Domenica 9 novembre, alle ore 17, in scena al Teatro del Maggio, “Lucrezia Borgia” di Gaetano Donizetti.

Sul podio, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Maggio, Giampaolo Bisanti; la regia dello spettacolo è di Andrea Bernard.

In scena, nelle parti principali, Jessica Pratt – al suo debutto nel personaggio – interpreta Lucrezia Borgia; Mirco Palazzi è Alfonso I d’Este; René Barbera è Gennaro, Laura Verrecchia veste i panni di Maffio Orsini.

Nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro Lirico di Cagliari 

La recita dell’11 novembre sarà trasmessa in diretta su Rai Radio 3

A distanza di oltre 45 anni dall’ultima messinscena fiorentina e quindi per la terza volta dopo le programmazioni del 1933 e 1979 torna al Teatro del Maggio Lucrezia Borgia, il capolavoro composto da Gaetano Donizetti tratto dall’omonima tragedia di Victor Hugo. 

La prima è in calendario domenica 9 novembre alle ore 17; altre tre recite sono programmate l’11 e il 14 novembre alle ore 20 e il 16 novembre alle ore 15:30.

Sul podio della Sala Grande del Teatro, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Maggio, il maestro Giampaolo Bisanti che torna a dirigere al Maggio dopo le recite della Madama Butterfly del luglio del 2015. La regia dello spettacolo è firmata da Andrea Bernard, di ritorno al Maggio dopo il Don Pasquale andato in scena nel febbraio del 2020. Le scene sono di Alberto Beltrame; i costumi sono di Elena Beccaro e luci sono curate da Marco Alba. Il maestro del Coro è Lorenzo Fratini.

Sul palcoscenico Jessica Pratt veste per la prima volta in carriera i panni della protagonista della vicenda, Lucrezia Borgia, impreziosendo così il suo repertorio con un altro debutto dopo quello avvenuto nella Norma andata in scena – con enorme successo – la scorsa primavera.

Mirco Palazzi, di ritorno a Firenze dopo le recite de La Cenerentola del giugno del 2017, interpreta Alfonso I d’Este; René Barbera, al suo debutto al Maggio, interpreta Gennaro; Laura Verrecchia è Maffio Orsini e Daniele Falcone è Jeppo Liverotto. Don Apostolo Gazella è interpretato da Gonzalo Godoy SepúlvedaDavide Sodini veste i panni di Ascanio Petrucci; Yaozhou Hou è Oloferno Vitellozzo; Mattia Denti è Gubetta e Antonio Mandrillo è Rustighello. Chiudono il cast, rispettivamente nei panni di Astolfo e di Un corriere, Huigang Liu Dielli Hoxha.

“La versione che proporremo in questa produzione è decisamente particolare” ha sottolineato il maestro Bisanti parlando della messinscena “ossia verrà messo in scena uno spettacolo che include tutte le modifiche e le correzioni che Donizetti fece nel corso del tempo, nonché i tre finali alternativi dell’opera. Durante il prologo eseguiremo l’aria Com’è bello di Lucrezia e poi ‘attacchiamo’ la celebre cabaletta Si voli il primo a cogliere che dunque si lega alla versione dell’opera del 1840, quella di Parigi. Nel finale del II atto, invece, faremo la versione di Londra (del 1839) la quale prevede la romanza di Gennaro Madre, se ognor lontano.  Lucrezia è un’opera che musicalmente – all’epoca della sua composizione – sperimentò molto quello che poi si sentirà nei decenni successivi, nonostante l’ostracismo della critica di allora che sottolineò l’assenza di arie soliste al suo interno. Parlando dell’aspetto narrativo si può apprezzare il lavoro notevole fatto da Donizetti e da Felice Romani: Lucrezia è infatti una donna ambiziosa e truce ma ciò che comunque traspare è l’amore che essa ha nei confronti del figlio nel corso dello sviluppo della vicenda. Un altro aspetto importante è senz’altro la dicotomia tragico-comica che pervade la storia; una dicotomia che risalta nella scena del brindisi o in quelle con protagonista Maffio Orsini, il personaggio en travesti dell’opera. 

Da un punto di vista orchestrale posso affermare che non andiamo incontro a particolari difficoltà tecniche; è un’opera in cui l’orchestra è sempre presente e sostiene in modo pulito il canto e i suoi sviluppi. Quello che risulta complesso, in questo tipo di repertorio, è trovare le giuste logiche e il giusto impianto drammaturgico nel rigore ritmico”.

Parlando della sua visione dell’opera, Andrea Bernard ha commentato la sua scelta di ambientarla in un periodo che ha segnato in modo profondo la storia italiana, ossia il secondo dopoguerra; un momento storico che ha gettato la base del nostro Paese così come lo conosciamo oggi. Lo spazio scenico è concepito come un ‘labirinto mentale’ dove la mente di Lucrezia si smarrisce tra potere e desiderio, tra colpa e amore.  Per la prima volta al Teatro del Maggio Musicale si utilizza il palco girevole, un elemento che permette di restituire la velocità dell’opera di Donizetti: “Ho scelto di raccontare Lucrezia Borgia collocandola in un periodo che ha profondamente segnato la nostra generazione e che, sul piano politico e morale, ha gettato le basi dell’Italia in cui viviamo oggi: il dopoguerra, tra la fine degli anni ‘40 e l’inizio degli anni ‘50.  Un tempo sospeso tra la voglia di rinascere e la paura di cambiare, in cui la fede si intreccia alla politica e il potere si traveste da morale. È l’epoca dell’accentramento del potere di Pio XII e della nascita della Democrazia Cristiana, un tempo in cui la Chiesa pone l’umanità di fronte a un bivio morale – “o con Dio, o contro Dio” – mentre una nuova intellettualità, disillusa dalle ferite della guerra, cerca un linguaggio capace di interpretare il futuro”.

“In una Roma ambigua, intrisa di penitenza, corruzione e fervore politico” continua Bernard “si muovono prelati, aristocratici e giovani idealisti che anticipano la società della Dolce Vita. Sono gli anni in cui il pensiero si riaccende tra le pieghe di una Roma inquieta e febbrile: scrittori, artisti, registi e filosofi si ritrovano nei caffè del centro – dal Caffè Greco di via Condotti ai tavolini di via Veneto – per discutere, dubitare e reinventare la realtà. I riferimenti cinematografici – da C’eravamo tanto amati di Ettore Scola a Todo modo di Elio Petri – diventano coordinate estetiche per un racconto in cui la storia personale di Lucrezia si intreccia con quella collettiva di un Paese in cerca di identità”.

Jessica Pratt veste per la prima volta in carriera i panni di Lucrezia Borgia: “Sono davvero felice ed emozionata di tornare qui al Maggio – o meglio, a casa! –  per debuttare in un ruolo così bello come quello di Lucrezia. L’opera è davvero fantastica, caratterizzata da tinte drammatiche arricchite da un pathos davvero incredibile e personalmente era davvero molto tempo che attendevo di poter debuttare con questo personaggio. Questo vale non solo per l’impegno vocale che Lucrezia richiede, ma anche sul lato attoriale. Si parla infatti di una donna matura,  forte e decisa in modo ferreo nelle sue decisioni. Ma a questo aspetto del suo carattere emerge anche altro, ovvero quanto lei sia vulnerabile nei confronti di suo figlio.”

Mirco Palazzi è Alfonso I d’Este: “Da un punto di vista vocale penso che Lucrezia sia senz’altro impegnativa; ci sono parti di essa dove il suono dell’orchestra è molto forte e presente, e questo incide anche sulla tessitura che questo comporta; la parte di Alfonso è interpretata anche dai baritoni e questo la rende davvero una sfida. Molte parti sono infatti perfettamente adatte a un basso, naturalmente, ma altre parti sono decisamente più baritonali e questo rende il personaggio quasi double face; ciò ovviamente richiede un’attenzione vocale importante per poter ‘abbracciare’ questi due aspetti. 

A questo si aggiungono moltissimi contrasti che rendono in modo perfetto quelli che sono gli aspetti del carattere di Alfonso: un personaggio che si svela subito e poi si ‘ricostruisce da capo’ nelle scene successive. Guardando a Victor Hugo e al suo altro grande dramma, ossia Le roi s’amuse da cui poi verrà tratto il Rigoletto verdiano, si può anche pensare a un parallelismo fra il Duca di Mantova e Alfonso. In realtà si tratta di due anime molto diverse in quanto il primo è crudele e quasi sadico a causa del suo stesso carattere mentre Alfonso è permeato da una rabbia che nasce da una ferita, e dunque da una ragione ben precisa.” 

Soffermandosi sugli aspetti che più caratterizzano la sua parte René Barbera, che debutta al Maggio, ha evidenziato la fibra morale che rende Gennaro un personaggio molto forte: “È un giovane perso, gli manca una madre che non conosce. Tutta la sua vita è stata una bugia, pensava di essere figlio di un pescatore ma scoprirà che non è così. Depressione, rabbia, amarezza… vorrebbe scappare ma alla fine rimane con e per i suoi amici, in particolare con il suo caro Maffio Orsini. Per lui ha giurato “fino alla morte, fino alla fine”. Nonostante l’avvelenamento e l’aver tentato di uccidere la madre, scopre di essere figlio di Lucrezia e si condanna alla sorte di tutti.

La recitazione non è semplice; devi cercare di dare voce alle tue parti più oscure e quelle emozioni che il personaggio prova e, inoltre, non dobbiamo lasciare che le nostre emozioni si leghino troppo alla parte da interpretare. Bisogna trovare un modo di trasmetterle e la musica ovviamente aiuta molto questo processo.”

Laura Verrecchia, è al suo debutto nella parte di Maffio Orsini e ha sottolineato gli aspetti più interessanti che caratterizzano questo personaggio: “Questa parte è davvero curiosa e intrigante. Maffio è un ruolo en travesti e questo mi diverte molto: mi dà modo di ‘tirar fuori’ il mio lato maschile. Naturalmente ciò comporta il dover fare un lavoro molto particolare ma al contempo divertente e stimolante. Questa produzione è molto coinvolgente: Andrea Bernard ha scavato in modo profondo nella psicologia e nei sentimenti dei personaggi, lavorando in molto sulle nostre capacità attoriali.”

L’opera:

Composta nell’autunno del 1833, Lucrezia Borgia debutta al Teatro alla Scala il 26 dicembre dello stesso anno. La fonte è il dramma omonimo di Victor Hugo che Felice Romani, autore del libretto, dispose in un prologo e due atti. Fu lo stesso Donizetti a proporre a Romani di ricavare un libretto d’opera dal dramma di Hugo, attratto tanto dalle situazioni ad alta tensione presenti nel testo quanto dalle atmosfere cupe che contornano la vicenda.

Lucrezia Borgia, donna spietata nella gestione del potere e pronta a eliminare ogni suo nemico, ritrova il figlio segreto Gennaro che ha dovuto abbandonare in tenera età. Il giovane, ignaro della verità, si sente attratto da quella nobildonna mascherata, fino a quando gli amici ne rivelano l’identità strappandole la maschera e oltraggiandola pubblicamente. Da quel momento si innesca una serie di eventi sempre più drammatici che porteranno all’avvelenamento della brigata di amici di Gennaro, lui stesso compreso. Solo alla fine dell’opera, nel corso di un duetto pieno di pathos, il giovane scoprirà di essere il figlio della tanto odiata Lucrezia.

In Lucrezia Borgia, Donizetti forgiò musicalmente la figura di una donna assai complessa e dalla doppia personalità. Il ruolo della protagonista, tanto spietata con i nemici quanto amorevole con il figlio segreto, richiede infatti un’interprete dotata di maestria vocale unita a grande personalità drammatica.

La cronologia dell’opera a Firenze e al Maggio:

• 24, 26 e 29 aprile 1933

Gino Marinuzzi, direttore

Guido Salvini, regia

Mario Sironi, scene e costumi

– 

Tancredi Pasero; Don Alfonso

Giannina Arangi Lombardi; Lucrezia Borgia

Beniamino Gigli; Gennaro

Gianna Pederzini; Maffio Orsini

• 13, 17, 20, 25 febbraio, 1 e 4 marzo 1979

Gabriele Ferro, direttore

Giancarlo Sepe, regia

Raffaele Del Savio, scene

– 

Bonaldo Giaiotti; Don Alfonso

Katia Ricciarelli / Leyla Gencer; Lucrezia Borgia

Alfredo Kraus; Gennaro

Elena Zilio; Maffio Orsini

La locandina:

LUCREZIA BORGIA

Melodramma in un prologo e due atti di Felice Romani

Musica di Gaetano Donizetti 

Edizione critica a cura di Roger Parker e Rosie Ward.

Ricordi/Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo.

Rappresentante per l’Italia: Casa Ricordi Srl, Milano.

Maestro concertatore e direttore Giampaolo Bisanti

Regia Andrea Bernard

Maestro del Coro Lorenzo Fratini

Scene Alberto Beltrame

Costumi Elena Beccaro

Luci e video Marco Alba

Assistente registaTecla Gucci

Assistente scenografoEleonora De Leo

Assistente costumistaEmilia Zagnoli

Don Alfonso, Duca di Ferrara Mirco Palazzi

Donna Lucrezia Borgia Jessica Pratt

Gennaro René Barbera

Maffio Orsini Laura Verrecchia

Jeppo Liverotto Daniele Falcone

Don Apostolo Gazella Gonzalo Godoy Sepúlveda

Ascanio Petrucci Davide Sodini

Oloferno Vitellozzo Yaozhou Hou

Gubetta Mattia Denti

Rustighello Antonio Mandrillo

Astolfo Huigang Liu

Un coppiere Dielli Hoxha

Figuranti speciali

Roberto Andrioli, Andrea Bassi, Francesca Cellini, Maria Novella Della Martira, Maria Caterina Frani, Teodora Fornari, Enrico L’Abbate, Alexev Mustvatse, Francesco Pacelli, Leonardo Paoli Roberta Raimondi, Sara Silli

Bambini

Ada Nannucci, Giovanni Orlando, Camilla Parenti

Martedì 4 novembre alle ore 16:30 – nel Foyer della Sala Grande – Piero Mioli presenta l’opera al pubblico.

In collaborazione con Il Foyer – Amici della Lirica di Firenze; ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Prezzi:

Solo ascolto: 10€ – Visibilità limitata: 15€ – Galleria: 35€

Palchi: 45€

Platea 4: 65€ – Platea 3: 75€  – Platea 2: 90€ – Platea 1 (Repliche): 110€

Platea 1 (Prima recita): 130€ 

IL BARBIERE DI SIVIGLIA al Teatro Massimo di Palermo con un team creativo tutto al femminile

L’opera di Rossini sarà in scena dal 17 al 25 settembre
con la regia di Stefania Bonfadelli e la direzione di Riccardo Bisatti

L’energia e il genio di Gioachino Rossini tornano in scena al Teatro Massimo di Palermo con “Il Barbiere di Siviglia” da mercoledì 17 settembrealle 20:00.

L’opera, tra le più amate e rappresentate, con la sua carica di comicità, travestimenti, colpi di scena e continui malintesi, sarà in scena nel nuovo allestimento firmato da Stefania Bonfadelli, regista e soprano con un passato da interprete di successo, anche in ruoli rossiniani. Insieme a lei una squadra creativa interamente al femminile, con le scene di Serena Rocco, i costumi di Valeria Donata Bettella, le luci di Fiammetta Baldiserri, realizzate da Daniela Gullo e Giulia Bandera.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo sale per la prima volta il giovane e talentuoso Riccardo Bisatti, direttore e pianista in grande ascesa, premiato in concorsi nazionali e internazionali. A dirigere il Coro del Teatro Massimo è il maestro Salvatore Punturo.
Il cast vanta interpreti di riferimento del repertorio rossiniano. Il baritono Mattia Olivieri torna a ricoprire il ruolo di Figaro, che lo ha visto trionfare recentemente all’Opéra di Parigi e alla Scala. Al suo fianco, il mezzosoprano Maria Kataeva, consacrata al Rossini Opera Festival nel ruolo di Rosina, e il tenore Ruzil Gatin nei panni de Il Conte d’Almaviva. Nel cast alternativo, gli stessi ruoli sono interpretati rispettivamente da Matteo ManciniLaura Verrecchia e Pavel Kolgatin. Completano il cast Vincenzo Taormina e Giuseppe Toia (Bartolo), Simón Orfila (Don Basilio), Italo Proferisce (Fiorello/Ufficiale) e Noemi Muschetti (Berta).
L’opera sarà in scena fino al 25 settembre con otto recite, di cui due fuori abbonamento.

Il nuovo allestimento ha i toni e i colori di una scenografia contemporanea, leggera ed essenziale: “Sposo la Rossini Renaissance – commenta la regista Stefania Bonfadelli – Rossini ha creato un meccanismo perfettoche delinea una nuova grammatica della comicità nel teatro musicale. Trovo che ogni gag aggiunta, per enfatizzare un’occasione comica, come spesso si è fatto in una certa tradizione esecutiva,  sia tutto sommato una inutile precauzione perchè tutto è previsto e scritto in modo elegantemente efficace da Rossini e Sterbini a cui mi sono affidata … La scena sarà divisa in due parti complementari, “un dentro” e “un fuori” in una dualità che rappresenta anche il carattere dei personaggi, il loro essere ciò che sono veramente e come vogliono essere visti dagli altri”.

Presente da oltre duecento anni nei cartelloni dei principali teatri del mondo, “Il Barbiere di Siviglia” venne composto da un Rossini appena ventitreenne per il Carnevale del 1816 al Teatro Argentina di Roma. Il libretto di Cesare Sterbini è tratto dalla celebre commedia Le barbier de Séville ou La précaution inutile, di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais. E il suo intreccio racconta la storia d’amore tra il Conte d’Almaviva e la giovane Rosina che vive a Siviglia, reclusa nella casa del suo tutore, il vecchio e avaro Don Bartolo, che intende sposarla per impadronirsi della sua dote. Il Conte, innamorato di Rosina, cerca disperatamente di incontrarla. Ad aiutarlo sarà il factotum della città, il vivace e astuto Figaro, che si offre di aiutarlo a conquistare il cuore della fanciulla e a eludere la sorveglianza di Don Bartolo. Con una serie di travestimenti esilaranti e intrighi ingegnosi, il Conte e Figaro lavorano insieme per superare gli ostacoli e assicurare un lieto fine alla loro storia.

Il direttore d’orchestra. Classe 2000, Riccardo Bisatti è diplomato con lode in pianoforte e direzione d’orchestra ai Conservatori di Novara e Milano e perfezionato in clavicembalo e fortepiano. Vincitore di numerosi premi, tra cui il Premio delle Arti di direzione d’orchestra 2022 e il Premio Serbian National Theatre – Novi Sad al IX Concorso Internazionale per direttori d’opera “Luigi Mancinelli”. Nel 2017 ha ricevuto la medaglia della Camera dei Deputati per meriti artistici. È direttore ospite principale dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini di Pesaro dal 2024 e ha diretto, tra le altre, le orchestre del Teatro Regio di Torino, Maggio Musicale Fiorentino, Fondazione Arena di Verona, I Pomeriggi Musicali, ORT-Orchestra della Toscana, Prague Philharmonia, Teatro Verdi di Salerno (Ravello Festival), Haydn di Bolzano e Trento. Ha debuttato sul podio a 18 anni con La serva padrona. È fondatore del Goldberg Piano Trio e dell’Ensemble Iri da Iri. Nel 2023 è stato incluso da Fortune Italia tra i “40under40” più influenti nella cultura italiana.

La regista. Soprano lirico di coloratura, specializzata nel repertorio romantico dell’Ottocento, Stefania Bonfadelli ha iniziato giovanissima la carriera internazionale, proseguendo poi in un percorso ventennale, che l’ha vista protagonista in più di ottanta titoli operistici nei più grandi teatri del mondo. È stata diretta da grandi direttori d’orchestra come Zubin Mehta, Placido Domingo, Daniel Oren, Seiji Ozawa, Riccardo Muti e Lorin Mazel e da registi come Franco Zeffirelli, Luca Ronconi, Robert Carsen e Dario Fo. Nel 2016 ha iniziato la carriera di regista. Ha curato regie di prosa come la commedia ,” Maria Callas master class” di Terrence Mc Nally, con Mascia Musy nel ruolo della protagonista, in uno spettacolo promosso dall’Accademia di Santa Cecilia, e il monologo “La vedova Socrate” di Franca Valeri con Lella Costa, andato in scena al Piccolo Teatro di Milano nel 2020. È laureata in Lettere, Musica e Spettacolo presso la Sapienza di Roma.

Il debutto dell’opera è preceduto, venerdì 12 settembre, alle 18:00 in Sala ONU, da un incontro di introduzione all’ascolto, a cura dell’Associazione Amici del Teatro Massimo che ha invitato a parlare del Barbiere di Siviglia il musicologo Saverio La Macchia, studioso e specialista delle opere di Rossini, al quale ha dedicato due monografie.

La Prova Generale, in programma martedì 16 settembreore 18:30 è aperta a favore dell’Associazione La Casa di Lucia A.P.S. fondata per promuovere i valori di accoglienza, giustizia sociale, uguaglianza, cooperazione internazionale e sviluppo sostenibile dell’ambiente, in memoria di Lucia Pepe, scomparsa prematuramente a 34 anni (Info e prenotazioni: 333 3741568). Dal 14 settembre i biglietti ancora disponibili saranno in vendita presso la biglietteria del Teatro Massimo.

Calendario delle repliche: Mercoledì 17 settembre, ore 20:00 (Turno Prime); Giovedì 18 settembre, ore 18:30 (Turno B); Venerdì 19 settembre, ore 20:00 (Turno F); Sabato 20 settembre, ore 20:00 (Fuori abbonamento); Domenica 21 settembre, ore 18:30 (Turno D); Martedì 23 settembre, ore 18:30 (Turno Scuola); Mercoledì 24 settembre, ore 18:30 (Turno C); Giovedì 25 settembre, ore 18:30 (Fuori abbonamento).

FALSTAFF, L’OPERA RITROVATA DI SALIERI FESTEGGIA I 50 ANNI DEL TEATRO FILARMONICO

La commedia di Shakespeare musicata da Salieri va in scena a Verona in una nuova produzione firmata da Paolo Valerio con Orchestra, Coro e Tecnici areniani e un cast di giovani artisti diretti da Francesco Ommassini.

Il titolo, lo stesso scelto per la riapertura postbellica del Teatro Filarmonico proprio 50 anni fa, è presentato per la prima volta in edizione critica Ricordi e celebra i 200 anni dalla scomparsa del compositore legnaghese

Giovedì 16 gennaio alle 18, in Sala Filarmonica, l’opera viene presentata al pubblico in un incontro gratuito con la musicologa e docente Elena Biggi Parodi, curatrice dell’edizione critica

FALSTAFF

ossia Le tre burle ·   di Antonio Salieri

domenica 19 gennaio ore 15.30

mercoledì 22 gennaio ore 19.00

venerdì 24 gennaio ore 20.00

domenica 26 gennaio ore 15.30

Teatro Filarmonico di Verona

Fondazione Arena di Verona celebra 50 anni d’opera al Teatro Filarmonico riproponendo, a distanza di mezzo secolo, il titolo che inaugurò la prima Stagione artistica nel 1975, ma con uno spettacolo tutto nuovo e in edizione critica. Domenica 19 gennaio alle 15.30 si alza il sipario su Falstaff ossia Le tre burle, opera comica di Antonio Salieri,nato a Legnago e divenuto compositore alla corte imperiale di Vienna. Una gemma del teatro musicale da riscoprire, grazie alla regia dell’esperto shakespeariano Paolo Valerio, con scene di Ezio Antonelli e luci di Claudio Schmid, in una lettura settecentesca e frizzante, con un cast di giovani talentuosi e i complessi artistici di Fondazione Arena diretti da Francesco Ommassini. Repliche mercoledì 22 gennaio alle 19, venerdì 24 alle 20, domenica 26 alle 15.30.

Dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, Verona dovette attendere la ricostruzione del Teatro, per mano dell’Accademia Filarmonica, prima di rivedere l’opera sul principale palcoscenico al coperto della città. Era il 1975 e, per i 150 anni dalla morte di Salieri, andò in scena Falstaff: inaugurazione lirica del Teatro e vera e propria riscoperta, che fece circolare l’allestimento in numerose città, prima di tornare a Verona nel 1981. Da allora molti passi avanti si sono fatti nella rivalutazione di Salieri e della sua arte, liberi dalla leggendaria rivalità col coevo Mozart, immortalata in prosa da Puškin e al cinema da Amadeus. Cinquant’anni dopo, per il bicentenario salieriano, Falstaff va in scena per la prima volta in edizione critica, prodotta da Fondazione Arena, edita da Casa Ricordi e a cura di Elena Biggi Parodi, musicologa, titolare della cattedra di Storia e storiografia della musica al Conservatorio di Parma e critico musicale cui si deve la riscoperta di numerosi scritti del compositore, del quale ha già pubblicato il catalogo completo delle opere.

Salieri, nato nel 1750 da commercianti di Legnago, da sempre votato alla musica, fu notato a Venezia da Florian Leopold Gassmann, compositore alla corte degli Asburgo, che lo portò con sé come allievo a Vienna. Qui il giovane veronese conquistò anche la fiducia dell’Imperatore, che lo nominò Hofkapellmeister dopo il suo maestro. In questo ruolo amministrò fino alla morte (esattamente duecento anni fa) il patrimonio musicale di corte, i musicisti, le esecuzioni e il repertorio, fornendo in prima persona nuove composizioni in ogni genere, tra cui serenate, sinfonie, concerti, inni, messe, opere serie e buffe. A Vienna Salieri fu anche un ricercato insegnante: fra i suoi allievi, che spesso citarono il proprio maestro con dediche o variazioni di temi dalle sue opere, si annoverano Beethoven, Cherubini, Czerny, Hummel, Liszt, Meyerbeer, Schubert. 

Falstaff fu scritta nel 1799 per il Teatro di Porta Carinzia (sede di storici debutti da Mozart a Offenbach, passando per Beethoven, Chopin e Donizetti), su libretto di Carlo Prospero Defranceschi. È un’opera fra le più mature tra le circa quaranta firmate da Salieri. Partendo dalla celebre commedia shakespeariana Le allegre comari di Windsor, il compositore condensa abilmente i numerosi personaggi in poche essenziali figure, conservando la trama dell’originale e combinandole con le esigenze convenzionali dei ruoli dell’epoca. Il risultato è originale e la commedia procede speditamente con un’estremamente moderna successione di scene e numeri musicali in continuità, includendo tutte e tre le burle di Shakespeare (ridotte invece a due dal più celebre Falstaff verdiano del 1893). Un successo per l’opera italiana buffa anche in terra viennese, che Salieri omaggiò con una aria in lingua tedesca, spiritosamente inserita nell’azione.

Protagonista è il nobile decaduto sir John Falstaff, carattere larger-than-life, a caccia di piaceri culinari e sostegni economici. Sir John tenta di sedurre due donne sposate, le quali, a dispetto dei rispettivi mariti, ordiscono tre finti appuntamenti per Falstaff, umiliandolo in pubblico altrettante volte. Partendo dall’indomita energia del protagonista, Casanova nello spirito, ma meno nel fisico, il regista Paolo Valerio ha curato una cornice veneziana e rococò, l’ambiente libertino per eccellenza ed epoca della scrittura dell’opera comica. Questo mondo rivive con le scene e il projection design di Ezio Antonelli, le luci di Claudio Schmid e un affiatato cast di giovani talenti dell’opera: nel ruolo del titolo, Giulio Mastrototaro “insidia” Gilda Fiume, mrs. Ford, e Laura Verrecchia, mrs. Slender, ad insaputa dei mariti (dalle parti altrettanto esigenti vocalmente) di Marco Ciaponi e Michele Patti. Completano il cast la cameriera Betty di Eleonora Bellocci e il servitore Bardolf di Romano Dal Zovo. L’inarrestabile azione scenica è resa ancor più vivace dai numerosi mimi coordinati da Daniela Schiavone. L’Orchestra di Fondazione Arena e il Coro preparato da Roberto Gabbiani sono diretti dal maestro veneziano Francesco Ommassini. L’opera è inserita nel programma di Mozart a Verona 2025, Festival diffuso in tutta la città.

Falstaff inaugura la Stagione Lirica 2025, ricca di capolavori rari e titoli in prima esecuzione assoluta al Teatro Filarmonico: è ancora possibile acquistare abbonamenti, nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni recita, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

FALSTAFF

Falstaff, ossia Le tre burle. Opera comica in due atti di Antonio Salieri

Libretto di Carlo Prospero Defranceschi dalla commedia Le Allegre comari di Windsor di William Shakespeare

Prima esecuzione dell’edizione critica a cura di Elena Biggi Parodi, Casa Ricordi, Milano

Direttore Francesco Ommassini

Regia e costumi Paolo Valerio

Assistente alla regia Giulia Bonghi

Scene e projection desgin Ezio Antonelli

Assistenti a scene e projection design Matteo Semprini, Livio Savini

Lui Claudio Schmid

Movimenti mimici Daniela Schiavone

Domenica 19 gennaio ore 15.30 turno A

Mercoledì 22 gennaio ore 19.00 turno C

Venerdì 24 gennaio ore 20.00 turno D

Domenica 26 gennaio ore 15.30 turno B

                    INTERPRETI:
Sir John FALSTAFF, cavaliere attempato

                                            in disordine per la cattiva condotta          Giulio Mastrototaro

                  Mrs. Ford, donna d’allegro umore, moglie di       Gilda Fiume

    Mr. Ford, ricco negoziante, marito geloso, e compare di       Marco Ciaponi

           Mr. Slender, ricco mercante e marito indolente di       Michele Patti

              Mrs. Slender, donna d’umore piuttosto brusco       Laura Verrecchia

                                   Bardolf, servitore di sir Falstaff       Romano Dal Zovo

                                       Betty, cameriera di Ms. Ford       Eleonora Bellocci

                                                                     Mimi       Jessica Aiello, Francesca Benedetti, Francesco Saverio Cifaldi,

                                                                                                              Maria Novelle Della Martira, Elisabetta Di Chiara,

                                                                                                              Matilde Ferrari, Giampaolo Gobbi, Paolo Lupo, Matteo Vignati,

                                                                                                              Alessandra Odoardi, Francesco Pacelli, Daniele Palumbo

Orchestra, Coro e Tecnici di Fondazione Arena di Verona

Maestro del Coro Roberto Gabbiani

Direttore Allestimenti Scenici Michele Olcese

Clavicembalo / basso continuo Federico Brunello

Nuova produzione di Fondazione Arena

Omaggio all’evento inaugurale del 1975

All’interno del Festival Mozart a Verona 2025

Tempi di spettacolo

Atto I 80’ circa · intervallo · Atto II 70’ circa

INCONTRO DI APPROFONDIMENTO APERTO AL PUBBLICO

Nuova stagione e nuova sede per gli incontri gratuiti di approfondimento, in collaborazione con Accademia Filarmonica di Verona: Falstaff sarà presentato al pubblico giovedì 16 gennaio alle 18 nella prestigiosa Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica (via Mutilati 4) dalla curatrice dell’edizione critica Elena Biggi Parodi. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI

Con Falstaff prende il via anche la programmazione 2025 di Arena Young: spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie. L’opera debutta infatti con l’Anteprima riservata a studenti e giovani,venerdì 17 gennaio alle ore 16, preceduto da una presentazione dedicata.

Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà assistere alle rappresentazioni infrasettimanali al Filarmonico partecipando al Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana, mercoledì 22 gennaio alle ore 18 e venerdì 24 gennaio alle ore 19.

Info e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole scuola@arenadiverona.it – tel. 045 8051933.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA

Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO

Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo

Tel 045 8002880

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 8005151

www.arena.it

Punti vendita TicketOne.it