TCBO: DOPO 34 ANNI TORNA A BOLOGNA ROBERTO DEVEREUX

L’opera di Donizetti va in scena dal 17 al 22 aprile al Comunale Nouveau con la direzione musicale di Renato Palumbo e la regia di Alfonso Antoniozzi

Protagonisti Francesco Demuro, Roberta Mantegna, Raffaella Lupinacci e Vladimir Stoyanov

Amore, gelosie e intrighi politici nella corte reale inglese del Cinquecento: questa l’atmosfera che regna in Roberto Devereux di Gaetano Donizetti, capolavoro del belcanto che il Teatro Comunale di Bologna porta in scena al Comunale Nouveau dal 17 al 22 aprile, a trentaquattro anni di distanza dall’ultima rappresentazione bolognese, avvenuta nel 1992. Il dramma è proposto nell’allestimento firmato dal regista e baritono Alfonso Antoniozzi per il Teatro Carlo Felice di Genova nel 2016, ripensato a dieci anni dal debutto in una nuova veste appositamente per gli spazi del Nouveau. Sale sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro Comunale di Bologna Renato Palumbo. Nel ruolo del titolo c’è Francesco Demuro, mentre a interpretare l’iconica regina Elisabetta I Tudor è chiamata Roberta MantegnaRaffaella Lupinacci canta Sara, e Vladimir Stoyanov veste i panni del Duca di Nottingham. Le scene sono di Monica Manganelli, i costumi di Gianluca Falaschi e le luci di Paolo Liaci. La regia è ripresa da Luisa Baldinetti.

Roberto Devereux, pur portando nel titolo il nome maschile di uno dei protagonisti, è in realtà un dramma centrato sulla sovrana Tudor, un’opera che mette in luce la solitudine del potere regale e lo scorrere inesorabile del tempo. La vicenda narrata esplora infatti la progressiva decadenza emotiva di una regina divisa tra ragion di Stato e passioni private. Una tensione che trova il suo culmine nell’ultima aria intonata da Elisabetta, la celebre Vivi ingrato, a lei d’accanto: cantilena intensa e struggente in cui la regina, dopo aver condannato a morte l’uomo che amava, manifesta il desiderio di liberarsi dal peso del proprio ruolo.

L’allestimento ideato da Antoniozzi si sviluppa in una dimensione dichiaratamente metateatrale: lo spazio scenico è costruito ispirandosi a elementi architettonici che evocano la struttura del Globe Theatre e l’atmosfera dell’Inghilterra elisabettiana. In questo contesto simbolico prende così forma il dramma interiore della sovrana. «Gli anni di regno gravano su di lei come il suo manto ogni giorno più pesante» dice il regista, «i giorni sempre uguali passati a recitare la parte della regina, rinunciando a essere donna, sono come una maschera diventata troppo stretta». Baritono di fama internazionale, Antoniozzi da anni affianca alla carriera di cantante quella di regista, firmando numerose produzioni come Il barbiere di Siviglia e Gianni Schicchi ad Astana e al Tuscia Opera Festival, Le nozze di Figaro al Teatro Colón di Buenos Aires, Anna Bolena al Regio di Parma; Aida e Maria Stuarda al Teatro Carlo Felice di Genova. Al TCBO Antoniozzi ha esordito alla regia nel 2009 con Don Pasquale di Donizettiportando in scena negli anni successivi anche La traviata di Verdi (2010).

La direzione musicale è invece affidata a Renato Palumbo, direttore d’orchestra ospite dei principali teatri e festival internazionali, dalla Scala di Milano all’Opéra de Paris, dalla Royal Ballet & Opera di Londra alla Wiener Staatsoper, fino all’Arena di Verona e ai palcoscenici di Amburgo, Tokyo, Buenos Aires, Madrid e Barcellona. Cavaliere della Repubblica Italiana per meriti artistici e ospite frequente della fondazione lirico sinfonica felsinea, torna a Bologna dopo il recente Barbiere di Siviglia di Rossini a dicembre 2025.

Il Roberto Devereux bolognese vede impegnati sul palco Francesco Demuro come Roberto Devereux – uno dei suoi ruoli simbolo –, tenore ospite regolare di istituzioni prestigiose come il Metropolitan Opera House, la Royal Ballet & Opera di Londra, l’Opéra de Paris, la Staatsoper Berlin e la Scala di Milano; Roberta Mantegna, già interprete di Elisabetta sui palcoscenici di Sydney, Washington, Napoli e Venezia; Raffaella Lupinacci nel ruolo di Sara, giovane mezzosoprano in rapida ascesa nel repertorio belcantistico;  e il baritono Vladimir Stoyanov nei panni del duca di Nottingham, che ha cantato in teatri come il Teatro alla Scala, la Staatsoper Berlin, la Wiener Staatsoper e all’Opera di Los Angeles. Nelle recite del 18 e 21 aprile i ruoli sono interpretati da Matteo Desole (Roberto Devereux), Karen Gardeazabal (Elisabetta I), Aoxue Zhu (Sara) – entrambe sono al loro debutto nel ruolo – e Simone Piazzola (Duca di Nottingham). 

Completano il cast Pierluigi D’Aloia nel ruolo di Lord Cecil, Nicolò Donini in quello di Sir Gualtiero, Giuseppe Nicodemo e Gianluca Monti, che si scambiano nei panni di Un familiare di Nottingham, e Tommaso Norelli e Sandro Pucci che si alternano in quelli di Un paggio. Il Coro del TCBO è preparato da Giovani Farina. Sul palco anche gli attori Domenico Indiveri, Giacomo Gaetano Liva, Giordano Boschi, Lisa Manzini, Lucia Fontanelli.

L’opera Roberto Devereux fa parte, insieme ad Anna Bolena (1830) e a Maria Stuarda (1835), del cosiddetto “ciclo delle regine Tudor” di Donizetti. Composta nel 1837 a Napoli su libretto di Salvatore Cammarano, l’opera debuttò in quello stesso anno al Teatro San Carlo, dove fu rappresentata fino al 1848 quasi senza interruzioni, per poi intraprendere un’importante carriera internazionale negli anni successivi. Basata sulla tragedia Élisabeth d’Angleterre di Jacques-François Ancelot, la vicenda si ispira – romanzandola – al legame tra Roberto Devereux, conte d’Essex, e la regina Elisabetta I d’Inghilterra, l’impavida figlia di Enrico VIII e di Anna Bolena, ultima dei sovrani della dinastia Tudor.

Le recite saranno precedute – circa 45 minuti prima dell’inizio – da una breve presentazione dell’opera nel Foyer del Comunale Nouveau.

I biglietti – da 30 a 130 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4/a) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.

STAGIONE D’OPERA 2026 DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Roberto Devereux

Tragedia lirica in tre atti

Musica di Gaetano Donizetti

Libretto di Salvatore Cammarano

Dalla tragedia di Jacques-François Ancelot Elisabeth d’Angleterre

Direttore Renato Palumbo

Regia Alfonso Antoniozzi, ripresa da Luisa Baldinetti

Costumi Gianluca Falaschi

Luci Paolo Liaci

PersonaggiInterpreti
Regina ElisabettaRoberta Mantegna (17, 19 e 22 aprile) | Karen Gardeazabal (18 e 21 aprile)
SaraRaffaella Lupinacci (17, 19 e 22 aprile) | Aoxue Zhu (18 e 21 aprile)
Roberto DevereuxFrancesco Demuro (17, 19 e 22 aprile) | Matteo Desole (18 e 21 aprile)
Il Duca di NottighamVladimir Stoyanov (17, 19 e 22 aprile) | Simone Piazzola (18 e 21 aprile)
Lord CecilPierluigi D’Aloia
Sir Gualtiero RaleighNicolò Donini
Un familiare di NottinghamGiuseppe Nicodemo (17, 19 e 22 aprile) | Gianluca Monti (18 e 21 aprile)
Un paggioTommaso Norelli (17, 19 e 22 aprile) | Sandro Pucci (18 e 21 aprile 2026)

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna

Maestro del CoroGiovanni Farina
Costumista collaboratoreGian Maria Sposito

Comunale Nouveau

Venerdì 17 aprile, ore 20 – PRIME
Sabato 18 aprile, ore 18 – POMERIGGIO 2
Domenica 19 aprile, ore 16 – DOMENICA
Martedì 21 aprile, ore 18 – POMERIGGIO 1
Mercoledì 22 aprile, ore 20 – SERA

“Puccini racconta Puccini” al Teatro del Maggio Fiorentino, per il centenario della morte del grande musicista

Venerdì 29 novembre 2024, nel giorno del centenario della morte di Giacomo Puccini, il Teatro del Maggio dedica al grande compositore una serata interamente volta alle sue musiche.

Sul podio della Sala Grande, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Maggio, Francesco Lanzillotta.
La drammaturgia è curata da Alberto Mattioli; il baritono Alfonso Antoniozzi interpreta Giacomo Puccini.

Venerdì 29 novembre 2024, alle ore 20, il Teatro del Maggio dedica a Giacomo Puccini una serata speciale interamente volta alle sue composizioni nel giorno che segna i 100 anni dalla sua morte, avvenuta a Bruxelles il 29 novembre del 1924.

Sul podio della Sala Grande, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Maggio, il maestro Francesco Lanzillotta, che sarà poi di ritorno in Teatro nel volgere di poche settimane per il dittico Mavra/Gianni Schicchi in cartellone – sempre in Sala Grande – dal 15 al 22 dicembre prossimo.
La drammaturgia dello spettacolo è curata dal musicologo e scrittore Alberto Mattioli; il baritono Alfonso Antoniozzi interpreta Giacomo Puccini stesso.
Il maestro del Coro del Maggio è Lorenzo Fratini.

In locandina un programma interamente dedicato alle musiche di Puccini che comprende sia alcuni estratti dalle sue più celebri opere sia alcune pagine sinfoniche di rara esecuzione: il concerto si apre con Crisantemi, un brano giovanile che, come raccontato dal compositore stesso in una lettera del febbraio 1890 al fratello minore Michele, Puccini scrisse “in una notte, per la morte di Amedeo d’Aosta”, avvenuta il 18 gennaio precedente.
Il concerto continua con il Preludio a orchestra in mi minore: fu completato nell’ agosto del 1876, a Lucca; ‘riscoperto’ a partire dagli anni settanta del XX secolo, il Preludio è rapidamente entrato nei repertori sinfonici, con la direzione di maestri prestigiosi.
Il Preludio sinfonico in la maggiore, che segue, fu composto nell’estate del 1882 come saggio al Conservatorio di Milano e – sempre al Conservatorio – fu eseguito per la prima volta il 15 luglio dello stesso anno.
Il programma continua con il Capriccio sinfonico, che venne eseguito per la prima volta dall’Orchestra del Conservatorio di Milano nel luglio 1883: non solo ebbe un grandissimo successo di pubblico e di critica, ma “rivelò” Puccini alla Milano intellettuale, colta e scapigliata. Il grande successo del Capriccio fu una delle ragioni per cui fu organizzata un’esecuzione privata delle Willis, che nel volgere di breve tempo diventerà Le Villi, opera-ballo in due atti su libretto di Ferdinando Fontana, composta nel secondo semestre del 1883 e rappresentata per la prima volta il 31 maggio 1884 al “Teatro dal Verme” di Milano e da cui è preso l’estratto che segue in locandina, ossia Tregenda. Il felice esito conseguito da Le Villi indusse l’editore Giulio Ricordi a commissionare a Puccini una seconda opera: la scelta ricadde su Edgar, su libretto del poeta scapigliato Ferdinando Fontana e liberamente ispirato al dramma in versi di Alfred de Musset “La coupe et les lèvres”: la composizione durò ben quattro anni e il nuovo lavoro vide la luce nell’aprile del 1889 alla Scala di Milano.

Proprio da Edgar è estratto il Preludio del III atto, che precede in cartellone due fra i più celebri estratti da altrettante delle opere più famose del catalogo pucciniano: prima l’Intermezzo del III atto della Manon Lescaut, ispirata al romanzo dell’abate Antoine François Prévost “Storia del cavaliere Des Grieux e di Manon Lescaut” e composta fra l’estate del 1889 e l’ottobre del 1892; poi il celeberrimo Coro a bocca chiusa, tratto dal II atto di Madama Butterfly.

L’Intermezzo di Suor Angelica, la seconda opera del Trittico pucciniano, precede il pezzo conclusivo del concerto, ossia l’Inno a Roma: fu composto da Puccini ma soltanto nella versione per canto e piano  fra mille dubbi e fatiche; addirittura il compositore stesso confessò all’amico Guido Vandini: “Sto impazzendo a fare l’Inno a Roma!”. Nonostante questo la prima esecuzione ebbe luogo allo stadio Nazionale di Roma nel giugno 1919, alla presenza di Umberto, principe di Piemonte, e delle sue sorelle Jolanda e Mafalda, dove ottenne un grandissimo successo.

Il concerto:

Per raccontare Puccini è forse meglio lasciare la parola a lui e ai suoi contemporanei, creando una drammaturgia immaginaria ma basata su fatti e parole “veri” dove, davvero, Puccini racconta Puccini. Già, ma quale Puccini? La sua vita privata e soprattutto sentimentale viene scandagliata con una passione che va dall’acribia accademica degli studiosi all’accanimento gossipparo di chi cerca sempre nuovi amori del tenero Giacomo. Indispensabile, certo, perché l’uomo e l’artista sono inscindibili. E tuttavia per questa occasione inevitabilmente celebrativa ma, si spera, non retorica, si è tentata invece la strada di un ritratto artistico che, com’è ovvio, non è e non potrà mai essere completo, perché la grandezza dell’arte pucciniana sarà sempre maggiore della nostra capacità di raccontarla (e talora, come si vedrà, anche di capirla). Ma si è almeno cercato di ricostruire la parabola creativa di un compositore, alla fine, sempre così inquieto e così insoddisfatto di sé, partendo dai primi tentativi e fermandoci alle soglie dell’incompiuta (ma incompiuta, in realtà, perché il suo rebus drammaturgico era davvero insolubile) Turandot terminale. Evitando l’agiografia, e anzi dando anche conto di dubbi, ripensamenti, critiche, giudizi ingenerosi altrui ma anche propri; e cercando di evidenziare, magari, anche qualche aspetto meno noto, come il giovanile ma accanito wagnerismo di Puccini.

(dal testo di Alberto Mattioli, pubblicato nel libretto di sala)

La locandina:

GIACOMO PUCCINI
Crisantemi
Preludio a orchestra
Preludio sinfonico
Capriccio sinfonico
Preludio a orchestra
Da Le Villi: Tregenda
Da Edgar: Preludio atto III
Da Manon Lescaut: Intermezzo atto III
Da Madama Butterfly: Coro a bocca chiusa
Da Suor Angelica: Intermezzo
Inno a Roma per coro e orchestra

Direttore
Francesco Lanzillotta

Alberto Mattioli, drammaturgia
Alfonso Antoniozzi, voce narrante come Giacomo Puccini

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Direttore del Coro Lorenzo Fratini

Prezzi:

Solo ascolto: 10€
Visibilità limitata: 15€
Galleria: 20€
Palchi: 30€
Platea 4: 40€
Platea 3: 50€
Platea 2: 60€
Platea 1: 70€

Durata complessiva 1 ora e 30 minuti circa

“C’è Musica & Musica”, 8 appuntamenti per la divulgazione della Musica tra i più giovani.

I concerti della domenica mattina nella Sala Zubin Mehta.

Il nuovo frizzante ciclo di spettacoli del Maggio dedicato al suo pubblico più giovane e alle famiglie.

Domenica 1°ottobre 2023, alle ore 11 in Sala Zubin Mehta, il primo appuntamento del progetto che si sviluppa in otto domeniche dal 1° ottobre al 17 dicembre 2023

In cartellone per il primo concerto “Il carnevale degli animali”, la celebre composizione di Camille Saint-Saëns,

Cesare Della Sciucca dirige l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

Gaia Nanni interpreta “La zoologa”

Con lo spumeggiante spettacolo de Il carnevale degli animali, in programma domenica 1°ottobre 2023 alle ore 11 in Sala Mehta, si alza il sipario sul nuovo, colorato ciclo di concerti del Maggio dedicati ai più giovani e alle famiglie: “C’è Musica & Musica”. Il titolo stesso è un riferimento al compositore Luciano Berio, a vent’anni dalla sua scomparsa, e a un suo celebre programma televisivo dedicato proprio alla divulgazione e all’insegnamento della musica.

Per otto domeniche mattina, fino al 17 dicembre, il Teatro del Maggio propone un modo fresco, brioso e soprattutto divertente per avvicinare il pubblico (non solo quello di domani), al teatro e alla seduzione dei suoi spettacoli, in particolar modo all’orchestra e al suo fascino.  Nelle otto domeniche, in due cicli, si illustreranno  – nei primi quattro appuntamenti –  gli strumenti che compongono una orchestra con il loro ruolo e l’importanza che hanno e, poi,  le forme della musica stessa – dalla sinfonia ai grandi brani con voci – esplorate e narrate negli altri quattro appuntamenti del ciclo. 

Come detto – negli spettacoli – verranno illustrati, attraverso programmi originali e divertenti, gli strumenti dell’orchestra nei primi quattro appuntamenti – ossia Il carnevale degli animali di Camille Saint-Saëns il 1° ottobreStoria di Babar, l’elefantino di Francis Poulenc l’8 ottobreGuida del giovane all’orchestra di Benjamin Britten il 15 ottobre Pierino e il lupo di Sergej Prokof’evil 29 ottobre – e le varie forme della musica nei successivi quattro appuntamenti: i Carmina Burana di Carl Orffil 12 novembreNon ci sono più le mezze stagioni-La primavera e l’autunno di Antonio Vivaldiil 26 novembreTris di primi il 10 dicembre sino ad arrivare all’ultima tappa del ciclo presente in cartellone, Wolfi&Ludwi, in programma il 17 dicembre.

I concerti, tutti alle ore 11, saranno anticipati dalle presentazioni di Giovanni Vitali e Cristina Bersanelli.

Ogni concerto è proposto a 15 euro per gli adulti e 5 euro per i ragazzi fino a 18 anni ed è comprensivo della prima colazione – a partire dalle ore 9.30 – servita presso il bar del Foyer del Teatro. 

Inoltre, grazie alla collaborazione con Unicoop Firenze, è allestita, in uno spazio adiacente alla zona del bar del Foyer, una zona dedicata ai giovanissimi, con i prodotti di cancelleria della linea ecologica ViviVerde Coop, che mette a disposizione dei ragazzi materiali per la scrittura e il disegno.

Tanti i protagonisti di queste mattinate di festa e di apprendimento: l’Orchestra del Maggio, il Coro del Maggio e il suo direttore e maestro Lorenzo Fratini, il Coro di voci bianche dell’Accademia del Maggio Musicale e la maestra del Coro di voci bianche Sara Matteucci; cinque giovani talenti della direzione d’orchestra: Cesare Della SciuccaAttilia Kiyoko CernitoriNicolò Jacopo SuppaMatteo ParmeggianiRiccardo Bisatti e Pietro Mazzetti; la spalla dell’Orchestra del Maggio Salvatore Quaranta, nelle vesti di concertatore e solista, e tre prime parti dell’Orchestra: il violista Jörg Winkler, il violoncellista Simão Pedro Alcoforado Barriera e il contrabbassista Marco Martelli.  Ad arricchire ulteriormente la proposta, inoltre, saranno presenti in alcuni spettacoli, narratori e voci recitanti: Gaia Nanni e Lorenzo Baglioni, due apprezzatissimi attori fiorentini conosciuti anche per le loro apparizioni televisive e cinematografiche; Davide Gasparro, più volte presente negli spettacoli per i ragazzi del Teatro del Maggio, tra i quali la recente Italiana in Algeri per le scuole dello scorso aprile 2023 e Alfonso Antoniozzi, fra i più celebri baritoni italiani degli ultimi decenni, nei panni del narratore per Pierino e il lupo

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È dunque una tra le più conosciute e amate composizioni di Camille Saint-Saëns,Il carnevale degli animali, a inaugurare questo nuovo, frizzantissimo ciclo di appuntamenti: fu composta dall’autore nel 1886 mentre si trovava a Vienna, durante un periodo di riposo. Il grande pubblico, però, dovette aspettare quasi quarant’anni prima di poterla sentire perché, per ordine di Camille Saint-Saëns in persona, la suite non doveva essere eseguita pubblicamente almeno fino a che lui fosse stato in vita. La composizione, piena di brio e di humour, venne amata fin da subito anche per la singolarità del soggetto, con gli animali – descritti in musica da Saint-Saëns – che altro non erano che una buffa carrellata di personaggi dell’ambiente musicale parigino come i burberi critici musicali che, incapaci di capire il nuovo corso della musica per colpa della loro mentalità vecchia e polverosa, vengono addirittura “trasportati in scena” dall’autore e “trasformati” in dei fossili! 

La narratrice che, nelle vesti de La zoologa, guiderà tutto il pubblico attraverso le varie parti che compongono Il carnevale degli animali è Gaia Nanni, fra le più apprezzate e talentuose attrici fiorentine, conosciuta inoltre per le sue presenze sul grande e piccolo schermo. L’adattamento del testo è di Manuela Critelli. Sul podio della Sala Zubin Mehta il maestro Cesare Della Sciucca

La locandina

CAMILLE SAINT-SAËNS 

Il carnevale degli animali

Adattamento del testo di Manuela Critelli

Direttore Cesare Della Sciucca

La zoologa Gaia Nanni

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

Prezzi:

Fino ai 18: 5€ – Posto unico: 15€