TCBO: DOPO 34 ANNI TORNA A BOLOGNA ROBERTO DEVEREUX

L’opera di Donizetti va in scena dal 17 al 22 aprile al Comunale Nouveau con la direzione musicale di Renato Palumbo e la regia di Alfonso Antoniozzi

Protagonisti Francesco Demuro, Roberta Mantegna, Raffaella Lupinacci e Vladimir Stoyanov

Amore, gelosie e intrighi politici nella corte reale inglese del Cinquecento: questa l’atmosfera che regna in Roberto Devereux di Gaetano Donizetti, capolavoro del belcanto che il Teatro Comunale di Bologna porta in scena al Comunale Nouveau dal 17 al 22 aprile, a trentaquattro anni di distanza dall’ultima rappresentazione bolognese, avvenuta nel 1992. Il dramma è proposto nell’allestimento firmato dal regista e baritono Alfonso Antoniozzi per il Teatro Carlo Felice di Genova nel 2016, ripensato a dieci anni dal debutto in una nuova veste appositamente per gli spazi del Nouveau. Sale sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro Comunale di Bologna Renato Palumbo. Nel ruolo del titolo c’è Francesco Demuro, mentre a interpretare l’iconica regina Elisabetta I Tudor è chiamata Roberta MantegnaRaffaella Lupinacci canta Sara, e Vladimir Stoyanov veste i panni del Duca di Nottingham. Le scene sono di Monica Manganelli, i costumi di Gianluca Falaschi e le luci di Paolo Liaci. La regia è ripresa da Luisa Baldinetti.

Roberto Devereux, pur portando nel titolo il nome maschile di uno dei protagonisti, è in realtà un dramma centrato sulla sovrana Tudor, un’opera che mette in luce la solitudine del potere regale e lo scorrere inesorabile del tempo. La vicenda narrata esplora infatti la progressiva decadenza emotiva di una regina divisa tra ragion di Stato e passioni private. Una tensione che trova il suo culmine nell’ultima aria intonata da Elisabetta, la celebre Vivi ingrato, a lei d’accanto: cantilena intensa e struggente in cui la regina, dopo aver condannato a morte l’uomo che amava, manifesta il desiderio di liberarsi dal peso del proprio ruolo.

L’allestimento ideato da Antoniozzi si sviluppa in una dimensione dichiaratamente metateatrale: lo spazio scenico è costruito ispirandosi a elementi architettonici che evocano la struttura del Globe Theatre e l’atmosfera dell’Inghilterra elisabettiana. In questo contesto simbolico prende così forma il dramma interiore della sovrana. «Gli anni di regno gravano su di lei come il suo manto ogni giorno più pesante» dice il regista, «i giorni sempre uguali passati a recitare la parte della regina, rinunciando a essere donna, sono come una maschera diventata troppo stretta». Baritono di fama internazionale, Antoniozzi da anni affianca alla carriera di cantante quella di regista, firmando numerose produzioni come Il barbiere di Siviglia e Gianni Schicchi ad Astana e al Tuscia Opera Festival, Le nozze di Figaro al Teatro Colón di Buenos Aires, Anna Bolena al Regio di Parma; Aida e Maria Stuarda al Teatro Carlo Felice di Genova. Al TCBO Antoniozzi ha esordito alla regia nel 2009 con Don Pasquale di Donizettiportando in scena negli anni successivi anche La traviata di Verdi (2010).

La direzione musicale è invece affidata a Renato Palumbo, direttore d’orchestra ospite dei principali teatri e festival internazionali, dalla Scala di Milano all’Opéra de Paris, dalla Royal Ballet & Opera di Londra alla Wiener Staatsoper, fino all’Arena di Verona e ai palcoscenici di Amburgo, Tokyo, Buenos Aires, Madrid e Barcellona. Cavaliere della Repubblica Italiana per meriti artistici e ospite frequente della fondazione lirico sinfonica felsinea, torna a Bologna dopo il recente Barbiere di Siviglia di Rossini a dicembre 2025.

Il Roberto Devereux bolognese vede impegnati sul palco Francesco Demuro come Roberto Devereux – uno dei suoi ruoli simbolo –, tenore ospite regolare di istituzioni prestigiose come il Metropolitan Opera House, la Royal Ballet & Opera di Londra, l’Opéra de Paris, la Staatsoper Berlin e la Scala di Milano; Roberta Mantegna, già interprete di Elisabetta sui palcoscenici di Sydney, Washington, Napoli e Venezia; Raffaella Lupinacci nel ruolo di Sara, giovane mezzosoprano in rapida ascesa nel repertorio belcantistico;  e il baritono Vladimir Stoyanov nei panni del duca di Nottingham, che ha cantato in teatri come il Teatro alla Scala, la Staatsoper Berlin, la Wiener Staatsoper e all’Opera di Los Angeles. Nelle recite del 18 e 21 aprile i ruoli sono interpretati da Matteo Desole (Roberto Devereux), Karen Gardeazabal (Elisabetta I), Aoxue Zhu (Sara) – entrambe sono al loro debutto nel ruolo – e Simone Piazzola (Duca di Nottingham). 

Completano il cast Pierluigi D’Aloia nel ruolo di Lord Cecil, Nicolò Donini in quello di Sir Gualtiero, Giuseppe Nicodemo e Gianluca Monti, che si scambiano nei panni di Un familiare di Nottingham, e Tommaso Norelli e Sandro Pucci che si alternano in quelli di Un paggio. Il Coro del TCBO è preparato da Giovani Farina. Sul palco anche gli attori Domenico Indiveri, Giacomo Gaetano Liva, Giordano Boschi, Lisa Manzini, Lucia Fontanelli.

L’opera Roberto Devereux fa parte, insieme ad Anna Bolena (1830) e a Maria Stuarda (1835), del cosiddetto “ciclo delle regine Tudor” di Donizetti. Composta nel 1837 a Napoli su libretto di Salvatore Cammarano, l’opera debuttò in quello stesso anno al Teatro San Carlo, dove fu rappresentata fino al 1848 quasi senza interruzioni, per poi intraprendere un’importante carriera internazionale negli anni successivi. Basata sulla tragedia Élisabeth d’Angleterre di Jacques-François Ancelot, la vicenda si ispira – romanzandola – al legame tra Roberto Devereux, conte d’Essex, e la regina Elisabetta I d’Inghilterra, l’impavida figlia di Enrico VIII e di Anna Bolena, ultima dei sovrani della dinastia Tudor.

Le recite saranno precedute – circa 45 minuti prima dell’inizio – da una breve presentazione dell’opera nel Foyer del Comunale Nouveau.

I biglietti – da 30 a 130 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4/a) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.

STAGIONE D’OPERA 2026 DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Roberto Devereux

Tragedia lirica in tre atti

Musica di Gaetano Donizetti

Libretto di Salvatore Cammarano

Dalla tragedia di Jacques-François Ancelot Elisabeth d’Angleterre

Direttore Renato Palumbo

Regia Alfonso Antoniozzi, ripresa da Luisa Baldinetti

Costumi Gianluca Falaschi

Luci Paolo Liaci

PersonaggiInterpreti
Regina ElisabettaRoberta Mantegna (17, 19 e 22 aprile) | Karen Gardeazabal (18 e 21 aprile)
SaraRaffaella Lupinacci (17, 19 e 22 aprile) | Aoxue Zhu (18 e 21 aprile)
Roberto DevereuxFrancesco Demuro (17, 19 e 22 aprile) | Matteo Desole (18 e 21 aprile)
Il Duca di NottighamVladimir Stoyanov (17, 19 e 22 aprile) | Simone Piazzola (18 e 21 aprile)
Lord CecilPierluigi D’Aloia
Sir Gualtiero RaleighNicolò Donini
Un familiare di NottinghamGiuseppe Nicodemo (17, 19 e 22 aprile) | Gianluca Monti (18 e 21 aprile)
Un paggioTommaso Norelli (17, 19 e 22 aprile) | Sandro Pucci (18 e 21 aprile 2026)

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna

Maestro del CoroGiovanni Farina
Costumista collaboratoreGian Maria Sposito

Comunale Nouveau

Venerdì 17 aprile, ore 20 – PRIME
Sabato 18 aprile, ore 18 – POMERIGGIO 2
Domenica 19 aprile, ore 16 – DOMENICA
Martedì 21 aprile, ore 18 – POMERIGGIO 1
Mercoledì 22 aprile, ore 20 – SERA

L’eternità classico-romantica in Norma, capolavoro musicale di Vincenzo Bellini, per la Stagione d’opera 2025-2026

Mercoledì 18 marzo alle 20 va in scena il terzo, atteso appuntamento della Stagione d’opera 2025-2026 del Teatro Lirico di Cagliari: Norma, tragedia lirica in due atti su libretto di Felice Romani, dalla tragedia Norma ou L’infanticide di Alexandre Soumet, e musica di Vincenzo Bellini (Catania, 1801 – Puteaux, 1835), la cui ultima esecuzione a Cagliari risale a 12 anni fa (aprile-maggio 2014).

L’opera va in scena per cinque recite, in un allestimento originale di Teatro Grande di Brescia, As.Li.Co., Teatro Amilcare Ponchielli di Cremona, Teatro Fraschini di Pavia e Teatro Verdi di Pisa, di proprietà del Teatro Lirico di Cagliari che risale all’ottobre 2022, firmato, per la regia, da Elena Barbalich, artista veneziana al suo debutto a Cagliari. Le scene e i costumi sono di Tommaso Lagattolla, mentre le luci di Fabio Barettin.

Lo spettacolo evidenzia la contrapposizione di due mondi, quello dei conquistatori romani raffigurato attraverso una fisicità lineare e quello evocativo, esoterico e lunare del mondo di Norma, un universo culturale che ha attraversato, con le sue mitologie fiabesche e notturne la cultura romantica dell’Ottocento italiano. Un cerchio che diventa luna, rappresenta lo spazio tra questi due mondi. Scene e costumi definiscono l’ambiente con grandi specchi laterali e pochi elementi architettonici stilizzati, dove dominano blu, bianco e rosso che, nel finale, è preponderante.

La direzione musicale di Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari è invece affidata a Renato Palumbo (Montebelluna, 1963), eccellente protagonista delle stagioni liriche cagliaritane, dove ha diretto La Traviata (2000), Nabucco (2001), Il Trovatore (2002), Otello (2003), La Bohème (2003), Hans Heiling (2004), Manon Lescaut (2006), Macbeth (2013). Il maestro del coro è Giovanni Andreoli.

Protagonisti dell’opera sono celebri ed affermati cantanti che si alternano nelle recite quali: Francesco Demuro (18-20-22)/Mikheil Sheshaberidze (19-20-21)(Pollione); Michele Pertusi (18-20-22)/Emanuele Cordaro (19-20-21)(Oroveso); Marta Torbidoni (18-20-22)/Angela Meade (19-20-21)(Norma); Raffaella Lupinacci (18-20-22)/Sofia Koberidze (19-20-21)(Adalgisa); Federica Giansanti (Clotilde); Luigi Morassi (Flavio).

Rappresentata, per la prima volta, al Teatro alla Scala di Milano il 26 dicembre 1831, su libretto di Felice Romani, poeta colto e raffinato, Norma viene accolta in maniera decisamente ostile («Fiasco!!! Fiasco!!! Solenne fiasco!!!» sono le parole del deluso Bellini!), anche se già dalla seconda rappresentazione le arride un successo che l’accompagna fino ai giorni nostri. La storia dell’infelice amore tra la sacerdotessa druidica ed il proconsole romano nelle Gallie è intrisa sia di richiami alla tradizione classica, in particolare quella della tragedia greca, sia di romantiche atmosfere lunari e di abbandoni estatici che trovano in Casta Diva, celeberrima preghiera della protagonista, la loro compiutezza.

L’opera, della durata complessiva di 3 ore circa compreso un intervallo, viene rappresentata, ovviamente, in lingua italiana e il pubblico, come ormai tradizione al Teatro Lirico di Cagliari, ha anche l’ausilio dei sopratitoli che, scorrendo sull’arco scenico del boccascena, favoriscono la comprensione del libretto. Da questa Stagione 2025-2026 i sopratitoli sono disponibili anche in lingua inglese.

Norma viene replicata: giovedì 19 marzo alle 19 (turno F); venerdì 20 marzo alle 20 (turno C); sabato 21 marzo alle 19 (turno G); domenica 22 marzo alle 17 (turno D).

La recita per le scuole che, da quest’anno, assume come nuova intitolazione Opera NextGen e che prevede l’esecuzione in forma ridotta dell’opera della durata complessiva di 60 minuti circa, è venerdì 20 marzo alle 11. Nel ruolo di narratore si esibisce l’attore cagliaritano Massimiliano Medda.

Le recite dedicate, invece, al progetto “Oltre Insieme” sono giovedì 19 marzo alle 19 (spettacolo riservato ai disabili visivi con servizio di descrizione audio per favorirne la fruibilità, con inizio dell’attività dalle 18.15) e venerdì 20 marzo alle 20 (spettacolo rivolto a tutte le forme di disabilità): un format, già sperimentato con Otello e Lucrezia Borgia, il cui obiettivo è quello di rivolgersi, con sempre più forza, al pubblico con disabilità. Nello specifico si desidera rendere fruibile l’opera lirica a persone non vedenti, non udenti e con deficit cognitivi. In collaborazione con l’Università degli Studi di Macerata, tutte le opere della Stagione 2025-2026 verranno proposte in una versione inclusiva e immersiva, attraverso l’utilizzo di un’ampia gamma di esperienze e strumenti (percorsi multisensoriali prima dello spettacolo, audio-descrizioni, schede digitali, video in LIS – Lingua dei Segni Italiana) per rendere accessibile il prodotto culturale e musicale. Il percorso e le relative attività, intorno alla recita di venerdì 20 marzo alle 20, inizieranno alle 17.30.

I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.

È possibile acquistare i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

Ai disabili (con disabilità al 100%) e ai loro eventuali accompagnatori, sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di biglietti, mentre ai giovani under 30 sono applicate riduzioni del 30%. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 9 alle 13, giovedì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio, unicamente per operazioni legate allo spettacolo stesso. È chiusa, invece, i giorni festivi e i lunedì successivi alle domeniche di spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Servizio promozione culturale: educational@tldc.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin.

ROBERTO DEVEREUX PRIMO TITOLO OPERISTICO DELLA DECIMA EDIZIONE DEL DONIZETTI OPERA

Sul podio il direttore musicale del festival Riccardo Frizza; la regia è di Stephen Langridge
 
Come Elisabetta I il soprano Jessica Pratt, Roberto Devereux è il tenore John Osborne, mentre Simone Piazzola sarà Nottingham e Raffaella Lupinacci Sara
 
La première sarà preceduta dall’incontro di approfondimento e prove aperte di Donizetti Talk e dall’anteprima dedicata agli under 30

Teatro Donizetti, Bergamo
Venerdì 8 novembre, ore 17.30 (Donizetti Talk)
martedì 12 novembre, ore 17 (anteprima under 30)
venerdì 15 novembre, ore 20 (fuori abbonamento)
sabato23 novembre, ore 20 (fuori abbonamento – in opzione al Turno C)
giovedì 28 novembre, ore 20 (Turno A)

Si avvicina il debutto del primo titolo in scena al Teatro Donizetti: Roberto Devereuxopera fra le più amate di Gaetano Donizetti in programma venerdì 15 novembre alle ore 20 (repliche sabato 23 novembre e giovedì 28 novembre sempre alle ore 20). Mancano quindi pochi giorni all’inizio ufficiale della decima edizione del festival Donizetti Opera, manifestazione di rilievo internazionale dedicata al compositore bergamasco e dalla Fondazione Teatro Donizetti presieduta da Giorgio Berta con la direzione generale di Massimo Boffelli, la direzione artistica di Francesco Micheli e quella musicale di Riccardo Frizza.
 
Tappa immancabile verso la première di Roberto Devereux il Donizetti Talk in calendario venerdì 8 novembre alle ore 17.30 nella Sala Riccardi del Teatro Donizetti con i musicologi dell’Area scientifica del festival Livio Aragona e Maurizio Merisio e la partecipazione del direttore Riccardo Frizza e del regista Stephen Langridge. Il pubblico avrà poi la possibilità di accedere alle prove d’insieme dell’opera ed assistere quindi in anteprima ad una scena della nuova produzione. Per partecipare è consigliata la prenotazione su www.donizettiopera.org. Martedì 12 novembre alle ore 17.00 sarà invece il pubblico dei giovani a poter assistere all’opera grazie all’anteprima under 30, il cui biglietto ha un costo di 10 euro.
 
«Roberto Devereux è la mia opera donizettiana preferita» ha avuto modo più volte di dichiarare il direttore musicale del festival Riccardo Frizza che, dopo averla interpretata in giro per il mondo, sarà sul podio dell’Orchestra Donizetti Opera portando sui leggii l’Edizione Nazionale realizzata da Casa Ricordi in collaborazione e con il contributo del Comune di Bergamo e della Fondazione Teatro Donizetti a cura di Julia Lockhart, pubblicata nel 2022.
«Roberto Devereux è un capolavoro, anzi forse il capolavoro di Donizetti, almeno nel campo dell’opera italiana – sottolinea Frizza­ – È il titolo della svolta, della maturità completa. Ci saranno altri capolavori, specie francesi, ma nessuno sposterà più in alto l’asticella dell’ispirazione donizettiana. Per forza: una vicenda fortissima e appassionante, dai caratteri ben tratteggiati, una straordinaria figura di donna di potere innamorata, una grande invenzione musicale e una grandissima libertà formale, che trascende le forme chiuse che erano ancora la regola del melodramma dell’epoca. E, in fin dei conti, un soggetto tutto sommato insolito, unico, credo, nell’enorme catalogo donizettiano: la caducità del tempo, degli uomini e delle cose».
 
La regia è invece dell’inglese Stephen Langridge che è attualmente direttore artistico del festival di Glyndebourne oltre a essere ospite fisso di importanti palcoscenici come la Royal Opera House di Londra, la Lyric Opera di Chicago, il festival di Salisburgo. «La nostra messinscena – dichiara Langridge – è sicuramente contemporanea, ma ambientata in un mondo elisabettiano di fantasia. Non ho nulla contro l’uso di abiti contemporanei per esplorare un soggetto storico (Shakespeare lo faceva continuamente!), ma questa volta io e Katie Davenport, che firma sia le scene che i costumi, abbiamo voluto mantenere il sapore del mondo elisabettiano. La produzione non è affatto realistica o oggettiva, ma nemmeno l’opera di Donizetti lo è. È piuttosto una messinscena soggettiva, che consente di esplorare paesaggi emotivi e psicologici interiori».
 
Protagonisti vocali di questa che è «l’ultima tappa della saga noir che negli anni Donizetti dedicò alla dinastia Tudor» (P. Fabbri), sono alcuni celebri interpreti del Belcanto come Jessica Pratt (Elisabetta), John Osborn (Roberto Devereux), Simone Piazzola (Nottingham), Raffaella Lupinacci (Sara), David Astorga (Cecil), Ignazio Melnikas (allievo della Bottega Donizetti 2024) e Fulvio Valenti (Un famigliare di Nottingham e Un Cavaliere); scene e costumi sono di Katie Davenport; l’allestimento è coprodotto con il Teatro Sociale di Rovigo.
 
Donizetti lavorò alla composizione dell’opera nel corso dell’estate del 1837, un periodo funestato da eventi negativi, come la morte del terzo figlio e soprattutto dell’amata moglie Virginia Vasselli. Il Devereux è un’opera di svolta. Rispetto ai precedenti titoli “inglesi”, e giovandosi dell’esperienza maturata, il musicista indagò più a fondo la figura di Elisabetta, e ne ricavò un personaggio tragico e sfaccettato, al quale corrisponde una vocalità impervia, virtuosistica e dolente allo stesso tempo.

 
Sostenitori, partner, sponsor
Fondamentale anche nel 2024 il sostegno di Comune di Bergamo, Ministero della Cultura, Fondazione Cariplo, Regione Lombardia, Camera di Commercio di Bergamo. E ancora del Main partner Allianz (membro Benemerito della Fondazione Teatro Donizetti). Con il sostegno di Intesa Sanpaolo, SIAD, KPMG, Polo Tematico Avantgarde, Rea Dalmine, Abilita. Sponsor Curnis / Rolex, Automha. Partner tecnici ATB e Claypaky. In collaborazione con il Politecnico delle Arti “G. Donizetti – G. Carrara”, la Fondazione Mia, Rotary Club Terra di San Marco, Opera Europa, Fedora. Media partner Unibg On Air.
 
Un ringraziamento speciale agli Ambasciatori di Donizetti e a tutti coloro che sostengono l’attività della Fondazione Teatro Donizetti tramite ArtBonus
A2A • ATB Mobilità • Sacbo • Uniacque
Il Maestro Siad
I capolavori Fine Foods
Le pietre miliari Alfaparf Group • Calfin • Curnis Gioielli 3C • Gruppo Rulmeca • IRE OMBA • Legami• Nuova Demi • OMB Valves
Le rarità 3V Eagle • Allegrini • Automha • Before Advisory • Beltrami Linen • Bodega G. & C. • Brembomatic Pedrali • Carba • Caseificio Defendi Luigi • Catellani & Smith • CRS Impianti • CX Centax • Dalmine • Diachem • Effegi • Ferretticasa • Flow Meter • FraMar • Fratelli Rota Nodari • Gemels • Gruppo Alimentare Ambrosini • Impresa Edile Stradale Artifoni • Intertrasport • Iterchimica • Levorato • Lovato Electric • LVF Valve Solutions • MA.BO. • Milestone • Montello • Neodecortech • Panestetic • Pellegrini • Persico • Polo Telematico Avantgarde • Qintesi • Revi4 • Ri.Gom.Ma • Sinergia • Stucchi Group • Studio Berta Nembrini Colombini & Associati • Trussardi Petroli • Zanetti
Hanno inoltre donato ANCE Associazione Nazionale Costruttori Edili Bergamo • Fecs • Rota Fumagalli Gioielleria
 
martedì 12 novembre, ore 17 (anteprima under 30)
venerdì 15 novembre, ore 20 (fuori abbonamento)
sabato23 novembre, ore 20 (fuori abbonamento – in opzione al Turno C)
giovedì 28novembre, ore 20 (Turno A)
 
Teatro Donizetti, Bergamo

Roberto Devereux
tragedia lirica in tre atti di Salvadore Cammarano
Musica di Gaetano Donizetti
 
Prima esecuzione: Napoli, Real Teatro di San Carlo, 28 ottobre 1837
Edizione critica a cura di Julia Lockhart © Casa Ricordi, Milano con la collaborazione e il contributo del Comune di Bergamo e della Fondazione Teatro Donizetti
 
Direttore Riccardo Frizza
Regia Stephen Langridge
Scene e costumi Katie Davenport
Luci Peter Mumford
Regia animazione pupazzo Poppy Franziska
Assistente alla regia Katerina Petsatodi
 
Elisabetta Jessica Pratt
Il duca di Nottingham Simone Piazzola
Sara Raffaella Lupinacci
Roberto Devereux John Osborn
Lord Cecil David Astorga
Sir Gualtiero Raleigh Ignas Melnikas*
Un famigliare di Nottingham Fulvio Valenti
e Un Cavaliere
 
Allievo della Bottega Donizetti
 
Mimo Luca Maino
Burattinai per l’animazione del pupazzo Noemi Giannico, Matteo Moglianesi
 
Orchestra Donizetti Opera
Coro dell’Accademia Teatro alla Scala
Maestro del Coro Salvo Sgrò
 
Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti
in coproduzione con il Teatro Sociale di Rovigo


Biglietteria
Piazza Cavour, 15 – Bergamo – T. 035 4160601/602/603 – martedì-sabato, ore 16-20
biglietteria@fondazioneteatrodonizetti.org
gruppi@fondazioneteatrodonizetti.org
 
Costo dei biglietti:
– Roberto Devereux e Don Pasquale: da 120 euro a 16 euro
– Zoraida di Granada: da 105 euro a 16 euro
– LU OpeRave: 25 euro
 
Carnet weekend
Tutti gli spettacoli di ciascun fine settimana con lo sconto del 25%
Carnet sabato
I biglietti per le opere in tre sabati diversi con lo sconto del 25%
 
Gli spettacoli nei giorni feriali avranno inizio alle ore 20 nei giorni feriali e alle ore 15.30 la domenica.