ERNANI AL TEATRO FILARMONICO DAL 17 AL 21 DICEMBRE,

Ernani di Giuseppe Verdi

mercoledì 17 dicembre ore 19.00

venerdì 19 dicembre ore 20.00

domenica 21 dicembre ore 15.30

Teatro Filarmonico di Verona

Teatro gremito alla prima: Mercoledì 17 dicembre all’applaudito cast della prima si aggiunge il tenore Paolo Lardizzone, al debutto nei panni dell’eroe del titolo.

Nello spettacolo visivamente potente di Stefano Poda si confermano Amartuvshin Enkhbat, Olga Maslova e Vitalij Kowaljow, diretti con Orchestra e Coro di Fondazione Arena da Paolo Arrivabeni. Antonio Poli torna titolare nelle ultime due rappresentazioni di venerdì 19 e domenica 21 dicembre.

Un momento cruciale tra un mondo passato in rovina e un mondo nuovo e misterioso. Luci, scene, materiali e movimenti dello spettacolo di Stefano Poda portano lo spettatore in una simbolica Bataille d’Hernani come fu quella vera e sconvolgente scatenata dal dramma di Victor Hugo. Classici contro romantici, tumulti e censure, fino a conquistare l’Europa e l’interesse di Verdi, che ne fece la sua quinta opera. Dopo vent’anni, domenica 14 dicembre è tornato a Verona Ernani, nuova produzione di Fondazione Arena per la chiusura della Stagione Lirica 2025 al Teatro Filarmonico di Verona. E vi rimane, con la grande musica verdiana, fino al 21 dicembre.

In scena una prestigiosa compagnia di canto già apprezzata sui maggiori palcoscenici del mondo: nel ruolo del titolo debutta il tenore Paolo Lardizzone (17 dicembre) in alternanza con Antonio Poli (19 e 21 dicembre). L’amata Elvira è interpretata dal soprano Olga Maslova, Re Carlo dal baritono Amartuvshin Enkhbat e Silva dal basso Vitalij Kowaljow. Nei ruoli di fianco Elisabetta Zizzo (Giovanna), Saverio Fiore (Don Riccardo), Gabriele Sagona (Jago). L’Orchestra di Fondazione Arena e il Coro preparato da Roberto Gabbiani sono diretti da Paolo Arrivabeni, nell’edizione critica dell’opera per la prima volta al Filarmonico. Lo spettacolo, dal forte impatto simbolico, coinvolge diversi mimi e figuranti, con nuove sfide per i Tecnici areniani. A firmarne regia, scene, costumi, luci e movimenti mimici è Stefano Poda, già Premio Abbiati 2024 per il miglior spettacolo d’opera, creatore in Arena dell’Aida “di cristallo” e dell’ultimo Nabucco “atomico”, con l’assistenza di Paolo Giani Cei. Una collaborazione con l’Opera National Capitole Toulouse che ha contribuito per le scene e con il Teatro Regio di Torino per i costumi. Dopo la rappresentazione di mercoledì 17, ultime imperdibili repliche il 19 e 21 dicembre.

A gennaio prenderà il via la nuova Stagione artistica 2026 del Teatro Filarmonico, con sette tra opere e balletti e otto appuntamenti sinfonici: già in vendita nuovi abbonamenti, speciali carnet e biglietti per ogni spettacolo, sul sito https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alle biglietterie di via Dietro Anfiteatro e di via Roma.

BCC Veneta si conferma main sponsor della Stagione Artistica di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico.

Sull’opera. Eroico e belcantistico, lirico e battagliero, amatissimo dalle grandi voci e tale da infuocare i loggioni di tutta Italia, Ernani è ancora oggi un titolo sfuggente alle etichette. “È l’opera più perfetta delle minori o la meno innovativa delle maggiori?” si chiede Angelo Foletto nel nuovo programma di sala (disponibile dal 14 dicembre anche con testi di Alberto Mattioli, Giorgio Gualerzi e Stefano Poda). Ernani è la quinta opera del catalogo verdiano, la prima scritta per un teatro che non fosse la Scala: la commissione al trentenne Verdi arrivò dalla veneziana Fenice e favorì l’incontro col quasi coetaneo Francesco Maria Piave, all’epoca direttore degli spettacoli e librettista poco più che debuttante. Ne nacque (dopo lunga trattativa per il cast) l’iper-romantico Ernani, che esordì il 9 marzo 1844, e una lunga collaborazione, fra tirannide e amicizia, per alcuni dei maggiori capolavori di sempre, tra cui Macbeth, La Traviata, Rigoletto. Un’opera che continuò a circolare anche nei decenni successivi in tutto il mondo accanto ai titoli più maturi, conquistando le maggiori voci del Novecento, tenorili in primis, e che a Verona trionfò nel 1972 in Arena con Corelli, Ligabue, Cappuccilli e Raimondi. Anche al Teatro Filarmonico, nell’ultimo mezzo secolo, una volta sola nel 2005. Ed ora, con grandi voci del panorama internazionale, in scena con una nuovissima produzione di Fondazione Arena curata in ogni aspetto da Stefano Poda. Con Ernani Verdi sperimentò una nuova drammaturgia: in primo piano non sono più i grandi affreschi corali di Nabucco o I Lombardi, pur presenti, ma iconiche figure singole, i forti personaggi dalla vocalità precisa che diventeranno archetipi del grande melodramma romantico. Il tenore-eroe, il soprano angelicato ma impavido, il baritono-rivale, il basso simbolo di maturità e potere. Tutto questo è il mezzo per un soggetto vigoroso, in cui l’azione scorre precipitosa, quasi brutale, nel suo avvicendarsi di agnizioni, promesse, duelli, irruzioni (anche collettive, come il celeberrimo coro dei congiurati Si ridesti il Leon di Castiglia), e la ricca vena melodica di Verdi si inserisce personalmente in una lunga tradizione operistica che affonda le radici nel Belcanto. Per questo, e per la prassi esecutiva del Novecento, è sempre stato arduo definire la vocalità dei protagonisti, a cominciare dal tenore. La trama in breve. Spagna 1519. L’anziano Ruy Gomez de Silva sta per sposare la giovane nipote Elvira, la quale però ama, ricambiata, Ernani, nobile decaduto e da anni guida di un gruppo di banditi. Della bella e coraggiosa donna è innamorato anche il re di Spagna, acerrimo nemico della famiglia di Ernani: Carlo d’Asburgo, che approfitta del suo potere per rapire Elvira. Silva ed Ernani si coalizzano contro l’ingiustizia subìta, ad un patto: il prezzo è la testa di Ernani che, per onore, lo stesso bandito offre al vecchio nobile. Ad Aquisgrana, mentre diversi congiurati tramano contro di lui, Carlo è nominato imperatore del Sacro Romano Impero. La sua clemenza permette a Elvira ed Ernani di coronare il loro amore. Ma arriverà il momento di onorare il patto di sangue.          

ANCHE IL SECONDO WEEKEND DELL’ARENA OPERA FESTIVAL È SOLD OUT ; VENERDI’ TORNA L’AIDA ‘DI CRISTALLO’

Dal 20 giugno in scena l’opera regina dell’Anfiteatro nell’allestimento di Stefano Poda, autore del nuovo Nabucco. Nel primo cast: Siri, Ganci, Rehlis, Enkhbat, Vinogradov diretti dal Maestro Oren.

Chiuso il fine settimana inaugurale, il Festival lirico riparte dall’opera ‘regina’. Venerdì 20 giugno alle 21.30 va in scena all’Arena di Verona la prima rappresentazione di Aida. L’allestimento, definito ‘di cristallo’ per le superfici trasparenti e gli inediti giochi di luce, è curato in ogni aspetto da Stefano Poda, che fonde in scena una personale unione di antica simbologia egizia e alta moda contemporanea. La serata è già sold-out, così come il Nabucco del giorno successivo.

Sul palcoscenico della prima stagionale salgono artisti dalla carriera internazionale, apprezzati dalla critica e dal pubblico areniano. Protagonista il soprano Maria José Siri, Aida amante e amata da Radames, interpretato dal tenore Luciano Ganci. A dividerli la principessa Amneris del mezzosoprano Agnieszka Rehlis, e due popoli in guerra fra loro: da un lato l’Egitto dell’inflessibile sacerdote Ramfis (Alexander Vinogradov) e del Faraone (Simon Lim), dall’altro l’Etiopia del re e padre di Aida Amonasro, parte in cui torna il baritono Amartuvshin Enkhbat, titolare del Nabucco inaugurale. Completano il cast il Messaggero di Carlo Bosi e la sacerdotessa di Francesca Maionchi. Sul podio areniano torna Daniel Oren, a dirigere l’Orchestra di Fondazione Arena e il Coro preparato da Roberto Gabbiani.

Aida ‘di cristallo’, che sarà in scena fino al 4 settembre con grandi debutti nei cast, ha collezionato diversi record per interesse suscitato, interazioni social, ascolti tv della prima in diretta nel 2023, affluenza media di spettatori e ricerche sul web. Uno spettacolo ricco e potente da scoprire replica dopo replica, grazie a led, laser, trasparenze che raccontano la drammaturgia del capolavoro verdiano mettendo in risalto le linee dell’Anfiteatro. Tra geroglifici e alta moda, colori contrastanti e materiali inediti, con la simbologia della mano, Poda mostra il potere dell’uomo di creare, distruggere, pregare, combattere, amare, in un viaggio dantesco reso dai quattrocento artisti in scena, compresi il Ballo coordinato da Gaetano Petrosino, mimi, figuranti, e dai Tecnici di Fondazione Arena.

Si replica il 29 giugno alle 21.30, il 6, 13, 16, 20, 27 luglio alle 21.15, l’1, 10, 17, 24, 28 agosto e il 4 settembre ore 21. I cast alternativi sono tali da rendere ogni rappresentazione una vera e propria ‘prima’ dell’opera, con attesi debutti nei diversi ruoli per importanti artisti, accanto a graditi ritorni: per Aida, Marina Rebeka, Aleksandra Kurzak, Olga Maslova e Anna Netrebko, per Radames i tenori Brian Jagde, Gregory Kunde, Roberto Alagna e Yusif Eyvazov, per Amneris Anna Maria Chiuri, per Amonasro Youngjun Park e Ludovic Tézier, oltre ai bassi Abramo Rosalen, Giorgi Manoshvili e Ramaz Chikviladze, all’esordio areniano. Debutto anche sul podio, il 6 luglio, per Francesco Ommassini, direttore veneziano e veronese d’adozione.

I biglietti per tutte le date sono già in vendita su arena.it, sui canali social dell’Arena di Verona e su Ticketone. Speciali riduzioni sono riservate agli under 30 e agli over 65.

L’Arena di Verona Opera Festival 2025 conta sul sostegno di numerosi sponsor, in primis UniCredit, che vanta una longevità di collaborazione di oltre 25 anni, e poi Calzedonia, Pastificio Rana, Volkswagen Group Italia, DB Bahn, Forno Bonomi, Numia, RTL 102.5, Genny, che ha firmato le divise del personale adibito all’accoglienza del pubblico, e Müller, che sostiene i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Tra gli official partner marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, Metinvest, SABA Italia, SDG Group, Sartori di Verona, Palazzo Maffei e Mantova Village. Così come Calvisius Arena Foyer, ManPower Group e Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e Ferroli. Oltre a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana dell’omonimo pastificio e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse, con il Gruppo Editoriale Athesis, media partner.

Biglietteria

Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona – biglietteria@arenadiverona.it 

Call center (+39) 045 800.51.51 – www.arena.it

Punti di prevendita TicketOne 

L’ULTIMA AIDA ‘DI CRISTALLO’ IN ARENA IL 1° AGOSTO

Giovedì, alle 21, ultima replica dello spettacolo firmato da Stefano Poda

Cast d’eccezione diretto da Daniel Oren: Kunde, Margaine, Tèzier, Vinogradov e, per un’unica data, Elena Stikhina

L’opera regina dell’Arena tornerà dal 10 agosto nella storica edizione 1913

Un Antico Egitto simbolico, riletto dall’arte contemporanea, con giochi di luce, trasparenze, materiali innovativi, centinaia di mimi e figuranti che moltiplicano le forti emozioni dei personaggi verdiani: Aida nella sua veste “di cristallo” va in scena per un’ultima volta giovedì 1° agosto alle 21 con un cast internazionale di stelle dirette da Daniel Oren, alla guida dei complessi artistici di Fondazione Arena.

Aida è l’opera di Giuseppe Verdi che è divenuta simbolo degli spettacoli lirici in Arena, con il suo equilibrio perfetto di grandiosa coralità e appassionato intimismo. Giovedì 1° agosto, alle 21, protagonista per un’unica data è il soprano Elena Stikhina, nei panni di Aida, principessa etiope costretta in schiavitù alla corte dei Faraoni e della loro figlia, la principessa Amneris interpretata da Clémentine Margaine, sua rivale in amore per il generale Radames, ruolo in cui torna il tenore Gregory Kunde, Premio Lugo 2024. Il re etiope Amonasro, padre di Aida, è eccezionalmente il baritono Ludovic Tézier, mentre le autorità egizie sono rappresentate da due bassi, il gran sacerdote Ramfis da Alexander Vinogradov e il Re da Simon Lim. Completano il cast il soprano Francesca Maionchi (sacerdotessa) e il tenore Carlo Bosi (messaggero). Il maestro Daniel Oren dirige l’Orchestra di Fondazione Arena e il Coro preparato da Roberto Gabbiani, impegnato con Ballo e Tecnici nell’allestimento ‘di cristallo’ curato da Stefano Poda, con piramidi di luce, trasparenze, laser, costumi tra iconografia egizia, alta moda e arte contemporanea.

Dopo quest’ultima Aida nella produzione 2023, dal 10 agosto il capolavoro di Verdi torna nell’allestimento a firma di Gianfranco de Bosio. Un omaggio al centenario dello scomparso regista e sovrintendente. Una celebrazione di quella che fu la prima notte d’opera in Arena nel 1913, con le scenografie storiche disegnate da Ettore Fagiuoli.

Tutti gli spettacoli di agosto e settembre del 101° Arena Opera Festival iniziano alle ore 21.

L’Arena di Verona Opera Festival 2024, con 50 serate di spettacolo fino al 7 settembre, è sostenuta da numerosi sponsor, in primis UniCredit, che vanta una longevità di collaborazione di oltre 25 anni, e poi Calzedonia, Pastificio Rana, Volkswagen Group Italia, DB Bahn, Forno Bonomi, RTL 102.5, Genny, che firma le divise del personale adibito all’accoglienza del pubblico, e Müller, che sostiene i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Tra gli official partner marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, Metinvest, SABA Italia, SDG Group, Sartori di Verona, Palazzo Maffei e Mantova Village. Tra i nuovi sostenitori, Poste Italiane, ManPower Group e Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. Oltre a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana dell’omonimo pastificio e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse, con il Gruppo Editoriale Athesis, media partner.

IL BARBIERE DI SIVIGLIA. Sabato 6 luglio, alle 21.15. Il mese di luglio si apre con i titoli più amati del 101° Arena di Verona Opera Festiva

Il mese di luglio si apre con i titoli più amati del 101° Arena di Verona Opera Festival, anticipando di un quarto d’ora l’inizio degli spettacoli. Venerdì 5 luglio, alle ore 21.15, debutta Carmen, mentre sabato 6 e domenica 7 vanno in scena rispettivamente Il Barbiere di Siviglia e Aida, entrambi con nuovi artisti nel cast.

IL BARBIERE DI SIVIGLIA. Sabato 6 luglio, alle 21.15, si rinnova la vivace festa rococò nel grande giardino firmato da Hugo De Ana per il capolavoro di Rossini, un labirinto di siepi e rose rosse che diventano magici set interni ed esterni per la vicenda. L’astuto barbiere Figaro aiuterà il Conte di Almaviva, in incognito a Siviglia, a conquistare la bella Rosina, tenuta prigioniera dal vecchio tutore Bartolo, con la complicità dei servi e di Basilio, maestro di musica.

Nei panni del protagonista Nicola Alaimo, applaudito al gala in mondovisione del 7 giugno, fa il suo esordio stagionale così come il Conte del tenore Dmitry Korchak e il Bartolo del baritono-buffo Misha Kiria. Si conferma l’apprezzata Vasilisa Berzhanskaya come Rosina mentre, per una sola eccezionale serata, il perfido Basilio è interpretato dal giovane Riccardo Fassi. Completano il cast Marianna Mappa, Nicolò Ceriani e Domenico Apollonio. Ad accompagnare i frizzanti recitativi e a dirigere Orchestra e Coro di Fondazione Arena, il maestro ellenico George Petrou.

AIDA. Domenica 7 luglio, alle 21.15, l’opera regina dell’Arena chiude la settimana, alla quinta recita dell’originale allestimento “di cristallo” creato per il 100° Festival da Stefano Poda, regista vincitore del Premio Abbiati della critica musicale italiana per il miglior spettacolo 2023. Accanto alla protagonista, Maria José Siri, fa il suo debutto stagionale il mezzosoprano Clémentine Margaine nei panni della principessa Amneris, rivale in amore di Aida. Al centro è Radames, generale egizio, qui interpretato dal tenore Yusif Eyvazov, già applaudito in Turandot. Tornano Igor Golovatenko come Amonasro, re etiope e padre di Aida, e Rafał Siwek come gran sacerdote Ramfis, mentre esordisce il basso Marko Mimica come Re degli egizi. Completano la locandina Francesca Maionchi (sacerdotessa) e Riccardo Rados (messaggero). L’alternanza nel cast internazionale tocca anche il podio: per la prima di due serate, dirige il Maestro Alvise Casellati. Ai complessi artistici di Fondazione Arena, per la visionaria messinscena si aggiunge il lavoro di oltre trecento fra mimi, figuranti, minori, Ballo e Tecnici, a ricreare un Egitto sospeso tra simboli antichi e materiali innovativi, alta moda e arte contemporanea, giochi di luce e inedite trasparenze che valorizzano le linee stesse dell’Anfiteatro, in un viaggio dantesco dalla guerra alla pace.

AIDA PROTAGONISTA INDISCUSSA DELL’ARENA TORNA NELLA VESTE ‘DI CRISTALLO’ FIRMATA DA STEFANO PODA

La prima venerdì 14 giugno, con un grande cast internazionale diretto da Marco Armiliato

L’allestimento, ideato per il centesimo Festival, torna per 10 rappresentazioni, con luci, trasparenze, simboli dell’antico Egitto e richiami all’alta moda e all’arte contemporanea 

Il capolavoro di Verdi raggiunge la sua 750a sera in Anfiteatro

Con la replica del 20 giugno si inaugura il progetto di accessibilità
‘Arena per Tutti’ 2024 realizzato con Müller

Aida torna in Arena per la 750a volta. Dopo un weekend da tutto esaurito, con la grande inaugurazione del 7 giugno e la première di Turandot, l’anfiteatro è pronto ad alzare il sipario su una nuova prima. Venerdì 14 giugno, alle 21.30, Aida ‘di cristallo’ preannuncia un nuovo sold out. E conferma l’opera verdiana regina incontrastata della scena areniana dal 1913 ad oggi.

Il programma 2024 prevede ben due diversi allestimenti per il capolavoro di Giuseppe Verdi: il primo, in scena per 10 rappresentazioni fino al 1° agosto, è quello originale firmato per il 100° Festival dal visionario regista Stefano Poda, anche scenografo, costumista, coreografo e lighting designer, nonché artista insignito quest’anno del prestigioso Premio Abbiati.

Una produzione che è stata definita ‘di cristallo’ per il grande impatto visivo sul bimillenario anfiteatro areniano, di cui valorizza le linee originali con inediti effetti di luce, raggi laser, un grande palcoscenico trasparente animato su diverse altezze e una ricca simbologia che, tanto per i costumi quanto per l’attrezzeria, unisce in modo originale elementi dell’Antico Egitto, arte contemporanea, alta moda, ammiccando alle creazioni di Capucci, Hirst, Rabanne. Centinaia di mimi, figuranti e danzatori si uniscono agli artisti in palcoscenico per dare vita all’umanità in conflitto, che vede nemici egizi ed etiopi, in una guerra che segna per sempre l’amore contrastato fra Aida e Radames, tra preghiere, riti, trionfi, momenti di intensa emozione.

Il 14 giugno sul podio farà il suo esordio stagionale Marco Armiliato, esperto maestro molto applaudito in Anfiteatro nelle ultime edizioni, alla guida di Orchestra e Coro di Fondazione Arena e di un cast internazionale di prestigio: protagonista, al debutto areniano, sarà Marta Torbidoni accanto a Gregory Kunde come Radames. Ad ostacolare il loro amore saranno l’appassionata principessa Amneris, interpretata da Clémentine Margaine, e le ragioni di famiglia e di stato, rappresentate da Amonasro, battagliero re etiope e padre di Aida, ruolo in cui debutta a Verona Igor Golovatenko, nonché dal gran sacerdote Ramfis e dal re degli egizi, affidati rispettivamente ai bassi Alexander Vinogradov e Riccardo Fassi. Completano il cast i Riccardo Rados e Francesca Maionchi quali messaggero e sacerdotessa.

In questa veste, Aida replica anche il 20, 23 e 28 giugno (sempre alle 21.30), il 7, 11, 18, 21, 26 luglio (alle 21.15) e il 1° agosto (alle 21).

Molti grandi interpreti del panorama lirico internazionale si alterneranno nelle recite successive, tra graditi ritorni e attesi debutti: Maria Josè Siri ed Elena Stikhina come Aida, i tenori Yusif Eyvazov, Martin Muehle, Carlo Ventre, Ivan Magrì; Ekaterina Semenchuk e Agnieszka Rehlis come Amneris, i bassi Giorgi Manoshvili, Marko Mimica, Simon Lim, Rafał Siwek e i baritoni Amartuvshin Enkhbat, Youngjun Park e Ludovic Tézier. Alternanza anche sul podio, per le recite di 7 e 11 luglio dirette da Alvise Casellati, e per quelle di 26 luglio e 1 agosto affidate a Daniel Oren.

Aida ‘di cristallo’, produzione 2023 realizzata per l’inaugurazione del centesimo Festival lirico, al suo debutto ottenne risultati straordinari: sold-out per tutti i 20.000 posti a disposizione nelle due recite del 16 e 17 giugno. E proprio la seconda data registrò un incasso da podio nella storia del Festival, al terzo posto dopo il Galadi Plácido Domingo del 2009 e, da ieri, alla medaglia d’oro di Turandot 2024. Record in Arena ma anche sul web. La parola “Aida” secondo Google Trend venne cercata in Italia su Google il 430% di volte in più nella prima settimana del Festival 2023 rispetto alla media del numero di ricerche per lo stesso termine dei 5 anni precedenti.

Il 101° Arena di Verona Opera Festival 2024, inaugurato con l’evento La Grande Opera Italiana Patrimonio dell’Umanità promosso dal Ministero della Cultura, propone 50 irripetibili serate di opera, concerti e balletti in scena fino al 7 settembre.

L’Arena di Verona Opera Festival 2024 è sostenuta da numerosi sponsor, in primis UniCredit, che vanta una longevità di collaborazione di oltre 25 anni, e poi Calzedonia, Pastificio Rana, Volkswagen Group Italia, DB Bahn, Forno Bonomi, RTL 102.5, Genny, che firma anche quest’anno le divise del personale adibito all’accoglienza del pubblico, e Müller, che sostiene nuovamente i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Tra gli official partner marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, Metinvest, SABA Italia, SDG Group, Sartori di Verona, Palazzo Maffei e Mantova Village. Tra i nuovi sostenitori, Poste Italiane, ManPower Group e Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. Oltre a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana dell’omonimo pastificio e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse, con il Gruppo Editoriale Athesis, media partner. 

Info: www.arena.it

www.arena.it

14, 20, 23, 28 giugno ore 21.30

7, 11, 18, 21, 26 luglio ore 21.15

1 agosto ore 21.00

Aida

di Giuseppe Verdi

Opera in quattro atti. Libretto di Antonio Ghislanzoni

Produzione del 100° Festival 2023

Regia, scene, costumi, luci, coreografia                Stefano Poda       

Assistente a regia, scene, costumi, luci, coreografia              Paolo Giani Cei

Direttore                                                                   Marco Armiliato 14, 20, 23, 28/6 18, 21//7

                                                                                  Alvise Casellati 7, 11/7

                                                                                  Daniel Oren 26/7 – 1/8

Il Re                                                                           Riccardo Fassi 14, 20/6

                                                                                  Giorgi Manoshvili 23, 28/6

                                                                                  Marko Mimica 7, 11, 18, 21/7

Simon Lim 26/7 – 1/8

Amneris                                                                   Clémentine Margaine 14, 28/6 – 7, 11, 18/7 – 1/8

Agnieszka Rehlis 20, 23/6 *

Ekaterina Semenchuk 21, 26/7

Aida                                                                          Marta Torbidoni 14, 20, 23/6 *

                                                                                  Maria José Siri 28/6, 7, 11, 18, 21, 26/7

                                                                                  Elena Stikhina 1/8

Radamès                                                                  Gregory Kunde 14, 20/6 – 26/7 – 1/8

                                                                                  Martin Muehle 23, 28/6

Yusif Eyvazov 7, 18/7

Carlo Ventre 11/7

Ivan Magrì 21/7 *

Ramfis                                                                      Alexander Vinogradov 14/6 – 18, 21, 26/7 – 1/8

Rafał Siwek 20, 23, 28/6 – 7, 11/7

Amonasro                                                                Igor Golovatenko 14/6 – 7, 11/7 *

                                                                                  Amartuvshin Enkhbat 20, 23/6 – 18, 21, 26/7

                                                                                  Youngjun Park 28/6

                                                                                  Ludovic Tézier 1/8

Un messaggero                                                        Riccardo Rados 14, 20, 23, 28/6 – 7, 11, 18, 21/7

                                                                                  Carlo Bosi 26/7 – 1/8

Una sacerdotessa                                                    Francesca Maionchi

Orchestra, Coro, Ballo e Tecnici della Fondazione Arena di Verona

Maestro del Coro Roberto Gabbiani

Coordinatore del Ballo Gaetano Bouy Petrosino

Direttore Allestimenti scenici Michele Olcese