dalla scomparsa di Dallapiccola, avvenuta a Firenze nel 1975. I tre atti unici novecenteschi sono stati scelti anche per assonanza tematica con le altrettante opere del Trittico pucciniano: nel primo accostamento l’incomunicabilità di coppia, nel secondo i drammi familiari, in quest’ultima giustapposizione la violenza e la privazione della libertà espresse attraverso il fanatismo religioso.

«In Suor Angelica – prosegue Mariotti – è commovente vedere come Puccini, con delicate tinte color pastello, descriva un universo femminile composto da donne di differenti caratteri e temperamenti, che il voto preso non può e non deve nascondere. Diversa è l’atmosfera del Prigioniero, la cui indicazione iniziale del compositore, “stridente”, introduce subito in un clima di orrore, delirio e crudeltà. Può una madre sopravvivere al proprio figlio torturato? Può un essere umano avere ancora la forza di sperare nella libertà? Può un’amicizia rivelarsi talmente crudele dopo averti fatto sognare la fine dei tormenti? Queste sono le situazioni descritte dalla musica di Dallapiccola, che alterna momenti di lancinante violenza ad altri più onirici».

Protagonista di Suor Angelica è il soprano Corinne Winters: vincitrice dell’OPER! AWARD 2025 come ‘miglior cantante femminile’, torna a Roma dopo gli straordinari successi dei Dialogues des Carmélites e di Káťa Kabanová. Con lei si alterna Yolanda Auyanet (24 e 27 aprile): il soprano spagnolo, impegnata lo scorso marzo proprio al Costanzi come Tosca, è al debutto assoluto nel ruolo di Suor Angelica. 

Marie-Nicole Lemieux, la zia Principessa, è invece al suo debutto con la Fondazione Capitolina. Completano il cast dell’atto unico pucciniano Annunziata Vestri (Badessa), Irene Savignano (Suora Zelatrice), Carlotta Vichi (Maestra delle Novizie), Laura Cherici (Suor Genovieffa), Ilaria Sicignano (Suor Dolcina), Marianna Mappa (Prima cercatrice), Claudia Farneti (Seconda cercatrice), Caterina D’Angelo (Seconda conversa) e, dal progetto ‘Fabbrica’ Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma, Jessica Ricci (Suor Osmina / La novizia), Maria Elena Pepi (Suora infermiera) e Sofia Barbashova (Prima conversa).

Protagonista del Prigioniero è invece il sempre più apprezzato Mattia Olivieri: dopo una carriera internazionale, che lo ha portato a debuttare non solo in Europa, ma anche oltreoceano, al Metropolitan Opera di New York (2003), torna al Costanzi dove ha cantato la prima ed unica volta in Così fan tutte firmata da Graham Vick (2016/17). Il baritono è affiancato da Ángeles Blancas nella parte della Madre e da John Daszak (Il Carceriere/Il Grande Inquisitore) oltre che da Arturo Espinosa (Secondo Sacerdote) e Nicola Straniero (Primo sacerdote), quest’ultimo talento diplomato del progetto ‘Fabbrica’ Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma.

Atto unico affidato esclusivamente a voci femminili, Suor Angelica, con Il tabarro e Gianni Schicchi, compone il Trittico, l’ultimo lavoro compiuto di Puccini. Nato durante la prima guerra mondiale, proprio per questo ha debuttato al Metropolitan di New York il 14 dicembre 1918, e solo dopo in Italia, come desiderato da Puccini, proprio al Teatro Costanzi l’11 gennaio 1919. Le due rappresentazioni diedero luogo a pareri contrastanti. Suor Angelica, la preferita di Puccini tra le tre, fu molto apprezzata a Roma, meno a New York. Il libretto, fallito il tentativo di collaborazione con Gabriele D’Annunzio, è stato affidato a Giovacchino Forzano.

Il Prigioniero è un’opera in un prologo e 1 atto, su musica e libretto di Luigi Dallapiccola, ispirata al racconto La torture par l’espérance di Philippe-Auguste Villiers de l’Isle Adam e al romanzo La légende d’Ulenspiegel et de Lamme Goedzak (1868) di Charles de Coster. Iniziata dal compositore istriano nel 1944, come nel caso de Il Trittico in tempi di guerra, è andata in scena per la prima volta al Teatro Comunale di Firenze il 20 maggio 1950, dopo l’esecuzione radiofonica nell’Auditorium Rai di Torino diretta da Hermann Scherchen. All’Opera di Roma manca dall’unica altra rappresentazione, il 19 febbraio 1964, diretta da Antal Dorati, regia di Luigi Squarzina.

La prima rappresentazione del dittico Suor Angelica / Il Prigioniero, diretto da Michele Mariotti con la regia di Calixto Bieito, mercoledì 23 aprile (ore 20), è trasmessa in diretta su Radio3 Rai e ripresa da Rai Cultura che la trasmetterà su Rai5 in data da definirsi. Lo spettacolo torna in scena giovedì 24 aprile (ore 20), sabato 26 (ore 18), domenica 27 (ore 16.30), martedì 29 aprile (ore 20) e venerdì 2 maggio (ore 20).

LA CONSOLAZIONE DELLA FRAGILITÀ UMANA NEL REQUIEM TEDESCO DI BRAHMS DIRETTO DA MARIOTTI

Sabato 22 marzo alle 20 all’Opera di Roma e in diretta su Radio3 Rai

«È un viaggio meditativo e riflessivo intorno all’idea della morte, intesa non solo come parte inalienabile della vita, ma anche come passaggio obbligato verso una dimensione migliore». Così il Direttore musicale dell’Opera di Roma Michele Mariotti descrive Ein deutsches Requiem di Johannes Brahms, che interpreta per la prima volta nel concerto in programma al Teatro Costanzi sabato 22 marzo alle ore 20, trasmesso in diretta su Radio3 Rai.

«La musica di Brahms – prosegue Mariotti – pur nella sua natura matematica, riesce a non diventare mai calcolata, ma rimane sempre profonda e ricca di sorprese armoniche e melodiche. Scompare il rapporto quasi di sudditanza verso un Dio terribile. Il testo di questo Requiem, liberamente modellato dall’autore, ci parla delle fragilità umane che troveranno conforto e consolazione solo dopo la morte. Questo spiega la predominanza di tonalità calde, maggiori e proprio per questo rassicuranti».

Accanto a Michele Mariotti sono impegnati il soprano Carolina López Moreno, al debutto al Costanzi, e il baritono Derek Welton, che torna invece dopo aver cantato in Elektra (2010-11), Candide (2011-12) e Curlew River (Basilica di Santa Maria in Ara Coeli, 2013).

L’Orchestra e il Coro, diretto da Ciro Visco, sono quelli del Teatro dell’Opera di Roma.

Johannes Brahms (1833-1897) ha composto Ein deutsches Requiem tra il 1854 e il 1868, ispirato probabilmente dalla morte dell’amico Robert Schumann (1856) e, sicuramente, da quella della madre (1865). A lei è dedicata la quinta parte dell’opera (Ihr habt nun Traurigkeit per soprano solo e coro). La composizione venne eseguita nella prima versione in sei movimenti il 10 aprile 1868, Venerdì Santo, nella cattedrale di Brema. Il 18 febbraio 1869 vide la luce la versione completa, con sette movimenti, al Gewandhaus di Lipsia, diretta da Karl Reinecke.

Il Requiem tedesco è il lavoro sinfonico che ha dato notorietà al compositore, allora trentacinquenne. Non si può definire un Requiem in senso propriamente liturgico poiché non ha una diretta relazione con le messe funebri. Il testo è formato da brani biblici scelti da Brahms stesso dalla traduzione tedesca di Martin Lutero.

La proposta sinfonica della Stagione 2024/25 dell’Opera di Roma prosegue il 28 aprile: il Costanzi ospita l’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori che, diretta da Ignazio Maria Schifani, propone La gloria di primavera di Alessandro Scarlatti in occasione dei trecento anni della morte del compositore. Un progetto del Ministero dell’Università e Ricerca in collaborazione con il Conservatorio di Palermo. Il 10 maggio, invece, James Conlon dirige la Sinfonia n. 5 in re minore op. 47 di Šostakovič e la Sinfonia n. 5 in do minore op. 67 di Beethoven. La programmazione si chiude il 26 settembre 2025, con il debutto di Diego Ceretta all’Opera di Roma con il Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 77 di Brahms – violino solista Marc Bouchkov – e la Sinfonia n. 7 in re minore op. 70 di Dvořák.

Biglietti in vendita sul sito https://www.operaroma.it/ e al botteghino

VOLTI DEL POTERE – STAGIONE 2024/25 DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA | CONCERTI

Direttore Michele Mariotti

JOHANNES BRAHMS

EIN DEUTSCHES REQUIEM

Maestro del Coro Ciro Visco

Soprano Carolina López Moreno

Baritono Derek Welton

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

TEATRO COSTANZI

sabato 22 marzo, ore 20.00, in diretta su Radio3 Rai

MICHELE MARIOTTI TORNA A VIENNA CON UNA NUOVA NORMA

Il capolavoro di Vincenzo Bellini nell’allestimento di Cyril Teste è in scena alla Wiener Staatsoper dal 22 febbraio

Protagonisti Juan Diego Flórez, Ildebrando D’Arcangelo, Federica Lombardi e Vasilisa Berzhanskaya

Dopo il successo con Il barbiere di Siviglia, che ha segnato il suo debutto alla Wiener Staatsoper nel 2021, Michele Mariotti torna a Vienna per dirigere Norma di Bellini in una nuova produzione firmata dal regista francese Cyril Teste, in programma a partire da sabato 22 febbraio 2025.

Direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma, Mariotti sale sul podio dell’Orchestra e del Coro dell’Opera di Stato di Vienna per affrontare uno dei capolavori assoluti del belcanto, che ha interpretato al Comunale di Bologna nel 2013, con Mariella Devia al suo debutto nel ruolo del titolo, e successivamente nel 2022 in forma di concerto al Concertgebouw con la Radio Filharmonisch Orkest. Proprio ad Amsterdam, fra l’altro, il 1° marzo 2025 Mariotti tornerà per dirigere un concerto sinfonico con l’orchestra olandese e il violinista Randall Goosby.

«Norma è un trionfo di affetti e tormenti descritti dal feroce classicismo della musica – dice Michele Mariotti. A mio parere, due sono i vertici che la rendono un’opera di sconvolgente modernità: il duetto fra i due soprani che inconsapevolmente vivono e rivivono identiche emozioni d’amore per lo stesso uomo (ho voluto un soprano per Adalgisa proprio affinché la magia possa fondersi quasi indistintamente fra le due voci) e il finale del primo atto che si conclude con un terzetto formato da Pollione e dalle due rivali in amore. Sentimenti che viaggiano sugli insoliti binari dell’intima quotidianità, evitando il facile fragore».

Protagonisti sul palco viennese sono Federica Lombardi nel ruolo del titolo, Juan Diego Flórez nei panni di Pollione, Ildebrando D’Arcangelo come Oroveso, Vasilisa Berzhanskaya nella parte di Adalgisa e Anna Bondarenko e Hiroshi Amako sono rispettivamente Clotilde e Flavio. Inoltre sono impegnati Valérie Grall per la realizzazione delle scene, Marie La Rocca per i costumi e Julien Boizard per le luci. Le coreografie sono firmate da Magdalena Chowaniec e i video sono curati da Mehdi Toutain-Lopez e Nicolas Doremus. Il Coro è preparato da Martin Schebesta.

La prova generale di mercoledì 19 febbraio è aperta agli under 27 e le repliche sono programmate per il 3, 6, 9 e 12 marzo 2025. La recita del 15 marzo e le riprese del 16, 20, 23 e 26 maggio sono dirette da Antonino Fogliani. I protagonisti per le rappresentazioni di maggio saranno Lidia Fridman (Norma) e Freddie De Tommaso (Pollione).

Norma sarà trasmessa sabato 15 marzo 2025 dalle ore 19:30 sulla radio austriaca nazionale Ö1 e in data ancora da definire sul canale culturale della TV austriaca ORF III.

Michele Mariotti al Teatro di San Carlo

Il concerto con Ekaterina Gubanova

Domani venerdì 24 gennaio, ore 19:00

Il prossimo appuntamento della Stagione di Concerti 2024-2025 del Teatro di San Carlo vedràil ritorno di Michele Mariotti. Domani venerdì 24 gennaio, alle ore 19:00, il Direttore Musicale del Teatro dell’Opera di Roma dirigerà l’Orchestra del Lirico di Napoli.

Torna, anche, il mezzosoprano Ekaterina Gubanova dopo la Rusalka inaugurale: sarà protagonista nella prima parte del concerto con i “Kindertotenlieder” di Gustav Mahler. Segue la “Sinfonia n. 3 in fa maggiore”, op. 90 di Johannes Brahms.

Tra le pagine più intense di Mahler, i “Kindertotenlieder” (“Canti per i bambini morti”) si ispirano alle poesie di Friedrich Rückert. Il ciclo esplora il dolore per la perdita di un figlio con una scrittura musicale intima e struggente. I versi di Rückert nacquero da una esperienza realmente vissuta dallo scrittore, ma nella biografia di Mahler i “Kindertotenlieder” si collocano come un tragico presagio. La loro composizione, cominciata nel 1901 e conclusa nel 1904, precede la morte della figlia Maria, quasi «anticipando la sua vita» come scrisse nel diario la moglie Alma.

È all’apice della sua fama il Brahms che, nel 1883, compone la “Sinfonia n. 3 in fa maggiore”, un’opera che conoscerà la sua prima esecuzione nello stesso anno. Fu un immediato trionfo, che portò lo stesso Brahms a sentenziare: «La mia sinfonia, sfortunatamente troppo celebre». È un dialogo tra tensione drammatica e lirismo con momenti di malinconica introspezione, all’insegna del “Frei aber froh”, “Libero ma felice”, il motto brahmsiano per eccellenza: le sue iniziali, F-a-F, si ricavano dalle note delle prime battute (Fa – La bemolle – Fa) secondo la nomenclatura musicale tedesca.

Michele Mariotti è Direttore Musicale del Teatro dell’Opera di Roma dal 2022. Insignito del 36° Premio Abbiati come Miglior Direttore d’Orchestra, è ospite dei principali teatri e festival italiani ed internazionali. Fra questi, il Teatro alla Scala, l’Opéra di Parigi, la Wiener Staatsoper, la Royal Opera House, la Deutsche Oper di Berlino, il Festival di Salisburgo, il ROF di Pesaro, il Metropolitan di New York, il Festival Verdi di Parma, l’Opera di Amsterdam, la Lyric Opera di Chicago, l’Opera di Los Angeles, il Teatro Real di Madrid. Collabora con registi di spicco come Mario Martone, David McVicar, Emma Dante, Davide Livermore, Damiano Michieletto, Robert Carsen, Michael Mayer, Benedict Andrews, Claus Guth, Deborah Warner.

Ekaterina Gubanova, uno dei più celebri mezzosoprani di oggi, appare regolarmente su tutti i maggiori palcoscenici internazionali, come Metropolitan Opera di New York, Lyric Opera di Chicago, Teatro alla Scala di Milano, Royal Ballet & Opera di Londra, Opéra national de Paris, Wiener Staatsoper, Bayerische Staatsoper, Staatsoper unter den Linden, Gran Teatre del Liceu di Barcellona, Teatro Real di Madrid e il Bayreuther Festspiele. Legata soprattutto alle opere di Wagner e Verdi, il suo vasto repertorio comprende anche ruoli come Santuzza (Cavalleria rusticana), Adalgisa (Norma), Giovanna Seymour (Anna Bolena), Ljubaša (La sposa dello zar), Mère Marie (Dialogues des Carmélites) e Marguerite (La damnation de Faust).

/ Concerto

24 Gennaio 2025

Michele Mariotti

Direttore | Michele Mariotti

Mezzosoprano | Ekaterina Gubanova

Programma
Gustav Mahler, Kindertotenlieder


Johannes Brahms, Sinfonia n. 3 in fa maggiore, op. 90

Orchestra del Teatro di San Carlo


Teatro di San Carlo | CREMISI
venerdì 24 gennaio 2025, ore 19:00 – S/P – CREMISI – VII

Durata: 1 ora e 35 minuti circa, con intervallo

Yago Sánchez Plaza @ Memoire Fotografia

Gli appuntamenti di gennaio della Stagione di Concerti al Teatro di San Carlo

Michele Mariotti / Ekaterina Gubanova

Venerdì 24 gennaio, ore 19:00

———–

George Petrou / Franco Fagioli

Giovedì 30 gennaio, ore 20:00

In agenda, nel mese di gennaio, due appuntamenti per la Stagione di Concerti 2024-2025 del Teatro di San Carlo che vedranno impegnata l’Orchestra del Lirico.

Torna Michele Mariotti al Lirico di Napoli venerdì 24 gennaio, alle ore 19:00. Il Direttore Musicale del Teatro dell’Opera di Roma condividerà il palcoscenico con il mezzosoprano Ekaterina Gubanova.

Il programma si apre con una delle pagine più intense di Gustav Mahler, i “Kindertotenlieder” (“Canti per i bambini morti”). Ispirato alle poesie di Friedrich Rückert, il ciclo esplora il dolore per la perdita di un figlio con una scrittura musicale intima e struggente.

Segue la “Sinfonia n. 3 in fa maggiore”, op. 90 di Johannes Brahms, un dialogo tra tensione drammatica e lirismo con momenti di malinconica introspezione, all’insegna del motto brahmsiano per eccellenza: “Frei aber froh”, “Libero ma felice”.

Franco Fagioli, per la prima volta al Teatro San Carlo, è il protagonista del recital di giovedì 30 gennaio alle ore 20:00, un concerto che segna il debutto a Napoli anche per il direttore d’orchestra George Petrou. È l’unica data italiana che anticipa il disco “Velluti: The Last Castrato”,in uscita il 28 febbraio per Château de Versailles Spectacles. Il programma omaggia il repertorio dell’ultimo dei grandi castrati, Giovanni Battista Velluti (1780 – 1861). Accanto a Gioachino Rossini, Saverio Mercadante e Johann Simon Mayr, figurano compositori meno noti, ma meritevoli di essere riscoperti: Paolo Bonfichi, Giuseppe Nicolini e Nikolaos Mantzaros.

TOSCA FESTEGGIA I 125 ANNI CON MARIOTTI SUL PODIO DEL TEATRO COSTANZI

Il 14 gennaio, giorno del suo debutto al Teatro Costanzi nel 1900, il capolavoro di Puccini

va in scena nella versione che ricostruisce il suo primo allestimento

con la regia di Alessandro Talevi

Al Costanzi anche Tosca 125: oltre la scena, una mostra che esplora la genesi del

capolavoro di Puccini realizzata in collaborazione con l’Archivio Storico Ricordi

Lo spettacolo è trasmesso in diretta su Radio3 e in streaming in diversi luoghi del territorio

che si occupano delle fasce sociali più deboli

A 125 anni esatti dalla data della sua prima rappresentazione assoluta, avvenuta il 14 gennaio 1900 al Teatro Costanzi, il più romano dei capolavori di Giacomo Puccini torna nel luogo del suo debutto. Il 14 gennaio 2025, alle ore 20.00, Michele Mariotti sale sul podio dell’Opera di Roma per dirigere Tosca nella versione scenica della prima rappresentazione assoluta, ricostruita dalla fondazione capitolina in collaborazione con l’Archivio Storico Ricordi nel 2015 a partire dagli originali bozzetti e da allora in scena regolarmente al Costanzi con la regia di Alessandro Talevi. Il direttore musicale dell’Opera di Roma torna a interpretare il titolo dopo averlo diretto per la prima volta nell’estate 2023 durante la tournée capitolina in Giappone, e poi a dicembre dello stesso anno sul podio del Costanzi. Nel ruolo della protagonista Saioa Hernández, che proprio come Tosca ha debuttato all’Opera di Roma nel 2021, mentre a incarnare Cavaradossi è Gregory Kunde, apprezzatissimo Otello nella Stagione 2023/24 del Costanzi. Igor Golovatenko è invece il barone Scarpia. 

Dopo la prima del 14, trasmessa in diretta su Radio3 Rai, sono in programma altre quattro repliche da giovedì 16 a domenica 19 gennaio. Mariotti dirige anche la Tosca del 16 gennaio, mentre nelle date del 17, 18 e 19 gennaio a salire sul podio è Francesco Ivan Ciampa, che con il titolo pucciniano debutta all’Opera di Roma.

Nelle repliche del 17 e 19 gennaio, Tosca è invece interpretata da Anastasia Bartoli, Cavaradossi da Vincenzo Costanzo e Scarpia da Gevorg Hakobyan. Completano il cast Luciano Leoni come Cesare Angelotti, Domenico Colaianni nella parte del Sagrestano e Saverio Fiore come Spoletta. Le scene e i costumi originali di Tosca, disegnati da Adolf Hohenstein, sono stati ricostruiti rispettivamente da Carlo Savi Anna Biagiotti. Luci di Vinicio CheliOrchestra e Coro, diretto da Ciro Visco, sono del Teatro dell’Opera di Roma. Con la partecipazione della Scuola di Canto Corale del Costanzi.

In occasione del 125º anniversario della prima assoluta di Tosca, la sera della prima verrà scoperta in teatro una targa commemorativa della nascita del capolavoro pucciniano. Per esplorarne e approfondirne la genesi poi, l’Opera di Roma allestisce la mostra Tosca 125: Oltre la scena, con preziosi documenti, bozzetti, fotografie, manufatti e costumi provenienti dall’Archivio Storico Ricordi e dalle proprie collezioni. Un coinvolgente percorso espositivo in sette tappe, che svela le origini di Tosca nell’omonimo dramma di Victorien Sardou ammirato da Puccini; racconta aspetti poco noti del lavoro del compositore, del suo editore e dei suoi librettisti; illustra come vennero concepite scene, costumi e attrezzeria dell’originario allestimento di Adolf Hohenstein; e narra attraverso contributi audiovisivi in che modo il Teatro dell’Opera di Roma abbia ridato vita, nei propri laboratori e sul proprio palcoscenico, alla prima Tosca.

Tosca 125 è curata da Giuliano Danieli, Maria Pia Ferraris, Pierluigi Ledda e Alessandra Malusardi, ed è frutto della collaborazione istituzionale tra Teatro dell’Opera di Roma e Archivio Storico Ricordi, con l’apporto di LeviDigiLab – Fondazione Ugo e Olga Levi per i contenuti audiovisivi. Sarà fruibile gratuitamente prima e durante gli intervalli degli spettacoli, e nel corso delle visite guidate, nella sala-museo al terzo piano del Teatro Costanzi, per l’occasione rinnovata in uno spazio moderno, immersivo e dinamico, che in futuro ospiterà altre esposizioni in dialogo con la programmazione artistica del Teatro.

Con Tosca 125 il Teatro dell’Opera di Roma continua dunque un percorso che coniuga innovazione e sensibilità per la valorizzazione del suo patrimonio musicale e teatrale. Accanto a questi aspetti, è centrale la ricerca di un sempre maggior coinvolgimento del territorio e la collaborazione con istituzioni che si occupano delle fasce più deboli della società. Per questo Tosca, nel giorno del suo 125esimo compleanno, sarà ripresa e diffusa via streaming al Policlinico Gemelli, in diverse realtà legate alla Caritas di Roma – dalla mensa all’ostello “Don Luigi di Liegro”, passando per la casa di accoglienza Santa Giacinta – all’Istituto Romano San Michele, al Teatro Patologico e in altri luoghi. A questi si aggiunge l’Istituto Italiano di Cultura di Londra.

Il capolavoro di Puccini sarà ripreso nella versione della prima assoluta anche in altri due periodi della Stagione in corso. Dal 1° al 6 marzo 2025 il titolo è proposto con la direzione di Daniel Oren, mentre sul palco come Tosca sale la star Anna Netrebko. Accanto a lei, Yusif Eyvazov interpreta Cavaradossi e Amartuvshin Enkbath canta Scarpia. Nelle repliche del 2 e del 5 marzo i rispettivi ruoli sono invece incarnati da Yolanda AuyanetLuciano Ganci e Gabriele Viviani. La terza ripresa del capolavoro di Puccini va infine in scena dal 9 al 13 maggio 2025. A dirigere in questa occasione è James Conlon. Protagonisti Anna Pirozzi nel ruolo di Tosca, Luciano Ganci in quello di Cavaradossi e Claudio Sgura come Scarpia.

Ospitata anche in Spagna, Israele e Giappone, questa produzione di Tosca ricostruisce per lo spettatore odierno la Roma vissuta dal compositore lucchese. «Non ho mai smesso di ammirare la sottigliezza e la cura dei particolari con cui Puccini crea i suoi scenari – dice Alessandro Talevi – e il modo in cui richiedono costantemente un’indagine psicologica profonda da parte di cantanti e regista». Le vedute dell’alba romana dalla terrazza di Castel Sant’Angelo, gli interni dorati di Sant’Andrea della Valle, i rintocchi del Mattutino che Giacomo Puccini aspettava di cogliere all’alba per annotare l’intonazione corretta da inserire in partitura. Seguendo le originali volontà pucciniane, l’allestimento punta a far rivivere al pubblico l’opera così come Puccini la vide per la prima volta.

Biglietti in vendita sul sito https://www.operaroma.it/ al botteghino

Info su https://www.operaroma.it/spettacoli/tosca1gennaio/

 MICHELE MARIOTTI E SERGIO RUBINI INSIEME PER LEOPARDI ALL’OPERA DI ROMA

Musica e poesia si incontrano in un concerto dedicato al poeta dell’Infinito.

Tra i brani in programma, i Kindertotenlieder di Mahler e la Sinfonia Eroica di Beethoven 

Domenica 8 dicembre ore 20.00

Il concerto è trasmesso in diretta su Radio3 Rai 

Le malinconie, le speranze e le disillusioni di Giacomo Leopardi incontrano la musica di alcuni tra i più grandi compositori. Dopo aver diretto il Simon BoccanegraMichele Mariotti torna sul podio del Costanzi domenica 8 dicembre, alle ore 20.00, per il suo primo concerto della Stagione 2024/25, trasmesso in diretta su Radio3 Rai. Per l’occasione, il Direttore musicale della Fondazione Capitolina ha ideato un programma incentrato su Giacomo Leopardi, in cui brani di Schubert, Mahler e Beethoven saranno intervallati dalla lettura di alcuni testi del poeta, recitati dal vivo per l’occasione da Sergio Rubini, per la prima volta sul palco dell’Opera di Roma.

Una partecipazione straordinaria, quella dell’attore e regista, che anticipa la messa in onda su Rai1 della miniserie evento in due puntate, da lui diretta, dal titolo Leopardi – Il poeta dell’infinito, prevista per il 7 e 8 gennaio 2025. Riflessioni tratte dallo Zibaldone, dai Canti e dalle Operette morali di Leopardi si alternano dunque all’esecuzione dell’Entr’acte n. 3 di Schubert dal dramma Rosamunde, al ciclo dei Kindertotenlieder di Mahler (baritono solista è Markus Werba) e alla Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55 Eroica di Beethoven. Prima del concerto, sarà proiettato su uno schermo un estratto dalla miniserie diretta da Rubini. Ospiti in sala alcuni tra i protagonisti della fiction: Leonardo Maltese, Cristiano Caccamo, Giusy Buscemi, Valentina Cervi e Fausto Russo Alesi

«Volevo costruire un programma capace di dialogare con una serie di letture e di racconti tratti dagli scritti di Leopardi, – racconta Michele Mariotti – cercando di trovare corrispondenze ed echi di certi temi poetici nella musica della sua epoca, come in Schubert e Beethoven, o in autori come Mahler, che pur lontani nel tempo sembrano condividere la sua sensibilità e la sua visione del mondo. Ad esempio Schubert, come Leopardi, viene ancora oggi spesso considerato come un compositore languido, melanconico, mentre era un uomo con una forza interiore incredibile. Mahler condivide invece con il poeta un immenso amore per la vita, che si lega al contempo a una lucida e terribile consapevolezza della tragedia insita nella stessa». 

«Così come ho lavorato con i miei sceneggiatori alla serie televisiva, insieme al maestro Mariotti, che ha voluto questa serata di dialogo tra musica e poesia, ho scelto di raccontare un Leopardi diverso da quello tramandato da una tradizione a volte schematica. – dice Sergio Rubini – Leopardi non era un uomo fragile e triste, schiacciato dalla gobba e ingrigito dalla malinconia. Il suo pessimismo era piuttosto il riflesso di un immenso amore per la vita che lo portava a difendere la libertà, la bellezza, la dignità dell’essere umano contro il potere schiacciante del mondo e della Natura – temi di fronte ai quali il sempre giovane recanatese si rapporta con la forza e il coraggio di un titano. Nel tentativo di far emergere questi aspetti, ho voluto legare alcune riflessioni dello Zibaldone a una serie di letture poetiche tratte dai Canti – alcuni molto noti, come Il passero solitario e Le ricordanze, e altri meno conosciuti, penso a Il sogno -, nonché al racconto a braccio di una delle Operette morali, dove emerge un Leopardi sorprendentemente brillante e spietatamente comico. Il pensiero leopardiano, frutto di un’infaticabile e appassionata indagine sull’animo umano, inviso ai conformisti e incompreso dai suoi contemporanei, risuona straordinariamente attuale per noi uomini del Duemila grazie alla visionarietà di uno dei nostri massimi poeti, patrimonio della storia del nostro Paese, da considerarsi vera e propria icona pop». 

La proposta sinfonica della Stagione 2024/25 dell’Opera di Roma prosegue sabato 22 marzo 2025, con Mariotti che propone Ein deutsches Requiem di Brahms, affiancato dal soprano Carolina López Moreno e dal baritono Derek Welton. Il 28 aprile, invece, il Costanzi ospita l’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori che, diretta da Ignazio Maria Schifani, propone La gloria di primavera di Alessandro Scarlatti in occasione dei trecento anni della morte del compositore. Un progetto del Ministero dell’Università e Ricerca in collaborazione con il Conservatorio di Palermo. Il 10 maggio 2025, James Conlon dirige la Sinfonia n. 5 in re minore op. 47 di Šostakovič e la Sinfonia n. 5 in do minore op. 67 di Beethoven. La programmazione sinfonica si chiude il 26 settembre 2025, con il debutto di Diego Ceretta all’Opera di Roma con il Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 77 di Brahms – violino solista Marc Bouchkov – e la Sinfonia n. 7 in re minore op. 70 di Dvořák

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Cosimo Manicone

ufficio stampa

cosimo.manicone@operaroma.it 

Paolo Cairoli

direttore della comunicazione

paolo.cairoli@operaroma.it 

VOLTI DEL POTERE – STAGIONE 2024/25 DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA | CONCERTI

Direttore Michele Mariotti

FRANZ SCHUBERT ENTR’ACTE N. 3 da Rosamunde

GUSTAV MAHLER KINDERTOTENLIEDER

LUDWIG VAN BEETHOVEN SINFONIA N. 3 in mi bemolle maggiore op. 55 “Eroica”

Baritono Markus Werba

con la partecipazione straordinaria di
Sergio Rubini che legge Giacomo Leopardi

Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma

TEATRO COSTANZI 

domenica 8 dicembre ore 20.00

trasmesso in diretta su Radio3 Rai

 MICHELE MARIOTTI E SERGIO RUBINI INSIEME PER LEOPARDI ALL’OPERA DI ROMA 

Musica e poesia si incontrano in un concerto dedicato al poeta dell’Infinito.

Tra i brani in programma, i Kindertotenlieder di Mahler e la Sinfonia Eroica di Beethoven 

Domenica 8 dicembre ore 20.00

Il concerto è trasmesso in diretta su Radio3 Rai 

Le malinconie, le speranze e le disillusioni di Giacomo Leopardi incontrano la musica di alcuni tra i più grandi compositori. Dopo aver diretto il Simon BoccanegraMichele Mariotti torna sul podio del Costanzi domenica 8 dicembre, alle ore 20.00, per il suo primo concerto della Stagione 2024/25, trasmesso in diretta su Radio3 Rai. 

Per l’occasione, il Direttore musicale della Fondazione Capitolina ha ideato un programma incentrato su Giacomo Leopardi, in cui brani di Schubert, Mahler e Beethoven saranno intervallati dalla lettura di alcuni testi del poeta, recitati dal vivo per l’occasione da Sergio Rubini, per la prima volta sul palco dell’Opera di Roma. Una partecipazione straordinaria, quella dell’attore e regista, che anticipa la messa in onda su Rai1 della miniserie evento in due puntate, da lui diretta, dal titolo Leopardi – Il poeta dell’infinito, prevista per il 7 e 8 gennaio 2025. Riflessioni tratte dallo Zibaldone, dai Canti e dalle Operette morali di Leopardi si alternano dunque all’esecuzione dell’Entr’acte n. 3 di Schubert dal dramma Rosamunde, al ciclo dei Kindertotenlieder di Mahler (baritono solista è Markus Werba) e alla Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55 Eroica di Beethoven. Prima del concerto, sarà proiettato su uno schermo un estratto dalla miniserie diretta da Rubini. 

«Volevo costruire un programma capace di dialogare con una serie di letture e di racconti tratti dagli scritti di Leopardi, – racconta Michele Mariotti – cercando di trovare corrispondenze ed echi di certi temi poetici nella musica della sua epoca, come in Schubert e Beethoven, o in autori come Mahler, che pur lontani nel tempo sembrano condividere la sua sensibilità e la sua visione del mondo. Ad esempio Schubert, come Leopardi, viene ancora oggi spesso considerato come un compositore languido, melanconico, mentre era un uomo con una forza interiore incredibile. Mahler condivide invece con il poeta un immenso amore per la vita, che si lega al contempo a una lucida e terribile consapevolezza della tragedia insita nella stessa». 

«Così come ho lavorato con i miei sceneggiatori alla serie televisiva, insieme al maestro Mariotti, che ha voluto questa serata di dialogo tra musica e poesia, ho scelto di raccontare un Leopardi diverso da quello tramandato da una tradizione a volte schematica. – dice Sergio Rubini – Leopardi non era un uomo fragile e triste, schiacciato dalla gobba e ingrigito dalla malinconia. Il suo pessimismo era piuttosto il riflesso di un immenso amore per la vita che lo portava a difendere la libertà, la bellezza, la dignità dell’essere umano contro il potere schiacciante del mondo e della Natura – temi di fronte ai quali il sempre giovane recanatese si rapporta con la forza e il coraggio di un titano. Nel tentativo di far emergere questi aspetti, ho voluto legare alcune riflessioni dello Zibaldone a una serie di letture poetiche tratte dai Canti – alcuni molto noti, come Il passero solitario e Le ricordanze, e altri meno conosciuti, penso a Il sogno -, nonché al racconto a braccio di una delle Operette morali, dove emerge un Leopardi sorprendentemente brillante e spietatamente comico. Il pensiero leopardiano, frutto di un’infaticabile e appassionata indagine sull’animo umano, inviso ai conformisti e incompreso dai suoi contemporanei, risuona straordinariamente attuale per noi uomini del Duemila grazie alla visionarietà di uno dei nostri massimi poeti, patrimonio della storia del nostro Paese, da considerarsi vera e propria icona pop». 

La proposta sinfonica della Stagione 2024/25 dell’Opera di Roma prosegue sabato 22 marzo 2025, con Mariotti che propone Ein deutsches Requiem di Brahms, affiancato dal soprano Carolina López Moreno e dal baritono Derek Welton. Il 28 aprile, invece, il Costanzi ospita l’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori che, diretta da Ignazio Maria Schifani, propone La gloria di primavera di Alessandro Scarlatti in occasione dei trecento anni della morte del compositore. Un progetto del Ministero dell’Università e Ricerca in collaborazione con il Conservatorio di Palermo. Il 10 maggio 2025, James Conlon dirige la Sinfonia n. 5 in re minore op. 47 di Šostakovič e la Sinfonia n. 5 in do minore op. 67 di Beethoven. La programmazione sinfonica si chiude il 26 settembre 2025, con il debutto di Diego Ceretta all’Opera di Roma con il Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 77 di Brahms – violino solista Marc Bouchkov – e la Sinfonia n. 7 in re minore op. 70 di Dvořák.

Ph. Fabrizio Sansoni

 RICHARD JONES INAUGURA LA STAGIONE DELL’OPERA DI ROMA CON SIMON BOCCANEGRA DIRETTO DA MARIOTTI

 Protagonisti Luca Salsi, Eleonora Buratto, 

Michele Pertusi e Stefan Pop 

Dal 27 novembre al 5 dicembre al Teatro Costanzi

In occasione dello spettacolo esce il nuovo numero della rivista di attualità “Calibano” dedicato al potere 

È il grande regista inglese Richard Jones a firmare lo spettacolo che il 27 novembre inaugura la Stagione 2024/25 dell’Opera di Roma: Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi. La nuova produzione, che segna il ritorno al Costanzi del regista dopo i successi de La dama di picche e Káťa Kabanová, vede impegnato sul podio il direttore musicale della Fondazione Capitolina Michele Mariotti. Protagonisti Luca Salsi nel ruolo del titolo, Eleonora Buratto come Maria Boccanegra, Michele Pertusi nella parte del nobile Jacopo Fiesco, Stefan Pop nelle vesti di Gabriele Adorno, Gevorg Hakobyan come Paolo Albiani. A firmare scene e costumi è Antony McDonald, mentre le luci sono di Adam Silverman. Coreografa per i movimenti mimici è Sarah Kate Fahie e maestro d’armi è Renzo Musumeci GrecoOrchestra e Coro, diretto da Ciro Visco, sono del Teatro dell’Opera di Roma. La serata inaugurale del 27 novembre è trasmessa da Rai Cultura in prima serata su Rai5 alle 21.15 e in diretta su Radio3 Rai alle 18.00. Repliche fino al 5 dicembre. 

Intrighi politici e scontri di classe, passioni irrisolte e bramosie di potere. La storia del primo doge di Genova, Simon Boccanegra, è per Verdi un dramma sulla crisi di un sistema politico, e sul tormento di un uomo diviso tra l’amore per la figlia e il compimento dei propri doveri istituzionali. Una tragedia in cui il mare, cornice onnipresente nell’opera, è sia sfondo di una Genova in tumulto sia riflesso dell’animo inquieto dei protagonisti. Verdi tornò sulla partitura più di vent’anni dopo l’insuccesso di una prima versione, rappresentata a La Fenice di Venezia nel 1857, in un momento di svolta delle proprie concezioni drammaturgiche.  

A interpretare la storia di Simon Boccanegra in questa nuova produzione per l’Opera di Roma è chiamato Richard Jones. Pluripremiato regista britannico – ha vinto nove Olivier Awards e due South Bank Show Awards – Jones lavora da più di trent’anni per i palcoscenici di tutto il mondo. Oltre a mettere in scena spettacoli nei principali teatri londinesi (Royal Opera House, English National Opera, National Theatre, Royal Shakespeare Company e Young Vic), ha collaborato con il MET di New York, i festival di Glyndebourne, Aix-en-Provence e Bregenz, l’Opéra di Parigi, Scala di Milano e, ancora negli Stati Uniti, per Broadway, il New York Public Theatre e il Park Avenue Armory Theatre. Nominato Regista dell’anno dalla rivista Opernwelt Magazine per il suo Giulio Cesare alla Bayerische Staatsoper di Monaco, è inoltre dal 2015 Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico. Tra le produzioni premiate con gli Olivier Awards si ricordano Alcina (Royal Opera House), Hänsel und Gretel (Welsh National Opera) e Lady Macbeth del distretto di Mtsensk (Royal Opera House). Torna al Costanzi dopo aver messo in scena nel 2022 Kat’a Kabanova di Janáček, spettacolo vincitore di un South Bank Show Award. 

Sul podio sale invece il direttore musicale dell’Opera di Roma Michele Mariotti, che ha diretto il suo primo Simon Boccanegra nel 2007, a soli 28 anni, per l’apertura della stagione del Teatro Comunale di Bologna. Nel 2021, è tornato ad eseguire il titolo in forma di concerto, sempre con la stessa orchestra, al Festival Verdi di Parma. 

«Nel Simon Boccanegra di Verdi, amore e potere si trovano crudelmente schierati l’uno contro l’altro. – dice Mariotti – Da una parte la musica esprime un’atmosfera liquida, scura e inafferrabile proprio come gli intrighi del potere, dall’altra, per mezzo del canto isolato di un fagotto o delle oscillazioni cromatiche degli archi, ci commuove. Nel finale del primo atto, ad esempio, Verdi delinea un quadro di inaudita violenza: uno scontro tra patrizi e plebei che sarà interrotto solamente dal pianto del doge che va gridando ‘pace’ e ‘amore’. Ma in un mondo così bieco non c’è posto né per l’amore né per la pace, se non quella che Simon Boccanegra troverà nell’ultimo abbraccio con il mare, che diventerà così la sua tomba».

Premio Abbiati 2017 come Miglior Direttore d’orchestra, Mariotti è ospite regolare dei principali teatri italiani e internazionali, come la Wiener Staatsoper, la Royal Opera House, la Deutsche Oper Berlin, il Festival di Salisburgo e il MET di New York. Nella stagione 2024/25 della Fondazione Capitolina dirigerà la prima delle tre riprese di Tosca firmate da Alessandro Talevi per i 125 anni del capolavoro pucciniano (14 e 16 gennaio 2025), il dittico Suor Angelica/Il prigioniero (23 aprile – 2 maggio 2025), lo Stabat Mater per la regia di Romeo Castellucci (26 – 31 ottobre 2025) e due concerti sinfonici (8 dicembre 2024 e 22 marzo 2025). 

Protagonista sul palco nel ruolo del titolo il baritono Luca Salsi, già apprezzato Simon Boccanegra al Festival di Salisburgo nel 2019 e più recentemente alla Scala di Milano. Interprete di riferimento del repertorio verdiano, ha cantato nei principali teatri al mondo, tra i quali il MET di New York, la Royal Opera House e la Wiener Staatsoper. Torna al Costanzi dopo aver interpretato Michele ne Il Tabarro diretto da Mariotti nel 2022. Accanto a lui, nel ruolo di Maria Boccanegra, il soprano Eleonora Buratto, insignita del Premio Abbiati 2021 come Miglior Cantante e applauditissima Madama Butterfly nella Stagione 2022/23 dell’Opera di Roma. Al Costanzi ha già interpretato la figlia del doge nel 2012, ruolo che poi ha portato nel 2014 in tournée con l’Opera di Roma al Bunka Kaikan di Tokyo, entrambe lo volte sotto la direzione di Riccardo Muti. A cantare Jacopo Fiesco è invece il basso Michele Pertusi che, in questa veste, è già salito sui palchi di Vienna, Torino, Bologna e Parma. Il tenore Stefan Pop è invece Gabriele Adorno. Vincitore di due premi Operalia e di un Oscar della Lirica Young Generation, Pop torna sul palco della Fondazione Capitolina dopo aver cantato nel Requiem di Verdi diretto da Mariotti a febbraio 2023. Nei panni del filatore d’oro Paolo Albiani canta il baritono Gevorg Hakobyan, mentre il popolano Pietro è incarnato dal basso Luciano Leoni

Nelle repliche del 29 novembre, 1 e 4 dicembre, Simon Boccanegra è invece interpretato dal baritono Claudio Sgura, apprezzatissimo Scarpia nella recente produzione di Tosca al Caracalla Festival e di cui tornerà a rivestire i panni, a maggio all’Opera di Roma, nella ripresa di Alessandro Talevi; Maria Boccanegra da Maria Motolygina, soprano al suo debutto con la Fondazione Capitolina; Jacopo Fiesco da Riccardo Zanellato; Gabriele Adorno da Anthony Ciaramitaro, che torna all’Opera di Roma dopo aver interpretato Faust nel Mefistofele che ha inaugurato la Stagione 2023/24.  

La prima rappresentazione è prevista per mercoledì 27 novembre alle ore 18.00. Repliche venerdì 29 novembre (ore 20.00), sabato 30 novembre (ore 18.00), domenica 1 dicembre (ore 16.30), martedì 3 dicembre (ore 20.00), mercoledì 4 dicembre (ore 20.00), giovedì 5 dicembre (ore 20.00). Anteprima giovani domenica 24 novembre (ore 16.30).

In occasione dello spettacolo inaugurale esce il quinto numero di “Calibano”, la rivista di attualità culturale dell’Opera di Roma realizzata in collaborazione con effequ che, pubblicata ogni quattro mesi, trae ispirazione dalle opere in cartellone per riflettere sul mondo di oggi. Il nuovo numero collega Simon Boccanegra al tema del potere e si interroga, con contributi che spaziano dalla nonviolenza politica all’antispecismo, dagli algoritmi alla seduzione dell’immagine televisiva, sulle molteplici forme che oggi questo assume. Tra le firme di questo numero Giancarlo De Cataldo, autore di una testimonianza sul potere visto dall’esperienza di un magistrato, e Andrea Tarabbia (Premio Campiello 2019), presente per l’occasione con un racconto inedito. È in programma una presentazione in anteprima dello spettacolo inaugurale e del nuovo numero della rivista venerdì 22 novembre, alle ore 17.30, in Sala Grigia al Costanzi ad ingresso libero. Intervengono il direttore musicale della Fondazione Capitolina Michele Mariotti, la giornalista Donata Columbro, il musicologo Giuliano Danieli e il direttore di “Calibano” Paolo Cairoli.  

Biglietti in vendita sul sito https://www.operaroma.it/ e al botteghino

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

VOLTI DEL POTERE | STAGIONE 2024/25 DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Simon Boccanegra

musica di Giuseppe Verdi

melodramma in un prologo e tre atti

libretto di Francesco Maria Piave e Arrigo Boito

TITOLO INAUGURALE  

DIRETTORE MICHELE MARIOTTI  

REGIA RICHARD JONES  

MAESTRO DEL CORO CIRO VISCO  

SCENE E COSTUMI ANTONY MCDONALD  

LUCI ADAM SILVERMAN  

COREOGRAFIA PER I MOVIMENTI MIMICI SARAH KATE FAHIE

MAESTRO D’ARMI RENZO MUSUMECI GRECO 

PERSONAGGI INTERPRETI  

SIMON BOCCANEGRA LUCA SALSI / CLAUDIO SGURA 29 NOV, 1, 4 DIC  

MARIA BOCCANEGRA (AMELIA) ELEONORA BURATTO MARIA MOTOLYGINA 29 NOV, 1, 4 DIC  

JACOPO FIESCO MICHELE PERTUSI / RICCARDO ZANELLATO 29 NOV, 1, 4 DIC  

GABRIELE ADORNO STEFAN POP / ANTHONY CIARAMITARO 29 NOV, 1, 4 DIC  

PAOLO ALBIANI GEVORG HAKOBYAN  

PIETRO LUCIANO LEONI  

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA  

NUOVO ALLESTIMENTO TEATRO DELL’OPERA DI ROMA  

TEATRO COSTANZI

ANTEPRIMA GIOVANI domenica 24 novembre ore 16.30

PRIMA RAPPRESENTAZIONE MERCOLEDÌ 27 NOVEMBRE ORE 18.00 (turno a)

Trasmessa da RaiCultura in prima serata su Rai5 alle 21.15 e in diretta su Radio3 Rai alle 18.00.

REPLICHE

venerdì 29 novembre ore 20.00 

sabato 30 novembre ore 18.00 (turno d)

domenica 1 dicembre ore 16.30 (turno e)

martedì 3 dicembre ore 20.00 (turno b)

mercoledì 4 dicembre ore 20.00 

giovedì 5 dicembre ore 20.00 (turno c)

Foto di Fabrizio Sansoni

RICHARD JONES INAUGURA LA STAGIONE DELL’OPERA DI ROMA CON SIMON BOCCANEGRA DIRETTO DA MARIOTTI

 Protagonisti Luca Salsi, Eleonora Buratto, 

Michele Pertusi e Stefan Pop 

Dal 27 novembre al 5 dicembre al Teatro Costanzi

In occasione dello spettacolo esce il nuovo numero della rivista di attualità “Calibano” dedicato al potere 

È il grande regista inglese Richard Jones a firmare lo spettacolo che il 27 novembre inaugura la Stagione 2024/25 dell’Opera di Roma: Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi. La nuova produzione, che segna il ritorno al Costanzi del regista dopo i successi de La dama di picche e Káťa Kabanová, vede impegnato sul podio il direttore musicale della Fondazione Capitolina Michele Mariotti.

Protagonisti Luca Salsi nel ruolo del titolo, Eleonora Buratto come Maria Boccanegra, Michele Pertusi nella parte del nobile Jacopo Fiesco, Stefan Pop nelle vesti di Gabriele Adorno, Gevorg Hakobyan come Paolo Albiani.

A firmare scene e costumi è Antony McDonald, mentre le luci sono di Adam Silverman. Coreografa per i movimenti mimici è Sarah Kate Fahie e maestro d’armi è Renzo Musumeci Greco

Orchestra e Coro, diretto da Ciro Visco, sono del Teatro dell’Opera di Roma. La serata inaugurale del 27 novembre è trasmessa da Rai Cultura in prima serata su Rai5 alle 21.15 e in diretta su Radio3 Rai alle 18.00. Repliche fino al 5 dicembre. 

Intrighi politici e scontri di classe, passioni irrisolte e bramosie di potere. La storia del primo doge di Genova, Simon Boccanegra, è per Verdi un dramma sulla crisi di un sistema politico, e sul tormento di un uomo diviso tra l’amore per la figlia e il compimento dei propri doveri istituzionali. Una tragedia in cui il mare, cornice onnipresente nell’opera, è sia sfondo di una Genova in tumulto sia riflesso dell’animo inquieto dei protagonisti. Verdi tornò sulla partitura più di vent’anni dopo l’insuccesso di una prima versione, rappresentata a La Fenice di Venezia nel 1857, in un momento di svolta delle proprie concezioni drammaturgiche.  

A interpretare la storia di Simon Boccanegra in questa nuova produzione per l’Opera di Roma è chiamato Richard Jones. Pluripremiato regista britannico – ha vinto nove Olivier Awards e due South Bank Show Awards – Jones lavora da più di trent’anni per i palcoscenici di tutto il mondo. Oltre a mettere in scena spettacoli nei principali teatri londinesi (Royal Opera House, English National Opera, National Theatre, Royal Shakespeare Company e Young Vic), ha collaborato con il MET di New York, i festival di Glyndebourne, Aix-en-Provence e Bregenz, l’Opéra di Parigi, Scala di Milano e, ancora negli Stati Uniti, per Broadway, il New York Public Theatre e il Park Avenue Armory Theatre. Nominato Regista dell’anno dalla rivista Opernwelt Magazine per il suo Giulio Cesare alla Bayerische Staatsoper di Monaco, è inoltre dal 2015 Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico. Tra le produzioni premiate con gli Olivier Awards si ricordano Alcina (Royal Opera House), Hänsel und Gretel (Welsh National Opera) e Lady Macbeth del distretto di Mtsensk (Royal Opera House). Torna al Costanzi dopo aver messo in scena nel 2022 Kat’a Kabanova di Janacek, spettacolo vincitore di un South Bank Show Award. 

Sul podio sale invece il direttore musicale dell’Opera di Roma Michele Mariotti, che ha diretto il suo primo Simon Boccanegra nel 2007, a soli 28 anni, per l’apertura della stagione del Teatro Comunale di Bologna. Nel 2021, è tornato ad eseguire il titolo in forma di concerto, sempre con la stessa orchestra, al Festival Verdi di Parma. 

«Nel Simon Boccanegra di Verdi, amore e potere si trovano crudelmente schierati l’uno contro l’altro. – dice Mariotti – Da una parte la musica esprime un’atmosfera liquida, scura e inafferrabile proprio come gli intrighi del potere, dall’altra, per mezzo del canto isolato di un fagotto o delle oscillazioni cromatiche degli archi, ci commuove. Nel finale del primo atto, ad esempio, Verdi delinea un quadro di inaudita violenza: uno scontro tra patrizi e plebei che sarà interrotto solamente dal pianto del doge che va gridando ‘pace’ e ‘amore’. Ma in un mondo così bieco non c’è posto né per l’amore né per la pace, se non quella che Simon Boccanegra troverà nell’ultimo abbraccio con il mare, che diventerà così la sua tomba».

Premio Abbiati 2017 come Miglior Direttore d’orchestra, Mariotti è ospite regolare dei principali teatri italiani e internazionali, come la Wiener Staatsoper, la Royal Opera House, la Deutsche Oper Berlin, il Festival di Salisburgo e il MET di New York. Nella stagione 2024/25 della Fondazione Capitolina dirigerà la prima delle tre riprese di Tosca firmate da Alessandro Talevi per i 125 anni del capolavoro pucciniano (14 e 16 gennaio 2025), il dittico Suor Angelica/Il prigioniero (23 aprile – 2 maggio 2025), lo Stabat Mater per la regia di Romeo Castellucci (26 – 31 ottobre 2025) e due concerti sinfonici (8 dicembre 2024 e 22 marzo 2025). 

Protagonista sul palco nel ruolo del titolo il baritono Luca Salsi, già apprezzato Simon Boccanegra al Festival di Salisburgo nel 2019 e più recentemente alla Scala di Milano. Interprete di riferimento del repertorio verdiano, ha cantato nei principali teatri al mondo, tra i quali il MET di New York, la Royal Opera House e la Wiener Staatsoper. Torna al Costanzi dopo aver interpretato Michele ne Il Tabarro diretto da Mariotti nel 2022. Accanto a lui, nel ruolo di Maria Boccanegra, il soprano Eleonora Buratto, insignita del Premio Abbiati 2021 come Miglior Cantante e applauditissima Madama Butterfly nella Stagione 2022/23 dell’Opera di Roma. Al Costanzi ha già interpretato la figlia del doge nel 2012, ruolo che poi ha portato nel 2014 in tournée con l’Opera di Roma al Bunka Kaikan di Tokyo, entrambe lo volte sotto la direzione di Riccardo Muti. A cantare Jacopo Fiesco è invece il basso Michele Pertusi che, in questa veste, è già salito sui palchi di Vienna, Torino, Bologna e Parma. Il tenore Stefan Pop è invece Gabriele Adorno. Vincitore di due premi Operalia e di un Oscar della Lirica Young Generation, Pop torna sul palco della Fondazione Capitolina dopo aver cantato nel Requiem di Verdi diretto da Mariotti a febbraio 2023. Nei panni del filatore d’oro Paolo Albiani canta il baritono Gevorg Hakobyan, mentre il popolano Pietro è incarnato dal basso Luciano Leoni

Nelle repliche del 29 novembre, 1 e 4 dicembre, Simon Boccanegra è invece interpretato dal baritono Claudio Sgura, apprezzatissimo Scarpia nella recente produzione di Tosca al Caracalla Festival e di cui tornerà a rivestire i panni, a maggio all’Opera di Roma, nella ripresa di Alessandro Talevi; Maria Boccanegra da Maria Motolygina, soprano al suo debutto con la Fondazione Capitolina; Jacopo Fiesco da Dmitri Ulyanov, anche lui prima volta sul palco del Costanzi; Gabriele Adorno da Anthony Ciaramitaro, che torna all’Opera di Roma dopo aver interpretato Faust nel Mefistofele che ha inaugurato la Stagione 2023/24.  

La prima rappresentazione è prevista per mercoledì 27 novembre alle ore 18.00. Repliche venerdì 29 novembre (ore 20.00), sabato 30 novembre (ore 18.00), domenica 1 dicembre (ore 16.30), martedì 3 dicembre (ore 20.00), mercoledì 4 dicembre (ore 20.00), giovedì 5 dicembre (ore 20.00). Anteprima giovani domenica 24 novembre (ore 16.30). Lezione di opera con Giovanni Bietti sabato 16 novembre (ore 18.00). 

In occasione dello spettacolo inaugurale esce il quinto numero di “Calibano”, la rivista di attualità culturale dell’Opera di Roma realizzata in collaborazione con effequ che, pubblicata ogni quattro mesi, trae ispirazione dalle opere in cartellone per riflettere sul mondo di oggi. Il nuovo numero collega Simon Boccanegra al tema del potere e si interroga, con contributi che spaziano dalla nonviolenza politica all’antispecismo, dagli algoritmi alla seduzione dell’immagine televisiva, sulle molteplici forme che oggi questo assume. Tra le firme di questo numero Giancarlo De Cataldo, autore di una testimonianza sul potere visto dall’esperienza di un magistrato, e Andrea Tarabbia (Premio Campiello 2019), presente per l’occasione con un racconto inedito. 

Biglietti in vendita sul sito https://www.operaroma.it/ e al botteghino

RICHARD JONES INAUGURA LA STAGIONE DELL’OPERA DI ROMA CON SIMON BOCCANEGRA DIRETTO DA MARIOTTI

 Protagonisti Luca Salsi, Eleonora Buratto, 

Michele Pertusi e Stefan Pop 

Dal 27 novembre al 5 dicembre al Teatro Costanzi

In occasione dello spettacolo esce il nuovo numero della rivista di attualità “Calibano” dedicato al potere 

È il grande regista inglese Richard Jones a firmare lo spettacolo che il 27 novembre inaugura la Stagione 2024/25 dell’Opera di Roma: Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi. La nuova produzione, che segna il ritorno al Costanzi del regista dopo i successi de La dama di picche e Káťa Kabanová, vede impegnato sul podio il direttore musicale della Fondazione Capitolina Michele Mariotti.

Protagonisti Luca Salsi nel ruolo del titolo, Eleonora Buratto come Maria Boccanegra, Michele Pertusi nella parte del nobile Jacopo Fiesco, Stefan Pop nelle vesti di Gabriele Adorno, Gevorg Hakobyan come Paolo Albiani.

A firmare scene e costumi è Antony McDonald, mentre le luci sono di Adam Silverman. Coreografa per i movimenti mimici è Sarah Kate Fahie e maestro d’armi è Renzo Musumeci Greco

Orchestra e Coro, diretto da Ciro Visco, sono del Teatro dell’Opera di Roma.

La serata inaugurale del 27 novembre è trasmessa da Rai Cultura in prima serata su Rai5 alle 21.15 e in diretta su Radio3 Rai alle 18.00. Repliche fino al 5 dicembre. 

Intrighi politici e scontri di classe, passioni irrisolte e bramosie di potere. La storia del primo doge di Genova, Simon Boccanegra, è per Verdi un dramma sulla crisi di un sistema politico, e sul tormento di un uomo diviso tra l’amore per la figlia e il compimento dei propri doveri istituzionali. Una tragedia in cui il mare, cornice onnipresente nell’opera, è sia sfondo di una Genova in tumulto sia riflesso dell’animo inquieto dei protagonisti. Verdi tornò sulla partitura più di vent’anni dopo l’insuccesso di una prima versione, rappresentata a La Fenice di Venezia nel 1857, in un momento di svolta delle proprie concezioni drammaturgiche.  

A interpretare la storia di Simon Boccanegra in questa nuova produzione per l’Opera di Roma è chiamato Richard Jones. Pluripremiato regista britannico – ha vinto nove Olivier Awards e due South Bank Show Awards – Jones lavora da più di trent’anni per i palcoscenici di tutto il mondo. Oltre a mettere in scena spettacoli nei principali teatri londinesi (Royal Opera House, English National Opera, National Theatre, Royal Shakespeare Company e Young Vic), ha collaborato con il MET di New York, i festival di Glyndebourne, Aix-en-Provence e Bregenz, l’Opéra di Parigi, Scala di Milano e, ancora negli Stati Uniti, per Broadway, il New York Public Theatre e il Park Avenue Armory Theatre. Nominato Regista dell’anno dalla rivista Opernwelt Magazine per il suo Giulio Cesare alla Bayerische Staatsoper di Monaco, è inoltre dal 2015 Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico. Tra le produzioni premiate con gli Olivier Awards si ricordano Alcina (Royal Opera House), Hänsel und Gretel (Welsh National Opera) e Lady Macbeth del distretto di Mtsensk (Royal Opera House). Torna al Costanzi dopo aver messo in scena nel 2022 Kat’a Kabanova di Janacek, spettacolo vincitore di un South Bank Show Award. 

Sul podio sale invece il direttore musicale dell’Opera di Roma Michele Mariotti, che ha diretto il suo primo Simon Boccanegra nel 2007, a soli 28 anni, per l’apertura della stagione del Teatro Comunale di Bologna. Nel 2021, è tornato ad eseguire il titolo in forma di concerto, sempre con la stessa orchestra, al Festival Verdi di Parma. 

«Nel Simon Boccanegra di Verdi, amore e potere si trovano crudelmente schierati l’uno contro l’altro. – dice Mariotti – Da una parte la musica esprime un’atmosfera liquida, scura e inafferrabile proprio come gli intrighi del potere, dall’altra, per mezzo del canto isolato di un fagotto o delle oscillazioni cromatiche degli archi, ci commuove. Nel finale del primo atto, ad esempio, Verdi delinea un quadro di inaudita violenza: uno scontro tra patrizi e plebei che sarà interrotto solamente dal pianto del doge che va gridando ‘pace’ e ‘amore’. Ma in un mondo così bieco non c’è posto né per l’amore né per la pace, se non quella che Simon Boccanegra troverà nell’ultimo abbraccio con il mare, che diventerà così la sua tomba».

Premio Abbiati 2017 come Miglior Direttore d’orchestra, Mariotti è ospite regolare dei principali teatri italiani e internazionali, come la Wiener Staatsoper, la Royal Opera House, la Deutsche Oper Berlin, il Festival di Salisburgo e il MET di New York. Nella stagione 2024/25 della Fondazione Capitolina dirigerà la prima delle tre riprese di Tosca firmate da Alessandro Talevi per i 125 anni del capolavoro pucciniano (14 e 16 gennaio 2025), il dittico Suor Angelica/Il prigioniero (23 aprile – 2 maggio 2025), lo Stabat Mater per la regia di Romeo Castellucci (26 – 31 ottobre 2025) e due concerti sinfonici (8 dicembre 2024 e 22 marzo 2025). 

Protagonista sul palco nel ruolo del titolo il baritono Luca Salsi, già apprezzato Simon Boccanegra al Festival di Salisburgo nel 2019 e più recentemente alla Scala di Milano. Interprete di riferimento del repertorio verdiano, ha cantato nei principali teatri al mondo, tra i quali il MET di New York, la Royal Opera House e la Wiener Staatsoper. Torna al Costanzi dopo aver interpretato Michele ne Il Tabarro diretto da Mariotti nel 2022. Accanto a lui, nel ruolo di Maria Boccanegra, il soprano Eleonora Buratto, insignita del Premio Abbiati 2021 come Miglior Cantante e applauditissima Madama Butterfly nella Stagione 2022/23 dell’Opera di Roma. Al Costanzi ha già interpretato la figlia del doge nel 2012, ruolo che poi ha portato nel 2014 in tournée con l’Opera di Roma al Bunka Kaikan di Tokyo, entrambe lo volte sotto la direzione di Riccardo Muti. A cantare Jacopo Fiesco è invece il basso Michele Pertusi che, in questa veste, è già salito sui palchi di Vienna, Torino, Bologna e Parma. Il tenore Stefan Pop è invece Gabriele Adorno. Vincitore di due premi Operalia e di un Oscar della Lirica Young Generation, Pop torna sul palco della Fondazione Capitolina dopo aver cantato nel Requiem di Verdi diretto da Mariotti a febbraio 2023. Nei panni del filatore d’oro Paolo Albiani canta il baritono Gevorg Hakobyan, mentre il popolano Pietro è incarnato dal basso Luciano Leoni

Nelle repliche del 29 novembre, 1 e 4 dicembre, Simon Boccanegra è invece interpretato dal baritono Claudio Sgura, apprezzatissimo Scarpia nella recente produzione di Tosca al Caracalla Festival e di cui tornerà a rivestire i panni, a maggio all’Opera di Roma, nella ripresa di Alessandro Talevi; Maria Boccanegra da Maria Motolygina, soprano al suo debutto con la Fondazione Capitolina; Jacopo Fiesco da Dmitri Ulyanov, anche lui prima volta sul palco del Costanzi; Gabriele Adorno da Anthony Ciaramitaro, che torna all’Opera di Roma dopo aver interpretato Faust nel Mefistofele che ha inaugurato la Stagione 2023/24.  

La prima rappresentazione è prevista per mercoledì 27 novembre alle ore 18.00. Repliche venerdì 29 novembre (ore 20.00), sabato 30 novembre (ore 18.00), domenica 1 dicembre (ore 16.30), martedì 3 dicembre (ore 20.00), mercoledì 4 dicembre (ore 20.00), giovedì 5 dicembre (ore 20.00). Anteprima giovani domenica 24 novembre (ore 16.30). Lezione di opera con Giovanni Bietti sabato 16 novembre (ore 18.00). 

In occasione dello spettacolo inaugurale esce il quinto numero di “Calibano”, la rivista di attualità culturale dell’Opera di Roma realizzata in collaborazione con effequ che, pubblicata ogni quattro mesi, trae ispirazione dalle opere in cartellone per riflettere sul mondo di oggi. Il nuovo numero collega Simon Boccanegra al tema del potere e si interroga, con contributi che spaziano dalla nonviolenza politica all’antispecismo, dagli algoritmi alla seduzione dell’immagine televisiva, sulle molteplici forme che oggi questo assume. Tra le firme di questo numero Giancarlo De Cataldo, autore di una testimonianza sul potere visto dall’esperienza di un magistrato, e Andrea Tarabbia (Premio Campiello 2019), presente per l’occasione con un racconto inedito. 

Biglietti in vendita sul sito https://www.operaroma.it/ e al botteghino

Info: https://www.operaroma.it/spettacoli/simon-boccanegra-2/

L’ORCHESTRA RAI AL ROF CON BIANCA E FALLIERO, ERMIONE E IL VIAGGIO A REIMS

Roberto Abbado, Michele Mariotti e Diego Matheuz sul podio dei tre titoli rossiniani

L’inaugurazione il 7 agosto in prima serata su Rai5

L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai torna al Rossini Opera Festival. Per la 45esima edizione, nell’anno di Pesaro Capitale italiana della cultura, la compagine è protagonista di due nuove produzioni operistiche, Ermione e Bianca e Falliero, e dell’esecuzionein forma di concerto del Viaggio a Reims, a celebrazione del 40o anniversario della sua prima esecuzione in tempi moderni al ROF 1984.

Il Festival si apre il 7 agosto all’Auditorium Scavolini, nuovo spazio teatrale all’interno del PalaFestival, con Bianca e FallieroLo spettacolo è ripreso da Rai Cultura che lo trasmette in prima serata su Rai5 alle 21.15.Sul podio dell’OSN Rai Roberto Abbado.

Sul palcoscenico Jessica Pratt (Bianca), Aya Wakizono (Falliero), Dmitry Korchak (Contareno), Giorgi Manoshvili (Capellio), Nicolò Donini (Priuli), Carmen Buendía (Costanza), Dangelo Díaz (Cancelliere), Claudio Zazzaro (Ufficiale/Usciere). Con loro il Coro del Teatro Ventidio Basso. Il nuovo spettacolo è affidato a Jean-Louis Grinda, con Rudy Sabounghi per scene e costumi e Laurent Castaingt alle luci. Repliche l’11, 14 e 19 agosto.

La seconda nuova produzione del Festival, Ermione, va in scena il 9 agosto alla Vitrifrigo Arena. Sul podio dell’OSN Rai Michele Mariotti. Protagonisti Anastasia Bartoli nel ruolo del titolo, affiancata da Victoria Yarovaya (Andromaca), Enea Scala (Pirro), Juan Diego Flórez (Oreste), Antonio Mandrillo (Pilade), Michael Mofidian (Fenicio), Martiniana Antonie (Cleone), Paola Leguizamón (Cefisa) e Tianxuefei Sun (Attalo). Il coro è quello del Teatro Ventidio Basso. La messinscena è a cura di Johannes Erath, con scene di Heike Scheele, costumi di Jorge Jara, video di Bibi Abel e luci di Fabio Antoci. Repliche il 13, 17 e 20 agosto. 

Chiude il cartellone, il 23 agosto all’Auditorium Scavolini, l’esecuzione in forma di concerto del Viaggio a Reimscon l’OSN Rai diretta daDiego Matheuz e il Coro del Teatro Ventidio Basso. Il cast è composto da Vasilisa Berzhanskaya (Corinna), Maria Barakova (Marchesa Melibea), Nina Minasyan(Contessa di Folleville), Karine Deshayes (Madama Cortese), Jack Swanson (Cavalier Belfiore), Dmitry Korchak (Conte di Libenskof), Mihael Mofidian (Lord Sidney), Erwin Schrott (Don Profondo), Nicola Alaimo (Barone di Trombonok), Vito Priante (Don Alvaro), Alejandro Baliñas (Don Prudenzio), Tianxuefei Sun (Don Luigino), Paola Leguizamón (Delia), Martiniana Antonie (Maddalena), Vittoriana De Amicis (Modestina), Nicolò Donini (Antonio), Jorge Juan Morata (Zefirino/Gelsomino).