IL TURCO IN ITALIA, PER LA PRIMA VOLTA AL TEATRO FILARMONICO ROSSINI TRA COMICO E SATIRA

In scena per la Stagione Lirica di Fondazione Arena, quattro recite dal 16 al 23 novembre

Dal 16 novembre l’esotico irrompe sul palcoscenico del Teatro Filarmonico: è lo spassoso Turco in Italia, dramma buffo in due atti di Rossini, per la prima volta a Verona dopo oltre due secoli. Tra farsa e moderna commedia, con personaggi memorabili, situazioni esilaranti, belcanto e musica indiavolata, Il Turco in Italia è un prezioso unicum in tutta l’opera rossiniana, grazie allo sguardo metateatrale del Poeta in scena. Scritto in fretta per la Scala sull’onda del successo dell’Italiana in Algeri, ebbe esito sfortunato ma fu tra i primi titoli ad essere riscoperti nel Novecento, per fissarsi nel repertorio grazie a figure come Maria Callas, Gianandrea Gavazzeni, Franco Zeffirelli e Riccardo Chailly. Oltre alle repliche fino al 23 novembre, anche una recita straordinaria in forma ridotta per bimbi e famiglie il 22 novembre.

Una coppia in crisi, un seducente straniero, una ex coraggiosa, un terzo incomodo, un poeta in cerca di ispirazione: Rossini mette in scena l’umanità, fragile, ridicola, appassionata, con un sorriso malizioso e cinico. A Verona, per la prima volta, arriva il colorato allestimento del regista Roberto Catalano con Carlo Lepore, Sara Blanch, Dave Monaco, Fabio Previati, Marianna Mappa, Michele Patti, Matteo Macchioni.

Il Maestro Lü Jia dirige Orchestra e Coro di Fondazione Arena.

Sabato 22 novembre recita straordinaria in forma ridotta per famiglie.

Giovedì 13 novembre alle 18, nella Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica, il giornalista e critico musicale Davide Annachini presenterà l’opera in un incontro aperto al pubblico

IL TURCO IN ITALIA

di Gioachino Rossini

domenica 16 novembre ore 15.30

mercoledì 19 novembre ore 19.00

venerdì 21 novembre ore 20.00

domenica 23 novembre ore 15.30

Teatro Filarmonico di Verona

“Tutti lo chiedono, tutti lo vogliono”, per parafrasare il suo immortale Figaro, Gioachino Rossini ha soli 22 anni e già 11 titoli nel curriculum, quasi tutti di grande successo oltre i confini dei vari piccoli stati in cui era divisa l’Italia, quando l’impresario del milanese Teatro alla Scala gli commissiona due opere per l’estate 1814, tra cui Il Turco in Italia. Pochi mesi prima, a Venezia e poi in altre città, aveva trionfato L’Italiana in Algeri, e il nuovo titolo comico sembra sulla carta destinato ad altrettanto successo, promettendo lo stesso divertimento in una situazione opposta all’opera precedente. Come spesso accadeva, Rossini lavora in poche settimane sul libretto dell’emergente Felice Romani attinto da un soggetto settecentesco: libertini e turcherie acquisiscono qui uno spessore molto umano, così moderno da sembrare più cinico che giocoso. Già dalla prima del 14 agosto 1814, l’opera non decolla, guadagnandosi una certa attenzione in seguito ma presto eclissata da Barbiere, Cenerentola e dalle opere serie, quindi dal Romanticismo. Nel Novecento segnato dal meta-teatro di Pirandello, quest’opera – dove i personaggi sono studiati tanto dal pubblico quanto dal poeta Prosdocimo, in cerca di un soggetto comico dalla realtà – sarebbe stata recuperata prima di altri titoli del belcanto nella lunga Rossini Renaissance: il direttore Gianandrea Gavazzeni ha in scena Maria Callas già a Roma nel 1950, quindi incide l’opera e la riprende con un cast all-star a Milano nel ’55, in uno spettacolo del giovanissimo Franco Zeffirelli destinato a lungo cammino. L’edizione critica arriva però solo nel 1998 e con essa una nuova ricezione consapevole dell’opera: in questa forma filologicamente aggiornata, Il Turco in Italia arriva a Verona a distanza di oltre 200 anni dalle sue uniche apparizioni nella città scaligera (1817 e 1822).  

La vicenda, originariamente ambientata a Napoli (già capitale dell’opera buffa e immaginario set di Così fan tutte), mostra i capricci di Fiorilla, stanca del marito Geronio tanto da avere un geloso spasimante, Narciso, invaghita dell’altrettanto capriccioso Selim, principe turco appena sbarcato nel golfo (sulle note del Don Giovanni mozartiano, omaggio e parodia di Rossini). Qui sono arrivati anche Zaida, ex promessa sposa di Selim ingiustamente ripudiata, che con l’aiuto di Albazar spera di riconquistare l’amato. In un susseguirsi di incontri, buffi scontri, equivoci e pentimenti, l’ordine naturale viene ristabilito. Il tutto avviene – caso raro nell’opera italiana – sotto lo sguardo vigile e distaccato del poeta Prosdocimo che trova in questa bizzarra umanità il soggetto ideale della sua prossima commedia.    

L’allestimento in scena da domenica 16 novembre alle 15.30 è firmato dal regista Roberto Catalano, al debutto veronese, con scene di Guido Buganza, costumi di Ilaria Ariemme, luci di Oscar Frosio, nato al Teatro Sociale di Rovigo in coproduzione con i teatri di Ravenna, Jesi, Novara, Rimini, Pisa. Qui lo sfondo napoletano e l’orientalismo “posticcio” sono meno rilevanti dell’approfondimento psicologico dei personaggi. Figure moderne, a tutto tondo, portate dal contesto consumistico –pur buffo e colorato– a trattare le persone come oggetti sostituibili, per (ri)scoprire alla fine l’autenticità e l’unicità dell’amore vero.

Per dare vita alle figure del dramma buffo di Rossini servono dunque attori impegnati e raffinati belcantisti, caratteristiche del cast guidato dal basso Carlo Lepore, già protagonista rossiniano nelle ultime produzioni veronesi, qui nel ruolo del titolo, il principe Selim. La volubile Donna Fiorilla è l’applaudito soprano Sara Blanch, il marito tradito l’esperto baritono Fabio Previati, il di lei spasimante Narciso il tenore Dave Monaco (tra i più recenti vincitori del concorso Operalia), Zaida è il soprano Marianna Mappa, Albazar il tenore Matteo Macchioni, mentre il poeta Prosdocimo è il giovane baritono Michele Patti. Sul podio, alla guida dell’Orchestra di Fondazione Arena e del Coro preparato da Roberto Gabbiani, torna al Teatro Filarmonico il Maestro Jia, già direttore musicale a Verona. Dopo la prima, l’opera replica mercoledì 19 novembre alle 19, venerdì 21 alle 21 e domenica 23 novembre alle 15.30.

Dopo il successo de La Cenerentola lo scorso anno, anche Il Turco in Italia avrà una replica straordinaria in forma ridotta e adattata per un pubblico di bimbi e famiglie, sabato 22 novembre alle 15.30 con lo stesso cast e il soprano Vittoriana De Amicis nella parte di Fiorilla.

Il Turco in Italia è il penultimo titolo della Stagione Lirica 2025, ricca di capolavori rari e prime esecuzioni al Teatro Filarmonico: è ancora possibile acquistare i biglietti sul sito https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alle biglietterie dell’Arena – sia in quella centrale di via Dietro Anfiteatro sia nella nuova sede di via Roma.

È inoltre già possibile abbonarsi alle nuove stagioni 2026.

INCONTRO DI APPROFONDIMENTO APERTO AL PUBBLICO

Fondazione Arena conferma gli incontri gratuiti di approfondimento, il giovedì prima del debutto di ogni opera, con grandi nomi della critica musicale nazionale. In collaborazione con l’Accademia Filarmonica di Verona, giovedì 13 novembre alle 18 nella prestigiosa Sala Veranda (via Mutilati 4), il giornalista e critico musicale Davide Annachini presenterà Il Turco in Italia al pubblico. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI

La programmazione 2025 di Arena Young comprende spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie: si comincia con l’Anteprima riservata a studenti e giovani, che potranno assistere alla prova generale di venerdì 14 novembre alle ore 16, preceduta da una presentazione dedicata alle ore 14.30.

Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà partecipare alle rappresentazioni infra-settimanali al Filarmonico con uno speciale Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana, mercoledì 19 novembre alle ore 18 e venerdì 21 novembre alle ore 19.

Il turco in italia in versione ridotta per bambini e ragazzi

Sabato 22 novembre alle 15.30 al Teatro Filarmonico. Biglietti a 5 e 10 euro

Un’opera grande, con orchestra, coro, tecnici e importanti solisti, anche per i piccoli: Fondazione Arena di Verona propone una versione ridotta de Il Turco in Italia di Rossini, sabato 22 novembre alle 15.30 al Teatro Filarmonico, con biglietti a tariffe speciali: 5 euro per gli under14, 10 euro per ragazzi over14 e adulti.

Le pagine più belle del divertente capolavoro rossiniano presentate in un’agile narrazione della durata complessiva di 70 minuti.

Una moglie capricciosa, un marito esasperato, un affascinante straniero, una ex coraggiosa, un ammiratore scomodo, un poeta in cerca di ispirazione, un amico di cuore: Rossini mette in scena con un sorriso l’intera umanità, fragile, buffa, appassionata.

A Verona i personaggi saranno interpretati da artisti dalla carriera internazionale: Carlo Lepore, Vittoriana De Amicis, Dave Monaco, Fabio Previati, Marianna Mappa, Michele Patti, Matteo Macchioni. Il Maestro Lü Jia dirige Orchestra e Coro di Fondazione Arena, mentre mimi, comparse e tecnici movimenteranno lo spettacolo firmato dal regista Roberto Catalano.

Lo spettacolo è il primo appuntamento della rassegna Musica in famiglia, che proseguirà nei prossimi mesi sempre il sabato pomeriggio: il 20 dicembre lo spettacolo di burattini Notturno con… brio! svelerà i segreti del teatro e i sogni di chi lo fa vivere. Il 14 gennaio debutterà l’inedito Mozart e Salieri GOT TALENT, che all’interno del Festival Mozart a Verona 2026 farà scoprire al pubblico i due compositori in una divertente sfida musicale, mentre il 7 febbraio lo spettacolo DiVERDIamoci condurrà gli spettatori in un viaggio nel tempo a casa di Verdi, in cerca di ispirazione per la sua nuova opera. Il 28 febbraio si esibiranno in concerto i giovani solisti del Conservatorio E. F. Dall’Abaco di Verona, il 7 marzo le arpe e un grande libro illustreranno la fiaba di Mignolina, mentre il 18 aprile tornerà il format Opera in giallo con un’indagine interattiva sui delitti dell’opera Pagliacci. Infine il 30 maggio debutterà in pubblico il nuovissimo Coro di voci bianche di Fondazione Arena.

Sono oltre 70 gli appuntamenti di Arena Young, il cartellone di Fondazione Arena di Verona in cui l’offerta artistica incontra proposte su misura per scuole di ogni ordine e grado. Quelli di Musica in famiglia sono spettacoli pensati per una trasversale partecipazione a teatro di grandi e piccini, con biglietti a tariffe speciali, acquistabili alle Biglietterie di Fondazione Arena (via Roma e via Dietro Anfiteatro, sul sito www.arena.it, sui canali social.

Posti per Il Turco in Italia sabato 22 novembre alle 15.30 acquistabili anche a questo link diretto: https://shop.arena.it/ticketshop/webticket/seatmap?eventId=942&el=true

Info e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole scuola@arenadiverona.it – tel. 045 8051933.

BIGLIETTERIE ARENA DI VERONA

Via Dietro Anfiteatro 6/b 

Aperta da lunedì a venerdì (10.30 – 16.00)

sabato (09.15 – 12.45)

chiusa la domenica

Via Roma 1 

Aperta martedì, giovedì e sabato (10.00 – 18.00)

mercoledì e venerdì (13.00 – 20.00)

domenica (12.00 – 15.30)

             chiusa il lunedì

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 8005151

www.arena.it

Punti vendita TicketOne.it

FONDAZIONE ARENA DI VERONA AL TEATRO FILARMONICO : PRESENTATA LA STAGIONE ARTISTICA 2026

Da gennaio a dicembre 5 titoli d’opera, 2 balletti, 8 programmi sinfonici con artisti di prestigio internazionale

Tournée per i complessi artistici e tecnici nei teatri del Veneto, al Regio di Parma e in Australia

Sarà un anno intenso, ricco di sfide. Fondazione Arena di Verona ha presentato, ieri sera, la Stagione Artistica 2026 al Teatro Filarmonico: ben 42 serate di spettacolo tra opera, danza e concerti sinfonici, a cui si sommeranno le prove aperte alle scuole, gli spettacoli per giovani e famiglie, i corsi per Voci Bianche e numerosi appuntamenti fuori sede, dalle recite di Aida in Australia alla tournée dei concerti sinfonici nelle città del Veneto.

Un anno speciale durante il quale Verona sarà al centro dell’attenzione internazionale, da un lato per la prima trasferta di un intero teatro d’opera dall’altra parte del mondo, in Terra Australe, dall’altro per le cerimonie Olimpiche in Arena. Proprio in virtù delle importanti collaborazioni e presenze dall’Italia e dall’estero nella città scaligera, la stagione 2026 proporrà un calendario strutturato e diversi palcoscenici.

La Stagione d’Opera e Balletto vede in calendario 7 produzioni: 5 titoli d’opera e 2 balletti. Dal 18 al 25 gennaio, mese mozartiano, grazie al consolidato Festival Mozart a Verona, tornerà in scena Don Giovanni del genio di Salisburgo nell’allestimento di Fondazione Arena. In febbraio il sipario si alzerà eccezionalmente sul palcoscenico del Teatro Ristori per una nuova produzione barocca: L’Olimpiade di Vivaldi, dal 23 febbraio al 1° marzo, proprio nei giorni delle grandi cerimonie olimpiche, sarà in scena nella produzione del Théâtre des Champs-Élysées, con un’anteprima speciale il 21 febbraio su invito. Dal 22 al 29 marzo i complessi artistici e tecnici areniani torneranno al Teatro Filarmonico per Falstaff, estremo capolavoro di Verdi, proposto ad un anno di distanza dalla messa in scena dell’omonimo titolo di Salieri; lo spettacolo proviene dal Teatro Regio di Parma.

Come sempre il sipario del Filarmonico si chiuderà durante i mesi estivi e l’opera tornerà in scena, dal 25 ottobre al 1° novembre, con Amelia al ballo di Menotti, per la prima volta in Teatro, preceduta dal balletto stravinskiano Jeu de cartes, in una nuova produzione di Fondazione Arena di Verona. Un dittico inedito a Verona. Dal 22 al 29 novembre sarà la volta de La Bohème pucciniana, nella più recente produzione veronese. Dal 13 al 31 dicembre tornerà Il Lago dei cigni che lo scorso anno ha conquistato il pubblico con 6 serate da tutto esaurito e che nel 2026 è atteso anche sul palcoscenico del Teatro Regio di Parma. Confermati anche per il 2026 gli incontri di approfondimento realizzati in collaborazione con l’Accademia Filarmonica di Verona: i giovedì prima della prima, alle 18, in Sala Veranda, musicologi e giornalisti racconteranno l’opera in scena. Carla Moreni, Alberto Mattioli, Giovanni Gavazzeni, Giuliano Danieli, Fabio Sartorelli e Valentina Bonelli dialogheranno con il pubblico approfondendo trame, curiosità e aneddoti dei diversi titoli d’opera e balletto. Gli appuntamenti saranno ad ingresso gratuito.

A seguito dei grandi avvenimenti che coinvolgeranno Verona e Fondazione Arena nei primi mesi del 2026, la Stagione Sinfonica si avvierà in primavera con 8 appuntamenti sinfonici in abbonamento, ciascuno in doppia data, cui – in molti casi – si aggiungerà una terza replica in diverse città del Veneto (Rovigo, Treviso, Schio, Vicenza). I programmi spazieranno dal Settecento alla contemporaneità, con un focus particolare sul repertorio tardoromantico e sul Novecento storico, senza trascurare nuove commissioni in prima assoluta. Proseguiranno inoltre le integrali sinfoniche di grandi compositori avviate in questi ultimi anni (come Mahler, Bartók, Brahms). Nella programmazione si confermeranno due caratteristiche portanti che hanno riscosso grande interesse nel pubblico: i grandi lavori sinfonico-corali (Rossini, per la prima volta con orchestra, e Beethoven, debutto nel titolo per le forze areniane) e la presenza di eccellenti solisti e direttori di fama mondiale in dialogo con i complessi artistici e tecnici di Fondazione Arena.

Tra gli artisti attesi – molti dei quali al debutto al Teatro Filarmonico – in ordine di programmazione: i direttori Francesco Lanzillotta, Giulio Prandi, Giuseppe Grazioli, Francesco Ommassini, Gianna Fratta, Patrick Lange, Sebastiano Rolli, Oleg Caetani, Ramón Tebar, Lü Jia, Wolfram Christ, Alpesh Chauhan, Dmitri Jurowski; i registi Enrico Stinchelli, Emmanuel Daumas, Jacopo Spirei, Filippo Tonon, Stefano Trespidi; i concertisti InMo Yang, Johannes Moser, Marc Bouchkov, Aleksandr Malofeev, Sergej Nakarjakov, e grandi solisti della scena lirica internazionale accanto a giovani talenti emergenti. 

Per l’Opera e il Balletto, si confermano i consueti 4 turni di abbonamento (prime della domenica alle 15.30, repliche di domenica alle 15.30, mercoledì sera alle 19 e venerdì sera alle 20), così come i 2 turni per la Sinfonica (venerdì sera alle 20 e sabato pomeriggio alle 17). Fondazione Arena offrirà anche diversi carnet a prezzi speciali (da 3 per l’Opera, da 2 per il Balletto, da 3 per la Sinfonica) utilizzabili per più ingressi la stessa sera oppure su diverse date, e la formula mista Venerdì in platea, che permetterà di esplorare la proposta artistica 2026 con 3 opere e 4 concerti. È possibile rinnovare il proprio abbonamento dal 14 ottobre al 16 novembre nelle biglietterie dell’Arena di Verona: sia quella centrale in via Dietro Anfiteatro, sia in quella di Roma 1 all’ingresso di Sala Filarmonica. Dal 18 novembre sarà possibile acquistare nuovi abbonamenti e carnet, mentre il 25 novembre inizierà la vendita dei singoli biglietti per ogni data anche sul sito www.arena.it.

Molte attività collaterali avviate nell’ultimo biennio torneranno in forma ancora più ricca e articolata, solo per citarne alcune: la rassegna da camera Musei in Musica e la stagione Arena Young che si intreccerà a Opera, Balletto e Sinfonica. Nuove iniziative saranno annunciate prossimamente, tutte volte a fare del Teatro Filarmonico una vera casa e un punto di riferimento per tutti i cittadini veronesi e gli appassionati da ogni parte d’Italia e del mondo.

La presentazione delle Stagioni 2026 si è tenuta ieri sera nel foyer del Teatro Filarmonico, nel corso di un evento musicale aperto agli abbonati e a tutto il pubblico. Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena, e lo scrittore e critico Alberto Mattioli hanno illustrato in anteprima i programmi e i cast di opere, spettacoli e concerti della prossima stagione, con Stefano Trespidi, Vicedirettore Artistico di Fondazione Arena e Francesco Ommassini, Segretario artistico. Presente anche il Consigliere comunale Pietro Trincanato. Durante il pomeriggio, sono state eseguite dal vivo le pagine d’opera più belle dai titoli del cartellone 2026, con le voci di Eleonora Bellocci, Marco Ciaponi, Carmela Remigio, Carlo Lepore, Michele Patti, accompagnate al pianoforte dalla stessa Cecilia Gasdia.

La programmazione artistica del Teatro Filarmonico è resa possibile anche grazie al sostegno del main sponsor BCC Veneta, rappresentato da Luca Cenzato, Responsabile Servizio Marketing Istituzionale Sviluppo Territori e Relazioni Istituzionali.

Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena di Verona: “Annunciamo la Stagione Artistica 2026 alla vigilia di un evento che rappresenta bene gli obiettivi di Fondazione Arena, Pazzi per l’opera. Cioè essere vicini alla città e al pubblico, condividendo con passione l’immenso patrimonio di musica e arte, divulgando, commuovendo, divertendo. Il Teatro Filarmonico vuole essere sempre più casa per tutti, luogo di produzione di spettacoli, di crescita dei complessi artistici e tecnici, di incontro e scoperta per ognuno, senza timore o soggezione”.

Pietro Trincanato, Consigliere comunale: “La nuova programmazione è ricca e articolata, capace di coniugare titoli di grande richiamo con proposte meno consuete, pensate per il pubblico cittadino che rappresenta il cuore di questa stagione, ma anche per attrarre spettatori da fuori Verona. Siamo grati alla Fondazione per la collaborazione dimostrata verso la città e il Comune, anche in vista delle Olimpiadi, con la scelta di trasferire temporaneamente al Teatro Ristori uno degli allestimenti di quest’anno. Crediamo davvero che il lavoro svolto sul Teatro Filarmonico possa sempre più affiancarsi ai grandi successi di pubblico e di critica dell’Arena, contribuendo a fare di Verona una capitale della cultura e della musica”.

Stefano Trespidi, Vicedirettore artistico di Fondazione Arena di Verona: “Una stagione invernale sempre più ricercata e ricca di titoli e iniziative che si intersecano con i grandi eventi della città. Siamo davvero orgogliosi di annunciare una programmazione che, come avevamo promesso, punta sulla danza, tornerà infatti Il lago dei cigni e avremo un secondo balletto con Jeu de cartes. Stiamo lavorando a un cartellone parallelo, una sorta di Filarmonico off, che coinvolgerà diversi spazi cittadini e che sveleremo a breve”.

Alberto Mattioli, giornalista e scrittore: “Le stagioni si valutano non solo dai titoli e da chi li interpreta, ma dalla visione e dal progetto artistici che esprimono. Quella 2026 del Filarmonico di Verona è in perfetto equilibrio fra titoli popolari e altri più rari, fra le conferme e le riscoperte. Fra queste ultime, segnalo “L’Olimpiade” di Vivaldi sul celeberrimo libretto di Metastasio, omaggio all’estetica barocca e a un compositore legato alla storia del Filarmonico, e “Amelia al ballo” di Menotti, musicista novecentesco eclettico e coltissimo, raffinato ed efficace che purtroppo ha poco posto nei cartelloni, almeno in quelli italiani. Due scelte coraggiose (Menotti insieme a quel gioiello dello Stravinsky neoclassico che è “Jeu des cartes”) che si affiancano a capolavori conosciuti e riconosciuti come “Don Giovanni”, “Falstaff”, “La Bohème” e “Il lago dei cigni”.

Flavio Piva, Presidente di BCC Veneta: “Confermiamo con grande soddisfazione, anche per la Stagione Artistica 2026, il proseguimento della collaborazione avviata nel 2023 tra BCC Veneta e Fondazione Arena a sostegno del Teatro Filarmonico nell’ambito di un più ampio impegno della nostra banca a favore dell’arte, della cultura e del sociale. Sosterremo il Teatro Filarmonico e la Fondazione Arena anche durante l’anno olimpico, in cui Verona sarà protagonista e impegnata a rafforzare la propria affermata vocazione internazionale. Il Teatro Filarmonico, con la sua programmazione artistica di eccellenza nazionale e sempre più riconosciuta a livello internazionale, come dimostra la futura trasferta in Terra Australe, rappresenta un valore aggiunto per la città, per i nostri territori e, indirettamente, per la Banca e la nostra Base Sociale. Questo contributo favorisce lo sviluppo locale attraverso l’arte, la musica e la cultura, con ricadute significative sull’intero indotto economico, in particolare nei settori chiave del turismo e dell’accoglienza. Rimane per noi di significativo interesse – prosegue Piva – l’attenzione che il Teatro Filarmonico e Fondazione Arena dedicano all’interno del loro palinsesto alle scuole, ai giovani e alle famiglie. A tali realtà, alle imprese locali e agli stakeholder coinvolti, BCC Veneta intende garantire un sostegno sempre più incisivo ricordando che, attraverso il nostro modello di servizio policentrico e decentrato, siamo fortemente impegnati a preservare la nostra distintività di “fare ed essere banca di relazione”, di comunità e prossimità, basata sul confronto e sul dialogo. La crescita costante che BCC Veneta ha registrato sin dalla sua nascita, conferma che questa rappresenta non solo una scelta naturale per una BCC, ma anche la soluzione più efficace in termini di risultati. In questo contesto di grande collaborazione, ci prepariamo a vivere anche nel 2026 l’esperienza unica che la Fondazione Arena, insieme al Teatro Filarmonico, saprà certamente offrire a tutti noi”.

La Wally, capolavoro di Alfredo Catalani, ritorna a Cagliari, per la seconda volta dopo 115 anni, in un nuovo, coinvolgente allestimento per la Stagione lirica e di balletto 2024-2025

Giovedì 24 aprile alle 20.30 (turno A) la Stagione lirica e di balletto 2024-2025 del Teatro Lirico di Cagliari riprende con il sesto appuntamento; un titolo tanto raro quanto coinvolgente che viene eseguito, dopo ben 115 anni, per la seconda volta a Cagliari (la prima fu nel gennaio 1910 al Teatro Civico), nonostante la sua lunga ed articolata storia pluricentenaria: La Wally, opera in quattro atti su libretto di Luigi Illica, tratto dal romanzo Die Geierwally di Wilhelmine von Hillern, e composta da Alfredo Catalani, musicista scomparso troppo giovane, a soli 39 anni, che è autore interessantissimo nel panorama musicale italiano di fine Ottocento.

Il nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari di quest’edizione dell’opera si avvale di regia, scene, costumi, luci e video di Massimo Pizzi Gasparon Contarini (Venezia, 1969) al suo debutto in questo ruolo a Cagliari, dopo che ha accompagnato, in qualità di assistente, il maestro Pier Luigi Pizzi in tutte gli spettacoli che ha firmato per la Fondazione cagliaritana, La coreografia è di Letizia Giuliani, mentre il videomaker è Matteo Letizi.

L’opera, proposta in una funzionale ambientazione primo Novecento che esalta tutta la drammaticità della vicenda in una visione trasfigurata e contemporanea grazie all’ausilio della tecnologia video, viene rappresentata nell’edizione integrale del Teatro Regio di Torino (1894), che è da intendersi come una nuova “prima” (avendo Catalani modificato il finale dell’opera), anche se il compositore non poté mai assistervi poiché morì di tisi nell’agosto 1893.

A dirigere i complessi artistici stabili della Fondazione, Orchestra e Coro del Teatro Lirico, è stato invitato nuovamente, dopo il successo di Pagliacci (febbraio 2020) e di Mefistofele (novembre 2023), il maestro Lü Jia (Shanghai, 1964), direttore artistico e musicale del NCPA (National Centre for the Performing Arts) di Pechino. Il maestro del coro è Giovanni Andreoli.

I due cast vedono, alternandosi, quali raffinati ed espressivi protagonisti: Oksana Dyka (24-27-30-2-4)/Rachele Stanisci (26-29-29-2-3)(Wally); David Cervera(Stromminger); Sonia Maria Fortunato(Afra); Elena Schirru(Walter); Marcelo Alvarez (24-27-30-2-4)/Konstantin Kipiani (26-29-29-2-3)(Giuseppe Hagenbach di Sölden); Devid Cecconi (24-27-30-2-4)/Enrico Di Geronimo (26-29-29-2-3)(Vincenzo Gellner dell’Hochstoff); Andrea Tabili(Il Pedone di Schnals).

Una curiosità in più di questa edizione di La Wally è data dal fatto che, caso più unico che raro, tutti i componenti del (doppio) cast (direttore, regista e artisti) sono al loro debutto assoluto nel capolavoro catalaniano.

L’opera, rappresentata la prima volta al Teatro alla Scala di Milano il 20 gennaio 1892, è stata l’ultima fatica operistica di Alfredo Catalani (Lucca, 1854 – Milano, 1893) ed è appunto il suo capolavoro, insieme a Loreley.

Una tavolozza ricca di colori, di preziosi e densi cromatismi, che molto si rifanno al wagnerismo d’oltralpe, ma con una peculiare personalità di scrittura che è tutta italiana, fanno della Wally un suggestivo affresco musicale in cui si respirano i profumi e i venti del Nord (come già nella precedente Loreley) che trasportano le loro leggende e i loro miti.

Wally, eroica e pura fanciulla, contesa e tormentata, come spesso accade, tra due diversi amori, troverà la sua fine, con l’innamorato Giuseppe, addirittura sotto il precipitare di una valanga, caso unico nell’opera. Ebben ne andrò lontana è la sua aria più celebre, cavallo di battaglia di tutti i soprani. Il cammino della Wally, opera di grande valore, pur con tappe non frequentissime, non è terminato e merita di continuare.

L’opera, della durata complessiva di 2 ore e 30 minuti circa compreso l’intervallo dopo il secondo atto, viene rappresentata ovviamente in lingua italiana e il pubblico, come ormai tradizione al Teatro Lirico di Cagliari, ha anche l’ausilio dei sopratitoli che, scorrendo sull’arco scenico del boccascena, favoriscono la comprensione del libretto.

La Wally viene replicata: sabato 26 aprile alle 19 (turno G); domenica 27 aprile alle 17 (turno D); martedì 29 aprile alle 20.30 (turno F); mercoledì 30 aprile alle 20.30 (turno B); venerdì 2 maggio alle 20.30 (turno C); sabato 3 maggio alle 17 (turno I); domenica 4 maggio alle 17 (turno E).

Le due recite per le scuole che prevedono l’esecuzione in forma ridotta dell’opera della durata complessiva di 60 minuti circa, sono: martedì 29 aprile e venerdì 2 maggio sempre alle 11. Nel ruolo di narratore l’attore comico cagliaritano Massimiliano Medda.

La campagna abbonamenti per la Stagione lirica e di balletto è ancora aperta per i nuovi abbonamenti fino a domenica 4 maggio 2025 (termine ultimo per abbonarsi ad un numero ridotto di spettacoli).

Da sottolineare, inoltre, la possibilità di acquistare da giovedì 17 ottobre 2024 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione lirica e di balletto; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.

Prezzi biglietti: platea da € 75,00 a € 50,00 (settore giallo), da € 60,00 a € 40,00 (settore rosso), da € 50,00 a € 30,00 (settore blu); I loggia da € 55,00 a € 40,00 (settore giallo), da € 45,00 a € 30,00 (settore rosso), da € 40,00 a € 25,00 (settore blu); II loggia da € 35,00 a € 25,00 (settore giallo), da € 25,00 a € 20,00 (settore rosso), da € 20,00 a € 15,00 (settore blu).

Ai giovani under 35 ed ai disabili sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

Il Teatro Lirico di Cagliari continua ad offrire la possibilità, al variegato e multiforme pubblico di giovani e giovanissimi studenti di tutte le scuole sarde di qualsiasi ordine e grado, di avvicinarsi ancora una volta o, in alcuni casi, per la prima volta all’affascinante mondo del teatro musicale a condizioni davvero vantaggiose ed agevolate.

Anche in occasione di questo spettacolo, sono a disposizione biglietti, al prezzo promozionale di € 5, per tutte le scuole della Sardegna, compresi i conservatori e le università.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, mercoledì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio. È chiusa, invece, i giorni festivi e i lunedì successivi alle domeniche di spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.com. Servizio promozione culturale scuola@teatroliricodicagliari.it.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.

Mefistofele di Arrigo Boito, capolavoro della Scapigliatura musicale, ritorna, in un nuovo, avvincente allestimento scenico, al Teatro Lirico di Cagliari

Venerdì 17 novembre alle 20.30 (turno A), per la Stagione lirica e di balletto 2023 del Teatro Lirico di Cagliari, va in scena il settimo appuntamento con l’opera: Mefistofele, opera in un prologo, quattro atti e un epilogo su libretto e musica di Arrigo Boito che ritorna a Cagliari dopo 62 anni (l’ultima edizione fu all’Anfiteatro Romano nell’agosto 1961).

Ecco quindi un’altra preziosa rarità musicale (per Cagliari) che, senza dubbio, rende la Stagione lirica e di balletto 2023 del Teatro Lirico di Cagliari una delle più complete ed accattivanti, come novità proposte e sforzi artistici compiuti, degli ultimi anni, e che propone al pubblico la figura di Arrigo Boito, insigne compositore, librettista e letterato che aderì al movimento della Scapigliatura e che firmò soltanto due opere liriche: Mefistofele appunto, una fra le più note e amate nel secolo scorso e che oggi merita una giusta riscoperta, e Nerone che inaugurerà il 9 febbraio la Stagione lirica e di balletto 2024. Un’occasione unica per il pubblico cagliaritano che potrà, in soli quattro mesi (novembre 2023/febbraio 2024), ascoltare entrambe le opere ed apprezzare i due nuovi allestimenti scenici, in un immaginario viaggio fra il grandioso dramma musicale di matrice letteraria (Faust di Goethe) e il monumentale affresco storico dai tratti spiccatamente decadentistici.

Mefistofele viene dunque rappresentato in un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari che si avvale della regia di Juan Guillermo Nova (Jerez de La Frontera/Spagna, 1968), che firma anche scene e video e che il pubblico ha già potuto apprezzare in La campana sommersa (2016), Rigoletto (2018) e Tosca (2019). I costumi sono di Cristina Aceti, le luci di Jean Paul Carradori, i video di Giuseppe Cangemi, la coreografia di Michele Cosentino e i movimenti scenici di Daniela Zedda.

A dirigere l’Orchestra, il Coro del Teatro Lirico ed il Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari è stato invitato nuovamente, dopo il successo di Pagliacci (febbraio 2020) purtroppo interrotti a causa dell’inizio della pandemia da Covid-19, il maestro Lü Jia (Shanghai, 1964), direttore artistico e musicale del NCPA (National Centre for the Performing Arts) di Pechino. Il maestro del coro è Giovanni Andreoli. Il maestro del coro di voci bianche è Francesco Marceddu.

L’opera si avvale di cantanti prestigiosi quali: Rafał Siwek (17-19-22-24-26)/Peter Martinčič(18-21-23-24-25) (Mefistofele), Marco Berti (17-19-22-24-26)/Antonello Palombi (18-21-23-24-25)(Faust), Latonia Moore (17-19-22-24-26)/Marta Mari (18-21-23-24-25)(Margherita), Guadalupe Barrientos (17-19-22-24-26)/Maria Cristina Bellantuono (18-21-23-24-25)(Marta), Fabio Serani(Wagner), Karine Babajanyan(Elena), Maria Cristina Bellantuono (17-19-22-24-26)/Guadalupe Barrientos (18-21-23-24-25)(Pantalis), Cristiano Olivieri(Nerèo).

Con Mefistofele (5 marzo 1868, Teatro alla Scala di Milano), del quale ha composto musica e libretto, Arrigo Boito (Padova, 1842 – Milano, 1918) intende presentare un’opera d’arte «totale», risultato della perfetta fusione tra le «arti sorelle». Provocatoriamente distante dall’orizzonte di attesa del pubblico, il melodramma subisce un clamoroso fiasco. Il 4 ottobre 1875 Boito ripropone Mefistofele al Teatro Comunale di Bologna (ed è questa la versione proposta oggi a Cagliari): si tratta di un’opera completamente diversa che, allontanandosi dal modello di Goethe, si muove verso quello verdiano. È un modo, per il giovane poeta, di reinserirsi nel solco di quella tradizione operistica che egli stesso aveva cercato di infrangere e rinnovare.

L’opera, della durata complessiva di 2 ore e 50 minuti circa compresi due intervalli, viene ovviamente rappresentata in lingua italiana e il pubblico, come ormai tradizione al Teatro Lirico di Cagliari, ha anche l’ausilio dei sopratitoli che, scorrendo sull’arco scenico del boccascena, favoriscono la comprensione del libretto.

Mefistofele viene replicato: sabato 18 novembre alle 19 (turno G); domenica 19 novembre alle 17 (turno D); mercoledì 22 novembre alle 20.30 (turno B); giovedì 23 novembre alle 19 (turno F); venerdì 24 novembre alle 20.30 (turno C); sabato 25 novembre alle 17 (turno I); domenica 26 novembre alle 17 (turno E).

Le due recite per le scuole (Ragazzi all’opera!) che prevedono l’esecuzione in forma ridotta dell’opera della durata complessiva di 60 minuti circa, sono: martedì 21 novembre e venerdì 24 novembre alle 11. Nel ruolo di narratore si esibisce il comico cagliaritano Massimiliano Medda.

I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.

Da sottolineare la possibilità di acquistare da martedì 7 febbraio 2023 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione lirica e di balletto; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it, con il quale si potrà ricevere, nella propria e-mail, il biglietto nel formato elettronico.

Prezzi biglietti: platea da € 75,00 a € 50,00 (settore giallo), da € 60,00 a € 40,00 (settore rosso), da € 50,00 a € 30,00 (settore blu); I loggia da € 55,00 a € 40,00 (settore giallo), da € 45,00 a € 30,00 (settore rosso), da € 40,00 a € 25,00 (settore blu); II loggia da € 35,00 a € 25,00 (settore giallo), da € 25,00 a € 20,00 (settore rosso), da € 20,00 a € 15,00 (settore blu).

Ai giovani under 35 ed ai disabili sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

Sono previste, inoltre, per tutti gli spettacoli della Stagione 2023 (concertistica, lirica e balletto), tre distinte riduzioni, sempre sull’acquisto di biglietti, del 30% (residenti delle province di Oristano, Nuoro e Sassari), del 20% (residenti della provincia del Sud Sardegna) e del 50% (residenti nelle isole di San Pietro e La Maddalena).

È consentito l’uso dei voucher (Stagione concertistica 2020 – Stagione lirica e di balletto 2020) per il pagamento dei biglietti (dietro presentazione degli stessi voucher). Si invita ad utilizzare il pagamento elettronico (carte di credito e bancomat), soprattutto per un’eventuale differenza da integrare (se il voucher fosse di importo inferiore al prezzo del biglietto).

Il Teatro Lirico di Cagliari continua ad offrire la possibilità, al variegato e multiforme pubblico di giovani e giovanissimi studenti di tutte le scuole sarde di qualsiasi ordine e grado, di avvicinarsi ancora una volta o, in alcuni casi, per la prima volta all’affascinante mondo del teatro musicale a condizioni davvero vantaggiose ed agevolate.

Anche in occasione di questo spettacolo, sono a disposizione biglietti, al prezzo promozionale di € 5, per tutte le scuole della Sardegna, compresi i conservatori e le università.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, mercoledì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.com. Servizio promozione culturale scuola@teatroliricodicagliari.it.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.