Il Barbiere di Siviglia atteso al Teatro Nuovo Giovanni da Udine

La nuova produzione del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste con la regia, le scene e i costumi di Pier Luigi Pizzi, fa il pieno di pubblico anche a Udine dopo il grande successo ottenuto al suo debutto nel capoluogo giuliano. L’ottimo cast artistico – capeggiato da Alessandro Luongo, Annalisa Stroppa e Marco Ciaponi – il Coro e l’Orchestra dell’ente lirico triestino saranno diretti da Enrico Calesso

Dopo il successo di pubblico e di critica ottenuti in occasione del recentissimo debutto nel capoluogo giuliano,Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, nuova produzione del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, approda al Teatro Nuovo Giovanni da Udine e fa subito sold out. Venerdì 19 dicembre con inizio alle ore 10.00 oltre mille studenti seguiranno la prova generalecon il medesimo cast vocale, l’orchestra in buca, i costumi e le scene che il pubblico potrà ascoltare ed ammirare l’indomani, sabato 20 dicembre, quando alle ore 20.00 il dramma comico rossiniano andrà in scena in una sala esaurita in ogni ordine di posto. A firmare la regia, le scene e i costumi è un maestro della regia internazionale,Pier Luigi Pizzi affiancato dal suostaff creativo guidato da Massimo Pizzi Gasparon Contarini.

Lo spettacolo, che fa parte della Stagione 2025/2026 del Teatro Nuovo Giovanni da Udine realizzata anche con il sostegno di Fondazione Friuli ed è il primo appuntamento dedicato alla Lirica della Stagione di Opera, Operetta e Danza firmata dalla direttrice artistica Fiorenza Cedolins, sarà preceduto sabato 20 dicembre 2025 alle17.30 da una conferenza di approfondimento dal titolo Bravo Figaro! a cura di Pol Avinyó, storico della musica e divulgatore musicale (ingresso gratuito con prenotazione consigliata).

Composto su libretto di Cesare Sterbini, a sua volta tratto dall’omonima commedia di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais, Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini debuttò al Teatro Argentina di Roma il 20 febbraio 1816. Prima di questa versione però la storia ricorda un altro celebre “barbiere”, firmato da Giovanni Paisiello e andato in scena 34 anni prima con grande fortuna.  Il fatto che un giovane compositore, qual era Rossini all’epoca, a soli ventitré anni osasse “sfidare” il suo predecessore sembrò ai limiti del tollerabile per gli appassionati del genere; così, quando il Barbiere rossiniano andò in scena, fu un fiasco clamoroso. La colpa fu del pubblico di parte che boicottò lo spettacolo per vendicare l’oltraggio inflitto a Paisiello, ma Il tempo seppe dare ragione al genio di Pesaro e allo splendore della sua partitura dalla quale scaturisce, ad ogni nuova rappresentazione, la freschezza di una comicità assolutamente brillante e sempre attualissima. Doti che, accanto alla compattezza del cast e a una regia fedele alle finezze e alle sfumature del testo originale di Beaumarchais, ritroveremo pienamente anche in questa nuova produzione.

L’eccellente il cast, l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste saranno diretti da Enrico Calesso, reduce dal successo della prima mondiale di Fedeli d’Amore di Giorgio Battistelli per Go! 2025 Nova Gorica – Gorizia Capitale europea della Cultura e dagli appuntamenti tutti sold out della fortunatissima stagione sinfonica dell’ente lirico triestino.

Sul palco, in una cornice scenografica di grande raffinatezza, si muove un cast vocale di indubbio peso internazionale, ma sempre prevalentemente composto da giovani artisti. Nel ruolo di Figaro troveremo il baritono Alessandro Luongo che a seguire si esibirà a Dallas e alla prestigiosa Rai di Torino; l’affermato mezzosoprano Annalisa Stroppa, applauditissimane La Cenerentola di due stagioni fa, sarà Rosina. In scena inoltre gli ottimi Marco Ciaponi (il conte di Almaviva), Marco Filippo Romano (Bartolo), Abramo Rosalen (Basilio), Anna Maria Chiuri (Berta).

Teatro Nuovo Giovanni da Udine

via Trento, 4 – 33100 UDINE

IL BARBIERE DI SIVIGLIA

di Gioachino Rossini

Dramma comico in due atti su libretto di Cesare Sterbini
dalla commedia omonima di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais

Maestro Concertatore e Direttore ENRICO CALESSO

Regia, scene e costumi PIER LUIGI PIZZI

Regista assistente e lighting designer MASSIMO PIZZI GASPARON CONTARINI

Assistente alle scene SERENA ROCCO

Assistente ai costumi LORENA MARIN

Maestro del Coro PAOLO LONGO

NUOVO ALLESTIMENTO DELLA FONDAZIONE TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE

Personaggi e interpreti

Figaro Alessandro Luongo

Rosina Annalisa Stroppa

Il Conte D’Almaviva Marco Ciaponi

Bartolo Marco Filippo Romano

Basilio Abramo Rosalen

Berta Anna Maria Chiuri

Fiorello William Corrò

Ambrogio Armando De Ceccon

Un Ufficiale Armando Badia

Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

IL BARBIERE DI SIVIGLIA AL REGIO DI PARMA

L’opera di Gioachino Rossini torna nell’allestimento firmato da Pier Luigi Pizzi, con George Petrou alla direzione dell’Orchestra Senzaspine e del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani.

Protagonisti Ruzil Gatin, Carlo Lepore, Maria Kataeva, Matteo Mancini, Grigory Shkarupa, Licia Piermatteo, Gianluca Failla, Armando De Ceccon.

Teatro Regio di Parma

sabato 1 marzo 2025 ore 20.00

mercoledì 5 marzo 2025 ore 20.00

venerdì 7 marzo 2025 ore 20.00

domenica 9 marzo 2025 ore 15.30

Il barbiere di Siviglia, opera buffa in due atti di Gioachino Rossini su libretto di Cesare Sterbini, dopo il successo raccolto lo scorso anno torna al Teatro Regio sabato 1 marzo 2025 ore 20.00 (recite mercoledì 5, venerdì 7 ore 20.00 e domenica 9 marzo 2025 ore 15.30) nell’allestimento del Rossini Opera Festival e del Teatro Regio di Parma, con la regia, le scene e i costumi di Pier Luigi Pizzi, le luci di Andrea Borelli, da un’idea di Massimo Gasparon. La partitura è nell’edizione critica della Fondazione Rossini, in collaborazione con Casa Ricordi, a cura di Alberto Zedda.

George Petrou sul podio dell’Orchestra Senzaspine e del Coro del Teatro Regio di Parma preparato da Martino Faggiani dirige i protagonisti inscena: Ruzil Gatin (Il Conte d’Almaviva), Carolo Lepore (Don Bartolo), Maria Kataeva (che torna a interpretare il ruolo di Rosina), il ventiseienne Matteo Mancini (Figaro, per la prima volta al Teatro Regio), che sostituisce l’indisposto Davide Luciano; Grigory Shkarupa (Don Basilio), Licia Piermatteo (che torna a interpretare il ruolo di Berta), Gianluca Failla (Fiorello / Un ufficiale), Armando De Ceccon (Ambrogio). (* già allieva dell’Accademia Verdiana)

Una fitta trama di inganni, stratagemmi e situazioni esilaranti, un linguaggio musicale brillante, un ritmo narrativo serrato fanno di quest’opera una delle più rappresentate al mondo. Un successo tutt’altro che scontato all’epoca del suo debutto, avvenuto il 20 febbraio 1816 al Teatro Argentina di Roma. Il confronto con Giovanni Paisiello, autore appena trent’anni prima di un’opera omonima tratta dallo stesso dramma di Beaumarchais, era talmente pesante che, si racconta, molti detrattori di Rossini erano presenti alla première con l’unico scopo di boicottarla.

“Casualità e intraprendenza stanno alla base della nascita dell’opera buffa più universalmente nota e rappresentata, la leggenda ne è il contorno inevitabile – spiega Giuseppe Martini. La leggenda riguarda il tempo di composizione, stimato in una quindicina di giorni fra 25 gennaio e 10 febbraio circa, dovendo andare in scena il 20 ed essendo già in ritardo; e la nota contestazione al debutto. Nel primo caso, va detto che Rossini era di suo veloce a scrivere, e quei tempi di lavoro erano comunque normali per l’epoca (e, nota, i recitativi secchi erano scritti da collaboratori); quanto alla contestazione, è d’uso incolparne i paisielliani, ma alcuni sono propensi oggi a motivarla anche con le novità proposte dall’impaginazione rossiniana rispetto alle convenzioni… Dopo il fiasco della prima sera (durante le prove, poi, era morto Cesarini Sforza) e le cinque repliche appena (il 27 finiva la stagione), il Barbiere ebbe successo crescente: in cinque-sei anni invase l’Europa, e nei decenni successivi sopravvisse alla crisi dell’opera buffa e di gran parte del repertorio rossiniano. Restò modello supremo nel proprio genere ed è tuttora una delle opere più rappresentate al mondo”.

“Sono arrivato tardi alla regia del Barbiere di Siviglia, – scrive Pier Luigi Pizzi – semplicemente perché non si è mai concretizzata prima l’occasione, anche se lo conoscevo già per averne curato le scenografie in un allestimento a inizio carriera. Poi mi fu offerta l’opportunità nel 2018 al Rossini Opera Festival, che è lo stesso spettacolo che riprendo qui e che mi ha permesso di accostarmi al Barbiere con sentimento nuovo, senza preconcetti, provando a raccontarlo senza costruirci sopra ipotesi interpretative stravaganti. Certo, dietro il Barbiere c’è un testo di alto livello, che è quello di Beaumarchais, ma Sterbini ne ha tratto un libretto agile, ben scritto, con dialoghi brillanti e gradevoli che permettono di seguire bene i dettagli della vicenda. Proprio per questo ho deciso di non fare tagli ai recitativi e di conservare tutto il testo di questo capolavoro. D’altra parte non si finisce mai di trovare meriti in Rossini. Persino quando usa, come fa anche qui, temi musicali già sfruttati in altre sue opere precedenti, ha saputo comunque rinfrescarli presentandoli in un modo diverso che sembra sempre nuovo. La sua attualità sta proprio nel fatto di essere allo stesso tempo buffo e amaro. La realtà è che Rossini è un benefattore dell’umanità: offre sempre spunti di riflessione e tratta i suoi personaggi con un’ironia che conferisce a ogni situazione un risvolto leggero, diretto, spontaneo, a cui ci si abbandona volentieri. Sono tutti personaggi di spicco, in cui certamente ci si può riconoscere, ma mi pare proprio si possa dire anche tutti “negativi”, nel senso che nessuno di loro è animato da pura bontà, sono tutti variamente spinti da un proprio fine egoista, non c’è insomma una bontà assoluta che trionfa come nella Cenerentola. Eppure le loro azioni sono raccontate da Rossini senza alcun tratto accusatorio, e in questo modo emergono nella loro umanità, i loro difetti passano dal filtro dell’ironia e alla fine non si può non amarli. Ed è questo che ho voluto mettere in rilievo. Scenografie e costumi, basati sul bianco e sul nero, sono ispirati a una volontà di chiarezza rivolta proprio a eliminare gli aspetti superflui per arrivare quasi a un’astrazione visiva, tanto che ad apertura di sipario ci si trova subito di fronte a una sorta di scena metafisica: come un foglio bianco sui cui progressivamente verrà scritta la vicenda che si svolgerà sotto i nostri occhi”.

“Quando attacca l’iconico primo accordo della famosa sinfonia, – scrive George Petrou – tutti sanno già che alcuni dei più grandi momenti della storia della musica operistica stanno per arrivare. Da oltre duecento anni infatti il Barbiere di Rossini affascina e diverte molte generazioni di pubblico. Eppure una grande opera d’arte non si ferma mai al livello dell’intrattenimento, semmai rivela più volti e diversi livelli di profondità da esplorare e comprendere. Il capolavoro di Rossini è l’apoteosi dell’arte dell’opera seria coniugata al fascino dell’opera buffa italiana, e ci si può trovare dentro teatro musicale ai più alti livelli, piccoli omaggi a Mozart e Cimarosa e al contempo un sguardo indietro all’età d’oro dei castrati. Inoltre è vero che Rossini ricicla molto materiale musicale di sue opere precedenti (compresala celebre sinfonia, che viene dall’Aureliano in Palmira), ma lo rielabora sempre in modo ingegnoso approdando ogni volta a nuovi livelli espressivi; l’effetto scintillante prodotto dalla sua tavolozza orchestrale brillante e fremente ha investito come una tempesta il pubblico del suo tempo. E una tempesta, vera, arriva poi nella splendida rappresentazione del temporale, non immemore della Sinfonia “Pastorale” di Beethoven. Inoltre Rossini coinvolge generosamente i propri musicisti facendoli partecipare alla narrazione drammaturgica fino al punto di pretendere da loro quasi l’impossibile sul piano della velocità, della precisione e della resistenza: molte volte, dopo una prima lettura del Barbiere mi sono sentito direda alcuni musicisti che certi passaggi erano ineseguibili, eppure alla fine si dimostra un’opera che funziona sempre e dà grandi soddisfazioni a chi la suona. Anche le voci sono trattate come strumenti. I cantanti sono sottoposti a richieste tecniche complesse e articolate, ma la difficoltà maggiore sta nella necessità che tutto suoni leggero, elegante, brillante e soprattutto spontaneo. E anche se la splendida cantabilità belcantista è unita a passaggi di feroce coloratura a rotta di collo, non c’è mai vuota esibizione, tutto contribuisce a colorare nel modo migliore il bel libretto di Sterbini. Si vede che il giovane Rossini si è divertito molto a scrivere il Barbiere, anche nel tirare scherzi ai musicisti, ai cantanti e allo stesso pubblico. Ma ora, guardandoci dall’alto, sono certo che con un gran sorriso stampa-to in faccia stia pensando: «Lo so… Funziona sempre»”.

BIGLIETTERIA DEL TEATRO REGIO DI PARMA

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ORARI DI APERTURA da martedì a sabato dalle 10.00 alle 13.00, il mercoledì e il venerdì dalle 16.00 alle 18.00 e un’ora e mezza prima dello spettacolo. In caso di spettacolo nei giorni di chiusura, da un’ora precedente lo spettacolo.

Chiuso il lunedì, la domenica e i giorni festivi. I biglietti per tutti gli spettacoli sono disponibili online su teatroregioparma.it.

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