IL TURCO IN ITALIA, PER LA PRIMA VOLTA AL TEATRO FILARMONICO ROSSINI TRA COMICO E SATIRA

In scena per la Stagione Lirica di Fondazione Arena, quattro recite dal 16 al 23 novembre

Dal 16 novembre l’esotico irrompe sul palcoscenico del Teatro Filarmonico: è lo spassoso Turco in Italia, dramma buffo in due atti di Rossini, per la prima volta a Verona dopo oltre due secoli. Tra farsa e moderna commedia, con personaggi memorabili, situazioni esilaranti, belcanto e musica indiavolata, Il Turco in Italia è un prezioso unicum in tutta l’opera rossiniana, grazie allo sguardo metateatrale del Poeta in scena. Scritto in fretta per la Scala sull’onda del successo dell’Italiana in Algeri, ebbe esito sfortunato ma fu tra i primi titoli ad essere riscoperti nel Novecento, per fissarsi nel repertorio grazie a figure come Maria Callas, Gianandrea Gavazzeni, Franco Zeffirelli e Riccardo Chailly. Oltre alle repliche fino al 23 novembre, anche una recita straordinaria in forma ridotta per bimbi e famiglie il 22 novembre.

Una coppia in crisi, un seducente straniero, una ex coraggiosa, un terzo incomodo, un poeta in cerca di ispirazione: Rossini mette in scena l’umanità, fragile, ridicola, appassionata, con un sorriso malizioso e cinico. A Verona, per la prima volta, arriva il colorato allestimento del regista Roberto Catalano con Carlo Lepore, Sara Blanch, Dave Monaco, Fabio Previati, Marianna Mappa, Michele Patti, Matteo Macchioni.

Il Maestro Lü Jia dirige Orchestra e Coro di Fondazione Arena.

Sabato 22 novembre recita straordinaria in forma ridotta per famiglie.

Giovedì 13 novembre alle 18, nella Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica, il giornalista e critico musicale Davide Annachini presenterà l’opera in un incontro aperto al pubblico

IL TURCO IN ITALIA

di Gioachino Rossini

domenica 16 novembre ore 15.30

mercoledì 19 novembre ore 19.00

venerdì 21 novembre ore 20.00

domenica 23 novembre ore 15.30

Teatro Filarmonico di Verona

“Tutti lo chiedono, tutti lo vogliono”, per parafrasare il suo immortale Figaro, Gioachino Rossini ha soli 22 anni e già 11 titoli nel curriculum, quasi tutti di grande successo oltre i confini dei vari piccoli stati in cui era divisa l’Italia, quando l’impresario del milanese Teatro alla Scala gli commissiona due opere per l’estate 1814, tra cui Il Turco in Italia. Pochi mesi prima, a Venezia e poi in altre città, aveva trionfato L’Italiana in Algeri, e il nuovo titolo comico sembra sulla carta destinato ad altrettanto successo, promettendo lo stesso divertimento in una situazione opposta all’opera precedente. Come spesso accadeva, Rossini lavora in poche settimane sul libretto dell’emergente Felice Romani attinto da un soggetto settecentesco: libertini e turcherie acquisiscono qui uno spessore molto umano, così moderno da sembrare più cinico che giocoso. Già dalla prima del 14 agosto 1814, l’opera non decolla, guadagnandosi una certa attenzione in seguito ma presto eclissata da Barbiere, Cenerentola e dalle opere serie, quindi dal Romanticismo. Nel Novecento segnato dal meta-teatro di Pirandello, quest’opera – dove i personaggi sono studiati tanto dal pubblico quanto dal poeta Prosdocimo, in cerca di un soggetto comico dalla realtà – sarebbe stata recuperata prima di altri titoli del belcanto nella lunga Rossini Renaissance: il direttore Gianandrea Gavazzeni ha in scena Maria Callas già a Roma nel 1950, quindi incide l’opera e la riprende con un cast all-star a Milano nel ’55, in uno spettacolo del giovanissimo Franco Zeffirelli destinato a lungo cammino. L’edizione critica arriva però solo nel 1998 e con essa una nuova ricezione consapevole dell’opera: in questa forma filologicamente aggiornata, Il Turco in Italia arriva a Verona a distanza di oltre 200 anni dalle sue uniche apparizioni nella città scaligera (1817 e 1822).  

La vicenda, originariamente ambientata a Napoli (già capitale dell’opera buffa e immaginario set di Così fan tutte), mostra i capricci di Fiorilla, stanca del marito Geronio tanto da avere un geloso spasimante, Narciso, invaghita dell’altrettanto capriccioso Selim, principe turco appena sbarcato nel golfo (sulle note del Don Giovanni mozartiano, omaggio e parodia di Rossini). Qui sono arrivati anche Zaida, ex promessa sposa di Selim ingiustamente ripudiata, che con l’aiuto di Albazar spera di riconquistare l’amato. In un susseguirsi di incontri, buffi scontri, equivoci e pentimenti, l’ordine naturale viene ristabilito. Il tutto avviene – caso raro nell’opera italiana – sotto lo sguardo vigile e distaccato del poeta Prosdocimo che trova in questa bizzarra umanità il soggetto ideale della sua prossima commedia.    

L’allestimento in scena da domenica 16 novembre alle 15.30 è firmato dal regista Roberto Catalano, al debutto veronese, con scene di Guido Buganza, costumi di Ilaria Ariemme, luci di Oscar Frosio, nato al Teatro Sociale di Rovigo in coproduzione con i teatri di Ravenna, Jesi, Novara, Rimini, Pisa. Qui lo sfondo napoletano e l’orientalismo “posticcio” sono meno rilevanti dell’approfondimento psicologico dei personaggi. Figure moderne, a tutto tondo, portate dal contesto consumistico –pur buffo e colorato– a trattare le persone come oggetti sostituibili, per (ri)scoprire alla fine l’autenticità e l’unicità dell’amore vero.

Per dare vita alle figure del dramma buffo di Rossini servono dunque attori impegnati e raffinati belcantisti, caratteristiche del cast guidato dal basso Carlo Lepore, già protagonista rossiniano nelle ultime produzioni veronesi, qui nel ruolo del titolo, il principe Selim. La volubile Donna Fiorilla è l’applaudito soprano Sara Blanch, il marito tradito l’esperto baritono Fabio Previati, il di lei spasimante Narciso il tenore Dave Monaco (tra i più recenti vincitori del concorso Operalia), Zaida è il soprano Marianna Mappa, Albazar il tenore Matteo Macchioni, mentre il poeta Prosdocimo è il giovane baritono Michele Patti. Sul podio, alla guida dell’Orchestra di Fondazione Arena e del Coro preparato da Roberto Gabbiani, torna al Teatro Filarmonico il Maestro Jia, già direttore musicale a Verona. Dopo la prima, l’opera replica mercoledì 19 novembre alle 19, venerdì 21 alle 21 e domenica 23 novembre alle 15.30.

Dopo il successo de La Cenerentola lo scorso anno, anche Il Turco in Italia avrà una replica straordinaria in forma ridotta e adattata per un pubblico di bimbi e famiglie, sabato 22 novembre alle 15.30 con lo stesso cast e il soprano Vittoriana De Amicis nella parte di Fiorilla.

Il Turco in Italia è il penultimo titolo della Stagione Lirica 2025, ricca di capolavori rari e prime esecuzioni al Teatro Filarmonico: è ancora possibile acquistare i biglietti sul sito https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alle biglietterie dell’Arena – sia in quella centrale di via Dietro Anfiteatro sia nella nuova sede di via Roma.

È inoltre già possibile abbonarsi alle nuove stagioni 2026.

INCONTRO DI APPROFONDIMENTO APERTO AL PUBBLICO

Fondazione Arena conferma gli incontri gratuiti di approfondimento, il giovedì prima del debutto di ogni opera, con grandi nomi della critica musicale nazionale. In collaborazione con l’Accademia Filarmonica di Verona, giovedì 13 novembre alle 18 nella prestigiosa Sala Veranda (via Mutilati 4), il giornalista e critico musicale Davide Annachini presenterà Il Turco in Italia al pubblico. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI

La programmazione 2025 di Arena Young comprende spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie: si comincia con l’Anteprima riservata a studenti e giovani, che potranno assistere alla prova generale di venerdì 14 novembre alle ore 16, preceduta da una presentazione dedicata alle ore 14.30.

Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà partecipare alle rappresentazioni infra-settimanali al Filarmonico con uno speciale Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana, mercoledì 19 novembre alle ore 18 e venerdì 21 novembre alle ore 19.

Il turco in italia in versione ridotta per bambini e ragazzi

Sabato 22 novembre alle 15.30 al Teatro Filarmonico. Biglietti a 5 e 10 euro

Un’opera grande, con orchestra, coro, tecnici e importanti solisti, anche per i piccoli: Fondazione Arena di Verona propone una versione ridotta de Il Turco in Italia di Rossini, sabato 22 novembre alle 15.30 al Teatro Filarmonico, con biglietti a tariffe speciali: 5 euro per gli under14, 10 euro per ragazzi over14 e adulti.

Le pagine più belle del divertente capolavoro rossiniano presentate in un’agile narrazione della durata complessiva di 70 minuti.

Una moglie capricciosa, un marito esasperato, un affascinante straniero, una ex coraggiosa, un ammiratore scomodo, un poeta in cerca di ispirazione, un amico di cuore: Rossini mette in scena con un sorriso l’intera umanità, fragile, buffa, appassionata.

A Verona i personaggi saranno interpretati da artisti dalla carriera internazionale: Carlo Lepore, Vittoriana De Amicis, Dave Monaco, Fabio Previati, Marianna Mappa, Michele Patti, Matteo Macchioni. Il Maestro Lü Jia dirige Orchestra e Coro di Fondazione Arena, mentre mimi, comparse e tecnici movimenteranno lo spettacolo firmato dal regista Roberto Catalano.

Lo spettacolo è il primo appuntamento della rassegna Musica in famiglia, che proseguirà nei prossimi mesi sempre il sabato pomeriggio: il 20 dicembre lo spettacolo di burattini Notturno con… brio! svelerà i segreti del teatro e i sogni di chi lo fa vivere. Il 14 gennaio debutterà l’inedito Mozart e Salieri GOT TALENT, che all’interno del Festival Mozart a Verona 2026 farà scoprire al pubblico i due compositori in una divertente sfida musicale, mentre il 7 febbraio lo spettacolo DiVERDIamoci condurrà gli spettatori in un viaggio nel tempo a casa di Verdi, in cerca di ispirazione per la sua nuova opera. Il 28 febbraio si esibiranno in concerto i giovani solisti del Conservatorio E. F. Dall’Abaco di Verona, il 7 marzo le arpe e un grande libro illustreranno la fiaba di Mignolina, mentre il 18 aprile tornerà il format Opera in giallo con un’indagine interattiva sui delitti dell’opera Pagliacci. Infine il 30 maggio debutterà in pubblico il nuovissimo Coro di voci bianche di Fondazione Arena.

Sono oltre 70 gli appuntamenti di Arena Young, il cartellone di Fondazione Arena di Verona in cui l’offerta artistica incontra proposte su misura per scuole di ogni ordine e grado. Quelli di Musica in famiglia sono spettacoli pensati per una trasversale partecipazione a teatro di grandi e piccini, con biglietti a tariffe speciali, acquistabili alle Biglietterie di Fondazione Arena (via Roma e via Dietro Anfiteatro, sul sito www.arena.it, sui canali social.

Posti per Il Turco in Italia sabato 22 novembre alle 15.30 acquistabili anche a questo link diretto: https://shop.arena.it/ticketshop/webticket/seatmap?eventId=942&el=true

Info e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole scuola@arenadiverona.it – tel. 045 8051933.

BIGLIETTERIE ARENA DI VERONA

Via Dietro Anfiteatro 6/b 

Aperta da lunedì a venerdì (10.30 – 16.00)

sabato (09.15 – 12.45)

chiusa la domenica

Via Roma 1 

Aperta martedì, giovedì e sabato (10.00 – 18.00)

mercoledì e venerdì (13.00 – 20.00)

domenica (12.00 – 15.30)

             chiusa il lunedì

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 8005151

www.arena.it

Punti vendita TicketOne.it

FALSTAFF, L’OPERA RITROVATA DI SALIERI FESTEGGIA I 50 ANNI DEL TEATRO FILARMONICO

La commedia di Shakespeare musicata da Salieri va in scena a Verona in una nuova produzione firmata da Paolo Valerio con Orchestra, Coro e Tecnici areniani e un cast di giovani artisti diretti da Francesco Ommassini.

Il titolo, lo stesso scelto per la riapertura postbellica del Teatro Filarmonico proprio 50 anni fa, è presentato per la prima volta in edizione critica Ricordi e celebra i 200 anni dalla scomparsa del compositore legnaghese

Giovedì 16 gennaio alle 18, in Sala Filarmonica, l’opera viene presentata al pubblico in un incontro gratuito con la musicologa e docente Elena Biggi Parodi, curatrice dell’edizione critica

FALSTAFF

ossia Le tre burle ·   di Antonio Salieri

domenica 19 gennaio ore 15.30

mercoledì 22 gennaio ore 19.00

venerdì 24 gennaio ore 20.00

domenica 26 gennaio ore 15.30

Teatro Filarmonico di Verona

Fondazione Arena di Verona celebra 50 anni d’opera al Teatro Filarmonico riproponendo, a distanza di mezzo secolo, il titolo che inaugurò la prima Stagione artistica nel 1975, ma con uno spettacolo tutto nuovo e in edizione critica. Domenica 19 gennaio alle 15.30 si alza il sipario su Falstaff ossia Le tre burle, opera comica di Antonio Salieri,nato a Legnago e divenuto compositore alla corte imperiale di Vienna. Una gemma del teatro musicale da riscoprire, grazie alla regia dell’esperto shakespeariano Paolo Valerio, con scene di Ezio Antonelli e luci di Claudio Schmid, in una lettura settecentesca e frizzante, con un cast di giovani talentuosi e i complessi artistici di Fondazione Arena diretti da Francesco Ommassini. Repliche mercoledì 22 gennaio alle 19, venerdì 24 alle 20, domenica 26 alle 15.30.

Dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, Verona dovette attendere la ricostruzione del Teatro, per mano dell’Accademia Filarmonica, prima di rivedere l’opera sul principale palcoscenico al coperto della città. Era il 1975 e, per i 150 anni dalla morte di Salieri, andò in scena Falstaff: inaugurazione lirica del Teatro e vera e propria riscoperta, che fece circolare l’allestimento in numerose città, prima di tornare a Verona nel 1981. Da allora molti passi avanti si sono fatti nella rivalutazione di Salieri e della sua arte, liberi dalla leggendaria rivalità col coevo Mozart, immortalata in prosa da Puškin e al cinema da Amadeus. Cinquant’anni dopo, per il bicentenario salieriano, Falstaff va in scena per la prima volta in edizione critica, prodotta da Fondazione Arena, edita da Casa Ricordi e a cura di Elena Biggi Parodi, musicologa, titolare della cattedra di Storia e storiografia della musica al Conservatorio di Parma e critico musicale cui si deve la riscoperta di numerosi scritti del compositore, del quale ha già pubblicato il catalogo completo delle opere.

Salieri, nato nel 1750 da commercianti di Legnago, da sempre votato alla musica, fu notato a Venezia da Florian Leopold Gassmann, compositore alla corte degli Asburgo, che lo portò con sé come allievo a Vienna. Qui il giovane veronese conquistò anche la fiducia dell’Imperatore, che lo nominò Hofkapellmeister dopo il suo maestro. In questo ruolo amministrò fino alla morte (esattamente duecento anni fa) il patrimonio musicale di corte, i musicisti, le esecuzioni e il repertorio, fornendo in prima persona nuove composizioni in ogni genere, tra cui serenate, sinfonie, concerti, inni, messe, opere serie e buffe. A Vienna Salieri fu anche un ricercato insegnante: fra i suoi allievi, che spesso citarono il proprio maestro con dediche o variazioni di temi dalle sue opere, si annoverano Beethoven, Cherubini, Czerny, Hummel, Liszt, Meyerbeer, Schubert. 

Falstaff fu scritta nel 1799 per il Teatro di Porta Carinzia (sede di storici debutti da Mozart a Offenbach, passando per Beethoven, Chopin e Donizetti), su libretto di Carlo Prospero Defranceschi. È un’opera fra le più mature tra le circa quaranta firmate da Salieri. Partendo dalla celebre commedia shakespeariana Le allegre comari di Windsor, il compositore condensa abilmente i numerosi personaggi in poche essenziali figure, conservando la trama dell’originale e combinandole con le esigenze convenzionali dei ruoli dell’epoca. Il risultato è originale e la commedia procede speditamente con un’estremamente moderna successione di scene e numeri musicali in continuità, includendo tutte e tre le burle di Shakespeare (ridotte invece a due dal più celebre Falstaff verdiano del 1893). Un successo per l’opera italiana buffa anche in terra viennese, che Salieri omaggiò con una aria in lingua tedesca, spiritosamente inserita nell’azione.

Protagonista è il nobile decaduto sir John Falstaff, carattere larger-than-life, a caccia di piaceri culinari e sostegni economici. Sir John tenta di sedurre due donne sposate, le quali, a dispetto dei rispettivi mariti, ordiscono tre finti appuntamenti per Falstaff, umiliandolo in pubblico altrettante volte. Partendo dall’indomita energia del protagonista, Casanova nello spirito, ma meno nel fisico, il regista Paolo Valerio ha curato una cornice veneziana e rococò, l’ambiente libertino per eccellenza ed epoca della scrittura dell’opera comica. Questo mondo rivive con le scene e il projection design di Ezio Antonelli, le luci di Claudio Schmid e un affiatato cast di giovani talenti dell’opera: nel ruolo del titolo, Giulio Mastrototaro “insidia” Gilda Fiume, mrs. Ford, e Laura Verrecchia, mrs. Slender, ad insaputa dei mariti (dalle parti altrettanto esigenti vocalmente) di Marco Ciaponi e Michele Patti. Completano il cast la cameriera Betty di Eleonora Bellocci e il servitore Bardolf di Romano Dal Zovo. L’inarrestabile azione scenica è resa ancor più vivace dai numerosi mimi coordinati da Daniela Schiavone. L’Orchestra di Fondazione Arena e il Coro preparato da Roberto Gabbiani sono diretti dal maestro veneziano Francesco Ommassini. L’opera è inserita nel programma di Mozart a Verona 2025, Festival diffuso in tutta la città.

Falstaff inaugura la Stagione Lirica 2025, ricca di capolavori rari e titoli in prima esecuzione assoluta al Teatro Filarmonico: è ancora possibile acquistare abbonamenti, nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni recita, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

FALSTAFF

Falstaff, ossia Le tre burle. Opera comica in due atti di Antonio Salieri

Libretto di Carlo Prospero Defranceschi dalla commedia Le Allegre comari di Windsor di William Shakespeare

Prima esecuzione dell’edizione critica a cura di Elena Biggi Parodi, Casa Ricordi, Milano

Direttore Francesco Ommassini

Regia e costumi Paolo Valerio

Assistente alla regia Giulia Bonghi

Scene e projection desgin Ezio Antonelli

Assistenti a scene e projection design Matteo Semprini, Livio Savini

Lui Claudio Schmid

Movimenti mimici Daniela Schiavone

Domenica 19 gennaio ore 15.30 turno A

Mercoledì 22 gennaio ore 19.00 turno C

Venerdì 24 gennaio ore 20.00 turno D

Domenica 26 gennaio ore 15.30 turno B

                    INTERPRETI:
Sir John FALSTAFF, cavaliere attempato

                                            in disordine per la cattiva condotta          Giulio Mastrototaro

                  Mrs. Ford, donna d’allegro umore, moglie di       Gilda Fiume

    Mr. Ford, ricco negoziante, marito geloso, e compare di       Marco Ciaponi

           Mr. Slender, ricco mercante e marito indolente di       Michele Patti

              Mrs. Slender, donna d’umore piuttosto brusco       Laura Verrecchia

                                   Bardolf, servitore di sir Falstaff       Romano Dal Zovo

                                       Betty, cameriera di Ms. Ford       Eleonora Bellocci

                                                                     Mimi       Jessica Aiello, Francesca Benedetti, Francesco Saverio Cifaldi,

                                                                                                              Maria Novelle Della Martira, Elisabetta Di Chiara,

                                                                                                              Matilde Ferrari, Giampaolo Gobbi, Paolo Lupo, Matteo Vignati,

                                                                                                              Alessandra Odoardi, Francesco Pacelli, Daniele Palumbo

Orchestra, Coro e Tecnici di Fondazione Arena di Verona

Maestro del Coro Roberto Gabbiani

Direttore Allestimenti Scenici Michele Olcese

Clavicembalo / basso continuo Federico Brunello

Nuova produzione di Fondazione Arena

Omaggio all’evento inaugurale del 1975

All’interno del Festival Mozart a Verona 2025

Tempi di spettacolo

Atto I 80’ circa · intervallo · Atto II 70’ circa

INCONTRO DI APPROFONDIMENTO APERTO AL PUBBLICO

Nuova stagione e nuova sede per gli incontri gratuiti di approfondimento, in collaborazione con Accademia Filarmonica di Verona: Falstaff sarà presentato al pubblico giovedì 16 gennaio alle 18 nella prestigiosa Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica (via Mutilati 4) dalla curatrice dell’edizione critica Elena Biggi Parodi. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI

Con Falstaff prende il via anche la programmazione 2025 di Arena Young: spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie. L’opera debutta infatti con l’Anteprima riservata a studenti e giovani,venerdì 17 gennaio alle ore 16, preceduto da una presentazione dedicata.

Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà assistere alle rappresentazioni infrasettimanali al Filarmonico partecipando al Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana, mercoledì 22 gennaio alle ore 18 e venerdì 24 gennaio alle ore 19.

Info e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole scuola@arenadiverona.it – tel. 045 8051933.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA

Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO

Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo

Tel 045 8002880

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 8005151

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