Venerdì 20 marzo alle ore 20,00, nella Sala Grande del Maggio : Mozart – Ouvertures e arie

Protagonisti  Jessica Pratt  – Christopher Franklin

Venerdì 20 marzo alle ore 20 il maestro Christopher Franklin e il soprano Jessica Pratt protagonisti per una serata interamente dedicata alle musiche di Wolfgang Amadeus Mozart.  

Il concerto, in programma nella Sala Grande del Maggio, trova in cartellone alcune delle più celebri arie e ouvertures del genio di Salisburgo.

Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino presenta, venerdì 20 marzo 2026 alle ore 20 – nella Sala Grande – il frizzante concerto “Mozart: ouvertures e arie”. 

Protagonista uno dei soprani più acclamati e amati della scena internazionale, Jessica Pratt, artista profondamente legata al Maggio e al pubblico fiorentino. Interprete “di casa” del Teatro, Jessica Pratt torna dopo il successo della sua interpretazione in Lucrezia Borgia andata in scena scorso novembre, accolta con strepitoso entusiasmo sia da parte del pubblico che dalla critica.

A dirigere l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino è il maestro Christopher Franklin, anche lui da poco ospitato sul podio del Maggio per il recital di canto, tutto buffo, dello scorso novembre con Marco Filippo Romano.

Il concerto del 20 marzo nasce come estensione e introduzione al recente progetto discografico dedicato a Mozart, inciso da Christopher Franklin e Jessica Pratt insieme all’Orchestra del Maggio: un lavoro che viene così mostrato ‘dal vivo’ al pubblico. Il programma propone una selezione di ouvertures e arie tratte da alcune delle opere più amate del genio di Salisburgo, delineando un percorso musicale di alcune delle sue composizioni più famose.

Come sottolineato dalla stessa Jessica Pratt nella sua dichiarazione per il libretto di sala il concerto in programma non è soltanto una semplice raccolta di arie mozartiane, bensì un vero e proprio percorso in cui la figura femminile assume un ruolo assolutamente centrale:  “Le pagine di questo concerto nascono come introduzione al disco di arie di Mozart che ho inciso recentemente con il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Ogni volta che torno a cantare Mozart mi trovo davanti a una soglia della storia musicale: un punto in cui la chiarezza illuminista si apre a una nuova idea di interiorità. Non è una semplice raccolta di arie, ma un attraversamento consapevole di un momento in cui cambia il modo di pensare l’individuo e il teatro musicale. Le figure femminili diventano coscienze in movimento, luoghi di tensione e trasformazione: ed è proprio in questo equilibrio fra disciplina e libertà che continuo a ritrovare il senso più profondo del canto.  A chi ascolta vorrei proporre un ‘patto’ implicito: di non considerare questa raccolta come una sequenza di brani isolati, ma di entrare in un mondo in trasformazione; un mondo in cui la ragione illumina e in cui la forma non viene abbandonata ma diventa il luogo stesso del conflitto interiore. Cantare Mozart significa abitare questo equilibrio: mantenere insieme disciplina e abbandono, chiarezza e inquietudine. Se questo disco ha un punto centrale, è forse proprio qui: Mozart come luogo di passaggio, dove la musica tiene insieme ciò che la storia tende a separare. Un punto in cui ordine e inquietudine, tradizione e modernità, misura e desiderio restano in dialogo continuo — sempre, inevitabilmente, fra due mondi”.

Il concerto:

Nella sua ricca e variegata produzione teatrale Mozart intraprese un percorso di scoperta delle potenzialità timbriche della voce umana giungendo a soluzioni originalissime. Mentre le convenzioni dello stile italiano del tempo privilegiavano tessiture acute e un uso del virtuosismo canoro spesso fine a stesso, Mozart scelse invece di modulare di volta in volta i timbri vocali in relazione ai personaggi, al loro ruolo sociale e alla loro psicologia. Nel suo teatro musicale anche la voce di soprano è declinata in numerose varianti sempre al servizio della drammaturgia. Tra i ruoli iconici della trilogia italiana, alla Contessa delle Nozze di Figaro, ad esempio,è richiestauna vocecapace di morbidi accenti e nobiltà di espressione che ben sottolineino la condizione di una donna delusa dal marito fedifrago ma che ancora nutre la speranza di riconquistarlo, come nel recitativo e aria “E Susanna non vien… Dove sono i bei momenti”. Canto nobile, austero ma con passaggi di agilità è previsto anche per Donna Anna, il personaggio più tragico del Don Giovanni, che mostra evidenti legami con il mondo dell’opera seria. Nel suo ultimo numero solistico “Crudele? Ah no, mio bene… Non mi dir”Donna Anna ribadisce ancora una volta il suo carattere fiero ma anche l’angoscia che la tormenta. I passaggi di agilità previsti in quest’aria non sono il mero pretesto per mettere in luce le capacità vocali della prima donna, ma rispecchiano invece il tormento che agita il cuore della protagonista. Dopo la morte del padre per Donna Anna non non c’è più spazio per la vita immaginata un tempo e per i progetti matrimoniali con il fidanzato Ottavio poiché ormai il suo solo e unico pensiero è vendicare il padre assassinato. Al mondo dell’opera seria sembra appartenere in parte anche Fiordiligi di Così fan tutte quando nel celebre recitativo e aria “Temerari… Come scoglio” paragona la sua fedeltà alla solidità di uno scoglio in mezzo alla tempesta. Per lei Mozart impiega un canto estremamente fiorito con impervi salti della voce dal registro grave a quello acuto coprendo due ottave della tessitura. Alle vette più alte e perigliose della scrittura mozartiana per soprano appartengono invece i ruoli di Konstanze (Die Entführung aus dem Serail) e della Regina della notte (Die Zauberflöte). La parte di Konstanze fu scritta per Caterina Cavalieri, famoso soprano di coloratura del tempo dalle eccezionali capacità virtuosistiche. Nell’aria “Martern aller Arten” l’eroina fronteggia a suon di agilità vocali, che la portano spesso nel registro sovracuto, le minacce di Selim, dichiarandosi fieramente disposta a morire piuttosto che cedere alle lunsighe di un uomo che non ama.

Ma tra i personaggi più affascinanti e ambigui dell’opera mozartiana un posto di rilievo spetta indubbiamente alla Regina della notte, ruolo creato da Mozart per la cognata Josepha Hofer, cantante dalle doti vocali strabilianti. Il personaggio richiede non solo brillantezza di timbro ma anche estrema flessibilità per affrontare i lunghi vocalizzi che arrivano a toccare note di altezza siderale. Nella sua prima apparizione, preceduta da un lungo recitativo di tono lacrimevole, “O Zittre nicht”, la Regina si mostra inizialmente come una madre affranta e preoccupata per le sorti della figlia Pamina. Tuttavia nell’aria che segue la sua voce esplode in una lunga serie di passaggi di coloratura con numerosi sovracuti, tradendo così la sua vera natura di madre fredda e tiranna e sottolineando la sua appartenenza a un mondo sovrannaturale che richiede una voce fuori dal comune. 

Ad arricchire la rassegna di arie mozartiane non potevano mancare alcune tra le più celebri ouvertures in un itinerario che passa dall’esuberanza sonora con tanto di banda turca dell’Entführung aus dem Serailalla triplice e solenne scansione accordale in mi bemolle maggiore (tonalità con tre bemolli legata alla simbologia massonica) della Zauberflöte, in cui Mozart impiega la fuga quale simbolo di sapienza superiore e virtù; dall’esibita ironia dell’ouverture di Così fan tutte costruita su autocitazioni di temi che ritroveremo nell’opera, al vorticoso brulichìo di quartine degli archi che con ritmo serratissimo ci trascina in un attimo nella folle journéede Le nozze di Figaro.

La locandina:

Direttore Christopher Franklin

Soprano Jessica Pratt

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Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

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WOLFGANG AMADEUS MOZART
Da Die Zauberflöte, ouverture
Da Die Zauberflöte: “O Zittre nicht”
Da Don Giovanni: “Crudele? Ah no, mio bene… Non mi dir”
Così fan tutte, ouverture
Da Così fan tutte: “Temerari… Come scoglio”
Le nozze di Figaro, ouverture
Da Le nozze di Figaro: “E Susanna non vien… Dove sono i bei momenti”
Die Entführung aus dem Serail, ouverture
Da Die Entführung aus dem Serail: “Martern aller Arten”

Il concerto è preceduto dalla guida all’ascolto tenuta da Katiuscia Manetta nel Foyer di Galleria della Sala Mehta.

È riservata ai possessori del biglietto e si svolge 45 minuti prima dell’inizio dello spettacolo (durata: 30 minuti circa).

Prezzi:

Visibilità limitata: 15€

Galleria: 20€

Palchi: 30€

Platea 4: 40€

Platea 3: 50€ 

Platea 2: 60€

Platea 1: 70€

Durata complessiva 2 ore circa

“SEMIRAMIDE”, IL CAPOLAVORO DI ROSSINI, PER LA PRIMA VOLTA AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO.

L’opera rivive nella New York decadente del regista Pierre-Emmanuel Rousseau tra citazioni cinematografiche di Stanley Kubrick e Tony Scott: un debutto storico dopo 150 anni.

Sul podio il direttore Christopher Franklin.

Protagoniste Vasilisa Berzhanskaya e Chiara Amarù.

Dopo un’assenza lunga un secolo e mezzo, l’11 marzo alle ore 20:00, il sipario del Teatro Massimo si alzerà su Semiramide, di Gioachino Rossini, melodramma tragico in due atti, su libretto di Gaetano Rossi tratto dalla Sémiramis di Voltaire. L’opera, scritta nel 1823 per La Fenice di Venezia e mai eseguita prima d’ora sul palco del Teatro Massimo, torna a Palermo dopo l’ultima rappresentazione avvenuta al Politeama Garibaldi nel 1878. Un capolavoro nato in un momento di grazia privata e professionale del compositore che la portò a compimento poco prima del suo definitivo trasferimento a Parigi e subito dopo il matrimonio con la sua musa, la primadonna Isabella Colbran.

L’allestimento, proveniente dall’Opéra de Rouen-Normandie, porta la firma del regista francese Pierre-Emmanuel Rousseau (regia, scene e costumi) che traspone la vicenda della regina assiro-babilonese in una New York contemporanea, cupa e decadente. Ispirandosi alla visione biblica di Babilonia come metropoli del vizio e dell’immoralità, Rousseau trasforma la corte antica in un’arena di potere oppressiva, dove tra pareti di marmo nero e luci al neon si consumano rituali di violenza sanguinaria. Collaborano alla messinscena il light designer Gilles Gentner che scolpisce lo spazio con un chiaroscuro drammatico, Achille Jourdain (assistente alla regia) e Carlo D’Abramo (azioni mimiche).

Alla guida dell’Orchestra e del Coro del Teatro Massimo (preparato dal Maestro Salvatore Punturo) è il direttore d’orchestra americano Christopher Franklin, profondo conoscitore del repertorio rossiniano, direttore principale dell’Opera di Minneapolis. Il cast conta su grandi interpreti, a partire da Vasilisa Berzhanskaya nel ruolo del titolo (in alternanza con Maria Grazia Schiavo), che affronta la parte scritta da Rossini per l’amata Isabella Colbran. Accanto a lei, il mezzosoprano palermitano Chiara Amarù veste i panni di Arsace, uno dei più importanti ruoli rossiniani en travesti, figura amletica e pura che si muove in un mondo dominato dalla corruzione (in alternanza con Ginger Costa-Jackson). Completano il cast Mirco Palazzi e Nahuel Di Pierro nei panni dello spietato e ambizioso principe Assur, amante di Semiramide, mentre Maxim Mironov e Antonino Siragusa si alternano nelle repliche per il ruolo di Idreno, insieme a Francesca Cucuzza (Azema), Adriano Gramigni (Oroe / L’ombra di Nino) e Samuele Di Leo (Mitrane).

“L’ispirazione estetica – rivela il regista – deriva dalle atmosfere di due maestri del cinema: Stanley Kubrick (per le suggestioni di Eyes Wide Shut) e Tony Scott regista del cult horror-erotico Miriam si sveglia a mezzanotte, interpretato da Catherine Deneuve e David Bowie. Semiramide appare qui come una mantide religiosa, una sovrana assoluta e spietata disposta a tutto per il potere, una creatura predatrice, quasi vampiresca, dominata da una sensualità oscura, che però soccombe al dolore della sua ferita più profonda e si trasforma infine in mère éplorée. I costumi attingono all’haute couture francese, da Yves Saint-Laurent a Givenchy, vestendo i protagonisti di un fascino cupo e sofisticato. Il libretto è molto profondo e la partitura mi ha offerto molte chiavi di lettura, la musica di Rossini agisce come una colonna sonora noir, potente e malinconica: già durante la sinfonia ho inserito una sorta di prequel che mostra l’assassinio del re e il funerale del bambino. Volevo mostrare la duplicità di questa donna: non è solo un mostro assetato di potere, ma una regina ferita, un’anima tragica sospesa tra il sangue versato per il trono e la perdita di un figlio”.

La vicenda, dalle forti assonanze shakespeariane è ambientata nei meandri di una Babilonia / New York decadente e corrotta. Ruota attorno alla figura della regina Semiramide, che quindici anni prima, con l’aiuto dell’amante Assur, ha avvelenato il marito, il Re Nino. Mentre l’ombra del sovrano ucciso reclama vendetta e il trono attende un erede, la regina s’innamora del giovane e valoroso guerriero Arsace, ignorando che dietro la sua identità si celi in realtà il figlio Ninia, creduto morto, legittimo successore al trono. Semiramide, regina e madre, si scopre carnefice e vittima allo stesso tempo: donna ferita in bilico tra il trono e l’abisso, prigioniera del desiderio sensuale e del potere che la porta prima a uccidere il marito e legarsi ad Assur, poi a cercare di sedurre inconsapevolmente il figlio perduto. La catarsi finale si compie nell’oscurità del mausoleo di Nino: in un tragico errore indotto dal destino, Arsace trafigge a morte la madre credendo di colpire il rivale Assur. Con la morte della regina sale al trono un erede che è al contempo il giustiziere di sua madre.

Ad anticipare il debutto dell’11 marzo saranno due appuntamenti di approfondimento e introduzione all’ascolto, in Sala ONU. Il 5 marzo alle ore 18:00, la drammaturga e scrittrice Beatrice Monroy racconterà la vicenda di Semiramide insieme agli attori Giuseppe Cutino e Sabrina Petix (biglietto 3 euro). Il 6 marzo, sempre alle ore 18:00, l’incontro a cura dell’Associazione Amici del Teatro Massimo vedrà il ritorno dello scrittore e critico teatrale Alberto Mattioli (ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili).

Dopo la prima di mercoledì 11 marzo alle ore 20:00 (Turno Prime), le repliche proseguiranno giovedì 12 Marzo alle 18:30 (Turno Opera), venerdì 13 marzo alle 18:30 (Turno B), sabato 14 marzo alle 20:00 (Turno F), domenica 15 marzo alle 17:30 (Turno D), martedì 17 marzo alle 18:30 (fuori abbonamento), mercoledì 18 marzo alle 18:30 (Turno C).

Per la Stagione concertistica 2026, al Teatro Melis: Christopher Franklin e la virtuosa del violino Bomsori, il 6-7 febbraio, in un programma “tutto Mendelssohn”

Venerdì 6 febbraio alle 20 (turno A) e sabato 7 febbraio alle 19 (turno B) è in programma il terzo appuntamento della Stagione concertistica 2026 del Teatro Lirico di Cagliari che prevede, alla guida dell’Orchestra del Teatro Lirico, Christopher Franklin, esperto direttore e violinista americano (nato a Pittsburgh), che ritorna a Cagliari dopo aver diretto le mozartiane Così fan tutte (2013) e Il flauto magico (2014). Insieme alla solista Bomsori, giovane violinista al suo debutto cagliaritano, il direttore e l’orchestra si esibiscono in un accattivante programma “tutto Mendelssohn”.

Il programma musicale infatti prevede: Sogno di una notte di mezza estate, ouverture da concerto in Mi maggiore op. 21; Concerto in mi minore per violino e orchestra op. 64; Terza Sinfonia in la minore “Scozzese” op. 56 di Felix Mendelssohn-Bartholdy.

Bomsori Kim (in arte solo Bomsori che tradotto significa “Suono di primavera”) è nata a Taegu in Corea del Sud nel 1989 e ha al suo attivo numerosi riconoscimenti e premi nei concorsi internazionali di violino. Suona il violino Guarneri del Gesù “ex-Moller” del 1725 (Cremona), su generosa concessione della Samsung Foundation of Culture of Korea e della Stradivari Society of Chicago (Illinois).

Lo spettacolo ha una durata complessiva di 1 ora e 30 minuti circa compreso l’intervallo.

I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.

Da martedì 16 dicembre 2025 si possono acquistare i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione concertistica; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

Per il Concerto di Pasqua (Teatro Carmen Melis, 3-4 aprile, fuori abbonamento), gli abbonati alla Stagione concertistica 2026 hanno la prelazione sull’acquisto dei biglietti fino a sabato 21 marzo 2026.

Ai disabili (con disabilità al 100%) e ai loro eventuali accompagnatori, sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti, mentre ai giovani under 30 sono applicate riduzioni del 30%. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

Prezzi biglietti: platea € 40 (settore giallo), € 35 (settore rosso), € 30 (settore blu); I loggia € 35 (settore giallo), € 30 (settore rosso), € 25 (settore blu); II loggia € 15 (settore unico).

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, giovedì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio, unicamente per operazioni legate allo spettacolo stesso. È chiusa, invece, i giorni festivi e i lunedì successivi alle domeniche di spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Servizio promozione culturale: educational@tldc.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.

Bomsori – Violino

«Questa violinista è pronta a tutto: grazie a virtuosismo, presenza scenica, chiarezza e tonalità calde e ricche, Bomsori è abile nel rendere ogni momento suo “il suo momento”» (“Crescendo Magazine”). Tra gli eventi salienti della Stagione 2025-2026 di Bomsori figurano le tournée con l’Orchestra Sinfonica di Bamberga e Jakub Hrůša in Germania e Asia, il ritorno alla Carnegie Hall di New York con l’Orchestra Filarmonica di Seoul e Jaap van Zweden e a Vienna con l’Orchestra Sinfonica di Vienna. Debutterà inoltre con l’Orchestre de Paris, la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen e l’Academy of St Martin in the Fields di Londra, tornerà al Royal Concertgebouw di Amsterdam come “Artist in residence” con la Residentie Orkest de L’Aia e si esibirà a Hong Kong e Pechino con Paavo Järvi e l’Orchestra Filarmonica di Hong Kong. Ulteriori impegni recenti di Bomsori sono il debutto ai BBC Proms con la BBC Philharmonic e all’Hollywood Bowl con la Los Angeles Philharmonic, la tournée con la Tonhalleorchester di Zurigo e Paavo Järvi e i debutti con l’Orchestre Philharmonique de Radio France, la Pittsburgh Symphony e l’Orquesta y Coro Nacionales de España. Bomsori si è inoltre esibita con l’Orchestra Sinfonica di Vienna alla Konzerthaus di Vienna e ha debuttato al Royal Concertgebouw di Amsterdam con la Residentie Orkest. Bomsori si esibisce regolarmente in rinomati festival quali: Rheingau Musik Festival, Schleswig-Holstein Musik Festival, Festival di Verbier. Nel 2021 è stata nominata “Focus Artist” del Rheingau Musik Festival e ha iniziato una residenza di cinque anni al Gstaad Menuhin Festival come “Menuhin’s Heritage Artist”. Ha lavorato con le più importanti orchestre, tra cui: New York Philharmonic, Orchestra Sinfonica Nazionale Danese, San Francisco Symphony, Los Angeles Philharmonic, Orchestre Symphonique de Montréal. Tra i direttori con cui ha collaborato figurano: Fabio Luisi, Paavo Järvi, Marin Alsop, Jakub Hrůša, Santtu-Matias Rouvali, Jaap van Zweden. Bomsori ha ricevuto riconoscimenti al Concorso Internazionale di Musica ARD, al Concorso Internazionale Tchaikovsky, al Concorso Queen Elisabeth e al Concorso Internazionale di Violino Jean Sibelius. Ha inoltre ricevuto lo Young Artist Award dal Ministero coreano della Cultura. La sua discografia per l’etichetta Deutsche Grammophon include i Concerti di Korngold e Bruch con l’Orchestra Sinfonica di Bamberga e Jakub Hrůša, l’album “Violin on Stage” (con la Filarmonica NFM di Breslavia) e un album in duo con Rafał Blechacz, con opere di Fauré, Debussy, Szymanowski e Chopin, che ha vinto il Fryderyk Music Award come “Miglior album polacco all’estero”. La sua ultima registrazione del Concerto per violino di Nielsen con l’Orchestra Sinfonica Nazionale Danese e Fabio Luisi ha vinto il BBC Music Magazine Award 2024. Nata in Corea del Sud, Bomsori ha studiato all’Università Nazionale di Seoul, con Young Uck Kim, e alla Juilliard School con Sylvia Rosenberg e Ronald Copes. Bomsori suona il violino Guarneri del Gesù “ex-Moller” del 1725, su generosa concessione della Samsung Foundation of Culture e della Stradivari Society di Chicago.

Christopher Franklin – Direttore

Ugualmente a suo agio sia nelle sale da concerti che nei teatri d’opera, il direttore americano Christopher Franklin è stato lodato per l’acuto istinto teatrale e le vibranti interpretazioni. Il successo nel repertorio operistico italiano è il risultato naturale dell’aver lanciato la sua carriera proprio in Italia, dove vive. Dal 2024 è Direttore principale dell’Opera del Minnesota a Minneapolis e la sua nomina è stata rinnovata fino alla Stagione 2028-2029. Ha diretto in molti dei principali teatri e festival italiani, compresi Rossini Opera Festival di Pesaro, Teatro di San Carlo di Napoli, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Regio di Torino, Arena di Verona, ed ha anche diretto in alcune delle sale da concerto più importanti al mondo come: Musikverein e Konzerthaus a Vienna, Herculessaal a Monaco di Baviera, Teatro Real di Madrid, Musikhalle di Amburgo, Festspielhaus di Baden-Baden, Théâtre des Champs-Elysées di Parigi. Direttore ospite molto ricercato, ha diretto: London Philharmonic Orchestra, Royal Philharmonic Orchestra, Sydney Symphony Orchestra, Tokyo Philharmonic Orchestra, Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo, Münchner Symphoniker, Czech Philharmonic Prague, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Orchestra Verdi di Milano, Filarmonica Toscanini di Parma. Fra gli impegni degli ultimi anni figurano: Turandot e Hänsel und Gretel alla San Francisco Opera, Peter Grimes e The Turn of the Screw al Palau de les Arts di Valencia, Die Fledermaus al New National Theatre di Tokyo, I Puritani e Otello al Liceu di Barcellona, Attila all’Opera di Tenerife, L’occasione fa il ladro alla Royal Opera House in Oman, Il Turco in Italia al Teatro Comunale di Bologna, Cavalleria rusticana e Pagliacci al Macerata Opera Festival, La sonnambula al Théâtre des Champs-Elysées di Parigi. Nel corso degli anni Christopher Franklin ha instaurato una collaborazione con Juan Diego Flórez, con il quale è apparso in tournée in molte sedi concertistiche di tutto il mondo. Ha vinto il Primo Premio al Concorso Internazionale di Direzione d’orchestra “Gino Marinuzzi”. Ha iniziato lo studio del violino a sei anni nella sua città natale, Pittsburgh, mentre gli studi in direzione d’orchestra sono iniziati con Charles Bruck alla Pierre Monteux School for Conductors di Hancock (USA), per poi conseguire con il master in direzione d’orchestra all’Università dell’Illinois e il master in direzione d’orchestra al Peabody Conservatory con Frederik Prausnitz. Ha ottenuto una borsa di studio per il Tanglewood Music Center, dove ha lavorato con Seiji Ozawa, Robert Span e Gustav Meier e, successivamente, una borsa di studio Fulbright per studiare alla Musikhochschule di Saarbrücken. Ha inoltre frequentato la classe di direzione d’orchestra di Gianluigi Gelmetti all’Accademia Chigiana di Siena, dove ha ricevuto il Premio “Franco Ferrara”. Fra gli impegni recenti figurano:La Gioconda al Pittsburgh Festival Opera; Il maestro di cappella al Maggio Musicale Fiorentino; concerto sinfonico al Carlo Felice di Genova; Così fan tutte a Minneapolis; La cambiale di matrimonio al Rossini Opera Festival di Pesaro; Roméo et Juliette a Minneapolis; Cavalleria rusticana e Pagliacci a Saint-Etienne; Otello di Verdi a Novara e Rovigo; Die Zauberflöte e Adriana Lecouvreur all’Opéra Royal de Wallonie; Manon a Tenerife.

Belcanto, domenica 23, al Teatro del Maggio : Donizetti, Rossini e Cimarosa

Domenica 23 novembre 2025 alle ore 16.30, in Sala Mehta, il direttore Christopher Franklin e Marco Filippo Romano tornano al Teatro del Maggio per un recital pomeridiano tutto buffo.

Al fianco di Marco Filippo Romano il soprano Aloisia de Nardis.

Sui leggii dell’Orchestra del Maggio le musiche di Gioachino Rossini, Gaetano Donizetti e “Il maestro di cappella” di Domenico Cimarosa.

Continuano gli appuntamenti sinfonici autunnali al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Domenica 23 novembre 2025 alle ore 16.30 il maestro Christopher Franklin – di nuovo alla guida dell’Orchestra del Maggio dopo il concerto tenuto al Teatro Romano di Fiesole nel luglio del 2008 – e Marco Filippo Romano tornano nella Sala Mehta del Teatro per un recital di canto all’insegna delle musiche di Gioachino RossiniGaetano Donizetti e Domenico Cimarosa

Al fianco di Marco Filippo Romano il soprano Aloisia de Nardis.

Il frizzante pomeriggio musicale comincia con una serie di estratti dalle composizioni di Rossini: in apertura la Sinfonia e “A un dottor della mia sorte”, entrambe tratte da Il barbiere di Siviglia a cui seguono “Per piacere alla signora” da Il turco in Italia e poi, da La Cenerentola, la Sinfonia e “Sia qualunque delle figlie”.

La donizettiana “Signorina, in tanta fretta”, tratta dal Don Pasquale, precede il pezzo conclusivo del recital pomeridiano, ossia il celebre intermezzo giocoso di Domenico Cimarosa Il maestro di Cappella.

Parlando del concerto e della sua interpretazione dei brani scelti, Marco Filippo Romano – che torna al Maggio dopo le recite de La Cenerentola del settembre 2024 – ha sottolineato le caratteristiche del belcanto e dell’interprete buffo, specialmente in questo tipo di repertorio: “La storia del melodramma è costituita da momenti specifici che ne dettano lo stile e le tematiche. Il Belcanto, che si pone dalla seconda metà del ‘700 alla prima metà dell’800, rappresenta sicuramente uno dei punti più importanti della storia della musica in cui i compositori italiani raggiungono il massimo della loro espressività, ereditando lo stile dalla scuola napoletana – di cui l’erede indiscusso che ha ispirato i futuri compositori del genere è Domenico Cimarosa – e gettando le basi musicali del tardo Ottocento. Tra questi, ovviamente, spiccano Rossini e Donizetti che attraverso le loro melodie rapiscono il pubblico: l’uso di colorature, di dinamiche, i tempi rapidi e momenti lirici sospesi creano un’atmosfera surreale, dove agilità e ornamentazioni sono i protagonisti della linea melodica.

Il buffo possiamo definirlo un ‘capocomico’: colui che essendo, malgrado suo, al centro della vicenda e subendone le conseguenze aveva e ha una visione completa della trama. Essere un buffo significa, per me, avere una missione. Ho sempre pensato che la funzione della commedia fosse quella di far ragionare il pubblico in maniera profonda, abbassando ogni pregiudizio e portandolo a uno stato di “simpatia”, come attrazione verso quelle idee”.

Il concerto:

Nella tradizione teatrale del Settecento, quando il genere comico era considerato di minor importanza rispetto a quello serio, il ruolo vocale del basso buffo era riservato a cantanti ‘di seconda categoria’, che ovviavano alla mancanza di una bella e altisonante voce (indispensabile nell’opera seria) con altre qualità. Al basso buffo era richiesta una sillabazione veloce e la capacità di caricare i versi con esclamazioni ripetute e battute spassose. Tuttavia nella produzione buffa di Rossini questa distinzione viene meno e anche il ruolo di basso buffo diventa un banco di prova per i virtuosi dell’arte canora. Ne è esempio lampante l’aria di Don Bartolo dal Barbiere di Siviglia, ‘A un dottor della mia sorte’, brano ampio e irto di difficoltà tecniche. Nella prima parte dell’aria il sospettosissimo tutore di Rosina, al pensiero che la giovane possa aver inviato un biglietto al suo spasimante, si lancia in un processo alle intenzioni condotto a suon di frasi ampollose che ben si addicono al suo status di dottore. Nella seconda parte, Bartolo è invece impegnato in un mirabolante scioglilingua caratterizzato da un sillabato velocissimo e virtuosistico. 

Stesso discorso vale per il personaggio di Don Magnifico, il ridicolo e grottesco patrigno di Angelina ne La Cenerentola. Nell’opera Rossini gli affida addirittura due arie solistiche più una scena con coro. L’aria ‘Sia qualunque delle figlie’, con cui si apre il secondo atto, è un concentrato di comicità pura: un tronfio Don Magnifico si gongola in sogni di gloria, immaginandosi nei panni di suocero del principe impegnato a tenere a bada schiere di sudditi questuanti. Nel corredo del basso buffo oltre a tutori brontoloni, padri invadenti, vecchi infatuati, figurano anche mariti traditi e gabbati da mogli frivole e intraprendenti come Don Geronio ne Il turco in Italia. Il duetto ‘Per piacere alla signora’, tratto dal primo atto, vede contrapposti marito e moglie in un divertente battibecco. All’inizio un infuriato Don Geronio tenta di far valere le proprie ragioni con la moglie Fiorilla, che risponde sicura e piccata. Ma nella sezione centrale del duetto, Fiorilla sfodera l’arma della seduzione e con voce svenevole riesce a intenerire il marito, che nella stretta finale deve arrendersi alle richieste assurde della moglie. 

Una scena simile la si ritrova anche nel Don Pasquale di Donizetti, ultimo capolavoro nel genere buffo del maestro di Bergamo. Nel duetto del terzo atto ‘Signorina, in tanta fretta’, il protagonista tenta di impedire alla finta moglie Norina di andare a teatro, beccandosi come risposta una sonora sberla dall’indispettita fanciulla. Di lì in poi il duetto assume nuovi connotati, la comicità esilarante da commedia dell’arte cede il posto alla riflessione e il vecchio infatuato Don Pasquale, ingannato per l’ennesima volta da Norina, si guadagna l’empatia del pubblico. Ad arricchire la carrellata di arie e duetti non potevano mancare due celebri sinfonie d’opera di Rossini tratte da Il barbiere di Siviglia e da La Cenerentola. Sia nel primo che nel secondo caso, Rossini non compose le sinfonie per le opere a cui oggi sono legate. La Sinfonia associata al Barbiere era stata composta originariamente per Aureliano in Palmira, opera seria del 1813 e riutilizzata poi nel 1815 per un’altra opera seria, Elisabetta regina d’Inghilterra. Anche nel caso della sinfonia de La Cenerentola la musica non è originale: Rossini la recuperò da La gazzetta, un’opera scritta qualche mese prima per il Teatro dei Fiorentini di Napoli. In entrambi i casi ritroviamo la struttura tipica delle sinfonie d’opera rossiniane con un’introduzione lenta seguita da un movimento in forma sonata di andamento più mosso e dal carattere vivace.

Esponente di spicco della gloriosa scuola napoletana, Domenico Cimarosa fu un autore estremamente prolifico soprattutto in campo operistico, con un centinaio di titoli grazie a cui ottenne fama e consensi in Italia e nelle maggiori corti europee. Dal 1787 al 1791 fu maestro di cappella alla corte della zarina Caterina II a San Pietroburgo dove compose Il maestro di cappella. Definito ‘intermezzo burlesco’ nell’unica fonte stampa, Il maestro di cappella è assai singolare se paragonato al genere degli intermezzi. L’azione è infatti unica, non si articola nelle consuete due parti da collocarsi negli intervalli dei tre atti dell’opera seria, e prevede un solo personaggio cantante anziché due. Un monologo comico quindi, che vede protagonista un direttore d’orchestra, il maestro di cappella del titolo, nell’intento di istruire a dovere i musicisti per l’esecuzione di un’aria “in stile sublime”. Ma l’inizio delle prove si presenta problematico, i musicisti non conoscono la parte e sbagliano continuamente gli attacchi. Il maestro di cappella è dunque costretto a canticchiare i motivi di ciascuna sezione fino quando tutti i musicisti riescono a imparare la loro parte nel modo corretto. Un ritratto divertente del mestiere di direttore d’orchestra settecentesco che rientra a pieno titolo nel filone delle parodie dell’ambiente teatrale assai di moda all’epoca.

La locandina:

GIOACHINO ROSSINI

Il barbiere di Siviglia, sinfonia

Da Il barbiere di Siviglia: “A un dottor della mia sorte”

Da Il turco in Italia: “Per piacere alla signora”

La Cenerentola, sinfonia

Da La Cenerentola: “Sia qualunque delle figlie”

GAETANO DONIZETTI

Da Don Pasquale: “Signorina, in tanta fretta”

DOMENICO CIMAROSA

Il maestro di cappella, intermezzo giocoso su libretto d’ignoto

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Christopher Franklindirettore

Marco Filippo Romanobaritono

Aloisia de Nardissoprano

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

Il concerto è preceduto dalla guida all’ascolto tenuta da Katiuscia Manetta nel Foyer di Galleria della Sala Mehta. È riservata ai possessori del biglietto e si svolge 45 minuti prima dell’inizio dello spettacolo (durata: 30 minuti circa).

Prezzi:

Settore D: 20€ 

Settore C: 35€ 

Settore B: 50€ 

Settore A: 70€

5 concerti sinfonico-corali, 4 sinfonici e 3 cameristici: ecco la Stagione concertistica 2026 del Teatro Lirico di Cagliari

Donato Renzetti, Maxim Vengerov, Christopher Franklin, Pietari Inkinen, Paolo Fresu, Antonello Salis, Elena Ledda, Alessandro Cadario, Kim Bomsori, Michail Pletnëv, Ryan McAdams, The King’s Singers, Mahler Chamber Orchestra, Yuja Wang, Enrico Onofri, Grigorij Sokolov: questi alcuni dei protagonisti della Stagione concertistica 2026 del Teatro Lirico di Cagliari. Una Stagione che guarda, come ormai consuetudine, alla tradizione musicale ed alla qualità artistica e che vede in primo piano l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico di Cagliari, quest’ultimo diretto da Giovanni Andreoli.

La Stagione concertistica vede impegnati l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico da gennaio a novembre 2026. Ognuno degli otto programmi musicali proposti è eseguito due volte (di cui sette in abbonamento) e il complesso corale è impegnato in cinque programmi, in ruoli di assoluta rilevanza. Solisti, pianisti ed ensemble musicali arricchiscono il cartellone con una significativa rassegna da camera della letteratura concertistica classica e moderna.

Entrando nel dettaglio dei singoli programmi musicali, è possibile individuare nella compagine dei direttori, protagonisti della Stagione, alcuni nomi di solida e brillante fama internazionale, affiancati da altri giovani, italiani e non, che vantano già ampi successi di pubblico e critica. Si è, così, cercato un adeguato equilibrio tra i due gruppi, valorizzando i giovani talenti nell’affidare loro repertori adatti a metterne in luce qualità tecniche e musicali ed esaltando le doti di personalità e di dominio tecnico dei direttori di maggiore esperienza.

A Donato Renzetti, apprezzata ed ormai abituale presenza nelle stagioni cagliaritane (assente dal 2023), spetta il compito di dirigere, alla guida delle compagini orchestrale e corale, il concerto d’inaugurazione, il 9-10 gennaio, che prevede l’esecuzione di uno dei capolavori più straordinari della storia della musica: la Nona Sinfonia in re minore per soli, coro e orchestra op. 125, imponente pezzo sinfonico-corale di Ludwig van Beethoven, il cui ultimo ascolto a Cagliari risale al 2 dicembre 2023.

Il 24 gennaio è in programma una serata davvero imperdibile: l’esibizione del celebre virtuoso del violino Maxim Vengerov che ritorna a Cagliari dopo 23 anni (ultime esibizioni: maggio 2002, febbraio e novembre 2003). Prediletto da Mstislav Rostropovich, Maxim Vengerov è ancora uno dei talenti violinistici più interessanti, balzato alla ribalta giovanissimo e già compagno di viaggio di grandi direttori, da Zubin Mehta a Daniel Barenboim. Maxim Vengerov si esibisce in duo con la pianista russa di fama internazionale Polina Osetinskaya.

Christopher Franklin, esperto direttore (e violinista) americano, ritorna a Cagliari, dopo aver diretto Così fan tutte (2013) e Il flauto magico (2014), alla guida dell’Orchestra e della solista Kim Bomsori, giovane violinista al suo debutto cagliaritano, per esibirsi, il 6-7 febbraio, in un accattivante programma “tutto Mendelssohn”.

Il 13-14 febbraio, a distanza di 7 anni dall’ultima esecuzione, viene di nuovo proposta all’ascolto la monumentale Seconda Sinfonia in do minore per soli, coro e orchestra “Resurrezione” di Gustav Mahler, capolavoro sinfonico-corale composto dal 1888 al 1894. Nel ruolo di soliste si esibiscono Nicole Wacker (soprano) e Teresa Iervolino (mezzosoprano), mentre sul podio ritorna, per la terza volta (novembre 2004, febbraio 2021), Pietari Inkinen, direttore e violinista, senza dubbio uno dei più affermati, a livello mondiale, degli ultimi anni.

Il 27-28 marzo, Paolo Silvestri, compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra e pianista che da molti anni sperimenta l’incontro di linguaggi differenti coniugando il jazz e la musica contemporanea con le tradizioni musicali popolari di tutto il mondo, debutta a Cagliari dirigendo uno straordinario progetto musicale: il dialogo, per la prima volta, dell’Orchestra della fondazione cagliaritana con Paolo Fresu e con una sequela di prestigiosi musicisti che, in qualità di ospiti-solisti, daranno lustro alle due serate previste come: Antonello Salis, Elena Ledda, Roberto Cipelli, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Ettore Fioravanti, Bebo Ferra, Paolino Dalla Porta, Stefano Bagnoli, Alessio Atzori.

Il tradizionale Concerto di Pasqua, il 3-4 aprile al Teatro Carmen Melis (fuori abbonamento), è dedicato quest’anno allo Stabat Mater di Franz Joseph Haydn nell’interpretazione dei due complessi stabili cagliaritani guidati da Alessandro Cadario, uno dei più interessanti direttori e compositori italiani della sua generazione che ha già diretto l’Orchestra nel decentramento estivo del 2011. Voci soliste della magnifica pagina musicale composta da Haydn nel 1767 sono: Francesca Aspromonte(soprano), Margherita Sala(contralto), Alasdair Kent(tenore), Roberto Lorenzi(basso).

Ancora un importante debutto a Cagliari con il giovanissimo direttore italo-tedesco Nicolò Umberto Foron, artista poliedrico e versatile (eccelle sia nel repertorio sinfonico che in quello operistico), con un magnetismo e una forza davvero sorprendenti e dalla carriera fulminante che lo ha portato a ricoprire incarichi prestigiosi alla London Symphony Orchestra e all’Ensemble Intercontemporain. Dirige, l’8-9 maggio, Orchestra, Coro e il soprano Giulia Bolcato, anch’ella al debutto a Cagliari, in uno magnifico programma equamente diviso tra Giuseppe Verdi e Richard Wagner.

Ryan McAdams, poliedrico musicista e raffinato direttore dal curriculum internazionale, ritorna a Cagliari, il 15-16 maggio, dopo appena 3 anni (luglio 2023) e presenta un programma interamente dedicato al genio compositivo di Sergej Rachmaninov. Ad impreziosire il Concerto n. 3 ritorna, per la terza volta a Cagliari (1997 come pianista e 2021 come direttore), Michail Pletnëv, eccellente pianista, direttore e compositore russo che frequenta abitualmente i principali teatri mondiali, dove riscuote ampi successi e ovazioni.

In un’unica, imperdibile serata, è in programma il 4 giugno il debutto a Cagliari di The King’s Singers, strepitoso ensemble vocale britannico a cappella (il loro primo concerto risale al 1968 a Londra), applaudito in tutto il mondo soprattutto per la perfezione dell’intonazione e l’ampiezza del repertorio.

Dopo la pausa estiva, la Stagione concertistica riprende il 3 settembre con la Mahler Chamber Orchestra, prestigioso complesso cameristico nato nel 1997 grazie all’iniziativa di Claudio Abbado e che si è già esibita il 2 febbraio 2010 al Teatro Lirico di Cagliari in un indimenticabile concerto diretto da Daniel Harding. Questa volta sul podio ci sarà Teddy Abrams, direttore, pianista, clarinettista e compositore americano che si esibisce per la prima volta a Cagliari, mentre anche Yuja Wang, pianista internazionale dalla tecnica impeccabile e partner artistico della Mahler Chamber Orchestra, è al suo atteso debutto a Cagliari.

Il 2-3 ottobre penultimo appuntamento della Stagione, con un concerto tutto dedicato alla musica immortale di Wolfgang Amadeus Mozart: Enrico Onofri, apprezzato direttore, violinista e docente al suo debutto a Cagliari, dirige i due complessi artistici stabili e Riccardo Ghiani, primo flauto dell’Orchestra del Teatro Lirico nel Concerto n. 1, per poi proporre all’ascolto del pubblico il celeberrimo Requiem in re minore con le voci soliste di Ana Maria Labin (soprano), Giulia Alletto (contralto), Krystian Adam (tenore), Alessandro Ravasio (basso).

Grigorij Sokolov, considerato unanimemente come uno dei più grandi pianisti dei nostri giorni, i suoi recital infatti ricevono, ovunque, trionfali accoglienze, ritorna per la quarta volta a Cagliari (2000, 2007, 2010), il 20 novembre, e chiude la Stagione concertistica 2026.

Stagione concertistica 2026

venerdì 9 gennaio, ore 20 – turno A

sabato 10 gennaio, ore 19 – turno B

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Donato Renzetti

soprano Lucrezia Drei

contralto Sara Mingardo

tenore Giulio Pelligra

basso Adolfo Corrado

maestro del coro Giovanni Andreoli

Ludwig van Beethoven Nona Sinfonia in re minore per soli, coro e orchestra op. 125

sabato 24 gennaio, ore 19 – turno B

violino Maxim Vengerov

pianoforte Polina Osetinskaya

Franz Schubert Sonata n. 3 in sol minore per violino e pianoforte op. 137 D. 408

Dmitrij Šostakovič Sonata in Sol maggiore per violino e pianoforte op. 134

Johannes Brahms Sonata n. 3 in re minore per violino e pianoforte op. 108

venerdì 6 febbraio, ore 20 – turno A

sabato 7 febbraio, ore 19 – turno B

Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Christopher Franklin

violino Kim Bomsori

Felix Mendelssohn-Bartholdy

Sogno di una notte di mezza estate, ouverture da concerto in Mi maggiore op. 21

Concerto in mi minore per violino e orchestra op. 64

Terza Sinfonia in la minore “Scozzese” op. 56

venerdì 13 febbraio, ore 20 – turno A

sabato 14 febbraio, ore 19 – turno B

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Pietari Inkinen

soprano Nicole Wacker

mezzosoprano Teresa Iervolino

maestro del coro Giovanni Andreoli

Gustav Mahler Seconda Sinfonia in do minore per soli, coro e orchestra “Resurrezione”

venerdì 27 marzo, ore 20 – turno A

sabato 28 marzo, ore 19 – turno B

INHERITANCE

Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Paolo Silvestri

tromba, flicorno, effetti Paolo Fresu

Guest

Paolo Fresu Quintet

pianoforte Roberto Cipelli

sassofoni Tino Tracanna

contrabbasso Attilio Zanchi

batteria Ettore Fioravanti

Paolo Fresu Devil Quartet

chitarra Bebo Ferra

contrabbasso Paolino Dalla Porta

batteria Stefano Bagnoli

Special Guest

fisarmonica Antonello Salis

voce Elena Ledda

electronics Alessio Atzori/Notrasa

composizioni originali Paolo Fresu

arrangiamenti Paolo Silvestri

Teatro Carmen Melis

venerdì 3 aprile, ore 20 – fuori abbonamento

sabato 4 aprile, ore 19 – fuori abbonamento

Concerto di Pasqua

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Alessandro Cadario

soprano Francesca Aspromonte

contralto Margherita Sala

tenore Alasdair Kent

basso Roberto Lorenzi

maestro del coro Giovanni Andreoli

Franz Joseph Haydn Stabat Mater in sol minore per soli, coro e orchestra Hob. XX bis

venerdì 8 maggio, ore 20 – turno A

sabato 9 maggio, ore 19 – turno B

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Nicolò Umberto Foron

soprano Giulia Bolcato

maestro del coro Giovanni Andreoli

Giuseppe Verdi Quattro pezzi sacri

Richard Wagner Die Meistersinger von Nürnberg: Preludio

Richard Wagner Tristan und Isolde: Preludio e Morte di Isotta

Richard Wagner Tannhäuser: Ouverture

venerdì 15 maggio, ore 20 – turno A

sabato 16 maggio, ore 19 – turno B

Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Ryan McAdams

pianoforte Michail Pletnëv

Sergej Rachmaninov

Capriccio su temi tzigani op. 12

Concerto n. 3 in re minore per pianoforte e orchestra op. 30

giovedì 4 giugno, ore 20 – turno B

The King’s Singers

Close Harmony

Ron Goodwin What kind of things do The King’s Singers sing? (arrangiamento Jeremy Jackman)

Getting Going (1968-1972)

Canto traditionale inglese Blow Away the Morning Dew (arrangiamento Gordon Langford)

Canto traditionale inglese The Oak and the Ash (arrangiamento Gordon Langford)

Marion Sunshine, Moises Simons & Wolfe Gilbert The Peanut Vendor (arrangiamento Gordon Langford)

Going Pro (1972-1983)

Albert Hammond I’m a train (arrangiamento Peter Knight)

Michael Flanders & Donald Swann Slow Train (arrangiamento Gordon Langford)

Gioachino Rossini Overture to The Barber of Seville (arrangiamento Daryl Runswick)

Into America (1983-1990)

Billy Joel And So It Goes (arrangiamento Bob Chilcott)

John Lennon & Paul McCartney Honey Pie (arrangiamento Paul Hart)

Randy Newman Texas Girl at the Funeral of her Father (arrangiamento Bob Chilcott)

Something Different (1990-2000)

George e Ira Gershwin Oh! I can’t sit down (arrangiamento Bob Chilcott)

The Beach Boys Kokomo (arrangiamento Bob Chilcott)

Albert Hay Malotte The Lord’s Prayer (arrangiamento Brian Wilson)

The ender

John Lennon & Paul McCartney Ob-la-di, ob-la-da (arrangiamento Daryl Runswick)

A New Day (2000-2018)

John David You Are The New Day (arrangiamento Peter Knight)

Harold Arlen I’ve Got the World on a String (arrangiamento Alexander L’Estrange)

Bob Chilcott We Are

The show goes on (2019-2026)

Ultima selezione di canzoni, fino ai nostri giorni, di grandi cantautori come Jacob Collier, Laura Mvula, James Blake ed Ed Sheeran, nonché il fantastico mondo Disney che ha recentemente festeggiato il suo 100° compleanno.

giovedì 3 settembre, ore 20 – turno A

Mahler Chamber Orchestra

direttore (prima parte) Teddy Abrams

direttrice (seconda parte) e pianoforte Yuja Wang

Aaron Copland Appalachian Spring

Samuel Barber Concerto per pianoforte e orchestra op. 38

Paul Dukas Fanfare pour précéder La Péri

Samuel Barber Mutations from Bach

Sergej Prokof’ev Concerto n. 3 in Do maggiore per pianoforte e orchestra op. 26

venerdì 2 ottobre, ore 20 – turno A

sabato 3 ottobre, ore 19 – turno B

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Enrico Onofri

flauto Riccardo Ghiani

soprano Ana Maria Labin

contralto Giulia Alletto

tenore Krystian Adam

basso Alessandro Ravasio

maestro del coro Giovanni Andreoli

Wolfgang Amadeus Mozart

Musica funebre massonica in do minore K. 477

Concerto n. 1 in Sol maggiore per flauto e orchestra K. 313

Requiem in re minore K. 626

venerdì 20 novembre, ore 20 – turno A

pianoforte Grigorij Sokolov

programma da definire

La Biglietteria del Teatro Lirico di Cagliari

I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.

La Stagione concertistica 2026 prevede due turni di abbonamento (A, B), per 9 concerti ciascuno.

La campagna abbonamenti per la Stagione concertistica si apre mercoledì 12 novembre 2025 con le conferme e variazioni su posti disponibili, possibili fino a martedì 30 dicembre 2025. I nuovi abbonamenti saranno in vendita ancora da mercoledì 12 novembre 2025, fino a sabato 10 gennaio 2026.

Da sottolineare, inoltre, la possibilità di acquistare da martedì 16 dicembre 2025 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione concertistica; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

Per il Concerto di Pasqua (Teatro Carmen Melis, 3-4 aprile, fuori abbonamento), gli abbonati alla Stagione concertistica 2026 hanno la prelazione sull’acquisto dei biglietti fino a sabato 21 marzo 2026.

Ai disabili (con disabilità al 100%) e ai loro eventuali accompagnatori, sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti, mentre ai giovani under 30 sono applicate riduzioni del 30%. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, giovedì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio, unicamente per operazioni legate allo spettacolo stesso. È chiusa, invece, i giorni festivi e i lunedì successivi alle domeniche di spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Servizio promozione culturale scuola@teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.

Cagliari, 8 novembre 2025

Pierluigi Corona

Responsabile Ufficio Stampa

Teatro Lirico di Cagliari, via Efisio Cao di San Marco, 09128 Cagliari – Italia

telefono +39 0704082209 – stampa@teatroliricodicagliari.itwww.teatroliricodicagliari.it

prezzi

Stagione concertistica 2026

 turni A, B
 abbonamento 9 spettacolibiglietto 9-10/1, 24/1, 15-16/5, 3/9, 20/11biglietto 6-7/2, 13-14/2, 27-28/3, 8-9/5, 4/6, 2-3/10
settoreplatea
giallo€ 250,00€ 50,00€ 40,00
rosso€ 230,00€ 45,00€ 35,00
blu€ 200,00€ 40,00€ 30,00
 I loggia
giallo€ 220,00€ 45,00€ 35,00
rosso€ 190,00€ 40,00€ 30,00
blu€ 160,00€ 35,00€ 25,00
 II loggia
giallo€ 90,00€ 20,00€ 15,00
rosso€ 90,00€ 20,00€ 15,00
blu€ 90,00€ 20,00€ 15,00

Per il Concerto di Pasqua (Teatro Carmen Melis, 3-4 aprile, fuori abbonamento) i prezzi dei biglietti sono: € 25 (intero), € 15 (ridotto abbonati/under 30).