DA CECILIA BARTOLI A POPPEA, TETI, DIDONE E TEODORA:LE DIVE DEL BAROCCO E L’EMPOWERMENT FEMMINILE AL CENTRO DEL MONTEVERDI FESTIVAL 2026


“Cantami, o Diva!” il tema della 43ª edizione, a Cremona dal 7 al 21 giugno


Anteprima giovedì 28 maggio con il gala di Cecilia Bartoli

Figure femminili potenti, complesse, capaci di determinare il corso della storia: da qui prende forma il Monteverdi Festival 2026, a Cremona – città natale di Claudio Monteverdi, riconosciuto come l’inventore dell’opera lirica – dal 7 al 21 giugno, anticipato da un concerto di gala con la star internazionale del canto Cecilia Bartoli il 28 maggio.

Nel segno del tema “Cantami, o Diva!”, la 43ª edizione ha in cartellone quattro titoli d’operaL’incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi, Le nozze di Teti e Peleo di Francesco Cavalli – proposta per la prima volta in epoca moderna in occasione dei 350 anni dalla morte del compositore allievo di Monteverdi –, Dido and Æneas di Henry Purcell e Teodora Imperatrice di Mauro Montalbetti, nuova commissione del Monteverdi Festival. Un programma, con più di 30 appuntamenti, che conferma Cremona come uno dei poli europei dedicati alla musica barocca e al teatro musicale.

«Cantami, o Diva! è un invito a riascoltare il repertorio barocco lasciando emergere il punto di vista femminile», dichiara Andrea Nocerino, alla sua prima edizione come Direttore artistico del Monteverdi Festival. «Poppea, Teti, Didone e Teodora sono figure che incarnano il potere, il desiderio, la responsabilità e il conflitto. Con quattro titoli operistici, nuove produzioni e prime rappresentazioni in epoca moderna, il Monteverdi Festival 2026 presenta un impianto fortemente incentrato sul teatro musicale, un vero e proprio Opera Festival. In questo contesto, il tema dell’empowerment femminile, nella sua cocente attualità, lega il racconto di tutte le protagoniste del Festival e fornisce un importante controcanto alla comune lettura dell’epica classica e della storia antica, restituendone un’immagine riattualizzata e moderna, una nuova fonte d’ispirazione».

Il percorso del Festival viene anticipato da uno speciale appuntamento: il concerto di gala di Cecilia Bartoli, giovedì 28 maggio al Teatro Ponchielli, insieme a Les Musiciens du Prince diretti da Gianluca Capuano. Per il terzo anno consecutivo, il Monteverdi Festival accoglie una delle più grandi interpreti del nostro tempo, in uno dei suoi rari appuntamenti italiani, sottolineando la vocazione internazionale della manifestazione.

Capolavoro del teatro musicale di Monteverdi, L’incoronazione di Poppea è la produzione centrale del Festival 2026. Opera di sconvolgente modernità, mette in scena un mondo governato dal desiderio, affidando a una protagonista femminile complessa e spregiudicata il racconto del potere. In programma al Teatro Ponchielli sabato 13 e sabato 20 giugno, la nuova messinscena è firmata dal regista in residenza Roberto Catalano, già apprezzato per il suo Polittico monteverdiano nel 2024 e coinvolto anche per il Ballo in Maschera nella stagione autunnale del Teatro Ponchielli. Paul Agnew dirige Les Arts Florissants, storica formazione fondata da William Christie. Protagonisti Benedetta Torre (Poppea) e Maayan Licht (Nerone).

Seconda nuova produzione è Le nozze di Teti e Peleo di Francesco Cavalli: proposta in prima rappresentazione mondiale in epoca moderna, celebra i 350 anni dalla morte del compositore, pupillo di Monteverdi. Il progetto è curato da Antonio Greco, Direttore in residenza del Monteverdi Festival, con l’ensemble Cremona Antiqua, ed è firmato da Chiara D’Anna, regista di teatro di ricerca e artista poliedrica della scena europea. Con protagonisti due vincitori della Cavalli Monteverdi Competition 2025, Valentina Ferrarese e Ferran Albrich, il Festival coinvolge interpreti under 35 insieme ad artisti già affermati, favorendo lo scambio intergenerazionale e il trasferimento di competenze. In scena venerdì 19 giugno domenica 21 giugno, sempre al Teatro Ponchielli.

Con Dido and Æneas di Henry Purcell il Festival si sposta al Teatro Bibiena di Mantova, includendo la regina cartaginese nel percorso dedicato alle “Dive”. Capolavoro dell’opera inglese, il dramma di Didone amplia lo sguardo del Festival oltre i confini del barocco italiano. L’esecuzione, in programma giovedì 18 giugno, è affidata a Michele Pasotti e all’ensemble La Fonte Musica, con Lucia Mancini (Didone), Mauro Borgioni (Enea), Anna Piroli (Seconda donna) e Margherita Maria Sala (Maga) nel cast.

Completa l’ampia proposta operistica di questa edizione Teodora Imperatrice. Opera in forma di mosaico. Composta per organico di strumenti antichi da Mauro Montalbetti, rappresenta una novità assoluta per il Monteverdi Festival: una nuova commissione che segna un passo ulteriore nel dialogo tra tradizione e contemporaneità, ispirata alla figura storica dell’imperatrice Teodora, che conquista la propria regalità emancipandosi da un’infanzia disperata. Con Antonio Greco sul podio dell’ensemble Cremona Antiqua, ha la drammaturgia e la regia di Barbara Roganti e Roberta Mameli nel ruolo del titolo. In scena domenica 14 giugno alla Chiesa di Sant’Agostino.

Tra i grandi appuntamenti musicali, sono dedicati alla musica sacra il Vespro della Beata Vergine di Monteverdi, concerto inaugurale di domenica 7 giugno alla Chiesa di Sant’Agostino, affidato alla Cappella Mediterranea diretta da Leonardo García-Alarcón, e il concerto “Da Legrenzi ad Händel. Visioni del Sacro nel barocco europeo”, nel quarto centenario della nascita del compositore bergamasco Giovanni Legrenzi, che racconta la diffusione dello stile veneziano in Europa attraverso l’interpretazione di Antonio Greco Cremona Antiquagiovedì 18 giugno alla Chiesa di San Michele.

Il Festival ospita inoltre “Dowland 400”, in occasione dei quattrocento anni dalla morte di John Dowland, con il tenore Ian Bostridge, interprete di riferimento del repertorio barocco inglese (giovedì 11 giugno all’Auditorium Arvedi del Museo del Violino) e un concerto che offre un ulteriore approfondimento sul tema della vocalità femminile nel Barocco con protagonista il soprano Carmela Remigiovenerdì 12 giugno. A suggellare il percorso artistico della 43ª edizione sarà il gala conclusivo affidato a Carlo Vistoli, tra i più acclamati controtenori della scena internazionale, protagonista – insieme all’ensemble Sezione Aurea diretto da Filippo Pantieri – domenica 21 giugno 2026 al Teatro Ponchielli.

Un ruolo centrale è assegnato anche al madrigale, con il percorso Madrigali Diffusi, che attraversa cortili e palazzi storici della città venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 giugno, in collaborazione con il Festival Orfeo Week di Lodi, a cura di Raffaele Pe e il suo ensemble La Lira di Orfeo. Inoltre, tra i progetti artistici originali, Recitar cantando propone una drammaturgia inedita firmata da Maria Paola Viano, che intreccia madrigali monteverdiani in un racconto scenico affidato ai giovani interpreti della Monteverdi Academyvenerdì 19 giugno alla Galleria San Carlo.

Il Monteverdi Festival propone, inoltre, un ecosistema che conferma la manifestazione cremonese come luogo di studio e divulgazione. In questo quadro si inseriscono i progetti identitari del Festival: Monteverdi Dappertutto, che porta la musica nei luoghi del lavoro, della cura e del sociale della provincia di Cremona; la Monteverdi Academy e i workshop di arte scenica per giovani interpreti; le Audizioni su strumenti storici in collaborazione con il Museo del Violino; gli eventi speciali fuori dagli schemi, dal concerto all’alba del solstizio d’estate al grande flashmob corale in Piazza del Comune. Un insieme di iniziative che restituisce l’immagine di un Festival che si diffonde nei cortili storici, nelle chiese, nei musei, nei luoghi della vita quotidiana, fino ad estendersi a Mantova, trasformandosi in un’esperienza urbana e territoriale che coinvolge l’intera comunità.

«Con la 43ª edizione del Monteverdi Festival rinnoviamo un impegno che riguarda l’identità stessa della nostra città. L’eredità di Claudio Monteverdi rappresenta per Cremona non solo un patrimonio storico, ma una vocazione che nel tempo ha saputo consolidarsi e proiettarsi a livello internazionale. Il riconoscimento dell’assoluto prestigio internazionale ai sensi della legge 238/2012, reso strutturale e permanente lo scorso dicembre dal Parlamento, è un risultato che premia la qualità artistica, la visione culturale e la capacità organizzativa costruite in questi anni, e che rafforza il ruolo di Cremona nel panorama musicale internazionale. Con l’edizione 2026 continuiamo a investire con convinzione su questa eccellenza, trasformando il nostro patrimonio musicale in una leva culturale e turistica strategica, capace di generare sviluppo, attrattività e nuove opportunità per la città» dichiara Andrea Virgilio, Sindaco di Cremona.

DA CECILIA BARTOLI A JORDI SAVALL : GRANDI STAR INTERNAZIONALI AL MONTEVERDI FESTIVAL 2025

“Heroes” il tema della 42ª edizione

Claudio Monteverdi e Francesco Cavalli a confronto, con le due nuove produzioni del Ritorno di Ulisse in patria — firmato e interpretato da Davide Livermore — e Ercole Amante, con la regia di Andrea Bernard

Prima esecuzione assoluta della nuova edizione critica del Requiem di Palestrina in occasione dei 500 anni dalla nascita

Cremona, dal 13 al 29 giugno 2025

Due nuove produzioni d’opera, una prima esecuzione mondiale, concerti, incontri e lezioni aperte, per un totale di più di 30 appuntamenti in cartellone: la città che ha dato i natali a Claudio Monteverdi omaggia il padre dell’opera lirica ospitando grandi stelle della scena musicale internazionale, come Cecilia Bartoli, Davide Livermore, Jordi Savall, Christophe RoussetOttavio Dantone, i Tallis Scholars e Maayan Licht. Culla anche della liuteria, riconosciuta insieme alla pratica del canto lirico italiano come Patrimonio Immateriale dell’UNESCO, Cremona si conferma un centro vitale per il mondo della musica, accogliendo appassionati da tutto il mondo dal 13 al 29 giugno 2025, in occasione del 42º Monteverdi Festival.

«L’edizione di quest’anno è dedicata agli “Heroes”,gli eroi, figure emblematiche della tradizione musicale e teatrale che incarnano valori di coraggio, sacrificio e destino — dice Andrea Cigni, Direttore artistico del Festival. Attraverso due grandi produzioni d’opera, si mettono in dialogo Monteverdi e il suo allievo Francesco Cavalli, a testimonianza della continuità e dell’evoluzione del linguaggio operistico. Da un lato, Il ritorno di Ulisse in patria monteverdiano, in cui l’eroe omerico affronta le sue ultime prove per riconquistare il regno e l’amore di Penelope; dall’altro, Ercole Amante di Cavalli, il titanico viaggio del semidio greco tra amore, potere e divinità. Due racconti mitologici che, attraverso la musica, restituiscono la complessità dell’animo umano».

Apre il Festival al Teatro Ponchielli, venerdì 13 e sabato 14 giugno, proprio quella che è considerata l’opera più commovente di Monteverdi. Il nuovo allestimento del Ritorno di Ulisse in patria, che vede sul podio de “La Fonte Musica” Michele Pasotti, è firmato da Davide Livermore, che oltre ai panni di regista torna eccezionalmente anche nelle vesti di tenore, interpretando il parassita Iro.

Per comprendere appieno il contesto storico e il legame fra i due giganti della scuola veneziana non poteva mancare in cartellone un’opera di Francesco Cavalli, fra le principali novità di questa edizione.Antonio GrecoDirettore musicale principale del Festival, dirige la nuova produzione di Ercole Amante, che ha la regia del “Premio Abbiati” 2024 Andrea Bernard. Il raro capolavoro barocco, interpretato da “Coro e Orchestra del Monteverdi Festival – Cremona Antiqua”, è in scena al Teatro Ponchielli venerdì 27 e domenica 29 giugno.

Anche la spiritualità è al centro della manifestazione cremonese. Tra le speciali anteprime del Festival, sabato 7 giugno alla Chiesa di San Marcellino viene presentato il monumentale Vespro della Beata Vergine di Monteverdi, diretto dalla star del barocco Jordi Savall,alla guida di “La Capella Reial de Catalunya” e “Le Concert des Nations”.

Icona del panorama musicale internazionale, Cecilia Bartoli torna per il secondo anno consecutivo a Cremona. Protagonista di un altro appuntamento che anticipa il Festival, mercoledì 11 giugno sul palco del Teatro Ponchielli il celebre mezzosoprano interpreta il poeta-cantore mitologico dell’opera Orfeo ed Euridice di Gluck, proposta in forma di concerto nella versione di Parma del 1769. Con la direzione musicale di Gianluca Capuano,che guida gli ensemble strumentali e vocali “Les Musiciens du Prince” e “Il canto di Orfeo”, il soprano Mélissa Petit impersonifica Euridice e Amore.

Tutti i concerti in programma offrono un’ampia panoramica sulle diverse anime della musica del Seicento e del Barocco, come la prima esecuzione mondiale della nuova edizione critica del Requiem di Giovanni Pierluigi da Palestrina, in occasione dei 500 anni dalla nascita del compositore, con i “Tallis Scholars” diretti da Peter Phillips, il 26 giugno alla Chiesa di San Marcellino; nello stesso edificio sacro cremonese il 21 giugno è proposto anche “Venezia salva”, concerto che esplora l’arte musicale veneziana con Michele Pasotti e “La Fonte Musica”. Straordinario, inoltre, l’appuntamento con il sopranista israeliano Maayan Licht,che propone arie di Monteverdi, Scarlatti, Haendel e Vivaldi insieme all’“Accademia Bizantina” diretta da Ottavio Dantone, il 15 giugno all’Auditorium “G. Arvedi” nel Museo del Violino.

Il complesso rapporto fra maestro e allievo viene poi approfondito nel concerto “Monteverdi e Cavalli: due veneziani a Napoli”, che indaga i legami musicali tra i due colossi del Barocco e l’ambiente napoletano, con Christophe Rousset alla guida de “Les Talens Lyriques” (28 giugno); oltre chenell’incontro con Stéphane Fuget e il suo ensemble “Les Épopées”, che mette in luce l’influenza di Monteverdi sui compositori della generazione successiva (22 giugno).

Per più di due settimane nei luoghi simbolici di Cremona si riscopre la modernità di un linguaggio che è sempre vivo, anche con convegni di approfondimento sul tema che fanno parte delle “Monteverdi Incursioni”, come l’incontro “Il canto del Divin Claudio”, curato dal Comitato per la Salvaguardia del Canto Lirico Italiano. Si riconferma, inoltre, il “Monteverdi Dappertutto”, che porta la musica del genio cremonese alla Casa di cura Ancelle della Carità, alla Casa circondariale e al CRIT (Cremona Information Technology); e la “Monteverdi Academy”, residenza formativa dedicata ai più giovani.

«Il Monteverdi Festival – ha spiegato il Sindaco di Cremona Andrea Virgilio – è molto più di una rassegna musicale: è un viaggio nella nostra identità, nella storia di una città che ha fatto della musica il proprio linguaggio universale. La musica non è solo qualcosa che si ascolta, è anche lo spazio che la accoglie. Di questo il Festival, che ogni anno sceglie come cornice non solo i teatri ma anche le piazze, le chiese, i cortili della nostra città, in un dialogo continuo tra la musica e il suo pubblico, è una chiara testimonianza».

Il Monteverdi Festival è reso possibile grazie al supporto di Ministero della Cultura, Regione Lombardia e Comune di Cremona, che incarnano e propongono la strada di una sinergia virtuosa tra risorse pubbliche e private, tracciando la direzione per un Festival simbolo di eccellenza, innovazione culturale e motore di sviluppo nel campo della produzione musicale italiana.

Il Main Sponsor Gruppo Bossoni Automobili, protagonista nel settore automotive, rafforza ancora una volta il suo impegno verso la cultura cremonese, incidendo la propria presenza nel Festival e contribuendo alla valorizzazione di un patrimonio musicale inestimabile. L’altro main sponsor, Fondazione LGH, con la sua visione strategica orientata allo sviluppo dell’innovazione, contribuisce alla realizzazione di eventi artistici prestigiosi che consentano un impatto del Festival sull’intero territorio, trasformandolo in volano di ricerca, sostenibilità e crescita socio-economica.

DA CECILIA BARTOLI A JORDI SAVALL: GRANDI STAR INTERNAZIONALI AL MONTEVERDI FESTIVAL 2025

“Heroes” il tema della 42ª edizione

Claudio Monteverdi e Francesco Cavalli a confronto, con le due nuove produzioni del Ritorno di Ulisse in patria — firmato e interpretato da Davide Livermore — e Ercole Amante, con la regia di Andrea Bernard

Prima esecuzione assoluta della nuova edizione critica del Requiem di Palestrina in occasione dei 500 anni dalla nascita

Cremona, dal 13 al 29 giugno 2025

Due nuove produzioni d’opera, una prima esecuzione mondiale, concerti, incontri e lezioni aperte, per un totale di più di 30 appuntamenti in cartellone: la città che ha dato i natali a Claudio Monteverdi omaggia il padre dell’opera lirica ospitando grandi stelle della scena musicale internazionale, come Cecilia Bartoli, Davide Livermore, Jordi Savall, Christophe RoussetOttavio Dantone, i Tallis Scholars e Maayan Licht. Culla anche della liuteria, riconosciuta insieme alla pratica del canto lirico italiano come Patrimonio Immateriale dell’UNESCO, Cremona si conferma un centro vitale per il mondo della musica, accogliendo appassionati da tutto il mondo dal 13 al 29 giugno 2025, in occasione del 42º Monteverdi Festival.

«L’edizione di quest’anno è dedicata agli “Heroes”,gli eroi, figure emblematiche della tradizione musicale e teatrale che incarnano valori di coraggio, sacrificio e destino — dice Andrea Cigni, Direttore artistico del Festival. Attraverso due grandi produzioni d’opera, si mettono in dialogo Monteverdi e il suo allievo Francesco Cavalli, a testimonianza della continuità e dell’evoluzione del linguaggio operistico. Da un lato, Il ritorno di Ulisse in patria monteverdiano, in cui l’eroe omerico affronta le sue ultime prove per riconquistare il regno e l’amore di Penelope; dall’altro, Ercole Amante di Cavalli, il titanico viaggio del semidio greco tra amore, potere e divinità. Due racconti mitologici che, attraverso la musica, restituiscono la complessità dell’animo umano».

Apre il Festival al Teatro Ponchielli, venerdì 13 e sabato 14 giugno, proprio quella che è considerata l’opera più commovente di Monteverdi. Il nuovo allestimento del Ritorno di Ulisse in patria, che vede sul podio de “La Fonte Musica” Michele Pasotti, è firmato da Davide Livermore, che oltre ai panni di regista torna eccezionalmente anche nelle vesti di tenore, interpretando il parassita Iro.

Per comprendere appieno il contesto storico e il legame fra i due giganti della scuola veneziana non poteva mancare in cartellone un’opera di Francesco Cavalli, fra le principali novità di questa edizione.Antonio GrecoDirettore musicale principale del Festival, dirige la nuova produzione di Ercole Amante, che ha la regia del “Premio Abbiati” 2024 Andrea Bernard. Il raro capolavoro barocco, interpretato da “Coro e Orchestra del Monteverdi Festival – Cremona Antiqua”, è in scena al Teatro Ponchielli venerdì 27 e domenica 29 giugno.

Anche la spiritualità è al centro della manifestazione cremonese. Tra le speciali anteprime del Festival, sabato 7 giugno alla Chiesa di San Marcellino viene presentato il monumentale Vespro della Beata Vergine di Monteverdi, diretto dalla star del barocco Jordi Savall,alla guida di “La Capella Reial de Catalunya” e “Le Concert des Nations”.

Icona del panorama musicale internazionale, Cecilia Bartoli torna per il secondo anno consecutivo a Cremona. Protagonista di un altro appuntamento che anticipa il Festival, mercoledì 11 giugno sul palco del Teatro Ponchielli il celebre mezzosoprano interpreta il poeta-cantore mitologico dell’opera Orfeo ed Euridice di Gluck, proposta in forma di concerto nella versione di Parma del 1769. Con la direzione musicale di Gianluca Capuano,che guida gli ensemble strumentali e vocali “Les Musiciens du Prince” e “Il canto di Orfeo”, il soprano Mélissa Petit impersonifica Euridice e Amore.

Tutti i concerti in programma offrono un’ampia panoramica sulle diverse anime della musica del Seicento e del Barocco, come la prima esecuzione mondiale della nuova edizione critica del Requiem di Giovanni Pierluigi da Palestrina, in occasione dei 500 anni dalla nascita del compositore, con i “Tallis Scholars” diretti da Peter Phillips, il 26 giugno alla Chiesa di San Marcellino; nello stesso edificio sacro cremonese il 21 giugno è proposto anche “Venezia salva”, concerto che esplora l’arte musicale veneziana con Michele Pasotti e “La Fonte Musica”. Straordinario, inoltre, l’appuntamento con il sopranista israeliano Maayan Licht,che propone arie di Monteverdi, Scarlatti, Haendel e Vivaldi insieme all’“Accademia Bizantina” diretta da Ottavio Dantone, il 15 giugno all’Auditorium “G. Arvedi” nel Museo del Violino.

Il complesso rapporto fra maestro e allievo viene poi approfondito nel concerto “Monteverdi e Cavalli: due veneziani a Napoli”, che indaga i legami musicali tra i due colossi del Barocco e l’ambiente napoletano, con Christophe Rousset alla guida de “Les Talens Lyriques” (28 giugno); oltre chenell’incontro con Stéphane Fuget e il suo ensemble “Les Épopées”, che mette in luce l’influenza di Monteverdi sui compositori della generazione successiva (22 giugno).

Per più di due settimane nei luoghi simbolici di Cremona si riscopre la modernità di un linguaggio che è sempre vivo, anche con convegni di approfondimento sul tema che fanno parte delle “Monteverdi Incursioni”, come l’incontro “Il canto del Divin Claudio”, curato dal Comitato per la Salvaguardia del Canto Lirico Italiano. Si riconferma, inoltre, il “Monteverdi Dappertutto”, che porta la musica del genio cremonese alla Casa di cura Ancelle della Carità, alla Casa circondariale e al CRIT (Cremona Information Technology); e la “Monteverdi Academy”, residenza formativa dedicata ai più giovani.

«Il Monteverdi Festival – ha spiegato il Sindaco di Cremona Andrea Virgilio – è molto più di una rassegna musicale: è un viaggio nella nostra identità, nella storia di una città che ha fatto della musica il proprio linguaggio universale. La musica non è solo qualcosa che si ascolta, è anche lo spazio che la accoglie. Di questo il Festival, che ogni anno sceglie come cornice non solo i teatri ma anche le piazze, le chiese, i cortili della nostra città, in un dialogo continuo tra la musica e il suo pubblico, è una chiara testimonianza».

Il Monteverdi Festival è reso possibile grazie al supporto di Ministero della Cultura, Regione Lombardia e Comune di Cremona, che incarnano e propongono la strada di una sinergia virtuosa tra risorse pubbliche e private, tracciando la direzione per un Festival simbolo di eccellenza, innovazione culturale e motore di sviluppo nel campo della produzione musicale italiana.

Info: https://www.monteverdifestivalcremona.it/

DA CECILIA BARTOLI A JORDI SAVALL : GRANDI STAR INTERNAZIONALI AL MONTEVERDI FESTIVAL 2025

“Heroes” il tema della 42ª edizione

Claudio Monteverdi e Francesco Cavalli a confronto, con le due nuove produzioni del Ritorno di Ulisse in patria — firmato e interpretato da Davide Livermore — e Ercole Amante, con la regia di Andrea Bernard

Prima esecuzione assoluta della nuova edizione critica del Requiem di Palestrina in occasione dei 500 anni dalla nascita

Cremona, dal 13 al 29 giugno 2025

Due nuove produzioni d’opera, una prima esecuzione mondiale, concerti, incontri e lezioni aperte, per un totale di più di 30 appuntamenti in cartellone: la città che ha dato i natali a Claudio Monteverdi omaggia il padre dell’opera lirica ospitando grandi stelle della scena musicale internazionale, come Cecilia Bartoli, Davide Livermore, Jordi Savall, Christophe RoussetOttavio Dantone, i Tallis Scholars e Maayan Licht. Culla anche della liuteria, riconosciuta insieme alla pratica del canto lirico italiano come Patrimonio Immateriale dell’UNESCO, Cremona si conferma un centro vitale per il mondo della musica, accogliendo appassionati da tutto il mondo dal 13 al 29 giugno 2025, in occasione del 42º Monteverdi Festival.

«L’edizione di quest’anno è dedicata agli “Heroes”,gli eroi, figure emblematiche della tradizione musicale e teatrale che incarnano valori di coraggio, sacrificio e destino — dice Andrea Cigni, Direttore artistico del Festival. Attraverso due grandi produzioni d’opera, si mettono in dialogo Monteverdi e il suo allievo Francesco Cavalli, a testimonianza della continuità e dell’evoluzione del linguaggio operistico. Da un lato, Il ritorno di Ulisse in patria monteverdiano, in cui l’eroe omerico affronta le sue ultime prove per riconquistare il regno e l’amore di Penelope; dall’altro, Ercole Amante di Cavalli, il titanico viaggio del semidio greco tra amore, potere e divinità. Due racconti mitologici che, attraverso la musica, restituiscono la complessità dell’animo umano».

Apre il Festival al Teatro Ponchielli, venerdì 13 e sabato 14 giugno, proprio quella che è considerata l’opera più commovente di Monteverdi. Il nuovo allestimento del Ritorno di Ulisse in patria, che vede Michele Pasotti sul podio de “La Fonte Musica”, è firmato da Davide Livermore, che oltre ai panni di regista torna eccezionalmente anche nelle vesti di tenore, interpretando il parassita Iro.

Per comprendere appieno il contesto storico e il legame fra i due giganti della scuola veneziana non poteva mancare in cartellone un’opera di Francesco Cavalli, fra le principali novità di questa edizione.

Antonio GrecoDirettore musicale principale del Festival, dirige la nuova produzione di Ercole Amante, che ha la regia del “Premio Abbiati” 2024 Andrea Bernard. Il raro capolavoro barocco, interpretato da “Coro e Orchestra del Monteverdi Festival – Cremona Antiqua”, è in scena al Teatro Ponchielli venerdì 27 e domenica 29 giugno.

Anche la spiritualità è al centro della manifestazione cremonese. Tra le speciali anteprime del Festival, sabato 7 giugno alla Chiesa di San Marcellino viene presentato il monumentale Vespro della Beata Vergine di Monteverdi, diretto dalla star del barocco Jordi Savall, alla guida di “La Capella Reial de Catalunya” e “Le Concert des Nations”.

Icona del panorama musicale internazionale, Cecilia Bartoli torna per il secondo anno consecutivo a Cremona. Protagonista di un altro appuntamento che anticipa il Festival, mercoledì 11 giugno sul palco del Teatro Ponchielli il celebre mezzosoprano interpreta il poeta-cantore mitologico dell’opera Orfeo ed Euridice di Gluck, proposta in forma di concerto nella versione di Parma del 1769. Con la direzione musicale di Gianluca Capuano, che guida gli ensemble strumentali e vocali “Les Musiciens du Prince” e “Il canto di Orfeo”, il soprano Mélissa Petit impersonifica Euridice e Amore.

Tutti i concerti in programma offrono un’ampia panoramica sulle diverse anime della musica del Seicento e del Barocco, come la prima esecuzione mondiale della nuova edizione critica del Requiem di Giovanni Pierluigi da Palestrina, in occasione dei 500 anni dalla nascita del compositore, con i “Tallis Scholars” diretti da Peter Phillips, il 26 giugno alla Chiesa di San Marcellino; nello stesso edificio sacro cremonese il 21 giugno è proposto anche “Venezia salva”, concerto che esplora l’arte musicale veneziana con Michele Pasotti e “La Fonte Musica”. Straordinario, inoltre, l’appuntamento con il sopranista israeliano Maayan Licht,che propone arie di Monteverdi, Scarlatti, Haendel e Vivaldi insieme all’“Accademia Bizantina” diretta da Ottavio Dantone, il 15 giugno all’Auditorium “G. Arvedi” nel Museo del Violino.

Il complesso rapporto fra maestro e allievo viene poi approfondito nel concerto “Monteverdi e Cavalli: due veneziani a Napoli”, che indaga i legami musicali tra i due colossi del Barocco e l’ambiente napoletano, con Christophe Rousset alla guida de “Les Talens Lyriques” (28 giugno); oltre che nell’incontro con Stéphane Fuget e il suo ensemble “Les Épopées”, che mette in luce l’influenza di Monteverdi sui compositori della generazione successiva (22 giugno).

Per più di due settimane nei luoghi simbolici di Cremona si riscopre la modernità di un linguaggio che è sempre vivo, anche con convegni di approfondimento sul tema che fanno parte delle “Monteverdi Incursioni”, come l’incontro “Il canto del Divin Claudio”, curato dal Comitato per la Salvaguardia del Canto Lirico Italiano. Si riconferma, inoltre, il “Monteverdi Dappertutto”, che porta la musica del genio cremonese alla Casa di cura Ancelle della Carità, alla Casa circondariale e al CRIT (Cremona Information Technology); e la “Monteverdi Academy”, residenza formativa dedicata ai più giovani.

«Il Monteverdi Festival – ha spiegato il Sindaco di Cremona Andrea Virgilio – è molto più di una rassegna musicale: è un viaggio nella nostra identità, nella storia di una città che ha fatto della musica il proprio linguaggio universale. La musica non è solo qualcosa che si ascolta, è anche lo spazio che la accoglie. Di questo il Festival, che ogni anno sceglie come cornice non solo i teatri ma anche le piazze, le chiese, i cortili della nostra città, in un dialogo continuo tra la musica e il suo pubblico, è una chiara testimonianza».

Il Monteverdi Festival è reso possibile grazie al supporto di Ministero della Cultura, Regione Lombardia e Comune di Cremona, che incarnano e propongono la strada di una sinergia virtuosa tra risorse pubbliche e private, tracciando la direzione per un Festival simbolo di eccellenza, innovazione culturale e motore di sviluppo nel campo della produzione musicale italiana.

L’omaggio a Frank Sinatra del Ravello Festival all’Opéra di Monte Carlo

L’Omaggio a Frank Sinatra, prodotto dal Ravello Festival e andato in scena a chiusura del Festival 2023, sarà riproposto a Monte Carlo il prossimo 2 dicembre 2024.

Gli stessi interpreti, Vittorio Grigolo, la Filarmonica Giuseppe Verdi di Salerno, la Salerno Jazz Orchestra diretti da Demo Morselli, si esibiranno sul palcoscenico del Teatro dell’Opera di Monte Carlo che ha come direttore artistico Cecilia Bartoli.

È motivo di grande soddisfazione – dichiara il Presidente della Fondazione Ravello Alessio Vladvedere che uno spettacolo concepito, prodotto e realizzato a Ravello possa portarne nel mondo il nome confermando la vocazione internazionale del suo Festival.

CECILIA BARTOLI E GRANDI NOMI DEL BAROCCO PER IL 41^ MONTEVERDI FESTIVAL 

L’edizione più ricca di sempre: più di trenta appuntamenti e due nuove produzioni d’opera

A Cremona dal 14 al 23 giugno 2024 

Parte domani la quarantunesima edizione del Monteverdi Festival, con le celebri voci internazionali del sopranista Samuel Mariño, del controtenore Nicolò Balducci, del baritono Mauro Borgioni, dei soprani Francesca Lombardi Mazzulli Giulia Bolcato e con la partecipazione straordinaria di Cecilia Bartoli, la cantante lirica italiana più conosciuta al mondo, in una delle sue rare presenze nel nostro Paese. Da segnalare il debutto in Italia del regista francese Olivier Fredj, celebrato in tutta Europa per la sua recente Bastarda alla Monnaie di Bruxelles, che firma la nuova regia de L’Orfeo, e quello al Festival del giovane Roberto Catalano, che mette in scena il Polittico monteverdiano.

Ospiti anche grandi direttori specialisti del barocco come Antonio GrecoFrancesco CortiFabio BiondiGiordano AntonelliWilliam ChristieFederico Maria SardelliGianluca Capuano alla guida di orchestre come Il Pomo d’oro, il Concerto de’ CavalieriEuropa GalanteMusica Antiqua LatinaLes Arts FlorissantsModo AntiquoLes Musiciens du Prince, l’Orchestra Monteverdi Festival – Cremona Antiqua.A Cremona, dal 14 al 23 giugno, prende il via l’edizione del Monteverdi Festival più ricca di sempre.

Monteverdi padre dell’opera lirica. L’Italia vanta la paternità di innumerevoli invenzioni che hanno contribuito a cambiare la storia sociale, civile, culturale, scientifica, antropologica della società. Cremona ne è stata, per certi aspetti, uno dei centri più vitali. La musica è l’ambito della più audace rivoluzione di cui la città è stata protagonista. Claudio Monteverdi nacque qui, nel 1567. Genio rivoluzionario e visionario, coraggioso padre dell’opera lirica e del melodramma, Monteverdi ha dato il la alla nascita del genere teatrale e musicale che, più di tutti, appassiona l’umanità da secoli e rende famosa nel mondo l’Italia e la lingua italiana, tanto che l’Unesco ha recentemente dichiarato la pratica del canto lirico italiano patrimonio immateriale dell’Umanità. 

Oltre trenta appuntamenti con produzioni d’opera, concerti, incontri, residenze formative ed esperienze crossover tra più linguaggi performativi. Due nuove produzioni liriche monteverdiane: il Festival si apre al Teatro Ponchielli con L’Orfeoil primo capolavoro nella storia del melodramma, con la direzione musicale di Francesco Corti, la regia di Olivier Fredj e nel cast i vincitori del Concorso internazionale di canto barocco CMC – Cavalli Monteverdi Competition, e il Polittico Monteverdiano, progetto che celebra i 400 anni dalla prima rappresentazione de Il Combattimento di Tancredi e Clorinda, mettendo in scena, per la prima volta in epoca moderna, i madrigali in stile rappresentativo, tra cui appunto il celebre Combattimento, con la regia di Roberto Catalano. Direttore al cembalo Antonio Greco,che è anche direttore musicale principale del Festival. 

Sette i concerti, nelle chiese, nei teatri e nei palazzi storici più belli della città, con artisti di fama internazionale come il sopranista Samuel Mariño, che rilegge i capolavori del barocco con l’intento dichiarato di diffondere un messaggio di libertà e di accettazione universali; il violinista Fabio Biondi,alla guida della sua prestigiosa orchestra Europa Galante; ma anche il celebre Modo Antiquo diretto da Federico Maria Sardelli e l’ensemble Musica Antiqua Latina guidato da Giordano Antonelli. Uno degli appuntamenti più attesi sarà quello con Les Arts Florissants, il noto complesso fondato e diretto da William Christie. E c’è anche Voces Suaves, gruppo vocale di Basilea tra i più rinomati del repertorio rinascimentale e barocco.


Non manca poi l’Orchestra del Monteverdi Festival – Cremona Antiqua, nata nel 2021 come orchestra in residenza del Monteverdi Festival e composta dai più attivi musicisti italiani e stranieri in questo repertorio, guidati da Antonio Greco. Ma è un Festival anche di grandi sorprese, come l’incontro pubblico su Monteverdi con l’ospite d’eccezione John Eliot Gardiner e il gala di chiusura che vede Gianluca Capuano dirigere Les Musiciens du Prince con la partecipazione straordinaria di Cecilia Bartoli, stella mondiale del canto lirico, artista tra le più raffinate del repertorio barocco, per la prima volta a Cremona. 

Tra gli eventi che hanno anticipato l’inaugurazione del Festival, ha avuto un grande successo il Vespro della beata Vergine, pietra miliare della produzione monteverdiana, lo scorso maggio nella Chiesa di San Marcellino. Un omaggio del Festival alla città e ai cremonesi che custodiscono il patrimonio del loro più illustre concittadino.

Protagonisti l’Accademia Bizantina diretta da Ottavio Dantone, il Coro del Centro di Musica Antica Ghislieri di Pavia. 

Per dieci giorni Cremona vedrà nei luoghi più simbolici della città appuntamenti inclusivi e originali come “MonteverdiDappertutto”, che porta la musica del Divin Claudio a lavoratori e lavoratrici di aziende e strutture sanitarie, “MonteverdiNight”, con proposte musicali notturne in un connubio tra danza, musica, improvvisazione e teatro. Non mancheranno, inoltre, i workshop dedicati ai più giovani grazie alla residenza di musica antica “MonteverdiAcademy”. 

Il Monteverdi Festival, dove da sempre tradizione e innovazione coesistono proiettando il nostro patrimonio musicale nel futuro, giunge alla quarantunesima edizione per celebrare Monteverdi, l’opera, la sua musica straordinaria, il suo lascito, la sua Cremona: capitale dell’intera scena musicale barocca e culla del canto lirico. Dove tutto è nato e tutto rinasce. 

CARLO VISTOLI È GIULIO CESARE IN TOURNÉE IN EUROPA


Il controtenore è protagonista dell’opera di Händel in forma di concerto, accanto a Cecilia Bartoli e con Gianluca Capuano sul podio di Les Musiciens du Prince Monaco, dal 19 ottobre al 1° novembre 2023

La Philharmonie Luxembourg, il Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, il Bozar di Bruxelles, il Concertgebouw di Amsterdam e la Philharmonie di Colonia: sono le tappe della tournée europea che questo autunno – dal 19 ottobre al 1° novembre – vedrà il controtenore Carlo Vistoli protagonista nel ruolo del titolo del Giulio Cesare in Egitto di Georg Friedrich Händel, proposto in forma di concerto.
Accanto a lui in tutte le date, nella parte di Cleopatra, il grande mezzosoprano Cecilia Bartoli; sul podio Gianluca Capuano dirige Les Musiciens du Prince Monaco. Vistoli ritroverà, inoltre, questi stessi musicisti l’anno prossimo per il suo debutto all’Opéra di Monte-Carlo a gennaio e alla Staatsoper di Vienna a luglio, in una nuova produzione del Giulio Cesare in Egitto firmata da Davide Livermore, dove interpreterà ancora il dittatore romano.
«Giulio Cesare, creato da Händel per uno dei più importanti castrati dell’epoca, il Senesino, – dice Vistoli – è un ruolo iconico e direi fondamentale nel percorso di un controtenore. Come tutti i grandi ruoli da primo uomo offre un ampio ventaglio di possibilità espressive: dall’aria lenta e patetica all’aria di paragone, passando per quelle di furore e di funambolica coloratura. Avendo già felicemente collaborato con Cecilia Bartoli e Gianluca Capuano in altri progetti, sono impaziente di presentare con loro il più famoso titolo händeliano, prima in alcune delle più prestigiose sale da concerto e poi in scena, in un allestimento inedito, in due grandi teatri europei».
A completare il cast dell’opera in tournée sono chiamati i controtenori Max Emanuel Cenčić come Tolomeo e Kangmin Justin Kim come Sesto Pompeo, il contralto Sara Mingardo come Cornelia – ad eccezione dell’appuntamento in Lussemburgo in cui canterà Kristina Hammarström – e il basso José Coca Loza come Achilla.
Si parte il 19 ottobre dalla modernissima Philharmonie Luxembourg, per proseguire il 23 e 25 ottobre nel celeberrimo teatro parigino novecentesco, il Théâtre des Champs-Elysées, dove Vistoli è ospite frequente e dove tornerà anche a febbraio 2024 per interpretare Rinaldo nell’opera omonima di Händel. Il 27 ottobre Giulio Cesare in Egitto fa tappa a Bruxelles nel Centro per le Belle Arti “Bozar” e il 30 ottobre arriva nella sala da concerto di fine Ottocento tra le più importanti al mondo: il Concertgebouw di Amsterdam. L’ultima data, il 1° novembre, è in programma in Germania alla Kölner Philharmonie.
Al termine della tournée, dal 19 al 26 novembre, Carlo Vistoli sarà impegnato alla Staatsoper Unter den Linden di Berlino nel Mitridate, re di Ponto di Mozart, dove canterà la parte di Farnace per la prima volta, con Marc Minkowski sul podio di Les Musiciens du Louvre e la regia di Satoshi Miyagi.