Čajkovskij, Brahms e Boito: la Stagione sinfonica del Regio si apre con un viaggio dantesco dall’Inferno al Paradiso

Teatro Regio, sabato 18 ottobre 2025, ore 20

Andrea Battistoni dirige Orchestra, Coro e Voci bianche del Teatro con la partecipazione straordinaria di Erwin Schrott

La nuova Stagione de I Concerti 2025-2026 del Teatro Regio si apre sabato 18 ottobre alle ore 20 con Abissi, un ideale percorso dantesco dall’Inferno al Paradiso, che attraversa le profondità dell’animo umano tra destino, amore e spiritualità. Protagonisti della serata saranno il Direttore musicale del Regio Andrea Battistoni, alla guida di Orchestra, Coro e Coro di voci bianche del Teatro; i cori sono preparati da Ulisse Trabacchin e Claudio Fenoglio. In programma: la fantasia sinfonica Francesca da Rimini di Čajkovskij, Il canto del destino di Brahms, su versi di Hölderlin, e il Prologo in Cielo dall’opera Mefistofele di Boito, ispirato al Faust di Goethe. Quest’ultimo brano vedrà come solista un ospite d’eccezione: il celebre basso-baritono Erwin Schrott, la cui voce magnetica dialogherà con la forza corale e orchestrale del Regio.

Il concerto si realizza grazie al prezioso contributo di Sphere Italia. «Essere sponsor del concerto — spiega l’Amministratore Delegato Adriano Meloni — significa confermare il nostro impegno per la sostenibilità culturale del territorio, in continuità con iniziative già avviate nel 2024, come il restauro del Ninfeo del Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma». «Il nostro impegno per la sostenibilità — sottolinea il Presidente John Persenda — guida tutte le attività del gruppo, dai prodotti a minor impatto ambientale agli investimenti ESG in cultura e formazione. Il sostegno al Teatro Regio di Torino ne è un esempio concreto».

Stefano Lo Russo: il Teatro Regio eccellenza artistica e vocazione internazionale

La nuova stagione de I Concerti dimostra ancora una volta la capacità del Teatro Regio di offrire un programma musicale di altissima qualità e di respiro sempre più internazionale — commenta Stefano Lo Russo, Sindaco della Città di Torino e Presidente della Fondazione Teatro Regio — a partire dal concerto di apertura che porterà in scena la suggestione di un viaggio dantesco con le sinfonie di Čajkovskij, Brahms e Boito. Ancora una volta il Regio saprà offrire al pubblico un programma davvero da non perdere e vedrà il talento dell’Orchestra e del Coro, diretti dal maestro Andrea Battistoni, protagonisti anche fuori dai confini cittadini, ospiti dell’Auditorium della città di Lione, con cui Torino intrattiene una lunga tradizione di scambi e relazioni, soprattutto in campo artistico e culturale.

Mathieu Jouvin: il filo che unisce Opera, Balletto e Sinfonica

«La Stagione sinfonica nasce in dialogo profondo con quella d’Opera e di Balletto, di cui rilancia le suggestioni tematiche e le risonanze interiori — evidenzia Mathieu Jouvin, Sovrintendente del Teatro Regio. Attraverso un percorso che predilige i repertori dell’Ottocento e del Novecento, affiancando riscoperte italiane e nuove creazioni, essa si pone come naturale prosecuzione del cammino intrapreso con Francesca da Rimini: un itinerario di pensiero e di emozione che interroga l’animo umano e ne esplora gli abissi e le ascensioni, in un continuo rimando tra arte, poesia e vita».

Cristiano Sandri: le forze artistiche del Regio protagoniste di Abissi

Cristiano Sandri, Direttore artistico, aggiunge: «Desidero esprimere un sincero ringraziamento al Maestro Battistoni per la dedizione e l’energia con cui ha accolto il nuovo incarico, rendendosi fin da subito presenza costante e generosa nella vita del nostro Teatro. Dopo aver inaugurato la Stagione d’Opera e di Balletto con Francesca da Rimini, che sta riscuotendo un grande successo di pubblico e di critica, apre ora la Stagione sinfonica con Abissi, concerto che coinvolge tutte le masse artistiche del Regio: Orchestra, Coro e Coro di voci bianche e che ne mette in luce compattezza e forza espressiva. La partecipazione di Erwin Schrott aggiunge un ulteriore segno di prestigio a un programma di grande fascino e profondità musicale».

Il programma musicale

La fantasia sinfonica Francesca da Rimini di Pëtr Il’ič Čajkovskij restituisce con orchestrazione turbinosa i tormenti dell’Inferno dantesco. Nel Canto del destino di Johannes Brahms, su versi di Hölderlin, la beatitudine dei Campi Elisi si contrappone alla vita raminga dei mortali. Infine, il Prologo in Cielo dal Mefistofele di Arrigo Boito, ispirato al Faust di Goethe, incornicia fra canti celestiali la sfida a Dio lanciata dal demonio, qui affidata al carisma di Erwin Schrott. «Ho voluto che il concerto inaugurale mettesse in relazione musica e letteratura, radici della nostra identità culturale — spiega Andrea Battistoni. Il viaggio sonoro di Abissi si muove tra le cupezze infernali di Čajkovskij, l’anelito al destino e alla speranza di Brahms e l’epifania paradisiaca evocata da Boito: tre visioni che, insieme, parlano all’oggi con la forza universale della musica». 

Tournée a Lione

Pochi giorni dopo il concerto, il Regio sarà protagonista anche fuori dai confini nazionali con una nuova tournée: sabato 25, l’Orchestra e il Coro del Teatro saranno ospiti dell’Auditorium dell’Orchestre national de Lyon con il concerto Viva Verdi!, diretto dal maestro Andrea Battistoni. Un’occasione prestigiosa che conferma il ruolo attivo del Regio nel panorama musicale europeo e il suo impegno nel costruire una rete di relazioni artistiche sempre più ampia e dinamica. L’appuntamento — realizzato con il sostegno della Camera di commercio di Torino e degli Amici del Regio — è già sold out da mesi, segno della reputazione del Teatro e dell’entusiasmo che suscita anche oltreconfine.

La Stagione continua…

La Stagione sinfonica 2025/2026 prosegue sino al 22 maggio con otto appuntamenti, quattro con l’Orchestra del Teatro Regio e quattro con la Filarmonica TRT, in un’alternanza che ne segna l’intero percorso. Il secondo concerto, lunedì 17 novembre, intitolato Rivelazioni, vedrà sul podio Umberto Clerici — già primo violoncello ospite dell’Orchestra del Regio e oggi direttore affermato — con un programma che comprende Masquerade di Anna Clyne (in prima esecuzione italiana), il Concerto per corno e orchestra di Reinhold Glière con Maria Elisa Aricò solista, e la Sinfonia n. 10 di Dmitrij Šostakovič, nell’ambito delle celebrazioni per il 50° anniversario del Metodo Suzuki in Italia.

Tutti i vantaggi dell’abbonamento e dei Carnet

Con l’abbonamento agli 8 concerti (da 60 a 200 euro) lo spettatore ha la certezza del proprio posto e risparmia fino al 30% rispetto al costo dei singoli biglietti. Promozione speciale Under30: le prime 100 persone under 30 potranno usufruire di un prezzo speciale a 50 euro recandosi in Biglietteria. Nuovi Abbonamenti: fino al 18 ottobre alla Biglietteria del Teatro Regio oppure online su www.teatroregio.torino.it. 

Sono inoltre disponibili vantaggiosi Carnet, l’alternativa più flessibile per avvicinarsi ai nostri spettacoli scegliendo la combinazione preferita di date e posti: da 3, 4 e 6 appuntamenti. I Carnet consentono di acquistare un numero variabile di posti a prezzo ridotto, offrendo libertà di scelta e convenienza anche a chi non può seguire l’intera Stagione o desidera sfruttare la possibilità di condividere con più persone il piacere della sinfonica al Regio.

A ciascuno la sua Regio Card

Esclusivamente per i concerti con l’Orchestra del Teatro Regio, con la Regio Card sconto del 10% su concerti, opere e balletti; con la Regio Card Giovani 16-30 e la Regio Card Under 16: posto unico € 10. 


Biglietteria Teatro Regio
Piazza Castello 215 – Torino | Tel. 011.8815.241 – 242 | biglietteria@teatroregio.torino.it 
Orario di apertura: da lunedì a sabato ore 11-19; domenica ore 10.30-15.30 

Per tutte le informazioni e gli aggiornamenti: www.teatroregio.torino.it 

Al Regio di Torino : RIGOLETTO, in un nuovo allestimento di Leo Muscato, con Nicola Luisotti sul podio

In scena grandi interpreti per uno dei titoli più potenti di Verdi: il tragico destino del giullare più famoso nella storia dell’opera

Teatro Regio, dal 28 febbraio all’11 marzo 2025
Anteprima Giovani under 30, giovedì 27 febbraio ore 20

Al Teatro Regio, dal 28 febbraio all’11 marzo 2025, va in scena Rigoletto, melodramma in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave dal dramma “Le Roi s’amuse” di Victor Hugo. L’opera è presentata in un nuovo allestimento firmato da Leo Muscato, che torna a Torino con il suo team: la scenografa Federica Parolini e la costumista Silvia Aymonino, già vincitrici del Premio Abbiati 2019 con Agnese di Ferdinando Paer.

Sul podio dell’Orchestra del Regio segnaliamo il gradito ritorno del maestro Nicola Luisotti, interprete del repertorio italiano apprezzato in tutto il mondo. In scena una tripletta di cantanti d’eccezione: George Petean, uno dei più acclamati baritoni verdiani sia in Europa che negli Stati Uniti, interpreta il ruolo del titolo; al suo fianco il soprano che ha già incantato il pubblico del Regio in Figlia del reggimento e Turandot, Giuliana Gianfaldoni, nel ruolo di Gilda, la figlia di Rigoletto; l’acclamato tenore Piero Pretti veste i panni del Duca di Mantova, l’aristocratico dissoluto per cui Verdi ha scritto alcune delle arie più irresistibili del repertorio operistico. Alla guida del Coro del Regio è il maestro Ulisse Trabacchin. 

Questo grande impegno artistico e produttivo è reso possibile grazie al contributo di Reale Mutua, Socio Fondatore del Teatro Regio.

Le dichiarazioni

Stefano Lo Russo, Sindaco e Presidente della Fondazione Teatro Regio afferma: «Ci prepariamo ad assistere a un nuovo allestimento di Rigoletto, uno dei capolavori più celebri e amati di Giuseppe Verdi. Una produzione che testimonia la vocazione del Teatro Regio a proporre una stagione di altissimo livello, capace di coniugare grandi classici dell’opera con titoli meno conosciuti, consolidando il percorso che lo sta riportando a essere un punto di riferimento nel panorama culturale internazionale».

Il Sovrintendente Mathieu Jouvin si dice «molto felice di proporre Rigoletto, non solo perché è un capolavoro amato dal pubblico — come dimostra il “tutto esaurito” — ma anche perché rappresenta un’opportunità per ribadire il valore di un teatro che incarna i principi culturali europei. Con questa produzione, infatti, aggiungiamo un nuovo tassello al dialogo tra la cultura francese e quella italiana, suggellato dall’incontro tra due “miti”: Giuseppe Verdi e Victor Hugo. Entrambi dovettero confrontarsi con problemi di censura, ma mentre il dramma di Hugo fu a lungo interdetto perché venivano contestati apertamente i facili costumi della monarchia, e dunque si trattava di un testo di natura politica, l’opera di Verdi, eliminando i riferimenti a personaggi di rango reale, si concentra sull’umanità dei protagonisti e conferisce valore universale ai loro sentimenti e alle loro fragilità. Il cuore del dramma è il rapporto tra Rigoletto e sua figlia Gilda: un amore assoluto e totalizzante, che il protagonista esprime in modo ossessivo e possessivo, trasformando la sua protezione in una prigione. Il desiderio di preservarla dall’inganno e dalla corruzione del mondo finisce per innescare proprio la tragedia che voleva evitare. In questo conflitto tra affetto e oppressione, tra amore e destino, Rigoletto riesce a parlare a tutti noi, restituendo la complessità dei legami familiari, così profondamente umani e riconoscibili in ogni epoca e cultura».

«Con Rigoletto Verdi compone un’opera di contrasti brucianti, in cui il lirismo più struggente convive con il senso implacabile del dramma — aggiunge il Direttore artistico Cristiano Sandri. Nicola Luisotti incarna questa visione con assoluta naturalezza: la sua lettura è radicata nella tradizione, ma possiede la vitalità e la libertà che solo una profonda conoscenza del linguaggio verdiano può garantire. Fin dalle prime prove, il dialogo con Leo Muscato si è rivelato proficuo e stimolante, permettendo di costruire un Rigoletto in cui musica e regia si fondono in un equilibrio perfetto tra efficacia teatrale e introspezione psicologica. George Petean plasma un Rigoletto di grande profondità, restituendone il tormento e la rabbia; Giuliana Gianfaldoni disegna una Gilda luminosa e struggente; Piero Pretti sa esaltare le sfumature più ambigue del Duca di Mantova. In generale siamo molto soddisfatti del cast in entrambe le distribuzioni».

Luigi Lana, Presidente di Reale Mutua, dichiara: «La mutualità è il cuore della nostra identità e ci guida nel promuovere iniziative che generano valore per la collettività. Rigoletto è un’opera senza tempo, capace di emozionare generazioni di spettatori con la sua potenza drammatica e musicale. Siamo orgogliosi di affiancare il Teatro Regio in questa produzione di alto livello, che unisce talento e visione artistica. Crediamo che il patrimonio culturale debba essere preservato e reso accessibile a tutti, ed è per questo che continuiamo a sostenere progetti che avvicinano il pubblico all’arte e alla bellezza».

Un capolavoro senza eroi

Con Rigoletto Giuseppe Verdi compose un capolavoro senza eroi, traboccante di pagine memorabili come «La donna è mobile», il duetto d’amore «È il sol dell’anima», la cabaletta «Cortigiani vil razza dannata», il quartetto «Bella figlia dell’amore». In questa straordinaria opera Verdi riversò la sua ammirazione per Victor Hugo, il drammaturgo francese capace di creare congegni drammatici perfetti e di mescolare magistralmente comico e tragico, grottesco e sublime. Tra tutti i titoli di Hugo, il compositore considerava Le Roi s’amuse (Il re si diverte) «il miglior dramma dei tempi moderni», e nel 1851 realizzò il desiderio di trasporlo in musica con un’opera potente e senza tempo. 

La vicenda narra del giullare deforme Rigoletto, la cui cieca sete di vendetta lo condanna a perdere l’unico tesoro della sua vita, l’adorata figlia Gilda. Rigoletto è un’opera vertiginosa: ogni battuta della partitura di Verdi è un affondo nel cuore nero del potere e nella solitudine di chi vi gravita attorno. Il giullare, il buffone, la vittima e il carnefice: in Rigoletto queste figure si specchiano l’una nell’altra, si sovrappongono, si dissolvono in un vortice che non concede scampo. Verdi attinge alla drammaturgia implacabile di Victor Hugo — uno dei massimi autori della cultura francese ed europea — e ne distilla l’essenza, spogliando la narrazione di ogni orpello per arrivare a una verità ancora più feroce, fatta di contrasti assoluti: potere e impotenza, vendetta e sacrificio, grottesco e sublime.

L’idea registica e drammaturgica di Muscato

Leo Muscato, già autore di una precedente regia di Rigoletto, per la nuova produzione del Regio ha scelto di reinterpretare il capolavoro verdiano per metterne in evidenza il nucleo drammatico, con un allestimento ricco di simbolismo: «voglio restituire al pubblico l’essenza archetipica e dolente di Rigoletto. La sua doppia identità, la tensione tra sacro e profano e il mondo di specchi in cui si muove riflettono una società in disfacimento, ancora incredibilmente attuale. L’atmosfera decadente richiama anche suggestioni cinematografiche, come l’ultima scena di C’era una volta in America di Sergio Leone, in cui Robert De Niro si abbandona all’oblio nella fumeria d’oppio: il mondo gli appare distorto, quasi onirico, e la realtà si mescola con l’illusione. È questa la suggestione attraverso la quale racconto il terzo e ultimo atto di Rigoletto: la taverna di Maddalena e Sparafucile diventa un luogo rarefatto, permeato da un senso di attesa sospesa; qui Gilda osserva il Duca attraverso un velo di fumo, in un contesto dove i contorni della realtà si dissolvono, proprio come nel celebre film».

Nei ruoli principali, si alternano: Devid Cecconi (Rigoletto), Daniela Cappiello (Gilda), Oreste Cosimo (il Duca di Mantova). Completano il mosaico della produzione: Goderdzi Janelidze e Luca Tittoto (Sparafucile), Martina Belli e Veta Pilipenko (Maddalena), Siphokazi Molteno (Giovanna), Emanuele Cordaro (Monterone), Janusz Nosek (Marullo), Daniel Umbelino (Matteo Borsa), Tyler Zimmerman (Il conte di Ceprano), Albina Tonkikh (La contessa di Ceprano), Chiara Maria Fiorani (Il paggio della duchessa), Mattia Comandone e Alessandro Agostinacchio (Un usciere di corte). Molteno, Nosek, Umbelino, Zimmerman e Tonkikh sono artisti del Regio Ensemble. La nuova produzione si avvale delle luci di Alessandro Verazzi, Alessandra De Angelis è assistente alla regia, Chiara Previato assistente alle scene e Rossana Gea Cavallo assistente ai costumi. 

Conferenza-concerto

Rigoletto sarà presentato al pubblico mercoledì 26 febbraio alle ore 18 al Piccolo Regio Puccini nella conferenza-concerto condotta dalla musicologa Liana Püschel, a colloquio con il regista, la scenografa e la costumista. L’incontro prevede esibizioni live; l’ingresso è libero.

Biglietti e Informazioni
I biglietti sono esauriti.

Biglietteria del Teatro Regio – Tel. 011.8815.241/242
Piazza Castello 215 – Torino
Tel. 011.8815.241 – 011.8815.242 – biglietteria@teatroregio.torino.it 
Orario di apertura: da lunedì a sabato ore 11-19; domenica ore 10.30-15.30; un’ora prima degli spettacoli. 

Per tutte le informazioni e gli aggiornamenti: www.teatroregio.torino.it.

Andrea Battistoni è il nuovo Direttore musicale del Teatro Regio di Torino


Un talento internazionale, una nuova energia per il Regio

Il Teatro Regio di Torino è lieto di annunciare la nomina di Andrea Battistoni a Direttore musicale, un momento fondamentale per il Teatro e il suo futuro. Battistoni, figura di spicco nel panorama musicale internazionale, entrerà in carica ufficialmente dal 1° gennaio 2025, con un mandato che abbraccerà le prossime due Stagioni.

Stefano Lo Russo, Presidente della Fondazione Teatro Regio e Sindaco della Città di Torino commenta: «Annunciamo con piacere la nomina di Andrea Battistoni, cui diamo il benvenuto, come Direttore musicale del Teatro Regio. Siamo certi che la sua presenza e la sua guida non potranno che rafforzare la capacità del Regio di rinnovarsi e sperimentare attraverso un’offerta artistica di grande qualità, consolidando il percorso che lo sta riportando a essere punto di riferimento nel panorama culturale nazionale e internazionale. Siamo certi che il nuovo Direttore, che ha già un legame di collaborazione consolidato con il nostro Teatro, proseguirà nel cammino intrapreso verso una proposta culturale trasversale e inclusiva, aperta a tutte e a tutti».

Il Sovrintendente Mathieu Jouvin afferma: «La nomina di Andrea Battistoni a Direttore musicale del Teatro Regio rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di rilancio intrapreso oltre due anni fa, con l’obiettivo di riportare il nostro Teatro al livello artistico che gli compete: il più alto. Siamo orgogliosi di accogliere un artista così giovane e già straordinariamente affermato, il cui talento e visione musicale sapranno arricchire la nostra proposta artistica e rafforzare il ruolo del Regio come punto di riferimento nel panorama lirico internazionale. La costante disponibilità di Andrea ad avvicinare la musica classica a un pubblico sempre più ampio, rendendola accessibile e coinvolgente, rispecchia un obiettivo fondamentale per la direzione del Teatro. È proprio questa sintonia di intenti che ha reso naturale e convinta la scelta di Andrea Battistoni come nuovo Direttore musicale e sono certo che, insieme, potremo costruire un percorso entusiasmante per il nostro pubblico e per il Teatro stesso».

Il Direttore artistico Cristiano Sandri aggiunge: «La scelta di Andrea Battistoni come Direttore musicale riflette pienamente la nostra volontà di tracciare un nuovo percorso per il Teatro Regio. Il Maestro è un direttore di straordinaria preparazione e sensibilità musicale, profondamente legato al nostro Teatro, che conosce bene. La sua capacità di unire l’esplorazione del grande repertorio italiano a nuove sperimentazioni rappresenta un valore aggiunto per il nostro progetto artistico. Naturalmente la nomina di un Direttore musicale costituisce una tappa cruciale per un teatro in quanto significa offrire all’orchestra e al coro una guida artistica di riferimento. Lo accogliamo con grande entusiasmo».

Andrea Battistoni: «Sono profondamente onorato ed emozionato di essere stato chiamato a ricoprire il ruolo di Direttore Musicale del Teatro Regio di Torino. È per me un privilegio e una grande responsabilità poter contribuire alla storia di una delle Istituzioni musicali più prestigiose a livello internazionale. Ringrazio vivamente il Sovrintendente Jouvin ed il Direttore Artistico Sandri per la fiducia accordatami. Mi impegnerò al massimo per onorare questa nomina, con spirito di servizio e dedizione nei confronti delle maestranze artistiche che sono un patrimonio inestimabile di talento e professionalità e che tutto il mondo ci invidia. Insieme, cercheremo di costruire un percorso che metta sempre più in luce le loro preziose e straordinarie qualità in modo da offrire al pubblico torinese ed internazionale un’esperienza artistica sempre più ricca e coinvolgente».

Un percorso di collaborazione già avviato

Andrea Battistoni ha costruito un rapporto profondo con i complessi artistici del Teatro Regio, segnato da appuntamenti significativi sia in Italia sia all’estero. Dopo il debutto nel 2011 con il Concerto per la Festa della Repubblica in piazza San Carlo, ha diretto L’elisir d’amore di Donizetti, in teatro e al Festival di Wiesbaden nel 2014, portando il nome del Regio in una prestigiosa manifestazione internazionale. Tra i suoi ritorni a Torino, spiccano La bohème nell’ambito del progetto The Best of Italian Opera per EXPO 2015, fino al dittico con La giara di Casella e Cavalleria rusticana di Mascagni con la regia di Gabriele Lavia nel 2019. Più recentemente, nel gennaio 2023, ha diretto la Messa da Requiem di Verdi e, a ottobre, La bohème, opera con cui il Regio ha inaugurato le celebrazioni pucciniane. Queste tappe hanno costruito e consolidato il suo rapporto con il Teatro e i suoi organici artistici, ponendo basi solide e condivise per la scelta del suo nuovo incarico.

Un incarico di grande respiro

Il maestro Battistoni dirigerà almeno due produzioni liriche per ogni Stagione, oltre a diversi concerti. In linea con la Direzione del Teatro, il maestro interpreterà sia opere del grande repertorio italiano, di cui è profondo conoscitore, sia titoli meno frequentati e da riscoprire, con l’intento di rinnovare e ampliare le prospettive artistiche del Regio. Il primo impegno sul podio del Regio sarà con Andrea Chénier di Umberto Giordano, in scena dal 18 al 29 giugno. L’opera vede il ritorno di artisti di grande statura vocale e interpretativa come Gregory Kunde, Maria Agresta e Franco Vassallo, ed è proposta in un nuovo spettacolare allestimento firmato da Giancarlo del Monaco. Ancor prima, il Direttore musicale sarà già coinvolto nelle procedure di concorso per i professori d’orchestra. Uno dei punti cardine del suo mandato sarà inoltre la divulgazione culturale, con un’attenzione particolare verso i giovani. Andrea Battistoni, già autore del libro Non è musica per vecchi, si impegnerà a rendere la musica classica e la lirica sempre più accessibili e amate da un pubblico ampio e intergenerazionale: «per innamorarsi della sinfonica, appassionarsi a quei meravigliosi romanzi cantati che sono le opere liriche, entrare nella vita dell’orchestra e svelare i segreti che hanno ispirato i grandi compositori».

Un talento riconosciuto a livello internazionale

Andrea Battistoni, nato a Verona nel 1987, si è imposto come uno dei direttori più preparati e versatili della sua generazione. A soli 27 anni è stato il più giovane direttore a debuttare sul podio del Teatro alla Scala, un record che ha segnato la sua precoce affermazione nel panorama musicale internazionale. Dirige regolarmente alla Deutsche Oper di Berlino e al Teatro dell’Opera di Sydney; a luglio di quest’anno ha debuttato con successo al Covent Garden di Londra con Tosca ed è atteso con grande interesse per il debutto all’Opéra di Parigi, dove dirigerà Rigoletto a maggio 2025. Tra gli incarichi della sua carriera, ricordiamo il ruolo di Primo Direttore Ospite del Teatro Regio di Parma, ricoperto dal 2010 al 2013, e quello di Direttore Principale del Teatro Carlo Felice di Genova, che ha svolto dal 2013 al 2019. Un altro traguardo di rilievo è stato l’importante sodalizio artistico con la Tokyo Philharmonic Orchestra, che pochi mesi dopo l’inizio della collaborazione lo ha nominato Chief Conductor per numerose stagioni, ruolo che occupa un posto di primo piano nella sua carriera attuale. Oltre a un’intensa attività nei principali teatri e con le orchestre sinfoniche più prestigiose del mondo, Battistoni si distingue anche come compositore. Questa sera, 29 novembre, l’Opéra Royal de Wallonie-Liège presenterà in prima mondiale Pucciniana, cantata per soprano, tenore, coro e orchestra, commissionata al maestro Battistoni. L’opera, concepita come un dialogo musicale articolato in cinque tableaux, rende omaggio al genio di Giacomo Puccini.

Un legame simbolico con Puccini

La nomina di Andrea Battistoni viene annunciata in una data di forte valore simbolico: il 29 novembre 2024, 100° anniversario della scomparsa di Giacomo Puccini. Questa ricorrenza chiude idealmente un anno di celebrazioni dedicate al grande compositore, iniziate con lo stesso maestro Battistoni alla conduzione della Bohème e concluse oggi con la sua nomina, dunque con l’inizio di una nuova fase per il Teatro Regio.

Impegno e qualità artistica

Con rigore e passione, Battistoni affronta ogni progetto con uno studio accurato e una preparazione meticolosa, dimostrando una straordinaria dedizione alla musica. Questo approccio rappresenta un valore prezioso, che contribuirà a costruire un percorso di crescita condiviso. Con la sua energia, visione artistica e impegno verso il futuro, Andrea Battistoni si prepara a guidare l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio verso nuove sfide, rafforzandone il ruolo di eccellenza musicale e culturale a livello internazionale.

Il Teatro Regio di Torino, insieme ai suoi artisti, lavoratori e pubblico, rivolge ad Andrea Battistoni i migliori auguri per un percorso ricco di successi e soddisfazioni nel suo nuovo incarico di Direttore musicale. Con entusiasmo e fiducia, tutto il Regio lo accoglie in questa nuova e stimolante avventura artistica.

Per tutte le informazioni e gli aggiornamenti: www.teatroregio.torino.it.