Esa-Pekka Salonen torna sul podio della Filarmonica della Scala e affida a Stefan Dohr la prima esecuzione italiana

Dal 2 al 6 marzo Esa-Pekka Salonen intreccia tre sguardi diversi sul Novecento e sul rapporto tra la contemporaneità e le grandi forme classiche, tra l’omaggio settecentesco di Ravel, una nuova pagina concertante firmata dallo stesso Salonen e la forza visionaria della Quinta Sinfonia di Sibelius. 

Direttore e compositore finlandese, Salonen è da decenni una delle personalità più riconoscibili della scena musicale internazionale: la sua doppia prospettiva creativa ed esecutiva, cuore della sua carriera artistica, è il filo che unisce l’intero programma. 

Alla Scala, Esa-Pekka Salonen è legato non solo ai concerti sinfonici ma anche a due titoli che sono rimasti nella memoria del pubblico e della critica, entrambi firmati da Patrice Chéreau: Da una casa di morti di Janáček (2010) e Elektra di Strauss (2014) divenuta un riferimento anche perché ultimo allestimento del grande regista. Salonen ha sviluppato nel tempo anche un profilo particolarmente attento alla formazione e all’innovazione: alla Colburn School guida il Negaunee Conducting Program, con attività di tutoraggio e preparazione sul campo per giovani direttori, mentre con la Philharmonia ha promosso progetti tecnologici e immersivi (tra cui Re:Rite, Universe of Sound, The Virtual Orchestra e l’app The Orchestra) pensati per ampliare l’accesso all’esperienza orchestrale e raggiungere nuovi pubblici.

A lui si affianca Stefan Dohr, dedicatario della nuova composizione e tra i grandi virtuosi del nostro tempo: Primo corno dei Berliner Philharmoniker e ospite regolare delle più importanti orchestre del mondo, vanta una carriera solistica al fianco dei più grandi direttori d’orchestra del nostro tempo.

Ad aprire il programma è Le tombeau de Couperin di Maurice Ravel: il primo celebre solo di oboe, simbolo della leggerezza e della raffinatezza del compositore francese, evidenzia l’utilizzo di una tavolozza tecnica e coloristica modernissima, in cui ogni dettaglio d’orchestrazione ha la nitidezza di una scultura.

Cuore della serata è il Concerto per corno e orchestra di Esa-Pekka Salonen, nuova commissione di Teatro alla Scala, Lucerne Festival, Finnland-Institut e Berliner Festspiele / Musikfest Berlin, Elbphilharmonie Hamburg, Boston Symphony Orchestra, Hong Kong Philharmonic, presentata nei tre appuntamenti scaligeri al Piermarini in prima esecuzione italiana. 

Il corno, primo strumento di Salonen, è mezzo di memoria e reminiscenza. Già le prime battute, con il suono del corno naturale, evocano un timbro primordiale che inaugura un viaggio che è innanzitutto autobiografico: “il corno è stato il mio primo amore nel mondo della musica” scrive il compositore presentando questo lavoro, e le citazioni che si percepiscono al suo interno (mai letterali ma sempre comprensibili) raccontano il rapporto tra il finlandese e il repertorio che gli è caro da sempre.

Non è un caso che chiuda il programma la Sinfonia n. 5 di Jean Sibelius. Anche qui il corno è, se non protagonista, perlomeno co-attore: in particolare l’ultimo tempo, prima di arrivare ai sei accordi più indecifrabili del sinfonismo del ‛900, ha in questo strumento l’idea di natura e di destino. Un monumento orchestrale imprescindibile del repertorio moderno.

Esa-Pekka Salonen 

Esa-Pekka Salonen è compositore e direttore d’orchestra particolarmente noto per il perfetto equilibrio tra l’attività compositiva e quella direttoriale. È stato recentemente nominato Creative Director della Los Angeles Philharmonic a partire dalla Stagione 2026-27, nonché Creativity and Innovation Chair della Philharmonie de Paris e Principal Conductor della Orchestre de Paris, dalla Stagione 2027-28. È Conductor Laureate della Philharmonia Orchestra, della  Los Angeles Philharmonic e della Swedish Radio Symphony Orchestra, ed è stato in precedenza Direttore Musicale della San Francisco Symphony. Fa parte del corpo docente della Colburn School di Los Angeles, dove ha fondato e dirige il Negaunee Conducting Program. È inoltre cofondatore del Baltic Sea Festival, del quale è stato Direttore Artistico fino al 2018. 

Salonen vanta una carriera discografica ampia e articolata, sia come direttore sia come compositore. Tra le pubblicazioni più recenti figurano la registrazione in prima mondiale, vincitrice del Grammy Award come Best Opera Recording, di Adriana Mater di Kaija Saariaho per Deutsche Grammophon, le incisioni dei tre concerti per pianoforte di Bartók con Pierre-Laurent Aimard per Pentatone, nonché registrazioni in spatial audio di Clocks and CloudsLux Aeterna e Ramifications di Ligeti per Apple Music Classical. I suoi concerti per pianoforte (composto per Yefim Bronfman), per violino (per Leila Josefowicz, protagonista anche di una campagna pubblicitaria per l’Apple iPad) e per violoncello (per Yo-Yo Ma) sono tutti disponibili in registrazioni dirette dallo stesso Salonen. 

Stefan Dohr 

Stefan Dohrè stato elogiato tanto per il suo “suono fragoroso che risuona come in un’intera valle” (Berliner Zeitung) quanto per il suo “pianissimo mozzafiato che sembra provenire da lontano” (Badische Zeitung). Solista affermato, apprezzato camerista e Primo corno dei Berliner Philharmoniker, è una figura di riferimento nel panorama internazionale del corno. 

All’interno dell’orchestra svolge un ruolo peculiare: da un lato il cornista è “quasi un mediatore tra le diverse sezioni strumentali”; dall’altro è chiamato a emergere come solista, ad esempio nelle sinfonie di Mahler e Bruckner.