Dal 28 aprile al 7 luglio 2026, 7 appuntamenti incentrati sul potere trasformativo della libertà, filo conduttore della terza edizione.
Tra i protagonisti Barbara Hannigan, Saturnino, Raphael Gualazzi, Alessandro Baricco e Paolo Fresu.
Alla Scuola Holden persino la musica non è un’esecuzione statica, ma una storia che si scrive mentre accade. Torna dal 28 aprile al 7 luglio 2026Seven Springs –Il suono della Holden,la rassegna musicale, sotto la direzione artistica della pianista Gloria Campaner e del compositore Nicola Campogrande, che riscrive il rito del concerto grazie al suo particolare “sound” e alle storie, alle curiosità e agli aneddoti raccontati dagli artisti stessi agli spettatori.
Sette appuntamenti, alle sette di sera, al costo di sette euro, per un’esperienza fruibile e accessibile chequest’anno elegge la libertà a proprio manifesto, invitando grandi artisti del panorama musicale nazionale e internazionale a entrare e accompagnare il pubblico in uno spazio libero, dove deviazione e sperimentazione diventano parte integrante del racconto.
Tra i protagonisti che questa primavera saliranno sul palco del General Store della Scuola Holden Barbara Hannigan, Paolo Fresu, Bertrand Chamayou, Saturnino, Raffaele Pe, Raphael Gualazzi, Giuseppe Gibboni e Carlotta Dalia.
«Quest’anno Seven Springs festeggia la libertà – annunciano Gloria Campaner e Nicola Campogrande – dunque i nostri musicisti potranno decidere fino all’ultimo momento che cosa vorranno cantare e suonare. Promettono di dircelo, magari giusto un attimo prima di cominciare; ma ci hanno chiesto di avere le mani libere, i pensieri al fresco e scegliere che cosa fare seguendo l’estro del momento. A noi l’idea è piaciuta molto».
Giunto alla sua terza edizione, Seven Springs radica il suo valore nel dialogo con la città – attraverso le collaborazioni con molteplici realtà territoriali di primo piano quali Salone Internazionale del Libro, Lingotto Musica, Kappa FuturFestival e Moncalieri Jazz Festival, a cui si aggiunge la prestigiosa kermesse nazionale Umbria Green Festival – e nel coinvolgimento attivo di otto studenti della Scuola appositamente selezionati, a cui è stata affidata la copertura social e la produzione esecutiva della rassegna musicale.
La formula rimane invariata, con i suoi 45 minuti di musica e 20 dedicati al dialogo aperto fra pubblico e musicisti. Bonus track di ciascun appuntamento, un “terzo tempo” (con una consumazione inclusa nel biglietto) durante il quale le barriere cadono definitivamente, consacrando il festival a spazio di incontro, ascolto e racconto condiviso.
Questo viaggio nell’improvvisazione comincia martedì 28 aprile con Ravel vs John Zorn: la voce magnetica del soprano e direttrice d’orchestra canadese Barbara Hannigan – vincitrice di un Grammy Award – incontra il pianoforte del francese Bertrand Chamayou per esplorare i confini della complessità sonora interpretando “Jumalattaret”, ciclo di canzoni ispirato al poema epico finlandese Kalevala scritto da Zorn per la stessa cantante.
Il 5 maggio l’energia passa attraverso il virtuosismo di due giovani talenti pluripremiati come il violinista Giuseppe Gibboni, classe 2001, vincitore del Premio Paganini di Genova nel 2021 (primo italiano dopo 24 anni), e la chitarrista Carlotta Dalia, classe 1999, vincitrice di più di 40 concorsi nazionali e internazionali, in un dialogo che attraversa grandi capolavori dello stesso Niccolò Paganini, e di Isaac Albéniz e Astor Piazzolla.
L’anima della Holden come spazio di ibridazioni narrative trova la sua espressione il 12 maggio nell’incontro tra il controtenore Raffaele Pe e il basso elettrico di Saturnino: un ponte tra barocco e contemporaneo che sfida ogni etichetta. Il progetto nasce proprio per il palcoscenico di Seven Springs, dove si potrà ascoltare in prima assoluta.
Il 14 maggio, nella giornata inaugurale della XXXVIII edizione del Salone del Libro di Torino, l’appuntamento, in collaborazione con il Salone del Libro e Feltrinelli, è all’Auditorium del Lingotto con Notte Eretica, un inedito format di e con Alessandro Baricco come narratore, ispirato all’ultimo libro dello scrittore dal titolo “Breve storia eretica della Musica Classica”, con il talento della bacchetta Enrico Saverio Pagano alla guida dell’Orchestra Canova e del coro Intende Voci Ensemble.
Il ritorno alla Holden, il 19 maggio, è segnato dalle atmosfere jazz di Paolo Fresu – alla tromba e al flicorno – e di Pierpaolo Vacca –all’organetto ed elettronica – per un concerto nel segno degli strumenti ad aria e di un lirismo mediterraneo che rispecchia la terra d’origine dei due artisti: la Sardegna. Si unisce a loro in questa occasione la voce soul di Karima, protagonista anche in TV a Sanremo e ad “Amici”, per una serata nata dalla sinergia con l’Umbria Green Festival e il Moncalieri Jazz Festival.
La vocazione creativa della Scuola emerge il 22 maggio in Come nascono le canzoni, incontro tra concerto e talk dove Raphael Gualazzi e il produttore Stefano Senardi dialogano insieme agli studenti della Holden e al pubblico di Seven Springs a proposito del gesto di scrivere, che siano testi, musiche o altro. A seguire il dj set di elettronica live a cura di Kappa FuturFestival, che ha creato anche il Walk In Sound che accoglie il pubblico nel General Store prima di ogni concerto: un vero paesaggio sonoro da vivere e abitare.
Il sipario calerà il 7 luglio con un Final Party nel cortile della Scuola Holden, in collaborazione con Lingotto Musica: ci saranno Giuseppe Andaloro, uno dei pianisti italiani più acclamati, il violino jazz e sperimentale di Anaïs Drago e il coro rock Vocal ExCess, e infine un open mic con i giovani musicisti del collettivo Sal in Jam’s, composto da talenti della Scuola, per una vera serata di festa.
Seven Springs è un progetto di Scuola Holden, realizzato in collaborazione con Fondazione Grand Atlantic e La Lira di Orfeo. Martini firma il signature cocktail Seven Springs e in versione analcolica Virgin Seven Springs. Con il sostegno di Banca del Piemonte, Fondazione Venesio, SpecialMENTE e Piatino Pianoforti.
Venerdì 27 marzo alle 20 (turno A) e sabato 28 marzo alle 19 (turno B) è in programma il quinto, attesissimo, appuntamento della Stagione concertistica 2026 del Teatro Lirico di Cagliari che prevede due serate assolutamente straordinarie, uniche e probabilmente irripetibili: Paolo Silvestri (Genova, 1960), compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra e pianista che da molti anni sperimenta l’incontro di linguaggi differenti coniugando il jazz e la musica contemporanea con le tradizioni musicali popolari di tutto il mondo, debutta a Cagliari dirigendo un importante progetto intitolato INHERITANCE: il dialogo, per la prima volta, dell’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari con Paolo Fresu (Berchidda/Sassari, 1961) e con una serie di prestigiosi musicisti che, in qualità di ospiti-solisti, danno lustro alle due serate previste come Antonello Salis, Elena Ledda, Roberto Cipelli, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Ettore Fioravanti, Bebo Ferra, Paolino Dalla Porta, Stefano Bagnoli, Alessio Atzori.
La storia musicale di Paolo Fresu parte ai princìpi degli anni Ottanta da Cagliari e a Cagliari ritorna con un repertorio pensato appositamente per la Città e per il suo Teatro, con una produzione sicuramente impegnativa, ma davvero unica per creatività e qualità, e con composizioni originali, scelte tra le tante scritte in quasi mezzo secolo di storia artistica, che coinvolgono, oltre all’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, gruppi e solisti che lo hanno accompagnato in questi decenni e che sono profondamente legati al musicista berchiddese grazie alla Sardegna, alla musica e all’amicizia. Un lungo racconto che, con INHERITANCE, scrive un nuovo capitolo proiettato verso il futuro.
Lo spettacolo ha una durata complessiva di 1 ora e 30 minuti circa e non prevede l’intervallo.
I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.
Da martedì 16 dicembre 2025 si possono acquistare i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione concertistica; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.
Ai disabili (con disabilità al 100%) e ai loro eventuali accompagnatori, sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di biglietti, mentre ai giovani under 30 sono applicate riduzioni del 30%. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.
La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, giovedì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio, unicamente per operazioni legate allo spettacolo stesso. È chiusa, invece, i giorni festivi e i lunedì successivi alle domeniche di spettacolo.
Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Servizio promozione culturale: educational@tldc.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin.
La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.
Paolo Fresu – Tromba, flicorno, effetti
La banda del paese e i maggiori premi internazionali, la campagna sarda e i dischi, la scoperta del jazz e le mille collaborazioni, l’amore per le piccole cose e Parigi. Esiste davvero poca gente capace di mettere insieme un tale abbecedario di elementi e trasformarlo in un’incredibile e veloce crescita stilistica. Paolo Fresu c’è riuscito proprio in un paese come l’Italia dove – per troppo tempo – la cultura jazz era conosciuta quanto Shakespeare o le tele di Matisse, dove Louis Armstrong è stato poco più che fenomeno da baraccone d’insane vetrine sanremesi e Miles Davis scoperto “nero” e bravo ben dopo gli anni di massima creativita. La “magìa” sta nell’immensa naturalezza di un uomo che, come pochi altri, è riuscito a trasportare il più profondo significato della sua, appunto magica, terra nella più preziosa e libera delle arti. A questo punto della sua fortunata e lunga carriera, non serve più enumerare incisioni, premi ed esperienze varie che l’hanno imposto a livello internazionale e che fanno ecumenicamente amare la sua musica: dentro al suono della sua tromba c’è la linfa che ha dato lustro alla nouvelle vague del jazz europeo, la profondità di un pensiero non solo musicale, la generosità che lo vuole nel posto giusto al momento giusto ma, soprattutto, l’inesauribile passione che lo sorregge da sempre. Il presente di Paolo Fresu e – come al solito – turbinoso, degno dell’artista onnivoro e creativo che tutti riconoscono in lui. Oggi (a parte un affascinante lato letterario che è sfociato nella pubblicazione di alcuni lavori editoriali e la prestigiosa consegna della Laurea “Honoris Causa” dell’Universita Milano-Bicocca nonchè quella puramente musicale del nobile Berklee College of Music newyorkese) è fatto del suo storico quintetto, alla boa dei quattro decenni di stima reciproca, ma anche quello del quartetto “Devil” unito da vent’anni, oppure del suo nuovo trio con due realtà del jazz contemporaneo quali Dino Rubino e Marco Bardoscia, oppure infine del sorprendente “Heroes”, omaggio a David Bowie ove collabora con gli affermati nomi di Petra Magoni e Christian Meyer e con alcuni della new wave jazz italiana quali Francesco Diodati, Francesco Ponticelli e Filippo Vignato. Non sono da dimenticare importanti collaborazioni internazionali quali il fortunato sodalizio in duo con Uri Caine o altri grandi nomi quali Carla Bley, Steve Swallow o Ralph Towner che hanno fatto da ponte all’ingresso del nome di Paolo Fresu nell’entourage della celebrata e nobile etichetta ECM, per la quale sono stati pubblicati altri notevoli lavori discografici. Il suo presente più attuale lo vede attivo, in ottica piu esterofila, in trio con Richard Galliano e il pianista svedese Jan Lundgren (“Mare Nostrum”) e in diverse nuove avventure con importanti nomi dell’entourage jazzistico contemporaneo quali, fra i tanti, Omar Sosa, Jaques Morelenbaum, Trilok Gurtu, Lars Danielsson, Eivind Aarset, Arild Andersen. Interessanti sono poi i progetti con alcuni grandi nomi del mondo letterario e teatrale italiano (Mariangela Gualtieri, Ascanio Celestini, Lella Costa, Stefano Benni, Alessandro Bergonzoni, Giuseppe Battiston), la frequentazione del mondo teatrale stesso quale primo interprete grazie ai lavori prodotti dal Teatro Stabile di Bolzano fra i quali il successo delle pièce “Tempo di Chet”, “Tango Macondo” e “Kind of Miles” oltre, infine, a una nuova serie di piccole ma importanti collaborazioni con la musica “intelligente” delle frange popolari italiane oppure dell’elettronica. Musica per il Cinema e “progetti speciali”, come il suo straordinario “a solo” teatrale, chiudono il cerchio insieme alla piccola, grande e folle avventura che l’ha portato a festeggiare nel 2011 i suoi 50 anni con 50 concerti, in 50 giorni consecutivi, con 50 formazioni e progetti diversi di giorno in giorno in 50 capolavori paesaggistici della sua Sardegna. Non da meno anche il bel progetto dedicato invece al suo importante 60° compleanno, complice la Bologna che è ormai divenuta, al pari di Parigi, uno dei suoi luoghi di riferimento. Manca all’appello anche l’importante serie di progetti dedicata a diversi aspetti del mondo “classico” tout-court che, grazie a lavori ad hoc, sta riservando belle sorprese con musicisti capaci di “guardare avanti” oppure, infine, il bellissimo nuovo lavoro di promozione che sta portando avanti nei confronti di molti giovani leoni dell’entourage jazzistico contemporaneo attraverso le possibilità offerte loro grazie alla sua etichetta “Tǔk Music” costruita per guardare al futuro e ormai diventata una realtà di riferimento anche a livello internazionale.
Paolo Fresu Devil Quartet (Bebo Ferra, Paolino Dalla Porta, Stefano Bagnoli)
Nato dalle ceneri dell’amato “Angel Quartet”, glorificato da tanti successi continentali durante il corso degli anni Novanta del secolo scorso, proprio da quell’esperienza ha trovato rinnovata linfa creativa e, dopo un energetico inizio prettamente “elettrico”, ha scelto di seguire l’idea tutta di Paolo Fresu di un nuovo senso di musica “meticciata” o, come la definisce lui stesso, “melange”. L’operazione, per niente facile, è addivenuta ad un intelligentissimo completamento, quando, proponendo quello che sembrava essere stato il gruppo sostanzialmente piu “elettrico” del jazz italiano di quegli anni, ha proposto, nel successivo album “Carpe Diem”, una versione completamente acustica dell’espressione musicale, ribaltando canoni e anche le sonnolente abitudini di molti critici che trovano semplice etichettare velocemente un progetto. L’idea semplicemente “nuova” di Paolo Fresu fu dunque quella di dare seguito alla storia della formazione, spiazzando la consuetudine e proponendo, in quell’occasione, un progetto decisamente diverso dai precedenti che, proprio nel fatto di essere suonato con strumenti completamente acustici, trovò il suo punto di forza. Successo ovviamente inimmaginabile che ha ulteriormente rafforzato l’impressionante forza creativa di un quartetto che, come scrissero alcuni attenti recensori, almeno in Europa non aveva eguali. Col tempo, in questi ultimi anni di “live adventures”, il progetto è stato capace di recuperare anche le venature elettriche originarie che da sempre fanno amare questo incredibile quartetto. La capacità primaria di questi nuovi “diavoli” è dunque quella di intrecciare linguaggi ed energia come davvero pochi altri. I dialoghi di Paolo Fresu con tre autentici assi dell’Italian style (termine coniato dal musicologo Vittorio Franchini) restano dunque quelli di altissimo livello qualitativo al quale il gruppo ci aveva abituato. La sostanza jazzistica viene traslata in territori decisamente creativi, sia nei momenti mossi che in quelli più propriamente lirici o melodici. I termini non sono cambiati e, insieme alla consueta vera arte di un Paolino Dalla Porta in sistematico stato di grazia e all’incredibile inventiva di uno Stefano Bagnoli assurto ormai nel gotha dei drummer contemporanei, si aggiunge la versione semplicemente perfetta del modus del fraseggio di Bebo Ferra, sempre più vicino alle soglie dell’olimpo chitarristico moderno. Di Paolo Fresu, infine, bisogna far notare che sembra avere il dono della quasi infallibilità, proponendo il suo unico suono a disposizione di un lavoro che sembra essere stato creato per rispondere con i fatti alla celebre massima di Fedor Dostoevskij, per il quale “solo la bellezza salverà il mondo”.
Il quintetto di Paolo Fresu nasce nel 1984 per volontà di Paolo Fresu e Roberto Cipelli e oggi fa, a pieno diritto, parte della storia del moderno jazz italiano, festeggiando – con la stessa originale formazione – i quarant’anni di vita, cosa assai rara nell’intera storia della musica afroamericana. Dopo varie forme, diviene gruppo odierno a cavallo fra il 1984 e il 1985 con la registrazione di “Ostinato” per la “Splasc(h) Records” e si consacra come uno dei gruppi di punta del jazz italiano con il disco “Inner Voices” assieme al sassofonista americano Dave Liebman (1986). Da allora svolge un’intensa attività concertistica e discografica oltre che didattica. Infatti il gruppo si propone spesso come “gruppo docente” che dà forma a seminari interattivi su stili e strutture del jazz, visti dall’interno dell’esperienza di gruppo (Seminari di Nuoro, Victoria School of Arts di Melbourne, Matera). Importante e unica poi, a questo riguardo, la straordinaria esperienza delle “Cinque giornate del Jazz” tenutasi nel corso della stagione invernale 2005-2006 alla Sala Monteverdi del Conservatorio di Musica di Bolzano, in collaborazione con la Ripartizione Cultura della locale Provincia Autonoma. Dall’esperienza è poi stato pubblicato un libro con annesso dvd per “Auditorium Edizioni” di Milano. Tutti gli elementi della formazione hanno precise e importanti esperienze didattiche tuttora in corso: Roberto Cipelli è titolare della cattedra di pianoforte jazz al Conservatorio di Musica di Trento, dove è anche responsabile di dipartimento nonché, dal 2014, direttore dei Seminari Jazz di Nuoro. Attilio Zanchi e Tino Tracanna sono titolari della cattedra di Musica Jazz al Conservatorio di Musica di Milano, mentre Ettore Fioravanti lo è della stessa cattedra al Conservatorio di Musica di Frosinone. Diversi progetti hanno inoltre visto il Quintetto partecipe a esperienze multimediali tra il jazz e le altre arti (teatro, cinema, poesia, danza). Nel 1990 il gruppo vince il premio “Top jazz” della rivista specializzata “Musica jazz” come miglior gruppo del jazz italiano e come miglior disco (Premio “Arrigo Polillo”, disco “Live in Montpellier”) e ogni anno è ai primi posti con le proprie produzioni discografiche. Da segnalare una menzione della rivista americana “Cadence” che, nel 1985 indicò “Ostinato” come uno dei più interessanti dischi dell’anno. Il progetto “Concerto Piccolo – Suite in 7 appuntamenti per Grande Orchestra e piccolo gruppo” è il lavoro che consacra i primi dieci anni di vita del Quintetto attraverso le composizioni del gruppo, rivisitate ed arrangiate da Bruno Tommaso per Orchestra d’archi e Big Band, presentato a Matera, Roccella Jonica e Berchidda in contemporanea con l’uscita dell’ottavo cd edito dalla “Splasc(h) Records”, dal titolo “Ensalada Mistica”. Spesso il gruppo prende forma di Sestetto (dal 1991 in occasione del disco “Ossi di Seppia”) con la presenza del polistrumentista Gianluigi Trovesi che prende naturalmente parte anche al cd “Ensalada Mistica” o dal 1996 con il sassofonista belga Erwin Vann, con il quale è stato inciso “Wanderlust” per la Bmg/Rca francese. Il gruppo ha tenuto concerti nelle più importanti citta e festival sia italiani che stranieri di ogni continente, registrando spesso per radio e televisioni internazionali. Il disco “Night on the City” inciso per la francese “Owl” vince il Premio “Choc” per l’anno 1995 della rivista francese specializzata “Jazzman” e fa guadagnare a Paolo Fresu i premi dell’Academie du Jazz di Parigi e il prestigioso “Django d’Or” come miglior musicista jazz d’Europa. Il libro “49 Composizioni” raccoglie inoltre tutto il repertorio del gruppo registrato per l’etichetta discografica “Splasc(h) Record”. Quasi a festeggiare il XX anno di attività, il 2004 è stato un anno “importante” per il quintetto: una serie di incisioni per la “Blue Note” (cadenzate sino al 2008) ne hanno celebrato la creatività, la freschezza e la longevità. Si è raggiunto un nuovo importante traguardo: quello dei 40 anni di attività comune. Si continua a cercare conferme ma non sembra proprio che ci sia un esempio simile in tutta la storia del jazz moderno: nessun quintetto è arrivato a compiere i quaranta anni di vita in comune con la stessa formazione originale! Per avvicinarsi ai vari importanti compleanni il quintetto ha dato alle stampe nel 2010 (quale primo numero della nuovissima etichetta discografica di Paolo Fresu) un doppio lavoro che ha fatto registrare un autentico record di vendite e un rinnovato interesse – specialmente internazionale – attorno a questa straordinaria unione di geniali musicisti. Poi, nel 2014, il nuovissimo capitolo si chiama invece “30!” ovvio riferimento ai tre decenni d’arte in comune. Infine, nel 2024, i quaranta compleanni vengono festeggiati con un nuovissimo lavoro discografico intitolato “Repens”. Sarebbe stato facile pubblicare un classico “best” o “Greatest hits” che dir si voglia e invece Paolo Fresu ha scelto la più corretta avventura jazzistica, nella forma di libera improvvisazione, capace, ancora una volta, di testimoniare la qualità e lo spessore artistico di questa formazione. Lunga vita a questa incredibile formazione! Molti sostengono: “Paolo ha tanti incredibili progetti ma… il quintetto resta sempre il quintetto!”
Elena Ledda – Voce
Nata a Selargius (Cagliari) e a sedici anni intraprende gli studi di canto al Conservatorio di Musica di Cagliari. Nonostante la spiccata predisposizione alla lirica, la cantante selargina preferisce dedicarsi alla musica folk e nel 1979 realizza il suo primo album in lingua sarda, “Ammentos”, in collaborazione con il musicista Mauro Palmas, con il quale fonda la band “Suonofficina”. Nel 1984, Elena Ledda pubblica il secondo album dal titolo “Is Arrosas”e inizia a prendere parte alla trasmissione televisiva locale, “Sardegna canta”, di cui per un anno interpreta la sigla. Questa partecipazione sul canale regionale ha fatto crescere sempre di più la sua popolarita nell’Isola, ma Elena Ledda non si è chiusa nel regionalismo esasperato e continua ad esplorare e ricercare nuove evoluzioni musicali, arrivando a collaborare anche con l’arpista svizzero Andreas Vollenweider. Negli anni Novanta pubblica “Incanti”e inizia a girare il mondo con le sue esibizioni, raggiungendo un notevole successo anche in campo internazionale e diventando la voce femminile della Sardegna, dopo Maria Carta. Nel 2000 pubblica il disco intitolato “Mare Mannu” e, nel 2005, “Amargura”. Due anni piu tardi, nel 2007, vince il Premio “Città di Loano”per il miglior disco di musica popolare e riceve la Targa “Luigi Tenco” per il miglior disco in dialetto, con la canzone “Rosa Resolza”registrata insieme a un altro big della musica sarda, Andrea Parodi. Negli anni successivi pubblica i dischi “Live at Jazz in Sardegna” e “Cantendi a Deus”. Elena Ledda, nel corso della carriera, ha collaborato con grandi artisti come il cantautore genovese Fabrizio De Andrè, il trombettista sardo Paolo Fresu, il trombettista e compositore statunitense di jazz Lester Bowie, il trombettista Don Cherry, la cantante israeliana Noa, il conterraneo Andrea Parodi.
Notrasa – Electronics
“Notrasa” è il nome del nuovo progetto di Alessio Atzori (Mynerdpride, Everybody tesla) che nasce dalla sua somiglianza con un certo “Rasa” di Torino con cui veniva confuso spesso. Notrasa è un progetto basato sul campionamento di dischi che costano poco al mercatino dell’usato che girano al contrario su un giradischi per produrre beat storti e sporchi. I suoi brani parlano delle case in cui sono stati composti, delle persone che ci hanno abitato, che hanno prodotto inconsapevolmente i suoni presenti nei brani stessi.
Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari
È stata fondata nel 1933 e ha consolidato, negli anni, un fecondo rapporto con i maggiori direttori italiani, tra cui Tullio Serafin, Vittorio Gui, Antonino Votto, Guido Cantelli, Franco Ferrara, Franco Capuana, Willy Ferrero, e con compositori quali Ottorino Respighi, Ildebrando Pizzetti, Ermanno Wolf Ferrari, Riccardo Zandonai, Alfredo Casella. Risalgono agli anni ‘50-’60 le apparizioni sul podio di Lorin Maazel, Lovro von Matacic, Claudio Abbado, Sergiu Celibidache, Riccardo Muti, e le collaborazioni con Gioconda De Vito, Leonid Kogan, Henryk Szering, Andrés Navarra, Dino Ciani, Maria Tipo, Nikita Magaloff, Wilhem Kempff, Martha Argerich. In questi ultimi anni l’Orchestra ha collaborato, tra gli altri, con direttori come Lorin Maazel, Georges Prêtre, Emmanuel Krivine, Mstislav Rostropovich, Ton Koopman, Iván Fischer, Frans Brüggen, Carlo Maria Giulini, Gennadi Rozhdestvensky, Rafael Frühbeck de Burgos, Neville Marriner, Christopher Hogwood, Hartmut Haenchen e con solisti come Martha Argerich, Aldo Ciccolini, Kim Kashkashian, Viktoria Mullova, Misha Maisky, Truls Mørk, Sabine Meyer, Yuri Bashmet, Salvatore Accardo. Dal 1999 al 2005 Gérard Korsten ha ricoperto il ruolo di direttore musicale e ha, fra l’altro, diretto in prima esecuzione nazionale, Die ägyptische Helena di Richard Strauss, Euryanthe di Weber e A Village Romeo and Juliet di Delius, mentre nella stagione 2007-2008 George Pehlivanian è stato direttore ospite principale. Negli ultimi anni l’Orchestra ha collaborato regolarmente con Lorin Maazel, compiendo nel 1999 una tournée in Europa ed eseguendo con successo una serie di concerti. Nel 2002 ha rappresentato l’Italia nella rassegna “Italienische Nacht”, organizzata dalla Bayerischer Rundfunk al Gasteig di Monaco di Baviera e trasmessa in diretta dalla radio bavarese. Nel 2005 ha suonato in un concerto in onore del Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi. Nel 2010 ha partecipato al 98° Festival di Wiesbaden con Lucia di Lammermoor per la direzione di Stefano Ranzani e la regia di Denis Krief, riscuotendo un grande successo. Recentemente, nell’ambito di un progetto di internazionalizzazione del Teatro Lirico di Cagliari, realizzato e promosso in collaborazione con l’Unione Europea, il Governo Italiano e la Regione Sardegna, l’Orchestra è stata invitata dalla New York City Opera per l’esecuzione di La campana sommersa di Respighi, ricevendo il plauso del pubblico e della critica. Negli ultimi anni, anche nell’ambito della rassegna “Cinque passi nel Novecento”, ha eseguito, in prima assoluta, composizioni per orchestra che il Teatro Lirico di Cagliari ha commissionato a compositori come Sylvano Bussotti, Giorgio Tedde, Azio Corghi, Fabio Nieder, Alberto Colla, Carlo Boccadoro, Franco Oppo, Francesco Antonioni, Ivan Fedele, Michele Dall’Ongaro, Filippo Del Corno, Vittorio Testa, Sergio Rendine, Orazio Sciortino. Per la casa discografica Dynamic ha inciso opere in prima esecuzione in Italia, quali: Die Feen di Wagner, Dalibor di Smetana, (premiate, rispettivamente, da “Musica e Dischi” quale miglior disco operistico italiano del 1997, e da “Opéra International” col “Timbre de Platine” – gennaio 2001), Čerevički e Opričnik di Čajkovskij, Die ägyptische Helena di Richard Strauss, Euryanthe di Weber, Alfonso und Estrella di Schubert, Hans Heiling di Marschner, Chérubin di Massenet, Lucia di Lammermoor di Donizetti. Ha inciso, inoltre, Goyescas di Granados e La vida breve di De Falla, La Passione secondo Giovanni di Bach, La sonnambula di Bellini, I Shardana di Porrino per la Dynamic, Don Pasquale per Rai Trade e La leggenda della città invisibile di Kitež e della fanciulla Fevronija di Rimskij-Korsakov per Naxos. Per la Rai ha registrato, nel 1998, La Bohème trasmessa in tutto il mondo.
Antonello Salis – Fisarmonica
Fisarmonicista, pianista e organista, inizia la carriera musicale suonando in Sardegna, sua terra di origine, nelle balere e, in seguito, in gruppi rock. Nel 1973 ad Alghero forma, col bassista Riccardo Lay e il batterista Mario Paliano, i Cadmo, trio a cavallo tra rockprogressive e free jazz. Trasferitosi a Roma il trio incide due album “Boomerang”e “Flying over Ortobene mount in july seventy-seven”,con la partecipazione del sassofonista Massimo Urbani. Al “Music Inn” di Roma Antonello Salis incontra importanti musicisti stranieri, Charles Mingus, Ornette Coleman, Dexter Gordon, e giovani musicisti della scena jazz romana, come Maurizio Giammarco, Massimo Urbani, Enzo Pietropaoli, Roberto Gatto, Tommaso Vittorini. Nel famoso jazz club capitolino si esibisce col quartetto del contrabbassista Marcello Melis, per entrare in seguito in contatto e collaborare, nei primi anni Ottanta, col trombettista afro-americano Lester Bowie e l’Art Ensemble of Chicago. Nel 1977 entra a far parte dell’organico orchestrale “Grande Elenco Musicisti”diretto da Tommaso Vittorini. L’anno seguente incide, per la serie “Jazz From Italy”in duo con Mario Schiano, altra figura di rilievo del free jazz capitolino, l’album “Old Fashioned”. In seguito, collabora coi fisarmonicisti Richard Galliano, Gianni Coscia e Marcel Azzola Nel 1995 fonda, col trombettista Paolo Fresu e il contrabbassista Furio Di Castri, il trio P.A.F. con cui tiene numerosi concerti, tra cui quello a Capodistria (Slovenia) e pubblicato nel 1996, e incide nel 2004 il lavoro discografico “Morph”.Musicista curioso ed eclettico, Antonello Salis, suona in svariati contesti, jazz, rock e pop, partecipando a progetti che includono teatro, danza e cinema. Inoltre ha collaborato con musicisti quali: Fabrizio Bosso, Sandro Satta, Enrico Rava, Gianluca Petrella, Michele Rabbia, Han Bennink, Pat Meheny, Hamid Drake, Bobby Watson, Richard Bona, Don Pullen.
Paolo Silvestri – Direttore
Compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra e pianista, da molti anni sperimenta l’incontro di linguaggi differenti coniugando il jazz e la musica contemporanea con le tradizioni musicali popolari di tutto il mondo. Ha realizzato numerosi progetti con orchestre sinfoniche componendo e arrangiando musiche per importanti musicisti come: Enrico Rava, Gato Barbieri, Jimmy Cobb, Stefano Bollani, Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, Kenny Wheeler, John Taylor, Kenny Werner, Tony Scott, Javier Girotto, Enrico Pieranunzi, Roberto Gatto e con importanti cantanti come: Ivano Fossati, Elio, Dulce Pontes, Sergio Cammariere, Gino Paoli, Ornella Vanoni, Barbara Casini, Peppe Servillo, Maria Pia De Vito. Per realizzare i suoi programmi ha diretto le prestigiose orchestre sinfoniche delle seguenti citta e teatri: Regio di Torino, Maggio Musicale Fiorentino, Carlo Felice di Genova, Petruzzelli di Bari, Regionale Toscana, Arturo Toscanini, Haydn di Trento e Bolzano, Roma Sinfonietta, Padova e del Veneto, Sinfonica Siciliana, Camerata Strumentale Pratese, Roma e del Lazio, Filarmonica Marchigiana, Provincia di Bari, Bellini di Catania, Tito Schipa di Lecce, Vittorio Emanuele di Messina, Magna Grecia di Taranto, Repubblica di San Marino, Accademia Filarmonica della Scala. Ha un ensemble e un’orchestra a proprio nome e dirige spesso orchestre jazz e big band italiane e straniere come ad esempio: WDR Big Band di Colonia, Orchestra Jazz della Sardegna, Kick’n Sticks big band di Mannheim, Civica Jazz Band di Milano, Orchestra Jazz del Mediterraneo, Colours Jazz Orchestra, Italian Jazz Orchestra di Forli, Bansigu Big Band di Genova. Ha composto 20 colonne sonore di film sia per il cinema che per la televisione e ha composto musiche per più di cento spettacoli teatrali, musicali e di danza, prodotti in gran parte dal Teatro dell’Archivolto di Genova. Ha inoltre composto molte musiche per importanti campagne pubblicitarie e per programmi televisivi e ha insegnato nei conservatori di musica di Trento, Milano, Como, Alessandria, Bologna, Ferrara e Adria.
Donato Renzetti, Maxim Vengerov, Christopher Franklin, Pietari Inkinen, Paolo Fresu, Antonello Salis, Elena Ledda, Alessandro Cadario, Kim Bomsori, Michail Pletnëv, Ryan McAdams, The King’s Singers, Mahler Chamber Orchestra, Yuja Wang, Enrico Onofri, Grigorij Sokolov: questi alcuni dei protagonisti della Stagione concertistica 2026 del Teatro Lirico di Cagliari. Una Stagione che guarda, come ormai consuetudine, alla tradizione musicale ed alla qualità artistica e che vede in primo piano l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico di Cagliari, quest’ultimo diretto da Giovanni Andreoli.
La Stagione concertistica vede impegnati l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico da gennaio a novembre 2026. Ognuno degli otto programmi musicali proposti è eseguito due volte (di cui sette in abbonamento) e il complesso corale è impegnato in cinque programmi, in ruoli di assoluta rilevanza. Solisti, pianisti ed ensemble musicali arricchiscono il cartellone con una significativa rassegna da camera della letteratura concertistica classica e moderna.
Entrando nel dettaglio dei singoli programmi musicali, è possibile individuare nella compagine dei direttori, protagonisti della Stagione, alcuni nomi di solida e brillante fama internazionale, affiancati da altri giovani, italiani e non, che vantano già ampi successi di pubblico e critica. Si è, così, cercato un adeguato equilibrio tra i due gruppi, valorizzando i giovani talenti nell’affidare loro repertori adatti a metterne in luce qualità tecniche e musicali ed esaltando le doti di personalità e di dominio tecnico dei direttori di maggiore esperienza.
A Donato Renzetti, apprezzata ed ormai abituale presenza nelle stagioni cagliaritane (assente dal 2023), spetta il compito di dirigere, alla guida delle compagini orchestrale e corale, il concerto d’inaugurazione, il 9-10 gennaio, che prevede l’esecuzione di uno dei capolavori più straordinari della storia della musica: la Nona Sinfonia in re minore per soli, coro e orchestra op. 125, imponente pezzo sinfonico-corale di Ludwig van Beethoven, il cui ultimo ascolto a Cagliari risale al 2 dicembre 2023.
Il 24 gennaio è in programma una serata davvero imperdibile: l’esibizione del celebre virtuoso del violino Maxim Vengerov che ritorna a Cagliari dopo 23 anni (ultime esibizioni: maggio 2002, febbraio e novembre 2003). Prediletto da Mstislav Rostropovich, Maxim Vengerov è ancora uno dei talenti violinistici più interessanti, balzato alla ribalta giovanissimo e già compagno di viaggio di grandi direttori, da Zubin Mehta a Daniel Barenboim. Maxim Vengerov si esibisce in duo con la pianista russa di fama internazionale Polina Osetinskaya.
Christopher Franklin, esperto direttore (e violinista) americano, ritorna a Cagliari, dopo aver diretto Così fan tutte (2013) e Il flauto magico (2014), alla guida dell’Orchestra e della solista Kim Bomsori, giovane violinista al suo debutto cagliaritano, per esibirsi, il 6-7 febbraio, in un accattivante programma “tutto Mendelssohn”.
Il 13-14 febbraio, a distanza di 7 anni dall’ultima esecuzione, viene di nuovo proposta all’ascolto la monumentale Seconda Sinfonia in do minore per soli, coro e orchestra “Resurrezione” di Gustav Mahler, capolavoro sinfonico-corale composto dal 1888 al 1894. Nel ruolo di soliste si esibiscono Nicole Wacker (soprano) e Teresa Iervolino (mezzosoprano), mentre sul podio ritorna, per la terza volta (novembre 2004, febbraio 2021), Pietari Inkinen, direttore e violinista, senza dubbio uno dei più affermati, a livello mondiale, degli ultimi anni.
Il 27-28 marzo, Paolo Silvestri, compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra e pianista che da molti anni sperimenta l’incontro di linguaggi differenti coniugando il jazz e la musica contemporanea con le tradizioni musicali popolari di tutto il mondo, debutta a Cagliari dirigendo uno straordinario progetto musicale: il dialogo, per la prima volta, dell’Orchestra della fondazione cagliaritana con Paolo Fresu e con una sequela di prestigiosi musicisti che, in qualità di ospiti-solisti, daranno lustro alle due serate previste come: Antonello Salis, Elena Ledda, Roberto Cipelli, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Ettore Fioravanti, Bebo Ferra, Paolino Dalla Porta, Stefano Bagnoli, Alessio Atzori.
Il tradizionale Concerto di Pasqua, il 3-4 aprile al Teatro Carmen Melis (fuori abbonamento), è dedicato quest’anno allo Stabat Mater di Franz Joseph Haydn nell’interpretazione dei due complessi stabili cagliaritani guidati da Alessandro Cadario, uno dei più interessanti direttori e compositori italiani della sua generazione che ha già diretto l’Orchestra nel decentramento estivo del 2011. Voci soliste della magnifica pagina musicale composta da Haydn nel 1767 sono: Francesca Aspromonte(soprano), Margherita Sala(contralto), Alasdair Kent(tenore), Roberto Lorenzi(basso).
Ancora un importante debutto a Cagliari con il giovanissimo direttore italo-tedesco Nicolò Umberto Foron, artista poliedrico e versatile (eccelle sia nel repertorio sinfonico che in quello operistico), con un magnetismo e una forza davvero sorprendenti e dalla carriera fulminante che lo ha portato a ricoprire incarichi prestigiosi alla London Symphony Orchestra e all’Ensemble Intercontemporain. Dirige, l’8-9 maggio, Orchestra, Coro e il soprano Giulia Bolcato, anch’ella al debutto a Cagliari, in uno magnifico programma equamente diviso tra Giuseppe Verdi e Richard Wagner.
Ryan McAdams, poliedrico musicista e raffinato direttore dal curriculum internazionale, ritorna a Cagliari, il 15-16 maggio, dopo appena 3 anni (luglio 2023) e presenta un programma interamente dedicato al genio compositivo di Sergej Rachmaninov. Ad impreziosire il Concerto n. 3 ritorna, per la terza volta a Cagliari (1997 come pianista e 2021 come direttore), Michail Pletnëv, eccellente pianista, direttore e compositore russo che frequenta abitualmente i principali teatri mondiali, dove riscuote ampi successi e ovazioni.
In un’unica, imperdibile serata, è in programma il 4 giugno il debutto a Cagliari di The King’s Singers, strepitoso ensemble vocale britannico a cappella (il loro primo concerto risale al 1968 a Londra), applaudito in tutto il mondo soprattutto per la perfezione dell’intonazione e l’ampiezza del repertorio.
Dopo la pausa estiva, la Stagione concertistica riprende il 3 settembre con la Mahler Chamber Orchestra, prestigioso complesso cameristico nato nel 1997 grazie all’iniziativa di Claudio Abbado e che si è già esibita il 2 febbraio 2010 al Teatro Lirico di Cagliari in un indimenticabile concerto diretto da Daniel Harding. Questa volta sul podio ci sarà Teddy Abrams, direttore, pianista, clarinettista e compositore americano che si esibisce per la prima volta a Cagliari, mentre anche Yuja Wang, pianista internazionale dalla tecnica impeccabile e partner artistico della Mahler Chamber Orchestra, è al suo atteso debutto a Cagliari.
Il 2-3 ottobre penultimo appuntamento della Stagione, con un concerto tutto dedicato alla musica immortale di Wolfgang Amadeus Mozart: Enrico Onofri, apprezzato direttore, violinista e docente al suo debutto a Cagliari, dirige i due complessi artistici stabili e Riccardo Ghiani, primo flauto dell’Orchestra del Teatro Lirico nel Concerto n. 1, per poi proporre all’ascolto del pubblico il celeberrimo Requiem in re minore con le voci soliste di Ana Maria Labin (soprano), Giulia Alletto (contralto), Krystian Adam (tenore), Alessandro Ravasio (basso).
Grigorij Sokolov, considerato unanimemente come uno dei più grandi pianisti dei nostri giorni, i suoi recital infatti ricevono, ovunque, trionfali accoglienze, ritorna per la quarta volta a Cagliari (2000, 2007, 2010), il 20 novembre, e chiude la Stagione concertistica 2026.
Richard Wagner Die Meistersinger von Nürnberg: Preludio
Richard Wagner Tristan und Isolde: Preludio e Morte di Isotta
Richard Wagner Tannhäuser: Ouverture
venerdì 15 maggio, ore 20 – turno A
sabato 16 maggio, ore 19 – turno B
Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari
direttoreRyan McAdams
pianoforte Michail Pletnëv
Sergej Rachmaninov
Capriccio su temi tzigani op. 12
Concerto n. 3 in re minore per pianoforte e orchestra op. 30
giovedì 4 giugno, ore 20 – turno B
The King’s Singers
Close Harmony
Ron Goodwin What kind of things do The King’s Singers sing? (arrangiamento Jeremy Jackman)
Getting Going (1968-1972)
Canto traditionale inglese Blow Away the Morning Dew (arrangiamento Gordon Langford)
Canto traditionale inglese The Oak and the Ash (arrangiamento Gordon Langford)
Marion Sunshine, Moises Simons & Wolfe Gilbert The Peanut Vendor (arrangiamento Gordon Langford)
Going Pro (1972-1983)
Albert Hammond I’m a train (arrangiamento Peter Knight)
Michael Flanders & Donald Swann Slow Train (arrangiamento Gordon Langford)
Gioachino Rossini Overture to The Barber of Seville (arrangiamento Daryl Runswick)
Into America (1983-1990)
Billy Joel And So It Goes (arrangiamento Bob Chilcott)
John Lennon & Paul McCartney Honey Pie (arrangiamento Paul Hart)
Randy Newman Texas Girl at the Funeral of her Father (arrangiamento Bob Chilcott)
Something Different (1990-2000)
George e Ira Gershwin Oh! I can’t sit down (arrangiamento Bob Chilcott)
The Beach Boys Kokomo (arrangiamento Bob Chilcott)
Albert Hay Malotte The Lord’s Prayer (arrangiamento Brian Wilson)
The ender
John Lennon & Paul McCartney Ob-la-di, ob-la-da (arrangiamento Daryl Runswick)
A New Day (2000-2018)
John David You Are The New Day (arrangiamento Peter Knight)
Harold Arlen I’ve Got the World on a String (arrangiamento Alexander L’Estrange)
Bob Chilcott We Are
The show goes on (2019-2026)
Ultima selezione di canzoni, fino ai nostri giorni, di grandi cantautori come Jacob Collier, Laura Mvula, James Blake ed Ed Sheeran, nonché il fantastico mondo Disney che ha recentemente festeggiato il suo 100° compleanno.
giovedì 3 settembre, ore 20 – turno A
Mahler Chamber Orchestra
direttore (prima parte) Teddy Abrams
direttrice (seconda parte) e pianoforte Yuja Wang
Aaron Copland Appalachian Spring
Samuel Barber Concerto per pianoforte e orchestra op. 38
Paul Dukas Fanfare pour précéder La Péri
Samuel Barber Mutations from Bach
Sergej Prokof’ev Concerto n. 3 in Do maggiore per pianoforte e orchestra op. 26
I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.
La Stagione concertistica 2026 prevede due turni di abbonamento (A, B), per 9 concerti ciascuno.
La campagna abbonamenti per la Stagione concertisticasi apre mercoledì 12 novembre 2025 con le conferme e variazioni su posti disponibili, possibili fino a martedì 30 dicembre 2025. I nuovi abbonamenti saranno in vendita ancora da mercoledì 12 novembre 2025, fino a sabato 10 gennaio 2026.
Da sottolineare, inoltre, la possibilità di acquistare da martedì 16 dicembre 2025 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione concertistica; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.
Per il Concerto di Pasqua (Teatro Carmen Melis, 3-4 aprile, fuori abbonamento), gli abbonati alla Stagione concertistica 2026 hanno la prelazione sull’acquisto dei biglietti fino a sabato 21 marzo 2026.
Ai disabili (con disabilità al 100%) e ai loro eventuali accompagnatori, sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti, mentre ai giovani under 30 sono applicate riduzioni del 30%. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.
La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, giovedì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio, unicamente per operazioni legate allo spettacolo stesso. È chiusa, invece, i giorni festivi e i lunedì successivi alle domeniche di spettacolo.
La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.
Cagliari, 8 novembre 2025
Pierluigi Corona
Responsabile Ufficio Stampa
Teatro Lirico di Cagliari, via Efisio Cao di San Marco, 09128 Cagliari – Italia
Per il Concerto di Pasqua (Teatro Carmen Melis, 3-4 aprile, fuori abbonamento) i prezzi dei biglietti sono: € 25 (intero), € 15 (ridotto abbonati/under 30).
I Cantori di Posillipo con il loro “Natale nel mondo” hanno chiuso gli appuntamenti del cartellone organizzato dalla Fondazione Ravello in occasione delle festività natalizie. Partito lo scorso 16 dicembre, il Festival d’inverno della Città della Musica ha avuto come protagonisti, tra gli altri, Paolo Fresu, Vittorio Grigolo, Peppe Servillo, Ambrogio Sparagna, Francesco Ivan Ciampa, Dmitry Korchak, Jessica Pratt, Maurizio de Giovanni ed Eduardo De Crescenzo. Nove gli appuntamenti tra l’Auditorium Oscar Niemeyer, Villa Rufolo, il Duomo di Scala e il Teatro San Carlo di Napoli che hanno riscosso un notevole successo.
L’ultimo atto, come detto, con i Cantori di Posillipo, fondati da Ciro Visco, realtà che ha gradualmente conquistato una credibilità di notevole rilievo anche a livello nazionale. Sul parquet dell’Auditorium Niemeyer i 25 orchestrali e i 50 coristi diretti da Gaetano Raiola hanno eseguito celebri pagine di musica sacra d’autore alternate a tradizionali carols natalizi: da Adeste fideles, Cantique de Nöel, El Nacimiento, La Peregrinacion fino a Stille Nacht, Joy to the world e Amazing grace e Salve Maria di Mercadante passando per Benedictus, What Child is this e Agnus Dei di Bizet e Halleluja di Händel. Voce solista quella del soprano Mariagrazia De Luca che ha impreziosito la serata. (ph f.trocino)
“Siamo onorati e felici di aver suonato in questo posto meraviglioso e aver inaugurato questo cartellone di concerti di Ravello”. Con queste parole Paolo Fresu si è congedato dal pubblico della Città della Musica non prima di aver regalato due bis, tra questi una inedita “Tu scendi dalla stelle”, arrangiata per l’occasione da Daniele di Bonaventura.
All’Auditorium Oscar Niemeyer il musicista sardo, accompagnato proprio da di Bonaventura e da una splendida Leila Shirvani ha presentato il suo progetto Jazzy Christmas che ha inaugurato il cartellone natalizio organizzato dalla Fondazione Ravello e sostenuto dalla Regione Campania.
Un mix originale di brani natalizi molto conosciuti e melodie meno famose interpretate alla Fresu maniera in un concerto quasi poetico. Nella prima parte alcuni brani delle “Cantones de Nadale” che il parroco e letterato berchiddese Pietro Casu scrisse assieme al Canonico Agostino Sanna di Ozieri nel dicembre del 1927 e da allora eseguite in tutta la Sardegna: “Notte de chelu”, “In sa notte profundha”, Naschid’est in sa capanna; nella seconda, brani dal repertorio internazionale come le celebri White Christmas, I’ll Be Home For Christmas, Have Yourself A Merry Little Christmas e The Christmas Song.
I tre musicisti ormai in formazione assai collaudata hanno presentato a turno i vari lavori chiudendo la fredda serata ravellese con la calda atmosfera delle meno conosciute Till Bethlehem e O Little Town Of Bethlehem. A fine concerto i tanti applausi fanno da viatico per l’intenso Natale in musica della Città. (ph Kidea r.caramiello)
All’Auditorium Niemeyer Paolo Fresu in Villa Rufolo il duo Cicalese-Spada
Sarà Paolo Fresu con il suo progetto Jazzy Christmasad inaugurare il cartellone natalizio organizzato dalla Fondazione Ravello e sostenuto dalla Regione Campania.
Domani (sabato 16 dicembre) alle 19 all’Auditorium Niemeyer, Fresu sarà accompagnato da Daniele di Bonaventura al bandoneon e da Leila Shirvani al violoncello e proporrà il suomix originale di brani natalizi molto conosciuti e melodie meno famose. Molte di queste ultime, parti del repertorio delle “Cantones de Nadale” che il parroco e letterato berchiddese Pietro Casu scrisse assieme al Canonico Agostino Sanna di Ozieri nel dicembre del 1927, vengono da allora eseguite in tutta la Sardegna.
Da questo ampio repertorio verranno eseguiti, tra gli altri, brani come “Notte de chelu”, “In sa notte profundha”, Naschid’est in sa capanna; dal repertorio internazionale invece, le celebri White Christmas, I’ll Be Home For Christmas, Have Yourself A Merry Little Christmas, The Christmas Song, assieme alle meno conosciute Till Bethlehem (nostalgico tradizionale norvegese) e O Little Town Of Bethlehem (tradizionale canto natalizio, composto nel 1868 dal vescovo statunitense Phillips Brooks). “Abbiamo deciso di vivere il progetto in maniera più intimista nella figurazione di un trio con Daniele di Bonaventura e la straordinaria bellezza del suono angelico del violoncello di Leila Shirvani vincitrice assoluta per oltre 30 volte in concorsi nazionali ed internazionali, collaboratrice storica di Giovanni Sollima e Enrico Melozzi e già in qualche occasione accanto a me oltre che protagonista di alcuni dei progetti discografici della mia etichetta discografica tra cui il fortunato Lumina.” ha scritto Paolo Fresu nella sua presentazione.
Domenica (17 dicembre) alle 11 il primo di una serie di appuntamenti domenicali in Villa Rufolo, che vedrà protagonisti Andrea Cicalese e Massimo Spada. Due artisti di generazioni diverse: giovane e in rapida ascesa il primo, classe 2005, napoletano, con il suo violino Guarneri Del Gesú, (il cui prestito è stato reso possibile grazie all’iniziativa culturale e filantropica “Adopt a Musician”, promossa e sponsorizzata da MusicMasterpieces SA – Lugano) ha già calcato molti dei palcoscenici più prestigiosi del mondo; classe ’86 il secondo, affermato e stimato concertista già docente di pianoforte e promotore instancabile della musica contemporanea, eseguiranno la Sonata per violino e pianoforte n.1 in re maggiore, op.12 di Beethoven; la Sonata n.1 in re maggiore per violino e pianoforte, op.37 n.1 di Schubert e la Sonata n.3 in re minore per violino e pianoforte, op.108 di Brahms.
I biglietti sono acquistabili online e al boxoffice di Piazza Duomo a Ravello.
Ricordiamo che la Fondazione Ravello promuove la musica tra i giovani under 25 mettendo a disposizione biglietti a tariffa agevolata (10 euro) per tutti gli eventi fino ad esaurimento dei posti disponibili.