Il Trovatore di Giuseppe Verdi per la prima volta in scena al Teatro Nuovo Giovanni da Udine


Sabato 14 marzo il capolavoro della trilogia popolare è proposto nella produzione del Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste

A interpretarlo un cast stellare tra cui spiccano l’impeccabile Leonora di Anna Pirozzi, Yusif Eyvazov (Manrico), Youngjun Park (Conte di Luna) e Daniela Barcellona (Azucena). Il podio sarà nelle salde mani del direttore spagnolo Jordi Bernácer che dirigerà Coro e Orchestra dell’ente lirico triestino.

Arriva per la prima volta sul palcoscenico del Teatro Nuovo Giovanni da Udine Il Trovatore di Giuseppe Verdi, dramma lirico in quattro parti su libretto di Leone Emanuele Bardare e Salvadore Cammarano. Fin dal suo debutto, avvenuto al Teatro Apollo di Roma il 19 gennaio 1853, questo oscuro ed intricato dramma spagnolo, per quanto scientemente sfrondato di ogni riferimento folklorico in musica, non ha mai smesso di conquistare il pubblico.

Sabato 14 marzo il capolavoro della trilogia popolare verdiana sarà di scena sul palcoscenico friulano con inizio alle ore 20Venerdì 13 marzo alle 10.00 la prova generale sarà proposta a un teatro gremito di giovani studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Lo spettacolo sarà preceduto, sabato 14 marzo alle ore 17.30, da una conferenza di approfondimento dal titolo Dai giardini move notturno il canto con il giornalista e critico musicale Paolo Locatelli (ingresso libero con prenotazione consigliata).

Il Trovatore, che fa parte della Stagione 2025/26 di Opera, Operetta e Danza firmata dalla direttrice artistica Fiorenza Cedolins e realizzata con il sostegno di Fondazione Friuli, è proposto al pubblico nella lodata produzione francese del regista Louis Désiré, detta anche “Il Trovatore Rosso”, che trascina peril suo drammatico impatto visuale basato sui contrasti di colore e fortemente simbolico, per quanto totalmente privo di forzature rispetto al libretto. La rilettura del regista francese con le scene e i costumi di Diego Méndez Casariego,presentata per la prima volta a Marsiglia nel 2023, esalta il contesto psicologicamente tenebroso dell’opera trasformando ogni quadro in una stilizzazione pittorica di grande fascino e presa emotiva.

Sul podio il solido direttore spagnolo Jordi Bernácer, esperto del titolo e di certo perfetto per un cast che non è solo una parata di grandi star dell’opera, ma soprattutto un gruppo di professionisti amici, che collaborano insieme sui migliori palchi del globo da anni e porteranno questa reciproca familiarità ed armonia come valore aggiunto alla loro arte. Manrico è infatti Yusif Eyvazov, che ha già interpretato con successo il ruolo nei migliori teatri, da Parigi all’Arena di Verona e San Carlo di Napoli. Leonora è invece affidata ad una delle regine indiscusse del ruolo, la napoletana Anna Pirozzi, da anni ormai voce di impeccabile successo sui palchi più importanti, da Vienna a Londra, Parigi, Madrid e New York. Al Conte di Luna darà invece voce e carattere l’ottimo giovane baritono Youngjun Park. Nel ruolo di Azucena troveremo invece il mezzosoprano triestino Daniela Barcellona, nota soprattutto come belcantista e interprete rossiniana, ma già oltre tale linea di repertorio con l’Aida al Maggio Musicale Fiorentino o la Brangäne ad Abao Bilbao o ancora il Requiem verdiano con La Scala. Il solido basso Carlo Lepore sarà Ferrando, chiudono il cast Erika Zulikha Benato come Ines e il cameo di Andrea Binetti come Ruiz.

info e biglietteria

La biglietteria del Teatro in via Trento 4 a Udine è aperta dal martedì al sabato (escluso festivi) dalle 16.00 alle 19.00 e a partire da 90 minuti prima di ogni spettacolo e concerto. Biglietti acquistabili online sulla piattaforma Vivaticket. Per informazioni: tel. 0432 248418 (dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00). biglietteria@teatroudine.it  www.teatroudine.it

Tristan und Isolde di Richard Wagner al Teatro Carlo Felice di Genova dal 13 al 22 febbraio

Genova, Teatro Carlo Felice, Tristan und Isolde 13-15-20-22 febbraio 2026
Sul podio Donato Renzetti e una nuova produzione con la regia di Laurence DaleNel ruolo dei due amanti il tenore Tilmann Unger e il soprano Marjorie Owens

È senza dubbio l’appuntamento più atteso e imponente della stagione 2025-2026 del Teatro Carlo Felice di Genova: dal 13 al 22 febbraio sul palcoscenico della Fondazione ligure andrà in scena una nuova produzione di Tristan und Isolde di Richard Wagner, uno dei titoli più influenti del repertorio occidentale.
 
Venerdì 6 febbraio alle ore 10.30 conferenza stampa in Sala Paganini, mentre alle ore 11.30 nel primo Foyer, presentazione aperta al pubblico con il sovrintendente e il direttore artistico in dialogo con il team creativo e il cast.
 
Capolavoro che inaugura una nuova concezione del dramma musicale, Tristan und Isolde sarà diretto da Donato Renzetti, con la regia di Laurence Dale, le scene e i costumi di Gary McCann, le luci di John Bishop e i video di Leandro Summo. Intrepreti vocali Tilmann Unger (Tristan), Evgeny Stavinsky (König Marke), Marjorie Owens (Isolde), Nicolò Ceriani (Kurwenal), Saverio Fiore (Melot), Daniela Barcellona (Brangäne), Andrea Schifaudo (Ein Seemann / Ein Hirt), Matteo Peirone (Ein Steuermann). Ci sono poi naturalmente l’Orchestra e il Coro della Fondazione Teatro Carlo Felice (maestro del coro Claudio Marino Moretti). Il calendario dettagliato prevede il debutto venerdì 13 febbraio alle ore 18.30 (Turno A), quindi repliche domenica 15 febbraio ore 15.00 (Turno C), venerdì 20 febbraio ore 18.30 (Turno B) e domenica 22 febbraio ore 15.00 (Turno F).
 
«La produzione di Tristan und Isolde – dichiara il sovrintendente Michele Galli – rappresenta una tappa centrale del percorso artistico del Teatro Carlo Felice. Questo capolavoro costituisce un’esperienza musicale senza precedenti, capace di dissolvere il tempo e di avvolgere l’ascoltatore in un flusso sonoro continuo. Wagner scrive qui la partitura più radicale del suo tempo, mettendo in scena l’amore come abisso, mistero e destino. È inoltre coerente con la tematica dei Naviganti, sottesa alla programmazione: figure in viaggio, sospese tra partenza e approdo, tra mondo reale e tensione verso l’assoluto. Nessun altro titolo wagneriano incarna con pari forza l’idea del navigare come condizione esistenziale, del mare come spazio simbolico, della traversata come destino».
 
Anche per Tristan und Isolde sono in programma due incontri di presentazione al Teatro Auditorium Eugenio Montale: martedì 3 febbraio, alle ore 18, appuntamento con gli studenti del Liceo Musicale “Sandro Pertini” che – in collaborazione con l’Associazione Carlo Felice Young – presentano l’opera ai loro coetanei e a tutti coloro che vogliono partecipare, con un incontro dal titolo Tra amore e mortesabato 7 febbraio, alle ore 16 – in collaborazione con gli Amici del Teatro Carlo Felice e del Conservatorio “Niccolò Paganini” – conversazione con Marco Pescetto intitolata Un amore inestinguibile.
 
Nel segno della più ampia divulgazione e del coinvolgimento, sono confermate anche le introduzioni all’ascolto di circa 30 minuti che gli spettatori delle singole recite potranno seguire in Sala Paganini, da 45 minuti prima dell’inizio, a cura degli allievi del Conservatorio “Niccolò Paganini”.
 

 
venerdì 13 febbraio 2026, ore 18:30 Turno A
domenica 15 febbraio 2026, ore 15 Turno C
venerdì 20 febbraio 2026, ore 18.30 Turno B
domenica 22 febbraio 2026, ore 15 Turno F
 
Tristan und Isolde
Azione in tre atti
Libretto e musica di Richard Wagner
Prima rappresentazione Monaco di Baviera, Königliches Hof- und Nationaltheater, 10 giugno 1865
 
Direttore Donato Renzetti
Regia Laurence Dale
Scene e costumi Gary McCann
Luci John Bishop
Video design Leandro Summo
Regista collaboratore e coreografo Carmine De Amicis
Assistente alla regia Jean-François Martin
Costumista collaboratrice Gabriella Ingram
Assistente alle scene Gloria Bolchini
 
 
Tristan Tilmann Unger
König Marke Evgeny Stavinsky
Isolde Marjorie Owens
Kurwenal Nicolò Ceriani
Melot Saverio Fiore
Brangäne Daniela Barcellona
Ein Seemann / Ein Hirt Andrea Schifaudo
Ein Steuermann Matteo Peirone
 
 
Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice di Genova
Maestro del Coro Claudio Marino Moretti
 
Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova
 
 
Costo dei biglietti
Biglietti da 15 a 100 euro / riduzioni Under18 – Over60 e disabili
Per le attività del 22 gennaio > (Biglietti per persone con +75% di disabilità e relativi accompagnatori): Palchi e fila 32: € 30 – Secondo settore: €  37,50
 
Biglietterie
Teatro Carlo Felice Galleria Cardinal Siri 6 – 16121 Genova
Apertura da lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 19.00.
Per gli spettacoli serali o i concerti la domenica mattina l’apertura è un’ora prima dell’inizio e la chiusura 15 minuti
dopo l’inizio. Per gli spettacoli pomeridiani o serali di domenica l’apertura è due ore prima dell’inizio e la chiusura
15 minuti dopo l’inizio.
Teatro Della Gioventù Via Cesarea 16 – 16121 Genova
Consultare il sito per i periodi e gli orari di apertura
Biglietteria on-line vivaticket.com (biglietto@printhome)
 
Informazioni Teatro Carlo Felice
Telefono +39 010 5381.433 oppure +39 010 5381.399 e-mail: biglietteria@carlofelice.it

Al Teatro alla Scala di Milano : IL NOME DELLA ROSA di FRANCESCO FILIDEI

Il nome della rosa

Tutto esaurito alla Scala per la nuova opera di Francesco Filidei

commissionata dal Teatro insieme all’Opéra National de Paris e pubblicata da Ricordi. Dirige Ingo Metzmacher, regia di Damiano Michieletto. Lo spettacolo è coprodotto

con l’Opéra de Paris e il Teatro Carlo Felice di Genova e sarà ripreso da Rai Cultura.

Il progetto è promosso e sostenuto da SIAE.

Milano Musica dedica a Filidei l’edizione 2025 del Festival.

Sono tutte esaurite al Teatro alla Scala le cinque rappresentazioni del Nome della rosa, la nuova opera tratta dall’omonimo romanzo di Umberto Eco (pubblicato da La nave di Teseo) che il Teatro milanese ha commissionato a Francesco Filidei insieme all’Opéra national de Paris. Lo spettacolo è coprodotto dalla Scala con l’Opéra e con il Teatro Carlo Felice di Genova. Il nome della rosa, pubblicata da Casa Ricordi, è la terza opera di Filidei dopo Giordano Bruno, su libretto italiano di Stefano Busellato (Oporto, Casa da Musica, Teatro Valli di Reggio Emilia 2015, presentato al Piccolo Teatro di Milano nel corso del Festival Milano Musica dello stesso anno), e L’inondation, su libretto francese di Joël Pommerat (Parigi, Opéra Comique 2019). Questa volta i librettisti sono lo stesso compositore e Stefano Busellato con la collaborazione di Hannah Dübgen e Carlo Pernigotti; hanno lavorato su due versioni, italiana e francese, per le prime a Milano e Parigi. Il nome della rosa è il secondo progetto realizzato dal Teatro alla Scala in collaborazione con la SIAE – Società Italiana Autori ed Editori nell’ambito del Concorso per compositori, librettisti e coreografi iscritti alla SIAE. La prima edizione, riservata alla coreografia, aveva sostenuto la creazione di Madina, coreografia di Mauro Bigonzetti e musica di Fabio Vacchi, andata in scena nel 2021.

Il nome della rosa, diretto da Ingo Metzmacher, va in scena con la regia di Damiano Michieletto, le scene di Paolo Fantin, i costumi di Carla Teti, le luci di Fabio Barettin, la drammaturgia di Mattia Palma e la coreografia di Erika Rombaldoni.  

In scena un nutrito cast formato da artisti di rilievo nel panorama operistico odierno: i due protagonisti, il novizio Adso da Melk e l’ex inquisitore francescano Guglielmo da Baskerville sono Kate Lindsey en travesti e Lucas Meachem. Il bibliotecario cieco e nemico del riso Jorge de Burgos è Gianluca Buratto; l’Inquisitore Bernardo Gui è Daniela Barcellona, anche lei en travesti; l’abate del monastero Abbone da Fossanova è Fabrizio Beggi; la sventurata ragazza del villaggio (ma anche la statua della Vergine) è Katrina Galka; l’ex dolciniano Salvatore (“Penitenziagite!”) è Roberto Frontali; il cellario ex dolciniano Remigio da Varagine è Giorgio Berrugi; il bibliotecario Malachia è Owen Willetts; l’erborista Severino da Sant’Emmerano è Paolo Antognetti. Carlo Vistoli presta la sua voce all’aiuto bibliotecario Berengario da Arundel e al miniatore Adelmo da Otranto (la prima vittima); Leonardo Cortellazzi al traduttore Venanzio e a Giovanni Dalbena; Adrien Mathonat a Girolamo Vescovo di Caffa e al Cuciniere. Infine, Cecilia Bernini è Ubertino da Casale; Flavio D’Ambra è il capo della delegazione imperiale Michele da Cesena; Ramtin Ghazavi è il Cardinal Bertrando; Alessandro Senes è Jean d’Anneaux. La voce di Adso Vecchio è restituita dal Coro diretto da Alberto Malazzi, mentre le Voci bianche del Coro dell’Accademia dirette da Bruno Casoni sono i Novizi.

Il nome della rosa sarà ripreso dalle telecamere di Rai Cultura. La prima del 27 aprile sarà trasmessa in diretta da RAI Radio Tre.

L’opera

Per impostare il lavoro compositivo, Francesco Filidei si è chiesto innanzitutto quale sarebbe stato il percorso narrativo di Eco se fosse stato un musicista invece che uno scrittore. Per rispondere è necessario analizzare la struttura narrativa del romanzo per tradurla in drammaturgia musicale. Un nodo centrale è la relazione che il testo intrattiene con il romanzo popolare ottocentesco, soprattutto francese (Il conte di Montecristo, I misteri di Parigi, ecc.), che Filidei estende all’opera popolare ottocentesca, soprattutto italiana (Don Carlos, Il trovatore). Eco stesso, spiega Filidei, indica la strada da seguire quando nelle Postille al Nome della Rosa parla di “un libro che assumeva una struttura da melodramma buffo, con lunghi recitativi, e ampie Arie”. Eco racconta inoltre di aver compiuto un lavoro analogo a quello realizzato da Mahler nelle sue sinfonie (e in questo senso non si può non ricordare la sua amicizia con Berio e il Terzo Movimento di Sinfonia, gravitante intorno allo Scherzo della Seconda di Mahler). Filidei sviluppa quindi il suo discorso musicale come una struttura portante di tipo sinfonico su cui si innesta una successione di arie e recitativi, quasi forme chiuse, il cui materiale è derivato principalmente dalla variazione di melodie gregoriane. È la dimensione del sacro a giustificare il passaggio dalla parola al canto. Drammaturgicamente l’opera, che ha la struttura di un autentico grand-opéra con oltre una quindicina di personaggi, sfrutta la struttura del romanzo, in cui i fatti sono sempre presentati “de relato”, per dare a ciascuno un’aria. Le riflessioni teologiche e filosofiche, inserite da Eco nel libro e difficili da tradurre in linguaggio teatrale, sono riflesse nella costruzione formale di alcune sezioni del lavoro, attraverso madrigalismi e strutture leitmotiviche associate alle varie tematiche proposte.

Filidei condivide la passione di Eco per la materia linguistica, si tratti di parole o di note, e il gusto per la struttura e la simmetria. Il nome della rosa è diviso in sette giornate, tre delle quali formano il primo atto e quattro (l’ultima è una chiusa di breve durata) il secondo. I due atti hanno forma simmetrica e le scene sono costruite ciascuna su una nota: do, do diesis, re bemolle, re… e poi specularmente fino a tornare al do. Ne consegue un’architettura formale rigorosa, ma anche la rappresentazione grafica di un labirinto, o dell’abbraccio dei petali: un’opera in forma di rosa.  

Il romanzo

Quando Umberto Eco scrive Il nome della rosa, nel 1980, ha 48 anni ed è uno dei semiologi più influenti della scena culturale europea. Al prestigio accademico, riflesso nel Trattato di semiotica generale del 1975, unisce una vasta popolarità grazie alle sue analisi scientificamente inappuntabili ma sempre partecipi ed empatiche della cultura di massa: volumi come Opera aperta, Diario minimo, Apocalittici e integrati, Il superuomo di massa oltre al diffusissimo Come si fa una tesi di laurea, sono successi editoriali eclatanti che lasciano un segno nella cultura italiana del terzo quarto del ‘900. Saggista di successo, Eco ritorna alla passione mai estinta per la filosofia medievale (si era laureato con Luigi Pareyson sull’estetica di Tommaso d’Aquino) per il suo primo e unico romanzo, edito da Bompiani, che vende oltre 50 milioni di copie imponendosi tra i libri più letti e tradotti della letteratura italiana del ‘900, anche grazie alla versione cinematografica di Jean-Jacques Annaud del 1986 con Sean Connery, F. Murray Abraham e Christian Slater.

La trama, che Eco finge di aver desunto dagli scritti dell’immaginario frate francescano Adso da Melk, è quella di un giallo, ambientato in un monastero cluniacense nel 1327 dove si verifica una serie di omicidi.  L’autore mostra la sua dottrina e il suo gusto della minuta descrizione della vita medievale nell’ambientazione in cui ricorrono i topoi della biblioteca e del labirinto, ma la tensione narrativa è garantita, oltre che dalla ricerca degli assassini, dalla sottesa perorazione sul valore della conoscenza e della libertà. Chiave del mistero sarà il Secondo libro della Poetica di Aristotele, nella realtà perduto, in cui lo stagirita affronta il tema della Commedia

Liana Püschel terrà una conferenza introduttiva per il pubblico di ciascuna rappresentazione nel Ridotto dei Palchi un’ora prima dell’inizio.

Il 34° Festival Milano Musica, che si terrà dal 26 aprile al 6 giugno 2025, tornerà ad avere carattere monografico e sarà dedicato a “Francesco Filidei. Fiori, tempo, respiro”.

Stagione d’opera 2024~2025

27, 30 aprile 2025

3, 6, 10 maggio 2025

IL NOME DELLA ROSA

Opera in due atti

di FRANCESCO FILIDEI

Libretto di Francesco Filidei e Stefano Busellato

con la collaborazione di Hannah Dübgen e Carlo Pernigotti

Casa Ricordi Editore

Libero adattamento dall’opera di Umberto Eco Il nome della rosa edita da La Nave di Teseo

Prima assoluta

Commissione Teatro alla Scala e Opéra National de Paris

Nuova produzione Teatro alla Scala

in coproduzione con Opéra National de Paris e Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova

Direttore INGO METZMACHER

Regia DAMIANO MICHIELETTO

Scene PAOLO FANTIN

Costumi CARLA TETI

Luci FABIO BARETTIN

Drammaturgia MATTIA PALMA

Coreografia ERIKA ROMBALDONI

Personaggi e interpreti

             Adso da Melk                                                                Kate Lindsey

             Guglielmo da Baskerville                                                Lucas Meachem

             La Ragazza del Villaggio / Statua della Vergine             Katrina Galka

             Jorge da Burgos                                                              Gianluca Buratto

              Bernardo Gui                                                                  Daniela Barcellona

             Abbone da Fossanova                                                     Fabrizio Beggi

              Salvatore                                                                        Roberto Frontali

              Remigio da Varagine                                                                     Giorgio Berrugi

             Malachia                                                                          Owen Willetts

             Severino da Sant’Emmerano                                           Paolo Antognetti

             Berengario da Arundel / Adelmo da Otranto                  Carlo Vistoli

             Venanzio / Giovanni Dalbena                                          Leonardo Cortellazzi

             Girolamo Vescovo di Caffa / Cuciniere                          Adrien Mathonat

             Ubertino da Casale                                                          Cecilia Bernini

             Michele da Cesena                                                          Flavio D’Ambra

             Cardinal Bertrando                                                          Ramtin Ghazavi

             Jean d’Anneaux                                                              Alessandro Senes

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO ALLA SCALA

Maestro del Coro ALBERTO MALAZZI

Con la partecipazione del Coro di Voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala

Maestro del Coro di Voci Bianche BRUNO CASONI

Date:

Domenica 27 aprile 2025 ore 20 ~ turno Prime Opera

Mercoledì 30 aprile 2025 ore 20 ~ turno A

Sabato 3 maggio 2025 ore 20 ~ turno C

Martedì 6 maggio 2025 ore 20 ~ turno B

Sabato 10 maggio 2025 ore 20 ~ turno D

Prezzi: da 215 a 26 euro

Infotel 02 72 00 37 44

www.teatroallascala.org

Un’ora prima dell’inizio di ogni recita, presso il Ridotto dei Palchi”,

si terrà una conferenza introduttiva all’opera tenuta da Liana Püschel.

Il 27 aprile l’opera sarà trasmessa in diretta da RAI Radio Tre.

Il compositore

Francesco Filidei è nato a Pisa (5 maggio 1973). Si è diplomato al Conservatorio di Firenze e al Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi.

Come organista e compositore, è stato invitato dai più importanti festival di musica contemporanea, eseguito da orchestre quali WDR, SWR, RSO Wien, ORT, RAI, Tokyo Philharmonic, Bayerischer Rundfunk, Orchestra Sinfonica di Milano, Filarmoniche di Montecarlo, Nizza, Helsinki, Vilnius, Varsavia, Orchestre Symphonique de Bretagne, Orchestra Philharmonie Luxembourg e Orchestre of Mexique, e dai più importanti ensemble specializzati, in particolare alle Philharmonie di Berlino, Colonia, Essen, Amburgo, alla Cité de la Musique di Parigi, alla Suntory e alla Tokyo Opera House, alla Theaterhaus di Vienna, alla Herkulessaal di Monaco, alla Tonhalle di Zurigo, alla Walt Disney Concert Hall di Los Angeles.

Dopo aver ottenuto una commissione dal Comité de Lecture Ircam nel 2005, ottiene il Salzburg Music Forderpreistrager 2006, il Prix Takefu 2007, il Forderpreistrager Siemens 2009, l’International Rostrum of Composers 2011, il Premio Abbiati 2015, il premio Charles Cros 2016 per il disco monografico “Forse”, il premio Commande 2018 della Fondazione Simone et Cino Del Duca attribuito dall’Académie des Beaux-Arts. È stato borsista dell’Akademie Schloss Solitude nel 2005, Membro della Casa de Velàzquez nel 2006 e nel 2007, Pensionnaire a Villa Medici nel 2012, Borsista del DAAD di Berlino e compositore in residenza di numerosi ensemble e festival.

Ha insegnato composizione a Royaumont (Voix Nouvelles), alla Iowa University, a Takefu (Tokyo), all’Accademia della città di Čajkovskij in Russia, ai Ferienkurse di Darmstadt, e in numerose altre istituzioni e università internazionali (Ircam, Cnsmdp, Esmuc, Musikene, Conservatorio di Strasburgo e di Mosca, Università di Berlino, Hannover, Stoccarda, Graz, San Diego, Tokyo, solo per citarne alcuni). Nel 2019 ha tenuto masterclass con concerti monografici a Shanghai, Pechino e Hong Kong.

Nel 2016 è stato nominato Chevalier des Arts et des Lettres dal Ministero della Cultura francese.

Dal 2018 è consulente musicale della fondazione I Teatri di Reggio Emilia e direttore artistico del festival di musica contemporanea Controtempo di Villa Medici a Roma.

Dopo Giordano Bruno, la sua prima opera rappresentata in prima assoluta a Oporto nel 2015 e ripresa successivamente in numerosi teatri europei, segue L’inondation su un libretto scritto appositamente da Joël Pommerat per la Stagione 2019 dell’Opéra Comique di Parigi. Dal 2018 pubblica con Casa Ricordi. Le precedenti composizioni sono edite da Rai Com