QUADRI IN MUSICA AL FILARMONICO

DEBUTTANO MOSER AL VIOLONCELLO E TEBAR SUL PODIO

Nel weekend tornano anche le visite guidate

Venerdì 17 aprile, alle 20, e sabato 18 aprile alle ore 17

Non solo il capolavoro di Musorgskij nella spettacolare orchestrazione di Ravel: venerdì 17 e sabato 18 aprile l’Orchestra di Fondazione Arena esegue in prima assoluta Quadreria, tre movimenti sinfonici dai ricordi del compositore Galante. Ad aprire il concerto l’avvincente Concerto per violoncello di Dvořák eseguito da Johannes Moser, virtuoso al debutto veronese come il direttore Ramón Tebar

Musorgskij QUADRI

Tebar, Moser

venerdì 17 aprile ore 20.00

sabato 18 aprile ore 17.00

Teatro Filarmonico di Verona

E se i quadri fossero musica? La risposta, almeno per le tele dell’amico Hartmann, l’ha data Musorgskij. I suoi immaginifici Quadri di un’esposizione risuonaneranno al Teatro Filarmonico venerdì 17 e sabato 18 aprile grazie ai mille colori dell’orchestrazione di Ravel. In apertura di programma, il celebre Concerto per violoncello che il boemo Dvořák scrisse ispirato dal suo viaggio in America, e la prima assoluta di Quadreria, nuova composizione di Carlo Galante commissionata da Fondazione Arena. Ad eseguire il brillante programma, due artisti di fama mondiale al debutto veronese con l’Orchestra di Fondazione Arena: il direttore Ramón Tebar e il virtuoso del violoncello Johannes Moser. Preludio per le scuole venerdì, e visite guidate sabato con Le sale della musica.

Tra il 1892 e il 1895 il compositore boemo Antonin Dvořák (1841-1904) visse negli Stati Uniti d’America e diresse il neonato Conservatorio di New York: molte delle sue opere più note e apprezzate sono state create in questo periodo. La ricchezza melodica, unita al dominio della forma sonata e dell’armonia tardoromantica, ha trovato affinità con il folklore americano, tra danze e spiritual. Caratteristiche che si trovano nella Nona (e ultima) sinfonia, detta appunto “Dal Nuovo Mondo”, o nel celebre QuartettoAmericano”, e naturalmente nel Concerto per violoncello in si minore, considerato il più bello del repertorio da molti degli illustri solisti che l’hanno affrontato dal 1896 ad oggi. Concepito nei classici tre movimenti, è in realtà il secondo cimento di Dvořák in questo genere, dopo un’opera giovanile rimasta in bozza e oggi nota in due successive orchestrazioni. In questo più maturo Concerto, dopo il maestoso Allegro iniziale in fitto dialogo tra violoncello e orchestra sinfonica, tornano oasi di intenso lirismo nell’Adagio ma non troppo. Danza e virtuosismo si intrecciano nel tempo finale, che rimanda alle innovazioni dell’ultima sinfonia. Venerdì 17 aprile alle 20, con replica sabato 18 aprile alle 17, a cimentarsi a Verona in questa celebre pagina sarà Johannes Moser, virtuoso del violoncello tedesco-canadese, al suo debutto con l’Orchestra di Fondazione Arena dopo essersi esibito nelle più importanti sale da concerto del mondo con le più prestigiose orchestre, dai Berliner Philharmoniker alla Royal Concertgebow di Amsterdam, dalla London Symphony Orchestra alle “big five” americane, le sinfoniche di New York, Chicago, Cleveland, Philadelphia e Boston. Vincitore del concorso Čajkovskij 2002 e insignito del premio Brahms 2014, è protagonista di diverse incisioni discografiche. Suona un violoncello Andrea Guarneri del 1694.

A dirigere lui e l’Orchestra areniana, un altro esordio a Verona di primo piano: Ramón Tebar, direttore attivo tra Europa e Americhe, con incarichi stabili a Naples e Arantzazu, già a Valencia e Miami. Il maestro spagnolo sarà impegnato in una prima assoluta, Quadreria, tre schizzi sinfonici di Carlo Galante commissionati da Fondazione Arena. Rovine di un tempio con sortilegi, Giovane uomo con tricorno e Il tormento di Didone: tre quadri, impressi nella memoria dell’autore che li rievoca in musica. Autore, come lo stesso Galante spiega nelle note di sala, che «non ha alcun interesse descrittivo ma piuttosto cerca di riflettere su quelle remote emozioni che hanno segnato l’immaginazione del bambino». La nuovissima Quadreria sarà un gustoso e inedito accostamento ai Quadri di un’esposizione composti da Modest Musorgskij in ricordo dell’amico Hartmann, artista e architetto prematuramente scomparso, evocato in dieci tele viste in una mostra a lui dedicata. Il russo Musorgskij (1839-1881), anima geniale e sregolata del “possente gruppetto dei cinque” all’alba della coscienza nazionale in musica, scrisse questa suite pianistica di dieci quadri, separati da quattro “promenade”, passeggiate dello spettatore tra una sala e l’altra dell’esposizione. Il potere immaginifico della composizione per pianoforte spinse diversi compositori a strumentarla per grande orchestra, già all’indomani della morte di Musorgskij. Ma la più spettacolare (e fortunata) delle orchestrazioni rimane quella del 1922 firmata dall’insuperabile compositore (e colorista) Maurice Ravel, con un impatto indimenticabile che amplifica tutta la potenza dell’originale.

La Stagione Sinfonica 2026 propone altri cinque appuntamenti in doppia data tra aprile, maggio e novembre, con direttori e solisti di fama internazionale, alle prese con grandi classici del repertorio dall’Ottocento ad oggi, diverse prime esecuzioni per Verona e prime assolute commissionate da Fondazione Arena: è ancora possibile acquistare carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alle Biglietterie dell’Arena e nella rete Vivaticket.

APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI. La programmazione 2026 di Arena Young riguarda anche l’intera Stagione Sinfonica. Ogni venerdì, per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola può assistere ai concerti a tariffe agevolate, partecipando al Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena. Info e prenotazioni: Ufficio Didattica Cultura e Formazione scuola@arenadiverona.it – tel. 0458051933

LE SALE DELLA MUSICA: VISITE GUIDATE. Sabato 18 aprile tornano anche Le Sale della Musica, un calendario di visite guidate per approfondire storia, curiosità e dietro le quinte del Teatro Filarmonico ma anche conoscere le professionalità che lavorano in teatro e l’attività di messinscena di opere e concerti. Tutte le giornate di visita (dieci appuntamenti fino a dicembre, di sabato mattina) avranno un primo turno alle ore 10.30 (già sold-out il 18 aprile) e un secondo turno alle ore 12, ancora con posti disponibili. Il percorso varia ogni volta in base agli spettacoli in produzione, dura un’ora circa ed è aperto a gruppi fino a 20 persone. È possibile riservare il proprio posto con un biglietto intero di 5 euro o ridotto a 3 euro per le fasce Under30/Over65. arena.it

BIGLIETTERIE ARENA DI VERONA

Via Dietro Anfiteatro 6/b 

Aperta da lunedì a venerdì (10.30 – 16.00) – sabato (09.15 – 12.45) – chiusa la domenica

Via Roma 1 

Aperta martedì, giovedì e sabato (10.00 – 18.00) – mercoledì e venerdì (13.00 – 20.00) – domenica (12.00 – 15.30) – chiusa il lunedì

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 8005151

www.arena.it

Rete vendita Vivaticket

Teatro Filarmonico 3° concerto

venerdì 17 aprile ore 20.00

sabato 18 aprile ore 17.00

Musorgskij QUADRI Tebar, Moser

Direttore Ramón Tebar

Violoncello Johannes Moser

Orchestra di Fondazione Arena di Verona

Antonín Dvořák (1841-1904)

Concerto per violoncello e orchestran. 2 in si minore op. 104

***

Carlo Galante (*1959)

Quadreria, nuova commissionedi Fondazione Arena di Verona – PRIMA ESECUZIONE ASSOLUTA

Modest Petrovič Musorgskij (1839-1881)

Quadri di un’esposizione, ricordo di Viktor Hartmann (versione per orchestra di Maurice Ravel, 1922)

Durata complessiva: 115 minuti circa compreso un intervallo

FONDAZIONE ARENA DI VERONA AL TEATRO FILARMONICO : PRESENTATA LA STAGIONE ARTISTICA 2026

Da gennaio a dicembre 5 titoli d’opera, 2 balletti, 8 programmi sinfonici con artisti di prestigio internazionale

Tournée per i complessi artistici e tecnici nei teatri del Veneto, al Regio di Parma e in Australia

Sarà un anno intenso, ricco di sfide. Fondazione Arena di Verona ha presentato, ieri sera, la Stagione Artistica 2026 al Teatro Filarmonico: ben 42 serate di spettacolo tra opera, danza e concerti sinfonici, a cui si sommeranno le prove aperte alle scuole, gli spettacoli per giovani e famiglie, i corsi per Voci Bianche e numerosi appuntamenti fuori sede, dalle recite di Aida in Australia alla tournée dei concerti sinfonici nelle città del Veneto.

Un anno speciale durante il quale Verona sarà al centro dell’attenzione internazionale, da un lato per la prima trasferta di un intero teatro d’opera dall’altra parte del mondo, in Terra Australe, dall’altro per le cerimonie Olimpiche in Arena. Proprio in virtù delle importanti collaborazioni e presenze dall’Italia e dall’estero nella città scaligera, la stagione 2026 proporrà un calendario strutturato e diversi palcoscenici.

La Stagione d’Opera e Balletto vede in calendario 7 produzioni: 5 titoli d’opera e 2 balletti. Dal 18 al 25 gennaio, mese mozartiano, grazie al consolidato Festival Mozart a Verona, tornerà in scena Don Giovanni del genio di Salisburgo nell’allestimento di Fondazione Arena. In febbraio il sipario si alzerà eccezionalmente sul palcoscenico del Teatro Ristori per una nuova produzione barocca: L’Olimpiade di Vivaldi, dal 23 febbraio al 1° marzo, proprio nei giorni delle grandi cerimonie olimpiche, sarà in scena nella produzione del Théâtre des Champs-Élysées, con un’anteprima speciale il 21 febbraio su invito. Dal 22 al 29 marzo i complessi artistici e tecnici areniani torneranno al Teatro Filarmonico per Falstaff, estremo capolavoro di Verdi, proposto ad un anno di distanza dalla messa in scena dell’omonimo titolo di Salieri; lo spettacolo proviene dal Teatro Regio di Parma.

Come sempre il sipario del Filarmonico si chiuderà durante i mesi estivi e l’opera tornerà in scena, dal 25 ottobre al 1° novembre, con Amelia al ballo di Menotti, per la prima volta in Teatro, preceduta dal balletto stravinskiano Jeu de cartes, in una nuova produzione di Fondazione Arena di Verona. Un dittico inedito a Verona. Dal 22 al 29 novembre sarà la volta de La Bohème pucciniana, nella più recente produzione veronese. Dal 13 al 31 dicembre tornerà Il Lago dei cigni che lo scorso anno ha conquistato il pubblico con 6 serate da tutto esaurito e che nel 2026 è atteso anche sul palcoscenico del Teatro Regio di Parma. Confermati anche per il 2026 gli incontri di approfondimento realizzati in collaborazione con l’Accademia Filarmonica di Verona: i giovedì prima della prima, alle 18, in Sala Veranda, musicologi e giornalisti racconteranno l’opera in scena. Carla Moreni, Alberto Mattioli, Giovanni Gavazzeni, Giuliano Danieli, Fabio Sartorelli e Valentina Bonelli dialogheranno con il pubblico approfondendo trame, curiosità e aneddoti dei diversi titoli d’opera e balletto. Gli appuntamenti saranno ad ingresso gratuito.

A seguito dei grandi avvenimenti che coinvolgeranno Verona e Fondazione Arena nei primi mesi del 2026, la Stagione Sinfonica si avvierà in primavera con 8 appuntamenti sinfonici in abbonamento, ciascuno in doppia data, cui – in molti casi – si aggiungerà una terza replica in diverse città del Veneto (Rovigo, Treviso, Schio, Vicenza). I programmi spazieranno dal Settecento alla contemporaneità, con un focus particolare sul repertorio tardoromantico e sul Novecento storico, senza trascurare nuove commissioni in prima assoluta. Proseguiranno inoltre le integrali sinfoniche di grandi compositori avviate in questi ultimi anni (come Mahler, Bartók, Brahms). Nella programmazione si confermeranno due caratteristiche portanti che hanno riscosso grande interesse nel pubblico: i grandi lavori sinfonico-corali (Rossini, per la prima volta con orchestra, e Beethoven, debutto nel titolo per le forze areniane) e la presenza di eccellenti solisti e direttori di fama mondiale in dialogo con i complessi artistici e tecnici di Fondazione Arena.

Tra gli artisti attesi – molti dei quali al debutto al Teatro Filarmonico – in ordine di programmazione: i direttori Francesco Lanzillotta, Giulio Prandi, Giuseppe Grazioli, Francesco Ommassini, Gianna Fratta, Patrick Lange, Sebastiano Rolli, Oleg Caetani, Ramón Tebar, Lü Jia, Wolfram Christ, Alpesh Chauhan, Dmitri Jurowski; i registi Enrico Stinchelli, Emmanuel Daumas, Jacopo Spirei, Filippo Tonon, Stefano Trespidi; i concertisti InMo Yang, Johannes Moser, Marc Bouchkov, Aleksandr Malofeev, Sergej Nakarjakov, e grandi solisti della scena lirica internazionale accanto a giovani talenti emergenti. 

Per l’Opera e il Balletto, si confermano i consueti 4 turni di abbonamento (prime della domenica alle 15.30, repliche di domenica alle 15.30, mercoledì sera alle 19 e venerdì sera alle 20), così come i 2 turni per la Sinfonica (venerdì sera alle 20 e sabato pomeriggio alle 17). Fondazione Arena offrirà anche diversi carnet a prezzi speciali (da 3 per l’Opera, da 2 per il Balletto, da 3 per la Sinfonica) utilizzabili per più ingressi la stessa sera oppure su diverse date, e la formula mista Venerdì in platea, che permetterà di esplorare la proposta artistica 2026 con 3 opere e 4 concerti. È possibile rinnovare il proprio abbonamento dal 14 ottobre al 16 novembre nelle biglietterie dell’Arena di Verona: sia quella centrale in via Dietro Anfiteatro, sia in quella di Roma 1 all’ingresso di Sala Filarmonica. Dal 18 novembre sarà possibile acquistare nuovi abbonamenti e carnet, mentre il 25 novembre inizierà la vendita dei singoli biglietti per ogni data anche sul sito www.arena.it.

Molte attività collaterali avviate nell’ultimo biennio torneranno in forma ancora più ricca e articolata, solo per citarne alcune: la rassegna da camera Musei in Musica e la stagione Arena Young che si intreccerà a Opera, Balletto e Sinfonica. Nuove iniziative saranno annunciate prossimamente, tutte volte a fare del Teatro Filarmonico una vera casa e un punto di riferimento per tutti i cittadini veronesi e gli appassionati da ogni parte d’Italia e del mondo.

La presentazione delle Stagioni 2026 si è tenuta ieri sera nel foyer del Teatro Filarmonico, nel corso di un evento musicale aperto agli abbonati e a tutto il pubblico. Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena, e lo scrittore e critico Alberto Mattioli hanno illustrato in anteprima i programmi e i cast di opere, spettacoli e concerti della prossima stagione, con Stefano Trespidi, Vicedirettore Artistico di Fondazione Arena e Francesco Ommassini, Segretario artistico. Presente anche il Consigliere comunale Pietro Trincanato. Durante il pomeriggio, sono state eseguite dal vivo le pagine d’opera più belle dai titoli del cartellone 2026, con le voci di Eleonora Bellocci, Marco Ciaponi, Carmela Remigio, Carlo Lepore, Michele Patti, accompagnate al pianoforte dalla stessa Cecilia Gasdia.

La programmazione artistica del Teatro Filarmonico è resa possibile anche grazie al sostegno del main sponsor BCC Veneta, rappresentato da Luca Cenzato, Responsabile Servizio Marketing Istituzionale Sviluppo Territori e Relazioni Istituzionali.

Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena di Verona: “Annunciamo la Stagione Artistica 2026 alla vigilia di un evento che rappresenta bene gli obiettivi di Fondazione Arena, Pazzi per l’opera. Cioè essere vicini alla città e al pubblico, condividendo con passione l’immenso patrimonio di musica e arte, divulgando, commuovendo, divertendo. Il Teatro Filarmonico vuole essere sempre più casa per tutti, luogo di produzione di spettacoli, di crescita dei complessi artistici e tecnici, di incontro e scoperta per ognuno, senza timore o soggezione”.

Pietro Trincanato, Consigliere comunale: “La nuova programmazione è ricca e articolata, capace di coniugare titoli di grande richiamo con proposte meno consuete, pensate per il pubblico cittadino che rappresenta il cuore di questa stagione, ma anche per attrarre spettatori da fuori Verona. Siamo grati alla Fondazione per la collaborazione dimostrata verso la città e il Comune, anche in vista delle Olimpiadi, con la scelta di trasferire temporaneamente al Teatro Ristori uno degli allestimenti di quest’anno. Crediamo davvero che il lavoro svolto sul Teatro Filarmonico possa sempre più affiancarsi ai grandi successi di pubblico e di critica dell’Arena, contribuendo a fare di Verona una capitale della cultura e della musica”.

Stefano Trespidi, Vicedirettore artistico di Fondazione Arena di Verona: “Una stagione invernale sempre più ricercata e ricca di titoli e iniziative che si intersecano con i grandi eventi della città. Siamo davvero orgogliosi di annunciare una programmazione che, come avevamo promesso, punta sulla danza, tornerà infatti Il lago dei cigni e avremo un secondo balletto con Jeu de cartes. Stiamo lavorando a un cartellone parallelo, una sorta di Filarmonico off, che coinvolgerà diversi spazi cittadini e che sveleremo a breve”.

Alberto Mattioli, giornalista e scrittore: “Le stagioni si valutano non solo dai titoli e da chi li interpreta, ma dalla visione e dal progetto artistici che esprimono. Quella 2026 del Filarmonico di Verona è in perfetto equilibrio fra titoli popolari e altri più rari, fra le conferme e le riscoperte. Fra queste ultime, segnalo “L’Olimpiade” di Vivaldi sul celeberrimo libretto di Metastasio, omaggio all’estetica barocca e a un compositore legato alla storia del Filarmonico, e “Amelia al ballo” di Menotti, musicista novecentesco eclettico e coltissimo, raffinato ed efficace che purtroppo ha poco posto nei cartelloni, almeno in quelli italiani. Due scelte coraggiose (Menotti insieme a quel gioiello dello Stravinsky neoclassico che è “Jeu des cartes”) che si affiancano a capolavori conosciuti e riconosciuti come “Don Giovanni”, “Falstaff”, “La Bohème” e “Il lago dei cigni”.

Flavio Piva, Presidente di BCC Veneta: “Confermiamo con grande soddisfazione, anche per la Stagione Artistica 2026, il proseguimento della collaborazione avviata nel 2023 tra BCC Veneta e Fondazione Arena a sostegno del Teatro Filarmonico nell’ambito di un più ampio impegno della nostra banca a favore dell’arte, della cultura e del sociale. Sosterremo il Teatro Filarmonico e la Fondazione Arena anche durante l’anno olimpico, in cui Verona sarà protagonista e impegnata a rafforzare la propria affermata vocazione internazionale. Il Teatro Filarmonico, con la sua programmazione artistica di eccellenza nazionale e sempre più riconosciuta a livello internazionale, come dimostra la futura trasferta in Terra Australe, rappresenta un valore aggiunto per la città, per i nostri territori e, indirettamente, per la Banca e la nostra Base Sociale. Questo contributo favorisce lo sviluppo locale attraverso l’arte, la musica e la cultura, con ricadute significative sull’intero indotto economico, in particolare nei settori chiave del turismo e dell’accoglienza. Rimane per noi di significativo interesse – prosegue Piva – l’attenzione che il Teatro Filarmonico e Fondazione Arena dedicano all’interno del loro palinsesto alle scuole, ai giovani e alle famiglie. A tali realtà, alle imprese locali e agli stakeholder coinvolti, BCC Veneta intende garantire un sostegno sempre più incisivo ricordando che, attraverso il nostro modello di servizio policentrico e decentrato, siamo fortemente impegnati a preservare la nostra distintività di “fare ed essere banca di relazione”, di comunità e prossimità, basata sul confronto e sul dialogo. La crescita costante che BCC Veneta ha registrato sin dalla sua nascita, conferma che questa rappresenta non solo una scelta naturale per una BCC, ma anche la soluzione più efficace in termini di risultati. In questo contesto di grande collaborazione, ci prepariamo a vivere anche nel 2026 l’esperienza unica che la Fondazione Arena, insieme al Teatro Filarmonico, saprà certamente offrire a tutti noi”.